Carissimi lettori, oggi parliamo di una garahhhh noiosissimahhhh in quanto dominata da vetture dello stesso team. O almeno, così ha scritto un tizio nei commenti alla gara su Youtube e, subito dopo essersi lamentato per la noia, ha osservato che il duello tra i McLaren Bros per la leadership è stato piuttosto avvincente. Qui non ci siamo. Ho come l'impressione che lamentarsi della noiahhhh sia una sorta di messaggio in codice o qualcosa del genere, perché non si spiega che ci si lamenti per la noia anche quando si sta osservando che gli eventi della gara sono stati emozionanti. Ad ogni modo contestualizziamo, siamo a Le Castellet, è la settima prova del mondiale 1988 e avviene di ritorno dall'America dove ci sono stati i tre gran premi centro-nord americani.
Le prime quattro file sono tutte ordinate, ci sono le due McLaren, le due Ferrair, le due Benetton e le due Lotus: Prost, Senna, Berger, Alboreto, Boutsen, Nannini, Piquet e Nakajima. Ci sono molte cose che potrebbero saltare all'occhio, ma quella che mi stupisce maggiormente è la presenza di Nakajima in ottava posizione accanto al compagno di squadra, non è una cosa che succede esattamente tutti i giorni. Ad ogni modo la gara non la farà Nakajima, con tutto il rispetto, né la faranno tutti i piloti che partono dalla seconda fila in poi, abbastanza ignorati dalle inquadrature televisive. E dopotutto come dare torto alla regia? Non stiamo parlando di una passerella in cui non succede niente, dopotutto. Anzi, stiamo parlando di una gara che offre numerosi spunti di riflessione.
Per tutto il primo stint, Prost rimane in testa seguito da Senna, con i due che staccano progressivamente le Ferrari, ma who kers delle Ferrari, l'ho detto, stavolta la gara la fanno tutta i Prosenna, si può davvero fare finta che gli altri piloti non esistano, a parte Piquet quando verrà il suo momento, ma ne parleremo molto più avanti. Poi, mentre si sta avvicinando la metà della gara, c'è un plot-twist: Senna rientra ai box e cambia gomme. Torna in pista secondo, perché appunto tutti gli avversari di altri team sono nel bel mezzo del nulla cosmico... e niente, con gomme fresche sembra andare un po' più veloce di Prost. Questo, da parte sua, rientra ai box a sua volta di lì a qualche giro. La sosta è lenta, quando torna in pista è dietro al compagno di squadra. Con il linguaggio odierno, Senna ha appena portato a termine un undercut!
La gara, ovviamente, non è finita qui, siamo solo a metà e i Prosenna hanno ancora molte soddisfazioni da riservarci, perché una volta sprofondato in seconda posizione, Prost non rimane lì a rigirarsi i pollici, ma anzi, cerca di avvicinarsi progressivamente al compagno di squadra, operazione che realizza con successo: se nel primo stint era lui ad avere Senna negli scarichi, adesso è lui a stare negli scarichi di Senna, mentre si ritrovano alle prese con i doppiaggi. In realtà i doppiaggi non sono una novità, ma c'erano già vetture da doppiare tipo dopo venti minuti di gara (non sto scherzando), ma adesso si fanno sempre più frequenti. Nel frattempo Murray Walker prorompe in alcune argute osservazioni: dipinge i Prosenna come due piloti che vanno d'accordo tra di loro e che gareggiano l'uno contro l'altro in modo pulito e senza crearsi problemi a vicenda.
Uno stormo di gufi composto da circa duemila elementi applaude il telecronista che ha suggerito loro quale svolta dare alla trama, ma non dobbiamo metterci avanti con i lavori perché dopotutto siamo solo nel 1988. Nonostante ciò Walker cerca di dare un tocco di Drive to Survive al doppiaggio della Lotus di Piquet, sostenendo che lui e Senna non si sopportano e che farà tutto il possibile per ostacolarlo e favorire Prost. Quando avviene il suddetto doppiaggio, peraltro, osserva anche come Piquet abbia effettivamente ostacolato Senna in quei frangenti e come Senna abbia subito psicologicamente questo momento. In realtà, al netto del fatto che effettivamente Piquet e Senna non si potevano vedere... è un doppiaggio assolutamente normale. E la vettura di Senna sembra accusare qualche problema, e verosimilmente è questa la ragione per cui sta perdendo terreno.
I doppiaggi non sono finiti, c'è la Minardi di Martini davanti ai Prosenna. E poi ci sono i Prosenna davanti a Martini. E c'è anche Prost davanti a Senna, avendo superato nello stesso momento lui e Martini. Senna gli si piazza negli scarichi e ci resta per un paio di giri, per poi desistere, anche perché è l'unica alternativa possibile per portare al traguardo la vettura. Rallenta progressivamente, nel quarto di gara che ancora rimane, tanto il vantaggio che ha nei confronti del terzo è abissale. I Prosenna fanno doppietta, Alboreto giunge terzo, seguono poi Piquet e Nannini a completare la zona punti. Nakajima giunge settimo tenendosi dietro quasi una decina di vetture, la top-ten è completata dalle March-Leyton House di Gugelmin e Capelli e dalla Rial di De Cesaris. Tra i piloti persi per strada ci sono sia Boutsen sia entrambi quelli della Williams, Mansell e Patrese.
Conclusione, al termine della visione di questo gran premio: la noiahhhh è soggettiva, va bene, non abbiamo assistito a un duello tra piloti di team diversi con vetture multicolori che rendessero la gara simile a una festa di carnevale, ma abbiamo assistito a un bellissimo duello per la vittoria tra due compagni di squadra che hanno equa possibilità di vincere il mondiale. Di che cosa dovremmo lamentarci? Del fatto che in questo gran premio non si siano tirati i piatti? Se è per questo, allora, non ci sarà altro da fare che aspettare con fiducia: i lanci di piatti arriveranno e anche in abbondanza. Io preferisco le situazioni in cui non ci sono necessariamente delle polemiche, ma evidentemente non faccio testo. Quindi, solo in onore dei miei lettori, perché bisogna tenerseli buoni: GaRa NoYoSa E FaLsAtA DaL FaTtO Ke Le FeRrArY NoN HaNnO FaTtO DoPpYeTtA!!11!!!11!!!!
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
sabato 7 maggio 2022
venerdì 6 maggio 2022
Una caotica giornata di pioggia in Quebec // GP Canada 1989
Carissime Zakspeed guidate da Bernd Schneider e Aguri Suzuki, dove guidate è un eufemismo dato che le prequalifiche sono finite già da un bel po', oggi ci spostiamo nel 1989, anno in cui c'erano 39 entries per soli 26 posti in griglia quindi tanti non prequalificati, oltre che una manciata di non qualificati. Il maltempo sta condizionando il weekend canadese, quindi le marmotte del Quebec devono stare ben riparate mentre vegliano sulla situazione. La situazione riporta che la telecronaca disponibile su Youtube sia quella della Rai con Poltronieri - epic win - e che la prima fila della griglia di partenza non sia sostanzialmente cambiata rispetto a tutte le altre gare di questa epoca, le McLaren di Alain Prost e Ayrton Senna sono 1/2 e i pochissimi servizi di piatti superstiti stanno già tremando. Nel frattempo la pioggia cade su Montreal, anzi no, è già caduta e adesso la pista va asciugandosi, tanto che alcuni piloti, dopo il giro di formazione rientrano in pitlane per montare gomme da asciutto. Si tratta di Nigel Mansell (Ferrari), Alessandro Nannini (Benetton) e Luis Perez-Sala (Minardi).
Nel frattempo succede una cosa piuttosto strana: c'è un aborted start e quindi un secondo giro di formazione. No, non è questa la cosa strana, è il fatto che il semaforo della pitlane dovrebbe essere rosso fino al momento in cui, dopo la partenza, tutte le vetture hanno superato l'uscita della pitlane. Invece il semaforo di Montreal - futuro grande amico di Juan Pablo Montoya, Giancarlo Fisichella e Felipe Massa - ha apparentemente una luce arancione lampeggiante. Mansell e Nannini decidono di uscire, Sala invece si chiede quale sia il senso di tutto ciò e decide di attendere (cosa che racconterà nella sua intervista post-ritiro a gara inoltrata). Si rivela una scelta piuttosto saggia: Mansell e Nannini sono stati mandati in pista accidentalmente prima che la gara sia partita e adesso si trovano in prima e seconda posizione, ma nell'illegalità più totale. Nel frattempo i Prosenna sono 3/4 ma di fatto 1/2 tra i piloti che sono legittimati a stare dove sono, situazione che non dura tanto.
Dopo appena un giro Prost rallenta e rientra in pitlane, ma non si tratta di una faccenda di routine. No, la sua gara è già sul punto di finire a causa di una rottura di natura tecnica. Non poteva accadere nulla di peggio... anzi, sì, una cosa peggiore gli è accaduta prima dell'inizio della gara, quando la grafica l'ha inquadrato attribuendogli l'identità del suo compagno di squadra. Mansell e Nannini vengono nel frattempo blackflaggati, il pilota della Benetton rientra ai box subito e si ferma, mentre Mansell sembra proseguire ancora un po', giusto in tempo per essere superato da Senna, prima che questo decida, come vari altri piloti, di andare ai box per passare alle gomme slick. Riccardo Patrese si porta quindi in testa, seguito da Gerhard Berger. Il ferrarista, tuttavia, poco dopo esce di scena non inquadrato. O meglio, viene inquadrato a piedi, si scoprirà in seguito che ha avuto un guasto al cambio. La gara della Ferrari è già finita, anche perché Mansell si arrende all'evidenza e rientra ai box a sua volta.
Per fortuna ci sono tanti piloti italiani che possono regalarci soddisfazioni... anzi no, molti non ce ne stanno regalando, ma nenche proprio da lontano, sempre ammesso che non si consideri il mondiale di mai una gioia a cui la Formula 1 fa da contorno. Stefano Modena (Brabham) risulta ritirato al via, così come Pierluigi Martini (Minardi) che viene chiamato Giancarlo Martini da Poltronieri e la cui vettura incidentata rimane ferma parecchio a lungo prima di essere finalmente rimossa. Anche Michele Alboreto (Tyrrell) risulta non avere percorso neanche un intero giro prima di essersi ritirato per problemi tecnici. Si ritira per un guasto anche l'americano di Roma Eddie Cheever (Arrows), mentre Gabriele Tarquini (AGS) per incidente. Insomma, per quanto agli imolesi la cosa potrebbe non piacere, quello che sta difendendo meglio i nostri colori è Patrese, inseguito dalla Williams del compagno di squadra Thierry Boutsen, almeno finché questo non rientra verosimilmente ai box, dato che non si trova più in seconda posizione ed è difficile stare dietro a tutto e tutti.
Aggiungo qualche comunicazione di servizio, ovvero anche il ritiro per incidente di Sala, come già avevo anticipato: entrambe le Minardi ormai sono fuori gara - come da foto nel collage soprastante. Si ritira poi anche Mauricio Gugelmin (Leyton House) mentre non menzionato in telecronaca sembra che Stefan Johansson venga blackflaggato per guida pericolosa nella pitlane, qualunque cosa questo significhi. Come avrete capito un numero notevole di piloti sta uscendo di scena, il che non è per niente positivo per loro, perché le condizioni mutevoli del meteo fanno sì che ci sia gente che rientra ai box secondo strategie assolutamente random e di conseguenza piloti che si prendono il lusso di fare i fighi nelle prime posizioni in modo che sembra del tutto casuale. A scanso di equivoci, dopo la presunta sosta di Boutsen, Senna è di nuovo in seconda posizione, anche se è sulle slick e subito dopo che le ha messe la pioggia è aumentata. Ancora a scanso di equivoci, le vetture viaggiano abbastanza distaccate le une dalle altre, negli scarichi non ha nessuno.
Terzo per un tratto c'è Philippe Alliot sulla Lola-Larrousse, poi gli succede Derek Warwick sulla Arrows, seguito a distanza dalle Dallara di Alex Caffi e Andrea De Cesaris. Caffi non approfitta della situazione, lo vediamo impegnato in testacoda vari. Si porta quindi più avanti l'Osella di Nicola Larini che, quando Senna rientra ai box per passare alle gomme da bagnato, si ritrova addirittura terzo. Nel frattempo salutiamo Philippe Alliot che si ritira per incidente poi, poco dopo, anche Ivan Capelli (Leyton House) che va a sbattere. Larini nel frattempo prosegue imperterrito in terza piazza, ma non troppo a lungo: Senna infatti è il più veloce in pista dopo la sosta e lo supera like a boss portandosi terzo, all'inseguimento di Warwick e magari anche di Patrese. Il leader della gara, nel frattempo, è ancora indisturbato in testa, ma le sue gomme sulle quali si trova fin da inizio gara iniziano ad essere ormai a fine corsa, quando siamo neanche a metà della percorrenza di una gara che si sta rivelando lunga ed estenuante.
Tra inquadrature di pennuti - si vede un probabile gabbiano in alto nella foto centrale - e pioggia che va e viene ma in questo momento prevalentemente va, credo sia opportuno tornare a Patrese, che dopo la sosta di Senna, che per qualche giro gli era stato negli scarichi, adesso è in testa da solo, ma destinato a non rimanerci. Va infatti ai box ed esce terzo alle spalle di Senna, che di conseguenza ha portato a termine un undercut. Warwick è in testa, mentre Larini non è più quarto, perché è stato costretto al ritiro. Quarto è Thierry Boutsen a debita distanza da Patrese, mentre quinto è Andrea De Cesaris dopo avere superato René Arnoux. Il pilota della Ligier da parte sua è impegnato a tenersi dietro la Lotus di Nelson Piquet, il che è una novità: di solito negli ultimi tempi Arnoux tiene dietro piloti a pieni giri da doppiato, non piloti nel sup stesso giro. Intanto, mentre Cheever commenta gli accadimenti di testa insieme a Ezio Zermiani, Senna a caccia di Warwick supera il pilota della Arrows e si appropria della leadership della gara. Poi, poco dopo, la vettura di Warwick saluta il suo pilota.
Tra Larini e Warwick c'è stato un altro ritirato, ovvero Jonathan Palmer (Tyrrell) autore peraltro del giro più veloce che, causa avversità delle condizioni meteo, nessuno sarà in grado di battere per tutto il resto della gara. Il ritiro di Warwick costituisce comunque un upgrade: anche lui viene scambiato per Senna dalla grafica, perché Senna è attention seeker anche quando non fa nulla per essere attention seeker! ...a parte involarsi verso il dominio della gara, naturalmente, ma per questo concetto intendo cose in genere più estrose. Adesso però mettiamolo da parte un attimo, ho una comunicazione di servizio, ovvero che siamo rimasti con solo nove vetture sul tracciato e abbiamo superato da pochi giri la metà della gara. Pare che nel frattempo Piquet abbia anche superato Arnoux... anzi, non solo sembra, ma è effettivamente successo davanti ai nostri occhi. Approfitto di questo momento per specificare il DNQ dei rispettivi compagni di squadra Satoru Nakajima e Olivier Grouillard.
Il duello Piquet vs Arnoux, Senna se lo gusta da vicino dato che si appresta a doppiare prima l'uno e poi dopo anche l'altro. Nel frattempo Zermiani intervista Larini e poi anche la sua compagna Barbara, per la prima volta a un gran premio che spiega che atmosfera si respiri con queste testuali parole: "guardando le gare alla televisione si vedono solo gli altri, Nicola non viene inquadrato mai". Nel frattempo però non dobbiamo perdere di vista quello che succede in pista: la Rial di Christian Danner è in una via di fuga, ma viene verosimilmente rimessa in pista dai commissari dato che dopo troviamo Danner in un'ulteriore via di fuga che viene rimesso in pista dai commissari! Non esce quindi di scena, cosa che invece accadrà alcuni giri dopo a Roberto Moreno (Coloni) che già aveva avuto vari problemi - a inizio gara a un certo punto si è diretto ai box praticamente su tre ruote, tanto che Poltronieri lo dava erroneamente per ritirato.
Senna frattanto doppia De Cesaris, già protagonista di un testacoda senza conseguenze in termini di posizioni, questo significa che sono le Williams non sono state doppiate dal leader della gara. A proposito di Williams, Boutsen va più forte di Patrese in questo momento e mentre la gara giunge nelle sue fasi conclusive, dopo un duello perdurato per un paio di giri, riesce a superarlo portandosi secondo. Poco dopo finisce il video con la telecronaca italiana, è arrivata la scadenza del limite delle due ore della videocassetta dell'utente che 30+ anni fa ha registrato la gara dalla televisione. Urge quindi cercare un video con gli ultimi sette giri della gara, ma sembra non esistere quindi l'unica cosa da fare è optare per una sintesi. Torniamo al punto in cui i piloti Williams arrivano alle di Piquet e Danner da doppiare... e niente, Boutsen si infila e strappa la seconda posizione a Patrese, senza sapere che di lì a pochi giri quel sorpasso assumerà tutt'altro significato: c'è un ultimo colpo di scena ad attenderci.
Guess what? Dopo una gara pressoché dominata e una vittoria che sembra ormai certa ecco che la McLaren di Senna decide che è ora di andare a dormire. Il motore esaurisce la propria vita utile e il pilota non può fare altro che parcheggiare e scendere dalla monoposto. Questo significa che in modo abbastanza random Boutsen si trova in testa al gran premio! E quella posizione la mantiene fino alla bandiera a scacchi lasciando il Canada da vincitore. Prima di lasciare il Canada tuttavia è il momento che finisca anche la gara degli altri, con Patrese che chiude secondo e una vettura rossa che completa il podio. Si tratta della Dallara di De Cesaris, pilota che ha da sempre la propensione a finire a podio nelle giornate in cui tanti piloti fanno confusione, sempre ammesso che non si ritrovi lui stesso a fare confusione. Piquet chiude quarto, precedendo Arnoux e Caffi. Senna viene classificato settimo, davanti a Danner doppiato di tre giri. Si chiude così la stagione centro-nordamericana, dopo la tripletta Messico/ Stati Uniti/ Canada la Formula 1 si appresta a rientrare in Europa, ripartendo dal GP di Francia.
Nel frattempo succede una cosa piuttosto strana: c'è un aborted start e quindi un secondo giro di formazione. No, non è questa la cosa strana, è il fatto che il semaforo della pitlane dovrebbe essere rosso fino al momento in cui, dopo la partenza, tutte le vetture hanno superato l'uscita della pitlane. Invece il semaforo di Montreal - futuro grande amico di Juan Pablo Montoya, Giancarlo Fisichella e Felipe Massa - ha apparentemente una luce arancione lampeggiante. Mansell e Nannini decidono di uscire, Sala invece si chiede quale sia il senso di tutto ciò e decide di attendere (cosa che racconterà nella sua intervista post-ritiro a gara inoltrata). Si rivela una scelta piuttosto saggia: Mansell e Nannini sono stati mandati in pista accidentalmente prima che la gara sia partita e adesso si trovano in prima e seconda posizione, ma nell'illegalità più totale. Nel frattempo i Prosenna sono 3/4 ma di fatto 1/2 tra i piloti che sono legittimati a stare dove sono, situazione che non dura tanto.
Dopo appena un giro Prost rallenta e rientra in pitlane, ma non si tratta di una faccenda di routine. No, la sua gara è già sul punto di finire a causa di una rottura di natura tecnica. Non poteva accadere nulla di peggio... anzi, sì, una cosa peggiore gli è accaduta prima dell'inizio della gara, quando la grafica l'ha inquadrato attribuendogli l'identità del suo compagno di squadra. Mansell e Nannini vengono nel frattempo blackflaggati, il pilota della Benetton rientra ai box subito e si ferma, mentre Mansell sembra proseguire ancora un po', giusto in tempo per essere superato da Senna, prima che questo decida, come vari altri piloti, di andare ai box per passare alle gomme slick. Riccardo Patrese si porta quindi in testa, seguito da Gerhard Berger. Il ferrarista, tuttavia, poco dopo esce di scena non inquadrato. O meglio, viene inquadrato a piedi, si scoprirà in seguito che ha avuto un guasto al cambio. La gara della Ferrari è già finita, anche perché Mansell si arrende all'evidenza e rientra ai box a sua volta.
Per fortuna ci sono tanti piloti italiani che possono regalarci soddisfazioni... anzi no, molti non ce ne stanno regalando, ma nenche proprio da lontano, sempre ammesso che non si consideri il mondiale di mai una gioia a cui la Formula 1 fa da contorno. Stefano Modena (Brabham) risulta ritirato al via, così come Pierluigi Martini (Minardi) che viene chiamato Giancarlo Martini da Poltronieri e la cui vettura incidentata rimane ferma parecchio a lungo prima di essere finalmente rimossa. Anche Michele Alboreto (Tyrrell) risulta non avere percorso neanche un intero giro prima di essersi ritirato per problemi tecnici. Si ritira per un guasto anche l'americano di Roma Eddie Cheever (Arrows), mentre Gabriele Tarquini (AGS) per incidente. Insomma, per quanto agli imolesi la cosa potrebbe non piacere, quello che sta difendendo meglio i nostri colori è Patrese, inseguito dalla Williams del compagno di squadra Thierry Boutsen, almeno finché questo non rientra verosimilmente ai box, dato che non si trova più in seconda posizione ed è difficile stare dietro a tutto e tutti.
Aggiungo qualche comunicazione di servizio, ovvero anche il ritiro per incidente di Sala, come già avevo anticipato: entrambe le Minardi ormai sono fuori gara - come da foto nel collage soprastante. Si ritira poi anche Mauricio Gugelmin (Leyton House) mentre non menzionato in telecronaca sembra che Stefan Johansson venga blackflaggato per guida pericolosa nella pitlane, qualunque cosa questo significhi. Come avrete capito un numero notevole di piloti sta uscendo di scena, il che non è per niente positivo per loro, perché le condizioni mutevoli del meteo fanno sì che ci sia gente che rientra ai box secondo strategie assolutamente random e di conseguenza piloti che si prendono il lusso di fare i fighi nelle prime posizioni in modo che sembra del tutto casuale. A scanso di equivoci, dopo la presunta sosta di Boutsen, Senna è di nuovo in seconda posizione, anche se è sulle slick e subito dopo che le ha messe la pioggia è aumentata. Ancora a scanso di equivoci, le vetture viaggiano abbastanza distaccate le une dalle altre, negli scarichi non ha nessuno.
Terzo per un tratto c'è Philippe Alliot sulla Lola-Larrousse, poi gli succede Derek Warwick sulla Arrows, seguito a distanza dalle Dallara di Alex Caffi e Andrea De Cesaris. Caffi non approfitta della situazione, lo vediamo impegnato in testacoda vari. Si porta quindi più avanti l'Osella di Nicola Larini che, quando Senna rientra ai box per passare alle gomme da bagnato, si ritrova addirittura terzo. Nel frattempo salutiamo Philippe Alliot che si ritira per incidente poi, poco dopo, anche Ivan Capelli (Leyton House) che va a sbattere. Larini nel frattempo prosegue imperterrito in terza piazza, ma non troppo a lungo: Senna infatti è il più veloce in pista dopo la sosta e lo supera like a boss portandosi terzo, all'inseguimento di Warwick e magari anche di Patrese. Il leader della gara, nel frattempo, è ancora indisturbato in testa, ma le sue gomme sulle quali si trova fin da inizio gara iniziano ad essere ormai a fine corsa, quando siamo neanche a metà della percorrenza di una gara che si sta rivelando lunga ed estenuante.
Tra inquadrature di pennuti - si vede un probabile gabbiano in alto nella foto centrale - e pioggia che va e viene ma in questo momento prevalentemente va, credo sia opportuno tornare a Patrese, che dopo la sosta di Senna, che per qualche giro gli era stato negli scarichi, adesso è in testa da solo, ma destinato a non rimanerci. Va infatti ai box ed esce terzo alle spalle di Senna, che di conseguenza ha portato a termine un undercut. Warwick è in testa, mentre Larini non è più quarto, perché è stato costretto al ritiro. Quarto è Thierry Boutsen a debita distanza da Patrese, mentre quinto è Andrea De Cesaris dopo avere superato René Arnoux. Il pilota della Ligier da parte sua è impegnato a tenersi dietro la Lotus di Nelson Piquet, il che è una novità: di solito negli ultimi tempi Arnoux tiene dietro piloti a pieni giri da doppiato, non piloti nel sup stesso giro. Intanto, mentre Cheever commenta gli accadimenti di testa insieme a Ezio Zermiani, Senna a caccia di Warwick supera il pilota della Arrows e si appropria della leadership della gara. Poi, poco dopo, la vettura di Warwick saluta il suo pilota.
Tra Larini e Warwick c'è stato un altro ritirato, ovvero Jonathan Palmer (Tyrrell) autore peraltro del giro più veloce che, causa avversità delle condizioni meteo, nessuno sarà in grado di battere per tutto il resto della gara. Il ritiro di Warwick costituisce comunque un upgrade: anche lui viene scambiato per Senna dalla grafica, perché Senna è attention seeker anche quando non fa nulla per essere attention seeker! ...a parte involarsi verso il dominio della gara, naturalmente, ma per questo concetto intendo cose in genere più estrose. Adesso però mettiamolo da parte un attimo, ho una comunicazione di servizio, ovvero che siamo rimasti con solo nove vetture sul tracciato e abbiamo superato da pochi giri la metà della gara. Pare che nel frattempo Piquet abbia anche superato Arnoux... anzi, non solo sembra, ma è effettivamente successo davanti ai nostri occhi. Approfitto di questo momento per specificare il DNQ dei rispettivi compagni di squadra Satoru Nakajima e Olivier Grouillard.
Il duello Piquet vs Arnoux, Senna se lo gusta da vicino dato che si appresta a doppiare prima l'uno e poi dopo anche l'altro. Nel frattempo Zermiani intervista Larini e poi anche la sua compagna Barbara, per la prima volta a un gran premio che spiega che atmosfera si respiri con queste testuali parole: "guardando le gare alla televisione si vedono solo gli altri, Nicola non viene inquadrato mai". Nel frattempo però non dobbiamo perdere di vista quello che succede in pista: la Rial di Christian Danner è in una via di fuga, ma viene verosimilmente rimessa in pista dai commissari dato che dopo troviamo Danner in un'ulteriore via di fuga che viene rimesso in pista dai commissari! Non esce quindi di scena, cosa che invece accadrà alcuni giri dopo a Roberto Moreno (Coloni) che già aveva avuto vari problemi - a inizio gara a un certo punto si è diretto ai box praticamente su tre ruote, tanto che Poltronieri lo dava erroneamente per ritirato.
Senna frattanto doppia De Cesaris, già protagonista di un testacoda senza conseguenze in termini di posizioni, questo significa che sono le Williams non sono state doppiate dal leader della gara. A proposito di Williams, Boutsen va più forte di Patrese in questo momento e mentre la gara giunge nelle sue fasi conclusive, dopo un duello perdurato per un paio di giri, riesce a superarlo portandosi secondo. Poco dopo finisce il video con la telecronaca italiana, è arrivata la scadenza del limite delle due ore della videocassetta dell'utente che 30+ anni fa ha registrato la gara dalla televisione. Urge quindi cercare un video con gli ultimi sette giri della gara, ma sembra non esistere quindi l'unica cosa da fare è optare per una sintesi. Torniamo al punto in cui i piloti Williams arrivano alle di Piquet e Danner da doppiare... e niente, Boutsen si infila e strappa la seconda posizione a Patrese, senza sapere che di lì a pochi giri quel sorpasso assumerà tutt'altro significato: c'è un ultimo colpo di scena ad attenderci.
Guess what? Dopo una gara pressoché dominata e una vittoria che sembra ormai certa ecco che la McLaren di Senna decide che è ora di andare a dormire. Il motore esaurisce la propria vita utile e il pilota non può fare altro che parcheggiare e scendere dalla monoposto. Questo significa che in modo abbastanza random Boutsen si trova in testa al gran premio! E quella posizione la mantiene fino alla bandiera a scacchi lasciando il Canada da vincitore. Prima di lasciare il Canada tuttavia è il momento che finisca anche la gara degli altri, con Patrese che chiude secondo e una vettura rossa che completa il podio. Si tratta della Dallara di De Cesaris, pilota che ha da sempre la propensione a finire a podio nelle giornate in cui tanti piloti fanno confusione, sempre ammesso che non si ritrovi lui stesso a fare confusione. Piquet chiude quarto, precedendo Arnoux e Caffi. Senna viene classificato settimo, davanti a Danner doppiato di tre giri. Si chiude così la stagione centro-nordamericana, dopo la tripletta Messico/ Stati Uniti/ Canada la Formula 1 si appresta a rientrare in Europa, ripartendo dal GP di Francia.
giovedì 5 maggio 2022
Fuga a Città del Messico prima di immergersi nel trash di Phoenix // GP Messico e Stati Uniti 1989
Benvenuti nel 1989 e fate attenzione a non ritrovarvi coinvolti in mezzo a un lancio di piatti dei McLaren Bros, la loro specialità fin dal GP di San Marino. Lasciato il luogo del delitto, c'è stato il GP di Montecarlo, piccola parentesi prima di fare quello che tutti i kriminalihhhh farebbero se fossimo in un film americano: scappare in Messico, sede di un soporifero gran premio del 1988 che ha avuto il pregio di avere la top-8 formata da coppie di piloti a due a due per team. A Città del Messico fa anche il suo ritorno in pista Berger, che ha saltato il GP del Principato a seguito dell'infortunio rimediato a Imola. Voci di corridoio (commenti di Youtube) sostengono che per quel gran premio sia stato in cabina di commento alla TV austriaca.
Si parte e le McLaren non partono esattamente nel migliore dei modi, Prost soprattutto. Senna riesce a conservare la posizione davanti alle due Ferrari, mentre il suo compagno di squadra si accoda al quarto posto. Purtroppo Capelli che partiva nelle prime file sembra avere problemi. I problemi peggiori però ce li hanno altri piloti, tipo Modena e Grouillard. Oppure tipo De Cesaris e Alliot. Oppure tipo Caffi che nel dubbio finisce in testacoda da solo per non cozzare contro altra gente. La direzione gara decide di fare quello che si fa negli anni '80 in questa situazione: la gara viene infatti redflaggata ed essendo il primo giro ci sarà partenza da distanza originaria con la griglia originale. Tutto ciò con somma gioia di Capelli, che dopo avere avuto un problema tecnico può ripartire e sperare di avere una seconda chance.
La seconda chance di Capelli si rivela un flop in quanto ha un nuovo problema ed è costretto definitivamente al ritiro dopo pochi metri. Nel frattempo c'è una situazione in cui tutta la top-6 è definita da coppie di compagni di squadra. Ci sono le due McLaren di Senna e Prost, poi le due Ferrari di Berger e Mansell, poi le due Williams di Patrese e Boutsen. Le "coppie" sono però destinate a dissolversi insindacabilmente. Tutto inizia con Boutsen, che abbandona per problemi tecnici. Poi si prosegue con Berger che inizialmente perde la posizione a vantaggio del compagno di squadra, poi è costretto a ritirarsi per un problema al cambio. Una ragione analoga molto più avanti costringerà al ritiro anche Mansell dopo avere passato un lungo tratto di gara in seconda posizione, perché ho detto che tutte le coppie sono scoppiate in corso d'opera e lo stesso è successo anche in McLaren.
Specifico, non ci sono stati ritiri, ma poco dopo i ritiri di Boutsen e Berger anche Prost ha problemi, venendo costretto a un cambio gomme (pare abbia una ruota che si blocca). Il pilota francese torna in pista doppiato o sul punto di esserlo. Venendo alle cose serie, comunque, Senna adesso ha un abbondante vantaggio sul suo diretto inseguitore, che è Patrese. O meglio, nel momento in cui Prost fa il cambio gomme è Mansell, però vi ho già anticipato il ritiro del ferrarista, quindi al secondo posto dopo il suo ritiro c'è Patrese. Poi, siccome qualche bella notizia non guasta mai, al terzo posto c'è una Tyrrell e la guida Alboreto. Mantiene quella posizione fino al traguardo salendo sul podio, precedendo la Benetton di Nannini e la McLaren di Prost come ultimi piloti a pieni giri (si è sdoppiato). Sesto arriva Tarquini al volante dell'AGS.
Dopo una simile opening della parentesi centro-nordamericana si passa a Phoenix, che ha preso il posto di Detroit come sede del GP degli Stati Uniti. Piccola parentesi, ho trovato la prima metà della gara commentata da Poltronieri. Poi, per la seconda metà, mi sono dovuta accontentare di un highlight. Secondo quanto narrato dal telecronista, Phoenix dovrebbe essere sede del gran premio degli States per cinque anni, con una probabile estensione a dieci. E poi, altra informazione di servizio, Ecclestone ha fatto una proposta di mettere un pitstop obbligatorio in gara al vincitore della gara precedente, o un numero di pitstop obbligatori uguale a quello delle gare vinte. Poltronieri osserva che, se tale proposta diventasse realtà, in questa gara Senna dovrebbe essere obbligato a tre soste in quanto vincitore degli ultimi tre gran premi.
Che bei tempi... ricordate quando Ecclestone ogni tanto si svegliava dicendo qualcosa di assurdo, ma poi quel qualcosa di assurdo rimaneva solo una sparata che faceva discutere invece di essere messa in pratica? Ecco, se anche Liberty Media facesse la stessa cosa saremmo messi molto meglio. Ad ogni modo le McLaren sono 1/2, Senna si invola in prima posizione e Prost lo insegue, mentre terzo c'è Nannini. Il pilota della Benetton però finisce in testacoda perdendo numerose posizioni. Passano a completare la top-6 Mansell, Caffi, Modena e Brundle. Un po' più indietro, frattanto, ci sono problemi: un contatto tra Warwick e De Cesaris. Poltronieri osserva come quest'ultimo se la cavi facendo un "abile testacoda" (cit.), mentre per il pilota della Arrows è ritiro. Non sarà il solo ritirato, ovviamente, viste le caratteristiche del circuito e l'affidabilità non elevata.
Mansell perde contatto con le McLaren ma rimane stabile al terzo posto finché non è costretto a rientrare ai box con la vettura che procede lentamente. Non si sa quale sia il problema, dato che la vettura poi ai box sembra ripartire e viene mandato di nuovo in pista, dove si ritirerà con l'auto in fumo in seguito. Terzo passa quindi Caffi, inizialmente uscito perdente da un duello con Modena, ma poi tornato nella propria posizione dopo il ritiro del pilota della Tyrrell. Le due McLaren sono vicine, anzi, sembra che Prost si stia facendo anche più vicino del solito negli scarichi del suo compagno di squadra... che infatti ha un problema, viene costretto a una sosta ai box e, dopo essere tornato in pista, torna di nuovo ai box per ritirarsi. Caffi nel frattempo fa qualche giro in seconda posizione sulla Dallara, what a time to be alive!
Niente da fare, Caffi rientra ai box per cambiare gomme. Berger è secondo, Patrese terzo, Cheever quarto, si accoda quindi in quinta posizione, dove resta per diversi giri, almeno finché nel tentativo di doppiare una vettura si vede chiudere la porta e va a verniciare un muretto. La vettura che cercava di doppiare era quella di De Cesaris, il suo compagno di squadra. La gara di Caffi finisce, quella di De Cesaris prosegue. Nel frattempo Berger ha problemi al cambio e perde posizioni per poi essere costretto al ritiro. Patrese risale secondo e Cheever risale terzo nel gran premio della sua città natale (tanto che Poltronieri osserva come più che essere americano di Roma può essere definito italiano di Phoenix). L'attrition rate è molto elevato e solo nove vetture sono ancora in pista. Di queste due finiranno la benzina prima della fine della gara.
Uno dei due è De Cesaris, che immagino sia costretto a questo punto a dirigersi a piedi verso i box dove lo aspettano la squadra e Caffi, probabilmente non animati da buone intenzioni. L'altro è Palmer: il pilota della Tyrrell si trovava quarto al momento del ritiro. Risale al quarto posto Danner sulla Rial, mentre completano la zona punti la Benetton di Herbert e la Williams di Boutsen. Quest'ultimo risale sesto in extremis, fino a un paio di giri prima è Tarquini a occupare quella posizione. È un problema al motore a fermare il pilota della AGS, che viene segnato doppiato di un giro nel risultato ufficiale e che forse non è arrivato al traguardo doppiato ma semplicemente non ha completato la gara. In tal caso i piloti giunti al traguardo non sarebbero sette, ma soltanto sei. Concludo specificando che la gara si conclude per il limite delle due ore, con 75 giri disputati: avrebbero dovuto essere 81.
Si parte e le McLaren non partono esattamente nel migliore dei modi, Prost soprattutto. Senna riesce a conservare la posizione davanti alle due Ferrari, mentre il suo compagno di squadra si accoda al quarto posto. Purtroppo Capelli che partiva nelle prime file sembra avere problemi. I problemi peggiori però ce li hanno altri piloti, tipo Modena e Grouillard. Oppure tipo De Cesaris e Alliot. Oppure tipo Caffi che nel dubbio finisce in testacoda da solo per non cozzare contro altra gente. La direzione gara decide di fare quello che si fa negli anni '80 in questa situazione: la gara viene infatti redflaggata ed essendo il primo giro ci sarà partenza da distanza originaria con la griglia originale. Tutto ciò con somma gioia di Capelli, che dopo avere avuto un problema tecnico può ripartire e sperare di avere una seconda chance.
La seconda chance di Capelli si rivela un flop in quanto ha un nuovo problema ed è costretto definitivamente al ritiro dopo pochi metri. Nel frattempo c'è una situazione in cui tutta la top-6 è definita da coppie di compagni di squadra. Ci sono le due McLaren di Senna e Prost, poi le due Ferrari di Berger e Mansell, poi le due Williams di Patrese e Boutsen. Le "coppie" sono però destinate a dissolversi insindacabilmente. Tutto inizia con Boutsen, che abbandona per problemi tecnici. Poi si prosegue con Berger che inizialmente perde la posizione a vantaggio del compagno di squadra, poi è costretto a ritirarsi per un problema al cambio. Una ragione analoga molto più avanti costringerà al ritiro anche Mansell dopo avere passato un lungo tratto di gara in seconda posizione, perché ho detto che tutte le coppie sono scoppiate in corso d'opera e lo stesso è successo anche in McLaren.
Specifico, non ci sono stati ritiri, ma poco dopo i ritiri di Boutsen e Berger anche Prost ha problemi, venendo costretto a un cambio gomme (pare abbia una ruota che si blocca). Il pilota francese torna in pista doppiato o sul punto di esserlo. Venendo alle cose serie, comunque, Senna adesso ha un abbondante vantaggio sul suo diretto inseguitore, che è Patrese. O meglio, nel momento in cui Prost fa il cambio gomme è Mansell, però vi ho già anticipato il ritiro del ferrarista, quindi al secondo posto dopo il suo ritiro c'è Patrese. Poi, siccome qualche bella notizia non guasta mai, al terzo posto c'è una Tyrrell e la guida Alboreto. Mantiene quella posizione fino al traguardo salendo sul podio, precedendo la Benetton di Nannini e la McLaren di Prost come ultimi piloti a pieni giri (si è sdoppiato). Sesto arriva Tarquini al volante dell'AGS.
Dopo una simile opening della parentesi centro-nordamericana si passa a Phoenix, che ha preso il posto di Detroit come sede del GP degli Stati Uniti. Piccola parentesi, ho trovato la prima metà della gara commentata da Poltronieri. Poi, per la seconda metà, mi sono dovuta accontentare di un highlight. Secondo quanto narrato dal telecronista, Phoenix dovrebbe essere sede del gran premio degli States per cinque anni, con una probabile estensione a dieci. E poi, altra informazione di servizio, Ecclestone ha fatto una proposta di mettere un pitstop obbligatorio in gara al vincitore della gara precedente, o un numero di pitstop obbligatori uguale a quello delle gare vinte. Poltronieri osserva che, se tale proposta diventasse realtà, in questa gara Senna dovrebbe essere obbligato a tre soste in quanto vincitore degli ultimi tre gran premi.
Che bei tempi... ricordate quando Ecclestone ogni tanto si svegliava dicendo qualcosa di assurdo, ma poi quel qualcosa di assurdo rimaneva solo una sparata che faceva discutere invece di essere messa in pratica? Ecco, se anche Liberty Media facesse la stessa cosa saremmo messi molto meglio. Ad ogni modo le McLaren sono 1/2, Senna si invola in prima posizione e Prost lo insegue, mentre terzo c'è Nannini. Il pilota della Benetton però finisce in testacoda perdendo numerose posizioni. Passano a completare la top-6 Mansell, Caffi, Modena e Brundle. Un po' più indietro, frattanto, ci sono problemi: un contatto tra Warwick e De Cesaris. Poltronieri osserva come quest'ultimo se la cavi facendo un "abile testacoda" (cit.), mentre per il pilota della Arrows è ritiro. Non sarà il solo ritirato, ovviamente, viste le caratteristiche del circuito e l'affidabilità non elevata.
Mansell perde contatto con le McLaren ma rimane stabile al terzo posto finché non è costretto a rientrare ai box con la vettura che procede lentamente. Non si sa quale sia il problema, dato che la vettura poi ai box sembra ripartire e viene mandato di nuovo in pista, dove si ritirerà con l'auto in fumo in seguito. Terzo passa quindi Caffi, inizialmente uscito perdente da un duello con Modena, ma poi tornato nella propria posizione dopo il ritiro del pilota della Tyrrell. Le due McLaren sono vicine, anzi, sembra che Prost si stia facendo anche più vicino del solito negli scarichi del suo compagno di squadra... che infatti ha un problema, viene costretto a una sosta ai box e, dopo essere tornato in pista, torna di nuovo ai box per ritirarsi. Caffi nel frattempo fa qualche giro in seconda posizione sulla Dallara, what a time to be alive!
Niente da fare, Caffi rientra ai box per cambiare gomme. Berger è secondo, Patrese terzo, Cheever quarto, si accoda quindi in quinta posizione, dove resta per diversi giri, almeno finché nel tentativo di doppiare una vettura si vede chiudere la porta e va a verniciare un muretto. La vettura che cercava di doppiare era quella di De Cesaris, il suo compagno di squadra. La gara di Caffi finisce, quella di De Cesaris prosegue. Nel frattempo Berger ha problemi al cambio e perde posizioni per poi essere costretto al ritiro. Patrese risale secondo e Cheever risale terzo nel gran premio della sua città natale (tanto che Poltronieri osserva come più che essere americano di Roma può essere definito italiano di Phoenix). L'attrition rate è molto elevato e solo nove vetture sono ancora in pista. Di queste due finiranno la benzina prima della fine della gara.
Uno dei due è De Cesaris, che immagino sia costretto a questo punto a dirigersi a piedi verso i box dove lo aspettano la squadra e Caffi, probabilmente non animati da buone intenzioni. L'altro è Palmer: il pilota della Tyrrell si trovava quarto al momento del ritiro. Risale al quarto posto Danner sulla Rial, mentre completano la zona punti la Benetton di Herbert e la Williams di Boutsen. Quest'ultimo risale sesto in extremis, fino a un paio di giri prima è Tarquini a occupare quella posizione. È un problema al motore a fermare il pilota della AGS, che viene segnato doppiato di un giro nel risultato ufficiale e che forse non è arrivato al traguardo doppiato ma semplicemente non ha completato la gara. In tal caso i piloti giunti al traguardo non sarebbero sette, ma soltanto sei. Concludo specificando che la gara si conclude per il limite delle due ore, con 75 giri disputati: avrebbero dovuto essere 81.
mercoledì 4 maggio 2022
Cronache d'oltreoceano // GP Messico, Canada e Stati Uniti 1988
Torniamo al 1988, il primo anno della Royal Couple insieme in McLaren. Vi ho raccontato cosa sia successo negli eventi di Brasile, Imola e Montecarlo, adesso non resta altro da fare che proseguire e scoprire cosa sia effettivamente successo dopo l'incidente di Senna sulle strade del Principato. C'è stato un cambio di continente, di nuovo oltreoceano, per tre eventi consecutivi: Città del Messico, Montreal e Detroit, di conseguenza siamo in con il fatto che nel fine settimana si corra negli States.
Sembra abbastanza chiaro che la McLaren sia il team dominante, con le vittorie che sembrano una faccenda interna ai Prosenna, i quali da parte loro sembrano il dream team che tutte le squadre vorrebbero. Solo qualche servizio di piatti si mette avanti con i lavori iniziando a preoccuparsi, ma non c'è niente per cui valga la pena di farlo... quantomeno per la durata di questo post con la carrellata dei gran premi centro-nordamericani.
MESSICO - questo gran premio ve l'avevo già raccontato anni fa dopo averlo visto per ragioni che dire romantiche è poco. Sono nata il giorno in cui è stato disputato questo evento, curiosamente in SoVrApPoSiZiOn3 con la Indy 500. Chi non vorrebbe essere nato un giorno in cui una delle migliori coppie di piloti della storia fanno doppietta? Peccato sia stata una gara di una noia mortale, livello Francia 2019 come intrattenimento.
Ve la riassumo, anche se mi sono astenuta dal rivederla (di fatto l'ho vista già due volte, la seconda quella in cui ho scritto il post): nel giro di formazione dalla Lola di Alliot esce dell'olio che sporca la pista sul lato dal quale Senna deve partire dalla pole. La sua partenza è un po' al rallenty, Prost scatta in testa e dopo un breve duello con Piquet, Senna si accoda secondo. Il più grande plot-twist della gara pare essere un contatto nelle retrovie tra Caffi e Arnoux.
Vari piloti si ritirano per guasti vari, tra cui Piquet mentre si trova in posizioni di spessore. A quel punto si delinea un curioso risultato, perché arrivano nell'ordine come primi otto Prost, Senna, Berger, Alboreto, Warwick, Cheever, Nannini e Boutsen: McLaren, McLaren, Ferrari, Ferrari, Arrows, Arrows, Benetton e Benetton.
CANADA - questa gara l'ho vista in questi giorni, così come quella seguente. Senna parte dalla pole position ma ancora una volta Prost si porta in testa alla gara, inseguito dal compagno di squadra. Dietro di loro ci sono le Ferrari e le Benetton, con Berger in un primo momento dietro ai Prosenna e poi più distaccato. Le Benetton sembrano recuperare sulle Ferrari e in effetti prima Alboreto e poi Berger scivolano più indietro. È Boutsen a portarsi al terzo posto.
Prost nel frattempo ha ben poco margine e Senna negli scarichi che seppure non sia armato di piatti da rompere intende passare davanti. È quello che fa, a neanche un terzo di gara, lasciando il suo best friend forever a inseguirlo. Prost ha inizialmente un gap di pochi secondi, ma non riuscirà ad avvicinarsi di più. Nel finale di gara il gap crescerà, visto anche che non deve pararsi il fondoschiena da nessuno e che la sua vettura sembra avere qualche accenno di malfunzionamento.
Senna e Prost fanno doppietta, mentre Boutsen chiude distante al terzo posto. Il compagno di squadra Nannini e i ferraristi no: sono già ritirati per guasti vari già da molto tempo. Piquet chiude quarto, dopo che il suo inseguitore De Cesaris si ritira restando senza benzina prima che finisca la gara. Risale quinto Capelli sulla March-Leyton House e sesto Palmer sulla Tyrrell.
STATI UNITI - eccoci a Detroit, circuito dall'aria vagamente trash che ricorda per certi versi Montecarlo (non che a Montecarlo ci siano buche sull'asfalto che vengono riempite di cemento, ma nevermind). Senna infatti decide di leaderare like a boss staccando tutto e tutti, mettendosi lo stesso Prost a quasi un minuto... ma senza andare a sbattere stavolta!
Torniamo un attimo indietro, alla partenza: Senna è seguito da Berger, Alboreto e Prost con il pilota McLaren che in pochi giri rimonta sulle Ferrari e si porta in seconda posizione. La gara delle Ferrari prende subito una piega pessima: Berger fora e si ritira, Alboreto viene superato da Alboreto e poi finisce in testacoda dopo un contatto con Nannini, sembra riparta a spinta mentre ostruisce la pista e in seguito lo vediamo venire doppiato e poi a un certo punto ritirarsi dopo un incidente con Caffi. Nannini viene invece costretto al ritiro ai box subito dopo il contatto.
Senna stacca Prost, che a sua volta stacca Boutsen, con i tre che mantengono le prime tre posizioni fino alla fine (i McLaren Bros si fermeranno anche entrambi per cambiare gomme). La gara è un susseguirsi di ritiri, curioso vedere i commissari che spingono una Williams in una via di fuga dove è già ferma l'altra Williams (Mansell è stato il primo dei due a ritirarsi, poi è venuto il turno di Patrese) dove poi vengono rimosse con la gru.
Sono varie le vetture rimosse con la gru, altre vengono spostate a spinta e più di una volta ciò viene fatto in piena traiettoria mentre sopraggiungono altre vetture. Nessun commissario viene investito, deve essere il loro giorno fortunato. Solo nove vetture arrivano al traguardo, al quarto posto De Cesaris con la Rial che mette fine a una striscia di ritiri consecutivi che perdura dal 1986. Palmer giunge quinto, con la Minardi di Martini a completare la zona punti.
Termina qui questo recap degli eventi centro-nordamericani, specificando che almeno Canada e USA, nei cui video c'era anche il podio, sono terminati con i Prosenna che si sommergevano di champagne sul podio. In particolare Senna sembrava piuttosto scatenato e desideroso di sommergere i folti capelli di Prost. Aaaawwww... <3
Sembra abbastanza chiaro che la McLaren sia il team dominante, con le vittorie che sembrano una faccenda interna ai Prosenna, i quali da parte loro sembrano il dream team che tutte le squadre vorrebbero. Solo qualche servizio di piatti si mette avanti con i lavori iniziando a preoccuparsi, ma non c'è niente per cui valga la pena di farlo... quantomeno per la durata di questo post con la carrellata dei gran premi centro-nordamericani.
MESSICO - questo gran premio ve l'avevo già raccontato anni fa dopo averlo visto per ragioni che dire romantiche è poco. Sono nata il giorno in cui è stato disputato questo evento, curiosamente in SoVrApPoSiZiOn3 con la Indy 500. Chi non vorrebbe essere nato un giorno in cui una delle migliori coppie di piloti della storia fanno doppietta? Peccato sia stata una gara di una noia mortale, livello Francia 2019 come intrattenimento.
Ve la riassumo, anche se mi sono astenuta dal rivederla (di fatto l'ho vista già due volte, la seconda quella in cui ho scritto il post): nel giro di formazione dalla Lola di Alliot esce dell'olio che sporca la pista sul lato dal quale Senna deve partire dalla pole. La sua partenza è un po' al rallenty, Prost scatta in testa e dopo un breve duello con Piquet, Senna si accoda secondo. Il più grande plot-twist della gara pare essere un contatto nelle retrovie tra Caffi e Arnoux.
Vari piloti si ritirano per guasti vari, tra cui Piquet mentre si trova in posizioni di spessore. A quel punto si delinea un curioso risultato, perché arrivano nell'ordine come primi otto Prost, Senna, Berger, Alboreto, Warwick, Cheever, Nannini e Boutsen: McLaren, McLaren, Ferrari, Ferrari, Arrows, Arrows, Benetton e Benetton.
CANADA - questa gara l'ho vista in questi giorni, così come quella seguente. Senna parte dalla pole position ma ancora una volta Prost si porta in testa alla gara, inseguito dal compagno di squadra. Dietro di loro ci sono le Ferrari e le Benetton, con Berger in un primo momento dietro ai Prosenna e poi più distaccato. Le Benetton sembrano recuperare sulle Ferrari e in effetti prima Alboreto e poi Berger scivolano più indietro. È Boutsen a portarsi al terzo posto.
Prost nel frattempo ha ben poco margine e Senna negli scarichi che seppure non sia armato di piatti da rompere intende passare davanti. È quello che fa, a neanche un terzo di gara, lasciando il suo best friend forever a inseguirlo. Prost ha inizialmente un gap di pochi secondi, ma non riuscirà ad avvicinarsi di più. Nel finale di gara il gap crescerà, visto anche che non deve pararsi il fondoschiena da nessuno e che la sua vettura sembra avere qualche accenno di malfunzionamento.
Senna e Prost fanno doppietta, mentre Boutsen chiude distante al terzo posto. Il compagno di squadra Nannini e i ferraristi no: sono già ritirati per guasti vari già da molto tempo. Piquet chiude quarto, dopo che il suo inseguitore De Cesaris si ritira restando senza benzina prima che finisca la gara. Risale quinto Capelli sulla March-Leyton House e sesto Palmer sulla Tyrrell.
STATI UNITI - eccoci a Detroit, circuito dall'aria vagamente trash che ricorda per certi versi Montecarlo (non che a Montecarlo ci siano buche sull'asfalto che vengono riempite di cemento, ma nevermind). Senna infatti decide di leaderare like a boss staccando tutto e tutti, mettendosi lo stesso Prost a quasi un minuto... ma senza andare a sbattere stavolta!
Torniamo un attimo indietro, alla partenza: Senna è seguito da Berger, Alboreto e Prost con il pilota McLaren che in pochi giri rimonta sulle Ferrari e si porta in seconda posizione. La gara delle Ferrari prende subito una piega pessima: Berger fora e si ritira, Alboreto viene superato da Alboreto e poi finisce in testacoda dopo un contatto con Nannini, sembra riparta a spinta mentre ostruisce la pista e in seguito lo vediamo venire doppiato e poi a un certo punto ritirarsi dopo un incidente con Caffi. Nannini viene invece costretto al ritiro ai box subito dopo il contatto.
Senna stacca Prost, che a sua volta stacca Boutsen, con i tre che mantengono le prime tre posizioni fino alla fine (i McLaren Bros si fermeranno anche entrambi per cambiare gomme). La gara è un susseguirsi di ritiri, curioso vedere i commissari che spingono una Williams in una via di fuga dove è già ferma l'altra Williams (Mansell è stato il primo dei due a ritirarsi, poi è venuto il turno di Patrese) dove poi vengono rimosse con la gru.
Sono varie le vetture rimosse con la gru, altre vengono spostate a spinta e più di una volta ciò viene fatto in piena traiettoria mentre sopraggiungono altre vetture. Nessun commissario viene investito, deve essere il loro giorno fortunato. Solo nove vetture arrivano al traguardo, al quarto posto De Cesaris con la Rial che mette fine a una striscia di ritiri consecutivi che perdura dal 1986. Palmer giunge quinto, con la Minardi di Martini a completare la zona punti.
Termina qui questo recap degli eventi centro-nordamericani, specificando che almeno Canada e USA, nei cui video c'era anche il podio, sono terminati con i Prosenna che si sommergevano di champagne sul podio. In particolare Senna sembrava piuttosto scatenato e desideroso di sommergere i folti capelli di Prost. Aaaawwww... <3
martedì 3 maggio 2022
Indycar 2022: #4 Gran Premio di Barber
Ieri ho parlato dell'eprix di Montecarlo, oggi è giunto il momento di parlare dell'altra gara open wheel di primo livello che si è svolta nel corso del weekend: il Gran Premio di Barber di domenica sera, ultima gara prima del mese di maggio, dedicato a Indianapolis (adesso non fate gli iper-precisi, perché domenica già era iniziato maggio, ma sforzatevi di capire il concetto). In Alabama, Rinus Veekay (Carpenter) si è procacciato la pole position davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) ed Alex Palou (Ganassi), quindi largo ai giovani ma non troppo, perché c'è sempre il V3KkYaCçY0 di turno che può riservare sorprese... anche se, di fatto, il podio ha visto la top-3 delle qualifiche un po' rimescolata: ha infatti vinto O'Ward, precedendo Palou e Veekay, vittoria possibile anche grazie a una buona gestione delle strategie.
Non temete, perché di V3KkYaCçY ce ne sono stati ben due a completare la top-5 e dopo delle gare in risalita: quarto è giunto infatti Will Power (Penske) che partiva diciannovesimo e quinto Scott Dixon (Ganassi), anche lui partito oltre la top-ten, anche se non tanto indietro quanto Power - tredicesimo. Nella sua risalita abbiamo visto Willpowahhhh superare anche il compagno di squadra Scott McLaughlin, che ha chiuso la gara in sesta posizione. Poi, finalmente, dietro di loro qualcuno si è ricordato che il campionato di Indycar è un campionato nordamericano, quindi bisogna comportarsi da piloti che corrono in Nord-America. Il fattaccio è avvenuto mentre Graham Rahal (Rahal) e Romain Grosjean (Andretti) lottavano per la settima piazza. Rahal avrebbe difeso la propria posizione, cosa non gradita da RoGro, che gli avrebbe rifilato due mezze sportellate: come finire una gara in polemica!
Specifico, perché ho scritto *avrebbe*. Le sportellate gliele ha effettivamente tirate, ma che l'abbia fatto di proposito l'ha detto Rahal e anche qualcuno in telecronaca - ho visto gli extended highlight del Fast Forward. In telecronaca hanno anche parlato della loro stazza, valutando come si sarebbe evoluta una potenziale rissa post-gara tra di loro. Hanno anche lasciato intendere che il maggiore candidato alla vittoria era Rahal, che obiettivamente è un tantino più abbondante di RoGro. Ci sono state due evoluzioni a tutto ciò, la prima che Grosjean ha superato Rahal all'ultimo giro ma nessuno se n'è accorto, la seconda che Rahal non ha innescato nessuna rissa, ma una serie di lamentele che hanno generato anche qualche flame su Twitter. Se non sbaglio ha anche risposto a un tipo che lo criticava per le sue lamentele. Nel frattempo non è chiaro cosa ne pensi Grosjean.
Hanno chiuso la top-ten due compagni di squadra di RoGro, ovvero Alexander Rossi e Colton Herta. Quest'ultimo - visto a un certo punto della gara mentre in pista litigava con RoGro - poteva puntare a qualcosa di meglio, ma nello stint finale ha perso posizioni con una sbinnata. Simon Pagenaud (Meyer Shank) ha chiuso dodicesimo precedendo Marcus Ericsson (Ganassi), Takuma Sato (Coyne) e Josef Newgarden (Penske): anche quest'ultimo nel corso della gara è stato visto mentre litigava con Grosjean. Christian Lundgaard (Rahal) ha terminato la gara in quindicesima posizione, davanti a Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Devlin De Francesco (Andretti), Jack Harvey (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e David Malukas (Coyne). Ha chiuso ventunesimo, ultimo a pieni giri, Helio Castroneves (Meyer Shank) dopo una gara deludente, nella quale ha anche litigato con Grosjean.
Obiettivamente RoGro ha cercato di infilarsi in qualsiasi casino gli capitasse a tiro, ma nevermind. Procediamo e parliamo di chi ha chiuso doppiato, perché a fine gara le vetture in pista c'erano ancora tutte. Questi illustri piloti sono stati Kyle Kirkwood (Foyt), Dalton Kellet (Foyt), Jimmie Johnson (Ganassi), Callum Ilott (Juncos) e Tatiana Calderon (Foyt). Ilott aveva anche iniziato bene, mi sembra fosse in zona top-ten o giù di lì, ma poi durante un duello con Castroneves(?) ha messo le ruote sull'erba ed è partito in una notevole sbinnata. Adesso non resta altro da fare che attendere di entrare in pieno clima Indianapolis. Tra tredici giorni (o per meglio dire, tra undici giorni, tredici dopo la gara di Barber) si svolgerà la gara di Indy Road Course, dopodiché la settimana seguente ci saranno le qualificazioni della Indy 500 e nell'ultimo fine settimana di maggio la Indy 500 stessa.
Non temete, perché di V3KkYaCçY ce ne sono stati ben due a completare la top-5 e dopo delle gare in risalita: quarto è giunto infatti Will Power (Penske) che partiva diciannovesimo e quinto Scott Dixon (Ganassi), anche lui partito oltre la top-ten, anche se non tanto indietro quanto Power - tredicesimo. Nella sua risalita abbiamo visto Willpowahhhh superare anche il compagno di squadra Scott McLaughlin, che ha chiuso la gara in sesta posizione. Poi, finalmente, dietro di loro qualcuno si è ricordato che il campionato di Indycar è un campionato nordamericano, quindi bisogna comportarsi da piloti che corrono in Nord-America. Il fattaccio è avvenuto mentre Graham Rahal (Rahal) e Romain Grosjean (Andretti) lottavano per la settima piazza. Rahal avrebbe difeso la propria posizione, cosa non gradita da RoGro, che gli avrebbe rifilato due mezze sportellate: come finire una gara in polemica!
Specifico, perché ho scritto *avrebbe*. Le sportellate gliele ha effettivamente tirate, ma che l'abbia fatto di proposito l'ha detto Rahal e anche qualcuno in telecronaca - ho visto gli extended highlight del Fast Forward. In telecronaca hanno anche parlato della loro stazza, valutando come si sarebbe evoluta una potenziale rissa post-gara tra di loro. Hanno anche lasciato intendere che il maggiore candidato alla vittoria era Rahal, che obiettivamente è un tantino più abbondante di RoGro. Ci sono state due evoluzioni a tutto ciò, la prima che Grosjean ha superato Rahal all'ultimo giro ma nessuno se n'è accorto, la seconda che Rahal non ha innescato nessuna rissa, ma una serie di lamentele che hanno generato anche qualche flame su Twitter. Se non sbaglio ha anche risposto a un tipo che lo criticava per le sue lamentele. Nel frattempo non è chiaro cosa ne pensi Grosjean.
Hanno chiuso la top-ten due compagni di squadra di RoGro, ovvero Alexander Rossi e Colton Herta. Quest'ultimo - visto a un certo punto della gara mentre in pista litigava con RoGro - poteva puntare a qualcosa di meglio, ma nello stint finale ha perso posizioni con una sbinnata. Simon Pagenaud (Meyer Shank) ha chiuso dodicesimo precedendo Marcus Ericsson (Ganassi), Takuma Sato (Coyne) e Josef Newgarden (Penske): anche quest'ultimo nel corso della gara è stato visto mentre litigava con Grosjean. Christian Lundgaard (Rahal) ha terminato la gara in quindicesima posizione, davanti a Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Devlin De Francesco (Andretti), Jack Harvey (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e David Malukas (Coyne). Ha chiuso ventunesimo, ultimo a pieni giri, Helio Castroneves (Meyer Shank) dopo una gara deludente, nella quale ha anche litigato con Grosjean.
Obiettivamente RoGro ha cercato di infilarsi in qualsiasi casino gli capitasse a tiro, ma nevermind. Procediamo e parliamo di chi ha chiuso doppiato, perché a fine gara le vetture in pista c'erano ancora tutte. Questi illustri piloti sono stati Kyle Kirkwood (Foyt), Dalton Kellet (Foyt), Jimmie Johnson (Ganassi), Callum Ilott (Juncos) e Tatiana Calderon (Foyt). Ilott aveva anche iniziato bene, mi sembra fosse in zona top-ten o giù di lì, ma poi durante un duello con Castroneves(?) ha messo le ruote sull'erba ed è partito in una notevole sbinnata. Adesso non resta altro da fare che attendere di entrare in pieno clima Indianapolis. Tra tredici giorni (o per meglio dire, tra undici giorni, tredici dopo la gara di Barber) si svolgerà la gara di Indy Road Course, dopodiché la settimana seguente ci saranno le qualificazioni della Indy 500 e nell'ultimo fine settimana di maggio la Indy 500 stessa.
lunedì 2 maggio 2022
Formula E 2022: eprix di Montecarlo
Immaginate che sia una domenica di maggio, ma invece è solo sabato (e in realtà questo sabato era ancora aprile, ma nevermind) e le vetture si apprestano a schierarsi sulla griglia di partenza delle anguste e tortuose stradine del Principato. Solo che non è Formula 1, ma Formula E, ovvero una serie che sarebbe sicuramente in grado di andare a correre su un circuito cittadino a Miami, ma avrebbe la decenza di non dipingere il porto di Montecarlo sulle strade di Miami. Vediamo di soprassedere su questo argomento, del GP di Miami ne parleremo a tempo debito cioè la prossima settimana, adesso portiamoci qui dove il Principe di Monaco, un certo Nico Rosberg, va in giro in compagnia della Principessa Consorte Vivian. Vorrei fare anche i miei vivi complimenti a "Britney Bitch", perché siamo di fronte a un pilota come Jenson Button o Mark Webber: sta invecchiando molto bene.
Va bene, basta con gli apprezzamenti agli ex piloti, parliamo di Mitch Evans che scatta dalla pole position. È uno dei piloti che si alternano in testa nella prima parte di gara, così come Jean-Eric Vergne e Pascal Wehrlein. A quel punto la nuvola che insegue sempre Pasqualino decide di farsi vedere in primo piano... ed ecco che il pilota della Porsche deve fermarsi: la sua vettura vuole assolutamente dormire per le strade di Montecarlo e non certo dargli la possibilità di finire la gara. In quei frangenti si ritira anche il suo compagno di squadra André Lotterer, con entrata della safety car (c'è anche Oliver Rowland fermo, un altro dei ritirati della giornata - cinque in totale, oltre a quelli citati anche Sam Bird ed Edoardo Mortara non vedono la luce della bandiera a scacchi), perché la pista inizia ad essere un po' troppo ingombrata per un semplice full course yellow.
Adesso però vediamo di non farci sfuggire le cose che contano: Stoffel Vandoorne sta leaderando la gara... e riuscirà a farlo fino alla bandiera a scacchi, che gli verrà incontro per proclamarlo vincitore (in senso metaforico, detta così sembra che la bandiera se ne vada in giro per il circuito in piena autonomia), con Evans e Vergne a completare il podio. Così come "Stoffy" anche JEV è uno dei piloti che sono stati onorati con il fanboost. Robin Frijns giunge quarto, precedendo Antonio Felix Da Costa, Lucas Di Grassi, Nick Cassidy, Sebastien Buemi, Jake Dennis e Nyck De Vries. Tra loro sia De Vries sia Da Costa sono piloti da fanboost. Fuori dalla zona punti si classificano Alexander Sims, Dan Ticktum, Sergio Sette-Camara, Oliver Turvey, Oliver Askew, Antonio Giovinazzi e Max Gunther. Ancora poca gioia per "il nostro Giovinazzi", a parte l'onore del fanboost - per la sesta volta su sei!
Adesso però vediamo di non farci sfuggire le cose che contano: Stoffel Vandoorne sta leaderando la gara... e riuscirà a farlo fino alla bandiera a scacchi, che gli verrà incontro per proclamarlo vincitore (in senso metaforico, detta così sembra che la bandiera se ne vada in giro per il circuito in piena autonomia), con Evans e Vergne a completare il podio. Così come "Stoffy" anche JEV è uno dei piloti che sono stati onorati con il fanboost. Robin Frijns giunge quarto, precedendo Antonio Felix Da Costa, Lucas Di Grassi, Nick Cassidy, Sebastien Buemi, Jake Dennis e Nyck De Vries. Tra loro sia De Vries sia Da Costa sono piloti da fanboost. Fuori dalla zona punti si classificano Alexander Sims, Dan Ticktum, Sergio Sette-Camara, Oliver Turvey, Oliver Askew, Antonio Giovinazzi e Max Gunther. Ancora poca gioia per "il nostro Giovinazzi", a parte l'onore del fanboost - per la sesta volta su sei!
domenica 1 maggio 2022
In memoria di Ayrton Senna /// 21.03.1960 - 01.05.1994
Oggi mi sembra doveroso ricordare Ayrton Senna, deceduto esattamente ventotto anni fa dopo un incidente avvenuto al settimo giro del GP di San Marino 1994, e lo farò ripercorrendo tutti gli eventi di quel weekend, non con la mentalità di oggi, ma con quella dell'epoca.
Mi spiego meglio: vi racconto come è stato raccontato ai tempi, dopo essermi documentata in tal senso con la visione di un estratto della prima sessione di qualifiche, quella del venerdì (telecronaca inglese Eurosport, in cui una delle voci narranti era quella di John Watson) che non ho trovato in versione completa, l'intera seconda sessione di qualifiche (telecronaca brasiliana Globo), che combinata con i tempi di quella del venerdì dava la griglia di partenza, il warm-up ovvero la sessione di prove libere che si svolgeva la domenica mattina (telecronaca Rai), infine la gara (di nuovo telecronaca Eurosport).
Ho optato per questa decisione anche per sfatare certi luoghi comuni che si sono diffusi negli ultimi due decenni, oltre che per partire da un dato di fatto: la stagione 1994 è iniziata con un cambio regolamentare e vetture che non sembrano propriamente compatibili con i circuiti utilizzati. Ci sono già stati almeno due infortuni, in sessioni di test: Jean Alesi è ancora assente, sostituito da Nicola Larini, per una lesione al collo (stando a quanto da lui affermato nel 2009, una diagnosi simile a quella dell'incidente in moto di Michael Schumacher), mentre per motivi molto simili J.J.Lehto è stato sostituito nei primi due gran premi stagionali da Jos Verstappen e si appresta all'esordio stagionale sulla Benetton.
VENERDÌ 29.04 - mentre alla mattina si sono svolte due sessioni di prove libere della durata totale di un'ora e mezza, alle 13.00 si svolge la prima ora delle qualifiche. Le vetture scendono in pista, prima piloti random, poi in un secondo momento anche quelli importanti. L'inizio è tranquillo, il punto di massimo climax sembra un testacoda di Olivier Beretta sulla Larrousse con livrea "alcolica" bicolore asimmetrica che in alcuni gran premi è sostituita da una completamente diversa.
Poi si inizia a fare sul serio, Schumacher scende in pista e ottiene il miglior tempo, ma non per molto. Viene infatti battuto subito dopo da Senna che va oltre un decimo più veloce. Subito dopo, tuttavia, arriva il grosso colpo di scena: viene inquadrata una vettura che dopo un forte schianto è nel mezzo di un cappottamento multiplo. Quando si ferma, ne viene esposto il fondo e non è chiaro né il pilota né tantomeno la squadra.
I soccorsi giungono sul posto immediatamente. Segue una scena abbastanza cruda, in cui la monoposto viene sollevata e girata quasi con violenza, cosa che ricordo in passato avere lasciato scosse alcune persone che commentavano l'incidente su Youtube. Si vede la testa del pilota ondeggiare. La vettura è una Jordan e quello è il casco del pilota più giovane in griglia, il 21enne Rubens Barrichello.
Proprio quell'azione così rapida nel ribaltare la monoposto, anche se in questo momento (nel senso di presente storico) non lo sappiamo, è probabilmente ciò che l'ha salvato: a causa dell'inghiottimento della lingua, Rubinho stava soffocando. Le immagini che di vedono dopo, ad oggi (nel senso di 2022) non ci sembrerebbero tanto rassicuranti, ma nel 1994 sì: il pilota viene assistito all'interno dell'abitacolo, lasciando intendere che sia vivo e che non sia in pericolo di vita.
L'estratto di questa sessione si conclude con Barrichello che, dopo essere stato caricato su una barella, viene portato in ambulanza al centro medico del circuito. Si vedono frattanto numerosi replay dell'incidente: Barrichello ha preso in un cordolo alla Variante Marlboro (altresì nota come Variante Bassa), la vettura si è sollevata ed è andata a impattare la cima di una barriera di pneumatici ribaltandosi e cappottando più volte. Si scoprirà che Rubens ha riportato solo una frattura al setto nasale e la slogatura di un polso.
Interviene in telecronaca Jochen Mass, che sostiene che non è sorpreso di un ulteriore incidente notevole visto quanto già accaduto. Poi John Watson parla in modo abbastanza critico della questione dei cordoli... insomma, certe cose non sono cambiate più di tanto da allora. Pare che a questo punto la sessione stia per riprendere e si concluderà con Senna che migliora, non di poco, il proprio tempo.
Nel frattempo viene tratta una conclusione piuttosto rassicurante (dallo stesso Watson, prima che finisca il video), in questo venerdì di qualifiche: le monoposto dei mid-90s sono sicure, o almeno lo sono quel tanto da far sì che un pilota, invece di morire, se la sia cavata con ferite né pericolose né invalidanti.
SABATO 30.04 - sono le 13.00 di sabato, è il momento della seconda sessione di qualifiche, quella dalla quale uscirà la griglia di partenza definitiva che, con la defezione di Barrichello (ospite di Rede Globo, con qualche occasionale intervento in telecronaca), vedrà ventisei dei ventisette piloti ancora presenti andare in griglia. L'ultimo tempo disponibile ce l'ha Paul Belmondo sulla Pacific e non ci sarebbe nulla di sorprendente se rimanesse in quella posizione. Inizialmente vanno in pista piloti di squadre di centro gruppo, attrazione principale un testacoda di Pedro Lamy sulla Lotus. Si parla nel frattempo ancora di Barrichello e (a quanto posso capire, dato la telecronaca è in portoghese) dei progressi della sicurezza.
Poi va in pista Damon Hill: il pilota della Williams è stato protagonista di una giornata non troppo positiva al venerdì e sta cercando di portarsi in una posizione in griglia che sia presentabile, per questo scende in pista quando non si vede ancora neanche l'ombra degli altri top-driver. Quando si lancia è passato circa un quarto d'ora dall'inizio della sessione di qualifiche, lo vediamo migliorarsi notevolmente e portarsi in quarta posizione dietro a Senna, Schumacher e Berger. Subito dopo va per un altro giro, continuando a venire seguito. Si migliora, ma rimane sempre quarto. Ha appena finito il suo secondo tentativo, nel momento in cui scopriamo che quelle del venerdì, di una Formula 1 ormai sicura, sono state solo illusioni.
L'orario generalmente riportato come quello dell'incidente è le 13.21, altre fonti si limitano ad affermare che sono passati diciotto minuti dall'inizio della sessione di qualifiche. Arriva all'improvviso l'inquadratura di una vettura devastata. È la Simtek di Roland Ratzenberger, di cui vediamo, anche con diversi replay, la fase finale del suo incidente - incidente che si scoprirà essere iniziato alla curva Villeneuve, dopo che l'ala anteriore della monoposto si è staccata (forse a seguito di un'uscita di pista avvenuta nel giro precedente o, riportano altre fonti, forse già livemente danneggiata in un lieve contatto con il compagno di squadra David Brabham nella sessione di prove libere del mattino). La scena, di per sé, è sufficiente a far raggelare: la vettura è letteralmente andata a pezzi e si vede la testa del pilota ondeggiare, la visiera del casco imbrattata di sangue.
Viene immediatamente data bandiera rossa, arrivano immediatamente i soccorsi. A quel punto succede qualcosa che mi fa pensare a quanto la mentalità dell'epoca fosse completamente diversa da quella contemporanea. Vorrei chiarire a questo punto come la penso: non sono contraria al mostrare incidenti anche mortali, fintanto che ha lo scopo di mostrare la dinamica dell'incidente stesso e capire cosa sia successo. Già andare a indugiare più volte su quello che si vedeva dopo che quello che restava della vettura si è fermata mi sembra un po' troppo forte a livello di immagine. Quello che trovo decisamente fuori luogo è però che i soccorsi a un pilota palesemente o morto o in punto di morte vengano inquadrati abbastanza nel dettaglio e mostrati in diretta televisiva, a quanto mi risulta è la prima volta nella storia della Formula 1 che succede qualcosa del genere.
Nel frattempo in telecronaca c'è una situazione che mi sembra abbastanza surreale e sinceramente non me la sento di criticare il telecronista per questo: non deve essere per niente facile riempire una telecronaca in un momento come questo, specie con quelle scene lì. Il pilota nel frattempo viene estratto dalla vettura, dopo vari minuti viene portato al centro medico del circuito e poi in seguito caricato sull'elicottero. In quei momenti il telecronista sta parlando dell'associazione dei piloti, la GPDA, che non esiste più. Per qualche motivo si mette a raccontare la storia dello sciopero di Kyalami nel 1982 e sta parlando degli eventi del Sudafrica proprio mentre l'elicottero si alza in volo.
Dopo questo momento parla un attimo della carriera di Ratzenberger (parlando anche della sua vittoria del Formula Ford Festival - evento di cui vi ho raccontato ieri), poi delle qualifiche, dei tempi fatti registrare in precedenza dai piloti, dal fatto che la qualifica dovrebbe riprendere, poi del fatto che sia ripresa ma inizialmente non si vedano ancora vetture in pista. Il primo pilota che torna in pista è Ukyo Katayama sulla Tyrrell, poi in seguito assistiamo a un testacoda di Andrea De Cesaris. I piloti della Williams e della Benetton non escono dal loro box, quelli della Ferrari invece sì e la qualifica di Gerhard Berger finisce con circa un minuto di anticipo, sull'erba, perché è rimasto senza benzina in un'epoca in cui finire la benzina prima della fine della qualifica e rimanere fermo da qualche parte della pista è perfettamente legale.
La telecronaca di Globo finisce con la fine della sessione, alla fine del collegamento non sono ancora arrivate notizie sulla sorte di Ratzenberger. Probabilmente non sono arrivate nemmeno prima della fine della telecronaca della BBC, dato che esiste un video in cui si vede Murray Walker annunciare la morte di Roland Ratzenberger in quello che sembra un post-qualifiche nel quale le qualifiche sono già terminate da un bel po'. Finisce così la giornata di sabato, mentre si spegne l'illusione che la Formula 1 sia sicura abbastanza per non assistere alla morte di nessuno. Sono passati quasi otto anni dall'incidente mortale di Elio De Angelis in un test privato e quasi dodici dalla morte di Riccardo Paletti, finora l'ultimo pilota a morire in un weekend di gara. Adesso è il momento del sorgere di nuove illusioni, quella di credere che oggi è andata male, ma domani sarà un giorno migliore.
DOMENICA 01.05 - i motori si riaccendono alle 9.30 per mezz'ora di prove libere in cui alcuni piloti provano sia la vettura ufficiale sia quella di riserva, oppure diverse mescole di gomme. È il giorno che segue un incidente mortale, ma la prassi è questa, è così che è sempre successo, qualunque cosa ne pensino quelli che negli anni 2020 si scandalizzano perché il fine settimana è andato avanti. C'è una sola differenza rispetto alla prassi, per richiesta della famiglia di Ratzenberger, il team per il quale gareggiava non si è ritirato dall'evento, ma prosegue nel weekend con la vettura di D.Brabham.
In telecronaca si discute delle possibilità della Ferrari e dello scontro Senna vs Schumacher, con i due al momento in situazioni diverse: Senna svetta in testa alla classifica dei tempi, Schumacher sta forse provando una mescola di gomme diversa da quella scelta dalla maggioranza dei piloti, per questo non fa tempi degni di nota. Questi tempi, tuttavia, servono come serviranno i tempi delle prove libere negli anni 2020, a fomentare chiacchiere da bar, grazie al cielo almeno nel 1994 solo dentro ai bar e non dentro le cabine di commento.
Poltronieri osserva che venticinque vetture andranno in pista invece che le solite ventisei per la gara, perché Paul Belmondo, dal basso del suo 27° tempo, non ha diritto a un posto in griglia. In realtà pare non essere andata esattamente così: come nei decenni precedenti, un non qualificato può essere schierato in sostituzione di eventuali non starter. Secondo quanto riportato da Eurosport nella telecronaca della gara, al pilota della Pacific sarebbe stato concesso di prendere il via alla gara, ma lui stesso avrebbe rifiutato in segno di rispetto di prendere il posto che in griglia sarebbe stato di Ratzenberger.
Secondo la griglia di partenza ufficiale scattano davanti a tutti Senna e Schumacher, poi in seconda fila Berger e Hill, in terza Larini e Lehto, in quarta Frentzen e Hakkinen, in quinta Katayama e Wendlinger, in sesta Morbidelli e Blundell, in settima Brundle e Martini, in ottava Alboreto e Fittipaldi, in nona Bernard e Comas, in decima Panis e Herbert, in undicesima Beretta e Lamy, in dodicesima Beretta e Brabham, infine da solo in tredicesima fila Gachot.
PRIMA PARTENZA - si avvicinano le 14.00, l'orario fissato per la partenza della gara e in cabina di commento con il telecronista principale e John Watson c'è anche Eddie Irvine, sostituito da De Cesaris alla Jordan mentre l'irlandese sconta una squalifica per un incidente innescato due gran premo prima. Di venticinque vetture, in realtà, in griglia ne vanno ventiquattro, dato che la Minardi di Michele Alboreto ha un problema durante il giro di schieramento(?) quindi è costretto a partire dai box.
Le luci rosse si accendono e poi scattano i semafori verdi. Le vetture prendono il via, ma non la Benetton di J.JLehto ("iei iei", cit. Jos Verstappen in un successivo intervento il telecronaca), che si spegne sulla terza casella della griglia. Viene evitato da tutti i piloti che seguono, tranne uno, Lamy. Il pilota della Lotus, partito dalle retrovie, aveva la visuale ostruita dalle monoposto che lo precedevano e vede la sagoma della Benetton solo quando ormai è troppo tardi per schivarla. Il botto è violentissimo e, anche se al momento non lo sappiamo, tre spettatori e un addetto oltre le tribune sono stati colpiti da dei detriti, venendo feriti. Tutto ciò che sappiamo al momento, però, è che Lehto e Lamy escono abbastanza indenni dallo schianto.
I telecronisti si attendono che venga esposta bandiera rossa, ma non è così, si sceglie per una procedura inusuale (presente storico - la procedura "inusuale" sarebbe la prassi negli anni 2020), far entrare la safety car. È soltanto la terza volta che viene utilizzata la safety car durante una gara di Formula 1 (le altre occasioni Canada 1973 e Brasile 1993), ma la prima che viene utilizzata per un incidente al via. Le monoposto superstiti si accodano dietro la vettura di sicurezza che rimane in pista fino al termine del quinto giro. L'inizio della sesta tornata coincide con il "restart", Senna si lancia al comando della gara seguito abbastanza vicino da Schumacher mentre è più distaccato Berger, con Hill, Frentzen e Hakkinen che completano la zona punti virtuale e Larini scivolato al settimo posto. Nelle retrovie, non inquadrato, c'è un contatto tra la Ligier di Eric Bernard e la Larrousse di Erik Comas, evento non inquadrato dalle telecamere ma che avrà la sua rilevanza in seguito.
Poi, all'inizio del settimo giro, nel prendere la curva del Tamburello, la monoposto di Senna va dritta e impatta violentemente contro il muro. Secondo i report della gara, sono le 14.17. Dalle prime immagini, nelle quali sembra muovere la testa, non ci si rende immediatamente conto della gravità della situazione. Poi, all'improvviso, ecco tutti gli indizi che portano a pensare che le cose stiano diversamente: nessun movimento dall'abitacolo, soccorritori che si riversano sul posto, bandiera rossa data immediatamente. Nulla sembra cambiato dal giorno precedente. Anzi, sì, qualcosa in effetti è cambiato: i soccorritori si posizionano in modo da rendere pressoché impossibile inquadrare nel dettaglio che cosa stia succedendo e non mi stupirebbe se lo stessero facendo di proposito. Le inquadrature dall'elicottero invece, sono camuffate dagli alberi.
Sappiamo che il pilota è stato estratto dalla vettura, che la situazione sembra grave ma non sappiamo con esattezza cosa stia succedendo, che l'elicottero è convocato direttamente in pista... e poi ecco che all'improvviso succede una cosa da wtf, definita dai telecronisti come il momento più assurdo a cui abbiano mai assistito nel corso della storia. Ricordate il contatto Bernard vs Comas? Ecco, pare che quest'ultimo sia rientrato ai box e si sia lavorato sulla sua vettura per circa un quarto d'ora. A quel punto, con il pilota consapevole del fatto che ci sia stata una bandiera rossa ma probabilmente senza alcuna conoscenza su quanto effettivamente sia accaduto e sul perché la gara sia stata redflaggata, viene mandato fuori in pitlane, dove dovrebbe esserci il semaforo rosso all'uscita in attesa che le vetture rientrate in pitlane invece che ferme sulla griglia possano andare a schierarsi in griglia per la seconda partenza.
All'uscita dalla pitlane, però, non vi è alcun semaforo rosso, quindi Comas scende in pista, ritrovandosi costretto a parcheggiare tra la scena di un incidente devastante e un elicottero che staziona sul tracciato. Sceso dalla monoposto, i suoi occhi vedono tutto ciò che le inquadrature televisive ci stanno risparmiando, il che sarà sufficiente per fargli decidere di non prendere alla seconda partenza perché in stato di shock. Nel frattempo i soccorsi sono a buon punto, Senna viene caricato su una barella circondata da soccorritori e caricato sull'elicottero che si alza in volo. A quel punto, se la gravità della situazione fosse ancora poco chiara, l'asfalto macchiato di sangue nella zona dei soccorsi dice più di mille parole.
SECONDA PARTENZA - sono passati all'incirca cinquanta minuti dal primo via e la gara sarà strutturata su tempi aggregati, con le posizioni in griglia che rispecchiano quelle al termine del quinto giro. La maggior parte dei piloti non è al corrente dell'effettiva situazione, nel senso che sanno che Senna è stato portato in ospedale, ma non hanno la più pallida idea di quanto sia grave la situazione. Schumacher e Berger si schierano sulle caselle della prima fila (curiosamente Schumacher è uno dei pochi piloti nella storia della Formula 1 ad essere partito dalla "pole" in un restart senza ancora mai essere partito dalla pole position), con un totale di ventidue vetture in griglia, anzi ventuno perché la Sauber di Heinz-Harald Frentzen rimane ferma e il pilota è costretto a prendere il secondo via dai box.
Berger supera Schumacher al via e si porta in prima posizione, almeno visivamente, perché nella classifica effettiva per tempi aggregati dovrebbe prima staccare Schumacher del gap che c'era tra di loro e poi a quel punto salirebbe in testa, cosa che tuttavia non succede perché il pilota della Benetton sta negli scarichi della Ferrari. Questo dopo essere stato coinvolto a qualche titolo in un contatto, non ben inquadrato dalle telecamere che al momento seguivano le vetture più retrostanti, con la Williams di Damon Hill, finito in testacoda e precipitato nelle retrovie. Sia Hill sia Frentzen passeranno la parte restante della gara a risalire innumerevoli posizioni. Davanti, nel frattempo, Berger rimane fisicamente in testa fintanto che, poco prima di rientrare ai box per il primo rifornimento di una serie di tre, Schumacher gli strappa la posizione.
Ci sono strategie piuttosto diverse tra i singoli piloti e, dopo il ritiro di Berger, avvenuto poco dopo il suo rifornimento, Larini è l'unico rappresentante della Rossa. Diversamente dai tre rifornimenti di Schumacher, si fermerà ai box una sola volta, posizionandosi stabilmente in seconda posizione. Nel frattempo perdiamo per strada alcune vetture per problemi tecnici random, che si trovavano nelle retrovie: la Larrousse di Olivier Beretta, la Pacific di Bertrand Gachot, la Simtek di David Brabham e la Footwork di Gianni Morbidelli che invece si trovava verosimilmente più avanti. Si ritira anche Pierluigi Martini, il pilota della Minardi finisce infatti in testacoda, mentre la gara sta entrando ormai nella sua ultima parte. In terza e quarta posizione ormai ci sono stabilmente Mika Hakkinen (McLaren) e Karl Wendlinger (Sauber), dopo le ultime soste di Ukyo Katayama (Tyrrell) e Christian Fittipaldi (Footwork) che adesso si trovano nelle zone basse della top-6, alla quale Hill si avvicina progressivamente.
La gara si sta avviando verso la conclusione, ho detto, ma è ben lontana dall'essere finita e soprattutto ben lontana dal limitarsi con la sua aura nefasta: nel box della Minardi è il momento dell'ultima sosta per Alboreto, che viene fatto ripartire con una ruota non ancora fissata. La ruota si stacca e vaga senza controllo per la pitlane, ferendo diversi meccanici di team diversi (i più gravi un meccanico Lotus che riporta un trauma cranico e un meccanico Ferrari che si frattura una gamba), sembra non esserci assolutamente un attimo di tregua in questo fine settimana. Sembra che venga presa in considerazione l'idea di sospendere definitivamente la gara con una decina di giri d'anticipo, ma non succede, si va avanti fino alla fine. Fortunatamente nei giri che ancora mancano non succede più nulla di drammatico, ma solo normali eventi di routine, tipo un testacoda di De Cesaris che va a sbattere e una foratura di Hill che lo fa precipitare fuori dai punti (doveva essere quinto) dove ritorna dopo il ritiro verso fine gara di Fittipaldi.
Schumacher, Larini, Hakkinen, Wendlinger, Katayama e Hill sono i piloti che si classificano in zona punti, con Frentzen che, risalito fino alla settima piazza, poi scarrozza Fittipaldi ai box. Precede la McLaren di Martin Brundle, la Tyrrell di Mark Blundell, la Lotus di Johnny Herbert e le Ligier di Olivier Panis ed Eric Bernard. Il pubblico si riversa sulla pista mentre ci sono ancora le vetture impegnate nel giro d'onore, ma fortunatamente nessuno viene investito. I tifosi circondano Larini e gli mettono in mano una bandiera della Ferrari. Il pilota fa un mezzo parade lap con la bandiera al vento, poi va a parcheggiare da qualche parte che non sembra neanche lontanamente il parc fermé. Giunge il momento del podio, che i fanboy odierni criticano perché secondo loro i piloti hanno festeggiato, quando in realtà tutto ciò che fanno è rispondere alle acclamazioni del pubblico.
La copertura televisiva di Eurosport termina con la conferenza stampa, nella quale viene fatta anche qualche domanda che accenna ai fatti del giorno, il tutto mentre i piloti presenti sono probabilmente ancora all'oscuro delle conseguenze dell'incidente di Senna (in realtà la notizia della sua morte verrà annunciata nel tardo pomeriggio, ma comunque è già chiara la gravità della situazione). Poi, all'improvviso, ecco quel momento fuori contesto che riesce a strappare un sorriso, non sicuramente alla gente dei tempi, ma a noi che abbiamo vissuto gli anni successivi. Viene fatto notare a Schumacher che ha vinto le prime tre gare della stagione e gli viene chiesto chi possa fermarlo. A quel punto Hakkinen interviene: "posso fermarlo io". Mentre gli Schukkinen si concedono una risata insieme, la gente ancora ignora che la candidatura di Hakkinen rimarrà in sospeso ancora per diversi anni, ma che poi arriverà effettivamente il momento di mettere in pratica i suoi piani.
CONSIDERAZIONI FINALI - siamo giunti al termine di questa sintesi (termine non molto azzeccato, è un po' troppo lunga per essere una sintesi) alla quale ho lavorato per parecchi giorni, anche perché oltre alla parte della stesura del testo c'è stata quella del documentarmi vedendo circa sei ore di filmati e non tanto leggeri dal punto di vista emotivo.
Mi spiego meglio: vi racconto come è stato raccontato ai tempi, dopo essermi documentata in tal senso con la visione di un estratto della prima sessione di qualifiche, quella del venerdì (telecronaca inglese Eurosport, in cui una delle voci narranti era quella di John Watson) che non ho trovato in versione completa, l'intera seconda sessione di qualifiche (telecronaca brasiliana Globo), che combinata con i tempi di quella del venerdì dava la griglia di partenza, il warm-up ovvero la sessione di prove libere che si svolgeva la domenica mattina (telecronaca Rai), infine la gara (di nuovo telecronaca Eurosport).
Ho optato per questa decisione anche per sfatare certi luoghi comuni che si sono diffusi negli ultimi due decenni, oltre che per partire da un dato di fatto: la stagione 1994 è iniziata con un cambio regolamentare e vetture che non sembrano propriamente compatibili con i circuiti utilizzati. Ci sono già stati almeno due infortuni, in sessioni di test: Jean Alesi è ancora assente, sostituito da Nicola Larini, per una lesione al collo (stando a quanto da lui affermato nel 2009, una diagnosi simile a quella dell'incidente in moto di Michael Schumacher), mentre per motivi molto simili J.J.Lehto è stato sostituito nei primi due gran premi stagionali da Jos Verstappen e si appresta all'esordio stagionale sulla Benetton.
Poi si inizia a fare sul serio, Schumacher scende in pista e ottiene il miglior tempo, ma non per molto. Viene infatti battuto subito dopo da Senna che va oltre un decimo più veloce. Subito dopo, tuttavia, arriva il grosso colpo di scena: viene inquadrata una vettura che dopo un forte schianto è nel mezzo di un cappottamento multiplo. Quando si ferma, ne viene esposto il fondo e non è chiaro né il pilota né tantomeno la squadra.
I soccorsi giungono sul posto immediatamente. Segue una scena abbastanza cruda, in cui la monoposto viene sollevata e girata quasi con violenza, cosa che ricordo in passato avere lasciato scosse alcune persone che commentavano l'incidente su Youtube. Si vede la testa del pilota ondeggiare. La vettura è una Jordan e quello è il casco del pilota più giovane in griglia, il 21enne Rubens Barrichello.
Proprio quell'azione così rapida nel ribaltare la monoposto, anche se in questo momento (nel senso di presente storico) non lo sappiamo, è probabilmente ciò che l'ha salvato: a causa dell'inghiottimento della lingua, Rubinho stava soffocando. Le immagini che di vedono dopo, ad oggi (nel senso di 2022) non ci sembrerebbero tanto rassicuranti, ma nel 1994 sì: il pilota viene assistito all'interno dell'abitacolo, lasciando intendere che sia vivo e che non sia in pericolo di vita.
L'estratto di questa sessione si conclude con Barrichello che, dopo essere stato caricato su una barella, viene portato in ambulanza al centro medico del circuito. Si vedono frattanto numerosi replay dell'incidente: Barrichello ha preso in un cordolo alla Variante Marlboro (altresì nota come Variante Bassa), la vettura si è sollevata ed è andata a impattare la cima di una barriera di pneumatici ribaltandosi e cappottando più volte. Si scoprirà che Rubens ha riportato solo una frattura al setto nasale e la slogatura di un polso.
Interviene in telecronaca Jochen Mass, che sostiene che non è sorpreso di un ulteriore incidente notevole visto quanto già accaduto. Poi John Watson parla in modo abbastanza critico della questione dei cordoli... insomma, certe cose non sono cambiate più di tanto da allora. Pare che a questo punto la sessione stia per riprendere e si concluderà con Senna che migliora, non di poco, il proprio tempo.
Nel frattempo viene tratta una conclusione piuttosto rassicurante (dallo stesso Watson, prima che finisca il video), in questo venerdì di qualifiche: le monoposto dei mid-90s sono sicure, o almeno lo sono quel tanto da far sì che un pilota, invece di morire, se la sia cavata con ferite né pericolose né invalidanti.
SABATO 30.04 - sono le 13.00 di sabato, è il momento della seconda sessione di qualifiche, quella dalla quale uscirà la griglia di partenza definitiva che, con la defezione di Barrichello (ospite di Rede Globo, con qualche occasionale intervento in telecronaca), vedrà ventisei dei ventisette piloti ancora presenti andare in griglia. L'ultimo tempo disponibile ce l'ha Paul Belmondo sulla Pacific e non ci sarebbe nulla di sorprendente se rimanesse in quella posizione. Inizialmente vanno in pista piloti di squadre di centro gruppo, attrazione principale un testacoda di Pedro Lamy sulla Lotus. Si parla nel frattempo ancora di Barrichello e (a quanto posso capire, dato la telecronaca è in portoghese) dei progressi della sicurezza.
Poi va in pista Damon Hill: il pilota della Williams è stato protagonista di una giornata non troppo positiva al venerdì e sta cercando di portarsi in una posizione in griglia che sia presentabile, per questo scende in pista quando non si vede ancora neanche l'ombra degli altri top-driver. Quando si lancia è passato circa un quarto d'ora dall'inizio della sessione di qualifiche, lo vediamo migliorarsi notevolmente e portarsi in quarta posizione dietro a Senna, Schumacher e Berger. Subito dopo va per un altro giro, continuando a venire seguito. Si migliora, ma rimane sempre quarto. Ha appena finito il suo secondo tentativo, nel momento in cui scopriamo che quelle del venerdì, di una Formula 1 ormai sicura, sono state solo illusioni.
L'orario generalmente riportato come quello dell'incidente è le 13.21, altre fonti si limitano ad affermare che sono passati diciotto minuti dall'inizio della sessione di qualifiche. Arriva all'improvviso l'inquadratura di una vettura devastata. È la Simtek di Roland Ratzenberger, di cui vediamo, anche con diversi replay, la fase finale del suo incidente - incidente che si scoprirà essere iniziato alla curva Villeneuve, dopo che l'ala anteriore della monoposto si è staccata (forse a seguito di un'uscita di pista avvenuta nel giro precedente o, riportano altre fonti, forse già livemente danneggiata in un lieve contatto con il compagno di squadra David Brabham nella sessione di prove libere del mattino). La scena, di per sé, è sufficiente a far raggelare: la vettura è letteralmente andata a pezzi e si vede la testa del pilota ondeggiare, la visiera del casco imbrattata di sangue.
Viene immediatamente data bandiera rossa, arrivano immediatamente i soccorsi. A quel punto succede qualcosa che mi fa pensare a quanto la mentalità dell'epoca fosse completamente diversa da quella contemporanea. Vorrei chiarire a questo punto come la penso: non sono contraria al mostrare incidenti anche mortali, fintanto che ha lo scopo di mostrare la dinamica dell'incidente stesso e capire cosa sia successo. Già andare a indugiare più volte su quello che si vedeva dopo che quello che restava della vettura si è fermata mi sembra un po' troppo forte a livello di immagine. Quello che trovo decisamente fuori luogo è però che i soccorsi a un pilota palesemente o morto o in punto di morte vengano inquadrati abbastanza nel dettaglio e mostrati in diretta televisiva, a quanto mi risulta è la prima volta nella storia della Formula 1 che succede qualcosa del genere.
Nel frattempo in telecronaca c'è una situazione che mi sembra abbastanza surreale e sinceramente non me la sento di criticare il telecronista per questo: non deve essere per niente facile riempire una telecronaca in un momento come questo, specie con quelle scene lì. Il pilota nel frattempo viene estratto dalla vettura, dopo vari minuti viene portato al centro medico del circuito e poi in seguito caricato sull'elicottero. In quei momenti il telecronista sta parlando dell'associazione dei piloti, la GPDA, che non esiste più. Per qualche motivo si mette a raccontare la storia dello sciopero di Kyalami nel 1982 e sta parlando degli eventi del Sudafrica proprio mentre l'elicottero si alza in volo.
Dopo questo momento parla un attimo della carriera di Ratzenberger (parlando anche della sua vittoria del Formula Ford Festival - evento di cui vi ho raccontato ieri), poi delle qualifiche, dei tempi fatti registrare in precedenza dai piloti, dal fatto che la qualifica dovrebbe riprendere, poi del fatto che sia ripresa ma inizialmente non si vedano ancora vetture in pista. Il primo pilota che torna in pista è Ukyo Katayama sulla Tyrrell, poi in seguito assistiamo a un testacoda di Andrea De Cesaris. I piloti della Williams e della Benetton non escono dal loro box, quelli della Ferrari invece sì e la qualifica di Gerhard Berger finisce con circa un minuto di anticipo, sull'erba, perché è rimasto senza benzina in un'epoca in cui finire la benzina prima della fine della qualifica e rimanere fermo da qualche parte della pista è perfettamente legale.
La telecronaca di Globo finisce con la fine della sessione, alla fine del collegamento non sono ancora arrivate notizie sulla sorte di Ratzenberger. Probabilmente non sono arrivate nemmeno prima della fine della telecronaca della BBC, dato che esiste un video in cui si vede Murray Walker annunciare la morte di Roland Ratzenberger in quello che sembra un post-qualifiche nel quale le qualifiche sono già terminate da un bel po'. Finisce così la giornata di sabato, mentre si spegne l'illusione che la Formula 1 sia sicura abbastanza per non assistere alla morte di nessuno. Sono passati quasi otto anni dall'incidente mortale di Elio De Angelis in un test privato e quasi dodici dalla morte di Riccardo Paletti, finora l'ultimo pilota a morire in un weekend di gara. Adesso è il momento del sorgere di nuove illusioni, quella di credere che oggi è andata male, ma domani sarà un giorno migliore.
DOMENICA 01.05 - i motori si riaccendono alle 9.30 per mezz'ora di prove libere in cui alcuni piloti provano sia la vettura ufficiale sia quella di riserva, oppure diverse mescole di gomme. È il giorno che segue un incidente mortale, ma la prassi è questa, è così che è sempre successo, qualunque cosa ne pensino quelli che negli anni 2020 si scandalizzano perché il fine settimana è andato avanti. C'è una sola differenza rispetto alla prassi, per richiesta della famiglia di Ratzenberger, il team per il quale gareggiava non si è ritirato dall'evento, ma prosegue nel weekend con la vettura di D.Brabham.
In telecronaca si discute delle possibilità della Ferrari e dello scontro Senna vs Schumacher, con i due al momento in situazioni diverse: Senna svetta in testa alla classifica dei tempi, Schumacher sta forse provando una mescola di gomme diversa da quella scelta dalla maggioranza dei piloti, per questo non fa tempi degni di nota. Questi tempi, tuttavia, servono come serviranno i tempi delle prove libere negli anni 2020, a fomentare chiacchiere da bar, grazie al cielo almeno nel 1994 solo dentro ai bar e non dentro le cabine di commento.
Poltronieri osserva che venticinque vetture andranno in pista invece che le solite ventisei per la gara, perché Paul Belmondo, dal basso del suo 27° tempo, non ha diritto a un posto in griglia. In realtà pare non essere andata esattamente così: come nei decenni precedenti, un non qualificato può essere schierato in sostituzione di eventuali non starter. Secondo quanto riportato da Eurosport nella telecronaca della gara, al pilota della Pacific sarebbe stato concesso di prendere il via alla gara, ma lui stesso avrebbe rifiutato in segno di rispetto di prendere il posto che in griglia sarebbe stato di Ratzenberger.
Secondo la griglia di partenza ufficiale scattano davanti a tutti Senna e Schumacher, poi in seconda fila Berger e Hill, in terza Larini e Lehto, in quarta Frentzen e Hakkinen, in quinta Katayama e Wendlinger, in sesta Morbidelli e Blundell, in settima Brundle e Martini, in ottava Alboreto e Fittipaldi, in nona Bernard e Comas, in decima Panis e Herbert, in undicesima Beretta e Lamy, in dodicesima Beretta e Brabham, infine da solo in tredicesima fila Gachot.
PRIMA PARTENZA - si avvicinano le 14.00, l'orario fissato per la partenza della gara e in cabina di commento con il telecronista principale e John Watson c'è anche Eddie Irvine, sostituito da De Cesaris alla Jordan mentre l'irlandese sconta una squalifica per un incidente innescato due gran premo prima. Di venticinque vetture, in realtà, in griglia ne vanno ventiquattro, dato che la Minardi di Michele Alboreto ha un problema durante il giro di schieramento(?) quindi è costretto a partire dai box.
Le luci rosse si accendono e poi scattano i semafori verdi. Le vetture prendono il via, ma non la Benetton di J.JLehto ("iei iei", cit. Jos Verstappen in un successivo intervento il telecronaca), che si spegne sulla terza casella della griglia. Viene evitato da tutti i piloti che seguono, tranne uno, Lamy. Il pilota della Lotus, partito dalle retrovie, aveva la visuale ostruita dalle monoposto che lo precedevano e vede la sagoma della Benetton solo quando ormai è troppo tardi per schivarla. Il botto è violentissimo e, anche se al momento non lo sappiamo, tre spettatori e un addetto oltre le tribune sono stati colpiti da dei detriti, venendo feriti. Tutto ciò che sappiamo al momento, però, è che Lehto e Lamy escono abbastanza indenni dallo schianto.
I telecronisti si attendono che venga esposta bandiera rossa, ma non è così, si sceglie per una procedura inusuale (presente storico - la procedura "inusuale" sarebbe la prassi negli anni 2020), far entrare la safety car. È soltanto la terza volta che viene utilizzata la safety car durante una gara di Formula 1 (le altre occasioni Canada 1973 e Brasile 1993), ma la prima che viene utilizzata per un incidente al via. Le monoposto superstiti si accodano dietro la vettura di sicurezza che rimane in pista fino al termine del quinto giro. L'inizio della sesta tornata coincide con il "restart", Senna si lancia al comando della gara seguito abbastanza vicino da Schumacher mentre è più distaccato Berger, con Hill, Frentzen e Hakkinen che completano la zona punti virtuale e Larini scivolato al settimo posto. Nelle retrovie, non inquadrato, c'è un contatto tra la Ligier di Eric Bernard e la Larrousse di Erik Comas, evento non inquadrato dalle telecamere ma che avrà la sua rilevanza in seguito.
Poi, all'inizio del settimo giro, nel prendere la curva del Tamburello, la monoposto di Senna va dritta e impatta violentemente contro il muro. Secondo i report della gara, sono le 14.17. Dalle prime immagini, nelle quali sembra muovere la testa, non ci si rende immediatamente conto della gravità della situazione. Poi, all'improvviso, ecco tutti gli indizi che portano a pensare che le cose stiano diversamente: nessun movimento dall'abitacolo, soccorritori che si riversano sul posto, bandiera rossa data immediatamente. Nulla sembra cambiato dal giorno precedente. Anzi, sì, qualcosa in effetti è cambiato: i soccorritori si posizionano in modo da rendere pressoché impossibile inquadrare nel dettaglio che cosa stia succedendo e non mi stupirebbe se lo stessero facendo di proposito. Le inquadrature dall'elicottero invece, sono camuffate dagli alberi.
Sappiamo che il pilota è stato estratto dalla vettura, che la situazione sembra grave ma non sappiamo con esattezza cosa stia succedendo, che l'elicottero è convocato direttamente in pista... e poi ecco che all'improvviso succede una cosa da wtf, definita dai telecronisti come il momento più assurdo a cui abbiano mai assistito nel corso della storia. Ricordate il contatto Bernard vs Comas? Ecco, pare che quest'ultimo sia rientrato ai box e si sia lavorato sulla sua vettura per circa un quarto d'ora. A quel punto, con il pilota consapevole del fatto che ci sia stata una bandiera rossa ma probabilmente senza alcuna conoscenza su quanto effettivamente sia accaduto e sul perché la gara sia stata redflaggata, viene mandato fuori in pitlane, dove dovrebbe esserci il semaforo rosso all'uscita in attesa che le vetture rientrate in pitlane invece che ferme sulla griglia possano andare a schierarsi in griglia per la seconda partenza.
All'uscita dalla pitlane, però, non vi è alcun semaforo rosso, quindi Comas scende in pista, ritrovandosi costretto a parcheggiare tra la scena di un incidente devastante e un elicottero che staziona sul tracciato. Sceso dalla monoposto, i suoi occhi vedono tutto ciò che le inquadrature televisive ci stanno risparmiando, il che sarà sufficiente per fargli decidere di non prendere alla seconda partenza perché in stato di shock. Nel frattempo i soccorsi sono a buon punto, Senna viene caricato su una barella circondata da soccorritori e caricato sull'elicottero che si alza in volo. A quel punto, se la gravità della situazione fosse ancora poco chiara, l'asfalto macchiato di sangue nella zona dei soccorsi dice più di mille parole.
SECONDA PARTENZA - sono passati all'incirca cinquanta minuti dal primo via e la gara sarà strutturata su tempi aggregati, con le posizioni in griglia che rispecchiano quelle al termine del quinto giro. La maggior parte dei piloti non è al corrente dell'effettiva situazione, nel senso che sanno che Senna è stato portato in ospedale, ma non hanno la più pallida idea di quanto sia grave la situazione. Schumacher e Berger si schierano sulle caselle della prima fila (curiosamente Schumacher è uno dei pochi piloti nella storia della Formula 1 ad essere partito dalla "pole" in un restart senza ancora mai essere partito dalla pole position), con un totale di ventidue vetture in griglia, anzi ventuno perché la Sauber di Heinz-Harald Frentzen rimane ferma e il pilota è costretto a prendere il secondo via dai box.
Berger supera Schumacher al via e si porta in prima posizione, almeno visivamente, perché nella classifica effettiva per tempi aggregati dovrebbe prima staccare Schumacher del gap che c'era tra di loro e poi a quel punto salirebbe in testa, cosa che tuttavia non succede perché il pilota della Benetton sta negli scarichi della Ferrari. Questo dopo essere stato coinvolto a qualche titolo in un contatto, non ben inquadrato dalle telecamere che al momento seguivano le vetture più retrostanti, con la Williams di Damon Hill, finito in testacoda e precipitato nelle retrovie. Sia Hill sia Frentzen passeranno la parte restante della gara a risalire innumerevoli posizioni. Davanti, nel frattempo, Berger rimane fisicamente in testa fintanto che, poco prima di rientrare ai box per il primo rifornimento di una serie di tre, Schumacher gli strappa la posizione.
Ci sono strategie piuttosto diverse tra i singoli piloti e, dopo il ritiro di Berger, avvenuto poco dopo il suo rifornimento, Larini è l'unico rappresentante della Rossa. Diversamente dai tre rifornimenti di Schumacher, si fermerà ai box una sola volta, posizionandosi stabilmente in seconda posizione. Nel frattempo perdiamo per strada alcune vetture per problemi tecnici random, che si trovavano nelle retrovie: la Larrousse di Olivier Beretta, la Pacific di Bertrand Gachot, la Simtek di David Brabham e la Footwork di Gianni Morbidelli che invece si trovava verosimilmente più avanti. Si ritira anche Pierluigi Martini, il pilota della Minardi finisce infatti in testacoda, mentre la gara sta entrando ormai nella sua ultima parte. In terza e quarta posizione ormai ci sono stabilmente Mika Hakkinen (McLaren) e Karl Wendlinger (Sauber), dopo le ultime soste di Ukyo Katayama (Tyrrell) e Christian Fittipaldi (Footwork) che adesso si trovano nelle zone basse della top-6, alla quale Hill si avvicina progressivamente.
La gara si sta avviando verso la conclusione, ho detto, ma è ben lontana dall'essere finita e soprattutto ben lontana dal limitarsi con la sua aura nefasta: nel box della Minardi è il momento dell'ultima sosta per Alboreto, che viene fatto ripartire con una ruota non ancora fissata. La ruota si stacca e vaga senza controllo per la pitlane, ferendo diversi meccanici di team diversi (i più gravi un meccanico Lotus che riporta un trauma cranico e un meccanico Ferrari che si frattura una gamba), sembra non esserci assolutamente un attimo di tregua in questo fine settimana. Sembra che venga presa in considerazione l'idea di sospendere definitivamente la gara con una decina di giri d'anticipo, ma non succede, si va avanti fino alla fine. Fortunatamente nei giri che ancora mancano non succede più nulla di drammatico, ma solo normali eventi di routine, tipo un testacoda di De Cesaris che va a sbattere e una foratura di Hill che lo fa precipitare fuori dai punti (doveva essere quinto) dove ritorna dopo il ritiro verso fine gara di Fittipaldi.
Schumacher, Larini, Hakkinen, Wendlinger, Katayama e Hill sono i piloti che si classificano in zona punti, con Frentzen che, risalito fino alla settima piazza, poi scarrozza Fittipaldi ai box. Precede la McLaren di Martin Brundle, la Tyrrell di Mark Blundell, la Lotus di Johnny Herbert e le Ligier di Olivier Panis ed Eric Bernard. Il pubblico si riversa sulla pista mentre ci sono ancora le vetture impegnate nel giro d'onore, ma fortunatamente nessuno viene investito. I tifosi circondano Larini e gli mettono in mano una bandiera della Ferrari. Il pilota fa un mezzo parade lap con la bandiera al vento, poi va a parcheggiare da qualche parte che non sembra neanche lontanamente il parc fermé. Giunge il momento del podio, che i fanboy odierni criticano perché secondo loro i piloti hanno festeggiato, quando in realtà tutto ciò che fanno è rispondere alle acclamazioni del pubblico.
La copertura televisiva di Eurosport termina con la conferenza stampa, nella quale viene fatta anche qualche domanda che accenna ai fatti del giorno, il tutto mentre i piloti presenti sono probabilmente ancora all'oscuro delle conseguenze dell'incidente di Senna (in realtà la notizia della sua morte verrà annunciata nel tardo pomeriggio, ma comunque è già chiara la gravità della situazione). Poi, all'improvviso, ecco quel momento fuori contesto che riesce a strappare un sorriso, non sicuramente alla gente dei tempi, ma a noi che abbiamo vissuto gli anni successivi. Viene fatto notare a Schumacher che ha vinto le prime tre gare della stagione e gli viene chiesto chi possa fermarlo. A quel punto Hakkinen interviene: "posso fermarlo io". Mentre gli Schukkinen si concedono una risata insieme, la gente ancora ignora che la candidatura di Hakkinen rimarrà in sospeso ancora per diversi anni, ma che poi arriverà effettivamente il momento di mettere in pratica i suoi piani.
CONSIDERAZIONI FINALI - siamo giunti al termine di questa sintesi (termine non molto azzeccato, è un po' troppo lunga per essere una sintesi) alla quale ho lavorato per parecchi giorni, anche perché oltre alla parte della stesura del testo c'è stata quella del documentarmi vedendo circa sei ore di filmati e non tanto leggeri dal punto di vista emotivo.
Cosa dire... sicuramente una delle pagine più nere che il motorsport ci abbia riservato nel periodo in cui era già possibile mettersi a guardare una gara di Formula 1 con la ragionevole sicurezza che nessuno sarebbe morto. Il motorsport vintage è bello ed emozionante e tutto quello che si dice, ma ogni medaglia ha un suo lato più cupo. Non solo, questo lato cupo probabilmente non è una prerogativa soltanto del passato: ben più di una volta si è pensato di avere raggiunto standard di sicurezza sufficienti per evitare tragedie, ma è la stessa cosa che si pensava all'inizio di quel weekend. Questa è una delle tante ragioni per cui, da un certo punto di vista, non bisognerebbe mai abbassare la guardia.
Sono passati ventotto anni, ma fatico ancora a sentirli. In quei giorni ero solo una bambina che stava per perdere/ aveva appena perso il primo dente da latte (deve essere successo indicativamente intorno all'ora di fine del warm-up), ma non dimenticherò mai né l'uno né l'altro incidente, uno visto con mio padre, l'altro con mia madre e mia nonna. Non dimenticherò mai due vite spezzate a un giorno di distanza in nome dello spettacolo, anche se di tempo ne è passato tanto. Non ho mai dimenticato e non lo farò proprio ora che ho la stessa età che avevano entrambi quando se ne andarono. Non dimenticherò né il backmarker dall'aria sorridente, né il pluricampione dall'aria imbronciata, perché il motorsport ha bisogno di quelli come loro: di entrambi.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)




