lunedì 7 febbraio 2022

Race of Champions 2022: lo scontro Loeb vs Vettel visto dai fanboy

Ci siamo, è arrivata la Race of Champions, di ritorno dopo una lunga assenza, e con essa è ripartito il motorsport "mainstream", considerato che ci prendono parte piloti famosi e che, di conseguenza, anche il tifoso medio ci presta l'attenzione che dovrebbe. Anzi, ci presta l'attenzione che non dovrebbe, dato che non sempre commenta in maniera costruttiva, senza capire che cosa stia effettivamente commentando. Mi spiego meglio: la ROC è un evento al quale i piloti partecipano PER CAZZEGGIARE e che generalmente dice poco e niente sul loro valore nelle competizioni alle quali prendono regolarmente parte. In più vi prendono parte piloti provenienti da categorie molto diverse tra di loro, alcuni dei quali si troveranno a guidare in condizioni più compatibili di altri con il loro mondo di provenienza. Aspettarsi che in una gara di rally sul ghiaccio che si svolge in Svezia a svettare siano i piloti di open wheel è quantomeno un tantino azzardato.

Per quanto ci riguarda, tra i piloti di open wheel attuali c'erano dalla Formula 1 Sebastian Vettel e Mick Schumacher, dalla Indycar Helio Castroneves, Colton Herta e Jimmie Johnson, dalle formule minori Jamie Chadwick ed Emma Kimilainen (che ha preso il posto nel quale in origine era stato annunciato Valtteri Bottas). Poi c'erano anche delle vecchie glorie, ritirati da un sacco di anni. O per meglio dire, c'era una vecchia gloria ritirata da anni come David Coulthard e un pilota che si è preso una breve pausa di riflessione e che si trova nel corso di un ventennio sabbatico, ovvero Mika Hakkinen. Già questo sarebbe bastato per far andare qualsiasi persona senziente, ma invece no, a quanto pare c'è chi ha pensato bene che fosse opportuno commentare le gare come se fossero serie e soprattutto spesso non dare il giusto credito ai piloti che vi hanno preso parte.

Perché mi dispiace, ma dire che Sebastien Loeb è un 47enne quindi un V3KkY0 PeNsI0nAt0 significa non sapere un ca**o e sbandierare ai quattro venti di non sapere un ca**o. Con questo non intendo dire che una persona che conosce solo ed esclusivamente la Formula 1 e che magari la segue da poco non avendo la minima idea di chi siano i piloti che gareggiano in altri tipi di motorsport debba sapere per forza chi è Loeb. Però, appunto, se una persona che non sa chi è Loeb sente il desiderio smodato di commentare Loeb, forse oltre a leggere la sua età potrebbe leggere anche il suo palmares. Magari si renderebbe conto che è un pilota in attività, dove per "pilota in attività" non si intende uno che gareggia just for fun fregandosene dei risultati, quanto piuttosto che è ancora un pilota competitivo e di primissimo livello. Non tutto esiste in funzione della Formula 1 e screditare Loeb solo per usarlo come elemento per screditare piloti di Formula 1 mi sembra fuori luogo.

Neanche a dirlo, tutto è iniziato sabato durante la Nation Cup, quando l'unico team formato interamente da piloti di Formula 1, quella della Germania in cui facevano coppia Vettel e Schumacher, si è rivelato abbastanza deludente venendo eliminato nelle primissime fasi della competizione, una competizione in cui hanno svettato in prevalenza i vari team di paesi nordici, che avevano nella propria line-up essenzialmente piloti di rally. Oltre a questi ha fatto una bella figura anche il team States composto da Herta/Johnson, ma evidentemente a chi segue la ROC importa poco di Johnson, il che è comunque un notevole passo avanti, credo che capiti raramente che nessuno sia focalizzato su Johnson, magari per criticarlo. Per la cronaca, il flop della Germania è da attribuirsi a Vettel, dal momento che Schumacher sembra avere vinto tutte le gare al quale ha preso parte nella giornata dedicata alla Nation Cup.

Evidentemente Vettel ha una presenza attention seeker, tanto che se fosse nato trent'anni prima provabilmente avrebbe guidato la Toleman sponsorizzata Candy mandandola in testacoda ogni cinque minuti venendo imbottito di soldi dallo sponsor stesso felice di tante inquadrature televisive. Il suo risultato nella Nation Cup ha fatto sì che fosse decretato che è un pilota scarso che dovrebbe ritirarsi ed essere sostituito da chi se lo merita. Per fortuna non c'erano delle trollander a commentare, altrimenti il suo posto sarebbe stato da attribuire a qualche FiGoN3 BeLiXiM0. Che poi, peraltro, parliamone, Vettel si è presentato con il riporto ben ordinato e in generale i capelli ben pettinati che gli davano un'aria piuttosto curata e seppure non l'abbia mai ritenuto di particolare bellezza aveva molto l'aria da filf. Però sì, era uno scarso, come secondo alcuni più si addice ai compagni di squadra di Mick Schumacher...


La domenica è iniziata in modo diametralmente opposto, come potrete intuire dalla foto soprastante (a proposito, veniamo ai credits: la foto di gruppo l'ha postata Jamie Chadwick, quella del podio dovrebbe averla postata il profilo twitter della ROC), tra i piloti open wheel Vettel si è mostrato fin da subito uno dei più competitivi. Che sia questa la ragione per cui è venuto a nevicare? Ad ogni modo, eliminato da Jamie Chadwick, stavolta è stato Schumacher quello al centro di critiche, molto minori perché non ha una presenza altrettanto attention seeker. Tra parentesi, la Chadwick è anche pilota di Extreme E, quindi tra i piloti di open wheel non doveva necessariamente essere quella più svantaggiata. Ad ogni modo Herta l'ha eliminata, scontrandosi poi con Vettel. Vettel ha continuato a dare un senso alla neve che cadeva e ad andare avanti. Risultato, si è ritrovato in finale... e quelli che l'avevano screditato il giorno prima tutti muti. Nello specifico, tutti muti a pensare freneticamente a una nuova ragione per criticarlo.

Il finale si preannunciava abbastanza scontato: Sebastien Loeb vs Sebastian Vettel a guidare sulla neve, chiunque non pensasse che Loeb era solo un 47enne che non significa niente per il motorsport avrebbe dovuto comprendere che era il favorito. Dagli aggiornamenti social, mi è parso di capire che la prova finale fosse costituita da cinque scontri, in cui vinceva il primo che arrivava a quota tre. Loeb ha vinto i primi due, mentre Vettel ha battuto Loeb nel terzo. Quello decisivo dovrebbe essere stato il quarto, in cui Loeb ha sigillato il 3:1 che gli assegnava la vittoria. È stata la sua quarta vittoria in carriera alla Race of Champions, eguagliando il record di Didier Auriol, ex pilota di rally 63enne che era presente anche quest'anno alla competizione, penso come compagno di squadra di Loeb nella Nation Cup dato che è francese anche lui. Complimenti a Loeb, che ha aggiunto anche una vittoria per cazzeggio al suo palmares ricco di successi.

A proposito di Loeb, ci tengo a ricordarvi che nel 2021 ha anche gareggiato (e continuerà a gareggiarvi) in Extreme E, nello specifico nel team X44 di proprietà di Lewis Hamilton (che dopo la propria assenza dai social che perdurava fin dalla fine del mondiale è apparso su Twitter per la prima volta dopo mesi proprio sabato, nel giorno della Nation Cup, pubblicando una foto in cui sembra essere sprovvisto di coda e treccine, cosa che sinceramente mi dispiace parecchio, mi ero affezionata alla sua acconciatura). Quindi Vettel è stato battuto da un "affiliato" di Hamilton il che avrebbe contribuito a dare la possibilità di fare commenti divertenti sui fatti, se qualcuno avesse voluto. Invece no, meglio dire che Vettel ha perso contro un 47enne sconosciuto e che uno che si fa battere da un 47enne sconosciuto non dovrebbe neanche farsi vedere in giro, perché sì, Loeb esiste solo allo scopo di criticare Vettel.

Oppure, per chi volesse spingersi oltre, esiste un'ulteriore possibilità... ed è accaduta anche questa: Vettel è stato criticato per non essere riuscito ad aprire la bottiglia di champagne sul podio, di cui dovrebbe essersi rotto il tappo. Credo sia la prima volta in cui ho letto di qualcuno che criticava in tono serio un pilota per come apriva una bottiglia e questo dovrebbe dire molte cose sul grado di decadimento dei fanboy di oggi. Peraltro hanno usato per fare critiche una scena divertentissima, dato che Vettel, in assenza di champagne da spruzzare, ha festeggiato raccogliendo ghiaccio o neve da terra e lanciando quella per imitare uno spruzzo. Non mi resta che fare un sentito appello ai fanboy che hanno usato la ROC per commentare il motorsport e i piloti in maniera sera: cercate di prendere le cose con un po' di leggerezza e lasciate che le cose divertenti rimangano semplicemente cose divertenti.

PS. Alle cose serie ci possiamo pensare la prossima settimana, quando inizierà il campionato di Stock Car Brasil con la Corrida das Duplas (nella quale i piloti titolari corrono in coppia con un "guest driver" spesso scelto da loro stessi). E se non capite perché si inizierà a fare sul serio, informatevi sulla line-up. Altrimenti potete scegliere di restarne all'oscuro per un'intera settimana e scoprire cosa sta per succedere una volta che sarà già accaduto... perché vi assicuro che è una cosa che merita un post e lo avrà.

domenica 6 febbraio 2022

Sunshine on Sanremo 2022

Facciamo una premessa enorme, perché visto che si parla di Sanremo potreste essere capitati qui sul mio blog senza conoscermi, portati da Sanremo e dai cantanti e non dal tema del blog stesso. Quindi mi sembra doveroso presentarmi: per 364 giorni all'anno sono una blogger amatoriale che scrive di Formula 1 e altri campionati di automobilismo. Oggi scrivo del Festival di Sanremo, ma non in chiave seria.
Andrò ad associare i cantanti in gara o le loro canzoni a piloti, squadre o personaggi del motorsport, per similitudini vere o presunte. Per esempio, se invece dei cantanti in gara dovessi fare un paragone tra l'inviata/ospite Orietta Berti e un pilota, sarebbe Helio Castroneves, uno dei recenti vincitori della 24 Ore di Daytona, che ha un'età abbastanza avanzata per la media dei piloti, ma colleziona ancora successi a ripetizione, per giunta su una vettura fucsia, abbastanza vistosa come gli abiti sfoggiati dalla Berti in questi giorni.
Facciamo una seconda premessa: capisco poco di musica, il mio concetto di musica di solito è tenere la radio accesa. Non saprei valutare l'effettivo talento dei cantanti o la qualità effettiva delle canzoni, così come può essere che alcuni nomi a me sconosciuti possano essere conosciuti da chi segue artisti di nicchia. Nell'elenco li troverete indicati in semplice ordine alfabetico e per ciascuno ho messo un commento motorsport-centrico. Non voglio screditare nessuno, né cantanti né piloti citati. È musica leggera, prenderla alla leggera. ;-)

*** Sigla dell'eurovisione, come nei gran premi degli anni '80 ***

ACHILLE LAURO: la sua tanto decantata innovazione consiste nel portare sul palco di Sanremo performance scopiazzate dai rockettary ribelly dei decenni scorsi pur non essendo un rockettaro, con una canzone pressoché identica a quella del suo primo Sanremo. Nuovo nome, stesso team, copiando like a boss, nella serata finale arriva anche vestito con un completo rosa pastello: è la Racing Point.

AKA7EVEN: non ricordo già più la sua canzone sanremese, mentre mi torna in mente il ritornello del suo successo di qualche mese fa, "loca loca loca vuole solo la mia bocca bocca bocca, ecc..." un po' come quei piloti che vengono ricordati per un solo singolo evento della loro carriera e non per i loro risultati in generale, insomma, un perfetto "current leader Cristiano Da Matta".

ANA MENA: famosa per avere cantato in passato con Rocco Hunt, portava una canzone scritta da Rocco Hunt e la serata delle cover ha cantato in duetto con Rocco Hunt. È la miglior rappresentazione possibile di una seconda guida in un team tutto incentrato su Rocco Hunt.

DARGEN D'AMICO: perfetto per rappresentare la gente che balla in discoteca facendo il countdown per il GP d'Australia alle quattro di mattina (licenza poetica, ormai parte alle sette, se parte) nella speranza che vinca la Ferrari. Ma il testo dice "ho quarant'anni e ho ancora fame, non parlo col mio cane ma c'è un bel legame", quindi non ci sono molte chance.

DITO NELLA PIAGA E RETTORE: chi proclama senza mezzi termini "non mi serve una Ferrari" probabilmente sostiene di potere svettare maggiormente al volante di un'Alfa Romeo... uno tipo Kimi Raikkonen. "È una questione di chi-chi-chi-chi-kimi-ca".

ELISA: ha vinto Sanremo e ha pensato di tornarci dopo 21 anni. Mi sembra il comportamento tipico di chi si atteggia a Ferrari del 2000, però è arrivata seconda. Non tutte le ciambelle escono con il buco, ma soprattutto alcune escono dal forno rosse opache.

EMMA: "e ti credevo quando mi giuravi che eri pazzo di me, e mi guardavi con quegli occhi grandi e mi dicevi nessuno più di te" e si vinceva a casahhhh lorohhhh prima che arrivasse un punto di non ritorno al GP di Germania. Dopotutto "ogni volta è così, siamo sante o pu**ane", a seconda della tuta indossata o della perdita dello stato di grazia.

FABRIZIO MORO: vincitore in passato di un Festival in coppia con Ermal Meta, nessuno si ricorda più della loro canzone. È un perfetto Alan Jones e la sua partecipazione di quest'anno è avvenuta al volante della Lola Haas.

GIANNI MORANDI: "stai andando forte, apri tutte le porte, gioca tutte le carte", ecco a voi il mondiale di briscola a cui la Formula 1 fa da contorno! Linea a Stella Bruno che dalla pitlane insegue piloti per giocare a carte con loro.

GIOVANNI TRUPPI: la chiara espressione di chi è stanco di non avere più la Formula 1 in diretta sulla TV free, in modo da potersela guardare in gruppo con i familiari, insieme a suo padre alfista, a tua madre ferrarista e a Lucia che tifa segretamente per la Copersucar perché è innamorata delle basette di Emerson Fittipaldi. Sempre ammesso che tua madre e Lucia siano due persone distinte e non sia tua madre che risponde al nome di Lucia e che non si spacci per ferrarista tifando segretamente Copersucar.

GIUSI FERRERI: "è una lama che sa di miele, cade a terra un altro bicchiere", parole che racchiudono al contempo lo sbevazzare like a boss, ma nello specifico farlo in compagnia di un apicoltore. Questa canzone celebra insindacabilmente l'amicizia tra Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel.

HIGHSNOB E HU: avevo capito che lei si chiamasse Who e sarebbe stato azzeccato. Who're those guys? Propongo di proclamarli i Will Stevens di Sanremo.

IRAMA: questo cantante l'anno scorso ha portato una canzone il cui video è ambientato all'autodromo di Monza, io sono ancora ferma lì, quindi per me rappresenta il GP d'Italia e in generale il motorsport italiano. I suoi capelli lunghi lo fanno un potenziale Antonio Giovinazzi, anche se ci sono dubbi sulla sua identità, in due anni due top-5 ma senza podio, non sarà Nico Hulkenberg?

IVA ZANICCHI: canzone che necessita di cover dalle orchestre che si esibiscono alle sagre, per far riposare il pubblico dei pensionati tra un ballo e l'altro. È la sera del GP del Canada e l'orchestra annuncia dal palco il risultato ottenuto dalle Ferrari, comunicato loro dal tizio del bar che porta loro una caraffa di vino da bere durante la pausa.

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA: palese tifosa (o palesi tifosi) di Fernando Alonso, è andata/sono andati a Sanremo per ridicolizzare i mondiali senza merito falsati dalla Redbull di una volta, vinti "con il cu*o, con il cu*o, ciao ciao".

LE VIBRAZIONI: canzone orecchiabile ma relegata agli ultimi posti, ottengono poco quando in realtà forse meritavano qualcosa di più rispetto a certi altri, come dei perfetti Robert Kubica.

MAHMOOD E BLANCO: "questo veleno che ci sputiamo ogni giorno non lo voglio più addosso" sa molto di mondiale 2016, "vorrei amarti ma sbaglio sempre e pagherei per andare via", fioccano Rosbilton vibes alla massima potenza! Al volante della Mercedes riescono a vincere ex-equo.

MASSIMO RANIERI: la canzone parla di un italiano che emigra in America e "la notte sogna il motore che va". Credo che non lasci spazio ai dubbi. Mario Andretti for president!

MATTEO ROMANI: sembra molto giovane quindi avevo pensato a Lando Norris, ma non ha quell'aria da poppante brufoloso. Di conseguenza lo eleggo a rappresentante dei pilotini delle formule minori, magari direttamente quelli di Formula 4.

MICHELE BRAVI: non so se la sua canzone somigli di più a una gara di Marco Andretti o a una telecronaca di Paul Di Resta, forse è Di Resta che commenta una gara di Marco Andretti.

NOEMI: non ho potuto fare altro che focalizzarmi sui capelli color papaya. È la personificazione della McLaren, ha anche partecipato innumerevoli volte a Sanremo ottenendo meno successo di quanto ci si aspettava, il che conduce ancora una volta alla McLaren.

RKOMI: nella sua canzone ripete spesso il verso "l'ultima curva insuperabile", sicuro omaggio Nigel Mansell che sviene cercando di spingere la vettura oltre la linea del traguardo a Dallas.

SANGIOVANNI: "volano farfalle, non sto più nella pelle" sono parole che spiegano bene il momento in cui si stanno accendendo i semafori e sta per partire un gran premio. Non resta che aspettare la voce di Mazzoni che con uno "scattano le vetture" possa accompagnare un momento così solenne.

TANANAI: el nuestro amigo quando canta non sembra scandire bene le parole e spesso si fa molta fatica a seguire il testo. O per meglio dire sssse hace mucha fatiga a ssssseguir la letra, un po' come se fosse Marc Gené in un momento di concitazione in telecronaca.

YUMAN: parte in modo soporifero e sembra svegliarsi nel finale. Mi piace pensare che sia il Memorial Sunday e che Paul Di Resta stia pronunciando le parole "Marco Andretti vince la Cinquecento Miglia mettendo fine alla maledizione". Del resto un simile momento lo si può solo immaginare.

***BONUS***
Mi sembra doveroso citare anche il pubblico bimbominchiese che si lamenta perché ci sono troppi kantantihhhh vekkihhhh che rubano il posto a kihhhh se lo meritahhhh cioè ai FiGoNy BeLiXiMy!!!111!!!11!! E il bello è che i vincitori rientrano pienamente nella categoria da loro esaltata, quindi non gli basta la vittoria, vorrebbero anche tutto il podio, o magari la top-ten intera, e che chiunque abbia più di 40 anni (tra i V3KkYaCçY c'erano anche Fabrizio Moro ed Elisa) magari muoia di vecchiaia subito. I "nuovi fan" di Sanremo che guardano Sanremo sono tali e quali ai "nuovi fan" della Formula 1. Non ho ancora capito, però, cosa tra l'Eurofestival e il Fantasanremo sia la versione canora di "Drive to Survive". Quello che è certo è che il Festival in sé non è la ragione per cui guardano il Festival.

Venendo a format e risultati, mi sembra che dopo le prove libere in due gruppi di martedì e mercoledì, con il miglior tempo ottenuto rispettivamente dai Blanchood e da Elisa, l'esito del Festival sia divenuto abbastanza prevedibile, cosa confermata dalle qualifiche di giovedì. La vittoria di Morandi per un ottimo scatto nella sprint qualifying delle cover ha sigillato definitivamente il podio. In più nella gara, al sabato, le posizioni non sono cambiate rispetto alla sprint qualifying, che a sua volta era specchio delle qualifiche. Mi dispiace dirlo, ma il Festival di Sanremo è noioso perché non ci sono i duelly e i sorpassy e le ruotate tra Arnoux e Villeneuve. Musicalmente parlando, tuttavia, qualche cantante che ricorda vagamente il figlio di quest'ultimo magari lo si trova. ;-)



sabato 5 febbraio 2022

Duelli per la leadership terminati in incidente, vetture italiane eleganti e vetture francesi tamarre // GP Olanda 1977

Le scelte d'impulso sono quelle migliori e ho deciso di piazzare qui e adesso questo post sugli eventi di Zandvoort, che ho visto grazie a una sintesi di Perle di Sport trovata su Youtube dalla quale si intravedono comunque un sacco di cose, tutte accompagnate dalla voce di Poltronieri. Spostiamoci quindi sulla prima fila dove ci sono Mario Andretti sulla Lotus e Jacques Laffite sulla meravigliosa e tamarra Ligier, che però parte con il muletto dopo un problema avuto nel warm-up della mattina. A scattare meglio di tutti però è James Hunt su McLaren e si porta al comando, seguito da Laffite e da Andretti. Poltronieri si lamenta che siccome in griglia i piloti possono piazzarsi un po' a caso, spesso chi parte dietro passa davanti in partenza.

Andretti non ci sta a stare dietro a Laffite e di fatto proprio non ci sta dietro a Laffite: lo passa dopo un giro, si porta in seconda posizione negli scarichi di Hunt ed è deciso a dare battaglia. Laffite nel frattempo se ne sta tranquillo sempre ammesso che essere inseguito dalle due Ferrari significhi stare tranquillo. Adesso però Laffite levati che vogliamo vedere duellihhhh e sorpassihhhh per la prima posizione. Andretti si ricorda di essere americano e quindi connazionale di quelli che di lì a quarant'anni decideranno di libertymedizzare la Formula 1 e non si risparmia. Neanche Hunt si risparmia, perché se finisce in incidente meglio. Non credo sia questo che pensano, quello che conta è che gli Huntretti si spalmano l'uno contro l'altro.

Hunt è fuori, Andretti cerca di proseguire, ma non durerà tanti giri. Una tamarra e bellissima vettura turchese è in testa seguita da Niki Lauda e Carlos Reutemann, con Lauda che si avvicina sempre più a Laffite e Reutemann che deve vedersela con l'unica Lotus rimasta in pista, quella di Gunnar Nilsson. Lauda va cauto ma supera Laffite, Reutemann e Nilsson un po' meno, infatti Nilsson tampona Reutemann e finisce fuori, mentre Reutemann finisce ai box. In sintesi Lauda è in testa, Laffite è secondo e dietro di loro accade qualcosa di moooolto pittoresco, perché un sacco di gente che conta si è levata di mezzo già da tempo. A debita distanza dal duo di testa c'è un'Ensign a chiudere il podio virtuale e a guidarla è un giovane futuro Yd0l0 degli imolesi: carissimi lettori, ecco a voi Patrick Tambay!

Però non eccitatevi troppo, perché neanche davanti è finita. Laffite è ancora negli scarichi di Lauda mentre doppiano vetture random molte delle quali in lotta tra di loro. C'è un notevole caos e sedetevi perché sta per accadere qualcosa che potrebbe traumatizzarvi. Poltronieri infatti pronuncia la seguente frase: "tutti questi sorpassi potrebbero falsare l'andamento della corsa." I sorpassi falsano le gare, se riguardano piloti non di prima fascia. Mi piace come ai tempi i telecronisti avessero questo modo educato e pacato di cercare di entrare nel cuore del tifoso medio, invece di salire in piedi sul divano perché Vettel non c'è, Vettel non c'è, Vettel non c'è, si è ritirato finalmentehhhh era proprio ora che andasse in pensionehhhh!!!111!!!11!

Vi anticipo che la gara la vince Lauda, con un margine di un paio di secondi nei confronti di Laffite. Tambay invece a due giri dalla fine rimane senza benzina e si vede strappare il podio da Jody Scheckter (Wolf). Si classifica in quarta posizione Emerson Fittipaldi (Copersucar) e al futuro Yd0l0 non rimane altro da fare che accontentarsi dei punti del quinto posto. La zona punti viene chiusa da Reutemann, doppiato ma sempre rimasto in pista dopo il suo incidente. Seguono Hans Joachim Stuck (Brabham), Hans Binder (Penske), Brett Lunger (McLaren di un team privato), Ian Scheckter (March) e Alex Ribeiro (March). Sono considerati classificati anche Vittorio Brambilla (Surtees) e Riccardo Patrese (Shadow) ritirati verso fine gara, il primo per incidente e il secondo per un guasto.


venerdì 4 febbraio 2022

We believe in Rebaque // GP Germania 1981

Mi rendo conto che in questo periodo è più facile pensare alla Formula 1 contemporanea, visto che siamo già in febbraio, delle presentazioni delle monoposto ne parlerò nei tempi e nei modi che ritengo più opportuni. Quindi oggi vi porto in viaggio nel lontano 1981 a Hockenheim, quando Salazar correva per l'Ensign ed era ancora un anonimo signor nessuno qualsiasi e nessuno poteva immaginare che di lì a un anno sarebbe entrato ufficialmente con merito nella storia del motorsport (dove a "con merito" potete dare l'interpretazione che meglio preferite). In prima fila ci sono due vetture gialle tamarre di un team pioniere del turbo, si tratta delle Renault di Prost e Arnoux. Per Prost si tratta della prima pole position in carriera, ovvero della prima volta che mette il proprio naso davanti a tutti sulla griglia.

Si parte e le Renault sembrano faticare alla partenza, problemi tipici che hanno fin dall'avvento dell'epoca turbo. Arnoux fatica più di Prost, che mantiene la prima posizione. Reutemann supera Arnoux e si porta al secondo posto. In realtà anche molti altri superano Arnoux che, a sorpresa, dopo appena un giro vediamo rientrare ai box: ha una foratura, segno evidente che Jabouille ormai non è più in Renault, ma ha lasciato al team un po' della sua aura. Prost per il momento non sembra avere problemi e, anche se Reutemann gli sta molto vicino, riesce a conservare la prima posizione. C'è qualcuno invece che al volante di una McLaren fatica a rimanere in pista e dopo pochi giri finisce in testacoda impantanandosi. Si tratta di De Cesaris, che ancora una volta decide di terminare la propria gara in maniera piuttosto estrosa.

Nel frattempo continuamo a trovarci con una Williams in seconda posizione, ma è quella di Jones che ha strappato il secondo posto al compagno di squadra e leader del mondiale. Mentre Jones si lancia all'inseguimento di Prost, pochissimo più indietro Reutemann viene lungamente inseguito da Piquet. Piquet gli succederà al terzo posto e poi Reutemann tornerà davanti. Questo prima del suo ritiro per un guasto al motore, decisamente più avanti. Torniamo però alla lotta per la vittoria, perché Jones non molla e intende lasciare il segno, ignaro del fatto che quarant'anni dopo la gente si ricorderà a malapena della sua esistenza. Eccolo che supera Prost e si porta in testa. Mancano pochi giri alla metà della gara e qualcosa è cambiato, adesso l'australiano sembra il principale candidato alla vittoria.

Sembra, ma non è detta l'ultima parola: quando mancano pochi giri ha un problema ed è costretto a rientrare ai box mentre si trovava in testa apparentemente indisturbato. Prost, infatti, non è riuscito a tenere il suo ritmo dopo il sorpasso ed è anche stato superato da Piquet che, dopo parecchi giri passati in seconda posizione, si ritrova in testa da un momento all'altro. Salazar non si trova nei paraggi, come già anticipato, quindi non ha alcun problema a giungere fino alla bandiera a scacchi e a procacciarsi la vittoria. Prost si piazza al secondo posto e completa il podio Laffite a bordo di una meravigliosamente tamarra Ligier. Il suo compagno di squadra Tambay, futuro idolo del fanbase della Ferrari, invece se la passa abbastanza male, l'hanno inquadrato una volta mentre era fermo ai box e pare essersi ritirato.

Siamo negli anni '80 quindi i fortunati che vedono la gloria della zona punti sono solo sei, che spesso sono la maggioranza dei piloti che giungono al traguardo, ma non in questo caso, con un numero relativamente ragionevole di vetture che sembra essere arrivato al traguardo. I quattro fortunati che si piazzano in quarta, quinta e sesta posizione sono Rebaque (Brabham), Cheever (Tyrrell) e Watson (McLaren), quindi si tratta di uno di quei pochi gran premi in cui il compagno di squadra di Piquet giunge all'apice dei suoi risultati. Ha già ottenuto un quarto posto nel 1981 (a Imola - gara che non ha ancora avuto la gloria di ricevere un post) e ne otterrà un altro tra un paio di gran premi (in Olanda, gara che ugualmente non ha avuto ancora l'onore di essere immortalata qui sul blog).

A qualche punto veniamo a qualche gioia relativa a piloti e squadre italiane, anche se parlare di gioia potrebbe essere un po' forzato, dato che le posizioni dalla settima in poi non assegnano punti. Settimo infatti si classifica uno dei nostri connazionali, ovvero De Angelis, mentre in ottava posizione troviamo una vettura italiana... e sì, l'ottava posizione può essere un risultato di un certo rilievo, dato che stiamo parlando dell'Osella di Jarier. Dietro all'Osella si piazzano Andretti e Villeneuve, a sorpresa quindi scopriamo che effettivamente i team Alfa Romeo e Ferrari sembrano avere preso parte a questo gran premio, cosa di cui era totalmente impossibile accorgersi durante la gara stessa. Prendere parte a un torneo di briscola invece che al gran premio sarebbe stato probabilmente più producente.

giovedì 3 febbraio 2022

Quando la Lotus ha floppato ma si è ripresa con stile // GP Gran Bretagna e Germania 1978

Anno 1978: siamo a Brands Hatch per la decima prova del mondiale e, senza troppa sorpresa, le Lotus sono 1/2 in prima fila e continuano a essere 1/2 nel momento in cui si parte. Peterson è in un primo momento davanti ad Andretti, poi però gli cede la posizione e si piazza secondo, inseguito dalla Wolf di Scheckter che è nera come la Lotus e confonde le idee. Peterson avrà tuttavia gara breve, venendo costretto al ritiro dopo pochi giri da un guasto al motore.

Andretti, da parte sua, stacca tutti gli inseguitori. Scheckter è inseguito molto da vicino da un trenino di vetture, che inizia con la Williams di Jones, poi prosegue con la Brabham di Lauda, la Arrows di Patrese, la Ferrari di Reutemann, la Brabham di Watson e la Tyrrell di Depailler. Potrebbe sembrare una "gara falsata" perché Reutemann è solo quinto, ma dopotutto è il meglio piazzato dei piloti Ferrari e potrebbe andargli peggio. Anzi, molto peggio, perché inizialmente costretto a una sosta che lo fa precipitare ultimo o giù di lì, Villeneuve è anche costretto a fermarsi, abbandonato dalla vettura.

Plot-twist: Andretti, che aveva un vantaggio abissale, sembra perdere terreno. Ha una foratura lenta ed è costretto a una sosta ai box, dai quali esce a centro gruppo (e si ritirerà poco più tardi per un guasto al motore). Scheckter è in testa seguito da Jone-... seguito da Lauda dopo il ritiro di Jones. Si sviluppa un duello Scheckter vs Lauda con il sudafricano che si difende per un po', poi è costretto a cedere, e non solo la seconda posizione: tradito dalla vettura, si ritira.

Patrese passa in seconda posizione, ma è uno dei tanti piloti che hanno problemi, ne ho visti rientrare ai box o ritirarsi un certo numero. Nel suo caso si tratta di una foratura con conseguente sosta ai box e adesso è Reutemann a trovarsi in seconda posizione. Vuoi vedere che la gara è meno "falsata" di quanto sembrasse in un primo momento? La Renault di Jabouille decide frattanto di dimostrarci che tutto sta andando come da copione... e va in fumo, lasciando quel povero disgraziato a piedi.

Poi i Lautemann arrivano a doppiare Giacomelli ed è qui che, nel tentativo di non crashare addosso a Giacomelli, Laida è costretto ad aprire la porta. Reutemann ne approfitta per portarsi in testa, in meno che non si dica ci ritroviamo con una Ferrari in prima posizione! Lauda non si dà per vinto e cerca di riprendersi il maltolto, ma niente da fare, deve accontentarsi di arrivare secondo dietro al suo ex compagno di squadra della stagione precedente in Ferrari. Il suo compagno di squadra attuale, ovvero Watson, chiude il podio.

Depailler chiude quarto con la Tyrrell che purtroppo ha quattro ruote invece che sei come nel 1976/77, precedendo la Shadow di Stuck e una delle McLaren. Mentre Hunt si è rititato per un testacoda(?) nella prima parte di gara, a portarsi a casa il suo ultimo punto è il suo compagno di squadra Tambay. Unito al fatto che Patrese sembra essersi ritirato per la foratura di cui sopra, i suoi tifosi saranno stati moooolto felici! Dove per "i suoi tifosi" intendo quelli di Tambay, non certo quelli di Patrese.

Tornando alle cose che contano, Andretti e Peterson si sono ritirati entrambi, quindi per forza di cose la Lotus non ha ottenuto un solo punto. Obiettivo per il successivo GP di Germania è chiaramente quello di invertire questa tendenza e tornare sui loro standard... e tutto inizia bene, sono di nuovo 1/2 in griglia. Anche stavolta Peterson parte meglio e si porta in testa, ma le gerarchie in casa Lotus sono ben definite e Andretti non passa molto tempo in seconda posizione, anche se va detto che Peterson fa il suo tentativo di difesa. Terzo c'è Lauda e vi rimane nel primo tratto di gara, finché non viene abbandonato dalla sua monoposto.

Risale quindi terzo Jones seguito da Hunt, anche se una foratura di quest'ultimo lo toglie in tempi brevi dalla lotta per il podio. Sarà in seguito costretto al ritiro ai box, seconda McLaren ufficiale a ritirarsi dopo un precedente incidente di Tambay. Jones rimane terzo fino a gara inoltrata, quando è costretto a una sosta (o a ritirarsi?) ai box. Nel frattempo una Tyrrell e una vettura gialla di natura non precisata (ci sono almeno tre scuderie con vetture gialle - comunque di sicuro non è una Renault perché Jabouille è stato inquadrato rientrare i box a piedi dopo pochi giri di gara) si danno battaglia con insistenza.

Con il ritiro di Jones c'è terzo Scheckter che, dopo una pessima partenza, ha rimontato diverse posizioni. La sua vettura nera, comunque, è ben lontana dalle Lotus quindi la confusione non sussiste. Andretti nel frattempo è seguito dal compagno di squadra a distanza ravvicinata... anzi no, perché - colpo di scena - Peterson sta rallentando! La gara della seconda guida Lotus si chiude con un ritiro. Prosegue intanto il duello tra la Tyrrell e la vettura gialla di natura imprecisata. Le immagini staccano su gente random ai box e quindi ci perdiamo il momento clou: la vettura gialla viene subito dopo inquadrata davanti alla Tyrrell.

Andretti si procaccia la vittoria precedendo e non di poco Scheckter, mentre chiude al terzo posto quasi mai inquadrato Laffite su una stupenda e tamarra Ligier. Quarto e quinto sono Fittipaldi e Pironi che di fatto risultano essere quelli del duello di prima, quindi la vettura gialla di non meglio precisata natura risulta essere una Copersucar! E adesso preparatevi, perché veniamo a un momento di sofferenza: nei giri conclusivi, Ertl che si è procacciato duramente la sesta piazza lottando piuttosto arduamente con Villeneuve, si ritira a un paio di giri dalla fine. Il pilota della Shadow viene, come tanti altri, abbandonato dalla vettura.

Qualora siate ferraristi sfegatati che sarebbero felici di un misero sesto posto, non esultate troppo presto: Villeneuve viene superato da Rebaque ed è lui ad arrivare sesto! Villeneuve in realtà chiude non settimo bensì ottavo dietro a Watson, di posizioni ne perde evidentemente due nel finale di gara, al termine di un gran premio che può essere definito piuttosto negativo per la Scuderia di Maranello. Reutemann, vincitore al gran premio precedente in Gran Bretagna, stavolta si è ritirato dopo pochi giri passati nelle retrovie.


mercoledì 2 febbraio 2022

Formula Regional Asia e Formula 4 Emirati 2022: Round #2 Dubai

FORMULA REGIONAL - dopo il primo evento ad Abu Dhabi, nello scorso weekend il campionato si è spostato a Dubai, dove sarà per tre weekend consecutivi in conformazioni diverse del circuito.
La line-up era la seguente (Bolukbasi non ha gareggiato perché non aveva a disposizione una vettura dopo l'incidente in cui è stato coinvolto a Yas, per il resto line-up molto simile a parte la presenza di Chovet):

- ABU DHABI RACING BY PREMA - Paul Aron, Jak Crawford, Hamda Al Qubaisi, Amna Al Qubaisi, Khaled Al Qubaisi
- HITECH - Gabriele Minì, Leonardo Fornaroli, Isack Hadjar, Joshua Dufek
- BLACKARTS - Thomas Luedi, Pierre-Louis Chovet
- MUMBAI FALCONS - Dino Beganovic, Arthur Leclerc, Sebastian Montoya
- EVANS GP - Nicola Marinangeli, (Cem Bolukbasi), Frederick Lubin
- EVANS GP ACADEMY - Levente Revesz, David Morales
- 3Y BY R-ACE - Oliver Goethe, Lorenzo Fluxà, Hadrien David, Gabriel Bortoleto
- PINNACLE MOTORSPORT - Pepe Martì, (Dilano Van't Hoff), Salij Yoluc, Ayato Iwasaki

Le tre gare del fine settimana non si sono dimostrate di per sé tanto diverse da quelle del fine settimana precedente: più piloti che possono puntare a vincere nelle diverse occasioni, ingressi lunghi della safety car in caso di incidente (per fortuna stavolta tutti di routine, senza devastazione), con la pole position per Gara 1 ottenuta da Montoya, che ha leaderato la prima parte per poi diversi accontentare del terzo posto, peraltro unico risultato "utile" del weekend. La vittoria è andata a David, il secondo posto a Martì.

Gara 2 prevedeva la reverse grid dei primi dieci e, dopo il podio, avevano completato la top-ten Crawford, Beganovic, Bortoleto, Van't Hoff, Hadjar, Leclerc e Chovet. Partito dalla seconda posizione, il "piccolo predestinato" è andato a prendersi la leadership e poi la vittoria, con una certa soddisfazione dei presunti fanboy indonesiani della chat su Youtube, che devono avere scambiato la bandiera monegasca per quella indonesiana molto simile. Beganovic e Hadjar sono andati a podio, dopodiché David e Fluxà, con Chovet solo sesto. Hanno completato la zona punti Martì, Fornaroli, Crawford e Aron.

Infine David, partito dalla pole in Gara 3, ha portato a casa la seconda vittoria del weekend e della stagione, venendo a ritrovarsi secondo in classifica alle spalle di Leclerc, che ha vinto una gara sola, ma è sempre andato a punti. Il podio è stato completato da Martì e Hadjar, quest'ultimo è attualmente terzo in classifica piloti. Minì è giunto quarto davanti a Beganovic, dopodiché Crawford, Leclerc, Bortoleto, Fluxà e Dufek. Nessuno della famiglia Al Qubaisi si è avvicinato lontanamente alla zona punti, né in questa gara né in quelle precedenti, miglior risultato il 16° posto di Hamda nell'ultima gara.

PODIO GARA 1: Hadrien David, Pepe Martì, Sebastian Montoya
PODIO GARA 2: Arthur Leclerc, Dino Beganivic, Isack Hadjar
PODIO GARA 3: Hadrien David, Pepe Martì, Isack Hadjar

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FORMULA 4 - fuori Antonelli, dentro Camara, perché Prema ha deciso di alternare i propri piloti nel corso della stagione. Questa era la line-up completa:

- XCEL MOTORSPORT - Nandhavud Bhirombhakdi, Ismoilkhuja Akhmedkhodjae, Jamie Day, Ivan Domingues
- HITECH - Alex Dunne, Oliver Gray
- ABU DHABI RACING BY PREMA - James Wharton, Aiden Neate
- PREMA - Charlie Wurz, Rafael Camara
- MP MOTORSPORT - Rik Koen, Tasanapol Inthraphuvasak, Suleiman Zanfari, Miron Pingasov
- PHM - Nikita Bedrin, Jonas Ried, Taylor Barnard
- AKM - Brando Badoer, Loris Spinelli
- GRS - Vladislav Ryabov
- CRAM-HITECH - Ricardo Escotto, Anshul Gandhi
- MUMBAI FALCON - Sohil Saha
- JHR DEVELOPMENTS - Michael Shin, Joseph Loake
- 3Y BY R-ACE - Martinius Stenshorne, Victoria Blokhina, Nikhil Bohra
- PINNACLE MOTORSPORT - Jules Castro

Wharton ha vinto le prime tre gare, essenzialmente tutte quelle in cui la griglia di partenza era definita da una qualifica e non dalla reverse grid dei primi 12, in Gara 4. In quest'ultima Camara, partito quarto, è salito sul podio. Il pilota che aveva ottenuto la pole da reverse grid si è classificato secondo mentre la vittoria è andata a Bedrin che partiva quinto.

PODIO GARA 1: James Wharton, Tasanapol Inthraphuvasak, Charlie Wurz
PODIO GARA 2: James Wharton, Aiden Neate, Tasanapol Inthraphuvasak
PODIO GARA 3: James Wharton, Charlie Wurz, Aiden Neate
PODIO GARA 4: Nikita Bedrin, Martinius Stenshorne, Rafael Camara

martedì 1 febbraio 2022

La prima vittoria in rosso di René Arnoux // GP Canada 1983

Niente, non c'è niente da fare, i gran premi nordamericani vintage sono i più difficili da trovare e per quanto riguarda questo specifico gran premio ho dovuto incrociare diverse fonti: un video di venti minuti con alcuni spezzoni di gara (una parte centrale e poi il finale), una sintesi di dieci minuti e la narrazione degli eventi scritta sul sito statsf1. Peccato non avere trovato la gara intera, perché sicuramente siamo di fronte a un evento che merita: la prima vittoria in rosso di René Arnoux. *-* E poi con tutti i circuiti esistenti proprio in Canada, è una cosa che fa tanto Arneuve vibes. In realtà Arnoux è stato vicino alla vittoria anche nel precedente GP degli Stati Uniti Est a Detroit, ma le cose non sono andate come dovevano andare. Cercherò di ricostruire anche quello che è successo lì, ma dovrò andare anche un po' a intuito.

Di Detroit infatti non ho trovato neanche un vero e proprio video di highlight, ma solo un video in italiano con la prima parte della gara. Prima parte della gara in cui il numero 28 (ovvero non figo) è partito dalla pole ma è stato subito sopravanzato dalla Brabham di Nelson Piquet, che ha leaderato vari giri inseguito dallo stesso Arnoux. Secondo lo spassionato parere di Poltronieri, René stava anche per mordergli la coda. Sapevo che Arnoux fosse divenuto una marmotta canadese per effetto della proprietà transitiva e quindi avesse la coda, ma evidentemente aveva la coda anche Piquet! Purtroppo quello che è successo dopo il momento in cui Arnoux ha superato Piquet portandosi in testa ho dovuto ricostruirlo non tramite video d'epoca quanto piuttosto grazie al salvifico sito statsf1.

Statsf1 peraltro ci informa che la domenica mattina vari piloti si sono radunati davanti alla TV a guardare la finale del Roland Garros e che Patrick Tambay si sia attardato a guardare il tennis anche dopo che gli altri se n'erano già andati, arrivando in ritardo per il warm up (le prove libere della domenica). La sua vettura se n'è ricordata nel pomeriggio, lasciandolo a piedi al via mentre Arnoux era destinato a lottare con Piquet per la vittoria! Incredibilmente al contrario di quanto accadeva nel 1982 stavolta in Brabham avevano optato per una strategia senza rifornimento, quindi Piquet puntava a tornare davanti ad Arnoux, e a Keke Rosberg che l'aveva superato in seguito, per riprendersi la leadership. Arnoux, però, si è ritirato prima che ciò accadesse, verso metà gara, a causa di un guasto elettrico.

Il campione del mondo 1981 si è ritrovato in testa, seguito dalla Tyrrell di Michele Alboreto, dalla Williams di Sexy Baffo e dalla McLaren di John Watson. La Brabham poteva puntare comunque a un buon risultato nonostante aveva ormai solo una vettura in pista (Riccardo Patrese si era ritirato da tempo), ma a gara inoltrata Piquet ha avuto una foratura ed è stato costretto a un pitstop. Alboreto a quel punto era leader con un abbondante vantaggio ed è andato a ottenere la sua seconda vittoria in carriera, l'ultima nella storia della Tyrrell, con Rosberg e Watson a podio. Solo quarto il campione del mondo 1981, che comunque ha salvato il salvabile visto che il suo principale avversario Alain Prost non è arrivato in zona punti, chiusa dalla Ligier di Jacques Laffite e dalla Lotus di Nigel Mansell al quinto e sesto posto.

A Montreal Arnoux partiva di nuovo dalla pole position e tutto è andato nel verso giusto: ha mantenuto la leadership, mentre si accodavano a lui in ordine sparso le Brabham di Patrese e Piquet, la Renault di Prost nonché l'altra Ferrari del Nostro Eroe, Patrick Tambay, che attendeva pazientemente che le Brabham si levassero di torno, il che era un must per le sue gare. Arnoux nel frattempo era in una posizione tale da potersene fregare di tutto ciò, mentre le Brabham si sono ritrovate 2/3 e poi solo una al secondo posto, quella di Patrese, per via del ritiro di Piquet. Patrese era destinato a resistere secondo fino al giro di pitstop in quella posizione. Dopo è stato superato in tempo brevi dal duo composto dalla Renault di Eddie Cheever e proprio dalla Ferrari numero 27.

Vi chiederete da dove sia sbucato fuori l'americano di Roma: era dietro a Tambay e a Prost, ma palesemente più veloce di loro - che sembravano avere entrambi un po' di problemi - se li era messi dietro. A questo punto si trovava in seconda posizione, mentre Patrese si trovava ai box dove era tornato per ritirarsi. Arnoux, Cheever, Tambay, destinati al podio erano ormai i primi tre, mentre la Williams di Sexy Baffo si appropriava della quarta piazza e Prost doveva accontentarsi di una quinta posizione. La McLaren di John Watson e la Arrows di Thierry Boutsen intanto si contendevano l'ultimo punto disponibile, che è andato al veterano della McLaren che essendo partito ventesimo immagino sarà stato un po' deluso di non avere lottato per la vittoria come di solito accadeva quando partiva dalle retrovie!

Statsf1 riporta che almeno un paio di piloti siano rimasti a piedi nelle fasi finali di gara e abbiano optato per tornare ai box scarrozzati dai colleghi, non inquadrati. Uno di questi era Manfred Winkelhock che è stato condotto ai box aggrappato alla monoposto di Mauro Baldi. L'altro era Bruno Giacomelli al quale ha dato un passaggio Sexy Baffo... o quantomeno ci ha provato, dato che pare che, dopo essere salito sulla Williams, Giacomelli ne sia stato disarcionato accidentalmente non appena Rosberg è partito, cadendo a terra e ferendosi a un braccio e a una gamba. Ad oggi sembra che sia l'unico pilota nella storia della Formula 1 ad essersi infortunato cadendo dalla monoposto altrui mentre si faceva scarrozzare, diciamo non esattamente un record di cui essere molto soddisfatto!

PS. Ho visto anche un video del podio, con una scena immensamente aaaawwww in cui Arnoux che teneva in mano un trofeo piuttosto ingombrante reggendolo con entrambe le mani, non riusciva a togliersi il cappellino per gli inni nazionali. Gliel'ha quindi tolto Tambay appendendoglielo al trofeo. *-* Arnbay vibes!