domenica 7 novembre 2021

La Rossa ritrovata, un fuorionda notevole, una top-5 ravvicinata e... Salazar?! - GP Spagna 1981

Hola amigos, oggi facciamo un viaggio indietro nel tempo spostandoci in terra spagnola ed esattamente AL Jarama (ho scoperto da Poltronieri che si usa l'articolo, o almeno lui lo usava), dove si è svolta la settima prova di un mondiale 1981 non lontano dall'halfway point, ma ben lontano dal suo risultato finale in quanto leader al momento incontrastato della classifica era Carlos Reutemann davanti al compagno di squadra Alan Jones. La telecronaca è iniziata con la griglia di partenza e Poltronieri che narrava un po' aneddoti su tutti. Il centesimo gran premio di Jacques Laffite, peraltro in pole, la buona prestazione di Bruno Giacomelli con l'Alfa Romeo... ma anche e soprattutto una deludente Ferrari dopo la vittoria monegasca di Gilles Villeneuve, con la Rossa non destinata a ripetersi. Penso che a quel punto nelle orecchie di Poltronieri sia risuonato un ruggito micidiale come solo le marmotte del Quebec sanno fare, ma non mettiamo il carro davanti ai buoi e soprattutto non mettiamo una Ligier tamarra davanti alle Williams.

Jones e Reutemann hanno preso la prima e la seconda piazza, Laffite scomparso e risucchiato dal resto della griglia così come Giacomelli. I due Williams Bros (che probabilmente non avrebbero apprezzato per niente una simile dicitura) erano seguiti da Villeneuve che invece di posizioni doveva averne guadagnate più di una. Poi, di lì a pochi giri, si è anche inserito tra le Williams e messo all'inseguimento di un Jones sia pure stabilmente in prima posizione. Almeno finché non è andato a fare un tour delle campagne spagnole e un Poltronieri calmo e pacato ha passato gli istanti che seguivano a parlare della potenziale irregolarità con cui i commissari l'avevano rimesso - attardato - in gara invece di mettersi a urlare come un ultrà per la presenza di una Ferrari in testa. Sento abbastanza la mancanza di questo tipo di telecronache, al giorno d'oggi, ma la cosa penso si sia già intuita in molteplici occasioni.

Jarama era un gran premio caldo che metteva sotto sforzo i motori turbo, i motori aspirati, i freni, le sospensioni, la capacità dei piloti di non mandare la propria gara in vacca, ecc... quindi Poltronieri ha osservato più volte che ci si aspettava una grande "falcidia", uno dei suoi termini preferiti, insieme a "tallonato", "corsa eccellente", "guida generosa" e "pilota coriaceo". La falcidia ovviamente è iniziata, poco seguita dalle telecamere che inquadravano quasi solo Villeneuve e Reutemann, con solo occasionali e fugaci vedute di gente che vagava per prati o per la pitlane, di monoposto che venivano smontate e di Jean-Pierre Jabouille che passava più tempo al box della Ligier che in pista. Poltronieri ci ha ricordato anche che era il cognato del suo compagno di squadra Laffite (i due, lo aggiungo io, erano sposati con due sorelle, Jabouille dovrebbe essere ancora sposato con l'allora consorte, mentre Laffite e la sua signora hanno divorziato negli anni '90 e lei ha avuto una relazione e successivamente anche una figlia con Alain Prost).

Eravamo rimasti a Villeneuve e Reutemann, ex compagni di squadra nel 1978, nonché autori di una doppietta canadese in quel famoso gran premio più freddo della storia nel quale secondo le narrazioni mazzoniane dei decenni a venire, doveva anche essere caduto qualche fiocco di neve. C'erano tanti doppiati da doppiare, uno di questi era Eliseo Salazar che ha anche tagliato un po' la strada a Reutemann, che immagino avrà pensato qualcosa tipo "questo un giorno butterà fuori qualcuno e si beccherà un calcio nelle parti intime". Poi si è lanciato all'inseguimento di Villeneuve e non gli ha dato un attimo di tregua per decine di giri. Frattanto la "falcidia" toccava da vicino anche i piloti della striminzita zona punti d'epoca: mentre Mario Andretti ha limitato i danni subendo un rallentamento e perdendo posizioni mentre era quarto, Alain Prost e Nelson Piquet sono finiti fuori per incidenti, forse innescati da guasti alle vetture. Piquet è stato scarrozzato ai box sulla vettura di servizio dei commissari, guidata da un uomo in pantaloncini e senza maglia.

Terza a quel punto c'era una McLaren risalita dopo l'incidente di Prost: era quella di John Watson (il suo compagno di squadra Andrea De Cesaris era uscito per incidente fin dalle prime fasi), inseguito da un ritrovato Jacques Laffite, che intendeva mostrare al mondo che i piloti biondi con i capelli lunghi oltre che la gloria del tifo delle fungirl potevano vedere anche la gloria del podio. Poi la regia è tornata su i Villtemann ancora a distanza ravvicinata e solo il "contagiri" ci ha informati dell'avvenuto sorpasso di Laffite. A quel punto si è sentito un fuori onda: Poltronieri ha detto "e questo che ca**o vuole?", prima di un lungo silenzio se così si può definire l'udire soltanto il frastuono dei motori. Conoscevo quel fuori onda avendolo già visto in un video apposito diverse settimane fa e, dai commenti che erano stati fatti sotto al video stesso, sembra si raccontasse che una persona estranea era entrata per qualche motivo in cabina di commento e che poi fossero stati spenti i microfoni mentre lo cacciavano fuori.

Eravamo a tre quarti di gara e l'ultimo quarto è iniziato veramente on fire. Laffite si stava avvicinando al duo di testa (ha "rotto gli indugi", secondo Poltronieri) e intendeva gettarsi nella mischia, quando il terzetto si è trovato davanti il migliore attore non protagonista del gran premio: di nuovo Salazar da doppiare, che sembrava al contempo poco desideroso di farsi da parte e molto desideroso di essere inseguito da gente inferocita desiderosa di picchiarlo. Laffite ne ha approfittato per passare Reutemann, mentre anche Watson si avvicinava. Da qualche parte, a distanza, la zona punti era completata dalle Lotus di Elio De Angelis e Nigel Mansell, che però non si vedevano all'orizzonte... anzi, De Angelis sì, e si apprestava a raggiungere il quartetto di testa, non prima che si fossero liberati di Salazar e che Watson superasse Reutemann facendolo scendere dal podio. Laffite, frattanto, aveva preso il posto di Reutemann e ha continuato a inseguire Villeneuve stando negli scarichi della Ferrari.

La fase finale è stata caratterizzata da cinque vetture in un secondo e mezzo e Poltronieri osservava che non ricordava da quanto tempo non ci fossero state cinque vetture così ravvicinate... wait, wait, wait, stava forse dicendo che le gare degli anni '80 non terminavano tutte così? A parte gli scherzi, il finale è stato piuttosto avvincente, con tentativi di attacco, ma nessuna posizione cambiata e i primi cinque al traguardo in quelle posizioni tali e quali (sesto è rimasto Mansell, ma era a quasi mezzo minuto). Le due vittorie consecutive di Villeneuve hanno fatto sì che Poltronieri arrivasse all'errata conclusione che la Ferrari fosse sulla retta via in termini di lotta per il titolo e che nelle gare seguenti sarebbe stata al top, cosa che non è accaduta nella realtà. Not-so-fun fact: per il team di Maranello, Montecarlo e Spagna 1981 sarebbero rimaste le ultime due vittorie consecutive per oltre sei anni, fino a Giappone e Australia 1987.

sabato 6 novembre 2021

Il secondo posto fantasma - GP Brasile 1983

Jacarepaguà, 1983: è passato ormai un anno dalla gara nella quale Alain Prost ha ereditato la vittoria, dopo avere tagliato il traguardo in terza posizione, per la squalifica di Nelson Piquet e Keke Rosberg per sottopeso, ragione che ha poi portato i team inglesi eccetto la Tyrrell a boicottare il gran premio di San Marino. Il GP del Brasile 1982 l'ho visto nei giorni scorsi con cronaca italiana, ma senza Poltronieri, pare sia stato commentato in studio da un giornalista innominato affiancato dal pilota Siegfried Stohr. In Brasile 1983 invece Poltronieri è presente fin dal formation lap, durante il quale pronuncia le parole "suggestive le immagini".

Poltronieri ci ricorda che sta iniziando la 34^ edizione del mondiale di Formula 1, ma soprattutto che la Formula 1 è iniziata nel 1950 con la vittoria di Nino Farina Alfa Romeo, perché Poltronieri è stato sicuramente un tifoso alfista. Sexy Baffo mantiene brevemente la prima posizione, con Prost quasi subito superato dalle Brabham di Nelson Piquet e Riccardo Patrese. Chiudono la zona punti le Ferrari di Patrick Tambay e René Arnoux, ma ciò che conta è la leadership del gran premio e presto a prenderla sarà Piquet. Patrese, sull'altra Brabham, sarà costretto a rallentare, le Ferrari perderanno posizioni, ma soprattutto Prost si vedrà strappare la terza piazza dalla McLaren di John Watson.

Siamo quasi a un terzo di gara quando una vettura blu viene inquadrata di lato. È la Toleman di Bruno Giacomelli e il suo sponsor laterale viene inquadrato in primo piano. Anche oggi stiamo parlando di un evento di esposizione del marchio Candy a cui un gran premio fa da contorno! Le vecchie tradizioni non si perdono mai. Nel frattempo Jean-Pierre Jarier viene superato, nelle zone bassissime della top-ten dal suo "anziano compatriota" (cit. Poltronieri) Jacques Laffite, in questa stagione traditorehhhh della Ligier in quanto pilota della Williams al fianco di Sexy Baffo. Poi qualcuno inizia a fermarsi, chi prima e chi dopo e chi mai, a cambiare gomme e rifornire.

Quando Rosberg entra ai box succede il fattaccio: durante il rifornimento la Williams prende fuoco. Siamo negli anni '80 e i piloti sono very uominy, quindi Sexy Baffo fa quello che farebbero tutti i very uominy quando sono sul punto di prendere fuoco: si slaccia le cinture a tempo di record e scappa a gambe levate, lasciando che se la vedano con le fiamme i meccanici armati di estintore. Patrick Head lo farà risalire a bordo e poco dopo ripartirà, doppiato. Riuscirà a sdoppiarsi con la sosta di Piquet, senza neanche un gap eccessivo dagli inseguitori, visto che il pilota della Brabham ha letteralmente fatto il vuoto dietro di sé nel primo stint di gara.

Niki Lauda è secondo a quasi un minuto dal leader dopo il ritiro di Watson e avere superato un paio di vetture, Sexy Baffo a quel punto è quinto a una decina di secondi dal pilota della McLaren. Anzi, è quarto: non inquadrato ha già superato Tambay, immagino con poca gioia dei tifosi della Ferrari. Poi diviene terzo: stavolta lo vediamo mentre prende la posizione di Prost, il cui compagno di squadra Eddie Cheever si è da poco ritirato per un guasto al motore e, sceso dalla vettura, ha dato sfoggio della propria tuta rossa perché siamo nel 1983 e i piloti indossano piloti dalle tute dai colori random che li rendono estremamente stylish.

Intanto la gara volge verso il termine e Rosberg supera Lauda poi continua ad andare like a boss staccando tutto e tutti: è di nuovo secondo, com'era prima. Prost invece non inquadrato scivola fuori dalla zona punti e Laffite risale fino al quarto posto... un V3KkYaCçY0 malefico a punti. <3 Completano la zona punti Patrick Tambay e Marc Surer, mentre il povero René Arnoux dopo una gara difficile è in una posizione piuttosto arretrata compresa nei vari "via via tutti gli altri" pronunciato da Poltronieri per le pecche del "contagiri" non troppo brillante e aggiornato. In sintesi Piquet si riprende dalla squalifica del 1982 e idem anche Rosberg.

Anzi, no. A quanto pare Sexy Baffo è ripartito a spinta dopo il principio di incendio della sua monoposto e, nonostante ciò sia irregolare, nessuno al momento ha dato peso a tutto ciò. Rosberg sale sul podio, ma in seguito viene squalificato per questo fatto. Quindi la seconda posizione viene assegnata a Lauda? Ma anche no, in modo totalmente random, viene semplicemente depennata la seconda posizione di Keke, mentre gli altri rimangono nelle posizioni ottenute al traguardo: in Brasile 1983 c'è un vincitore e ci sono piloti classificati dal terzo all'ultimo posto, ma nessuno risulta essere arrivato secondo.

Anzi, piccola correzione: non c'è solo un gradino del podio vacante, ma nessuno è arrivato nemmeno tredicesimo, in questo gran premio: altra posizione "sottratta" a un pilota squalificato post-gara e non assegnata a nessuno. Curiosamente il pilota in questione è proprio il best friend forever di Sexy Baffo, ovvero Elio De Angelis, depennato del suo risultato per essersi qualificato su una monoposto motorizzata turbo, ma avere gareggiato sul muletto con motore aspirato dopo la rottura del motore sulla monoposto ufficiale durante il giro di formazione.
Dubbio esistenziale: se so perfino io, che sono una semplice blogger amatoriale di motorsport nata cinque anni dopo questo gran premio, che tale cambio di vettura non era conforme ai regolamenti d'epoca, com'è possibile che quelli della Lotus non lo sapessero? Va beh, non facciamoci troppe domande.

venerdì 5 novembre 2021

Formula Regional by Alpine 2021: è finito il campionato

Lo scorso weekend a Monza è terminato il campionato di Formula Regional by Alpine, già vinto con anticipo da Gregoire Saucy. Ancora una volta la line-up era piuttosto ampia e con qualche modifica. La regola aurea delle tre vetture e al massimo una quarta femminile sembra essere decaduta, dato che ancora una volta abbiamo un team con quattro vetture di cui nessuna guidata da una ragazza e di un team che ha effettivamente una quarta vettura guidata da una ragazza, ma ne ha anche una quinta.
Riassumendo, queste erano le entry per l'evento di Monza:

ARDEN - William Alatalo, Nicola Marinangeli, Alex Quinn
ART - Patrick Pasma, Gregoire Saucy, Gabriele Minì
DR FORMULA - Emidio Pesce
FA RACING - Andrea Rosso, Alexandre Bardinon, Gabriel Bortoleto
G4 RACING - Axel Gnos, Callum Hedge, Michael Belov
JD MOTORSPORT - Tommy Smith, Ido Cohen, Eduardo Barrichello
KIC MOTORSPORT - Nico Gohler, Gianluca Petecof, Konsta Lappalainen
MONOLITE RACING - Pietro Delli Guanti, Dexter Patterson
MP MOTORSPORT - Kas Haverkort, Franco Colapinto, Oliver Goethe, Dilano Van't Hoff
PREMA POWERTEAM - Paul Aron, David Vidales, Dino Beganovic
R-ACE GP - Isack Hadjar, Hadrien David, Lena Buhler, Zane Maloney, Sami Meguetounif
VAN AMERSFOORT RACING - Francesco Pizzi, Lorenzo Fluxa, Mari Boya

Nonostante il titolo già assegnato, anche le posizioni successive della classifica non erano del tutto "inutili". Mi spiego: si potrebbe dire che arrivare secondo o terzo o quarto in campionato non faccia la differenza. Invece sì, perché le posizioni della classifica assegnano una diversa quantità di punti superlicenza. Hadrien David, conquistando la pole position per Gara 1, era all'inseguimento della seconda posizione in classifica piloti, che ha contribuito a concretizzare anche con la vittoria in gara.

David
Hadjar
Maloney
Saucy
Beganovic
Aron
Colapinto
Bortoleto
Belov
Vidales

Dino Beganovic si è procacciato invece la pole position per Gara 2... passata alla storia per un incidente piuttosto... mhm... movimentato, se così si può dire, proprio tra lui e il compagno di squadra David Vidales. I due erano in lotta per la leadership, da parte dei piloti magari si è vista un po' di guida sguaiata, ma i sausage kerbs hanno fatto, tanto per cambiare, la propria parte, suscitando varie critiche dal mondo del motorsport, in particolare da Abbie Eaton recentemente infortunata su un sausage kerb in una delle gare della W Series di Austin.

Hadjar
Aron
David
Haverkort
Minì
Colapinto
Maloney
Belov
Alatalo
Saucy

Come già detto, Hadrien David ha ottenuto la seconda posizione in classifica, davanti a Paul Aron, Zane Maloney, Isack Hadjar, Franco Colapinto, Gabriele Minì, Michael Belov, Alex Quinn e David Vidales a completare la top-10. I primi nove ottengono punti superlicenza, secondo l'attuale regolamento, anche se temo che sia necessario avere completato l'80% della stagione per ottenere punti superlicenza e che, di conseguenza, Belov non ne otterrà avendo disputato sette eventi su dieci, uno dei quali come guest driver. Ottavo in classifica con un campionato a cui hanno preso parte 40+ piloti e sempre 30+ vetture al via contemporaneamente disputando sette eventi e vedendosi decurtare i punti del primo di questi e niente punti superlicenza, forse i criteri andrebbero leggermente rivisti...

giovedì 4 novembre 2021

Formula 4 Italiana 2021: Oliver Bearman vince il titolo

Ci eravamo lasciati con la Formula 4 italiana nel weekend del Redbullring, quando avevo dedicato un post unico alla serie italiana e all'Euroformula Open. Eravamo in settembre e da allora sono stati disputati altri due eventi del campionato italiano, ovvero i due conclusivi, uno al Mugello e l'altro a Monza. Come facilmente prevedibile, il campionato è stato vinto da Oliver Bearman con un vantaggio piuttosto abbondante. Secondo si è classificato Tim Tramnitz, nonostante abbia saltato due eventi, precedendo Kiril Smal e Sebastian Montoya. Dopo di loro vengono dunque in classifica Leonardo Fornaroli, Joshua Durksen, Joshua Dufek, Nikita Bedrin, un Conrad Laursen piuttosto staccato in classifica e, a completare i primi dieci, un ottimo Andrea Kimi Antonelli, esordiente, che ha preso parte agli ultimi tre eventi della stagione e sembra un fan favourite.

Veniamo al punto dolente: Montoyno. Okay, va bene, non proprio dolentissimo, perché comunque ha chiuso la stagione in una rispettabile quarta piazza, ma sta di fatto che, nonostante le buone premesse, la sua tanto agognata prima vittoria su una monoposto non è ancora arrivata. In più sembra non avere avuto nessun incidente strano nel quale ha scoperchiato un tombino, quindi per il momento non sappiamo se il DNA di JPM si sia trasmesso bene! Altro punto abbastanza dolente è Hamda Al Qubaisi, che dopo quel podio di vari mesi fa non si è più ripetuta e ha spesso finito le gare in modo abbastanza caotico. Nel corso del weekend di Monza, tuttavia, ha conquistato un ulteriore punto. Secondo l'inutile a mio avviso Women Trophy, che assegna punti sulla base della miglior singola prestazione, è stata battuta da Maya Weug. La realtà dei fatti, ovvero la classifica che conta, ci dice tuttavia che Hamda è 17^ con 24 punti, la Weug 35^, meglio classificata di quelli che non hanno ottenuto nemmeno un punto. Forse sarebbe ora di smetterla con le classifiche femminili all'interno di campionati in cui ci sono 40+ piloti di cui due ragazze, mi sembrano un po' una presa per il cu*o.

Vladislav Lomko, che avevamo visto a suo tempo nella F4 Emirati, ha chiuso undicesimo in classifica nonostante abbia disputato soltanto tre eventi, precedendo Lorenzo Patrese, figlio di Riccardo. La stagione di Lorenzo mi è sembrata abbastanza in salita e si è conclusa con tre pole position per le tre gare di Monza. Purtroppo non si sono tradotte in risultati in linea con quelli delle qualifiche, dato che il migliore singolo risultato è stato un quarto posto nella gara conclusiva della stagione. A proposito di piloti di seconda generazione, speravo in un ritorno di Charlie Wurz, che aveva partecipato a precedenti eventi del campionato, ma purtroppo non è più tornato. Spero di rivederlo in pista nella prossima stagione, dato che sono stata un po' una fangirl di suo padre e delle sue scarpe spaiate! ...anche se, a onore del vero, quando fangirleggiavo per Wurz, non portava più le scarpe spaiate da un po'. Al posto del piccolo Wurz, nell'ultimo evento stagionale, era in pista con Prema Maceo Capietto, di cui ho già parlato per quanto riguarda la Formula 4 francese, il quale ha ottenuto un nono posto nell'ultima gara conquistando quindi punti.

MUGELLO
Podio Gara 1: Joshua Durksen, Joshua Dufek, Sebastian Montoya
Podio Gara 2: Joshua Dufek, Sebastian Montoya, Kiril Smal
Podio Gara 3: Joshua Durksen, Leonardo Fornaroli, Nikita Bedrin

MONZA
Podio Gara 1: Oliver Bearman, Andrea Kimi Antonelli, Joshua Durksen
Podio Gara 2: Oliver Bearman, Sebastian Montoya, Andrea Kimi Antonelli
Podio Gara 3: Oliver Bearman, Kiril Smal, Andrea Kimi Antonelli


mercoledì 3 novembre 2021

Il lato oscuro della Formula 1 vintage: la sicurezza degli addetti ai lavori nei primi anni '80

Ce l'avete presente la Formula 1 quella bella e gloriosa, con i very uominy, i sorpassi e i regolamenti liberi che permettevano di prendersi a sportellate senza penalità? Oggi facciamo un viaggio in quegli anni, non per scoprire un mondo roseo fatto di meraviglie, ma per andare a rievocare anche quello che non si dice di quegli anni. Prima, però, entrate nel clima. Ricordate il mezzo dei commissari entrato in pista a caso in Corea qualche anno fa e a come vi siete indignati? Ecco, il mezzo dei commissari entrato in pista a caso in Corea, in questo contesto, è uno standard di sicurezza a cui dovreste auspicare. Carissimi motori turbo con millemila problemi tecnici, vi invito a seguirmi in una location campestre. Non siamo a Interlagos, circuito tra i laghi, ma a Zolder, con tanto di laghetto tra il circuito, che ospitava la quinta gara del mondiale del 1981.

Il weekend è iniziato piuttosto tragicamente: in una delle giornate di qualifiche un giovane meccanico dell'Osella è caduto dal muretto dei box, venendo accidentalmente travolto al passaggio dalla Williams di Carlos Reutemann e riportando gravissime ferite, che dopo qualche giorno di coma l'avrebbero portato alla morte. In questo clima, ci si è diretti verso la gara, preceduta da una manifestazione dei meccanici che, prima della gara, hanno protestato contro lo scarso livello di sicurezza in pitlane. Diversi piloti hanno preso parte alla manifestazione dei meccanici, ma la direzione gara ha deciso che non si poteva rimandare la procedura di partenza (motivo: i diritti tv) ed è partito il giro di formazione con alcuni piloti che dovevano ancora salire sulle rispettive vetture e sono arrivati in corso d'opera.

Le vetture hanno terminato il formation lap in momenti diversi, con alcuni dei front runner che si muovevano a zigzag tra quelle già schierate e piloti già fermi che si sbracciavano perché le loro vetture si stavano surriscaldando. Riccardo Patrese, sulla Arrows, ha segnalato per *minuti* che la sua vettura si era spenta, ma nessuno se l'è filato. È stato raggiunto da un meccanico (pratica ai tempi consentita) per riavviare la monoposto. Nel frattempo il direttore di gara ha azionato i semafori, che ai tempi erano più rudimentali e non potevano essere stoppati a metà procedura. Quindi, con un meccanico sulla griglia, è stata regolarmente data la partenza alla gara. Le vetture si sono regolarmente mosse, tutti hanno visto per tempo quella ferma di Patrese tranne uno, il suo compagno di squadra Siegfried Stohr, che ha finito per investire il meccanico.

Nelson Piquet frattanto ha preso il comando della gara... che è proseguita regolarmente. C'era un meccanico steso a terra, con "solo" le gambe rotte ma che al momento si credeva morto o in punto di morte, è stata mandata un'ambulanza sul circuito che si è inserita tra Piquet e il gruppo degli inseguitori, rallentando le monoposto, decine di commissari agitavano le bandiere gialle... e la gara non è stata redflaggata. Il primo giro è stato ultimato con i piloti che schivavano il caos e la gara è stata sospesa solo quando, un giro più tardi, alcuni di loro in totale autogestione si sono fermati prima di arrivare in griglia, costringendo di conseguenza tutti gli altri a restare fermi e il direttore di gara a esporre bandiera rossa, il tutto mentre Piquet e Reutemann, che stavano davanti a loro al momento dello stop, stavano percorrendo un ulteriore giro.

La scena è stata piuttosto agghiacciante, e dire che la giornata era anche iniziata in tono leggero (Poltronieri che faceva notare "nove piloti italiani compreso Cheever, ovvero il 37,125% del pacchetto dei ventiquattro partenti")... In realtà tutto è stato piuttosto agghiacciante, retroscena compresi. Per fortuna le cose sono andate meglio più tardi con il restart a distanza originale, con Reutemann che di nuovo partiva dalla pole ma che di nuovo ha perso la posizione e nel corso di pochi giri è scivolato addirittura al quarto posto. Erano tuttavia gli anni '80, quindi spesso bastava arrivare al traguardo e attendere che i piloti davanti venissero messi fuori gioco dalle proprie vetture o che lo facessero in autonomia. Non ha avuto bisogno di compiere sorpassi per tornare in testa e quel giorno ha ottenuto quella che sarebbe stata la sua ultima vittoria.

La gara non è durata per la sua totale percorrenza: verso la fine è iniziato a piovere ed è stata data bandiera rossa prima ancora che fosse giunto il momento di passare a pneumatici da bagnato (il che non ha comunque stravolto nulla, i distacchi tra i piloti erano abbastanza ampi). Sul podio con il vincitore sono saliti Jacques Laffite e Nigel Mansell, quest'ultimo al suo primo podio in Formula 1. Nelson Piquet si è ritirato per un incidente con Alan Jones e pare averlo accusato di averlo fatto di proposito come vendetta per un loro incidente nella passata stagione. Sono seguite anche polemiche per la gestione della sicurezza e per la faccenda del via, ovviamente. Però le polemiche non cancellano la realtà dei fatti e ciò che è accaduto: vista l'indignazione per il mezzo di Yeongam, non sono sicura che chiunque affermi di rivolere la Formula 1 tale e quale agli anni '80 intenda proprio di riavere *tutto*.


martedì 2 novembre 2021

Il breve e fugace istante di gloria di Hector Rebaque - GP Argentina 1981

Anno 1981, di recente è stato superato il rischio di scissione FISA/ FOCA, che aveva portato a disputare un gran premio non ufficiale in Sudafrica che secondo la logica del tifoso medio si può considerare poco importante per l'assenza delle Ferrari. Quello d'Argentina è il terzo gran premio di una stagione iniziata ufficialmente a Long Beach (ovvero la gara in cui per la prima volta Villeneuve ha portato il numero 27). Non recensirò quell'evento, che pure ho visto con commento di Poltronieri, perché obiettivamente è stata una gara meno trash e meno movimentata degli eventi americani medi anni '80. Mi limito ad accennare la neanche tanto breve ma intensa leadership di Patrese su Arrows prima del suo ritiro e prima che Jones e Reutemann facessero doppietta per la Williams, ma soprattutto segnalo un Poltronieri molto su di giri, quasi mazzoniano. Ha raccontato varie volte la storia della Queen Mary divenuta albergo, della località turistica prevalentemente per anziani, aneddoti su piloti e titolari di team (vedi Teddy Yip, titolare della Theodore, presunto possessore di bordelli a Singapore), ha parlato più in fretta del solito, ha elencato numerose volte il sistema di punteggio e fatto metafore intriganti parlando del regolamento (la montagna che partorisce il topo - wtf?!)... insomma, Poltronieri ha offerto intrattenimento.

Dopo è venuto il Brasile, che avevo recensito verso metà settembre: la gara del tentato esordio del presunto pilota narcotrafficante Londoño, culminata con una polemica tra Reutemann e Jones per il mancato rispetto dell'ordine di scuderia del pilota argentino. Giunge quindi appunto l'evento di casa per Reutemann (che, sentiremo più volte narrare, si svolge nel giorno del suo trentanovesimo compleanno... insomma, Lole è un V3KkYaCçY0), gara di cui parlerò in questo post. C'è una ragione ben precisa per cui ho scelto di recensire questo evento e non riguarda nessuno dei piloti di punta del mondiale 1981. Riguarda un potenziale outsider e, dato che siamo in tema "Dia de los Muertos", di un outsider messicano. Vi ho incuriositi? Spero di sì. Se non è così vi segnalo un "semafori, tra poco il verde e scatteranno", insomma, uno "scattano le vetture" vintage. <3 Queste sì che sono soddisfazioni, pazienza che la qualità dell'audio sia stile GP del Giappone 1990 di cui ho parlato la scorsa settimana. Dopo trenta secondi di gara De Cesaris si esibisce in un bel testacoda alla Curva del Cervo (un saluto a Montoya e ai cavalli con le corna) mentre Piquet è stabilmente al comando davanti a Jones, Reutemann e Patrese. Dietro ci sono le Renault, ma le "turbo francesi hanno difficoltà". Adesso non esageriamo: già il fatto di essere vetture turbo francesi e non vetture turbo italiane è un passo avanti di questi tempi. ;-)

Piquet sembra fare gara a sé mentre Jones e Patrese iniziano a perdere posizioni. Reutemann passa al secondo posto 1) con apprezzamento di Poltronieri che sembra seriamente preferirlo a Jones (o meglio, lascia intendere che lo status di prima guida di Jones non fosse secondo lui del tutto meritato nel precedente confronto con Regazzoni), 2) con grande entusiasmo del pubblico. Gli argentini dei primi anni '80 infatti prestano più attenzione al loro connazionale di quanto non facciano gli italiani di oggi nei confronti di Giovinazzi. In Argentina è anche stato optato per anticipare al venerdì una partita di calcio importante, narra Poltronieri, per evitare la SoVrApPoSiZiOn3 con il gran premio. Attenzione però perché c'è un pilota che si sta facendo largo tra i piloti che contano. Quel pilota - sedetevi e fate un respiro profondo - è Rebaque! Supera addirittura Lole e si porta al secondo posto: divino... E infatti il suo nome completo è Hector Alonso Rebaque. Il messicano, che (fonte: telecronaca di Long Beach) ha saltato il non championship event in Sudafrica (venendo rimpiazzato da Zunino, che adesso guida la Tyrrell in una posizione ben fuori top-ten tenendosi dietro Villeneuve, sull'unica Ferrari non ancora finita in fumo) perché colpito da un'epatite virale e, dopo la sua guarigione, ha prodotto ben poco nelle gare ufficiali. Adesso però è secondo, pronto a prendersi la sua rivincit-... no, non ditemi che ci avete creduto.

A neanche tre quarti di gara il pubblico esplode in un boato: Reutemann è di nuovo secondo. Ed è secondo a spese di Rebaque, uscito di scena per un guasto (falcidia di motori, così Poltronieri commenta i numerosi ritiri per problemi meccanici visti finora). Vorrei spendere qualche parola sull'accaduto: caro pubblico argentino, capisco la tua soddisfazione, esultare quando chi precede il tuo idolo si ritira è umano... ma non quando si tratta di un povero disgraziato (beh, povero non direi, visto il suo status di pilota pagante e che per breve tempo ha anche posseduto la sua omonima scuderia) che per una volta in carriera si sta mettendo in luce in positivo invece che in negativo. :-((( A proposito di Rebaque segnalo che nel gran premio successivo (Imola) otterrà il suo miglior risultato in Formula 1, un quarto posto, poi eguagliato altre due volte a stagione inoltrata. Nel 1982 passerà in Indycar dove disputerà sei gare. Nessuna top-ten nelle prime cinque, ma - preparate i pon-pon e fate un balletto celebrativo - piazzerà una vittoria random a Road America! Poco dopo resterà infortunato in un test e concluderà lì la propria carriera sugli ovali, ma non siamo qui per parlare del Divino dei Poveri, anche se in realtà questo post nasce in suo onore. Dobbiamo però andare avanti con il gran premio, che ovviamente prosegue senza che a nessuno importi un fico secco del ritiro di Rebaque.

Tirando le somme, mentre Poltronieri elogia le "suggestive inquadrature" dell'ottima regia argentina e adesso l'audio è a posto, terzo c'è Prost, poi Jones, poi Arnoux, tutti lontani, e sesto Patrese che nelle fasi finali di gara è inseguito da De Angelis. Poltronieri si dilunga su questo duello che interesserà sicuramente ai tifosi italiani, che forse però a questo punto hanno già spento la TV da tempo visto che la Ferrari non sembra destinata a raccogliere molti frutti. Villeneuve finisce la sua gara con un testacoda alla Curva del Salotto (bel nome anche questo, ma il cervo era migliore) innescato da un probabile guasto e più che raccogliere frutti rischia di raccogliere commissari, perché negli anni '80 i commissari erano very uominy quindi li si piazzava a caso dove potevano essere falciati. Con il suo ritiro, le speranze già quasi nulle della Ferrari di ottenere il primo punto stagionale diventano del tutto inesistenti. Il duello tra italiani frattanto viene vinto da De Angelis che va a prendersi l'ultimo punto superando Patrese, e la gara con Piquet che li doppia entrambi per poi andare a vincere. Si riprende quindi dalla debacle brasiliana dovuta all'avere gareggiato sotto la pioggia con gomme slick (un saluto anche a Glock, dato che siamo in tema di 2 novembre), mentre gli argentini celebrano Reutemann considerandolo un vincitore morale in quanto la Brabham è irregolarehhhh e vince per cu*o e non per merito rendendo falsato sia il mondiale sia le singole gare. Sul podio per la prima volta c'è una presenza ingombrante: si tratta del naso di Prost.


lunedì 1 novembre 2021

W Series 2021: Jamie Chadwick confermata campionessa al Circuit of the Americas

Parliamo di W Series? Sì, parliamo di W Series, perché ormai il campionato è finito da una settimana e mi sembra più che opportuno non lasciare cose in sospeso. La stagione avrebbe dovuto terminare questo fine settimana in Messico, ma visto che il Gran Premio del Messico è stato da tempo rinviato alla prossima settimana (durante la quale spero che comunque i messicani presenti saranno travestiti a tematica Dia de los Muertos, dopotutto il 2 novembre è martedì e il weekend inizia venerdì) il campionato di "Formula Regional femminile" ha optato per un double header da disputarsi al Circuit of the Americas... finendo per "falsare" il campionatohhhh!!11!!11!!!1!!!

Okay, chiariamolo subito, sto scherzando. Però se invece di avere due eventi diversi su due circuiti diversi ne hai due sullo stesso circuito e hai una sola sessione di qualifiche per due gare, mi sembra abbastanza scontato che chi si qualifica bene ha la possibilità di fare due ottime gare, mentre in due eventi distinti su due circuiti diversi per fare due ottime gare avrebbe dovuto qualificarsi bene due volte. Per intenderci: chi si è qualificata bene negli States, tra le championship contenders, aveva buone probabilità di andare benissimo in entrambe le gare che avrebbero concluso la stagione. Se ce ne fosse stata solo una e in Messico avesse dovuto ricominciare "da zero" si sarebbe potuto assistere a una storia un po' diversa.

LINE-UP: le championship contenders erano Alice Powell di Racing X, dove fa coppia con Jessica Hawkins, e Jamie Chadwick di Veloce Racing, che fa coppia con Bruna Tomaselli. Le due erano in testa alla classifica appaiate a punti, con la Powell in testa per i migliori singoli risultati. Terza in classifica, ancora matematicamente in lotta per il titolo ma ben lontana da un simile risultato, Emma Kimilainen di Ecurie W, compagna di squadra di Abbie Eaton. A seguire al quarto posto Nerea Martì, di W Series Academy, compagna di squadra di Irina Sidorkova, assente per problemi con il visto per entrare negli Stati Uniti: pare abbia cercato di ottenerlo rivolgendosi all'ambasciata americana in Oman, ma che i tempi burocratici si siano allungati a causa di una tempesta che ha colpito la capitale dell'Oman.

Caitlin Wood ha preso il posto di Irina Sidorkova, ma non era l'unica riserva presente al via: è tornata Abbi Pulling, nel Puma Team, nel posto vacante di Tasmin Pepper, a fare coppia con Marta Garcia, nettamente in difficiltà in questa stagione nonostante il buon campionato disputato nel 2019. Per tornare in topic, ovvero alla classifica, al quinto posto stazionava Sarah Moore di Scuderia W, dove fa coppia con l'omonima di Marta Garcia, ovvero Belen Garcia, presenza saltuaria dei bassifondi della Formula Regional by Alpine. Chi non ho ancora elencato, giusto per arrivare a tutta la line-up: Beitske Visser e Ayla Agren con M.Forbes, Fabienne Wohlwend e Sabré Cook con Bunker Racing, Miki Koyama e Vicky Piria con Sirin Racing.

Prima dell'evento double header finale sono state annunciate le modalità dirette di accesso al campionato 2022: era già risaputo che la line-up dell'Academy, ovvero Martì e Sidorkova, avrebbero avuto accesso diretto, mentre è stato ufficializzato che lo stesso sarebbe accaduto alle prime otto classificate (campionessa inclusa, eventualmente, ma non potrà ottenere punti superlicenza nel 2022). Anche la lotta per le posizioni basse della classifica quindi si è rivelata fondamentale e, plot-twist, il punteggio ancora disponibile faceva sì che la Pulling, se fosse andata molto bene, potesse puntare alla top-8 in classifica. La Pulling ha risposto ottenendo la pole position per la gara di sabato e la seconda posizione per quella di domenica.

SATURDAY RACE - griglia di partenza:
Pulling - Chadwick
Moore - Kimilainen
M.Garcia - B.Garcia
Visser - Hawkins
Wohlwend - Powell
Agren - Cook
Martì - Eaton
Koyama - Wood
Piria - Tomaselli

Si capiva fin dal risultato delle qualifiche che Chadwick fosse la favorita al titolo (nella seconda gara era addirittura in pole) e lo è stata ancora di più nel momento in cui ha preso la testa della gara strappando la leadership alla Pulling. Nessuno l'ha più schiodata da lì, mentre Pulling ha perso due ulteriori posizioni, l'ultima delle quali subendo un sorpasso dalla Powell, autrice di una gloriosa rimonta che l'ha condotta al gradino più basso del podio. Gara sventurata per la Eaton, sembra avere preso un sausage kerb e questo ha causato il suo ritiro per incidente. Non solo, ha anche riportato una frattura vertebrale che l'ha costretta a finire il weekend in ospedale invece di terminare la stagione prendendo parte all'ultima gara.

Chadwick
Kimilainen
Powell
Pulling
Visser
Hawkins
Moore
Martì
Wohlwend
Koyama
Cook
B.Garcia
Wood
Piria
M.Garcia
Agren
Tomaselli
dnf. Eaton

SUNDAY RACE - griglia di partenza:
Chadwick - Pulling
Moore - Visser
B.Garcia - Kimilainen
Hawkins - Powell
Wohlwend - Cook
Agren - Martì
Piria - Wood
Koyama - Tomaselli

Oltre alla Eaton era assente anche M.Garcia, che ha scelto di non prendere parte alla gara finale perché non si trovava in ottime condizioni di salute. La Powell, nel frattempo, era a dieci lunghezze di distanza dalla Chadwick, tornata in testa alla classifica dopo la gara di sabato, e pressoché impossibilitata a vincere il titolo se non in caso di ritiro dell'avversaria. Chadwick, però, ha vinto la gara senza problemi, in testa dall'inizio alla fine. La Powell non è riuscita a risalire molto, mentre la sua "protetta" Pulling faceva una grande figura conservando la seconda posizione e andandosi a prendere una posizione in classifica che le garantiva il ritorno assicurato per il 2022.

Chadwick
Pulling
Kimilainen
Moore
Visser
Powell
B.Garcia
Martì
Agren
Wood
Tomaselli
Koyama
Cook
Piria
Hawkins
dnf. Wohlwend

CLASSIFICA FINALE e CONSIDERAZIONI
CHADWICK 152 - lo dico chiaro e tondo, non credo sia una promessa del motorsport open wheel, anche se potrebbe reinventarsi in alcune specifiche categorie a ruote aperte (vedi Formula E), anche se per lei vedrei meglio un approdo ad altre categorie (in parte già avvenuto, dato che, contrariamente a chi la taccia di gareggiare solo in W Series, è anche impegnata in Extreme E). Penso che la sua vittoria sia dovuta non tanto a un superiore talento quanto piuttosto a un'esperienza molto maggiore.
POWELL 132 - qualitativamente superiore all'avversaria, a mio parere, ha avuto un numero maggiore di gare sfortunate e questo alla fine ha pesato, specie nel double header finale. Resta comunque molto positivo il suo ritorno sembra definitivo al motorsport e il fatto che insieme alla Chadwick a breve farà un test nel WEC (per il team per cui corrono Visser, Florsch e Calderon).
KIMILAINEN 108 - la più sottovalutata della griglia in proporzione ai risultati ottenuti, sia nella stagione passata sia in quella attuale. Chi vorrebbe un limite di età perché le trentenni sono vecchiaccehhhh e come osano non essere ancora morte di vecchiaia, a mio parere possono andare a seguire un altro sport.
MARTI' 61 - un grande mistero, difficile inquadrarla per me, alla luce di una sola stagione non troppo positiva in Formula 4 spagnola.
MOORE 56 - ci ho ripensato, non è sopravvalutata, tutto sommato ha risultati di un certo livello per una che non sembra avere mai gareggiato in campionati open wheel prima della W Series, ma solo a ruote coperte.
WOHLWEND 42 - anche questa è a mio avviso un elemento di difficile interpretazione, in certi momenti sembra una backmarker, in altro ottiene prestazioni a caso che salvano la sua stagione.
PULLING 40 (4 gare disputate su 8) - non dico che siamo di fronte a una pluricampionessa, ma siamo sicuramente di fronte almeno a una nuova Chadwick/ Florsch/ Visser/ Powell e sarebbe un peccato non darle la possibilità di dimostrare il proprio valore. Spero che la sua stagione 2022 sia positiva e che possa aprirle degli sbocchi per salire di grado.
VISSER 38 - una stagione iniziata male, un infortunio che l'ha costretta a un DNS, poi due top-5 che l'hanno portata in extremis all'ultima posizione in classifica che garantisce la riconferma. Bene, e speriamo che il suo 2022 sia migliore del 2021.
SIDORKOVA 34 (5 gare disputate su 8) - da un lato abbiamo la Chadwick messa in croce perché era midfielder in British F3 e front runner solo in MRF e W Series, mentre era backmarker in altre serie, da un lato abbiamo questa Racing Goddess che viene portata su un piedistallo nonostante sia stata backmarker ovunque e abbia ottenuto unicamente un podio in W Series. Penso di provare nei suoi confronti gli stessi sentimenti che Vanzini prova nei confronti di Vettel e ho detto tutto.
BELEN GARCIA 28 - visti i suoi risultati in Formula Regional by Alpine sarebbe stato traumatico se fosse stata una front runner. A suo favore, tuttavia, va detto che almeno in Formula 4 Spagnola non aveva fatto proprio così schifo, vincendo anche una gara, seppure a tavolino.
HAWKINS 27 - le gare open wheel non sembrano esattamente il suo mestiere, ma ogni tanto fa qualche prestazione che le salva la stagione.
MARTA GARCIA 21 - sono profondamente dispiaciuta per come è andato il suo 2021, alla luce di quello che aveva fatto vedere nella scorsa stagione. Spero che abbia qualche prospettiva futura.
EATON 19 - niente di particolarmente esaltante, ma stiamo parlando di una che verosimilmente non ha mai disputato campionati open wheel prima di questa stagione, quindi direi che non ha sfigurato tanto.
KOYAMA 14 - se doveva essere una promessa del motorsport, penso che abbia ormai ampiamente dimostrato di essere una promessa non mantenuta.
TOMASELLI 12 - visto che negli States non era proprio una front-runner ma comunque abbastanza presentabile non mi aspettavo di ritrovarla così in basso e che avesse una stagione così difficile. Mi viene da pensare che le serie minori europee e quelle americane siano ancora troppo diverse tra di loro da garantire risultati analoghi.
WOOD 11 (4 gare disputate su 8) - non ho mai visto niente di particolare in lei e continuo a non vederlo, diciamo che è sempre stata abbastanza meh e la vedo ancora come tale.
AGREN 3 - mi dispiace molto per com'è andata la sua stagione, mi incuriosiva molto l'idea di vederla finalmente al volante, visti i risultati positivi qualche anno fa in Road to Indy, ma non è andata come pensavo. In più è stata anche protagonista di un violento incidente che l'ha costretta a saltare una gara.
RDEST 2 (3 gare su 8) - anche in lei non ho mai visto del grande potenziale e i risultati ottenuti nelle gare che ha disputato hanno confermato la mia impressione.
PIRIA 1 - speravo che il suo campionato andasse meglio, specie alla luce della stagione precedente in cui comunque era sempre stata più o meno a centro gruppo (mi sembra fosse non tanto distanziata dalla Moore in classifica).
COOK 0 - il record negativo spetta a lei, la stagione scorsa si era classificata in extremis tra le prime dodici, quest'anno invece non ha ottenuto nemmeno un punto, di fatto il fanalino di coda del campionato.