lunedì 7 ottobre 2019

F4 cinese: Conrad Clark vince il titolo

Siamo già in ottobre, ma non ho ancora finito di parlare dei fatti avvenuti in settembre, quindi cerchiamo di metterci in pari, nei limiti del possibile, occupandoci della Formula 4 cinese, disputata tra aprile e settembre con un totale di sei eventi, tre dei quali avvenuti su un circuito di nostra conoscenza.

SHANGHAI
Gara 1: Conrad Clark, Min Heng (part-time), He Zijian
Gara 2: Conrad Clark, Min Heng, Eric Sun (one-off)

ZHUHAI
Gara 1: Conrad Clark, He Zijian, Shang Zongyi (all'esordio stagionale)
Gara 2: Conrad Clark, Fan Gaoxiang (one-off), Shang Zongyi
Gara 3: Shang Zongyi, He Zijan, Conrad Clark

NINGBO
Gara 1: Conrad Clark, He Zijian, Shang Zongyi
Gara 2: Conrad Clark, He Zijian, Shang Zongyi
Gara 3: Conrad Clark, He Zijian, Ji Zefeng (part-time)

QINHUANGDAO
Gara 1: Conrad Clark, He Zijian, Lui Jingxi (part-time)
Gara 2: Conrad Clark, He Zijian, Shang Zongyi
Gara 3: Conrad Clark, He Zijian, Shang Zongyi

SHANGHAI
Gara 1: Conrad Clark, He Zijian, Liu Zezhen (one off)
Gara 2: Conrad Clark, Liu Zezhen, He Zijian
Gara 3: He Zijian, Shang Zongyi, Liu Zezhen

SHANGHAI
Gara 1: He Zijian, Conrad Clark, Maxx Ebenal
Gara 2: He Zijian, Conrad Clark, Maxx Ebenal
Gara 3: He Zijian, Conrad Clark, Shang Zongyi

Come facilmente intuibile, il pilota neozelandese Conrad Clark ha essenzialmente "dominato" il campionato, totalizzando 379 punti.
Il suo sfidante più vicino è stato il cinese He Zijian, che di punti ne ottenuti 308, mentre terzo classificato è stato, a 214, il suo connazionale Shang Zongyi.

La maggior parte dei piloti presenti al via erano cinesi, con Conrad come eccezione e come Ebenal che è canadese.
In totale c'erano, in media, una dozzina di vetture presenti al via, con molti ploti part-time o one-off che hanno talvolta ottenuto piazzamenti a podio.

domenica 6 ottobre 2019

F4 ADAC: Theo Pourchaire vince il titolo

I Leclettel jr
Esistono momenti, nella vita, in cui non dovremmo perdere troppo tempo a pensare agli accordi pre-gara tra i piloti Ferrari, ma solo al fatto che il fratello di uno di costoro gareggia nella Formula 4 ADAC. Il fratello dell'altro gareggia in un campionato che fa da contorno alla F4 ADAC, oppure a cui la F4 ADAC fa da contorno, quindi mentre i loro fratelli litigano a proposito di chi deve vincere la gara e di chi deve pagare l'alcool alle feste post-gara, questi si limitano a guardare le gare gufando Verstappino (fatemi lavorare un po' di fantasia, altrimenti chi si leggerà mai un post sulla F4)?

Il campionato di F4, iniziato alla fine di aprile, è terminato proprio nell'ultimo weekend di settembre e mi pare che sia arrivato il momento opportuno per parlarne.
Il format degli eventi sembra essere questo: c'è una Gara 1 con qualifica, c'è una Gara 2 con qualifica, c'è una Gara 3 con reverse grid, qualunque sia il modo in cui viene stilata questa reverse grid.
Il campionato si è svolto prevalentemente in Germania, con un appuntamento al Redbullring in Austria e uno a Zandvoort in Olanda.

OSCHERSLEBEN
Podio 1: Gianluca Petecof, Roman Stanek, Dennis Hauger
Podio 2: Niklas Krutten, Theo Pourchaire, Arthur Leclerc
Podio 3: Roman Stanek, Joshua Durksen, Alessandro Ghiretti

REDBULLRING
Podio 1: Dennis Hauger, Alessandro Ghiretti, William Atalo (one-off)
Podio 2: Theo Pourchaire, William Atalo, Arthur Leclerc
Podio 3: Paul Aron, Niklas Krutten (rimasto senza volante a metà stagione per mancanza di sponsor), Theo Pourchaire

HOCKENHEIM
Podio 1: Dennis Hauger, Theo Pourchaire, Gianluca Petecof
Podio 2: Arthur Leclerc, Dennis Hauger, Theo Pourchaire

ZANDVOORT
Podio 1: Alessandro Famularo (presente nella prima metà della stagione), Arthur Leclerc, Theo Pourchaire
Podio 2: Paul Aron, Oliver Rasmussen, Theo Pourchaire
Podio 3: Sebastian Estner, Alessandro Ghiretti, Gregoire Saucy

NURBURGRING
Podio 1: Theo Pourchaire, Roman Stanek, Gianluca Petecof
Podio 2: Theo Pourchaire, Mikhael Belov, Arthur Leclerc
Podio 3: Roman Stanek, Dennis Hauger, Oliver Rasmussen

HOCKENHEIM
Podio 1: Dennis Hauger, Arthur Leclerc, Joshua Durksen
Podio 2: Dennis Hauger, Gianluca Petecof, Arthur Leclerc
Podio 3: Dennis Hauger, Roman Stanek, Ido Cohen

SACHSENRING
Podio 1: Mikhael Belov, Theo Pourchaire, Gregoire Saucy
Podio 2: Theo Pourchaire, Dennis Hauger, Gianluca Petecof
Podio 3: Dennis Hauger, Theo Pourchaire, Arthur Leclerc

Il campionato è stato vinto dal francese Pourchaire, con 258 punti, soltanto sette in più del suo diretto inseguitore, il norvegese Hauger. Il fratello del Predestinatohhhh si è classificato al terzo posto con 202 punti, rimanendo in lotta per il titolo, seppure non esattamente in primo piano, fino al via dell'ultimo evento stagionale.
E ora, qualora siate degli insensibili che non se ne sono accorti, vi faccio notare che i fratelli Leclerc portano gli stessi first name dei fratelli Pic. Credo che questo valga di più di qualsiasi titolo!

sabato 5 ottobre 2019

Quando i sogni di una fangirl si scontrano con un destino incompiuto

"E poi ti ho perduto nell'alba gelata di ottobre
Non c'era giorno migliore" 
- Laura Pausini, "Frasi a metà" 

Il venerdì, a quei tempi, era per me un giorno bellissimo. Non solo era l'ultimo giorno di lavoro della settimana, ma spesso il mio capo, che di fatto aveva un contratto da collaboratore esterno, al venerdì non veniva al lavoro. Per quanto ai tempi nutrisse una certa stima nei miei confronti, almeno come segretaria, ero felice di non averlo intorno. Era nella scrivania accanto alla mia, alle 8.30 quando arrivavo al lavoro lo trovavo già intento a imprecare al telefono, e il pomeriggio consisteva nell'attendere con pazienza il momento in cui sarebbe andato via. Per fortuna si fidava di me abbastanza da andarsene abbastanza presto, ma era sempre bello quando mancava per l'intera giornata: di fatto facevo le stesse cose, ma generalmente non avevo mal di testa.
Alle 17.00 uscii dal lavoro e andai a casa. Lavoravo a tre passi da casa, ai tempi. Alle 17.15/17.20 ero già arrivata. Mi misi a fare un po' di pulizie, pensando che mia madre ne sarebbe stata soddisfatta. Quando arrivò a casa mi chiese come mai mi fossi messa a fare le pulizie quel tardo pomeriggio quando c'era tutto il giorno seguente. Dentro di me pensai che il giorno seguente il mio principale pensiero sarebbero state le qualifiche della Formula 1. Ero su di giri come non mai, mentre si avvicinava quel weekend, per vari motivi. Quello personale era che l'azienda per la quale lavoravo ai tempi stava andando a rotoli ed esserne lontana almeno per due giorni era comunque positivo. Quello non personale era appunto il gran premio imminente, con ogni suo strascico. Si parlava di Alonso che stava per lasciare la Ferrari e c'era qualcosa che, inconsapevolmente, mi stava facendo vedere la luce.

Poi arrivò il sabato. Arrivarono quelle qualifiche viste in differita, che a pensarci bene mi avrebbero consentito tranquillamente di fare le pulizie alla mattina, oppure nel pomeriggio dopo la replica sulla Rai. Arrivò Mazzoni che dichiarò che Kvyat avrebbe preso il posto di Vettel in Redbull nella stagione seguente.
Rimasi folgorata dal significato che quell'affermazione aveva. Fare due più due era facile anche per me, che non avevo pensato, fino a quel momento, nemmeno per un attimo, che Vettel potesse prendere il posto di Alonso in Ferrari se questo se ne fosse andato. Era capitato tutto molto in fretta: fino a poco tempo prima si parlava di Alonso in Ferrari vita natural durante, non del fatto che volesse andare via, e comunque non avevo fatto quel pensiero. Non mi ero chiesta se Vettel avrebbe lasciato la Redbull alla fine di quella stagione e per andare dove e, anche se l'avesse fatto, erano più altre le destinazioni a cui avrei pensato: in McLaren, per esempio, dove c'era Button del cui ipotetico ritiro si parlava da anni, dove c'era Magnussen che non convinceva al punto tale da spingere il team a confermarlo per la stagione a venire, oppure in Williams, che all'epoca stazionava intorno alla terza piazza nella classifica costruttori e in cui c'era Massa di cui, ugualmente, si parlava da anni di un ipotetico ritiro, in cui c'era Bottas che avrebbe potuto passare a un altro team... Ci rimasi malissimo, per Kvyat in Redbull, perché aveva un significato solo e non era il significato che avrei gradito sentire quel giorno.

Credo che sia opportuno, a questo punto, un piccolo disclaimer. Probabilmente in questi anni sarò sembrata al limite del borderline, nell'esprimere attaccamento altalenante nei confronti di squadre o piloti, nel prendermi a cuore le sorti di molti diseredati, nello smentire affermazioni poco sensate...
Il fatto è che non sono borderline. Semplicemente non sono nata ferrarista e non ho mai vissuto la Ferrari come qualcosa che dovevo tifare per forza. Ho sempre provato più attaccamento per l'individuo che per la squadra e soprattutto più attaccamento per lo sport in sé che per la squadra. L'avere iniziato a seguire altri campionati, qualche anno prima di quei giorni, ha contribuito ad aprirmi la mente. Mi capita anche adesso di guardare qualcosa di nuovo, di tanto in tanto, di guardare campionati che seguo soltanto occasionalmente oppure campionati minori in cui ci sono anche tanti esordienti di cui non ho mai sentito parlare prima di iniziare a seguire un certo campionato. Il primo campionato di Indycar che seguii, in un modo o nell'altro, anche se non con l'attenzione attuale, era quello del 2012. Vinse Ryan Hunter-Reay, dopo che Will Power era stato in testa alla classifica durante la stagione. Prima di iniziare a seguire il campionato di Indycar, perdonatemi per l'ignoranza, non avevo la più pallida idea di chi fossero RHR e Power, conoscevo solo Barrichello, Sato, Bourdais e Wilson che erano stati in Formula 1, oltre che Kanaan, Castroneves e Ana Beatriz perché partecipavano alla Desafio das Estrelas. Ovviamente non tifavo nessuno, soprattutto tra i piloti che potevano vincere il titolo. Se parlavo con qualcuno di Indycar, a questi non importava un fico secco del fatto che non tifassi nessuno. Era un bel progresso, considerando che relativamente alla Formula 1 chattando con dei ragazzi che avevo conosciuto su un forum che visitavo ogni tanto mi dissero che il forum che moderavo era ridicolo perché avevo scelto come immagine profilo una foto di Massa in tuta verde e di conseguenza "non era un forum su cui si parlava di piloti seri".

Cresciuta in un'epoca in cui la gente faceva l'associazione Ferrari = santihhhh subitohhhh, McLaren = kriminalihhhh (tranne Suzuka 1990, là evidentemente il mondo funzionava al contrario) era sorta in me la consapevolezza che la scelta fosse tra loro, oppure tra i loro piloti. Non sono mai stata vicinissima alla Ferrari, ai tempi. Tifavo Felipe Massa perché aveva qualcosa che mi attirava e credo che sia stato lui a farmi capire che i piloti e il team non sempre si completano a vicenda. Massa e la Ferrari avrebbero dovuto lasciarsi molto prima, sarebbe stato meglio per tutti, era questo che pensavo, anche se non sarebbe stato un avversario della Ferrari, anche se non avrebbe mai più potuto pensare di lottare per un mondiale. Ma dopotutto era meglio ottenere risultati da Williams in Williams piuttosto che ottenere risultati da Williams (non quella del 2014) in Ferrari. Fu un piacere vederlo ricostruirsi un'immagine positiva, ma sapevo che la Formula 1 è un mondo che va avanti in fretta.
Quando fu chiaro che Alonso se ne sarebbe andato, mi misi a lavorare in fretta, prendendo per accurati dei rumour che non lo erano. Si vociferava che Jules Bianchi potesse essere il suo successore e ne sarei stata molto felice. Era il leader dei team dei poveri, era quello che aveva portato la Marussia sul tetto del mondo, era quello che si era infilato tra Kobayashi e le barriere della Rascasse invece di limitarsi a sbraitare alla radio che Kobayashi avrebbe dovuto smettere di ostacolarlo, come invece succedeva davanti o ai piloti che lottavano per il podio.
Mi sarebbe dispiaciuto molto vedere un pilota come lui lasciare il team che avevo "adottato", ma sapevo che, se era per la Ferrari, ne valeva la pena. Ero affezionata sia a lui sia al team per il quale gareggiava, ma a maggior ragione nel suo caso avevo sempre saputo che ci sarebbe stato dell'altro, prima o poi.

La notte tra sabato e domenica andai a ballare, pronta a dormire pochissimo. Non avevo visto le qualifiche in diretta, ma la gara sì e non mi importava dormire poche ore, c'era sempre tempo per tornare a dormire.
Pensavo ancora a Kvyat. Pensavo alla Redbull che promuoveva i piloti del proprio junior team, mentre la Ferrari non faceva altrettanto, magari talvolta abbandonandoli a se stessi. Pensavo che comunque c'era ancora speranza, che forse un giorno Bianchi avrebbe preso il posto di Raikkonen e che potevo ancora essere la persona più felice del mondo. Chissà, magari poteva addirittura vincere con una Ferrari a Montecarlo, un giorno, o qualsiasi altro gran premio. Non mi importava che potesse essere una seconda guida, un'unica vittoria, un giorno, mi sarebbe bastata, ne ero certa.
Poi venne la domenica, che con le sue condizioni meteo proibitive sembrava dopotutto una domenica normale. Il mio pensiero era che, se Massa avesse vinto quella gara, avrebbe battuto il record di vittorie intercorse tra una vittoria e l'altra (record che invece ha battuto Raikkonen l'anno scorso), ma che quello scenario era impossibile. Le Marussia e la sola Caterham ancora in pista erano nelle retrovie, ignorate da tutto e da tutti, tranne il momento in cui durante il giro dei pitstop, nella prima parte di gara, Bianchi era stato tra gli ultimi a rientrare risalendo per un attimo fino al terzo posto. Avevo addirittura fatto uno screenshot e l'avevo postato su Twitter.
Poi Sutil finì fuori e tutto continuò come se niente fosse. Poco dopo le inquadrature della zona dell'incidente riportavano come didascalia il nome di Bianchi invece del suo. Nei distacchi lo si era visto precipitare giù.

Quello che accadde dopo appariva quasi come irreale. Si iniziava a parlare della dinamica dell'incidente, quella dinamica alla quale Martin Brundle era sopravvissuto vent'anni prima, in condizioni analoghe, nello stesso tratto del circuito, per avere avuto la freddezza di premere sull'acceleratore nel tentativo di deviare la traiettoria della propria monoposto.
Ciò che mi spaventò davvero non fu il sentire parlare della dinamica. Dire che una vettura aveva colpito un trattore poteva significare tutto o niente. Poteva essere un contatto di striscio, oppure poteva avere impattato contro una ruota del trattore stesso... Anche la bandiera rossa di per sé non significava molto, se non che era impossibile proseguire oltre e che essendo stato completato il 75% della gara era stato deciso di chiuderla lì, specie in condizioni di visibilità sempre più basse.
Però l'ho detto, mi ha sempre colpito di più l'aspetto umano. Quando vidi i primi tre classificati nella sala dietro al podio, compresi fino in fondo che non c'era niente di positivo nell'aria. Rosberg era l'unico girato verso la telecamera e aveva uno sguardo sconvolto. Hamilton e Vettel erano girati dall'altra parte, entrambi a contemplare il nulla per un periodo di tempo che sembrava infinito. Allora, in quel momento, compresi fino in fondo che dopotutto avere un volante in un top-team non era così importante e che diamo sempre per scontate troppe cose, quando guardiamo un gran premio: che nessuno si farà male, che nessuno morirà, che a nessun pilota di età inferiore ai quarant'anni venga mai da pensare che non glielo fa fare nessuno di continuare a gareggiare quando non sa nemmeno se tornerà sempre a casa vivo.

Purtroppo non solo il destino di Bianchi era quello di non guidare nemmeno la Sauber che a quanto pareva l'aveva ingaggiato per il 2015, ma era anche quello di essere lui quello che non sarebbe tornato a casa vivo. Fregatura nella fregatura, non gli toccò nemmeno una morte rapida, e passarono nove mesi tra il momento in cui chiuse gli occhi e quello in cui il suo cuore smise di battere. Era il 17 luglio, 17 come il suo numero di gara, 7 come il numero che per sua dichiarazione avrebbe scelto se fosse stato disponibile. Era un particolare piuttosto creepy (ma, al giorno d'oggi, è ancora più creepy pensare al fatto che quel 17.07 si è ripetuto, essendo l'orario - cfr. comunicato ufficiale FIA - in cui lo scorso 31 agosto è avvenuto l'incidente che è costato la vita ad Anthoine Hubert in Formula 2).
Il non avere mai saputo quello che sarebbe successo altrimenti mi ha impedito, nel corso degli anni, di avere una posizione ben precisa nei confronti della Ferrari. È il team che forse l'avrebbe ingaggiato, o forse il team che per questioni commerciali ha detto, dopo la sua morte, che l'avrebbe fatto.
Non è stato facile, in questi anni, pensare al suo destino incompiuto. Tante cose non sono state facili, nemmeno vedere Alex Rossi, colui che doveva prendere il suo posto alla Marussia, vincere la Indy 500 nel 2016. Me lo chiesi: ma se questo era semplicemente la sua riserva, quale futuro avrebbe potuto avere lui?

Non ho mai creduto che un giorno potesse diventare uno dei nomi di primo livello della Forula 1, ma ho sempre pensato che un giorno potesse darmi qualche gioia. Ho finito per affezionarmi al suo pupillo Leclerc, oppure ho VOLUTO farlo, perché avevo l'illusione che quel destino incompiuto fosse stato, seppure indirettamente, completato. Poi quattro settimane fa, seduta da sola nel soggiorno di casa di mia nonna, ho visto Leclerc vincere il gran premio d'Italia e ho finalmente capito che si trattava soltanto di una stupida illusione: un destino incompiuto rimane sempre un destino incompiuto, senza che ci siano "rimpiazzi".
Ci sono piloti ai quali sono stata affezionata che gareggiano ancora da qualche parte e sono ancora affezionata a loro, ma spero che non ce ne saranno mai altri, tra quelli nuovi.
Ho visto un pilota al quale tenevo tanto sopravvivere a un incidente solo per poi vedere, qualche anno più tardi, un altro pilota al quale tenevo fare una fine così triste. E alla fine la cosa più triste è che magari la prossima volta sarà qualcuno a cui non tenevo così tanto, che magari ignoravo... ma che in fondo, una prossima volta, ci sarà sempre, per quanto lontana nel tempo.

venerdì 4 ottobre 2019

Adotta un Torpedo

In cinque anni possono cambiare un sacco di cose e quello di cui vado a parlare oggi è senza ombra di dubbio rientra a far parte della categoria. Il 4 Ottobre di cinque anni fa, alle 14.00(?), accendevo la TV su Raidue, che avrebbe trasmesso le qualifiche in differita.
Tutto mi aspettavo, tranne che la rivelazione che stava per uscire dalla bocca di Gianfranco Mazzoni proprio nel momento in cui mi sintonizzavo sul canale. Faccio quasi fatica a metterlo nero su bianco, per quanto folle una simile affermazione possa sembrare in questo momento: quel giorno la Redbull aveva deciso a quale pilota affidare una vettura nel futuro e quel pilota era Daniil Kvyat.

Ci rimasi di sasso, per motivi che ho già spiegato in qualche momento del passato e che non ci tengo a ripercorrere oggi. Ci rimasi malissimo, per motivi che non riguardavano Kvyat ma tante altre situazioni, e mi chiesi se fosse stata una scelta azzardata.
A cinque anni di distanza da quel giorno, mi viene da pensare che anche in Redbull abbiano ritenuto che fosse una scelta azzardata. Per ironia della sorte proprio il giorno precedente Max Verstappen aveva fatto il proprio esordio ufficiale in una sessione di prove libere e il destino di Kvyat non era altro che quello di un torpedo che si morde la coda da solo.

Quello che successe negli anni successivi lo conosciamo tutti: Kvyat fece una stagione positiva alla Redbull, in cui come punti era in linea con Ricciardo (in realtà ne ottenne addirittura qualcuno in più) anche se per sua sventura proprio nell'unica stagione, dal 2009 in poi, in cui la Redbull non ottenne nemmeno una singola vittoria, ma dopo quella positiva stagione 2015 tutto iniziò a peggiorare. A maggio 2016 aveva già perso il volante della Redbull a favore di Max Verstappen. Nel 2017 avrebbe perso per due volte in corso d'opera quello della Toro Rosso, a favore di Pierre Gasly e di Brendon Hartley.

Il 2019 ci sta dimostrando che un torpedo è per sempre, o almeno ci prova: rientrato di prepotenza dalla finestra dalla quale era stato sbattuto fuori più volte, nella prima parte della stagione stava andando meglio di qualcuno che al momento è stato promosso in Redbull. Però niente da fare: a Kvyat solo la gloria del podio, non certo una gloria da poco per uno che un anno prima era senza volante.
Quella gloria, nei miei ricordi, durerà molto a lungo. Non ricordo di essermi mai emozionata così tanto per un risultato motoristico in tempi recenti, una di quelle emozioni incontrollabili che vengono da dentro, che non si possono condizionare, per le quali non ci si può fare niente.

Il torpedo, per gli amici intimi Daniil Kvyat, è il capostipite indiscusso della stirpe dei diseredati e sono felice che abbia potuto avere questa gioia.
Mi spingo a sperare che un giorno possa rivedere la luce della Redbull anche se su una cosa concordo con la casa madre: uno come lui per la Toro Rosso è senza ombra di dubbio positivo. Non so per quanto a lungo lo sarà, dato che quell'affermazione lasciava fraintendere che la ragione per cui non era stato richiamato in Redbull era che è e rimarrà sempre un diseredato, ma spero almeno che, qualunque sia il suo futuro, possa rimanere ancora molto a lungo in Formula 1.

Dal 2014, stagione del suo esordio, a oggi, il Russo di Roma ha attraversato molte fasi: è stato un enfant prodige, è stato un pilota Redbull, è stato uno sfasciacarrozze, è stato buttato da una parte e dall'altra, è stato cacciato via a calci e alla fine è stato implorato di tornare perché dopotutto non era così male.
Un giorno avrà molte cose da raccontare ai suoi nipoti, questo è poco ma sicuro. Spero che almeno ai nipoti racconterà se quel giorno a Sochi è davvero andato apposta contro Vettel perché l'aveva criticato per la manovra della gara precedente. Anzi, spero che racconti ai nipoti di averlo fatto apposta, in ogni caso, perché con affermazioni del tipo "ci sono finito per puro caso, ma la Redbull ha approfittato della mia innocenza giovanile per mettermelo in quel posto e mettere Verstappino nella mia macchina" non ci farebbe esattamente bella figura!

Forza Torpedo, facci sognare. <3

giovedì 3 ottobre 2019

Commento al Gran Premio della Russia 2019

La Predestinazione di New Divino // 29 Settembre

Quando finirò di scrivere questo commento rifletterò sul senso della vita. Rifletterò sul fatto che non mi sento una persona dotata di un intelletto superiore alla media, mi sono sempre sentita nella norma. Però almeno c'è qualcosa di cui posso sentirmi soddisfatta. Era mio destino non essere ferrarista. In quanto non ferrarista, seppure dotata di un intelletto simile alla media, il mio intelletto resta in funzione anche quando quello degli ultrà smette di funzionare. Ora, però, facciamo finta di niente e prima di raggiungere il climax, preoccupiamoci di quello che è successo in corso d'opera, prima di arrivare al punto dolente.

MAKING OF - Per cominciare bene il weekend segnalo l'esistenza di una foto molto inquietante che ritrae un abbraccio post-GP di Singapore tra i Vettelton, nella quale le loro bocche sono pericolosamente vicine, tanto che sembrava che stessero per baciarsi alla francese da un momento all'altro.
"Naaaahhhhh, non è possibile tutto ciò, vero Sebby?"
"A che cosa ti riferisci, mio adorato prosciuttello gangster?"
"Mi riferisco al fatto che non sarebbe stato un bacio alla francese, ma alla monegasca, ovvero un bacio da predestinati."
"AAAAAAWWWWWW."
"Però non urlarmi nelle orecchie a quel modo. Sembri Bo77as quando ruggisce."
"Chi è Bo77as? Esiste davvero?"
"Non essere trash, non stiamo parlando di Albon..."
Giusto, mentre i Leclestappen si alternavano in testa alle sessioni di prove libere del venerdì, Albon si autoproclamava Pokemon 2.0 riuscendo occasionalmente a farsi battere, al volante di una Redbull, anche dalla Toro Rosso del Pokemon(C). Consapevole del fatto che le prove libere vogliano dire poco e niente altrimenti Kubica avrebbe vinto il mondiale 2006, ero comunque consapevole anche del fatto che una cosa del genere mi faceva venire voglia di esultare come un'ultrà... e giusto per precisare, ci tengo a dire che non ho niente contro Albon.
Albon, invece, sembra avere qualcosa contro i muri, dato che ha deciso di andarci a finire di cu*o (nel senso di retrotreno, non di fortuna) andando a procacciarsi la penultima piazza, dato che c'era il suo ex compagno di squadra pilota di casa che non stava girando.
"Posso dirti una cosa, senza che tu ti offenda, Kiwi?"
"Certo."
"Al tuo gran premio di casa hai talmente tanta iella che potresti farti adottare da Barrichello."
"Così avrei una casa anche di fronte al circuito di Interlagos e potrei avere sfiga anche là? Non farmi perdere tempo con queste str***ate, Pokemon 2.0, che sta succedendo qualcosa di terribile."
"Ovvero?"
"Ovvero Kubica non è in ultima fila. Non pensi che si senta disorientato? Non credo che sia al corrente dell'esistenza della penultima fila."
Nel frattempo Strollino passava in Q2 senza che nessuno se lo filasse, mentre Giovinazzi passava a sua volta il turno like a boss, sbattendo fuori nientemeno che il suo compagno di squadra. Ma il meglio doveva ancora venire ed era rappresentato dal passaggio di RoGro in Q3. Con la retrocessione di Verstappino (sì, ne parlerò tra poco) si è appropriato della posizione accanto a quella di Norris. OMG, salvatehhhh i bambinihhhh!
Davanti a tutti, Leclerc otteneva la pole position. Era dal 2000 che un pilota non otteneva quattro pole di fila per la Ferrari e stavolta il paragone era Leclerc = Schumacher.
Per fortuna a salvarci è arrivato Button con le sue interviste post-qualifiche:
"Carletto, lo sai che quando vincevo il mondiale tu andavi in prima media?"
"Sì, e pensavo che stessi falsando il mondiale."
"Lo penso anch'io, Barrichello in qualità di ex ferrarista se lo sarebbe meritato molto di più di me, ma ammetto che mi è piaciuto molto passare mezza stagione a rigirarmi i pollici. Tu come ti senti dato che a partire dal GP del Belgio la Ferrari ha trovato la retta via? Com'è possibile tutto ciò?"
"Mi è stato raccontato che è stato commesso un sacrificio umano propiziatorio, che un giovane sfigatello che in passato iniziò a vincere in modo random nella sua categoria a Spa sia stato sgozzato e che il suo sangue sia stato bevuto al posto del vino rosso a una cena del team, ma io non credo a queste stronzate."
"Io invece ci credo. Povero Mick, ucciso per il bene della Ferrari e sostituito dal figlio segreto del gemello traditore di MSC. Va beh, passiamo oltre. Hammiiiihhhh, che gioia rivederti, prosciuttellohhhh. Ti ricordi i giorni in cui non avevi ancora le treccine e pubblicavamo le nostre telemetrie su Twitter a caso?"
"Sì, me lo ricordo. Erano tempi bui, non avevo ancora le treccine e non avevo ancora limonato con Sebby."
"Come ti sei permessohhhh di limonare con il mio amante?"
"Sei un vecchiaccio ormai, non puoi più sopportare i ritmi di Sebby."
"In realtà neanche in McLaren potevo sopportare i suoi ritmi, così come non sopportavo quelli di nessuno a parte quelli di Will Stevens, ma facciamo finta di niente. Che cosa ne pensi del tuo secondo posto?"
"Penso tante belle cose, ma non posso dirtele, perché mi hai fatto venire un dubbio esistenziale. Chi ca**o è Will Stevens?"
"Non saprei."
"Così mi piaci, Jensinho. Ora ti saluto, devo convincere Sebby a venire a farsi un bagno con me nella vasca idromassaggio alla vodka dei Raikkottas, dato che l'altra volta ha deciso di non lavarsi fino al lunedì."
"Eh no, Sebby adesso viene qui alle mie interviste. Sebby, perché fino un attimo fa avevi un'aria da funerale e adesso sorridi senza un motivo ben preciso?"
"Perché penso ai bei giorni che abbiamo trascorso insieme."
"Aaaawwww."
"A quando ho vinto il mondiale 2011 e tu sei arrivato secondo."
"Azz, sapevo che c'era una fregatura. Per caso quando ti ritirerai dalle competizioni ti metterai a fare telefonate convincendo la gente a cambiare operatore della luce per risparmiare?"
"Lo faccio già. L'anno scorso ho chiamato Ericsson e c'è cascato come un pollo."
"WTF?!"
"Come un pollo gigante, per l'esattezza."
"Aaaaahhhhhhwwwww, Sebby, sei sempre il solito trollone."
"Mi hai scambiato per Maldonado?"
"No, quello è brutto come la fame. Anche tu, ma hai dei meravigliosi occhi azzurro shocking, quindi non importa che tu abbia sempre una barba incolta da senzatetto. È solo il tempo che avanza. Quando eravamo amanti, tu eri un newbye e non avevi ancora la barba. Però per essere un ragazzino eri ben dotato. Ce l'avevi enorme."
"Grazie, ma così mi fai arrossire. E comunque credo che tu mi abbia sopravvalutato, le mie dimensioni sono del tutto normali. Probabilmente eri abituato a standard poco elevati. Tipo, il prosciuttello gangster ce l'ha piccolissimo."
"Mi piacciono questi dettagli scabrosi in fascia non protetta."
"Però lo amo lo stesso. Non importano le dimensioni, importa solo l'ammmmore."
"Mi stai dicendo che ami Hammi più di me?"
"No, questo mai."
"Ciò mi fa sentire sollevato. Che la luce della B.A.R. Honda possa assisterti in questo lungo e intenso weekend di ordini di scuderie, strategie a caso e dolori."
"WTF?!"
"Perché non ti sei grattato le pa**e? Adesso ne pagherai le conseguenze."

QUALIFICHE - sono consapevole del fatto che ci sia bisogno di schiarirsi un po' le idee su quello che è successo e per questa ragione credo che sia il caso di dare un'occhiata al risultato.
1^ fila: Leclerc - Hamilton
2^ fila: Vettel - Verstappen
3^ fila: Bottas - Sainz
4^ fila: Hulkenberg - Norris
5^ fila: Grosjean - Ricciardo
6^ fila: Gasly - Perez
7^ fila: Giovinazzi - Magnussen
8^ fila: Stroll - Raikkonen
9^ fila: Russell - Kubica
10^ fila: Albon - Kvyat
Note: Verstappen, Gasly e Kubica sono stati retrocessi di cinque posizioni per sostituzione di un componente del motore, la stessa sorte sarebbe toccata ad Albon se non fosse partito dalla pitlane per l'incidente, mentre Kvyat non ha girato in qualifica perché destinato a molteplici posizioni di retrocessione per sostituzione dell'intero motore avvenuta due volte(?).

PREDESTINED IS FASTER THAN YOU - purtroppo dal punto di vista del tifo non sono sempre stata distaccata come oggi. Qualcosa come tredici anni e mezzo fa ebbi la sventura di provare un colpo di fulmine motoristico per un ben preciso pilota. Era l'epoca in cui prendevo in considerazione solo i top-team quindi indubbiamente il fatto che fosse finito in un top-team contribuì a farmi notare la sua presenza. Però non correva per il top-team per il quale sarei stata più propensa a simpatizzare viste le mie simpatie infantili. Quel pilota mi tolse dalla testa la Renault. La Renault avrebbe fatto tante altre cose per uscire dalla mia testa, negli anni a venire, ma rimane il fatto che quel pilota fece cambiare le mie prospettive. Mi fece dimenticare il concetto di lotta per il titolo, mi fece dimenticare il concetto di squadra e mi fece dimenticare tante cose che avevo sempre dato per scontate. La sua carriera in Formula 1 fu essenzialmente la trama di "Giorni di tuono", ma senza un vero e proprio happy ending, non come quello del film, almeno. Insomma, fino a un certo momento era stato non in una situazione proprio privilegiata, ma in cui poteva cavarsela, e si ritrovò in una situazione molto diversa.
Era un mondiale strano, quello, non era chiaro chi fosse in lotta per il titolo e chi no. Finalmente ebbe quell'acuto che tanto mancava. Si portò in testa alla gara, superando il suo compagno di squadra al via. Un duello per la vittoria tra i due sarebbe stato come un combattimento tra un pesciolino rosso e uno squalo. Eppure, non appena il pesciolino rosso accennò a un vago tentativo di difesa, lo squalo si mise a sbraitare via radio, pretendendo la posizione su un piatto d'argento. Non gli fu data subito. Fu allestito un teatrino della durata di qualcosa come tre quarti d'ora, giustificato dalla lotta per il mondiale, giustificato dal fatto che la situazione era stata travisata, giustificato da tutto tranne che dal buonsenso, perché bastava autorizzare i due piloti a lottare per la leadership per avere al 99% il risultato più favorevole al titolo.
Certe storie durano troppo, ma prima o poi finiscono. A volte anche stare in un team di media fascia e avere risultati all'altezza, quei risultati all'altezza che mancavano in un top-team è un happy ending. Qualcosa, però, dentro di me è cambiato per sempre. In un contesto in cui passava l'etichetta di Ferrari = buoni, avversari della Ferrari = kattivihhhh, mi rendevo conto giorno dopo giorno che la Ferrari più di altri impediva la competizione tra i propri piloti... e in realtà l'aveva sempre fatto, anche quando non serviva. Non mi riferisco solo a casi tipo Zeltweg, mi riferisco anche al fatto che perfino nel mondiale 2002 e 2004 nemmeno con i titoli assegnati fu mai consentito ai piloti di lottare per una qualsiasi posizione. Schumacher doveva ancora vincere il mondiale? Se era davanti posizioni congelate, se era dietro Barrichello doveva farlo passare. Schumacher aveva già vinto il mondiale? Posizioni congelate se era davanti a Barrichello, posizioni congelate se era dietro per dare una piccola gioia a Barrichello. Ammetto che poteva addirittura apparire una positiva, perché in caso contrario sarebbe andata a finire che Barrichello avrebbe faticato a vincere perfino le gare post-assegnazione del titolo, ma credo che la cosa più positiva, in fondo, sia la competizione. Non è vero a mio parere che non si deve lottare tra compagni di squadra ma solo contro gli altri. E in caso, se anche non si deve lottare tra compagni di squadra, ha decisamente più senso un congelamento di posizioni che l'invertirsi posizioni a caso più volte nel corso del gran premio e da un pilota all'altro nel corso della stagione.
Comunque sia, Hockenheim 2010 fu ciò che più di ogni altra cosa mi allontanò dalle logiche dei team e in particolare dei top-team. La presi male, molto male. Passai anni a sperare che un giorno, quando dopo la fine della carriera del mio "Original Fave" oppure quando fosse stato irrilevante, ci fosse qualcuno che potesse conquistarmi allo stesso modo e magari avere più gioie. "New Fave" mi diede delle gioie immense, in fondo alla griglia. Giurai a me stessa che se fosse passato in un top-team anche come seconda guida non mi sarei MAI lamentata. Giurai a me stessa che, se fosse passato in un top-team, anche come seconda guida, non mi sarei mai più lamentata di nulla, che mi sarebbe bastato solo vederlo magari vincere un gran premio anche una sola volta nella sua carriera.
Poi siccome le cose cambiano molto in fretta, in assenza di New Fave, mi sono affezionata a New Fave 2.0... al punto da pensare che forse sarebbe stato il pilota che avrei amato più di ogni altro.
Ebbene oggi New Fave 2.0 partiva dalla pole position, apparentemente intendeva dare scia al suo compagno di squadra per fargli superare Hamilton e apparentemente pensava che il suo compagno di squadra stesse lì a contemplargli il retrotreno, invece di passargli davanti se ne avesse avuto la possibilità. C'erano accordi pre-gara? Non lo so e non lo voglio sapere, certo è che se c'era un accordo pre-gara a proposito del fatto che chi parte dietro ce l'ha più piccolo e non è degno di lottare per la vittoria nemmeno se ne ha la possibilità, la trovo una cos di una tristezza infinita.
Ora, cos'ha fatto il caro New Fave 2.0? La cosa che più disprezzo da parte di un pilota: ha deciso che il modo migliore per riprendersi la leadership non era lottare per riaverla ma, esattamente quarantotto ore dopo essersi scusato per i suoi sfoghi via radio a Singapore, rimettersi a sbraitare via radio che lui è più figo, che ce l'ha più grande lui e che il dovere del suo compagno di squadra era farsi da parte. Appurato che il suo compagno di squadra non sentiva la necessità di cedergli una posizione che si era comunque guadagnato in pista, ha continuato a piagnucolare finché non è stato rassicurato che la posizione gli sarebbe stata restituita più avanti nel corso della gara, in un modo o nell'altro.
E come restituirgli la posizione che gli spettava di diritto in virtù del contratto che prevede che le posizioni in pista debbano rispecchiare quelle della gara di dimensioni del pene a cui la Formula 1 fa da contorno? Ovviamente facendo una strategia a caso per il suo compagno di squadra, dimenticandosi all'improvviso che non si trattava di una competizione interna, ma di un gran premio.
Hockenheim 2010 fu molto dura da mandare giù, come tifosa, ma Sochi 2019 è stata ancora più dura, per quello che rimane di me come tifosa. Tifare per lo zerbino che si fa da parte è una cosa che trovo compatibile con i miei standard, tifare per uno che pretende che altri si atteggino a zerbino non lo è. New Fave 2.0 è stato il più grande abbaglio che io abbia mai preso come tifosa. Come pilota si merita tutto, pole, vittorie, anche mondiali in futuro. Come atteggiamento si merita solo una cosa: che la Ferrari decida di rimpiazzare Vettel con Alonso, così Alonso magari gli insegna un po' di educazione.
"Ma Autrice(C), come osihhhh criticare il predestinatohhhh?"
"Sul predestinatohhhh come pilota non ho niente da dire. È nato per essere un team leader. Però, appunto, secondo la mia concezione di idee un team leader che viene superato dal compagno di squadra in pista ha anche le capacità di andarsi a riprendere la posizione. E se quel giorno non ce l'ha, fosse anche solo in un gran premio su venti, in quel gran premio su venti non si merita di stare davanti."
Non pretendo di essere presa troppo sul serio e sto per dire una cosa altamente impopolare: se siete ferraristi sfegatati e avete apprezzato Leclerc per il suo atteggiamento odierno, provate a fare uno sforzo di immaginazione. Immaginatevi l'epoca in cui in Redbull c'erano due piloti competitivi. Immaginatevi Verstappino che subiva un sorpasso da Ricciardo alla partenza e che si metteva a lamentarsi via radio che voleva la posizione indietro. Probabilmente avreste detto che era un bambino frignone che meritava di essere preso per le orecchie e messo in punizione dietro la lavagna. Farlo al volante della Ferrari, però, è un comportamento da Uomo Maturo(C).
Per quanto New Fave 2.0 si sia in qualche momento guadagnato questa carica ai miei occhi, mi aspettavo qualcos'altro da lui. Mi aspettavo che potesse dimostrare di potere lottare alla pari con il suo compagno di squadra o esserne migliore, ma in un modo che non vada oltre quelle che io considero le logiche della competizione. Se corri il rischio di essere trattato come uno zerbino e il tuo modo per ribellarti a questo potenziale destino è quello di pretendere che il tuo compagno di squadra sia il tuo zerbino, allora la situazione mi ricorda un po' la rivolta dei maiali di Orwell. Bravo, New Fave 2.0, in esattamente sei mesi mi hai fatta passare dall'andare in brodo di giuggiole per te al pensare che ogni tanto ti meriteresti una tirata d'orecchie, perché sei solo un ragazzino a cui deve ancora spuntare la barba e ogni tre per due vieni paragonato a gente che ha vinto in Formula 1 per un decennio, cosa che non ricordo che sia mai capitata ad altri, o almeno non senza che la cosa venisse ridicolizzata. Questo atteggiamento ha fatto moooolto male al ragazzino. Credo che sia tempo che Alonso ritorni in Ferrari al posto di Vettel: c'è bisogno di qualcuno che insegni un po' di educazione ai bambini...
...
...
...
...okay, dicevamo? Ah, già, che la prima metà della gara, là davanti, è stata così: il Ferrari Baby che chiedeva posizioni e il Ferrari Retired Old Man che girava su tempi record e che, di conseguenza, non vedeva perché mai avrebbe dovuto fermarsi ad attendere il passaggio del Ferrari Baby con il tappeto rosso. Il karma l'ha punito: il team ha deciso di tenerlo in pista all'infinito in modo che Leclerc potesse passargli davanti con il pitstop. Tornato in pista, è stato salvato dal dovere andare a salire a fine gara sul secondo gradino del podio: per celebrare il fatto che Alonso potrebbe insegnare l'educazione a Leclerc, il motore della vettura ha deciso di dare forfait, la componente elettrica è saltata e il vecchio pensionato ha parcheggiato accanto a un cancello. Mi rendo conto che per salvaguardare la gara del Ferrari Baby avrebbe dovuto portare la macchina ai box rischiando di far morire folgorati i meccanici, invece di lasciarla dove non potesse nuocere, anche se comportava la virtual safety car. Se così fosse stato, i Mercedes Bros non avrebbero potuto fermarsi ai box in regime di VSC. Avrebbero dovuto aspettare due minuti contati grazie alla safety car per l'incidente di Russell, ma nevermind. La nonna di Russell non era destinata ad avere qualche gioia, oggi. Neanche nessuno dei familiari di Leclerc, in realtà, dato che dopo il rientro ai box delle Mercedes sarebbe rientrato a sua volta per un secondo pitstop per tornare sulle soft ritrovandosi anche dietro a Bottas, ma questo è un altro discorso, i familiari di Russell hanno la priorità, soprattutto il suo ex cognato De Vries che sabato ha vinto il titolo di Formula 2.

LA GARA DEGLI ALTRI - mentre i Leclettel litigavano al via a proposito di presunti accordi pre-gara volti all'impedire ogni qualsiasi tentativo di duello tra compagni di squadra, dibattendo del fatto che la prima posizione toccasse a chi la occupava o, per Diritto Acquisito, all'altro, in partenza un incidente metteva fuori gioco RoGro. Non pensate male, la cosa deve essere partita da Ricciardo, poi ritirato ai box a metà gara, e Giovinazzi, superstite a tutto ciò, mentre il suo compagno di squadra Iceman, sotto l'effetto della vodka locale, pasticciava con il momento giusto in cui partire e si procacciava una penalità. Al lunedì RoGro si sarebbe lamentato che i piloti non prestano abbastanza attenzione alle partenze e che non dovrebbero innescare incidenti. Bravo RoGro, mi ricordi Sato quella volta che voleva picchiare Bourdais accusandolo di guida pericolosa.
"Mi sorprende che stavolta non sia stata colpa mia."
"E tu chi sei?"
"Non mi riconosci, RoGro?!"
"OMG, in versione umana quasi non ti riconoscevo, ti conosco meglio in versione pollo!"
"Smettila di agirare quel coltello da cucina davanti al mio naso. Sei inquietante."
"Devo farlo, altrimenti la gente continuerà a parlare dei Leclettel così come se niente fosse."
La gente ascoltava con grande attenzione quello che diceva RoGro... o forse no:
"Fammi passare subito, vecchio pensionato!!!!111!!!1!"
"E tu chi sei? Che cosa ci fai qui? Sei scappato dall'asilo nido?"
"Come osi?! Mi avevi promesso che non mi avresti superato! Dirò a tua madre che sei stato kattivohhhh!!11!!!! F*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck!"
"E io dirò alla tua che imiti la mia abitudine di dire parolacce. F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, F*CK, BRING BACK THOSE F*CKING V12!"
"Perché, hai mai guidato una vettura con un motore V12?"
"Perché, secondo te la gente che rivorrebbe i V12 ha mai guardato un gran premio con quei motori?"
"No, anche perché hanno iniziato a seguire la Formula 1 oggi alle 13.01."
"Strano che tu abbia fatto un ragionamento così complicato. Mi stai sorprendendo in positivo, bimbo."
"Tu invece no. Non riuscirai ad adularmi. Dirò a tua madre che sei stato kattivohhhh e che non mi hai fatto passare."
"Perché solo a mia madre? Se fossi in te lo racconterei anche alla maestra d'asilo."
"E intanto il tuo motore brucia. GODOHHHHH."
A quel punto si è alzata al cielo la voce di Lando Non Sono Chuck Norris.
"E io martedì sera mi metterò a seguire la tua ex fidanzata su Instagram e lei farà lo stesso, scatenando gossip su Tumblahhhh. TUNZ TUNZ TUNZ!!!11!!!!! Ti farò diventare il Nuovo Frentzen!"
Nelle retrovie, intanto, le Toro Rosso si prendevano a sportellate nel tentativo di farsi inquadrare. Però non è contato e, ovviamente, nessuno si è filato le Toro Rosso. Il Torpedo c'è abituato, mentre il Pokemon... povero Pokemon, è davvero caduto in basso negli ultimi tempi. In quei tempi precisi è anche precipitato dietro a Raikkonen, già che c'era.
Nel frattempo tutto andava verso la sua spiegazione più logica. Probabilmente Mazzoni era a pranzo insieme a Capelli, Stella Bruno e tutta la compagnia Rai. Avrà osservato: "Vettel e Kubica non si sono mai ritirati quest'anno"... già, perché si è ritirato anche Kubica, poco dopo il suo compagno di squadra, apparentemente perché se alla macchina fosse accaduto qualcosa non avevano pezzi di ricambio. Se sono così poveri, è normale che Strollino abbia scelto di comprare un'altra scuderia. Purtroppo, con il ritiro di Kubica, Giovinazzi è arrivato ultimo.
Carlito nel frattempo era quinto come Alonso nei giorni di gloria, ma Pokemon 2.0 intendeva chiudere la gara in top-5 e non c'è rimasto fino alla fine. A quel punto, però, tutti avevamo i popcorn in mano ammirando Kmag e Perez che si prendevano a coltellate per la settima piazza. Kmag è finito fuori pista, è stato penalizzato per essere finito fuori pista, ha imprecato, ha avuto l'approvazione di Gunther Steiner che si è messo a imprecare a propria volta e poi si è ritrovato da ottavo a nono, dietro a Norris. C'è a chi è andata peggio: la sua penalità non è bastata al suo best friend forever Hulkenberg per risalire di una posizione e ha chiuso decimo, a sette posti di distanza dal podio. Il Ferrari Baby, nel frattempo, contemplava ancora il fondoschiena di Bo77as andando verso la bandiera a scacchi.
Poi è arrivato Paul Di Siesta per le interviste post-gara:
"Hammi, che cosa ne pensi del fatto che ci sia gente che dice che hai vinto a cu*o?"
"Che la differenza tra me e gli altri piloti è che io ho l'abitudine di esibirlo sui miei profili social. Se osassero di più e indossassero il perizoma invece dei boxer, tanti piloti avrebbero il mio stesso numero di vittorie."
"Aaaawwww."
"Per cortesia, Di Siesta, risparmiati certe esternazioni, che a me piacciono solo i fighi. Dov'è Sebby?"
"Non ne ho idea."
"Se lo vedi, riferiscigli che abbiamo sbagliato ad adottare quel bambino lamentoso. Avremmo dovuto adottare Verstappino, come gli ho sempre suggerito io."
"Non credo che avrò occasione di incontrarlo. Passiamo a te Bo77as."
"Sono un vampiro famelico. Non dormo mai. Tu, però, mi stai facendo cascare le palpebre."
"Okay. Tu, invece, Predestinato, che cosa mi dici?"
"Che ce l'ho lungo almeno il doppio di Sebby e che dovrà farsene una ragione."
"Sapevo che fare l'intervistatore era difficile. Avrei dovuto continuare a fare il pilota."
"Ma fai ancora il pilota, nel DTM."
"Una serie poco importante, perché non ci corre la Ferrari."
"Ah, giusto, me ne ero dimenticato. A volte mi dimentico che esiste anche la Ferrari. I tifosi sembrano amarmi di più della macchina che guido. Se tornasse Alonso, starebbero tutti dalla mia parte."
"Inizio a sospettarlo e questo mi preoccupa."
"Autrice(C), sei tu che parli o è Paul Di Siesta?"
"Non ti ho detto che questo weekend ti sei comportato da bimbominchia, alla radio, quindi sono Paul Di Siesta, non l'Autrice(C)."
Poi il weekend è finito. Mi ha lasciato dentro la sensazione di avere travisato la situazione. Il mondo mi dice che Leclerc è il salvatore della patria, perché è figo, veloce ed è diventato il leader della Ferrari. Mi dice che il mio dovere è esaltarlo, trovare figo tutto ciò e che se non è così, allora sono una fungirl innamorata di Vettel. Peccato che nei miei discorsi quest'ultimo io non l'abbia neanche menzionato. Quello che ho detto su certe prese di posizione da parte di Leclerc e sul fatto che ultimamente si stia mettendo su un piedistallo come pochi piloti della sua età fanno, vorrei che fosse visto in funzione di quello che penso di lui, non di quello che penso di altri. O vogliamo insinuare che, siccome Leclerc è figo e veloce, allora dovrei metterlo anch'io su un piedistallo come fanno in tanti? Guarda caso, quelli che accusano chi non lo fa di essere nel bel mezzo di una crisi ormonale perché sessualmente attratti/e dalla barba da senzatetto di Vettel. Che siano loro quelli che sono nel bel mezzo di una crisi ormonale?

RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Valtteri Bottas (Mercedes), 3. Charles Leclerc (Ferrari), 4. Max Verstappen (Redbull), 5. Alex Albon (Redbull), 6. Carlos Sainz (McLaren), 7. Sergio Perez (Racing Point), 8. Lando Norris (McLaren), 9. Kevin Magnussen (Haas), 10. Nico Hulkenberg (Renault), 11. Lance Stroll (Racing Point), 12. Daniil Kvyat (Toro Rosso), 13. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 14. Pierre Gasly (Toro Rosso), 15. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Rit. Robert Kubica (Williams), Rit. George Russell (Williams), Rit. Sebastian Vettel (Ferrari), Rit. Daniel Ricciardo (Renault), Rit. Romain Grosjean (Haas).

PS. Per chi avesse dei dubbi sulle ragioni che mi portano a fare certe affermazioni, per me l'esempio perfetto di quello che dovrebbe essere la competizione tra compagni di squadra è rappresentato dal duo Hakkinen/ Coulthard, in cui uno è superiore all'altro, ma la sua superiorità deve essere dimostrata dai fatti, e in cui non ci sono ordini di scuderia specie in caso in cui non si stia lottando per il mondiale. Se si tratta di parlare di Ferrari, invece, oserei dire che c'era molta meno confusione ai tempi di Raikkonen e Massa che avevano in classifica punteggi fotocopia, nonostante la Ferrari ai tempi stesse lottando per il mondiale. Non so se avete capito cos'ho appena detto. La mia affermazione suona un po' come: si stava meglio quando c'erano Raikkonen, Massa e a gestire il team c'era Domenicali, ovvero tutto ciò che è stato più criticato nei tempi in cui accadeva. La situazione è grave, mi pare.

mercoledì 2 ottobre 2019

From RedF1GP with love

Carissime bottiglie di vetro che hanno avuto la sventura di finire tra le mani di Sutil, anche se la sventura forse non ce l'hanno le bottiglie ma i partecipanti alle stesse risse tra ubriachi alle quali Sutil prende parte, credo che sia giunto il momento di informarvi su come procede la mia collaborazione con Red F1 GP, laddove si rischia di essere presi a bottigliate da chi commenta, a meno che non si tratti di parlare del ritorno in Formula 1 di Kubica in termini alquanto neutrali.
Sfortunatamente nella vita c'è anche quel FiGoN3 BeLiXiM0 che è Lando Norris, l'uomo vissuto più sexy che sia mai comparso nel mondo del motorsport, e dopo avere criticato la teoria secondo cui le donne seguono la F1 perché innamorate dei piloti, sono stata accusata di dare credito a quella stessa teoria. Il mondo è un posto strano.

È difficile comunicare. O meglio, è difficile comunicare su facebook, dato che nella *real life* non ho di questi problemi. Una volta sono riuscita addirittura a comunicare con un camionista dell'est-europeo che al lavoro si era perso nel reparto nazionale e che si rivolgeva a me ripetendomi in loop le parole "ufficio ribalta 21" in tedesco. È stato molto più facile che far comprendere a certi soggettoni che popolano il web il concetto di ironia.
Ironicamente, proprio mentre stavo progettando altre cose, è accaduto un evento ironico che mi ha condotta a scrivere un post ironico su certi fatti che sono capitati di recente nel mondo della Formula 1.
Sì, insomma, parlo di un certo team a caso in cui ci sono accordi pre-gara su come spartirsi le vittorie a caso, di cui uno dei due piloti ha iniziato a sbraitare a caso alla radio, permettendo a molti addetti ai lavori e molti addetti alla visione del GP dal divano di casa a osservare cose a caso.

A questo proposito vorrei ringraziare la redazione di Red F1 GP di avermi fatto uscire con quell'articolo. Non penso che ovunque avrei avuto la stessa possibilità. In un mondo in cui non lecca il cu*o a un certo Predestinatohhhh 24/7 viene accusato, specie in caso di donne, di parlare spinte non da un minimo di conoscenza del motorsport ma per attrazione sessuale nei confronti del compagno di squadra del Predestinatohhhh stesso (va bene che viviamo in un mondo in cui le donne seguono la Formula 1 perché Norris è figo, quindi Vettel al confronto quantomeno è adulto, ma qui mi pare che la figaggine dei piloti venga di gran lunga sopravvalutata), è bello potere contare sulla possibilità di fare osservazioni il cui concetto di fondo è "se uno come Verstappino si mettesse a starnazzare come un galletto per un sorpasso subito dal compagno di squadra verrebbe tacciato di essere un bambino frignone e non un pilota molto maturo per la sua età" senza ricevere come commento "torna in cucina". Però sì, le persone che altrove farebbero questo commento sarei lieta di invitarle tutte a cena, così magari mi direbbero di tornare a commentare la F1.

Naturalmente c'è stato qualche indignato che non ha compreso che, alla fine del post, quando parlavo di "ragazzino uscito dal nulla" mi riferivo al fatto che una riga più in su avessi definito Leclerc come uno che potrebbe essere considerato tale da chi non sa niente di motori. Mi è stato consigliato di andare a leggermi la Wiki di Leclerc per informarmi sui suoi risultati nelle serie minori, dato che avevo parlato solo di F1.
Sono d'accordo, avrei dovuto partire dal momento della nascita, ipotizzando che forse sua madre aveva fatto un fucsiahhhh in sala parto, ma dato che si parlava del GP di Russia ho preferito evitare di iniziare dall'epoca in cui i marziani sbarcavano in Egitto a costruire le piramidi mentre gli Antichi Egizi giocavano a briscola.

Alla fine sono ancora viva, magari sarà perché uso uno pseudonimo e non il mio vero nome (non lo faccio per nascondermi, però non è che mi chiamo esattamente Maria Rossi, e vorrei evitare anche in primo luogo che una schiera di colleghi/ parenti alla lontana/ amici degli amici facciano ricerche di me in rete e leggano quello che scrivo), e ho ricevuto anche commenti positivi. La cosa mi fa piacere. Si vede che, se è chiaro che mi sono bevuta il cervello io che rimango un po' sconvolta di fronte a certi eventi, siamo in tanti che ci siamo bevuti il cervello, insieme alla vodka, in onore di Raikkonen e di Bottas. Ciò è un risultato positivo.

Vorrei chiudere questo post con una notizia che non c'entra molto, ma da Tumblr, luogo in cui il gossip è sempre al primo piano, arriva un'indiscrezione di un certo livello. Il nostro FiGoN3(C) per eccellenza, altresì noto come Norris, ha iniziato a seguire sui social la ex fidanzata del Predestinatohhhh e su Tumblr si ipotizza una liaison tra di loro. Ora, la cosa è molto campata in aria, dato che sappiamo solo di un reciproco follow su instagram apparso in tempi molto recenti, ma non bisogna mai sottovalutare Tumblr, unico luogo al mondo in cui la notizia del divorzio tra Button e Jessica era stata pubblicata con un giorno d'anticipo rispetto a qualsiasi altra fonte, in cui il concepimento della figlia di Rosberg venne annunciato da una fungirl con una settimana d'anticipo... e soprattutto unico luogo al mondo in cui le fungirl si scomodarono di leggere il labiale di Vettel e di Marchionne durante un dialogo inudibile, per scoprire il nome della figlia di Vettel!
Non sappiamo se il nostro caro Landino sia riuscito a fare colpo, ma stando a Tumblr, oltre che nuovo Lauda, nuovo Villeneuve, nuovo Senna e nuovo Schumacher, il Predestinatohhhh potrebbe diventare anche il nuovo Frentzen.

martedì 1 ottobre 2019

F2 e F3 @ Sochi

F3: SHWARTZMAN VINCE IL TITOLO, KOMPL8 RUSSO!!11!!!1!! - In questo fine settimana a Sochi sono successe cose di un certo livello, per esempio è finito il campionato di GP3, perché sì, sono negazionista e la chiamo ancora così.
Sono arrivati due nuovi piloti, David Schumacher dalla Formula Regional e Charles Leong dalla F3 Asiatica(?). In un campionato con 30 vetture non avevano molte speranze di mettersi in mostra e non l'hanno fatto.
Le vetture al via erano 29, assente David Beckmann per problemi familiari (il padre è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale), poi divenute 28, assente anche Lirim Zendeli (questioni di sponsor, pare, DNS nella feature race e poi ha annunciato che non sarebbe stato presente nemmeno domenica mattina).

Robert Shwartzman era leader della classifica e doveva vedersela con il compagno di squadra Jehan Daruvala, per portarsi a casa il campionato. Fin dalle qualifiche, tuttavia, è emerso che il suo ruolo di favorito era ancora intaccato.
Partito dalla pole position è arrivato secondo dietro all'altro compagno di squadra, Marcus Armstrong, mentre Daruvala era abbondantemente giù dal podio. Ironia della sorte, sul gradino più basso saliva Niko Kari, che in qualità di omonimo di Hulkenberg rendeva la gara falsata.
Leonardo Pulcini quarto, Jehan Daruvala finalmente all'appello in quinta posizione, poi Pedro Piquet, Jake Hughes, Juri Vips, Raoul Hyman e Richard Verschoor a completare la top-ten.

Per Vips, quarto classificato in campionato, significava pole position da reverse grid, quindi la domenica mattina ha preso il via davanti a tutti ed era davanti a tutti anche quando è giunto il momento di tagliare la linea del traguardo.
Armstrong secondo, Shwartzman terzo, con Daruvala irrilevante: Armstrong si è appropriato in questo modo della seconda piazza in campionato, con un punto di vantaggio su Daruvala.
Hanno concluso la top-8, ovvero la zona punti della sprint race, Jake Hughes, Niko Kari, Ye Yifei (al suo primo arrivo a punti stagionale), Richard Verschoor e Liam Lawson.

Non è chiaro che cosa succederà d'ora in avanti, per Shwartzman la cosa più probabile è il passaggio in Formula 2 e probabilmente anche per i suoi compagni di squadra(?). Il problema è che le Prema in F2 sono soltanto due e che hanno già dei piloti, del cui destino non si sa molto. O meglio, Mick Schumacher ha annunciato a breve notizie sul suo futuro, ma nulla lascia pensare che cambi team/ cambi categoria/ cambi mestiere. Sean Gelael invece aveva vagamente accennato al fatto di cambiare mestiere, se la sua stagione fosse andata male, e Fried Chicken è andato discretamente male quest'anno. Ma non guardiamo troppo avanti...

F2: DE VRIES VINCE IL TITOLO IN ANTICIPO - la GP2 invece non è affatto terminata, ma tornerà in pista solo esattamente tra due mesi, quando si svolgerà come contorno del gran premio di Abu Dhabi.
La lotta per il titolo, se mai ce n'è stata una, era tra i "veterani" Nyck De Vries e Nicholas Latifi, il primo prossimo al passaggio in Formula E dove farà coppia con Stoffel Vandoorne, il secondo potenziale sostituto di Kubica in Williams.
I due, insieme a Luca Ghiotto, sono stati i piloti che in questa stagione si sono senza dubbio messi di più in mostra, anche se gli anni passati prima di arrivare al top fanno sì che ricevano più critiche che altro.

Ho seguito gli update della feature race sul cellulare, sabato pomeriggio, con Ghiotto il primo su una strategia diversa, che consisteva nel partire con la mescola più dura, diversamente da tutti gli altri, andando più a lungo nel tentativo di finire davanti a De Vries in corso d'opera.
Sulla stessa strategia c'erano Mazepin, Schumacher, Matsushita e King, decisamente più indietro di Ghiotto, a fare i fighi in top-5 finché potevano.
Almeno finché non si sono fermati. Quattro di loro regolarmente, come sosta, uno di loro dopo due giri con il motore in fumo: Shwartzman è proprio sicuro che il suo sogno per il futuro sia quello di raggiungere Schumacher alla British American Prema?

Nyck De Vries, Nicholas Latifi e Louis Deletraz, nel frattempo, si sono procacciati la top-3, con il nostro connazionale Ghiotto costretto a inseguire, dato che negli ultimi tempi passati in pista prima del pitstop i suoi tempi erano crollati.
Sergio Sette-Camara, Nobu Matsushita, Jack Aitken, Nikita Mazepin, Callum Ilott e Guanyu Zhou hanno completato la zona punti, con il pilota di casa che si è conquistato a questo modo la reverse grid per la sprint race.

Gloria per Mazepin? No way, nelle fasi iniziali della gara è finito in giro per le vie di fuga e ha tentato di rientrare in pista tagliando la strada a gente a caso. La gente a caso in questione era Aitken e il tutto si è risolto con uno schianto micidiale di Mazepin in compagnia di Matsushita, con tanto di bandiera rossa, nessun replay e gente che sui social non sapeva se sbattere la testa contro il muro o che cosa.
Ne è venuto fuori che i Matsupin erano entrambi illesi, anche se Matsushita era finito in ospedale a scopo precauzionale.

Al restart c'è stata una gara tranquilla, con la solita gente che faceva battute del tipo: OMG, duello tra Schumacher e Alesi, cosa siamo nel 1995? Sì, Schumacher e Alesi quelli "veri" hanno gareggiato l'uno contro l'altro solo nel 1995, ovviamente.
Alesi ne è uscito vincente dato che Schumacher nel frattempo è andato a parcheggiare ai box perdendo pezzi, ma who kers, era solo per l'ottavo posto.
Ha vinto Ghiotto davanti a De Vries, con Ilott terzo. Latifi, Zhou, Sette-Camara, Gelael e Alesi hanno completato la zona punti ed è stato un momento molto positivo: quando Gelael è passato sul traguardo, la Prema ha conquistato gli unici punti del weekend.

In questo fine settimana c'è stato un gradito ritorno, ovvero quello del veterano della GP2 Artem Markelov, in rosa, come compagno di squadra di Tatiana Calderon. È andato più veloce della Calderon, ma è stato messo fuori gioco da un contatto al via della feature race e il giorno dopo è arrivato fuori dalla zona punti.
Ha fatto inoltre il proprio debutto Mathias Isaakyan, anche lui russo, di provenienza World Series by Renault, quando esisteva ancora, senza tuttavia farsi vedere molto nel corso del fine settimana.
Rivedremo i due in pista anche a Yas Marina, alla fine della stagione.