martedì 7 ottobre 2014

Jules Bianchi: comunicato ufficiale della famiglia, dal sito della Marussia

Questo è quanto si legge nel comunicato ufficiale della famiglia Bianchi, pubblicato oggi sul sito ufficiale del team Marussia:

Questo è un momento molto difficile per la nostra famiglia, ma i messaggi di sostegno e affetto per Jules provenienti tutto il mondo sono stati fonte di grande conforto per noi. Vorremmo esprimere il nostro sincero ringraziamento.
Jules è nel reparto di terapia intensiva al Mie General Medical Center Yokkaichi. Ha subito un danno assonale diffuso ed è in condizioni critiche ma stabili. Siamo grati ai medici professionisti per tutto quello che hanno fatto per Jules dopo il suo incidente, offrendogli le migliori cure possibili.
Siamo anche grati per la presenza del professor Gerard Saillant, Presidente della Commissione Medica FIA, e il professor Alessandro Frati, neurochirurgo dell’Università degli Studi di Roma la Sapienza, che è arrivato in Giappone su richiesta della Scuderia Ferrari. Sono arrivati ​​in ospedale oggi e si sono incontrati con il personale medico responsabile del trattamento Jules al fine di essere pienamente informati sul suo stato clinico, così da poter supportare la famiglia. I professori Saillant e Frati riconoscono le eccellenti cure fornite dal Mie General Medical Center e ringraziano i loro colleghi giapponesi.
L’ospedale continuerà a monitorare e trattare Jules. Ulteriori aggiornamenti medici saranno forniti al momento opportuno.


Fonte: marussiaf1team.com/news.

lunedì 6 ottobre 2014

#PrayForJulesBianchi #ForzaJules

Ieri sera ho realizzato questo video e ho deciso di condividerlo con voi.


Pray for Jules Bianchi di sunshine_baby295

Giornata nera per la F1: muore Andrea De Cesaris in un incidente in moto


A quanto pare le cattive notizie sono destinate a non finire e l'incidente di Jules Bianchi al gran premio del Giappone non è tutto.
Nel pomeriggio di domenica 5 Ottobre l'ex pilota degli anni '80-'90 Andrea De Cesaris è infatti deceduto dopo un impatto contro il guard-rail in moto sul raccordo anulare a Roma, sua città natale.

:-(

domenica 5 ottobre 2014

#15: Commento alla dimostrazione che tutti i passi fatti in termini di sicurezza possono essere buttati al vento in modo assurdo, nonché Gran Premio del Giappone - Suzuka, 03-05 ottobre 2014

Per chi fosse interessato: QUALIFICHE | GARA


Solo ieri pensavo che quello appena trascorso dovesse essere un weekend carico di emozioni. Adesso mi rendo conto che forse è vero: anche ritrovarsi a piangere come una fontana nel rendersi conto che è appena accaduto qualcosa di terribile ma che la gente su twitter si affretta a volersi convincere che non sia successo niente è un’emozione.
Solo ieri pensavo che fosse alquanto stressante il fatto che il mercato piloti stesse prendendo il sopravvento su tutto il resto, rubando la scena al gran premio. Adesso mi rendo conto che non me ne importa un tubo di Kvyat sulla Redbull, di Vettel sulla Ferrari e di Alonso sulla McLaren, o in qualunque altro team. Vorrei che si parlasse ancora di null’altro che di mercato piloti.
Solo ieri pensavo che mi dispiaceva il passaggio di Vettel alla Ferrari, perché speravo che Bianchi ottenesse un volante migliore rispetto a quello della Marussia. Me lo immaginavo vestito di rosso, magari prossimo vincitore in Ferrari che, chissà, forse mi avrebbe avvicinata alla Rossa. Adesso a Jules non serve più una Ferrari; gli serve un miracolo.

Riavvolgiamo il nastro del tempo: è il 25 maggio e Bianchi realizza il mio sogno, quello di conquistare i primi punti per la Marussia, il team per cui ormai nell’ultimo paio d’anni il mio subconscio si è messo a tifare. È un ricordo memorabile per me, forse il migliore di questa stagione. Sì, è indubbiamente il momento migliore di questa stagione.
Poi arriviamo a stamattina: partenza dietro la safety car per il diluvio, bandiera rossa, nuova partenza dietro la safety car dopo venti minuti, tutti che rientrano ai box... e intanto noto che Jules è momentaneamente terzo. È una di quelle scene intriganti che non si vedono quasi mai e, come tale, mi fa sorridere. Questo quando manca un’ora e mezza, un’ora e tre quarti, alla tragedia.

Smette di piovere, tutto torna normale... e poi quando è da poco passata la metà della gara, ricomincia a piovere. La visibilità si abbassa, anche perché lì in Giappone di questo periodo verso le 17.30 il sole inizia a tramontare e sono già le 17.00 passate.
Ci sono piloti che si mettono a sbraitare via radio che le condizioni di visibilità sono pessime e che non si può continuare così. Nessuno li sta a sentire. In giro per i social network tra l’altro c’è anche qualcuno che li sfotte, sostenendo che se non hanno le palle di guidare con “due gocce di pioggia” (sì, perché il diluvio e la sera che scende su un circuito in cui si corre di giorno sono equivalenti a due gocce di pioggia) possono anche andarsene a casa. Peccato che chi sbraita via radio sappia di che cosa sta parlando molto meglio di chi sta stravaccato sul divano a guardarsi il gran premio.
Nessuno li ascolta, dicevo, e a 10 giri dalla fine - quelli che dovevano essere dieci giri dalla fine - mentre qualcuno aveva già montato le heavy rain, Sutil finisce in aquaplaning alla curva 7 e va a sbattere contro le barriere. È un deja-vu, non è la prima volta che Sutil finisce fuori quest’anno.
Diluvia e si sta facendo buio, ma si va avanti così, non entra nemmeno la safety car che all’inizio della gara era stata scomodata per diversi giri anche quando ormai aveva già smesso di piovere e i piloti sostenevano che era già ora di montare le intermedie. Arriva un trattore, pronto a portare via la vettura, e pare che sia tutto risolto.
E invece non è risolto un accidente di nulla, perché un giro più tardi Bianchi finisce in aquaplaning alla stessa curva di Sutil, ma invece di ritrovarsi addosso a un muro si ritrova infilato sotto al trattore. Chi di dovere, ovviamente, mette le mani avanti: lì c’era doppia bandiera gialla, avrebbe dovuto vederla. Sì, certo, e magari avrebbe anche dovuto rallentare per evitare di finire in aquaplaning. Capisco dove vogliono arrivare: Bianchi si è ritrovato lì per colpa sua. Il punto è che ha trovato un trattore ad attenderlo, che in pista non ci si vedeva più e che, lo ribadisco, Suzuka è un impianto in cui la Formula 1 deve correre di giorno e non al crepuscolo.
Non voglio fare polemiche: sono liberissimi di iniziare un gran premio alle 15.00. Se tutto fila liscio, finisce un’ora prima del crepuscolo. Se c’è un tifone in arrivo, il fatto che fili tutto liscio è tutt’altro che scontato, ma non fa niente, se si continua solo finché è possibile. Fino a metà gara è stato possibile. Dopo le cose hanno iniziato a cambiare. Fermare la gara subito dopo l’incidente di Sutil, sarebbe stato decisamente più auspicabile. Il risultato, peraltro, sarebbe stato immutato. L’unica differenza - una differenza abissale - è che Bianchi starebbe davanti a un microfono a commentare quanto sia eccitante arrivare 16° ma quanto sarebbe molto meglio mettere il culo su una Ferrari, anziché essere in ospedale in bilico tra la vita e la morte.

Si parla tanto dei progressi in termini di sicurezza e poi va a finire che i problemi sono proprio laddove non dovrebbero essercene.
In fondo non è più l’epoca in cui, quando un pilota si ritirava la vettura rimaneva ferma lì senza che nessuno si degnasse di spostarla... purtroppo, perché per Bianchi sarebbe stato molto meglio trovarsi davanti quella, piuttosto che un trattore.


#ForzaJules

GP Giappone: #PRAYFORJULESBIANCHI

Domenica 5 Ottobre si svolge il Gran Premio del Giappone, il 15esimo di questa stagione, sul circuito di Suzuka, che vede la vittoria di Hamilton che incrementa il proprio vantaggio in classifica sul compagno di squadra Rosberg. Il risultato, però, sfortunatamente diviene irrilevante, dal momento che c’è grande apprensione per un gravissimo incidente occorso a Jules Bianchi che ha messo fine alla gara.

Ma partiamo dall’inizio. Le previsioni meteo non sbagliavano: alle 15.00 locali (le otto del mattino in Italia) diluvia e la gara partirà dietro la safety car.

Giri previsti: 53.
Condizioni meteo: pioggia.
Pole position: Nico Rosberg (Mercedes).
Griglia di partenza: Rosberg, Hamilton, Bottas, Massa, Alonso, Ricciardo, Magnussen, Button, Vettel, Raikkonen, Perez, Kvyat, Hulkenberg, Sutil, Gutierrez, Grosjean, Ericsson, Bianchi, Kobayashi, Vergne (retrocesso per sostituzione del motore), Chilton, Maldonado (retrocesso per sostituzione del motore).

Cronaca: la pista è molto bagnata e dopo la partenza dietro la safety car si svolgono due giri, nel corso dei quali assistiamo a un testacoda di Ericsson, mentre poi viene esposta la bandiera rossa e la gara rimane ferma una ventina di minuti.
Si riparte dietro la safety-car, la cui permanenza in pista si prolunga fino alla fine del nono giro nonostante abbia ormai smesso di piovere. Nel corso del terzo giro, frattanto, la Ferrari di Alonso rimane ferma a lato della pista. Lo spagnolo è il primo ritirato.
Quando finalmente inizia la “vera” gara, Button e Maldonado rientrano subito ai box per montare gomme intermedie al posto delle full wet. I tempi di Button sono buoni, il che lascia intendere che presto anche i piloti tra le prime posizioni rientreranno.
Bottas e Ricciardo si fermano al 12° giro, rientrando in pista davanti a Button. Un giro dopo si fermano anche Massa e Vettel: escono dietro a Bottas ma davanti a Ricciardo.
I due piloti della Mercedes rientrano rispettivamente al 14° (Rosberg) e al 15° (Hamilton): dopo la sosta il loro gap è superiore al secondo, proprio come prima del pit-stop. Nulla, di fatto, è variato per i primi due.
Completato il giro di pit-stop, il duo Mercedes ha un elevato margine nei confronti di Button che a sua volta è parecchio davanti a Bottas, Massa, Vettel, Ricciardo, Magnussen, Raikkonen e Hulkenberg che completano la top-ten.
Le Williams e le Redbull sono molto vicine le Redbull sembrano avere qualcosa in più: tra il 16° e il 19° giro entrambi i piloti della Redbull supereranno entrambi i piloti della Williams. Vettel riesce a portare a termine i due sorpassi più in fretta rispetto al compagno di squadra e ne approfitta per incrementare il gap tra sé e l’australiano. I due sono al momento i piloti più veloci in pista.
Verso la metà della gara Hamilton si avvicina molto a Rosberg e il gap scende a meno di un secondo. Non è comunque possibile utilizzare il drs, vietato con queste condizioni meteo.
Al 27° giro un piccolo errore di Hamilton lo porta a mettere le ruote sull’erba, ma nonostante i decimi persi riesce a riavvicinarsi al compagno di squadra che, prima della seconda sosta, si trova più in difficoltà di lui. Due tornate più tardi lo supera e nei giri immediatamente successivi il gap tra lui e Rosberg incrementa vertiginosamente.
Al 30° giro Vettel è il primo dei piloti di testa a rientrare ai box per il secondo pit-stop. Erano già rientrati, nei giri precedenti, piloti che si trovavano a centro gruppo o nelle retrovie. Si ferma anche Button due giri più tardi: il tempo perso nel frattempo e una sosta un po’ troppo lunga gli costano la posizione e torna in pista alle spalle di Vettel.
I piloti della Mercedes si fermano al 34° (Rosberg, con una sosta leggermente più lunga della media) e al 35° (Hamilton). Le posizioni, tra i due, rimangono invariate, mentre Ricciardo è momentaneamente in testa (si fermerà qualche giro più tardi rientrando in quinta posizione alle spalle di Hamilton, Rosberg, Vettel e Button). I due piloti della Williams, gli ultimi a fermarsi, da 6° e 7° che erano si ritrovano 7° e 8° alle spalle di Hulkenberg risalito in 6^ posizione.
Mentre la pioggia che aveva ricominciato a cadere una ventina di minuti prima si intensifica, al 42° giro Button viene superato da Ricciardo e intanto si ritrova negli scarichi Magnussen, già doppiato dopo una gara passata tra testacoda e uscite di pista, che tenta di sdoppiarsi. Il danese è stato, il giro precedente, il primo pilota a montare le full wet.
Al 43° Sutil perde il controllo della propria vettura e finisce fuori pista. In previsione di un ipotetico ingresso della safety car Button si precipita ai box e, nel giro che seguirà, si dimostrerà più veloce delle vetture rimaste in pista.

L’incidente di Bianchi: un giro più tardi si vede entrare la safety car (a cui seguirà il rientro ai box di molti altri piloti), seguita dalla medical car che si dirige sul luogo dell’incidente. Si vede distintamente Sutil che è sceso dalla vettura con le proprie gambe e, in un primo momento, pare che un commissario sia rimasto lievemente ferito dopo stato urtato dal trattore sopraggiunto per portare via la vettura incidentata. La situazione, in realtà, è ben più drammatica, come appare evidente dall’ingresso dell’ambulanza in pista e dall’esposizione della bandiera rossa con l’annuncio, quasi immediato, che la gara non sarà ripresa.
Non si tratta né di Sutil né di un commissario, ma di Bianchi che, poco dopo Sutil, è uscito di pista nello stesso punto e che sulla propria traiettoria ha trovato il trattore. Sutil, testimone oculare dell’incidente, più tardi dichiarerà di avere visto la vettura del francese incastrarsi sotto al trattore.
Bianchi risulta incosciente ed è stato trasportato in ospedale in ambulanza, in quanto l’elicottero non poteva volare a causa delle avverse condizioni meteo.

Per quanto passi in secondo piano rispetto a tutto il resto, riporto solo ed esclusivamente per completezza il risultato del gran premio:

1. (44) Lewis Hamilton  Mercedes  44 Laps
2. (6)  Nico Rosberg  Mercedes  44 Laps +9.1
3. (1)  Sebastian Vettel  Redbull  44 Laps +29.1
4. (3)  Daniel Ricciardo  Redbull 44 Laps+38.8
5. (22)  Jenson Button  McLaren  44 Laps +67.5
6. (77)  Valtteri Bottas  Williams  44 Laps +1.07.5
7. (19)  Felipe Massa  Williams  44 Laps +1.53.7
8. (27)  Nico Hulkenberg  Force India  44 Laps +1.55.9
9. (25)  Jean-Eric Vergne  Toro Rosso  44 Laps +2.07.6
10. (11)  Sergio Perez  Force India  43 Laps  +1 LAP
11. (26)  Daniil Kvyat  Toro Rosso  43 Laps  +1 LAP
12. (7)  Kimi Räikkönen  Ferrari  43 Laps  +1 LAP
13. (21)  Esteban Gutierrez  Sauber  43 Laps  +1 LAP
14. (20)  Kevin Magnussen  McLaren  43 Laps  +1 LAP
15. (8)  Romain Grosjean  Lotus  43 Laps  +1 LAP
16. (13)  Pastor Maldonado  Lotus  43 Laps  +1 LAP
17. (9)  Marcus Ericsson  Caterham  43 Laps  +1 LAP
18. (4)  Max Chilton  Marussia  43 Laps  +1 LAP 
19. (10)  Kamui Kobayashi  Caterham  43 Laps  +1 LAP
20. (17)  Jules Bianchi  Marussia  41 Laps  +3 LAPS
21. (99)  Adrian Sutil  Sauber  40 Laps  +4 LAPS
Ret. (14)  Fernando Alonso  Ferrari  2 Laps Retired


Fonte: me stessa, per F1GC forum.


#PrayForJulesBianchi

sabato 4 ottobre 2014

GP GIAPPONE: Rosberg davanti a Hamilton in qualifica

Il gran premio del Giappone, che fino a un decennio fa era l’ultimo della stagione, al giorno d’oggi è soltanto il quindicesimo. Si svolge sul circuito di Suzuka, a poche centinaia di chilometri dal quale si sta abbattendo in questi giorni un ciclone, il che fa incrementare il rischio di forti piogge, previste per il giorno della gara. Fino al sabato, però, la pioggia non si vede ed è in condizioni di sereno che vengono disputate le qualifiche, in un contesto in cui per il momento è il mercato piloti a essere protagonista: si vocifera di un addio imminente tra Alonso e la Ferrari, con lo spagnolo che potrebbe passare in McLaren ed essere probabilmente rimpiazzato da Vettel, per quanto riguarda quest’ultimo proprio oggi la Redbull ha annunciato che lascerà il team a fine stagione dove nel 2015 sarà rimpiazzato da Kvyat.

A proposito di Redbull, le sue performance sembrano al di sotto delle aspettative fin dalla Q1, dove Vettel e Ricciardo rischiano grosso dopo che, come gli altri piloti dei top team, hanno girato solo su gomme prime e non su gomme option (che sono rispettivamente le hard e le medium) ritrovandosi rispettivamente 14° e 15°. Di fatto, comunque, sono sempre i soliti a uscire di scena dopo la prima manche, con le Lotus in terzultima fila seguite dalle Caterham e dalle Marussia stavolta in ordine sparso.

I migliori tempi sono stati effettuati dalle Mercedes, con Hamilton (autore di un incidente nelle prove libere del mattino) davanti a Rosberg, seguiti dalle due Williams di Bottas e Massa, da Alonso e da Magnussen a completare la top-6. Con la sola eccezione delle due Mercedes, dove Rosberg sarà il più veloce, non cambiano i primi sei nemmeno nella Q2, al termine della quale vengono esclusi i piloti di Toro Rosso e Force India, alternati in sesta e settima fila davanti alle due Sauber.

Si preannuncia uno scontro tutto made-in-Mercedes per la conquista della pole position, ed è esattamente quello che accade, con Rosberg che proprio come nella manche precedente si conferma il più veloce anche in Q3. La seconda fila virtuale composta dalle Williams si tramuta in realtà, mentre Alonso completa la top-5 davanti a Ricciardo e alle McLaren. Chiudono la top-ten Vettel e Raikkonen, con quest’ultimo che nelle libere del mattino aveva accusato un guasto alla power unit.

Risultato delle qualifiche:

1. Nico Rosberg (Mercedes), 2. Lewis Hamilton (Mercedes)
3. Valtteri Bottas (Williams), 4. Felipe Massa (Williams)
5. Fernando Alonso (Ferrari), 6. Daniel Ricciardo (Redbull)
7. Kevin Magnussen (McLaren), 8. Jenson Button (McLaren)
9. Sebastian Vettel (Redbull), 10. Kimi Raikkonen (Ferrari)
11. Jean Eric Vergne (Toro Rosso), 12. Sergio Perez (Force India)
12. Daniil Kvyat (Toro Rosso), 14. Nicolas Hulkenberg (Force India)
15. Adrian Sutil (Sauber), 16. Esteban Gutierrez (Sauber)
17. Pastor Maldonado (Lotus), 18. Romain Grosjean (Lotus)
19. Marcus Ericsson (Caterham), 20. Jules Bianchi (Marussia)
21. Kamui Kobayashi (Caterham), 22. Max Chilton (Marussia)


giovedì 2 ottobre 2014

It's the end of the world as we know it [CIT.]

L'Apocalisse Maya è alle porte, con due anni di ritardo, e i fanboy con aria circospetta si guardano intorno cercando il loro prossimo eroe. Dimenticano di guardarsi alle spalle e avvertono una strana sensazione: è come se qualcuno li stesse accoltellando a morte.

Il coltello dalla parte del manico, o magari dalla parte della lama, viste le ultime due stagioni della McLaren e il fatto che il ritorno del motore Honda non garantisca automaticamente che se le McLaren con motore Honda vincevano trent'anni fa vincerebbero tutt'ora, lo regge nientemeno che Fernando Alonso, uno che con la McLaren non doveva più avere niente a che fare.
Ho letto che ormai il futuro di Alonso in McLaren, pur non essendo ufficiale, è quasi certo. L'ho letto stamattina, prima di andare al lavoro, ed è stato alquanto sconcertante: tutto potevo immaginare, tranne che Alonso tornasse in McLaren.
Sia chiaro che non è ancora scontato e che potrebbe accadere qualche colpo di scena che al momento non ci immaginiamo, ma mai dire mai. Già il fatto che si parli di Alonso in McLaren, dopo i trascorsi del 2007, è spiazzante. Tra l'altro, se un tempo non riuscivo a immaginarmelo in Ferrari, al giorno d'oggi non riesco a immaginarmelo in un team diverso dalla Ferrari.

Intanto un dubbio esistenziale mi logora: sarebbe Bianchi a prenderne il posto? In tal caso lascerebbe la Marussia? Per quanto la Marussia sia il mio team preferito... meglio per lui, in tal caso!
In McLaren sarebbero pronti a confermare Button e a far fare a Magnussen la fine di Perez, il che mi sembra un po' uno spreco, ma dato che per Perez le cose sono andate meglio quest'anno che l'anno scorso, non sarebbe necessariamente un male.

Veniamo alla questione Suzuka: un tifone si sta abbattendo da quelle parti e si rischia la cancellazione della gara oppure un weekend molto bagnato.
Nelle prove libere, sempre ammesso che ci siano, troveremo nientemeno che Max Verstappen che due giorni fa ha compiuto diciassette anni, al volante della Toro Rosso. OMG.




ORARI DEL WEEKEND: QUALIFICHE SABATO ALLE 7.00 E GARA DOMENICA ALLE 8.00, SARANNO TRASMESSE DALLA RAI IN DIFFERITA.
QUALIFICHE: SABATO ORE 14.00 SU RAIDUE. GARA: DOMENICA ORE 14.00 SU RAIUNO.