Nel mese di dicembre è terminato, esattamente due settimane fa, il campionato di Stock Car Pro, con l'appuntamento finale a Interlagos. Prima, però, c'è stata Goiania e, prima ancora, un refresh della classifica piloti dopo che da un appuntamento di ottobre(?) sono stati squalificati due team per irregolarità tecniche. Credo che la "doppietta" dei fratelli Baptista sia sfumata il che non mi soddisfa per niente. -.-
Venendo a Goiania, la vittoria nella sprint e quella nella feature se le sono aggiudicate rispettivamente Thiago Camilo e Gaetano Di Mauro, ma who kers di chi vince a Goiania, Interlagos era imminente e c'erano due gare in cui sperare che avvenisse quell'evento miracoloso chiamato "vittoria di Rubens Barrichello sul circuito di casa". Rubinho si è qualificato nelle retrovie, il che non lasciava sperare per niente. :-//// E infatti nella sprint è arrivato nelle retrovie, mentre Bruno Baptista ha vinto davanti ai championship contenders Ricardo Zonta e Julio Campos.
Restava la feature race (che ho visto in diretta), nella quale Gabriel Casagrande era il favorito per il titolo, ma c'erano comunque altri quattro pretendenti. Uno di questi, Campos, è stato salutato ben presto dalla sua vettura. Partito dalla pole, intanto, Guilherme Salas andava verso la vittoria, con Felipe Massa in seconda posizione. *____* Posso dire che sono soddisfatta che almeno lui si sia portato a casa un secondo posto sia in gara sia in campionato? E chiariamolo subito, il secondo posto in campionato non è la massima ambizione, ma prima della gara era solamente quinto nella graduatoria.
Casagrande, che ha chiuso il podio, ha portato a casa il titolo davanti a Massa, a Dudu Barrichello figlio di Rubens, a Zonta e a Campos.
Veniamo a Rubinho: dopo una partenza gloriosa in cui aveva recuperato numerose posizioni, l'abbiamo trovato incidentato. :-(((( Ma non dobbiamo perdere le speranze, dobbiamo continuare a sperare che un giorno anziché salire sui muretti salga sul podio.
Curiosità: dopo l'uscita di scena di Bia Figueiredo anni fa, abbiamo avuto una nuova presenza femminile, con il debutto di Bruna Tomaselli proprio in questo evento.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
lunedì 30 dicembre 2024
domenica 29 dicembre 2024
Formula 4 Brasiliana 2024: Matheus Comparatto vince il titolo
Tra i campionati di Formula 4 che si sono svolti nel 2024 c'è stato anche quello brasiliano, caratterizzato da otto eventi, per un totale di ventiquattro gare disputate, sette dei quali in Brasile e uno in Argentina. Anche la griglia di partenza era quasi interamente brasiliana, fatta eccezione per il pilota argentino Gino Trappa e lo one-off americano Alexander Jacoby che ha disputato l'evento conclusivo.
Il titolo è stato vinto da Matheus Comparatto, che a vinto in corso d'opera cinque gare e ha preceduto di una trentina di punti Alvaro Cho, che di gare ne ha vinte sette e che ha saltato il secondo evento della stagione. I due hanno staccato in maniera consistente i piloti che sono giunti al terzo e al quarto posto, entrambi autori di tre vittorie stagionali. Si tratta rispettivamente di Ethan Nobels e di Rafaela Ferreira. Quest'ultima, alla sua seconda stagione nella categoria, aveva già ottenuto un podio l'anno scorso. Per il 2025 è stato annunciato che sarà al via della stagione di Formula Academy.
Il già citato Trappa ha completato la top-5, vincendo una gara nel corso della stagione, precedendo Arthur Pavie (sei eventi disputati e due vittorie), Rogerio Grotta (una vittoria), Luca Zucchini (una vittoria), Ciro Sobral (solo alcuni piazzamenti a podio) e il part-time Filippo Fiorentino (autore di una vittoria).
Joao Pedro Souza (ultimo pilota a essere salito sul podio) si è classificato undicesimo, precedendo il part time Guilherme Favarete e la full time Cecilia Rabelo. L'altra ragazza della categoria, che nella scorsa stagione pur non avendo ottenuto piazzamenti degni di nota aveva almeno conquistato una pole position, è stata autrice di una stagione piuttosto deludente, ultima dei full time e come miglior risultato in gara un quarto posto. Dietro di lei si sono classificati i part-time Alceu Feldmann Neto e Celo Hahn, nonché gli one-off Murilo Rocha e il già citato Jacoby.
giovedì 26 dicembre 2024
Blonde Comet: il film del 1941 che ha anticipato le fan fiction sul motorsport con protagonista femminile
Un grande classico delle fan fiction sulla Formula 1 o sul motorsport in generale è una protagonista badass, pilota vincente, la quale si innamora di un rivale che dopo diverse schermaglie finisce per ricambiarla. Io stessa ho scritto una fan fiction così, in passato, pensando che la trama fosse originale. E invece niente, ho trovato una trama che segue questo archetipo anche in un film (reperito su youtube in versione originale in inglese) datato abbastanza da iniziare al Gran Premio di Tripoli. In questo evento fa clamore soprattutto la protagonista femminile, Miss Beverly che gareggia con lo pseudonimo di Blonde Comet. Giunta al quarto posto, una settimana più tardi ottiene una terza piazza a Montecarlo, per poi disputare un altro evento a Donington nel quale conclude quarta e durante il quale il commentatore se ne esce con un "anything can happen and usually does"... probabilmente era un antenato di Murray Walker.
A quel punto Miss Beverly decide di tornarsene in America... perché la regola numero uno dei film americani è, ovviamente, che tutti i migliori piloti che gareggiano in altri continenti vengono dagli States, anche se siamo nel 1940.
Negli States, frattanto, un pilota di nome Jim Flynn ha chiuso una strada a random con l'aiuto del suo meccanico, per poterci testare la vettura con cui intende gareggiare su un dirt track. Miss Beverly, che sopraggiunge a bordo di un'auto con la quale sta trainando una monoposto, affiancata da una donna più matura il cui ruolo non viene mai chiarito, ma che potrebbe essere una governante o una dama di compagnia, toglie le transenne improvvisate per passare.
Tra Beverly e Jim è subito scontro, con i due che scoprono di prendere parte alla stessa gara. Il meccanico di Jim si invaghisce della donna che accompagna "Blonde Comet", mentre scopriamo che alla gara parteciperà anche un esordiente soprannominato Texas per la provenienza, il quale è un amico di Jim e del meccanico.
Della protagonista femminile, invece, scopriamo che è figlia di un ex pilota ora nel business degli pneumatici e che gareggia per promuovere le gomme del padre. Il fatto di non avere mai gareggiato sullo sterrato non la ferma ed ecco che vince la gara, battendo il protagonista maschile.
Le scene di gara sono molto belle e anche piuttosto crude. Dopo un lungo duello con l'avversario Red Stewart, il texano è coinvolto in un incidente e lo troviamo mentre, agonizzante, passa a migliore vita. Quando vede Jim aggredire Red per avere innescato l'incidente, Beverly decide che sotto sotto Jim le piace. Quando Beverly mette i soldi che mancano alla colletta organizzata per pagare il trasporto nel nativo Texas la salma dell'amico defunto, Jim decide che sotto sotto Beverly gli piace.
I due partecipano insieme anche alla gara successiva, nella quale il meccanico erroneamente espone un cartello con scritto "I love you" a Jim anziché il numero di giri mancanti, messaggio che aveva in realtà scritto per l'accompagnatrice di Miss Beverly.
In una gara funestata da incidenti, in uno dei quali mi pare di capire sia deceduto Red Stewart, Jim vince battendo "Blonde Comet". Con i risultati ottenuti, entrambi si conquistano un posto alla Cinquecento Miglia di Indianapolis. Entrambi usano le gomme del padre di Beverly, tale Cannonball Blake, che compare accanto a Barney Olfield, un pilota dei primi decenni del Novecento che interpreta se stesso.
In una Indy 500 che inizia in maniera piatta, tanto che il commentatore prima dice che la gara è tranquilla, poi osserva di avere gufato una volta in cui iniziano gli incidenti, a gara ormai inoltrata Miss Beverly si ritrova in testa risalendo dalla seconda posizione dopo un incidente del precedente leader.
Nel frattempo a causa di una foratura(?) che causa danni ulteriori alla monoposto, Jim rientra in pitlane dove è costretto al ritiro. Al contempo Beverly rientra a propria volta simulando un malore affinché Jim possa prendere il suo posto e terminare la gara. Flynn inizia una forsennata rimonta e taglia il traguardo in prima posizione, con i due che quindi ottengono una shared win.
A cena, quella sera, Cannonball e Oldfield parlano delle gomme e del loro successo, chiedendosi che fine abbiano fatto i due piloti. Nella scena finale, Jim chiede a Beverly di ritirarsi dalle competizioni perché non sarebbe molto contento di avere una moglie pilota, Beverly inizialmente sostiene che essere pilota è il suo lavoro, poi si rende conto che Jim le ha chiesto di sposarlo e i due si baciano prima dei titoli di coda. Non scopriremo mai se Beverly continuerà a gareggiare, però sappiamo che si è fidanzata con il protagonista maschile, ragione per cui è stato necessario un film di un'ora e sette minuti in cui le auto e le gare facevano da contorno.
Impressioni finali? Devo dire che in generale mi è piaciuto abbastanza e ve lo consiglio specie se l'idea di vedere un film molto datato e in bianco e nero può sembrarvi intrigante, però devo dire che alcuni passaggi mi sono sembrati abbastanza stonati o incoerenti. Il fatto che io stia per scrivere un lungo poema in proposito, non è da considerarsi una stroncatura, ma solo una riflessione sulle cose che non mi hanno convinta.
In primo luogo, sono abbastanza perplessa di fronte al fatto che, mentre Jim quantomeno ha un meccanico che lavora sulla sua macchina, non succede niente del genere per Beverly. La monoposto di costei sembra non avere bisogno di alcun intervento, almeno prima di Indianapolis dove c'è una piccola crew, e non c'è nessuno che ci lavori su.
In secondo luogo, a parte la colletta per organizzare il funerale di Texas e un vago accenno al fatto che l'avversario muoia alla gara successiva, sembra che nessuno sia *minimamente* turbato dalla morte dei propri colleghi. Va bene, erano gli anni '40 e il fatto che ci fossero incidenti mortali era assolutamente probabile, ma non c'è una persona che sia una che mostri un po' di umanità da questo punto di vista.
In terzo luogo... seriamente, ritengo assurda la modalità dello switch tra i due protagonisti a Indianapolis, neanche tanto perché Miss Beverly ceda la macchina all'amato. L'avrei capito se fosse accaduto in un modo che non mettesse a repentaglio il risultato, oppure se fosse stata *davvero* impossibilitata a guidare. Ma è assolutamente assurdo che, a pochi giri dalla vittoria che ha lungamente inseguito e che sarebbe un trionfo per gli pneumatici di famiglia, si tiri indietro a random perché decide che il suo avversario le piace. Non vi è alcuna spiegazione logica a tutto ciò e non viene fornita successivamente.
In quarto (e ultimo) luogo, questi corrono negli anni '40, senza radio, senza distacchi segnalati, senza posizioni... eppure sanno di default che questo in gara si è schiantato ed è morto, che questo ha problemi con una gomma e quant'altro. Passi che nel 1941 si potesse essere indifferenti alla morte e decidere che tra la vittoria a Indy e il matrimonio con il protagonista maschile era più importante il matrimonio, ma la telepatia diffusa e galoppante magari anche no!
A quel punto Miss Beverly decide di tornarsene in America... perché la regola numero uno dei film americani è, ovviamente, che tutti i migliori piloti che gareggiano in altri continenti vengono dagli States, anche se siamo nel 1940.
Negli States, frattanto, un pilota di nome Jim Flynn ha chiuso una strada a random con l'aiuto del suo meccanico, per poterci testare la vettura con cui intende gareggiare su un dirt track. Miss Beverly, che sopraggiunge a bordo di un'auto con la quale sta trainando una monoposto, affiancata da una donna più matura il cui ruolo non viene mai chiarito, ma che potrebbe essere una governante o una dama di compagnia, toglie le transenne improvvisate per passare.
Tra Beverly e Jim è subito scontro, con i due che scoprono di prendere parte alla stessa gara. Il meccanico di Jim si invaghisce della donna che accompagna "Blonde Comet", mentre scopriamo che alla gara parteciperà anche un esordiente soprannominato Texas per la provenienza, il quale è un amico di Jim e del meccanico.
Della protagonista femminile, invece, scopriamo che è figlia di un ex pilota ora nel business degli pneumatici e che gareggia per promuovere le gomme del padre. Il fatto di non avere mai gareggiato sullo sterrato non la ferma ed ecco che vince la gara, battendo il protagonista maschile.
Le scene di gara sono molto belle e anche piuttosto crude. Dopo un lungo duello con l'avversario Red Stewart, il texano è coinvolto in un incidente e lo troviamo mentre, agonizzante, passa a migliore vita. Quando vede Jim aggredire Red per avere innescato l'incidente, Beverly decide che sotto sotto Jim le piace. Quando Beverly mette i soldi che mancano alla colletta organizzata per pagare il trasporto nel nativo Texas la salma dell'amico defunto, Jim decide che sotto sotto Beverly gli piace.
I due partecipano insieme anche alla gara successiva, nella quale il meccanico erroneamente espone un cartello con scritto "I love you" a Jim anziché il numero di giri mancanti, messaggio che aveva in realtà scritto per l'accompagnatrice di Miss Beverly.
In una gara funestata da incidenti, in uno dei quali mi pare di capire sia deceduto Red Stewart, Jim vince battendo "Blonde Comet". Con i risultati ottenuti, entrambi si conquistano un posto alla Cinquecento Miglia di Indianapolis. Entrambi usano le gomme del padre di Beverly, tale Cannonball Blake, che compare accanto a Barney Olfield, un pilota dei primi decenni del Novecento che interpreta se stesso.
In una Indy 500 che inizia in maniera piatta, tanto che il commentatore prima dice che la gara è tranquilla, poi osserva di avere gufato una volta in cui iniziano gli incidenti, a gara ormai inoltrata Miss Beverly si ritrova in testa risalendo dalla seconda posizione dopo un incidente del precedente leader.
Nel frattempo a causa di una foratura(?) che causa danni ulteriori alla monoposto, Jim rientra in pitlane dove è costretto al ritiro. Al contempo Beverly rientra a propria volta simulando un malore affinché Jim possa prendere il suo posto e terminare la gara. Flynn inizia una forsennata rimonta e taglia il traguardo in prima posizione, con i due che quindi ottengono una shared win.
A cena, quella sera, Cannonball e Oldfield parlano delle gomme e del loro successo, chiedendosi che fine abbiano fatto i due piloti. Nella scena finale, Jim chiede a Beverly di ritirarsi dalle competizioni perché non sarebbe molto contento di avere una moglie pilota, Beverly inizialmente sostiene che essere pilota è il suo lavoro, poi si rende conto che Jim le ha chiesto di sposarlo e i due si baciano prima dei titoli di coda. Non scopriremo mai se Beverly continuerà a gareggiare, però sappiamo che si è fidanzata con il protagonista maschile, ragione per cui è stato necessario un film di un'ora e sette minuti in cui le auto e le gare facevano da contorno.
Impressioni finali? Devo dire che in generale mi è piaciuto abbastanza e ve lo consiglio specie se l'idea di vedere un film molto datato e in bianco e nero può sembrarvi intrigante, però devo dire che alcuni passaggi mi sono sembrati abbastanza stonati o incoerenti. Il fatto che io stia per scrivere un lungo poema in proposito, non è da considerarsi una stroncatura, ma solo una riflessione sulle cose che non mi hanno convinta.
In primo luogo, sono abbastanza perplessa di fronte al fatto che, mentre Jim quantomeno ha un meccanico che lavora sulla sua macchina, non succede niente del genere per Beverly. La monoposto di costei sembra non avere bisogno di alcun intervento, almeno prima di Indianapolis dove c'è una piccola crew, e non c'è nessuno che ci lavori su.
In secondo luogo, a parte la colletta per organizzare il funerale di Texas e un vago accenno al fatto che l'avversario muoia alla gara successiva, sembra che nessuno sia *minimamente* turbato dalla morte dei propri colleghi. Va bene, erano gli anni '40 e il fatto che ci fossero incidenti mortali era assolutamente probabile, ma non c'è una persona che sia una che mostri un po' di umanità da questo punto di vista.
In terzo luogo... seriamente, ritengo assurda la modalità dello switch tra i due protagonisti a Indianapolis, neanche tanto perché Miss Beverly ceda la macchina all'amato. L'avrei capito se fosse accaduto in un modo che non mettesse a repentaglio il risultato, oppure se fosse stata *davvero* impossibilitata a guidare. Ma è assolutamente assurdo che, a pochi giri dalla vittoria che ha lungamente inseguito e che sarebbe un trionfo per gli pneumatici di famiglia, si tiri indietro a random perché decide che il suo avversario le piace. Non vi è alcuna spiegazione logica a tutto ciò e non viene fornita successivamente.
In quarto (e ultimo) luogo, questi corrono negli anni '40, senza radio, senza distacchi segnalati, senza posizioni... eppure sanno di default che questo in gara si è schiantato ed è morto, che questo ha problemi con una gomma e quant'altro. Passi che nel 1941 si potesse essere indifferenti alla morte e decidere che tra la vittoria a Indy e il matrimonio con il protagonista maschile era più importante il matrimonio, ma la telepatia diffusa e galoppante magari anche no!
mercoledì 25 dicembre 2024
The Young Racers/ i diavoli del Grand Prix (film 1963): la mia recensione
Ieri ho scoperto un film sulla Formula 1 che non avevo mai visto e di cui, a dire il vero, non avevo mai sentito parlare, intitolato "The young racers", titolo italiano "I diavoli del grand prix", uscito nel 1963. Al momento lo potete trovare su Youtube sia in inglese sia in italiano. Il film non parla di un pilota sessantenne che ritorna alle competizioni per fare da mentore a un giovanissimo debuttante ultratrentenne, né presumo siano mai state fatte invasioni di podio per fare le riprese, ma ci sono diverse scene di gara, risalenti al 1962, di Montecarlo, Belgio, Francia e Gran Bretagna.
Nell'immagine di copertina c'è un tizio che bacia sul collo una bionda mentre sullo sfondo si vedono monoposto incidentate. Una scritta avverte: "un po' di morte ogni giorno, tanto amore ogni notte". Tutto lascia pensare di essere di fronte a una love story melensa... e non lo è. Nel film ci sono anche sottotrame romantiche, questo sì, ma non costituiscono il fulcro della vicenda.
Nonostante il film sia intitolato "The young racers", al giorno d'oggi si potrebbe chiamare piuttosto "V3KkYaCç1 al volante". L'attore che interpretava il protagonista Stephen Children (Mark Damon) all'epoca aveva circa trent'anni, mentre quello che interpretava il co-protagonista Joe Machin (William Campbell) ne aveva addirittura quaranta!
Stephen è un ex pilota americano che si è reinventato come scrittore, che giunge a Montecarlo, dove ha una fidanzata, tale Monique, che tuttavia sta baciando al parc fermé il pilota vincitore del gran premio, ovvero Joe, che guida la Lotus ed è ovviamente a sua volta americano.
Questo è sposato con la figlia di un nobile decaduto da lui aiutato a saldare i propri debiti, ha un fratello che sta sempre al sup seguito e sembra che il fratello sia attratto dalla signora. Joe non si fila la moglie neanche di striscio, è attratto da una torera(?) spagnola con la cui ha una relazione clandestina e in presenza di Stephen e della segretaria di quest'ultimo si mette a inveire contro Monique dicendole di fatto che deve lasciarlo in pace perché tra loro è stata solo una botta e via.
Infuriato dal fatto che Monique l'abbia lasciato per uno a cui non frega nulla di lei, decide di scrivere un libro nel quale screditare Joe, sia come pilota - viene tacciato di essere scorretto in pista - sia come uomo, raccontando delle sue relazioni extraconiugali. Per tale ragione, lo avvicina sostenendo di essere interessato, genericamente, a scrivere un libro sul motorsport, per il quale potrebbe essere il soggetto ideale.
Approfittando della conoscenza con il team principal della Lotus, che risale a un incontro a Sebring ai tempi in cui era ancora pilota, gli chiede di essere ingaggiato come pilota di riserva... e questo accetta, dopo avergli chiesto se conosca la pista di Spa Francorchamps. Come un Michael Schumacher qualsiasi al cospetto di Eddie Jordan, Stephen risponde: "sì, certo, ho visto la piantina". Viene mandato in pista, dove impressiona positivamente, e viene ingaggiato come riserva.
Il pilota titolare è un certo Madison, che come un Carlos Sainz qualsiasi finisce in ospedale per un intervento di appendicite e successivamente in un buco di trama. Stephen viene quindi promosso a seconda guida del team.
Il pilota/scrittore ha la possibilità di conoscere meglio Joe e di raccogliere informazioni negative su di lui. Vediamo Machin appartarsi in un cimitero con la torera(?), sappiamo che la moglie ne è perfettamente al corrente e Stephen ha materiale per il proprio libro.
Al contempo, tuttavia, Joe inizia a considerarlo un confidente, si rivela un uomo tormentato e offre spunti di riflessione interessanti. Uno di questi dà i brividi, perché Joe sostiene che il pubblico desideri vedere incidenti e che in molti sarebbero eccitati nel vederlo morire.
In sintesi, tra Stephen e quello che vedeva come nemico giurato inizia a svilupparsi una sorta di bromance, con i due che nel privato sembrano andare molto d'accordo e in pista formano una partnership geniale che, grazie al team work, riesce a battere facilmente gli avversari, i quali sono nello specifico Bruce McLaren e un pilota della Ferrari immaginario. Dopo un quinto posto all'esordio, infatti, Stephen giunge secondo dietro al compagno di squadra nel successivo gran premio, formando con lui un duo degno dei migliori Nico Hulkenberg/ Kevin Magnussen.
Poi il plot twist: un certo Sir William, la cui giovane moglie l'ha in passato cornificato con Joe, racconta a quest'ultimo del piano di Stephen, riferendogli che il pilota/scrittore vuole innescare un incidente come vendetta per il tradimento di Monique, della quale a onore del vero sembra non importargli più da almeno tre quarti d'ora di film.
Stephen ammette con Joe le sue intenzioni iniziali e, dopo avere realizzato che l'intento di Sir William è spingere indirettamente lo stesso Joe a innescare un incidente, cerca di metterlo in guardia ma l'altro non vuole sentire ragioni e, durante l'ormai imminente gran premio, ingaggia contro lui un duello piuttosto agguerrito, nel quale tra una cosa e l'altra McLaren ne approfitta per portarsi in testa.
Quando Stephen ha un incidente e viene disarcionato dalla vettura, Joe si fa da parte per non investirlo e, così facendo, finisce per schiantarsi violentemente e cappottare, con la macchina che prende fuoco.
Ritroviamo il co-protagonista in ospedale, assistito dal fratello, con il quale ammette che la sua carriera è finita e che da anni guidava con paura, dopodiché c'è uno sbalzo temporale e ritroviamo Stephen al bar insieme alla propria segretaria, con la quale nel frattempo si è sposato.
I due vengono raggiunti prima dalla moglie di Joe, con la quale questo si è riconciliato mettendosi alle spalle le amanti del passato, e poi dallo stesso Joe che ha riportato conseguenze fisiche permanenti, ha un'andatura zoppicante e sostiene che adesso è titolare di una squadra.
Scopriamo che dopo l'incidente i due sono tornati amici, che Stephen ha scritto effettivamente un libro su Joe e che questo, pur ammettendo di non condividerne una parte dei contenuti, si fa autografare. Il film finisce così, con il trionfo della bromance... e non posso lamentarmi, l'amicizia nata a caso tra avversari è il sogno di ogni fangirl che si rispetti!
Il mio giudizio finale è che il film sia assolutamente godibile. Ho letto qualche commento in giro e le vicende personali sono state tacciate di essere troppo semplicistiche e banali. Io non le giudico tali, e già il fatto che il lato umano del co-protagonista venga scoperto dal suo avversario anziché dalla ragazza acqua e sapone e di aspetto nella media cioè gran gnocca di turno è già un passo avanti notevole.
Ho apprezzato molto anche il giudizio critico nei confronti degli appassionati di motori, tacciati di essere spesso desiderosi di vedere incidenti anche gravi. Io stessa ho trattato spesso questa tematica nei miei racconti di fantasia ispirati al motorsport.
Sono tuttavia molto perplessa di fronte a due aspetti, ovvero che 1) la trama sia incentrata su un tizio che diviene pilota di Formula 1 a caso e va più forte di Bruce McLaren e chiunque altro ci sia sulla griglia, co-protagonista escluso, 2) in una delle epoche più mortali del motorsport, le controversie personali vengano gestite lanciandosi letteralmente l'uno contro l'altro durante um gran premio. Questo però non intacca la godibilità del film (e la ship Stephen/Joe, ottimo duo).
Nonostante il film sia intitolato "The young racers", al giorno d'oggi si potrebbe chiamare piuttosto "V3KkYaCç1 al volante". L'attore che interpretava il protagonista Stephen Children (Mark Damon) all'epoca aveva circa trent'anni, mentre quello che interpretava il co-protagonista Joe Machin (William Campbell) ne aveva addirittura quaranta!
Stephen è un ex pilota americano che si è reinventato come scrittore, che giunge a Montecarlo, dove ha una fidanzata, tale Monique, che tuttavia sta baciando al parc fermé il pilota vincitore del gran premio, ovvero Joe, che guida la Lotus ed è ovviamente a sua volta americano.
Questo è sposato con la figlia di un nobile decaduto da lui aiutato a saldare i propri debiti, ha un fratello che sta sempre al sup seguito e sembra che il fratello sia attratto dalla signora. Joe non si fila la moglie neanche di striscio, è attratto da una torera(?) spagnola con la cui ha una relazione clandestina e in presenza di Stephen e della segretaria di quest'ultimo si mette a inveire contro Monique dicendole di fatto che deve lasciarlo in pace perché tra loro è stata solo una botta e via.
Infuriato dal fatto che Monique l'abbia lasciato per uno a cui non frega nulla di lei, decide di scrivere un libro nel quale screditare Joe, sia come pilota - viene tacciato di essere scorretto in pista - sia come uomo, raccontando delle sue relazioni extraconiugali. Per tale ragione, lo avvicina sostenendo di essere interessato, genericamente, a scrivere un libro sul motorsport, per il quale potrebbe essere il soggetto ideale.
Approfittando della conoscenza con il team principal della Lotus, che risale a un incontro a Sebring ai tempi in cui era ancora pilota, gli chiede di essere ingaggiato come pilota di riserva... e questo accetta, dopo avergli chiesto se conosca la pista di Spa Francorchamps. Come un Michael Schumacher qualsiasi al cospetto di Eddie Jordan, Stephen risponde: "sì, certo, ho visto la piantina". Viene mandato in pista, dove impressiona positivamente, e viene ingaggiato come riserva.
Il pilota titolare è un certo Madison, che come un Carlos Sainz qualsiasi finisce in ospedale per un intervento di appendicite e successivamente in un buco di trama. Stephen viene quindi promosso a seconda guida del team.
Il pilota/scrittore ha la possibilità di conoscere meglio Joe e di raccogliere informazioni negative su di lui. Vediamo Machin appartarsi in un cimitero con la torera(?), sappiamo che la moglie ne è perfettamente al corrente e Stephen ha materiale per il proprio libro.
Al contempo, tuttavia, Joe inizia a considerarlo un confidente, si rivela un uomo tormentato e offre spunti di riflessione interessanti. Uno di questi dà i brividi, perché Joe sostiene che il pubblico desideri vedere incidenti e che in molti sarebbero eccitati nel vederlo morire.
In sintesi, tra Stephen e quello che vedeva come nemico giurato inizia a svilupparsi una sorta di bromance, con i due che nel privato sembrano andare molto d'accordo e in pista formano una partnership geniale che, grazie al team work, riesce a battere facilmente gli avversari, i quali sono nello specifico Bruce McLaren e un pilota della Ferrari immaginario. Dopo un quinto posto all'esordio, infatti, Stephen giunge secondo dietro al compagno di squadra nel successivo gran premio, formando con lui un duo degno dei migliori Nico Hulkenberg/ Kevin Magnussen.
Poi il plot twist: un certo Sir William, la cui giovane moglie l'ha in passato cornificato con Joe, racconta a quest'ultimo del piano di Stephen, riferendogli che il pilota/scrittore vuole innescare un incidente come vendetta per il tradimento di Monique, della quale a onore del vero sembra non importargli più da almeno tre quarti d'ora di film.
Stephen ammette con Joe le sue intenzioni iniziali e, dopo avere realizzato che l'intento di Sir William è spingere indirettamente lo stesso Joe a innescare un incidente, cerca di metterlo in guardia ma l'altro non vuole sentire ragioni e, durante l'ormai imminente gran premio, ingaggia contro lui un duello piuttosto agguerrito, nel quale tra una cosa e l'altra McLaren ne approfitta per portarsi in testa.
Quando Stephen ha un incidente e viene disarcionato dalla vettura, Joe si fa da parte per non investirlo e, così facendo, finisce per schiantarsi violentemente e cappottare, con la macchina che prende fuoco.
Ritroviamo il co-protagonista in ospedale, assistito dal fratello, con il quale ammette che la sua carriera è finita e che da anni guidava con paura, dopodiché c'è uno sbalzo temporale e ritroviamo Stephen al bar insieme alla propria segretaria, con la quale nel frattempo si è sposato.
I due vengono raggiunti prima dalla moglie di Joe, con la quale questo si è riconciliato mettendosi alle spalle le amanti del passato, e poi dallo stesso Joe che ha riportato conseguenze fisiche permanenti, ha un'andatura zoppicante e sostiene che adesso è titolare di una squadra.
Scopriamo che dopo l'incidente i due sono tornati amici, che Stephen ha scritto effettivamente un libro su Joe e che questo, pur ammettendo di non condividerne una parte dei contenuti, si fa autografare. Il film finisce così, con il trionfo della bromance... e non posso lamentarmi, l'amicizia nata a caso tra avversari è il sogno di ogni fangirl che si rispetti!
Il mio giudizio finale è che il film sia assolutamente godibile. Ho letto qualche commento in giro e le vicende personali sono state tacciate di essere troppo semplicistiche e banali. Io non le giudico tali, e già il fatto che il lato umano del co-protagonista venga scoperto dal suo avversario anziché dalla ragazza acqua e sapone e di aspetto nella media cioè gran gnocca di turno è già un passo avanti notevole.
Ho apprezzato molto anche il giudizio critico nei confronti degli appassionati di motori, tacciati di essere spesso desiderosi di vedere incidenti anche gravi. Io stessa ho trattato spesso questa tematica nei miei racconti di fantasia ispirati al motorsport.
Sono tuttavia molto perplessa di fronte a due aspetti, ovvero che 1) la trama sia incentrata su un tizio che diviene pilota di Formula 1 a caso e va più forte di Bruce McLaren e chiunque altro ci sia sulla griglia, co-protagonista escluso, 2) in una delle epoche più mortali del motorsport, le controversie personali vengano gestite lanciandosi letteralmente l'uno contro l'altro durante um gran premio. Questo però non intacca la godibilità del film (e la ship Stephen/Joe, ottimo duo).
venerdì 20 dicembre 2024
Formula 1 2024: #24 Commento al Gran Premio di Abu Dhabi
MCLAREN FOR PRESIDENT!
Nel weekend dell'8 dicembre, ho scoperto che McLaren e Ferrari non avevano un gap di 19 punti nella classifica costruttori come pensavo, bensì di 21... ma nevermind, quando si tratta di Ferrari il mondiale è sempre in tasca, non importa quale sia il punteggio. E non importa neanche che sia solo il mondiale costruttori, quello che dà i big money ma che per il tifoso medio è irrilevante.
Eravamo ad Abu Dhabi, terra di track limits che non vengono verificati con i sensori ma a occhio nudo.
In sintesi, era una di quelle location in cui si rischia che l'argomento portante del fine settimana siano i track limits, se poi Perez era dentro dal circuito e Leclerc no, allora erano i potery forty che influenzavano le decisioni tramite le scie chimiche. In tutto ciò, Leclerc doveva anche scontare dieci posizioni in griglia per sostituzione di componenti del motore, come se fosse stato un pilota Williams qualsiasi, anche se quelli di posizioni ne avevano solo cinque.
Adesso però basta parlare di Leclerc e delle posizioni dei piloti Williams, nella vita conta una sola cosa, ovvero i quarti posti di Hulkenberg, e ha conquistato infatti una quarta piazza venendo battuto solo dai Papaya Bros e da Sainz, quindi da tre truffatori che hanno contribuito ampiamente a falsare la storia della Formula 1, salendo in diverse occasioni sul podio a discapito dello stesso Hulkenberg, il quale ha anche pasticciato con qualche impeding(?) guadagnandosi una retrocessione in griglia, la quale era così composta:
Norris - Piastri
Sainz - Verstappen
Gasly - Russell
Hulkenberg(4) - Alonso
Bottas - Perez
Tsunoda - Lawson
Stroll - Magnussen
Zhou - Hamilton
Doohan - Albon(16)
Leclerc(14) - Colapinto(19)
Da notare la vampiresca prestazione di Bottas in quella che di fatto era la sua ultima qualifica. *-* Tra parentesi, ho letto quel giorno la programmazione dei canali, scoprendo che su TV8 quella sera sarebbe stato trasmesso "Twilight", indubbiamente il film adatto per celebrare il nostro amato vampiro dai baffi luminescenti.
MV: "Sì, però non allarghiamoci troppo, che non è lui il protagonista. Baby Papaya, sei pronto a perdere il biberon?"
OP: "No, il biberon è mio e me lo porto a casa come se non ci fosse un domani."
Per i due ha rischiato di non esserci un domani, dato che sono cozzati l'uno contro l'altro e sono finiti in testacoda.
LH: "Devo dire che non è la prima volta che lascio un team e nella stessa gara un campione del mondo in carica si gira al primo giro al volante di una Redbull."
MV: "Sì, ma ai tempi c'era Vettel, si girava anche se tu non lasciavi un team! Io adesso devo anche vedermela con i commissari che mi appioppano una penalità per l'incidente. E il fatto che Impiastro venga penalizzato per avere speronato Colapinto non mi tocca, perché non sono un colapinter."
I colapinter: "Ricordiamo che Colapinto ha i capelli scur mossi e che prende il sole in mutande. Questo significa che è la reincarnazion-..."
VB: "Non esistono piloti reincarnati, ma solo vampiri famelici con i baffi glitterati. Io sono un vampiro vegetariano, mi nutro solo di animali, quindi ho appena affondato i denti nel collo di un bradipo. I commissari dicono che invece era Perez e mi hanno penalizzato. Inizio a pensare che criticare in branco la direzione gara non sia stato molto utile, ma non è quasi più un problema mio. Io l'anno prossimo starò a fare l'uomo immagine nel box Mercedes ereditando il ruolo di terzo pilota che apparteneva a Mick Schumacher. Via il principe, dentro un boscaiolo come me che espone il fondoschiena in mondovisione: mi sembra il primo passo per una Formula 1 più ruspante!"
Segnalo nel frattempo come i vari contatti in partenza avessero generato un trambusto tale che c'era da stupirsi se tutto è filato liscio. La maggior parte dei piloti hanno schivato le vetture, le quali erano come un tappeto rosso che si apriva davanti a Leclerc, il quale è risalito all'ottavo posto e già pensava al futuro nel quale sperava di catturare un Pokemon. Costui, però, era terzo al volante della Pantera Rosa e soltanto dopo il primo stint sarebbe scivolato ben più indietro.
Norris, nel frattempo, era in testa alla gara con un certo vantaggio su Sainz, con Leclerc che si è in seguito appropriato di una lontana terza piazza. Hamilton, partito dalle retrovie dopo una difficile qualifica, è risalito fino al quinto posto, per poi avere sul finale una visione mistica.
LH: "Ci sono Russell e tutte le sue -L che in questo momento stanno andando più piano di me. Credo che terminerò questa gara con un duello epico."
GR: "Si può sapere cosa vuoi? Perché vuoi per forza intrometterti nella mia gara? Al momento la gente non sta parlando di me per dei risultati, ma per la mia polemica uscita completamente dal nulla con Verstappen."
LH: "Cos'è successo esattamente?"
GR: "Verstappen si è messo a insultarmi a caso al termine della scorsa gara, io gli ho dato del bullo e la gente mi sta attaccando affermando che i bulli sono fighi e che io sono falso perché mi atteggio come un Lord inglese. Per qualche motivo le testate motoristiche internazionali stanno dando importanza a tutto ciò, mentre la McLaren sta conquistando un titolo costruttori che mancava da prima del concepimento dei Norrisastri, con un totale di 666 in classifica costruttori."
LH: "Peccato che la gara non sia stata disputata tra cinque giorni, perché sarebbe stato anche venerdì 13, a rendere la cosa ancora di migliore auspicio. Io, intanto, nel dubbio ti sorpasso poche curve prima del traguardo. È l'ultima volta nel corso della mia esistenza in cui potrò farlo senza che venga chiesta la mia testa su un piatto d'argento."
GR: "L'unica ragione per cui lo ritengo accettabile è che sei il grande nemico di Verstappen."
LH: "Intanto ti comunico che il giorno in cui ho lasciato la McLaren aveva vinto la gara un inglese sulla McLaren, secondo uno spagnolo sulla Ferrari e terzo un pilota Ferrari che aveva debuttato sulla Sauber."
GR: "Tutto ciò è terrificante."
LH: "Avere anche oggi un podio simile?"
GR: "No, che Sainz sia secondo e Leclerc terzo, è ancora più terribile che perdere il mondiale costruttori. Per fortuna tutto questo sta per finire e il prossimo anno starai sempre dietro al Predestinatohhhh facendogli da zerbino mentre lui vincerà il mondiale. I predestinaters ne sono assolutamente convinti."
Effettivamente, è proprio quello di cui sono certi. E non so come facciano, perché va bene essere deliranti da pensare che Hamilton faccia lo zerbino, ma pensare che la Ferrari sia la favorita per il mondiale mi pare un po' azzardato.
Nel frattempo il mondiale 2024 è terminato, con il trio Norris/ Sainz/ Leclerc sul podio... un giorno troppo presto perché fossero un pilota McLaren, un pilota Williams e un pilota Ferrari.
Bottas ha lasciato la Formula 1 con un incidente con Magnussen, il quale ha chiuso la gara con un giro veloce alla cazzum. Perez, invece, dopo il suo ritiro al primo giro potrà rifarsi il prossimo ann-... ah no, circa dieci giorni dopo la fine della stagione è stato annunciato che sarà sostituito da Lawson. Decisione corretta a mio avviso, perché le sue performance non erano assolutamente adeguate, negli ultimi tempi, ma il tono di derisione con cui questa decisione è stata accolta non mi sembra tanto coerente con il tanto millantato rispetto di cui tutti si riempiono la bocca.
Chissà se Lawson riuscirà a vincere delle gare e a far tornare l'inno neozelandese dalla cui mancanza si sente oltraggiato quando vince la McLaren. Una vasta quantità di analfabeti funzionali gli ha dato ragione, sostenendo che Bruce era neozelandesr quindi è skandalosohhhh che l'inno per il team sia quello britannico, andando contro alle sue origini e insultandohhhh la storiahhhh. Il fatto che Bruce McLaren avesse a suo tempo fondato la scuderia come britannica e che questa non avesse mai avuto licenza neozelandese ovviamente non conta.
RISULTATO:
1. Lando Norris/ McLaren
2. Carlos Sainz/ Ferrari
3. Charles Leclerc/ Ferrari
4. Lewis Hamilton/ McLaren
5. George Russell/ McLaren
6. Max Verstappen/ Redbull
7. Pierre Gasly/ Alpine
8. Nico Hulkenberg/ Haas
9. Fernando Alonso/ Aston Martin
10. Oscar Piastri/ McLaren
11. Alex Albon/ Williams
12. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
13. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
14. Lance Stroll/ Aston Martin
15. Jack Doohan/ Alpine
16. Kevin Magnussen/ Haas
17. Liam Lawson/ Visa Cash App RB
Rit. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
Rit. Franco Colapinto/ Williams
Rit. Sergio Perez/ Redbull
Nel weekend dell'8 dicembre, ho scoperto che McLaren e Ferrari non avevano un gap di 19 punti nella classifica costruttori come pensavo, bensì di 21... ma nevermind, quando si tratta di Ferrari il mondiale è sempre in tasca, non importa quale sia il punteggio. E non importa neanche che sia solo il mondiale costruttori, quello che dà i big money ma che per il tifoso medio è irrilevante.
Eravamo ad Abu Dhabi, terra di track limits che non vengono verificati con i sensori ma a occhio nudo.
In sintesi, era una di quelle location in cui si rischia che l'argomento portante del fine settimana siano i track limits, se poi Perez era dentro dal circuito e Leclerc no, allora erano i potery forty che influenzavano le decisioni tramite le scie chimiche. In tutto ciò, Leclerc doveva anche scontare dieci posizioni in griglia per sostituzione di componenti del motore, come se fosse stato un pilota Williams qualsiasi, anche se quelli di posizioni ne avevano solo cinque.
Adesso però basta parlare di Leclerc e delle posizioni dei piloti Williams, nella vita conta una sola cosa, ovvero i quarti posti di Hulkenberg, e ha conquistato infatti una quarta piazza venendo battuto solo dai Papaya Bros e da Sainz, quindi da tre truffatori che hanno contribuito ampiamente a falsare la storia della Formula 1, salendo in diverse occasioni sul podio a discapito dello stesso Hulkenberg, il quale ha anche pasticciato con qualche impeding(?) guadagnandosi una retrocessione in griglia, la quale era così composta:
Norris - Piastri
Sainz - Verstappen
Gasly - Russell
Hulkenberg(4) - Alonso
Bottas - Perez
Tsunoda - Lawson
Stroll - Magnussen
Zhou - Hamilton
Doohan - Albon(16)
Leclerc(14) - Colapinto(19)
Da notare la vampiresca prestazione di Bottas in quella che di fatto era la sua ultima qualifica. *-* Tra parentesi, ho letto quel giorno la programmazione dei canali, scoprendo che su TV8 quella sera sarebbe stato trasmesso "Twilight", indubbiamente il film adatto per celebrare il nostro amato vampiro dai baffi luminescenti.
MV: "Sì, però non allarghiamoci troppo, che non è lui il protagonista. Baby Papaya, sei pronto a perdere il biberon?"
OP: "No, il biberon è mio e me lo porto a casa come se non ci fosse un domani."
Per i due ha rischiato di non esserci un domani, dato che sono cozzati l'uno contro l'altro e sono finiti in testacoda.
LH: "Devo dire che non è la prima volta che lascio un team e nella stessa gara un campione del mondo in carica si gira al primo giro al volante di una Redbull."
MV: "Sì, ma ai tempi c'era Vettel, si girava anche se tu non lasciavi un team! Io adesso devo anche vedermela con i commissari che mi appioppano una penalità per l'incidente. E il fatto che Impiastro venga penalizzato per avere speronato Colapinto non mi tocca, perché non sono un colapinter."
I colapinter: "Ricordiamo che Colapinto ha i capelli scur mossi e che prende il sole in mutande. Questo significa che è la reincarnazion-..."
VB: "Non esistono piloti reincarnati, ma solo vampiri famelici con i baffi glitterati. Io sono un vampiro vegetariano, mi nutro solo di animali, quindi ho appena affondato i denti nel collo di un bradipo. I commissari dicono che invece era Perez e mi hanno penalizzato. Inizio a pensare che criticare in branco la direzione gara non sia stato molto utile, ma non è quasi più un problema mio. Io l'anno prossimo starò a fare l'uomo immagine nel box Mercedes ereditando il ruolo di terzo pilota che apparteneva a Mick Schumacher. Via il principe, dentro un boscaiolo come me che espone il fondoschiena in mondovisione: mi sembra il primo passo per una Formula 1 più ruspante!"
Segnalo nel frattempo come i vari contatti in partenza avessero generato un trambusto tale che c'era da stupirsi se tutto è filato liscio. La maggior parte dei piloti hanno schivato le vetture, le quali erano come un tappeto rosso che si apriva davanti a Leclerc, il quale è risalito all'ottavo posto e già pensava al futuro nel quale sperava di catturare un Pokemon. Costui, però, era terzo al volante della Pantera Rosa e soltanto dopo il primo stint sarebbe scivolato ben più indietro.
Norris, nel frattempo, era in testa alla gara con un certo vantaggio su Sainz, con Leclerc che si è in seguito appropriato di una lontana terza piazza. Hamilton, partito dalle retrovie dopo una difficile qualifica, è risalito fino al quinto posto, per poi avere sul finale una visione mistica.
LH: "Ci sono Russell e tutte le sue -L che in questo momento stanno andando più piano di me. Credo che terminerò questa gara con un duello epico."
GR: "Si può sapere cosa vuoi? Perché vuoi per forza intrometterti nella mia gara? Al momento la gente non sta parlando di me per dei risultati, ma per la mia polemica uscita completamente dal nulla con Verstappen."
LH: "Cos'è successo esattamente?"
GR: "Verstappen si è messo a insultarmi a caso al termine della scorsa gara, io gli ho dato del bullo e la gente mi sta attaccando affermando che i bulli sono fighi e che io sono falso perché mi atteggio come un Lord inglese. Per qualche motivo le testate motoristiche internazionali stanno dando importanza a tutto ciò, mentre la McLaren sta conquistando un titolo costruttori che mancava da prima del concepimento dei Norrisastri, con un totale di 666 in classifica costruttori."
LH: "Peccato che la gara non sia stata disputata tra cinque giorni, perché sarebbe stato anche venerdì 13, a rendere la cosa ancora di migliore auspicio. Io, intanto, nel dubbio ti sorpasso poche curve prima del traguardo. È l'ultima volta nel corso della mia esistenza in cui potrò farlo senza che venga chiesta la mia testa su un piatto d'argento."
GR: "L'unica ragione per cui lo ritengo accettabile è che sei il grande nemico di Verstappen."
LH: "Intanto ti comunico che il giorno in cui ho lasciato la McLaren aveva vinto la gara un inglese sulla McLaren, secondo uno spagnolo sulla Ferrari e terzo un pilota Ferrari che aveva debuttato sulla Sauber."
GR: "Tutto ciò è terrificante."
LH: "Avere anche oggi un podio simile?"
GR: "No, che Sainz sia secondo e Leclerc terzo, è ancora più terribile che perdere il mondiale costruttori. Per fortuna tutto questo sta per finire e il prossimo anno starai sempre dietro al Predestinatohhhh facendogli da zerbino mentre lui vincerà il mondiale. I predestinaters ne sono assolutamente convinti."
Effettivamente, è proprio quello di cui sono certi. E non so come facciano, perché va bene essere deliranti da pensare che Hamilton faccia lo zerbino, ma pensare che la Ferrari sia la favorita per il mondiale mi pare un po' azzardato.
Nel frattempo il mondiale 2024 è terminato, con il trio Norris/ Sainz/ Leclerc sul podio... un giorno troppo presto perché fossero un pilota McLaren, un pilota Williams e un pilota Ferrari.
Bottas ha lasciato la Formula 1 con un incidente con Magnussen, il quale ha chiuso la gara con un giro veloce alla cazzum. Perez, invece, dopo il suo ritiro al primo giro potrà rifarsi il prossimo ann-... ah no, circa dieci giorni dopo la fine della stagione è stato annunciato che sarà sostituito da Lawson. Decisione corretta a mio avviso, perché le sue performance non erano assolutamente adeguate, negli ultimi tempi, ma il tono di derisione con cui questa decisione è stata accolta non mi sembra tanto coerente con il tanto millantato rispetto di cui tutti si riempiono la bocca.
Chissà se Lawson riuscirà a vincere delle gare e a far tornare l'inno neozelandese dalla cui mancanza si sente oltraggiato quando vince la McLaren. Una vasta quantità di analfabeti funzionali gli ha dato ragione, sostenendo che Bruce era neozelandesr quindi è skandalosohhhh che l'inno per il team sia quello britannico, andando contro alle sue origini e insultandohhhh la storiahhhh. Il fatto che Bruce McLaren avesse a suo tempo fondato la scuderia come britannica e che questa non avesse mai avuto licenza neozelandese ovviamente non conta.
RISULTATO:
1. Lando Norris/ McLaren
2. Carlos Sainz/ Ferrari
3. Charles Leclerc/ Ferrari
4. Lewis Hamilton/ McLaren
5. George Russell/ McLaren
6. Max Verstappen/ Redbull
7. Pierre Gasly/ Alpine
8. Nico Hulkenberg/ Haas
9. Fernando Alonso/ Aston Martin
10. Oscar Piastri/ McLaren
11. Alex Albon/ Williams
12. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
13. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
14. Lance Stroll/ Aston Martin
15. Jack Doohan/ Alpine
16. Kevin Magnussen/ Haas
17. Liam Lawson/ Visa Cash App RB
Rit. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
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GP Abu Dhabi
martedì 17 dicembre 2024
In difesa della Williams e della sua scelta di schierare la coppia Albon/ Sainz
[Un ringraziamento a @CeppaRacing di Xwitter, per avermi suggerito di scrivere un post a tematica Williams per non pensare ai problemi operativi che si stanno accumulando al lavoro.]
I giorni passano e ho ancora un commento a un gran premio da scrivere, ma conto di farlo nel prossimo futuro, per il momento vorrei soffermarmi su una faccenda a cui ho fatto caso già di diverso tempo, ma che a mio parere merita di essere approfondita: il rispetto pressoché nullo che viene riservato a un certo team storico anche da appassionati che sostengono di rispettare la storia.
Parlo della Williams, colpevole di avere ingaggiato Sainz e, di conseguenza, divenuta improvvisamente una squadra che non ha mai ottenuto risultati, secondo gli hater ferraristi di Sainz. Quindi la storiahhhh e tutto il resto, ma ecco che basta ingaggiare un pilota sgradito e si diviene immediatamente team senza storia che non è mai contato nulla nemmeno nei decenni passati.
Peraltro le critiche fatte per ripicca per la line-up scelta dalla Williams capiti proprio adesso, quando siamo di fronte a un cambio di passo, dopo anni e anni in cui almeno uno dei due piloti era stato scelto solo ed esclusivamente in base alle proprie doti economiche. Una coppia di piloti come Albon/ Sainz è verosimilmente la migliore almeno dai tempi di Massa/ Bottas, è paradossale screditare il team per non avere ingaggiato l'ennesimo Sargeant di turno.
Vorrei specificare che, vedendo Sainz in maniera totalmente neutrale (gli scontri leclerchini vs sainzini non fanno per me, a mio parere entrambe le categorie potrebbero tranquillamente cercarsi un lavoro - la mia aiutante in ufficio, invece, potrebbe tranquillamente dimettersi e reinventarsi come sainzina, per quanto mi riguarda), vedevo Albon in luce piuttosto negativa dopo la fine della sua (dis)avventura in Redbull. Niente contro di lui o contro il suo esercito di gatti, diciamo che lo vedevo come un pilota senza futuro. Però non mi sarei mai sognata di tacciare la Williams di avere una storia per averlo ingaggiato. Anzi, ho pensato che Albon non fosse abbastanza per la Redbull, ma che potesse essere una buona scelta per la Williams.
L'arrivo di Sainz non lo vedo un passo indietro per la squadra (che se ne facciano una ragione i colapinters convinti che Colapinto sia la reincarnazione di Senna perché ha i capelli scuri e ricci e che pubblicano post di parallismi perché ci sono foto di entrambi che prendono il sole in mutande), ma anzi, come l'ingaggio di uno dei piloti più altolocati tra quelli liberi sul mercato. Poi dubito fortemente che sarà lui a riportare la Williams sul gradino più alto del podio, così come lo dubito di Albon, ma è bello sognare che un giorno comunque la Williams possa tornare alla vittoria, qualsiasi sia il pilota che avrà l'onore di compiere una simile impresa.
È difficile che succeda? Sì. Succederà in tempi brevi? Sicuramente no. Però, se qualcuno vi avesse detto solo otto o nove mesi fa che la McLaren avrebbe vinto il mondiale costruttori dopo oltre un quarto di secolo l'avreste preso per pazzo. Invece è quello che è successo meno di dieci giorni fa. Se viviamo in un mondo in cui la McLaren può lottare per il campionato, allora forse le regole di questo mondo non impediscono di volare alto. Perché non sarà Sainz e non sarà Albon, ma un giorno qualcuno volerà alto.
I giorni passano e ho ancora un commento a un gran premio da scrivere, ma conto di farlo nel prossimo futuro, per il momento vorrei soffermarmi su una faccenda a cui ho fatto caso già di diverso tempo, ma che a mio parere merita di essere approfondita: il rispetto pressoché nullo che viene riservato a un certo team storico anche da appassionati che sostengono di rispettare la storia.
Parlo della Williams, colpevole di avere ingaggiato Sainz e, di conseguenza, divenuta improvvisamente una squadra che non ha mai ottenuto risultati, secondo gli hater ferraristi di Sainz. Quindi la storiahhhh e tutto il resto, ma ecco che basta ingaggiare un pilota sgradito e si diviene immediatamente team senza storia che non è mai contato nulla nemmeno nei decenni passati.
Peraltro le critiche fatte per ripicca per la line-up scelta dalla Williams capiti proprio adesso, quando siamo di fronte a un cambio di passo, dopo anni e anni in cui almeno uno dei due piloti era stato scelto solo ed esclusivamente in base alle proprie doti economiche. Una coppia di piloti come Albon/ Sainz è verosimilmente la migliore almeno dai tempi di Massa/ Bottas, è paradossale screditare il team per non avere ingaggiato l'ennesimo Sargeant di turno.
Vorrei specificare che, vedendo Sainz in maniera totalmente neutrale (gli scontri leclerchini vs sainzini non fanno per me, a mio parere entrambe le categorie potrebbero tranquillamente cercarsi un lavoro - la mia aiutante in ufficio, invece, potrebbe tranquillamente dimettersi e reinventarsi come sainzina, per quanto mi riguarda), vedevo Albon in luce piuttosto negativa dopo la fine della sua (dis)avventura in Redbull. Niente contro di lui o contro il suo esercito di gatti, diciamo che lo vedevo come un pilota senza futuro. Però non mi sarei mai sognata di tacciare la Williams di avere una storia per averlo ingaggiato. Anzi, ho pensato che Albon non fosse abbastanza per la Redbull, ma che potesse essere una buona scelta per la Williams.
L'arrivo di Sainz non lo vedo un passo indietro per la squadra (che se ne facciano una ragione i colapinters convinti che Colapinto sia la reincarnazione di Senna perché ha i capelli scuri e ricci e che pubblicano post di parallismi perché ci sono foto di entrambi che prendono il sole in mutande), ma anzi, come l'ingaggio di uno dei piloti più altolocati tra quelli liberi sul mercato. Poi dubito fortemente che sarà lui a riportare la Williams sul gradino più alto del podio, così come lo dubito di Albon, ma è bello sognare che un giorno comunque la Williams possa tornare alla vittoria, qualsiasi sia il pilota che avrà l'onore di compiere una simile impresa.
È difficile che succeda? Sì. Succederà in tempi brevi? Sicuramente no. Però, se qualcuno vi avesse detto solo otto o nove mesi fa che la McLaren avrebbe vinto il mondiale costruttori dopo oltre un quarto di secolo l'avreste preso per pazzo. Invece è quello che è successo meno di dieci giorni fa. Se viviamo in un mondo in cui la McLaren può lottare per il campionato, allora forse le regole di questo mondo non impediscono di volare alto. Perché non sarà Sainz e non sarà Albon, ma un giorno qualcuno volerà alto.
domenica 15 dicembre 2024
Formula Trophy UAE 2024: Kai Daryanani vince il titolo
In questi ultimi tre fine settimana in successione si è svolto il Formula Trophy 2024, con una serie di tre eventi disputati negli Emirati Arabi, il primo a Dubai e i due restanti ad Abu Dhabi (pista sulla quale lo scorso weekend si è svolto il gran premio conclusivo della stagione di Formula 1, il cui relativo commento mi auguro possa arrivare nel corso della settimana imminente). Il titolo è andato Kai Daryanani, che ha preceduto per pochi punti Rashid Al Dhaheri, il quale, tuttavia, era presente soltanto nei primi due eventi stagionali e ha disputato solamente cinque gare anziché sette (tre nell'evento di Dubai, due ciascuno a Yas Marina), conquistando numerose pole e vincendone due. Daryanani, invece, ha conquistato solamente una vittoria.
Kabir Anurag, con due vittorie all'attivo, ha concluso il campionato in terza piazza, davanti a Gustav Jonsson, autore a propria volta di una vittoria. A seguire, si sono classificati piloti Chi Zhenrui e, disputando solo i primi due eventi, il campione della Formula 4 australiana James Piszcyk, che ha preceduto Salim Hanna e Nicolas Stati.
In nona piazza si è posizionato uno one-off di lusso, che ha anche vinto una delle due gare: si tratta di Sebastian, il figlio maggiore di Dan Wheldon.
Due ragazze hanno gareggiato part-time nella categoria, si tratta di Emily Cotty ed Ella Lloyd. La meglio classificata è stata Cotty, purtroppo con un quindicesimo posto come miglior risultato.
Kabir Anurag, con due vittorie all'attivo, ha concluso il campionato in terza piazza, davanti a Gustav Jonsson, autore a propria volta di una vittoria. A seguire, si sono classificati piloti Chi Zhenrui e, disputando solo i primi due eventi, il campione della Formula 4 australiana James Piszcyk, che ha preceduto Salim Hanna e Nicolas Stati.
In nona piazza si è posizionato uno one-off di lusso, che ha anche vinto una delle due gare: si tratta di Sebastian, il figlio maggiore di Dan Wheldon.
Due ragazze hanno gareggiato part-time nella categoria, si tratta di Emily Cotty ed Ella Lloyd. La meglio classificata è stata Cotty, purtroppo con un quindicesimo posto come miglior risultato.
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