venerdì 31 maggio 2024

Indianapolis 500, edizione 1957: l'happy ending di Sam Hanks

Carissimi lettori, oggi vi racconto una storia a lieto fine. Anzi, vi racconto una storia a lieto fine e, a compensare, vi racconto anche una vicenda dark. Però incominciamo da quella bella, così che anche i bambini possano leggerla. Ci collochiamo nell'epoca in cui la Cinquecento Miglia faceva parte del campionato di Formula 1 e si svolgeva il 30 maggio, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cadeva, a meno che non fosse domenica, che in tal caso si gareggiava il 31. Nel 1957, comunque, la gara era il 30, quindi non siamo nell'anniversario, ma nevermind. C'erano 50+ iscritti alla gara, ma solo 33 posti in griglia, come sempre, e la pole position se l'è aggiudicata Patrick O'Connor, davanti a Eddie Sachs e Troy Ruttmann a completare la prima fila. Erano altri tempi: di tre piloti in prima fila, due sarebbero morti al volante e proprio a Indianapolis, con eccezione di Ruttmann che sarebbe morto di malattia negli anni '90.
Sam Hanks, pilota del team Epperly, partiva solo tredicesimo, alla sua dodicesima partecipazione alla Indy 500, l'ottava inclusa nel campionato di Formula 1. Aveva ottenuto due terzi posti, diversi anni prima, ed era giunto secondo nel 1956 (edizione di cui non ho ancora parlato), con ancora il sogno di vincere nell'ovale più celebre al mondo.

Aveva 42 anni ai tempi, e non era scontato arrivare a quell'età per un pilota. In una gara iniziata con una leadership di breve durata da parte del poleman O'Connor e poi proseguita con Ruttmann in testa fino al suo precoce ritiro, con diversi cambi leadership, e nella seconda metà Hanks si è rivelato un serio contendente alla vittoria, giocandosela con Jim Rathmann.
Non solo: è anche riuscito ad appropriarsi della leadership e a fuggire dagli inseguitori, accumulando 20+ secondi di vantaggio su Rathmann a gara ormai inoltrata.
Gli altri erano a un abisso di distanza, con il terzo Jimmy Bryan molto staccato dalla vetta, inseguito a sua volta da lontano da Paul Russo, che curiosamente era lo zio di un altro pilota presente a quell'edizione, Eddie Russo, che mettiamo un attimo da parte ma che farà una piccola comparsa come guest star.
Torniamo a Hanks: alla dodicesima partecipazione ha finalmente conquistato la tanto agognata Indy 500, un lasso di tempo paragonabile a quello che un Nico Rosberg qualsiasi ci avrebbe messo per vincere un mondiale di Formula 1. E difatti, come un Nico Rosberg qualsiasi, dopo avere festeggiato la vittoria insieme alla moglie (la signora bionda accanto a lui nella foto sottostante), ecco che Hanks ha annunciato il proprio ritiro; a Indy ci ha guidato ancora, ma solo come pilota ufficiale della pace car per alcuni anni a venire.
Sopravvissuto alla sua carriera di pilota, Sam Hanks è deceduto negli anni '90 all'età di 79 anni dopo avere avuto non meglio precisati problemi di salute negli ultimi anni di vita, mentre la moglie Alice, più giovane di lui di una decina d'anni, è venuta a mancare ultranovantenne soltanto pochi anni fa.


Adesso mettiamo da parte Hanks e il suo meraviglioso finale di carriera, arduamente conquistato dopo anni e anni, e veniamo alla storia torbida. Vi ho parlato di Eddie Russo, che nulla ha a che vedere con la storia torbida, ma che nel giro di lancio - quello dietro alla pace car prima della partenza - secondo i report, dato che immagini zero, sarebbe stato tamponato da Elmer George, mettendo fine alla gara di entrambi prima ancora della bandiera verde.
George partiva nono e Russo partiva nelle retrovie, quindi non mi è chiara la potenziale dinamica di questo incidente, ma nevermind. Elmer George aveva già tentato una volta di qualificarsi alla Indy 500 senza riuscirci ed era la prima volta che riusciva a entrare in griglia. Ci avrebbe provato in altre occasioni, in epoca post-Formula 1, con altre due partecipazioni. Tuttavia nella sua biografia non è il palmares sportivo a colpire maggiormente.
Elmer George era il genero di Tony Hulman, proprietario del circuito di Indianapolis, in quanto marito di Mary Hulman George e destinato a diventare il padre di Tony George, che sarebbe nato nel 1959.

La carriera di Elmer George come pilota è proseguita ancora per qualche anno, dopodiché gli è stato affidato un ruolo manageriale. Ma non è neanche questo che svetta, quanto il fatto che nel 1976 sia deceduto per ferite da arma da fuoco. Non è molto chiaro come siano andati i fatti, tanto che le diverse fonti danno occasionalmente versioni diverse, ma in sintesi pare sia andata più o meno così: la sera dopo la Indy 500, nella notte tra il 30 e il 31 maggio 1976, a seguito di un litigio avvenuto in precedenza nello stesso giorno, sembra essersi recato presso la casa in cui l'ormai ex moglie viveva insieme a un nuovo partner, tale Guy Trollinger (che pare poi rimasto il compagno della Hulman fino alla morte di lei avvenuta alcuni anni fa), laddove avrebbe innescato una sparatoria durante la quale sarebbe stato ferito mortalmente da costui, inizialmente indagato per omicidio, ma in seguito prosciolto in quanto avrebbe agito per legittima difesa. Le fonti non concordano sulla presenza o meno di Mari Hulman durante i fatti.
Bene, vi ho raccontato un retroscena dark, spero che *non* abbiate messo a letto i bambini prima di leggerla, così diversamente dai bambini americani apprenderanno che le armi da fuoco sono pericolose e che mettersi a sparare come fosse ordinaria amministrazione può comportare delle conseguenze. Con questo vi saluto e spero di potere scovare altre curiosità meno dark nel prossimo futuro.

giovedì 30 maggio 2024

Indycar 2024: #5 Indianapolis 500

Il fine settimana antecedente a quello della Indy 500 è tempo del verdetto più importante, qualora più delle trentatré vetture ammesse alla griglia si presentino alle qualifiche. Perché va bene, Fast 12, Fast 6 e quant'altro hanno il loro fascino, ma quello che conta più di ogni altra cosa è andare in griglia e, se a provarci sono in trentaquattro, significa che uno dei candidati se ne andrà a casa anzitempo e che non avrà nemmeno la consolazione di non essere il solo. Per salvarsi con certezza da questo triste destino basta essere tra i trenta più veloci al sabato. I non-Fast fino al trentesimo posto in quel giorno si appropriano della loro casella sulla griglia, e come succede in queste situazioni sabato quattro poveri eletti non avevano ancora un posto sulla griglia. Tra di loro c'erano anche personaggi illustri: c'era Marcus Ericsson che due anni fa stava a sbevazzare latte in victory lane e c'era Graham Rahal, che non è certo il primo degli sprovveduti e che l'anno scorso a dire il vero sarebbe rimasto a guardarsi la gara in tribuna, se Stefan Wilson non si fosse infortunato.
A controbilanciare c'era Katherine Legge, presenza one-off, poi il rookie Nolan Siegel. Mentre la Legge è sembrata più veloce degli altri nella sessione della domenica, Ericsson e soprattutto Rahal sembravano pericolosamente a rischio. Sono stati momenti di tensione, che ho vissuto seguendo quelle fasi, e più il tempo passava e più si vedeva sollievo sul volto di chi era ormai vicino alla griglia. Quando Ericsson non ha battuto Legge, la posizione di Katherine si è fatta decisamente più solida, idem quella dell'ex pilota Caterham e Sauber quando Rahal non ha battuto la sua performance. Restava solo Siegel, un ultimo tentativo, che non è iniziato nel migliore dei modi ed è finito peggio: il rookie del team Coyne è finito a muro, consegnando definitivamente a Rahal l'ultima piazza sulla griglia, in una situazione che sembrava l'inverso di quando anni fa Kyle Kaiser ha condannato al bump nientemeno che Fernando Alonso (dopo che l'Indycar si era peraltro promossa per mesi con la presenza di Alonso a Indy).

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: McLaughlin/ Penske - Power/ Penske - Newgarden/ Penske
2^ fila: Rossi/ Arrow McLaren - Larson/ Arrow McLaren - Ferrucci/ Foyt
3^ fila: Veekay/ Carpenter - O'Ward/ Arrow McLaren - Rosenqvist/ Meyer Shank
4^ fila: Sato/ Meyer Shank - Kirkwood/ Andretti - Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
5^ fila: Herta/ Andretti - Palou/ Ganassi - Ilott/ Arrow McLaren
6^ fila: Armstrong/ Ganassi - Carpenter/ Carpenter - Simpson/ Ganassi
7^ fila: Andretti/ Andretti - Castroneves/ Meyer Shank - Dixon/ Ganassi
8^ fila: Canapino/ Juncos - Robb/ Foyt - Rasmussen/ Carpenter
9^ fila: Blomqvist/ Meyer Shank - Grosjean/ Juncos - Lundqvist/ Ganassi
10^ fila: Lundgaard/ Rahal - Daly/ Dreyer & Reinbold - Fittipaldi/ Rahal
11^ fila: Legge/ Coyne - Ericsson/ Andretti - Rahal/ Rahal

La gara, in teoria, doveva svolgersi alle 18.45 italiane di domenica, di fatto lo stesso orario in cui TV8 trasmetteva la differita del GP di Montecarlo. Dopo cena, oltre due ore più tardi, ho pensato: adesso vado a cercarmi uno str3aming non ufficiale su Youtube, e mi vedo il finale della 500 miglia. E invece no: la 500 miglia era ben lontana dall'essere nella sua ultima fase, non era nemmeno iniziata, a causa di un lungo rain delay, con la partenza fissata intorno alle 22.45 italiane.
Sono andata a fare un giro e quando sono tornata mi sono detta: pazienza, mi preparo per andare a letto, poi domani mi vedo gli highlight. Invece no, mi sono preparata per andare a letto, poi mi sono messa a guardare la gara sul telefono, seduta vicino alla finestra perché nel resto della casa ci sono ancora problemi di ricezione a causa di un incendio a un ripetitore telefonico avvenuto qualche tempo fa.
Mi sono vista la gara per intero, che è durata oltre tre ore. Poi ho faticato ad addormentarmi, credo che alla fine avrò dormito tre ore e mezza nella notte tra domenica e lunedì... infatti lunedì ero distrutta, non ho più l'età per certe cose, e neanche il lavoro adatto, visto che quando facevo notte praticamente ogni sera facevo come orario 12.00/20.00.
La gara è stata lunga e travagliata. La safety car è entrata per ben otto volte, abbastanza distribuite nel corso di primi tre quarti di gara: 1) incidente al via di Tom Blomqvist, Marcus Ericsson e Pietro Fittipaldi, 2) guasto per Katherine Legge che procedeva al rallenty, 3) incidente di Linus Lundqvist, 4) guasto per Felix Rosenqvist che procedeva al rallenty, 5) incidente di Colton Herta, peraltro dopo una gufata micidiale fatta da un utente della chat della live che aveva appena detto che secondo lui un motorizzato Honda a random avrebbe avuto problemi, 6) incidente di Ryan Hunter-Reay dopo un contatto con Scott Dixon, il quale è riuscito a proseguire regolarmente, 7) incidente di Marco Andretti che ha messo definitivamente fine alle speranze già estremamente remote che potesse spezzare la maledizione, 8) incidente di Will Power.
Nella prima fase Scott McLaughlin ha leaderato per diversi tratti, con piloti in una diversa pitstop window che gli si sono alternati occasionalmente, tra essi anche fue outsider come Sting Ray Robb e Conor Daly. Nelle fasi più inoltrate, tuttavia, sono risaliti in lotta per la leadership altri piloti, tra cui Josef Newgarden e anche lo stesso Dixon, il che ha fatto indignare alcuni utenti della chat in quanto coinvolto nel precedente incidente di RHR.
Poi si sono aggiunti anche Rossi e O'Ward e, mentre Alexander è scivolato un po' più indietro nel finale di gara, mentre Pato sembrava il favorito per la vittoria. Sembrava, perché proprio all'ultimo giro Newgarden ha fatto il sorpasso decisivo ed è andato a prendersi la vittoria, relegando O'Ward in una deludente seconda posizione. Era dai tempi di Helio Castroneves - edizioni 2001 e 2002 - che un pilota non vinceva due edizioni consecutive della Indy 500.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Pato O'Ward, 3. Scott Dixon, 4. Alexander Rossi, 5. Alex Palou, 6. Scott McLaughlin, 7. Kyle Kirkwood, 8. Santino Ferrucci, 9. Rinus Veekay, 10. Conor Daly, 11. Callum Ilott, 12. Christian Rasmussen, 13. Christian Lundgaard, 14. Takuma Sato, 15. Graham Rahal, 16. Sting Ray Robb, 17. Ed Carpenter, 18. Kyle Larson, 19. Romain Grosjean, 20. Helio Castroneves, 21. Kyffin Simpson, 22. Agustin Canapino // Ritirati Colton Herta, Will Power, Marco Andretti, Ryan Hunter-Reay, Felix Rosenqvist, Linus Lundqvist, Katherine Legge, Marcus Armstrong, Tom Blomqvist, Pietro Fittipaldi, Marcus Ericsson.



mercoledì 29 maggio 2024

GP Europa 2004: la prima front row di Takuma Sato

Il 29 maggio 2004 era sabato ed era la vigilia del GP d'Europa che di sarebbe svolto al Nurburgring. Era giorno di qualifiche... e non qualifiche da poco perché quel giorno, per la prima volta nella storia della Formula 1, un pilota asiatico si è procacciato la prima fila sulla griglia di partenza (e l'ha fatto nel giorno del compleanno di Ukyo Katayama). Il pilota in questione era il giapponese Takuma Sato, che ha conquistato il secondo tempo nelle qualifiche alle spalle della Ferrari di Michael Schumacher. Il gap era notevole, oltre sei decimi, ma Sato era al volante di una B.A.R. e non certo di una F2004 e si è messo dietro la Renault di Jarno Trulli, la McLaren di Kimi Raikkonen, il compagno di squadra Jenson Button e la Renault di Fernando Alonso, tutti quanti qualificati meglio dell'altra F2004 presente guidata da Rubens Barrichello. Dietro a Rubinho, le due Williams, ma Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher sono venuti a contatto alla partenza e Ralf ha cozzato contro la Toyota di Cristiano Da Matta, con il ritiro di entrambi.

Sato ha avuto un'esitazione, Alonso e Raikkonen si sono appropriati di seconda e terza piazza, con Sato relegato al quarto posto. Le cose, comunque, erano destinate a migliorare per Taku: verso la fine del primo stint Kimi si è ritirato in una fumata di motore, destino analogo a quello vissuto più tardi dal compagno di squadra David Coulthard, mentre dopo il secondo Sato precedeva le Renault, ormai doveva vedersela solo con Barrichello per riprendersi la seconda piazza.
Rubens era su una strategia diversa, due soste anziché tre, e dopo l'ultima fermata Sato si è ritrovato dietro di lui. Restava da vedere se avrebbe tentato il sorpasso e come sarebbe andata a finire. Takuma avrebbe tentato una manovra sbarazzina e superato oppure se ne sarebbe rimasto tranquillo? Non è rimasto tranquillo ma, a onore del vero, non ha nemmeno superato: ha cozzato contro la Ferrari danneggiando la propria ala anteriore, dovendo rientrare ai box e cedendo su un piatto d'argento la terza piazza al compagno di squadra Button: non il modo migliore per terminare la giornata.


Non il modo migliore, certo, ma neanche il peggiore, perché ritrovarsi di punto in bianco a giocarsi la quinta piazza con Alonso - Trulli era nel frattempo risalito quarto - non era nemmeno il peggiore dei mali. Guidava una B.A.R. e il suo predecessore Jacques Villeneuve spesso terminava i propri gran premi con una grigliata in grande stile, cosa che a Sato non è success-... oh wait.
Appena un giro dopo il misfatto con Rubinho, la gara di Sato è finita in una nuvola di fumo, con Alonso che di conseguenza ha portato a casa la quinta piazza e, a seguire, anche i piloti che hanno ereditato le successive posizioni se le sono tenute fino al traguardo. Con il ritiro di Sato è risalito ottavo Montoya, che quindi ha portato a casa un punto chiudendo dietro alla Sauber di Giancarlo Fisichella e alla Jaguar di Mark Webber.
Dopo la debacle di Montecarlo, Michael Schumacher ha vinto il sesto gran premio stagionale su sette disputati fino a quel momento, nell'ultimo gran premio della prima parte di stagione europea: gli eventi seguenti, disputati nel mese di giugno, sarebbero stati il GP del Canada e quello degli Stati Uniti.


martedì 28 maggio 2024

Formula 2 e Formula 3 2024 // Montecarlo

In questo fine settimana abbiamo visto la Formula 2 e la Formula 3 sulle "anguste e tortuose stradine del Principato" e mi sembra doveroso raccontare gli eventi, iniziando dalla Formula 2, che è arrivata a Montecarlo con la solita line-up, senza alcun cambiamento rispetto all'inizio della stagione:
ART: Victor Martins, Zak O'Sullivan
PREMA: Oliver Bearman, Andrea Kimi Antonelli
RODIN: Zane Maloney, Ritomo Miyata
DAMS: Jak Crawford, Juan Manuel Correa
INVICTA: Kush Maini, Gabriel Bortoleto
MP MOTORSPORT: Dennis Hauger, Franco Colapinto
VAN AMERSFOORT: Enzo Fittipaldi, Rafael Villagomez
HITECH: Amaury Cordeel, Paul Aron
CAMPOS: Isack Hadjar, Pepe Martì
TRIDENT: Richard Verschoor, Roman Stanek
PHM AIX: Joshua Durksen, Taylor Barnard

Vista la difficoltà di avere 20+ vetture in pista insieme contemporaneamente in qualifica, la sessione è stata divisa in due gruppi, con Verschoor che si è aggiudicato la pole position precedendo Martins, Hadjar, Aron, Colapinto, Stanek, Antonelli, Dennis, Bortoleto e Barnard a completare la zona reverse grid.
In qualifica c'è stato un momento piuttosto creepy, quando Miyata ha rallentato sotto al tunnel a causa di un guasto e per poco non è stato travolto da Hadjar.

Al via Bernard ha mantenuto la leadership mentre più indietro Martins ha rotto l'ala anteriore in un contatto e poi è finito contro le barriere. Una verniciata l'ha data anche Hadjar, ma senza eccessivi danni. Il botto notevole l'ha fatto Martì, mentre più avanti abbiamo avuto momenti con danni più soft, per esempio quando Maloneysi è toccato con qualcun altro e ha perso un pezzo d'ala.
Lo stesso Maloney, tuttavia, l'ha in seguito combinata più grossa, finendo in testacoda e uscendo di scena insieme a Maini, l'ultimo grosso colpo di scena della giornata di sabato.
Barnard, fino a quel momento ultimo in classifica con un 13° posto come miglior risultato, ha conquistato la vittoria della sprint senza mai essere messo in discussione.
Risultato: Barnard, Bortoleto, Hauger, Antonelli, Colapinto, Stanek, Aron, Hadjar.

La gara della domenica è iniziata con una perdita di posizioni al via per Martins, mentre invece Verschoor ha mantenuto la prima posizione e per lungo tempo è sembrato il favorito, nonostante le avvisaglie di qualche problema alla monoposto. Infatti a un certo punto ha dovuto rientrare ai box per ritirarsi, mentre Hadjar gli è succeduto nel ruolo di favorito per la vittoria.
Non era in testa, perché alcuni piloti hanno rinviato la sosta molto a lungo rimanendo in testa davanti ai piloti che poi, a soste ultimate, sarebbero tornati davanti a loro. O almeno, sarebbero tornati davanti in assenza di colpi di scena. O'Sullivan era l'ultimo pilota che ancora non si era fermato, quando in concomitanza con il suo rientro imminente un contatto tra Maloney e Durksen ha mandato quest'ultimo contro le barriere. Mentre O'Sullivan era in pitlane è stata messa virtual safety car e al rientro in pista ha potuto conservare la posizione, vincendo così dopo essere partito 14°, non prima di avere suscitato imprecazioni via radio da parte di Hadjar, che con il secondo posto tra una cosa e l'altra si è portato a due punti di gap in classifica da Aron.
Risultato: O'Sullivan, Hadjar, Aron, Bearman, Correa, Hauger, Antonelli, Bortoleto, Martins, Zaloney.

Formula 2 - sprint race

In Formula 3 c'è stato solo un cambiamento sulla griglia, che quindi è stata composta in questo modo:

PREMA: Dino Beganovic, Gabriele Minì, Arvid Lindblad
TRIDENT: Leonardo Fornaroli, Sami Meguetounif, Santiago Ramos
MP MOTORSPORT: Tim Tramnitz, Kacper Sztuka, Alex Dunne
CAMPOS: Oliver Goethe, Sebastian Montoya, Mari Boya
HITECH: Luke Browning, Martinius Stenshorne, Cian Shields
JENZER: Charlie Wurz, Max Esterson, James Hedley (al posto di Matias Zagazeta assente per problemi di salute)
VAN AMERSFOORT: Noel Leon, Sophia Florsch, Tommy Smith
ART: Christian Mansell, Laurenz Van Hoepen, Nikola Tsolov
PHM AIX: Tasanapol Inthraphuvasak, Nikita Bedrin, Joshua Dufek
RODIN: Calum Voisin, Piotr Wisnicki, Joseph Loake

Anche in Formula 3 le qualifiche sono state disputate in due gruppi, con questo risultato finale per quanto riguarda i primi dodici, ovvero la reverse grid: Minì, Mansell, Browning, Lindblad, Fornaroli, Beganovic, Boya, Loake, Leon, Tramnitz, Van Hoepen, Tsolov, con quest'ultimo in pole per la sprint, dove ha mantenuto la posizione venendo subito inseguito da Tramnitz.
Nel corso del primo giro un contatto tra Lindblad e Mansell ha generato un ingorgo con diversi ritirati, nonché una bandiera rossa. Dopo il restart la gara è stata relativamente tranquilla, eccetto Sztuka a muro.
Tsolov ha proseguito in testa fino alla fine vincendo davanti a Tramnitz, Van Hoepen, Leon, Loake, Boya, Beganovic, Browning, Fornaroli e Goethe.

La gara della domenica vedeva Minì partire dalla pole position e il pilota siciliano non è mai stato messo in discussione, in una gara leaderata da cima a fondo e in cui i vari intoppi non hanno in alcun modo pregiudicato le posizioni dei piloti di punta.
Il primo incidente degno di nota è avvenuto nelle prime fasi di gara con Wurz, mentre successivamente a percorrenza inoltrata un contatto tra Megetounif e Tsolocha generato un ingorgo. A pochi giri dalla fine invece è stata la volta di Van Hoepen, che è andato a impattare contro le barriere.
Si sono classificati nelle prime dieci posizioni: Minì, Mansell, Browning, Lindblad, Fornaroli, Beganovic, Boya, Tramnitz, Loake e Goethe. Al momento Minì è leader della classific con quattro punti di vantaggio nei confronti di Browning.



lunedì 27 maggio 2024

Formula 1 2024: #8 Commento al Gran Premio di Montecarlo

26.05.2024, Montecarlo - IN MORENO WE TRUST

Un saluto angusto, tortuoso, ma soprattutto cordiale a tutti i miei lettori che, tra un "mai visto questo" ancora prima dell'inizio delle qualifiche e un'occhiata alla livrea verde-oro della McLaren dedicata ad Ayrton Senna, alle 18.30 erano pronti per la differita su TV8. Io, da parte mia, ero prontissima e, per calarsi nella giusta atmosfera, fuori aveva da poco iniziato a piovere e si sentivano tuoni in lontananza, che stimolavano inquietudine e sorgere pensieri oscuri del tipo: "ce la farà Perez a passare la tagliola del Q1?"
Mentre leggete vi immagino, mentre un brivido vi attraversa e vi fa raggelare. Non preoccupatevi, c'è a chi le cose vanno peggio. Per esempio Perez, che in una prima manche in cui tutti si miglioravano sul finale non si è migliorato affatto, andando a procacciarsi un posto accanto a Sargeant, senza neanche prendersi la soddisfazione di batterlo, impresa riuscita invece ad Alonso, a proposito di big usciti in Q1. E dite subito a quel cafone di Di Grassi che domani dovrà lasciarlo passare comportandosi da doppiato pur non essendolo ancor-... ah no, ho sbagliato edizione.
Quei tempi sono lontani e adesso abbiamo le McLaren con livrea celebrativa che devo dire che a mio parere è bellissima, la trovo un po' somigliante alla Benetton dei tempi di Roberto Pupo Moreno. Non solo dei tempi di Moreno, ma mi sembrava doveroso citarlo a random, specie considerata la location, che è quella in cui poi con l'Andrea Moda nel 1992 si procacciava la griglia di partenza, un risultato non indifferente, altro che una pole position del Predestinatohhhh... anche se devo dire che la sua pole ha portato all'improvviso la fine del temporale e il ritorno del sole.
CL: "Perché io posso e Carlito no!!!111!!11!! E qui siamo a casa mia!!!111!!!11!!"
CS: "Dove da bambino ti arrampicavi sui muretti, quando abitavi al di là dell'Arquibancadas. Ah no, scusa, ho sbagliato pilota. Sono confuso e disorientato. Dov'è Verstappino? Mi aspettavo che facesse un giro like a boss."
MV: "Like a Jos the Boss".
Mentre Verstappen dava una verniciata a un muretto, Piastri si è piazzato tra i Leclainz. Gli spettava un ruolo molto importante, da non prendere alla leggera, infatti stava cercando un posto dove nascondersi prima che la voce fuori campo gli ricordasse i suoi doveri. Ma non c'è stato verso, l'ha identificato facilmente nonostante per camuffarsi si fosse tolto il ciuccio e il bavaglino e gli ha detto: "Hai un grosso potere, Impiastro. Domani dovrai metterti tra i due cavalieri della Rossa ed evitare che durante la gara si mettano a litigare tra di loro. Se riuscirai a fare ciò, allora sarai quasi alla stregua di un verohhhh uomohhhh."
A proposito di very uominy, le Haas si erano qualificate 12^ (Hulkenberg) e 15^ (Magnussen) ma sono state squalificate per irregolarità nell'ala mobile, probabilmente hanno usato un righello contraffatto per il campionato di dimensioni del pene a cui la Formula 1 fa da contorno. I due sono stati spediti direttamente in ultima fila, le cose non potevano andare peggio... o almeno così sembrava.
Questa era quindi la griglia di partenza dell'evento:

Leclerc - Piastri
Sainz - Norris
Russell - Verstappen
Hamilton - Tsunoda
Albon - Gasly
Ocon - Ricciardo
Stroll - Alonso
Sargeant - Perez
Bottas - Zhou
Hulkenberg - Magnussen

La partenza ha visto un piccolo contatto tra Piastri e Sainz in cui quest'ultimo ha riportato una foratura e lo si è visto per un attimo andare verso una via di fuga. Poi l'immagine ha staccato ed ecco comparire una bandiera rossa; difficile pensare che fosse legato alla foratura di Sainz, che dalle immagini intraviste sembrava avere avuto l'accortezza di spostarsi per non essere travolto. Infatti le inquadrature sono andate su Perez che usciva da... da un rottame, direi. In sua presenza erano ferme anche le Haas e le immagini avrebbero mostrato come Perez si fosse andato a schiantare probabilmente dopo una speronata e avesse travolto chi gli capitava a tiro.
Ci si è ritrovati in una situazione da restart da distanza originale che mancava più o meno dal 2001 - la bandiera rossa è stata data immediatamente - quindi quaranta minuti dopo Sainz si è ripreso la terza posizione sulla griglia e di fatto i superstiti hanno ripreso tutti le loro piazzole originali. Durante la gara sospesa tutti hanno cambiato gomme, con obiettivo verosimile di arrivare in fondo, almeno i primi quattro che hanno montato le hard.
OP: "E ritrovarci tutti a novanta?"
CL: "Taci, bimbo, non sai di cosa parli. Pensa alle cose più adatte alla tua età."
OP: "Tipo che ho una sagoma rossa davanti e una sagoma rossa dietro, ben due camion dei pompieri con cui giocare."
CL: "Ecco, bravo, vedi che hai capito tutto? Ho sempre saputo che sei un bravo bambino."
Piastri ha fatto il bravo bambino, nonostante dovesse essere stordito da una top-4 con le Ferrari e le McLaren rimescolate, una cosa del genere era la prassi quando frequentava la scuola materna e Sainz andava al massimo in terza media. Gran parte della gara è stata un gestire, stare buoni e pacati per fare durare le gomme e chissà, magari avere un free pitstop mettendo gap con Russell e le sue -L, o magari per non metterlo, specie considerato che soprattutto i piloti Ferrari magari potrebbero rientrare in pitlane e trovarsi solo tre ruote, un po' come se ci fosse chi è convinto che sia una gara di apecar.
Russell e le sue -L sono andati avanti e indietro senza dare un vero spazio a Norris, che ha dovuto rimanere là dov'era a gestire, a spingere e a gestire spingendo. Verstappen e Hamilton invece ai box ci sono andati, perché tanto Tsunoda era lontano anni luce. Davanti invece serviva una safety car. Anzi, non serviva, perché alla fine avrebbe comportato solo l'avvicinarsi di Verstappen. Quindi Strollino, se vuoi accennare ad andare in giro su tre ruote come da sport nazionale canadese, vedi di farlo a dieci metri dalla pitlane. Quindi Sargeant, se vuoi dare segno della tua presenza verniciando muretti, abbi la decenza di dare una pennellata lieve. Quindi Zhou, se Bottas ti sorpassa e poi anche Sargeant fa lo stesso, vedi di non ostacolarli e di non fare danni, se no provochi problemi ai primi quattro, che procedono molto vicini.
OP: "Naaaahhhh, non c'è più niente da fare, mi conviene rallentare e tutelarmi, in modo da potere raggiungere lo scopo ultimo e salire sul podio ad ammirare la bellezza della Principessa Charlene pensando a quanto sarebbe bello diventare il suo toybo-..."
CS: "Impiastro, stai attento a quello che dici e ricordati che su TV8 sono quasi le 20.30. Ti sei già lavato i denti e ti sei già messo il pigiama?"
OP: "Intendevo dire che mi piacerebbe moltissimo riferire alla Principessa che sono molto bravo a giocare con il camion dei pompieri."
CS: "Ecco, bravo, vedi di non allargarti troppo. Già è difficile fare colpo su Charlene, che pensa solo ai Vettelton, figurarsi se anche i bambini piccoli iniziano a mettersi in mezzo."
CL: "Perché sto vincendo e nessuno mi prende in considerazione? A proposito, cosa sono queste urla?"
Voce fuori campo: "CHARLES LECLERC! CHARLES LE LECLERC! CHARLES LECLERC! CHARLES LECLERC! DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO CHARLES LECLERC E VINCE IL GRAN PREMIO DI MONTECARLO!!111!!!11!!!"
CL: "Cos'è questo disagio? Pensate alle anime innocenti dei bambini tipo Impiastro."
CS: "O dei poveri vecchi. Tra un po' il Divino Ferni scappa a Indianapolis."
A Indianapolis, però, era rain delay... e la SoVrApPoSiZiOn3 tra differita TV8 e Indy 500 non è avvenuta. Frattanto per la prima volta nella storia la top-ten di partenza risultava immutata, perfino Gasly nonostante la sportellata micidiale ricevuta dal compagno di squadra.

RISULTATO:
1. Charles Leclerc/ Ferrari
2. Oscar Piastri/ McLaren
3. Carlos Sainz/ Ferrari
4. Lando Norris/ McLaren
5. George Russell/ Mercedes
6. Max Verstappen/ Redbull
7. Lewis Hamilton/ Mercedes
8. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
9. Alex Albon/ Williams
10. Pierre Gasly/ Alpine
11. Fernando Alonso/ Aston Martin
12. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
13. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
14. Lance Stroll/ Aston Martin
15. Logan Sargeant/ Williams
16. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
Rit. Esteban Ocon/ Alpine
Rit. Sergio Perez/ Redbull
Rit. Nico Hulkenberg/ Haas
Rit. Kevin Magnussen/ Haas


domenica 26 maggio 2024

Formula E 2024: #11 e #12 eprix di Shanghai

Oserei dire che piazzare l'eprix di Shanghai nello stesso fine settimana in cui si svolgono il GP di Montecarlo e la Indy 500 non è necessariamente segno di grande saggezza, ma è comunque un progresso rispetto alla SoVrApPoSiZiOn3 con l'endurance, dato che quantomeno tutta la line-up originale ha potuto presentarsi sul suolo cinese senza doppi impegni:

ANDRETTI: Jake Dennis - Norman Nato
DS PENSKE: Stoffel Vandoorne - Jean-Eric Vergne
ERT: Sergio Sette-Camara - Dan Ticktum
ENVISION: Robin Frijns - Sebastien Buemi
MCLAREN: Jake Hughes - Sam Bird
MASERATI: Maximilian Gunther - Jehan Daruvala
JAGUAR: Mitch Evans - Nick Cassidy
ABT CUPRA: Lucas Di Grassi - Nico Muller
PORSCHE: Antonio Felix Da Costa - Pascal Wehrlein
MAHINDRA: Nyck De Vries - Edoardo Mortara
NISSAN: Oliver Rowland - Sacha Fenestraz

SHANGHAI I: l'undicesimo evento della stagione 2024 ha visto Vergne scattare dalla pole position davanti Rowland, Evans, Wehrlein, Hughes e Da Costa per quella che è stata una gara relativamente tranquilla, complice anche il fatto che su un circuito permanente le vetture non girano a mezzo metro dai muretti sempre pronti per essere verniciati.
A giocarsi la vittoria sono stati Wehrlein ed Evans, con quest'ultimo che ha fatto il sorpasso decisivo soltanto nel giro finale, in una conclusione con le vetture molto compatte nella quale l'ex pilota di Manor e Sauber è riuscito a conservare il secondo posto su Cassidy.
Rowland, Dennis, Vergne, De Vries, Buemi, Vandoorne e Di Grassi hanno completato la zona punti e Cassidy restava in testa alla classifica piloti.

SHANGHAI II: il dodicesimo evento della stagione è stato contraddistinto da un gap di appena un millesimo di secondo tra la pole di Hughes e il secondo tempo di Vandoorne, con a seguire Da Costa, De Vries, Cassidy, Evans.
A una leadership iniziale di Vandoorne è seguita una fase di gara nella quale abbiamo trovato in testa Nato, per poi essere definitivamente sopravanzato da Da Costa, che ha mantenuto la prima piazza fino al traguardo.
Il poleman Hughes ha chiuso secondo, con Nato che si è appropriato del gradino più basso del podio. Cassidy ha allungato in classifica con la quarta posizione, mentre la zona punti è stata completata da Evans, Vandoorne, Vergne, Gunther, Frijns e Rowland.

venerdì 24 maggio 2024

Formula 2 e Formula 3 2024 // Imola

Il weekend di Imola è stato il primo weekend europeo per il campionato di Formula 1, ma anche per Formula 2 e Formula 3, che mancavano ormai dall'Australia. Prima di raccontarvi gli eventi dei due campionati credo sia doveroso procedere ricordandovi la line-up.

ART: Victor Martins, Zak O'Sullivan
PREMA: Oliver Bearman, Andrea Kimi Antonelli
RODIN: Zane Maloney, Ritomo Miyata
DAMS: Jak Crawford, Juan Manuel Correa
INVICTA: Kush Maini, Gabriel Bortoleto
MP MOTORSPORT: Dennis Hauger, Franco Colapinto
VAN AMERSFOORT: Enzo Fittipaldi, Rafael Villagomez
HITECH: Amaury Cordeel, Paul Aron
CAMPOS: Isack Hadjar, Pepe Martì
TRIDENT: Richard Verschoor, Roman Stanek
PHM AIX: Joshua Durksen, Taylor Barnard

Bortoleto ha conquistato la pole position della Formula 2 precedendo Bearman, Hadjar, Antonelli, Durksen, Maloney, Stanek, Aron, Colapinto e Cordeel a completare i primi dieci, ovvero la reverse grid per la sprint.
La gara è iniziata con un incidente che ha coinvolto diverse vetture e ha provocato diversi ritiri. A seguire sono stati Colapinto e Aron a lottare per la vittoria, con Colapinto che ha vinto davanti ad Aron e Maloney a completare il podio.
Cordeel ha chiuso la gara al quarto posto con la zona punti completata da Bearman Bortoleto, Verschoor e Maini.
Barnard era originariamente finito settimo, ma è stato squalificato per irregolarità tecniche.

L'indomani Bearman era in testa alla gara nella sua fase iniziale, ma non è andata bene neanche stavolta, dato che in occasione della sosta ai box ha avuto un problema che l'ha fatto precipitare nelle retrovie.
Gli è succeduto come leader Hadjar, che invece era uscito al primo giro nella gara del giorno precedente, andando a vincere la feature race per la seconda volta consecutiva. Bortoleto e Durksen hanno completato il podio.
La zona punti, che per la gara domenicale è estesa ai primi dieci, ha visto classificarsi dal quarto al decimo posto i seguenti piloti: Antonelli, Colapinto, Aron, Crawford, Correa, Martins e Verschoor.
Curiosità: Martì e Cordeel hanno entrambi perso una ruota non imbullonata al pitstop, entrambi nello stesso giro.

*****

PREMA: Dino Beganovic, Gabriele Minì, Arvid Lindblad
TRIDENT: Leonardo Fornaroli, Sami Meguetounif, Santiago Ramos
MP MOTORSPORT: Tim Tramnitz, Kacper Sztuka, Alex Dunne
CAMPOS: Oliver Goethe, Sebastian Montoya, Mari Boya
HITECH: Luke Browning, Martinius Stenshorne, Cian Shields
JENZER: Charlie Wurz, Max Esterson, Matias Zagazeta
VAN AMERSFOORT: Noel Leon, Sophia Florsch, Tommy Smith
ART: Christian Mansell, Laurenz Van Hoepen, Nikola Tsolov
PHM AIX: Tasanapol Inthraphuvasak, Nikita Bedrin, Joshua Dufek
RODIN: Calum Voisin, Piotr Wisnicki, Joseph Loake

In Formula 3 la reverse grid è composta dai primi dodici, ovvero Ramos, Fornaroli, Megetounif, Lindblad, Beganovic, Minì, Goethe, Van Hoepen, Browning, Tramnitz, Leon, Sztuka, con quest'ultimo partito dalla pole position per la gara sprint.
In una gara che nelle retrovie ha visto vari contatti e ritiri, Sztuka ha concluso soltanto in quinta posizione con Goethe che in finale di gara è andato a vincere davanti a Tramnitz e Leon, con Beganovic al quarto posto.
Tutta la top-10 ottiene punti nella sprint e la seconda parte della top-10 ha visto nell'ordine classificarsi dal sesto posto in poi Minì, Van Hoepen, Lindblad, Bedrin e Ramos.

Fornaroli ha leaderato la prima parte della feature race l'indomani, venendo tuttavia costretto a rallentare da un problema alla vettura. Gli è succeduto Goethe, il quale è statp in testa fino a gara inoltrata, per poi essere superato da Megetounif, che ha portato a casa la vittoria.
Goethe si è classificato in seconda posizione precedendo proprio Fornaroli, con la zona punti completata da Browning, Beganovic, Minì, Lindblad, Ramos, Boya e Montoya. Curiosità: la Florsch ha chiuso dodicesima alle spalle di Tramnitz! Forza Sophia, ce la puoi fare a entrare in zona punti nei prossimi appuntamenti!
A proposito di prossimi appuntamenti, il prossimo è già in corso d'opera, a Montecarlo questo fine settimana.