Avete mai pensato a quanto sarebbe bello se i piloti lottassero per un modesto quarto posto allo stesso modo in cui lotterebbero per il titolo mondiale lungo le curve di Suzuka? Se la risposta è sì, questo è il post che fa per voi. È il famoso post collegato alle tre vittorie consecutive di Nigel Mansell nell'estate del 1991 perché si tratta della terza vittoria, ma Mansell who, perché ci sono due attention seeker che catalizzeranno l'attenzione: si tratta di Ayrton Senna, leader della classifica mondiale, e Alain Prost, che sta alcune posizioni più in basso al volante del celebre "camion". Prima dobbiamo iniziare da Senna: di recente è stato protagonista di un serio incidente in un test, sempre a Hockenheim, nel quale è cappottato (per la seconda volta in pochi mesi - gli era già successo in una sessione in Messico) ed è anche finito in ospedale. Il circuito sembra prestarsi alle uscite di pista, in qualifica c'è anche un brutto incidente che coinvolge la Ligier di Erik Comas. Su iniziativa di Senna, i piloti chiedono che le barriere di pneumatici messe nelle chicane vengano rimpiazzati con dei coni, meno pericolosi in caso di impatto.
Prima della gara c'è quindi una polemica al briefing dei piloti presieduto da Balestre, che si oppone a questa richiesta pur di dare contro a Senna - le scene del suddetto briefing sono visibili all'interno del documentario "Senna" di Asif Kapadia uscito nel 2010, in cui questa polemica viene ampiamente coperta. Alla fine viene fatto votare ai piloti barriere di pneumatici vs coni e tutti votano per i coni. Quindi sono i coni che troveremo in gara e li troveremo in un momento di primissimo livello. Ad ogni modo, occupiamoci di una cosa per volta. La Williams è destinata alla doppietta, anche se per Riccardo Patrese la conquista della seconda posizione è una lunga impresa. Al via si ritrova sesto dietro alle McLaren e alle Ferrari. Risale quarto con un sorpasso su Jean Alesi e una sosta precoce di Gerhard Berger (che era secondo), il quale fermandosi anzitempo perde varie posizioni. Del sestetto di testa Alesi è l'unico che non cambia gomme nel corso della gara, risalendo fino al secondo posto, che poi perderà proprio a vantaggio di Patrese, dopo che questo ha superato i Prosenna.
I due sono piuttosto vicini per tutta la durata della gara, rientrando anche ai box per il cambio gomme nello stesso giro. Le posizioni restano invariate, Senna davanti a Prost, poi Patrese negli scarichi di entrambi. Li supera senza eccessivi problemi e, come specificato, si ritrova a inseguire Alesi e a raggiungerlo in un secondo momento, strappandogli la seconda posizione. Mansell/ Patrese/ Alesi, habemus podio... ma suvvia, a nessuno importa del podio, dateci i duellihhhh con i sorpassihhhh ma soprattutto il sanguehhhh, anzi solo il sanguehhhh, perché Prost sta negli scarichi di Senna, ma non riesce a prendersi l'agognato quarto posto. Poi, a otto giri dalla fine, eccolo che tenta di affiancare Senna. I due non si toccano nemmeno (questo è character development, non lo si può negare), ma ecco che all'improvviso accade il fattaccio: Prost rimane insabbiato. E non in un posto qualsiasi. No, è in un tratto dove ci sono i coni, uno dei quali viene abbattuto da lui stesso. Poetic cinema, per i fangirl standard.
No, non esageriamo, i fangirl standard sono quegli standard che vorrebbero vedere il duello tra i Prosenna terminare pomiciando... e guess what? Ciò è estremamente lontano dall'accadere. Prost non può fare altro che scendere dalla vettura e magari sperare che accada qualcosa, tipo che Senna rimanga senza benzina. Le sue speranze vengono accontentate e Senna si ferma un giro troppo presto: da quarto che era scende settimo. Passa Berger, poi passano quinta e sesta le Jordan di Andrea De Cesaris e Bertrand Gachot. Per il team sponsorizzato Seven Up è un ottimo inizio della seconda parte della stagione, una buona celebrazione della prima gara disputata senza dovere partire dalle prequalifiche a cui dovevano prendere parte nei primi otto gran premi (peraltro superandole brillantemente e superando brillantemente, di solito, anche le qualifiche), prima della riassegnazione dovuta ai risultati ottenuti nella prima metà del campionato. Si può dire che questo team sia stato la sorpresa positiva della stagione, per quanto riguarda il midfield.
Adesso però del midfield ci importa relativamente, la gara finisce e i Prosenna non se le mandano a dire. Prost afferma di essere stato bloccato e che Senna l'ha spinto fuori pista e che è uno scandalo che la FISA non faccia niente contro i top driver mentre i popolani vari vengono multati o penalizzati in caso di incidenti (il contrario di oggi, quasi). Per andare ai microfoni della stampa a litigare a distanza con Prost, Senna indossa un maglioncino color salmone. O ne possiede vari, oppure potrebbe essere lo stesso che indosserà in Francia nel 1992 in occasione della predica fatta a Michael Schumacher! Venendo alle cose che contano in questo contesto, Senna afferma che Prost ha sempre qualcosa di cui lamentarsi e che per colpa di Prost è stato esposto al rischio di un incidente. Il tutto finisce - almeno per ora - con Prost che sostiene che se Senna oserà ancora ostacolarlo, lo butterà fuori pista. La cosa bella è che entrambi parlano di ipotetici incidenti tra di loro come se non avessero mai provocato incidenti tra di loro. La situazione è molto da Coca Cola e popcorn, ma sono in arrivo altri sviluppi: Balestre has entered the chat.
Il presidente della FISA non ha per niente in simpatia Senna e lo sappiamo bene, quindi viene multato per l'incidente. Ma sappiamo altrettanto bene che c'è qualcosa che Balestre ha in simpatia ancora meno di Senna, ovvero il fatto che si possa criticare il suo operato e Prost viene multato a sua volta per la sua affermazione secondo cui la FISA non fa niente contro i top driver. In più i due vengono convocati a un incontro, all'inizio del weekend successivo in Ungheria, per un chiarimento. I due escono dall'incontro circondati da giornalisti, davanti ai quali si stringono la mano e accennano a qualcosa che sembra vagamente un accenno di abbraccio - tutto fake, ma quante fangirl si staranno strappando le mutande... All'Hungaroring c'è una gara di attesa, con duellihhhh senza sorpassi. Senna vince, seppure inseguito dalle Williams - prima Patrese e Mansell, poi solo Mansell, con Patrese distante terzo. Berger e Alesi vanno a punti, così come Ivan Capelli. Gachot ottiene il giro più veloce e pronostica che il successivo gran premio sarà quello della svolta. Non andrà così, ma questa è un'altra storia.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
venerdì 17 giugno 2022
giovedì 16 giugno 2022
Il podio del Royal Trio // GP Spagna 1993
Carissimi lettori, oggi facciamo un viaggio nel 1993 e parliamo di quando il Royal Trio è salito sul podio. O per meglio dire, prima parliamo di quando il Royal Trio sembrava destinato a salire sul podio ma non c'è riuscito, per poi passare a quella volta in cui tutto ha funzionato a dovere. Se vogliamo partire dal tentativo fallito, dobbiamo spostarci al GP di San Marino: sul suolo bagnato imolese destinato ad asciugarsi (è venuto a piovere prima della gara - in passato ho anche visto un video del giorno precedente Rubens Barrichello, degno nipote di nonna Izaura, affermava di prevedere una gara asciutta) c'è in realtà un quartetto di piloti di un certo livello nelle prime quattro posizioni. Non solo: a procacciarsi la leadership è anche il meno quotato di tutti e quattro, sulla Williams numero zero.
Damon Hill si invola al comando inseguito da Ayrton Senna, Alain Prost e Michael Schumacher mandando un saluto a tutti quelli che gli daranno dello scarso vent'anni più tardi. Purtroppo per lui c'è un piccolo intoppo quando di lì a qualche giro giunge il momento di effettuare il cambio gomme ai box, visto l'asciugamento della pista. Inseguito da Prost e Senna (tra la Royal Couple c'è stato un duello che ha portato a uno scambio di posizioni) adesso ce li ha entrambi molto vicini perché ha avuto un problema nella sosta e ha perso molto tempo. Non solo, è anche destinato alla sofferenza: prima infatti viene superato da entrambi i Prosenna in due minuti contati, poi la sua vettura lo abbandona costringendolo al ritiro come se fosse un Gerhard Berger qualsiasi - questo significa che il ferrarista si è ritirato per un guasto, cosa che succederà più avanti anche a Jean Alesi.
Con il ritiro di Hill, il trio Prost/ Senna/ Schumacher si trova nelle prime tre posizioni e tutto potrebbe andare per il meglio... se non fosse che anche la McLaren di Senna, a due terzi di gara, decide di averne abbastanza costringendolo a ritirarsi. Schumacher risale quindi al secondo posto, mentre terzo risale Martin Brundle sulla Ligier. Seguono poi in quarta e quinta posizione le Sauber, anche se Karl Wendlinger è destinato al ritiro, una delle tante vittime dell'altissimo attrition rate di questa gara. J.J.Lehto riesce a proseguire fino a un paio di giri dalla fine, quando rompe il motore: il pilota della Sauber viene comunque classificato quarto, perché i piloti che seguono (Philippe Alliot sulla Larrousse, Fabrizio Barbazza sulla Minardi e Luca Badoer sulla Lola-Scuderia Italia) sono ampiamente doppiati. Sulla pista su cui nel 1991 ha ottenuto il suo unico podio, quindi, Lehto riesce tutto sommato a portarsi a casa una gioia.
Due settimane più tardi si va in Spagna e a Montmelò Hill riesce nuovamente a trollare Prost che, ancora una volta, parte dalla pole ma viene superato al via dal suo compagno di squadra. Hill passa anche qualche giro in testa, venendo tuttavia superato da Prost. Secondo c'è Senna, davanti alle Benetton di Michael Schumacher e Riccardo Patrese, mentre completa la zona punti virtuale Michael Andretti: il pilota della McLaren è ancora a secco di punti, uscito da una serie di ritiri consecutivi. Le Ferrari sono nel frattempo abbastanza in alto mare, il pilota meglio posizionato è Alesi, settimo, che a un certo punto potrebbe anche risalire in sesta posizione a causa di un ritiro illustre, se non fosse che lui stesso si ritira a sua volta più o meno nello stesso momento. Il ritiro illustre è quello di Hill, che fino a metà gara inoltrata si trova negli scarichi di Prost.
Con la sua uscita di scena e con quella di Alesi, è Lehto che risale in sesta posizione, ma il pilota della Sauber non è destinato a vedere la gloria della zona punti: si ritira infatti per un guasto al motore. Tocca quindi ad Alessandro Zanardi risalire al sesto posto, ma ugualmente anche il motore della Lotus non arriva al termine. Il sesto posto andrà a Gerhard Berger, dopo avere superato in extremis la Ligier di Mark Blundell, mentre le prime cinque posizioni, Prost/ Senna/ Schumacher/ Patrese/ Andretti rimangono invariate, non senza un ulteriore colpo di scena. Vi ricordo che siamo nel 1993, in epoca in cui ci si può fermare a cambiare gomme, ma anche no, dipende da come vanno le cose. Senna è uno dei piloti che si fermano e, per di una sosta abbastanza lunga, si ritrova Schumacher molto vicino, verso fine gara. È il ritiro di Zanardi ad allontanarli: Schumacher infatti mette le ruote sull'erba perdendo terreno per evitare la Lotus che emana fiamme.
Finisce così, con la Royal Couple e il Royal Baby nelle prime tre posizioni, con Prost e Schumacher che sul podio ridono e scherzano tra di loro. Dopo lo champagne, Senna è il primo ad allontanarsi, mentre in realtà Prost e Schumacher hanno ancora le bottiglie in mano. Poi le posano e, loro due, dal podio, lanciano giù i cappelli. Ed è così che, in una sera di giugno del 2022, mentre vedo su Youtube queste scene, ho l'impressione che mi si stia sbloccando un ricordo... non un ricordo fabbricato dalla mia mente, ma proprio un ricordo che ho chiaro e definito, ma che non sono mai riuscita a collegare a un evento ben preciso. Inizio a pensare che *quel* ricordo possa effettivamente riferirsi a questo momento, quando da bambina ho chiesto a mia madre se poi i piloti andassero a riprendersi i cappelli che avevano lanciato - avevo cinque anni, anzi se era questa gara neanche ancora compiuti.
Mia mamma mi ha spiegato che i piloti non si riprendevano i cappelli, ma che tra il pubblico c'era chi si portava a casa il cappello dei piloti. Che ci fosse Schumacher su quel podio in tuta gialla me lo ricordo con chiarezza - era uno dei piloti citati anche da mia madre. Però ricordo anche che insieme a lui c'era solo qualcuno in tuta blu. Eppure ho il vago ricordo che mia madre abbia citato anche il nome di Senna oltre che quello di Schumacher. Il fatto che Senna sia salito su quel podio, ma che non me lo ricordo mentre Schumacher e "qualcuno in tuta blu" lanciavano cappelli avrebbe perfettamente senso (e spiegherebbe anche come mai, pur conoscendo il nome di Hill a quei tempi non mi ricordassi Hill sul podio - per qualche motivo ai tempi non conoscevo il nome di Prost, forse perché non aveva gareggiato in maniera continuativa dalla stagione precedente, di lui mi ricordo in prevalenza l'epoca in cui possedeva la sua omonima scuderia epica).
Non potrò mai essere certa di avere assistito alla diretta TV di questo podio, ma all'improvviso ho l'impressione che il primo podio che ricordo sia questo. Sarebbe meraviglioso se fosse così e sarebbe meraviglioso se potessi dire a mia madre che, grazie alle sue parole di una domenica di ventinove anni fa che per qualche motivo mi sono rimaste in testa, sto seriamente pensando di avere visto in diretta televisiva Prost, Senna e Schumacher sullo stesso podio. Mia madre, però, non segue la Formula 1 e sostiene di non esserne mai stata interessata, il che è in contrasto con il fatto che ci siano momenti in cui ricordo di avere seguito la Formula 1 anche con lei da bambina, quindi un minimo di interesse doveva provarlo, ed è anche in contrasto con il fatto con altri piccoli indizi che ho raccolto nel corso del tempo (tipo che si ricorda nomi di piloti anche anni '70 e '80, magari neanche quelli più noti in assoluto).
PS. Qualcuno magari si starà domandando perché non chiedo alla diretta interessata spiegazioni sul suo possibile passato interesse per la Formula 1. Per un motivo specifico: personalmente sono una persona abbastanza riservata sui miei interessi e credo che lei sia altrettanto riservata. I casi sono due, o io ho preso una cantonata micidiale e non gliene è mai importato un fico secco, oppure è qualcosa di cui, per qualche ragione, non vuole parlare, dato che non l'ha mai fatto.
Damon Hill si invola al comando inseguito da Ayrton Senna, Alain Prost e Michael Schumacher mandando un saluto a tutti quelli che gli daranno dello scarso vent'anni più tardi. Purtroppo per lui c'è un piccolo intoppo quando di lì a qualche giro giunge il momento di effettuare il cambio gomme ai box, visto l'asciugamento della pista. Inseguito da Prost e Senna (tra la Royal Couple c'è stato un duello che ha portato a uno scambio di posizioni) adesso ce li ha entrambi molto vicini perché ha avuto un problema nella sosta e ha perso molto tempo. Non solo, è anche destinato alla sofferenza: prima infatti viene superato da entrambi i Prosenna in due minuti contati, poi la sua vettura lo abbandona costringendolo al ritiro come se fosse un Gerhard Berger qualsiasi - questo significa che il ferrarista si è ritirato per un guasto, cosa che succederà più avanti anche a Jean Alesi.
Con il ritiro di Hill, il trio Prost/ Senna/ Schumacher si trova nelle prime tre posizioni e tutto potrebbe andare per il meglio... se non fosse che anche la McLaren di Senna, a due terzi di gara, decide di averne abbastanza costringendolo a ritirarsi. Schumacher risale quindi al secondo posto, mentre terzo risale Martin Brundle sulla Ligier. Seguono poi in quarta e quinta posizione le Sauber, anche se Karl Wendlinger è destinato al ritiro, una delle tante vittime dell'altissimo attrition rate di questa gara. J.J.Lehto riesce a proseguire fino a un paio di giri dalla fine, quando rompe il motore: il pilota della Sauber viene comunque classificato quarto, perché i piloti che seguono (Philippe Alliot sulla Larrousse, Fabrizio Barbazza sulla Minardi e Luca Badoer sulla Lola-Scuderia Italia) sono ampiamente doppiati. Sulla pista su cui nel 1991 ha ottenuto il suo unico podio, quindi, Lehto riesce tutto sommato a portarsi a casa una gioia.
Due settimane più tardi si va in Spagna e a Montmelò Hill riesce nuovamente a trollare Prost che, ancora una volta, parte dalla pole ma viene superato al via dal suo compagno di squadra. Hill passa anche qualche giro in testa, venendo tuttavia superato da Prost. Secondo c'è Senna, davanti alle Benetton di Michael Schumacher e Riccardo Patrese, mentre completa la zona punti virtuale Michael Andretti: il pilota della McLaren è ancora a secco di punti, uscito da una serie di ritiri consecutivi. Le Ferrari sono nel frattempo abbastanza in alto mare, il pilota meglio posizionato è Alesi, settimo, che a un certo punto potrebbe anche risalire in sesta posizione a causa di un ritiro illustre, se non fosse che lui stesso si ritira a sua volta più o meno nello stesso momento. Il ritiro illustre è quello di Hill, che fino a metà gara inoltrata si trova negli scarichi di Prost.
Con la sua uscita di scena e con quella di Alesi, è Lehto che risale in sesta posizione, ma il pilota della Sauber non è destinato a vedere la gloria della zona punti: si ritira infatti per un guasto al motore. Tocca quindi ad Alessandro Zanardi risalire al sesto posto, ma ugualmente anche il motore della Lotus non arriva al termine. Il sesto posto andrà a Gerhard Berger, dopo avere superato in extremis la Ligier di Mark Blundell, mentre le prime cinque posizioni, Prost/ Senna/ Schumacher/ Patrese/ Andretti rimangono invariate, non senza un ulteriore colpo di scena. Vi ricordo che siamo nel 1993, in epoca in cui ci si può fermare a cambiare gomme, ma anche no, dipende da come vanno le cose. Senna è uno dei piloti che si fermano e, per di una sosta abbastanza lunga, si ritrova Schumacher molto vicino, verso fine gara. È il ritiro di Zanardi ad allontanarli: Schumacher infatti mette le ruote sull'erba perdendo terreno per evitare la Lotus che emana fiamme.
Finisce così, con la Royal Couple e il Royal Baby nelle prime tre posizioni, con Prost e Schumacher che sul podio ridono e scherzano tra di loro. Dopo lo champagne, Senna è il primo ad allontanarsi, mentre in realtà Prost e Schumacher hanno ancora le bottiglie in mano. Poi le posano e, loro due, dal podio, lanciano giù i cappelli. Ed è così che, in una sera di giugno del 2022, mentre vedo su Youtube queste scene, ho l'impressione che mi si stia sbloccando un ricordo... non un ricordo fabbricato dalla mia mente, ma proprio un ricordo che ho chiaro e definito, ma che non sono mai riuscita a collegare a un evento ben preciso. Inizio a pensare che *quel* ricordo possa effettivamente riferirsi a questo momento, quando da bambina ho chiesto a mia madre se poi i piloti andassero a riprendersi i cappelli che avevano lanciato - avevo cinque anni, anzi se era questa gara neanche ancora compiuti.
Mia mamma mi ha spiegato che i piloti non si riprendevano i cappelli, ma che tra il pubblico c'era chi si portava a casa il cappello dei piloti. Che ci fosse Schumacher su quel podio in tuta gialla me lo ricordo con chiarezza - era uno dei piloti citati anche da mia madre. Però ricordo anche che insieme a lui c'era solo qualcuno in tuta blu. Eppure ho il vago ricordo che mia madre abbia citato anche il nome di Senna oltre che quello di Schumacher. Il fatto che Senna sia salito su quel podio, ma che non me lo ricordo mentre Schumacher e "qualcuno in tuta blu" lanciavano cappelli avrebbe perfettamente senso (e spiegherebbe anche come mai, pur conoscendo il nome di Hill a quei tempi non mi ricordassi Hill sul podio - per qualche motivo ai tempi non conoscevo il nome di Prost, forse perché non aveva gareggiato in maniera continuativa dalla stagione precedente, di lui mi ricordo in prevalenza l'epoca in cui possedeva la sua omonima scuderia epica).
Non potrò mai essere certa di avere assistito alla diretta TV di questo podio, ma all'improvviso ho l'impressione che il primo podio che ricordo sia questo. Sarebbe meraviglioso se fosse così e sarebbe meraviglioso se potessi dire a mia madre che, grazie alle sue parole di una domenica di ventinove anni fa che per qualche motivo mi sono rimaste in testa, sto seriamente pensando di avere visto in diretta televisiva Prost, Senna e Schumacher sullo stesso podio. Mia madre, però, non segue la Formula 1 e sostiene di non esserne mai stata interessata, il che è in contrasto con il fatto che ci siano momenti in cui ricordo di avere seguito la Formula 1 anche con lei da bambina, quindi un minimo di interesse doveva provarlo, ed è anche in contrasto con il fatto con altri piccoli indizi che ho raccolto nel corso del tempo (tipo che si ricorda nomi di piloti anche anni '70 e '80, magari neanche quelli più noti in assoluto).
PS. Qualcuno magari si starà domandando perché non chiedo alla diretta interessata spiegazioni sul suo possibile passato interesse per la Formula 1. Per un motivo specifico: personalmente sono una persona abbastanza riservata sui miei interessi e credo che lei sia altrettanto riservata. I casi sono due, o io ho preso una cantonata micidiale e non gliene è mai importato un fico secco, oppure è qualcosa di cui, per qualche ragione, non vuole parlare, dato che non l'ha mai fatto.
mercoledì 15 giugno 2022
Indycar 2022: #8 Gran Premio di Road America
Uno degli appuntamenti del weekend appena passato è stato il GP di Road America di Indycar, che ha visto ben ventisette vetture al via, per l'ingresso random del team Paretta, che prenderà parte a un numero ristretto di appuntamenti in questa stagione, con al volante Simona De Silvestro. La sua presenza, associata a quella di Tatiana Calderon, fa sì che per la prima volta dopo parecchio tempo ci siano state di nuovo due donne al via della stessa gara di Indycar (l'ultima volta con due entry femminili era Danica Patrick/ Pippa Mann all'ultima Indy 500 della Patrick già diversi anni fa, ma la Mann non si era qualificata, quindi dobbiamo andare ancora più indietro, probabilmente proprio a quando la De Silvestro gareggiava stabilmente in Indycar).
La pole position è stata ottenuta da Alexander Rossi, precedendo Josef Newgarden, Alex Palou, Marcus Ericsson, Colton Herta e Pato O'Ward nella top-6. Tra questi, due di loro sono stati gli unici ritirati: Palou in un incidente, mentre O'Ward ha avuto un problema tecnico nelle fasi conclusive della gara. Al gruppetto dei quattro restanti si è aggiunto Romain Grosjean, che ha passato praticamente quasi tutta la gara nella top-5, spesso nell'immediato inseguimento del suo best friend forever Ericsson. Non si riscontrano incidenti avvenuti dietro la safety car, sarà che di safety car, per essere una gara di Indycar, ne sono entrate in modo abbastanza contenuto, nonostante la gara fosse iniziata in modo abbastanza caotico.
Al via, infatti, era uscito di pista Johnson, poi rimesso in gara, mentre di lì a poco c'è stata un'uscita di pista di Veekay. Nel frattempo Rossi stava in testa alla gara inseguito da Newgarden e nella prima fase sembrava anche il principale candidato alla vittoria. Non è stato così, dato che nelle fasi successive si è ritrovato a inseguire Newgarden e la situazione è anche peggiorata quando ci sono stati gli ingressi finali della safety car - per il ritiro di O'Ward e poi per un testacoda di Castroneves. Al restart, Ericsson si è procacciato immediatamente il secondo posto, mentre Rossi si è ritrovato negli scarichi Herta e Grosjean, che in precedenza nel corso della gara erano stati protagonisti di un duello piuttosto acceso che si era concluso con un sorpasso di Herta.
Tra i due l'ha spuntata Grosjean che è arrivato quarto, nonostante in un primo momento Rosenqvist si fosse avvicinato a lui e non di poco, ma per il podio non c'è stato niente da fare, il terzo gradino è andato a Rossi. Newgarden, che aveva ormai distaccato tutti, ha vinto senza problemi, mentre Ericsson ha chiuso in seconda posizione, il che fa sì che sia ancora in testa alla classifica, dove è salito dopo la vittoria alla Indy 500 due settimane fa. La gara del suo diretto inseguitore, Will Power, è stata condizionata da un incidente con Devlin DeFrancesco, che l'ha speronato abbastanza in stile torpedo. Willpowahhhh non l'ha presa molto bene e, subito dopo, ha affermato via radio che sarebbe andato a cercare DeFrancesco dopo la fine della gara.
Tutto lasciava presagire una scena da popcorn e Coca Cola dopo la fine della gara, ma non è stato nemmeno necessario aspettare il dopogara. Nel giro d'onore, infatti, Power e DeFrancesco si sono ritrovati vicini e Power gli ha tirato una sportellata. Ciò è avvenuto negli States, quindi non è considerato qualcosa di scandaloso, ma la prassi. Power ha anche scritto su Twitter di essersi chiarito con DeFrancesco, o qualcosa del genere, quindi al momento potremmo essere di fronte a un semplice episodio one-off invece che a una polemica destinata a durare nel tempo. A proposito di tempo e di tempistiche, il prossimo appuntamento sarà tra tre settimane, il primo weekend di luglio, quindi per il momento ci sarà da attendere ancora un po'.
RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Marcus Ericsson (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Romain Grosjean (Andretti), 5. Colton Herta (Andretti), 6. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 7. Scott McLaughlin (Penske), 8. Graham Rahal (Rahal), 9. Scott Dixon (Ganassi), 10. Christian Lundgaard (Rahal), 11. Callum Ilott (Juncos), 12. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 13. Jack Harvey (Rahal), 14. Conor Daly (Carpenter), 15. Takuma Sato (Coyne), 16. David Malukas (Coyne), 17. Rinus Veekay (Carpenter), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Will Power (Penske), 20. Kyle Kirkwood (Foyt), 21. Simona De Silvestro (Paretta), 22. Helio Castroneves (Meyer Shank), 23. Dalton Kellett (Foyt), 24. Jimmie Johnson (Ganassi), 25. Tatiana Calderon (Foyt), Rit. Pato O'Ward (Arrow McLaren), Rit. Alex Palou (Ganassi).
La pole position è stata ottenuta da Alexander Rossi, precedendo Josef Newgarden, Alex Palou, Marcus Ericsson, Colton Herta e Pato O'Ward nella top-6. Tra questi, due di loro sono stati gli unici ritirati: Palou in un incidente, mentre O'Ward ha avuto un problema tecnico nelle fasi conclusive della gara. Al gruppetto dei quattro restanti si è aggiunto Romain Grosjean, che ha passato praticamente quasi tutta la gara nella top-5, spesso nell'immediato inseguimento del suo best friend forever Ericsson. Non si riscontrano incidenti avvenuti dietro la safety car, sarà che di safety car, per essere una gara di Indycar, ne sono entrate in modo abbastanza contenuto, nonostante la gara fosse iniziata in modo abbastanza caotico.
Al via, infatti, era uscito di pista Johnson, poi rimesso in gara, mentre di lì a poco c'è stata un'uscita di pista di Veekay. Nel frattempo Rossi stava in testa alla gara inseguito da Newgarden e nella prima fase sembrava anche il principale candidato alla vittoria. Non è stato così, dato che nelle fasi successive si è ritrovato a inseguire Newgarden e la situazione è anche peggiorata quando ci sono stati gli ingressi finali della safety car - per il ritiro di O'Ward e poi per un testacoda di Castroneves. Al restart, Ericsson si è procacciato immediatamente il secondo posto, mentre Rossi si è ritrovato negli scarichi Herta e Grosjean, che in precedenza nel corso della gara erano stati protagonisti di un duello piuttosto acceso che si era concluso con un sorpasso di Herta.
Tra i due l'ha spuntata Grosjean che è arrivato quarto, nonostante in un primo momento Rosenqvist si fosse avvicinato a lui e non di poco, ma per il podio non c'è stato niente da fare, il terzo gradino è andato a Rossi. Newgarden, che aveva ormai distaccato tutti, ha vinto senza problemi, mentre Ericsson ha chiuso in seconda posizione, il che fa sì che sia ancora in testa alla classifica, dove è salito dopo la vittoria alla Indy 500 due settimane fa. La gara del suo diretto inseguitore, Will Power, è stata condizionata da un incidente con Devlin DeFrancesco, che l'ha speronato abbastanza in stile torpedo. Willpowahhhh non l'ha presa molto bene e, subito dopo, ha affermato via radio che sarebbe andato a cercare DeFrancesco dopo la fine della gara.
Tutto lasciava presagire una scena da popcorn e Coca Cola dopo la fine della gara, ma non è stato nemmeno necessario aspettare il dopogara. Nel giro d'onore, infatti, Power e DeFrancesco si sono ritrovati vicini e Power gli ha tirato una sportellata. Ciò è avvenuto negli States, quindi non è considerato qualcosa di scandaloso, ma la prassi. Power ha anche scritto su Twitter di essersi chiarito con DeFrancesco, o qualcosa del genere, quindi al momento potremmo essere di fronte a un semplice episodio one-off invece che a una polemica destinata a durare nel tempo. A proposito di tempo e di tempistiche, il prossimo appuntamento sarà tra tre settimane, il primo weekend di luglio, quindi per il momento ci sarà da attendere ancora un po'.
RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Marcus Ericsson (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Romain Grosjean (Andretti), 5. Colton Herta (Andretti), 6. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 7. Scott McLaughlin (Penske), 8. Graham Rahal (Rahal), 9. Scott Dixon (Ganassi), 10. Christian Lundgaard (Rahal), 11. Callum Ilott (Juncos), 12. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 13. Jack Harvey (Rahal), 14. Conor Daly (Carpenter), 15. Takuma Sato (Coyne), 16. David Malukas (Coyne), 17. Rinus Veekay (Carpenter), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Will Power (Penske), 20. Kyle Kirkwood (Foyt), 21. Simona De Silvestro (Paretta), 22. Helio Castroneves (Meyer Shank), 23. Dalton Kellett (Foyt), 24. Jimmie Johnson (Ganassi), 25. Tatiana Calderon (Foyt), Rit. Pato O'Ward (Arrow McLaren), Rit. Alex Palou (Ganassi).
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Indycar anni 2020
martedì 14 giugno 2022
Commento al Gran Premio dell'Azerbaijan 2022
Carissimi vanziners desiderosi di vedere Vettel che annuncia il proprio ritiro da tutti i campionati automobilistici, ma soprattutto di briscola e di allevamento api, è giunta l'ora della SoVrApPoSiZiOn3 e in particolare di quella tra il GP dell'Azerbaijan e la 24 Ore di Le Mans. Non vi sembra di essere nel 2016, nel bel mezzo di uno scontro per il titolo tra i Rosbilton, con Vettel in Ferrar-... oh scusate, non volevo triggerarvi, quindi spero possiate riprendervi pensando all'enormità del DRS del pilota più predestinato di tutti i tempi, erede di Schumacher, Senna, Lauda e Fangio (ma poi perché sempre Schumacher, Senna, Lauda e Fangio e mai gente tipo Clark e Hill, oppure Ascari? O ancora meglio Prost quando stava in Renault, perché il rapporto pole position/ rotture di motore sta diventando simile), istigatore di urla vanziniane che partono dalle viscere della cabina di commento e autore di pole position che in genere si traducono in secondi o terzi posti quando va bene.
Voce fuori campo: "Vettura irregolarehhhh!!!111!!!111!!!"
Predestinato: "Irregolare per il miglior tempo?"
Voce fuori campo: "Certo, dovresti essere appesantito dal DRS, con quella misura avrà anche un certo peso."
Vanz: "POLE! POLE! POLE POSITION! POOOOOLE!!!1111!!!11!!!"
Predestinato: "Lo dice il termine stesso. Pole. Palo. È esattamente quello che tengo dentro i miei boxer firmati sopra ai quali indosso pantaloni rossi."
Gangster Rapper: "L'ho sempre detto che non hai buon gusto. Quante volte ti devo ripetere che non devi indossare i boxer, ma mutande striminzite, possibilmente bianche per via del loro effetto vedo non vedo? E soprattutto che sopra le mutande non devi indossare i pantaloni? Vedrai che se ti adegui a questi standard, poi la tua fidanzata non va a farsi ingravidare da Gasly come dicono i rumour."
Predestinato: "Andiamoci piano con questi rumour, hai pensato che potrebbe essere solo la madre surrogata di un ipotetico Baby Lesly? E che il donatore sia il Pokemon perché speriamo che il bambino nasca con gli occhi azzurri?"
Trollando: "Scusate, ma per far nascere un bambino con gli occhi azzurri, non basta fare espessa richiesta sul modulo da compilare prima di inviarlo alla cicogna?"
Predestinato: "Al massimo è da chiedere ai coltivatori di cavoli. Comunque cosa ci fai qui? I bambini come te non dovrebbero parlare di gravidanze e di cicogne, ma andare a giocare con il camion dei pompieri. Quindi vai, se non vuoi che raccontiamo al tuo team principal che cerchi di immischiarti nelle nostre conversazioni da adulti. Sono sicuro che, se glielo riferiamo, ti mette in punizione senza cartoni animati per un mese."
Trollando: "Come fa Steinahhhh con il Piccolo Principe quando sfascia delle macchine aprendole in due."
Steinahhhh: "No, veramente lo faccio denudare e lo frusto, dato che non è un bambino piccolo come te."
Piccolo Principe: "Triggered."
Steinahhhh: "Se vuoi diventare un vero Kmag, non devi essere triggerato. E adesso mettiti in coda come Kmag per andare in pista a cercare di fare un ultimo tentativo al photofinish per andare in Q2, quando sarà ripulita la pista per l'incidente di Strollino."
Voce fuori campo: "C'era già Leclerc in pole, come siamo tornati in Q1? Ormai la maggior parte della gente che cercava di migliorarsi dovrebbe avere visto che non c'era niente da fare e abortito il giro."
L'Autrice(C): "Mi sorprende che tu ancora non lo sappia dopo anni e anni, ma i miei commenti sono strutturati in maniera assolutamente random. Si può passare dal guardare la Q3 all'ascoltare 'Con il nastro rosa' di Battisti - sì, sta per arrivare una parodia se è quello che vi chiedete - al tornare in Q1 senza passare per Perez che ottiene il secondo miglior tempo e batte Verstappino. Quindi direi di passarci ora... e vai di sigla."
Inseguendo una pole nel Principato
Un giorno in cui un muro intanto ho centrato
Quando già credevo di essere spacciato
Ho leaderato
Una frase sciocca, un team order senza senso
Non è arrivato, non è come io la penso
Ma il primo posto era già fin troppo intenso
Sono restato
Chissà chi sei, chissà chi sarai
Chissà che sarà di noi
Lo scopriremo solo bevendo
Comunque adesso ho un po' paura
Di questa ubriacatura
Sta diventando una story vera
Con online shaming già questa sera
Sono a una festa circondato di ragazze
Ce n'è una bionda, sei castane e quattro rosse
Dovessi scegliere studierei dei sorpassi
Alla Rascasse
Come un V3KkYaCçY0 che dovrebbe andare a casa
Che sulla Aston non ha più il casco rosa
E non vorrei aver scambiato un'intrusa
Per la mia sposa
Chissà chi sei, chissà chi sarai
Chissà che sarà di noi
Lo scopriremo solo bevendo
Comunque adesso ho un po' paura
Di questa ubriacatura
Sta diventando una story vera
Con online shaming già questa sera
Venendo alle cose più serie, Leclerc ha ottenuto una pole con una macchina da quarto posto quindi ce l'ha enormehhhh mentre Sainz ha ottenuto un quarto posto con una macchina da pole e ce l'ha piccolohhhh, in mezzo c'erano le Redbull dei Perestappen, poi quinto Russell con tutte le sue -L che precedeva Gasly, Hamilton, Tsunoda, Vettel e Alonso a completare la top-ten. Dopo venivano Norris, Ricciardo, Ocon, Zhou e Bottas, con quest'ultimo che si era salvato in extremis dall'esclusione nella prima manche, toccata a Magnussen, Albon, Latifi, Stroll e Schumacher, di questi Albon non si è migliorato nel finale dopo la bandiera rossa, Latifi e i piloti Haas hanno direttamente abortito il giro e Strollino non c'era perché era stato lui ad avere provocato la bandiera rossa. Prima di provocare la bandiera rossa aveva anche verniciato lievemente una barriera ed era ripartito, venendo criticato per tutto ciò dai vedovi di Vettel, che hanno affermato che il loro Yd0l0 non avrebbe mai fatto niente di tutto ciò. Poi io ho visto anche Vettel andare a verniciare lievemente una barriera, ma naturalmente sono io che ho le visioni, non i vedovi di Vettel che vedono solo ciò che fa comodo alla loro retorica. In questo somigliano molto ai vedovi di Alonso, non c'è da stupirsi che ci sono ferraristi che, dopo anni passati a elogiare l'uno e a screditare l'altro, siano divenuti vedovi di entrambi. Non sono qui per parlare di vedovi, tuttavia, ma per procedere con la gara, perché c'era anche una gara e Perez l'ha iniziata portandosi in testa. Non solo, si è portato in testa davanti a Leclerc e a Verstappen, con Verstappen in zona DRS di Leclerc ma comunque con Leclerc in mezzo a loro: essere una seconda guida e avere dietro un pilota random invece del proprio compagno di squadra è sicuramente una situazione più favorevole che essere in testa davanti al proprio compagno di squadra.
A quel punto tutto sembrava evolversi verso una situazione in cui, avendolo Leclerc già preso in quel posto, sembrava Perez quello destinato a finire in una situazione da prenderlo in quel posto. Poi, però, per la Ferrari è successa una cosa meravigliosa, che ha provocato una situazione da "mondiale in tasca": la possibilità di variare strategia grazie a una virtual safety car dovuta a una vettura con un guasto rimasta ferma in mezzo alle scatole. E non solo, non era una vettura qualsiasi, ma era quella di Sainz! Sembrava il trionfo della giustizia divina, il tappeto rosso che viene steso per il Predestinato dal giusto e auspicabile ritiro di quella nullità del suo compagno di squadra! Non state anche voi vomitando arcobaleni mentre petali di rosa vi escono dagli occhi? Non è una sensazione meravigliosa che ricorderete anche tra tanti anni (o pochi, dipende) quando sarete dei vedovi di Leclerc? Ad ogni modo Leclerc si è fermato ai box, i Redbull Bros no, mettendosi in condizione di dovere rientrare ai box senza virtual safety car quindi perdendo più tempo, quindi ritrovandosi entrambi dietro a Leclerc. Nel frattempo Verstappino si è anche ritrovato davanti a Perez, con un mezzo ordine di scuderia nel mezzo. Dico mezzo ordine di scuderia, perché dai box hanno detto a Perez di levarsi di mezzo, ma non è totalmente chiaro se Perez si sia effettivamente levaato di mezzo o se sia semplicemente stato superato da Verstappen anche senza bisogno di ordini di scuderia. A quel punto, dopo la loro sosta, Leclerc era in testa con un certo vantaggio, c'era solo una grossa domanda, ovvero se le gomme sarebbero durate fino alla fine della gara.
Il motore: "Le gomme non lo so, ma io fino alla fine della gara non duro di sicuro, anzi neanche fino a metà gara. Credo che oggi la Redbull farà doppietta e che Russell salirà sul podio con tutte le sue -L."
Voce fuori campo: "Con il cu*o, con il cu*o, ciao ciao."
L'Autrice(C): "Eh no, queste cose non si dicono. Va bene, ci sono due Redbull in testa, ma nessuna è guidata da Vettel, quindi va bene così."
A proposito di Vettel, era uno dei piloti che si erano fermati ai box al momento della virtual safety car e, lanciatosi all'inseguimento di Ocon, l'aveva superato per poi perdersi per una via di fuga. In quel momento stesso la rana ha fatto un balzo fuori dal taschino della tuta, ha messo le zampe sul volante e con un "cra, cra, cra" urlato a squarciagola ha ripreso la retta via in un nanosecondo, insomma, il contrario di quel famoso video in cui a Montecarlo nel 1995 Schiattarella non riesce più a girarsi dopo un testacoda. La gara di Vettel è proseguita andando a recuperare parte delle posizioni perse (l'unica non recuperata è stata quella sul suo best friend forever Hamilton, da lui superato durante la sosta) e superando di nuovo Ocon, stavolta senza intoppi e 1) in un punto in cui i telecronisti dicevano che era impossibile, 2) in un momento in cui Chinchero(?) l'ha chiamato Leclerc senza che Vanzini se ne accorgesse.
Non è stata comunque la peggiore svista, perché almeno quella era una telecronaca e non la grafica ufficiale. La grafica ufficiale, prima della gara, sosteneva che nelle sei precedenti edizioni del GP di Baku ci fossero stati sei vincitori diversi, senza mai nessuna vittoria ripetuta. In effetti era vero che in ogni edizione c'era stato un vincitore diverso, però il sesto è stato Verstappen, dato che le edizioni precedenti del gran premio erano solo cinque: 2016, 2017, 2018, 2019 e 2021. Quella del 2016 era quella della SoVrApPoSiZiOn3 così come quella di questa stagione, ma di Le Mans ne parleremo in un secondo momento, adesso dobbiamo continuare a occuparci della maestosa affidabilità delle vetture motorizzate Ferrari. A un certo punto, infatti, il Vanz ha osservato come Zhou stesse facendo un'ottima gara, avesse battuto Bottas in qualifica il giorno prima e fosse in zona punti e in quel momento stesso le trombe si sono messe a suonare in onore di Ralf Schumacher in testa alla gara al Nurburgring. Zhou è andato a parcheggiare ai box, mentre Kmag più avanti per un altro problema di affidabilità ha parcheggiato in stile Sainz con un'ulteriore virtual safety car, durante la quale i Redbull Bros hanno fatto una seconda sosta, così come i piloti Mercedes che erano terzo e quinto.
In mezzo a loro c'era Gasly e né lui né Tsunoda si sono fermati ai box, quindi Hamilton si è ritrovato sesto, anche se ha superato Tsunoda subito dopo. Tsunoda comunque era destinato a precipitare nelle retrovie dopo che gli è stata esposta bandiera nera con cerchio arancione (un vecchio cavallo di battaglia di Mazzoni era narrare per filo e per segno cosa fosse) perché il suo DRS si apriva per metà e non si richiudeva bene. Ai box hanno sistemato quello che potevano e l'hanno mandato in pista a tu per tu con Strollino, che Tsunoda ha prontamente staccato. Strollino poi non ha finito la gara, lo si è visto parcheggiare ai box nelle fasi conclusive. Il Gangster Rapper nel frattempo si lanciava all'inseguimento di Gasly, che ha superato poi nelle fasi più avanzate della gara, quando ormai mancavano pochi giri e mentre si lamentava per il mal di schiena provocato dalle oscillazioni della monoposto, con tanto dei telecronisti che ci hanno tenuto a specificare che ciò succede perché è un V3KkYaCçY0.
La gara è terminata così, con una doppietta Redbull e i piloti che adesso sono 1/2 in classifica. Poi, alla sera, è successa una cosa molto pittoresca, ovvero la vittoria di Daniel Suarez in NASCAR. Suarez è fidanzato con Julia Piquet, sorella di Kelly la fidanzata di Verstappino, dovrebbe essere la prima volta nella storia in cui due cognati vincono rispettivamente in Formula 1 e in NASCAR nello stesso giorno.
Multi-L: "La gara è terminata per i Redbull Bros, Autrice(C), non pensare già alla NASCAR che io devo ancora tagliare il traguardo e c'è anche gente che lo taglierà molto dopo di me."
Voce fuori campo: "Tipo quel BrOkK0 del tuo compagno di squadra."
Multi-L: "Naaaahhhh, non è un brocco, ha solo bisogno del deambulatore. Comunque non c'è da preoccuparsi, tra poco finirà all'ospizio e non dovrai più tollerare la sua presenza. Quelli come lui dovrebbero stare tutto il giorno sdraiati a letto a dormire, lamentandosi se qualcuno cerca di svegliarsi."
Gangster Rapper: "Credo che tu abbia travisato. Sono semplicemente un trentasettenne che ha mal di schiena, non il bulldog del suddetto trentasettenne che ha mal di schiena."
Mentre Hamilton affermava di non essere Roscoe anche le ultime vetture iniziavano ad arrivare sulla linea del traguardo, in particolare le McLaren all'inseguimento di Alonso. I due erano su due strategie diverse e c'è stato un mezzo dibattito su potenziali ordini di scuderia per andare a riprendersi Alonso, terminato con l'assenza di ordini di scuderia se non quello di mantenere le posizioni, che Trollando ha cercato di non rispettare. Dani-Smile però gli ha fatto un sorrisone ricordandogli che è ancora un bambino piccolo quindi può farlo rapire dalla cicogna e consegnarlo a eventuali aspiranti genitori che vogliono come figlio un bimbetto brufoloso. Solo a quel punto Trollando si è messo tranquillo.
Brandon Bitch: "Tunz tunz tunz!!!11!!!11!! Ce l'ho enormehhhh!!11!!!11!!!"
Trollando: "E tu chi sei? Non ti conosco. Non conosco nessun surfista, in generale, ma soprattutto non conosco te."
Brendon Bitch: "Sono Brendon Hartley altresì noto come Brendon Bitch, guidavo la Toro Rosso quando tu avevi ancora il ciuccio... o per meglio dire, quando avevi il ciuccio che utilizzi tuttora. Ho anche vinto varie 24 Ore di Le Mans, una delle quali oggi stesso insieme a Sebastien Buemi e a Ryo Hirakawa. Quando ti deciderai a farti una cultura?"
Trollando: "Non conosco neanche Buemi, né il francese, lingua nella quale di sicuro ha l'abitudine di imprecare."
Brendon Bitch: "Certo che sei proprio ignorante come una capra. Buemi è uno che andava all'inferno delle melme della bassa classifica quando usciva in Q1, più o meno nel periodo in cui io ero un cantante pop."
Trollando: "Okay, ne so come prima ma who kers, adesso devo lasciarti, devo correre a lamentarmi del fatto che Dani-Smile ha finito la gara davanti a me. L'ho detto al team che ho paura dei clown, ma loro niente, non gli hanno detto di levarsi di mezzo. Speriamo che abbia ragione il Vanz sul suo destino."
Dani-Smile: "Ovvero rimanere appiedato così come Schumacher?"
Piccolo Principe: "Eh, andiamoci piano con queste illazioni, ti ricordo che io devo passare in Aston Martin perché Vettel si deve ritirare, perché è un V3KkYaCçY0 come te."
Dani-Smile: "V3KkYaCçY un corno, noi ce l'avevamo già enormehhhh quando tu giocavi ancora a golf, decidendo di fare il pilota perché come golfista eri troppo scarso. E visto come sei come pilota, non oso immaginare come giocassi a golf."
Piccolo Principe: "Ringrazia che sono un principe vero e non un principe fake tipo ik Principe dei Poveri, altrimenti ti direi quello che penso di te."
Brendon Bitch: "Come siamo finiti con una polemica immaginaria tra due piloti che non hanno niente a che fare l'uno con l'altro e che menzionano Hulkenberg a caso?"
Dani-Smile: "Da quanto hai lasciato la Formula 1, i commenti di Milly non sono cambiati più di tanto, si vede che ti sei già dimenticato come funzionano le cose qui. Direi comunque che per oggi di cavolate l'Autrice(C) ne ha già pensate e scritte abbastanza, quindi oserei dire che è ora di mettere fine a questo commento, con il risultato del gran premio."
RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. George Russell (Mercedes), 4. Lewis Hamilton (Mercedes), 5. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 6. Sebastian Vettel (Aston Martin), 7. Fernando Alonso (Alpine), 8. Daniel Ricciardo (McLaren), 9. Lando Norris (McLaren), 10. Esteban Ocon (Alpine), 11. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 12. Alex Albon (Williams), 13. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 14. Mick Schumacher (Haas), 15. Nicholas Latifi (Williams), Rit. Lance Stroll (Aston Martin), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Carlos Sainz (Ferrari).
Voce fuori campo: "Vettura irregolarehhhh!!!111!!!111!!!"
Predestinato: "Irregolare per il miglior tempo?"
Voce fuori campo: "Certo, dovresti essere appesantito dal DRS, con quella misura avrà anche un certo peso."
Vanz: "POLE! POLE! POLE POSITION! POOOOOLE!!!1111!!!11!!!"
Predestinato: "Lo dice il termine stesso. Pole. Palo. È esattamente quello che tengo dentro i miei boxer firmati sopra ai quali indosso pantaloni rossi."
Gangster Rapper: "L'ho sempre detto che non hai buon gusto. Quante volte ti devo ripetere che non devi indossare i boxer, ma mutande striminzite, possibilmente bianche per via del loro effetto vedo non vedo? E soprattutto che sopra le mutande non devi indossare i pantaloni? Vedrai che se ti adegui a questi standard, poi la tua fidanzata non va a farsi ingravidare da Gasly come dicono i rumour."
Predestinato: "Andiamoci piano con questi rumour, hai pensato che potrebbe essere solo la madre surrogata di un ipotetico Baby Lesly? E che il donatore sia il Pokemon perché speriamo che il bambino nasca con gli occhi azzurri?"
Trollando: "Scusate, ma per far nascere un bambino con gli occhi azzurri, non basta fare espessa richiesta sul modulo da compilare prima di inviarlo alla cicogna?"
Predestinato: "Al massimo è da chiedere ai coltivatori di cavoli. Comunque cosa ci fai qui? I bambini come te non dovrebbero parlare di gravidanze e di cicogne, ma andare a giocare con il camion dei pompieri. Quindi vai, se non vuoi che raccontiamo al tuo team principal che cerchi di immischiarti nelle nostre conversazioni da adulti. Sono sicuro che, se glielo riferiamo, ti mette in punizione senza cartoni animati per un mese."
Trollando: "Come fa Steinahhhh con il Piccolo Principe quando sfascia delle macchine aprendole in due."
Steinahhhh: "No, veramente lo faccio denudare e lo frusto, dato che non è un bambino piccolo come te."
Piccolo Principe: "Triggered."
Steinahhhh: "Se vuoi diventare un vero Kmag, non devi essere triggerato. E adesso mettiti in coda come Kmag per andare in pista a cercare di fare un ultimo tentativo al photofinish per andare in Q2, quando sarà ripulita la pista per l'incidente di Strollino."
Voce fuori campo: "C'era già Leclerc in pole, come siamo tornati in Q1? Ormai la maggior parte della gente che cercava di migliorarsi dovrebbe avere visto che non c'era niente da fare e abortito il giro."
L'Autrice(C): "Mi sorprende che tu ancora non lo sappia dopo anni e anni, ma i miei commenti sono strutturati in maniera assolutamente random. Si può passare dal guardare la Q3 all'ascoltare 'Con il nastro rosa' di Battisti - sì, sta per arrivare una parodia se è quello che vi chiedete - al tornare in Q1 senza passare per Perez che ottiene il secondo miglior tempo e batte Verstappino. Quindi direi di passarci ora... e vai di sigla."
Inseguendo una pole nel Principato
Un giorno in cui un muro intanto ho centrato
Quando già credevo di essere spacciato
Ho leaderato
Una frase sciocca, un team order senza senso
Non è arrivato, non è come io la penso
Ma il primo posto era già fin troppo intenso
Sono restato
Chissà chi sei, chissà chi sarai
Chissà che sarà di noi
Lo scopriremo solo bevendo
Comunque adesso ho un po' paura
Di questa ubriacatura
Sta diventando una story vera
Con online shaming già questa sera
Sono a una festa circondato di ragazze
Ce n'è una bionda, sei castane e quattro rosse
Dovessi scegliere studierei dei sorpassi
Alla Rascasse
Come un V3KkYaCçY0 che dovrebbe andare a casa
Che sulla Aston non ha più il casco rosa
E non vorrei aver scambiato un'intrusa
Per la mia sposa
Chissà chi sei, chissà chi sarai
Chissà che sarà di noi
Lo scopriremo solo bevendo
Comunque adesso ho un po' paura
Di questa ubriacatura
Sta diventando una story vera
Con online shaming già questa sera
Venendo alle cose più serie, Leclerc ha ottenuto una pole con una macchina da quarto posto quindi ce l'ha enormehhhh mentre Sainz ha ottenuto un quarto posto con una macchina da pole e ce l'ha piccolohhhh, in mezzo c'erano le Redbull dei Perestappen, poi quinto Russell con tutte le sue -L che precedeva Gasly, Hamilton, Tsunoda, Vettel e Alonso a completare la top-ten. Dopo venivano Norris, Ricciardo, Ocon, Zhou e Bottas, con quest'ultimo che si era salvato in extremis dall'esclusione nella prima manche, toccata a Magnussen, Albon, Latifi, Stroll e Schumacher, di questi Albon non si è migliorato nel finale dopo la bandiera rossa, Latifi e i piloti Haas hanno direttamente abortito il giro e Strollino non c'era perché era stato lui ad avere provocato la bandiera rossa. Prima di provocare la bandiera rossa aveva anche verniciato lievemente una barriera ed era ripartito, venendo criticato per tutto ciò dai vedovi di Vettel, che hanno affermato che il loro Yd0l0 non avrebbe mai fatto niente di tutto ciò. Poi io ho visto anche Vettel andare a verniciare lievemente una barriera, ma naturalmente sono io che ho le visioni, non i vedovi di Vettel che vedono solo ciò che fa comodo alla loro retorica. In questo somigliano molto ai vedovi di Alonso, non c'è da stupirsi che ci sono ferraristi che, dopo anni passati a elogiare l'uno e a screditare l'altro, siano divenuti vedovi di entrambi. Non sono qui per parlare di vedovi, tuttavia, ma per procedere con la gara, perché c'era anche una gara e Perez l'ha iniziata portandosi in testa. Non solo, si è portato in testa davanti a Leclerc e a Verstappen, con Verstappen in zona DRS di Leclerc ma comunque con Leclerc in mezzo a loro: essere una seconda guida e avere dietro un pilota random invece del proprio compagno di squadra è sicuramente una situazione più favorevole che essere in testa davanti al proprio compagno di squadra.
A quel punto tutto sembrava evolversi verso una situazione in cui, avendolo Leclerc già preso in quel posto, sembrava Perez quello destinato a finire in una situazione da prenderlo in quel posto. Poi, però, per la Ferrari è successa una cosa meravigliosa, che ha provocato una situazione da "mondiale in tasca": la possibilità di variare strategia grazie a una virtual safety car dovuta a una vettura con un guasto rimasta ferma in mezzo alle scatole. E non solo, non era una vettura qualsiasi, ma era quella di Sainz! Sembrava il trionfo della giustizia divina, il tappeto rosso che viene steso per il Predestinato dal giusto e auspicabile ritiro di quella nullità del suo compagno di squadra! Non state anche voi vomitando arcobaleni mentre petali di rosa vi escono dagli occhi? Non è una sensazione meravigliosa che ricorderete anche tra tanti anni (o pochi, dipende) quando sarete dei vedovi di Leclerc? Ad ogni modo Leclerc si è fermato ai box, i Redbull Bros no, mettendosi in condizione di dovere rientrare ai box senza virtual safety car quindi perdendo più tempo, quindi ritrovandosi entrambi dietro a Leclerc. Nel frattempo Verstappino si è anche ritrovato davanti a Perez, con un mezzo ordine di scuderia nel mezzo. Dico mezzo ordine di scuderia, perché dai box hanno detto a Perez di levarsi di mezzo, ma non è totalmente chiaro se Perez si sia effettivamente levaato di mezzo o se sia semplicemente stato superato da Verstappen anche senza bisogno di ordini di scuderia. A quel punto, dopo la loro sosta, Leclerc era in testa con un certo vantaggio, c'era solo una grossa domanda, ovvero se le gomme sarebbero durate fino alla fine della gara.
Il motore: "Le gomme non lo so, ma io fino alla fine della gara non duro di sicuro, anzi neanche fino a metà gara. Credo che oggi la Redbull farà doppietta e che Russell salirà sul podio con tutte le sue -L."
Voce fuori campo: "Con il cu*o, con il cu*o, ciao ciao."
L'Autrice(C): "Eh no, queste cose non si dicono. Va bene, ci sono due Redbull in testa, ma nessuna è guidata da Vettel, quindi va bene così."
A proposito di Vettel, era uno dei piloti che si erano fermati ai box al momento della virtual safety car e, lanciatosi all'inseguimento di Ocon, l'aveva superato per poi perdersi per una via di fuga. In quel momento stesso la rana ha fatto un balzo fuori dal taschino della tuta, ha messo le zampe sul volante e con un "cra, cra, cra" urlato a squarciagola ha ripreso la retta via in un nanosecondo, insomma, il contrario di quel famoso video in cui a Montecarlo nel 1995 Schiattarella non riesce più a girarsi dopo un testacoda. La gara di Vettel è proseguita andando a recuperare parte delle posizioni perse (l'unica non recuperata è stata quella sul suo best friend forever Hamilton, da lui superato durante la sosta) e superando di nuovo Ocon, stavolta senza intoppi e 1) in un punto in cui i telecronisti dicevano che era impossibile, 2) in un momento in cui Chinchero(?) l'ha chiamato Leclerc senza che Vanzini se ne accorgesse.
Non è stata comunque la peggiore svista, perché almeno quella era una telecronaca e non la grafica ufficiale. La grafica ufficiale, prima della gara, sosteneva che nelle sei precedenti edizioni del GP di Baku ci fossero stati sei vincitori diversi, senza mai nessuna vittoria ripetuta. In effetti era vero che in ogni edizione c'era stato un vincitore diverso, però il sesto è stato Verstappen, dato che le edizioni precedenti del gran premio erano solo cinque: 2016, 2017, 2018, 2019 e 2021. Quella del 2016 era quella della SoVrApPoSiZiOn3 così come quella di questa stagione, ma di Le Mans ne parleremo in un secondo momento, adesso dobbiamo continuare a occuparci della maestosa affidabilità delle vetture motorizzate Ferrari. A un certo punto, infatti, il Vanz ha osservato come Zhou stesse facendo un'ottima gara, avesse battuto Bottas in qualifica il giorno prima e fosse in zona punti e in quel momento stesso le trombe si sono messe a suonare in onore di Ralf Schumacher in testa alla gara al Nurburgring. Zhou è andato a parcheggiare ai box, mentre Kmag più avanti per un altro problema di affidabilità ha parcheggiato in stile Sainz con un'ulteriore virtual safety car, durante la quale i Redbull Bros hanno fatto una seconda sosta, così come i piloti Mercedes che erano terzo e quinto.
In mezzo a loro c'era Gasly e né lui né Tsunoda si sono fermati ai box, quindi Hamilton si è ritrovato sesto, anche se ha superato Tsunoda subito dopo. Tsunoda comunque era destinato a precipitare nelle retrovie dopo che gli è stata esposta bandiera nera con cerchio arancione (un vecchio cavallo di battaglia di Mazzoni era narrare per filo e per segno cosa fosse) perché il suo DRS si apriva per metà e non si richiudeva bene. Ai box hanno sistemato quello che potevano e l'hanno mandato in pista a tu per tu con Strollino, che Tsunoda ha prontamente staccato. Strollino poi non ha finito la gara, lo si è visto parcheggiare ai box nelle fasi conclusive. Il Gangster Rapper nel frattempo si lanciava all'inseguimento di Gasly, che ha superato poi nelle fasi più avanzate della gara, quando ormai mancavano pochi giri e mentre si lamentava per il mal di schiena provocato dalle oscillazioni della monoposto, con tanto dei telecronisti che ci hanno tenuto a specificare che ciò succede perché è un V3KkYaCçY0.
La gara è terminata così, con una doppietta Redbull e i piloti che adesso sono 1/2 in classifica. Poi, alla sera, è successa una cosa molto pittoresca, ovvero la vittoria di Daniel Suarez in NASCAR. Suarez è fidanzato con Julia Piquet, sorella di Kelly la fidanzata di Verstappino, dovrebbe essere la prima volta nella storia in cui due cognati vincono rispettivamente in Formula 1 e in NASCAR nello stesso giorno.
Multi-L: "La gara è terminata per i Redbull Bros, Autrice(C), non pensare già alla NASCAR che io devo ancora tagliare il traguardo e c'è anche gente che lo taglierà molto dopo di me."
Voce fuori campo: "Tipo quel BrOkK0 del tuo compagno di squadra."
Multi-L: "Naaaahhhh, non è un brocco, ha solo bisogno del deambulatore. Comunque non c'è da preoccuparsi, tra poco finirà all'ospizio e non dovrai più tollerare la sua presenza. Quelli come lui dovrebbero stare tutto il giorno sdraiati a letto a dormire, lamentandosi se qualcuno cerca di svegliarsi."
Gangster Rapper: "Credo che tu abbia travisato. Sono semplicemente un trentasettenne che ha mal di schiena, non il bulldog del suddetto trentasettenne che ha mal di schiena."
Mentre Hamilton affermava di non essere Roscoe anche le ultime vetture iniziavano ad arrivare sulla linea del traguardo, in particolare le McLaren all'inseguimento di Alonso. I due erano su due strategie diverse e c'è stato un mezzo dibattito su potenziali ordini di scuderia per andare a riprendersi Alonso, terminato con l'assenza di ordini di scuderia se non quello di mantenere le posizioni, che Trollando ha cercato di non rispettare. Dani-Smile però gli ha fatto un sorrisone ricordandogli che è ancora un bambino piccolo quindi può farlo rapire dalla cicogna e consegnarlo a eventuali aspiranti genitori che vogliono come figlio un bimbetto brufoloso. Solo a quel punto Trollando si è messo tranquillo.
Brandon Bitch: "Tunz tunz tunz!!!11!!!11!! Ce l'ho enormehhhh!!11!!!11!!!"
Trollando: "E tu chi sei? Non ti conosco. Non conosco nessun surfista, in generale, ma soprattutto non conosco te."
Brendon Bitch: "Sono Brendon Hartley altresì noto come Brendon Bitch, guidavo la Toro Rosso quando tu avevi ancora il ciuccio... o per meglio dire, quando avevi il ciuccio che utilizzi tuttora. Ho anche vinto varie 24 Ore di Le Mans, una delle quali oggi stesso insieme a Sebastien Buemi e a Ryo Hirakawa. Quando ti deciderai a farti una cultura?"
Trollando: "Non conosco neanche Buemi, né il francese, lingua nella quale di sicuro ha l'abitudine di imprecare."
Brendon Bitch: "Certo che sei proprio ignorante come una capra. Buemi è uno che andava all'inferno delle melme della bassa classifica quando usciva in Q1, più o meno nel periodo in cui io ero un cantante pop."
Trollando: "Okay, ne so come prima ma who kers, adesso devo lasciarti, devo correre a lamentarmi del fatto che Dani-Smile ha finito la gara davanti a me. L'ho detto al team che ho paura dei clown, ma loro niente, non gli hanno detto di levarsi di mezzo. Speriamo che abbia ragione il Vanz sul suo destino."
Dani-Smile: "Ovvero rimanere appiedato così come Schumacher?"
Piccolo Principe: "Eh, andiamoci piano con queste illazioni, ti ricordo che io devo passare in Aston Martin perché Vettel si deve ritirare, perché è un V3KkYaCçY0 come te."
Dani-Smile: "V3KkYaCçY un corno, noi ce l'avevamo già enormehhhh quando tu giocavi ancora a golf, decidendo di fare il pilota perché come golfista eri troppo scarso. E visto come sei come pilota, non oso immaginare come giocassi a golf."
Piccolo Principe: "Ringrazia che sono un principe vero e non un principe fake tipo ik Principe dei Poveri, altrimenti ti direi quello che penso di te."
Brendon Bitch: "Come siamo finiti con una polemica immaginaria tra due piloti che non hanno niente a che fare l'uno con l'altro e che menzionano Hulkenberg a caso?"
Dani-Smile: "Da quanto hai lasciato la Formula 1, i commenti di Milly non sono cambiati più di tanto, si vede che ti sei già dimenticato come funzionano le cose qui. Direi comunque che per oggi di cavolate l'Autrice(C) ne ha già pensate e scritte abbastanza, quindi oserei dire che è ora di mettere fine a questo commento, con il risultato del gran premio."
RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. George Russell (Mercedes), 4. Lewis Hamilton (Mercedes), 5. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 6. Sebastian Vettel (Aston Martin), 7. Fernando Alonso (Alpine), 8. Daniel Ricciardo (McLaren), 9. Lando Norris (McLaren), 10. Esteban Ocon (Alpine), 11. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 12. Alex Albon (Williams), 13. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 14. Mick Schumacher (Haas), 15. Nicholas Latifi (Williams), Rit. Lance Stroll (Aston Martin), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Carlos Sainz (Ferrari).
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F1 stagione 2022,
GP Azerbaijan
lunedì 13 giugno 2022
In ricordo di Riccardo Paletti /// 15.06.1958 - 13.06.1982
Oggi è il 13 giugno 2022 e mi sembra doveroso ricordare Riccardo Paletti, deceduto esattamente quarant'anni fa in un incidente avvenuto al GP del Canada. Il pilota milanese aveva esordito, dopo un'esperienza relativamente breve in Formula 3 e Formula 2, nel campionato di Formula 1 proprio in quella stagione con l'Osella, team di fondo classifica, come compagno di squadra di Jean-Pierre Jarier, che diversamente da lui aveva diversi anni di esperienza nella massima serie. Quello del Canada era l'ottavo appuntamento della stagione, ma era soltanto la terza volta che Paletti si qualificava per un gran premio, la seconda che prendeva il via e la prima che partiva dalla griglia di partenza. Era infatti riuscito per la prima volta a qualificarsi per la prima volta al GP di San Marino, il quarto della stagione, ma a causa di un problema è stato costretto a partire dai box, per una gara che comunque non risulta essere durata molto a lungo (risulta ritirato dopo appena sette giri percorsi).
Al GP degli Stati Uniti Est, disputato a Detroit appena una settimana prima dello sventurato evento di Montreal, sembrava andare meglio, ma è andata peggio. Dopo una serie di altre non qualificazioni/ non prequalificazioni, infatti, è riuscito a centrare la qualifica per la seconda volta (stavolta battendo effettivamente delle vetture, ad Imola si era qualificato d'ufficio perché, causa boicottaggio di numerosi team per via di una faccenda accaduta nel GP del Brasile da inserirsi nello scontro FISA vs FOCA, erano presenti molto meno delle ventisei vetture che potevano essere ammesse alla griglia), ma ha avuto un incidente piuttosto pesante nel warm-up della domenica mattina, tanto che la sua vettura non poteva essere utilizzata per la gara. In teoria doveva partire con il muletto, ma quando si è avuto un guasto sulla vettura di Jarier, a quest'ultimo la squadra ha deciso di affidare il muletto.
Al GP del Canada, soltanto una settimana più tardi, sembrava giunto finalmente il suo momento per rifarsi, quando è riuscito a conquistare la seconda qualificazione consecutiva. La gara partiva alle 16.15 ora locale (quindi indicativamente nella serata italiana). Sulla prima fila c'erano la Ferrari di Didier Pironi e la Renault di René Arnoux. Al momento del via la Ferrari si è spenta, mentre dal lato della Renault tutto andava regolarmente. Sarebbe un tipo di situazione che al giorno d'oggi provocherebbe un aborted start, ma ai tempi c'erano semafori meno tecnologici quindi ciò non era possibile - però in teoria almeno le bandiere gialle esistevano, ma non se ne sono viste, anche se forse non avrebbero cambiato le cose. A quel punto si è scatenato il caos, anche se in un primissimo momento nulla di troppo devastante, solo Raoul Boesel (che curiosamente in precedenza in quel weekend era stato protagonista di una rissa con Chico Serra dopo un incidente), Roberto Guerrero ed Eliseo Salazar che si colpivano di striscio.
Poi è sopraggiunto Paletti, che partiva dall'ultima fila e che a quel punto aveva la vista ostruita dalle altre vetture incidentate e ha centrato in pieno il posteriore della vettura ferma di Pironi, coinvolgendo a qualche titolo anche Geoff Lees. L'impatto è devastante, l'Osella ne esce distrutta e tutto lascia pensare che le ferite riportate da Paletti nello schianto gli siano state fatali. Dopo, infatti, la vettura ha preso fuoco, i soccorsi sono stati lenti e non c'erano nemmeno estintori adatti a gestire una situazione di quel tipo, un'altra pagina oscura della Formula 1 degli anni '80. Alla fine, dopo quasi un'ora, Riccardo Paletti è stato infine caricato sull'elicottero e portato in ospedale, dove è stato in seguito dichiarato morto (indicativamente mentre veniva in seguito disputata la gara). Aveva ventitré anni, ne avrebbe compiuti ventiquattro soltanto due giorni più tardi.
La seconda partenza è avvenuta di lì a due ore, con gli altri piloti incidentati che sono ripartiti sui muletti con la sola eccezione di Lees che non aveva una vettura disponibile. Era assente anche Jarier, in quanto l'Osella ha ritirato la sua altra vettura dal proseguimento dell'evento. La vittoria è andata a Nelson Piquet, risalito in testa alla gara già nelle prime fasi, precedendo il compagno di squadra Riccardo Patrese, che in un primo momento si trovava ben lontano dalla zona punti, ma è risalito anche a causa di problemi e ritiri altrui (entrambe le Renault si sono ritirate, René Arnoux per un testacoda e Alain Prost per un guasto - si trovavano al momento in seconda e terza posizione). Andrea De Cesaris ha occupato a lungo la terza posizione, mentre il suo compagno di squadra Bruno Giacomelli si era invece ritirato in un incidente con Nigel Mansell in cui l'inglese ha riportato la frattura di un polso.
Il pilota dell'Alfa Romeo, tuttavia, ha finito il carburante prima che finisse la gara, stessa sorte toccata anche a Eddie Cheever e Derek Daly che in precedenza si trovavano in quarta e sesta posizione. John Watson, da quinto che era, è risalito al terzo posto, mentre Elio De Angelis e Marc Surer sono risaliti al quarto e al quinto posto. De Cesaris è stato classificato in sesta posizione, in quanto le altre vetture ancora in pista al momento della bandiera a scacchi erano doppiate di diversi giri. Si è conclusa così una triste giornata per il motorsport, che ha visto ancora una volta la perdita di un giovane pilota. Se non altro, negli anni a seguire, la sicurezza era destinata a migliorare e, dopo questo evento, nessun pilota è più deceduto durante un weekend di gara fino al GP di San Marino 1994 (anche se è comunque da segnalare la morte di De Angelis nel 1986, avvenuta durante un test privato).
Al GP degli Stati Uniti Est, disputato a Detroit appena una settimana prima dello sventurato evento di Montreal, sembrava andare meglio, ma è andata peggio. Dopo una serie di altre non qualificazioni/ non prequalificazioni, infatti, è riuscito a centrare la qualifica per la seconda volta (stavolta battendo effettivamente delle vetture, ad Imola si era qualificato d'ufficio perché, causa boicottaggio di numerosi team per via di una faccenda accaduta nel GP del Brasile da inserirsi nello scontro FISA vs FOCA, erano presenti molto meno delle ventisei vetture che potevano essere ammesse alla griglia), ma ha avuto un incidente piuttosto pesante nel warm-up della domenica mattina, tanto che la sua vettura non poteva essere utilizzata per la gara. In teoria doveva partire con il muletto, ma quando si è avuto un guasto sulla vettura di Jarier, a quest'ultimo la squadra ha deciso di affidare il muletto.
Al GP del Canada, soltanto una settimana più tardi, sembrava giunto finalmente il suo momento per rifarsi, quando è riuscito a conquistare la seconda qualificazione consecutiva. La gara partiva alle 16.15 ora locale (quindi indicativamente nella serata italiana). Sulla prima fila c'erano la Ferrari di Didier Pironi e la Renault di René Arnoux. Al momento del via la Ferrari si è spenta, mentre dal lato della Renault tutto andava regolarmente. Sarebbe un tipo di situazione che al giorno d'oggi provocherebbe un aborted start, ma ai tempi c'erano semafori meno tecnologici quindi ciò non era possibile - però in teoria almeno le bandiere gialle esistevano, ma non se ne sono viste, anche se forse non avrebbero cambiato le cose. A quel punto si è scatenato il caos, anche se in un primissimo momento nulla di troppo devastante, solo Raoul Boesel (che curiosamente in precedenza in quel weekend era stato protagonista di una rissa con Chico Serra dopo un incidente), Roberto Guerrero ed Eliseo Salazar che si colpivano di striscio.
Poi è sopraggiunto Paletti, che partiva dall'ultima fila e che a quel punto aveva la vista ostruita dalle altre vetture incidentate e ha centrato in pieno il posteriore della vettura ferma di Pironi, coinvolgendo a qualche titolo anche Geoff Lees. L'impatto è devastante, l'Osella ne esce distrutta e tutto lascia pensare che le ferite riportate da Paletti nello schianto gli siano state fatali. Dopo, infatti, la vettura ha preso fuoco, i soccorsi sono stati lenti e non c'erano nemmeno estintori adatti a gestire una situazione di quel tipo, un'altra pagina oscura della Formula 1 degli anni '80. Alla fine, dopo quasi un'ora, Riccardo Paletti è stato infine caricato sull'elicottero e portato in ospedale, dove è stato in seguito dichiarato morto (indicativamente mentre veniva in seguito disputata la gara). Aveva ventitré anni, ne avrebbe compiuti ventiquattro soltanto due giorni più tardi.
La seconda partenza è avvenuta di lì a due ore, con gli altri piloti incidentati che sono ripartiti sui muletti con la sola eccezione di Lees che non aveva una vettura disponibile. Era assente anche Jarier, in quanto l'Osella ha ritirato la sua altra vettura dal proseguimento dell'evento. La vittoria è andata a Nelson Piquet, risalito in testa alla gara già nelle prime fasi, precedendo il compagno di squadra Riccardo Patrese, che in un primo momento si trovava ben lontano dalla zona punti, ma è risalito anche a causa di problemi e ritiri altrui (entrambe le Renault si sono ritirate, René Arnoux per un testacoda e Alain Prost per un guasto - si trovavano al momento in seconda e terza posizione). Andrea De Cesaris ha occupato a lungo la terza posizione, mentre il suo compagno di squadra Bruno Giacomelli si era invece ritirato in un incidente con Nigel Mansell in cui l'inglese ha riportato la frattura di un polso.
Il pilota dell'Alfa Romeo, tuttavia, ha finito il carburante prima che finisse la gara, stessa sorte toccata anche a Eddie Cheever e Derek Daly che in precedenza si trovavano in quarta e sesta posizione. John Watson, da quinto che era, è risalito al terzo posto, mentre Elio De Angelis e Marc Surer sono risaliti al quarto e al quinto posto. De Cesaris è stato classificato in sesta posizione, in quanto le altre vetture ancora in pista al momento della bandiera a scacchi erano doppiate di diversi giri. Si è conclusa così una triste giornata per il motorsport, che ha visto ancora una volta la perdita di un giovane pilota. Se non altro, negli anni a seguire, la sicurezza era destinata a migliorare e, dopo questo evento, nessun pilota è più deceduto durante un weekend di gara fino al GP di San Marino 1994 (anche se è comunque da segnalare la morte di De Angelis nel 1986, avvenuta durante un test privato).
EDIT - Ho appena letto che, poco dopo la seconda partenza, Brian Henton dopo essere finito fuori è stato rimesso in pista da una gru, come Hamilton al GP d'Europa 2007 celebre per Marcus Winkelhock brevemente in testa. E il 13 giugno è anche il compleanno di Winkelhock.
domenica 12 giugno 2022
Mancate SoVrApPoSiZiOnY urticanti e taxi driver improvvisati // GP Francia e Gran Bretagna 1991
Disclaimer: l'Autrice(C) è consapevole di dovere approfondire tematiche bollenti tipo la SoVrApPoSiZiOn3, ma lo farà a tempo debito. Oggi vi parlerà di fatti avvenuti nei weekend successivi alla 24 Ore di Le Mans nel lontano 1991, peraltro vinta da due piloti che disputavano al contempo il mondiale di Formula 1 insieme a un ex prequalificatore della Formula 1: i soggetti in questione sono Volker Weidler, che è appunto il non prequalificato/ non qualificato dei late 80s a cui mi riferivo, oltre che Johnny Herbert (pilota della Lotus, che ha preso il posto di Julian Bailey e che prima della fine della statione sarà occasionalmente sostituito da Michael Bartels) e Bertrand Gachot (pilota della Jordan, di cui immagino conosciate la storia). Dopo questo collegamento con la 24 Ore di Le Mans che si inserisce nel contesto del weekend odierno direi che possiamo procedere con il fulcro di questo post. Vi invito quindi a smettere un attimo di imprecare per la SoVrApPoSiZiOn3 a cui abbiamo assistito e a seguirmi!
Un po' di tempo fa abbiamo parlato del 1991, delle prime quattro vittorie stagionali ottenute da Ayrton Senna, dopodiché una ciascuno per Nelson Piquet e Riccardo Patrese. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Nigel Mansell, nel corso della stagione è destinato a diventare uno dei concorrenti al titolo. Come? Essenzialmente vincendo tre gran premi dietro fila subito dopo il ritorno in Europa. È esattamente ciò che intendo raccontarvi, se vorrete seguirmi per Magny-Cours, Silverstone e Hockenheim. Direi di andare con ordine e di partire dal GP di Francia, dove è Alain Prost a bordo del "camion" di Maranello a uscire davanti alla prima curva e ad appropriarsi della leadership. Mansell lo insegue da vicino e lo supera like a boss mentre entrambi devono vedersela con dei doppiati. Poi subisce undercut al momento dei cambi gomme, quindi deve di nuovo superare Prost ancora più like a boss, sempre mentre ci sono di mezzo dei doppiati che sembrano decisamente badare più ai fatti loro.
Senna chiude in terza posizione, dopo una gara passata ad andare più piano del dovuto a causa di problemi con il quantitativo di carburante. Sempre meglio che finire la gara dopo sei giri per problemi di varia natura, destino toccato al suo compagno di squadra Gerhard Berger, che dopo appena sei giri appunto ha dovuto ritirarsi lasciando la quarta piazza nelle mani di Jean Alesi. Il ferrarista numero 28 (non importa quante gare del 1991 commenterò, non mi ci abituerò mai, Alesi per me è il 27) si porta anche negli scarichi di Senna verso la fine, ma non c'è niente da fare: la spunta il pilota McLaren e va sul podio insieme a Mansell e Prost, cosa che lo renderà sicuramente molto felice. Quinto posto per un Patrese in difficoltà e sesta la Jordan di Andrea De Cesaris protagonista di una notevole rimonta dal fondo dopo un contatto nella prima parte di gara. Il suo compagno di squadra Bertrand Gachot, invece, è uscito di pista già al primo giro, ritirandosi.
In Gran Bretagna, a casa di Mansell, Senna decide di partire like a boss e di prendersi la leadership... Mansell non ne è molto soddisfatto, ma lo supera like a boss e si porta in testa. In un primo momento Roberto Moreno sulla Benetton è terzo, ma non si possono avere gioie, quindi viene superato in breve tempo da Berger - protagonista al via di una collisione con Patrese costata il ritiro al pilota della Williams - e dalle due Ferrari. Poi scivola indietro e a un certo punto si ritira anche per un guasto. Le Ferrari frattanto inseguono Berger ma non lo superano. Alesi invece supera Prost dopo un incontro abbastanza ravvicinato. I due in seguito supereranno Berger e proseguiranno imperterriti per la propria strada. O meglio, Prost proseguirà (risalendo anche terzo dopo una sosta di Berger, che poi inizierà una rimonta che lo riporterà nelle zone alte della classifica), Alesi a un certo punto si troverà a doppiare la Lola di Aguri Suzuki e il doppiaggio non finirà bene.
A onore del vero specifico che prima del ritiro di Alesi, Prost ha un momento da quattro volte campione del mondo doc, infatti fa un breve testacoda, seppure senza conseguenze. Poi, dopo il ritiro di Alesi, fora su un detrito lasciato da un incidente piuttosto notevole di De Cesaris, rientra ai box e dopo essere tornato in pista si ritrova in un rispettabile quarto posto alle spalle di Berger, che poi diviene terzo, così come Berger risale secondo, quando Senna finisce la benzina un giro prima che finisca la gara, venendo classificato quarto - la zona punti è completata da Piquet e Gachot, che sono entrambi doppiati. A questo punto accade una scena iconica: lo storico passaggio di Mansell a Senna, quando nel corso del giro d'onore se lo ritrova a bordo pista, una scena da tanto ammmmore. Senna si siede da un lato e accarezza il casco di Mansell. Poi ci è stato raccontato che allontana un commissario di percorso convinto che farsi scarrozzare sia troppo pericoloso...
E invece no, quel tizio ha tutta l'aria di essere in realtà un tifoso che, come altri, ha fatto invasione di pista per acclamare Mansell! I Sensell proseguono quindi verso il parc fermé ma prima di concludere il giro d'onore ecco che sbucano fuori altri tifosi. Uno di questi fa anche il photobomber abbassandosi i pantaloni - le vecchie immagini non fanno capire se si sia limitato a mostrare le mutande o abbia proprio mostrato il fondoschiena - subito dietro alle due vetture. Ho trovato un video del passaggio dei Sensell con telecronaca italiana (c'è solo il giro d'onore) e Poltronieri, già più allegro e divertito del solito, sembra essere decisamente divertito da ciò a cui sta assistendo. Senna non penso che sia molto divertito in realtà... e a peggiorare la situazione anche al successivo GP di Germania ancora una volta finirà la benzina un giro prima della fine della gara, scendendo dal quarto al settimo posto, il tutto mentre la Williams metterà a segno una doppietta di cui presto vi racconterò.
PS. Sì, lo so, all'inizio vi avevo detto che vi avrei raccontato di *tutte* e tre le vittorie di Mansell in questo post, ma penso che il GP di Germania ne meriti assolutamente uno a parte, dato vi si respira un'aria moooolto giapponese.
Un po' di tempo fa abbiamo parlato del 1991, delle prime quattro vittorie stagionali ottenute da Ayrton Senna, dopodiché una ciascuno per Nelson Piquet e Riccardo Patrese. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Nigel Mansell, nel corso della stagione è destinato a diventare uno dei concorrenti al titolo. Come? Essenzialmente vincendo tre gran premi dietro fila subito dopo il ritorno in Europa. È esattamente ciò che intendo raccontarvi, se vorrete seguirmi per Magny-Cours, Silverstone e Hockenheim. Direi di andare con ordine e di partire dal GP di Francia, dove è Alain Prost a bordo del "camion" di Maranello a uscire davanti alla prima curva e ad appropriarsi della leadership. Mansell lo insegue da vicino e lo supera like a boss mentre entrambi devono vedersela con dei doppiati. Poi subisce undercut al momento dei cambi gomme, quindi deve di nuovo superare Prost ancora più like a boss, sempre mentre ci sono di mezzo dei doppiati che sembrano decisamente badare più ai fatti loro.
Senna chiude in terza posizione, dopo una gara passata ad andare più piano del dovuto a causa di problemi con il quantitativo di carburante. Sempre meglio che finire la gara dopo sei giri per problemi di varia natura, destino toccato al suo compagno di squadra Gerhard Berger, che dopo appena sei giri appunto ha dovuto ritirarsi lasciando la quarta piazza nelle mani di Jean Alesi. Il ferrarista numero 28 (non importa quante gare del 1991 commenterò, non mi ci abituerò mai, Alesi per me è il 27) si porta anche negli scarichi di Senna verso la fine, ma non c'è niente da fare: la spunta il pilota McLaren e va sul podio insieme a Mansell e Prost, cosa che lo renderà sicuramente molto felice. Quinto posto per un Patrese in difficoltà e sesta la Jordan di Andrea De Cesaris protagonista di una notevole rimonta dal fondo dopo un contatto nella prima parte di gara. Il suo compagno di squadra Bertrand Gachot, invece, è uscito di pista già al primo giro, ritirandosi.
In Gran Bretagna, a casa di Mansell, Senna decide di partire like a boss e di prendersi la leadership... Mansell non ne è molto soddisfatto, ma lo supera like a boss e si porta in testa. In un primo momento Roberto Moreno sulla Benetton è terzo, ma non si possono avere gioie, quindi viene superato in breve tempo da Berger - protagonista al via di una collisione con Patrese costata il ritiro al pilota della Williams - e dalle due Ferrari. Poi scivola indietro e a un certo punto si ritira anche per un guasto. Le Ferrari frattanto inseguono Berger ma non lo superano. Alesi invece supera Prost dopo un incontro abbastanza ravvicinato. I due in seguito supereranno Berger e proseguiranno imperterriti per la propria strada. O meglio, Prost proseguirà (risalendo anche terzo dopo una sosta di Berger, che poi inizierà una rimonta che lo riporterà nelle zone alte della classifica), Alesi a un certo punto si troverà a doppiare la Lola di Aguri Suzuki e il doppiaggio non finirà bene.
A onore del vero specifico che prima del ritiro di Alesi, Prost ha un momento da quattro volte campione del mondo doc, infatti fa un breve testacoda, seppure senza conseguenze. Poi, dopo il ritiro di Alesi, fora su un detrito lasciato da un incidente piuttosto notevole di De Cesaris, rientra ai box e dopo essere tornato in pista si ritrova in un rispettabile quarto posto alle spalle di Berger, che poi diviene terzo, così come Berger risale secondo, quando Senna finisce la benzina un giro prima che finisca la gara, venendo classificato quarto - la zona punti è completata da Piquet e Gachot, che sono entrambi doppiati. A questo punto accade una scena iconica: lo storico passaggio di Mansell a Senna, quando nel corso del giro d'onore se lo ritrova a bordo pista, una scena da tanto ammmmore. Senna si siede da un lato e accarezza il casco di Mansell. Poi ci è stato raccontato che allontana un commissario di percorso convinto che farsi scarrozzare sia troppo pericoloso...
E invece no, quel tizio ha tutta l'aria di essere in realtà un tifoso che, come altri, ha fatto invasione di pista per acclamare Mansell! I Sensell proseguono quindi verso il parc fermé ma prima di concludere il giro d'onore ecco che sbucano fuori altri tifosi. Uno di questi fa anche il photobomber abbassandosi i pantaloni - le vecchie immagini non fanno capire se si sia limitato a mostrare le mutande o abbia proprio mostrato il fondoschiena - subito dietro alle due vetture. Ho trovato un video del passaggio dei Sensell con telecronaca italiana (c'è solo il giro d'onore) e Poltronieri, già più allegro e divertito del solito, sembra essere decisamente divertito da ciò a cui sta assistendo. Senna non penso che sia molto divertito in realtà... e a peggiorare la situazione anche al successivo GP di Germania ancora una volta finirà la benzina un giro prima della fine della gara, scendendo dal quarto al settimo posto, il tutto mentre la Williams metterà a segno una doppietta di cui presto vi racconterò.
PS. Sì, lo so, all'inizio vi avevo detto che vi avrei raccontato di *tutte* e tre le vittorie di Mansell in questo post, ma penso che il GP di Germania ne meriti assolutamente uno a parte, dato vi si respira un'aria moooolto giapponese.
sabato 11 giugno 2022
Il glorioso compleanno di Jean Alesi // GP Canada 1995
Oggi è l'11 Giugno e credo sia il giorno migliore per parlare di un evento di un certo livello accaduto ventisette anni fa sul circuito di Montreal. Correva l'anno 1995 e quel giorno tra una cosa e l'altra era il compleanno di Jean Alesi. Il ferrarista partiva dalla quinta piazza della griglia, dietro al poleman Michael Schumacher su Benetton, alle Williams di Damon Hill e David Coulthard e alla Ferrari del compagno di squadra Gerhard Berger. La gara è partita con gli Schumill che mantenevano le posizioni, mentre dietro Johnny Herbert su Benetton e Mika Hakkinen su McLaren venivano a contatto: doppio ritiro per entrambi, mezzi dei commissari che giravano per la pista e tra una cosa e l'altra ci siamo ritrovati anche Coulthard in testacoda, sembra sia uscito da solo mentre si trovava davanti alle due Ferrari in lotta tra di loro, mentre Alesi superava Berger.
La gara procedeva con Schumacher che staccava tutti e le Ferrari in trenino dietro a Hill. Prima Alesi e poi Berger sono riusciti comunque a superarlo portandosi secondo e terzo nel corso della gara, quando ancora non era arrivato il momento del rifornimento. Le Jordan di Rubens Barrichello ed Eddie Irvine, a una certa distanza, completavano la zona punti virtuale, dalla quale Berger è stato il primo a uscire: dopo problemi durante la sosta ai box il pilota numero 28 è tornato in pista più indietro di diverse posizioni, preceduto anche dalle Ligier di Olivier Panis e Martin Brundle, ritrovandosi a dovere inseguire quest'ultimo nel tentativo di rimontare posizioni. Il ritiro di Hill, costretto a parcheggiare la propria monoposto dopo una rottura, ha fatto risalire Berger da ottavo a settimo, un sorpasso su Brundle adesso valeva la zona punti.
Poi, all'improvviso, ecco il plot twist nell'ultimo stint di gara: Schumacher ha rallentato, venendo superato dai doppiati Brundle e Berger, e si è diretto lentamente verso i box. Aveva un problema al cambio(?), che tuttavia si è risolto nella sosta: tornato in pista settimo, è andato avanti a giri veloci fino alla fine del gran premio, ma in apparenza ben lontano dalla zona punti. Alla fine, tuttavia, è riuscito a chiudere quinto, quando un attacco di Berger nei confronti di Brundle si è tradotto in una speronata e hanno raggiunto l'elevato numero di ritirati (solo nove vetture hanno ultimato la gara, dal sesto al nono posto la Footwork di Gianni Morbidelli, la Tyrrell di Mika Salo, la Minardi di Luca Badoer e la Footwork di Taki Inoue), avvicinandosi peraltro parecchio alla Ligier di Panis che ha completato la gara al quarto posto.
Veniamo adesso al podio, perché sui gradini più bassi c'erano Barrichello e Irvine, piuttosto vicini tra di loro nella fase finale della gara, mentre la vittoria se la stava aggiudicando nientemeno che Alesi. Il pilota della Ferrari, in genere perseguitato dalla iella, aveva visto la situazione ribaltarsi e, invece di essere lui ad avere un guasto mentre era in testa, era lui a salire in testa per un guasto toccato al precedente leader! Non solo, era anche destinato ad essere acclamato da chiunque e stava per ottenere quella che si sarebbe rivelata la sua unica vittoria in Formula 1 non a bordo di una vettura qualsiasi ma della Ferrari numero 27 (e per giunta a "casa" di Gilles Villeneuve). Bei tempi quando un pilota poteva vincere un unico gran premio in carriera ed essere comunque amato dal fanbase, sarebbe bello fosse così anche al giorno d'oggi.
Mentre Barrichello celebrava il secondo posto agitando una bandiera brasiliana che in apparenza teneva per ogni evenienza nell'abitacolo, il giro d'onore di Alesi giungeva a un improvviso stop in quanto rimasto a corto di benzina. Proprio in quei frangenti è passato di lì Schumacher che l'ha scarrozzato per il tratto restante. Caricato sulla vettura di Schumacher, Alesi ha trascorso tutto il percorso mostrandosi piuttosto irrequieto, praticamente si sbracciava e saltellava come se non ci fosse un domani, rischiando di essere disarcionato. Poi è giunto finalmente in zona podio, sul quale Barrichello era in stato di evidente euforia, un po' come se sapesse che per quel giorno il secondo posto era il massimo a cui poteva ambire. Per una prima vittoria in carriera epica, la strada era ancora piuttosto lunga, nel suo caso, ma sarebbe arrivata.
La gara procedeva con Schumacher che staccava tutti e le Ferrari in trenino dietro a Hill. Prima Alesi e poi Berger sono riusciti comunque a superarlo portandosi secondo e terzo nel corso della gara, quando ancora non era arrivato il momento del rifornimento. Le Jordan di Rubens Barrichello ed Eddie Irvine, a una certa distanza, completavano la zona punti virtuale, dalla quale Berger è stato il primo a uscire: dopo problemi durante la sosta ai box il pilota numero 28 è tornato in pista più indietro di diverse posizioni, preceduto anche dalle Ligier di Olivier Panis e Martin Brundle, ritrovandosi a dovere inseguire quest'ultimo nel tentativo di rimontare posizioni. Il ritiro di Hill, costretto a parcheggiare la propria monoposto dopo una rottura, ha fatto risalire Berger da ottavo a settimo, un sorpasso su Brundle adesso valeva la zona punti.
Poi, all'improvviso, ecco il plot twist nell'ultimo stint di gara: Schumacher ha rallentato, venendo superato dai doppiati Brundle e Berger, e si è diretto lentamente verso i box. Aveva un problema al cambio(?), che tuttavia si è risolto nella sosta: tornato in pista settimo, è andato avanti a giri veloci fino alla fine del gran premio, ma in apparenza ben lontano dalla zona punti. Alla fine, tuttavia, è riuscito a chiudere quinto, quando un attacco di Berger nei confronti di Brundle si è tradotto in una speronata e hanno raggiunto l'elevato numero di ritirati (solo nove vetture hanno ultimato la gara, dal sesto al nono posto la Footwork di Gianni Morbidelli, la Tyrrell di Mika Salo, la Minardi di Luca Badoer e la Footwork di Taki Inoue), avvicinandosi peraltro parecchio alla Ligier di Panis che ha completato la gara al quarto posto.
Veniamo adesso al podio, perché sui gradini più bassi c'erano Barrichello e Irvine, piuttosto vicini tra di loro nella fase finale della gara, mentre la vittoria se la stava aggiudicando nientemeno che Alesi. Il pilota della Ferrari, in genere perseguitato dalla iella, aveva visto la situazione ribaltarsi e, invece di essere lui ad avere un guasto mentre era in testa, era lui a salire in testa per un guasto toccato al precedente leader! Non solo, era anche destinato ad essere acclamato da chiunque e stava per ottenere quella che si sarebbe rivelata la sua unica vittoria in Formula 1 non a bordo di una vettura qualsiasi ma della Ferrari numero 27 (e per giunta a "casa" di Gilles Villeneuve). Bei tempi quando un pilota poteva vincere un unico gran premio in carriera ed essere comunque amato dal fanbase, sarebbe bello fosse così anche al giorno d'oggi.
Mentre Barrichello celebrava il secondo posto agitando una bandiera brasiliana che in apparenza teneva per ogni evenienza nell'abitacolo, il giro d'onore di Alesi giungeva a un improvviso stop in quanto rimasto a corto di benzina. Proprio in quei frangenti è passato di lì Schumacher che l'ha scarrozzato per il tratto restante. Caricato sulla vettura di Schumacher, Alesi ha trascorso tutto il percorso mostrandosi piuttosto irrequieto, praticamente si sbracciava e saltellava come se non ci fosse un domani, rischiando di essere disarcionato. Poi è giunto finalmente in zona podio, sul quale Barrichello era in stato di evidente euforia, un po' come se sapesse che per quel giorno il secondo posto era il massimo a cui poteva ambire. Per una prima vittoria in carriera epica, la strada era ancora piuttosto lunga, nel suo caso, ma sarebbe arrivata.
PS. Ci tengo a specificare che sul podio, quando è iniziato l'inno italiano e giù il team iniziava a fare confusione, Alesi ha iniziato a fare gesti da direttore d'orchestra. Non so se ai tempi sia stato criticato per questo, ma in ogni caso vedo che altri non si sono inventati niente... Tutto inizia e tutto finisce con Alesi. Poi certo, nel "tutto finisce" sono incluse anche molte gare che finiscono anzitempo, ma non si può avere tutto dalla vita!
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