martedì 12 ottobre 2021

Tutti sanno dello sciopero, ma com'è andata dopo? Gran Premio del Sudafrica - Kyalami 1982

Cosa fate voi alla domenica sera dopo avere visto la differita del gran premio e avere cenato? Qualora la vostra risposta non sia "guardo il Gran Premio del Sudafrica 1982 che è stato caricato di recente su Youtube con telecronaca Rai", credo sia doveroso condurvi insieme a me nella riscoperta di questa gloriosa perla avvenuta in un'epoca gloriosa e romantica, anche se purtroppo non è stato narrato, quantomeno durante la gara stessa, per filo e per segno tutto quello che è successo nei giorni antecedenti alla gara, che tuttavia sono piuttosto risaputi. È infatti il weekend del famoso sciopero dei piloti a causa della polemica con Balestre sulle clausole per il possesso della superlicenza, con tanto di trenta piloti che hanno dormito all'interno di una sola stanza.

Gli aneddoti sugli eventi accaduti in quella stanza ormai sono sparsi un po' ovunque, comunque riassumendo pare che: De Angelis e Villeneuve abbiano suonato il pianoforte, Giacomelli abbia spiegato come si produce una bomba artigianale, Reutemann abbia russato, la fidanzata di Guerrero abbia fatto irruzione nella stanza insieme al manager del pilota, Lauda abbia dormito con il cappello in testa condividendo il letto con Patrese... e Tambay abbia fatto commenti in salsa mpreg sul letto condiviso da Villeneuve e Prost. In tutto ciò non sono riuscita a capire se Tambay fosse presente allo sciopero o se abbia fatto questi commenti da fangirl informata dei fatti, dato che in teoria risulterebbe iscritto (e poi ritirato) al gran premio come pilota della Arrows, ma solo dopo che Surer si è rotto una gamba nelle prove libere.

Sta di fatto che le prove libere si sono svolte regolarmente, così come un'unica sessione di qualifiche e si svolge regolarmente anche la gara, con un numero di giri piuttosto alto perché il circuito è breve, con l'altitudine che rimescola i valori(?), con i motori turbo che vanno forte ma nessuno che abbia le idee molto chiare sulla tenuta dei turbo. Arnoux parte dalla pole position in una top-6 fatta di vetture turbo rimescolate che si mettono elegantemente in fila per team subito dopo la partenza. Troviamo quindi le due Renault di Arnoux e Prost, le due Ferrari di Villeneuve e Pironi, le due Brabham di Patrese e Piquet... e tutto ciò dura esattamente per un paio di minuti, perché poi vediamo una Brabham che va a sbattere. È Piquet. O meglio, vediamo una Brabham che ha già sbattuto ed è Piquet.

Nel frattempo è già uscito di pista anche Jarier sull'Osella, con scarsissima soddisfazione da parte di tutta la gente che circonda Mario Poltronieri all'interno della cabina di commento. È infatti accerchiato in quei momenti da Enzo Osella, titolare del team, da Paletti, secondo pilota del team (che Poltronieri riferisce fare un "gesto di disappunto" nel vedere il compagno di squadra andare a sbattere), nonché da Palazzoli, team principal(?) del team stesso nonché futuro inviato della Rai qualche anno più tardi. Il ruolo di tutti costoro sembra essere quello di aiutare Poltronieri a reperire le informazioni da comunicare in telecronaca, dato che siamo nel 1982 quindi il "contagiri" con i distacchi lascia desiderare come al solito, o forse un po' più del solito, essendo puntualmente in ritardo di svariati giri.

Torniamo a Piquet e alla testa della gara. Con il suo ritiro le vetture turbo rimangono cinque, le Williams cercano di insidiare quella di Patrese, in un primo momento ci riescono, ma Patrese torna in quinta piazza, perché i turbo vanno like a boss, almeno finché vanno. Il turbo della vettura di Villeneuve circa dieci minuti più tardi esplode in una nuvola di fumo e le vetture turbo adesso sono quattro. Le quattro vetture restanti, di lì a poco, iniziano a effettuare i doppiaggi, con le Renault che fanno il vuoto e Poltronieri che osserva a più riprese come sia il team favorito per il mondiale. L'arte della gufata, quella bella, e aggiunge anche che è la squadra con le vetture più affidabili. Però è un telecronista di classe, descrive anche Borgudd come "un pilota abbastanza valido".

Borgudd più avanti cercherà di smentirlo finendo in testacoda e facendo numerose manovre per rimettersi nel senso giusto regalando un breve siparietto esilarante. Guida una Tyrrell ma non mi sembra che sia sponsorizzata Candy: un grande spreco per lo sponsor. Ad ogni modo questo è un flashforward, concentriamoci sul fatto che Prost "ha rotto gli indugi" (cit.) e supera Arnoux portandosi in testa alla gara. Poi Patrese rientra ai box e si ritira, ha dei problemi di natura imprecisata: le vetture turbo presenti in pista sono adesso solo tre. Qualche giro più tardi anche Pironi rientra ai box, ora le vetture turbo sono solo due, anzi sono due e mezzo perché esce dai box dopo avere cambiato gomme. Intanto per le Renault proseguono i doppiaggi e ci sono problemi di collegamento, dato che arrivano le immagini ma non la narrazione.

Prima che la voce di Poltronieri sparisse, abbiamo avuto modo di sentirlo intervistare Fabi a proposito del fatto che abbia disertato in corso d'opera lo sciopero dei piloti. Il pilota, debuttante alla Toleman e non qualificato per problemi tecnici durante le qualifiche stesse, racconta di come abbia preso la sua decisione in accordo con il team perché non era d'accordo con le ragioni degli altri piloti. Quando Poltronieri gli chiede se i suoi rapporti con gli altri piloti siano comunque buoni, dà una risposta da manuale... ovvero che i suoi rapporti con gli altri piloti sono pessimi, ma in compenso è in ottimi rapporti con tutti i team principal! Voci di corridoio sul web di anni recenti, tra parentesi, narrano sia fuggito dallo sciopero calandosi dalla finestra del bagno, ma sembra che lui abbia smentito, stando a quanto dicono gli articoli e chi cita gli articoli stessi.

In assenza di Poltronieri a portare avanti la cronaca è un giornalista nello studio della Rai che sta guardando la gara in TV (o quantomeno deve farlo adesso) ed elenca gli avvenimenti in modo un po' casuale (anche perché verosimilmente prima si stava occupando d'altro), dato che obiettivamente parlando la regia non è per niente d'aiuto e il contagiri arriva in ritardo di secoli. Parlando dei piloti della Brabham, osserva che "sono venuti a mancare". Prego Piquet e Patrese, correte immediatamente a grattarvi e fatelo con particolare dedizione. Frattanto pare che dietro alle Renault, ma molto dietro, ci siano le Williams di Reutemann e Rosberg e le McLaren di Watson e Lauda. Pare, perché le inquadrature non sono d'aiuto né tantomeno ci sono distacchi certi forniti dal contagiri. Anzi, oltre ai distacchi certi non sono chiare nemmeno le posizioni.

Poi a metà gara Prost fora la posteriore destra, la vettura è sbilanciata e l'anteriore sinistra non tocca terra. Questo significa che, testualmente, è in bilico su due ruote... non proprio, dal punto di vista letterale, ma facciamo finta di sì. Così facendo rientra ai box e grazie alla "meravigliosa" regia scompare letteralmente nel nulla. Finché non sarà inquadrato parecchio tempo dopo non sappiamo nemmeno se è in pista oppure no. Quello che è certo è che adesso Arnoux è leader e sembra l'unica vettura a pieni giri presente in pista. O almeno così lo dà il contagiri, esattamente un minuto prima di affermare che a pieni giri c'è un'intera top-6, cosa più probabile, nella quale le posizioni sembrano variare a caso con il regista che sembra avere perso completamente la cognizione degli eventi dato che riesce a perdersi tutto.

Abbiamo di fatto un solo motore turbo in testa alla gara, c'è Arnoux che ha un vantaggio abissale anche se sta rallentando e non riesce a staccare il doppiato Alboreto che lo segue "come un angelo custode" (cit. Poltronieri), mentre secondo c'è Reutemann. Anzi no, secondo c'è Pironi che non si sa bene quando ha superato varie vetture compresa quella di Reutemann, quindi abbiamo due turbo nelle prime due posizioni. Anzi, no, Reutemann ha perso anche la terza piazza superato da Prost che adesso è terzo, ugualmente risalito fino a lì senza che vedessimo come, e con qualcuno in cabina di commento che sostiene che non sia a pieni giri, in realtà. Però lo è, o almeno così sostengono i cronometristi, sempre ammesso che a Kyalami ci siano dei cronometristi. Insomma, di fatto abbiamo quello che conta è che ci sono tre turbo nelle prime tre posizioni.

Vediamo tra le varie cose una Ligier fermarsi più di una volta ai box e poi ritirarsi. Si tratta di Laffite, anche perché Cheever "l'americanino di Roma" (cit.) si è già ritirato da tempo, così come alcuni altri piloti, un numero lievemente inferiore agli standard del periodo. Oltre a quelli già citati sono infatti fuori solo Mansell per incidente nei primi giri e Warwick per un problema tecnico. Ci sono ancora diciotto vetture in pista, anzi diciassette perché Pironi rientra ai box per un guasto al motore e quindi rimangono solo due vetture turbo nelle prime due posizioni. Nel box della Ferrari viene peraltro inquadrato nel frattempo anche un individuo in mutande. O quantomeno indossa un paio di pantaloncini che hanno le dimensioni di un paio di mutande. L'identità del soggetto in questione non viene chiarita né vi viene dato peso, l'ho notato solo io.

Ci sono Arnoux e Prost primo e secondo e poi all'improvviso ci troviamo con Prost primo e Arnoux secondo, io non sono nemmeno riuscita ad accorgermene... l'ho già detto che le immagini sono confusionarie e la regia si perde qualsiasi azione, come se tutto ciò che conta sia stato il numero di Borgudd? A peggiorare la situazione Reutemann sorpassa Arnoux nelle fasi conclusive della gara ma non ne veniamo informati dalle immagini e anzi, lo stesso Poltronieri dopo la bandiera a scacchi ha dei dubbi sul risultato e si augura che venga chiarito da una classifica definitiva, anche se per il momento non arrivano neppure classifiche provvisorie. Nel dubbio manda addirittura Palazzoli a sentire nel box della Ferrari se i loro cronometristi sappiano qual è il risultato della gara. Le quantità di trash a cui stiamo assistendo sono agghiaccianti.

Ad ogni modo qui possiamo andare dritti al punto, dato che il risultato è stato ufficializzato da quasi quarant'anni. Prost, Reutemann e Arnoux sono i primi tre, in esatto ordine, mentre Lauda, Rosberg e Watson completano la zona punti, il che significa che Lauda ha superato almeno i due che gli stanno dietro. Seguono Alboreto, De Angelis, Salazar, Winkelhock, Giacomelli, Mass, De Cesaris, Daly, Boesel, Borgudd e Serra. Il podio è una specie di balcone sul quale si scende dall'alto. Non fanno vedere come si scenda, ma prima che inquadrino i piloti sul podio, sul podio c'è una scala a pioli, quindi suppongo sia quello il mezzo con cui ci arrivano. Sul gradino più alto, Prost arriva alla stessa altezza di Reutemann che è sul gradino del secondo classificato. Comunque è in buona compagnia, la statura di Arnoux sembra analoga a quella di Prost.

E poi, statura a parte, sono tutti in ottima compagnia, dato che una hostess viene a consegnare i trofei e distribuire baci a tutti i presenti. Perfino Reutemann sembra esaltarsi in quel momento, dato che passa dall'essere imbambolato al versare champagne dentro al trofeo di Prost. Poi tutto finisce e il gran premio successivo si svolgerà in Argentina... anzi no, il gran premio d'Argentina salterà e quello seguente sarà due mesi dopo in Brasile. Ma questa è un'altra storia e non intendo raccontarvela, anche perché non è un gran premio che ho visto di recente né al momento l'ho incluso nella mia lista mentale di 1) gran premi must watch, 2) gran premi da commentare assolutamente sul blog. Non so quale sarà il prossimo che commenterò, però: non sono disorganizzata, ma mi piace andare contro la mia stessa organizzazione. E poi le scelte migliori sono quelle che vengono d'impulso, come quando ho deciso per Kyalami 1982.

EDIT - piccola precisazione a proposito di Giacomelli, la questione delle bombe artigianali è riportata sul sito francese di statistiche che ho già menzionato a volte. Secondo altre fonti avrebbe parlato del terrorismo in Italia. Ne deduco che verosimilmente ha spiegato come i terroristi fabbricassero le bombe.



lunedì 11 ottobre 2021

Commento al Gran Premio di Turchia 2021

Benvenuti all'Istanbul Park, dove la scivolosità della pista fa sì che il motorsport si fonda con il pattinaggio artistico. In questo weekend avrebbe dovuto svolgersi il Gran Premio del Giappone, dove esattamente otto anni fa giungeva la notizia della morte di Maria De Villota, ex tester della Marussia ed ex coach di Carlito. In assenza del Giappone, in Redbull hanno deciso di portare una livrea celebrativa bianca in onore della Honda nonostante fossero in Turchia, con l'intento di tornare in testa alla classifica piloti. Lo scorso evento, infatti, il Prosciuttello Gangster era risalito in testa, con due punti di vantaggio su Verstappino. Stavolta l'impresa era possibile, il Prosciuttello ha sostituito componenti del motore e doveva scontare in griglia dieci posizioni di retrocessione. Ottenendo il miglior tempo è partito undicesimo, il meglio possibile per questa occasione. La pole è stata assegnata d'ufficio al Vampiro Famelico, davanti a Verstappino, ai Lesly, al Divino Ferni, a Checo, a Trollando, a Strollino e al Minuscolo Samurai. Anche Crazy Frog si è appropriato di una posizione davanti al suo best friend forever Prosciuttello Gangster, mentre erano usciti in sua compagnia Oki, Multi-L, il Piccolo Principe (che il Vanz ha "elogiato" sostenendo che l'impegno può compensare la mancanza di talento), nonché Carlito Fanboyz uscito in pista a quel punto solo per dare la scia al Predestinatohhhh dovendo scontare una retrocessione a fondo griglia per sostituzione del motore, in compagnia di Dani-Smile che aveva preceduto la marmotta del Quebec, Pantene, Iceman, dodici lumache, ventisette tartarughe, quattro bradipi, otto agricoltori sul trattore, sedici nonni con il cappello, tredici apecar, infine Manzotin, il cui ruolo nel motorsport sembra essere quello di cercare di ricordare che le reverse grid sarebbero una gran cavolata.
Vampiro Famelico: "Intanto si è fatta domenica ed è la giornata internazionale del porridge, quindi dite a tutti quelle piattole che ho intorno che non hanno nessuna possibilità di vincere questo gran premio."
Sulla pista umida si è portato subito in prima posizione, seguito da Verstappino e dal Predestinatohhhh, mentre il Pokemon speronava il Divino Ferni.
Divino Ferni: "Come osi?! Mi hai girato come un Crazy Frog qualsiasi. Adesso sarò costretto a speronare il primo che passa."
Piccolo Principe: "Perché proprio io? Mi hai mandato nelle ultime posizioni dietro a Manzotin e c'è pure una marmotta assassina del Quebec che mi ruggisce nelle orecchie."
Divino Ferni: "Vai tranquillo, quella marmotta riuscirà a superare te e il tuo compare molto presto. Tu, invece, per passare davanti al tuo compagno di squadra, dovrai andare di overcut, ma dopo lo staccherai di parecchi secondi come avveniva un tempo."
Piccolo Principe: "Cos'altro hai letto nella sfera di cristallo?"
Divino Ferni: "Che il mio fanboy rimonterà un sacco di posizioni facendo eccitare il Vanz specie nel momento in cui sorpasserà Crazy Frog. Anzi, sto pensando a quanto sarebbe triste la Formula 1 senza Crazy Frog per il Vanz. Non potrebbe più immaginarsi il suo ritiro, né compiacersi per ogni sorpasso che subisce."
Crazy Frog: "Ferni, cosa vuoi?"
Divino Ferni: "Ti pregherei, quando ti rivolgi a me, di anteporre al mio nome il mio titolo nobiliare di Divino, oltre che di non intralciare Carlito mentre ti sorpassa. Anzi, no, intralcialo finché vuoi, lo troverei molto divertente."
Crazy Frog: "Come sei kattivohhhh. Perché vuoi spezzare il cuore al tuo adoratore? E soprattutto perché non taci? Il Vanz sta enunciando teorie del kompl8 secondo cui il Samurai avrebbe cercato di tenersi dietro il Prosciuttello per compiacere la Redbull, mentre gli Strolris avrebbero opposto meno resistenza per compiacere la Mercedes che fornisce i motori alle loro macchine. Insomma, è un po' come se nessuno ci tenesse alla sua gara. E come se io fossi stato superato in due secondi contati dal Prosciuttello perché sono l'unico scarso."
Divino Ferni: "Perché, sei convinto che il Vanz la pensi diversamente? E adesso vai a montare le slick e girati di centottanta gradi trovandoti a novanta."
Il Prosciuttello era già quinto avendo superato anche il Pokemon, quando si iniziava a parlare di cambi gomme. Tutti erano partiti sulle intermedie, la pioggia era ai minimi storici, ma la pista era scivolosa. Crazy Frog ha tentato la carta delle slick ma se ne è pentito subito. Procedendo a passo di lumaca e rischiando di girarsi a ogni passo (ma non si è girato) è tornato in pitlane e ha messo un nuovo set di intermedie.
Prosciuttello Gangster: "Perché nessuno parla del mio duello ruota contro ruota con una Redbull bianca?"
Checo: "Ma soprattutto perché nessuno parla di me? Sono io che sto duellando ruota contro ruota con te e non è una cosa che capita tutti i giorni. E ancora meno spesso mi capita di uscire vincitore dal suddetto duello."
Prosciuttello Gangster: "Questo dialogo non è realistico."
Checo: "Hai ragione. YOU HAVE TO LEAVE THE SPACE, ALL THE TIME YOU HAVE TO LEAVE THE SPACE!"
Prosciuttello Gangster: "Concordo e penso la stessa cosa di te. Perché non hai steso il tappeto rosso? Crazy Frog l'avrebbe fatto, al posto tuo."
Checo: "Crazy Frog non sarebbe stato in quarta posizione, al mio posto. Per lui o non si fanno punti o si va direttamente a podio senza mezze misure, non si accontenterebbe di una quarta piazza come un Hulkenberg qualsiasi."
Davanti la top-5 sembrava stabile e dietro in sesta posizione c'era il Pokemon sia prima di scontare la penalità per il contatto con il Divino Ferni sia dopo.
Divino Ferni: "Ma intanto sei stato penalizzato e ciò mi soddisfa."
Piccolo Principe: "A proposito di penalità, anch'io sono piuttosto soddisfatto."
Divino Ferni: "Taci e non intralciare i miei colleghi che ti stanno doppiando."
Piccolo Principe: "Ti sbagli, quello che intralcia i tuoi colleghi che lo doppiano non sono io."
Prosciuttello Gangster: "Manzotin levati altrimenti ti trasformo in carne di soia in scatola."
Manzotin: "Ma ho la visiera sporca perché voi mi ci spruzzate la pioggia, non posso fare altrimenti."
Verstappino, il Vampiro Famelico e Checo sono fuggiti ai box, mentre il Predestinatohhhh stava in prima posizione TRAHHHH LEHHHH URLAHHHH DEL VANZHHHH, mentre tutti iniziavano a pensare che potesse andare fino in fondo senza cambiare gomme, perché quando la gara risulta bagnata non è necessario cambiare due mescole di gomme e il regolamento sostiene che siano obbligatorie due mescole di gomme, ma non che sia obbligatorio il pitstop (Oki non l'ha fatto, infatti, era da Salo a Monaco 1997 che un pilota non completava senza soste una gara disputata in tutta la sua percorrenza e senza bandiere rosse). Anche il Prosciuttello è rimasto imperterrito in pista trovandosi davanti a Checo, ma a nessuno importava niente del Prosciuttello perché erano tutti in piedihhhh sul divanohhhh il predestinatohhhh c'è, il predestinatohhhh c'è!!11!!!11!!!!
Predestinatohhhh: "Driiiin."
Box Ferrari: "Cosa vuoi?"
Predestinatohhhh: "Ditemi un po', c'è il rischio che se non cambio gomme fino a fine gara anch'io possa ritrovarmi in piedi sul divano?"
Box Ferrari: "Naaaahhhh, se tieni dietro il Vampiro Famelico puoi vince la gara stando in bilico su due ruote e, vincendola su due ruote, la renderesti una gara di MotoGP e in quanto tale interessante."
Predestinatohhhh: "Ma guido un mezzo rosso ed emiliano. C'è il rischio di essere scambiato per una Ducati e quindi di essere ignorato. E poi i ruggiti del Vampiro Famelico sono ormai da vero maschio alfa, non sono sicuro di potere sopportare tutto questo."
Le sue gomme non hanno sopportato i ruggiti quindi si è rintanato ai box. Quando ne è uscito, si è anche fatto superare da Checo che aveva le gomme più usurate e quindi più adeguate alle condizioni improbabili della pista di pattinaggio artistico a cui il Gran Premio di Turchia faceva da contorno.
Voce fuori campo: "Tra una cosa e l'altra il Samurai ha anche fatto un testacoda già da tempo."
Prosciuttello Gangster: "Io invece sono entrato ai box chiedendo che mi montassero le slick perché non sono un pattinatore seriale come Crazy Frog, ma loro mi hanno messo le intermedie e non ho la possibilità di stare in bilico su due ruote guidando una MotoGP. Mi toccherà arrivare quinto come se fossi al volante di una Ferrari qualsiasi e non riuscirò nemmeno a raggiungere la Ferrari qualsiasi del Predestinatohhhh, il tutto mentre Verstappino arriverà secondo risalendo in testa al mondiale con sei punti di vantaggio. Ci vuole qualcosa che possa risollevare la mia giornata, non so, tipo che a qualcun altro possa accadere qualche disgrazia."
Vampiro Famelico: "Il Vanz ha detto che sul podio c'è l'acqua di rose perché in Turchia è vietato l'alcool, nonostante secondo google bere alcolici in Turchia sia perfettamente legale al di sopra dei diciotto anni e non più ventiquattro come un tempo. Questa fregatura non mi piace per niente, spero sia una notizia accurata tanto quanto quella del ritiro di Crazy Frog dalle competizioni."
Se così non fosse, credo che il Vampiro Famelico si sia consolato con la consapevolezza di avere vinto la sua decima gara, quindi di essere arrivato in doppia cifra, oltre che di essere, con diciotto pole position, il pilota con più pole senza essere mai diventato campione del mondo, ex-equo con una figura leggendaria del motorsport, ovvero René Arnoux.

RISULTATO: 1. Valtteri Bottas (Mercedes), 2. Max Verstappen (Redbull), 3. Sergio Perez (Redbull), 4. Charles Leclerc (Ferrari), 5. Lewis Hamilton (Mercedes), 6. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 7. Lando Norris (McLaren), 8. Carlos Sainz (Ferrari), 9. Lance Stroll (Aston Martin), 10. Esteban Ocon (Alpine), 11. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), 12. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), Daniel Ricciardo (McLaren), 14. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 15. George Russell (Williams), 16. Fernando Alonso (Alpine), 17. Nicholas Latifi (Williams), 18. Sebastian Vettel (Aston Martin), 19. Mick Schumacher (Haas), 20. Nikita Mazepin (Haas).

domenica 10 ottobre 2021

Big Yeongan is watching you: i GP di Detroit e Dallas 1984

All'Istanbul Park si svolge il Gran Premio di Turchia, ma su TV8 si svolgerà più tardi, quindi quale momento migliore per fare un viaggio nell'epoca in cui le gare iniziavano con un sobrio "via, partiti"? Era un'epoca fatta di "concorrenti", di "prestazioni eccellenti" e della top-6 seguita "via via da tutti gli altri". Ed era anche un'epoca fatta di eventi trash, come quelli che andremo a ripercorrere oggi: due in uno, il Gran Premio degli Stati Uniti Est e il Gran Premio degli Stati Uniti Ovest, ottava e nona prova del mondiale 1984, stagione in cui i fratelli Fabi si alternavano come secondi piloti della Brabham, con Corrado che prendeva il posto di Teo quando questo era impegnato in Indycar. Frattanto Mario Poltronieri commenta la gara da una cabina di commento palesemente condivisa: c'è un brusio da call center e quando non parla si sentono voci di telecronisti che parlano tedesco e portoghese.

Partiamo da Detroit, città dell'automobile nel Michigan al confine con la regione canadese dell'Ontario, circuito stile Montecarlo dei poveri con tanto di tunnel, presente in Formula 1 fin dal 1982 (ho visto un highlight di quell'evento e mi è sembrato talmente trash da meritarsi una visione integrale, se mai qualcuno lo caricherà su Youtube). Scatta dalla pole Nelson Piquet, fresco vincitore del GP del Canada. Piccola parentesi: Poltronieri critica la regia statunitense, ben diversa da quella canadese. A Montreal infatti non mancavano inquadrature su più punti del circuito e dall'alto, che rendevano complessivamente semplice seguire gli eventi. Di per sé quella canadese non è stata una gara movimentatissima, ma la regia a mio avviso ha lavorato bene. La vittoria di Piquet è stata anche la prima della stagione, nonché i primi punti della Brabham dopo tanti ritiri e problemi tecnici. Eccetto l'inizio del primo giro, in cui ha dovuto vedersela con la McLaren di Alain Prost, il campione del mondo in carica ha leaderato dall'inizio alla fine. Prost invece in un secondo momento ha dovuto subire il sorpasso di Niki Lauda e ha chiuso terzo dietro al compagno di squadra.

Quella canadese non è stata una gara comunque facile per il pilota brasiliano, la cui vettura a causa di un problema al radiatore si è surriscaldata in modo notevole nella zona dei pedali rendendo abbastanza difficili le cose a Piquet, che tuttavia è riuscito a reggere. Al termine dell'evento Nelson ne è uscito vincitore, ma con un piede ustionato. Adesso però mettiamo Montreal da parte, perché siamo a Detroit, appunto, e Piquet è di nuovo in pole position, come dicevo nello scorso paragrafo. Mentre ci immergiamo nello scenario, segnalo che accanto a lui c'è Prost anche stavolta, ma non appena scatta la gara si infila tra di loro una sagoma nera: è Nigel Mansell su Lotus che si lancia a cannone. MANSELQUET VIBES! *-* Gran crashone, coinvolta altra gente a caso, un mezzo dei commissari transita sul circuito a gara in corso, poi bandiera rossa con ripartenza da distanza originale. Sì cari driverstosurvivers, tutti partono da dove erano partiti prima sulle vetture di riserva, a parte Marc Surer con la Arrows: la vettura di riserva ha motore turbo come quella di Thierry Boutsen, lui si è qualificato con una vettura Ford Cosworth.

La gara inizia a perdere subito piloti vari per contatti con muri: l'ATS di Manfred Winkelhock, la RAM di Jonathan Palmer, anche la Ferrari di René Arnoux. Altri sbattono tra di loro: è il caso di Piercarlo Ghinzani (Osella) e François Hesnault (Ligier, anche se la livrea ha poco lo stile Ligier). Siamo solo nei primi giri di gara e nel frattempo Piquet è in testa seguito da Prost che dopo una decina di giri sarà superato da Mansell. La ragione della debacle di Prost, poi superato da altre vetture, è un problema con le gomme, tanto che rientrerà ai box a cambiare set di pneumatici. Mansell nel frattempo segue il suo best friend forever Piquet ma who kers, le inquadrature vanno su un duello a centro gruppo tra la Toleman di Ayrton Senna e la Tyrrell di Stefan Bellof. Se fossi stata una fungirl dodicenne a quei tempi, non so che viaggi mentali mi sarei fatta. Probabilmente mi sarei immaginata loro che fuori dalle vetture si prendevano a sassate. Mai una gioia, non solo Bellof non vince il suo duello contro Senna, ma viene pure superato da altri.

Poi Senna va a sbattere, ma da buon attention seeker che si rispetti lo fa con stile. La sua vettura resta parcheggiata e inquadrata in una via di fuga CON LO SPONSOR CANDY IN BELLA VISTA SU UNA FIANCATA, perché Senna non è Daly e non vola, ma è un pilota della Tyrrell onorario. La dodicenne che è in me sceglie di immaginarsi Bellof che gli fa una pernacchia al suo passaggio mentre Senna gli ricorda che ride bene chi ride ultimo. Quindi Andrea De Cesaris che ha avuto problemi al volante della Ligier e procede doppiato per un tratto di gara fino al momento del suo ritiro, per avere toccato un muretto. Momento tragico per gli italiani di nascita e di adozione, si ritirano anche Riccardo Patrese ed Eddie Cheever su Alfa Romeo, quando l'americano di Roma era terzo davanti alla Ferrari di Michele Alboreto. Alboreto che risalirà anche secondo dietro a Piquet quando Mansell questo si ritirerà per un problema al cambio verso metà gara, ma che successivamente sarà costretto al ritiro per un guasto al motore lasciando la seconda piazza all'altra Lotus di Elio De Angelis.

Questa gara è un susseguirsi di ritiri: sono fuori anche Johnny Cecotto (Toleman), Thierry Boutsen (Arrows), Philippe Alliot (RAM), Patrick Tambay (Renault) e pure Niki Lauda. La McLaren ha evidenti problemi, anche quella di Prost che è ancora in pista, mentre le Tyrrell - in livrea diversa, vedi foto - vanno molto bene, sono in zona dentro/fuori top-5 dietro a Piquet, Alboreto (il ritiro era un flashforward) e De Angelis e dietro alla Williams di Lord Keke, il baffo più sexy della Formula 1. Brundle va ai box e ora Bellof è quinto, ma è Senna a fargli una pernacchia e infatti Bellof sbatte contro un muretto spezzando il cuore a tutte le sue fangirl capitanate ovviamente da me. Ride bene chi ride ultimo, specie alla luce del fatto che se si procede con questo ritmo chi arriverà ultimo porterà a casa dei punti. Alcuni si ritirano dopo momenti di gloria, è il caso di Derek Warwick su Renault che per qualche giro si lancia nella mischia e occupa il podio virtuale prima del ritiro per un guasto. Alboreto si ritira, anche Rosberg si ritira, Brundle risale in zona podio, De Angelis ha problemi e perde terreno... la Tyrrell prenderà anche la seconda piazza verso fine gara.

Finiscono la gara in sei: Nelson Piquet, Martin Brundle, Elio De Angelis, Teo Fabi, Alain Prost e Jacques Laffite. La gara è finita, e sta per finire anche la gioia in casa Tyrrell. La vettura di Brundle risulta irregolare. Sarà questa la ragione che porterà alla squalifica non solo dalla gara in cui è stata accertata l'irregolarita ma dall'intero campionato, portando alla cancellazione anche del podio di Bellof a Montecarlo oltre che quello di Brundle. Al momento però le Tyrrell sono ancora presenti e come nell'evento precedente scendono in pista a Dallas, una pista nuova, sempre cittadina, con asfalto inadatto alle gare automobilistiche che nel corso del weekend viene sistemato mettendo delle pezze in cemento. A completare l'opera ci sono circa quaranta gradi ed è il gran premio più caldo della storia... gran premio che effettivamente Brundle non correrà in quanto non qualificato come Alliot, mentre a Detroit il disonore era andato a Huub Rothengatter su Spirit. Questo signore dal nome eclatante stavolta in griglia c'è ma si ritirerà nell'anonimato senza mai essere citato.

La gara inizia con il nipote di Juan Manuel Fangio, tale Juan Manuel Fangio II (pilota di Formula CART negli anni '90) che fa visita in cabina di commento a Poltronieri durante il giro di formazione. Frattanto Poltronieri riferisce che per proteggersi dal caldo i piloti hanno optato per una soluzione che impedisce di riconoscere i loro caschi. Sedetevi e ricordatevi che siamo nel 1984 quindi in un mondo totalmente diverso. La soluzione è ricoprire i caschi di un materiale che scaccia il calore, ovvero fogli di amianto in formato stile carta stagnola. Davanti ci sono le Lotus di Mansell e De Angelis. Grazie al cielo stavolta davanti a Mansell non c'è Piquet, quindi tutto fila liscio. Non è filato liscio invece per Arnoux che, rimasto fermo nel giro di formazione, è costretto a partire ultimo, anche se supera subito tre vetture nel corso della partenza. Davanti ci sono le Lotus, terzo è Warwick e quarto... attention seeker si nasce, perché c'è Senna. Bellof è molto lontano da quella posizione anche se dopo un paio di giri Senna si gira di centottanta gradi e stavolta è Bellof che gli fa una pernacchia.

Senna si accoda, fa varie soste e procede fino al ritiro a gara inoltrata. La gara di Bellof dura pochi giri, poi si ritira per incidente. Insomma, è Senna che fa la pernacchia definitiva (e ride bene, vista la piazza in cui si trova dopo le soste) e la mia mente di fangirl dodicenne vede Bellof che viene costantemente preso a sberle. Ç_ç Nel frattempo la gara sta proseguendo: Warwick si infila tra le due Lotus, dietro a De Angelis si accodano le McLaren intervallate da Rosberg, Alboreto perde qualche posizione e la Ferrari sembra irrilevante... e poi dopo dieci giri di gara Warwick cerca di fare il colpo del secolo strappando la leadership a Mansell. L'unico colpo però è il suo contro le barriere ed è costretto al ritiro. Sono già fuori per verniciature di muretti varie (con tanto di vettura dei commissari apparsa in pista a caso) anche Hesnault e Cheever e lo stesso destino toccherà ai loro rispettivi compagni di squadra, quindi De Cesaris e Patrese.

E anche a quello di Warwick, infatti Tambay sbatte, fora ed è costretto ad abbandonare la vettura, perché a detta di Poltronieri lì non si riesce a raggiungere la pitlane su tre ruote come fossimo a Zandvoort (per la cronaca, "come fossimo a Zandvoort" l'ho aggiunto io). Da notare che siamo ancora in epoca da tute con colori a caso, Tambay corre per la Renault ma porta una tuta rossa... il che tecnicamente lo rende un traditorehhhh della patriahhhh, chissà cosa ne pensano i suoi fan che un tempo esultavano in occasione del ritiro di Patrese... Ad ogni modo si ritira anche Cecotto su Toleman e resta in pista, almeno per un altro po', una sola Toleman. Purtroppo Senna non riesce a fare nulla che comporti ulteriori inquadrature televisive, sarà stata una delusione per lui. Spero almeno che dopo il suo ritiro si consoli giocando a briscola con Bellof, tanto è chiaro che Bellof è destinato a perdere anche a carte, di questo passo!

Mansell, De Angelis, Lauda. Poi Rosberg passa Lauda. Poi arriva Prost e anche lui supera Lauda. Al momento il gruppetto dei primi cinque sembra controllare la gara, frattanto Rosberg sale al secondo posto e si lancia a inseguire Mansell. MANSELL VS ROSBERG, UNO SCONTRO TRA DUE PILOTI CON I BAFFI, QUESTA È POESIA! *-* Mansell per il momento la spunta, ma la sua vettura decide che ne ha abbastanza di leaderare ed è costretto, dopo il sorpasso di Rosberg, a rientrare ai box. Piquet, che stavolta fa coppia con Corrado Fabi in assenza di Teo, sicuramente gli fa una pernacchia, ma poi la sua gara terminerà contro una barriera. Frattanto Rosberg deve vedersela con Prost che passa in testa. Secondo Poltronieri ci sono talmente tanti cambi di posizione che "sembra di vedere una gara motociclistica". Giusto, il motomondiale più bello e interessante ancora ci mancava, adesso ci siamo messi in pari con i lavori.

Prost va like a boss, Lauda un po' meno, così come De Angelis. Arnoux, che ha già superato da tempo Alboreto e quasi tutti gli altri presenti si porta al terzo posto alle spalle del duo di testa... nel senso, abbastanza lontano, ma è comunque in zona podio e ciò non guasta, anche se guida una Ferrari con il numero 28, quindi non quella dei very fighy. Nel frattempo, mentre si ritira nell'anonimato per problemi tecnici Palmer, stiamo per assistere a una moria di vetture per forature dopo verniciature di muretti. Tocca a Surer, che accosta e si ferma. Poi tocca ad Alboreto, che accosta e si ferma davanti alla vettura di Surer. Poi tocca anche al leader della gara Prost, che si ferma dietro alla vettura di Surer. Si aggiungeranno anche Boutsen, seppure per un guasto, e Lauda, anche lui dopo una foratura, tutti parcheggiati in fila. Prost e Lauda resteranno lì nei pressi. A gara terminata si faranno scarrozzare entrambi ai box dalla Williams di Jacques Laffite. AAAAWWWW!

Kekkone nel frattempo è di nuovo in testa e si invola verso il finale, con la gara giunta al limitare delle due ore e una bandiera a scacchi che non arriva. Quando arriva, sul podio con lui ci vanno Arnoux e poi De Angelis. Laffite giunge quarto, mentre chiudono la zona punti Ghinzani su Osella e Mansell. Quest'ultimo, quarto al momento, resta a piedi a pochi metri dal traguardo, cerca di spingere la vettura, poi sviene in corso d'opera, venendo classificato sesto, appunto, davanti a Fabi e Winkelhock. Sta venendo soccorso mentre dalla regia fanno sapere a Poltronieri che il suo tempo è scaduto e deve lasciare la linea al telegiornale, e gli fa pure notare che la gara di Formula 1 si è protratta anche troppo. Però almeno c'erano le gare sulla TV di stato, quindi non lamentiamoci troppo, al giorno d'oggi certi lussi non esistono più e oggi mi sarei guardata volentieri una diretta interrotta nel momento stesso della bandiera a scacchi per dare la linea al TG2.

EDIT. 06.03.2022 - aggiunta foto delle livree diverse per Brundle #3 e Bellof #4, la Tyrrell ha modificato lievemente le proprie livree a stagione in corso, ma le due vetture hanno sempre avuto colori diversi. In più ho integrato la parte relativa al Canada aggiungendo alcune curiosità avendo visto la gara stessa.


sabato 9 ottobre 2021

Formula Regional by Alpine 2021: Gregoire Saucy campione in anticipo

In questo weekend si corre al Mugello, è uscita di scena definitivamente Belen Garcia Espinar, è tornato Ido Cohen ma soprattutto è stato mandato definitivamente in vacca il concetto di "si posssono schierare tre vetture, massimo quattro se una è guidata da una ragazza": non solo ci sono due team con quattro vetture guidate da ragazzi, ma anche uno che ne schiera cinque. Vorrei dirvi che sto capendo tutto, ma mentirei, quindi preferisco essere sincera e ammettere che non mi sto nemmeno sforzando di capire, specie per la faccenda delle cinque vetture.
Questa era la line-up completa, compresa dei due debuttanti Aries Deukmedjan e Sami Meguetounif, rispettivamente al volante della quarta vettura maschile e della quinta vettura:

ARDEN MOTORSPORT - William Atalalo, Nicola Marinangeli, Alex Quinn
ART - Gabriele Minì, Gregor Saucy, Patrik Pasma
DR FORMULA RP - Emidio Pesce
FA RACING - Andrea Rosso, Alexandre Bardinon, Gabriel Bortoleto, Aries Deukmedjan
G4 RACING - Axel Gnos, Mikhael Belov
JD MOTORSPORT - Eduardo Barrichello, Tommy Smith, Ido Cohen
KIC MOTORSPORT - Nico Gohler, Gianluca Petecof, Jasin Ferati
MONOLITE RACING - Pietro Delli Guanti, José Garfias
MP MOTORSPORT - Franco Colapinto, Oliver Goethe, Kas Haverkort, Dilano Van't Hoff
PREMA POWERTEAM - Paul Aron, Dino Beganovic, David Vidales
R-ACE GP - Hadrien David, Isack Hadjar, Zane Maloney, Lena Buhler, Sami Meguetounif
VAN AMERSFOORT RACING - Lorenzo Fluxà, Mari Boya, Francesco Pizzi

Mancano ancora tre gare, quella di domani e le due del prossimo evento, ma Gregoire Saucy ha già vinto il titolo, con la gara di oggi nella quale si è classificato quinto  dopo una gara di trenta minuti cui una parte consistente sono stati dietro la safety car. Ha vinto Paul Aron, partito dalla pole position, mentre hanno chiuso a podio un sempre ottimo Mikhael Belov e un finalmente ritrovato David Vidales. William Alatalo ha superato il neo-campione nelle fasi finali della gara chiudendo al quarto posto, mentre sono arrivati a punti anche Gabriel Bortoleto, Pietro Delli Guanti, finalmente Gianluca Petecof, Gabriele Minì e Kas Haverkort. Si è ritirato Franco Colapinto, per un incidente con Mari Boya, mettendo fine alla sua striscia di risultati positivi delle ultime gare, mentre non hanno ottenuto punti Hadrien David e Zane Maloney, i diretti inseguitori in classifica di Saucy.

EDIT 10/10 - nella gara della domenica altra vittoria dalla pole per Aron, con il podio completato da Beganovic e Saucy, a seguire a completare la top-5 Belov e Colapinto. Hanno preso punti anche David, Haverkort, Bortoleto, Delli Guanti e Petecof, che sembra avvicinarsi alla retta via.


giovedì 7 ottobre 2021

Indylights e dintorni - stagione 2021

Una delle principali novità nel panorama motoristico open wheel statunitense del 2021 è stato il ritorno del campionato di Indylights, cancellato nella stagione 2020. Come prevedibile, nemmeno dopo il suo ritorno ha avuto una griglia particolarmente ricca di piloti e vetture, con un totale di quindici piloti, tra full time e part time, scesi in pista nel corso degli appuntamenti del campionato.
Il titolo è stato vinto da Kyle Kirkwood, battendo di pochi punti David Malukas. Linus Lundqvist, Benjamin Peterson e Danial Frost hanno completato la top-5 in classifica, precedendo Devlin De Francesco, Robert Megennis e Sting Ray Robb che hanno disputato l'intero campionato. A seguire in nona e decima posizione in classifica Toby Sowery e Alex Peroni (quello del volo sul sausage kerb a Monza un paio d'anni fa in Formula 3) che hanno saltato gli ultimi appuntamenti del campionato, dopodiché il full time Christian Bogle che ha preceduto piloti part time come Antonio Serravalle, Nikita Lastochkin, Rasmus Lindh e Manuel Sulaiman, questi ultimi in realtà praticamente one-off.
Questi sono stati i vincitori delle gare del campionato:

BARBER I - Linus Lundqvist
BARBER II - David Malukas
ST.PETE I - Kyle Kirkwood
ST.PETE II - David Malukas
INDY ROAD COURSE I - Linus Lundqvist
INDY ROAD COURSE II - David Malukas
BELLE ISLE I - Kyle Kirkwood
BELLE ISLE II - Kyle Kirkwood
ROAD AMERICA I - Kyle Kirkwood
ROAD AMERICA II - David Malukas
MID-OHIO I - Kyle Kirkwood
MID-OHIO II - Kyle Kirkwood
GATEWAY I - David Malukas
GATEWAY II - David Malukas
PORTLAND I - David Malukas
PORTLAND II - Kyle Kirkwood
LAGUNA SECA I - Kyle Kirkwood
LAGUNA SECA II - Kyle Kirkwood
MID-OHIO I - Kyle Kirkwood
MID-OHIO II - Linus Lundqvist

INDY PRO - anche questo campionato della Road to Indy, il livello peecedente alla Indylights, non ha avuto una griglia particolarmente ricca, che è diminuita progressivamente nel corso della stagione. A fine anno avevamo dodici vetture, a inizio stagione ce n'erano un po' di più. Il titolo è stato vinto da Christian Rasmussen, che ha preceduto Braden Eves, Hunter McElrea, Artem Petrov e Reece Gold a completare i primi cinque. Curiosità: ha preso parte a questo campionato Jack William Miller, che tuttavia non ha nemmeno un podio all'attivo e così, a intuito, forse farebbe meglio a ripensarci e a optare per la carriera di dentista, se proprio vuole seguire le orme del padre.
Questi sono stati i vincitori delle gare disputate:

BARBER I - Braden Eves
BARBER II - Hunter McElrea
ST.PETE I - Braden Eves
ST.PETE II - Christian Rasmussen
INDY ROAD COURSE I - Christian Rasmussen
INDY ROAD COURSE II - Artem Petrov
INDY ROAD COURSE III - Christian Rasmussen
LUCAS OIL - Christian Rasmussen
ROAD AMERICA I - Manuel Sulaiman
ROAD AMERICA II - Christian Rasmussen
MID-OHIO I - Christian Rasmussen
MID-OHIO II - Hunter McElrea
MADISON - Braden Eves
MILLVILLE I - Reece Gold
MILLVILLE II - Artem Petrov
MILLVILLE III - Hunter McElrea
MID-OHIO I - Christian Rasmussen
MID-OHIO II - James Roe Jr

US F2000 - scendendo al livello inferiore della Road to Indy troviamo una griglia decisamente più vasta (si superano le venti vetture). Il campionato è stato vinto da Kiko Porto, con un margine abbastanza ampio nei confronti del diretto inseguitore Michael D'Orlando e al terzo classificato Yuven Sundaramoorthy.
Questi sono stati i vincitori delle gare del campionato:

BARBER I - Yuven Sundaramoorthy
BARBER II - Prescott Campbell
ST.PETE I - Christian Brooks
ST.PETE II - Christian Brooks
INDY ROAD COURSE I - Yuven Sundaramoorthy
INDY ROAD COURSE II - Yuven Sundaramoorthy
INDY ROAD COURSE III - Kiko Porto
GATEWAY - Michael D'Orlando
ROAD AMERICA I - Kiko Porto
ROAD AMERICA II - Thomas Nepveu
MID-OHIO I - Michael D'Orlando
MID-OHIO II - Kiko Porto
MID-OHIO III - Michael D'Orlando
MILLVILLE I - Kiko Porto
MILLVILLE II - Myles Rowe
MILLVILLE III - Nolan Siegel
MID-OHIO I - Yuven Sundaramoorthy
MID-OHIO II - Josh Green

mercoledì 6 ottobre 2021

La professione di telecronista nel 1980: un racconto surreale per gli standard odierni

Domenica sera ho trovato un canale youtube sul quale alcuni anni fa sono stati caricati diversi gran premi di fine anni '70/ inizio anni '80 e sono andata a curiosare nel video di uno di essi, decidendo di vederlo nelle serate seguenti. Era un gran premio con telecronaca italiana che, in un primo momento, non ho collegato con singoli episodi avvenuti nel gran premio stesso. Ricordo di avere pure pensato che potesse essere adatto per una cronaca trash qui sul blog. Solo quando sono stata messa di fronte al fatto compiuto, e quando gli episodi trash in realtà iniziavano anche a calare, mi sono accorta che stavo guardando il gran premio nel quale Clay Regazzoni ebbe l'incidente nel quale rimase paralizzato (ero convinta fosse avvenuto nel GP degli Stati Uniti Est invece che nel GP degli Stati Uniti Ovest che stavo vedendo). Ovviamente non è un gran premio che, di conseguenza, si presta a una cronaca trash sul blog. Però si tratta di un gran premio comunque molto illuminante su un altro aspetto e di questo aspetto andrò a parlare: la professione di telecronista nel 1980.

Già in altre telecronache Mario Poltronieri ha riferito dettagli sul suo ambiente di lavoro, ma in occasione del Gran Premio di Long Beach 1980 si è dilungato parecchio, in più anche quando non raccontava dettagli, si intravedevano comunque dettagli che arricchivano la mia percezione di come funzionassero le cose. Quindi quello di cui parlerò adesso non è solo un narrarvi di come sembra che i telecronisti lavorassero, ma anche un elogio a Mario Poltronieri... perché alla fine della giornata Mario Poltronieri aveva fatto una telecronaca il più possibile puntuale e coerente dell'accaduto senza di fatto avere a disposizione i mezzi per fare una telecronaca puntuale e coerente... Anche se, lo ammetto, così a primo impatto tutto sembrava essere partito bene, con la regia americana che curava l'evento capace di produrre un'ottima grafica che riassumeva la griglia di partenza, durante la quale soffermarsi a narrare episodi random (tipo che dopo le qualifiche Bruno Giacomelli si era tolto la tuta inzuppata di sudore e l'aveva appesa nel motorhome dell'Alfa Romeo, ma gli era stata rubata e per la gara aveva dovuto indossare un'altra tuta sulla quale aveva dovuto applicare gli adesivi degli sponsor).

L'ottima grafica prima della gara è stato l'unico momento in cui Mario Poltronieri è stato aiutato da un'ottima grafica, il tutto mentre - come da lui riferito - seguiva la gara su un monitor all'interno di un camper, in quanto non c'era ancora una postazione fissa per i telecronisti su quel circuito. Insieme a lui c'erano degli inviati (tra cui Piercarlo Ghinzani, che nelle stagioni successive avrebbe gareggiato in Formula 1) che, per avere chiare le posizioni occupate dai piloti in pista, dovevano salire sul tetto del camper e monitorare la situazione dall'alto. Erano in una zona in cui c'era molto rumore, pertanto poi tra di loro parlavano ad alta voce. Mentre Poltronieri faceva la telecronaca, si sentivano occasionalmente fuori onda in cui gli inviati annunciavano cose che poi venivano dette dallo stesso Poltronieri in telecronaca o addirittura si udivano informazioni che per ordini superiori dovevano restare riservate. Poltronieri poi ogni tanto narrava quello che stavamo vedendo... senza che effettivamente stesse venendo trasmettendo ciò di cui parlava: ciò che vedeva lui sul suo monitor era verosimilmente quanto la regia americana faceva vedere agli addetti ai lavori, con occasionali doppie inquadrature una delle quali in un quadratino, che non sempre coincideva con quello che veniva mostrato in TV, facendo sì che immagini e narrazione non corrispondessero.

Parliamo di quello che si vedeva: a inizio gara c'è stato un incidente alla partenza che ha coinvolto un certo numero di vetture (quattro, sembrerebbe), di cui solo una identificata con chiarezza dalla grafica, quelli che sono ripartiti... boh, chi se ne frega, tutti anonimi. Dopo pochi giri c'è stato un altro incidente, che ha coinvolto sette vetture. Soltanto tre di esse sono state identificate con chiarezza dalla regia, e non penso che dal tetto del camper si potesse intuire con facilità tutto quello che non era inquadrato. Quello che era inquadrato, piccola parentesi, faceva pensare a una succursale americana di Yeongam, venti minuti di gara scarsi e si erano già visti ben tre mezzi dei commissari girare a caso in mezzo alle monoposto. In compenso tanta gente si è ritirata più tardi senza che venisse mostrato la benché minima inquadratura. Poltronieri e il resto degli inviati raccontavano quello che captavano, o meglio, quello che non captavano. Nel senso, quando qualcuno dei protagonisti - o dei meno protagonisti - non passava più sotto la loro postazione, deducevano che non fosse più in gara. Poi si sentivano i fuori onda occasionali in cui gli inviati riferivano a Poltronieri le potenziali cause dei ritiri.

Cronometrare i distacchi, ha riferito Poltronieri, non era possibile, da dove si trovavano. Bisognava accontentarsi della grafica, che non elencava i distacchi, ma solo un numero di posizioni che oscillava tra quattro e cinque, per poi stabilizzarsi su quattro. C'erano al momento una decina di vetture in pista, di cui si sapeva che due erano a pieni giri e le altre doppiate. Non si sapevano i distacchi, ma si sapeva almeno con chiarezza chi fossero i primi quattro, finalmente qualcosa che potesse schiarire le idee a Poltronieri... Peccato che su quattro posizioni mostrate dalla grafica, solo due fossero giuste, e in certi momenti anche soltanto una, quella del leader. Gli altri erano doppiati a caso di cui non erano stati conteggiati nel modo giusto i giri percorsi. Per giunta questo errore è stato commesso quando Emerson Fittipaldi su Copersucar stava viaggiando verso il podio, a debita distanza da Nelson Piquet e Riccardo Patrese, che si trovavano in prima e seconda posizione. Verso fine gara sono state trasmesse classifiche discordanti, al punto che non si sapeva con chiarezza chi occupasse quale posizione, a parte Piquet, e nemmeno chi fosse rimasto in gara e chi no, almeno finché non venivano inquadrati. Anche a fine gara sono state dati ordini d'arrivo diversi a intervalli di pochi secondi. Wtf?!

In sintesi, complimenti a Poltronieri, che spesso commentava le gare stando in uno sgabuzzino davanti a uno schermo, magari in bianco e nero, in cui si vedeva a malapena quello che stava succedendo. Complimenti a Poltronieri, che a volte doveva smettere di parlare perché il rumore delle monoposto che si avvicinavano copriva la sua voce. Complimenti a Poltronieri, che doveva raccontare eventi che spesso e volentieri non venivano neanche inquadrati e complimenti a tutto il team Rai che gli passava le informazioni. Quando si parla del passato glorioso in cui i piloti erano veri piloti e contavano più della macchina, soffermiamoci un attimo a pensare anche agli altri addetti ai lavori. Provate a immaginare come sarebbe stato Mario Poltronieri come telecronista se avesse avuto a disposizione i mezzi di oggi, se già era in grado di fare un lavoro così preciso e accurato, peraltro conducendo l'intera telecronaca da solo (solo di lì a qualche anno sarebbe stato affiancato al commento, proprio da Clay Regazzoni). Mi viene da pensare che ancora al giorno d'oggi in molti dovrebbero prendere esempio da lui e dalla sua professionalità.

martedì 5 ottobre 2021

Seven years have gone so fast, wake me up when September ends

Quello che sto per raccontare sembra una storia appartenente a un'altra vita e in effetti un po' è così. La storia inizia con una serata passata in discoteca, la notte prima di un gran premio. Ricordo distintamente che indossavo un paio di decolleté nere con il cinturino, quel tipo di scarpe che abbinate a un paio di jeans attillati li rendono meno casual e un po' più eleganti. Me lo ricordo distintamente perché era la prima volta che le mettevo e a un certo punto della serata andai in bagno a mettermi dei cerotti nei piedi perché c'erano delle cuciture che mi davano fastidio. Ricordo distintamente anche che quella serata, quando ogni tanto pensavo al motorsport mi sentivo inca**ata con il mondo, perché c'era qualcosa che mi dava la sensazione che i meriti dei piloti non venissero mai riconosciuti fino in fondo, a meno che non facessero parte di quella ristretta cerchia che sta nelle zone che contano e che, a seconda della tuta che indossa, può essere vista bene o male e vedere la propria reputazione cambiare da un gran premio all'altro.

Non c'era ancora l'ufficialità, ma era ormai ufficioso che Sebastian Vettel avrebbe preso il posto di Fernando Alonso in Ferrari, dopo la conferma arrivata quel giorno che Daniil Kvyat ne avrebbe preso il posto in Redbull. Ironia della sorte, proprio in quel weekend aveva debuttato Max Verstappen come pilota del venerdì, una sorta di monito per quello che sarebbe stato appunto il futuro del Russo di Roma, ben meno roseo di quanto poteva apparire in quei giorni. Anche quei giorni forse appartengono a un'altra vita: un diciassettenne arrivato direttamente dalla Formula 3 Europea disputava una sessione di prove libere nel weekend con il meteo peggiore dell'intera stagione. Certe cose, a pensarci a posteriori, sono un po' da strapparsi i capelli... ma ai tempi non ci pensavamo. E se ci pensavamo, magari ci chiedevamo se fosse normale mettere al volante un diciassettenne in un simile fine settimana, non se fosse normale anche tutto ciò che c'era intorno. Se non altro almeno questo coincide con quello che succederebbe oggi: qualunque condizione meteo, secondo alcuni, sarebbe buona per un gran premio.

Ero inca**ata con il mondo un po' come le fangirl che si aspettano che i loro favoriti delle retrovie vengano promossi in un top team a caso, dove a volte il caso non sarebbe poi così tanto un caso. Mi sentivo come tanta gente che ho preso per i fondelli in altri momenti, forse, e chissà, magari prendevo per i fondelli quella gente proprio perché ero stata come loro. Guardavo a tutto quello che succedeva, dall'altro al basso. Non seguivo solo le gare dei front runner, non seguivo soltanto le gare del midfield, per me era tutto un unico contesto, di cui facevano parte sia i piloti che lottavano per il mondiale, sia di quelli che non potevano essere messi in luce secondo gli standard mainstream, quegli standard mainstream secondo cui al di fuori di pochi nomi non ci sono altri piloti che contano, non ci sono piloti che un giorno potrebbero fare il salto di qualità e non ci sono predestinati da potere considerare alla pari dei piloti più altolocati di loro.

La notte prima del gran premio ricordo di essermi chiesta più di una volta perché Jules Bianchi non fosse considerato abbastanza da potere guidare una vettura migliore di quella che aveva, una vettura che, in ogni caso, ancora non lo sapevo ma sarebbe stato destinato a non potere guidare mai. Andai a casa in tardissima serata, lasciai un po' di cose in giro perché l'ordine non è il mio forte, mi preparai per andare a letto e mi addormentai in attesa della sveglia. Quando c'erano i gran premi, ne mettevo due, di sveglie, per non rischiare di perdermeli, non ero una persona da differite ai tempi, cercavo sempre un modo per vedere le dirette. Guardai la gara al buio, in camicia da notte, seduta sul letto con il computer portatile sulle ginocchia. Ci fu addirittura un momento in cui pensai che tutto sommato, nonostante tutto, stava iniziando a diventare una bella gara. Poi tutto iniziò a precipitare, anche se era ancora troppo presto per accorgersene.

La triste fine di Jules Bianchi, se non altro, mi ha definitivamente aperto gli occhi su quanto nulla sia mai da dare per scontato e soprattutto su quanto anche qualcosa di in apparenza ininfluente possa cambiare radicalmente il destino. La sua traiettoria si incrociò direttamente con quella della gru che stava rimuovendo la monoposto incidentata di Adrian Sutil. Quella gru era in movimento. Se fosse partita pochi secondi prima o pochi secondi dopo avremmo potuto assistere a storie diametralmente opposte. Avrebbero potuti essere travolti anche gli operatori, oppure Bianchi avrebbe potuto evitarla per un soffio. Credo che questo faccia capire, fino in fondo, che a volte ci sembra di avere tutto esattamente sotto controllo, ma basta qualsiasi cosa affinché il fatto di avere tutto controllo diventi solo una sensazione totalmente illusoria.

Non so dire se dopo sia davvero cambiato qualcosa, nel motorsport. Forse sì, ma ho la sensazione che non sia cambiato nulla nella mente di molti tifosi. Ci sono driverstosurvivers che affermano senza mezzi termini che Bianchi non ha rallentato abbastanza quindi la colpa della sua morte è soltanto sua. Poi ci sono persone che hanno la sua foto nell'avatar dei loro profili social, ma che nonostante tutto si lamentano del fatto che i piloti non sono very uominy se non si corre in situazioni meteo in cui non è abbastanza sicuro correre. Infine c'è il 99% dei tifosi che, pur sapendo benissimo che cosa successe sette anni fa, vive in un mondo illusorio che sembra costruito ad arte per far dimenticare in fretta, oppure per non far pensare ai momenti neri della storia recente, un mondo illusorio al quale anch'io penso di avere creduto in passato.

Viviamo in un contesto in cui nel sondaggio di Liberty Media viene chiesto agli appassionati se gli piacerebbe avere gare con un maggior numero di incidenti spettacolari (tanto si possono sempre censurare per salvare le anime pure dei driverstosurvivers), ma soprattutto ho l'impressione che viviamo in un contesto in cui se qualcuno muore può essere rimpiazzato senza problemi ed essere equiparato a una figura astratta che anticipava la venuta di un suo opportunamente scelto successore. Perché ormai, a questo punto, mi sembra palese che si sia scelto di intraprendere esattamente questa strada, più o meno consciamente. Credo che quello che, nella nostra individualità, possiamo cercare di fare sia cercare di tenere gli occhi aperti e di distinguere la vera realtà da quella illusoria dalla quale siamo fin troppo spesso circondati. Perché alla fine le illusioni se ne vanno, prima o poi, e ci resta solo l'amarezza della verità.