venerdì 31 gennaio 2020

Il mio pensiero sulle tribune dedicate

Carissimi mass dumper, oggi parliamo di un argomento che è diventato scottante nelle scorse settimane, essenzialmente perché per la prima volta ci è capitato sotto gli occhi. Anche a me è capitato sotto gli occhi per la prima volta e, se scrivo questo post, non è perché "OMG!!11!!!1!1 la Sunshine è una tipahhhh bruttahhhh e kattivahhhh che ce l'ha con il salvatorehhhh dellahhhh patriahhhh!!11!!!1", è solo perché finché non si trattava del salvatore della patria non mi era mai capitato di rifletterci pienamente in proposito.
Tempo fa è stato annunciato che nei GP di Monaco e Francia ci sarà una tribuna speciale dedicata ai tifosi di Leclerc e ad alcuni non è andata giù questa cosa. Ad altri, invece, non è andata giù che ad alcuni non sia piaciuta questa cosa. Purtroppo il mondo del motorsport ha un fandom molto complicato, in cui vige la regola del "se non la pensi come me, allora datti fuoco", magari dopo esserti volontariamente umiliata davanti al resto della popolazione mondiale, confessando qualche segreto su di te. Per esempio che non sei né una bambina, né una donna in menopausa, quindi orrorehhhh ogni mese ti vengono le mestruazioni. Ve lo confesso, anch'io appartengo a questa categoria. Ora che ve l'ho detto non avrò più il coraggio di uscire di casa. :-P

Dicevo, il fandom motoristico non sembra distinguersi dalle masse per maturità, ma quantomeno la gente si insulta per team e piloti, non per personaggi di cartoni animati come invece avviene altrove.
Qualcuno ha fatto notare che le tribune dedicate a Leclerc non possono essere contestate, in quanto esistono tribune dedicate a Verstappen e, nei loro GP di casa, sono esistite ALMENO tribune dedicate a Sainz e a Gasly.
L'osservazione ha il suo senso, però si focalizza ancora una volta sul CHI e non sul PERCHE'.
Mi spiego: una tribuna dedicata a Leclerc non è diversa da una tribuna dedicata a qualsiasi altro pilota. Il problema di fondo è, tuttavia, che secondo me organizzando tribune dedicate a QUALSIASI pilota si prende una direzione che allontana un po' dai *veri* binari su cui dovrebbe scorrere la Formula 1.

Per cortesia, abbassate un attimo i lanciafiamme, ve la spiego meglio. Non parlo della storiahhhh della Formula 1 e del mondiale che muore un giorno sì e un giorno no. Parlo di una questione di fondo che ha poco a che vedere con la storia, quanto piuttosto con il pubblico target.
Per spiegarvela, vi faccio un esempio che riguarda un altro sport. Fin da quando io e mio cugino eravamo bambini, mia nonna organizzava pranzi domenicali con i miei genitori e con i miei zii. Mio cugino ha una decina d'anni più di me e ha iniziato a lavorare presto, in un settore in cui si lavora soprattutto nei giorni festivi. Quindi intorno ai 17/18 anni ha smesso quasi completamente di venire a pranzo dai nonni.

Anche adesso capita raramente che venga, diciamo che succede poche volte all'anno. Una volta, nel dicembre 2018, venne insieme a sua figlia e a un certo punto se ne uscì con questa osservazione: "nonna, il pranzo di oggi è un po' come quelli di una volta, manca solo la discesa di Tomba".
Lo sci esiste ancora.
È esistito per anni e anni.
Nessuno o quasi l'ha mai guardato, ai pranzi a casa di mia nonna, a parte quando ero piccola.
Di fatto c'era l'abitudine, non solo da noi, ma probabilmente anche in tante altre case, di guardare lo sci solo ed esclusivamente per uno sciatore.

Lo sport è pieno di questi casi: lo sci per Tomba, il ciclismo per Pantani, il motomondiale per Agostini e poi per Rossi... Prima degli anni recenti la Formula 1 si salvava perché c'era chi la guardava per la Ferrari o per la McLaren, insomma, per team destinati a rimanere a lungo nel tempo.
Non è diverso con i piloti, mi si può dire. Non dovresti essere tu, Sunshine, a fare queste osservazioni, se sostieni di essere più legata ai piloti che ai team.
Su quest'ultima osservazione oserei dire che di solito metto i piloti davanti al team, ma che non metto nessun pilota davanti alla Formula 1 in sé. Non sono per i BoIkOtTaGGy e, anzi, li trovo abbastanza infantili.

Facciamoci qualche domanda: il modo migliore per far appassionare la gente di Formula 1 è farli appassionare a Leclerc o a Verstappen? A Sainz o a Gasly? Può darsi, magari la gente di oggi è colpita dall'immaginario dei giovani piloti e li mette prima di tutto...
Ma cosa succederà se Gasly resterà senza un volante? Cosa succederà se Sainz deciderà che il suo obiettivo è vincere a Le Mans per seguire le orme del suo YdOlO???111!???22 Cosa succederà se i Leclestappen decideranno di ritirarsi dalle competizioni alla stessa età in cui l'ha fatto Casey Stoner?

Promuovere una serie o una gara grazie all'immagine di un pilota ha i suoi rischi. Non so se ricordate le pubblicità di Sky Sport F1 versione inglese per promuovere il campionato di Indycar: ehi, gente, seguite il campionato, perché Alonso prenderà parte alla sola Indy 500!!11!!11!!11!
Ora, so che il caso Indy 500 è unico e irripetibile e che gli altri piloti non corrono il rischio di un DNQ in seguito a una partnership con la Carlin. Però un attacco di diarrea a Singapore è un rischio che tutti possono correre. La Formula 1 ha bisogno di un fanbase che continui a guardare le gare anche quando il loro idolo è in bagno invece che in pista. Avere tribune dedicate nei circuiti non è a mio vedere il modo migliore per promuovere questo trend.

giovedì 30 gennaio 2020

Cose che mi sono persa nel 2019: la Moto E, quando il fascino delle due ruote si fonde con la noiahhhh percepita

Carissimi lettori, sono quiiiii e oggi parliamo di un argomento controverso, ovvero la Moto E, che va a mettere in contrasto due grandi convinzioni del tifoso medio:
1) elettrico = noia
2) due ruote = spettacolo...
insomma, le due cose sono piuttosto difficili da combinare insieme e, di conseguenza, l'elettrico è prevalso sulle due ruote, con gente compiaciuta quando la scorsa primavera le moto della Moto E sono andate distrutte in un incendio avvenuto a Jerez la notte prima dei test.

Il campionato, che doveva partire in maggio(?) è stato rimandato, con sei eventi che si sono svolti nei weekend del motomondiale, tra luglio e novembre: Germania, Austria, San Marino I, San Marino II, Valencia I, Valencia II.
La gara inaugurale è stata vinta dal finlandese Niki Tuuli, che ha disputato soltanto la prima metà della stagione, poi è toccato a Mike Di Meglio, francese ex MotoGP.
Le due vittorie di San Marino a Misano sono andate entrambe all'italiano Matteo Ferrari, mentre anche a Valencia enrambe le gare sono state vinte dallo stesso pilota, Eric Granado.

Il titolo è stato vinto da Matteo Ferrari (due ruote, vincitore che si chiama Ferrari, ma noiaahhhhh, questo è il campionato più maltrattato della storia del motorsport!) davanti a Bradley Smith.
Eric Granado, Hector Garzo e Mike Di Meglio hanno completato la top-5 in classifica. Al via del campionato erano presenti anche piloti pittoreschi come Sete Gibernau, Alex De Angelis, Randy De Puniet e anche l'ex pilota di Moto 3 Maria Herrera, il cui miglior risultato è stato un quinto posto in una delle due gare di Misano.


mercoledì 29 gennaio 2020

Cose che mi sono persa nel 2019: gli ultimi mesi della Stock Car Brasil

Le cose che mi sono persa nel corso del tempo sono tante, lo ammetto, e una di queste è il campionato della Stock Car Brasil. Sono rimasta ferma alla Corrida do Milhao, quando il Nostro Eroe Rubinho andava incontro a peripezie random, dato che la gara si svolgeva nella sua città natale, di fronte a casa dei nonni.
Nel frattempo, tra settembre e dicembre, il campionato è proseguito, con gli ultimi cinque eventi per un totale di nove gare, l'ultima delle quali destinata a svolgersi nuovamente a Casa Barrichello. Non importa che abbiate seguito il campionato o no, fate finta di avere sostenuto Barrichello in quell'evento finale, mentre andiamo a scoprire che cosa gli sia accaduto nel corso del tempo.

VELOPARK - Rubinho ha iniziato il weekend con un settimo posto, sufficientemente lontano dal podio per sentirsi "a casa" anche qui, ma si è smentito nella seconda gara del fine settimana, vincendo. Non poteva essere a Interlagos!
PODIO GARA 1: Fraga - Casagrande - Mauricio
PODIO GARA 2: Barrichello - Baptista - Mauricio

CASCAVEL - il fine settimana stavolta è iniziato meglio, con un quinto posto, una top-5 destinata ad essere migliorata, ma stavolta nella seconda gara è arrivato soltanto un terzo posto.
PODIO GARA 1: Fraga - Casagrande - Bueno
PODIO GARA 2: Abreu - Camilo - Barrichello

VELO CITTA' - qui le cose si sono fatte più "stile Interlagos", con un tredicesimo posto per iniziare e poi una quinta piazza come miglior risultato del weekend.
PODIO GARA 1: Camilo - Casagrande - Serra
PODIO GARA 2: Baptista - Nunes - Serra

GOIANIA - anche qui doveva sembrargli di essere affacciato alla finestra di casa, visto il diciannovesimo posto come risultato della prima gara del fine settimana... la seconda è andata meglio, quarto, perché alla fine anche dai giovani si può imparare qualcosa e tra i suoi ex compagni di squadra c'è stato anche Hulkenberg.
PODIO GARA 1: Casagrande - Ramos - Foresti
PODIO GARA 2: Fraga - Piquet Jr - Brito

INTERLAGOS - niente da fare, la stagione di Barrichello si è conclusa, sul circuito di casa, con un ottavo posto che era già un risultato migliore della Corrida do Milhao, ma sembra che non ci sia niente da fare, Rubinho non vince a Interlagos fin dai primi anni '90 e la situazione non sembra essere destinata a cambiare. :-///
PODIO GARA FINALE: Camilo - Serra - Gomes

CLASSIFICA PILOTI - in sette hanno totalizzato oltre 300 punti, con Daniel Serra vincitore del titolo. Daniel Serra 387, Thiago Camilo 366, Ricardo Mauricio 320, Felipe Fraga 313, Rubens Barrichello 310, Julio Campos 307, Gabriel Casagrande 303...


domenica 26 gennaio 2020

Ora sì che serve l'halo!!111!!11!! - per aggrapparsi mentre si sta scuotendo la testa leggendo certi commenti

Una delle novità di questo winter break è che il canale youtube della W Series ha pubblicato tutte le gare della stagione.
Mi ero ripromessa di dare un'occhiata, perché non capita tanto di frequente che un canale ufficiale di una serie pubblichi gare complete, seppure a distanza di mesi... e niente, i commenti sotto Gara 1 mi sembrano alquanto preoccupanti.
Ora, per chiarezza, ci tengo a precisare che ritengo lecita qualsiasi obiezione civile nei confronti della serie e nei confronti di alcune delle concorrenti, parte delle quali senza esperienza open wheel prima di gareggiare in questa serie. Però quello che ho letto era tutt'altra cosa.

Quello che non ritengo accettabili sono i commenti che sviliscono in modo indiscriminato chi vi gareggia per la semplice ragione di possedere un utero.
Non so voi, ma trovo orripilante un commento di questo stampo: "dovrebbero rinchiuderle tutte e 'sincronizzare i loro cicli mestruali', facendole gareggiare soltanto quando hanno il ciclo, così ci sarebbe da divertirsi". Mi rendo conto che purtroppo la convinzione dilagante che il ciclo ti trasformi in una psicopatica è anche in gran parte colpa di chi possiede un utero fa battute in propisito, ma... siamo seri?! Seriamente, dobbiamo leggere di gente che molto probabilmente ha già finito almeno le elementari che utilizza qualcosa di puramente biologico come l'ovulazione e il sangue mestruale per ridicolizzare chi ha un utero?

Ad andare a braccetto con il tizio di sopra, ho letto commenti di questo stampo:
- se le donne guidano, l'halo è necessario per evitare incidenti mortali;
- se le donne guidano, non è una categoria motoristica ma un reality show;
- Kimilainen e Gilkes (coinvolte in un incidente) o non sono veri piloti perché i veri piloti dopo un incidente dovrebbero insultarsi oppure sono delle bigotte per non averlo fatto (a questo proposito un tipo si è vantato di insultare sistematicamente la propria madre e ha dato del bigotto a chi non lo fa);
- le gare durano soltanto trenta minuti perché non ci sono veri piloti al volante (spoiler: anche le gare di F3 regionali/nazionali e di F4 durano mezz'ora).
A questo si aggiungevano anche commenti generalizzati contro QUALSIASI categoria femminile nello sport, anche quelle in cui uomini e donne gareggiano separati da sempre, sostenendo che anche il tennis femminile è inutile e che le donne non dovrebbero dedicarsi a nessuno sport, "dato che non sanno neanche camminare e respirare senza chiedere aiuto a un uomo", ha aggiunto un altro.

Non mi preoccuperei particolarmente di commenti di questo stampo se non fosse CHE ERANO LA MAGGIORANZA!
Infatti sono andata a vedere per curiosità i commenti al di sotto delle altre gare della serie e ne è venuto fuori che i commenti incel-friendly di quello stampo erano quasi assenti. Invece di esserci 400+ commenti, sotto le altre gare ce n'erano una ventina o meno, la maggior parte dei quali riguardanti: le gare eccitanti/ le gare noiose, l'impossibilità di capire chi stesse guidando quale vettura (nonostante i nomi scritti a caratteri cubitali sulle auto stesse), l'utilità/ non utilità di una categoria femminile per il futuro delle ragazze nel motorsport.
Questo è facilmente spiegabile: chi andava lì solo per fare commenti a caso, non c'era, perché si era già stancato e ovviamente non era andato oltre la prima gara (o oltre commentare la prima gara).

sabato 25 gennaio 2020

Formula E @ Santiago del Cile

Fonte: twitter ufficiale
della Formula E
Ci sono momenti in cui bisogna fermarsi un attimo a omaggiare Ma Qing Hua. Questa è la ragione per cui sono stata così lenta nello scrivere questo post, dato che l'eprix di Santiago del Cile si è svolto nella sera di sabato 18/01.
Non l'ho visto in diretta, perché ero a cena e peraltro non sono del tutto sicura che Canale 20 si veda a casa mia. Me lo sono poi guardata sul sito della Mediaset alle quattro di notte, dopo avere seguito qualche tweet in diretta per tenermi aggiornata su quello che succedeva.

Evans in pole, komehhhh si è permessohhhh? e ha anche mantenuto la posizione quando è iniziata la gara, rimanendoci per un bel po'. Chi non è rimasto né nella posizione di partenza né in gara era un terzetto di autoscontristi composto da Jani, Sims e Lotterer. Si è vista anche altra gente che limonava a bordo delle monoposto, ma quei tre sono stati gli unici che non sono sopravvissuti alle prime fasi di gara.

Nel frattempo abbiamo assistito al duello tra i Venturi Bros, che avendo come capo Susie Wolff sono un po' i Rosbilton dei poveri.
Dal duello è uscito vincente Mortara, mentre Massa è uscito vincente da un duello con un muretto. Si è ripreso con grazia, dopo essere stato chiuso dal compagno di squadra e l'ha elegantemente salutato con il dito al vento. Poi, lontano da Mortara ma vicino a livello spirituale, si è fatto da parte, per il momento, perché potessimo concentrarci su altro.

Gunther scalava le zone alte della classifica e ha vendicato l'onore delle tumblrere anti-Evans (non seguo più nessuna tumblrera anti-Evans e, in realtà, con il mio nuovo profilo seguo solo tre profili di persone normali) prendendosi la prima posizione.
Evans ne avrebbe perse altre, di posizioni, ma eravamo arrivati a un momento in cui a nessuno importava più un fico secco di Evans, non essendo più il principale candidato alla vittoria.
In più c'erano due piloti amati e rispettati come Da Costa e Vergne che stavano risalendo. Però che non si allarghino troppo: il fan favourite assoluto, vincitore ancora una volta della classifica del fanboost era...
...
...
...
...che cosa ve lo dico a fare? Concentriamoci su Da Costa e Jev, il primo dei quali ha fatto a sportellate con Mortara in corso d'opera, dando finalmente un po' di spazio a una delle Venturi, dato che Mortara è stato inquadrato mentre si ritirava.
Da Costa nel frattempo continuava la propria scalata, mentre Jev nelle fasi finali ha dovuto rientrare ai box con la macchina che gli stava cadendo a pezzi.

Da Costa è arrivato ad affiancare e superare Gunther, che però si è ripreso con un controsorpasso nel finale, vincendo finalmente la sua prima gara e diventando il pilota più giovane ad avere vinto una gara di Formula E: è un 1997, come Verstappino. Però ha raggiunto la drinking age già da tempo e, in quanto tale, non lo si può considerare un enfant prodige.
Da Costa si è accontentato della seconda posizione mentre terzo ha chiuso De Vries che però doveva scontare una penalità ed Evans si è appropriato del gradino più basso del podio e dello champagne, sempre ammesso che a Santiago del Cile si beva qualcosa.

Wehrlein chiudeva la top-5 ma è risalito al quarto posto davanti proprio a De Vries, con a seguire il fanboost man, Di Grassi e Calado. In loro compagnia doveva esserci anche Buemi, ma è stato penalizzato ed è scivolato fuori top-ten. Massa nel frattempo risaliva al nono posto a spese di Abt, penalizzato per averlo speronato, e Bird era l'ultimo pilota a vedere la luce della top-ten.
Sorprendentemente My King Juan non è arrivato ultimo, mentre - non sorprendentemente vista la sua sfiga cosmica - Brendon Bitch non è arrivato e basta. Anche D'Ambrosio non è arrivato al traguardo, e in realtà è molto probabile che non ci sia arrivato nemmeno Rowland.

Si torna in pista a metà febbraio, con l'eprix di Città del Messico, in onore del quale tuttavia non siamo sotto l'effetto dell'erba messicana: il fatto che il fanboost man stia dormendo in un van in cima alla classifica è la realtà di questo 2020. Non so quanto a lungo durerà, ma è comunque epico vederlo in testa a una classifica che non sia quella del fanboost anche se, come potete intuire anche voi, la Formula E non è poi così rilevante, fa solo da contorno alla classifica del fanboost nella quale Vandoorne vince sistematicamente.

venerdì 24 gennaio 2020

Gabbiani di Montreal: una fan fiction Vettelton

Gabbiani e gabbianelle, oggi vi presento una mia fanfic Vettelton che non tratta di ragni australiani ma di gabbiani canadesi! Guest star, anzi, protagonista assoluto, Lewis Junior, figlio immaginario di Hamilton già comparso in alcune mie fan fiction.

******

Era stata una gara bruttissima, nonostante papà avesse vinto. Vederlo sul gradino più alto del podio non era servito a consolare il piccolo L.J., che riteneva intollerabili i fatti di quel giorno.
Un Orribile Pilota Cattivo aveva attentato alla sicurezza del suo papà, tagliandogli la strada, e tutto ciò era inaccettabile. Nonostante papà avesse detto a L.J. di non allontanarsi, sentiva di avere una cosa molto importante da fare. Approfittando del fatto che il papà fosse impegnato a rispondere a un'intervista, si allontanò di soppiatto, mettendosi alla ricerca del Grande Nemico dell'Umanità.
Rischiò più volte di perdersi e qualcuno gli lanciò qualche strana occhiata, chiedendosi probabilmente che cosa ci facesse un bambino di cinque anni in giro per il paddock tutto solo.
L.J. ne approfittò per fermarsi a salutare Daniel, facendogli credere di avere ricevuto dal papà il permesso di allontanarsi proprio per andare da lui.
Vedendolo in compagnia di un adulto, le occhiate strane cessarono immediatamente. A quel punto L.J. ne approfittò per fingere di tornare da suo padre e proseguì la sua ricerca.
Individuò finalmente il Pilota Cattivo. Gli sarebbe piaciuto tantissimo strappargli dalla testa il cappellino rosso e tagliarlo a pezzi con un paio di forbici. Purtroppo non aveva con sé le forbici e, in ogni caso, sarebbero state inutili, dal momento che non sarebbe mai riuscito a raggiungere l'altezza dell'avversario di suo padre.
La sua sete di vendetta fu fermata per un attimo da una scena meravigliosa: un gabbiano appena sceso dal cielo posò le zampe sull'asfalto, a pochi metri di distanza da L.J., che si entusiasmò.
Gli piacevano tantissimo i gabbiani, quindi gli si avvicinò.
"Aaaaawwwww!" esclamò, tutto contento, "come sei carino!"
"Grock, grock, grock" gli rispose il gabbiano.
Tutto ciò era meraviglioso.
L.J. decise di fargli una carezza e si avvicinò ancora.
A quel punto il gabbiano spiegò le ali e spiccò il volo.
"NOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHHH!" si disperò L.J., scoppiando a piangere.

***

Sebastian non si accorse della presenza del bambino finché non lo sentì urlare.
Piangeva e indicava un pennuto che si allontanava.
Gli si avvicinò.
"Va tutto bene, piccolo?"
"No" sbottò il bambino, indispettito. "Lasciami stare, io non parlo con i piloti cattivi!"
Sebastian alzò gli occhi al cielo. A volte pensava che le sue bambine fossero impossibili, ma avere a che fare con il figlio di Lewis non sembrava molto più facile.
Sorrise.
"Non sono un pilota cattivo."
"Sì che lo sei!"
"Nessun pilota è cattivo. A parte Magnussen. Lui è uno str..." Sebastian si interruppe appena in tempo. "Va beh, lasciamo stare."
"Sì che sei cattivo!" replicò L.J., tra i singhiozzi.
"Come vuoi. Però smetti di piangere. I bambini grandi non dovrebbero piangere."
"Il gabbiano è scappato."
"I gabbiani sono creature del cielo. È normale che quel gabbiano sia scappato. Dai, non piangere, sono sicuro che ne vedrai un altro, prima o poi. Chissà, magari vedrai addirittura anche una marmotta!"
L.J. si calmò all'istante.
Tuttavia era ancora fermo sulle proprie convinzioni.
"Sei un pilota cattivo!" lo accusò, per poi fargli una pernacchia. "Inoltre non sarai mai bravo come il mio papà!"
Sebastian non aveva dubbi, le sue bambine sarebbero andare d'accordo con L.J. Hamilton... nei momenti in cui non avrebbero organizzato demolition derby a bordo dei loro tricicli, quantomeno.
"Però guido una macchina molto più bella di quella del tuo papà" mise in chiaro. "Anche questo conta."
Lo lasciò spiazzato: L.J. non sapeva più cosa rispondergli.

***

L.J. non ci aveva mai pensato, prima. Aveva sempre tifato per il papà, ma in effetti Sebastian aveva ragione: la sua vettura rossa era molto più bella di quella grigio argento che guidavano il padre di L.J. e il suo compagno di squadra dallo sguardo da pazzo.
Quella considerazione cambiava le cose, forse non gli appariva più così tanto un Grande Nemico dell'Umanità come prima.
Gli chiese: "e dopo la tua, qual è la macchina più bella?"
Sebastian parve pensarci.
"Mhm... la Renault di Ricciardo."
"Aaaaawwwww!"
"Piace anche a te?"
"Mi piace Ricciardo. È simpaticissimo. Se fossi un pilota, vorrei averlo come compagno di squadra."
"Daniel è stato il mio compagno di squadra, qualche anno fa, quando tu eri appena nato."
Quella era una notizia meravigliosa.
"Credi che a Daniel piacciano i gabbiani?"
"Non lo so, ma mi ha detto che gli piacciono le marmotte. Hanno i denti da roditore, un po' come lui. Chissà, magari è segretamente una marmotta."
"Davvero?!"
"L'ho sempre sospettato."
"E tu? Sei anche tu una marmotta?"
"No, io non ho dei denti come quelli di Daniel."
"Allora sei un gabbiano?"
"Certo!"
"Sai volare?"
"Tutti i gabbiani volano."
"Quando voli?"
"Mi trasformo in un gabbiano ogni notte, quando tu dormi."
"Posso vederti, una notte?"
"No, la notte devi dormire."
"Allora mi puoi fare vedere una tua foto da gabbiano?"
"Non posso farmi scattare delle foto, quando sono gabbiano. Nessuno lo deve sapere, è un segreto. Tu sei l'unico con cui ne ho mai parlato e, quando sarai più grande e potrai andare a letto più tardi, ti farò vedere che lo sono davvero."
Era una storia bellissima.
L.J. aveva già deciso di declassare Sebastian da Grande Nemico dell'Umanità a Male Necessario, ma non era abbastanza.

***

Sebastian era soddisfatto di se stesso: era riuscito in pochi minuti a far calmare L.J. che, nel frattempo, sembrava non pensare più all'assurdo "incidente" capitato durante la gara. Sarebbe stato opportuno spiegargli che non c'era nulla di irregolare in quello che Sebastian aveva appena fatto, ma non era fondamentale: parlare di gabbiani sembrava un'alternativa di gran lunga migliore.
Un pennuto intervenne inaspettatamente ad incrementare il suo punteggio: un vero gabbiano infatti volò verso di loro e si posò al suolo a meno di due metri di distanza.
Sebastian gli si avvicinò lentamente.
Il gabbiano alzò lo sguardo verso di lui.
Sebastian cercò di imitarne il verso.
"Grock, grock, grock."
L'uccello si avvicinò e si mise a gracchiare.
In quel momento, Sebastian si rese conto di avere definitivamente conquistato il cuore di L.J. che, quando il gabbiano si allontanò, si mise a guardarlo con ammirazione.
"Wow!"
"Te l'avevo detto che sono un gabbiano, quindi posso parlare con gli altri gabbiani."
"Sei un mito!"
"Grazie."
"Ce l'hai un pennarello?"
La domanda era anomala, quindi domandò al bambino: "Cosa ci devi fare?"
L.J. si era già tolto il cappellino della Mercedes che portava sulla testa.
"Hai un pennarello?" ripeté.
Sebastian ne aveva uno in tasca, l'aveva usato per firmare un autografo.
Glielo diede. Il figlio di Lewis scrisse "L.J." a caratteri cubitali sul cappellino, poi glielo porse.
"Questo è un regalo per te."
Uno scambio era doveroso.
Sebastian si tolse il proprio cappello e si mise in testa quello di L.J., anche se avrebbe dovuto nascondersi, per evitare di essere ripreso con un cappellino della Mercedes in testa.
Firmò il proprio e lo mise in testa a L.J.: "Questo, invece, è tuo."
Proprio in quel momento Lewis fece la propria comparsa, rimproverando il figlio.
"L.J., perché te ne sei andato in giro tutto solo senza chiedermi il permesso? E perché vai a disturbare le persone senza motivo? Non..."
Sebastian lo interruppe: "Non mi stava affatto disturbando. Anzi, è un bambino fantastico. Vero, L.J.?"
"Grock, grock, grock."
La risposta del piccolo Hamilton lo fece andare in brodo di giuggiole.
"Bravo, L.J., chissà, magari da grande anche tu diventerai un gabbiano!"
"Di sicuro non diventerai un ferrarista, però" puntualizzò Lewis, rivolgendosi al bambino. "Forza, togliti quel cappello e restituiscilo a Sebastian."
"No" replicò L.J., con fermezza. "Me l'ha regalato."
"Confermo" disse Sebastian. "Lui, invece, mi ha regalato il suo. Siamo diventati amici, io e tuo figlio. Vero, L.J.?"
"Sì. Ora ho un amico gabbiano."
Sebastian gli scoccò un'occhiataccia.
"Sbaglio o era un nostro segreto?"
L.J. si nascose dietro al padre.
Sebastian lo andò a stanare e gli scompigliò i capelli con una mano.
"Non importa. A tuo padre lo possiamo dire. Chissà, magari è un gabbiano anche lui..."


domenica 19 gennaio 2020

Sophia non al volante, auto-gloroficazione costante

"She moves like she don't care
Smooth as silk, cool as air
Oh, it makes you wanna cry
She doesn't know your name
And your heart beat like a subway train
Oh, she makes you wanna die"
- Blondie, "Maria"

Modelle sorridono ai box dopo essersi vendute al marketing
(didascalia comprensibile soltanto a fine post)
Carissimi motori al berilio (se non sapete di cosa sto parlando, non preoccupatevi), l'argomento donne nel motorsport, come avrete capito, mi tocca molto nel profondo, e oggi andiamo a parlare di un argomento che avrei voluto evitare, ma che non evito perché c'è un'altra questione che mi tocca nel profondo. Ci occupiamo di un articolo uscito sul sito in lingua inglese todayheadline.com, che cita altre testate.
L'argomento è relativo alle dichiarazioni di Binotto secondo cui la Ferrari ha intenzione di aprire il proprio junior team, nel futuro, anche alle ragazze, in quanto al giorno d'oggi è giusto non avere pregiudizi nei confronti delle ragazze che intraprendono una carriera motoristica. Per intenderci, sono le stesse dichiarazioni per cui qualche giorno fa non si sono sprecati commenti agghiaccianti contro probabili kartiste che frequentano al momento le scuole medie.

Indovinate quale ragazza del mondo del motorsport è stata l'unica voce fuori dal coro che trova disdicevole queste dichiarazioni? Secondo cui l'intento di "aprire alle ragazze" il proprio futuro è nientemeno che sessista? Esatto, la stessa che afferma che i ragazzi son piloti migliori delle ragazze.
Ho visto la prima parte di questa cosa accadere in diretta su Twitter e sono rimasta abbastanza basita, volevo commentare la cosa, poi mi sono detta "no, meglio non farlo, perché sicuramente non ho capito".
Credo che sia giusto precisare che non sono una grande amante del concetto di "quote rosa", perché generalmente mi sembra un contentino. Sono convinta che uomini e donne debbano avere le stesse opportunità e che se, in quanto donna, ho un'opportunità, debba essere perché sono in grado e non perché una legge o una consuetudine lo impone. Però non ho visto nulla di sgradevole nelle dichiarazioni che sono passate.

L'ho interpretato come: finora non abbiamo mai considerato molto le ragazze, ma adesso terremo gli occhi aperti sulle giovani kartiste, nel tentativo di ingaggiarne una che possa avere il suo valore di mercato. Stesso discorso che viene applicato a qualunque ragazzo, solo, decidendo di insistere anche a cercare talenti futuri tra le ragazze. La motivazione dichiarata è non avere più vecchi pregiudizi, o qualcosa del genere. Per quanto io possa sforzarmi, non riesco a vederci niente di negativo e, ve lo assicuro, sono una che, se vuole trovare qualcosa di negativo a tutti i costi, può riuscire a trovarlo.
Devo dire che Sophia Florsch c'è riuscita con successo, proprio quando c'era gente che sosteneva che potesse essere lei una potenziale junior Ferrari (la versione italiana di motorsport.com dice anche che si sia offerta personalmente alcune settimane fa quando la dichiarazione girò la prima volta e che sia stata rifiutata, facendo quindi commenti contrari, ma facciamo finta in questo post di non averlo mai letto, perché sono altri gli argomenti su cui voglio focalizzarmi).

All'indomani dei suoi tweet contro l'apertura della Ferrari alle donne, avrebbe rilasciato dichiarazioni che sono state riportate dall'articolo che stavo leggendo, appunto. Si iniziava con "l'utilizzo delle ragazze per questioni di big money è sessista". Sì, può essere, se stessimo parlando di una onlus o una cosa del genere. Il punto è che il mondo del motorsport non è una onlus. Gli sponsor investono su di te, pilota, perché hai un valore o come pilota o dal punto di vista commerciale. Questo succede sia che tu sia uomo sia che tu sia donna.
Svegliati, Sophia, non è che fino all'altro ieri hai vissuto in un monastero tibetano in cui ci si nutre dei frutti della propria terra coltivata in prima persona.

Sei pilota da quando eri bambina, hai pubblicato un'autobiografia a quindici anni e tu stessa ti sei sempre posta come un elemento di marketing. Vuoi essere trattata come pilota normale quando fa comodo, ma come donna quando è più conveniente, sostieni che non ci sono differenze tra uomini e donne, poi sei tutta un "girl power", "race girl", "racing against the boys", snobbi qualsiasi altra ragazza per hobby e dai per scontato che una futura ipotetica Ferrari junior (al giorno d'oggi probabilmente una kartista di 11 anni) si stia per guadagnare il posto vendendo la propria immagine.
Ma niente, lo sappiamo tutti che la gente non ti giudica come pilota, ma solo per le foto da fitness girl in top e shorts che posti sui tuoi canali social. E non vedo niente di male in tutto questo, né vedo per niente in chiave positiva il fatto che nessuno dica niente sul fatto che Alex Yoong una ventina d'anni fa sbattesse le proprie natiche in copertina, mentre la tua scollatura sia un grandehhhh scandalohhhh. Deciditi: se scegli di vendere la tua immagine, peraltro in maniera a mio vedere piuttosto rispettabile, sarebbe altrettanto rispettabile non scagliarsi a spada tratta contro chi la compra.

Altre fonti che ho consultato per schiarirmi le idee riportano come la Florsch sia indignata perché nessuna donna viene presa in considerazione. Indovinate chi ha usato come esempio?
Questa era facile: Jamie Chadwick. Secondo la Florsch sta sprecando due anni della propria carriera a correre contro elementi di poco talento nella W Series, invece di gareggiare ina altri campionati.
No, fermi tutti. La Chadwick gareggia *ANCHE* nella W Series. Attualmente sta prendendo parte alla Formula 3 Asiatica, che è essenzialmente la variante asiatica della F3 Regional dove la Florsch gareggia in Europa. Ci sono sedici piloti, di cui quattordici ragazzi. In base al numero di peni e di testicoli, unità di misura del talento secondo la Florsch a quanto pare, c'è più talento nella F3 Asia che nella sua versione europea.
Veramente, cos'è questa storia del "o questo è quello"? Se corri nella W Series non corri davvero nella F3 Asia mi sembra la versione motorsport del se ti piace studiare allora non può piacerti andare in discoteca della tarda adolescenza. Sophia, ti prego, contieniti.

Invece no, non si contiene, perché accanto alla Chadwick che non gareggia contro uomini, sostiene che il Ferrari Junior Team non le darebbe le stesse chance che dà a Mick Schumacher e che questo è sessista.
Devo commentare?
Sì, devo.
Devo per forza, perché il mondo è pieno di gente che ha elogiato la Florsch per avere puntualizzato che, diversamente da altri che hanno un cognome famoso, lei non abbia la strada spianata.
Ora, il concetto di "cognome famoso" e "strada spianata" possono tranquillamente andare a braccetto l'uno con l'altro. Il fatto che Mick Schumacher non meriterebbe tutta questa attenzione ha il suo senso, così come a onore di cronaca non penso che se la meriti ugualmente Callum Ilott, con risultati analoghi ai suoi in F2 e ugualmente membro del Ferrari junior team, solo che conoscere Schumacher è mainstream, conoscere Ilott è da colti. Non so cosa dire, evidentemente criticare i piloti del Junior Team Ferrari e tacciarli tra le righe di rubare il volante a piloti di talento in Formula 1, nonostante gareggino in serie minori, è la nuova moda del momento. Oserei dire che non è la prima volta che un simile argomento viene di moda, ma andrei off topic e ci sono già abbastanza cose da dire senza inerpicarsi lungo una simile via.

Palmares a confronto
Torniamo al confronto totalmente a caso tra Schumacher e Florsch e... no, dai, non prendiamoci in giro. Questi qui sono i risultati di Schumacher e quelli della Florsch dal loro debutto a oggi. So che è uno stamp di Wikipedia, ma ho seguito una parte di quei campionati e vi posso assicurare che Wikipedia non se li è inventati, ho scelto uno screenshot di quel sito solo perché è schematico abbastanza da capire che aria tira. Aggiungo che, nel caso della Florsch, i risultati open wheel iniziano dalla Formula 4.
Ora, dimenticatevi per un attimo che uno ha un cognome famoso e l'altra è una ragazza. Questa sta dicendo tra le righe di *meritarsi la stessa attenzione* di uno che è arrivato secondo in un campionato in cui lei è arrivata diciannovesima (mi sono sbagliata sul sedicesima) e che ha vinto un campionato in cui è arrivata ventiduesima conquistando un solo punto, di uno che al giorno d'oggi conta ventiquattro vittorie su vetture a ruote scoperte, mentre lei controbilancia con due piazzamenti a podio. E hanno corso nelle stesse categorie, quindi il fatto che lei corresse in serie più difficili sarebbe inventato. Perfino fingendo che la Formula Regional 2019 fosse allo stesso livello della F3 Europea (e non lo era dato che c'erano tra le dieci e le tredici vetture di cui un paio guidate da piloti pseudo-amatori), dal confronto dei loro palmares ne, viene fuori un risultato univoco: al giorno d'oggi, se questa ragazza ha del potenziale, è ben lontana dall'averlo messo in mostra.

Sophia, sei sicura di quello che dici? Sostieni di volere essere scelta PER MERITO E NON PERCHE' DONNA. Pensi davvero che, se qualcuno ti offrisse le stesse possibilità che offre a un pilota che era un front runner nelle serie minori in cui tu stavi a centro gruppo nel migliore dei casi e in cui arrivavi tra gli ultimi nei peggiori, senza particolari miglioramenti durante il tuo percorso di crescita, lo farebbe *per merito e non perché sei donna*? Dai, ci vuole coerenza nella vita. Vuoi davvero fare carriera facendo la versione motorsport della femminista delle medie formato Tumblr (per intenderci, ragazzine che non sono mai uscite di casa e che conoscono la vita solo grazie ai reality show e ai social network bimbominchia-friendly, e che seppure spesso ispirate da idee positive finiscono per fare la figura delle cretine perché si limitano a parlare spesso a caso di cose che conoscono solo in teoria)?
Ti ricordo che perfino Pippa Mann è in grado di mettere in luce positiva i propri risultati e, considerando che ha un curriculum peggiore del tuo in Europa e che l'ha salvato dimostrandosi presentabile sugli ovali, non è che non riuscire a fare la stessa cosa ti renda onore.
Ti ricordo inoltre che, se vuoi fare qualcosa per le donne nel motorsport, ne hai la possibilità. Però evidentemente spargere m*rda su di loro, perché non sono te, è un'alternativa più facile.

Adesso parliamo del punto dolente, perché tutto quello che ho detto finora fa parte delle cose che posso tollerare senza difficoltà. Certo, tollerare qualcosa non significa dovere dire "sìsì, hai ragionehhhh!!11!!!1! idolahhhh!!!11!" e ignorare la palese incoerenza di certi ragionamenti, ed è per questo che ho parlato degli argomenti che sembrano interessare a Sophia più di qualsiasi altra cosa. La Chadwick è vista come donna immagine della W Series e non è la prima volta che la Florsch fa commenti su di lei. Schumacher invece è cugino del fidanzato di Vivien Keszthelyi, a suo tempo screditata dalla Florsch stessa: il fatto che abbia parlato di lui e non di altri piloti del Junior Team Ferrari (tra cui un avversario contemporaneo di Sophia che ha ugualmente un cognome famoso) mi fa sentire una certa puzza di bruciato. Ma freghiamocene, perché qualunque cosa abbia contro la stirpe dei Keszthmacher non ci tocca.

Adesso cito le testuali parole riportate da Today Headline. Preciso che, ovviamente, non ho la *prova* che la Florsch le abbia dette, però così sono state riportate... e niente, ho la pelle d'oca solo a pensarci.
"There have been a few women in the past that were supported by F1 teams, but only stood to grim and smile at the camera". Essenzialmente, ci sono stati team di F1 che hanno ingaggiato delle donne, ma queste donne si facevano solo inquadrare dalle telecamere facendo smorfie o sorridendo.
Ammetto che questa definizione mi ricorda molto quello che faceva Carmen Jordà nel box della Lotus/Renault... ma la Florsch sta cadendo pienamente nello stesso tranello del presunto tifoso ignorante, quello tacciato di conoscere solo la Jordà e di pensare che tutte le donne siano la Jordà.

Per quanto costei e il team per il quale posava abbiano a suo tempo avviato una collaborazione alquanto discutibile per i proclami che facevano, che sarebbe stata evitata ingaggiando ufficialmente la Jordà come spokewoman e facendola passare per pilota semi-amatoriale che non aveva avuto successo in GP3 e che si era reinventata come modella, quello che la Florsch avrebbe affermato dovrebbe riguardare *SOLTANTO LA JORDA'*, non essere esteso in modo assolutamente random ad altre.
Questo non significa che le donne che sono arrivate in F1 come tester non abbiano avuto la strada aperta dal fatto di essere donne, perché per una parte è stato così. Però ci vuole un po' di rispetto nella vita e, cara Sophia, fammi il piacere di tacciare di avere solo sorriso o fatto smorfie invece di guidare solo chi non ha guidato.

Correva l'anno 2014/2015. Susie Wolff, peraltro capo della Florsch nel progetto Dare to be Different di cui Sophia stessa è ambasciatrice, dopo avere completato brillantemente un rookie test, girando su tempi ritenuti sorprendenti per una che aveva pochi e lontani anni di open wheel alle spalle e anni di scarso successo nel DTM, partecipava ad occasionali sessioni di prove libere e a test prestagionali. Non so se mi spiego: scendeva in pista e guidava come tutti gli altri, non stava nel box a grattarsi la fi*a, cosa di cui le tue parole la tacciano.
Correva l'anno 2019: Tatiana Calderon non ha speranze di arrivare nemmeno a quei livelli, però ha guidato la Sauber/Alfa Romeo in test esterni. Capisco che magari era lenta abbastanza da pensare che si stesse grattando la fi*a nel momento in cui guidava.

Correva ancora una volta l'anno 2014: Simona De Silvestro, pilota di discreto successo negli Stati Uniti, con un podio all'attivo in Indycar, dove non era una Dixon 2.0 però aveva risultati di tutto rispetto, venendo considerata particolarmente ferrata sui circuiti cittadini, a mia memoria mai vista nel box della Sauber, è diventata pilota affiliata del team. Probabilmente la donna di maggiore successo che sia salita su una Formula 1 di recente, partecipava a due sessioni di test con lo scopo di arrivare al chilometraggio che serviva, ai tempi, per ottenere la superlicenza e diventare friday driver, con un potenziale qualcosa di più in futuro. Poi perdeva la propria sponsorizzazione (qualcosa che aveva a che vedere con le centrali nucleari, credo) e il progetto si arenava una volta per tutte. Però, ne sono certa, nemmeno lei si stava grattando la fi*a.

Ma niente, ancora una volta, con un po' di sforzo, posso arrivare a considerare tutto questo come una debolezza umana comprensibile. Quello che non capisco arriva adesso e lo capisco ancora di meno da parte di una che ha spiccato il volo, si è ribaltata al di là di una rete ed è sopravvissuta senza danni permanenti. A questo punto dovrebbe essere almeno in grado di portare un minimo di rispetto alla vita altrui...
Invece no, a quanto pare. Correva l'anno 2012: Maria De Villota, terza pilota Marussia, sprovvista di superlicenza, prendeva parte a un test aerodinamico. Uscita di pista dopo un testacoda, si schiantava contro un camion del team parcheggiato in una via di fuga. L'impatto era violento al punto tale da spezzarle in due il casco, provocarle la perdita di un occhio e un gravissimo trauma cranico. Sopravvissuta all'incidente, moriva un anno più tardi, per le conseguenze dei danni cerebrali riportati nell'incidente.
Avanti, Sophia, proprio tu che hai visto la morte in faccia, fai uno sforzo e datti una risposta: credi che la De Villota sia morta perché aveva fatto troppe smorfie o troppi sorrisi davanti alle telecamere?
Per soli tre giorni, la Florsch ha evitato di fare la sua dichiarazione sulle donne che in F1 in occasione di quello che sarebbe stato il quarantesimo compleanno della De Villota.

NOTE:
- la foto della De Silvestro viene da motorsport.com, chiedo scusa al sito per avere tagliato a metà il loro logo, ma non sono riuscita a fare altrimenti facendo il collage con una app;
- le foto delle altre le ho trovate su Google e non sono riuscita a risalire alla fonte originale.