martedì 16 luglio 2019

Euroformula Open: Spa Francorchamps, Hungaroring e Redbullring

Dopo Hockenheim, Marino Sato era in testa alla classifica con 15 punti di vantaggio nei confronti di Liam Lawson.
Nel weekend del 9 Giugno, a Spa, le cose hanno continuato ad andare molto bene per il giapponese, anzi, oserei dire che è iniziata la sua vera e propria ascesa.
Ha vinto Gara 1, con Yuki Tsunoda e Liam Lawson sul podio. Questi ultimi, poi, hanno avuto un incidente tra di loro in Gara 2, mentre Sato vinceva ancora una volta, con Lukas Dunner e Julian Hanses a completare il podio.

Ci sono state quattro settimane di pausa, poi nel fine settimana del 7 Luglio il campionato è ripreso in Ungheria.
In questo evento ha fatto la sua comparsa Nobu Matsushita, di cui ho seguito le peripezie. Infatti in Gara 1 ha rimediato un DNS o qualcosa del genere.
Nel frattempo Marino Sato vinceva davanti a Lukas Dunner e Liam Lawson, estendendo la propria leadership in classifica e mettendosi in mostra come il pilota più competitivo al momento.

Matsushita partiva dalla pole position in Gara 2, ma in gara ha dovuto accontentarsi della seconda posizione dietro al grande habitué del gradino più alto del podio: Sato. Il telecronista ha raccontato che entrambi i due piloti giapponesi hanno come manager Taki Inoue. Non so se essere contenta per loro oppure esserne preoccupata, ma nevermind. Peraltro Marino Sato non è neanche l'unico omonimo del Grande Samurai ad avere avuto a che fare con Taki, perché quest'ultimo era il manager anche di Kimiya Sato.
Concludo questo siparietto tornando alla realtà: Lukas Dunner è salito sul gradino più basso del podio, portandosi secondo in classifica.

Con la SoVrApPoSiZiOn3 con la Formula 3, alcuni piloti non erano presenti nel fine settimana del 14 Luglio al Redbullring: tra questi c'erano anche Lawson e Tsunoda.
Marino Sato ne ha approfittato per continuare ad allungare in classifica, non solo sugli assenti ma su chiunque: si è portato a casa altre due vittorie.
Jack Doohan e Lukas Dunner hanno completato il podio in Gara 1, mentre in Gara 2 questo onore è capitato a Julian Hanses e, per la prima volta, a Linus Lundqvist.
Ora Sato ha 262 punti in classifica. Il pilota che lo segue più da vicino è ancora Dunner, che ne ha solo 154.

lunedì 15 luglio 2019

Formula Regional @ Redbullring

A una sola settimana di distanza dallo scorso evento è tornata la Formula Regional, con le cose che sono ricominciate più o meno come erano finite l'altra volta, con la sola differenza che Vesti aveva la vettura totalmente intatta.
L'abbiamo trovato all'inizio di Gara 1 che lottava con Fittipaldi, con quest'ultimo che è passato in testa e con anche Fraga che a un certo punto ha superato Vesti.
Verso metà gara, poi, è entrata una safety car: era finito fuori Bardinon e ciò è stato d'aiuto per ricompattare il gruppo e fare in modo che la Scolari sulla sua vettura del team privato non finisse troppo lontana da tutto e da tutti.

Vesti, nel frattempo, era davanti a Fraga. Poi era anche davanti a Fittipaldi, che in breve tempo è stato relegato al terzo posto con Schumacher e Siebert negli scarichi.
I due hanno avuto un destino molto diverso: mentre Siebert è finito fuori praticamente all'ultimo giro, DSC ha superato Fittipaldi andando a prendersi il gradino più basso del podio, alle spalle di Vesti e di Fraga.
Fittipaldi ha chiuso quarto, precedendo Guzman, Florsch, Caldwell, Nannini, Backhauser, Blomqvist, Siebert, Lappalainen e Scolari. Non mi è chiaro se anche Lappalainen fosse fermo a quel punto, ma lo ritengo probabile.

Di Gara 2 ho visto solo il finale, scoprendo che pioveva, che in alcuni tratti della pista c'era più bagnato che in altri, che Vesti e Fraga erano partiti fianco a fianco dalla prima fila e che c'era stato un incidente tra i due che aveva avuto effetti contrapposti: Vesti era infatti in prima posizione e Fraga era tra gli ultimi.
Il duello per la seconda posizione è stato tra nientemeno che Lappalainen e DSC: alla fine è stato Schumacher a prevalere, ma Lappalainen è riuscito ad andare a podio!
Siebert, Fittipaldi, Florsch, Beckhauser, Nannini, Fraga e Scolari sono stati gli altri piloti che hanno compltato la gara, mentre erano ritirati Blomqvist, Bardinon (alla sua ultima apparizione in pista per il weekend), Caldwell e Guzman.

Gara 3 l'ho seguita un po' a tratti, ma ho visto un bel duello per la prima posizione tra Fraga, Vesti, Fittipaldi, il tutto mentre Nannini si trovava in quarta posizione. Purtroppo per il nostro connazionale, però, era sotto indagine per jump start, cosa destinata in seguito a compromettere il suo risultato.
Gli occhi, però, erano puntati su Fraga, leader nonostante Vesti praticamente attaccato al suo retrotreno. Evidentemente Vesti non aveva intenzione di vendicarsi per l'accaduto della gara precedente, altrimenti la cosa sarebbe finita male... quantomeno per loro, mentre molto bene per Fittipaldi!

Mentre Fraga, di cui il telecronista ha ripetuto fino allo sfinimento che è un "Japanese-born Brazilian", ha conservato la prima posizione fino al traguardo, le cose non sono neanche andate male per Fittipaldi, che alla fine si è portato a casa il secondo gradino del podio davanti a Vesti.
Nannini è stato retrocesso e sono risaliti in top-5 Guzman e la Florsch: Sophia aveva trascorso un po' di tempo, strano a dirsi, a lottare con Schumacher giunto sesto. Caldwell, Blomqvist, Lappalainen, Siebert, Nannini (eccolo qui, al penultimo posto dopo la penalità) e Scolari sono stati gli altri classificati, mentre è da segnalare il ritiro di Beckhauser.

domenica 14 luglio 2019

Formula 2 e Formula 3 @ Silverstone

Prima che il weekend iniziasse, c'è stato un piccolo stravolgimento: il ritorno di Boccolacci. E' in Trident, nel posto che originariamente era di Boschung e che è stato occupato la volta scorsa da Tveter.
Quando il weekend è iniziato, non mi è ben chiaro che cosa sia successo, ma qualcosa deve essere successo: Gelael deve essersi procacciato una penalità in griglia e non è chiaro se non abbia preso parte alle gare per "problemi personali" o se si sia inventato i suddetti problemi personali come protesta. La Prema si è trovata quindi a dovere scendere in pista con solo una vettura e a portare a casa un punteggio dimezzato. Per loro fortuna zero diviso due fa zero, quindi Schumacher non avrebbe avuto difficoltà a fare punti anche per Gelael.

Zhou nel frattempo si era procacciato la pole position e si è ritrovato affiancto in prima fila Ghiotto. Ghiotto ha fatto un'ottima partenza ed è uscito vincitore dal duello, mentre una vettura rosa si aggirava per la pitlane e tornava in pista in ritardo di un giro: quella vettura rosa era quella di Hubert quindi all'improvviso la Calderon aveva delle speranze di chiudere la gara davanti al compagno di squadra.
Altre cose che sono capitate nel frattempo erano un testacoda(?) di Boccolacci e l'annuncio di un'indagine che si sarebbe svolta a fine gara per un contatto tra Mazepin e Schumacher alla prima curva. Non so se mi spiego: un'indagine che si sarebbe svolta A FINE GARA per un contatto ALLA PRIMA CURVA.
Per onore di cronaca, eravamo destinati a non sentire più parlare di quell'evento, a non sentire più parlare di Schumacher e, purtroppo per Mazepin, invece, a sentire parlare di lui anche all'ultimo giro.

Mentre iniziavano ad avvenire i primi pitstop, la vettura di Alesi Jr veniva spostata a spinta, poi è stato mandato in pista anche lui sotto di un giro come Hubert.
Calderon e Raghunathan (sì, l'eroe è tornato e in questo weekend ha sfoderato una prestazione abbastanza imbarazzante, ma ben lontana dai livelli di imbarazzo a cui ci ha abituati) non potevano credere ai loro occhi: non sarebbero arrivati penultima e ultimo!
Peraltro erano tra i piloti che stavano ritardando la sosta e si sono trovati per un po' in terza e quarta posizione!
Parlando invece di cose meno importanti, Zhou si ritrovava dietro a Latifi e Sette-Camara dopo la sosta, mentre Latifi si lanciava all'inseguimento di Ghiotto con un paio di scambi di posizione mentre ormai si erano lasciati dietro Ragù Natante. Quando questo si è fermato, la Calderon continuava a fare la figa davanti: è arrivata ad occupare fino alla seconda posizione. Quando è tornata in pista dopo la sosta aveva 15 secondi di vantaggio su Ragù Natante. Il ragazzo in questo weekend si è comportato bene.

Infine Ghiotto ha tagliato il traguardo in prima posizione, con Latifi e Zhou a completare il podio. Sette-Camara è stato l'Hulkenberg della situazione arrivando quarto, davanti ad Aitken, Devries, Deletraz, Ilott (destinato alla pole da reverse grid), Matsushita e King a completare la top-ten.
Nel frattempo le inquadrature andavano su Mazepin, che risultava fermo. L'obiettivo della regia a quanto pareva era non mostrarci assolutamente che cosa capitasse a Mazepin, pertanto l'abbiamo scoperto in un secondo momento: è stato speronato da Maini, che dovrebbe essere stato anche penalizzato per questo. Spero per Maini che Mazepin non abbia chiesto aiuto a Ferrucci per vendicarsi dell'accaduto.

Mentre ho visto la feature race, non ho visto la sprint race di stamattina invece, anche perché pensavo che iniziasse un'ora più tardi rispetto al suo effettivo orario d'inizio.
Ha vinto Aitken, con Deletraz e Devries a podio. Ilott, che partiva dalla pole, ha chiuso al quarto posto, con Latifi, Schumacher, Matsushita e Zhou a completare la zona punti.
Uno degli hot topic della gara sono stati come al solito la Calderon e Ragù Natante, con quest'ultimo che pare avere approfittato di un testacoda della Calderon per tentare di arrivare penultimo. La cosa non ha funzionato ed è stato in seguito relegato dalla Calderon nella posizione che più si addice ai suoi standard, ovvero l'ultima.

Nel frattempo in Formula 3 Vips aveva ottenuto sabato la sua seconda vittoria nella serie, con Daruvala e Armstrong a podio. Pulcini, Shwartzman, Piquet Jr II, Lundgaard, Lawson, Hughes e Peroni hanno completato la zona punti.
Lawson si è preso la pole da reverse grid e Vips è partito nelle vicinanze di Hughes nella gara della domenica. Tra i due c'è stato un incidente, con ritiro di Hughes e Vips sprofondato decisamente più indietro.
Pulcini ha vinto, Shwartzman secondo, Lawson sul gradino più basso del podio, il tutto mentre arrivavano a punti anche Armstrong, Lundgaard, Beckmann, Tsunoda e Scherer.

sabato 13 luglio 2019

Formula E 2018/19: Commento all'eprix di New York // Gara 1

13 Luglio: il mondiale di Formula E è ormai giunto agli sgoccioli e si conclude con un doppio appuntamento, con Vergne, Di Grassi, Evans, Lotterer, Da Costa, Frijns, Buemi e Abt ancora ufficialmente in lotta per il titolo, anche se questi ultimi due costretti ad accumulare qualsiasi punto a disposizione con pole e giro veloce.
Di fatto nessun candidato appare una seria minaccia per Jev, con 130 punti prima del doppio evento, ma di Grassi ne ha 98 e non è detto comunque che per Jev sia una passeggiata.
Sabato le qualifiche sono un #MaiUnaGioia enorme per gli Stoffelipe, mentre Buemi è ben lontano dall'inferno dell'esclusione al primo turno di qualifica e va a prendersi la pole position.

Buemi - Wehrlein
Lynn - Abt
Sims - Bird
Lopez - Da Costa
Frijns - Vergne
Gunther - Dillmann
Evans - Di Grassi
Paffett - Lotterer
Mortara - Turvey
Vandorne - Rowland
Massa - D'Ambrosio

Si parte con Buemi che mantiene la posizione, mentre Werly non lo fa.
Lynn passa davanti poi passa terzo Sims. Sembra tutto tranquillo, per il momento, ma la tranquillità dura poco. Ci sono contatti tra due o tre vetture una delle quali pare quella di Dillmann (un'altra deve essere quella di Bird, dato che più tardi si procaccia una penalità di dieci secondi per il fatto), altre vetture che ricevono qualche lieve sportellata e infine ci troviamo con Lotterer girato di lato e una Techeetah che prosegue verso i box praticamente su tre ruote. Quella Techeetah è quella di Jev, che pare essersi toccato proprio con Lotterer. Anche quest'ultimo si dirige verso i box, mentre Di Grassi è tredicesimo e deve recuperare un bel po' per avere qualche possibilità di recuperare in classifica nei confronti di Jev.
Dopo dieci minuti è già in top-ten, mentre davanti Lynn si avvicina sempre di più a Buemi.

Buemi regge all'attacco di Lynn, i due sono seguiti a trenino da Sims e Abt... giusto, Abt è davanti a Werly da una vita, nonostante io abbia abbandonato Werly a sé stesso nel mio commento.
Nel frattempo subito fuori dalla top-ten Massa è in lotta con Mortara. Passa Mortara: #EdoIsFasterThanYou.
Vandorne sta decisamente più indietro, ma è il suo giorno fortunato. No, scherzo, il giorno fortunato di Vandorne non esiste. Dicevo solo che, stranamente, come ogni singola volta, vince la classifica del fanboost, perché sappiamo che le ragazze lo votano perché vorrebbero fidanzarsi con lui e che i ragazzi lo votano perché vorrebbero essere lui per fidanzarsi con le sue fan.
Seguono degli habitué come Di Grassi, Abt, Buemi e Da Costa, il che significa che nessuno si fila Jev neanche di striscio, nonostante sia un figonehhhh francesehhhh che piace alle fungirl.
Dato che Buemi parla francese è un figonehhhh onorario e per quella ragione mantiene la leadership senza problemi. In più Lynn inizia a rallentare verso metà gara: il suo ritiro fa risalire Sims al secondo posto.

Werly nel frattempo perde posizioni: lo passa Bird per il quinto posto, ma Bird dovrà scontare la penalità post-gara, lo passano anche Antonio Felice sulla Costa ed Evans, poi entra la safety car perché in realtà la vettura di Lynn è decisamente in mezzo alle scatole.
Tra una cosa e l'altra Massa è undicesimo e Vandoorne tredicesimo e sembrano ben lontani dall'avere una gioia.
Poi vado in bagno e quando torno c'è un bel po' di caos: Rowland è venuto a contatto con qualcuno, mentre Di Grassi è sesto e Vergne undicesimo dietro a nientemeno che Massa e Vandoorne entrambi alla fine della top-ten!
Un replay mostra che il qualcuno contro cui Rowland è venuto a contatto è nientemeno che Mortara, che rientra in pitlane.
Nel frattempo Vandorne scivola fuori dalla zona punti e Jev si lancia all'inseguimento di Massa. Poi all'ultimo giro ci sono varie vetture tutte in un mucchio, compresa la sua.

Non è chiaro che cosa sia successo, è chiaro solo che Jev non prende punti in questo sabato, penultimo giorno del campionato, e che invece Di Grassi recupera qualcosa.
Davanti nel frattempo c'è Evans in seconda posizione dietro a Buemi e questo fa sì che entrambi rimangano in lotta per il titolo: Buemi avrà bisogno anche della pole per rimanere aritmeticamente in lotta per il campionato, credo. O forse no, calcolare le proiezioni di qualifica è una cosa che con punti per pole e giro veloce viene abbastanza complicata, senza contare poi la presenza di quattro piloti ancora in lotta per il mondiale.
Diciamo che se nessuno fa calcoli random io non sono nessuno per mettermi a farli alle undici di sera quando la gara è finita da poco e posso dire che ci penseremo domani, a queste cose. Limitiamoci a dire che rimangono Jev, Di Grassi, Evans e Buemi, ma Buemi potrebbe essere fuori dai giochi molto presto ed Evans è talmente lontano che ha bisogno di una lunga serie di circostanze favorevoli: affinché possa vincere, Jev e Di Grassi devono essere vittime di forature, avere problemi al cambio, avere i loro team che remano contro di loro e rimanere incolonnati dietro a Petrov, ma anche se si verificassero tutte queste cose Jev avrebbe ancora una buona serie di possibilità.
Stay tooned, perché riparleremo presto di Formula E!

RISULTATO: 1. Sebastien Buemi (eDams Nissan), 2. Mitch Evans (Jaguar), 3. Antonio Felix Da Costa (BMW Andretti), 4. Alexander Sims (BMW Andretti), 5. Lucas Di Grassi (Audisport Abt), 6. Daniel Abt (Audisport Abt), 7. Pascal Wehrlein (Mahindra), 8. Sam Bird (DS Virgin), 9. Jerome D'Ambrosio (Mahindra), 10. Oliver Turvey (NIO), 11. Gary Paffett (HWA), 12. José Lopez (Dragon), 13. Stoffel Vandoorne (HWA), 14. Jean-Eric Vergne (Techeetah), 15. Felipe Massa (Venturi), 16. André Lotterer (Techeetah), Rit. Maximilian Gunther (Dragon), Rit. Edoardo Mortara (Venturi), Rit. Alex Lynn (Jaguar), Rit. Robin Frijns (DS Virgin), Rit. Tom Dillmann (NIO)

venerdì 12 luglio 2019

No al trash, ma non è un no così categorico

Stasera parliamo di fan fiction e del fatto che, dopo essermi occupata di un AU molto creepy con piloti che per regolamento non potevano rivelare la propria identità, ho deciso di dedicarmi a qualcosa di più leggero.
In realtà non è neanche stato un "dopo". Ho iniziato a scrivere "Redbull Angel" nel mese di marzo, quindi prima di finire l'AU dai toni dark.
"Redbull Angel" è un remake di una delle mie prime fan fiction sulla Formula 1, scritta a suo tempo per la pubblicazione su un forum frequentato da ragazzine appassionate di piloti dagli occhi azzurro shocking. Io non ero una ragazzina appassionata di piloti azzurro shocking, ma un'utente più "anziana" (avevo già superato la drinking age americana da un paio d'anni) e stavo là a pubblicare news nella sezione dedicata alle notizie sulla Formula 1.

Accolta da un coro di "beliximohhhh kontinuahhhh!!11!!11!11" per qualche strana ragione ho scritto a quell'epoca una fan fiction piena zeppa di stereotipi trash. Se non altro ne sono stata un po' una capostipite: con l'arrivo di Ricciardo e soprattutto con quel fustacchione(?) di Versappino, le fan fiction con innamoramenti random tra piloti della Redbull uno dei quali è una ragazza arrivata in Formula 1 dal nulla sono diventate un must, tra la cerchia delle fungirl.
Ero anche stata tentata di pubblicare "Redbull in Love" così com'era su Wattpad, per farla conoscere al mondo: a quel genere di pubblico poteva piacere. Poi ci ho ripensato. Se un giorno dovessi sposarmi e mio marito dovesse leggerla, probabilmente mi chiederebbe il divorzio, quindi ho il dovere di tutelarmi! :-P

A parte gli scherzi, mi sono resa conto che Tina Menezes è sempre stata un personaggio con del potenziale e che bastava poco per renderla meno stereotipata, cosa che in realtà ho già fatto in lavori come "L'Ultima Stella Cadente" (in cui Tina era pilota di uno dei "nuovi team") o "Il Paradosso del What-if" (dove Tina compare di nuovo).
Chissà, forse un giorno si aggiungeranno altri lavori, in modo da avere una serie di alternate universe nei quali Tina Menezes è protagonista di avventure diverse, dato che non escludo di scrivere ancora qualcosa su di lei.
"Redbull Angel" vuole essere una storia per certi versi simile a "Redbull in Love", con un po' di paranormale, che qui è tuttavia gestito in modo diverso, con una trama meno trash e meno stereotipata e che porti con sé anche quello che volevo mettere in RBL e che non ho avuto il coraggio di metterci: una sorpresa sulla storia familiare di Tina...

giovedì 11 luglio 2019

11 luglio, la mia ossessione pre-teen per la gamba fratturata di Michael Schumacher

Era l'estate del 1999. Era l'estate dopo la fine delle scuole elementari, l'estate che precedeva l'inizio delle medie.
Era l'epoca di "Mambo number 5" di Lou Bega, di "Vamos a la playa" di Miranda, delle ragazzine che, nel dubbio, scrivevano a "Cioè" per chiedere se lavarsi le parti intime con la Coca Cola fosse un contraccettivo invece di fare la stessa domanda su Answers Yahoo.
Ricordo il giorno del gran premio di Gran Bretagna, subito dopo il pranzo a casa dai nonni. Ricordo che, sulla TV del soggiorno, venne mostrata una Ferrari conficcata nelle barriere. Quello che è successo dopo ormai lo sanno anche i sassi, almeno da quel punto di vista.
Quello che successe a me, invece, fu qualcosa di molto strano: quello che avevo appena visto divenne una sorta di "ossessione" negli anni successivi, raccontavo la cosa alla mia migliore amica al punto che lei stessa tuttora afferma che per me era una fissa, il giorno dell'anniversario ne parlavo... e niente, la cosa perdurò per circa dieci anni. La cosa preoccupante è che, dieci anni più tardi, non si poteva più parlare di fissa pre-adolescenziale, perché avrei potuto tranquillamente bere alcool negli Stati Uniti, vista l'età che avevo (ma non in Turchia - se non sapete di che cosa sto parlando fatevi una cultura XD).

La cosa più folle di tutto ciò credo che sia che nel 1999 vivevamo, e io soprattutto vivevo, il motorsport in modo molto più distaccato che al giorno d'oggi.
In casa mia nessuno comprava giornali che avessero a che vedere con il motorsport. In realtà in casa mia non arrivavano nemmeno giornali, sui quali trovare per caso notizie di motori.
Le gare iniziavano quando veniva accesa la TV e finivano quando veniva spenta. All'epoca non avevo nemmeno il calendario con la lista dei gran premi di quella stagione.
Tifavo a scatola chiusa per un pilota di cui sapevo che aveva vinto due mondiali ai tempi della mia infanzia e che, dei piloti che contavano, era l'unico che era rilevante sia quando ero più piccola sia in quel preciso contesto storico.
Tifavo a scatola chiusa per un pilota di cui ai tempi non sapevo nemmeno quale fosse la gara di debutto, quale fosse la sua età, quale fosse il nome di sua moglie e il nome dei suoi figli (ho la vaga reminescenza di avere saputo già a quei tempi dell'esistenza di una figlia, ma non so se me lo ricordassi davvero o se me lo sia sognata, perché ricordo di mia nonna che mi informava di avere sentito in TV della nascita della figlia di MSC, anche se non ho la più pallida idea del perché mia nonna avrebbe dovuto informarmi di tutto ciò, due anni prima, conoscendola probabilmente non si sarebbe nemmeno ricordata di avere sentito la notizia)...
Tifavo a scatola chiusa un pilota di cui non sapevo quasi nulla e speravo che potesse vincere un mondiale: quello era il mio livello di partecipazione emotiva.

La cosa che mi lascia più perplessa, se ci penso a vent'anni di distanza, è che maturai quella fissa solo ed esclusivamente perché il pilota che speravo potesse vincere il mondiale si ritrovò fuori dalla lotta per il mondiale.
Non solo: quando rientrò e vinse i cinque mondiali successivi, continuai a pensare ai fatti di anni prima... il tutto mentre, di fatto, nell'estate del 2004 mi ritrovavo a sentirmi lontana come non mai dall'idea di tifare per quello stesso pilota.
Il giorno del gran premio di Francia 2004 sperai con tutte le mie forze che quella strategia a quattro soste fallisse: mi auguravo con tutta me stessa di potere finalmente vedere qualcun altro lottare per la vittoria in un contesto in cui non sembrava per niente scontato. Mi auguravo che la Renault e la B.A.R. potessero competere, sentivo che tifare per un pilota che presto avrebbe vinto il suo settimo mondiale non faceva per me, che era qualcosa che non mi sentivo dentro proprio per niente.

Ai tempi pensavo ancora che il tifo fosse tutto una questione di "scatola chiusa", non di qualcosa che mi sentivo dentro, ma la situazione stava lentamente cambiando.
Al giorno d'oggi non mi riconosco per niente in quella mia ossessione infantile e adolescenziale. So che potevano esserci conseguenze peggiori, che quel giorno è andata bene e che, al di là di questo, non è che abbia tutto questo senso entrare così in fissa per un'assenza per infortunio della durata totale di tre mesi. Con la mia mentalità di oggi, forse, mi concentrerei sui lati positivi: un pilota è stato fuori tre mesi ma è tornato, una seconda guida ha avuto la possibilità di mettersi in mostra anche se se l'è un po' bruciata, un pilota poco considerato si è fatto tre mesi in un top team e forse quei tre mesi in un top team gli hanno aperto la porta per gli anni futuri (per la sua permanenza in Sauber è poco ma sicuro).
Quello che era fatto ormai era fatto, tanto valeva concentrarsi sul futuro... specie quando quel futuro lo stavamo già vivendo. E invece no, meglio pensare e ripensare ai fatti di Silverstone 1999...

Ho 31 anni, al giorno d'oggi, e non posso chiedere alla me stessa di vent'anni fa, una bambina, di ragionare con una mentalità da adulta, questo no.
Quello che so è che, per quanto in futuro mi sia affezionata nel vero senso della parola ad altri piloti e che quello che sentivo nel lontano 1999 non aveva nulla a che vedere con il sentire qualche affinità verso MSC, diversamente dall'affinità che in seguito ho provato nei confronti di altri, nel 1999 probabilmente pensavo che tifare a scatola chiusa fosse la cosa più normale.
A ripensarci, mi sembra che, vent'anni fa e negli anni a venire, io mi sia comportata come se avessi perso il mio pilota preferito dell'epoca, sia nelle settimane in cui era vivo e vegeto ma con una gamba fratturata (e in cui le voci su un suo ipotetico ritiro non giungevano alle mie orecchie di sicuro), sia all'epoca in cui non solo era vivo e vegeto, ma addirittura era di nuovo al volante e otteneva vittorie, piazzamenti a podio e, in un secondo momento, anche dei mondiali.

lunedì 8 luglio 2019

Di Benedetto vede la luce

È passato un po' di tempo da quando ho parlato di NASCAR l'ultima volta, dopo la Coca Cola 600, quindi direi che è il caso di aggiornarci con tutte le cose che sono capitate negli ultimi tempi e che, tra una cosa e l'altra, sono riuscita a seguire solo in termini di news o video brevi.
Tra le cose che sono capitate ce ne sono state anche alcune abbastanza pittoresche, come la pole position di William Byron alla Pocono 400 che si è svolta il 2 Giugno. Purtroppo in gara è lentamente scivolato fino alle zone basse della top-ten, con Kyle Busch che si è portato a casa la vittoria. Il sosia di Kvyat, tale Keselowski, ed Erik Jones sono saliti su quell'entità mistica ed eterea che è il podio.

Archiviata questa faccenda, siamo passati al 9 Giugno, quando c'è stato un rain delay che si è sovrapposto a quella faccenda canadese di cui è stato detto tutto e il contrario di tutto.
Il rain delay è diventato nientemeno che una Monday Race e mi sono chiesta per l'ennesima volta come funzionino queste cose. Quelli che vanno a vedere una gara di NASCAR dal vivo si prendono una settimana di ferie nell'attesa di scoprire quando ci sarà la gara?
Il dubbio è destinato a rimanere irrisolto, almeno per il momento, quindi parliamo di quelle poche cose certe che ci sono nella vita, per esempio la denominazione della gara in Firekeepers Casino 400 @ Michigan.
A vincere la gara è stato Joey Logano, con Kurt Busch e Truex in top-3. Suarez, il famoso immigrato messicano che ruba il volante a Carl Edwards, secondo la gente che segue le gare in livestreaming su youtube (seguiva, almeno, non so se la cosa esista ancora in quest universo) è arrivato quarto.

Poi è arrivato il 23 Giugno... ebbene sì, c'è stata apparentemente una settimana di stop, cose che nella NASCAR succedono molto raramente.
La Toyota Save Mart 350 di Sonoma, quella famosa gara in cui credo che 350 non stia né per le miglia né per i chilometri, dai miei ricordi degli anni passati, ha visto la vittoria di Martin Truex Jr, che si chiama Jr anche se non sappiamo di chi sia figlio.
Kyle Busch e Blaney sono arrivati secondo e terzo MA CORRETE IMMEDIATAMENTE IN MACCHINA E METTETEVI A SUONARE IL CLACSON ANDANDO IN GIRO PER LE ROTONDE DELLA VOSTRA CITTA' PER FESTEGGIARE IL QUARTO POSTO DI MATT DI BENEDETTO! *-*
Purtroppo una simile epicità non può ripetersi tanto di frequente e una settimana più tardi, il 30 Giugno, alla Camping World 400 di Chicago Di Benedetto è tornato in mezzo al nulla. Vincitore Alex Bowman, il che comunque è abbastanza stylish, Larson e Logano hanno chiuso la top-3.

Infine è giunto il 7 Luglio, con la Coke Zero Sugar 400 di Daytona. Nella giornata di ieri è arrivato un ennesimo problema con le condizioni meteo, che tuttavia si è risolto in modo molto diverso dal previsto: infatti invece di completare i 160 giri, dopo 127 la gara è stata redflaggata e invece di ripartire sei o sette ore dopo è stato deciso di chiudere lì.
In testa c'era un Mario Dominguez formato NASCAR, tale Justin Haley. Costui in passato si faceva chiamare J.J. Haley, ma è passato a Justin Haley per non essere confuso con J.J. Yeley. Classe 1999, corre occasionalmente nella Sprint Cup.
Non solo il vincitore è stato epico, ma in generale tutta la top-ten è stata epica, dato che tra il secondo e il decimo posto si sono classificati Byron, Johnson, Ty Dillon, Newman, Lajoie, Almirola, Di Benedetto, Tifft e Kurt Busch.
Non so se mi spiego, Di Benedetto è arrivato ottavo e per giunta in una gara in cui è arrivato sesto nientemeno che Corey Lajoie, da me denominato Jamais Une Joie per i risultati molto in stile Vandoorne.
Ci sono state polemiche per questo inatteso risultato. Trovo tutto ciò molto deludente: è un po' come se Russell vincesse un gran premio in modo totalmente random e la gente del clan "le gare sono noiose perché vincono sempre i soliti" si lamentassero perché era ingiusto che Hamilton e Verstappen non abbiano avuto modo di strappare la prima posizione a Russell.