Nel 2007 nascevano i Commenti ai Gran Premi e, per ironia della sorte, proprio in quell'anno si svolgeva uno dei campionati a mio parere più belli e avvincenti di questo secolo.
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
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Cina 2008: Gondole e portaerei
^Il titolo di questo commento non è in alcun modo correlato al gran premio stesso. Soltanto nelle ultime righe scoprirete come mi sia venuto in mente.
Fino a questo momento non avevo mai saputo come funzionasse, quali fossero le sensazioni che si provano: essere alla vigilia del penultimo gran premio stagionale, avere un mondiale ancora aperto ed essere una tifosa di uno dei due piloti che si contendono il titolo (a meno che non si metta in mezzo il terzo incomodo, cosa che, dai risultati delle qualifiche, non sembra probabile che possa accadere), in una situazione in cui non sembra che le cose si stiano mettendo bene.
Sabato mattina non ho visto le qualifiche.
Dormivo.
Speravo di leggere una griglia di partenza che mi piacesse come tifosa, ma ho capito fin da subito che non era il caso:
1^ fila: Hamilton - Raikkonen
2^ fila: Massa - Alonso
3^ fila: Kovalainen - Webber
4^ fila: Heidfeld - Vettel
5^ fila: Trulli - Bourdais
6^ fila: Piquet - Kubica
7^ fila: Glock - Barrichello
8^ fila: Rosberg - Coulthard
9^ fila: Nakajima - Button
10^ fila: Sutil - Fisichella
Retrocessioni: 3 posizioni per Heidfeld per avere rallentato Coulthard in Q1, 10 posizioni per Webber per sostituzione del motore.
Non avevo in programma di vedere la gara in diretta, domenica mattina, ma a volte il nostro inconscio decide al nostro posto e domenica mattina mi sono ritrovata a guardare la gara.
Mia madre mi ha chiesto come mai mi fossi alzata così presto.
Io ho risposto che non riuscivo a dormire perché a letto faceva freddo.
Era vero.
A letto faceva freddo, domenica mattina.
O meglio, era parzialmente vero.
A letto faceva freddo, domenica mattina, ma non credo che sia stata quella la ragione per cui non riuscivo a dormire. E comunque, in ogni caso, sarebbe bastato aggiungere una coperta.
Mia madre non mi è sembrata molto convinta e, al suo posto, nemmeno io lo sarei stata. Non sono stata a spiegarle come stessero davvero le cose, però, perché sarebbe del tutto inutile. Ci sono persone che possono capire certe sensazioni e persone che non possono capirle affatto; le persone non appassionate di Formula 1 appartengono indubbiamente a quest'ultima categoria... e credo anche molti del telespettatori occasionali!
Non fa niente, certe sensazioni non importa condividerle specie quando, dal punto di vista del tifoso e non dell'appassionato, non è che siano così positive:
"Sai, mamma, la realtà è che non riuscivo a dormire perché se Hamilton vincesse con Massa quinto o peggio, oppure Hamilton arrivasse secondo con Massa settimo, oppure Hamilton arrivasse terzo con Massa fuori dalla zona punti e Kubica non vincesse, Hamilton vincerebbe il titolo con una gara d'anticipo, e nell'ultimo caso che ho citato, anche se Kubica vincesse, il titolo se lo giocherebbero lui e Hamilton a Interlagos con Massa, fuori dai giochi. Di conseguenza ho deciso che, nel caso una di queste situazioni si fosse verificata, avrei voluto assistervi in diretta e non doverlo scoprire per vie traverse alzandomi tardi stamattina."
La gara è stata tranquilla e non ha riservato eventi particolarmente eclatanti:
> tutto tranquillo alla partenza davanti, con Hamilton, Raikkonen e Massa nelle stesse posizioni in cui erano partiti;
> poco tranquilla la situazione più indietro, con Trulli che è finito fuori alla prima curva;
> si è proseguito senza safety car, perché in pista era tutto okay, con Alonso e Kovalainen in lotta per il quarto posto e Kova ha avuto la meglio;
> dopo neanche una quindicina di giri, ho visto Sutil fermo e, come al solito, ho penato male, ma la cola era del cambio e non sua;
> posizioni invariate dopo il primo giro di pitstop, con i primi tre piuttosto distanti l'uno dall'altro;
> mentre si avvicinava il momento del secondo pitstop, Kovalainen ha forato mentre si trovava ancora davanti ad Alonso ed è stato costretto a raggiungere i box con una gomma a terra, ritrovandosi nelle retrovie;
> al secondo giro di pitstop nulla è cambiato ancora una volta;
> quando mancavano una decina di giri alla fine Raikkonen ha iniziato a girare un po' più lento, perché doveva far passare Massa;
> a sette giri dal termine le Ferrari si sono scambiate di posizione e Raikkonen ha continuato a girare un po' più lento per simulare un problema tecnico, perché ovviamente nessuno doveva capire che lo scambio di posizioni era stato volontario;
> tutti l'hanno capito, ma via radio è stato detto comunque ad Alonso che aveva la possibilità di avvicinarsi a Raikkonen, anche se ovviamente Raikkonen è stato ben lontano dal farsi raggiungere;
> Kovalainen si è ritirato a pochi giri dalla fine parcheggiando ai box.
Il mondiale è ancora aperto, ci sono sette punti di distacco tra Hamilton e Massa, con un solo gran premio ancora da disputare, quello del Brasile.
Massa arriverà a Interlagos con la possibilità, seppure abbastanza remota, di diventare campione del mondo.
Il suo concittadino Barrichello, invece, ci arriverà con la consapevolezza che potrebbe essere sul punto di disputare il suo ultimo gran premio in carriera. Bruno Senna, secondo classificato nel campionato GP2, effettuerà un test con la Honda prossimamente ed è possibile che sia lui o qualche altro eventuale debuttante a prendere il suo posto.
Mi dispiacerebbe, perché è un pezzo di storia che se ne va, così come è un pezzo di storia che se ne va anche Coulthard, ma la Formula 1 funziona così e la carriera dei piloti prima o poi finisce.
Quello che conta, alla fine, è che ci siano altre gare di cui parlare, altri piloti che ci facciano emozionare... e quelli non mancano, per quanto mi riguarda, anche se spesso ci ostiniamo a guardare indietro.
A volte me lo chiedo, perché io sia dispiaciuta dall'uscita di scena che magari non ho neanche tifato.
Ralf Schumacher.
David Coulthard.
Rubens Barrichello.
Uno se n'è già andato, l'altro lo farà a breve, un altro ancora potrebbe farlo... A suo tempo o non mi facevano né caldo né freddo o mi urtavano i nervi quando arrivavano davanti a chi preferivo a loro.
Non so cosa sia cambiato.
Non è nemmeno l'idea che avessero / abbiano ancora qualcosa da offrire alla Formula 1 a provocare la nascita del mio attaccamento, quando piuttosto l'idea che la Formula 1 potesse ancora avere qualcosa da offrire a tutti loro. In effetti è successo: Coulthard ha avuto modo di salire sul podio, Barrichello anche...
So che è un concetto difficile da spiegare, ma farò un esempio: seppure lo tifassi per dinamiche diverse da quelle per cui la Milly del 2008 tifa per un altro pilota, Michael Schumacher è pur sempre stato il primo pilota che ho seriamente tifato per molti anni. Però ha vinto tutto quello che poteva vincere e le sue soddisfazioni se le è tolte. Nel suo caso ho avuto l'impressione che il suo ritiro dalle competizioni coincidesse con l'esaurimento naturale della sua carriera. Nella maggior parte dei casi non funziona così. I piloti lasciano la Formula 1 perché nessuno li ingaggia e/o perché i loro risultati sono inferiori alle aspettative, non perché il loro percorso si sia davvero concluso.
Il mondiale è ancora aperto, ma basta poco a chiuderlo.
Ormai Kubica è fuori dai giochi, rimangono solo Hamilton a 94 punti e Massa a 87. Se terminassero a pari punti, vincerebbe il mondiale Massa sia in caso di vittoria (avrebbe sei vittorie contro cinque) sia in una combinazione in cui l'arrivo a pari punti non sia in concomitanza con una vittoria di Massa (ha già due secondi posti e salirebbe a tre in questo caso, dato che non può arrivare a pari punti con Hamilton con un risultato inferiore al secondo posto, mentre Hamilton ne ha solo uno).
HAMILTON VINCE IL MONDIALE SE:
> arriva tra i primi cinque (a seconda della posizione: 104, 102, 100, 99 o 98 punti), qualunque sia il risultato di Massa (che può arrivare al massimo a 97 punti con una vittoria);
> arriva sesto o settimo (97 o 96 punti) e Massa arriva dalla seconda posizione (95 punti) in poi;
> arriva ottavo o peggio (95 punti, oppure rimane fermo a 94) e Massa arriva dalla terza posizione (93 punti in poi).
MASSA VINCE IL MONDIALE SE:
> vince il gran premio (97 punti / 6 vittorie) e Hamilton arriva sesto (97 punti / 5 vittorie) o peggio;
> arriva secondo (95 punti / 5 vittorie e 3 secondi posti) e Hamilton arriva ottavo (95 punti / 5 vittorie e 1 secondo posto) o peggio.
...
...
...
...ma è chiaro che, qualunque cosa succeda, il vincitore morale di questo campionato rimarrà solo ed esclusivamente uno.
Sutil: "Io?"
Sato: "No, sono sicuramente io."
L'Autrice(C): "Vi sbagliate di grosso. Avete sottovalutato il principale concorrente al titolo."
Sato: "Nakajima?"
Sutil: "Bourdais?"
Barrichello: "Io?"
Voce fuori campo: "Vi state dimenticando tutti quanti del castoro di Montreal. Credo che quello sia imbattibile e che si possa decretare con la massima certezza che sia stato il miglior pilota di tutti i tempi."
L'Autrice(C): "Ecco, esatto, finalmente qualcuno che mi capisce."
Voce fuori campo: "Quello che non capisco è perché non hai parlato della classifica costruttori. Anche quel titolo è ancora da assegnare."
L'Autrice(C): "Non ne ho parlato perché a nessuno, me compresa, sembra interessare il risultato finale. Se proprio lo vuoi sapere, ci sono undici punti che separano Ferrari e McLaren. Se la McLaren facesse doppietta con Ferrari terza e quarta, non se lo porterebbe a casa lo stesso."
Voce fuori campo: "La cosa mi sorprende. In McLaren hanno un secondo pilota che ha portato a casa risultati stratosferici, in questa stagione..."
Kova: "Nel torneo di battaglia navale che organizziamo noi della McLaren tra una sessione di prove libere e l'altra? Concordo, sono stato imbattibile."
Hamilton: "Non scherzare, ti ho abbattuto tutte le navi."
Kova: "Non c'era bisogno di raccontarlo a tutti, sai? Queste cose sono imbarazzanti."
Con l'imbarazzo di Kovalainen vi do appuntamento al commento al Gran Premio del Brasile, in programma per il 2 novembre sul circuito di Interlagos che, per chi non se ne fosse ancora accorto, è uno dei miei circuiti preferiti, se non il preferito in assoluto.
Ogni anno, quando il Gran Premio del Brasile si avvicina, continuo a sperare che Massa indossi una tuta celebrativa pittoresca come quella del 2006!
A proposito di Massa, per il momento Hamilton gli ha abbattuto tutte le portaerei. Gli rimane solo una gondola e tra due settimane scopriremo se anche quella verrà affondata!
RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (McLaren), 2. Felipe Massa (Ferrari), 3. Kimi Raikkonen (Ferrari), 4. Fernando Alonso (Renault), 5. Nick Heidfeld (Renault), 6. Robert Kubica (BMW), 7. Timo Glock (Toyota), 8. Nelsinho Piquet (Renault), 9. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 10. David Coulthard (Redbull), 11. Rubens Barrichello (Honda), 12. Kazuki Nakajima (Williams), 13. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 14. Mark Webber (Redbull), 15. Nico Rosberg (Williams), 16. Jenson Button (Honda), 17. Giancarlo Fisichella (Force India), Rit. Heikki Kovalainen (McLaren), Rit. Adrian Sutil (Force India), Rit. Jarno Trulli (Toyota).
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
venerdì 24 novembre 2017
Dieci anni di Commenti ai Gran Premi: Giappone 2008
Nel 2007 nascevano i Commenti ai Gran Premi e, per ironia della sorte, proprio in quell'anno si svolgeva uno dei campionati a mio parere più belli e avvincenti di questo secolo.
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
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Giappone 2008: Viviamo in un mondo fatto di tori e toreri e di outsider che continuano a vincere gran premi
Quando fu presentato il gran premio del Fuji, sembrava che dovesse alternarsi con Suzuka, un anno uno e un anno l'altro, ma la realtà dei fatti è che, dopo la scorsa edizione al Fuji, la Formula 1 non è affatto tornata a Suzuka, ma ha gareggiato per una seconda volta consecutiva al Fuji, grazie al cielo senza la pioggia. Il cielo era nuvoloso, ma per fortuna quest'anno non è sceso in pista il diluvio universale.
Quella inagurale dell'anno scorso fu un'edizione memorabile e credo che sia stata una delle gare migliori che Hamilton abbia mai disputato finora. All'epoca sembrava che non ci potessero essere alternative a una sua imminente vittoria del titolo. La cosa più strana è che il titolo l'avrebbe vinto, anche a parità di risultati in Cina e Brasile, se non ci fosse stato quello strano evento dietro la safety car, in cui non è mai stato del tutto chiarito se Hamilton abbia avuto qualche influenza o no, che costrinse Webber e Vettel al ritiro. Se avessero terminato la gara in quelle posizioni, Raikkonen non sarebbe arrivato terzo e, dopo il gran premio del Fuji, sarebbe stato quasi matematicamente escluso dalla lotta per il titolo.
Lasciando da parte il passato e occupandoci del presente, mi aspettavo che finalmente Hamilton e Massa si dessero una svegliata e che non lasciassero ancora una volta la vittoria tra le mani di qualcun altro.
Hamilton e Massa, però, erano destinati a mandare in fumo le mie aspettative, impegnandosi fin dai primi giri a fare il possibile per non essere nemmeno lontanamente nella posizione di portarsi a casa la vittoria, il tutto mentre io non stavo guardando la gara, con l'intenzione di vedermela più tardi nel corso della giornata.
Purtroppo il "più tardi nel corso della giornata" ha significato molto più tardi, perché nel pomeriggio, insieme alla mia amica fan di Raikkonen, sono andata a casa di un'altra nostra amica che non segue la Formula 1 e di Formula 1 non se ne è parlato affatto, se non più tardi, quando ho accompagnato E. a casa e abbiamo accennato per un attimo al fatto che nessuna di noi avesse vinto il gran premio, anche se entrambe sapevamo il risultato, lei per certo, io anche, pur non essendo sicura di potermi fidare al cento per cento degli spoiler che avevo ricevuto.
E. mi ha confermato che c'erano elevate probabilità che quello che sapevo io fosse vero. "Quindi ha vinto Alonso, no?" Ebbene sì, ha vinto Alonso, per la seconda volta consecutiva, giusto per non perdere le vecchie abitudini.
Come siamo arrivati a una vittoria di Alonso? L'avrei scoperto nel tardo pomeriggio / prima serata, quando ho avuto l'onore di ammirare l'impegno e la determinazione con cui Hamilton e Massa hanno tentato di buttare al vento tutto quello che di positivo potevano portare a casa; specie uno dei due, perché uno dei due almeno aveva la scusante di non partire dalla pole e di avere bisogno di fare qualcosa di più che mantenere la posizione.
Griglia di partenza:
1^ fila: Hamilton - Raikkonen
2^ fila: Kovalainen - Alonso
3^ fila: Massa - Kubica
4^ fila: Trulli - Glock
5^ fila: Vettel - Bourdais
6^ fila: Coulthard - Piquet
7^ fila: Webber - Nakajima
8^ fila: Rosberg - Heidfeld
9^ fila: Barrichello - Button
10^ fila: Sutil - Fisichella
Voce fuori campo: "Autrice(C), sei soddisfatta?"
L'Autrice(C): "Ti pare che io possa essere soddisfatta?"
Voce fuori campo: "Per Sutil, intendo. Non è ultimo."
L'Autrice(C): "Giusto, Sutil non è ultimo, ma secondo a partire dalla fine. Se la griglia di partenza si specchiasse, Sutil si specchierebbe in Raikkonen e questo mi sembrerebbe decisamente inquietante. Invece Barrichello si specchierebbe in Kovalainen e, quando quella volta Kova si è fatto da parte per Hamilton senza battere ciglio, ho notato qualche somiglianza."
Kova: "Ciò è falso. Io non ho l'abitudine di farmi da parte per far passare il mio compagno di squadra."
L'Autrice(C): "Infatti di solito stai troppo indietro per poterlo fare."
Kova: "Non è corretto sbattermelo in faccia così, davanti a tutti, quando dovresti soltanto parlare del gran premio."
Giusto, dovrei parlare del gran premio, quindi parliamo del gran premio.
Raikkonen ha preso la testa della gara.
Mi sono chiesta, per un attimo, se il letargo delle renne, che si è protratto fin troppo a lungo, ultimamente, fosse finalmente terminato.
Raikkonen non ha retto in prima posizione che per un nanosecondo.
Un attimo più tardi l'abbiamo trovato affiancato a Hamilton, con Hamilton che gli tagliava la strada, e quando quei brevi istanti sono terminati, in testa alla gara c'era Kubica.
Raikkonen precipitava indietro, rischiando di venire a contatto con Massa.
Ho avuto voglia di sbattere la testa contro al muro, ma non potevo farlo, perché c'erano altre cose che, se mi fossi distratta, mi sarei persa.
Anche Hamilton stava perdendo posizioni.
Alonso e Kovalainen, invece, che come Kubica si erano limitati a fare una partenza normale, erano secondo e terzo.
Hamilton aveva limitato (per il momento) i danni ed era quarto: seguivano Trulli, Piquet, Massa e Raikkonen.
Poi non ho capito che cosa fosse successo esattamente, ma il risultato è stato che Trulli e Massa superavano Hamilton, il tutto mentre Piquet veniva superato da Raikkonen.
Non era finita lì, perché Hamilton si è avvicinato a Massa e ha tentato il sorpasso.
Sarebbe anche riuscito a ultimare il sorpasso, se Massa non l'avesse speronato facendolo girare nella direzione opposta.
Hamilton ha fatto sfilare le vetture che sopraggiungevano, prima di riaccodarsi.
Poi è rientrato ai box.
Quando è tornato in pista era nelle retrovie.
Massa è stato penalizzato con un drive throgh per il suo incontro ravvicinato con Hamilton.
Hamilton, nel frattempo, è stato penalizzato con un drive through per il suo incontro ravvicinato con Raikkonen.
Intanto capitavano, come da contorno, i seguenti fatti:
> ritiro di Glock ai box, è rientrato due giri di seguito e la seconda volta non ne è più uscito;
> schianto di Sutil uscendo dalla pitlane(?), dovuto a una probabile foratura;
> ritiro di Kovalainen per problemi tecnici.
Sutil: "Autrice(C), so che quando mi hai visto incidentato non hai pensato a una foratura, come prima cosa."
L'Autrice(C): "Esatto, come hai fatto a indovinare?"
Sutil: "Non saprei, ormai ho una reputazione che mi precede."
Kova: "Quindi tutti i piloti sono la tua reputazione in incognito."
Sutil: "Taci, fantasma, e vai a prendere un po' di sole, che sei cadaverico."
Kova: "Infatti ora che mi sono ritirato andrò a farmi una lampada."
Sutil: "L'unica lampada che ti serve è quella di Aladino. Potresti esprimere il desiderio di vincere un altro gran premio, prima o poi, o di diventare campione del mondo."
Kova: "O di rinascere nel corpo di Nelsinho Piquet, così almeno le ragazze mi guarderanno tutte con la bava alla bocca."
Sutil: "A proposito, che cosa ci fa Piquet secondo?"
Il primo giro di pitstop ha mostrato cose di un certo livello.
Bourdais e i suoi occhiali hanno proseguito più a lungo degli altri, ritrovandosi in testa alla gara per un breve tratto; a seguire c'erano Nelsinho e Vettel.
Bourdais: "Che cosa epica! Non pensavo di potermi ritrovare in testa a un gran premio prima o poi."
Piquet: "Credo che sia una sensazione stupenda."
Vettel: "Concordo, l'unica differenza è che io in testa a un gran premio, diversamente da voi, ci sono stato anche al momento della bandiera a scacchi."
Bourdais: "Smettila di snobbarci solo perché hai vinto un gran premio. Chi ti credi di essere, Kovalainen?"
Vettel: "No, non voglio essere Kovalainen! Abbiamo vinto la stessa quantità di gran premi, con la sola differenza che io non guido una McLaren. Se fossi al posto suo, mi sentirei molto imbarazzato."
Kova: "Presto sfoggerò un'abbronzatura perfetta e non dovrò più preoccuparmi dei miei risultati, perché tutti rimarranno incantati dal mio aspetto."
Le Toro Rosso sono andate a rifornire.
Piquet non ancora, anche se presto sarebbe venuto il suo momento.
È rimasto in pista in prima posizione per un po', mentre secondo c'era Alonso, segno evidente che, mentre eravamo impegnati a entusiasmarci per Bourdais, il primo giro di pitstop aveva avuto l'effetto di invertire le posizioni tra Alonso e Kubica, con Kubica relegato in seconda posizione.
Il secondo giro di pitstop non è stato altrettanto entusiasmante, perché stavolta in testa si è ritrovato Trulli, per qualche giro, e non Bourdais.
Ora, non voglio dire che Trulli non sia un personaggio che non merita di stare in testa a un gran premio, però suvvia, lui l'ha anche vinto un gran premio, seppure sia stato nell'ormai lontano 2004, e ogni tanto qualche podio l'ha fatto anche negli ultimi anni, quindi vederlo momentaneamente in prima posizione non mi farà mai lo stesso effetto che mi fa vedere Bourdais davanti a tutti, seppure sia solo per pochi giri...
...
...
...
...A proposito di Bourdais, nell'ultimo stint di gara è stato protagonista di un contatto con Massa, uscendo dai box, che ha mandato il pilota della Ferrari in testacoda.
Poi Massa si è ripreso e, così come Hamilton, ha continuato la sua scalata alla zona punti, pur essendo lontano dalla zona punti, anche se non tanto quanto Hamilton. L'incidente è stato messo sotto indagine, ma fino alla fine della gara non ne abbiamo saputo più nulla.
A 15 giri dalla fine la grafica è impazzita.
Ad un tratto ha segnato il distacco tra Alonso e Piquet, al momento primo e secondo (Piquet doveva ancora fermarsi per il secondo pitstop) a +0.000, come se fossero di fatto sovrapposti l'uno all'altro.
Poi, poco dopo, si è acceso il cronometro, come quando si sta per raggiungere il limite delle due ore. Però mancavano appena 14 giri e c'erano ancora più di quaranta minuti disponibili e per un po' si sono alternati il conteggio dei giri e il cronometro.
Intanto il duello tra Kubica e Raikkonen, con posizioni invariate, ci ha portati verso la conclusione del gran premio, mentre assistevamo a Massa che, a cinque giri dalla fine, raggiungeva la zona punti superando Webber per l'ottava posizione. Ha mantenuto quel risultato al traguardo, anche se poi la penalizzazione di Bourdais, che era arrivato 5°, con 25 secondi post-gara per il contatto, l'ha fatto risalire al settimo posto.
Frattanto Alonso andava a vincere, con Hamilton doppiato che, a sorpresa, proprio all'ultimo giro si sdoppiava. Sono certa che avrà anche fatto una pernacchia ad Alonso nel frattempo, ma dubito che ad Alonso importasse, perché aveva appena vinto il suo secondo gran premio dietro fila e stava festeggiando facendo il gesto delle papere, come faceva una volta, prima di lasciare la Renault per andare in McLaren a litigare con Ron Dennis.
Alonso: "Sono figo!"
Hamilton: "Sono più figo di te!"
Alonso: "Taci, poppante."
Hamilton: "Ormai non sono più un poppante. Riesco ad andare in giro da solo anche senza che mio padre mi tenga per mano, non uso più il ciuccio già da qualche mese e quando sono in classe, alla scuola materna, non faccio più le boccacce a Rosberg e Nakajima. Ormai sono un bambino grande, non come Vettel che frequenta ancora l'asilo nido."
Alonso: "Secondo me hai seri problemi, se pensi di essere uno scolaretto della scuola materna."
Hamilton: "Vogliamo parlare di te che pensi di essere una papera?"
Alonso: "Infatti io sono una papera e nessuno deve permettersi di affermare il contrario. Ora scusami, ma devo andare a deporre un uovo sul podio, non ho tempo da perdere con te."
Nakajima: "Ahahahahah, sei un grande."
Hamilton: "E tu cosa vuoi?"
Nakajima: "Niente, ma so che sei stato tu a riempirmi di nascosto il biberon di Redbull rubata a Coulthard."
Hamilton: "E quindi?"
Nakajima: "Quindi non dormo da una settimana e oggi in gara si sono sentiti gli effetti."
Hamilton: "L'Autrice(C) non li ha sentiti, dato che non ha menzionato il fatto."
L'Autrice(C): "Rimedio subito. Al via, mentre Hamilton e Raikkonen distoglievano l'attenzione da tutto il resto, Dragon Nakaball è stato protagonista di un gran botto con Coulthard. Coulthard si è ritirato, mentre Dragon Nakaball è arrivato ultimo."
Nakajima: "Non c'era bisogno di ricordare che sono arrivato ultimo e di scriverlo in un commento."
L'Autrice(C): "Cerca di non arrivarci più e non lo scriverò."
Mentre speravo con tutte le mie forze di non dovere scrivere che Nakajima è arrivato ultimo anche nei prossimi eventi, ho dato un'occhiata alle classifiche: Hamilton 84, Massa 79, Kubica 72, rimangono solo loro tre in lotta per il titolo, al momento, con ancora due gran premi da disputare.
I 12 punti di Kubica sono di meno di quelli che aveva Raikkonen di distacco da Hamilton un anno fa a questo punto della stagione, quindi non lo si può ancora dare per spacciato. Quest'anno è andato molto bene, specie alla luce del fatto che l'anno scorso aveva fatto meno punti di Heidfeld. Heidfeld, da parte sua, quest'anno si è un po' perso. Ha alternato buone performance a risultati scadenti, un po' come Raikkonen.
Adesso però basta parlare di tutto questo. È arrivato il momento di fermarci qui e di darci appuntamento tra una settimana, con il Commento al Gran Premio della Cina...
...
...
...anzi, no, prima vorrei scusarmi per il pilota che è arrivato quarto per non avere dato il benché minimo rilievo al suo risultato straordinario, in confronto agli standard a cui ci ha abituato, e vorrei aggiungere che, seppure il secondo posto di Hockenheim sia stato un risultato di fortuna, il quarto posto di oggi è stato tutto farina del suo sacco e della squadra.
RISULTATO: 1. Fernando Alonso (Renault), 2. Robert Kubica (BMW), 3. Kimi Raikkonen (Ferrari), 4. Nelsinho Piquet (Renault), 5. Jarno Trulli (Toyota), 6. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 7. Felipe Massa (Ferrari), 8. Mark Webber (Redbull), 9. Nick Heidfeld (BMW), 10. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 11. Nico Rosberg (Williams), 12. Lewis Hamilton (McLaren), 13. Rubens Barrichello (Honda), 14. Jenson Button (Honda), 15. Kazuki Nakajima (Williams), Rit. Giancarlo Fisichella (Force India), Rit. Heikki Kovalainen (McLaren), Rit. Adrian Sutil (Force India), Rit. Timo Glock (Toyota), Rit. David Coulthard (Redbull).
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
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Giappone 2008: Viviamo in un mondo fatto di tori e toreri e di outsider che continuano a vincere gran premi
Quando fu presentato il gran premio del Fuji, sembrava che dovesse alternarsi con Suzuka, un anno uno e un anno l'altro, ma la realtà dei fatti è che, dopo la scorsa edizione al Fuji, la Formula 1 non è affatto tornata a Suzuka, ma ha gareggiato per una seconda volta consecutiva al Fuji, grazie al cielo senza la pioggia. Il cielo era nuvoloso, ma per fortuna quest'anno non è sceso in pista il diluvio universale.
Quella inagurale dell'anno scorso fu un'edizione memorabile e credo che sia stata una delle gare migliori che Hamilton abbia mai disputato finora. All'epoca sembrava che non ci potessero essere alternative a una sua imminente vittoria del titolo. La cosa più strana è che il titolo l'avrebbe vinto, anche a parità di risultati in Cina e Brasile, se non ci fosse stato quello strano evento dietro la safety car, in cui non è mai stato del tutto chiarito se Hamilton abbia avuto qualche influenza o no, che costrinse Webber e Vettel al ritiro. Se avessero terminato la gara in quelle posizioni, Raikkonen non sarebbe arrivato terzo e, dopo il gran premio del Fuji, sarebbe stato quasi matematicamente escluso dalla lotta per il titolo.
Lasciando da parte il passato e occupandoci del presente, mi aspettavo che finalmente Hamilton e Massa si dessero una svegliata e che non lasciassero ancora una volta la vittoria tra le mani di qualcun altro.
Hamilton e Massa, però, erano destinati a mandare in fumo le mie aspettative, impegnandosi fin dai primi giri a fare il possibile per non essere nemmeno lontanamente nella posizione di portarsi a casa la vittoria, il tutto mentre io non stavo guardando la gara, con l'intenzione di vedermela più tardi nel corso della giornata.
Purtroppo il "più tardi nel corso della giornata" ha significato molto più tardi, perché nel pomeriggio, insieme alla mia amica fan di Raikkonen, sono andata a casa di un'altra nostra amica che non segue la Formula 1 e di Formula 1 non se ne è parlato affatto, se non più tardi, quando ho accompagnato E. a casa e abbiamo accennato per un attimo al fatto che nessuna di noi avesse vinto il gran premio, anche se entrambe sapevamo il risultato, lei per certo, io anche, pur non essendo sicura di potermi fidare al cento per cento degli spoiler che avevo ricevuto.
E. mi ha confermato che c'erano elevate probabilità che quello che sapevo io fosse vero. "Quindi ha vinto Alonso, no?" Ebbene sì, ha vinto Alonso, per la seconda volta consecutiva, giusto per non perdere le vecchie abitudini.
Come siamo arrivati a una vittoria di Alonso? L'avrei scoperto nel tardo pomeriggio / prima serata, quando ho avuto l'onore di ammirare l'impegno e la determinazione con cui Hamilton e Massa hanno tentato di buttare al vento tutto quello che di positivo potevano portare a casa; specie uno dei due, perché uno dei due almeno aveva la scusante di non partire dalla pole e di avere bisogno di fare qualcosa di più che mantenere la posizione.
Griglia di partenza:
1^ fila: Hamilton - Raikkonen
2^ fila: Kovalainen - Alonso
3^ fila: Massa - Kubica
4^ fila: Trulli - Glock
5^ fila: Vettel - Bourdais
6^ fila: Coulthard - Piquet
7^ fila: Webber - Nakajima
8^ fila: Rosberg - Heidfeld
9^ fila: Barrichello - Button
10^ fila: Sutil - Fisichella
Voce fuori campo: "Autrice(C), sei soddisfatta?"
L'Autrice(C): "Ti pare che io possa essere soddisfatta?"
Voce fuori campo: "Per Sutil, intendo. Non è ultimo."
L'Autrice(C): "Giusto, Sutil non è ultimo, ma secondo a partire dalla fine. Se la griglia di partenza si specchiasse, Sutil si specchierebbe in Raikkonen e questo mi sembrerebbe decisamente inquietante. Invece Barrichello si specchierebbe in Kovalainen e, quando quella volta Kova si è fatto da parte per Hamilton senza battere ciglio, ho notato qualche somiglianza."
Kova: "Ciò è falso. Io non ho l'abitudine di farmi da parte per far passare il mio compagno di squadra."
L'Autrice(C): "Infatti di solito stai troppo indietro per poterlo fare."
Kova: "Non è corretto sbattermelo in faccia così, davanti a tutti, quando dovresti soltanto parlare del gran premio."
Giusto, dovrei parlare del gran premio, quindi parliamo del gran premio.
Raikkonen ha preso la testa della gara.
Mi sono chiesta, per un attimo, se il letargo delle renne, che si è protratto fin troppo a lungo, ultimamente, fosse finalmente terminato.
Raikkonen non ha retto in prima posizione che per un nanosecondo.
Un attimo più tardi l'abbiamo trovato affiancato a Hamilton, con Hamilton che gli tagliava la strada, e quando quei brevi istanti sono terminati, in testa alla gara c'era Kubica.
Raikkonen precipitava indietro, rischiando di venire a contatto con Massa.
Ho avuto voglia di sbattere la testa contro al muro, ma non potevo farlo, perché c'erano altre cose che, se mi fossi distratta, mi sarei persa.
Anche Hamilton stava perdendo posizioni.
Alonso e Kovalainen, invece, che come Kubica si erano limitati a fare una partenza normale, erano secondo e terzo.
Hamilton aveva limitato (per il momento) i danni ed era quarto: seguivano Trulli, Piquet, Massa e Raikkonen.
Poi non ho capito che cosa fosse successo esattamente, ma il risultato è stato che Trulli e Massa superavano Hamilton, il tutto mentre Piquet veniva superato da Raikkonen.
Non era finita lì, perché Hamilton si è avvicinato a Massa e ha tentato il sorpasso.
Sarebbe anche riuscito a ultimare il sorpasso, se Massa non l'avesse speronato facendolo girare nella direzione opposta.
Hamilton ha fatto sfilare le vetture che sopraggiungevano, prima di riaccodarsi.
Poi è rientrato ai box.
Quando è tornato in pista era nelle retrovie.
Massa è stato penalizzato con un drive throgh per il suo incontro ravvicinato con Hamilton.
Hamilton, nel frattempo, è stato penalizzato con un drive through per il suo incontro ravvicinato con Raikkonen.
Intanto capitavano, come da contorno, i seguenti fatti:
> ritiro di Glock ai box, è rientrato due giri di seguito e la seconda volta non ne è più uscito;
> schianto di Sutil uscendo dalla pitlane(?), dovuto a una probabile foratura;
> ritiro di Kovalainen per problemi tecnici.
Sutil: "Autrice(C), so che quando mi hai visto incidentato non hai pensato a una foratura, come prima cosa."
L'Autrice(C): "Esatto, come hai fatto a indovinare?"
Sutil: "Non saprei, ormai ho una reputazione che mi precede."
Kova: "Quindi tutti i piloti sono la tua reputazione in incognito."
Sutil: "Taci, fantasma, e vai a prendere un po' di sole, che sei cadaverico."
Kova: "Infatti ora che mi sono ritirato andrò a farmi una lampada."
Sutil: "L'unica lampada che ti serve è quella di Aladino. Potresti esprimere il desiderio di vincere un altro gran premio, prima o poi, o di diventare campione del mondo."
Kova: "O di rinascere nel corpo di Nelsinho Piquet, così almeno le ragazze mi guarderanno tutte con la bava alla bocca."
Sutil: "A proposito, che cosa ci fa Piquet secondo?"
Il primo giro di pitstop ha mostrato cose di un certo livello.
Bourdais e i suoi occhiali hanno proseguito più a lungo degli altri, ritrovandosi in testa alla gara per un breve tratto; a seguire c'erano Nelsinho e Vettel.
Bourdais: "Che cosa epica! Non pensavo di potermi ritrovare in testa a un gran premio prima o poi."
Piquet: "Credo che sia una sensazione stupenda."
Vettel: "Concordo, l'unica differenza è che io in testa a un gran premio, diversamente da voi, ci sono stato anche al momento della bandiera a scacchi."
Bourdais: "Smettila di snobbarci solo perché hai vinto un gran premio. Chi ti credi di essere, Kovalainen?"
Vettel: "No, non voglio essere Kovalainen! Abbiamo vinto la stessa quantità di gran premi, con la sola differenza che io non guido una McLaren. Se fossi al posto suo, mi sentirei molto imbarazzato."
Kova: "Presto sfoggerò un'abbronzatura perfetta e non dovrò più preoccuparmi dei miei risultati, perché tutti rimarranno incantati dal mio aspetto."
Le Toro Rosso sono andate a rifornire.
Piquet non ancora, anche se presto sarebbe venuto il suo momento.
È rimasto in pista in prima posizione per un po', mentre secondo c'era Alonso, segno evidente che, mentre eravamo impegnati a entusiasmarci per Bourdais, il primo giro di pitstop aveva avuto l'effetto di invertire le posizioni tra Alonso e Kubica, con Kubica relegato in seconda posizione.
Il secondo giro di pitstop non è stato altrettanto entusiasmante, perché stavolta in testa si è ritrovato Trulli, per qualche giro, e non Bourdais.
Ora, non voglio dire che Trulli non sia un personaggio che non merita di stare in testa a un gran premio, però suvvia, lui l'ha anche vinto un gran premio, seppure sia stato nell'ormai lontano 2004, e ogni tanto qualche podio l'ha fatto anche negli ultimi anni, quindi vederlo momentaneamente in prima posizione non mi farà mai lo stesso effetto che mi fa vedere Bourdais davanti a tutti, seppure sia solo per pochi giri...
...
...
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...A proposito di Bourdais, nell'ultimo stint di gara è stato protagonista di un contatto con Massa, uscendo dai box, che ha mandato il pilota della Ferrari in testacoda.
Poi Massa si è ripreso e, così come Hamilton, ha continuato la sua scalata alla zona punti, pur essendo lontano dalla zona punti, anche se non tanto quanto Hamilton. L'incidente è stato messo sotto indagine, ma fino alla fine della gara non ne abbiamo saputo più nulla.
A 15 giri dalla fine la grafica è impazzita.
Ad un tratto ha segnato il distacco tra Alonso e Piquet, al momento primo e secondo (Piquet doveva ancora fermarsi per il secondo pitstop) a +0.000, come se fossero di fatto sovrapposti l'uno all'altro.
Poi, poco dopo, si è acceso il cronometro, come quando si sta per raggiungere il limite delle due ore. Però mancavano appena 14 giri e c'erano ancora più di quaranta minuti disponibili e per un po' si sono alternati il conteggio dei giri e il cronometro.
Intanto il duello tra Kubica e Raikkonen, con posizioni invariate, ci ha portati verso la conclusione del gran premio, mentre assistevamo a Massa che, a cinque giri dalla fine, raggiungeva la zona punti superando Webber per l'ottava posizione. Ha mantenuto quel risultato al traguardo, anche se poi la penalizzazione di Bourdais, che era arrivato 5°, con 25 secondi post-gara per il contatto, l'ha fatto risalire al settimo posto.
Frattanto Alonso andava a vincere, con Hamilton doppiato che, a sorpresa, proprio all'ultimo giro si sdoppiava. Sono certa che avrà anche fatto una pernacchia ad Alonso nel frattempo, ma dubito che ad Alonso importasse, perché aveva appena vinto il suo secondo gran premio dietro fila e stava festeggiando facendo il gesto delle papere, come faceva una volta, prima di lasciare la Renault per andare in McLaren a litigare con Ron Dennis.
Alonso: "Sono figo!"
Hamilton: "Sono più figo di te!"
Alonso: "Taci, poppante."
Hamilton: "Ormai non sono più un poppante. Riesco ad andare in giro da solo anche senza che mio padre mi tenga per mano, non uso più il ciuccio già da qualche mese e quando sono in classe, alla scuola materna, non faccio più le boccacce a Rosberg e Nakajima. Ormai sono un bambino grande, non come Vettel che frequenta ancora l'asilo nido."
Alonso: "Secondo me hai seri problemi, se pensi di essere uno scolaretto della scuola materna."
Hamilton: "Vogliamo parlare di te che pensi di essere una papera?"
Alonso: "Infatti io sono una papera e nessuno deve permettersi di affermare il contrario. Ora scusami, ma devo andare a deporre un uovo sul podio, non ho tempo da perdere con te."
Nakajima: "Ahahahahah, sei un grande."
Hamilton: "E tu cosa vuoi?"
Nakajima: "Niente, ma so che sei stato tu a riempirmi di nascosto il biberon di Redbull rubata a Coulthard."
Hamilton: "E quindi?"
Nakajima: "Quindi non dormo da una settimana e oggi in gara si sono sentiti gli effetti."
Hamilton: "L'Autrice(C) non li ha sentiti, dato che non ha menzionato il fatto."
L'Autrice(C): "Rimedio subito. Al via, mentre Hamilton e Raikkonen distoglievano l'attenzione da tutto il resto, Dragon Nakaball è stato protagonista di un gran botto con Coulthard. Coulthard si è ritirato, mentre Dragon Nakaball è arrivato ultimo."
Nakajima: "Non c'era bisogno di ricordare che sono arrivato ultimo e di scriverlo in un commento."
L'Autrice(C): "Cerca di non arrivarci più e non lo scriverò."
Mentre speravo con tutte le mie forze di non dovere scrivere che Nakajima è arrivato ultimo anche nei prossimi eventi, ho dato un'occhiata alle classifiche: Hamilton 84, Massa 79, Kubica 72, rimangono solo loro tre in lotta per il titolo, al momento, con ancora due gran premi da disputare.
I 12 punti di Kubica sono di meno di quelli che aveva Raikkonen di distacco da Hamilton un anno fa a questo punto della stagione, quindi non lo si può ancora dare per spacciato. Quest'anno è andato molto bene, specie alla luce del fatto che l'anno scorso aveva fatto meno punti di Heidfeld. Heidfeld, da parte sua, quest'anno si è un po' perso. Ha alternato buone performance a risultati scadenti, un po' come Raikkonen.
Adesso però basta parlare di tutto questo. È arrivato il momento di fermarci qui e di darci appuntamento tra una settimana, con il Commento al Gran Premio della Cina...
...
...
...anzi, no, prima vorrei scusarmi per il pilota che è arrivato quarto per non avere dato il benché minimo rilievo al suo risultato straordinario, in confronto agli standard a cui ci ha abituato, e vorrei aggiungere che, seppure il secondo posto di Hockenheim sia stato un risultato di fortuna, il quarto posto di oggi è stato tutto farina del suo sacco e della squadra.
RISULTATO: 1. Fernando Alonso (Renault), 2. Robert Kubica (BMW), 3. Kimi Raikkonen (Ferrari), 4. Nelsinho Piquet (Renault), 5. Jarno Trulli (Toyota), 6. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 7. Felipe Massa (Ferrari), 8. Mark Webber (Redbull), 9. Nick Heidfeld (BMW), 10. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 11. Nico Rosberg (Williams), 12. Lewis Hamilton (McLaren), 13. Rubens Barrichello (Honda), 14. Jenson Button (Honda), 15. Kazuki Nakajima (Williams), Rit. Giancarlo Fisichella (Force India), Rit. Heikki Kovalainen (McLaren), Rit. Adrian Sutil (Force India), Rit. Timo Glock (Toyota), Rit. David Coulthard (Redbull).
giovedì 23 novembre 2017
Dieci anni di Commenti ai Gran Premi: Singapore 2008
Nel 2007 nascevano i Commenti ai Gran Premi e, per ironia della sorte, proprio in quell'anno si svolgeva uno dei campionati a mio parere più belli e avvincenti di questo secolo.
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
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Singapore 2008: Viviamo in un mondo fatto di tori e toreri e di outsider che vincono gran premi
Un tempo, prima della diffusione di Internet, non avremmo avuto la possibilità di andare a rileggere citazioni attribuite a Philippe Alliot, pilota degli anni '80/'90 che aveva la tendenza ad intralciare i piloti a pieni giri durante i doppiaggi. Pare che nel 1990 abbia dichiarato qualcosa del tipo: "la legge sul tabacco proibirà le corse in Francia, Germania e Gran Bretagna, vorrà dire che la Formula 1 andrà a correre a Honolulu, Singapore e Shanghai".
Quattordici anni più tardi è stato introdotto un gran premio a Shanghai. Diciotto anni più tardi, invece, è arrivato anche il Gran Premio di Singapore, anche se i marchi di tabacco non vengono più esposti da nessuna parte e se quest'anno la Formula 1 ha gareggiato in tutti i paesi europei dove Alliot pensava che non ci sarebbero più stati dei gran premi.
Con questo possiamo dimenticarci di Philippe Alliot e possiamo dimenticarci del passato per concentrarci sul presente, un presente in cui ero del tutto ignara che ci fosse un filo sottile che collegava presente e passato, quel filo sottile che mi ha fatto provare una sensazione che finora avevo provato solo una volta, guardando il gran premio del Nürburgring del 1999.
Qualcuno potrebbe chiedersi che cosa c'entri il Nürburgring 1999 con Marina Bay del 2008 e qualcuno potrebbe addirittura trarre la conclusione che la mia sensazione derivi dal pitstop di Irvine e da quello di Massa. È vero che, da questo punto di vista ci sono state delle mezze analogie: sia Irvine sia Massa, per ragioni diverse, si sono ritrovati, l'uno nel passato e l'altro nel presente, a lottare per il campionato al posto del loro compagno di squadra, entrambi hanno avuto la sventura di ritrovarsi nel bel mezzo di un pitstop non andato affatto a buon fine... Ci sono delle analogie, è vero, ma che porterebbero a trarre conclusioni errate, appunto. Il Nürburgring 1999 c'entra, c'entra eccome, ma non è il punto di partenza.
Facciamo un passo indietro, perché per quanto il GP d'Europa 1999 sia stato epico, vari anni si sono messi in mezzo e i ricordi potrebbero non essere particolarmente nitidi.
Mika Hakkinen e Eddie Irvine, all'epoca in McLaren e in Ferrari, erano in lotta per il titolo e, al terzultimo gran premio stagionale, arrivarono a pari punti in classifica. Non erano ancora matematicamente esclusi né Heinz-Harald Frentzen, pilota della Jordan, né David Coulthard, compagno di squadra di Hakkinen in McLaren, rispettivamente terzo e quarto in classifica.
La gara iniziò con condizioni meteo variabili e con Frentzen in testa davanti alle McLaren. Hakkinen, però, si ritrovò nelle retrovie per una sbagliata scelta di gomme: mise le gomme da bagnato e la pioggia calò. Frentzen e Coulthard rimasero primo e secondo e parve che le cose dovessero girare a loro favore, dato che anche Irvine non era messo molto bene. Il suo pitstop, infatti, non era andato a buon fine e si era ritrovato ance lui nelle retrovie: i meccanici Ferrari, attardati da un pitstop imprevisto di Mika Salo (che all'epoca sostituiva Michael Schumacher vista l'assenza per infortunio di quest'ultim) dopo che quest'ultimo aveva danneggiato l'anteriore della vettura, non erano pronti per il successivo arrivo di Irvine, che si ritrovò ad aspettare per mezzo minuto prima di ritrovarsi tutte e quattro le ruote montate.
Nulla andò a favore di Frentzen e Coulthard: intorno a metà gara si ritirarono entrambi, Frentzen per un problema tecnico, Coulthard perché tentò di rimanere in pista con gomme da asciutto anche quando tornò a piovere, ma finì in testacoda.
Si ritrovò in testa alla gara un autentico outsider: Giancarlo Fisichella, al volante di una Benetton. Fu una sensazione epica: non avevo memoria, fino a quel momento, di avere mai visto un italiano in lotta per la vittoria di un gran premio di Formula 1, il tutto al volante di una Benetton, team che in quegli anni era precipitato a centro gruppo.
Finì in testacoda anche lui e passò in testa alla gara Ralf Schumacher, al volante di una Williams, giusto per stare in tema di team che non erano più al livello di una volta. Anche quella fu una sensazione epica, perché non solo avevo appena visto una Benetton in testa a un gran premio, ma perché nello stesso gran premio avevo visto sia una Benetton sia una Williams alternarsi in testa, come accadeva ai vecchi tempi.
Una Benetton in testa.
Una Williams in testa.
Ralf ci rimase pochissimo, dato che forò poco dopo. Lasciò la testa della gara a Johnny Herbert, che poi vinse e fu l'unica vittoria per il team Stewart. Fu un risultato eroico, che ricordo con molto piacere, perché mai e poi mai avrei pensato di vedere Johnny Herbert vincere al volante di una Stewart, ma rimane il fatto che per me il momento di massimo climax giunse prima con Fisichella e poi con Ralf Schumacher in testa al gran premio, motivazione principale: le vetture che guidavano.
Chiedo scusa per la digressione, ma potrebbe essere utile, più avanti, per capire le dinamiche contorte con cui la mia mente lavorava domenica pomeriggio: il passato, a volte, è rappresentato da un susseguirsi di immagini e la mia elaborazione delle immagini mi ha portata a rivivere, per certi versi, quei momenti.
Adesso, però, siamo ancora lontani da quel punto e dobbiamo preoccuparci di sabato, quando si è andata a delineare una griglia di partenza in cui Massa e Hamilton erano affiancati in prima fila, con Raikkonen, Kubica, Kovalainen e Heidfeld a seguire: insomma, una qualifica di routine, in cui il più grosso colpo di scena è stato non vedere Alonso completare un giro in Q2 per problemi tecnici. A quel punto erano già usciti di scena il suo compagno di squadra, le Force India, una Toro Rosso e una Honda.
Le Redbull e una Toyota erano prossime all'uscita di scena, le Williams passavano sorprendentemente il turno entrambe e Vettel andava a prendersi una settima piazza che faceva sfigurare abbastanza la penultima fila rimediata da Bourdais.
1^ fila: Massa - Hamilton
2^ fila: Raikkonen - Kubica
3^ fila: Kovalainen - Heidfeld
4^ fila: Vettel - Glock
5^ fila: Rosberg - Nakajima
6^ fila: Trulli - Button
7^ fila: Webber - Coulthard
8^ fila: Alonso - Piquet
9^ fila: Bourdais - Barrichello
10^ fila: Sutil - Fisichella
Heidfeld non era destinato a partire dalla sesta posizione: è stato retrocesso di tre posizioni per avere rallentato Heidfeld. Fisichella, da parte sua, non era destinato a partire dalla griglia: avrebbe preso il via dalla pitlane.
Poi è arrivata la domenica. Dopo le qualifiche sabato alle 16.00 ora italiana è stata la volta della gara alle 14.00, sempre con il nostro fuso orario, con il circuito cittadino di Marina Bay illuminato a giorno e con le luci sull'enorme ruota panoramica.
Non è così diverso che vedere una gara proprio di giorno, cosa di cui ho avuto modo di rendermi conto da mesi, dopo avere visto il gran premio del Qatar di MotoGP, perché ero curiosa di vedere come fosse una gara in notturna.
Massa è partito bene.
Hamilton si è accodato a Massa.
Raikkonen si è accodato a Hamilton.
Tutto sembrava procedere secondo un copione che, da tifosa di Massa, al momento mi sembrava perfetto: il più veloce dei primi tre era Raikkonen e, nonostante i distacchi non fossero proprio ravvicinati, contavo sulla speranza che Raikkonen potesse rimanere in pista qualche giro in più di Hamilton e recuperare la seconda posizione tramite strategia.
Sarebbe stato perfetto, dal mio punto di vista, se l risultato della gara fosse stato 1 Massa, 2 Raikkonen, .
Purtroppo per me, una sola di queste posizioni si sarebbe verificata al termine della gara, ma non lo potevo sapere mentre guardavo qualche duello nelle retrovie, né mentre guardavo Bourdais perdersi per un attimo in una via di fuga prima di ritrovare la via della pista.
Poi, quando ci avvicinavamo al vedere il completamento del primo quarto di gara, una vettura è andata a spalmarsi contro un muro, e per una volta non era quella di Sutil.
Al volante c'era Nelsinho Piquet, cosa abbastanza scontata dato che ho appena detto che non si trattava di Sutil.
Pare che in quei frangenti le Redbull e Barrichello fossero in pitlane o stessero uscendo dalla pitlane.
Rosberg invece è rientrato ai box quando in pista c'erano già la safety car e la medical car, curiosamente una davanti e una dietro alla vettura di Alonso che, essendosi già fermato ai box, penso che fosse tra gli ultimi, dietro di lui dovevano esserci solo le Redbull e Barrichello, che si erano fermati dopo e che erano dietro di lui in pista.
Nelsinho Piquet si è allontanato a piedi ignorando la medical car, mentre la safety car andava piano per permettere ai piloti di testa di accodarsi. In linea di massima si può dire che la situazione fosse piuttosto caotica e a ciò si aggiungeva il fatto che 1) la pitlane era tecnicamente chiusa mentre molti piloti necessitavano di rifornire (via radio dicevano a Kubica di rallentare per cercare di risparmiare carburante), 2) una Honda, quella di Barrichello, è rimasta ferma per problemi tecnici lungo la pista. Kubica, che era quarto, è stato costretto a fermarsi prima che la pitlane fosse aperta.
Poi è stato dato segnale di pitlane aperta, circa due giri dopo.
Tutti ai box.
In quel momento ho avvertito un brivido e mi ha avvolta una sensazione di essere di fronte a un nuovo gran premio del Canada.
Stavo guardando la gara con mio padre e ho osservato "qui capita del casino".
Poi ho pensato per un attimo che entrambe le Ferrari stavano entrando nello stesso giro e che di sicuro Raikkonen non avrebbe recuperato posizioni, ma ne avrebbe perse.
Quell'attimo è finito mentre ho visto Massa trascinare via il bocchettone della benzina, come se fosse stato Christijan Albers.
Non solo era capitato del casino, ma era capitato molto più casino di quanto potessi umanamente immaginare.
Si sono susseguite numerose inquadrature della vettura di Massa con il bocchettone incastrato.
In seguito è stata la volta dei replay.
Le cose sono andate così: in Ferrari non usano il lollipop, ma un semaforino che diventa verde una volta che il pitstop è ultimato (si sono susseguite voci discordanti: c'è chi dice che sia automatico, c'è chi dice che sia azionato da un meccanico) e, quando è diventato verde, Massa è ripartito. Il pitstop, però, non era finito, e il bocchettone era incastrato. Se l'è trascinato dietro, con tanto di meccanici che cadevano e Raikkonen lì dietro che, invece di aspettare che fosse ultimato un pitstop normale, doveva aspettare che quel macello venisse in qualche modo risolto.
In quel tratto percorso da Massa, Sutil stava transitando (o almeno, dai colori della vettura mi è sembrato lui), segno evidente che nella sua vita precedente deve avere fatto qualcosa di male agli uomini in rosso, perché altrimenti non spiega come mai ce l'abbiano così tanto con lui! O viene tamponato, o rischiano di passargli sopra con monoposto o bocchettoni per il rifornimento...
Massa si è fermato al limitare della pitlane, vari meccanici l'hanno raggiunto, hanno tolto il bocchettone e l'hanno portato via in quattro, mentre incredibilmente Massa tornava in pista.
Non saprei dire quante infrazioni fossero state commesse in quei momenti, tra l'uscita dalla pitlane e i meccanici che lavoravano sulla vettura di Massa ben lontani da dove fosse consentito, ma se non altro un lato positivo in quella situazione c'era: una penalità non avrebbe potuto incidere sul risultato finale, perché quello si prospettava già ai minimi storici anche così.
Come ho reagito, da tifosa di Massa, a quegli eventi?
Mhm... non credo di avere reagito "da tifosa", in qualche modo. Mi spiego meglio: l'ultima cosa che mi aspettavo era vedere un errore così clamoroso, per giunta da un team che fosse più altolocato della Spyker 2007.
Ero incredula.
Non riuscivo a capacitarmi di tutto ciò.
Non dipendeva dal fatto di essere tifosa di qualcuno o meno, quanto piuttosto dall'avere appena assistito a un evento quantomeno insolito, dove "quantomeno insolito" è un eufemismo.
Pensavo che la gara fosse destinata a regalare emozioni forti e che non ci fosse emozione più forte di quella sensazione di incredulità.
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo di grosso.
L'inquadratura è andata sulle vetture in pista dietro alla safety car.
È stato allora che ho visto qualcosa che non credevo di potere vedere.
Mio padre stava ancora facendo commenti sul caos, sono stata io a fargli notare a quale incredibile colpo di scena stessimo assistendo.
"C'è una Williams in testa."
Torniamo all'introduzione.
Non saprei dire se i miei pensieri contorti siano iniziati da lì o se siano stati dovuti a quello che è venuto dopo, quello che è certo è che, tra il Nürburgring 1999 e Marina Bay 2008, la Williams ha anche ottenuto delle vittorie, quindi ci sono stati molti altri momenti in cui ho visto una Williams in testa almeno per qualche giro, compresa una volta nel 2005 in cui Heidfeld andò momentaneamente in prima posizione per poi fare un errore di lì a poco ed essere superato da Raikkonen.
Nürburgring 1999 e Marina Bay 2008 hanno in comune la particolarità di avere avuto, ad un certo punto della gara, una Williams in testa in un periodo storico in cui non mi sarei mai aspettata di vedere una Williams in testa.
Questa è la ragione per cui ho avvertito quella sensazione di stordimento che mi ha portata a pensare qualcosa che suonava come "se c'è una Williams in testa in questo momento, allora c'è ancora un po' di 1995 da vivere", sensazione che non ho mai provato, ovviamente, tra il 2001 e il 2004 quando non era difficile vedere una Williams sul podio o addirittura a lottare per la vittoria, e che non ho provato nemmeno quella volta in cui andò in testa Heidfeld, perché all'epoca eravamo nei primi mesi del 2005 e l'ultima vittoria della Williams risaliva all'ultimo gran premio stagionale del 2004.
Sono passati quasi quattro anni da allora e, a quattro anni di distanza, la cosa fa un effetto completamente diverso: questa è essenzialmente la ragione per cui sì, stavolta ho pensato che ci fosse ancora un po' di 1995 anche nel giorno del gran premio di Singapore 2008, il giorno del quarantesimo compleanno di Mika Hakkinen.
So che il ragionamento è assurdo: non può non essere assurdo, di per sé. La sensazione di rivivere un po' di passato mi proveniva dal vedere una Williams in prima posizione e al volante di quella Williams c'era Rosberg che, nel 1995, doveva avere più o meno dieci anni...
...
...
...ma dopotutto gli anni passano, i piloti cambiano e, nel momento in cui tutto sembra diverso, all'improvviso tutto torna ad essere, nelle sue mille differenze, uguale: in quel momento c'era una Williams in testa, ma contro tutte le aspettative il favorito alla vittoria, in quel momento, era al volante di una Renault, il team di Enstone, quello che un tempo era la Benetton!
Voce fuori campo: "Puoi spiegare meglio? Non ci sto capendo nulla."
Sono d'accordo, dalla mia ricostruzione non ci si capisce nulla, in particolare non si capisce che cosa, esattamente, abbia portato certi piloti a occupare certe posizioni.
Rosberg: al momento in testa, era rientrato ai box con pitlane chiusa ed era su una strategia a due soste.
Trulli e Fisichella: al momento secondo e terzo (fare una standing ovation, prego), non si erano ancora fermati ai box, con l'intento di fare una sola sosta.
Kubica: al momento quarto, era rientrato ai box con pitlane chiusa, ma più tardi rispetto a Rosberg, anche lui con una strategia a due soste.
Alonso, Webber e Coulthard: al momento quinto, sesto e settimo, si erano fermati prima della safety car ed erano su una strategia a due soste.
Hamilton: al momento ottavo, era il meglio posizionato dei piloti rientrati ai box dopo l'apertura della pitlane.
Raikkonen era terzultimo davanti a Bourdais e a Massa, Massa ha superato Bourdais, ma è stato in seguito penalizzato con un drive through per "unsafe release for pitlane".
Il caos della pitlane ha fatto sì che i commissari si occupassero prima del caos in pitlane che del fatto che piloti random fossero rientrati ai box quando non potevano.
Eravamo già quasi a metà gara quando Kubica e Rosberg sono rientrati, l'uno dopo l'altro, ai box per scontare uno stop and go di dieci secondi. Mentre Kubica è precipitato nelle retrovie, non è accaduto lo stesso a Rosberg perché, nel frattempo, aveva accumulato un vantaggio sufficiente a rientrare in pista quarto dietro ad Alonso.
Primo e secondo in quel momento c'erano Trulli e Fisichella!...
...
...
...
...e, tra parentesi, questo è un altro richiamo a Nürburgring 1999: Fisichella, durante quella gara, era stato in testa, mentre Trulli in quella gara arrivò secondo.
Una volta che Trulli e Fisichella sono rientrati ai box, Alonso si è ritrovato in testa, accendendo in me il resto delle esternazioni mentali a proposito della Renault, della Benetton, del team di Enstone, del 1995 e di tutto il resto della storiella che ho già narrato.
Hamilton nel frattempo si è ritrovato in quarta posizione, perché Webber aveva perso terreno pochi giri dopo il restart ed era addirittura stato costretto al ritiro. Giusto per contestualizzare un po' la cosa, perché non si capisce nulla, dietro ad Alonso e davanti a Hamilton c'erano Rosberg e Coulthard in seconda e terza posizione.
Le cose che non ti aspetti:
> Alonso, in testa, metteva un certo vantaggio tra sé e i piloti che lo seguivano, l'ha fatto prima della seconda sosta e anche dopo;
> al momento del secondo pitstop di Coulthard, anche lui stava per essere fatto ripartire in anticipo, ma siccome in Redbull usano il lollipop per il semaforo, l'hanno fermato tornando ad abbassare il lollipop;
> ovviamente il pitstop di Coulthard non è andato a buon fine ed è finito ben lontano dal lottare per il podio;
> in zona podio, per pochi giri, ci si è ritrovato nientemeno che Raikkonen, che è arrivato a ritrovarsi tra gli scarichi di Rosberg;
> dopo che tutti si sono fermati per la seconda sosta e che Trulli si è ritirato per problemi tecnici, i primi otto erano: Alonso, Rosberg, Hamilton, Gloc, Raikkonen, Vettel, Heidfeld e Coulthard;
> a una decina di giri dal termine è entrata di nuovo la safety car, motivazione: Massa è andato a sbattere ed è ripartito mentre sopraggiungeva Sutil, che è andato a schiantarsi contro al muro laddove Massa aveva appena sbattuto.
Una volta che la safety car si è levata di mezzo, mi sono ricordata che, nonostante Massa fosse più o meno quattordicesimo, il concetto di "lotta per il titolo" non era stato del tutto dimenticato e che la situazione poteva ulteriormente volgere a svantaggio di Massa, se Hamilton fosse riuscito a recuperare posizioni.
Non avevo preso in considerazione il fatto che, quando hai davanti della gente che non sa nemmeno come abbia fatto a ritrovarsi davanti, questi cercano di rimanere davanti.
Alonso ha mantenuto la posizione, Rosberg anche.
Raikkonen, a cui era richiesto semplicemente di mantenere la vettura sull'asfalto, purtroppo non l'ha fatto ed è andato a sbattere contro un muro quando mancavano quattro giri alla fine: considerando che non ha terminato la gara e che Massa era penultimo davanti al solo Fisichella, si può dedurre tranquilamente che la Ferrari non ha portato a casa nessun punto dal Gran Premio di Singapore. Ciò è grave? Direi abbastanza, non solo perché Massa è fermo a 77 mentre Hamilton è risalito a 84 punti, ma soprattutto perché in classifica costruttori adesso la Ferrari ha solo 134 punti, contro i 135 della McLaren.
Dubbi esistenziali del post gara: perché mentre Hamilton sta ancora parcheggiando al parc fermé Alonso sta già festeggiando insieme a Briatore e Rosberg sta già gironzolando a vuoto?
Alonso: "Non pensare ai dubbi esistenziali. Questa è la prima volta che salgo sul podio insieme a Hamilton da quando non siamo più compagni di squadra."
Hamilton: "La gente che ci guarda vuole che scoppi la terza guerra mondiale in questo momento!"
Alonso: "Forse dovremmo tentare di sbatterci giù dal podio a vicenda."
Rosberg: "Okay, ma non coinvolgete me, io sono impegnato a sistemarmi i capelli."
Alonso: "Oh, giusto, anch'io devo sistemarmi i capelli."
Hamilton: "Anch'io."
Alonso: "Ma tu hai i capelli rasati!"
Raikkonen: "Io non più."
Alonso: "Taci, che cosa c'entri tu? Non hai nemmeno finito la gara, mentre io sono al centro della scena. e mi sto sedendo a terra accanto al mio trofeo."
Rosberg: "Io invece mi sto mettendo in posa nella speranza che Nakajima mi noti."
Hamilton: "E io tengo le mani in tasca guardandomi intorno senza sapere che cosa fare. Perché sono terzo? Perché davanti ci siete voi?...
...
...
...Giusto, che cosa ve lo chiedo a fare? Ovviamente non ne avete la più pallida idea, così come nessuno ha la più pallida idea di che cosa stia succedendo ultimamente. Meno male che almeno non ha vinto Bourdais, non avrei potuto tollerarlo."
Bourdais: "Si può sapere perché non avresti potuto tollerare una mia vittoria? Guarda che, di là dall'oceano, io ho vinto quattro titoli."
Hamilton: "Ecco appunto, di là dall'oceano. Di qua dall'oceano quanti ne hai vinti?"
Bourdais: "Zero, esattamente tanti quanto te."
Hamilton: "Presto le cose cambieranno. Voglio strappare il record di più giovane campione del mondo a questo sbruffoncello che ho di fianco."
Rosberg: "Beato te, io non sono nemmeno riuscito a strappargli il record di più giovane vincitore di un gran premio di sempre, nonostante i telecronisti spagnoli temessero che potessi vincere il gran premio d'Europa dell'anno scorso, il tutto mentre Winkelhock era in testa e io mi ero già ritirato."
Bourdais: "Non nominare i telecronisti spagnoli!"
Alonso: "E non nominare Winkelhock!"
Hamilton: "E soprattutto non nominare il Gran Premio d'Europa."
Alonso: "Va beh, adesso imparate tutti a imparare!"
Rosberg: "Puoi contarci. E adesso restituiscimi il mio pettine."
Alonso: "Niente affatto. Ho intenzione di portarmelo a casa, come ricordo della mia vittoria in questo gran premio e delle risate che mi sto facendo pensando a Raikkonen a muro."
Raikkonen: "Perché devi per forza ridere alle mie spalle?"
Alonso: "Non sto ridendo di te, ma di me stesso, che mi sono fatto portare via un titolo da uno come te. Non riesco a spiegarmi come sia successo."
Hamilton: "Nemmeno io riesco a spiegarmi come sia successo."
Massa: "Se vi può consolare nemmeno io. Ora scusate, devo andare a nascondermi. Sutil mi sta inseguendo per prendermi a testate e non si è ancora tolto il casco. Se lo vedete, mandatelo da Kimi!"
Alonso: "Lo faremo sicuramente, puoi contarci!"
La gara è finita, la domenica è finita e al lunedì ho raccontato alla mia amica fan di Raikkonen i fatti che si era persa, essendo a una fiera il pomeriggio precedente.
Quando siamo tornate a casa dall'università abbiamo fatto un giro per il nostro paese. Ci siamo fermate a chiacchierare sul viale e ad un tratto un furgone si è fermato davanti a un negozio.
Ne è sceso un autista che si è messo a scaricare della roba e a parlare con un forte accento del sud, rivolgendosi al tizio del negozio.
La mia amica me l'ha indicato e mi ha chiesto, sottovoce: "Non ti sembra che somigli a Kovalainen?"
Aveva ragione.
Non era pallido cadaverico come Kova, ma per il resto gli assomigliava moltissimo. È consolatorio sapere che esistono dei sosia di Kovalainen che girano per il mio paese, quello che è meno consolatorio è vedere la posizione di Kovalainen nell'ordine d'arrivo del Gran Premio di Singapore.
RISULTATO: 1. Fernando Alonso (Renault), 2. Nico Rosberg (Williams), 3. Lewis Hamilton (McLaren), 4. Timo Glock (Toyota), 5. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 6. Nick Heidfeld (BMW), 7. David Coulthard (Redbull), 8. Kazuki Nakajima (Williams), 9. Jenson Button (Honda), 10. Heikki Kovalainen (McLaren), 11. Robert Kubica (BMW), 12. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 13. Felipe Massa (Ferrari), 14. Giancarlo Fisichella (Force India), 15. Kimi Raikkonen (Ferrari), Rit. Jarno Trulli (Toyota), Rit. Adrian Sutil (Force India), Rit. Mark Webber (Redbull), Rit. Rubens Barrichello (Honda), Rit. Nelsinho Piquet (Renault).
Adesso restano solo il Giappone, la Cina e il Brasile e non posso fare altro che immaginare che i contendenti al titolo ricomincino a vincere dei gran premi, arrivati a questo punto. Però se vogliono vincere qualche gara anche Nakajima e Fisichella non ho niente in contrario, su questo voglio essere chiara...
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
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Singapore 2008: Viviamo in un mondo fatto di tori e toreri e di outsider che vincono gran premi
Un tempo, prima della diffusione di Internet, non avremmo avuto la possibilità di andare a rileggere citazioni attribuite a Philippe Alliot, pilota degli anni '80/'90 che aveva la tendenza ad intralciare i piloti a pieni giri durante i doppiaggi. Pare che nel 1990 abbia dichiarato qualcosa del tipo: "la legge sul tabacco proibirà le corse in Francia, Germania e Gran Bretagna, vorrà dire che la Formula 1 andrà a correre a Honolulu, Singapore e Shanghai".
Quattordici anni più tardi è stato introdotto un gran premio a Shanghai. Diciotto anni più tardi, invece, è arrivato anche il Gran Premio di Singapore, anche se i marchi di tabacco non vengono più esposti da nessuna parte e se quest'anno la Formula 1 ha gareggiato in tutti i paesi europei dove Alliot pensava che non ci sarebbero più stati dei gran premi.
Con questo possiamo dimenticarci di Philippe Alliot e possiamo dimenticarci del passato per concentrarci sul presente, un presente in cui ero del tutto ignara che ci fosse un filo sottile che collegava presente e passato, quel filo sottile che mi ha fatto provare una sensazione che finora avevo provato solo una volta, guardando il gran premio del Nürburgring del 1999.
Qualcuno potrebbe chiedersi che cosa c'entri il Nürburgring 1999 con Marina Bay del 2008 e qualcuno potrebbe addirittura trarre la conclusione che la mia sensazione derivi dal pitstop di Irvine e da quello di Massa. È vero che, da questo punto di vista ci sono state delle mezze analogie: sia Irvine sia Massa, per ragioni diverse, si sono ritrovati, l'uno nel passato e l'altro nel presente, a lottare per il campionato al posto del loro compagno di squadra, entrambi hanno avuto la sventura di ritrovarsi nel bel mezzo di un pitstop non andato affatto a buon fine... Ci sono delle analogie, è vero, ma che porterebbero a trarre conclusioni errate, appunto. Il Nürburgring 1999 c'entra, c'entra eccome, ma non è il punto di partenza.
Facciamo un passo indietro, perché per quanto il GP d'Europa 1999 sia stato epico, vari anni si sono messi in mezzo e i ricordi potrebbero non essere particolarmente nitidi.
Mika Hakkinen e Eddie Irvine, all'epoca in McLaren e in Ferrari, erano in lotta per il titolo e, al terzultimo gran premio stagionale, arrivarono a pari punti in classifica. Non erano ancora matematicamente esclusi né Heinz-Harald Frentzen, pilota della Jordan, né David Coulthard, compagno di squadra di Hakkinen in McLaren, rispettivamente terzo e quarto in classifica.
La gara iniziò con condizioni meteo variabili e con Frentzen in testa davanti alle McLaren. Hakkinen, però, si ritrovò nelle retrovie per una sbagliata scelta di gomme: mise le gomme da bagnato e la pioggia calò. Frentzen e Coulthard rimasero primo e secondo e parve che le cose dovessero girare a loro favore, dato che anche Irvine non era messo molto bene. Il suo pitstop, infatti, non era andato a buon fine e si era ritrovato ance lui nelle retrovie: i meccanici Ferrari, attardati da un pitstop imprevisto di Mika Salo (che all'epoca sostituiva Michael Schumacher vista l'assenza per infortunio di quest'ultim) dopo che quest'ultimo aveva danneggiato l'anteriore della vettura, non erano pronti per il successivo arrivo di Irvine, che si ritrovò ad aspettare per mezzo minuto prima di ritrovarsi tutte e quattro le ruote montate.
Nulla andò a favore di Frentzen e Coulthard: intorno a metà gara si ritirarono entrambi, Frentzen per un problema tecnico, Coulthard perché tentò di rimanere in pista con gomme da asciutto anche quando tornò a piovere, ma finì in testacoda.
Si ritrovò in testa alla gara un autentico outsider: Giancarlo Fisichella, al volante di una Benetton. Fu una sensazione epica: non avevo memoria, fino a quel momento, di avere mai visto un italiano in lotta per la vittoria di un gran premio di Formula 1, il tutto al volante di una Benetton, team che in quegli anni era precipitato a centro gruppo.
Finì in testacoda anche lui e passò in testa alla gara Ralf Schumacher, al volante di una Williams, giusto per stare in tema di team che non erano più al livello di una volta. Anche quella fu una sensazione epica, perché non solo avevo appena visto una Benetton in testa a un gran premio, ma perché nello stesso gran premio avevo visto sia una Benetton sia una Williams alternarsi in testa, come accadeva ai vecchi tempi.
Una Benetton in testa.
Una Williams in testa.
Ralf ci rimase pochissimo, dato che forò poco dopo. Lasciò la testa della gara a Johnny Herbert, che poi vinse e fu l'unica vittoria per il team Stewart. Fu un risultato eroico, che ricordo con molto piacere, perché mai e poi mai avrei pensato di vedere Johnny Herbert vincere al volante di una Stewart, ma rimane il fatto che per me il momento di massimo climax giunse prima con Fisichella e poi con Ralf Schumacher in testa al gran premio, motivazione principale: le vetture che guidavano.
Chiedo scusa per la digressione, ma potrebbe essere utile, più avanti, per capire le dinamiche contorte con cui la mia mente lavorava domenica pomeriggio: il passato, a volte, è rappresentato da un susseguirsi di immagini e la mia elaborazione delle immagini mi ha portata a rivivere, per certi versi, quei momenti.
Adesso, però, siamo ancora lontani da quel punto e dobbiamo preoccuparci di sabato, quando si è andata a delineare una griglia di partenza in cui Massa e Hamilton erano affiancati in prima fila, con Raikkonen, Kubica, Kovalainen e Heidfeld a seguire: insomma, una qualifica di routine, in cui il più grosso colpo di scena è stato non vedere Alonso completare un giro in Q2 per problemi tecnici. A quel punto erano già usciti di scena il suo compagno di squadra, le Force India, una Toro Rosso e una Honda.
Le Redbull e una Toyota erano prossime all'uscita di scena, le Williams passavano sorprendentemente il turno entrambe e Vettel andava a prendersi una settima piazza che faceva sfigurare abbastanza la penultima fila rimediata da Bourdais.
1^ fila: Massa - Hamilton
2^ fila: Raikkonen - Kubica
3^ fila: Kovalainen - Heidfeld
4^ fila: Vettel - Glock
5^ fila: Rosberg - Nakajima
6^ fila: Trulli - Button
7^ fila: Webber - Coulthard
8^ fila: Alonso - Piquet
9^ fila: Bourdais - Barrichello
10^ fila: Sutil - Fisichella
Heidfeld non era destinato a partire dalla sesta posizione: è stato retrocesso di tre posizioni per avere rallentato Heidfeld. Fisichella, da parte sua, non era destinato a partire dalla griglia: avrebbe preso il via dalla pitlane.
Poi è arrivata la domenica. Dopo le qualifiche sabato alle 16.00 ora italiana è stata la volta della gara alle 14.00, sempre con il nostro fuso orario, con il circuito cittadino di Marina Bay illuminato a giorno e con le luci sull'enorme ruota panoramica.
Non è così diverso che vedere una gara proprio di giorno, cosa di cui ho avuto modo di rendermi conto da mesi, dopo avere visto il gran premio del Qatar di MotoGP, perché ero curiosa di vedere come fosse una gara in notturna.
Massa è partito bene.
Hamilton si è accodato a Massa.
Raikkonen si è accodato a Hamilton.
Tutto sembrava procedere secondo un copione che, da tifosa di Massa, al momento mi sembrava perfetto: il più veloce dei primi tre era Raikkonen e, nonostante i distacchi non fossero proprio ravvicinati, contavo sulla speranza che Raikkonen potesse rimanere in pista qualche giro in più di Hamilton e recuperare la seconda posizione tramite strategia.
Sarebbe stato perfetto, dal mio punto di vista, se l risultato della gara fosse stato 1 Massa, 2 Raikkonen, .
Purtroppo per me, una sola di queste posizioni si sarebbe verificata al termine della gara, ma non lo potevo sapere mentre guardavo qualche duello nelle retrovie, né mentre guardavo Bourdais perdersi per un attimo in una via di fuga prima di ritrovare la via della pista.
Poi, quando ci avvicinavamo al vedere il completamento del primo quarto di gara, una vettura è andata a spalmarsi contro un muro, e per una volta non era quella di Sutil.
Al volante c'era Nelsinho Piquet, cosa abbastanza scontata dato che ho appena detto che non si trattava di Sutil.
Pare che in quei frangenti le Redbull e Barrichello fossero in pitlane o stessero uscendo dalla pitlane.
Rosberg invece è rientrato ai box quando in pista c'erano già la safety car e la medical car, curiosamente una davanti e una dietro alla vettura di Alonso che, essendosi già fermato ai box, penso che fosse tra gli ultimi, dietro di lui dovevano esserci solo le Redbull e Barrichello, che si erano fermati dopo e che erano dietro di lui in pista.
Nelsinho Piquet si è allontanato a piedi ignorando la medical car, mentre la safety car andava piano per permettere ai piloti di testa di accodarsi. In linea di massima si può dire che la situazione fosse piuttosto caotica e a ciò si aggiungeva il fatto che 1) la pitlane era tecnicamente chiusa mentre molti piloti necessitavano di rifornire (via radio dicevano a Kubica di rallentare per cercare di risparmiare carburante), 2) una Honda, quella di Barrichello, è rimasta ferma per problemi tecnici lungo la pista. Kubica, che era quarto, è stato costretto a fermarsi prima che la pitlane fosse aperta.
Poi è stato dato segnale di pitlane aperta, circa due giri dopo.
Tutti ai box.
In quel momento ho avvertito un brivido e mi ha avvolta una sensazione di essere di fronte a un nuovo gran premio del Canada.
Stavo guardando la gara con mio padre e ho osservato "qui capita del casino".
Poi ho pensato per un attimo che entrambe le Ferrari stavano entrando nello stesso giro e che di sicuro Raikkonen non avrebbe recuperato posizioni, ma ne avrebbe perse.
Quell'attimo è finito mentre ho visto Massa trascinare via il bocchettone della benzina, come se fosse stato Christijan Albers.
Non solo era capitato del casino, ma era capitato molto più casino di quanto potessi umanamente immaginare.
Si sono susseguite numerose inquadrature della vettura di Massa con il bocchettone incastrato.
In seguito è stata la volta dei replay.
Le cose sono andate così: in Ferrari non usano il lollipop, ma un semaforino che diventa verde una volta che il pitstop è ultimato (si sono susseguite voci discordanti: c'è chi dice che sia automatico, c'è chi dice che sia azionato da un meccanico) e, quando è diventato verde, Massa è ripartito. Il pitstop, però, non era finito, e il bocchettone era incastrato. Se l'è trascinato dietro, con tanto di meccanici che cadevano e Raikkonen lì dietro che, invece di aspettare che fosse ultimato un pitstop normale, doveva aspettare che quel macello venisse in qualche modo risolto.
In quel tratto percorso da Massa, Sutil stava transitando (o almeno, dai colori della vettura mi è sembrato lui), segno evidente che nella sua vita precedente deve avere fatto qualcosa di male agli uomini in rosso, perché altrimenti non spiega come mai ce l'abbiano così tanto con lui! O viene tamponato, o rischiano di passargli sopra con monoposto o bocchettoni per il rifornimento...
Massa si è fermato al limitare della pitlane, vari meccanici l'hanno raggiunto, hanno tolto il bocchettone e l'hanno portato via in quattro, mentre incredibilmente Massa tornava in pista.
Non saprei dire quante infrazioni fossero state commesse in quei momenti, tra l'uscita dalla pitlane e i meccanici che lavoravano sulla vettura di Massa ben lontani da dove fosse consentito, ma se non altro un lato positivo in quella situazione c'era: una penalità non avrebbe potuto incidere sul risultato finale, perché quello si prospettava già ai minimi storici anche così.
Come ho reagito, da tifosa di Massa, a quegli eventi?
Mhm... non credo di avere reagito "da tifosa", in qualche modo. Mi spiego meglio: l'ultima cosa che mi aspettavo era vedere un errore così clamoroso, per giunta da un team che fosse più altolocato della Spyker 2007.
Ero incredula.
Non riuscivo a capacitarmi di tutto ciò.
Non dipendeva dal fatto di essere tifosa di qualcuno o meno, quanto piuttosto dall'avere appena assistito a un evento quantomeno insolito, dove "quantomeno insolito" è un eufemismo.
Pensavo che la gara fosse destinata a regalare emozioni forti e che non ci fosse emozione più forte di quella sensazione di incredulità.
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo di grosso.
L'inquadratura è andata sulle vetture in pista dietro alla safety car.
È stato allora che ho visto qualcosa che non credevo di potere vedere.
Mio padre stava ancora facendo commenti sul caos, sono stata io a fargli notare a quale incredibile colpo di scena stessimo assistendo.
"C'è una Williams in testa."
Torniamo all'introduzione.
Non saprei dire se i miei pensieri contorti siano iniziati da lì o se siano stati dovuti a quello che è venuto dopo, quello che è certo è che, tra il Nürburgring 1999 e Marina Bay 2008, la Williams ha anche ottenuto delle vittorie, quindi ci sono stati molti altri momenti in cui ho visto una Williams in testa almeno per qualche giro, compresa una volta nel 2005 in cui Heidfeld andò momentaneamente in prima posizione per poi fare un errore di lì a poco ed essere superato da Raikkonen.
Nürburgring 1999 e Marina Bay 2008 hanno in comune la particolarità di avere avuto, ad un certo punto della gara, una Williams in testa in un periodo storico in cui non mi sarei mai aspettata di vedere una Williams in testa.
Questa è la ragione per cui ho avvertito quella sensazione di stordimento che mi ha portata a pensare qualcosa che suonava come "se c'è una Williams in testa in questo momento, allora c'è ancora un po' di 1995 da vivere", sensazione che non ho mai provato, ovviamente, tra il 2001 e il 2004 quando non era difficile vedere una Williams sul podio o addirittura a lottare per la vittoria, e che non ho provato nemmeno quella volta in cui andò in testa Heidfeld, perché all'epoca eravamo nei primi mesi del 2005 e l'ultima vittoria della Williams risaliva all'ultimo gran premio stagionale del 2004.
Sono passati quasi quattro anni da allora e, a quattro anni di distanza, la cosa fa un effetto completamente diverso: questa è essenzialmente la ragione per cui sì, stavolta ho pensato che ci fosse ancora un po' di 1995 anche nel giorno del gran premio di Singapore 2008, il giorno del quarantesimo compleanno di Mika Hakkinen.
So che il ragionamento è assurdo: non può non essere assurdo, di per sé. La sensazione di rivivere un po' di passato mi proveniva dal vedere una Williams in prima posizione e al volante di quella Williams c'era Rosberg che, nel 1995, doveva avere più o meno dieci anni...
...
...
...ma dopotutto gli anni passano, i piloti cambiano e, nel momento in cui tutto sembra diverso, all'improvviso tutto torna ad essere, nelle sue mille differenze, uguale: in quel momento c'era una Williams in testa, ma contro tutte le aspettative il favorito alla vittoria, in quel momento, era al volante di una Renault, il team di Enstone, quello che un tempo era la Benetton!
Voce fuori campo: "Puoi spiegare meglio? Non ci sto capendo nulla."
Sono d'accordo, dalla mia ricostruzione non ci si capisce nulla, in particolare non si capisce che cosa, esattamente, abbia portato certi piloti a occupare certe posizioni.
Rosberg: al momento in testa, era rientrato ai box con pitlane chiusa ed era su una strategia a due soste.
Trulli e Fisichella: al momento secondo e terzo (fare una standing ovation, prego), non si erano ancora fermati ai box, con l'intento di fare una sola sosta.
Kubica: al momento quarto, era rientrato ai box con pitlane chiusa, ma più tardi rispetto a Rosberg, anche lui con una strategia a due soste.
Alonso, Webber e Coulthard: al momento quinto, sesto e settimo, si erano fermati prima della safety car ed erano su una strategia a due soste.
Hamilton: al momento ottavo, era il meglio posizionato dei piloti rientrati ai box dopo l'apertura della pitlane.
Raikkonen era terzultimo davanti a Bourdais e a Massa, Massa ha superato Bourdais, ma è stato in seguito penalizzato con un drive through per "unsafe release for pitlane".
Il caos della pitlane ha fatto sì che i commissari si occupassero prima del caos in pitlane che del fatto che piloti random fossero rientrati ai box quando non potevano.
Eravamo già quasi a metà gara quando Kubica e Rosberg sono rientrati, l'uno dopo l'altro, ai box per scontare uno stop and go di dieci secondi. Mentre Kubica è precipitato nelle retrovie, non è accaduto lo stesso a Rosberg perché, nel frattempo, aveva accumulato un vantaggio sufficiente a rientrare in pista quarto dietro ad Alonso.
Primo e secondo in quel momento c'erano Trulli e Fisichella!...
...
...
...
...e, tra parentesi, questo è un altro richiamo a Nürburgring 1999: Fisichella, durante quella gara, era stato in testa, mentre Trulli in quella gara arrivò secondo.
Una volta che Trulli e Fisichella sono rientrati ai box, Alonso si è ritrovato in testa, accendendo in me il resto delle esternazioni mentali a proposito della Renault, della Benetton, del team di Enstone, del 1995 e di tutto il resto della storiella che ho già narrato.
Hamilton nel frattempo si è ritrovato in quarta posizione, perché Webber aveva perso terreno pochi giri dopo il restart ed era addirittura stato costretto al ritiro. Giusto per contestualizzare un po' la cosa, perché non si capisce nulla, dietro ad Alonso e davanti a Hamilton c'erano Rosberg e Coulthard in seconda e terza posizione.
Le cose che non ti aspetti:
> Alonso, in testa, metteva un certo vantaggio tra sé e i piloti che lo seguivano, l'ha fatto prima della seconda sosta e anche dopo;
> al momento del secondo pitstop di Coulthard, anche lui stava per essere fatto ripartire in anticipo, ma siccome in Redbull usano il lollipop per il semaforo, l'hanno fermato tornando ad abbassare il lollipop;
> ovviamente il pitstop di Coulthard non è andato a buon fine ed è finito ben lontano dal lottare per il podio;
> in zona podio, per pochi giri, ci si è ritrovato nientemeno che Raikkonen, che è arrivato a ritrovarsi tra gli scarichi di Rosberg;
> dopo che tutti si sono fermati per la seconda sosta e che Trulli si è ritirato per problemi tecnici, i primi otto erano: Alonso, Rosberg, Hamilton, Gloc, Raikkonen, Vettel, Heidfeld e Coulthard;
> a una decina di giri dal termine è entrata di nuovo la safety car, motivazione: Massa è andato a sbattere ed è ripartito mentre sopraggiungeva Sutil, che è andato a schiantarsi contro al muro laddove Massa aveva appena sbattuto.
Una volta che la safety car si è levata di mezzo, mi sono ricordata che, nonostante Massa fosse più o meno quattordicesimo, il concetto di "lotta per il titolo" non era stato del tutto dimenticato e che la situazione poteva ulteriormente volgere a svantaggio di Massa, se Hamilton fosse riuscito a recuperare posizioni.
Non avevo preso in considerazione il fatto che, quando hai davanti della gente che non sa nemmeno come abbia fatto a ritrovarsi davanti, questi cercano di rimanere davanti.
Alonso ha mantenuto la posizione, Rosberg anche.
Raikkonen, a cui era richiesto semplicemente di mantenere la vettura sull'asfalto, purtroppo non l'ha fatto ed è andato a sbattere contro un muro quando mancavano quattro giri alla fine: considerando che non ha terminato la gara e che Massa era penultimo davanti al solo Fisichella, si può dedurre tranquilamente che la Ferrari non ha portato a casa nessun punto dal Gran Premio di Singapore. Ciò è grave? Direi abbastanza, non solo perché Massa è fermo a 77 mentre Hamilton è risalito a 84 punti, ma soprattutto perché in classifica costruttori adesso la Ferrari ha solo 134 punti, contro i 135 della McLaren.
Dubbi esistenziali del post gara: perché mentre Hamilton sta ancora parcheggiando al parc fermé Alonso sta già festeggiando insieme a Briatore e Rosberg sta già gironzolando a vuoto?
Alonso: "Non pensare ai dubbi esistenziali. Questa è la prima volta che salgo sul podio insieme a Hamilton da quando non siamo più compagni di squadra."
Hamilton: "La gente che ci guarda vuole che scoppi la terza guerra mondiale in questo momento!"
Alonso: "Forse dovremmo tentare di sbatterci giù dal podio a vicenda."
Rosberg: "Okay, ma non coinvolgete me, io sono impegnato a sistemarmi i capelli."
Alonso: "Oh, giusto, anch'io devo sistemarmi i capelli."
Hamilton: "Anch'io."
Alonso: "Ma tu hai i capelli rasati!"
Raikkonen: "Io non più."
Alonso: "Taci, che cosa c'entri tu? Non hai nemmeno finito la gara, mentre io sono al centro della scena. e mi sto sedendo a terra accanto al mio trofeo."
Rosberg: "Io invece mi sto mettendo in posa nella speranza che Nakajima mi noti."
Hamilton: "E io tengo le mani in tasca guardandomi intorno senza sapere che cosa fare. Perché sono terzo? Perché davanti ci siete voi?...
...
...
...Giusto, che cosa ve lo chiedo a fare? Ovviamente non ne avete la più pallida idea, così come nessuno ha la più pallida idea di che cosa stia succedendo ultimamente. Meno male che almeno non ha vinto Bourdais, non avrei potuto tollerarlo."
Bourdais: "Si può sapere perché non avresti potuto tollerare una mia vittoria? Guarda che, di là dall'oceano, io ho vinto quattro titoli."
Hamilton: "Ecco appunto, di là dall'oceano. Di qua dall'oceano quanti ne hai vinti?"
Bourdais: "Zero, esattamente tanti quanto te."
Hamilton: "Presto le cose cambieranno. Voglio strappare il record di più giovane campione del mondo a questo sbruffoncello che ho di fianco."
Rosberg: "Beato te, io non sono nemmeno riuscito a strappargli il record di più giovane vincitore di un gran premio di sempre, nonostante i telecronisti spagnoli temessero che potessi vincere il gran premio d'Europa dell'anno scorso, il tutto mentre Winkelhock era in testa e io mi ero già ritirato."
Bourdais: "Non nominare i telecronisti spagnoli!"
Alonso: "E non nominare Winkelhock!"
Hamilton: "E soprattutto non nominare il Gran Premio d'Europa."
Alonso: "Va beh, adesso imparate tutti a imparare!"
Rosberg: "Puoi contarci. E adesso restituiscimi il mio pettine."
Alonso: "Niente affatto. Ho intenzione di portarmelo a casa, come ricordo della mia vittoria in questo gran premio e delle risate che mi sto facendo pensando a Raikkonen a muro."
Raikkonen: "Perché devi per forza ridere alle mie spalle?"
Alonso: "Non sto ridendo di te, ma di me stesso, che mi sono fatto portare via un titolo da uno come te. Non riesco a spiegarmi come sia successo."
Hamilton: "Nemmeno io riesco a spiegarmi come sia successo."
Massa: "Se vi può consolare nemmeno io. Ora scusate, devo andare a nascondermi. Sutil mi sta inseguendo per prendermi a testate e non si è ancora tolto il casco. Se lo vedete, mandatelo da Kimi!"
Alonso: "Lo faremo sicuramente, puoi contarci!"
La gara è finita, la domenica è finita e al lunedì ho raccontato alla mia amica fan di Raikkonen i fatti che si era persa, essendo a una fiera il pomeriggio precedente.
Quando siamo tornate a casa dall'università abbiamo fatto un giro per il nostro paese. Ci siamo fermate a chiacchierare sul viale e ad un tratto un furgone si è fermato davanti a un negozio.
Ne è sceso un autista che si è messo a scaricare della roba e a parlare con un forte accento del sud, rivolgendosi al tizio del negozio.
La mia amica me l'ha indicato e mi ha chiesto, sottovoce: "Non ti sembra che somigli a Kovalainen?"
Aveva ragione.
Non era pallido cadaverico come Kova, ma per il resto gli assomigliava moltissimo. È consolatorio sapere che esistono dei sosia di Kovalainen che girano per il mio paese, quello che è meno consolatorio è vedere la posizione di Kovalainen nell'ordine d'arrivo del Gran Premio di Singapore.
RISULTATO: 1. Fernando Alonso (Renault), 2. Nico Rosberg (Williams), 3. Lewis Hamilton (McLaren), 4. Timo Glock (Toyota), 5. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 6. Nick Heidfeld (BMW), 7. David Coulthard (Redbull), 8. Kazuki Nakajima (Williams), 9. Jenson Button (Honda), 10. Heikki Kovalainen (McLaren), 11. Robert Kubica (BMW), 12. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 13. Felipe Massa (Ferrari), 14. Giancarlo Fisichella (Force India), 15. Kimi Raikkonen (Ferrari), Rit. Jarno Trulli (Toyota), Rit. Adrian Sutil (Force India), Rit. Mark Webber (Redbull), Rit. Rubens Barrichello (Honda), Rit. Nelsinho Piquet (Renault).
Adesso restano solo il Giappone, la Cina e il Brasile e non posso fare altro che immaginare che i contendenti al titolo ricomincino a vincere dei gran premi, arrivati a questo punto. Però se vogliono vincere qualche gara anche Nakajima e Fisichella non ho niente in contrario, su questo voglio essere chiara...
mercoledì 22 novembre 2017
WEC: in Bahrein è terminato il campionato mondiale di endurance
6 ORE DEL BAHREIN: sabato 18/11 è terminato, sul circuito di Sakhir, il campionato mondiale di endurance, già vinto dal trio Bernhard, Bamber, Hartley su Porsche in occasione del penultimo appuntamento stagionale, la 6 Ore di Shanghai.
Rimanevano da assegnare alcuni dei titoli "di classe", per intenderci quelli che non si fila nessuno, e tutto ciò è avvenuto nell'evento conclusivo, il cui risultato è stato il seguente:
1. [LMP1] #8 Toyota | Sebastien Buemi, Anthony Davidson, Kazuki Nakajima
2. [LMP1] #2 Porsche | Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
3. [LMP1] #1 Porsche | Neel Jani, André Lotterer, Nick Tandy
4. [LMP1] #7 Toyota | Mike Conway, Kamui Kobayashi, José Lopez
5. [LMP2] #31 Rebellion | Julien Canal, Nicolas Prost, Bruno Senna (CLASS WINNER)
6. [LMP2] #38 Jackie Chan | Ho-Pin Tung, Oliver Jarvis, Thomas Laurent
7. [LMP2] #13 Vaillante Rebellion | Mathias Beche, David Heinemeier Hansson, Nelsinho Piquet
8. [LMP2] #36 Signatec Alpine | Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes, André Negrão
9. [LMP2] #25 Manor Racing | Roberto Gonzalez, Simon Trummer, Vitaly Petrov
10. [LMP2] #24 Manor Racing | Matt Rao, Ben Hanley, Jean-Eric Vergne
11. [LMP2] #26 G-Drive | Roman Rusinov, Leo Roussel, Loic Duval
12. [LMP2] #27 DC Racing | David Cheng, Alex Brundle, Tristan Gommendy
13. [LMP2] #28 TDS Racing | François Perrodo, Matthieu Vaxivière, Emmanuel Collard
14. [GTEPro] #71 AF Corse | Davide Rigon, Sam Bird (CLASS WINNER)
15. [GTEPro] #51 AF Corse | James Calado, Alessandro Pier Guidi
16. [GTEPro] #67 Ford Ganassi | Andy Priaulx, Harry Tincknell
17. [GTEPro] #91 Porsche | Richard Lietz, Frederic Makowiecki
18. [GTEPro] #66 Ford Chip Ganassi | Stefan Mucke, Olivier Pla
19. [GTEPro] #97 Aston Martin | Darren Turner, Jonathan Adam
20. [GTEPro] #95 Aston Martin | Nicki Thiim, Marco Sorensen
21. [GTEAm] #98 Aston Martin | Paul Dalla Lana, Pedro Lamy, Mathias Lauda (CLASS WINNER)
22. [GTEAm] #61 Clearwater | Weng Sun Mok, Keita Sawa, Matt Griffin
23. [GTEAm] #54 Spirit of Race | Thomas Flohr, Francesco Castellacci, Miguel Molina
24. [GTEAm] #77 Dempsey-Proton | Christian Ried, Matteo Cairoli, Marvin Dienst
25. [GTEAm] #86 Gulf Racing | Michael Wainwright, Ben Barker, Nick Foster
26. [GTEPro] #92 Porsche GT | Michael Christensen, Kevin Estre
CLASSIFICA PILOTI: 1. Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley 208, 2. Sebastien Buemi, Kazuki Nakajima 183, 3. Anthony Davidson 168, 4. Neel Jani, Nick Tandy, André Lotterer 113... ||| Classifica classe LMP2: 1. Julien Canal, Bruno Senna 186, 2. Ho-Pin Tung, Oliver Jarvis, Thomas Laurent 175, 3. Nicolas Prost 168, 4. Gustavo Menezes 151, 5. André Negrao 132, 6. Nicolas Lapierre 121...
Classifica piloti GT: 1. James Calado, Alessandro Pier Guidi 120, 2. Richard Lietz, Frederic Makowiecki 115, 3. Davide Rigon 105.5, 4. Sam Bird 105, 5. Andy Priaulx, Harry Tincknell 102.5... |||| Classifica classe GTAm: 1. Christian Ried, Marvin Denst, Matteo Cairoli 141, 2. Paul Dalla Lana, Pedro Lamy, Mathias Lauda 140, 3. Weng Sun Mok, Keita Sawa, Matt Griffin...
CLASSIFICA COSTRUTTORI: 1. Porsche 337, 2. Toyota 286.5 ||| Classifica costruttori GT: 1. Ferrari 305, 2. Ford 237.5, 3. Porsche 223.5, 4. Aston Martin 207.
VERSO IL 2018/19: Il campionato appena terminato sarà verosimilmente l'ultimo a disputarsi nel corso di un anno solare, in quanto obiettivo del WEC è far terminare la stagione a Le Mans, per questa ragione è previsto un lunghissimo campionato 2018/19, in cui saranno incluse tutte le gare dell'anno solare 2018 e terminerà nel 2019 con Le Mans (di fatto saranno disputate nello stesso campionato sia l'edizione 2018 sia la 2019), mentre a partire dal 2019 l'intenzione è quella di far iniziare il campionato in estate terminandolo nella primavera successiva a Le Manl campionato appena terminato sarà verosimilmente l'ultimo a disputarsi nel corso di un anno solare, in quanto obiettivo del WEC è far terminare la stagione a Le Mans, per questa ragione è previsto un lunghissimo campionato 2018/19, in cui saranno incluse tutte le gare dell'anno solare 2018 e terminerà nel 2019 con Le Mans (di fatto saranno disputate nello stesso campionato sia l'edizione 2018 sia la 2019), mentre a partire dal 2019 l'intenzione è quella di far iniziare il campionato in estate terminandolo nella primavera successiva a Le Mans.
Rimanevano da assegnare alcuni dei titoli "di classe", per intenderci quelli che non si fila nessuno, e tutto ciò è avvenuto nell'evento conclusivo, il cui risultato è stato il seguente:
1. [LMP1] #8 Toyota | Sebastien Buemi, Anthony Davidson, Kazuki Nakajima
2. [LMP1] #2 Porsche | Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley
3. [LMP1] #1 Porsche | Neel Jani, André Lotterer, Nick Tandy
4. [LMP1] #7 Toyota | Mike Conway, Kamui Kobayashi, José Lopez
5. [LMP2] #31 Rebellion | Julien Canal, Nicolas Prost, Bruno Senna (CLASS WINNER)
6. [LMP2] #38 Jackie Chan | Ho-Pin Tung, Oliver Jarvis, Thomas Laurent
7. [LMP2] #13 Vaillante Rebellion | Mathias Beche, David Heinemeier Hansson, Nelsinho Piquet
8. [LMP2] #36 Signatec Alpine | Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes, André Negrão
9. [LMP2] #25 Manor Racing | Roberto Gonzalez, Simon Trummer, Vitaly Petrov
10. [LMP2] #24 Manor Racing | Matt Rao, Ben Hanley, Jean-Eric Vergne
11. [LMP2] #26 G-Drive | Roman Rusinov, Leo Roussel, Loic Duval
12. [LMP2] #27 DC Racing | David Cheng, Alex Brundle, Tristan Gommendy
13. [LMP2] #28 TDS Racing | François Perrodo, Matthieu Vaxivière, Emmanuel Collard
14. [GTEPro] #71 AF Corse | Davide Rigon, Sam Bird (CLASS WINNER)
15. [GTEPro] #51 AF Corse | James Calado, Alessandro Pier Guidi
16. [GTEPro] #67 Ford Ganassi | Andy Priaulx, Harry Tincknell
17. [GTEPro] #91 Porsche | Richard Lietz, Frederic Makowiecki
18. [GTEPro] #66 Ford Chip Ganassi | Stefan Mucke, Olivier Pla
19. [GTEPro] #97 Aston Martin | Darren Turner, Jonathan Adam
20. [GTEPro] #95 Aston Martin | Nicki Thiim, Marco Sorensen
21. [GTEAm] #98 Aston Martin | Paul Dalla Lana, Pedro Lamy, Mathias Lauda (CLASS WINNER)
22. [GTEAm] #61 Clearwater | Weng Sun Mok, Keita Sawa, Matt Griffin
23. [GTEAm] #54 Spirit of Race | Thomas Flohr, Francesco Castellacci, Miguel Molina
24. [GTEAm] #77 Dempsey-Proton | Christian Ried, Matteo Cairoli, Marvin Dienst
25. [GTEAm] #86 Gulf Racing | Michael Wainwright, Ben Barker, Nick Foster
26. [GTEPro] #92 Porsche GT | Michael Christensen, Kevin Estre
CLASSIFICA PILOTI: 1. Timo Bernhard, Earl Bamber, Brendon Hartley 208, 2. Sebastien Buemi, Kazuki Nakajima 183, 3. Anthony Davidson 168, 4. Neel Jani, Nick Tandy, André Lotterer 113... ||| Classifica classe LMP2: 1. Julien Canal, Bruno Senna 186, 2. Ho-Pin Tung, Oliver Jarvis, Thomas Laurent 175, 3. Nicolas Prost 168, 4. Gustavo Menezes 151, 5. André Negrao 132, 6. Nicolas Lapierre 121...
Classifica piloti GT: 1. James Calado, Alessandro Pier Guidi 120, 2. Richard Lietz, Frederic Makowiecki 115, 3. Davide Rigon 105.5, 4. Sam Bird 105, 5. Andy Priaulx, Harry Tincknell 102.5... |||| Classifica classe GTAm: 1. Christian Ried, Marvin Denst, Matteo Cairoli 141, 2. Paul Dalla Lana, Pedro Lamy, Mathias Lauda 140, 3. Weng Sun Mok, Keita Sawa, Matt Griffin...
CLASSIFICA COSTRUTTORI: 1. Porsche 337, 2. Toyota 286.5 ||| Classifica costruttori GT: 1. Ferrari 305, 2. Ford 237.5, 3. Porsche 223.5, 4. Aston Martin 207.
VERSO IL 2018/19: Il campionato appena terminato sarà verosimilmente l'ultimo a disputarsi nel corso di un anno solare, in quanto obiettivo del WEC è far terminare la stagione a Le Mans, per questa ragione è previsto un lunghissimo campionato 2018/19, in cui saranno incluse tutte le gare dell'anno solare 2018 e terminerà nel 2019 con Le Mans (di fatto saranno disputate nello stesso campionato sia l'edizione 2018 sia la 2019), mentre a partire dal 2019 l'intenzione è quella di far iniziare il campionato in estate terminandolo nella primavera successiva a Le Manl campionato appena terminato sarà verosimilmente l'ultimo a disputarsi nel corso di un anno solare, in quanto obiettivo del WEC è far terminare la stagione a Le Mans, per questa ragione è previsto un lunghissimo campionato 2018/19, in cui saranno incluse tutte le gare dell'anno solare 2018 e terminerà nel 2019 con Le Mans (di fatto saranno disputate nello stesso campionato sia l'edizione 2018 sia la 2019), mentre a partire dal 2019 l'intenzione è quella di far iniziare il campionato in estate terminandolo nella primavera successiva a Le Mans.
World Series Formula 3.5: Pietro Fittipaldi vince il campionato 2017
C'era una volta la World Series by Renault, per intenderci quella serie in cui Robert Kubica, Kevin Magnussen e Carlos Sainz Jr hanno vinto il titolo e in cui Sebastian Vettel era in testa al campionato quando fu chiamato a debuttare in Formula 1, poi la Renault si è ritirata ed è rimasto il vuoto cosmico: quest'anno, il secondo senza la Renault, c'erano mediamente undici o dodici vetture in pista e l'edizione 2018 del campionato è stata cancellata a causa dell'assenza del numero sufficiente di partecipanti.
Prima di dimenticarci della Formula 3.5 non possiamo non ripercorrere quello che è successo durante questa stagione, di cui avevo già parlato in due miei post precedenti.
Questo è quanto avevo scritto:
15/16 Aprile, Silverstone: il brasiliano Pietro Fittipaldi, nipote di Emerson, ha vinto sia Gara 1 sia Gara 2, in cui curiosamente si è classificato secondo in entrambe lo stesso pilota, il russo Egor Orudzhev. Terzo in gara 1 è arrivato Alfonso Celis Jr, mentre in Gara 1 è stata la volta di Roy Nissany.
5/6 Maggio, Spa: Celis ha vinto Gara 1 in Belgio precedendo Nissany su un podio che è stato completato dal russo dal cognome impronunciabile che ho citato poco fa. Un altro russo, tale Matevos Isaakyan, ha vinto Gara 2, mentre si sono dovuti accontentare dei gradini più bassi del podio René Binder e Alfonso Celis Jr.
13/14 Maggio, Monza: doppia vittoria per l'austriaco Binder, doppio secondo posto per il piccolo Roy! Terzo in Gara 1 è stato Isaakyan, mentre in Gara 3 è salito sul gradino più basso del podio nientemeno che l'unico giapponese presente in pista, tale Yu Kanamaru, che mi sta già simpatico così, sulla fisucia.
27/28 Maggio, Jerez: in Gara 1 ha vinto l'israeliano Roy Nissany, figlio di quel Chanoch Nissany che prese parte alle prove libere del GP Ungheria 2005 al volante della Minardi lamentandosi che la macchina aveva "troppo grip" e faticando a smontare il volante per scendere dalla vettura dopo essersi insabbiato. Sul podio con Nissany Jr c'erano Fittipaldi e Isaakyan. Fittipaldi ha vinto Gara 2, davanti a Orudzhev e Isaakyan, sul gradino più basso del podio anche il giorno successivo.
24/25 Giugno: Alcañiz: il russo Egor Orudzhev ha vinto la gara del sabato, precedendo il connazionale Isaakyan e il terzo classificato Alfonso Celis Jr. La domenica è stata la volta di Fittipaldi Jr, con Celis e Orudzhev secondo e terzo.
16/17 Luglio: Nürburgring: altro circuito, altro weekend, secondo e terzo sempre Celis e il russo dal cognome impronunciabile in una Gara 1 vinta dal russo dal cognome decisamente più pronunciabile Matevos Isaakyan. Quest'ultimo e Orudzhev hanno chiuso al secondo e al terzo posto Gara 2, il cui vincitore è stato lo spagnolo Alex Palou, già visto in GP3 negli anni scorsi (vincitore anche di una gara nel 2015), che faceva il proprio esordio nella World Series Formula 3.5.
2/3 Settembre, Mexico City: Pietro Fittipaldi ha vinto sia Gara 1 sia Gara 2. In quel weekend Isaakyan ha dovuto accontentarsi di una seconda piazza in Gara 1, mentre è rimasto giù dal podio nella seconda gara, nella quale si è classificato quarto. Terzo in Gara 2 è arrivato Alex Palou. Sul podio in Gara 2, invece, c'erano il messicano Alfonso Celis Jr e il russo Konstantin Tereshchenko.
16/17 Settembre, Circuit of the Americas: In Gara 1 ha vinto l'austriaco René Binder, si trattava della terza vittoria stagionale e, seppure fosse soltanto quinto in classifica al momento, soltanto Fittipaldi ne aveva vinte più di lui (sei). Secondo si è classificato Egor Orudzhev. Quest'ultimo ha vinto in Gara 2 portandosi al terzo posto in classifica. Lo spagnolo Alex Palou ha chiuso in seconda posizione mentre terzo è arrivato il messicano Diego Menchaca: si tratta del suo primo podio nella categoria.
Il weekend del COTA ha segnato l'ultima apparizione per Oredzhev, ancora matematicamente in lotta per il titolo. Il pilota russo è stato costretto a saltare l'appuntamento del Bahrein a causa di un ricovero in ospedale per una tonsillite.
Gara 1 è stata vinta da Hernique Chaves, pilota portoghese al debutto, davanti a Pietro Fittipaldi e a Roy Nissany. Grazie ai punti conquistato con il secondo posto e al ritiro di Isaakyan, Fittipaldi ha vinto il titolo con una gara d'anticipo venerdì 17/11. Sabato 18 René Binder ha vinto la sua quarta gara stagionale, precedendo Fittipaldi ancora una volta secondo classificato. Sul gradino più basso del podio è salita l'altra debuttante, Tatiana Calderon, develompent driver della Sauber e pilota di GP3.
CLASSIFICA: tra parentesi il numero di gare disputate, per rendere il giusto onore ai piloti che, con sporadiche apparizioni, hanno ottenuto vittorie o piazzamenti di un certo livello).
1. Pietro Fittipaldi - Lotus 259 punti (18 gare)
2. Matevos Isaakyan - SMP Racing AVF 215 punti (18 gare)
3. Alfonso Celis Jr - Fortec204 punti (18 gare)
4. René Binder - Lotus 201 punti (18 gare)
5. Roy Nissany - RP Motorsport 201 punti (18 gare)
6. Egor Orudzhev - SMP Racing AVF 198 punti (16 gare)
7. Yu Kanamaru - RP Motorsport 115 punti (18 gare)
8. Konstantin Tereshchenko - Teo Martin 94 punti (18 gare)
9. Diego Menchaca - Fortec 94 punti (18 gare)
10. Alex Palou - Teo Martin 68 punti (6 gare)
11. Nelson Mason - Teo Martin 42 punti (10 gare)
12. Damiano Fioravanti - RP Motorsport 36 punti (12 gare)
13. Henrique Chaves - AVF 35 punti (2 gare)
14. Tatiana Calderon - RP Motorsport 25 punti (2 gare)
15. Giuseppe Cipriani - Barone Rampante 21 punti (16 gare)
Prima di dimenticarci della Formula 3.5 non possiamo non ripercorrere quello che è successo durante questa stagione, di cui avevo già parlato in due miei post precedenti.
Questo è quanto avevo scritto:
15/16 Aprile, Silverstone: il brasiliano Pietro Fittipaldi, nipote di Emerson, ha vinto sia Gara 1 sia Gara 2, in cui curiosamente si è classificato secondo in entrambe lo stesso pilota, il russo Egor Orudzhev. Terzo in gara 1 è arrivato Alfonso Celis Jr, mentre in Gara 1 è stata la volta di Roy Nissany.
5/6 Maggio, Spa: Celis ha vinto Gara 1 in Belgio precedendo Nissany su un podio che è stato completato dal russo dal cognome impronunciabile che ho citato poco fa. Un altro russo, tale Matevos Isaakyan, ha vinto Gara 2, mentre si sono dovuti accontentare dei gradini più bassi del podio René Binder e Alfonso Celis Jr.
13/14 Maggio, Monza: doppia vittoria per l'austriaco Binder, doppio secondo posto per il piccolo Roy! Terzo in Gara 1 è stato Isaakyan, mentre in Gara 3 è salito sul gradino più basso del podio nientemeno che l'unico giapponese presente in pista, tale Yu Kanamaru, che mi sta già simpatico così, sulla fisucia.
27/28 Maggio, Jerez: in Gara 1 ha vinto l'israeliano Roy Nissany, figlio di quel Chanoch Nissany che prese parte alle prove libere del GP Ungheria 2005 al volante della Minardi lamentandosi che la macchina aveva "troppo grip" e faticando a smontare il volante per scendere dalla vettura dopo essersi insabbiato. Sul podio con Nissany Jr c'erano Fittipaldi e Isaakyan. Fittipaldi ha vinto Gara 2, davanti a Orudzhev e Isaakyan, sul gradino più basso del podio anche il giorno successivo.
24/25 Giugno: Alcañiz: il russo Egor Orudzhev ha vinto la gara del sabato, precedendo il connazionale Isaakyan e il terzo classificato Alfonso Celis Jr. La domenica è stata la volta di Fittipaldi Jr, con Celis e Orudzhev secondo e terzo.
16/17 Luglio: Nürburgring: altro circuito, altro weekend, secondo e terzo sempre Celis e il russo dal cognome impronunciabile in una Gara 1 vinta dal russo dal cognome decisamente più pronunciabile Matevos Isaakyan. Quest'ultimo e Orudzhev hanno chiuso al secondo e al terzo posto Gara 2, il cui vincitore è stato lo spagnolo Alex Palou, già visto in GP3 negli anni scorsi (vincitore anche di una gara nel 2015), che faceva il proprio esordio nella World Series Formula 3.5.
2/3 Settembre, Mexico City: Pietro Fittipaldi ha vinto sia Gara 1 sia Gara 2. In quel weekend Isaakyan ha dovuto accontentarsi di una seconda piazza in Gara 1, mentre è rimasto giù dal podio nella seconda gara, nella quale si è classificato quarto. Terzo in Gara 2 è arrivato Alex Palou. Sul podio in Gara 2, invece, c'erano il messicano Alfonso Celis Jr e il russo Konstantin Tereshchenko.
16/17 Settembre, Circuit of the Americas: In Gara 1 ha vinto l'austriaco René Binder, si trattava della terza vittoria stagionale e, seppure fosse soltanto quinto in classifica al momento, soltanto Fittipaldi ne aveva vinte più di lui (sei). Secondo si è classificato Egor Orudzhev. Quest'ultimo ha vinto in Gara 2 portandosi al terzo posto in classifica. Lo spagnolo Alex Palou ha chiuso in seconda posizione mentre terzo è arrivato il messicano Diego Menchaca: si tratta del suo primo podio nella categoria.
Il weekend del COTA ha segnato l'ultima apparizione per Oredzhev, ancora matematicamente in lotta per il titolo. Il pilota russo è stato costretto a saltare l'appuntamento del Bahrein a causa di un ricovero in ospedale per una tonsillite.
Gara 1 è stata vinta da Hernique Chaves, pilota portoghese al debutto, davanti a Pietro Fittipaldi e a Roy Nissany. Grazie ai punti conquistato con il secondo posto e al ritiro di Isaakyan, Fittipaldi ha vinto il titolo con una gara d'anticipo venerdì 17/11. Sabato 18 René Binder ha vinto la sua quarta gara stagionale, precedendo Fittipaldi ancora una volta secondo classificato. Sul gradino più basso del podio è salita l'altra debuttante, Tatiana Calderon, develompent driver della Sauber e pilota di GP3.
CLASSIFICA: tra parentesi il numero di gare disputate, per rendere il giusto onore ai piloti che, con sporadiche apparizioni, hanno ottenuto vittorie o piazzamenti di un certo livello).
1. Pietro Fittipaldi - Lotus 259 punti (18 gare)
2. Matevos Isaakyan - SMP Racing AVF 215 punti (18 gare)
3. Alfonso Celis Jr - Fortec204 punti (18 gare)
4. René Binder - Lotus 201 punti (18 gare)
5. Roy Nissany - RP Motorsport 201 punti (18 gare)
6. Egor Orudzhev - SMP Racing AVF 198 punti (16 gare)
7. Yu Kanamaru - RP Motorsport 115 punti (18 gare)
8. Konstantin Tereshchenko - Teo Martin 94 punti (18 gare)
9. Diego Menchaca - Fortec 94 punti (18 gare)
10. Alex Palou - Teo Martin 68 punti (6 gare)
11. Nelson Mason - Teo Martin 42 punti (10 gare)
12. Damiano Fioravanti - RP Motorsport 36 punti (12 gare)
13. Henrique Chaves - AVF 35 punti (2 gare)
14. Tatiana Calderon - RP Motorsport 25 punti (2 gare)
15. Giuseppe Cipriani - Barone Rampante 21 punti (16 gare)
martedì 21 novembre 2017
Dieci anni di Commenti ai Gran Premi: Italia 2008
Nel 2007 nascevano i Commenti ai Gran Premi e, per ironia della sorte, proprio in quell'anno si svolgeva uno dei campionati a mio parere più belli e avvincenti di questo secolo.
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
******
Italia 2008: Vola, toro alato, che una gara del genere non la rivedremo mai più
Ci sono momenti in cui vai a rileggere i vecchi messaggi e le vecchie email e ti rendi conto dell'enormità di quello che hai scritto nel commentare il gran premio precedente.
Quando ho spiegato alla mia amica tifosa di Raikkonen quale fosse la mia reazione all'esortazione semi-seria di mio padre di "tenere alti i colori della McLaren", ho usato un curioso termine di paragone, ovvero spiegarle che, piuttosto che una vittoria di Hamilton su una McLaren avrei gradito maggiormente una vittoria di Vettel su una Toro Rosso, dove per "vittoria di Vettel su una Toro Rosso" si intendeva testualmente un evento del tutto impossibile.
Ci sono momenti in cui, invece, inizi a scrivere un commento a un gran premio e ti ritrovi a dovere scrivere che è successo davvero e che, a una settimana di distanza da quella battuta che solo la mia amica E. poteva capire, conoscendo le mie battute sulla Formula 1, Sebastian Vettel ha vinto un gran premio al volante di una Toro Rosso.
Tutto è iniziato nel più improbabile dei modi, con un diluvio a Monza, perché nel nord Italia spesso l'estate finisce così: c'è un sole che spacca le pietre e ci sono trenta gradi o più, poi, di punto in bianco, scoppia a piovere, piove per ore e le temperature crollano.
Quel momento doveva coincidere con il weekend del Gran Premio di Monza, con una sessione di qualifiche disputata su pista bagnata e, in particolare, una pista molto bagnata; per intenderci, una di quelle condizioni in cui immaginavo che nel corso del weekend i due punti di gap tra Hamilton e Massa fossero destinati a incrementare perché in certe condizioni di solito la McLaren va meglio della Ferrari e, soprattutto, Hamilton sembra trovarsi a suo agio molto più di Massa.
Incredibile ma vero, tra un testacoda di una BMW e un testacoda dell'altra BMW, il raffronto Massa vs Hamilton si sarebbe risolto a favore di Massa, con Massa ammesso in top-ten.
La Q1 è iniziata come previsto, con l'unica differenza che le McLaren erano più veloci del solito, in proporzione, e la terza posizione di Vettel alle loro spalle, mentre per il resto solo il passaggio di Fisichella in Q2 aveva qualcosa di sorprendente: andavano fuori le Honda, Piquet, Nakajima e Sutil, un risultato del tutto normale.
La Q2 ha già riservato sorprese maggiori, come l'eliminazione di Raikkonen, Kubica e Hamilton, questi ultimi due autori di testacoda, Raikkonen autore di un pessimo tentativo che non ha potuto migliorare a causa dell'incremento della pioggia. Risultato anomalo il miglior tempo di Vettel, seguito da Kovalainen e Rosberg, segno che in Williams le cose andranno anche male, però le figure peggiori continua a farle Nakajima, e che Kovalainen doveva essere il favorito per la pole...
...
...
...
...perché era chiaro, no? Kovalainen era il favorito per la pole, non poteva essere diversamente.
E invece le cose sono andate diversamente, perché più o meno a metà della Q3 Vettel ha fatto un gran giro e Kovalainen è rimasto dietro di lui a guardare.
Seguivano Webber e Rosberg, con la pista più bagnata di prima e poche probabilità di migliorarsi.
Poi Massa è passato da 7° a 6°.
Poi Bourdais è passato da 5° a 3°, niente male per uno che ha passato gli ultimi anni a gareggiare negli Stati Uniti, dove con la pioggia non si gareggia.
Purtroppo per lui Webber gli ha strappato la terza posizione, relegandolo al quarto posto, ma non aveva tutta questa importanza, perché una seconda fila appare il nulla al confronto con una pole position.
Mi sono chiesta come fosse possibile.
Se lo sono chiesti anche i miei parenti al pranzo della domenica.
Mio zio ha criticato Gerhard Berger, co-titolare(?) della Toro Rosso, per avere affermato in un'intervista che la squadra meritava il risultato.
Mio zio ha detto che era tutta colpa della pioggia e che se non ci fosse stata quella avremmo avuto una griglia di partenza normale.
Sì, probabile, ma io rimango del mio parere: quando piove, piove per tutti, ed è assurdo fare recriminazioni del tipo "eh, per forza avete messo una vettura in pole e l'altra in quarta fila, con le gomme da bagnato..." Mi auguro vivamente che gli altri non fossero in pista su gomme da asciutto e, se erano su gomme da asciutto, credo che si siano meritati di non ottenere la pole.
Peraltro non ho capito la reazione così negativa da parte di mio zio, che è ferrarista. Una Ferrari è in terza fila, l'altra Ferrari è irreperibile, perché mettersi preoccupazioni se gente apparentemente uscita dal nulla si è appropriata delle prime file? Ma baciati i gomiti che Massa è sesto e Hamilton quindicesimo, che altrimenti sì che la Ferrari aveva problemi seri, in una giornata come questa, e lascia perdere se davanti alla Ferrari meglio qualificata ci sono cinque piloti di cui non eri nemmeno al corrente dell'esistenza, Kovalainen compreso, perché si sa che Kovalainen, pur guidando una McLaren, è universalmente riconosciuto come il nulla.
Fatta questa premessa, ho avuto la fortuna di guardare la gara a casa mia, insieme soltanto a mio padre, che per mia fortuna sembra non avere assolutamente niente in contrario al fatto che ogni tanto ci sia gente apparentemente uscita dal nulla che parte laddove secondo il pensiero popolare avrebbero dovuto esserci delle Ferrari e delle McLaren, quindi grazie al cielo ho potuto guardare la gara senza che nessuno se la prendesse con quei malcapitati partiti davanti senza che nessuno se lo aspettasse per il semplice fatto di ritenere che quelle posizioni appartenessero di dovere a gente che aveva trascorso le qualifiche andando in testacoda o girando più lentamente degli altri.
Poi sì, quando in qualifica tutti lo prendono in quel posto da una Toro Rosso che monta un motore Ferrari del 2007 bisognerebbe anche farsi molte domande, ma le domande non se le devono fare i telespettatori rispondendo con affermazioni a caso.
Domenica, ore 14.00, le vetture erano pronte sulla griglia di partenza e la griglia di partenza era questa:
1^ fila: Vettel - Kovalainen
2^ fila: Webber - Bourdais
3^ fila: Rosberg - Massa
4^ fila: Trulli - Alonso
5^ fila: Glock - Heidfeld
6^ fila: Kubica - Fisichella
7^ fila: Coulthard - Raikkonen
8^ fila: Hamilton - Barrichello
9^ fila: Piquet - Nakajima
10^ fila: Button - Sutil
Era molto impressionante il fatto che, guardando le ultime due file, potesse sembrare una griglia di partenza del tutto normale (in realtà sulla griglia non abbiamo trovato Nakajima e Button, che sono partiti dalla pitlane).
Era anche molto impressionante il fatto che ci fosse una Toro Rosso in pole e una al quarto posto e che tutto potesse andare bene, infatti l'intoppo era chiaro che doveva esserci. La gara è partita dietro la safety car e Bourdais non è riuscito a partire, così è stato portato ai box a spinta, con il rischio addirittura di essere doppiato fin dall'inizio, se non fosse riuscito a partire prima che le vetture completassero il giro. Infatti quando le vetture hanno completato il giro, lui era ancora fermo in pitlane. Tutto ciò era terribile, specie alla luce del fatto che a Spa era stato in lotta per il podio, nei giri finali.
La safety car è rimasta in pista due giri.
Ci si aspettava che Kovalainen potesse appropriarsi agevolmente della leadership e andare a vincere il gran premio o almeno provarci, a quel punto. Per una volta era al centro dell'attenzione, era il suo giorno, avrebbe dovuto spaccare il cu*o a tutti e dimostrare di essere degno di essere preso in considerazione, almeno di tanto in tanto.
Peccato che quello che ha fatto mentre era al centro dell'attenzione sia stato semplicemente non essere neanche minimamente in grado di mettere in discussione la prima posizione di Vettel: nessuno di noi saprebbe dire esattamente fino a che punto lo spray che si alzava dalla vettura di Vettel sia stato determinante per tenere dietro Kovalainen, quello che conta è che, dopo un giro, il gap era di due secondi e che, a giudicare dal fatto che Vettel faceva giri veloci in successione e che era sempre più lontano da Kovalainen, ci sarà stato un momento in cui Kovalainen iniziava ad essere meno disturbato dallo spray.
È perfino successo che Vettel andasse in giro per prati senza che Kovalainen riuscisse a recuperare in quel giro più di sette centesimi.
Appariva probabile che l'obiettivo di Kovalainen fosse rimanere in pista più a lungo per recuperare, il problema era che, più si andava avanti, e più sembrava improbabile che anche andando avanti più a lungo riuscisse a recuperare qualcosa. La situazione aveva quasi dell'inverosimile: una Toro Rosso era in testa a un gran premio davanti a una McLaren e sembrava del tutto in grado di rimanerci. Seguo la Formula 1 da tempo immemore e ne ho viste di tutti i colori, compreso Johnny Herbert che vinceva il Gran Premio d'Europa del 1999 a bordo di una Stewart (che poi è divenuta Jaguar, che poi è divenuta Redbull), ma ha vinto davanti a Trulli su una Prost GP (team con vetture epiche e sponsor tipo Playstation, Bic, Yahoo), non certo davanti a una McLaren! Qui, invece, tutto lasciava intendere che, cataclismi esclusi, nulla potesse mettere Kovalainen davanti a Vettel. Oserei far notare qualcosa di ancora più tragicomico: se c'è stata una McLaren che è arrivata a ridosso di Vettel, è stata quella di Hamilton che, partito 15°, prevedeva una gara su una sola sosta. Prima di fermarsi, era arrivato a un secondo di distacco da Vettel e, a quel punto, in linea teorica entrambi avevano una sola sosta da effettuare...
...
...
...in linea teorica, appunto, perché poi è successa un'altra cosa impensabile: il diluvio universale ha deciso di fermarsi e la pista andava asciugandosi sul finire della gara, tanto che tutti, Hamilton compreso, hanno dovuto passare dalle gomme da bagnato estremo alle gomme intermedie e, di fatto, anche le strategie a una sola sosta si sono trasformate in corso d'opera in due soste.
Qualcosa è cambiato nel frattempo?
Oserei dire di no.
In realtà, però, mi viene da dire di sì: il gap tra Vettel, in prima posizione, e Kovalainen, in seconda posizione, più che diminuire continuava ad aumentare, segno che l'impressione che il Kova non fosse in grado di lottare per la vittoria era più che corretta.
Terzo c'era Kubica: aveva montato le gomme intermedie al momento più opportuno e ne aveva tratto dei vantaggi, senza che nessuno si preoccupasse davvero di come fosse finito lì.
Idem per Alonso, era quarto, ma qualcuno parlava di lui? Assolutamente no, perché c'era da seguire un terzetto di vetture composto da Heidfeld, Massa e Hamilton, con Hamilton che era il più veloce di tutti... o almeno, lo era stato finché non era arrivato a ridosso della BMW e della Ferrari, per poi essere costretto ad accodarsi, cosa che immagino non fosse esattamente di suo gradimento. Purtroppo per lui Heidfeld e Massa se ne sono sbattuti altamente di che cosa fosse o non fosse di suo gradimento ed è stato costretto ad accodarsi, con il suo margine di due punti su Massa che si è ridotto a un solo punto (ma le cose potrebbero cambiare il 23 settembre con l'appello della McLaren per la penalità al GP del Belgio). Non credevo che una cosa del genere potesse accadere in una gara partita con condizioni meteo peggiori di quella di Silverstone in cui Massa andò in testacoda cinque volte qualche mese fa.
Non credevo nemmeno che una gara del genere potesse svolgersi quasi del tutto senza incidenti, ma è accaduto anche questo. Sono accaduti solo fatti che avrebbero potuto accadere anche con l'asciutto: un contatto tra Fisichella e Coulthard che ha messo fuori gioco Fisichella dopo 11 giri, qualche sportellata di lieve entità nelle retrovie e, infine, un contatto quando la pista era già asciutta tra Coulthard e Nakajima a tre giri dalla fine.
NAKAJIMA.
NAKAJIMA.
NAKAJIMAAAAAAA!
ONORATISSIMO SAMURAI ERRANTE, TI MERITI UNA STATUA PER IL TUO RISULTATO FINALE.
Chiedo scusa per l'esternazione, ma al momento in cui ho visto il risultato finale, ho notato che Nakajima partito dalla pitlane ha chiuso 12° e Rosberg partito dalla terza fila è arrivato 14°, quindi le mie esternazioni di gioia ci stanno tutte, dato che ho avuto la prova che un giorno i giapponesi domineranno il mondo.
La realtà dei fatti, però, è un'altra: in giorni come questi nessuno prende in considerazione piloti come Nakajima, ancora meno di quanto accade di solito.
Vettel ha vinto un gran premio a bordo di una Toro Rosso, quando qualche mese fa ci chiedevamo se sarebbe mai riuscito a vedere la bandiera a scacchi, prima o poi. L'ha vista e l'ha vista prima di tutti gli altri.
Mi fa uno strano effetto pensare che un pilota di 21 anni abbia vinto un gran premio, mi fa uno strano effetto pensare che Vettel su Toro Rosso abbia vinto un gran premio dalla pole position con un vantaggio di 12 secondi sulla McLaren di Kovalainen, mi fa uno strano effetto pensare che non più tardi di una settimana fa scherzavo su quanto un simile episodio, seppure impossibile, potesse essere epico.
Poi è accaduto qualcosa.
È accaduto qualcosa che sapevo sarebbe successo, ma a cui non avevo pensato prima di quel momento.
Non credevo che avrei sentito mai più risuonare l'inno tedesco seguito da quello italiano, o almeno non nell'immediato, invece è successo ed è successo nel più improbabile e inatteso dei modi.
La mia interpretazione delle reazioni di fine gara è più o meno questa:
Vettel: "Che cosa ci faccio sul gradino più alto del podio? È la classifica della gara di lancio del biberon?"
Kova: "Che cosa ci faccio sul secondo gradino del podio? Questa gara avrei dovuto vincerla, invece di farmi battere da un bambino che beve ancora il latte con il biberon."
Vettel: "Scusa se ti correggo, ma il biberon lo uso solo per bere lo champagne."
Kubica: "Sono salito sul podio, eppure nessuno ci fa caso."
Raikkonen: "Io ho rinnovato con la Ferrari nella settimana sbagliata, nessuno si sta preoccupando minimamente di me."
Bourdais: "E io sono un eroe, perché sono partito doppiato e sono riuscito a non arrivare ultimo."
Sutil: "Ti pareva che doveva toccare a me anche stavolta? Perfino nei gran premi dall'esito improbabile mi tocca essere ultimo!"
Rosberg: "Tu almeno sei partito ultimo, io non riesco a spiegarmi come mai non vedo Nakajima nemmeno con il binocolo."
Trulli: "Forse perché ci sono io in mezzo."
Rosberg: "Non è una posizione di cui mi vanterei."
Trulli: "Pensa alla tua."
Nakajima: "Volete tacere almeno per un attimo? Lasciatemi guardare Dragon Ball in santa pace!"
Con Naakajima che guarda Dragon Ball è arrivato il momento di mettere fine a questo commento, così come con questo gran premio sono finiti quelli europei. Seguirà la tripletta asiatica di Singapore, Fuji e Shanghai, dopodiché la stagione si chiuderà con il Gran Premio del Brasile.
RISULTATO: 1. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 2. Heikki Kovalainen (McLaren), 3. Robert Kubica (BMW), 4. Fernando Alonso (Renault), 5. Nick Heidfeld (BMW), 6. Felipe Massa (Ferrari), 7. Lewis Hamilton (McLaren), 8. Mark Webber (Redbull), 9. Kimi Raikkonen (Ferrari), 10. Nelsinho Piquet (Renault), 11. Timo Glock (Toyota), 12. Kazuki Nakajima (Williams), 13. Jarno Trulli (Toyota), 14. Nico Rosberg (Williams), 15. Jenson Button (Honda), 16. David Coulthard (Redbull), 17. Rubens Barrichello (Honda), 18. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 19. Adrian Sutil (Force India), Rit. Giancarlo Fisichella (Force India).
Forse qualcuno si chiederà quali siano le classifiche. La mia risposta è che nel giorno in cui una Toro Rosso ha vinto un gran premio nessuno dovrebbe farsi domande sulle classifiche.
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
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Italia 2008: Vola, toro alato, che una gara del genere non la rivedremo mai più
Ci sono momenti in cui vai a rileggere i vecchi messaggi e le vecchie email e ti rendi conto dell'enormità di quello che hai scritto nel commentare il gran premio precedente.
Quando ho spiegato alla mia amica tifosa di Raikkonen quale fosse la mia reazione all'esortazione semi-seria di mio padre di "tenere alti i colori della McLaren", ho usato un curioso termine di paragone, ovvero spiegarle che, piuttosto che una vittoria di Hamilton su una McLaren avrei gradito maggiormente una vittoria di Vettel su una Toro Rosso, dove per "vittoria di Vettel su una Toro Rosso" si intendeva testualmente un evento del tutto impossibile.
Ci sono momenti in cui, invece, inizi a scrivere un commento a un gran premio e ti ritrovi a dovere scrivere che è successo davvero e che, a una settimana di distanza da quella battuta che solo la mia amica E. poteva capire, conoscendo le mie battute sulla Formula 1, Sebastian Vettel ha vinto un gran premio al volante di una Toro Rosso.
Tutto è iniziato nel più improbabile dei modi, con un diluvio a Monza, perché nel nord Italia spesso l'estate finisce così: c'è un sole che spacca le pietre e ci sono trenta gradi o più, poi, di punto in bianco, scoppia a piovere, piove per ore e le temperature crollano.
Quel momento doveva coincidere con il weekend del Gran Premio di Monza, con una sessione di qualifiche disputata su pista bagnata e, in particolare, una pista molto bagnata; per intenderci, una di quelle condizioni in cui immaginavo che nel corso del weekend i due punti di gap tra Hamilton e Massa fossero destinati a incrementare perché in certe condizioni di solito la McLaren va meglio della Ferrari e, soprattutto, Hamilton sembra trovarsi a suo agio molto più di Massa.
Incredibile ma vero, tra un testacoda di una BMW e un testacoda dell'altra BMW, il raffronto Massa vs Hamilton si sarebbe risolto a favore di Massa, con Massa ammesso in top-ten.
La Q1 è iniziata come previsto, con l'unica differenza che le McLaren erano più veloci del solito, in proporzione, e la terza posizione di Vettel alle loro spalle, mentre per il resto solo il passaggio di Fisichella in Q2 aveva qualcosa di sorprendente: andavano fuori le Honda, Piquet, Nakajima e Sutil, un risultato del tutto normale.
La Q2 ha già riservato sorprese maggiori, come l'eliminazione di Raikkonen, Kubica e Hamilton, questi ultimi due autori di testacoda, Raikkonen autore di un pessimo tentativo che non ha potuto migliorare a causa dell'incremento della pioggia. Risultato anomalo il miglior tempo di Vettel, seguito da Kovalainen e Rosberg, segno che in Williams le cose andranno anche male, però le figure peggiori continua a farle Nakajima, e che Kovalainen doveva essere il favorito per la pole...
...
...
...
...perché era chiaro, no? Kovalainen era il favorito per la pole, non poteva essere diversamente.
E invece le cose sono andate diversamente, perché più o meno a metà della Q3 Vettel ha fatto un gran giro e Kovalainen è rimasto dietro di lui a guardare.
Seguivano Webber e Rosberg, con la pista più bagnata di prima e poche probabilità di migliorarsi.
Poi Massa è passato da 7° a 6°.
Poi Bourdais è passato da 5° a 3°, niente male per uno che ha passato gli ultimi anni a gareggiare negli Stati Uniti, dove con la pioggia non si gareggia.
Purtroppo per lui Webber gli ha strappato la terza posizione, relegandolo al quarto posto, ma non aveva tutta questa importanza, perché una seconda fila appare il nulla al confronto con una pole position.
Mi sono chiesta come fosse possibile.
Se lo sono chiesti anche i miei parenti al pranzo della domenica.
Mio zio ha criticato Gerhard Berger, co-titolare(?) della Toro Rosso, per avere affermato in un'intervista che la squadra meritava il risultato.
Mio zio ha detto che era tutta colpa della pioggia e che se non ci fosse stata quella avremmo avuto una griglia di partenza normale.
Sì, probabile, ma io rimango del mio parere: quando piove, piove per tutti, ed è assurdo fare recriminazioni del tipo "eh, per forza avete messo una vettura in pole e l'altra in quarta fila, con le gomme da bagnato..." Mi auguro vivamente che gli altri non fossero in pista su gomme da asciutto e, se erano su gomme da asciutto, credo che si siano meritati di non ottenere la pole.
Peraltro non ho capito la reazione così negativa da parte di mio zio, che è ferrarista. Una Ferrari è in terza fila, l'altra Ferrari è irreperibile, perché mettersi preoccupazioni se gente apparentemente uscita dal nulla si è appropriata delle prime file? Ma baciati i gomiti che Massa è sesto e Hamilton quindicesimo, che altrimenti sì che la Ferrari aveva problemi seri, in una giornata come questa, e lascia perdere se davanti alla Ferrari meglio qualificata ci sono cinque piloti di cui non eri nemmeno al corrente dell'esistenza, Kovalainen compreso, perché si sa che Kovalainen, pur guidando una McLaren, è universalmente riconosciuto come il nulla.
Fatta questa premessa, ho avuto la fortuna di guardare la gara a casa mia, insieme soltanto a mio padre, che per mia fortuna sembra non avere assolutamente niente in contrario al fatto che ogni tanto ci sia gente apparentemente uscita dal nulla che parte laddove secondo il pensiero popolare avrebbero dovuto esserci delle Ferrari e delle McLaren, quindi grazie al cielo ho potuto guardare la gara senza che nessuno se la prendesse con quei malcapitati partiti davanti senza che nessuno se lo aspettasse per il semplice fatto di ritenere che quelle posizioni appartenessero di dovere a gente che aveva trascorso le qualifiche andando in testacoda o girando più lentamente degli altri.
Poi sì, quando in qualifica tutti lo prendono in quel posto da una Toro Rosso che monta un motore Ferrari del 2007 bisognerebbe anche farsi molte domande, ma le domande non se le devono fare i telespettatori rispondendo con affermazioni a caso.
Domenica, ore 14.00, le vetture erano pronte sulla griglia di partenza e la griglia di partenza era questa:
1^ fila: Vettel - Kovalainen
2^ fila: Webber - Bourdais
3^ fila: Rosberg - Massa
4^ fila: Trulli - Alonso
5^ fila: Glock - Heidfeld
6^ fila: Kubica - Fisichella
7^ fila: Coulthard - Raikkonen
8^ fila: Hamilton - Barrichello
9^ fila: Piquet - Nakajima
10^ fila: Button - Sutil
Era molto impressionante il fatto che, guardando le ultime due file, potesse sembrare una griglia di partenza del tutto normale (in realtà sulla griglia non abbiamo trovato Nakajima e Button, che sono partiti dalla pitlane).
Era anche molto impressionante il fatto che ci fosse una Toro Rosso in pole e una al quarto posto e che tutto potesse andare bene, infatti l'intoppo era chiaro che doveva esserci. La gara è partita dietro la safety car e Bourdais non è riuscito a partire, così è stato portato ai box a spinta, con il rischio addirittura di essere doppiato fin dall'inizio, se non fosse riuscito a partire prima che le vetture completassero il giro. Infatti quando le vetture hanno completato il giro, lui era ancora fermo in pitlane. Tutto ciò era terribile, specie alla luce del fatto che a Spa era stato in lotta per il podio, nei giri finali.
La safety car è rimasta in pista due giri.
Ci si aspettava che Kovalainen potesse appropriarsi agevolmente della leadership e andare a vincere il gran premio o almeno provarci, a quel punto. Per una volta era al centro dell'attenzione, era il suo giorno, avrebbe dovuto spaccare il cu*o a tutti e dimostrare di essere degno di essere preso in considerazione, almeno di tanto in tanto.
Peccato che quello che ha fatto mentre era al centro dell'attenzione sia stato semplicemente non essere neanche minimamente in grado di mettere in discussione la prima posizione di Vettel: nessuno di noi saprebbe dire esattamente fino a che punto lo spray che si alzava dalla vettura di Vettel sia stato determinante per tenere dietro Kovalainen, quello che conta è che, dopo un giro, il gap era di due secondi e che, a giudicare dal fatto che Vettel faceva giri veloci in successione e che era sempre più lontano da Kovalainen, ci sarà stato un momento in cui Kovalainen iniziava ad essere meno disturbato dallo spray.
È perfino successo che Vettel andasse in giro per prati senza che Kovalainen riuscisse a recuperare in quel giro più di sette centesimi.
Appariva probabile che l'obiettivo di Kovalainen fosse rimanere in pista più a lungo per recuperare, il problema era che, più si andava avanti, e più sembrava improbabile che anche andando avanti più a lungo riuscisse a recuperare qualcosa. La situazione aveva quasi dell'inverosimile: una Toro Rosso era in testa a un gran premio davanti a una McLaren e sembrava del tutto in grado di rimanerci. Seguo la Formula 1 da tempo immemore e ne ho viste di tutti i colori, compreso Johnny Herbert che vinceva il Gran Premio d'Europa del 1999 a bordo di una Stewart (che poi è divenuta Jaguar, che poi è divenuta Redbull), ma ha vinto davanti a Trulli su una Prost GP (team con vetture epiche e sponsor tipo Playstation, Bic, Yahoo), non certo davanti a una McLaren! Qui, invece, tutto lasciava intendere che, cataclismi esclusi, nulla potesse mettere Kovalainen davanti a Vettel. Oserei far notare qualcosa di ancora più tragicomico: se c'è stata una McLaren che è arrivata a ridosso di Vettel, è stata quella di Hamilton che, partito 15°, prevedeva una gara su una sola sosta. Prima di fermarsi, era arrivato a un secondo di distacco da Vettel e, a quel punto, in linea teorica entrambi avevano una sola sosta da effettuare...
...
...
...in linea teorica, appunto, perché poi è successa un'altra cosa impensabile: il diluvio universale ha deciso di fermarsi e la pista andava asciugandosi sul finire della gara, tanto che tutti, Hamilton compreso, hanno dovuto passare dalle gomme da bagnato estremo alle gomme intermedie e, di fatto, anche le strategie a una sola sosta si sono trasformate in corso d'opera in due soste.
Qualcosa è cambiato nel frattempo?
Oserei dire di no.
In realtà, però, mi viene da dire di sì: il gap tra Vettel, in prima posizione, e Kovalainen, in seconda posizione, più che diminuire continuava ad aumentare, segno che l'impressione che il Kova non fosse in grado di lottare per la vittoria era più che corretta.
Terzo c'era Kubica: aveva montato le gomme intermedie al momento più opportuno e ne aveva tratto dei vantaggi, senza che nessuno si preoccupasse davvero di come fosse finito lì.
Idem per Alonso, era quarto, ma qualcuno parlava di lui? Assolutamente no, perché c'era da seguire un terzetto di vetture composto da Heidfeld, Massa e Hamilton, con Hamilton che era il più veloce di tutti... o almeno, lo era stato finché non era arrivato a ridosso della BMW e della Ferrari, per poi essere costretto ad accodarsi, cosa che immagino non fosse esattamente di suo gradimento. Purtroppo per lui Heidfeld e Massa se ne sono sbattuti altamente di che cosa fosse o non fosse di suo gradimento ed è stato costretto ad accodarsi, con il suo margine di due punti su Massa che si è ridotto a un solo punto (ma le cose potrebbero cambiare il 23 settembre con l'appello della McLaren per la penalità al GP del Belgio). Non credevo che una cosa del genere potesse accadere in una gara partita con condizioni meteo peggiori di quella di Silverstone in cui Massa andò in testacoda cinque volte qualche mese fa.
Non credevo nemmeno che una gara del genere potesse svolgersi quasi del tutto senza incidenti, ma è accaduto anche questo. Sono accaduti solo fatti che avrebbero potuto accadere anche con l'asciutto: un contatto tra Fisichella e Coulthard che ha messo fuori gioco Fisichella dopo 11 giri, qualche sportellata di lieve entità nelle retrovie e, infine, un contatto quando la pista era già asciutta tra Coulthard e Nakajima a tre giri dalla fine.
NAKAJIMA.
NAKAJIMA.
NAKAJIMAAAAAAA!
ONORATISSIMO SAMURAI ERRANTE, TI MERITI UNA STATUA PER IL TUO RISULTATO FINALE.
Chiedo scusa per l'esternazione, ma al momento in cui ho visto il risultato finale, ho notato che Nakajima partito dalla pitlane ha chiuso 12° e Rosberg partito dalla terza fila è arrivato 14°, quindi le mie esternazioni di gioia ci stanno tutte, dato che ho avuto la prova che un giorno i giapponesi domineranno il mondo.
La realtà dei fatti, però, è un'altra: in giorni come questi nessuno prende in considerazione piloti come Nakajima, ancora meno di quanto accade di solito.
Vettel ha vinto un gran premio a bordo di una Toro Rosso, quando qualche mese fa ci chiedevamo se sarebbe mai riuscito a vedere la bandiera a scacchi, prima o poi. L'ha vista e l'ha vista prima di tutti gli altri.
Mi fa uno strano effetto pensare che un pilota di 21 anni abbia vinto un gran premio, mi fa uno strano effetto pensare che Vettel su Toro Rosso abbia vinto un gran premio dalla pole position con un vantaggio di 12 secondi sulla McLaren di Kovalainen, mi fa uno strano effetto pensare che non più tardi di una settimana fa scherzavo su quanto un simile episodio, seppure impossibile, potesse essere epico.
Poi è accaduto qualcosa.
È accaduto qualcosa che sapevo sarebbe successo, ma a cui non avevo pensato prima di quel momento.
Non credevo che avrei sentito mai più risuonare l'inno tedesco seguito da quello italiano, o almeno non nell'immediato, invece è successo ed è successo nel più improbabile e inatteso dei modi.
La mia interpretazione delle reazioni di fine gara è più o meno questa:
Vettel: "Che cosa ci faccio sul gradino più alto del podio? È la classifica della gara di lancio del biberon?"
Kova: "Che cosa ci faccio sul secondo gradino del podio? Questa gara avrei dovuto vincerla, invece di farmi battere da un bambino che beve ancora il latte con il biberon."
Vettel: "Scusa se ti correggo, ma il biberon lo uso solo per bere lo champagne."
Kubica: "Sono salito sul podio, eppure nessuno ci fa caso."
Raikkonen: "Io ho rinnovato con la Ferrari nella settimana sbagliata, nessuno si sta preoccupando minimamente di me."
Bourdais: "E io sono un eroe, perché sono partito doppiato e sono riuscito a non arrivare ultimo."
Sutil: "Ti pareva che doveva toccare a me anche stavolta? Perfino nei gran premi dall'esito improbabile mi tocca essere ultimo!"
Rosberg: "Tu almeno sei partito ultimo, io non riesco a spiegarmi come mai non vedo Nakajima nemmeno con il binocolo."
Trulli: "Forse perché ci sono io in mezzo."
Rosberg: "Non è una posizione di cui mi vanterei."
Trulli: "Pensa alla tua."
Nakajima: "Volete tacere almeno per un attimo? Lasciatemi guardare Dragon Ball in santa pace!"
Con Naakajima che guarda Dragon Ball è arrivato il momento di mettere fine a questo commento, così come con questo gran premio sono finiti quelli europei. Seguirà la tripletta asiatica di Singapore, Fuji e Shanghai, dopodiché la stagione si chiuderà con il Gran Premio del Brasile.
RISULTATO: 1. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 2. Heikki Kovalainen (McLaren), 3. Robert Kubica (BMW), 4. Fernando Alonso (Renault), 5. Nick Heidfeld (BMW), 6. Felipe Massa (Ferrari), 7. Lewis Hamilton (McLaren), 8. Mark Webber (Redbull), 9. Kimi Raikkonen (Ferrari), 10. Nelsinho Piquet (Renault), 11. Timo Glock (Toyota), 12. Kazuki Nakajima (Williams), 13. Jarno Trulli (Toyota), 14. Nico Rosberg (Williams), 15. Jenson Button (Honda), 16. David Coulthard (Redbull), 17. Rubens Barrichello (Honda), 18. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 19. Adrian Sutil (Force India), Rit. Giancarlo Fisichella (Force India).
Forse qualcuno si chiederà quali siano le classifiche. La mia risposta è che nel giorno in cui una Toro Rosso ha vinto un gran premio nessuno dovrebbe farsi domande sulle classifiche.
lunedì 20 novembre 2017
Dieci anni di Commenti ai Gran Premi: Belgio 2008
Nel 2007 nascevano i Commenti ai Gran Premi e, per ironia della sorte, proprio in quell'anno si svolgeva uno dei campionati a mio parere più belli e avvincenti di questo secolo.
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
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Belgio 2008: Le chicane e i muri che mandano a monte probabili vittorie
Parliamo per prima cosa di mercato piloti, perché ci sono novità a proposito della Toro Rosso: anzi, non ci sono affatto novità.
La Toro Rosso non ha affatto ufficializzato i propri piloti per il 2009, anche se continuano ad esserci voci a proposito di Takuma Sato, Bruno Senna e Sebastien Buemi; quest'ultimo al pari di Senna Jr gareggia nella GP2.
Sato sembra il pilota che, con più probabilità, vedremo al volante il prossimo anno, anche se non ci sono conferme ufficiali. Ci sono addirittura voci di corridoio relative al fatto che Vettel potrebbe sostituire Coulthard prima della fine della stagione, ma ormai non ci faccio più caso: è da oltre un anno che si parla con certezza dell'imminente momento in cui Coulthard perderà il volante e nulla lascia pensare che lo vedremo a piedi prima del termine della stagione.
Da parte mia me lo auguro. Il Mascellone è un personaggio pittoresco e merita rispetto, non uno che si può appiedare così come se niente fosse!
A parte gli scherzi, sono del tutto convinta che Vettel potrebbe fare meglio di lui, perché è arrivato il momento di ammettere che le performance di Coulthard stanno iniziando a calare, ma mi dispiacerebbe se Coulthard non dovesse terminare la stagione. Peraltro per il momento la Toro Rosso sta andando meglio della Redbull, quindi non so quanto sarebbe conveniente il passaggio di Vettel in Redbull al momento attuale.
Sabato è stato un normale sabato di qualifiche come tanti:
> fuori le Honda, la Williams di Nakajima e le Force India in Q1, con Sutil addirittura terzultimo e davanti a Nakajima;
> Coulthard, Piquet, le Toyota e l'unica Williams superstite fuori in Q2;
> le McLaren e le Ferrari a lottare per le prime due file, per poi andare a occuparle in ordine sparso, con tutti gli altri dietro ad accodarsi e Heidfeld a conquistare un quinto posto che restituisce un po' di fiducia nei suoi confonti.
Al termine delle qualifiche ci siamo ritrovati con questa griglia di partenza e, nel mio caso, con la consapevolezza che non avrei potuto guardare la gara nella tranquillità del soggiorno di casa mia e, purtroppo, nemmeno di quello dei nonni:
1^ fila: Hamilton - Massa
2^ fila: Kovalainen - Raikkonen
3^ fila: Heidfeld - Alonso
4^ fila: Webber - Kubica
5^ fila: Bourdais - Vettel
6^ fila: Trulli - Piquet
7^ fila: Glock - Coulthard
8^ fila: Rosberg - Barrichello
9^ fila: Button - Sutil
10^ fila: Nakajima - Fisichella
La ragione per cui non ho potuto guardare la gara né a casa mia né a casa dai miei nonni? Perché ancora una volta, come l'anno scorso (all'epoca in giorno del GP d'Italia), mi sono ritrovata a un pranzo post-gara di pesca, organizzato da alcuni conoscenti di mio padre che, come lui, hanno preso parte a tale gara di pesca.
Il lato positivo è c'era un televisore poco lontano dai tavolo e che alle 14.00 avevamo già finito di pranzare quindi ho potuto guardare la gara da là. Il lato negativo è che, appunto, ho dovuto guardare la gara in un contesto in cui 1) era difficile seguire tutto con attenzione visto che la gente parlava coprendo la telecronaca, 2) la gente parlava, appunto, e non per dire cose di alto contenuto culturale.
Non mi aspetto di guardare gran premi insieme a gente che segua la Formula 1 con attenzione, ma mi piacerebbe almeno, se proprio devo, seguirla con qualcuno che non commenta la gara con affermazioni del tipo "la McLaren è una m*rda" o "Hamilton è uno str***o", sorte che l'anno scorso condivideva con Alonso, mentre quest'anno tocca solo a lui, in quanto Alonso non è più in McLaren e il suo rimpiazzo non è considerato abbastanza importante da essere insultato.
Ovviamente non sono riuscita a raggiungere l'obiettivo sperato, ovvero quello di non essere sottoposta a simili esternazioni, quindi mi sono armata di pazienza...
...
...
...
...e ho deciso di non ribattere quando mio padre, a cui della gara di Formula 1 non importava un fico secco, dal tempo che ha passato davanti alla TV (zero secondi), passando accanto a noi mi ha invitata a "tenere alti i colori della McLaren in mezzo a tutti questi ferraristi".
Prima premessa: se avessi interpretato la questione in modo letterale, avrei dovuto mettermi le mani tra i capelli perché MAI nella mia vita ho espresso esternazioni positive nei confronti della McLaren e addirittura una volta, sarà stato il 1995 o giù di lì, mentre seguivo un po' a caso una sessione di qualifiche e dissero che Hakkinen si era qualificato 15°, chiesi a mio padre, testualmente "Hakkinen non è un pilota tanto bravo, vero?" e lui mi spiegò che bisognava tenere conto anche delle performance della vettura. Quindi criticavo piloti McLaren a caso anche a sette anni o giù di lì, quando non era ancora iniziata la mia crociata anti-McLaren che ormai sembra essersi esaurita.
Seconda premessa: ho capito il senso dell'invito di mio padre, che era quello di distinguermi in mezzo a quella gang di tifosi da bar. Il problema è che, a mio parere, tifare qualcuno al solo scopo di dare contro a qualcun altro, non ha molto senso e a volte ti rende un tifoso da bar ancora di più di quanto lo siano i tifosi da bar a cui vuoi dare contro. Al di là del fatto che il mio pilota preferito è al volante di una Ferrari, rimane il fatto che Raikkonen non lo è. Se uno dice "Hamilton è uno str***o" in maniera del tutto decontestualizzata, non ho bisogno di replicare che rivolgendo lo stesso epiteto a Raikkonen, insultando un pilota solo per fare inca**are della gente che passa il proprio tempo a insultare piloti. Sono già abbastanza inca**ata di mio perché la gente non è capace di commentare un evento motoristico senza fare esternazioni di quel genere.
Terza premessa: a mio padre non piace la Ferrari e non piacciono i suoi piloti, in particolare le prime guide, ma non mi sembra che sia un tifoso della McLaren e, anzi, ha fatto commenti contro la McLaren all'epoca in cui Ron Dennis scoppiò a piangere nel weekend del gran premio delle polemiche sulla spy-story e ha affermato in seguito che la McLaren si è meritata di perdere il titolo, visto quello che ha combinato nel 2007. Mio padre era un tifoso di Nelson Piquet, all'epoca in cui Piquet correva in Formula 1. Possiede dei modellini delle monoposto di Piquet, pilota che ha vinto titoli sulla Brabham e sulla Williams e che nulla ha a che vedere con lo scontro Ferrari vs McLaren, che non ha contraddistinto quell'epoca. Anche ai tempi di Piquet, comunque, non penso che mio padre sia stato un telespettatore così accanito della Formula 1, perché il fatto di andare a pescare ogni domenica, magari anche a 90 km di distanza da casa, come faceva in passato, non è particolarmente compatibile con il fatto di guardare gran premi la domenica pomeriggio. Queste discussioni Ferrari vs McLaren gli interessano solo ed esclusivamente perché probabilmente durante la settimana i suoi colleghi di lavoro parlano di sport e la Formula 1 è inclusa in tali sport.
Sintesi della faccenda: no, non tengo alti i colori della McLaren, perché spero che sia Massa e non Hamilton a vincere il mondiale, a fine ottobre/ inizio novembre. In tal caso vedrei il numero 1 su una Ferrari, ma solo ed esclusivamente perché Massa gareggia per questa scuderia. Non metto in giro i manifesti, perché preferisco avere la possibilità di commentare le gare in modo neutrale e perché preferisco evitare che la gente mi dica che non tifo per il migliore pilota in pista, incurante del fatto che potrei avere altre ragioni che mi spingono a tifarlo che vanno oltre i risultati. Peraltro tifare per il miglior pilota in pista mi sembra il comportamento tipico di chi non accetta altri risultati se non le vittorie. Se e quando Massa metterà il proprio fondoschiena sul sedile di una McLaren, vedrò come comportarmi. Forse sì, forse per lui potrei tenere alti i colori della McLaren, ma non andrei in giro a insultare piloti della Ferrari così, tanto per hobby, allo stesso modo in cui, per hobby, non insulto i piloti della McLaren.
Massa non può vincere? Pazienza, ho il diritto di sperare che non vinca Hamilton, ma che vinca qualcun altro. Però posso farlo anche senza dare contro a qualcuno. Posso sperare che accadano cose impossibili, come all'epoca in cui scherzavo con E., la mia amica fan di Raikkone, su ipotetiche vittorie di Sato e sul fatto che potesse diventare campione del mondo.
A lei gliel'ho spiegata così, quando nel primo pomeriggio le ho scritto un'email relativa al pranzo a cui ero stata: piuttosto che una vittoria di una McLaren preferirei una vittoria della Toro Rosso, magari del nostro coetaneo. Quello sarebbe uno di quegli eventi epici in stile vittoria di Sato, ma è un evento che dobbiamo dimenticarci, perché 1) non sono convinta che E. abbia capito bene il mio stato d'animo quando si parla del confronto Ferrari vs McLaren (specie alla luce del fatto che quando ha iniziato a seguire la Formula 1 lei Alonso stava vincendo dei mondiali sulla Renault e non le è chiara la storicità del confronto Ferrari vs McLaren), 2) per il momento sono Ferrari e McLaren a lottare per la vittoria, quindi nulla lasciava pensare che potesse accadere qualcosa di diverso.
Race recap:
> nuvoloni grigi alti nel cielo, pista bagnata, ma non pioveva, vetture che arrivavano lunghe allo start, una era una Ferrari;
> penso che fosse quella di Raikkonen, ma si è ripreso alla grande asfaltando Massa un nanosecondo più tardi e lanciandosi all'inseguimento di Hamilton, che ha raggiunto e superato un giro e mezzo più tardi approfittando di un errore del pilota McLaren;
> se la gente che seguiva la gara e che insultava Hamilton e la McLaren prima della partenza fosse stata ancora concentrata sulla TV, probabilmente ci sarebbero state esternazioni di gioia, ma questo avrebbe comportato di avere una capacità di attenzione superiore ai tre minuti, cosa che sicuramente non avevano;
> Sutil ha fatto un breve giro per i prati, prima di ritrovare la strada;
> Kovalainen aveva fatto una partenza terribile e si è ritrovato arretrato;
> un suo tentativo di sorpasso su Webber è andato male, l'ha speronato e ha conquistato un drive through;
> incidente di Nelsinho Piquet, giusto perché ne sentivamo la mancanza;
> nulla di nuovo con il primo pitstop e nemmeno con il secondo: Raikkonen sempre davanti, Hamilton poco dietro, Massa decisamente più distaccato;
> nel frattempo Barrichello si è ritirato per problemi tecnici;
> Alonso era quarto e precedeva entrambe le Toro Rosso, con Bourdais e Vettel davanti alle BMW di Heidfeld e Kubica;
> a fine gara minacciava pioggia e a sette giri dal termine Nelsinho si affacciava dal box della Renault allungando una mano per controllare se stesse già piovendo oppure no.
Poi sono arrivati gli ultimi tre giri, quelli con la pioggia, quelli che hanno cambiato drasticamente l'esito di questo gran premio.
Hamilton ha superato Raikkonen.
L'ha fatto tagliando una chicane.
Gli ha restituto la posizione.
Più o meno.
Gli ha restituito la posizione e nel frattempo l'ha affiancato e l'ha superato di nuovo.
Entrambi faticavano sulle gomme da asciutto, ma mancavano ormai due giri o giù di lì.
Avevano dei doppiati davanti.
Raikkonen si è avvicinato di nuovo a Hamilton.
Raikkonen ha fatto un 360 gradi in pista.
Hamilton ha fatto un giro per prati.
Poco dopo Raikkonen è andato a muro.
Dietro c'erano piloti saggi che andavano ai box a montare gomme da bagnato, davanti Hamilton e Massa proseguivano imperterriti.
Bourdais e Vettel erano terzo e quarto a un giro dalla fine!
Seguivano Kubica, Kovalainen, Heidfeld e Alonso, questi ultimi due su gomme da bagnato.
Non restava altro da fare che seguire la cavalcata trionfale di Bourdais verso il podio.
Finalmente la gara è terminata.
Hamilton è arrivato al traguardo, precedendo Massa di una quindicina di secondi, mentre Kovalainen si fermava per problemi tecnici.
Non c'è stata nessuna cavalcata trionfale di Bourdais verso il podio.
Heidfeld ha superato tutti e tutti hanno superato Bourdais, che ha chiuso la gara in settima posizione, e anche dietro al compagno di squadra. Non tutte le belle storie finiscono bene...
...
...
...
...cosa di cui si sarà sicuramente accorto anche Hamilton quando, dopo la gara e dopo il podio, i commissari si sono ritrovati d'accordo sul non avere apprezzato il fatto che abbia affiancato Raikkonen per superarlo un'altra volta nello stesso punto in cui doveva restituirgli la posizione "sottratta" con il sorpasso effettuato tagliando la chicane.
Si tratta sicuramente di un caso limite, uno di quelli in cui nulla se non l'interpretazione dice che cosa sia consentito e che cosa no.
I commissari hanno deciso che quanto aveva fatto Hamilton non era consentito.
Al momento del traguardo e al momento del podio vincitore del Gran Premio del Belgio, è stato penalizzato con un "drive-through post gara", ovvero con l'aggiunta di 25 secondi al suo tempo di gara, stessa penalità che è toccata anche a Glock (8° al traguardo) per un sorpasso in regime di bandiere gialle su Webber.
Hamilton è sprofondato dalla prima alla terza posizione, facendo risalire Massa come vincitore e Heidfeld come secondo classificato.
Ciò scatenerà sicuramente polemiche.
Alonso ha commentato il fatto con una battuta a proposito del fatto che, se di secondi di penalità gliene avessero dati 30, anche lui avrebbe recuperato una posizione ritrovandosi terzo.
Questo potrebbe scatenare polemiche immaginarie da parte della stampa.
RISULTATO UFFICIALE: 1. Felipe Massa (Ferrari), 2. Nick Heidfeld (BMW), 3. Lewis Hamilton (McLaren), 4. Fernando Alonso (Renault), 5. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 6. Robert Kubica (BMW), 7. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 8. Mark Webber (Redbull), 9. Timo Glock (Toyota), 10. Heikki Kovalainen (McLaren), 11. David Coulthard (Redbull), 12. Nico Rosberg (Williams), 13. Adrian Sutil (Force India), 14. Kazuki Nakajima (Williams), 15. Jenson Button (Honda), 16. Jarno Trulli (Toyota), 17. Giancarlo Fisichella (Force India), 18. Kimi Raikkonen (Ferrari), Rit. Rubens Barrichello (Honda), Rit. Nelsinho Piquet (Renault).
Per fortuna c'è una speranza di allontanarci dalle polemiche quanto prima. Quella speranza è il gran premio d'Italia, ultimo della stagione europea, a una sola settimana di distanza dal controverso gran premio del Belgio.
Barrichello: "A Monza io ho vinto due volte!"
Raikkonen: "Io invece nessuna."
Barrichello: "La cosa sembra strana anche a me."
Raikkonen: "Io, invece, trovo strane molte altre cose. Perché sono finito fuori? Stavo semplicemente pensando al mio imminente contatto con la bottiglia di champagne invece che a guidare, non riesco a spiegarmelo..."
Barrichello: "Ci sono tante cose che anch'io non riesco a spiegarmi, come ad esempio il fatto che tu te ne sia stato imbambolato come una statua dopo avere vinto il mondiale. Io, al posto tuo, avrei pianto di gioia e mi sarei asciugato le lacrime con una bandiera del Brasile."
Per celebrare il 2007 ho deciso di rivedere e commentare tutti i gran premi di quella stagione. La cosa mi è piaciuta, quindi ho deciso di fare lo stesso con il 2008.
I #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi continuano e, attualmente, sono commenti ai gran premi del 2008 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2008.
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Belgio 2008: Le chicane e i muri che mandano a monte probabili vittorie
Parliamo per prima cosa di mercato piloti, perché ci sono novità a proposito della Toro Rosso: anzi, non ci sono affatto novità.
La Toro Rosso non ha affatto ufficializzato i propri piloti per il 2009, anche se continuano ad esserci voci a proposito di Takuma Sato, Bruno Senna e Sebastien Buemi; quest'ultimo al pari di Senna Jr gareggia nella GP2.
Sato sembra il pilota che, con più probabilità, vedremo al volante il prossimo anno, anche se non ci sono conferme ufficiali. Ci sono addirittura voci di corridoio relative al fatto che Vettel potrebbe sostituire Coulthard prima della fine della stagione, ma ormai non ci faccio più caso: è da oltre un anno che si parla con certezza dell'imminente momento in cui Coulthard perderà il volante e nulla lascia pensare che lo vedremo a piedi prima del termine della stagione.
Da parte mia me lo auguro. Il Mascellone è un personaggio pittoresco e merita rispetto, non uno che si può appiedare così come se niente fosse!
A parte gli scherzi, sono del tutto convinta che Vettel potrebbe fare meglio di lui, perché è arrivato il momento di ammettere che le performance di Coulthard stanno iniziando a calare, ma mi dispiacerebbe se Coulthard non dovesse terminare la stagione. Peraltro per il momento la Toro Rosso sta andando meglio della Redbull, quindi non so quanto sarebbe conveniente il passaggio di Vettel in Redbull al momento attuale.
Sabato è stato un normale sabato di qualifiche come tanti:
> fuori le Honda, la Williams di Nakajima e le Force India in Q1, con Sutil addirittura terzultimo e davanti a Nakajima;
> Coulthard, Piquet, le Toyota e l'unica Williams superstite fuori in Q2;
> le McLaren e le Ferrari a lottare per le prime due file, per poi andare a occuparle in ordine sparso, con tutti gli altri dietro ad accodarsi e Heidfeld a conquistare un quinto posto che restituisce un po' di fiducia nei suoi confonti.
Al termine delle qualifiche ci siamo ritrovati con questa griglia di partenza e, nel mio caso, con la consapevolezza che non avrei potuto guardare la gara nella tranquillità del soggiorno di casa mia e, purtroppo, nemmeno di quello dei nonni:
1^ fila: Hamilton - Massa
2^ fila: Kovalainen - Raikkonen
3^ fila: Heidfeld - Alonso
4^ fila: Webber - Kubica
5^ fila: Bourdais - Vettel
6^ fila: Trulli - Piquet
7^ fila: Glock - Coulthard
8^ fila: Rosberg - Barrichello
9^ fila: Button - Sutil
10^ fila: Nakajima - Fisichella
La ragione per cui non ho potuto guardare la gara né a casa mia né a casa dai miei nonni? Perché ancora una volta, come l'anno scorso (all'epoca in giorno del GP d'Italia), mi sono ritrovata a un pranzo post-gara di pesca, organizzato da alcuni conoscenti di mio padre che, come lui, hanno preso parte a tale gara di pesca.
Il lato positivo è c'era un televisore poco lontano dai tavolo e che alle 14.00 avevamo già finito di pranzare quindi ho potuto guardare la gara da là. Il lato negativo è che, appunto, ho dovuto guardare la gara in un contesto in cui 1) era difficile seguire tutto con attenzione visto che la gente parlava coprendo la telecronaca, 2) la gente parlava, appunto, e non per dire cose di alto contenuto culturale.
Non mi aspetto di guardare gran premi insieme a gente che segua la Formula 1 con attenzione, ma mi piacerebbe almeno, se proprio devo, seguirla con qualcuno che non commenta la gara con affermazioni del tipo "la McLaren è una m*rda" o "Hamilton è uno str***o", sorte che l'anno scorso condivideva con Alonso, mentre quest'anno tocca solo a lui, in quanto Alonso non è più in McLaren e il suo rimpiazzo non è considerato abbastanza importante da essere insultato.
Ovviamente non sono riuscita a raggiungere l'obiettivo sperato, ovvero quello di non essere sottoposta a simili esternazioni, quindi mi sono armata di pazienza...
...
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...e ho deciso di non ribattere quando mio padre, a cui della gara di Formula 1 non importava un fico secco, dal tempo che ha passato davanti alla TV (zero secondi), passando accanto a noi mi ha invitata a "tenere alti i colori della McLaren in mezzo a tutti questi ferraristi".
Prima premessa: se avessi interpretato la questione in modo letterale, avrei dovuto mettermi le mani tra i capelli perché MAI nella mia vita ho espresso esternazioni positive nei confronti della McLaren e addirittura una volta, sarà stato il 1995 o giù di lì, mentre seguivo un po' a caso una sessione di qualifiche e dissero che Hakkinen si era qualificato 15°, chiesi a mio padre, testualmente "Hakkinen non è un pilota tanto bravo, vero?" e lui mi spiegò che bisognava tenere conto anche delle performance della vettura. Quindi criticavo piloti McLaren a caso anche a sette anni o giù di lì, quando non era ancora iniziata la mia crociata anti-McLaren che ormai sembra essersi esaurita.
Seconda premessa: ho capito il senso dell'invito di mio padre, che era quello di distinguermi in mezzo a quella gang di tifosi da bar. Il problema è che, a mio parere, tifare qualcuno al solo scopo di dare contro a qualcun altro, non ha molto senso e a volte ti rende un tifoso da bar ancora di più di quanto lo siano i tifosi da bar a cui vuoi dare contro. Al di là del fatto che il mio pilota preferito è al volante di una Ferrari, rimane il fatto che Raikkonen non lo è. Se uno dice "Hamilton è uno str***o" in maniera del tutto decontestualizzata, non ho bisogno di replicare che rivolgendo lo stesso epiteto a Raikkonen, insultando un pilota solo per fare inca**are della gente che passa il proprio tempo a insultare piloti. Sono già abbastanza inca**ata di mio perché la gente non è capace di commentare un evento motoristico senza fare esternazioni di quel genere.
Terza premessa: a mio padre non piace la Ferrari e non piacciono i suoi piloti, in particolare le prime guide, ma non mi sembra che sia un tifoso della McLaren e, anzi, ha fatto commenti contro la McLaren all'epoca in cui Ron Dennis scoppiò a piangere nel weekend del gran premio delle polemiche sulla spy-story e ha affermato in seguito che la McLaren si è meritata di perdere il titolo, visto quello che ha combinato nel 2007. Mio padre era un tifoso di Nelson Piquet, all'epoca in cui Piquet correva in Formula 1. Possiede dei modellini delle monoposto di Piquet, pilota che ha vinto titoli sulla Brabham e sulla Williams e che nulla ha a che vedere con lo scontro Ferrari vs McLaren, che non ha contraddistinto quell'epoca. Anche ai tempi di Piquet, comunque, non penso che mio padre sia stato un telespettatore così accanito della Formula 1, perché il fatto di andare a pescare ogni domenica, magari anche a 90 km di distanza da casa, come faceva in passato, non è particolarmente compatibile con il fatto di guardare gran premi la domenica pomeriggio. Queste discussioni Ferrari vs McLaren gli interessano solo ed esclusivamente perché probabilmente durante la settimana i suoi colleghi di lavoro parlano di sport e la Formula 1 è inclusa in tali sport.
Sintesi della faccenda: no, non tengo alti i colori della McLaren, perché spero che sia Massa e non Hamilton a vincere il mondiale, a fine ottobre/ inizio novembre. In tal caso vedrei il numero 1 su una Ferrari, ma solo ed esclusivamente perché Massa gareggia per questa scuderia. Non metto in giro i manifesti, perché preferisco avere la possibilità di commentare le gare in modo neutrale e perché preferisco evitare che la gente mi dica che non tifo per il migliore pilota in pista, incurante del fatto che potrei avere altre ragioni che mi spingono a tifarlo che vanno oltre i risultati. Peraltro tifare per il miglior pilota in pista mi sembra il comportamento tipico di chi non accetta altri risultati se non le vittorie. Se e quando Massa metterà il proprio fondoschiena sul sedile di una McLaren, vedrò come comportarmi. Forse sì, forse per lui potrei tenere alti i colori della McLaren, ma non andrei in giro a insultare piloti della Ferrari così, tanto per hobby, allo stesso modo in cui, per hobby, non insulto i piloti della McLaren.
Massa non può vincere? Pazienza, ho il diritto di sperare che non vinca Hamilton, ma che vinca qualcun altro. Però posso farlo anche senza dare contro a qualcuno. Posso sperare che accadano cose impossibili, come all'epoca in cui scherzavo con E., la mia amica fan di Raikkone, su ipotetiche vittorie di Sato e sul fatto che potesse diventare campione del mondo.
A lei gliel'ho spiegata così, quando nel primo pomeriggio le ho scritto un'email relativa al pranzo a cui ero stata: piuttosto che una vittoria di una McLaren preferirei una vittoria della Toro Rosso, magari del nostro coetaneo. Quello sarebbe uno di quegli eventi epici in stile vittoria di Sato, ma è un evento che dobbiamo dimenticarci, perché 1) non sono convinta che E. abbia capito bene il mio stato d'animo quando si parla del confronto Ferrari vs McLaren (specie alla luce del fatto che quando ha iniziato a seguire la Formula 1 lei Alonso stava vincendo dei mondiali sulla Renault e non le è chiara la storicità del confronto Ferrari vs McLaren), 2) per il momento sono Ferrari e McLaren a lottare per la vittoria, quindi nulla lasciava pensare che potesse accadere qualcosa di diverso.
Race recap:
> nuvoloni grigi alti nel cielo, pista bagnata, ma non pioveva, vetture che arrivavano lunghe allo start, una era una Ferrari;
> penso che fosse quella di Raikkonen, ma si è ripreso alla grande asfaltando Massa un nanosecondo più tardi e lanciandosi all'inseguimento di Hamilton, che ha raggiunto e superato un giro e mezzo più tardi approfittando di un errore del pilota McLaren;
> se la gente che seguiva la gara e che insultava Hamilton e la McLaren prima della partenza fosse stata ancora concentrata sulla TV, probabilmente ci sarebbero state esternazioni di gioia, ma questo avrebbe comportato di avere una capacità di attenzione superiore ai tre minuti, cosa che sicuramente non avevano;
> Sutil ha fatto un breve giro per i prati, prima di ritrovare la strada;
> Kovalainen aveva fatto una partenza terribile e si è ritrovato arretrato;
> un suo tentativo di sorpasso su Webber è andato male, l'ha speronato e ha conquistato un drive through;
> incidente di Nelsinho Piquet, giusto perché ne sentivamo la mancanza;
> nulla di nuovo con il primo pitstop e nemmeno con il secondo: Raikkonen sempre davanti, Hamilton poco dietro, Massa decisamente più distaccato;
> nel frattempo Barrichello si è ritirato per problemi tecnici;
> Alonso era quarto e precedeva entrambe le Toro Rosso, con Bourdais e Vettel davanti alle BMW di Heidfeld e Kubica;
> a fine gara minacciava pioggia e a sette giri dal termine Nelsinho si affacciava dal box della Renault allungando una mano per controllare se stesse già piovendo oppure no.
Poi sono arrivati gli ultimi tre giri, quelli con la pioggia, quelli che hanno cambiato drasticamente l'esito di questo gran premio.
Hamilton ha superato Raikkonen.
L'ha fatto tagliando una chicane.
Gli ha restituto la posizione.
Più o meno.
Gli ha restituito la posizione e nel frattempo l'ha affiancato e l'ha superato di nuovo.
Entrambi faticavano sulle gomme da asciutto, ma mancavano ormai due giri o giù di lì.
Avevano dei doppiati davanti.
Raikkonen si è avvicinato di nuovo a Hamilton.
Raikkonen ha fatto un 360 gradi in pista.
Hamilton ha fatto un giro per prati.
Poco dopo Raikkonen è andato a muro.
Dietro c'erano piloti saggi che andavano ai box a montare gomme da bagnato, davanti Hamilton e Massa proseguivano imperterriti.
Bourdais e Vettel erano terzo e quarto a un giro dalla fine!
Seguivano Kubica, Kovalainen, Heidfeld e Alonso, questi ultimi due su gomme da bagnato.
Non restava altro da fare che seguire la cavalcata trionfale di Bourdais verso il podio.
Finalmente la gara è terminata.
Hamilton è arrivato al traguardo, precedendo Massa di una quindicina di secondi, mentre Kovalainen si fermava per problemi tecnici.
Non c'è stata nessuna cavalcata trionfale di Bourdais verso il podio.
Heidfeld ha superato tutti e tutti hanno superato Bourdais, che ha chiuso la gara in settima posizione, e anche dietro al compagno di squadra. Non tutte le belle storie finiscono bene...
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...
...cosa di cui si sarà sicuramente accorto anche Hamilton quando, dopo la gara e dopo il podio, i commissari si sono ritrovati d'accordo sul non avere apprezzato il fatto che abbia affiancato Raikkonen per superarlo un'altra volta nello stesso punto in cui doveva restituirgli la posizione "sottratta" con il sorpasso effettuato tagliando la chicane.
Si tratta sicuramente di un caso limite, uno di quelli in cui nulla se non l'interpretazione dice che cosa sia consentito e che cosa no.
I commissari hanno deciso che quanto aveva fatto Hamilton non era consentito.
Al momento del traguardo e al momento del podio vincitore del Gran Premio del Belgio, è stato penalizzato con un "drive-through post gara", ovvero con l'aggiunta di 25 secondi al suo tempo di gara, stessa penalità che è toccata anche a Glock (8° al traguardo) per un sorpasso in regime di bandiere gialle su Webber.
Hamilton è sprofondato dalla prima alla terza posizione, facendo risalire Massa come vincitore e Heidfeld come secondo classificato.
Ciò scatenerà sicuramente polemiche.
Alonso ha commentato il fatto con una battuta a proposito del fatto che, se di secondi di penalità gliene avessero dati 30, anche lui avrebbe recuperato una posizione ritrovandosi terzo.
Questo potrebbe scatenare polemiche immaginarie da parte della stampa.
RISULTATO UFFICIALE: 1. Felipe Massa (Ferrari), 2. Nick Heidfeld (BMW), 3. Lewis Hamilton (McLaren), 4. Fernando Alonso (Renault), 5. Sebastian Vettel (Toro Rosso), 6. Robert Kubica (BMW), 7. Sebastien Bourdais (Toro Rosso), 8. Mark Webber (Redbull), 9. Timo Glock (Toyota), 10. Heikki Kovalainen (McLaren), 11. David Coulthard (Redbull), 12. Nico Rosberg (Williams), 13. Adrian Sutil (Force India), 14. Kazuki Nakajima (Williams), 15. Jenson Button (Honda), 16. Jarno Trulli (Toyota), 17. Giancarlo Fisichella (Force India), 18. Kimi Raikkonen (Ferrari), Rit. Rubens Barrichello (Honda), Rit. Nelsinho Piquet (Renault).
Per fortuna c'è una speranza di allontanarci dalle polemiche quanto prima. Quella speranza è il gran premio d'Italia, ultimo della stagione europea, a una sola settimana di distanza dal controverso gran premio del Belgio.
Barrichello: "A Monza io ho vinto due volte!"
Raikkonen: "Io invece nessuna."
Barrichello: "La cosa sembra strana anche a me."
Raikkonen: "Io, invece, trovo strane molte altre cose. Perché sono finito fuori? Stavo semplicemente pensando al mio imminente contatto con la bottiglia di champagne invece che a guidare, non riesco a spiegarmelo..."
Barrichello: "Ci sono tante cose che anch'io non riesco a spiegarmi, come ad esempio il fatto che tu te ne sia stato imbambolato come una statua dopo avere vinto il mondiale. Io, al posto tuo, avrei pianto di gioia e mi sarei asciugato le lacrime con una bandiera del Brasile."
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