Ci sono cose che potrebbero esservi sfuggite, per esempio il fatto che da qualche mese a questa parte Roberto Merhi si sia accasato presso il Team Manor nell'Endurance.
Oppure potrebbe esservi sfuggito il fatto che dietro al soprannome "spazzino della pitlane" c'era una storia che forse non ho mai raccontato.
Quando oltre un anno fa venne alla luce una fotografia di Merhi che spazzava, rinnovata negli ultimi giorni da un'ulteriore foto di Merhi che spazza, anche nel WEC, realizzai che quel soprannome andava a pennello per lui, ma non era comunque qualcosa di completamente nuovo.
Tutto iniziò approssimativamente intorno al 2008, insomma, l'epoca in cui i commenti ironici ai gran premi esistevano, ma erano strettamente privati.
La dicitura di "spazzino del retrobox", che poi fu successivamente soppiantata, senza un motivo particolare, da quella di "spazzino della pitlane" nasceva per fare ironia sul fatto che i piloti destinati più dai media che dalla realtà dei fatti a un ruolo di "secondo piano" (o addirittura bollati come irrilevanti) potevano, per ironia della sorte, ritrovarsi in una posizione più privilegiata rispetto a quella iniziale.
Anche se all'epoca la cosa era usata più che altro per fare ironia sul fatto che, mentre i media proclamavano da mesi che Raikkonen avrebbe lottato a mani basse per il titolo dopo la vittoria del 2007, nel 2008 sia stato Massa quello che ha lottato per il titolo fino alla fine, lasciando intravedere che non sempre che le etichette che i media appioppano ai piloti si traducono in realtà, si è rivelata più adatta a Merhi di quanto potessi anche solo umanamente pensare.
All'inizio del 2015 era un po' la lumaca della Formula 1, mentre nel corso della stagione spesso è stato anche davanti a Stevens, invertendo quindi i pronostici.
In generale direi che è "spazzino della pitlane" chiunque, dopo essere stato bollato come irrilevante, riesce a fare di più di ciò che i più potevano anche solo aspettarsi.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
martedì 7 giugno 2016
lunedì 6 giugno 2016
Indycar 2016: #8 Detroit II (05/06/2016)
Ci eravamo lasciati con un commento che sosteneva che
Sato non si fosse minimamente avvicinato ai casini, ma il weekend, a quel
punto, era ancora piuttosto lungo e tante cose potevano accadere.
Doveva pensarlo anche il Piccolo Chilliiii, convinto di
potersi riprendere dopo una gara poco positiva. In generale dovevano pensarlo
in tanti... per esempio Aleshin, qualificato in quinta posizione, ben sette
posizioni davanti al suo amichetto francese che porta gli occhiali sotto al
casco, vincitore di Gara 1.
Direi, però, arrivati a questo punto, di elencare la
griglia di partenza con le 21 posizioni occupate dai piloti... *roll eyes*
1^ fila:
1. Pagenaud - Penske, 2. Hunter-Reay - Andretti
2^ fila:
3. Castroneves - Penske, 4. Dixon - Ganassi
3^ fila: 5. Aleshin - Schmidt, 6. Kanaan - Ganassi
4^ fila: 7. Rahal - Rahal, 8. Power - Penske
5^ fila:
9. Hawskworth - Foyt, 10. Montoya - Penske
6^ fila: 11. Kimball - Ganassi, 12. Bourdais - KVSH
7^ fila:
13. Muñoz - Andretti, 14. Hinchcliffe - Schmidt
8^ fila:
15. Chaves - Coyne, 16. Sato - Foyt
9^ fila: 17. Newgarden - Carpenter, 18. Rossi - Andretti
10^ fila: 19. Chilton - Ganassi, 2. Pigot - Rahal
11^ fila: 21. Daly - Coyne, 22. Andretti - Andretti
...e ho detto 21 perché sappiamo tutti che uno dei
soggetti sopra citati in realtà non esiste davvero, ma il suo nome viene
scritto per abbellire la grafica e per salvarci da lunghe notti insonni (dove
per "salvare da lunghe notti insonni" si intende "far addormentare",
il che è preoccupante, perché molti anni fa è stato detto che fossero i miei
topic a salvare tutti da lunghe notti insonni).
Voce fuori campo: "Autrice(C), smettila di prendere
per i fondelli Sonniferetti."
A proposito di Sonniferetti, un anno fa, in Gara 1 a
Detroit (il circuito dovrebbe chiamarsi Belle Isle pronunciato "bel
ail", se non sbaglio) Sonniferetti arrivo secondo! *inchino* E a rendere
quel weekend ancora più pittoresco arrivò quinto nella gara della domenica.
Questo weekend non solo non si è ripetuto in gara 1, ma
dalla posizione di qualifica in gara 2 sembrava ugualmente senza speranze di
ripetersi. In effetti lo era, ma non mettiamo il carro davanti ai buoi e non
mettiamo i tori davanti ai cavallini, se no rendiamo falsata anche la Indycar
nonostante l'assenza di tori e cavallini (in realtà l'assenza di cavallini
rende comunque la Indycar un prodotto scadente e non degno di essere seguito,
ma questo è un altro discorso).
SI PARTEEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHHHHHH! E che partenza!
Nemmeno con uno standing start sarebbero riusciti a impegnarsi per realizzare
un simile capolavoro. Basta dire che, dopo cinque minuti buoni, non avevo
ancora capito che cosa fosse accaduto e chi fosse il responsabile. In realtà
pare che nessuno sia stato ufficialmente riconosciuto responsabile del
misfatto, ma Hinchy ha messo le cose in chiaro nell'intervista post-ritiro,
intervista avvenuta qualcosa come due minuti contati dopo la bandiera verde.
Secondo Hinchy la colpa era tutta di Carletto Muñiz,
autore di una manovra che lo rendeva etichettabile come "very
stupid". E' trapelato che l'intenzione di Hinchy fosse quella di andare a
fargli la predica non appena gli fosse stato possibile.
Domanda epica che è stata posta a Hinchy: gli è stato
chiesto testualmente se per caso tra lui e Carletto non scorresse buon sangue e
fosse questa la ragione per cui Carletto gli ha tagliato la strada.
Mi è sembrata una domanda molto da facepalm, anzi,
aggiungiamoci un bel -ER rafforzativo, perché più che una domanda da facepalm
era una domanda da facepalmer, con tanto di banane. Purtroppo Hinchy ha dato
una risposta seria, perché sarebbe stato bellissimo se avesse risposto qualcosa
tipo: "sì, certo, gli sto antipatico per questo ha deciso che dovevamo
andare a sbattere in quattro alla prima curva".
Hinchy non è stato l'unico a ritirarsi, anche se
sfortunatamente l'altro ritirato non se l'è filato nessuno. Povero Chilliiii.
T.T A parte che il Piccolo Chilliiii con
due ritiri in due giorni consecutivi merita di essere punito venendo preso a
pizzicotti sulle guance dal Grande Chilliiii, ero molto affranta da tutto ciò,
ma mi è dispiacuto ancora di più che non ci siano state né interviste né nulla
che potesse mostrarmi la sua presenza illuminante. Forse si era nascosto da
qualche parte, scappando per le vie di fuga, tagliandole opportunamente? Può
darsi.
Il top dei top, comunque, è stato vedere che uno dei
soggetti coinvolti, che è riuscito a ripartire tranquillamente, è stato proprio
quello che, secondo quanto avevo appena finito di scrivere, si era finora
tenuto lontano dai casini. OH MY TAKU CRASH!!!11!!!1!!
Dopo il restart, in cui Sàimon partito dalla pole
position ancora non si era schiodato dalla prima posizione, seguivano HR, i
Brazilian Bros e Alesh-one-one-one!!111!!11!! a completare la top-5. Credevo
che fosse giunto finalmente il momento di gloria per i piloti russi e che
costui potesse conquistare un risultato di un certo spessore... poi però sono
arrivati il Detersivo e i due Penske Boyssss che stavano un po' più indietro a
litigare tra di loro, con Juanpablito che ha asfaltato Powaaaahhhh e si è
lanciato all'inseguimento del Detersivo, mentre Alesh-one-one-one!!111!!11!!!
precipitava verso il dimenticatoio e, purtroppo per lui, l'avremmo rivisto più
avanti. E, se dico purtroppo, credo che sia intuitivo che non l'abbiamo visto
invischiato in una situazione tanto memorabile. Di questo, comunque, ne
parleremo a suo tempo, quindi dite a Sebbiiiii di mettere da parte la baguette,
perché adesso abbiamo qualcosa di più importante su cui concentrarci.
Mentre davanti il sosia di Vin Diesel era uno dei primi
piloti di testa a rientrare ai box, lasciando la terza posizione, dietro
c'erano piloti che continuavano imperturbabili a scannarsi tra di loro.
Dubbio esistenziale: quale pilota è riuscito, nello
stesso momento, a saltare su un cordolo e contemporaneamente avere un contatto
con la vettura che lo precedeva? Quale pilota, dopo essere rientrato ai box in
concomitanza con quello contro il quale aveva appena cozzato, è riuscito a
superarlo tramite pit-stop quando non c'era riuscito in pista? Quale pilota
qualcosa come quindici giri più tardi sarebbe finito a muro da solo e avrebbe
terminato la propria gara contro un pannello dall'altra parte del tracciato?
...
...
...
...Juanpablino: "Non so perché, ma mi fischiano le
orecchie in questo momento."
Il Detersivo: "E magari ti brucerà anche il
posteriore, quando ci avrò infilato la mia bottiglia di detersivo!"
Juanpablino: "Senza offesa, ma sono io quello che ti
ha appena sfondato il posteriore."
Il Detersivo: "Sì, ma adesso ce l'hai alla mia
portata."
[15 giri dopo]
Juanpablino: "BANZAAAAAAAAAAAAAAAAIIIIIIIIIIIIII!
<3 Tora tora toraaaaaaaaaaaaaaaa!"
Il telecronista: "Non vorrei dirlo, ma Juanpablino
nelle ultime due gare, a Indianapolis e qui, ha crashato entrambe le
volte."
Juanpablino: "Allora non dirlo, specie considerando
che in mezzo a queste 'due ultime gare' c'è stata quella di ieri in cui sono
arrivato sul podio."
Come facilmente intuibile l'incidente di Juanpablino,
avvenuto esattamente al 35° giro, quindi a metà gara, ha provocato l'ingresso
della seconda safety car.
Mi aspettavo almeno che varie vetture rientrassero ai box
nonostante quelli davanti fossero in parte rientrati da solo una decina di giri,
ma tra i primi cinque (Sàimon, Vin Diesel, Sebbiiii, H3lio e HR) soltanto il
sosia di Vin Diesel è rientrato ai box. Dietro è rientrato anche Alex Non Sono
Valentino Rossi E Non Sono Neanche Suo Parente, ma nessuno se l'è filato
particolarmente perché tra Vin Diesel e Alex NSVR è stato Vin Diesel quello che
ha perso una marea di posizioni, un po' come se Detroit fosse un'estensione del
Brasile, patria in cui i brasiliani della Indycar di solito andavano con la
nuvola di Fantozzi sopra la testa.
Però mi sono detta "no, tutto sommato per i
brasiliani in generale non è che vada per tutti male" non appena al
restart H3lio ha lasciato passare un giro, dopodiché ha asfaltato Sàimon e si è
involato verso la gloria.
I telecronisti hanno iniziato a tirare fuori la storiella
che non vince da secoli e del fatto che bla bla bla stavolta bla bla bla poteva
vincere bla bla bla.
H3lio: "Non so perché, ma ho un brutto
presentimento. Sta per capitare qualcosa di negativo."
Voce fuori campo: "Per esempio i tuoi capelli sono
spettinati?"
H3lio: "ORROREHHHHHHH! No, non intendevo qualcosa di
così orripilante."
Hawskwskwskwskw: "Okay, davanti sono rientrati tutti
ai box a parte H3lio. Se accadesse qualcosa di strano, tipo che la mia vettura
si ferma all'improvviso, entrerebbe la safety car e sarebbe costretto a fare la
sosta 'under yellow' perdendo una miriade di posizioni e ritrovandosi
praticamente ultimo. Però H3lio non ha nulla di preoccuparsi, perché la mia
vettura non dà alcun segno di volersi fermare."
...
...
...
...
*musica da film dell'orrore*
...
...
...
Voce fuori campo: "Per caso questa è la colonna
sonora di 'Addio al kers prima di lasciare questo mondo'?"
Altra voce fuori campo: "Sì, esatto, è la traccia
numero 7, 'Ultimo DRS d'argento a Montreal'."
La vettura di Hawskwskwskwskwsk: "Ora mi fermo e
declamo al mondo un concetto di elevato contenuto culturale. Bienvenu au
Quebec."
Altra voce fuori campo: "OH MY JV!"
A proposito, ci sono momenti (molto rari) in cui sento la
mancanza di JV e in cui spero di vedere un giorno i suoi figli tinti di biondo
platino mentre si destreggiano sull'ovale di Indianapolis. Conto sulla speranza
che i telecronisti made in USA abbiano imparato a pronunciare nomi francofoni
nel frattempo, ma ne dubito fortemente e ciò mi preoccupa.
Davanti alcuni cavalieri erranti della diversa strategia
sono rimasti in pista, pur non essendosi fermati prima della safety car: tali
cavalieri erranti della diversa strategia erano Bourdais, Kimball, Rahal e
quello che per qualche ragione non porta il numero 46 ma il numero 98.
Sebbiiii doveva recuperare terreno e staccare chi aveva
dietro.
A un certo punto si è ritrovato attaccato al posteriore
del doppiato di turno.
Il doppiato di turno era
Alesh-one-one-one!!!111!!11!!!!!!
Speravo che ostacolasse Sebbiiii in modo da guadagnarsi
almeno un saluto poco elegante, ma non è accaduto niente di tutto ciò che
potesse dare un po' di brio a quel momento.
I primi quattro sono rientrati poco dopo, mentre la gara
volgeva verso la fine, ma nei sette o otto giri in cui Sebbiiii è rimasto in
testa ho sentito innumerevoli sviolinate nei suoi confronti da parte dei
telecronisti, perché Sebbiiii ha vinto tanti titoli, ha vinto tante gare, ha
una grande esperienza, ha gareggiato in Formula 1 e in Endurance, ha gareggiato
su circuiti standard, circuiti cittadini, ovali e quant'altro, eccetera,
eccetera, eccetera.
Tutti quegli elogi non mi sarebbero nemmeno sembrati
strani se.........
L'Autrice(C): "Oh my Feliiii cry, sbaglio o uno dei
telecronisti è Paul Tracy?!?!?!?!?!?!?"
Voce fuori campo: "Credo di sì."
A quel punto mi sono sentita molto sollevata, per varie
ragioni:
1) la Indycar è meno seguita dalle fangirl rispetto ad
altre serie;
2) le fangirl non saprebbero dei trascorsi di Sebbiiii e
Paul Tracy;
3) dalle precedenti affermazioni è abbastanza plausibile
che non mi capiti mai di leggere fan fiction slash Bourdacy."
Tracyyyy: "Sono già terrorizzato dal nome."
Sebbiiii: "Naaaaahhhh, sei terrorizzato dalla
prospettiva che non avrai mai la mia baguette."
Tracyyyy: "Io sono più stylish di te."
Sebbiiii: "Io con gli occhiali indosso non sembro
uno scolaretto 12enne."
Tracyyyy: "Però te li rompo."
Sebbiiii rimane senza occhiali.
"OMG, va bene che mi mancano millemila diottrie, ma
quando ti guardo senza occhiali mi sembri incredibilmente sexy. *-* Ty
LoWo!!!11!!!11!! ti ho sempre lowato!!111!!!!11!!"
Tracyyyy: "E va bene, te lo confesso, ti lowo
anch'io!!!11!!!!1!!!! Dovremmo sposarci e adottare Conor Daly come
figlio."
Sebbiiii: "Perché proprio Conor Daly?"
L'Autrice(C): "Okay, non voglio sapere perché
proprio lui. Abbandono la mia carriera nascente di scrittrice di Bourdacy e mi
dedico a cose più serie, tipo la conclusione di questo commento. Facciamo un
passo indietro e torniamo al restart dove..."
Powaaaaahhhh: "POWAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH!"
Non c'è stato nulla che la baguette di Sàimon abbia
potuto fare: è stato asfaltato dal compagno di squadra, che è andato incontro
alla prima vittoria stagionale.
In conclusione a Detroit hanno vinto sia Powahhhhh sia il
suo amichetto Sebbiiii.
RISULTATO
1. Will Power - Penske 1:42:22.267
Sarebbe stato bello se avesse alzato il dito per
celebrare, ma purtroppo non l'ha fatto.
2. Simon Pagenaud - Penske +0.920
In pratica si è fatto asfaltare in due restart su tre.
3. Ryan Hunter-Reay - Andretti +1.471
A un certo punto non l'ho più notato, ma è finito sul
podio.
4. Josef Newgarden - Carpenter +2.460
Questo sinceramente non l'ho notato e basta.
5. Scott Dixon - Ganassi +3.157
Qualcuno dovrebbe spiegare a Montoya che è un detersivo,
non un tombino.
6. Conor Daly - Coyne +7.126
Sìììììììììììì! *-* Non mi ero accorta che fosse arrivato
così in su. I Bourdacy saranno molto soddisfatti.
7. Tony Kanaan - Ganassi +11.301
Si è salvato almeno in parte dalle macumbe.
8. Sebastien Bourdais - KVSH +12.936
Avevo sperato che accadesse qualche imprevisto e che
potesse vincere di nuovo, ma non si può avere tutto dalla vita.
9. Marco Andretti - Andretti +26.420
Come arrivare in top-10 senza farsi notare.
10. Takuma Sato - Foyt +27.710
Come smentire l'Autrice(C) in tre secondi contati.
11. Graham Rahal - Rahal +28.041
Tre decimi di gap da Takuuuu? Deve essersela vista
brutta.
12. Alexander Rossi - Andretti +28.550
In caso ci fosse qualche imprevisto ma non andasse a
favore di Bourdais, era la mia seconda speranza.
13. Gabby Chaves - Coyne +29.253
Anche lui è giovane, credo. Potrebbero adottarlo i
Bourdacy.
14. Helio Castroneves - Penske +29.663
Qualora i suoi colleghi abbiano avuto un attacco
collettivo di diarrea, la colpa deve essere degli accidenti che ha tirato.
15. Carlos Muñoz - Andretti +30.487
Ma alla fine al via cos'ha fatto?
16. Charlie Kimball - Ganassi +30.692
E questo come è finito così indietro dopo l'ultima sosta?
17. Mikhail Aleshin - Schmidt +1:10.522
Spero che prima o poi possa essere protagonista di un
duello contro Sebbiiiii per il controllo del mondo.
18. Spencer Pigot - Rahal +3 Laps
Non so che fine abbia fatto.
19. Jack Hawksworth - Foyt +22 Laps
Temo che sia quello che ha avuto l'attacco di diarrea più
violento.
20. Juan Pablo Montoya - Penske +37 Laps
Qualcuno gli spieghi che Dixon non è un tombino.
21. James Hinchcliffe - Schmidt +70 Laps
La sua intervista iniziale avrebbe dovuto essere più
pittoresca.
22. Max Chilton - Ganassi +70 Laps
Spero che Tom gli pizzichi le guance al più presto.
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Indycar anni 2010
domenica 5 giugno 2016
Indycar 2016: #7 Detroit I (04/06/2016)
Il modo migliore per iniziare questo commento è spendendo
una buona parola per la Indycar, perché quando non puoi vedere la diretta
troverai sempre un video dove vederla su Youtube in tempi brevi.
In realtà le gare vengono pubblicate anche sul profilo
ufficiale della Indycar, ma siccome vengono editate per togliere tutte le
pubblicità lì si tratta di aspettare almeno un paio di giorni. Nelle versioni
pubblicate dagli utenti random invece no, magari la gara c'è alle 21.30/22.00
del sabato sera e la domenica mattina alle dieci o alle undici la gara è già
presente.
Non avendo visto la gara in diretta non saprei dire se
sia iniziata alle 21.37, alle 21.47, alle 21.57 o a che ora esattamente, ma non
soffermiamoci su queste sottigliezze e concentriamoci sui dati di maggiore
spessore: questo è il weekend di Detroit e a Detroit funziona che ci sono due
gare, ciascuna preceduta dalla propria qualifica... Quindi in gara 2 non c'è
come griglia di partenza l'ordine d'arrivo della gara precedente, non ci sono
griglie di partenza invertite o quant'altro. Poi sì, in passato in occasione di
doppie gare è capitato che in Indycar scegliessero anche procedure quantomeno
discutibili per delineare la griglia di partenza di gara 2, ma quella era
un'epoca passata che fortunatamente è stata dimenticata.
La versione che ho trovato della gara era con telecronaca
spagnola (probabilmente latino-americana), che è iniziata con tanto di elogio
al team Penske e con osservazioni sul fatto che fossero i favoriti.
Effettivamente, guardando la griglia di partenza, lo si
poteva anche pensare, dato che era la seguente:
1^ fila:
1. Pagenaud - Penske, 2. Castroneves - Penske
2^ fila:
3. Montoya - Penske, 4. Hinchcliffe - Schmidt
3^ fila:
5. Muñoz - Andretti, 6. Dixon - Ganassi
4^ fila: 7. Kanaan - Ganassi, 8. Kimball - Ganassi
5^ fila: 9. Power - Penske, 10. Rahal - Rahal
6^ fila:
11. Sato - Foyt, 12. Aleshin - Schmidt
7^ fila:
13. Bourdais - KVSH, 14. Newgarden - Carpenter
8^ fila:
15. Hunter-Reay - Andretti, 16. Daly - Coyne
9^ fila: 17. Rossi - Andretti, 18. Chilton - Ganassi
10^ fila: 19. Andretti - Andretti, 20. Chaves - Coyne
11^
fila: 21. Pigot - Rahal, 22. Hawskworth - Foyt
La gara prevedeva settanta giri ed è iniziata con uno
sventolamento di baguette e di piume: con Sàimon (orroreehhhhhh! ma questo lo
sa che lo chiamano tutti sAImon? e, se sì, perché non è ancora intervenuto
decapitandoli ad uno ad uno con la baguette) e H3lio quasi affiancati.
"Lado a lado, mano a mano" ha detto il telecronista, che tradotto
dovrebbe significare più o meno "fianco a fianco, mano nella mano".
Ora, non so nemmeno se sAImon e H3lio sarebbero felici di stare mano nella
mano, ma qualche dubbio in proposito ce l'ho; forse è comunque il caso di
soprassedere.
Le posizioni si sono consolidate abbastanza in fretta,
con Sàimon che manteneva la leadership e con H3lio che, con molta calma,
seguiva stando a debita distanza. Terzo c'era quel tipo alto e longilineo,
biondo con gli occhi azzurri e con l'aria da principessa che ama saltare sui
tombini...
...
...
...
...oh, wait, wait, wait, questo l'abitudine di saltare
sui tombini ce l'ha, però non ha l'aria da principessa, non è biondo con gli
occhi azzurri, non è alto, ma soprattutto non è longilineo (NB. prima che qualcuno
mi accusi di essere una "body shamer", la corporatura di Montoya non
mi causa nessun problema e anzi, sono molto soddisfatta per lui che il fatto di
non essere esattamente uno scheletro non gli abbia impedito di avere una
brillante carriera, ma essere in evidente sovrappeso è abbastanza raro tra i
piloti).
Sàimon e H3lio stavano indisturbati in prima e seconda
posizione mentre, già dopo pochi giri, indietro varie vetture iniziavano a
rientrare ai box... e in realtà neanche tanto indietro: Juantombino è rientrato
già al 10° gro e in quel momento il Piccolo Chilliiii si è sacrificato per una
giusta causa, quella di ottenere due secondi di popolarità andando a stamparsi
contro a un muro.
A difesa del Piccolo Chilliiii va detto che è molto
plausibile che avesse già rotto qualcosa, al momento in cui ha perso il
controllo della macchina. In realtà, comunque, a nessuno importava niente né di
dare addosso al Piccolo Chilliiii né di difenderlo da accuse infamanti, in
quanto la priorità era un'altra, ma di questo ne parleremo tra un po'.
Quello che conta è che oggi, quando finalmente ho visto
la gara e sono successivamente entrata su Twitter, che prima avevo evitato come
la peste per evitare spoiler, ho trovato gente che parlava (anche se
velatamente) di Indycar sul mio dashboard. L'argomento portante era proprio il
Piccolo Chilliiii e l'argomento di conversazione era: è mai finito contro un
muro in gara quando era in Formula 1? Dopo varie elucubrazioni sono arrivati a
una risposta: sì, a Monza nel 2014, per intenderci, quella volta che saltò su
un cordolo, confermandosi un piccolo juanpablito dei poveri (se non sapete di
quale momento della carriera in F1 del Piccolo Chilliiii io stia parlando,
credo che sia abbastanza normale perché, tra i pochi incidenti che ha avuto
Chilliiii in gara, quello è stato l'unico veramente anonimo, ben diverso
dall'impresa eroica in cui scaraventò Pastorone contro le barriere, seminò il
panico e proseguì indisturbato senza eccessivi danni alla vettura).
Torniamo a noi. La cosa più pittoresca dell'incidente di
Chilliiii è stato che la grafica, per qualche momento, ha segnalato l'ingresso
della safety car come "redflag" e io ero lì con un'espressione da
what the f*ck.
La cosa più importante, invece, è che sia Sàimon sia
H3lio non erano rientrati ai box e farlo in presenza della safety car avrebbe
significato ritrovarsi nelle retrovie. Quindi sono rimasti fuori, esattamente
come Carletto Muñiz.
Occupiamoci del restart! Powaahhhhhh! Powaaahhhhh!
Powahhhhh! Juanpablito ha visto subito una sagoma che lo affiancava e lo
superava facendogli una pernacchia, ma non ha avuto il tempo di capire di che
cosa si trattasse. Evidentemente Powaaaahhhh in quel momento era troppo concentrato
sull'andare a prendere anche Carletto Muñiz per perdere tempo ad alzare il dito
per farsi riconoscere.
In effetti per Powaaaaahhhh è un po' come una carta di
identità. Probabilmente ogniqualvolta deve entrare laddove è richiesto esibire
un documento gli basta alzare il dito per essere universalmente riconosciuto
(sì, lo so, le mie osservazioni non sono di buon gusto, un po' come quelle che
il fratello commediante di Powahhhh fa di solito a proposito di Bourdais).
Dunque, dunque, ricapitoliamo un po': Sàimon era primo
davanti a H3lio e al terzo posto è risalito Powaaaahhhhh. Non mi è chiaro se
quest'ultimo abbia superato anche H3lio, ciò che mi è chiaro è che il primo
pit-stop di chi non ne aveva ancora fatti (AKA Sàimon, H3lio e Carletto) è
avvenuto soltanto pochi giri prima di Powaaahhhhh. Juanpablito, che
evidentemente si era fermato dopo rispetto a Powaaaaahhhh, ha proseguito invece
di più e in seguito abbiamo visto anche un accenno di duello tra i due. Speravo
in qualche sportellata, ma evidentemente questi due in pista vanno più
d'accordo di quanto potrebbe sembrare: niente sportellate.
Più o meno al 40° giro, mentre l'argomento clou era
l'arrivo della pioggia, Hinchcliffe ha fatto la danza della pioggia nel bel
mezzo della pista e per l'esattezza andando a finire contro un muro. Il
risultato è stato un secondo ingresso della safety car, oltre che un
plot-twist: alcuni piloti, tra cui Juanpablito, non sono rientrati ai box in
branco, diversamente da tutti gli altri.
Poi c'è stato un altro plot-twist: Powahhhh è stato
abbandonato per strada dalla sua monoposto, l'abbiamo visto fermo in una via di
fuga durante il periodo della SC.
Tornando a noi non si erano fermati: Juanpablito, Grammo
Reale, il detersivo (già protagonista nelle fasi iniziali di un pit-stop poco
riuscito), Sebbiiii, Dalyyyy e Chavessss, anche se quest'ultimo deve essere
rientrato ai box dopo il restart, perché è uscito di scena e ho letto il suo
nome nelle retrovie.
Da ciò che dicevano i telecronisti, sembrava che la gara
dovesse decidersi a una quindicina di giri dal finale, al momento dei pitstop
di Juanpablito e del Detersivo, che nel frattempo era risalito in seconda
posizione.
Juanpablito è uscito dietro a Sàimon.
Il Detersivo è uscito dietro a Sàimon, ma davanti a
Juanpablito...
...
...
...
...poi ha iniziato a rallentare: bye bye Detersivo.
Pochi giri più tardi, quando ne mancavano una decina al
finale, Juanpablito ha superato prima Sàimon e poi H3lio, portandosi in terza
posizione.
Il plot-twist che non avevo tenuto in considerazione,
però, era che i due che stavano là davanti non avevevano la benché minima
intenzione di fare un'altra sosta, essendosi presumibilmente fermati poco prima
dell'ultimo ingresso della safety-car.
Secondo c'era Dalyyyy.
Primo c'era l'unico intramontabile Sebbiiii, il pilota
che porta gli occhiali sotto al casco. #EpicWin.
...Dove per "epic win" si intende che Sebbiiii
è rimasto in testa fino alla fine, conquistando una vittoria che, viste le
premesse iniziali, tutto sommato qualcosa di pittoresco ce l'ha avuto.
Sebbiiii: "In c*lo a
Powaaaahhhhh!!!111!!!111!!"
Powahhhh: "Nobody loves me."
Sebbiiii: "Ma soprattutto in c*lo al bambinetto
russo che cerca di rovinare la mia esistenza!!!11!!111!!11!! incurante del
fatto che io abbia vinto quattro titoli e 30+ gare!!!11!!111!!!11!!"
Voce fuori campo: "Non sei credibile. In una simile
affermazione dovresti metterci almeno una ventina di 'f*ck'."
NDA: stavo per scriverlo come "f-word" invece
di "f*ck", ma mi sembrava ridicolo (e mi sembra ridicolo anche quando
scrivo in inglese) per cui ho lasciato perdere.
Effettivament, in ogni caso, Sebbiiii non è credibile: il
Vettel della Indycar è Powaaaahhhh, dopotutto hanno le stesse usanze, l'unica
differenza è che alzano un dito diverso.
RISULTATO
1. Sebastien Bourdais - KVSH 1:40:51.683
Il momento che preferisco delle vittorie di Sebbiiii è
che lo inquadrano mentre si toglie gli occhiali per togliersi il casco e poi si
rimette gli occhiali. Ha il suo perché.
2. Conor Daly - Coyne +2.040
Ogni tanto capita che faccia il figo tra le prime
posizioni. Sono felice che stavolta sia riuscito a fare il figo anche negli
ultimi giri.
3. Juan Pablo Montoya - Penske +5.706
Il grigio ingrassa.
4. Graham Rahal - Rahal +7.479
Non ho fatto molto caso a lui, se non quando è rimasto in
pista mentre tutti andavano ai box in branco.
5. Helio Castroneves - Penske +40.013
All'incirca, deve essere risalito in top-5 al momento del
ritiro del Detersivo.
6. Carlos Muñoz - Andretti +40.759
Dopo l'ultimo pit-stop ho fatto poco caso a lui.
7. Ryan Hunter-Reay - Andretti +42.299
Questo non l'ho notato praticamente mai.
8. Charlie Kimball - Ganassi +44.469
Idem.
9. Tony Kanaan - Ganassi +45.583
Idem^2.
10. Alexander Rossi - Andretti +48.296
Storiella del giorno: secondo i telecronisti ispanici (mi
rendo conto che questo termine potrebbe significare qualcosa di diverso per i
murricani, ma non facciamoci caso), dopo il suo successo alla Cinquecento
Miglia di Indianapolis, vista la sua crescente popolarità, spesso si è sentito
rivolgere le seguenti domande, "tu e Valentino Rossi siete parenti?",
la cui risposta è stata no, e "sei italiano?", la cui risposta credo
che sia stata ugualmente no (anche se effettivamente non so quale sia il
significato che negli States danno al termine "italiano", che
potrebbe anche coincidere con "ho un lontanissimo antenato emigrato
dall'Italia duecento anni fa e, siccome fingere di appartenere a una minoranza
etnica mi rende meno problematic, mi spaccio per italiano, cosa confermata dal
fatto che il mio piatto preferito sia la pineapple pizza", cosa che però
vedrei meglio come comportamento in stile Tumblr più che da gente seria).
11. Takuma Sato - Foyt +51.106
Stavolta non si è minimamente avvicinato ai casini.
12. Gabby Chaves - Coyne +51.325
Non sono poi così sicura che abbia effettuato un tardivo
pitstop. Esiste la possibilità che si sia perso per strada da solo dopo il
restart.
13. Simon Pagenaud - Penske +52.531
Ha perso posizioni alla fine e per un attimo non ci ho
capito un tubo, perché i telecronisti hanno pensato bene di mettersi a parlare
di Montoya in concomitanza e credevo che fosse Montoya a perdere posizioni.
14. Josef Newgarden - Carpenter +1:06.235
Ecco un altro a cui non ho fatto molto caso.
15. Mikhail Aleshin - Schmidt +1:14.142
Male, anzi, malissimo, il duello Bourdais vs Aleshin
viene stravinto da Bourdais. Ora per parcondicio voglio una vittoria di
Aleshinnnn in gara 2! *-*
16.
Marco Andretti - Andretti +1 Lap
Error
404, not found.
17.
Spencer Pigot - Rahal +1 Lap
Non mi sono accorta nemmeno di lui, in realtà, ma mi pare
meno preoccupante di quello precedente, che puntualmente non noto da molto
tempo.
18.
James Hinchcliffe - Schmidt +5 Laps
Bel
balletto.
19. Scott Dixon - Ganassi +14 Laps
E' stata una giornata sfortunata per il detersivo.
20. Will Power - Penske +26 Laps
Anche per l'altro detersivo. Per caso a Detroit sono
degli zozzoni che non lavano mai la biancheria?
21. Max Chilton - Ganassi +62 Laps
Povero Piccolo Chilliiii... stavolta non ha nemmeno avuto
tempo di studiare percorsi alternativi tagliando le chicane. T.T
22. Jack Hawksworth - Foyt +70 Laps
Credo che non sia proprio partito. Per quel poco che l'ho
visto, l'ho visto fermo ai box mentre tutti gli altri stavano partendo. Il
fatto che abbia 70 giri di ritardo dal vincitore è una prova lampante!
venerdì 3 giugno 2016
T.T
R.I.P. Luis Salom (07.08.1991-03.06.2016)
mercoledì 1 giugno 2016
Chi ben comincia, comincia dalla passerella
Ci sono gare che meritano un fotocommento.
In realtà lo stesso Gran Premio di Montecarlo 2016 potrebbe avere tutte le carte in regola per meritarne uno.
Potrebbe, lo ribadisco... Perché di fronte alla sfilata di Amber Lounge tutto passa in secondo piano.
In realtà mi chiedo anche perché i Nico^2 non siano stati invitati a sfilare in passerella, ma questo è un dettaglio su cui direi di soprassedere, perché abbiamo qualcosa di più importante di cui occuparci.
Partiamo da Daniel Ricciardo: il suo sorriso in stile Dani-Smile non credo sia esattamente ciò che ci si aspetta durante una sfilata, ma soprassediamo.
Proseguiamo con Marcus Ericsson: visti i suoi denti accavallati e alla sua propensione a sorridere a bocca spalancata, sono molto soddisfatta del fatto che non sorrida.
Accanto a lui c'è un bambino che fa il paggetto a un matrimonio... ah, no, mi sono sbagliata, si tratta di Pascal Wehrlein.
Accanto a lui c'è Esteban Ocon... uno che faccio meglio a non commentare, perché per "Ocon" dalle mie parti, dialettalmente, si intende qualcosa di cui preferirei evitare di parlare.
Il tizio in beige è presumibilmente qualcuno che ha a che vedere con Amber Lounge e il tipo che gli stava accanto mi ha dato l'impressione, in un primo momento, di non essere abbastanza giovane per essere un pilota invitato alla sfilata.
Poi ci sono Rio Haryanto, Felipe Nasr e Jolyon Palmer, gli unici che, a mio parere, ha senso che possano stare su una passerella.
Adesso, però, torniamo a quello con la cravatta blu, perché a un certo punto mi sono accorta che non ero io che avevo le traveggole.
OH MEU DIOSSSSSSSS!!!!111!!1111!! esssssssssstà el nuessssssssstro amigo Marc Gené! *-*
Ecco, di fronte al Nuesssssssstro Amigo Gené, credo che tutto il resto perda d'importanza. Questo è stato il momento clou del gran premio di Montecarlo.
martedì 31 maggio 2016
Il mio commento post-gara al GP di Montecarlo [dal forum F1GC]
29/05 h.17.00
Aaaawwww, ma che bel garone con retrogusto di erba messicana! <3
Il pranzo oggi l'abbiamo fatto a una sagra di paese, ma per fortuna come da buona tradizione i pranzi con la nonna si fanno intorno alle 12.00 (che è comunque oltre mezz'ora più tardi del mio orario di pranzo durante i giorni lavorativi) quindi alle due ero già a casa davanti alla TV.
Partenza dietro la safety car, con il Sommo Bernd in testa alla gara, dopodiché Banana-Jolly ha vinto la Palma d'Oro come sfasciacarrozze settimanale.
Anche altri piloti hanno dato spettacolo, tipo Raikkonen che cercando disperatamente pannelli del Rolex da abbattere è invece andato contro una barriera, poi Kmag e J.Mirtillo (cit.), poi Verstappino, infine........ OH MY FELIIIIII CRY! :aah: :aah: :aah:
Già quando hanno detto a Nasr di far passare Ericsson mi sono fatta un bel po' di risate per via dell'assonanza del nome "Felipe Nasr" con quello di un altro pilota. Però è stato fighissimo quando Ericsson ha cercato di superare Nasr e i due hanno crashato per i fatti loro. :lol:
Il momento clou della gara è stato a mio parere quando Wehrlein ha sorpassato Bottas. :inchino:
E poi quando teneva dietro Grosjean! :woot: :woot: :woot:
Tra l'altro l'ha tenuto dietro fino al traguardo anche se poi avendo collezionato penalità come se fossero la raccolta punti del supermercato, Grosjiiii gli è stato classificato davanti.
Confessione random: quando Hamilton e Ricciardo hanno messo le gomme ultra-soft (forse voi ragazzi non cogliete il dettaglio, ma a me pare un po' una denominazione da assorbente) e super-soft pensavo si fermassero per un altro stop e per qualche istante mi sono illusa che Perez potesse addirittura vincere la gara. E' inutile dire che avrei trovato la cosa molto pittoresca, ma comunque un podio della Force India è (quasi) altrettanto pittoresco.
Mi dispiace per Ricciardo, avrebbe potuto seriamente vincere senza l'errore ai box.
Aaaawwww, ma che bel garone con retrogusto di erba messicana! <3
Il pranzo oggi l'abbiamo fatto a una sagra di paese, ma per fortuna come da buona tradizione i pranzi con la nonna si fanno intorno alle 12.00 (che è comunque oltre mezz'ora più tardi del mio orario di pranzo durante i giorni lavorativi) quindi alle due ero già a casa davanti alla TV.
Partenza dietro la safety car, con il Sommo Bernd in testa alla gara, dopodiché Banana-Jolly ha vinto la Palma d'Oro come sfasciacarrozze settimanale.
Anche altri piloti hanno dato spettacolo, tipo Raikkonen che cercando disperatamente pannelli del Rolex da abbattere è invece andato contro una barriera, poi Kmag e J.Mirtillo (cit.), poi Verstappino, infine........ OH MY FELIIIIII CRY! :aah: :aah: :aah:
Già quando hanno detto a Nasr di far passare Ericsson mi sono fatta un bel po' di risate per via dell'assonanza del nome "Felipe Nasr" con quello di un altro pilota. Però è stato fighissimo quando Ericsson ha cercato di superare Nasr e i due hanno crashato per i fatti loro. :lol:
Il momento clou della gara è stato a mio parere quando Wehrlein ha sorpassato Bottas. :inchino:
E poi quando teneva dietro Grosjean! :woot: :woot: :woot:
Tra l'altro l'ha tenuto dietro fino al traguardo anche se poi avendo collezionato penalità come se fossero la raccolta punti del supermercato, Grosjiiii gli è stato classificato davanti.
Confessione random: quando Hamilton e Ricciardo hanno messo le gomme ultra-soft (forse voi ragazzi non cogliete il dettaglio, ma a me pare un po' una denominazione da assorbente) e super-soft pensavo si fermassero per un altro stop e per qualche istante mi sono illusa che Perez potesse addirittura vincere la gara. E' inutile dire che avrei trovato la cosa molto pittoresca, ma comunque un podio della Force India è (quasi) altrettanto pittoresco.
Mi dispiace per Ricciardo, avrebbe potuto seriamente vincere senza l'errore ai box.
lunedì 30 maggio 2016
Indycar 2016: #6 INDIANAPOLIS 500 (centesima edizione)
Domenica 29 Maggio 2016: a Indianapolis si svolge la 100esima edizione della Indy 500 e, per quanto questa gara sia già di per sé una delle gare automobilistiche più affascinanti al mondo, il fatto che abbia raggiunto la sua 100esima edizione la rende ancora più affascinante.
La prima che ho seguito in streaming, se non vado errata, deve essere quella del 2013 (dato che quella del 2012 ricordo di averla vista su youtube), ma ad oggi grazie a Youtube ho visto tutte le edizioni a partire dal 1996 (in realtà nel corso degli anni ho anche visto tutte le stagioni di Indycar e Cart/Champ Car dal 1996 in poi, ma quello è un altro discorso) e mi sono resa conto nel vero senso della parola di quanto possa essere ricca di colpi di scena e spesso possa portare a risultati inaspettati.
Prima di parlare del risultato inaspettato e della gara, però, è bene occuparci un po' della entry list: soltanto 33 partecipanti quest'anno, ciò significa che si sono qualificati tutti quanti.
Facciamolo con la griglia di partenza sottomano, presentando i nostri 33 eroi partendo dagli ultimi, un po' come avviene nella sorta di sfilata pre-gara. E poi partiamo dagli ultimi, perché gli ultimi saranno i primi... anzi, no, ma talvolta capita che nemmeno i primi siano i primi.
GRIGLIA DI PARTENZA
1^ fila: 1. James Hinchcliffe, 2. Josef Newgarden, 3. Ryan Hunter-Reay
2^ fila: 4. Townsend Bell, 5. Carlos Muñoz, 6. Will Power
3^ fila: 7. Mikhael Aleshin, 8. Simon Pagenaud, 9. Helio Castroneves
4^ fila: 10. Oriol Servia, 11. Alexander Rossi, 12. Takuma Sato
5^ fila: 13. Scott Dixon, 14. Marco Andretti, 15. J.R. Hildebrand
6^ fila: 16. Charlie Kimball, 17. Juan Pablo Montoya, 18. Tony Kanaan
7^ fila: 19. Sebastien Bourdais, 20. Ed Carpenter, 21. Gabby Chaves
8^ fila: 22. Max Chilton, 23. Sage Karam, 24. Conor Daly
9^ fila: 25. Pippa Mann, 26. Graham Rahal, 27. Matthew Brabham
10^ fila: 28. Bryan Clauson, 29. Spencer Pigot, 30. Stefan Wilson
11^ fila: 31. Jack Hawskworth, 32. Buddy Lazier, 33. Alex Tagliani
In ultima fila troviamo un canadese rimasto coinvolto una decina d'anni fa in una rissa con Paul Tracy, il vincitore della Indy 500 del 1996 e uno che ha un nome incomprensibile. Esattamente davanti troviamo ecologista alto un metro e novantacinque, un bambino proveniente dalla Indylights e uno che ha l'obiettivo di prendere parte a 200 gare di categorie random in un anno oltre che quello di continuare ad aggiornare il profilo twitter del suo cane. Ancora più avanti troviamo un nipote di Jack Brabham, il marito di Courtney Force e la Pippa-Man con la sua macchina rosa. Passando all'ottava fila troviamo un ragazzino, un altro ragazzino e un altro ragazzino ancora il cui nome è noto ai più perché andava piano ma sano e lontano al volante della Marussia in Formula 1. Davanti ci sono un altro ragazzino, uno che non è più un ragazzino ma non è neanche particolarmente vecchio e l'unico pilota che porta gli occhiali sotto al casco. Poi più avanti ci sono il vincitore del 2013 che ha 41 anni ma non importa a nessuno, Juanito che di Indy 500 ne ha vinte due di cui una l'anno scorso che di anni ne ha quasi 40 ma ugualmente non importa a nessuno, oltre che l'unico pilota diabetico. In quinta fila c'è quel genio che nel 2011 si è stampato contro il muro all'ultima curva mentre era in testa, c'è un sonnifero vivente e c'è un kiwi neozelandese che i telecronisti insistono a chiamare "iceman". Più avanti c'è il "piccolo samurai giapponese" alto un metro e un tappo, poi c'è uno che non è Valentino Rossi almeno 25 centimetri più alto del samurai (bellissimo vederli affiancati l'uno all'altro) e oltre a loro uno che forse è vicino ai quarant'anni. In terza fila ci sono ultraquarantenne sudamericano con i capelli sempre in ordine, uno che gli somiglia vagamente con dieci anni di meno ma senza charme sudamericano, nonché l'amichetto russo di Bourdais. In seconda fila c'è un campione di sventolamento del dito medio, con accanto a lui uno che a Indy è arrivato secondo anni fa in modo più normale di Hildy... e poi c'è nonno Townsend, decisamente il pilota più anziano presente al via! In prima fila troviamo invece uno che si porta sempre i figli al seguito (figli che rappresentano la versione Indycar di Felipinho Massa), un tipo biondo simil-Raikkonen e, in pole position, uno che l'anno scorso a Indianapolis si è rotto un po' di ossa.
Ore 18.30 o giù di lì: dopo qualcosa come un'ora e mezza di inni nazionali, inni dell'Indiana, inni di non so cos'altro, militari che pregavano, gente che urlava in branco "start your engines" e quant'altro, finalmente è arrivato il momento della bandiera verde... e dico "finalmente" in tutti i sensi.
C'è stata innanzi tutto una prima parte di gara piuttosto tranquilla, durata 48 giri, al termine dei quali c'è stata una "caution for debris", quindi tutto sommato la gara era ancora piuttosto tranquilla.
In quei 48 giri abbiamo assistito a un duello tra Hinchy e HR per la leadership, con le posizioni tra i due che si sono alternate più volte.
Dietro c'era Bell, che è un soggetto pittoresco perché chiamarsi all'incirca Campana Spedita Dalla Città renderebbe pittoresco chiunque. L'ho visto terzo, l'ho visto quarto, l'ho visto che lottava per la terza posizione con Nuovogiardino, ma quello che conta è che al 44° giro ha preso la testa della gara! #EpicWin.
Ha strappato la leadership a HR, credo, perché HR era in testa dopo il primo pitstop in regime di "green flag".
Sono andati tutti insieme e appassionatamente ai box in occasione dell'ingresso della safety car e il principale stravolgimento (oltre che Hinchy era rimasto un po' attardato) è stato che HR è tornato in testa, mandando in frantumi tutti i sogni di gloria di Campana Spedita Dalla Città. Quest'ultmo dopo avrebbe avuto occasione di vendicarsi mandando in frantumi ben altro, ma non anticipiamo le cose e occupiamoci di cose di un certo livello.
Per esempio ai box c'è stato un po' di caos.
Il sosia di Vin Diesel si è lamentato via radio che "Power put me in the wall", ma questo era il minimo. Powaaaahhhh è stato penalizzato per unsafe release, ma questo non è fondamentale per la comprensione degli avvenimenti. Quello che è fondamentale è che, dopo un duello per la leadership tra HR e Nuovogiardino al restart, Campana si è fatto vedere di nuovo nelle zone alte e ho ancora una volta ipotizzato che l'old boy della Indy 500 potesse deliziarci ancora a lungo.
Al 64° giro, incurante del fatto che il suo ruolo primario sia quello di abbattere tombini, Juanpablito è andato a stamparsi contro un muro. Quando è sceso dalla vettura mi sembrava un po' sconvolto. Nelle interviste successive, invece, mi sembrava giù più normale.
La tuta grigia metteva in mostra la sua silouette particolarmente slanciata...
...
...
...
...Okay, okay, va bene che questo è un commento ironico, ma non perdiamoci in queste sottigliezze (dove per "sottigliezza" non mi riferisco esattamente alla corporatura di Juanpablito, che sta lievitando giorno dopo giorno, il che mi incuriosisce perché di solito i piloti iniziano a lievitare solo dopo la fine della carriera).
Sta di fatto che è entrata la safety car, sono rientrati tutti ai box in branco tranne Powahhhhh, che ha fatto il figo in prima posizione per un nanosecondo. Poi la gara è ripartita, in lotta per il primo posto c'erano Hinchy e HR, con H3lio che si è avvicinato e ha superato Hinchy dopo che quest'ultimo era già stato superato da HR.
Al 94° giro, mentre H3lio era in testa, Saggio Caramella è andato a sbattere dopo un contatto con Campana. Stranamente Campana pare non essersi beccato tutti gli accidenti che si era beccato il Grande Samurai un anno fa.
La safety car è rimasta in pista abbastanza a lungo perché c'erano delle barriere da riparare.
Nel frattempo tutti andavano ai box e per la seconda volta consecutiva non si sono riscontrati particolari danni. C'era in testa H3lio, che al restart, poco dopo la metà della gara, è stato protagonista di un duello con HR per la prima posizione. Poi è arrivato Vin Diesel che con la sua aura da trollone ha trollato tutti...
...
...
...almeno finché non è arrivato Campana, eroe della giornata. *-* Stavo iniziando davvero a sperare che potesse spaccare il cu*o a tutti, dall'alto dei suoi 44(?) anni, 44 come le vittorie di Hamilton in Formula 1, come il numero di gara di Hamilton e come i gatti in fila per sei col resto di due, che sono neri.
A proposito del resto di due, i due gatti neri erano con tutta probabilità di proprietà di Aleshinnnnn e di Dalyyyyy che, rimasti coinvolti in un incidente tra varie vetture, hanno visto la loro gara giungere al termine, Dalyyyyy in modo meno traumatico rientrando ai box, mentre Aleshinnnnn rimamendo lì, esposto allo sguardo di qualunque Sebbiiii di turno. Sebbiiii probabilmente gli faceva le linguacce di nascosto.
Okay, prima che il commento degeneri completamente, ci tengo a specificare che ciò avveniva al 114° giro, che ha provocato un ingresso della safety car e un rientro in branco ai box.
Ai box è capitato il big mess, mentre H3lio, Campana e HR erano affiancati. Campana, che stava in mezzo, ha dato una toccatina a H3lio, che ha proseguito imperterrito nonostante la probabile perdita di una delle piume rosa con la quale pensava di asciugarsi le lacrime in caso di vittoria, poi è andato a crashare contro HR... nel bel mezzo della pitlane, intendo.
Tutto ciò mentre in pista c'era Tagliani in prima posizione!!!!111!!!11!!! Ed era seguito da Alex Non Sono Valentino Rossi!!111!!11!! Niente sosta ai box per i due, che sono rimasti in pista a fare i fighi in P1 e P2 anche al restart e ci sono rimasti per un bel po' di giri alternandosi in testa alla gara.
Tornando a noi, HR era doppiato di un giro dopo l'incidente, mentre Campana di due perché dopo essere tornato in pista aveva anche dovuto scontar una penalità. Però si è sdoppiato di un giro e il fatto che in Indycar sia una pratica ricorrente non lo rende pittoresco come Kvyat al gran premio di Spagna e men che meno come Kobayashi. Kobayashi rimane il top dei top e nessuno potrà imitarlo.
C'è invece chi ha pensato bene di imitare la Mercedes dei tempi d'oro in cui perdevano ruote: al 150°, proprio mentre Helio leader della gara si fermava ai box in concomitanza con altri, Lazier (che tra parentesi, ha 47 anni quindi è decisamente più vecchio di Campana) ha perso una ruota: safety car.
Mi ci è voluto un po' per capire come funzionassero le cose e chi stesse davanti, ma ho avuto l'impressione che davanti ci fossero i Brazilian Bros.
È stato davvero così ma al restart il duello per la leadership è stato tra Vin Diesel e Nuovogiardino. H3lio aveva l'ala posteriore danneggiata, ala che è stata sostituita di un lungo pitstop avvenuto in concomitanza della safety car entrata al 163° giro, quando il Grande Samurai ha fatto la montoyata (termine orribile, lo so) di turno.
Non si è fermato ai box in glorioso Hildy, che ha mantenuto la testa della gara per un battito di ciglia al restart, poi di nuovo via con il duello tra Vin Diesel e Nuovogiardino.
Terzo c'era Hinchy, che però doveva preservare carburante. Muñozzzzz è risalito a poco a poco, fino ad andare a prendere la testa della gara, sottraendola a Nuovogiardino. Vin Diesel stava rallentando progressivamente e a otto giri dalla conclusione è rientrato ai box.
Muñozzzz, in testa fin da -10 giri è durato in pista un po' di più di tutti gli altri, ma anche lui era destinato a rientrare ai box per evitare di ritrovarsi senza benzina.
Era una di quelle scene da "ne resterà solo uno" e infatti è stato proprio così: c'è stato un solo pilota che non si è fermato nel finale, riuscendo a portare la macchina al traguardo, fermandosi poco dopo averlo superato.
Riflessione filosofica del giorno: l'imprevedibilità del motorsport non è data solo dai risultati inaspettati. È data anche dal fatto che chi un anno o un anno e mezzo fa appariva come senza speranze oggi si è ritagliato il suo enorme spazio.
Well done, Alex Rossi. <3
Non importa che tu sia stato il pilota più perculato dei miei commenti ai gran premi. Quello che conta è che oggi hai vinto la 100esima edizione della 500 miglia di Indianapolis e che per questa ragione sarai ricordato per tutta la vita e oltre.
E adesso la smetto, perché le riflessioni filosofiche mi fanno salire le lacrime agli occhi e non voglio andare a dormire con gli occhi gonfi.
RISULTATO
1. Alexander Rossi - #98 Andretti-Herta/Honda -- 200 laps
2. Carlos Muñoz - #26 Andretti/Honda -- 200 laps
3. Josef Newgarden - #21 Carpenter/Chevrolet -- 200 laps
4. Tony Kanaan - #10 Ganassi/Chevrolet -- 200 laps
5. Charlie Kimball - #42 Ganassi/Chevrolet -- 200 laps
6. JR Hildebrand - #6 Carpenter/Chevrolet -- 200 laps
7. James Hinchcliffe - #5 Schmidt/Honda -- 200 laps
8. Scott Dixon - #9 Ganassi/Chevrolet -- 200 laps
9. Sebastien Bourdais - #11 KVSH/Chevrolet -- 200 laps
10. Will Power - #12 Penske/Chevrolet -- 200 laps
11. Helio Castroneves - #3 Penske/Chevrolet -- 200 laps
12. Oriol Servia - #77 Schmidt/Honda -- 200 laps
13. Marco Andretti - #27 Andretti/Honda -- 200 laps
14. Graham Rahal - #15 Rahal/Honda -- 200 laps
15. Max Chilton - #8 Ganassi/Chevrolet -- 200 laps
16. Jack Hawksworth - #41 Foyt/Honda -- 200 laps
17. Alex Tagliani - #35 Foyt/Honda -- 200 laps
18. Pippa Mann - #63 Coyne/Honda -- 199 laps
19. Simon Pagenaud - #22 Penske/Chevrolet -- 199 laps
20. Gabby Chaves - #19 Carpenter/Honda -- 199 laps
21. Townsend Bell - #29 Andretti/Honda -- 199 laps
22. Matt Brabham - #61 Pirtek/Chevrolet -- 199 laps
23. Bryan Clauson - #88 Coyne/Honda -- 198 laps
24. Ryan Hunter-Reay - #28 Andretti/Honda -- 198 laps
25. Spencer Pigot - #16 Rahal/Honda -- 195 laps
26. Takuma Sato - #14 Foyt/Honda -- 163 laps
27. Mikhail Aleshin - #7 Schmidt/Honda -- 126 laps
28. Stefan Wilson - #25 KV/Chevrolet -- 119 laps
29. Conor Daly - #18 Carpenter/Honda -- 115 laps
30. Buddy Lazier - #4 Lazier/Chevrolet -- 100 laps
31. Ed Carpenter - #20 Carpenter/Chevrolet -- 98 laps
32. Sage Karam - #24 DDR/Chevrolet -- 93 laps
33. Juan Pablo Montoya - #2 Penske/Chevrolet -- 63 laps
La prima che ho seguito in streaming, se non vado errata, deve essere quella del 2013 (dato che quella del 2012 ricordo di averla vista su youtube), ma ad oggi grazie a Youtube ho visto tutte le edizioni a partire dal 1996 (in realtà nel corso degli anni ho anche visto tutte le stagioni di Indycar e Cart/Champ Car dal 1996 in poi, ma quello è un altro discorso) e mi sono resa conto nel vero senso della parola di quanto possa essere ricca di colpi di scena e spesso possa portare a risultati inaspettati.
Prima di parlare del risultato inaspettato e della gara, però, è bene occuparci un po' della entry list: soltanto 33 partecipanti quest'anno, ciò significa che si sono qualificati tutti quanti.
Facciamolo con la griglia di partenza sottomano, presentando i nostri 33 eroi partendo dagli ultimi, un po' come avviene nella sorta di sfilata pre-gara. E poi partiamo dagli ultimi, perché gli ultimi saranno i primi... anzi, no, ma talvolta capita che nemmeno i primi siano i primi.
GRIGLIA DI PARTENZA
1^ fila: 1. James Hinchcliffe, 2. Josef Newgarden, 3. Ryan Hunter-Reay
2^ fila: 4. Townsend Bell, 5. Carlos Muñoz, 6. Will Power
3^ fila: 7. Mikhael Aleshin, 8. Simon Pagenaud, 9. Helio Castroneves
4^ fila: 10. Oriol Servia, 11. Alexander Rossi, 12. Takuma Sato
5^ fila: 13. Scott Dixon, 14. Marco Andretti, 15. J.R. Hildebrand
6^ fila: 16. Charlie Kimball, 17. Juan Pablo Montoya, 18. Tony Kanaan
7^ fila: 19. Sebastien Bourdais, 20. Ed Carpenter, 21. Gabby Chaves
8^ fila: 22. Max Chilton, 23. Sage Karam, 24. Conor Daly
9^ fila: 25. Pippa Mann, 26. Graham Rahal, 27. Matthew Brabham
10^ fila: 28. Bryan Clauson, 29. Spencer Pigot, 30. Stefan Wilson
11^ fila: 31. Jack Hawskworth, 32. Buddy Lazier, 33. Alex Tagliani
In ultima fila troviamo un canadese rimasto coinvolto una decina d'anni fa in una rissa con Paul Tracy, il vincitore della Indy 500 del 1996 e uno che ha un nome incomprensibile. Esattamente davanti troviamo ecologista alto un metro e novantacinque, un bambino proveniente dalla Indylights e uno che ha l'obiettivo di prendere parte a 200 gare di categorie random in un anno oltre che quello di continuare ad aggiornare il profilo twitter del suo cane. Ancora più avanti troviamo un nipote di Jack Brabham, il marito di Courtney Force e la Pippa-Man con la sua macchina rosa. Passando all'ottava fila troviamo un ragazzino, un altro ragazzino e un altro ragazzino ancora il cui nome è noto ai più perché andava piano ma sano e lontano al volante della Marussia in Formula 1. Davanti ci sono un altro ragazzino, uno che non è più un ragazzino ma non è neanche particolarmente vecchio e l'unico pilota che porta gli occhiali sotto al casco. Poi più avanti ci sono il vincitore del 2013 che ha 41 anni ma non importa a nessuno, Juanito che di Indy 500 ne ha vinte due di cui una l'anno scorso che di anni ne ha quasi 40 ma ugualmente non importa a nessuno, oltre che l'unico pilota diabetico. In quinta fila c'è quel genio che nel 2011 si è stampato contro il muro all'ultima curva mentre era in testa, c'è un sonnifero vivente e c'è un kiwi neozelandese che i telecronisti insistono a chiamare "iceman". Più avanti c'è il "piccolo samurai giapponese" alto un metro e un tappo, poi c'è uno che non è Valentino Rossi almeno 25 centimetri più alto del samurai (bellissimo vederli affiancati l'uno all'altro) e oltre a loro uno che forse è vicino ai quarant'anni. In terza fila ci sono ultraquarantenne sudamericano con i capelli sempre in ordine, uno che gli somiglia vagamente con dieci anni di meno ma senza charme sudamericano, nonché l'amichetto russo di Bourdais. In seconda fila c'è un campione di sventolamento del dito medio, con accanto a lui uno che a Indy è arrivato secondo anni fa in modo più normale di Hildy... e poi c'è nonno Townsend, decisamente il pilota più anziano presente al via! In prima fila troviamo invece uno che si porta sempre i figli al seguito (figli che rappresentano la versione Indycar di Felipinho Massa), un tipo biondo simil-Raikkonen e, in pole position, uno che l'anno scorso a Indianapolis si è rotto un po' di ossa.
Ore 18.30 o giù di lì: dopo qualcosa come un'ora e mezza di inni nazionali, inni dell'Indiana, inni di non so cos'altro, militari che pregavano, gente che urlava in branco "start your engines" e quant'altro, finalmente è arrivato il momento della bandiera verde... e dico "finalmente" in tutti i sensi.
C'è stata innanzi tutto una prima parte di gara piuttosto tranquilla, durata 48 giri, al termine dei quali c'è stata una "caution for debris", quindi tutto sommato la gara era ancora piuttosto tranquilla.
In quei 48 giri abbiamo assistito a un duello tra Hinchy e HR per la leadership, con le posizioni tra i due che si sono alternate più volte.
Dietro c'era Bell, che è un soggetto pittoresco perché chiamarsi all'incirca Campana Spedita Dalla Città renderebbe pittoresco chiunque. L'ho visto terzo, l'ho visto quarto, l'ho visto che lottava per la terza posizione con Nuovogiardino, ma quello che conta è che al 44° giro ha preso la testa della gara! #EpicWin.
Ha strappato la leadership a HR, credo, perché HR era in testa dopo il primo pitstop in regime di "green flag".
Sono andati tutti insieme e appassionatamente ai box in occasione dell'ingresso della safety car e il principale stravolgimento (oltre che Hinchy era rimasto un po' attardato) è stato che HR è tornato in testa, mandando in frantumi tutti i sogni di gloria di Campana Spedita Dalla Città. Quest'ultmo dopo avrebbe avuto occasione di vendicarsi mandando in frantumi ben altro, ma non anticipiamo le cose e occupiamoci di cose di un certo livello.
Per esempio ai box c'è stato un po' di caos.
Il sosia di Vin Diesel si è lamentato via radio che "Power put me in the wall", ma questo era il minimo. Powaaaahhhh è stato penalizzato per unsafe release, ma questo non è fondamentale per la comprensione degli avvenimenti. Quello che è fondamentale è che, dopo un duello per la leadership tra HR e Nuovogiardino al restart, Campana si è fatto vedere di nuovo nelle zone alte e ho ancora una volta ipotizzato che l'old boy della Indy 500 potesse deliziarci ancora a lungo.
Al 64° giro, incurante del fatto che il suo ruolo primario sia quello di abbattere tombini, Juanpablito è andato a stamparsi contro un muro. Quando è sceso dalla vettura mi sembrava un po' sconvolto. Nelle interviste successive, invece, mi sembrava giù più normale.
La tuta grigia metteva in mostra la sua silouette particolarmente slanciata...
...
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...Okay, okay, va bene che questo è un commento ironico, ma non perdiamoci in queste sottigliezze (dove per "sottigliezza" non mi riferisco esattamente alla corporatura di Juanpablito, che sta lievitando giorno dopo giorno, il che mi incuriosisce perché di solito i piloti iniziano a lievitare solo dopo la fine della carriera).
Sta di fatto che è entrata la safety car, sono rientrati tutti ai box in branco tranne Powahhhhh, che ha fatto il figo in prima posizione per un nanosecondo. Poi la gara è ripartita, in lotta per il primo posto c'erano Hinchy e HR, con H3lio che si è avvicinato e ha superato Hinchy dopo che quest'ultimo era già stato superato da HR.
Al 94° giro, mentre H3lio era in testa, Saggio Caramella è andato a sbattere dopo un contatto con Campana. Stranamente Campana pare non essersi beccato tutti gli accidenti che si era beccato il Grande Samurai un anno fa.
La safety car è rimasta in pista abbastanza a lungo perché c'erano delle barriere da riparare.
Nel frattempo tutti andavano ai box e per la seconda volta consecutiva non si sono riscontrati particolari danni. C'era in testa H3lio, che al restart, poco dopo la metà della gara, è stato protagonista di un duello con HR per la prima posizione. Poi è arrivato Vin Diesel che con la sua aura da trollone ha trollato tutti...
...
...
...almeno finché non è arrivato Campana, eroe della giornata. *-* Stavo iniziando davvero a sperare che potesse spaccare il cu*o a tutti, dall'alto dei suoi 44(?) anni, 44 come le vittorie di Hamilton in Formula 1, come il numero di gara di Hamilton e come i gatti in fila per sei col resto di due, che sono neri.
A proposito del resto di due, i due gatti neri erano con tutta probabilità di proprietà di Aleshinnnnn e di Dalyyyyy che, rimasti coinvolti in un incidente tra varie vetture, hanno visto la loro gara giungere al termine, Dalyyyyy in modo meno traumatico rientrando ai box, mentre Aleshinnnnn rimamendo lì, esposto allo sguardo di qualunque Sebbiiii di turno. Sebbiiii probabilmente gli faceva le linguacce di nascosto.
Okay, prima che il commento degeneri completamente, ci tengo a specificare che ciò avveniva al 114° giro, che ha provocato un ingresso della safety car e un rientro in branco ai box.
Ai box è capitato il big mess, mentre H3lio, Campana e HR erano affiancati. Campana, che stava in mezzo, ha dato una toccatina a H3lio, che ha proseguito imperterrito nonostante la probabile perdita di una delle piume rosa con la quale pensava di asciugarsi le lacrime in caso di vittoria, poi è andato a crashare contro HR... nel bel mezzo della pitlane, intendo.
Tutto ciò mentre in pista c'era Tagliani in prima posizione!!!!111!!!11!!! Ed era seguito da Alex Non Sono Valentino Rossi!!111!!11!! Niente sosta ai box per i due, che sono rimasti in pista a fare i fighi in P1 e P2 anche al restart e ci sono rimasti per un bel po' di giri alternandosi in testa alla gara.
Tornando a noi, HR era doppiato di un giro dopo l'incidente, mentre Campana di due perché dopo essere tornato in pista aveva anche dovuto scontar una penalità. Però si è sdoppiato di un giro e il fatto che in Indycar sia una pratica ricorrente non lo rende pittoresco come Kvyat al gran premio di Spagna e men che meno come Kobayashi. Kobayashi rimane il top dei top e nessuno potrà imitarlo.
C'è invece chi ha pensato bene di imitare la Mercedes dei tempi d'oro in cui perdevano ruote: al 150°, proprio mentre Helio leader della gara si fermava ai box in concomitanza con altri, Lazier (che tra parentesi, ha 47 anni quindi è decisamente più vecchio di Campana) ha perso una ruota: safety car.
Mi ci è voluto un po' per capire come funzionassero le cose e chi stesse davanti, ma ho avuto l'impressione che davanti ci fossero i Brazilian Bros.
È stato davvero così ma al restart il duello per la leadership è stato tra Vin Diesel e Nuovogiardino. H3lio aveva l'ala posteriore danneggiata, ala che è stata sostituita di un lungo pitstop avvenuto in concomitanza della safety car entrata al 163° giro, quando il Grande Samurai ha fatto la montoyata (termine orribile, lo so) di turno.
Non si è fermato ai box in glorioso Hildy, che ha mantenuto la testa della gara per un battito di ciglia al restart, poi di nuovo via con il duello tra Vin Diesel e Nuovogiardino.
Terzo c'era Hinchy, che però doveva preservare carburante. Muñozzzzz è risalito a poco a poco, fino ad andare a prendere la testa della gara, sottraendola a Nuovogiardino. Vin Diesel stava rallentando progressivamente e a otto giri dalla conclusione è rientrato ai box.
Muñozzzz, in testa fin da -10 giri è durato in pista un po' di più di tutti gli altri, ma anche lui era destinato a rientrare ai box per evitare di ritrovarsi senza benzina.
Era una di quelle scene da "ne resterà solo uno" e infatti è stato proprio così: c'è stato un solo pilota che non si è fermato nel finale, riuscendo a portare la macchina al traguardo, fermandosi poco dopo averlo superato.
Riflessione filosofica del giorno: l'imprevedibilità del motorsport non è data solo dai risultati inaspettati. È data anche dal fatto che chi un anno o un anno e mezzo fa appariva come senza speranze oggi si è ritagliato il suo enorme spazio.
Well done, Alex Rossi. <3
Non importa che tu sia stato il pilota più perculato dei miei commenti ai gran premi. Quello che conta è che oggi hai vinto la 100esima edizione della 500 miglia di Indianapolis e che per questa ragione sarai ricordato per tutta la vita e oltre.
E adesso la smetto, perché le riflessioni filosofiche mi fanno salire le lacrime agli occhi e non voglio andare a dormire con gli occhi gonfi.
RISULTATO
1. Alexander Rossi - #98 Andretti-Herta/Honda -- 200 laps
2. Carlos Muñoz - #26 Andretti/Honda -- 200 laps
3. Josef Newgarden - #21 Carpenter/Chevrolet -- 200 laps
4. Tony Kanaan - #10 Ganassi/Chevrolet -- 200 laps
5. Charlie Kimball - #42 Ganassi/Chevrolet -- 200 laps
6. JR Hildebrand - #6 Carpenter/Chevrolet -- 200 laps
7. James Hinchcliffe - #5 Schmidt/Honda -- 200 laps
8. Scott Dixon - #9 Ganassi/Chevrolet -- 200 laps
9. Sebastien Bourdais - #11 KVSH/Chevrolet -- 200 laps
10. Will Power - #12 Penske/Chevrolet -- 200 laps
11. Helio Castroneves - #3 Penske/Chevrolet -- 200 laps
12. Oriol Servia - #77 Schmidt/Honda -- 200 laps
13. Marco Andretti - #27 Andretti/Honda -- 200 laps
14. Graham Rahal - #15 Rahal/Honda -- 200 laps
15. Max Chilton - #8 Ganassi/Chevrolet -- 200 laps
16. Jack Hawksworth - #41 Foyt/Honda -- 200 laps
17. Alex Tagliani - #35 Foyt/Honda -- 200 laps
18. Pippa Mann - #63 Coyne/Honda -- 199 laps
19. Simon Pagenaud - #22 Penske/Chevrolet -- 199 laps
20. Gabby Chaves - #19 Carpenter/Honda -- 199 laps
21. Townsend Bell - #29 Andretti/Honda -- 199 laps
22. Matt Brabham - #61 Pirtek/Chevrolet -- 199 laps
23. Bryan Clauson - #88 Coyne/Honda -- 198 laps
24. Ryan Hunter-Reay - #28 Andretti/Honda -- 198 laps
25. Spencer Pigot - #16 Rahal/Honda -- 195 laps
26. Takuma Sato - #14 Foyt/Honda -- 163 laps
27. Mikhail Aleshin - #7 Schmidt/Honda -- 126 laps
28. Stefan Wilson - #25 KV/Chevrolet -- 119 laps
29. Conor Daly - #18 Carpenter/Honda -- 115 laps
30. Buddy Lazier - #4 Lazier/Chevrolet -- 100 laps
31. Ed Carpenter - #20 Carpenter/Chevrolet -- 98 laps
32. Sage Karam - #24 DDR/Chevrolet -- 93 laps
33. Juan Pablo Montoya - #2 Penske/Chevrolet -- 63 laps
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