domenica 15 novembre 2015

GRAN PREMIO DEL BRASILE: GARA

[Cronaca scritta abbastanza di fretta - seguirà un lungo e dettagliato commento ironico che tratterà i fatti che mi sono persa dovuta all'assenza per problemi al pc.]

***

Domenica 15 Novembre: Gran Premio del Brasile, penultimo appuntamento della stagione 2015, si svolge in condizioni di tempo nuvoloso ma sull’asciutto e prevede un totale di 71 giri.

Griglia di partenza aggiornata per penalità:
1^ fila: Rosberg Mercedes S – Hamilton Mercedes S
2^ fila: Vettel Ferrari S – Raikkonen Ferrari S
3^ fila: Hulkenberg Force India S – Kvyat Redbull S
4^ fila: Bottas Williams S* – Massa Williams S
5^ fila: Verstappen Toro Rosso S – Sainz Toro Rosso M*
6^ fila: Perez Force India S – Ericsson Sauber S
7^ fila: Nasr Sauber S* – Grosjean Lotus S
8^ fila: Maldonado Lotus M – Button McLaren S
9^ fila: Rossi Marussia S – Stevens Marussia S
10^ fila: Ricciardo Redbull S* – Alonso McLaren S*

*Bottas qualificato originariamente 4° retrocesso per sorpasso con bandiere rosse nelle prove libere, Nasr qualificato originariamente 11° retrocesso per ostruzione, Ricciardo qualificato originariamente 9° parte in ultima fila per sostituzione della power unit, Alonso ha sostituito power unit ma era già ultimo in quanto senza tempo nelle qualifiche. Sainz parte dai box per lo spegnimento della sua vettura. Gli si spegnerà nuovamente nel corso del 1° giro e si ritirerà: sarà l’unico ritirato della gara.

Fin dalla partenza è chiaro che la vittoria si deciderà tra le Mercedes e, in realtà, nella prima parte seppure non ci sia un grosso gap Hamilton non impensierisce mai Rosberg. Seguono le Ferrari, che perdono gradualmente terreno, Vettel nei confronti delle Mercedes, Raikkonen anche nei confronti di Vettel, mentre dietro segue Bottas autore di un buon spunto in partenza, davanti a Kvyat, Hulkenberg e Massa tutti distanziati l’uno dall’altro nei giri a seguire, tanto che le posizioni rimarranno tali e quali (eccetto un sorpasso di Hulkenberg su Kvyat) anche dopo la prima sosta, che i piloti di Mercedes e Ferrari rimandano in confronto agli altri: 13° giro Raikkonen, 14° Rosberg e Vettel, 15° Hamilton, tutti mettono le medium. Dopo la prima sosta Hamilton si avvicina a Rosberg portandosi a mezzo secondo, ma senza mai tentare un attacco. Successivamente Rosberg recupererà un po’ di margine nei suoi confronti.
Maldonado, unico pilota in pista partito sulle medium (l’altro era Sainz) rimanda la sosta risalendo fino alla sesta posizione, venendo poi superato progressivamente da Hulkenberg, Kvyat e Massa prima di rientrare ai box a sua volta al 26° giro.
Mentre le prime otto posizioni sono ben definite, Perez, Verstappen e Grosjean si contendono la nona posizione che verrà conquistata da Verstappen con un sorpasso su Perez, che perderà la posizione anche nei confronti di Grosjean. Il duello tra questi piloti si prolungherà anche nei giri successivi, tra un pit-stop e l’altro.

Strategie differenti tra le Mercedes, Vettel e Raikkonen portano i quattro a montare gomme diverse o rientrare in momenti diversi: 33° rientra Vettel e monta le soft, 34° Rosberg rimette le medium, 35° anche Hamilton, mentre Raikkonen rimane in pista, avendo un enorme vantaggio su Bottas, farà una gara su due soste anziché su tre, come la maggior parte dei piloti che gli stanno dietro.
Nel giro dei pitstop Hulkenberg perde inizialmente posizioni nei confronti di Kvyat e di Massa, ma risale di nuovo in sesta posizione sempre viste le diverse tempistiche dei pitstop. Tra la quarta e l’ottava posizione non cambierà altro e per tutta la gara Bottas, Hulkenberg, Kvyat e Massa saranno sempre piuttosto lontani l’uno dall’altro. Ancora una volta, però, ci saranno vari duelli subito dietro ai margini della top-ten (in particolare Perez vs Grosjean) e subito fuori.
Raikkonen effettua la seconda e ultima sosta al 47° montando le medium: nei giri immediatamente successivi rientrano anche Vettel e Rosberg (48°) e Hamilton (49°), sempre per mettere le medium con cui andranno fino alla fine. Per questi tre si tratta del terzo pit-stop.

Nella fase successiva all’ultimo pit-stop Hamilton riesce ad avvicinarsi molto a Rosberg, portandosi nuovamente a meno di un secondo, almeno finché una frenata a ruote bloccate non lo obbliga a desistere e ad accontentarsi della seconda posizione.
Le posizioni dei primi quattro, di fatto, rimangono invariate tra un pit-stop e l’altro e tutto permane immutato anche tra la quinta e l’ottava posizione. A terminare nono è Grosjean, mentre chiude soltanto decimo Verstappen, autore in gara di parecchi sorpassi e scatenato dall’inizio alla fine.
A parte il ritiro di Sainz, tutti finiscono la gara senza problemi. Non ci sono nemmeno incidenti, ad esclusione di un contatto tra Nasr e Maldonado in cui Nasr finisce in testacoda senza conseguenze.

RISULTATO:
1. Nico Rosberg Mercedes 1:31:09.090 
2. Lewis Hamilton Mercedes +7.756 
3. Sebastian Vettel Ferrari +14.244
4. Kimi Raikkonen Ferrari +47.543
5. Valtteri Bottas Williams +1 Giro
6. Nico Hulkenberg Force India +1 Giro
7. Daniil Kvyat Redbull +1 Giro
8. Felipe Massa Williams +1 Giro
9. Romain Grosjean Lotus +1 Giro
10. Max Verstappen Toro Rosso +1 Giro
11. Pastor Maldonado Lotus +1 Giro
12. Daniel Ricciardo Redbull +1 Giro
13. Sergio Perez Force India +1 Giro
14. Felipe Nasr Sauber +1 Giro
15. Jenson Button McLaren +1 Giro
16. Fernando Alonso McLaren +1 Giro
17. Marcus Ericsson Sauber +2 Giri
18. Will Stevens Marussia +4 Giri
19. Alexander Rossi Marussia +4 Giri
20. Carlos Sainz Toro Rosso +71 Giri

I TOP E I FLOP: io mi ritengo neutrale nei confronti di tutti, stavolta, non avendo visto nessuno che ha fatto molto meglio o molto peggio di quanto mi aspettassi. Voi, però, potete sbizzarrirvi.

Milly Sunshine per F1GC.


sabato 7 novembre 2015

2015/2016 #2: Commento ironico all’eprix di Putrajaya (07/11/2015)

Grazie Rai! *________* Dopo avere cercato con scarso successo la gara su youtube ho googlato "Raisport Formula E Malesia" nella speranza di scoprire l'orario delle repliche sperando che fossero a un orario a cui ero in casa. Ho trovato qualcosa di meglio: ho scoperto che si poteva rivedere sul sito di Raisport, il che significava che potevo vederla subito, sul PC e in alta definizione!
L'unico lato negativo del vederla sulla Rai anziché sul canale inglese dell'altra volta è stata l'assenza di Dario Franchitti, che lo ricordo fa il telecronista.
Non conosco i telecronisti italiani, ma vedo che non si sono smentiti e hanno raccontato che "Putrajaya" deriva dal termine "putra", che significa principe, e "jaya" che significa successo. Le loro voci ricordano vagamente quella di Mazzoni e quella di Capelli, ma meno estasiati, e le loro telecronache sono piene del termine "tortuoso".

Vediamo un po' la griglia di partenza, vedendo se ci sono delle sorprese:

1. Sebastien Buemi (edams), 2. Stephane Sarrazin (Venturi)
3. Loic Duval (Dragon), 4. Antonio Felix Da Costa (Amlin Aguri)
5. Nico Prost (edams), 6. Lucas Di Grassi (Audisport)
7. Jerome D'Ambrosio (Dragon), 8. Robin Frijns (Andretti)
9. Bruno Senna (Mahindra), 10. Daniel Abt (Audisport)
11. Nick Heidfeld (Mahindra), 12. Jacques Villeneuve (Venturi)
13. Jean-Eric Vergne (Virgin), 14. Sam Bird (Virgin)
15. Nathanael Berthon (Amlin Aguri), 16. Nelsinho Piquet (Nextev)
17. Oliver Turvey (Nextev), 18. Simona De Silvestro (Andretti)

Mancano Tonio Liuzzi e Salvador Duran del team Trulli.
Dov'è il team Trulli? Riuscirà mai a gareggiare, prima o poi? Lo scopriremo in futuro... forse. Altrimenti non lo scopriremo affatto.

La gara è composta da 33 giri e a quanto pare non c'è il giro di formazione perché... mhm... non si sa perché, ma non ha importanza, tutto quello che conta è che Sarry sia secondo e che possa dominare il mondo.
E invece no, non domina il mondo: è lì che si sbraccia, nessuno sa cosa deve fare, tranne il tizio che si mette ad agitare la bandiera gialla e un clan di commissari che si apprestano a levare di torno la macchina del povero Sarry, ormai già condannato alle retrovie.
...Okay, tutto sistemato, si parte, con il Demone che mantiene la prima posizione, con a seguire DellaValle, Antonio Felice Sulla Costa, Nicòòòò e Digrassinho, dietro al quale si forma di lì a poco un trenino di vetture.
Il telecronista: "Che partenza strana, ce la siamo un po' persa."
Heidiiii: "Volete dire che non avete fatto caso al fatto che, Sarry a parte, sono ultimo?"
Jev: "E volete dire che non avete fatto caso al fatto che io sto sfilando in giro per il circuito, non in macchina, ma a piedi?"
Una fangirl: "Orroreeeeeehhhhhh! Il cinnamon roll merita rispetto."
Voce fuori campo: "Okay, però la situazione è un po' troppo stabile. Non potrebbe accadere, per esempio, che una vettura si rompe e che qualcuno va a sbattere facendo entrare la safety car?"
L'ingegnere meccanico Turvey: "Sì, ma perché quel qualcuno dovevo essere io?"
Voce fuori campo: "Perché sei stato votato."
E infatti è stato votato per il fanboost, peccato che non abbia potuto usarlo. Secondo e terzo si sono classificati invece Nelsinhoooo e Heidiiii che in quel momento vagavano per i bassifondi.
Dietro la safety car un pilota della Mahindra, non ho ben capito se il portatore di barba o l'Uomo Rasoio (che di fatto in teoria dovrebbero annullarsi a vicenda diventando quindi entrambi inesistenti) si è messo a sbracciarsi, forse per comunicare a gesti con il proprio team in assenza della radio. Forse era l'Uomo Rasoio e forse aveva problemi anche diversi dalla radio, dato che all'improvviso ce lo siamo ritrovato doppiato di un giro senza che nessuno si preoccupasse minimamente del suo destino.
...Al settimo giro, comunque, si riparte con un po' di caos: Nicòòòò e Digrassinho si toccano, ma proseguono senza problemi, soprattutto Nicòòòò che ne approfitta per superare Antonio Felice sulla Costa e a lanciarsi all'inseguimento di Dellavalle che fugge e a sua volta insegue il Demone che è già fuggito.
Nicòòòò: "Baguette! Baguette! Baguette! Adesso spacco il cu*o a tutti!"
Il Demone: "Non ce la farai mai a raggiungermi! Ti manderò un selfie dall'inferno, dopo avere vinto la gara."
Un gufo: "Sei sicuro che vincerai la gara?"
Il Demone: "Perché non dovrei?"
Il gufo: "Non ne ho idea... dicevo così per dire, in attesa che accada qualcos'altro."
Voce fuori campo: "Ma dietro intanto sta accadendo qualcos'altro."
La Carta Sim: "Sì, mentre sto cercando di invitare Sarryyyyy a giocare a briscola, Crashgateinho ci sta suggerendo di crashgatearci tutti quanti per cambiare improvvisamente il risultato della gara facendo accadere un colpo di scena."
Non è stato necessario crashgatearsi per il colpo di scena: al 15° giro il Demone inizia a perdere terreno.
Nicòòòò festeggia agitando la baguette: "Yaaaayyyy! In cu*o a te!"
Il Demone riesce a raggiungere i box, dove cambia regolarmente macchina e poi torna in pista. Lo segue anche Nicòòòòò, anche lui rientra un giro più tardi e poi iniziano a rientrare anche gli altri.
L'ultimo a rientrare è Crashgateinho, che rimane davanti a fare il figo e poi torna in pista abbastanza indietro giusto per fare in tempo a essere superato dall'Uomo Rasoio.
Heidiiii intanto sfiora muretti e si sbraccia per comunicare con il team. E' lui che ha problemi alla radio, non l'Uomo Rasoio. L'unico problema che ha l'Uomo Rasoio è che si trova dietro a Sarryyyy e che, di conseguenza, se nessuno si sta filando Sarryyyy, nessuno si fila neanche lui... il che è un bene, dato che diversamente da lui Heidiiii viene penalizzato per avere impiegato meno di un minuto per il pitstop.
Heidiiii: "WTF?! Sono solo ottavo, al momento! Di solito vengo penalizzato solo quando ho speranze di vittoria."
Voce fuori campo: "Tappati la bocca, invece di parlare di speranze di vittoria!"
...Okay, adesso parliamo di cose serie: una volta che Crashgateinho è rientrato ai box allontanandosi dalle zone di un certo livello, Nicòòòòò passa in testa, avendo già superato Antonio Felice Da Costa dopo averlo preso a colpi di baguette.
Ci rimane.
Non a lungo, però.
23° giro:
Digrassinho: "Yeaaaaaaaaaahhhhhh! è di nuovo carnevale!"
Nicòòòò: "Allora vorrà dire che mi travestirò da baguette."
Digrassinho: "Sbaglio o hai problemi di software?"
Nicòòòòò: "Sbagli."
Digrassinho: "Però sei più lento di me, quindi te lo metto in quel posto!"
Nicòòòòò agita la baguette e promette vendetta, ma non ha molto tempo da sprecare a minacciare Digrassinho di fare un uso della baguette non descrivibile in un commento che potrebbe essere letto anche da dei minorenni.
Due giri dopo avere perso la leadership, Nicòòòò perde anche la seconda posizione, venendo superato da Antonio Felice sulla Costa.
Nicòòòòò: "Un giorno te lo metterò in cuuuuuuu*o!"
Antonio Felice sulla COsta: "Okay, vai pure per la tua strada." Si ferma e, resetta la macchina e riparte dopo un paio di minuti.
I telecronisti non fanno caso a lui che difende la sua 11esima(?) posizione dall'Uomo Rasoio. Lo scambiano per il suo compagno di squadra Berthon, che al momento è nelle retrovie nei pressi della Carta Sim.
Tornando a Nicòòòòò, non è che dopo che si è liberato di Felice Sulla Costa le cose vadano molto meglio, dato che viene superato da buona parte dei piloti a pieni giri.
Intanto ci si avvicina alla fine della gara... in cui all'improvviso inizia ad accadere tutto e il contrario di tutto!
Quando mancano tre giri alla fine assistiamo a un bel duello tra D'Ambriiii al momento terzo e il Fringuello subito dietro.
Il Fringuello sbatte, ma non accade nulla di irreparabile. Dellavalle è fermo. Nicòòòò è contro un muro, ma riparte. Il Demone è fermo ma riparte.
Heidiiii: "Okay, adesso se se ne fermano altri due o tre vinco io."
L'Uomo Rasoio: "Ne sei proprio sicuro?"
Lo supera facendogli una pernacchia e non  è oò solo.
Una fangirl: "Oh, no, è l'ultimo giro e quel figoneeeeeehhhhhh con gli occhihhhhhh azzurrihhhhh piùhhhh azzurrihhhh di tuttihhhh gli altrihhhh occhihhhh azzurrihhhhhh si è fermato, lasciando la seconda piazza a quell'altro figoneeeeeehhhhhh con gli occhi azzurri e alto un metro e un tappo." (volevo scrivere un termine più volgare invece che tappo, però sarebbe stato troppo scurrile specie considerando che si tratta di un pilota che di cognome si chiama uccello.)
Un'altra fangirl: "Orrorehhhhhh! La garahhhhh è falsatahhhhhh!"
D'Ambriiii: "Anche la barriera su cui ho sfregato è falsata."
Voce fuori campo: "Sicuramente... comunque ha vinto Digrassinho e il volatile e il fringuello sono arrivati sul podio."
L'Autrice(C): "ma tutto ciò non ha alcuna importanza, dato che Sarryyyyy è arrivato quarto! Qualcuno porti delle piume, che organizziamo un festino brasiliano!"
L'Uomo Rasoio, dalla quarta posizione: "Sììììì! Gliele presto io."
E con Sarryyyyy che festeggiava la vittoria agitando una baguette decorata con le piume verde-oro fornite è finita la gara, ma non tutto il resto: c'erano piloti che gironzolavano a piedi per la pista, c'era un trattore che portava via una vettura e poi ne avrebbe dovuto portare via altre...
Un macchinino strano, invece, scortava i primi tre verso il podio. Poi, proprio mentre stava per essere intervistato Sarryyyy, il collegamento è finito.

RISULTATO: 1. Lucas Di Grassi (Audisport), 2. Sam Bird (Virgin), 3. Robin Frijns (Andretti), 4. Stephane Sarrazin (Venturi), 5. Bruno Senna (Mahindra), 6. Antonio Felix Da Costa (Amlin Aguri), 7. Daniel Abt (Audisport), 8. Nelsinho Piquet (Nextev), 9. Nick Heidfeld (Mahindra), 10. Nico Prost (edams), 11. Jacques Villeneuve (Venturi), 12. Sebastien Buemi (edams), 13. Simona De Silvestro (Andretti), 14. Jerome D'Ambrosio (Dragon), 15. Nathanael Berthon (Amlin Aguri), 16. Loic Duval (Dragon), 17. Oliver Turvey (Nextev), 18. Jean-Eric Vergne (Virgin).

PS. Angolo gufate: giusto perché ero in crisi d'astinenza sono andata sull'account youtube della Formula E nonostante le difficoltà (ringraziando il presunto malaware che ancora sta sfuggendo agli antivirus e agli antimalaware, che ha deciso di impedirmi di accedere a youtube soltanto da uno dei due utenti del mio computer) e ho trovato un video in cui Franchitti faceva l'opinionista. Pronosticava una doppietta del team Edams. Credo che in questo momento sia inseguito da due loschi individui armati di baguette che sbraitano contro di lui in francese.

venerdì 6 novembre 2015

Keep calm and watch Indy Racing League!

Curiosità e osservazioni random sulla IRL nell'epoca della scissione CART/IRL: 2004, 2005, 2006 e 2007

> TORA TORA TORAAAAAAAAAHHHHHH!
A parte la brillante presenza di Tora Takagi limitata al 2004, è da segnalare successivamente la presenza di un certo Kosuke (pronuncia: Kozki, a quanto pare... o almeno così lo pronunciavano i telecronisti americani) Matsuura, a cui Takagi aveva precedentemente fatto da coach.
Matsuura aveva una notevole attrazione gravitazionale con un certo Jeff Simmons: il numero di volte in cui si sono messi fuori a vicenda e il numero di volte in cui si sono mandati a quel paese subito dopo non si contano. In realtà Matsuura, in qualità di giapponese, l'attrazione gravitazionale ce l'aveva un po' con tutto quello che gli capitava a tiro...

> Le superstizioni di Tony Kanaan
Dettagli di un certo livello, che meritano di essere forniti nel bel mezzo di una gara: Tony mette prima la scarpa destra e poi la sinistra, sale sulla vettura dal lato sinistro e sopratutto usa(va?) mutande portafortuna.

> I sabotatori di armadi
Cosa c'è di più bello dei siparietti che non c'entrano un tubo con la gara messi così, a caso, nel bel mezzo della cronaca?
Ce n'è stato uno estremamente pittoresco di un'intervista a Dan Wheldon, in cui mostrava il proprio armadio perfettamente organizzato... armadio che i suoi compagni di squadra (Tony Kanaan, Dario Franchitti e Bryan Herta) gli sabotavano mettendogli tutto in disordine.
L'armadio è sempre lo stesso che era stato mostrato nel 2003, forse anche parte del servizio era la stessa.
Dal servizio precedente avevo appreso che quell'armadio era a casa di Wheldon, ciò significa che Wheldon invitava a casa sua Kanaan, Franchitti e Herta e questi, così come se niente fosse, gli mettevano l'armadio in disordine. Sarò sincera: la cosa mi preoccupa profondamente.

> Festeggiamenti in stile festino brasiliano... in pista!
Alla fine del 2004 Kanaan ha vinto il titolo, in una gara vinta da Adrian Fernandez, la penultima della stagione, in cui il finale è stato quasi al fotofinish.
Mentre nessuno prendeva minimamente in considerazione Fernandez, Kanaan si è messo a fare burnout, subito imitato dai suoi tre compagni di squadra!I telecronisti, in un primo momento, hanno visto soltanto del fumo...
Insomma, una cosa del tipo:
Telecronista: "Ehi, che cosa sta succedendo? C'è del fumo... c'è un incidente! però ci sono delle vetture che girano in tondo."
Tony: "Samba partyyyyyyyyyyyyyyyyyy!"
Telecronista: "Wait, wait, wait, cosa si sono fumati questi qua?"
Tony: "Non saprei. Ora però lasciaci ballare per i fatti nostri, che quando abbiamo finito dobbiamo andare a mettere disordine nell'armadio di Dan!"
Dan: "YAAAAAYYYYYYYY, tutti a mettere in disordine il mio armadio! Samba partyyyyyyyy!"
Voce fuori campo: "A proposito, toglimi una curiosità. Il tuo compagno di squadra ha vinto il titolo battendoti. Perché stai festeggiando?"
Dan: "Mhm... perché ho assimilato a pieno la filosofia brasiliana dei festini, diventando un brasiliano onorario. Eu quero dançar o samba!"
BONUS: anche nel 2005, quando Wheldon ha vinto il titolo, hanno fatto burnout tutti e quattro, stavolta in quattro punti diversi della pista, facendo in modo che nessuno si filasse minimamente Dixon, vincitore della gara.

> Festeggiamenti in stile festino brasiliano, atto secondo
Tornando al 2004 Kanaan ha vinto il titolo alla penultima gara (già abbondantemente citata nel corso del paragrafo precedente) e, in occasione di quella successiva, voleva fare un nuovo festeggiamento in grande stile mettendosi a fare burnout nonostante si fosse classificato in seconda posizione. Non ha potuto perché nel tratto da lui adocchiato per fare i burnout Castroneves aveva parcheggiato prima di andare a festeggiare la propria vittoria arrampicandosi su per una rete (sempre a proposito di festeggiamenti sobri da parte dei brasiliani).

> 2004/2005, l'epoca degli occhiali da intellettuale
Mentre in Champ Car Sebastien Bourdais iniziava a spopolare come grande guru dei piloti con gli occhiali, è documentato dalle immagini video che Adrian Fernandez portasse gli occhiali sotto al casco (in realtà non credo che lo si sia mai visto con gli occhiali mentre non stava guidando), mentre sussistono prove soltanto fotografiche che anche Roger Yasukawa e Paul Dana abbiano portato gli occhiali sotto al casco nella stessa epoca almeno in certe occasioni.
Ormai passata da quasi dieci anni l'epoca in cui andavano di moda gli occhiali da Harry Potter, tutti portavano occhiali da intellettuale.

> Danica Who?
Non deve essere piacevole vincere la Indy 500 e non essere minimamente considerato perché l'intero mondo sta parlando di colei che è arrivata solo quarta ma ha rubato la scena, per due motivi, il primo quello di essere la donna di maggiore successo della storia della Indy 500, il secondo quello di essere dotata di un aspetto che passava meno inosservato rispetto a quelle che l'avevano preceduta.
E' quanto accaduto nel 2005 a Dan Wheldon, che in un'occasione successiva ha indossato una maglia che recava la scritta "Danica Who?" e ha dichiarato (prendendo tra parentesi una cantonata clamorosa) che di lì a dieci anni nessuno si sarebbe più ricordato del quarto posto della Patrick.
Era il 2005 ed evidentemente qualcuno alla Renault deve essere piaciuta l'idea: ricordate le magliette con scritto "Schumacher who?" indossate dall'intero team dopo la vittoria del titolo di Alonso qualche mese più tardi?
In ogni caso tra Dan e Danica non correva buon sangue... o forse sì, tra loro c'era quel genere di relazione che, se non fossero stati entrambi già fidanzati o sposati con altra gente, avrebbero presumibilmente portato i due a mettersi insieme... e che, se le fangirl che scrivono fan fiction non fossero fissare con lo slash, avrebbero portato i due ad essere shippati in tutte le salse.
La loro reazione avrebbe potuto essere qualcosa del genere:
Danica: "Cosa, cosa, cosa?! o.O Io dovrei essere shippata con Dan? Okay, ora fuggo a gambe levate, andando a nascondermi nel primo box che trovo."
Dan: "Questo è il mio box. Cosa ci fai qui?"
Danica: "Cosa ci fai tu? Il mondo è mio e qui comando io."
Dan: "Quando avrai vinto una gara ne riparliamo."
Danica: "Intendi dire che mi darai il bacio della vincitrice? Comunque io vinco sempre. Ti sei dimenticato dei risultati del torneo di briscola?"
Dan: "Sì, non sono mai sobrio quando gioco a briscola."
Danica: "Me ne sono accorta. Comunque sei un brocco, non peschi mai le carte giuste."
Dan: "Però ho stile, specie nel sorridere, dato che avendo i denti storti ho capito subito che devo sorridere senza mostrarli."
Danica: "Ora però sbrigati, mescola le carte prima che Matsuura passi per caso e le rovesci per terra. C'è tempo per fare una partita prima del via!"

> Quelli che non si chiamano Junior, ma che si sa benissimo di chi sono figli e che rischiano di essere diseredati
Dimentichiamoci della Indy 500 2005 e passiamo a quella dell'anno successivo: è stata molto pittoresca, soprattutto nel finale.
Michael Andretti, che ormai ultraquarantenne prendeva parte più o meno a una gara ogni anno (la Indy 500 appunto), collezionando sfighe di vario genere, verso la fine dell'edizione del 2006 si è ritrovato in testa.
E' durato poco a lungo, dato che è stato immediatamente superato da nientemeno che suo figlio Marco, che si è salvato dall'essere diseredato solo quando Sam Hornish Jr ha superato entrambi conquistando la vittoria.
Altre cose interessanti accadute a Marco nel corso del tempo: ha litigato via stampa con Eddie Cheever e in un paio di occasioni ha cercato di farsi notare per le sue doti nel volo, venendo però messo in ombra da Franchitti.

> Quelli che si chiamano Junior senza che si sappia esattamente di chi sono figli e quando lo si scopre era meglio non saperlo
Tutto è iniziato quando, nei giri inaugurali di una gara del 2007, Sam Hornish Junior ha rifilato una sportellata a Tony Kanaan. Dopo avere tagliato il traguardo, Kanaan gli ha restituito la sportellata (WTF?!?!?!?!?!?! Cosa sono queste manovre in stile NASCAR??) e, una volta scesi dalle vetture, i due si sono messi a discutere più o meno civilmente dell'accaduto (in realtà è molto probabile che si stessero insultando, ma va beh)... almeno fino al momento in cui è intervenuto Sam Hornish Senior, che ha spinto via Kanaan dando il via a una rissa tra tutti i presenti, esclusi Sam Jr. e Kanaan, che se n'erano andati ciascuno per i fatti suoi, ed escluso Michael Andretti, ma solo perché suo figlio l’ha letteralmente trascinato via.
I telecronisti hanno osservato come la cosa fosse simile a un evento già accaduto in quella stagione, in cui Danica Patrick si era messa a sbraitare contro Dan Wheldon, dopo averlo trattenuto per un braccio mentre se ne stava andando. L'unica differenza tra un fatto e l'altro è che nel caso di Danica e Dan non è scoppiata nessuna rissa tra una dozzina di persone intorno a loro, ma non perdiamoci in questo genere di sottigliezze.
Che cosa hanno dichiarato i piloti coinvolti nelle interviste post-gara? Mhm... Kanaan ha dichiarato che i genitori dei piloti dovrebbero seguire la gara in tribuna anziché nel paddock, senza accennare minimamente al fatto che a gara già finita lui stesso era andato addosso al proprio avversario. Hornish invece ha dichiarato che Kanaan è un tipo sempre sorridente e solare anche quando viene asfaltato, a condizione che ad asfaltarlo siano piloti che gli stanno simpatici, il tutto senza accennare minimamente al comportamento di Sam Senior. Grazie al cielo nessuno ha intervistato Sam Senior, cosa che non mi avrebbe sorpresa particolarmente se fosse accaduta.
La cosa più normale di tutto ciò è che, finito quel giorno, nelle gare successive non se ne è nemmeno parlato più di tanto.

> Cos'è questo, il campionato di Indycar o una puntata di "Beautiful"?
Ho già parlato della famiglia Foyt, del nonno A.J. e del nipote A.J. IV. In Indycar, però, militava sporadicamente anche un altro Foyt, Larry.
Questo Larry ha una storia molto interessante: è figlio di una figlia di A.J. Foyt, ma è stato successivamente adottato da A.J. Foyt (non sono riuscita a scoprire che fine abbiano fatto i suoi genitori) e in quanto tale risulta essere suo figlio.
Quindi, di conseguenza, A.J. Foyt è al contempo sia il padre (legalmente) sia il nonno (biologicamente) di Larry Foyt, che a sua volte è al contempo sia zio (legalmente) che cugino (biologicamente) di A.J. IV.

> Dan Wheldon e Kosuke Matsura AKA rampe di lancio
Dario Franchitti merita una standing ovation (una flying ovation, forse...), per essere riuscito, nel corso del 2007, a cappottare due volte a distanza di sette giorni l'una dall'altra usando altre vetture come trampolini.
Il suo commento nel primo caso è che non sapeva cosa fosse accaduto. Nel secondo caso, invece, essendo cappottato dopo l'esposizione della bandiera a scacchi, ha detto di non essersi reso conto che la gara fosse già terminata e che il pilota che aveva davanti stesse rallentando per quella ragione.
Perfino i suoi colleghi, dopo essersi accertati che fosse ancora vivo, lo prendevano per i fondelli nelle interviste post-gara.

> L'infanzia dei Brazilian Bros
Non tutti i piloti brasiliani hanno trascorso l'infanzia ad arrampicarsi per muretti sul circuito dietro casa della nonna, ma questo non li dispensa dall'essere protagonisti indiscussi di storielle strappalacrime in telecronaca: è il caso di Tony Kanaan e Helio Castroneves, il cui fatto che erano amici d'infanzia, già citato di tanto in tanto negli anni precedenti specie quando uno dei due faceva il videobomber nelle interviste dell'altro, è diventato un tormentone nel 2007, dopo che i due avevano litigato via stampa per via di una manovra da "you have to leave the space" commessa da Kanaan al termine della stagione precedente nei confronti di Castroneves che, anche a causa di quella manovra da "you have to leave the space" aveva perso un altro titolo.
Una tipica conversazione della loro infanzia deve essere stata più o meno così:
Tony: "Il mio sogno è ottenere più successo in Indycar di quanto ne otterrà Rubinho in Formula 1."
Helio: "Il mio sogno è vincere Dancing With The Stars, oltre che avere ancora una chioma fluente il giorno in cui tu sarai calvo e prenderti per i fondelli per questa ragione."
Tony: "Vuoi dire che quando sarò calvo ti avrò ancora intorno?"
Helio: "Certo, nella nostra vita passeremo più tempo insieme io e te che insieme alle nostre future consorti... il che sarà un bene, così i telecronisti anziché fare del gossip sulla nostra vita privata faranno soltanto del gossip sulla nostra infanzia...
Tony: "Comunque dovremmo cercare di assumere il controllo della indycar, in modo da organizzare festini brasiliani a ogni soffio di vento."
Helio: "Non è professionale mostrarsi troppo festaioli, così come non è professionale il fatto che tu mi abbia rubato il pettine e il gel! Restituiscimeli subito!"

> Milka Duno for the win!
Nel 2007 ha debuttato lei, la reginetta incontrastata dell'ultima fila, colei che nel corso della carriera è stata criticata più o meno da chiunque... perché... mhm... perché? Credo essenzialmente per due motivi: 1) i risultati scarsi, 2) il fatto di non passare inosservata, diversamente dai suoi colleghi uomini dai risultati scarsi.
Diversamente da Danica, preferiva l'ombretto grigio-nero a quello bianco perlato. Diversamente da Danica, che generalmente dava l'impressione di essersi truccata al volo per rendersi leggermente più presentabile nelle interviste post-gara, Milka era già truccata prima della gara. Non sto scherzando: le inquadrature pre-gara con visiera sollevata non mentono. Il trucco non le si sbavava mai nel corso della gara, quindi con tutta probabilità comprava fondotinta e ombretti nello stesso negozio in cui Castroneves comprava il gel per i capelli.
Tornando allo scontro Milka vs. Danica per il controllo degli ormoni dei fan, le due donzelle in questione in pista non è che abbiano avuto molto spesso a che fare l'una con l'altra (almeno nell'epoca in questione): una stava nella top-ten, l'altra nelle retrovie.
Nel tempo libero, una loro conversazione doveva essere strutturata più o meno a questa maniera:
Danica: "Scusa se te lo chiedo, ma hai le labbra rifatte?"
Milka: "No, sono gonfie perché alcuni dei nostri colleghi mi azzannano ogni volta che mi baciano."
Danica: "Non credo che tu abbia mai baciato nessuno di loro. Sei troppo vecchia."
Milka: "Sono una milf, pur non avendo figli. Però forse un giorno adotterò Marco Andretti."
Danica: "Ma quale adottarlo. Dì la verità, vuoi adescarlo..."
Milka: "Nemmeno per sogno, non voglio passare le mie giornate a cambiare pannolini. Ora devo andare. Vado in bagno a truccarmi per la sfilata. E se incontro Sarah, vado a consolarla perché nessuno se la sta filando."
Danica: "Okay. Mentre tu ti trucchi, io vado ad adescare Marco!"
Milka: "È troppo tardi. Si è appena chiuso in bagno con Sarah..."


[To be continued... non abbandono CART e IRL proprio quando stavano per riunirsi...]


Pubblicato anche su F1GC.

giovedì 5 novembre 2015

Keep calm and watch Indy Racing League!

Curiosità e osservazioni random sulla IRL nell'epoca della scissione CART/IRL: 2000, 2001, 2002 e 2003

Ciò che più salta all'occhio del quadriennio 2000-2003 è un notevole cambiamento, in atto tra il 2002 e il 2003: fino al 2002 era un'epoca in cui spesso e volentieri le gare non erano trasmesse in diretta, a meno che non servissero per promuovere la Indy 500, le interviste post-gara erano spesso inesistenti e talvolta addirittura mancava la grafica; dal 2003 in poi, quando ormai gran parte dei team della CART erano passati in IRL, evidentemente le reti americane si sono rese conto che la IRL era un campionato serio e in quanto tale era degno di essere presa in considerazione.

> TORA TORA TORAAAAHHHHHH!
E' come al solito opportuno menzionare i gloriosi esponenti del Sol Levante che si sono visti al volante, perché oltre a Tora Takagi (i cui risultati, peraltro, sono stati migliori di quanto mi aspettassi) c'è un mondo... un mondo di cui fa parte anche Shinehaki Hattori, l'omonimo di Naoki cacciato via a calci dalla Formula Cart perché ritenuto incapace di mantenere una vettura in pista, che si è riciclato nella Indycar Racing League e tra parentesi, a un certo punto del 2002 si è anche ritrovato in testa a una gara che poi ha concluso in sesta posizione. Non è finita qui: ha fatto sporadiche apparizioni anche Shinji Nakano.
Poi c'era Roger Yasukawa, che nonostante il cognome, gli occhi a mandorla e le gare dall'esito non sempre tranquillo è un cittadino degli States e in quanto tale meno interessante............ eppure sentiremo parlare di lui in un secondo momento perché si è rivelato la personificazione dell'epicità.

> Quelli che si chiamano Junior ma non si sa di chi sono figli
Non c'era più solo Eddie Cheever Junior, ma anche Sam Hornish Junior.
Poi è arrivato Castroneves che si chiama Helio come il padre ma che fortunatamente non si chiama Junior.
La conclusione a cui sono giunta è che molti piloti di Indycar sono figli di gente con pochissima fantasia in fatto di nomi.
Altra conclusione, strettamente legata alla prima, è che deve essere problematico vivere in una famiglia in cui quando ti rivolgi a qualcuno chiamandolo per nome tutti gli altri membri della famiglia si girano verso di te pensando che tu abbia interpellato proprio loro.

> "We're like the Winston Cup"
Scott Goodyear, divenuto telecronista dopo la sua carriera di pilota, all'epoca della sua carriera di pilota si è rivelato un buontempone durante un'intervista avvenuta durante un rain delay che si è protratto piuttosto a lungo... paragonando quella gara a una gara di NASCAR!

> I pescatori della domenica
Un certo Stephane Gregoire, intorno al 2000(?), è stato protagonista di un siparietto trasmesso così, a casaccio, nel bel mezzo di una gara. Tale siparietto immortalava lui e il team manager del team per cui correva mentre pescavano su una barca. Al termine della giornata avevano pescato appena un pesce.

> L'influenza di Buddy Lazier
In occasione di una vittoria, Buddy (cos'ha fatto di male alla nascita per meritarsi che i suoi genitori gli mettessero un nome del genere?) ha dichiarato nell'intervista post-gara (una delle poche interviste post-gara che non sono state tagliate) di essere malato quel giorno. Anche sua moglie e il resto della famiglia (un figlio, credo) erano malati, quindi non c'erano.
Nella stessa gara suo fratello Jacques è arrivato terzo... andandosi a schiantare a muro all'ultimo giro, peraltro. A proposito di Jacques, un paio di gare dopo ha ottenuto la sua unica vittoria.

> Jacques pit, Jacques pit, Jaques pit!! [CIT.]
In un'occasione nel 2002 è accaduto che Jacques Lazier rimanesse in pista mentre cercavano di richiamarlo ai box prima che finisse la benzina. Probabilmente non gli funzionava la radio, dato che hanno tenuto un comizio per cinque minuti buoni, al quale non ha risposto, ed è stato inutile tentare di esporgli enormi cartelli con scritto di fermarsi. In ogni caso è andata a finire bene: è rientrato prima di finire la benzina e tra parentesi ha chiuso la gara in seconda posizione.

> Interviste da what the fuck
Fortunatamente con l'avvicinarsi della Indy 500 le telecronache di qualche gara erano telecronache in grande stile. Per fortuna almeno in quelle occasioni qualche siparietto pittoresco lo si è visto. In un'occasione, agli albori del 2002, sono andate in onda interviste a vari piloti, con Helio Castroneves nel ruolo di intervistatore (ruolo che in realtà non mi sembra si addica più di tanto a uno che vive in un clima di festino brasiliano perenne e che ha un tono di voce eccitato anche nel dire cose banali). Anziché rispondergli, Al Unser Jr gli ha chiesto, testualmente: "perché mi stai intervistando?".
Un anno più tardi, quando i siparietti erano molto più frequenti, sempre in tema di gente che vive in un perenne clima da festino brasiliano, Tony Kanaan è stato mandato a intervistare dei fan chiedendogli chi fosse il loro pilota preferito. Risposte che ha ottenuto: "sicuramente non tu", "tu, anche se sei il pilota più brutto" e, da parte di un tipo senza maglia che sembrava essersi appena fumato parecchie canne, "il mio pilota di Indycar preferito? non ne ho idea", detto come se non avesse la più pallida idea di cosa fosse la Indycar. Oh, dimenticavo: ha intervistato anche Al Unser Jr, che ha dichiarato che Kanaan è il suo pilota preferito!

> Paul Tracy for the win!... anzi, no!
Incredibile ma vero, Paul Tracy, di cui ho già abbondantemente parlato nei post sulla CART, è riuscito a far parlare di sé anche nella IRL, nell'unica occasione in cui vi ha preso parte (in tale arco di tempo: dopo la fine della Champ Car lo si è rivisto sporadicamente, ma questo è un altro discorso). Si tratta della Indy 500 del 2002, in cui è capitato un bel po' di casino all'ultimo giro.
Castroneves era in testa, ma stava finendo la benzina. Tracy era subito dietro di lui e si apprestava a sorpassarlo. Due vetture nelle retrovie si sono toccate, finendo a muro. Risultato: a nessuno era chiaro se le bandiere gialle fossero state esposte prima che Tracy superasse Castroneves o dopo. Pare che le bandiere gialle siano state esposte in ritardo e che questo abbia confuso le idee a tutti, in primis al direttore di gara, che ha probabilmente ha perso il conto dei punti conquistati nella partita di briscola che doveva avere appena terminato. E' risultato che Castroneves ha vinto e che Tracy e il suo team hanno alzato un polverone di polemiche.
Quale sia l'identità dei due disgraziati che sono finiti a muro l'ultimo giro sembra non importare a nessuno (nell'improbabile caso in cui vi interessi, erano Laurent Redon e Jacques Lazier)...

> Il team Green
Avevo già menzionato ai tempi dei resoconti sulla Formula Cart un certo team Green, di proprietà di un certo Mr Green.
Nel 2003, in concomitanza con il passaggio in Indycar, tale team Green è stato comprato da Michael Andretti e altro non è che l'attuale team Andretti.

> Il nido di serpenti leopardati
Vogliamo parlare del design del casco di Tony Renna, che ho individuato a metà stagione 2002 grazie a un onboard? Dunque, era una sorta di ghirigoro astratto che sembrava un mix tra un groviglio di serpenti e una fantasia leopardata. OH MY IRVINE!

> Soprannomi alla cazzum
Nel 2002 il nipote di A.J. Foyt, tale A.J. Foyt IV (ma un nome più normale non glielo potevano mettere? seriamente parlando, di quali sostanze abusavano i genitori dei piloti prima di scegliere i nomi da appioppare ai figli?), correva in una serie minore della IRL alla quale sporadicamente venivano destinati siparietti, che si vedevano con maggiore frequenza appunto quando c'era da parlare dei suoi risultati.
Un giorno in cui A.J. IV aveva vinto una gara di questa fantomatica serie minore, ecco che nella IRL, dopo una serie di circostanze fortuite, un tizio che correva per il team Foyt, tale Arden Dare, ha conquistato un'inaspettata vittoria. L'intervistatore ha osservato qualcosa del tipo: "Tu potresti cambiare il tuo nome in A.J. Foyt V", al che Dare ha replicato: "Perché no, il mio secondo nome è Anthony." Sì, per chi se lo stesse chiedendo, la A. di A.J. sta per Anthony.

> Thomas Scheckter for the win!!!!!!!!
Sapevo che se avessi atteso pazientemente prima o poi sarebbe giunto il momento di una storiella davvero strappalacrime... e non sono stata smentita nemmeno in questa occasione!
Correva l'anno 2002 e Scheckter vestiva i colori del team Cheever-Redbull, di proprietà di Eddie Cheever che era anche il suo compagno di squadra. In gara venivano inquadrati di continuo, perché erano spesso nelle prime posizioni e altrettanto spesso stampati contro qualche muro, generalmente proprio quando erano stati tra le prime posizioni.
Scheckter era ormai in rotta con il team, che minacciava di metterlo a piedi se avesse trasformato nuovamente una macchina in un rottame e, a due terzi di stagione, il team ha ingaggiato Buddy Rice al posto suo (poi un giorno qualcuno mi dovrà spiegare perché di là dall'oceano c'è chi mette a dei poveri bambini innocenti nomi tipo Buddy)... però appigliandosi a qualche clausola contrattuale Scheckter è riuscito a continuare a tenere il cu*o appoggiato sul sedile e il team ha schierato anche una terza vettura per Budino di Riso.
Esito della gara: Scheckter e Rice sono partiti in prima e seconda posizione, Cheever è andato a sbattere e Scheckter e Rice si sono giocati la vittoria, che è andata a Scheckter nonostante pare che il team gli avesse appioppato i pezzi peggiori.
Happy ending? Niente affatto, perché di lì a un paio di settimane sembra avere lasciato il team nel bel mezzo del weekend.

> Il talento(?) canoro di Felipe Giaffone
Purtroppo non siamo stati deliziati dal sentirlo cantare, ma in un'occasione la rete che trasmetteva le gare di Indycar ha stabilito che fosse più interessante fare un breve siparietto dei suoi fatti privati invece di continuare a mostrare le scene di gara; siparietto nel corso del quale abbiamo scoperto che ha conosciuto la moglie in un locale di karaoke e che l'ha conquistata dedicandole una canzone.
Sfortunatamente i telecronisti americani sembravano del tutto ignari di un dettaglio di un certo livello: Giaffone è cugino di primo grado della moglie di Barrichello. O forse devo insinuare che i telecronisti non fossero al corrente dell'esistenza di Barrichello? In realtà è anche cugino dell’ex pilota della IRL Alfonso Giaffone, ma anche questo non è stato ritenuto importante.
Tra parentesi: Felipe Giaffone ha avuto l'onore di vincere una gara nel corso del 2002. Sfortunatamente per lui quella gara è ricordata non per la sua vittoria ma perché, per la prima volta nella storia della Indycar, una donna (Sarah Fisher) ha conquistato una pole position.

> Il talento(?) culinario di Gil De Ferran
Eh sì, non tutti passano il loro tempo a conquistare donne cantando, c'è anche chi ama cucinare ai pranzi di famiglia. Anche in questo caso è necessario fare siparietti appositi.
Nella stessa gara, nel corso di un altro siparietto apposito, eravamo stati informati che il piatto preferito di Helio Castroneves è il sushi.

> Nippon-nerd!
Rieccoci a Yasukawa, che aveva un grossissimo problema: non se lo filavano mai. Poi una volta ho visto un'intervista che mi ha fatto vedere la luce: Roger Yasukawa era un degno esponente dei piloti di Indycar con gli occhiali. Non solo: quando mi sono fondata su Google Images ho trovato anche foto in cui indossa gli occhiali sotto al casco. E' così che un pilota "meno interessante dei giapponesi autentici" si è tramutato in eroe.
Non ho adocchiato altri piloti con gli occhiali nel quadriennio 2000-2003, ma viste le rare inquadrature, non escludo che potesse essercene qualcuno.

> Quelli che si sa di chi sono nipoti, ma non si sa di chi sono figli
Io mi chiedo, com'è umanamente possibile appioppare a un bambino il nome di A.J. Foyt IV? Tra l'altro non è ben chiaro quali siano i gradi di parentela tra un A.J. e l'altro, l'unico conosciuto è il nonno A.J. Foyt, senza che si sappia minimamente chi sono il secondo e il terzo...
Io mi chiedo, peraltro, come sia umanamente possibile, se A. e J. sono le iniziali di due nomi, che questo tizio non abbia mai avuto la brillante idea di usare uno dei due per esteso, invece di farsi chiamare a quel modo.
Piccolo dettaglio random: A.J. Foyt IV è stato il più giovane pilota a prendere parte alla Indy 500, e quelle che attribuiscono questa carica a Marco Andretti o a Sarah Fisher sono solo leggende metropolitane.

> Sarah Fisher
E' la donna più giovane ad avere gareggiato a Indianapolis, è stata la prima donna a conquistare un podio nella IRL e la prima donna a conquistare una pole position.
A 19 anni si è sottoposta a un intervento al laser per la miopia, come ho già scritto. In qualche momento del suo passato (e del suo futuro, avremmo scoperto) è plausibile che abbia portato gli occhiali sotto al casco.
All'inizio della sua carriera nella IRL aveva un gatto bianco che è stato mostrato un breve siparietto in cui studiava (si era iscritta alla facoltà di ingegneria meccanica e, se la sua carriera non fosse proseguita, aveva intenzione di continuare gli studi), andava al supermercato e faceva le pulizie. Nonostante il cognome, pare che nel tempo libero, diversamente da altri suoi colleghi già menzionati, non andasse a pescare.
All'inizio della sua carriera, coinvolta in un incidente con Elizeo Salazar, lui l'ha definita nell'intervista post-incidente come incapace di guidare in Indycar. Un anno più tardi, il giorno in cui lei ha ottenuto il primo podio, l'ha fatto superando proprio Salazar nelle fasi conclusive della gara, il che è epicità allo stato puro. Il team principal di Salazar si è messo a sbraitare contro di lui via radio perché si era fatto superare da una ragazza, il che incrementa il livello di epicità!

> L'armadio di Dan Wheldon
Abbiamo capito che i debuttanti non avevano verso di sfuggire ai siparietti sulla loro vita privata. Un paio d'anni dopo l'invasione in casa Fisher c'è stata anche l'invasione in casa Wheldon, dove Dan ha mostrato il proprio armadio, organizzatissimo e grande come una stanza, in cui sosteneva tra l'altro che teneva tutte le scarpe nelle loro scatole originali.
Fuori da casa è stato immortalato mentre faceva shopping e mentre gironzolava in un negozio di CD.

> La partita di softball
Una volta nel 2003 i piloti di Indycar hanno preso parte a una partita di softball (mi è sembrata roba tipo il baseball, dato che avevano in mano una mazza e la usavano per colpire una palla) di beneficenza contro i piloti di non so quale sotto-categoria della NASCAR. C'era gente che festeggiava il risultato abbracciandosi e buttandosi per terra e c'era Castroneves che in campo indossava un paio di occhiali da sole.
A proposito di quest'ultimo in un'altra occasione lui e il compagno di squadra De Ferran sono stati invitati a non so quale evento da parte di una squadra di softball e sono stati protagonisti di un siparietto in cui De Ferran agitava una mazza mentre Castroneves faceva un numero da giocoliere con delle palle.

> Festini brasiliani for the win... che poi, "for the win", parliamone...
Correva l'anno 2003 e la stagione si apprestava a finire: Helio Castroneves era in testa alla classifica alla vigilia dell'ultima gara, Scott Dixon seguiva a pari punti ma con meno risultati, Tony Kanaan era terzo a pochi punti, dopodiché seguiva Sam Hornish infine quinto in classifica Gil De Ferran staccato di un abisso ma ancora matematicamente in lotta per il titolo. Ovviamente l'occasione era impeccabile per fare numerosi scatti fotografici accanto a un enorme trofeo. Peccato che Castroneves e Kanaan, i due maggiori esponenti dei brio festaiolo della Indycar, si siano messi in pose da photobomber per tutta la durata del servizio... in gara, invece, si sono presi a ruotate, consegnando il titolo a Dixon. Nell'intervista post-gara Castroneves non sembrava minimamente turbato da tutto ciò e anzi, sembrava di tutto tranne che uno che aveva appena perso il titolo.



[To be continued... con le curiosità delle stagioni successive.]

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mercoledì 4 novembre 2015

Keep calm and watch Indy Racing League!

Curiosità e osservazioni random sulla IRL nell'epoca della scissione CART/IRL: 1996, 1997, 1998 e 1999

Vi chiederete che cosa ho fatto nel mio tempo libero dopo essermi messa in pari con la Champ Car. Ebbene, mi sono messa in pari con la sua diretta concorrente, mettendoci meno tempo perché diverse gare le avevo viste e perché ce ne sono state di meno.
Penso che sia sempre giusto accrescere il proprio patrimonio culturale e che il miglior modo per arricchirsi culturalmente sia guardare la stessa cosa da due prospettive: le prospettive si chiamano appunto CART e IRL ed erano state felicemente insieme almeno fino al giorno in cui hanno iniziato a litigare tra di loro e hanno deciso di dividersi in due campionati.
Una delle questioni su cui litigavano era l’uso del nome “indycar”. Nessuna dei due, è risultato, poteva usarlo, quindi la CART ha smesso di chiamarsi Indycar e la IRL si chiamava semplicemente Indy Racing League... ed era pittoresca, dannatamente pittoresca, perché... mhm... davvero devo spiegare il perché in due righe? No, meglio di no, non c’è niente di meglio che farlo con un bel resoconto degli anni più pittoreschi di tutti: gli anni ’90.
Piccola premessa: dato che spesso le gare venivano trasmesse incomplete o mancanti di grafica, è plausibile che ci sia qualche nome trascritto male.

> Un po' di soggetti di un certo livello
A parte che per creare un campionato alternativo da qualche parte bisognerà anche andare a pescare i piloti, penso che ci siano dei soggetti che avrebbero potuto passare tranquillamente inosservati, ma... no, non è andata così! I miei occhi sono caduti su di loro, perché mi sono sembrati soggetti pittoreschi.
- Brad Murphy: nel servizio pre-Indy 500 del 1996 lo si è visto vestito da cowboy... in realtà è l'unico momento in cui lo si è visto, perché non è chiaro che fine abbia fatto dopo. Ho letto il suo nome tra i ritirati in un paio di occasioni successivo, se non sbaglio.
- Racin Gardner (nome completo Slick Racin Gardner, come suo padre): niente, questo non ha fatto nulla per cui valga la pena di essere ricordato, se non chiamarsi Giardiniere Che Gareggia (e avere come nome completo qualcosa che suona come Giardiniere Che Gareggia Con Le Slick) e per questa ragione vedersi dedicato un servizio. Ho provato a googlarlo e a cercarlo sul motore di ricerca di yahoo scoprendo che: si è ritirato dalle competizioni alla fine degli anni '90 e successivamente ha fatto lo stuntman per il cinema e la TV, nel 2012 è stato arrestato per non essersi fermato a un posto di blocco della polizia (su un altro sito c'è scritto peraltro che era già stato arrestato anche nel 2011 per furto), si fa chiamare col secondo nome per distinguersi dal padre, pare che il padre abbia avuto problemi con la legge all'epoca in cui era proprietario di un ranch che gli è stato confiscato per maltrattamento su dei cavalli o qualcosa del genere.
- Jack Miller: anche questo nessuno l'avrebbe notato... se non fosse che era un dentista che aveva deciso di investire tutti i suoi soldi sulla realizzazione del suo sogno d'infanzia di diventare pilota. Trovo molto inquietante il fatto che la grafica e i telecronisti lo chiamassero Dr Jack Miller e che così fosse definito anche sulla fiancata della sua macchina. Successivamente immagino che sia tornato a fare il dentista e, per il bene dei suoi pazienti, spero che fosse meglio come dentista che come pilota.

> Johnny, figlio di Johnnie
In questo periodo militava nella IRL tale Johnny Parsons con la -Y, figlio di Johnnie Parsons con la -IE (il cui nome è però scritto erroneamente "Johnny" nel trofeo con i vincitori della 500 miglia di Indianapolis), talvolta chiamato Johnny Parsons junior dai telecronisti.
La cosa che mi ha colpito di più di Johnnie Junior è un'inquadratura in cui portava un paio di occhiali da vista.

> Piloti che si chiamano Junior senza che nessuno sappia di chi sono figli
A parte Michel Jourdain Jr di cui ho già parlato nel resoconto della CART, c'era anche un certo John Paul Jr. Nel 1999(?) poi è arrivato anche un certo John Hollansworth Jr (la cui pagina Wikipedia non dice essenzialmente nulla, se non che non è mai stato al comando di un giro di una gara di indycar).
...Oh, dimenticavo: quello che noi conosciamo come Eddie Cheever, di là dall'oceano lo chiamavano Eddie Cheever Junior.
A proposito di Eddie Cheever, quando ormai aveva già quarant'anni suonati un telecronista lo definì "young man" e non con ironia.

> La "Sindrome di Maikol"
Con questa dicitura mi riferisco ormai da molto tempo all'abitudine di pronunciare alla cazzum i nomi di piloti non inglesi... dicitura non del tutto casuale, derivante dal modo in cui veniva continuamente appellato un certo ex pluricampione del mondo di Formula 1.
...E non era l'unico, perché nella IRL ne ho sentite delle belle!
- Michel Jourdain Jr è stato definito in una telecronaca del 1996 come "MAIKOL Jourdain";
- [WARNING: ciò che state per leggere potrebbe far insorgere in voi il desiderio di sbattere la testa contro uno spigolo, quindi assicuratevi di non avere spigoli vicino alla testa] ho sentito un telecronista del 1996 chiamare "Maikol" anche Michele Alboreto.

> Oh, è finito il campionato... e... oh, ci sono due piloti in cima alla classifica!
Il lunghissimo(?) campionato del 1996, durato ben tre gare e terminato a Indy alla fine di maggio, è finito con due piloti in testa alla classifica, uno dei quali non aveva mai vinto una gara (anche perché non poteva averne avuto il tempo materiale).
Guess what? Buzz Calkins (vincitore della gara inaugurale) e Scott Sharp (quello che non aveva vinto) risultano vincitori del titolo a pari merito.
Bonus: il sistema di punteggio prevedeva che i punti conquistati in ogni gara venissero moltiplicati per il numero di gare disputate dal pilota in quella stagione.

> Il campionato finisce a maggio... anzi, no, a ottobre dell'anno prossimo
Quando le cose iniziano male non possono fare altro che migliorare... o forse no! Nel 1996 era stato deciso che il campionato iniziasse in estate e finisse con la Indy 500 dell'anno successivo, poi, però, quando il campionato 1996/1997 era già iniziato è stato deciso che era meglio di no, quindi parte di quello che doveva essere l'inizio del campionato 1997/1998 è divenuto parte del campionato 1996/1997.
Mi chiedo come facessero i team e i piloti a orientarsi e la gente a prendere la IRL sul serio, ma direi che possiamo soprassedere.

> La vittoria di Billy Boat... anzi, no!
Nel 1997 questo sventurato pilota sembrava avere vinto una gara, ma in realtà si è ritrovato vittima di un caso tipo Raikkonen/Fisichella a Interlagos 2003, con la sola differenza che non era stata esposta bandiera rossa ma che la gara era finita regolarmente. Su come fosse umanamente possibile avere dei dubbi sul vincitore, sinceramente non ci ho capito nulla, anche perché è stato dedicato più spazio alla rissa in stile NASCAR avvenuta in victory lane tra A.J. Foyt, titolare del team vincitore (ma che in realtà non aveva vinto) e Arie Luyendik (poi proclamato vincitore) che per qualche ragione riteneva più sensato andare a protestare con Foyt piuttosto che con i commissari.
Insomma, per intenderci, è un po' come se a Interlagos 2003, mentre in McLaren festeggiavano la "vittoria" di Raikkonen, fosse arrivato Fisichella e si fosse messo a sbraitare contro tutto il team.

> Nomi pittoreschi
Nel 1998 ha debuttato nella IRL un tale J.J. Yeley che ricordo di avere visto gareggiare in NASCAR all’epoca in cui mi ero messa a seguire la NASCAR.
Per che cosa stanno le iniziali J.J.? Mhm... dunque, facendo un accurato controllo, ho scoperto che in realtà questo tizio si chiama Christopher Beltram Hernandez Yeley, ma è stato soprannominato Jimmy Jack Yeley, perché Jimmy è il nome di suo padre e Jack è il nome di un amico di famiglia.

> Safety car poweeeeeeeeeeerrrrrr!
Nel 1999 un tale Tyce Carlson è stato coinvolto in un incidente di un certo livello, urtando la safety car che si è sollevata da terra con due ruote e che, con un po' più di spinta, avrebbe addirittura rischiato di cappottare.

> Il senso dell'orientamento di Mark Dismore
Alla fine del 1999 Mark Dismore ha vinto l'ultima gara stagionale (unica vittoria in carriera, peraltro) con un giro di vantaggio sul secondo e due giri sul terzo.
Tutto sarebbe andato per il meglio, se al momento di andare in victory lane fosse stato in grado di imboccare la corsia giusta.
Poi sì, sarebbe andata meglio anche se non gli avessero piazzato un microfono davanti alla bocca iniziando a fargli domande mentre piangeva come una fontana, ma evidentemente prenderlo per i fondelli perché non sapeva da che parte andare era piuttosto urgente.

> Occhialiiiiiiiiii!
Non solo Johnny Parsons Junior portava gli occhiali da vista, ma anche un certo Joe Gosek. Non ho visto inquadrature dove ce li avessero sotto al casco, ma non lo escludo.
Invece alla Indy 500 del 1997 c'erano ben quattro piloti con gli occhiali qualificati tutti vicini: Mark Dismore, Billy Roe, Marco Greco e Sam Schmidt, tutti inquadrati mentre indossavano gli occhiali sotto al casco.
Ho visto anche Kenny Brack con gli occhiali indosso sotto al casco, in altre occasioni. Una volta durante una lunghissima sosta ai box dopo un contatto, è stato inquadrato prima con gli occhiali e poi mentre era fermo doveva esserseli tolti.
All'ultima gara stagionale del 1999, poi, è arrivata Sarah Fisher, che all'epoca portava gli occhiali (pare essersi operata di lì a poco, con risultati poco duraturi peraltro vista la sua giovane età).
Nessuno portava occhiali propriamente definibili in stile Harry Potter/nonna degli anni '80. Per intenderci: in fatto di occhiali i piloti della IRL avevano un gusto migliore dei piloti della CART.


[To be continued... con le curiosità delle stagioni successive.]

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martedì 3 novembre 2015

#17: Commento al Gran Premio del Messico: 30-31 Ottobre/ 1 Novembre 2015

QUALIFICHE | GARA

Il dono più grande che abbiamo è la nostra immaginazione. Solo con l'immaginazione possiamo immaginare che il campionato non sia stato dominato dalla Mercedes. Solo con l'immaginazione possiamo immaginare che Hamilton non abbia conquistato millemila vittorie. Oppure possiamo fare uno sforzo ulteriore. Possiamo per esempio immaginarci Webber in testa a una gara, che ha uno svarione e che viene superato da Vettel che così vince il titolo con varie gare di anticipo e con Horner che esulta nel momento in cui Webber viene superato. Poi possiamo immaginarci che Vettel lanci un cappellino a Webber e che Webber glielo tiri indietro. Credo che con questo piccolo sforzo di immaginazione ci possiamo rendere conto di quanto il "mille pesi mille misure" sia il sistema da sempre in vigore per giudicare quello che succede dentro e fuori dalla pista.
A proposito, la questione dei cappellini continua a far parlare chiunque... tranne i diretti interessati, salvo eccezioni, come ad esempio il fatto che al Gangster Rapper sia stato chiesto qualcosa in proposito in conferenza stampa. Eh, quando si arriva su un circuito nuovo la questione del "questo è un circuito nuovo" va bene per i primi venti minuti, ma poi bisogna cambiare argomento, specie se si desidera scoprire se i diretti interessati oltre a tirarsi i cappellini si tirano addosso anche bicchieri rotti like a Sutil. Considerando che nessuno riportava ferite gravi o visibili in questo weekend, il mio pensiero è che abbiano continuato a tirarsi cappellini.
Questo è stato il giovedì (giorno che i piloti hanno trascorso indossando maschere da wrestler senza una ragione ben precisa), passiamo al venerdì.
Una fangirl di Tumblaaaahhhhh: "Cosa, cosa, cosa?!?!?!?! Perché uno dei telecronisti di Sky UK parla con un accento latino-americano?"
Voce fuori campo: "Non saprei."
L'Autrice(C): "Mhm... magari è l'Uomo Gillette?"
Il telecronista: "Esatto, sono l'Uomo Gillette!"
La fangirl di Tumblaaaahhhh: "Brunohhhhhh Sennahhhhhh myhhhhhh lovehhhhhh, finalmente la mia vita ha di nuovo un senso!"
Il telecronista: "La mia non ce l'ha, a meno che tu non sia Gaelle in incognito."
La fangirl di Tumblaaaahhhh: "Non sono Gaelle in incognito."
Il telecronista: "Sei almeno Ramona, la tizia del cartellone pubblicitario?"
La fangirl di Tumblaaaahhhh: "No. Sono solo una quindicenne che sbava al tuo passaggio."
Il telecronista: "Okay, allora possiamo occuparci di cose serie. Verstappino ha appena ottenuto il miglior tempo nelle prove libere 1."
Voce fuori campo: "WHAT. THE. FUCK."
Altra voce fuori campo: "L'Apocalisse è vicina."
Feliiii: "Quella dei Gufi sicuramente, dato che mancano due settimane al mio gran premio di casa..."
Verstappino: "Ehi, perché mi guardate tutti con quell'espressione da gufi assassini?"
Britney Bitch: "Perché hai tagliato una chicane."
Verstappino: "E quindi?"
Britney Bitch: "E quindi solo io e il mio collega Gangster Rapper possiamo ottenere il miglior tempo in una qualunque sessione di prove... se poi lo ottengo io tanto meglio."
Verstappino: "Guarda al lato positivo, non sei stato battuto dal Gangster Rapper."
Britney Bitch: "Essere battuto da un poppante che va in giro per i prati dovrebbe essere un sollievo? Pagherai per quello che hai detto! Gangster Rapper, dove hai messo le nostre armi letali per lo scontro con questo poppante?"
Il Gangster Rapper: "I cappellini, intendi? Li ho regalati alla Susina, perché non erano abbastanza tamarri per i miei gusti!"
Britney Bitch: "Lo sapevo, non ci si può fidare di te! Adesso come facciamo, dobbiamo scontrarci disarmati con questo ladro di migliori tempi in Q1!"
Il Gangster Rapper: "Yo yo! Possiamo sfidarlo a un drinking game. Il miglior tempo lo ottiene chi beve di più. E sfido anche te nel frattempo. Chi vince ottiene anche la pole e la vittoria!"
Ovviamente il Gangster Rapper non ha tenuto conto delle due regole base dei drinking game: 1) chi sfida a un drinking game un bambino fa la parte del depravato, 2) chi sfida a un drinking game un mezzo finlandese perde.
E con questo finisce il commento, dato che vi ho svelato il risultato delle qualifiche e della gara...
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...Wait, wait, wait, in realtà non finisce niente perché abbiamo appena iniziato e abbiamo iniziato con una notiziona di un certo livello, che tutti di fatto già sapevano: lo Scoiattolo andrà a fare coppia (non in senso slash) con Grosjiiii alla Haas! *______* Bene, bene, almeno la prossima stagione ci sarà un soggetto in più da prendere amorevolmente per i fondelli perché è tanto minichoupi... in senso figurato e metaforico, si intende: non è sexy, non è affascinante, però se fosse un orsetto di peluche sarebbe l'orsetto di peluche più adorabile che sia mai stato prodotto.
Gutiiii: "Fammi capire, questo è un complimento?"
L'Autrice(C): "Sì, più o meno."
Gutiiii: "Okay, allora ti meriti che il tuo commento venga sabotato. MEXICO FOR THE WIIIIIIINNNNNN!"
L'Autrice(C): "E questo sarebbe sabotare un commento? Guarda che anch'io voglio un vincitore messicano... o almeno latino-americano. O magari tre latino-americani sul podio... e no, avere origini caraibiche non vale."
Gutiiii: "Hai appena iniziato a parlare delle prove libere, non puoi passare direttamente al podio."
L'Autrice(C): "Sì, lo ammetto, possono capitare tante cose interessanti prima del podio."
Gutiiii: "Tipo il lancio dei sombreri."
L'Autrice(C): "Oh my Gutiiii fly!" *fugge a gambe levate*
E mentre "oh my Gutiiii fly" rischia seriamente di diventare la mia esclamazione preferita, superando "oh my Feliiii cry" che a sua volta ha superato da ormai parecchio tempo "oh my Dani Smile", non so se esserne deliziata, perché di tanto in tanto bisogna rinnovarsi, o se esserne preoccupata perché dubito fortemente che ci sia gente che utilizza espressioni analoghe... comunque mai dire mai: una volta ero convintissima che non ci fosse nessuno che si preoccupava delle sorti dei piccoli team, eppure girando per Tumblr ho trovato dei blog dedicati a Van Der Garde, Pic e compagnia bella (Kobayashi no: è troppo asiatico per essere ritenuto degno di importanza). Ora non mi resta che trovare degli altri tifosi di Maldonado e poi la mia vita sarà completa.
Lasciamo comunque Maldiiii da parte e concentriamoci su venerdì, quando verso le nove e mezza di sera mi sono finalmente connessa per vedermi quello che restava delle prove libere 2, scoprendo che Verstappino aveva ottenuto il miglior tempo nelle libere 1, in un modo non particolarmente legittimo ma sufficiente ad entrare nelle statistiche dei piloti che hanno ottenuto il miglior tempo in una sessione di prove libere, il cui esponente più noto rimane sempre e comunque Charles Pic.
Come telecronista era tornato l'Uomo Gillette, come ho già anticipato, e devo ammettere che l'ho riconosciuto immediatamente dalla voce, perché che ci crediate o no l'Uomo Gillette ha una voce che si riconosce: si sente che è sudamericano, ma ha anziché avere la voce cantilenosa ha la voce roca. Correva ancora in Formula 1 nel 2012 quando Rosberg disse che c'era un pilota che fumava di continuo. Che fosse lui?
Sì, lo ammetto, tutto ciò non ha nulla a che vedere con il commento (in realtà sì, dato che è pur sempre parte del commento, ma va beh, andiamo avanti), quindi direi di tornare in topic: Britney Bitch ha ottenuto il miglior tempo, poi l'ha ottenuto anche al sabato nelle prove libere 3 (di cui ho visto l'ultima parte) e infine ha conquistato anche la pole.
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...Ah, già! Non si può dedicare più spazio alla pole che alla Q1, quindi procediamo con ordine e preoccupiamoci delle peripezie di... un pilota a caso...
*si guarda intorno*
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...mhm, quello con la vettura che non ne vuole sapere di andare in pista, e che si sta rallegrando perché ha ormai completato la raccolta punti ed è a sole tre posizioni di penalità di distanza dal vincere un frullatore.
Il pilota in questione era Jensinho che, ormai non più memore dei bei tempi in cui strabuzzava gli occhi in modo notevole dopo la sua prima vittoria o dei tempi in cui sua moglie esultava per le sue vittorie, si stava già allenando per la mega-sfida di jenga a cui il gran premio faceva da contorno.
A Ferniiii è andata un po' meglio, nel senso che è rimasto in pista abbastanza a lungo da far decidere a Jensinho che era ora di lasciar perdere il jenga e dedicarsi alla briscola. Al termine della Q1 è andato a reggere le carte al compagno di squadra che si era alleato con l'Altro Felipe contro i Marussia Boyssss. Non è chiaro il risultato della partita: stranamente a tutti sembrava interessare di più quello che succedeva in Q2.
Kimiiii: "Yeaaaaaahhhhhh! La mia vettura mi sta facendo ballare allo stesso modo in cui Dani Smile fa ballare il Kiwi!"
La vettura: "Senza offesa, ma io ballo molto meglio di Dani Smile. Dopo questo insulto meriti che ti abbia lasciato a piedi."
Kimiiii: "Okay."
La vettura: "E' tutto quello che hai da dire?"
Kimiiii: "Sì."
La vettura: "Vuoi una vodka?"
Kimiiii: "Sì."
La vettura: "Allora sfida il tuo amico Bo77as. E' lui che traffica tutta la vodka che gira qui per il Messico."
Kimiiii: "Bo77as non è mio amico. Vuole rubarmi tutto l'alcool. E' per questo che l'ho sbattuto fuori un paio di gran premi fa."
*Bo77as medita vendetta.*
La vettura: "Okay, ora però portami ai box. Devo andare a rimorchiare la vettura di Jensinho e convincerla a fidanzarci. Dopo metteremo al mondo tante piccole Ferrari motorizzate Honda."
Kimiiii: "Va bene."
La vettura di Jensinho: "Mi dispiace, non posso avere figli. Il mio motore è sterile."
Voce fuori campo: "Per fortuna."
La reazione di Kimiiii nei confronti della vettura è sembrata strana a tutti: Fanboyzzzzz, i Lotus Boysssss e Sonyericson non l'hanno nemmeno invitato a giocare a briscola, al termine della Q2.
Su Tumblaaaaahhhhh, intanto, c'era già gente rinvigorita dal fatto che Sonyericson l'avesse messo in quel posto all'Altro Felipe, il che mi fa pensare che abbiano gusti estetici molto diversi dai miei, che ritengo che la figaggine dell'Altro Felipe sia di un altro pianeta rispetto alle risate a bocca spalancata di Sonyericson che mette in mostra i denti storti. Però effettivamente Sonyericson è l'amico inseparabile di Kmag, quindi per estensione essendo amico di un cinnamon roll è diventato lui stesso un cinnamon roll.
A quel punto si è passati in Q3, dove come già anticipato Britney Bitch ha conquistato la pole dandomi una sensazione di déjà-vu, in cui la prima fila era tutta grigio argento dandomi un'altra sensazione di déjà-vu, in cui Sebbiiii era terzo dandomi ancora la stessa strana sensazione e dove le Redbull erano subito dietro dandomi finalmente una sensazione un po' diversa. Dietro di loro c'erano i Williams Boysssss, Verstappino e i Force India Boysssss, con il pubblico in fibrillazione che urlava a gran voce il nome di Checo. Insomma, i messicani al passaggio di Checoooo mi hanno ricordato un po' i gloriosi tempi in cui Feliiii otteneva la pole al gran premio del Brasile, con la sola differenza che i messicani erano così scatenati per il semplice fatto che Checoooo esistesse. Ciò significa che meritano un altro pilota messicano e che l'ingaggio di Gutiiii è epico. Significava anche che Checooooo si meritava di salire sul podio, magari sul gradino più alto, ma di questo passo per il momento è moooooolto difficile che accada, anche se è una delle speranze represse che non perderò mai. Sarebbe bellissimo vedere Checooooo vincere un gran premio prima o poi, con la speranza che in quello stesso giorno anche Maldiiii salga sul podio (e che magari prima di salirci si tirino addosso qualche cappellino).

E' arrivata la domenica e, lo ribadisco, aspettare fino alle 20.00 per un gran premio è una cosa lunga e straziante. Per fortuna quantomeno quella sera abbiamo cenato abbastanza presto, così a quell'ora ero già davanti al computer in attesa. Purtroppo "attesa" significava anche che sui social network la gente si stava già scannando per decretare se il sorpasso del Gangster Rapper alla prima curva su Britney Bitch fosse regolare o no. Quale sorpasso? Quello che si immaginavano che avvenisse di lì a cinque minuti.
Britney Bitch: "Guardate che ho vinto un drinking game che mi garantisce la vittoria."
Un fanboy si Twitter: "Taci, tu non ne capisci nulla di partenze."
Britney Bitch: "E tu non ne capisci nulla del concetto di civiltà sui social network."
Un altro fanboy di Twitter: "Britney Bitch sei il mio idolo, il sorpasso del Gangster Rapper era irregolare! Dovrebbe essere squalificato a vita."
Britney Bitch: "Ma quale sorpasso? Non ci siamo ancora seduti in macchina! In questo momento siamo entrambi seduti sul cesso... non sullo stesso. Abbiamo fatto indigestione perché nel drinking game abbiamo bevuto per errore anche il collutorio di Dani-Smile."
Il secondo fanboy: "Okay, non ne capisci niente di partenze, questo è vero."
Arrivato il momento della partenza, Britney Bitch non è stato superato dal Gangster Rapper e ha messo a tacere quelle polemiche. Purtroppo per noi, però, mentre su Twitter ho visto una fan di Feliiii che insultava Bo77as senza una ragione ben precisa, Sebbiiiii ha pensato bene di andarsi a strusciare contro la vettura di Daniiii-Smile, riportando una foratura. Su Twitter la cosa è stata vista senza mezze misure: c'era chi sosteneva che Daniiii-Smile in qualità di pilota della Redbull non dovrebbe nemmeno essere in pista, c'era chi sosteneva che questo episodio ha dimostrato che Sebbiiii è un pilota che non vale nulla e che ciò che ha vinto nel corso degli anni lo ha vinto per puro caso. Sono sicura che ci fossero polemiche anche contro altri piloti che non stavano facendo nulla, quindi sono momentaneamente uscita da Twitter e mi sono spostata su Tumblr... giusto in tempo per vedere gente che si lamentava del fatto che alla partenza quel brutto cesso che guida la Lotus aveva osato tentare di affiancare quel bel ragazzo che guida la Force India. Insomma, roba da facepalm, l'unica cosa che si salvava in quel momento dei social network era il fatto che Guido Per Il Giardino avesse appena pronosticato una vittoria di Sebbiiii.
Sebbiiii: "E se io avessi pronosticato una tua vittoria contro la Sauber in tribunale?"
VDG: "A quest'ora sarei a casa a scrivere tweet senza essere stato pagato, invece che farlo dopo essere stato pagato. Ora, già che ci sono, vediamo di tirarla a qualcun altro e..."
Sebbiiii: "Te lo impedisco! Se oserai pronunciare anche un solo altro termine, più avanti nel corso della gara mi metterò a ballare, l'ultima volta in modo definitivo."
VDG: "Okay."
E quell'"okay" ha sancito il futuro di Sebbiiii... Molto prima che il futuro di Sebbiiii si delineasse in una linea, appunto, lasciata sull'erba sintetica dopo un dritto in curva, ho capito che c'era un solo modo per continuare a rimanere su twitter senza che la mia sanità mentale fosse intaccata: ho seguito la gara stando sul profilo twitter della Sacra Cenerentola, il che è stato positivo, perché commentavano pari pari quello che succedeva ai loro due piloti e il gap tra l'uno e l'altro fingendo che non ci fosse nessuno in pista oltre a loro.
Perché... perché... perché... perché non mi sono mai filata il loro profilo twitter all'epoca in cui non c'erano solo duelli intestini ma anche duelli con il Coccodrillo Rombante?? Inizio a temere, comunque, che non fossero epici fino a quel punto, all'epoca.
Tornando a noi, direi comunque di occuparci di quelle sottigliezze che succedevano davanti: c'erano le Mercedes che ormai non le vedeva più nessuno, dopodiché le Redbull e le Williams in ordine sparso. Tra un pitstop e l'altro una delle Williams si è anche ritrovata a tu per tu con una Ferrari...
Bo77as: "Ehi, kimiiiii!"
Kimiiii: "Ehi, ma tu sei alcolico!"
Bo77as: "Perché, tu no?"
Kimiiii: "La mia vettura è incinta."
Bo77as: "Chi è il padre?"
Kimiiii: "La tua!"
Bo77as: "La tua vettura non può avere ingravidato la mia!"
Kimiiii: “La mia vettura mi garantisce di non avere avuto altri partner oltre alla tua e alla vettura di Jensinho, ma la vettura di Jensinho non può avere figli.”
Ferniiii: “E la mia?”
La sua vettura: “Io non esisto. È per quello che sei andato in pista solo per un attimo a riprenderti la padella che Jensinho ti aveva rubato.”
Ferniiii: “Al mondo non c’è più un minimo di decenza! Non ho collezionato posizioni di penalità come punti del supermercato per non portarmi a casa niente. E la mia padella è più bella del frullatore di Jensinho.”
Voce fuori campo: “Okay, ormai l’abbiamo perso. Concentriamoci sulla rissa made in Finland che stiamo per vedere.”
Kimiiii: “Tutto l’alcool è mio e oggi bevo solo ioooooooo!”
Bo77as: “What?! Te lo scordi, l’alcool appartiene a me!”
Voce fuori campo: “È inutile che litighiate, se l’è già scolato Britney Bitch mentre sfidava il Gangster Rapper e Verstappino.”
Kimiiii: “Non ti sento!”
Bo77as: “Nemmeno io! ALCOOOOOOL! ALCOOOOOOOOOOL!” *Butta fuori Kimiiii.* “Il mondo è mio! L’alcool è tutto mio! I’m th£ WinNa!!!111!!!111!!!”
Voce fuori campo: “Okay, abbiamo perso anche lui, possiamo darlo per spacciato.”
Kimiiii: “Quando lo incontrerò in giro per il paddock sicuramente.”
La gara di Bo77as è proseguita, quella di Kimiiii no. Kimiiii ha tentato di litigare via stampa con Bo77as sostenendo che l’aveva buttato fuori per vendetta, ma Bo77as per il momento non se l’è filato: era troppo su di giri per essere riuscito a coronare l’obiettivo principale di ogni gran premio eccetto quello del Bahrein e Abu Dhabi, quello di salire sul podio e accaparrarsi lo champagne. Su che cosa sia successo dopo non è chiaro. Può darsi che tra i due Finnish Boys ci sia stata successivamente una rissa in stile far west con tanto di lancio di sedie e tavoli, sempre ammesso che abbiano trovato sedie e tavoli e soprattutto che non fossero già ai limiti del coma etilico.
Abbiamo scoperto che Bo77as ha completato il podio, sapevamo già chi erano i primi due, non rimane altro che dedicarci a due compagni di squadra che stavano battagliando per un’importante posizione molto di più di quanto non stessero facendo i due là davanti. Si tratta degli illustri alfieri della Sacra Cenerentola, con Who’s That Guy che non ci stava a prenderlo in quel posto e dopo un inseguimento l’ha messo in quel posto ad Alex Non Sono Valentino Rossi, per poi essere lui a prenderlo in quel posto qualcosa come trenta giri più tardi. Il profilo twitter ufficiale della Sacra Cenerentola era corredato da commenti a tutto ciò e non solo, rispondevano anche ai tweet che ricevevano. Con me l’hanno fatto due volte!
Concentriamoci invece sui primi due: sul podio ci sono arrivati (dopo venti minuti, perché non ce l’avevano proprio vicino) e sul podio c’era anche Bo77as che aspettava quel momento da molto tempo. Al posto dei normali cappellini c’erano dei sombreri. Purtroppo non se li sono tirati addosso. Ora, però, per parcondicio, in Brasile voglio dei cappelli con le piume tipo carnevale e negli Emirati dei turbanti.
E comunque il Gangster Rapper e Bo77as sono stati due scorretti: dopo gli inni nazionali, invece di indossare di nuovo i sombreri, hanno fatto finta di nulla e sono rimasti senza. Poi più tardi se l’è tolto anche Britney Bitch, dimostrando che i suoi capelli oltre che helmet-resistent sono anche sombrero-resistent. Un giorno dovrà rivelarci il suo segreto.
Cos’altro c’è da dire? Niente, credo, quindi vediamo di chiudere... non prima di avere aggiunto che:
1) l’eroe di casa è arrivato ottavo e Maldiiii undicesimo, Checoooo dopo avere arduamente lottato con le Toro Rosso, Maldiiii riuscendo a farsi inquadrare mentre faceva una manovra trollona per distrarre un muretto nel tentativo di avvicinarsi a Grosjiiii;
2) le interviste sul podio le ha fatte Mansell, che aveva di nuovo i baffi come un tempo (baffi comunque già esibiti anche un anno fa);
3) il pubblico è stato educatissimo, acclamando i tre piloti sul podio, e sono completamente certa che avrebbero acclamato anche chiunque altro al loro posto;
4) su Tumblaaaahhhh c’è gente che così dal nulla si è inventata che il pubblico ha fischiato contro Britney Bitch, descrivendo la cosa come se fischiare contro al vincitore di un gran premio fosse qualcosa di cui vantarsi.

RISULTATO: 1. Rosberg (Mercedes), 2. Hamilton (Mercedes), 3. Bottas (Williams), 4. Kvyat (Redbull), 5. Daniel Ricciardo (Redbull), 6. Felipe Massa (Williams), 7. Nico Hulkenberg (Force India), 8. Sergio Perez (Force India), 9. Max Verstappen (Toro Rosso), 10. Romain Grosjean (Lotus), 11. Pastor Maldonado (Lotus), 12. Marcus Ericsson (Sauber), 13. Carlos Sainz (Toro Rosso), 14. Jenson Button (McLaren), 15. Alexander Rossi (Marussia), 16. Will Stevens (McLaren), Rit. Felipe Nasr (Sauber), Rit. Sebastian Vettel (Ferrari), Rit. Kimi Raikkonen (Ferrari), Rit. Fernando Alonso (McLaren).