mercoledì 12 giugno 2024

GP Francia 2004: quattro pitstop per la vittoria

Il mondiale 2004, dopo una parentesi nordamericana, è tornato in Europa per il GP di Francia che si è svolto il 4 luglio a Magny-Cours. Ha visto cinque team qualificarsi in ordine sparso nelle prime dieci posizioni della griglia: Renault con Fernando Alonso in pole position e Jarno Trulli quinto, Ferrari con Michael Schumacher secondo e Rubens Barrichello decimo, McLaren con David Coulthard terzo e Kimi Raikkonen nono, B.A.R. con Jenson Button quarto e Takuma Sato settimo, Williams con Juan Pablo Montoya sesto e, in ottava piazza, el nuestro amigo Marc Gené, sostituito di Ralf Schumacher che si era infortunato nel GP degli Stati Uniti.
Il campionato vedeva Michael Schumacher con un vantaggio abissale in classifica nei confronti di Barrichello, il quale aveva a sua volta un immenso vantaggio nei confronti di Button. Tuttavia la griglia di partenza parlava meno a favore delle Rosse di quanto fosse accaduto in altri momenti e, in effetti, Alonso è rimasto in prima posizione una volta che la gara è partita.

I settanta giri disputati non hanno regalato le emozioni facili che colpiscono in primis chi vede solo duelli spettacolari, né ci sono stati ritiri particolarmente altisonanti. Perfino il motore Honda della B.A.R. di Sato, quando ha dato forfait dopo una ventina di minuti di gara, non l'ha fatto il modo notevole, ma si è limitato a una fumata decisamente più lieve di quelle a cui eravamo abituati.
Nel frattempo, tuttavia, Alonso e Schumacher erano in diretta competizione per la vittoria della gara. Certo, non quella competizione ruota contro ruota che fa venire la pelle d'oca, ma Ross Brawn aveva in serbo una genialata per puntare alla vittoria della gara.
Così, mentre dalla terza piazza in poi si giungeva a una situazione di stallo con Trulli terzo, Button quarto, Barrichello quinto, poi le McLaren, davanti la sfida tra Alonso e Schumacher verteva su due strategie molto diverse: Fernando faceva tre soste, come tutti, Schumacher invece ne avrebbe fatte quattro!

In epoca di rifornimenti di benzina, di solito la strategia vincente era allungare più degli altri, per girare più scarichi, quindi più leggeri, con l'overcut come concreta possibilità. Fare quattro soste anziché tre, tuttavia, era una variante che permetteva di imbarcare meno benzina degli avversari e, di conseguenza, andare più forte di loro. Certo, c'era da considerare il tempo perso per una sosta ulteriore, ma la pitlane di Magny-Cours era la più corta del mondiale.
La strategia alternativa ha permesso a Schumacher di rimanere secondo dietro ad Alonso e poi, quando quest'ultimo ha effettuato, prendendo la testa della gara quando Fernando è rientrato per la seconda sosta e, in maniera sfasata, alternandosi con lui al comando per via delle differenti finestre di pitstop.
Quando il pilota della Renault è rientrato per la terza, quindi, il ferrarista era davanti e ha allungato abbastanza da potere avere il tempo di fermarsi ai box per la quarta sosta e di uscire davanti, andando a procacciarsi agevolmente la vittoria.

Questo dovrebbe far riflettere: il GP di Francia 2004 viene considerato un capolavoro di strategia, servita a sopperire le difficoltà di un sorpasso in pista, che 1) non sembrava l'eventualità più probabile, 2) probabilmente non è mai stata perseguita.
Qualunque cosa ne pensino quelli che a ogni gara piangono per la mancanza di sorpassihhhh spettacolarihhhh, questa gara dovrebbe ricordare che non tutto è un susseguirsi di sorpassi - anche se Barrichello ne ha fatto uno per la terza piazza su Trulli all'ultima curva (in seguito pretesto con cui il pilota abruzzese è stato appiedato a stagione in corso) - e che l'obiettivo di chi gareggia è vincere o ottenere il miglior risultato possibile, non necessariamente dare spettacolo. Forse se dentro e fuori dal mondo della Formula 1 si accettasse questo concetto, si eviterebbero quei tentativi attuali di generare spettacolo artificiale.
Tornando al risultato, Button precipitato dietro a Barrichello dopo l'ultima sosta ha chiuso quinto, con la zona punti completata da Coulthard, Raikkonen e Montoya. Gené ha chiuso decimo, dietro alla Jaguar di Mark Webber.


martedì 11 giugno 2024

Formula 1 2024: #9 Gran Premio del Canada

Montreal - 09.06.2024 // +0.000

Avete presente quei vecchi tempi in cui c'era chi affermava l'impossibilità della pole position ex-equo e di conseguenza pensava che la qualifica del GP d'Europa 1997 fosse stata un immenso kompl8? Credo di non averlo mai pensato, ma di essere stata abbastanza convinta che potesse trattarsi di un bug del cronometro, ma i fatti del sabato canadese mi hanno portata a pensare che dopotutto non è così impossibile.
Tutto è iniziato come una normale qualifica con pioggia imminente, nello specifico sembrava di essere tornati ai tempi di Meteofrance, con pioggia sempre in attivo, ma destinata a non arrivare mai. Per il resto, i colpi di scena di Q1 e Q2 sono stati abbastanza di ordinaria amministrazione: l'eliminazione di Perez nella prima sessione, dopodiché la Ferrari che, vista la scarsità di mescole soft, ha deciso di risparmiarne una per il Q3 risparmiandola nel vero senso della parola dato che di due macchine nessuna ha visto il Q3.
Diciamo che vedere Russell in compagnia delle sue -L a giocarsi la pole position era già un plot twist non indifferente. Il suo tempo è stato un 1'12''000 netto che nessuno ha battuto. Però Verstappen quel tempo l'ha eguagliato: +0,000 con la seconda posizione in quanto a parità di tempi la posizione viene assegnata a chi il tempo l'ha fatto per primo. Curiosità: i due sono stati entrambi fidanzati, in momenti diversi, con la sorella di De Vries. Quante probabilità ci sono due piloti che sono stati insieme alla stessa ragazza possano condividere un miglior tempo ex-equo? Pochissime.
Eppure è successo, e il fatto che in passato a Schumacher e Frentzen sia accaduta la stessa cosa in passato, in ulteriore ex-equo con Villeneuve, di colpo sembra più vita vissuta che bug. Anzi, sembra poesia... e Seychelle is the new Corinna!
In sintesi la griglia di partenza è stata la seguente, con Ocon penalizzato di cinque posizioni per l'incidente provocato con Gasly lo scorso gran premio, ma che di fatto non ha perso posizioni dato che le Sauber sono partite dalla pitlane per intervenit in parco chiuso - tra parentesi il tempo di qualifica:

Russell - Verstappen
Norris - Piastri
Ricciardo - Alonso
Hamilton - Tsunoda
Stroll - Albon
Leclerc - Sainz
Sargeant - Magnussen
Gasly - Perez
Hulkenberg - Ocon(18)
Bottas(17) - Zhou(20)

La gara prevedeva un totale di 70 giri ed è iniziata con la pioggia, le Haas sulle full wet e più veloci di tutto il resto della griglia con le intermedie e Magnussen risalito in quarta piazza con Hulkenberg in bassa top-ten. Ho creduto che fosse il grande giorno, quello del tanto agognato podio, ma il meteo aveva programmi diversi e la pioggia si è fermata, costringendo i due a una sosta ai box per passare alle gomme intermedie.
Verstappen era vicino a Russell, ma ha commesso una sbavatura, con l'avvicinarsi di Norris il quale tra il 20° e il 21°, con pista già asciutta e DRS già attivo, ha superato prima l'uno e poi l'altro portandosi in testa alla gara! E subendo il sorpasso di Norris, Russell ha vagato per i prati in compagnia delle sue -L e Verstappen si è procacciato agevolmente la seconda piazza, ma senza riuscire ad avvicinarsi a Norris, mentre in compenso Piastri si è avvicinato a Russell.
OP: "Yayyyyy! L'età adulta si avvicina sempre più."
GR: "Ne sei così sicuro, bimbo? Non puoi pensare di essere un uomo vissuto. Tu non hai ancora visto niente. Per esempio non conosci i vecchi tempi in cui tutto procedeva tranquillamente finché Latifi non faceva una ca*ata a caso."
OP: "Va beh, Canada, Stati Uniti, sono confinanti, sempre Williams, uno vale l'altro."
Infatti al 25° giro Sargeant, che già in precedenza era andato a limonare con un muretto senza fare grossi danni, l'ha sbinnata e si è piantato girato all'indietro nel bel mezzo della pista, con conseguente ingresso della safety car. Norris non si è fermato ai box subito, gli altri sì; quando si è fermato il giro dopo si è accodato in terza piazza dietro al duo Ves/Rus, con Piastri negli scarichi e Hamilton quinto, dopo essere uscito dai box davanti ad Alonso, al quale in precedenza era dietro e con cui era stato protagonista di un lungo duello.
FA: "E come tutti hanno notato, sono ben davanti alla Ferrari che fino all'altro ieri sosteneva di avere il mondiale in tasca!!!11!!!11!!"
LH: "L'Autrice(C) mi ha appena detto che di base non difenderebbe la Ferrari da chi la prende per i fondelli per questa ragione, ma ti ricorda che tu stesso che hai corso per la Ferrari e che con la tuta rossa ci hai vinto tanti titoli quanto i Leclainz."
FA: "Triggered."
CL: "Mega-triggered."
FA: "Perché sei triggerato anche tu, Predestinato?"
CL: "Perché ho appena suggerito al mio box di passare alle gomme slick, dando per scontato che se avessero letto previsioni del tempo contrastanti mi avrebbero detto di andare a ca*are, invece di starmi a sentire, ma non ne sono più tanto sicuro."
Ancora in regime di safety car, qualche giro dopo, mentre sulla vettura nel frattempo sono intervenuti per un problema di motore che si portava dietro fin dal via, le gomme scelte sono state le hard, perfette per ritrovarsi a novanta... e difatti proprio in quel momento ha ricominciato a piovere. L'istruzione era cercare di resistere due giri perché poi la pista doveva asciugarsi, ma era una chiara previsione di Meteofrance dato che la pista è stata bagnata fino intorno al 40°, per poi ascugarsi solo in un secondo momento. Leclerc nel frattempo era tornato da molti giri sulle intermedie ed era stato doppiato dal quintetto dei primi, mentre di lì a qualche giro si è ritirato.
Nel frattempo con la pista che si asciugava tutti sono rientrati, in momenti diversi, a passare alle slick, con Norris che ha overcuttato tutti... ma uscendo dalla pitlane sul bagnato ha fatto un mezzo svarione perdendo la posizione nei confronti di Verstappen. In seguito lo abbiamo visto duellare con Russell con scambi di posizione. Tutto si era messo tranquillo, perfino la Ferrari iniziava a vedere la bassa zona punti con Sainz uscito vincitore da un duello per la decima piazza con Albon.
Poi al 53° giro Perez ha fracassato il retrotreno contro le barriere. È rientrato ai box per ritirarsi, ma in quei frangenti Sainz ha fatto una gran sbinnata e Albon non ha avuto tempo materiale di decidere se passarlo dalla parte in cui sarebbe non stato centrato o non prendere questa precauzione. In sintesi ci siamo ritrovati con la macchina di Albon ferma a muro. Sainz nel frattempo è andato a ritirarsi ai box.
In regime di safety car, i Mercedes Bros sono andati in pitlane a cambiare di nuovo gomme, con Russell che da terzo che era si è ritrovato quarto insieme a tutte le sue -L e nell'ultima parte di gara si è ritrovato a duellare con Piastri. E a fare a sportellate con Piastri, con Hamilton che frattanto è passato terzo, per poi essere superato nuovamente da Russell perdendo la chance di salire sul podio con il vecchio rivale Verstappen.
MV: "Adesso non allarghiamoci troppo, non sono certo io il 'vecchio' tra di noi. Comunque non importa, quello che conta è che sul podio ci siano solo giovani aitanti e, se non ti sta bene, puoi andartene a casa e accomodarti sul divano a guardare una telenovela. Tipo gli scambi di posizioni tra gli Alpine Bros e Ocon che reclama di avere ceduto la nona piazza a Gasly con la promessa di riceverla indietro se non avesse raggiunto le Aston."

RISULTATO:
1. Max Verstappen/ Redbull
2. Lando Norris/ McLaren
3. George Russell/ Mercedes
4. Lewis Hamilton/ Mercedes
5. Oscar Piastri/ McLaren
6. Fernando Alonso/ Aston Martin
7. Lance Stroll/ Aston Martin
8. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
9. Pierre Gasly/ Alpine
10. Esteban Ocon/ Alpine
11. Nico Hulkenberg/ Haas
12. Kevin Magnussen/ Haas
13. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
14. Yuki Tsunoda/ VisaCash App RB
15. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
Rit. Carlos Sainz/ Ferrari
Rit. Alex Albon/ Williams
Rit. Sergio Perez/ Redbull
Rit. Charles Leclerc/ Ferrari
Rit. Logan Sargeant/ Williams


lunedì 10 giugno 2024

Indycar 2024: #7 Gran Premio di Road America

Il GP di Road America di Indycar si è svolto ieri sera e si è svolto più o meno in SoVrApPoSiZiOn3 con il GP del Canada di Formula 1, o quantomeno con la differita sulla TV dei poverihhhh. Quando dopo avere visto la gara sono entrata sui social (cosa che prima non avevo fatto sia perché volevo evitare spoiler sia perché dopo un mese il "sabotaggio" è ancora in atto e il 4G del cellulare in cucina dove stavo vedendo il gran premio non prende) ho scoperto che la Indycar era già finita. Quindi stavolta mi sono messa in pari con gli extended highlight del lunedì e sono pronta per raccontarvi com'è andata. Specifico inoltre che questa era la line-up dell'evento:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Theo Pourchaire (pilota originale David Malukas che non ha mai gareggiato in quanto infortunato, in precedenza sostituito da Callum Ilott), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Luca Ghiotto (volante in altre occasioni assegnato Colin Braun, Nolan Siegel, Katherine Legge, Tristan Vautier)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Nolan Siegel (one-off, al posto di Agustin Canapino)
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, Helio Castroneves (in precedenza c'era Tom Blomqvist, dal prossimo evento subentrerà David Malukas)
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

La gara è iniziata con Lundqvist che partiva dalla pole position, ma è stato tamponato subito al via dal compagno do squadra Amstrong innescando dietro di loro vari contatti a catena. Ci ha rimesso Herta che, nel caos, è stato tamponato da Newgarden, precipitando nelle retrovie, da dove sarebbe risalito fino alla sesta posizione. Lundqvist invece si sarebbe classificato dodicesimo.
Di fatto nei primi giri abbiamo avuto tre caution dietro fila: la prima per l'incidente, la seconda per detriti rimasti dallo stesso incidente, la terza quando Rasmussen ha tamponato Simpson mandandolo a finire contro le barriere.
Eravamo al 7° giro a quel punto e bisognava arrivare a 55... incredibile ma vero, si è arrivati a 55 senza ulteriori danni, con le Penske che sono risalite nelle prime tre posizioni, sopravanzando tra gli altri Kirkwood brevemente in testa nella prima parte di gara.
Power è tornato alla vittoria dopo due anni e, dopo la vittoria di Dixon solo una settimana fa, è il caso di dirlo: i V3KkYaCç1 hanno ancora molte sorprese da riservarci!

Top-ten: Power, Newgarden, McLaughlin, Palou, Kirkwood, Herta, Grosjean, O'Ward, Ericsson, Rahal.


sabato 8 giugno 2024

Indycar 2024: #6 Gran Premio di Detroit // il caos e il Canapino-gate

Nello scorso fine settimana si è svolto il GP di Detroit di Indycar, su un circuito cittadino la cui location coincide parzialmente con quella del tracciato trash su cui si svolgeva il GP degli Stati Uniti Est di Formula 1 negli old gold days. Ho visto la gara in versione integrale grazie a delle trasmissioni "non ufficiali" su Youtube, tra cui una brasiliana in cui l'evento era stayo ribattezzato in chat come "gran premio di Destroit". L'evento ha visto alcuni cambi di line-up, come per esempio Helio Castroneves che ha preso temporaneamente il posto di Tom Blomqvist per Meyer Shank e come Tristan Vautier in Coyne nel posto in cui si sono alternati finora Colin Braun, Nolan Siegel, Luca Ghiotto e Katherine Legge. Nelle qualifiche, inoltre, ha fatto parlare di se Santino Ferrucci che, dopo una presunta ostruzione da parte di Kyle Kirkwood, l'ha ostruito di proposito e, non contento, in seguito in pitlane è andato anche a inveire contro di lui e a strattonarlo prima di essere invitato ad allontanarsi.
Dopo questa breve parentesi in stile NASCAR, è arrivata la domenica ed è arrivata una gara immensamente caotica. Giusto per chiarire il concetto: primo incidente già al via, un susseguirsi di contatti di maggiore e minore entità, una parentesi con la pioggia verso metà gara e un totale di otto ingressi della safety car, se li ho contati bene, ma potrei anche avere perso il conto. In sintesi, una gara in cui il caos era l'assoluta routine per tutti... o quasi.

Parliamo di Agustin Canapino, divenuto incredibilmente attore protagonista del post-gara. Pilota di ruote coperte, arrivato in Indycar nel 2023 con un palmares inconsueto in cui le open wheel non erano contemplare eccetto una manciata di gare in Formula 3 molti anni fa, ha mostrato risultati assolutamente rispettabili, ma ha fatto parlare di sé, finora, più che altro per le polemiche social innescate dai suoi sostenitori ogniqualvolta in pista capiti qualche evento anche minimamente controverso.
L'anno scorso il suo allora compagno di squadra Callum Ilott era stato vittima di vere e proprie campagne d'odio via Twitter, e mi spiace dirlo, il fanbase di Canapino è assolutamente pessimo. Come spesso succede per i piloti di una nazionalità non molto rappresentata in una certa categoria, si spostano a orde, un po' come i turchi per Cem Bolukbasi o i filippini per Bianca Bustamante. Con una sostanziale differenza, ovvero che tendenzialmente i fanbase molto radicati sono sostanzialmente innocui e incentrati sull'ammirazione del proprio idolo.
Purtroppo non si può dire lo stesso dei fanboy di Canapino, che fanno spesso caciara e poi usano la loro nazionalità per nascondersi: "io sono argentino e se osi contraddirmi allora è razzismo contro i latino-americani". Ricorda un po' l'atteggiamento dei messicani contro chi osa affermare che Checo Perez non è il miglior non-campione della storia della Formula 1, con la differenza sostanziale che Perez, in qualità di top driver in Formula 1, ha un fanbase più internazionale e certi soggettoni sono una parte ristretta del fanbase.

In sintesi, un paio di giorni dopo la gara Theo Pourchaire, che con Canapino era stato protagonista di un contatto che è costato poche posizioni a entrambi ed è stato penalizzato per l'incidente stesso, ha scritto in un tweet di avere ricevuto insulti e minacce di morte via social, venendo peraltro criticato da Norberto Fontana per avere parlato di quello e non dell'incidente innescato da lui stesso.
Canapino ha fatto una dichiarazione critica nei confronti del proprio fanbase, ma che in molti hanno considerato di facciata, dal momento che pare avesse messo dei like a post con insulti nei confronti di Pourchaire o che lo tacciavano di essersi inventato gli abusi online. Ciò sarebbe rimasto confinato ai social, se McLaren non avesse deciso di interrompere la partnership con Juncos a causa di questo episodio.
In sintesi nella giornata di venerdì, dopo che Canapino era stato presente a Road America dove si svolgerà la gara di questo fine settimana, è stato annunciato che Canapino non prenderà parte all'evento, ma sarà sostituito da Siegel. Juncos ha scritto un comunicato in cui si affermava tra le righe che Canapino non sarà in pista perché si sente minacciato dopo gli attacchi ricevuti online.
In sintesi, una faccenda ancora abbastanza oscura, in cui non mi stupirebbe se fosse stata la squadra a prendere questa decisione, perché comunque innescare la perdita della partnership con McLaren è provocare un danno al team stesso.

Se posso dire la mia su questa vicenda, personalmente sono convinta che il cyberbullismo nei fanbase sia un grosso problema, perché spesso viene da profili che riescono comunque a guadagnare un buon seguito e ad apparire come dei "precious cinnamon roll". La verità dei fatti è che non basta tappezzare i propri profili di cuccioli e gattini o sapere fare edit belli per essere anche persone dotate di empatia e contegno; anzi, proprio l'avere molto seguito spesso genera anche comportamenti poco edificanti al solo scopo di apparire.
In quella vasta quantità di gente che team e piloti acclamano come "best fans" o cose analoghe, ci sono tanti individui di questo tipo, che si mascherano abbastanza bene dietro al ruolo del fan infervorato. C'è chi dice che team e piloti dovrebbero fare più attenzione a chi mettono su un piedistallo, ma è pur vero che 1) team e piloti non possono scandagliare la vita di chiunque prima di mettere un like o ricondividere un post, 2) basta una storiella strappalacrime e attira like per guadagnarsi ammirazione incondizionata, pena massicci attacchi di dissing.
Per dire, Centurion Lewis - un utente di Twitter che si spacciava per un tifoso di Hamilton diciannovenne malato terminale, che ha ricevuto il supporto della Mercedes e ha sfruttato la pubblicità per organizzare una raccolta fondi a suo favore, per poi fingere la propria morte - scriveva cose che avrebbero scritto soltanto un fake o un bambino di dodici anni. Appurato che non poteva avere dodici anni, doveva per forza essere un fake.
Eppure, finché non si è scoperto che era un truffatore e che era vivo e vegeto, qualcuno era forse nella posizione di tacciarlo di essere un fake? Direi di no, chi avesse osato sarebbe stato criminalizzato.

Detto ciò, se da un lato è comprensibile come certi cyberbulli riescano a diventare popolari e a fare breccia nel cuore dei loro idoli, la vicenda Canapino è a mio avviso a sé stante. I suoi tifosi che insultano somigliano molto di più alla gente che, senza alcun seguito, su Facebook commenta i post con offese a piloti per fatti magari capitati nel 1995 o giù di lì, in sintesi un'orda di frustrati che urlano e strepitano a caso.
Pur essendo un'orda ben presente su twitter, non ha profili da "tumblrina" pieni di follower e like, semplicemente fa rumore perché è un'orda molto vasta. Canapino e/o Juncos hanno già in passato sminuito le azioni di costoro, con addirittura il team che in passato ha accusato Ilott di dare troppo peso a insulti e minacce di morte ricevuti.
Mi rendo conto che chi ha un fanbase di questo genere e non fa nulla di concreto possa anche avere molti hater, ma il comunicato sull'assenza a Road America è scritto come se Canapino 1) fosse stato fin dall'inizio la vittima di questa storia, 2) di punto in bianco, ora che i presunti insulti li ha ricevuti lui, allora non siano più qualcosa a cui non si deve dare peso, ma di colpo divengano rilevanti.
So che è banale da dire, ma rimpiango il motorsport dei "very uominy", quello in cui gli incidenti tra piloti venivano discussi tra i piloti stessi, oppure nella cabina dei commissari, e in cui incidenti banali (questo è stato un semplice contatto durante un restart) non divenivano un affare internazionale, con tanto di gente che allora sì, si traveste da tumblrina e afferma: "il mio idolo in quanto argentino deve essere al di sopra di ogni critica altrimenti è xenofobia".

Per il resto la gara è stata un caos, con il poleman Colton Herta precipitato indietro per una strategia toppata che è andato a sbattere contro le barriere, così come diversi altri top driver coinvolti nel caos, incluso Josef Newgarden, fresco vincitore della Indy 500, incluso Alex Palou che proprio con questo si è toccato, incluso Scott McLaughlin finito in precedenza fuori mentre era in zona podio.
Scott Dixon, in modalità risparmio carburante, alla fine l'ha spuntata, riuscendo a gestire nonostante Marcus Ericsson fosse piuttosto pressante nelle fasi conclusive del gran premio. La vittoria l'ha portato in testa alla classifica piloti e ha dato un segnale: mai sottovalutare Dixon, perché riserva sempre delle sorprese!

RISULTATO: 1. Scott Dixon/ Ganassi, 2. Marcus Ericsson/ Andretti, 3. Marcus Armstrong/ Ganassi, 4. Kyle Kirkwood/ Andretti, 5. Alexander Rossi/ Arrow McLaren, 6. Will Power/ Penske, 7. Pato O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Felix Rosenqvist/ Meyer Shank, 9. Santino Ferrucci/ Foyt, 10. Theo Pourchaire/ Arrow McLaren, 11. Christian Lundgaard/ Rahal, 12. Agustin Canapino/ Juncos, 13. Pietro Fittipaldi/ Rahal, 14. Rinus Veekay/ Carpenter 15. Graham Rahal/ Rahal, 16. Alex Palou/ Ganassi, 17. Jack Harvey/ Coyne, 18. Tristan Vautier/ Coyne, 19. Colton Herta/ Andretti, 20. Scott McLaughlin/ Penske, 21. Sting Ray Robb/ Foyt, 22. Linus Lundqvist/ Ganassi, 23. Romain Grosjean/ Juncos, 24. Kyffin Simpson/ Ganassi, 25. Helio Castroneves/ Meyer Shank, 26. Josef Newgarden/ Penske, 27. Christian Rasmussen/ Carpenter.


venerdì 7 giugno 2024

GP Canada e Stati Uniti 2004: la squalifica della Williams e l'infortunio di Ralf Schumacher

In vista del GP del Canada, che si svolgerà nel fine settimana imminente, mi sono rivista l'edizione del 2004. La gara si è svolta il 13 giugno ed è iniziata con Ralf Schumacher che scattava dalla pole position. Precedeva Jenson Button sulla B.A.R., nonché la Renault di Jarno Trulli. Quando quest'ultimo si è ritirato pressoché al via gli è succeduto in testa il compagno di squadra Fernando Alonso, che precedeva la Williams di Juan Pablo Montoya. Dietro, nel frattempo, Christian Klien ha speronato la McLaren di David Coulthard, per poi cozzare contro la Jaguar del compagno di squadra Mark Webber. La gara è proseguita con i primi quattro a posizioni invariate, con in quinta e settima piazza le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello; in mezzo a loro la McLaren di Raikkonen. Rubinho ha superato quest'ultimo, ma la situazione di Kimi sarebbe peggiorata ulteriormente quando in concomitanza con la prima sosta ai box ha calpestato la linea bianca della pitlane, guadagnandosi un drive through.

Alonso e le Ferrari prevedevano una strategia a due soste, mentre gli altri piloti di testa erano invece su tre soste. Alonso, tuttavia, nella seconda parte di gara si è ritirato per un guasto, mentre di fatto, dopo la seconda sosta, le due Ferrari si sono ritrovate 1/3 con la Williams di Ralf Schumacher in mezzo e Button al quarto posto davanti a Montoya. In pitlane frattanto si è consumato uno dei momenti più ad alta tensione della gara, quando nel box della Jordan, Nick Heidfeld ha investito un meccanico, il quale fortunatamente non ha riportato ferite gravi.
Raikkonen, risalito fino alla sesta piazza, ha dovuto fare un pitstop extra a causa di un problema al volante perdendo una posizione a vantaggio della Sauber di Giancarlo Fisichella. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Felipe Massa, invece è stato protagonista di un incidente a pochi giri dalla fine, innescato dalla rottura di una sospensione. Dietro a Raikkonen - settimo - le Toyota di Cristiano Da Matta e Olivier Panis erano 8/10 con in mezzo Coulthard.

Fermi tutti, ho dimenticato una cosa importante: il Canada è il paese natale di Jacques Villeneuve, che in quel periodo storico non aveva un volante, quindi non poteva certo vedere la propria gara finire di punto in bianco in una nuvola di fumo. C'era tuttavia Takuma Sato, suo successore alla B.A.R., che si trovava a gara inoltrata in bassa top-ten, quando ha subito un destino analogo!
Detto questo, possiamo tornare a quando, a gara terminata, i fratelli Schumacher sono saliti sui due gradini più alti del podio, peraltro non certo per la prima volta a Montreal... ma Ralf sul podio c'è andato, di fatto, solo ed esclusivamente per sbevazzare champagne: gli sarebbe piovuta addosso una squalifica per irregolarità tecniche ai freni, esattamente come al compagno di squadra e ai due piloti della Toyota, con quattro piloti della top-ten che hanno perduto i loro risultati.
Michael Schumacher, Barrichello, Button, Fisichella, Raikkonen e Coulthard sono risaliti nelle prime sei posizioni, con le Jordan a completare la zona punti: settimo Timo Glock, nel suo esordio one-off al posto dell'infortunato Giorgio Pantano, nonché Heidfeld in ottava posizione.

Per la Williams, Indianapolis poteva rappresentare una potenziale rivincita dopo la doppia squalifica, ma le cose non sono iniziate molto bene: JPM ha avuto un problema sulla griglia di partenza, dovendo correre ai box a piedi per prendere il via con il muletto, quando ormai mancavano pochi secondi all'inizio della procedura di partenza.
Nel frattempo la gara è partita con il poleman Barrichello davanti a Michael Schumacher e ad Alonso, mentre nel frattempo entrava la safety car per un incidente nelle retrovie nel quale si sono ritirati Klien, Massa, Pantano e una delle Minardi, quella di Gimmy Bruni. Da Matta, invece, è riuscito a proseguire nonostante ne fosse stato coinvolto.
Una volta che la SC si è levata di torno, Michael Schumacher si è portato in testa alla gara superando Barrichello, dopo che l'aveva quasi affiancato quando la vettura di sicurezza era ancora in pista (con una manovra simile a quella che è stata messa fuori legge nelle ultime stagioni), con a seguire Alonso e le B.A.R. di Sato e Button - quest'ultimo destinato in seguito a ritirarsi per un guasto al cambio.

Pochi giri dopo il restart, Alonso ha avuto una foratura e è finito fermo in una via di fuga, mentre poco dopo - segno che non era la giornata della Williams - Ralf Schumacher non ha avuto la stessa fortuna: dopo una foratura è andato a sbattere violentemente alla curva sopraelevata.
In un'epoca in cui la bandiera rossa veniva evitata come la peste, si è proseguito in regime di safety car mentre il pilota veniva soccorso e la vettura veniva rimossa. Ralf è finito in ospedale, ma non gli sono state diagnosticate ferite gravi, anche se è stato costretto a una lunga assenza. Montoya e le B.A.R. (Button non si era ancora ritirato) sono stati gli unici a non fermarsi ai box in regime di safety car.
Le Ferrari sono rientrate una dietro all'altra e Barrichello dovendo attendere ha perso alcune posizioni. In occasione della seconda sosta, Rubinho avrebbe ritardato il rifornimento, uscendo subito dietro a Schumacher, ma avvicinandosi pericolosamente per un istante, tanto da far temere che i due potessero spalmarsi l'uno contro l'altro lasciando strada libera a Montoya.

JPM doveva ancora fermarsi ai box per la seconda sosta, però, lasciando il terzo posto a Trulli e il quarto a Sato, che aveva rimontato parecchio superando diverse vetture. Subito dopo l'uscita dai box, a gara inoltrata (diciamo tre quarti), la gara della Williams è andata definitivamente a rotoli, con la squalifica di Montoya per il cambio di vettura oltre tempo massimo. Le tempistiche hanno fatto molto discutere, specie considerato che la cosa era facile da riscontrare già molto tempo prima.
Mentre gli Schumachello erano stabilmente 1/2, con un sorpasso su Trulli, Sato si è portato al terzo posto per andarsi a prendere il suo unico podio in Formula 1, proprio sul circuito ricavato dall'ovale su cui, a distanza di parecchi anni, sarebbe entrato, per ben due volte, nella storia del motorsport. In una gara di elevato attrition rate, solo otto vetture hanno terminato, mentre Trulli ha chiuso quarto, a seguire si sono classificati Panis, Raikkonen, Coulthard... e una Minardi, guidata da nientemeno che Baumgartner, il suo unico arrivo a punti e anche l'unico arrivo a punti per un pilota ungherese.

Concludo con un piccolo aneddoto che non c'entra con il motorsport, ma che mi sembra carino riportare. Per chi non lo sapesse, nella vita di tutti i giorni lavoro come impiegata presso uno spedizioniere, occupandomi di spedizioni in export e import via mare, in prevalenza dall'Europa centrale al Messico e al Sudamerica e viceversa.
Ho a che fare anche con degli impianti che si trovano in Ungheria e in uno di questi il referente per l'import di nome si chiama Zsolt. Ogni volta in cui ho a che fare con lui mi viene inevitabile pensare a Baumgartner!



giovedì 6 giugno 2024

GP Olanda 1960: il debutto di Jim Clark

Oggi è il 6 giugno ed è una data storica per il motorsport: al via del GP d'Olanda che si svolgeva il 6 giugno 1960 (che si è svolto di lunedì, che era il giorno di Pentecoste festivo in molti paesi dell'Europa centrale), infatti, per la prima volta nella storia della Formula 1 era presente Jim Clark sulla griglia di partenza di un gran premio, il che non mi sembra esattamente una sottigliezza. Anzi... Era al volante di una Lotus e si era aggiudicato l'11^ piazza sulla griglia di partenza. Avrebbe avuto modo, in gara, di risalire fino al quarto posto prima del suo ritiro poco dopo metà gara. A scattare dalla pole position era Stirling Moss (Lotus), tuttavia fin dalla partenza è stato in testa Jack Brabham (Cooper) che gli partiva accanto. Moss ha mantenuto la seconda piazza per un quarto di gara, salvo poi essere verosimilmente costretto a una sosta ai box (le informazioni che ho reperito non sono molto chiare) precipitando nelle retrovie risalendo fino al quarto posto, dietro a Innes Ireland (Lotus) e Graham Hill (BRM).
Per Hill si è trattato del primo podio in Formula 1 e trovo estremamente poetico che ciò sia avvenuto in concomitanza con il debutto di Clark (anche per Ireland a dire il vero era il primo podio). Moss ha chiuso quarto, come dicevo, e ha preceduto due delle tre Ferrari presenti: Wolfgang Von Trips e Richie Ginther hanno concluso la gara in quinta e sesta posizione, mentre Phil Hill è stato costretto al ritiro da un guasto al motore.
Purtroppo segnalo una nota piuttosto triste, ovvero che un giovane spettatore che si trovava in un'area proibita al pubblico è deceduto dopo essere stato in qualche modo coinvolto da un incidente di Dan Gurney (BRM), innescato da un guasto ai freni. La dinamica della morte dello spettatore sembra non essere nota, o almeno non ne ho trovato traccia. Sfortunatamente le cose non sarebbero migliorate di lì a breve, in quanto al successivo GP del Belgio sono avvenuti i due incidenti mortali di Alan Stacey e Chris Bristow.


domenica 2 giugno 2024

La Tyrrell e l'esclusione dal mondiale 1984: ricostruendo la vicenda dei rabbocchi illegali

Domani, 3 giugno 2024, sarà il quarantesimo anniversario del GP di Montecarlo 1984, quindi mi sembra il momento giusto, essendo alla vigilia del non-podio di Stefan Bellof, per approfondire una vicenda di cui si parla occasionalmente, ma che è argomento di nicchia, ovvero la squalifica della Tyrrell dal campionato 1984, che ho provato a ricostruire. Credo sia comunque opportuno un piccolo insight sulla Formula 1 dei tempi: fino a pochi anni prima i pitstop in gara non erano la prassi, ma avvenivano in prevalenza in caso di problemi tecnici o di necessità di cambi gomme in caso di condizioni meteo mutevoli (e comunque anche questi non è che fossero uno standard, fintanto che un cambio gomme richiedeva tempi molto lunghi, non era del tutto inconsueto che, in caso di pioggia persistente che arrivava in corso d'opera, si optasse per redflaggare le gare).
Nel corso del 1982, tuttavia, la Brabham ha avuto l'idea di introdurre il rifornimento di benzina in gara come procedura standard, in quanto girare con meno benzina a bordo consentiva di essere più veloci e, di conseguenza, recuperare il tempo perso in pitlane. Con il progressivo perfezionamento delle tempistiche, nel 1983 il rifornimento di benzina in gara era la prassi, fintanto che i rifornimenti sono stati vietati per il 1984.

La Tyrrell non riforniva di benzina, nel 1984, ma effettuava verso fine gara un rabbocco d'acqua per raffreddare il motore, che gli era stato contestato da altri team, ma che in un primo momento non era stato decretato illegale. In sintesi, il rabbocco d'acqua consentiva di rendere la vettura più pesante e di stare entro il peso regolamentare che, per la Tyrrell, era più restringente che per le altre squadre: le vetture a motore aspirato, di prassi, sarebbero state più leggere di quelle turbo e la Tyrrell era l'unica che non si era allineata al turbo, ma utilizzava motori aspirati Cosworth.
Il rabbocco d'acqua era un escamotage già visto in altre occasioni, post-gara per raffreddare i motori, in quanto le vetture poi venivano pesate con tutti i liquidi a bordo, e a un certo punto, due anni prima, un escamotage di questo tipo aveva portato alla squalifica per sottopeso di Brabham e Williams al GP del Brasile 1982, dopo che originariamente Nelson Piquet e Keke Rosberg avevano concluso la gara in prima e seconda posizione.
Piccola nota a margine: in quell'occasione la squalifica dei due era avvenuta a seguito del ricorso della Renault che, essendosi classificata terza con Alain Prost, aveva protestato solo contro le vetture che gli avevano concluso davanti, nonostante altre dietro facessero la stessa cosa. Tendenzialmente, quindi, i provvedimenti arrivavano solo quando qualcuno si svegliava e aveva qualcosa da dire. E, come già detto, a inizio 1984 la Tyrrell aveva superato indenne il reclamo contro il rabbocco d'acqua presentato dalla Arrows.

Per la Tyrrell l'inizio della stagione è stato abbastanza deludente, ormai ben lontani i fasti dei vecchi tempi e anche solo gli exploit occasionali, come le due vittorie ottenute da Michele Alboreto tra il 1982 e il 1983. Accanto a Bellof c'era Martin Brundle, ugualmente esordiente, il quale tra una cosa e l'altra è stato anche protagonista di uno spaventoso incidente in una delle sessioni qualifica a Montecarlo, che gli è valso la non qualificazione (pare che non sia tornato al volante in quanto, nonostante non avesse riportato apparenti danni fisici, aveva vuoti di memoria).
In quello stesso gran premio Bellof partiva dall'ultima casella della griglia e a rendere ancora più complicate le cose pare che, a causa delle condizioni meteo, la squadra avesse deciso di fare la gara senza pitstop, quindi evitando il famoso rabbocco d'acqua in quanto non sarebbe stato giustificabile dovere raffreddare il motore viste le basse temperature; questo almeno dicono le fonti che ho consultato, essendo la gara stata conclusa anzitempo non sappiamo per certo cosa sarebbe successo e, non essendo state pesate le vetture causa allagamento delle bilance provocato dalla pioggia, non sappiamo se quella monoposto fosse ugualmente sottopeso.
Fatto sta che, in quella famosa gara in cui Ayrton Senna sulla Toleman era all'inseguimeto della McLaren di Alain Prost, c'era un altro pilotino venuto dalle retrovie che si stava lanciando verso il podio: si trattava di Bellof che, risalito dal ventesimo posto, ha concluso la gara terzo e, chissà, avrebbe potuto fare anche di meglio se la gara fosse proseguita.

Un altro exploit è arrivato a Detroit, quando Martin Brundle ha fatto un garone e ha concluso la gara al secondo posto, conquistanto per la prima volta il pod-... ah no. Proprio quel podio è stato fatale alla Tyrrell in quanto, in seguito ai controlli post gara, ne è risultato che nel rabbocco d'acqua c'erano pallini di piombo e che ciò incrementava di diversi chili il peso della monoposto che, di conseguenza, fino a quel momento dovevano essere sottopeso.
Come potete tranquillamente immaginare, la squadra non si trovava esattamente in una bella posizione. Quello che era imprevedibile, forse, era che la penalità per l'accaduto fosse così devastante. Anziché la squalifica di Brundle dal GP di Detroit, come sarebbe stato forse prevedibile, la sanzione è stata ben più pesante: dopo una riunione straordinaria della FISA, al team è caduta addosso la squalifica dalle gare disputate, l'esclusione dall'intero campionato e una penale da pagare per i gran premi non disputati.
Inutile dire che una sanzione del genere non si era mai vista né prima né dopo, al punto che verrebbe da chiedersi se qualcuno nel mondo della Formula 1 si sia schierato a favore della Tyrrell...

Giudicate voi dai seguenti indizi:
1) ai tempi della guerra FISA vs FOCA, la Tyrrell era un promonente team della FOCA schierato contro la FISA, guadagnandosi la disapprovazione della FISA;
2) dopo la precedentemente citata squalifica di Brabham e Williams in Brasile nel 1982, i team della FOCA alla quasi unanimità hanno boicottato il GP di San Marino, ma non la Tyrrell causa questioni di sponsor - ciao Candy! sempre nei nostri pensieri - e la sua partecipazione ha consentito il raggiungimento del numero legale, guadagnandosi la disapprovazione della FOCA stessa;
3) senza le Tyrrell in pista, c'erano due vetture in meno che tentavano di qualificarsi e per le squadre di fondo classifica ciò rappresentava una maggiore chance di andare in griglia;
4) la Tyrrell era l'unico team che aveva posto un veto all'obbligo di allinearsi al motore turbo e, con la Tyrrell esclusa dal campionato, il suo veto veniva meno, consentendo alle altre squadre di ottenere il loro obiettivo;
5) last but not least, senza la Tyrrell a fare punti, i bonus economici della FOCA sarebbero stati ripartiti tra le altre squadre, quindi ci sarebbero stati meno pretendenti allo stesso unico malloppo.

Addio Tyrrell. È stato bello averti con noi in questa prima parte di mondiale 1984. Sarebbe stato bello averti anche per la seconda parte del campionato, ma ci si rivede l'anno prossimo.
L'anno successivo, tra parentesi, Bellof ha avuto nuovamente mezzo di mettersi in mostra, ma non ha mai potuto raggiungere la gloria del podio, in Formula 1, dopo che quello di Montecarlo era stato depennato. Il suo miglior risultato risulta essere un quarto posto al GP di Detroit, località in cui curiosamente l'Indycar sta gareggiando proprio mentre pubblico questo post, su un circuito che in piccola parte riprende quello dove gareggiava la Formula 1.
Al di là di tutto credo comunque che la sua impresa di Montecarlo, anche se è culminata con una squalifica, meriti di essere ricordata, mentre purtroppo c'è gente che utilizza la vicenda dei rabbocchi illegali per sostenere che Bellof fosse uno scarso e che non nel Principato non dimostrato nulla. Queste persone le inviterei a farsi una cultura motoristica prima di parlare a vanvera.