martedì 16 gennaio 2024

Il record dimenticato di Onofre Marimon

Quando si parla di record della storia della Formula 1, ci si sofferma tendenzialmente su quelli più mainstream, magari che riguardano personaggi considerati di una certa rilevanza. Insomma, non si parla di Onofre Marimon, pilota argentino classe 1923 attivo in Formula 1 nel periodo 1953/1954, come pilota della Maserati, nonché ventottesimo classificato - pare per un ritardo del team nell'arrivo a Silverstone - sulla griglia del GP di Gran Bretagna 1954. Era il 17 luglio e Juan Manuel Fangio scattava dalla pole position su Mercedes in una gara bagnata, con in seconda posizione la Ferrari di José Froilan Gonzalez, il primo a vincere in Formula 1 per la scuderia di Maranello esattamente tre anni prima. Gonzalez ha preso la leadership seguito dal compagno di squadra Mike Hawthorn, ma Fangio ha successivamente ripreso almeno il secondo posto.

Entrambi sarebbero stati successivamente soppiantati dalla Maserati di Moss, ma torniamo a Marimon, dato che vi ho anticipato un suo record: il pilota argentino, partito ventottesimo, al termine del primo giro era sesto, ha quindi recuperato ben ventidue posizioni nel corso del primo giro, il massimo mai accaduto in un gran premio di Formula 1... niente male!
È rimasto sesto piuttosto a lungo, per poi risalire quinto approfittando del ritiro della Gordini di Jean Behra, per poi ritrovarsi, a gara inoltrata, addirittura quarto davanti a Fangio. Il successivo ritiro di Moss l'ha fatto salire addirittura sul podio e totalizzare venticinque posizioni di gap tra partenza e arrivo: un altro record rimasto nella storia della Formula 1, entrambi peraltro imbattibili da trent'anni a questa parte, dato che per recuperare venticinque posizioni ci vogliono almeno ventisei vetture in griglia e non ci sono dal lontano 1994.

Gonzalez ha vinto, ottenendo la sua seconda e ultima vittoria in Formula 1 sullo stesso circuito della prima: con l'eccezione della Indy 500 - conquistata due volte da Bill Vukovich nel 1953 e 1954 - José Froilan è divenuto il primo pilota nella storia a vincere due soli gran premi ma entrambi nella stessa location, sarebbe stato eguagliato da Maurice Trintignant con due vittorie a Montecarlo su due vittorie totali.
Gonzalez/ Hawthorn/ Marimon, questo il podio, con Fangio quarto e Trintignant su Ferrari a completare la zona punti. Visti i sistemi non proprio precisi dell'epoca, il giro veloce è stato assegnato ex equo a ben sette piloti: i primi quattro classificati, Moss, Behra, nonché Alberto Ascari, su Maserati, ritirato dopo neanche un quarto di gara.

Marimon uomo dei record, ma quella di Silverstone era purtroppo destinata a essere la sua ultima gara. Il 31 luglio, durante le prove libere del GP di Germania, il pilota argentino ha perso la vita a seguito di un incidente. Uomo dei record fino in fondo, dato che è stato il primo pilota a morire in un weekend di un gran premio di Formula 1.
Le precedenti morti erano infatti state o in test privati, quella del tester Cameron Earl durante un test privato nel 1952, o nel corso della Indy 500 (quindi non gran premio per gli standard odierni) quando faceva parte del mondiale, come Chet Miller in una sessione di prove nel 1953 e Carl Scarborough deceduto a seguito di un malore dovuto alle altissime temperature all'interno dell'abitacolo, accaduto durante la gara dello stesso anno.

La gara si è svolta all'indomani, al Nurburgring, e ancora una volta c'è stata pioggia. Le Mercedes di Juan Manuel Fangio e Karl Kling erano in grande spolvero e infatti eccole nelle prime due posizioni nelle prime fasi di gara, inseguite da Hawthorn, tuttavia costretto al ritiro, prima di rientrare in gara prendendo il posto di Gonzalez, sempre in terza posizione, poi divenuta seconda a seguito di una sosta ai box di Kling.
A un certo punto Hawthorn si è anche avvicinato a Fangio, ma con la pioggia il leader era più veloce e ha allungato, mentre Hawthorn ha gestito il secondo posto, ex equo con Gonzalez per effetto dello shared drive, con Trintignant sul gradino più basso del podio. Kling è giunto quarto, ottenendo il giro veloce (da solo, non a pari merito con altri!), mentre Sergio Mantovani su Maserati ha conquistato l'ultimo punto disponibile.


lunedì 15 gennaio 2024

Debutto con doppietta Fangio/ Kling: l'esordio della Mercedes nel 1954

Il mondiale 1954 - di cui quest'anno ricorre il 70° anniversario - è stato il primo a vedere Juan Manuel Fangio al volante di una Mercedes che, inaspettatamente, dopo decenni qualcuno ha iniziato a demonizzare. Che la Mercedes del 1954 non fosse proprio una vettura a ruote scoperte posso essere d'accordo, ma il discorso è uscito l'anno scorso tra gente che litigava a proposito della Mercedes contemporanea e della Redbull, parlando di complotti e controcomplotti a proposito di Toto Wolff e Christian Horner, per dire gente che nel 1954 aveva ancora quasi una ventina d'anni prima di nascere. La Mercedes ha esordito in corso d'opera, quindi Fangio ha disputato i primi due gran premi della stagione con la Maserati. In Argentina si correva a gennaio, gara di cui ho parlato in passato in un post sulle vittorie di Fangio in Argentina, mentre dopo un lungo periodo d'attesa nel bel mezzo del quale Bill Vukovich ha vinto una Cinquecento Miglia di Indianapolis, di cui ho ugualmente già parlato, la Formula 1 ha gareggiato in Belgio.

A Spa Francorchamps si correva in giugno e Fangio ha conquistato la pole position davanti alle Ferrari di José Froilan Gonzalez e Nino Farina, quest'ultimo che guidava nonostante una frattura a un braccio. Gonzalez, tuttavia, si è ritirato per un guasto già dopo un paio di giri, mentre Farina ha subito un destino analogo dopo un terzo di gara, dopo essere stato anche al comando.
In una gara con solo quattordici vetture, di cui sette giunte al traguardo, Fangio da quel momento non ha più avuto insidie e ha vinto con un certo vantaggio sulla Ferrari di Maurice Trintignant. Sul gradino più basso del podio è invece salito Moss, compagno di squadra di Fangio sulla Maserati.
Gonzalez ha chiuso la gara al quarto posto con share drive dopo avere rimpiazzato in corso d'opera Mike Hawthorn, mentre la zona punti è stata chiusa da André Pilette sulla Gordini, team francese che presto avrebbe gareggiato sul suolo di casa: il gran premio seguente era a Reims.


In Francia, come già anticipato, Fangio ha fatto il suo esordio sulla Mercedes, che schierava altre due vetture, guidate da Karl Kling e Hans Herrmann, con Fangio e Herrmann a fare 1/2 in qualifica... SkAnDaL0!!!111!!!11!! È stato sicuramente un kompl8 di Toto Wolff ai danni della Redbull e di Horner. In tutto ciò Alberto Ascari, due volte campione del mondo con la Ferrari, si era qualificato terzo a bordo di una Maserati, ma la sua gara è durata poco prima del ritiro.
Nonostante una ventina di vetture al via, sono arrivati al traguardo solo in sei, quindi di meno che in Belgio, un attrition rate molto elevato che ha visto ritirarsi anche le Ferrari di Hawthorn e Gonzalez, oltre che del pilota Mercedes Herrmann, già autore del giro veloce.
Nel frattempo nulla sembrava potere insidiare la doppietta delle due Mercedes rimaste, infatti il terzo, Robert Manzon su una Ferrari dell'Ecurie Rosier, ha chiuso doppiato, precedendo le Maserati di Prince Bira e Luigi Villoresi, con Jean Behra su Gordini sesto e fuori dai punti.

Andando a cercare un po' di informazioni in più ho scoperto quanto segue: nel corso del gran premio è piovuto, mentre nel finale c'è stato un duello acceso Bira vs Manzon terminato quando Bira ha finito la benzina nel corso dell'ultimo giro. Questo duello, tuttavia, non è stato quello centrale, perché a quanto pare c'è stato anche un acceso duello per la vittoria tra Fangio e Kling!
A seconda delle fonti non è ben chiaro se i due siano arrivati al traguardo in parata oppure se stessero ancora duellando, ma il gap è stato di appena un decimo di secondo... di fatto Kling era destinato, nel suo gran premio d'esordio, a ottenere il miglior risultato di tutta la sua carriera in Formula 1 (che si è protratta tra il 1954 e il 1955).
Più avanti nel corso della stagione Kling ha poi vinto un gran premio non championship - l'unico a cui la Mercedes abbia mai partecipato - all'AVUS precedendo Fangio e Herrmann, in una gara che sembra essere stata, al contrario di Reims, molto piatta e monotona tra i tre.


domenica 14 gennaio 2024

Formula E 2024: #1 Eprix di Città del Messico

Sabato 13 gennaio ha avuto inizio a Città del Messico la stagione 2023/24 di Formula E, di cui mi sfugge perché non si chiami solo 2024, dato che è iniziata a gennaio e non nel 2023, ma sono anni che si trascinano dubbi simili, pertanto direi che possiamo soprassedere. Il campionato prevede la presenza di undici team, per un totale di ventidue vetture, e il ritorno di Nyck De Vries dopo la sfortunata parentesi in Formula 1. Questa è l'entry-list della stagione:

ANDRETTI: Jake Dennis - Norman Nato
DS PENSKE: Stoffel Vandoorne - Jean-Eric Vergne
ERT: Sergio Sette-Camara - Dan Ticktum
ENVISION: Robin Frijns - Sebastien Buemi
MCLAREN: Jake Hughes - Sam Bird
MASERATI: Maximilian Gunther - Jehan Daruvala
JAGUAR: Mitch Evans - Nick Cassidy
ABT CUPRA: Lucas Di Grassi - Nico Muller
PORSCHE: Antonio Felix Da Costa - Pascal Wehrlein
MAHINDRA: Nyck De Vries - Edoardo Mortara
NISSAN: Oliver Rowland - Sacha Fenestraz

Wehrlein ha conquistato la pole position, battendo Buemi nello scontro finale tra quelli diretti per i piloti qualificati nella top-8. I due anche in gara hanno mantenuto le posizioni e, in realtà, la gara non ha riservato grossi colpi di scena (salvo due incidenti nelle retrovie, Da Costa vs Muller e Frijns vs Mortara), tanto che anche i fan dell'attack mode non hanno snocciolato numeri a proposito di inversioni di posizioni.
La supremazia di Wehrlein non è stata messa in discussione, se non da un'investigazione per irregolarità tecniche, che poi si è conclusa nella notte italiana con un nulla di fatto. Ha quindi vinto, siain pista sia nei risultati ufficiali, davanti a Buemi e a Cassidy, il quale era partito quarto accanto a Gunther terzo sulla griglia.

TOP-TEN: Wehrlein, Buemi, Cassidy, Gunther, Evans, Vergne, Hughes, Vandoorne, Dennis, Nato.

sabato 13 gennaio 2024

Ripercorrendo la Formula Regional by Alpine 2023

Mi ero ripromessa, ormai molto tempo fa, di ripercorrere gli eventi della FRECA entro la fine del 2023, ma non mi è stato materialmente possibile (a causa del mio infortunio a dicembre, non ho potuto scrivere per un po'), quindi mi ritrovo a parlarne adesso, che in questo weekend iniziano i campionati minori asiatici. Spero che questo passo indietro non sia sgradito e che il modo in cui ne parlerò non sia sgradito, ho visto alcune gare e highlight, in corso d'opera. La stagione è stata composta da dieci eventi, ciascuno composto di due gare, sui seguenti circuiti: Imola, Montmelò, Hungaroring, Spa Francorchamps, Mugello, Paul Ricard, Redbullring, Monza, Zandvoort e Hockenheim, e purtroppo balzata agli onori delle cronache nel corso dell'appuntamento belga, con l'incidente nel quale è morto Dilano Van't Hoff.

Il campionato è stato vinto da colui che sembra al momento la più grande promessa per il motorsport italiano, il pilota bolognese Andrea Kimi Antonelli. La sua stagione è iniziata un po' in sordina, seppure con un buon numero di secondi posti, ma a seguire ha conquistato cinque vittorie: in Belgio, al Mugello, in Francia, a Monza e in Olanda.
Cinque è anche il numero di vittorie conquistate dal runner-up, il rookie norvegese Martinius Stenshorne, uno dei piloti che hanno iniziato meglio il campionato, vincendo la prima gara stagionale a Imola, per poi ripetersi in entrambe quelle ungheresi e al Mugello, ma conquistando la quinta soltanto nell'ultima gara stagionale in Germania.
Tra i piloti che hannl svettato nella prima parte di stagione, si segnala anche il tedesco Tim Tramnizt, vincitore delle due gare catalane, per poi tornare sul gradino più alto del podio solamente al Nurburgring.

Sono stati in totale sei i piloti che hanno conquistato delle vittorie, oltre a questi tre anche i piloti che hanno concluso quarto quinto e sesto. L'olandese Kas Haverkort ha vinto una gara a Imola, per poi ripetersi in Olanda, mentre il turno del brasiliano Rafael Camara è giunto in Belgio e in Austria. Il francese Alessandro Giusti, invece, è salito sul gradino più alto del podio ben tre volte, in Francia, in Austria e a Monza.
Il campionato ha visto la presenza di griglie piuttosto abbondanti, per dare un'idea 30+ monoposto alla partenza delle gare. A conquistare le posizioni restanti della top-ten sono stati i seguenti piloti: settimo Lorenzo Fluxa, ottavo il francese Maceo Capietto, nono il suo connazionale Sami Megetounif e decimo l'olandese Laurens Van Hoepen.

Una sola ragazza ha disputato questo campionato, Maya Weug che gareggiava con licenza olandese (ha tripla nazionalità, o quantomeno ha usato tre diverse nazionalità nel corso della sua carriera: è olandese/ belga di origine, che sono le nazionalità dei suoi genitori, spagnola in quanto nata e cresciuta in Spagna).
Venuta da due stagioni in Formula 4 italiana, in cui aveva fatto notevoli progressi, ma senza ottenere risultati particolarmente altisonanti (14^ in classifica alla seconda stagione, ma senza piazzamenti a podio né in top-5), devo dire che mi ha sorpresa in positivo nonostante pensassi che il passaggio in Formula Regional fosse avventato: dopo un inizio in sordina, ha ottenuto sei piazzamenti a punti, miglior risultato sesta nella sventurata seconda gara di Spa, giungendo 17^ in classifica piloti.

Quella seconda gara si è disputata nella mattina di sabato 1° luglio in condizioni di bagnato estremo. C'era la safety car in pista, mentre il cronometro si avvicinava al finale. È stata fatta rientrare la safety car, per concludere la gara con uno o due giri di competizione.
All'uscita di Eau Rouge-Radillon si è innescato un incidente che ha coinvolto diverse vetture: il diciottenne olandese Van't Hoff, dopo avere perso il controllo, è stato colpito dalla vettura dell'irlandese Adam Fitzgerald. Gli altri piloti coinvolti erano Tramnitz, lo svizzero Joshua Dufek e l'americano Enzo Scionti.
Gli ultimi tre non hanno riportato conseguenze fisiche nell'incidente, Fitzgerald invece è rimasto infortunato, mentre si faceva chiaro che il caso più preoccupante era quello di Van't Hoff.

La sua morte, annunciata qualche ora più tardi, ha commosso il mondo del motorsport. Il team per il quale gareggiava, MP Motorsport, non ha preso parte al successivo evento del campionato, che coincideva con il funerale di Dilano. Il pilota ucraino Oleksandr Partyshev, rookie nella categoria, ha attribuito alla morte di Van't Hoff la propria decisione di ritirarsi dalle competizioni motoristiche, lasciando la serie a stagione in corso.
L'incidente, occorso nello stesso punto in cui nel 2019 aveva perso la vita Anthoine Hubert, ha sollevato dei dubbi sulla sicurezza della pista, ma a mio vedere sarebbe più opportuno farsi domande sulla necessità di riprendere in condizioni di bagnato estremo, in nome di un finale "spettacolare".

In sintesi: era una gara a cui prendevano parte piloti adolescenti, parte dei quali forse senza le capacità di arrivare ad alti livelli quando saranno adulti, senza alcun problema di diritti televisivi, in quanto le gare vengono trasmesse gratuitamente sul canale Youtube di proprietà della categoria stessa.
Se da un lato il discorso "i piloti devono sapere guidare in qualunque condizione meteo" può avere il suo senso ad alto livello, mandare allo sbaraglio sotto al diluvio dei ragazzini che potrebbero anche non avere le capacità di gestire tali condizioni (e che non hanno alcun potere di criticare certe decisioni) mi sembra andare a cercarsi il pericolo. E, per di più, farlo senza neanche avere ragioni plausibili alla base.


lunedì 8 gennaio 2024

GP Belgio 1958: Maria Teresa De Filippis, prima donna al via di un gran premio

Correva l'anno 1958 e il 15 giugno si svolgeva il GP del Belgio a Spa Francorchamps, con Stirling Moss sulla Vanwall che prendeva la prima posizione al via per poi ritirarsi nel corso del primo giro, lasciando la Ferrari di Peter Collins e la Vanwall di Tony Brooks a lottare per la prima posizione per i primi cinque giri. Con il ritiro di Collins, Brooks ha iniziato a staccare Mike Hawthorn, a sua volta a bordo di una Ferrari, in una gara con un certo attrition rate e piloti vari che venivano abbandonati dalle loro monoposto - o, nel caso di Luigi Musso su Ferrari, ritirato a causa di un incidente, sempre nel corso del quinto giro.
La gara è proseguita con Brooks che accumulava un vantaggio notevole, fino al 24° giro - l'ultimo - in cui vi è stato un susseguirsi di colpi di scena.

O forse è meglio chiamarli non-colpi di scena? Spetta a voi giudicare: Brooks ha avuto un problema al cambio mentre era in testa alla gara, riuscendo in extremis a tagliare il traguardo. Hawthorn, ancora secondo, ha rotto il motore in concomitanza con la linea del traguardo, riuscendo a sua volta a superarlo. Stuart Lewis-Evans, pilota Vanwall, mentre si trovava terzo a debita distanza ha rotto una sospensione, ma è arrivato a sua volta alla bandiera a scacchi senza perdere alcuna posizione.
Nessun problema per Cliff Allison su Lotus, né per Harry Schell su BRM, che hanno chiuso la zona punti, ai tempi riservata ai primi cinque. Nessun punto, quindi, per il pilota di casa Olivier Gendebien a bordo di una Ferrari, che ha preceduto Maurice Trintignant (Scuderia Centro Sud- Maserati), Roy Salvadori (Cooper) e Jo Bonnier (Maserati- team privato).

Erano questi i primi nove, ma la gara l'hanno finita in dieci, decima classificata Maria Teresa De Filippis. Non qualificata al debutto a Montecarlo, per la prima volta era presente al via di un gran premio di Formula 1, facendo la storia in quanto era la prima partecipazione femminile.
Sorella del pilota Luigi De Filippis, sesto classificato al GP di Pescara 1950 non valevole per il campionato di Formula 1 e originariamente iscritto ma non partecipante al GP d'Italia dello stesso anno, Maria Teresa era nata a Napoli nel 1926.
In Formula 1 avrebbe disputato più avanti nella stagione anche i GP del Portogallo e d'Italia, senza giungere al traguardo. Il suo ultimo tentativo di qualificazione, a Montecarlo 1959, non è andato in porto. Pochi mesi più tardi, dopo la morte dell'amico Jean Behra, la De Filippis si è rititata dalle competizioni.
È venuta a mancare esattamente otto anni fa, l'8 gennaio 2016, all'età di ottantanove anni.


domenica 7 gennaio 2024

Rubens Barrichello a capo della nazionale di bocce in Brasile, ma siccome questo non è un titolo clickbait trovo giusto specificare che si parla dell'omonimo nonno del pilota

Un cordiale saluto a tutti e ricordatevi sempre che Rubens Barrichello detto Rubinho per distinguersi dal padre Rubens detto Rubão e dal nonno Rubens che rimane Rubens e basta (di cui occasionalmente compare qualche sua foto sul profilo instagram di Rubão) è cresciuto accanto al circuito di Interlagos nella villetta dei nonni paterni situata dietro all'Arquibancadas. Il piccolo Rubinho, nato il 23 maggio, giorno del ventiduesimo compleanno di papà Rubão, ha anche una sorella, Renata, nata il 4 gennaio, che curiosamente è anche il compleanno della mamma Idely. Vista la somiglianza con il padre, in giovane età ha gareggiato da qualche parte sostituendosi a lui, con la licenza del padre.
Prima che ciò accadesse, si arrampicava sui muretti del circuito in compagnia di Alex Barros, divenuto un grande campione di motociclismo, ovviamente in un universo in cui anche Rubinho è un grande campione - e se questo universo non vi sta bene, potete anche cliccare la X in cima alla pagina, per quanto mi riguarda!

I gossip sulla Barrichello-family non sono mai mancati nel corso delle telecronache Rai, al punto tale che, tra un accenno e l'altro alle case popolari del Progetto Cingapura (ho scoperto ieri che si scrive così e solo in questo momento che non è stato finanziato da Singapore, come avevo capito forse male io in passato, quanto piuttosto ispirato alle politiche abitative di Singapore, in cui una parte consistente della popolazione vive in case popolari), in telecronaca siamo sempre stati illuminati in tal senso.
Nel 2010 o 2011, addirittura, dopo che il Sommo aveva raccontato la storia di Barrichello per l'ennesima volta, siamo stati anche deliziati da un fuorionda dell'ingegner Bruno che esclamava: "grande, Mazzoni!"
Ciò che è sfuggito, tuttavia, e che non mi stanco mai di ripetere, è che i nonni paterni residenti accanto al circuito sono Rubens e Caselda. Izaura era il nome della nonna materna, che è venuta a mancare alcuni anni fa - le sue previsioni scrutando il cielo non le faceva dall'Arquibancadas, a quanto pare.

Resta tuttavia un gossippone di un certo livello ignorato dalle telecronache, di cui parlavo ieri sera su Twitter (Txitter?) con @TaroYamada80, un tifoso di Jean Alesi con cui occasionalmente mi capita di commentare la Formula 1 attuale e passata: nonno Rubens è stato l'allenatore della nazionale brasiliana di bocce/ presidente della confederazione brasiliana di bocce (a seconda delle fonti), come è rimasta traccia sugli archivi storici di qualche giornale:


Questi due articoli sono usciti vent'anni fa, rispettivamente il 5 e l'8 gennaio 2004, anche se la data dell'ultimo è venuta tagliata nello screenshot, da notare come nei tre giorni intercorsi tra un articolo e l'altro nonno Rubens sia passato dal comparire solo nel corpo dell'articolo ad apparire anche nel titolo.
Ci terrei comunque a far notare che nel 2004 i titoli erano meno altisonanti che al giorno d'oggi, ci scommetto che se fosse successo ai giorni nostri il titolo sarebbe stato qualcosa tipo "Sensazionale, Rubens Barrichello allenatore di bocce", senza specificare nel titolo che si trattava del nonno.

mercoledì 3 gennaio 2024

Dramatic in der Box

Per oggi, 3 gennaio 2024 (55° compleanno di Michael Schumacher), voglio proporvi un mix micidiale di tamarraggine e di poesia, perché è facile giudicare trash ciò che a primo impatto può apparire trash, ma molto più difficile leggere tra le righe e vedere il risultato finale. Correva l'anno 1997 quando usciva "Formula" di DJ Visage, canzone che è successivamente passata alla storia con altri titoli, come "Formula 1" o "Schumacher song". Il titolo originale, dopo una serie di ricerche, pare essere proprio "Formula" e basta e nel corso degli anni ne sono usciti diversi remix.
Non dubito che, senza alcuna conoscenza della lingua tedesca, possa apparire come un mix micidiale di musica dance e motori V10, risultando sgradevole a chi non sia un appassionato del genere. Però, ve lo assicuro, le sue sfumature hanno un fascino che raramente ho visto in una canzone tamarra dedicata a un pilota.

Der Start
Null auf hundert in zwei Sekunden
Loss gets


Così inizia il pezzo di DJ Visage: "partenza, da zero a cento in due secondi, si parte", e poi, a seguire, appunto, quel mescolarsi di musica dance e motori.
Il ritmo si mantiene lungamente invariato, prima di arrivare al suo apice. Siamo oltre metà canzone, la tensione sale, ed ecco il momento cruciale.
Tante canzoncine celebrative di piloti ci raccontano di quanto siano fighi e imbattibili. Questa no, il successo finale passa per un momento in cui il pilota è impotente:

Dramatic in der Box
Jetzt mus alles gut gehen
Schumacher zwanzig Sekunden vor
Achzig Liter nachgetankt
Drei, vier, fünf und halb Sekunden
Und Schumacher ist wieder im Rennen


Inizierei da quel "dramatic" che ha un'intonazione simile a quella inglese, dove per "drama" si intende qualcosa che genera emozione. E allora abbiamo: "drama ai box, adesso tutto deve andare bene".
E poi la musica, a scandire il tempo che passa.
"Schumacher è in vantaggio di venti secondi, rifornimento per ottanta litri, tre, quattro, cinque secondi e mezzo, e Schumacher è di nuovo in gara".
Siamo nella seconda metà degli anni Novanta, questo è un palese descrivere un tentativo di overcut per riaprire una gara che altrimenti sembra chiusa. Non siamo di fronte alla solita retorica del pilota figo che batte tutto e tutti: no, è ai box, dopo avere accumulato un vantaggio di venti secondi su chi già ha rifornito. Potrebbe passare in testa, ma nulla dipende più da lui.
E allora ritorna la musica, fino al suo finale, che rivela com'è andata:

Schumacher gewinnt
Michael Schumacher ist Weltmeister


Ha vinto ed è campione del mondo non per figaggine di default, stile Pitstop Boys, quanto per effetto di peripezie sulle quali si è ritrovato a non avere controllo diretto, ma che nel contesto della canzone descrivono, seppure in maniera molto sintetica, lo svolgimento di una gara.
Non serve una grossa immaginazione, una volta compreso il testo, per figurarsi la scena, per immaginarselo, Schumacher che spinge, in attesa della sosta finale, quella che potrebbe stravolgere il senso della gara.
Non è difficile immaginarselo prima ai box e poi uscire dalla pitlane, in quello che sarà il momento della verità e che, curiosamente, con diversi anni di anticipo, sembra ricordare le dinamiche del GP del Giappone 2000 e l'uscita dai box in testa, davanti a Mika Hakkinen.
Per come la penso io, questa è destinata ad essere la migliore canzone trash dedicata a un pilota perché, al di là del suo essere immensamente tamarra, porta dentro di sé molto più significato di quanto non facciano altre canzoni analoghe. Ti getta letteralmente dentro una gara e ti fa assistere a uno scontro finale.
Chi sia l'avversario non importa, quello che conta è il finale: "Schumacher vince, Michael Schumacher è campione del mondo".