giovedì 7 luglio 2022

Indycar 2022: #9 Gran Premio di Mid-Ohio

Tra le gare che si sono svolte nello scorso fine settimana c'è stata anche quella di Indycar, per la quale Pato O'Ward (Arrow McLaren) si è procacciato la pole accanto a Scott McLaughlin (Penske), con Colton Herta (Andretti), Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Scott Dixon (Ganassi) e Simon Pagenaud (Penske) a completare le prime tre file. Dopo un falso allarme - le vetture non allineate bene dietro la safety car, cosa che ha portato a un ulteriore giro di lancio - la gara è partita regolarmente, con O'Ward davanti a tutti. Più indietro frattanto Will Power (Penske) cozzava contro qualcuno e finiva in testacoda, ma è riuscito a riprendere la retta via, senza necessitare ingressi della safety car arrivata qualche giro dopo quando Rosenqvist è rimasto fermo con la vettura che emetteva fumo.

O'Ward ha mantenuto la posizione al restart, mentre Herta cercava di infastidire McLaughlin venendo però superato da Dixon e rischiando anche un sorpasso da parte di Pagenaud. Il leader della gara ha anticipato la prima sosta sostenendo di avere dei problemi e in quel momento Kyle Kirkwood (Foyt) è finito fuori per incidente, con nuovo ingresso della safety car. Ciò ha rimescolato le posizioni e Scott McLaughlin si è ritrovato leader davanti ad Alex Palou (Ganassi) e c'è stato un accenno di duello tra i due, subito interrotto dal testacoda di Dalton Kellett, compagno di squadra di Kirkwood, dopo un contatto. Al nuovo restart le posizioni dei primi quattro - McLaughlin/ Palou/ Herta/ O'Ward - sono rimaste invariate, mentre più indietro Pagenaud sembrava perdere qualche posizione.

In generale, comunque, in bassa top-ten e oltre sembrava esserci più movimento di quanto non ce ne fosse sul momento per le primissime posizioni. Power nel frattempo risaliva addirittura nella top-ten mentre eravamo intorno a metà gara. O'Ward è rimasto quarto ancora un po', per poi essere costretto al ritiro da un guasto. Nel frattempo c'era un nuovo intoppo in pista sempre made by Foyt: stavolta la vettura era ferma per problemi tecnici ed era quella di Tatiana Calderon. Le soste di questo giro si sono svolte quindi in regime di safety car. Herta a questo punto era leader davanti a McLaughlin e Palou, mentre Power è risalito al quarto posto superando Rinus Veekay (Carpenter) il tutto mentre Callum Ilott (Juncos), nella prima parte di gara nella bassa top-ten, si dirigeva ai box lentamente per non uscirne più.

A gara inoltrata (e con Herta non più leader, a questo punto), poi, c'è stato un plot-twist, un incidente tra compagni di squadra del team Andretti, due nostre vecchie conoscenze, Alexander Rossi e nientemeno che Romain Grosjean! Rossi ha *lievemente* tagliato la strada a Grosjean con i due che si sono ritrovati a vagare entrambi sull'erba e nel caso di RoGro più a stare fermo che a vagare, in realtà. È entrata nuovamente la safety car, ma parliamo un attimo dei commenti (nell'extended highlights di Youtube) invece che della gara: una persona si è lamentata del fatto che i piloti di Formula 1 sono troppo al limite e che manovre del genere non dovrebbero avere spazio in Indycar. Il mondo del motorsport sembra essersi improvvisamente ribaltato, ai suoi occhi.

McLaughlin, Palou, Power, O'Ward e Dixon completavano la top-5 seguiti da Marcus Ericsson (Ganassi), Josef Newgarden (Penske), Helio Castroneves (Meyer Shank), David Malukas (Coyne) e Jack Harvey (Rahal) nei primi dieci. I primi nove sono rimasti invariati fino al traguardo, con Harvey invece precipitato più indietro(?). Pagenaud è risalito quindi al decimo posto, precedendo Christian Lundgaard (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e Takuma Sato (Coyne). Herta, protagonista di un contatto innescato da Grosjean, è giunto quindicesimo, davanti a Jimmie Johnson (Ganassi) e Devlin DeFrancesco (Andretti) protagonista inve e di un contatto innescato da Rossi. A seguire poi il team Paretta con Simona De Silvestro, davanti agli autori di gare poco tranquille, ovvero Rossi, Harvey, Grosjean e Kellett.

mercoledì 6 luglio 2022

L'ultima vittoria di Thierry Boutsen // GP Ungheria 1990

L'Hungaroring è celebre per essere una sorta di Montecarlo senza muretti, reputazione sorta perché appunto si presta a trenini vari, ma senza l'elemento aleatorio di qualcuno che ogni tanto sfiora di striscio un muretto stravolgendo la situazione. La prima impressione che ho avuto per numerosi minuti vedendo questa gara è stata: "Boutsen ha vinto due gare alquanto movimentate, adesso ne vincerà una piuttosto piatta".
Non ricordo di avere mai visto questa gara prima d'ora e probabilmente è davvero così. Comunque il pilota della Williams, partito dalla pole, sta in testa davanti alla McLaren di Berger. Nel senso che Berger gli sta abbastanza negli scarichi, ma non abbastanza per tentare un effettivo attacco. Idem per la terza posizione, poco più indietro ci sono la Williams di Patrese e la Ferrari di Mansell incollate l'una all'altra. I primi quattro in generale sono piuttosto vicini, anche se procedono più a coppie che in quartetto per il momento, ma senza il segnale di qualche vero e proprio duello imminente.

La zona punti virtuale viene completata da Alesi e da Senna, che però sono piuttosto lontani e sembrano non avere la benché minima speranza di avere qualcosa da dire per pa gara. A un certo punto, poi, Senna pare superare Alesi, anche se è costretto a rientrare ai box a causa di una slow puncture.
Poco dopo Alesi sembra avere dei problemi a mantenere la posizione, scivola fuori dalla zona punti virtuale e uno dei piloti che gli passano davanti sembra essere Prost. La gara dei due francesi termina tuttavia intorno alla metà e nello stesso giro: problema tecnico per Prost, mentre Alesi ha un contatto con la Minardi di Martini tentando di doppiarlo.
Davanti frattanto non cambia nulla per il quartetto di testa, che è un po' da abbassamento di palpebra. Per passarmi il tempo, mi metto a leggere cosa scrivessero nei commenti nella chat del video su Youtube, trasmesso non ufficialmente da un canale di un utente brasiliano qualche mese fa.


"Corsa vinta da Thierry Boutsen" spiega uno spettatore molto amante dell'arte dello spoiler, "dove Boutsen ha fatto la sua ultima pole, il suo ultimo podio e la sua ultima vittoria in Formula 1." E fino a qui nulla ci piove. Poi prosegue: "Senna ha concluso secondo e Piquet terzo". E qui viene spontanea una domanda: come sarebbe possibile tutto ciò? Che fine farebbero esattamente tutti i piloti che sono davanti a entrambi e che sembrano essere cinque? Il quinto è Nannini, che si avvicina progressivamente al quartetto di testa e si aggiunge al trenino.
Poi Berger va a cambiare gomme. Torna in pista dietro a Senna quindi sesto. Ai giorni nostri diremmo che ha subito un undercut dal compagno di squadra. Oppure non ci faremmo caso perché impegnati a seguire il duello Boutsen vs Patrese vs Mansell vs Nannini. Oppure saremmo concentrati che sul nuovo set di gomme Senna sta arrivando like a boss ormai a ridosso del quartetto di testa. È una di quelle gare dove chi dorme non capisce più nulla al risveglio.

Boutsen approfitta di qualche doppiato che intralcia gli inseguitori per pararsi il fondoschiena, Mansell invece fatica contro Patrese ma vede la situazione peggiorare: viene infatti superato da Nannini e Senna in breve tempo. Poi Patrese fa una mezza sbinnata e va ai box a cambiare gomme. Torna in pista abbastanza arretrato, si trova dietro a Piquet, quindi dovrebbe essere in settima posizione.
Davanti Boutsen non può certo stare tranquillo. Nannini, infatti, gli si incolla negli scarichi... ma il pilota della Benetton deve vedersela con Senna, che lo supera stando in bilico su due ruote. Anzi, no. Lo supera speronandolo e facendolo stare per un attimo quasi in bilico su due ruote.
Al giorno d'oggi seguirebbe una settimana di polemiche. Adesso però non c'è tempo. Nannini ha una foratura ed è costretto a rientrare ai box. Per Boutsen c'è tutto tranne che un po' di tregua, infatti adesso il suo nuovo inseguitore è Senna, con gomme più fresche delle sue e anche un tantino più scatenato dei piloti che l'hanno preceduto alle sue spalle.

Stiamo andando ormai verso le fasi conclusive della gara e i primi sei sono Boutsen, Senna, Mansell, Berger, Piquet e Patrese, con i primi quattro che sono tutti piuttosto vicini. Berger infatti ha raggiunto Mansell e gli sta piazzato negli scarichi. Più la gara va verso la fine ed è chiaro che questi due non si fermeranno ai box, più inizio a pensare male.
Infatti è esattamente così che va a finire, quando a una manciata di giri dalla fine Berger tenta l'attacco su Mansell, ma Mansell non ci pensa nemmeno a farlo passare. I due cozzano l'uno contro l'altro, la gara di Mansell finisce lì, quella di Berger invece dura fino alla pitlane dove è costretto al ritiro.
Davanti non è per niente finita, Senna non molla e tenta tutto il possibile. Poi finalmente Boutsen ha una visione mistica: è la bandiera a scacchi, la prima posizione è salva, è riuscito per la terza volta in carriera a portarla a casa! Almeno di questo non si stupirà la gente che si è addormentata vedendo la prima parte di gara, quando scoprirà com'è finita.

PS. Secondo quanto riportato dal sito statsf1, la gara è seguita da varia gente che litiga via stampa: 1) Alesi e Martini per l'incidente durante il doppiaggio, 2) Senna e Nannini per l'incidente durante il sorpasso di Senna, 3) Ferrari e McLaren per l'incidente quasi analogo durante il tentativo di sorpasso di Berger su Mansell. Nel frattempo in Lotus e Larrousse probabilmente festeggiano like a boss: Warwick quinto, Bernard sesto, niente male come finale di giornata.

martedì 5 luglio 2022

Incidenti e maglioncini color salmone // GP Francia 1992

Oggi è il 5 luglio 2022 e ciò significa che sono passati esattamente trent'anni da un certo gran premio entrato negli annali del motorsport. Siamo al ritorno in Europa dopo l'evento canadese, svoltosi a metà giugno e che ha visto la vittoria di Gerhard Berger.
L'evento di Montreal, alquanto movimentato, è iniziato tuttavia con in testa l'altra McLaren, quella di Ayrton Senna, con un primo tratto di gara con i primi sei ravvicinati: Senna, poi le Williams, poi Berger poi le Benetton. Il primo a uscire di scena è stato Nigel Mansell, quando ancora nella prima parte di gara è finito in testacoda venendo costretto al ritiro. Riccardo Patrese è poi stato sopravanzato da Berger. Sono stati numerosi i ritirati illustri, Patrese stesso e poi Martin Brundle, passando poi per lo stesso Senna verso metà gara.
Gerhard Berger a questo punto era leader con abbondante vantaggio sulla Benetton di Michael Schumacher e la Ferrari di Jean Alesi, posizioni in cui hanno concluso. Sono andati a punti anche Karl Wendlinger su March, Andrea De Cesaris su Tyrrell ed Erik Comas su Ligier.

Archiviato Montreal, passiamo dunque a Magny-Cours, dove si corre in una domenica di luglio dal tempo instabile, che segue una settimana in cui c'è stato uno sciopero dei camionisti in Francia, con il conseguente blocco di diverse strade, cosa che ha impedito ai camion dell'Andrea Moda di giungere al circuito. Non che questo abbia cambiato la loro possibilità di prequalificazione, sono dettagli.
Dopo il doppio ritiro di Montreal, la Williams è desiderosa di riscatto e tutto procede per il meglio: Mansell e Patrese in prima fila. Al via scatta meglio Patrese, Mansell è costretto ad accodarsi. Tra i due ci sarà un acceso duello, nel primo quarto di gara, con l'italiano che conserverà la posizione sul compagno di squadra.
Le cose cambieranno dopo la bandiera rossa e il restart, quando Mansell uscirà vincente dalla seconda partenza (cosa alla quale contribuirà la predica fatta da Patrick Head a Patrese durante l'interruzione)...

Ma non siamo qui per parlare di Mansell e Patrese che fanno doppietta quanto piuttosto di incidenti attention seeker e maglioncini color salmone. Ne abbiamo già parlato, di maglioncino color salmone: Senna era vestito di quel colore nelle interviste dopo il GP di Germania 1991, evento iniziato con una polemica a proposito di coni e terminato con un'altra polemica dovuta a un incontro ravvicinato che aveva condotto Alain Prost a uscire di pista in corrispondenza dei coni stessi. Qui l'outfit del 1991, a lato quello del 1992:


È passato parecchio tempo, ma Senna continua a vestirsi di color salmone in occasione di eventi polemici ed è esattamente quello che fa durante il rain delay - dovuto a uno scroscio di pioggia che ha portato la direzione gara a dimenticare che siamo all'epoca dei very uominy e tutti i piloti a parcheggiare ammassati e alla rinfusa su quella che di solito è la griglia di partenza - quando va alla ricerca di Schumacher per discutere con lui di un certo fattaccio accaduto in partenza. Si tratta di un contatto che ha costretto Senna al ritiro (doppio ritiro per la McLaren, Berger è già fermo a sua volta per problemi di motore dopo pochi giri di gara) e Schumacher a una sosta ai box, oltre che varie vetture a esibirsi in testacoda vari per schivarli.

Non si capisce molto, se non che Senna sta letteralmente facendo la predica al giovane collega e si sente chiaramente un "you f*cked it up"... che possiamo tradurre come "senti bimbo, io di solito mi vesto di color salmone per fare polemica con il mio best friend forever, quindi vedi di levarti di mezzo perché non voglio altri aMyK3TtY, lo aspetterò finché non tornerà".
Schumacher lo guarda con aria strafottente, ma è il suo giorno fortunato: Senna se ne va invece di fargli in naso come quello di Prost. No, in realtà non è il giorno fortunato di Schumacher, che al restart fa una nuova partenza a cannone centrando stavolta la Jordan di Stefano Modena e venendo costretto al ritiro.
La gara si svolge in un primo momento di nuovo sull'asciutto, poi ci sarà un altro scroscio di pioggia. Martin Brundle e Jean Alesi sono vicini e in lotta per il terzo posto, anche se complici i tempi aggregati è difficile stabilire quando sia Alesi a portarsi terzo. Quello che è certo è che fisicamente si porta tale e che anche Mika Hakkinen su Lotus arriva a superare Brundle.

Poi torna a piovere, come già specificato, e tutti vanno ai box a cambiare gomme, tranne Alesi che aspetta molto di più rispetto agli altri piloti e perde la posizione nei confronti di Brundle, il quale giunge terzo dietro alle Williams e sale sul podio ufficialmente la prima volta (fisicamente ci è già salito con la Tyrrell nel 1984, proprio la volta in cui è stato appurato il sottopeso della vettura).
La perdita della posizione non cambia molto per Alesi, dato che di lì a qualche giro è costretto al ritiro per un guasto al motore. Hakkinen, autore a un certo punto di un testacoda, si trova quindi quarto e manterrà la posizione fino al traguardo. Erik Comas giungerà quinto e Johnny Herbert, compagno di squadra di Hakkinen alla Lotus, chiuderà la zona punti.
Si conclude così questo bagnato weekend francese di trent'anni fa, di cui ricordiamo più che altro l'incidente e la polemica tra Senna e Schumacher. Sembra che, dopo un'altra predica stavolta da parte di Flavio Briatore, Schumacher decida di scusarsi per l'incidente. Mettete via i popcorn, la polemica tra i due ormai è chiusa. Questa, almeno, ne verranno altre!


lunedì 4 luglio 2022

Commento al Gran Premio di Gran Bretagna 2022

Il mese di luglio prevede cinque weekend con quattro gran premi e due double header. Una situazione del genere si è verificata anche nel 2016 (e forse altre volte, non mi stupirebbe sia andata così anche nel 2020 quando il calendario è stato condensato in pochissimi mesi), ma ricordo che la particolarità del 2016 è stata che tutte e quattro le gare disputate nello stesso mese sono state vinte dallo stesso pilota. Adesso siamo di fronte alla ragionevole certezza che ciò non accadrà, anche se abbiamo vissuto un weekend in cui le ragionevoli certezze su cui la nostra percezione del motorsport si fondava sono state costantemente smentite. Credo sia giusto però iniziare dall'inizio e magari anche andare un po' spediti nella nostra ricostruzione degli eventi, perché appunto ci sono quattro gran premi in cinque weekend questo mese e mi sembra opportuno essere puntuale nei commenti, almeno quando è appena finito un race weekend e siamo di nuovo in race week.
Silverstone è in Inghilterra e come tale è una location nella quale non stupisce particolarmente che piova. Ci sono giorni fortunati in cui non accade all'orario in cui devono scendere in pista le monoposto, ma sabato non è stato uno di quei giorni fortunati. Tutto sommato, comunque, non è stato neanche un giorno particolarmente sfortunato, è stata una di quelle piogge moderate che consentono di scendere in pista, solo ogni tanto c'è qualche colpo di scena perché per effetto della pioggia che aumenta qualcuno non riesce a migliorarsi quando dovrebbe, mentre qualche pilota random potrebbe fare il colpo del secolo. Non l'avremmo mai detto, ma il pilota che ha fatto il colpo del secolo è stato Latifi. Stando ai rumour, la marmotta del Quebec avrebbe dovuto essere messa a piedi già dopo il suo gran premio di casa, ma era ancora presente e ha fatto anche la migliore qualifica della sua carriera! Qualcuno ha anche avuto il coraggio di denigrarlo perché non ha fatto un tempo sensato nella Q3, ma evidentemente è la prassi, al giorno d'oggi, denigrare 24/7 i backmarker anche quando sono tipi inoffensivi e il loro destino è ormai segnato.
Nel frattempo anche davanti succedeva qualcosa che andava oltre l'umana immaginazione ed è successo per effetto dei Leclestappen che andavano in giro per prati. Qualcuno ha osservato che meritavano la pole ex-equo perché erano i piloti più veloci, prima dei relativi testacoda, perché evidentemente funziona così: ci sono piloti che se fanno un errore vengono screditati per i venticinque anni successivi come se non ci fosse un domani, mentre altri che fanno errori solo perché il mondo è ingiusto. Mi chiedo dove fosse Vettel quando distribuivano lo status di intoccabile, probabilmente era a sbavare guardando la Williams di Mansell, sperando un giorno di potere diventare come Mansell e di diventare un campione del mondo amato e ammirato perché certi giorni andava velocissimo e certi altri faceva testacoda e vaccate varie spettacolari. Crazy Frog ha anche festeggiato il proprio trentacinquesimo compleanno - domenica - facendo una demo sulla Williams di Mansell alimentata con carburante ecologico, con Hamilton che è comparso al cospetto suo e di Mansell in corso d'opera regalandoci un momento Vettelton, un momento Manselton e un momento Mansettel di un certo livello. Poi per la gara Vettel ha anche indossato un casco con un design realizzato dai suoi bambini, dandoci conferma che esistono davvero.
Nel frattempo si avvicinavano le 16.00 ora italiana, orario per il quale era prevista la partenza della gara, con la seguente griglia:

Sainz - Verstappen
Leclerc - Perez
Hamilton - Norris
Alonso - Russell
Zhou - Latifi
Gasly - Bottas
Tsunoda - Ricciardo
Ocon - Albon
Magnussen - Vettel
Schumacher - Stroll

Per un attimo, quando la gara è iniziata, ci siamo illusi che importasse qualcosa del fatto che Verstappen, partito dalla seconda casella della griglia, si fosse portato in testa. Sono bastate poche frazioni di secondo per capire che non era così. Dietro si è visto una sorta di groviglio, ma la cosa peggiore è che in quel groviglio c'era una vettura ribaltata che stava strisciando al contrario e si avviava fuori dalla pista fuori controllo. È stata data bandiera rossa immediatamente e si sono viste varie vetture incidentate, o ferme oppure che procedevano perdendo pezzi e cercando di raggiungere la pitlane. Una di quelle ferme era quella di Russell e lo si è visto scendere e correre verso il luogo dove era finito il folle volo del malcapitato, identificato come Zhou.
La dinamica dell'incidente sembra essere stata più o meno questa: un contatto tra Gasly e Russell si è concluso con la vettura di Russell che urtava quella di Zhou, che si è capovolta. Ciò avveniva indicativamente intorno a metà del gruppo e ha avuto conseguenze anche più indietro. I piloti più vicini, infatti, hanno frenato per evitare di finire in mezzo all'incidente. Uno di questi piloti era Albon, che ha avuto il tempo di frenare, tempo che è mancato a Vettel alle sue spalle. Spinto da dietro Albon è andato a impattare contro al muro per poi essere colpito anche dalle vetture di Tsunoda e Ocon. Questo è quanto succedeva davanti ai nostri occhi. Dietro le quinte, Zhou stava strisciando sull'halo, data la rottura del rollbar. Poi è andato fino alle barriere dove è stato sbalzato in alto, ribaltandosi dietro alla barriera stessa. Le reti di protezione hanno resistito, impedendogli di precipitare il suo volo tra gli spettatori.
Zhou è vivo, relativamente illeso, salvato dall'halo, dopo che già in mattinata l'halo aveva impedito a Roy Nissany di essere decapitato in un folle incidente innescato da lui stesso il cui outcome è stato peggiorato dalla presenza di un sausage kerb sul quale è rimbalzato Dennis Hauger, il pilota da lui in precedenza speronato. Anche Albon è finito in ospedale, ma entrambi i piloti in serata hanno annunciato sui social di stare bene. Una giornata che poteva finire malissimo è finita nel modo migliore possibile, il tutto mentre accadeva un'altra cosa folle, ovvero un gruppo di manifestanti entravano in pista per protestare contro il gran premio. Per fortuna l'esposizione dela bandiera rossa per l'incidente al via ha fatto sì che non accadessero ulteriori danni.
L'incidente di Zhou si è concluso bene, ma personalmente mi ha lasciato troppe brutte sensazioni - anche se poi, un'ora più tardi quando è ripartita la gara e sono successe un sacco di cose, ammetto di non averci più ripensato e che il pensiero mi sia tornato solo in un secondo momento. Tra vetture che si aprono in due e rollbar che cedono, quest'anno ne abbiamo già viste tante. Stanno succedendo incidenti molto pesanti con troppa frequenza. Questo non è un bel segno, perché va bene, finora non è successo niente di grave, ma è già successo più di una volta nel corso della storia di vedere tanti brutti incidenti concludersi bene, fintanto che era il giorno fortunato. Però non ci sono giorni fortunati sempre e comunque, quindi mi è difficile non avere preoccupazioni.
Veniamo adesso alla gara, con la seconda partenza da griglia originale ovviamente con l'assenza dei due piloti infortunati e di Russell: Sainz stavolta ha mantenuto la posizione, mentre dietro si è fatto un po' di mucchio tra Verstappen, Leclerc e Perez. Hanno mantenuto le prime quattro posizioni, ma Leclerc e Perez, il primo lievemente e il secondo in misura maggiore, hanno danneggiato l'ala anteriore con il pilota Redbull costretto al rientro ai box già dopo pochi giri. Sainz, Verstappen e Leclerc sono stati nelle prime tre posizioni fintanto che Sainz, dopo avere messo le ruote sull'erba, ha perso la posizione a vantaggio di Verstappen. O per meglio dire, erano ancora i primi tre, ma a posizioni scambiate, in quel momento. Per cambiare top-3 abbiamo dovuto attendere che, poco dopo, Verstappen forasse una gomma e fosse costretto a rientrare ai box. Non c'era solo un danno alla gomma, ma anche qualcosa di più, visti i tempi su cui girava quando si è trovato nella seconda parte della top-ten.
Hamilton terzo si avvicinava ai piloti Ferrari, anche se non a un ritmo da pensare a un pericolo immediato. Nel frattempo entrambi i piloti scalpitavano alla radio, Sainz per avere la concessione di mantenere la posizione, Leclerc per avere la concessione di portarsi davanti. Le posizioni sono rimaste invariate prima del cambio gomme e anche dopo, Leclerc è uscito alle spalle di Sainz. Il suo ritmo però era più veloce e dopo vari ripensamenti dal box hanno chiesto a Sainz di farlo passare. Hamilton, intanto, galvanizzato dal potere lottare per la vittoria, andava ancora like a boss senza perdere terreno mentre rimandava la sosta. Quando si è fermato, comunque, è passato dal lottare con le Ferrari al pensare di essere in Ferrari: la sua sosta infatti è stata piuttosto lunga ed è tornato in pista terzo. Nel frattempo perdevamo per strada qualche pilota che parcheggiava ai box, nella fattispecie Bottas e poi Gasly, il quale in precedenza era stato anche protagonista di un curioso incidente con il compagno di squadra Tsunoda, non è chiaro se un contatto o se di una semplice uscita di pista sincronizzata.
Il grosso colpo di scena è arrivato quando Ocon, dopo avere superato Verstappen, ha iniziato ad accusare problemi alla vettura ed è stato costretto a fermarsi in mezzo alle scatole. Rientrata la safety car, in Ferrari hanno finalmente ricordato di avere due vetture nelle prime due posizioni e che se non si davano una mossa sarebbe stato difficile perdere la doppietta, il che era il minimo sindacale se proprio non si riusciva a perdere la gara con entrambe le vetture.
In sintesi sono rientrati tutti ai box a cambiare gomme, tranne Leclerc e un paio di piloti delle retrovie. Non era un segnale molto incoraggiante, ma vedo gente più preoccupata dal fatto che si sia sbagliato strategia su Leclerc e non su Sainz, oppure che non si sia sbagliato con entrambi, piuttosto che dal fatto che c'era la possibilità di non sbagliare strategia con nessuno e di fare doppietta. Poi sarebbe stata una di quelle doppiette con polemiche varie a proposito che le posizioni erano state scambiate come figurine nel corso della gara, ma dopo il 2004 ha sempre funzionato così. Mi spiego meglio, questo non significa che prima del 2004 in Ferrari facessero doppiette senza ordini di scuderia e polemiche, ma per la legge dei grandi numeri, visti quante ne facevano nel 2004, ogni tanto riuscivano anche a farne qualcuna normale. Vorrei dire che non è cambiato niente, invece qualcosa è cambiato: almeno una volta c'erano delle doppiette con delle polemiche, adesso ci sono polemiche e basta senza neanche fare doppietta.
Al restart è stato chiesto a Sainz di parare il fondoschiena a Leclerc, verosimilmente con l'intento di farsi superare entrambi, ma Sainz ha avuto l'accortezza di non farlo e di salvare almeno la propria gara. Leclerc invece si è ritrovato a vedersela con Perez e Hamilton decisamente più veloci di lui. Perez, fermatosi ai box in regime di safety car come tutti gli altri, era infatti quarto al restart, poi si è portato terzo superando Hamilton. Mentre tentava il sorpasso su Leclerc, Hamilton ha superato entrambi e si è portato terzo, per poi perdere di nuovo la posizione a vantaggio di Perez. Perez ha superato anche Leclerc e a quel punto si è innescato un duello epico tra Leclerc e Hamilton con vari sorpassi e controsorpassi. L'ha spuntata Hamilton e Leclerc è arrivato quarto, cosa che ha spinto vari ferraristi da social a scrivere minacce di morte a Sainz, colpevole di avere vinto il gran premio invece di lasciar vincere Perez o Hamilton. Nel frattempo Verstappen cercava di fare il possibile per tentare di portare a casa una settima piazza. L'ha portata a casa, ma dovendo difendersi like a boss nei confronti di... Schumacher?!?!?! Il Piccolo Principe ha così concluso ottavo, portandosi a casa i primi punti della sua carriera, dopo avere iniziato la giornata venendo immortalato mentre giocava con Roscoe. In presenza di Schumacher, Roscoe sembrava anche sveglio e reattivo, diversamente da quando viene tormentato da Hamilton.

RISULTATO: 1. Carlos Sainz (Ferrari), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. Lewis Hamilton (Mercedes), 4. Charles Leclerc (Ferrari), 5. Fernando Alonso (Alpine), 6. Lando Norris (McLaren), 7. Max Verstappen (Redbull), 8. Mick Schumacher (Haas), 9. Sebastian Vettel (Aston Martin), 10. Kevin Magnussen (Haas), 11. Lance Stroll (Aston Martin), 12. Nicholas Latifi (Williams), 13. Daniel Ricciardo (McLaren), 14. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), Rit. Esteban Ocon (Alpine), Rit. Pierre Gasly (Alpha Tauri), Rit. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), Rit. George Russell (Mercedes), Rit. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), Rit. Alex Albon (Williams).

PS. Sainz ha fatto pole e vittoria in occasione del suo 150° gran premio, ribaltando i pronostici a proposito della sfortuna nelle gare celebrative. Forse il fatto che non portasse un casco dedicato a questo traguardo è stato ciò che ha contribuito al suo risultato. Si segnala inoltre sotto al podio un abbraccio sdolcinato tra il padre di Perez e il padre di Hamilton: è nata una nuova ship, totalmente inaspettata!



domenica 3 luglio 2022

W Series 2022: Chadwick vince a Silverstone

Quarta gara della W Series 2022, stagione il cui scopo sembra essere l'assegnazione del prize money per la vincitrice a Jamie Chadwick, che inizia il weekend di casa con una pole position, precedendo Kimilainen, Powell, Pulling e Visser nelle prime cinque posisioni della griglia. Devo dire che la cosa non mi stupisce, così come che nelle posizioni immediatamente successive ci siano Wohlwend Marta Garcia. Seguono Eaton, Moore e Hawkins a completare la top-ten, dopodiché Belen Garcia, Babickova, Chambers, Tomaselli, Martì, Noda, Bustamante e De Heus.

Una griglia che in generale non riserva sorprese di alcun tipo, mentre per la gara si inizia con un mezzo colpo di scena: Alice Powell stalla sulla griglia nel formation lap e riesce a partire solo quando tutte le vetture sono già passate. Ciò nonostante riprende la terza posizione in griglia e riceve una penalità ritrovandosi nelle retrovie, dove riuscirà comunque a risalire di qualche posizione. Nel frattempo Chadwick è davanti a tutto e tutti e sembra che nessuno possa fermarla, mentre le solite note competono ancora una volta per il podio.

Nel corso della gara Marta Garcia danneggia la vettura ed è costretta a una sosta, mentre viene frattanto a piovere ma senza provocare grossi danni. Chadwick continua a fare il vuoto, mentre Emma Kimilainen e Abbi Pulling lottano per la seconda posizione. Pulling sperona Kimilainen e la manda in testacoda, ma poi le cede la posizione sperando di evitare penalità - al momento il terzo posto sembra confermato. Seguono Fabienne Wohlwend, Beitske Visser, Jessica Hawkins, Abbie Eaton, Belen Garcia, Nerea Martì e Sarah Moore a punti.

Bruna Tomaselli, Tereza Babickova e Chloe Chambers concludono la gara davanti alla Powell che alla fine è quattordicesima, mentre seguono Emely De Heus, Juju Noda e Bianca Bustamante, con Marta Garcia che deve accontentarsi dell'ultima posizione. Noda e Babickova rimangono le due Sabré Cook onorarie della stagione non avendo ottenuto ancora un punto, mentre Chadwick ha punteggio pieno, 100 punti su 100 disponibili. La seconda è Pulling, che di punti ne ha tuttavia solo 53. Questa politica del gareggiare in W Series a oltranza non mi pare proprio il massimo.

sabato 2 luglio 2022

Vettel sulla Williams di Mansell

Avete mai immaginato che la Formula 1 dei very uominy e quella del futuro possano mescolarsi? Probabilmente no, ma a quanto pare è possibile: nella giornata di domani Sebastian Vettel effettuerà una demo su una Williams del 1992 alimentata con eco-carburante. E non è una Williams qualsiasi, a quanto pare si tratta di un esemplare da lui acquistato anni fa, oltre che della monoposto del suo Yd0l0. Perché Vettel all'inizio non l'ha mai detto a chiare lettere, ma l'ha fatto capire più volte negli ultimi anni, Nigel Mansell è senza ombra di dubbio uno dei suoi idoli e probabilmente è anche la ragione per cui ha scelto di portare il numero 5.
Le loro carriere sono state abbastanza diverse: Vettel enfant prodige e più giovane campione del mondo di sempre, Mansell inizialmente snobbato nella sua giovane età (credo abbia anche rischiato di essere messo a piedi dalla Lotus, a un certo punto, se ben ricordo) per poi vincere un mondiale a nientemeno che trentanove anni. I due comunque qualcosa in comune ce l'hanno, obiettivamente parlando la guida poco tranquilla di Mansell, che alternava grandi performance a cappelle colossali, deve essere stata di grande ispirazione per Vettel. Purtroppo per lui il pubblico contemporaneo non è particolarmente propenso ad apprezzare questo tipo di guida.
Al di là di questo, è abbastanza sgradevole che Vettel, che già in passato si è fatto spuntare occasionalmente i baffi, non abbia preso in considerazione di lasciarseli crescere in vista di questo evento, ma alla fine posso capire la sua scelta: per portare baffi in stile Mansell bisogna anche avere sopracciglia in stile Mansell e non mi sembra che lui le abbia. Quindi accontentiamoci del fatto che i baffi ce li abbia il vero Mansell e apprezziamo ciò che ci è concesso. Ovvero vedere Vettel disonorare Mansell, perché lui va veloce solo con le vetture progettate da Adrian Newey. Oh, aspetta, anche questa è una vettura progettata da Newey!

PS. Festeggiare i 30 anni convocato per i fatti di Baku e i 35 guidando la vettura di Mansell, character development. *-*


venerdì 1 luglio 2022

L'era delle polemiche e delle partite a Monopoli // GP Gran Bretagna 1994

Silverstone è una delle location che hanno fatto la storia della Formula 1 e per aprire bene questo fine settimana motoristico direi di iniziare proponendo un viaggio nel tempo per rivivere un'edizione vintage del GP di Gran Bretagna. So che anche voi avete voglia di immergervi in un passato ormai dimenticato. Per intenderci, quel passato in cui la direzione gara era precisa e accurata, le regole erano chiare e i rappresentanti dei team non contrattavano con la direzione di gara in merito alle penalità da scontare. Quindi eccoci qui a narrar-... no, eccoci qui per niente, oggi ci infiliamo in un caos del quale capiremo poco e niente, anzi decisamente niente, sembra di stare in un contesto in cui tutto succede in maniera random. E dire che è iniziata così bene, con Damon Hill e Michael Schumacher appaiati in prima fila, neanche con cose strane tipo una prima fila tutta Simtek o Pacific.

Si parte per il giro di formazione, Hill parte al rallenty, Schumacher parte a razzo e per un tratto di giro di formazione sta davanti a Hill. Poi si parte per la gar-... anzi no, c'è un aborted start perché la Williams di David Coulthard ha problemi. C'è un nuovo giro di formazione con la stessa trafila di prima e quando si va per partire di nuovo dal retrotreno della McLaren di Martin Brundle si alza un'enorme fiammata. Stavolta si riesce comunque a partire, Hill e Schumacher mantengono le posizioni e terzo si installa Jean Alesi. Per effetto del doppio giro di formazione, i giri da percorrere totali sono stati depennati di uno, arrivando a un totale di sessanta. Per il momento sembra una gara normale, che non darà vita ad alcun tipo di polemica, ma siamo destinati ad assistere all'esatto contrario. Tutto è iniziato prima del via: parliamo dunque del formation lap.

Partiamo anzi dal regolamento vigente nel 1994. Secondo quanto sono riuscita a ricostruire, l'azione di Schumacher è resa illegale da una regola in vigore fin dal 1992 secondo cui è vietato superare altre vetture nel formation lap. Tutto chiaro, almeno in teoria. Perché nella realtà dei fatti, nessun pilota può sapere con certezza se chi gli parte di fianco al rallenty stia effettivamente partendo o se ha problemi a partire e resterà fermo. L'impressione è quindi quella di essere di fronte a una casistica in cui tutto viaggia sulla base dell'interpretazione di quanto stia effettivamente succedendo e che dal 1992 fino a questo momento non si sia mai pasticciato in proposito più che altro per una questione puramente di fortuna, perché o non si sono verificati casi in cui fosse possibile pasticciare o perché non sono state intraprese azioni.

Sembra che, per effetto del caos inglese del 1994, il regolamento sia stato modificato in seguito proprio per evitare controversie analoghe, passando in seguito al regolamento attuale in cui, se qualcuno per effetto di una partenza lenta perde posizioni durante il formation lap, può riprendere la propria posizione nel corso del formation lap stesso. Fine della digressione, torniamo a Hill e Schumacher in prima e seconda posizione e ai sessanta giri di gara. Siamo al 13° quando viene comunicata alla Benetton una penalità di cinque secondi per Schumacher per avere superato durante il giro di formazione. Il team in seguito si difenderà sostenendo che, nelle conversazioni frenetiche tra i rappresentanti del team e la direzione gara, l'interpretazione è stata "cinque secondi post-gara".

La direzione gara, però, sostiene che si tratti di uno stop and go, che dovrebbe quindi essere scontato entro tre giri nell'apposita piazzola - non nel proprio box come in epoca attuale nel senso di anni 2020 e almeno nei vent'anni precedenti agli anni 2020 stessi. Schumacher non si ferma, se non per il pitstop quando giunge il momento del primo rifornimento. Per effetto dei pitstop e della loro durata, Schumacher si trova davanti a Hill e, dopo avere superato una Ferrari che ancora deve fermarsi, i due sono primo e secondo, ma a parti invertite. Nel frattempo tutto tace fino al 22° giro. Come da regolamento dei tempi viene esposta bandiera nera, con accanto il numero 5. Ciò sta a significare che Schumacher viene blackflaggato per non avere scontato la penalità di cinque secondi di cui abbiamo parlato fino a questo momento.

Riparte una nuova trattativa tra i rappresentanti della Benetton e la direzione gara e ne emerge che se Schumacher si ferma a scontare uno stop and go di cinque secondi come comunicato in precedenza, la squalifica è annullata. Va bene, io capisco tutto, giocare a monopoli nella cabina dei commissari/ della direzione gara ci può stare, ma decidere l'andamento della gara sulla base della partita a monopoli stessa mi sembra un tantino esagerato. A questo punto dal box della Benetton danno segnale a Schumacher di fermarsi per uno stop and go di cinque secondi, cosa che avviene dopo ventisei giri di gara. Dobbiamo arrivare a sessanta e miracolosamente nell'oltre metà gara che segue tutto sembra andare nella maniera più normale possibile, almeno in gara, non saprei nel monopoli.

Hill, Schumacher, Alesi, queste sono le prime tre posizioni dopo la penalità di Schumacher e sono destinate a rimanerlo anche a pitstop ultimati. C'è solo una Ferrari ancora in pista, Gerhard Berger è stato costretto al ritiro. Solo all'ultimo giro la lotta per il quarto posto tra la McLaren si Mika Hakkinen e la Jordan di Rubens Barrichello si conclude con un incidente che comunque permette a entrambi di proseguire e mantenere le posizioni. Coulthard partito dal fondo è il primo dei doppiati sesto al traguardo precedendo la Tyrrell di Ukyo Katayama. La gara finisce così, con Hill, Schumacher e Alesi sul podio e un mezzo abbraccio tra gli Schumill durante la conferenza stampa post-gara. Aiutohhhh, non sono abituata a vederli come best friend forever, però bella ship, peccato che con il matrimonio in Australia si rovinerà l'armonia di coppia.

Torniamo a noi: abbiamo un pilota squalificato dalla gara per non avere scontato una penalità la cui squalifica è stata annullata in corso d'opera dopo una trattativa team/ direzione gara scontando la precedente penalità... cosa potrà mai andare storto? Meglio continuare a giocare a monopoli, a questo punto. Lanciando i dadi, la direzione gara decide di squalificare Schumacher per il non rispetto della bandiera nera (il ban di due gare non avviene in questo momento). La questione viene poi passata a Max Mosley che manda tutti a ca*are, pilota, team e direzione gara compresa (forse non in questi termini). Per il loro incidente, frattanto, sia Hakkinen sia Barrichello ricevono in modo random un ban di una gara ma con pena sospesa. Al momento sono salvi, ma Hakkinen riuscirà in breve tempo a cambiare il proprio destino.