sabato 9 ottobre 2021

Formula Regional by Alpine 2021: Gregoire Saucy campione in anticipo

In questo weekend si corre al Mugello, è uscita di scena definitivamente Belen Garcia Espinar, è tornato Ido Cohen ma soprattutto è stato mandato definitivamente in vacca il concetto di "si posssono schierare tre vetture, massimo quattro se una è guidata da una ragazza": non solo ci sono due team con quattro vetture guidate da ragazzi, ma anche uno che ne schiera cinque. Vorrei dirvi che sto capendo tutto, ma mentirei, quindi preferisco essere sincera e ammettere che non mi sto nemmeno sforzando di capire, specie per la faccenda delle cinque vetture.
Questa era la line-up completa, compresa dei due debuttanti Aries Deukmedjan e Sami Meguetounif, rispettivamente al volante della quarta vettura maschile e della quinta vettura:

ARDEN MOTORSPORT - William Atalalo, Nicola Marinangeli, Alex Quinn
ART - Gabriele Minì, Gregor Saucy, Patrik Pasma
DR FORMULA RP - Emidio Pesce
FA RACING - Andrea Rosso, Alexandre Bardinon, Gabriel Bortoleto, Aries Deukmedjan
G4 RACING - Axel Gnos, Mikhael Belov
JD MOTORSPORT - Eduardo Barrichello, Tommy Smith, Ido Cohen
KIC MOTORSPORT - Nico Gohler, Gianluca Petecof, Jasin Ferati
MONOLITE RACING - Pietro Delli Guanti, José Garfias
MP MOTORSPORT - Franco Colapinto, Oliver Goethe, Kas Haverkort, Dilano Van't Hoff
PREMA POWERTEAM - Paul Aron, Dino Beganovic, David Vidales
R-ACE GP - Hadrien David, Isack Hadjar, Zane Maloney, Lena Buhler, Sami Meguetounif
VAN AMERSFOORT RACING - Lorenzo Fluxà, Mari Boya, Francesco Pizzi

Mancano ancora tre gare, quella di domani e le due del prossimo evento, ma Gregoire Saucy ha già vinto il titolo, con la gara di oggi nella quale si è classificato quinto  dopo una gara di trenta minuti cui una parte consistente sono stati dietro la safety car. Ha vinto Paul Aron, partito dalla pole position, mentre hanno chiuso a podio un sempre ottimo Mikhael Belov e un finalmente ritrovato David Vidales. William Alatalo ha superato il neo-campione nelle fasi finali della gara chiudendo al quarto posto, mentre sono arrivati a punti anche Gabriel Bortoleto, Pietro Delli Guanti, finalmente Gianluca Petecof, Gabriele Minì e Kas Haverkort. Si è ritirato Franco Colapinto, per un incidente con Mari Boya, mettendo fine alla sua striscia di risultati positivi delle ultime gare, mentre non hanno ottenuto punti Hadrien David e Zane Maloney, i diretti inseguitori in classifica di Saucy.

EDIT 10/10 - nella gara della domenica altra vittoria dalla pole per Aron, con il podio completato da Beganovic e Saucy, a seguire a completare la top-5 Belov e Colapinto. Hanno preso punti anche David, Haverkort, Bortoleto, Delli Guanti e Petecof, che sembra avvicinarsi alla retta via.


giovedì 7 ottobre 2021

Indylights e dintorni - stagione 2021

Una delle principali novità nel panorama motoristico open wheel statunitense del 2021 è stato il ritorno del campionato di Indylights, cancellato nella stagione 2020. Come prevedibile, nemmeno dopo il suo ritorno ha avuto una griglia particolarmente ricca di piloti e vetture, con un totale di quindici piloti, tra full time e part time, scesi in pista nel corso degli appuntamenti del campionato.
Il titolo è stato vinto da Kyle Kirkwood, battendo di pochi punti David Malukas. Linus Lundqvist, Benjamin Peterson e Danial Frost hanno completato la top-5 in classifica, precedendo Devlin De Francesco, Robert Megennis e Sting Ray Robb che hanno disputato l'intero campionato. A seguire in nona e decima posizione in classifica Toby Sowery e Alex Peroni (quello del volo sul sausage kerb a Monza un paio d'anni fa in Formula 3) che hanno saltato gli ultimi appuntamenti del campionato, dopodiché il full time Christian Bogle che ha preceduto piloti part time come Antonio Serravalle, Nikita Lastochkin, Rasmus Lindh e Manuel Sulaiman, questi ultimi in realtà praticamente one-off.
Questi sono stati i vincitori delle gare del campionato:

BARBER I - Linus Lundqvist
BARBER II - David Malukas
ST.PETE I - Kyle Kirkwood
ST.PETE II - David Malukas
INDY ROAD COURSE I - Linus Lundqvist
INDY ROAD COURSE II - David Malukas
BELLE ISLE I - Kyle Kirkwood
BELLE ISLE II - Kyle Kirkwood
ROAD AMERICA I - Kyle Kirkwood
ROAD AMERICA II - David Malukas
MID-OHIO I - Kyle Kirkwood
MID-OHIO II - Kyle Kirkwood
GATEWAY I - David Malukas
GATEWAY II - David Malukas
PORTLAND I - David Malukas
PORTLAND II - Kyle Kirkwood
LAGUNA SECA I - Kyle Kirkwood
LAGUNA SECA II - Kyle Kirkwood
MID-OHIO I - Kyle Kirkwood
MID-OHIO II - Linus Lundqvist

INDY PRO - anche questo campionato della Road to Indy, il livello peecedente alla Indylights, non ha avuto una griglia particolarmente ricca, che è diminuita progressivamente nel corso della stagione. A fine anno avevamo dodici vetture, a inizio stagione ce n'erano un po' di più. Il titolo è stato vinto da Christian Rasmussen, che ha preceduto Braden Eves, Hunter McElrea, Artem Petrov e Reece Gold a completare i primi cinque. Curiosità: ha preso parte a questo campionato Jack William Miller, che tuttavia non ha nemmeno un podio all'attivo e così, a intuito, forse farebbe meglio a ripensarci e a optare per la carriera di dentista, se proprio vuole seguire le orme del padre.
Questi sono stati i vincitori delle gare disputate:

BARBER I - Braden Eves
BARBER II - Hunter McElrea
ST.PETE I - Braden Eves
ST.PETE II - Christian Rasmussen
INDY ROAD COURSE I - Christian Rasmussen
INDY ROAD COURSE II - Artem Petrov
INDY ROAD COURSE III - Christian Rasmussen
LUCAS OIL - Christian Rasmussen
ROAD AMERICA I - Manuel Sulaiman
ROAD AMERICA II - Christian Rasmussen
MID-OHIO I - Christian Rasmussen
MID-OHIO II - Hunter McElrea
MADISON - Braden Eves
MILLVILLE I - Reece Gold
MILLVILLE II - Artem Petrov
MILLVILLE III - Hunter McElrea
MID-OHIO I - Christian Rasmussen
MID-OHIO II - James Roe Jr

US F2000 - scendendo al livello inferiore della Road to Indy troviamo una griglia decisamente più vasta (si superano le venti vetture). Il campionato è stato vinto da Kiko Porto, con un margine abbastanza ampio nei confronti del diretto inseguitore Michael D'Orlando e al terzo classificato Yuven Sundaramoorthy.
Questi sono stati i vincitori delle gare del campionato:

BARBER I - Yuven Sundaramoorthy
BARBER II - Prescott Campbell
ST.PETE I - Christian Brooks
ST.PETE II - Christian Brooks
INDY ROAD COURSE I - Yuven Sundaramoorthy
INDY ROAD COURSE II - Yuven Sundaramoorthy
INDY ROAD COURSE III - Kiko Porto
GATEWAY - Michael D'Orlando
ROAD AMERICA I - Kiko Porto
ROAD AMERICA II - Thomas Nepveu
MID-OHIO I - Michael D'Orlando
MID-OHIO II - Kiko Porto
MID-OHIO III - Michael D'Orlando
MILLVILLE I - Kiko Porto
MILLVILLE II - Myles Rowe
MILLVILLE III - Nolan Siegel
MID-OHIO I - Yuven Sundaramoorthy
MID-OHIO II - Josh Green

mercoledì 6 ottobre 2021

La professione di telecronista nel 1980: un racconto surreale per gli standard odierni

Domenica sera ho trovato un canale youtube sul quale alcuni anni fa sono stati caricati diversi gran premi di fine anni '70/ inizio anni '80 e sono andata a curiosare nel video di uno di essi, decidendo di vederlo nelle serate seguenti. Era un gran premio con telecronaca italiana che, in un primo momento, non ho collegato con singoli episodi avvenuti nel gran premio stesso. Ricordo di avere pure pensato che potesse essere adatto per una cronaca trash qui sul blog. Solo quando sono stata messa di fronte al fatto compiuto, e quando gli episodi trash in realtà iniziavano anche a calare, mi sono accorta che stavo guardando il gran premio nel quale Clay Regazzoni ebbe l'incidente nel quale rimase paralizzato (ero convinta fosse avvenuto nel GP degli Stati Uniti Est invece che nel GP degli Stati Uniti Ovest che stavo vedendo). Ovviamente non è un gran premio che, di conseguenza, si presta a una cronaca trash sul blog. Però si tratta di un gran premio comunque molto illuminante su un altro aspetto e di questo aspetto andrò a parlare: la professione di telecronista nel 1980.

Già in altre telecronache Mario Poltronieri ha riferito dettagli sul suo ambiente di lavoro, ma in occasione del Gran Premio di Long Beach 1980 si è dilungato parecchio, in più anche quando non raccontava dettagli, si intravedevano comunque dettagli che arricchivano la mia percezione di come funzionassero le cose. Quindi quello di cui parlerò adesso non è solo un narrarvi di come sembra che i telecronisti lavorassero, ma anche un elogio a Mario Poltronieri... perché alla fine della giornata Mario Poltronieri aveva fatto una telecronaca il più possibile puntuale e coerente dell'accaduto senza di fatto avere a disposizione i mezzi per fare una telecronaca puntuale e coerente... Anche se, lo ammetto, così a primo impatto tutto sembrava essere partito bene, con la regia americana che curava l'evento capace di produrre un'ottima grafica che riassumeva la griglia di partenza, durante la quale soffermarsi a narrare episodi random (tipo che dopo le qualifiche Bruno Giacomelli si era tolto la tuta inzuppata di sudore e l'aveva appesa nel motorhome dell'Alfa Romeo, ma gli era stata rubata e per la gara aveva dovuto indossare un'altra tuta sulla quale aveva dovuto applicare gli adesivi degli sponsor).

L'ottima grafica prima della gara è stato l'unico momento in cui Mario Poltronieri è stato aiutato da un'ottima grafica, il tutto mentre - come da lui riferito - seguiva la gara su un monitor all'interno di un camper, in quanto non c'era ancora una postazione fissa per i telecronisti su quel circuito. Insieme a lui c'erano degli inviati (tra cui Piercarlo Ghinzani, che nelle stagioni successive avrebbe gareggiato in Formula 1) che, per avere chiare le posizioni occupate dai piloti in pista, dovevano salire sul tetto del camper e monitorare la situazione dall'alto. Erano in una zona in cui c'era molto rumore, pertanto poi tra di loro parlavano ad alta voce. Mentre Poltronieri faceva la telecronaca, si sentivano occasionalmente fuori onda in cui gli inviati annunciavano cose che poi venivano dette dallo stesso Poltronieri in telecronaca o addirittura si udivano informazioni che per ordini superiori dovevano restare riservate. Poltronieri poi ogni tanto narrava quello che stavamo vedendo... senza che effettivamente stesse venendo trasmettendo ciò di cui parlava: ciò che vedeva lui sul suo monitor era verosimilmente quanto la regia americana faceva vedere agli addetti ai lavori, con occasionali doppie inquadrature una delle quali in un quadratino, che non sempre coincideva con quello che veniva mostrato in TV, facendo sì che immagini e narrazione non corrispondessero.

Parliamo di quello che si vedeva: a inizio gara c'è stato un incidente alla partenza che ha coinvolto un certo numero di vetture (quattro, sembrerebbe), di cui solo una identificata con chiarezza dalla grafica, quelli che sono ripartiti... boh, chi se ne frega, tutti anonimi. Dopo pochi giri c'è stato un altro incidente, che ha coinvolto sette vetture. Soltanto tre di esse sono state identificate con chiarezza dalla regia, e non penso che dal tetto del camper si potesse intuire con facilità tutto quello che non era inquadrato. Quello che era inquadrato, piccola parentesi, faceva pensare a una succursale americana di Yeongam, venti minuti di gara scarsi e si erano già visti ben tre mezzi dei commissari girare a caso in mezzo alle monoposto. In compenso tanta gente si è ritirata più tardi senza che venisse mostrato la benché minima inquadratura. Poltronieri e il resto degli inviati raccontavano quello che captavano, o meglio, quello che non captavano. Nel senso, quando qualcuno dei protagonisti - o dei meno protagonisti - non passava più sotto la loro postazione, deducevano che non fosse più in gara. Poi si sentivano i fuori onda occasionali in cui gli inviati riferivano a Poltronieri le potenziali cause dei ritiri.

Cronometrare i distacchi, ha riferito Poltronieri, non era possibile, da dove si trovavano. Bisognava accontentarsi della grafica, che non elencava i distacchi, ma solo un numero di posizioni che oscillava tra quattro e cinque, per poi stabilizzarsi su quattro. C'erano al momento una decina di vetture in pista, di cui si sapeva che due erano a pieni giri e le altre doppiate. Non si sapevano i distacchi, ma si sapeva almeno con chiarezza chi fossero i primi quattro, finalmente qualcosa che potesse schiarire le idee a Poltronieri... Peccato che su quattro posizioni mostrate dalla grafica, solo due fossero giuste, e in certi momenti anche soltanto una, quella del leader. Gli altri erano doppiati a caso di cui non erano stati conteggiati nel modo giusto i giri percorsi. Per giunta questo errore è stato commesso quando Emerson Fittipaldi su Copersucar stava viaggiando verso il podio, a debita distanza da Nelson Piquet e Riccardo Patrese, che si trovavano in prima e seconda posizione. Verso fine gara sono state trasmesse classifiche discordanti, al punto che non si sapeva con chiarezza chi occupasse quale posizione, a parte Piquet, e nemmeno chi fosse rimasto in gara e chi no, almeno finché non venivano inquadrati. Anche a fine gara sono state dati ordini d'arrivo diversi a intervalli di pochi secondi. Wtf?!

In sintesi, complimenti a Poltronieri, che spesso commentava le gare stando in uno sgabuzzino davanti a uno schermo, magari in bianco e nero, in cui si vedeva a malapena quello che stava succedendo. Complimenti a Poltronieri, che a volte doveva smettere di parlare perché il rumore delle monoposto che si avvicinavano copriva la sua voce. Complimenti a Poltronieri, che doveva raccontare eventi che spesso e volentieri non venivano neanche inquadrati e complimenti a tutto il team Rai che gli passava le informazioni. Quando si parla del passato glorioso in cui i piloti erano veri piloti e contavano più della macchina, soffermiamoci un attimo a pensare anche agli altri addetti ai lavori. Provate a immaginare come sarebbe stato Mario Poltronieri come telecronista se avesse avuto a disposizione i mezzi di oggi, se già era in grado di fare un lavoro così preciso e accurato, peraltro conducendo l'intera telecronaca da solo (solo di lì a qualche anno sarebbe stato affiancato al commento, proprio da Clay Regazzoni). Mi viene da pensare che ancora al giorno d'oggi in molti dovrebbero prendere esempio da lui e dalla sua professionalità.

martedì 5 ottobre 2021

Seven years have gone so fast, wake me up when September ends

Quello che sto per raccontare sembra una storia appartenente a un'altra vita e in effetti un po' è così. La storia inizia con una serata passata in discoteca, la notte prima di un gran premio. Ricordo distintamente che indossavo un paio di decolleté nere con il cinturino, quel tipo di scarpe che abbinate a un paio di jeans attillati li rendono meno casual e un po' più eleganti. Me lo ricordo distintamente perché era la prima volta che le mettevo e a un certo punto della serata andai in bagno a mettermi dei cerotti nei piedi perché c'erano delle cuciture che mi davano fastidio. Ricordo distintamente anche che quella serata, quando ogni tanto pensavo al motorsport mi sentivo inca**ata con il mondo, perché c'era qualcosa che mi dava la sensazione che i meriti dei piloti non venissero mai riconosciuti fino in fondo, a meno che non facessero parte di quella ristretta cerchia che sta nelle zone che contano e che, a seconda della tuta che indossa, può essere vista bene o male e vedere la propria reputazione cambiare da un gran premio all'altro.

Non c'era ancora l'ufficialità, ma era ormai ufficioso che Sebastian Vettel avrebbe preso il posto di Fernando Alonso in Ferrari, dopo la conferma arrivata quel giorno che Daniil Kvyat ne avrebbe preso il posto in Redbull. Ironia della sorte, proprio in quel weekend aveva debuttato Max Verstappen come pilota del venerdì, una sorta di monito per quello che sarebbe stato appunto il futuro del Russo di Roma, ben meno roseo di quanto poteva apparire in quei giorni. Anche quei giorni forse appartengono a un'altra vita: un diciassettenne arrivato direttamente dalla Formula 3 Europea disputava una sessione di prove libere nel weekend con il meteo peggiore dell'intera stagione. Certe cose, a pensarci a posteriori, sono un po' da strapparsi i capelli... ma ai tempi non ci pensavamo. E se ci pensavamo, magari ci chiedevamo se fosse normale mettere al volante un diciassettenne in un simile fine settimana, non se fosse normale anche tutto ciò che c'era intorno. Se non altro almeno questo coincide con quello che succederebbe oggi: qualunque condizione meteo, secondo alcuni, sarebbe buona per un gran premio.

Ero inca**ata con il mondo un po' come le fangirl che si aspettano che i loro favoriti delle retrovie vengano promossi in un top team a caso, dove a volte il caso non sarebbe poi così tanto un caso. Mi sentivo come tanta gente che ho preso per i fondelli in altri momenti, forse, e chissà, magari prendevo per i fondelli quella gente proprio perché ero stata come loro. Guardavo a tutto quello che succedeva, dall'altro al basso. Non seguivo solo le gare dei front runner, non seguivo soltanto le gare del midfield, per me era tutto un unico contesto, di cui facevano parte sia i piloti che lottavano per il mondiale, sia di quelli che non potevano essere messi in luce secondo gli standard mainstream, quegli standard mainstream secondo cui al di fuori di pochi nomi non ci sono altri piloti che contano, non ci sono piloti che un giorno potrebbero fare il salto di qualità e non ci sono predestinati da potere considerare alla pari dei piloti più altolocati di loro.

La notte prima del gran premio ricordo di essermi chiesta più di una volta perché Jules Bianchi non fosse considerato abbastanza da potere guidare una vettura migliore di quella che aveva, una vettura che, in ogni caso, ancora non lo sapevo ma sarebbe stato destinato a non potere guidare mai. Andai a casa in tardissima serata, lasciai un po' di cose in giro perché l'ordine non è il mio forte, mi preparai per andare a letto e mi addormentai in attesa della sveglia. Quando c'erano i gran premi, ne mettevo due, di sveglie, per non rischiare di perdermeli, non ero una persona da differite ai tempi, cercavo sempre un modo per vedere le dirette. Guardai la gara al buio, in camicia da notte, seduta sul letto con il computer portatile sulle ginocchia. Ci fu addirittura un momento in cui pensai che tutto sommato, nonostante tutto, stava iniziando a diventare una bella gara. Poi tutto iniziò a precipitare, anche se era ancora troppo presto per accorgersene.

La triste fine di Jules Bianchi, se non altro, mi ha definitivamente aperto gli occhi su quanto nulla sia mai da dare per scontato e soprattutto su quanto anche qualcosa di in apparenza ininfluente possa cambiare radicalmente il destino. La sua traiettoria si incrociò direttamente con quella della gru che stava rimuovendo la monoposto incidentata di Adrian Sutil. Quella gru era in movimento. Se fosse partita pochi secondi prima o pochi secondi dopo avremmo potuto assistere a storie diametralmente opposte. Avrebbero potuti essere travolti anche gli operatori, oppure Bianchi avrebbe potuto evitarla per un soffio. Credo che questo faccia capire, fino in fondo, che a volte ci sembra di avere tutto esattamente sotto controllo, ma basta qualsiasi cosa affinché il fatto di avere tutto controllo diventi solo una sensazione totalmente illusoria.

Non so dire se dopo sia davvero cambiato qualcosa, nel motorsport. Forse sì, ma ho la sensazione che non sia cambiato nulla nella mente di molti tifosi. Ci sono driverstosurvivers che affermano senza mezzi termini che Bianchi non ha rallentato abbastanza quindi la colpa della sua morte è soltanto sua. Poi ci sono persone che hanno la sua foto nell'avatar dei loro profili social, ma che nonostante tutto si lamentano del fatto che i piloti non sono very uominy se non si corre in situazioni meteo in cui non è abbastanza sicuro correre. Infine c'è il 99% dei tifosi che, pur sapendo benissimo che cosa successe sette anni fa, vive in un mondo illusorio che sembra costruito ad arte per far dimenticare in fretta, oppure per non far pensare ai momenti neri della storia recente, un mondo illusorio al quale anch'io penso di avere creduto in passato.

Viviamo in un contesto in cui nel sondaggio di Liberty Media viene chiesto agli appassionati se gli piacerebbe avere gare con un maggior numero di incidenti spettacolari (tanto si possono sempre censurare per salvare le anime pure dei driverstosurvivers), ma soprattutto ho l'impressione che viviamo in un contesto in cui se qualcuno muore può essere rimpiazzato senza problemi ed essere equiparato a una figura astratta che anticipava la venuta di un suo opportunamente scelto successore. Perché ormai, a questo punto, mi sembra palese che si sia scelto di intraprendere esattamente questa strada, più o meno consciamente. Credo che quello che, nella nostra individualità, possiamo cercare di fare sia cercare di tenere gli occhi aperti e di distinguere la vera realtà da quella illusoria dalla quale siamo fin troppo spesso circondati. Perché alla fine le illusioni se ne vanno, prima o poi, e ci resta solo l'amarezza della verità.


lunedì 4 ottobre 2021

Formula 4 Danese 2021: Mads Hoe vince il titolo, Noah Stromsend domina, Juju Noda semina ma non raccoglie

Nel mese di settembre e in questo fine settimana si sono svolti gli ultimi due eventi del campionato più strano tra quelli europei, uno a Djursland e l'altro a Jyllandsringen, entrambe le volte senza riprese video. Chi ben comincia è già a metà dell'opera. L'altra metà è che i profili social di questa serie sembrano non esistere, mentre sono abbastanza sicura che il sito web del campionato continui a non essere aggiornato.
Ci eravamo lasciati con Mads Hoe in testa alla classifica. Il veterano del campionato che corre in F4 danese solo per hobby si è confermato campione, battendo con due gare d'anticipo Noah Stromsend, che di eventi ne ha disputati solo quattro su sei, quelli a seguito del suo 14esimo compleanno. Negli ultimi due weekend si è aggiudicato tutte le pole, le vittorie da pole, quelle da reverse grid, quelle da tempi combinati e per finire tutti i giri veloci. "Fittipaldi, Noda e quant'altro, levatevi di mezzo e venite ad allacciarmi le scarpe, se pensate di esserne in grado."
Podium finishers di Djursland alle spalle dell'enfant prodige: Noda/Hoe, Emmo jr/Bjerring, Emmo Jr/Wulf. Quelli di Jyllandsringen: Lund/Gravlund (entrambi part-time) e per finire due podi uguali con Hoe/Riis. Come avrete notato Juju Noda ha raccolto un solo podio in sei gare, anche se nelle altre ha fatto due quarti e un quinto posto. Difficile capire cosa le sia successo esattamente senza video, ma sembrerebbe che per tutta la stagione sia stata protagonista o di errori random o di guasti meccanici a ripetizione.
Di fatto una stagione al di sotto delle aspettative, in un campionato strano, e soprattutto diversamente dallo scorso anno, in cui vinse al debutto, nemmeno una vittoria. Chi l'avrebbe mai detto che nel 2021 avremmo sì avuto una vittoria open wheel femminile ottenuta da una giapponese, ma si sarebbe trattato di Ai Miura in Formula Regional Japan (una settimana fa) e non di Juju Noda in Formula 4 danese? La giapponesina errante (cioè che commette troppi errori) avrà comunque sempre il merito di averci fatto conoscere un campionato altrimenti sconosciuto con piloti assolutamente random: 14enni, piloti che corrono per hobby e anche molta gente che corre per hobby fingendosi pilota, a cui mi sembra doveroso dare spazio. In rigoroso ordine di classifica, andiamoli a scoprire.

Mads Hoe: nei mid-20s, corre per hobby nel suo team, non intende passare ad altre categorie e non è chiaro cosa farà ora che ha vinto il titolo.
Noah Stromsend - 4 eventi: 14enne comparso in corso d'opera, nove vittorie su dodici gare, gli altri risultati un secondo posto, un ritiro e un DNS.
Emmo Fittipaldi jr - figlio 14enne di Emerson... e zio di Pietro ed Enzo.
Jacob S. Bjerring: nessuna vittoria, ma questo è un pilota serio.
Mads Riis: penso come sopra, solo con risultati un po' meno in vista.
William Wulf: come sopra, ma ha vinto una gara.
Juju Noda: la conoscete tutti, non è lei che dobbiamo scoprire.
Millie Hoe: sorella di Mads, non ho capito se anche lei corre per hobby, probabilmente sì ma senza le doti del fratello.
Sebastian Gravlund - 3 eventi: uno con risultati da pilota serio, livello Riis.
Line Sonderskov: di fatto una Millie Hoe che non è sorella di Mads Hoe.
Jesse Carrasquedo jr - 2 eventi: un enfant prodige ma non al livello Stromsend.
Frederik Stena - 5 eventi: credo che questo sia uno di quelli che fanno finta...
Peter Henrikssen - 5 eventi: di fatto anche questo, sta sempre tra gli ultimi.
Frederik Lund - 2 eventi: un altro livello Riis.
Jan Lylloff - 3 eventi: omonimo della sottostante, non so se siano parenti, ma le doti velocistiche sono simili, solo Jan sembra avere più esperienza.
Laura Lylloff - 5 eventi: penso non abbia nemmeno una formazione kartistica e se corresse a piedi probabilmente andrebbe più forte.
Morten Stromsend - 2 eventi: il padre di Noah, ha gareggiato in modo random.
Michela Rasmussen - 2 eventi: una sorta di Laura Lylloff, ma più lenta.
Ann-Sofie Degel - 1 evento: chiudiamo in bellezza, è team principal, capo meccanico e motivatrice nel team per il quale corre il suo fidanzato Frederik Stena, del quale ha preso posto al volante nell'evento finale.



domenica 3 ottobre 2021

Formula Regional by Alpine 2021: a Valencia vincono Colapinto e Belov

Vediamo se riusciamo prima della fine di questo weekend a metterci in pari con quello passato. Credo che la cosa migliore da fare sia occuparci della FRECA tornata in pista sul circuito di Valencia, dove abbiamo assistito ad alcune modifiche alla line-up. È tornata Belen Garcia Espinar, non c'è più Ido Cohen, Elias Seppanen è stato sostituito da Jasin Ferati, ma soprattutto un team ha schierato una quarta vettura per Dilano Van't Hoff. Si può schierare una quarta vettura solo se guidata da una donn-... ehm, non mi pare e sono abbastanza perplessa di fronte a tutto ciò. Che sia il suo status di guest driver? Comunque che io sappia ci sono differenze tra il concetto di donna e quello di guest driver. Comunque sia, questa è la line-up completa:

ARDEN MOTORSPORT - William Atalalo, Nicola Marinangeli, Alex Quinn
ART - Gabriele Minì, Gregor Saucy, Patrik Pasma
DR FORMULA RP - Emidio Pesce
FA RACING - Andrea Rosso, Alexandre Bardinon, Gabriel Bortoleto
G4 RACING - Axel Gnos, Mikhael Belov, Belen Garcia
JD MOTORSPORT - Eduardo Barrichello, Tommy Smith
KIC MOTORSPORT - Nico Gohler, Gianluca Petecof, Jasin Ferati
MONOLITE RACING - Pietro Delli Guanti, José Garfias
MP MOTORSPORT - Franco Colapinto, Oliver Goethe, Kas Haverkort, Dilano Van't Hoff
PREMA POWERTEAM - Paul Aron, Dino Beganovic, David Vidales
R-ACE GP - Hadrien David, Isack Hadjar, Zane Maloney, Lena Buhler
VAN AMERSFOORT RACING - Lorenzo Fluxà, Mari Boya, Francesco Pizzi

Andiamo avanti, è sabato e Colapinto parte dalla pole in una gara senza duellihhhh e sorpassihhhh, quindi sulla chat live di Youtube c'era la possibilità di sbizzarrirsi. Infatti c'erano degli utenti di madrelingua spagnola che parlavano di presunti complotti a favore di Saucy, che da parte sua dopo essere partito decimo era scivolato fuori dalla zona punti. Il suo vantaggio in classifica comunque era ancora tale da non doversi mettere molte preoccupazioni. Penso che ne avesse meno della gente che vedeva un complotto relativo a Saucy. Che poi... perché?! Nel senso, che interesse avrebbe la serie a far vincere Saucy di proposito? Ad ogni modo ha vinto Colapinto quindi sono stati contenti, e c'erano anche due spagnoli sul podio quindi BySk8!!!111!!11!! No, quello l'ho detto io solo per dare un po' di profondità alla mia narrazione.

Colapinto
Vidales
Boya
Aron
Belov
Quinn
David
Maloney
Hadjar
Beganovic

Adesso è domenica e a partire dalla pole position è Belov... e come potrete immaginare lavorando molto di fantasia, sono stata contenta di tutto ciò, perché Belov si pronuncia un po' tipo Bellof. Sì, mi accontento con molto poco al giorno d'oggi. Anche questa gara come tutte quelle della categoria è stata condizionata da pochissimi duellihhhh e sorpassihhhh, quantomeno tra le posizioni che contano (ma da una safety car per incidente nelle retrovie Garfias vs Van't Hoff), quindi la gente si è sbizzarrita nuovamente in chat. Ho visto gente che si è inventata il soprannome Colapenis. Poi anche gente che parlava di piloti di Formula 1, gente che discuteva di chi fosse migliore tra gli Hamilstappen e pure gente che discuteva di chi fosse meglio tra Senna e Piquet. Poi si è passati a parlare di Samaia e Raghunathan, ma incredibilmente nessuno ha parlato delle presunte dimensioni del membro di Lando Norris o di Mick Schumacher come avveniva ai tempi della vecchia Formula 3.

Belov
Colapinto
Saucy
Hadjar
Vidales
David
Boya
Maloney
Bortoleto
Minì

Segnalo che subito dopo di loro, quindi 11°, si è classificato Petecof, altresì noto nella passata stagione come "the boy from Brasil". Vedremo nei prossimi due eventi se continuerà ad avvicinarsi alla zona punti o se ci entrerà, sempre ammesso che sia presente ai prossimi due eventi, perché ormai ho imparato che nella line-up della categoria cambia sempre qualcosa. Il prossimo evento, se non vado errata, dovrebbe essere a due settimane di distanza da Valencia, quindi a una settimana di distanza da questo mio post.

sabato 2 ottobre 2021

Formula 3 2021: Dennis Hauger vince il titolo, nel weekend parallelo alla Formula 2

Lo scorso fine settimana è stato abbastanza pieno dal punto di vista motoristico, quindi sono ancora in piena fase di recupero eventi motoristici dei giorni scorsi. Oggi parliamo del finale della stagione di Formula 3 internazionale, per intenderci la GP3. Previsto per il weekend degli Stati Uniti, l'ultimo evento qualche tempo fa è stato anticipato in concomitanza con il Gran Premio di Russia e si è svolto a Sochi. Essendo già previsto un evento della Formula 2, l'ex GP2, per la prima volta in questa stagione Formula 2 e Formula 3 si sono svolte nello stesso fine settimana. Mentre il campionato di Formula 2 è giunto al completamento dei suoi primi tre quarti (e non tornerà in pista prima di dicembre) quello di Formula 3 prevedeva l'assegnazione del campionato, con unici due sfidanti Dennis Hauger e Jack Doohan.

Venerdì si sono svolte regolarmente le qualifiche della Formula 3, nella quale Doohan ha conquistato la pole position per la feature race di domenica. Nella sprint race di sabato mattina, anticipata a venerdì pomeriggio per evitare interferenze con il meteo, però sarebbe partito dodicesimo. Per Hauger, qualificato nono, significava partire dal quarto posto, una posizione abbastanza favorevole alla luce del fatto che con cinque punti in più di Doohan avrebbe conquistato il titolo aritmeticamente già in occasione della prima gara. Secondo classificato alle spalle di Logan Sargeant, con il podio completato da Victor Martins, il leader della classifica si è aggiudicato il titolo già venerdì: la zona punti è stata completata da Clement Novalak, Caio Collet, Lorenzo Colombo, Arthur Leclerc, Frederik Vesti, Juan Manuel Correa e Ayumu Iwasa, mentre Doohan dopo una brutta partenza è giunto solo quindicesimo.

Jak Crawford e Johnathan Hoggard avrebbero dovuto completare la reverse grid della seconda gara sprint, ma la seconda gara sprint è stata annullata per maltempo, in modo da potere svolgere al pomeriggio di sabato la prima (e unica, anche lì si è cancellata una gara) sprint race della Formula 2. L'ha vinta Dan Ticktum, precedendo Juri Vips, Robert Shwartzman, Jake Hughes, Theo Pourchaire, Ralph Boschung, Christian Lundgaard e Richard Verschoor a completare la zona punti, che in Formula 2 al sabato comprende solo i primi otto. È rimasto fuori dai punti, nono, il leader della classifica Oscar Piastri, ma gli è andata meglio che all'inseguitore Guanyu Zhou, che non è partito essendo finito fuori pista durante il giro di formazione. Al momento ne ha approfittato Shwartzman per avvicinarsi a loro in classifica, anche se piastri avrebbe avuto modo di riprendersi abbondantemente. Questo, però, è un altro discorso.

Domenica mattina la feature race di Formula 3 è stata caratterizzata da un intenso duello tra Jack Doohan e Clement Novalak, compagni di squadra in Trident. Dopo avere ignorato un ordine di scuderia, Doohan ha vinto la gara mentre Novalak è scivolato al terzo posto alle spalle di Frederik Vesti, risultato comunque sufficiente a Trident per battere Prema nella classifica costruttori di quattro punti. Logan Sargeant, Jak Crawford, Lorenzo Colombo, Arthur Leclerc, Victor Martins, Ayumu Iwasa e Olli Caldwell hanno completato la top-ten. Poi è stato il momento della Formula 2, dove il leader del campionato Piastri ha vinto, salendo sul podio con Theo Pourchaire e Jehan Daruvala. Hanno completato la zona punti Robert Shwartzman, Dan Ticktum, Guanyu Zhou, Liam Lawson, Richard Verschoor, Christian Lundgaard e David Beckmann, mentre Juri Vips è stato costretto al ritiro da un problema tecnico.