Ci eravamo lasciati soltanto due settimane fa con Montecarlo, con Guanyu Zhou in testa alla classifica con un margine piuttosto ampio nei confronti dei suoi diretti inseguitori. Il pilota cinese, del junior team dell'Alpine, è alla sua terza stagione nella categoria e finora era apparso in grande forma, ma la line-up è mediamente competitiva al punto tale da potersi aspettare stravolgimenti da un momento all'altro.
A proposito di line-up, c'è stata un'altra piccola variazione: mentre dalla volta scorsa Aitken ha preso il posto di Nannini, stavolta Nannini ha preso il posto di Petecof, che ha lasciato (non è chiaro se definitivamente) la categoria per problemi di budget, dopo peraltro un inizio abbastanza complicato di stagione. Questi i piloti presenti in Azerbaijan:
PREMA - Robert Shwartzman, Oscar Piastri
UNI VIRTUOSI - Guanyu Zhou, Felipe Drugovich
CARLIN - Dan Ticktum, Jehan Daruvala
HITECH - Liam Lawson, Juri Vips
ART - Christian Lundgaard, Theo Pourchaire
MP MOTORSPORT- Lirim Zendeli, Richard Verschoor
CHAROUZ - David Beckmann, Guilherme Samaia
DAMS - Roy Nissany, Marcus Armstrong
CAMPOS - Matteo Nannini, Ralph Boschung
HWA RACELAB - Jack Aitken, Alessio Deledda
TRIDENT - Bent Viscaal, Marino Sato
QUALIFICHE - il Redbull junior Lawson ha ottenuto il miglior tempo nella sessione del venerdì, guadagnandosi in questo modo la pole position per la feature race della domenica. Dietro di lui, in top-ten, Vips, Piastri, Pourchaire, Ticktum, Armstrong, Boschung, Zhou, Daruvala e Shwartzman. Quest'ultimo, in qualità di decimo in qualifica, si è quindi aggiudicato la pole position da reverse grid per la gara del sabato mattina.
SPRINT RACE 1 - mentre la gara del Ferrari junior, partito davanti a tutti, è filata liscia dall'inizio alla fine, le cose sono andate molto diversamente a Lawson, costretto al ritiro per un incidente con Drugovich. Zhou è rimasto per un po' di tempo secondo alle spalle di Shwartzman, per poi scivolare al terzo posto dopo avere subito un sorpasso da parte di Ticktum, autore di una buona rimonta. Loro tre sono andati a podio, mentre la zona punti è stata completata da Daruvala, Pourchaire, Boschung, Armstrong e Vips. Beckmann e Viscaal, nono e decimo, di punti non ne hanno portati a casa, ma facevano parte della successiva reverse grid.
SPRINT RACE 2 - Viscaal, uno dei piloti che ancora non avevano conquistato punti nel corso della stagione, è partito davanti a tutti. Nel frattempo ci sono stati vari incidenti, uno dei quali ha coinvolto due piloti di un certo spessore, ovvero Ticktum e il leader del campionato Zhou. Beckmann frattanto aveva superato Viscaal ed era in testa dietro la safety car, ma quando questa si è levata di torno è stato Vips a prendere la prima posizione, che non ha lasciato fino alla fine, in una gara decisamente più caotica di quella precedente, con vari ritiri e incidenti (compresi Lundgaard e Armstrong). Nel frattempo nel corso della gara Viscaal è scivolato al quarto posto e a podio ci sono andati Vips, Beckmann e Daruvala. Alle spalle di Viscaal hanno completato la top-ten Shwartzman, Ticktum, Lawson, Piastri, Pourchaire e Drugovich, con questi ultimi due che non hanno preso punti essendo assegnati nelle sprint race solo ai primi otto.
FEATURE RACE - Vips si è portato in testa al via, pronto a ottenere la sua seconda vittoria consecutiva. Lawson, partito dalla pole, ha fatto a sportellate, si è guadagnato una penalità e ha perso terreno per questa ragione. Ticktum, Armstrong e Pourchaire sono stati coinvolti in un incidente, Pourchaire ha proseguito ma poi ha avuto un altro incidente e ha riportato una frattura a un polso. Più tardi avrebbe polemizzato a distanza con Ticktum: quest'ultimo sosteneva di non meritare una penalità per il loro contatto, Pourchaire l'ha definito via Twitter un idiota.
Tornando a Vips, ha vinto la gara davanti alle Prema di Piastri e Shwartzman, mentre Drugovich si è ripreso dal ritiro del sabato con un'ottima quarta piazza. Dietro di lui c'erano Boschung, Lawson, Daruvala, Ticktum dopo avere rimontato dalle retrovie, infine Lundgaard e Zendeli a completare la top-ten. Nessun punto conquistato domenica da Zhou, che è ancora leader della classifica, ma con soli cinque e dodici punti di vantaggio su Piastri e Shwartzman. Vips e Ticktum sono in quarta e quinta posizione a meno di venti punti di distanza dal leader, mentre Pourchaire, Daruvala e Lawson stanno entro trenta punti a Zhou. Il campionato sembra ben più aperto di quanto potesse apparire prima dell'evento di Baku.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
martedì 8 giugno 2021
lunedì 7 giugno 2021
Commento al Gran Premio dell'Azerbaijan 2021
Le qualifiche sono terminate con una pole position particolarmente predestinata, mentre il Minuscolo Samurai andava a verniciare il muro facendo entrare la terza bandiera rossa delle qualifiche. Saint, per non centrarlo in pieno, andava a verniciare un altro muro. Dietro al Predestinato si accodavano quindi il Gangster Rapper, Verstappino, il Pokemon, Saint, Trollando, destinato ad essere preso per le orecchie e trascinato dietro di tre posti per non avere rispettato una precedente bandiera rossa venendo sfilato da Checo, dal Minuscolo Samurai e dal Divino Ferni, con il vampiro famelico a completare il gruppo dei primi dieci in un weekend in cui la Mercedes non sembrava ottenere nulla di positivo e quel poco di positivo che otteneva lo otteneva quando a guidare era il Prosciuttello Gangster.
Crazy frog è stato il primo degli esclusi in Q2 davanti a Oki, in una sessione interrotta anzitempo dall'incidente di Dani-Smile, che si è appropriato comunque della tredicesima piazza davanti a Iceman e Multi-L. La Q1, invece, aveva visto uscire di scena per incidente Strollino e Pantene, destinati alle ultime due posizioni in griglia. In loro assenza era facilmente intuibile chi sarebbero stati gli altri tre eliminati, ovvero la marmotta del Quebec, il Piccolo Principe e Manzotin.
Approfitto per segnalare un fatto molto poetico: nel primo settore il Pokemon ha fatto un tempo migliore di quello del Predestinato, se si fosse ripetuto per tutto il giro avrebbe potuto ottenere la pole con la Tororossodifaenzahhhh e ciò sarebbe stato estremamente poetico. Però tutto sommato non mi posso lamentare di com'è andato a finire il weekend, perché Baku ha spesso riservato sorprese e lì tutto è possibile, perfino un podio Checo/ Crazy Frog/ Pokemon. Azz, non sapevate com'era andata a finire la gara e ve l'ho rivelato...
Predestinato: "Io, invece, che la gara la devo ancora iniziare, non ho idea di come sia possibile un simile scenario."
Prosciuttello Gangster: "Taci e ringrazia che la gara la stai almeno iniziando stavolta."
Predestinato: "Come sei kattivohhhh, perché mi devi ricordare gli incresciosi eventi di due settimane fa?"
Prosciuttello Gangster: "Perché ne ho voglia. E siccome ne ho voglia, ho deciso anche che ti supererò entro i prossimi cinque minuti."
Predestinato: "Non ci credo, non hai il potere di avverare tutto quello che dici."
Prosciuttello Gangster: "Vuoi scommetterci? Facciamo subito una prova. Una delle Alpine si ritirerà ai box per mancanza di power."
Divino Ferni: "Ma wtf?!"
Prosciuttello Gangster: "Non tu."
Divino Ferni: "Meno male."
Prosciuttello Gangster: "Adesso faccio un'altra magia. I Redbull Bros supereranno entrambi il Predestinato."
Predestinato: "F*ck, f*ck, f*ck."
Prosciuttello Gangster: "Chi ti credi di essere, Crazy Frog?"
Predestinato: "Crazy Frog farà il figo stando in pista molto più a lungo di noi e risalendo in prima posizione, il tutto mentre tu vieni overcuttato dai Redbull Bros."
Prosciuttello Gangster: "Sempre meglio di te che sei stato overcuttato dal Pokemon."
Il Pokemon, infatti, aveva perso alcune posizioni al via, ma stava rimontando, il tutto mentre Saint andava a farsi un giro per le vie di fuga precipitando alle spalle di Pantene, al quale ha impiegato parecchio tempo per rubare lo shampoo.
Non solo Crazy Frog ma anche Strollino erano su una strategia che consisteva nel rimandare l'unica sosta il più a lungo possibile. Strollino, peraltro, era partito con gomme della mescola intermedia, quindi è andato fino oltre a metà gara prima di fermarsi. Non l'ha fatto ai box per cambiare gomme, ma contro un muro dopo che una gomma gli era scoppiata. È entrata la safety car ed è rimasta in pista più o meno per una decina d'anni. Poi è arrivato il turno di far sdoppiare i doppiati, anzi, il doppiato, perché ce n'era solo uno ed era... cosa ve lo dico a fare? Nel frattempo alcuni piloti delle retrovie rientravano ai box per cambiare gomme e nel box della Haas hanno pasticciato abbastanza, trascinando a spinta per qualche metro la vettura del Piccolo Principe a cui si erano scordati di avvitare una ruota. Sono riusciti a mandarlo in pista in tempo per riaccodarsi, cosa che invece non è riuscita a Manzotin mentre si sdoppiava, con grande gioia degli altri piloti che non se lo sono ritrovati intorno, dato che dopo il restart viaggiava a circa un minuto di distacco da marmotte assassine del Quebec e principi vari.
Nel frattempo Verstappino, al restart, si lanciava all'inseguimento della vittoria, mentre Checo sfuggiva ai canini presi in prestito dal Prosciuttello Gangster. Bo77as i canini non li trovava più da nessuna parte, questa è la ragione per cui precipitava sempre più in basso, ben fuori dalla zona punti.
Crazy Frog: "Cra, cra, cra."
Si è fatto largo tra predestinati e Pokemon vari, piazzandosi in quarta piazza, con vista (a condizione di non essere miopi) sul fondoschiena del Prosciuttello.
Crazy Frog: "Aaaawwww."
Poi, quando mancavano più o meno cinque giri alla fine, le cose che non ti aspetti: un altro pilota ha forato ed è finito fuori di botto, all'improvviso. Però non era Strollino o uno che lottava per fare qualche misero punto. Era Verstappino, che abbandonava la gara proprio sul più bello.
Voce fuori campo: "Oh santissime ruotate dietro la safety car, siamo sul punto di avere un podio vettelton."
Direzione gara: "No, siamo sul punto di avere una bandiera rossa e un restart per soli due giri, in stile green white chequered, per fare contenti i fan che ci seguono dall'America. Solo, c'è il restart da fermi."
I fan che seguono dall'America: "Cos'è un restart da fermi?"
Al restart da fermi, il Prosciuttello ha affiancato Checo, con un grido trionfale: "voglio stare sul gradino più alto, perché tu non stia in mezzo a me e a Crazy Frog!"
Poi è finito in una via di fuga, venendo abbandonato al proprio destino da Crazy Frog. Sul podio ci sono andati l'unico pilota ad avere vinto con la Force India e gli unici due che hanno vinto con la Toro Rosso di Faenzahhhh, una cosa che è poesia allo stato puro. Il Prosciuttello Gangster si è salvato dall'arrivare ultimo grazie al cambio di Multi-L che l'ha abbandonato all'ultimo giro e alla marmotta del Quebec che si è conquistato una penalità.
Voce fuori campo: "Quindi gli United States of Russia stanno per superare la Williams in classifica costruttori."
A quel punto della gara, infatti, anche Manzotin era riuscito per effetto del restart dalla griglia ad essere in mezzo alla mischia e ne ha approfittato per superare il Piccolo Principe e mettersi a zigzagare a caso davanti a lui. Il Piccolo Principe si è ripreso la posizione guidando con una mano sola. Con l'altra, infatti, era impegnato a fare gesti di dubbia eleganza per accompagnare un coro di f*ck da fare invidia al Maestro.
Crazy Frog: "Hai imparato tante cose, bimbo. Sono felice di averti avuto come allievo."
Frattanto Checo andava a tagliare il traguardo e Ferni si guadagnava la top-5. Il povero Dani-Smile è arrivato solo nono e decisamente dietro a Trollando. In un contesto in cui generalmente viene criticato 24/7 insieme a Checo, Crazy Frog e al Divino Ferni per i risultati, ora gli occhi saranno puntati soltanto su di lui, almeno per i prossimi due minuti. Minuti impiegati dal Pokemon per guadagnarsi definitivamente la terza piazza in un duellohhhh intensissimo con il suo amico predestinato.
RISULTATO: 1. Sergio Perez (Redbull), 2. Sebastian Vettel (Aston Martin), 3. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 4. Charles Leclerc (Ferrari), 5. Fernando Alonso (Alpine), 6. Lando Norris (McLaren), 7. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 8. Carlos Sainz (Ferrari), 9. Daniel Ricciardo (McLaren), 10. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 11. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), 12. Valtteri Bottas (Mercedes), 13. Mick Schumacher (Haas), 14. Nikita Mazepin (Haas), 15. Lewis Hamilton (Mercedes), 16. Nicholas Latifi (Williams), 17. George Russell (Williams), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Lance Stroll (Aston Martin), Rit. Esteban Ocon (Alpine).
Crazy frog è stato il primo degli esclusi in Q2 davanti a Oki, in una sessione interrotta anzitempo dall'incidente di Dani-Smile, che si è appropriato comunque della tredicesima piazza davanti a Iceman e Multi-L. La Q1, invece, aveva visto uscire di scena per incidente Strollino e Pantene, destinati alle ultime due posizioni in griglia. In loro assenza era facilmente intuibile chi sarebbero stati gli altri tre eliminati, ovvero la marmotta del Quebec, il Piccolo Principe e Manzotin.
Approfitto per segnalare un fatto molto poetico: nel primo settore il Pokemon ha fatto un tempo migliore di quello del Predestinato, se si fosse ripetuto per tutto il giro avrebbe potuto ottenere la pole con la Tororossodifaenzahhhh e ciò sarebbe stato estremamente poetico. Però tutto sommato non mi posso lamentare di com'è andato a finire il weekend, perché Baku ha spesso riservato sorprese e lì tutto è possibile, perfino un podio Checo/ Crazy Frog/ Pokemon. Azz, non sapevate com'era andata a finire la gara e ve l'ho rivelato...
Predestinato: "Io, invece, che la gara la devo ancora iniziare, non ho idea di come sia possibile un simile scenario."
Prosciuttello Gangster: "Taci e ringrazia che la gara la stai almeno iniziando stavolta."
Predestinato: "Come sei kattivohhhh, perché mi devi ricordare gli incresciosi eventi di due settimane fa?"
Prosciuttello Gangster: "Perché ne ho voglia. E siccome ne ho voglia, ho deciso anche che ti supererò entro i prossimi cinque minuti."
Predestinato: "Non ci credo, non hai il potere di avverare tutto quello che dici."
Prosciuttello Gangster: "Vuoi scommetterci? Facciamo subito una prova. Una delle Alpine si ritirerà ai box per mancanza di power."
Divino Ferni: "Ma wtf?!"
Prosciuttello Gangster: "Non tu."
Divino Ferni: "Meno male."
Prosciuttello Gangster: "Adesso faccio un'altra magia. I Redbull Bros supereranno entrambi il Predestinato."
Predestinato: "F*ck, f*ck, f*ck."
Prosciuttello Gangster: "Chi ti credi di essere, Crazy Frog?"
Predestinato: "Crazy Frog farà il figo stando in pista molto più a lungo di noi e risalendo in prima posizione, il tutto mentre tu vieni overcuttato dai Redbull Bros."
Prosciuttello Gangster: "Sempre meglio di te che sei stato overcuttato dal Pokemon."
Il Pokemon, infatti, aveva perso alcune posizioni al via, ma stava rimontando, il tutto mentre Saint andava a farsi un giro per le vie di fuga precipitando alle spalle di Pantene, al quale ha impiegato parecchio tempo per rubare lo shampoo.
Non solo Crazy Frog ma anche Strollino erano su una strategia che consisteva nel rimandare l'unica sosta il più a lungo possibile. Strollino, peraltro, era partito con gomme della mescola intermedia, quindi è andato fino oltre a metà gara prima di fermarsi. Non l'ha fatto ai box per cambiare gomme, ma contro un muro dopo che una gomma gli era scoppiata. È entrata la safety car ed è rimasta in pista più o meno per una decina d'anni. Poi è arrivato il turno di far sdoppiare i doppiati, anzi, il doppiato, perché ce n'era solo uno ed era... cosa ve lo dico a fare? Nel frattempo alcuni piloti delle retrovie rientravano ai box per cambiare gomme e nel box della Haas hanno pasticciato abbastanza, trascinando a spinta per qualche metro la vettura del Piccolo Principe a cui si erano scordati di avvitare una ruota. Sono riusciti a mandarlo in pista in tempo per riaccodarsi, cosa che invece non è riuscita a Manzotin mentre si sdoppiava, con grande gioia degli altri piloti che non se lo sono ritrovati intorno, dato che dopo il restart viaggiava a circa un minuto di distacco da marmotte assassine del Quebec e principi vari.
Nel frattempo Verstappino, al restart, si lanciava all'inseguimento della vittoria, mentre Checo sfuggiva ai canini presi in prestito dal Prosciuttello Gangster. Bo77as i canini non li trovava più da nessuna parte, questa è la ragione per cui precipitava sempre più in basso, ben fuori dalla zona punti.
Crazy Frog: "Cra, cra, cra."
Si è fatto largo tra predestinati e Pokemon vari, piazzandosi in quarta piazza, con vista (a condizione di non essere miopi) sul fondoschiena del Prosciuttello.
Crazy Frog: "Aaaawwww."
Poi, quando mancavano più o meno cinque giri alla fine, le cose che non ti aspetti: un altro pilota ha forato ed è finito fuori di botto, all'improvviso. Però non era Strollino o uno che lottava per fare qualche misero punto. Era Verstappino, che abbandonava la gara proprio sul più bello.
Voce fuori campo: "Oh santissime ruotate dietro la safety car, siamo sul punto di avere un podio vettelton."
Direzione gara: "No, siamo sul punto di avere una bandiera rossa e un restart per soli due giri, in stile green white chequered, per fare contenti i fan che ci seguono dall'America. Solo, c'è il restart da fermi."
I fan che seguono dall'America: "Cos'è un restart da fermi?"
Al restart da fermi, il Prosciuttello ha affiancato Checo, con un grido trionfale: "voglio stare sul gradino più alto, perché tu non stia in mezzo a me e a Crazy Frog!"
Poi è finito in una via di fuga, venendo abbandonato al proprio destino da Crazy Frog. Sul podio ci sono andati l'unico pilota ad avere vinto con la Force India e gli unici due che hanno vinto con la Toro Rosso di Faenzahhhh, una cosa che è poesia allo stato puro. Il Prosciuttello Gangster si è salvato dall'arrivare ultimo grazie al cambio di Multi-L che l'ha abbandonato all'ultimo giro e alla marmotta del Quebec che si è conquistato una penalità.
Voce fuori campo: "Quindi gli United States of Russia stanno per superare la Williams in classifica costruttori."
A quel punto della gara, infatti, anche Manzotin era riuscito per effetto del restart dalla griglia ad essere in mezzo alla mischia e ne ha approfittato per superare il Piccolo Principe e mettersi a zigzagare a caso davanti a lui. Il Piccolo Principe si è ripreso la posizione guidando con una mano sola. Con l'altra, infatti, era impegnato a fare gesti di dubbia eleganza per accompagnare un coro di f*ck da fare invidia al Maestro.
Crazy Frog: "Hai imparato tante cose, bimbo. Sono felice di averti avuto come allievo."
Frattanto Checo andava a tagliare il traguardo e Ferni si guadagnava la top-5. Il povero Dani-Smile è arrivato solo nono e decisamente dietro a Trollando. In un contesto in cui generalmente viene criticato 24/7 insieme a Checo, Crazy Frog e al Divino Ferni per i risultati, ora gli occhi saranno puntati soltanto su di lui, almeno per i prossimi due minuti. Minuti impiegati dal Pokemon per guadagnarsi definitivamente la terza piazza in un duellohhhh intensissimo con il suo amico predestinato.
RISULTATO: 1. Sergio Perez (Redbull), 2. Sebastian Vettel (Aston Martin), 3. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 4. Charles Leclerc (Ferrari), 5. Fernando Alonso (Alpine), 6. Lando Norris (McLaren), 7. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 8. Carlos Sainz (Ferrari), 9. Daniel Ricciardo (McLaren), 10. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 11. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), 12. Valtteri Bottas (Mercedes), 13. Mick Schumacher (Haas), 14. Nikita Mazepin (Haas), 15. Lewis Hamilton (Mercedes), 16. Nicholas Latifi (Williams), 17. George Russell (Williams), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Lance Stroll (Aston Martin), Rit. Esteban Ocon (Alpine).
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Commenti ai GP,
F1 stagione 2021,
GP Azerbaijan
domenica 6 giugno 2021
Formula 4 italiana 2021: un weekend storico per il motorsport al femminile, ma non solo
All'inizio ci furono le gemelle Pankiewicz, che al giorno d'oggi risultano fuori dal mondo del motorsport: Wicktoria fu messa fuori gioco da un infortunio e Julia completò la stagione, senza ottenere risultati di rilievo. Era in 2015, il secondo anno della categoria, e loro erano le prime ragazze a gareggiarvi. Nel 2016 venne Fabienne Wohlwend, che verso fine stagione iniziò a viaggiare un po' più vicina alla zona punti, ma senza mai vedere la luce della top-ten. Attualmente gareggia in altre categorie motoristiche, oltre che nella W Series, restando in tema di ruote scoperte.
Per andare a cercare nuove ragazze full-time bisogna fare un salto al 2018 e 2019, con Amna Al Qubaisi, la cui carriera nel campionato italiano fu caratterizzata dal restare sempre ben distante dalla top-ten, senza mai giungere a un effettivo miglioramento. Da allora la si è vista, con risultati non particolarmente soddisfacenti, in Formula 3 Asia.
Tra tutte le presenze full-time, tuttavia, ne svettò una part-time. Era il 2017 e Sophia Florsch, ai tempi impegnata nella Formula 4 ADAC, disputò anche tre eventi del campionato italiano. Ottenne il miglior risultato femminile del campionato ad Adria, un quinto posto (quarto secondo Wikipedia, che tuttavia ha invertito il suo risultato con quello di Zendeli). Ad oggi la Florsch si appresta a fare il proprio debutto nel DTM... e a partire da ieri ha perso il primato: Hamda Al Qubaisi, alla sua seconda stagione full-time nella serie italiana, nel corso di un fine settimana è divenuta sia la ragazza meglio qualificata nella storia della categoria (quinto posto in qualifica) sia la ragazza più altolocata in termini di risultato di gara: altolocata nel senso che ha guardato il mondo dall'alto, sul più basso dei gradini del podio di Misano, terza classificata su una griglia di ventinove concorrenti (tra gli assenti Tramnitz, Browning e Lomko).
La più giovane delle sorelle Qubaisi sembra avere ciò che è sempre mancato alla sorella maggiore: la capacità di progredire, di migliorarsi nel corso del tempo. Quando ha iniziato non andava neanche a punti, poi ha fatto un paio di top-ten e adesso sembra avere finalmente trovato la retta via, non per diventare una contendente al titolo, ma quantomeno per potere lottare stabilmente per la top-ten, se non qualcosa di più, come il podio di ieri a Misano, un risultato tutt'altro che fortunoso, frutto di una gara passata dall'inizio alla fine in quella posizione poi portata sulla linea del traguardo. Purtroppo i risultati successivi non sono stati altrettanto brillanti: un arrivo nelle retrovie dopo un'uscita di pista, nonché un già molto migliore nono posto nella gara di stamattina. Credo sia giusto tenerla d'occhio, perché in caso di carriera gestita bene potrebbe anche combinare qualcosa di positivo.
I veri front runner sono stati Leonardo Fornaroli e Oliver Bearman, primo e secondo classificato nella gara in cui Hamda andata a podio. Bearman ha poi vinto le altre due, portandosi in testa alla classifica piloti. Fornaroli è giunto terzo e secondo nelle gare restanti, mentre il pilota andato a podio due volte nelle posizioni finora non indicate è stato Sebastian Montoya. Sono i primi piazzamenti a podio per Montoyno, la cui carriera nella scorsa stagione era iniziata un po' in sordina, senza mai veri e propri exploit. Credo si tratti di un pilota che può progredire nel tempo e chissà, che possa anche lottare occasionalmente per il gradino più alto. Il top sarebbe vederlo a podio insieme a Hamda, ma non oso sperare così tanto in grande. Non si può avere tutto dalla vita ed è già sufficiente per ora che siano andati a podio uno per volta.
Prosegue senza troppi bassi ma neanche troppi alti nel frattempo l'avventura di Maya Weug, la pilota FDA che, tra parentesi, è una dei compagni di squadra di Fornaroli. Nemmeno stavolta è arrivata a punti, ma in generale ci si è avvicinata un po' di più, classificandosi dodicesima nella gara conclusiva del fine settimana, numeri che ovviamente non impressionano, ma che al momento attuale preferirei non interpretare in chiave negativa. La Formula 4 è una serie anche per piloti alle primissime armi e Weug è una di questi. L'inesperienza, più che una palese inferiorità, è spesso la ragione degli iniziali insuccessi, specie quando si tratta di piloti che comunque stanno a centro-griglia. Che non abbia l'estro di altri rookie ci può stare, ma non sempre l'estro è migliore della costanza. Penso che solo più avanti nella stagione potremmo giudicare i progressi, se ci saranno, di Maya Weug.
venerdì 4 giugno 2021
I preconcetti che danno vita al tifoso medio
Questo post è una riflessione che nasce dopo una conversazione privata avvenuta qualche giorno fa, ma che a mio vedere non merita di restare confinato alle conversazioni private. Si tratta di ciò che a mio vedere costituisce la linea di demarcazione tra l'essere un tifoso/ appassionato medio e il diventare un tifoso/ appassionato attento e accultutato.
La riflessione nasce ripensando ai tempi in cui ero un'appassionata media. Citerò un esempio pratico: in quei tempi era da poco che un pilota di seconda generazione gareggiava in Formula 1. Pensavo che fosse il malehhhh assolutohhhh, che fosse notevolmente inferiore al compagno di squadra e che fosse stato messo lì solo ed esclusivamente per il cognome... nonostante i risultati mediamente superiori al compagno di squadra, uno dei piloti per cui simpatizzavo, peraltro, e i cui risultati mi apparivano esattamente in linea con la monoposto che guidava, oppure, in alternativa, speravo vivamente che migliorassero quando non era proprio al top.
Lo pensavo per una ragione: perché ricordavo altri figli d'arte del passato, ai quali attribuivo lo status di scarsi arrivati in Formula 1 solo per il cognome. Anche questo, tuttavia, non derivava da riflessioni concrete, ma dal fatto che ricordavo solo quello che mi faceva comodo e soprattutto mi fidavo di come questi altri venivano dipinti da chi, in teoria, ne sapeva più di me.
A causa del giudizio di altre persone su altri piloti, stavo giudicando un pilota che gareggiava in Formula 1 in un altro contesto storico e non ci trovavo niente di sbagliato. Perché a volte la cosa sbagliata non è quello che pensi in sé (alla fine quel figlio d'arte ha avuto davvero risultati quantomeno analoghi agli altri due che venivano screditati - il giudizio complessivo di quei tempi rimane comunque abbastanza inspiegabile, perché vi assicuro che non sto affatto parlando di piloti impresentabili, come invece li consideravo ai tempi), ma il perché lo pensi. O meglio, l'assenza di un perché.
Il preconcetto, di per sé, che sia positivo o negativo, non è a mio parere il modo migliore per dare un giudizio concreto. Purtroppo, finché non arriva il giorno in cui ci si sveglia, capita fin troppo spesso di ripetere a pappagallo cose sentite o lette da altri. Chi sono questi altri? Innanzi tutto cronosti, giornalisti e media in generale: il loro pubblico target è costituito in larga parte da tifosi medi e, avvenga questo in modo più o meno oggettivo, il loro lavoro consiste nel farsi capire in prevalenza da costoro.
In più ci sono quelli che, senza farlo per lavoro, comunicano con altri: autori amatoriali, blogger, frequentatori di forum, ecc... insomma, o tifosi medi o persone che, se vogliono avere qualche genere di interazione, finiscono spesso per avere a che fare con tifosi medi, e che comunque tendono a dover spiegare le stesse cose che vengono spiegate dai media ufficiali.
Cosa intendo per preconcetti? Essenzialmente le frasi fatte, quelle che avete sicuramente sentito o letto mille volte.
Se volete degli esempi, ve ne posso fare in abbondanza:
- Alonso è il vincitore morale dei mondiali 2010 e 2012;
- Massa non è più lo stesso da quando gli è arrivata la molla in testa;
- Vettel non è più lo stesso da quando è finito fuori nel suo gran premio di casa (forse immaginando di prendere una molla in testa);
- il gap tra Leclerc e Vettel è sempre rimasto costante da inizio 2019 a inizio 2020;
- Raikkonen porta l'Alfa Romeo oltre il limite mentre i risultati di Giovinazzi fanno pietà;
- Russell vincerà dieci titoli;
- Tsunoda ne vincerà almeno undici;
- Stroll è il pilota più scarso della Formula 1 contemporanea;
- Hamilton vince solo perché ha la miglior macchina, non come Schumacher che specie nel 2004 guidava una vettura inferiore;
- Albon non ha sfigurato accanto a Verstappen;
- Maldonado ha vinto un gran premio per via di un complotto;
- Ocon è un pilota scarso che non merita di stare Formula 1, ecc...
Quante di queste affermazioni avete sentito? Quante ne avete ripetute? Oppure quante volte, per puro spirito di contestazione, avete affermato il contrario di queste cose, senza prima rifletterci in proposito, dando per scontato che, siccome non vi piaceva questo modo di pensare o la persona che lo affermava, la verità dovesse essere diametralmente opposta?
Perché attenzione, non sto dicendo che l'appassionato acculturato è quello che contesta tutto e tutti. No, affatto. L'appassionato acculturato è quello che, per ciascuna delle affermazioni precedenti, può essere al 100% d'accordo, al 100% in disaccordo, pensare che la verità stia nel mezzo oppure di non avere abbastanza elementi per giudicare. Ad ogni modo, però, la sua opinione o assenza di opinione sarebbe frutto di un SUO ragionamento e non della volontà o di uniformarsi o di contestare il pensiero più riconosciuto a proposito di un fatto o di un pilota.
Mi spiego meglio: il tifoso medio è quello che pensa, a titolo di esempio, che Alonso sia il vincitore morale del mondiale 2010 perché la gente con cui ha parlato al bar gli ha detto di averlo letto sulla Gazzetta dello Sport, il tifoso acculturato può anche pensare la stessa identica cosa su Alonso, ma magari è capace di formulare una decina di argomentazioni (condivisibili o meno) frutto del suo pensiero e di esporle.
Allo stesso modo il tifoso contestatore medio potrebbe affermare che è una cavolata perché tutto quello che dice la gente al bar lo è, mentre un contestatore acculturato porterebbe a sua volta argomentazioni, sempre frutto del suo pensiero e delle sue analisi, per argomentare le proprie convinzioni.
Il limitarsi a ripetere o contestare affermazioni altrui, per il semplice credere che debba essere tutto giusto o tutto sbagliato, non porta molto lontano... e non per via di quello che altri potrebbero pensare di noi, ma per il nostro non volerci liberare del paraocchi.
Il paraocchi è il male. È quello che ci porta a perderci tante cose per il semplice fatto che non le riteniamo importanti. È quello che ci porta ad annoiarci quando non vediamo duellihhhh e sorpassihhhh per la prima posizione. È quello per cui ci lamentiamo di avere rischiato di addormentarci, invece di essere rimasti attenti a quel piccolo dettaglio che avrebbe potuto rendere la gara "noiosa" uno spunto di riflessione.
Oppure è quello che ci porta a farci il sangue amaro se non siamo d'accordo con la massa, sentiamo dentro di noi che sbagliano, ma quando proviamo a contestarli non ci vengono in mente argomentazioni sensate. Quindi non solo non riusciamo a costruire un dibattito, ma veniamo anche presi per i fondelli o considerati dei visionari.
Il paraocchi è la ragione per cui la nostra migliore amica telespettatrice occasionale per dieci anni ci nasconde di avere tifato per quel figlio d'arte, scarso come i figli d'arte precedenti, per paura del nostro giudizio (esatto, mi è capitato anche questo).
Una volta tolto il paraocchi, tutto diventa improvvisamente più sensato. Le frasi fatte ripetute a pappagallo appaiono finalmente come tali e a volte ti chiedi il perché di tanto accanimento, spesso gratuito, contro alcuni piloti (sì, anche quello che non ho messo nei preconcetti - e mi è costato davvero tanto trattenermi). Non solo, a volte è anche sulla base di frasi fatte del passato che certi nuovi preconcetti più recenti assumono una ragione, anche se non è lampante, anche se forse non ne siamo pienamente consapevoli.
Riflettete: lasciatevi guidare da voi stessi, non dalla voglia di seguire il pensiero altrui oppure di demonizzare la massa a prescindere.
giovedì 3 giugno 2021
Extreme E 2021: Kristofferson e Taylor vincono di nuovo
Come qualcuno di voi saprà, sabato ho compiuto 33 anni e purtroppo nel weekend del mio compleanno non ci sono stati gran premi di Formula 1. Ad ogni modo, oltre alla Indy 500, ero comunque in "buona compagnia", essendoci anche l'Extreme E, il campionato elettrico sullo sterrato dove Rosberg, Hamilton e Button possiedono dei team. Siccome si tratta del secondo evento, faccio un recap di come funzionano le cose:
- ci sono nove team con una sola vettura e due piloti che si alternano;
- in ciascun team i piloti sono un uomo e una donna;
- qualora ci sia un pilota non presente, al suo posto scende in pista una riserva non del team ma del campionato (di fatto i sostituti sembrano essere affidati d'ufficio);
- al termine della doppia sessione di qualifica, i nove team vengono ripartiti in tre gruppi;
- i peggio classificati prendono parte allo shootout dove competono per settimo, ottavo e nono posto;
- i primi tre e i tre centrali prendono parte alle semifinali;
- i primi due classificati della prima semifinale vanno in finale con uno o due (a seconda che la finale sia a tre o a quattro);
- ci sono nove team con una sola vettura e due piloti che si alternano;
- in ciascun team i piloti sono un uomo e una donna;
- qualora ci sia un pilota non presente, al suo posto scende in pista una riserva non del team ma del campionato (di fatto i sostituti sembrano essere affidati d'ufficio);
- al termine della doppia sessione di qualifica, i nove team vengono ripartiti in tre gruppi;
- i peggio classificati prendono parte allo shootout dove competono per settimo, ottavo e nono posto;
- i primi tre e i tre centrali prendono parte alle semifinali;
- i primi due classificati della prima semifinale vanno in finale con uno o due (a seconda che la finale sia a tre o a quattro);
- gli eventi si svolgono in luoghi estremi e questa volta toccava al Senegal, con un evento disputato sulla costa.
Il risultato delle due sessioni di qualifica (che si sono svolte nella giornata di sabato), una volta combinato, ha portato a questo risultato:
1. X44 - Sebastien Loeb, Christina Gutierrez
2. ROSBERG X - Johan Kristofferson, Molly Taylor
3. ABT CUPRA - Matthias Ekstrom, Jutta Kleinschmidt (sostituiva Claudia Hurtgen, assente per virus intestinale)
4. JBXE - Kevin Hansen (al posto di Jenson Button), Mikaela Ahlin-Kuttulinsky
5. VELOCE RACING - Stephane Sarrazin, Jamie Chadwick
6. XITE ENERGY - Oliver Bennet, Christine Giampaoli Zonca
7. CHIP GANASSI - Sara Price, Kyle Le Duc
8. ANDRETTI UNITED - Timmy Hansen, Catie Munnings
9. ACCIONA SAINZ - Carlos Sainz Sr, Laia Sanz
SHOOTOUT: la prima gara della domenica è stata quella per determinare chi, tra gli ultimi tre qualificati, avrebbe ottenuto il settimo, l'ottavo e il nono posto. L'hanno spuntata Price e Le Duc, battendo i Sainz/Sanz e il duo Hansen/Munnings, che si sono classificati rispettivamente ottavi e noni. Piccola curiosità: Timmy Hansen e Kevin Hansen, la riserva ufficiale della serie, sono fratelli, uno classe 1992 e l'altro classe 1998.
Il risultato delle due sessioni di qualifica (che si sono svolte nella giornata di sabato), una volta combinato, ha portato a questo risultato:
1. X44 - Sebastien Loeb, Christina Gutierrez
2. ROSBERG X - Johan Kristofferson, Molly Taylor
3. ABT CUPRA - Matthias Ekstrom, Jutta Kleinschmidt (sostituiva Claudia Hurtgen, assente per virus intestinale)
4. JBXE - Kevin Hansen (al posto di Jenson Button), Mikaela Ahlin-Kuttulinsky
5. VELOCE RACING - Stephane Sarrazin, Jamie Chadwick
6. XITE ENERGY - Oliver Bennet, Christine Giampaoli Zonca
7. CHIP GANASSI - Sara Price, Kyle Le Duc
8. ANDRETTI UNITED - Timmy Hansen, Catie Munnings
9. ACCIONA SAINZ - Carlos Sainz Sr, Laia Sanz
SHOOTOUT: la prima gara della domenica è stata quella per determinare chi, tra gli ultimi tre qualificati, avrebbe ottenuto il settimo, l'ottavo e il nono posto. L'hanno spuntata Price e Le Duc, battendo i Sainz/Sanz e il duo Hansen/Munnings, che si sono classificati rispettivamente ottavi e noni. Piccola curiosità: Timmy Hansen e Kevin Hansen, la riserva ufficiale della serie, sono fratelli, uno classe 1992 e l'altro classe 1998.
SEMIFINALE 1 - la cosa bella di questa serie è che a metà gara c'è un pitstop per cambiare pilota. O forse Ekstrom e Kleinschmidt non lo trovano altrettanto bello, in quel passaggio hanno perso un sacco di tempo, venendo battuti dal team di Rosberg e da quello di Hamilton dopo avere leaderato la prima parte. Abt Cupra quindi è il team uscito di scena, aggiudicandosi il quinto posto.
SEMIFINALE 2 - anche in questo caso due team sarebbero passati oltre mentre l'ultimo classificato sarebbe stato considerato il sesto classificato dell'evento. I due piloti del team di Button non sono mai stati messi in discussione nella leadership, mentre dietro di loro era scontro aperto e piuttosto scatenato. L'hanno spuntata i Chadazin, eliminando il team Xite Energy che in occasione dello scorso evento si chiamava diversamente (Hispano-Suiza) e ha avuto un recente rebranding.
FINALE - domenica pomeriggio tutto è iniziato con uno stile immenso ed è iniziato con una collisione tra Molly Taylor e Cristina Gutierrez. Detto così magari non vi sembra poesia, quindi ve lo dico con altri termini: è iniziato con una collisione tra il team di Rosberg e quello di Hamilton... una cosa piuttosto pittoresca, vero?
Gutierrez è stata costretta al ritiro, aggiudicandosi così il quarto posto per il team X44, ma non è stata la sola a ritirarsi: il team di Button infatti è stato messo fuori gioco subito dopo da un problema di qualche genere, andando a occupare per forza di cose il terzo gradino del podio.
Restavano in gara ormai solo Rosberg X e Veloce Racing quando è stata data bandiera rossa per le due vetture ritirate. Al restart erano rimaste due auto e quella su cui si sono alternati Taylor e Kristofferson era in palese vantaggio su quella guidata da Sarrazin e da Chadwick.
Per il team Rosberg X si è trattato della seconda vittoria in due eventi, grazie anche a una coppia di piloti decisamente competitiva. È comunque molto bello vedere due piloti di open wheel come Sarrazin e Chadwick salire sul secondo gradino del podio.
PS. Mi rendo conto che non vi ho detto la cosa più importante, ovvero come seguire la serie. Semplicissimo: Youtube. O meglio, esiste qualche canale televisivo random che copre parzialmente l'evento, ma su Youtube trovate le sintesi di tutte le sessioni.
mercoledì 2 giugno 2021
Formula Regional by Alpine 2021: Saucy e David protagonisti, ciascuno a modo suo
Nel weekend del 29/30 maggio, a una sola settimana di distanza da Montecarlo, la Formula Regional by Alpine è tornata, sul circuito più "amato" dagli appassionati di motori, che conosciamo bene in qualità di sede del GP di Francia.
Questa era la entry list dell'evento al Paul Ricard (quarto appuntamento della stagione), salita trentacinque vetture dopo il ritorno di Garcia, assente dallo scorso evento, e la presenza di un guest driver, Belov, che per via del proprio status non avrebbe potuto ottenere punti:
ARDEN MOTORSPORT - William Atalalo, Nicola Marinangeli, Alex Quinn
ART - Gabriele Minì, Gregor Saucy, Thomas Ten Brinke
DR FORMULA RP - Brad Benavides, Emidio Pesce
FA RACING - Andrea Rosso, Alexandre Bardinon, Gabriel Bortoleto
G4 RACING - Axel Gnos, Belen Garcia, Alessandro Famularo
JD MOTORSPORT - Eduardo Barrichello, Tommy Smith, Mikhael Belov
KIC MOTORSPORT - Nico Gohler, Patrik Pasma, Elias Seppanen
MONOLITE RACING - Pietro Delli Guanti, Jasin Ferati
MP MOTORSPORT - Franco Colapinto, Oliver Goethe, Kas Haverkort
PREMA POWERTEAM - Paul Aron, Dino Beganovic, David Vidales
R-ACE GP - Hadrien David, Isack Hadjar, Zane Maloney, Lena Buhler
VAN AMERSFOORT RACING - Lorenzo Fluxà, Francesco Pizzi, Mari Boya
ARDEN MOTORSPORT - William Atalalo, Nicola Marinangeli, Alex Quinn
ART - Gabriele Minì, Gregor Saucy, Thomas Ten Brinke
DR FORMULA RP - Brad Benavides, Emidio Pesce
FA RACING - Andrea Rosso, Alexandre Bardinon, Gabriel Bortoleto
G4 RACING - Axel Gnos, Belen Garcia, Alessandro Famularo
JD MOTORSPORT - Eduardo Barrichello, Tommy Smith, Mikhael Belov
KIC MOTORSPORT - Nico Gohler, Patrik Pasma, Elias Seppanen
MONOLITE RACING - Pietro Delli Guanti, Jasin Ferati
MP MOTORSPORT - Franco Colapinto, Oliver Goethe, Kas Haverkort
PREMA POWERTEAM - Paul Aron, Dino Beganovic, David Vidales
R-ACE GP - Hadrien David, Isack Hadjar, Zane Maloney, Lena Buhler
VAN AMERSFOORT RACING - Lorenzo Fluxà, Francesco Pizzi, Mari Boya
Gara 1 - curiosamente nel corso della gara di sabato ci sono stati ben due incidenti tra compagni di squadra: Fluxà vs Boya, al primo giro, che ha portato all'ingresso della safety car, nonché verso la fine Gnos vs Famularo. Gara poco tranquilla in generale anche per la compagna di squadra di questi ultimi due, che a un certo punto ha abbattuto un paletto.
Saucy, partito dalla pole position, ha mantenuto la posizione fino alla bandiera a scacchi, salvo poi essere squalificato per un'irregolarità tecnica (un pezzo montato male). La vittoria è stata quindi assegnata a David, con Belov e Minì secondo e terzo. Hanno completato la top-ten Maloney, Pasma, Quinn, Haverkort, Ten Brinke, Alatalo e Beganovic. Per via dei punti che scalano essendo Belov guest driver, è arrivato a punti anche l'undicesimo classificato, Vidales.
Colapinto e Aron sono rimasti a secco, essendosi classificati a vario titolo nella restante parte della top-15. Nel caso di Colapinto ciò ha comportato l'essere ancora a quota zero.
Gara 2 - ancora una volta Saucy è partito dalla pole position e ha tagliato il traguardo in prima posizione, riuscendo finalmente a portarsi a casa la vittoria, mentre Beloc e Alatalo hanno completato i due gradini più bassi del podio. Questo Belov non va piano, sarebbe stato bello vederlo anche nei prossimi eventi.
Hadjar, che sabato era partito dalla pitlane dopo essersi qualificato nelle zone basse dell top-ten, è arrivato quarto precedendo il nostro connazionale Rosso, precedendo in zona punti Maloney, Pasma, Vidales, Aron e David, con Ten Brinke undicesimo che ha ottenuto un punto per la questione di Belov guest driver.
Mi soffermo un attimo sulla gara di David: si era qualificato secondo, ma è dovuto partire dai box. Questo significa che è risalito di ben venticinque posizioni nel corso di una gara durata mezz'ora... e magari ne avrebbe recuperate anche di più se verso fine gara non ci fossero stati un paio di giri di stallo dietro la safety car per un incidente di Marinangeli.
Concludo con il capitolo Colapinto: è arrivato tredicesimo alle spalle di Beganovic, quindi prosegue la sua ricerca del suo primo punto stagionale. Deve sentirsi ormai un onorario Russell al volante di un'onoraria Williams.
martedì 1 giugno 2021
Indycar 2021: Indianapolis 500
Non so se avete presente quella sensazione che qualcosa di nefasto stia per accadere e che sia del tutto inevitabile. Insomma, quella sensazione che si prova quando leggendo la line-up dei piloti e dei team che tenteranno di qualificarsi per la Indy 500 vedete che ci sono più di 33 vetture e che, in un modo o nell'altro, per qualcuno finirà male. L'ultima volta in cui è andata a finire così è stata quella volta in cui le Carlin se ne sono tornate a casa in anticipo e ci sono tornate in compagnia del pilota sul quale si basava tutta la campagna pubblicitaria del campionato di Indycar. Correva l'anno 2019 e quell'ultimo istante in cui Kaiser e Alonso si contendevano l'accesso alla griglia è stato da brividi. Il 2019, comunque, appartiene ormai al passato, quindi preoccupiamoci piuttosto della line-up del 2021:
- Team Penske: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power, Simon Pagenaud;
- Team Andretti: Colton Herta, Alexander Rossi, Ryan Hunter-Reay, James Hinchcliffe, Marco Andretti, Stefan Wilson;
- Team Ganassi: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Tony Kanaan;
- Team Carpenter: Ed Carpenter, Conor Daly, Rinus Veekay;
- Team Rahal: Graham Rahal, Takuma Sato, Santino Ferrucci;
- Team Arrow McLaren: Patricio O'Ward, Felix Rosenqvist, Juan Pablo Montoya;
- Team Coyne: Pietro Fittipaldi, Ed Jones;
- Team Carlin: Max Chilton;
- Team Foyt: Dalton Kellett, Sebastien Bourdais, J.R. Hildebrand, Charlie Kimball;
- Team Shank: Jack Harvey, Helio Castroneves;
- squadre one-off: Sage Karam con Dreyer & Reinbold, Simona De Silvestro con Paretta, R.C. Enerson con Top Gun.
QUALIFICHE - mentre si avvicinava il weekend del 22/23 maggio sembrava esserci un'unica certezza, ovvero che due teste dovevano cadere e che una di queste dovesse per forza di cose essere quella di Enerson, l'ultimo arrivato, a bordo di una vettura di un team nuovo arrivato. Anche nel suo rookie test ci sono stati degli intoppi, ha iniziato a girare dopo chiunque altro e ha girato più lento di chiunque altro nei giorni che ci avvicinavano al grande evento.
Tutto il resto era da definire e sabato sera il processo di definizione stava facendo anche qualche sorpresa di troppo. Mentre Dixon, Herta, Kanaan, Carpenter, Veekay, Castroneves, Palou, Hunter-Reay ed Ericsson si qualificavano per la top-9, dietro c'erano piloti che lottavano per stare tra i primi trenta, dato che sabato venivano assegnate con certezza le posizioni dalla decima alla trentesima della griglia.
Tra i piloti che non stavano dentro i primi trenta - e nessuno sembrava migliorarsi - c'era nientemeno che Power. Ho pensato che questo complicasse le cose, che sarebbe andato sicuramente in griglia e, di conseguenza, il giorno dopo ci sarebbero stati solo altri due posti disponibili. Ho quasi sperato che entrasse in griglia sbattendo giù Kellett, perché gli altri avessero più speranze. Invece no, Kellett si è appropriato della trentesima piazza e il giorno dopo insieme a Power si sarebbero giocati l'accesso alla griglia Kimball, De Silvestro, Karam ed Enerson.
BUMP DAY - domenica sera, verso l'ora di cena, stavo seguendo il live timing. La sessione durava un'ora e un quarto o un'ora e mezza, non ricordo. Il primo a scendere in pista è stato Karam. Poi è arrivato Power. Avrebbe potuto essere il più veloce, se non fosse andato a sbattere alla fine. Per avere a disposizione un secondo tentativo dopo la riparazione della vettura, quel tempo avrebbe dovuto essere cancellato, ma per il momento era in griglia, dopo non ci sarebbero state certezze. Gli altri si sono "accodati" quando sono scesi in pista: De Silvestro, Kimball, Enerson, con Simona ultima della griglia. Dopo tre quarti d'ora di nulla cosmico, Enerson e Kimball ci hanno riprovato, non riuscendoci.
Dopo avrebbe dovuto esserci la Fast 9, una sosta di Q3 della Indy 500, in cui i primi nove del giorno prima andavano a lottare per la pole, ma dopo quello che avevamo appena vissuto non è riuscita a prendermi. Ho guardato il risultato solo una volta che è terminata, senza seguire il livetiming con costanza, perché dopotutto partire primo o nono non cambia molto, partire in ultima fila o non partire affatto - triste destino di Kimball ed Enerson - cambia tutto. Il giorno dopo Kimball ha scritto su Twitter che avrebbe seguito la gara con sua figlia (il giorno della gara ha postato un video in cui era al circuito con la figlia) tifando per la De Silvestro e per il team Paretta. È in momenti come questi che ti chiedi perché il motorsport sappia essere così crudele.
GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Dixon - Herta - Veekay
2^ fila: Carpenter - Kanaan - Palou
3^ fila: Hunter-Reay - Castroneves - Ericsson
4^ fila: Rossi - Jones - O'Ward
5^ fila: Fittipaldi - Rosenqvist - Sato
6^ fila: Hinchcliffe - McLaughlin - Rahal
7^ fila: Daly - Harvey - Newgarden
8^ fila: Hildebrand - Ferrucci - Montoya
9^ fila: Andretti - Pagenaud - Bourdais
10^ fila: Wilson - Chilton - Kellett
11^ fila: Karam - Power - De Silvestro
MEMORIAL SUNDAY - la gara si è svolta domenica 30 maggio, con la partenza alle 18.45 ora italiana dietro alla safety car guidata da Danica Patrick e account random che su Youtube la trasmettevano in streaming. L'ho seguita a tratti, avendo cenato con la nonna (quindi ben prima dell'orario a cui sono abituata), vedendomi vari pezzi. Poi quello che mi ero persa l'ho recuperato con il Follow Forward. Tutto ciò, comunque, immagino non vi interessi e che quello che vi importa sia sapere com'è andata la gara.
- Team Penske: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power, Simon Pagenaud;
- Team Andretti: Colton Herta, Alexander Rossi, Ryan Hunter-Reay, James Hinchcliffe, Marco Andretti, Stefan Wilson;
- Team Ganassi: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Tony Kanaan;
- Team Carpenter: Ed Carpenter, Conor Daly, Rinus Veekay;
- Team Rahal: Graham Rahal, Takuma Sato, Santino Ferrucci;
- Team Arrow McLaren: Patricio O'Ward, Felix Rosenqvist, Juan Pablo Montoya;
- Team Coyne: Pietro Fittipaldi, Ed Jones;
- Team Carlin: Max Chilton;
- Team Foyt: Dalton Kellett, Sebastien Bourdais, J.R. Hildebrand, Charlie Kimball;
- Team Shank: Jack Harvey, Helio Castroneves;
- squadre one-off: Sage Karam con Dreyer & Reinbold, Simona De Silvestro con Paretta, R.C. Enerson con Top Gun.
QUALIFICHE - mentre si avvicinava il weekend del 22/23 maggio sembrava esserci un'unica certezza, ovvero che due teste dovevano cadere e che una di queste dovesse per forza di cose essere quella di Enerson, l'ultimo arrivato, a bordo di una vettura di un team nuovo arrivato. Anche nel suo rookie test ci sono stati degli intoppi, ha iniziato a girare dopo chiunque altro e ha girato più lento di chiunque altro nei giorni che ci avvicinavano al grande evento.
Tutto il resto era da definire e sabato sera il processo di definizione stava facendo anche qualche sorpresa di troppo. Mentre Dixon, Herta, Kanaan, Carpenter, Veekay, Castroneves, Palou, Hunter-Reay ed Ericsson si qualificavano per la top-9, dietro c'erano piloti che lottavano per stare tra i primi trenta, dato che sabato venivano assegnate con certezza le posizioni dalla decima alla trentesima della griglia.
Tra i piloti che non stavano dentro i primi trenta - e nessuno sembrava migliorarsi - c'era nientemeno che Power. Ho pensato che questo complicasse le cose, che sarebbe andato sicuramente in griglia e, di conseguenza, il giorno dopo ci sarebbero stati solo altri due posti disponibili. Ho quasi sperato che entrasse in griglia sbattendo giù Kellett, perché gli altri avessero più speranze. Invece no, Kellett si è appropriato della trentesima piazza e il giorno dopo insieme a Power si sarebbero giocati l'accesso alla griglia Kimball, De Silvestro, Karam ed Enerson.
BUMP DAY - domenica sera, verso l'ora di cena, stavo seguendo il live timing. La sessione durava un'ora e un quarto o un'ora e mezza, non ricordo. Il primo a scendere in pista è stato Karam. Poi è arrivato Power. Avrebbe potuto essere il più veloce, se non fosse andato a sbattere alla fine. Per avere a disposizione un secondo tentativo dopo la riparazione della vettura, quel tempo avrebbe dovuto essere cancellato, ma per il momento era in griglia, dopo non ci sarebbero state certezze. Gli altri si sono "accodati" quando sono scesi in pista: De Silvestro, Kimball, Enerson, con Simona ultima della griglia. Dopo tre quarti d'ora di nulla cosmico, Enerson e Kimball ci hanno riprovato, non riuscendoci.
Dopo avrebbe dovuto esserci la Fast 9, una sosta di Q3 della Indy 500, in cui i primi nove del giorno prima andavano a lottare per la pole, ma dopo quello che avevamo appena vissuto non è riuscita a prendermi. Ho guardato il risultato solo una volta che è terminata, senza seguire il livetiming con costanza, perché dopotutto partire primo o nono non cambia molto, partire in ultima fila o non partire affatto - triste destino di Kimball ed Enerson - cambia tutto. Il giorno dopo Kimball ha scritto su Twitter che avrebbe seguito la gara con sua figlia (il giorno della gara ha postato un video in cui era al circuito con la figlia) tifando per la De Silvestro e per il team Paretta. È in momenti come questi che ti chiedi perché il motorsport sappia essere così crudele.
GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Dixon - Herta - Veekay
2^ fila: Carpenter - Kanaan - Palou
3^ fila: Hunter-Reay - Castroneves - Ericsson
4^ fila: Rossi - Jones - O'Ward
5^ fila: Fittipaldi - Rosenqvist - Sato
6^ fila: Hinchcliffe - McLaughlin - Rahal
7^ fila: Daly - Harvey - Newgarden
8^ fila: Hildebrand - Ferrucci - Montoya
9^ fila: Andretti - Pagenaud - Bourdais
10^ fila: Wilson - Chilton - Kellett
11^ fila: Karam - Power - De Silvestro
MEMORIAL SUNDAY - la gara si è svolta domenica 30 maggio, con la partenza alle 18.45 ora italiana dietro alla safety car guidata da Danica Patrick e account random che su Youtube la trasmettevano in streaming. L'ho seguita a tratti, avendo cenato con la nonna (quindi ben prima dell'orario a cui sono abituata), vedendomi vari pezzi. Poi quello che mi ero persa l'ho recuperato con il Follow Forward. Tutto ciò, comunque, immagino non vi interessi e che quello che vi importa sia sapere com'è andata la gara.
La gara è iniziata con i tre della prima fila che si succedevano, uno dopo l'altro, in prima posizione. Quello che l'ha tenuta più a lungo è stato Veekay, per tutta la durata del primo stint, a seguito del quale è rientrato ai box, così come altri. Alcuni non l'hanno fatto subito, con conseguenze diverse a seconda delle occasioni: di lì a poco, infatti, è entrata la safety car quando Wilson ha frenato rientrando ai box e gli è partito il posteriore della macchina.
Dixon, Kanaan e Rossi, che stavano tutti un top-ten o zone limitrove, hanno finito il carburante nel momento sbagliato, sono rientrati ai box quando la pitlane era chiusa e questo ha messo fine alle loro ambizioni di stare nelle zone alte della classifica. Frattanto al restart, arrivato dopo un po' di tempo, i primi quattro erano Herta, Veekay, Daly e Castroneves, con Daly che ha superato gli altri prendendo la testa della gara, dove sarebbe rimasto per due stint, quindi fino oltre metà gara.
LA RUOTA DI RAHAL - una differenziazione di strategia ha portato quest'ultimo a risalire nelle zone alte della classifica, a detta dei telecronisti uno dei favoriti per la vittoria. Il momento del suo pitstop è arrivato dopo gli altri ed è capitato un intoppo piuttosto importante, la posteriore sinistra non è stata ben fissata. Rahal era da poco tornato in pista quando l'ha persa ed è andato a schiantarsi a muro. È stato il secondo dei tre ritirati della giornata: la terza, verso fine gara, sarebbe stata la De Silvestro, dopo un incidente simile a quello di Wilson ma con meno devasto. Però non divaghiamo, stiamo parlando di Rahal. La sua ruota ha proseguito la propria corsa impazzita, lasciando i segni del proprio passaggio sulla vettura di Daly, protetto dal cupolino.
Il giro di pitstop ha sancito che Palou, Castroneves e O'Ward dovevano essere i piloti della top-3, mentre Veekay era quarto, seppure destinato a perdere un po' di terreno e di posizioni in un successivo giro di pitstop. Nel frattempo i primi tre si superavano a vicenda, con Palou e Castroneves che sembravano a questo punto i candidati principali alla vittoria, se non ci fossero stati ulteriori stravolgimenti. Gli stravolgimenti li aspettavano Rosenqvist e Sato, che sono andati a lungo nella speranza di cavarsela con una sosta in meno qualora ci fosse stata una safety car, che tuttavia non c'è stata.
HELIO x4 - mentre la gara si apprestava a finire, sono rimasti solo due piloti papabili per il passaggio sotto la bandiera a scacchi, Palou e Castroneves, che hanno continuato a superarsi, scambiandosi di posizione varie volte. Poi, a due giri dalla fine, il sorpasso decisivo, quello che ha portato Castroneves in testa alla gara, ancora inseguito da Palou, che per l'età che ha potrebbe essere suo figlio. Poi è iniziato l'ultimo giro, mentre si avvicinavano a vetture sul punto di essere doppiate, che forse avrebbero potuto essere schegge impazzite.
Non ci sono state schegge impazzite se non una vettura nero-fucsia guidata da un quarantaseienne a cui alcuni anni fa Penske ha detto "sei troppo vecchio per un volante full time, vai nell'IMSA". Nell'IMSA, dove l'anno scorso ha vinto quello che ironicamente è stato l'unico campionato della sua carriera, Castroneves ha visto la fine del suo rapporto pluriventennale con Penske ed è rientrato come part-time in Indycar. Indy è stata la sua prima comparsa stagionale, dove non è stato solo una comparsa e ha ottenuto la prima vittoria della storia del team Shank. Con quattro successi alla Indy 500 eguaglia il record di Foyt, Mears e Unser... non è roba da poco.
L'ultimo giro l'ho visto con il cuore in gola e il fiato sospeso, sperando in un happy ending. Non ci sono happy ending migliori di questo, qualunque cosa ne pensino Palou e gli altri piloti della top-ten, ovvero Pagenaud, O'Ward, Carpenter, Ferrucci, Karam, Veekay e quei due vecchiaccihhhh di Montoya e Kanaan. Hanno completato la gara nelle venti posizioni successive Ericsson, Newgarden, Daly, Sato, Hildebrand, Herta, Dixon, Harvey, Andretti, McLaughlin, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Kellett, Chilton, Fittipaldi, Bourdais, Rosenqvist, Jones, Rossi e Power, mentre come già detto De Silvestro, Rahal e Wilson non hanno visto il traguardo.
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