lunedì 14 dicembre 2020

Formula Regional Japan 2020: Sena Sakaguchi vince il titolo

Mentre in Europa i campionati di Formula 3 si fondono, in Giappone hanno deciso di fare gli alternativi e di avere quest'anno due serie di Formula 3. Una è la Superformula Lights, che finirà nel prossimo fine settimana insieme alla Superformula, l'altra è la Formula Regional Japan. Non so come avrebbero potuto andare le cose in un anno normale, ma in un anno come il 2020 non è sembrata esattamente un'idea di grande intuito. Seppure in certe occasioni ci siano state "ben" tredici vetture in pista, la F.Regional Japan ha avuto il disonore di vedere un evento finale con meno vetture di quante ce ne fossero al momento in cui si sono spenti i semafori del Gran Premio dell'Indygate nel lontano 2005. In totale c'erano cinque partecipanti.

Il campionato, iniziato in agosto, è terminato nel fine settimana, dopo un totale di sei eventi, alcuni composti da tre gare, altri da due. Yuga Furutani è l'unico pilota che ha preso parte a tutti gli eventi, classificandosi secondo in campionato, che è stato vinto da Sena Sakaguchi. Il giapponese, classe 1999, nasceva due giorni prima che Michael Schumacher si fratturasse una gamba al GP di Gran Bretagna (sì, mi piace inserire aneddoti random che non c'entrano niente, si vede?) e ha mancato un solo evento. Nei cinque a cui ha preso parte, ha vinto sempre, non nel senso che ha vinto almeno una gara per weekend, ma proprio che ha vinto tutte quelle a cui ha partecipato. Takahashi, partecipante ai primi tre eventi della stagione, e Nemoto, one-off, hanno vinto le gare alle quali non era presente.

Al campionato non prendevano parte soltanto piloti junior, ma anche gente in stile Dragon, che ha disputato quasi interamente il campionato, mancando solo all'evento finale. Non era l'unico pilota a correre sotto pseudonimo o con un nome strano, c'erano anche Syuji e Yugo, individui che già avevano spiccato ai miei occhi quando leggevo i loro nomi. Credo che le serie minori giapponesi dovrebbero essere promosse maggiormente nel mondo anche per parlare di questi soggetti di un certo livello.
Aggiungo poi delle presenze one-off femminili: Miki Koyama della W Series ha disputato il terzo evento stagionale, ottenendo un quinto posto, mentre nei due eventi successivi c'era Ai Miura, storica parecipante spesso part-time alle serie minori nipponiche, che ha collezionato un podio, un ritiro e due quarti posti.

FUJI
Podio Gara 1: Sena Sakaguchi, Yu Kanamaru, Takuro Shinihara
Podio Gara 2: Sena Sakaguchi, Takuro Shinihara, Tomoki Takahashi
Podio Gara 3: Sena Sakaguchi, Tomoki Takahashi, Yu Kanamaru

SPORTSLAND SUGO
Podio Gara 1: Tomoki Takahashi, Yuga Farutani, Yuki Nemoto
Podio Gara 2: Yuki Nemoto, Tomoki Takahashi, Yuga Farutani
Podio Gara 3: Tomoki Takahashi, Yuki Nemoto, Yuga Farutani

FUJI
Podio Gara 1: Sena Sakaguchi, Tomomi Takahashi, Yuga Furutani
Podio Gara 2: Sena Sakaguchi, Yuga Furutani, Riki Okusa

MOTEGI
Podio Gara 1: Sena Sakaguchi, Yuga Furutani, Ai Miura
Podio Gara 2: Sena Sakaguchi, Yuga Furutani, Masayuki Ueda

OKAYAMA
Podio Gara 1: Sena Sakaguchi, Yuga Furutani, Mizuki Ishizaka
Podio Gara 2: Sena Sakaguchi, Yuga Furutani, Mizuki Ishizaka

AUTOPOLIS
Podio Gara 1: Sena Sakaguchi, Yuga Furutani, Yu Kanamaru
Podio Gara 2: Sena Sakaguchi, Yuga Furutani, Yu Kanamaru

venerdì 11 dicembre 2020

Gli orfani di Russell contro Hamilton

Ricordo quel giorno di tanti anni fa, quel gran premio di Magny-Cours, quella strategia a quattro soste, che prima di dare i suoi frutti mi regalò per un attimo l'illusione che non fosse tutto studiato a tavolino, che quel giorno Michael Schumacher non avrebbe vinto. Mi chiedevo se sarebbe stata la giornata della Renault o magari della B.A.R., se fossimo destinati ad assistere a qualcosa di nuovo, a una storia inedita.
No, non c'erano storie inedite a cui assistere, quel giorno, non c'era nulla da fare, quella strategia a quattro soste era fatta apposta per vincere, dovevamo accontentarci di quello. Eppure, nemmeno per un istante, ricordo di avere pensato: "quanto sarebbe bello se Schumacher fosse contagiato da un virus e al suo posto dovesse scendere in pista un pilota random che di solito sta nelle retrovie".

Era un'altra vita, in cui in effetti non c'erano virus sconosciuti che mettevano in pericolo la salute pubblica e in cui l'assenza per malattia era qualcosa di molto improbabile nel corso della stagione, ma eravamo diversi anche noi, seppure io rimanga convinta che la mentalità dei tempi, in generale, non fosse migliore di quella attuale. Però, solo una cosa, quando non c'erano i social network il motorsport rimaneva confinato al soggiorno di casa o al bar.
Non ci sentivamo parte integrante dello sport, non pensavamo di avere nemmeno remotamente potere decisionale, accoglievamo le decisioni dei team per quello che erano e, per quanto non fosse bello ignorare totalmente i backmarker, non avevamo nemmeno la presunzione di sapere chi doveva stare dove, in nome dello spettacolo.

Poi, parliamone, che cosa si intende a questo punto per spettacolohhhh? Quello che i detrattori di Hamilton, infastiditi dal fatto che sia guarito dal coronavirus e sia al via del GP di Abu Dhabi di questo fine settimana, vogliono non sono i tanto decantati duellihhhh e sorpassihhhh che si concludono con una vittoria della Ferrari. No, niente affatto, vogliono che Hamilton se ne vada a casa in modo che, anziché vincere Hamilton al volante di una Mercedes, vinca Russell al volante di una Mercedes.
Se da un lato è vero che una Williams al momento pare troppo poco per uno come Russell, è altrettanto vero, tuttavia, che la sua collocazione nel mondo al momento appare quella e che grazie al cavolo che a suo tempo la Williams ha cercato di blindarlo, uno così non lo trovano tutti i giorni, quindi è logico che il loro massimo obiettivo non sia cederlo ad altri.

Andando a fondo, ho visto gente che ha criticato anche pesantemente Hamilton per avere scelto di tornare al volante una volta che gli è stato possibile dal punto di vista sanitario (e burocratico), considerandola una decisione dettata dall'arroganza. A queste persone, immaginando che possano avere un'età da scuola, vorrei ricordare che, solo perché loro vorrebbero prolungare le loro malattie all'infinito per non tornare in classe, non significa che tutto il resto del mondo voglia stare a grattarsi a vita.
Penso che la cosa migliore da fare, in questo caso, sia essere felici che tutto si sia risolto e che Hamilton adesso stia bene. Se il suo sostituto sarà costretto, per questa ragione, a guidare una carretta, credo che, come se ne è fatto una ragione lui in questi due anni, debbano farsene una ragione anche i suoi sostenitori.

A volte, quando leggo certi commenti, mi sento felice che la stagione sia finita e che davanti da noi ci aspetti finalmente qualche mese di pace. Non solo, in generale. Sebbene io sia sempre felicissima quando inizia un campionato e mi senta un po' triste quando finisce, questa stagione mi pare che sia stata fin troppo intensa. Un po' di calma finalmente ci sta, sperando che tutte le cose destinate a cambiare nel 2021 (niente nuove regole, ma almeno la line-up sarà abbastanza scombussolata rispetto a quella attuale) siano un segnale di buon auspicio.
Ovviamente non mi illudo, il fandom del motorsport sarà più o meno quello di quest'anno, ma è sempre bello conservare almeno una minima speranza. Dopo il buio del tramonto di Abu Dhabi, è bello pensare che, da qualche parte, possa esserci finalmente la luce.

martedì 8 dicembre 2020

Commento al Gran Premio di Sakhir: 6 dicembre 2020

Pietro Fittipaldi, sei dentro all'improvviso. La Haas ha deciso di ingaggiarti per il finale della stagione e potrai mostrare finalmente il tuo valore. Sembrano passati secoli da quando correvi in Indycar e in endurance, tanto che in pochi ricordano cosa ci sia stato in mezzo. In effetti la F3 Asiatica non è stata esattamente l'apice della tua carriera, anche se ti ha dato i punti Superlicenza necessari per potere debuttare in Formula 1, anche se il prossimo anno ci saranno gli Schuzepin al posto tuo. Louis Deletraz, l'altro pilota di riserva della Haas, sembra non avere preso molto bene nessuna delle due cose, osservando che la Haas è un team che non guarda ai risultati dei piloti. Se non li guardasse, però, forse avrebbe ingaggiato lui per il 2021, visto che mi risulta che, diversamente da lui, gli Schuzepin abbiano vinto delle gare di Formula 2. Detto questo, sebbene Fittipaldi (o Pietru, come lo chiamavano i telecronisti brasiliani di Indycar) sia stato abbastanza scadente in alcuni momenti della sua carriera, il cui apice fu vincere MRF Challenge contro Tatiana Calderon e la World Series Formula quando essa era già in declino, si può affermare che in questo fine settimana non abbia nemmeno sfigurato più di tanto, è stato quasi sempre ultimo, ma non lontano anni luce dai piloti che lo precedevano, il che, tradotto, significa che si è comportato da rookie inesperto come avrebbero fatto altri dal palmares migliore del suo.
Lewis Hamilton, sei fuori all'improvviso. Il Prosciuttello Gangster si è svegliato lunedì con sintomi influenzali e gli è stato diagnosticato il coronavirus, cosa che l'ha costretto a saltare il fine settimana standosene rinchiuso in una stanza d'albergo. È rimasto lontano dai social network, peraltro, mentre sui social appunto la gente constatava che il suo sostituto, vincendo su una Mercedes, avrebbe dimostrato che chiunque può vincere su una Mercedes. Poi si sono accorti che, in ogni caso, un altro che vinceva su una Mercedes avrebbe significato che non vinceva Bo77as. L'altro è stato identificato il giorno dopo come George Russell, pilota della Williams (che essendo decisamente più alto di Hamilton dentro la sua vettura non deve neanche starci troppo comodo), a sua volta rimpiazzato da Jack Aitken, riserva della Williams stessa. Un cambio di team e due debuttanti in un solo gran premio, per il momento si presagivano parecchie novità, anche e soprattutto per la nonna di Russell, desiderosa finalmente di potere assistere a un'inquadratura di Vettel mentre veniva doppiato dal nipote.

MAKING OF: come già specificato, c'erano molte aspettative nei confronti di Russell, per una serie di motivi, uno dei quali è che tutti sono apparentemente tifosi di Russell (compresi quelli che, quando vincerà dei titoli con la Mercedes, diranno tutto il peggio possibile di lui) e detrattori di Bo77as, che in effetti, poveretto, questo weekend si è ritrovato dalla padella alla brace, perché un conto è dovere rischiare di sfigurare contro Hamilton, un altro è sfigurare contro un novellino di cui i suoi tifosi hanno appreso il nome da circa cinque minuti.
Venerdì tutto è iniziato con un ruggito micidiale nel box della Mercedes...
Voce fuori campo: "Bo77as, stai calmo."
Bo77as: "Ma... non sono io."
Era infatti il Piccolo Principe, che ruggiva a squarciagola come appreso in Williams a forza di stare a contatto con una marmotta assassina del Quebec.
Latifi: "Sono fiero di te, Jack Russell."
Piccolo Principe: "Perché Jack Russell?"
Latifi: "Perché vari telecronisti in giro per il mondo ti stanno mischiando con Aitken. Ma piuttosto, perché Piccolo Principe?"
Piccolo Principe: "Prima o poi lo scoprirai. Se a quel punto non ti sarai già ritirato, naturalmente."
Russell ha ottenuto il miglior tempo in entrambe le sessioni, tutti si sono comportati come se avesse già il mondiale in tasca e come se Bo77as in tasca avesse un biglietto per il Messico per darsi alla macchia. In Messico, infatti, in questi giorni non devono pensare molto a Bo77as, visti quali altri fatti sarebbero accaduti prima della fine del weekend.
Poi è arrivato il sabato, Bo77as ha ripreso lucidità, ha insegnato a Russell come ruggiscono i vampiri famelici e sembrava che l'allarme fosse rientrato: ha infatti ottenuto la pole position davanti al nuovo compagno di squadra, riscattandosi per gli insuccessi del giorno precedente.
Bottas, Russell, Verstappen, un sorprendente Leclerc, Perez, il Russo di Roma, Dani-Smile, Sainz, il Pokemon e Strollino hanno completato la top-ten, mentre erano usciti di scena Ocon, Albon, Vettel, Giovinazzi, Norris, Kmag, Latifi, Aitken, Raikkonen e "o Pietru" nelle sessioni precedenti. Un sentito ringraziamento a Vettel che si è sacrficato in Q2 per attirare gli occhi su di sé invece che sul povero Alboff che rischia di essere cacciato a calci nel cu*o e sostituito da Perez in tempi molto brevi. Poi, con la superlicenza ottenuta da Tsunoda, non troverebbe nemmeno un posto a Faenza ad attenderlo.
Alboff: "Nobody loves me."
Pokemon: "Fidati che ti amano abbastanza, se non ti amassero saresti già cacciato via a calci nel cu*o molto tempo fa."
Alboff: "Quindi tu stai dicendo che Perez dovrebbe avere il mio volante?"
Pokemon: "Non ho detto niente di tutto ciò."
Alboff: "Meno male. Perez è solo un BrOkKo che non ha mai vinto un gran premio. Se mai dovesse vincere un gran premio, allora, forse potrebbe meritarselo."
Checo: "Hold my beer."
Sebby: "Kultural appropriationhhhhh!!111!11!!11!! Vai a bere una tequila o quello che si beve in Messico, invece di bere birra così come se niente fosse."
Iceman: "Allora non ti ho insegnato proprio niente?! L'alcool non conosce limiti di culture, deve essere libero. E Trollando dovrebbe iniziare a bere latte di mucca alcolizzata."
Trollando: "Nooooohhhhh, sono un bambino piccolohhhh!!11!!!!1!!!!111"
I commissari: "Tutto ciò è oltraggioso. Per punizione partirai in ultima fila accanto a Fittipaldi."
Trollando: "Mi pareva di capire che io e Fittipaldi dovevamo partire ultimi per sostituzione di componenti del motore. E la fregatura è che lui non ci rimetterà posizioni, perché era già ultimo."
O Pietru: "E tu che ca**o vuoi? Perché devi rimarcare che mi sono qualificato ultimo?"
Trollando: "Così, perché mi sembrava opportuno ricordarlo al mondo."

IL PICCOLO PRINCIPE: credo che la gente che alla fine del 2012 aveva smesso di guardare la Formula 1 per via dell'assenza di Schumacher dovrebbe ricominciare immediatamente, perché rivedranno esattamente ciò che avevano smesso di vedere a quei tempi, ovvero un pilota che, al volante della Mercedes, fa cose strane, occasionalmente al limite dell'imbarazzante. Magari se Hamilton salta anche Abu Dhabi, possono addirittura rivedere la coppia Bottas/Russell, che ricorda notevolmente la coppia Schumacher/Rosberg, per questa ragione ho deciso di ribattezzare Russell come il Piccolo Principe. Bo77as come "vecchio cieco che chiede l'elemosina per le strade di Singapore" non mi sembra elegante abbastanza.
La gara è partita con Russell che si scatenava, andando a prendersi la prima posizione, davanti a un impotente Bo77as.
Bo77as: "Autrice(C), se vuoi mi spoglio integralmente e dimostro al mondo che non sono affatto impotente."
Piccolo Principe: "Perché fai questi discorsi? Non potresti parlarmi di camion dei pompieri come fa Trollando quando lo incontro in giro per il paddock?"
Trollando: "A volte ti parlo anche del mio biberon."
Piccolo Principe: "Non me ne frega proprio niente del tuo biberon. Adesso corro per la Mercedes. Non sono più un bambino. Mi potrei definire young adult."
Trollando: "Quindi potresti vivere una storia d'amore trash in cui viene romanticizzato lo stalking, in un romanzo pieno di ragazzini che non hanno genitori o i cui genitori sono sempre dispersi da qualche parte."
Nelle retrovie o giù di lì, nel frattempo, non si dibatteva di biberon, ma di bottiglie di vodka, Alboff ha colpito quella di Iceman, che è corso a recuperarla. Poi, davanti, Perez, Verstappino e Leclerc cercavano di affiancarsi gli uni agli altri in nome della terza posizione. La cosa non ha dato i frutti sperati, Verstappino ha evitato Perez perdendo il controllo dell'auto, mentre Leclerc, modello "Iannone a cannone", il controllo dell'auto l'ha perso solo dopo avere speronato Perez. I Leclestappen sono andati a schiantarsi sullo stesso muro, mentre il Vanz ingigantiva a vista d'occhio la tensione tra i due, un po' come se si fosse sul punto di assistere a una rissa in stile Nascar, mentre Checo si rifugiava ai box, nel tentativo di ricostruire in un modo o nell'altro la propria gara. L'ingresso della safety car gli ha concesso di accodarsi a tutti e, seppure ultimo, di potere andare avanti a duellihhhh e sorpassihhhh che purtroppo nel suo caso non generano spettacolo in quanto la sua vettura è rosa e non rossa.
Nel frattempo c'erano vari duellihhhh e sorpassihhhh, appunto, non per le prime posizioni (i primi cinque erano Russell, Bo77as, Sainz, Dani-Smile e il Russo di Roma), dove Norris risaliva in modo random in zona punti, Vettel tentava di tenere testa ad Albon e in un primo momento c'è anche riuscito, poi Perez, che ha dovuto attendere un po' prima di superare Albon e Norris, dopo un duello che ha portato quest'ultimo a rientrare ai box in anticipo su tutti per cambiare gomme.
Parliamo di cambi gomme: a un certo punto tutto iniziava a lasciar pensare che, per chi non si fosse fermato proprio in anticipo come Trollando, le Alpha Tauri e non ricordo chi altro, la strategia migliore potesse essere quella di fare una sosta sola. Infatti tutti hanno iniziato a rientrare piuttosto tardi, alcuni dei quali montando le hard. Poi c'è stato un plot-twist: quando alcuni erano già rientrati per la seconda sosta, la marmotta del Quebec si è fermato in mezzo alle pa**e ed è stata messa la virtual safety car. Alcuni altri piloti sono stati trollati rientrando quando la virtual safety car era già finita e ciò ha aperto la strada a Ocon, Stroll e Perez, che si trovavano tra la terza e la quinta posizione. Checo si è fatto largo a sorpassi e ha proseguito la sua rimonta portandosi in zona podio.
Checo: "In cu*o a Hulk!!!111!!!11!!!"
Hulk: "Perché sei così kattivohhhh nei miei confronti? Credevo fossimo best friends forever dopo tutti gli anni trascorsi insieme a condividere poche gioie."
Checo: "Hai ragione, dicevo così, solo per dire. Lo sai che tvtttttb."
Hulk: "Aaaawwww."
Checo: "Quando sarò sul podio, penserò a te con grande intensità e racconterò al Piccolo Principe di quanto eravamo fighi."
Hulk: "Sei sicuro che accadrà tutto questo?"
Checo: "Certo. Cosa potrebbe mai andare storto?"

PEPERONCINI MESSICANI: il plot twist è avvenuto quando eravamo a tre quarti di gara o giù di lì e Aitken è finito in testacoda, andando a sbattere contro qualcosa. È riuscito a dirigersi verso i box, dai quali è anche uscito, destinazione ultima posizione, ma l'ala anteriore che aveva perso nell'incidente. Bisognava raccattarla e per questo è stato deciso di mandare in pista la safety car. In quel momento i primi cinque non avrebbero avuto alcun bisogno di fermarsi ai box, perché non era pianificato, e tre di loro, infatti, non sono rientrati ai box. L'impensabile era dietro l'angolo e in Mercedes hanno fatto la loro chiamata nei confronti di Russell. Il Piccolo Principe, che aveva recuperato tanto su Bo77as prima della sosta precedente, vedeva il proprio margine diminuire, ma la sua leadership non appariva in discussione.
Se ci fosse stato Hamilton, al posto suo, avremmo assistito probabilmente a qualcosa del genere:
Box Mercedes: "Prosciuttello, vieni dentro."
Gangster Hammi: "Naaaaahhhhh, le gomme sono a posto."
Box Mercedes: "Vampiro, fai la stessa cosa di Hamilton."
Bo77as: "Ma le mie gomme sono da cambiare."
Box Mercedes: "Se non entra lui, non entrare nemmeno tu."
Però non c'era Hamilton, in pista, ma Russell, che fino a quel momento aveva dimostrato che il pilota poteva fare la differenza non dimostrando alcuna soggezione nei confronti di Bo77as. Poi, però, ha continuato a dimostrare che il pilota fa la differenza e, se a volte abbiamo visto Hamilton contraddire il proprio box e dimostrare poi di avere ragione, Russell è rientrato ai box come da programma. Una sosta in più può permettere di fare l'ultimo stint con gomme più fresche. Se va tutto bene, può essere la soluzione migliore.
Ma se non va tutto bene?
Dentro Russell, dentro Bo77as, tutti e due insieme.
Via le gomme di Russell, su le nuove gomme di Russell.
Russell riparte.
Ha tre gomme sue e una di Bo77as.
Nel frattempo Bo77as è fermo, una delle sue gomme ce l'ha Russell e il team non si può permettere di fare un altro casino. Salva il salvabile, rimontandogli le gomme appena smontate.
Russell rientra un giro dopo per sistemare la faccenda delle gomme e non incorrere in penalità.
Non è andato tutto bene: prima della sosta Russell era in testa e Bo77as secondo, dopo la sosta Bo77as era quarto e Russell era quinto, una doppietta quasi certa gettata al vento in nome di un pitstop che poteva essere evitato.
Russell, da parte sua, non si è arreso.
Ha passato Bo77as, portandosi al quarto posto.
Poi Stroll, ora era terzo.
Anche Ocon, agguantando la seconda posizione.
Bo77as invece... la sua gara stava andando in vacca, non solo non riusciva a superare chi aveva davanti, ma Sainz e Dani-Smile si facevano minacciosi alle sue spalle e presto non sono più stati alle sue spalle... e non solo loro.
C'era solo un pilota, davanti, che sembrava scappare mentre Russell lo inseguiva invano. Poi Russell ha preso un detrito(?). Mancavano pochi giri alla fine, quando è dovuto rientrare ai box per una foratura. Ne è uscito nelle retrovie, ha iniziato a fare un sorpasso dopo l'altro e ha raggiunto la zona punti. È arrivato nono, Bo77as ottavo. Un giro in più e chissà, magari avrebbe superato il compagno di squadra ancora una volta, ma in quel momento non importava, per ogni storia che va male ce n'è sempre almeno una che finisce con un happy ending.
Stroll è un apostrofo rosa tra Perez e Ocon, è quasi deluso per essere arrivato solo terzo il tutto mentre un podio inedito svetta sul cielo notturno del Bahrein. L'acqua di rose suggela la vittoria di Checo Perez al volante della Racing Point e alla fine c'è solo una certezza: il motorsport è poesia.

RISULTATO: 1. Sergio Perez (Racing Point), 2. Esteban Ocon (Renault), 3. Lance Stroll (Racing Point), 4. Carlos Sainz (McLaren), 5. Daniel Ricciardo (Renault), 6. Alex Albon (Redbull), 7. Daniil Kvyat (Alpha Tauri), 8. Valtteri Bottas (Mercedes), 9. George Russell (Mercedes), 10. Lando Norris (McLaren), 11. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 12. Sebastian Vettel (Ferrari), 13. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), 14. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 15. Kevin Magnussen (Haas), 16. Jack Aitken (Williams), 17. Pietro Fittipaldi (Haas), Rit. Nicholas Latifi (Williams), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Charles Leclerc (Ferrari).

lunedì 7 dicembre 2020

Gianluca Petecof vince il titolo in Formula Regional 2020

Un altro campionato terminato di recente è la Formula Regional, di cui avevo già parlato in passato e mi restano soltanto gli ultimi eventi di Imola e Vallelunga.
Segnalo anche alcuni cambiamenti di line-up, Nicola Marinangeli è infatti arrivato nel round di Imola nel posto che era stato di Vips e di Gohler, mentre Andrea Cola ha saltato l'evento di Imola ed è tornato per Vallelunga, rimanendo tuttavia infortunato nei test che hanno preceduto il fine settimana. In più, per il solo weekend di Imola, c'è stata la comparsa one-off di Ian Rodriguez, che ha gareggiato con una partnership(?) nello stesso team di Emidio Pesce.

Rasmussen ha iniziato a Imola con una pole position ma è riuscito ad andare in griglia per problemi tecnici e proprio Rodriguez si è ritrovato così davanti a tutti all'esordio. Ha mantenuto la posizione nei confronti di Leclerc e di Hauger mentre Leclerc è stato superato proprio da Hauger nel corso di un duello tra di loro nel quale il giovane predestinatohhhh ha commesso un errore. Rodriguez li ha preceduti sul podio, vincendo la sua prima gara a ruote scoperte.
Chovet, Lappalainen, Pasma e Henrion hanno preceduto Petecof al traguardo, mentre Marinangeli e Pesce si sono classificati nelle ultime posizioni, con Pesce che è stato tra una cosa e l'altra penalizzato peru n incidente al primo giro che ha messo fuori gioco Jamie Chadwick.
Leclerc aveva modo di riprendersi nella seconda gara, ma un guasto al motore l'ha messo fuori gioco, aprendo le porte alla vittoria di Pasma, davanti a Rodriguez e Petecof. Hauger e Chovet hanno preceduto Rasmussne partito ultimo, con a seguire Lappalainen, Henrion, Chadwick, Marinangeli e Pesce.

Il successo di Rodriguez ha subito un brusco stop nella gara conclusiva del fine settimana, quando p finito in testacoda mentre si trovava terzo alle spalle di Pasma e Leclerc. Non solo ha "ceduto" il podio Chovet, ma si è anche ritrovato nelle retrovie. Peggio che a lui è andata solo a Henrion, che si è ritrovato fermo in seguito a lato della pista con conseguente ingresso della safety car.
Petecof è arrivato quarto, intensificando il proprio vantaggio in classifica, precedendo, Hauger, Rasmussen, Pesce, Lappalainen Rodriguez, Chadwick e Marinangeli.
Note di un certo livello: il telecronista ha parlato dei genitori di Rodriguez, tali Carlos e Melody, che seguivano la gara dal Guatemala, in più si è visto il Real & Only Predestinatohhhh mentre andava in giro per la pitlane, probabilmente deluso dal fatto che la gara non l'avesse vinta suo fratello Arthur, ma Pasma, al volante di una vettura rossa con il numero 5, una cosa oltraggiosa sotto molti aspetti. Curiosamente Pasma è biondo con una sorta di cresta, che ricorda quella di Raikkonen in gioventù.

Questo fine settimana il campionato è terminato a Vallelunga, con solo due gare perché quella centrale della domenica mattina è stata cancellata per la pioggia.
Hauger ha battuto Rasmussen in una gara bagnata, che partiva dalla pole position, ottenendo la sua prima vittoria nel campionato, davanti proprio al pilota della Prema e a Petecof, che ha superato Chovet. Hauger, Rasmussen e Petecof sono andati a podio, mentre Chovet non è riuscito a terminare la gara per problemi tecnici. Lappalainen è stato superato da Leclerc, ma ha comunque ottenuto la quinta piazza, perché Leclerc è stato penalizzato per avere speronato la Chadwick nel corso del primo giro (proprio quando finalmente aveva avuto una piccola gioia qualificandosi quarta, questa stagione è stata decisamente uno strazio per lei, non al livello di quello che aveva mostrato in F.Regional Asia qualche mese fa) e si è ritrovato comunque sesto. Henrion, Chadwick, Pesce e Marinangeli si sono classificati nelle ultime posizioni.
A quel punto Petecof era ancora in testa alla classifica e il ritiro di Leclerc nell'ultima gara ha sancito il suo titolo, dopo un quinto posto alle spalle di Rasmussen, Hauger, Chovet e Lappalainen. Pasma, Chadwick, Henrion, Marinangeli e Pesce hanno completato l'ordine d'arrivo.

Come già detto, il titolo è andato al brasiliano Gianluca Petecof, pilota Prema, mentre Leclerc e Rasmussen si sono classificati a pari punti secondo e terzo in classifica (con Arthur davanti per migliori risultati ottenuti nel corso della stagione), a seguire dietro di loro  Pasma, Chovet, Lappalainen, Hauger (part-time), Vips (part-time), Chadwick, Henrion, Famularo (part-time), Pesce, Rodriguez (one-off), Cola, Nannini (one-off), Gohler (part-time), Marinangeli (part-time), mentre risulta guest driver Regalia, quindi non ha ottenuto punti.

domenica 6 dicembre 2020

F4 Italiana: Gabriele Minì campione 2020

Sette eventi di tre gare ciascuno, tranne l'ultimo funestato dal maltempo, 25+ vetture, a volte anche oltre 30, con più di 40 piloti diversi tra titolari, part-time e one-off.
Il titolo è stato vinto dall'italiano Gabriele Minì, per tutto l'anno uno dei migliori, anzi, diciamo il migliore in assoluto, capace di vincere il titolo con un grande gap e con un certo anticipo nei confronti di Francesco Pizzi (campione della F4 Emirati all'inizio di questo anno solare).

MISANO
Podio Gara 1: Gabriele Minì, Francesco Pizzi, Filip Ugran
Podio Gara 2: Andrea Rosso, Filip Ugran, Francesco Pizzi
Podio Gara 3: Francesco Pizzi, Gabriele Minì, Dino Beganovic

IMOLA
Podio Gara 1: Filip Ugran, Jonny Edgar, Jak Crawford
Podio Gara 2: Jonny Edgar, Jak Crawford, Andrea Rosso
Podio Gara 3: Andrea Rosso, Francesco Pizzi, Jonny Edgar

REDBULLRING
Podio Gara 1: Joshua Durksen, Gabriele Minì, Jonny Edgar
Podio Gara 2: Jak Crawford, Oliver Bearman, Gabriele Minì
Podio Gara 3: Gabriele Minì, Joshua Durksen, Jak Crawford

MUGELLO
Podio Gara 1: Andrea Rosso, Gabriel Bortoleto, Filip Ugran
Podio Gara 2: Gabriel Bortoleto, Gabriele Minì, Dino Beganovic
Podio Gara 3: Gabriele Minì, Dino Beganovic, Gabriel Bortoleto

MONZA
Podio Gara 1: Francesco Pizzi, Andrea Rosso, Filip Ugran
Podio Gara 2: Francesco Pizzi, Gabriele Minì, Gabriel Bortoleto
Podio Gara 3: Pietro Delli Guanti, Gabriel Bortoleto, Leonardo Fornaroli

IMOLA
Podio Gara 1: Gabriele Minì, Dino Beganovic, Jak Crawford
Podio Gara 2: Dino Beganovic, Gabriele Minì, Jak Crawford
Podio Gara 3: Jak Crawford, Gabriele Minì, Dino Beganovic

VALLELUNGA
Podio Gara 1: Oliver Bearman, Francesco Pizzi, Jonny Edgar
Podio Gara 2: Jonny Edgar, Kirill Smal, Gabriele Minì

Come già detto, Minì e Pizzi hanno chiuso primo e secondo, con a seguire Dino Beganovic, Jonny Edgar (che ha preso parte a solo cinque eventi), Gabriel Bortoleto, Jak Crawford (anche per lui solo cinque eventi), Andrea Rosso, Filip Ugran, Leonardo Fornaroli e, a chiudere la top-ten, Oliver Bearman, che ha partecipato a meno di metà stagione.
In pista due figli d'arte, Sebastian Montoya (undicesimo in classifica, migliori risultati alcuni quinti posti) e Lorenzo Patrese (ha preso parte a due eventi).

Abbiamo ritrovato, come unica ragazza presente, Hamda Al Qubaisi, che dopo quanto mostrato in F4 Emirati ha un po' deluso le aspettative, riuscendo tuttavia a fare molto meglio della sorella Amna nelle stagioni passati: è andata a punti due volte, un decimo posto al Redbullring e un nono posto ottenuto invece a Monza. A pesare le qualifiche spesso poco performanti e una certa incostanza di risultati nel corso della stagione. Sarà comunque interessante rivederla in una sua ipotetica seconda stagione.


venerdì 4 dicembre 2020

Russell (con due -L), il pilota Mercedes amato dai ferraristi

Cari ferraristi che idolatrano George Russell in questi minuti, mi fa piacere vedervi di vedute aperte. Credo sia la prima volta nella storia in cui un pilota Mercedes viene ammirato ai limiti dell'idolatria, segno che avete imparato in tutti questi anni se non altro a riconoscere i meriti di chi annaspa nelle retrovie non per mancanza di talento, quanto piuttosto per mancanza di un volante adeguato al proprio talento. Avete imparato anche che l'ammirazione per un pilota non conosce colori e che, chiunque sia un pilota valido, rimane un pilota valido anche se indossa i colori della scuderia che detestate.

Tutto ciò è ammirevole, fino a non troppi anni fa chiunque non guidasse in un top-team di solito veniva snobbato a priori, così come a volte anche chi stava in un top-team. Qualche anno fa Russell sarebbe stato descritto come uno sconosciuto uscito dal nulla che, per pura fortuna, aveva avuto la possibilità di trovarsi, seppure per un breve periodo, nel posto giusto... giusto per cosa? Forse per rubare risultati a chi se li meritava davvero o qualcosa del genere. In tutta sincerità, finora, non ricordo di nessuno che abbia guidato la Mercedes e che sia stato ammirato dal fanbase italiano... soprattutto chi vince, anzi, no, direi soprattutto chi non vince.

Mi ricordo di un vecchio cieco che si aggirava per le strade di Singapore combinando casini perché alla sua età non si distingue più il giorno dalla notte, uno che ora ammirate e che vi fa fare riflessioni del tipo: OMG, Russell al volante di una Mercedes quando il suo casco è rosso.
Quello, comunque, appartiene al passato, e voi ferraristi di oggi siete più democratici dei ferraristi di ieri, questo è poco ma sicuro. Quindi sappiate, vi apprezzo tantissimo per l'ammirazione che state riservando al giovincello, anche se ho comunque la brutta impressione che per alcuni di voi il suo scopo sia quello di servirvi per denigrare qualcun altro.

Tutto questo, però, porta verso una conclusione inevitabile, a un messaggio di fondo che voglio che vi arrivi. George Russell potrebbe essere il futuro della Mercedes, anche se presto tornerà in Williams. Potrebbe essere colui che tra un annetto o due prenderà il posto di Hamilton, oppure che farà coppia con Hamilton qualora tra un annetto Bottas venga messo da parte. Non sappiamo ancora con esattezza quali saranno le dinamiche del prossimo mondiale o dei prossimi mondiali, ma esiste la possibilità, neanche tanto remota, che un giorno Russell possa vincere gran premi al volante di una Mercedes, o addirittura che un giorno possa vincere un mondiale o più al volante di una Mercedes.

Vi invito caldamente, con qualche anno di anticipo, a tenervi in mente di oggi anche quando arriverà quel giorno. Tenetevi in mente che c'è stato un momento in cui idolatravate Russell perché era il ragazzino venuto dalla Williams che finalmente aveva avuto la sua possibilità di guidare per un top-team, colui che desideravate vedere fare bene, anche se vestiva i colori di un team che non avevate mai sopportato.
Quando Russell vincerà un mondiale, ricordatevi che i piloti possono essere validi anche se vincono un mondiale al volante di una vettura che non ha nessuna sfumatura di rosso, lucido o opaco che sia. Quando vincerà un mondiale, non andate a dire che siete stati derubati e che è un pilota senza talento che non meritava di vincere mondiali.


giovedì 3 dicembre 2020

Il legame tra lo spettacolo delle due ruote e George Russell

La base fondante del motorsport è che la Formula 1 è noiosa e che il motomondiale è più bello perché ci sono i duellihhhh, i sorpassihhhh e Valentino Rossi, seppure quest'ultimo non sia più così tanto gettonato come un tempo, visto che al diminuire progressivo dei risultati è diminuito anche l'attaccamento dei fanboy nei suoi confronti. La base di partenza, comunque, rimane quella della bellezza del motomondiale, i cui risultati sono sempre fuori dalle aspettative, a parte quando Marc Marquez domina il campionato. Quest'anno, tuttavia, Marquez è stato messo fuori gioco da un pesante infortunio a una spalla nelle prime fasi del campionato, composto in totale di quattordici eventi di cui alcune doppie, il che ha provocato la non superiorità di uno specifico pilota.

Il titolo è stato vinto da Joan Mir, che ha vinto soltanto una gara nel corso della stagione, in occasione del penultimo gran premio, quello in cui ha vinto il titolo. Sono stati nove i piloti a vincere almeno una gara e anche questo ha avuto un'accoglienza positiva. Qualche tempo fa ho letto di gente che sosteneva che il motomondiale aveva trovato un modo per essere interessante e che la Formula 1 non era riuscita a fare altrettanto. Non mi è sembrata esattamente una bella osservazione. Il messaggio di fondo era: la Formula 1 è noiosa perché Hamilton vince sempre, il motomondiale è bello perché Marquez, che era tacciato di vincere sempre, si è finalmente levato di torno. Da come era posta la questione, uno stop di Hamilton era da considerarsi la cosa migliore per rendere fascinosa la F1 e non sono sicura che augurarsi queste cose sia poi così elegante.

Ad ogni modo, nel fine settimana ormai imminente, Hamilton a Sahkir non ci sarà: alcuni giorni fa è risultato positivo al coronavirus e al suo posto, in Mercedes, ci sarà George Russell, che finora non è riuscito a fare il suo primo punto sulla Williams e il suo primo punto, con tutta probabilità, non sarà al volante di una Williams. Non saprei dire se, tra qualche giorno, ci sarà chi dice che la Formula 1 è diventata finalmente interessante. Spero di no, ma forse non corriamo questo rischio: dopotutto Russell è solo Russell, non è certo Hulkenberg che viaggia verso il podio. A parte gli scherzi, vedremo che cosa gli riserverà il fine settimana che sta ormai per arrivare.

Non so se, dopo il weekend, mi esprimerò sul confronto Bottas vs Russell, potrebbe significare tutto e niente perché in genere non credo basti un solo gran premio per valutare il valore di un pilota, quello che è certo è che a mio parere comunque vada il valore aggiunto di Hamilton non verrà messo in discussione, a parte dalla solita schiera di personaggi che non fanno altro che sminuire i piloti che vincono a spese dei loro idoli. Se vincerà Bottas, sarà al 90% perché Hamilton non c'è. E se vincerà Russell... vorrà dire che anche Russell si sarà rivelato, almeno per stavolta, migliore di Bottas. La grandezza di un pilota non sta necessariamente nell'essere l'unico pilota superiore a Bottas presente sulla griglia di partenza, così come la bellezza di un gran premio non sta unicamente in chi lo vince.