domenica 13 settembre 2020

Indycar 2020: Gateway e Mid-Ohio

Gli altri anni dopo Indianapolis si andava a Detroit, quest'anno a Gateway, due gare di 200 giri ciascuna, una un po' più caotica, l'altra molto meno, che hanno avuto, per un verso o per l'altro, Takuma Sato, fresco vincitore di Indy, come co-protagonista.
Nella prima, iniziata con un incidente tra Ed Carpentahhhh e Alex Non Sono Valentino Rossi, non sembrava nemmeno destinato a diventarlo: Willpowahhhh partiva dalla pole position e sembrava destinato a involarsi verso il successo. O almeno, nella prima parte di gara era in testa, davanti a Patricio O'Ward, della cui potenziale prima vittoria in Indycar si discute sempre più di frequente, e all'onnipresente Scott Dixon.

La prima vittoria dell'ex Redbull Junior, passato velocemente per Formula 2 e Superformula nella scorsa stagione prima di tornare negli States al momento in cui è saltato fuori che l'Indylights non gli aveva dato punti superlicenza perché ai tempi c'erano sette piloti al via (la storia di O'Ward non è rilevante per questa ricostruzione dei fatti di Gateway, ma non facciamoci mancare storielle random), sembrava più verosimile di prima nel momento in cui Willpowahhhh è rientrato ai box nel momento sbagliato venendo trollato dalla strategia altrui. Niente paura, comunque, una trollata era dietro l'angolo anche nei confronti di O'Ward, che avrebbe perso la prima posizione...

Guess what? Il pilota che ha superato O'Ward, quando mancavano trentacinque giri o giù di lì alla bandiera a scacchi era nientemeno che Dixon, che più il tempo passa e più sembra destinato a vincere gare a ripetizione (in ogni caso, dato che non ha vinto la Indy 500 dopo averne passato gran parte in testa, credo che non dobbiamo lamentarci troppo delle gare noiose - anche perché in Indycar a far diventare le gare "noiose" è un'altra faccenda di cui parlerò un po' più avanti), con O'Ward superato anche da Sato quando mancavano una ventina di giri alla conclusione. Il sorpasso è stato una perfetta manovra in stile Sato: uno di quelli che una volta riescono e dieci volte finiscono con due vetture a muro.

Eravamo nel caso in cui le cose erano destinate ad andare bene e i due sono saliti sui gradini più bassi del podio, con la top-ten completata da Colton Herta, Marcus Ericsson altresì noto come il Pollo Gigante, Rinus Veekay, Ryan Hunter-Reay, Felix Rosenqvist, Tony Kanaan e Conor Daly.
Dato che ho citato Kanaan, mi sembra opportuno segnalare che l'indomani sarebbe iniziata per lui l'ultima gara per la quale ha un contratto: la seconda di Gateway potrebbe essere stata la sua ultima gara di Indycar in carriera... e purtroppo non si sarebbe ripetuto con un'altra top-ten.

Josef Newgarden, Patricio O'Ward, Will Power, Rinus Veekay, Scott Dixon, Colton Herta, Felix Rosenqvist, Conor Daly, Takuma Sato e Santino Ferrucci i primi dieci dell'altra gara, piuttosto tranquilla, con una safety car entrata a quattro giri alla fine, quando Sato è andato a strisciare contro un muro. Ha solo strisciato e, da settimo che era, si è ritrovato nono, giusto perché era da troppo tempo che non combinava nessuna papera ed era più che opportuno evitare che la gente pensasse che si facesse sostituire da un gemello segreto non caotico. La gara è finita quindi dietro alla safety car e questo ha portato all'indignazione dei fanboy americani, perché a loro dire le gare dovrebbero finire in green-white-chequered applicando a caso le regole della NASCAR.

Questo è quanto, in Indycar, sembra ammorbare le gare e renderle noiose, il fatto che gli ultimi pochi giri vengano disputati dietro al Bernd Maylander della situazione (non so chi ci fosse al volante della safety car, ma in passato ci sono stati personaggi pittoreschi come Sarah Fisher o Oriol Servia, quindi mi auspico che si continui con gli stessi altolocati standard e non con gente a caso come accaduto una volta in passato in cui la safety car ha fatto incidente prima del via).
Secondo certi illustri fan del motorsport, la risposta giusta era redflaggare la gara e poi ripartire in seguito (con green-white-chequered, ovviamente). Sì, avete capito bene: per una banalissima strisciata contro al muro, senza incidente, volevano che fosse esposta bandiera rossa.

Questo accadeva due settimane fa: questo weekend si correva invece a Mid-Ohio. Devo ancora vedere gare o highlight, basti sapere che ieri ha vinto Willpowahhhh dalla pole, mentre Newgarden, Rossi, Rahal e Hunter-Reay completavano la top-5. Anche la gara di oggi è stata vinta dal pole sitter Colton Herta, in una tripletta Andretti completata dalle vetture di Rossi e RHR. Rahal ed Ericsson hanno completato i primi cinque e non sembra che ci siano state polemiche varie. Le due gare di questo weekend erano previste per il mese scorso, ma sono state rimandate per l'emergenza coronavirus e ricollocate in calendario.




mercoledì 9 settembre 2020

Commento al Gran Premio d'Italia: 6 settembre 2020

A volte ritornano, quando meno te lo aspetti, con una dinamica che non ti aspetti, ieri e oggi si fondono e tutto ciò che ne viene fuori è una storia di oggi mille volte più romantica di quella di ieri, forse la storia più romantica in assoluto che ci sia stata offerta dal motorsport di questo secolo.
Allora la pioggia, adesso il sole. Allora una qualifica strana, oggi una qualifica normale. Hamilton che otteneva la sua novantaquattresima pole position (vogliate perdonarmi questo spoiler, ma è stata la cosa più consueta del fine settimana, quindi la posso anticipare così) e la grafica che erroneamente sosteneva che era la sua novantesima vittoria... non c'era altro da fare che pensare che sarebbe stato proprio così, che il giorno dopo il Gangster Rapper avrebbe vinto il suo novantesimo gran premio in carriera e ci sarebbe stato comunque un po' di romanticismo: avrebbe raggiunto quota novanta proprio nello stesso circuito dove l'aveva raggiunta Schumacher nel 2006 e sarebbe stata una coincidenza interessante per la storia di Monza. Il destino di Monza, tuttavia, non era destinato ad essere sede della novantesima vittoria di Hamilton e il romanticismo a cui andavamo incontro era di portata ben più ingombrante.
È quasi inquietante, adesso, ripensare ai giorni prima del gran premio, quando si parlava dei fatti del passato e si ricordava quel bizzarro 2008 che, in fin dei conti, era meno bizzarro di quanto al giorno d'oggi lo si voglia far apparire. Perché il 2008 non era il 2020 e su una cosa tutti erano d'accordo: la Toro Rosso di Faenza poteva vincere una gara nel 2008, ma non nel 2020.

COME ARRIVARE ALLA VITTORIA CON UNA TORO ROSSO NEL 2008 - era un mondiale molto variegato, con Ferrari e McLaren a lottare per il titolo ma senza una supremazia netta, né tra di loro, né sulle altre scuderie. Da un lato è vero che Ferrari e McLaren potevano agevolmente stare davanti a tutti o quasi in qualifica, ma dall'altro lato, se non stavano davanti in qualifica per qualche motivo oppure se finivano dietro a gara in corso, era molto probabile che restassero dietro almeno a una parte dei loro avversari. L'errore di chi dice "non poteva succedere" è proprio questo, avere una visione troppo contemporanea del passato. Ci siamo abituati, specie nel momento in cui c'era una spaccatura netta tra Mercedes/ Redbull/ Ferrari e tutto il resto della griglia, che una di queste vetture, ritrovandosi nelle retrovie a inizio gara o a metà gara, potesse tranquillamente rimontare fino alla zona punti se non oltre. Il 2008 non era così: non c'era un terzetto di scuderie con performance talmente superiori alla media degli altri da avere la certezza del risultato spianato. In più era epoca di rifornimenti di benzina, che a mio parere, a ripensarci oggi, non aggiungevano molto e quindi tutto sommato non credo se ne senta la mancanza, e le vetture che arrivavano in Q3 dovevano qualificarsi con già a bordo il carburante del primo stint di gara. Questo comporta che, a seconda di quanto carburante si decidesse di mettere, le vetture potevano essere più leggere o più pesanti. Per chi arrivava in top-ten con una vettura magari non tanto performante quanto altre, c'era l'escamotage di avere meno benzina a bordo per qualificarsi il più avanti possibile. Ciò comportava esporsi al rischio di overcut (termine che ai tempi non si usava, si parlava di "sorpasso ai box" anche se tecnicamente non era un vero e proprio sorpasso): i piloti che stavano dietro andavano avanti qualche giro in più, chi era già rientrato aveva la vettura più pesante e magari era nel traffico e chi rimaneva in pista più a lungo poteva recuperare terreno. Una scelta di questo genere, complice un giro perfetto, ha probabilmente spianato la strada alla pole position di Vettel.
Dietro di lui c'era Kovalainen, compagno di squadra di Hamilton in McLaren, che qualcuno potrebbe non ricordare bene. Giusto per inquadrare il soggetto, Kovalainen era una sorta di Bottas dei poveri, quando stava in McLaren, capace di vincere una sola gara sulla stessa vettura con cui Hamilton vinceva il mondiale e peraltro favorito da una foratura dello stesso Hamilton per poi avere la strada spianata da una rottura del motore della vettura di Massa. Era lecito aspettarsi che Kovalainen stesse attaccato al posteriore di Vettel nella prima parte di gara, che Vettel rientrasse prima ai box e che Kovalainen potesse spingere al massimo e stargli davanti dopo essersi fermato a sua volta. Come ho detto, tuttavia, Kovalainen era una sorta di Bottas dei poveri e la cosa si è vista in gara. Vettel è andato via per i fatti suoi e Kovalainen non gli è rimasto vicino. Quindi, quando Vettel si è fermato a rifornire prima di Kovalainen, ciò non ha comportato alcun rischio e la posizione era abbondantemente conservata. Ironia della sorte, Hamilton invece, che partiva dalle retrovie su una strategia a un solo rifornimento, si stava avvicinando notevolmente ed era il pilota più veloce in pista. Lui sì che avrebbe potuto mettersi tra Vettel, la Toro Rosso e la vittoria, se le cose fossero girate per il suo verso. Purtroppo per lui, nonostante MeteoFrance avesse detto che sarebbe piovuto per tutta la gara, la pioggia ha smesso di cadere nel finale. Per questa ragione, quando con la seconda sosta gli altri piloti hanno messo gomme più adatte alle circostanze, anche Hamilton ha dovuto fermarsi una seconda volta per adeguarsi. A quel punto non c'era più nessun pilota che potesse ragionevolmente insidiare Vettel che così è giunto fino alla bandiera a scacchi, peraltro con un vantaggio di dodici secondi su un Kova che poi sul podio non sembrava particolarmente soddisfatto. Dopotutto nemmeno io lo sarei se avessi avuto il fine settimana della vita a disposizione e l'avessi preso in quel posto da un ragazzino sbucato fuori dal nulla, di cui il tifoso medio non sapeva nemmeno dell'esistenza, che non sembrava destinato a finire in un top-team nell'immediato (era già stato ingaggiato da tempo dalla Redbull per il 2009, ma contrariamente a quanto pensa certa gente, ai tempi la Redbull sembrava tutto tranne che un top-team).
Vettel, Kovalainen, Kubica sul podio e la gente di oggi che si chiede "davvero Kubica è andato a podio?" (facepalm) e parla di fortune sfacciate che hanno permesso un risultato falsato. Vorrei ricordare a questa gente che i risultati falsati sono le vittorie di chi vince sempre, nel loro immaginario, non quelli di chi vince una volta e poi il nulla cosmico per dodici anni. Purtroppo la Toro Rosso ha vinto con il pilota sbagliato, se al posto di Vettel ci fosse stato uno destinato a non vincere mai altrove magari quel risultato sarebbe stato maggiormente apprezzato dal grande pubblico in seguito. Tornando a noi, comunque, vari fattori hanno contribuito a quello che abbiamo visto nell'ormai lontano 2008: una vettura che sul bagnato performava meglio che sull'asciutto, una stagione variegata con cinque team vincitori e nove team a podio almeno una volta (nove significa tutti tranne uno, il fanalino di coda), una vettura probabilmente un po' più leggera in qualifica, un giro perfetto in qualifica da parte del pilota, una buona strategia, una gara senza errori... e probabilmente anche altre cose che al momento non mi vengono in mente. Credo che sia inutile volere demolire per forza un simile risultato, non tanto per un pilota che poi ha vinto altre 50+ gare, ma per una squadra che quel giorno ha vissuto davvero il suo momento di gloria e che con tutta probabilità pensava che un momento del genere non sarebbe arrivato mai più. Sono passati ben undici anni prima di potere puntare almeno al podio, anche se è successo ben due volte, e nulla lasciava pensare che potesse ripetersi. Lo dicevamo qualche giorno prima della gara: una Toro Rosso poteva vincere nel 2008, ma non può certo vincere nel 2020. Poi, incredibilmente, l'impossibile è diventato possibile.

COME ARRIVARE ALLA VITTORIA CON UN'ALPHA TAURI NEL 2020 - Hamilton e Bottas in prima fila, a seguire Sainz e Perez, Verstappino e Norris, Ricciardo e Strollino, Albon e Gasly a completare la top-ten. Un risultato di qualifica normalissimo completato da Kvyat, Ocon, Leclerc, Raikkonen e Kmag fuori in Q2 mentre erano usciti in Q1 RoGro, Vettel, Giovinazzi e i Russifi, anche se in effetti sono convinta che i Leclettel non lo definirebbero "risultato di qualifica normalissimo", ma che a loro sembrerebbe un enorme strazio e non avrebbero tutti i torti. Cosa può succedere con una simile griglia? O che Hamilton vince tenendosi dietro Bottas o che Bottas ha uno slancio incredibile e si porta in testa al via. Naturalmente quest'ultima possibilità è inferiore a quella precedente come probabilità e infatti Bottas ha deciso di dare il meglio di sé partendo al rallentatore. Sono passati i Norrisainz e poi anche Perez, Bottas si è ritrovato ad avere Verstappino negli scarichi e anche questo non doveva essere un bel soggetto da avere dietro. Nel frattempo Albon era in completa versione Alboff: prima è stato protagonista di un contatto con Gasly, poi ha tentato di grosjeanizzare RoGro, è stato penalizzato per il suo misfatto e... niente, l'abbiamo perso di vista per un bel po'. Anzi, no, l'abbiamo visto che faticava a superare Leclerc, il che sinceramente mi pare anche peggio che non averlo visto per niente, visto come stava andando la gara della Ferrari. Comunque le cose potevano addirittura migliorare: Vettel si è messo ad abbattere pannelli di polistirolo, non come passatempo ma perché la sua macchina all'improvviso aveva deciso di non frenare più. L'ha portata ai box e l'ha parcheggiata dentro, mentre più tardi Kmag avrebbe parcheggiato la sua fuori dai box, dopo avere avuto problemi. Quello è stato il turning point della gara, dato che ha portato a un grosso plot-twist.
In Alpha Tauri hanno chiamato Gasly ai box e il Pokemon è rientrato prima che entrasse in pista la safety car. Poi è entrata in pista la safety car e sono rientrati ai box Hamilton e Giovinazzi. Solo che la vettura di Kmag era talmente in mezzo alle pa**e che era stato deciso di chiudere la pitlane. C'era un semaforo rosso e Hamilton, Giovinazzi e le rispettive chiome fluenti hanno ignorato il suddetto semaforo. Sono stati messi sotto indagine, mentre gli altri rientravano in modo random e neanche tutti in un secondo momento, quando si poteva. Poi la safety car si è levata di torno, il Vanz si è esaltato perché Leclerc era risalito miracolosamente non olo in top-ten ma addirittura a ridosso della top-5, ma non è durata molto a lungo: il Predestinato è andato a schiantarsi contro una barriera che, diversamente da lui, non sembrava particolarmente predestinata, la scocca della sua monoposto ha retto bene l'impatto, m non si può dire lo stesso della barriera: la gara è stata redflaggata e a quanto pare adesso le regole per le gare redflaggate sono diverse. Nello specifico le vetture rientrano in pitlane, chi non ha effettuato il pitstop lo fa in pitlane a gara interrotta (Strollino, parlo di te), poi si va in pista a fare un formation lap dietro la safety car e si riparte con standing start. Mentre scoprivamo tutto ciò, i due di cui sopra venivano penalizzati e il Prosciuttello Gangster viaggiava per il paddock in monopattino, probabilmente per andare a parlare con i commissari. Oppure per andare a trovare il suo best friend forever, non lo possiamo sapere. Il pre-gara, infatti, era stato caratterizzato da Hamilton e Vettel assenti dalla manifestazione contro il razzismo, immortalati mentre raggiungevano la griglia uno di corsa e l'altro sul monopattino (immagino abbiate capito chi era quello in fissa con il monopattino, questo fine settimana). A seguire, Hamilton ha dichiarato di avere fatto tardi perché era in bagno. Quindi ciò significa che Vettel era andato a cercarlo, oppure che erano entrambi nello stesso bagno. Quindi può darsi che durante la redflag il suo collega lo aspettasse in bagno e che l'abbia rincuorato per l'imminente penalità tirandogli la coda. Qualunque cosa sia successa, comunque, quello che conta è che quando la gara è ripartita, a circa metà percorrenza, Hamilton era ancora in testa, ma costetto a scontare uno stop and go, come Giovinazzi, ma a nessuno importava un fico secco di Giovinazzi.
Strollino, che ne avrebbe ereditato la leadership, è andato un po' per prati ed è scivolato dietro a Gasly, Sainz e le Alfa Romeo, quindi il leader della gara è divenuto il Pokemon, mentre Sainz lo inseguiva ma a debita distanza, Giovinazzi rientrava ai box per scontare la penalità, Raikkonen veniva superato prima da Strollino e poi da tanta altra gente, Bottas dormiva al quinto posto alle spalle di Norris (senza più Verstappino tra le scatole visto che si era ritirato per guasto al motore subito dopo il restart) e Hamilton risaliva dai bassifondi, superando a un certo punto Albon che era tra gli ultimi. Purtroppo non l'ha speronato in corso d'opera, perché la gara di Albon sarebbe risultata decisamente più rispettabile con un ritiro, visto che mentre lui annaspava davanti al solo Giovinazzi, Latifi stava a ridosso della top-ten. Via radio comunicavano a Sainz che avrebbe preso Gasly in sette/otto giri, ma i tempi di Gasly sembravano suggerire il contrario. Incredibile ma vero, a distanza di dodici anni e con dinamiche completamnte diverse, si stava concretizzando l'ipotesi di una seconda vittoria della "Toro Rosso di Faenza"... e dal punto di vista umano sarebbe stata decisamente più romantica di quella precedente. Nel 2008 Vettel era un pilota che non sembrava avere grosse possibilità di diventare un top-driver in tempi brevissimi (doveva passare in Redbull e vi rimando alla classifica 2008 per farvi capire quali potessero essere le ipotesi per il futuro della Redbull), ma nulla lasciava pensare che non potesse diventarlo in futuro. C'erano diverse squadre di livello medio-alto che avrebbero potuto ingaggiarlo di lì a qualche anno, dato che nel suo piccolo si era comunque messo in mostra più di altri piloti debuttati più o meno ai suoi tempi e che nei top-team c'erano comunque anche piloti la cui posizione non sembrava così tanto stabile per il futuro. Mentre Vettel stava in testa a quel gran premio non mi è mai venuto da pensare, nemmeno per una volta, che quella fosse la sua UNICA possibilità di vincere un gran premio e che se non ci fosse stata quella non ci sarebbe stata mai più un'altra occasione. Il discorso Gasly è molto diverso.

LA RIVINCITA DEL POKEMON - poco più di un anno fa Gasly stava al volante di una Redbull e veniva criticato per non cavare un ragno dal buco. Non solo veniva criticato, ma è stato anche cacciato via a calci e sostituito da uno che, risultati alla mano, non è che si stia rivelando così tanto più competitivo. È stato messo da parte, gli è stato fatto capire che non era abbastanza per stare in un top-team. Tanti altri al posto suo si sarebbero demoralizzati, avrebbero finito per disperdersi da qualche parte a fondo classifica, in attesa di vedere anche la loro posizione da piloti di classifica medio-bassa disintegrarsi una volta per tutte. Quando Gasly è stato messo da parte dalla Redbull, poteva sembrare destinato a non andare più da nessuna parte, ad essere solo una misera comparsa che un giorno o l'altro non avrebbe più avuto nemmeno un volante di serie B. Una volta ottenuto quel volante di serie B, tuttavia, il Pokemon non si è mai lasciato scoraggiare ed è riuscito a diventare quello che non era quando stava in un top-team. Ha dimostrato il proprio valore cogliendo prima un rocambolesco podio in Brasile e poi la consacrazione definitiva, questa vittoria, qualcosa di impensabile nell'immaginario collettivo. Ha mantenuto un gap costante nei confronti di Sainz fino all'ultimo giro e quando questo è finalmente riuscito a scendere in zona DRS, ancora una volta Gasly ha mantenuto la posizione. Ha visto il mondo dal gradino più alto del podio, ha visto la delusione negli occhi del suo inseguitore e ha visto quello che nessuno credeva di poter vedere, forse nemmeno lui stesso. Perché non sali su un'Alpha Tauri convinto che vincerai il gran premio, questo è poco ma sicuro, e non oso immaginare cosa possa essergli passato per la testa in quella metà gara che ha passato là davanti a tutti, probabilmente consapevole che, con una "Toro Rosso di Faenza" difficilmente gli sarebbe capitata una seconda occasione. In più si narra perfino che Gasly sia stato un fanboy di Vettel... e ora me lo immagino ragazzino, mentre sogna a occhi aperti di emulare il suo Yd0l0 e di vincere un gran premio al volante della Toro Rosso. Ce l'ha fatta ed è la cosa più fiabesca che potesse accadere, al punto tale che non me la sento di aggiungere altro, né dialoghi immaginari né considerazioni sugli altri hot topic del giorno (Ocon che polemizza con il team ma non è cool abbastanza per non essere insultato via social, Hamilton che per poco non raggiunge Bottas, le considerazioni sulla bellezza delle gare con reverse grid nonostante questa non avesse una reverse grid e tutto quello che si è detto in questi giorni).

RISULTATO: 1. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 2. Carlos Sainz (McLaren), 3. Lance Stroll (Racing Point), 4. Lando Norris (McLaren), 5. Valtteri Bottas (Mercedes), 6. Daniel Ricciardo (Renault), 7. Lewis Hamilton (Mercedes), 8. Esteban Ocon (Renault), 9. Daniil Kvyat (Alpha Tauri), 10. Sergio Perez (Racing Point), 11. Nicholas Latifi (Williams), 12. Romain Grosjean (Haas), 13. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 14. George Russell (Williams), 15. Alex Albon (Redbull), 16. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Sebastian Vettel (Ferrari).

martedì 8 settembre 2020

Commento al Gran Premio del Belgio: 30 agosto 2020

Per la seconda volta quest'anno mi ritrovo a scrivere un commento a un gran premio quando è già stato disputato quello successivo... siate comprensivi, non mi capitava da anni ma gli altri anni non c'erano tutti questi triple header. Naturalmente non farò spoiler su quanto accaduto una settimana più tardi perché il principio fondante dei Commenti ai Gran Premi è fingere che i lettori non abbiano la più pallida idea di cosa sia successo e che debbano venirlo a scoprire leggendo il commento stesso. Partiamo quindi dall'inizio, ovvero da una prima fila tutta Gangster Vampires, con dietro di loro Verstappino e Dani-Smile a tenersi dietro i rispettivi compagni di squadra. Un Carlito Fanboyz in grande spolvero si è messo dietro Perez e Strollino oltre che Norris fanalino di coda della Q3, ma è stato punito per questo affronto ai lattai: la sua vettura si è rifiutata di accendersi per il giro di schieramento e quando è arrivato il giro di formazione era ormai andato a letto già da tempo.
Fanboyz: "Tunz tunz tunz!!111!!11"
Voce fuori campo: "Perché stai celebrando un DNS?"
Fanboyz: "Perché mi sento come il mio YdOlO!!!111!!1!"
Voce fuori campo: "Non sono così sicura che sia un bene imitare queste cose del tuo Yd0L0."
Fanboyz: "Lo imito anche nelle sue sopraffine scelte relative alle squadre in cui accasarmi. Sono certo che in Ferrari vadano alla grande."
Kvyat e Gasly non erano d'accordo con il pensiero di Sainz e hanno battuto Leclerc e Vettel, rispettivamente tredicesimo e quattordicesimo in qualifica, mentre Russell era d'accordo con lui dato che è rimasto diligentemente dietro di loro come ultimo della Q2. Essere arrivato in Q2 era comunque un risultato di spessore, tutte cose di cui Raikkonen, RoGro, Pantene, la marmotta del Quebec e Kmag non potevano certo vantarsi. La marmotta del Quebec, tuttavia, non si preoccupava particolarmente, a mio parere: sa benissimo che gli exploit di Russell avvengono solo in qualifica e che in gara arrivano sempre e comunque ultimi. La nonna di Russell nel frattempo era su di giri perché suo nipote sarebbe partito nelle vicinanze di Vettel.
Sebby: "Non è che partire vicino a me sia un motivo di grande vanto."
La nonna di Russell: "Magari tu e il predestinato fate una bella partenza come quella volta e mio nipote ne approfitta."
Sebby: "Predestinatohhhh, hai sentito?"
Predestinato: "Cosa?"
Sebby: "La nonna di Russell ci sta prendendo per i fondelli, non ti pare che questo leda la nostra immagine?"
Predestinato: "Un po' sì..."
Sebby: "E non ti preoccupa?"
Predestinato: "No, io me ne sbatto di quello che pensa la gente, perché tanto c'è chi mi ama, tipo il Vanz."
Sebby: "Ti prego, non shipparti con lui."
Predestinato: "Naaahhhh, non mi shippo con nessuno, non sono come te che durante le prove libere scambi cenni di saluto con il Prosciuttello Gangster."
Tra parentesi, è stata una scena molto aaaawwww, stanno diventando la ship più bella della storia della Formula 1 ormai.
Predestinato: "Ma non sono predestinati come me, che supererò un bel po' di vetture al via."
Sebby: "Sai che quelle stesse vetture si riprenderanno la loro posizione?"
Predestinato: "Sì, ma starò davanti a te, ed è questo che conta."
Sebby: "Te l'ha insegnato il Vanz, scommetto."
Predestinato: "FUCSIAHHHHH."
Sebby: "Stai calmo."
Predestinato: "Fucsia, fucsia, fucsia, fucsiahhhhh!"
Sebby: "Bimbo, ti conviene calmarti, altrimenti penseranno tutti che hai la febbre e al prossimo gran premio non ti faranno nemmeno entrare nel circuito. Non che restarsene a casa debba essere per forza un male, ma..."
Predestinato: "Naaaaahhhh, a casa puoi starci tu, che non ti vuole più nessuno, nemmeno la Force India."
Sebby: "Le mie galline mi amano, specie da quando ho promesso a Hammi che non le metterò mai in pentola."
Gangster Hammi: "Però mangi ancora le loro uova e questo non mi soddisfa per niente."
Sebby: "Taci, se no stasera ti cucino una frittata."
Gangster Hammi: "ORROREHHHHHHHHH!"
B077as: "Se vuoi venire a cena da me, invece, ti posso cucinare una fiorentina al sangue."
Gangster Hammi: "No, basta con questi discorsi, io scappohhhh."
Infatti è scappato a gambe levate e nessuno l'ha più visto, se non al momento della bandiera a scacchi. Però, siccome siamo ancora alla partenza, direi di abbandonare il discorso Prosciuttello Gangster e di pensare a quello che facevano gli altri piloti in gara in attesa del momento della bandiera a scacchi.

Giovinazzi è andato a sbattere, forse scivolando su una pozza di shampoo, ha perso una ruota e quella ruota ha colpito la vettura di Russell, con poca soddisfazione della nonna di quest'ultimo che aveva ricominciato a tifare per il nipote dopo essersi resa conto che tifare Vettel significava assistere alla conquista della stessa quantità di punti ottenuti da Russell. La pista è stata invasa dai detriti, un'apparente situazione da bandiera rossa, che tuttavia è stata risolta in cinque minuti contati di safety car, durante i quali la nonna di Russell ha deciso di spegnere la TV e di andare a fare una passeggiata in giardino.
Il Predestinato intanto è andato a fare una passeggiata ai box, dove ha avuto una lunga sosta, un giro prima di tutti gli altri. Quando è tornato in pista si è ritrovato alle spalle di Vettel e Raikkonen ed erano talmente indietro che i fan suoi e quelli di Vettel non si stavano neanche insultando sui social per stabilire chi dei due fosse più meritevole di stare davanti all'altro. Raikkonen ha messo d'accordo tutti superando il suo ex compagno di squadra al restart e a quel punto è accaduto qualcosa di estremamente pittoresco.
Predestinato: "Io. Sono. Figo."
Sebby: "Io. Sono. Più. Figo. Di. Te."
Predestinato: "Io. Sono. Immensamente. Figo."
Sebby: "Io. Sono. Più. Immensamente. Figo. Di. Te."
Predestinato: "Io. Sono. Enormemente. Figo."
Sebby: "Io. Sono. Più. Enormemente. Figo. Di. Te."
Predestinato: "Io. Sono. Predestinatamente. Figo."
Sebby: "Io. Sono. Più. Predestinatamente. Figo. Di. Te."
Predestinato: "Eh, no, posso tollerare tutto ma la predestinazione rimane miahhhh."
Vanz: "Concordo. FUCSIAHHHHHH!"
Si è scatenato un duello epico che se fosse stato per la vittoria avrebbe provocato immediatamente un contatto con devastazione delle vetture. Dato che era per il tredicesimo posto, tutto è andato bene, almeno nell'ottica di Vettel, che è rimasto davanti al compagno di squadra.
Sebby: "Ho dei dubbi sul fatto che arrivare tredicesimo sia una bella cosa..."
Predestinato: "Quindi puoi lasciare il tredicesimo posto a me."
Voce fuori campo: "Naaahhhhh, per te ci sono altri programmi."
In casa Leclerc sono passati al Piano C, che sta per "Piano Che Cavolo Facciamo Adesso?" e ha fatto due soste, uscendo in mezzo al nulla, con una sfilza di Williams e Haas da superare. Per sua fortuna qualcuno di loro è andato ugualmente ai box, facilitandogli un'impresa impossibile, perché tra una cosa e l'altra la Ferrari andava bene tanto quanto le Haas.
Così, mentre Vettel è rimasto tutto il tempo a sprofondare fuori top-ten, Leclerc è stato chiamato a una lunga "rimonta" che consisteva nell'inseguire RoGro sperando di avvicinarsi abbastanza da superarlo, cosa che è successa all'ultimo giro. A quel punto poteva ambire al un nuovo illustre duello con Vettel per il tredicesimo posto, ma la bandiera a scacchi era più vicina di quanto non lo fosse lui a Vettel in quel momento e ci siamo risparmiati di assistere a un simile evento.
Predestinato: "Che delusionehhhh. Avrei voluto asfaltarlo ed entrare nell'Olimpo del motorsport."
Sebby: "Piantala di dire ca**ate, bimbo."
Predestinato: "Sono più figo di te, te l'ho già detto."
Sebby: "Sarai anche più figo di me, ma non sono io quello che ha firmato con il sangue un contratto per legarsi alla Ferrari fino al 2024."
Predestinato: "Come sei kattivohhhh."
Sebby: "Sono solo realista."
Predestinato: "Ora chiedo a Verstappino di picchiarti."
Sebby: "Mi hai scambiato per Ocon?"
Predestinato: "No, lui ha una vettura troppo competitiva per i nostri standard."
Sebby: "Sarà soddisfatto Alonso che l'anno prossimo dovrà guidarla."
Ferni: "Certo che sono soddisfatto. Già il non essere tornato in Ferrari si sta rivelando la cosa migliore che mi potesse capitare. Ora le sofferenze toccheranno tutte a quel pollo del mio fanboy."
Sebby: "Come osi maltrattarehhhh i bambinihhhh?"
Ferni: "Il fanboy è un bambino rompiscatole e a me non piacciono i bambini rompiscatole."
Sebby: "Ma sei il suo Yd0l0."
Ferni: "Lo so. Appunto che prenderlo per i fondelli è ancora più divertente."
A sentire quelle parole, probabilmente il fanboyz è scoppiato a piangere a dirotto, sempre che non stesse già piangendo nel vedere dall'esterno la gara delle Ferrari, ovvero il tipo di gara che gli toccherà probabilmente nella prossima stagione, rimpiangendo di avere scelto di lasciare la McLaren.

Il resto della gara consiste nell'assistere al duello a distanza tra Alboff e il Pokemon a cui la Formula 1 fa da contorno fin da quando l'uno è stato appiedato per mettere al suo posto l'altro. Quando in regime di safety car si erano fermati tutti, Gasly era stato il solo oltre a Checo a non farlo, perché era partito sulle gomme hard, se non vado errata. Al restart si è tenuto dietro il suo sostituto like a boss per parecchi giri, nonostante questo fosse su gomme decisamente più fresche.
Alboff: "Ma io sono al volante di una Redbull e tu no!"
Pokemon: "Non importa essere al volante di una Redbull. Quante volte sei andato a podio?"
Alboff: "Tutta kolpahhhh del Prosciuttello Gangster."
Pokemon: "Ti rendi conto di averlo incontrato due volte in totale?"
Alboff: "Sì, ma mi sono state fatali, perché erano proprio le uniche due volte in cui potevo andare a podio."
Pokemon: "E in tutte le altre occasioni?"
Alboff: "Non credo che tu sia la persona migliore per criticare i miei risultati in Redbull."
Sarò obiettiva, questo è vero, ma non per colpa del Pokemon, dato che sono io che ho ordinato al suo alter-ego di pronunciare queste parole. Al Pokemon quello vero penso non importi un bel nulla di guidare la Redbull, oggi come oggi, dato che al volante dell'Alpha Tauri sembra andare più forte di quanto facesse quando stava in Redbull.
Alboff: "Ma ora ti ho superato."
Pokemon: "Vantatene."
Alboff: "Certo, è stato faticosissimo, mi sembrava di stare nelle retrovie e di dovere superato Vettel."
Sebby: "E tu che ca**o vuoi da me?"
Alboff: "Volevo chiederti che cosa ne è stato del tuo passaggio in Pink Panther. Credo che non ti vogliano nemmeno lì perché hai vinto solo con la Redbull per cu*o e non per merito rendendo la Formula 1 falsata."
Sebby: "Senza offesa, ma credo che sia tu quello che sta falsando la Formula 1, dato che con una Redbull hai meno probabilità di arrivare sul podio di quante ne abbia Hulkenberg correndo il gran premio a piedi."
Alboff: "Come sei kattivohhhh."
Sebby: "Colpa tua, avresti dovuto stare zitto e continuare a guidare."
Alboff: "Ma io sto continuando a guidare. E viaggio verso la top-5."
Oki: "Per ora."
Infatti al penultimo giro è stato superato da Ocon, in una gara in cui le Renault erano in grande spolvero, Ricciardo è arrivato Hulkenberg e Ocon è arrivato Hulkenberg in seconda. Gasly nel frattempo risaliva fino all'ottava piazza, prendendo punti nonostante fosse precipitato a un certo punto in ultima piazza. Anche Checo dopo il suo pitstop era precipitato nelle retrovie ed è arrivato decimo, alle spalle di Strollino, il che ha provocato accuse di strategie fatte a caso per favorire il figlio del titolare, nonostante Perez non sia Hulkenberg e, se si giocasse il posto con Hulkenberg, tutti vorrebbero Hulkenberg vita natural durante.
Checo: "Ma io in passato sono stato sul podio."
Strollino: "Anch'io."
Checo: "Taci, bimbo."
Strollino: "Non darmi ordini, se no vado a fare gli occhi dolci a Vettel."
Checo: "Non mi interessa, fintanto che non sarà tuo padre a fare gli occhi dolci a Vettel."
Gangster Hammi: "Perché nessuno mi ca*a? Ho appena vinto questo gran premio."
Checo: "Nessuno ti ca*a perché hai vinto, appunto, se fossi arrivato decimo non si farebbe altro che parlare di te."

RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Valtteri Bottas (Mercedes), 3. Max Verstappen (Redbull), 4. Daniel Ricciardo (Renault), 5. Esteban Ocon (Renault), 6. Alex Albon (Redbull), 7. Lando Norris (McLaren), 8. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 9. Lance Stroll (Racing Point), 10. Sergio Perez (Force India), 11. Daniil Kvyat (Alpha Tauri), 12. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 13. Sebastian Vettel (Ferrari), 14. Charles Leclerc (Ferrari), 15. Romain Grosjean (Haas), 16. Nicholas Latifi (Williams), 17. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Rit. George Russell (Williams), DNS. Carlos Sainz (McLaren).

domenica 6 settembre 2020

NASCAR 2020: cenni sulla regular season

Sembrano passati secoli, ormai, da quando iniziava il campionato di NASCAR, con il grave incidente di Ryan Newman a Daytona, che per fortuna si è risolto in positivo. La stagione, a quel punto, proseguiva senza intoppi per appena un mesetto, per poi essere stravolta, ai primi di marzo, dall'epidemia di coronavirus, come tutto il resto del motorsport. Sono seguiti due mesi di stop, poi la stagione è stata rimessa in piedi, in un modo o nell'altro.

È arrivata l'epoca delle gare senza qualifica, con griglie di partenza estratte a sorte, con le gare del mercoledì e quelle della domenica e quant'altro, tutto verso un solo obiettivo: una regular season di ventisei gare, tanto quelle stabilite in origine, che terminasse in agosto, come da calendario... e l'obiettivo è riuscito: sono state disputate ventisei gare, ad arrivare ad agosto, e settembre, ottobre e la prima parte di novembre saranno dedicati ai playoff.
Tirando un po' di somme e facendo un po' di statistiche, dal punto di vista delle gare vinte, la situazione è questa:

7 vittorie per Kevin Harvick
6 vittorie per Denny Hamlin
3 vittorie per Brad Keselowski
2 vittorie per Joey Logano
2 vittorie per Chase Elliot
1 vittoria per Martin Truex
1 vittoria per Ryan Blaney
1 vittoria per Alex Bowman
1 vittoria per William Byron
1 vittoria per Austin Dillon
1 vittoria per Cole Custer

Si notano nomi illustri e nomi considerati un po' meno illustri, dopodiché si nota anche il nome di un rookie, l'ultimo che ho citato, mentre non hanno ottenuto vittorie altri soggetti illustri, tipo Kyle e Kurt Busch, oppure Jimmie Johnson, il pilota più odiato dai fanboy della NASCAR, che se non vado errata sta disputando la sua ultima stagione completa, di cui a un certo punto tempo fa ha dovuto saltare una gara in quanto contagiato dal coronavirus, stesso destino capitato anche a Dillon, con la sola differenza che Johnson è stato tacciato di esserselo inventato per questioni pubblicitarie.

In apparenza, diversamente dai piloti di Formula 1, i piloti di NASCAR, i membri dei team e la gente che lavora nella NASCAR non sembra essere sottoposta a test regolari, in quanto ai tempi di Johnson le cronache riportavano come sia stato trovato positivo al coronavirus in quanto, pur essendo asintomatico, aveva fatto il test dopo che era risultata positiva sua moglie, testata per via di sintomi lievi.
Il contrasto Stati Uniti vs resto del mondo mi ha lasciata un po' spiazzata, ma non è la prima volta che succede, quindi direi di tralasciare questo argomento.

Kevin Harvick, Denny Hamlin, Brad Keselowski, Joey Logano, Chase Elliott, Martin Truex, Ryan Blaney, Alex Bowman, William Byron, Austin Dillon, Cole Custer, Aric Almirola, Clint Bowyer, Kyle e Kurt Busch e infine Matt Di Benedetto sono i primi sedici piloti in classifica, che andranno a lottare per il campionato per i prossimi due mesi. La struttura dei playoff rimane tale e quale: tre gare con uno scontro a sedici, poi si passa a dodici per altre tre gare, a seguire a otto per altre tre e infine, all'ultima, solo i primi quattro piloti in classifica inclusi nello scontro per il titolo. Io tifo per Matt Di Benedetto, perché porta lo stesso cognome di un fornaio che lavora nel mio paese (non quello da cui compriamo il pane io e i miei familiari)!



venerdì 4 settembre 2020

Perché la Toro Rosso è riuscita a vincere un gran premio

Ieri il profilo twitter ufficiale della Formula 1 ha postato un tweet sul Gran Premio d'Italia 2008 e c'è gente che non seguiva la Formula 1 ai tempi che si è scatenata interpretando i fatti della Formula 1 del 2008 come se fosse stata la Formula 1 del 2020.
Voglio fare una doverosa premessa: non ho apprezzato per niente quel tweet dato che c'era scritto solo che si trattava della prima vittoria in carriera per Vettel (cosa a mio parere irrilevante, dato che stiamo parlando di uno che ha vinto 50+ gare, e non vedo che rilievo possa avere una di queste vittorie sul motorsport) e non c'era alcuna menzione al fatto che si trattava dell'unica vittoria della Toro Rosso (cosa a mio parere molto rilevante, dato che appunto è stata l'unica vittoria, e proprio il fatto che sia stata ottenuta da un pilota divenuto in seguito rilevante invece che dal primo Panis che passava per la strada è la ragione per cui se ne discute). Nonostante ciò, tuttavia, credo che il mio dovere sia quello di combattere l'ignoranza da social e spiegare come sia stato possibile che la Toro Rosso abbia vinto un gran premio nel 2008.

La prima osservazione che mi ha colpita è stata: "non è possibile che un team sesto in classifica abbia vinto una gara meritatamente, deve essersi trattato di un colpo di fortuna". In tal caso sarebbe stato più o meno lo stesso tipo di fortuna avuta da Panis quella volta, ma lasciamo stare. Anche perché il caso Monza 2008 e il caso Monaco 1996 non hanno niente in comune. In più, credo sia doverosa una premessa: il sesto posto in classifica finale della Toro Rosso tiene conto di tutto quello che è successo nella stagione.
Quella stessa stagione è iniziata con le vetture della stagione precedente e soprattutto a fine anno il team ha fatto 30+ punti, dei quali solo quattro ottenuti da Bourdais. Quest'ultimo ha dichiarato di essersi trovato meglio con la vettura di inizio stagione e di non essersi adattato alla vettura 2008. In più ha avuto sfortune random proprio nelle occasioni in cui stava andando bene e poteva portare a casa un discreto numero di punti. Se Bourdais fosse riuscito a fare gli stessi punti di Vettel o almeno ci fosse stato un gap minore tra i piloti, poteva essere possibile una posizione migliore. In sintesi, il concetto che voglio esprimere è questo: il fatto che la Toro Rosso sia arrivata sesta in classifica costruttori, non implica che sia stata 24/7 la sesta forza del mondiale 2008.

Altre considerazioni sono che era competitiva tanto quanto la Redbull e che i top-driver fossero fuori dalla Q3 e che questo abbia condizionato fortemente il risultato. Parto dalla questione Redbull: è vero che le vetture erano pressoché uguali, ma appunto erano due team da centro classifica. La Redbull dei tempi non era la Redbull di oggi. Il punto, tuttavia, è che non solo Redbull e Toro Rosso erano vetture quasi identiche, ma che in termini di performance tante vetture diverse avevano performance più o meno simili. Dei dieci team che hanno completato la stagione, nove hanno ottenuto almeno un podio, con la sola eccezione della Force India, backmarker senza punti in quel campionato, e cinque su dieci hanno ottenuto almeno una vittoria.
Nessuno di tali risultati sembrerebbe avvenuto in maniera particolarmente fortunosa, fatta eccezione per due risultati ottenuti dalla Renault, ovvero il podio di Piquet dovuto a un propizio ingresso della safety car e una delle vittorie di Alonso, dovuta a un propizio ingresso della safety car che è stato riconosciuto come innescato ad arte. A parte questo, comunque, la Renault ha vinto anche un'altra gara.

Vero che alcuni piloti di un certo spessore non sono andati in top-ten nella qualifica del GP d'Italia, tuttavia non è vero che tutti i contendenti al titolo fossero fuori in Q2. Dei due piloti che avrebbero lottato per il mondiale fino all'ultima gara, uno era Massa che in top-ten c'era eccome. Comunque, in ogni caso, vorrei anche ricordare che ai tempi ci si qualificava con il carburante per il primo stint di gara e che non era impossibile che team di seconda fascia cercassero di stare più leggeri per ottenere un risultato migliore in qualifica.
Rientrare ai box qualche giro prima dei top-driver significava rischiare di subire un overcut da parte di questi, in quanto giravano per qualche giro in più con vettura scarica. Per salvarsi da questo triste destino bisognava riuscire, nel corso dello stint, ad andare più veloci di chi stava dietro, al punto da rimanere davanti a costoro anche dopo la sosta. Nel primo stint Vettel è andato più veloce di Kovalainen e questo ha inciso sulla sua capacità di rimanere in testa.

In più aggiungerei un paio di cose random, come da contorno, che sono le seguenti. 1) Il giro di qualifica fatto da Vettel è stato molto buono, anche in confronto a quello di Bourdais, nonostante il quarto posto di quest'ultimo in griglia. 2) La gara è stata piuttosto tranquilla senza stravolgimenti e nel corso di quella gara Kovalainen, nonostante fosse su una McLaren, non andava forte abbastanza da avvicinarsi. 3) Hamilton era il pilota più veloce in pista e, con la strategia pianificata a una sola sosta, molto probabilmente sarebbe riuscito a superare Vettel nel corso della gara o a stargli davanti dopo il pitstop, ma ciò non è stato possibile in quanto, contrariamente alle previsioni meteo, la pioggia ha smesso di cadere e Hamilton è stato costretto a una seconda sosta per cambiare gomme. 4) Seppure quello di Monza sia stato il principale exploit della Toro Rosso, i risultati sembrano suggerire che, con la pioggia, fosse una vettura ben più competitiva che con l'asciutto (Bourdais è stato vicino ad andare a podio in Belgio, Vettel ha passato tutta la gara con i top-driver in Brasile ed era lui e non Glock il pilota che Hamilton inseguiva quando poi hanno superato entrambi Glock).

Con questo voglio dire che purtroppo questo gran premio è stato spesso dipinto in maniera sbagliata, e tutto perché il pilota era Vettel e non Panis. I suoi sostenitori quindi hanno sempre descritto il tutto come una performance eccezionale ottenuta solo grazie alle prestazioni del pilota, mentre i suoi detrattori hanno dipinto la Toro Rosso come la squadra più forte di quella stagione. Tutti sembrano essersi dimenticati del contesto e del fatto che, nel 2008, con una strategia giusta o una vettura adatta alle condizioni meteo in tanti potessero competere per il podio, con le giuste opportunità. Ovviamente il pilota non doveva mandare in vacca il risultato facendo errori o facendo performance al di sotto di quanto la vettura permetteva.
Da ultimo vorrei aggiungere una cosa: anche la retorica secondo cui Vettel sarebbe stato promosso in Redbull per questo evento non corrisponde a realtà. Vettel era stato ufficializzato dalla Redbull (per i tempi team da metà classifica - come da settimo posto finale) per il 2009 esattamente due mesi prima, per effetto del ritiro di Coulthard a fine anno (e un probabile rifiuto di Alonso, che già puntava alla Ferrari nel 2010).



giovedì 3 settembre 2020

Lettera alla famiglia Williams

Cari Sir Frank e Claire, credo sia opportuno iniziare da un dato di fatto: non ho l'abitudine di pensare a voi al giovedì mattina, quando di solito si fanno congetture su cosa succederà in pista quando l'indomani si accenderanno i motori. Non stavo pensando nemmeno al fatto che il vostro team non sia più di vostra proprietà, già da qualche settimana, quello l'ho interpretato come qualcosa di inevitabile. Sui social, a suo tempo, sono esplose anche delle di critiche, perché Claire aveva affermato che non avrebbe venduto la squadra, in passato... un po' come se il "non vendere" non fosse stata l'anticamera del fallimento.

Certo, non lo nego, è stato triste sapere che un gruppo americano è divenuto il nuovo proprietario del team, ma a volte l'unica alternativa possibile è il male minore e il male minore è senz'altro il non dovere perdere né una squadra, né la sua storia. Bisogna accettare dei compromessi, come appassionati di uno sport, e bisogna pensare che, per chi ci sta dentro, certe decisioni non sono certo prese a cuore leggero. Accusarvi di esservene fregati della squadra è un errore grossolano, di quelli davvero da chiacchiere da bar, che non tengono conto del fatto che per voi in primo luogo è stata una rinuncia, che avete fatto tutto quello che era possibile.

Ormai non importa più quello che accadeva nel 1980, o anche solo nel 2000: siamo nel 2020, viviamo in un mondo diverso da quello di un tempo, in una Formula 1 diversa da quella di un tempo e, al giorno d'oggi, una squadra a gestione familiare non ha più vita "facile" come un tempo. Prima o poi sarebbe finita, era una storia annunciata, anche l'ultimo team privato non sarebbe stato più un team privato non sarebbe stato più un team privato (o in alternativa, non ci sarebbe stato più). Per giunta ai nostri occhi sembrava che nulla sarebbe cambiato, che la differenza sarebbe stata quasi impercettibile.

Poi qualcosa è cambiato ed è cambiato stamattina, con l'annuncio di Claire, che dopo il GP d'Italia lascerà il suo ruolo di team principal, con entrambi che non avrete più un ruolo all'interno del team. Il nome di Claire è arrivato a trendare al sesto posto nella classifica italiana di Twitter e sono passate ore prima che scendesse. Purtroppo è stata la cosa più simile a una Williams in top-ten vista in questi ultimi tempi, durante una situazione di stallo che si protrae da troppi anni e che stavolta è stata fatale. Stavolta, perché ce ne sono stati altri dei momenti di crisi e solo la Marussia, la Caterham e altri soggetti di quel calibro vi hanno salvati dall'essere gli ultimi.

Perché non era tutto rose e fiori neanche una volta, quando ero una ragazzina e a volte pensavo che la Williams fosse messa peggio di anno in anno e che non avesse speranze di risollevarsi. Invece finiva sempre per accadere qualcosa, che fosse un podio a caso oppure qualche performance degna di interesse, oppure un passaggio a un nuovo fornitore di motori che potesse ridare un po' di lustro a un team che sembrava annaspare come non mai. Era un mondo diverso, non dico che i soldi crescessero sugli alberi, ma se già nel 2009 la Williams era disposta ad accettare un tetto massimo di spesa, uno dei pochi team che stavano da quel lato della bilancia, doveva già esserci la ragione di fondo per cui, al giorno d'oggi, si è reso impossibile andare avanti come prima.

Vedervi andare via è triste, ma è bello sapere che almeno siete usciti di scena nella maniera il più possibile rispettabile, semplicemente limitandovi a farvi da parte. La squadra che avete gestito con passione sarà gestita da chi la considererà soltanto come business, ma questa è la dura legge del mercato. Spero solo che, anche in vostra assenza, possa continuare ad avere una storia. Meglio altri proprietari piuttosto che una cancellazione definitiva di una squadra che ha fatto la storia del motorsport, anche se, dal punto di vista umano, sono certa che si sentirà la vostra mancanza e che, in futuro, un giorno penseremo a voi con rimpianto.

mercoledì 2 settembre 2020

Autografi virtuali: maggio, giugno, luglio e agosto 2020

Maggio 2020 - like di Sarah Moore, parlando di come la Racing Goddess abbia l'abitudine di screditare le concorrenti di una certa categoria:

Fine giugno - l'account della Race of Champions approva le mie scelte in fatto di piloti virtuali:

Luglio - una carrellata di like ad auguri di buon compleanno, da Emma Kimilainen a Oriol Servia a nientemeno che Alex Yoong:




Interazioni con la giornalista britannica di F1 Jennie Gow:


Incredibile ma vero, Pippa Mann ha scovato un mio post su instagram sulle donne nel motorsport e ha messo un like:


Agosto 2020 - un like di Sebastien Buemi a un mio post sulla pagina di RedF1GP:


Alice Powell ha messo un like a un mio post sullo screditare un intero campionato sulla base dei risultati di una singola persona:


Infine mentre parlavo di Ellen Lohr si è fatta viva di nuovo la Mann:


Questo è quanto avveniva negli scorsi quattro mesi. Ammetto di essere abbastanza soddisfatta di tutto ciò.