Ci sono cose che non cambiano mai. O meglio, ci sono cose che potrebbero cambiare, ma che non cambieranno: i tifosi formato social ormai se ne vanno in giro in branco e, in qualunque contesto, è difficile vedere il lato meno social della situazione.
Ci ho provato, ci sto tuttora provando, ma il solo fatto di parlare di Formula 1 sul web, magari anche con leggerezza, diventa sempre più difficili. Per non parlare di quando si cerca di fare una conversazione seria e c'è chi se ne esce con cose del tipo "è per forza vero, l'ho letto su una fonte autorevole, l'utente FeRrArYsTa DoDiCeNnE PaZzEr3LL0 su un gruppo facebook". Far notare che i gruppi facebook sulla Formula 1 non sono generalmente una fonte così autorevole, provoca risposte di questo tipo: "guarda che dicono anche cose vere". Quindi se uno viene a dirmi che la Ferrari è rossa, il che è una cosa vera, deve essere tutto vero quello che scrive in altri contesti... :-/
Ci sono cose che non cambiano mai, ma tutto il resto cambia. Non ce ne rendiamo conto, ma chissà, forse anche la Formula 1 sta cambiando. Molto probabilmente siamo giunti ad un punto di non ritorno, dove una generazione è già pronta per prendere il sopravvento su un'altra. È quello che succede, di tanto in tanto, a volte più gradualmente e a volte meno gradualmente.
Raikkonen è andato in Sauber.
Alonso è andato in endurance / indycar.
Vettel ha i giorni contati prima di raggiungere l'irrilevanza.
Ricciardo è già andato alla Renault, quindi ha già raggiunto l'irrilevanza.
Bottas ha fatto una stagione non all'altezza di quella precedente e tutto lascia pensare che il prossimo anno potrebbe essere rimpiazzato da Ocon.
Pare che solo Hamilton sia destinato a reggere ancora per un po', ma dovrà vedersela con diversi piloti molto più giovani di lui...
Non passerà molto prima di vedere un campione del mondo nato negli anni '90. Secondo me sarà Gasly, ma mi rendo conto che probabilmente l'idea non vi sfiora neanche da lontano.
So che al giorno d'oggi nessuno pensa che Gasly possa diventare un pilota rilevante, ma è una vecchia abitudine quella di non considerare neanche di striscio i nuovi piloti della Redbull. Poi questi arrivano in Redbull e, sistematicamente, fanno più punti dei loro compagni di squadra. Anche Kvyat, nella sua unica stagione completa in Redbull, ha fatto più punti di Ricciardo... Poi sappiamo tutti com'è andata a finire, ma quello è un altro discorso!
Lo ribadisco, secondo me sarà Gasly a uscire vincente dal confronto con Verstappen e potrà vivere qualche anno di gloria. I suoi anni di gloria finiranno nel momento in cui Ticktum andrà a fare coppia con lui in Redbull.
Il mio pensiero è che la partnership Redbull/Honda possa funzionare. Questo porterenne i Gastappen a diventare gli unici avversari di Hamilton. Non dubito che Hamilton sia ancora in grado di difendersi, ma rimane il fatto che nessuno dura in eterno.
Conosco questa storia, l'ho già vista, ho già sentito quindici anni fa gente che affermava con la massima certezza che Schumacher avrebbe continuato a vincere mondiali fino alla notte dei tempi. E invece è finito il 2004, Schumacher ha smesso di vincere mondiali e hanno iniziato a vincere mondiali piloti che avevano dieci o dodici anni meno di lui, prima di arrivare al debutto di piloti più giovani ancora.
Ricordo, più o meno nel 2004, uno spot pubblicitario di non ricordo che cosa, che forse veniva trasmesso proprio in concomitanza dei gran premi stessi. La voce narrante sosteneva che prima o poi le nuove glorie rimpiazzavano le vecchie glorie e concludeva con un "per fortuna quel giorno non è oggi" o con qualcosa del genere.
Al giorno d'oggi mi rispecchio in quello spot: a quei tempi desideravo vedere qualcosa di nuovo, piuttosto che rimanere ancorata al passato, mentre al giorno d'oggi vorrei tanto rimanere ancorata al passato piuttosto che vedere qualcosa di nuovo.
Nel 2004 il futuro mi sembrava il mio presente, nel 2019 è il passato a sembrarmi il mio presente. Vedo che in Formula 1 i piloti della mia generazione si sono già giocati (quasi) tutto quelli che avevano da giocarsi...
...
...
...però è così che vanno le cose e, per quanto a volte avremmo voglia di fermarci un attimo e sperare che tutto rimanga così com'è ancora per cinque minuti, non possiamo fermare il tempo.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
domenica 13 gennaio 2019
giovedì 10 gennaio 2019
La leggenda dei piloti che vincerebbero il mondiale con QUALUNQUE monoposto
Prima di iniziare, facciamo una precisazione: questo non è un post su Raikkonen, non è un post interessato al paragone Raikkonen vs Leclerc ed è scritto da una persona che si rende conto che, avendo i due diciotto anni di differenza, la decisione di sostituire l'uno con l'altro poteva non essere scontata, ma ha un fondamento ragionevole, qualunque cosa ne pensi chi ha preso parte a petizioni online in proposito, avendo la presunzione che un team debba ingaggiare piloti a seconda delle richieste di persone che hanno come massimo impegno relativo al motorsport quello di scrivere post sui social in proposito.
Come ho detto, non è un post su Raikkonen, quindi dimentichiamoci che prima del 2019 ci sia stato un 2018 e di tutte le frasi fatte che si leggono in giro sul fatto che Raikkonen è l'ultimo campione del mondo Ferrari e che ci sia una maledizione sulla Rossa lanciata dai suoi fan, in modo che possa rimanere l'ultimo. Poi sì, sono convinta che molti fan di Raikkonen dicano più cose decontestualizzate di quanto non facessero al tempo i fan di Scheckter, ma non è colpa dei fan di Raikkonen se i fan di Scheckter non avevano i social network sui quali andare a dire cose decotnestualizzate.
Siamo nel 2019, facciamo finta che fino a questo momento nessuno si sia seduto sulla monoposto sulla quale sta per sedersi Leclerc e andiamo ad analizzare quali sono le correnti di pensiero in proposito.
Il pensiero dilagante è che sia una specie di salvatore della patria e che sia giunto a fare quello che nessun altro può fare. C'è chi afferma con certezza che Leclerc vincerà il mondiale 2019 e che, al contempo, Vettel non si classificherà nemmeno in top-10 in classifica e che questo è il minimo che Leclerc deve fare per dimostrare il proprio valore.
Più il tempo passa e più mi chiedo quali saranno le reazioni popolari se Leclerc non dovesse vincere il mondiale.
Non solo, mi chiedo anche quali saranno le reazioni popolari se Leclerc non dovesse vincerlo perché la monoposto che guiderà non sarà all'altezza (anche questa è un'eventualità, per quanto ne sappiamo ora, e visto quanto accadeva fino a tre anni fa, non mi sembra nemmeno un'ipotesi da scartare così, a priori).
Ma soprattutto mi chiedo cosa succederà se Leclerc vincerà il mondiale...
...Perché, a guardarci bene, uno scenario in cui Leclerc vincerà il mondiale mentre Vettel si classificherà undicesimo in classifica o peggio, mi sembra abbastanza improbabile.
Vedo che state tirando delle uova contro la mia finestra e vi ricordo che potrebbero essere fecondate e che potrebbero contenere dei futuri Polli Giganti tipo Ericsson, quindi fatemi la cortesia di lasciare da parte per un attimo i discorsi a caso. Vi ricordo che, chi parla di un titolo di Leclerc, si immagina uno scontro Ferrari vs Mercedes o uno scontro a tre con anche la Redbull. Dunque, andando a vedere quello che è successo negli anni precedenti, vi sembra plausibile che in un contesto a due o a tre team un pilota appartenente a uno di questi team possa classificarsi undicesimo nel campionato piloti? Considerando che nel 2018 Ricciardo è giunto sesto in classifica con moltissimi punti di più dei piloti dalla settima posizione in poi, nonostante sia riuscito a vedere al traguardo all'incirca in undici(?) gran premi su un totale di ventuno, mi sembra un'ipotesi abbastanza da scartare, a meno di non mettere al volante un pilota che non abbia idea di come si guida la sua vettura.
Per intenderci: in un ipotetico scontro a tre, penso che si possa ritenere possibile la vittoria del titolo da parte di un pilota il cui compagno di squadra non finisce in top-5 (ovvero finisce sesto), ma che sia moooooolto inverosimile la vittoria del titolo da parte di un pilota che non arriva neanche tra i primi dieci in campionato, specie considerando che, a parte Leclerc e Gasly, gli altri sono gli stessi che c'erano negli ultimi anni, non ci saranno gente tipo Chilton e Haryanto, con tutto il rispetto possibile per Chilton e Haryanto.
Esiste qualche scenario in cui Leclerc potrebbe vincere il mondiale e Vettel non arrivare neanche decimo in classifica? Forse sì, ma ci deve essere un mondiale con almeno cinque o sei team in lotta per il titolo, in cui quantomeno sono tutti molto vicini, ma prima che una situazione del genere possa verificarsi, immagino che Vettel sarà già andato in pensione da anni, e probabilmente sarà sulla via della pensione o già pensionato anche Leclerc: senza nulla togliere a Renault, Haas e Racing Point non ce le vedo a lottare per il titolo così, da un giorno all'altro, e per giunta tutti insieme in branco.
C'è anche un altro scenario in cui Vettel potrebbe non concludere il mondiale 2019 tra i primi dieci in classifica: quello che la Ferrari metta in pista una vettura allo stesso livello di quella che guidano i piloti che in genere si classificano nelle zone basse della top-ten o fuori dalla top-ten stessa... ovvero che la Ferrari, nel 2019, possa competere alla pari con le già citate Haas, Renault e Racing Point. In questo caso, tuttavia, non vedo come Leclerc potrebbe vincere il titolo. Potrebbe arrivare a classificarsi in top-ten, questo sì, ma chiedergli di vincere un mondiale con una simile vettura è nonsense allo stato puro. Eppure è esattamente quello che i ferraristi divenuti suoi sostenitori si aspettano da lui ed è lo standard sulla base del quale tra un anno lo giudicheranno.
Questa è, essenzialmente, la ragione per cui la gente che commenta la F1 sui social non dovrà MAI avere voce in capitolo sulle scelte dei team a proposito di piloti. È anche la ragione per cui i team non dovrebbero MAI stare a sentire il parere dei tifosi: i tifosi attualmente stanno dicendo che uno specifico pilota potrebbe vincere il titolo su QUALSIASI monoposto. Sarebbe molto pericoloso, per una squadra, iniziare a pensare che possa accadere tutto ciò.
Come ho detto, non è un post su Raikkonen, quindi dimentichiamoci che prima del 2019 ci sia stato un 2018 e di tutte le frasi fatte che si leggono in giro sul fatto che Raikkonen è l'ultimo campione del mondo Ferrari e che ci sia una maledizione sulla Rossa lanciata dai suoi fan, in modo che possa rimanere l'ultimo. Poi sì, sono convinta che molti fan di Raikkonen dicano più cose decontestualizzate di quanto non facessero al tempo i fan di Scheckter, ma non è colpa dei fan di Raikkonen se i fan di Scheckter non avevano i social network sui quali andare a dire cose decotnestualizzate.
Siamo nel 2019, facciamo finta che fino a questo momento nessuno si sia seduto sulla monoposto sulla quale sta per sedersi Leclerc e andiamo ad analizzare quali sono le correnti di pensiero in proposito.
Il pensiero dilagante è che sia una specie di salvatore della patria e che sia giunto a fare quello che nessun altro può fare. C'è chi afferma con certezza che Leclerc vincerà il mondiale 2019 e che, al contempo, Vettel non si classificherà nemmeno in top-10 in classifica e che questo è il minimo che Leclerc deve fare per dimostrare il proprio valore.
Più il tempo passa e più mi chiedo quali saranno le reazioni popolari se Leclerc non dovesse vincere il mondiale.
Non solo, mi chiedo anche quali saranno le reazioni popolari se Leclerc non dovesse vincerlo perché la monoposto che guiderà non sarà all'altezza (anche questa è un'eventualità, per quanto ne sappiamo ora, e visto quanto accadeva fino a tre anni fa, non mi sembra nemmeno un'ipotesi da scartare così, a priori).
Ma soprattutto mi chiedo cosa succederà se Leclerc vincerà il mondiale...
...Perché, a guardarci bene, uno scenario in cui Leclerc vincerà il mondiale mentre Vettel si classificherà undicesimo in classifica o peggio, mi sembra abbastanza improbabile.
Vedo che state tirando delle uova contro la mia finestra e vi ricordo che potrebbero essere fecondate e che potrebbero contenere dei futuri Polli Giganti tipo Ericsson, quindi fatemi la cortesia di lasciare da parte per un attimo i discorsi a caso. Vi ricordo che, chi parla di un titolo di Leclerc, si immagina uno scontro Ferrari vs Mercedes o uno scontro a tre con anche la Redbull. Dunque, andando a vedere quello che è successo negli anni precedenti, vi sembra plausibile che in un contesto a due o a tre team un pilota appartenente a uno di questi team possa classificarsi undicesimo nel campionato piloti? Considerando che nel 2018 Ricciardo è giunto sesto in classifica con moltissimi punti di più dei piloti dalla settima posizione in poi, nonostante sia riuscito a vedere al traguardo all'incirca in undici(?) gran premi su un totale di ventuno, mi sembra un'ipotesi abbastanza da scartare, a meno di non mettere al volante un pilota che non abbia idea di come si guida la sua vettura.
Per intenderci: in un ipotetico scontro a tre, penso che si possa ritenere possibile la vittoria del titolo da parte di un pilota il cui compagno di squadra non finisce in top-5 (ovvero finisce sesto), ma che sia moooooolto inverosimile la vittoria del titolo da parte di un pilota che non arriva neanche tra i primi dieci in campionato, specie considerando che, a parte Leclerc e Gasly, gli altri sono gli stessi che c'erano negli ultimi anni, non ci saranno gente tipo Chilton e Haryanto, con tutto il rispetto possibile per Chilton e Haryanto.
Esiste qualche scenario in cui Leclerc potrebbe vincere il mondiale e Vettel non arrivare neanche decimo in classifica? Forse sì, ma ci deve essere un mondiale con almeno cinque o sei team in lotta per il titolo, in cui quantomeno sono tutti molto vicini, ma prima che una situazione del genere possa verificarsi, immagino che Vettel sarà già andato in pensione da anni, e probabilmente sarà sulla via della pensione o già pensionato anche Leclerc: senza nulla togliere a Renault, Haas e Racing Point non ce le vedo a lottare per il titolo così, da un giorno all'altro, e per giunta tutti insieme in branco.
C'è anche un altro scenario in cui Vettel potrebbe non concludere il mondiale 2019 tra i primi dieci in classifica: quello che la Ferrari metta in pista una vettura allo stesso livello di quella che guidano i piloti che in genere si classificano nelle zone basse della top-ten o fuori dalla top-ten stessa... ovvero che la Ferrari, nel 2019, possa competere alla pari con le già citate Haas, Renault e Racing Point. In questo caso, tuttavia, non vedo come Leclerc potrebbe vincere il titolo. Potrebbe arrivare a classificarsi in top-ten, questo sì, ma chiedergli di vincere un mondiale con una simile vettura è nonsense allo stato puro. Eppure è esattamente quello che i ferraristi divenuti suoi sostenitori si aspettano da lui ed è lo standard sulla base del quale tra un anno lo giudicheranno.
Questa è, essenzialmente, la ragione per cui la gente che commenta la F1 sui social non dovrà MAI avere voce in capitolo sulle scelte dei team a proposito di piloti. È anche la ragione per cui i team non dovrebbero MAI stare a sentire il parere dei tifosi: i tifosi attualmente stanno dicendo che uno specifico pilota potrebbe vincere il titolo su QUALSIASI monoposto. Sarebbe molto pericoloso, per una squadra, iniziare a pensare che possa accadere tutto ciò.
mercoledì 9 gennaio 2019
Strane teorie formato web: la Triple Crown e il mondiale 2020
Gli inverni sono lunghi e fatti per pensare a quanto il mondo fosse un posto migliore all'epoca in cui c'era Alesi. Era più o meno l'epoca in cui Capelli era sull'altra Ferrari e non in cabina di commento, che poi, a pensarci bene, non è che Capelli sia più in cabina di commento.
Qualunque cosa ne pensiamo, gli inverni non sono fatti per arrivare a una conclusione univoca su quando il mondo fosse un posto migliore e perché, quanto piuttosto un susseguirsi di settimane in attesa di qualche notizia. Poi a volte la notizia arriva e la notizia in questione è che Arrivabene non è più il team manager della Ferrari, ma non ho intenzione di parlare in anticipo di mesi dei risultati che la gestione Binotto otterrà nel corso della stagione. Se volete delucidazioni in proposito, vi consiglio di leggere i tanti post decontestualizzati che potete trovare in proposito in giro per il web. Da parte mia, non sento alcun bisogno di aggiungerne uno anche sul mio blog.
Gli inverni sono lunghi e sono fatti per andare a scovare qualche perla di saggezza, trovando magari anche un mash-up tra mondi conosciuti e mondi sconosciuti.
Un po' di tempo fa mi sono ritrovata sotto agli occhi una conversazione twitter tra ferraristi che sognavano ad occhi aperti il giorno in cui la Ferrari tornerà a vincere il mondiale. Avevano già la ricetta pronta e suonava più o meno così: dato che nel 2019 Alonso vincerà la Indy 500 e otterrà quindi la Triple Crown, può tornare in Ferrari per vincere il mondiale 2020 e chiudere in bellezza la propria carriera ritirandosi a fine stagione.
Credo che sia giunto il momento di commentare questa affermazione e, quando dico che credo che sia giunto il momento di commentarla, intendo commentarla da un punto di vista assolutamente neutrale.
Come probabilmente qualcuno di voi potrà ricordare, non mi identifico come tifosa Ferrari e probabilmente mai, nella mia vita, mi sono identificata come tifosa Ferrari. La conseguenza immediata di tutto ciò è che diversamente da molti altri non ho preoccupazioni immediate a proposito di quando la Ferrari vincerà un mondiale. Potrebbe essere l'unico modo per vedere vincere il mondiale al mio attuale pilota preferito (lo stesso che preferite voi, con la sola differenza che lo preferivo anche quando stava in Sauber e lo apprezzavo già ai tempi della Formula 2), ma a parte questo non rappresenta per me lo scopo ultimo dell'esistenza. Quindi, se state per accusarmi di avere fatto un discorso da accecata dal tifo, vi invito cortesemente ad andare a spazzare la pitlane in compagnia di Mehri e non dire cose che non stanno né in cielo né in terra.
Ci sono varie ragioni per cui ritengo quell'osservazione discutibile e sono tutte osservazioni che si potrebbero applicare, nella maggior parte dei casi, a qualsiasi altro fosse stato il soggetto di quella frase.
Partiamo dall'inizio: Alonso vincerà la Indy 500 nel 2019.
Non contesto il fatto che questo sia l'obiettivo di Alonso, è esattamente la ragione per cui intende gareggiare a Indianapolis ed è sensato chiedersi che cosa farà dopo, se dovesse ottenere la Triple Crown... ma torniamo al punto di partenza. Fino al 26 maggio, che al momento attuale è lontano MESI, non sapremo chi ha vinto l'edizione di quest'anno della Indy 500. Fino al momento in cui scenderà la bandiera a scacchi non avremo certezze: è una gara in cui ci sono decine di cambi di leadership, piloti su molteplici strategie e incertezza su quanta benzina si consumerà in certi momenti di gara, visti gli ingressi della safety car in corrispondenza di incidenti e l'impossibilità di determinare in anticipo quanti incidenti ci saranno e di conseguenza quanto carburante sarà possibile risparmiare per effetto degli ingressi della safety car.
In una situazione di tale imprevedibilità, nell'affermare che Alonso vincerà sicuramente ci leggo un: penso che gli altri trentadue piloti siano degli scarsi senza nessuna probabilità di vittoria. Perché sono scarsi? Ovviamente perché sono piloti di Indycar e non di Formula 1, con la conseguenza che l'Indycar sarebbe una serie poco rilevante e con piloti poco importanti. Non penso che sia esattamente il parere di Alonso, che fa tanti proclami sul fatto di desiderare la vittoria della Indy 500.
Procediamo: potrà tornare in Ferrari e vincere il mondiale 2020.
Questo passaggio va suddiviso in due punti, ovvero il ritorno e la vittoria del titolo. Partiamo dal ritorno: stiamo parlando di un pilota che sostiene di volere continuare a gareggiare in endurance anche dopo avere vinto la 24 Ore di Le Mans (quella l'ha già vinta) e non mi sembra che ciò sia particolarmente compatibile con il ritornare in Formula 1 in un top-team. Ci leggo un considerare, da parte di chi scrive affermazioni simili, il ritorno in F1 come l'unico mezzo per potere gareggiare in una serie d'alto livello, quindi porta con sé il pregiudizio che tutto il resto sia il nulla, in confronto alla Formula 1, che Alonso si stia in qualche modo "sacrificando" nel gareggiare altrove. Non sono sicura che lui stesso la pensi a questo modo...
In più il suo ritorno, nel 2020, sarebbe una sorta di grande bacchetta magica che permetterà alla Ferrari di vincere il mondiale. Non sappiamo nulla di quello che succederà nel 2020, non abbiamo la più pallida idea della presenza o dell'assenza di una vettura competitiva... ma basta il ritorno di Alonso per realizzare tutto. È proprio quel tipo di mentalità che mi sembra di avere visto in Ferrari negli ultimi dieci anni, pensare di potere vincere solo grazie ai propri piloti, e che già avevo commentato negativamente qualche tempo fa. Per il bene della Ferrari, spero che una simile scuola di pensiero rimanga circoscritta ai fan sul web.
Terminiamo: dopo che avrà vinto il mondiale 2020, Alonso potrà concludere la sua carriera in bellezza e ritirarsi...
...
...
...
...okay, posso andare avanti, scampato pericolo: avevo una voglia pazzesca di sbattere la testa contro uno spigolo, ma mi sono trattenuta. Personalmente trovo questa conclusione agghiacciante.
Eravamo partiti con un: penso che tutti i piloti di Indycar facciano schifo, quindi Alonso riuscirà sicuramente a vincere la Indy 500 e a quel punto capirà che l'unico modo per gareggiare ad alto livello è tornare in Formula 1 e nello specifico in Ferrari, dove sono sicuro che vincerà il mondiale. Era un po' un volere affermare che a parte la Ferrari e Alonso tutto il resto è il nulla, ma potrei perdonare un simile ragionamento a un ultrà...
Il problema è che lo stesso ultrà conclude con questo concetto: una volta che Alonso avrà vinto il mondiale, la Ferrari dovrà cacciarlo via a calci perché è troppo vecchio per continuare e lui stesso dovrà rendersene conto e ritirarsi.
Non so che cosa ne pensi Alonso di tutto ciò, ma se fossi al posto suo probabilmente sognerei di svegliarmi, almeno per un giorno, nel corpo di Mazzacane.
Qualunque cosa ne pensiamo, gli inverni non sono fatti per arrivare a una conclusione univoca su quando il mondo fosse un posto migliore e perché, quanto piuttosto un susseguirsi di settimane in attesa di qualche notizia. Poi a volte la notizia arriva e la notizia in questione è che Arrivabene non è più il team manager della Ferrari, ma non ho intenzione di parlare in anticipo di mesi dei risultati che la gestione Binotto otterrà nel corso della stagione. Se volete delucidazioni in proposito, vi consiglio di leggere i tanti post decontestualizzati che potete trovare in proposito in giro per il web. Da parte mia, non sento alcun bisogno di aggiungerne uno anche sul mio blog.
Gli inverni sono lunghi e sono fatti per andare a scovare qualche perla di saggezza, trovando magari anche un mash-up tra mondi conosciuti e mondi sconosciuti.
Un po' di tempo fa mi sono ritrovata sotto agli occhi una conversazione twitter tra ferraristi che sognavano ad occhi aperti il giorno in cui la Ferrari tornerà a vincere il mondiale. Avevano già la ricetta pronta e suonava più o meno così: dato che nel 2019 Alonso vincerà la Indy 500 e otterrà quindi la Triple Crown, può tornare in Ferrari per vincere il mondiale 2020 e chiudere in bellezza la propria carriera ritirandosi a fine stagione.
Credo che sia giunto il momento di commentare questa affermazione e, quando dico che credo che sia giunto il momento di commentarla, intendo commentarla da un punto di vista assolutamente neutrale.
Come probabilmente qualcuno di voi potrà ricordare, non mi identifico come tifosa Ferrari e probabilmente mai, nella mia vita, mi sono identificata come tifosa Ferrari. La conseguenza immediata di tutto ciò è che diversamente da molti altri non ho preoccupazioni immediate a proposito di quando la Ferrari vincerà un mondiale. Potrebbe essere l'unico modo per vedere vincere il mondiale al mio attuale pilota preferito (lo stesso che preferite voi, con la sola differenza che lo preferivo anche quando stava in Sauber e lo apprezzavo già ai tempi della Formula 2), ma a parte questo non rappresenta per me lo scopo ultimo dell'esistenza. Quindi, se state per accusarmi di avere fatto un discorso da accecata dal tifo, vi invito cortesemente ad andare a spazzare la pitlane in compagnia di Mehri e non dire cose che non stanno né in cielo né in terra.
Ci sono varie ragioni per cui ritengo quell'osservazione discutibile e sono tutte osservazioni che si potrebbero applicare, nella maggior parte dei casi, a qualsiasi altro fosse stato il soggetto di quella frase.
Partiamo dall'inizio: Alonso vincerà la Indy 500 nel 2019.
Non contesto il fatto che questo sia l'obiettivo di Alonso, è esattamente la ragione per cui intende gareggiare a Indianapolis ed è sensato chiedersi che cosa farà dopo, se dovesse ottenere la Triple Crown... ma torniamo al punto di partenza. Fino al 26 maggio, che al momento attuale è lontano MESI, non sapremo chi ha vinto l'edizione di quest'anno della Indy 500. Fino al momento in cui scenderà la bandiera a scacchi non avremo certezze: è una gara in cui ci sono decine di cambi di leadership, piloti su molteplici strategie e incertezza su quanta benzina si consumerà in certi momenti di gara, visti gli ingressi della safety car in corrispondenza di incidenti e l'impossibilità di determinare in anticipo quanti incidenti ci saranno e di conseguenza quanto carburante sarà possibile risparmiare per effetto degli ingressi della safety car.
In una situazione di tale imprevedibilità, nell'affermare che Alonso vincerà sicuramente ci leggo un: penso che gli altri trentadue piloti siano degli scarsi senza nessuna probabilità di vittoria. Perché sono scarsi? Ovviamente perché sono piloti di Indycar e non di Formula 1, con la conseguenza che l'Indycar sarebbe una serie poco rilevante e con piloti poco importanti. Non penso che sia esattamente il parere di Alonso, che fa tanti proclami sul fatto di desiderare la vittoria della Indy 500.
Procediamo: potrà tornare in Ferrari e vincere il mondiale 2020.
Questo passaggio va suddiviso in due punti, ovvero il ritorno e la vittoria del titolo. Partiamo dal ritorno: stiamo parlando di un pilota che sostiene di volere continuare a gareggiare in endurance anche dopo avere vinto la 24 Ore di Le Mans (quella l'ha già vinta) e non mi sembra che ciò sia particolarmente compatibile con il ritornare in Formula 1 in un top-team. Ci leggo un considerare, da parte di chi scrive affermazioni simili, il ritorno in F1 come l'unico mezzo per potere gareggiare in una serie d'alto livello, quindi porta con sé il pregiudizio che tutto il resto sia il nulla, in confronto alla Formula 1, che Alonso si stia in qualche modo "sacrificando" nel gareggiare altrove. Non sono sicura che lui stesso la pensi a questo modo...
In più il suo ritorno, nel 2020, sarebbe una sorta di grande bacchetta magica che permetterà alla Ferrari di vincere il mondiale. Non sappiamo nulla di quello che succederà nel 2020, non abbiamo la più pallida idea della presenza o dell'assenza di una vettura competitiva... ma basta il ritorno di Alonso per realizzare tutto. È proprio quel tipo di mentalità che mi sembra di avere visto in Ferrari negli ultimi dieci anni, pensare di potere vincere solo grazie ai propri piloti, e che già avevo commentato negativamente qualche tempo fa. Per il bene della Ferrari, spero che una simile scuola di pensiero rimanga circoscritta ai fan sul web.
Terminiamo: dopo che avrà vinto il mondiale 2020, Alonso potrà concludere la sua carriera in bellezza e ritirarsi...
...
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...okay, posso andare avanti, scampato pericolo: avevo una voglia pazzesca di sbattere la testa contro uno spigolo, ma mi sono trattenuta. Personalmente trovo questa conclusione agghiacciante.
Eravamo partiti con un: penso che tutti i piloti di Indycar facciano schifo, quindi Alonso riuscirà sicuramente a vincere la Indy 500 e a quel punto capirà che l'unico modo per gareggiare ad alto livello è tornare in Formula 1 e nello specifico in Ferrari, dove sono sicuro che vincerà il mondiale. Era un po' un volere affermare che a parte la Ferrari e Alonso tutto il resto è il nulla, ma potrei perdonare un simile ragionamento a un ultrà...
Il problema è che lo stesso ultrà conclude con questo concetto: una volta che Alonso avrà vinto il mondiale, la Ferrari dovrà cacciarlo via a calci perché è troppo vecchio per continuare e lui stesso dovrà rendersene conto e ritirarsi.
Non so che cosa ne pensi Alonso di tutto ciò, ma se fossi al posto suo probabilmente sognerei di svegliarmi, almeno per un giorno, nel corpo di Mazzacane.
domenica 6 gennaio 2019
Autografi virtuali: da luglio a dicembre 2018
Come forse ricorderete è mia abitudine, periodicamente, fare un resoconto degli "autografi virtuali" che mi sono arrivati tramite social network.
Stavolta era da un po' che non lo facevo, ma negli ultimi sei mesi del 2018 ne è arrivato qualcuno, quindi mi sembrava opportuno dedicarvi un post.
13/07/2018: Oriol Servia compie 44 anni e mette un like ai miei auguri su Twitter.
03/09/2018: è il giorno del compleanno di Michel Jourdain Jr, un pittoresco pilota di Indycar degli anni '90. Ricevere un suo like è stato decisamente piacevole. <3 Sono affezionata ai personaggi pittoreschi.
05/09/2018: anche David Brabham, pilota di una delle monoposto di F1 più belle che io ricordi, ha messo un like agli auguri che gli ho fatto su Twitter.
20/09/2018: Stef Wilson ha compiuto 29 anni, gli ho fatto gli auguri su Twitter e anche lui mi ha messo un like. <3
18/09/2018: ...okay, questo non me lo aspettavo affatto. Risale al giorno del Gran Premio di Macao e il like da parte di Dan Ticktum è stata una vera e propria sorpresa.
03/12/2018: torniamo ai classici auguri di buon compleanno, stavolta è stata l'occasione di Daniel Abt, pilota di Formula E.
16/12/2018: Tristan Vautier, pilota di Indycar che negli ultimi anni abbiamo visto solo part-time in Indycar, ha iniziato a seguirmi su Instagram, dopo avere messo dei like a delle immagini che avevo condiviso! *-* E così ho chiuso il 2018 in bellezza.
Stavolta era da un po' che non lo facevo, ma negli ultimi sei mesi del 2018 ne è arrivato qualcuno, quindi mi sembrava opportuno dedicarvi un post.
13/07/2018: Oriol Servia compie 44 anni e mette un like ai miei auguri su Twitter.
03/09/2018: è il giorno del compleanno di Michel Jourdain Jr, un pittoresco pilota di Indycar degli anni '90. Ricevere un suo like è stato decisamente piacevole. <3 Sono affezionata ai personaggi pittoreschi.
05/09/2018: anche David Brabham, pilota di una delle monoposto di F1 più belle che io ricordi, ha messo un like agli auguri che gli ho fatto su Twitter.
20/09/2018: Stef Wilson ha compiuto 29 anni, gli ho fatto gli auguri su Twitter e anche lui mi ha messo un like. <3
18/09/2018: ...okay, questo non me lo aspettavo affatto. Risale al giorno del Gran Premio di Macao e il like da parte di Dan Ticktum è stata una vera e propria sorpresa.
03/12/2018: torniamo ai classici auguri di buon compleanno, stavolta è stata l'occasione di Daniel Abt, pilota di Formula E.16/12/2018: Tristan Vautier, pilota di Indycar che negli ultimi anni abbiamo visto solo part-time in Indycar, ha iniziato a seguirmi su Instagram, dopo avere messo dei like a delle immagini che avevo condiviso! *-* E così ho chiuso il 2018 in bellezza.
giovedì 3 gennaio 2019
Le battute del triennio 2010-2012 vs la realtà del 3 Gennaio 2018
Ve li ricordate i vecchi tempi? Per intenderci, quel mese di dicembre del 2009 in cui arrivò quell'annuncio che ci lasciò a bocca spalancata?
Okay, okay, va bene.... magari non tutti a bocca spalancata, c'era chi, diversamente da me, aveva intuito come sarebbero andate le cose: Mazzoni c'era arrivato già nella telecronaca del GP d'Italia 2006, salvo il piccolo dettaglio McLaren vs Brawn GP.
Era dicembre 2009, Michael Schumacher aveva quarant'anni, andava per i quarantuno di lì a poche settimane, ma la notizia era il suo ritorno in Formula 1.
Era una di quelle notizie che lasciavano spiazzati perché era da una vita che non c'erano piloti ultraquarantenni in Formula 1. Dopo il ritiro di Schumacher nel 2006 il pilota più vecchio presente in Formula 1 era rimasto Barrichello e si parlava del fatto che Barrichello fosse un VeKkYaCçY0. Giusto per chiarire il concetto, Barrichello nel 2006 aveva più o meno l'età che ha Hamilton adesso.
Quando tornò in Formula 1, Schumacher veniva descritto più o meno come se fosse Matusalemme e come se a quarant'anni generalmente si morisse di vecchiaia. Ricordo il comico che parlava di Formula 1 in modo decontestualizzato a "Zelig" (quello di "ma che cosa c'è, pel pampino" / "sochmacher si è commosso e ha voluto fare lo sborone") che qualche volta ha fatto battute sul fatto che avesse bisogno di portare il pannolone (una persona con una cultura motoristica sviluppata saprebbe che a volte ne avrebbe bisogno anche Hinchcliffe, ma nevermind).
Ho sempre avuto l'impressione che la questione dell'età fosse un tantino sopravvalutata. Se invece che in Formula 1 fosse andato a correre in Indycar, la sua età sarebbe passata inosservata. Giusto per intenderci, Kanaan ha appena compiuto quarantaquattro anni e sembra che non ci sia una sola persona al mondo che lo vede come troppo vecchio.
Adesso, però, sto divagando. Tutto quello che voglio dire è che pensavo che la questione dell'età fosse sopravvalutata, ma trovavo pittoresco il fatto che ci fossero piloti che gareggiavano in Formula 1 andando verso i quaranta o anche oltre. Scherzavo sul fatto che avrebbe continuato a correre fino a cinquant'anni. Non pensavo che fosse vero, ovviamente, ma chissà, forse pensavo che a cinquant'anni l'avremmo visto al volante di una vettura del DTM o in sella a una moto.
Oggi Michael Schumacher ha cinquant'anni.
Nulla di ciò sul quale scherzavamo si è avverato.
Okay, okay, va bene.... magari non tutti a bocca spalancata, c'era chi, diversamente da me, aveva intuito come sarebbero andate le cose: Mazzoni c'era arrivato già nella telecronaca del GP d'Italia 2006, salvo il piccolo dettaglio McLaren vs Brawn GP.
Era dicembre 2009, Michael Schumacher aveva quarant'anni, andava per i quarantuno di lì a poche settimane, ma la notizia era il suo ritorno in Formula 1.
Era una di quelle notizie che lasciavano spiazzati perché era da una vita che non c'erano piloti ultraquarantenni in Formula 1. Dopo il ritiro di Schumacher nel 2006 il pilota più vecchio presente in Formula 1 era rimasto Barrichello e si parlava del fatto che Barrichello fosse un VeKkYaCçY0. Giusto per chiarire il concetto, Barrichello nel 2006 aveva più o meno l'età che ha Hamilton adesso.
Quando tornò in Formula 1, Schumacher veniva descritto più o meno come se fosse Matusalemme e come se a quarant'anni generalmente si morisse di vecchiaia. Ricordo il comico che parlava di Formula 1 in modo decontestualizzato a "Zelig" (quello di "ma che cosa c'è, pel pampino" / "sochmacher si è commosso e ha voluto fare lo sborone") che qualche volta ha fatto battute sul fatto che avesse bisogno di portare il pannolone (una persona con una cultura motoristica sviluppata saprebbe che a volte ne avrebbe bisogno anche Hinchcliffe, ma nevermind).
Ho sempre avuto l'impressione che la questione dell'età fosse un tantino sopravvalutata. Se invece che in Formula 1 fosse andato a correre in Indycar, la sua età sarebbe passata inosservata. Giusto per intenderci, Kanaan ha appena compiuto quarantaquattro anni e sembra che non ci sia una sola persona al mondo che lo vede come troppo vecchio.
Adesso, però, sto divagando. Tutto quello che voglio dire è che pensavo che la questione dell'età fosse sopravvalutata, ma trovavo pittoresco il fatto che ci fossero piloti che gareggiavano in Formula 1 andando verso i quaranta o anche oltre. Scherzavo sul fatto che avrebbe continuato a correre fino a cinquant'anni. Non pensavo che fosse vero, ovviamente, ma chissà, forse pensavo che a cinquant'anni l'avremmo visto al volante di una vettura del DTM o in sella a una moto.
Oggi Michael Schumacher ha cinquant'anni.
Nulla di ciò sul quale scherzavamo si è avverato.
mercoledì 2 gennaio 2019
L'arte universale di non fare caso ai backmarker
"Quando vi ho vista qui ho avuto la sensazione di avervi già incontrato da qualche parte... ma certo uno non si sofferma molto a considerare..."
"...una governante?"
- Agatha Christie, "Dopo le esequie", anno 1953
Ve l'ho mai detto che mi piacciono abbastanza i gialli classici? Per intenderci, quelli in cui qualcuno viene ucciso, ma dopo un'occhiata fugace il cadavere viene abbandonato a sé stesso, e in cui dopo un centinaio di pagine di interrogatori e colloqui viene esposta la soluzione del mistero, a cui non avremmo mai pensato sia perché abbiamo perso di vista tanti indizi che apparivano troppo banali, sia perché il movente del delitto è qualcosa che non ci verrebbe mai in mente ai giorni nostri?
In uno di questi ho trovato la citazione soprastante, che mi ha colpita e che, per tale ragione, ho deciso di riportare in questo post, perché per quanto possa sembrare assurdo vi ho riconosciuto un legame con un aspetto del motorsport.
Nei gialli classici, in genere c'è un delitto che avviene a casa di una famiglia di ricchi in cui nessuno lavora ma hanno tutti i big money grazie a rendite non ben precisate, che dispongono di una casa enorme con una gran quantità di governanti, maggiordomi, giardinieri, autisti, ecc...
Al di là del presunto cliché secondo cui il colpevole è il maggiordomo, nella maggior parte dei casi nessuno dei membri del personale di servizio viene preso seriamente in considerazione. Per intenderci, è normalissimo che sia l'agente di Scotland Yard sia il detective random uscito dal nulla per dimostrare agli agenti di Scotland Yard che sono degli inetti, se ne escano con valutazioni del tipo: "i membri del personale di servizio non li sospettiamo neanche perché sono tutte persone fidate / tutte persone insignificanti / tutte persone dotate di poca intelligenza e incapaci di architettare un delitto".
Per intenderci, neanche affermazioni basate sulla logica del calibro di "sospettiamo solo i familiari che ereditano i big-money e non la cuoca perché con la morte del suo datore di lavoro si ritrova disoccupata ed è citata nel testamento solo in qualità di erede di una tazzina da caffè alla quale è molto affezionata", ma soltanto deduzioni secondo cui, essendo irrilevanti, i personaggi che stanno sullo sfondo lo debbano essere 24/7, al punto da non fare caso a loro, quasi come se fossero tappezzeria, anche quando in casa è avvenuto un delitto e uno di loro a caso, potenzialmente, potrebbe averlo commesso o essere complice del delitto stesso.
Per anni ho preso tutto ciò come un dato di fatto, senza chiedermi dove avessi già visto un simile atteggiamento, di non fare mai caso a chi sta sullo sfondo e a chi può essere considerato un personaggio di contorno.
Alla fine ho dedotto che l'atteggiamento degli investigatori e degli agenti di Scotland Yard nei gialli anni '40 nei confronti del personale di servizio è esattamente lo stesso atteggiamento che tifosi, appassionati di Formula 1 e addetti ai lavori hanno nei confronti dei backmarker.
Qualora non siate abituali follower dei piloti sui social media o non siate abituati a vedere foto di piloti, sapreste riconoscere, vedendolo apparire sullo schermo televisivo o su un giornale, un backmarker a caso tra quelli che sono stati in Formula 1 negli ultimi anni? E ci riuscireste anche se indossa indumenti normali, invece che la tuta o abbigliamento sponsorizzato?
Se siete abituali follower dei piloti sui social network o se, come la sottoscritta, avete iniziato a consultare assiduamente siti di Formula 1 dove andavate a guardare le foto dei piloti già nel lontano 2005, non vale. Provate a chiederlo a qualcun altro, magari a un telespettatore occasionale. Mostrategli la foto di un backmarker a caso e chiedetegli chi è. Ci sono buone probabilità che non vi sappia rispondere. Magari potrebbe addirittura scambiarlo per qualcuno di più famoso...
È raro vedere immagini di piloti delle retrovie a confronto, a meno che non siano piloti della stessa epoca che si sono ritrovati uno accanto all'altro. È raro collegare i piloti delle retrovie di oggi a quelli di ieri, è raro trovare punti di contatto. Magari potrebbero essercene addirittura che si somigliano, ma non ce ne siamo mai accorti.
Vi faccio una confidenza, senza fare nomi: qualche tempo fa mi è capitato di vedere su instagram un collage di foto di uno specifico pilota, che denominerò X. Le ho guardate e, così, a colpo d'occhio, mi sono chiesta: "perché ci hanno messo in mezzo anche una foto del pilota Y quella volta in cui [evento relativo al pilota Y]?".
Poi ho guardato meglio.
Non era Y in occasione di un evento particolare della sua carriera. Era proprio X: lineamenti simili, lo stesso sguardo nonostante gli occhi di colori diversi... è stato così che, ad un certo punto, ho notato la somiglianza tra il pilota X e il pilota Y e, seppure abbia letto due o tre volte di persone che notavano una certa somiglianza tra i due, due o tre Tumblrere o fangirl in genere non fanno testo, contro i milioni di persone che non notano somiglianze tra X e Y.
Per curiosità, sono andata a vedere un profilo instagram gestito da fangirl del pilota X. Ho visto molte sue foto. In una parte di queste ho riconosciuto somiglianze con Y... o per essere più precisa, in certe foto di X ho riconosciuto somiglianze con *alcune precise foto di Y che ricordavo di avere visto*, al punto tale che, a primo impatto, avrei potuto tranquillamente scambiare X per Y.
Nei commenti nessuno notava nulla di tutto ciò. Ciò nonostante io continuavo a vedere somiglianze notate soltanto da poche fangirl di Tumblr e di Twitter e in quello che pare uno dei casi più eclatanti di somiglianza tra due diversi piloti non imparentati tra di loro (specifico che si tratta di piloti occidentali, ai cui lineamenti non riconosco nulla di legato a uno specifico territorio di provenienza - se non fossi al corrente della loro identità e ne vedessi le foto non riuscirei assolutamente a identificare i loro paesi di provenienza).
È stato in quel momento che ho realizzato che se quasi nessuno, in internet, va in giro a scrivere cose tipo "X somiglia a Y", forse la ragione non è che la somiglianza tra X e Y ia frutto della mia mente contorta di fangirl o della mente contorta di altre fangirl.
Con tutta probabilità dipende dal fatto che, mentre io e le altre fangirl abbiamo lungamente visionato foto di X e di Y, al pari di quelle di altre decine di piloti, il cosiddetto uomo della strada con tutta probabilità non ha mai avuto un profilo Tumblr in cui la sera prima di andare a letto rebloggava foto di piloti. Probabilmente non andava neanche su GPUpdate o siti affini a salvarsi foto di piloti da inviare via email ad amici o amiche, anni fa. Probabilmente non ha mai fatto caso né a X né a Y.
È questo che intendevo dire quando ho detto che ho trovato un'affinità tra la letteratura poliziesca anni '40 e la considerazione che in media viene data a certi piloti: sia in un caso sia nell'altro, chi non sta in una posizione di primo piano viene tendenzialmente ignorato e, al più, considerato come un elemento d'arredo.
NB. La somiglianza tra due piloti, uno attuale e uno del passato (ma non di un passato molto lontano) l'ho notata davvero, esattamente nei termini con cui l'ho descritta in questo post. Era un esempio funzionale all'argomento di cui volevo parlare, ma si tratta pur sempre di un esempio concreto.
Li ho definiti volutamente X e Y per non fare nomi e per varie ragioni intendo non fare nomi. Ritenetevi liberi di immaginare chi volete.
"...una governante?"
- Agatha Christie, "Dopo le esequie", anno 1953
Ve l'ho mai detto che mi piacciono abbastanza i gialli classici? Per intenderci, quelli in cui qualcuno viene ucciso, ma dopo un'occhiata fugace il cadavere viene abbandonato a sé stesso, e in cui dopo un centinaio di pagine di interrogatori e colloqui viene esposta la soluzione del mistero, a cui non avremmo mai pensato sia perché abbiamo perso di vista tanti indizi che apparivano troppo banali, sia perché il movente del delitto è qualcosa che non ci verrebbe mai in mente ai giorni nostri?
In uno di questi ho trovato la citazione soprastante, che mi ha colpita e che, per tale ragione, ho deciso di riportare in questo post, perché per quanto possa sembrare assurdo vi ho riconosciuto un legame con un aspetto del motorsport.
Nei gialli classici, in genere c'è un delitto che avviene a casa di una famiglia di ricchi in cui nessuno lavora ma hanno tutti i big money grazie a rendite non ben precisate, che dispongono di una casa enorme con una gran quantità di governanti, maggiordomi, giardinieri, autisti, ecc...
Al di là del presunto cliché secondo cui il colpevole è il maggiordomo, nella maggior parte dei casi nessuno dei membri del personale di servizio viene preso seriamente in considerazione. Per intenderci, è normalissimo che sia l'agente di Scotland Yard sia il detective random uscito dal nulla per dimostrare agli agenti di Scotland Yard che sono degli inetti, se ne escano con valutazioni del tipo: "i membri del personale di servizio non li sospettiamo neanche perché sono tutte persone fidate / tutte persone insignificanti / tutte persone dotate di poca intelligenza e incapaci di architettare un delitto".
Per intenderci, neanche affermazioni basate sulla logica del calibro di "sospettiamo solo i familiari che ereditano i big-money e non la cuoca perché con la morte del suo datore di lavoro si ritrova disoccupata ed è citata nel testamento solo in qualità di erede di una tazzina da caffè alla quale è molto affezionata", ma soltanto deduzioni secondo cui, essendo irrilevanti, i personaggi che stanno sullo sfondo lo debbano essere 24/7, al punto da non fare caso a loro, quasi come se fossero tappezzeria, anche quando in casa è avvenuto un delitto e uno di loro a caso, potenzialmente, potrebbe averlo commesso o essere complice del delitto stesso.
Per anni ho preso tutto ciò come un dato di fatto, senza chiedermi dove avessi già visto un simile atteggiamento, di non fare mai caso a chi sta sullo sfondo e a chi può essere considerato un personaggio di contorno.
Alla fine ho dedotto che l'atteggiamento degli investigatori e degli agenti di Scotland Yard nei gialli anni '40 nei confronti del personale di servizio è esattamente lo stesso atteggiamento che tifosi, appassionati di Formula 1 e addetti ai lavori hanno nei confronti dei backmarker.
Qualora non siate abituali follower dei piloti sui social media o non siate abituati a vedere foto di piloti, sapreste riconoscere, vedendolo apparire sullo schermo televisivo o su un giornale, un backmarker a caso tra quelli che sono stati in Formula 1 negli ultimi anni? E ci riuscireste anche se indossa indumenti normali, invece che la tuta o abbigliamento sponsorizzato?
Se siete abituali follower dei piloti sui social network o se, come la sottoscritta, avete iniziato a consultare assiduamente siti di Formula 1 dove andavate a guardare le foto dei piloti già nel lontano 2005, non vale. Provate a chiederlo a qualcun altro, magari a un telespettatore occasionale. Mostrategli la foto di un backmarker a caso e chiedetegli chi è. Ci sono buone probabilità che non vi sappia rispondere. Magari potrebbe addirittura scambiarlo per qualcuno di più famoso...
È raro vedere immagini di piloti delle retrovie a confronto, a meno che non siano piloti della stessa epoca che si sono ritrovati uno accanto all'altro. È raro collegare i piloti delle retrovie di oggi a quelli di ieri, è raro trovare punti di contatto. Magari potrebbero essercene addirittura che si somigliano, ma non ce ne siamo mai accorti.
Vi faccio una confidenza, senza fare nomi: qualche tempo fa mi è capitato di vedere su instagram un collage di foto di uno specifico pilota, che denominerò X. Le ho guardate e, così, a colpo d'occhio, mi sono chiesta: "perché ci hanno messo in mezzo anche una foto del pilota Y quella volta in cui [evento relativo al pilota Y]?".
Poi ho guardato meglio.
Non era Y in occasione di un evento particolare della sua carriera. Era proprio X: lineamenti simili, lo stesso sguardo nonostante gli occhi di colori diversi... è stato così che, ad un certo punto, ho notato la somiglianza tra il pilota X e il pilota Y e, seppure abbia letto due o tre volte di persone che notavano una certa somiglianza tra i due, due o tre Tumblrere o fangirl in genere non fanno testo, contro i milioni di persone che non notano somiglianze tra X e Y.
Per curiosità, sono andata a vedere un profilo instagram gestito da fangirl del pilota X. Ho visto molte sue foto. In una parte di queste ho riconosciuto somiglianze con Y... o per essere più precisa, in certe foto di X ho riconosciuto somiglianze con *alcune precise foto di Y che ricordavo di avere visto*, al punto tale che, a primo impatto, avrei potuto tranquillamente scambiare X per Y.
Nei commenti nessuno notava nulla di tutto ciò. Ciò nonostante io continuavo a vedere somiglianze notate soltanto da poche fangirl di Tumblr e di Twitter e in quello che pare uno dei casi più eclatanti di somiglianza tra due diversi piloti non imparentati tra di loro (specifico che si tratta di piloti occidentali, ai cui lineamenti non riconosco nulla di legato a uno specifico territorio di provenienza - se non fossi al corrente della loro identità e ne vedessi le foto non riuscirei assolutamente a identificare i loro paesi di provenienza).
È stato in quel momento che ho realizzato che se quasi nessuno, in internet, va in giro a scrivere cose tipo "X somiglia a Y", forse la ragione non è che la somiglianza tra X e Y ia frutto della mia mente contorta di fangirl o della mente contorta di altre fangirl.
Con tutta probabilità dipende dal fatto che, mentre io e le altre fangirl abbiamo lungamente visionato foto di X e di Y, al pari di quelle di altre decine di piloti, il cosiddetto uomo della strada con tutta probabilità non ha mai avuto un profilo Tumblr in cui la sera prima di andare a letto rebloggava foto di piloti. Probabilmente non andava neanche su GPUpdate o siti affini a salvarsi foto di piloti da inviare via email ad amici o amiche, anni fa. Probabilmente non ha mai fatto caso né a X né a Y.
È questo che intendevo dire quando ho detto che ho trovato un'affinità tra la letteratura poliziesca anni '40 e la considerazione che in media viene data a certi piloti: sia in un caso sia nell'altro, chi non sta in una posizione di primo piano viene tendenzialmente ignorato e, al più, considerato come un elemento d'arredo.
NB. La somiglianza tra due piloti, uno attuale e uno del passato (ma non di un passato molto lontano) l'ho notata davvero, esattamente nei termini con cui l'ho descritta in questo post. Era un esempio funzionale all'argomento di cui volevo parlare, ma si tratta pur sempre di un esempio concreto.
Li ho definiti volutamente X e Y per non fare nomi e per varie ragioni intendo non fare nomi. Ritenetevi liberi di immaginare chi volete.
martedì 1 gennaio 2019
Formula E 2018/19: Commento all'eprix di Ad Diriyah - 15 Dicembre 2018
Oh my Feliiii... cry!
Buon 2019, miei cari lettori, e preparatevi ad immergervi nella lettura del Commento all'eprix d'Arabia Saudita, che ha aperto la stagione 2018/19 di Formula E.
Dopo quattro campionati con vetture di prima generazione, siamo passati alla seconda generazione, che ha visto alcuni cambiamenti, il più importante che adesso le batterie durano tutta la gara, quindi non c’è più il pitstop per cambiare monoposto a metà dell’eprix. Sono combattuta in proposito: mi sarebbe piaciuto che continuasse ad esserci qualcosa del genere perché era epico... ma non mi sarebbe piaciuto affatto leggere costantemente polemiche a proposito del fatto che i piloti sono rallentati nel cambiare monoposto dalla presenza dell’halo, proprio adesso che abbiamo raggiunto un livello di accettazione tale che è tornato ad essere possibile commentare una gara senza che qualcuno se ne esca con “ma l’halo...” anche quando si sta parlando di tutt’altro. Le gare, inoltre, non hanno più un numero fisso di giri: durano 45 minuti più un giro, sempre e comunque.
Ci sono stati alcuni team che hanno conservato la propria line-up e altri che l’hanno cambiata. Audisport Abt continua a schierare Lucas Di Grassi, campione del mondo 2017, e Daniel Abt, così come in Techeetah ci sono ancora Jean-Eric Vergne, campione in carica, e il mio Yd0L0 André Lotterer. <3
La Renault eDams è diventata Nissan eDams, il campione del mondo 2016 Sebastien Buemi è ancora al proprio posto, mentre al suo fianco è arrivato Oliver Rowland. Doveva arrivare, in realtà, Alex Albon, ma Albon è stato convocato d’urgenza ad appoggiare il fondoschiena su una Toro Rosso e debutterà in Formula 1 nella stagione a venire.
È rimasto al proprio posto anche Nelsinho Piquet, campione del mondo 2015 nonché pilota Jaguar, affiancato dal suo compagno di squadra Mitch Evans, colui che a suo tempo mise indirettamente fine a molte amicizie formato Tumblahhhh.
Sam Bird è rimasto alla Virgin e Antonio Felix Da Costa è rimasto alla BMW Andretti. I loro compagni di squadra sono, in questa stagione, Robin Frijns e il debuttante Alexander Sims. Tom Dillmann è passato alla NIO, dove è rimasto anche Oliver Turvey. José Lopez è rimasto in Dragon, mentre come suo compagno di squadra è arrivato Max Gunther, che ho visto gareggiare nel 2017 in Formula 3 Europea e nel 2018 in Formula 2.
Poi ci sono stati alcuni arrivi dalla Formula 1, che hanno fatto parlare di sé: è arrivato Felipe Massa alla Venturi, la cui team manager è nientemeno che Susie Wolff. Farà coppia con Edoardo Mortara. Parlo da Massa come compagno di squadra, non di Susie Wolff: sia lei sia Mortara sono entrambi sposati. ;-)
È arrivato anche Stoffel Vandoorne con HWA, team imparentato con la Mercedes. Mentre dormirà nel suo van, al suo fianco ci sarà Gary Paffett che, nato trentadue giorni prima di Massa, è il pilota più anziano presente in Formula E! Era test driver della McLaren oltre dieci anni fa e si parlava di un suo debutto imminente alla Prodrive, all’ingresso della Prodrive in Formula 1. Se non sapete di cosa sto parlando, vuole dire che siete giovani. Non tutti i mali vengono per nuocere: quantomeno vi siete risparmiati anche le polemiche dello spy-gate tra Ferrari e McLaren della stagione 2007, contemporanee ai rumour sull’avvento della Prodrive.
Doveva arrivare dalla Formula 1 anche Pascal Wehrlein, ma non è arrivato... o almeno, non ancora. Doveva affiancare Jerome D’Ambrosio arrivato alla Mahindra dopo il ritiro dalle competizioni di Nick Heidfeld (ritiro che ha reso invariate le probabilità di vincere una gara dello stesso Heidfeld), ma arriverà a partire da Marrakesh: a Riyad c’era ancora Felix Rosenqvist, alla sua ultima partecipazione prima del passaggio in Indycar.
I miei profili social lasciavano pensare che, se la gente che seguo somiglia a quella che c’è nel resto del mondo, Vandoorne e Massa fossero i fan favourite. Vandoorne ne ha anche approfittato per svegliarsi per un attimo e fare una buona qualifica, non prima che ci fossero varie peripezie, tipo una sessione di prove libere annullata per pioggia, al punto da far dimenticare che la gara era nel deserto. La pole position, nel frattempo, è andata ad Antonio Felix Da Costa, altresì noto nei miei commenti come Antonio Felice Sulla Costa, colui che a suo tempo scrisse, senza punteggiatura “my bad mate Jacques Villeneuve” sul suo profilo Twitter a commentare un incidente avvenuto tra di loro.
GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Da Costa - Lopez
2^ fila: Buemi - Vandoorne
3^ fila: Vergne - D'Ambrosio
4^ fila: Lotterer - Evans
5^ fila: Paffett - Sims
6^ fila: Abt - Massa
7^ fila: Mortara - Rowland
8^ fila: Piquet - Gunther
9^ fila: Rosenqvist - Di Grassi
10^ fila: Bird - Frijns
11^ fila: Turvey - Dillmann
La gara è iniziata alle 13.00 ora italiana, mentre ero a pranzo e mentre non la stavo guardando.
Nel pomeriggio sono andata a cercarla sul sito della Mediaset, ma non l'avevano ancora caricata. Ho tentato su Youtube e... sorpresa! Sul profilo ufficiale della Formula E era già possibile guardarla, non ci speravo proprio. Tra i telecronisti British c’era anche Dario Franchitti. *-*
La gara è partita sull’asciutto, dopo il giro di formazione: una volta non c’era il giro di formazione, troppe novità in un colpo solo!
Dalla pole position, Antonio Felice Sulla Costa si è piazzato a caso sulla griglia di partenza, tanto che se fosse stato in Formula 1 al volante di una Marussia avrebbe sicuramente ottenuto almeno un punto.
Ha cercato di sistemarsi, ma era comunque girato un po' di lato. Ciò non ha comportato problemi: è partito regolarmente mantenendo regolarmente la posizione, ma ciò non è accaduto a J-Lo, che è sicuramente un BrOkK0 perché il suo...
...
...
...
...okay, mi fermo prima di scrivere qualcosa di innominabile, ma forse ci siamo capiti e peraltro forse certi tormentoni del passato verranno rispolverati all’occorrenza in futuro.
Lopez ha perso una posizione, venendo sfilato da Buemi, poi ne avrebbe perse nei primi giri anche a vantaggio di Jev e Lotterer: i due Techeetah Bros erano molto scatenati e Lotterer lo era anche quando J-Lo gli è arrivato a ridosso. Sono rimasta un po' delusa dall'assenza di sportellate, ma la stagione è lunga e prima o poi Lotterer farà a sportellate con qualcuno.
Vandoorne nel frattempo era qualche posizione più indietro.
Lotterer: “Chi se ne frega di Stoffy che dorme nel van, sono io l’idolohhhh delle folle!”
Van Dorme: “Io sono figo e tu no. E poi hai i capelli brizzolati, sei già un V3Kk1aCç10, mentre io sono giovane, prestante e amico di Hulkenberg. Gli ho anche toccato i capelli sparati in aria, quando se li era decolorati.”
Lotterer: “Io, se fossi passato accanto a Hulkenberg, tutto ciò che avrei fatto sarebbe stato tirargli una sportellata tale da fargli spiccare il volo e da farlo atterrare sul podio.”
Van Dorme: “Questa è Formula E, non possiamo sprecare il nostro tempo a parlare delle mancate top-3 di Hulkenberg. Però se dovesse passare in Formula E potrebbe puntare a non salire mai sul podio nemmeno in questa serie.”
Hulk: “Nobody loves me.”
Van Dorne: “Io ti amavo, ma poi tu mi hai tradito con Dani-Smile.”
Tornando al primo giro, Mortara è finito a muro, con tanto di full course yellow. Poi a me è sembrato che le vetture fossero ancora lì che duellavano durante la full course yellow stessa, ma nevermind. Mentre la grafica corredava il botto di Mortara con una sua immagine nella posa del facepalm, il suo compagno di squadra Massa era al momento in top-ten e un replay della partenza l'ha inquadrato mentre affiancava e superava delle vetture. Secondo i telecronisti una vettura da quelle parti, non ben identificata, si era macchiata del reato di jump start, ma la direzione gara ha apparentemente decretato che erano dei visionari paragonabili a Vettel al cospetto di Bottas.
Mortara è ripartito, sotto di un giro, mentre Rosenbitch, che prossimamente non ci sarà perché nel 2019 gareggerà in Indycar, come ho già anticipato, è finito a muro dopo dodici minuti di gara, mentre nel frattempo Jev superava Buemi, facendogli una pernacchia e ricordandogli che a suo tempo l'aveva rimpiazzato alla Toro Rosso. Avrebbe in seguito anche superato anche Antonio Felice sulla Costa per la prima piazza, ma Da Costa è stato scartato molto prima di arrivarci, in Toro Rosso.
Poi Massa ha superato Vandoorne, mandandolo a dormire in un van in decima piazza. Ai box è stato inquadrata Susie Wolff! *-*
Feli: “AAAAAAAAAWWWWWWWWWWW!”
Susie: “Non sarai figo tanto quanto i principi disney o i rapper tamarri, però anche tu sei tanto dolce e kawaii.”
Feli: “Ho intenzione di superare anche Sims, presto o tardi.”
Le telecamere sono tornate sul circuito, dove c'era Lotterer che superava Buemi, anche lì senza sportellate. Peccato, perché ciò avrebbe reso il dopogara sicuramente divertente!
Feli: “Ehi, non distogliete l’attenzione da me. Sto per ottenere uno dei più prestigiosi riconoscimenti...
...
...
...e per qualche strana ragione uno stormo di miei simili sta affermando che potrebbe non essere una cosa così positiva.”
Il winnahhhh of the winnahhhhs nella classifica del fanboost è stato nientemeno che Stoffy che dorme in un van, seguito da Massa, Da Costa, Abt e Di Grassi. A Buemi sembrava non essere di disturbo il fatto di non essere incluso nella classifica del fanboost, dato che stava duellando con J-Lo. Sarà stato però sicuramente infastidito dall’avere perso il suddetto duello con J-Lo e di essere superato anche da D’Ambrosio.
D’Ambri: “Quanta gente ho davanti? Esiste la possibilità che tutti vengano penalizzati e che io riesca a conquistare la vittoria?”
Voce fuori campo: “Lascia un attimo all’ex Caterham Boy il tempo di mettersi in mostra superando Antonio Felice sulla Costa, poi ci mettiamo in ordine con le penalità.”
Penalità per Jev, che era primo.
Penalità per Lotterer, che era secondo.
Penalità per Massa, che era ottavo.
Penalità per Sims, che era nono.
Il primo e il secondo, oltre che due piloti della top-ten sono stati penalizzati senza che nessuno capisse per quale ragione.
Tutto ciò ha contribuito a far tornare Antonio Felice sulla Costa in testa, mentre D’Ambrosio e i suoi occhi azzurro shocking vedevano la luce della seconda posizione, dopo un sorpasso su J-Lo. I Techeetah Bros avevano salvato il salvabile, ritrovandosi quinto e settimo, mentre Sims e Massa si sono ritrovati nelle retrovie, quindicesimo e sedicesimo.
J-Lo: “Adesso, però, basta parlare di Sims e di Massa. Ci sono anch’io e posso farmi notare like a boss.”
Like a boss ha perso posizioni e poi è finito a muro: prima c’è stata una full course yellow, poi in seguito è arrivata la safety car.
Dietro la safety car, Vandoorne è lentamente scivolato in diciottesima posizione, mentre i telecronisti parlavano di “attack mode”, una sorta di push to pass attivabile a casaccio nel corso della gara, che sinceramente non mi è piaciuto granché. E prima che lo si paragoni al DRS, ci terrei a precisare che non ho niente contro il DRS: può piacere o non piacere, però la regola secondo cui si può aprire in momenti ben precisi, a condizioni ben precise e che una volta che chi tentava il sorpasso è riuscito a sorpassare non possa più utilizzarlo per difendersi, mi pare decisamente più sensata che la “attack mode” della Formula E. Per il momento non è una cosa che mi convince.
Bird: “Comunque dentro le mutande abbiamo anche noi l’ala mobile.”
Voce fuori campo: “La domanda è piuttosto perché tu non la tenga al vento nascosta dietro a un casco.”
Bird: “Sono d’accordo, mi sentirei molto più a mio agio.”
Voce fuori campo: “Tutto lascia pensare che Buemi che è senza attack mode verrà asfaltato da un po’ di gente e che Jev sia sul punto di superare D’Ambrosio facendogli una pernacchia.”
Antonio Felice Sulla Costa: “Ma non raggiungerà me! <3 I’m dahhhh winnahhhh!”
La sua vittoria è stata meno scontata del previsto, dato che comunque Jev gli è arrivato a ridosso e la gara è finita al photofinish.
D’Ambrosio si è accontentato del gradino più basso del podio, sul quale oltre a non esserci lo champagne come facilmente prevedibile, non c’era neanche il waard. Dani-Smile sarebbe rimasto molto traumatizzato, se non avesse potuto festeggiare una vittoria nemmeno con uno shoey analcolico.
La gente, frattanto, si lamentava sui social che la gara era noiosa, perché gli uomini e le donne del pubblico portavano in testa rispettivamente dei turbanti e degli hijab, invece che cappellini della Ferrari, che di certo avrebbero incrementato il livello di spettacolohhhh percepito.
RISULTATO: 1. Antonio Felix Da Costa (BMW Andretti), 2. Jean-Eric Vergne (Techeetah), 3. Jerome D’Ambrosio (Mahindra), 4. Mitch Evans (Jaguar), 5. André Lotterer (Techeetah), 6. Sebastien Buemi (Nissan eDams), 7. Oliver Rowland (Nissan eDams), 8. Daniel Abt (Audisport Abt), 9. Lucas Di Grassi (Audisport Abt), 10. Nelsinho Piquet (Jaguar), 11. Sam Bird (Virgin), 12. Robin Frijns (Virgin), 13. Oliver Turvey (NIO), 14. Felipe Massa (Venturi), 15. Tom Dillman (NIO), 16. Maximilian Gunther (Dragon), 17. Stoffel Vandoorne (HWA Racelab), 18. Alexander Sims (BMW Andretti), 19. Edoardo Mortara (Venturi), 20. José Lopez (Dragon), DNF. Gary Paffett (HWA Racelab), DNF. Felix Rosenqvist (Mahindra).
Post-gara: varie fonti hanno riportato come dopo la gara Massa sia stato penalizzato con un drive-through (in pratica con 25 secondi di penalità aggiunta al suo risultato di gara) per irregolarità nell’utilizzo del fanboost.
Questo l’avrebbe retrocesso in 17esima posizione, facendo risalire Dillman, Gunther e Vandoorne in 14-15-16esima posizione. Il problema è che pare che questa notizia sia stata o inventata di sana pianta o che sia derivata da un misunderstunding colossale, dal momento che il risultato riportato sul sito ufficiale della Formula E è quello con Massa 14esimo e gli altri tre a seguire. Qualunque altra fonte, invece, riporta Dillman 14esimo e gli altri a seguire.
Il Twitter ufficale del team Venturi parla di una penalità dovuta a un utilizzo irregolare del fanboost, ma si riferisce a quello scontato da Massa in gara. La mia impressione è che varie fonti abbiano considerato quel tweet come relativo a un’ulteriore penalità e che si sia generato questo caos.
IL TEST DELLA DOMENICA: se sabato si è svolta la gara, il giorno successivo si è svolto un test, al quale erano state invitate anche nove donne. Nello specifico c’erano Simona De Silvestro e Katherine Legge (entrambe ex Formula E oltre che ex Indycar), Tatiana Calderon (GP3), Jamie Chadwick (Formula 3), Beitske Visser (ex GP3 e World Series by Renault), Pippa Mann (Indycar), Carmen Jordà (ex GP3), Amna Al Qubaisi (F4) e Carrie Schreiner (ex F4). Ho visto una foto di tutti i piloti presenti in cui quest’ultima compariva al fianco di Massa ed era di una decina di centimetri più bassa.
La De Silvestro e la Calderon sono state quelle che sono andate meglio, la Chadwick e la Legge hanno ottenuto risultati discreti, la Visser un po’ meno e ancora meno la Mann. La Jordà non ha praticamente completato un solo giro, mentre la Al Qubaisi e la Schreiner apparivano come fanalini di coda. A volere essere obiettiva, visti la pochissima esperienza di queste due su delle monoposto, la loro presenza in un test di Formula E mi sembra decisamente prematura. Se fosse stato un test di Formula 1, le polemiche si sarebbero trascinate quantomeno fino a oggi, quando a due settimane di distanza sto postando il Commento all’Eprix che ha aperto la stagione.
Il prossimo evento sarà l’Eprix del Marocco, che si svolgerà quattro settimane dopo di quello inaugurale, ovvero a meno di due settimane di distanza da oggi. Augurandomi che abbiate trovato questo commento elettrizzante, vi do appuntamento al prossimo evento.
Buon 2019, miei cari lettori, e preparatevi ad immergervi nella lettura del Commento all'eprix d'Arabia Saudita, che ha aperto la stagione 2018/19 di Formula E.
Dopo quattro campionati con vetture di prima generazione, siamo passati alla seconda generazione, che ha visto alcuni cambiamenti, il più importante che adesso le batterie durano tutta la gara, quindi non c’è più il pitstop per cambiare monoposto a metà dell’eprix. Sono combattuta in proposito: mi sarebbe piaciuto che continuasse ad esserci qualcosa del genere perché era epico... ma non mi sarebbe piaciuto affatto leggere costantemente polemiche a proposito del fatto che i piloti sono rallentati nel cambiare monoposto dalla presenza dell’halo, proprio adesso che abbiamo raggiunto un livello di accettazione tale che è tornato ad essere possibile commentare una gara senza che qualcuno se ne esca con “ma l’halo...” anche quando si sta parlando di tutt’altro. Le gare, inoltre, non hanno più un numero fisso di giri: durano 45 minuti più un giro, sempre e comunque.
Ci sono stati alcuni team che hanno conservato la propria line-up e altri che l’hanno cambiata. Audisport Abt continua a schierare Lucas Di Grassi, campione del mondo 2017, e Daniel Abt, così come in Techeetah ci sono ancora Jean-Eric Vergne, campione in carica, e il mio Yd0L0 André Lotterer. <3
La Renault eDams è diventata Nissan eDams, il campione del mondo 2016 Sebastien Buemi è ancora al proprio posto, mentre al suo fianco è arrivato Oliver Rowland. Doveva arrivare, in realtà, Alex Albon, ma Albon è stato convocato d’urgenza ad appoggiare il fondoschiena su una Toro Rosso e debutterà in Formula 1 nella stagione a venire.
È rimasto al proprio posto anche Nelsinho Piquet, campione del mondo 2015 nonché pilota Jaguar, affiancato dal suo compagno di squadra Mitch Evans, colui che a suo tempo mise indirettamente fine a molte amicizie formato Tumblahhhh.
Sam Bird è rimasto alla Virgin e Antonio Felix Da Costa è rimasto alla BMW Andretti. I loro compagni di squadra sono, in questa stagione, Robin Frijns e il debuttante Alexander Sims. Tom Dillmann è passato alla NIO, dove è rimasto anche Oliver Turvey. José Lopez è rimasto in Dragon, mentre come suo compagno di squadra è arrivato Max Gunther, che ho visto gareggiare nel 2017 in Formula 3 Europea e nel 2018 in Formula 2.
Poi ci sono stati alcuni arrivi dalla Formula 1, che hanno fatto parlare di sé: è arrivato Felipe Massa alla Venturi, la cui team manager è nientemeno che Susie Wolff. Farà coppia con Edoardo Mortara. Parlo da Massa come compagno di squadra, non di Susie Wolff: sia lei sia Mortara sono entrambi sposati. ;-)
È arrivato anche Stoffel Vandoorne con HWA, team imparentato con la Mercedes. Mentre dormirà nel suo van, al suo fianco ci sarà Gary Paffett che, nato trentadue giorni prima di Massa, è il pilota più anziano presente in Formula E! Era test driver della McLaren oltre dieci anni fa e si parlava di un suo debutto imminente alla Prodrive, all’ingresso della Prodrive in Formula 1. Se non sapete di cosa sto parlando, vuole dire che siete giovani. Non tutti i mali vengono per nuocere: quantomeno vi siete risparmiati anche le polemiche dello spy-gate tra Ferrari e McLaren della stagione 2007, contemporanee ai rumour sull’avvento della Prodrive.
Doveva arrivare dalla Formula 1 anche Pascal Wehrlein, ma non è arrivato... o almeno, non ancora. Doveva affiancare Jerome D’Ambrosio arrivato alla Mahindra dopo il ritiro dalle competizioni di Nick Heidfeld (ritiro che ha reso invariate le probabilità di vincere una gara dello stesso Heidfeld), ma arriverà a partire da Marrakesh: a Riyad c’era ancora Felix Rosenqvist, alla sua ultima partecipazione prima del passaggio in Indycar.
I miei profili social lasciavano pensare che, se la gente che seguo somiglia a quella che c’è nel resto del mondo, Vandoorne e Massa fossero i fan favourite. Vandoorne ne ha anche approfittato per svegliarsi per un attimo e fare una buona qualifica, non prima che ci fossero varie peripezie, tipo una sessione di prove libere annullata per pioggia, al punto da far dimenticare che la gara era nel deserto. La pole position, nel frattempo, è andata ad Antonio Felix Da Costa, altresì noto nei miei commenti come Antonio Felice Sulla Costa, colui che a suo tempo scrisse, senza punteggiatura “my bad mate Jacques Villeneuve” sul suo profilo Twitter a commentare un incidente avvenuto tra di loro.
GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Da Costa - Lopez
2^ fila: Buemi - Vandoorne
3^ fila: Vergne - D'Ambrosio
4^ fila: Lotterer - Evans
5^ fila: Paffett - Sims
6^ fila: Abt - Massa
7^ fila: Mortara - Rowland
8^ fila: Piquet - Gunther
9^ fila: Rosenqvist - Di Grassi
10^ fila: Bird - Frijns
11^ fila: Turvey - Dillmann
La gara è iniziata alle 13.00 ora italiana, mentre ero a pranzo e mentre non la stavo guardando.
Nel pomeriggio sono andata a cercarla sul sito della Mediaset, ma non l'avevano ancora caricata. Ho tentato su Youtube e... sorpresa! Sul profilo ufficiale della Formula E era già possibile guardarla, non ci speravo proprio. Tra i telecronisti British c’era anche Dario Franchitti. *-*
La gara è partita sull’asciutto, dopo il giro di formazione: una volta non c’era il giro di formazione, troppe novità in un colpo solo!
Dalla pole position, Antonio Felice Sulla Costa si è piazzato a caso sulla griglia di partenza, tanto che se fosse stato in Formula 1 al volante di una Marussia avrebbe sicuramente ottenuto almeno un punto.
Ha cercato di sistemarsi, ma era comunque girato un po' di lato. Ciò non ha comportato problemi: è partito regolarmente mantenendo regolarmente la posizione, ma ciò non è accaduto a J-Lo, che è sicuramente un BrOkK0 perché il suo...
...
...
...
...okay, mi fermo prima di scrivere qualcosa di innominabile, ma forse ci siamo capiti e peraltro forse certi tormentoni del passato verranno rispolverati all’occorrenza in futuro.
Lopez ha perso una posizione, venendo sfilato da Buemi, poi ne avrebbe perse nei primi giri anche a vantaggio di Jev e Lotterer: i due Techeetah Bros erano molto scatenati e Lotterer lo era anche quando J-Lo gli è arrivato a ridosso. Sono rimasta un po' delusa dall'assenza di sportellate, ma la stagione è lunga e prima o poi Lotterer farà a sportellate con qualcuno.
Vandoorne nel frattempo era qualche posizione più indietro.
Lotterer: “Chi se ne frega di Stoffy che dorme nel van, sono io l’idolohhhh delle folle!”
Van Dorme: “Io sono figo e tu no. E poi hai i capelli brizzolati, sei già un V3Kk1aCç10, mentre io sono giovane, prestante e amico di Hulkenberg. Gli ho anche toccato i capelli sparati in aria, quando se li era decolorati.”
Lotterer: “Io, se fossi passato accanto a Hulkenberg, tutto ciò che avrei fatto sarebbe stato tirargli una sportellata tale da fargli spiccare il volo e da farlo atterrare sul podio.”
Van Dorme: “Questa è Formula E, non possiamo sprecare il nostro tempo a parlare delle mancate top-3 di Hulkenberg. Però se dovesse passare in Formula E potrebbe puntare a non salire mai sul podio nemmeno in questa serie.”
Hulk: “Nobody loves me.”
Van Dorne: “Io ti amavo, ma poi tu mi hai tradito con Dani-Smile.”
Tornando al primo giro, Mortara è finito a muro, con tanto di full course yellow. Poi a me è sembrato che le vetture fossero ancora lì che duellavano durante la full course yellow stessa, ma nevermind. Mentre la grafica corredava il botto di Mortara con una sua immagine nella posa del facepalm, il suo compagno di squadra Massa era al momento in top-ten e un replay della partenza l'ha inquadrato mentre affiancava e superava delle vetture. Secondo i telecronisti una vettura da quelle parti, non ben identificata, si era macchiata del reato di jump start, ma la direzione gara ha apparentemente decretato che erano dei visionari paragonabili a Vettel al cospetto di Bottas.
Mortara è ripartito, sotto di un giro, mentre Rosenbitch, che prossimamente non ci sarà perché nel 2019 gareggerà in Indycar, come ho già anticipato, è finito a muro dopo dodici minuti di gara, mentre nel frattempo Jev superava Buemi, facendogli una pernacchia e ricordandogli che a suo tempo l'aveva rimpiazzato alla Toro Rosso. Avrebbe in seguito anche superato anche Antonio Felice sulla Costa per la prima piazza, ma Da Costa è stato scartato molto prima di arrivarci, in Toro Rosso.
Poi Massa ha superato Vandoorne, mandandolo a dormire in un van in decima piazza. Ai box è stato inquadrata Susie Wolff! *-*
Feli: “AAAAAAAAAWWWWWWWWWWW!”
Susie: “Non sarai figo tanto quanto i principi disney o i rapper tamarri, però anche tu sei tanto dolce e kawaii.”
Feli: “Ho intenzione di superare anche Sims, presto o tardi.”
Le telecamere sono tornate sul circuito, dove c'era Lotterer che superava Buemi, anche lì senza sportellate. Peccato, perché ciò avrebbe reso il dopogara sicuramente divertente!
Feli: “Ehi, non distogliete l’attenzione da me. Sto per ottenere uno dei più prestigiosi riconoscimenti...
...
...
...e per qualche strana ragione uno stormo di miei simili sta affermando che potrebbe non essere una cosa così positiva.”
Il winnahhhh of the winnahhhhs nella classifica del fanboost è stato nientemeno che Stoffy che dorme in un van, seguito da Massa, Da Costa, Abt e Di Grassi. A Buemi sembrava non essere di disturbo il fatto di non essere incluso nella classifica del fanboost, dato che stava duellando con J-Lo. Sarà stato però sicuramente infastidito dall’avere perso il suddetto duello con J-Lo e di essere superato anche da D’Ambrosio.
D’Ambri: “Quanta gente ho davanti? Esiste la possibilità che tutti vengano penalizzati e che io riesca a conquistare la vittoria?”
Voce fuori campo: “Lascia un attimo all’ex Caterham Boy il tempo di mettersi in mostra superando Antonio Felice sulla Costa, poi ci mettiamo in ordine con le penalità.”
Penalità per Jev, che era primo.
Penalità per Lotterer, che era secondo.
Penalità per Massa, che era ottavo.
Penalità per Sims, che era nono.
Il primo e il secondo, oltre che due piloti della top-ten sono stati penalizzati senza che nessuno capisse per quale ragione.
Tutto ciò ha contribuito a far tornare Antonio Felice sulla Costa in testa, mentre D’Ambrosio e i suoi occhi azzurro shocking vedevano la luce della seconda posizione, dopo un sorpasso su J-Lo. I Techeetah Bros avevano salvato il salvabile, ritrovandosi quinto e settimo, mentre Sims e Massa si sono ritrovati nelle retrovie, quindicesimo e sedicesimo.
J-Lo: “Adesso, però, basta parlare di Sims e di Massa. Ci sono anch’io e posso farmi notare like a boss.”
Like a boss ha perso posizioni e poi è finito a muro: prima c’è stata una full course yellow, poi in seguito è arrivata la safety car.
Dietro la safety car, Vandoorne è lentamente scivolato in diciottesima posizione, mentre i telecronisti parlavano di “attack mode”, una sorta di push to pass attivabile a casaccio nel corso della gara, che sinceramente non mi è piaciuto granché. E prima che lo si paragoni al DRS, ci terrei a precisare che non ho niente contro il DRS: può piacere o non piacere, però la regola secondo cui si può aprire in momenti ben precisi, a condizioni ben precise e che una volta che chi tentava il sorpasso è riuscito a sorpassare non possa più utilizzarlo per difendersi, mi pare decisamente più sensata che la “attack mode” della Formula E. Per il momento non è una cosa che mi convince.
Bird: “Comunque dentro le mutande abbiamo anche noi l’ala mobile.”
Voce fuori campo: “La domanda è piuttosto perché tu non la tenga al vento nascosta dietro a un casco.”
Bird: “Sono d’accordo, mi sentirei molto più a mio agio.”
Voce fuori campo: “Tutto lascia pensare che Buemi che è senza attack mode verrà asfaltato da un po’ di gente e che Jev sia sul punto di superare D’Ambrosio facendogli una pernacchia.”
Antonio Felice Sulla Costa: “Ma non raggiungerà me! <3 I’m dahhhh winnahhhh!”
La sua vittoria è stata meno scontata del previsto, dato che comunque Jev gli è arrivato a ridosso e la gara è finita al photofinish.
D’Ambrosio si è accontentato del gradino più basso del podio, sul quale oltre a non esserci lo champagne come facilmente prevedibile, non c’era neanche il waard. Dani-Smile sarebbe rimasto molto traumatizzato, se non avesse potuto festeggiare una vittoria nemmeno con uno shoey analcolico.
La gente, frattanto, si lamentava sui social che la gara era noiosa, perché gli uomini e le donne del pubblico portavano in testa rispettivamente dei turbanti e degli hijab, invece che cappellini della Ferrari, che di certo avrebbero incrementato il livello di spettacolohhhh percepito.
RISULTATO: 1. Antonio Felix Da Costa (BMW Andretti), 2. Jean-Eric Vergne (Techeetah), 3. Jerome D’Ambrosio (Mahindra), 4. Mitch Evans (Jaguar), 5. André Lotterer (Techeetah), 6. Sebastien Buemi (Nissan eDams), 7. Oliver Rowland (Nissan eDams), 8. Daniel Abt (Audisport Abt), 9. Lucas Di Grassi (Audisport Abt), 10. Nelsinho Piquet (Jaguar), 11. Sam Bird (Virgin), 12. Robin Frijns (Virgin), 13. Oliver Turvey (NIO), 14. Felipe Massa (Venturi), 15. Tom Dillman (NIO), 16. Maximilian Gunther (Dragon), 17. Stoffel Vandoorne (HWA Racelab), 18. Alexander Sims (BMW Andretti), 19. Edoardo Mortara (Venturi), 20. José Lopez (Dragon), DNF. Gary Paffett (HWA Racelab), DNF. Felix Rosenqvist (Mahindra).
Post-gara: varie fonti hanno riportato come dopo la gara Massa sia stato penalizzato con un drive-through (in pratica con 25 secondi di penalità aggiunta al suo risultato di gara) per irregolarità nell’utilizzo del fanboost.
Questo l’avrebbe retrocesso in 17esima posizione, facendo risalire Dillman, Gunther e Vandoorne in 14-15-16esima posizione. Il problema è che pare che questa notizia sia stata o inventata di sana pianta o che sia derivata da un misunderstunding colossale, dal momento che il risultato riportato sul sito ufficiale della Formula E è quello con Massa 14esimo e gli altri tre a seguire. Qualunque altra fonte, invece, riporta Dillman 14esimo e gli altri a seguire.
Il Twitter ufficale del team Venturi parla di una penalità dovuta a un utilizzo irregolare del fanboost, ma si riferisce a quello scontato da Massa in gara. La mia impressione è che varie fonti abbiano considerato quel tweet come relativo a un’ulteriore penalità e che si sia generato questo caos.
IL TEST DELLA DOMENICA: se sabato si è svolta la gara, il giorno successivo si è svolto un test, al quale erano state invitate anche nove donne. Nello specifico c’erano Simona De Silvestro e Katherine Legge (entrambe ex Formula E oltre che ex Indycar), Tatiana Calderon (GP3), Jamie Chadwick (Formula 3), Beitske Visser (ex GP3 e World Series by Renault), Pippa Mann (Indycar), Carmen Jordà (ex GP3), Amna Al Qubaisi (F4) e Carrie Schreiner (ex F4). Ho visto una foto di tutti i piloti presenti in cui quest’ultima compariva al fianco di Massa ed era di una decina di centimetri più bassa.
La De Silvestro e la Calderon sono state quelle che sono andate meglio, la Chadwick e la Legge hanno ottenuto risultati discreti, la Visser un po’ meno e ancora meno la Mann. La Jordà non ha praticamente completato un solo giro, mentre la Al Qubaisi e la Schreiner apparivano come fanalini di coda. A volere essere obiettiva, visti la pochissima esperienza di queste due su delle monoposto, la loro presenza in un test di Formula E mi sembra decisamente prematura. Se fosse stato un test di Formula 1, le polemiche si sarebbero trascinate quantomeno fino a oggi, quando a due settimane di distanza sto postando il Commento all’Eprix che ha aperto la stagione.
Il prossimo evento sarà l’Eprix del Marocco, che si svolgerà quattro settimane dopo di quello inaugurale, ovvero a meno di due settimane di distanza da oggi. Augurandomi che abbiate trovato questo commento elettrizzante, vi do appuntamento al prossimo evento.
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