giovedì 6 dicembre 2018

On The Trash: fanfic trash scritta just for fun // Capitolo 5

La stagione 2016 di Formula 1 in chiave trash con il passaggio di Max Verstappen dalla Toro Rosso alla Redbull... il tutto in un alternate universe trash in cui Max è una ragazza.
Questa è una trollata fan fiction motoristica ad alto contenuto trash. Non intende dare una visione realistica del mondo del motorsport né dei personaggi a cui è ispirata. In realtà più che a tali personaggi è ispirata a quello che potrebbero essere quei personaggi se fossero degli squilibrati, ma nevermind. Contiene soprannomi improbabili, POV alternati, scene ai limiti del trash, ma soprattutto un genderswap. Anzi, per essere più precisi, ha avuto origine da questo genderswap... 

***

Capitolo 5: Verso l’obiettivo.

littl33redcow ha scritto:
Carissimi follower, oggi è stato un giorno speciale per me. Avrei voluto coronarlo con una vittoria, ma la sfortuna ha voluto che io abbia dovuto accontentarmi soltanto di un podio, in quanto un certo Snoop Dogg ha vinto di nuovo. Speravo che sul podio lui e Daniel Smile si sfidassero a duello per conquistare il mio amore, ma non è accaduto e ciò mi fa sentire distrutta e inutile. La ragione per cui questa giornata è stata memorabile non ha comunque a che vedere con quanto è successo in pista, anche se ho il sospetto che i fatti odierni abbiano anticipato il momento più importante della mia vita. Come ben saprete ho fin dalla notte dei tempi un numero incredibile di follower e tale numero di follower è stato fisso sul 99 per un lungo periodo. Oggi ho conquistato il mio centesimo follower e intendo ringraziarlo pubblicamente. Si tratta dell'utente "thebeautyqueen" che, oltre ad essersi confermato come mio follower in pista guardandomi con il binocolo per gran parte del tempo, lo è diventato anche in rete. Grazie Nico, sei tanto minichoupi e tutti i regali che mi hai fatto in pista negli ultimi tempi sono stati davvero molto apprezzati. *-* Parlando di cose serie, auguro a tutti una buona estate, nella speranza di riprendere in grande stile tra un mese a Spa, città natale dell'infallibile investigatore Hercule Poirot. Sono certo che, se l'illustre Bernie venisse avvelenato durante un pranzo di famiglia, questo individuo dotato di un paio di baffi di notevole bellezza riuscirebbe a risolvere l'intrigo in cinque minuti contati, nonostante in molti desiderino avvelenare l'Illustre Bernie. Approfitto dell'occasione per porgere a tutti i miei più cordiali saluti e per mandarvi in quel posto. Tanti baci alla francese a tutti. xoxo

petitcharles ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Aaaaaawwwww, come sei adorabile! <3 Mi dispiace tanto di essere stato messo a piedi molto tempo fa e di non averti potuta conoscere di persona. Sono felice di averti tra i miei profili seguiti e ti ringrazio per il tuo followback. Che lo spirito dei gran premi passati vegli su di te.

littl33redcow ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Grazie a te per avermi inserita tra i profili seguiti anche senza avermi mai potuta conoscere dal vivo e senza avere mai avuto speranze di giocare con il camion dei pompieri insieme a me. Saluta il tuo manager Oliver Penis da parte mia.

petitcharles ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Gli ho appena mandato un whattsap per porgergli i tuoi saluti. Mi ha suggerito di darti il mio numero in privato e di chiederti di mandarmi delle tue foto sexy.

carlitofanboyz ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Non c'è bisogno che tu te le faccia inviare per whattsap. Il profilo di Maxine è pieno di sue foto sexy, basta solo cercarle con attenzione.

littl33redcow ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Vero. Ho fatto tante foto dove sono nuda e interamente nascosta da un enorme camion dei pompieri, con un brillante effetto vedo/ non vedo.

thebeautyqueen ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Le ho viste anch'io. *________* Sono foto davvero adorabili. È un piacere essere un follower di una fanciulla così graziosa.

littl33redcow ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Il piacere è tutto mio. Come ho già detto più di una volta, i miei follower vengono prima di tutto, quello che conta è che, se ci troviamo sulla stessa pista, sulla linea del traguardo vengano dopo di me. Per via della mia grande attenzione ai follower credo che sia doveroso, da parte mia, essere sempre sensuale e attraente in modo da allietare le loro giornate. Per fortuna i camion dei pompieri sono stati inventati esattamente per questo scopo.

thebeautyqueen ha rebloggato il post e ha aggiunto:
AAAAWWWWW! <3

danismile ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Quelle foto sono molto stimolanti. Sorrido a trentadue denti ogni volta in cui le vedo.

vodkaandkiwi ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Non era mia intenzione intervenire in questo post, dato che non seguo Maxine e non credo che la seguirò mai, ma avendolo visto sulla bacheca in quanto appena rebloggato da Dan non posso astenermi dal dire la mia. I camion dei pompieri non sono stati inventati per scattare foto sexy in loro presenza, ma affinché i bambini che tengono ancora il ciuccio in bocca possano passarsi il tempo in attesa dell'età in cui verranno a conoscenza dei piaceri del sesso. Trovo deleterio continuare a insistere con l'assurdità che fare giochi così infantili sia la massima aspirazione per ciascuno di noi.

littl33redcow ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Sei proprio una str***a!

vodkaandkiwi ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Ammazzati.

kmag ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Ecco, lo sapevo, questo sito è malato. Le ragazze, invece di litigare per decidere chi verrà a letto con me stasera, litigano per decidere se sia più bello fare sesso o giocare con il camion dei pompieri. Che sconforto...

[DANIELLE'S POV]
Quella sera andai a letto con Kmag nonostante su Tumblr avesse ridicolizzato le mie valide proteste nei confronti delle assurdità che Maxine Kumpenstappen si ostinava a scrivere.
Kmag commentò molto positivamente il nostro incontro.
«Mio padre mi aveva detto che eri una bomba, ma non pensavo fino a questo punto.»
«Tuo padre ti ha raccontato che io e lui abbiamo trascorso insieme una nottata di fuoco?»
«Sì, non ci sono segreti tra me e lui.»
«Nemmeno tra Jonathan e Jolyon. Pensa che è stato lo stesso Jolyon a suggerirmi di dedicare qualche attenzione anche a suo padre.»
«Si può dire che tu sia una ninfomane al servizio del paddock.»
«Esatto. È sempre stato il mio sogno fin dalla prima infanzia.»
«Ciò mi pare molto sensato.»
«Non riesco a spiegarmi come quell’inutile poppante di Maxine possa preferire tenere in bocca un ciuccio invece che...»
Mi interruppi perché proprio Maxine Kumpenstappen in persona si presentò nella stanza e ci vide sul letto completamente nudi.

[MAXINE'S POV]
Afferrai Danielle per le tette e gliele strizzai, prima di buttarla fuori dalla stanza.
Mi spogliai al volo e pregai Kmag di possedermi selvaggiamente.
Kmag mi sbatté sul letto ed era vicinissimo a fare ciò che gli avevo detto, quando Jolyon fece il suo ingresso trionfale.
Spinse via Kmag e mi si sdraiò sopra, poi entrò Jonathan, che trascinò via il figlio e, prima ancora di potersi avvicinare, fu sbattuto per terra da Checo che arrivava ruggendo.
Estebaby gli fece lo sgambetto e mi si stese di sopra, ma Gufelipe II gli strappò via gli occhiali, prima di dovere competere con Gufelipe per raggiungermi. Fernando afferrò entrambi per i capelli e li buttò a terra, ma Carlito si mise tra di noi.
«No, non farlo!» invocò. «Ti ho sempre amato, fin dal primo momento in cui ti ho visto. Stai con me, altrimenti sarò costretto a consolarmi tenendo il ciuccio in bocca fino a trent’anni.»
Si rivolgeva a Fernando.
Decisi che per protesta l'avrei data solo a Pietro De Vitali, che da anni era diventato segretamente il maggiordomo di Fernando.
Mi alzai e mi rivestii, lasciando tutti di stucco.
Cercarono di trattenermi in tutti i modi possibili, ma non mi lasciai incantare. Io ero Maxine Kumpenstappen, non una ninfomane al servizio del paddock. Nessuno era alla mia altezza. Io stavo a Stef Wilson come tutti gli altri stavano a Takuma Sato.

[SOPHIE'S POV]
«Pronto?»
«Buongiorno, parlo con la signora Kumpenstappen?»
«Sì.»
«Chiamo dalla Wilson Solarpower Ltd. Sono Stef.»
«Mi dica.»
«Stiamo promuovendo una nuova serie di pannelli solari di ultima generazione. Per caso è interessata all’acquisto al modico prezzo di centoventimila euro, sapendo che l’Iva le verrà rimborsata nei prossimi trent’anni?»
«No. Ora mi scusi, ma riattacco. Non vorrei che mi chiamasse Vodafone Casa nel frattempo. Mi dispiacerebbe se trovassero il telefono occupato.»
«Non sia così scortese. Sto solo facendo il mio lavoro, che è quello di romperle le pa**e finché non si sentirà obbligata a comprare i nostri prodotti.»
«Ma vaff...»
Riattaccai imprecando e mi concentrai sui veri problemi della mia vita: mia figlia Maxine non aveva ancora trovato un fidanzato e, di conseguenza, non aveva nessuno con cui lanciarsi i piatti nei momenti di noia, come ad esempio quando avvenivano dei sorpassi con il DRS e le palpebre di tutti iniziavano inesorabilmente ad abbassarsi.

[MAXINE'S POV]
Ti ricordo che, mentre voi state a casa ad annoiarvi, quando ci sono dei sorpassi con il DRS generalmente è perché io sto sorpassando qualcuno.

[SOPHIE'S POV]
E non ti annoi?

[MAXINE'S POV]
Mi annoio di più quando vengo sorpassata, se devo essere sincera.

[KIMI'S POV]
Siamo noi che non ci divertiamo affatto quando cerchi di superarci, specie se ne approfitti per mandarci fuori strada.

[SEBASTIAN'S POV]
Sono d'accordo. Propongo una petizione per radiare Maxine dalla Formula 1.

[LEWIS'S POV]
Lo sapevo... Tutti a pensare a Kimi e a Sebastian.
Mhm... dunque, dicevamo? Veniamo a noi e facciamo le cose per bene. Al rientro dalla pausa estiva, in occasione del gran premio del Belgio, realizzai quanto il mondo fosse ingiusto: invece di commuoversi per me, costretto a una retrocessione di ben cinquantacinque posizioni (nemmeno in Mclaren sarebbero riusciti a fare di meglio), tutti erano impegnati a indignarsi per colpa di Maxine, che si ostinava a stare sulla strada dei Ferrari Boys.

[FERNANDO'S POV]
Senti, dilettante, non so se te ne sei accorto, ma io sono stato retrocesso di sessanta posizioni... Chi è l'uomo dei record?

[LEWIS'S POV]
Noooohhhh, nobody loves me, nemmeno questa piccola soddisfazione.

[HULK'S POV]
Il weekend di Spa ebbe il sapore dolceamaro del Tavernello che mi fu offerto dal mio team al posto dello champagne dopo che, come sempre nelle circostanze in cui era un obiettivo possibile, il podio mi era sfuggito per via di eventi che andavano oltre il mio controllo.
Quando Kmag si spalmò come uno Spalmer qualsiasi e fu esposta bandiera rossa, il rapper del motorsport si appropriò del mio terzo posto ed ebbe pure il coraggio di apparire deluso sul podio. Voci di corridoio (Danielle) narrano che apparve deluso anche durante il convegno post-gara nel quale fu coinvolto insieme al compagno di squadra, vincitore sia in gara sia a letto, e Daniel Smile giunto secondo (in gara, si intende).
Io, purtroppo, non fui invitato a quell’evento e fui costretto a rimanere nella mia stanza a parlare di nulla con Checo.
«Secondo te abbiamo fatto qualcosa di male in una vita precedente?»
«Probabilmente abbiamo preso a sportellate qualcuno, perché?»
«Perché altrimenti non si spiega perché siamo stati relegati ad avere un’importanza molto sommaria e a non salire mai sul podio.»
«Parla per te, io ci sono salito due volte.»
«Sì, ma oggi no.»
«Stavolta è stavolta, non è sempre.»
Raggelai nel notare che Checo parlava come Gufelipe e che io parlavo come Stella Bruno. Se ero la controparte maschile di Stella Bruno non mi restava che lasciare Checo lì a non fare nulla e ad andare a dedicarmi a questioni di maggiore importanza.
Sapendo che Nico era a un convegno nel motorhome della Redbull andai ad aspettarlo in quello della Mercedes per potere giocare a rubamazzo insieme a lui quando fosse tornato. Bussai alla porta e venne ad aprirmi Coco, che non parve molto convinta e tornò a chiudere.
Sentii Roscoe che abbaiava qualcosa e poi, dimostrandosi molto più cordiale della sua compagna di vita, riaprì la porta e mi invitò a entrare. Fu un padrone di casa veramente gentilissimo, andò perfino a prendere dal frigo una birra che mi offrì.
Quando Nico rientrò me ne ero già scolate almeno cinque o sei e altrettante ne avevano bevute Roscoe e Coco. Il convegno doveva essere stato molto faticoso per lui, dal momento che era ricoperto da sbavature di rossetto e aveva i capelli completamente spettinati. Anche Lewis, che rientrò al suo seguito, non era in condizioni migliori: oltre ad essere sporco di makeup femminile e ad essere completamente spettinato sembrava anche piuttosto depresso, per le prestazioni non particolarmente ottimali da lui mostrate nel dopogara, di cui si era già sparsa la voce in tutto il paddock.
Mi chiese in prestito una katana per suicidarsi, ma siccome non l’avevo accettò di unirsi a me e a Nico in una partita a carte. Tenemmo il conto dei punti e mi classificai ultimo, ma siccome Roscoe e Coco avevano declinato l’invito perché impegnati a bere vodka, stavamo giocando soltanto in tre e arrivare ultimo equivaleva ad arrivare terzo. In quel momento mi sentii talmente tanto bene che avrei desiderato morire per la grande felicità.
“Per fortuna non ho una katana a disposizione, altrimenti mi sarei sicuramente suicidato.”
Al termine del nostro torneo Nico andò finalmente davanti allo specchio a pettinarsi, mentre Lewis tenne la cresta in disordine, perché era più interessato a parlare di cose serie.
«Che programmi hai per il futuro, Hulk?»
«Mhm... quello di farmi una doccia e di andare a letto.»
«Parlavo di un futuro più lontano. Voglio dire, l’anno prossimo cosa farai? Gareggerai ancora in Formula 1 o andrai nel WEC?»
«Orrorehhhhh!» urlai, ricordandomi della sovrapposizione di qualche mese prima. «Non ricordarmi che la Formula 1 esiste, per cortesia. Ne sono triggerato.» Feci un profondo respiro, nella speranza di riprendermi dal gravissimo shock che avevo appena provato, poi finalmente gli confidai: «Andrò alla Renault, ma non dirlo a nessuno.»
«No, non preoccuparti. Tanto per curiosità, perché hai scelto la Renault?»
«Perché c’è Carmen Jordà, che è una gran bella gnocca.»
«Anche Danielle è gnocca.»
«Sì, ma sono troppo vecchio per offrirmi alla Toro Rosso. E poi hanno dozzine di piloti nel loro junior team, una buona metà dei quali debutterà in Formula 1 alla Toro Rosso. Una metà di quelli che debutteranno alla Toro Rosso, in seguito passerà in Redbull... Però comunque il Redbull Junior Team è una fregatura, perché la Redbull ha come solo scopo quello di tarpare le ali ai giovani talenti, mica come la Ferrari, che non mette al volante uno dei suoi baby piloti fin dai tempi di Gufelipe... e mica come la McLaren, che ha promosso Kmag e poi dopo un anno l’ha cacciato via a calci nel cu*o!»
Lewis non mi stava più ascoltando. Si lamentava che voleva bere della vodka e che purtroppo i cani l’avevano finita.
Nico, intanto, davanti allo specchio si era messo a cantare cori da stadio, promettendoci che l’avrebbe fatto anche dopo la vittoria del successivo gran premio di Monza. Io gli assicurai che l’avrei applaudito dopo la sua esibizione e che l’avrei fatto molto da vicino, perché intendevo arrivare sul podio in quell’occasione. Purtroppo, mentre Nico riuscì a mantenere il suo proposito di vincere la gara, io non riuscii a mantenere il mio e sul podio ci andarono Lewis e Sebastian. Mezzo mondo si lamentò perché Maxine non era arrivata tra i primi tre.

[NICO’S POV]
Gli italiani sono gente strana: un attimo prima ti stanno fischiando e ti stanno insultando, poi dici una frase complessa tipo “ciao, come va?” in italiano e ti metti a fare il deficiente cantando “popopopopopopo” e loro si mettono a urlare cose tipo “sei un idolo!!111!!!! ti vogliamo in Ferrari!!111!!!!1”, oppure, se vogliono essere sobri e neutri, un “bellissimo continua!!!111!!!11”.
Durante la gara non mi annoiai nemmeno un po’, perché rimasi in testa dall’inizio alla fine, invece di dovere fare noiosi sorpassi tramite l’ausilio del DRS.
Danielle invitò di nuovo tutti a uno dei suoi convegni, in cui discutemmo delle posizioni del kamasutra. Poi, siccome quando terminammo era ancora abbastanza presto, decidemmo di fare uno strappo alla regola e facemmo stilare a Danielle una classifica delle dimensioni del pene di tutti i piloti del paddock. Fu una vera sorpresa: Danielle mise Carlito al primo posto, Jensinho al secondo e Hulk al terzo.
La posizione di quest’ultimo non ci convinceva. Quando ce ne andammo, diretti verso il nostro motorhome, io e Lewis convenimmo che era senz’altro una classifica falsata.
Una volta all’interno del motorhome, invece, ci dimenticammo completamente delle dimensioni del pene di Hulk, e anche di quello di tutti gli altri, perché i Roscoco stavolta l’avevano combinata grossa, dato che stavano giocando con un paio di occhiali rubati a Gutierrez.

[ESTEBABY’S POV]
Perché in tutte le fanfic deve sempre accadere qualcosa di brutto ai miei occhiali? Adesso come faccio a vedere dov’è Maxine per saltarle addosso? Oh, eccola, l’ho vista!

[DANIELLE’S POV]
Veramente io sono Danielle, non Maxine.

[ESTEBABY’S POV]
Va beh, non ha importanza, basta che respiri.

[MAXINE’S POV]
Nonostante Pietro De Vitali si fosse dato alla macchia molto prima che io potessi avere una concreta chance di conoscerlo, non mi ero mai scoraggiata ed ero sempre più certa che il mio scopo non fosse più quello di giocare con il camion dei pompieri o con la Playstation. Il mio obiettivo principale era quello di perdere la verginità al più presto con un ragazzo che mi amasse al punto tale da sfidarmi quotidianamente a tornei di lancio delle stoviglie.
...No, okay, l’ho scritto solo per show. In realtà mi bastava semplicemente che respirasse, poi ero a posto. Anche uno come Estebaby mi sarebbe andato bene. Maledetta Danielle, come si era permessa di portarmelo via?
Avevano chiuso la porta a chiave, quindi non riuscii nemmeno a fare irruzione, perché non mi ero portata nessun attrezzo per scassinare la serratura. In realtà avevo le tasche molto leggere e mi accorsi che non avevo con me nemmeno il ciuccio. Tutto ciò era orribile. Il gran premio d’Italia era stato indubbiamente il peggiore di tutta la mia esistenza.

mercoledì 5 dicembre 2018

On The Trash: fanfic trash scritta just for fun // Capitolo 4

La stagione 2016 di Formula 1 in chiave trash con il passaggio di Max Verstappen dalla Toro Rosso alla Redbull... il tutto in un alternate universe trash in cui Max è una ragazza.
Questa è una trollata fan fiction motoristica ad alto contenuto trash. Non intende dare una visione realistica del mondo del motorsport né dei personaggi a cui è ispirata. In realtà più che a tali personaggi è ispirata a quello che potrebbero essere quei personaggi se fossero degli squilibrati, ma nevermind. Contiene soprannomi improbabili, POV alternati, scene ai limiti del trash, ma soprattutto un genderswap. Anzi, per essere più precisi, ha avuto origine da questo genderswap... 

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Capitolo 4: La sovrapposizione.

[MAXINE’S POV]
La vita di un pilota è fatta di continui scontri. Ci sono quelli materiali, che avvengono nei momenti di foga, in gara. Ci sono quelli del post gara, che avvengono verbalmente (a meno che non finiscano a bottigliate) nella cabina dei commissari. Ci sono quelli virtuali, che consistono nello spargere me**a sugli altri tramite Twitter e poi, quando inizi a temere che quelli su cui hai sparso me**a ti aspettino sotto casa con una mazza da golf in mano, cancellare il tweet e piagnucolare inventandosi scuse tipo “le mie parole sono state interpretate male e la stampa le ha ingigantite”.
La vita di un pilota è fatta di continui scontri, ma ci sono alcune situazioni, che si contano sulle dita della mano di un mutilato, in cui i piloti fanno fronte comune per aggirare gli ostacoli insormontabili pronti a colpire chiunque, allo stesso modo in cui i bicchieri lanciati da mio padre spesso colpivano mia madre. Nel mese di giugno dell’Anno Domini 2016, in una località situata a metà strada tra Europa e Asia altresì nota come Baku, avevamo finalmente un obiettivo comune: organizzare una rimpatriata nella stanza dei Mercedes Bros passandoci una canna l’uno con l’altro... e anche una scatola di croccantini scaduti nel 1996, naturalmente.

[CARLITO’S POV]
Ho la vaga impressione che tu non abbia sentito che cosa ha detto Sebastian quando ci ha invitati. Il nostro obiettivo non è quello di organizzare una rimpatriata, ma quello di combattere contro i nefasti effetti della sovrapposizione!

[MAXINE’S POV]
Scusa, non avevo capito bene, stavo giocando con la Playstation...

[CARLITO’S POV]
E io stavo giocando con le giarrettiere di Danielle, ma non è una buona scusa per non ascoltare. Per punizione meriteresti di prendere parte a una conferenza stampa in cui ti vengono fatte solo domande interminabili in Cepu English.

[MAXINE’S POV]
Ho imparato alla perfezione il Cepu English almeno dieci anni fa, quando la gente andava in giro per la rete ad affermare che avrebbe smesso di seguire la Formula 1 non appena il Sacro Imperatore Schumi si fosse ritirato dalle competizioni. In realtà molta di quella gente non ha mai smesso di seguire la Formula 1 e si è coalizzata per frequentare i fandom del motorsport lamentandosi giorno dopo giorno delle stesse cose.

[CARLITO’S POV]
Ehi, bella, lo sai che da dieci anni a questa parte frequento i fandom e ho imparato tantissime cose?

[MAXINE’S POV]
Per esempio?

[CARLITO’S POV]
Per esempio che se sei un ex pilota Ferrari e osi essere anche solo vagamente critico nei confronti della tua ex squadra sei una merdaccia, mentre se sei un ex pilota Redbull e scrivi un libro in cui spargi me**a sulla Redbull sei un idolo. Tunz tunz tunz!!111!!11!!!

[MAXINE’S POV]
Certo, quella è la regola numero 1 della Formula 1!!!11!!!11!!!

[CARLITO’S POV]
Naaaaahhhhh, la regola numero 1 della Formula 1 è che se all’ultima gara stagionale cerchi di buttare fuori il tuo avversario sei uno scorretto. Però se ci riesci sei un idolo, specie se nei giorni precedenti hai raccontato le tue intenzioni a mezzo mondo.

[MAXINE’S POV]
E cosa dicono i fandom motoristici sui piloti italiani? Hanno qualche possibilità di ricevere dai tifosi italiani almeno un centesimo dell’attenzione che viene riservata alla Ferrari?

[CARLITO’S POV]
Piloti italiani = Error 404, not found. Quindi, di fatto, i piloti italiani non esistono. Sono molto sorpreso del fatto che l’Italia non abbia ancora concesso la cittadinanza a... com’è che si chiama? Ce l’ho sulla punta della lingua ma non mi viene.

[MAX’S POV]
Will Stevens?

[CARLITO’S POV]
Who’s that guy?

[MAX’S POV]
Ti confesso che non ne ho la più pallida idea e il fatto di non averne la più pallida idea non mi è nemmeno di disturbo.

[CARLITO’S POV]
Era proprio quello che volevo sentirti dire. Ora, però, preparati. Nel motorhome della Mercedes ti stanno aspettando tutti. Non vorrei che arrivassi troppo tardi, quando i croccantini saranno già finiti.

[MAX’S POV]
Dopo essermi infilata il ciuccio in tasca per sentirmi più sicura (anche se non potevo mettermelo in bocca davanti a tutti contavo molto sulla sua presenza nei momenti di difficoltà e gli avevo anche dato un nome: l’avevo chiamato Max Verstappen, in onore del nome che portava il mio alter-ego maschile in una fan fiction motoristica che avevo provato a pubblicare su Tumblr riscuotendo poco successo) mi diressi in gran fretta laddove avremmo dovuto fumare canne e mangiare croccantini, magari dando un minimo di spazio anche alla sovrapposizione.
La sovrapposizione fu appunto l’argomento di cui si parlò per gran parte del tempo e, dato che non eravamo riusciti a mangiare neanche un croccantino, per consolarci io e Carlito andammo a chiuderci in bagno. Mi raccontò quello che facevano lui e Danielle quando erano soli e quei giochi mi sembrarono davvero strani. Poi, siccome eravamo lontani da occhi indiscreti, ci infilammo finalmente in bocca i nostri ciucci.
Quando fummo pronti per tornare a mostrarci al mondo, ci accorgemmo che a tutti gli altri non interessava nulla e che la nostra presenza era irrilevante. Nessuno ci chiese di votare per la proposta che aveva fatto Fernando, ovvero quella di scioperare in massa il giorno della gara, per far fallire una volta per tutte il gran premio della sovrapposizione.
Contro tutte le aspettative la proposta, che doveva essere votata all’unanimità, saltò perché, nel momento in cui stava per esprimere il proprio voto, Lewis si mise a lamentarsi del fatto che nessuno avesse portato una katana. Secondo lui, invece dello sciopero, il modo migliore per protestare era suicidarci tutti quanti facendo harakiri.
Si alzò un coro d’applausi, ma vista l’assenza della katana non se ne fece più niente. Anche il “plan B”, ovvero la proposta di Fernando, non venne convalidata, quindi non ci rimase che la triste prospettiva di prendere parte al più oltraggioso gran premio di tutti i tempi.

[GUFELIPE’S POV]
Era un’ingiustizia bella e buona e anche il mio fedele gufo Rubens la pensava come me. Decidemmo di metterci a gufare per protesta e di sabotare la gara della Toyota alla 24 Ore di Le Mans.

[KAZUKI’S POV]
Ma what the f*ck?!?!?!?! In tutta sincerità, Gufelipe, non avevi proprio niente di meglio da fare? Se proprio ti annoiavi non potevi scrivere una fan fiction retrò in cui io e Nico ci rintanavamo nel retrobox della Williams, s*opavamo come conigli e concepivamo un erede?

[NICO’S POV]
Perché, possiedi un utero?

[KAZUKI’S POV]
No, ma speravo che potessi essertene fatto impiantare uno, in tutti questo tempo. Cos’hai fatto in questi anni se non trovare un modo per poterti fare ingravidare in una fan fiction mpreg?

[NICO’S POV]
Ho fatto il malocchio a tutti per vincere questo oltraggioso gran premio in tuo onore. Sei abbastanza soddisfatto da questo mio obiettivo? Lo ritieni di livello culturale sufficientemente elevato o avresti preferito che ti rispondessi che in tutti questi anni non ho fatto altro che mangiare croccantini rubati a Roscoe?

[KAZUKI’S POV]
I croccantini!!!111!!!1!!!11!! One-one-one!!111!!!1!!!

[MAXINE’S POV]
I croccantini di Roscoe ebbero un effetto molto positivo su Nico, che conquistò un’oltraggiosa vittoria in un oltraggioso gran premio che non avrebbe nemmeno dovuto esistere.
Secondo arrivò Sebastian e la cosa mi disturbò: dovevo trovare un modo, prima o poi, per farlo andare giù di testa e fargli perdere completamente le staffe. Sarebbe stato divertente.
Terzo arrivò Checo Malderez, che dedicò la vittoria a suo fratello Pastor, che aveva purtroppo perso il volante all’inizio della stagione perché la Renault per arrotondare faceva lavorare i suoi piloti come gigolò e i vertici del team avevano sostenuto che Pastor non fosse affascinante abbastanza per intraprendere quella professione.

[PASTOR’S POV]
Che tristezza... non c’è proprio un minimo di rispetto per i latinoamericani attraenti come me. Sono certo che, se avessi un ruolo in questa fan fiction, riuscirei senza ombra di dubbio a sedurre l’ingenua e dolce Maxine.

[MAXINE’S POV]
Superare il terribile dramma della sovrapposizione fu qualcosa a cui nessuno di noi si era preparato e non sapevamo a che cosa saremmo andati incontro.
Dieci giorni più tardi, al Redbullring, organizzammo un'altra riunione straordinaria, stavolta nella stanza da letto dei Simi, ma solo perché i piloti Mercedes si erano barricati dentro al loro motorhome con l'aiuto di Roscoe e di Coco, con la scusa che rischiavano di rimanere denutriti, visto che tutti noi mangiavamo sempre i loro croccantini.
Quei due irresponsabili non si presentarono al nostro convegno straordinario, che venne presieduto da Fernando Culonso.
Io e Carlito, seduti in ultima fila, ci mettemmo a parlare del più e del meno:
«Sono stanco di essere sempre la ruota di scorta di Danielle. Quando ci sono gli altri liberi preferisce loro a me.»
«Che problema c'è? Quando non sai cosa fare, possiamo giocare insieme con la Playstation.»
«Davvero ti andrebbe?»
«Sì, certo.»
«Sei adorabile, Maxine.»
«Anche tu.»
«Poi pensavo che sarebbe bello organizzare una sfida a tre. Se tu invitassi Ferni, non credo che ti direbbe di no...»
Rimasi profondamente traumatizzata dalle parole di Carlito, nel rendermi conto che l'invito che mi aveva fatto serviva soltanto a raggiungere il suo vero scopo, quello di raggiungere un momento di intimità simile con il suo vero #GrandeAmmmmore, Fernando Culonso, che l'aveva conquistato solo per c*lo e non per merito rendendo la mia love story falsata.
Mi allontanai e andai a sedermi in braccio a Kimi, sperando di riuscire a sedurlo.
«Moi, bellissimo nordico.»
«Bwoah.»
«Giochiamo alla Play insieme?»
«Bwoah.»
«Sei capace di dire qualcos'altro?»
«Bwoah.»
«Okay, lo prendo per un no.»
«Sbagliato, perché so dire anche altre cose: Valty ti amo! tunz tunz tunz!»
Mentre i due finlandesi festeggiavano quell'improvvisa dichiarazione condividendo una bottiglia di vodka, io mi sentivo sempre più depressa e sconsolata dalle gravi avversità a cui la vita mi stava mettendo di fronte.
Mi ripresi almeno parzialmente dando un bacio alla francese a RoGro, che però si mise a parlarmi soltanto di ricette che aveva cucinato di recente, rivelandosi molto noioso. Aggiunse anche che gli sarebbe piaciuto mettere in pentola i gabbiani di Sebastian e a quel punto non riuscii a trattenermi: andai a riferirlo al ferrarista, che svenne tra le mie braccia.
Quando si riprese mi fece promettere di aiutarlo a salvaguardare gli animali del paddock. Mi supplicò con le lacrime agli occhi, mettendo in chiaro che non voleva perdere nessuno dei suoi migliori amici.
«Stai tranquillo» lo rassicurai. «Non accadrà.»
Per farlo stare buono gli regalai il ciuccio di riserva che avevo comprato quel giorno, pensando che potesse essermi utile.
Sebastian si entusiasmò.
«Aaaaawwwww! Fino a pochi anni fa ero io il bambino, qui.»
«Lo so.»
«Come fai a ricordartelo?»
«Ne parlavo all'asilo insieme ai miei compagni.»
«E cosa dicevate?»
«Che vincevi solo per c*lo e non per merito rendendo il mondiale falsato.»
«Ciò mi rende sollevato.»
Sentirlo ammettere che si sentiva maggiormente rincuorato dal suo status di vincitore solo per cu*o e non per merito rendendo il mondiale falsato che dal possedere un ciuccio mi ricordò che al mondo ci sono degli ingrati di prima qualità.
Mi allontanai da Sebastian e, dopo avere snobbato Werly perché aveva l'aria da ragazzino, andai ad accarezzare la barba a Fernando, facendo impazzire di gelosia Carlito, che si mise a urlare che voleva una katana per fare harakiri.
Danielle, che conosceva il suo segreto, gli mise in bocca il ciuccio che di solito Carlito teneva nascosto.
Tutti scoppiarono a ridere, tranne Gufelipe e il gufo Rubens, troppo impegnati a gufare tutti gli altri piloti. Quando il gufo andò a beccare Checo iniziammo a sospettare che non fosse stato soddisfatto dal suo terzo posto in un gran premio così oltraggioso come quello della sovrapposizione. Felipe confermò la nostra intuizione, sostenendo che non era in grado di controllare l'aura gufica del suo pennuto.
RoGro propose: «Potremmo metterlo in pentola.»
Un tuono fece tremare le pareti.
Kimi, che stava seduto sul letto a bere vodka insieme a Valtteri, cadde per lo spavento.
Valtteri cercò di rincuorarlo:
«Tu non hai fatto niente di male, il gufo ti risparmierà.»
«Speriamo.»
«Salirai sul podio.»
«AAAAAWWWWWWWWW, ALCOOL! TUNZ TUNZ TUNZ!»
Era uno dei discorsi più lunghi che Kimi avesse mai fatto e soprattutto senza pronunciare nemmeno un "bwoah". Valtteri ne fu talmente estasiato che gli suggerì di scolarsi anche una seconda bottiglia di vodka. Kimi accettò. Io, nel frattempo, iniziai a chiedermi dove fossero andati a finire i Mercedes Bros.

[LEWIS'S POV]
Dopo che Roscoe su fu appropriato della mia ultima bottiglia di birra decisi di dare una svolta alla mia vita. Attirai l'attenzione di Nico facendolo mordere da Coco, poi gli ricordai:
«Questo sarà un weekend lungo e faticoso. Sarà bene che si concluda con una vittoria di Maxine.»
«Perché dovrebbe vincere Maxine?»
«Perché è una gran bella ragazza.»
«Tunz tunz tunz!!111!!!1!!!»
«E soprattutto tu hai vinto il gran premio della sovrapposizione. È tuo dovere impegnarti al massimo per permettere al mondo della Formula 1 di recuperare la sua credibilità.»
«Hai ragione. Tenterò di sovrapporre la mia vettura alla tua e, così facendo, restituiremo a Maxine ciò che le spetta di diritto.»
«Lei, magari, ce la darà.»
«Speriamo...»
Io e Nico suggellammo il nostro accordo con un bacio alla francese e attendemmo che giungesse il momento propizio per donare a Maxine una preziosa vittoria. Fummo costretti ad aspettare molto: addirittura la fine della gara.

[WERLY'S POV]
Stavo per tentare il sorpasso su Bottas. Ce l'avevo in zona DRS e se avessi conquistato la decima piazza sarei diventato un eroe.
Poi arrivarono due vetture grigio argento che si misero in testa di doppiarci, distraendoci dal nostro duello. Mi augurai che quei due impostori facessero una ca**ata e venissero licenziati dalla Mercedes. Come desiderio di riserva scelsi il ritiro di Checo, che mi avrebbe consentito di arrivare decimo. Si realizzò tutto, tranne il licenziamento.

[TOTO'S POV]
Dopo avere legato e imbavagliato i due piloti, che tremavano sotto la minaccia di vedersi rasare i capelli a zero, chiesi a entrambi delle spiegazioni per il loro ridicolo incidente. Se proprio volevano sbattere l'uno contro l'altro avrebbero dovuto almeno impegnarsi un po', cappottando e precipitando sulle tribune, trucidando qualche spettatore per il bene dello spettacolo che veniva offerto dalla pericolosità delle gare.
Scoprii che quei due idioti avevano pianificato tutto con il solo intento di impressionare una ragazzina che mandava ancora le lettere a "Cioè" (scrivendo cose tipo: "ho giocato a briscola con il mio fidanzato e ho scoperto che il re di spade non indossava il preservativo, è possibile che io abbia contratto l'HIV o che sia rimasta incinta?") e la cosa mi lasciò molto sconfortato.
Anche Lewis era sconfortato, perché nonostante tutto aveva vinto la gara e la ragazzina era arrivata solo seconda. Per fortuna Kimi, che era arrivato terzo, non aveva rubato lo champagne a nessuno.
Sbattei fuori entrambi a calci nel cu*o e mi concentrai sul futuro, sperando che ci riservasse momenti migliori.

[NICO'S POV]
Io invece continuavo a sperare in un po' di f*ga e, nel tentativo di favorire Maxine, al successivo gran premio riuscii nell'eroica impresa di farmi penalizzare e cedere il secondo posto a Maxine.

[LEWIS'S POV]
Io purtroppo vinsi anche a Silverstone. Fu terribile, anche se non tanto quanto il gran premio successivo in Ungheria, dove sul podio con me c'erano Nico e Daniel e non c'era nemmeno l'ombra di Maxine. Se tutto fosse continuato così, non avremmo visto un po' di f*ga nemmeno col binocolo...

martedì 4 dicembre 2018

On The Trash: fanfic trash scritta just for fun // Capitolo 3

La stagione 2016 di Formula 1 in chiave trash con il passaggio di Max Verstappen dalla Toro Rosso alla Redbull... il tutto in un alternate universe trash in cui Max è una ragazza.
Questa è una trollata fan fiction motoristica ad alto contenuto trash. Non intende dare una visione realistica del mondo del motorsport né dei personaggi a cui è ispirata. In realtà più che a tali personaggi è ispirata a quello che potrebbero essere quei personaggi se fossero degli squilibrati, ma nevermind. Contiene soprannomi improbabili, POV alternati, scene ai limiti del trash, ma soprattutto un genderswap. Anzi, per essere più precisi, ha avuto origine da questo genderswap... 

***

Capitolo 3: Gufi e gabbiani.

[MAXINE'S POV]
Da quando ero stata promossa in Redbull la mia vita era radicalmente cambiata. Provavo gradualmente sempre meno interesse per il camion dei pompieri e avevo fatto un upgrade: iniziavo a provare un’attrazione crescente per la Playstation. Ogni tanto qualcuno mi offriva mazzi di rose rosse proponendomi di giocare alla Playstation insieme, ma io ero decisa ad aspettare il #GrandeAmmmmore della mia vita per condividere una tale esperienza.
Dopo Monaco, inoltre, era stato convocato un consiglio di famiglia straordinario, durante il quale mio padre mi aveva lanciato addosso alcuni piatti, intimandomi di non crashare più a quella maniera, altrimenti mi avrebbe disconosciuta e mi avrebbe affidata a Jonathan Palma.
Io ci ero rimasta molto male.
«Lo sai che Jonathan Palma non passa tutto il tempo a imprecare, nonostante suo figlio si spalmi come Shpalmen?»
«Lo so.»
«E allora perché vorresti affidarmi a lui?»
«Perché ti sentiresti molto più a tuo agio dopo un incidente.»
Quelle parole mi avevano profondamente segnata. Mio padre non aveva capito proprio nulla di me. Non aveva capito che erano stati proprio i suoi lanci di piatti, nel corso degli anni, a convincermi che dovevo dare il meglio di me: non volevo ritrovarmi, alla sua età, a scagliare piatti addosso ai miei familiari, frustrata per non avere mai ottenuto risultati di grande livello.
Dovevo impegnarmi.
Dovevo evitare gli incidenti.
Dovevo fare tante pernacchie ai miei avversari quando cercavano di superarmi.
Dovevo svettare in tutto, anche nelle cacce al tesoro organizzate nel paddock.
Sarei stata sempre e solo la figlia di Jos Kumpenstappen, non mi sarei mai fatta adottare da Jonathan Palma!
Quasi come per celebrare la mia intenzione di spadroneggiare anche nelle cacce al tesoro, in Canada fu organizzata la prima caccia al tesoro della storia della Formula. Non so a chi venne in mente l'idea in origine, probabilmente a Roscoe o a Coco. Sta di fatto che Rapperton se ne appropriò e trovammo tutti ciò molto scorretto. Come si permetteva di appropriarsi di una proposta proveniente da un ceto sociale non privilegiato?
Stranamente, alla riunione dei piloti, Sebastian si rivelò un problematic scum, dato che non si lamentò minimamente di tutto ciò, lui che si lamentava sempre dello stile di guida altrui.
Decisi quindi di battermi per la parità di diritti, un po' come una specie di Sailor Moon dei bulldog, e intervenni in tono critico.
«Lewis ha rubato un'idea dei suoi cani!»
Lewis mi guardò con aria stralunata.
«I cani sono miei e posso sfruttare le loro idee!»
«I cani non sono di tua proprietà» puntualizzai. «Sei tu che appartieni ai cani. Anche i tuoi soldi appartengono ai cani, infatti mi è giunta voce che ti costringano solo ad acquistare croccantini delle marche più costose.»
«Questi sono affari di famiglia» replicò Lewis. «Non ti riguarda.»
Come si permetteva quello Snoop Dogg del motorsport di contraddirmi?
«Chiedo solo rispetto per i Roscoco» mi impuntai. «Non meritano di essere relegati a un ruolo secondario, ti pare?»

[ROSCOE'S POV]
Mentre quei falliti litigavano per stabilire chi avesse avuto l'idea della caccia al tesoro io e Coco eravamo riusciti ad aprire il frigo e dentro c'erano tante bottiglie di birra...
Coco si mise ad abbaiare, mentre io ne sfilavo una dal frigo e la aprivo.
Iniziai a sorseggiarla con gusto, felice della svolta che quella giornata aveva finalmente preso.

[MAXINE'S POV]
Io e Lewis ci chiarimmo improvvisamente quando mi allungò una rosa rossa.
«Questa è per te.»
«Aaaawwww.»
«Ti va di giocare insieme alla Playstation?»
«Lo farei volentieri, ma mi piacerebbe di più giocare alla Playstation insieme al tuo meraviglioso compagno di squadra.»
Nico scattò verso di me per offrirmi una rosa rossa.
Feci un confronto: quella che mi aveva regalato Nico era più appassita di quella che mi aveva regalato Lewis, quindi decisi di andare a giocare alla Playstation insieme a Lewis, dopo avere gettato a terra con noncuranza il fiore che mi aveva regalato Nico. Quest’ultimo lo raccolse e andò a offrirlo a Daniel Smile. I due si abbracciarono con passione, così come Sebastian stava abbracciando Lewis per consolarlo dopo il mio rifiuto. Dissi a Lewis che avevo cambiato idea, ma non mi ascoltò nemmeno. Mi diressi verso Kimi, sperando di essere più fortunata, ma era impegnato a mangiare un gelato e non si accorse nemmeno che gli stavo parlando.
Ormai disperata per la piega che quella situazione stava prendendo, mi feci coraggio e mi diressi al cospetto di Jensinho Button, brasiliano onorario da quando aveva vinto il gran premio del Brasile del 2012.
Ci guardammo negli occhi per un po', poi fu lui a rompere il ghiaccio.
«Hai bisogno di me, ragazzina?»
«Sì.»
«Per caso ti sei persa e hai bisogno che ti accompagni alla cassa, in modo che possa essere annunciato ai tuoi genitori che devono venire a prenderti?»
«Mhm... no, posso farne anche a meno.»
«Allora cosa vuoi?»
«Voglio dirti che il copricapo di piume che porti in testa è bellissimo. Sembri davvero un vero brasiliano.»
«Io sono brasiliano nel cuore.»
«E io amo i brasiliani. Ti va di giocare con me alla Playstation?»
Prima che Jensinho potesse darmi una risposta ebbi una visione raccapricciante: Gufelipe Massa stava venendo verso di noi, tenendo il suo inquietante gufo domestico appoggiato su una spalla.
«Orrorehhhhhh!» esclamai, nascondendomi dietro a Jensinho.
Fu proprio Jensinho a prendermi in giro per la mia gufo-fobia.
«Non preoccuparti, il piccolo Rubens è innocuo. Allo stesso modo è innocuo anche Gufelipe.»
«Il gufo si chiama Rubens?»
«Sì. Bel nome per un gufo, vero?»
Gufelipe, venuto lì per chiacchierare con Jensinho e per criticare il suo copricapo di piume fucsia (quelle di Gufelipe erano verdi), si mise a fissarmi, quindi decisi di scappare a gambe levate.
Nonostante tutto Gufelipe mi seguiva, senza curarsi delle mie proteste.
«Fermati un attimo!»
«No! Io sono una bambina innocente!»
«Maxine, Maxine, aspetta! Ti è caduto il portafoglio!»
Gufelipe mi spaventava tantissimo, quindi decisi di non curarmi dei preziosissimi venti euro che tenevo dentro al portafoglio, che consistevano nella paghetta settimanale che mi aveva consegnato mio padre quel giorno stesso.
Vista l'età ormai avanza, Gufelipe non era veloce e scattante quanto me nemmeno a piedi, perciò riuscii a distanziarlo in gran fretta e decisi di andare a nascondermi in un posto in cui non potesse trovarmi. Dopo avere scassinato la porta di un motorhome a caso, entrai e presi possesso del luogo.

[ROSCOE'S POV]
«Coco?»
«Dimmi.»
«Posso farti una domanda culturalmente elevata?»
«Certo.»
«Cosa ne pensi di Jolyon Palma?»
«Non so chi sia. Conosco solo Jolyon Spalmen che si spalma contro i muri e...»
Coco si interruppe nel momento in cui la porta si spalancò.
Avremmo dovuto abbaiare contro l'intrusa, ovvero Maxine Kumpenstappen, ma dopo una lunga serie di birre nessuno dei due era più pronto e reattivo come prima.
Maxine esclamò, tutta contenta: «Tunz tunz tunz!!!11!!!!1!»
Poi prese una bottiglia di birra dal frigo e se la scolò.
«Maxine, tu non hai ancora raggiunto la drinking age» le ricordai.
«Perché, tu sì?» obiettò lei.
«Per noi cani funziona diversamente.»
«No, tu non puoi bere» insisté.
Mi resi conto che parlava a bocca chiusa. Forse ero io che ero ubriaco e che me lo stavo immaginando, anche perché non avevo ancora sviluppato l’arte di parlare con gli umani.

[MAXINE'S POV]
Roscoe stava cercando di dirmi qualcosa, ma era evidentemente troppo ubriaco per farsi capire. Inoltre non avrei capito ugualmente: non ero in grado di interpretare i cani quando abbaiavano.
Controvoglia, ancora terrorizzata dall'idea di potere incontrare Gufelipe, uscii dal motorhome per andare ad avvertire Lewis che i suoi cani si stavano scolando tutte le sue birre. Cercai lo Snoop Dogg della Formula 1 per tutto il pomeriggio, mentre i miei colleghi erano impegnati nella caccia al tesoro organizzata nel paddock. In mia assenza Danielle trionfò incontrastata e vinse una piccola statuetta a forma di marmotta. Invece di conservare quel cimelio in cassaforte ebbe addirittura l'oltraggiosa idea di donarlo a Daniel Smile in segno d'amore.
Scuotendo la testa con aria perplessa mi allontanai da lei e ripresi la mia ricerca. Trovai Lewis che, con l'aiuto di Sebastian, catturava gabbiani servendosi di un retino per farfalle. Dopo avere messo gli uccelli all'interno di un'enorme voliera montata per l'occasione, i due si misero a gracchiare come quei simpatici pennuti.
Finalmente, dopo numerosi tentativi, riuscii ad attirare la sua attenzione.
«Dimmi, bambina. Vuoi finalmente giocare alla playstation?»
«No, sono i tuoi cani che stanno giocando con le tue bottiglie di birra.»
«Le hanno rotte?»
«No, le hanno bevute.»
«No problem, allora.»
«Mi sembrano entrambi piuttosto alticci.»
«Te l’ho detto, non è un problema.»
Spalancai gli occhi per lo stupore. Davvero non gli importava nulla che i suoi cani fossero due ubriaconi?
Ero immersa in quelle profonde riflessioni quando mio padre mi sorprese a gironzolare senza fare nulla di costruttivo. Si lamentò molto, minacciandomi di farmi adottare da Jonathan Palma. Scoppiai a piangere, pensando a quanto fosse maltrattato il povero Jolyon, a cui nessuno aveva ancora spiegato come funzionasse la vita.
Mentre rientravo nel mio box, scortata da mio padre che mi tirava per un orecchio, intravidi proprio Jolyon, peraltro in compagnia di Jonathan. Stavano progettando di organizzare un torneo di briscola insieme a Jmag e Kmag.
Mio padre allentò la presa sul mio orecchio e osservò: «Sono proprio degli sfigati.»
Ero d'accordo con lui: Jolyon Palma non sarebbe mai arrivato da nessuna parte, tranne che nel letto di Danielle Kiwi-at, ma solo perché con un po' d'impegno chiunque ce la faceva...
«Sono felice di avere una figlia come te» mi disse mio padre, quando arrivammo a destinazione. «Sono sicuro che domani conquisterai la vittoria senza problemi.»
Ne ero sicura anch'io e, quando all'inizio mi dissero via radio che c'era stata una piccola ruotata tra Lewis e Nico, che venivano da una notte insonne passata a cercare di sistemare i danni causati dall'ubriacatura dei Roscoco, fui certa di avere il risultato in tasca.
Non so dire di chi fosse la colpa, se del potere gufico di Gufelipe o di quello dei gabbiani, ma Fuckettel trascorse in testa buona parte della gara, il che mi disturbava profondamente.

[SEBASTIAN'S POV]
Non riuscivo a crederci! Ero davanti a tutti ed ero sul tetto del mondo. Presto sarei stato idolatrato come un dio, cosa che mi accadeva meno spesso rispetto a quanto fosse accaduto a Fernando ai suoi tempi, perché la vettura di Fernando era un po' meglio della mia, ma nessuno era disposto ad ammetterlo, quindi Fernando veniva comunque considerato molto di più rispetto a me. Io stesso, a volte, mi convincevo che sulla mia macchina Fernando avrebbe vinto il titolo sia nel 2015 sia nel 2016.
Poi mi resi conto che, qualunque fosse il risultato di Fernando, non ero davanti a tutti.
C'erano due gabbiani davanti a me.
C'erano due gabbiani e non avevano intenzione di spostarsi.
Ero oltraggiato, ma il bene di quei graziosi pennuti veniva prima di tutto. Mi fermai a guardarli, facendo loro una boccaccia, augurandomi che se ne andassero in fretta.
Lewis, nel frattempo, mi superò. Sul podio mi disse che ne aveva approfittato per farmi una boccaccia. Quel gesto pieno d'affetto mi sorprese in positivo. Gli regalai una scatola di cioccolatini che avevo portato con me per ogni evenienza e mi misi ad accarezzargli la cresta in mondovisione, progettando un giorno di pettinarmi come lui mentre Valtteri progettava il furto della mia bottiglia di champagne e di quella di Lewis; entrambi i furti andarono a buon fine.
Alla fine decisi di mantenere la mia acconciatura solo perché non riuscivo a tollerare un enorme difetto del mio adorabile collega: non aveva a cuore tanto quanto me la salvaguardia dei preziosissimi gabbiani di Montreal. Inoltre quando lo invitai a trascorrere con me la serata declinò, sostenendo di avere un impegno molto urgente che non poteva assolutamente rimandare.

[LEWIS'S POV]
Rientrato nel motorhome mi trovai faccia a faccia con Roscoe. Puzzava di alcool e, oltre alla birra, si era appropriato anche di tutta la mia riserva di vodka che mi ero fatto consegnare da Valtteri il giorno precedente, prima di scoprire che fosse un ladro di bottiglie di alcolici. Nella mia riserva ne era rimasta soltanto una, ma se la stava scolando Nico, deluso dall'avere fatto la figura del pollo durante un duello con Maxine.
Dopo averlo preso per i fondelli per una ventina di minuti facendogli varie linguacce e pernacchie, oltre che criticarlo per il risultato, mi ricordai lo scopo ultimo della mia esistenza e chiesi la sua collaborazione.
«Per caso hai una katana da prestarmi?»
«No.»
«Che assurdità! Nessuno se ne va in giro senza una katana, di questi tempi.»
«Allora sarò un'eccezione.»
«Sei proprio un incapace, in tutti i sensi» lo rimproverai. «Adesso come faccio a suicidarmi facendo harakiri?»
«Non ne ho idea» ammise Nico. «A proposito, come mai hai preso questa consueta e prevedibile decisione di ordinaria amministrazione?»
«Perché la sovrapposizione si avvicina e non sono sicuro di potere sopravvivere a un evento così traumatico.»
Nel sentire nominare la sovrapposizione, Nico si mise a tremare. Passammo i successivi dieci minuti abbracciandoci e consolandoci a vicenda per la disgrazia sempre più vicina di dovere gareggiare a Baku nello stesso weekend in cui si svolgeva anche la 24 Ore di Le Mans.
Poi decidemmo che non aveva senso che io mi suicidassi: Nico mi promise che avrebbe cercato di centrarmi sul casco con un tombino scoperchiato, in modo da mettere fine alla mia vita e da convincere il mondo della Formula 1 che l'halo era un male necessario per evitare altre vittime.
«Ho cambiato idea» dichiarai, a quel punto. «Il mio scopo sarà vivere per contrastare l'halo con tutte le mie forze.»
«Preferisci la morte a colpi di tombino?»
«No, preferisco il cupolino della Redbull.»
«Io, invece, preferisco i piloti della Redbull. Se ti va di finire di scolarti la mia bottiglia di vodka fai pure con comodo, io intanto mi assento per qualche minuto, così ne approfitto per andare a fare una passeggiata mano nella mano con Daniel Smile.»
«Mi sembra un'ottima idea.» Gli strappai la bottiglia di mano. «A proposito, questa vodka non è tua, ma mia.»
Roscoe si mise ad abbaiare. Coco non gli fece eco, ma solo perché era verosimilmente in coma etilico.
Guardai malissimo il mio bulldog.
«Hai qualcosa in contrario?»
Roscoe abbaiò.
Lo presi per un "sì".
«Non essere egoista» lo pregai. «Non puoi appropriarti di tutta la mia vodka così come se niente fosse. Lasciamene almeno un goccio, di tanto in tanto.»
Roscoe fece un salto e mi strappò di mano la bottiglia. Sfortunatamente i cani erano una minoranza etnica in un contesto umano, per cui non potei nemmeno accusarlo di appropriazione culturale e mi consolai bevendo acqua frizzante sottratta a Nico.

[NICO'S POV]
«Grazie per avere accettato il mio invito.»
«Grazie a te.»
«Solo una cosa, Dan. Il tuo sorriso è inquietante.»
Daniel spalancò gli occhi.
«Che cosa c'è di così inquietante nel mio sorriso? Pensavo che ti piacesse...»
«Mi piace moltissimo, infatti, ma non riesco a spiegarmi come tu possa sorridere così come se niente fosse nonostante il grave cataclisma che si sta abbattendo su questo emisfero» ammisi. «Non ci pensi a Maxine Kumpenstappen?»
«Ogni tanto, ma anche le grid girl sono molto attraenti. Anche se non ce la dà perché è troppo impegnata a pensare al camion dei pompieri, possiamo consolarci comunque.»
«Ma in pista vuole asfaltarci.»
«Ne sei preoccupato?»
«Sì, molto.»
«Anch'io, te lo confesso, ma non dirlo a nessuno. Non vorrei che Seb e Lewis mi prendessero in giro.»
Scoppiai a ridere di gusto.
«Lo sai che sono terrorizzati anche loro?»
Daniel non volle credermi.
«Come lo sai?»
«Li ho sentiti mentre si confidavano con i gabbiani che hanno addomesticato.»
«Poveri gabbiani» si commosse Daniel. «Dovrebbero essere liberi, non chiusi in una voliera.»
Erano le prime parole sensate che sentivo pronunciare da qualcuno in tutto il weekend, a parte il sensatissimo proposito di Lewis di suicidarsi per via della sovrapposizione, quindi andai, seguito da Daniel, verso la voliera. La aprii e liberai tutti i gabbiani faticosamente catturati da Lewis e Sebastian con i loro retini per farfalle.
Una bambina con il ciuccio in bocca si entusiasmò e, mentre volavano via, li salutava con la mano.

[MAXINE'S POV]
Nico e Daniel mi avevano vista.
Avevano notato il ciuccio, che di solito usavo solo di nascosto.
Nessuno, a parte Carlito, lo doveva sapere.
Ero disperata. Se mio padre l'avesse scoperto, me l'avrebbe buttato nella spazzatura.
Andai da Lewis e gli chiesi se potesse prestarmi una katana, perché intendevo mettere fine alla mia triste vita facendo harakiri, ma rimasi molto delusa.
«No, non ce l'ho.»
«Che cattivo che sei!»
«Anch'io ne cercavo una.»
«E perché non l'hai ancora trovata? Sei proprio un incompetente!»
«Io non...»
Non volevo sentire giustificazioni, quindi scoppiai a ridergli in faccia.
«Hanno proprio fatto bene i Danico a liberare i tuoi gabbiani.»
Lewis subì una trasformazione improvvisa e, con gli occhi iniettati di sangue, si mise a ruggire.
Scappai, terrorizzata. Ero ancora una bambina piccola, non meritavo di essere coinvolta negli attacchi di follia altrui.

[DANIEL'S POV]
Mentre sorridevo come un ebete al cospetto di Nico, che mi fissava con la bava alla bocca dopo avermi confidato che mi trovava molto sexy, arrivò verso di noi Lewis. Stava ruggendo a squarciagola e, di tanto in tanto, si metteva a gracchiare.
«Oh my holy Ferni» esclamai, sconcertato da quell’ultima improvvisa novità. «Ci mancava solo l'apocalisse zombie.»
Rimasi lì, in bella vista, perché ero certo che, se Lewis voleva assalire qualcuno, avrebbe assalito Nico. In fondo quei due erano amici d’infanzia, quindi sicuramente si erano presi a morsi tante volte quando erano talmente ubriachi da pensare di essere morti viventi. Fu una pessima decisione, dal momento che Lewis cercò di azzannarmi al collo. Io, però, riuscii a difendermi dai suoi attacchi. Mi misi anch’io a ruggire, tanto per fare un po’ di scena, e gli affondai i dentoni nella cresta, strappandogli un po’ di capelli.
Purtroppo tutto ebbe breve durata, perché quando decidemmo di coalizzarci per mordere Nico, lui ci portò nel motorhome Mercedes e ci affidò alle cure di Roscoe e si defilò.

[NICO’S POV]
Volevo approfittare dell’assenza di quei due psicopatici per andare da Maxine, ma quando bussai alla sua porta lei non aprì. Probabilmente stava giocando con la Playstation.
Andai allora nella stanza di Danielle. Aveva messo Carlito a letto con il ciuccio tra le labbra ed era disponibile tutta per me! AAAAAAAAAAWWWWWWWWWW!

[MAXINE’S POV]
Non ero sicura che ignorare Nico, quando era venuto da me, fosse stata la soluzione migliore, ma mi aveva vista con il ciuccio in bocca e mi considerava sicuramente una poppante.
Ricordai che avevo pianificato di suicidarmi facendo harakiri con una katana, quindi per un attimo valutai la possibilità di andare a cercarne una e di coronare quel proposito, ma ci ripensai: mancavano due settimane alla sovrapposizione e, se fossi riuscita a sopravvivere alla sovrapposizione, allora potevo sopravvivere anche dopo essere stata vista con il ciuccio in bocca.

lunedì 3 dicembre 2018

On The Trash: fanfic trash scritta just for fun // Capitolo 2

La stagione 2016 di Formula 1 in chiave trash con il passaggio di Max Verstappen dalla Toro Rosso alla Redbull... il tutto in un alternate universe trash in cui Max è una ragazza.
Questa è una trollata fan fiction motoristica ad alto contenuto trash. Non intende dare una visione realistica del mondo del motorsport né dei personaggi a cui è ispirata. In realtà più che a tali personaggi è ispirata a quello che potrebbero essere quei personaggi se fossero degli squilibrati, ma nevermind. Contiene soprannomi improbabili, POV alternati, scene ai limiti del trash, ma soprattutto un genderswap. Anzi, per essere più precisi, ha avuto origine da questo genderswap... 

***

Capitolo 2: Vittorie e delusioni.

[LEWIS’S POV]
Dopo essere uscito dalla doccia indossai un paio di mutande rosa shocking e mi ammirai ripetute volte allo specchio, realizzando per l’ennesima volta che ero un fashion model di primo livello e che dovevo sentirmi molto fortunato, visti tutti i risultati che avevo ottenuto grazie al mio aspetto fisico. Alcuni anni prima, infatti, la Mercedes era stata intenzionata a ingaggiare i fratelli Malderez come piloti, ma aveva optato per me e Nico su imposizione della Hugo Boss, che riteneva che Checo e Pastor non fossero abbastanza attraenti per diventarne testimonial. Mentre Checo aveva ancora la fortuna di gareggiare per un team di straccioni, il povero Pastor guardava i gran premi alla televisione.
Con quel pensiero triste in testa mi preparai a uscire dal bagno. Erano le 21.45 ed era ormai ora di andare a letto, visto che il giorno seguente sarebbe stato molto impegnativo. Dopo le prove libere disputate in giornata mi aspettava un’altra ora di prove libere, una sessione di qualifiche e una videochat insieme a Neymar per scambiarci qualche consiglio in fatto di stile.
La stanza da letto di cui disponevo nel motorhome della Mercedes era molto piccola, c’erano solo un letto a castello nel quale dormivamo io e il mio compagno di squadra, una cuccia per Roscoe e Coco e un tavolino sul quale consumavamo i nostri pasti a base di croccantini. Di solito il tavolo lo usavamo io e Nico, ma a volte, quando erano particolarmente su di giri, i Roscoco pretendevano di sedersi a tavola e, in quelle occasioni, io e il mio collega mangiavamo a terra, da una ciotola sul pavimento.
Questa piccola digressione si è resa necessaria per spiegare come quel venerdì sera fossi determinato a dirigermi verso il letto che stava al piano di sotto, senza ulteriori distrazioni. Potrei fare un’altra digressione a proposito di come io e Nico ci fossimo contesi per anni il piano di sotto nel letto a castello e di come, dopo anni di battaglie, si fosse deciso a sloggiare al piano di sopra per non ritrovarsi i miei cani addosso tutte le notti, ma non sarebbe pertinente con la trama. Non appena uscii dal bagno, con le mie bellissime mutande rosa shocking come unico indumento, notai che la stanza da letto era stipata di gente e che tutti urlavano, cantavano a squarciagola o saltavano. Sembravano il pubblico del gran premio del Brasile, ma in realtà erano soltanto i miei colleghi al gran completo. Il tavolino era pieno di croccantini e bottiglie di superalcolici, mentre Roscoe e Coco erano stati relegati all’interno della cuccia.
Mi misi alla ricerca di Nico, per chiedergli spiegazioni su tutto quel caos, e lo trovai in un angolo, con indosso uno dei suoi pigiami in stile nonno.
Sembrava piuttosto frastornato e, per prima cosa, mi domandò: «Perché hai invitato tutte queste persone? E soprattutto, perché stanno mangiando croccantini? Infine, se non sono indiscreto, per quale motivo contorto hai deciso di accogliere i tuoi ospiti in mutande? Tra parentesi, hai dei gusti veramente penosi in fatto di biancheria intima.»
Spalancai gli occhi, sia per lo stupore sia perché avevo visto Maxine in tenuta da cheerleader ed era una gnoccona senza paragoni. Le avevo messo gli occhi addosso fin dalla prima volta in cui l’avevo vista, ma non mi ero fatto avanti, all’epoca dei fatti, perché era ancora minorenne. In compenso, però, mi ero messo avanti coi lavori lasciando la Scherzy.
Dopo essermi asciugato la bava, chiesi a Nico: «Perché dovrei averli invitati io? E soprattutto, perché sei in pigiama? Sei tu che non accogli i tuoi ospiti con le dovute maniere.»
«I miei ospiti?! Non li ho invitati io! Penso che si siano autoinvitati. Io dovevo andare a dormire perché domani sarà una giornata lunga e stressante e devo prepararmi psicologicamente, perché chiederò il divorzio a mia moglie.»
«Perché vuoi divorziare da tua moglie? Sembrate una coppia affiatata. Siete entrambi noiosi uguali, non fate mai niente di esagerato o di particolarmente tamarro. Non...»
«Voglio divorziare perché sono innamorato pazzo di Maxine» mi interruppe Nico. «A proposito, con la sua uniforme da cheerleader è una gran bella fi*a.»
«È un piacere sentirtelo ammettere, ma te lo puoi scordare. Sarò io a spiegare a Maxine che quando si fa sesso non si gioca con il camion dei pompieri.»
«Perché, non lo sa?»
«Certo che no. È una bambina che va ancora a letto con il ciuccio in bocca.»
«Dipende che tipo di ciuccio...»
«Come sei malizioso! Non ti rendi conto che siamo circondati da bambini? A proposito, i bambini sono quelli che stanno tracannando più vodka di tutti. È una cosa normale?»
Nico rispose con un “bwoah” a denti stretti. Dopo avergli fatto i complimenti per la sua padronanza della lingua finlandese mi infilai un paio di pantaloni da tuta fucsia con le paillette e un paio di ciabatte infradito turchesi e mi gettai nella mischia, strappando dalle mani di Valtteri un bel bicchierone di vodka.
Valtteri mi sbatté contro al muro e scoppiò una rissa. Roscoe uscì dalla cuccia per scommettere su di me, dato che Daniel Smile era sicuro che avrei perso. Daniel vinse la scommessa e Roscoe fu costretto a cedergli un’altra scatola di croccantini.
Io, naturalmente, non ne ero consapevole, dato che in quel momento giacevo a terra privo di sensi. Mi raccontò tutto Nico molto più tardi, quando più o meno alle cinque di mattina tutti si decisero a sloggiare lasciandoci finalmente dormire.

[MAXINE’S POV]
Lewis era un figone. Aveva sempre un abbigliamento impeccabile e, là sul pavimento, con il sangue che gli colava giù dal naso, era veramente un figo da paura. Il sangue che gli era sgocciolato fino sul petto tatuato, poi, lo rendeva ancora più sexy. Avevo una gran voglia di far girare il camion dei pompieri sulla sua pelle tatuata, ma un plot-twist improvviso me lo impedì.
Danielle Kiwi-at, dopo essersi scolata numerosi cocktail di vodka e succo di kiwi, afferrò Carlito per un braccio e lo sbatté sul letto che stava al “piano terra”. Con gli occhi fuori dalle orbite ebbi per la prima volta l’occasione di assistere a una lezione di educazione sessuale con dimostrazione pratica e ne rimasi strabiliata.
Anche Carlito era rimasto piuttosto sconvolto e quello che mi disse dopo mi lasciò senza parole.
«È stato molto più bello che giocare con il camion dei pompieri.»
«Ma che ca**o stai dicendo?»
«Non dire quelle parole, Maxine. Le bambine della tua età sono troppo piccole per dire le parolacce.»
«E i bambini come te non dovrebbero fare sesso, ma giocare con il camion dei pompieri. Inoltre è tardi, che cosa ci facciamo ancora svegli?»
«Non lo so. In effetti farei meglio ad andare a dormire.»
Carlito se ne andò, diretto verso il motorhome della Toro Rosso. Danielle lo seguì e l’indomani mattina venne a riferirmi che non avevano chiuso gli occhi neanche per un minuto, quella notte. Ne rimasi ulteriormente traumatizzata e decisi che, se non fossi riuscita a fare nulla di eccezionale, nel corso di quel weekend, mi sarei ritirata dalle competizioni per andare a chiudermi in un monastero tibetano.
A quel punto soltanto una vittoria nel gran premio oppure la perdita della verginità avrebbero potuto salvarmi. Dato che era difficile scalzare i piloti Mercedes dai gradini più alti del podio ero ormai convinta di dovere ricorrere alla seconda opzione, ma le stelle erano allineate a mio favore.
Nel corso delle settimane che seguirono varie storie vennero raccontate per spiegare che cosa fosse accaduto e che cosa avesse condotto Rapperton e Rosbritney a cozzare l’uno contro l’altro più o meno cinque secondi dopo il via, nonostante entrambi affermassero che si sarebbero portati il segreto nella tomba, ma nessuno ebbe mai modo di scoprire la verità; nemmeno io, quando qualche mese più tardi il mio team mi spinse a sedurre entrambi per carpire loro qualche informazione.
Al mio tentativo di seduzione, però, ci arriveremo in un altro momento. Ritorniamo a quella sera: era già tardissimo e, per via della mia giovane età, avevo bevuto soltanto vodka senza succo di kiwi, pertanto ero ancora abbastanza sobria per rendermi conto che era ora di andare a letto.
Come una brava bambina tornai nel mio motorhome e, dopo essermi fatta una doccia e avere indossato il mio pigiama dei Pokemon, mi infilai il ciuccio in bocca e andai a letto, dove dormii finché la sveglia non si mise a suonare alle sette in punto.

[LEWIS’S POV]
Il resto del weekend fu molto meno traumatico del momento in cui realizzai che era stata organizzata una festa a mia insaputa nella mia stanza.
Superai senza problemi il digiuno del sabato, vista l’assenza totale di croccantini, superai le prove libere e superai le qualifiche ottenendo anche una pole che ero pronto a mandare alle ortiche il giorno seguente vista la mia abitudine di lasciarmi prendere dalla nostalgia per l’assenza del mio smartphone nel momento in cui si accendevano le luci rosse. Una successiva videochat con Neymar mi concesse di rimanere aggiornato sugli ultimi canoni della moda e, incredibile ma vero, alla sera nessuno organizzò feste nella mia stanza, quindi dopo una cena leggera a base di croccantini scaduti che avevo ordinato su e-bay quella mattina e un breve ma intenso torneo di briscola disputato insieme a Nico contro Roscoe e Coco andai a letto alle dieci di sera, come una Maxine Kumpenstappen qualsiasi, seppure fossi molto abbattuto per il risultato del torneo: Roscoe e Coco avevano vinto ogni singola partita.
Quando arrivò la domenica scommisi con Nico che, chi avesse vinto la gara, avrebbe fatto sesso con la sexy e graziosa Maxine.
Nico ne fu entusiasta.
«TUNZ TUNZ TUNZ!!111!!!11!!!!11! ONE-ONE-ONE!!!11!!!!1!!»
Iniziò a vomitare arcobaleni e mi scansai in gran fretta. Non che avessi qualcosa contro gli arcobaleni, ma il fatto che mi venissero vomitati addosso non era simpatico.
La gara andò veramente di me**a: ebbi una crisi di nostalgia da smartphone nel momento sbagliato e il mio compagno di squadra mi superò. Me lo immaginai completamente nudo disteso sopra a Maxine, mentre mi faceva una pernacchia.
A quel punto iniziai a girare come una trottola e ho ricordi molto confusi di tutto quello che seguì. Se non vado errato dopo l’incidente io e Nico venimmo convocati d’urgenza da Toto Goal... poi un immenso buco nero.
Uscii da quel buco nero con il naso rotto e con una ciocca di Nico nel taschino della tuta. Glieli avevo strappati io o glieli aveva strappati Toto? Era stato Nico a rompermi il naso o era stato Toto? Quando quella sera, mentre mangiavamo croccantini scaduti, chiesi spiegazioni a al mio compagno di squadra scoprii che anche lui aveva la stessa sensazione di buco nero.
Il buco nero che entrambi desideravamo esplorare, però, era destinato a rimanere inesplorato: in nostra assenza a vincere la gara fu proprio Maxine, quindi nessuno poté soddisfare la sua voglia di sesso, quella sera.
Andai a letto alle nove e, dopo avere fatto diversi sogni triggeranti a proposito di incidenti che coinvolgevano me e Nico, mi rassegnai all’idea che non avrei potuto dormire sereno. Anche Nico era nelle stesse condizioni, quindi decidemmo che avremmo approfittato del fatto che non ci fosse nessun gran premio nel weekend seguente per rivolgerci a un terapista di coppia.
Il terapista di coppia fu molto scortese nei nostri confronti. Quando lo informammo che avevamo perso la nostra sintonia perché entrambi eravamo innamorati di Maxine Kumpenstappen e non pensavamo altro che al momento in cui l’avrebbe data a uno di noi, ci mandò a ca*are, rivelandoci di essere un tifoso di Danielle Kiwi-at.
Fu uno dei momenti più imbarazzanti della mia vita, anche se secondo mia madre i momenti più imbarazzanti della mia vita sono quelli che ci tengo a immortalare con dei selfie.

[MAXINE’S POV]
Dopo la mia vittoria al gran premio di Spagna venni accolta come una precious cinnamon roll too good to be true da tutta la famiglia.
Mia madre organizzò una cena di gala a casa sua, la domenica successiva, e invitò anche mio padre e la sua nuova moglie. La cena, iniziata con grandi festeggiamenti, terminò con una gara di lancio di piatti. Mio padre decise di gareggiare da solo contro mia madre e sua moglie. Furono loro due a trionfare e mio padre ne uscì sconfitto e con la coda tra le gambe. A suo dire la colpa di quella clamorosa debacle stava tutto nel traction control illegale presente sui piatti maneggiati dalle sue avversarie.
Per fortuna tutto finì alle 21.55, così ebbi il tempo di prepararmi al volo per andare a dormire al mio orario canonico.
Sognai di fare sesso con Daniel Smile.
Poi, una volta che avevo finito di fare sesso con Daniel Smile, era la volta di Sebastian Fuckettel.
Dopo avere criticato le prestazioni di Fuckettel, definendole inferiori a quelle di Smile, abbandonai il mio letto e, completamente nuda, andai a rintanarmi dentro al motorhome della Ferrari, dove Kimi Iceman mi accolse con un “bwoah”.
Feci sesso anche con lui e fu talmente bello che avevo i brividi.
Quando narrai i fatti a Fuckettel, disse che tutte le donne di Kimi sostenevano di avere provato un freddo polare mentre si intrattenevano con lui.
A quel punto mi svegliai. Pensando a Kimi mi era venuto un gran freddo quindi, dopo essere andata a indossare una vestaglia, con il ciuccio in bocca mi misi a smanettare sul cellulare alla ricerca di qualcosa di interessante su Tumblr. Non c’era nulla di importante, a parte l’utente gangstarapper che si lamentava del pessimo gusto in fatti di piloti dei terapisti di coppia.
Chi aveva pessimo gusto in fatto di layout di Tumblr era invece proprio l’utente gangstarapper: era tutto grigio argento, senza decorazioni particolari. Come puntatore del mouse c’era uno stemma della Mercedes. Per curiosità andai a guardare le prime pagine del suo blog: pubblicava solo foto di Neymar e di Justin Bieber, evidentemente era ossessionato da loro.
Anzi, no, c’erano anche numerosi suoi selfie, che guardai con la bava alla bocca. Era un figo da paura. Oltre ai suoi selfie, erano bellissimi anche i suoi rant, in cui si sfogava urlando al mondo che adorava le baby cheerleader e le principesse nordiche. Non ero una principessa nordica, ma una baby cheerleader, quindi non avevo dubbi che sarei riuscita a sedurlo.

[NICO’S POV]
Aspetta e spera, Lewis è solo mio. Tunz tunz tunz.

[MAXINE’S POV]
Abbassa la cresta, principe, non lo avrai mai.

[NICO’S POV]
Tornatene a letto, le dieci di sera sono passate da un pezzo.

[MAXINE’S POV]
Se Lewis viene con me, torno a letto più che volentieri.

[LEWIS’S POV]
Mi spiegate che cosa sta succedendo? Nella scorsa pagina io e Nico stavamo litigando per Maxine, mentre adesso Maxine e Nico stanno litigando per me. Chi mi spiega che cos’è successo nel frattempo? Ho serie difficoltà a connettere.

[ROSCOE’S POV]
La vuoi smettere di preoccuparti per queste sottigliezze e concentrarti sulle cose serie? Quando ti deciderai a comprare dei croccantini decenti? Quelli che mi stai rifilando da una settimana sono scaduti il 19 maggio 1996. Pretendo come minimo che, se devo mangiare questa roba, venga suonato ogni volta l’inno francese, in onore di colui che il 19 maggio 1996 vinse il Gran Premio di Montecarlo.

[MAXINE’S POV]
Mi ricordai del fatto che c’era un gran premio da disputare il successivo weekend e soprattutto del fatto che Murray Walker avesse trascorso tutti gli anni ’90 a pronunciare il nome di tale individuo come “Oliver Penis” invece che “Olivier Panis”.
Pronta com’ero a trionfare sulle anguste stradine del principato [CIT. Mazzoni] in uno scenario suggestivo [CIT. Mazzoni] su un circuito tortuoso [CIT. Mazzoni] dove c’erano la curva più veloce e la curva più lenta del mondiale [CIT. Mazzoni], mi ritrovai piuttosto delusa dopo un parcheggio tutt’altro che riuscito contro le barriere.
Scossi la testa e mi misi avanti coi lavori borbottando un “bienvenue au Quebec” in attesa di quanto sarebbe successo di lì a due settimane.
Ormai fuori dai giochi sperai che potesse vincere qualche pilota molto attraente e le cose andarono benissimo: vinse Rapperton davanti a Smile. A sorpresa giunse terzo Checo Malderez che, guardato in controluce e di profilo, aveva il suo fascino.
Avrei voluto saltare addosso a tutti e tre, ma non riuscivo a decidermi su chi fosse il migliore. Inoltre dopo il podio erano impegnati in conferenza stampa, quindi non mi fu possibile dedicarmi a una così edificante attività.
Decisi di andare allora a consolarmi con Nico, che senza ombra di dubbio doveva essere rimasto molto deluso nel vedersi superare sulla linea del traguardo dal principe dei poveri, che da anni cercava di spodestarlo.
Il principe dei poveri gli aveva fatto una pernacchia nel frattempo e Nico non ne era stato molto soddisfatto: lo trovai mentre picchiava il principe dei poveri, che però riuscì a strappargli una ciocca di capelli. Nico prese a lamentarsi perché, se continuavano di quel passo, si sarebbe ritrovato calvo nel giro di pochi gran premi.
Compresi immediatamente che né lui né il principe dei poveri stavano pensando alla fi*a in quel momento, quindi andai nella mia stanza a giocare con il camion dei pompieri.

[CARLITO’S POV]
Le ultime settimane trascorse insieme a Danielle si erano rivelate molto interessanti. Conosceva tanti giochi molto più belli di quelli che facevo quando stavo insieme a Maxine che, da parte sua, sembrava troppo intenzionata a sbavare dietro a chiunque per prendermi in considerazione. Quando lo faceva, era per farmi qualche linguaccia quando ci incontravamo in giro per il paddock. Avrei potuto capire la sua ostilità nei miei confronti se avessi giocato sotto al suo naso con il camion dei pompieri insieme a Danielle, ma dal momento che ci eravamo dedicati solo ad attività molto più innocenti.
Quando ci pensavo scuotevo la testa e mi dicevo che le donne erano strane e che non le avrei mai capite, allo stesso modo in cui mio padre non capiva che cosa ci trovassi di così entusiasmante a guidare sull’asfalto invece che sull’erba.
Dato che mio padre esprimeva tutta la sua indignazione rimproverandomi dalla mattina alla sera perché non facevo abbastanza uscite di pista durante le gare, ero convinto che quando non si comprendeva il senso di qualcosa fosse opportuno stressare le altre persone, quindi, dopo avere composto il numero di Maxine, rimasi in attesa che mi rispondesse per pretendere qualche spiegazione sul suo inspiegabile comportamento.
Maxine riattaccò facendomi una pernacchia. Evidentemente ero io che non avevo capito un ca**o dalla vita.

[MAXINE’S POV]
Feci una fragorosa risata e mi sentii al top. Come si permetteva Carlito di disturbarmi così come se niente fosse?
Daniel, che mi veniva incontro tenendo in mano un enorme mazzo di rose rosse ci rimase molto male e, credendo che stessi ridendo di lui, anziché offrirmelo lo diede in mano a una grid girl.

[DANIEL’S POV]
Mi sentivo davvero disperato: la grid girl mi aveva appena ringraziato per le rose, ma mi aveva confidato di essere innamorata di Danielle Kiwi-at. Io, informandola che a Danielle non interessavano le donne, avevo contribuito a deprimerla ancora di più.
Mi sentivo una persona orribile e il fatto che avessi addirittura cercato di appropriarmi culturalmente di una vittoria che fortunatamente era andata a Lewis mi faceva sentire ancora più male.
Il mondo era un posto terribile. Soltanto se fossi riuscito a fare sesso con Maxine mi sarei ripreso a tutti gli effetti.

domenica 2 dicembre 2018

On The Trash: fanfic trash scritta just for fun // Capitolo 1

La stagione 2016 di Formula 1 in chiave trash con il passaggio di Max Verstappen dalla Toro Rosso alla Redbull... il tutto in un alternate universe trash in cui Max è una ragazza.
Questa è una trollata fan fiction motoristica ad alto contenuto trash. Non intende dare una visione realistica del mondo del motorsport né dei personaggi a cui è ispirata. In realtà più che a tali personaggi è ispirata a quello che potrebbero essere quei personaggi se fossero degli squilibrati, ma nevermind. Contiene soprannomi improbabili, POV alternati, scene ai limiti del trash, ma soprattutto un genderswap. Anzi, per essere più precisi, ha avuto origine da questo genderswap... 

***

Capitolo 1: Redbullswap.

[CASA KUMPENSTAPPEN, DIECI ANNI PRIMA]
Erano le dieci di sera e, come tutte le bambine piccole che si rispettassero, Maxine e Victoria erano già a letto.
Come ogni sera a quell’ora, Sophie stava preparando una tisana per sé e per suo marito sognando a occhi aperti il giorno in cui finalmente il buon nome della famiglia Kumpenstappen sarebbe stato restaurato agli occhi del resto del mondo.
Jos, nel frattempo, era seduto a tavola e contemplava la tazza vuota che aveva davanti.
Probabilmente anche lui si stava facendo tanti viaggi mentali, immaginandosi la piccola Maxine che svettava su tutto e su tutti.
Sophie ammirò il marito. Era un uomo bellissimo, con quei suoi occhi azzurri e quella sua aria da teppista che l’aveva sempre fatta impazzire.
Facendogli gli occhi dolci, gli domandò: «Pensi anche tu che, quando Maxine sarà adulta, sarà una pilotessa eccezionale e che farà mangiare la polvere ai propri avversari vincendo ogni singolo gran premio a cui prenderà parte?»
Jos le scagliò addosso la tazza, che Sophie afferrò al volo un attimo prima di esserne colpita.
«Come ti permetti di insinuare che Maxine dovrà aspettare di essere adulta prima di diventare una dominatrice? Lo farà quando sarà ancora un’adolescente brufolosa.»
«Mhm... di solito le adolescenti brufolose vanno a scuola e scrivono fan fiction, pubblicandole su Tumblr lamentandosi alla fine di ogni capitolo che la scuola è stressante e che non hanno avuto tempo per rileggere prima di postare» replicò Sophie, tirandogli indietro la tazza, che centrò Jos sul naso prima di rimbalzare sul tavolo. «Non credo che un’adolescente brufolosa sarebbe a proprio agio in Formula 1. E poi Maxine diventerà una ragazza bellissima, non avrà nessun brufolo e tutti si innamoreranno di lei.» Jos si asciugò su una manica della maglia il sangue che gli colava dal naso. «Come osi?! Lo sai che dovrò sprecare quantità industriali di Dixan e di Dash per lavarla?»
Jos controllò le condizioni della tazza.
«L’hai scheggiata.»
Sophie lo ignorò.
«Maxine sarà la mia vendetta. Farà innamorare tutti, come ti dicevo, e avrà a disposizione la miglior scelta possibile. Non farà come me, che mi sono ridotta a sopportare uno come te!»
Jos le scagliò di nuovo addosso la tazza. Non la colpì, ma da quello sventurato lancio non rimase altro che una distesa di cocci sul pavimento.
Sophie andò a raccattare una scopa e una paletta, mentre Jos usciva dalla stanza fischiettando con aria indifferente. Si sarebbe volentieri messa a urlargli degli insulti, se non avesse corso il rischio di svegliare le bambine.

[MAXINE’S POV]
Spalancai gli occhi.
Era notte inoltrata e, dal momento che la sveglia segnava le quattro passate, dovevo avere dormito almeno sei ore, dato che ero sprofondata nel sonno subito dopo essermi sdraiata sotto alle coperte alle dieci in punto della sera precedente.
Per fortuna mi trovavo nel motorhome della Toro Rosso, nella stanzetta che condividevo con il mio compagno di squadra Carlito, nonché mio #GrandeAmmmmore. Sentirlo russare mi rese sollevata: per fortuna ero a pochi metri di distanza dal mio fidanzato ed ero molto lontana dall’orribile epoca in cui la famiglia Kumpenstappen non si era ancora spaccata in due, ma in compenso si spaccavano in due almeno il novanta per cento delle stoviglie in nostro possesso.
Dopo la separazione dei miei genitori tutto era sempre stato molto più tranquillo: mio padre e mia madre si vedevano meno spesso, quindi avevano iniziato a sopportarsi di più, specie considerando che avevano un obiettivo comune: quello di vedermi conquistare, passo dopo passo, il mondo della Formula 1. Speravano che potessi vincere molti titoli e, magari, già che c’ero, anche diventare presidentessa della FIA prima ancora di avere raggiunto la drinking age americana. I piatti in possesso dell’uno e dell’altra dovevano essere molto sollevati dal fatto di non essere utilizzati come giavellotti durante le pacate discussioni familiari.
Essendo triggerata dalle orribili immagini che mi erano apparse in sogno non riuscivo a riaddormentarmi, perciò presi il cellulare, silenziosamente per non svegliare Carlito che dormiva beatamente, e mi misi a smanettare sul mio sito preferito.
Il mio profilo di Tumblr era bellissimo: lo sfondo era blu decorato con tanti vitellini alati, la mia url era littl33redcow e, al posto del classico puntatore del mouse, sullo schermo appariva un piccolo toro rosso con le ali tanto adorabile.
Guardai sul mio dashboard (o sulla mia dashboard?! ero molto dubbiosa, anche perché non sapevo come fare per chiedere al/alla mio/a dashboard se si identificasse in he/him, she/her o unicorn/unicornself e non volevo triggerarlo/a qualora avessi scelto il pronome sbagliato) alla ricerca di qualcosa di interessante e per prima cosa notai che molti miei colleghi avevano pubblicato e rebloggato fino alle due di notte bellissime immagini del circuito di Sochi, nonostante il circuito di Sochi fosse triggerante per tutti quelli che speravano che il campionato di Formula 1 venisse convertito nel ben più intrigante campionato di Formula Vecchio Nürburgring.
Mi misi a leggere in particolare i commenti a un’immagine del podio vuoto, che Jensinho e Fernando dovevano avere scattato di nascosto durante una delle loro scorribande post-problemi al motore.

leavingthespace ha pubblicato la foto e ha commentato:
Vorrei tanto che domani io e Jensinho potessimo vincere per cu*o e non per merito rendendo il mondiale falsato e appropriarci del gradino più alto del podio.

danismile ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Guidi per caso una Mercedes? Non mi pare, quindi non puoi puntare al gradino più alto del podio! Stop stealing everything.

gangstarapper ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Guarda che a noi piloti della Mercedes non dà fastidio che altri piloti sperino di vincere. Che poi non ce la facciano mai è un altro discorso, ma le speranze non si negano a nessuno.

danismile ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Come ti permetti?! Questa è appropriazione culturale. La Mercedes è una minoranza, in quanto è rientrata in Formula 1 soltanto nel 2010. Ti sembra giusto che i piloti di altre squadre si approprino di ciò che vi siete conquistati di diritto?

ferrarifuckboy ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Quello che conta non è la vettura che guidiamo o la tuta che indossiamo. Dentro ciascuno di noi c’è il desiderio di vincere e sono sicuro che domani sarò io a trionfare.

danismile ha rebloggato il post e ha aggiunto:
Check your privilege prima di parlare e smettila di appropriarti di ciò che appartiene alle minoranze. Se dentro di te c’è il desiderio di vincere, vuole dire che sei problematic.

leavingthespace ha rebloggato il post e ha aggiunto:
L’unica cosa veramente problematica è che Carlito non sappia come comportarsi quando gli sale un altro tipo di desiderio. Oggi mi ha preso da parte e mi ha chiesto se, quando lui e Maxine giocano con il camion dei pompieri, c’è il rischio che Maxine rimanga incinta se i pompieri non hanno indossato il preservativo. Io gli ho risposto che finché nessuno dei due scoprirà il significato dei termini “rapporto sessuale” non ci sarà il rischio che Maxine rimanga incinta.

Rapporti sessuali?
Rimanere incinta?
Preservativo?
Ero completamente ignara del fatto che i bambini non venissero concepiti facendo un ordine tramite e-bay e che la gravidanza non terminasse con il ricevimento di un pacco postale da parte delle cicogne che hackeravano il sito, quindi fui costretta ad abbandonare la bellissima schermata di Tumblr per andare su Google a cercare una definizione a tutti quei termini a me sconosciuti.
Mi si aprì un mondo. Ero tentata di svegliare Carlito per farci quattro risate alle spalle di tutte quelle coppie che preferivano fare sesso piuttosto che giocare con il camion dei pompieri, ma non lo feci. Dormiva così bene, nonostante il ciuccio gli fosse uscito dalla bocca. Mi alzai e andai a sistemarglielo, poi mi sistemai anche il mio e, dopo avere riposto il cellulare sul comodino, presi tra le mani il mio inseparabile pupazzo di Pikachu e mi riaddormentai, senza sognare, stavolta, brutte cose come i miei genitori che si tiravano piatti o tazze.
Sognai invece che diventavo una bambina grande e che prendevo il posto di Danielle Kiwi-at in Redbull, quando lei veniva mandata a lavorare come barista e iniziava a produrre meravigliosi cocktail misti vodka e succo di kiwi. Io, purtroppo, avendo solo diciotto anni potevo bere soltanto la versione analcolica, quella senza il succo di kiwi.
Quando mi svegliai, mi chiesi che cosa stessero sognando quei graziosi fustacchioni da cui ero circondata 24/7. Per esempio, che cosa stava sognando Sebby?

[SEBASTIAN’S POV]
L’inno tedesco lasciò spazio all’inno italiano.
Un’orchestra di oltre venti elementi era stata invitata sul podio per eseguire dal vivo gli inni in onore mio e della Ferrari, gloriosissima squadra dove ero andato per seguire le orme di mio padre, l’imperatore Schumi I. Giù dal podio mia madre Sabine mi fissava agitando le braccia per attirare la mia attenzione.
Gli inni terminarono e il trofeo del vincitore mi fu consegnato da Putin in persona. Accanto a me Danielle mi lanciò una maledizione e il trofeo mi cadde, andando a colpire i piedi del presidente.
In quel momento mi svegliai di soprassalto.
Per quanto gettare un trofeo sui piedi del presidente della Russia non fosse un’idea geniale, mi dispiaceva scoprire di non essere il figlio illegittimo dell’imperatore Schumi I e di Sabine, ma soltanto l’anonimo Sebastian Fuckettel, quattro volte vincitore per cu*o e non per merito di quattro campionati falsati dalla Redbull.
Erano già le sei di mattina, il che significava che di lì a poco mi dovevo alzare. Il gran premio della Russia non era ancora stato disputato e, se volevo vincere, dovevo mettermi seriamente d’impegno, quel pomeriggio.
Il campionato 2016 non era iniziato nel migliore dei modi: nonostante qualche podio, in Ferrari ci eravamo resi conto che non avremmo cavato un ragno dal buco, tutto questo mentre su tre gran premi disputati Nico Rosbritney aveva oltraggiosamente conquistato tre vittorie, due delle quali appartenevano a me (Australia e Cina) e una delle quali apparteneva di diritto a Kimi (Bahrein, per via della legge non scritta della Formula 1 che gli assegnava a tavolino tutte le vittorie analcoliche).
Io, Sebastian Fuckettel, ero oltraggiato dal fatto che quel damerino si ostinasse a ottenere vittorie. Ero molto tentato di andare a suggerire a Danielle Kiwi-at di speronarlo non appena si fossero spente le luci rosse.
Sì, sì, era proprio un’ottima idea! Mi alzai di scatto e mi fiondai fuori dal mio motorhome. Poi rientrai, ricordandomi che eravamo in una fan fiction trash, ma andare in giro in pigiama e senza lavarmi non rendeva omaggio alla mia immagine.
Quando fui pulito e sbarbato indossai uno smoking e una cravatta (non sopra alla vestaglia, come avrebbe fatto qualcun altro) e mi recai dalla graziosa donzella alla quale ero intenzionato a chiedere quell’immenso favore.
Non mi era ancora chiaro come avrei potuto fare per ostacolare gli altri avversari a parte Rosbritney, ma quello che contava, per il momento, era fermarlo dopo che aveva vinto già tre gran premi per cu*o e non per merito rendendo il mondiale falsato quanto avevo fatto io ai tempi della Redbull.

[NICO’S POV]
Ehi, bello, datti una ridimensionata.
Per falsare un mondiale bisogna vincerlo a spese della Ferrari, altrimenti non vale.
L’ultima volta che la Ferrari è stata vicina a vincere un mondiale, avevo ancora come compagno di squadra il mio stepdad, l’imperatore Schumi I.

[SEBASTIAN’S POV]
Il tuo... cosa?!
Non ci pensare nemmeno, ruba tutti i mondiali che vuoi, ma l’imperatore Schumi I è solo mio! Tunz tunz tunz!
...Esasperato dall’ennesimo affronto che avevo subito, corsi nel motorhome della Redbull ed entrai nella stanza che Danielle condivideva con il suo compagno di squadra Daniel Smile.
Era esattamente sotto di lui, erano entrambi nudi e stavano entrambi urlando di piacere.
Mi posizionai quindi in un angolo della stanza e rimasi lì, silenzioso come un cactus nano. A proposito, dovevo ricordarmi di andare in un vivaio a comprare un cactus nano da regalare al mio amico Fernando. Ero sicuro che, visto quanto quelle piante erano basse e quanto le loro spine ricordavano l’acconciatura di Will Stevens, ne sarebbe stato molto soddisfatto.

[FERNANDO’S POV]
E chi ca**o è Will Stevens?

[SEBASTIAN’S POV]
Quando Danielle e Dan furono finalmente sazi, nonostante non fossi ancora giunto a una conclusione e quel dubbio esistenziale mi tormentasse ancora, decisi di ignorare quell’orribile questione irrisolta. Mi avvicinai a quella mucca rossa con le ali e le domandai una cortesia.
«Senti, Danielina cara, che cosa ne diresti di sbattere Nico contro una barriera, oggi?»
«Lo farei molto volentieri» mi rispose lei, prontamente. «Quanto mi dai?»
«Mhm... dieci euro.»
«Ottimo affare!» Danielle mi abbracciò e mi sentii un po’ a disagio, dato che era completamente nuda. «Avrai tutto quello che vuoi!»
Volevo chiedere a Dan se per venti euro fosse disposto a liberarmi di quell’altro appropriatore di vittorie Ferrari che rispondeva al nome di Lewis Rapperton, ma temevo che anche lui mi abbracciasse mentre era completamente nudo e mi sarei sentito ancora più a disagio.

[DANIELLE’S POV]
Dopo avere indossato una graziosa uniforme da cheerleader che racchiudeva tutta la tamarraggine della Redbull, corsi agevolmente verso il motorhome della Mercedes, aiutata dal tacco dodici che aveva l’effetto di un DRS.
Nonostante nel frattempo fossero già le otto di mattina, trovai i due piloti ancora in abiti notturni (un pigiama modello nonno per Nico, un paio di boxer gialli fosforescenti per Lewis) che si tiravano addosso i cuscini. I cuscini venivano prontamente sottratti a entrambi dal fulmineo intervento di Roscoe e di Coco, cosa che li infastidiva parecchio.
Mi misi in posa, stile fashion model, e mi sbottonai leggermente la camicetta dell’uniforme.
In quel momento entrambi mi videro e iniziarono a sbavare. Io ne approfittai per prendere Lewis per un orecchio e sbatterlo fuori dal motorhome, mentre chiusi Roscoe e Coco in bagno.
A quel punto chiesi a Nico: «Se Sebastian mi avesse pagata per buttarti fuori alla prima curva e io fossi disposta a buttare fuori lui, invece, quanto mi pagheresti?»
«Mhm...» Nico ci pensò per qualche istante. «Duecento euro vanno bene o sono pochi?»
Contrattando arrivammo a quattrocento, quindi Sebastian avrebbe potuto anche mettersi i suoi miseri dieci euro su per il cu*o.
Nico mi invitò anche a fermarmi per fare colazione con lui e, in assenza di altri cibi, rubammo una scatola dei croccantini che mangiavano Lewis, Roscoe e Coco di solito.
Soltanto dopo avere finito i miei croccantini mi ricordai del povero Lewis, costretto ad andarsene in giro in mutande per il paddock.

[LEWIS’S POV]
Il fresco di Sochi era proprio quello che ci voleva per tonificare il mio fondoschiena, che intendevo immortalare quanto prima in una lunga serie di scatti di un certo livello.
Non avrei saputo dire perché tutti quelli che incontravo mi fissassero in modo strano. L’unica che si comportò in modo normale fu Maxine Kumpenstappen, che si mise a contemplare i miei tatuaggi e mi disse che le sarebbe tanto piaciuto giocare con il camion dei pompieri insieme a me.
Declinai l’invito solo perché avevo due cani di cui occuparmi, che mi portavano via molto tempo. Addestrare Roscoe e Coco era molto più complicato di quanto pensasse la gente: quando ordinavo loro di mordere il fondoschiena a Niki Lauda non mi obbedivano mai e la cosa mi faceva sempre cadere nello sconforto più totale.
Maxine ci rimase male, ma non me ne preoccupai. Avevo un gran premio su cui concentrarmi e dovevo partire dalla decima posizione, tutto per colpa della mia power-unit che si era improvvisamente convinta, nel bel mezzo delle qualifiche, di essere una power-unit Honda e che io fossi Fernando Culonso. Spiegarle con calma che io ero Rapperton e che lei non era Honda era stato molto più complicato del previsto: quando in un momento di esasperazione mi ero messo a imprecare si era convinta di essere la power-unit Ferrari di Fuckettel e, ancora più grave, pensava che io fossi proprio Sebastian in persona.
Il gran premio non andò poi così male: il cavallino di Sebastian venne azzoppato da una vigorosa cornata sferrata da Danielle e, tra una cosa e l’altra, arrivai secondo.
Il mondiale si stava rivelando particolarmente noioso, dato che non avevo ancora vinto nemmeno una gara, e speravo con tutto me stesso che ci fosse un plot-twist di qualche genere e che qualcosa o qualcuno potesse venire a infrangere la noia e la monotonia delle gare vinte dal mio compagno di squadra. Gli sarei saltato addosso più che volentieri, rinunciando alla mia gara, se ci fosse stata la possibilità di tenerlo giù dal podio almeno per una volta, ma ero preoccupato da chi potesse finire sul podio al posto suo. Soltanto i fashion model non sfiguravano sul gradino più alto del podio e, a parte me e Nico, non c’erano altri fashion model, a parte Jolyon Palma, che però non avevo idea di come potesse finire sul podio.
Andai a rintanarmi nel motorhome e, dopo avere mangiato quei pochi croccantini che Nico e Danielle mi avevano lasciato, mi misi a sognare un mondo migliore; per intenderci un universo da fan fiction in cui il team più tamarro della Formula 1 promuoveva da un giorno all’altro una ragazzina in prima squadra e la suddetta ragazzina diventava una dominatrice, oltre che la personalità più discussa della Formula 1 stessa. Helmut Marko mi lesse nella mente e, nei mesi che seguirono, mi sarei pentito molto di quel mio assurdo pensiero.

[MAXINE’S POV]
La telefonata di Helmut Marko capitò proprio mentre mi facevo delle fantasie erotiche su Carlito: mi stavo immaginando di essere sdraiata su un letto completamente nuda, con il mio fidanzato che faceva girare il camioncino dei pompieri sulle curve del mio corpo.
Feci un profondo respiro, per non rispondere con tono troppo sensuale.
Tempo pochi secondi e Helmut sganciò la bomba.
«A partire dal Gran Premio di Spagna prenderai il posto di Danielle in Redbull!»
«What. The. F*ck?!?!?!»
«Non si dicono quelle parole, maleducata.»
«Oh, scusa.»
«Non fa niente. Presentati a Milton Keynes domani mattina alle nove per firmare il contratto.»
«Certo.»
«E non venire da sola. Fatti accompagnare da tuo padre.»
«Non mancherà mai in un momento del genere.»
«Perfetto. Ora scusami, ma sono molto impegnato: devo andare a sbattere fuori Danielle a calci nel cu*o. ci vediamo domani.»
«A domani. Buona giornata!»
Helmut non rispose e l’idea di Danielle cacciata via a calci mi riempì di gioia.
Tornai sul letto, completamente nuda, a immaginarmi Carlito che giocava con il camion dei pompieri sul mio corpo. Non lo avvertii: sapevo che, se gli avessi detto del mio imminente passaggio in Redbull, si sarebbe fatto molte turbe psichiche accusandomi di volerlo lasciare per mettermi a giocare con il camion dei pompieri insieme a Dan. Mi avrebbe fatta sentire in colpa e mi sarei sentita costretta a rifiutare: era un pericolo che non ero disposta a correre.
Curiosamente, nei giorni successivi, quando Carlito venne a scoprire la notizia non la prese neanche tanto male. L’idea di condividere la propria stanza con Danielle (che, era risaputo, aveva l’abitudine di andare a dormire indossando biancheria intima sexy) lo metteva un po’ a disagio, ma era sicuro che sarebbe riuscito a sopravvivere a quella dura prova alla quale era condannato.
Sebastian Fuckettel fu molto soddisfatto del mio passaggio in Redbull. Daniel Smile ne approfittò per organizzare una festa: location, il motorhome della Mercedes, giusto perché là c’erano tanti croccantini da usare come snack. Kimi portò i gelati e la vodka.


sabato 1 dicembre 2018

On The Trash: dopo il 2015, anche il campionato 2016 in formato trash

Miei carissimi halo brutti a primo impatto ma passabili una volta che ci si fa l'abitudine, mentre voi state leggendo questo post, io sto probabilmente impacchettando le mie cose in attesa di traslocare. Ho deciso di non lasciarvi soli, ma in compagnia di "ON THE TRASH", che a suo tempo (inverno 2016/2017) descrivevo così su Wattpad:

La stagione 2016 di Formula 1 in chiave trash con il passaggio di Max Verstappen dalla Toro Rosso alla Redbull... il tutto in un alternate universe trash in cui Max è una ragazza.
Questa è una trollata fan fiction motoristica ad alto contenuto trash. Non intende dare una visione realistica del mondo del motorsport né dei personaggi a cui è ispirata. In realtà più che a tali personaggi è ispirata a quello che potrebbero essere quei personaggi se fossero degli squilibrati, ma nevermind. Contiene soprannomi improbabili, POV alternati, scene ai limiti del trash, ma soprattutto un genderswap. Anzi, per essere più precisi, ha avuto origine da questo genderswap...

Sarà pubblicata un capitolo al giorno per i prossimi otto giorni alle dieci in punto di sera in onore al bed time della protagonista e spero che possa intrattenervi e divertirvi. Spero anche che, diversamente da un certo tipo di pubblico, riusciate a rendervi conto che non è scritta in chiave seria (purtroppo c'è anche chi non l'ha capito).

*A fine pubblicazione tutti i capitoli saranno linkati in questo post.*

EDIT: Capitolo 1 | Capitolo 2 | Capitolo 3 | Capitolo 4 | Capitolo 5 | Capitolo 6 | Capitolo 7 | Capitolo 8