martedì 5 giugno 2018

Commento al Gran Premio di Detroit II

Safety car for the crash /// 3 Giugno 2018

Il Gran Premio di Detroit gara I segnava la 350esima partenza di Tony Kanaan, che in gara II invece festeggiava le sue 290 partenze consecutive, ovvero un record.
Ora, io posso capire che il sosia di Vin Diesel fosse piuttosto su di giri perché il suo #GrandeAmmmmore H3lio questo weekend correva a Belle Isle con l'IMSA, quindi c'è stata una reunion, ma...
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...Tony, torna su questo pianeta. In qualifica ha crashato. Non è partito ultimo solo perché c'era Binder, che in questo giorno stava cercando di farsi attribuire la cittadinanza indiana onoraria.
Anche RHR e Nuovo Giardino hanno crashato, ma in modo meno elaborato e, soprattutto, dopo avere fatto registrare un tempo. Sfortunatamente la pole position non è andata a Sonniferetti anche stavolta, ma non si può avere tutto dalla vita.
I Rossickens, compagni di incidenti e a quanto pare anche di trollate, dato che Wicky ha pubblicato un video in cui nascondeva le chiavi del motorino di Alex Non Sono Valentino Rossi, sono andati a condividere la prima fila e ho comunque potuto dare spazio alle mie speranze. Dopotutto, se non potevo sperare in una vittoria di Sonniferetti, potevo quantomeno sperare in una vittoria di Wicky.
Dimenticavo di dire che nel corso della giornata era piovuto e mi pare che durante le qualifiche ci fosse stato un rain delay. Non avendo visto la gara in diretta, ma avendola guardata lunedì sera su Youtube con telecronaca brasiliana (con Felipe Giaffone!) non saprei dire se sia iniziata puntualmente o no.
La griglia di partenza, ad ogni modo, era la seguente:

1^ fila: Rossi - Wickens
2^ fila: Power - Jones
3^ fila: Dixon - Hinchcliffe
4^ fila: Veach - Pagenaud
5^ fila: Rahal - Hunter-Reay
6^ fila: King - Andretti
7^ fila: Ferrucci - Chaves
8^ fila: Pigot - Bourdais
9^ fila: Chilton - Leist
10^ fila: Newgarden - Sato
11^ fila: Kimball - Kanaan
12^ fila: Binder

Ci sono molte cose che potrebbero accadere durante un giro di formazione. Per esempio una vettura potrebbe finire in testacoda e andare a muro. Sarebbe una cosa abbastanza preoccupante. Però sarebbe molto più preoccupante se quella vettura non fsse una monoposto, ma la safety car, il che è esattamente quello che è successo a Detroit al via di Gara 2. NSVR è passato, perché l'unica alternativa possibile era probabilmente scontrarsi contro la safety car, gli altri si sono fermati tutti quanti a caso.
La stava guidando un dirigente della General Motors, perché...
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...mhm, non preoccupiamoci del perché, ogni tanto fare guidare la safety-car da gente a caso invece che da un Bernd Maylander formato Indycar (ruolo occupato generalmente da Sarah Fisher, mi è parso di capire) è più cool. Per fortuna è intervenuto Oriol Servià, che è stato messo al volante di una safety car sostitutiva.
Qualcosa come un quarto d'ora più tardi la gara poteva partire regolarmente...
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...Tre. Due. Uno. Vettura verde a muro. Spencer Maialotto è andato a sbattere ed è entrata la safety car. Fortunatamente la safety car non è andata a sbattere.
Vari piloti partiti nelle retrovie ne hanno approfittato per rientrare ai box e per un attimo si è visto Kanaan negli scarichi di Nuovo Giardino.

I Rossickens sono rimasto primo e secondo al restart, mentre seguivano i due detersivi Power e Dixon.
Willpowahhhhh è risalito in seconda posizione quando Wicky è rientrato ai box, diversi giri prima rispetto a tutti gli altri.
Wicky ha undercuttato NSVR, ma l'impressione era quella che fossero su strategie diverse, dato che poi, in seguito, ancora una volta è entrato ai box molto prima.
Nel frattempo ci sono state un po' di peripezie senza conseguenze: al 22° Ferrucci è finito in testacoda, riuscendo tuttavia a ripartire per poi andarsene in giro per un po' con l'ala anteriore cascante, mentre al 36° è stato Bourdeeeeyyyyy a fare danni, riuscendo a rientrare ai box nel tentativo di rimediare al caos.
Wicky era effettivamente su una sosta in più, o almeno doveva necessariamente essere così, mentre RHR, nel frattempo, tra un pitstop e l'altro è riuscito a risalire di diverse posizioni: se nella fase conclusiva della gara Alex Non Sono Valentino Rossi fosse andato a sbattere, RHR ne avrebbe ereditato la leadership.

Forse non ce n'era neanche bisogno. RHR era sempre più vicino, anche perché NSVR pareva che dovesse risparmiare carburante.
Dalla terza posizione in poi erano tutti molto distanti: c'erano Willpowahhhh, Jones e il Detersivo a completare la top-ten, ma a nesusno importava un accidente di loro, dato che RHR era esattamente dentro agli specchietti di NSVR e si prospettavano diversi giri al cardiopalma.
Se RHR avesse guidato una Ferrari e avesse chiuso dietro a NSVR tutti avrebbero detto che bastava un giro in più, se invece sulla Ferrari ci fosse stato NSVR e fosse stato superato, si sarebbe detto che la gara era durata un giro di troppo.
Poi, a sei giri dalla fine, Alex Non Sono Valentino Rossi è andato dritto in una via di fuga e RHR è passato. Poi si è avviato verso i box con una gomma a terra, venendo superato in cima alla classifica da Power e Dixon, i due Detersivi.
Secondo i telecronisti, se non ho capito male, NSVR ha fatto una figura simile al pilota della safety car. Azzarderei dire che un pilota che finisce fuori mentre è in testa alla gara è una cosa leggermente più normale che vedere un incidente da parte della safety car, ma nevermind!

NSVR: "Mi sono distratto..."
Wicky: "Pensando a me?"
NSVR: "No, pensando a Servià al volante della safety car. Sarebbe bello shipparlo con Sarah Fisher. Quando RHR si è avvicinato, stavo pensando a una fan fiction in proposito."
RHR: "E io, in qualità di vincitore di questo gran premio, me ne sono appropriato!"
NSVR: "Ma io ho un cognome da motociclista, la mia fan fiction è di proprietà della Dorna! Stop appropriate everything!!!11!!!!!1!"
RHR: "Hai ragione, puoi scriverla tu quella fan fiction. Io sono un uomo molto impegnato: devo andare a tuffarmi in piscina in tuta, tenendo una bottiglia di champagne tra le mani!"
NSVR: "Perché, per caso hai vinto il gran premio di Monaco?"...
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...a proposito, vorrei precisare che nonostante nulla lasci pensare che Alex Non Sono Valentino Rossi abbia scritto una fan fiction con il pairing Servià/Fisher, ci sono immagini che documentano la presenza di RHR all'interno di una piscina con una bottiglia tra le mani.

RISULTATO: 1. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 2. Will Power (Penske), 3. Ed Jones (Ganassi), 4. Scott Dixon (Ganassi), 5. Graham Rahal (Rahal), 6. Robert Wickens (Schmidt), 7. Tony Kanaan (Foyt), 8. Charlie Kimball (Carlin), 9. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 10. Simon Pagenaud (Penske), 11. Max Chilton (Carlin), 12. Alexander Rossi (Andretti), 13. Zach Veach (Andretti), 14. Matheus Leist (Foyt), 15. Josef Newgarden (Penske), 16. James Hinchcliffe (Schmidt), 17. Takuma Sato (Rahal), 18. Jordan King (Carpenter), 19. Gabby Chaves (Harding), 20. Santino Ferrucci (Coyne), 21. Sebastien Bourdais (Coyne), 22. René Binder (Juncos), 23. Spencer Pigot (Carpenter).

NASCAR UPDATE: come in ogni weekend Made in USA che si rispetti, c'è stata una gara di NASCAR, che si è svolta domenica sera. Non saprei dire se fosse in SoVrApPoSiZiOn3 con Gara 2 di Detroit, ma da quelle parti non sono suscettibili alle sovrapposizioni come la gente di Baku e di Le Mans.
La gara di stavolta, a Long Pond, era denominata Pocono 400, quindi nessun nome pittoresco, per una volta. Peccato, perché commentare i nomi delle gare di NASCAR è divertente. La vittoria è andata a Martin Truex Jr, mentre hanno completato il podio, sempre ammesso che esista come entità fisica (in Indycar ne abbiamo avuto conferma, altrove non ancora) Kyle Larson e Kyle Busch. Non si segnalano performance di particolare livello da parte di piloti pittoreschi come Stenhouse o Allmendinger e neanche Suarez mi ha regalato grosse soddisfazioni. Dovrebbe tornarsene in Messico insieme a Montoya invece di rubare il volante a Carl Edwards!!!11!!!!11
Nella speranza che nessuno rubi il volante ad Edwards, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo gran premio.

Commento al Gran Premio di Detroit I

Marco se n'è andato e non ritorna più e il podio di Belle Isle senza lui è la routine /// 2 Giugno 2018

Una volta, diversi anni fa, prima che venisse di moda il Grill the Grid, ai piloti di Formula 1 venivano fatte interviste sul "questo o quello". Per intenderci, interviste nel corso delle quali veniva chiesto loro se preferissero le brune o le bionde e loro rispondevano in base alla chioma delle rispettive fidanzate o mogli, in modo da trovare ancora una serratura compatibile con le loro chiavi di casa al momento del loro ritorno. Una delle domande era: pole position al sabato o podio alla domenica?
Se fossi un pilota, non avrei dubbi. Per me non importa dove si inizia, quello che conta è dove si finisce. Se dovessi partire dalla pole, non sarei nemmeno contenta di finire su uno dei gradini più bassi del podio, immagino. Inoltre non è detto che pole position e podio vadano di pari passo, perché la storia insegna che Hulkenberg partì dalla pole position nel Gran Premio del Brasile 2010, ma tutti sappiamo com'è andata a finire.
Ci sono, tuttavia, dei momenti in cui una pole position può essere, a mio parere, fonte di ottimismo. Cito a titolo di esempio il Gran Premio d'Austria 2014: Massa in pole, per la prima volta dopo quasi sei anni, il primo pilota non Mercedes ad ottenere una pole in una stagione in cui la Mercedes era ben più dominante di quanto non lo sia stata in tempi più recenti... Sapevo che a volte una pole è solo una pole, ma c'era la concreta possibilità di essere almeno il "best of the rest". Poi sì, alla fine il best of the rest fu Bottas, ma quello è un altro discorso.
Ci sono momenti in cui, invece, l'ottimismo non può esistere. Una pole position in un gran premio di Formula 1 del 2014 poteva significare un podio o, se male andava, una top-5. Una pole position in un gran premio di Indycar offre, sulla carta, molte meno garanzie. In Formula 1 nel 2014 c'erano gerarchie tali da ritenere verosimile finire davanti a certi soggetti. La stessa cosa non succede in Indycar nel 2018 e, se parti dalla pole position e ti chiami Power, Newgarden, Rossi o qualche altro pilota altolocato posso darti fiducia. Però se parti dalla pole position e ti chiami Marco Andretti, sono quasi felice di non vedere la gara in diretta per non assistere in tempo reale alle peripezie che ti porteranno ben lontano dalla vetta. Ci sono cause perse, nel motorsport. Andretti III è, purtroppo, una di queste, e per quanto non mi stesse neanche particolarmente simpatico, un tempo, credo fortemente che sia necessario sperare nelle cause perse...
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...anche se 70 giri sono troppo lunghi, di base, per una causa persa. Anche se forse sarebbe meglio concentrarsi sul debutto in Indycar di cui abbiamo già sentito parlare in universo F1-centrico: si tratta di Santino Ferrucci, al quale è stato affidato per Belle Isle il volante appartenuto a Pietro Fittipaldi.
Ha rimediato una nona fila, accanto a Bourdeeeeeyyyyyy:

1^ fila: Andretti - Dixon
2^ fila: Wickens - Rossi
3^ fila: Hunter-Reay - Power
4^ fila: Sato - Rahal
5^ fila: Hinchcliffe - Chilton
6^ fila: Jones - Pigot
7^ fila: Pagenaud - Newgarden
8^ fila: Kanaan - Veach
9^ fila: Bourdais - Ferrucci
10^ fila: Chaves - King
11^ fila: Leist - Kimball
12^ fila: Binder

Settanta giri, per gli standard classici del campionato di Indycar, non sono neanche così tanti. Ci sono gare molto più lunghe, che sembra un po' di vedere gare di endurance. Poi Detroit I si è aperta, in generale, in modo abbastanza tranquillo. Certo, convivevo con il terrore che il Detersivo asfaltasse Sonniferetti, ma Sonniferetti non sembrava molto propenso a farsi asfaltare, il che era già una grossa novità.
Wickens era terzo, ma poi gli è succeduto Alex Non Sono Valentino Rossi in un secondo momento, quando Wicky era apparentemente scomparso nel nulla.
Poi è arrivato il 25° giro. Sonniferetti era già rientrato ai box, mentre il Detersivo si apprestava a rientrare.
Lascio a voi un po' di immaginazione su chi, tra i due, fosse davanti a quel punto. Bonus: anche Grammo Reale e RHR si sono piazzati davanti ad Andretti III (che poi, tenendo conto anche di tutti gli zii e i cugini dovrebbe essere Andretti VI o giù di lì) in corso d'opera, per l'esattezza nel giro di più o meno metà gara.
Sembrava che nessun colpo di scena potesse stravolgere la gara e che niente e nessuno potesse impedire a Sonniferetti di allontanarsi sempre di più dalla vetta della classifica e dal podio ma al 47° io il karma ha punito uno dei piloti che stavano davanti all'idolo della giornata: Grammo Reale infatti è andato a sbattere, ha fatto entrare la safety car e, ancora più importante, ha fatto risalire Andretti III in zona podio! A volte bisogna accontentarsi con poco!
Poi, a 15 giri dalla fine, il karma ha punito anche Ferrucci, che in quel momento stava tenendo dietro Kanaan, il quale festeggiava la sua 350esima partenza in Indycar, senza che nulla suggerisse che avrebbe portato a casa un risultato degno di essere festeggiato.
Il restart è stato a dieci giri dal termine e a quel punto, purtroppo, è stato il Nostro Eroe ad essere punito dal karma. Una voce fuori campo deve avergli ricordato che se è stato declassato al team Herta per fare posto a NSVR un motivo c'è. Era quella di NSVR, appunto, che gli era negli scarichi e che, nel tempo di un restart, l'ha asfaltato, cosa che il Detersivo non aveva fatto. Sonniferetti si è ritrovato quarto, peraltro con dietro di sé il samurai errante. Cose da mettersi a urlare per radio: "papà, perché mi hai costretto a diventare pilota? io non volevo fare nulla dalla mattina alla sera tranne prendere il sole in piscina!" Purtroppo per lui, suo padre gli avrà risposto qualcosa del tipo: "Sì, lo so, mi sono accorto che avevi ragione tu."
La gara è finita così, a top-5 invariata. Curiosamente Andretti ha ottenuto lo stesso risultato di Massa al GP d'Austria 2014. L'unica differenza tra i due è che Massa, prima di non vincere gare per anni, di gare ne ha anche vinte.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 5. Takuma Sato (Rahal), 6. Ed Jones (Ganassi), 7. Will Power (Penske), 8. Robert Wickens (Schmidt), 9. Josef Newgarden (Penske), 10. Spencer Pigot (Carpenter), 11. James Hinchcliffe (Schmidt), 12. Zach Veach (Andretti), 13. Sebastien Bourdais (Coyne), 14. Tony Kanaan (Foyt), 15. Matheus Leist (Foyt), 16. Jordan King (Carpenter), 17. Simon Pagenaud (Penske), 18. Gabby Chaves (Harding), 19. Charlie Kimball (Carlin), 20. Max Chilton (Carlin), 21. René Binder (Juncos), 22. Santino Ferrucci (Coyne), 23. Graham Rahal (Rahal)...
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...il sosia di Vin Diesel: “Ma io ho 350 partenze, quindi sono figo e tutti voi no!!!11!!!11! Mi hai sentito, Detersivo?”
Il Detersivo: “Ma io lavo bene le lenzuola e tu no!!11!!!1!!! Però c’è caso che ti sia toccato stirarne parecchie, negli ultimi anni, visti i tuoi risultati confrontati con quelli del tuo #GrandeAmmmmore.”
Il Sosia di Vin Diesel: “H3lio non è mai stato così crudele da farmi stirare ogni volta in cui arrivavo dietro di lui. Ci eravamo accordati per far stirare sempre Montoya, in cambio di enormi forniture di hamburger. Abbiamo smesso solo quando ha scambiato il ferro da stiro per un hamburger e l’ha mangiato.”
Il Detersivo: “Mi piacciono questi dettagli di vita familiare colombo-brasiliana. Sei un’autentica enciclopedia del trash. Se l’Autrice© di questo commento sapesse che cosa stai dicendo, sono certo che ti farebbe i complimenti.”
Il Sosia di Vin Diesel: “L’Autrice© di questo commento mi ha costretto a raccontarti queste cose, fosse per me non l’avrei mai fatto. Mi sarei limitato ad urlare un ‘aaaaawwwww’ al pensiero che i Castrontoya sono entrambi qui a Belle Isle per via della gara dell’IMSA di oggi.”
Il Detersivo: “Bwoah, l’IMSA è un campionato secondario, per vecchi pensionati.”
Il Sosia di Vin Diesel: “Perché hai introdotto il discorso con un ‘bwoah’?”
Il Detersivo: “Perché il mio soprannome è...
...
...
...
...”
Il sosia di Vin Diesel: “Okay, come non detto, fai finta che non ti abbia chiesto niente. Adesso devo salutarti: devo passare a consolare Sonniferetti per la sua sfumata vittoria e il suo sfumato podio - facendo finta che potesse puntare a vincere o a salirci - e poi devo andare urgentemente ad appartarmi con i miei AmYk3TtY H3lio e Juan Tombino.”
A proposito di podio, esistono prove fotografiche che attestano la sua esistenza come entità fisica. Quindi immagino che il Detersivo sia andato a sbevazzare like a boss.

lunedì 4 giugno 2018

Formula 3 Europea @ Hungaroring

Il secondo evento stagionale non ha fatto sì che ci fossero molti miglioramenti, dal punto di vista dei video su Youtube. Ci sono stati problemi anche stavolta e, ancora una volta, Gara 1 ho dovuto recuperarla sulla pagina facebook della Formula 3.
La pole position l'aveva ottenuta un soggetto di cui ho già parlato in diverse occasioni e questa era la griglia di partenza:

1^ fila: Ticktum - Palou
2^ fila: Zhou - Schumacher
3^ fila: Armstrong - Shvartzman
4^ fila: Aron - Aberdein
5^ fila: Ahmed - Vips...

La gara è iniziata sulle slick, ma con rischio pioggia.
È iniziata anche con un duello Ticktum vs Zhou, mentre Palou...
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...suvvia, non preoccupiamoci di dove fosse andato a finire Palou.
Il piccolo MSC, nel frattempo, aveva fatto una partenza alla Webber e faceva a sportellate con Aron. Anzi, no, con Vips, Aron era secondo, mi sono confusa per via della nazionalità.
Poi, due minuti contati più tardi, Armstrong è rientrato ai box per montare gomme da bagnato (o almeno così è stato detto in telecronaca), senza che piovesse. C'è stato anche un testacoda di Aberdein, mentre Ferdinand Habsburg Il Mio Nome Occupa Un Intero Elenco Telefonico E Al Mio Confronto De Melo È Solo Un Rookie era in top-5, alle spalle di Shvartzman.
Poi mi sono distratta un attimo.
Il piccolo MSC deve avere superato un po' di gente, dato che aveva raggiunto la quinta posizione. Habsburg non si vedeva più. Che fosse entrato a sua volta a montare gomme da pioggia in condizioini di asciutto?
Pare infatti che Habsburg sia rientrato di nuovo ai box poco dopo, perché i suoi tempi erano peggiorati...
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...no, okay, doveva esserci qualcos'altro, perché ogni cinque minuti contati rientrava ai box.
Nel frattempo la gara si avviava verso la fine e l'argomento portante erano i cinque secondi di penalità guadagnati da Aron (al momento in seconda posizione) per jump-start, che gli sarebbero verosimilmente costati delle posizioni, infatti da secondo che era ha chiuso quinto.

RISULTATO: 1. Daniel Ticktum, 2. Guanyu Zhou, 3. Robert Shvartzman, 4. Mick Schumacher, 5. Ralf Aron, 6. Juri Vips, 7. Enaam Ahmed, 8. Sacha Fenestraz, 9. Ben Hingeley, 10. Fabio Scherer, 11. Niita Troitckii, 12. Alex Palou, 13. Jehan Daruvala, 14. Sebastian Fernandez, 15. Marino Sato, 16. Keyvan Andres Soori, 17. Jonathan Aberdein, 18. Devlin De Francesco, 19. Ameya Vaidyanathan, 20. Artem Petrov, 21. Petru Florescu, Rit. Julian Hanses, Rit. Ferdinand Habsburg, Rit. Marcus Armstrong.

Gara 2 l'ho iniziata a vedere quando era già iniziata da qualche minuto.
Enaam Ahmed penso che fosse partito dalla pole position e in quel momento si trovava in prima posizione davanti ad Armstrong, Ticktum, Palou e Zhou a completre la top-5, con Ticktum che vi è rimasto per pochi giri per poi essere costretto a fermarsi in una via di fuga per un problema tecnico.
Shvartzman è risalito quindi tra i primi cinque, mentre sesto c'era Daruvala che, in modo molto compatibile con l'Hungaroring, teneva dietro un trenino di vetture.

RISULTATO: 1. Enaam Ahmed, 2. Marcus Armstrong, 3. Alex Palou, 4. Guanyu Zhou, 5. Robert Shvartzman, 6. Jehan Daruvala, 7. Mick Schumacher, 8. Ferdinand Habsburg, 9. Sacha Fenestraz, 10. Ben Hingeley, 11. Fabio Scherer, 12. Ralf Aron, 13. Marino Sato, 14. Jonathan Aberdein, 15. Keyvan Andres Soori, 16. Devlin De Francesco, 17. Juri Vips, 18. Sebastian Fernandez, 19. Ameya Vaidyanathan, 20. Nikita Troitckii, 21. Julian Hanses, 22. Petru Florescu, 23. Artem Petrov, Rit. Daniel Ticktum.

Gara 3 l'ho vista in diretta e sono dovuta andare a cercarla sulla pagina facebook della Formula 3 europea, perché sul canale Youtube c'era solo la chat attiva, con gente che criticava piloti (in assenza di Norris non si parla più di ipotetiche dimensioni del suo membro, comunque, e mi pare un notevole passo avanti), e null'altro.
La griglia di partenza era questa:

1^ fila: Ahmed - Ticktum
2^ fila: Armstrong - Daruvala
3^ fila: Zhou - Shvartzman
4^ fila: Palou - Vips
5^ fila: Schumacher - Habsburg...

La partenza è stata caotica. Daruvala ha fatto il Webber, davanti sono arrivate varie vetture affiancate e quando sono passate le posizioni in sovrimpressione Ahmed, Ticktum e Schumacher erano i primi tre.
C'è stato un contatto, uno dei piloti coinvolti era Palou, ed è entrata la virtual safety car.
Quando al restart il video si è messo un po' a saltare nel bel mezzo di un duello Schumacher vs Vips sono andata a ricontrollare sul Tubo: stavolta funzionava tutto alla grande!
Per il resto, in gara, non è che sia successo granché: l'Hungaroring resta sempre l'Hungaroring! Le posizioni, almeno davanti, sono rimaste pressoché invariate.

RISULTATO: 1. Enaam Ahmed, 2. Daniel Ticktum, 3. Mick Schumacher, 4. Juri Vips, 5. Guanyu Zhou, 6. Sacha Fenestraz, 7. Ralf Aron, 8. Jonathan Aberdein, 9. Nikita Troitckii, 10. Fabio Scherer, 11. Jehan Daruvala, 12. Sebastian Fernandez, 13. Keyvan Andres Soori, 14. Artem Petrov, 15. Devlin De Francesco, 16. Ferdinand Habsburg, 17. Marino Sato, 18. Ameya Vaidyanathan, 19. Petru Florescu, 20. Julian Hanses, Rit. Alex Palou, Rit. Ben Hingeley, Rit. Marcus Armstrong, Rit. Robert Shvartzman.

In sintesi, come avevo anticipato nel post della MotoGP, qualcos'altro mi ha soddisfatta molto in questo weekend e si tratta della presenza sul podio di un pilota nello specifico nella Formula 3 europea. Sta a voi indovinare di chi si tratti. ;-)

DTM @ Hungaroring

Questo weekend all'Hungaroring è tornato il DTM... ed è tornato con una nostra vecchia conoscenza in una posizione di spessore: parlo di Paul Di Resta, che partiva dalla pole position.
A seguire, sulla griglia di partenza, c'erano Muller, Auer, Rast, Mortara, Juncadella, Green, Farfus, Paffett, SPengler, Duval, Wehrlein, Wittmann, Frijns, Eriksson, Glock, Eng e Rockenfeller.

La gara è partita con una certa tranquillità: nessun incidente, nessun cappottamento, nessuna bandiera rossa...
"Di Siesta" ha mantenuto la posizione, mentre si accodavano Muller e Auer. Tuttavia la leadership dell'ex pilota della Force India nonché sostituto di Massa durante un virus intestinale di quest'ultimo, è durata fino al pitstop: a quel punto era dietro a Muller e ad Auer. Però par che abbia superato Muller, dato che poco dopo gli era davanti. Ce l'avrebbe fatta ad andare a recuperare la posizione anche sul nipote di Berger, rendendo la gara falsata in quanto Auer, essendo nipote di Berger, ha appunto l'aura ferrarista della vittoria?...
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...sì, ce l'ha fatta, e da quel momento in poi sembrava che nessuno dovesse riuscire a fermarlo... e infatti, appunto, a fine gara si trovava ancora lì, davanti a tutti, con Auer e Muller a completare il podio.
Dopo un inno nazionale durato all'incirca quindici secondi, il trofeo del vincitore è stato consegnato da Zanardi, mentre al rappresentante del team l'ha consegnato un allenatore calcistico che si guardava intorno con aria smarrita non sapendo a chi dovesse consegnare il trofeo!

In chat, nel frattempo, c'era gente che definiva Hamilton, Vettel e Power degli scarsi e che sosteneva che se la Toyota entrasse in Formula 1 vincerebbe tutte le gare...
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...ma WTF?! Questa gente non sa che la Toyota è stata in Formula 1?! Voglio dire, seguono il DTM e non hanno la più pallida idea di che cosa facesse Glock qualche anno fa?!

RISULTATO: 1. Paul Di Resta (Mercedes), 2. Lucas Auer (Mercedes), 3. Nico Muller (Audi), 4. René Rast (Audi), 5. Edoardo Mortara (Mercedes), 6. Gary Paffett (Mercedes), 7. Robin Frijns (Audi), 8. Loic Duval (Audi), 9. Jamie Green (Audi), 10. Daniel Juncadella (Mercedes), 11. Mike Rockenfeller (Audi), 12. Bruno Spengler (BMW), 13. Pascal Wehrlein (Mercedes), 14. Timo Glock (BMW), 15. Augusto Farfus (BMW), 16. Marcus Wittmann (BMW), 17. Joel Eriksson (BMW), 18. Philipp Eng (BMW).

Gara 2 ha visto il nipote di Berger partire dalla pole position, restituendo l'aura ferrarista all'Hungaroring. Secondo sulla griglia di partenza c'era colui che attende pazientemente che in Mercedes qualcuno si ritiri da un giorno all'altro per procacciarsi un volante...
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...ah, già, non funziona. Dietro ad Auer e Werly c'erano, a seguire, Di Resta, Mortara, Paffett, Rast, Juncadella, Glock, Muller, Green, Frijns, Farfus, Duval, Wittmann, Eng, Rockenfeller, Eriksson e Spengler.

In gara non ci sono stati particolari problemi o cappottamenti, solo un testacoda di Glock in partenza.
È solo venuto a piovere, è entrata la safety car ed è stata data bandiera rossa dopo alcuni incidenti nella pitlane. Un commissario è rimasto ferito, riportando varie fratture alle gambe.
Ad un certo punto il cronometro è stato fermato, dato che è ricominciata con l'asciutto oltre mezz'ora più tardi, con soltanto dieci minuti di cronometro consumati durante la bandiera rossa (non so se mi sono spiegata). A quel tempo vari piloti si erano già fermati ai box nei primi giri e c'era Werly in testa, senza avere effettuato ancora nessuna sosta.

I piloti che non si erano fermati ai box prima della bandiera rossa si sono ritrovati nelle retrovie una volta che si sono fermati nella seconda parte di gara e in testa alla gara si è ritrovato Wittmann. Dopotutto era destino che questo weekend qualcuno che si chiama Marco dovesse vincere qualcosa e ciò non era possibile a Belle Isle in Indycar.
Sul podio c'erano tre piloti BMW e uno di questi era il mio 1D0L0!!!1!!!11 :-P

RISULTATO: 1. Marco Wittmann (BMW), 2. Timo Glock (BMW), 3. Philipp Eng (BMW), 4. Mike Rockenfeller (Audi), 5. Paul Di Resta (Mercedes), 6. Joel Eriksson (Audi), 7. Bruno Spengler (BMW), 8. Augusto Farfus (BMW), 9. Lucas Auer (Mercedes), 10. Edoardo Mortara (Mercedes), 11. Robin Frijns (Audi), 12. Loic Duval (Audi), 13. René Rast (Audi), 14. Daniel Juncadella (Mercedes), 15. Nico Muller (Audi), 16. Pascal Wehrlein (Mercedes), 17. Jamie Green (Audi), 18. Gary Paffett (Mercedes).

EDIT. Auer, Mortara e Spengler sono stati squalificati da Gara 2 per gli incidenti nella pitlane.

domenica 3 giugno 2018

Oggi è oggi e non mi importa niente di domani!

L'ultima volta in cui ho parlato del Motomondiale è stato dopo il GP di Jerez con caduta multipla alla curva di Schumacher e Villeneuve, quando pensavo che avrei sentito cose terribili alla radio il giorno successivo. Poi, in effetti, siccome mi sono ammalata e il giorno dopo invece che essere al lavoro con la radio accesa ero a casa a soffrire in silenzio nel mio letto, non ho idea di che cosa sia accaduto.

Due settimane più tardi, nonché due settimane fa, è stata la volta del GP di Francia e, che io ricordi, l'argomento non è stato particolarmente approfondito alla radio. Ha vinto Marc Marquez, l'altra volta), quindi GaRa FaLsAtA!!!11!!!1!!, secondo ha chiuso Danilo Petrucci e terzo Valentino Rossi, quindi sono felice di non avere sentito nessuno speaker criticare Petrucci per essere arrivato al traguardo davanti a Valentino Non Sono Alexander Rossi.

Domani le critiche se le beccheranno probabilmente i due Ducatisti, perché hanno fatto doppietta al GP d'Italia (che ho visto quasi per intero in TV) e hanno chiuso proprio davanti a Valentino Rossi...
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...ma non mi interessa di quello che sentirò, perché se sentire critiche nei confronti di Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso perché non hanno steso il tappeto rosso significa che i due hanno fatto doppietta, allora tutto il resto perde d'importanza! <3
Tra parentesi, Lorenzo ha vinto la sua prima gara in Ducati. Avrei preferito che la vittoria andasse a Dovizioso, ma come ho già spiegato ho simpatie ducatiste e chiunque vinca un gran premio su una Ducati rimane pur sempre uno che ha vinto un gran premio su una Ducati.
Marquez è caduto ed è arrivato nelle retrovie, ma non vivo il Motomondiale in funzione del duello Marquez vs Rossi, specie nelle occasioni in cui in pista si incontrano a malapena.

Lo scorso weekend come tifosa è andato abbastanza male, questo invece mi ha decisamente ripagata per il mio disappunto. Non pensavo che i risultati positivi iniziassero dalla MotoGP, ma a quanto pare è successo.
Stay tuned, perché non è l'unica cosa che mi ha soddisfatta profondamente, a livello di motori, in questo weekend.

sabato 2 giugno 2018

Superformula 2018 @ Suzuka / Autopolis / Sportland Sugo

Oggi parliamo del campionato di Superformula, iniziato nel weekend del 22 Aprile, che proseguirà fino al 29 Ottobre con un doppio appuntamento. Gli altri eventi, invece, sono stati/ saranno tutti singoli.
Finora si è gareggiato a Suzuka, Autopolis (sì, in un certo senso) e Sportland Sugo.
I prossimi eventi, invece, si svolgeranno al Fuji, a Motegi, a Okayama (altresì noto come Tanaka International/ Aida/ sede del GP del Pacifico a metà degli anni '90) e, infine, a Suzuka.

Il 22 Aprile scorso il giapponese Naoki Yamamoto (parentela con Sakon: verosimilmente nessuna), classe 1988, vincitore del titolo nel 2013, è partito dalla pole position e ha vinto la gara, con un podio completato da altri due giapponesi: Yuhi Sekiguchi e Tomki Nojiri.
Per l'evento del 13 Maggio, invece, la pole position l'ha ottenuta Ryo Hirakawa, ma il weekend si è concluso nella migliore delle tradizioni giapponesi: quando una gara non può essere disputata per maltempo, viene direttamente cancellata. Hirakawa, comunque, ha portato a casa il punto assegnato all'autore della pole position.

Infine, per il momento, è stata la volta del 27 Maggio, in SoVrApPoSiZiOn3 con Monaco e Indianapolis.
Pole position ottenuta da Tomoki Nojiri, ma la vittoria è andata ancora una volta all'Altro Yamamoto. Si segnala la prima apparizione stagionale sul podio di un pilota non giapponese, il neozelandese Nick Cassidy, che si trova al momento secondo in classifica a 10 punti, contro i 21 di Yamamoto. Al terzo posto si è classificato Kazuki Nakajima, seguito da Tom Dillmann, che ha esordito in corso d'opera, prendendo il posto dell'infortunato Pietro Fittipaldi a partire da Autopolis.
In quinta posizione ha chiuso un'altra nostra vecchia conoscenza, nientemeno che Narain Karthikeyan, che nell'altra gara finora disputata aveva sfoderato una prestazione più nel suo stile, arrivando ultimo.

venerdì 1 giugno 2018

It's Amber Lounge, it's fescion

George Russell (Formula 2), Brandon Hartley (Toro Rosso), Charles Leclerc (Sauber), Pierre Gasly (Toro Rosso), Antonio Giovinazzi (terzo pilota Sauber), Sergey Sirotkin (Williams), Marcus Ericsson (Sauber), Esteban Ocon (Force India), Jack Aitken (Formula 2)
Sono passati ormai molti anni da quando Liuzzi sfilava portando con sé una valigia, ma ne sono passati pochi da quando, fino all'anno scorso, tra i piloti fescion, c'era anche la presenza di Marc Gené.
Devo ammettere di averne sentito la mancanza, anche se ho sentito di più la mancanza di foto dell'evento, quasi introvabili. Quella che ho postato pare provenire da f1i.com, anche se non sono riuscita a reperire con esattezza la pagina dalla quale proviene.
Resiste Ericsson, da anni protagonista fisso dell'evento, resiste anche Ocon, che già abbiamo visto l'anno scorso...
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...ma niente, la tradizione prevede che, sulla passerella di Amber Lounge, in genere ci vadano a finire i piloti meno "altolocati" secondo gli standard comuni. Altra caratteristica: quelli di giovane età, proprio per questo speravo che ci fosse el nuestro amigo a compensare!