domenica 7 febbraio 2016

2015/2016 #4: Commento ironico all’eprix di Buenos Aires (06/02/2016)

Un cordiale saluto a tutti i miei cari lettori.
Ci eravamo lasciati con il commento all'eprix precedente, avvenuto nel corso del mese di dicembre, quindi, di conseguenza, una vita fa.
Ormai non ero più abituata a scrivere commenti a eprix, gran premi e quant'altro, quindi avevo seriamente preso in considerazione l'idea di mettere fine a questa pratica, quindi................ no, scherzo, non ho mai pensato di smettere di scrivere i Commenti e, anzi, sto lavorando già da un po' alle F.A.Q. dei Commenti ai Gran Premi, e non vedo l'ora di potere scrivere commenti di un certo livello.
L'eprix di Buenos Aires, disputato sabato 6 febbraio, non è sfuggito all'occhio critico dell'Autrice(C), quindi direi di procedere con ordine e di narrare gli eventi accaduti di recente.

Tutto è iniziato circa due settimane fa, con un evento mondano Made in Formula E, in attesa che arrivasse il momento dell'eprix di Buenos Aires. Protagonisti di questo evento, che consisteva nel dedicarsi al ruolo di sfasciacarrozze virtuali, Nicòòòòòò e Gillette Fusion, scelti a caso, perché si sono macchiati della terribile colpa non solo di avere cognomi famosi ma addirittura di non averli mai infangati facendo cose strane tipo andare a schiantarsi di proposito per favorire le vittorie dei relativi compagni di squadra (tra l'altro, in Formula E, non ce ne sarebbe neanche bisogno: Buemiiii non ha bisogno di un crashgate per vincere, Heidiiii non vincerebbe nemmeno con un crashgate).
A proposito della sfida all'ultimo colpo di joystick tra Nicòòòò e Gillette Fusion, che è stata vinta da quest'ultimo, c'è da dire che in quell'occasione sono capitati eventi interessanti, il primo che Chandy faceva il telecronista dell'evento e che tra parentesi indossava un maglioncino che gli dava l'aria da anziano. Poi ho visto la luce, facendo una scoperta di notevole spicco: GILLETTE FUSION PORTA GLI OCCHIALI DA VISTA! Con tutta probabilità è leggermente ipermetrope, dal momento che lo si è visto con gli occhiali solo quando guardava il monitor.
Facendo due rapide riflessioni, se ci ho visto giusto, con il passare degli anni la sua visione da lontano peggiorerà. Se la sua carriera dovesse proseguire molto a lungo, esiste la possibilità di vederlo, un giorno ancora piuttosto lontano, con gli occhiali sotto al casco.

Continuando a parlare di piloti con un cognome famoso (sì, purtroppo in Formula E è stato costretto a posare in una foto insieme agli altri figli d'arte, della serie "ho vinto qualcosa, nel corso della mia vita, ma è stato talmente tanto tempo fa che nessuno se ne ricorda"), quello con gli occhiali che sfoggiava tute di tre taglie più grandi, è stato caldamente invitato ad abbandonare la macchina e ad andarsene in giro in skateboard, dove non solo la sua tuta extralarge sarebbe stata più adatta, ma almeno non l'avrebbero avuto tra le scatole. Al suo posto è arrivato Mike Conway, quello che anni e anni fa in Indycar una volta su un circuito cittadino ebbe un incidente esattamente sotto a un cartello che indicava il nome della via, ovvero "Conway street".

Ma ora spostiamoci mentalmente a Buenos Aires, dove nei giorni che precedevano l'eprix avveniva un dramma di proporzioni singaporesi: una mega-intossicazione alimentare! Pare che siano stati una trentina gli intossicati. Tra loro c'erano sia Jev sia l'Abete. E' stata dedicata più attenzione a Jev, che per tutta la giornata di venerdì è stato a riposo. D'altronde stare seduto sul water deve essere riposante...
Un paio di potenziali piloti di riserva, che stavano lì ad attendere che un volante qualsiasi si liberasse, sono rimasti molto delusi, quando tutti sono riusciti a piazzarsi sulle loro vetture. Voce di corridoio: pare che tra chi sperava che si liberasse un posto ci fosse nientemeno che José Lopez, quello che circa sei anni fa avrebbe debuttato in Formula 1, se solo la USf1 si fosse degnata di realizzare una monoposto. Avanti, José, guarda al lato positivo: almeno non sei rimasto intossicato... Probabilmente si è portato il pranzo da casa.

La pole position l'ha conquistata il Volatile, seguito da Nicòòòò e da Antonio Felice Sulla Costa, vincitore della passata edizione e, in quanto tale, esaltato a tutto andare mentre di solito nessuno se lo fila neanche minimamente.
Voce fuori campo: "Cosa, cosa, cosa?!?!?! Dov'è Buemiiiii?"
Buemiiii: "Sono precipitato nel più profondo girone dell'inferno, ma non pensare di esserti sbarazzato di me. Je suis le boss! Ora spaccherò il culo a tutti armato di baguette."
Nicòòòò: "Ehiiiii... quella baguette è mia!"
Buemiiii: "Non lo è più."
Nicòòòò: "Non posso andarmene in giro senza baguette così come se niente fosse."
Il Volatile: "Nemmeno io me ne vado mai in giro senza baguette. Però la tengo nascosta dietro al casco."
L'Autrice(C): "Okay, il commento sta già degenerando. Se non hai altro da aggiungere, gradirei esporre la griglia di partenza."
Il Volatile: "Invece qualcosa da dire ce l'ho. Gente, voi che ammirate la mia presenza statuaria e la mia ammaliante bellezza, ricordatevi sempre delle cose fondamentali nella vita."
Voce fuori campo: "Del tipo?"
Il Volatile: "Del tipo, votate me per il fanboost, non quello sfigato di Crashgateinho."
Tutti: "Chi è Crashgateinho?"
L'Autrice(C): "Okay, andiamo avanti... e soprattutto, Volatile, che cosa ci fai lì completamente nudo? Vatti a mettere la tuta, prima che passi per caso Guido Per Il Giardino e se ne impossessi! Ora, per cortesia, possiamo andare avanti? Vogliamo leggere questa griglia di partenza o no?"

1^ fila: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Nico Prost (eDams Renault)
2^ fila: 3. Antonio Felix Da Costa (Aguri), 4. Stephane Sarrazin (Venturi)
3^ fila: 5. Mike Conway (Venturi), 6. Robin Frijns (Andretti)
4^ fila: 7. Lucas Di Grassi (Abt), 8. Daniel Abt (Abt)
5^ fila: 9. Nelsinho Piquet (Nextev), 10. Jerome D'Ambrosio (Dragon)
6^ fila: 11. Oliver Turvey (Nextev), 12. Loic Duval (Dragon)
7^ fila: 13. Nico Heidfeld (Mahindra), 14. Simona De Silvestro (Andretti)
8^ fila: 15. Jean-Eric Vergne (Virgin), 16. Bruno Senna (Mahindra)
9^ fila: 17. Salvador Duran (Aguri), 18. Sebastien Buemi (eDams Renault)

Sono consapevole del fatto che qualcuno potesse chiedersi che cosa ci facesse Buemiiii in una zona così inusuale. Tutto ha una spiegazione e di solito tale spiegazione riguarda la verniciatura dei muretti in un momento in cui non era opportuno mettersi a verniciare muretti così come se niente fosse.
Buemiiii, però, è un ex pilota Toro Rosso/ terzo pilota Redbull ed è stato addirittura il successore in Toro Rosso di quel tipo che vince solo per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato di cui al momento mi sfugge il nome. Qualcosa come Vettel/ Fettel/ Pettel o qualcosa del genere, mi pare...

Stando a quanto avevo letto, come aiuto-telecronista su Raisport2 avrebbe dovuto esserci Michela Cerruti... invece no, c'era Alex Fontana, di cui ho già parlato tempo fa che no, non è parente di Norberto Fontana.
Per prima cosa hanno inquadrato Sarrazin che veniva intervistato, il che era comunque un momento di notevole spicco. Poi sono passati a parlare di Valeria Mazza, che era là insieme ai figli, a cui è stato chiesto se si stavano divertendo, e ai figli di Valeria Mazza è stato dedicato più spazio che a Sarrazin.
Voce fuori campo: "Possiamo parlare della gara, magari?"
L'Autrice(C): "Direi di sì."
...
...
...
...
...SCATTANO LE VETTUREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
*Samba party!*
Il samba party ha coinvolto Crashgateinho e la Carta Sim. D'Ambriiii nel frattempo precipitava nelle retrovie e, considerando che Crashgateinho partiva più vicino a D'Ambriiiii che alla Carta Sim, con tutta probabilità si era allenato con lui prima di andare a ballare con la dark lady della Formula E, dark lady non perché sia effettivamente una dark lady, però essendo l'unica donna possiamo darle questa carica.
Il Volatile, Nicòòòò, Antonio Felice Sulla Costa, Sarrì, Di Gratis e Frinjiiii erano i primi sei, in quel momento e nulla sembrava destinato a cambiare, almeno per il momento.
Intanto, però, si avvicinava un momento importante.
Stop.
Al.
Televoto.
Vincitori del fanboost:
1) Di Gratis;
2) Il Volatile;
3) JEV.
Seriamente, al di là dei casi disperati tipo Sarrì, che sto incessantamente votando fin dal momento dell'inizio di questa stagione, inizio a commuovermi per le sorti di Heidiii e Gillette Fusion, un tempo erano i favoriti per il fanboost, al giorno d'oggi a Gillette Fusion non resta che consolarsi con le vittorie nelle gare virtuali, mentre Heidiiii... ma davvero Heidiiii era tornato ed era presente in pista? Non ci stavano trollando, scrivendo il suo nome al solo scopo di abbellire la grafica, come succede in Formula 1 con il nome di Jensinho?
Voce fuori campo: "No, Heidiiii esiste davvero."
Bene, abbiamo appurato che Heidiiii esiste davvero: ciò è consolatorio.
Il momento clou, comunque, era seguire l'inseguimento di Buemiiii alle posizioni alte della classifica. Dimostrava di avere appreso bene la filosofia bibitara del rimontare per culo e non per merito rendendo la gara falsata e, con un sorpasso dopo l'altro, stava risalendo verso le zone alte.
Buemiiii: "Guess what? Sono sesto."
Voce fuori campo: "Ma tu non sei un cinnamon roll!"
Buemiiii: "Sono svizzero di madrelingua francese."
Voce fuori campo: "Oui, tu es un demi cinnamon roll."
Buemiiii: "Sono già soddisfazioni."
Antonio Felice Sulla Costa: "Io intanto supero Nicòòòò like a boss."
La sua macchina: "E io tra poco ti lascerò a piedi like a boss..."
E infatti così è accaduto: al 18esimo giro di 35, mentre il telecronista si stava preoccupando per il fatto che Gillette Fusion forse ormai senza potenza residua e rischiasse di rimanere a piedi, è stato qualcun altro a rimanere a piedi, Antonio Felice Sulla Costa, ribattezzato per l'occasione Antonio Felipe Sulla Costa, in onore al Gufo di Interlagos.
Antonio Felipe Sulla Costa: "Era un onore che mi sarei risparmiato volentieri."
L'Autrice(C): "Non spetta a me decidere per il tuo futuro. Ora non ci resta che sperare che Buemiiii possa contrastare la cinnamonrollosità del Volatile."
Il Volatile: "Non capisco che cos'ho fatto di male. Ho anche posato nudo allietando le giornate a molta gente. Non merito tutto il male che mi stai augurando. Non merito di essere scippato della mia vittoria. Non merito di essere shippato con Jev. Non merito di essere costretto a indossare una tuta. Non merito di stare in pista, quando potrei stare in un campo nudisti. Non merito di..."
Voce fuori campo: "Per cortesia, qualcuno lo faccia tacere e lo mandi ai box insieme a tutti gli altri."
...
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...
...Tutti ai box e, quando sono tornati in pista, il Volatile era ancora in testa, seguivano Di Gratis, Sarrì, Buemiiii e Nicòòòò in top-5, con Nicòòòò che perdeva terreno dopo essere andato a limonare con un muretto.
Avrebbe potuto approfittarne il sostituto dello Skater Grandfather Jacques, ma si è messo a ballare ripensando all'incidente di Conway Street e ha preso un biglietto di sola andata per le retrovie.
Il vero eroe della giornata... anzi, no? come mi viene in mente una simile affermazione? la rovina del mondo Sebastien Demi-Cinnamòn stava ancora recuperando posizioni per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato... e per mondiale intendo il mondiale di Formula 1, che ovviamente risente del fatto che Buemiiii stesse recuperando posizioni.
Buemiiii: "Autrice, vacci piano. Ho messo a malapena il culo su una Redbull, nel corso della mia esistenza, non posso essere accusato di tutti i mali del mondo. Se proprio devi prendertela con qualcuno, prenditela con gli attuali piloti della Redbull."
L'Autrice(C): "Non posso. Dani-Smile sorride e il Kiwi parla italiano, quindi non possono essere accusati di rendere il mondiale falsato. In realtà la Redbull non sta nemmeno vincendo, quindi il mondiale non è più falsato, però lo è, perché qualsiasi mondiale di Formula 1 è falsato, anche quelli che non sono ancora iniziati, tipo quello di cui sto parlando."
Voce fuori campo: "Questo discorso è più soporifero della presenza di Paul Di Siesta e di Marco Sonniferetti all'interno dello stesso contesto."
Una fangirl: "E' un contesto a luci rosse?"
L'Autrice(C): "OH MY FELIIII FLY."
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Cataclisma imminente.
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L'autrice ha menzionato un fatto mai accaduto.
E' un tentativo sovversivo di rompere l'ordine naturale delle cose, quindi da "Autrice(C)" è stata declassata ad "autrice"; è grave quasi come essere declassati da pilota Ferrari a gemello segreto di un pilota Ferrari.
Direi che la cosa migliore da fare, a questo punto, è tornare a Buemiiii, che ha superato Di Gratis e con grande nonchalance si è lanciato all'inseguimento della vetta della gara, minacciando il Volatile di rubargli la vittoria, la macchina e anche la tuta.
Il Volatile ha mantenuto tutto e, in onore del decoro, o prevalentemente per non essere assalito da una mandria di fangirl, ha tenuto anche la tuta.
Buemiiii si è accontentato della seconda posizione, falsando di conseguenza il risultato che sarebbe stato ugualmente falsato, per via del suo antico legame con il team che falsava i gran premi, mentre Di Gratis ha completato il podio. Seguiva un trio di francesi, dopodiché nientemeno che Heidiiii, protagonista (pare) a un certo punto sul finale di un duello intestino con il compagno di squadra che stava nuovamente arrivando al limite con la batteria. Tra i due Mahindra Boys si sono inseriti Frinjiiii e l'Ingegnere Meccanico Turvey.

Purtroppo il collegamento è terminato prima che fosse trasmesso il podio e prima ancora che i piloti fossero condotti al podio stesso su mezzi di fortuna.
Immagini dal podio c'erano comunque negli highlight brevi del canale youtube della Formula 1. C'erano Buemiiii e Di Gratis che spruzzavano champagne in faccia al Volatile. Dall'espressione, Buemiiii sembrava particolarmente eccitato da quanto stava accadendo.
Il pubblico, nel frattempo, indossava occhiali speciali per vedere al di là degli indumenti e guardava cosa ci fosse sotto la tuta del Volatile...

RISULTATO: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Sebastien Buemi (eDams Renault), 3. Lucas Di Grassi (Abt), 4. Stephane Sarrazin (Venturi), 5. Nicolas Prost (eDams Renault), 6. Loic Duval (Dragon), 7. Nick Heidfeld (Mahindra), 8. Robin Frijns (Andretti), 9. Oliver Turvey (Nextev), 10. Bruno Senna (Mahindra), 11. Jean-Eric-Vergne (Virgin), 12. Nelsinho Piquet (Nextev), 13. Daniel Abt (Abt), 14. Simona De Silvestro (Andretti), 15. Mike Conway (Venturi), 16. Jerome D'Ambrosio (Dragon), Rit. Antonio Felix Da Costa (Aguri), Rit. Salvador Duran (Aguri).

sabato 6 febbraio 2016

L'eprix di Buenos Aires in sintesi

Ricordate quando Sam Bird prendeva parte a quegli straordinari photoshot in cui esibiva la sua figura piccola ma statuaria tenendo un casco davanti alle parti intime?
Ecco, pare che abbia finalmente ritrovato la sua tuta e che si sia messo al volante ottenendo nientemeno che una pole nell'eprix d'Argentina.
Grandi quantità di piloti di riserva speravano di prendere il posto di Vergne, o di Abt, o di chiunque altro commettesse l'errore di non portarsi un panino da casa. C'è stata una mega-intossicazione alimentare, con una trentina di coinvolti, ma niente paura, dopo avere trascorso un giorno "a riposo" (AKA seduto sul water, suppongo) Jev era pronto per gareggiare e spaccare il culo a tutti, obiettivo primario di ogni ex pilota della Toro Rosso.
Buemi invece non aveva speranza: partiva ultimo per averne verniciato barriere invece di qualificarsi. Bye bye Sebbi... o magari no. Con la sua simpatica bruttezza è sempre pronto a contrastare la cinnamonrollosità. Era il suo obiettivo anche per oggi.

Si parte e nulla succede, davanti.
Dietro Nelsinho e Simona si intrattengono prendendosi a sportellate.
D'Ambrosio precipita indietro, senza che a nessuno importi nulla del perché.
Da Costa recupera un bel po' di posizioni, ma poco prima del momento del pit-stop è rimasto fermo. Bye bye Felix.

Bird, Di Grassi e Sarrazin sono i primi tre dopo il pit, ma Sarrazin deve abbandonare quella posizione di lì a poco, perché Buemi, in qualità di pilota di scuola Redbull, ha imparato a recuperare posizioni per culo e non per merito rendendo il risultato falsato e in quel momento si sta facendo strada a colpi di baguette (gliel'ha prestata il compagno di squadra, perché per andare a baciare i muretti non gli serve).
Buemi fa il culo anche a Di Grassi mentre si va verso la fine e appellandosi a tutta la sua cinnamonrollosità, alla legge del caso e alle divinità di ogni singola religione mai comparsa al mondo, Bird riesce a conservare la prima posizione.

Finisce così, con le interviste.
Raisport2 deve trasmettere lo sci alpino, quindi non vedremo mai i nostri eroi diretti verso il podio.
In realtà ci ho anche provato grazie a firstrow. Dopo avere dovuto chiudere qualcosa come una dozzina di pagine di annunci pubblicitari, ho ottenuto due gloriosi risultati:
1) sentire qualcosa come venti volte, talvolta a doppia voce, la voce di un idiota che mi diceva di cliccare non so cosa per guadagnare decine di migliaia di euro;
2) vedere finalmente caricata la pagina, che era null'altro che una schermata nera, forse perché eravamo fuori tempo massimo.
Anzi, no, i risultati erano tre:
3) farmi un sacco di saghe mentali a proposito di quello che succederà di qui a qualche mese, perché questo è al momento l'unico sito di streaming decente che conosco.
Spero che si sia trattato di uno di quei malaugurati casi per cui la Formula E non è ancora troppo popolare e ci sono due link di cui uno non va e l'altro può darsi che vada, perché tra cinque settimane inizia la Indycar e ho intenzione di vedermela...

Appuntamento a domani con il Commento Ironico.

giovedì 4 febbraio 2016

Strano a dirsi, ma la Formula 1 può davvero essere ciclica nelle piccole cose, osservò l’Autrice(C) riflettendo sui double standard...



Piccola sfida: ho estrapolato una parte del mio post togliendo il nome del pilota di cui stavo parlando. Fate uno sforzo di immaginazione e cercate di capire quale nome ci fosse al posto degli asterischi in questo frammento:

** sembrerebbe, a vedersi, tutto tranne che un bad-boy. Però è considerato un bad-boy, questo è un dato di fatto e le cose non cambieranno. È inutile girarci intorno: una volta che hai una reputazione te la tieni. Se ti chiami ** e vai a sbattere contro qualsiasi cosa abbia consistenza solida, sia essa un muro o un’altra vettura, è un affare internazionale. Se ti chiami in un altro modo e fai la stessa cosa, se ne parla nei cinque minuti successivi e poi chi si è visto si è visto. Se ti chiami ** e vieni coinvolto tuo malgrado in un incidente, sarai tu quello che tra anni e anni la gente si ricorderà per essere finito in mezzo a quell’incidente. Se ti chiami in un altro modo tra anni e anni nessuno si ricorderà che sei finito in mezzo a quell’incidente... anche se tu stesso l’hai provocato. Se ti chiami ** e la vettura ti lascia a piedi, qualcuno troverà un modo per decretare, tramite la discutibile pratica del “double standard” che è colpa tua. Se ti chiami in un altro modo... “oh, my poor baby, I’m crying”. Se ti chiami ** e, quando nessuno se lo aspettava, per una volta lasci che Fernando Alonso ammiri il tuo retrotreno, guadagnerai solo l’ammirazione da parte dei detrattori di Alonso. Non per il risultato, sia chiaro, ma perché “OMG! perfino quel Br0Kk0 l’ha messo in quel posto ad Alonso! Festa nazionale!”

Avete pensato?
Vi siete sforzati di essere fantasiosi?
Suppongo di sì, e immagino che siate arrivati alla vostra conclusione.
Non avrete capito perché dico che la Formula 1 sia ciclica nelle piccole cose, ma avrò tutto questo post a disposizione per spiegarvelo.
Tutto è iniziato quando ho avuto un lampo di genio(?) e sono andata a ripescarmi una vecchia email scritta a un’amica subito dopo la fine del campionato di Formula 1 del 2007, scoprendomi peraltro una grande anticipatrice dei tempi: in quel commento facevo un pronostico per il 2008 osservando che la Ferrari sarebbe stata uno dei team favoriti per il titolo ma che ritenevo difficile una supremazia assoluta di Raikkonen nei confronti di Massa (che infatti alla fine ha fatto meglio di Raikkonen) e che, oltre alla McLaren, si sarebbe potuto inserire nella lotta per il titolo anche un pilota di un altro team, probabilmente BMW o Renault (caso curioso: Kubica è stato effettivamente in lotta per il titolo fino alla penultima gara per quanto riguarda la BMW; la Renault invece non è mai stata candidata al titolo, però Alonso è l’unico pilota non Ferrari e non McLaren ad avere ottenuto due vittorie nel 2008).
Il motivo per cui sono andata a ripescare quell’email (che ovviamente non riporterò, visti i deliri motoristici che temo ci siano scritti - ne ho visto uno molto inquietante nella top-5 dei miei momenti preferiti del 2007, dato che mettevo tra i momenti più pittoreschi qualcosa che, se accadesse al giorno d’oggi, mi farebbe voglia di sbattere la testa contro lo spigolo più vicino urlando che non ha senso dare la colpa di tutte le disgrazie a chi questa colpa, di fatto, non ce l’ha - e visto che andrei molto off topic), è un osservazione che non sapevo dove fosse, ma di cui ricordavo un termine: “ciclica”. Quindi mi sono armata di CTRL+SHIFT+T e l’ho trovata nel file Word delle email motoristiche scritte a quella mia amica tra il 2005 e il 2009 (728 pagine word).
Se non altro, la frase che contiene l’affermazione secondo cui la storia della Formula 1 sarebbe ciclica, è formulata in modo da non farmi dubitare al 100% del mio equilibrio mentale dell’epoca. La frase in questione, che io ricordavo come “a volte la storia della Formula 1 è ciclica”, è “secondo alcuni, in particolare sui blog, la storia della Formula 1 sarebbe ciclica”. Lasciando stare i blog che consultavo all’epoca (ipotetici commenti standard: “Tutti i piloti della storia della McLaren sono stati dei bR0Kk1! Quelli che hanno vinto dei titoli con la McLaren hanno vinto solo per cu*o e non per merito rendendo la storia della Formula 1 falsata!!!111 Senna è il mio idolo ed è stato il pilota più forte di tutti i tempi!!!111!!!” “Spero che tu ti renda conto di esserti appena contraddetto da solo.” “Tu sei un tifoso di Alonso quindi non ne capisci niente di Formula 1 e ci scommetto che non sai chi siano gli attuali piloti!” “Veramente il mio pilota preferito è Button.” “E chi sarebbe?”), ritengo meno preoccupante che un’osservazione del genere sia uscita da qualcun altro e non da me, e che io mi sia semplicemente soffermata a riportarla, osservando che a volte qualche “coincidenza” c’era, come ad esempio il fatto che sia Schumacher sia Alonso avessero cambiato team dopo avere vinto due titoli con un team che, al momento del loro ingaggio, non era visto come un team di primissima fascia. Sfortunatamente per Alonso, la storia della Formula 1 non è così tanto ciclica, direi oggi.

Dopo questa lunga premessa veniamo all’argomento del post: Takuma Sato.
Ora qualcuno mi dirà: “Sato?! Che cosa c’entra Sato, se finora hai parlato del 2007 e del 2008 e hai parlato di Schumacher e di Alonso?
Effettivamente è vero, Schumacher e Alonso non c’entrano nulla con tutto ciò, ma la questione della “Formula 1 ciclica” sì. Sono andata a rileggermi quella frase, e una piccola parte di quel commento, proprio per Sato. Sfortunatamente quella frase l’ho scritta nel 2007 e non nel 2005, perché l’anno in cui più di ogni altro Sato si dimostrò un seminatore di caos fu il 2005. Fu un anno terribile, anche dal punto di vista della classifica: 1 punto conquistato in tutta la stagione, contro i 34 o 35 conquistati da Button, all’epoca suo compagno di squadra alla B.A.R., che si apprestava a diventare Honda e a mettere a piedi lo stesso Sato, ingaggiando Barrichello al suo posto, scelta peraltro molto comprensibile. Poi va beh, Sato andò alla Super Aguri e accadde tutto quello che accadde, ovvero quello che viene continuamente sminuito, perché nessuno si ricorda più della Super Aguri che ha conquistato punti soltanto due volte in tutta la sua storia, ma l’ha fatto con grande stile, specie in occasione del sesto posto del gran premio del Canada 2007. Questa, però, è un’altra storia. Torniamo a Sato, che è il punto di partenza, anche se immagino che ci siano stati altri piloti con la stessa reputazione prima di lui.

Takuma Sato, in Formula 1, è stato un pilota mediamente veloce, molto propenso al caos e autore di un paio di performance inaspettate (quelle già citate). All’epoca in cui correva in Formula 1 veniva considerato da molti uno dei “peggiori piloti di sempre”. Nel 2013 su un social network a cui sono iscritta ho letto (e fortunatamente non mi sono venuti i capelli bianchi, nonostante lo temessi) di una persona che lo paragonava, per risultati in Formula 1, a nientemeno che Yuji Ide.
Nonostante sia (stando agli utenti di Answers Yahoo USA di qualche anno fa) uno dei piloti non americani preferiti dagli appassionati americani di Indycar, che lo apprezzano per il suo stile di guida irruento, talvolta da kamikaze, con un certo retrogusto di propensione alla ca**ata, viene tuttora spesso criticato, anche piuttosto pesantemente, soprattutto dal fanbase Indycar costituito da appassionati di Formula 1 che guardano la Indycar come riempitivo quando la Formula 1 non c’è.
Tornando al discorso 2005, quella fu la stagione più terribile della sua carriera. Collezionò anche un incidente con una Ferrari (Michael Schumacher, Belgio 2005) e con un pilota italiano (Jarno Trulli, Giappone 2005), cosa che gli attirò ben poche simpatie in Italia. Una volta, non ricordo se in telecronaca o a “Pole Position”, si scherzava appunto sui suoi risultati... insomma, quelle battute con un retrogusto da bar a proposito dei suoi incidenti.
Mio padre, che stava guardando la gara, osservò distrattamente: “Oh, ce l’hanno proprio con questo Sato, eh? Cos’ha fatto stavolta? Non è che può essere SEMPRE colpa sua.”
Io replicai: “Sì, però di casini ne ha fatti.”
Vero.
Verissimo.
Di casini ne aveva fatti. Una decade più tardi, però, riconosco che, nonostante l’attenzione di mio padre per la Formula 1 fosse inferiore alla mia, ci aveva visto giusto. Per dirla come va detta: diamogli le colpe che ha, non inventiamocene delle altre giusto per divertirci di più. Non inventiamoci che con il suo modo di guidare un giorno o l’altro ammazzerà qualcuno, anche perché è infinitamente raro che un incidente mortale sia provocato da una ruotata che un pilota rifila a un altro pilota. Nel 99% dei casi si finisce tutti e due in giro per i prati e, in caso nessuno dei due sia un contendente al titolo, due minuti più tardi si finisce nel dimenticatoio, sempre che uno dei due non abbia un curriculum da bad-boy da aggiornare.
GUESS WHAT? ...Takuma Sato sembrerebbe, a vedersi, tutto tranne che un bad-boy. Però è considerato un bad-boy, questo è un dato di fatto e le cose non cambieranno. È inutile girarci intorno: una volta che hai una reputazione te la tieni. Se ti chiami Takuma Sato e vai a sbattere contro qualsiasi cosa abbia consistenza solida, sia essa un muro o un’altra vettura, è un affare internazionale. Se ti chiami in un altro modo e fai la stessa cosa, se ne parla nei cinque minuti successivi e poi chi si è visto si è visto. Se ti chiami Takuma Sato e vieni coinvolto tuo malgrado in un incidente, sarai tu quello che tra anni e anni la gente si ricorderà per essere finito in mezzo a quell’incidente. Se ti chiami in un altro modo tra anni e anni nessuno si ricorderà che sei finito in mezzo a quell’incidente... anche se tu stesso l’hai provocato. Se ti chiami Takuma Sato e la vettura ti lascia a piedi, qualcuno troverà un modo per decretare, tramite la discutibile pratica del “double standard” che è colpa tua. Se ti chiami in un altro modo... “oh, my poor baby, I’m crying”. Se ti chiami Takuma Sato e, quando nessuno se lo aspettava, per una volta lasci che Fernando Alonso ammiri il tuo retrotreno, guadagnerai solo l’ammirazione da parte dei detrattori di Alonso. Non per il risultato, sia chiaro, ma perché “OMG! perfino quel Br0Kk0 l’ha messo in quel posto ad Alonso! Festa nazionale!”
Non progettavo di mettere quest’ultimo paragrafo in cima al post togliendo il nome di Sato e sostituendolo con gli asterischi. L’ho fatto solo quando, andando avanti nel redigere il mio resoconto, mi sono accorta che quello che volevo scrivere si stava già scrivendo da solo. Mi sarebbe bastato solo non andare troppo nello specifico nel descrivere l’episodio che aveva a che fare con Alonso (Canada 2007, dato che stiamo parlando di Sato) per fuorviarvi completamente, perché sono certa che gran parte di voi, leggendo quel paragrafo privo dei riferimenti dati in un secondo momento, abbia creduto che il nome da sostituire alle ** fosse quello di Maldonado.

La conclusione, quindi, è che di tanto in tanto qualcosa di ciclico avviene, quando si tratta di piccole cose, come ad esempio eleggere qualcuno al ruolo di bad-boy ufficiale.
Ciò non significa che chi viene visto come un bad-boy in pista non sia davvero un bad-boy in pista. Significa solo che, una volta che hai l’etichetta del bad-boy incollata addosso, inevitabilmente il giudizio su ciò che ti succede è influenzato dalla tua reputazione.
La macchina di Sainz va a fuoco? Oh, povero bambino innocente!!!111!!!111! qualcuno gli porti un ciuccio e un aeroplanino telecomandato!!!111!!!!11!!! e mi raccomando, assicuriamoci che papà Sainz non si dimentichi di dargli il bacio della buonanotte!!!111!!!!11!!!
La macchina di Kovalainen va a fuoco? Yeaaaaaahhhhh, Kovalainen, l’Angry Bird pompiere, che idolo!!111!!
La macchina di Maldonado va a fuoco? Schifoso assassino sterminatore di giovani promesse, seminatore di morte e distruzione, cos’hai fatto a quel motore???22????!!!11!!
Peraltro parlare di “double standard” è a mio parere un controsenso. Non esistono due pesi e due misure, ma piuttosto mille pesi e mille misure, il che è quello che sostengo ormai da anni.


Disclaimer: al fine di evitare polemiche del tipo “sì, ma questo è migliore di quell’altro” ci tengo a specificare che, con un’accurata lettura del post stesso, dovreste avere chiaro che non si stava paragonando le prestazioni di nessuno a quelle di nessun altro.

mercoledì 3 febbraio 2016

Bellezze senza veli: la Renault RS16

Sembra passata una vita dall'epoca in cui le presentazioni delle nuove monoposto avvenivano intorno alla metà di gennaio.
Sembra passata una vita anche da metà gennaio 2016, comunque, quindi qualcosa si inizia a vedere, è il caso della Renault RS16, che non si chiama più Lotus e che sarà guidata da Jolyon Palmer e da *fingetevi sorpresi* Kevin Magnussen, che è stato annunciato oggi direttamente alla presentazione. Jolly e KMag sono rispettivamente i figli di Jonathan Palmer e di Jan Magnussen (vi prego, ditemi che sapete di chi sto parlando)... e hanno entrambi gli occhi azzurri, per la gioia delle fangirl. I due sono nati rispettivamente nel 1991 (Jolly) e nel 1992 (Kmag), quindi sono più vecchi del duo Versainz.

Warning: la livrea non è quella ufficiale, la monoposto neanche.
Perché hanno fatto la presentazione, allora? ...Suvvia, non facciamoci troppe domande, prendiamo le cose così come vengono!

Fonte dell'immagine: GPUpdate.

martedì 2 febbraio 2016

Immagini d'epoca (più o meno recente)

"Si sono viste anche immagini d’epoca, tipo lui che piangeva sul podio asciugandosi le lacrime con una bandiera del Brasile e Hakkinen e Coulthard che poi lo sollevavano, cosa che generalmente capita quando c’è un nuovo vincitore e il secondo e il terzo classificato lo ritengono un tipo inoffensivo. Caso strano, dopo la prima vittoria di Barrichello una scena analoga la si è vista solo con la prima vittoria di Massa e con la vittoria di Maldonado. Poi sì, c’è anche un’altra prerogativa: oltre a essere un tipo inoffensivo un pilota per essere sollevato deve essere anche di piccole dimensioni, altrimenti la vedo dura." - dal commento al Gran Premio di Abu Dhabi 2015.





lunedì 1 febbraio 2016

È tempo di addii, è tempo di trend ed è tempo di buone ragioni per non vedere l'ora che il campionato di Indycar inizi

Era da un po' che non vedevo nomi di piloti trendare su Twitter. Stasera, invece, nei trend mondiali c'era scritto grande come una casa "Pastor Maldonado", il che significava soltanto una cosa: la vicenda del Cinnamon Roll vs Cinnamon Troll è giunta alla sua conclusione, il Cinnamon Roll ne è uscito vincente e il Cinnamon Troll ha annunciato che nel 2016 non sarà in Formula 1. Nooooooo! Seriamente parlando, ne sentirò la mancanza, perché Pastorone è un concentrato di simpatia e cinnamontrollosità come pochi. Non metto in discussione che ci siano altri piloti le cui interviste sono alquanto memorabili, ma un conto è sentire Rosberg o Massa fare battute quando devono giustificare il fatto di avere girato mezzo secondo più lenti dei rispettivi compagni di squadra, un conto è sentire Maldonado che fa battute, più o meno involontarie, parlando di ritiri, incidenti o disgrazie random che gli sono accadute. Se al posto di Pastorone ci fosse qualcuno meno trollone, probabilmente qualcuno sarebbe stato mandato a quel paese molto tempo fa.
A parte questo, Pastor non ha annunciato al mondo che cosa farà nel 2016. Spero che vada a correre in Indycar e che vada a fare a sportellate con Montoya (no, non è questo il motivo per cui non vedo l'ora che inizi la stagione, di quello ne parlerò tra un po'), oppure che faccia il twitter-cronista della stagione 2016 in stile Van Der Garde.
Sarebbe bello vederlo comparire da qualche parte mentre sfila con indosso la tuta di "K-Mag", ma non si può avere tutto dalla vita, dato che la ragione per cui non gareggerà nel 2016 dipende dal suo sponsor. Sono certa, comunque, che con la tuta di K-Mag farebbe la sua bella figura...
K-Mag, K-Mag, K-Mag... sono felice del suo ritorno? ne sono infelice? Non saprei, perché al di là di dovere rinunciare a uno dei miei piloti preferiti, si tratta di riavere indietro un pilota che non mi è mai rimasto particolarmente impresso, se non per la storica gufata che ho tirato un attimo prima che Raikkonen gli andasse addosso a Monaco 2014, con tutte le gloriose conseguenze di quel glorioso e indimenticabile momento. Poi sì, ha ottenuto un secondo posto in occasione del debutto e, in quell'occasione, per l'ultima volta abbiamo visto due piloti McLaren metaforicamente sul podio (Ricciardo era arrivato 2°, prima della squalifica post-gara), o meglio, la penultima, dato che abbiamo visto Alonso e Button gironzolare per il podio quella volta in cui si sono messi a trolleggiare durante la Q2, perché tanto a quell'ora erano già a piedi da un po'. Oltre al podio e al contributo, dovuto alla sua sola esistenza, all'Elevazione della Marussia a reginetta incontrastata delle retrovie, di K-Mag mi ricordo solo che ha ottenuto vari richiami e penalità per sottigliezze comunemente denominate "forcing another driver out of the track", ma ormai in Lotus/ Renault/ come si chiama si sono abituati in questi anni, quindi non ci faranno neanche caso.
Poi sì, K-Mag assomiglia maledettamente a un mio amico dell'università (amico ai tempi dell'università, è meglio dire, tempi piuttosto andati, dato che peraltro si trattava della triennale, che ho terminato all'epoca in cui Bruno Senna, Karun Chandhok e Sakon Yamamoto si contendevano le uniche due HRT disponibili) che all'epoca un altro tizio del nostro corso aveva notato essere somigliante a Raikkonen.

Okay, chiudiamo (almeno per ora) il capitolo Cinnamon Roll vs Cinnamon Troll e concentriamoci sul precious baby. Max Chilton correrà in Indycar nel 2016, vestendo nientemeno che i colori del team Ganassi. *________*
Spero di non tirargliela scrivendolo, ma ne sono estremamente soddisfatta.

Risposte di cui sono fiera...


Taki: "Maldonado e Taki Inoue stavano sempre girando fuori pista."
Mia risposta: "Beh, Pastor Maldonado è stato anche capace di salire in cima al podio, Taki Inoue è salito solo in cima alla medical car. Non esattamente la stessa cosa. ;-)"