domenica 20 dicembre 2015

2015/2016 #3: Commento ironico all’eprix di Punta Del Este (19/12/2015)

Siamo (virtualmente, nel mio caso) a Punta del Este, in Uruguay, Uruguay famoso per essere il paese natale di un certo violinista emigrato in Germania il cui figlio è divenuto un pianista/ pilota/ distruttore di bottiglie.
E' il 19 dicembre, sono le 20.00 italiane e sta per scattare la gara...
Più il tempo passa e più lo spirito degli eprix passati continua a guardarsi intorno con occhi carichi di rimpianto e con carte da briscola ormai sbiadite dal sole.
Al primo eprix stagionale ci guardavamo intorno chiedendoci come mai il team Trulli non schierasse le proprie vetture in pista.
Al secondo eprix stagionale ci guardavamo intorno chiedendoci quando finalmente avremmo visto le vetture del team Trulli.
Al terzo eprix stagionale ci guardiamo intorno senza farci domande, contiamo le poche vetture sulla griglia di partenza e ci ricordiamo i giorni di gloria del Gran Premio d'Australia 2015.

Le qualifiche, in sintesi, sono andate nella seguente maniera:
- le Dragon hanno monopolizzato la prima fila;
- il Volatile era terzo mentre il suo compagno di squadra cinnamon roll monopolizzava la penultima piazza;
- Platinum Jacques ha monopolizzato il torneo di Monopoli a cui l'eprix faceva da contorno essendosi incidentato al termine delle qualifiche ed essendo stato impossibile ripararla;
- il cinnamon roll è stato "promosso" in ultima posizione... la diciassettesima in totale, che era un segno del destino in quanto il diciassettesimo posto è quello occupato nella classifica della Formula 1 2015 da......... no, okay, va beh, non spariamo contro la croce rossa e contro la croce asturiana.

GRIGLIA DI PARTENZA (quella ufficiale, che non tiene conto delle partite di Monopoli e delle vetture danneggiate):
1^ fila: 1. Jerome D'Ambrosio (Dragon), 2. Loic Duval (Dragon
2^ fila: 3. Sam Bird (Virgin), 4. Lucas Di Grassi (Audisport Abt)
3^ fila: 5. Sebastien Buemi (eDams), 6. Nico Prost (eDams)
4^ fila: 7. Daniel Abt (Audisport Abt), 8. Antonio Felix Da Costa (Aguri)
5^ fila: 9. Bruno Senna (Mahindra), 10. Oliver Turvey (Nextev)
6^ fila: 11. Robin Frijins (Andretti), 12. Nelsinho Piquet (Mahindra)
7^ fila: 13. Stephane Sarrazin (Venturi), 14. Nathanael Berthon (Aguri)
8^ fila: 15. Simona De Silvestro (Andretti), 16. Oliver Rowland (Mahindra)
9^ fila: 17. Jean.Eric Vergne (Virgin), 18. Jacques Villeneuve (Venturi)

La Carta Sim: "oh, wait, wait, wait... chi è questo Oliver Cinnamonrowland che mi parte di fianco?"
Ah, già... dunque, una leggenda metropolitana narra che al volante della Mahindra ci fosse una ragazzina che correva in sottoveste insieme alle caprette sulle Alpi svizzere e che rispondendo finalmente alle leggi della natura si fosse beccata la polmonite... Ah, no, in realtà il nostro Heidi, quello con la barba, per intenderci, sembra essersi infortunato a un legamento in una mano nello scorso eprix, è stato di recente operato e, in sua assenza, il Cinnamonrowland è stato messo al suo posto. La classica fortuna del principiante ha voluto che fosse l'unico pilota a finire accanto a una donna in griglia di partenza.
A proposito di donne, ho seguito la gara su Raisport e insieme a uno dei telecronisti dell'altra volta c'era Michela Cerruti, che avendo corso in Formula E e anche proprio sulla pista di Punta del Este interpretava l'Ivan Capelli della situazione. Per il resto la situazione non è cambiata granché: io continuo a preferire i telecronisti eccitati che ogni tanto fanno qualche gaffe epica, come il mio guru per eccellenza in fatto di telecronache (NdA(C): Murray Walker).

La gara durava 33 giri e in un primo momento è sembrata una di quelle gare in cui non ci sono tanti colpi di scena e chi parte davanti arriva davanti.
D'Ambriiii: "So che la cosa può sembrare sconvolgente, ma io non chiedo altro."
Dellavalle: "Anch'io non chiedo altro... e magari anche di mettertelo in quel posto... oh, aspetta, sono io che lo sto prendendo in quel posto! Chi è questo pilota in formato mignon che ha appena osato mettersi davanti a me?"
Il Volatile: "Non mi riconosci dal cu*o?"
Una fangirl: "E' tatuato anche quello?"
Dellavalle: "Girati dall'altra parte, così magari ti riconosco meglio."
Il Volatile: "Eh, non ho un casco proprio lì davanti, quindi non so se mi riconosci."
Una fangirl: "Se non hai un casco davanti a maggior ragione girati! E' quello che tutti ci aspettiamo da te!"
Dellavalle: "Ecco, io qualche obiezione ce l'avrei... Il Volatile non è esattamente il mio tipo."
Il volatile: "ma ho gli occhi azzurri... il mondo è ingiusto!"
D'Ambriiii: "Anch'io ho gli occhi azzurri."
Il volatile: "Per caso sei stato interpellato?"
D'Ambriiii: "No, però io sono il più sexy e cinnamonrolloso di tutti. Je suis le boss."
Il Demone: "Le boss 'stica**i. Sono io il più boss dei les boss!"
Di Gratis: "Okay, li stiamo perdendo definitivamente..."
Il Demone: "Meglio, ne approfitteremo per metterceli dietro. Ho appena letto nella mia sfera di cristallo che in pochi giri contati sarò in testa, mentre il Volatile sarà raggiunto sia da Dellavalle sia da te."
Una fangirl: "Per un threesome?"
Il Volatile: "No, io non prendo parte a threesome con piloti che non hanno gli occhi azzurri."
...
...
...
...sei minuti dopo la partenza: STOP AL TELEVOTO!
The fanboostwinner is Cinnajev Roll! A seguire c'erano Sarry e il Volatile. Il Volatile, temendo di essere coinvolto in un altro potenziale threesome, si è dato alla macchia.
Intanto era giunto il momento di organizzare un festino indo-brasiliano.
Gillette Fusion: "Oh my Nelsinho Crash! Io ho una gomma forata!"
Il team: "OMG, che cosa si fa adesso?"
Gillette Fusion: "Non ne ho idea. All'epoca in cui ero il porta-carte di Maldiiii in Formula 1 se foravo una gomma me le cambiavano. Se posso protestare con tre anni di ritardo, me le hanno sempre messe tutte e quattro dello stesso colore e lo trovo profondamente ingiusto. Dov'è l'atmosfera carnevalesca perenne data dalle gomme di colori diversi? IT'S TIME FOR SAMBA PARTYYYYY!"
Il team: "No, vieni dentro a cambiare gomme, per il Samba Party c'è tempo!"
Gillette Fusion: "Se lo dici tu..."
Rientrato ai box, è stato il primo pilota e la Mahindra il primo team a effettuare un cambio gomme in una gara di Formula E. Peccato che Mazzoni non commenti la Formula E, altrimenti questo aneddoto sarebbe stato ricordato per anni.
Tornando in pista, Gillette Fusion ha finalmente dato il meglio di sé, mandando in confusione la Cerruti, che prima l'ha accusato di non averne combinata una giusta, poi quando lui via radio ha detto che la macchina gli tirava da una parte invece che andare dritta pare avere cambiato idea all'improvviso.
Nessuno, ovviamente, si sarebbe preoccupato di tutto ciò se la situazione non fosse stata qualcosa del genere:
Gillette Fusion: "Okay, ora andiamo da questa parte."
La macchina: "No, andiamo dall'altra."
Gillette Fusion: "Ma lì c'è una barriera."
La macchina: "Chi se ne frega. Io sono nata per distruggere le barriere."
Gillette Fusion: "oooookay, ma così rischiamo di andare 'full course yellow'."
Voce fuori campo: "Perché? Perché? Perché le cose non vengono chiamate con il loro nome e non viene acclamato l'ingresso della 'virtual safety car'?"
Gillette Fusion: "Okay, la mia gara è finita. Adesso vado a giocare a Monopoli con nonno Jacques."
La macchina: "No, non ci vai. Ho deciso che il mio compito di distruttrice di barriere è finito. Niente più samba party, per oggi, andiamo avanti ancora per un po'."
Voce fuori campo: "Niente FCY quindi?"
Altra voce fuori campo: "No, niente virtual safety car."

Riprendiamo a parlare di cose serie (non che il Rasoio Gillette e le sue peripezie non lo fossero, anzi, essendo in ultima posizione in quel momento la mia visione di gara avrebbe dovuto ruotare intorno a lui) concentriamoci sul Demone che, risalito magicamente in prima posizione dall'inferno (anche se l'inferno era stare fuori dalla Q2 o dalla Q3, che non rispecchia la sua posizione di partenza, ma facciamo finta di niente) si teneva dietro D'Ambriiii, Dellavalle, Di Gratis e il Volatile.
Poi al 18° giro sono rientrati tutti ai box, mentre fuori Cinnamonrolland, ormai abbandonata la Carta Sim, stava facendo il figo al primo posto. E' durata un giro, poi si è arreso all'evidenza rientrando anche lui. Il Demone nel frattempo era ancora in testa, mentre Di Gratis risaliva al secondo posto, seguito da D'Ambriiii, dal Volatile e...
...
...
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...okay, addio Volatile: prima l'abbiamo visto venire superato da Dellavalle, poi è rimasto fermo nel bel mezzo della pista.
Il Volatile: "Il mondo è ingiusto. Perché mi hai abbandonato?"
La sua vettura: "Perché sono la figlia segreta del kers di Webbiiii."
Il Volatile: "Oh my bird fly!"
Vietato tradurlo: "oh, il mio uccello vola". Non peraltro, ma perché il verbo non sarebbe ben coniugato.
Guess what? In quei frangenti c'è stato il momento "full course yellow" della gara.
Il Demone: "Ehiiiiiii! Di Gratis non sta mantenendo velocità costante."
Di Gratis: "chi, io?" Fischietta con aria indifferente. "Sìsì, io non ho fatto nulla di strano."
Il Demone: "Ti farò decapitare con una baguette! u.u A meno che non riesca ugualmente a vincere la gara... in quel caso chi se ne frega se mi hai rubato cinque secondi, cinque secondi di più o cinque secondi di meno non contano, quello che conta è essere davanti. E, come ho già detto all'inizio della gara, je suis le boss!"
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...La gara è ripartita regolarmente, con Jev che risaliva la top-ten, per deliziare le sue millemila fangirl con tutta la cinnamonrollosità di cui è capace.
Io non sono rimasta particolarmente impressionata da tutto ciò: per risalire in top-ten, aveva appena mandato fuori dalla top-ten nientemeno che Sarry, vincitore del fanboost, il che dimostra che evidentemente il fanboost non è dominato dalle fangirl. Può darsi che ad averne il controllo siano i parenti di Sarry fino al settimo grado, ma non ha importanza, quello che conta è che non sia controllato dalle fangirl.
Sarry è tornato in top-ten di lì a poco: l'ingegner Turvey ha interpretato l'Heidi della situazione, beccandosi una penalità. Nessuno se l'è più filato, anche perché mentre la gara si avvicinava al termine si stava per prospettare un duello di proporzioni epiche per l'ottava posizione, in cui in quel momento si trovava Crashgateinho.
Jev gli era ormai negli scarichi e gli agitava la baguette a pochi centimetri dal retrotreno.
Crashgateinho: "E tu cosa vuoi?"
Jev: "Voglio dimostrare al mondo che sono il più cinnamon roll di tutti i cinnamon roll."
Crashgateinho: "Ti sono già davanti. Cosa speri, di superarmi per farmi passare di nuovo salutandomi con la baguette?"
Jev: "No, però sai dove ti sto per mettere la baguette?"
Tra i due c'è stato un piccolo contatto.
Crashgateinho: "Noooooo! ç_________ç Io volevo fare il modello! Mio padre mi ha costretto a fare il pilota! Mettila in quel posto a lui, la tua baguette e....... ohhhhhhhh... un murooooooooohhhhhhhhhhh!
...
...
...Oops, I did it again
I played and I crashed,
Got stuck in the wall
Oops, you think it's my fault
That's another crashgate,
This time I'm innocent!"

A quel punto la gara si avvicinava verso il finale e, dopo l'esibizione di Crashgateinho nel ruolo di manichino da crashtest, non è che sia capitato molto altro.
Il Demone ha vinto la gara e per Di Gratis non c'è stato nulla da fare. Poi, come buona tradizione della Formula E, sono stati invitati a salire su una specie di carretto che li avrebbe condotti verso il podio, insieme a D'Ambriiii che si era classificato terzo.
Sul carretto il Demone e D'Ambriiii parlavano in francese, passando all'inglese ogni volta in cui Di Gratis interveniva per sbraitare contro Dellavalle!
Non mi è ben chiaro che cosa si siano detti, visto che l'audio non era proprio dei migliori, gli unici termini che ho compreso sono stati "Duval" e "fucking idiot" pronunciati da Di Gratis.
La mia opinione è che il loro dialogo sia stato più o meno così:
Il Demone: "C'est minichoupi, magari quest'anno il titolo lo vinco io."
D'Ambriiii: "Oui, bien sur. Parlando di cose serie, però, non senti mai la mancanza di qualcosa?"
Il Demone: "Di cosa?"
D'Ambriiii: "A me mancano i jours de gloire, in cui ballavo nella pitlane in Formula 1. Se non mi avessero sbattuto fuori a calci dopo un anno, avrei vinto un titolo... di jenga."
Il Demone: "C'est vrai... Tu eri un asso del jenga, avresti potuto polverizzare Timo Slick e Le Petit Charlì... qui invece non hai speranze, perché c'è un certo team che ha il controllo non solo sulle partite di briscola, ma anche sulle partite di jenga. Il mondiale è falsato."
Di Gratis: "Una volta che sono sceso dal podio vado a picchiare Dellavalle. Chi viene con me?"
D'Ambriiii: "Eh sì, il controllo sul campionato di jenga è una questione che dovremmo sollevare, invece di fare finta di niente. Certe cose non possono passare inosservate."
Di Gratis: "Mi ascoltate?!?!?!?!?!?!"
Il Demone: "Certo, Digrassinho, c'è qualcosa che non va?"
Di Gratis: "Certo che c'è qualcosa che non va! Dellavalle non leave mai the space e non solo, ha anche barato in una partita di jenga e trovo che sia una cosa gravissima! Ho bisogno di voi e delle vostre baguette."
D'Ambriiii: "Je suis belge et je n'ai pas de baguette."
Il Demone: "Je suis suisse et je n'ai pas de baguette."
Di Gratis: "In Svizzera non avete le baguette?"
Il Demone: "Sì, ma solo in mezzo alle gambe. Chiedilo a notre amie Simonà."
Di Gratis: "Anche votre amie Simonà ha una baguette?"
Il Demone: "No, basta la mia."
Di Gratis: "Sì, ma mentre tu pensi alle baguette Dellavalle sta sabotando il nostro campionato di jenga!"

Mentre su quella sottospecie di carretto Di Gratis cercava a tutti i costi di litigare con qualcuno a proposito delle prestazioni di Dellavalle, sul podio c'erano già Prost Sr. come rappresentante del team e varia gente.
Tre grid girl alte circa un metro e ottanta:
"Ma i piloti dove sono andati a finire?"
"Non saprei. Però qua c'è un gran figoneeeeehhhhhh con un magnifico naso alla francese e i capelli che sembrano un nido di cornacchie. Potremmo sbaciucchiarlo per mezz'ora come se fosse il nostro bambolotto gonfiabile."
"Sì, buona idea! E' perfino più basso del Volatile! Chi se ne frega se ha 60 anni e ne dimostra almeno 75. Ha ancora qualcosa da offrire."
Prost: "Sììììììì! Un po' di figaaaaaaahhhhhhhh!" Agita festosamente la baguette...

RISULTATO: 1. Sebastien Buemi (eDams), 2. Lucas Di Grassi (Audisport Abt), 3. Jerome D'Ambrosio (Dragon), 4. Loic Duval (Dragon), 5. Nico Prost (eDams), 6. Antonio Felix Da Costa (Aguri), 7. Jean-Eric Vergne (Virgin), 8. Daniel Abt (Audisport Abt), 9. Stephane Sarrazin (Venturi), 10. Robin Frijns (Andretti), 11. Simona De Silvestro (Andretti), 12. Oliver Turvey (Nextev), 13. Oliver Rowland (Mahindra), 14. Nathanael Berthon (Aguri), 15. Nelsinho Piquet (Nextev), 16. Bruno Senna (Mahindra), 17. Sam Bird (Virgin), DNS. Jacques Villeneuve (Venturi).

sabato 19 dicembre 2015

Osservazioni random sull'eprix di Punta del Este in attesa di scrivere il commento...

Il team Trulli pare non esistere più, si gareggia in 18.
Oh, aspetta, Villeneuve ha sfasciato la macchina nelle qualifiche, che purtroppo per lui avvengono un paio d'ore prima della gara. Si parte in 17.
D'Ambrosio in pole di fianco al compagno di squadra Duval. :woot:
Doppietta? Ehm... no.
D'Ambri rimane in testa qualche giro, ma poi di lì a poco ci pensa Buemi, bruttezza vs cinnamonrollosità: 1 a 0.
A proposito di cinnamonrollosità, in quella prima parte di gara c'è Bird in top-5, ma la macchina gli si spegnerà poco dopo averla cambiata nel pitstop. Bye bye Bird, primo ritirato.

Secondo ritirato: Senna. Non è chiaro chi tra lui e la sua macchina avesse fumato erba indo-brasiliana, fatto sta che molto prima di arrivare al ritiro è diventato un recordman nella storia della Formula E, quando ha forato nelle prime fasi di gara ed è diventato il primo pilota della storia della Formula E a fermarsi per un cambio gomme!

Nella seconda parte di gara Buemi era stabilmente in testa, seguivano poi Di Grassi, D'Ambri, Duval e Prost, che sono arrivati tali e quali alla fine.
Vergne intanto risaliva in top-ten da ultimo che era partito. Ha anche usato il fanboost per superare Sarrazin. Proclamare un giorno di lutto nazionale, please...
Poi va beh, nel finale si è avvicinato al campione del mondo in carica, comunemente noto come Crashgateinho Piquet Junior.
E' stato un bel duello da "you have to leave the space". Nelsinho ha conservato la posizione senza problemi... almeno finché si è dimenticato di lasciare spazio a un muretto e ci ha sbattuto il posteriore mettendosi a girare come una trottola e andando a sbattere come nei vecchi giorni di gloria. Era l'ultimo giro: troppo tardi perché il suo compagno di squadra potesse vincere.

In perfetto Formula E style, i primi tre classificati vengono trasportati verso il podio su uno di quei mezzi che somigliano quella specie di carretti con cui in passato la gente se ne andava in giro nelle località di villeggiatura.
Buemi e D'Ambrosio parlano tra di loro in francese, mentre Di Grassi tenta di intervenire ogni tre per due parlando in inglese. Le parole chiave del suo discorso sono "Duval" e "fucking idiot", che mi lasciano pensare che non abbia preso molto bene una manovra da "you have to leave the space" fatta da Duval nei suoi confronti. Perché si stesse lamentando come se ritenesse Buemi e D'Ambrosio del comportamento di Duval non mi è chiaro. Peccato che Duval non sia finito sul podio, quindi. Avremmo rischiato di vederlo scaraventato giù dal camioncino, se così posso definire quel mezzo, oppure giù dal podio.

Vincitore morale della gara: Alain Prost. Quando è salito sul podio come rappresentante del team eDams è stato preso d'assalto dalle modelle presenti, che sono corse ad abbracciarlo e baciarlo non filandosi nessun altro.

martedì 15 dicembre 2015

Keep calm and watch the Real & Only Indycar!

Curiosità e osservazioni random sulla Indycar post-riunificazione: 2008, 2009, 2010 e 2011

Sono passati già diversi anni da quando iniziai a seguire la Indycar. A quell’epoca decisi di vedermi le stagioni post-riunificazione, di scrivere le cronache e di pubblicarle retrodatate sul mio blog. Mi affacciavo alla Indycar senza saperne quasi nulla e ho avuto dalla mia parte la fortuna di conoscere l’inglese bene abbastanza da capire le telecronache, se no non nego che in certi momenti avrei potuto sentirmi persa. Con questa premessa voglio dire che queste gare le ho viste anni fa, ma sul mio blog è tutto documentato. E poi comunque rivedersi qualcosa di tanto in tanto non fa mai male, quindi certe cose pittoresche che sono capitate sono scolpite nella mia mente. Ripercorriamo dunque i momenti migliori(?) degli anni peggiori(?)... decretati come peggiori da chi? Ovviamente dai tanti detrattori che, ricordando selettivamente i momenti migliori degli anni passati, si lamentano a ogni soffio di vento che “la Indycar non è più quella di una volta”.

Osservazioni random: hanno gareggiato molto sporadicamente alcuni soggettoni epici tipo Franck Montagny (autore tra l’altro di un secondo posto) e Giorgio Pantano, un po’ meno sporadicamente siamo stati allietati dalla presenza di Paul Tracy (che si è fatto notare poco non avendo partecipato a nessuna rissa) e infine nel 2011 si segnala la presenza di Bertrand Baguette, che con un nome così non poteva non essere citato!

> Sììììììì! Facciamo due gare lo stesso giorno in due parti opposte del mondo solo perché siamo più cool!
Se la separazione aveva causato due campionati della IRL tutt’altro che organizzati, il 1996 e il 1996/97, si poteva ipotizzare che almeno, tornando insieme, si organizzassero un po’ meglio... e invece no! Alla prima gara stagionale tutto regolare, alla seconda ancora tutto okay, alla terza... no, alla terza no! Tutti a parte un paio di team sono andati in Giappone, mentre un paio di team sono andati a Long Beach, portandosi dietro anche team e piloti che nel 2007 facevano parte della Champ Car, giusto perché gareggiare in quattro gatti non avrebbe avuto tutto questo fascino. Giusto per non farsi mancare niente anche Jimmy Vasser che non si sedeva su una monoposto da anni ha gareggiato a Long Beach.
La gara di Motegi era destinata ad essere ricordata per la vittoria di Danica Patrick tra le urla da stadio della madre. In victory lane piangeva come una fontana. Anch’io, se avessi una madre così imbarazzante, avrei avuto la stessa reazione. Deve essere stata quella la ragione, unita al fatto che andando direttamente in victory lane non aveva tempo per truccarsi al volo e assumere un aspetto più presentabile, per cui la Patrick si è astenuta da successive vittorie.
La gara di Long Beach era destinata ad essere ricordata come la gara che ha scombinato tutte le statistiche sulla carriera di Will Power: a Long Beach si gareggiava con il regolamento della Champ Car 2007 e gli appassionati di statistiche da bar si chiedono se quella vittoria debba essere considerata una vittoria nella IRL oppure no. Roba del tipo:
Sostenitore della CART: “Quella gara è nostra, voi della IRL ci avete rovinati e quella gara non può valere per le vostre statistiche insieme alle vostre gare che fanno schifo!!!111!!!111!! la Indycar è morta per colpa vostra!!!111!!!11!!”
Sostenitore della IRL: “Quella gara è stata disputata con regole vostre e in quanto tale costituisce ciarpame, quindi no, non è stata una gara di Indycar!!!11111!!!11!!”
Sostenitore della CART: “CART the best and fuck the rest!!!!111!!!!1!!”
Sostenitore della IRL: “IRL the best and fuck the rest!!!!111!!!11!”
Sostenitore della CART: “E comunque voi della IRL siete dei truffatori! La gara è stata vinta da una donna e in quanto tale è un complotto per far distogliere l’attenzione dall’ultima gara dell’ormai defunta Champ Car!!!11!!!!11!”
Sostenitore della IRL: “Invece è Long Beach che è un complotto, e non siete nemmeno stati capaci di far vincere Bernoldi giusto per portare un po’ di brio festaiolo!!!!111!!!!11!! a maggior ragione la vostra gara non esiste.”
La Indycar Series, comunque, riconosce quella gara come esistente e credo che sia questo l’importante, anche se c’è gente in giro per il web che non la pensa così.
Bonus: Danica Patrick, appena “sbarcata” da un aereo proveniente dal Giappone, si è unita ai telecronisti, a un certo punto. Forse si era rifugiata in cabina di commento per trovare un posto in cui la madre non potesse entrare e mettersi a fare l’ultrà.
Doppio bonus: seppure non ci sia stato altro caos in stile Motegi vs Long Beach, c’è comunque stato ulteriore caos in finale di stagione. La IRL aveva deciso: il campionato doveva finire a Chicagoland... che però cadeva giusto un mese e mezzo prima di Surfer Paradise. Quindi hanno gareggiato a Chicagoland e il campionato è finito lì, però hanno gareggiato ancora, senza punti e senza classifica, così, tanto per essere i più cool di tutti, anche a Surfer Paradise, dopodiché a partire dal 2009 sono rinsaviti facendo cose molto più normali (non sempre, in realtà: nel 2011 hanno fatto due gare di 275 miglia sull’ovale texano anziché una di 550 e nella seconda gara la griglia di partenza era stata estratta a sorte).

> AI SIIIII IU, AI SIIIIIII IU!
L’avevo anticipato: di solito Danica Patrick e Milka Duno non avevano molto a che fare l’una con l’altra... e forse era anche un bene...
Poi è giunto il momento in cui hanno avuto a che fare: un bel giorno è capitato che in una sessione di prove libere(?) Danica ha accusato Milka di ostruzione... ma non perché Milka avesse qualcosa da guadagnarci, sia chiaro, semplicemente perché Milka era lenta e spesso non si rendeva nemmeno conto di esserlo.
Tutto sarebbe passato inosservato, se quelle accuse Danica non le avesse fatte presentandosi nel box della collega e mettendosi a sbraitare e accusandola di non averla vista perché non guardava negli specchietti (al che Milka ha risposto con un acutissimo “I see you” pronunciato con il suo accento cantilenoso).
Non è ben chiaro che cosa si siano dette le due, forse qualcosa del genere:
Danica: “Sei più lenta perfino della safety car e il tappeto rosso che stendi al passaggio degli altri piloti è sbiadito! Un giorno io e i nostri ventiquattro colleghi ti inseguiremo armati di baguette fornita da Montagny e ti pentirai di essere nata, sfasciacarrozze messicana!”
Milka: “Punto primo, sono venezuelana. Punto secondo, la baguette ve la potete mettere su per il cu*o, tu e gli altri nostri ventiquattro colleghi... anzi, ventitré, perché Marco Andretti l’ho adottato e non gli posso mettere una baguette su per il cu*o. A proposito, stai lontana da mio figlio, altrimenti sarò costretta a disconoscerlo perché non voglio diventare tua suocera!”
Danica: “Marco continua a scapparmi ed è solo colpa tua! Stavo correndo a raggiungerlo per riportarlo sulla retta via dopo che Sarah ha tentato di adescarlo, ma tu mi hai ostacolata! VENDETTA! Mi serve subito una baguette!”
Milka: “Vai a cercare la baguette e lasciami stare. Devo andare a preparare una cena venezuelana per il mio figlio adottivo.”
Danica: “WTF?!?! Tu non puoi cucinare per Marco così come se niente fosse! Io sono la sua anima gemella! Solo io posso nutrirlo!”
Marco, urlando con un megafono mentre è nascosto in bagno: “No, ma scusate, io cosa c’entro? Sto contando le ore che mi separano da quando rivedrò Sarah e voi, con i vostri urli, mi state facendo venire mal di testa. E comunque non ho fame.”
Danica: “WTF?!?! Marco si sta macchiando di insubordinazione nei confronti della sua anima gemella e la colpa è tutta tua!”
Milka: “No, la colpa è tua, se risponde così a me, che sono la sua pseudo-madre! Non ho una baguette, però almeno ho l’asciugamano che ho usato per asciugarmi dopo essermi lavata le ascelle, quindi lo posso dire lo stesso: BAGUETTE POWERRRRRRRRRRRRRRRR!”
Ebbene sì, lo scontro epocale tra Danica e Milka è finito con un asciugamano che la guru latinoamericana ha lanciato in faccia all’avversaria.
Sul web la gente si insultava per stabilire chi delle due avesse ragione, poi hanno smesso e si sono messi cordialmente a parlare di chi delle due fosse più gnocca.
Milka-Bonus: nel film “Speed Racer” del 2008 in una scena della durata di una mezza dozzina di secondi contati c’è un personaggio di un certo livello, una donna pilota russa che di per sé passerebbe inosservata... se non fosse che a interpretarla è Milka Duno. Milka-Bonus al quadrato: facendo ricerche pazze sul web ho scoperto che in gioventù Milka ha recitato in una telenovela sudamericana.

> Yeaaaahhhhh, la gara è finita al photofinish e non abbiamo azzeccato l’identità del vincitore!
Era il finale di stagione (il pre-finale di stagione: insomma, era l’ultima gara del 2008 che assegnava punti, ma di fatto era la penultima gara stagionale) e a contendersi il titolo erano Scott Dixon e Helio Castroneves con quest’ultimo che era staccato di parecchi punti e che secondo i sacri guru della gufata (AKA telecronisti) era già da considerarsi spacciato. Infatti è riuscito nell’eroica impresa di vedersi penalizzare in qualifica e ritrovarsi a partire ultimo... ma niente paura, i piloti di Indycar sono fatti per partire ultimi e ritrovarsi stabilmente in top-5.
È quello che gli è successo ed è arrivato a giocarsi la vittoria della gara al photofinish con Dixon che, ovviamente, ha vinto il titolo. E ha vinto anche la gara, con qualcosa come una manciata di millesimi di vantaggio, tanto che quella era la gara di Indycar con il minore gap tra il primo e il secondo classificato... se non che, qualcosa come dieci minuti più tardi, è emersa un’inquietante verità: a quanto pare quei distacchi erano errati, non era la gara con il minor distacco di sempre e soprattutto Castroneves aveva tagliato il traguardo prima di Dixon, scoprendolo giusto in tempo per ritrovarsi il microfono dell’intervistatore davanti alla bocca. Insomma, è andata a finire più o meno così:
Helio: “WTF?! Ho vinto io la gara? Perfetto, SAMBAAAAAAHHHH PARTYHHHHH! FUCK YEAHHHHHHHH!”
L’intervistatore: “Scusa se ti rovino la festa, ma voglio ricordarti che hai appena perso il campionato e che tutta questa voglia di festeggiare non mi sembra molto normale.”
Helio: “A te non sembra normale, a me sì! Tutto è degno di essere festeggiato, questo dice la filosofia brasiliana... quindi samba partyyyyyyy!”

> Il primo passo per la conquista del mondo da parte del Sol Levante
Nel 2008 Hideki Mutoh è diventato il più illustre giapponese (per l’epoca) della storia della Indycar, conquistando un secondo posto.
Poi, nel 2010, è arrivato Takuma Sato come esponente del Giappone.
Bonus: Sato è uno dei tanti piloti a cui Danica Patrick ha urlato contro, in seguito a un incidente che aveva coinvolto entrambi.
Doppio bonus: Sato è più alto di Danica Patrick.
Tornando invece a Mutoh, a Motegi nel 2010 è stato inquadrato suo padre, tale Eiji Mutoh. La curiosità è che stava seguendo la gara in tribuna, nonostante potesse prendersi il lusso di seguirla ai box. L’altra curiosità è che portava i baffi e che era vestito più o meno in stile anni ’40.

> La terza Indy 500 di Castroneves
Premessa: tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 Castroneves ha avuto vari guai giudiziari, venendo processato per evasione fiscale e infine assolto (e, visto che negli U.S.A. con l’evasione fiscale sono molto più seri che in Italia, sono propensa a credere nella sua innocenza). Per questa ragione si era anche perso l’inizio della stagione 2009.
C’era già chi lo dava per perso, chi era pronto a scommettere che non avrebbe più cavato un ragno dal buco. Non si sa se i ragni siano stati stanati oppure no, però di fatto, dopo poche settimane Helio ha vinto la 500 miglia di Indianapolis, è sceso dalla macchina e ha festeggiato arrampicandosi in stile Spiderman, è risalito in macchina ed è andato in victory lane e, giunto lì, gli è stato piazzato un microfono davanti alla bocca. È andato tutto bene per due secondi contati, giusto il tempo di pronunciare due parole ed è scoppiato in un pianto disperato spiazzando chiunque (non che ci sia davvero da rimanere spiazzati se Castroneves scoppia a piangere, sarebbe più spiazzante se non accadesse, però lascia spiazzati comunque).

> Il nipote di una nostra vecchia conoscenza...
Nel 2009 ha disputato alcune gare in Indycar il secondo classificato della Indylights 2008, tale Richard Antinucci. E allora? ...Allora niente, se non che è il nipote di Eddie Cheever.
Su Youtube ho reperito un filmato presentato da Lauren Bohlander (al giorno d’oggi moglie di Tony Kanaan), in cui c’era un siparietto sulla vita di Antinucci, che mostrava la sua collezione di videogiochi, gironzolava in una specie di chiosco in cui vendevano maglie indicandone una con scritto “everybody loves Italian boys o qualcosa del genere” (è mezzo italiano) e correva su uno skateboard in ciabatte e tenendo un cane al guinzaglio nei pressi di una spiaggia californiana.

> Andiamo a Chi l’Ha Visto per ritrovarlo?
Tra il 2008 e il 2010 ha corso in Indycar un tale Mario Ermirio De Moraes Filho... insomma, uno sulla buona strada per occupare un’intera pagina sull’elenco telefonico! Comunemente noto come Mario Moraes si tratta di un pilota brasiliano (ma dai, nessuno l’avrebbe mai detto con un nome del genere!), era comunemente noto anche come pilota poco tranquillo specie nelle partenze, dove spesso grosjeanizzava chi gli capitava a tiro.
Nel 2009 ha ottenuto anche un podio e nel corso degli anni un numero ristretto di top-five.
A partire dal 2011, pare non avere più gareggiato da nessun’altra parte. Di lì a poco ha smesso di utilizzare il proprio profilo twitter (uno degli ultimi interventi è un retweet, risalente al 2012, di un tweet di Lucas Di Grassi che si dichiarava suo fan).
La sua pagina Wikipedia non dice che fine abbia fatto successivamente. Voci di corridoio (un blog americano), hanno ricostruito le sue vicende:
Utente 1: “Pare che nel 2011 sia morto suo padre e che sia tornato in Brasile per occuparsi delle imprese di famiglia.”
Utente 2: “Oh, ha lasciato le competizioni per spirito imprenditoriale.”
Utente 1: “Ehm... pare di sì.”
Utente 2: “Naaaahhhh, l’ha fatto perché dopo la morte di suo padre non c’era più nessuno che gli desse i soldi per correre.”
Qualunque sia la verità, pare che Moraes non abbia più nulla a che vedere con l’automobilismo. Per intenderci, non è uno di quelli che, dopo essere rimasto senza volante, commenta sui social network ciò che succede a chi un volante ce l’ha ancora.

> L’incredibile senso dell’autocontrollo(?) dei Penske Boys
In un’occasione del 2010, accusato di avere tagliato la strada a Will Power, Helio Castroneves è stato penalizzato con un “drive through” post-gara.
Non l’ha presa molto bene, dato che se ne andava in giro sbraitando e gesticolando. Non solo: quando gli si è avvicinato un addetto alla sicurezza, Helio l’ha afferrato per il collo.
Un anno dopo, in un’occasione completamente diversa, anche il suo compagno di squadra ha comunque dato il “meglio” di sé, mostrando tutta la propria finezza: infastidito dal fatto di essere uno dei numerosi piloti finiti fuori durante un restart su pista umida, si è messo a sbraitare e a gesticolare, poi davanti alle telecamere, si è esibito in un gesto non esattamente elegante.

> Hildy for the win... ehi, aspetta, hai detto win?
Alla Indy 500 del 2011 il debuttante J.R. Hildebrand (e qui torniamo allo stesso punto: cos’è questa mania degli americani di usare delle iniziali, anziché dei nomi per esteso?) ha ottenuto un risultato epico... quello che perfino sua madre starà ancora ridendo di lui.
Okay, magari non è così, però il piccolo J.R. avrebbe potuto entrare nella storia come vincitore dell’edizione del centenario della 500 miglia di Indianapolis. Invece è famoso soltanto per essersi schiantato contro un muro pochi metri prima del traguardo, facendomi rimanere malissimo. Comunque tempo tre secondi contati e stavo già simpatizzando per Wheldon perché dopo la vittoria è scoppiato a piangere come una fontana in stile brasiliano e perché si è portato al seguito per il resto della giornata l’adorabilissimo figlio.
Piccola curiosità che si ricollega a quanto ho già scritto all’epoca del 2005: anche in occasione di questa vittoria di Wheldon, la Patrick era stata in testa per qualche giro (e ancora una volta era il giorno del mio compleanno).

> Le record-women
A Chicagoland 2010 Danica Patrick, Sarah Fisher, Milka Duno, Simona De Silvestro e Ana Beatriz Figueiredo hanno contribuito tutte quante a battere un record: per la prima volta ben cinque donne hanno preso il via della stessa gara di Indycar (sarebbe accaduto anche a Indianapolis, se Milka Duno fosse riuscita a qualificarsi, ma ciò non ha rilevanza).
La cosa non deve essere passata inosservata...
Marco: “OMG, qualcuno mi aiuti! C’è un branco di invasate che mi sta inseguendo con la bava alla bocca! Ho i giorni contati!”
Milka: “Non ti preoccupare, ti aiuto io, con il mio lancio di asciugamani... oh, aspetta, non mi sono ancora fatta la doccia e non ho la più pallida idea di dove sia il mio asciugamano.”
Marco: “Doccia? Chi ha parlato di docce? Ottima cosa, mi nascondo dentro una doccia... nessuna di loro mi troverà. Oh, non sono solo. Mi raccomando, buon uomo, non dire a nessuno che sono qui. Tre pazze scatenate mi stanno inseguendo... anzi, quattro, considerando quella che si è messa in testa di essere mia madre.”
Il “buon uomo si gira”.
Marco: “Oh, ma tu non sei un uomo!”
Bia: “Ti sembro un uomo??!!”
Marco: “Beh, sì, vista di sfuggita e con poca luce... Magari se ti facessi la ceretta ai baffi e se ti truccassi...”
Bia: “Se mi facessi la ceretta ai baffi e mi truccassi cadresti ai miei piedi? Molto bene, mi amor!”
Marco: “Oh, no, un’altra pazza! Ehm... senti, mi fa molto piacere, ma io non ti conosco.”
Bia: “Piacere, sono Bia Figueiredo.”
Marco: “Bia Fi-Fig-Figu-Fighi-Fig...BEEEEEEEEP [censura]. Scusami, ma sono americano e in quanto tale non sono in grado di pronunciare il tuo cognome.”
Bia: “Piacere, sono Ana Beatriz, dove Beatriz diventa magicamente il cognome.”
Marco: “Okay... sono confuso.” *fugge a gambe levate.*
A proposito di donne, nel 2011 invece non abbiamo più rivisto Sarah Fisher (ritirata) né Milka Duno (non è ben chiaro se sia stata sbattuta fuori dalla IRL perché troppo lenta o se semplicemente nessuno l’ha più voluta ingaggiare), ma in compenso ha fatto la sua prima apparizione la mitica Pippa Mann! La prima apparizione è quella che ha fatto davanti ai fotografi, naturalmente, in posa da clown(?) con la lingua di fuori (a chi non sapesse di che foto sto parlando, suggerisco vivamente di digitare “Pippa Mann” su Google Immagini per vedere la luce).

> Questione di soprannomi
Una volta, nel corso del 2011, dei telecronisti spagnoli o latino-americani hanno definito Scott Dixon “el kiwi”. È stata l’unica volta in cui ho sentito quel soprannome. Di solito il soprannome di Dixon è [WARNING: potrebbe venirvi voglia di protestare agitando bottiglie di vodka] Iceman.
I telecronisti latini: “Sì, ma el Kiwi è più epico.”
I telecronisti americani: “No, lui si chiama Iceman.”
Voce fuori campo: “Solo Raikkonen si chiama Iceman.”
I telecronisti americani: “Chi è Raikkonen?”
I telecronisti latini: “Infatti, chi è Raikkonen? Noi conosciamo solo i piloti di Indycar e i coltivatori di Kiwi.”
Oh, aspetta... Dixon è neozelandese, giusto? Quindi è per quello che lo paragonavano a un kiwi? Okay, lo ammetto sono traumatizzata da tutto ciò, in particolare dal fatto di averci messo anni per capire il nesso tra Dixon e i kiwi!

> Brazilian Party!
Non è esattamente quello che si intende per “festino brasiliano”, però a quanto pare c’è chi balla alle feste e chi invece balla anche in pista.
È capitato a Tony Kanaan, durante una sessione di prove libere a Baltimora (era il 2011), in cui la macchina l’ha lasciato a piedi nel momento meno opportuno, facendogli spiccare il volo dopo avere utilizzato la vettura di Castroneves come rampa di decollo, volo nel quale ha avuto un incontro alquanto ravvicinato con un commissario di percorso che era a tre passi dalla pista e che molto probabilmente ha avuto bisogno di un cambio di mutande dopo quell’evento.
Il volo di Kanaan è finito al di là delle barriere di una via di fuga. Successivamente Castroneves, dopo essere sceso dalla macchina, gli è corso incontro. Kanaan ha poi dichiarato che pensava che stesse andando da lui per insultarlo.
Su youtube c’è un video dell’accaduto che finisce proprio in quei frangenti. Varia gente che l’ha commentato sembra convinta che in seguito ci sia stata una rissa in stile NASCAR. Varia altra gente non aveva idea neanche di che cosa fosse la Indycar ed era capitata in quel video per caso chiedendo che roba fosse, ma direi di soprassedere.

> Sao Paulo rulezzzzzz!!!111!!!111!!!
Correva l’anno 2011 e più o meno un mesetto prima della Indy 500 si è svolta l’unica gara della storia di Indycar iniziata un giorno e finita un altro giorno.
Motivo: pioggia torrenziale.
Bonus: pioveva anche il giorno dopo!
Doppio bonus, così, a prescindere: sul circuito cittadino di Sao Paulo (che è costituito dalle stesse strade su cui si svolge il carnevale) c’è una curva chiamata “S do Samba”.

> Il verde fluo di GoDaddy
Nel corso degli anni la vettura di Danica Patrick ha perso il proprio colore azzurro Motorola per passare al verde fluorescente GoDaddy, colore che l’ha seguita anche nella NASCAR.
Il marchio Motorola invece non l’ho più visto e sinceramente non ne ho nemmeno sentito più di tanto la mancanza.
Voce fuori campo: “Sì, ma ora la Danica se ne va.”
Altra voce fuori campo: “Come mai?”
Voce fuori campo: “Mhm... pare che voglia sfondare nella NASCAR e trasferirsi là in pianta stabile. O quantomeno guadagnare più soldi di quanti non ne guadagni in Indycar.”

[To be continued...]


Pubblicato anche su F1GC.

domenica 13 dicembre 2015

Intervista immaginaria ai piloti sul mondiale 2015 e all'Autrice(C): commento ironico alla stagione 2015 di Formula 1

L'Autrice(C): "Ora che il mondiale è finito e che non l'ha vinto la McLaren Honda possiamo concentrarci sul campionato di recente terminato, intervistando i protagonisti. Iniziamo dal vincitore, Lewis Hamilton AKA il Gangster Rapper, che ha vinto il titolo con 381 punti."
Gangster Rapper: "Yeah, yeah! YOOOOOO! Nicole, ripensaci e rimettiti insieme a me!"
L'Autrice(C): "Questa è un'intervista post-stagionale, non un teatrino in cui ci provi con la tua ex. Veniamo alla domanda: quando hai capito che quest'anno avresti vinto il titolo?"
Gangster Rapper: "Devo ammettere che è stata una sfida difficile, con tanti avversari pronti a strapparmi il titolo... però poi si sono resi conto che io sono più veloce di loro e che anche la mia macchina lo è."
L'Autrice(C): "Negli ultimi gran premi, però, hai faticato..."
Gangster Rapper: "Sì, è stata dura. Sono arrivato secondo, staccato di poco da uno che guidava la mia stessa macchina. Però è stata dura: sai, non essere al centro dell'attenzione sul podio non mi soddisfa più di tanto."
L'Autrice(C): "E di Britney cosa mi dici? E' vero che una volta eravate grandi amici, mentre ora vi parlate a stento?"
Gangster Rapper: "Sì, è la stessa storia che con lo Spaccabottiglie, con la sola differenza che Britney si comporta in modo molto più normale... o almeno, che io sappia non va in giro a prendere a bottigliate la gente."
L'Autrice(C): "Non mi hai risposto, però. Quando hai capito che saresti diventato di nuovo campione del mondo?"
Gangster Rapper: "Non saprei. Deve essere stato durante una delle mie uscite con Rihanna. O forse quando mi sono tinto i capelli. A proposito, il biondo platino mi dona, vero?"
L'Autrice(C): "Sì, certo, come no... Ora, però, passiamo da un biondo all'altro. Il secondo classificato in questo mondiale 2015 è Nico Rosberg, altresì noto come Britney Bitch, che ha conquistato le ultime tre vittorie stagionali negli ultimi tre gran premi, ottenendo un totale di 322 punti, dove 3+2+2 fa 7, numero dei titoli vinti dal suo ex compagno di squadra."
Britney Bitch: "Chi, Nakajima a briscola? Sì, era piuttosto forte, lo ammetto. In ogni caso qual è la domanda?"
L'Autrice(C): "Durante il corso della stagione sei diventato papà. Com'è cambiata la tua vita?"
Britney Bitch: "Eh, adesso non posso più imprecare durante i team radio, se voglio fare credere a mia figlia di essere l'unico pilota educato in mezzo a una mandria di scaricatori di porto."
Gangster Rapper: "Gli scaricatori di porto se ne vanno in giro in mandrie? Cosa sono, mucche?"
Britney Bitch: "No, tori."
Gangster Rapper: "Quindi fammi capire, siamo tutti piloti della Redbull in incognito?"
Britney Bitch: "Esatto."
Gangster Rapper: "Oh my Feliii cry, sono spiazzato."
Britney Bitch: "Sì, ma sorridi! Sei un pilota della Redbull, dopotutto!"
Gangster Rapper: "Oh my Daniii Smile."
L'Autrice(C): "Sì, però, decidetevi. Se non volete più parlarvi, non potete mettervi a fare conversazione nel bel mezzo di un'intervista. Tu non hai niente da fare, Rapper?"
Gangster Rapper: "Ora mando un whatsapp a Rihanna e le chiedo dov'è. Magari se è qui nei dintorni ci vediamo."
L'Autrice(C): "Tornando a te, Britney, quando hai capito che avresti perso il titolo?"
Britney Bitch: "Quale titolo? C'era un titolo da vincere? No, guarda, a me queste cose non m'interessano, io corro solo per la gloria."
Gangster Rapper: "Gloria Gaynor? Sapevo che anche tu avevi un debole per le cantanti! Però lascia che te lo dica, te ne puoi permettere una anche più giovane. Magari chiedo alla Nicole se ti può presentare una delle Pussycat Dolls."
Britney Bitch: "Sono un uomo sposato. Sai cosa penserebbe mia moglie, se sentisse questa intervista?"
Gangster Rapper: "Cosa?"
Britney Bitch: "Che in Mercedes tutti fumano erba indiana!"
Gangster Rapper: "E che cosa c'è di male? Dopotutto è la verità."
L'Autrice(C): "A proposito di India e di Force India, sentiamo anche l'opinione del pilota di riserva di Mercedes e Force India, Pascal Wehrlein, conosciuto anche come Werly. Cosa ne pensi di questa stagione?"
Werly: "Mi sono annoiato. Il prossimo anno cercherò di fare qualcosa di più costruttivo, come ad esempio commentare le gare su twitter."
L'Autrice(C): "Ottima cosa, è il passatempo preferito di chi a lungo andare si annoia a guidare per il giardino. Ora comunque passiamo oltre e dedichiamoci al terzo classificato, Sebastian Vettel, alias Sebbyyyy, con 278 punti... se ne avesse conquistati 150 in più anziché Sebbyyyy l'avremmo definito Kulettel o Fortunettel."
Sebbiiii: "Di che cosa stai parlando? Non vedi che la mia tuta è rossa?"
L'Autrice(C): "Okay, parliamo di cose serie. Quest'anno hai vinto tre gare..."
Sebbiiii: "Come Dani Smile l'anno scorso. Oh, e l'ho anche messo in quel posto alle Redbull. E sono diventato papà per la seconda volta, ma non andarlo a dire in giro."
L'Autrice(C): "Lo sanno tutti, ormai. La Klein Kind Matilda è nata all'incirca quando è nata anche la Kleine Prinzessin Alaia. Chi delle due diventerà la futura moglie del Petit Bebé Simon?"
Sebbiiii: "Non ho mai confermato di avere avuto una seconda figlia. Ci tengo alla mia vita privata."
Gangster Rapper: "Anch'io, per questo la metto in piazza."
Sebbiiii: "Ehi, rapper, cosa ci fai da queste parti? Sei venuto a elemosinare un passaggio perché hai distrutto la tua macchina facendo strike in un parcheggio?"
Gangster Rapper: "E' tutto l'anno che mi prendi per i fondelli, la vuoi smettere almeno nelle interviste di fine stagione?"
Sebbiiii: "Sei tu che sei comparso così dal nulla. Perché non te ne vai a un tea party insieme al tuo compagno di squadra? Così magari vi chiarite lanciandovi addosso le tazze."
Britney Bitch: "Nessuno di noi due è lo Spaccabottiglie, qualora tu te ne sia dimenticato."
L'Autrice(C): "Oh, a proposito di bottiglie è giunto il momento di passare ai Finnish Bros, Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas, altresì noti come Iceman e Bo77as, si sono classificati rispettivamente quarto e quinto nella classifica finale, con 150 e 136 punti, dopo essersi lungamente contesi il quarto posto. Attualmente si stanno contendendo invece una confezione formato famiglia di bottiglie di vodka. Ehi, voi due, vi degnate di ascoltare?"
Iceman: "La vodka è tutta mia! Questo impostore vuole rubarmela, così come ha cercato di rubarmi il quarto posto in classifica e il volante."
Bo77as: "No, la vodka è mia e sei tu che la stai rubando a me, così come mi hai rubato anche tutto il resto, e questo non è affatto professionale."
Iceman: "Leave me alone, I know what I'm drinking."
Bo77as: "Appunto, stai bevendo roba mia. Kulettel, porta via il tuo compagno di squadra prima che commetta un finnicidio!"
Sebbiiii: "Vi ricordo che la stagione è finita e che c'è talmente tanta vodka che potete berne a fiumi da adesso fino a marzo. Smettetela di comportarvi come uno Spaccabottiglie qualsiasi quando è ubriaco fradicio."
Lo Spaccabottiglie: "Chi mi ha chiamato?"
Sebbiiii: "E tu cosa ci fai qui?"
Lo Spaccabottiglie: "La Williams mi ha ingaggiato come sostituto qualora i piloti titolari rimanessero feriti in una rissa tra ubriachi. Oppure mi ha ingaggiato per prendere parte alle risse tra ubriachi come loro sostituto... quindi, Bo77as, levati immediatamente di torno, che ci penso io."
Sebbiiii: "Oh my Feliiii cry."
L'Autrice(C): "Oh, sì, eccoci, mi stavo perdendo un passaggio. Felipe Massa, più comunemente noto come Feliiii o come il Gufo di Interlagos, si è classificato sesto con 121 punti."
Feliiii: "Fuck yeaaaaaahhhhhhh! Festa nazionale! <3 Sambaaaaaa partyyyyyy! Ora scusami, sono un po' troppo impegnato con i festeggiamenti. Lascio la parola al mio PR."
Feliiiipinho: "La Pequeña Chiquita Victoria è la mia futura moglie."
Feliiii: "Ma dovevi parlare della mia stagione, non di gossip. T.T"
Feliiiipinho: "La Pequeña Chiquita Victoria mi ha promesso che mi sposerà, se batterò il Petit Bebé Sachà al Gran Premio dei Tricicli che si svolgerà la prossima settimana. E io sono sicuro che vincerò e che umilierò pubblicamente il Petit Bebé Sachà togliendogli il sacchetto di carta che ha in testa, anche se il padre cercherà di difenderlo a colpi di baguette! Per lei sono disposto a correre qualunque rischio."
L'Autrice(C): "Torniamo a te, Feliiii, parlando di padri che cercano di difendere i figli a colpi di baguette... oh, aspetta, in Olanda non hanno le baguette... però si fanno le canne. Pensi che Verstiiii Sr avesse fumato quando ti ha accusato di essere a fine carriera solo perché avevi osato criticare l'aggressività di suo figlio, venendo elogiato da dei suoi fan su un blog, in cui criticavano te dicendo che i tuoi risultati sono troppo scarsi per essere preso in considerazione?"
Feliiii: "Penso che Verstiiii Sr fumi sempre, a prescindere, tanto per stare sicuro, e a quanto pare anche i suoi tifosi vintage che criticano i miei risultati. In ogni caso, se suo figlio ha bisogno di un intermediario per parlare con me, anch'io ho bisogno di un intermediario per discutere civilmente con Verstiiii Sr. Spaccabottiglie, ci pensi tu quando hai finito di picchiare Iceman?"
Lo Spaccabottiglie: "Sì, certo! Spero che mi rimanga qualche bottiglia da portare con me per l'occasione!"
L'Autrice(C): "Inoltre, Feliiii, sei stato squalificato dal gran premio di casa."
Feliiii: "Ci sono cose ben peggiori che potrebbero capitare nella vita, come ad esempio essere squalificato dal letto di casa, cosa che è capitata al Gangster Rapper con la sua Pussycat Doll."
Gangster Rapper: "La finite di interpellarmi? Non ho tempo per queste cose, sto messaggiando con Rihanna!"
L'Autrice(C): "A proposito di donne, vediamo di interpellare anche colei che è stata al vostro fianco come bella statuina ufficiale del team Williams."
Voce fuori campo: "There's a she wolff in pitlane, coming out, coming out, coming out..." [cit. Ransie]
Susina: "Okay, è il momento coming out. Ebbene, ho deciso di lasciare mio marito e di mettermi insieme a Carmen Jordà. Oh, scusate, quello era lo scherzo che dovevo fare il prossimo primo aprile. In realtà l'unica cosa che ho deciso è di lasciare la Formula 1, questo mondo crudele che non mi ha mai permesso di trovare un volante."
Voce fuori campo: "Scusa, ma non potevi fartelo comprare da tuo marito? O se i motori sono veramente la tua passione, non potevi andare a correre nelle gare di tosaerba? Confessa! La verità è che appendi il casco al chiodo perché sei incinta."
Susina: "No, non è assolutamente vero! E se anche lo fosse, non sarebbero fatti vostri. Chissà, magari sarà una bambina, così le combinerò un fidanzamento con il Petit Bebé Simon."
Britney Bitch: "Ehiiiii, quello è il fidanzato di Alaia!"
Sebbiiii: "WTF?!?!?! Il Petit Bebé Simon è il fidanzato di Matilda!"
Britney Bitch: "Mi stai dicendo che dovrò dare mia figlia in sposa a Robin Ice?"
L'Autrice(C): "Oh, a proposito, anche Iceman è diventato papà..."
Sebbiiii: "Robin Ice è il futuro marito di Emilie!"
Susina: "E' così problematico mettere al mondo dei figli? Okay, ho cambiato idea, non diventerò mamma, è meglio diventare una cat lady."
Feliiii: "Vuoi un gatto nero? Io ne ho diciannove!"
L'Autrice(C): "Okaaaaayyyyy, passiamo oltre, perché settimo e ottavo in classifica ci sono Daniil Kvyat, il Russo di Roma, altrimenti noto come Kiwi, e Daniel Ricciardo altrimenti detto Dani-Smile, com 95 e 92 punti. Cos'avete da dire?"
Kiwi: "Che siamo dei fighi!"
Dani-Smile: "Certo che lo siamo... XDDDDDDDDDD E comunque attendo ancora il momento in cui spaccherò il cu*o a tutti."
Kiwi: "Intanto non l'hai spaccato a me, ed è questo che conta."
Dani-Smile: "Non te l'avrò spaccato, ma credo di avertelo ammaccato quella volta in cui ti ho fatto inciampare e cadere a terra mentre ci stavamo allenando in gran segreto per il Valzer della Pioggia Torrenziale."
L'Autrice(C): "A proposito, complimenti."
Dani-Smile: "Perché, balliamo bene?"
L'Autrice(C): "No, però mi hai dimostrato che non importa quanto un pilota possa starmi leggermente sulle scatole così a pelle, prima o poi qualunque pilota riuscirà a fare qualcosa che mi aprirà gli occhi e mi farà capire che tutti i piloti sono adorabili... anche se lo scoiattolino nerd Gutiiii rimane il più figuratamente minichoupi di tutti."
Gutiiii: "Aaaawwww. A proposito, perché non mi hai citato? Sono insindacabilmente il the best dei the best, quest'anno indossavo indumenti rossi tanto per apparire più figo e mi sono anche ritrovato con il cu*o su una Haas, sempre ammesso che la Haas veda davvero la luce del prossimo campionato."
Grosjiiii: "Lo metti in dubbio, traditore degli U.S.A.-caput-mundi? Orroreeeeehhhh!"
L'Autrice(C): "Grosjiiii, perché non vai a comprare una baguette nel frattempo? Prima ci sono i Force India Boyssss a completare la top-ten, con Sergio Perez o Checooooo con 78 punti e Nico Hulkenberg, Hulk il Signore e Padrone di Le Mans, con 58. A proposito, signore e padrone di Le Mans, perché a Le Mans ha ottenuto un risultato spettacolare mentre in Formula 1 te lo sei fatto mettere in quel posto da Checoooo?"
Hulk: "Strategia di mercato. Sai, con il ritorno del gran premio del Messico, bisognava dare una ragione di felicità ai messicani."
Checoooo: "Cosa, cosa, cosa?!?!?!? Ti faccio notare che io quest'anno ho ottenuto un podio dopo un Finnish Party a cui non ero nemmeno stato invitato!"
Lo Spaccabottiglie: "Io invece al Finnish Party sono stato invitato eccome. C'erano tante bottiglie vuote. Ne ho fatto buon uso."
Checoooo: "Buono a sapersi. Comunque i messicani mi amano incondizionatamente, non dipende dai risultati. Mi amano come i brasiliano amano Feliiii, come gli italiani amano la Ferrari e come..."
Grosjiiii: "Come io amo le baguette!"
Checoooo: "E tu cosa vuoi?"
Grosjiiii: "Niente, se non annunciare che, come da previsione del Petit Bebé Sachà mi sono classificato, sotto il falso nome di Romain Grosjean, 11° nella classifica generale, e come da previsione del Petit Bebé sAImon (perché la Sindrome di Maicol colpisce anche i francesi) l'ho fatto conquistando 51 punti, due in più di Max Verstappen, quello che tutti amano o che tutti odiano incondizionatamente."
Verstappino: "Il mio parere è che gli adulti sono strani. Per loro non esistono sfumature. O sono un campione o sono un cesso. Yeaaaaahhhhh! Ho sempre sognato un giorno di diventare un adulto col paraocchi che non ammette mezze misure!" *Lancia in aria il biberon rubato al compagno di squadra.* "Essere un adulto col paraocchi che non ammette mezze misure è però secondario all'essere un cinnamon roll. Sono sicuro di esserlo diventato."
L'Autrice(C): "Okay, soprassediamo e proseguiamo con il 13° classificato, Luiz Felipe De Oliveira Nasr altresì noto come Felipe Nasr, Felipe Naser, Felipe Nars, Felipe Nasser, Felipe Massa... e chi più ne ha più ne metta. Con i suoi 27 punti l'Altro Felipe è stato uno dei due piloti che hanno conquistato 27 punti, anche se l'altro si è classificato 14° perché quei 27 punti sono quelli della raccolta del supermercato, uno a ogni incidente, Pastor Rafael Maldonado Motta, AKA Maldiiii. Gente, applaudite questi due sex symbol!"
Il pubblico: "Altro Felipe sei un gran figoooooooo! *_________* Spogliati subito e facci ammirare il tuo splendore!"
Altro Felipe: "Ehm... scusate, mi sento più a mio agio, quando indosso la tuta."
Maldiiii: "Io invece mi sento più a mio agio in mutande. Quindi facciamo che ora mi tolgo la maglia e..."
Il pubblico: "Maldiiiii, sei un ces........................" *Maldiiii si toglie la maglia e se la mette in testa in stile sacchetto di carta.* "...Oh my Feliiii cry, sembri una statua! Maldiiii our love!"
L'Autrice(C): "Eh sì, questo è stato un plot twist non indifferente. così come è stato un plot twist non indifferente il fatto che Carlos Sainz Jr, altrimenti noto come Carlos Fanboyzzzzzz!!!111!!!oneoneone!!111!!! si sia classificato di ben due posizioni più avanti rispetto al suo idolo, conquistando 18 punti."
Fanboyzzzz: "Il mondo è ingiusto!!!111!!!!11!!! Il mondiale lo doveva vincere il mio idolo F3RnY!!1111!!!!11!!! E Verstappino è un ladro di biberon! Restituiscimelo subito!"
Verstappino: "Non dopo che mi hai rubato il ciuccio!"
Fanboyzzzz: "E tu mi hai rotto una ruota al camion dei pompieri!"
Verstappino: "E tu hai fatto delle avance troppo volgari alla mia bambola vivente preferita!"
L'Autrice(C): "Ecco un altro plot twist che nessuno si aspettava... Okay, stiamo degenerando, quindi andiamocene tutti a casa dato che abbiamo già finito i piloti... Anzi, no, vedo due tipi dall'aria sconsolata laggiù in un angolo che, dal basso dei loro 16 e 11 punti, tentano di nascondersi dietro una pianta carnivora, che in questo momento ha appena azzannato il fondoschiena di uno di loro. Si tratta di Jenson Button, altrimenti detto Jensiiii, che fa sì che la migliore delle McLaren quest'anno si sia classificata 16°, battendo di una posizione la Marussia 2014. Fernando Alonso detto Ferniiii, invece, essendo 17°, batte ancora una volta di una posizione la Sauber nel 2014. Eh, cos'altro dire, se non che questi sono i veri traguardi a cui chiunque aspira nella vita?"
Ferniiii: "Se permetti io aspiravo a qualcosa di più."
Jensiiii: "Del tipo?"
Ferniiii: "Del tipo che le piante carnivore non snobbassero il mio cu*o, per esempio. Perché mai il tuo dovrebbe essere ritenuto più gustoso del mio?"
Jensiiii: "Fascino latino."
Ferniiii: "Ma tu non sei latino!"
Jensiiii: "Sono un brasiliano onorario, è per questo che ogni tanto l'Autrice(C) si appella a me chiamandomi Jensinho! Sambaaaaa partyyyyy!"
L'Autrice(C): "L'ultimo pilota a conquistare punti è stato Marcus Ericsson, ne ha fatto esattamente nove e, pur non essendo andato neanche così tanto più lento di Luigi Filippo, ha provveduto comunque a fare la figura di quello che non conclude nulla."
Sonyericson: "Piano con le accuse, io intanto l'anno scorso ho battuto lo Scoiattolino Nerd!"
L'Autrice(C): "Quello non fa testo, ci sono riusciti tutti."
Gutiiii: "Nobody loves me!"
Sonyericsson: "Taci, Scoiattolo, questo è il mio momento di gloria. Su incarico dell'Autrice(C) non mi resta che acclamare i piloti che si sono classificati 19°, 20° e 21°, senza ottenere punti. Si tratta, nell'ordine, dei Marussia Boysssss, nell'ordine Roberto Merhi AKA lo Spazzino della Pitlane o Bloody Merhi..."
Bloody Merhi: "YAY! Yo soy el boss!" *Agita festosamente la scopa.*
Sonyericsson: "...Alexander Rossi..."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Yeah! Finalmente ho appoggiato il cu*o su un sedile."
Sonyericsson: "...e per finire" si guarda intorno con aria perplessa... "e questo chi è? Da dove viene fuori? Who's that guy?"
Who's That Guy: "Mi chiamo Will Stevens. Ti dice niente questo nome?"
Sonyericsson: "Sinceramente no."
Ferniiii: "Nemmeno a me."
Who's That Guy: "Ma come?! Dopo che sei stato il mio compagno di griglia per tutto l'anno? Il mondo è ingiusto!"
Ferniiii: "Indubbiamente, se non lo fosse sarei stato proclamato campione del mondo 2015."
L'Autrice(C): "E mentre c'è chi sogna a occhi aperti, proprio come quando da bambino sognava di guidare una McLaren Honda, non resta che citare il 22° classificato, autore di sei giri al gran premio d'Australia, dove per sei giri si intendono in totale prove libere + qualifiche + giro di formazione, prima che il motore lo abbandonasse. Si tratta dell'ormai ex McLaren Boy Kevin Magnussen, noto anche come Magnum o come Kmag. Ah, ovviamente non l'abbiamo invitato al raduno. Per quale motivo avremmo dovuto, dopotutto? E ora, per schiarirvi un po' le idee, vi lascio con le classifiche."

CLASSIFICA PILOTI:
1. Lewis Hamilton - Mercedes 381
2. Nico Rosberg - Mercedes 322
3. Sebastian Vettel - Ferrari 278
4. Kimi Raikkonen - Ferrari 150
5. Valtteri Bottas - Williams 136
6. Felipe Massa - Williams 121
7. Daniil Kvyat - Redbull 95
8. Daniel Ricciardo - Redbull 92
9. Sergio Perez - Force India 78
10. Nico Hulkenberg - Force India 58
11. Romain Grosjean - Lotus 51
12. Max Verstappen - Toro Rosso 49
13. Felipe Nasr - Sauber 27
14. Pastor Maldonado - Lotus 27
15. Carlos Sainz - Toro Rosso 18
16. Jenson Button - McLaren 16
17. Fernando Alonso - McLaren 11
18. Marcus Ericsson - Sauber 9
19. Roberto Merhi - Manor Marussia 0
20. Alexander Rossi - Manor Marussia 0
21. Will Stevens - Manor Marussia 0
22. Kevin Magnussen - McLaren 0

CLASSIFICA COSTRUTTORI:
1. Mercedes 703
2. Ferrari 428
3. Williams 257
4. Redbull 187
5. Force India 136
6. Lotus 78
7. Toro Rosso 67
8. Sauber 36
9. McLaren 27
10. Manor Marussia 0

In finale di commento credo che sia giunto il momento di togliermi la mia maschera di trollona e di fare, più o meno per la prima volta in tutta la serie dei Commenti 2015, la persona seria e di rispondere schiettamente alle domande che forse qualcuno di voi vorrebbe pormi. Chiunque volesse eventualmente farmene altre, è libero di farlo.
Il lettore medio: "Ora vogliamo saperlo. Tu chi speravi che vincesse il mondiale, Hamilton o Rosberg?"
L'Autrice(C): "Mi piace pensare che ci siano piloti nati per vincere titoli e piloti nati per arrivare secondi. Se questi ultimi sconvolgono le aspettative è un bene, mentre se a vincere sono i primi è semplicemente un confermarsi di ciò che tutti sapevano il che è ugualmente un bene. Un mondiale più combattuto fino alla fine non mi sarebbe dispiaciuto, ma non si può avere tutto dalla vita."
Il lettore medio: "La tua risposta non mi convince. Ti stai nascondendo dietro dei luoghi comuni."
L'Autrice(C): "Okay, ho capito, sei uno di quelli che preferiscono pensare che avrei digerito meglio una vittoria di Rosberg. Confesso che in certi momenti l'ho pensato, anche se non troppo intensamente perché in fin dei conti di come sarebbe andato a finire il mondiale non me ne importava nulla. Le ragioni sono le seguenti: 1) se Rosberg vincesse un mondiale nessuno insinuerebbe più che Schumacher è stato battuto da un pilota scarso, 2) la sua successiva intervista con Stella Bruno potrebbe essere di un'epicità senza limiti, 3) un paio di fangirl di Tumblr che mi stanno antipatiche sono tifose di Hamilton quindi poi potrei ridere alle loro spalle."
Il lettore medio: "Ti sembrano ragioni valide?"
L'Autrice(C): "Effettivamente no, ma i sogni più nel mio stile, tipo vedere Merhi sul podio senza nessuna ragione se non il mio appagamento personale, non sono abbastanza mainstream perché mi vengano fatte domande in proposito."
Il lettore medio: "Chi preferisci tra Merhi, Stevens e Rossi?"
L'Autrice(C): "Merhi. Perché? Perché esiste, punto e basta."
Il lettore medio: "Non ti ho chiesto di giustificare la cosa."
L'Autrice(C): "Allora per parcondicio non avresti dovuto chiedermi giustificazioni nemmeno su Hamilton e Rosberg."
Il lettore medio: "Sono discorsi diversi. Parliamo di Vettel in Ferrari."
L'Autrice(C): "No, non mi va di parlarne."
Il lettore medio: "Invece sì, è stato uno degli argomenti portanti del campionato 2015, specie dopo che ha iniziato a ottenere i risultati che tutti speravamo."
L'Autrice(C): "Ah sì? Non è che per caso sei uno di quelli che un annetto fa lo davano per spacciato perché lo aveva preso in quel posto da Ricciardo? E magari sei uno di quelli che un annetto fa idolatravano Ricciardo a tutto spiano mentre adesso se ne sbattono altamente di lui perché in fin dei conti non è che abbia avuto risultati tanto diversi da quelli di Kvyat?"
Il lettore medio: "Non hai ancora risposto alla mia domanda."
L'Autrice(C): "Okay, ti rispondo." Sforzo di concentrazione. "Vettel è stato un buon investimento per la Ferrari, forse l'unico buon investimento fattibile se la Ferrari vuole vincere dei titoli entro pochi anni. Sono abbastanza certa che ne vincerà un paio. Se vuoi sapere cosa penso su di lui come persona, ne approfitto per aggiungere che mi sembra un tipo professionale e non particolarmente propenso alle sparate contro gli altri, qualità che apprezzo. Se magari si desse una svegliata su altre questioni, mi sembrerebbe un po' più umano. Che bisogno c'è di tenere segreto il nome di sua figlia? O di tenere segreto se lui e la sua compagna sono sposati oppure no? Mi dà un po' l'impressione di essere uno che crede di vivere sotto una cappa di vetro e che non si renda conto che le speculazioni sulla sua vita privata ci sono proprio perché cerca di nasconderne ogni minimo dettaglio."
Il lettore medio: "Non ti ho chiesto di psicanalizzare Vettel."
L'Autrice(C): "Io però l'ho fatto."
Il lettore medio: "Cosa ne pensi di Raikkonen?"
L'Autrice(C): "Penso che sia un tipo strano... oppure che sia un poser che crede di apparire più figo se finge di essere un tipo strano. E' da oltre un decennio che cerco di inquadrarlo in una di queste due categorie, ma non ci sono ancora riuscita e mi sono messa il cuore in pace."
Il lettore medio: "Non puoi dire queste cose. Raikkonen è la personificazione della figaggine."
L'Autrice(C): "Credo che il concetto di che cosa sia figo e che cosa non lo sia dipenda dal gusto personale. Evidentemente il mio gusto personale è diverso dal tuo."
Il lettore medio: "Parlando di piloti, perché nei commenti hai preso per i fondelli alcuni di loro anche per questioni che non hanno a che vedere con il mondo dei motori, mentre con altri non l'hai fatto?"
L'Autrice(C): "Non ho preso per i fondelli Vettel, Rosberg e buona parte dei loro colleghi perché fuori dalla pista non hanno fatto niente che fosse degno di essere preso per i fondelli in un commento. Se e quando lo faranno, provvederò immediatamente a rimediare, ma non è una cosa che dipende da me."
Il lettore medio: "Tornando a parlare di risultati, la McLaren Honda fino a che punto ha deluso le tue aspettative?"
L'Autrice(C): "Non le ha deluse, perché si è resa estremamente pittoresca e i miei commenti vivono su tutto ciò che è pittoresco. A parte gli scherzi, mi aspettavo che la prima stagione non fosse granché. Però non mi aspettavo che lo fosse fino a quel punto."
Il lettore medio: "Sempre parlando di McLaren, hanno licenziato Magnussen con un'email. Cosa pensi di tutto ciò?"
L'Autrice(C): "Anche Kovalainen venne licenziato dalla Caterham con un SMS qualche anno fa. Però, dato che si tratta di Caterham e non di McLaren, la cosa non ha fatto scoop. Il giorno in cui la gente si commuoverà per Kovalainen, io mi commuoverò per Magnussen... oh, e anche per tutti quei poveri piloti della Toro Rosso che si sono ritrovati a piedi per la legittima decisione del team di non rinnovare i loro contratti alla loro scadenza, mentre nessuno spendeva una parola per la mezza dozzina di piloti che la Sauber ingaggiava per il 2015 mettendoli a piedi nonostante diversamente da Vergne e compagnia bella avessero un contratto."
Il lettore medio: "Cosa ne pensi di Magnussen?"
L'Autrice(C): "Penso che somigli incredibilmente a un mio amico dell'epoca dell'università, di cui una volta un nostro compagno di corso disse che somigliava vagamente a Raikkonen. Se io e il mio amico in questione non avessimo smesso di parlarci quattro anni fa, avrei preso in considerazione l'idea di comunicargli questa somiglianza."
Il lettore medio: "Cosa ne pensi di Vergne?"
L'Autrice(C): "Penso che, dato che corre in Formula E, non c'entri un tubo con la Formula 1 2015."
Il lettore medio: "Cosa ne pensi di Gutierrez?"
L'Autrice(C): "Mi sta simpatico."
Il lettore medio: "Che cosa ne pensi di Verstappen?"
L'Autrice(C): "E' forte, ma è meno simpatico di Gutierrez."
Il lettore medio: "Qual è stata la gara più bella di quest'anno?"
L'Autrice(C): "Austin."
Il lettore medio: "Qual è stato il momento più bello di un qualsiasi gran premio di quest'anno?"
L'Autrice(C): "Il duello epico Stevens vs Merhi in Bahrein. Peccato che sia stato vinto da Stevens. E che i piloti non fossero Pic e Glock, il che avrebbe reso tutto ancora più epico."
Il lettore medio: "Di che cosa sentirai la mancanza il prossimo anno?"
L'Autrice(C): "Non leggerò più scritto da nessuna parte 'Marussia Ferrari' e forse non leggerò più nemmeno il nome 'Marussia'. La cosa è molto più traumatica di quanto tu possa immaginare."
Il lettore medio: "Di che cosa hai sentito la mancanza quest'anno?"
L'Autrice(C): "Delle Caterham."
Il lettore medio: "Il 2015 è stata una bella stagione?"
L'Autrice(C): "Tecnicamente sì, ma non l'ho vissuta come tale."
Il lettore medio: "Se potessi tornare indietro nel tempo, che stagione ti piacerebbe rivivere in diretta?"
L'Autrice(C): "Forse nessuna, perché è giusto che le cose si evolvano."
Il lettore medio: "Come speri che si evolvano il prossimo anno?"
L'Autrice(C): "Non sono mentalmente pronta per sperare in qualcosa. Vedremo cosa verrà."
Il lettore medio: "C'è qualcos'altro che vuoi dire?"
L'Autrice(C): "Sì, un'ultima cosa. Ho delle preferenze in fatto di piloti o team. E' da anni, ormai, che non nego nulla. Gradirei di non essere velatamente accusata di essere segretamente una fan di altri piloti come se la cosa fosse un insulto. Non sono fan di Hamilton, non sono fan di Rosberg, non sono fan di Vettel. Mi sembra che a volte qualcuno abbia lasciato intendere di ritenermi fan di qualcuno di loro. Ecco, vorrei dire che ritengo che le cose degradanti, nella vita, siano altre, anche se non mi piace che mi venga cucita addosso l'etichetta di tifosa di Tizio, di Caio o di Sempronio se la cosa non corrisponde a realtà. Dico alla luce del sole di essere una fan della Marussia o che Gutierrez è uno dei miei piloti preferiti. Dovrei ritenere offensivo che qualcuno pensi che tifo un pilota che ha vinto tre gare anziché sei o piuttosto che ne ha vinte sei piuttosto che dieci? No way, non è così che funziona. Chi ha orecchie intenda e rifletta in proposito."
Il lettore medio: "C'è altro?"
L'Autrice(C): "Oh, sì, la cosa più importante. Anche se non ne ho parlato nei commenti di quest'anno, non mi sono dimenticata di Karthikeyan e dei bei tempi in cui illuminava le retrovie. E ora è tempo di smetterla. Ci vediamo nel 2016. Da Milly Sunshine un cordiale saluto."

domenica 6 dicembre 2015

Bad Cars

Parodia di "Bad Blood" di Taylor Swift e Kendrick Lamar [X]
(Alonso = Swift, Button = Lamar)


'Cause Jense, now we've got bad cars
You know we used to be like stars
So take a look what we drive
'Cause Jense, now we've got bad cars

Hey, we can't turn it back, look where we're at
I was Honda like B-A-R, remember that?
A DNF was quite okay, you know it's facts
Now can you see, now you and me won't be far on track
I don't hate it but I hate a critique, underrates it
These flames of an engine, would be fair, right, to replace it
Take time and replace it, we won't end no more
No we don't end no more, better yet to stay, ain't quite so young no more

Oh, it's so sad to
Think about the good races
We were aces

'Cause Jense, now we've got bad cars
You know we used to be like stars
So take a look what we drive
'Cause Jense, now we've got bad cars
We've got engine problems
And I don't think they can solve them
Ron made a really deep cut
And Jense, now we've got bad cars

Remember when you tried don't leave the space?
Remember when you thought you'd win the race?
Don't you remember? You thought to be a hero
Follow Redbulls, remember? Oh wait, you're passing Merhi
It's not our season to try to win, being stars
Shocked fans, bruised
Stabbed in the back watching fire passing through
Still, from your car, you got Honda, no power
And you've got to race with the bad car now

Oh, it's so sad to
Think about the good races
We were aces

'Cause Jense, now we've got bad cars
You know we used to be like stars
So take a look what we drive
'Cause Jense, now we've got bad cars
We've got engine problems
And I don't think they can solve them
Ron made a really deep cut
And Jense, now we've got bad cars

Our dreams don't fix engine burns
They chose Honda just for show
Dreaming like that, all 80's ghosts

Car won't start, don't forget, car won't never let us go

Our dreams don't fix engine burns
They chose Honda just for show
Dreaming like that, all 80's ghosts
If we race like that, fire burns cold!

'Cause Jense, now we've got bad cars
You know we used to be like stars
So take a look what we drive
'Cause Jense, now we've got bad cars
We've got engine problems
And I don't think they can solve them
Ron made a really deep cut
And Jense, now we've got bad cars


Pubblicata anche su F1GC.


Traduzione:

venerdì 4 dicembre 2015

Le 10 regole auree per ridare lustro alla Formula 1

Disclaimer: questo post contiene prese per i fondelli, ironia, sarcasmo, humour nero e chi più ne ha più ne metta. È volutamente ispirato a tutto ciò che si legge in giro per la rete e vuole arrivare a una conclusione unica e ineluttabile: se guardi la Formula 1 solo ed esclusivamente per lamentarti e a criticare quelli a cui piace, forse faresti meglio a non guardarla affatto e a impiegare al meglio il tuo tempo.
Disclaimer II: questo scritto è stato redatto “just for fun” e non vuole in alcun modo sindacare sulla libertà di opinione altrui. Semmai vuole sindacare sul fatto che molti critici dicano le stesse cose e che quelle cose siano sempre alquanto vaghe.

***


Le 10 Regole Auree per ridare lustro alla Formula 1

1. Le Formula 1 devono fare rumore
Sì sì, questa è la cosa fondamentale. Bisogna che, quando guardate la Formula 1 sdraiati sul divano di casa vostra, mettendo al massimo il volume del televisore lo sentano anche dall’altra parte dell’isolato. In tal caso di sicuro non vi addormenterete... o quantomeno potrete negare: se per caso vi siete messi a russare, nessuno vi ha sentito, grazie al frastuono dei motori.
Corollario: qualunque serie automobilistica in cui le vetture non facciano altrettanto rumore è da considerare indegna di essere seguita, ma è necessario sparlarne in lungo e in largo per il web, come se foste veri intenditori. Perché dopotutto voi siete intenditori, no? Poi sì, va beh, le altre serie non c’entrano con la Formula 1, ma è irrilevante.

2. La Formula 1 non deve imitare le altre serie
Ovviamente la Formula 1 non può mischiarsi a robetta di poco conto, in cui le vetture hanno generalmente colorazioni ridicole, senza prendere neanche lontanamente in considerazione l’unico colore accettabile, qualcosa tipo il Rosso Ferrari.
Il confronto con le altre serie, però, esiste: la robetta di poco conto in cui le vetture hanno colorazioni poco legittime le rubano spazio. È un problema non da poco, questo...
Corollario: la Formula 1 può battere la concorrenza con le altre serie soltanto rendendosi simile all’unica vera attrazione assoluta, la MotoGP, dove ci sono un sacco di sorpassi (motivo per cui il 90% degli appassionati di MotoGP sostiene di guardare la MotoGP) e dove c’è Valentino Rossi (motivo per cui in realtà quel 90% degli appassionati guarda la MotoGP).
Corollario II: se qualcuno obietta che in Formula 1 ci sono auto e in MotoGP ci sono moto e quindi non si tratta esattamente della stessa cosa non statelo a sentire, perché non è un intenditore.

3. La questione della tecnologia
Che cosa c’è di più bello che vedere le gare in cui le macchine erano a pedali e in cui venivano spinte fino al traguardo?
E poi la Formula 1 di oggi non raggiunge più la massima esasperazione della tecnologia, come si può perdere tempo a trovarla interessante?
Corollario: il fatto che “troppa tecnologia” e “troppo poca tecnologia” siano concetti in contraddizione l’uno con l’altro non è rilevante; è consentito e anzi è opportuno alternarli all’interno della stessa frase.

4. In Formula 1 non ci sono più i piloti di talento di una volta
Detta così, potrebbe venirvi anche da pensare che sia normale che in Formula 1 non ci siano più i piloti di una volta: parte sono decrepiti, parte sono morti.
Il problema in realtà non è questo... anzi, sì, è anche questo. Se in Formula 1 corressero piloti di una volta, ci sarebbe spettacolo perché avevano talento. Adesso, invece, ci sono tutti questi bambini che hanno iniziato a guidare a quattro anni e che a diciotto avevano già vinto una mezza dozzina di campionati internazionali... insomma, tutta gente che se a quattro anni non fosse stata messa su un go-kart ma su una canoa sarebbe diventata un talento del canottaggio anziché dell’automobilismo. La Formula 1 attuale è da considerarsi l’esibizione dell’assenza di talento. Tutti i piloti sono arrivati in Formula 1 solo ed esclusivamente perché erano ricchi e sponsorizzati, mica perché erano bravi. Perfino voi guidereste meglio di loro, dopotutto non siete diventati campioni del mondo con la Playstation?
Corollario: il fatto di essere ricchi e sponsorizzati è da ritenersi SEMPRE inversamente proporzionale al talento, anche nel caso di chi ha dominato serie minori.

5. I piloti di oggi non guidano più sotto la pioggia
Al giorno d’oggi i piloti sono diventati degli incapaci, cadono due gocce di pioggia e la gara viene interrotta, mica una volta in cui quando pioveva tutti procedevano imperterriti e non ce n’era nemmeno uno che finisse in testacoda o che andasse a sbattere da qualche parte... e sul bagnato giravano sugli stessi tempi che sull’asciutto!
Corollario: non fate caso se qualcuno vi dice che certi circuiti si allagano o che non tutti gli assetti sono fatti per girare sul bagnato, ma soprattutto mettete a tacere a priori chi osa insinuare che la pioggia che cade ogni giorno nelle campagne inglesi e un temporale monsonico siano due cose leggermente diverse.
Corollario II: non fate caso se qualcuno sostiene che il gran premio più corto della storia è stato disputato nel 1991. Nel 1991 non succedevano cose del genere, avrebbero corso fino alla fine anche con le vetture che galleggiavano sull’acqua. E poi comunque era il 1991, quando la Formula 1 stava già precipitando verso il suo stato catatonico attuale, mica gli anni ’60!
Corollario III: qualcuno potrebbe insinuare che in epoca moderna ci sono stati gran premi sotto la pioggia, ma non ascoltateli. Sono impostori che vogliono insinuare che in quelle occasioni steste dormendo.

6. Le regole di oggi impediscono ai piloti di essere se stessi
Vogliamo parlarne??!! Fino all’anno scorso c’era la regola più insensata di tutti i tempi, che permetteva ai piloti di scegliere liberamente da un gran premio all’altro la colorazione del proprio casco o di adornarli con luci di Natale o lampadine da minatore. Questo è chiaramente un insulto, non sono più come i piloti di una volta che tenevano gli stessi colori per tutta la carriera, rendendo le gare molto più spettacolari!
Corollario: ricordate, dovete necessariamente citare il casco di Senna come simbolo dei caschi rimasti invariati per tutta la carriera, in quanto il suo proprietario naturalmente dettava i canoni dell’estetica dei caschi per tutti i decenni a venire.
Corollario II: ora che la regola è stata cambiata, però, i piloti potrebbero risentire della mancata possibilità di esprimere il proprio gusto estetico in fatto di caschi ed essere meno spettacolari.

7. I risultati sono falsati
Altro grosso problema dello spettacolo è che, mettendo qualsiasi pilota al volante di una qualsiasi macchina, il risultato è identico e prevedibile perché non importa quanto un pilota possa essere uno sfasciacarrozze, sulla macchina vincente vincerà sempre e comunque, rendendo il campionato falsato.
Corollario: esistono rigorosamente delle eccezioni a tale proposito, in particolare il valore del pilota può essere tirato in ballo allo scopo di elogiare un particolare pilota o di screditarne altri.
Corollario II: qualunque campionato è stato falsato, quindi è naturale dovere insinuare che lo sia anche quello corrente.
Corollario III: per “qualsiasi pilota al volante di una qualsiasi macchina” è ovviamente sottinteso che se tra il 2000 e il 2004 in Ferrari ci fossero stati Inoue e Ide al posto di Schumacher e Barrichello la quantità di vittorie e campionati vinti sarebbe stata immutata.

8. Ci sono troppi “figli di”
I “figli di” (non c’è nulla di offensivo in questa locuzione, a meno che tali figli non ritengano offensivo essere figli dei vari Magnussen, Verstappen, ecc...) sono il male assoluto della Formula 1 e come tali devono essere estirpati, perché ledono lo spettacolo e infangano il nome dei rispettivi padri.
Corollario: non ascoltate quelli che sostengono che talvolta erano i loro padri a infangare le proprie vetture nelle vie di fuga, perché i padri hanno SEMPRE ottenuto successo e i figli sono SEMPRE stati un insulto al vero automobilismo.

9. L’età dei piloti è un danno all’immagine della Formula 1
Una tematica senza dubbio molto scottante è che l’età dei piloti dell’attuale Formula 1 sia palesemente inadeguata e indicatore del loro scarso talento.
Per intenderci, i piloti più giovani sono lì perché sono ricchi e sponsorizzati quindi scarsi, mentre i piloti più vecchi sono lì perché ritengono di non avere ancora ottenuto abbastanza risultati il che è un chiaro indicatore che, se non fossero scarsi, li avrebbero ottenuti. La presenza di piloti scarsi, si sa, non genera spettacolo.
Corollario: non esistono piloti di età intermedia, tutti sono troppo giovani o troppo vecchi e generalmente al compimento dei 30 anni si passa da una categoria all’altra.
Corollario II: se gli under 30 sono scarsi e gli over 30 sono altrettanto scarsi, si giunge automaticamente alla conclusione che tutti i piloti sono scarsi, il che è in linea con quanto già notato in precedenza.

10. La Formula 1 di oggi non è abbastanza pericolosa
Cosa c’è di più bello ed emozionante che pensare che, chiunque prenda male una curva, possa andare a schiantarsi da qualche parte e morire sul colpo? Beh, sì, qualcosa di più emozionante c’è: in corso d’opera potrebbe anche investire tutti i commissari di percorso presenti sul posto e poi spiccare il volo e cappottare in mezzo alle tribune, trucidando una ventina di spettatori. Invece purtroppo in Formula 1 siano convinti che, andando avanti, sia opportuno cercare di migliorare la sicurezza, invece di peggiorarla.
Corollario: ovviamente, qualora qualcuno superi il limite di velocità consentita nella pitlane, è più che opportuno definirlo una mina vagante che causa pericolo.

***

Come rendere la Formula 1 attuale spettacolare senza seguire le 10 Regole Auree

1. Avere un campionato dominato da un solo team, in caso le vetture di tale team siano rosse.


Milly Sunshine©
Post scritto per il mio blog e per F1GC.