venerdì 16 novembre 2012

#18 Commento al Gran Premio di Abu Dhabi (2-3-4 nov. 2012)


La sottoscritta Milù Sunshine dichiara di non avere consumato sostanze illegali prima di avere preso la non troppo saggia decisione di deturpare la Divina Commedia.
...Ma il gran premio di Abu Dhabi dopotutto era abbastanza poetico da meritarsi un simile trattamento; d’altronde ogni gran premio lo è. U.U


Nel mezzo del cammin degli Emirati
Mentre la sera si faceva oscura
Restammo tutti a occhi spalancati:

Sebbiii esclamò: “ma che rottura!”
Nella Q3 finì anzitempo la benzina
E d’una retrocessione ebbe paura.

Giocando a briscola in una cantina
I commissari impiegarono ore,
Poi osservarono “si fa mattina”

E di una penalità si sentì l’odore:
Sebbiiii partì ultimo a quel punto
E più d’uno davanti riprese colore.

Chi da Grosjiiii al via fu raggiunto
Prese a toccarsi subito le pa... BEEEEEEP! {censura}
Ma fu Grosjiiii che con disappunto

Fu colpito da chi gli era alle spalle:
Era certo una cosa inconsueta
E si avviò verso una buia valle.

Per Hulk la gara fu un po’ inquieta
Ed ebbe certo breve durata
Di sognare, il caso subito vieta:

Da qualcuno fu subito centrata
Anche l’altra vettura indiana
La cui gara fu presto rovinata.

Rosbiiii esclamò “porca put...BEEEEEEP! {censura}
Centrai Grosjiiii facendo un passo,
Sono ultimo in questa gara strana,

Dietro anche a Karthyyy, oh, ca...BEEEEEEP!” {censura}
Poi l’indiano di colpo rallentò,
Per evitare di precipitare in basso

Rosbiiii in pieno subito lo centrò
Lasciando più d’uno certo sconvolto
E la safety car a quel punto entrò.

Sebbiiii imprecò a Ricciardo rivolto
Che gli impediva intanto il cammino
E si ritrovò ultimo con l’alettone ritorto.

Era il tramonto, non era il mattino,
E terzo toccava intanto le stelle
Il sommo Ferniiii, essere divino:

In partenza ne fece delle belle
Il grande Webbiiii, oh, che emozione!
A più d’uno si accapponò la pelle

Quando coronò la sua stagione
Impattando su Maldiiii frattanto
E poi contro Feliiii senza eccezione.

Webbiiii a metà gara era affranto:
In prima fila s’era qualificato
E dopo lunghe peripezie intanto,

Più indietro di Sebbiiii era arretrato
Nonostante questo dai box scattasse,
ma non fu il solo rimasto senza fiato:

A Hammiiii sembrò che si fermasse
La sua vettura, non fu una svista,
A qualcuno parve che imprecasse

Mentre parcheggiava a bordo pista,
Intanto con un’occhiata fugace
Si guardò intorno un alcolista

Con un compagno di squadra incapace
Di evitare le vetture in partenza,
Era colui che beve vodka e tace.

Della vittoria già sentiva l’essenza
Con Ferniiii e Jensiiii nei paraggi:
ormai aveva un senso l’esistenza.

Il sole filtrava con gli ultimi raggi
Per Grosjiii niente incidenti, caso strano!
Ma mentre fissava deserti paesaggi

Si avvicinò un kamikaze messicano
Che tamponò l’ultima indiana vettura
E anche Grosjiiii lo prese nell’ano.

A completare la gara con sciagura
Arrivò Webbiiii in quello spazio angusto
E si ritirò anche lui: “che rottura!

Oggi il mondo è davvero ingiusto!”
Grosjiiii esclamò seccato “porca tro...BEEEEEP!” {censura}
Incolpevole in mezzo a quel trambusto.

Tornarono alcuni giri di noia
Dietro la safety car in quel momento
Dopodiché forò con poca gioia

Un anziano con un enorme mento
Con poche diottrie ormai restanti,
E arrancando con un certo sgomento

Si ritrovò ad esser dietro a tanti
Lui che dei ferraristi fu l’antico amore
E che ora non è mai davanti.

Di un’ottima gara Kimi fu autore
Ma all’ultimo un pensiero lo colse
Ed esclamò: “Oh, che disonore!”

Un pensiero al podio lui rivolse
E ricordò con un certo oltraggio
Qualcosa che certo lo sconvolse,

Nel crudele desertico paesaggio:
“C’è una bottiglia lì che mi deride!”
Esclamò con un urlo selvaggio.

La bottiglia di analcolico lo vide
Mentre giungeva primo sulla via,
“Questa consapevolezza m’uccide!”

“Avanti, Kimi, cosa vuoi che sia?”
Chiese Jensiiii, mentre fischiettava
Lì al volante della sua McSpia

Osservando qualcosa che passava.
“Ma quello non era un toro alato?”,
Quel dubbio feroce lo tormentava.

Rispose Sebbiiii: “sì, t’ho superato,
Ma se ti può consolare questa cosa,
Quando quarto avrai terminato

Noterai che è cambiato qualcosa
Da quella volta a Montecarlo
In cui facesti una gara penosa

Non dire che non sai di che parlo:
Il retrotreno del Kovaaaa all’infinito
Rimanesti nelle retrovie a fissarlo.”

Poi se ne andò lasciandolo stordito
A rinunciare alla terza posizione
Senza esserne per nulla ferito.

Kimiiii vinse con poca emozione
Maledicendo bibite ai petali di rosa
Che assaporò senza eccitazione.

Si chiese Ferniiii “questo come osa
Sulla strada per la vittoria venire?
Sono affranto da questa cosa!”

Il suo svantaggio non vide salire:
Da Sebbiiii di dieci punti staccato
Non si sentiva ancora svenire,

Pensò ad Austin alquanto esaltato
E poi ai gufi e ai laghi brasiliani,
Ma Sebbiiii era terzo dall’altro lato.

Fu quarto Jensiiii, risultati vani
Per la McSpia nel mondiale costruttori,
E quinto Maldiiii, uno dei casi strani

In cui dagli incidenti si tenne fuori
Seguito da un kamikaze giapponese,
Da Feli, da un rasoio e da indiani colori

Mentre fu decimo un toro francese
Che esclamò: “Di certo non arretro!”
E all’undicesimo posto s’arrese

Un vecchio cieco che gli stava dietro...


Risultato della gara:
1. Raikkonen (Lotus), 2. Alonso (Ferrari), 3. Vettel (Redbull)
4. Button (McLaren), 5. Maldonado (Williams), 6. Kobayashi (Sauber), 7. Massa (Ferrari), 8. Senna (Williams), 9. Di Resta (Force India), 10. Ricciardo (Toro Rosso)
11. Schumacher (Mercedes), 12. Vergne (Toro Rosso), 13. Kovalainen (Caterham), 15. Glock (Marussia), 15. Perez (Sauber), 16. Petrov (Caterham), 17. De La Rosa (HRT)
RET. Pic (Marussia), Grosjean (Lotus), Webber (Redbull), Hamilton (McLaren), Karthikeyan (HRT), Rosberg (Mercedes), Hulkenberg (Force India)

domenica 4 novembre 2012

GP Abu Dhabi: Kimi Raikkonen torna alla vittoria


Cronaca / Pre-commento

Ad Abu Dhabi è andata in scena la diciottesima gara della stagione, che ha visto il ritorno della McLaren in pole position: Lewis Hamilton è infatti partito dalla prima posizione, accanto a Mark Webber, con Maldonado e Raikkonen in seconda fila seguiti da Button, Alonso, Rosberg, Massa, Grosjean e Di Resta. Per Vettel si preannunciava una gara complicata: rimasto fermo nell’ultima manche delle qualifiche, è stato retrocesso in fondo allo schieramento per non aver imbarcato sufficiente benzina per la Q3. Il pilota della Redbull è partito quindi dalla pit-lane; insieme a Michael Schumacher e Bruno Senna era uno dei tre piloti che partivano su gomme medie invece che sulle soft, in una gara in cui era previsto un solo pit-stop.
Anche De La Rosa, che avrebbe dovuto scattare dalla 22^ posizione, è partito inoltre dalla pit-lane, a causa di un problema avuto allo scattare del giro di formazione.

Al via Hamilton ha superato Webber, che si è visto sfilare anche da Raikkonen e Maldonado, per poi perdere anche la quarta posizione a vantaggio di Alonso nel corso del primo giro. Più indietro c’erano state due diverse collisioni: una tra Rosberg e Grosjean, che ha costretto i due a una sosta ai box e a tornare in pista nelle retrovie; oltre che un’altra tra Hulkenberg e Senna, che ha mandato il pilota della Williams in testacoda (ma è riuscito a proseguire, seppure perdendo posizioni), mentre il pilota della Force India è stato costretto al ritiro.
Al secondo giro Hamilton ha commesso una piccola sbavatura, cosicché Raikkonen ha potuto avvicinarsi, ma non abbastanza da infastidirlo. Completavano la top-ten Maldonado, Alonso, Webber, Button, Massa, Kobayashi, Perez e Schumacher.
Frattanto Vettel nelle retrovie stava rimontando diverse posizioni e al 7° giro era in 14^ posizione alle spalle di Kovalainen (che ha superato all’8° giro), scegliendo di non rientrare per la sostituzione del musetto, nonostante un lieve danneggiamento all’ala anteriore. Chiudevano al momento Rosberg, Grosjean e Di Resta, con quest’ultimo anch’esso costretto ai box all’inizio della gara, probabilmente coinvolto in una delle collisioni avvenute al via.

Al 9° giro il primo colpo di scena ha stravolto la gara: Rosberg è giunto alle spalle di Karthikeyan, con l’indiano che ha rallentato per lasciar passare agevolmente la vettura più performante del pilota tedesco. Rosberg, però, ha male interpretato il rallentamento di Karthikeyan e ha finito per andare a impattare pesantemente contro la HRT: la sua Mercedes s’è alzata da terra, ha oltrepassato la HRT ed è andata a impattare violentemente contro le barriere. Fortunatamente entrambi i piloti sono usciti illesi da questo incidente spettacolare.
A causa dei detriti sparsi sulla pista è entrata la safety car. Alcuni piloti, come Grosjean e i due piloti della Toro Rosso, ne hanno approfittato per rientrare ai box a sostituire le gomme. Al 13° giro, quando si trovava in 11^ posizione, Vettel è stato costretto a rientrare ai box a causa dei danni riportati dall’aver calpestato un tabellone di polistirolo. Ha montato gomme soft ed è rientrato in pista in ultima posizione.
Al 15° giro la safety car è uscita e la gara è ripartita con Alonso e Webber in lotta per la quarta posizione. Nel frattempo un giro più tardi nelle retrovie la gara era accesa con Grosjean, Vettel e Di Resta che si sono ritrovati a superare la Marussia di Glock. Mentre superavano la vettura più lenta del pilota tedesco, Vettel ha tentato di superare anche Grosjean, quando ha completato la manovra però ha dovuto cedere nuovamente la posizione al francese della Lotus, dal momento che era uscito con tutte le ruote dalle linee che delimitano la pista. Al passaggio successivo, però, Vettel è riuscito a liberarsi definitivamente di Grosjean e ha ripreso la propria rimonta, mentre il suo compagno di squadra Webber, alle spalle di Maldonado e Alonso, non riusciva a sfruttare al meglio la loro notevole vicinanza.

Al 20° giro ecco un altro colpo di scena: l’ennesima sfortuna stagionale per Hamilton, costretto al ritiro per un guasto meccanico mentre si trovava al comando del gran premio, stessa cosa che gli era capitata già a Singapore. Passava quindi in testa alla gara, a sorpresa, Kimi Raikkonen.
Al 21° giro, mentre Vettel era già 11°, Alonso ha conquistato la seconda posizione approfittando di un piccolo errore commesso da Maldonado, che si è ritrovato a dover gestire la posizione anche nei confronti di Webber. Al 23° giro l’australiano ha tentato il sorpasso, tra i due vi è stato un contatto (riconosciuto successivamente come normale incidente di gara) che ha mandato Webber in testacoda facendogli perdere varie posizioni. Il pilota della Redbull è infatti precipitato dalla quarta alla settima posizione, dietro a Button, Massa e Perez. Maldonado invece ha perso successivamente una posizione a vantaggio di Button.

Al 24° giro Perez ha superato Massa, che ormai iniziava a mostrare difficoltà sulle gomme soft già usurate. Vettel nel frattempo è entrato in zona punti superando le Toro Rosso e si è apprestato a sopravanzare anche Michael Schumacher per la nona posizione, sorpasso che ha compiuto due giri più tardi. Nel frattempo, nel corso del 26° giro, Kobayashi è stato il primo dei piloti della top-ten che ancora non si erano fermati a rientrare ai box per montare gomme intermedie.
Nel corso dello stesso passaggio Webber ha tentato il sorpasso su Massa, diventando co-protagonista di un ulteriore contatto (anch’esso ritenuto incidente di gara) nel quale il brasiliano è finito in testacoda perdendo alcune posizioni e rientrando ai box per l’unica sosta della sua gara.
Vettel intanto aveva rimontato ulteriori posizioni e si è ritrovato settimo, proprio all’inseguimento del compagno di squadra che si trovava in sesta posizione.

Per i piloti che non avevano ancora cambiato gomme intanto è giunto il momento della sosta: si è fermato ai box Alonso al 29° giro, al 30° giro sono rientrati Button e Maldonado (che era appena stato superato da Perez), al 31° giro Webber (che era subito dietro a Perez e tallonato da Vettel) e al 32° giro Raikkonen.
Una volta che sono stati completati i pit-stop dai piloti di testa Raikkonen era ancora leader davanti a Vettel, Alonso e Button, ma Vettel, che aveva sostituito le gomme al 13° giro montando le soft, difficilmente sarebbe potuto arrivare al termine della gara.
Dietro ai quattro al momento era in quinta posizione Vergne, che a sua volta si era fermato poco prima di Vettel, mentre la safety car era in pista. Dopo che il francese è rientrato ai box per sostituire gomme al 34° giro, Grosjean, Di Resta e Perez si sono ritrovati rispettivamente in quinta, sesta e settima posizione, davanti a Webber che, grazie al pit-stop, era riuscito a superare Maldonado.

Al 37° giro Vettel si è fermato per la sua seconda sosta, montando gomme intermedie. È tornato in pista in quarta posizione, mentre i primi tre erano al momento Raikkonen, Alonso e Button.
Subito dopo, nel corso del 38° giro, Di Resta ha attaccato e superato Grosjean, mentre Perez si avvicinava ai due. I tre sono stati protagonisti di un incidente innescato dal messicano, che ha costato il ritiro a Grosjean e anche a Webber (protagonista quindi del suo terzo contatto in quindici giri) che sopraggiungeva e che è andato a impattare contro la Lotus del francese. Perez, Di Resta e Ricciardo (rimasto coinvolto a sua volta nell’incidente, probabilmente passando sui detriti) sono rientrati ai box, mentre in pista è entrata la safety car a causa dell’elevata quantità di detriti rimasti sul tracciato.
Perez, riconosciuto responsabile dell’incidente, è stato penalizzato con uno stop and go di 10 secondi che ha scontato alcuni giri più tardi.
Dietro la safety car in top ten c’erano: Raikkonen, Alonso, Button, Vettel, Maldonado, Kobayashi, Schumacher, Massa, Senna e Vergne.
Al 42° giro, proprio mentre Pic si ritirava per problemi tecnici parcheggiando la propria vettura al box della Marussia, Schumacher è rientrato ai box per una foratura, probabilmente causata dal passaggio sui detriti dell’incidente. È ritornato in pista in ultima posizione.

Al 44° giro la gara è ripartita, nessuna posizione di rilievo è cambiata tra i piloti di testa, mentre invece Di Resta, che si trovava in decima posizione, ha superato Vergne per la nona, portandosi alle spalle della Williams di Senna. Nel frattempo nelle retrovie Schumacher ha superato diverse vetture raggiungendo in qualche giro la 12^ posizione alle spalle di Ricciardo. Tra i due vi è stato un acceso duello per l’11^ posizione che ha visto Schumacher superare l’australiano della Toro Rosso al 48° giro, che si è ripreso nuovamente la posizione prima del sorpasso definitivo di Schumacher avvenuto al 49° giro.
Nel frattempo Alonso era riuscito a liberarsi della presenza di Button, in un primo tempo pressante, mentre l’inglese della McLaren doveva guardarsi da Vettel, che era quarto alle sue spalle.

Gli ultimi giri sono stati carichi di suspense: al 51° giro infatti il gap tra Raikkonen e Alonso si è portato a soli due secondi, con lo spagnolo più veloce del finlandese.
Vettel frattanto si è avvicinato a Button e nel corso del 52° passaggio, prendendosi anche un certo rischio è riuscito a superare l’inglese, mentre Alonso si faceva più vicino a Raikkonen.
Al 54° giro il finlandese si è ritrovato ad avere un solo secondo di vantaggio, mentre Alonso non riusciva più ad essere tanto più performante. All’inizio dell’ultimo giro il gap era pressoché invariato e Raikkonen è stato il primo a passare sul traguardo dopo aver completato 55 giri, con Alonso e Vettel a completare il podio.
Hanno chiuso in top ten: 4° Button, 5° Maldonado, 6° Kobayashi, 7° Massa, 8° Senna, 9° Di Resta, 10° Vergne.
Quest’ultimo ha difeso la posizione negli ultimi giri dalla risalita di Michael Schumacher, che ha concluso 11° a pochi decimi dal francese. Per la Mercedes è sfumata quindi la possibilità di entrare in top-ten e, per la quarta gara consecutiva, il team non ha ottenuto punti.
È da rimarcare inoltre la tredicesima posizione di Heikki Kovalainen sulla Caterham, che non basta comunque per sopravanzare in classifica la Marussia, stabilmente in decima posizione dopo che Glock concluse 12° a Singapore.

Kimi Raikkonen è l’ottavo vincitore stagionale e per il team di Enstone si tratta della prima vittoria in quattro anni: il digiuno perdurava dalla vittoria di Alonso nel gran premio del Giappone del 2008, quando il team si chiamava ancora Renault. Per andare a cercare l’ultima vittoria ottenuta in Formula 1 dal marchio Lotus, invece, bisognava tornare indietro addirittura fino al 1987.

Per quanto riguarda la classifica piloti, Vettel aveva 13 punti di vantaggio su Alonso prima di questa gara e, al termine, ne conserva 10. Il mondiale è quindi ancora molto aperto e i prossimi appuntamenti, tra due settimane in Texas per la prima edizione del gran premio che si svolgerà a sul circuito di Austin e a fine mese a Interlagos, saranno senza dubbio bollenti.

Il risultato
1. Kimi Räikkönen   Lotus   1:45:58.667
2. Fernando Alonso   Ferrari   +0.852
3. Sebastian Vettel   Red Bull   +4.163
4. Jenson Button   McLaren   +7.787
5. Pastor Maldonado   Williams   +13.007
6. Kamui Kobayashi   Sauber   +20.076
7. Felipe Massa   Ferrari   +22.896
8. Bruno Senna   Williams   +23.542
9. Paul di Resta   Force India   +24.160
10. Daniel Ricciardo   Toro Rosso   +27.463
11. Michael Schumacher   Mercedes   +28.075
12. Jean-Eric Vergne   Toro Rosso   +34.906
13. Heikki Kovalainen   Caterham   +47.764
14. Timo Glock   Marussia   +56.473
15. Sergio Perez   Sauber   +56.768
16. Vitaly Petrov   Caterham   +1:04.595
17. Pedro de la Rosa   HRT   +1:11.778
RIT. Charles Pic   Marussia   +14 Giri
RIT. Romain Grosjean   Lotus   +18 Giri
RIT. Mark Webber   Red Bull   +18 Giri
RIT. Lewis Hamilton   McLaren   +36 Giri
RIT. Narain Karthikeyan   HRT   +48 Giri
RIT. Nico Rosberg   Mercedes   +48 Giri
RIT. Nico Hülkenberg   Force India   +55 Giri

sabato 3 novembre 2012

GP Abu Dhabi: Vettel retrocesso in fondo allo schieramento

Decisioni post gara:
- Vettel retrocesso in fondo allo schieramento per irregolarità sulla benzina (lo stesso che capitò a Hamilton in Spagna);
- Perez multato, ma non retrocesso per aver rallentato Senna nella prima manche delle qualifiche;
- nessuna sanzione per Grosjean, per l'uscita dai box potenzialmente dannosa avuta nell'ultima manche delle qualifiche.

Griglia di partenza aggiornata
1^ fila: Hamilton - Webber
2^ fila: Maldonado - Raikkonen
3^ fila: Button - Alonso
4^ fila: Rosberg - Massa
5^ fila: Grosjean - Hulkenberg
6^ fila: Perez - Di Resta
7^ fila: Schumacher - Senna
8^ fila: Kobayashi - Ricciardo
9^ fila: Vergne - Kovalainen
10^ fila: Pic - Petrov
11^ fila: Glock - De La Rosa
12^ fila: Karthikeyan - Vettel

Hamilton e Webber in prima fila ad Abu Dhabi, problemi per Vettel


Un cordiale saluto ai nostri lettori da F1GC...

Il terzultimo appuntamento con la stagione 2012 di Formula 1 ha luogo ad Abu Dhabi, sul circuito dell’isola di Yas. Fin dalle prove libere sembrano le McLaren e le Redbull le monoposto più performanti, con Hamilton e Vettel che ottengono il miglior tempo rispettivamente nella prima e nella seconda sessione di prove libere.
Nelle libere del sabato è Hamilton a ottenere il miglior tempo, mentre Vettel riscontra problemi sulla sua vettura, tanto che completa un unico giro classificandosi in terza posizione dietro a Hamilton e Button.

Per Vettel sembrano esserci difficoltà anche nella prima manche di qualifiche, dove commette un errore che condiziona il suo primo tentativo, mentre nel corso del secondo viene invitato a rientrare ai box, in quanto il tempo già fatto registrare è sufficiente per accedere alla Q2, questo fa ipotizzare che, dopo il problema al kers avuto da Webber nello scorso gran premio in India, la Redbull abbia ulteriori problemi di affidabilità. È nel frattempo Hamilton il più veloce in questa sessione, a conferma delle elevate prestazioni che la McLaren sembra poter ottenere sul tracciato di Yas Marina.
Per quanto riguarda gli esclusi, ci sono ben poche sorprese e alla fine sono i soliti sei piloti delle “nuove scuderie” a occupare le ultime sei posizioni sulla griglia di partenza. Il 18° tempo lo ottiene Vergne – di recente confermato dalla Toro Rosso per la prossima stagione, proprio come il compagno di squadra Ricciardo – autore di un errore negli ultimi minuti della Q1.
Kovalainen è il migliore tra i piloti di Caterham, Marussia e HRT, e conquista la 19^ posizione davanti a un brillante Pic che tiene dietro la Caterham di Petrov e la Marussia del compagno di squadra, mentre le HRT, come di consueto, chiudono lo schieramento.

In Q2, mentre cala la sera su Yas Marina e la temperatura si abbassa, appare evidente fin sa subito come per McLaren, Redbull, Ferrari e Lotus non ci siano problemi nell’accesso alla top ten.
Per l’accesso alla Q3 la competizione è accesa tra i piloti degli altri team, e alla fine sono Maldonado (autore di un ottimo tempo nel primo tentativo) e Rosberg (che invece è risalito parecchio nel secondo) a conquistare la top-ten insieme agli altri otto piloti dei team già citati.
Sono esclusi alla fine della Q2 Hulkenberg, Perez (sotto indagine da parte dei commissari per avere rallentato Senna nella Q1), Di Resta, Schumacher (che prende la bandiera a scacchi nell’ultimo tentativo e non riesce a fare un secondo giro), Senna (che rimonta una posizione su Kobayashi alla fine della sessione), Kobayashi e Ricciardo (che lascia ipotizzare che, seppure senza l’errore in Q1, difficilmente Vergne avrebbe potuto puntare a un risultato di maggiore rilievo, viste le potenzialità della Toro Rosso).

In Q3 è Hamilton il pilota più veloce nel primo tentativo, riesce a mettere un certo margine tra sé e Vettel che lo segue in seconda posizione davanti a Webber, Alonso, Rosberg, Button, Raikkonen e Grosjean. Scelgono di non scendere in pista se non a Q3 già inoltrata Massa e Maldonado, che effettuano un unico tentativo: quello di Massa sarà condizionato da un errore a causa del quale arriva al bloccaggio delle ruote, consentendogli di classificarsi soltanto dietro a Rosberg (che non effettua un secondo tentativo), mentre quello di Maldonado andrà invece a buon fine e gli consentirà di conquistare, provvisoriamente, la terza posizione alle spalle di Hamilton e Vettel.
Sono pochi i piloti che riescono a migliorarsi nel secondo tentativo, nel quale Hamilton riesce a conservare agevolmente la pole position: Webber è uno di questi e si porta in seconda posizione davanti al compagno di squadra (che avrà ulteriori problemi e alla fine delle qualifiche sarà costretto a parcheggiare a lato della pista) e a Maldonado. Raikkonen e Button guadagnano posizioni, classificandosi terzo e quarto, mentre Alonso non riesce a migliorarsi e chiude in settima posizione davanti a Rosberg, Massa e Grosjean (che è sotto indagine per un’uscita non sicura dai box, nella quale ha rischiato di entrare in collisione con Alonso).

Il risultato
1. Lewis Hamilton  McLaren  01:40.630
2. Mark Webber  Red Bull  01:40.978
3. Sebastian Vettel  Red Bull  01:41.073
4. Pastor Maldonado  Williams  01:41.226
5. Kimi Räikkönen  Lotus  01:41.260
6. Jenson Button  McLaren  01:41.290
7. Fernando Alonso  Ferrari  01:41.582
8. Nico Rosberg  Mercedes  01:41.603
9. Felipe Massa  Ferrari  01:41.723
10. Romain Grosjean  Lotus  01:41.778
Esclusi dopo la Q2:
11. Nico Hülkenberg  Force India  01:42.019
12. Sergio Perez  Sauber  01:42.084
13. Paul di Resta  Force India  01:42.218
14. Michael Schumacher  Mercedes  01:42.289
15. Bruno Senna  Williams  01:42.330
16. Kamui Kobayashi  Sauber  01:42.606
17. Daniel Ricciardo  Toro Rosso  01:42.765
Esclusi dopo la Q3:
18. Jean-Eric Vergne  Toro Rosso  01:44.058
19. Heikki Kovalainen  Caterham  01:44.956
20. Charles Pic  Marussia  01:45.089
21. Vitaly Petrov  Caterham  01:45.151
22. Timo Glock  Marussia  01:45.426
23. Pedro de la Rosa  HRT  01:45.766
24. Narain Karthikeyan  HRT  01:46.382

venerdì 2 novembre 2012

#17 Commento al Gran Premio d'India (26-27-28 ott. 2012)


Un tempo in linguaggio mazzoniano l’esclusione da una manche di qualifiche era l’inferno. In occasione del GP di Corea chi rischiava l’esclusione si trovava in mezzo alle melme della bassa classifica. Ora siamo passati alle sabbie mobili. Le parole esatte, pronunciate durante la Q2, sono state: “Ricciardo non riesce a uscire dalle sabbie mobili che si trovano oltre la decima posizione”. #EPICWIN!
Ma stiamo perdendo la concentrazione da ciò che è veramente rilevante. Il gran premio dell’India, infatti, già per il fatto di essere disputato nel paese natale di un pilota di estremo spicco che ha una grande importanza per il mondiale (infatti permette generalmente a tutti i piloti di essere relativamente sicuri del fatto che non arriveranno ultimi), merita che focalizziamo la nostra attenzione sul pilota in questione: si tratta di Narain Karthikeyan, colui che nel gran premio di Indianapolis del 2005 conquistò una quarta posizione su sei vetture, che in proporzione sarebbe come arrivare sedicesimo su ventiquattro. Naturalmente Karthyyyyy conta sulla grande speranza che prima o poi, prima che la sua carriera in Formula 1 possa terminare a fine stagione, ricapiti un’occasione tipo il gran premio degli Stati Uniti precedentemente menzionato, e ho la certezza matematica che non è Karthyyyy il solo pilota, tra quelli presenti in F1 al momento, a sperare che un gran premio del genere si ripresenti. Per capire a chi mi sto riferendo, basta pensare a quale altro pilota, oltre a Karthyyyy, ha avuto l’onore di prendere parte a quella gara estremamente movimentata.
A proposito di Indy2005, a volte mi chiedo che fine abbia fatto Tiago Monteiro, pilota di cui ricordo soltanto quattro cose:
> arrivò terzo in quell’occasione e fu l’unico a festeggiare sul podio, mentre Schumacher e Barrichello se ne stavano imbambolati e immobili come se avessero dovuto interpretare la parte di Raikkonen in un momento di grande allegria;
> nel 2005 andò a punti anche un’altra volta arrivando ottavo con la Jordan e terminò tutte le gare della stagione e non ebbe alcun incidente;
> si rifece nel 2006, quando era compagno di squadra di Albers alla Midland (Albers = pilota partito DAVANTI a Karthikeyan a Indy 2005 e giunto al traguardo DIETRO a Karthikeyan; nonché bersaglio preferito di Yuji Ide per i suoi esperimenti di sollevamento in aria di vetture altrui), ha avuto tipo tre incidenti con Albers stesso durante la stagione, quasi tutti provocati da lui stesso – e fu solo una parte del tutto;
> mia madre, sentendolo nominare in TV, sarà stato nel 2005, commentò che il nome Tiago secondo lei è orrendo, ma non credo che se ne ricordi più, né del commento che ha fatto né di Monteiro (la memoria di mia madre per i piloti di F1 contiene al massimo 15 elementi, appartenenti a diverse epoche che vanno dagli anni ’70 in poi, difficilmente attribuibili all’epoca corretta).

Dubbio: ma che c’entra Monteiro? Fa niente, andiamo avanti...
Partiamo dal venerdì, in cui Vettel ha iniziato a conquistare il miglior tempo in ogni possibile e immaginabile sessione di prove libere, nello specifico le due venerdì e quella del sabato (no, Vettel non ha conquistato il miglior tempo nelle libere del sabato al venerdì, se vi stavate chiedendo questo, è la frase che mi è uscita ingarbugliata), ma veniamo al sabato, al momento delle qualifiche.
Alle 10,30 mi sono posizionata davanti a Raidue nell’attesa di vederne delle belle, come ad esempio sperando che Karthikeyan potesse ottenere la pole position. A proposito di Karthyyyy c’è da dire che sta diventando il mio preferito tra i talenti indiani, sopravanzando di gran lunga il sommo Chandy. È un pilota molto pittoresco, non lo si può negare. U.U
Va beh, procediamo, non perdiamoci in chiacchiere. #KarthyForTheWin! #KarthyTheBest! ...dicevamo? Ah, già, le qualifiche.
Non è accaduto niente di particolarmente sconcertante, se non che si sono verificati alcuni fatti che non necessariamente ci aspettavamo:
1) per una volta né Ricciardo, né Senna, né Kobayashi né altri sono finiti su per qualche muro o hanno girato abbastanza lentamente da finire fuori già da subito, quindi tale onore è andato a Vergne;
2) come capita abbastanza spesso ultimamente gli Angry Birds non sono stati molto soddisfatti, in quanto Kovaaaaa l’ha preso in quel posto da Petrov, che è stato il migliore dei piloti dei “nuovi team”;
3) Pic ha fatto l’ultimo tempo, ciò significa è stato battuto da entrambe le HRT;
4) il tempo di DLR era 1’30’’592, contro 1’30’’593 di Karthikeyan, il che significa che Karthyyyy l’ha preso in quel posto per un solo millesimo, dannazione! #SonoSconvolta.

Ah, già, già dalla Q1 è capitato anche un altro fatto molto interessante: Mazzoniiii, il Nostradamus del terzo millennio, ha declamato un’eclatante verità: le Mercedes potevano lottare per la pole position. Sfortunatamente Rosberg e Schumacher non hanno provveduto a una repentina grattata di parti intime (rituale che generalmente viene effettuato dai piloti che partono accanto a Grosjean o che vengono superati da Maldonado), e infatti s’è visto come è andata a finire.
In Q2 comunque non è capitato niente di particolare, se non che Grosjean vagando per i prati si è giocato la possibilità di accedere alla Q3, ed è stato eliminato insieme a Hulkenberg, Senna, Schumacher, Ricciardo, Di Resta e Kobayashi.
In Q3, come ormai ci si aspettava, è stato ancora una volta dominio Redbull, stavolta però non è capitato nulla che facesse sospettare l’immediatezza di una tempesta di neve improvvisa. Per intenderci Webber si è ritrovato secondo dietro a Vettel, per poi mostrare un’espressione da funerale nell’immediatezza, dopo la fine delle qualifiche. E lì mi sono detta: “ma allora è da anni che Webbiiii ha un’espressione da funerale perenne!”... Ah, già! Webber è l’unico pilota che, seppure lo prenda spesso e volentieri e da anni in quel posto dal compagno di squadra è palesemente e inevitabilmente superiore allo stesso compagno di squadra. Credo che Massa, Schumacher e Button stiano invidiando ferocemente la sua posizione privilegiata. U.U
#VaBeh #AndiamoAvanti... Dicevamo? Ah, già, Vettel e Webber in prima fila, Hamilton e Button in seconda, Alonso e Massa in terza, dopodiché Raikkonen, Perez, Maldonado e Rosberg che non ha girato in Q3 per risparmiare un set di gomme, sperando che Grosjean che partiva 11° non lo tamponasse.

E Grosjiiii ha sorpreso tutti: per la seconda volta consecutiva, niente incidenti al via. #EpicWin. Diciamo anche che Grosjiiii è stato abbastanza irrilevante nell’ambito della partenza e delle prime fasi, quindi vediamo di passare oltre e di concentrarsi su chi è rilevante.
Vettel è scattato bene mantenendo la prima posizione e venendo però quasi insidiato da Webbiiii che si è dovuto accodare, seguito dalle McLaren e da Alonso, partiti bene (forse Hamilton un po’ meno bene) in lotta tra loro. WTF?! O_______O Webber, partito secondo, è rimasto secondo?! Ebbene sì, ogni tanto capitano anche miracoli di questo tipo e il nostro caro Webbiiii non ha perso alcuna posizione in partenza. Però ci avrebbe riservato qualche sorpresa... o meglio, la sua vettura dotata di vita propria ci avrebbe riservato qualche sorpresa... e in particolare ne avrebbe riservate a lui.

I primi giri sono stati parecchio infiammati da Alonso e dai due piloti della McLaren, dopo un’accesa lotta a tre Button si è conquistato la terza posizione dietro alle Redbulle davanti a Ferniiii e a Hammiiii, ma per Jensiiii non c’è stato nulla da fare: dopo quattro giri Ferniiii gli stava davanti. Per Jensiiii la situazione è peggiorata ulteriormente quando il compagno di squadra, di lì a un paio di giri, l’ha superato a sua volta facendolo precipitare nel dimenticatoio e divenire irrilevante per il contesto della gara, ma poi tanto irrilevante non lo è stato: anche se non si è più sentito parlare di lui ha portato a casa dei punti sicuramente utili alla McLaren.
Ma non iniziamo dalla fine, torniamo all’inizio, dove gli alettoni della Toro Rosso hanno mostrato che, grazie al trattamento di qualche arrotino, i loro alettoni sono diventati più affilati di una ghigliottina. Il pilota più giovane della Formula 1 ha probabilmente ripensato a quando a Singapore si destreggiava in top ten...
«THE POWER OF FRANCE! LIBERTÉ, EGALITÉ, FRATERNITÉ! SCHUMÌ CHE MI HA TAMPONATO SARÀ GHIGLIOTTINÉ!»
Nonno Schumiiii s’è guardato alle spalle con aria circospetta e... THE POWER OF CRASH! [cit. Maldiiii & Grosjiiii].
Il pilota più giovane ha tamponato il pilota più vecchio, nonno Schumiiii ha forato una gomma e la sua gara ha assunto un significato parecchio pittoresco per la storia della Formula 1.
È stato infatti un susseguirsi di questi passaggi:
1) fare un giro intero su tre ruote, arrivare ai box e finalmente uscirne staccato di oltre quaranta secondi anche da Karthikeyan;
2) essere messo sotto indagine per non avere rispettato le bandiere blu mentre veniva doppiato;
3) riuscire finalmente a mettersi dietro un paio di vetture dopo lungo tempo (una HRT e le Marussia, se non sbaglio);
4) ritirarsi quando aveva già superato il 90% dell’intera percorrenza e, di conseguenza, essere classificato in ultima posizione.
E lì mi è sovvenuto un dubbio: la Mercedes e Schumiiii sono stati pagati per quel ritiro, proprio in quel giro? :-P No, perché secondo me non c’erano altri mezzi per salvare dall’ultima posizione il pilota di casa.

Oh, che sbadata... vi ho detto già in anticipo che Karthyyyy non ha lottato per la vittoria. Come ho potuto essere così poco attenta? :-P

Andiamo avanti... Veniamo agli altri eventi salienti della gara. Dopo lo spiattella mento della gomma di Schumiiii dopo la foratura, è stata la volta di Perez.
Mentre era in lotta con Hulkenberg, lo Speedy Gonzales della F1 ha logorato un po’ troppo le gomme e, al fine di mettere in atto una performance da pilota della Mercedes, al 15° giro è stato il primo pilota a rientrare per la prima sosta. Dopo pochi giri, però, ha avuto un contatto con Ricciardo, con l’ala anteriore più tagliente di una ghigliottina... e potete immaginare che Speedy Gonzales ha fatto ben presto la fine di Schumacher. Anzi, anche peggio: dopo il pit-stop per cambiare gomme è dovuto rientrare nuovamente, stavolta per un ritiro definitivo.
Certo che essere classificato ultimo dietro a Karthikeyan non era poi così tanto meglio che figurare ritirato, quindi che a Perez sia andata peggio che a Schumacher in effetti è alquanto discutibile.

Veniamo ora all’alter-ego di Perez. Mi riferisco a Maldiiiii, il guru degli incidenti. È capitato qui un evento davvero eccellente: Maldiiii si è ritrovato in lotta con Grosjiiii, per la seconda gara consecutiva, e per la seconda volta di seguito non ci sono stati incidenti! #EPICO!
Per Maldiiii però le cose non sono andate esattamente per il verso giusto: è stato superato infatti non solo da Grosjiiii, ma anche da Senna che sopraggiungeva dietro di loro.
Tutto ciò è avvenuto più o meno nel periodo delle peripezie di Perez. Prima che la metà della gara fosse completata, però, le peripezie di Maldiiii sono ricominciate. Lui e il compagno di squadra si sono ritrovati infatti alle spalle di Kobyyyy.
«THE POWER OF JAPAN! KOBY FOR THE WIN!»
«THE POWER OF CRASHHHHH!»
Ed ecco che, dopo una collisione con il kamikaze della F1, Maldiiii si è ritrovato con una gomma forata, è stato costretto a un’altra sosta e si è ritrovato nelle retrovie. Eccetto il fatto di Kobayashi, mi sembrava molto un dejà-vu.
Nel frattempo Bruninho ha superato Kobyyyy, non me ne sono nemmeno accorta al momento, ma dato che il fatto è stato menzionato nei Minidrivers usciti qualche giorno dopo il gran premio tanto vale citarlo. U.U

Dopo il secondo pit-stop Kimiiii ha superato Feliiii, che è rientrato un giro più tardi, per la sesta posizione.
Kimiiii: «Ehi, Algida power, oppa vodka style!”
Feliiii: «Ehi Felipe Baby, oppa Feliiii style!»
* Feliiii supera Kimiiii, sottraendogli anche il gelato... *
Kimiiii: «Toglietemi tutto, ma non il mio cremino! Ç_____ç Oppa vodka style!»

A tre quarti di gara, quindi intorno al 45° giro, la Accaerretì ha mostrato segni di poca efficienza e affidabilità. Infatti sulla vettura di DLR ha ceduto qualcosa e il torero anziano della F1, che il prossimo anno sarà il pilota più anziano in pista e che fortunatamente ci sarà, perché è un personaggio pittoresco e la sua sola presenza può soddisfarmi, si è ritrovato contro le barriere. Mi spiace per lui, ma almeno stavolta è stata la sua di HRT a fermarsi. KARTHY FOR THE WIN! *______*
A proposito di nuovi team, c’è da dire che c’era un’altra cosa che avevo notato già da un po’ e che mi soddisfaceva abbastanza: PIC DAVANTI A GLOCK! *-* #WeBelieveInPic! Anche questo era parecchio soddisfacente, come ho detto appunto da neanche mezza frase e non era rilevante ripeterlo.

Gli ultimi giri sono stati bollenti.
Il kers di Webbiiii: «Bene, mancano ancora 12 giri di gara, ma direi che è ora di andare a letto.»
Il DRS di Schumiiii: «Sai che hai avuto proprio un’ottima idea? Io sarò con te a sostenerti fino alla fine! U.U»
Webbiiii: «Ehi, voi due, come vi permettete di complottare alle mie spalle? Adesso per colpa vostra dovrò presentarmi sul podio con un’espressione da funerale!»
* Ferniiii supera Webbiiii. *
Ferniiii: «Già che ci sei, puoi anche salire come terzo classificato invece che come secondo.»
* Hammiiii si avvicina minaccioso. *
Hammiiii: «O magari non salirci affatto!»
Webbiiii: «La mia monoposto non è così crudele da lasciarmi giù dal podio. Vero Kinky Kylie?»
La vettura di Sebbiiii: «Ehi, ma Kinky Kylie sono io, non la tua! O.O»

E dopo quest’ultima evoluzione, Webbiiii è riuscito a conservare almeno la terza posizione, mentre Hammiiii si avvicinava.
Null’altro di significativo è accaduto fino al sessantesimo giro se non che, quando Mazzoniiiii aveva pronosticato un grand chelem per Sebbiiii, dopo quello che aveva ottenuto in Corea (quando sappiamo benissimo che c’era Webbiiii in pole, quindi semmai si riferiva al Giappone), all’ultimo giro Jensiiii ha fatto segnare il giro più veloce, mentre chiudeva la gara in quinta posizione, davanti a Feliiii, Kimiiii, Hulk, Grosjiiii e Bruninho (con quest’ultimo che nella fase conclusiva della gara ha dato una grande soddisfazione alla Mercedes – in senso ironico chiaramente – mettendo Rosbiiii fuori dalla topten), e mentre io mi disperavo perché mancano soltanto tre gran premi alla conclusione della stagione. #OppaF1Style!

Il vantaggio di Vettel in classifica è salito a +13 punti su Alonso. Ormai sembra chiaro che sarà una lotta a due fino alla fine.

Il risultato:
1. Vettel (Redbull), 2. Alonso (Ferrari), 3. Webber (Redbull)
4. Button (McLaren), 5. Hamilton (McLaren), 6. Massa (Ferrari), 7. Raikkonen (Lotus), 8. Hulkenberg (Force India), 9. Grosjean (Lotus), 10. Senna (Williams)
11. Rosberg (Mercedes), 12. Di Resta (Force India), 13. Ricciardo (Toro Rosso), 14. Kobayashi (Sauber)
+1 giro: 15. Vergne (Toro Rosso), 16. Maldonado (Williams), 17. Petrov (Caterham), 18. Kovalainen (Caterham), 19. Pic (Marussia)
+2 giri: 20. Glock (Marussia), 21. Karthikeyan (HRT)
+5 giri: 22. Schumacher (Mercedes) Rit.
RIT: De La Rosa (HRT), Perez (Sauber)

Ebbene, ce l’ho fatta. *-*
Buon gran premio di Abu Dhabi a tutti! ;-)