sabato 13 febbraio 2016

Merhyanto, Who's That Guy and the King of Ammurrica

La ragione per cui sono perplessa dall'ingaggio di Wehrlein deve essere che Merhi e Haryanto erano diventati il mio dream team mentale, perché "Merhyanto" suona benissimo.

La ragione per cui sono perplessa per via della gente che ce l'ha con Haryanto è che citano il fatto che è un pilota pagante... No, perché gli altri potenziali piloti della Marussia non sarebbero sponsorizzati, certo che no...

La ragione per cui sono perplessa è che, di tanto in tanto, vedendo foto di un tipo alto un metro e un tappo pettinato come un concorrente di "Amici" mi viene da chiedermi... WHO'S THAT GUY?

La ragione per cui sono perplessa è che Alex Rossi, dopo avere finalmente esordito in Formula 1, potrebbe esserne fuori da un giorno all'altro e potrei sinceramente non battere ciglio per il dispiacere.
Insomma, io sono #TeamMerhi... o #TeamHaryanto.

La ragione per cui sono perplessa è che finora non c'è stato nemmeno un plot twist. Sarebbe bello se la Sacra Cenerentola ingaggiasse qualcuno che non ci aspettiamo nella maniera più assoluta.
Quello che è certo è che, vada come vada, non sarà un dream team.

...A proposito di dream team, credo che presto ne parlerò. ;-)
Aspettatevi quindi un imminente post estremamente fangirlistico.

venerdì 12 febbraio 2016

I team che annaspano nelle zone di bassa classifica, i motori Honda, il pregiudizio ferrarista... e di nuovo i “double standard”


È giunto il momento di approfondire un argomento che mi è balenato per la mente nel corso della mattinata e che ho deciso di non lasciare cadere nel dimenticatoio, andando a occuparmi di qualcosa che c’entra ancora una volta con i “double standard” (forse stavolta più con i “double standard” piuttosto che con i “mille pesi e mille misure”), ma per una volta tratterò di un “double standard” in cui è (almeno credo) impossibile vedere della polemica, anche se a cercarla fosse uno di quelli a cui basta vedere la luna piena per credere di avere avvistato un ufo.

In questa occasione, infatti, parlerò nientemeno che delle gloriose performance della McLaren motorizzata Honda nella stagione 2015... e, no, se tifate proprio per la McLaren non correte a nascondervi, perché ho intenzione di valorizzare il vostro team invece che screditarlo. Tanto a screditarlo ci pensano già tutti gli altri...



Come tutti vi sarete accorti, la prima stagione con i motori Honda non è andata come ci aspettavamo. C’era anche chi si aspettava che andasse male, ma forse non così male. Io credo di appartenere a questi ultimi, dato che non ho mai fatto parte dell’ampia percentuale di popolazione motoristica convinta che bastasse andare a ripescare lo stesso fornitore di motori che avevano qualcosa come venticinque anni fa per rivivere i fasti della fine degli anni ’80-primi anni ’90. Va bene essere ottimisti, ma esserlo fino a quel punto mi sembrava un po' esagerato.
La prima stagione con i motori Honda non è andata bene, per la McLaren, questo è appurato. E' inutile ricordare tutte le power unit finite in fumo, tutte le qualifiche finite anzitempo, tutte le posizioni di retrocessione collezionate e quant'altro. Ciò su cui vorrei soffermarmi è la reazione media a tutto ciò.

La McLaren costretta ad annaspare nelle retrovie, fa parlare di sé.
"Eh beh, certo, è stata un top-team fino all'altro giorno, lo è tuttora, almeno in termini di nome, non potevamo non notarlo."
Mia risposta: "Esatto... ma è questione di due pesi e due misure."
Non lo intendo in senso negativo: a volte il "double standard" non dipende dalla volontà di vedere certe cose e non vederne altre e non dipende nemmeno dal non essere "politically correct". Semplicemente credo che, in certi momenti, sia frequente che ci capiti di avere il paraocchi. Io stessa ho avuto il paraocchi mentre scrivevo i commenti ai gran premi del 2015, citando la McLaren e le sue performance... o forse no, forse il paraocchi ce l'ho avuto prima.

La differenza tra la McLaren e altri non è che "la McLaren è stata un team vincente che adesso è in crisi, gli altri no".
La differenza è che gli altri, anche se lo sono stati, non vengono percepiti come tali... ed è a questo che mi riferisco con "pregiudizio ferrarista". Siamo (quasi) tutti abituati, ormai, a vedere la McLaren come l'avversaria della Ferrari nel "giorni di gloria", per intenderci, quei giorni in cui il mondiale non lo vinceva la Redbull o la Mercedes, anzi, non sapevamo nemmeno chi fossero quelli della Redbull e la Mercedes non pareva avere nessuna intenzione di comprare un giorno il team che all'epoca era noto come B.A.R. e guarda caso motorizzato Honda, con cui un più giovane Jenson Button cercava di cavare qualche ragno dal buco, non sempre riuscendoci, e ogni tanto assistendo in corso d'opera al barbecue della propria vettura.

Il problema è che ci sono stati altri "giorni di gloria", ma la mentalità odierna non li prende più in considerazione, perché qualcosa come appena sette o otto anni fa Ferrari e McLaren si sono giocate un paio di titoli e andando indietro di un ulteriore lustro, se non di più, se n'erano giocate altri tre.
A volte ho l'impressione che ormai, tutto quello che è successo prima del fatidico gran premio del Giappone del 2000 non se lo ricordi più nessuno, se non per parlare di "quando la McLaren Honda vinceva".
Mi spiego meglio: non è che non ci ricordiamo gli eventi, ma la questione dei rapporti di forza tra team è stata del tutto ridimensionata.

Quando ho parlato, nel titolo, di "team che annaspano nelle zone di bassa classifica" non mi riferivo alle varie Sauber, Force India o Toro Rosso.
No, mi riferivo alla Williams, uno dei team più vincenti della storia, che di stagioni terribili ne ha vissute varie, prima dell'epoca Mercedes... e che tra parentesi, parte di queste stagioni terribili le ha vissute con il motore Renault!
Eppure quelli che adesso parlano "McLaren Honda non al livello di quella di un tempo" non hanno mai fatto discorsi analoghi.
Io stessa non ne ho mai parlato, a suo tempo. Mi limitavo a osservare che era "sempre messa peggio", nei commenti post-stagionali, un anno sì e l'anno dopo pure. Mi limitavo a osservare che la vittoria del 2012 era del tutto inaspettata perché non pensavo che la Williams avrebbe mai più vinto un gran premio, dopo tutti gli anni di digiuno. Alla fine del 2014 credo di avere osservato che, per la prima volta dopo tanto tempo, avevo visto un netto miglioramento piuttosto che un lieve peggioramento.
Caso strano, la Williams non è l'unico team che ha passato momenti nelle zone di bassa classifica ad avere vinto in passato. No, c'è anche quel team di Enstone che, dopo un numero variabile di anni, cambia nome e rivernicia le proprie vetture di un altro colore.
Quelli che "trolleggiano su twitter quando le cose vanno male... e in realtà anche quando le cose vanno bene", hanno vinto dei titoli. Eppure nessuno se lo ricordava, ogni volta in cui erano nelle zone di bassa classifica.

^ennesima dimostrazione che i "double standard" si possono trovare ovunque.
Almeno, in qualche occasione, sono del tutto innocui.

Conclusione: buona fortuna alla McLaren, alla Williams e alla Renault. Io, comunque, conto sempre su altri, sulla Marussia in particolare.

giovedì 11 febbraio 2016

Ari Vatanen e la Simtek: mistero risolto

Sicuramente ricorderete il mio post a proposito di un glorioso team degli anni '90... insomma, magari non così tanto glorioso, ma io lo ritengo tale.
Si tratta della Simtek e della presenza di Ari Vatanen alla presentazione della vettura del 1994 a cui avevo già dedicato un post qualche tempo fa, il famoso post Milly Sunshine e Piloti e Motori uniti per risolvere il mistero.

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...MISTERO RISOLTO!
L'autore del blog "Piloti e Motori", che vi suggerisco vivamente di consultare, ha scritto un'email a Vatanen tramite il suo sito ufficiale, chiedendogli delucidazioni a proposito dello sponsor SMS, lo sponsor che ipotizzavamo fosse in qualche modo legato ad Ari Vatanen.
Tale sponsor è, in effetti, legato allo stesso Vatanen. Nella risposta ricevuta via email dal mio "collega" di dubbi esistenziali, è svelato il mistero: Vatanen era testimonial del marchio SMS, appartenente a Konrad Schmidt (sponsor della Simtek e successivamente detentore di una quota del team).

Concludo con un paio di stamp del sito di SMS e di Schmidt, con tanto di logo della farfalla (anche se la farfalla sembra essersi "evoluta" nel corso del tempo).



Grazie per la collaborazione a "Piloti e Motori" e grazie ad Ari Vatanen!

mercoledì 10 febbraio 2016

Non so se sono soddisfatta oppure no

Ci sono cose che non tutti sanno. Una di queste è che qualcosa come un anno fa mi stavo interrogando su chi fosse il tizio che compariva insieme a Rosberg e Hamilton nella foto della presentazione della Mercedes 2015.
Quel tale era Pascal Wehrlein, che ha partecipato in un solo giorno ai test pre-stagionali sia al volante della Force India (cosa prevista) sia al volante della Mercedes (cosa non prevista, ma tra Rosberg e Hamilton pare che uno avesse il torcicollo e l'altro altri problemi di natura non meglio specificata, che avevo supposto prevedere di tenere il fondoschiena appoggiato sul water anziché sul sedile della vettura, ma si trattava soltanto di una supposizione mia).
Successivamente Pasqualino si è diretto in altri luoghi (ovvero nel DTM, dove ha vinto il titolo nel 2015), allontanandosi dalla Formula 1 almeno per un po'. C'è anche tutto un retroscena relativo a Tumblr, a Wehrlein, a Merhi e a una persona che non mi rivolge più la parola da almeno otto o nove mesi per via di una strana polemica in stile Tumblr, ma direi di lasciar perdere e fare finta che ciò non esista.

Ora vi chiederete: perché l'Autrice(C) sta parlando di Wehrlein?
Ebbene, tutto è iniziato oggi verso le 15.05. Ero al lavoro e avevamo la radio accesa. Adesso abbiamo Radio International, che nei weekend di Formula 1 un po' di attenzione alla Formula 1 la dà, ma in altre occasioni no.
Oggi è stata l'eccezione che conferma la regola, dato che al notiziario delle tre hanno dato una notizia relativa alla Formula 1... e che notizia: l'ingaggio di Wehrlein da parte della Manor. Insomma, stiamo parlando del canale che non si è filato Magnussen neanche di striscio e vengono a parlare nientemeno che della Marussia?! O.O
Non che la cosa mi dispiaccia, sia chiaro...
Su Werly in sé, sono un po' perplessa. Sarà che la questione della polemica di Tumblr me lo fa apparire meno tollerabile di un Chilton o di un Merhi qualsiasi, ma non si può avere tutto dalla vita ormai il mio dream-team c'è stato parecchio tempo fa e non ci sarà mai nulla di equiparabile, a mio avviso.
Speravo in Haryanto, ma c'è ancora un volante libero, quindi non mi resta che continuare a sperare.

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Sì, ma allo stesso tempo spero anche in Merhi.
O magari in Rossi, anche se un po' di meno perché è l'idolo delle Tumblere, idolo in seconda dopo Who's That Guy.
E' una vita dura quella da fan della Sacra Cenerentola, lo ammetto. u.u
Vada come vada, spero comunque che spacchino il culo a tutti, o che almeno arrivino ultimi con classe, come hanno sempre fatto.

domenica 7 febbraio 2016

2015/2016 #4: Commento ironico all’eprix di Buenos Aires (06/02/2016)

Un cordiale saluto a tutti i miei cari lettori.
Ci eravamo lasciati con il commento all'eprix precedente, avvenuto nel corso del mese di dicembre, quindi, di conseguenza, una vita fa.
Ormai non ero più abituata a scrivere commenti a eprix, gran premi e quant'altro, quindi avevo seriamente preso in considerazione l'idea di mettere fine a questa pratica, quindi................ no, scherzo, non ho mai pensato di smettere di scrivere i Commenti e, anzi, sto lavorando già da un po' alle F.A.Q. dei Commenti ai Gran Premi, e non vedo l'ora di potere scrivere commenti di un certo livello.
L'eprix di Buenos Aires, disputato sabato 6 febbraio, non è sfuggito all'occhio critico dell'Autrice(C), quindi direi di procedere con ordine e di narrare gli eventi accaduti di recente.

Tutto è iniziato circa due settimane fa, con un evento mondano Made in Formula E, in attesa che arrivasse il momento dell'eprix di Buenos Aires. Protagonisti di questo evento, che consisteva nel dedicarsi al ruolo di sfasciacarrozze virtuali, Nicòòòòòò e Gillette Fusion, scelti a caso, perché si sono macchiati della terribile colpa non solo di avere cognomi famosi ma addirittura di non averli mai infangati facendo cose strane tipo andare a schiantarsi di proposito per favorire le vittorie dei relativi compagni di squadra (tra l'altro, in Formula E, non ce ne sarebbe neanche bisogno: Buemiiii non ha bisogno di un crashgate per vincere, Heidiiii non vincerebbe nemmeno con un crashgate).
A proposito della sfida all'ultimo colpo di joystick tra Nicòòòò e Gillette Fusion, che è stata vinta da quest'ultimo, c'è da dire che in quell'occasione sono capitati eventi interessanti, il primo che Chandy faceva il telecronista dell'evento e che tra parentesi indossava un maglioncino che gli dava l'aria da anziano. Poi ho visto la luce, facendo una scoperta di notevole spicco: GILLETTE FUSION PORTA GLI OCCHIALI DA VISTA! Con tutta probabilità è leggermente ipermetrope, dal momento che lo si è visto con gli occhiali solo quando guardava il monitor.
Facendo due rapide riflessioni, se ci ho visto giusto, con il passare degli anni la sua visione da lontano peggiorerà. Se la sua carriera dovesse proseguire molto a lungo, esiste la possibilità di vederlo, un giorno ancora piuttosto lontano, con gli occhiali sotto al casco.

Continuando a parlare di piloti con un cognome famoso (sì, purtroppo in Formula E è stato costretto a posare in una foto insieme agli altri figli d'arte, della serie "ho vinto qualcosa, nel corso della mia vita, ma è stato talmente tanto tempo fa che nessuno se ne ricorda"), quello con gli occhiali che sfoggiava tute di tre taglie più grandi, è stato caldamente invitato ad abbandonare la macchina e ad andarsene in giro in skateboard, dove non solo la sua tuta extralarge sarebbe stata più adatta, ma almeno non l'avrebbero avuto tra le scatole. Al suo posto è arrivato Mike Conway, quello che anni e anni fa in Indycar una volta su un circuito cittadino ebbe un incidente esattamente sotto a un cartello che indicava il nome della via, ovvero "Conway street".

Ma ora spostiamoci mentalmente a Buenos Aires, dove nei giorni che precedevano l'eprix avveniva un dramma di proporzioni singaporesi: una mega-intossicazione alimentare! Pare che siano stati una trentina gli intossicati. Tra loro c'erano sia Jev sia l'Abete. E' stata dedicata più attenzione a Jev, che per tutta la giornata di venerdì è stato a riposo. D'altronde stare seduto sul water deve essere riposante...
Un paio di potenziali piloti di riserva, che stavano lì ad attendere che un volante qualsiasi si liberasse, sono rimasti molto delusi, quando tutti sono riusciti a piazzarsi sulle loro vetture. Voce di corridoio: pare che tra chi sperava che si liberasse un posto ci fosse nientemeno che José Lopez, quello che circa sei anni fa avrebbe debuttato in Formula 1, se solo la USf1 si fosse degnata di realizzare una monoposto. Avanti, José, guarda al lato positivo: almeno non sei rimasto intossicato... Probabilmente si è portato il pranzo da casa.

La pole position l'ha conquistata il Volatile, seguito da Nicòòòò e da Antonio Felice Sulla Costa, vincitore della passata edizione e, in quanto tale, esaltato a tutto andare mentre di solito nessuno se lo fila neanche minimamente.
Voce fuori campo: "Cosa, cosa, cosa?!?!?! Dov'è Buemiiiii?"
Buemiiii: "Sono precipitato nel più profondo girone dell'inferno, ma non pensare di esserti sbarazzato di me. Je suis le boss! Ora spaccherò il culo a tutti armato di baguette."
Nicòòòò: "Ehiiiii... quella baguette è mia!"
Buemiiii: "Non lo è più."
Nicòòòò: "Non posso andarmene in giro senza baguette così come se niente fosse."
Il Volatile: "Nemmeno io me ne vado mai in giro senza baguette. Però la tengo nascosta dietro al casco."
L'Autrice(C): "Okay, il commento sta già degenerando. Se non hai altro da aggiungere, gradirei esporre la griglia di partenza."
Il Volatile: "Invece qualcosa da dire ce l'ho. Gente, voi che ammirate la mia presenza statuaria e la mia ammaliante bellezza, ricordatevi sempre delle cose fondamentali nella vita."
Voce fuori campo: "Del tipo?"
Il Volatile: "Del tipo, votate me per il fanboost, non quello sfigato di Crashgateinho."
Tutti: "Chi è Crashgateinho?"
L'Autrice(C): "Okay, andiamo avanti... e soprattutto, Volatile, che cosa ci fai lì completamente nudo? Vatti a mettere la tuta, prima che passi per caso Guido Per Il Giardino e se ne impossessi! Ora, per cortesia, possiamo andare avanti? Vogliamo leggere questa griglia di partenza o no?"

1^ fila: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Nico Prost (eDams Renault)
2^ fila: 3. Antonio Felix Da Costa (Aguri), 4. Stephane Sarrazin (Venturi)
3^ fila: 5. Mike Conway (Venturi), 6. Robin Frijns (Andretti)
4^ fila: 7. Lucas Di Grassi (Abt), 8. Daniel Abt (Abt)
5^ fila: 9. Nelsinho Piquet (Nextev), 10. Jerome D'Ambrosio (Dragon)
6^ fila: 11. Oliver Turvey (Nextev), 12. Loic Duval (Dragon)
7^ fila: 13. Nico Heidfeld (Mahindra), 14. Simona De Silvestro (Andretti)
8^ fila: 15. Jean-Eric Vergne (Virgin), 16. Bruno Senna (Mahindra)
9^ fila: 17. Salvador Duran (Aguri), 18. Sebastien Buemi (eDams Renault)

Sono consapevole del fatto che qualcuno potesse chiedersi che cosa ci facesse Buemiiii in una zona così inusuale. Tutto ha una spiegazione e di solito tale spiegazione riguarda la verniciatura dei muretti in un momento in cui non era opportuno mettersi a verniciare muretti così come se niente fosse.
Buemiiii, però, è un ex pilota Toro Rosso/ terzo pilota Redbull ed è stato addirittura il successore in Toro Rosso di quel tipo che vince solo per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato di cui al momento mi sfugge il nome. Qualcosa come Vettel/ Fettel/ Pettel o qualcosa del genere, mi pare...

Stando a quanto avevo letto, come aiuto-telecronista su Raisport2 avrebbe dovuto esserci Michela Cerruti... invece no, c'era Alex Fontana, di cui ho già parlato tempo fa che no, non è parente di Norberto Fontana.
Per prima cosa hanno inquadrato Sarrazin che veniva intervistato, il che era comunque un momento di notevole spicco. Poi sono passati a parlare di Valeria Mazza, che era là insieme ai figli, a cui è stato chiesto se si stavano divertendo, e ai figli di Valeria Mazza è stato dedicato più spazio che a Sarrazin.
Voce fuori campo: "Possiamo parlare della gara, magari?"
L'Autrice(C): "Direi di sì."
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...SCATTANO LE VETTUREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
*Samba party!*
Il samba party ha coinvolto Crashgateinho e la Carta Sim. D'Ambriiii nel frattempo precipitava nelle retrovie e, considerando che Crashgateinho partiva più vicino a D'Ambriiiii che alla Carta Sim, con tutta probabilità si era allenato con lui prima di andare a ballare con la dark lady della Formula E, dark lady non perché sia effettivamente una dark lady, però essendo l'unica donna possiamo darle questa carica.
Il Volatile, Nicòòòò, Antonio Felice Sulla Costa, Sarrì, Di Gratis e Frinjiiii erano i primi sei, in quel momento e nulla sembrava destinato a cambiare, almeno per il momento.
Intanto, però, si avvicinava un momento importante.
Stop.
Al.
Televoto.
Vincitori del fanboost:
1) Di Gratis;
2) Il Volatile;
3) JEV.
Seriamente, al di là dei casi disperati tipo Sarrì, che sto incessantamente votando fin dal momento dell'inizio di questa stagione, inizio a commuovermi per le sorti di Heidiii e Gillette Fusion, un tempo erano i favoriti per il fanboost, al giorno d'oggi a Gillette Fusion non resta che consolarsi con le vittorie nelle gare virtuali, mentre Heidiiii... ma davvero Heidiiii era tornato ed era presente in pista? Non ci stavano trollando, scrivendo il suo nome al solo scopo di abbellire la grafica, come succede in Formula 1 con il nome di Jensinho?
Voce fuori campo: "No, Heidiiii esiste davvero."
Bene, abbiamo appurato che Heidiiii esiste davvero: ciò è consolatorio.
Il momento clou, comunque, era seguire l'inseguimento di Buemiiii alle posizioni alte della classifica. Dimostrava di avere appreso bene la filosofia bibitara del rimontare per culo e non per merito rendendo la gara falsata e, con un sorpasso dopo l'altro, stava risalendo verso le zone alte.
Buemiiii: "Guess what? Sono sesto."
Voce fuori campo: "Ma tu non sei un cinnamon roll!"
Buemiiii: "Sono svizzero di madrelingua francese."
Voce fuori campo: "Oui, tu es un demi cinnamon roll."
Buemiiii: "Sono già soddisfazioni."
Antonio Felice Sulla Costa: "Io intanto supero Nicòòòò like a boss."
La sua macchina: "E io tra poco ti lascerò a piedi like a boss..."
E infatti così è accaduto: al 18esimo giro di 35, mentre il telecronista si stava preoccupando per il fatto che Gillette Fusion forse ormai senza potenza residua e rischiasse di rimanere a piedi, è stato qualcun altro a rimanere a piedi, Antonio Felice Sulla Costa, ribattezzato per l'occasione Antonio Felipe Sulla Costa, in onore al Gufo di Interlagos.
Antonio Felipe Sulla Costa: "Era un onore che mi sarei risparmiato volentieri."
L'Autrice(C): "Non spetta a me decidere per il tuo futuro. Ora non ci resta che sperare che Buemiiii possa contrastare la cinnamonrollosità del Volatile."
Il Volatile: "Non capisco che cos'ho fatto di male. Ho anche posato nudo allietando le giornate a molta gente. Non merito tutto il male che mi stai augurando. Non merito di essere scippato della mia vittoria. Non merito di essere shippato con Jev. Non merito di essere costretto a indossare una tuta. Non merito di stare in pista, quando potrei stare in un campo nudisti. Non merito di..."
Voce fuori campo: "Per cortesia, qualcuno lo faccia tacere e lo mandi ai box insieme a tutti gli altri."
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...Tutti ai box e, quando sono tornati in pista, il Volatile era ancora in testa, seguivano Di Gratis, Sarrì, Buemiiii e Nicòòòò in top-5, con Nicòòòò che perdeva terreno dopo essere andato a limonare con un muretto.
Avrebbe potuto approfittarne il sostituto dello Skater Grandfather Jacques, ma si è messo a ballare ripensando all'incidente di Conway Street e ha preso un biglietto di sola andata per le retrovie.
Il vero eroe della giornata... anzi, no? come mi viene in mente una simile affermazione? la rovina del mondo Sebastien Demi-Cinnamòn stava ancora recuperando posizioni per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato... e per mondiale intendo il mondiale di Formula 1, che ovviamente risente del fatto che Buemiiii stesse recuperando posizioni.
Buemiiii: "Autrice, vacci piano. Ho messo a malapena il culo su una Redbull, nel corso della mia esistenza, non posso essere accusato di tutti i mali del mondo. Se proprio devi prendertela con qualcuno, prenditela con gli attuali piloti della Redbull."
L'Autrice(C): "Non posso. Dani-Smile sorride e il Kiwi parla italiano, quindi non possono essere accusati di rendere il mondiale falsato. In realtà la Redbull non sta nemmeno vincendo, quindi il mondiale non è più falsato, però lo è, perché qualsiasi mondiale di Formula 1 è falsato, anche quelli che non sono ancora iniziati, tipo quello di cui sto parlando."
Voce fuori campo: "Questo discorso è più soporifero della presenza di Paul Di Siesta e di Marco Sonniferetti all'interno dello stesso contesto."
Una fangirl: "E' un contesto a luci rosse?"
L'Autrice(C): "OH MY FELIIII FLY."
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Cataclisma imminente.
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L'autrice ha menzionato un fatto mai accaduto.
E' un tentativo sovversivo di rompere l'ordine naturale delle cose, quindi da "Autrice(C)" è stata declassata ad "autrice"; è grave quasi come essere declassati da pilota Ferrari a gemello segreto di un pilota Ferrari.
Direi che la cosa migliore da fare, a questo punto, è tornare a Buemiiii, che ha superato Di Gratis e con grande nonchalance si è lanciato all'inseguimento della vetta della gara, minacciando il Volatile di rubargli la vittoria, la macchina e anche la tuta.
Il Volatile ha mantenuto tutto e, in onore del decoro, o prevalentemente per non essere assalito da una mandria di fangirl, ha tenuto anche la tuta.
Buemiiii si è accontentato della seconda posizione, falsando di conseguenza il risultato che sarebbe stato ugualmente falsato, per via del suo antico legame con il team che falsava i gran premi, mentre Di Gratis ha completato il podio. Seguiva un trio di francesi, dopodiché nientemeno che Heidiiii, protagonista (pare) a un certo punto sul finale di un duello intestino con il compagno di squadra che stava nuovamente arrivando al limite con la batteria. Tra i due Mahindra Boys si sono inseriti Frinjiiii e l'Ingegnere Meccanico Turvey.

Purtroppo il collegamento è terminato prima che fosse trasmesso il podio e prima ancora che i piloti fossero condotti al podio stesso su mezzi di fortuna.
Immagini dal podio c'erano comunque negli highlight brevi del canale youtube della Formula 1. C'erano Buemiiii e Di Gratis che spruzzavano champagne in faccia al Volatile. Dall'espressione, Buemiiii sembrava particolarmente eccitato da quanto stava accadendo.
Il pubblico, nel frattempo, indossava occhiali speciali per vedere al di là degli indumenti e guardava cosa ci fosse sotto la tuta del Volatile...

RISULTATO: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Sebastien Buemi (eDams Renault), 3. Lucas Di Grassi (Abt), 4. Stephane Sarrazin (Venturi), 5. Nicolas Prost (eDams Renault), 6. Loic Duval (Dragon), 7. Nick Heidfeld (Mahindra), 8. Robin Frijns (Andretti), 9. Oliver Turvey (Nextev), 10. Bruno Senna (Mahindra), 11. Jean-Eric-Vergne (Virgin), 12. Nelsinho Piquet (Nextev), 13. Daniel Abt (Abt), 14. Simona De Silvestro (Andretti), 15. Mike Conway (Venturi), 16. Jerome D'Ambrosio (Dragon), Rit. Antonio Felix Da Costa (Aguri), Rit. Salvador Duran (Aguri).

sabato 6 febbraio 2016

L'eprix di Buenos Aires in sintesi

Ricordate quando Sam Bird prendeva parte a quegli straordinari photoshot in cui esibiva la sua figura piccola ma statuaria tenendo un casco davanti alle parti intime?
Ecco, pare che abbia finalmente ritrovato la sua tuta e che si sia messo al volante ottenendo nientemeno che una pole nell'eprix d'Argentina.
Grandi quantità di piloti di riserva speravano di prendere il posto di Vergne, o di Abt, o di chiunque altro commettesse l'errore di non portarsi un panino da casa. C'è stata una mega-intossicazione alimentare, con una trentina di coinvolti, ma niente paura, dopo avere trascorso un giorno "a riposo" (AKA seduto sul water, suppongo) Jev era pronto per gareggiare e spaccare il culo a tutti, obiettivo primario di ogni ex pilota della Toro Rosso.
Buemi invece non aveva speranza: partiva ultimo per averne verniciato barriere invece di qualificarsi. Bye bye Sebbi... o magari no. Con la sua simpatica bruttezza è sempre pronto a contrastare la cinnamonrollosità. Era il suo obiettivo anche per oggi.

Si parte e nulla succede, davanti.
Dietro Nelsinho e Simona si intrattengono prendendosi a sportellate.
D'Ambrosio precipita indietro, senza che a nessuno importi nulla del perché.
Da Costa recupera un bel po' di posizioni, ma poco prima del momento del pit-stop è rimasto fermo. Bye bye Felix.

Bird, Di Grassi e Sarrazin sono i primi tre dopo il pit, ma Sarrazin deve abbandonare quella posizione di lì a poco, perché Buemi, in qualità di pilota di scuola Redbull, ha imparato a recuperare posizioni per culo e non per merito rendendo il risultato falsato e in quel momento si sta facendo strada a colpi di baguette (gliel'ha prestata il compagno di squadra, perché per andare a baciare i muretti non gli serve).
Buemi fa il culo anche a Di Grassi mentre si va verso la fine e appellandosi a tutta la sua cinnamonrollosità, alla legge del caso e alle divinità di ogni singola religione mai comparsa al mondo, Bird riesce a conservare la prima posizione.

Finisce così, con le interviste.
Raisport2 deve trasmettere lo sci alpino, quindi non vedremo mai i nostri eroi diretti verso il podio.
In realtà ci ho anche provato grazie a firstrow. Dopo avere dovuto chiudere qualcosa come una dozzina di pagine di annunci pubblicitari, ho ottenuto due gloriosi risultati:
1) sentire qualcosa come venti volte, talvolta a doppia voce, la voce di un idiota che mi diceva di cliccare non so cosa per guadagnare decine di migliaia di euro;
2) vedere finalmente caricata la pagina, che era null'altro che una schermata nera, forse perché eravamo fuori tempo massimo.
Anzi, no, i risultati erano tre:
3) farmi un sacco di saghe mentali a proposito di quello che succederà di qui a qualche mese, perché questo è al momento l'unico sito di streaming decente che conosco.
Spero che si sia trattato di uno di quei malaugurati casi per cui la Formula E non è ancora troppo popolare e ci sono due link di cui uno non va e l'altro può darsi che vada, perché tra cinque settimane inizia la Indycar e ho intenzione di vedermela...

Appuntamento a domani con il Commento Ironico.

giovedì 4 febbraio 2016

Strano a dirsi, ma la Formula 1 può davvero essere ciclica nelle piccole cose, osservò l’Autrice(C) riflettendo sui double standard...



Piccola sfida: ho estrapolato una parte del mio post togliendo il nome del pilota di cui stavo parlando. Fate uno sforzo di immaginazione e cercate di capire quale nome ci fosse al posto degli asterischi in questo frammento:

** sembrerebbe, a vedersi, tutto tranne che un bad-boy. Però è considerato un bad-boy, questo è un dato di fatto e le cose non cambieranno. È inutile girarci intorno: una volta che hai una reputazione te la tieni. Se ti chiami ** e vai a sbattere contro qualsiasi cosa abbia consistenza solida, sia essa un muro o un’altra vettura, è un affare internazionale. Se ti chiami in un altro modo e fai la stessa cosa, se ne parla nei cinque minuti successivi e poi chi si è visto si è visto. Se ti chiami ** e vieni coinvolto tuo malgrado in un incidente, sarai tu quello che tra anni e anni la gente si ricorderà per essere finito in mezzo a quell’incidente. Se ti chiami in un altro modo tra anni e anni nessuno si ricorderà che sei finito in mezzo a quell’incidente... anche se tu stesso l’hai provocato. Se ti chiami ** e la vettura ti lascia a piedi, qualcuno troverà un modo per decretare, tramite la discutibile pratica del “double standard” che è colpa tua. Se ti chiami in un altro modo... “oh, my poor baby, I’m crying”. Se ti chiami ** e, quando nessuno se lo aspettava, per una volta lasci che Fernando Alonso ammiri il tuo retrotreno, guadagnerai solo l’ammirazione da parte dei detrattori di Alonso. Non per il risultato, sia chiaro, ma perché “OMG! perfino quel Br0Kk0 l’ha messo in quel posto ad Alonso! Festa nazionale!”

Avete pensato?
Vi siete sforzati di essere fantasiosi?
Suppongo di sì, e immagino che siate arrivati alla vostra conclusione.
Non avrete capito perché dico che la Formula 1 sia ciclica nelle piccole cose, ma avrò tutto questo post a disposizione per spiegarvelo.
Tutto è iniziato quando ho avuto un lampo di genio(?) e sono andata a ripescarmi una vecchia email scritta a un’amica subito dopo la fine del campionato di Formula 1 del 2007, scoprendomi peraltro una grande anticipatrice dei tempi: in quel commento facevo un pronostico per il 2008 osservando che la Ferrari sarebbe stata uno dei team favoriti per il titolo ma che ritenevo difficile una supremazia assoluta di Raikkonen nei confronti di Massa (che infatti alla fine ha fatto meglio di Raikkonen) e che, oltre alla McLaren, si sarebbe potuto inserire nella lotta per il titolo anche un pilota di un altro team, probabilmente BMW o Renault (caso curioso: Kubica è stato effettivamente in lotta per il titolo fino alla penultima gara per quanto riguarda la BMW; la Renault invece non è mai stata candidata al titolo, però Alonso è l’unico pilota non Ferrari e non McLaren ad avere ottenuto due vittorie nel 2008).
Il motivo per cui sono andata a ripescare quell’email (che ovviamente non riporterò, visti i deliri motoristici che temo ci siano scritti - ne ho visto uno molto inquietante nella top-5 dei miei momenti preferiti del 2007, dato che mettevo tra i momenti più pittoreschi qualcosa che, se accadesse al giorno d’oggi, mi farebbe voglia di sbattere la testa contro lo spigolo più vicino urlando che non ha senso dare la colpa di tutte le disgrazie a chi questa colpa, di fatto, non ce l’ha - e visto che andrei molto off topic), è un osservazione che non sapevo dove fosse, ma di cui ricordavo un termine: “ciclica”. Quindi mi sono armata di CTRL+SHIFT+T e l’ho trovata nel file Word delle email motoristiche scritte a quella mia amica tra il 2005 e il 2009 (728 pagine word).
Se non altro, la frase che contiene l’affermazione secondo cui la storia della Formula 1 sarebbe ciclica, è formulata in modo da non farmi dubitare al 100% del mio equilibrio mentale dell’epoca. La frase in questione, che io ricordavo come “a volte la storia della Formula 1 è ciclica”, è “secondo alcuni, in particolare sui blog, la storia della Formula 1 sarebbe ciclica”. Lasciando stare i blog che consultavo all’epoca (ipotetici commenti standard: “Tutti i piloti della storia della McLaren sono stati dei bR0Kk1! Quelli che hanno vinto dei titoli con la McLaren hanno vinto solo per cu*o e non per merito rendendo la storia della Formula 1 falsata!!!111 Senna è il mio idolo ed è stato il pilota più forte di tutti i tempi!!!111!!!” “Spero che tu ti renda conto di esserti appena contraddetto da solo.” “Tu sei un tifoso di Alonso quindi non ne capisci niente di Formula 1 e ci scommetto che non sai chi siano gli attuali piloti!” “Veramente il mio pilota preferito è Button.” “E chi sarebbe?”), ritengo meno preoccupante che un’osservazione del genere sia uscita da qualcun altro e non da me, e che io mi sia semplicemente soffermata a riportarla, osservando che a volte qualche “coincidenza” c’era, come ad esempio il fatto che sia Schumacher sia Alonso avessero cambiato team dopo avere vinto due titoli con un team che, al momento del loro ingaggio, non era visto come un team di primissima fascia. Sfortunatamente per Alonso, la storia della Formula 1 non è così tanto ciclica, direi oggi.

Dopo questa lunga premessa veniamo all’argomento del post: Takuma Sato.
Ora qualcuno mi dirà: “Sato?! Che cosa c’entra Sato, se finora hai parlato del 2007 e del 2008 e hai parlato di Schumacher e di Alonso?
Effettivamente è vero, Schumacher e Alonso non c’entrano nulla con tutto ciò, ma la questione della “Formula 1 ciclica” sì. Sono andata a rileggermi quella frase, e una piccola parte di quel commento, proprio per Sato. Sfortunatamente quella frase l’ho scritta nel 2007 e non nel 2005, perché l’anno in cui più di ogni altro Sato si dimostrò un seminatore di caos fu il 2005. Fu un anno terribile, anche dal punto di vista della classifica: 1 punto conquistato in tutta la stagione, contro i 34 o 35 conquistati da Button, all’epoca suo compagno di squadra alla B.A.R., che si apprestava a diventare Honda e a mettere a piedi lo stesso Sato, ingaggiando Barrichello al suo posto, scelta peraltro molto comprensibile. Poi va beh, Sato andò alla Super Aguri e accadde tutto quello che accadde, ovvero quello che viene continuamente sminuito, perché nessuno si ricorda più della Super Aguri che ha conquistato punti soltanto due volte in tutta la sua storia, ma l’ha fatto con grande stile, specie in occasione del sesto posto del gran premio del Canada 2007. Questa, però, è un’altra storia. Torniamo a Sato, che è il punto di partenza, anche se immagino che ci siano stati altri piloti con la stessa reputazione prima di lui.

Takuma Sato, in Formula 1, è stato un pilota mediamente veloce, molto propenso al caos e autore di un paio di performance inaspettate (quelle già citate). All’epoca in cui correva in Formula 1 veniva considerato da molti uno dei “peggiori piloti di sempre”. Nel 2013 su un social network a cui sono iscritta ho letto (e fortunatamente non mi sono venuti i capelli bianchi, nonostante lo temessi) di una persona che lo paragonava, per risultati in Formula 1, a nientemeno che Yuji Ide.
Nonostante sia (stando agli utenti di Answers Yahoo USA di qualche anno fa) uno dei piloti non americani preferiti dagli appassionati americani di Indycar, che lo apprezzano per il suo stile di guida irruento, talvolta da kamikaze, con un certo retrogusto di propensione alla ca**ata, viene tuttora spesso criticato, anche piuttosto pesantemente, soprattutto dal fanbase Indycar costituito da appassionati di Formula 1 che guardano la Indycar come riempitivo quando la Formula 1 non c’è.
Tornando al discorso 2005, quella fu la stagione più terribile della sua carriera. Collezionò anche un incidente con una Ferrari (Michael Schumacher, Belgio 2005) e con un pilota italiano (Jarno Trulli, Giappone 2005), cosa che gli attirò ben poche simpatie in Italia. Una volta, non ricordo se in telecronaca o a “Pole Position”, si scherzava appunto sui suoi risultati... insomma, quelle battute con un retrogusto da bar a proposito dei suoi incidenti.
Mio padre, che stava guardando la gara, osservò distrattamente: “Oh, ce l’hanno proprio con questo Sato, eh? Cos’ha fatto stavolta? Non è che può essere SEMPRE colpa sua.”
Io replicai: “Sì, però di casini ne ha fatti.”
Vero.
Verissimo.
Di casini ne aveva fatti. Una decade più tardi, però, riconosco che, nonostante l’attenzione di mio padre per la Formula 1 fosse inferiore alla mia, ci aveva visto giusto. Per dirla come va detta: diamogli le colpe che ha, non inventiamocene delle altre giusto per divertirci di più. Non inventiamoci che con il suo modo di guidare un giorno o l’altro ammazzerà qualcuno, anche perché è infinitamente raro che un incidente mortale sia provocato da una ruotata che un pilota rifila a un altro pilota. Nel 99% dei casi si finisce tutti e due in giro per i prati e, in caso nessuno dei due sia un contendente al titolo, due minuti più tardi si finisce nel dimenticatoio, sempre che uno dei due non abbia un curriculum da bad-boy da aggiornare.
GUESS WHAT? ...Takuma Sato sembrerebbe, a vedersi, tutto tranne che un bad-boy. Però è considerato un bad-boy, questo è un dato di fatto e le cose non cambieranno. È inutile girarci intorno: una volta che hai una reputazione te la tieni. Se ti chiami Takuma Sato e vai a sbattere contro qualsiasi cosa abbia consistenza solida, sia essa un muro o un’altra vettura, è un affare internazionale. Se ti chiami in un altro modo e fai la stessa cosa, se ne parla nei cinque minuti successivi e poi chi si è visto si è visto. Se ti chiami Takuma Sato e vieni coinvolto tuo malgrado in un incidente, sarai tu quello che tra anni e anni la gente si ricorderà per essere finito in mezzo a quell’incidente. Se ti chiami in un altro modo tra anni e anni nessuno si ricorderà che sei finito in mezzo a quell’incidente... anche se tu stesso l’hai provocato. Se ti chiami Takuma Sato e la vettura ti lascia a piedi, qualcuno troverà un modo per decretare, tramite la discutibile pratica del “double standard” che è colpa tua. Se ti chiami in un altro modo... “oh, my poor baby, I’m crying”. Se ti chiami Takuma Sato e, quando nessuno se lo aspettava, per una volta lasci che Fernando Alonso ammiri il tuo retrotreno, guadagnerai solo l’ammirazione da parte dei detrattori di Alonso. Non per il risultato, sia chiaro, ma perché “OMG! perfino quel Br0Kk0 l’ha messo in quel posto ad Alonso! Festa nazionale!”
Non progettavo di mettere quest’ultimo paragrafo in cima al post togliendo il nome di Sato e sostituendolo con gli asterischi. L’ho fatto solo quando, andando avanti nel redigere il mio resoconto, mi sono accorta che quello che volevo scrivere si stava già scrivendo da solo. Mi sarebbe bastato solo non andare troppo nello specifico nel descrivere l’episodio che aveva a che fare con Alonso (Canada 2007, dato che stiamo parlando di Sato) per fuorviarvi completamente, perché sono certa che gran parte di voi, leggendo quel paragrafo privo dei riferimenti dati in un secondo momento, abbia creduto che il nome da sostituire alle ** fosse quello di Maldonado.

La conclusione, quindi, è che di tanto in tanto qualcosa di ciclico avviene, quando si tratta di piccole cose, come ad esempio eleggere qualcuno al ruolo di bad-boy ufficiale.
Ciò non significa che chi viene visto come un bad-boy in pista non sia davvero un bad-boy in pista. Significa solo che, una volta che hai l’etichetta del bad-boy incollata addosso, inevitabilmente il giudizio su ciò che ti succede è influenzato dalla tua reputazione.
La macchina di Sainz va a fuoco? Oh, povero bambino innocente!!!111!!!111! qualcuno gli porti un ciuccio e un aeroplanino telecomandato!!!111!!!!11!!! e mi raccomando, assicuriamoci che papà Sainz non si dimentichi di dargli il bacio della buonanotte!!!111!!!!11!!!
La macchina di Kovalainen va a fuoco? Yeaaaaaahhhhh, Kovalainen, l’Angry Bird pompiere, che idolo!!111!!
La macchina di Maldonado va a fuoco? Schifoso assassino sterminatore di giovani promesse, seminatore di morte e distruzione, cos’hai fatto a quel motore???22????!!!11!!
Peraltro parlare di “double standard” è a mio parere un controsenso. Non esistono due pesi e due misure, ma piuttosto mille pesi e mille misure, il che è quello che sostengo ormai da anni.


Disclaimer: al fine di evitare polemiche del tipo “sì, ma questo è migliore di quell’altro” ci tengo a specificare che, con un’accurata lettura del post stesso, dovreste avere chiaro che non si stava paragonando le prestazioni di nessuno a quelle di nessun altro.