mercoledì 10 settembre 2014

R.I.P. Emilio Botin (1934-2014)

Oggi, all'età di 79 anni, ci ha lasciati Emilio Botin, "zio Santander", il presidente del Banco Santander, main sponsor della Ferrari e di Alonso. La causa della morte è un infarto.

R.I.P.

domenica 7 settembre 2014

GP Italia: un'altra doppietta Mercedes si aggiunge alla collezione

Nel weekend del 7 Settembre 2014 viene disputato il gran premio d’Italia, 13° appuntamento del campionato 2014, sullo storico circuito di Monza.
Il tempo è sereno, i giri da disputare sono 53 e dalla pole position scatta Lewis Hamilton sulla Mercedes, affiancato al compagno di squadra e seguito dalle due Williams e dalle due McLaren.

Hamilton ha un pessimo scatto alla partenza, venendo sfilato da Rosberg, Magnussen e Massa che risalgono nelle prime tre posizioni relegandolo al quarto posto davanti a Vettel, Button, Alonso e le Force India. Sia Bottas sia Ricciardo hanno fatto partenze tutt’altro che brillanti, perdendo diverse posizioni. Non si segnalano incidenti al via, nemmeno nelle retrovie.
Tra i piloti di fondo Chilton commette un errore al 6° giro, salta su un cordolo e finisce fuori pista. Sarà il primo dei ritirati.

La prima parte della gara di Hamilton è in rimonta e, dopo i primi giri alle spalle di Magnussen e di Massa, riesce a liberarsi dei due comunque abbastanza in fretta. Al 10° giro troviamo le due McLaren in prima e seconda posizione, con Hamilton che sfrutta un errore del compagno di squadra alla prima variante per avvicinarsi a lui. Seguono Massa, Magnussen e Vettel a completare la top-5, ma i loro distacchi dai piloti di testa incrementano significativamente.

Bottas, nel frattempo, precipitato molto indietro alla partenza, riesce a rimontare sopravanzando varie vetture e, prima dei pit-stop, risale nella top-5. Quasi tutti i piloti sono partiti sulle medium ed effettuano una sola sosta per montare le hard tra il 20° e il 25° giro. Rosberg e Hamilton sono tra gli ultimi a fermarsi, rispettivamente al 25° e al 26° giro: dopo la sosta il loro gap è di circa un secondo e mezzo, con Massa terzo a 12 secondi dal leader e a seguire Kvyat che, partito dall’ultima fila per la sostituzione del motore, scattava con gomme hard e ancora non si è fermato (si fermerà qualche giro più tardi), poi Vettel, Magnussen e Bottas, che era rientrato in pista per poi essere protagonista di un duello con Perez, che si trova al momento alle sue spalle seguito da Button.

A metà della gara ci sono due colpi di scena a breve distanza l’uno dall’altro. Al 28° giro Rosberg commette un altro errore del tutto simile a quello già commesso in precedenza, alla prima variante. Ne approfitta Hamilton, che riesce a strappargli la prima posizione, con qualche secondo di gap. Questo stabilizzerà definitivamente le posizioni. Nemmeno un giro più tardi Alonso, che si trovava tra le ultime posizioni della top-ten, si ritira a causa di un guasto al motore. È il secondo ritirato.

Poco dopo (31° giro) ci sono scintille tra Magnussen e Bottas, quando il finlandese tenta il sorpasso sul pilota della McLaren, che lo chiude causandogli un fuori pista. Magnussen dovrà successivamente scontare una penalità di 5 secondi, aggiunti dopo la gara perché non si fermerà più ai box fino alla fine, mentre Bottas riuscirà comunque a superarlo al 37° giro.
Se le prime tre posizioni sono già definite, non si può dire altrettanto dal 4° posto in poi, dove troviamo al momento Vettel, che però deve vedersela con Bottas che lo insegue con una velocità maggiore. Il pilota della Williams riesce a strappargli la posizione al 40°, mentre poco più indietro è duello anche tra Perez e Button, con il pilota della McLaren che prima supera Perez, poi tocca a lui essere superato. Ne approfitta Ricciardo, che peraltro avendo cambiato le gomme più recentemente rispetto ai piloti che lo precedono è anche significativamente più veloce. Supera Button, poi è la volta di Perez e, qualche giro dopo, anche di Magnussen. Quando mancano sei giri al termine raggiunge anche il compagno di squadra Vettel e, dopo un intenso duello, gli strappa la quinta posizione.

Si segnalano nelle fasi conclusive una foratura da parte di Gutierrez, dopo avere avuto un contatto con Grosjean peraltro dopo avere già ultimato un sorpasso nei suoi confronti, e un lungo di Kvyat che era in coda al lungo trenino di vetture composto da Magnussen, Perez, Button e Raikkonen.

RISULTATO
1. Lewis Hamilton  Mercedes  1:19:10.236 
2. Nico Rosberg  Mercedes  +3.175 
3. Felipe Massa  Williams  +25.026 
4. Valtteri Bottas  Williams  +40.786 
5. Daniel Ricciardo  Red Bull  +50.309 
6. Sebastian Vettel  Red Bull  +59.965 
7. Sergio Perez  Force India  +1:02.518
8. Jenson Button  McLaren  +1:03.063
9. Kimi Raikkonen  Ferrari  +1:03.535
10. Kevin Magnussen  McLaren  +1:06.171
11. Daniil Kvyat  Toro Rosso  +1:11.184
12. Nicolas Hulkenberg  Force India  +1:12.606
13. Jean-Eric Vergne  Toro Rosso  +1:13.093
14. Pastor Maldonado  Lotus  +1 Lap 
15. Adrian Sutil  Sauber  +1 Lap 
16. Romain Grosjean  Lotus  +1 Lap 
17. Kamui Kobayashi  Caterham  +1 Lap 
18. Jules Bianchi  Marussia  +1 Lap 
19. Esteban Gutiérrez  Sauber  +2 Laps 
20. Marcus Ericsson  Caterham  +2 Laps 
DNF. Fernando Alonso  Ferrari  +25 Laps 
DNF. Max Chilton  Marussia  +48 Laps 

I TOP
La Mercedes: continua ad averne più di tutti, anche se di tanto in tanto, più la fine si avvicina, e più i suoi piloti tendono a commettere sbavature (la partenza di Hamilton, i due errori di Rosberg).
La Williams: si è confermata seconda forza, almeno per stavolta, cogliendo l’occasione di ottenere un altro podio e un quarto posto.
I piloti sul podio: perfettamente consapevoli del fatto che se parlassero in inglese il pubblico italiano non li capirebbe, parlano direttamente in italiano! XD

I FLOP
La Ferrari: che delusione, in questo weekend...
La Lotus: passano il weekend a lottare con le Marussia... e peraltro faticando per uscirne vincenti.


Questa cronaca, scritta per F1GC, è di proprietà della sua Autrice©, stavolta neanche tanto illuminata, perché la gara del Piccolo Cavaliere della Sacra Cenerentola è durata una manciata di giri, privandoci della sua maestosa aura vincente.
Si ricorda che, essendo stata scritta dall’Autrice© anziché da voi, che non vi siete offerti di farlo perché (del tutto legittimamente) avevate altro da fare, esprime nelle righe il SUO punto di vista, che ha cercato comunque di lasciar emergere il meno possibile. Come sempre nei commenti siete liberissimi (ed esortati) a esprimere il vostro. L’Autrice©, però, non cambierà il proprio punto di vista in proposito e, se la cosa non vi sta bene, potete attaccarvi al tram... oppure a una Lotus che, in quanto a velocità di punta, potrebbe essere più o meno sullo stesso livello del suddetto tram!


Williams Martini Racing - versione 2015

La Williams ha annunciato stamattina stessa chi saranno i piloti della prossima stagione...


sabato 6 settembre 2014

GP Italia: prima fila tutta Mercedes davanti alle Williams e alle McLaren

Il 13° appuntamento della stagione 2014 di Formula 1 si svolge a Monza, dove le gomme portate dalla Pirelli sono le hard e le medium.
Nelle prove libere del venerdì e del sabato mattina la Mercedes si dimostra ancora una volta il team da battere, ma ha ancora problemi di affidabilità: al sabato mattina Rosberg non riesce a effettuare nessun giro per un problema al cambio.

Al sabato, al momento delle qualifiche, il tempo è sereno e la Q1 inizia senza troppe sorprese. Le Mercedes si piazzano nelle prime posizioni con Hamilton davanti a Rosberg, davanti alle Williams di Massa e Bottas che su questo circuito sembrano, per il momento, piuttosto in forma.
Ancora una volta le Lotus non riescono a ottenere nulla di buono: Maldonado è il primo degli esclusi, davanti al compagno di squadra Grosjean riuscito a scendere in pista soltanto sul finale e ai piloti dei “nuovi team”, tra cui il migliore è stato stavolta Kobayashi, ritornato in pista dopo essere stato sostituito da Lotterer nello scorso gran premio del Belgio.

La seconda manche prosegue nel segno delle Mercedes, con le Williams che si confermano ancora una volta la seconda forza di queste qualifiche (Bottas e Massa sono gli unici due piloti che al momento prendono meno di mezzo secondo da Hamilton) e Alonso a completare la top-5, contrariamente al compagno di squadra autore peraltro di un errore nell’ultimo tentativo, che è soltanto 12°, tra le due Toro Rosso. Hulkenberg è 14° davanti alle due Sauber.
Kvyat, qualificato 11°, domani scatterà dalla 21° posizione a causa della retrocessione di 10 posizioni per la sostituzione del motore.

Di fatto non riserva sorprese nemmeno la Q3, dove Hamilton si rivela ancora una volta il più veloce, sempre davanti a Rosberg, Bottas e Massa, con le Williams che sono le uniche due vetture che prendono meno di un secondo di gap dalla pole position e con le McLaren che monopolizzano invece la terza fila, davanti ad Alonso in settima posizione.
Le Redbull si rivelano abbastanza deludenti, specie considerando le vittorie di Ricciardo negli ultimi due gran premi finora disputati: l’australiano è soltanto nono alle spalle del compagno di squadra, mentre Perez chiude la top-ten.

In sintesi, il risultato di queste qualifiche è stato il seguente:

1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Nico Rosberg (Mercedes)
3. Valtteri Bottas (Williams), 4. Felipe Massa (Williams)
5. Kevin Magnussen (McLaren), 6. Jenson Button (McLaren)
7. Fernando Alonso (Ferrari), 8. Sebastian Vettel (Redbull)
9. Daniel Ricciardo (Redbull), 10. Sergio Perez (Sauber)
11. Daniil Kvyat (Toro Rosso) [+10 pos.], 12. Kimi Raikkonen (Ferrari)
13. Jean-Eric Vergne (Toro Rosso), 14. Nicolas Hulkenberg (Force India)
15. Adrian Sutil (Sauber), 16. Esteban Gutierrez (Sauber)
17. Pastor Maldonado (Lotus), 18. Romain Grosjean (Lotus)
19. Kamui Kobayashi (Caterham), 20. Jules Bianchi (Marussia)
21. Max Chilton (Marussia), 22. Marcus Ericsson (Caterham)

giovedì 4 settembre 2014

Hamilton vs Rosberg: su chi vanno le mie speranze? E considero davvero Ricciardo fuori dai giochi?

Da quando è iniziata questa stagione non mi sono mai occupata più di tanto di quello che potrebbe essere un punto scottante e che, effettivamente, dato che nessun pilota della Ferrari è coinvolto, pare che ai più non interessi un granché. Il dubbio esistenziale è Lewis Hamilton o Nico Rosberg? Chi vincerà il titolo? Ma soprattutto, l'Autrice©, da che parte sta?
Vi rivelo un "segreto" che vi lascerà scioccati: grazie a un certo individuo che negli scorsi anni ha raccolto un certo numero di titoli, l'Autrice© è riuscita, nel corso del tempo, a provare indifferenza rispetto al vincitore finale. Certo, esistono l'apprensione, la speranza (potrei dire equamente distribuita, e poi vi spiegherò perché) e la volontà di vedere un finale di stagione esaltante... ma appunto il finale esaltante a mio parere è molto più importante rispetto alla vittoria dell'uno o dell'altro... o del terzo incomodo.

Daniel Ricciardo è il pilota uscito "dal nulla", quello che ha sorpreso tutti quanti fin dall'inizio della stagione. Nessuno se lo filava, negli anni alla Toro Rosso, qualcuno, addirittura, all'inizio sosteneva che era uno scandalo vederlo al posto di Buemi o di Alguersuari, successivamente ricordati come due dei tanti signori nessuno che hanno gareggiato in Formula 1 per troppi pochi anni per lasciare il segno.
Ricciardo era il pilota che, con più probabilità, avrebbe seguito le loro orme, diventando insieme a Vergne un ulteriore signor nessuno. Tra i due il signor nessuno è diventato Vergne. Non sapremo mai cosa sarebbe accaduto se fosse stato lui a "mettere il culo su una Redbull" [Cit. me stessa un anno fa], ma possiamo ipotizzare che non sarebbe andato bene come Ricciardo, il ragazzo sempre sorridente che sta facendo impazzire il 99% degli appassionati di Formula 1.
La mia reazione positiva a un'ipotetica vittoria di Ricciardo: perché? Seppure io faccia parte dell'altro 1% e negli ultimi tempi questo ragazzo stia iniziando a farmi sorgere una lieve orticaria (non posso farci niente, mi dispiace), la sua vittoria del titolo, in caso di una clamorosa debacle della Mercedes in stile McLaren 2007, non mi lascerebbe insoddisfatta. Ricciardo è il "bambino prodigio" di oggi, ha in apparenza un roseo futuro davanti e può fare molta strada. Ricciardo è colui che mi permetterà di farmi quattro risate, per tutti quelli che lo elogeranno per avere vinto il mondiale con la Redbull, se dovesse vincerlo lui. Il 99% dei suoi sostenitori non sarebbero altri che quelli che vedevano la Redbull come un team scorretto e i suoi piloti come una mandria (giusto per stare in tema di tori e di bovini) di approfittatori.
La mia reazione negativa a un'ipotetica vittoria di Ricciardo: perché? L'ho già detto, mi fa venire un po' di orticaria, specie per la reputazione di salvatore della patria che gli è stata cucita addosso. Il suo sorrisetto a lungo andare stanca e inizio a considerarlo un po' fastidioso. Poi, seriamente... sarei davvero disposta a sopportare in silenzio tutti gli elogi dovuti al fatto che, pur vincendo il titolo con un team che non è la Ferrari, ha comunque vinto battendo un team diverso dalla Ferrari che se continua così il prossimo titolo lo vincerà nel 2028? E, no, non ho scritto un anno a caso. Se avete un po' di memoria storica, capirete al perché l'ho scelto.

Veniamo a occuparci dei Mercedes Boyssssss. Lewis Hamilton doveva essere il predestinato, quest'anno, e vincere il mondiale con uno schiocco di dita, cosa che per il momento non si sta avverando a causa di immense sfortune(?), immense fortune altrui(?) e quant'altro. Credo che sia inutile spendere troppe parole su Hamilton: sappiamo qual è stato il suo esordio, sappiamo cosa non ha vinto, sappiamo cos'ha vinto e sappiamo che tutti quelli che ritenevano una follia l'abbandonare la McLaren per la Mercedes si sbagliavano di grosso.
La mia reazione positiva a un'ipotetica vittoria di Hamilton: perché? La vittoria di Hamilton è l'ordine naturale delle cose, che riporta la Formula 1 su quel binario da cui negli ultimi anni, tra vittorie della Brawn GP e della Redbull si è allontanata. Ci riporterebbe ai bei vecchi tempi e ci restituirebbe quello che abbiamo perduto.
La mia reazione negativa a un'ipotetica vittoria di Hamilton: perché? Siamo davvero sicuri che quei bei vecchi tempi fossero davvero meglio di quello che è venuto dopo o di quello che c'era prima? Una parte di me propende per un sì incondizionato, ma l'altra qualche dubbio ce l'ha. Inoltre negli ultimi tempi Hamilton non mi piace per la sua immensa tamarraggine rapper.

Nico Rosberg è stato la scheggia impazzita che, grazie all'immensa fortuna(?) sta tenendo aperto questo campionato. Nessuno, prima dell'inizio della stagione, l'avrebbe mai preso sul serio. Poco dopo le cose hanno iniziato a cambiare. Anche su di lui ormai sappiamo tutto, visto che corre in Formula 1 da parecchi anni, o forse non sappiamo niente perché credo che quest'anno abbia mostrato un lato di sé che non era ancora emerso.
La mia reazione positiva a un'ipotetica vittoria di Rosberg: perché? La vittoria di Rosberg sarebbe un colpo di scena, rispetto alle nostre aspettative iniziali. Si avrebbe una vittoria del pilota meno quotato nei confronti del compagno di squadra, che darebbe speranze al futuro della Formula 1, perché sarebbe un segnale che, di tanto in tanto, le cose non vanno come ci si aspetta e chi ci sembrava lontano dal titolo potrebbe conquistarlo ugualmente. E poi c'è un lato romantico della faccenda: Rosberg è l'unico pilota che può dimostrare, a distanza di qualche anno, che non sempre un ex campione che viene battuto dal compagno di squadra è un pilota bollito che lo prende in quel posto dal primo venuto. Poi va beh, questa dimostrazione non significherebbe più molto, ma questo è un altro discorso.
La mia reazione negativa a un'ipotetica vittoria di Rosberg: perché? Certi piloti non sono nati per vincere mondiali, ma per fare la parte dei buontemponi che prendono le cose un po' alla leggera e che sono disposti a ridere e a scherzare anche nelle occasioni in cui le cose non vanno bene. Il buontempone che vince un mondiale, spesso e volentieri smette di essere il buontempone che era in passato. Nel caso di Nico, forse sta già accadendo...

mercoledì 3 settembre 2014

INDYCAR - STAGIONE 2014

Il 31/08 è terminata la stagione di Indycar, con la conquista del titolo da parte di Will Power, pilota del team Penske, che ha battuto all'ultimo appuntamento stagionale, a Fontana, il compagno di squadra Castroneves già secondo classificato nel campionato 2014.

30/03: GP di ST.PETERSBURG - Vincitore: WILL POWER (Penske)
13/04: GP di LONG BEACH - Vincitore: MIKE CONWAY (Carpenter)
27/04: GP di ALABAMA - Vincitore: RYAN HUNTER-REAY (Andretti)
10/05: GP di INDIANAPOLIS - Vincitore: SIMON PAGENAUD (Schmidt)
25/05: INDIANAPOLIS 500- vincitore: RYAN-HUNTER-REAY (Andretti)
31/05: GP DI DETROIT, GARA 1 Vincitore: WILL POWER (Penske)
01/06: GP DI DETROIT, GARA 2 - Vincitore: HELIO CASTRONEVES (Penske)
07/06: FIRESTONE 600 - Vincitore: ED CARPENTER (Carpenter)
28/06: GP DI HOUSTON, GARA 1 - Vincitore: CARLOS HUERTAS (Coyne)
29/06: GP DI HOUSTON, GARA 2 - Vincitore: SIMON PAGENAUD (Schmidt)
06/07: POCONO 500 - Vincitore: JUAN PABLO MONTOYA (Penske)
12/07: IOWA CORN 300- vincitore: RYAN HUNTER-REAY (Andretti)
19/07: GP DI TORONTO, GARA 1 - Vincitore: SEBASTIEN BOURDAIS (KVSH)
20/07: GP DI TORONTO, GARA 2 - Vincitore: MIKE CONWAY (Carpenter)
03/08: GP DI MID-OHIO - Vincitore: SCOTT DIXON (Ganassi)
17/08: MILWAUKEE MILE 250 - Vincitore: WILL POWER (Penske)
24/08: GP DI SONOMA - Vincitore: SCOTT DIXON (Ganassi)
31/08: MAVTV500 FONTANA - Vincitore: TONY KANAAN (Ganassi)

Cliccando su ciascun link, si può leggere la sintesi e il risultato di ciascun gran premio.

martedì 2 settembre 2014

#15 Indycar: FONTANA MAVTV500, 31 agosto 2014

La stagione di Indycar è finita sull’ovale di Fontana, un po’ prematuramente dato che siamo solo al 31 di agosto e l’anno scorso il campionato era finito in ottobre...
Soltanto 21 vetture saranno presenti al via, a causa dell’infortunio di Aleshin in un bruttissimo schianto nelle prove.

Griglia di partenza: Castroneves (Penske), Montoya (Penske), Newgarden (Fisher), Sato (Foyt), Dixon (Ganassi), Kimball (Ganassi), Kanaan (Ganassi), Hunter-Reay (Andretti), Rahal (Rahal), Hinchcliffe (Andretti), Briscoe (Ganassi), Pagenaud (Schmidt), Carpenter (Carpenter), Bourdais (KVSH), Wilson (Coyne), Hawskworth (Herta), Andretti (Andretti), Muñoz (Andretti), Saavedra (KVSH), Power (Penske), Huertas (Coyne).

GARA: l’inizio è un susseguirsi di Castroneves e Montoya che si alternano in testa alla gara, con il colombiano che poi si piazza stabilmente in testa e il brasiliano che scende in terza posizione superato da Dixon; il leader del campionato Power nel frattempo si trova nelle retrovie. Montoya rimane in testa per una trentina di giri, finché non si ferma ai box e, dopo le soste degli altri piloti, si trova di nuovo in prima posizione, mentre Castroneves ne ha persa una: i primi cinque sono infatti Montoya, Dixon, Hinchcliffe, Castroneves e Kanaan. Power è al momento 12°.
Dopo un quinto di gara (50° giro) Hinchcliffe supera Dixon per la seconda posizione si avvicina a Montoya con il quale, qualche giro più tardi, ci sarà un acceso duello per la leadership che vedrà il pilota del team Penske mantenere la posizione, mentre più indietro Hunter-Reay supera non senza difficoltà Kanaan per il quinto posto. Hinchcliffe si avvicinerà successivamente di nuovo a Montoya e lo supererà prendendo la leadership al 58°. A centro gruppo, intanto, Power è in lotta con Rahal per l’11^(?) posizione.
Intorno al 70-75° c’è il secondo giro di pit-stop, Hinchcliffe è uno degli ultimi a rientrare e perde posizioni (si ritrova 8°) mentre Power risale finalmente in 10^ posizione. I primi cinque al momento sono Montoya, Castroneves (staccato di vari secondi dal compagno di squadra), Carpenter, Dixon e Hunter-Reay, con Castroneves che verrà superato da tutti e tre prima della terza sosta (il primo a rientrare, tra i piloti di testa, è proprio il leader Montoya dopo 100 giri di gara).
Dopo la seconda sosta Montoya è ancora in testa, davanti ancora una volta a Castroneves, con Hunter-Reay, Kanaan e Newgarden a completare i primi cinque, con quest’ultimo che poco dopo verrà superato da Dixon, mentre intanto Power è 9°. Hunter-Reay è il più veloce dei primi e risale fino ad arrivare a strappare la testa della gara a Montoya al 120°, dove resterà fino al momento del quarto giro di pit-stop, durante la quale il telecronista colombiano dice che Sato gli sta simpatico... deve essere per questo che lo prendono sempre per i fondelli! Nel frattempo Hinchcliffe (che nel frattempo deve essersi perso nelle posizioni basse della top-10) viene penalizzato per eccesso di velocità nella pit-lane.
Nel frattempo Castroneves è in testa (ma i telecronisti se ne accorgono a scoppio ritardato) davanti a Kanaan, Hunter-Reay, Montoya e Dixon (che poi supererà il colombiano), mentre Power è 7° per il momento, ma successivamente risalirà in 6^ posizione.
Al 175° giro Hunter-Reay finisce a muro facendo entrare la safety-car. Tutti ai box: Kanaan esce in testa davanti al compagno di squadra Dixon e alle tre Penske di Castroneves, Power e Montoya, con un acceso duello tra i due contendenti al titolo non appena viene esposta bandiera verde. Dopo avere superato il compagno di squadra, Power supera addirittura le due Ganassi in un colpo solo e si porta in prima posizione! Mancano una sessantina di giri alla fine della gara e intanto Carpenter recupera posizioni superando prima Montoya e poi Castroneves.
Kanaan riprenderà la testa della gara pochi giri più tardi, dove rimarrà anche dopo la successiva sosta (circa 220° giro). Castroneves intanto viene penalizzato per un’irregolarità nell’entrata nella pit-lane. Precipita nelle retrovie, mentre Power è in quarta posizione e, anche se quest’ultimo perderà alcune posizioni nei giri successivi, riuscirà comunque senza difficoltà a conquistare il titolo.
Kanaan rimane in testa fino alla fine e ottiene l’unica vittoria stagionale, sua prima vittoria dopo il passaggio al team Ganassi, davanti al compagno di squadra Dixon e a Carpenter.

Risultato
1. Tony Kanaan   Ganassi   2:32:58.465  
2. Scott Dixon   Ganassi   +3.675  
3. Ed Carpenter   Carpenter   +7.305
4. J.P. Montoya   Penske   +7.923  
5. James Hinchcliffe   Andretti   +11.885  
6. Takuma Sato   Foyt   +12.688
7. Ryan Briscoe   Ganassi   +16.511  
8. Carlos Muñoz   Andretti   +23.280  
9. Will Power   Penske   +28.345  
10. Josef Newgarden   Fisher   +32.185  
11. Marco Andretti   Andretti   +1 Lap  
12. Charlie Kimball   Ganassi   +1 Lap  
13. Justin Wilson   Coyne   +1 Lap  
14. Helio Castroneves   Penske   +1 Lap  
15. James Hawksworth   Herta   +1 Lap  
16. Ryan Hunter-Reay   Andretti   +2 Laps  
17. Sebastian Saavedra   KVSH   +2 Laps  
18. Sebastien Bourdais   KVSH   +5 Laps  
19. Graham Rahal   Rahal Letterman   +6 Laps  
20. Simon Pagenaud   Schmidt   +7 Laps  
21. Carlos Huertas   Coyne   +229 Laps  
DNS. Mikhael Aleshin   Schmidt   +250 Laps