lunedì 7 ottobre 2013

#14 Commento allo spettacolo circense più incredibile dell’anno altresì noto come Gran Premio della Corea: Yeongam, 4-6 ottobre 2013

Dopo il gran premio di Singapore, Vettel si era ritrovato con 60 punti di vantaggio su Alonso, il che faceva pensare a una vittoria del titolo che avverrà anzitempo. Per Ferniiii non c’era altro da fare che tirare fuori tutto il suo Ferniiii-power per sperare di potere almeno arrivare all’ultima gara e perdere il titolo proprio in quell’occasione (è una battuta veramente pessima, lo so, ma per fortuna saranno in pochi a capirla). Dopo la Corea, la cosa sembra alquanto improbabile.
Dal momento che il secondo grand chelem consecutivo di Sebbiiii non fa testo, direi quindi di dedicarci ai fatti veramente curiosi capitati in questo weekend.

Come l’anno scorso, i piloti hanno organizzato la cena annuale in Corea, postando la foto di gruppo su Twitter. Mancava Raikkonen, il che era facilmente intuibile. Mancava anche Hamilton: stare in una sala dove c’erano sia delle distese di bicchieri e bottiglie sia Sutil non era molto incentivante per lui. C’era De La Rosa, che dalle foto sembrava ben più vecchio di quanto non sia.
A quella cena la faccia da roditore di Gutierrez è stata immortalata da Massa in una foto scattata e immediatamente pubblicata sul suo profilo Instagram.
A proposito di Twitter, Alonso e Webber hanno continuato a scambiarsi tweet a proposito del passaggio dato da Alonso a Webber dopo lo scorso gran premio, rievocando tutti i piloti che l’hanno fatto in passato, dimenticandosi di notare come gli altri non si fossero fermati nel bel mezzo della pista rischiando di innescare un incidente con le vetture che sopraggiungevano.
Di recente Hamilton ha adottato un nuovo cane. Pare che sia una femmina, si chiama Coco ed è rugosa quasi quanto Roscoe.
Infine sull’Instagram di Massa è comparsa un’altra foto curiosa: già qualche settimana fa aveva pubblicato una foto dove lui e sua moglie sono travestiti da rane (sì, la famosa rana aliena che prende il suo posto di tanto in tanto... in realtà abbiamo scoperto che Feliiii e la rana sono una cosa sola e che si alternano a seconda dei momenti nello stesso corpo), mentre stavolta ha messo una foto in cui lui e suo figlio si sono truccati da Tartarughe Ninja. Attendo pazientemente il momento in cui poserà in tanga, reggiseno, piume in testa e ciglia finte, dato che per lui sembra essere sempre carnevale.

A questo si aggiungono le news di fanta-mercato, in cui sembra possa esserci un comeback di nonno Rubinho alla Sauber, prontamente smentito dalla Kalterborn (che tra parentesi ha lontane origini indiane!). Nel caso fosse quel 50% dei casi in cui smentita significa conferma, Barrichello potrebbe diventare il primo pilota della storia della F1, se il suo compagno di squadra fosse Sirotkin, ad avere debuttato prima della nascita (e addirittura del concepimento) del suo compagno di team.
Pare inoltre che Kevin Magnussen possa debuttare alla Force India (se riuscisse a battere la concorrenza di Di Resta, Sutil, Hulkenberg, Massa, Calado e, con tutta probabilità, ho dimenticato qualcun altro dei piloti attualmente associati alla Force India) o alla Marussia al posto di Chilton. A proposito di Kevin, ha vent’anni ed è il figlio di Jan Magnussen (e dato che Jan di anni ne ha attualmente non più di 39, è stato concepito quando Jan aveva l’età di Sirotkin). Ci sono altre fanta-news di fanta-mercato, ma direi di non soffermarmi troppo. Andiamo avanti!

Il gran premio della Corea è memorabile per quanto accaduto nelle precedenti edizioni:
- nel 2010 Massa è inciampato sui gradini del podio;
- la quasi-caduta di Massa ha oscurato il vero momento memorabile del weekend: il motore di Vettel finì alla griglia non più di dieci secondi dopo che Mazzoni aveva accennato alla cosa, il che l’ha resa la gufata più fulminea della storia della F1;
- nel 2011 Schumacher è stato tamponato da Petrov e, quando Stella Bruno gli ha chiesto come abbia visto l’incidente dalla sua macchina, ha risposto che dalla sua macchina non poteva averlo visto;
- dato che non era il primo incidente tra quei due piloti, quando l’ho notato con una mia amica, lei ha osservato “stavolta è toccato a loro, la prossima c’è un nuovo incidente tra Hamilton e Massa”... e infatti è proprio quello che è successo;
- nel 2012 Psy ha sventolato la bandiera a scacchi, venendo scambiato da Mazzoni per il primo ministro coreano.

Quest’anno per passare alla storia doveva accadere qualcosa di molto più clamoroso... e infatti ho letto che su twitter qualcuno ha ribattezzato il circuito come “trollodromo internazionale di Corea”. Non che avesse tutti i torti...
Ma procediamo nell’ordine.

Anzi, no, prima ci sono le qualifiche, ma non ho tanta voglia di parlarne, dato che c’è da divertirsi di più parlando della gara.
Quindi andiamo con ordine e sintetizziamo:
- Vettel ha ottenuto la pole davanti a Hamilton, l’unico che sembrava girare a meno di mezzo secolo di distacco;
- Grosjean è risalito al terzo posto dopo la retrocessione di 10 posizioni toccata a Webber; è stato affiancato da Rosberg mentre Kimi si era qualificato solo 10° (e partito 9° per la retrocessione di Webber);
- dietro c’erano le Ferrari di Ferniiii e di Feliiii e le Sauber di Hulkenberg e Gutierrez(!);
- seguivano le McLaren, le Force India e le Toro Rosso in ordine sparso, dopodiché Williams, Caterham e Marussia (con Bianchi retrocesso in ultima posizione).

LET’S GOOOOOOOOO!
Si parteeeee! Sebbiiii si invola verso la vittoria, Hammiiii non riesce a stargli dietro, mentre Grosjiiii ne approfitta e dopo un paio di curve si appropria della seconda posizione. Segue un po’ di casino, con le Ferrari e le Sauber in lotta tra di loro(?), perfino lo scoiattolo si fa vedere e tutto procede per il meglio... almeno finché Massa non finisce in testacoda per i fatti suoi. Ha una lieve collisione con Ferniiii (che, per quanto possa sembrare strano, è stata accolta con un tono abbastanza contenuto da Mazzoniiii) che ne esce illeso, mentre Feliiii viene sfilato da tutti, con alcuni che passano per i prati per evitarlo (forse è lì che Button ha danneggiato l’ala anteriore - ha dovuto anticipare di alcuni giri il proprio pit-stop). Pare che tra questi ci sia Di Resta.
A questo proposito è arrivata una comunicazione dai commissari: a fine gara sarebbe stato esaminato il fatto, per valutare eventuali penalità.
E qui si è arrivata in me la “modalità WTF”: mancano 55 giri alla fine della gara e non c’è tempo per farlo ora?! e soprattutto da quand’è che un pilota finito in testacoda è ritenuto colpevole del fatto che qualcun altro abbia rischiato di andargli addosso?! O.O Comunque di tutto ciò non si è mai più scoperto nulla, il che mi ha fatto pensare che, tanto per abbellire lo schermo, venissero scritte comunicazioni random.
Invece Van Der Garde è stato penalizzato subito con un drive through per la stessa infrazione di cui sopra, definita “forcing a driver off the track”. Il pilota in questione era Bianchi. Se fosse in un team apprezzato dai fanboy, qualcuno accuserebbe Chilton di avere pagato Gardiiii per mandarlo fuori pista.

I 27-28 giri sono stati un susseguirsi di questi eventi:
- Raikkonen di tanto in tanto superava qualcuno;
- dopo circa 8-10 giri sono iniziati i primi pit-stop;
- Di Resta è andato a sbattere da solo, ritirandosi per la quinta volta consecutiva;
- Webber, in rimonta, è arrivato a superare Alonso.

Al 28° giro, in prossimità del secondo pit-stop, capita l’impensabile... Rosbiiii supera Hammiiii e... FUOCHI D’ARTIFICIO! L’ala anteriore è collassata e striscia per terra innalzando scintille. Forse mi sfugge qualcosa, ma in vent’anni che seguo la Formula 1 non ho mai visto una roba del genere! È inutile dire che Rosbiiii è stato costretto a rientrare ai box dove l’ala anteriore è stata sostituita e c’è anche voluto un po’ di tempo. A questo proposito, consiglio di leggere le “ipotesi di complotto” sul finale, se volete farvi qualche risata.

Quattro giri di calma e poi... CHECO FOR THE WINNNNNN! Perez si ritrova a girare su tre gomme e un cerchione, con l’anteriore destra sparsa a brandelli per la pista. Sebbiiii è costretto a lasciare temporaneamente (più o meno per una mezza dozzina di giri) la testa della gara a Bernd Maylander. Webbiiii nel frattempo finisce su qualche detrito, fora, rientra ai box e torna in pista poco fuori dalla top-ten.
Al momento del restart la sua gara dura non più di due o tre curve: Sutil finisce in testacoda per i fatti suoi e, in stile palla da bowling, colpisce Webbiiii. Quest’ultimo viene sbalzato fuori pista, l’olio viene sbalzato dove non dovrebbe e le fiamme iniziano ad avvolgere la sua vettura (anche a questo proposito, l’area dedicata ai complotti verrà approfondita). Webbiiii corre via, la vettura rimane lì a bruciare... Vista la grande puntualità dei commissari, se per qualche motivo fosse rimasto incastrato nell’auto, probabilmente sarebbe bruciato vivo.
La cosa più imbarazzante è comunque l’arrivo in pista di nientemeno che una jeep dei commissari di pista, venuti finalmente a spegnere l’incendio. Cosa c’è di strano in tutto ciò? Beh, niente... a parte che non è stata segnalata e che è comparsa in pista all’improvviso, proprio mentre sopraggiungevano Vettel e i piloti che gli stavano dietro.
Direi di sorvolare sul fatto che frattanto Kimiiii che era terzo ha superato Grosjiiii, che Hulkenberg ha superato Hammiiii e che Sutil si macchiava del terribile reato di eccesso di velocità nella pit-lane, mentre entrava la safety-car.

La gara è ripresa per gli ultimi 15 giri, in cui è accaduto un po’ di caos grazie al clan messico-venezuelano al gran completo: c’erano in lotta per la decima posizione Maldiii, Gutiii, Feliiii (per l’occasione membro onorario del clan XD) e Checo. Erano tutti piuttosto scatenati, ci hanno guadagnato Feliiii e Checoooo e ci ha perso più di tutti Maldiiii che è stato superato da tutti e anche da Bottas che era poco lontano.
Feliiii e Checoooo nel frattempo pare abbiano avuto un contatto che i commissari non hanno visto, ma dopo avere ascoltato una comunicazione radio tra Feliiii e Smeddyyy li hanno messi sotto inchiesta. Su Twitter per almeno un’ora c’è stata parecchia gente che si interrogava su chi dei due rischiasse la penalità. Dopo un’ora si sono resi conto che non ci sarebbe stata alcuna penalità e che tra l’altro forse non c’era stato nemmeno un contatto tra i due.

La gara è finita con la vittoria di Vettel ma soprattutto con Chilton che è arrivato a pieni giri. Le Toro Rosso si sono ritirate verso la fine (purtroppo Ricciardo quando era 9°), così come la Force India superstite.

Risultato
1. Vettel (Redbull), 2. Raikkonen (Lotus), 3. Grosjean (Lotus): BAHREIN STYLE!
4. Hulkenberg (Sauber), 5. Hamilton (Mercedes), 6. Alonso (Ferrari), 7. Rosberg (Mercedes), 8. Button (McLaren), 9. Massa (Ferrari), 10. Perez (Sauber), 11. Gutierrez (Sauber), 12. Bottas (Williams), 13. Maldonado (Williams), 14. Pic (Caterham), 15. Van Der Garde (Caterham), 16. Bianchi (Marussia), 17. Chilton (Marussia), +2 giri 18. Vergne (Toro Rosso), +3 giri 19. Ricciardo (Toro Rosso), +5 giri 20. Sutil (Force India), DNF. Mark Webber (Redbull) +19 giri, DNF. Paul Di Resta (Force India) +31 giri.

Ipotesi di complotto del weekend:
- Massa avrebbe volontariamente inscenato un testacoda per rallentare Alonso: complimenti vivissimi... non a Massa, ma a quell’imbecille che si è spinto a ipotizzare che un pilota, senza motivo, si giri di proposito mentre almeno quindici vetture gli vengono incontro);
- ci sarebbe un dispositivo che permette, dal box della Mercedes, di attivare i fuochi d’artificio sulla vettura di Rosberg quando questo supera Hamilton; mi ricorda un po’ quelli che sostenevano che Barrichello venisse fermato dai box quando andava più forte di Schumacher - in realtà pare non ci fosse alcun dispositivo, ma che via radio si potesse udire una conversazione di questo genere: “Non rompere le palle a Schumacher e inizia a guidare con atteggiamento da tassista”, “Va bene, ma prima dimmi fino a quando sarà prolungato il mio contratto e quanto guadagnerò”);
- il ritiro di Webber è evidentemente parte di un complotto della Redbull: il fatto che Webber sia stato centrato in pieno da Sutil e che la vettura abbia preso fuoco a causa di una perdita d’olio dovuta ai danni riportati nel contatto è una prova lampante, no?;
- purtroppo non si sono ipotizzati complotti sul fatto che Di Resta e Sutil non ne stiano combinando una giusta, in questi ultimi tempi, al fine di mostrare gli effetti dell’erba indiana;
- se solo l’esistenza della Indycar non fosse ignorata da tutti, qualcuno ipotizzerebbe un complotto ai danni degli occhi dei fanboy: la De Silvestro è arrivata seconda in gara 1 a Houston e le è stato concesso di salire sul podio nonostante l’evidente presenza di alcuni brufoli sulle sue guance;
- la cosa più strana, però, è che anche se Vettel ha vinto e la vettura di Webber è andata a fuoco, nessuno ha pensato che sia un complotto per dare maggiore visibilità alla F1, come accadde quella volta di Maldonado;
- l’autrice ha finito questo commento a tempo di record... che sia un complotto per il controllo del mondo che ha ordito insieme a Chilliiii, Gillette Fusion e Razia?
A proposito di Razia... il suo ruolo è talmente importante che non ha nemmeno un soprannome... che sia il caso di dargliene uno?


domenica 6 ottobre 2013

NASCAR SPRINT CUP SERIES 2013: Hollywood Casino 400, Kansas Speedway (30/36) – 6 ottobre

Condizioni meteo: asciutto
Numero giri: 267
Pole position: Kevin Harvick

GREEEEEN! Ma dura poco: Danica (che ha una vettura verde-fucsia, segno che lo sponsor suo e di Hinchcliffe non ha riservato le proprie bizzarrie soltanto a costui), innesca un incidente che coinvolge Reutimann, Whitt e Kyle Busch partito nelle retrovie perché al volante della vettura di riserva. Per Danica la gara è finita. Viene intervistata subito e, dato che non ha fatto in tempo a mettere l’ombretto bianco perlato riservato alle interviste, indossa un paio di Rayban. I suoi appassionati sostenitori(?) americani su twitter le suggeriscono di tornare in Formula 1. E qui mi dico: “iniziamo bene, questi non sanno nemmeno distinguere la F1 dalla Indycar!”

La pace-car rimane in pista per qualcosa come mezzo secolo e finalmente al 10° giro si riparte! Harvick mantiene la prima posizione, Keselowski è ancora secondo, Menard supera Dale Jr per la terza posizione mentre Johnson è quinto.
Johnson risale fino alla seconda posizione intorno al trentesimo giro mentre poco dopo Dale Jr supera a sua volta Keselowski per il terzo posto.

McDowell rallenta al 42° giro: seconda caution. Tutti rientrano ai box: Harvick torna in pista in testa seguito da Dale Jr, Johnson, Gordon e Almirola che ha recuperato addirittura 11 posizioni nel pit-stop. Si riparte al 48° giro.
Al 73° giro Dale Jr, che in precedenza si era avvicinato a Harvick, viene invece superato da Johnson che si porta in seconda posizione per poi andare successivamente all’attacco di Harvick che però, dopo essere stato superato all’81° giro, si riprende subito la posizione.

All’84° giro Harvick rientra ai box in regime di verde mentre gli altri proseguono. Tre giri dopo il pit-stop del leader, c’è la terza caution dovuta alla presenza di detriti. Ne approfittano i piloti che ancora non si erano fermati e Dale Jr sale quindi in prima posizione dopo il pit-stop avvenuto in regime di giallo. Seguono Kenseth, Logano, Menard e Stenhouse a completare la top-5.
Kenseth si porta in testa al restart e vi rimane per i giri che trascorrono prima della successiva caution, l’ennesima di quella che sarà una lunga serie: al 112° causata da detriti lasciati dalla vettura di Nemechek, al 118° a causa di un testacoda di Blaney...

Si riparte al 122° e, per una volta, si riesce a fare qualche giro in regime di verde (con Logano in testa davanti a Dale Jr), almeno fino al 136° quando c’è un incidente tra Allgaier e Newman.
I pit-stop che si susseguono cambiano spesso la classifica e, a questo punto è Kyle Busch a ritrovarsi primo, ma al restart viene superato da Harvick e Logano. Seguono Montoya e Dale Jr.
Nuova caution al 147° giro dopo un testacoda di Kvapil, la bandiera verde è al 151° e adesso c’è Kenseth in testa davanti a Logano e Montoya.

Il momento più sorprendente è però al 155° giro: in una via di fuga l’erba sta bruciando e, a causa del fumo, vengono percorsi nuovamente quattro giri dietro la pace-car. Dopo dieci ulteriori giri Ragan ha un incidente: altra caution, e sarà Keselowski a ritrovarsi in testa al momento del restart.

La 10^ caution esce al 180° giro a causa di detriti lasciati da una vettura incidentata: non appena c’è il restart, Montoya manda in testacoda Kyle Busch. Non è finita, perché ancora una volta, non appena giunge il verde, Kyle Busch ha un contatto con Edwards e poi finisce violentemente contro il muro. Siamo al 200° giro e Keselowski è al momento in testa davanti a Harvick e Dale Jr.

Si riparte al 207° giro: Keselowski è in testa davanti a Harvick e Menard.  Hamlin si ferma 11 giri più tardi, mentre era quarto, per un pit-stop in regime di bandiera verde.
Keselowski rimane in testa fino al 224° giro quando è costretto a rientrare per rifornire. Solo quattro giri più tardi c’è un’ulteriore caution a causa di detriti presenti sulla pista.
Burton recupera ben 17 posizioni (WTF!) nella sosta che effettua durante la caution. Al restart Harvick si porta in prima posizione, con Gordon secondo davanti a Burton, quando mancano 36 giri alla conclusione.

A 25 giri Vickers finisce a muro: altra caution, si riparte quando mancano 20 giri al termine. Incredibilmente la gara prosegue senza intoppi fino alla fine e Harvick vince davanti a Kurt Busch, Gordon, Logano, Edwards, Johnson, Melard, Dale Jr, Ambrose, Almirola.

Risultato
1 1 29 Kevin Harvick Budweiser Chevrolet 267 48 5 Running 8 138
2 19 78 Kurt Busch Furniture Row / Denver Mattress Chevrolet 267 42 Running
3 14 24 Jeff Gordon Axalta Chevrolet 267 41 Running
4 5 22 Joey Logano Shell Pennzoil Ford 267 41 1 Running 2 33
5 9 99 Carl Edwards Fastenal Ford 267 39 Running
6 3 48 Jimmie Johnson Lowe’s Chevrolet 267 39 1 Running 2 6
7 8 27 Paul Menard Menards / Splash Chevrolet 267 37 Running
8 6 88 Dale Earnhardt Jr. Time Warner Cable Chevrolet 267 37 1 Running 4 10
9 25 9 Marcos Ambrose MAC Tools Ford 267 35 Running
10 20 43 Aric Almirola Farmland Ford 267 34 Running
11 7 20 Matt Kenseth Dollar General Toyota 267 34 1 Running 1 21
12 16 31 Jeff Burton Caterpillar Chevrolet 267 33 1 Running 1 1
13 26 16 Greg Biffle Sherwin Williams Ford 267 31 Running
14 22 15 Clint Bowyer Raspberry5-hourEnergybenefittingLivingBynd Toyota 267 30 Running
15 15 5 Kasey Kahne Time Warner Cable Chevrolet 267 29 Running
16 24 1 Jamie McMurray Cessna Chevrolet 267 28 Running
17 4 2 Brad Keselowski Miller Lite Ford 267 28 1 Running 2 52
18 12 42 Juan Pablo Montoya Target Chevrolet 267 26 Running
19 13 56 Martin Truex Jr. NAPA Auto Parts Toyota 267 25 Running
20 28 47 AJ Allmendinger Scott Products – Win My Car Toyota 267 24 Running
21 37 13 Casey Mears GEICO Ford 267 24 1 Running 1 1
22 23 14 Mark Martin Bass Pro Shops / Tracker Boats Chevrolet 267 22 Running
23 10 11 Denny Hamlin FedEx Office Toyota 267 21 Running
24 34 38 David Gilliland Long John Silver’s Ford 267 20 Running
25 41 7 Dave Blaney Tommy Baldwin Racing Chevrolet 267 19 Running
26 36 93 Travis Kvapil Burger King / Dr Pepper Toyota 267 19 1 Running 1 1
27 33 36 JJ Yeley Accell Construction Chevrolet 267 18 1 Running 1 1
28 35 32 Timmy Hill # U.S. Chrome Ford 267 16 Running
29 42 40 Tony Raines(i) Moonshine Attitude Attire Chevrolet 267 0 Running
30 2 17 Ricky Stenhouse Jr. # Ford EcoBoost Ford 266 14 Running
31 30 30 Cole Whitt(i) Swan Energy Toyota 260 0 Running
32 11 55 Brian Vickers(i) Aaron’s Dream Machine Toyota 242 0 Accident
33 43 33 Landon Cassill(i) LittleJoesAutos.com Chevrolet 235 0 Running
34 18 18 Kyle Busch M&M’s Toyota 199 11 1 Accident 1 1
35 17 39 Ryan Newman Code 3 Associates Chevrolet 188 9 Running
36 32 34 David Ragan Taco Bell Ford 168 9 1 Accident 1 2
37 27 83 David Reutimann Burger King / Dr Pepper Toyota 157 7 Running
38 31 98 Michael McDowell Phil Parsons Racing Ford 144 6 Vibration
39 21 51 Justin Allgaier(i) Brandt Chevrolet 135 0 Accident
40 38 35 Josh Wise(i) MDS Transport Ford 108 0 Vibration
41 39 87 Joe Nemechek(i) Calvert’s Toyota 107 0 Engine
42 40 95 Reed Sorenson(i) SupportMilitary.org Ford 103 0 Vibration
43 29 10 Danica Patrick # GoDaddy Chevrolet 0 1 Accident


Indycar 2013, #15: Houston Grand Prix, GARA 2

{Cronaca scritta “in diretta”, mentre seguivo la gara}

È la volta della seconda gara. La sessione di qualifica, che avviene poche ore prima, viene annullata a causa della pioggia, che successivamente ha smesso di cadere, e si parte con le posizioni basate sulla classifica. Mi correggo: il gap in classifica tra Castroneves e Dixon non è di 10 punti come avevo scritto ieri, ma soltanto di 8. I due partiranno in prima e seconda posizione.

Griglia di partenza: Castroneves, Dixon, Pagenaud, Andrtti, Hunter-Reay, Wilson, Franchitti, Hinchcliffe, Power, Kimball, Kanaan, Viso, Bourdais, Newgarden, Sato, Conway, De Silvestro, Carpenter, Rahal, Jakes, Servia, Vautier, Filippi, Saavedra.

Numero giri: 90.

Cronaca
Sato si ferma girato di lato sulla griglia di partenza e inizia ad agitare le braccia per farsi notare (come se non si vedesse XD). Per la seconda volta in due giorni c’è un “aborted start” (penso sia abbastanza intraducibile) e si parte per un nuovo giro di formazione: Franchitti non parte, c’è un problema anche per lui.
Finalmente avviene la partenza da fermi (inutile dire che a mio parere in Indycar non ci sono portati).
Comunque va tutto per il meglio, finalmente, con Castroneves e Dixon in lotta per la leadership. Il brasiliano resta davanti.
Tempo poche curve e dopo un contatto con la De Silvestro (che sarà penalizzata con un drive-through), Rahal finisce contro le barriere. Anche Vautier viene coinvolto e va a sbattere, ma riesce a ripartire, mentre invece Rahal è fermo: Caution.

Al 7° giro si riparte, con Castroneves ancora in testa, ma Dixon è comunque molto vicino. Ci sono Pagenaud e Wilson terzo e quarto, ma i due vengono superati entro un paio di giri da Power, che si porta negli scarichi di Dixon.
All’11° giro Castroneves inizia a rallentare... il secondo problema consecutivo lo costringe a rallentare. MA NOOOOOOOOOOOOOOOOO! Ç_________ç Intanto, comunque, è di nuovo caution perché la vettura rimane ferma. Si tratta di nuovo di un problema al cambio.

Al 16° giro si riparte. Dixon mantiene la prima posizione davanti a Power e Hunter-Reay, mentre Hinchcliffe (che in questo weekend ha un’orrida vettura verde-fucsia) dopo diversi sorpassi si porta al quarto posto.
La bandiera verde rimane fino al 29° giro quando Filippi finisce a muro. Mentre la pace-car è in pista, i piloti di testa rientrano ai box. Dopo appena un giro un incidente di Kanaan provoca una nuova neutralizzazione della gara.

Al successivo restart Power ha un ottimo scatto in partenza e si porta in testa superando Dixon che, di fatto, è il nuovo leader del mondiale.
Per quanto riguarda Castroneves, torna in pista a metà gara, nel tentativo di ottenere più punti possibile, approfittando di eventuali ritiri altrui.

Alle spalle di Power e Dixon ci sono Hinchcliffe, Bourdais e Wilson, anche se il francese verrà superato proprio da quest’ultimo prima che siano completati due terzi di gara.

Power e Dixon rientrano per la seconda sosta contemporaneamente al 62° giro: Power è abbondantemente davanti all’avversario al momento di rientrare in pista. Poco dopo vengono esposte bandiere gialle (sesta caution, se non ho perso il conto) a causa della vettura di Carpenter ferma in una via di fuga.

Al 68° giro si riparte, con Power che mantiene la prima posizione. A causa di un detrito è di nuovo caution. Sì, però, che rottura!
Il restart è, per fortuna, dopo pochi giri... ma ne passano tre e poi Andretti finisce fuori: inutile dire che torna in pista la pace-car. Pare che l’incidente sia stato innescato da Newgarden, che viene penalizzato con un drive-through.

La ripartenza è a 13 giri dal termine: si ricomincia con un acceso duello tra Power e Dixon, con le posizioni che però non cambiano fino alla fine.
È proprio all’ultimo giro che va in scena un terribile incidente: Franchitti prende il volo dopo un contatto con Sato, impattando violentemente contro le barriere. Il giapponese viene successivamente centrato da Viso. I piloti che sopraggiungono riescono miracolosamente a evitare le vetture incidentate.

Sato e Viso escono illesi dai rottami delle loro vetture, ma non Franchitti, che viene portato via in ambulanza. Sembra comunque che abbia riportato solo ferite lievi {SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI}.

Risultato: 1. Will Power, 2. Scott Dixon, 3. James Hinchcliffe, 4. Justin Wilson, 5. Sebastien Bourdais, 6. Simon Pagenaud, 7. Oriol Servia, 8. Charlie Kimball, 9. Mike Conway, 10. Simona De Silvestro, 11. Tristan Vautier, 12. Sebastian Saavedra, 13. Josef Newgarden, 14. Takuma Sato, 15. Dario Franchitti, 16. Ernesto Viso -1 giro, 17. James Jakes -2 giri, 18. Graham Rahal -2, 19. Luca Filippi -2, 20. Marco Andretti -2, 21. Ryan Hunter-Reay -3, 22. Ed Carpenter OUT, 23. Helio Castroneves -37 giri, 24. Tony Kanaan OUT.

La domenica di Yeongam

Condizioni meteo: asciutto
Numero giri: 55
Pole position: Sebastian Vettel (Redbull)

Griglia di partenza: Vettel, Hamilton, Grosjean, Rosberg, Alonso, Massa, Hulkenberg, Gutierrez, Raikkonen, Perez, Button, Ricciardo, Webber, Sutil, Di Resta, Vergne, Bottas, Maldonado, Pic, Van Der Garde, Chilton, Bianchi.

Vettel mantiene la prima posizione mentre Grosjean, dopo appena un paio di curve, supera Hamilton per il secondo posto. Rosberg è quarto davanti ad Alonso, mentre è da segnalare l’ottimo spunto di Gutierrez che si porta in sesta posizione almeno per qualche istante.
Massa risalito davanti alle Sauber finisce in testacoda e frattanto vi è un lieve contatto tra lui e Alonso: Massa precipita nelle retrovie, mentre Alonso perde una posizione a vantaggio di Hulkenberg he si porta in sesta posizione. Anche Gutierrez, in apparenza, perde delle posizioni, così come, a quanto pare, Di Resta (più tardi esce la comunicazione che l’incidente tra Massa e Di Resta sarà analizzato dai commissari a fine gara).

In fondo allo schieramento avviene probabilmente un contatto tra Bianchi e Van Der Garde, per il quale quest’ultimo verrà penalizzato con un drive-through.

Alle spalle di Alonso al 4° giro Raikkonen supera Ricciardo, mentre poco dopo Button, a causa di un danno all’ala anteriore, è costretto a rientrare ai box per la prima sosta.

I pit-stop iniziano presto: Massa è il primo dei piloti che rientrano ai box per il solo cambio gomme al 7° giro, seguito un giro più tardi da diversi piloti che si trovavano a centro gruppo, tra cui Gutierrez.
Tra i piloti di testa il primo a rientrare è Alonso al 10° giro e le posizioni rimangono pressoché invariate, con Vettel in testa davanti a Grosjean e Hamilton in lotta per il secondo posto. Il pilota della Lotus riesce agevolmente a conservare la posizione nei confronti di Hamilton. Ricciardo è momentaneamente quarto, ma non ha ancora effettuato alcuna sosta (nella top-ten è l’unico). Segue Rosberg, mentre dietro, molto vicini l’uno all’altro, Hulkenberg, Alonso, Raikkonen e Webber. Button completa la top-ten provvisoria, davanti al compagno di squadra.

Ricciardo si ferma dopo una ventina di giri facendo risalire Hulkenberg, che tiene dietro Alonso, in quinta posizione.
Ricciardo torna in pista 13° alle spalle di Di Resta, che supererà subito dopo. Per quanto riguarda Di Resta, invece, si ritirerà per incidente al 26° giro e sarà il primo ritirato.

Hulkenberg e Raikkonen rientrano ai box poco prima che sia completata la prima metà della gara, mentre Webber al 27° giro supera Alonso.
Un giro più tardi Rosberg supera Hamilton per la terza posizione (i due sono distaccati di circa 30 secondi da Vettel e circa 25 da Grosjean) e subito dopo la sua ala anteriore inizia a scintillare, costringendolo a rientrare ai box al 29° giro dove effettuerà un lungo pit-stop.

Al 32° giro cede la gomma anteriore destra sulla vettura di Perez spargendo in pista vari detriti e rendendo necessario l’ingresso della safety-car. Vettel e Grosjean, che non si erano ancora fermati per la seconda sosta, rientrano in questo momento tornando in pista primo e secondo. Seguono Raikkonen, Hamilton, Hulkenberg , Alonso, Button, Rosberg, Maldonado e Ricciardo a completare la top-ten. Seguono Webber (anche lui reduce da una foratura), Sutil, Gutierrez, Massa, Perez, Vergne, Bottas...

Al 37° giro la gara riparte e mentre davanti tutto rimane invariato, più indietro Sutil finisce in testacoda e centra la vettura di Webber. Quest’ultimo finisce in una via di fuga... e la vettura gli va a fuoco. O.O
Raikkonen fa appena in tempo a superare Grosjean, così come Hulkenberg supera Hamilton, prima che torni in pista la safety-car (o meglio, prima che venga segnalata: era già in pista, ma non c’era alcuna comunicazione).

Si riparte per gli ultimi 15 giri di gara ed è subito lotta per la quinta posizione tra Hamilton e Alonso: quest’ultimo tenta il sorpasso su Hamilton, che però si riprende la posizione.
Sutil nel frattempo viene penalizzato per eccesso di velocità nella pit-lane, dove era rientrato per un’ulteriore sosta dopo l’incidente con Webber.

A 10 giri dalla fine si accende la lotta per la decima posizione tra Maldonado, Gutierrez, Perez e Massa. Chi ci rimette di più è Maldonado che, dopo essere stato superato da tutti e tre, viene superato anche dal compagno di squadra che stava sopraggiungendo. Viene messo sotto investigazione un contatto tra Massa e Perez.
Davanti nel frattempo è lotta per la quarta posizione tra Hulkenberg, Hamilton e Alonso. Hulkenberg riesce a conservare la posizione.

A pochi giri dalla fine Sutil si ritira ai box, mentre quando mancano due giri alla fine Ricciardo rimane fermo in una via di fuga (anche l'altra Toro Rosso, intanto, risulta ritirata).
Nella top-ten non ci sono cambiamenti significativi.

Risultato
1. Sebastian Vettel  Red Bull  1:43:13.701
2. Kimi Räikkönen  Lotus  +4.224
3. Romain Grosjean  Lotus  +4.927
4. Nico Hülkenberg  Sauber  +24.114
5. Lewis Hamilton  Mercedes  +25.255
6. Fernando Alonso  Ferrari  +26.189
7. Nico Rosberg  Mercedes  +26.698
8. Jenson Button  McLaren  +32.262
9. Felipe Massa  Ferrari  +34.390
10. Sergio Perez  McLaren  +35.155
11. Esteban Gutiérrez  Sauber  +35.990
12. Valtteri Bottas  Williams  +47.049
13. Pastor Maldonado  Williams  +50.013
14. Charles Pic  Caterham  +1:03.578
15. Giedo van der Garde  Caterham  +1:04.501
16. Jules Bianchi  Marussia  +1:07.970
17. Max Chilton  Marussia  +1:12.898
18. Jean-Eric Vergne  Toro Rosso  +2 Laps
19. Daniel Ricciardo  Toro Rosso  +3 Laps
20. Adrian Sutil  Force India  +5 Laps
21. Mark Webber  Red Bull  +19 Laps
22. Paul di Resta  Force India  +31 Laps

Piloti sotto indagine a fine gara: Massa, per il contatto con Di Resta a seguito del testacoda a inizio gara; Perez per un presunto sorpasso in regime di bandiere gialle su Di Resta al 14° giro; Massa o Perez (nessuna fonte dice chi tra i due) per un presunto contatto al 45° giro; Chilton e Van Der Garde perché... nessuno si è preoccupato di spiegare il perché. Eventuali variazioni al risultato saranno prontamente comunicate.



EDIT
[06/10, h.15.00] Bianchi e Chilton sono gli unici piloti penalizzati, dopo un richiamo (il terzo per ciascuno dei due), con 10 posizioni in griglia di partenza a Suzuka. Entrambi non hanno rispettato le bandiere gialle.
[12/10, h.14.00] Mi sono accorta che l'indagine relativa all'uscita di pista di Di Resta era solo una e riguardava lui e Perez, non lui e Massa. Mi sono confusa con i numeri di gara.

Indycar 2013, #15: Houston Grand Prix, GARA 1

Ieri sera, 5 ottobre 2013, si è svolta la Gara 1 dell’Houston Street Circuit Grand Prix, penultimo appuntamento del campionato di Indycar.

Griglia di partenza: Sato, Power, Dixon, Pagenaud, De Silvestro, Hinchcliffe, Filippi, Viso, Jakes, Andretti, Conway, Wilson, Kanaan, Bourdais, Hunter-Reay, Kimball, Servia, Newgarden, Saavedra, Franchitti, Castroneves, Carpenter, Vautier, Rahal.

Numero giri: 90.

Cronaca
Per la seconda volta in questa stagione c’è una partenza da fermi. Kimball rimane, appunto, fermo: altro giro di schieramento. Cominciamo bene.
Ecco che si parte! Tutti partono, tranne Hinchcliffe. Tutti lo sfilano, tranne Carpenter, che sbatte e rimane fermo nel bel mezzo della pista. Anche Vautier è andato a sbattere, per evitare Hinchcliffe. È caution, ma se non altro non hanno ripetuto la partenza ancora una volta. Sato è in testa davanti a Power, Dixon, Pagenaud, De Silvestro e Filippi.

All’8° giro Sato è costretto a un primo pit-stop, in regime di giallo. Si ritrova arretrato di numerose posizioni, per l’esattezza torna in pista 12° davanti a Bourdais.
Dopo nove giri di giallo finalmente c’è il restart, le posizioni dei primi quattro non cambiano, mentre dopo poche curve Viso supera Filippi. Nelle retrovie la gara è movimentata da varie vetture in lotta l’una con l’altra.

Castroneves, partito nelle retrovie, rientra ai box al 14° giro per il primo cambio gomme. Si ritrova penultimo davanti a Rahal che è su una strategia simile.

Kanaan finisce in una via di fuga dopo 20 giri di gara per un problema ai freni. Riesce a tornare ai box senza che sia necessario l’intervento della safety car.
Poco dopo anche Castroneves ha dei problemi, è costretto a rientrare ai box e perde alcuni giri. Dopo pochi giri sarà costretto a fermarsi ancora una volta e il suo gap salirà a 9 giri.

Al 26° giro la De Silvestro supera Pagenaud e si porta in terza posizione. Pagenaud si ferma poco dopo per la prima sosta, mentre proseguono ancora Power e Dixon, in prima e seconda posizione a mezzo secondo di distacco l’uno dall’altro.

Al 37° rientrano ai box Dixon e la De Silvestro, mentre Power rimane in pista un giro ulteriore, perdendo terreno nei confronti di Dixon che si ritrova in testa. Risale in prima posizione Filippi che però rientrerà ai box subito dopo.

Pochi giri dopo Franchitti rimane fermo: caution. Posizioni: Dixon, Power, Pagenaud, Filippi, Bourdais, De Silvestro...
Il restart è al 45° giro. Pagenaud non ha na buona ripartenza e viene superato da diverse vetture. Filippi si porta in terza posizione; anche Bourdais e la De Silvestro superano Pagenaud, che comunque recupererà una posizione poco dopo con un sorpasso su Simona.

Quando mancano 26 giri al termine Dixon è il primo dei piloti di testa a rientrare ai box, proprio mentre Servia rimane fermo lungo la pista: caution.
Power e Filippi sono primo e secondo, Dixon è rientrato ai box in terza posizione davanti a Pagenaud e De Silvestro.
Al restart, sei giri più tadi, Power e Filippi mantengono le posizioni nei confronti di Dixon, mentre Pagenaud viene superato dalla De Silvestro e, un giro più tardi, anche da Wilson.

A 18 giri dal termine Sato finire a muro: ancora caution. Anche Conway finisce fuori, mentre per Castroneves ci sono ancora problemi.
Power e Filippi si fermano ai box, De Silvestro prosegue e si porta quindi in seconda posizione alle spalle del leader Dixon.

A 13 giri dalla fine Castroneves è di nuovo fermo. Va beh, ma a questo punto non è meglio tornarsene a casa?! O.O
E intanto entra di nuovo la pace-car...
La gara riparte quattro giri dopo, con Dixon in testa davanti alla De Silvestro. Seguono Wilson, Pagenaud e Newgarden.
A tre giri dalla fine Conway torna ad andare a sbattere: la gara finisce quindi dietro la pace-car, “congelando” il risultato.
Dixon si porta a soli 10 punti di distacco da Castroneves in classifica, mentre Simona conquista il primo podio in carriera.

Risultato
1. Scott Dixon  Ganassi  1:54:48.392
2. Simona de Silvestro  KV  +0.878
3. Justin Wilson  Dale Coyne  +2.143
4. Simon Pagenaud  Schmidt  +3.549
5. Josef Newgarden  Fisher Hartman  +4.229
6. James Jakes  Rahal Letterman  +5.461
7. Graham Rahal  Rahal Letterman  +6.098
8. Sebastien Bourdais  Dragon  +6.894
9. Ernesto Viso  Andretti  +8.187
10. Luca Filippi  Barracuda  +9.305
11. Charlie Kimball  Ganassi  +9.962
12. Will Power  Penske  +10.645
13. Marco Andretti  Andretti  +11.143
14. Sebastian Saavedra  Dragon  +1 Lap
15. Dario Franchitti  Ganassi  +1 Lap
16. Mike Conway  Dale Coyne  +5 Laps
17. Takuma Sato  A.J. Foyt  +8 Laps
18. Helio Castroneves  Penske  +10 Laps
19. Oriol Servia  Panther  +27 Laps
20. Ryan Hunter-Reay  Andretti  +33 Laps
21. Tony Kanaan  KV  +56 Laps
22. Tristan Vautier  Schmidt  +58 Laps
23. Ed Carpenter  Carpenter  +60 Laps
24. James Hinchcliffe  Andretti  +89 Laps

sabato 5 ottobre 2013

Il sabato di Yeongam

Il gran premio della Corea si svolge a Yeongam nel weekend del 6 ottobre 2013 e costituisce il 14esimo appuntamento della stagione 2013, su un totale di diciannove. Le gomme portate dalla Pirelli sono soft e supersoft. Le qualifiche si svolgono alle 14.00 (ore 7.00 italiane), un’ora prima di quella prevista per il via della gara.
Fin dalle prove libere sembra che il gap esistente tra Redbull e Mercedes si sia notevolmente ridotto rispetto ai precedenti appuntamenti, come dimostrano anche i tempi di Hamilton, il più veloce nella giornata di venerdì.
È da segnalare che Webber sarà retrocesso di 10 posizioni sulla griglia di partenza a causa di una penalità guadagnata a Singapore (dopo il ritiro all’ultimo giro, si è fatto dare un “passaggio” ai box da Alonso, che ha fermato la propria vettura in una posizione pericolosa – richiamo ufficiale per entrambi, ma per Webber era già il terzo quindi è scattata la retrocessione).

Le qualifiche si svolgono in condizioni di asciutto e la Q1 risulta essere molto serrata. Alla fine a uscire sono i soliti, ma anche i piloti dei top-team prendono certi rischi, in particolare Webber che, decidendo di non montare le supersoft (così come Vettel, Hamilton e Grosjean), ottiene soltanto il 15° tempo.
Dalla 17^ alla 22^ posizione troviamo le due Williams di Bottas e Maldonado, le due Caterham di Pic e Van Der Garde e in ultima fila le Marussia di Bianchi e Chilton.
Il miglior tempo è di Raikkonen sulle supersoft, mentre a parità di gomme il più veloce era stato Hamilton.

La Q2 risulta ancora più serrata: fino alla bandiera a scacchi è quasi impossibile pronosticare chi riuscirà a passare oltre. Alla fine sono le due Redbull, le due Mercedes, le due Ferrari, le due Lotus e le due Sauber a conquistare la top-ten. Per Gutierrez è il secondo accesso in carriera, oltre che il secondo consecutivo, alla terza manche.
Vengono eliminate le McLaren (Perez e Button sono 11° e 12), le due Toro Rosso (Ricciardo è 13°, mentre Vergne, che ha avuto problemi ed è riuscito ad andare in pista soltanto per l’ultimo tentativo, ha l’ultimo tempo) e le due Force India (Sutil 14° e Di Resta 15°).

Soltanto i piloti che hanno un set di gomme in più effettuano due tentativi in Q3: vanno in pista fin da subito Vettel, Webber, Hamilton, Grosjean e Rosberg (questa è la classifica provvisoria), mentre tutti scendono in pista alla fine della Q3.
La preannunciata supremazia di Vettel e Hamilton è lampante, tanto che i due conquistano la prima fila. Per Vettel si tratta della 42^ pole in carriera, la 52^ per la Redbull e la 208^ pole position per una vettura motorizzata Renault.
L’altra Redbull ottiene il terzo tempo, ma Webber dovrà scontare appunto dieci posizioni di penalità e partirà quindi 13°. Dalla seconda fila scatteranno quindi Grosjean e Rosberg, davanti alle due Ferrari, alle due Sauber e alla Lotus di Raikkonen, che è stato il più lento nella Q3.

Riassumendo, il risultato delle qualifiche è il seguente:

1. Sebastian Vettel (Redbull)
2. Lewis Hamilton (Mercedes)
3. Mark Webber (Redbull) +10 posizioni, partirà 13°
4. Romain Grosjean (Lotus)
5. Nico Rosberg (Mercedes)
6. Fernando Alonso (Ferrari)
7. Felipe Massa (Ferrari)
8. Nico Hulkenberg (Sauber)
9. Esteban Gutierrez (Sauber)
10. Kimi Raikkonen (Lotus)
11. Sergio Perez (McLaren)
12. Jenson Button (McLaren)
13. Daniel Ricciardo (Toro Rosso)
14. Adrian Sutil (Force India)
15. Paul Di Resta (Force India)
16. Jean-Eric Vergne (Toro Rosso)
17. Valtteri Bottas (Williams)
18. Pastor Maldonado (Williams)
19. Charles Pic (Caterham)
20. Giedo Van Der Garde (Caterham)
21. Jules Bianchi (Marussia) + “3” posizioni (ostruzione ai danni di Di Resta), partirà ultimo
22. Max Chilton (Marussia)

martedì 1 ottobre 2013

Gran Premio della Corea: ORARI IN TV

Prove libere: sarà trasmessa la sintesi venerdì alle 12.45 e alle 22.35 su RaiSport1 (canale 57)
Qualifiche: saranno trasmesse in differita sabato alle 14.00 su Raidue.
Gara: sarà trasmessa in differita domenica alle 14.10 su Raiuno.

Si ricorda, per chi le vedesse su Sky o in streaming, che le qualifiche si svolgeranno alle 7.00 e la gara alle 8.00.