domenica 7 ottobre 2012

Vettel vince a Suzuka, Massa e Kobayashi sul podio


Un cordiale saluto ai nostri lettori da F1GC...

Domenica 7 ottobre è la volta del gran premio del Giappone, 15^ nonché sestultima prova del mondiale di Formula 1 2012. Splende il sole a Suzuka e si prospetta una gara sull’asciutto.

La cronaca e i fatti salienti
Background: Sebastian Vettel scatterà dalla pole position, affiancato al compagno di squadra Webber. I due saranno seguiti in seconda fila da Kobayashi e Grosjean, con Perez in quinta posizione. Attardati in confronto a loro gli altri protagonisti del mondiale Alonso, Raikkonen, Button e Hamilton. Sono 53 in totale i giri previsti e la quasi totalità delle vetture partono su gomme soft.
Giro 1: al via Vettel conserva la leadership, mentre il compagno di squadra perde una posizione a vantaggio di Kobayashi e rischia di essere superato anche da altre vetture che sopraggiungono. Alonso frattanto viene speronato dalla Lotus di Raikkonen, subisce una foratura ed è immediatamente costretto al ritiro. L’altra Lotus, quella di Grosjean, ha una collisione con Webber, entrambi danneggiano la vettura e Grosjean si gira rischiando di generare un groviglio, che porta al rallentamento – al fine di evitare l’incidente – le vetture che sopraggiungono. Ne fa le spese Rosberg, che viene tamponato da Senna e finisce fuori gara. Grosjean, Senna e Webber rientrano ai box a causa delle vetture danneggiate e ritornano in pista tra le ultime posizioni. Grosjean sarà successivamente sanzionato con uno stop and go per avere provocato l’ennesimo incidente, mentre Senna subirà un drive through per il tamponamento a Rosberg.
Giro 2: c’è in pista la safety car, dietro la quale Vettel è leader seguito da Kobayashi, Button, Massa nei primi quattro.
Giro 3: riparte la gara, dietro ai quattro piloti precedentemente citati Raikkonen e Perez sono in lotta per la quinta posizione e a spuntarla è il finlandese. Seguono Hamilton in settima posizione e a completare la top ten Hulkenberg, Maldonado e Ricciardo, con la Caterham di Kovalainen che si trova al momento in undicesima posizione e per diversi giri riuscirà a contenere la Toro Rosso di Vergne.
Giro 6: Hamilton, che aveva precedentemente approfittato del duello tra Raikkonen e Perez per superare il messicano, ora è dietro in settima posizione. Dopo pochi giri inizia però ad accusare problemi con gli pneumatici e si ritrova a doversi difendere da Hulkenberg, che è in ottava posizione.
Giro 14: Button, Raikkonen e Hulkenberg sono i primi piloti a effettuare la prima sosta, montando gomme hard. Un giro più tardi rientra ai box Kobayashi che al ritorno in pista guadagna una posizione su Button, mentre l’altra Sauber di Perez si ferma al 17° giro. Il messicano torna in pista alle spalle di Raikkonen, tra i due le posizioni sono rimaste invariate.
Giro 18: si fermano ai box anche Vettel e Massa, mentre Kobayashi supera Ricciardo per la terza posizione (il pilota della Toro Rosso ancora non ha effettuato la propria sosta – rientrerà di lì a poco). Al ritorno in pist Vettel è leader con circa nove secondi di vantaggio su Massa, che ritardando il pit-stop è riuscito a guadagnare parecchio, tanto che da quarto che era si ritrova secondo davanti a Kobayashi. Una volta che tutti i piloti della top-ten hanno effettuato almeno una sosta, Button è in quarta posizione davanti a Raikkonen, Perez e Hamilton. Pochi giri dopo Perez, in lotta con Hamilton, nel tentativo di riprendersi la posizione perduta farà un errore, finendo nella ghiaia, e sarà costretto al ritiro. A completare la top-ten, alle spalle di Hamilton, saranno Hulkenberg, Webber (che ha effettuato il primo cambio gomme nel suo pit-stop al primo giro) e Ricciardo.
Giro 27: si ferma ai box Webber per quella che sarà verosimilmente la sua seconda e ultima sosta. Nel frattempo Schumacher supera Di Resta guadagnando quella che al momento è una decima posizione.
Giro 31: Raikkonen è il primo pilota della top-ten a fermarsi per la seconda sosta, eccetto Webber che si era fermato sì all’inizio, ma a causa dell’incidente in cui era rimasto coinvolto. Un giro più tardi si fermano Kobayashi, Hamilton e Hulkenberg. L’inglese della McLaren viene sfilato da Raikkonen che sopraggiunge, ma si riprende la posizione con un sorpasso ai danni del finlandese.
Giro 34: Karthikeyan si ritira per problemi tecnici parcheggiando al box della HRT.
Giro 36: Button si ferma ai box. Ritorna in pista in quarta posizione, alle spalle di Vettel (che ancora si deve fermare), Massa (che ormai ha circa 15 secondi di ritardo nei confronti di Vettel, e che si deve ancora fermare a sua volta) e Kobayashi che invece ha già effettuato il pit-stop.
Giro 37: Massa si ferma ai box e quando torna in pista è ancora in seconda posizione, nonostante i tempi record fatti registrare da Kobayashi. Un giro più tardi è Vettel a rientrare per il secondo pit-stop. Una volta che è tornato in pista la top ten è costituita da: Vettel, Massa, Kobayashi, Button, Hamilton, Raikkonen, Hulkenberg, Maldonado, Webber e Ricciardo.
Giro 41: mentre davanti i distacchi tra i piloti sono abbastanza definiti, nelle retrovie inizia un acceso duello per la 14^ posizione tra Grosjean e Senna. Sarà il brasiliano a spuntarla, superando il pilota della Lotus un giro più tardi.
Giro 45: Button ha recuperato parecchio su Kobayashi negli ultimi giri e ora si porta a un secondo e sette. Sembra che sia più veloce rispetto al giapponese. Guadagna ulteriormente, ma il pilota della Sauber riesce a recuperare lievemente sfruttando le difficoltà di Button nel doppiaggio di una Caterham (probabilmente quella di Petrov, dato che di lì a poco il russo sarà sanzionato con un drive through per non aver rispettato le bandiere blu).
Giro 48: Schumacher si è avvicinato parecchio a Ricciardo, il gap tra i due è inferiore al secondo. La velocità della Toro Rosso sembra però maggiore rispetto a quella della Mercedes, perciò l’australiano riuscirà a conservare la decima posizione.
Giro 52: mentre da qualche giro si era ritirato Pic, ora si ritira Grosjean per problemi tecnici, parcheggiando nel proprio box.
Giro 53: inizia l’ultimo giro per Vettel, con Button che ha portato il suo distacco da Kobayashi a meno di un secondo. Nel corso dell’ultima tornata, tale gap scende a cinque decimi e mezzo, con Kobayashi che difende strenuamente la terza posizione. Vettel taglia il traguardo ed è il primo pilota in questa stagione a vincere un secondo gran premio consecutivamente. Grazie a questa vittoria si porta a 190 punti in classifica, a solo quattro lunghezze di distacco da Fernando Alonso. Massa si classifica secondo, centrando il podio che mancava dal gran premio di Corea del 2010. Kobayashi è terzo, conservando la posizione su Button. È il terzo giapponese nella storia della Formula 1 a conquistare il podio, dopo Aguri Suzuki e Takuma Sato. Un giapponese sul podio in Giappone mancava da ben 22 anni, quando Suzuki concluse in terza posizione nel 1990. Le due McLaren di Button e Hamilton si classificano in quarta e quinta posizione, mentre Raikkonen finisce sesto, seguito da Hulkenberg, Maldonado (che non vedeva la zona punti da quasi cinque mesi in occasione della sua vittoria a Montmelò), Webber e Ricciardo.

Il risultato

I top
Complimenti a Sebastian Vettel, che ha dominato il weekend ottenendo il secondo grand chelem della sua carriera. Complimenti anche a Felipe Massa, che finalmente è risalito sul podio dopo due anni dall’ultima volta (ed è riuscito nella storica impresa di rovesciare la bottiglia dello champagne durante la consegna dei trofei).
Il top dei top però è Kamui Kobayashi, che finalmente è riuscito a deliziare il suo pubblico con un risultato degno di nota. Dopo un’ottima qualifica, in cui peraltro ha surclassato il compagno di squadra Perez, ha fatto una gara impeccabile, guadagnandosi la terza posizione, che ha difeso con determinazione dagli attacchi del più veloce Button sul finale della gara. Il suo contratto con la Sauber sembra essere in scadenza a fine anno... speriamo di rivederlo in pista anche nel 2013, perché sicuramente se lo merita.

I flop
La partenza di Webber, associata a prestazioni di altri piloti (Raikkonen– sia per l’errore in Q3 sia per la partenza – e Perez – per l’errore che gli è costato il ritiro), potrebbe concorrere tra i flop, ma sarebbe limitativo. È un altro ad aggiudicarsi senza mezzi termini il titolo di flop del gran premio: Romain Grosjean. Qualcuno si illudeva forse che fosse cambiato, ma con un’ottava collisione alla prima curva in quattordici gran premi disputati in questa stagione (nonché la decima, se si valutano tutti i diciannove gran premi della sua carriera) ha smentito tutti, andando a impattare contro la vettura di Webber e generando un ingorgo che ha compromesso anche la gara di piloti che partivano nella seconda metà dello schieramento.

sabato 6 ottobre 2012

#15 Commento al Gran Premio del Giappone (prima parte - venerdì 6 + sabato 7 ottobre)


Il mondo è profondamente ingiusto. Ç_ç Ci sono ruote panoramiche come la Singapore Flyer a cui è dedicato un intenso spazio... mentre quindici anni di telecronache non ci sono bastate per sapere quante siano le cabine della ruota panoramica di Suzuka e quanti minuti occorrano per il completamento di un giro. #EpicFail. Ci scommetto che tutti vi state struggendo da anni con questo dubbio e che il vostro sogno era di scoprirlo prima che la Mercedes annunciasse l’ingaggio di Hamilton, che la McLaren annunciasse l’ingaggio di Perez e che Schumacher annunciasse il proprio ritiro. La ruota panoramica stessa è spiacente di deludervi: non lo scoprirete mai. D’altronde le telecronache non sono fatte per parlare di ruote panoramiche, ma di immaginarie penalizzazioni che retrocederanno piloti in fondo allo schieramento... Ma procediamo, sintonizzandoci sull’eroe Made in Japan che metterà in luce i colori del sol levante in questo weekend: il piccolo samurai giapponese Kobyyyy è stato chiamato erroneamente “Sato” da Mazzoni in telecronaca. O.o Nooooooo! Takuuuu non si tocca, nessuno può essere paragonato al the best dei the best tra i piloti giapponesi! SàTò FòR Zé UìN!!!!1111!!!!1111!!!oneoneone!!!111!!!111 Va beh, lasciamo stare e passiamo a qualcosa di più serio. Mi è passata anche la voglia di parlare di Yuji Ide, che peraltro ieri sono capitata per caso, attirata da una foto di Maldonado, su un forum straniero in cui lo chiamavano “Yuce Ide”. O.O Tra l’altro su quel forum dicevano che Pastor Maldonado è scarso quanto Yuji Ide e che Bruno Senna è più scarso di Maldonado, il che di conseguenza significherebbe essere peggio di Ide. Dal momento che di peggio di Ide si è visto ben poco, seppure i due attuali piloti della Williams non siano esattamente due fenomeni, uno nell’usare l’acceleratore e l’altro nell’usare il cervello, la mia impressione è che chi li paragona a Ide non abbia mai visto gareggiare Ide. D’altronde gli hanno ritirato la Superlicenza dopo tipo due mesi che era in Formula 1, quindi molti non hanno alcun ricordo storico di Ide che non era in grado di tenere una vettura in pista, e ormai non lo considerano un vero pilota che ha gareggiato in Formula 1, ma soltanto una figura leggendaria da infilare in ogni discorso in cui si intenda screditare qualcuno. Non dimenticate infatti che Ide, al volante di una Ferrari del 2004, avrebbe vinto sette titoli mondiali, chiaramente tutti in quell’anno. Schumacher non ha forse vinto sette titoli strappandoli a Yuji Ide, il più talentuoso pilota di tutti i tempi?

Dicevo? ...Mi era passata la voglia di parlare di Ide? O.O Pare che mi sia tornata. #LOL. Va beh, andiamo oltre e occupiamoci veramente del gran premio del Giappone!

Le prove libere hanno trasmesso al mondo un’insolita e inconsueta realtà: le Redbull e le McLaren girano più veloci di tutti, in questo particolare periodo della stagione. Button ha ottenuto il miglior tempo nella prima sessione del venerdì, dopodiché è stato Webber – dato che i tempi delle libere non contano niente – a imporsi. Al sabato mattina, quando qui era piena notte, è stato invece Vettel a conquistare il miglior tempo, peraltro proprio davanti al compagno di squadra.

Poi sono arrivate le sette, momento delle qualifiche! #EpicWin! Mi sono trascinata dal letto fino al salotto e mi sono piazzata davanti a Raidue, dove non appena ho acceso la TV – erano le sette in punto, quindi mi sono persa il cordiale saluto – indovinate di che cosa stava parlando Mazzoni? Di Oksana dal cognome impronunciabile, la manager di Petrov, per intendersi quella che pur essendo in evidente sovrappeso invece di vestirsi di conseguenza per camuffare la cosa, indossa abiti attillati che mettono in mostra maggiormente le sue forme un po’ troppo rotondeggianti. Stranamente Mazzoni non ne ha approfittato per dire che Petrov è l’unico pilota con una manager donna (però a me non risulta che Sabine Khem, la manager di Schumacher, sia un uomo XD), né tantomeno – dettaglio più preoccupante – che si tratta del pilota più alto. O_o
Successivamente è stato dato ampio spazio all’argomento caschi celebrativi, e lì mi sono veramente cascate le braccia dato che uno dei due piloti che avevano un casco celebrativo – l’altro era Button – era nientemeno che Vettel. #Basta! #TiPrego! #Smettila! Personalmente comunque non mi stupirei se un giorno Vettel arrivasse a cambiarsi casco a ogni sessione di prove e di qualifiche e a usare un casco differente in gara. Se continua così, si cambierà casco più frequentemente di quanto Massa si cambia le mutande!
Beh, a dire la verità, dato che teneva le stesse mutande quando le cose andavano bene nelle libere o in qualifica e le portava anche in gara, suppongo che la frequenza con cui si cambia le mutande stia aumentando progressivamente nel corso del tempo.

Ma non siamo qui per parlare delle mutande non lavate di Massa! Occupiamoci piuttosto della Q1, in cui sono accaduti dei fatti veramente sorprendenti. DE LA ROSA HA BATTUTO PIC E PETROV! Grande! *-* Cioè, non sono particolarmente felice del fatto che abbia battuto Pic e Petrov in sé, ma il fatto che una HRT sia stata davanti a una Marussia e a una Caterham aveva dell’epico già di per sé e meritava una citazione. Peccato che non ce l’abbia fatta anche Karthyyyy a fare un tempo degno di nota, ma che si sia dovuto accontentare di arrivare ultimo come al solito.
Vorrei far notare un fatto capitato nella Q1. Nonno Schumiiii aveva deciso di risparmiare un set di gomme morbide e di fare un solo tentativo sul finale della sessione, con le hard. A un certo punto il primo tempo che ha fatto registrare era ampiamente fuori dal 107% e soprattutto cosa più preoccupante a oltre dieci secondi di distacco da Karthikeyan. Per qualche strana ragione Mazzoni non ha pensato minimamente che si fosse verificato un intoppo di qualche tipo o qualcosa del genere, è entrato nella modalità “come sparlare di Schumacher a ogni soffio di vento” e ha attribuito quel risultato a una mancanza di motivazione, sostenendo che avrebbe fatto meglio a non gareggiare per questo gran premio e per i prossimi rimanenti. L’unico dettaglio che gli era sfuggito era che Schumacher, pur restando in pista, aveva sacrificato il proprio tentativo per riprovarci verso lo scadere del tempo.
Infatti, quando è giunto il momento, ha fatto un sedicesimo tempo che, tenendo conto delle gomme hard, era abbastanza in linea con i tempi di Rosberg, e si è salvato dall’eliminazione. A precipitare con i “nuovi team” è stato infatti Senna, che nel tentativo di migliorare il proprio tempo, ha perso qualche decimo di troppo nel mandare a quel paese Vergne, che si trovava lungo la sua strada e che, per questa manovra, pur avendo avuto accesso alla Q2, è stato retrocesso di tre posizioni ritrovandosi a fianco di De La Rosa, quindi a tu per tu con la Caterham dell’Angry Bird, come gli capita di solito peraltro visto che in Q2 ci arriva molto raramente.
Per quanto riguarda Senna, inoltre, Mazzoni ha declamato per tutto il tempo delle qualifiche che sarebbe partito retrocesso di cinque posizioni per la manovra effettuata con Massa nel gran premio di Singapore.
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Ma non era stato comunicato ufficialmente, a gran premio in corso, che per quella manovra non ci sarebbero state sanzioni?
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Non l’aveva detto lo stesso Mazzoni? O.O E allora perché non spiegava per quale motivo la penalità c’era eccome?! O.O
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Ah, quella penalità se l’è sognata stanotte? Ecco perché non risulta da nessuna parte, se non appunto nella telecronaca! #EpicFailChePiùEpicFailNonSiPuò!

Quando è giunta la Q2, Mazzoni è entrato in modalità “repentino cambio di opinione”. Nell’ambito di una disquisizione sulle prestazioni delle Mercedes al termine della seconda manche, mi sono sentita mancare quando ha fatto notare che Schumacher era davanti a Rosberg. #Svengo. Naturalmente non era il fatto che Schumacher fosse davanti a Rosberg a farmi quell’effetto, quanto il fatto che la cosa fosse stata menzionata. Ancor più preoccupante è stato quando Mazzoni ha fatto notare che su una pista tecnica come Suzuka Michael avesse dato ben due decimi al compagno di squadra, e che il lato di campione che era in lui era comunque evidente.
Ehm... ma Mazzoni fino a venti minuti prima non pensava che fosse dannatamente normale, nel vedere che il tempo di Schumacher era staccato di quasi undici secondi da quello di Karthikeyan, pensare che quello fosse il suo miglior giro? O.O
I misteri delle telecronache dovrebbero essere approfonditi maggiormente, questo è poco ma sicuro. Dovrebbe essere approfondito anche la nauseante zaffata di odore di cipolla che mi è arrivata sotto al naso alle 13.00 del giorno delle qualifiche, mentre scrivo il commento, ma avvicinarmi maggiormente a quell’ortaggio potrebbe comportarmi un aumento del senso di nausea.

Ma se andassimo avanti? Ah, già, ecco dove avrei dovuto andare a parare: Massa era 11° alla fine della Q2, seguito da Di Resta, mentre Hulkenberg l’aveva messo in quel posto a entrambi recuperando la decima posizione. Nonno Michael era 13° ma sarebbe stato retrocesso – veramente, lui – in 23^ posizione per aver utilizzato Vergne come rampa di lancio a Singapore.
14° c’era Maldiiii, nonché finalmente Rosbiiiii e le due Toro Rosso, con Vergne che stranamente aveva chiuso con l’ultimo tempo disponibile. #CheCaso.
Andavano quindi in Q3 le Redbull, le McLaren, le Lotus, le Sauber, Alonso e Hulkenberg. #EntrambeLeSauber! #EpicWin! In ogni caso i piloti della Sauber avrebbero avuto modo di iniziare a grattarsi freneticamente le parti intime di lì a poco, una volta visto il loro triste destino.

THE POWER OF BIBEROOOOOOOOOOON! Ed ecco che Sebbiiii, il bambino che beve ancora la Redbull col biberon, si apprestava a conquistare la pole position nonostante le varie gufate di Mazzoni. Probabilmente i suoi caschi celebrativi, che sfodera con una media di uno ogni gran premio – al punto tale che non ho più la minima idea di quali siano i colori base del suo casco – formano una cappa contro le gufate mazzoniane... ma è meglio non parlare troppo presto. Non vorrei ritrovarmi Sebbiiii sotto casa con la bottiglia rotta in mano in stile Sutil... e nemmeno Mazzoni vorrei ritrovarmi sotto casa, che peraltro mi sta anche simpatico e le sue telecronache pittoresche mi intrigano sicuramente molto di più rispetto al dopogara e a “chi sale e chi scende”.
Webbiiii ha conquistato la seconda posizione, andando a completare la prima fila nella speranza di riuscire a non perdere posizioni domani in partenza. C’è un buon segno: ultimamente gli sta capitando meno spesso. E dopo questa rischio di ritrovarmi anche Webbiiii sotto casa, se le cose non dovessero andare esattamente in quel modo. ;-)

C’era ancora comunque un margine rilevante per poter conquistare la pole position, per gli altri piloti. #ComeNo. #Rassegnatevi. Ma nessuno si rassegnava al destino ormai segnato di rimanere dietro le Redbull, cosa a cui pensava Kimiiii nel vagare per i prati al momento dell’esposizione della bandiera a scacchi urlando con tutto il fiato che aveva in gola “THE POWER OF VODKAAAAAAAAAA!” L’esposizione delle bandiere gialle non ha permesso a Ferniiii e Hammiiii di fare alcunché per contrastare il potere di Jensiiii (che sarebbe retrocesso da terzo a ottavo per aver sostituito il cambio), Kobyyyy, Grosjiiii e Perez. #OMG! Le due Sauber una davanti e l’altra dietro a Grosjiiii. Speriamo che stavolta vengano risparmiati. O.O
Ferniiii e Kimiiii, settimo e ottavo, sono risaliti grazie alla retrocessione di Jensiiii, che partirà ottavo accanto al compagno di squadra, che è stato il più lento nell’ultima sessione. Hulk non ha girato in Q3 e ha anche avuto problemi al cambio, così da decimo si ritroverà 15°.

THE POWER OF JAPAAAAAAANNNNNNN! Voglio assolutamente e insindacabilmente vedere Kobyyyy fare un buon risultato domani.
Nel frattempo non mi resta che attendere che vengano le otto del mattino...

Le Redbull dominano la prima fila a Suzuka


Il weekend parte nel segno della McLaren e della Redbull: Button è autore del miglior tempo nella prima sessione delle prove libere del venerdì, con Webber il più veloce nella seconda sessione. Al sabato mattina la Redbull si conferma con Vettel, autore del giro più veloce nell’ultima sessione di libere.

Per quanto riguarda le qualifiche, sembrano non esserci particolari sorprese in una Q1 destinata a vedere l’eliminazione dei piloti dei “nuovi team”, ma a scombussolare un po’ le cose è il ritardo con cui Hulkenberg e Schumacher scendono in pista. I due infatti decidono di non effettuare il primo tentativo, ma soltanto il secondo, e soprattutto nel caso di Schumacher soltanto in extremis completa un giro che gli permetta di accedere alla Q2, seppure sedicesimo. Tale tempo è però stato effettuato utilizzando gomme hard, un azzardo tenendo conto che, eccetto i piloti di McLaren e Redbull, oltre che Massa – che avevano effettuato buoni tempi già sulle hard, con ragionevoli possibilità di accedere alla manche successiva – hanno effettuato almeno un giro sulle più performanti gomme soft.
A non superare la tagliola della Q1, ottenendo soltanto un 18° tempo, è stato Senna che nel suo ultimo tentativo si è ritrovato davanti a ostruirlo la Toro Rosso di Vergne (che sarà successivamente retrocesso di tre posizioni per averlo rallentato).
Kovalainen è stato il meglio qualificato tra i piloti dei “nuovi team”, in questa qualifica che ha messo in discussione le gerarchie di Caterham, Marussia e HRT. Subito dietro Kovalainen troviamo infatti la Marussia di Glock e la HRT di De La Rosa. L’altra Marussia di Pic si è qualificata davanti alla Caterham di Petrov, con il solito Karthikeyan a chiudere lo schieramento.
Il miglior tempo nella prima manche è stato fatto registrare da Grosjean con la Lotus, davanti alle Sauber di Kobayashi e Perez. Tali tempi però non rispettano i “veri” valori già mostrati, in quanto Redbull e McLaren erano sicuramente le vetture più veloci, ma non hanno effettuato tempi sulle gomme soft e per tale ragione risultano ora arretrate rispetto a questi piloti.

La seconda qualifica vede molti piloti oscillare tra le zone marginali della top ten e l’esclusione. Ancora una volta Schumacher sceglie di effettuare un solo tentativo, probabilmente per risparmiare set di gomme per la gara (nella quale sarà retrocesso di dieci posizioni sulla griglia di partenza a causa dell’incidente innescato con Vergne a Singapore). Sembra nuovamente in difficoltà, ma riesce comunque a qualificarsi, seppure 13°, davanti al compagno di squadra di ben due decimi. Rosberg è infatti soltanto 15°, davanti alle sole Toro Rosso di Ricciardo e Vergne, segno che persistono le difficoltà che la Mercedes sta riscontrando in questa conclusiva fase della stagione.
Rimangono esclusi dalla top ten anche Massa e Di Resta, che si qualificano rispettivamente 11° e 12°, distaccati di poco da Hulkenberg che è riuscito a conquistare la decima posizione, e Maldonado che si ritrova 14°.

Il miglior tempo nella seconda sessione viene conquistato da Vettel, che si dimostra il più veloce anche nella terza manche. Lui e il compagno di squadra infatti vanno a conquistare la prima fila “virtuale” a cui gli altri piloti faticano ad avvicinarsi.
Button conquista la terza posizione, dalla quale retrocederà in ottava a causa della sostituzione del cambio, seguito dalla Sauber di Kobayashi che si qualifica sorprendentemente in quarta posizione – due posizioni davanti rispetto all’altra Sauber di Perez – e che domani partirà terzo accanto a Grosjean, che si è qualificato con il quinto tempo mentre il compagno di squadra accusava difficoltà.
Raikkonen infatti è stato autore di un fuoripista nella fase conclusiva della Q3 e, a causa delle bandiere gialle esposte per questa ragione, vari piloti non hanno potuto migliorare il proprio tempo già registrato. Alonso, lo stesso Raikkonen e Hamilton non sono stati in grado di competere con i piloti precedentemente elencati, ritrovandosi settimo, ottavo e nono (ma Alonso e Raikkonen risaliranno entrambi di una posizione vista la retrocessione di Button in ottava posizione), davanti al solo Hulkenberg che ha scelto di non scendere in pista nella Q3 e che partirà arretrato di cinque posizioni a causa della sostituzione del cambio.

Il risultato delle qualifiche
1. Sebastian Vettel  Red Bull  01:30.839
2. Mark Webber  Red Bull  01:31.090
3. Jenson Button  McLaren  01:31.290 (+3 posizioni: sostituzione cambio)
4. Kamui Kobayashi  Sauber  01:31.700
5. Romain Grosjean  Lotus  01:31.898
6. Sergio Perez  Sauber  01:32.022
7. Fernando Alonso  Ferrari  01:32.114
8. Kimi Räikkönen  Lotus  01:32.208
9. Lewis Hamilton  McLaren  01:32.327
10. Nico Hülkenberg  Force India  no time (+5 posizioni: sostituzione cambio)
Esclusi in Q2:
11. Felipe Massa  Ferrari  01:32.293
12. Paul di Resta  Force India  01:32.327
13. Michael Schumacher  Mercedes  01:32.469 (+10 posizioni: incidente Singapore)
14. Pastor Maldonado  Williams  01:32.512
15. Nico Rosberg  Mercedes  01:32.625
16. Daniel Ricciardo  Toro Rosso  01:32.954
17. Jean-Eric Vergne  Toro Rosso  01:33.368 (+3 posizioni: ostruzione)
Esclusi in Q3:
18. Bruno Senna  Williams  01:33.405
19. Heikki Kovalainen  Caterham  01:34.657
20. Timo Glock  Marussia  01:35.213
21. Pedro de la Rosa  HRT  01:35.385
22. Charles Pic  Marussia  01:35.429
23. Vitaly Petrov  Caterham  01:35.432
24. Narain Karthikeyan  HRT  01:36.734

giovedì 4 ottobre 2012

Ritiro a fine stagione: è ufficiale

In conferenza stampa all'apertura del gran premio del Giappone, Michael Schumacher ha annunciato il proprio definitivo ritiro al termine della stagione.

So che è una cosa soggettiva e qualcuno potrebbe non gradirla, ma devo dirlo: Michael, mi mancherai.

"Ta Ra Rum Pum", un film indiano sulla Nascar


Ricordate cosa vi avevo preannunciato ieri? Dopo avere scoperto l’esistenza di un film indiano intitolato “Ta Ra Rum Pum”, incentrato sulle corse automobilistiche, e avere trovato il link per vederlo su veoh.com, ho pensato bene di darvi spazio sul blog.

“Ta Ra Rum Pum” è la storia di Rajveer, altrimenti detto RV, meccanico di origini indiane che addetto ai cambi gomme nelle gare di Nascar.
Le sue abilità alla guida emergono all’inizio del film, quando a New York, essendo in ritardo convince un autista di taxi a lasciar guidare lui. Sullo stesso taxi sale anche una ragazza terrorizzata dal suo stile di guida, mentre il tassista è estasiato e lo paragona a Michael Schumacher, pronunciando il nome di tale pilota più o meno nello stesso modo del meccanico Ferrari di “Zelig”. Una volta scesi dal taxi, RV sostiene di essersi innamorato della ragazza, Radhika, che invece non è soddisfatta dal suo incontro, anche perché sono finiti a terra scendendo dal taxi e lui le ha rotto l’I-pod.
Si scopre che il tassista, Harry, un folle di origini indiane che non fa altro che parlare delle sue ex fidanzate, non è altro che il titolare di un team finito in bancarotta, che spera un giorno di poter lanciare RV nelle competizioni e cerca di raccomandarlo. Riesce a convincere il presunto titolare di un altro team a far fare un test a RV, facendolo gareggiare contro un pilota affermato, scontro che chiaramente si chiude con la vittoria di RV. Grazie a Harry, RV riesce a ottenere un contratto per gareggiare.
Nel frattempo si scopre che Radhika è una pianista affermata nonché figlia di un ricco imprenditore. Mentre è a cena in un ristorante insieme a un’amica e a due ragazzi, probabilmente anch’essi musicisti visti i discorsi che fanno, Radhika beve decisamente troppo e, uscendo dal ristorante, vede dall’altra parte della strada una festa a cui c’è gente che sta ballando (e dopo venti minuti di film tutti stanno già ballando, in perfetto stile Bollywood XD). Si reca alla festa... che casualmente è stata organizzata proprio da RV, per festeggiare il suo ingaggio.
Dopo una coreografia di vari minuti ci si ritrova il giorno successivo. RV, che ha già speso tutti i soldi che gli ha dato Harry, per organizzare la festa, scappa dal suo padrone di casa venuto a chiedergli di pagare l’affitto. Corre via per strada e si rifugia in un bar, sedendosi allo stesso tavolo di Radhika e della sua amica.
Giunge il momento della prima gara di RV, a cui Radhika va ad assistere insieme all’amica nella speranza di farsi dare i soldi dell’I-pod. Sul finire della gara RV viene tamponato numerose volte da una vettura, finisce in testacoda quando era in quarta posizione e si ritrova ultimo, ma niente paura: in cinque giri riesce a recuperare posizioni, a buttare fuori posta colui che l’aveva speronato in precedenza e a vincere la gara, dopo la quale festeggia insieme al team e a Radhika.

Siamo a trentotto minuti di film e nel frattempo RV e Radhika ce li ritroviamo in strada mentre gironzolano... e ballano con sottofondo di musica indiana! Alle scene dei due che ballano sono alternate le scene delle successive vittorie di RV. I due nel frattempo si mettono insieme, e Radhika non è molto soddisfatta del fatto che lui sperperi i soldi non appena li ha. Quando il padre di Radhika scopre che la figlia ha una relazione con RV non è particolarmente insoddisfatto credendo non si tratti di una storia seria, almeno finché non scopre che Radhika intende sposarlo. Lui si oppone, in quanto RV non ha una laurea, ma Radhika lo sposa contro la sua volontà.
I due hanno due figli, Princess e Champ, e lui continua a vincere gare. La sua posizione è però messa in discussione dal debuttante Rusty, che diviene il suo avversario più agguerrito.
È proprio Rusty a innescare un incidente che costa a RV un maxi cappottamento nel corso del quale viene colpito da altre auto (ma cos’è, un classico di tutti i film sulla Nascar? O.O). RV viene estratto vivo dall’auto (anche perché c’è ancora oltre un’ora e mezza di film davanti) e finisce in ospedale con lesione gravi, che pare mettano fine alla sua carriera.

Un anno più tardi, dopo essersi ripreso dall’infortunio, RV riprende a gareggiare. Si ritrova immediatamente a lottare per la vittoria con Rusty, ma proprio mentre sta per strappargli la prima posizione ha un flashback dell’incidente avvenuto l’anno precedente, rallenta e viene superato da tutte le vetture. Va a finire così in tutte le gare e viene licenziato. Al suo posto viene ingaggiato Rusty e Harry, che è rimasto come manager presso il team per cui gareggiava RV, gli suggerisce di ritirarsi visto il calo dei suoi risultati, ma RV non prende bene il consiglio. La scena del suo licenziamento viene seguita da Radhika che nel frattempo è a casa e balla insieme ai figli.
Nel frattempo RV e la moglie si ritrovano senza un soldo e senza lavoro, e dal momento che devono lasciare la loro casa non avendo la possibilità di pagare il mutuo, devono trasferirsi in un monolocale in un quartiere malfamato. Per non far preoccupare i figli, RV fa credere loro che debbano prendere parte a un reality show nel quale dovranno fingersi poveri e che non appena lo show sarà finito potranno tornare nella loro casa. Dopo qualche scena nell’appartamento, si procede con un altro balletto nel bel mezzo di una fontana. Nel giro di un’ora e mezza di film è già la quarta volta, se non vado errata.
RV e Radhika nel frattempo cercano un lavoro, ma hanno difficoltà a trovarlo, non essendo laureati nessuno dei due. RV comunque trova lavoro saltuariamente come meccanico addetto ai cambi gomme in Nascar, mentre sua moglie finisce a suonare il piano alle cerimonie. Successivamente RV inizia a lavorare come tassista ma anche qui le cose non vanno bene, in quanto anche guidando il taxi continua ad avere flashback dell’incidente.

La figlia, sentendo i genitori litigare per questioni di soldi, capisce che hanno veramente problemi economici e decide di risparmiare soldi per aiutarli a pagare le tasse scolastiche, convincendo anche il fratello Champ a saltare il pranzo per mettere da parte soldi.
Champ prende l’abitudine di rovistare nei bidoni della mensa scolastica per trovare avanzi di cibo e, quando inghiottisce un pezzo di vetro, finisce in ospedale e RV ha bisogno di soldi per permettergli di sostenere l’operazione che gli salverà la vita. Chiede dei soldi al titolare del team per cui gareggiava, e quando questo rifiuta Harry propone a RV di fondare un loro team e di gareggiare per battere il team per cui correva un tempo.
Si uniscono al team come meccanici alcuni di quelli con cui lavorava RV ultimamente, a cui aveva precedentemente chiesto dei soldi per organizzare una festa per i figli (nella quale c’era stato il rituale balletto), fingendo che sua figlia fosse malata e che quei soldi gli servissero per curarla.

In gara per RV ci sono un po’ di problemi: durante una sosta i meccanici hanno problemi a trovare un bullone, cosa che gli fa perdere terreno nella fase centrale della gara... Ma lavorano per la Mercedes questi? O.o
Le cose comunque vanno bene... almeno per RV, dato che si vedono vari cappottamenti in gara. In ogni caso riesce a prendere la testa della gara, con Rusty che gli arriva negli scarichi e tenta nuovamente di buttarlo fuori. Dopo un testacoda interminabile RV riesce a mettersi in strada, riprendendo a superare numerose vetture e tornando a lottare per la vittoria col suo rivale.
Stavolta è RV a buttare fuori pista Rusty, che cappotta sul tracciato diverse volte tanto che la vettura praticamente si distrugge e, quando viene travolta da un’altra prende fuoco nell’indifferenza generale.
RV vince la gara, tutti festeggiano felicissimi, sua moglie piange per la felicità... Sì, ma poi mi sovviene un dubbio: questi festeggiano come pazzi mentre quell’altro sta bruciando vivo?! O.O Per quanto Rusty non fosse un tipo particolarmente simpatico, non mi sembra una cosa normale! XD

In ogni caso tutto finisce per il meglio, il figlio guarisce, lui torna a gareggiare, lei riesce a prendere la laurea, con RV che le promette che non sperpererà più i suoi soldi. Stranamente il film non termina con l’ennesimo balletto, in totale comunque ne ho contati cinque.


PS. La famigliola ha un cane, che hanno chiamato Bruno. Mi chiedo, i produttori di questo film hanno preso spunto da quella celebre gara di GP2 all’Istanbul Park? :-P

PPS. Se volete vedere il film, potete trovarlo tranquillamente su veoh.com, basta inserire il titolo. NB. è in indiano sottotitolato in inglese, quindi dovete avere una conoscenza dell’inglese scritto per capirci qualcosa. ;-)

mercoledì 3 ottobre 2012

Film sul mondo dei motori: "Giorni di tuono" (a.k.a. sì, è molto meglio di "Driven")

Sono passati oltre due mesi e mezzo dal giorno in cui ho commentato un film totalmente irrealistico sul mondo dei motori. Mi sono concentrata molto di più su argomenti più interessanti in questi mesi, però devo ammettere che ne ho visto un altro che mi è piaciuto decisamente di più e che quantomeno non cerca di smentire le leggi della fisica a ogni scena di incidente (da notare che le scene di incidente sono anche ridotte rispetto all'altro film).
Si tratta di "Giorni di tuono", film di Tony Scott del 1990, interpretato da Tom Cruise. L'ho visto in lingua originale, non avendolo trovato in italiano, e sono abituata a chiamarlo "Days of thunder", ma questo non mi sembra un dettaglio particolarmente rilevante.
ATTENZIONE: QUESTO POST CONTIENE SPOILER SUL FILM.

"Giorni di tuono" è la storia di Cole Trickle, interpretato da Tom Cruise, pilota di Indycar alle prese con la sua prima esperienza al volante di una vettura di Nascar. L'inizio di Cole non è dei migliori. Non ne combina mezza, si ritrova sempre coinvolto in incidenti o distrugge l'auto a causa del suo stile di guida, cosa che non aggrada né il titolare del team né l'anziano capo dei meccanici. Il momento più eclatante del suo inizio di carriera è quando, durante una gara, ha bisogno di effettuare un pit-stop, ma gli dicono di restare in pista, perché i meccanici sono impegnati a mangiare gelati. Qui avevo voglia di mettermi a urlare qualcosa tipo: "KIMI FOR THE WIN!" ...Questi stavano mangiando dei cremini o comunque gelati simili! *___________*
L'anziano in breve tempo diviene amico di Cole e grazie al suo aiuto il pilota riesce a migliorarsi, specie dal punto di vista del consumo eccessivo delle gomme causato dal suo stile di guida. Anche qui, devo ammetterlo, ho avuto un déja-vu: il consumo delle gomme mi ha fatto pensare alla Mercedes, a Rosberg, a Schumacher e a Hamilton che il prossimo anno la guiderà.

Dopo un difficile avvio finalmente Cole riesce ad avere risultati migliori e inizia a vincere delle gare, cosa che non aggrada Rowdy Burns, pilota che diventa il suo principale avversario. A Daytona i due rimangono coinvolti in un grave incidente.
I due finiscono in ospedale, dove Cole si innamora di un medico donna interpretato da Nicole Kidman, con la quale si metterà insieme successivamente. Nonostante il grave incidente riesce comunque a riprendersi, mentre Rowdy a causa dei traumi riportati nello schianto non potrà più tornare a gareggiare.

Quando finalmente Cole riesce a tornare in pista dopo l'incidente, deve affrontare la presenza del suo nuovo compagno di team, Russ Wheeler,  che sembra intenzionato a metterglielo in quel posto. Anche questa cosa, non vi pare un déja-vu? Peccato che Cole non sia brasiliano.
Cole ha comunque fiducia in sé stesso, almeno finché non viene battuto da Wheeler, che se lo mette dietro con un sorpasso nella pit-lane. Sì, la sensazione di déja-vu incrementa in maniera considerevole. Peccato che Wheeler non sia spagnolo.
A quel punto, quando Cole riesce a raggiungere Russ e può competere per la vittoria, viene buttato fuori pista dal compagno di squadra. Se anziché nel campionato Nascar il film fosse ambientato in Formula 1, anziché buttarlo fuori si limiterebbe a sbraitare via radio.
Ma tipo, se questo film fosse ambientato in Formula 1, non trovereste adatto cambiare il titolo da "Days of thunder" a "Days of Santander?" #MEGALOL!

Comunque per Cole giunge il momento di gloria. Dopo essere stato licenziato per aver successivamente innescato un incidente distruggendo la vettura sua e quella di Russ, Rowdy - che nel frattempo è diventato suo amico - lo ingaggia per guidare la sua vettura a Daytona. Al team si unisce il capo meccanico anziano di prima, e dopo aver avuto problemi al motore Cole in gara riesce a risalire dall'ultima alla seconda posizione dietro a Russ, e poi anche a vincere la gara superando l'avversario dove non si aspettava, a pochi metri dal traguardo.

In ogni caso complessivamente il film mi è piaciuto... Il prossimo film motoristico che vedrò e presumibilmente commenterò qui sul blog è "Ta-ra-rum-pum", film indiano ambientato nel campionato Nascar. Sono un po' spaventata dal fatto che nei film di Bollywood tutti si mettono a cantare e a ballare nei momenti meno opportuni, ma cercherò di soprassedere. ^^