martedì 8 settembre 2026

Indycar 2026: #18 Laguna Seca, finale di stagione e dedica del Corkscrew ad Alex Zanardi

Ladies and gentlemen, start your engines che oggi andiamo a Monterey, città sporadicamente menzionata nelle puntate di Zorro del telefilm degli anni '50, dove sorge il circuito di Laguna Seca, sede dell'ultimo evento del campionato di Indycar disputato domenica 6 settembre.
Nei giorni precedenti la celebre curva del Cavatappi/ Corkscrew è stata dedicata ad Alex Zanardi, che il lontano 8 settembre 1996, trent'anni fa oggi, superò Bryan Herta tagliando nella sabbia, sorpasso considerato iconico, uno di quelli che nei miei commenti sarebbe stato probabilmente narrato così:

A quel punto Zanardi ha superato stando in bilico su due ruote, gli ha fatto una pernacchia e gli ha chiesto: "tuo figlio come è messo con i punti superlicenza?"

Ok basta, parliamo di cose serie. Ho letto dei commenti interessanti in tal senso, ovvero che il sorpasso al giorno d'oggi sarebbe stato irregolare e che comunque giudicato coerentemente con i tempi era un bel sorpasso. Sono rimasta molto colpita da questa visione del mondo, perché è l'esatto contrario di quello che succede quando si commenta la Formula 1 del passato.
Il giudizio predominante sulla Formula 1 è:

sorpasso "creativo" dei vecchi tempi --> che bellohhhh quando non c'erano le regolehhhh odiernehhhh --> very uominy --> adesso è molto più noiosohhhh;

mentre per le corse americane sembra essere:

sorpasso "creativo" dei vecchi tempi --> per fortuna adesso ci sono regole più chiare --> per quei tempi è comunque stato bello.

Questione di prospettive, ma credo che sarebbe interessante comprendere da dove possano provenire due prospettive così diverse. Di certo la Formula 1 vintage viene glorificata molto, mentre non sono sicura che succeda la stessa cosa per l'Indycar.
Mi vengono in mente due potenziali spiegazioni. La prima è che, come sembra essere la prassi negli States, l'Indycar è un campionato che si promuove con l'autoglorificazione. Siamo i best the best, nessunohhhh megliohhhh di noihhhh, se andiamo in Europa spacchiamo il fondoschiena a tutti!!!11!!11!!, le nostrehhhh garehhhh sono le più belle di tutti i tempi passati, presenti, futuri, imperfetti, condizionali, congiuntivi e gerundi... Questo a mio avviso lascia poco spazio per dire che il passato era la perfezione assoluta, perché significherebbe che quello status è andato perduto.
La seconda a mio avviso è un'idea ancora più stimolante. Il sorpasso di Zanardi su Herta è avvenuto all'inizio dell'epoca dello split tra CART e IRL, quindi non è solo una cosa che ha fatto strappare le mutande ai fanboy di Zanardi e indignare i fanboy di Herta. È stato anche e soprattutto il sorpasso di un pilota europeo su un road track valevole secondo le regole della CART, ovvero qualcosa che poteva risultare inconcepibile per i puristi della IRL.

Detto ciò, passiamo all'epoca contemporanea. La stagione era iniziata con Sting Ray Robb (Juncos) che al primo giro cozzava contro altri all'evento inaugurale provocandone il ritiro ed è terminata con Sting Ray Robb che al primo giro cozzava contro altri provocandone il ritiro anche all'evento conclusivo. A farne le spese stavolta è stato Dennis Hauger (Coyne) che ha visto finire anzitempo la propria stagione.
È stato l'unico incidente degno di nota di una gara altrimenti tranquilla, se non per gente che di tanto in tanto vagava per i prati. Il poleman Scott McLaughlin (Penske) non è mai stato messo in discussione e il tentativo di Alex Palou (Ganassi) di optare per quattro soste anziché tre non si è rivelato redditizio, ha infatti chiuso ottavo. Tra McLaughlin e Palou si sono classificati Kyle Kirkwood (Andretti), Alexander Rossi (Carpenter), Felix Rosenqvist (Shank), David Malukas (Penske), Christian Lundgaard (Arrow McLaren) e Marcus Armstrong (Shank).

Il capostipite della gang degli ex Formula 1 europei Marcus Armstrong (Andretti) è stato poco sorprendentemente il migliore della gang, classificandosi nono davanti a Kyffin Simpson (Ganassi) che ha chiuso i primi dieci. Dietro di lui venivano Pato O'Ward (Arrow McLaren), Santino Ferrucci (Foyt), Will Power (Andretti), Louis Foster (Rahal), Josef Newgarden (Penske), Rinus Veekay (Juncos), Scott Dixon (all'ultima gara con Ganassi).
Il nostro eroe Romain Grosjean (Coyne) ha invece chiuso diciottesimo, anche e soprattutto perché dietro di lui sono finiti quasi tutti piloti che di soste ne hanno fatte quattro. Seguivano infatti Graham Rahal (Rahal), Caio Collet (Foyt), Christian Rasmussen (Carpenter) e Mick Schumacher (Rahal) ultimi piloti a pieni giri. Robb ha avuto il suo happy ending, infatti è arrivato penultimo precedendo Nolan Siegel (Arrow McLaren). Rimane tuttavia l'unico pilota a non avere fatto neanche una top-ten in tutta la stagione.



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Milly Sunshine