giovedì 13 febbraio 2020

ARCA 2020: podio femminile a Daytona!

Ci sono eventi che si verificano raramente nel tempo, tanto da richiedere 21 anni di assenza tra un caso e l'altro.
Se ve lo state chiedendo no, non parlo del mondiale Ferrari, quanto piuttosto di un argomento che nulla ha a che vedere con la Ferrari e con la Formula 1. Parlo dell'ARCA Series, che si svolge dall'altro lato dell'oceano, laddove magari c'è gente che non sa nemmeno che cosa sia la Formula 1.
Correva l'anno 1999, una vita fa ormai, quando ero in quinta elementare, e Shawna Robinson si classificò seconda alla Daytona 200, la gara che apre il campionato e che al giorno d'oggi si chiama Lucas Oil 200 (uno dei nomi meno pittoreschi del campionato, perché rimango del parere che le gare di stock car abbiano spesso dei nomi molto pittoreschi).

A distanza di 21 anni, alla Lucas Oil 200 disputata sabato 07/02 c'è stato un nuovo secondo posto femminile e a ottenerlo è stata Hailie Deegan.
Dopo le ultime due stagioni passate nella NASCAR K&N Pro Series West, con un quinto e un terzo posto in classifica finale nel 2018 e 2019 quest'anno ha fatto il salto di qualità con un volante full time nell'ARCA, dove aveva già fatto qualche apparizione lo scorso anno.
Non aveva mai gareggiato a Daytona e il suo esordio non è passato inosservato. Miglior tempo ottenuto in una sessione di prove libere e, dopo essere partita dal settimo posto, il podio, alle spalle di Michael Self, veterano della serie, precedendo Drew Dollar, compagno di squadra di Self.
Deegan è nata nel 2001, quindi qualora esista un podio, sicuramente non ha trovato dello champagne ad attenderla, ma la sua performance è stata accolta in modo positivo.

Ovviamente ci sono stati i soliti cliché: stranamente prima della gara i sondaggi online chiedevano chi sarebbe uscita vincente dal confronto Hailie Deegan vs Natalie Decker, con tanto di gente che ne approfittava per screditare quest'ultima e cadere nel solito vecchio stereotipo del "la Decker è scarsa, ma l'unico obiettivo della Deegan deve essere battere la Decker". Fun fact, non c'era solo la Decker, di ragazze one-off, ma anche la canadese Dominique Van Wieringen, che nessuno si è filato neanche da lontano. Quest'ultima, proprio insieme alla Decker, si è ritirata per un incidente che ha coinvolto varie vetture.
Al di là di questo, Hailie Deegan viene vista come una promessa della NASCAR, colei che, in Nord-America, potrebbe portare in alto il nome delle donne nel motorsport. Da parte mia, non posso fare altro che augurarmelo!


martedì 11 febbraio 2020

Ferrari SF1000: la vettura 2020 si svela

È quella settimana in cui iniziano le presentazioni delle vetture e, casomai a qualche "tampaxina" fossero venute le mestruazioni in data odierna, potrebbe assistere a gran parte delle presentazioni avendo il ciclo, con grande indignazione della gang del period-shaming (la cosa era talmente infantile che non poteva non rimanermi impressa, mi dispiace, ce la porteremo dietro per un bel po').
Finora nessuna monoposto 2020 si era ancora svelata, anche se abbiamo avuto qualche anticipazione. La Haas ha mostrato la livrea del 2020 su una rappresentazione virtuale(?) e il popolo del web ha decretato che la cosa era inutile. Poi la Mercedes ha mostrato i colori 2020 su una vettura del 2019 e il popolo del web ha osservato come presentare i propri colori sia da pagliacci.
Nel frattempo, mentre gli altri top team sono ridicolizzati per presentare le proprie vetture e i team di centro/fine classifica vengono tacciati di essere una perdita di tempo, la presentazione della monoposto con cui Charles Leclerc vincerà il mondiale (forse) era attesa come la venuta del Messia.
Come presentazione, un evento in grande stile a Reggio Emilia, di cui ho seguito qualche update di tanto in tanto mentre lavoravo, notando che la vettura 2020 non veniva mostrata tanto alla svelta... paura di sembrare ridicoli, forse. Nessuno gliel'ha detto che la Ferrari è l'unica scuderia che dovrebbe presentare la propria monoposto, per un eventuale campionato di Formula Ferrari, con solo Ferrari e Alfa Romeo in pista. Per l'esattezza le Alfa Romeo servono affinché non sia una Ferrari ad arrivare ultima e ne bastano due.
Certo, non sarebbe uno scenario proprio idilliaco, già adesso la gente litiga perché esistono due Ferrari, guidate da Leclerc e dall'altro tizio, che purtroppo quando leverà le tende verrà sostituito da un altro ulteriore pilota quando lo scenario ideale sarebbe la mono-vettura. Non oso immaginare un campionato con venti Ferrari, quando già due risultano ingestibili specie per noi che dobbiamo sorbirci i commenti.
Poi niente, al cospetto dei Leclettel è accaduta una grossa disgrazia: la vettura è stata mostrata senza veli e una triste realtà si è abbattuta su di noi, ben più triste delle polemiche che ci saranno sicuramente nel corso della stagione: la vettura ha l'halo nero e senza stemma del cavallino sopra. Come direbbe Barrichello, sono disappuntata.

lunedì 10 febbraio 2020

Le genderwar sulla Formula 1... ma anche no!

F1Women e MenOfF1, oggi parliamo dell'ultimo trend del fandom motoristico su Twitter, opportunamente trasformato in un contesto in cui i troll possono moltiplicarsi come cavallette. Di fatto cerco di spiegarvi a mio modo un tentativo molto trash di combattere il sessismo tra gli appassionati di motori e un tentativo molto trash di trolleggiare in proposito.
Ho già parlato di come vengano viste in certi contesti le appassionate di Formula 1 donne o perfino le donne che gareggiano, per eventuali dubbi vi invito ad andare a rileggervi la questione dei Tampax o quella delle potenziali ragazze del futuro del Ferrari Junior Team. A questo proposito ho tutto il rispetto per le community motoristiche che intendano avviare uno spazio orientato prevalentemente alle donne. Esistono pagine web che seguono particolarmente da vicino esponenti di genere femminile del motorsport, tra i piloti, gli ingegneri, i team principal, ecc... oppure che trattano anche argomenti che, in modo un po' stereotipato, sono ritenuti più "femminili" e in genere ricevono un po' meno spazio.

Ciò che ritengo discutibile, invece, è l'innalzare muri e basarsi su questo concetto di fondo: "siccome alcuni ragazzi ci hanno insultate, non esistono interazioni civili tra uomini e donne, ogni uomo è un nostro nemicohhhh giuratohhhh e ogni donna che comunica con uomini random è una traditricehhhh della kausahhhh".
Esistono molti strumenti per difendersi dal cyberbullismo a sfondo sessista: si possono bloccare o silenziare profili, si possono segnalare i comportamenti inopportuni, si possono cercare spazi in cui certi comportamenti non si verificano... però, a mio vedere, ragazzine e ragazzini che vogliono a tutti i costi creare uno scontro tra generi e cercare di coinvolgere persone adulte, estendendo le loro esperienze personali con probabili troll e volendo estenderle a tutti gli appassionati e le appassionate di Formula 1 nel mondo, non è il modo migliore.
Idem, se si sentono offese perché la gente dice loro che seguono la F1 solo per i piloti fighi, il concetto che sembrano voler far passare a tutti i costi è: "odiohhhh tuttihhhh gli uominihhhh che hanno a che fare da vicino o alla lontana con i motori, a parte i piloti perché sono dei cinnamon roll".

In sintesi, quello che si può capire è: i tifosi non sono fighi/ cinnamonrollosi/ importanti/ ecc... abbastanza quindi fanno schifo a priori, i piloti invece hanno tutte le caratteristiche che mancano ai ragazzini nostri coetanei, quindi li amiamohhhh.
Di fatto un simile modo per affermare il proprio ruolo di tifose mi sembra esattamente un offrire ai loro avversari quello che i loro avversari stavano aspettando: un'ulteriore possibilità di prenderle in giro o di trolleggiare contro di loro.
Questo non significa che chi riceve prese per i fondelli ne sia responsabile, però in molti casi avere un comportamento più maturo non guasterebbe.
Fondare uno spazio ricco di contenuti, invece che uno in cui limitarsi ad affermare di essere delle bad bitch che kambierannohhhh il mondohhhh mettendo qualche like e qualche retweet o bloccando dei profili, potrebbe già essere un ottimo passo avanti.

Sintesi per chi ritiene che la lettura sopra sia troppo lunga: esistono tanti modi per affermare la parità di genere. Andare a fare proclami tipo "tutti gli uomini sono nullitàhhhh a parte quel figonehhhh beliximohhhh di Jolly Palmahhhh e tutte le donne sono dolci e kawaii a parte quel puttanonehhhh di Carmelina Jordàhhhh!!!111!!!111" non sarà mai uno di questi, qualunque cosa vi abbiano insegnato negli anni scorsi su tumblahhhh.


sabato 8 febbraio 2020

Devi andartene dalla Ferrari ma non osare tradircihhhhh!!!11111!!!!1111

DRS-ladies and push-to-pass-gentlemen, oggi parliamo della prima polemica della stagione 2020... no, un attimo, mezzanotte e un minuto del primo gennaio è già passata da un bel po', quindi non si tratta della prima polemica stagionale, ma al massimo della trecentesima. Oserei iniziare da un'immagine iconica della Formula 1 recente, realizzata in modo del tutto casuale. Alla fine del GP del Giappone, Vettel si mise a osservare i fermi dei cartelli che indicavano le posizioni. I fermi c'erano per via del forte vento dovuto al tifone Hagibis che si era abbattuto da quelle parti il giorno precedente. A ricercarci un significato più profondo, in quell'immagine si vede Vettel che guarda il cartello del vincitore, senza potersene impossessare. È davanti a una Mercedes ed è a novanta. Questa è, essenzialmente, la sintesi dei suoi anni in Ferrari e non c'è da sorprendersi che non sia nelle grazie di molti ultrà ferraristi. Che poi essere nelle grazie di molti ultrà ferraristi non sia esattamente una ragione di vanto, quello è un altro discorso, che non approfondiremo. Sta di fatto che molti ultrà ferraristi e anche molti ferraristi non ultrà non vedono l'ora che si levi di torno. Ci hanno sperato per tutto il 2019 e il mondiale 2020 sta per iniziare senza che sia ancora arrivato il primo Hulkenberg di turno a prenderne il posto. Quindi la speranza è che non gli venga rinnovato il contratto alla fine del 2020 e che nel 2021 al suo posto alla Rossa ci sia qualcun altro.

È un pensiero molto legittimo. Forse è quello che aspetterei con ansia se mi identificassi come tifosa Ferrari. Però, anche se mi identificassi come tifosa Ferrari, spero che non perderei di vista un concetto molto importante che mi sembra che stia sfuggendo in maniera sempre più dilagante, non solo in questo caso, ma più velatamente anche in altri.
Dato che abbiamo di fronte un esempio concreto, non mi arrampicherò sugli specchi parlando in astratto. Parlerò di questo caso specifico, con la consapevolezza che può essere esteso, potenzialmente, anche ad altre situazioni.
Proverò a calarmi per un attimo nei panni di Vettel. So che la Ferrari sta per sbattermi fuori a calci nel cu*o o quantomeno per non rinnovarmi il contratto. Che cosa faccio? Mhm... oserei dire che mi metto alla ricerca del sedile di una McLaren/ Haas/ Force India/ Formula E/ qualsiasi altra cosa disponga di quattro ruote sul quale appoggiare il fondoschiena nella prossima stagione. Questo, ovviamente, a condizione di non avere deciso che il mio sogno nel cassetto, a partire dal 2021, è diventare un nullafacente/ brand ambassador/ talent scout di giovani kartisti/ pornoattore/ fruttivendolo/ monaco buddista/ ecc... Però, in ogni caso, se fossi un pilota e fossi vicino a perdere il volante, cercherei di tutelare il mio futuro professionale. Non manderei in vacca di mia volontà ogni possibile opzione per il mio futuro perché "appartengo alla Ferrari e sarò sempre legato indissolubilmente alla Rossa".

Questo è il ragionamento che posso fare io calandomi nella parte di un pilota. Di conseguenza, non mi aspetterò MAI, da parte di nessun pilota, una "fedeltà" assoluta a una squadra, qualunque sia la squadra e qualunque sia la sua posizione nella squadra. Penso che qualunque pilota sia libero di cambiare team e, se già è libero di farlo perché vuole cambiare aria o perché vuole inseguire un nuovo obiettivo di carriera, a maggior ragione un pilota che ha come alternativa quella di rimanere senza volante, ha tutto il diritto di cercarsi un volante dove cavolo gli pare.
Invece sono uscite polemiche dilaganti che gli danno del traditorehhhh della patriahhhh, da parte di ferraristi suoi detrattori (quindi gente che non vede l'ora che se ne vada - non ho capito se l'unica opzione possibile sia il ritiro, oppure se sia contemplata anche la possibilità di gareggiare in una serie di cui il tifoso medio non conosce l'esistenza). Già questo, di per sé, mi pare strano. Vuoi che se ne vada? E allora lascia che se ne vada, fregatene di quello che farà nel futuro. Che problema hai, sei triggerato dalla visione di un ex ferrarista al volante di una Renault o di una Williams? Sappi che non mi sembra una cosa molto normale. Già non era normale l'accanimento contro Schumacher quando passò in Mercedes, ma almeno posso sforzarmi di capire il discorso del "lo amavamo così tanto che non riuscivamo a tollerarlo in un'altra squadra". Invece no, qui è il caso opposto, un po' come quando Massa passò in Williams, che peraltro ai tempi si rivelò rivale diretta della Ferrari per il terzo posto nel mondiale costruttori e per le posizioni di bassa top-5.

Tra parentesi, tutta questa storia è nata perché Vettel, qualcosa come due settimane fa, ha partecipato a un evento di cazzeggio stile vecchio Wroom della Ferrari, nei panni del direttore di gara (posizione un tempo che occupava Niki Lauda) sulle montagne austriache, evento al quale partecipavano i piloti Redbull su mezzi da neve. Vettel ha anche scarrozzato Bernie Ecclestone su uno di questi mezzi. Ciò è stato visto come un suo riavvicinamento alla Redbull, al quale si sono aggiunte dichiarazioni di Helmut Marko secondo cui "Vettel starebbe cercando di tornare in Redbull" ma in Redbull non sono interessati a lui perché tutti i fondi a loro disposizione servono per pagare lo stipendio a Verstappen nei prossimi quattro anni (lo vedremo in Redbull fino al 2023 compreso).
Essenzialmente è nata una polemica sul nulla e su un giro a bordo di mezzi da neve, non so a che livelli siamo... non è che il ritorno di Vettel in Redbull sia una cosa molto probabile giusto per chiarire il concetto (a meno che, ovviamente, la Redbull non si ritrovi costretta a scegliere se riprendersi Vettel o riprendersi Kvyat, in tal caso i precedenti lasciano pensare che prenderebbero Vettel a mani basse).

giovedì 6 febbraio 2020

Prema korrottaaaaahhhhh cit. gli hater di Montoya Jr

Carissimi tombini scoperchiati di Shanghai, oggi parliamo di Sebas Montoya, figlio di Juan Pablo, immortalato dalle telecamere fin dagli ultimi tempi in cui JPM stava in Formula 1, tempo passato sui circuiti più che tempo passato a scuola. Insomma, per intenderci, una sorta di Felipinho Massa, solo, con qualche anno di più e, con tutta probabilità, decisamente più interessato ai motori di quanto non lo sia Felipinho.
Il piccolo Sebas, quindici anni ancora da compiere, ha gareggiato sui kart negli ultimi anni ed era già associato a Prema. Il team italiano l'ha ingaggiato, insieme ad altri tre rookie più o meno suoi coetanei, per la stagione 2019 di Formula 4.

Il mondo del web, ovviamente, si è scatenato. Da un lato ci sono accenni al padre perché OMG!!!11!!! un giorno un altro Montoya potrebbe seguire le orme di JPM in Formula 1. Questa affermazione lascia pensare anche a una certa ignoranza (non in senso spregiativo), perché... dai, seriamente, con tutto quello che ha fatto Montoya nella vita che sta facendo tuttora, tutti a citare la Formula 1? Nessun commento del tipo "speriamo che un giorno arrivi in Indycar e che vinca la Indy 500"?
In ogni caso il discorso mi sembra moooolto prematuro. Personalmente ci sono altre cose che mi fanno sciogliere il cuore, tipo che Sebas Montoya è un po' come Felipinho, è stato esposto ai nostri occhi fin da quando era in culla e ora lo ritroveremo al volante di una monoposto. Insomma, è uno che abbiamo visto crescere, diversamente da ogni altro pilota di seconda generazione.

Detto questo, c'è stata anche una serie di commenti negativi, perchè Prema ingaggiahhhh solohhhh pilotihhhh di secondahhhh generazionehhhh per i suoi team!!11!!11!! Fermi tutti, in realtà i piloti di seconda generazione dei vari team Prema nelle varie serie minori dovrebbero essere due (Mick Schumacher in F2, Sebas Montoya in F4 - Prema non è sinonimo del Ferrari Junior Team e uno che correva già quando il fratello era ancora un signor nessuno non è un pilota di seconda generazione). Tra le varie serie in cui Prema gareggia, Formula 2, Formula 3, Formula Regional, Formule 4 varie, dovrebbe avere un numero di piloti che oscilla tra quindici e venti. Quindi oltre una dozzina, se non diciassette o diciotto, tra i piloti Prema, non sono piloti di seconda generazione.
Qualcuno ha addirittura accusato Prema di corruzione (testualmente) per avere ingaggiato un altro figlio d'arte...

Seriamente parlando, Prema è un team motoristico. Nelle serie minori tutti i piloti sono pay driver. O hanno big money di famiglia oppure hanno dei fedeli sponsor che sborsano big money per loro. L'automobilismo funziona così. In più il fatto di chiamarsi Montoya non significa automaticamente che gli altri pilotini ingaggiati dallo stesso team non abbiano i big money. Incredibile ma vero, ci sono anche milionari che non sono ex piloti.
In più, dettaglio ancora più importante, Prema è un'AZIENDA PRIVATA, di conseguenza può ingaggiare chi cavolo le pare senza dovere rendere conto a voi geni del click facile. Ovviamente siete liberi di criticare le sue decisioni, nello specifico caso di Sebas Montoya citando nomi di kartisti che, secondo voi, sarebbero un'opzione migliore come rookie in Formula 4.

Troppo difficile, vero? Sicuramente sì, non lo metto in dubbio. Quindi magari potreste concentrare i vostri sforzi su altro, magari una statistica dei figli d'arte che si sono rivelati un flop, se è questo che volete affermare (ce n'era uno che arrivava sempre ultimo nella F4 SMP, per esempio, e guarda caso la Prema gli è stata ben alla larga, segno che forse non basta essere solo ed esclusivamente figli di qualcuno per avere un futuro lungo e assicurato, ma contano un po' anche i risultati).
In più, siccome ho visto anche qualche insulto plateale, mi piacerebbe sapere che cosa passa per la testa della gente che, di punto in bianco, decide che trascorrere il proprio tempo libero insultando un bambino di quattordici anni sia un ottimo modo per far venire sera. Secondo le regole del fair play, credo che sia meglio attendere che un pilota abbia raggiunto la drinking age prima di insultarlo (non parlo di critiche, parlo proprio di insulti, che sono due cose diverse).

domenica 2 febbraio 2020

La Racing Age di Juju Noda

2 Febbraio 2020: scritto così, non dice nulla. Scritto in forma numerica, invece, appare decisamente più figo: 02.02.2020. Non solo, anche nella sua forma americana, quella che antepone il mese al giorno, rimane invariato, sempre 02.02.2020, sempre una data palindroma e, nello specifico, l'unica del millennio in corso ad essere palindroma in entrambi i formati.
I giorni con una data bella sono semplicemente giorni con una data bella, ma per noi appassionati di motorsport, questo giorno palindromo rappresenta qualcosa di importante, una linea di demarcazione, che separa l'epoca in cui Juju Noda non poteva gareggiare in Formula 4 da quella in cui può farlo.

Ne avevo già parlato: Hideki Noda, brevemente backmarker della Formula 1 e talent scout come fondatore della Noda Racing School dopo la sua modesta carriera motoristica, ha sempre avuto, in parole povere, l'abitudine di portare con sé la figlia kartista al lavoro e di farle testare vetture di Formula 4 e, in seguito di Formula 3. La giovane Noda si è distinta per precocità, sono passati ormai diversi anni dal suo primo test al volante di una monoposto e, all'età di undici anni, ha battuto il record del circuito di Okayama per la F4 SEA.
In questa data pittoresca, Juju ha compiuto quattordici anni, l'età minima che le consentirà di prendere parte a un campionato di Formula 4, nello specifico la F4 danese, perché è ancora troppo giovane per gareggiare in Giappone/ nel Sud-Est Asiatico o in altri campionati europei.

Per via della sua precocità, la sua storia si è sempre guadagnata un po' di attenzione, al punto tale che addirittura si sta iniziando a parlare della F4 danese, tra i campionati di Formula 4 quello che ha avuto sempre meno popolarità in Europa. Se non altro la presenza della Noda potrà essere d'aiuto per mettere questo campionato sotto i riflettori.
Per il resto Juju ha già superato un grande scoglio, ovvero quello di dimostrarsi davvero appassionata di quello che faceva e di non essersi messa al volante soltanto per scelte familiari.
Il percorso che avrà davanti, tuttavia, è ancora incerto: potrebbe essere la nuova star del motorsport asiatico e del motorsport al femminile, oppure non rivelarsi nulla di tutto ciò e non essere niente di più dei piloti normali. Quello che sappiamo per certo è che, al 99%, rimarrà a lungo la persona più giovane ad avere mai guidato una monoposto in un test privato.

sabato 1 febbraio 2020

What if...? Festeggiamo l'arrivo di febbraio con i Sewis in un alternate universe a Spa 1998!

Drivers & mobile chicanes, start your engines che le presentazioni delle monoposto e i test sono sempre più vicini.
Oggi celebriamo questo importante traguardo rappresentato dalla fine di gennaio con una breve fanfic (tendente al trash, lo ammetto) in cui i Vettelton gareggiano al GP Belgio 1998 al posto di Schumacher e Coulthard!

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"Si stima che tra meno di vent'anni i telefoni cellulari ci permetteranno non solo di chiamare e mandare messaggi, ma addirittura di navigare in internet, di essere sempre connessi con il resto del mondo, di scattare fotografie e di condividerle con i nostri amici e non solo..."
Una luce.
Due luci.
Tre luci.
Quattro luci.
Cinque luci.
Le luci si spensero, mentre nella testa di Lewis rimbombava ancora ciò che aveva letto la sera precedente su un giornale, mentre faticava a prendere sonno.
Di lì a vent'anni, nel 2018, la gente avrebbe vissuto in un mondo bellissimo, ne era certo, se quanto affermato da quel futuristico autore si fosse tramutato in realtà.
"Togliti dalla testa quella roba" si ordinò.
Non era facile.
Scattarsi fotografie con un telefono, magari adornarle con splendide orecchie da coniglio... sarebbe stata proprio una cosa epica!
Non aveva idea del perché un individuo senziente di oltre trent'anni dovesse avere bisogno di scattarsi una foto e di addobbarla con orecchie da animale e, in effetti, sulla sua testa sarebbero state meglio le orecchie da asino, visto il disastro che aveva appena combinato.
Aveva toccato qualcuno o qualcosa e si era girato alla partenza.
Era scivolato sulla pista bagnata, proprio lui che era sempre stato inarrivabile con la pioggia.
A peggiorare la situazione, aveva ostruito la pista innescando contatti a catena.
Certo, la bandiera rossa gli avrebbe parato il fondoschiena, permettendogli di riprendere il via dalla sua posizione originale con la vettura di riserva, ma molti piloti non sarebbero stati per niente soddisfatti di tutto ciò.

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"Speriamo che oggi vada tutto bene" si disse Sebastian, mentre i semafori si accendevano per la seconda volta, "Altrimenti va a finire che vince Damon Hill sulla Jordan!"
Una luce.
Due luci.
Tre luci.
Quattro luci.
Cinque luci.
Le luci rosse si spensero: stavolta sembrava che tutto fosse filato liscio.
Lewis non aveva combinato nulla di male, in questa occasione.
Sebastian vide tuttavia l'altra McLaren spuntare minacciosa accanto a lui.
Senza sapere dire come o perché, venne a contatto con Mika Hakkinen, che poi scomparve dalla sua vista e dai suoi specchietti. Doveva essersi ritirato, o essere rimasto molto attardato dal contatto.
Per quanto fosse il suo principale avversario, gli dispiaceva. Mika era un tipo simpatico, anche se piuttosto silenzioso. In generale, i finlandesi gli sembravano molto simpatici, era una questione chimica.
Si mise ben presto quei pensieri alle spalle: non trascorreva i propri gran premi pensando a Hakkinen, quanto piuttosto a come raggiungere il parc fermé e salire sul gradino più alto del podio. Con una McLaren fuori e con l'altra guidata da un pilota che non sembrava nella massima forma, l'obiettivo era fattibile.
Si mise a inanellare giri veloci, uno dopo l'altro.
Si sentiva sul tetto del mondo.
Poteva farcela, Damon Hill avrebbe dovuto rimandare i suoi sogni di gloria, proprio come li aveva rimandati l'anno precedente quando si era brevemente trovato al comando di una gara al volante di una modesta Arrows.

***

Quella pioggia era terribile. Poveri uccelli, di sicuro se ne stavano rintanati nel nido, invece di cinguettare in allegria come quando c'era il sole.
Cinguettare.
Tweet, tweet, tweet.
Twittare.
Che termine romantico, anche se non significava nulla. Chissà, magari un giorno avrebbe assunto un significato.
Orecchie da coniglio.
Snap, snap, snap.
Snapchat.
Quello era il romanticismo allo stato puro, altro che la sua ex fidanzata, Melanie Brown, membro delle Spice Girls che spiccava per il proprio look elegante, sobrio e ricercato, definibile in un solo termine come tamarro.
Quello era un capitolo chiuso della sua vita, Lewis non faceva altro che ripeterselo. In più aveva visto su MTV un video di una cantante americana emergente bellissima, che aveva l'aria da principessa. Si chiamava Britney Spears e purtroppo era minorenne, quindi avrebbe dovuto aspettare qualche anno per coronare i propri sogni d'amore e sperare di fidanzarsi con quell'adorabile bad bitch.
"Sono proprio andato" realizzò.
Non aveva idea di che cosa gli stesse succedendo, non era minimamente in sé, gli venivano in testa pensieri assurdi e non riusciva a stare concentrato sulla gara.
Doveva essere un maleficio legato alla pioggia, magari un sortilegio attuato da Jacques Villeneuve dopo che Lewis aveva dichiarato pubblicamente di non credere che la B.A.R. Honda, il team presso il quale il canadese intendeva accasarsi per il 1999, fosse una scuderia competitiva.
Poi venne l'impatto.
Venne da dietro.
Lewis si era reso conto troppo tardi che il leader della gara lo stava doppiando e la frittata era fatta.
Oh maledizione, che schifo gli faceva la frittata, con le uova, il formaggio... Lewis si nutriva soltanto di cibi di origine vegetale, trovava disgustoso tutto ciò, era una pietanza da trigger warning.

***

Sebastian ebbe una visione raccapricciante: dopo il casino che aveva combinato, Lewis aveva il coraggio di andarsene in giro per la pitlane così come se niente fosse, addirittura sorridendo e salutando con cenni della mano i commissari di percorso e i meccanici delle varie squadre che vedeva vicino a sé.
Sebastian si mise a imprecare, pur cercando di mantenere un certo contegno.
"F*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck al quadrato e f*ck al cubo!"
Lewis lo sentì e si girò.
Fece un cenno di saluto anche a lui, poi tornò a voltarsi e proseguì per la propria strada. Come si permetteva di comportarsi in modo così irrispettoso?
Sebastian si lanciò all'inseguimento e, afferrandolo per la coda, lo strattonò scaraventandolo a terra. Purtroppo cadde a sua volta.
Se non altro, constatò con una certa soddisfazione che Lewis aveva sbattuto il naso sull'asfalto.
Il suo avversario, tuttavia, non doveva avere apprezzato molto il suo assalto, dato che con uno scatto felino lo ribaltò e, afferrandolo per il collo, gli domandò: "C'è qualcosa che non va?"
Sebastian cercò di mantenere la calma. Non era nella situazione più promettente e non doveva fare innervosire quel mancato rapper della West Coast. Le controversie con i gangster rapper di solito finivano con sparatorie random e Sebastian non ci teneva a ritrovarsi a tu per tu con armi da fuoco.
"Mi hai buttato fuori" puntualizzò. "Eri sotto di un giro. Dovevi farti da parte."
"E tu dovevi schivarmi. Non hai visto le bandiere blu?"
Giusto, le bandiere blu non potevano vedersi. Probabilmente nemmeno Lewis aveva idea di dove fosse Sebastian, quando aveva frenato alzando uno schizzo d'acqua.
"Hai ragione, forse è colpa della pioggia, più che tua."
"Colpa di Villeneuve, che ci ha fatto il malocchio" aggiunse Lewis. "Credo che faresti bene a prendertela con lui."
A Sebastian sfuggì una risata. Era stata una giornata terribile, era condannato ad assistere a una vittoria di Hill e tornarsene a casa senza neanche un punto, ma se non altro l'alchimia che c'era tra lui e Lewis non sarebbe stata alterata: era uno dei suoi più cari amici tra i piloti e l'incidente di quel giorno non avrebbe cambiato le cose.
"Lewis, penso che quando sarà finito il campionato" gli suggerì, mentre si rialzavano, "dovremmo andare a farci una vacanza insieme."
"Hai ragione" convenne Lewis. "Dobbiamo prenderci un po' di tempo per noi. Se non hai ancora pensato a una meta, ho letto proprio ieri che Baku è una città bellissima..."