martedì 10 novembre 2020

British F3 2020: Kaylen Frederick vince il titolo

La stagione della Formula 3 BRDC è iniziata in agosto ed è proseguita fino a quest'ultimo weekend. Costituita da un totale di sette eventi, tutti questi si sono svolti in Inghilterra, senza nessuna trasferta.
Diverstamente da altri campionati, la griglia di partenza non era particolarmente ridotta rispetto alle scorse stagioni, anzi, c'era quello che in un campionato minore nazionale può considerarsi un numero di vetture piuttosto discreto: a seconda degli eventi, oscillavano tra quindici e diciotto.

Carlin ha schierato due vetture full time, guidate da Kaylen Frederick e Nazim Azman, affiancandone una terza con Guilherme Peixoto al volante per i primi due eventi. Una cosa analoga è successa per il team Douglas, con Ulusse De Pauw e Manaf Hijjawi full time, con una terza vettura guidata da Kiern Jewiss per i primi quattro eventi della stagione. Hanno invece mantenendo la loro line-up intaccata per tutta la stagione i team Hitech (Reece Ushijima e Kush Maini), Lanan (Josh Mason, Piers Prior, Bart Horsten), Double R (Benjamin Pedersen e Louis Foster) e Hillspeed (Oliver Clarke e Sasakorn Chaimongkol). Il team Chris Dittmann ha schierato una vettura guidata da Josh Skelton per tutta la stagione, mentre sull'altra si sono alternati, nel corso del tempo, Nicolas Varrone, Ayrton Simmons, Alex Fores e Max Marzorati. Infine i team JHR e Fortec hanno disputato eventi occasionali, schiernando rispettivamente da un lato Carter Williams, Max Marzorati e Ayrton Simmons, dall'altro Roberto Faria proveniente dalla F4 britannica per tutta la seconda parte della stagione, mentre come one-off Frank Bird e Jonny Wilkinson.

Il format presenta una notevole differenza con la maggior parte delle serie minori locali ed è la seconda gara del weekend (siano esse tre come solitamente avviene oppure quattro), la cui griglia di partenza viene stilata sulla base di una reverse grid che, diversamente da quelle di GP2 e GP3 è totale, comprendendo tutti i piloti che hanno concluso la gara. Quindi l'ultimo classificato parte dalla pole position, mentre il vincitore parte ultimo, a meno che non ci siano piloti ritirati nella gara precedente, il tal caso essi non sono inclusi nella reverse grid, ma partono nelle ultime posizioni. In tale gara dovrebbe essere assegnato un punteggio anche sulla base delle posizioni recuperate.
Qui di seguito trovate l'acronimo "RG" accanto alle gare che hanno avuto una reverse grid:

OULTON
Podio Gara 1: Kiern Jewiss, Ulysse De Pauw, Nazim Azman
Podio Gara 2 RG: Piers Prior, Kush Maini, Bart Horsten
Podio Gara 3: Kaylen Frederick, Nazim Azman, Louis Foster
Podio Gara 4: Kaylen Frederick, Kush Maini, Piers Prior

DONINGTON
Podio Gara 1: Louis Foster, Reece Ushijima, Kush Maini
Podio Gara 2 RG: Ulysse De Pauw, Oliver Clarke
Podio Gara 3: Kaylen Frederick, Josh Skelton, Kush Maini

BRANDS HATCH
Podio Gara 1: Ayrton Simmons, Kush Maini, Ulysse De Pauw
Podio Gara 2 RG: Nazim Azman, Reece Uschiima, Bart Horsten
Podio Gara 3: Ayrton Simmons, Josh Skelton, Kush Maini
Podio Gara 4: Kush Maini, Ulysse De Pauw, Louis Foster

DONINGTON
Podio Gara 1: Kaylen Frederick, Ulysse De Pauw, Kush Maini
Podio Gara 2 RG: Louis Foster, Josh Mason, Manaf Hijjawi
Podio Gara 3: Kush Maini, Ulysse De Pauw, Nazim Azman

SNETTERTON
Podio Gara 1: Kaylan Frederick, Louis Foster, Nazim Azman
Podio Gara 2 RG: Kush Maini, Ulysse De Pauw, Josh Skelton
Podio Gara 3: Louis Foster, Kaylan Frederick, Benjamin Pedersen
Podio Gara 4: Ulysse De Pauw, Kaylan Frederick, Nazim Azman

DONINGTON
Podio Gara 1: Kaylen Frederick, Ulysses De Pauw, Oliver Clarke
Podio Gara 2 RG: Nazin Azman, Benjamim Pedersen, Ulysse De Pauw
Podio Gara 3: Kaylen Frederick, Sasakorn Chaimongkol, Kush Maini

SILVERSTONE
Podio Gara 1: Kaylen Frederick, Ayrton Simmons, Kush Maini
Podio Gara 2 RG: Benjamin Pedersen, Bart Horsten, Nazim Azman
Podio Gara 3: Kaylen Frederick, Roberto Faria, Ayrton Simmons

Il campionato è stato vinto dal pilota statunitense Kaylen Frederick, vincitore di undici gare, con una cinquantina di punti di vantaggio sul pilota indiano Kush Maini (il fratello minore di quel "celebre" Arjun Maini che fu speronato da Santino Ferrucci durante il giro d'onore). Hanno completato la top-5 in classifica il belga Ulysse De Pauw, il britannico Louis Foster e il malese Nazim Azman.
Curiosamente tutti i piloti full time sono saliti sul podio almeno una volta nel corso della stagione (perfino Hijjawi e Mason che sono stati gli ultimi due full time in classifica), mentre tra i part time Simmons ha anche vinto delle gare, mentre Faria è salito sul podio nell'ultimo evento della stagione.

lunedì 9 novembre 2020

Formula 4 ADAC 2020: Jonny Edgar vince il titolo

In questa stagione travagliata la Formula 4 tedesca è uno dei campionati minori europei che ha risentito maggiormente della situazione in termini di presenze. Partito con appena undici vetture, ha vissuto verso metà stagione il suo momento di massimo splendore a metà stagione, con alcune partecipazioni di piloti part time e guest driver toccando il record stagionale di diciassette, per poi diminuire di nuovo nella seconda parte del campionato, seppure senza scendere ai minimi storici di inizio stagione.

Dieci piloti hanno preso parte all'intera stagione, si tratta di Jonny Edgar, Jak Crawford, Elias Seppanen, Tim Tramnitz, Victor Bernier, Joshua Durksen, Oliver Bearman, Vladislav Lomko e Kirill Smal che si sono piazzati nelle prime nove posizioni della classifica e Josef Knopp che si è classificato dodicesimo alle spalle di Gabriele Minì e Francesco Pizzi. I due italiani hanno disputato rispettivamente due e tre eventi, con Minì che si è rivelato il migliore tra i part time.

Gli altri part-time sono stati Artem Lobanenko e Roee Meyuhas, che hanno preso parte rispettivamente a tre eventi, Erick Zuñiga che ne ha disputati cinque, dopodiché i due piloti Prema Dino Beganovic e Sebastian Montoya che hanno preso parte soltanto al secondo e al terzo evento stagionale. Fanalino di coda della classifica Cenuy Han, al volante nei due eventi finali, senza punti. I guest driver Hamda Al Qubaisi e Leonardo Fornaroli hanno disputato solo il terzo round della stagione e, per via del loro status, non hanno ottenuto punti. La Qubaisi ne avrebbe conquistato uno grazie a una decima piazza, mentre Fornaroli è stato l'unico altro pilota, oltre a Han, a non ottenere nessun piazzamento in top-ten.

Tutti i full time a parte Knopp sono saliti sul podio in almeno un'occasione, mentre tra i part time l'unico ad esserci riuscito è stato il "nostro" Minì che abbiamo ritrovato anche sul gradino più alto.
Gli unici due piloti "di casa" erano Tramnitz e Durksen... il che è una novità assoluta dato che non mi risulta che finora Durksen avesse mai gareggiato con licenza tedesca. Tra i due è stato Tramnitz a classificarsi meglio a fine stagione, tuttavia Durksen lo batte per numero di vittorie.
I risultati stagionali possono essere sintetizzati come segue:

LAUSITZRING
Podio Gara 1: Jonny Edgar, Joshua Durksen, Elias Seppanen
Podio Gara 2: Jonny Edgar, Jak Crawford, Tim Tramnitz
Podio Gara 3: Elias Seppanen, Victor Bernier, Kirill Smal

NURBURGRING
Podio Gara 1: Gabriele Minì, Jonny Edgar, Elias Seppanen
Podio Gara 2: Jonny Edgar, Elias Seppanen, Gabriele Minì
Podio Gara 3: Joshua Durksen, Jak Crawford, Gabriele Minì

HOCKENHEIM
Podio Gara 1: Joshua Durksen, Jak Crawford, Jonny Edgar
Podio Gara 2: Oliver Bearman, Tim Traminz, Gabriele Minì
Podio Gara 3: Victor Bernier, Jak Crawford, Elias Seppanen

NURBURGRING
Podio Gara 1: Jak Crawford, Joshua Durksen, Jonny Edgar
Podio Gara 2: Jonny Edgar, Elias Seppanen, Oliver Bearman
Podio Gara 3: Vladislav Lomko, Tim Tramnitz, Jak Crawford

REDBULLRING
Podio Gara 1: Jonny Edgar, Victor Bernier, Jak Crawford
Podio Gara 2: Jonny Edgar, Jak Crawford, Joshua Durksen
Podio Gara 3: Jak Crawford, Elias Seppanen, Victor Bernier

LAUSITZRING
Podio Gara 1: Vladislav Lomko, Victor Bernier, Elias Seppanen
Podio Gara 2: Jak Crawford, Tim Tramnitz, Kirill Smal
Podio Gara 3: Victor Bernier, Tim Tramnitz, Kirill Smal

OSCHERSLEBEN
Podio Gara 1: Jak Crawford, Joshua Durksen, Elias Seppanen
Podio Gara 2: Jak Crawford, Jonny Edgar, Oliver Bearman
Podio Gara 3: Tim Tramnitz, Jonny Edgar, Elias Seppanen

Il campionato è stato aperto fino alla fine della stagione tra i due piloti di testa, il britannico Edgar, che ha vinto il campionato, e lo statunitense Crawford che ha chiuso ad appena due punti di gap. I due provenivano rispettivamente dalla F4 italiana e dalla F4 NACAM. Come già anticipato il terzo classificato è stato Seppanen, che l'anno scorso avevamo visto gareggiare nella Formula 4 South-East Asia, il che fa sì che i primi tre piloti della classifica provenissero ciascuno da un campionato di un continente diverso.

domenica 8 novembre 2020

Commento al Gran Premio dell'Emilia Romagna: 1 novembre 2020

L'ultima volta che la Formula 1 aveva corso a Imola ero ancora minorenne e non scrivevo ancora commenti ai gran premi. Sembravamo destinati a non vedere mai più un gran premio in tale location, ma a volte basta un campionato totalmente stravolto per rendere possibile l'impossibile. Chissà che questo calendario un giorno non faccia riflettere chi sta in alto e che non possa avere qualche effetto positivo sul futuro. Non saprei, magari una ventina di circuiti standard ogni anno, poi uno o due che si alternano nel corso del tempo: un po' come l'alternanza Nurburgring e Hockenheim risalente ormai al decennio scorso, magari con più di due circuiti, che si alternano ogni più di due anni. Non è un'idea che mi dispiacerebbe, sinceramente, specie considerato che si parla di costruire nuovi circuiti. Sarebbe bello riavere Imola in calendario, dopotutto ha fatto parte della storia della F1 e le ragioni formali per cui è stata messa da parte (no a due gran premi nella stessa nazione) sono decadute già molto tempo fa.
Per tornare a noi, correva l'anno 2006, Michael Schumacher veniva inseguito da Fernando Alonso appostato come un falco assassino, una replica del 2005, ma a parti invertite. Ecco, nel 2005, uno degli anni peggiori della storia della Ferrari di questo secolo, Schumacher arrivava secondo a Imola, un risultato tutto sommato molto meglio della maggior parte di tutti gli altri ottenuti nella stagione, Indianapolis esclusa. A proposito di Indianapolis, la Jordan e la Minardi sono attualmente la Racing Point e l'Alpha Tauri. Una Indianapolis 2005 ai giorni nostri, vedrebbe la Ferrari faticare nell'arrivare a podio, quindi immagino che a Maranello sperino con tutte le loro forze che un Indy-gate contemporaneo non si verifichi mai (so che non può avvenire con le stesse dinamiche, ma la stesura di un commento a un gran premio comporta anche discorsi di contorno campati in aria, perché se vi scrivessi subito che ha vinto Hamilton e che ha fatto uno shoey dalla scarpa di Ricciardo non ci sarebbe nulla di eccitante nell'andare a scoprire in che modo Hamilton si sia procacciato una scarpa di Ricciardo piena di champagne). Ora, però, addentriamoci in questo weekend sanmarinese, anche se nulla aveva a che vedere con la Repubblica di San Marino.

L'ATTESA E DINTORNI - un gran premio che si svolge in soli due giorni (prove libere e qualifiche al sabato, gara alla domenica) non porta con sé quei venerdì in cui, in occasionali momenti liberi al lavoro, si va a dare un'occhiata su Twitter per vedere come procedono le sessioni. Non c'è nemmeno l'attesa per vedere se al notiziario delle 17.00 su Radio International daranno i risultati non della sessione appena conclusa, ma di quella del mattino. Tuttavia, trattandosi di una radio emiliana, si parlava del gran premio dell'Emilia Romagna, di tanto in tanto, anche nei giorni precedenti, durante occasionali notiziari.
Per fortuna ci ha pensato il Vanz a riportarci in pieno clima di fine settimana del gran premio... Ora, facciamo una premessa: non voglio partecipare a scontri random tra sostenitori e detrattori del Vanz. Personalmente mi limito a dire che non è in cima alle mie classifiche di gradimento legate ai telecronisti di motorsport (lista in cui includo anche telecronisti stranieri e di altre serie motoristiche). Ugualmente posso dire che, tutto sommato, provo una certa ammirazione a chi riesce a commentare per due ore un gran premio in diretta all'interno di una cabina di commento, parlando in tono chiaro, comprensibile e senza impappinarsi, facendo in modo serio quello che io ho cercato a volte di fare per iscritto (prima di concentrarmi prevalentemente sui commenti ironici, scrivevo anche lunghe cronache serie, in parallelo), solo che commentando un evento per iscritto puoi pensarci e cancellare. In sintesi, quello che sto per dire ora non vuole essere un attacco contro la figura del Vanz, ma solo un'osservazione critica nei confronti di una sua affermazione. In un servizio del giovedì, che è arrivato a girare sui social, dopo avere parlato dell'annuncio della conferma dei Raikkonazzi in Alfa Romeo (sì, mi piace inventare ship name, lo ammetto) è passato a narrare la storia del circuito su cui si svolgeva il GP di San Marino, rievocando il 1994 nel quale morirono Ayrton Senna e Roland Ratzenberger. Ed è stato esattamente lì che è avvenuto il commento incriminato, qualcosa tipo: "ricordiamo anche Ratzenberger, pilota amatoriale ma pur sempre pilota". Stiamo parlando di un pilota che ha vinti dei campionati di Formula 3 nazionali, che ha gareggiato in Formula 3000 britannica (arrivando terzo in classifica generale), in BTCC, in Superformula e Super GT che non si chiamavano ancora con quel nome (serie nelle quali ha ottenuto occasionali vittorie), in endurance sia europeo (partecipando a cinque edizioni della 24 Ore di Le Mans, in classe C e classe C2, ottenendo un quinto posto complessivo e una vittoria di classe in C2, qualcosa di analogo come importanza all'odierna LMP2) sia americano (un podio alla 24 Ore di Daytona). In più è stato il primo pilota europeo a vestire i colori del marchio Toyota e ha fatto un test al volante di una vettura di Indycar, tutto questo prima di arrivare in Formula 1. Mi sembra poco rispettoso attribuire a un pilota un livello dilettantesco per il semplice fatto che in Formula 1 correva per un team delle retrovie.
Chiudendo la parentesi Vanzini, il venerdì è stata un'ulteriore giornata di attesa, sabato mattina ci sono state le qualifiche, poi è arrivato il sabato pomeriggio e alle 14.00 mi sono messa a guardare le qualifiche sperando che il Pokemon ci sorprendesse in modo positivo.
Bo77as: "Niente da dire sulla mia pole position?"
L'Autrice(C): "Stai calmo, lo sai che il Pokemon viene prima di tutto."
Bo77as: "Specie sul traguardo a Monza."
L'Autrice(C): "Come stai diventando poetico. Mi deludi, torna a fare il vampiro famelico, è esattamente quello che ci aspettiamo da te."
Bo77as: "TUNZ TUNZ TUNZ!!11!!11!! In cu*o al Prosciuttello!!!11!!111!!"
L'Autrice(C): "Bene, così mi piaci. Finalmente ti stai comportando degnamente."
Gangster Hammi: "Però, vampiro, stai attento, parlando di cu*i, che ho il tuo sotto tiro."
Bo77as: "Naaaahhhh, tu devi fare attenzione a Verstappino."
Guess what, stranamente i primi tre erano i Mercedes Bros (stavolta con Bo77as parte dominante, dopo avere sandbaggato fino a quel momento - o molto più probabilmente essendoci riuscito per caso) e Verstappino. Dopodiché c'era Gasly, che precedeva Ricciardo, Alboff, il Predestinatohhhh, il Russohhhh di Roma, Norris e Sainz, con quel BrOkKo di Sainz che l'aveva preso in quel posto dal suo compagno di squadra!!11!!!1!!!! che dovrebbe andare in Ferrari a salvare il mondo.
Carlito: "Non mi dispiacerebbe se fosse Trollando ad andare in Ferrari, in effetti."
Dopodiché c'erano i Perocon, Russell, l'idolo di sua nonna, Strollino, Kmag, RoGro, Raikkonen, la marmotta del Quebec e infine Giovinazzi con la sua chioma fluente.
A quel punto non restava altro da fare che arrivassero le 13.10 per assistere alla gara, che è stata preceduta dall'inno di Mameli interpretato dal gruppo Il Volo. Ho notato una curiosissima coincidenza: al momento del verso "dov'è la vittoria?" è stata inquadrata una Ferrari. Purtroppo quel momento è stato sottovalutato, credo che sia molto rappresentativo del mondiale 2020.

IMOLA BY LUNCHTIME - siccome gli animali da circuito vanno preservati, ho deciso di iniziare dal gatto. Non che il gatto sia comparso durante il gran premio, ma dobbiamo fare uno sbalzo temporale e portarci alla domenica mattina, quando sono state divulgati video e immagini di un gatto che girava per il paddock. È comparso nei pressi di Vettel, che l'ha ignorato osservando durante un'intervista di non amare i gatti (per fargli sciogliere il cuore ci vuole l'ingresso nel paddock di una mucca, ne sono certa), poi si è intrufolato nel box della Mercedes al cospetto di Hamilton. Il Prosciuttello ha accolto la sua presenza con un certo entusiasmo, mettendosi ad accarezzarlo.
Il gatto: "Aaaawwww."
Gangster Hammi: "Sai che sei proprio carino? Ti piacerebbe venire a casa con me? Non posso attribuirti la carica di padrone di casa, perché quello è Roscoe, ma vedrò di offrirti comunque un ruolo altolocato."
Il gatto: "No, mi dispiace, non posso venire, perché non sono un gatto qualsiasi, ma la mascotte di questo circuito. Altrimenti ci sarei venuto volentieri, mi sarebbe piaciuto passare le mie giornate a dormire accanto a Roscoe."
Ebbene sì, l'account ufficiale del circuito ha confermato che si tratta del gatto del circuito e che il suo nome è Formulino. Nei giorni seguenti è stato anche aperto un account instagram a lui dedicato e trovo che tutto ciò sia estremamente dolce e kawaii, un po' come lo sarebbe stato vedere il Pokemon sul podio. Il Pokemon, tuttavia, non era destinato ad andare a podio, perché al via si è fatto strappare la quarta piazza da Dani-Smile.
Mentre accadeva tutto ciò, Verstappino sopravanzava Hamilton portandosi in seconda posizione e diventando in un certo senso l'ago della bilancia più avanti, quando avrebbe determinato che ci sono piloti che gareggiano per vincere il mondiale e altri che gareggiano per non farsi trollare da Verstappen, dimenticandosi di non farsi trollare dai loro avversari per il titolo... sempre ammesso che Bo77as stia lottando per il titolo, cosa di cui dubito fortemente.
Nel frattempo, mentre davanti accadeva questo, dietro accadevano fatti irrilevanti. Per esempio Strollino litigava con un cordolo(?) e poi andava a sbattere contro la Renault di Ocon, prima di proseguire verso i box nel tentativo di rimettere in sesto la propria monoposto. Per esempio Vettel e Kmag si toccavano e uno dei due finiva in testacoda... non pensate male, mi riferisco a Kmag. Vettel nel frattempo parlava via radio di un presunto danno sulla sua vettura e alla radio gli comunicavano che secondo le telemetrie andava tutto bene. Le telemetrie avevano ragione, perché per un lungo periodo Vettel avrebbe girato su tempi piuttosto rispettabili, facendo una gara anche migliore dei suoi standard (non che ci voglia molto, ultimamente), ma ciò accadeva nonostante gli mancasse un pezzo neanche tanto piccolo dell'ala anteriore.
La questione Vettel/Kmag avrebbe potuto sembrare irrilevante, nel contesto della gara, e lo è stata fino alla fine, quando abbiamo scoperto dov'era andata a finire quella parte di ala mancante.
Bo77as: "Okay, ma io sono in testa al gran premio, perché stiamo parlando di quel vecchio pensionato?"
Sebby: "Portami rispetto, che quando il Prosciuttello Gangster mi vede, si mette improvvisamente a limonare con me mettendoti da parte."
Bo77as: "Come sei kattivohhhh!!11!!!1!! Perché mi devi ricordare tutto ciò?"
Voce fuori campo: "Naaaahhhhh, non stare a lamentarti di Sebby. C'è qualcosa di peggio che sta per succederti."
Bo77as: "Del tipo?"
Voce fuori campo: "Dal box ti comunicheranno un problema imprecisato sulla tua monoposto."
Bo77as: "Kompl8!!11!!!11!!"
Voce fuori campo: "Vai a lamentarti con l'ala anteriore di Vettel, che si è incastrata sotto la tua macchina."
Ebbene sì, è esattamente quello che è successo, come si sarebbe scoperto molto tempo dopo. Al momento avevamo altre cose di cui preoccuparci...
Bo77as: "Tipo Verstappino che va ai box nel tentativo di un undercut."
Pokemon: "Veramente no, passerà ancora un bel po' prima di arrivarci, io parlavo piuttosto del mio ritiro."
Il povero Gasly, infatti, è stato costretto a recarsi ai box e parcheggiare solo dopo pochi giri di gara, quando attendevo ancora che accadesse un evento miracoloso e che potesse procacciarsi la strada del podio. Dopotutto non è Hulkenberg, è opportuno nutrire sempre qualche speranza.
Pokemon: "E il prossimo sarà l'Oki."
Oki: "Perché proprio io?"
Pokemon: "Perché mi andava di tirartela."
Oki: "Non mi pare una gran spiegazione. Dopo questa ti aspetto per un regolamento di conti davanti al bagno. Mi raccomando, porta una baguette per il duello."
Pokemon: "Certo, sarà molto più grande della tua."
Oki: "Io ho qualcos'altro di più grande rispetto al tuo."
Pokemon: "Io ho vinto un gran premio."
Mentre Ocon era ancora in pista e Verstappino si fermava ai box, i piloti Mercedes avevano due diverse intuizioni su come procedere da quel momento in poi. Bo77as è rientrato immediatamente ai box per evitare l'undercut. Hamilton invece ha iniziato un dibattito via radio sulla necessità di proseguire per altri ventisei anni sulle stesse gomme. La scelta giusta, neanche a dirlo, si è rivelata quella di Hamilton, che andava più veloce dei Bottastappen e sembrava potere guadagnare la prima posizione dopo il proprio pitstop, quei famosi ventisei anni dopo, tramite undercut. Intanto i Raikkonettel, ugualmente intenzionati a fermarsi ai box soltanto diversi decenni dopo, erano provvisoriamente al quarto e al quinto posto.
Pokemon: "Sì, ma Oki, dì alla tua vettura di darsi una mossa a lasciarti a piedi, che sta iniziando a venirmi fame e la baguette potrei iniziare a mangiarla."
Oki: "Arrivo subito. Siccome Bo77as ha conservato il volante a cui ambivo parecchio tempo fa, ho deciso di vendicarmi e di parcheggiare in mezzo alle pa**e. Vuoi mai che una virtual safety car di passaggio possa aiutare il Gangster Rapper a uscirgli davanti? E a superare anche Verstappino al contempo? Sento che potrei avere un orgasmo anche subito, al solo pensiero."
La virtual safety car è arrivata e se n'è andata giusto il tempo di consentire al Prosciuttello di fare un pitstop perdendo meno tempo. È anche uscito davanti a quei due loschi individui con cui aveva a che fare, ma ho la netta sensazione che la virtual safety car non sia stata determinante. Il vantaggio che aveva a quel punto doveva essere sufficiente a rientrare in pista davanti a Bo77as, a quel punto Bo77as si sarebbe limitato a stargli imbambolato dietro. Specifico una cosa: questa non vuole essere una critica a Bo77as per questa specifica gara. Il danno alla vettura non era immaginario, una cosa inventata per farlo andare più piano e non prendere rischi, il fatto che alla fine il pezzo dell'ala di Vettel sia stato trovato sotto la sua vettura significa che molto probabilmente, senza quel problema, avrebbe potuto fare di meglio... il grosso problema, tuttavia, consiste in un certo aspetto di gara che definirei "gestione di Verstappen". La cosa in cui Hamilton si è dimostrato, almeno dal 2017 in poi, superiore ai suoi avversari è sì, da un lato la gestione delle gomme e la capacità di fare meno errori, ma penso che un grosso contributo l'abbia anche dato il fatto di non perdere troppo tempo a gareggiare, fisicamente o dal punto di vista strategico, contro Verstappen. Da quando è arrivato in Redbull ha DA SEMPRE la propensione a ritrovarsi nei pressi di piloti che lottano per il titolo. Credo che, per vincere il titolo, sia fondamentale rimanere focalizzati sulla lotta per il titolo, non sui duelli momentanei con Verstappino. Qualche anno fa avevamo Vettel che perdeva punti per strada perché puntualmente si metteva a fare a sportellate con Verstappen non appena gli capitava a tiro. Adesso abbiamo Bo77as che, a seconda delle occasioni, o perde il confronto con Verstappen, oppure perde il confronto con Hamilton nel tentativo di non perdere il confronto con Verstappen. Certo, nel suo caso sono generalmente battaglie vissute a distanza, non "cruente" come quelle di cui si rendeva protagonista Vettel, ma si tratta pur sempre di perdere punti per strada. Va bene, ormai il mondiale è andato, ma quando Verstappen è rientrato ai box i due piloti Mercedes si sono comportati in modo diverso l'uno dall'altro: il vampiro famelico è rientrato subito ai box non appena l'hanno chiamato, Hamilton ha mandato civilmente a quel paese chi lo stava chiamando per il pitstop. Se Bo77as fosse rimasto fuori più a lungo, probabilmente non solo avrebbe conservato la posizione su Verstappen, ma Hamilton avrebbe dovuto superarlo in pista, per passare davanti. Poi probabilmente ci sarebbe riuscito lo stesso, questo non lo metto in dubbio, ma c'è una certa differenza tra il farsi superare in pista e il servire la vittoria ad altri su un piatto d'argento.
A quel punto si sono consolidate le posizioni dei primi tre: Hamilton, Bottas e Verstappen... poi, quando ormai mancava solo un terzo di gara, ho visto Verstappino in mezzo ai prati girato di lato e non posso dirvi quale scena del passato mi ha ricordato, altrimenti verrei accusata di eresia. Comunque aveva preso un detrito e forato, il che ha provocato l'ingresso della safety car per rimuovere la vettura. A quel punto alcuni piloti sono rientrati ai box. Vettel no, perché era già rientrato prima. O meglio, è rientrato anche lui ai box, con il risultato di uscirne nelle retrovie ancora più di prima, dato che aveva perso terreno in occasione del suo precedente pitstop, durato la bellezza di tredici secondi, più di un pitstop in casa Racing Point in cui era stato investito un meccanico. La nonna di Russell non doveva essere molto contenta, ma ha avuto modo di essere ancora meno contenta quando suo nipote è andato a sbattere da solo durante la neutralizzazione della safety car, mentre era in zona punti. RoGro che passava di là, alla fine deve avergli chiesto un autografo.
Nel frattempo si consumava il "dramma" di Perez, che rientrava ai box emulando il suo ex compagno di squadra Hulkenberg perdendo in quel modo la possibilità di lottare per il podio. Toccava quindi a Dani-Smile salire sull'ambito terzo gradino, armato di scarpa. Per questioni igieniche, quando ha fatto fare uno shoey a Hamilton, gli ha dato l'altra scarpa. Hamilton si sta ancora chiedendo chi gliel'abbia fatto fare di vincere quel gran premio. Per arrivare a podio, il trollone della Renault aveva comunque dovuto vedersela con uno scatenatissimo Russo di Roma, pronto a dare il meglio di sé. Chi invece il meglio di sé non lo stava dando era Alboff: rimasto unico portacolori della Redbull in pista, mentre era in lotta con Perez è finito in testacoda da solo ed è arrivato ultimo. Le Alfa Romeo nel frattempo arrivavano entrambe a punti, ma un arrivo di entrambe le Alfa a punti si festeggia solo se non è in contrasto con un bene superiore. Il bene superiore poteva essere il primo punto di Latifi, che purtroppo non è arrivato essendo la marmotta del Quebec soltanto undicesimo.
Gangster Hammi: "Ma in tutto questo, che fine ha fatto Kmag?"
Sebby: "Si è ritirato ai box, senza che nessuno ne sentisse la mancanza."
Gangster Hammi: "Tu taci, che secondo il Vanz l'incidente l'hai innescato tu."
Sebby: "A parte che Kmag si è ritirato almeno un'ora dopo l'incidente, perché dovrei tacere? Se fosse colpa mia, dovreste darmi tutti un premio, dato che ho annientato il Nemicohhhh dell'Umanitàhhhh."

RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Valtteri Bottas (Mercedes), 3. Daniel Ricciardo (Renault), 4. Daniil Kvyat (Alpha Tauri), 5. Charles Leclerc (Ferrari), 6. Sergio Perez (Racing Point), 7. Carlos Sainz (McLaren), 8. Lando Norris (McLaren), 9. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 10. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), 11. Nicholas Latifi (Williams), 12. Sebastian Vettel (Ferrari), 13. Lance Stroll (Racing Point), 14. Romain Grosjean (Haas), 15. Alex Albon (Redbull), Rit. George Russell (Williams), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Esteban Ocon (Renault), Rit. Pierre Gasly (Alpha Tauri).


giovedì 5 novembre 2020

Formula 4 NACAM 2019/20: Noel Leon vince il titolo

Il campionato messicano di Formula 4 è iniziato nel weekend del Gran Premio del Messico di Formula 1 2019, con il primo evento in calendario come contorno. Doveva terminare nell'estate, ma la realtà dei fatti è stata diversa. I primi quattro eventi si sono svolti in maniera più o meno consecutiva tra ottobre 2019 e febbraio/marzo 2020, poi la serie è stata a lungo sospesa, ricominciando nel corso dell'estate 2020 e terminando nel weekend in cui avrebbe dovuto svolgersi il GP del Messico, quello del Dia de Los Muertos. In questa seconda parte del campionato si sono avuti tre eventi. In totale la stagione è stata disputata su sei piste diverse, con un numero di vetture abbastanza ristretto, sulle 12 o 13. Ci sono state alcune presenze one-off, così come piloti che hanno disputato soltanto metà stagione. Tra i piloti "apparsi" quando il campionato è ricominciato, ce ne sono stati anche alcuni che hanno ottenuto piazzamenti a podio e vittorie.

Questa è la sintesi dei risultati della stagione:

CITTÀ DEL MESSICO
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Eduardo Barrichello (one-off)
Podio Gara 2: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Mariano Martinez (one-off)

AGUISCALIENTE
Podio Gara 1: Andres Perez de Lara, Noel Leon, Pablo Perez de Lara
Podio Gara 2: Andres Perez de Lara, José Garfias, Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Pablo Perez de Lara, Nicholas Christodoulou

PUEBLA
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Pablo Perez de Lara
Podio Gara 2: José Garfias, Reece Gold (part time), Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Nolan Siegel (part time), Nicholas Christodoulou

MERIDA
Podio Gara 1: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Jose Garfias
Podio Gara 2: Andres Perez de Lara, José Garfias, Noel Leon
Podio Gara 3: José Garfias, Nicholas Christodoulou, Andres Perez de Lara

QUERETARO I
Podio Gara 1: Andres Perez De Lara, Pedro Perez de Lara, José Garfias
Podio Gara 2: Gil Molina (part time), Alejandro Berumen (part time), David Morales
Podio Gara 3: Noel Leon, Pablo Perez de Lara (suo ultimo evento disputato), Gil Molina

QUERETARO II
Podio Gara 1: Thomas Nepveu (part time), Gil Molina, Andres Perez de Lara
Podio Gara 2: Jorge Garciarce, Thomas Nepveu, Andres Perez De Lara
Podio Gara 3: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Thomas Nepveu

MONTERREY
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Andreas Perez de Lara
Podio Gara 2: José Garfias, Nicholas Christodoulou, Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Jorge Garciarce, Nicholas Christodoulou

A lottare per il titolo sono stati Noel Leon e Nicholas Christodoulou, con Leon che ha ottenuto un maggior numero di vittorie, ma ha dovuto comunque aspettare l'ultimo evento stagionale per essere proclamato campione NACAM 2020. A.Perez de Lara e Garfias si sono classificati in terza e quarta posizione, che hanno staccato di parecchio P.Perez de Lara, anche se va detto che questo ha preso parte soltanto ai primi cinque eventi del campionato e ciò nonostante ha preceduto di parecchi punti Garciarce (assente nel primo evento stagionale, si è perso di fatto soltanto due gare - tante quelle disputate a Città del Messico - su un totale di venti dell'intero campionato). Da segnalare il settimo posto in classifica di Molina, che ha iniziato a prendere parte al campionato soltanto dopo la sua ripresa.

mercoledì 4 novembre 2020

Formula Regional 2020: Monza, Barcellona e le prime vittorie non-Prema

Il telecronista di Formula Regional ha il suo perché e non solo perché nel weekens si Monza, due settimane fa, ci ha ricordato in modo mazzoniano che si tratta della sede storica del GP d'Italia, tranne l'edizione del 1980. Ha anche una pronuncia strana dell'inglese e usa nomignoli, first name, acronimi e soprannomi dei piloti invece che i loro cognomi: the boy from Brasil (Gianluca Petecof), the young Leclerc/ the boy from Montiiiiicarlo (Arthur, fratello di Charles), PLC (Pierre Louis Chovet), Jamie C (Chadwick), talora confusa con Gillian Henrion (si conta anche un "Gillian Chadwick")... e purtroppo solo una volta Emidio Pesce è diventato Emidio the Fish.
Si salvano per ora Oliver Rasmussen, Juri Vips, il suo sostituto Nico Gohler (a Monza c'era, a Montmelò c'era una vettura in meno), Konsta Lappalainen (Konsta), Alessandro Famularo (sostituito in Spagna da Dennis Hauger), Andrea Cola (al posto del quale abbiamo visto in questo weekend Matteo Nannini).

Questi ultimi due weekend disputati, che ci portano a tre quarti di campionato, sono stato caratterizzati da una Prema un po' meno imbattibile, dopo il campionato finora dominato dalle sue tre vetture color Prema. Continuiamo a stendere un velo pietoso su Jamie C (cit.) che non sembra la stessa che gareggiava in Formula Regional Asia lo scorso inverno. Per lei non è cambiato nulla nemmeno in questi eventi, se non in peggio.
A Monza a insidiare il dominio Prema ci ha pensato Patrick Pasma del team KIC: pole position e poi vittoria in Gara 1, davanti al trio Petecof/ Leclerc/ Rasmussen. Famularo è arrivato quarto, mentre è giunto sesto Henrion, seppure per penalità altrui, con Lappalainen declassato al settimo posto. Seguivano Pesce, Gohler e Chadwick, poi Chovet penalizzato per un incidente con quest'ultima, e a chiudere Cola.

Gara 2 ha visto Pasma ancora in testa, ma penalizzato dopo la bandiera a scacchi, scivolando in quarta piazza, sul podio Rasmussen, Lappalainen e Chovet. Gara caotica per i Petlerc, con duello poco tranquillo tra di loro: the boy from Brasil è arrivato sesto dietro a Famularo, Leclerc è stato classificato nono dietro a Pesce e Cola senza avere finito la gara. Ritirato Henrion per un contatto con Pesce, così come Chadwick e Gohler per un incidente tra di loro.
Pasma si è ripreso in Gara 3, prendendo la leadership al via e portandosela dietro fino al traguardo, quando ha vinto davanti a Petecof e a Lappalainen ancora a podio. Rasmussen è giunto quarto, poi a seguire PLC e solo sesto Leclerc, rimasto arretrato in classifica alle spalle di Petecof. Pesce, Jamie C, Cola e, dopo problemi tecnici vari, Famularo sono stati gli ultimi classificati, mentre Henrion è uscito per un incidente con la sua alter-ego Chadwick, mentre Gohler pare non essere nemmeno partito.

A Barcellona Leclerc doveva recuperare terreno su Petecof... ma gli occhi erano puntati sul duo VAR Hauger/Chovet in prima fila. Chovet è rimasto fermo al via e poi è stato chiamato a una lunga rimonta, mentre Hauger è stato trollato da Rasmussen e Leclerc, chiudendo terzo. Sono rimasti giù dal podio Pasma, Petecof, Lappalainen, Chovet, Henrion, Nannini, Chadwick e Pesce.
Se Gara 1 era iniziata malissimo per i due piloti VAR, le cose sono migliorate almeno in parte in Gara 2, partivano di nuovo in quelle posizioni ma sono stati superati dal solo Rasmussen, arrivando entrambi sul podio. Dietro di loro Pasma precedeva i championship contenders, con Leclerc davanti a the boy from Brasil. Henrion è arrivato settimo, tenendosi dietro Nannini, Chadwick, Lappalainen ed Emidio the Fish (mi ha fatto troppo ridere quel soprannome, quindi perché no?

Gara 3 ha visto finalmente l'egemonia Prema messa da parte, per merito di PLC, che si è portato in testa al via superando young Leclerc, destinato a ben poca predestinazione per concludere il fine settimana. Sul secondo gradino del podio è infatti salito Hauger, sul terzo Petecof. Non che a Leclerc sia andata così male: quarto, ha salvato il salvabile, anche se per come era iniziata non è stato proprio il top. Rasmussen ha completato la top-5, con a seguire Nannini, Lappalainen, Pasma, Henrion e, a chiudere la zona punti, Chadwick che come nella prima gara del fine settimana si è tenuta dietro il solo Pesce.
Con due eventi ancora da disputare (gli ultimi prima della fusione, prevista per il 2021, con la Formula Renault Eurocup, formando la Formula Regional Alpine), la Prema ha già vinto il titolo costruttori in anticipo nel corso di questo fine settimana spagnolo.

martedì 3 novembre 2020

Euroformula Open 2020: Ye Yifei vince il titolo

Il campionato di Euroformula Open è iniziato lo scorso agosto e si è svolto in location che, in altri momenti, ospitano la Formula 1, passando con i suoi sette eventi per Ungheria, Francia, Austria, Monza, Mugello, Belgio e Spagna. Gli eventi in Spagna avrebbero dovuto essere due, Montmelò e Jarama, ma l'evento di Jarama, in previsione per metà novembre, è stato annullato.
Per compensare il calendario stravolto, certi eventi hanno visto la presenza di più di due gare, come invece è caratteristico della categoria. Il format prevede che ciascuna griglia di partenza sia stilata sulla base dei risultati delle qualifiche. Per intenderci, non ci sono reverse grid. In più ogni gara ha la stessa durata e non ci sono gare che valgono di più e gare che valgono di meno in termini di punteggio. Solo, ai fini della classifica finale, contano le migliori 15 gare su 18.

La griglia di partenza non era particolarmente ricca di vetture. Il team CryptoTower schierava Ye Yifei, Lukas Dunner e Rui Andrade, mentre i piloti Van Amersfort erano i fratelli Andreas e Sebastian Estner oltre Alexandre Bardinon. Cameron Das, Niklas Krutten e Manuel Maldonado gareggiavano per Motopark, mentre Ido Cohen e Zane Maloney per Carlin, con Ben Barnicoat one-off nel round 5.
Double R ha preso parte con una vettura a sei round su sette, con Ayrton Simons e Louis Foster alternati, ai quali ha aggiunto una seconda entry per gli ultimi due eventi, con Benjamin Pedersen e Matthias Luthen che si sono susseguiti al volante. Drivex School, infine, ha schierato Glenn Van Berlo tutto l'anno, con Shihab Al Habsi, Matthias Luthen e Rafael Villagomez alternati nei momenti in cui c'è stata una seconda vettura.

Il campionato è stato caratterizzato da un duello abbastanza a distanza, in termini di classifica, tra il cinese Yifei e l'austriaco Dunner. Quest'ultimo, così come Das, ha saltato il primo e il terzo round in quanto impegnato nella F3 internazionale (ex GP3, per intenderci), con un totale di quattro gare saltate. Tutte le 14 disputate, quindi, hanno contribuito alla classifica finale, mentre per Yifei soltanto le migliori 15 su 18. Anche se Dunner avesse preso parte a tutta la stagione, comunque, Yifei avrebbe probabilmente avuto la strada abbastanza spianata, visti i risultati ottenuti: su 18 gare, 17 erano top-10. Anzi, erano top-5. Di quelle top-5, solo una non era un podio. E di quei 16 piazzamenti a podio, 11 erano sul gradino più alto. Sono state 5 le vittorie di Dunner, sia pure frequentemente sul podio a sua volta, mentre le due vittorie rimanenti sono andate a Barnicoat (one-off) e Foster (part-time):

ROUND 1
Podio Gara 1: Ye Yifei, Andreas Estner, Sebastian Estner
Podio Gara 2: Ye Yifei, Andreas Estner, Zane Maloney

ROUND 2
Podio Gara 1: Lukas Dunner, Ye Yifei, Andreas Estner
Podio Gara 2: Ye Yifei, Zane Maloney, Lukas Dunner

ROUND 3
Podio Gara 1: Ye Yifei, Manuel Maldonado, Sebastian Estner
Podio Gara 2: Ye Yifei, Manuel Maldonado, Niklas Krutten

ROUND 4
Podio Gara 1: Ye Yifei, Lukas Dunner, Niklas Krutten
Podio Gara 2: Lukas Dunner, Ye Yifei, Niklas Krutten
Podio Gara 3: Lukas Dunner, Ye Yifei, Niklas Krutten

ROUND 5
Podio Gara 1: Lukas Dunner, Andreas Estner, Ben Barnicoat
Podio Gara 2: Ben Barnicoat, Lukas Dunner, Ye Yifei

ROUND 6
Podio Gara 1: Ye Yifei, Lukas Dunner, Ido Cohen
Podio Gara 2: Louis Foster, Ido Cohen, Glenn van Berlo
Podio Gara 3: Lukas Dunner, Manuel Maldonado, Ye Yifei

ROUND 7
Podio Gara 1: Ye Yifey, Lukas Dunner, Niklas Krutten
Podio Gara 2: Ye Yifey, Cameron Das, Andreas Estner
Podio Gara 3: Ye Yifey, Louis Foster, Cameron Das
Podio Gara 4: Ye Yifey, Manuel Maldonado, Lukas Dunner

Al di là del fatto che trovo estremamente romantico il fatto che i fratelli Estner siano saliti sullo stesso podio nella gara inaugurale, parlando di classifiche, c'erano dei gap abbastanza abissali, non solo tra Yifei e Dunner, ma anche tra Dunner e i piloti che seguivano: A.Estner si è classificato terzo, precedendo di una ventina di punti Maldonado e Krutten, appaiati ma con il cugino di Pastorone autore di migliori piazzamenti, poi a seguire Das, Cohen, Zaloney, Van Berlo e S.Estner davanti ai part-time Simmons e Foster. Barnicoat, nonostante le sole due gare disputate, ha chiuso la stagione davanti ad Andrade, mentre anche Petersen ha preceduto Bardinon. Al Habsi è stato l'ultimo pilota a conquistare punti, mentre Luthen e Villagomez non avevano top-ten all'attivo.
Non è chiaro al momento quale sia il destino di Ye Yifei, neo-campione EF Open, spero non la F2 come Marino Sato, campione 2019, perché potrebbe essere moooolto prematuro.

lunedì 2 novembre 2020

Dodici anni di Glock sulle slick

Il 2 novembre 2008 avevo vent'anni e tifavo Felipe Massa. Non saprei dire perché, so solo dire che, fin da quando aveva oltrepassato la linea che separa i piloti di centro classifica da quelli di top-team e si era guadagnato interviste televisive in un'epoca in cui le interviste televisive erano tutto ciò che ci avvicinava ai piloti, avevo sentito una sorta di legame con lui, mentre non avevo mai sentito niente del genere con altri piloti. Prima di quel momento pensavo di dovere *decidere* per chi tifare. Da quel momento in poi avevo capito che non c'era nulla che potessi decidere, che qualcosa su cui non avevo controllo aveva deciso per me.
Era stata una stagione piuttosto travagliata, quella. Mentre Ferrari e McLaren potevano ambire spesso e volentieri a lottare per la vittoria, c'erano giorni in cui i risultati sembravano quasi dettati dalla legge del caso, con gente che passava dal non fare punti ad andare a podio da un gran premio all'altro, in un contesto in cui tutto ciò sembrava decisamente normale. Mentre la fine di tutto si avvicinava, Lewis Hamilton aveva sette punti di vantaggio, che con il sistema di punteggio dei tempi erano una bella cifra. Massa avrebbe potuto vincere il titolo solo vincendo la gara con Hamilton dalla sesta posizione in poi o arrivando secondo con Hamilton fuori dai primi otto.

Su un giornale letto durante quella settimana, c'era scritto (non ricordo se fosse una citazione di un'intervista dello stesso Massa oppure di qualcuno del team) che era come essere a una finale calcistica, ai calci di rigore, e di avere sbagliato i primi due... insomma, una situazione in cui solo il finale del 2007 lasciava pensare potesse esserci qualche speranze. Solo, la situazione era molto diversa dal 2007, con soli due piloti a lottare per il titolo invece che tre. E, ormai si sa, uno scontro a tre è più facile da vincere per il meno favorito, perché i due favoriti tendono a preoccuparsi troppo l'uno dell'altro.
In effetti, per qualcosa come un'ora e mezza, con Massa in testa e Hamilton dietro al trio Vettel/ Alonso/ Raikkonen o al duo Alonso/ Raikkonen a seconda dei momenti (Vettel era su una strategia a tre rifornimenti invece che due, quindi a seconda dei momenti stava o dietro a Massa o dietro a Hamilton), nulla lasciava pensare ci potessero essere stravolgimenti degni di nota. Il pilota che in questo mese vincerà verosimilmente il suo settimo titolo quel giorno sembrava destinato a vincere il primo dei sette e non c'era nulla che potesse mettersi tra lui e l'obiettivo... a parte la pioggia. Penso non ci sia nulla di più ironico e paradossale di tutto questo: un improvviso scroscio di pioggia poteva aiutare un pilota pessimo sulla pioggia a vincere il titolo contro una sorta di rain master.

Da un lato avevamo un pilota che forse sapeva di essere di fronte alla sua unica possibilità di vincere un mondiale, dall'altro ce n'era uno che era stato a un passo da vincere il titolo all'esordio nella stagione precedente, che doveva dimostrare di sapere gestire la situazione, facendo piuttosto il minimo sindacale, invece di rischiare di mandare tutto all'aria e che non poteva permettersi né di mandare tutto in vacca per eccesso di foga, né scivolare oltre la quinta posizione. Era quarto, sembrava che nulla potesse scalfire la sua posizione, ma appunto, lo scroscio di pioggia improvviso, mentre mancavano ormai pochi giri, era tutto ciò che, in quel momento, poteva separarlo dalla vittoria del titolo. Ancora non lo sapevamo, in quel momento, ma sarebbe stato appunto quello scroscio di pioggia a cambiare radicalmente non l'esito, ma il modo in cui saremmo arrivati a quell'esito.
Mentre i due championship contenders avevano un mondiale da giocarsi, c'erano piloti comuni che sarebbero entrati a fare parte del loro scontro e qualcuno sarebbe diventato determinante in uno scenario in cui, di fatto, nessuno sceglieva davvero fino in fondo se essere o non essere determinante. Oltre a Massa e Hamilton quel giorno in pista c'erano piloti che non si preoccupavano di Massa e di Hamilton o delle proiezioni di classifica, ma solo della propria gara. E la loro gara, in quel momento, prevedeva un rimescolamento della situazione, con piloti che rientravano subito ai box, altri che rientravano un po' più tardi, altri che non rientravano affatto... insomma, uno scenario in cui le posizioni erano occupate un po' a caso.

Il primo pilota entrato a caso sulla strada dei piloti che lottavano per il titolo fu Sebastian Vettel. Su una strategia diversa dagli altri piloti della top-5, aveva passato alcuni tratti della gara in seconda posizione, addirittura negli scarichi di Massa. Adesso, dopo il pitstop, era negli scarichi di Hamilton, in sesta posizione visto che un'altra scheggia impazzita non era "ancora" rientrato ai box, e Hamilton non riusciva a liberarsene. Era quinto. Tutto ciò che doveva fare era non andare a prendere un rivolo d'acqua. Invece andò a prendere un rivolo d'acqua e gli ultimi giri di gara, per lui, si trasformarono in una rincorsa folle alla posizione perduta. Più tardi Vettel avrebbe affermato di non essersi reso conto in quel momento che quel sorpasso avrebbe potuto essere rilevante per l'esito del mondiale.
L'altro fu Timo Glock, che fu colui che salvò Vettel dall'accusa di avere "falsato" il mondiale, attirando quel fardello su se stesso. Ottavo al momento in cui era scoppiato l'acquazzone, come il compagno di squadra Trulli non era rientrato ai box, nel tentativo di guadagnare posizioni, nella speranza che la pioggia potesse diminuire, di portare a casa un risultato di maggiore rispetto in confronto a quello a cui poteva auspicare fermandosi.

L'epilogo è quello che tutti conosciamo. O meglio, l'epilogo è la versione non filtrata delle storie attiraclick che ci sono state servite nel corso degli anni. Hamilton che inseguiva Vettel e sembrava senza speranze prima che entrambi trovassero sul proprio cammino Glock che non teneva quasi la vettura in strada si è trasformato in Glock che si faceva da parte per lasciar passare Hamilton, calcolando proiezioni di classifica sotto al diluvio universale. E pensare che, se fosse accaduto al giorno d'oggi, probabilmente prima di quel momento avremmo potuto ascoltare la diretta dei team radio di Glock che chiedeva al box di poter rientrare per un cambio gomme in extremis.
Mentre Massa disputava probabilmente la miglior gara della propria carriera ottenendo sul suolo di Interlagos quella che, avremmo scoperto molti anni dopo, sarebbe stata definitivamente la sua ultima vittoria in Formula 1, Hamilton otteneva il suo primo titolo e Glock si costruiva ingiustamente una reputazione che l'avrebbe preceduto nel corso degli anni e che lo precede tuttora. Il 2 novembre 2008 avevo vent'anni e tifavo Massa. Probabilmente, se ne avessi avuti trentadue e avessi avuto la mentalità che ho ora, avrei sostenuto con tutte le mie forze quel povero signor nessuno destinato ad entrare, suo malgrado, nella storia del motorsport.