domenica 17 maggio 2026

Ho comprato il modellino della Williams di Jones e della Shadow di Jarier

Qualche settimana fa avevo scritto che avrei comprato solo modellini in cima alle mie wishlist, o qualcosa del genere. Poi però stamattina mi sono lasciata trascinare e, visto che al mercatino di oggi c'erano diverse bancarelle sulle quali ho visto anche qualche modellino, ho deciso di non aspettare visioni mistiche quali l'eventuale presenza di modellini di Tyrrell a sei ruote. Naturalmente di quelli neanche l'ombra, anche se spero sempre e comunque di incapparci, prima o poi.
Alla fine, ad appena cinque euro l'uno, mi sono portata a casa due modellini Polistil, uno della Williams di Alan Jones, quella sponsorizzata dalla famiglia di Osama Bin Laden, con il numero 27 che poi venne "ceduto" alla Ferrari, l'altro della Shadow di Jean-Pierre Jarier, che sembrava lanciato verso una promettente carriera prima della sua prematura mort-... ah no (come vedete, questa gaffe mi è rimasta impressa).


Sono riuscita a piazzarli nella vetrinetta nonostante lo spazio scarseggi e sono anche riuscita a fare un po' di spazio nel quale potrei collocare uno o due futuri acquisti.






venerdì 15 maggio 2026

Oggetti al Volante Non Identificati: Daniil Kvyat

Il 15 maggio 2016, esattamente dieci anni fa, Max Verstappen vinceva il primo gran premio in carriera in occasione della prima apparizione alla Redbull: una scena degna di una fan fiction da forum degli old gold days. Non so se avete presente, quelle storie in cui il protagonista veniva promosso a caso nella squadra più tamarra del campionato e a sorpresa conquistava la vittoria dopo avere rimpiazzato il villain messo da parte. Ebbene, oggi come Oggetti al Volante Non Identificati andiamo a scoprire chi fosse il villain in questione.

La carriera di Daniil Kvyat ‐ nato a Ufa in Russia ma cresciuto a Roma - sulle monoposto inizia nel 2010 in Formula Renault, un po' in sordina, ma negli anni successivi iniziano finalmente le soddisfazioni, tanto che nel 2012 vincerà il campionato di F.Renault Alps. La vera svolta arriva con il passaggio in GP3 nel 2013. Il "russo di Roma" non solo non si trova in difficoltà dopo il passaggio di categoria, ma progredisce durante la stagione al punto di vincere tre gare a campionato inoltrato e a conquistare il titolo. Ciò gli vale la promozione in Formula 1, non ancora ventenne, per la stagione 2014.
Come tutti i Redbull junior che giungono nella massima categoria esordisce con la Toro Rosso, lo fa al fianco del più esperto Jean-Eric Vergne. È JEV a uscire vincente dal confronto, 13° vs 15° nel mondiale piloti, ma è Dany a conquistare il risultato più privilegiato: un volante in Redbull, al posto di Sebastian Vettel passato in Ferrari, per la stagione 2015. Vergne, invece, viene appiedato per fare posto a una nuova coppia di esordienti, Carlos Sainz jr e il diciassettenne Max Verstappen.

Il 2015 è negativo per la Redbull, ma molto positivo per Daniil Kvyat. Non solo non sfigura, ma si classifica settimo con pochi punti di vantaggio nei confronti del più blasonato compagno di squadra Daniel Riccardo, ottavo in graduatoria generale. La stagione è scarna di successi per il team di Milton Keynes, Kvyat e Ricciardo fanno doppio podio chiudendo 2/3 alle spalle di Vettel in Ungheria e l'australiano ottiene anche un ulteriore podio, ma sono lontani i fasti dell'epoca d'oro.
Il 2016 sembra l'anno della svolta. La Mercedes è dominante come nelle due passate stagioni, ma già al terzo gran premio della stagione Kvyat conquista il suo primo podio stagionale. È il 17 aprile e il gran premio è quello della Cina. Ancora non lo sappiamo, ma ciò che succede in questa giornata è l'inizio della fine.
Nel pre-podio passano alla storia le immagini di Kvyat che litiga con Vettel, una scena che ricorda il "prova a imparare"/ "prova tu a imparare" di Fernando Alonso e Felipe Massa nel 2007. Il ferrarista, arrivato secondo, sostiene di essere stato chiuso bruscamente da Kvyat alla partenza e che ciò abbia provocato una collisione tra sé e il compagno di squadra Kimi Raikkonen. Il suo "you came like a torpedo" passa alla storia.


Due settimane dopo, il 1° maggio, si svolge il GP della Russia, evento di casa per Kvyat. Inizia nella maniera meno opportuna per Daniil, con un incidente... e non con un incidente normale, dato che sperona ben due volte proprio il pilota con cui due settimane prima ha litigato in mondovisione, che con la Redbull ha vinto quattro mondiali e che nonostante la tuta rossa forse sotto sotto è ancora il golden boy della squadra bovina.
Coinvolge anche Ricciardo giusto per non farsi mancare niente e la gara è un disastro. Il vero disastro, tuttavia, è che la Redbull abbia un altro golden boy in attesa di promozione. Il 5 maggio 2016 viene annunciato che Max Verstappen prenderà il posto di Daniil Kvyat, il quale ritorna così in Toro Rosso.
Ciò che nessuno può immaginare, quel giorno, è cosa succederà dieci giorni più tardi al GP di Spagna. Al via, Nico Rosberg e Lewis Hamilton vengono a contatto: le due Mercedes sono out, è il giorno fortunato di un outsider... e così Verstappen finisce per conquistare la prima vittoria nella massima categoria.

Il resto della stagione, per Kvyat, è un susseguirsi di bassi e altri bassi. Il 2017 va anche peggio, perché non solo il suo volante alla Redbull è ormai un ricordo lontano, ma perché anche quello in Toro Rosso rischia di non essere una certezza.
Sainz vuole lasciare il team, la squadra faentina promuove Pierre Gasly. Però il passaggio di Carlos alla Renault va per le lunghe, quindi appieda Kvyat e la coppia diviene Sainz/ Gasly. Quando finalmente Carlito se ne va, Kvyat viene richiamato a fare coppia con Gasly... almeno finché non viene appiedato di nuovo, stavolta per ingaggiare Brendon Hartley. Curiosamente, ogni volta in cui perde il volante, la gara successiva la vince Verstappen.
Kvyat occupa brevemente il ruolo di development driver Ferrari, per poi tornare a far parte dell'universo Toro Rosso nel 2019 (e Alpha Tauri nei due anni successivi). Riesce finalmente a togliersi una grande soddisfazione quando conquista il terzo posto al GP di Germania, salendo sul podio con i colori della squadra faentina nello stesso fine settimana in cui la sua compagna Kelly Piquet dà alla luce la loro figlia Penelope.

Molto riservato sulla vita privata, Daniil finisce ripetutamente al centro di gossip e prese per i fondelli sui social. Lui e Kelly si lasciano, infatti, ma lei torna nel paddock come compagna di nientemeno che Verstappen, con il quale avrà una figlia.
La nascita di Lily viene annunciata il 1° maggio 2025, giorno dell'anniversario del GP della Russia 2016. Si scoprirà in occasione del suo primo compleanno che è nata il 25 aprile, quindi alla vigilia del compleanno di Kvyat.
Dopo la fine della carriera in Formula 1, Daniil gareggia sporadicamente in NASCAR e nel 2023/2024 compete nel WEC. Da quando ai piloti russi non viene permesso di gareggiare con la propria bandiera nazionale, ha utilizzato licenza italiana e attualmente(?) monegasca, essendo residente a Montecarlo.


giovedì 14 maggio 2026

GP Spagna 2006: Alonso vince per la prima volta il gran premio di casa

14 maggio 2006: la Formula 1 arriva a Montmelò reduce da due successi consecutivi di Michael Schumacher. Fin dalle qualifiche, tuttavia, tutto lascia ben sperare per la Renault e per il pilota di casa Fernando Alonso, il quale conquista la pole position davanti al compagno di squadra Giancarlo Fisichella. Le Ferrari sono 3/4, mentre seguono in ordine sparso le Honda e le Toyota, che però al via verranno superate da Kimi Raikkonen, che si installerà quindi in quinta piazza.

Alonso è leader e la sua leadership non sembra essere messa in discussione. Schumacher, invece, cerca di sopravanzare Fisichella per procacciarsi la seconda piazza. Il tentativo di overcut fallisce in occasione della prima delle due soste, ma supera il pilota della Renault poco dopo.
A questo punto abbiamo le Renault 1/3 e le Ferrari 2/4. Mentre le posizioni dei primi tre si stabilizzano, la quarta piazza di Felipe Massa è altrettanto stabile. Raikkonen mantiene la quinta posizione, mentre l'altra McLaren non vede neanche da lontano il traguardo, dato che Juan Pablo Montoya finisce in testacoda e si insabbiare già nel corso del primo stint, unico tra i ritirati a non terminare la gara per un proprio errore anziché per qualche noia meccanica.
Le Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello stranamente non hanno noie meccaniche e chiudono 6/7, mentre la zona punti viene completata dalla BMW Sauber di Nick Heideld.

Nonostante le buone premesse, la Toyota chiude con il solo Jarno Trulli in decima posizione tra le Williams di Mark Webber e Nico Rosberg, mentre Ralf Schumacher è uno dei ritirati per guasti di varia natura.
Jacques Villeneuve sulla BMW Sauber è dodicesimo davanti alle Redbull di Christian Klien e David Coulthard, che precedono l'unica Toro Rosso al traguardo - Vitantonio Liuzzi, mentre Scott Speed è ritirato. Seguono Tiago Monteiro sulla Midland e Takuma Sato sulla Super Aguri, mentre i rispettivi compagni di squadra Christijan Albers e Franck Montagny sono entrambi out.
L'ultimo classificato Sato chiude a quattro giri dal vincitore, al momento la Super Aguri sembra la lumaca del gruppo. Nessuno può sospettare che di lì a 364 giorni, proprio sul circuito catalano, otterrà per mano del pilota giapponese il primo punto della propria breve storia.




lunedì 11 maggio 2026

Indycar 2026: #6 Indianapolis GP... e una polemica Grosjean vs Armstrong piuttosto pittoresca!

Nella sera di sabato 9 maggio si è svolto il Gran Premio di Indianapolis di Indycar, che già da molti anni precede le settimane in cui si svolgerà la Indy 500 e tutto ciò che viene prima.
Dato che la gara si svolgeva a tarda ora, inizialmente avevo pensato di evitare gli spoiler, poi qualcosa non ha funzionato e sono entrata su Xwitter in tarda serata scoprendo della vittoria di Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che partiva dalla quarta piazza dietro al poleman Alex Palou (Ganassi), a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Shank). Dietro c'erano David Malukas (Penske), Louis Foster (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Scott Dixon (Ganassi), Kyle Kirkwood (Andretti) e Josef Newgarden (Penske) a completare la top-ten... ma who kers, c'era Romain Grosjean (Coyne) undicesimo in griglia e non potevano che esserci elevate aspettative, quindi di corsa a vedere l'extended highlight e a leggere le relative integrazioni per capire per esempio come mai Marcus Ericsson (Andretti) figuri tra l'elenco dei ritirati - pare un problema tecnico!

Al primo giro c'è stato un incidente tra numerosi piloti. E no malpensanti, nessuno di questi era Grosjean. Sono rimasti coinvolti anche vari pezzi grossi: un contatto lieve tra O'Ward e Rosenqvist ha innescato un incidente a cui farne le spese sono stati in particolare Dixon e Caio Collet (Foyt), forse anche Christian Rasmussen (Carpenter) che poi sarebbe stato successivamente costretto al ritiro.
In sintesi, abbiamo avuto subito la prima safety car. In un secondo momento, finalmente la gara è ripartita.
Non sono capitati invece grossi danni quando Rosenqvist ha speronato Santino Ferrucci (Foyt), tranne un giro per i prati di costui.

A un quarto di percorrenza o giù di lì la macchina di Alexander Rossi (Carpenter) si è ammutolita, con conseguenti pitstop in regime di safety car da parte di una serie di piloti. Per una comunicazione poco chiara Palou e il diretto inseguitore Kirkwood sono rientrati ai box più tardi rispetto a tutti gli altri. In questo modo Malukas si sarebbe ritrovato in testa davanti a Lundgaard.
Qualche giro dopo ci siamo ritrovati con un'altra neutralizzazione quando c'è stato un contatto tra Sting Ray Robb (Juncos) e O'Ward che ha coinvolto altri piloti, nel quale per poco Felix non ha spiccato il volo, e nel quale anche Kyffin Simpson (Ganassi) è rimasto coinvolto.
Tra una cosa e l'altra, in quei frangenti ho notato che RoGro era ultimo e doppiato - anche cercando informazioni non ho capito esattamente cosa gli sia successo, se uno spiacevole timing per le soste, oppure se un contatto con Marcus Armstrong (Shank), cosa di cui parleremo in un secondo momento.

Will Power (Andretti) che era stato brevemente in testa essendo su una diversa finestra di pitstop, ha in seguito ricevuto una penalità per avere tagliato la linea bianca della pitlane, ritrovandoso fuori dai giochi. Malukas ha conservato la leadership fino a poco dopo la terza sosta, a quel punto ha subito un sorpasso da Lundgaard, che poi è andato a procacciarsi la vittoria.
Dietro ai due, Rahal ha completato il podio, mentre seguivano Newgarden e un Palou che ha recuperato fino alla top-5. Dixon, Foster e Dennis Hauger (Coyne) invece hanno precedito Kirkwood, nono. Nolan Siegel (Arrow McLaren) è uscito vincente da un duello per la top-ten che ha avuto risvolti molto interessanti.
Ladies and gentlemen, che cosa c'è di meglio di un pilota di Ginevra ex Formula 1 in ultima posizione? La risposta è ovvia: due piloti di Ginevra ex Formula 1 nelle ultime due posizioni! Mentre duellava con Siegel e Ferrucci, Mick Schumacher (Rahal) ha tirato una sportellata a Santino, ricevendo una penalità e classificandosi penultimo davanti al solo RoGro.
Armstrong ha preceduto il già menzionato Simpson e poi Power, Ferrucci, Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Robb, O'Ward, Collet e i due loschi individui già abbondamente citati.

Torniamo al Losco Individuo Supremo(C), ovvero il Sommo RoGro, perché nella giornata di domenica ha iniziato a girare un video piuttosto pittoresco.
Per una non meglio precisata controversia con Armstrong, alla fine della gara Grosjean si è diretto verso il box di quest'ultimo ritrovandosi circondato da tutto il team.


Per qualche motivo deve essere stato scambiato per un kriminalehhhh perikolosissimohhhh, tanto che è stato accerchiato da una serie di individui grossi il doppio di lui che cercavano di allontanarlo, e si è scritto che Romain si era diretto là con l'intenzione di picchiare Armstrong.
In realtà alla fine i due hanno avuto una conversazione pacata. Da un altro video, sembrerebbe che lo stesso RoGro stia affermando di non avere cattive intenzioni e di non avere mai picchiato nessuno in vita sua.
Incredibile ma vero, ho trovato perfino dei fanboy argentini di Agustin Canapino che facevano polemica in proposito tacciando 1) favoritismi nei confronti dei piloti americani, 2) un complotto contro Canapino perché non ha più un volante mentre nessuno metterà a piedi RoGro.
Non mi è chiaro di quale crimine si sia macchiato e del perché la decisione di un team di appiedare un pilota (Canapino) sul quale non pendeva nessuna squalifica sia un favoritismo nei confronti di altri, ma il top è scoprire che Grosjean godrebbe di favoritismi riservati agli americani.
RoGro, ghigliottinali tutti! :-PPPP

venerdì 8 maggio 2026

Riflessioni estemporanee sulla percezione delle disgrazie nella Formula 1 dei "very uominy"

La mattina metto due sveglie sul cellulare, a pochi minuti di distanza l'una dall'altra. Quando è suonata la prima, sono andata a controllate i social in attesa della seconda. Mentre scorrevo la bacheca di Zuckerbook, mi sono ritrovata a leggere un post che commemorava la morte di Gilles Villeneuve, di cui oggi cade il quarantaquattresimo anniversario. Ho dato un'occhiata ai commenti e ne ho trovato uno abbastanza spiazzante. A onore del vero, non è la prima volta che leggo un'affermazione simile, ma stavolta ne sono rimasta piuttosto colpita. In sintesi, l'utente che commentava affermava che, visto il suo stile di guida, Villeneuve aveva comunque il destino segnato.
Non nego che una simile affermazione possa essere per qualche verso condivisibile, dato che stiamo parlando di un pilota che non aveva esattamente uno stile di guida tranquillo. Però arriva a soli otto giorni di distanza da un altro commento che ho letto su Xwitter, dove un buontempone lo scorso 30 aprile "commemorava" la morte di Roland Ratzenberger affermando che era un pilota pagante che non avrebbe dovuto stare in Formula 1, quindi era colpa sua. Però almeno non gli ha dato del pilota amatoriale, se capite il riferimento.

Non nego che io stessa, in certe occasioni del passato, ho pensato, di certi piloti: "questo finirà per uccidersi o per uccidere qualcuno". Capitava, quando vedevo piloti decisamente poco tranquilli. Capitava per esempio quando un certo pilota franco-svizzero grosjeanizzava qualcuno in partenza ogni tre per due.
Il paradosso è che, tra i piloti di Formula 1 di questo secolo attualmente viventi, Grosjean è proprio quello che più di ogni altro ha rischiato di raggiungere l'aldilà. Ve lo ricordate tutti il rogo del Bahrain. Ebbene, la guida poco tranquilla del buon Romain non ha NULLA a che vedere il fatto che la macchina si sia aperta in due e che in pochi secondi sia stata avvolta dalle fiamme. Non ha nulla neanche a che vedere con il fatto che se Grosjean non fosse riuscito a tirarsene fuori da solo, molto probabilmente nessuno l'avrebbe tirato fuori altrettanto in fretta, e chissà quali sarebbero state le conseguenze.
Zhou Guanyu, invece, non è celebre per essere uno dei piloti più sopraffini della sua generazione (anche se sono certa che molti cinesi affermerebbero il contrario), ma non è certo colpa sua se in quel contatto alla partenza in Gran Bretagna, l'impatto ha fatto sì che si ribaltasse a quella maniera e che il rollbar si rompesse, con la macchina che strisciava soltanto sull'halo.

Credo che dovremmo superare questa visione, chiaramente legata a un passato in cui la colpa era sempre solo ed esclusivamente del morto (o di qualcuno che aveva avuto la malaugurata sorte di trovarsi sulla sua strada), ignorando bellamente le precarie condizioni di sicurezza di un tempo.
Non nego che i piloti dalla guida più attendista, con una maggiore propensione a tenersi lontani dai guai, potessero avere più elevate possibilità di sopravvivenza, e che quelli che osavano di più fossero consapevoli di guidare delle lattine (non di Redbull!) che rischiavano di accartocciarsi con le relative conseguenze, ma dovrebbe venire il dubbio, almeno a noi che vediamo il tutto dall'ottica degli anni 2020 e che dovremmo avere superato una certa mentalità, che ciò che un tempo era considerato la normalità sia stato considerato la normalità fin troppo a lungo.
Sono esistiti senz'altro i piloti troppo spericolati, i piloti troppo inesperti... e anche quelli troppo scarsi per la Formula 1. Non sempre ciò è correlato con l'essere rimasti coinvolti in incidenti gravi. Anzi, oserei dire che la maggioranza di questi non vi siano stati effettivamente coinvolti, ma che il decennio di appartenenza sia un fattore di gran lunga più rilevante.



giovedì 7 maggio 2026

I centenari della Formula 1

Pochi giorni fa è deceduto Hermano Da Silva Ramos, il terzo pilota della storia della Formula 1 a vivere abbastanza a lungo da diventare centenario. Andiamo quindi a ripercorrere chi sono stati i tre piloti a raggiungere questo traguardo.

PAUL PIETSCH/ tedesco, classe 1911, ha compiuto cent'anni il 20 giugno 2011. Era passata poco più di una settimana da quel glorioso GP del Canada vinto da Jenson Button rimontando dalle retrovie, con una serie notevole di pitstop.
Le presenze in Formula 1 di Pietsch erano tre: al GP d'Italia 1950 con una Maserati privata e nei due anni successivi al GP di Germania, nel 1951 con Alfa Romeo e nel 1952 con Veritas, squadra dalla breve esistenza. Due settimi posti in griglia sono stati i suoi migliori risultati in qualifica, mentre non è mai riuscito a vedere il traguardo di un gran premio.
Il primo centenario della storia della Formula 1 è venuto a mancare nel 2012, un mese prima di attivare a centouno.

KENNETH MCALPINE/ britannico, classe 1920, ha compiuto cent'anni il 21 settembre 1920, all'epoca era passata poco più di una settimana dal GP di Toscana disputato al Mugello.
Ha disputato in totale sette gran premi con Connaught, tra il 1952 e il 1955, con il miglior risultato al GP di Germania 1953, sia in qualifica sia in gara, sedicesimo e tredicesimo rispettivamente.
È venuto a mancare nell'aprile 2023 all'età di centodue anni.

HERMANO DA SILVA RAMOS/ francese di origini brasiliane, era nato il 7 dicembre 1925, diventando centenario verso la fine dell'anno scorso. Il suo compleanno è avvenuto nello stesso giorno in cui Lando Norris è divenuto campione del mondo e ciò lo rende l'unico pilota della storia a essere divenuto centenario nel giorno dell'assegnazione di un titolo mondiale. A sua volta, Norris è l'unico campione del mondo ad avere conquistato il titolo in occasione del centesimo compleanno di un pilota vintage.
Anche Ramos ha disputato sette gran premi in totale, tra il 1955 e il 1956, tutti con Gordini. Il suo miglior risultato è stato il quinto posto al GP di Montecarlo 1956, ottenendo anche altre due top-ten.


mercoledì 6 maggio 2026

GP Europa 2006: la gloriosa polemica post-qualifiche (pressoché unidirezionale) tra Fisichella e Villeneuve

Nurburgring, sabato 6 maggio: è il giorno delle qualifiche del GP d'Europa, Fernando Alonso conquista la pole position sull'unica Renault arrivata in top-ten, vista l'esclusione di Giancarlo Fisichella in Q2. È proprio costui l'hot topic del giorno, perché sarebbe stato rallentato da Jacques Villeneuve. Alla fine della sessione, incavolato nero si dirige con decisione verso il box della BMW Sauber... che poi, si dirige con decisione fino a un certo punto, sembra quasi che gli serva la bussola per orientarsi. Nevermind, eccolo arrivare a destinazione. Villeneuve è ancora nell'abitacolo e Fisichella inizia a inveire. E qual è il modo migliore per comunicare con un canadese? Naturalmente parlare in romano.
Ora, che Villeneuve capisca l'italiano non ci sono dubbi, dato che successivamente avrebbe fatto anche l'opinionista per Sky F1 Italia, ma ho seri dubbi sul comprendere la parlata dialettale. In ogni caso non è che si preoccupi molto di quello che Fisichella ha da dire. Questo viene esortato da un meccanico italiano a rimandare a un successivo momento la discussione.

Alonso precede le Ferrari di Michael Schumacher e Felipe Massa. Quest'ultimo ha un nuovo ingegnere di gara, Rob Smedley: ROLIPE VIBES. <3
Allo scattare della gara, domenica 7 maggio, Alonso continua a precedere le Ferrari, mentre Jenson Button sulla Honda risale al quarto posto, sopravanzando il compagno di squadra Rubens Barrichello, che scivola anche dietro alla McLaren di Kimi Raikkonen e alla Toyota di Jarno Trulli. Un contatto tra la Toyota di Ralf Schumacher e la Toro Rosso di Tonio Liuzzi manda questo contro la Redbull di David Coulthard. Per i due "bovini" è ritiro. Entra la safety car,
Al restart, Raikkonen passa davanti a Button, che comunque ha alle porte un destino ben più triste, dato che a metà gara si ritirerà con il motore in fumo. La cosa non mi stupisce particolarmente. Anche le Super Aguri faranno una fine simile, prima con Franck Montagny (che ha preso il posto di Yuji Ide) e Takuma Sato. Si sono già ritirati per guasti anche Mark Webber sulla Williams e Christian Klien sulla Redbull.

Alonso e Schumacher sono molto vicini, ma la prima sosta non cambia le cose. In occasione della seconda, invece, Schumacher passa davanti di overcut. Nell'ultimo stint allunga nai confronti di Alonso, il quale si ritrova inseguito molto vicino da Massa, che però deve accontentarsi del terzo posto che consiste comunque nel suo primo podio. Dietro di lui, Raikkonen lo segue da vicino. Sull'altra McLaren, invece, Juan Pablo Montoya si ritrova in bassa top-ten, fintanto che non si ritira per un guasto al motore in simultanea con l'analogo ritiro della Toyota di Ralf Schumacher che si trovava al momento in sesta piazza.
Quinto giunge Barrichello, sesto Fisichella. La sintesi della sua gara: dopo due stint alle spalle di Villeneuve - nientemeno! - rientra ai box per la seconda sosta nello stesso giro del campione del mondo 1997. Entra dietro, ma esce davanti: la vendetta è compiuta! Nico Rosberg, partito ultimo, chiude settimo, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica proprio Platinum Jacques. Seguono Trulli, Nick Heidfeld su BMW Sauber, Scott Speed su Toro Rosso e le Midland di Tiago Monteiro e Christijan Albers.