venerdì 29 maggio 2026

Formula 1 2026: #5 Commento al Gran Premio del Canada

A Montreal quest'anno si corre in maggio, prima di Montecarlo, prima della Spagna. Il weekend è quello del 24 maggio, lo stesso della 500 miglia di Indianapolis, quindi gli incastri in termini di SoVrApPoSiZiOn3 non sono proprio il massimo, ma nevermind, collochiamoci sulle 18.00 di sabato, quando partiva la gara sprint, che mi sono precipitata a vedere dopo avere portato la spesa a mia nonna sperando che nel frattempo non chiudessero la strada dalla quale di lì a poco dovevano passare i carri del carnevale notturno.
George Russell scattava dalla pole position precedendo l'altra Mercedes di Kimi Antonelli, le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, la Ferrari di Lewis Hamilton, le Redbull di Max Verstappen e Isack Hadjar, l'altra Ferrari di Charles Leclerc, la Racing Bulls di Arvid Lindblad e l'Alpine di Franco Colapinto a completare la top-ten. Fermatevi per un attimo a immaginarvi gli argentini che urlano e strepitano, poi andiamo decisamente lontano dal podio, con l'Audi di Nico Hulkenberg in undicesima piazza, a precedere la Racing Bulls di Liam Lawson, l'Audi di Gabriel Bortoleto, l'Alpine di Piere Gasly, la Williams di Carlos Sainz e la Haas di Oliver Bearman che batte sempre quello skarsohhhh del suo compagno di squadra Esteban Ocon che tuttihhhh vorrebberohhhh a piedihhhh - mi sfugge cos'abbia fatto di male questo povero disgraziato da essere detestato da ogni possibile tifoseria (se ricordo bene avrebbe avuto un incidente con Colapinto diversi mesi fa, il che spiegherebbe perché sia detestato dalla tifoseria che fa più caciara). In questa sprint qualifying è stato il primo degli esclusi nella prima manche, precedendo un Alexander Albon la cui Williams era uscita piuttosto malconcia da uno schianto contro il muro a seguito dello schianto contro una marmotta nelle prove libere dopodiché gli habitué di Aston Martin e Cadillac in formazione alternata, Fernando Alonso, Sergio Perez, Lance Stroll e Valtteri Bottas, anche se Stroll sarebbe partito dalla pitlane(?).

La gara sprint ha visto Antonelli grande protagonista, non esattamente in positivo. È svettato in quattro specifiche occasioni: 1) quando duellando con Russell è finito per prati ed è dovuto rimanere in seconda piazza, inveendo via radio, 2) quando duellando nuovamente con Russell ha perso la seconda piazza a vantaggio di Norris che si è infilato a sandwich tra i due e vi è rimasto lungamente, 3) quando Toto Wolff gli ha detto che se non la piantava di lamentarsi alla radio poi lo mandava in punizione dietro la lavagna, 4) quando duellando con Norris ha messo nuovamente le ruote sull'erba rischiando di perdere la posizione da...
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...da nessuno a dire il vero, perché Hamilton era già lontano e, dopo essersi messo dietro Piastri nelle fasi iniziali della sprint, all'ultimo giro è stato superato in un colpo solo sia da costui sia da Leclerc senza che qualcuno se ne preoccupasse davvero perché eravamo tutti concentrati su Russell.
La telecronaca è stata così strutturata: 1) "Russell vs Antonelli, ci sarà sicuramente da discutere", 2) "chissà come mai Norris non tenta l'attacco su Russell, non deve esserci alcuna correlazione con il fatto che ha attaccato al fondoschiena Antonelli e sono tutti in trenino", 3) "Norris è il campione del mondo in carica ma nessuno se ne ricorda, sia mai che io sono il telecronista e dovrei essere io a menzionare il fatto se ritengo che non vi si dia peso", 4) "non ci sono i duellihhhh e i sorpassihhhh e in particolare Leclerc non sembra potere fare alcunché per farmi saltare sulla sedia - certe professioni di un tempo tipo quella di arrotino stanno sparendo".
Tra una cosa e l'altra la macchina di Hadjar si è ammutolita ma si è spenta del tutto solo dopo il rientro ai box, diversi piloti delle retrovie andavano ai box per provare le gomme soft dato che fino a quel momento c'era stata solo una sessione di prove libere e non ce ne sarebbero state altre, tra una cosa e l'altra Perez è risalito fino all'undicesima piazza ma poi l'ha persa per una penalità a seguito di un contatto con Lawson. Anche Hulkenberg ha perso una posizione per penalità, un bel "leaving the track and gaining advantage" che rievocava i bei vecchi tempi del suo ex compagno di squadra Kevin Magnussen quando stava alla Haas.
A dire il vero ho anche qualche dubbio su Hadjar, perché diversamente da Alonso che è andato a parcheggiare ai box risulta avere percorso quasi tutti i giri totali, forse non ci siamo accorti che fosse tornato in pista perché troppo impegnati a fare considerazioni sul fatto che nessuno si ricorda che Norris abbia vinto il mondiale. Nessuno si ricorda neanche dell'uomo che gareggiava controhhhh la macchinahhhh a dire il vero, perché Verstappen fa maggiormente notizia perché in qualità di verohhhh uomohhhh è andato a correre la 24 Ore del Nurburgring, con conseguenti critiche al resto della griglia che non l'ha fatto, perché sia mai che già fanno ventiquattro gran premi all'anno e che ci lamentiamo ogni tre per due che le gare sono troppe, hanno l'obbligo di disputarne altrettante.
In ultima sintesi il risultato della sprint è stato: Russell, Norris, Antonelli, Piastri, Leclerc, Hamilton, Verstappen e Lindblad in zona punti, a seguire Colapinto, Sainz, Lawson, Bortoleto, Ocon, Perez, Hulkenberg, Stroll, Bottas, Bearman, Albon, Gasly, Hadjar.

Alle 22.00 c'erano le qualifiche in diretta TV8, ma avendo accompagnato mia madre a fare un giro al carnevale notturno non ero davanti alla televisione. Ho comunque adottato una strategia di un certo livello: seguire gli update su Xwitter e poi, gli ultimi minuti di ciascuna manche, andare a vederli sul sito di TV8. Segnalo come quest'ultimo alla pagina del livestreaming anziché indicare come programma le qualifiche del GP del Canada segnalava Masterchef. Questa cosa del lasciare cucinare Vasseur sta assumendo confini inquietanti!
Dopo avere sandbaggato come se non ci fosse un domani, la Mercedes ha conquistato la prima fila con Russell e Antonelli, a seguire Norris, Piastri, Hamilton, Leclerc, Verstappen, Hadjar, Lindblad, Sainz, Bortoleto, Colapinto, Ocon, Alonso, Perez, Stroll destinato a partire in pitlane, Lawson, infine Bearman, Gasly, Bottas e Albon a loro volta destinati alla partenza dalla pitlane.

C'era una pioggia lieve(?), mentre a Indianapolis la gara non era ancora finita. Una volta che fosse accaduto, Felix Rosenqvist l'avrebbe vinta. A Montreal i McLaren Bros si apprestavano a partire sulle gomme intermedie, come diversi piloti delle retrovie. Tutti gli altri partivano sulle slick.
C'erano 70 giri da percorrere, ma la macchina di Lindblad si è ammutolita. Aborted start e i giri sono rimasti 69. Quando le vetture sono arrivate dopo il secondo giro di formazione, la Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh ancora non era stata spostata del tutto, altro aborted start. Dopo il terzo giro di formazione, con soli 68 giri da percorrere, le vetture sono finalmente partite, con Norris che si è portato in testa.
Box McLaren: "Come mai sei partito così forte?"
LN: "Perché ho avuto una visione terribile in cui mi dicevate che dovevo rientrare a mettere le slick perché abbiamo montato gomme alla cazzum."
Box McLaren: "È la stessa cosa che abbiamo detto a Piastri infatti e ora lo diciamo anche a te."
I due sarebbero rientrati subito dopo, Norris ritrovandosi neanche lontanissimo da una possibile top-ten, Piastri più indietro. Questo poi avrebbe avuto un incidente con Albon, mentre Norris sarebbe stato chiamato per una seconda sosta.
Le Mercedes erano 1/2, ma su questo ci torneremo, mentre Hamilton che era inseguito da Verstappen nelle primissime fasi sarebbe stato superato da questo che quindi sarebbe risalito al terzo posto. Sia loro sia i rispettivi compagni di squadra a quel punto sarebbero stati messi da parte con la promessa di potere tornare in scena in un secondo momento.
Veniamo al duo Mercedes. Dopo la partenza, Antonelli era davanti a Russell. Poi hanno duellato, è passato davanti Russell. Poi Antonelli si è rifatto vivo, ha alzato della ghiaia e ha dovuto cedere la posizione. Poi Russell ha fatto un errore e Antonelli è passato davanti. Poi è tornato davanti Russell. E così via.
Poi Nico Rosberg che guardava la gara da casa ha sicuramente avuto un deja-vu. L'avrebbe avuto anche Hamilton, se fosse stato a casa invece di disputare la gara. Essenzialmente mi sembrava di guardare il GP del Bahrein 2014. Poi il segnale è saltato per un paio di minuti. Dal soggiorno in cui ero mi sono diretta in cucina perché la televisione è più nuova e prende i canali anche quando il segnale è basso, quindi c'erano più speranze che TV8 si vedesse. Mi sono ritrovata con Russell fermo che stava lanciando il poggiatesta ed elencando tutti i santi del calendario (31° giro) accanto a epiteti non propriamente eleganti. Ho pensato male, anzi malissimo. E invece no, la macchina aveva semplicemente detto basta, un po' come se fosse stata l'Aston Martin di Alonso, che infatti figurava ritirato.

Virtual, safety car, soste, fucsiahhhh di Hamilton che si avvicinava a Verstappen a parole ma in realtà era ancora a debita distanza, Hadjar e Leclerc che lottavano furiosamente per il quarto posto, con Leclerc che poi avrebbe ultimato il sorpasso, il tutto mentre la macchina di Norris si spegneva in una via di fuga con breve virtual safety car.
AKA: "Driiiiinnnn."
Box Mercedes: "Cosa succede, bimbo?"
AKA: "Ho visto due doppiati che, invece di farmi passare, battagliavano come se non ci fosse un domani. A quel punto tutto è diventato rosa e non ho capito perché."
Box Mercedes: "Stai tranquillo, erano solo i Perocon, adesso sono innocui, anche se in passato erano due pericolosi kriminalihhhh che, quando tu eri ancora un bambino piccolo, correvano per la Force India spalmandosi l'uno contro l'altro ogni tre per due, invece di fare cose più sagge, tipo comprare quantità industriali di arance da portare al loro titolare nel caso fosse finito in galera."
Poi Perez ha rotto una sospensione, così di botto, e prima di vedere il replay il Vanz ha insinuato così sulla fiducia che potesse avere avuto un incidente con Ocon. Nel frattempo Hadjar collezionava penalità e investigazioni e poi abbiamo aiuto una virtual safety car perché...
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...non preoccupiamoci del perché, ma piuttosto del fatto che un commissario abbia fatto mosse acrobatiche per rimuovere un detrito (quindi sappiamo anche il perché). Leclerc ha fatto un traverso e, nonostante avessi l'audio basso e fossi in cucina, ho temuto che le urla potessero svegliare mia madre che dormiva nella sua camera da letto.
Poi, a quel punto, Hamilton si è davvero avvicinato a Verstappen, tanto che a cinque giri dalla fine l'ha anche superato, ritrovandoselo negli scarichi fino alla bandiera a scacchi, ma who kers, fate entrare gli argentini, perché il loro idolohhhh avrebbe chiuso in zona punti anche se fosse ancora in vigore il punteggio pre-2003!




RISULTATO: Antonelli, Hamilton, Verstappen, Leclerc, Hadjar, Colapinto, Lawson, Gasly, Sainz, Bearman, Piastri, Hulkenberg, Bortoleto, Ocon, Stroll, Bottas, RIT. Perez, Norris, Russell, Alonso, Albon, DNS. Lindblad.



giovedì 28 maggio 2026

GP Montecarlo 2006: Schumacher alla Rascasse, Raikkonen sullo yacht, Coulthard sul podio travestito da Superman

Non sono certa di credere nell'esistenza del destino, ma se esiste deve avere stabilito a priori che dovevo essere un'appassionata di automobilismo. Basti pensare che dovevo nascere di lunedì, con il taglio cesareo già programmato, ma questo ha dovuto essere anticipato d'urgenza al giorno presente. Così ho visto la luce nel Memorial Sunday e sono nata in un giorno in cui la 500 miglia di Indianapolis si sovrapponeva con il GP del Messico.
Vari momenti della mia vita sono stati scanditi da fatti rimasti scolpiti nella storia del motorsport e nei due giorni che hanno preceduto la mia maggiore età sono capitati tre accadimenti di cui ancora si parla. Basti pensare che il 27 maggio 2006, mio penultimo giorno da minorenne, Michael Schumacher si è fermato alla Rascasse mentre Fernando Alonso stava ancora effettuando l'ultimo tentativo di qualifica. In linea teorica aveva il miglior tempo, ma si è procacciato la cancellazione dei tempi registrati ed è stato retrocesso ultimo, peraltro in buona compagnia dato che Felipe Massa con l'altra Ferrari era penultimo.
Alonso è stato promosso poleman, davanti alla Williams di Mark Webber, alle McLaren di Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya, alla Honda di Rubens Barrichello, alla Toyota di Jarno Trulli, alla Redbull di David Coulthard, alla Williams di Nico Rosberg e alla Renault del compagno di squadra Giancarlo Fisichella, ultimo qualificato nel Q3.

La prima parte dei 78 giri previsti, il 28 maggio, mio ultimo giorno da minorenne, è stata abbastanza tranquilla, con Alonso leader davanti a Raikkonen, Webber e Montoya. Per il pilota della Williams soprattutto si stava prospettando una gara interessante ma a metà inoltrata tutto è finito in una nuvola di fumo.
Non è stato il solo a fare quella fine. Poco dopo, mentre la gara era in regime di safety car, anche la McLaren di Raikkonen si è esibita in una sfumazzata piuttosto chiara. Non era niente di accezionale, l'affidabilità della McLaren non è che fosse proprio proverbiale, ma la reazione di Kimi era invece destinata a passare alla storia. Con tanto di tuta e casco si è incamminato verso il proprio yacht, laddove è stato successivamente inquadrato. A vent'anni di distanza questa viene considerata una scena iconica, spesso slegata all'evento in sé. Per cado qualcuno di voi di recente ha mai pensato: "è stato il giorno successivo alla faccenda di Schumacher alla Rascasse"? Probabilmente no e immagino che non lo colleghiate nemmeno all'altro fatto entrato nella storia della Formula 1 quel fine settimana.
Il 28 maggio 2006, infatti, è accaduto qualcosa che all'epoca era una nota stylish, mentre al giorno d'oggi può essere considerata qualcosa di epocale.

Mentre la Williams perdeva per strada anche Rosberg a causa di un incidente - chissà se Mazzoni l'aveva appena definito specialista dei circuiti cittadini, forse non ancora - sembrava ormai chiaro che la terza piazza fosse alla portata di un outsider, mentre secondo era stabilmente Montoya. Quell'outsider non era Barrichello che da terzo che era ha dovuto scontare un drive through.
Poteva essere Trulli, ma ha avuto un guasto. Allora, con una livrea ispirata al film "Superman returns" per questioni promozionali, film che poi guardai solo ed esclusivamente perché lo collegavo a questo fatto, in terza posizione si è ritrovata la Redbull di David Coulthard... e più tardi, tanti di noi, vedendolo sul podio con il mantello da Superman, ci siamo detti: "una Redbull sul podio, una cosa del genere potrebbe non succedere mai più". E invece di lì a pochi anni hanno iniziato a collezionare titoli mondiali.
Barrichello frattanto era quarto, inseguito da un famelico Michael Schumacher destinato a chiudere quinto una lunga rimonta, con Fisichella dietro di sé - i due lasciati sdoppiare da Alonso per togliersi da ogni possibile impiccio.
Nick Heidfeld su BMW Sauber si è classificato settimo, mentre Ralf Schumacher su Toyota si è procacciato l'ultimo punto, tenendosi dietro Massa.

Bonus: il 28 maggio 2006 è stato un giorno che avrebbe potuto essere epocale anche dall'altro lato dell'oceano. Michael Andretti, che all'epoca aveva 43 anni, era in testa a pochi giri dalla fine della Indy 500 e inseguiva la possibilità di spezzare la "maledizione" secondo cui nessun pilota membro della famiglia Andretti vincerà mai più a Indianapolis.
Poco più tardi, però, una vettura palesemente più veloce l'ha sopravanzato. Fine dei sogni? No, non per ora. Suo figlio Marco, all'epoca di appena 19 anni, ha preso la testa della gara e si è involato verso quella che poteva essere una vittoria storica. Non è così che doveva andare, Sam Hornish jr procedeva verso di loro con una velocità superiore. Ha preso il secondo posto e nel corso dell'ultimo giro, si è preso anche la leadership e poi la vittoria, rimandando la fine della maledizione al giorno del mai.



martedì 26 maggio 2026

Formula 2 2026: cenni su Miami e sul Canada

La Formula 2 è reduce da due appuntamenti americani, Miami e Montreal. Abbiamo un pilota italiano in testa alla classifica, si tratta di Gabriele Minì, vincitore della feature race di Miami, fine settimana che si era aperto con la vittoria di Nikola Tsolov nella gara sprint. Laurens Van Hoepen e Alex Dunne hanno completato il podio al sabato, mentre Dino Beganovic e Rafael Camara si sono classificati 2/3 in quella domenicale. Noel Leon, l'unico pilota palindromo, ha chiuso la feature al quarto posto, precedendo Kush Maini, Ritomo Miyata, Mari Boya, Colton Herta, Sebastian Montoya e Joshua Durksen.
La sprint canadese si è conclusa con una vittoria di Leon, Minì secondo classificato e Martinius Stenshorme sul gradino più basso del podio. Quest'ultimo ha anche conquistato la vittoria nella feature race, con Dunne secondo e Minì nuovamente a podio stavolta in terza posizione. Montoyino si è classificato quarto...
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...e adesso sederevi, fate un respiro profondo e preparatevi moralmente a un fatto che fino a pochi giorni fa sarebbe sembrato impossibile: Cian Shields si è classificato in quinta piazza, conquistando i suoi primi punti nella categoria.
Nico Varrone ha chiuso sesto, mentre Herta settimo eguagliando il suo miglior risultato stagionale. Boya, Maini e Leon hanno concluso la zona punti.


lunedì 25 maggio 2026

Formula Academy 2026: Palmowski domina opening race e feature race, nel mezzo Paatz vince la reverse grid race dopo una penalità per Ferreira

Benvenuti in Canada, dove la Formula Academy prevede un format a tre gare, per sopperire all'accorciamento del calendario dovuto alla cancellazione dei gran premi mediorientali. Ci sono Opening Race, Reverse Grid Race e Feature Race. In sintesi, se ho ben capito, in Feature si parte con la griglia stilata dalle qualifiche, in Reverse Grid race con la solita reverse grid delle prime otto in qualifica, in Opening con il secondo miglior tempo ottenuto in qualifica.

Su come capire, sul sito della categoria, quale sia la griglia della Opening e quale quella della Feature, purtroppo non c'è un apposito tutorial. Quello che sappiamo è che Alisha Palmowski (Campos/ livrea Redbull) ha ottenuto la pole position per entrambe. Seguono Payton Westcott (Prema/ livrea Mercedes), Megan Bruce (Campos), Emma Felbermayr (Rodin/ livrea Audi), Matilda Paatz (Prema/ livrea Aston Martin), Alba Hurup Larsen (MP Motorsport/ livrea Ferrari), Raffaela Ferreira (Campos/ livrea Racing Bulls), Kaylee Countryman (ART/ livrea Haas) a completare la zona reverse grid.

Per la Opening race c'è qualche lieve differenza, tipo Bruce davanti a Westcott e Lisa Billard (ART) che precede Countryman, ma nevermind, preoccupiamoci di Palmowski che, leader incontrastata per tutta la gara, va a prendersi la vittoria con ben dieci secondi di vantaggio nei confronti della diretta inseguitrice (record della categoria), che è Bruce. Westcott purtroppo deve fare un passaggio per i box e conclude la gara nelle retrovie.
Sul podio con Palmowski e Bruce troviamo Paatz, poi a seguire Ferreira, Larsson, Ella Lloyd (Rodin/ livrea McLaren), Countryman, Ella Stevens (Rodin), Nina Gademan (MP Motorsport/ livrea Alpine) nonostante una penalità e Felbermayr a completare la top-ten, quest'ultima dopo una partenza al rallenty.
Segue undicesima Autumn Fisher (Hitech - wildcard), dopodiché Jade Jacquet (ART/ livrea Williams), Rachel Robertson (Hitech), Natalia Granada (Prema) e Billard coinvolte in un contatto, solo sedicesima Westcott, infine Ava Dobson (Hitech) ed Esmee Kosterman (MP Motorsport) autrice di un incidente(?).

Si prosegue con una Reverse Grid race decisamente movimentata da incidenti (Dobson vs Robertson, successivamente Gademan), ma al contempo anche non troppo movimentata perché si gira parecchio dietro safety car. Ferreira, passata in testa al via, non ha modo di allungare come aveva fatto Palmowski e questo non va a suo favore, la penalità di cinque secondi che si procaccia per false start si rivela pesantissima.
Taglia il traguardo davanti a tutte, ma è solo ottava nell'ordine d'arrivo ufficiale. Vince Paatz, che ha in precedenza superato Countryman, mentre terza giunge Westcott.
Le penalità sono varie, alla fine concludono la zona punti, in questo caso estesa alle prime otto, Granada, Billard, Felbermayr, Bruce e la già menzionata Ferreira. Segue Kosterman, mentre è solo decima Palmowski autrice di una gran sbinnata, nella quale ha avuto la peggio Gademan finita nelle barriere per evitarla. Seguono Larsen, protagonista di un contatto, Jacquet, Lloyd, Fisher e Stevens.

In una Feature Race disputata su pista bagnata, ma senza grossi intoppi derivanti dalle condizioni meteo, Palmowski batte il record del giorno precedente vincendo con un gap ancora più elevato, nonostante un messaggio inquietante su una potenziale perdita di potenza. Felbermayr e Bruce finiscono 2/3, stesse posizioni che occupano in classifica, dove sono comunque abbastanza distanti da Palmowski.
Westcott chiude quarta precedendo Paatz, mentre dietro c'è un gruppetto protagonista di duelli scatenati per gran parte della gara: Larsen, Gademan, Granada, Lloyd e Ferreira che chiudono la zona punti. A seguire si classificano Stevens, Kosterman, Jacquet, Robertson, Billard, Countryman, Dobson e Fisher.
Il ritorno in pista è previsto per Silverstone nel primo weekend di luglio, tra cinque settimane.



domenica 24 maggio 2026

Indycar 2026: 110th Indianapolis 500 (#7)

24 Maggio 2026/ Memorial Sunday: è il giorno della SoVrApPoSiZiOn3 tra la Indy 500 e il GP del Canada, ma per ora ci occupiamo di Indianapolis perché in ordine cronologico arriva prima e anche e soprattutto perché, avendo seguito la gara in una diretta non ufficiale su Youtube, con un bel riquadro scuro in mezzo che serviva al proprietario del canale per non essere bannato e la gara che si vedeva meglio quando c'era la pubblicità con schermo diviso in due, ho già scritto la relativa narrazione.

Quest'anno c'erano solo 33 vetture iscritte, pertanto non vi è stato il Bump Day, ma il weekend antecedente la gara era dedicato alle qualifiche, con il sabato che poi è saltato per via di un lungo rain delay. Di conseguenza alla domenica c'è stata una sessione che definiva le posizioni dalla 13^ in poi, dopodiché la Fast 12. Alla fine il risultato che ne è venuto fuori è stato il seguente:

1^ fila: Alex Palou, Alexander Rossi, David Malukas
2^ fila: Felix Rosenqvist, Santino Ferrucci, Pato O'Ward
3^ fila: Kyffin Simpson, Conor Daly, Scott McLaughlin
4^ fila: Scott Dixon, Rinus Veekay, Takuma Sato
5^ fila: Ed Carpenter, Helio Castroneves, Christian Rasmussen
6^ fila: Marcus Armstrong, Marcus Ericsson, Christian Lundgaard
7^ fila: Will Power, Nolan Siegel, Louis Foster
8^ fila: Ryan Hunter-Reay, Josef Newgarden, Romain Grosjean
9^ fila: Kyle Kirkwood, Katherine Legge, Mick Schumacher (R)
10^ fila: Graham Rahal, Dennis Hauger (R), Jacob Abel (R)
11^ fila: Sting Ray Robb, Caio Collet (R), Jack Harvey

A dire il vero gli ultimi due menzionati si erano classificati 10° e 29° poi sono stati squalificati per irregolarità tecniche e mandati nelle ultime due posizioni. Collet in particolare aveva centrato la top-12 e competendo per la "carica" di Rookie of the Year avrebbe potuto approfittarne per cercare di svettare sugli altri rookie che stavano tutti in quelle che Mazzoni avrebbe potuto definire le "melme della bassa classifica".
La primissima parte di gara ha visto Palou e Rossi duellare per la leadership con vari avvicendamenti. Tutto nel frattempo proseguiva tranquillo fino intorno al 15° giro: Hunter-Reay (Arrow McLaren) è andato a muro e anche Legge (HMD Foyt) è andata a sbattere per evitare l'incidente.
Quasi tutto lo schieramento è rientrato ai box in regime di safety car, Palou è uscito dietro agli "alternativi", Rossi più arretrato dopo avere avuto una sosta problematica. Veekay, Grosjean e nientemeno che Collet erano i primi tre, anche se Veekay è rientrato non troppo tempo dopo. Al momento in cui Carpenter (con il suo omonimo team) è andato a muro con ritorno della SC, Grosjean era leader anche se al restart Collet ha preso la testa della gara, dove si è alternato con Daly e Palou fino al momento della sosta in regime di bandiera verde.
Dopo essersi fermati ai box Collet e Grosjean erano nelle retrovie, frattanto Daly si vedeva strappare la testa della gara da Palou. Ci avvicinavamo intanto al giro 50.
Una decina di giri più tardi era nuovamente momento di pitstop, stavolta non sono occorsi incidenti quindi tutte le soste sono avvenute in bandiera verde. Palou ne è uscito di nuovo leader, Daly più arretrato, Dixon era il pilota che più guadagnava in quei frangenti e al 69° ha superato Palou per la leadership, a quel punto è iniziato un susseguirsi dei due in testa alla gara.
Più tardi abbiamo avuto i ritiri di Rossi (Carpenter) per un guasto al motore e di Power (Andretti) per un testacoda all'uscita della pitlane.
Nel frattempo, dopo un giro di pitstop dietro safety car, Dixon era ancora leader... ma al giro 105 la gara è stata redflaggata per... pioggia?! Non è che di pioggia se ne vedesse, almeno con i mezzi con i quali stavo vedendo la gara, ma a giudicare dai commenti letti su Xwitter non ero la sola a esprimere una simile rimostranza.

Mentre tutto lasciava pensare che molto probabilmente la gara sarebbe finita DOPO l'inizio del GP del Canada e non prima, al restart Malukas ha preso la testa della gara, con a seguire Palou, Daly e Newgarden e Dixon relegato in quinta piazza. Poi al 115° giro è entrata la safety car per lo stesso identico motivo: "inclement weather". Dieci giri più tardi la bandiera verde... o almeno così doveva essere, ma Newgarden (Penske) ha messo la macchina nel muro.
Al 131° abbiamo avuto un restart con Daly brevemente leader e McLaughlin e Palou in lotta per la prima posizione, con anche McLaughlin che ha sopravanzato Daly. Con qualche cambio di leadership - e il ritiro di Rasmussen (Carpenter) - la situazione è rimasta immutata fino intorno al 150° quando si sono svolti i pitstop, con la consapevolezza che si stava andando a delineare un'alternanza di finestre di pitstop.
Al 175° giro Malukas è ha aperto il giro delle ultime soste, anche Palou è rientrato, mentre altri tipo Rosenqvist, O'Ward e Armstrong speravano in una safety car per risparmiare carburante e nel frattempo proseguivano là davanti.
Mentre ormai le 22.00, ora di inizio del GP del Canada (che mentre scrivo questo post probabilmente si avvia verso le fasi conclusive, ma non lo so perché su TV8 ancora non è iniziato), erano sempre più vicine, Collet (Foyt) ha deciso di dare un seguito al mio dubbio su chi sarà eletto Rookie of the Year: a otto giri dalla fine è andato a sbattere in maniera micidiale ritrovandosi con la macchina in frantumi, un principio di incendio e una bandiera rossa.

Al restart a quattro giri dalla fine, a cui Castroneves (Meyer Shank) sembra non avere preso parte dopo un guasto, Armstrong ha preso la testa della gara, inseguito da Malukas, ma subito c'è stata una safety car caratterizzata da una certa creatività. Nel momento in cui le vetture scattavano, infatti, Schumacher ha vagamente sfiorato il muro, ha ondeggiato un attimo... e basta, lì era e lì è rimasto. Era fisicamente uno degli ultimi del gruppo poiché era l'ultimo dei piloti a pieni giri e nessun altro è stato minimamente coinvolto. Aspettare un attimo e vedere se stava effettivamente succedendo qualcosa sembrava brutto, quindi safety car che magari tutto si decide in un solo giro!
E difatti così è andata, con Malukas che ha sfilato Armstrong ed è scappato verso il traguardo. Rosenqvist, però, aveva altri piani per lui e alla fine è andato a vincere con il minore gap della storia della Indy 500. Vittoria epica, non lo nego, ma non posso non commuovermi per quel povero disgraziato di Malukas che si è avvicinato così tanto alla vittoria...

That's all: Rosenqvist (Meyer Shank), Malukas (Penske), McLaughlin (Penske), O'Ward (Arrow McLaren), Armstrong (Meyer Shank), Veekay (Juncos), Palou (Ganassi), Ferrucci (Foyt), Grosjean (Coyne), Sato (Rahal Letterman), Siegel (Arrow McLaren), Daly (Dreyer & Reinbold), Ericsson (Andretti), Simpson (Ganassi), Dixon (Ganassi), Kirkwood (Andretti), Lundgaard (Arrow McLaren), Schumacher (Rahal Letterman), Hauger (Coyne), Rahal (Rahal Letterman), Foster (Rahal Letterman), Harvey (Dreyer & Reinbold), Robb (Juncos), Abel (Abel Motorsports).

sabato 23 maggio 2026

Formula E 2026: l'eprix di Montecarlo (#9, #10) dopo quello di Berlino (#7, #8)

Credo sia giunto il momento di ammetterlo: non sono riuscita a stare dietro a tutto. Delle ultime quattro gare di Formula E sono riuscita a vedere soltanto la seconda di Montecarlo, quella di domenica scorsa, che si è svolta nello stesso giorno delle qualifiche di Indianapolis. Quest'anno è saltata la SoVrApPoSiZiOn3 Monaco/ Indy 500 ma siamo riusciti comunque a vedere entrambi i circuiti nello stesso fine settimana.

Venivamo dall'eprix di Berlino, avvenuto nello stesso weekend in cui mio padre è stato ricoverato in ospedale, che non sono riuscita minimamente a seguire e che ha avuto questi risultati:
EPIX DEL SABATO/ 1. Nico Muller, 2. Nick Cassidy, 3. Oliver Rowland;
EPRIX DELLA DOMENICA/ 1. Mitch Evans, Oliver Rowland, Pascal Wehrlein.

Anche a Montecarlo c'era doppio evento e nella gara del sabato, che non ho visto, a vincere è stato Nyck De Vries, precedendo Evans e Pepe Martí al primo podio nella categoria.
Poi niente, è arrivata la domenica, con me davanti alla TV alle 15.00 e Dan Ticktum che partiva di nuovo dalla pole come al sabato, nella speranza di non mandare tutto al vento - spoiler: la speranza non si è concretizzata.



In ottimo stile Formula E è stata un'ennesima giornata di ruotate e sportellate, senza però distruggere barriere o fare altre cose tipiche della Formula E. C'è stato un numero di penalità esorbitante, che poteva condurre a riflessioni del tipo "non c'è più la Formula E dei very uominy".
Alla fine a portare a casa la vittoria è stato Oliver Rowland, con Felipe Drugovich secondo al primo podio in carriera e terzo Antonio Felix Da Costa.
Mitch Evans al momento è leader della classifica e la serie elettrica tornerà tra varie settimane con gli appuntamenti asiatici.


venerdì 22 maggio 2026

Senza parole di fronte alla morte di Kyle Busch (1985 - 2026)

Motorsport is dangerous, lo senti ripetere di frequente ma non abbastanza da non restare senza fiato di fronte a una disgrazia. Ti senti sollevata, tutto sommato, dal fatto che le disgrazie non siano più frequenti come un tempo. Motorsport is dangerous, ma la vita è un controsenso ed ecco che ti ritrovi con piloti morti o in fin di vita mentre facevano qualcosa di molto meno pericoloso del proprio mestiere. Proprio oggi, 22 maggio, nove anni fa se ne andava Nicky Hayden, a causa delle ferite riportate dopo essere stato investito mentre era in bicicletta.
Resti spiazzata ma per qualche verso lo accetti, perché così va la vita. Però non sei preparata, e non lo sarai mai, a sentire di un pilota in attività che muore all'improvviso PER CAUSE NATURALI. Qualcosa, dentro di te, ti dice che 41 anni sono troppo pochi per morire di cause naturali.


Sono passati anni da quando seguivo la NASCAR. Di Kyle Busch ricordo la livrea M&M. Mi affascinava il fatto che sia lui sia il fratello Kurt gareggiassero ad alti livelli nella stessa categoria, perché le coppie di fratelli front runner scarseggiano drammaticamente.
Ieri sera ho letto il comunicato che annunciava il suo forfait dalla Coca Cola 600 per "serious illness" e il conseguente ricovero in ospedale. Può succedere, mi sono detta. Non immaginavo certo che avesse qualcosa di così grave da vedere quell'altro comunicato.
Doveva essere all'incirca mezzanotte, sono entrata su Facebook con l'intenzione di dare un'ultima occhiata ai social prima di andare a letto. Quando ho letto un post che commemorava Kyle Busch ho pensato "questo è un coglione che scrive post fasulli di pessimo gusto". Poi mi sono accorta che non un troll, ma il profilo ufficiale di un'altra categoria motoristica.

Sono senza parole.