giovedì 14 maggio 2026

GP Spagna 2006: Alonso vince per la prima volta il gran premio di casa

14 maggio 2006: la Formula 1 arriva a Montmelò reduce da due successi consecutivi di Michael Schumacher. Fin dalle qualifiche, tuttavia, tutto lascia ben sperare per la Renault e per il pilota di casa Fernando Alonso, il quale conquista la pole position davanti al compagno di squadra Giancarlo Fisichella. Le Ferrari sono 3/4, mentre seguono in ordine sparso le Honda e le Toyota, che però al via verranno superate da Kimi Raikkonen, che si installerà quindi in quinta piazza.

Alonso è leader e la sua leadership non sembra essere messa in discussione. Schumacher, invece, cerca di sopravanzare Fisichella per procacciarsi la seconda piazza. Il tentativo di overcut fallisce in occasione della prima delle due soste, ma supera il pilota della Renault poco dopo.
A questo punto abbiamo le Renault 1/3 e le Ferrari 2/4. Mentre le posizioni dei primi tre si stabilizzano, la quarta piazza di Felipe Massa è altrettanto stabile. Raikkonen mantiene la quinta posizione, mentre l'altra McLaren non vede neanche da lontano il traguardo, dato che Juan Pablo Montoya finisce in testacoda e si insabbiare già nel corso del primo stint, unico tra i ritirati a non terminare la gara per un proprio errore anziché per qualche noia meccanica.
Le Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello stranamente non hanno noie meccaniche e chiudono 6/7, mentre la zona punti viene completata dalla BMW Sauber di Nick Heideld.

Nonostante le buone premesse, la Toyota chiude con il solo Jarno Trulli in decima posizione tra le Williams di Mark Webber e Nico Rosberg, mentre Ralf Schumacher è uno dei ritirati per guasti di varia natura.
Jacques Villeneuve sulla BMW Sauber è dodicesimo davanti alle Redbull di Christian Klien e David Coulthard, che precedono l'unica Toro Rosso al traguardo - Vitantonio Liuzzi, mentre Scott Speed è ritirato. Seguono Tiago Monteiro sulla Midland e Takuma Sato sulla Super Aguri, mentre i rispettivi compagni di squadra Christijan Albers e Franck Montagny sono entrambi out.
L'ultimo classificato Sato chiude a quattro giri dal vincitore, al momento la Super Aguri sembra la lumaca del gruppo. Nessuno può sospettare che di lì a 364 giorni, proprio sul circuito catalano, otterrà per mano del pilota giapponese il primo punto della propria breve storia.




lunedì 11 maggio 2026

Indycar 2026: #6 Indianapolis GP... e una polemica Grosjean vs Armstrong piuttosto pittoresca!

Nella sera di sabato 9 maggio si è svolto il Gran Premio di Indianapolis di Indycar, che già da molti anni precede le settimane in cui si svolgerà la Indy 500 e tutto ciò che viene prima.
Dato che la gara si svolgeva a tarda ora, inizialmente avevo pensato di evitare gli spoiler, poi qualcosa non ha funzionato e sono entrata su Xwitter in tarda serata scoprendo della vittoria di Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che partiva dalla quarta piazza dietro al poleman Alex Palou (Ganassi), a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Shank). Dietro c'erano David Malukas (Penske), Louis Foster (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Scott Dixon (Ganassi), Kyle Kirkwood (Andretti) e Josef Newgarden (Penske) a completare la top-ten... ma who kers, c'era Romain Grosjean (Coyne) undicesimo in griglia e non potevano che esserci elevate aspettative, quindi di corsa a vedere l'extended highlight e a leggere le relative integrazioni per capire per esempio come mai Marcus Ericsson (Andretti) figuri tra l'elenco dei ritirati - pare un problema tecnico!

Al primo giro c'è stato un incidente tra numerosi piloti. E no malpensanti, nessuno di questi era Grosjean. Sono rimasti coinvolti anche vari pezzi grossi: un contatto lieve tra O'Ward e Rosenqvist ha innescato un incidente a cui farne le spese sono stati in particolare Dixon e Caio Collet (Foyt), forse anche Christian Rasmussen (Carpenter) che poi sarebbe stato successivamente costretto al ritiro.
In sintesi, abbiamo avuto subito la prima safety car. In un secondo momento, finalmente la gara è ripartita.
Non sono capitati invece grossi danni quando Rosenqvist ha speronato Santino Ferrucci (Foyt), tranne un giro per i prati di costui.

A un quarto di percorrenza o giù di lì la macchina di Alexander Rossi (Carpenter) si è ammutolita, con conseguenti pitstop in regime di safety car da parte di una serie di piloti. Per una comunicazione poco chiara Palou e il diretto inseguitore Kirkwood sono rientrati ai box più tardi rispetto a tutti gli altri. In questo modo Malukas si sarebbe ritrovato in testa davanti a Lundgaard.
Qualche giro dopo ci siamo ritrovati con un'altra neutralizzazione quando c'è stato un contatto tra Sting Ray Robb (Juncos) e O'Ward che ha coinvolto altri piloti, nel quale per poco Felix non ha spiccato il volo, e nel quale anche Kyffin Simpson (Ganassi) è rimasto coinvolto.
Tra una cosa e l'altra, in quei frangenti ho notato che RoGro era ultimo e doppiato - anche cercando informazioni non ho capito esattamente cosa gli sia successo, se uno spiacevole timing per le soste, oppure se un contatto con Marcus Armstrong (Shank), cosa di cui parleremo in un secondo momento.

Will Power (Andretti) che era stato brevemente in testa essendo su una diversa finestra di pitstop, ha in seguito ricevuto una penalità per avere tagliato la linea bianca della pitlane, ritrovandoso fuori dai giochi. Malukas ha conservato la leadership fino a poco dopo la terza sosta, a quel punto ha subito un sorpasso da Lundgaard, che poi è andato a procacciarsi la vittoria.
Dietro ai due, Rahal ha completato il podio, mentre seguivano Newgarden e un Palou che ha recuperato fino alla top-5. Dixon, Foster e Dennis Hauger (Coyne) invece hanno precedito Kirkwood, nono. Nolan Siegel (Arrow McLaren) è uscito vincente da un duello per la top-ten che ha avuto risvolti molto interessanti.
Ladies and gentlemen, che cosa c'è di meglio di un pilota di Ginevra ex Formula 1 in ultima posizione? La risposta è ovvia: due piloti di Ginevra ex Formula 1 nelle ultime due posizioni! Mentre duellava con Siegel e Ferrucci, Mick Schumacher (Rahal) ha tirato una sportellata a Santino, ricevendo una penalità e classificandosi penultimo davanti al solo RoGro.
Armstrong ha preceduto il già menzionato Simpson e poi Power, Ferrucci, Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Robb, O'Ward, Collet e i due loschi individui già abbondamente citati.

Torniamo al Losco Individuo Supremo(C), ovvero il Sommo RoGro, perché nella giornata di domenica ha iniziato a girare un video piuttosto pittoresco.
Per una non meglio precisata controversia con Armstrong, alla fine della gara Grosjean si è diretto verso il box di quest'ultimo ritrovandosi circondato da tutto il team.


Per qualche motivo deve essere stato scambiato per un kriminalehhhh perikolosissimohhhh, tanto che è stato accerchiato da una serie di individui grossi il doppio di lui che cercavano di allontanarlo, e si è scritto che Romain si era diretto là con l'intenzione di picchiare Armstrong.
In realtà alla fine i due hanno avuto una conversazione pacata. Da un altro video, sembrerebbe che lo stesso RoGro stia affermando di non avere cattive intenzioni e di non avere mai picchiato nessuno in vita sua.
Incredibile ma vero, ho trovato perfino dei fanboy argentini di Agustin Canapino che facevano polemica in proposito tacciando 1) favoritismi nei confronti dei piloti americani, 2) un complotto contro Canapino perché non ha più un volante mentre nessuno metterà a piedi RoGro.
Non mi è chiaro di quale crimine si sia macchiato e del perché la decisione di un team di appiedare un pilota (Canapino) sul quale non pendeva nessuna squalifica sia un favoritismo nei confronti di altri, ma il top è scoprire che Grosjean godrebbe di favoritismi riservati agli americani.
RoGro, ghigliottinali tutti! :-PPPP

venerdì 8 maggio 2026

Riflessioni estemporanee sulla percezione delle disgrazie nella Formula 1 dei "very uominy"

La mattina metto due sveglie sul cellulare, a pochi minuti di distanza l'una dall'altra. Quando è suonata la prima, sono andata a controllate i social in attesa della seconda. Mentre scorrevo la bacheca di Zuckerbook, mi sono ritrovata a leggere un post che commemorava la morte di Gilles Villeneuve, di cui oggi cade il quarantaquattresimo anniversario. Ho dato un'occhiata ai commenti e ne ho trovato uno abbastanza spiazzante. A onore del vero, non è la prima volta che leggo un'affermazione simile, ma stavolta ne sono rimasta piuttosto colpita. In sintesi, l'utente che commentava affermava che, visto il suo stile di guida, Villeneuve aveva comunque il destino segnato.
Non nego che una simile affermazione possa essere per qualche verso condivisibile, dato che stiamo parlando di un pilota che non aveva esattamente uno stile di guida tranquillo. Però arriva a soli otto giorni di distanza da un altro commento che ho letto su Xwitter, dove un buontempone lo scorso 30 aprile "commemorava" la morte di Roland Ratzenberger affermando che era un pilota pagante che non avrebbe dovuto stare in Formula 1, quindi era colpa sua. Però almeno non gli ha dato del pilota amatoriale, se capite il riferimento.

Non nego che io stessa, in certe occasioni del passato, ho pensato, di certi piloti: "questo finirà per uccidersi o per uccidere qualcuno". Capitava, quando vedevo piloti decisamente poco tranquilli. Capitava per esempio quando un certo pilota franco-svizzero grosjeanizzava qualcuno in partenza ogni tre per due.
Il paradosso è che, tra i piloti di Formula 1 di questo secolo attualmente viventi, Grosjean è proprio quello che più di ogni altro ha rischiato di raggiungere l'aldilà. Ve lo ricordate tutti il rogo del Bahrain. Ebbene, la guida poco tranquilla del buon Romain non ha NULLA a che vedere il fatto che la macchina si sia aperta in due e che in pochi secondi sia stata avvolta dalle fiamme. Non ha nulla neanche a che vedere con il fatto che se Grosjean non fosse riuscito a tirarsene fuori da solo, molto probabilmente nessuno l'avrebbe tirato fuori altrettanto in fretta, e chissà quali sarebbero state le conseguenze.
Zhou Guanyu, invece, non è celebre per essere uno dei piloti più sopraffini della sua generazione (anche se sono certa che molti cinesi affermerebbero il contrario), ma non è certo colpa sua se in quel contatto alla partenza in Gran Bretagna, l'impatto ha fatto sì che si ribaltasse a quella maniera e che il rollbar si rompesse, con la macchina che strisciava soltanto sull'halo.

Credo che dovremmo superare questa visione, chiaramente legata a un passato in cui la colpa era sempre solo ed esclusivamente del morto (o di qualcuno che aveva avuto la malaugurata sorte di trovarsi sulla sua strada), ignorando bellamente le precarie condizioni di sicurezza di un tempo.
Non nego che i piloti dalla guida più attendista, con una maggiore propensione a tenersi lontani dai guai, potessero avere più elevate possibilità di sopravvivenza, e che quelli che osavano di più fossero consapevoli di guidare delle lattine (non di Redbull!) che rischiavano di accartocciarsi con le relative conseguenze, ma dovrebbe venire il dubbio, almeno a noi che vediamo il tutto dall'ottica degli anni 2020 e che dovremmo avere superato una certa mentalità, che ciò che un tempo era considerato la normalità sia stato considerato la normalità fin troppo a lungo.
Sono esistiti senz'altro i piloti troppo spericolati, i piloti troppo inesperti... e anche quelli troppo scarsi per la Formula 1. Non sempre ciò è correlato con l'essere rimasti coinvolti in incidenti gravi. Anzi, oserei dire che la maggioranza di questi non vi siano stati effettivamente coinvolti, ma che il decennio di appartenenza sia un fattore di gran lunga più rilevante.



giovedì 7 maggio 2026

I centenari della Formula 1

Pochi giorni fa è deceduto Hermano Da Silva Ramos, il terzo pilota della storia della Formula 1 a vivere abbastanza a lungo da diventare centenario. Andiamo quindi a ripercorrere chi sono stati i tre piloti a raggiungere questo traguardo.

PAUL PIETSCH/ tedesco, classe 1911, ha compiuto cent'anni il 20 giugno 2011. Era passata poco più di una settimana da quel glorioso GP del Canada vinto da Jenson Button rimontando dalle retrovie, con una serie notevole di pitstop.
Le presenze in Formula 1 di Pietsch erano tre: al GP d'Italia 1950 con una Maserati privata e nei due anni successivi al GP di Germania, nel 1951 con Alfa Romeo e nel 1952 con Veritas, squadra dalla breve esistenza. Due settimi posti in griglia sono stati i suoi migliori risultati in qualifica, mentre non è mai riuscito a vedere il traguardo di un gran premio.
Il primo centenario della storia della Formula 1 è venuto a mancare nel 2012, un mese prima di attivare a centouno.

KENNETH MCALPINE/ britannico, classe 1920, ha compiuto cent'anni il 21 settembre 1920, all'epoca era passata poco più di una settimana dal GP di Toscana disputato al Mugello.
Ha disputato in totale sette gran premi con Connaught, tra il 1952 e il 1955, con il miglior risultato al GP di Germania 1953, sia in qualifica sia in gara, sedicesimo e tredicesimo rispettivamente.
È venuto a mancare nell'aprile 2023 all'età di centodue anni.

HERMANO DA SILVA RAMOS/ francese di origini brasiliane, era nato il 7 dicembre 1925, diventando centenario verso la fine dell'anno scorso. Il suo compleanno è avvenuto nello stesso giorno in cui Lando Norris è divenuto campione del mondo e ciò lo rende l'unico pilota della storia a essere divenuto centenario nel giorno dell'assegnazione di un titolo mondiale. A sua volta, Norris è l'unico campione del mondo ad avere conquistato il titolo in occasione del centesimo compleanno di un pilota vintage.
Anche Ramos ha disputato sette gran premi in totale, tra il 1955 e il 1956, tutti con Gordini. Il suo miglior risultato è stato il quinto posto al GP di Montecarlo 1956, ottenendo anche altre due top-ten.


mercoledì 6 maggio 2026

GP Europa 2006: la gloriosa polemica post-qualifiche (pressoché unidirezionale) tra Fisichella e Villeneuve

Nurburgring, sabato 6 maggio: è il giorno delle qualifiche del GP d'Europa, Fernando Alonso conquista la pole position sull'unica Renault arrivata in top-ten, vista l'esclusione di Giancarlo Fisichella in Q2. È proprio costui l'hot topic del giorno, perché sarebbe stato rallentato da Jacques Villeneuve. Alla fine della sessione, incavolato nero si dirige con decisione verso il box della BMW Sauber... che poi, si dirige con decisione fino a un certo punto, sembra quasi che gli serva la bussola per orientarsi. Nevermind, eccolo arrivare a destinazione. Villeneuve è ancora nell'abitacolo e Fisichella inizia a inveire. E qual è il modo migliore per comunicare con un canadese? Naturalmente parlare in romano.
Ora, che Villeneuve capisca l'italiano non ci sono dubbi, dato che successivamente avrebbe fatto anche l'opinionista per Sky F1 Italia, ma ho seri dubbi sul comprendere la parlata dialettale. In ogni caso non è che si preoccupi molto di quello che Fisichella ha da dire. Questo viene esortato da un meccanico italiano a rimandare a un successivo momento la discussione.

Alonso precede le Ferrari di Michael Schumacher e Felipe Massa. Quest'ultimo ha un nuovo ingegnere di gara, Rob Smedley: ROLIPE VIBES. <3
Allo scattare della gara, domenica 7 maggio, Alonso continua a precedere le Ferrari, mentre Jenson Button sulla Honda risale al quarto posto, sopravanzando il compagno di squadra Rubens Barrichello, che scivola anche dietro alla McLaren di Kimi Raikkonen e alla Toyota di Jarno Trulli. Un contatto tra la Toyota di Ralf Schumacher e la Toro Rosso di Tonio Liuzzi manda questo contro la Redbull di David Coulthard. Per i due "bovini" è ritiro. Entra la safety car,
Al restart, Raikkonen passa davanti a Button, che comunque ha alle porte un destino ben più triste, dato che a metà gara si ritirerà con il motore in fumo. La cosa non mi stupisce particolarmente. Anche le Super Aguri faranno una fine simile, prima con Franck Montagny (che ha preso il posto di Yuji Ide) e Takuma Sato. Si sono già ritirati per guasti anche Mark Webber sulla Williams e Christian Klien sulla Redbull.

Alonso e Schumacher sono molto vicini, ma la prima sosta non cambia le cose. In occasione della seconda, invece, Schumacher passa davanti di overcut. Nell'ultimo stint allunga nai confronti di Alonso, il quale si ritrova inseguito molto vicino da Massa, che però deve accontentarsi del terzo posto che consiste comunque nel suo primo podio. Dietro di lui, Raikkonen lo segue da vicino. Sull'altra McLaren, invece, Juan Pablo Montoya si ritrova in bassa top-ten, fintanto che non si ritira per un guasto al motore in simultanea con l'analogo ritiro della Toyota di Ralf Schumacher che si trovava al momento in sesta piazza.
Quinto giunge Barrichello, sesto Fisichella. La sintesi della sua gara: dopo due stint alle spalle di Villeneuve - nientemeno! - rientra ai box per la seconda sosta nello stesso giro del campione del mondo 1997. Entra dietro, ma esce davanti: la vendetta è compiuta! Nico Rosberg, partito ultimo, chiude settimo, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica proprio Platinum Jacques. Seguono Trulli, Nick Heidfeld su BMW Sauber, Scott Speed su Toro Rosso e le Midland di Tiago Monteiro e Christijan Albers.


lunedì 4 maggio 2026

Formula 1 2026: #4 Commento al Gran Premio di Miami

Ricordo che, ai tempi del gran premio della Cina, la TV dei povery ha trasmesso in diretta le qualifiche sprint, che non ho visto perché coincidevano con l'orario di lavoro del venerdì mattina. Stavolta il venerdì era il 1° maggio, quindi bank holiday, quindi speravo che avremmo avuto una diretta su TV8... invece no, alla sera c'era Masterchef, è proprio una fissazione!
Le qualifiche sarebbero state trasmesse nel pomeriggio di sabato 2 maggio e non le avrei viste perché ero fuori casa. Avevo già visto l'highlight delle qualifiche la sera di venerdì prima di andare a dormire, quindi davanti alla TV mi sarei presentata alle 18.00 in punto di sabato, che è stata una giornata piuttosto complessa (le qualifiche delle 22.00, poi, le avrei viste a tratti sul sito di TV8, nella sala d'attesa del pronto soccorso - dove mi non trovavo come paziente, ma come familiare del paziente stesso).
Questo, però, non è ancora successo. È venerdì, ci sono le qualifiche sprint e la Formula 1 è tornata dopo oltre un mese, con un aggiustamento del regolamento nel frattempo. A causa della guerra in Medio Oriente, sono stati annullati Bahrain e Arabia Saudita previsti nel mese di aprile. Non si correva da marzo, quando il Vanz aveva accidentalmente dato Jean-Pierre Jarier morto nel 1975.
Lando Norris ha conquistato la pole position, precedendo Kimi Antonelli, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Max Verstappen, George Russell, Lewis Hamilton, Franco Colapinto, Isack Hadjar e Pierre Gasly tra i primi dieci... le Alpine erano in grande spolvero! Seguivano Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg, ma questo non sarebbe andato in griglia, poi Oliver Bearman, Carlos Sainz, Arvid Lindblad che non sarebbe riuscito a partire e Liam Lawson usciti in SQ2, nonché Esteban Ocon, Sergio Perez, Alexander Albon e Valtteri Bottas tra i piloti inclusi nel 107%. Fernando Alonso non ha avuto questo onore, mentre Lance Stroll neanche ha completato un giro. Sono stati mandati in griglia a calci nel fondoschiena.

Sabato in mattinata il mondo del motorsport e non solo quello è stato scosso dalla morte di Alessandro Zanardi, avvenuta nella serata di venerdì. Vorrei dedicare un pensiero proprio a lui, che ha rappresentato la mia città nell'automobilismo e nel ciclismo paralimpico e proclamarmi ancora una volta dispiaciuta per non essermelo filato di striscio all'epoca in cui correva per la Williams. Era il 1999 ed ero perfettamente consapevole che fosse originario di Castel Maggiore, località dell'hinterland bolognese a quindici chilometri dal mio paese, dove ho dei parenti.
Nel 2002 è venuto il momento di iscrivermi alle scuole superiori e ho deciso di scegliere l'istituto tecnico commerciale, il percorso con tre lingue straniere anziché due. Quello più accessibile dal mio paese era a Castel Maggiore. All'inizio mi è dispiaciuto un po', perché dalle mie parti quasi tutti dalle mie parti andavano a Cento, a Bologna oppure a Ferrara, ma alla fine sono stata felice della scelta che ho fatto.
Percorrendo la strada che portava dalla fermata dell'autobus alla scuola, si passava davanti alla sede dell'AVIS, dove c'era un tabellone con una foto di Zanardi, che ne era testimonial. A volte, passando là davanti, capitava di menzionarlo. Visto che era praticamente la celebrità più importante del posto, spesso capitava che qualcuno raccontasse di avere un conoscente di un conoscente di un conoscente che era un conoscente di Alex Zanardi. Quando con la scuola in quinta superiore siamo stati a visitare la sede dell'AVIS, ho visto una sua foto appesa alla parete, sotto la quale vi era scritto che aveva vinto due titoli nella CART. Fino a quel momento non avevo mai saputo nulla dei suoi successi, soltanto del suo incidente del 2001.
Diversi anni dopo, quando lavoravo in una logistica vicina all'aeroporto, ogni giorno in tarda mattinata andavo al lavoro attraversando vari paesi del posto, quelle località in cui da un lato c'è la provinciale e dall'altro ci sono le campagne e le strade con meno traffico. Di tanto in tanto capitava che vedessi arrivare su da una di queste un uomo in handbike. Soltanto dopo l'incidente del 2020 ho scoperto che, quando si recava in visita ai familiari nel bolognese, aveva l'abitudine di girare con l'handbike lungo le strade del posto. In sintesi, al 99% l'ho incrociato in svariate occasioni, senza avere idea che fosse lui.
L'aspetto che mi ha sempre colpito di più, oltre alla sua storia straordinaria, è che tutti conoscevano la sua storia, anche gente a cui non importava un fico secco né dell'automobilismo, né del ciclismo paralimpico. Credo che il mondo sia un po' più vuoto, senza di lui.
Anni fa, ho letto la sua autobiografia (la prima, dopo dovrebbe esserne uscita un'altra) e ricordo che raccontava di quando aveva visto insieme al padre l'incidente mortale di Ayrton Senna in diretta televisiva (all'epoca non aveva un volante, avrebbe preso il posto di Pedro Lamy dopo l'infortunio di quest'ultimo). Per ironia della sorte, se n'è andato proprio nel trentaduesimo anniversario di quel giorno.

Sabato h.18.00, italiane, è partita la sprint. Norris è scattato bene, ha declamato un bel "cya later" e si è involato verso una di quelle vittorie che di lì a poche ore è come se non fossero mai esistite. Piastri ha difeso la seconda posizione, Leclerc e Antonelli, che si era piantato al via, hanno avuto un turbolento duello nel quale Leclerc ha imprecato come se non ci fosse un domani contro Kimi.
Terminata la gara ha ricordato che i messaggi di quel tipo vengono trasmessi in mondovisione e sono tendenzialmente fonte di caciara incontrollata, quindi alla fine ci ha tenuto a precisare: "Antonelli è un bambino che in caso di vittoria riceverebbe il waard anche negli States, non minacciatelo di morte. Al massimo ricordategli che i bravi bambini stanno in fila per due senza spingere".
Mentre stavano in fila per due, gli Hamiltstappen hanno fatto un po' di trambusto. Secondo il Vanz, Verstappen avrebbe superato Hamilton in una via di fuga e ci sarebbe stato da discutere. O me le sono perse, o non ci sono state discussioni in proposito, né indagini. Antonelli invece si è beccato una penalità per track limits che l'avrebbe portato a perdere la posizione ottenuta al traguardo.
Risultato: Norris, Piastri, Leclerc, Russell, Verstappen, Antonelli, Hamilton e Gasly in zona punti, limitata ai soli primi otto, con Hadjar e Colapinto a completare la top-ten. Bortoleto ha chiuso undicesimo ma è stato squalificato per irregolarità tecniche, quindi dall'undicesimo al diciannovesimo posto si sono classificati Ocon, Bearman, Sainz, Alonso, Perez, Stroll, Albon e Bottas. Si segnala che Albon a un certo punto è dovuto rientrare per un cambio gomme in corso d'opera, ma è riuscito comunque a precedere una Cadillac.

La Mercedes di Antonelli ha preceduto tutti in qualifica, davanti alla Redbull di Verstappen, alla Ferrari di Leclerc, alla McLaren di Norris, alla Mercedes di Russell, alla Ferrari di Hamilton, alla McLaren di Piastri, all'Alpine di Colapinto, alla Redbull di Hadjar poi squalificato e retrocesso in ultima piazza (dalla pitlane) e all'Alpine di Gasly a completare la top-ten.
Erano usciti in Q2 l'Audi con Hulkenberg, la Racing Bulls con Lawson e le Haas e Williams alternate, con Bearman, Sainz, Ocon e Albon. Il primo degli esclusi in Q1 era Lindblad con la Racing Bulls, poi le Aston Martin di Alonso e Stroll, le Cadillac di Bottas e Perez, infine l'Audi di Bortoleto sceso in pista soltanto nelle ultime fasi della prima manche.
Si iniziava a parlare nel frattempo delle avverse condizioni meteo, con temporali previsti per l'orario di gara, le 16.00 americane di domenica 3 maggio nonché 22.00 italiane. È stata quindi anticipata alle 13.00 ovvero le nostre 19.00, con la differita TV8 che è stata trasmessa alle 22.00 anziché in tardissima serata.
Domenica pomeriggio, dopo avere parcheggiato in cortile, ho sentito le signore del cortile vicino che, sedute davanti al garage, menzionavano la morte di Zanardi. Una di queste signore, il giorno del GP d'Ungheria 2008, venne invitata da una vicina a scendere in cortile, ma disse che non poteva perché doveva finire di stirare, dato che prima aveva guardato "la Ferrari" e si erano rammaricate per il ritiro di Felipe Massa a pochi giri dalla fine.

Plot twist: nel momento stesso in cui la gara partiva in differita, è andato via il segnale, per poi tornare regolarmente dopo sei/ sette minuti. Ho cercato di vedere ciò che non si vedeva in TV dal sito di TV8, ma ovviamente non ho fatto in tempo a vedere la partenza, di cui ho visto in seguito i replay.
Antonelli e Verstappen sono andati entrambi lunghi, Leclerc li ha evitati, si è portato in testa. Kimi è scivolato dietro le McLaren, Verstappen in testacoda ha perso comunque poche posizioni. Nel trambusto si sono toccati Hamilton e Colapinto.
Intorno alle 22.15 orario di TV8 si è visto Hadjar a muro che prendeva a pugni il volante neanche fosse stato Toto Wolff al cospetto di un tavolo. Nel frattempo dopo un contatto con Lawson, Gasly è cappottato ed è finito sulle barriere.
Antonelli: "Io a dire il vero ero anche attivato a passare in testa, per poi essere ripassato da Leclerc e anche da Norris in attesa che Bernd Maylander venisse chiamato in causa."
L'Autrice(C): "Ah sì, è vero, ma ero presa dal fatto che il Vanz ha menzionato un passato cappottamento di Hulkenberg, senza ricordare che Nico si era lamentato di essere rimasto incastrato come una mucca.
Hadjar e Gasly si sono ritirati ciascuno sul posto, Lawson ai box e poi dalle posizioni in classifica risultava ritirato anche Hulkenberg.
Alle 22.30 Leclerc e Norris lottavano per la leadership, con Lando passato in testa. Leclerc si è quindi messo a lottare con Antonelli per la seconda piazza. Kimi alla fine è riuscito a spuntarla. Dietro seguivano Piastri, Russell, Hamilton, Colapinto, le Williams, le Haas... e Verstappen che si era fermato ai box in regime di safety car, mentre nessun altro pilota rilevante l'aveva fatto visto che si puntava a fermarsi quando sarebbe arrivata la pioggia.
Dopo un errore, Leclerc si è ritrovato a duellare con Piastri, almeno finché Charles non è rientrato ai box dopo Russell subendo undercut dalll stesso Russell, mentre Verstappen dopo avere superato le Haas, le Williams e Colapinto inseguiva Hamilton.
Tutti nel frattempo via radio parlavano di pioggia imminente, ma nel frattempo sembrava non piovere affatto e Antonelli rientrava ai box mentre Verstappen stava davanti a Hamilton, che poi si sarebbe ugualmente fermato ai box così come i piloti McLaren.
L'uomohhhh kontrohhhh le makkinehhhh era leader, ma dietro di lui si sono avvicinati Antonelli e Norris. Se ne sono andati avanti in trio per un po', poi Kimi ha fatto una pernacchia e si è portato in testa, con anche Lando che superava Max.
La pioggia: Error 404, not found. Colapinto nel frattempo non si fermava ed era quarto, mentre Leclerc superava Russell e tutte le sue -L al culmine di un duello. Il tempo di scrivere questa frase e Colapinto si è fermato... quindi Leclerc era quarto, con Russell quinto, Piastri sesto, Hamilton settimo e poi via via tutti gli altri come avrebbe detto Mazzoni oppure Poltronieri prima di lui.
Colapinto: "Il primo dei via via tutti gli altri sarei io, dopodiché ci sono le Williams."
Piastri è uscito vincente da un duello con Russell, intanto si viaggiava spediti verso la gara inoltrata. Verstappen faticava con quelle gomme messe da ormai molto tempo. Leclerc l'ha superato, Piastri pure... e poi, loro due, sarebbero andati a lottare per il gradino più basso del podio, almeno finché la macchina di Charles non ha rallentato di colpo all'ultimo giro e in seguito ha sbinnato come un Sebastian Vettel qualsiasi. Ha tentato di mantenere almeno la quarta piazza nel giro finale girando più per le vie di fuga che per l'asfalto e venendo sfilato da Russell e Verstappen.
Tutte le -L: "Niente da dire sul fatto che abbiamo superato Max?"
L'Autrice(C): "Io a dire il vero me n'ero accorta dai distacchi, ma interrompo le trasmissioni per comunicare che alle 23.45 con la gara appena finita su TV8, leggo su Xwitter che Leclerc ha ricevuto 20 secondi di penalità e che è scivolato dalla sesta all'ottava posizione, quindi arrivati a questo punto credo sia meglio pubblicare il commento domani, anche perché devo ancora finire il disegno da abbinare al testo. Adesso godiamoci un po' di acqua di rose per il vincitore!"
Per onore di cronaca, anche Verstappen ha rimediato una penalità, per un taglio di linea bianca avvenuto in corso d'opera, ma non ha perso posizioni.


RISULTATO: Antonelli, Norris, Piastri, Russell, Verstappen, Hamilton, Colapinto, Leclerc, Sainz, Albon, Bearman, Bortoleto, Ocon, Lindblad, Alonso, Perez, Stroll, Bottas, Ritirati Hulkenberg, Lawson, Gasly, Hadjar.



EDIT - piccola correzione, ho riletto il passaggio menzionato dell'autobiografia di Zanardi, che racconta di essere stato a Imola insieme al padre al sabato, giorno dell'incidente di Roland Ratzenberger. Narra invece che l'indomani guardava la gara alla televisione, ma insieme a un amico.

sabato 2 maggio 2026

In ricordo di Alessandro Zanardi (23.10.1966 - 01.05.2026)

Alex Zanardi era l'uomo dalle due vite, prima dell'incidente in Formula CART e dopo, nella sua carriera di atleta paralimpico.
Era colui che ce l'aveva fatta, che si era reinventato, fino a quell'altro terribile incidente in handbike.
Da allora, il silenzio e poi, di colpo, a distanza di anni, la bandiera a scacchi.


Stamattina è arrivato l'annuncio spiazzante che ieri sera ha tagliato il traguardo.
È difficile sintentizzare che cosa abbia rappresentato. Forse si può dire che il mondo si divide in tre categorie esaustive di persone: chi ama l'automobilismo e quindi amava Alex Zanardi, chi ama il ciclismo paralimpico quindi amava Alex Zanardi, infine chi non ha alcun interesse né per l'automobilismo né per il ciclismo paralimpico, ma amava lo stesso Alex Zanardi.