lunedì 25 maggio 2026

Formula Academy 2026: Palmowski domina opening race e feature race, nel mezzo Paatz vince la reverse grid race dopo una penalità per Ferreira

Benvenuti in Canada, dove la Formula Academy prevede un format a tre gare, per sopperire all'accorciamento del calendario dovuto alla cancellazione dei gran premi mediorientali. Ci sono Opening Race, Reverse Grid Race e Feature Race. In sintesi, se ho ben capito, in Feature si parte con la griglia stilata dalle qualifiche, in Reverse Grid race con la solita reverse grid delle prime otto in qualifica, in Opening con il secondo miglior tempo ottenuto in qualifica.

Su come capire, sul sito della categoria, quale sia la griglia della Opening e quale quella della Feature, purtroppo non c'è un apposito tutorial. Quello che sappiamo è che Alisha Palmowski (Campos/ livrea Redbull) ha ottenuto la pole position per entrambe. Seguono Payton Westcott (Prema/ livrea Mercedes), Megan Bruce (Campos), Emma Felbermayr (Rodin/ livrea Audi), Matilda Paatz (Prema/ livrea Aston Martin), Alba Hurup Larsen (MP Motorsport/ livrea Ferrari), Raffaela Ferreira (Campos/ livrea Racing Bulls), Kaylee Countryman (ART/ livrea Haas) a completare la zona reverse grid.

Per la Opening race c'è qualche lieve differenza, tipo Bruce davanti a Westcott e Lisa Billard (ART) che precede Countryman, ma nevermind, preoccupiamoci di Palmowski che, leader incontrastata per tutta la gara, va a prendersi la vittoria con ben dieci secondi di vantaggio nei confronti della diretta inseguitrice (record della categoria), che è Bruce. Westcott purtroppo deve fare un passaggio per i box e conclude la gara nelle retrovie.
Sul podio con Palmowski e Bruce troviamo Paatz, poi a seguire Ferreira, Larsson, Ella Lloyd (Rodin/ livrea McLaren), Countryman, Ella Stevens (Rodin), Nina Gademan (MP Motorsport/ livrea Alpine) nonostante una penalità e Felbermayr a completare la top-ten, quest'ultima dopo una partenza al rallenty.
Segue undicesima Autumn Fisher (Hitech - wildcard), dopodiché Jade Jacquet (ART/ livrea Williams), Rachel Robertson (Hitech), Natalia Granada (Prema) e Billard coinvolte in un contatto, solo sedicesima Westcott, infine Ava Dobson (Hitech) ed Esmee Kosterman (MP Motorsport) autrice di un incidente(?).

Si prosegue con una Reverse Grid race decisamente movimentata da incidenti (Dobson vs Robertson, successivamente Gademan), ma al contempo anche non troppo movimentata perché si gira parecchio dietro safety car. Ferreira, passata in testa al via, non ha modo di allungare come aveva fatto Palmowski e questo non va a suo favore, la penalità di cinque secondi che si procaccia per false start si rivela pesantissima.
Taglia il traguardo davanti a tutte, ma è solo ottava nell'ordine d'arrivo ufficiale. Vince Paatz, che ha in precedenza superato Countryman, mentre terza giunge Westcott.
Le penalità sono varie, alla fine concludono la zona punti, in questo caso estesa alle prime otto, Granada, Billard, Felbermayr, Bruce e la già menzionata Ferreira. Segue Kosterman, mentre è solo decima Palmowski autrice di una gran sbinnata, nella quale ha avuto la peggio Gademan finita nelle barriere per evitarla. Seguono Larsen, protagonista di un contatto, Jacquet, Lloyd, Fisher e Stevens.

In una Feature Race disputata su pista bagnata, ma senza grossi intoppi derivanti dalle condizioni meteo, Palmowski batte il record del giorno precedente vincendo con un gap ancora più elevato, nonostante un messaggio inquietante su una potenziale perdita di potenza. Felbermayr e Bruce finiscono 2/3, stesse posizioni che occupano in classifica, dove sono comunque abbastanza distanti da Palmowski.
Westcott chiude quarta precedendo Paatz, mentre dietro c'è un gruppetto protagonista di duelli scatenati per gran parte della gara: Larsen, Gademan, Granada, Lloyd e Ferreira che chiudono la zona punti. A seguire si classificano Stevens, Kosterman, Jacquet, Robertson, Billard, Countryman, Dobson e Fisher.
Il ritorno in pista è previsto per Silverstone nel primo weekend di luglio, tra cinque settimane.



domenica 24 maggio 2026

Indycar 2026: 110th Indianapolis 500 (#7)

24 Maggio 2026/ Memorial Sunday: è il giorno della SoVrApPoSiZiOn3 tra la Indy 500 e il GP del Canada, ma per ora ci occupiamo di Indianapolis perché in ordine cronologico arriva prima e anche e soprattutto perché, avendo seguito la gara in una diretta non ufficiale su Youtube, con un bel riquadro scuro in mezzo che serviva al proprietario del canale per non essere bannato e la gara che si vedeva meglio quando c'era la pubblicità con schermo diviso in due, ho già scritto la relativa narrazione.

Quest'anno c'erano solo 33 vetture iscritte, pertanto non vi è stato il Bump Day, ma il weekend antecedente la gara era dedicato alle qualifiche, con il sabato che poi è saltato per via di un lungo rain delay. Di conseguenza alla domenica c'è stata una sessione che definiva le posizioni dalla 13^ in poi, dopodiché la Fast 12. Alla fine il risultato che ne è venuto fuori è stato il seguente:

1^ fila: Alex Palou, Alexander Rossi, David Malukas
2^ fila: Felix Rosenqvist, Santino Ferrucci, Pato O'Ward
3^ fila: Kyffin Simpson, Conor Daly, Scott McLaughlin
4^ fila: Scott Dixon, Rinus Veekay, Takuma Sato
5^ fila: Ed Carpenter, Helio Castroneves, Christian Rasmussen
6^ fila: Marcus Armstrong, Marcus Ericsson, Christian Lundgaard
7^ fila: Will Power, Nolan Siegel, Louis Foster
8^ fila: Ryan Hunter-Reay, Josef Newgarden, Romain Grosjean
9^ fila: Kyle Kirkwood, Katherine Legge, Mick Schumacher (R)
10^ fila: Graham Rahal, Dennis Hauger (R), Jacob Abel (R)
11^ fila: Sting Ray Robb, Caio Collet (R), Jack Harvey

A dire il vero gli ultimi due menzionati si erano classificati 10° e 29° poi sono stati squalificati per irregolarità tecniche e mandati nelle ultime due posizioni. Collet in particolare aveva centrato la top-12 e competendo per la "carica" di Rookie of the Year avrebbe potuto approfittarne per cercare di svettare sugli altri rookie che stavano tutti in quelle che Mazzoni avrebbe potuto definire le "melme della bassa classifica".
La primissima parte di gara ha visto Palou e Rossi duellare per la leadership con vari avvicendamenti. Tutto nel frattempo proseguiva tranquillo fino intorno al 15° giro: Hunter-Reay (Arrow McLaren) è andato a muro e anche Legge (HMD Foyt) è andata a sbattere per evitare l'incidente.
Quasi tutto lo schieramento è rientrato ai box in regime di safety car, Palou è uscito dietro agli "alternativi", Rossi più arretrato dopo avere avuto una sosta problematica. Veekay, Grosjean e nientemeno che Collet erano i primi tre, anche se Veekay è rientrato non troppo tempo dopo. Al momento in cui Carpenter (con il suo omonimo team) è andato a muro con ritorno della SC, Grosjean era leader anche se al restart Collet ha preso la testa della gara, dove si è alternato con Daly e Palou fino al momento della sosta in regime di bandiera verde.
Dopo essersi fermati ai box Collet e Grosjean erano nelle retrovie, frattanto Daly si vedeva strappare la testa della gara da Palou. Ci avvicinavamo intanto al giro 50.
Una decina di giri più tardi era nuovamente momento di pitstop, stavolta non sono occorsi incidenti quindi tutte le soste sono avvenute in bandiera verde. Palou ne è uscito di nuovo leader, Daly più arretrato, Dixon era il pilota che più guadagnava in quei frangenti e al 69° ha superato Palou per la leadership, a quel punto è iniziato un susseguirsi dei due in testa alla gara.
Più tardi abbiamo avuto i ritiri di Rossi (Carpenter) per un guasto al motore e di Power (Andretti) per un testacoda all'uscita della pitlane.
Nel frattempo, dopo un giro di pitstop dietro safety car, Dixon era ancora leader... ma al giro 105 la gara è stata redflaggata per... pioggia?! Non è che di pioggia se ne vedesse, almeno con i mezzi con i quali stavo vedendo la gara, ma a giudicare dai commenti letti su Xwitter non ero la sola a esprimere una simile rimostranza.

Mentre tutto lasciava pensare che molto probabilmente la gara sarebbe finita DOPO l'inizio del GP del Canada e non prima, al restart Malukas ha preso la testa della gara, con a seguire Palou, Daly e Newgarden e Dixon relegato in quinta piazza. Poi al 115° giro è entrata la safety car per lo stesso identico motivo: "inclement weather". Dieci giri più tardi la bandiera verde... o almeno così doveva essere, ma Newgarden (Penske) ha messo la macchina nel muro.
Al 131° abbiamo avuto un restart con Daly brevemente leader e McLaughlin e Palou in lotta per la prima posizione, con anche McLaughlin che ha sopravanzato Daly. Con qualche cambio di leadership - e il ritiro di Rasmussen (Carpenter) - la situazione è rimasta immutata fino intorno al 150° quando si sono svolti i pitstop, con la consapevolezza che si stava andando a delineare un'alternanza di finestre di pitstop.
Al 175° giro Malukas è ha aperto il giro delle ultime soste, anche Palou è rientrato, mentre altri tipo Rosenqvist, O'Ward e Armstrong speravano in una safety car per risparmiare carburante e nel frattempo proseguivano là davanti.
Mentre ormai le 22.00, ora di inizio del GP del Canada (che mentre scrivo questo post probabilmente si avvia verso le fasi conclusive, ma non lo so perché su TV8 ancora non è iniziato), erano sempre più vicine, Collet (Foyt) ha deciso di dare un seguito al mio dubbio su chi sarà eletto Rookie of the Year: a otto giri dalla fine è andato a sbattere in maniera micidiale ritrovandosi con la macchina in frantumi, un principio di incendio e una bandiera rossa.

Al restart a quattro giri dalla fine, a cui Castroneves (Meyer Shank) sembra non avere preso parte dopo un guasto, Armstrong ha preso la testa della gara, inseguito da Malukas, ma subito c'è stata una safety car caratterizzata da una certa creatività. Nel momento in cui le vetture scattavano, infatti, Schumacher ha vagamente sfiorato il muro, ha ondeggiato un attimo... e basta, lì era e lì è rimasto. Era fisicamente uno degli ultimi del gruppo poiché era l'ultimo dei piloti a pieni giri e nessun altro è stato minimamente coinvolto. Aspettare un attimo e vedere se stava effettivamente succedendo qualcosa sembrava brutto, quindi safety car che magari tutto si decide in un solo giro!
E difatti così è andata, con Malukas che ha sfilato Armstrong ed è scappato verso il traguardo. Rosenqvist, però, aveva altri piani per lui e alla fine è andato a vincere con il minore gap della storia della Indy 500. Vittoria epica, non lo nego, ma non posso non commuovermi per quel povero disgraziato di Malukas che si è avvicinato così tanto alla vittoria...

That's all: Rosenqvist (Meyer Shank), Malukas (Penske), McLaughlin (Penske), O'Ward (Arrow McLaren), Armstrong (Meyer Shank), Veekay (Juncos), Palou (Ganassi), Ferrucci (Foyt), Grosjean (Coyne), Sato (Rahal Letterman), Siegel (Arrow McLaren), Daly (Dreyer & Reinbold), Ericsson (Andretti), Simpson (Ganassi), Dixon (Ganassi), Kirkwood (Andretti), Lundgaard (Arrow McLaren), Schumacher (Rahal Letterman), Hauger (Coyne), Rahal (Rahal Letterman), Foster (Rahal Letterman), Harvey (Dreyer & Reinbold), Robb (Juncos), Abel (Abel Motorsports).

sabato 23 maggio 2026

Formula E 2026: l'eprix di Montecarlo (#9, #10) dopo quello di Berlino (#7, #8)

Credo sia giunto il momento di ammetterlo: non sono riuscita a stare dietro a tutto. Delle ultime quattro gare di Formula E sono riuscita a vedere soltanto la seconda di Montecarlo, quella di domenica scorsa, che si è svolta nello stesso giorno delle qualifiche di Indianapolis. Quest'anno è saltata la SoVrApPoSiZiOn3 Monaco/ Indy 500 ma siamo riusciti comunque a vedere entrambi i circuiti nello stesso fine settimana.

Venivamo dall'eprix di Berlino, avvenuto nello stesso weekend in cui mio padre è stato ricoverato in ospedale, che non sono riuscita minimamente a seguire e che ha avuto questi risultati:
EPIX DEL SABATO/ 1. Nico Muller, 2. Nick Cassidy, 3. Oliver Rowland;
EPRIX DELLA DOMENICA/ 1. Mitch Evans, Oliver Rowland, Pascal Wehrlein.

Anche a Montecarlo c'era doppio evento e nella gara del sabato, che non ho visto, a vincere è stato Nyck De Vries, precedendo Evans e Pepe Martí al primo podio nella categoria.
Poi niente, è arrivata la domenica, con me davanti alla TV alle 15.00 e Dan Ticktum che partiva di nuovo dalla pole come al sabato, nella speranza di non mandare tutto al vento - spoiler: la speranza non si è concretizzata.



In ottimo stile Formula E è stata un'ennesima giornata di ruotate e sportellate, senza però distruggere barriere o fare altre cose tipiche della Formula E. C'è stato un numero di penalità esorbitante, che poteva condurre a riflessioni del tipo "non c'è più la Formula E dei very uominy".
Alla fine a portare a casa la vittoria è stato Oliver Rowland, con Felipe Drugovich secondo al primo podio in carriera e terzo Antonio Felix Da Costa.
Mitch Evans al momento è leader della classifica e la serie elettrica tornerà tra varie settimane con gli appuntamenti asiatici.


venerdì 22 maggio 2026

Senza parole di fronte alla morte di Kyle Busch (1985 - 2026)

Motorsport is dangerous, lo senti ripetere di frequente ma non abbastanza da non restare senza fiato di fronte a una disgrazia. Ti senti sollevata, tutto sommato, dal fatto che le disgrazie non siano più frequenti come un tempo. Motorsport is dangerous, ma la vita è un controsenso ed ecco che ti ritrovi con piloti morti o in fin di vita mentre facevano qualcosa di molto meno pericoloso del proprio mestiere. Proprio oggi, 22 maggio, nove anni fa se ne andava Nicky Hayden, a causa delle ferite riportate dopo essere stato investito mentre era in bicicletta.
Resti spiazzata ma per qualche verso lo accetti, perché così va la vita. Però non sei preparata, e non lo sarai mai, a sentire di un pilota in attività che muore all'improvviso PER CAUSE NATURALI. Qualcosa, dentro di te, ti dice che 41 anni sono troppo pochi per morire di cause naturali.


Sono passati anni da quando seguivo la NASCAR. Di Kyle Busch ricordo la livrea M&M. Mi affascinava il fatto che sia lui sia il fratello Kurt gareggiassero ad alti livelli nella stessa categoria, perché le coppie di fratelli front runner scarseggiano drammaticamente.
Ieri sera ho letto il comunicato che annunciava il suo forfait dalla Coca Cola 600 per "serious illness" e il conseguente ricovero in ospedale. Può succedere, mi sono detta. Non immaginavo certo che avesse qualcosa di così grave da vedere quell'altro comunicato.
Doveva essere all'incirca mezzanotte, sono entrata su Facebook con l'intenzione di dare un'ultima occhiata ai social prima di andare a letto. Quando ho letto un post che commemorava Kyle Busch ho pensato "questo è un coglione che scrive post fasulli di pessimo gusto". Poi mi sono accorta che non un troll, ma il profilo ufficiale di un'altra categoria motoristica.

Sono senza parole.



mercoledì 20 maggio 2026

La U.S. 500 dei Very Uominy: quando la CART ha tentato di rubare la scena gareggiando in SoVrApPoSiZiOn3 alla Indy 500... e ha floppato mestamente!

Il 1996 è stato un anno molto travagliato per le competizioni open wheel d'oltreoceano, con i team della CART estromessi dalla IRL e il conseguente split che sarebbe durato per oltre un decennio. Nel Memorial Weekend, come al solito, era prevista la 500 miglia di Indianapolis, un'edizione tacciata di avere una delle peggiori griglie di sempre. A dire il vero qualche pezzo grosso c'era: Eddie Cheever, Michele Alboreto, Arje Luyendyk... c'era anche Tony Stewart, poi divenuto un pezzo grosso della NASCAR, che scattava dalla pole, "ereditata" dopo la tragica morte di Scott Brayton nei test post-qualifiche.
È inutile negare che la CART avesse una griglia migliore. Il 26 maggio 1996, con quella griglia, ha deciso di sfidare apertamente la IRL: disputare in Michigan una gara di 500 miglia con una qualifica in stile Indy e una propaganda che portava a chiedersi: che cosa potrà mai andare storto?
Soffermiamoci sulla propaganda. Provate a immaginare la classica propaganda americana, quel tipo di propaganda interamente basata sull'autoesaltarsi, sull'autoproclamarsi migliori e sul millantare ai quattro venti cifre astronomiche alla voce "dimensioni del pene". Solitamente gli americani proclamano di essere i the best dei the best quando devono screditare serie non americane. In questa circostanza il messaggio era chiaramente rivolto alla IRL.

Lo spot era anche carino: venivano inquadrati tutti i piloti allineati uno dietro l'altro, tutti con espressioni serie a parte Paul Tracy, e il messaggio di fondo che suonava come: who kers della IRL, i piloti della CART sono very uominy. Nel frattempo ci si preparava a una partenza in fila per tre, con tanto di telecronisti che da una mezz'ora andavano di lungo con la storia dei migliori piloti al mondo, della migliore categoria al mondo e quant'altro.
Nel frattempo scorreva la griglia, con vari piloti che sfoggiavano occhiali modello nonna degli anni '90 e Bobby Rahal che sembrava più vecchio allora che adesso. I primi tre erano Jimmy Vasser, Adrian Fernandez e Bryan Herta, con i team Ganassi, Tasman e Rahal. Le vetture seguivano la safety car durante il pace lap, in attesa della bandiera verde. Proprio mentre i telecronisti ancora millantavano che solo lì c'erano i veri uomini, Vasser e Fernandez si sono toccati, finendo verso Herta, dove per "verso" si intende spalmandovisi contro.
Così facendo hanno lasciato campo libero all'altra Ganassi e alle due Penske. Alex Zanardi, Al Unser Jr e Paul Tracy sono passati indenni. Il resto della griglia si divideva in piloti incidentati e piloti che tagliavano per i campi per evitare di incidentarsi... un grande successo, non lo si può negare.

A pagare il prezzo più alto è stato Fernandez che nel marasma ci ha rimesso l'unica vettura sulla quale poteva appoggiare il fondoschiena e, quando decine di minuti più tardi è stata ripetuta la procedura di partenza, non era presente. C'era invece Vasser, con la vettura di riserva, e la prima parte di gara è stata caratterizzata dalle Ganassi 1/2 e Zanardi è succeduto a Vasser come race leader. Jimmy è anche scivolato dietro la Forsythe di Greg Moore, vettura dalla bellissima livrea turchese con sponsor di tabacco canadese, che dava tante Ligier vibes. <3
Nel frattempo abbiamo avuto quattro ingressi ravvicinati della safety car per le seguenti ragioni: 1) rottura del motore per Scott Pruett/ Patrick Racing, 2) stessa cosa per Fredrik Ekblom/ Walker Racing, 3) detriti, 4) sbinnata(?) di Juan Fangio II/ All American Racers, che in seguito si sarebbe ritirato per un guasto al motore.
Tra una cosa e l'altra anche Raoul Boesel, pilota del team Green, si è ritirato, così come Michael Andretti di Newman Haas.
Le diverse finestre di pitstop hanno portato nelle zone alte soggettoni di un certo livello, vedi Mauricio Gugelmin/ Pacwest, vedi Roberto Moreno/ Payton Coyne. I lettori sono autorizzati a strapparsi via le mutande, ma li invito a mantenere un certo contegno. E comunque dopo sono tornati davanti Zanardi, Moore e colleghi vari.

Abbiamo avuto anche incidenti: Gary Bettenhausen che correva per l'omonimo team di proprietà del fratello nonché tra l'altro compagno di squadra di Stefan Johansson, Bobby Rahal che correva per il proprio team... due safety car, poi un'altra per olio(?) sulla pista. Del resto i motori non reggevano molto a lungo, in certi casi, abbiamo perso per strada Robby Gordon/ Walker Racing e poi Jeff Krosnoff/ Arciero, quest'ultimo proveniente dalla Japanese Formula 3000 (quella che poi è divenuta Formula Nippon e Superformula). Secondo i rumour, quando viveva in Giappone, Krosnoff era il coinquilino di Mika Salo, Heinz-Harald Frentzen, Eddie Irvine, Roland Ratzenberger e Johnny Herbert.
Tornando alla gara, Moore ha fatto un testacoda e anche se ha proseguito è entrata la safety car. Le carte in tavola si sono rimescolate e tra una sosta e l'altra è emerso leader nientemeno che Parker Johnstone/ Comptech Racing. Johnstone era comunque inseguito dalle Ganassi che cercavano di risalire, ma nevermind, non potevamo fare altro che goderci la sua leadership... finché fosse durata.
C'era altro che non era destinato a durare: mentre Zanardi si avvicinava a Johnstone, il motore ha fatto una sfumazzata micidiale. Secondo il telecronista, era raro vedere una scena del genere con un motore Honda. Sono sicura che nessun telecronista di Formula 1 negli anni successivi avrebbe mai pronunciato una frase analoga!

Ovviamente tutto ciò ha provocato una safety car e non è stata l'ultima. Purtroppo Johnstone sembra avere fatto una mezza sbinnata, poi anche Herta che poi si sarebbe anche ritirato per problemi di motore, stesso destino toccato anche a Johansson. Infine dalla macchina di Moore si è alzata una sfumazzata micidiale sulla falsariga di quella uscita dal retrotreno della macchina di Zanardi, sono stati ex equo i guasti al motore più altisonanti dell'evento.
Tra una cosa e l'altra André Ribeiro/ Tasman spesso visto nelle posizioni di spessore di è fatto diversi giri in testa, anche se alla fine l'avrebbe spuntata Vasser, proprio uno dei piloti che avevano reso frizzante il primo tentativo di partenza. Soltanto un altro pilota ha chiuso a pieni giri, ovvero Gugelmin, mentre Moreno ha completato il podio. Ribeiro ha concluso quarto, precedendo la Pacwest di Mark Blundell.
Al sesto posto si è classificato Eddie Lawson: l'ex pilota di motociclismo ha infatti reso spettakolarehhhh la CART dopo avere gareggiato in precedenza di Indylights. Seguivano le Penske di Tracy e Unser, poi Gil De Ferran su Jim Hall Racing ed Emerson Fittipaldi su Logan Penske. Johnstone è giunto undicesimo davanti alla Newman Haas di Christian Fittipaldi, infine pare che a millemila giri di gap da qualche parte fosse ancora in pista Hiro Matsushita/ Payton Coyne.