giovedì 14 luglio 2022

Il ritorno di Alliot // GP Ungheria e Belgio 1994

Ci siamo lasciati con il GP di Germania ed è ora di tornare nel 1994, accogliendo il ritorno di Philippe Alliot, che prende parte ai GP d'Ungheria e del Belgio. Non che sia il principale pilota di questi eventi, ma mi sembrava giusto citarlo, in onore dei bei vecchi tempi in cui ostruiva chi cercava di doppiarlo. Il suo ritorno all'Hungaroring è in McLaren, dove è pilota di riserva, al posto di Mika Hakkinen che si è procacciato una gara di sospensione dopo l'incidente a Hockenheim.
In Belgio invece gareggia per la Larrousse al posto di Olivier Beretta. Mentre il monegasco esce definitivamente di scena, la presenza di Alliot è one-off: nel corso del resto della stagione, infatti, quel volante sarà occupato prima da Yannick Dalmas e poi da Hideki Noda. Alliot non passerà alla storia per i risultati di questi due gran premi, quanto piuttosto perché, dopo il passaggio in Larrousse, osserverà che la McLaren ha un cambio con sistema interamente automatico mentre la Larrousse no, evocando dubbi sulla regolarità della McLaren (già discussi insieme ai dubbi sulle presunte irregolarità di Benetton, Ferrari e forse altri).

UNGHERIA - Michael Schumacher e Damon Hill sono affiancati in prima fila, con Hill che sembra quasi prendere la leadership al via, ma non c'è verso. È la Benetton a restare davanti, mentre più indietro un incidente mette fuori la Tyrrell di Ukyo Katayama ed entrambe le Jordan di Eddie Irvine e Rubens Barrichello. È la seconda gara in successione in cui la Jordan fa doppio ritiro al primo giro, come ricompensa si meriterebbe minimo una pole position di Rubinho sul bagnato in Belgio...
La gara è essenzialmente un susseguirsi di Schumacher in testa, Hill secondo e Coulthard terzo, prima che David esca per incidente. A quel punto i papabili per il terzo posto sono Martin Brundle o Gerhard Berger. Il ferrarista è però costretto al ritiro a pochi giri dalla fine, mentre si trovava dietro anche a Jos Verstappen. Doppio ritiro per la Ferrari in questa occasione. Curiosità: Berger sarà scarrozzato ai box da una Larrousse non meglio identificabile.
Brundle sembra ormai destinato al terzo posto, ma il ritiro per un guasto a un giro dalla fine lo fa scivolare semplicemente quarto. Terzo risale Verstappen, prima doppiato alle spalle di Schumacher e poi lasciato sdoppiare dal compagno di squadra che al parc fermé lo festeggia con una pacca sul casco.
La Tyrrell di Mark Blundell e la Ligier di Olivier Panis - secondo classificato nel gran premio precedente - si classificano in quinta e sesta posizione, ultimi piloti a prendere punti. Finisce così, poi si va in Belgio, a casa di Philippe Adams (pilota che vedremo in Lotus al posto di Alessandro Zanardi, che è il pilota titolare fin dal momento dell'infortunio di Pedro Lamy).

BELGIO - la pole di Barrichello è più frutto del meteo che di una potenziale superiorità della Jordan, quindi lo vediamo subito mettersi avanti con i lavori e farsi superare da Schumacher, un po' come se fossero già compagni di squadra in Ferrari. A proposito della Rossa, Jean Alesi supera a sua volta Rubinho, ma finisce ritirato in brevissimo tempo. L'agonia della gara di Berger dura qualche giro di più, ma anche lui non va molto avanti.
Barrichello, con la vettura pesante perché punta a una sosta in meno, perde qualche altra posizione ma riesce comunque nel giro dei pitstop a non rimanere troppo indietro. Un incidente, comunque, mette fine alla sua gara. Frattanto Coulthard, anche lui su una sosta in meno, riesce a portarsi secondo. Un problema al cambio comunque lo costringerà a una sosta extra verso fine gara e avrà anche un contatto con Blundell.
Schumacher taglia il traguardo in prima posizione dopo anche una sbinnata random e sale sul podio con Hill e Hakkinen salvo poi essere squalificato perché ha il fondo troppo basso. La Benetton tenta una difesa affermando che il fondo sia stato danneggiato nel testacoda, ma non c'è verso di ribaltare il verdetto, con grande soddisfazione di Gianfranco Mazzoni che così si procaccia una storia di cui parlare per i vent'anni successivi.
Hill e Hakkinen risalgono primo e secondo, mentre Verstappen si aggiudica il terzo posto. Nonostante il fattaccio di cui sopra Coulthard e Blundell sono quarto e quinto, mentre Gianni Morbidelli con la Footwork viene promosso in sesta posizione. Finisce così anche questo gran premio, tutti pronti per Italia e Portogallo, specie J.J.Lehto che tornerà sulla Benetton in sostituzione di Schumacher, per cui giunge inesorabile la sospensione in sospeso.


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