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sabato 25 luglio 2026

Indycar 2026: #11 Mid-Ohio e #12 Nashville

Due settimane fa (quasi tre, dato che sono in ritardissimo) si è svolto l'undicesimo evento del campionato di Indycar, l'Honda Indy 200 GP a Mid-Ohio, mentre nell'ultimo fine settimana il dodicesimo, sull'ovale di Nashville, denominato Borchetta Bourbon Music City GP... anzi, non nell'ultimo fine settimana, ma di lunedì causa condizioni meteo inadeguate la domenica.

MID-OHIO: Christian Lundgaard (Arrow McLaren) ha conquistato la pole position precedendo il compagno di squadra Pato O'Ward e alla partenza di sono mantenuti 1/2 davanti a David Malukas (Penske), Rinus Veekay (Juncos) e Will Power (Andretti). Dopo un primo stint molto tranquillo, con i primi tre che su diversa pitstop window hanno proseguito più a lungo, i primi quattro erano ancora invariati, mentre Kyle Kirkwood (Andretti) si trovava in quinta posizione.
Dopo un acceso duello con Lundgaard, O'Ward si è preso la prima posizione, che ha conservato dopo il secondo giro di pitstop. Veekay, Kirkwood e Malukas completavano i primi cinque e il telecronista ha raccontato, collegandosi ai mondiali di calcio, che il padre di Kirkwood era stato un calciatore professionista, che il piccolo Kyle aveva abbandonato il calcio per i kart e che suo fratello Robert è stato calciatore in una squadra universitaria prima di ritirarsi per un infortunio.
Dopo la terza sosta il gap tra O'Ward e Lundgaard è aumentato, anche se poi quest'ultimo si sarebbe avvicinato, e le posizioni sono rimaste invariate, con la conseguente vittoria del messicano, fino al novantesimo e ultimo giro di una gara priva di caution nella quale Kirkwood ha completato il podio e Veekay ha preceduto il quinto classificato Alex Palou (Ganassi).
Power e Malukas hanno chiuso sesto e ottavo, con in mezzo Christian Rasmussen (Carpenter), mentre Josef Newgarden (Penske) e Nolan Siegel (Arrow McLaren) hanno completato la top-ten. Seguivano Caio Collet (Foyt), Graham Rahal (Rahal Letterman), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Marcus Armstrong (Meyer Shank), Kyffin Simpson (Ganassi), Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi), Louis Foster (Rahal Letterman), Santino Ferrucci (Foyt), Alexander Rossi (Carpenter) e ben ventunesimo Marcus Ericsson (Andretti) che ci ha ricordato che sostenere gli ex Formula 1 europei in Indycar è sempre fonte di soddisfazioni, ha perfino preceduto Sting Ray Robb (Juncos).
Va beh, consoliamoci con Romain Grosjean (Coyne) e Mick Schumacher (Rahal Letterman) che hanno chiuso 23/24 ma come ultimi piloti a pieni giri nonostante avessero le due Papaya formato Indycar negli scarichi, omaggiando una vecchia gloria di scuola Haas quale Esteban Gutierrez (sempre nel cuore). Ultimo e doppiato ha chiuso Dennis Hauger (Coyne).

NASHVILLE: la gara si è svolta di lunedì, con percorrenza ridotta a 225 giri e Newgarden, McLaughlin e Kirkwood a lottare per la leadership nelle fasi iniziali, con McLaughlin poi "sprofondato" quarto alle spalle di Palou, anche se poi dopo una caution al 19° per incidente di Collet con pitstop in branco Scott si è ritrovato davanti a tutti quelli che si erano fermati. Malukas su diversa pitstop window era frattanto in testa alla gara e vi è rimasto fino alla sosta molto più avanti. Quando gli altri piloti si sono fermati, David è tornato in testa.
Al 119° giro Rasmussen ha baciato un muretto ma è riuscito a rientrare ai box senza generare intoppi, mentre tre giri più tardi Dixon si è ritrovato davanti Rossi che procedeva lentamente(?) e tra i due c'è stato un incidente. Malukas era appena rientrato ai box, gli altri sono rientrati in regime di safety car... e guess what? Palou è uscito davanti a tutti ritrovandosi in testa alla gara.
A circa quaranta giri dalla fine Hauger è andato a sbattere, con una nuova sessione di pitstop in condizioni di neutralità. Palou era in testa anche dopo la seconda sosta e dietro di lui varia gente cercava di lottare per le posizioni di spessore...
...
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...tra cui Ericsson vagamente in zona podio, anche se non per molto. Ha vinto Palou, Newgarden secondo, Malukas terzo dopo essere partito ultimo. McLaughlin e Rosenqvist hanno completato la top-5. In sesta piazza si è classificato Marcus nostro, precedendo O'Ward: non so se conoscete quella bella sensazione di vedere un pilota europeo proveniente dalla Formula 1 classificarsi in top-10, accompagnato dalla delusione dovuta al datto che quel pilota non sia Grosjean.
È una sensazione che non si prova spesso, ma incredibile a dirsi lunedì l'abbiamo provata per ben due volte, visto l'ottavo posto di Schumacher davanti a Simpson e Kirkwood. Seguivano Siegel, Veekay, Ferrucci e quattordicesimo RoGro, il che non è neanche malaccio in confronto a certi suoi risultati, ma resta una delusione se pensiamo alle posizioni finali dei due soggetti dagli occhi azzurro shocking sopra menzionati.
Dopo RoGro arrivavano Robb, Lundgaard, Foster, Dixon, Rahal e Power, mentre oltre ai piloti citati in precedenza come incidentati non ha visto il traguardo nemmeno Armstrong ritirato per un guasto.



venerdì 26 giugno 2026

Indycar 2026: #9 Gateway e #10 Road America

Nel mese di giugno si sono svolti due appuntamenti del campionato di Indycar, sull'ovale di Gateway a Madison due settimane fa (ormai tre) e poi a Elkhart Lake in quest'ultimo weekend (ormai lo scorso weekend). Con un totale di diciotto gare da disputare con quest'ultima siamo arrivati a completare la prima metà della stagione.

BOMMARITO AUTOMOTIVE GROUP 500 - 7 GIUGNO: il terzo ovale della stagione ha visto il ritorno delle redflag per condizioni meteo, con la pioggia che ha provocato due interruzioni della gara, iniziata con Alex Palou (Ganassi) scattato dalla pole position e iniziale leader dell'evento, salvo poi essere succeduto da Marcus Ericsson (Andretti) come pilota di testa.
Anche a causa delle due interruzioni ci sono stati piloti che hanno tentato strategie diverse. Palou, per esempio, così come il compagno di squadra Scott Dixon, ha tentato di fare una sosta in meno, ma la cosa non ha funzionato, estromettendolo dalla lotta per la vittoria, specie considerando che ha rischiato di rimanere senza benzina come un Rubens Barrichello a Interlagos nel 2003.
A giocarsi la leadership sono stati Josef Newgarden (Penske) e Christian Rasmussen (Carpenter). Newgarden l'ha spuntata, Ericsson si è inserito in seconda posizione nelle fasi conclusive e Rasmussen ha dovuto accontentarsi della terza piazza, davanti a Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Kyle Kirkwood (Andretti), David Malukas (Penske), Will Power (Andretti), Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) a completare i primi dieci. Questo precedeva il compagno di squadra Pato O'Ward con a seguire Dixon, Santino Ferrucci (Foyt), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), il nostro eroe Romain Grosejan (Coyne), il suo concittadino(?) Mick Schumacher (Rahal Letterman) nonché solo diciassettesimo Palou. Venivano successivamente Alexander Rossi (Carpenter), Sting Ray Robb (Juncos), Louis Foster (Rahal Letterman) e Kyffin Simpson (Ganassi).
Non hanno completato la gara per problemi tecnici Caio Collet (Foyt) e Dennis Hauger (Coyne), mentre per incidenti si sono ritirati Graham Rahal (Rahal Letterman) e Nolan Siegel (Arrow McLaren).

GRAN PREMIO DI ROAD AMERICA - 21 GIUGNO: anche in questo caso abbiamo avuto Palou come primo leader di gara, che allungava sui diretti inseguitori Armstrong, Rosenqvist e Malukas. Nel mezzo del primo giro di pitstop, è uscita una caution quando Grosjean si è ritrovato su tre ruote come un Michael Schumacher qualsiasi per le strade di Shanghai nel 2012. È riuscito ad arrivare ai box e a tornare in pista.


Nel frattempo Rosenqvist si ritrovava leader davanti a Palou, ma per Alex le cose erano destinate a peggiorare, in quanto in occasione della seconda sosta si è procacciato una penalità per speeding in pitlane, un po' come se fosse stato un qualsiasi pilota a caso al GP di Montecarlo di quest'anno. Poco dopo Rasmussen è rimasto fermo e abbiamo avuto una seconda caution.
Armstrong a questo punto era in testa seguito da Malukas, mentre è seguita poco dopo un'altra caution stavolta per causa di un detrito. Con la terza sosta Armstrong era ancora davanti ai diretti inseguitori mentre Lundgaard che era partito nelle retrovie si è inserito con un overcut davanti a Malukas che tuttavia l'ha superato. Qualche giro più tardi Christian si è ripreso la posizione, manovra che gli è valsa la vittoria quando a tre giri dalla fine il motore di Armstrong si è ammutolito in una nuvola di fumo.
Ennesima caution, un ultimo giro per Lundgaard per andarsi a prendere la vittoria, cosa che ha fatto, Malukas per arrivare secondo, duello Power vs Rahal per la terza piazza... con incidente e Graham contro le barriere. Power è riuscito a concludere terzo precedendo Simpson, Palou, Rossi, McLaughlin, Rosenqvist, Ferrucci e Kirkwood a completare la top-ten. Dietro di loro sono giunti alla bandiera a scacchi Dixon, O'Ward, Ericsson, Foster, Grosjean, Collet, Schumacher, Veekay, Robb, Hauger, Siegel e Newgarden.




venerdì 5 giugno 2026

Indycar 2026: #8 Gran Premio di Detroit

Ladies and gentlemen, benvenuti a Detroit, là dove correva la Formula 1 dei very uominy e a un certo punto i very uominy ci mancò poco che si rifiutassero di correre viste le pessime condizioni della pista. La gara di Indycar, che si è svolta domenica scorsa, 31 maggio, prevedeva un totale di cento giri.
I cento giri sono iniziati in maniera moooolto prevedibile, con Alex Palou (Ganassi) in testa alla gara... chi l'avrebbe mai detto! Dietro di lui c'erano Scott McLaughlin (Penske) e Will Power (Andretti) che tra parentesi è in là con gli anni abbastanza che era già nato all'epoca dei very uominy che non volevano correre a Detroit.
Dopo una breve parentesi dietro la safety car a causa di un incidente di Christian Rasmussen (Carpenter) al 10° giro quelli là davanti si sono scatenati, Power ha superato infatti McLaughlin e poi nonostante sia un V3KkYaCç10 è andato a prendersi anche Palou portandosi in testa.
A ridosso della prima sosta, Power è stato coinvolto in un duello con McLaughlin che è passato... e non solo, è passato davanti anche Christian Lundgaard (Arrow McLaren).

Plot twist al 42°! Contatto tra Kyffin Simpson (Ganassi) e Graham Rahal (Rahal) che ha mandato quest'ultimo in testacoda e nelle retrovie. Stavo per dare anche a lui del V3KkYaCç10, ma è nato nel 1989 e io sono del 1988. XD
Palou frattanto era in testa, secondo c'era Kyle Kirkwood (Andretti) mentre McLaughlin si è ritrovato in erza posizione. Più avanti Kirkwood era in testa ritardando la sosta, ma la sua posizione è stata messa a dura prova da un altro ingresso della safety car.
Era il 66° giro e abbiamo avuto un incidente tra Rinus Veekay (Juncos) e Santino Ferrucci (Foyt) che tra parentesi festeggiava il compleanno in race day. L'avrebbe festeggiato a pieni titoli all'82° quando la macchina l'avrebbe messo definitivamente a piedi, ma nevermind, dobbiamo occuparci del grande rimescolamento provocato dall'ingresso della SC quando piloti su diverse finestre di pitstop ma tutti(?) destinati a non fermarsi più si sono ritrovati allineati l'uno dietro l'altro.
In testa c'era il solito Palou. Secondo c'era Rossi a caso. Sorry what? Terzo c'era Schumacher a caso. Sorry what al quadrato? Quarto c'era Malukas a caso. Sorry what al cubo? A completare la top-5 c'era Rahal a caso. Sorry what all'ennesima potenza.

Poi è arrivato il restart: incidente tra Mick (Rahal) e David (Penske), nuovo ingresso della safety car, mentre Alexander Non Sono Valentino Rossi l'abbiamo "perso" per strada mi pare di capire a causa di una penalità(?).
A quel punto c'era ancora un colpo di scena a cui assistere: McLaughlin e Power sono venuti a contatto, Will è venuto a contatto ancora più forte contro le barriere ed è stato costretto al ritiro. Durante le interviste è stato sentito pronunciare un "fuck off" con un'espressione facciale molto simile a quella vintage sfoggiata in occasione del doppio dito medio rivolto alle telecamere.
Se diversamente da me e da Rahal siete giovani e non sapete di che cosa sto parlando correte a informarvi! A proposito di Rahal, da ultimo che era, nel frattempo si trovava terzo alla cazzum ed era destinato a rimanerci.
Poi al 90° un altro dramma: Romain Grosjean (Coyne) è stato colpito da dietro e ha finito la propria gara in una via di fuga.

Palou ha vinto precedendo Kirkwood, Rahal, Pato O'Ward (Arrow McLaren), Lundgaard, Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Louis Foster (Rahal), Marcus Ericsson (Andretti), Simpson, Josef Newgarden (Penske), Marcus Armstrong (Meyer Shank), Veekay, Dennis Hauger (Coyne), Sting Ray Robb (Juncos), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Caio Collet (Foyt), Rossi, Malukas e McLaughlin.

domenica 24 maggio 2026

Indycar 2026: 110th Indianapolis 500 (#7)

24 Maggio 2026/ Memorial Sunday: è il giorno della SoVrApPoSiZiOn3 tra la Indy 500 e il GP del Canada, ma per ora ci occupiamo di Indianapolis perché in ordine cronologico arriva prima e anche e soprattutto perché, avendo seguito la gara in una diretta non ufficiale su Youtube, con un bel riquadro scuro in mezzo che serviva al proprietario del canale per non essere bannato e la gara che si vedeva meglio quando c'era la pubblicità con schermo diviso in due, ho già scritto la relativa narrazione.

Quest'anno c'erano solo 33 vetture iscritte, pertanto non vi è stato il Bump Day, ma il weekend antecedente la gara era dedicato alle qualifiche, con il sabato che poi è saltato per via di un lungo rain delay. Di conseguenza alla domenica c'è stata una sessione che definiva le posizioni dalla 13^ in poi, dopodiché la Fast 12. Alla fine il risultato che ne è venuto fuori è stato il seguente:

1^ fila: Alex Palou, Alexander Rossi, David Malukas
2^ fila: Felix Rosenqvist, Santino Ferrucci, Pato O'Ward
3^ fila: Kyffin Simpson, Conor Daly, Scott McLaughlin
4^ fila: Scott Dixon, Rinus Veekay, Takuma Sato
5^ fila: Ed Carpenter, Helio Castroneves, Christian Rasmussen
6^ fila: Marcus Armstrong, Marcus Ericsson, Christian Lundgaard
7^ fila: Will Power, Nolan Siegel, Louis Foster
8^ fila: Ryan Hunter-Reay, Josef Newgarden, Romain Grosjean
9^ fila: Kyle Kirkwood, Katherine Legge, Mick Schumacher (R)
10^ fila: Graham Rahal, Dennis Hauger (R), Jacob Abel (R)
11^ fila: Sting Ray Robb, Caio Collet (R), Jack Harvey

A dire il vero gli ultimi due menzionati si erano classificati 10° e 29° poi sono stati squalificati per irregolarità tecniche e mandati nelle ultime due posizioni. Collet in particolare aveva centrato la top-12 e competendo per la "carica" di Rookie of the Year avrebbe potuto approfittarne per cercare di svettare sugli altri rookie che stavano tutti in quelle che Mazzoni avrebbe potuto definire le "melme della bassa classifica".
La primissima parte di gara ha visto Palou e Rossi duellare per la leadership con vari avvicendamenti. Tutto nel frattempo proseguiva tranquillo fino intorno al 15° giro: Hunter-Reay (Arrow McLaren) è andato a muro e anche Legge (HMD Foyt) è andata a sbattere per evitare l'incidente.
Quasi tutto lo schieramento è rientrato ai box in regime di safety car, Palou è uscito dietro agli "alternativi", Rossi più arretrato dopo avere avuto una sosta problematica. Veekay, Grosjean e nientemeno che Collet erano i primi tre, anche se Veekay è rientrato non troppo tempo dopo. Al momento in cui Carpenter (con il suo omonimo team) è andato a muro con ritorno della SC, Grosjean era leader anche se al restart Collet ha preso la testa della gara, dove si è alternato con Daly e Palou fino al momento della sosta in regime di bandiera verde.
Dopo essersi fermati ai box Collet e Grosjean erano nelle retrovie, frattanto Daly si vedeva strappare la testa della gara da Palou. Ci avvicinavamo intanto al giro 50.
Una decina di giri più tardi era nuovamente momento di pitstop, stavolta non sono occorsi incidenti quindi tutte le soste sono avvenute in bandiera verde. Palou ne è uscito di nuovo leader, Daly più arretrato, Dixon era il pilota che più guadagnava in quei frangenti e al 69° ha superato Palou per la leadership, a quel punto è iniziato un susseguirsi dei due in testa alla gara.
Più tardi abbiamo avuto i ritiri di Rossi (Carpenter) per un guasto al motore e di Power (Andretti) per un testacoda all'uscita della pitlane.
Nel frattempo, dopo un giro di pitstop dietro safety car, Dixon era ancora leader... ma al giro 105 la gara è stata redflaggata per... pioggia?! Non è che di pioggia se ne vedesse, almeno con i mezzi con i quali stavo vedendo la gara, ma a giudicare dai commenti letti su Xwitter non ero la sola a esprimere una simile rimostranza.

Mentre tutto lasciava pensare che molto probabilmente la gara sarebbe finita DOPO l'inizio del GP del Canada e non prima, al restart Malukas ha preso la testa della gara, con a seguire Palou, Daly e Newgarden e Dixon relegato in quinta piazza. Poi al 115° giro è entrata la safety car per lo stesso identico motivo: "inclement weather". Dieci giri più tardi la bandiera verde... o almeno così doveva essere, ma Newgarden (Penske) ha messo la macchina nel muro.
Al 131° abbiamo avuto un restart con Daly brevemente leader e McLaughlin e Palou in lotta per la prima posizione, con anche McLaughlin che ha sopravanzato Daly. Con qualche cambio di leadership - e il ritiro di Rasmussen (Carpenter) - la situazione è rimasta immutata fino intorno al 150° quando si sono svolti i pitstop, con la consapevolezza che si stava andando a delineare un'alternanza di finestre di pitstop.
Al 175° giro Malukas è ha aperto il giro delle ultime soste, anche Palou è rientrato, mentre altri tipo Rosenqvist, O'Ward e Armstrong speravano in una safety car per risparmiare carburante e nel frattempo proseguivano là davanti.
Mentre ormai le 22.00, ora di inizio del GP del Canada (che mentre scrivo questo post probabilmente si avvia verso le fasi conclusive, ma non lo so perché su TV8 ancora non è iniziato), erano sempre più vicine, Collet (Foyt) ha deciso di dare un seguito al mio dubbio su chi sarà eletto Rookie of the Year: a otto giri dalla fine è andato a sbattere in maniera micidiale ritrovandosi con la macchina in frantumi, un principio di incendio e una bandiera rossa.

Al restart a quattro giri dalla fine, a cui Castroneves (Meyer Shank) sembra non avere preso parte dopo un guasto, Armstrong ha preso la testa della gara, inseguito da Malukas, ma subito c'è stata una safety car caratterizzata da una certa creatività. Nel momento in cui le vetture scattavano, infatti, Schumacher ha vagamente sfiorato il muro, ha ondeggiato un attimo... e basta, lì era e lì è rimasto. Era fisicamente uno degli ultimi del gruppo poiché era l'ultimo dei piloti a pieni giri e nessun altro è stato minimamente coinvolto. Aspettare un attimo e vedere se stava effettivamente succedendo qualcosa sembrava brutto, quindi safety car che magari tutto si decide in un solo giro!
E difatti così è andata, con Malukas che ha sfilato Armstrong ed è scappato verso il traguardo. Rosenqvist, però, aveva altri piani per lui e alla fine è andato a vincere con il minore gap della storia della Indy 500. Vittoria epica, non lo nego, ma non posso non commuovermi per quel povero disgraziato di Malukas che si è avvicinato così tanto alla vittoria...

That's all: Rosenqvist (Meyer Shank), Malukas (Penske), McLaughlin (Penske), O'Ward (Arrow McLaren), Armstrong (Meyer Shank), Veekay (Juncos), Palou (Ganassi), Ferrucci (Foyt), Grosjean (Coyne), Sato (Rahal Letterman), Siegel (Arrow McLaren), Daly (Dreyer & Reinbold), Ericsson (Andretti), Simpson (Ganassi), Dixon (Ganassi), Kirkwood (Andretti), Lundgaard (Arrow McLaren), Schumacher (Rahal Letterman), Hauger (Coyne), Rahal (Rahal Letterman), Foster (Rahal Letterman), Harvey (Dreyer & Reinbold), Robb (Juncos), Abel (Abel Motorsports).

EDIT - 27/05: il riconoscimento di "Rookie of the Year" della Indy 500 è andato a Mick Schumacher il quale alla celebrazione ufficiale è stato accolto da un banner in cui, anziché una foto sua in tuta e casco, sfoggiava una foto di Ed Carpenter.


lunedì 11 maggio 2026

Indycar 2026: #6 Indianapolis GP... e una polemica Grosjean vs Armstrong piuttosto pittoresca!

Nella sera di sabato 9 maggio si è svolto il Gran Premio di Indianapolis di Indycar, che già da molti anni precede le settimane in cui si svolgerà la Indy 500 e tutto ciò che viene prima.
Dato che la gara si svolgeva a tarda ora, inizialmente avevo pensato di evitare gli spoiler, poi qualcosa non ha funzionato e sono entrata su Xwitter in tarda serata scoprendo della vittoria di Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che partiva dalla quarta piazza dietro al poleman Alex Palou (Ganassi), a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Shank). Dietro c'erano David Malukas (Penske), Louis Foster (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Scott Dixon (Ganassi), Kyle Kirkwood (Andretti) e Josef Newgarden (Penske) a completare la top-ten... ma who kers, c'era Romain Grosjean (Coyne) undicesimo in griglia e non potevano che esserci elevate aspettative, quindi di corsa a vedere l'extended highlight e a leggere le relative integrazioni per capire per esempio come mai Marcus Ericsson (Andretti) figuri tra l'elenco dei ritirati - pare un problema tecnico!

Al primo giro c'è stato un incidente tra numerosi piloti. E no malpensanti, nessuno di questi era Grosjean. Sono rimasti coinvolti anche vari pezzi grossi: un contatto lieve tra O'Ward e Rosenqvist ha innescato un incidente a cui farne le spese sono stati in particolare Dixon e Caio Collet (Foyt), forse anche Christian Rasmussen (Carpenter) che poi sarebbe stato successivamente costretto al ritiro.
In sintesi, abbiamo avuto subito la prima safety car. In un secondo momento, finalmente la gara è ripartita.
Non sono capitati invece grossi danni quando Rosenqvist ha speronato Santino Ferrucci (Foyt), tranne un giro per i prati di costui.

A un quarto di percorrenza o giù di lì la macchina di Alexander Rossi (Carpenter) si è ammutolita, con conseguenti pitstop in regime di safety car da parte di una serie di piloti. Per una comunicazione poco chiara Palou e il diretto inseguitore Kirkwood sono rientrati ai box più tardi rispetto a tutti gli altri. In questo modo Malukas si sarebbe ritrovato in testa davanti a Lundgaard.
Qualche giro dopo ci siamo ritrovati con un'altra neutralizzazione quando c'è stato un contatto tra Sting Ray Robb (Juncos) e O'Ward che ha coinvolto altri piloti, nel quale per poco Felix non ha spiccato il volo, e nel quale anche Kyffin Simpson (Ganassi) è rimasto coinvolto.
Tra una cosa e l'altra, in quei frangenti ho notato che RoGro era ultimo e doppiato - anche cercando informazioni non ho capito esattamente cosa gli sia successo, se uno spiacevole timing per le soste, oppure se un contatto con Marcus Armstrong (Shank), cosa di cui parleremo in un secondo momento.

Will Power (Andretti) che era stato brevemente in testa essendo su una diversa finestra di pitstop, ha in seguito ricevuto una penalità per avere tagliato la linea bianca della pitlane, ritrovandoso fuori dai giochi. Malukas ha conservato la leadership fino a poco dopo la terza sosta, a quel punto ha subito un sorpasso da Lundgaard, che poi è andato a procacciarsi la vittoria.
Dietro ai due, Rahal ha completato il podio, mentre seguivano Newgarden e un Palou che ha recuperato fino alla top-5. Dixon, Foster e Dennis Hauger (Coyne) invece hanno precedito Kirkwood, nono. Nolan Siegel (Arrow McLaren) è uscito vincente da un duello per la top-ten che ha avuto risvolti molto interessanti.
Ladies and gentlemen, che cosa c'è di meglio di un pilota di Ginevra ex Formula 1 in ultima posizione? La risposta è ovvia: due piloti di Ginevra ex Formula 1 nelle ultime due posizioni! Mentre duellava con Siegel e Ferrucci, Mick Schumacher (Rahal) ha tirato una sportellata a Santino, ricevendo una penalità e classificandosi penultimo davanti al solo RoGro.
Armstrong ha preceduto il già menzionato Simpson e poi Power, Ferrucci, Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Robb, O'Ward, Collet e i due loschi individui già abbondamente citati.

Torniamo al Losco Individuo Supremo(C), ovvero il Sommo RoGro, perché nella giornata di domenica ha iniziato a girare un video piuttosto pittoresco.
Per una non meglio precisata controversia con Armstrong, alla fine della gara Grosjean si è diretto verso il box di quest'ultimo ritrovandosi circondato da tutto il team.


Per qualche motivo deve essere stato scambiato per un kriminalehhhh perikolosissimohhhh, tanto che è stato accerchiato da una serie di individui grossi il doppio di lui che cercavano di allontanarlo, e si è scritto che Romain si era diretto là con l'intenzione di picchiare Armstrong.
In realtà alla fine i due hanno avuto una conversazione pacata. Da un altro video, sembrerebbe che lo stesso RoGro stia affermando di non avere cattive intenzioni e di non avere mai picchiato nessuno in vita sua.
Incredibile ma vero, ho trovato perfino dei fanboy argentini di Agustin Canapino che facevano polemica in proposito tacciando 1) favoritismi nei confronti dei piloti americani, 2) un complotto contro Canapino perché non ha più un volante mentre nessuno metterà a piedi RoGro.
Non mi è chiaro di quale crimine si sia macchiato e del perché la decisione di un team di appiedare un pilota (Canapino) sul quale non pendeva nessuna squalifica sia un favoritismo nei confronti di altri, ma il top è scoprire che Grosjean godrebbe di favoritismi riservati agli americani.
RoGro, ghigliottinali tutti! :-PPPP

venerdì 5 settembre 2025

Indycar 2025: #16 Milwaukee e #17 Nashville

Dopo la vittoria del titolo in anticipo da parte di Alex Palou, pilota del team Ganassi, ormai pluricampione della categoria, restavano ancora due eventi da svolgersi negli ultimi due fine settimana di agosto, sugli ovali di Milwaukee e Nashville. Il campione in carica si è classificato secondo in entrambe le occasioni, in cui la vittoria è andata rispettivamente a Christian Rasmussen del team Carpenter e a Josef Newgarden con Penske.
A proposito di Penske, erano le ultime gare per Will Power prima di essere rimpiazzato da David Malukas, proveniente da Foyt. Power si accaserà invece al team Andretti, al posto di Colton Herta, di cui si vocifera un passaggio in Formula 2 in vista di un potenziale futuro in Cadillac di cui è test driver per la Formula 1 (al momento possiede abbastanza punti superlicenza per la Friday licence, ma non per potere essere titolare).

Milwaukee/ 250 giri - Palou è scattato dalla pole position conservando la prima posizione davanti a Malukas. Una prima safety car è entrata immediatamente causa incidente di Nolan Siegel (Arrow McLaren), seguita da un'altra per una mezza sbinnata di qualcuno nelle retrovie. Dopo il restart, è ripreso il duello tra i primi due, Malukas è andato in testa, ma Palou lo ha superato in un secondo momento. In occasione della prima sosta, la Penske di Scott McLaughlin si è inserita in seconda posizione.
Power è finito a muro durante le seconda sosta dei leader, Palou e McLaughlin si sono ritrovati 1/2, mentre Malukas, per effetto di una lunga sosta, si è ritrovato doppiato. La terza sosta, invece, è stata effettuata in regime di safety car, quando la Prema di Callum Ilott è rientrata ai box emanando fumo. Marcus Armstrong (Meyer Shank) è rimasto fuori trovandosi brevemente in testa, per poi essere superato in fretta, lasciando Palou, McLaughin e Newgarden nelle prime tre posizioni.

C'è stata una successiva safety car a causa della pioggia, nuove soste, Rasmussen che risaliva dalla bassa top-ten fino alla zona podio, oltre che un contatto tra Newgarden e Alexander Rossi (Carpenter). A quindici giri dalla fine, Rasmussen si è portato in testa, restando leader fino alla fine e vincendo davanti a Palou, McLaughlin e Rossi, mentre le Arrow McLaren di Pato O'Ward e Christian Lundgaard hanno chiuso 5/6 davanti a Newgarden.
Malukas ha concluso in un buon ottavo posto, davanti a Scott Dixon (Ganassi) e al precedente attention seeker Armstrong. Herta si è classificato undicesimo davanti al compagno di squadra Kyle Kirkwood con a seguire Conor Daly (Juncos), Santino Ferrucci (Foyt), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Louis Foster (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Marcus Ericsson (Andretti), Kyffin Simpson (Ganassi), Jacob Abel (Coyne), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Sting Ray Robb (Juncos) e Graham Rahal (Rahal Letterman).

Nashville/ 225 giri... si può chiamare una gara "Borchetta Bourbon Music City Grand Prix"? A quanto pare sì. Rasmussen, fresco vincitore di Milwaukee, partiva dalle retrovie e ha iniziato (e brevemente finito) la gara con un incidente. Dopo la safety car, abbiamo avuto un lungo duello tra il poleman O'Ward e l'onnipresente Palou, il quale tuttavia dopo una cinquantina di giri ha avuto una foratura, dovendo anticipare la prima sosta.
Dopo 82 giri di gara, mentre si trovava in quarta piazza, Malukas è finito a muro tentando di passare il doppiato Foster, con il quale ha avuto un contatto. A seguito dell'incidente è stato portato in ospedale con l'elicottero per controlli, ma è stato successivamente dimesso.
Dopo il restart, con O'Ward e Power 1/2, Herta ha superato McLaughlin portandosi terzo, con anche Palou che si avviava verso le posizioni di spicco e in seguito avrebbe ottenuto la terza piazza.

Colpo di scena al 127° giro, quando O'Ward, leader della gara, è finito a muro lasciando la leadership a Power, che tuttavia ha avuto una sosta lunga in regime di safety car. Su un'altra finestra di pitstop, Rossi è rimasto fuori portandosi in testa davanti a Newgarden e McLaughlin, riuscendo a conservare per qualche tempo la posizione e desistendo solo poco prima della sosta.
Newgarden e McLaughlin si sono ritrovati 1/2 con Palou alle loro spalle. Dopo l'ultima sosta, sono stati Scott e Alex a lottare per la leadership. Dopo una tardiva safety car a causa di un lieve contatto di una delle vetture retrostanti con il muro, abbiamo avuto un nuovo duello e a undici giri dalla fine Newgarden è passato definitivamente in testa, da dove sarebbe andato a vincere davanti a Palou e al duo McLaughlin/ Simpson protagonisti di un acceso duello per la terza posizione, con Daly a completare la top-5.
Seguivano Kirkwood, Rosenqvist, Ferrucci, Ilott, Rossi, Herta, Dixon, Veekay, Shwartzman, Ericsson, Robb, Siegel, Defrancesco, Armstrong, Foster, Power e Rahal. Abel risulta ritirato a pochi giri dalla fine, mentre in precedenza Lundgaard si era ritirato per un guasto.



lunedì 19 agosto 2024

Indycar 2024: #13 Madison

Nella giornata di sabato si è gareggiato a Madison/ Illinois, con la gara iniziata di giorno e terminata al calare del sole. Era il tredicesimo appuntamento del campionato 2024 e il nome ufficiale della gara era Bommarito Automotive Group 500. Questa era l'entry list dell'evento, senza grosse novità a parte l'avvicinamento Canapino/ Daly in Juncos:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Ed Carpenter (pilota part time, sugli ovali), Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly (sostituisce in pianta stabile Agustin Canapino)
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

McLaughlin ha conquistato la pole position e ha leaderato nelle prime fasi di gara, precedendo Malukas e i compagni di squadra Power e Newgarden, con le posizioni tra loro occasionalmente rimescolate e Malukas leader in certi tratti della gara. Nel frattempo non mancavano gli incidenti, il primo avente per protagonisti il duo Carpenter/ Legge, il secondo che ha coinvolto diversi protagonisti: Veekay ha commesso un errore, è stato tamponato da Daly e sono stati coinvolti a vario titolo anche Grosjean e Kirkwood.
Il primo giro di pitstop è avvenuto in regime di bandiera verde e Power, che già si trovava in testa in vista di quel momento, è rimasto in testa. Simpson è finito in testacoda facendo entrare per la terza volta la safety car, mentre vari piloti si ritiravano frattanto a causa di guasti: O'Ward, Rahal, Ericsson. Dopo altri due giri di soste in regime di bandiera verde, frattanto McLaughlin era in testa.

A gara inoltrata Newgarden ha rischiato di combinarla grossa, ha sbinnato, la gara è andata un'altra volta in regime di safety car... e niente, a conti fatti si era rimesso in strada perdendo pochissime posizioni. Sia lui sia McLaughlin sono rientrati ai box a questo punto, Malukas e Power hanno proseguito in attesa del momento in cui avrebbero potuto rifornire e andare fino alla fine.
Malukas non è andato fino alla fine, nel senso che ha cozzato contro Power, che gli era uscito davanti, e poi è andato a spalmarsi contro un muro. McLaughlin e Newgarden si sono fermati per l'ultima sosta e l'americano ha sopravanzato il compagno di squadra all'uscita della pitlane. Non restava altro da fare che attendere un tranquillo restart per la manciata di giri che mancavano alla bandiera a scacchi.

*Rossi has entered the chat*

Quando Rossi ha quasi spiccato il volo sul posteriore di Power si è innescato un gran macello e ne ha fatto le spese anche Grosjean che, per una volta che non ha combinato casini, si è ritrovato tirato in mezzo dopo che nella primissima fase si gara aveva stazionato in top-ten.
Dopo una bandiera rossa si è ripartiti con soli cinque piloti a pieni giri, almeno tre dei quali non sembravano avere nulla da dire in termini di vittoria. Anzi, quattro, perché Newgarden è andato avanti incontrastato tanto quanto era incontrastata la seconda piazza di McLaughlin.
Lundqvist ha superato Herta per il terzo posto, con la top-5 completata dal leader della classifica piloti Palou. Rosenqvist, Siegel, Armstrong, Robb e Veekay hanno completato i primi dieci, precedendo Dixon, Ferrucci, Daly, Fittipaldi, Lundgaard, Grosjean e Carpenter, gli unici piloti che hanno terminato la gara.


martedì 29 agosto 2023

Indycar 2023: #15 Bommarito Automotive Group 500

Nel weekend appena passato il campionato di Indycar ha fatto ritorno sull'ultimo ovale della stagione, nello specifico Gateway, che apparentemente non si chiama più Gateway. La gara, comunque, portava il nome di Bommarito Automotive Group 500 ed è così che possiamo definirla. La griglia di partenza è stata caratterizzata da un certo numero di retrocessioni in griglia, perché a quanto pare non ci sono solo in Formula 1, ma non siamo pronti ad affrontare questo discorso, né credo che lo saremo mai, quindi fingiamo che nulla sia successo.
Quello che conta è che Josef Newgarden (Penske) fosse davanti a tutti, nello specifico Colton Herta (Andretti), Pato O'Ward (Arrow McLaren), David Malukas (Coyne) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) a completare i primi cinque, che si sono accodati subito alla safety car dopo il primo di 260 giri a causa dell'incidente di Benjamin Pedersen (Foyt) che guida una vettura rossa ma non sarà mai un vero figo visto ha anche il numero 55!

Dopo il restart, Malukas ha recuperato una posizione e poi, in precedenza della prima sosta, sarebbe risalito addirittura secondo, Herta costretto a rallentare il ritmo prima di anticipare il primo pitstop, con il rischio che entrasse una safety car e favorisse i piloti che non avevano effettuato soste.
Eravamo a 50+ giri e la gara procedeva tranquilla, anche se si segnala il ritiro di Callum Ilott (Juncos) per un probabile contatto. Safety car, tuttavia, non se ne vedevano e a soste ultimate ci siamo ritrovsti con la stessa top-5 delle prime fasi della gara Newgarden/ Herta/ O'Ward/ Malukas/ Rosenqvist anche se poi O'Ward è riuscito a portarsi al secondo posto.
Nel frattempo più indietro c'era chi puntava a una strategia diversa, perché vuoi mai che funzionasse? È stato così che, quando al 123° Takuma Sato (Ganassi) è finito a muro, Scott Dixon (Ganassi) non si era ancora fermato ai box per la seconda sosta, ritrovandosi improvvisamente in una situazione che poteva giocare molto a suo favore.

Dixon precedeva provvisoriamente Newgarden e O'Ward e in realtà neanche troppo provvisoriamente, dato che si sono recati tutti ai box nello stesso momento, in regime di safety car. Dixon è così uscito in testa e, ancora una volta, su una strategia diversa dai suoi diretti inseguitori: è riuscito infattia fermarsi parecchio tempo dopo rispetto ai suoi avversari e a fare una sosta in meno.
Nel frattempo era scontro a distanza tra Newgarden e O'Ward, che al momento si trovava davanti, quando per loro è giunto il tempo di una sosta ulteriore, quella conclusiva. Poco dopo essere tornato in pista, tuttavia, Newgarden è finito a muro intorno al 220° riuscendo rientrare ai box senza safety car, il che ha consegnato definitivamente la seconda piazza a O'Ward. Non c'era molto che Pato potesse fare, il risparmio carburante di Dixon si è rivelato la manovra vincente ed è andato a conquistare la seconda vittoria consecutiva, diventando il principale sfidante nei confronti di Alex Palou (Ganassi).

O'Ward ha dovuto accontentarsi del secondo posto, precedendo Malukas uscito indenne da un contatto con Scott McLaughlin (Penske) nell'ultimo stint, con McLaughlin che poi ha concluso la gara quinto dietro ad Alexander Rossi (Arrow McLaren). Herta era sesto, davanti al leader della classifica Palou mentre la top-ten è stata conclusa da Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Will Power (Penske) e Marcus Ericsson (Ganassi), quest'ultimo su una vettura con colori a caso perché alcune parti erano pensate per essere parte della vettura di uno dei suoi compagni di squadra.
A seguire su sono classificati Rinus Veekay (Carpenter), Romain Grosjean (Andretti), Santino Ferrucci (Foyt), Ryan Hunter-Reay (Carpenter), Kyle Kirkwood (Andretti), Conor Daly (Rahal - al posto dell'appiedato Jack Harvey, Christian Lundgaard (Rahal), Linus Lundqvist (Shank - sostituto di Simon Pagenaud), Devlin DeFrancesco (Andretti), Graham Rahal (Rahal), Stint Ray Robb (Coyne), Agustin Canapino (Juncos), Helio Castroneves (Shank) e Ed Carpenter (Carpenter).

sabato 8 aprile 2023

Indycar 2023: #2 PPG 375 Texas Motor Speedway

Domenica scorsa è iniziata con la Formula 1 all'Albert Park, gran premio su cui penso di avere già detto tutto quello che avevo da dire, ed è terminata con la Indycar a Fort Worth, evento che ci ha ricordato che il male di per sé non è la ricerca dello spettacolo, ma piuttosto il tipo di spettacolo: in Indycar inseguono un pubblico di appassionati di motorsport cercando di attirare fan di altre categorie, in Formula 1 un pubblico di teledipendenti che non sanno nulla di motori. Veniamo a noi: 250 giri, iniziati con Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske) che si alternavano in testa alla gara, dietro di loro le McLaren di Alexander Rossi, Felix Rosenqvist e Pato O'Ward, almeno finché Alex Palou (Ganassi) non si è liberato di Rosenqvist in precedenza scivolato quinto, nonché e ultimo del terzetto papaya. O'Ward nel frattempo era quello più rapido e si è ritrovato anche a superare Dixon per la seconda posizione.
Al 48° giro c'è stato il primo incidente per opera di... uno a caso, Takuma Sato (Ganassi), al suo esordio stagionale, dato che quest'anno correrà solo sugli ovali, con poca gioia di Will Power (Penske) che si era appena fermato a rifornire. Gli altri piloti sono rientrati ai box in safety car e Rossi in pitlane ha avuto un contatto con Kyle Kirkwood (Andretti).

Il restart è stato caratterizzato da un lungo duello per la leadership tra Newgarden e Palou, con O'Ward e Dixon inizialmente in lotta per il terzo posto, ma Scott superato in seguito da Romain Grosjean (Andretti). In un secondo momento Palou ha finito per allontanarsi dalla lotta per la vetta, con Newgarden inseguito da vicino da O'Ward e dietro di loro Grosjean e Dixon terzo e quarto.
Dopo la successiva sosta il terzetto Newgarden/ O'Ward/ Grosjean si è ritrovato ancora nelle prime tre posizioni, con O'Ward che si è avvicinato progressivamente a Newgarden superandolo poco dopo la metà della gara e continuando a tenere un ottimo ritmo: al 150° aveva già doppiato tutti fino al sesto, lasciando a pieni giri solo O'Ward, Grosjean e il duo Dixon vs Palou in lotta tra di loro, duo che comunque è stato ugualmente doppiato una decina di giri più tardi.
Non solo, O'Ward ha proceduto a doppiare anche RoGro, proseguendo nella sua cavalcata trionfale, almeno finché al 181° giro non c'è stata la seconda safety car della giornata, innescata da un incidente di Rosenqvist. La situazione dei pitstop si è rimescolata e varie vetture sono ritornate a pieni giri, con alcuni piloti che si sono inseriti là davanti.

O'Ward, in ogni caso, era ancora in testa con Newgarden secondo, mentre David Malukas (Coyne) si trovava terzo davanti a Palou e Grosjean. Colton Herta (Andretti) era inoltre davanti a Dixon, con Scott McLaughlin (Penske) ultimo pilota a pieni giri, il tutto con dei doppiati in mezzo. O'Ward, Newgarden e Palou sono andati a lottare per la leadership, l'ha spuntata Palou e la situazione si è in un certo senso stabilizzata fino al 209°, quando c'è stato un altro colpo di scena: Sting Ray Robb (Coyne) è finito a muro, con nuovo ingresso della safety car. O'Ward, Newgarden e Grosjean completavano al momento i primi quattro.
O'Ward e Newgarden si sono fermati in questi frangenti, lasciando Palou e Grosjean 1/2, con i due a lottare per la leadership al restart fintanto che O'Ward e Newgarden non si sono inseriti tra di loro. Grosjean è scivolato quarto, in lotta con Herta quando c'è stato un incidente di Graham Rahal (Rahal) e Devlin DeFrancesco (Andretti): era il 223°.
Al restart di nuovo lotta per la leadership, stavolta tra Palou e O'Ward, con Newgarden che poi si è messo in mezzo, con i primi quattro - c'era anche Malukas - a distanza molto ravvicinata mentre la gara era sempre più vicina alle sue battute finali, con le vetture sempre più a procedere a coppie.

Newgarden vs O'Ward, Malukas vs Palou, Dixon vs Grosjean, i quali si sono poi riavvicinati progressivamente, prima di assistere a un nuovo confronto tra Newgarden e O'Ward per la leadership, confronto a cui ha messo fine RoGro, quando in lotta per la quarta piazza con Malukas ha perso il controllo della vettura ed è finito a muro. Era il penultimo giro e la gara è finita in regime di safety car senza che la gente si indignasse o scrivesse minacce di morte random.
Posizioni congelate, i primi sette sono stati Newgarden, O'Ward, Palou, Malukas, Dixon, McLaughlin e Herta, a pieni giri, mentre la top-ten è stata completata da Marcus Ericsson (Ganassi), Callum Ilott (Juncos) e Helio Castroneves (Shank), con le due Carpenter di Rinus Veekay e Ed Carpenter rispettivamente undicesima e tredicesima con in mezzo la Juncos di Augustin Canapino.
A RoGro è stata assegnata la quattordicesima piazza dietro ai piloti doppiati di un solo giro, ha quindi preceduto Benjamin Pedersen (Foyt) e Will Power, con a seguire Simon Pagenaud (Shank), Jack Harvey (Rahal), Christian Lundgaard (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e Santino Ferrucci (Foyt). Dopo il pitstop caotico, nel quale si era ritirato Kirkwood, Rossi aveva perso vari giri ed era stato anche penalizzato, chiudendo ultimo.


lunedì 22 agosto 2022

Indycar 2022: #15 Bommarito Automotive Group 500

Nella notte italiana inoltrata di sabato si è svolto il terzultimo evento della stagione 2022 di Indycar, con il nome che ho messo nel titolo del post, sull'ovale di Madison in Illinois. Si tratta dell'ultimo evento della stagione ad essersi svolto su un ovale e ha visto il leader della classifica Will Power (Penske) partire dalla pole position davanti a Marcus Ericsson (Ganassi), il pilota che stava in testa alla classifica fino a qualche evento fa ma che adesso si trova in quarta posizione. Seguivano i due compagni di squadra di Power, Josef Newgarden e Scott McLaughlan, dopodiché due compagni di squadra di Ericsson, Alex Palou e Scott Dixon, mentre dietro di loro c'era Pato O'Ward (Arrow McLaren).

La gara è iniziata senza eccessivi intoppi, anche se è stato menzionato un potenziale contatto nelle retrovie(?). Dopo un giro abbiamo perso per strada Rinus Veekay (Carpenter), che risulta essersi ritirato a causa di un guasto, mentre davanti Power faceva l'andatura e Newgarden e McLaughlin procedevano pressoché in coppia. Nel frattempo gli highlight ci hanno mostrato un duello tra Graham Rahal (Rahal) e Romain Grosjean (Andretti) e stando ai distacchi e alle posizioni sembrava che Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) partito in ultima posizione stesse risalendo ormai di diverse posizioni rispetto a quella di partenza. A parte questo, sembrava una gara abbastanza tranquilla e senza particolare caos.

Ci sono stati vari pitstop in regime di bandiera verde, anche perché nessuno sembrava verniciare muretti. Alexander Rossi (Andretti) ha frattanto avuto problemi che l'hanno costretto a rimanere fermo abbastanza a lungo ai box. L'unica bandiera gialla causata da un incidente è arrivata a gara abbastanza inoltrata per opera di Jack Harvey (Rahal) quando questo è andato a dare un bacio al muro. Nel frattempo la gara non è che fosse piatta, sia chiaro, visto che ultimamente passa il termine che incidenti = spettacolo e tutto il resto è noiahhhh, con vari piloti che si sono susseguiti in testa alla gara, compreso Takuma Sato (Coyne) in una diversa pitstop window, mentre anche il suo compagno di squadra David Malukas sembrava farsi notare abbastanza.

Tra una cosa e l'altra Power ha perso alcune posizioni e O'Ward è stato per un tratto in testa alla gara, prima di essere soppiantato da Newgarden, con McLaughlin sempre pressoché in coppia con lui. È arrivata poi una fase di stallo per bandiera rossa dovuta a condizioni meteo (c'erano fulmini), con un restart per l'ultimo breve tratto di gara. In questo tratto di gara Malukas andava like a boss, ha raggiunto e superato McLaughlin all'ultimo giro e si è avvicinato progressivamente a Newgarden. La bandiera a scacchi è stata salvifica per quest'ultimo, che così ha vinto davanti al rookie e con McLaughlin a completare il podio, seguito da O'Ward, Sato, Power, Ericsson, Dixon, Palou e Rahal a completare la top-10. Newgarden adesso è secondo in classifica.

Grosjean ha chiuso tredicesimo, preceduto dai compagni di squadra Colton Herta e Devlin DeFrancesco, mentre due V3KkYaCçY hanno completato la top-5, si tratta di Jimmie Johnson (Ganassi) e di Helio Castroneves (Meyer Shank), quest'ultimo è stato annunciato di recente sarà presente anche al via della prossima stagione. Rosenqvist ha chiuso sedicesimo davanti alle Foyt di Kyle Kirkwood e Dalton Kellett, mentre ha chiuso dietro di lui Christian Lundgaard (Rahal), di recente passato alle cronache per avere criticato gli ipotetici risultati che Sebastian Vettel avrebbe in Indycar il tutto senza che Vettel abbia minimamente accennato alla volontà di gareggiare in Indycar, ma sollevando certi dubbi: dalla Formula 2 all'Indycar va bene, dalla Formula 1 all'Indycar si è troppo scarsi?

Simon Pagenaud (Meyer Shank) ha chiuso la top-20, mentre dietro di lui si è classificato Callum Ilott (Juncos) che mi pare di avere visto fermo ai box piuttosto a lungo a un certo punto. Dietro di loro sono giunti Ed Carpenter, ritornato in occasione della gara su ovale al volante di una vettura del proprio team, e il suo compagno di squadra Conor Daly che ugualmente ha avuto problemi ed è stato fermo ai box abbastanza a lungo, se ho ben capito. La giornata è terminata così, o per meglio dire la nottata? quando la gara è finita in Italia doveva essere all'incirca l'orario in cui in passato sarebbe iniziato il GP d'Australia. La giornata è terminata e con essa anche il mio resoconto, per quanto riguarda il motorsport d'oltreoceano i prossimi appuntamenti saranno Portland e Laguna Seca i primi due weekend di settembre.