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martedì 14 luglio 2015

INDYCAR 2015: #12 Milwaukee Mile (12 Luglio 2015)

Domenica 12 Luglio... si fa per dire, dato che da noi è notte inoltrata. Sta per iniziare la gara a Milwaukee, uno di quegli ovali piccoli che ricorda vagamente una rotonda messa a regolare il traffico cittadino. Per il resto Milwaukee è una città del Winsconsin, stato che dubito fortemente che si scriva in questo modo, ma non fa niente. Sono le 19.35... sì, avete letto bene, le 19.35, niente partenza alle 19.34, alle 19.36 o che cosa... hanno fissato un orario quasi normale! *EPIC WIN.*
Sfortunatamente non sono capaci di far dire all'annunciatore "drivers start your engine" senza raccontare la storiella che è il modo di dire più famoso nella storia dell'automobilismo, ma vedrò di soprassedere, così come soprassiedono senza tanti problemi il 99% degli europei che del modo di dire più famoso non ne conoscono nemmeno l'esistenza.

GRIGLIA DI PARTENZA: 1. Newgarden (CFH), 2. Briscoe (Schmidt), 3. Karam (Ganassi), 4. Kanaan (Ganassi), 5. Jakes (Schmidt), 6. Rahal (Rahal Letterman), 7. Kimball (Ganassi), 8. Montoya (Penske), 9. Andretti (Andretti), 10. Dixon (Ganassi), 11. Bourdais (KV), 12. Chaves (Herta), 13. Sato (Foyt), 14. Power (Penske), 15. Wilson (Andretti), 16. Hunter-Reay (Andretti), 17. Pagenaud (Penske), 18. Muñoz (Andretti), 19. Coletti (KV), 20. Vautier (Coyne), 21. Hawskworth (Foyt), 22. Carpenter (CHF), 23. Mann (Coyne), 24. Castroneves (Penske).

SI PARTEEEEEEEEEEEE! Nuovogiardino rimane in testa, mentre dietro di lui c'è un po' di caos, con Saggio Caramella e il sosia di Vin Diesel che si piazzano in seconda posizione (sì, insomma, saranno uno secondo e uno terzo, ma non perdiamoci in sottigliezze) nel tentativo di portargli via la baguette. Niente da fare: la baguette guida Nuovogiardino verso un sicuro(?) e imminente(?) dominio che nulla potrà mettere alla prova (a proposito, perché la baguette?!?! o.O Come ho potuto anche solo per un istante pensare che uno che si chiama Joseph Newgarden sia francese?????), Vin Diesel si mette dietro Caramella al secondo giro (che inizia esattamente due battiti di ciglia dopo l'inizio della gara) mentre tempo un paio di minuti e arriva Briscola che supera tutti e due.
In quel momento Nuovogiardino se la deve già vedere con Pippa Pink da doppiare... eh sì, funziona così: su questo genere di circuiti dopo dieci giri si iniziano già a vedere dei doppiati e, con tutta probabilità, è proprio in onore dei minispeedway che Deletraz in Formula 1 subiva lo stesso destino.
Il doppiaggio di Pippa Pink è andato bene, mentre non è andata molto bene a Pippa Pink in seguito: neanche il tempo che arrivasse il momento dei pit-stop ed è con tutta probabilità rientrata, perché la vettura l'aveva lasciata a piedi. Il suo nome da supereroe (Pippaman, cit. Ransie) non può nulla contro la dura legge del gatto nero.

Torniamo davanti: i primi cinque erano Nuovo Giardino, Briscola, Saggio Caramella, Vin Diesel e Grammo Reale. C'era di nuovo un problema per Nuovo Giardino, ovvero un'altra vettura da doppiare: Carpiiii.
Nuovo Giardino: "Oh my Feli cry, vuoi vedere che anche stavolta ci aggangiamo e finiamo fuori insieme appassionatamente con le nostre vetture che ci guardano storto e ci chiedono se è necessario incidentarsi proprio tra compagni di squadra?"
Carpiiii: "Perché sei così poco fiducioso nei miei confronti? Tra l'altro ti ricordo che io sono uno dei proprietari del team che ti dà una macchina su cui appoggiare il culo!"
Nuovo Giardino: "Preferisco la Pescatrice. Almeno lei non viene in pista a fare danni."
Carpiiii: "Nemmeno io. Ti permetterò di doppiarmi abbastanza agevolmente."
Nuovo Giardino: "Davvero? Mi sarà concesso anche farti una pernacchia nel frattempo?"
Carpiiii: "Se proprio non puoi farne a meno..."
Il momento di gloria di Carpiiii, comunque, è finito in fretta: quando ci vogliono meno di 30 secondi per percorrere un giro è facile che i doppiati escano di scena alla svelta.

Nonostante tutte le immense polemiche di due settimane fa sull'impossibilità di percorrere un paio di giri senza che accadessero potenziali disgrazie, tutto è filato liscio al punto tale che verso il 50° giro tutti sono stati costretti a rientrare in regime di bandiere verdi, grattandosi le parti intime al solo pensiero che, mentre c'erano ancora vetture a pieni giri, qualcuno potesse mettersi a ballare la conga facendo collezionare loro non richiesti giri di distacco dal leader.
H3lio, che era partito ultimo, è stato il primo a rientrare. Successivamente, uno dopo l'altro, sono arrivati anche gli altri. A Briscola deve essere capitato qualcosa di poco positivo, dal momento che tutti gli sono passati davanti.
In realtà anche la maggior parte dei piloti che erano in top-5 si sono ritrovati catapultati (non in senso letterale) fuori dai primi cinque... tutti tranne the real and only Nuovo Giardino che era ancora in testa davanti al Detersivo, a Montyyyy, a Sebbyyyy e a Vin Diesel.

Passati altri circa 50 giri di gara H3lio è stato di nuovo il primo a rientrare ai box, poi tutti gli altri a seguire.
Montyyyy: "Ma nessuno mi prende in considerazione?"
H3lio: "No."
Montyyyy: "Va bene, allora facciamo che mi faccio notare..."
I commissari: "Ti abbiamo notato. Andavi troppo forte nella pit-lane. Ora ci torni, a calci nel culo, a scontare un drive through."
Montyyyy: "Nobody loves me."

Credo sia più che opportuno, a questo punto, precisare che il Detersivo aveva preso la testa della gara dopo il pitstop, seguito da Nuovo Giardino, Sebbyyyy, Vin Diesel e l'Uomo Noia in Seconda a completare la top-5. Tutto è stato così fino al 114° giro, quando la vettura di Jakes ha iniziato a emanare del fumo, provocando l'ingresso dell'alter-ego in versione Indycar di Bernd Maylander.
...E di nuovo tutti ai boxxxxxxxxxxxxxxxx! Tutti, a parte Sebbi, HR, Pagy, il Sommo Wilson e Briscola che sono rimasti lì, guadagnando tutti la top-5 davanti al Detersivo e quelli che gli stavano dietro. C'erano dei doppiati in mezzo alle scatole ma al momento del restart, qualcosa come venti minuti più tardi, hanno avuto l'accortezza di levarsi dalle scatole...
...
...
...
...
...così nessuno di loro è stato coinvolto nel tranquillissimo momento in cui Briscola è finito in testacoda e ha toccato Potere mandandolo a schiantarsi contro le barriere.
Subito dopo è seguita una scena veramente da WTF: dopo essere sceso dalla vettura, Potere non ha fatto nessuna delle azioni che lo contraddistinguono in caso di incidente, tipo insultare, spingere o mandare a quel paese uno a caso dei commissari di percorso, generalmente il più vicino a lui.
Poi sì, va beh, è rientrata la safety car, ma questo penso che fosse scontato.
Montyyyy: "Facciamo che adesso, per dare nell'occhio, vado ai box."
Voce fuori campo: "Temo che la cosa non importi a nessuno."
Montyyyy: "Nobody loves me."

La gara è ripartita dopo una decina di giri, con Sebbiiii che agitava la baguette al vento mentre dietro di lui anche Pagyyyy cercava di darsi da fare con la baguette... venendo però superato da Nuovo Giardino, Vin Diesel e il Detersivo, ritrovandosi in quinta posizione, in una top-5 destinata a rimanere tale e quale per tutti i secoli a venire...
Adesso non esageriamo: diciamo una trentina di giri, perché al 171°, dopo avere fatto un bel po' di strada mettendo spazio tra sé e gli altri Sebbiiii è rientrato ai box.
Voce fuori campo: "Ora tutti lo supereranno, facendolo uscire di scena."
Sebbiiii: "Sei molto dotato di fantasia, a quanto vedo! Je suis le boss e non permetterò a nessuno di insinuare che non vincerò questa gara... a nessuno che, ovviamente, non senta il desiderio impellente di essere sodomizzato dalla mia baguette al retrogusto d'ascella!"
Stranamente nessuno aveva esplicitamente quel desiderio, ma in ogni caso sono rimasti tutti in pista per un'altra quindicina di giri, poi è rientrato Nuovo Giardino e a seguire tutti gli altri.
Sebbiiii: "Chi è che diceva che non sarei tornato in testa?"
A quel punto c'erano Sebbiiii, Montyyyy, Carpiiii, HR e Pagy tra i primi cinque, ma Montyyyy e Carpiiii erano su una strategia diversa e con tutta probabilità dovevano rientrare in un momento del tutto diverso... sì, eccoli, circa al 200° quando mancavano una cinquantina di giri alla fine.

-29: il momento della disgrazia peggiore della gara... una vettura in fumo e, devo ammetterlo, in un primo momento la cosa non è stata così straziante.
L'Autrice: "Chi è quello che si è appena ritirato? L'Uomo Noia in seconda? Allora esiste davvero?"
L'Uomo Noia in seconda: "Il ho il numero 26, questo ha il numero 25."
L'Autrice: "Oh, ora è sceso dalla macchina... è piuttosto alto per essere un pilota."
La grafica: "Per forza che è alto, è Giustino Guglielmino!"
L'Autrice: "OH MY FELI CRY, WILSIIIIIIIIIIIIIII NOOOOOOOOOOOOOO!"
Tutto il Minardi Power è crollato in un istante, Wilsiiii era fuori dai giochi e non c'era nulla che potesse accadere per riaggiustare il mio cuore spezzato!

E' entrata la safety car e sono andati tutti ai box a cambiare gomme... o meglio, tutti tranne Sebby, Monty e Carpiiii, che sono rimasti in pista a fare i fighi nelle prime tre posizioni, a seguire, una volta usciti dai box, H3lio, Grammo Reale, il Detersivo, il sosia di Vin Diesel e qualcun altro.
Dopo circa 10 giri di safety car c'è stato il restart. Mancavano 18 giri dalla fine e...
Sebbiiii: "JE SUIS LE BOSS! JE SERAIS POUR TOUJOURS LE BOSS!"
Sebbi ha mantenuto la posizione, mentre non si può dire lo stesso degli altri due, che sono stati superati in breve tempo da alcune vetture, un paio per no, una mezza dozzina per l'altro. In ogni caso non è andata così male nemmeno a loro: Montyyyy è arrivato quarto dopo essere stato nelle retrovie a un certo punto della gara, Carpiiii ha chiuso in top-ten dopo essere stato in ultima posizione all'inizio.

La cosa fondamentale, comunque, è la vittoria di Sebbiiii che, come al solito, non può far altro che farmi piacere. Poi è capitato un fatto estremamente adorabile. *________* In victory lane è stato raggiunto dai suoi figli e nel scendere dalla macchina li ha presi in braccio entrambi sollevandoli in aria... <3

RISULTATO: 1. Sebastien Bourdais (KV), 2. Helio Castroneves (Penske), 3. Graham Rahal (Rahal Letterman), 4. Juan Pablo Montoya (Penske), 5. Josef Newgarden (CFH), 6. Tony Kanaan (Ganassi), 7. Scott Dixon (Ganassi), 8. Marco Andretti (Andretti), 9. Simon Pagenaud (Penske), 10. Ed Carpenter (CFH), 11. Gabby Chaves (Herta), 12. Charlie Kimball (Ganassi), 13. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 14. Takuma Sato (Foyt), 15. Carlos Muñoz (Andretti), 16. Tristan Vautier (Coyne), 17. Jack Hawskworth (Foyt), 18. Wilson (Andretti), 19. Sage Karam (Ganassi), 20. Stefano Coletti (KV), 21. Ryan Briscoe (Schmidt), 22. WIll Power (Penske), 23. James Jakes (Schmidt), 24. Pippa Mann (Coyne).


domenica 28 giugno 2015

INDYCAR 2015: #11 MavTV 500 (27 Giugno 2015)

Sabato 27 Giugno: è giunto il momento della gara di Indycar con il nome più curioso: MAVTV500, che se non vado errata la scorsa stagione era alla fine dell'anno anziché a metà... che poi tecnicamente la metà è giù stata superata da un po'.
La partenza era fissata per le 13.36 ora locale e ancora una volta mi chiedo da dove escano fuori questi orari. E' inutile, le serie americane sono strane, non lo si può negare. U.U
Saranno anche strane, ma sanno essere dannatamente pittoresche, specie quelle che si svolgono sugli ovali, spesso snobbate dalla stessa gente che snobba la Formula 1 perché non ci sono sorpassi per la leadership. Di conseguenza, quando guardano gare su ovali di questo tipo, vedono una gara diversa da quella che vedono tutti gli altri!
Procediamo comunque con ordine e diamo qualche indicazione spazio-temporale: da noi erano circa le 22.30 passate da pochi minuti al momento in cui la gara è iniziata e si svolgeva a Fontana, in California.

GRIGLIA DI PARTENZA: 1. Pagenaud (Penske), 2. Castroneves (Penske), 3. Andretti (Andretti), 4. Carpenter (CFH), 5. Montoya (Penske), 6. Dixon (Ganassi), 7. Kanaan (Ganassi), 8. Power (Penske), 9. Sato (Foyt), 10. Karam (Ganassi), 11. Muñoz (Andretti), 12. Newgarden (CFH), 13. Kimball (Ganassi), 14. Hunter-Reay (Andretti), 15. Bourdais (KV), 16. Briscoe (Schmidt), 17 Hawskworth (Foyt), 18. Chaves (Herta), 19. Rahal (Rahal), 20. Vautier (Coyne), 21. Coletti (KV), 22. Mann (Coyne), 23. Jakes (Schmidt).

YOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Dunque, fin dalla partenza le cose sembravano piuttosto movimentate, con Pagy e H3lio e perfino l'Uomo Noia in lotta per la leadership. Si sono inseriti anche il sosia di Vin Diesel e il mio colombiano preferito.
Pagyyyy: "Cosa?!?!?!?!?!" *Agita la baguette.* "Che cosa ci fa qui l'Uomo Noia, noioso quasi quanto Paul Di Siesta?"
L'Uomo Noia: "In effetti me lo chiedo anch'io... e sono sicuro che se lo chieda anche l'Autrice."
In realtà no, lo ammetto, non avevo alcun bisogno di chiederlo: leggere "Leader: Andretti" abbelliva incredibilmente la grafica, quindi un momento del genere nella gara ci voleva.
In realtà è durata più di un momento, qualcosa come una ventina di giri di alternanza tra vari piloti, tranne il colombiano badass che si era messo un po' calmo, tranne Pagyyyy che era sprofondato ai margini della top-10 dopo avere avuto qualche genere di problema.
Si segnala che Ryan Briscola era risalito dalla millemillesima alla quarta posizione... e basta, era quarto, tutto lì. Davanti, intanto, Saggio Caramella intorno al 25° giro cercava di metterlo in quel posto al sosia di Vin Diesel. I due si sono alternati alla leadership, mentre c'era l'Uomo Noia ancora lì dietro che sperava di metterlo in quel posto a entrambi...

Tutto procedeva regolarmente, il che ha implicato che si rientrasse ai box in regima di bandiera verde intorno al 40° giro. Lì sono capitate alcune cose di un certo livello.
In primo luogo H3lio e Pagyyyy hanno rischiato di ballare una conga tra compagni di squadra a cui Montyyyy non è stato invitato.
Intanto veniva data l'ennesima dimostrazione che in Indycar, se sei un meccanico del team Coyne, le tue probabilità di essere investito incrementano in modo esponenziale.
Uno dei meccanici è stato urtato da Vauty e senza ombra di dubbio si chiedeva chi glielo aveva fatto fare... tipo, non poteva andare a fare il coltivatore di granturco, invece che il meccanico alla Coyne?

Passiamo a ciò che accadeva in pista: l'Uomo Noia e il colombiano badass lottavano per la leadership, ma intorno a un quinto di gara il Grande Samurai e il Detersivo hanno superato tutti facendo una lunga serie di pernacchie e hanno iniziato ad alternarsi in testa alla gara.
Il Detersivo: "Okay, ci siamo divertiti abbastanza. Facciamo che rimango davanti io."
Il Grande Samurai: "Okay, non ho voglia di tirare fuori la mia katana e di decapitarti, quindi facciamo che per il momento ti lascio andare."
L'Uomo Noia: "Sono seriamente annoiato dalla mia stessa presenza. Facciamo che a questo punto vado a nascondermi da qualche parte a centro gruppo e non mi faccio più vedere."

Intorno al 70° giro c'è stata un'altra serie di pitstop, con il sosia di Vin Diesel che è stato il primo a rientrare. E' tornato in pista in testa... e dopo un po' lo streaming è saltato. Stavo vedendo la gara su un canale portoghese e per un attimo non sapevo dove andare a finire di vedermela.
E' intervenuto in mio aiuto un ricordo di un sito che avevo sentito menzionare all'epoca in cui bazzicavo su Answers Yahoo, mi sono fiondata là, ho cliccato su uno dei link disponibili e sono stata accolta da un "oh oh oh" in stile Babbo Natale pronunciato da uno dei telecronisti ispanici (credo colombiani). Eravamo intorno al 95° giro e ancora una volta vari piloti si alternavano alla leadership.
H3lio: "The Power of sambaaaaaaaa!"
Potere: "Power dancing sambaaaaaaa! better than youuuu!"
Il sosia di Vin Diesel: "Sambaaaaaaaaaaaaaaa party!"
Il Grande Samurai, agitando la katana: "Sì, lo so, volete solo fingere di avere in programma un festino brasiliano, ma non mi lascio fregare! U.U"

Al 105° giro o giù di lì il sosia di Vin Diesel è stato nuovamente il primo a fermarsi e questo pitstop è entrato nella storia della gara per due questioni:
1) si è visto che a Montyyyy cambiavano la visiera del casco;
2) per il Grande Samurai c'è stato un contrattempo, grazie al quale è stato inquadrato anche l'Uomo Noia che era lì dietro.
Sprofondato ai margini della top-ten, il Grande Samurai in due minuti contati era già a lottare per la leadership insieme a Potere, H3lio, Vin Diesel e Briscola, mentre l'Uomo Noia è riprecipitato nel dimenticatoio.

Al 136° giro... IT'S TIME FOR SAMBAAAAAAAAAAAAAAAAA! Ma sul serio stavolta.
Proprio mentre Grammo Reale andava in testa, c'è stato un contatto tra Briscola e H3lio, con Briscola che ha mandato H3lio a volteggiare (senza staccarsi da terra) nel bel mezzo della pista, rischiando di fare strike anche con Montyyyy. E' entrata la safety car.
Tutti ai boxxxxxxxx!
Ordine d'uscita: Potere, Grammo Reale, Montyyy, Vin Diesel, Carpentiere, il Detersivo, Pagyyyy e nientemeno che l'Uomo Noia. Il Grande Samurai era precipitato nel frattempo nelle retrovie.

...
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...Qualcosa come mezz'ora più tardi la gara è ripartita. Non ho capito che cosa stessero aspettando, forse che i meccanici della Penske riuscissero a rimettere insieme la vettura di H3lio e rimandarlo in pista, doppiato di appena una quindicina di giri.
Potere: "YAAAAAAYYYYY, I'M THE BOSS!"
Pagyyyy, agitando la baguette: "Ne sei sicuro?"
Montyyyy: "Che dilettanti. Questi li asfalto in un nanosecondo."
Grammo Reale: "Ne sei sicuro?"
L'Uomo Noia: "Ehi, ma io cosa ci faccio qui?! O.O Perché sto andando in testa?"
Mentre si poneva quelle domande, sono arrivati il sosia di Vin Diesel e Carletto Munizione, pronti a invertirsi le posizione per i vari minuti successivi.

Al 158° giro Carpentiere e Nuovogiardino, compagni di squadra nel team in comproprietà tra Carpentiere e Sara Pescatrice, si sono aggangiati l'uno con l'altro: altra safety car della durata di qualcosa come venti minuti.
Potere, da primo che era cinque minuti primi, era precipitato in nona posizione, davanti c'erano Carletto, Vin Diesel, Pagy, Grammo Reale, il Grande Samurai (da 18° che era non so come fosse finito lì, probabilmente asfaltando vetture), Saggio Caramella e il mio colombiano preferito. Potere e alcuni che gli stavano dietro sono rientrati ai box in branco.

Il restart? Immaginatevi i primi sei scatenatissimi, affiancati tre per tre, con le posizioni che si invertono di continuo. Ecco, è andata così.
Il Grande Samurai: "Ho anche superato tre vetture in un colpo solo, questo non lo consideri?"
Voce fuori campo: "Sì, ma sei rimasto in testa troppo poco per essere menzionato."
Il Grande Samurai: "Oh my Yammi."
Si segnala che Carpentiere e Nuovogiardino poco prima erano stati avvistati fuori dalle rispettive macchine, mentre venivano intervistati uno dopo l'altro. Nuovogiardino, in qualche momento, doveva però essere ritornato in pista... oppure ho avuto un'allucinazione della sua vettura ferma ai box con i telecronisti che lo menzionavano.

Al 190° giro o giù di lì, di nuovo sono rientrati tutti ai box in regime di bandiera verde.
Grammo Reale è entrato ai box fischiettando.
Voce fuori campo: "Oggi Grammo Reale è piuttosto scatenato."
Grammo Reale: "Io non mi chiamo Grammo Reale. Il mio vero nome è Felipe Massa."
I suoi meccanici: "Puoi andare, ti abbiamo già fatto il pieno... oh, aspetta! ci siamo dimenticati di togliere il bocchettone del rifornimento!"
In realtà la disavventura capitata a Grammo Reale non è stata pittoresca quanto quella di Albers, Massa e Kovalainen ai loro tempi, ma non fa niente.
Quello che conta è che c'era qualcosa a terra: era tempo di una di quelle safety car random che sconvolgono completamente la gara.
Montyyyy era primo davanti all'Uomo Noia, Potere, Il Detersivo e Briscola a quel punto.
Il Grande Samurai: "Oh, la mia vettura ha problemi. Prevedo di dover passare cinque minuti fermo ai box e di finire doppiato. OH MY YAMMI CARWRECKER!"

Prima del restart ho letto "lead change". WTF?! Cosa ci faceva l'Uomo Noia davanti a Montyyyy? Non ne ho idea, probabilmente stavano risolvendo qualche casino capitato nella pitlane, di cui i telecronisti non ci hanno informati perché era più interessante chiedersi come mai Grammo Reale non fosse stato penalizzato nonostante quanto dice il regolamento.
Alla ripartenza mancavano una cinquantina di giri al termine, si è ripartiti con un susseguirsi di leader diversi, tra cui perfino HR che sinceramente non mi ero nemmeno accorta che fosse in gara, fino a quel momento.
In realtà in un secondo momento la lotta per la testa della gara è stata più che altro tra Guglielmo Potere e l'Uomo Noia, ma dalla vettura di Carletto è partito un pezzo ed è tornata in pista la safety car: Potere, l'Uomo Noia e Grammo Reale erano i primi tre.
Tutti sono rientrati ai box, ma il Grande Samurai no, i suoi piani per il futuro erano qualcosa del tipo "ora torno a pieni giri, in due minuti contati arrivo in top ten, in tre minuti arrivo in top five e mentre ci sono quattro vetture affiancate davanti a me cerco di spaccare il culo a tutti".
In realtà le cose non sono andate proprio così: o meglio, è accaduto, ma poi c'è stato dell'altro, tipo che mentre era intorno alla 5^ o 6^ posizione, mentre davanti Vin Diesel, Grammo Reale e Briscola erano affiancati nell'eterna ricerca della leadership, si è toccato con il Detersivo, ha perso il controllo della vettura ed è finito a muro insieme a Guglielmo Potere.
La reazione di Potere è stata molto calma e pacata: prima ha scagliato via il volante, poi una volta sceso ha mandato a quel paese un commissario intervenuto in suo aiuto. Comunque per la Nascar sarebbe ancora un dilettante...

Riassumendo: il restart è stato a -23 giri dal finale, l'incidente è stato a -9, la bandiera rossa successiva quando di giri ne mancavano praticamente cinque. Su che cosa impedisse di dichiarare gara finita e di andare tutti a casa non mi è ben chiaro, ma io sono troppo abituata alla Formula 1 ormai per evitare di pormi queste domande.
In ogni caso i primi cinque erano Grammo Reale, Briscola, il sosia di Vin Diesel, il Detersivo e Montyyyy.

Ripartita la gara, uscita di scena la safety car, mancavano appena tre giri al finale e tutto è iniziato con un duello per la leadership tra Grammo Reale e il sosia di Vin Diesel, mentre l'Uomo Noia sembrava alquanto scatenato...
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...
...ma a un giro dalla fine, ecco il colpo di scena: un contatto tra Saggio Caramella, HR e Briscola ha scatenato il caos, con Briscola che ha spiccato il volo ed è cappottato.
Quando ho visto la scena mi sono presa un colpo. Per fortuna è andato tutto bene.

Per concludere, è andata a finire così: è stata la gara con più cambi di leadership della storia della indycar (il record era 73, battuto quando mancavano ancora almeno trenta o quaranta giri al termine), è stata emozionante e avvincente, ma si porterà dietro un bel po' di polemiche per gli incidenti che si sono visti.
Il bilancio finale lo vedo positivo: se non altro, per una volta, le polemiche ci sono perché AVREBBE POTUTO SUCCEDERE qualcosa di grave e non perché qualcosa di grave sia effettivamente successo.
Per come la penso io, il margine di miglioramento c’è sempre. Però non si può dire così come se niente fosse che “questa è la dimostrazione che la Indycar non dovrebbe più correre sugli ovali”. Stiamo parlando di una serie che sugli ovali ci è praticamente nata. Se li eliminassero del tutto, potrebbero anche cambiarsi nome e trasformarsi in un altro campionato. Sia chiaro, io sono sempre per la sicurezza (e sono inorridita dalla gente che sostiene che la Formula 1 sia noiosa perché ci sono meno incidenti gravi rispetto a una volta - l'ho letta davvero, così come ho letto di gente che si auspica che la Formula 1, per rendersi interessante, RIDUCA gli standard di sicurezza), ma la sicurezza non si fa SOLO snaturando una serie e i circuiti su cui corre.
Con questo ho finito.

RISULTATO:
1. Graham Rahal #15 -- Rahal Letterman -- 250 laps
2. Tony Kanaan #10 -- Ganassi -- 250 laps
3. Marco Andretti #27 -- Andretti -- 250
4. Juan Pablo Montoya #2 -- Penske -- 250 laps
5. Sage Karam #8 -- Ganassi -- 250 laps
6. Scott Dixon #9 -- Ganassi -- 250 laps
7. James Jakes #7 -- Schmidt -- 250 laps
8. Charlie Kimball #83 -- Ganassi -- 250 laps
9. Simon Pagenaud #22 -- Penske -- 250 laps
10. Jack Hawksworth #41 -- Foyt -- 250 laps
11. Stefano Coletti #4 -- KV -- 250 laps
12. Carlos Muñoz #26 -- Andretti -- 250 laps
13. Pippa Mann #18 -- Coyne -- 250 laps
14. Sebastien Bourdais #11 -- KV -- 250 laps
15. Ryan Briscoe #5 -- Schmidt -- 249 laps
16. Ryan Hunter-Reay #28 -- Andretti -- 249 laps
17. Tristan Vautier #19 -- Coyne -- 246 laps
18. Takuma Sato #14 -- Foyt -- 241 laps
19. Will Power #1 -- Penske -- 241 laps
20. Gabby Chaves #98 -- Herta -- 237 laps
21. Josef Newgarden #67 -- CFH -- 161 laps
22. Ed Carpenter #20 -- CFH -- 157 laps
23. Helio Castroneves #3 -- Penske -- 136 laps


domenica 14 luglio 2013

INDYCAR 2013: #11 Toronto (Gara 1: sabato 13 luglio)

Nel weekend del 13 e 14 luglio si svolge l’11° appuntamento del campionato di Indycar 2013, a Toronto, dove si svolgeranno due gare come già è avvenuto a Detroit all’inizio di giugno (quella volta in cui Power lanciò i guanti addosso a Bourdais XD).
Per la prima volta nella storia della Indycar ci sarà una partenza da fermi anziché lanciata; non è comunque la prima volta che capita nelle serie americane, in quanto era già accaduto precedentemente nell’ormai defunta Champ Car.
Le griglie di partenza di Gara 1 e Gara 2 dipendono dai risultati di due diverse qualifiche, ovvero non ci sarà una griglia di partenza della Gara 2 determinata dalla Gara 1 (e fortunatamente nemmeno a sorteggio, come era già avvenuto una volta in passato O.O).


NOTIZIE VARIE PRE-GARA
Dopo la ca**ata fatta a LongPond, Sato è stato messo in probation (non so come tradurre in italiano), ovvero se vuole continuare a scaldare il sedile di una vettura di Indycar in futuro gli conviene evitare di fare altre cavolate del genere.

GRIGLIA DI PARTENZA 1
1^ fila: Dario Franchitti, Sebastien Bourdais
2^ fila: Will Power, Tony Kanaan
3^ fila: Scott Dixon, Ryan Hunter-Reay
4^ fila: Helio Castroneves, Justin Wilson
5^ fila: Ryan Briscoe, Marco Andretti
6^ fila: Takuma Sato, Simon Pagenaud
7^ fila: James Hinchcliffe, Ernesto Viso
8^ fila: James Jakes, Charlie Kimball
9^ fila: Alex Tagliani, Graham Rahal
10^ fila: Josef Newgarden, Mike Conway
11^ fila: Tristan Vautier, Simona De Silvestro
12^ fila: Ed Carpenter, Sebastian Saavedra

SINTESI GARA 1
Tutto inizia con uno di quelli che possono essere definiti tranquillamente “momenti da WTF”: proprio mentre la gara si apprestava a partire, con partenza da fermi, la vettura di Newgarden rimane ferma sulla griglia di partenza e ciò significa aborted start (lo so, detto in inglese fa schifo, ma tradotto in italiano farebbe ancora più schifo), e quindi entra in pista la pace-car, con Newgarden che deve accodarsi, o almeno provare a farlo in quanto non sembra che abbia molto successo nel ripartire... ma comunque ce la fa ed è questo che conta. U.U
Dopo 5 giri, quindi, le bandiere gialle se ne vanno, ed era anche ora... Franchitti mantiene la prima posizione quando scatta il verde, lo seguono Bourdais, Power, Dixon e Kanaan, anche se quest’ultimo alcuni giri dopo verrà superato da Hunter-Reay.
Nel corso del 17° giro la vettura di Newgarden viene spinta ai box... in ogni caso riuscirà a ripartire, almeno per il momento.
La lotta per la leadership è accesa: Franchitti, Bourdais e Power sono molto vicini l’uno all’altro e nel corso del 21° lo scozzese viene superato da entrambi in un colpo solo; si avvicina anche Dixon, che lo supera. Poco dopo iniziano i pit-stop, con Hunter-Reay che rischia di lasciar spegnere la vettura nella pit-lane. C’è un problema anche per Kanaan, che perde terreno a causa di una lunga sosta ai box. Bourdais, che è riuscito a mantenere la posizione su Power dopo la sosta, viene successivamente superato da quest’ultimo al 31° giro. Un giro più tardi, con il pit-stop di Kimball, ultimo pilota che ancora doveva fermarsi, Power diventa leader a tutti gli effetti.
Dixon è terzo davanti a Franchitti, Hunter-Reay, Viso, Kimball, Andretti, Castroneves e Hinchcliffe a completare la top-ten.
Al 35° giro c’è un incidente tra Rahal e Vautier, mentre ai box Sato è fermo per un problema al cambio. Nel frattempo è caution a causa delle due vetture incidentate rimaste ferme in pista.
Al restart (41° giro) Power mantiene la prima posizione, mentre Bourdais viene superato da Dixon. In quarta posizione c’è Franchitti, mentre dietro di lui è risalito Viso e sesto Kanaan.
Nel secondo giro di pit-stop ci sono di nuovo problemi per Hunter-Reay (57° giro), si spegne il motore della sua vettura. Rispetto a Hunter-Reay i piloti di testa rimandano la sosta: Power rientra prima di Dixon e quest’ultimo riesce a sopravanzarlo durante la sosta, quando torna in pista i due sono vicini, Power tenta il sorpasso su Dixon, ma viene nuovamente superato da quest’ultimo: dopo la sosta Bourdais si inserisce in seconda posizione tra i due.
Al 64° giro c’è un contatto tra Wilson e Kimball, nel quale viene coinvolto anche Briscoe. Tutte e tre le vetture sono ferme: caution. Wilson e Kimball ripartono entrambi, anche se quest’ultimo si fermerà poi a 11 giri dalla conclusione.
Al restart, quando mancano ormai 18 giri alla fine, Bourdais si porta in testa mentre Power perde diverse posizioni. Inizialmente Franchitti risale in seconda posizione, ma viene poi superato dal compagno di squadra Dixon, che è vicinissimo a Bourdais: lo supererà dieci giri dopo la ripartenza.
A 7 giri dalla fine Hunter-Reay va a sbattere e rimane fermo in una via di fuga: per una volta niente safety-car, che però entra tre giri dopo a causa di un contatto tra Pagenaud e Tagliani (A.K.A. sosia di Liuzzi) in cui quest’ultimo finisce in testacoda.
Di fatto soltanto l’ultimo giro avviene in regime di verde. Dopo un paio di curve una collisione tra Franchitti e Power, che erano rispettivamente terzo e quarto, manda quest’ultimo contro le barriere. Franchitti riesce invece a proseguire, e si classifica terzo dietro al vincitore Dixon e a Bourdais, #WeBelieveInSeb!

Momenti da WTF, atto secondo: quando a Bourdais viene dato il trofeo, lui lo solleva e questo si stacca dal piedistallo, sfracellandosi a terra. O.O

Il trofeo rotto di Bourdais.

RISULTATO GARA 1
1. #9 Scott Dixon Ganassi Honda 1hrs 41mins 17.0605secs after 85 laps
2. #7 Sebastien Bourdais Dragon Chevrolet + 1.7007s
3. #10 Dario Franchitti Ganassi Honda + 2.9116s
4. #25 Marco Andretti Andretti Chevrolet + 3.7273s
5. #11 Tony Kanaan KV Racing Chevrolet + 4.5961s
6. #3 Helio Castroneves Penske Chevrolet + 5.072s
7. #18 Mike Conway Dale Coyne Honda + 5.5749s
8. #27 James Hinchcliffe Andretti Chevrolet + 8.658s
9. #77 Simon Pagenaud Schmidt Honda + 10.214s
10. #78 Simona de Silvestro KV Racing Chevrolet + 10.8797s
11. #19 Justin Wilson Dale Coyne Honda + 11.3536s
12. #16 James Jakes RLL Honda + 11.6899s
13. #20 Ed Carpenter Ed Carpenter Chevrolet + 13.0557s
14. #5 EJ Viso Andretti-HVM Chevrolet + 47.5037s
15. #12 Will Power Penske Chevrolet + 1 laps
16. #6 Sebastian Saavedra Dragon Chevrolet + 1 laps
17. #98 Alex Tagliani BHA Honda + 1 laps
18. #1 Ryan Hunter-Reay Andretti Chevrolet + 2 laps
19. #55 Tristan Vautier Schmidt Honda + 2 laps
20. #15 Graham Rahal RLL Honda + 3 laps
DNF #83 Charlie Kimball Ganassi Honda + 13 laps Contact
DNF #4 Ryan Briscoe Panther Chevrolet + 21 laps Contact
DNF #67 Josef Newgarden SFHR Honda + 51 laps Contact
DNF #14 Takuma Sato AJ Foyt Honda + 53 laps Mechanical

POST-GARA 1
Inizialmente penalizzato per avere innescato un incidente evitabile all’ultimo giro, Franchitti era stato retrocesso di 25 secondi nella classifica finale; successivamente la penalizzazione è stata annullata ed è stato reinserito in terza posizione nella classifica.
Per quanto riguarda Briscoe, invece, nell’incidente in cui è stato coinvolto con Kimball e Wilson ha riportato la frattura del polso destro. In gara 2 al suo posto gareggerà Carlos Muñoz, secondo classificato alla 500 miglia di Indianapolis.

lunedì 27 agosto 2012

INDYCAR 2012: #13 GO-PRO INDY GRAND PRIX OF SONOMA (26 agosto)

Il campionato di Indycar volte al termine, dopo questo gran premio a Sonoma ce ne saranno soltanto 2, il 2 ottobre a Baltimora e il 15 settembre a Fontana.

Il circuito di Sonoma: Mazzoni lo definirebbe uno scenario suggestivo.

Griglia di partenza
1   Will Power   Chevrolet   12   111.116 mph
2   Ryan Briscoe   Chevrolet   2   110.881 mph
3   Sebastien Bourdais   Chevrolet   7   110.431 mph
4   Helio Castroneves   Chevrolet   3   109.923 mph
5   Scott Dixon   Honda   9   109.778 mph
6   Dario Franchitti   Honda   10   109.591 mph
7   Ryan Hunter-Reay   Chevrolet   28   109.605 mph
8   Alex Tagliani   Honda   98   109.492 mph
9   Simon Pagenaud   Honda   77   109.469 mph
10   James Hinchcliffe   Chevrolet   27   108.975 mph
11   Rubens Barrichello   Chevrolet   8   108.713 mph
12   Marco Andretti   Chevrolet   26   108.832 mph
13   Graham Rahal   Honda   38   108.824 mph
14   Mike Conway   Honda   14   108.815 mph
15   JR Hildebrand   Chevrolet   4   108.556 mph
16   Tony Kanaan   Chevrolet   11   108.756 mph
17   E.J. Viso   Chevrolet   5   108.142 mph
18   Oriol Servia   Chevrolet   22   108.729 mph
19   Katherine Legge   Chevrolet   6   107.808 mph
20   Justin Wilson   Honda   18   109.201 mph
21   Charlie Kimball   Honda   83   108.648 mph
22   Josef Newgarden   Honda   67   107.666 mph
23   Sebastian Saavedra   Chevrolet   17   108.833 mph
24   James Jakes   Honda   19   107.979 mph
25   Ed Carpenter   Chevrolet   20   107.751 mph
26   Takuma Sato   Honda   15   108.297 mph
27   Simona De Silvestro   Lotus   78   107.018 mph

Numero di giri: 85.

Cronaca della gara
La gara inizia senza particolari stravolgimenti tra i primi tre con Power, Briscoe e Bourdais che mantengono le prime tre posizioni; tra Castroneves e Dixon c’è un contatto e risalgono Franchitti quarto, Tagliani quinto, Hunter-Reay sesto, mentre settimo c’è Barrichello che, autore di un’ottima prestazione, ha recuperato alcune posizioni rispetto all’11^ di partenza.
Il gap tra Power e Briscoe è significativo già nella prima parte di gara, caratterizzata da ben pochi colpi di scena, mentre quest’ultimo ha Bourdais vicinissimo.

Il leader Power passa davanti alla ruota panoramica... Mazzoni ne parlerebbe.

Intorno al 15° giro si fermano per la prima sosta Dixon e Castroneves, così come vari piloti che si trovavano nelle retrovie; tra i piloti di testa è Power il primo a rientrare, al 19° giro, mentre Briscoe, Bourdais e Franchitti rientrano un giro più tardi e successivamente rientra anche Tagliani. Dopo i pit-stop i primi cinque sono invariati,mentre Hunter-Reay è sesto davanti a Dixon e a Barrichello; diversi giri più tardi Hunter-Reay si inserirà al quinto posto.
Al 35° giro Hinchcliffe finisce in testacoda ma si gira di nuovo, poco dopo inizia a rallentare per un problema alla vettura.
Al 37° giro Dixon è di nuovo il primo a fermarsi, mentre Power, Briscoe e Bourdais si fermano alcuni giri più tardi. Dopo il pitstop, Hunter-Reay è 4° in lotta con Dixon, che tenta il sorpasso su di lui ma ha però un lieve fuori pista che gli fa perdere anche un’ulteriore posizione a vantaggio di Franchitti che a sua volta si avvicina notevolmente a Hunter-Reay.
Al 61° giro Dixon torna ai box, mentre Franchitti e Wilson rientrano un giro più tardi, successivamente rientra anche Hunter-Reay che torna in pista inseguito da Franchitti. Ai box ci sono problemi per Kanaan, che sembra perdere un po’ di tempo e, mentre Power rientra ai box, in pista c’è un incidente tra Bourdais e Newgarden (mentre i due erano molto vicini, Bourdais finisce fuori pista e, nel rientrare, travolge Newgarden), che provoca l’ingresso della pace-car quando mancano 21 giri al termine. Briscoe rientra ai box subito dopo, mentre torna ai box anche Dixon.
Briscoe torna in pista davanti a Power, mentre seguono in top-ten Hunter-Reay, Franchitti, Tagliani, Barrichello, Rahal, Pagenaud, Castroneves e Hildebrand.
Il restart avviene a undici giri dal termine, con Pagenaud che supera Rahal come unico cambiamento tra le posizioni dei primi dieci. Ma dopo poche curve un contatto tra Tagliani e Hunter-Reay manda in testacoda quest’ultimo e fa tornare in pista la pace-car.  Grazie a questo contatto Barrichello è risalito in quarta posizione.
Il restart è a otto giri dal termine e a parte una vettura che finisce in testacoda nelle retrovie, rimettendosi subito in strada, non capita niente che sia degno di nota.
La gara finisce con le posizioni che, almeno per quanto riguarda i primi, rimangono invariate. È da rimarcare la quarta posizione di Rubens Barrichello, il suo miglior risultato dal suo debutto in Indycar.


Il risultato
1   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   85     
2   Will Power   12   Chevrolet   85   
3   Dario Franchitti   10   Honda   85   
4   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   85   
5   Graham Rahal   38   Honda   85  
6   Helio Castroneves   3   Chevrolet   85 
7   Simon Pagenaud   77   Honda   85  
8   JR Hildebrand   4   Chevrolet   85 
9   Alex Tagliani   98   Honda   85    
10   Tony Kanaan   11   Chevrolet   84  
11   Justin Wilson   18   Honda   84 
12   James Jakes   19   Honda   84  
13   Scott Dixon   9   Honda   84   
14   Mike Conway   14   Honda   84    
15   Sebastian Saavedra   17   Chevrolet   84    
16   E.J. Viso   5   Chevrolet   84   
17   Simona De Silvestro   78   Lotus   84    
18   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   84 
19   Oriol Servia   22   Chevrolet   84 
20   Ed Carpenter   20   Chevrolet   84       
21   Charlie Kimball   83   Honda   82  
22   Sebastien Bourdais   7   Chevrolet   63   
23   Josef Newgarden   67   Honda   62   
24   Katherine Legge   6   Chevrolet   48     
25   Marco Andretti   26   Chevrolet   46    
26   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   35 
27   Takuma Sato   15   Honda   2   

domenica 3 giugno 2012

INDYCAR 2012: #5 INDIANAPOLIS 500 (27 maggio)


La 96esima edizione della 500 miglia di Indianapolis si è svolta nel weekend del 27 maggio. È stato Briscoe a conquistare la pole position ed è da rimarcare l’ottima prestazione di Barrichello, che si è qualificato in decima posizione al suo esordio a Indianapolis.
È da segnalare la presenza di Jean Alesi, qualificato in ultima posizione! Il suo momento di gloria però durerà molto a breve: al nono giro gli verrà esposta bandiera nera perché la sua vettura è troppo lenta... sorte in cui è accomunato a Simona De Silvestro.

Griglia di partenza
1   Ryan Briscoe   Chevrolet   2   226.484 mph
2   James Hinchcliffe   Chevrolet   27   226.481 mph
3   Ryan Hunter-Reay   Chevrolet   28   226.240 mph
4   Marco Andretti   Chevrolet   26   225.456 mph
5   Will Power   Chevrolet   12   225.422 mph
6   Helio Castroneves   Chevrolet   3   225.172 mph
7   Josef Newgarden   Honda   67   224.677 mph
8   Tony Kanaan   Chevrolet   11   224.431 mph
9   E.J. Viso   Chevrolet   5   224.422 mph
10   Rubens Barrichello   Chevrolet   8   224.264 mph
11   Alex Tagliani   Honda   98   224.000 mph
12   Graham Rahal   Honda   38   223.959 mph
13   Ana Beatriz   Chevrolet   25   223.920 mph
14   Charlie Kimball   Honda   83   223.868 mph
15   Scott Dixon   Honda   9   223.684 mph
16   Dario Franchitti   Honda   50   223.582 mph
17   James Jakes   Honda   19   223.482 mph
18   JR Hildebrand   Chevrolet   4   223.422 mph
19   Takuma Sato   Honda   15   223.392 mph
20   Townsend Bell   Honda   99   223.134 mph
21   Justin Wilson   Honda   18   222.929 mph
22   Michel Jourdain Jr.   Honda   30   222.893 mph
23   Simon Pagenaud   Honda   77   222.891 mph
24   Sebastian Saavedra   Chevrolet   17   222.811 mph
25   Sebastien Bourdais   Chevrolet   7   223.760 mph
26   Wade Cunningham   Honda   41   223.258 mph
27   Oriol Servia   Chevrolet   22   222.393 mph
28   Ed Carpenter   Chevrolet   20   222.324 mph
29   Mike Conway   Honda   14   222.319 mph
30   Katherine Legge   Chevrolet   6   221.624 mph
31   Bryan Clauson   Honda   39   214.455 mph
32   Simona De Silvestro   Lotus   78   214.393 mph
33   Jean Alesi   Lotus   64   210.094 mph

Cronaca della gara
Briscoe mantiene la leadership per un intero giro prima di essere superato da Hinchcliffe, per poi ri-superarlo esattamente un giro più tardi; Andretti nel frattempo risale in terza posizione, mentre Hunter-Reay è quarto, con Kanaan che risale in quinta posizione davanti a Castroneves.
Al 6° giro Hinchcliffe supera nuovamente Briscoe e si porta in prima posizione dove resterà per un giro prima di essere sorpassato da Briscoe, mentre Hunter-Reay riprende la terza posizione con un sorpasso su Andretti; quest’ultimo però torna a breve terzo e al 14° giro supererà Hinchcliffe per la seconda posizione.
Subito dopo Clauson finisce in testacoda – senza urtare alcun muro – e a causa della sua vettura che ostruisce il tracciato entra la pace-car. Un giro più tardi tutti rientrano ai box, dove tra l’altro Franchitti “investe” una ruota e finisce in testacoda.
Hinchcliffe, grazie a un pit-stop piuttosto rapido, si porta in prima posizione, davanti a Briscoe, Andretti, Hunter-Reay, Castroneves, Kanaan, Tagliani, Rahal, Power, Dixon, Viso, Kimball, Wilson, Sato, Bell, ecc...
Al 19° giro la gara riparte con Briscoe che si riprende la prima posizione, mentre anche Andretti supera Hinchcliffe, seguono Kanaan e Tagliani nelle posizioni subito successive (con Tagliani che supererà Kanaan portandosi in quarta posizione alcuni giri più tardi).
La situazione nei giri successivi si presenta piuttosto simile a quella iniziale, con Andretti che, al posto di Hinchcliffe, è in lotta per la leadership con Briscoe: lo supera al 20° giro, viene superato al 22°, ma torna in testa al 24° giro; è Andretti a rimanere in testa, mentre Hinchcliffe alcuni giri dopo supererà Briscoe e si porterà nuovamente al secondo posto.
Ci sono intanto ancora problemi per Franchitti, protagonista di una lieve collisione con EJ Viso, mentre è quella di Sato al momento la vettura più veloce: il giapponese sta rimontando, dopo 35 giri si è portato in quarta posizione davanti a Andretti, Hinchcliffe, Briscoe, Tagliani, Kanaan, Dixon; seguono a completare i primi dieci Power, Rahal, Castroneves.
Intorno al 40° giro Briscoe supera nuovamente Hinchcliffe per la seconda posizione; quest’ultimo al 44° giro rientra ai box, seguito un giro più tardi da varie vetture tra cui quelle di Andretti e Briscoe (che tornano in pista davanti a Hinchcliffe), mentre gli altri piloti si fermano in gran parte nei giri successivi: ai box ci sono un po’ di problemi per Castroneves che perde alcune posizioni, mentre Tagliani dopo la sosta precipita nelle retrovie.
Dopo il secondo giro di pit-stop ci sono Andretti, Dixon, Briscoe, Hinchcliffe, Sato, Power, Kanaan (che tornerà a fermarsi ai box dopo nemmeno venti giri, ritrovandosi doppiato di un giro), Franchitti, Rahal e Conway tra i primi dieci; Briscoe e Hinchcliffe sono ancora in lotta tra loro, con Briscoe che era stato superato da Hinchcliffe subito dopo il pit-stop, per poi superarlo al 57° giro ed essere nuovamente superato intorno al 60° giro. Sato frattanto si avvicina a Briscoe e lo supera al 63° giro portandosi in quarta posizione; il giapponese risalirà poco dopo in terza posizione  con Hinchcliffe che sarà superato ancora una volta da Briscoe e scenderà in quinta posizione.
Intorno al 74°-75° giro vari piloti inizieranno a rientrare ai box, mentre Franchitti ancora in pista rimonta posizioni e si porta al terzo posto alle spalle di Andretti e Dixon, sarà secondo non appena
Franchitti, che al momento è il più veloce in pista, si porterà a breve in terza posizione dietro ad Andretti e a Dixon, e diverrà secondo non appena il leader si fermerà per la propria sosta – Dixon e Franchitti, in ogni caso, rientreranno al 78° giro.
Conway intanto ai box arriva lungo e stende un paio di meccanici, mentre poco dopo in pista è protagonista di uno spettacolare incidente: finisce a muro, sbatte contro la vettura di Power, si alza da terra e va a impattare nuovamente contro il muro – provocando un nuovo ingresso della pace-car – uscendone fortunatamente illeso. Nell’incidente Castroneves riesce a evitare una ruota che si è staccata da una delle due vetture.
Dietro alla pace-car Andretti frattanto è leader davanti a Dixon, Franchitti, Sato, Briscoe, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Kanaan (che con il pit-stop degli altri piloti ha rimontato posizioni), Rahal e Castroneves. La gara riprende all’88° giro, con Kanaan che rimonta varie posizioni portandosi al terzo posto, per poi essere superato un giro più tardi da Sato.
Al 90° giro Ana Beatriz va in testacoda e finisce a muro: è ancora una volta caution. Alcuni piloti, tra cui Andretti, Hinchcliffe, Sato e Kanaan, si fermano ai box durante la neutralizzazione. Dixon è quindi il nuovo leader, davanti a Franchitti, Hunter-Reay, Rahal, Kimball, Castoneves, Hildebrand e Wilson. La vettura incidentata viene portata ai box e Beatriz riuscirà a tornare in pista, non prima di avere “rallentato” Andretti lungo la pit-lane.
La gara riparte al 96° giro, con Sato in 9^ posizione alle spalle di Wilson (7°) e Hildebrand (8°), mentre Andretti, Kanaan e Briscoe sono al momento rispettivamente 12°, 13° e 14°. Mentre Rahal si porta al terzo posto superando Hunter-Reay (che però si riprenderà la posizione), Sato risale in quinta posizione; il giapponese sarà però superato da Wilson poco dopo la metà della gara; dietro di lui al 110° giro troviamo Kimball (7°) e Andretti che è risalito di diverse posizioni negli ultimi quindici giri – Sato supererà nuovamente Wilson al 112°.
Al 113° giro Hunter-Reay si ferma ai box (poco dopo avrà dei problemi e si ritirerà dopo avere percorso 123 giri) , pochi giri dopo si fermano anche Hildebrand, Rahal e Castroneves. Franchitti e Dixon si fermano rispettivamente al 119° e 120° giro, rientrano anche Wilson e Kimball, con Sato che adesso è leader davanti ad Andretti, con circa cinque secondi di vantaggio; dietro di loro ci sono Hinchcliffe e Kanaan, che si fermano ai box al 125° giro.
Franchitti risale intanto in seconda posizione alle spalle di Sato, il giapponese però sembra, per il momento, in grado di mantenere la leadership nei confronti dello scozzese.
Rahal effettua il successivo  pit-stop con bandiera verde al 145° giro, mentre soltanto un giro più tardi Saavedra rimane fermo all’uscita della pit-lane provocando una caution, approfittando della quale i piloti che ancora non si erano fermati si fermano ai box. Dietro la pace-car Sato è ancora leader davanti a Franchitti, Dixon, Hinchcliffe, Wilson, Kimball, Briscoe, Kanaan, Castroneves e Barrichello tra i primi dieci, mentre Andretti che ha dei problemi con la vettura è precipitato nelle retrovie.
Dopo la bandiera verde (153° giro) Sato viene superato da Franchitti e da Dixon che si portano in prima e seconda posizione; Dixon al 155° giro si porta in testa alla gara superando il compagno di squadra Franchitti.
Wilson supera Hinchcliffe per la quarta posizione e anche Kanaan, che aveva recuperato una posizione al restart, supera Hinchcliffe, nei confronti del quale perderà di lì a poco la posizione.
Dixon resta in testa fino al 160° giro, per poi essere superato da Dixon, quando subito dopo, approfittando di una caution dovuta al ritiro di Newgarden, a circa 35 giri dalla fine c’è un ultimo giro di pit-stop – anche se vari piloti, per andare fino alla fine, dovranno riuscire a risparmiare carburante – dopo il quale Dixon si ritrova, dietro la pace-car, in prima posizione davanti a Franchitti, Sato, Wilson e Kimball. Hinchcliffe ha avuto problemi durante la sosta e ha finito per perdere alcune posizioni: è 11° dietro a Kanaan, Carpenter, Briscoe, Barrichello e Castroneves.
La gara riparte a 29 giri dalla fine, con Wilson che si porta in terza posizione superando Sato, mentre Kanaan e Carpenter superano Kimball. Sato riprende la posizione a -27 giri dalla fine, mentre Wilson viene superato da Carpenter e Kanaan.
A 24 giri dalla fine Franchitti supera Dixon e si porta nuovamente in testa, mentre subito dopo Sato viene superato da Carpenter e Wilson. Due giri dopo essere stato sopravanzato da Franchitti, Dixon si riporta in testa: è il trentesimo cambio di leadership, e costituisce un record nella storia della Indy 500. Un nuovo cambio di leadership c’è comunque un giro più tardi, con Franchitti che si riporta in testa, mentre Wilson risale in terza posizione. A 20 giri dalla fine Carpenter urta il muro e finisce in testacoda ed è di nuovo caution: stavolta nessuno si ferma ai box.
A 16 giri dalla fine al restart Kanaan si porta in testa davanti a Franchitti, Briscoe, Dixon, Sato, Wilson, Hinchcliffe, Andretti, Barrichello e Kimball a completare i primi dieci. Poco dopo comunque Franchitti riprende la prima posizione, mentre dietro di loro Briscoe e Dixon sono in lotta per la quarta posizione. A 14 giri dal termine Briscoe Dixon supera Briscoe, con Wilson che intanto risale in quinta posizione superando Sato. A 13 giri dal termine Kanaan torna in testa, proprio mentre un incidente di Marco Andretti , finito contro al muro, provoca una nuova caution.
Il restart è a 6 giri dal termine, con Franchitti e Dixon che si portano immediatamente in prima e seconda posizione con Dixon che si porta poi in testa, mentre Kanaan viene superato anche da Sato quando di giri al termine ne mancano cinque; a quattro giri dalla fine Franchitti supera Dixon, che poco dopo si riprende la posizione. Franchitti e Sato superano Dixon a due giri dalla fine, con Sato che affianca Franchitti all’inizio dell’ultimo giro e va a sbattere.
Le bandiere gialle di fatto consegnano a Franchitti la terza vittoria a Indianapolis, seguito da Dixon, Kanaan, Servia e Briscoe.

Risultato
1   Dario Franchitti   50   Honda   200  
2   Scott Dixon   9   Honda   200  
3   Tony Kanaan   11   Chevrolet   200  
4   Oriol Servia   22   Chevrolet   200 
5   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   200   
6   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   200  
7   Justin Wilson   18   Honda   200   
8   Charlie Kimball   83   Honda   200  
9   Townsend Bell   99   Honda   200  
10   Helio Castroneves   3   Chevrolet   200 
11   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   200  
12   Alex Tagliani   98   Honda   200   
13   Graham Rahal   38   Honda   200 
14   JR Hildebrand   4   Chevrolet   200  
15   James Jakes   19   Honda   200  
16   Simon Pagenaud   77   Honda   200
17   Takuma Sato   15   Honda   199 
18   E.J. Viso   5   Chevrolet   199 
19   Michel Jourdain Jr.   30   Honda   199  
20   Sebastien Bourdais   7   Chevrolet   199 
21   Ed Carpenter   20   Chevrolet   199 
22   Katherine Legge   6   Chevrolet   199 
23   Ana Beatriz   25   Chevrolet   190  
24   Marco Andretti   26   Chevrolet   187  
25   Josef Newgarden   67   Honda   161  
26   Sebastian Saavedra   17   Chevrolet   143   
27   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   123   
28   Will Power   12   Chevrolet   79   
29   Mike Conway   14   Honda   78   
30   Bryan Clauson   39   Honda   46   
31   Wade Cunningham   41   Honda   42
32   Simona De Silvestro   78   Lotus   10   
33   Jean Alesi   64   Lotus   9   

venerdì 6 aprile 2012

Review Indycar 2011: #15 Motegi

Nel weekend del 18 settembre la Indycar si sposta in Giappone per la Japan Indy 300, che si svolge a al Twin Ring di Motegi.
È dodicesimo sulla griglia di partenza l’eroe di casa, Takuma Sato, mentre a partire dalla pole position è Scott Dixon per il team Ganassi. Will Power ha il secondo tempo, mentre Dario Franchitti è soltanto decimo. I giri previsti sono 63 in totale.
Tra i piloti mai visti in questa stagione troviamo il giapponese Hideki Mutoh e il brasiliano(?) João Paulo De Oliveira.

Griglia di partenza
1   Scott Dixon   Honda   9   109.143 mph
2   Will Power   Honda   12   109.113 mph
3   Graham Rahal   Honda   38   108.919 mph
4   Ryan Briscoe   Honda   6   108.793 mph
5   Sebastien Bourdais   Honda   19   108.748 mph
6   Oriol Servia   Honda   2   108.723 mph
7   Charlie Kimball   Honda   83   108.702 mph
8   James Jakes   Honda   18   108.671 mph
9   Giorgio Pantano   Honda   22   108.628 mph
10   Dario Franchitti   Honda   10   108.611 mph
11   Marco Andretti   Honda   26   108.576 mph
12   Takuma Sato   Honda   5   108.561 mph
13   James Hinchcliffe   Honda   06   108.558 mph
14   Mike Conway   Honda   27   108.542 mph
15   Hideki Mutoh   Honda   17   108.538 mph
16   E.J. Viso   Honda   59   108.521 mph
17   Helio Castroneves   Honda   3   108.501 mph
18   João Paulo de Oliveira   Honda   34   108.472 mph
19   Alex Tagliani   Honda   77   108.428 mph
20   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   108.391 mph
21   JR Hildebrand   Honda   4   108.183 mph
22   Vitor Meira   Honda   14   108.116 mph
23   Simona De Silvestro   Honda   78   108.097 mph
24   Ana Beatriz   Honda   24   107.958 mph
25   Danica Patrick   Honda   7   107.951 mph
26   Tony Kanaan   Honda   82   107.927 mph

Cronaca della gara
Dixon conserva la prima posizione, mentre dietro Power e Rahal sono in lotta per la seconda posizione, è Power a conservare la seconda posizione, mentre segue Rahal, dopodiché Briscoe e Hinchcliffe, mentre Castroneves finisce nell’erba al primo giro dopo; Kimball intanto risale, fino a portarsi in quarta posizione alle spalle di Rahal, mentre dietro di lui, in quinta posizione, si porta invece Franchitti, che al nono giro supererà Kimball portandosi al quarto posto.
Alcuni dei piloti che partivano nelle retrovie tentano una strategia a tre soste, mentre quelli che si trovano in posizioni di maggiore rilievo sono su due soste – tra i piloti che si fermano per la prima volta nei primi dieci giri c’è anche Castroneves, che aveva perso posizioni dopo il fuoripista poco dopo il via.
A circa un terzo di gara i piloti su due soste si fermano per effettuare la prima, mentre al 22° giro De Oliveira, che era stato in precedenza protagonista di una collisione con Sato, si ritira: vista la posizione della sua vettura, vengono esposte le bandiere gialle ed entra in pista la pace-car, dietro alla quale i primi dieci sono Dixon, Power, Briscoe, Rahal, Franchitti, Kimball, Kanaan, Jakes, Andretti e Servia.
Il restart è al 26° giro e vi è immediatamente un contatto che coinvolge Rahal, Briscoe e Franchitti, innescato proprio da quest’ultimo: è caution una seconda volta. Tutti e tre riescono a proseguire la gara, anche a causa dell’incidente e dei danni riportati che li hanno costretti a soste ai box, si trovano nelle ultime posizioni, mentre adesso in top-ten ci sono Dixon, Power, Jakes, Servia, Kanaan, Tagliani, Andretti, Bourdais, Hunter-Reay e Viso.
La gara riparte al 29° giro, con Servia che si porta in terza posizione, mentre Jakes e Andretti sono quarto e quinto.
Dopo il secondo giro di pit-stop – a circa due terzi di gara – nella top-five ci sono Dixon, Power, Andretti, Servia e Tagliani. Conway è sesto, ma a otto giri dal termine verrà superato da Viso e Bourdais. Conway perde ulteriori posizioni nei giri successivi, venendo superato anche da altre vetture, compreso Hunter-Reay che a sei giri dalla fine finisce sulla sabbia dopo una collisione con Bourdais: l’uscita di pista provoca l’ingresso della pace-car.
La vettura di Hunter-Reay viene sollevata da una gru col pilota all’interno e rimessa in pista, tipo Hamilton al Nürburgring nel 2007 (con l’unica differenza che il regolamento della Indycar non lo vieta).
La gara riprende a due giri dalla fine, Viso, Sato, Briscoe e Meira finiscono fuori pista dopo una collisione (con conseguenze minori per Sato rispetto agli altri), mentre Dixon, Power e Andretti sono in top-3 a posizioni invariate e Tagliani è quarto davanti a Servia e a Bourdais. Non ci sono altri stravolgimenti fino alla fine, con la vittoria di Dixon.

Risultato
1   Scott Dixon   9   Honda   63   
2   Will Power   12   Honda   63    
3   Marco Andretti   26   Honda   63  
4   Alex Tagliani   77   Honda   63
5   Oriol Servia   2   Honda   63   
6   Sebastien Bourdais   19   Honda   63 
7   JR Hildebrand   4   Honda   63 
8   Dario Franchitti   10   Honda   63  
9   Mike Conway   27   Honda   63  
10   Takuma Sato   5   Honda   63  
11   Danica Patrick   7   Honda   63   
12   Graham Rahal   38   Honda   63    
13   James Jakes   18   Honda   63   
14   Simona De Silvestro   78   Honda   63  
15   James Hinchcliffe   06   Honda   63   
16   Giorgio Pantano   22   Honda   63  
17   Tony Kanaan   82   Honda   63   
18   Hideki Mutoh   17   Honda   63   
19   Ana Beatriz   24   Honda   63 
20   Ryan Briscoe   6   Honda   63
21   E.J. Viso   59   Honda   63    
22   Helio Castroneves   3   Honda   63   *
23   Charlie Kimball   83   Honda   62   
24   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   62  
25   Vitor Meira   14   Honda   61  
26   João Paulo de Oliveira   34   Honda   19  
* Retrocesso per una penalità, era arrivato 7° al traguardo.

DUBBIO ESISTENZIALE: perché i telecronisti spagnoli chiamano Scott Dixon “el Kiwi”? O.O

giovedì 5 aprile 2012

Review Indycar 2011: #14 Baltimora

4 settembre: Gran Premio di Baltimora o Baltimore, detto all’americana, dove – notizia traumatica (nell’improbabile caso in cui interessi a qualcuno) – non c’è più Ho-Pin Tung.
I giri sono in totale 75 ed è Will Power a scattare dalla pole position mentre Franchitti, il suo principale avversario per il titolo, partirà invece dalla quarta posizione.

Griglia di partenza
1   Will Power   Honda   12   91.520 mph
2   Graham Rahal   Honda   38   91.430 mph
3   Ryan Briscoe   Honda   6   91.001 mph
4   Dario Franchitti   Honda   10   90.990 mph
5   Sebastien Bourdais   Honda   19   90.697 mph
6   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   90.656 mph
7   Helio Castroneves   Honda   3   90.835 mph
8   Mike Conway   Honda   27   90.770 mph
9   E.J. Viso   Honda   59   90.732 mph
10   Scott Dixon   Honda   9   90.598 mph
11   Tony Kanaan   Honda   82   90.247 mph
12   Simona De Silvestro   Honda   78   89.848 mph
13   James Jakes   Honda   18   89.995 mph
14   Vitor Meira   Honda   14   89.593 mph
15   Giorgio Pantano   Honda   22   89.906 mph
16   Oriol Servia   Honda   2   89.577 mph
17   James Hinchcliffe   Honda   06   89.793 mph
18   Charlie Kimball   Honda   83   89.130 mph
19   JR Hildebrand   Honda   4   89.536 mph
20   Martin Plowman   Honda   17   88.949 mph
21   Alex Tagliani   Honda   77   89.387 mph
22   Ana Beatriz   Honda   24   88.581 mph
23   Marco Andretti   Honda   26   88.597 mph
24   Tomas Scheckter   Honda   07   88.507 mph
25   Danica Patrick   Honda   7   88.465 mph
26   Sebastian Saavedra   Honda   34   87.980 mph
27   Ed Carpenter   Honda   67   86.874 mph
28   Takuma Sato   Honda   5   86.082 mph

Cronaca della gara
Rahal supera Power alla partenza, ma quest’ultimo dopo un paio di curve si riprende la prima posizione; in terza posizione c’è Franchitti che ha superato Briscoe, ora quarto. Al quinto posto c’è Bourdais, che però si ritira dopo pochi giri per un problema al cambio. Risale quindi in quinta posizione Hunter-Reay, mentre la situazione è piuttosto stabile; prima della prima sosta in sesta posizione c’è Viso, seguito dalla De Silvestro in quinta posizione, mentre completano i primi dieci Jakes, Meira e Pantano.
Al 21° giro si fermano per il primo pit-stop sia Rahal sia Power, con quest’ultimo che è riuscito ad approfittarne; Franchitti rientra ai box un giro più tardi così come Briscoe. A un terzo di gara il primo giro di pit-stop si può dire concluso e i primi dieci sono: Power, Rahal (che è piuttosto vicino a Power), Franchitti, Hunter-Reay, Briscoe, Viso, De Silvestro, Dixon, Meira e Pantano.
Al 32° giro Scheckter, che già era doppiato, finisce fuori ed è caution; la neutralizzazione perdura fino al 39° giro, e dopo poche curve un contatto tra Hunter-Reay e Briscoe (che successivamente verrà penalizzato per avere innescato l’incidente) manda Hunter-Reay in testacoda e genera un ingorgo nel quale rimangono ferme ben dodici vetture.
Durante la caution molti piloti effettuano un secondo pit-stop; dietro la pace-car Power è ancora leader davanti a Rahal e Franchitti, quando la gara riprende al 50° giro. Proprio tra Rahal e Franchitti vi è una lieve collisione che però non provoca danni alle vetture. Quarta è risalita nel frattempo Simona De Silvestro, seguita da Viso, Hildebrand, Servia, Kanaan (che nel warm-up del mattino è stato protagonista di uno spettacolare incidente prendendo il volo sulla vettura di Castroneves), Ana Beatriz e Dixon al momento tra i primi dieci.
Rahal rientra per l’ultima sosta a 19 giri dalla fine perdendo varie posizioni, mentre nei giri successivi rientrano anche Power e Franchitti, così come molti altri piloti.
Power riesce a mantenere la leadership davanti a Servia e Kanaan, risaliti in seconda e terza posizione, dopodiché Franchitti quarto e Dixon quinto. Segue Sato in sesta posizione, poi Tagliani, Danica Patrick, Meira, Hunter-reay e Rahal soltanto undicesimo quando mancano meno di dieci giri alla conclusione.
Al penultimo giro Sato rimane fermo in una via di fuga e per il resto non cambia alcunché, tra i primi dieci, se non che Tagliani perde una posizione a vantaggio della Patrick.

Risultato
1   Will Power   12   Honda   75 
2   Oriol Servia   2   Honda   75  
3   Tony Kanaan   82   Honda   75  
4   Dario Franchitti   10   Honda   75  
5   Scott Dixon   9   Honda   75 
6   Danica Patrick   7   Honda   75  
7   Alex Tagliani   77   Honda   75 
8   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   75
9   Vitor Meira   14   Honda   75   
10   Graham Rahal   38   Honda   75   
11   Martin Plowman   17   Honda   75  
12   Simona De Silvestro   78   Honda   75   
13   Sebastian Saavedra   34   Honda   75   
14   Ryan Briscoe   6   Honda   75  
15   E.J. Viso   59   Honda   75  
16   Ana Beatriz   24   Honda   75  
17   Helio Castroneves   3   Honda   74
18   Takuma Sato   5   Honda   73  
19   JR Hildebrand   4   Honda   73   
20   Ed Carpenter   67   Honda   73   
21   Charlie Kimball   83   Honda   73  
22   Tomas Scheckter   07   Honda   71   
23   Mike Conway   27   Honda   64  
24   James Hinchcliffe   06   Honda   54  
25   Marco Andretti   26   Honda   40  
26   Giorgio Pantano   22   Honda   39 
27   James Jakes   18   Honda   37  
28   Sebastien Bourdais   19   Honda   9