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giovedì 29 maggio 2025

29.05.2005: Gran Premio d'Europa // plot twist a un giro dalla fine

Se il giorno in cui ho compiuto diciassette anni qualcuno mi avesse chiesto "come ti immagini quando ne avrai trentasette", non penso che avrei risposto: "il 29 maggio 2025, in occasione nel ventennale del gran premio odierno al Nürburgring, recensirò il suddetto evento per il mio blog, approfittando di essere a casa dal lavoro perché sarò in ferie essendo una festività centro-nord europea, nei Paesi con i quali lavoro".
Però eccomi qui... e iniziamo da Nick Heidfeld in pole position per la prima e unica volta nella sua carriera in Formula 1. Non che rimanga davanto a lungo, Kimi Raikkonen infatti lo supera fin dal via, avvenuto dopo un aborted start a causa della Renault di Giancarlo Fisichella ferma in griglia.
Dietro alla McLaren e alla Williams si installa la Toyota di Jarno Trulli, almeno finché i commissari non sosterranno che i suoi meccanici sono rimasti in griglia più a lungo del consentito, infliggendogli un drive through. Questo accadrà più avanti, adesso siamo solo alla partenza e una collisione tra la McLaren di Juan Pablo Montoya e la Williams di Mark Webber mette fine alla gara di quest'ultimo. Per evitare il caos, diversi piloti tagliano per i campi, tra cui i due ferraristi, con Michael Schumacher che si ritrova il più arretrato dei due.

David Coulthard partito dodicesimo evita l'ingorgo e risale quarto, addirittura terzo dopo la sosta di Trulli. Dopo la sosta precoce di Heidfeld è secondo e quando rientra Raikkonen fa addirittura un giro in testa prima di fermarsi per il rifornimento a propria volta. Non so se avete presente: una Redbull è stata in testa per un giro! Cose del genere non capiteranno mai più... è così che la vediamo nel 2005.
Purtroppo per lui a causa di un eccesso di velocità in pitlane si procaccia un drive through, a causa del quale scivolarà al quinto posto dietro a Raikkonen, Heidfeld, la Renault di Fernando Alonso e la Ferrari di Rubens Barrichello. Sesto sulla Sauber, frattanto, Felipe Massa comanda un trenino con la Michael Schumacher e Juan Pablo Montoya.
Il best friend forever di quest'ultimo, Ralf Schumacher che corre su Toyota, è il secondo ritirato della giornata quando finisce in testacoda.

Raikkonen finisce vagamente per prati, Heidfeld passa nuovamente in testa, ma è su una strategia diversa: tre rifornimenti anziché due, pare destinato a finire non solo dietro a Raikkonen, ma anche allo stesso Alonso. Seguono a distanza Barrichello e Coulthard, mentre Massa ha ormai abbandonato la sesta piazza: una foratura lo costringe a una sosta nelle fasi finali della gara.
Siamo nel 2005 e non ci sono cambi gomme in gara, se non in caso di foratura e per la sola gomma forata. Questo significa che potrebbe capitare che ci sia chi è costretto a stare in pista su gomme ormai distrutte. Nelle fasi finali, infatti, lo stesso leader ha seri problemi con la gomma anteriore destra, tanto che Alonso inizia ad avvicinarsi pericolosamente a Raikkonen, provocando reazioni contrastanti nella cabina di commento spagnola - gran premio trovato su youtube con commento di Telecinco - dove tradizionalmente sono molto nazionalisti, ma Pedro De La Rosa è anche pilota di riserva della McLaren, con cui ha disputato il GP del Bahrain qualche tempo prima.
Per Raikkonen si tratta solo di reggere e cercare di non perdere troppo tempo quando gli si parano avanti dei doppiati... a meno che non si stacchi una ruota dopo la rottura di una sospensione, sia chiaro!



Kimi perde il controllo, per poco non centra la B.A.R. di Jenson Button che è prossimo a subire il doppiaggio, ma alla fine è l'unico a rimetterci andando a finire nel muro quando è appena iniziato l'ultimo giro. Al di là di tutto, il divieto di cambi gomme offre spunti di riflessione, o almeno dovrebbe. Dal punto di vista della sicurezza, non sembrerebbe un'ottima idea.
Alonso eredita la leadership e vince davanti a Heidfeld e Barrichello. Coulthard si porta a casa un quarto posto, mentre Michael Schumacher, Fisichella, Montoya e Trulli completano la zona punti.
Vitantonio Liuzzi chiude nono in quello che sarà il suo ultimo gran premio in Redbull prima del ritorno di Christian Klien e Button è decimo. Raikkonen viene classificato undicesimo davanti ai doppiati, Takuma Sato su B.A.R., le Sauber di Jacques Villeneuve e di Massa, le Jordan di Tiago Monteiro e Narain Karthikeyan, nonché le Minardi di Christijan Albers e Patrick Friesacher. Si segnala come in corso d'opera sia Karthikeyan sia Albers si siano procacciati uno stop and go per il mancato rispetto delle bandiere blu.


giovedì 7 maggio 2020

F1 The Golden Days: GP Europa 2006

Un tempo non c'erano gran premi d'Olanda. Era l'epoca in cui gli olandesi non eleggevano a proprio idolo chiunque ne condividesse la nazionalità, rivelandosi in questo meno patriottici degli indonesiani. Andare in visibilio per Verstappen padre, forse avrebbe avuto un minimo di senso in più che farlo per Haryanto al volante di una Manor, eppure non mi pare succedesse.
Al di là di questo discorso, penso di avervi portati fuori strada, parlando di Verstappen padre. E affermando che un tempo non c'erano gran premi d'Olanda potrei avere dato involontariamente sfoggio a una presunta ignoranza in materia.
Ovviamente so che il GP d'Olanda è esistito in passato, ne ho anche visti alcuni su Youtube, quello che intendevo affermare è che il GP d'Olanda non era cosa esistente ai tempi di cui ho memoria storica, né tempi lontani, né tempi vicini.
Quindi proseguiamo e dimentichiamoci di questo aspetto, passando al secondo. Non parlerò dei tempi di Verstappen padre, ma di quelli venuti diversi anni dopo. Per intenderci, l'epoca in cui all'inizio di maggio non c'erano gran premi d'Olanda, ma un Gran Premio d'Europa magari sì, prima che il Nurburgring sparisse per sempre(?) dalla Formula 1.

Era il 7 maggio come oggi e correva l'anno 2006, l'ultimo anno in cui c'erano due eventi che si svolgevano in Germania, ma questo non è un dettaglio che ci riguardi, se non per considerare che in quattordici anni la Germania è passata da due gran premi stagionali al nulla cosmico nonostante il team di casa abbia vinto gli ultimi sei mondiali.
Non oso immaginare a quali minimi storici potrebbe crollare il GP d'Olanda dopo il ritiro di Verstappen figlio, ma sembrano tempi ancora lontani. Anche quelli in cui si svolgerà effettivamente un gran premio in Olanda, in realtà, sembrano tempi molto lontani, quindi possiamo fare il nostro viaggio nel tempo e tornare al 2006, quando Michael Schumacher ha vinto il suo secondo gran premio stagionale, il secondo consecutivo, dopo quello di San Marino, che era passato più che altro alla storia per uno spettacolare incidente avvenuto nelle retrovie.
Europa 2006 è stato anche il primo gran premio dopo la fine della breve ma intensa carriera di Yuji Ide e, per quanto Ide non ci fosse stato negli anni precedenti e non sia stato particolarmente notevole, dopo avere assistito alla sua venuta, ci dovevamo senz'altro sentire piuttosto spaesati.
Performance e strategia hanno contribuito, nel corso della gara, a far sì che il pilota della Ferrari si procacciasse la leadership a scapito di Fernando Alonso, leader del campionato, campione del mondo in carica, visto ai tempi come favorito per un campionato che avrebbe in effetti vinto, ma non tanto facilmente quanto poteva sembrare in quel momento.

Come da prassi, la gara non la facevano soltanto là davanti, ma c'erano tanti piccoli intoppi, che facevano cadere un pilota dopo l'altro nel dimenticatoio: fuori la Redbull di Coulthard e la Toro Rosso di Liuzzi per un incidente al via, fuori la Williams di Webber per una noia meccanica, fuori per ragioni analoghe anche la seconda Redbull, guidata ai tempi da Klien, poi qualcosa di estremamente pittoresco: Button ritirato per un guasto al motore... e sì, guidava la Honda.
Fuori entrambe le Super Aguri (anch'esse motorizzate Honda) e poi, ritirati per guasti al motore avvenuti nello stesso giro, fuori anche Montoya e Ralf Schumacher, due ex compagni di squadra, che nel 2006 guidavano rispettivamente la McLaren e la Toyota.
Tredici vetture sarebbero arrivate al traguardo, con le Midland nelle ultime due posizioni, subito dietro alla Toro Rosso superstite di Speed. Vi ricordate di Speed, vero?
Erano tempi in cui non bastava entrare in top-ten per portare a casa almeno un misero punto, infatti Trulli (Toyota) e Heidfeld (BMW Sauber), rispettivamente nono e decimo, non ne hanno portato a casa nemmeno uno.
Dalla quinta all'ottava posizione si sono classificati Barrichello (finalmente una gioia per la Honda), Fisichella (ai tempi compagno di squadra in Renault), Rosberg (Williams) e Villeneuve (sì, Villeneuve era ancora in Formula 1, anche se tempo qualche gran premio e sarebbe stato rimpiazzato da Kubica in BMW Sauber).

Tutti questi loschi individui erano ben lontani dalla possibilità di procacciarsi il gradino più basso del podio, mentre in quarta posizione Kimi Raikkonen seguiva piuttosto da vicino la possibilità di rimediare una terza piazza e di conquistare come prezioso riconoscimento una bottiglia di champagne che avrebbe stravolto molto in positivo il senso della sua giornata.
Non era destino che accadesse: il pilota della McLaren ha chiuso la gara al quarto posto, continuando a inseguire da vicino la Ferrari di Felipe Massa, che all'epoca non era un "vecchio pensionato", né era padre di un adorabile bambino protagonista di pittoresche interviste nelle quali afferma che Cristiano Ronaldo sia migliore di Vettel (Italia 2017, se non sbaglio - non è chiaro come sia stato effettuato il confronto ma nemmeno perché sia stata posta una simile domanda). Massa era praticamente un ragazzino, venticinque anni ma sembrava molto più giovane, con la sua aria da bambino e i suoi capelli fluenti, tre quarti dei quali al giorno d'oggi risultano irreparabilmente perduti.
Saliva sul podio per la prima volta in carriera e attribuiva il miglioramento dei suoi risultati alla presenza di un nuovo ingegnere di gara, con il quale si trovava meglio che con quello precedente. Il nuovo ingegnere era Rob Smedley: Rolipe vibes.

All'epoca ero romantica e giovane: non ero neanche ancora grande abbastanza per firmarmi da sola le giustificazioni, anche se lo sarei stata entro la fine dell'anno scolastico.
C'era qualcosa che mi colpiva, in quel ragazzino che, su quel podio, contemplava Schumacher e cercava di imitarlo in ogni sua mossa.
Per la prima volta nella mia vita ho pensato dal profondo del cuore "tu sei il mio pilota" e alla fine è andata proprio così.
Grazie al cielo non ho più diciassette anni e, per fortuna, ogni lato della me stessa di quei tempi sembra essersi quasi volatilizzato. Non capiterà mai più al giorno d'oggi che un pilota possa farmi lo stesso effetto, ne sono certa, e anche se dovesse accadere, prima o poi tornerei con i piedi per terra e capirei di avere preso un abbaglio.
Non so cosa mi abbia attirato in Massa, forse ho sentito una sorta di connessione con lui, prima ancora della consacrazione della tuta verde. C'è qualcosa, di lui come pilota, in cui mi riconosco come persona: un oscillare continuo tra due stati assoluti, quello delle grandi cose e quello della mediocrità, senza raggiungere mai, fino in fondo, nessuno dei due status.

***

Grazie Felipe, per tutto quello che hai fatto per me in questi anni limitandoti a esistere. Anche se ormai le cose sono cambiate e non sono più persona da teen crush, non dimenticherò mai quello che significavi per me.
Per anni ho pensato che un giorno avrei trovato un tuo erede, e credo che a un certo punto sia esistito, ma adesso sei rimasto solo tu, e da tanti anni nella cartella bozze della mia casella di posta c'è salvata la parodia che posterò il giorno in cui - si spera - vincerai di nuovo una gara in qualche serie.

giovedì 30 aprile 2020

Sentite come suonano le trombe, perché i piloti di oggi sono stati catapultati nel GP d'Europa 1999 per questioni di fan fiction!

(C) Video press conference
Giovedì del non-GP Australia
Screenshot random
Che cosa c'è di meglio del GP d'Europa 1999? Poche cose, credo. Il desiderio di scrivere una fan fiction in proposito magari lo è, anche se poi la fanfic è solo una trollata. Però trolleggiare diverte, e se non lo fa tanto quanto rivedere il gran premio d'Europa stesso (oggetto del review ufficiale di oggi, sul quale se volete leggere un post che ne narri gli eventi, l'avevo già fatto in occasione del suo ventennale), permette comunque di svagarsi un po'. Non mi resta altro da fare che sperare che, come questa trollata ha svagato me mentre scrivevo, possa svagare anche voi mentre la leggete.
La trama? Essenzialmente il GP Europa 1999, ma con i piloti di oggi, ciascuno nel suo team del 2019, senza che i team del 1999 e quelli del 2019 coincidano: quindi sì a un'Alfa Romeo in testa, a una Mercedes su tre ruote, a un povero Kubica in Williams nei panni di Badoer su Minardi... Anche i piloti sono scelti in modo un po' casuale, per esempio ci sono i Vettelton al posto dei fratelli Schumacher, mentre Ricciardo... no, niente spoiler su quale ruolo gli tocchi!
Per chi ha visto il gran premio in review con cronaca inglese e non ha mai visto il gran premio in italiano o il video intitolato "Mazzoni gufa tutti", piuttosto celebre su Youtube e nelle community di Formula 1, la citazione delle trombe era, testualmente, "sentite come suonano le trombe, perché al comando c'è Ralf Schumacher"... finita di pronunciare nel momento stesso in cui ha forato.

******

Dall'incidente di qualche mese prima, le percezioni sensoriali di Lewis erano incrementate a vista d'occhio. Per qualche assurda ragione, nonostante si fosse solo brillantemente ripreso da un infortunio a una gamba e passasse il proprio tempo a gironzolare per l'area hospitality in incognito, sorreggendosi a un paio di stampelle, gli sembrava di udire una voce inquietante, che usciva dalle viscere della Terra. Cose come "un cordialehhhh salutohhhh" e poi un urlo, "scattanohhhhh le vetturehhhhh!"
Le vetture scattarono, per il Gran Premio d'Europa, con nientemeno che Carlos Sainz Jr in pole position.
La sagoma della monoposto arancione dello spagnolo rimase davanti a tutti, in particolare davanti alle due Redbull di Max Verstappen e Alex Albon. La voce che proveniva dalle viscere della Terra dichiarò che la partenza era stata regolare. A quel punto si scatenò l'inferno, alcune vetture vennero a contatto e la Pink Panther di Lance Stroll iniziò a volteggiare in aria. Bernd Maylander fece il proprio ingresso trionfale e si piazzò davanti a tutti al volante della safety car. Peccato, perché Lewis aveva sperato di andare a raggiungerlo per un torneo di briscola improvvisato. Avrebbe dovuto attendere. Nel frattempo Kimi Raikkonen, coinvolto nell'incidente, se ne andava in giro a piedi nella sua tuta bianca e nelle sue scarpe spaiate.
Amava raccontare una storia piuttosto inquietante, in proposito: "Una volta, all'epoca dei kart, in occasione della mia prima ubriacatura, dovevo andare in pista per una gara, ma ero messo talmente male che non mi accorsi di essermi messo scarpe di colori diversi. Non mi è stata ritirata la licenza per guida in stato d'ebbrezza, quindi ho deciso di continuare per scaramanzia a mettermi sempre scarpe spaiate."
Va da sé che Lewis non aveva creduto a quella storia. Secondo il suo compagno di squadra Valtteri, Kimi ingigantiva il proprio rapporto con gli alcolici al solo scopo di apparire più affascinante e più in stile James Hunt, cosa che in realtà non gli serviva più di tanto, perché era felicemente sposato e non interessato alle relazioni occasionali, anche se Lewis sospettava che di tanto in tanto si fosse ritrovato in atteggiamenti intimi proprio con Valtteri durante i loro festini alcolici, che Valtteri sosteneva di non fare.
Nel frattempo Sainz seguiva la safety car, ancora in prima posizione, mentre il suo compagno di squadra Trollando Norris si era ritirato.
"Che palle questa safety car" si lamentò Lewis con la sua amica Winnie Harlow. "Negli anni '90 non sarebbe mai successo niente di tutto ciò."
"Hai ragione, questa gara è noiosissima" convenne Winnie. "Se ci fossi io ad azionare la bandiera a scacchi, sarebbe già finita da un pezzo!"
Meno male che Winnie aveva capito tutto dalla vita, lei sì che sarebbe stata un perfetto direttore di gara... purtroppo una simile prospettiva non sarebbe mai diventata reale, ma Lewis rimaneva fiducioso per il futuro.
Finalmente la safety car si levò di torno e Sainz riprese il proprio ruolo di leader del gran premio, davanti alle Redbull e alla Ferrari di Sebastian Vettel, mentre da parte sua Valtteri era in mezzo al nulla. Era così che inseguiva il mondiale?! Lewis scosse la testa, indispettito.
"Che ti sparissero le ruote! Non meriti di essere considerato un vero contendente al titolo! Se lo vincesse Verstappen, sono certo che ne sarei immensamente soddisfatto!"
Non si sentì in colpa nemmeno un po' per quel pensiero immorale. Anzi, si divertì a gufare un po', facendo un tifo smodato per Antonio Giovinazzi, che era quinto davanti alla freccia d'argento di Bottas.
Come gufo non era granché, dato che Valtteri superò Antonio, però venne a piovere, il che era comunque utile a rimescolare le carte in tavola e a rompere le scatole ai piloti che si trovavano in pista invece che nell'area hospitality.

Sebastian si sentiva sul tetto del mondo. Il suo compagno di squadra era fuori dai giochi e ormai toccava a lui tenere alti i colori del team.
Era quarto, come un Hulkenberg qualsiasi, ma vedeva bene il retrotreno della monoposto di Albon. Sapeva che sarebbe riuscito a passarlo senza difficoltà.
Alex provò a opporre resistenza e, come conseguenza, venne a piovere. Per fortuna Max ne approfittò per rientrare ai box, quindi Sebastian non fu costretto ad affiancarlo e ad attaccarlo. Se l'avesse fatto, sarebbe sicuramente finito in testacoda. Almeno per qualche tempo, invece, poteva sentirsi al sicuro.
"Oggi non pioverà" disse una voce che proveniva dalle viscere della Terra. Sembrava quella di Barrichello dalla cabina di commento di Rede Globo. Da quando Lewis si era fratturato la gamba mesi prima, stranamente Sebastian aveva iniziato a sentire le voci. Si era confidato con Kimi, che però non gli era stato d'aiuto. Si era limitato a informarlo che, dopo una serata alcolica, anche lui sentiva le voci.
Barrichello scrutava il cielo meglio della nonna e smise di piovere.
"In cu*o a Verstappino, che ha le gomme da pioggia!" esclamò Sebastian, alla radio.
Dal box non lo presero in considerazione, forse erano troppo impegnati a contemplare quello che accadeva al box della Mercedes.
Sebastian si sarebbe fatto raccontare in seguito gli incresciosi eventi: Esteban Ocon, rientrato ai box per una lunga sosta, era appena uscito quando Valtteri Bottas si era presentato al cospetto dei meccanici, che erano lì pronti con le ruote, tre in totale, perché credevano di essere nel bel mezzo di una corsa per apecar.
Mentre accadeva tutto ciò, Sebastian si sentiva sessualmente eccitato dalle peripezie che stavano accadendo a Max, che entrava e usciva dai box per cambiare gomme.

"And that's Sainz!" urlò una delle tante voci che provenivano dalle viscere della Terra, mentre Lewis stava cercando di convincere Winnie ad andare in vacanza con lui in novembre alla fine della stagione.
Carlos era fermo... e a peggiorare la situazione, Albon era in testa alla gara. Era qualcosa di imprevedibile, Lewis si sentiva male al solo pensiero dei tanti scommettitori che avrebbero perso i loro soldi in caso di vittoria di Alex.
In più il rischio dell'Apocalisse era sempre più imminente, con una cosa del genere. Sperò con tutte le sue forze che la grafica fosse errata, arrivando a sperare che quello fosse Verstappen... tanto c'era Ocon doppiato, da qualche parte, prima o poi avrebbe ristabilito la normalità.
Verstappen, comunque, era doppiato a sua volta...
"Oh my Feliiii-cry!" esclamò Lewis, in un improvviso slancio di ilarità.
Winnie lo guardò senza capire.
"Cosa succede?"
"Sebastian ha appena doppiato Max!"
"E allora?"
Lewis fece finta di niente. Possibile che Winnie non capisse assolutamente nulla di Formula 1? Avrebbe dovuto scegliere meglio le proprie amicizie, o quantomeno limitarsi a portare Winnie ai concerti di Rita Ora, invece di portarla con sé ai gran premi.
"Per caso Sebastian è quello?" chiese addirittura Winnie, indicando la vettura di Ocon.
"No, quello è Esteban."
"Ma è appena andato in testacoda!"
"Perché sta ricominciando a piovere. Sebastian sarebbe andato in testacoda anche se la pista non fosse stata bagnata."

Albon si era levato di torno!
Sebastian non riusciva a credere a quanto la legge del karma fosse stata di parola: Alex non poteva stare in testa a una gara così come se niente fosse, era più che opportuno che il fato intervenisse per ristabilire l'ordine naturale delle cose.
A quel punto, si trovò in testa.
In un modo o nell'altro sapeva che sarebbe comunque riuscito a risalire davanti ad Albon, ma il fatto che il destino si fosse deciso a dargli una mano non lo disturbava. Gente random avrebbe detto che aveva vinto per cu*o e non per merito rendendo il mondiale falsato, ma non li avrebbe presi in considerazione. Quale mondiale? Era ben lontano dalla possibilità di vincere un mondiale, quello lo lasciava fare al suo amico Lewis.
Si sentiva a proprio agio, perché dietro di lui, seppure a una certa distanza, c'era Giovinazzi. Antonio era un tipo tranquillo, sarebbe stato bello salire sul podio insieme a lui. Gli fece fare anche qualche giro in testa, quando si fermò ai box. Non restava che attendere che anche lui si fermasse... ma a proposito, si doveva fermare?
Sebastian chiese delucidazioni al proprio box, ma non ne fu molto soddisfatto.
"Antonio si ferma ancora?"
"Non abbiamo dei microfoni nel box dell'Alfa Romeo, in più siamo certi che, se li avessimo messi, troverebbero un modo per trollarci. Sono più furbi di noi, quando si tratta di strategia."
"Chissà perché, me lo aspettavo."
"Stai zitto e non lamentarti, che ci sono cose più gravi nella vita."
"Tipo?"
"Tipo che tu sei in pista e Charles è fuori. Non ti senti nemmeno un po' in colpa?"
"Basta con questo Charles, ormai mi sono rotto i cogl*oni!"
"Ereticohhhh, non osare mai più dire una cosa così atroce."
"Va bene, va bene, scusate, aspetterò in silenzio gufando Giovinazzi."
"Non ci pensare nemmeno! Ti rendi conto che, se vince lui, ci sarà tanta gente felice per l'Alfa Romeo, mentre se vinci tu ci sarà l'eterno rimpianto per quello che avrebbe potuto fare Charles?"
"La radio non funziona più. Non ti sento."
Non era una scusa, era vero, anche se forse non c'entrava la radio. Dalle viscere della Terra proveniva un'altra voce, quella di Gianfranco Mazzoni che tesseva le lodi di Antonio Giovinazzi.
Poi accadde qualcosa di epico.
Antonio andò a sbattere.
Allora fu l'inizio della fine, in quanto Mazzoni scandì a voce chiara e distinta le parole maledette: "Sentite come suonano le trombe, perché al comando c'è Sebastian Vettel."
Aveva la gomma posteriore destra a terra.
Si stava dirigendo verso i box con aria desolata, quando una Renault gli passò accanto.
"Qui a casa tua, qui a casa tuahhhhh!" urlò Daniel Ricciardo, facendogli subito dopo una pernacchia.
Quella storia delle voci iniziava ad essere ancora più fastidiosa del solito, adesso che gli toccava sentire Daniel che lo prendeva in giro.
"Che ti venisse un attacco di diarrea" sbottò Sebastian, "a te e a tutti quelli che saliranno sul podio con te."
Sebastian giunse ai box e riuscì a tornare in pista, ma era troppo tardi per avere un po' di gloria. In zona podio c'erano Daniel Ricciardo, Kevin Magnussen e... Nico Hulkenberg?! Che assurdità!
Gli tirò qualche accidente, sperando che rompesse, ma accadde una cosa terribile: quegli accidenti fecero il loro effetto sul pilota che in quel momento era al quarto posto, un Hulkenberg onorario. Robert Kubica, risalito miracolosamente al quarto posto, si ritirò per un problema al cambio così come se niente fosse.
Sebastian riuscì ad arrivare quarto, ma il pensiero del povero Robert era ancora più terribile del proprio personale fallimento. Oltre al danno si aggiunse anche la beffa, George Russell tagliò il traguardo al sesto posto alle spalle di Verstappen, ma precedendo Bottas. Al mondo non c'era più religione... per fortuna ci pensò almeno Kevin a riportare un po' di normalità, quando sul podio fece lo sgambetto a Nico facendolo cadere a terra. Un giorno Magnussen sarebbe stato ricordato come un benefattore.

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Ai piloti odierni sono stati attribuiti questi ruoli:
- Hamilton, Bottas & Ocon - Mercedes // M.Schumacher, Irvine & Salo - Ferrari
- Vettel, Leclerc - Ferrari // R.Schumacher, Zanardi - Williams
- Verstappen, Albon - Redbull // Hakkinen, Coulthard - McLaren
- Sainz, Norris - McLaren // Frentzen, Hill - Jordan
- Giovinazzi, Raikkonen - Alfa Romeo // Fisichella, Wurz - Benetton
- Ricciardo, Hulkenberg - Renault // Herbert, Barrichello - Stewart
- Magnussen - Haas // Trulli - Prost
- Stroll - Racing Point // Diniz - Sauber


giovedì 26 settembre 2019

Out come outsider: il gran premio più pazzo che io abbia mai visto // GP Europa 1999

Era il 26 settembre, il giorno della terzultima gara della stagione. Mika Hakkinen in McLaren, Eddie Irvine in Ferrari: in due a lottare per un mondiale, con Heinz-Harald Frentzen e David Coulthard, rispettivamente pilota Jordan e secondo pilota McLaren, come potenziali guastafeste... e quel giorno sembrava che il loro ruolo di guastafeste potesse prendere finalmente forma.
Al Nurburgring, Frentzen partiva dalla pole position, teneva la testa della gara e sembrava un potenziale candidato alla vittoria. Dietro di lui c'era Coulthard, mentre le cose non andavano altrettanto bene tra Hakkinen e Irvine, il primo alle prese con un'errata scelta di gomme, in una giornata dalle condizioni meteo variabili, il secondo colto di sorpresa da meccanici che, altrettanto colti di sorpresa, correvano avanti e indietro alla ricerca della quarta ruota.

Se la prima metà gara faceva pensare a Frentzen e a Coulthard come ai favoriti, eravamo destinati ad essere presto smentiti.
Fuori Frentzen, fermato da un problema tecnico, impossibilitato a portare a casa quella che avrebbe potuto essere la sua ultima vittoria in carriera.
Coulthard in testa, su gomme da asciutto, con la pista bagnata... fuori anche lui, per incidente, con le sue speranze di potere infastidire il compagno di squadra per lo scontro iridato ormai finite. Gli sarebbe andata meglio che a Frentzen, negli anni a venire: avrebbe continuato a vincere gran premi, con frequenza maggiore o minore a seconda dei periodi, fino all'allora ancora molto lontano 2003.

Fu esattamente a quel punto che iniziò ad accadere tutto l'impensabile, quello che era impensabile per me, bambina di prima media che guardavo la gara in soggiorno insieme a mio padre, ma anche per tanti altri: in testa alla gara c'era Ralf Schumacher sulla Williams, una Williams che non vedeva la vittoria di un gran premio da due anni.
Ralf era su gomme d'asciutto e la pioggia continuava a cadere. Optò per rientrare ai box, perdendo così la leadership della gara, conquistata nientemeno che da Giancarlo Fisichella.
Il pilota italiano, al volante della Benetton, puntava alla sua prima vittoria, ma era destinato a trascorrere in testa soltanto quattro giri: messo fuori gioco da un incidente, avrebbe dovuto attendere fino al 2003 prima di vincere una gara nella massima serie.

Con il ritiro di Fisichella, tornava in auge Ralf Schumacher, anche lui a lottare per quella che poteva essere il suo primo successo. Una foratura stravolse i suoi piani: avrebbe dovuto attendere fino al 2001, ma avrebbe avuto l'onore di essere proprio lui a riportare il team di Grove alla vittoria dopo anni di digiuno.
Quell'atmosfera da "ne resterà uno solo" si interruppe, finalmente, quando mancavano quindici giri di gara. Johnny Herbert, all'epoca pilota della Stewart, aveva rimontato posizioni grazie all'avere azzeccato il momento giusto in cui passare dalle gomme da asciutto a quelle da bagnato. Già vincitore di due gran premi nel 1995 ai tempi della Benetton, avrebbe portato a casa quel giorno la sua terza e ultima vittoria in Formula 1, precedendo la Prost di Jarno Trulli e la Stewart di Rubens Barrichello.

La storia ci insegna, tuttavia, che ci sono outsider e outsider: da un lato quelli che possono occasionalmente lottare per il podio o addirittura per la vittoria, dall'altro quelli che nei giorni pazzi come quello potevano puntare al massimo a racimolare qualche misero punto.
Era il caso di Luca Badoer, con un passato fatto di Lola/Scuderia Italia, Forti e Minardi, con un presente fatto ancora di Minardi e con un futuro come terzo pilota Ferrari.
Il quarto posto verso il quale viaggiava in quel momento doveva sembrargli l'apice della sua carriera. Il cambio della sua vettura la pensava diversamente: finì la gara con tredici giri d'anticipo.
Il suo destino era quello di essere criticato da tantissimi esperti (in particolare utenti sgrammaticati dei social network) pronti a bollarlo come uno dei piloti più scarsi della storia per non avere mai ottenuto un punto, difeso soltanto da qualche individuo che di Formula 1 capiva poco e niente (gente come Michael Schumacher), pronto a definirlo almeno un fantastico sviluppatore di monoposto.

sabato 22 luglio 2017

Impariamo a imparare dieci anni dopo

Ci sono giorni che meritano di essere consacrati alla storia del motorsport e il 22 Luglio è uno di questi, perché il 22 Luglio di dieci anni fa è stato un giorno epico e se non siete d'accordo con me vi mando tutti a provare a imparare. Sono disposta a farlo anche se pensat che si tratti di un giorno importante solo per quei due specifici piloti, ignorando tutto il resto che quella gloriosa gara nota come Gran Premio d'Europa 2007 ha voluto riservarci!

Al giorno d'oggi la gara pare introvabile su Youtube, sono certa che ci sia su Dailymotion ma Dailymotion tendaeva a saltare le ultime volte in cui sono andata da quelle parti. Per fortuna sono in possesso di una copia di quel prezioso gran premio, scaricata da Youtube o da non so dove alcuni anni fa e preziosamente conservata su un hard disc esterno.
La gara è con telecronaca di Telecinco (canale denominato "Telecirco" dai fan spagnoli) e il collegamento è iniziato con Michael Schumacher ospite al box della Ferrari mentre teneva le dita incrociate.

Three.
Two.
One.
GOOOOOOOOOOO! La gara è partita con il Real & Only Iceman che manteneva la prima posizione, con Massa che si piazzava secondo alle sue spalle e con Alonso che doveva accontentarsi della terza posizione.
I telecronisti hanno visto in qualche modo Hamilton fuori pista, ma Hamilton in realtà era nelle zone basse della top-ten laddove stava al momento dello start. C'era una BMW, quella di Kubica, in testacoda dopo un contatto, ma pareva avere ripreso la retta via.
La pioggia incrementava. Tutti hanno preso la saggia decisione di rientrare ai box per le full wet dopo un solo giro di gara, ma il Real & Only Iceman ha combinato un po' di casino. Dopo essersi perso tagliando chicane e la corsia dei box, premonizione di quella volta che si è perso a Interlagos alcuni anni più tardi, è rimasto fuori un altro giro, mentre Massa, Alonso e quelli che li seguivano sono rientrati. Raikkonen ha aspettato un giro, nel frattempo OH MY OWL! In quel momento stavamo vivendo il più glorioso momento della storia della Formula 1 di questo secolo: il debuttante Markus Winkelhock, che guidava una Spyker (definita da un tipo su internet che ho beccato molto tempo fa come "una vettura tipo la Caterham") e che era rientrato per le heavy rain al termine del giro di formazione, partendo dalla pitlane, e che per tale ragione non aveva avuto bisogno di fermarsi, era nientemeno che in testa alla gara. *INCHINO*

Ricordo, quel giorno, durante il rain delay, che cosa speravo. Mi sarebbe piaciuto se le condizioni meteo avessero reso impossibile proseguire la gara, in modo da congelare tutto dopo quattro giri. Punteggio dimezzato, Winkelhock e la Spyker vincitori, destinati ad essere proclamati eroi e ad essere ricordati nei decenni a venire.
Non era così che le cose dovevano andare a finire, ma in effetti farei meglio a spiegare come si fosse arrivati alla safety car.

Tutto è iniziato con Button che finiva fuori nella curva più bagnata della pista.
Poi è stata la volta di una Spyker e di un telecronista che si chiedeva se quello fosse Winkelhock.
La grafica ha mostrato che si trattava di Sutil, ma non c'è stato molto tempo per commentarla: in quella curva è finito fuori anche Hamilton, plot-twist di un certo livello, anche se la scena gli è stata rubata in breve tempo, nell'ordine, da Rosberg che è finito fuori due secondi contati più tardi, poi da Speed che è arrivato subito dopo, nonché dal Grande Samurai Taku, che si è impantanato, ma facendo virtualmente una pernacchia a tutti gli altri ha ritrovato la via della pista.
Hamilton per ritrovarla ha avuto bisogno di una gru come usa fare in Indycar, con la sola differenza che in Indycar è routine, che in Indycar avrebbero rimesso in pista anche gran parte delle vetture lì presenti (alcuni non avevano toccato nulla, avevano solo lasciato spegnere il motore dopo essere finiti nella sabbia) e soprattutto che in Indycar sarebbe accaduto quando le vetture procedevano ai due all'ora in fila indiana dietro la safety car. Lì la safety car in pista c'era già, ma in Formula 1 le vetture non si mettono in fila ordinate e ai due all'ora in un battito di ciglia come avviene in Indycar.
Quando Liuzzi è finito in aquaplaning e, dopo avere rischiato di verniciare la safety car, ha verniciato una ruota posteriore della gru, finalmente è stata presa la saggia decisione di redflaggare la gara.
Tutti sulla griglia di partenza, con Winkelhock in attesa di ripartire dalla prima posizione: eroe per un giorno.

La gara è ripartita con un po' di caos, dietro la safety car. C'era Hamilton che era doppiato e, in quanto tale, doveva sdoppiarsi, e i piloti che chiedevano via radio, dietro la safety car "perché una vettura mi sta sorpassando?"
La presenza della safety car, intanto, garantiva a Winkelhock di vedere la propria prima posizione intaccata per qualche giro.
Il restart, con pista asciutta perché il temporale era già finito nel frattempo, è stato piuttosto pittoresco. Va bene, Winky è stato in breve superato da una gran quantità di vetture, ma vogliamo parlarne un attimo? Ha brevemente desistito anche da tutti gli altri, ma c'è stato un attimo, quando Massa l'ha affiancato, in cui Winkelhock sembrava davvero intenzionato a tentare l'impossibile per mantenere la prima posizione! *________*

Vorrei spendere alcune parole a proposito di Markus Winkelhock, specificando che fino a quel giorno detestavo i figli d'arte a prescindere. Avevo l'impressione che rubassero il volante ad altri, poco importava quali fossero i loro risultati. Era uno strascico che mi portavo dietro dall'epoca in cui c'erano Damon Hill e Jacques Villeneuve compagni di squadra in Williams ed ero convinta che a loro tempo fossero stati il malehhhh assolutohhhh e mi adeguavo all'idea generale che fossero stati dei brocchi, idea che mi ero fatta essenzialmente perché mi ricordavo di Damon Hill non tanto per i suoi anni d'oro, quanto per il declino, e perché le posizioni finali di Villeneuve, da quell'epoca in poi, erano sempre abbastanza scadenti.
Quando ho visto tutta la stagione 1993 ho cambiato idea sulle performance di Damon Hill, che indubbiamente non è sempre stato quello del 1999. Anche JV, per quanto nelle fasi finali della sua carriera non sia stato proprio il massimo, penso che se fosse stato un tipo più simpatico si sarebbe risparmiato gran parte delle critiche. Non aveva risultati da ex campione del mondo, questo no, e a suo tempo non era stato esattamente un fenomeno nel decidere in quale team accasarsi, ma all'epoca della B.A.R. non si può dire che abbia avuto risultati così inferiori a quelli che ci si poteva aspettare da un pilota della B.A.R.! Non so se mi spiego su che cosa intendo, sarebbe un po' come sorprendersi se negli ultimi anni Alonso e Button non hanno vinto gare sulla McLaren su cui si sono ritrovati!
Complice il fatto che Markus Winkelhock era figlio di un pilota che non avevo mai sentito nominare fino a quel momento invece che di una vecchia gloria del motorsport (fino a Winky mi sembra che tutti i figli di ex piloti di F1 passati per la F1 fossero comunque figli di gente che contava qualcosa a suo tempo, non figli di gente che correva per squadre tipo la ATS e la RAM) e che guidasse una carretta ho simpatizzato per lui anche se è durata poco.
Nello specifico la sua gara è durata tredici giri, prima di ritirarsi per un guasto al motore. All'epoca era già stabilmente nelle retrovie.

Quello che è successo in pista nel frattempo: dopo avere superato in branco Winkelhock, nella top-3 c'erano Massa, Alonso e Coulthard, con il mascellone che aveva superato il compagno di squadra Webber al restart e che poi si è fatto un po' di giri in testa ritardando il pit-stop. Ritardare non è stata una scelta conveniente, dato che gli ha fatto perdere posizioni. Raikkonen, ripartito settimo, nel frattempo era stato in lotta con Kovalainen e gli era davanti dopo la sosta. Poi a metà gara si è ritirato per un problema tecnico. Si erano già ritirati Ralf Schumacher e Takuma Sato per incidenti randon, oltre a quelli che non erano sopravvissuti all'incidente iniziale e a Winkelhock.

Quello che è successo in cabina di commento: i telecronisti ogni tanto ridevano a squarciagola, uno dei tre rispondeva al nome di Pedro e ciò mi ha dato la prova che fosse nientemeno che De La Rosa e, ad un certo punto, hanno espresso in modo del tutto decontestualizzato, dopo che era stato inquadrato per cinque secondi nel box della Williams, il loro sollievo per il ritiro di Rosberg, che a partire dal gran premio successivo sarebbe stato troppo vecchio per potere strappare ad Alonso il record di più giovane vincitore di un gran premio nel caso avesse vinto un gran premio. Giusto, una vittoria della Williams in un gran premio del 2007 era decisamente la cosa più probabile, comprendo a pieno la loro preoccupazione, io al posto loro non sarei riuscita a prendere sonno, la notte.

Il finale è stato di un certo livello. I primi cinque erano Massa, Alonso, Webber e Coulthard quando via radio qualcuno ha iniziato a vociferare qualcosa sulla pioggia che stava cadendo.
Sulle tribune la gente indossava l'impermeabile. Gocce cadevano sulla telecamera.
Massa e Alonso sono rientrati ai box con sette giri di gara davanti. In mezzo a loro c'era Fisichella doppiato. Quest'ultimo e Alonso per poco non si sono toccati nell'uscire. Alonso era davanti a Fisichella e si è lanciato all'inseguimento di Massa. Dietro c'era un duello a distanza per il podio tra Webber e Wurz, ma ovviamente non essendo spagnolo nessuno dei due ai teleronisti non importava un fico secco, perché era più importante fare un discorso che contenesse termini tipo "pioggia", "pista bagnata" e "Senna".
Poco dopo è iniziato il duellohhhhhhh con Kovalainen che all'inizio stava tra le scatole ma che poi è stato doppiato da entrambi. Non è chiaro dove fosse la gente che voleva vedere i duellihhhh e i sorpassihhhhh, probabilmente al cnetro commerciale già da un paio d'ore, ma quelo è stato decisamente intenso, peccato per le gocce di pioggia che rovinavano l'inquadratura in certi momenti. Perfino i telecronisti davano l'idea di divertirsi un mondo. Il fatto che Alonso sia spagnolo avrà senz'altro contribuito, ma sono fiduciosa.
Tra il pubblico è stato inquadrato un tizio che indossava una maglia della BMW Sauber mentre festeggiva per il sorpasso di Alonso su Massa. Mi piacciono un sacco queste cose, sanno molto di apertura mentale e mi danno l'impressione che ai tifosi della BMW Sauber interessi in particolare vedere dei bei duellihhhh.
Tra Alonso e Massa c'è stato un contatto, in quei frangenti, e ricordo di avere pensato all'epoca "OMG, se si fossero ritirati o avessero quantomeno perso posizioni avrebbe vinto Webber e un evento del genere non succederà mai". Webber e Wurz sono arrivati in volata senza che nessuno se li filasse. Un podio della Redbull mi ha fatta molto felice, all'epoca, perché pensavo che non sarebbe accaduto mai più, e perché quantomeno Alex Wurz un podio quell'anno l'aveva già portato a casa.

La gara è finita e ha consacrato alla storia del motorsport il seguente risultato: 1. Fernando Alonso (McLaren), 2. Felipe Massa (Ferrari), 3. Mark Webber (Redbull), 4. Alexander Wurz (Williams), 5. David Coulthard (Redbull), 6. Nick Heidfeld (BMW), 7. Robert Kubica (BMW), 8. Heikki Kovalainen (Renault), 9. Lewis Hamilton (McLaren), 10. Giancarlo Fisichella (Renault), 11. Rubens Barrichello (Honda), 12. Anthony Davidson (Super Aguri), 13. Jarno Trulli (Toyota). RIT. Kimi Raikkonen (Ferrari), Takuma Sato (Super Aguri), Ralf Schumacher (Toyota), Markus Winkelhock (Spyker), Jenson Button (Honda), Adrian Sutil (Spyker), Nico Rosberg (Williams), Scott Speed (Toro Rosso), Vitantonio Liuzzi (Toro Rosso).

La gara poteva anche essere finita, ma il meglio doveva ancora venire, dato che c'è un motivo per cui mi sono rivista questa gara oggi.
Quando Alonso, sceso dalla vettura, ha iniziato a gesticolare indicando i segni sulla vettura, i telecronisti hanno iniziato a parlare di polemiche avvenute a Barcellona tra lui e Massa e anche accennato a una polemica di quel venerdì. Ad ogni modo #IStandWithWebber e #IStandWithWurz, eroi della gara, nessuno che se li filava minimamente...
Quello che è successo dopo lo sanno tutti ed è risaputo, il "va a ca*are, sei un co***one" e "a tre giri dalla fine non si può fare" ha fatto la storia. Il momento più pittoresco, comunque, non è stato a mio parere "prova a imparare" / "prova tu a imparare" (spesso erroneamente scritto come "impara a imparare", che comunque è ugualmente nonsense), ma quando Massa ha mandato a quel paese Ron Dennis dicendo, in italiano, "è lui".
Tutto ciò ha fatto passare in secondo piano la stretta di mano molto slash tra i Webbonso, l'abbraccio tra Alonso e Ron Dennis, che nello spazio temporale di un gran premio più che abbracciarsi si sarebbero presi a coltellate, la camicia a righe indossata da MSC salito sul podio a consegnare il trofeo a Ron Dennis...
Tra parentesi, durante la consegna dei trofei, secondo i telecronisti spagnoli Dennis avrebbe fatto segno ad Alonso di lanciare il trofeo contro Schumacher. WTF?! Sono io che non ho capito bene il filo del discorso o i telecronisti spanish erano così su di giri?

Rivedere il Gran Premio d'Europa 2007 mi ha dato la possibilità di rivedere una gara piuttosto epica e pittoresca, di rendermi conto che le gare pittoresche non ci sono state soltanto negli anni '80 e '90 come sostiene qualcuno e soprattutto di notare come le gare di oggi non siano poi così tanto diverse da quelle di dieci anni fa, se non consideriamo i valori in pista e il fatto che la McLaren motorizzata Mercedes vinceva mentre la Honda arrivava fuori dalla top-ten, mentre al giorno d'oggi la Mercedes è una squadra vincente nata sulle ceneri della Honda e della successiva Brawn, mentre la McLaren Honda non cava un ragno dal buco. Rappresentanti della Ferrari e della Redbull sul podio si vedono tuttora e la Ferrari è come allorauna squadra che può puntare alla vittoria e che, peraltro, al momento è messa meglio di quanto non lo fosse allora in classifica.
Il ricordo più pittoresco che ho dall'epoca è che c'erano tifosi indignati da quanto accaduto tra Massa e Alonso e dal fatto che si fossero insultati che poi si sono messi a insultarsi e a dirsi della roba ancora peggiore rispetto a quella che si era sentita sul retro del podio!

Mentre Alonso e Massa se ne sono andati di lì a pochi giorni a fare comunella sul campo di calcio di una partita di beneficienza, lo stesso non è accaduto tra Scott Speed e il team principal della Toro Rosso Franz Tost, con quest'ultimo accusato dal pilota di averlo afferrato per il collo e sbattuto contro un muro durante una pacata discussione dovuta al fatto che Speed era convinto che il team avesse sbagliato a non farlo rientrare subito per le gomme da bagnato. La versione dei fatti raccontata da Tost è stata chiaramente diversa e di lì a poco le strade tra il pilota americano e la squadra faentina si sono separate definitivamente, con Sebastian Vettel che ha preso il suo posto a partire dal gran premio d'Ungheria di lì a due settimane.
Speed ha continuato a vestire i colori della Redbull nelle stock car e nel 2008 ha lottato per il campionato in ARCA, titolo che ha perso per un incidente con Ricky Stenhouse Jr (attuale fidanzato di Danica Patrick) e per averlo successivamente speronato di proposito per esprimere il proprio disappunto in seguito al primo incidente. Ha gareggiato inoltre in NASCAR Trucks, Nationwide e Sprint Cup, facendo anche qualche comparsa in Formula E dove ha all'attivo un podio nella prima stagione.

sabato 22 aprile 2017

Riassunto della stagione 2005 [2/3]

PARTE 1 | PARTE 2 | PARTE 3

Nel post precedente abbiamo ripercorso quanto accaduto nei primi sei gran premi del campionato 2005 e adesso non ci resta che proseguire in questo resoconto, andando a scoprire come sono andate le cose in seguito. Partiamo dal Gran Premio del Nurburgring, che si svolse nel giorno del mio 17esimo compleanno.

Gran Premio d'Europa: 29 Maggio 2005
Plot-twist: la pole position è stata conquistata nientemeno che da Heidfeld sulla Williams. Dopo un "aborted start" dovuto a Fisichella rimasto fermo sulla griglia di partenza, finalmente la gara è partita e non si può dire che sia partita bene né per Heidfeld, subito superato da Raikkonen, né per il suo compagno di squadra Webber che ha a sua volta perso alcune posizioni. Nel tentativo di recuperare terreno si è ritrovato coinvolto in un contatto con Montoya ed è stato costretto al ritiro. La partenza non è stata molto tranquilla nemmeno nelle retrovie, con alcune vetture protagoniste di contatti.
Raikkonen è rimasto stabilmente in testa davanti a Heidfeld per tutto il primo stint di gara ed era ancora in testa nel secondo stint, anche se un suo fuoripista ha permesso a Heidfeld di strappargli la posizione, anche se poco dopo è rientrato per il secondo rifornimento. Sia Raikkonen sia Alonso si sono fermati più tardi e anche Alonso è rimasto davanti a Heidfeld, staccandolo notevolmente.
I giri finali sono stati caratterizzati da Raikkonen che rallentava a causa del deterioramento di una gomma. Rimasto in pista invece di fermarsi per sostituirla (era permesso dal regolamento sostituire la sola gomma danneggiata in caso di foratura), la sua gara è finita con un giro d'anticipo, dopo un incidente dovuto alla rottura della sospensione. Alonso ha quindi vinto davanti a Heidfeld e sul gradino più basso del podio è salito nientemeno che Barrichello.

RISULTATO: 1. Alonso (Renault), 2. Heidfeld (Williams), 3. Barrichello (Ferrari), 4. Coulthard (Redbull), 5. M.Schumacher (Ferrari), 6. Fisichella (Renault), 7. Montoya (McLaren), 8. Trulli (Toyota), 9. Liuzzi (Redbull), 10. Button (BAR), 11. Raikkonen (McLaren), 12. Sato (BAR), 13. Villeneuve (Sauber), 14. Massa (Sauber), 15. Monteiro (Jordan), 16. Karthikeyan (Jordan), 17. Albers (Minardi), 18. Friesacher (Minardi). RIT: R.Schumacher (Toyota), Webber (Williams).

***

Gran Premio del Canada: 12 Giugno 2005
Il GP di Montreal ha visto il ritorno al volante di Klien, sostituito da Liuzzi negli appuntamenti precedenti. Ha anche visto al pole position di Button con la B.A.R., affiancato dalla Ferrari di Schumacher. I due, tuttavia, sono stati superati al via dalle Renault, che partivano dalla seconda fila. MSC, oltre alle posizioni nei confronti delle Renault, ne ha perse altre due, venendo superato dalle McLaren.
Fisichella e Alonso, primo e secondo nel primo stint di gara, hanno conservato le posizioni dopo la prima sosta, con Montoya che si era nel frattempo installato al terzo posto. Dopo una trentina di giri di gara, però, Fisichella è stato costretto al ritiro da un guasto. Anche la gara di Alonso era destinata a finire a breve: si è ritirato per la rottura di una sospensione.
Poco dopo che Raikkonen era rientrato per la seconda sosta, Button è andato a sbattere sul "muro dei campioni". E' entrata la safety car e Montoya, rientrato a rifornire, è tornato in pista con il semaforo rosso della pitlane acceso, ritrovandosi in seconda posizione alle spalle di Raikkonen, per poi essere squalificato poco dopo. Ciò ha fatto risalire in seconda posizione MSC e in terza Trulli. Quando quest'ultimo si è ritirato per problemi tecnici, la Ferrari ha conquistato un doppio podio, essendo Barrichello risalito al terzo posto, dopo essere partito dalla pitlane.
A parte Button, ritirato per incidente, gli altri piloti che non hanno finito la gara sono stati costretti al ritiro da problemi tecnici.

RISULTATO: 1. Raikkonen (McLaren), 2. M.Schumacher (Ferrari), 3. Barrichello (Ferrari), 4. Massa (Sauber), 5. Webber (Williams), 6. R.Schumacher (Toyota), 7. Coulthard (Redbull), 8. Klien (Redbull), 9. Villeneuve (Sauber), 10. Monteiro (Jordan), 11. Albers (Jordan). RIT: Trulli (Toyota), Button (BAR), Heidfeld (Williams), Sato (BAR), Friesacher (Minardi), Alonso (Renault), Fisichella (Renault), Karthikeyan (Jordan). DSQ MOntoya (McLaren).

***

Gran Premio degli Stati Uniti: 19 Giugno 2005
Comunemente noto come "farsa di Indianapolis" o come "Indy-gate", il Gran Premio degli USA è stato uno di quegli eventi che non si ripeteranno mai più nella storia del motorsport.
Fin dalle prove libere ci sono stati problemi con le gomme, per i team gommati Michelin, con numerose forature. Una di queste ha provocato un incidente, protagonista Ralf Schumacher, poi sostituito dal pilota di riserva (Ricardo Zonta, il doppiato di Spa 2000!) per il resto del weekend.
I team gommati Michelin hanno chiesto alla federazione di intervenire, suggerendo varie possibilità: l'utilizzo di una diversa tipologia di gomme o la possibilità di fare cambi gomme in gara, per evitare il deterioramento e le conseguenti forature, oppure di modificare il layount del circuito con una chicane mobile in corrispondenza del tratto in cui si presentava il problema.
Visto il rifiuto ricevuto e l'assenza delle condizioni minime di sicurezza, tutti i team eccetto Ferrari, Jordan e Minardi, gommati Bridgestone, sono rientrati nella pitlane al termine del giro di formazione, non prendendo il via alla gara.
Sulla griglia di partenza sono andati M.Schumacher, Barrichello, Monteiro, Albers, Karthikeyan e Friesacher. Essenzialmente in gara non è successo granché e, tra i fischi del pubblico che voleva lo $p3tTàK0£0 (e che riteneva opportuno lanciare lattine e altra spazzatura giù dalle tribune), tutto ciò a cui abbiamo assistito è stato:
> un sorpasso di Karthikeyan ai danni di Albers;
> Barrichello davanti a Schumacher dopo il primo pitstop, in quanto i due erano verosimilmente su strategie diverse;
> Schumacher di nuovo davanti a Barrichello dopo la successiva sosta ai box;
> Schumacher e Barrichello seri e immobili come statue sul podio, dove Monteiro, giunto terzo, festeggiava come se non ci fosse un domani.

RISULTATO: 1. M.Schumacher (Ferrari), 2. Barrichello (Ferrari), 3. Monteiro (Jordan), 4. Karthineyan (Jordan), 5. Albers (Minardi), 6. Friesacher (Minardi). DNS. Trulli (Toyota), Raikkonen (McLaren), Button (BAR), Fisichella (Renault), Alonso (Renault), Sato (BAR), Webber (Williams), Massa (Sauber), Montoya (McLaren), Villeneuve (Sauber), Zonta (Toyota), Klien (Redbull), Heidfeld (Williams), Coulthard (Redbull).

***

Gran Premio di Francia: 3 Luglio 2005
Alonso si è qualificato in pole davanti a Trulli, Raikkonen e MSC, con Raikkonen retrocesso di 10 posizioni per la sostituzione del motore.
Alla partenza le posizioni dei primi tre sono rimaste tali e quali, con Barrichello partito dalla terza fila che si è portato in quarta posizione.
Alonso ha preso un abbondante margine nei confronti di Trulli e MSC, mentre questi due erano piuttosto vicini, tanto che approfittando del primo pitstop, MSC è uscito davanti al pilota della Toyota. I due erano nel frattempo dietro alle McLaren, in quanto queste erano su una strategia diversa: quando Montoya è rientrato è uscito davanti a Trulli e, quando si è fermato Raikkonen, è uscito anche davanti allo stesso Montoya. Le due McLaren erano seconda e terza e, mentre Raikkonen era destinato a rimanere secondo, Montoya si è invece ritirato per un problema idraulico nelle fasi finali della gara.
MSC, quarto fino a quel momento, è risalito in terza posizione. Dietro di lui c'era Fisichella, che però ha perso posizioni quando gli si è spento il motore durante l'ultimo pit-stop.
Tra i ritirati, le due Minardi sono state protagoniste di incidenti provocati da forature, mentre gli altri piloti si sono ritirati per problemi tecnici di varia natura.

RISULTATO: 1. Alonso (Renault), 2. Raikkonen (McLaren), 3. M.Schumacher (Ferrari), 4. Button (BAR), 5. Trulli (Toyota), 6. Fisichella (Renault), 7. R.Schumacher (Toyota), 8. Villeneuve (Sauber), 9. Barrichello (Ferrari), 10. Coulthard (Redbull), 11. Sato (BAR), 12. Webber (Williams), 13. Monteiro (Jordan), 14. Heidfeld (Williams), 15. Karthikeyan (Jordan). RIT: Montoya (McLaren), Albers (Minardi), Friesacher (Minardi), Massa (Sauber), Klien (Redbull).

***

Gran Premio di Gran Bretagna: 10 Luglio 2005
Giusto per non perdere l'abitudine, il motore di Raikkonen si è rotto un'altra volta, facendolo precipitare in 12^ posizione sulla griglia di partenza da secondo che si era qualificato. In pole c'era Alonso e accanto a lui è partito Button. L'altra BAR ha iniziato in grande stile: Sato è infatti rimasto fermo sulla griglia di partenza, ma la gara è partita regolarmente. E' entrata la safety car per liberare la pista. Nel frattempo Montoya era in testa, avendo superato entrambi i piloti partiti in prima fila allo start.
Al momento del primo pit-stop Montoya e Alonso erano vicinissimi, quando Alonso è uscito dai box, ma si è dovuto nuovamente accodare. Raikkonen, che aveva già recuperato alcune posizioni al via e durante il primo stint, ne ha recuperate altre ritardando il pitstop. Si è portato al quinto posto, quando terzo e quarto c'erano Fisichella e Button; quest'ultimo se l'è messo dietro con il successio pit-stop, per poi risalire in terza posizione quando Fisichella ha avuto dei problemi ai box (anche nel suo caso, sono state mantenute le vecchie abitudini e gli si è spento il motore) ed è tornato in pista alle spalle del pilota della McLaren.
La gara è terminata con quelle stesse posizioni e con nessun pilota ritirato per incidente.

RISULTATO: 1. Montoya (McLaren), 2. Alonso (Renault), 3. Raikkonen (McLaren), 4. Fisichella (Renault), 5. Button (BAR), 6. M.Schumacher (Ferrari), 7. Barrichello (Ferrari), 8. R.Schumacher (Toyota), 9. Trulli (Toyota), 10. Massa (Sauber), 11. Webber (Williams), 12. Heidfeld (Williams), 13. Coulthard (Redbull), 14. Villeneuve (Sauber), 15. Klien (Redbull), 16. Sato (BAR), 17. Monteiro (Jordan), 18. Albers (Minardi), 19. Friesacher (Minardi). RIT: Karthikeyan (Jordan).

***

Gran Premio di Germania: 24 Luglio 2005
Silverstone si è rivelato l'ultimo gran premio per Friesacher e il suo posto in Minardi è stato preso da Doornbos, come nuovo compagno di squadra di Albers. I rapporti tra Doornbos e Albers pare fossero pessimi e che uno dei due fosse l'ex fidanzato della sorella dell'altro, il che ha dato loro notevole spazio nelle telecronache di Mazzoni.
Parlando di cose serie Raikkonen ha ottenuto la pole position, ma non è che in McLaren non ci fossero problemi, semplicemente stavolta li aveva avuti Montoya, che partiva dall'ultima fila. Accanto a Raikkonen, in prima fila, c'era Button, mnentre dietro di loro seguivano le Renault.
Raikkonen è stato stabilmente in testa durante il primo stint di gara, seguito da Alonso, ma a metà gara è stato costretto al ritiro da un problema idraulico.
Montoya, partito dalle retrovie, ha fatto due soste come gran parte degli altri piloti, ma si è fermato entrambe le volte "in ritardo" rispetto agli avversari, il che gli ha permesso di recuperare terreno, oltre alle numerose posizioni che aveva recuperato tramite sorpassi nelle prime fasi di gara. Dopo l'ultima sosta era secondo davanti a Button.
A parte Raikkonen nessuno si è ritirato, anche se Webber risulta essere giunto al traguardo completando meno del 90% della gara.

RISULTATO: 1. Alonso (Renault), 2. Montoya (McLaren), 3. Button (BAR), 4. Fisichella (Renault), 5. M.Schumacher (Ferrari), 6. R.Schumacher (Toyota), 7. Coulthard (Redbull), 8. Massa (Sauber), 9. Klien (Redbull), 10. Barrichello (Ferrari), 11. Heidfeld (Williams), 12. Sato (BAR), 13. Albers (Minardi), 14. Trulli (Toyota), 15. Villeneuve (Sauber), 16. Karthikeyan (Jordan), 17. Monteiro (Jordan), 18. Doornbos (Minardi), NC. Webber (Williams), RIT. Raikkonen (McLaren).

***

Gran Premio d'Ungheria: 31 Luglio 2005
Evento storico: Michael Schumacher ha conquistato la pole position, si tratta dell'unica pole ottenuta dalla Ferrari nel 2005! *inchino* Accanto a lui Montoya, dietro di loro Trulli e Raikkonen, in terza fila Ralf Schumacher e Alonso, con la Renault che non dava l'impressione di essere particolarmente prestante, in questa occasione.
La partenza, davanti, non è stata molto tranquilla: mentre MSC manteneva la prima posizione, Raikkonen si infilava al secondo posto e dietro, a seguire, Montoya e Trulli, RSC e Alonso sono venuti a contatto. Frattanto Trulli è stato tamponato da Barrichello.
Più indietro la partenza è stata tutt'altro che tranquilla: un contatto tra Villeneuve e Klien ha fatto mettere le ali alla Redbull di quest'ultimo, che è cappottato. Giornata da dimenticare per la Redbull: Coulthard ha rotto una sospensione dopo essere finito sull'ala anteriore di Alonso, che si era staccata nel contatto al via.
Tutto ciò ha provocato l'ingresso della safety car e, dopo il restart, Raikkonen si è lanciato all'inseguimento di MSC, senza riuscire a superarlo nonostante il loro gap minimo. Hanno fatto tre pitstop: il primo non ha cambiato le cose, il secondo sì, con Raikkonen che è uscito davanti e che ha iniziato a distanziare M.Schumacher. Montoya, che era terzo, poco dopo si è ritirato per un guasto, facendo risalire R.Schumacher in terza posizione. Dopo il terzo e ultimo pitstop quest'ultimo si è avvicinato notevolmente al fratello, senza però mai potere puntare seriamente alla seconda posizione.

RISULTATO: 1. Raikkonen (McLaren), 2. M.Schumacher (Ferrari), 3. R.Schumacher (Toyota), 4. Trulli (Toyota), 5. Button (BAR), 6. Heidfeld (Williams), 7. Webber (Williams), 8. Sato (BAR), 9. Fisichella (Renault), 10. Barrichello (Ferrari), 11. Alonso (Renault), 12. Karthikeyan (Jordan), 13. Monteiro (Jordan), 14. Massa (Sauber), 14. Massa (Sauber), NC. Albers (Minardi). RIT: Villeneuve (Sauber), Montoya (McLaren), Doornbos (Minardi), Coulthard (Redbull), Klien (Redbull).

martedì 24 luglio 2012

Vinci e dici cose così? o.O

Ieri mentre scrivevo il commento al gran premio, mi ripetevo che la data di domenica, 22 luglio, mi ricordava qualcosa... eppure non riuscivo ad abbinarla a un evento specifico. Finché ecco che finalmente mi sono resa conto di perché mi faceva questo effetto. 22 luglio 2007. Vi dice qualcosa?

Ecco cosa accadde esattamente quel giorno:


Alonso: “Mi hai rotto tutto il deflettore.”
Massa: “Ma va a ca*are! Ma va a ca*are! Vinci e fai una cosa così? Sei un co***one! Vinci e fai… dici una cosa così?”
Alonso: “Ho lottato con Heidfeld, ho lottato con tutti e quello a tre giri dalla fine non si può fare…”
Massa: “Vinci e dici una cosa così? Vinci e dici una cosa così, amico? prova a imparare!”
Alonso: “Prova te a imparare”.
...Massa: “L’ho fatto apposta?! L’ho fatto apposta come la prima gara a Barcellona?! Impara, impara!”

Quel giorno, mentre guardavo il dopo-gara, la mia espressione era questa:
O____________________O

mercoledì 13 giugno 2012

Sono sottosopra... (-: Inizio a fangirleggiare! O.O

Mi dite quanto è preoccupante da uno a dieci quello che mi sta succedendo? O.O Ho finito alle due o giù di lì di vedere il GP d’Europa 2006 ieri sera e dato che era abbastanza tardi (abbastanza... diciamo anche molto tardi XD) e ci tenevo a postare la cronaca sul blog, mi sono astenuta dal guardare la premiazione. Mi sono fermata nel momento più eclatante, che già mi ha portata vicina all’urlare coretti da cheerleader da cui mi sono trattenuta a stento. Nonno Michael che scende dalla vettura, corre ad abbracciare Ross Brawn che lo solleva, poi arriva Felipe, che salta cerca di aggrapparsi a Ross rischiando di scivolare, con Ross e Michael che lo sollevano... Y.Y  Questa cosa non la trovate maledettamente emozionante? Mhm... no, vero? Solo io trovo emozionante Michael e Brawn che sollevano Feliiii? *-*

Oggi mi sono guardata il podio. Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhh! (urlo di gioia)...
Felipe spaesato, per la prima volta sul podio, è adorabile! Mi sono commossa mentre ho rivisto quelle scene, con Raffaela – che con Felipe ancora non era sposata – che guarda verso il podio accanto a Jean Todt e Michelle Yeoh. Intanto c’è Alonso che è serio quasi come se fosse Raikkonen! ;-P
È fantastico Felipe quando solleva il trofeo! *_____* È fantastico quando inonda Schumacher di champagne e quando da Schumacher e Alonso viene completamente sommerso. Ç_ç Piango dalla commozione! *-*

Non so se avevo ancora qualche dubbio, ma credo di esserne sicura... è stato proprio quel 7 maggio 2006 che, vedendo Felipe sul gradino più alto del podio mi sono accorta, dentro di me, di quanto ero felice di ciò che stavo vedendo e di quanto avrei voluto che sul gradino più alto del podio ci fosse lui un giorno. A farmi sciogliere il cuore, motoristicamente parlando, non c’era mai riuscito nessuno nel vero senso della parola: Felipe sì. Well done, Sunshine. *-*  

Formula 1 2006: #5 Europa – Nürburgring (07/05)


Eccomi di nuovo qui con le cronache dei gran premi del 2006. Siamo arrivati al quinto appuntamento stagionale, quello del Nürburgring (sempre con telecronaca in spagnolo), uno dei miei circuiti preferiti (da notare che il correttore di Microsoft Word conosce il nome di questo circuito, lo sottolinea in rosso se lo scrivo senza dieresi sulla U e mi dà la versione corretta tra le correzioni – un giorno dovrò controllare se Word è così tanto avanti da conoscere anche tutti i nomi dei piloti di team come Pacific, Simtek e Andrea Moda, anche se considerando che mi ha appena sottolineato in rosso Pacific e Simtek ho seri dubbi in proposito, ma mai dire mai).

La cronaca della gara
Background: Fernando Alonso scatta dalla pole position, la decima della sua carriera e la prima della stagione 2006, affiancato da Michael Schumacher. Seguono in seconda fila Massa e Barrichello, in terza Raikkonen e Button, in quarta Trulli e Montoya e a completare la top ten Villeneuve e Ralf Schumacher.
A proposito di Villeneuve, in occasione delle qualifiche vi sono state polemiche, con Fisichella che lo ha accusato di averlo rallentato. In questo weekend si è visto il debutto di Franck Montagny, alla Super Aguri, in sostituzione di Yuji Ide.
Giro 1: Alonso mantiene la leadership, dietro è lotta per la seconda posizione tra MSC e Massa, con MSC che riesce a mantenere la seconda posizione. Massa, terzo, deve contenere anche l’attacco di Raikkonen, ma riesce a mantenere la posizione, cosa che non riesce invece al finlandese, che viene sopravanzato da Button. Intanto nelle retrovie c’è una collisione tra Liuzzi e Coulthard.
Giro 2: all’inizio del secondo giro MSC ha mezzo secondo di distacco dal leader, e Massa in terza posizione ha circa un secondo di distacco dal compagno di squadra. Entra ai box Coulthard per i danni riportati nell’incidente (si ritirerà dopo un giro, quando rientrerà in pista), mentre Liuzzi con l’ala anteriore danneggiata finisce in testacoda e si ritira nel bel mezzo della pista, cosa che porta all’ingresso della safety car.
Giro 4: riprende la gara, con Alonso e le Ferrari che sembrano staccare Button. Seguono Raikkonen, Trulli, Barrichello, Villeneuve, Heidfeld e Fisichella a completare la top ten, con Montoya soltanto in undicesima posizione. Alla fine del quarto giro Raikkonen riesce a sopravanzare Button, mentre all’inizio del giro successivo Montoya riesce ad entrare in top ten, superando la Renault di Fisichella, che gira quattro secondi più lento del compagno di squadra Alonso. I due piloti della Renault sono su strategie diverse: Alonso è più scarico, mentre sulla vettura di Fisichella vi è più carburante.
Giro 8: il distacco tra Alonso e MSC è di circa un secondo, con il pilota della Ferrari che potrà presumibilmente proseguire più a lungo. Avendo probabilmente meno benzina in vettura, Alonso sarà tra i primi a rientrare. Raikkonen inizia a recuperare su Massa, portandosi a circa 1,7 secondi.
Giro 9: MSC recupera lievemente, ora è a 0,9. Intanto Montoya è in lotta con Heidfeld per la nona posizione.
Giro 13: Alonso ha 0,8 secondi di vantaggio su MSC, che a sua volta ha quasi 2 secondi su Massa, che ora si è messo Raikkonen a distanza di qualche secondo. Webber intanto parcheggia in una via di fuga, messo fuori gioco da un problema tecnico.
Giro 15: sale lievemente il distacco tra Alonso e MSC, ora è 1,2, con Massa a quasi due secondi da Schumacher e Raikkonen quarto a circa cinque secondi da Massa. Montoya frattanto è ancora alle spalle di Heidfeld, con il pilota della BMW che ancora difende quel mezzo secondo di vantaggio che ha sul colombiano.
Giro 18: MSC è leader della gara dopo che Alonso rientra ai box per la sua prima sosta (durata della sosta 7,5). Rientra ai box anche Massa, la cui sosta dura 8,3 secondi. Alonso torna in pista dietro a Button, in quarta posizione, e Massa quinto dietro a Trulli e davanti a Barrichello. MSC fa tempi di poco rilievo in questa tornata e rientra ai box un giro dopo Alonso, che nel frattempo appena rientrato in pista ha girato su tempi ottimi. Il pit-stop dura 7,9, con MSC che rientra in pista alle spalle di Alonso, più staccato di quanto era prima della sosta. Ora il leader della gara è Raikkonen, seguito da Button staccato comunque di parecchi secondi. I due non si sono ancora fermati ai box.
Giro 20: Alonso è a meno di un secondo da Button, così come MSC ora è a meno di un secondo da Alonso. Massa nel frattempo ha superato Trulli ed è staccato di poco più di cinque secondi e mezzo dal compagno di squadra.
Giro 21: Barrichello effettua la sua prima sosta, mentre un giro dopo rientra il suo compagno di squadra Button. Anche Villeneuve rientra ai box nello stesso giro di Button. A questo punto la top 8 è: Raikkonen, Alonso, MSC, Massa, Trulli, Heidfeld, Montoya, Fisichella, con soltanto Alonso e i due piloti della Ferrari ad avere effettuato una sosta, tra di loro. Raikkonen ha 13 secondi di vantaggio su Alonso.
Giro 24: Alonso è di nuovo in testa alla gara, dal momento che Raikkonen si ferma per effettuare la prima sosta. Torna in pista dopo una sosta di 7,9 secondi, e rientra pista in quarta posizione alle spalle di Massa, staccato di diversi secondi dal brasiliano. Al 23° giro era rientrato Heidfeld, mentre al 26°, al 27° e al 28°  giro si fermano ai box anche Trulli, Fisichella e Montoya. Il colombiano rientra alle spalle di Fisichella, che nel frattempo si trova proprio dietro a Villeneuve (cosa che suscita parecchia ilarità da parte dei telecronisti – comunque io De La Rosa lo adoro! *-* se solo sapesse parlare l’italiano decentemente, lo vorrei a fare il telecronista in Rai insieme a Mazzoni e a Capelli! ^^ Il momento più mitico è stato quando gli altri telecronisti hanno criticato gli insulti di Fisichella nei confronti di Villeneuve e DLR ha fatto notare loro che anche i piloti hanno reazioni umane e che se ci fosse stato lui al posto di Fisiii, avrebbe spaccato il retrovisore alla vettura di Villeneuve!!).
Giro 29: Fisichella è in lotta con Villeneuve, ma deve nel frattempo difendersi dagli attacchi di Montoya. I tre sono vicinissimi, mentre Button viene abbandonato dal motore e si ritira. È ritiro anche per Klien, messo fuori gioco da un problema di trasmissione e pochi giri dopo anche per il debuttante Montagny, per un problema idraulico (stessa sorte che più tardi capiterà anche al suo compagno di squadra Sato).
Giro 30: quando siamo a metà gara la top ten comprende Alonso, MSC, Massa, Raikkonen, Rosberg (che era partito in ultima posizione, retrocesso di 10 posizioni per avere cambiato il motore proprio come il compagno di squadra Webber partito 19° e ancora non si è fermato), Barrichello, RSC, Villeneuve, Fisichella e Montoya.
Giro 33: MSC è a 0,6 secondi da Alonso, con Massa a 4,4 dal compagno di squadra MSC. Alonso rimonterà comunque leggermente nei due giri successivi, tornando a staccare MSC di quasi un secondo. Raikkonen è a oltre sette secondi da Massa.
Giro 34: Rosberg rientra ai box ed esce 10° dietro a Montoya, in lotta per la posizione con Trulli che è subito alle sue spalle. Tra Villeneuve, Fisichella e Montoya il gap è lievemente incrementato, seppure i tre siano tuttora a distacchi al di sotto del secondo l’uno dall’altro.
Giro 36: c’è un secondo e mezzo, adesso, tra Alonso e MSC. Il pilota della Renault continua a guadagnare sul ferrarista, mentre si avvicina il moment della seconda sosta. Ma ben presto MSC inizia a recuperare, migliorando i tempi rispetto a quelli di Alonso: i due rimangono ancora piuttosto vicini, con Michael che al 37° giro è a 1,3 secondi.
Giro 39: MSC ha strada libera grazie al pit-stop del pilota della Renault, è un momento importantissimo, qui si deciderà probabilmente come finirà la gara. Alonso riparte dopo 8,8 secondi e rientra in pista alle spalle di Raikkonen, mentre MSC in pista sta girando su tempi record. Stavolta non vi è un solo giro di differenza tra la sosta dell’uno e la sosta dell’altro, MSC rimane in pista e nel corso del 40° giro continua a migliorarsi, portando il proprio vantaggio a 24 secondi su Alonso, che gira più lento di MSC. Si preparano i meccanici Ferrari.
Giro 41: è Massa a rientrare, mentre in pista MSC continua a girare ancora più velocemente di Alonso, portando il gap a 25,5. MSC rientra un giro dopo rispetto al compagno di squadra: pit-stop rapidissimo, 6,8. Rientra in pista davanti ad Alonso e non di poco (ci sono oltre cinque secondi tra i due). Intanto Raikkonen è in testa alla gara, avendo al momento effettuato una sola sosta. Il finlandese rimane in pista, il suo obiettivo è presumibilmente quello di recuperare abbastanza per poter rimanere davanti a Massa.
Giro 45: MSC è in testa, grazie al pit-stop di Raikkonen, che ritorna in pista in quarta posizione alle spalle di Massa. Non è quindi riuscito a rimontare al punto da recuperare una posizione sul brasiliano. Anche altri piloti rientrano ai box nello stesso giro di Raikkonen: Barrichello e RSC (con il brasiliano che conserva la posizione), che erano in quinta e sesta posizione, e anche Villeneuve e Fisichella, con il pilota della Renault che rientra in pista davanti a Villeneuve.
Giro 48: MSC ha sette secondi di vantaggio su Alonso, che ha recuperato soltanto una manciata di decimi.
Giro 49: si ferma ai box Montoya per la sua ultima sosta. MSC, Alonso, Massa, Raikkonen, Rosberg (che si è fermato soltanto una volta), Barrichello, RSC, Fisichella lo precedono: il pilota colombiano è riuscito a sopravanzare Villeneuve ritardando la sosta. Intanto il distacco tra MSC e Alonso risale a 8 secondi. Massa è a tre secondi da Alonso e Raikkonen a due secondi e mezzo da Massa, ma il finlandese gira lievemente più veloce del brasiliano. Nel frattempo Barrichello, in quinta posizione, è staccato di circa un minuto dai primi quattro.
Giro 50: rientra ai box anche Rosberg per la sua seconda sosta, che ritorna in pista alle spalle di Fisichella. Montoya, ancora nono, è quindi fuori dai punti. Ma la posizione di Montoya si rivelerà ben presto irrilevante: al 54° giro è messo fuori gioco da un problema tecnico. Nello stesso momento RSC (che era 6° e stava conducendo un’ottima gara) si ferma per la rottura del motore.
Giro 56: Fisichella e Rosberg sono in lotta per la sesta posizione, con Fisichella staccato di meno di un secondo da Barrichello che lo precede. Villeneuve, che è ottavo, è staccato di diversi secondi da Rosberg.
Giro 57: i tempi di MSC iniziano ad essere più lenti, ma ha un vantaggio di 7,1. Massa è a 1,9 da Alonso e Raikkonen a 1,1 da Massa. Il distacco tra questi ultimi tre scende ancora: un giro dopo Massa è a 1,2 dallo spagnolo, Raikkonen a 0,7 dal brasiliano.
Giro 59: Massa è a esattamente un secondo da Alonso, ma deve guardarsi da Raikkonen, che ha 6 decimi di distacco e continua ad avvicinarsi, mentre si sta completando il penultimo giro.
Giro 60: inizia l’ultima tornata, Alonso è a 6,5 secondi da MSC, e ora lui, Massa e Raikkonen si ritrovano davanti la vettura da doppiare di Trulli. Massa è a meno di un secondo da Alonso, Raikkonen a cinque decimi da Massa. MSC sta rallentando, ma pare che stia semplicemente gestendo il gap che ha nei confronti di Alonso. Raikkonen tenta l’attacco su Massa, proprio mentre MSC si appresta a tagliare il traguardo. Sopraggiunse Alonso dopo poco meno di quattro secondi, con Massa che conserva la terza posizione per quattro decimi su Raikkonen. A debita distanza arriveranno Barrichello, Fisichella, Rosberg e Villeneuve (ultimo pilota a pieni giri) a completare la zona punti.

Scusate, ma a questo punto ci vuole uno stamp:
Schumacher 1° e Massa 3° Y.Y Piango dalla commozione! *-*
Felipe sul podio per la prima volta in carriera! *_____*

Risultato della gara

lunedì 2 gennaio 2012

[Dal vecchio blog] Le gru sotto il diluvio, gli insulti in diretta e i record di Winkelhock (in ricordo del GP d’Europa 2007)

22/07/2010
Non sarò tornata un po’ troppo presto, miei cari esemplari di gomme slick utilizzate da Glock sotto il diluvio a Interlagos? Può darsi. E non starò scrivendo un po’ troppe scemenze? No, questo direi di no, miei cari lettori che desidererebbero insultarmi in mondovisione. A proposito di insulti in mondovisione, tre anni fa di questi giorni, per l’esattezza il 22 luglio del 2007 avveniva l’ultimo gran premio d’Europa al Nuerburgring, poi due anni più tardi sede del GP di Germania. Quindi vediamo di ripensare un po’ a quella gara, per via delle notevoli sorprese che ci riservò. E dato che voglio far accapponare la pelle a tutti i tifosi facilmente scandalizzabili, ci tengo a ricordare loro che in quella gara con loro intenso e immenso sconvolgimento una gru ripescò Hamilton rimettendolo in pista dopo che era finito fuori. I tifosi in questione non fecero che parlare di favoritismi per un annetto buono e a lamentarsi dei grandissimi vantaggi che Hamilton aveva ottenuto in quella gara, rubando punti alle Ferrari. Sul fatto che abbia rubato punti alle Ferrari (non nomino gli altri perché generalmente quel genere di tifosi non è consapevole del fatto che esistano altri a parte le Ferrari e il Grande Nemico – che generalmente viene impersonato da un pilota della McLaren) avrei però qualche dubbio in proposito dato che all’epoca i punti c’erano fino all’8° e lui arrivò 9°…

Sì, lo so, vi ho sconvolti, miei cari alberi di banane che tremano al passaggio di Ross Brawn. Ricordare l’esistenza di quella gru senza dubbio vi impedirà di dormire sonni tranquilli, specialmente ai fan di Ferniiii che lo tifano da quando è nato ma che curiosamente in quell’anno lo gufavano e lo criticavano giorno e notte e avrebbero tanto desiderato rinascere nel corpo di Feeeeeli per potere essere loro a mandarlo a cagare davanti alle telecamere.
Ma facciamo un salto indietro, prima della gru. Era il periodo in cui la Spyker aveva appena licenziato Christijan Albers, ex pilota della Minardi celebre per essere arrivato 5° a Indianapolis in quella gara ormai famosa. Erano girate per un po’ delle voci su Klien, pareva che sarebbe stato lui il sostituto di Albers. E invece no. Prima di arrivare a Yamamoto che sarebbe tornato in Ungheria (a proposito di Yamamoto, pare che ci toccherà rivedercelo spesso in questa stagione), per il solo GP del Nuerburgring fu ingaggiato dalla Spyker un certo Markus Winkelhock (figlio di Manfred Winkelhock, pilota degli anni ’80 – non chiedetemi per che team corresse, mi pare comunque che c’entrassero dei team con dei nomi difficilmente memorizzabili, roba piena di sigle dal significato oscuro tipo AGS o qualcosa del genere) che probabilmente molti di voi hanno completamente dimenticato. Ma non fa niente, probabilmente ci sarà anche chi non ha la più pallida idea dei record messi a segno da quel pilota semi-sconosciuto. Ma anche a questo ci si arriverà tra un po’.
Oltre ad essere il periodo del licenziamento di Albers era anche il periodo di quello spot della Mercedes veramente divertentissimo che senza dubbio ricorderete, quello dove terminava con Alonso, Hamilton e Hakkinen all’interno di una sauna. Ma lasciamo perdere quello spot anche se era meraviglioso e dedichiamoci ad altro.

Qualcuno di voi forse avrà dimenticato che nelle qualifiche Hamilton fu protagonista di uno schianto degno di nota a causa della rottura di una sospensione. Insomma, un po’ come l’incidente di Kovalainen l’anno successivo in Spagna. Vi fu una lunga interruzione delle qualifiche, dopodiché quando ripresero Raikkonen ottenne la pole position davanti Alonso, Massa, Heidfeld, Kubica, ecc…
La gara stava per scattare a momenti ed era prevista pioggia. Tutti (a parte uno, si sarebbe poi scoperto) erano su gomme intermedie e quando la gara è scattata ancora l’acqua non si stava fondando sul circuito. Raikkonen ha mantenuto la leadership, seguito da Massa che aveva superato Alonso, dopodiché le due BMW entravano in collisione l’una con l’altra. Giusto il tempo di controllare come stavano le posizioni e poi giù pioggia a tutto andare. In molti si sono precipitati ai box a cambiare gomme, e nel frattempo del tutto inspiegabilmente si è visto Raikkonen immettersi nella corsia dei box e poi deviare dopo qualche metro tornandosene in pista. Non siamo tenuti a sapere se sia stato un suo errore, ma qualora lo sia stato non posso fare altro che notare che come al solito la Ferrari stava facendo rientrare i due piloti contemporaneamente, nonostante li avesse uno primo e uno secondo. Tutto sommato è andata quasi meglio così, visto che a conti fatti quando qualche giro più tardi la gara si sarebbe ripresa si sarebbero ritrovati ben presto entrambi tra i primi tre. Ma questo non ha importanza, al momento.

Button, Hamilton, Sutil, Rosberg, Speed, Liuzzi e una Super Aguri (penso Sato) sono usciti fuori tutti quanti alla stessa curva con Sato che riusciva a rimettersi in pista. Intanto sopraggiungeva una gru che ripescava Hamilton e lo rimetteva in pista, suscitandomi un dubbio: ma una volta non era vietato anche semplicemente ricevere una spinta a meno? No, perché quella volta qualche anno prima sempre al Nuerburgring in cui Schumacher era rimasto mezzo impantanato e fu spinto a mano in pista mi pare che già ci furono polemiche a raffica, figuriamoci stavolta che addirittura scomodavano una gru! Venne tirata fuori la scusa del fatto che aveva ancora il motore acceso e che era in posizione pericolosa, ma sinceramente a me pare che la gru fosse quella in posizione più pericolosa di tutti, dato che qualcuno dei ritirati in quella curva andò vicino a schiantarsi contro la gru. Ma intanto che si parlava di questo, alla maggior parte dei telespettatori (e forse anche ai telecronisti) era sfuggito che nel frattempo Winkelhock che era partito direttamente con le heavy rain se ne stava in testa.

Nel frattempo il diluvio aveva reso inagibile la pista, cosicché è stata esposta bandiera rossa con seconda partenza alle 14,30. Nel frattempo prima che giungesse l’orario in questione era venuto fuori in sole, ma puntualmente alle due e mezza ricominciava a piovere. Partenza dietro la safety car, che è rimasta in pista per circa 4 giri, con Winkelhock che al momento in cui la safety car è uscita è stato lentamente sfilato da tutte le vetture più veloci che gli stavano dietro, ovvero più o meno da tutti dato che le uniche lente come la sua erano quella di Sutil e le due Super Aguri, e che Sutil era già ritirato. Dopo 13 giri di gara, poi, si sarebbe ritirato per un guasto al motore.
Stava spuntando di nuovo fuori il sole e dopo pochi giri in assenza di safety car nelle prime posizioni c’erano: 1 Massa, 2 Alonso, 3 Raikkonen. Quest’ultimo poi con il passare dei giri ha finito per ritirarsi per problemi tecnici, sorte toccata anche ad altri.

Saltiamo agli ultimi giri (di Winkelhock mi occuperò di nuovo tra un po’) con la pioggia che riprendeva a cadere. Di conseguenza tutti in branco ai box a cambiare gomme (con Alonso che peraltro rischiava la collisione con Fisichella). E una certezza: con le nuove gomme la Ferrari di Massa perdeva decisamente dalla McLaren di Alonso. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto Alonso è riuscito finalmente a effettuare il sorpasso portandosi in testa, nonostante una lieve collisione tra lui e Massa.
Spero che mi consentiate di soprassedere su ciò che si sono detti i due nel dopogara davanti alle telecamere, così come preferirei evitare di dilungarmi sulla descrizione della camicia a righe indossata da uno dei soggetti che consegnavano i trofei, che preferisco non citare in quanto il solo leggere il suo nome potrebbe provocare nei ferraristi sfegatati qualche spiacevole conseguenza.

Che dire di Winkelhock? Ebbene, era partito in ultima posizione al via e primo alla ri-partenza. Si tratta di un record: a nessuno era mai capitato. E sentite qui… avendo passato in testa 5 giri dei 13 della gara e non avendo mai più partecipato ad altre gare di F1, è diventato anche il pilota che ha fatto da leader la maggior parte in percentuale dei suoi giri totali. Ovvero 5 su 13 circa il 38%. Circa due punti percentuali in più del 36% dei giri totali passati in testa da Schumacher sui giri totali che era il record dell’epoca (percentuale che però è calata in questa stagione in quanto è andato ad incrementarsi il numero dei giri totali ma non quello dei giri in testa).
Come dire, anche con una sola gara e un ritiro, Winkelhock ha comunque scritto il proprio nome nella storia dei record della Formula 1. Mi verrebbe da dire: speriamo di rivederlo in pista. Ma se tornasse perderebbe il secondo record che ho citato, quindi dopotutto anche con una sola gara la sua carriera in F1 resterebbe comunque memorabile!