Visualizzazione post con etichetta W i momenti epici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta W i momenti epici. Mostra tutti i post

sabato 13 settembre 2025

Minardi Historic Day 2025: il giorno dell'apoteosi

13 Settembre 2025 // per la seconda volta sono stata al Minardi Historic Day, con lo stesso amico con cui sono andata l'anno scorso, per il quale è invece il terzo Minardi Day. Siamo partiti dal mio paese nell'hinterland bolognese verso le sette di stamattina e arrivati un po' prima che iniziasse l'evento, con conseguente attesa circondati da gente che indossava merchandising a tema motoristico. Il mio amico portava peraltro un cappellino dell'Alpha Tauri che gli è stato regalato da un ingegnere della squadra faentina che abita dalle nostre parti, per il quale ha lavorato come giardiniere. Una volta entrati, abbiamo guardato gli stand e le rivendite di souvenir, insomma tutta roba con prezzi abbastanza proibitivi, per poi avviarci verso i box. Essenzialmente il pubblico può girare a neanche mezzo metro dalle macchine e chi ha il biglietto vip anche in pitlane. Noi avevamo il biglietto da povery, ma obiettivamente mi pare che si vedesse comunque tutto! C'erano vetture di varie categorie, di cui ho scattato un sacco di foto che pubblicherò nei prossimi giorni, e mi sono concentrata maggiormente sulle monoposto perché sono quelle che trovo più interessanti, come si sarà capito.

Condivido alcuni scatti iniziando dalla Ferrari di Jean Alesi (1994) in naked look, intorno alla quale incredibilmente non c'era la calca che mi aspettavo:


La Arrows del 1980 ugualmente in naked look:


Infine una delle due Tyrrell P34 a sei ruote (1976), che saremmo stati delusi di non vedere in pista:


Anzi, in nome delle quote rosa inserisco anche questa, dato che si intravede una signora in tuta da pilota nei pressi di quella che ha l'aria di essere una Jordan:


Le auto scendevano in pista per mezz'ora, in quest'ordine nella mattinata: 1) track day per auto stradali, 2) GT, 3) Formula Ford/ Formula Junior, 4) Formula 3/ GP3, 5) Formula 1/ Formula 3000/ GP2/ Formula 2, 6) nuovamente track day. Penso che fosse strutturato così anche il pomeriggio, ma non potevamo rimanere fino a tardi dato che il mio amico nel tardo pomeriggio doveva andare a potare degli alberi nel giardino di un suo cliente. Poi vi racconterò quello che è successo *dopo* la sessione della mattinata.
Prima di andare in tribuna abbiamo fatto qualche giro tra gli stand e alle dieci in punto ho visto Pino Allievi che passava insieme a un altro tizio. Non è che sia esattamente il mio giornalista preferito - diceva cose troppo altisonanti quando era sulla Rai - ma who kers, un vip visto per caso!
Siamo poi andati sulle tribune vedendoci il finale delle GT, per poi vedere le Formula Junior e affini, Formula 3 e affini e infine le Formula 1/ Formula 2 e affini, che giravano rispettivamente alle 10.30, 11.00 e 11.30. Ho scattato delle foto che condividerò nei prossimi post, oltre che un video che pubblicherò su Youtube.
Qui condivido una foto fatta dalle parti della rivendita di souvenir, mentre tra l'inneggiare a Lewis Hamilton e ad Ayrton Senna, veniva messo al centro della scena un tabellone commemorativo della qualificazione di Roberto Moreno con l'Andrea Moda al *GRAN* Prix di Monaco senza la -D.


Siccome l'annunciatore ha detto che alle 13.00 ci sarebbe stata la foto di gruppo dei piloti in zona traguardo, appena terminata la sessione delle Formula 1 che a un certo punto era stata anche redflaggata, siamo andati immediatamente agli stand del cibo per pranzare. Mentre scendevamo le scale, davanti a noi un ragazzo si lamentava perché tra le Formula 1 ogni anno ci sono sempre meno Ferrari.
Dopo avere preso una piadina pagata a peso d'oro ed esserci piazzati a un tavolo senza sedie, il mio amico mi ha chiesto di andare subito a vedere il museo (l'ingresso era incluso nel prezzo) ma ho proposto di aspettare di vedere prima la foto di gruppo dei piloti... anzi, di capire dove si dovesse andare per vederla. Questa è stata una saggia decisione. In più, dopo un breve giro nei box, ho espresso la volontà di andare in bagno a lavarmi i denti. A conferma del fatto che l'igiene orale è importante, se me ne fossi sbattuta non sarebbe mai accaduto quello che è successo.
Per puro caso, abbiamo beccato l'annunciatore che girava con il microfono in mano e intervistava Giancarlo Minardi, circondato di gente che lo fotografava e, dopo che aveva smesso di parlare, gli chiedeva autografi. Ladies and gentlemen, mentre andavo verso il bagno per lavarmi i denti ho incontrato il patron e gli ho pure rivolto la parola!
Va bene, ho pronunciato appena sei parole e, nello specifico, quelle parole erano "farebbe un autografo anche a me?" dette mentre gli porgevo una penna e la mia agenda, ma è tanta roba.



Se andate da qualche parte, portate sempre qualcosa su cui scrivere, non si sa mai! Qui c'è l'autografo, sulla pagina che poi ho prontamente inserito nel mio diario personale sul quale abbozzo anche i disegni dei circuiti che metto quando pubblico i commenti ai gran premi.

Dopo essere andata in bagno, avere rivisto passare Allievi, essere entrati nei box e avere visto un signore anziano da noi non identificato a cui qualcuno chiedeva un autografo e che poi si lamentava in dialetto che tutto ciò era faticoso, ci siamo messi alla ricerca di un posto in cui si vedesse la presentazione dei piloti. Spoiler: la tribuna aperta al pubblico era lontanissima. Però si è visto un gruppo di persone capitanate da Giancarlo Minardi che andavano verso la zona del traguardo. Ho visto, riconoscendolo dal cappello, Arturo Merzario.
Poco dopo è arrivata l'apoteosi: al pubblico era concesso entrare in pista per andare ad assistere alla consegna di un premio intitolato a un membro della famiglia Minardi e alla foto di gruppo dei piloti. A onore del vero non so se fosse concesso a tutti o solo a chi aveva il braccialetto del biglietto vip, ma nessuno ha chiesto nulla.
Siamo arrivati dopo molti altri e di fatto eravamo arretrati come delle Minardi sulla griglia di partenza, ma nevermind. È stato più che sufficiente per intravedere (e immortalare tenendo il telefono più in alto che potevo scattando foto alla cazzum) Pierluigi Martini alla destra di Giancarlo Minardi che veniva acclamato da alcuni dei presenti.
Poi abbiamo vissuto la nostra villain era: alla sinistra di Minardi c'era Riccardo Patrese. E non c'era nessuno che inneggiava a lui, nonostante di fatto fosse uno dei personaggi più illustri presenti. Solo un tale che c'era lì nei pressi di dove mi trovavo l'ha menzionato in tono indifferente.


La cosa più pittoresca è stata che solo guardando la foto, di cui qui sotto metto dettagli della parte più nitida, ho visto che in effetti who kers di Patrese (sto scherzando, ovviamente), perché il tizio che gli stringe la mano è Moreno! XDXDXD Il pilota in tuta nera che sta dall'altro lato di Martini invece è Luis Perez-Sala. Merzario inoltre gran giga-chad tiene una mano su una spalla a praticamente l'unica donna presente!



Come già detto, abbiamo potuto assistere solo alle sessioni del mattino, ma mancavano ancora due cose importanti: 1) la visita al museo Checco Costa, nel quale erano esposte sette vetture della scuderia faentina con le sue denominazioni, i questo, tuttavia, parlerò domani, mi permetto di darvi solo un anticipazione: HO VISTO LA TORO ROSSO DI SEBASTIAN VETTEL!!!111!!!11!!! 2) un giro nel parco del circuito.
Siamo entrati seguendo un gruppo di ragazzi di cui uno che si lamentava dell'uscita di Imola dal calendario della Formula 1, sostenendo che vorrebbe piuttosto che venissero tolti "tutti i cittadini tranne Monaco, perché è storico". Personalmente ce ne sono altri che non toglierei affatto, ma mi piace il fatto che ci siano altri estimatori del GP di Montecarlo. *-*
A quel punto, siamo andati a vedere il monumento dedicato a Senna che avevamo già visto l'anno scorso, e tutte le bandiere e gli striscioni presenti.




Mentre tornavamo indietro, davanti a noi c'era un uomo che poteva avere la nostra età, insieme ai due figli. La più grande era una bambina, che poteva avere sui cinque o sei anni. Tornavano anche loro dopo essere stati a vedere la statua di Senna e la bambina ha chiesto che macchina guidasse e che colori avesse e il padre le ha detto: "la macchina di chiamava Williams ed era bianca e blu". La bambina ha chiesto come fossero distribuiti il bianco e il blu e il padre si è messo a spiegarglielo. *_____*
È stato un momento molto toccante, vedere una bambina così piccola provare interesse per la Formula 1 e per giunta per la Formula 1 dell'epoca in cui io avevo quell'età. Spero che continui a provare interesse e che possa un giorno diventare una Milly Sunshine 2.0.


martedì 8 luglio 2025

Formula 1 2025: #12 Commento al Gran Premio di Gran Bretagna

06.07.2025 // a Silverstone si è scritta la storia, ma non potevamo saperlo alle 16.00 ora italiana, le 15.00 ora inglese, quando ci siamo messi a guardare la gara. O per meglio dire, era già stata scritta, ma ancora non lo sapevamo, quando noi povery ci siamo messi a guardare la gara alle 19.00 sulla TV a noi dedicata. Torniamo quindi indietro e andiamo a ricostruire i fatti che ci hanno condotto al momento che tutti stavamo aspettando da anni e anni, al punto tale da considerarlo impossibile.
Max Verstappen, Oscar Piastri, Lando Norris, George Russell, Lewis Hamilton, Charles Leclerc, Fernando Alonso, Pierre Gasly, Carlos Sainz, Kimi Antonelli (+3 posizioni di penalità per incidente nello scorso gran premio), Yuki Tsunoda, Isack Hadjar, Alexander Albon, Esteban Ocon, Liam Lawson, Gabriel Bortoleto, Lance Stroll, Oliver Bearman (+10 posizioni per redflag infringiment al venerdì), Nico Hulkenberg, Franco Colapinto: così si è andata a comporre la griglia di partenza, dopo una qualifica redflaggata in Q1 dopo che Colapinto aveva abbattuto dei pannelli in un incidente.
Per tutta la durata della qualifica dalla Q1 alla Q3, tagliata nella parte della bandiera rossa nella differita della TV dei povery, il Vanz ha pronunciato il nome "Copse" solamente due volte e senza urlarlo, anche se va notato come l'abbia menzionata due volte nell'arco di circa dieci secondi. In compenso in gara durante il formation lap ha raccontato dell'incidente del 2021 tra Verstappen e Hamilton.

Causa pioggia prima della gara, tutti hanno messo gomme intermedie, mentre sei piloti dopo il giro di formazione si sono presentati in pitlane per mettere le slick e partire dalla corsia dei box. Erano Russell, Leclerc, Hadjar, Bortoleto, Bearman e Colapinto. O almeno, cinque piloti hanno messo le slick, Colapinto proprio non è uscito per un problema al cambio senza essere né considerato né inquadrato. Il fatto che uno dei piloti con la strategia jolly fosse Leclerc, lasciava sospettare che fosse una strategia azzardata e non destinata a dare frutti.
Verstappen, Piastri, Norris, Hamilton, Gasly, Alonso, Sainz, Antonelli, Albon e Tsunoda, questi i primi dieci mentre un botto tra Ocon e Lawson ha fatto sì che questo non completasse il primo giro e arrivasse una virtual safety car. Poco dopo a causa di un crash di Bortoleto è entrata anche la safety car e Antonelli ne ha approfittato per rientrare ai box. Il suo restart sulle slick non è stato dei migliori e per un po' quelli su gomme intermedie se la sono cavata meglio.
All'arrivo dell'asciutto sono capitati due fatti di spicco: Piastri ha superato Verstappen dopo un acceso duello, mentre in casa Aston Martin hanno azzeccato bene il timing della sosta di Strollino: messe le slick nel momento ideale si è ritrovato in bassa top-ten, per non parlare di come abbiano azzeccato anche il timing della sosta per tornare alle intermedie, mentre invece Alonso si lamentava via radio che le strategie peggiori spettavano sempre a lui.
Al ritorno della pioggia Verstappen faticava, si è avvicinato Norris, quando Max ha messo le ruote sull'erba Norris è passato, ma Verstappen sarebbe tornato davanti grazie a una sosta lenta in casa McLaren quando chiunque non fosse sulle intermedie è andato a metterle, non perché fosse una doppia sosta ma perché proprio è stata lenta. Il responso a quel punto è stato: Piastri, Verstappen, Norris, Stroll!!!11!!!11!! e poi Hulkenberg e Gasly che non si erano ancora fermati.
L'incrementare della pioggia ha fatto sì che la direzione gara decidesse di far entrare la safety car per questioni di visibilità. Almeno in fase di safety car, il Vanz ha evitato di citare la Copse ogniqualvolta qualcuno vi arrivasse, il che è andato a compensare il fatto che fosse stata menzionata millemila volte nei minuti precedenti.

Quando la safety car si è tolta di mezzo eravamo a circa un terzo di gara, e a quel punto si è avuta l'apoteosi: mentre era in atto un duello tra Hamilton e Russell, nelle ultime posizioni Hadjar ha tamponato Antonelli e poi è andato a sbattere, il che non sarebbe un evento di estremo spicco, di per sé, ma la location: INCIDENTE A COPSE!!!111!!!11!!
È entrata di nuovo la safety car, Antonelli ha continuato, per poi fare una sosta ai box. Poi mi sono andata un attimo nel retrocucina a prendere i piatti, dato che stavo apparecchiando, e Verstappen ne ha approfittato per affiancare Piastri prima che la safety car si togliesse di mezzo. La direzione gara ha deciso che Oscar aveva rallentato a random non prima che l'uomo contro la macchina l'avesse sbinnata. Verstappen si è ritrovato in bassa top-ten a lottare con le Williams.
I primi cinque erano Piastri, Norris, Stroll, Hulkenberg e Gasly, ma dopo essere uscito vincente da un lungo duello con Russell, Hamilton ne ha superato le -L e si è cacciato all'inseguimento di Pedro Gaseoso (cit.), ha catturato un Pokemon ed è andato ad aggiungerai alla lotta per il podio.
Stroll faticava, a due terzi di gara ha iniziato a non riuscire più a contenere gli attacchi di chi gli stava dietro. Le trombe dell'Apocalisse hanno iniziato a suonare e NICOLAS HULKENBERG DETTO NICO SI È PORTATO IN TERZA POSIZIONE, NON VI STO TROLLANDO, ANDATE A CHIAMARE TUTTI I VOSTRI AMICI E PARENTI CHE NON STANNO SEGUENDO LA GARA. Hamilton frattanto si avvicinava minaccioso a Strollino, lo superava in tempi brevi e si avvicinav-... ah no. La gara proseguiva e tutto lasciava credere che non fosse così inconcepibile l'idea di quel podio mistico che tutti stavamo aspettando.
Qualche giro più tardi, Alonso è rientrato per le slick. Non sembrava una scelta azzeccata, ma in Mercedes hanno pensato bene di copiarla con Russell, unico pilota presente in pista dato che Antonelli si era ritirato per i danni riportati nell'incidente con Hadjar. Qualche giro dopo le cose sono cambiate, Hamilton è andato ai box, ne è uscito, ha fatto una mezza sbinnata, i piloti Haas si sono scontrati e hanno fatto un testacoda in perfetta sincronia, le slick erano ormai le gomme ideale quindi tutti sono rientrati, non inquadrato dalle telecamere Leclerc ha fatto una sbinnata e ha portato il suo vecchio compagno di scorribande Sainz con sé, Piastri ha scontato la penalità di dieci secondi, Norris è passato in testa, Hulkenberg nonostante problemi con una ruota che non voleva saperne di andare su aveva un vantaggio di vari secondi nei confronti del suo diretto inseguitore e viaggiava verso il podio, Verstappen era sesto e avrebbe superato Stroll (che sarebbe stato sorpassato anche da Gasly a dire il vero) prima della fine della gara, Leclerc era penultimo in mezzo al nulla, ma aveva oltre mezzo minuto di vantaggio su Tsunoda che era ultimo e che, a parte una penalità di dieci secondi per un contatto con Bearman, nessuno aveva capito come potesse essere così tanto indietro.
La gara viaggiava ormai verso la conclusione, un finale al cardiopalma, con Norris che ormai se lo filava solo sua madre, con Piastri distante a sufficienza da essere tagliato fuori per la vittoria, con Hulkenberg che andava a prendere quello storico podio che gli mancava da sempre e che mancava alla Sauber dal GP del Giappone 2012 (giusto per contestualizzare, erano passati tre giorni dall'annuncio di Michael Schumacher di lasciare la Formula 1 a fine stagione). In sintesi, un risultato perfetto, acclamato da tutti e degno di un finale musicale, non prima di avere segnalato la presenza dell'ex partner in crime di Hulkenberg, Kevin Magnussen, come ospite nel box della Sauber. *_____* Mettete tanti like e tanti cuoricini a tutto ciò!


Oggi mi sento un'Aston Martin se un'Alpine mi afferra,
con lo sguardo dentro in tasca, ma il mondiale è per terra,
se ho molte -L impazzisco come una Mercedes,
ci sto male - male, male, male,
vorrei svagarmi, ma oggi una Q3
e poi domani un temporale - e la Papaya è impopolare.

E mi hai buttato via in un sabato non sprint
mentre andavi in cerca di uno slancio di modernità,
Liberty vuole solo cuoricini, cuoricini,
pensava solo ai cuoricini, cuoricini,
stramaledetti cuoricini, cuoricini
che ti tolgono il gusto di inseguire Hulk,
poi mi uccidi, poi mi uccidi
quegli occhi sono due sainzini, due sainzini
Che sparano sui leclerchini, leclerchini
persino sotto alla notizia "terzo posto".

Una squadra e due piloti, è la tomba dei fanboy,
ce l'ha detto anche Ham-Soy
porta un chilo di prosciutto e poi nel dubbio passa a Copse
e almeno un urlo, COPSE!
e se oggi ho le Haas davanti all'anteriore
non mi giudicare - male, male, male
che dovrei dire io che la sbinnavo
e tu nemmeno ti mettevi a imprecare?

Tu mettevi solo cuoricini, cuoricini
pensavi solo ai cuoricini, cuoricini
stramaledetti cuoricini, cuoricini
che mi tolgono il gusto di inseguire Hulk,
poi mi uccidi, poi mi uccidi
quegli occhi sono due sainzini, due sainzini
che sparano sui leclerchini, leclerchini
persino sotto alla notizia "terzo posto".

Ma fortunatamente un domenica qualunque
ci hai portati via da tutta quanta la modernità
ma dove scappi senza cuoricini, cuoricini,
per Hulk sul podio, cuoricini, cuoricini,
c'è Kmag, cuoricini, cuoricini
che non tolgono il gusto di succhiare palle.

Poi li uccidi, poi li uccidi
si fottano quei due sainzini, due sainzini
che sparano sui leclerchini, leclerchini,
persino sotto alla notizia "terzo posto"
e i prosciuttini, i verstappini,
i piastrini, i norrisini,
chi se li fila, alla notizia "terzo posto"!


RISULTATO: 1. Norris/ McLaren, 2. Piastri/ McLaren, 3. Hulkenberg/ Kick Sauber, 4. Hamilton/ Mercedes, 5. Verstappen/ Redbull, 6. Gasly/ Alpine, 7. Stroll/ Aston Martin, 8. Albon/ Williams, 9. Alonso/ Aston Martin, 10. Russell/ Mercedes, 11. Bearman/ Haas, 12. Sainz/ Williams, 13. Ocon/ Haas, 14. Leclerc/ Ferrari, 15. Tsunoda/ Redbull, Rit. Antonelli/ Mercedes, Rit. Hadjar/ Racing Bulls, Rit. Bortoleto/ Kick Sauber, Rit. Lawson/ Racing Bulls, DNS. Colapinto/ Alpine.

sabato 16 marzo 2024

I predecessori di Heyer: piloti che hanno disputato abusivamente gran premi in cui non si erano qualificati

Faccio una piccola premessa, ho già parlato, in modo piuttosto approfondito, di tutte queste gare, ma ritengo che ripetersi non faccia mai male, considerando anche come una certa vicenda del motorsport è raccontata spesso come se fosse un episodio unico nella storia della Formula 1. Lo è, per certi versi, ma non lo è per altri. Parlo di "partenza abusiva", fatto accaduto già diverse volte, prima che lo facesse Hans Heyer. Certo, sia chiaro, le modalità messe in opera da Heyer sono state ben più originali rispetto a quelle degli altri, ma tra gli altri ce n'è comunque uno che si è dato piuttosto da fare. Senza nulla togliere alla statistica una sola entry, un DNQ, un DNF e un DSQ, così come senza nulla togliere alla sua strategia per presentarsi in gara senza essere qualificato, credo sia giusto non far cadere nel dimenticatoio le altre faccende culminate o con una squalifica per partenza abusiva, o con una partenza abusiva accertata.

Iniziamo dal 1974 e facciamo una piccola premessa: ai tempi, così come fino a una ventina d'anni dopo, c'erano spesso più entry che posti in griglia. Questi erano di solito 26, ma di fatto potevano esserci variazioni, come 24, 25, di solito 20 a Montecarlo... e in alternativa le cose potevano anche cambiare in corso d'opera perché fare le cose alla cazzum non è una prerogativa dei giorni nostri.
GP della Svezia, vari piloti scandinavi con entry one-off, presunta volontà degli organizzatori di mandarne in griglia anche se non qualificati. È in queste circostanze, non facili da chiarire al giorno d'oggi, perché pare che quanto accaduto sia andato definitivamente perduto, che due piloti non qualificati sarebbero stati mandati in griglia. Erano Leo Kinnunen, pilota della Surtees, e Tim Schenken, della Ensign. Mentre Kinnunen è stato considerato autorizzato a gareggiare, non si può dire lo stesso di Schenken: ha completato la gara, ma risulta in seguito squalificato per partenza abusiva.

Altra premessa: ai tempi poteva accadere che tra i qualificati ci fosse chi non riusciva a presentarsi sulla griglia, o per incidenti nel warm-up della domenica mattina, o per problemi tecnici. Negli Stati Uniti, nello stesso anno (era la gara di Watkins Glen, poi tristemente nota per l'incidente mortale di Helmuth Koinigg), Mario Andretti, ai tempi pilota della Parnelli, è rimasto fermo ed è partito tramite push start, che all'epoca ne decretava la squalifica.
Di fatto un altro pilota sarebbe stato autorizzato a partire, ma talora accadeva che i non qualificati o non avessero una monoposto pronta per la gara, o addirittura che il pilota stesso non fosse più presente sul circuito. Per questa ragione in queste occasioni, occasionalmente poteva accadere che a più squadre venisse segnalato che potevano andare in griglia.
Sembra essere successo proprio questo e che sia il primo dei non qualificati, José Dolhem su Surtees, sia il secondo dei non qualificati, Tim Schenken a bordo di una Lotus, siano stati autorizzati ad andare in griglia. Giusto per complicare un po' le cose, anche lo stesso Andretti è partito come se niente fosse e, a seguito della sua squalifica per push start, la partenza di Dolhem è divenuta di fatto autorizzata. Solo la sua, però, con Schenken che dopo appena sei giri è stato blackflaggato per partenza abusiva.

Finora vi ho raccontato storie soft, di poveri malcapitati che si sono accaparrati lo status di clandestinità in griglia per circostanze caotiche ed errori di comunicazione. Vi direte: questa gente non merita di essere messa sullo stesso piano di Heyer. Forse no, ma sappiate che c'è un soggetto che effettivamente è andato in griglia perché... non sappiamo il perché.
Costui è Haralt Ertl (uno dei piloti che hanno soccorso Niki Lauda al Nurburgring) e l'evento è stato il GP di Francia 1976, in cui era il terzo dei non qualificati a bordo di una Hesketh. In assenza di alcuna ragione logica che giustificasse la sua presenza sulla griglia, è andato in griglia e ha gareggiato partendo ultimo, o almeno ci ha provato, risalendo al penultimo posto dopo avere superato la Ensign di Patrick Nève prima di ritirarsi per un guasto dopo appena quattro giri. Non risulta che, dopo il ritiro, sia mai stato squalificato o sanzionato in alcun modo.

Alcuni anni dopo, alla 1000 km del Nurburgring, Ertl ha addirittura condiviso l'auto con Hans Heyer, famoso per essere partito al volante di una ATS/Penske dalla pitlane al GP di Germania 1977, dopo essersi "nascosto" dietro a commissari e hostess varie per non dare nell'occhio.
Una leggenda metropolitana, raccontata in quasi tutti i video degli youtuber di Formula 1 che parlano di Heyer (è uno degli argomenti più gettonati), che sia stato radiato a vita dalla Formula 1 per questa ragione, ma a parte questa voce di corridoio non trovo alcuna prova concreta di tutto ciò.
Anzi, a giudicare dal fatto che solo un anno prima Ertl ha fatto una cosa simile ed è stato come se nulla fosse mai successo, mi sembra abbastanza improbabile (specie considerato che, prima che Heyer diventasse un argomento gettonato, era abbastanza diffusa l'affermazione che soltato un pilota nella storia, per ben diverse ragioni, fosse stato "radiato" dalla Formula 1 - dove il termine è comunque eccessivo, dato che nel caso di Yuji Ide la Superlicenza gli era stata concessa in deroga ed è stato ritenuto non abbastanza capace per la massima categoria, ma non è mai stato escluso che potesse essergli concessa di nuovo in un ipotetico futuro in cui avesse avuto risultati degni nelle categorie propedeutiche).


EDIT: questo post è uscito ieri sera (15 marzo), ma stamattina ho realizzato che oggi, 16 marzo, Hans Heyer compie proprio oggi 81 anni, quindi ho deciso di spostare data di pubblicazione. Augurissimi! <3



martedì 7 novembre 2023

L'ultimo podio della Royal Couple trent'anni dopo

7 Novembre 1993: il mondiale arriva alle sue ultime battute, è il giorno del GP d'Australia. Il campionato ha visto una netta supremazia della Williams e Alain Prost ha vinto il titolo con un certo numero di gran premi d'anticipo, collezionando anche le ultime vittorie della sua carriera, arrivando in totale a 51, un numero che sembra inarrivabile. Ad Adelaide è il suo ultimo gran premio, ma gli tocca inseguire e non uno qualsiasi, ma il suo avversario storico, Ayrton Senna, che vince la numero 41, nella sua ultima gara con la McLaren, la stagione seguente andrà a prendere proprio il posto di Prost alla Williams.
È il loro ultimo gran premio insieme, i due arrivano dal Giappone dove già Senna ha vinto la sua numero 40. Sul podio, tra i due, regnava il gelo più totale... e dopotutto Suzuka era Suzuka! Fossimo stati in epoca Drive to Survive chissà cos'avrebbero combinato i loro tifosi. Sto provando a immaginare le prese per i fondelli, i tifosi dell'uno dare all'altro dello scarso... che orrore!
Dopo anni di tensione e feroci scontri per il titolo, dove scontri è da intendersi in senso letterale. Eppure, questa loro ultima volta insieme, sul podio non c'è più alcuna tensione e i due si scambiano addirittura un abbraccio, quando Senna invita Prost insieme a lui sul gradino più alto del podio.
Io sono troppo giovane per ricordarmi di loro come avversari - qualche gran premio quando ancora c'era Prost l'ho sicuramente visto, ma ero troppo piccola per capirne le dinamiche - però devo ammettere che questa scena la trovo molto dolce e commovente. <3 Davvero un ottimo finale per i loro lunghissimi anni in Formula 1 insieme! 🇧🇷🇧🇷🇧🇷🇫🇷🇫🇷🇫🇷🇫🇷


Quello che non potevamo sapere, quel giorno, era che anche per Senna quello era l'ultimo podio in Formula 1, che la numero 41 sarebbe rimasta la sua ultima vittoria, che non avrebbe mai raggiunto Prost, ma che altri avrebbero raggiunto loro, nel corso degli anni.
All'inizio è stato Michael Schumacher, poi Sebastian Vettel, dopodiché Lewis Hamilton, infine al giorno d'oggi Max Verstappen.
Questa è la statistica, aggiornata all'ultimo gran premio:

Hamilton 103
Schumacher 91
Vettel 53
Verstappen 52
Prost 51
Senna 41

Ebbene, chiunque abbia superato quota 41, frapponendosi tra Prost e Senna, poi ha superato anche quota 51. È quello che Max ha fatto due giorni fa, vincere la numero 52, passare oltre. Solo due giorni fa, mentre oggi si celebra il trentesimo anniversario dell'ultimo podio insieme, per la Royal Couple.
I due, sono di nuovo vicini, senza più nessuno in mezzo a loro e trovo meraviglioso che sia successo proprio ora. Per quanto non mi faccia impazzire l'idea di Verstappen che scala le statistiche, ciò che succede a fin di bene va sempre visto anche da una luce positiva!

martedì 23 maggio 2023

Cos'è per me la poesia? Sicuramente il finale di Montecarlo 1982

Oggi è il 23 maggio 2023 ed è il 41° anniversario di uno dei miei gran premi preferiti: Montecarlo 1982. Non saprei dire con esattezza quando me ne sono innamorata perdutamente, ma fatto sta che l'ho visto più di una volta e ne sono innamorata perdutamente. <3 Attualmente non saprei dire se ci sia una versione integrale su Youtube, però ci sono degli highlight e sul canale ufficiale della Formula 1 c'è un video del finale. Ecco, devo ammettere che quel video del finale me lo vedo occasionalmente e che di fatto conosco a menoria gli eventi del finale, che è stato un finale a dir poco scoppiettante. *-* A volte viene narrato con toni addirittura più altisonanti della realtà. In sintesi le cronache ci raccontano di come in un susseguirsi incredibile di incidenti e ritiri vari, ben cinque piloti si siano alternati in testa alla gara, con un risultato finale del tutto inatteso. I piloti in questione erano Alain Prost, Riccardo Patrese, Didier Pironi, Andrea De Cesaris e Derek Daly. Gli ultimi due citati di fatto non sono mai stati in testa, ma ciò non toglie nulla alla poesia del momento.

A inizio gara (che vi ho già raccontato due volte, ma non importa, le cose belle vanno vissute in molteplici occasioni), in realtà, il leader era René Arnoux, ma la sua presenza in testa è durata pochi giri, poi è finito in testacoda. Si era già ritirato, dalle posizioni altisonanti (secondo) Bruno Giacomelli... e niente, al momento del ritiro di Arnoux, al 15° giro, ci siamo ritrovati con la top-4 così composta: Prost, Patrese, Pironi, De Cesaris, che sarebbero rimasti in quelle posizioni fino al 74°.
Deve essere stata una di quelle gare in cui i miseri popolani che non hanno un vero e proprio senso del motorsport si sono detti: "sarebbe bello spegnere la TV e andare a fare la spesa, peccato che siamo nel 1982 e non negli anni 2020, quindi ci tocca addormentarci davanti al gran premio perché il supermercato è chiuso". Poi magari è caduta la palpebra... e allora si sono persi uno spettacolo incredibile e da un'atmosfera alla "sentite come suonano le trombe". E le trombe avrebbero risuonato in abbondanza, mentre chi dormiva si sarebbe perso un finale epico.

Montecarlo è quella pista in cui si finisce per aspettare che accada qualcosa e quel giorno, in effetti, qualcosa è accaduto. Nella fase conclusiva della gara ha iniziato a piovere, ma la pioggia era contenuta e sembrava non provocare danni eccessivi, a costo di non commettere azzardi. Pare che, lontani dalle telecamere, Keke Rosberg e Michele Alboreto vadano entrambi a sbattere nel tentativo, prima l'uno poi l'altro, di superare De Cesaris... se solo avessero pazientato avrebbero incredibilmente potuto vincere.
È il 74° giro, di fatto il terzultimo, quando accade il colpo di scena: subito dopo avere doppiato Marc Surer, uno dei pochi piloti ancora presenti in pista, ecco che Prost è finito in testacoda ed è andato a sbattere! Dopo essere stato leader per quasi tutta la durata della gara e a un passo dalla vittoria - il gap tra i front runner era piuttosto abbondante - è stato costretto al ritiro.
Patrese si è ritrovato in testa con un vantaggio abbondante su Pironi che aveva a sua volta un vantaggio abbondante su De Cesaris, mentre Derek Daly, doppiato di due giri, era risalito quarto, mentre la sua vettura con un guasto perdeva olio.

In realtà Daly stava girando anche con mezza ala anteriore mancante e quella posteriore del tutto assente, ma gli occhi non erano puntati su di lui, quanto piuttosto su Patrese, che ha completato il penultimo giro in testa, ha doppiato Surer... e niente poco dopo è finito in testacoda impantanandosi, scivolato sull'olio sparso dalla vettura di Daly.
Le telecamere l'hanno abbandonato al proprio destino e hanno iniziato a inquadrare Pironi in quanto nuovo leader, alle prese con il doppiaggio di Surer. Ha tuttavia iniziato a rallentare parecchio, tanto che Surer si è sdoppiato. De Cesaris, al momento secondo, tuttavia era ben lontano, mentre si iniziava a vociferare che in realtà Patrese fosse riuscito a ripartire e stazionasse pare intorno alla terza piazza.
Ormai il suo destino sembrava segnato, di fatto era attardato al punto tale che avrebbe potuto vincere la gara solo se Pironi e De Cesaris fossero rimasti senza benzina in simultanea nel corso dell'ormai ultima tornata disponibile, uno scenario alquanto improbabil-... ah no, e riecco Patrese in testa!

Rieccolo in testa solo quando le telecamere sono andate di nuovo su di lui, perché va bene inquadrare a oltranza il leader ignorando tutto il resto, ma sapere chi fosse il leader in quel momento era un po' difficile. Poi c'era altro da inquadrare, come ad esempio Daly che andava a fermarsi abbandonato a sua volta dalla vettura - si trovava al secondo posto, in quel momento - sotto un pannello pubblicitario della Candy.
Patrese è andato a tagliare il traguardo senza sapere di avere vinto, perché aveva visto una Williams superarlo e pensava fosse Rosberg, invece era Daly che si sdoppiava. Aveva giri di vantaggio sui piloti più vicini, Nigel Mansell ed Elio De Angelis. Colin Chapman era convinto fossero arrivati secondo e terzo, ma la dura legge dei giri completati diceva che erano doppiati di due giri, mentre Pironi e De Cesaris seppure ritirati avevano percorso solo un giro in meno di Patrese, quindi erano secondo e terzo (non saprei dire se altrove ci siano mai stati due ritirati sullo stesso podio).


Concludo con questa immagine in cui si vedono tutti i contendenti alla vittoria immortalati ben prima del finale. Tutti meno Daly, in realtà, quindi ho pensato bene di aggiungervelo sopra.
Specifico anche che De Angelis, avuta comunicazione da Chapman che era finito in top-3, ha concluso la giornata recandosi sul podio nonostante in realtà fosse arrivato quinto. Però non sembrava un problema dato che su quel podio nessuno sembrava essere consapevole della propria posizione.
Vi saluto così, con questo pezzo di poesia del motorsport e con un pensiero all'immancabile Ezio Zermiani immortalato dalle foto mentre si imbucava sul podio armato di microfono.


lunedì 12 dicembre 2022

"Non voglio essere il nuovo Barrichello"... ne sei proprio sicuro?

Sembrava passata una vita da quel giorno di inizio stagione in cui Felipe Massa e Timo Glock si alternarono al volante di una vettura alla Corrida das Duplas, o quantomeno avrebbero dovuto alternarsi, con Glock al posto di Massa se quest'ultimo non si fosse ritirato per un guasto alla fine della prima gara. In questo fine settimana il campionato di Stock Car Pro Series si apprestava a terminare, con un evento a Interlagos. Ci sono due gare, della durata di trenta minuti ciascuna, che di fatto avvengono a ripetizione, senza che i piloti scendano dalle auto. C'è una reverse grid dei primi dieci, nella seconda, ed entrambe le gare durano trenta minuti più un giro, con un pitstop obbligatorio.

Interlagos è dove un giovanissimo Rubens Barrichello si arrampicava sui muretti insieme ad Alex Barros ed è quella pista in cui non ha mai vinto dopo l'inizio della sua carriera internazionale, nonostante in Formula 1 abbia gareggiato diverse stagioni per dei top-team e nonostante sia stato in testa alla gara, nel lontano 1999 anche senza avere a disposizione una vettura di un top-team. Dunque, a Interlagos arriva sempre per farsi perseguitare dalla iella, giusto per chi pensasse che negli anni della sua carriera in Stock Car il trend sia cambiato. Eppure stavolta c'era un motivo più che valido per sperare che cambiasse: arrivava a Interlagos in testa al campionato, con altri tre piloti in lotta per il titolo. Non c'era molto di cui stare tranquilli.

Quando ho letto i tempi delle prove libere di venerdì, la mia preoccupazione è salita abbastanza, Barrichello era oltre la ventesima posizione mentre i suoi avversari erano tutti in top-ten. Ho sperato che cambiasse e le cose, in effetti, sono cambiate. Si è qualificato quarto ed è arrivata anche una sorpresa: la sesta posizione in griglia di Felipe Massa che, per usare un eufemismo, in Stock Car Brasil non sta certo seguendo le orme di Barrichello. La pole position se l'è aggiudicata il diciannovenne Felipe Baptista, la sua prima pole nella categoria, che poi al termine di Gara 1 si sarebbe tramutata anche in una prima vittoria. Durante la gara aveva dovuto vedersela con Matias Rossi, uno dei championship contenders, che poi si è autoeliminato con un incidente in pitlane.

Daniel Serra - che ho scoperto essere figlio di Chico Serra, ex pilota di Formula 1 negli anni '80 nonché protagonista a suo tempo di una rissa con Raoul Boesel dopo un rallentamento durante una sessione di prove libere del GP del Canada 1982 - è risalito dalla terza alla seconda posizione, diventando il pilota più vicino in classifica a Barrichello, che da quarto è risalito terzo. Ho temuto fino all'ultimo - stavo vedendo la gara in diretta su Youtube - che la iella fosse in agguato, ma niente, la prima gara si apprestava a finire con Rubinho in testa al campionato, davanti all'altro sfidante Gabriel Casagrande. È finita così, con Allam Khodair, Felipe Massa, Atila Abreu, Cesar Ramos, Felipe Lapenna e Ricardo Mauricio a completare i primi dieci, la reverse grid di Gara 2.

Essenzialmente Casagrande sarebbe partito settimo, con Barrichello ottavo e Serra nono, non restava altro da fare che sperare che tutto filasse liscio e che la iella rimanesse ancora ben rintanata da qualche parte a dormire. Le vetture si sono riaccodate per la seconda volta dietro la safety car e Ricardo Mauricio è partito davanti a tutti in un momento in cui difficilmente qualcuno se lo sarebbe filato anche se era in testa. I championship contenders erano tutti e tre nella zona bassa della top-ten, quando ecco, subito per iniziare bene le danze, che si è visto un grande caos. Da quel grande caos ne è uscita una vettura in testacoda come un Sebastian Vettel qualsiasi ed era quella di Barrichello, che un attimo prima era affiancato a Casagrande e Serra. Sembra sia partito in testacoda da solo.

Poi, in quei frangenti, c'è stato un botto tra Casagrande e Serra, con quest'ultimo finito ugualmente in testacoda e poi costretto a recarsi ai box, dove non ha avuto altro da fare che ritirarsi. Barrichello invece è riuscito a tornare in gara, ventiduesimo su ventidue vetture ancora in pista, con Casagrande al momento in posizione da superarlo in classifica per un punto. Però eravamo a Interlagos e Barrichello ha fatto esattamente quello che avrebbe fatto un Vettel qualsiasi se si fosse ritrovato ultimo a seguito di un testacoda nel giorno in cui doveva vincere il titolo. La zona punti è estesa fino alla quindicesima piazza in Stock Car ed ecco che Barrichello ha iniziato a superare backmarker like a boss, rientrando in breve in zona punti.

Casagrande, nel frattempo, non bisogna dimenticare che era uscito indenne da un incidente con Serra, ma era destinato a non uscire indenne dal giudizio dei commissari, che l'hanno blackflaggato, costringendolo ad andare a parcheggiare ai box. A quel punto dal box hanno avvertito Barrichello che il titolo era suo, senza più alcun dubbio. Eravamo più o meno a metà gara e le inquadrature all'interno dell'abitacolo hanno mostrato Rubens in lacrime, a gara in corso, mentre nessuno si filava minimamente Ricardo Mauricio che, prima e dopo la sosta, era leader incontrastato della gara. Dopo il giro di pitstop secondo c'era nientemeno che Massa, anche se dopo qualche giro è stato superato da Nelsinho Piquet, unico che aveva il passo per avvicinarsi a Mauricio, ma accontentandosi del secondo posto.

Massa sembrava destinato al primo podio nella categoria, dato che era terzo a due giri dalla fine, ma deve essere successo qualcosa sulla sua vettura, forse la iella che perseguita Barrichello aveva deciso di puntare su di lui. Cesar Ramos e Ricardo Zonta l'hanno superato, poi anche molte altre vetture, senza che fosse inquadrato. Hanno chiuso la top-ten Ricardo Zonta, Atila Abreu, Diego Nunes, Bruno Baptista, Guilherme Salas, Felipe Baptista e Cacà Bueno, con Massa solo sedicesimo. Non mi risulta però che il risultato della gara sia passato in sovrimpressione, tutti gli occhi erano concentrati su Barrichello, undicesimo al traguardo sul suolo di casa, ancora ben lontano dalla prima posizione in gara, ma divenuto campione proprio lì, nella sua Sao Paulo.

Nel box c'erano papà Rubao che piangeva da qualcosa come venti minuti, poi c'erano la madre, la sorella, i figli e pure qualche parente alla lontana (tipo il figlio pilota di Formula 4 di Felipe Giaffone, imparentato con Silvana, l'ex moglie di Rubens). Rubinho, nel frattempo, faceva millemila burnout di fronte all'Arquibancadas, proprio dove fuori dal circuito abitava da bambino. Per un attimo ho sognato che scendesse dalla vettura e si mettesse ad arrampicarsi sui muretti, ma non si può avere tutto dalla vita. È tornato in pitlane, accolto come un eroe, e sono seguiti i festeggiamenti in pitlane, prima del podio su cui sarebbe salito per la premiazione della classifica del campionato. Era piuttosto scatenato, per un attimo ho creduto che si sarebbe messo a fare capriole.

Non so se avete presente, era così che aveva l'abitudine di fare nei late 90s, quando saliva sul podio con la Stewart. Purtroppo non è accaduto niente di tutto questo, adesso Rubens ha cinquant'anni e non si comporta più come un ragazzino scalmanato, ma solo come un cinquantenne scalmanato. Direi che possiamo farcelo bastare, come bel finale per i campionati motoristici del 2022. Potrei concludere qui e salutarvi, ma ho un saluto particolare da fare e mi voglio rivolgere nello specifico a quelli che, per insultare i piloti, li paragonano a Barrichello. Forse potete intuire cosa sto per dirvi, ma siccome per fare simili considerazioni non dovete essere molto svegli, sarò esplicita: quando paragonate pilotini vari a Barrichello, li state paragonando a un eroe.



sabato 12 novembre 2022

Kevin Magnussen in pole, Mick Schumacher ultimo in griglia, la strana storia della Haas, alla ricerca dei precedenti

Nelle ultime stagioni la mia regola aurea era non parlare di un gran premio fino alla fine del weekend stesso, per non essere troppo ridondante. Abbiamo ancora una sprint e una gara, quindi sarei in largo anticipo, ma ne vale la pena. Nelle qualifiche di ieri, che TV8 si degnerà di mostrarci con appena 24 ore di differita, è accaduto l'inverosimile: complice il meteo ballerino e una bandiera rossa, Kevin Magnussen ha conquistato la pole position. Sarà la pole per la sprint, ma statiaticamente gli sarà attribuita la pole dell'evento secondo le regole attuali. A meno che non vinca la sprint (e non ottenga un'altra pole in futuro), Kmag diventerà probabilmente l'unico poleman della storia della Formula 1 a fare una pole e non partire mai in pole in un effettivo gran premio. Negli sprint weekend finora chi si è aggiudicato una pole-non pole aveva sempre e comunque ottenuto altre pole. Poleman non partiti dalla pole causa DNS (gente tipo Charles Leclerc a Montecarlo 2021, oppure tipo Jarno Trulli all' "Indy-gate") che non siano mai partiti in altre occasioni dalla pole non me ne risultano. Comunque non è questo di cui vorrei parlare, quanto piuttosto di una situazione molto curiosa e pressoché inedita.

La qualifica è iniziata con una Q1 bagnata in cui la pista si è asciugata nel finale e chi ha avuto un pessimo timing o ha toppato qualcosa non ha migliorato il proprio tempo una volta messe le slick. In questo contesto Mick Schumacher si è aggiudicato l'ultima casella della griglia. Dopo la pole di Kmag, un dubbio esistenziale ha iniziato a tormentarci: era mai successo pole/ ultimo posto in griglia? Nel senso, dettate da tempi e non da penalità, seppure tempi venuti fuori da qualifiche strane? Perché ci vuole realismo nella vita: Schumacher non è giunto ultimo con una macchina da pole, né Magnussen ha fatto la pole con una macchina da ultimo posto. Probabilmente in circostanze normali la vettura era da probabile Q2 e potenziale passaggio in Q3 in caso di giro memorabile. Kmag il giro memorabile l'ha fatto e la pole è arrivata perché il meteo è intervenuto a suo favore. In sintesi: combinazione di fattori che di solito non si presentano tutti in una volta. E che soprattutto nella storia della Formula 1 non sempre si sarebbero potuti presentare. Per dire, fossimo nel 1990, oggi ci sarebbe una seconda sessione di qualifiche. O prima del 2006 nessuno sarebbe uscito prima della fine della sessione. O in epoche in cui c'erano vere e proprie carriole in pista modello HRT, nessuna vera e propria carriola sarebbe mai andata in pole.

Non c'è da stupirsi, quindi, che i casi pole/ ultimo siano da attribuirsi a situazioni in cui in epoca qualifica suddivisa in tre manche uno dei due piloti o non abbia potuto scendere in pista in Q1 per incidenti nelle libere, o guasti, o abbia avuto un incidente prima di fare un tempo in Q1. Quindi Daniel Ricciardo/ Max Verstappen in Redbull a Montecarlo 2018, oppure due volte in Mercedes in Brasile 2017 e Cina 2016, con Lewis Hamilton ultimo senza tempo e rispettivamente Valtteri Bottas e Nico Rosberg in pole. Spingendosi più indietro, in epoca dal 2006 in poi (sistema Q1/ Q2/ Q3) è accaduto solo altre due volte in precedenza, in Ferrari a Singapore 2010 con Fernando Alonso in pole position e Felipe Massa ultimo senza tempo, idem in casa Redbull in Giappone 2009 con Mark Webber ultimo senza tempo e Sebastian Vettel in pole. Il 2005, con unico tentativo di qualifica, ugualmente si presta bene, ma è accaduto una sola volta e ugualmente con pole/ ultimo senza tempo, stavolta in McLaren con Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya.

Tra il 1996 e il 2005, nonostante la sessione singola, non è mai accaduto, il che è abbastanza facilmente spiegabile: chiunque potesse puntare ragionevolmente alla pole ma finisse fuori per incidente o guasto prima di fare un tempo, verosimilmente sarebbe sceso in pista con il muletto (o addirittura - qualche volta succedeva - con la vettuta del compagno di squadra). Di conseguenza anche l'abolizione del muletto e in generale il divieto di cambiare monoposto hanno influito. Figuriamoci prima di quell'epoca, quando c'erano le qualifiche del venerdì e quelle del sabato. La pioggia poteva influenzare, certo, ma bisognava che piovesse due volte e che ci fossero circostanze di partenza ben più altisonanti dell'avere a disposizione un giro di Q1 per mettere la macchina in Q2 e rimanere fuori. Per tornare a un caso di pole/ ultima posizione dobbiamo andare in Belgio 1985, con la pole di Alain Prost su McLaren, dove però è andata così solo sulla carta: Niki Lauda ha infatti avuto un incidente nelle libere e si è fratturato un polso, non facendo alcun tentativo di qualifica. La McLaren ha tentato in extremis di schierare John Watson al suo posto, quindi non ha ritirato ufficialmente la monoposto, vedendosi tuttavia rifiutare l'autorizzazione. Essendoci solo venticinque vetture, con ventisei posti in griglia, Lauda risulta quindi qualificato d'ufficio in ultima posizione, pur non avendo mai gareggiato.

Ci sono nel 1981 inoltre ben due casi in cui il compagno di squadra del poleman non è riuscito a qualificarsi. Montecarlo 1981, pole position di Nelson Piquet, una sola Brabham in pista perché Hector Rebaque era 23° su un totale di ventotto vetture presenti e andavano in griglia solo in venti. Fosse stata griglia da ventisei come sugli altri circuiti, si sarebbe qualificato e non ultimo. Pochi gran premi prima situazione simile in casa Arrows: Siegfried Stohr fuori dalla griglia con il 28° tempo su ventinove presenti, mentre Riccardo Patrese ha conquistato la pole position. Per intenderci, così come negli anni '90, anche negli anni '80 non risulta nessun poleman/ ultimo in griglia. Bisogna spingersi ancora più indietro, inerpicarsi lungo un'epoca in cui è anche difficile sapere se i compagni di squadra avessero vetture analoghe. Ad ogni modo l'ultimo pilota compagno di squadra di poleman, giunto ultimo in griglia con un tempo, pare essere Rolf Stommelen in Spagna 1970, su Brabham, con pole conquistata da Jack Brabham... ma guess what? Anche lui sarebbe stato non qualificato: ventidue entry, sedici ammessi in griglia, con il 17° tempo è stato ammesso in griglia al posto di un non started.

Arrivati a questo punto entriamo in una casistica decisamente più complessa, perché andando a ritroso si giunge a una situazione in cui oltre alle monoposto ufficiali dei team, c'erano team privati che schieravano vecchie monoposto degli altri costruttori pur senza essere effettivi compagni di squadra. Ad esempio c'erano Lotus, o Brabham o Cooper di scuderie private, con occasionali ultimi posti in griglia di vetture dello stesso costruttore di quella che aveva fatto la pole, ma appartenenti a team diversi. Spingendosi ancora più indietro, indicativamente anni '50, il concetto stesso di team è molto più labile, oppure millemila vetture dello stesso costruttore, come griglie composte per metà o oltre da delle Maserati. In Belgio 1956 si è avuto il caso forse più in linea con la nostra ricerca, con André Pilette, su una *quinta vettura* Ferrari, si è qualificato ultimo potendo essere considerato vero e proprio compagno di squadra di Juan Manuel Fangio autore della pole, che in Germania 1954 in Mercedes si era ritrovato in una situazione analoga con uno dei vari compagni di squadra, Karl Kling.

In sintesi, Kevin Magnussen - suck my pole, honey! - e Mick Schumacher hanno scritto la storia, ottima cosa per Kmag, dubito che sia un record che Schumacher potesse desiderare, ma nevermind. Assolutamente entrambi da adottare per un giorno, e un suggerimento a Mick: bimbo, ti sei scelto sicuramente degli ottimi amici con cui andare a cena, però ecco, Felipe Massa e le gufate vanno a braccetto, per non parlare di Rubens Barrichello e la iella a Interlagos! Credo che tu abbia sfidato troppo la sorte questo weekend...

Si ringrazia il sito statsf1.com consultato per la mia ricerca.



venerdì 14 ottobre 2022

13.10.1996: Hill vince il mondiale, Walker si commuove... e il tifoso medio non capisce perché!

Spesso quando si parla di quale sia il limite entro cui un telecronista può spingersi nell'esprimere il proprio "tifo" viene citato Murray Walker che, mentre Damon Hill tagliava il traguardo da vincitore del GP del Giappone, il 13 ottobre 1996, e conquistava al contempo il titolo mondiale (già comunque suo con il ritiro del compagno di squadra Jacques Villeneuve nel corso della gara, dopo che comunque il canadese, che arrivava a Suzuka con nove punti di gap e poteva conquistare il titolo solo vincendo con Hill fuori dalla zona punti, era già comunque formalmente fuori dai giochi dalla propria posizione in pista confrontata con quella di Hill), faceva una pausa sostenendo di doversi fermare perché non riusciva a parlare per l'emozione. In molti, tuttora, fanno un gran parlare di come Walker, in qualità di amico personale di Damon Hill, fosse un suo sostenitore. Ebbene, vedendo gli extended highlight di quel finale di stagione ho avuto una piacevole sorpresa: chi sostiene che in quell'occasione Walker si stesse mostrando, seppure con moderazione, tifoso di Hill in diretta televisiva, probabilmente si limita a ripetere qualcosa che ha sentito dire estrapolando quella singola frase da un contesto molto più profondo.

La gara in breve: nove punti di gap tra Hill e Villeneuve, il pilota dai capelli non ancora platinati doveva vincere la gara con Hill ritirato o fuori top-6 per diventare campione del mondo nella sua stagione da rookie. Partiva dalla pole, ma aveva influenza solo sul proprio risultato... e niente, le partenze non erano proprio il suo forte. Mentre Hill si è involato verso la prima posizione, Hill è scivolato sesto alle spalle anche della Benetton di Gerhard Berger, della McLaren di Mika Hakkinen e delle Ferrari di Michael Schumacher ed Eddie Irvine. Nel frattempo perdevamo per strada Jean Alesi, il pilota della Benetton a muro dopo un probabile contatto con qualcuno, ma non troppo considerato perché era il finale di stagione e nel finale di stagione contano solo i championship contenders. Hill sembrava controllare bene la gara, anche se Berger a un certo punto gli si è installato negli scarichi e non sembrava molto promettente come presenza. Il tutto si è risolto con Berger che danneggiava l'ala anteriore, mi pare non contro il retrotreno della vettura di Hill, ed era costretto a una sosta anticipata. Villeneuve recuperava così una posizione, da sesto si ritrovava quinto.

Quinto e poi quarto dopo il primo giro di soste, quando è riuscito a liberarsi di Irvine. Hill nel frattempo era ancora davanti, con Schumacher secondo e Hakkinen terzo, le posizioni di questi due invertite sempre nel corso del giro di soste. Su chi fosse il favorito non c'era il benché minimo dubbio, ormai, anche se Hill non avesse completato la gara, per Villeneuve sarebbe stato difficile sbarazzarsi della gente che aveva davanti e andare a conquistarsi la vittoria. Poi è arrivato il momento del secondo giro di soste, sempre con posizioni pressoché invariate e Villeneuve ben lontano dal conquistare il titolo (attenzione, con questo non voglio esprimere giudizi sulla sua stagione, anzi per essere un rookie appena arrivato dall'Indycar se la stava cavando decisamente bene), quando per Jacques le cose sono andate di male in peggio, dato che è stato inquadrato in una via di fuga, ritirato. Una ruota gli si era staccata in corso d'opera, peraltro arrivando a superare pericolosamente le reti e a scomparire laddove c'era il pubblico, scena piuttosto agghiacciante, ma che sembra non avere fatto danni. Ormai il discorso titolo era chiuso, con Hill che procedeva, inseguito dagli Schukkinen che si inseguivano a loro volta tra di loro.

La situazione era stabile negli ultimi giri, con loro tre in zona podio e Berger risalito in quarta piazza, con la Jordan di Martin Brundle e la Sauber di Heinz-Harald Frentzen a completare la zona punti. Gli occhi, però, non erano su chi completava la zona punti, ma sul pilota che, all'età di trentasei anni, stava per diventare ufficialmente campione del mondo. Walker ha passato l'ultimo giro di gara a parlare di come stesse accadendo un evento storico per la Formula 1, perché per la prima volta il figlio di un campione del mondo - "Graham Hill, campione del mondo 1962 e 1965", perché Walker doveva sempre farsi riconoscere visto che il secondo titolo era nel 1968 - stava seguendo le orme paterne diventando campione del mondo a sua volta. Per di più, segnalava Walker, i colori del suo casco erano gli stessi del casco di Graham, le cui gesta, viste le tempistiche, dovevano essere state narrate da Walker a suo tempo, non so se in TV ma sicuramente quantomeno alla radio. Poi è arrivato il momento in cui Damon tagliava il traguardo ed è stato lì, dopo avere parlato di tutto questo, che Walker ha detto di non riuscire a parlare per la commozione (salvo poi in realtà ricominciare a parlare poco dopo).

Ci sono due narrative possibili. Una è quella del campione di seconda generazione, britannico e su una monoposto britannica, che faceva emozionare il telecronista che a suo tempo aveva narrato le vittorie del padre. Una è quella del "sì, il telecronista e il pilota sono amici, quindi è normale che ne sia un tifoso, ma fintanto che lo fa con moderazione non c'è problema". Non dubito che la seconda narrativa sia quella più intuitiva per chi viene sottoposto al solo piccolo estratto in cui Walker affermava di essersi emozionato per la vittoria di Hill, specie se già gli viene presentata la situazione a quel modo. Però, lasciatemelo dire, propendere per questa spiegazione, cancellandovi tutto il contesto e tutto il discorso che c'era dietro, ignorando volutamente che in quel momento stava accadendo un evento storico e che il mondiale stava andando a un pilota che, all'inizio della sua carriera in Formula 1, non era mai stato preso in considerazione tanto quanto meritava, finendo per essere spesso snobbato, significa mancare totalmente di quel romanticismo che a mio parere serve per vedere tutte le sfaccettature del motorsport. Ci sono le considerazioni superficiali e c'è la poesia. Io sto dalla parte della poesia.


mercoledì 25 maggio 2022

Il capolavoro - e la iella - della Leyton House // GP Francia 1990

Prima di iniziare la lettura di questo post assicuratevi di mettere a letto i bambini, perché non voglio generare traumi infantili a nessuno. In questo post, infatti, intendo narrarvi di una volta in cui una scuderia al massimo di medio livello stava facendo un garone epico e di come quel garone epico sia terminato in maniera che, a ripensarci al giorno d'oggi, può essere considerata assolutamente traumatica. Quindi preparatevi psicologicamente, perché ci spostiamo nel tempo all'8 luglio 1990 a Le Castellet. Avrete sicuramente ben presente l'epoca, avrete presente che erano i tempi della Royal Couple, avrete ben presente che c'era Gerhard Berger in McLaren... ma tutto ciò non ha la benché minima rilevanza. Anzi sì, costui ce l'ha perché partito dalla seconda posizione si è appropriato immediatamente della leadership, seguito dal compagno di squadra Ayrton Senna, insieme al quale ha preceduto la Ferrari di Nigel Mansell, partito invece dalla pole.

L'altra Ferrari, guidata da Alain Prost, si trovava solo in sesta posizione, dietro alla Benetton di Alessandro Nannini e alla Williams di Riccardo Patrese. Dietro a Prost, a completare la top-ten, c'erano la Williams di Thierry Boutsen, la Benetton di Nelson Piquet, la Tyrrell di Jean Alesi nonché un'elegante sagoma verde acqua di cui andremo a parlare in un secondo momento. Le posizioni sembravano piuttosto statiche, ma la gara si prospettava lunga, ben 80 giri. Era lecito aspettarsi che qualcuno si perdesse per strada, ma in effetti tra i piloti della top-ten fino a gara inoltrata non ci sono neanche stati tanti ritiri, Boutsen e Alesi, con la top-6 che addirittura è rimasta immutata per ben 26 giri. La maggior parte dei piloti, tuttavia, erano su una strategia che prevedeva una sosta ai box per cambiare gomme ed ecco, appunto, che tutti hanno iniziato a rientrare, uno dopo l'altro.

Però non prevedevano proprio *tutti* quella strategia, c'era un team che faceva eccezione, quello delle vetture verde acqua di cui sopra, la Leyton House. Il pilota che inizialmente si trovava decimo è Ivan Capelli che, mentre si fermavano tutti gli altri, si portava sempre più nelle posizioni di spessore, inseguito a una certa distanza dal compagno di squadra Mauricio Gugelmin. Erano già andati ai box Prost, Berger, Senna, Nannini, Mansell... in pratica tutti tranne Patrese, che è stato superato da Capelli prima di rientrare a propria volta. Al 33° giro Capelli si è portato quindi in testa alla gara e di lì a poco Gugelmin si è portato in seconda posizione e se la doveva vedere con il più vicino degli inseguitori che avevano invece effettuato la sosta. Dalle posizioni occupate in quel momento dai piloti che si erano fermati, tutto lascia pensare che molta gente avesse subito un undercut di Prost.

Capelli e Gugelmin sono stati 1/2 per circa una ventina di giri, con a seguire Prost, Nannini, Mansell, Senna, Piquet, Berger, Patrese e poi le Lola Larrousse. Capelli aveva circa sette o otto secondi di vantaggio sul compagno di squadra, il quale era seguito a meno di un secondo da Prost. Questo è durato venti giri, poi ecco che Prost ha superato Gugelmin relegandolo al terzo posto. Voi direte, poco male, poteva andare peggio. E infatti quattro giri più tardi è andata molto peggio, con il pilota brasiliano costretto al ritiro da un guasto al motore. Subito dopo essersi liberato di lui, nel frattempo, Prost si era avvicinato tantissimo a Capelli, tanto da ritrovarsi ad avere meno di due secondi di svantaggio dal leader, se non in certi momenti scendendo anche a meno di un secondo, l'attuale zona DRS. Però ai tempi non esisteva ancora il DRS e Capelli sembrava riuscire a difendersi abbastanza bene, per il momento, sembrava tutto sotto controllo.

Va bene, in realtà non è esattamente una situazione che si potrebbe definire "tutto sotto controllo", Capelli inseguito da Prost doveva sentirsi più o meno come se fosse stato inseguito da un branco di facoceri a digiuno da una settimana, però non aveva alcuna intenzione di stendere il tappeto rosso. Nel frattempo più indietro continuava a succedere qualcosa, tipo Mansell che perdeva posizioni, poi si trovava a duellare con Patrese, poi veniva anche costretto al ritiro. Poi i telecronisti di Rede Globo facevano congetture su quale sarebbe stato il gap in classifica tra i Prosenna dopo la gara, alla luce del quarto posto di Senna. Poi Senna è risalito in terza posizione quando Nannini, non inquadrato, si è ritirato nel corso del 76° giro. La gara si stava avviando sempre di più verso il finale e Capelli continuava a contrastare gli attacchi di Prost, che ormai sembrava destinato alla seconda posizione.

Non c'è che dire, quando era in stato di grazia anche la Leyton House poteva permettere ai piloti di lottare per le posizioni di spessore, addirittura evidentemente per la vittoria. Il problema è che lo stato di grazia della Leyton House di solito non durava a lungo abbastanza da vedere la fine della gara. Il dramma si è consumato nel corso del 78° e terzultimo giro, quando Capelli ha dovuto arrendersi e rallentare. Prost si è preso la testa della gara e al povero Ivan non è rimasto altro da fare che amministrare il proprio secondo posto, cosa che quantomeno è riuscito a fare. Senna ha chiuso terzo, precedendo Piquet, Berger e Patrese a completare la zona punti, con le Lola Larrousse di Aguri Suzuki ed Eric Bernard a seguire, in una gara che ha avuto un buon numero di piloti giunti al traguardo (in totale sembra ci siano stati solo nove ritirati).

Quella di Prost è stata la 100^ vittoria nella storia della Ferrari, che ogni tanto veniva citata da Mazzoni durante le telecronache, quando parlava di statistiche della storia della Rossa, aggiungendo che non era sicuramente un buon ricordo per Capelli. In realtà sembra che il caro Ivan non l'abbia neanche presa tanto male, in quel giorno di luglio del 1990, ma certo non sapeva che quella era destinata ad essere la sua ultima occasione di potenziale vittoria, nonché il suo ultimo podio. Però almeno, quando da anziano racconterà ai conoscenti aneddoti della sua gioventù, almeno potrà vantarsi di essere salito sul podio in compagnia di entrambi i membri della Royal Couple, che non è una cosa esattamente da poco. I membri della Royal Couple, invece, probabilmente non erano affatto felici di essere sul podio insieme (essere una loro fangirl che li shippava sarebbe stato traumatico) e Senna non si è neanche curato di nasconderlo.

Se n'è infatti andato via dal podio in anticipo, ignorando lo champagne e quasi ignorando del tutto anche Capelli, il quale ha festeggiato insieme a Prost la propria seconda posizione. Secondo quanto narra statsf1 c'erano anche dei tifosi della Ferrari che gli avrebbero urlato abbastanza forte da farsi sentire che lo volevano alla Rossa. Mi piace pensare che poi quella sera l'ultima cosa a cui abbia pensato Capelli prima di addormentarsi sia stata quella di essere un giorno lui stesso un pilota della Ferrari e di essere lui a infrangere i sogni di gloria di qualche sprovveduto che al volante di una vettura pittoresca puntava alla vittoria di un gran premio. Purtroppo l'unica parte destinata ad avverarsi, nel 1992, è stato il passaggio in Ferrari, dov'è andata purtroppo come sappiamo. Lo capite, adesso, perché dovevate mettere a letto i bambini? Quando saranno più grandi, però, vi raccomando di narrare loro questa storia.

PS. È passata mezzanotte da pochi minuti, ma se consideriamo che sia ancora il 24/05, oggi è il compleanno di Ivan Capelli. *-*


sabato 2 aprile 2022

La partenza abusiva di Vern Schuppan // GP Svezia 1974

Correva l'anno 1974, ad Anderstorp c'erano riprese televisive moooolto in stile arcaico (una sola telecamera in tutto il circuito) e stando ai commenti letti sotto l'unico video che ho trovato su Youtube, sembra che la gara sia stata trasmessa in TV solamente in Svezia e ignorata nel resto del mondo. Dal video non si capisce granché, è in bianco e nero e in low quality. Le cronache comunque riportano di una doppietta Tyrrell, dopo una gara passata quasi interamente 1/2 (brevemente pare sia stato in mezzo a loro il pilota di casa Ronnie Peterson), con rispettivamente prima vittoria e primo podio in Formula 1 per Jody Scheckter e Patrick Depailler. Sul gradino più basso del podio è invece salito James Hunt, dopo il ritiro delle Ferrari di Niki Lauda e Clay Regazzoni che in precedenza erano 3/4. Wikipedia inglese sostiene anche che ci sia stato un lungo duello tra i "Launt" prima del ritiro di Lauda.

La zona punti è stata completata da Emerson Fittipaldi, Jean-Pierre Jarier e Graham Hill, ma in questo scenario ci sta sfuggendo un'azione fuori dagli schemi, protagonista il pilota Vern Schuppan, che corre per la Ensign, il team di Mo Nunn, team owner celebre per essere poi divenuto negli anni '90 l'ingegnere di gara di Alex Zanardi in Indycar con il team Ganassi. Tornando a Schuppan l'azione fuori dagli schemi da lui effettuata sembra essere stata quella di... gareggiare. Precursore di Harald Ertl e Hans Heyer, l'ha fatto senza essersi qualificato. Era infatti il primo degli esclusi - o meglio, il secondo degli esclusi in quanto il pilota primo degli esclusi era Leo Kinnunen, autorizzato a partire come rimpiazzo di un non-starter - e le narrazioni di statsf1 confermano che effettivamente si è trattato di una partenza abusiva al pari di quelle più note avvenute.

La faccenda risulterebbe tuttavia più complessa della goliardata di Heyer, secondo quanto discusso in un thread del forum di Autosport risalente al 2003. Secondo un libro di cui citano anche titolo e autore, non sembra affatto che questo tizio si fosse presentato in griglia a caso, quanto piuttosto il caos sarebbe partito dalla direzione gara, che aveva previsto la deroga di poter far partire anche più dei venticinque piloti previsti dall'evento apparentemente per promuovere piloti scandinavi one-off: non vi era quindi un numero preciso di piloti ammessi in griglia e non era chiaro se i non qualificati fossero invece da ritenere qualificati. Non esistono prove, comunque, a sostegno del fatto che Schuppan sia stato squalificato perché australiano anziché scandinavo, ma sembrano esistere indizi a sostegno di un potenziale errore di comunicazione.

Anche Wikipedia italiana parla di un'errata comunicazione da parte della direzione gara. Seppure non ci siano fonti citate, viene esposta una teoria che potrebbe essere verosimile, ovvero quella che, con un non-starter e la necessità di ripescare un non qualificato, sia Kinnunen sia Schuppan siano stati mandati in griglia quando in realtà solo Kinnunen era autorizzato a prendere parte alla gara (una faccenda analoga sarebbe accaduta anche più avanti nella stagione a un altro pilota, ma ne parlerò in un altro momento perché è un gran premio più ostico da narrare). Per giunta Schuppan non è stato blackflaggato in corso d'opera, o almeno così sembra: ha proseguito la gara e l'ha anche terminata, dodicesimo nonché ultimo, venendo squalificato in appatenza solo a posteriori per la sua partenza clandestina in parte avvolta nel mistero.

NB. Specifico che non conoscevo questa storia fino a poco tempo fa, venuta fuori durante un dibattito su twitter a proposito di "predecessori di Heyer". Un ringraziamento quindi a colui che me l'ha fatto scoprire e a cui di primo impatto ho perfino chiesto che cavolo stesse dicendo. XD



domenica 13 febbraio 2022

Felipe Massa e Timo Glock: la strana coppia della Corrida das Duplas

Alle cose serie ci possiamo pensare la prossima settimana, quando inizierà il campionato di Stock Car Brasil con la Corrida das Duplas, scrivevo qualche giorno fa, ed è arrivato questo momento, e penso che dovrò iniziare dall'inizio. specifico credo che dovrò iniziare dal 2008, quando il fanbase era molto diverso e c'era meno la possibilità che il tifoso medio potesse diventare un ultras con un grande seguito. Ai tempi in cui il tifoso medio era semplicemente un tifoso medio, ci fu un campionato di Formula 1 che rimase aperto fino all'ultima curva. I piloti che lottavano per il mondiale, quel giorno a Interlagos, erano Felipe Massa che si trovava in testa e Lewis Hamilton che si trovava sesto ma aveva necessariamente bisogno di un quinto posto per diventare campione del mondo. Sapete tutti come andò a finire e penso possiate immaginare che ci sono persone per cui non è finita, forse anche persone che nel 2008 a malapena erano nate e sicuramente da tante persone che non seguivano la Formula 1.

Molti ferraristi hanno infatti dimenticato quegli eventi da molti anni, forse convinti che i veri mondiali da vincere fossero altri. Felipe Massa non è visto come un mancato campione del mondo, quanto piuttosto una fase di passaggio, uno che stava lì per caso, in attesa della venuta di altri, uno che era stato piazzato lì in attesa di compiere il proprio destino, diventare un pilota da zona punti medio/bassa al volante di una Williams sponsorizzata Martini. La sua storia, i fatti che accaddero quel giorno in Brasile, ormai sono diventati decontestualizzati, citati a caso, talora da gente desiderosa di affermare che i titoli del pilota random valgono più di quelli di Lewis Hamilton. La storia di quei giorni è diventata ufficialmente la storia di altri, ma rimane al contempo la storia di colui che non si libererà mai delle ombre che gli hanno cucito addosso: costui è Timo Glock, che alla Juncão all'ultimo giro fu costretto a cedere la sua quinta piazza (così hanno detto, in realtà era quarto).

Guidava sotto al diluvio su gomne slick e l'unica ragione per cui stava davanti a Hamilton era l'azzardo di arrivare in fondo senza cambiare gomme. Aveva sperato che la pioggia calasse, invece la pioggia era aumentata, all'ultimo giro. Gli onboard mostrano una realtà che una certa retorica ha negato per anni e tuttora nega: Glock era un pilota che all'improvviso si venne a trovare nel posto sbagliato al momento sbagliato, uno che con una strategia azzardata aveva creduto di recuperare posizioni e invece stava annaspando nell'acqua su gomme da asciutto, quasi impossibilitato a tenere la vettura in pista. Non solo, era anche destinato, suo malgrado, a scrivere indirettamente la storia del mondiale 2008, nonostante ci fosse già qualcuno che, proprio come lui, si era ritrovato in quel ruolo pochi minuti prima. Glock era destinato a diventare l'unico ad essere ricordato per quei fatti... e lo è tuttora, anche adesso che ha fatto il guest driver di Massa.

Maslock? Glassa? Non saprei dire quale ship name mi convinca di più, forse Glassa. Avevano rilasciato un'intervista insieme in un servizio TV mesi fa in occasione del GP del Brasile, e pare che proprio in quell'occasione Massa abbia fatto la proposta: fare la Corrida das Duplas insieme. Si tratta storicamente di una gara in cui due piloti, il titolare e un pilota "ospite" si alternano sulla stessa vettura. Con il format attuale, a due gare che avvengono una dopo l'altra con reverse grid dei primi dieci, lo switch avviene tra una gara e l'altra, la prima riservata ai titolari, la seconda riservata ai guest driver. Secondo gli articoli che ho letto Massa, nella prima gara, viaggiava in decima posizione, quando il cambio l'ha abbandonato al penultimo giro. Se avesse concluso la gara decimo, Glock sarebbe partito dalla pole in quella successiva, invece tutto ciò che ha fatto è stato guardare Massa con aria desolata, mentre questo rientrava ai box a piedi.

Glock ha chiuso la giornata con un DNS, perché la seconda gara era imminente e non c'era tempo per sistemare la vettura: un finale da sensazioni contrastanti, ma che racchiude comunque una bella storia, ricordandoci che spesso le polemiche del fanbase non sono quelle dei piloti e che diamo peso a eventi a cui i piloti danno meno peso rispetto a quanto gliene possiamo dare noi. Un finale da sensazioni contrastanti per varie ragioni, una delle quali la dinamica degli eventi, il luogo in cui è successo: il cambio della vettura di Massa avrebbe potuto lasciarlo a piedi ovunque, ma l'ha lasciato a piedi proprio alla Juncão, la curva in cui tredici anni fa Glock si arrese alla pioggia lasciandosi superare dai piloti che aveva dietro (sì, tra Glock e Hamilton ce n'era un altro, che ugualmente superò Glock, ma credo sia meglio soprassedere). Sarebbe stato bello avere un happy ending per questa partnership, ma dopotutto anche vedere i Glassa nello stesso team per un weekend, al di là del risultato, può essere considerato un happy ending.


venerdì 24 dicembre 2021

Formula Candy: lo sponsor più al centro della scena negli anni '80 (grazie a Derek Daly e a quelli che hanno cercato di imitarlo)

Carissimi elettrodomestici attention seeker, vi do una buona notizia: già da tempo avevo progettato questo post, pensando avrebbe visto la luce quando fossero arrivate le ferie, ovvero la prima settimana di gennaio. Invece no, ho ritagliato un po' di tempo per realizzarlo ben prima. Quindi preparatevi, che oggi vi faccio volare alto!
Inizio così, con questa foto. La conoscete?


Quest'uomo risponde al nome di Derek Daly e ha violato la regola numero 1 del motorsport: se proprio devi fare danni e schiantarti contro un'altra vettura fallo, ma che non sia quella del tuo compagno di squadra. Nonostante ciò, c'era chi è stato felice dell'evento: lo sponsor, inquadrato in primo piano. Quindi andiamo a scoprire la creatività dei piloti che hanno portato lo sponsor Candy e non solo. A Daly ci tornerò e molto abbondantemente, ma prima dovete pazientare un po'.

****

Anno 1979: Candy ha deciso di entrare in Formula 1 come sponsor della Tyrrell. L'ha fatto in corso d'opera, a stagione in corso, e direi che in termini di incidenti creativi le cose sono andate piuttosto bene fin dagli albori. La foto più datata di un incidente corredato Candy sembra essere questa graziosa ammucchiata:


Non esistono video di questo episodio, ma le didascalie della foto che ho trovato sostengono si tratti di in incidente avvenuto in gara tra la Ligier di Patrick Depailler e la Tyrrell di Didier Pironi nel GP di Montecarlo 1979. Effettivamente il circuito è palesemente quello e sulle vetture ci sono scritti i loro nomi. Se è effettivamente così, i due sono incredibilmente riusciti a proseguire la gara, dato che Depailler risulta ritirato per un guasto al motore, mentre Pironi risulta ritirato per un incidente acrobatico iniziato travolgendo una Brabham e terminato con l'inquadratura dello sponsor in primo piano sull'ala posteriore:


Il 1979 sembra non avere regalato a Candy altre soddisfazioni, ma nel 1980 la storia è cambiata... e l'ha cambiata il glorioso Derek Daly che a Montecarlo ha dato il meglio, spiccando il volo in una carambola multi-vettura al via che l'ha visto atterrare sul compagno di squadra Jean-Pierre Jarier.
L'incidente è anche finito in un video musicale del gruppo Black Sabbath, la canzone è intitolata "Trashed":


Se pensate che sia finita qui vi sbagliate di grosso, il glorioso Daly si è ritrovato nelle campagne di Zeltweg (rischiando grosso in quel botto) e di nuovo in volo a Zandvoort, il tutto nello stesso anno:


Poi, come se non bastasse, le Tyrrell di Daly e Jarier si sono ritrovate coinvolte, specie quella di Daly in grande stile, coinvolte in un incidente al via che ha coinvolto numerose vetture al GP del Canada e Daly si è ritirato ben inquadrato per incidente anche nel successivo GP di Watkins Glen:


Nel 1981 lo sponsor Candy ha lasciato la Tyrrell per la Toleman, con Brian Henton che durante le qualifiche a Silverstone ha pensato bene di lasciare il segno:


Divenuto nel frattempo anche sponsor di interi eventi, nel 1982 lo sponsor Candy è stato protagonista di un tira e molla con Tyrrell e Toleman che ha avuto tra i vari effetti quello di costringere la Tyrrell, per non perdere la sponsorizzazione, a prendere parte al GP di Imola boicottato dai team della FOCA e di conseguenza a raggiungere il numero legale di vetture presenti per disputare l'evento.
Dopodiché sponsor indirettamente protagonista nel finale del GP di Montecarlo in cui tanti piloti hanno sentito suonare le trombe mentre erano in testa. Uno di questi (non propriamente leader, ma è una sottigliezza), a bordo di una Williams, è andato a parcheggiare accanto a dei pannelli di Candy giganti. A guidare quella Williams era nientemeno che il nostro grande eroe Derek Daly:


Montecarlo e Candy binomio vincente, anche se diversamente da tutti il prossimo protagonista si è distinto nel bene e non nel male. In un circuito sponsorizzato Candy, direttamente dal 1984, big Candy is watching us allo stesso modo in cui noi guardiamo Ayrton Senna che viaggia verso il podio (ds notare che anche la Tyrrell di Stefan Bellof era sponsorizzata da un marchio di elettrodomestici, De Longhi):


Dopo l'addio alla Toleman, Candy ha vissuto un'ultima stagione da sponsor nel 1985, stavolta in Ligier... e Andrea De Cesaris a Zeltweg gli ha fatto vivere il canto del cigno:


Dopo quell'incidente è stato appiedato dal team e sostituito da Philippe Streiff il quale nel GP finale in Australia ha avuto un incidente con il compagno di squadra Jacques Laffite per il secondo posto e nonostante ciò sono riusciti a chiudere entrambi a podio, dando una degna fine alla sponsorizzazione Candy:


Concludo con una curiosità che ho trovato per caso mentre cercavo foto di incidenti, ovvero questa pubblicità di lavatrici Candy (che dall'immagine sottostante, come ogni lavatrice delle pubblicità sembra restituire bucato già stirato):


Non c'è che dire, uno sponsor avanti con i tempi. Negli anni '70 ha 1) messo degli uomini in una pubblicità di lavatrici, 2) verosimilmente pensato che la clientela di tali lavatrici sarebbero state le fangirl del motorsport dei tempi. Se solo esistesse una versione con Daly, sarei la persona più felice del mondo.

EDIT 14/01/22 - aggiunto Canada/USA Est 1980, scoperti di recente.

EDIT 24/01/22 - aggiunto Australia 1985, dopo avere visto quel gran premio.