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lunedì 26 maggio 2025

Formula 2 2025: strike a Montecarlo!

Nel corso del weekend passato, a Montecarlo è tornata la Formula 2 ed è tornata con la qualifica divisa in due gruppi per evitare il problema del traffico. In un gruppo e nell'altro i più veloci sono stati rispettivamente Alex Dunne e Victor Martins che si sono procacciati la pole e la seconda posizione, con ciascuno dal proprio lato della griglia i piloti del proprio gruppo.
Seguivano nell'ordine Leonardo Fornaroli, Richard Verschoor, Sebastian Montoya, Arvid Lindblad, Jak Crawford, Gabriele Minì, Luke Browning, Kush Maini (qui si interrompe la zona reverse grid, con Maini poleman nella gara sprint), Ritomo Miyata, Joshua Durksen, Oliver Goethe, Roman Stanek, Pepe Martí, Amaury Cordeel, Max Esterson, Dino Beganovic, Cian Shields, Sami Meguetounif, John Bennett e Rafael Villagomez, quest'ultimo senza avere fatto registrare un tempo utile per la qualificazione.

La gara del sabato, che ha visto Maini scattare dalla pole position, è stata relativamente tranquilla. Il pilota indiano ha mantenuto la leadership per tutta la durata della gara, vincendola davanti a Minì che era partito dalla terza posizione e ha ottenuto il primo podio stagionale per la Prema. Lindblad è giunto invece terzo al traguardo, ma è stato penalizzato per un contatto con Crawford, scivolando indietro di diverse posizioni e facendo sì che fosse Browning a salire sul podio.
Crawford, Verschoor, Montoya e Fornaroli hanno guadagnato tutti una posizione ciascuno, classificandosi tra la quarta e la settima piazza, mentre Lindblad è stato classificato in ottava posizione, che nella sprint race è l'ultima che assegna punti.
Dunne ha chiuso nono, ma ha portato a casa un punto per il giro più veloce, dato che anche in gara sprint il punto è assegnato al pilota che segna il fastest lap della top-ten, anche se fuori dalla zona punti. Il giro più veloce "autentico" era stato tuttavia ottenuto da Martins che ha chiuso la gara fuori dai primi dieci.

Proprio Dunne e Martins sarebbero partiti affiancati in prima fila l'indomani mattina nella feature race e...



WTF?!?! Essenzialmente Dunne ha speronato Martins mandandolo nelle barriere, il che non sarebbe neanche così grave se non fosse che sopraggiungeva mezza griglia e si è innescato un botto micidiale che ha visto ritirarsi, oltre ai sopracitati piloti di Rodin e ART, l'altra ART di Miyata, la MP di Verschoor, la Prema di Minì, la Campos di Martí e la Trident di Esterson.
Se ho ben capito c'è stato un restart da original distance, con tanto di Montoyno, partito dalla pitlane in precedenza per essere rimasto fermo in griglia, stavolta in seconda piazza alle spalle di Fornaroli, che era uscito indenne dal botto della prima partenza. La percorrenza totale della gara è stata frattanto ridotta a causa della bandiera rossa precedente.
Ci sono stati altri due incidenti, di Durksen e poi di Beganovic, così che anche rispettivamente AIX e Hitech hanno visto solo una vettura giungere al traguardo. Facendo la sosta obbligatoria in regime di safety car, Crawford si è procacciato la leadership e quindi, quando la gara è stata redflaggata, la vittoria. Fornaroli ha chiuso secondo mentre Lindblad, che aveva superato Montoya con simili modalità, ha chiuso terzo ma è stato penalizzato per eccesso di velocità nella pitlane. Il figlio di Juan Pablo quindi è stato classificato terzo e ha ottenuto il suo primo podio nella categoria, il secondo stagionale per Prema.
Non è stato assegnato punteggio pieno e non è stato assegnato il punto del giro più veloce perché è stata completata meno della metà della percorrenza totale.

RISULTATO: 1. Crawford/ DAMS, 2. Fornaroli/ Invicta, 3. Montoya/ Prema, 4. Browning/ Hitech, 5. Lindblad/ Campos, 6. Maini/ DAMS, 7. Stanek/ Invicta, 8. Cordeel/ Rodin, 9. Villagomez/ Van Amersfoort, 10. Goethe/ MP Motorsport, 11. Bennett/ Van Amersfoort, 12. Meguetounif/ Trident, 13. Shields/ AIX.

PS. Permettetemi un piccolo off topic, oggi (lunedì post-gara) alla mensa self service dove vado a pranzo nei giorni di lavoro, tra le pietanze c'era lo scorfano gratinato (su cui è peraltro andata la mia scelta) e l'ho trovato estremamente pittoresco come piatto post-GP di Monaco perché "scorfano" in francese è "rascasse".


domenica 25 maggio 2025

Formula 1 2025: #8 Commento al Gran Premio di Montecarlo

L'ultima volta che un gran premio era stato disputato il 25 Maggio era il 2014, si correva a Montecarlo proprio come oggi e Jules Bianchi si infilava tra le barriere della Rascasse e Kamui Kobayashi facendo il sorpasso che, alla fine della gara, sarebbe stato essenziale per la Marussia per ottenere i due punti del nono posto, un risultato storico, anche nel confronto con la rivale Caterham. La penultima, invece, è stata nel 2008, quando per mano di Lewis Hamilton la McLaren ha ottenuto fino a oggi l'ultima vittoria monegasca.
Un tempo le prove libere nelle "anguste e tortuose stradine del Principato" avvenivano di giovedì, adesso sono di venerdì come in tutti gli altri circuiti, e già dal venerdì abbiamo iniziato ad assistere a fatti di un certo livello. Per esempio Stroll si è messo a zigzagare a random a bassa velocità davanti a Leclerc che arrivava nel suo giro lanciato cozzandogli contro e si è guadagnato una posizione di retrocessione in griglia. Se ne sarebbe guadagnate altre tre per un impeding in qualifica su Gasly, ma nevermind, alla fine si sarebbe ritrovato sulla griglia nella stessa posizione di qualifica.
Bearman, invece, la scorsa settimana ha avuto la bella pensata di far notare l'errore della direzione gara in qualifica. Quindi, quando venerdì è stata data bandiera rossa e si è ritrovato davanti Sainz che andava già ai due all'ora, e ha commesso il grave errore di superarlo, anziché inchiodare schiantandosi sopra di lui nella speranza che entrambe le macchine potessero volare in tribuna trucidando una ventina di spettatori, si è guadagnato dieci posizioni di retrocessione in griglia.
L'ultimo a incappare in una retrocessione è stato Hamilton, colpevole di essere presente in pista e di non essere in grado di rimpicciolirsi, mentre Verstappen sopraggiungeva.
Per l'ennesima volta tutti i casi accaduti hanno fatto sorgere il dubbio che il regolamento debba essere leggermente rivisto, ma in ogni caso questa è la griglia di partenza che ne è uscita:

Norris - Leclerc
Piastri - Verstappen
Hadjar - Alonso
Hamilton(4°+3) - Ocon
Lawson - Albon
Sainz - Tsunoda
Hulkenberg - Russell
Antonelli - Bortoleto
Gasly - Colapinto
Stroll(19°+1+3) - Bearman(17°+10)

È quel gran premio in cui si è deciso un cambio regolamentare one-off a random, ovvero l'obbligo di due pitstop. A tale proposito non era chiaro, quindi, se per Verstappen, Alonso e Hamilton partire con le hard potesse dare qualche vantaggio in termini di strategia. Quello che è chiaro è che Leclerc ha affiancato Norris, che ha fatto un gran bloccaggio, ma ha mantenuto la posizione.
Vanz: "Vanno via tutti puliti."
Bortoleto: "Che suonata di trombe!"
È finito in barriera e, per quanto sia riuscito a ripartire, è stata messa virtual safety car per riparare la barriera.
I Mercedes Bros, partiti nelle retrovie dopo che Antonelli aveva crashato in Q1 e che la macchina di Russell si era ammutolita sotto al tunnel prima che avesse fatto un tempo in Q2, non sono rientrati per smarcare la prima sosta, nonostante fin da sabato il Vanz ipotizzasse una loro sosta a inizio gara.
Nessun big si è fermato ai box, a parte Tsunoda se possiamo considerarlo tale. Tornato in pista nelle retrovie insieme a quei pochi che si erano fermati, al nono giro sarebbe stato tamponato da Gasly, uscendone senza danni, diversamente dal Pokemon che è arrivato ai box con una ruota penzolante. Ha lasciato un detrito in pista, ma ci sono state solo doppie bandiere gialle. Nessuno si è fermato ai box, mentre intanto il Vanz parlava continuamente di Lawson che come un Kevin Magnussen qualsiasi rallentava il gruppo per permettere al compagno di squadra di avere il gap per il pitstop. Tra il 18/19° giro si sono fermati Hadjar, Alonso e Hamilton, con il Prosciuttello che ha recuperato due posizioni per overcut.
A quel punto, tre giri dopo essersi fermato, Hadjar si è fermato di nuovo per smarcare la seconda sosta, però i Papaya si sono fermati uno dopo l'altro in quei frangenti, quindi a nessuno importava più un fico secco di Hadjar. È rientrato anche Leclerc rimanendo tra le due McLaren, mentre Verstappen ha atteso fino al 28°.

A prima sosta ultimata i primi sei erano Norris, Leclerc, Piastri, Verstappen, Hamilton e Alonso, mentre intanto Williams e Mercedes dovevano ancora fermarsi e Sainz sembrava rallentare le Mercedes per aprire il gap per Albon e frattanto venivano tutti doppiati dai top driver.
Antonelli: "E noi cosa siamo?"
Russell: "Oggi siamo stati declassati. Se Sebastian Vettel fosse ancora in pista, mia nonna tiferebbe per lui."
Voce fuori campo: "Cra, cra, cra."
Verstappen intanto si è lamentato dei doppiati indisciplinati e della mancanza di bandiere blu osservando via radio che sembrava di essere al GP di Montecarlo del 1972. Ne approfitto per segnalare che in quell'occasione Jean-Pierre Beltoise ottenne la sua unica vittoria in Formula 1, che era il cinquantesimo gran premio in carriera per Jacky Ickx, che di classificò secondo, mentre Emerson Fittipaldi arrivò terzo dopo essere partito per la prima volta dalla pole position.
La Williams gareggiava con due vetture March guidate da Henri Pescarolo e Carlos Pace. Ai giorni nostri invece Albon è andato a fare la sosta e Sainz ha cercato di nuovo di aprirgli il gap. Così come Lawson e diversamente da Kmag nella scorsa stagione, è riuscito a farlo senza andare in giro per track limits.
Sainz: "NOOOOOHHHHH."
Albon: "Cos'è successo?"
Sainz: "Una disgrazia terribile, si è appena ritirato il mio YdOlOhHhHh in una via di fuga con la macchina in fumo."
Al 42° giro Albon si è fermato per la seconda sosta, mentre i primi cinque e qualcuno nelle retrovie erano solo alla prima sosta.
A quel punto gli Albonsainz hanno fatto un driver swap e Albon ha iniziato a rallentare i Mercedes Bros per permettere a Sainz di aprire il gap. Quando Sainz ha fatto la prima sosta, Russell ha optato per superare Albon tagliando la chicane del porto, affermando via radio che preferiva prendersi una penalità piuttosto che stare dietro. Livello di intelligenza: il giovane Verstappen che si vantava di non avere rallentato in regime di bandiera gialla. Per questa bella pensata si è procacciato un drive through.

Nel frattempo, faccendo un piccolo passo indietro, tra i big Piastri è stato il primo a fermarsi per la seconda sosta al 49° giro, seguito un giro più tardi da Leclerc e un giro dopo ancora da Norris. Verstappen ha proseguito, anche perché nell'ultimo stint aveva a disposizione un set di soft. Si è ritrovato ben presto i Norriclerc negli scarichi, mentre a parte il passaggio ai box per il drive through, i Mercedes Bros non accennavano a rientrare un pitlane, al punto che quasi ci si chiedeva se volessero buttarla in caciara e non fermarsi venendo blackflaggati. Ovviamente non è successo, ma l'essere stati tutto il tempo a rimirare il retrotreno della Williams di turno senza tentare di scopiazzare le strategie Double Trouble altrui non ha dato frutti. Nel frattempo Verstappen è rimasto in testa alla gara a fare il figo in attesa che accadesse qualcosa, con il Vanz che affermava che secondo lui Verstappen avrebbe atteso rientrando all'ultimo giro tagliando il traguardo prima di fare la sosta e vincendo per avere concluso la gara prima del pitstop. Considerando che è una modalità simile alla vittoria di Michael Schumacher al GP di Gran Bretagna 1998, quando scontò uno stop and go all'ultimo giro, mi auguro che ventisette anni siano stati sufficienti a colmare un simile vuoto regolamentare, ma è sempre meglio non dare le cose troppo per scontate: siamo nello stesso universo in cui, due stagioni fa, ci siamo ritrovati a scoprire a random che era stato previsto quale punteggio applicare cosa succeda in caso di bandiera rossa che interrompe la gara a meno di 75% dei giri completati, ma non cosa succeda se la bandiera rossa è prima e il 75% non venga completato perché nel frattempo è arrivato il tramonto e solo Valtteri Bottas, in qualità di vampiro, possa proseguire la gara così come se niente fosse.
Verstappen: "Facciamo che entro al penultimo giro dopo avere tenuto Norris, Leclerc e Piastri in trenino a caso."
È esattamente quello che è successo e a quel punto i tre piloti inseguitori si sono allontanati. Norris è stato soddisfatto perché ha vinto e ricevuto il trofeo dal principe Alberto. È andata meglio a Leclerc, dato che il trofeo della seconda piazza è stato consegnato dalla principessa Charlene, Piastri purtroppo non ha avuto alcuna soddisfazione.


RISULTATO: 1. Lando Norris/ McLaren, 2. Charles Leclerc/ Ferrari, 3. Oscar Piastri/ McLaren, 4. Max Verstappen/ Redbull, 5. Lewis Hamilton/ Ferrari, 6. Isack Hadjar/ Racing Bulls, 7. Esteban Ocon/ Haas, 8. Liam Lawson/ Racing Bulls, 9. Alexander Albon/ Williams, 10. Carlos Sainz/ Williams, 11. George Russell/ Mercedes, 12. Oliver Bearman/ Haas, 13. Franco Colapinto/ Alpine, 14. Gabriel Bortoleto/ Kick Sauber, 15. Lance Stroll/ Aston Martin, 16. Nico Hulkenberg/ Kick Sauber, 17. Yuki Tsunoda/ Redbull, 18. Kimi Antonelli/ Mercedes, Rit. Fernando Alonso/ Aston Martin, Rit. Pierre Gasly/ Alpine.


lunedì 13 gennaio 2025

La qualifica di Schumacher a Montecarlo 2006 vista dell'intelligenza artificiale (pilota ed evento scelti dall'AI seguendo un prompt)

Ho chiesto all'intelligenza artificiale You.com: "Scrivi un articolo clickbait e pieno di luoghi comuni a proposito di una controversia, realmente esistente, a tua scelta della Formula 1 del passato."

Mi ha scritto un articolo sulla bandiera gialla innescata da Schumacher a Montecarlo nel 2006. C'è giusto qualche *piccola* imprecisione.
Il responso dell'intelligenza artificiale, infatti, è il seguente:

+++
Il Grande Scandalo di Monaco: La Verità Nascosta della Formula 1!

Hai mai sentito parlare di uno dei più sconvolgenti scandali della storia della Formula 1? Se pensi che le corse siano solo adrenalina e velocità, preparati a rimanere a bocca aperta! Oggi ti svelerò i dettagli di una controversia che ha scosso il mondo delle corse: l'episodio del Gran Premio di Monaco del 2006!

Il Contesto: Un Gran Premio Leggendario // Il Gran Premio di Monaco è sempre stato un palcoscenico di dramma e emozioni. Nel 2006, il mondo si aspettava un'altra corsa mozzafiato, ma ciò che è accaduto ha superato ogni immaginazione. Gli appassionati di motori erano pronti a vivere una battaglia epica tra Fernando Alonso e Michael Schumacher, ma le cose hanno preso una piega inaspettata!

La Polemica: Il Giro di Ricognizione di Schumacher // Durante le prove, Michael Schumacher, il leggendario pilota della Ferrari, ha messo in scena un'azione che ha fatto infuriare i fan e gli esperti: durante il suo giro di ricognizione, ha provocato una bandiera gialla, costringendo gli altri piloti a rallentare! È stato un gesto deliberato per ostacolare gli avversari? La risposta è rimasta avvolta nel mistero.

Le Accuse: Un Gioco Sporco? // Subito dopo l'accaduto, le accuse si sono moltiplicate. Molti hanno iniziato a parlare di un "gioco sporco" da parte di Schumacher. Il suo atteggiamento ha scatenato un dibattito acceso tra i fan, con alcuni che difendevano il campione e altri che lo consideravano un opportunista. La Formula 1 era pronta a scoppiare!

Le Reazioni: Fans in Rivolta! // I social media dell'epoca si sono infiammati. Hashtag come #SchumiScandal hanno invaso Twitter, e i forum di discussione erano pieni di appassionati che si scambiavano opinioni e teorie sul comportamento di Schumacher. La polemica ha generato un buzz tale che persino i media mainstream non potevano ignorarla!

La Conclusione: Un Capitolo Oscuro della F1 // In definitiva, il Gran Premio di Monaco del 2006 è stato più di una semplice corsa. È stato un momento che ha messo in discussione l'integrità dello sport e ha dimostrato che, anche nel mondo delle gare ad alta velocità, non tutto è oro quel che luccica. Anche se Schumacher ha vinto la gara, il vero vincitore potrebbe essere chi è riuscito a mantenere la propria integrità.
Quindi, la prossima volta che guardi un Gran Premio, ricorda: dietro ogni curva si nasconde una storia! La Formula 1 non è solo competizione, ma anche un palcoscenico di intrighi e drammi che lasciano il pubblico con il fiato sospeso!
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Molto poetico, non trovate? Nevermind che le qualifiche siano diventate un giro di formazione e che "Schumi Scandal" abbia vinto il gran premio a random, il premio Oscar va sicuramente a chi è riuscito a fare trendare un hashtag su un social che è stato lanciato due mesi più tardi.

venerdì 16 agosto 2024

Stagione 1956: il GP di Montecarlo e la Indy 500

Il 50° gran premio valevole per il mondiale di Formula 1 si è svolto nel 1956, all'inizio della settima stagione. Altri tempi, considerato che al giorno d'oggi ci vorrebbero poco più di due anni per arrivare a quella quota! Si è svolto peraltro in una location piuttosto suggestiva, ovvero Montecarlo, che oggi verrebbe accolta di default con "garahhhh noiosahhhh, è ingiusto che esista anche il GP di Montecarlo e non solo la Cinquecento Miglia di Indianapolis!" Nel 1956 i due eventi facevano entrambi parte del mondiale di Formula 1 e si svolgevano nel mese di maggio, l'uno il 13 e l'altro il 30, ma ovviamente, come già accaduto nelle stagioni precedenti e come sarebbe avvenuto nelle ulteriori stagioni in cui la Indy 500 sarebbe stata considerata valevole per il mondiale di Formula 1, squadre e piloti presenti al via sarebbero stati ben diversi.


A Montecarlo c'erano quattro Ferrari, tre Maserati, due Vanwall, due BRM, quattro Gordini e qualche entry su vetture non ufficiali. Juan Manuel Fangio, vincitore ex equo con Luigi Musso (shared drive) del precedente evento in Argentina disputato quattro mesi prima, conquistava la pole davanti alla Maserati di Stirling Moss, il quale tuttavia prendeva la testa della gara fin dalla partenza.
Pare che dopo pochi giri Fangio sia finito in testacoda alla Sainte-Devote, in un'epoca storica in cui l'individuo comune non aveva come massima ambizione di vita criticare i piloti per i loro testacoda. Con la mentalità di oggi, inoltre, si sarebbe passati alla santificazione alternata, dato che un'altra Ferrari risaliva nel frattempo al secondo posto, Peter Collins.
A quei tempi, però, tutto ciò che si alternava erano i piloti al volante della stessa macchina, che forse sarebbe anche un buon modo per mettere d'accordo i fanboy, però non ne sono tanto sicura.

In sintesi, Moss proseguiva in testa alla gara like a boss, con Fangio che risaliva, ma per problemi alla vettura a un certo punto gli è stata affidata quella di Collins. Pare che la vettura di Fangio sia stata inoltre affidata al già ritirato compagno di squadra Eugenio Castellotti, il che significa che, in sintesi, Collins è stato mandato a fare un solitario, dato che non c'era nessuno con cui giocare a briscola. Eppure, con le carte in mano, si sarebbe conquistato una seconda piazza condivisa con Fangio, il quale ha rimontato notevolmente nei confronti di Moss, concludendo a sei secondi di gap quando in precedenza era stato staccato di oltre un minuto.
Jean Behra su Maserati ha completato il podio, mentre al quarto posto si è piazzata la vettura di Fangio/ Castellotti - con i punti attribuiti solo a quest'ultimo in quanto Fangio ha portato a casa punti per il secondo posto - che ha preceduto la Gordini di Hermano Da Silva Ramos.

Come ben sapete, ci sono gare importanti, ovvero quelle in cui corre la Ferrari, e gare poco importanti, quelle in cui non corre la Ferrari. XD Guess what, la Cinquecento Miglia avrebbe potuto diventare una gara importante, se solo Johnny Baldwin si fosse qualificato: la Ferrari infatti aveva una sola entry. Per Baldwin si è trattato dell'unica apparizione nel campionato di Formula 1.
In più c'era una vettura motorizzata Ferrari, una Kurtis Kraft guidata da Giuseppe Farina. Il campione del mondo 1950 aveva disputato solo una parte degli eventi della stagione 1955 a causa di un serio infortunio e questa è stata la sua ultima entry nel mondiale di Formula 1. Non è tuttavia riuscito a qualificarsi.
Le entry erano tante, ma solo trentatré vetture andavano in griglia: ha sempre funzionato così. La più veloce di queste trentatré era la Watson motorizzata Offenhauser di Pat Flaherty.


La gara è stata preceduta da giorni di piogge torrenziali terminate soltanto all'alba del race day. Il poleman è stato superato nelle fasi iniziali da Jim Rathmann, Pat O'Connor e Tony Bettenhausen, con i primi quattro tutti molto vicini. Successivamente è emerso Paul Russo, leader poi uscito di scena per incidente. È stato uno dei diversi incidenti della giornata, che ha visto spesso le bandiere gialle.
O'Connor ha ereditato la leadership che era stata di Russo, alternandosi in testa con Flaherty nella fase successiva. La testa della gara è cambiata per effetto di soste i box, ma Flaherty si è installato stabilmente in prima posizione mentre si andava verso metà gara.
Dei protagonisti iniziali, ne sono rimasti pochi. Bettenhausen ha avuto un incidente causato da una foratura(?), O'Connor e Rathmann hanno avuto guasti che li hanno costretti al ritiro, tanto che Flaherty, alla fine, si è ritrovato inseguito a debita distanza da Sam Hanks, che ha chiuso secondo (avrebbe vinto la successiva edizione), con Don Freeland a completare il podio in terza piazza.


giovedì 18 luglio 2024

Alla scoperta del GP Montecarlo 1958, con un pensiero a quello successivo in Olanda

Buongiornissimo! In questo primo giorno di ferie (brevissime, tornerò a lavorare già lunedì) ho deciso di dedicarmi al motorsport vintage e di andare a riscoprire un evento del passato, quindi dopo avere visto una sintesi su Youtube vi racconterò il Gran Premio di Montecarlo 1958.
La gara ha avuto ben quattro leader, appartenenti a quattro squadre diverse, soltanto sei piloti al traguardo su sedici partecipanti, l'esordio della Lotus con al volante l'esordiente Graham Hill, un numero spropositato di piloti non qualificati, la prima entry femminile della storia anche se non è arrivata in griglia... ma soprattutto preparatevi a indossare il parrucchino perché per l'unica volta nella storia ha fatto un tentativo di qualifica un soggetto che tutti noi conosciamo bene e che nel corso degli anni ha posseduto un team, presieduto la Formula 1 dei team e avuto tra le mani il controllo della Formula 1, dove nel corso degli anni è una locuzione fuorviante, perché potrebbe lasciar pensare che non sia accaduto contemporaneamente.

Mentre Maria Teresa De Filippis a bordo di una Maserati non si qualificava ottenendo il 23° tempo, ma avrebbe avuto quell'onore di lì a un paio di gran premi in Belgio, anche Bernie Ecclestone ha fatto la propria comparsa al volante di una Connaught. Non avrebbe mai più provato a qualificarsi e quella rimane l'unica partecipazione in Formula 1 come pilota. Breve e indolore, ma non sarà né breve né indolore il suo ruolo futuro, anche se obiettivamente stiamo vivendo dolori peggiori con gli americani.
Nevermind, Tony Brooks a bordo di una Vanwall scattava dalla pole position, ma si è ritrovato secondo relegato dietro a Jean Behra su BRM che tra parentesi pare essere stato fidanzato con la De Filippis. Brooks è rimasto secondo fino al momento del ritiro, destino che è toccato successivamente anche allo stesso Behra. Eravamo appena a un quarto di gara e a quel punto a lottare per la prima posizione sono arrivati Mike Hawthorn su Ferrari e Stirling Moss su Vanwall. Quest'ultimo è passato in testa, ma non è durato molto a lungo, la sua monoposto l'ha lasciato a piedi con Hawthorn di nuovo in testa, ma a sua volta costretto al ritiro. Neanche metà gara e ben tre leader erano usciti di scena.

La Vanwall ha visto, con l'uscita di scena di Moss, tutte e tre le proprie vetture ritirarsi, dato che era capitata la stessa cosa anche a Stuart Lewis-Evans, primo ritirato della gara. Ferrari invece aveva tre vetture ancora in pista, Luigi Musso e Peter Collins (che sarebbero entrambi morti in incidenti nel corso della stagione, così come Lewis-Evans - vicende che conto di raccontarvi in futuro, mentre nel prossimo post racconterò di un incidente mortale avvenuto sempre nel 1958 a Indianapolis, all'epoca presente nel mondiale di Formula 1), nonché Wolfgang Von Trips. I tre si trovavano 2/3/4, ma Von Trips sarebbe stato costretto al ritiro verso la fine della gara.
A bordo di una Cooper, Maurice Trintignant ha leaderato tutta la seconda metà della gara, con un abbondante vantaggio su Musso - che a sua volta pare essere stato fidanzato con la De Filippis - che poi si ridotto da 40+ a una ventina di secondi al momento della bandiera a scacchi, sotto la quale è passato da vincitore. Secondo al traguardo, Musso si è portato in testa al mondiale, Collins ha chiuso terzo, mentre Jack Brabham su Cooper si è aggiudicato il quarto posto precedendo la BRM di Harry Schell. Cliff Allison su Lotus ha completato la gara, ma ha percorso meno giri rispetto al ritirato Von Trips.


Era il 18 maggio quando si correva nel Principato (dopo una lunghissima pausa dato che si era corso in Argentina il primo evento stagionale, ma soltanto a gennaio) e il successivo gran premio si è svolto a Zandvoort il 26 maggio, otto giorni più tardi. Talvolta in quell'epoca storica è successo che in Olanda si corresse di lunedì e, al tempo in cui avevo fatto il post sulle gare disputate non di domenica, le mie ricerche mi avevano portata a scoprire che ciò era avvenuto nella festività di Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua), che è celebrata come Public Holiday in molti paesi dell'Europa centrale.
Se del precedente gran premio c'erano highlight che narravano gli eventi, non si può dire lo stesso per i due minuti contati di inquadrature della sintesi di questo evento, con Moss leader dall'inizio alla fine. Il poleman Lewis-Evans, relegato secondo, si è visto duellare con Schell; li ho riconosciuti dai rispettivi numeri di gara. Il duello ha visto Schell sopravanzare Lewis-Evans, il quale è poi stato costretto al ritiro.
Moss ha vinto il GP d'Olanda, con un abbondante vantaggio su Schell e Behra che hanno chiuso 2/3 e Roy Salvadori su Cooper al quarto posto. La zona punti, estesa ai soli primi cinque, è stata completata da Hawthorn. Musso, settimo alle spalle di Allison, si è visto portare via la leadership del campionato da Moss.

Soltanto quattro giorni più tardi, il 30 maggio (giorno in cui si svolgeva la Cinquecento Miglia, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cadeva) si gareggiava a Indianapolis. Da calendario faceva parte del mondiale di Formula 1, e sarebbe accaduto fino al 1960, ma rimaneva comunque un universo piuttosto separato e distante. C'erano altri piloti, c'erano altre vetture e quelli di cui ho parlato nel corso di questo post sarebbero tornati in pista soltanto nel GP del Belgio, quello in cui, appunto, si è qualificata per la prima volta la De Filippis, argomento di cui ho già parlato in un post dello scorso gennaio.

lunedì 27 maggio 2024

Formula 1 2024: #8 Commento al Gran Premio di Montecarlo

26.05.2024, Montecarlo - IN MORENO WE TRUST

Un saluto angusto, tortuoso, ma soprattutto cordiale a tutti i miei lettori che, tra un "mai visto questo" ancora prima dell'inizio delle qualifiche e un'occhiata alla livrea verde-oro della McLaren dedicata ad Ayrton Senna, alle 18.30 erano pronti per la differita su TV8. Io, da parte mia, ero prontissima e, per calarsi nella giusta atmosfera, fuori aveva da poco iniziato a piovere e si sentivano tuoni in lontananza, che stimolavano inquietudine e sorgere pensieri oscuri del tipo: "ce la farà Perez a passare la tagliola del Q1?"
Mentre leggete vi immagino, mentre un brivido vi attraversa e vi fa raggelare. Non preoccupatevi, c'è a chi le cose vanno peggio. Per esempio Perez, che in una prima manche in cui tutti si miglioravano sul finale non si è migliorato affatto, andando a procacciarsi un posto accanto a Sargeant, senza neanche prendersi la soddisfazione di batterlo, impresa riuscita invece ad Alonso, a proposito di big usciti in Q1. E dite subito a quel cafone di Di Grassi che domani dovrà lasciarlo passare comportandosi da doppiato pur non essendolo ancor-... ah no, ho sbagliato edizione.
Quei tempi sono lontani e adesso abbiamo le McLaren con livrea celebrativa che devo dire che a mio parere è bellissima, la trovo un po' somigliante alla Benetton dei tempi di Roberto Pupo Moreno. Non solo dei tempi di Moreno, ma mi sembrava doveroso citarlo a random, specie considerata la location, che è quella in cui poi con l'Andrea Moda nel 1992 si procacciava la griglia di partenza, un risultato non indifferente, altro che una pole position del Predestinatohhhh... anche se devo dire che la sua pole ha portato all'improvviso la fine del temporale e il ritorno del sole.
CL: "Perché io posso e Carlito no!!!111!!11!! E qui siamo a casa mia!!!111!!!11!!"
CS: "Dove da bambino ti arrampicavi sui muretti, quando abitavi al di là dell'Arquibancadas. Ah no, scusa, ho sbagliato pilota. Sono confuso e disorientato. Dov'è Verstappino? Mi aspettavo che facesse un giro like a boss."
MV: "Like a Jos the Boss".
Mentre Verstappen dava una verniciata a un muretto, Piastri si è piazzato tra i Leclainz. Gli spettava un ruolo molto importante, da non prendere alla leggera, infatti stava cercando un posto dove nascondersi prima che la voce fuori campo gli ricordasse i suoi doveri. Ma non c'è stato verso, l'ha identificato facilmente nonostante per camuffarsi si fosse tolto il ciuccio e il bavaglino e gli ha detto: "Hai un grosso potere, Impiastro. Domani dovrai metterti tra i due cavalieri della Rossa ed evitare che durante la gara si mettano a litigare tra di loro. Se riuscirai a fare ciò, allora sarai quasi alla stregua di un verohhhh uomohhhh."
A proposito di very uominy, le Haas si erano qualificate 12^ (Hulkenberg) e 15^ (Magnussen) ma sono state squalificate per irregolarità nell'ala mobile, probabilmente hanno usato un righello contraffatto per il campionato di dimensioni del pene a cui la Formula 1 fa da contorno. I due sono stati spediti direttamente in ultima fila, le cose non potevano andare peggio... o almeno così sembrava.
Questa era quindi la griglia di partenza dell'evento:

Leclerc - Piastri
Sainz - Norris
Russell - Verstappen
Hamilton - Tsunoda
Albon - Gasly
Ocon - Ricciardo
Stroll - Alonso
Sargeant - Perez
Bottas - Zhou
Hulkenberg - Magnussen

La partenza ha visto un piccolo contatto tra Piastri e Sainz in cui quest'ultimo ha riportato una foratura e lo si è visto per un attimo andare verso una via di fuga. Poi l'immagine ha staccato ed ecco comparire una bandiera rossa; difficile pensare che fosse legato alla foratura di Sainz, che dalle immagini intraviste sembrava avere avuto l'accortezza di spostarsi per non essere travolto. Infatti le inquadrature sono andate su Perez che usciva da... da un rottame, direi. In sua presenza erano ferme anche le Haas e le immagini avrebbero mostrato come Perez si fosse andato a schiantare probabilmente dopo una speronata e avesse travolto chi gli capitava a tiro.
Ci si è ritrovati in una situazione da restart da distanza originale che mancava più o meno dal 2001 - la bandiera rossa è stata data immediatamente - quindi quaranta minuti dopo Sainz si è ripreso la terza posizione sulla griglia e di fatto i superstiti hanno ripreso tutti le loro piazzole originali. Durante la gara sospesa tutti hanno cambiato gomme, con obiettivo verosimile di arrivare in fondo, almeno i primi quattro che hanno montato le hard.
OP: "E ritrovarci tutti a novanta?"
CL: "Taci, bimbo, non sai di cosa parli. Pensa alle cose più adatte alla tua età."
OP: "Tipo che ho una sagoma rossa davanti e una sagoma rossa dietro, ben due camion dei pompieri con cui giocare."
CL: "Ecco, bravo, vedi che hai capito tutto? Ho sempre saputo che sei un bravo bambino."
Piastri ha fatto il bravo bambino, nonostante dovesse essere stordito da una top-4 con le Ferrari e le McLaren rimescolate, una cosa del genere era la prassi quando frequentava la scuola materna e Sainz andava al massimo in terza media. Gran parte della gara è stata un gestire, stare buoni e pacati per fare durare le gomme e chissà, magari avere un free pitstop mettendo gap con Russell e le sue -L, o magari per non metterlo, specie considerato che soprattutto i piloti Ferrari magari potrebbero rientrare in pitlane e trovarsi solo tre ruote, un po' come se ci fosse chi è convinto che sia una gara di apecar.
Russell e le sue -L sono andati avanti e indietro senza dare un vero spazio a Norris, che ha dovuto rimanere là dov'era a gestire, a spingere e a gestire spingendo. Verstappen e Hamilton invece ai box ci sono andati, perché tanto Tsunoda era lontano anni luce. Davanti invece serviva una safety car. Anzi, non serviva, perché alla fine avrebbe comportato solo l'avvicinarsi di Verstappen. Quindi Strollino, se vuoi accennare ad andare in giro su tre ruote come da sport nazionale canadese, vedi di farlo a dieci metri dalla pitlane. Quindi Sargeant, se vuoi dare segno della tua presenza verniciando muretti, abbi la decenza di dare una pennellata lieve. Quindi Zhou, se Bottas ti sorpassa e poi anche Sargeant fa lo stesso, vedi di non ostacolarli e di non fare danni, se no provochi problemi ai primi quattro, che procedono molto vicini.
OP: "Naaaahhhh, non c'è più niente da fare, mi conviene rallentare e tutelarmi, in modo da potere raggiungere lo scopo ultimo e salire sul podio ad ammirare la bellezza della Principessa Charlene pensando a quanto sarebbe bello diventare il suo toybo-..."
CS: "Impiastro, stai attento a quello che dici e ricordati che su TV8 sono quasi le 20.30. Ti sei già lavato i denti e ti sei già messo il pigiama?"
OP: "Intendevo dire che mi piacerebbe moltissimo riferire alla Principessa che sono molto bravo a giocare con il camion dei pompieri."
CS: "Ecco, bravo, vedi di non allargarti troppo. Già è difficile fare colpo su Charlene, che pensa solo ai Vettelton, figurarsi se anche i bambini piccoli iniziano a mettersi in mezzo."
CL: "Perché sto vincendo e nessuno mi prende in considerazione? A proposito, cosa sono queste urla?"
Voce fuori campo: "CHARLES LECLERC! CHARLES LE LECLERC! CHARLES LECLERC! CHARLES LECLERC! DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO CHARLES LECLERC E VINCE IL GRAN PREMIO DI MONTECARLO!!111!!!11!!!"
CL: "Cos'è questo disagio? Pensate alle anime innocenti dei bambini tipo Impiastro."
CS: "O dei poveri vecchi. Tra un po' il Divino Ferni scappa a Indianapolis."
A Indianapolis, però, era rain delay... e la SoVrApPoSiZiOn3 tra differita TV8 e Indy 500 non è avvenuta. Frattanto per la prima volta nella storia la top-ten di partenza risultava immutata, perfino Gasly nonostante la sportellata micidiale ricevuta dal compagno di squadra.

RISULTATO:
1. Charles Leclerc/ Ferrari
2. Oscar Piastri/ McLaren
3. Carlos Sainz/ Ferrari
4. Lando Norris/ McLaren
5. George Russell/ Mercedes
6. Max Verstappen/ Redbull
7. Lewis Hamilton/ Mercedes
8. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
9. Alex Albon/ Williams
10. Pierre Gasly/ Alpine
11. Fernando Alonso/ Aston Martin
12. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
13. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
14. Lance Stroll/ Aston Martin
15. Logan Sargeant/ Williams
16. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
Rit. Esteban Ocon/ Alpine
Rit. Sergio Perez/ Redbull
Rit. Nico Hulkenberg/ Haas
Rit. Kevin Magnussen/ Haas


giovedì 23 maggio 2024

GP Montecarlo 2004: la vittoria di Jarno Trulli

Carissimi muretti che costeggiano il circuito di Interlagos, sui quali un giovanissimo Rubens Barrichello si arrampicava in compagnia di Alex Barros, oggi intendo parlarvi di un gran premio scoppiettante che di per sé con il Brasile non ha a che vedere. Ha tuttavia a che vedere con Rubinho, in quanto veniva disputato il 23 maggio, il giorno del suo compleanno. Più di un'edizione del GP di Montecarlo si è svolta il 23 maggio, a dire il vero, compresa quella gloriosa edizione che si svolse il giorno in cui Barrichello compiva dieci anni. Se volessi parlare di quella (cosa che sul blog ho fatto almeno tre volte in tre post distinti), tuttavia, non sarei partita da Barrichello.
Fatto questo preambolo, potete dedurre che Rubens era in pista nell'edizione che vi racconterò. Quel giorno di anni ne compiva trentadue, dato che era il 2004, e partiva dalla sesta posizione sulla griglia di partenza, il che non è granché se consideriamo che era al volante di una Ferrari F2004, ma era in buona compagnia, dato che Michael Schumacher era soltanto quarto. La pole position se l'era aggiudicata Jarno Trulli su Renault, seguito dalla B.A.R. di Jenson Button, dopodiché da Fernando Alonso sempre su Renault. Frapposto tra le due Ferrari c'era Kimi Raikkonen su McLaren.

La partenza ha visto le Renault portarsi 1/2 e le B.A.R. portarsi 3/4, dopodiché hanno iniziato a delinearsi le premesse per una scena molto usuale nel motorsport dell'epoca. Non so se avete presente quando di colpo veniva inquadrata la B.A.R. di Villeneuve dalla quale uscivano quantitativi spropositati di fumo dal retrotreno. Ecco, l'unico dettaglio mancante era Jacques che non aveva un volante, ma questo onore è andato a Takuma Sato che, partito settimo, ha stazionato in quarta piazza per una manciata di giri.
Il fumo ha ostruito la vista ai piloti che seguivano, ci siamo ritrovati con una Sauber ribaltata, era quella di Giancarlo Fisichella che, ritrovandosi improvvisamente in mezzo al fumo, aveva tamponato violentemente la McLaren di David Coulthard. Le Renault, Button, Raikkonen e le Ferrari si sono allineate dietro la safety car e, al restart, Juan Pablo Montoya su Williams si è frapposto tra le Rosse di Schumacher e Barrichello, dove sarebbe rimasto fino al primo rifornimento. Le Ferrari erano su una strategia diversa e hanno allungato, con Schumacher che è riuscito a prendersi la posizione nei confronti di Button, mentre frattanto Raikkonen si è ritirato per problemi con il motore.
Un grosso colpo di scena è arrivato intorno a metà gara, quando Alonso, mentre doppiava Ralf Schumacher che, a bordo della Williams, era nel bel mezzo di una gara difficile per problemi alla monoposto, andando a sbattere e facendo rientrare nuovamente la safety car. A parte Michael Schumacher e Barrichello, tutti si sono fermati ai box per il secondo rifornimento.

Schumacher si è ritrovato in testa alle spalle della safety car, seguito da Trulli, Button e Barrichello... questi erano a pieni giri, ma alle sue spalle fisicamente c'era Montoya, che si trovava quinto ma era già doppiato. A quel punto immagino che l'obiettivo di Michael fosse, all'uscita di scena della safety car, cercare di allungare il più possibile, casomai esistesse la possibilità di uscire dai box davanti a Trulli anziché dietro, cosa che comunque non sembrava troppo probabile. Mai sottovalutare, tuttavia, le regole non scritte della Formula 1, e una di queste recita: se metti vicini gli Schumontoya, ci sono elevate possibilità che succedano cose strane. E difatti Schumacher ha rallentato bruscamente sotto il tunnel per un bloccaggio(?), venendo centrato da Montoya e andando a cozzare contro le barriere, uscendo dal tunnel con una ruota penzolante. I commissari di gara avrebbero convocato entrambi dopo il gran premio, peraltro terminato regolarmente da Juan Pablo, ma i due ne sarebbero comunque usciti da uomini liberi.
Al restart Trulli ha allungato, ma non troppo, dato che Button gli si è avvicinato moltissimo nelle fasi finali della gara, in palio quella che per entrambi sarebbe stata la prima vittoria in Formula 1. L'ha spuntata Jarno, mentre Jenson ha dovuto aspettare altri due anni, però per Trulli è stata l'unica vittoria, mentre Button si è tolto diverse soddisfazioni. Barrichello ha concluso a debita distanza, riuscendo tuttavia a ottenere un podio nel giorno del proprio compleanno.

Tra una cosa e l'altra Montoya ha terminato proprio in quarta posizione, senza perdere terreno dopo l'incidente con Schumacher, mentre in quinta posizione... non credo ai miei occhi, Felipe Massa a bordo di una Sauber invece di essere a verniciare le barriere della Sainte Devote. Aaaawwww! Le Toyota di Cristiano Da Matta e Olivier Panis hanno chiuso 6/8 con in mezzo la Jordan di Nick Heidfeld e in totale nove piloti hanno completato la gara: l'ultimo era Zsolt Baumgartner sulla Minardi anche se, per avere completato oltre il 90% di gara prima del ritiro per un problema al cambio, Ralf Schumacher è stato classificato decimo invece che risultare DNF.


martedì 9 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: l'esordio stagionale a Montecarlo

Sono passati ormai sessant'anni dal lontano 1964 e, in occasione di questo anniversario, ho deciso di ripercorrere, con una serie di appositi post, tutta quella stagione, iniziata il 10 maggio con il Gran Premio di Montecarlo. Sulle anguste e tortuose stradine del Principato, come le avrebbe definite Mazzoni se fosse un viaggiatore nel tempo e fosse andato nel 1964 a raccontare questo evento, Jim Clark ha conquistato la pole position.
Questo è facilmente ricostruibile, mentre è un po' più difficile andare a ripescare gli eventi della gara, dato che esistono video di durata di un minuto, due quando va bene, mentre mi ero entusiasmata nel trovare su Youtube un video della durata di ben cinque minuti per poi scoprire, mentre lo guardavo, che non era un video sul gran premio, ma semplicemente un breve servizio del 1964, in stile guida turistica, su Montecarlo. Però, ecco, mi ha fatto pensare a Mazzoni quindi mi sento ugualmente soddisfatta!

Torniamo al pilota della Lotus che scattava dalla pole position davanti a Jack Brabham su una vettura del suo omonimo team, a Graham Hill su BRM, a John Surtees su Ferrari e a Dan Gurney su Brabham a completare i primi cinque. In totale c'erano sedici vetture sulla griglia di partenza, perché ai tempi in griglia a Montecarlo andavano solo in sedici, con gli altri che potevano tornarsene tranquillamente a casa. Uno dei non qualificati era Chris Amon, a bordo di una Lotus del team Reg Parnall.
La gara durava cento giri e Clark l'ha iniziata mantenendo la testa, seguito brevemente da Brabham che poi è stato costretto al ritiro. Gli è succeduto in seconda posizione Gurney, seguito da Graham Hill. Sono stati proprio Gurney e Hill, quando Clark ha iniziato ad accusare dei problemi di motore a circa un terzo di gara, a prendere la prima e la seconda posizione, con Hill successivamente passato in testa appena superata la metà gara, dove è rimasto fino alla bandiera a scacchi, andando nuovamente a vincere sul tracciato monegasco.
Con il ritiro di Gurney per un problema al cambio, Clark si è riappropriato almeno della seconda piazza, ma non era destinato a fare 1/2 con il suo best friend forever Hill, in quanto la vettura l'ha lasciato a piedi a quattro giri dalla fine. Visto che comunque non c'era nessuno a pieni giri, ha chiuso comunque in quarta piazza, con secondo Richie Ginther su BRM e terzo Peter Arundell su Lotus.

Hanno concluso la zona punti Joakim Bonnier su Cooper e Mike Hailwood su Lotus. Sfortunatamente si è trattato di una gara falsata, in quanto nessun pilota Ferrari ha visto la bandiera a scacchi: Surtees si è ritirato ancora nelle prime fasi per un guasto mentre si trovava in bassa zona punti, mentre destino analogo è toccato, a gran premio invece inoltrato, al suo compagno di squadra Lorenzo Bandini, quando si trovava al quarto posto.
Come potete facilmente dedurre, la Scuderia di Maranello non sembrava avere al momento il mondiale in tasca. Aveva comunque il fascino rappresentato dalla presenza di un campione di motociclismo al volante e sappiamo tutti che le moto sono più interessanti delle auto, secondo la legge del motorsport da bar! In più, così come non è tutto oro quello che luccica, anche quello che non luccica non necessariamente è falsato: stay tooned, che i mondiali finiscono all'ultimo gran premio della stagione e che, anche se non li vincono vetture rosse, non sempre le vetture bianco-blu sono meno ricche di fascino!

mercoledì 27 dicembre 2023

Montecarlo/ Indianapolis 1960, l'ultima sovrapposizione

Il mondiale 1960 è stato l'ultimo, nella storia della Formula 1, nel quale è stata inclusa la Cinquecento Miglia di Indianapolis. Il tentativo di mashup tra due mondi diversi non aveva mai funzionato molto e ancora meno può funzionare quando le due gare si svolgono praticamente in SoVrApPoSiZiOn3: il Gran Premio di Montecarlo si svolgeva il 29 maggio 1960, la Indy 500 il 30. Inutile dire che c'erano griglie totalmente diverse e che squadre e piloti che disputavano il mondiale di Formula 1 stavano in griglia nel Principato, o almeno ci provavano, visto che solo le sedici vetture più veloci vi avevano accessotre Ferrari si sono qualificate a centro gruppo: Wolfgang Von Trips, Richie Ginther, Phil Hill. Non ha avuto questo onore, invece, Cliff Allison, che con il diciottesimo tempo è stato il secondo dei non qualificati.

Il GP di Montecarlo durava ai tempi cento giri e Stirling Moss, su Lotus, che partiva dalla pole position, è scivolato al via alle spalle di Jo Bonnier sulla BRM e inizialmente anche alla Cooper di Jack Brabham. Superato quest'ultimo si è lanciato a inseguire Bonnier, superandolo dopo sedici giri e a quel punto iniziando ad allungare.
In un secondo momento Brabham ha iniziato a rimontare, fino a portarsi in testa, se non che durante uno scroscio di pioggia prima di metà gara, è andato a sbattere alla Sainte-Devote mentre era in testa. Altri piloti hanno fatto delle sbinnate, tra cui Bruce McLaren e Phil Hill, ma sono riusciti a proseguire.
Nel frattempo le vetture - tra cui la Ferrari di Von Trips, ferma per avaria - diminuivano a vista d'occhio. In una seconda parte di gara senza pioggia, Moss era di nuovo in testa anche se poi una sosta l'ha fatto scivolare dietro a Bonnier, da lui comunque superato in seguito. Bonnier ha avuto un guasto in seguito, verso tre quarti di gara e McLaren su Cooper ha chiuso secondo, con P.Hill terzo.
Tony Brooks, su Cooper, era l'unico altro pilota ancora in pista, anche se Bonnier e Ginther risultano non solo classificati quinto e sesto, ma hanno anche portato a casa i punti delle rispettive posizioni.

A Indianapolis, è stato Eddie Sachs a partire dalla pole position, ma fin dalle prime fasi sono stati Jim Rathmann e Rodger Ward, entrambi del team A.J. Watson, che partivano secondo e terzo, a svettare e a lottare per la prima posizione. Sachs è uscito di scena in corso d'opera, per un guasto, e tra i piloti che inizialmente potevano infastidire i leader c'era Troy Ruttman, poi ritirato per incidente.
Il duello Rathmann vs Ward è perdurato praticamente per tutta la gara, nonostante Ward a un certo punto fosse rimasto fermo durante un pitstop, perdendo terreno. Nella parte finale, lo scontro si è fatto ancora più acceso, con sorpassi e controsorpassi e il terzo, al momento, Johnny Thomson che si avvicinava. Ha dovuto comunque fermarsi ai box per cambiare gomme e avrebbe terminato la gara quinto.
Sono state le gomme a essere fatali a Ward, costretto a rallentare quando era in testa a causa del degrado. Superato a tre giri dalla fine da Rathmann, ha gestito per la seconda piazza per arrivare almeno al traguardo, mentre parecchio più indietro Paul Goldsmith ha battuto per un soffio Don Branson - in precedenza autore di un testacoda in pitlane - per il terzo posto.

Piccola curiosità: oltre a Jim Rathmann, a questa edizione prendeva parte anche il fratello maggiore Dick, scattato dalla quarta casella della griglia e ritirato per un problema tecnico. I due fratelli usavano ciascuno il nome dell'altro: Jim sarebbe diminutivo di James, Dick sarebbe diminutivo di Richard... ebbene, Jim Rathmann in realtà si chiamava Richard, mentre Dick Rathmann in realtà si chiamava James.
Sembra che lo scambio di nomi sia avvenuto quando Richard/Jim all'età di sedici anni iniziò a gareggiare con l'identità del fratello (quindi Jim Rathmann), affermandosi con quel nome - a quel punto James/Dick prese a sua volta il nome del fratello (quindi Dick Rathmann) e per evitare confusione si tennero quei nomi vita natural durante, almeno nel mondo delle corse. Sarei molto curiosa di sapere chi si girava quando qualcuno chiamava o l'uno o l'altro.


giovedì 7 dicembre 2023

Gli angusti e tortuosi rewatch: GP Monaco 2002

Montecarlo, 26 maggio 2002: sono passate due settimane dal celebre ordine di scuderia del GP d'Austria e le polemiche in questione non si sono ancora placate. Nei giorni antecedenti al gran premio, piloti di altre scuderie vengono interpellati in proposito, con alcune interviste infilate nel video di highlight che ho visto per scrivere questo resoconto. In sintesi, secondo Jacques Villeneuve, ai tempi dei very uominy non sarebbe successo il teatrino del podio, perché se i piloti sono very uominy accettano di essere fischiati senza scambiarsi posizione sul podio, mentre secondo David Coulthard ai tempi dei very uominy i piloti proseguivano la propria gara addirittura sulla vettura dei compagni di squadra, quindi se i giornalisti fossero very uominy non farebbero caciara per due settimane.
Il top dei top è comunque Juan Pablo Montoya, che interpellato se alla Williams potrebbe succedere la stessa cosa ridacchia affermando che tra lui e il suo compagno di squadra non funzionerebbe. Comunque sia, al momento si procaccia la pole position, precedendo Coulthard.


David si porta in testa al via, segue Montoya, seguono Michael e Ralf Schumacher partiti affiancati, dalla terza e quarta posizione in griglia. Rubens Barrichello parte quinto, ma viene sfilato da Jarno Trulli e Kimi Raikkonen, con le posizioni tra i primi sette destinate di fatto a rimanere invariate per qualcosa come metà gara.
In compenso, dietro di loro c'è chi ne combina di tutti i colori, è il caso di Allan McNish, il pilota della Toyota è il primo a uscire di scena per incidente. Takuma Sato, che precede il compagno di squadra Giancarlo Fisichella, viene inoltre istruito di lasciare passare il pilota italiano, ma prima che ciò accada si schianta uscendo dal tunnel. In casa Jordan potrebbero non essere troppo soddisfatti!
L'apoteosi arriva con un duello tra una Arrows e una Sauber, due brasiliani al volante. Si arriva a Sainte-Devote ed Enrique Bernoldi viene malamente tamponato proprio dall'uomo che sussurrava a Sainte-Devote, ovvero Massa. I due ripartono, con Felipe che si procaccia una penalità per il misfatto.


A metà gara il duello Raikkonen/ Barrichello si conclude con un incidente che mette fine alla gara del pilota McLaren, mentre Montoya è costretto al ritiro per guasto al motore come fosse un Villeneuve qualsiasi al volante di una B.A.R. - sì, è così che si ritira Platinum Jacques. Sull'altra B.A.R., invece, Olivier Panis si ritira per incidente con la Renault del futuro pilota B.A.R. Jenson Button.
Escono di scena anche Massa per incidente dovuto a un guasto ai freni - così dice, almeno - e Mika Salo sulla Toyota che esce a sua volta per incidente. Si è ritirato già da tempo anche Alex Yoong sulla Minardi, ma who kers di Yoong, quello che conta è un podio da mascelloni! Coulthard batte di un secondo Michael Schumacher, Ralf chiude terzo ultimo pilota a pieni giri. Sarà l'unica vittoria stagionale per la McLaren.
Trulli su Renault e Fisichella su Jordan lottano per il quarto posto, l'abruzzese ne esce vincente. L'ultimo punto va a Heinz-Harald Frentzen sulla Arrows, che prevede Barrichello, la Sauber restante di Nick Heidfeld e le Jaguar di Eddie Irvine e Pedro De La Rosa a chiudere la top-ten. L'eroe del 2001 - ricordate? - Bernoldi arriva dodicesimo e ultimo, alle spalle della Minardi di Mark Webber.

domenica 3 settembre 2023

Stagione 1961 - parte 1/3 (MON/ NED/ BEL): stradine anguste e tortuose, un pittore e una Ferrari gialla

Carissimi commissari di percorso che stanno a mezzo metro di distanza dalla pista quando passano le monoposto, vi avverto che sta per iniziare un lungo viaggio nel 1961, strutturato in tre diversi post, che ripercorreranno gli eventi di quella stagione. Per la prima volta dal 1950, la Cinquecento Miglia di Indianapolis non faceva più parte del mondiale di Formula 1. Soltanto otto eventi andavano a comporre il campionato, il primo dei quali a Montecarlo il 14 maggio. Ho trovato su Youtube un meraviglioso servizio della BBC in proposito della durata di circa cinquanta minuti: è una perla rara per l'epoca di cui stiamo parlando, non è che di ogni gran premio si trovi una sintesi simile e, per quanto neanche metà del filmato sia di immagini di gara, è stato tutto fantastico, anche per il modo in cui si viene gettati dentro al clima del gran premio monegasco e dentro al clima degli anni '60.
Inquadrature dall'alto con ottimi scorci sul circuito, covoni di paglia, alberi a lato della pista, pure un pilota seduto dentro l'abitacolo con la sigaretta in bocca, poi Richie Ginther che palesemente rumina una gomma da masticare, annunciatori seduti ai loro tavoli, il briefing con il direttore di gara Louis Chiron prima della partenza, il quale parla in francese ai piloti, evidentemente lingua universale! Poi le monoposto che si apprestano a partire... ed ecco che si entra nel vivo.


Stirling Moss su Lotus scattava dalla pole position, su una griglia a cui erano ammessi soltanto sedici piloti sui ventidue che avevano tentato di qualificarsi. Ginther si è portato in testa alla partenza, mentre per brevissimo tempo Jim Clark è stato secondo, per poi ritrovarsi ben presto nelle retrovie. Il filmato non era abbastanza chiaro sul suo destino - lo si è visto fermarsi molto più avanti - mentre era palese che Moss era secondo, ormai alla rincorsa di Ginther.
Il ferrarista ha passato in testa i primi tredici giri su un totale di cento per poi subire il sorpasso di Moss e anche da parte della Porsche di Joakim Bonnier (divenuto "Jacques" Bonnier a un certo punto della telecronaca) poi costretto al ritiro poco dopo la metà della gara.
Di Ferrari in pista ce n'erano tre e una delle altre si è ritrovata frattanto davanti a Ginther: era quella di Phil Hill, che non aveva tuttavia il passo per sperare di raggiungere la Lotus di Moss. Al 75° giro c'è stato quindi uno switch tra le posizioni di Ginther e Hill (per fortuna ai tempi eventuali gintherini e philhillini non avevano la possibilità di litigare davanti a chiunque), con Richie all'inseguimento di Moss, senza tuttavia fare meglio del secondo posto. Phil Hill ha chiuso terzo, precedendo il compagno di squadra Wolfgang Von Trips, con la Porsche di Dan Gurney e la Cooper di Bruce McLaren a completare la zona punti.
Il filmato è terminato con il presentatore che affermava che Moss aveva vinto per la terza volta il GP di Montecarlo, che non aveva ancora vinto un mondiale, ma che era il pilota da battere. Sicuramente vi chiederete dopo questa gufat-... ehm, volevo dire, dopo questa osservazione per nulla nefasta, come sia proseguita la stagione, quindi vi narrerò in breve gli eventi successivi, di cui si trovano invece solo brevi sintesi.

GP OLANDA - disputato di lunedì(!!!!) 22 maggio, questo gran premio vanta due pittoreschi primati: 1) è stato il primo gran premio in cui non è stato effettuato alcun pitstop (e oserei dire lo si potrebbe considerare l'unico, dato che l'altro è stato il non-gran premio del Belgio 2021), 2) per la prima volta nella storia non c'è stato alcun ritirato, primato che attualmente condivide con molti gran premi contemporanei, ma che non si sarebbe ripetuto fino al 2005.
Phil Hill scattava dalla pole position, ma è stato Von Trips ad andare in testa, restandoci fino alla fine e vincendo per la prima volta in Formula 1. P.Hill si è ritrovato a lottare per la seconda piazza con Clark, riuscendo infine a spuntarla e ad avanzare fino quasi a raggiungere il compagno di squadra - gap finale inferiore al secondo - mentre Jim chiudeva in terza piazza. Moss, uscito vincente da un duello con Ginther, l'ha preceduto per la quarta/ quinta posizione, mentre Jack Brabham su Cooper ha completato la zona punti.
La sintesi è breve, ma mostra un momento incredibile, con l'inquadratura di un pittore che, a lato della pista, dipinge una monoposto nella cornice di Zandvoort. Non so voi, ma nel vedere queste immagini ho respirato poesia purissima.



GP BELGIO - evento a cui per qualche astrusa ragione a tutti gli iscritti sono stati assegnati numeri pari, si è svolto il 18 giugno, a una settimana di distanza dalla 24 Ore di Le Mans conquistata dalla Ferrari di Phil Hill e Olivier Gendebien, quest'ultimo ha preso parte al GP di Spa Francorchamps a bordo di una quarta vettura della scuderia... gialla (non il giallo Modena, ma il colore nazionale del Belgio)!
La Scuderia di Maranello ha dominato le qualifiche: Von Trips, Hill, Ginther e Gendebien nelle prime quattro posizioni, con la Ferrari gialla che ha pure percorso tre giri in testa totali in vari momenti nella prima parte della gara - al via Graham Hill su BRM aveva tentato di prendere la leadership, per poi essere superato in breve dalle quattro Ferrari.
Le dinamiche della gara non sono molto chiare, ma Phil Hill e Von Trips si sono alternati più volte in testa nel corso della gara, con alla fine l'americano vincitore e il tedesco secondo classificato. Ginther ha concluso il podio, mentre Gendebien sulla Ferrari gialla è giunto quarto. John Surtees, su Cooper, nelle prime fasi di gara impegnato a lottare con Graham Hill, in seguito ritirato, si è classificato quinto, mentre Dan Gurney ha completato la zona punti. Moss ha chiuso ottavo alle spalle di Bonnier, relegato ormai terzo in classifica dietro a P.Hill e Von Trips.


Immagino che, se state leggendo questo mio post, abbiate quantomeno un'infarinatura generale di Formula 1 vintage e che sappiate come sia andato a finire questo mondiale.
Continuerò ovviamente a raccontarvi il proseguo della stagione con due ulteriori post, ma dato che siamo nel bel mezzo del weekend di Monza, mi sembra doveroso ricordare che Wolfgang Von Trips ci lasciava, nel più devastante incidente della storia della Formula 1, insieme a quindici spettatori al GP d'Italia 1961. :-(((




sabato 5 agosto 2023

Stagione 1966 - parte 1/5 [MON]: un'angusta e tortuosa contaminazione cinematografica

Carissimi lettori, vi do una notizia che potrebbe piacere a chi tra voi è appassionato di Formula 1 vintage, di quella moooolto vintage, ovvero che sta per iniziare un viaggio in cinque puntate nell'intero mondiale 1966. Vi avverto fin da ora, tuttavia, che il 1966 era il 1966, che video con effettive sintesi delle gare ne esistono pochi (esistono più che altro occasionali scorci sulle gare, spesso senza audio o con musica a fare da contorno), quindi bisogna arrangiarsi molto, già iniziando dal Gran Premio di Montecarlo.
La gara si svolgeva il 22 maggio, era quella che apriva la stagione e cercando su Youtube ecco comparire un video di circa tre minuti su quell'evento. Si vedono auto che girano sul tracciato, inquadrature piuttosto suggestive del tracciato, pannelli su cui sono esposte le posizioni con i numeri di gara che vengono cambiati manualmente, giornalisti che prendono appunti con in una mano la penna e nell'altra la sigaretta... insomma, un mondo totalmente diverso dal nostro (e, giusto per chiarire il concetto di fronte a potenziali driverstosurvivers anti-fumo, ci tengo a precisare che ritengo il divieto di fumo nei luoghi pubblici e soprattutto negli ambienti di lavoro come una grande conquista - l'unico lato negativo è che all'esterno spesso non viene fatto uso del posacenere spargendo mozziconi in giro - era solo per segnalare un dettaglio che al giorno d'oggi sarebbe improbabile).

Alcune scene di questo gran premio sono inserite anche all'interno del film "Grand Prix", ma preferisco non mischiare il cinema con il motorsport in questa ricostruzione - seppure quello fosse un film davvero meritevole sul motorsport - e concentrarmi sul fatto che in pista c'erano sedici vetture. Aggiungo solo il dettaglio che, tra queste sedici vetture, le McLaren avevano una livrea bianco-verde invece che la loro tradizionale verde-grigia per impersonare le vetture del team Yamura nella storyline del film.
Bene, proseguiamo e passiamo oltre, torniamo alle sedici vetture. Risulta che Phil Hill fosse tra gli iscritti al volante di una Lotus, ma il suo tempo di qualifica è alto e risulta DNS. Facendo qualche ricerca, sembra che sia sceso in pista nelle sessioni antecedenti alla gara solo perché sulla sua vettura c'era un camera-car per fare delle riprese. Sto iniziando a pensare che la contaminazione motorsport/ cinema iniziasse ad allargarsi un po' troppo, ma è pur vero che nel 1966 i mezzi erano quelli che erano e bisognava arrangiarsi come si poteva!
Torniamo alle sedici vetture, che sono quante per questioni di sicurezza potevano prendere parte al gran premio sul tracciato cittadino del Principato e preoccupiamoci di chi fosse il poleman: era Jim Clark, su Lotus, che tuttavia sembra avere avuto qualche genere di problema o alla partenza o nel corso del primo giro, dato che risulta ultimo al termine della tornata. Tutto ciò è trionfo della giustizia divina, dato che in testa c'era la Ferrari di John Surtees.

Piccolo problema: di giri ce n'erano 100 e Surtees ne ha percorsi all'incirca una quindicina prima di essere messo out da un guasto alla trasmissione, il che ha reso la gara falsata. In testa c'era Jackie Stewart sulla BRM a quel punto, mentre in seconda posizione è risalito Jochen Rindt su Cooper, fintanto che non è stato abbandonato dal motore. Secondo si è ritrovato allora Lorenzo Bandini sull'unica Ferrari superstite. O meglio, Bandini ha superato Rindt, il quale ha perso anche altre posizioni prima di ritirarsi decisamente più tardi per un guasto al motore. Frattanto è passato al terzo posto Graham Hill su BRM, mentre Clark al 37° giro era già al quarto posto. Vi sarebbe rimasto fino al 60°, costretto al ritiro da un guasto a una sospensione in una gara condizionata da un elevato attrition rate.
Stewart/ Bandini/ G.Hill, la loro gara procedeva senza alcun problema, diversamente da quella di Clack, e completati gli ultimi quaranta giri sono saliti sul podio... sempre ammesso che ci fosse un podio per i primi tre classificati il che a Montecarlo non era la prassi. Richie Ginther, su Cooper, ha occupato la quarta posizione per un certo tratto, ma il suo ritiro all'80° ha fatto sì che ad aggiudicarsi il quarto posto fosse Bob Bondurant - unico arrivo a punti in Formula 1 - su BRM, ultimo dei piloti classificati. Era di recente stata inserita la regola del 90%, tanto che le Cooper di Guy Ligier e Jo Bonnier ancora in pista a 25+ giri di gap dalla vetta sono state considerate NC.

Bene, siamo arrivati in fondo al GP di Montecarlo, mi sarebbe piaciuto potervi dire di più, ma non c'è molto altro che sia alla portata di noi comuni mortali che ci informiamo su Youtube e su Google (o su statsf1.com che tuttavia non ha alcuna cronaca dell'evento, seppure rivelandosi utilissimo con il lap by lap), quindi non mi resta altro da fare che darvi appuntamento alla prossima puntata di questo viaggio nel mondiale 1966.


lunedì 29 maggio 2023

Formula 1 2023: #6 Gran Premio di Montecarlo - il commento del lunedì

Sono state settimane lunghe e piene di polemiche sterili, dal lato social. Ne ho lette di tutti i colori e non sono sicura di volerle commentare, quindi credo sia meglio ripensare ai bei vecchi tempi. Per esempio ripensare al 1996 quando Olivahhhh Penis vinse il gran premio ed entrò per sempre nella storia del motorsport. Quei giorni, tuttavia, sono ormai molto lontani e non c'è speranza di farli rivivere, dobbiamo accontentarci solo di quello che abbiamo a disposizione oggi, tipo i Leclainz che a random hanno un momento Perocon sollevando il caos tra i loro tifosi social. Non che i tifosi formato social dei Leclainz siano degni di essere citati nella stessa frase di Panis, ma dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo, ovvero al momento poco e niente.

CRONACA PER IL FORUM - Montecarlo, sesto appuntamento della stagione, il ritorno della Formula 1 dopo tre settimane da Miami, a seguito dell'annullamento del GP di Imola della scorsa settimana a causa dell'alluvione in Emilia Romagna.
Le qualifiche, come al solito nel Principato, si rivelano piuttosto entusiasmanti, con i tempi che si abbassano fino all'ultimo. Per Checo Perez, tuttavia, la qualifica non è affatto entusiasmante, in quanto finisce a muro nelle prime battute ed è costretto a partire ultimo.
Se in Q1 è uscito già un pilota illustre, in Q2 esce di scena anche Lance Stroll, che a giudicare dai tempi di Fernando Alonso butta via una buona occasione visto che l'Aston Martin sembra andare piuttosto forte. Infatti in Q3 il campione del mondo 2005 e 2006 va vicinissimo a conquistare la pole position, venendo battuto in extremis da Max Verstappen che, dopo avere strisciato contro il muro nel precedente settore, nel terzo fa un tempo mostruoso.
In generale i tempi sono abbastanza vicini e Charles Leclerc ottiene il terzo tempo, tuttavia per ostruzione nei confronti di Lando Norris riceve tre posizioni di penalità. Questa è la griglia di partenza effettiva:

1^ fila: Verstappen - Alonso
2^ fila: Ocon - Sainz
3^ fila: Hamilton - Leclerc
4^ fila: Gasly - Russell
5^ fila: Tsunoda - Norris
6^ fila: Piastri - De Vries
7^ fila: Albon - Stroll
8^ fila: Bottas - Sargeant
9^ fila: Magnussen - Hulkenberg
10^ fila: Zhou - Perez

La gara inizia alle 15,00 con cielo nuvoloso e i giri previsti sono 78. Mentre le posizioni dei primi rimangono invariate, nelle retrovie c'è un contatto tra Sargeant e Hulkenberg per il quale questo sarà penalizzato. Stroll frattanto perde posizioni, mentre alcuni piloti nelle retrovie si fermano ai box già dopo un giro, uno di questi è Perez che si ritrova al ritorno in pista diciottesimo, ma già con entrambe le mescole utilizzate e pista libera davanti a sé.
Verstappen nei primi giri ha un ritmo abbastanza alto, ma lo abbassa in un secondo momento. Alonso rimane staccato di due/ tre secondi mentre viene distanzato maggiormente Esteban Ocon, che si ritrova terzo con Carlos Sainz negli scarichi. Quest'ultimo tenta un sorpasso all'11° giro, ma lo tampona lievemente e rompe un pezzo di ala anteriore, che tuttavia si stacca permettendogli di proseguire. Lewis Hamilton, quinto, non riesce ad approfittarne per avvicinarsi.
Raggiunto Stroll, nel frattempo, Perez rimane con il canadese in trenino dietro a Sargeant e Magnussen, fintanto che al 18° non riescono tutti a superare la Williams. A parte questo, tuttavia, la gara di Perez non sembra prendere alcuna svolta, per il momento, si trova ancora 16° e dopo una trentina di giri di gara Verstappen - che adesso ha sette secondi di vantaggio su Alonso - giunge alle sue spalle pronto a doppiarlo.
Davanti è il momento delle soste, Hamilton, Ocon e Sainz si fermano al 32°, 33° e 34°, con le posizioni tra i tre che rimangono invariate. Già doppiato, nel frattempo Perez duella in modo scatenato con Stroll, lo supera fuori dalla pista, dopodiché in lotta con Magnussen lo tocca e rompe l'ala, è costretto subito dopo a fermarsi ai box dove avrà una lunga sosta tornando in pista penultimo davanti al solo Sargeant. Rimangono a duellare Magnussen e Stroll, che vengono doppiati da Alonso e in seguito hanno un contatto tra loro.
Leclerc si ferma al 45° giro. Era al momento terzo davanti a Pierre Gasly e George Russell. Mantiene la posizione su Gasly quando si ferma al 48°, mentre Russell al momento rimane in pista: sta per arrivare la pioggia. E infatti arriva poco dopo, ma quando Alonso si ferma rimette gomme da bagnato. La pioggia al momento sembra contenuta e si accende di nuovo il duello tra Ocon e Sainz.
Poi la pioggia aumenta e ne succedono di tutti i colori, le cose più altisonanti Verstappen, Sainz e Stroll che vanno a verniciare muri ma ripartono, nel caso di Verstappen senza perdere terreno e nel caso di Stroll danneggiando la vettura, e Russell che si tocca con Perez doppiato procacciandosi in seguito una penalità che applicata a fine gara non cambierà la sua posizione. Tutti iniziano a fermarsi per le intermedie, Alonso si ferma di nuovo e in Ferrari rimandano di un giro. I primi otto a soste ultimate sono Verstappen, Alonso, Ocon, Hamilton, Russell, Leclerc, Gasly e Sainz con un abisso sui piloti che seguono.
Magnussen rimane in pista su gomme da asciutto, ma al 58° sbatte, anche se riesce a ripartire. Lo stesso accadrà poco dopo a Sargeant, mentre al 60° Magnussen stavolta su full wet è di nuovo fermo in una via di fuga, ma riparte di nuovo.
La pioggia non dura a lungo, ma la pista è ancora umida nelle fasi finali, con Tsunoda che si ritrova nono ma ha problemi di freni, viene superato dalle McLaren e al 69° finisce in una via di fuga, ma riparte e non genera intralcio. Al 72° Verstappen, uscito indenne da una toccata contro il muro, doppia Perez una seconda volta, Checo al momento su full wet si ferma poco dopo passando alle intermedie, è il suo quinto cambio gomme e torna in pista 17°, dietro di lui ci sono solo Sargeant e Magnussen, anche se Kevin si ritira ai box a due giri dal termine. Si avvicinerà a Hulkenberg nelle fasi finali della gara, non riuscendo a superarlo, ma otterrà la posizione perché Nico è penalizzato post gara per non avere scontato la precedente penalità, il tutto mentre Verstappen vince con mezzo minuto di vantaggio su Alonso. // MILLY SUNSHINE(C) PER F1GC

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Fernando Alonso (Aston Martin), 3. Esteban Ocon (Alpine), 4. Lewis Hamilton (Mercedes), 5. George Russell (Mercedes), 6. Charles Leclerc (Ferrari), 7. Pierre Gasly (Alpine), 8. Carlos Sainz (Ferrari), 9. Lando Norris (McLaren), 10. Oscar Piastri (McLaren), 11. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 12. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 13. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 14. Alex Albon (Williams), 15. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 16. Sergio Perez (Redbull), 17. Nico Hulkenberg (Haas), 18. Logan Sargeant (Williams), 19. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Lance Stroll (Aston Martin).

RIFLESSIONI DEL LUNEDÌ - è strano ritrovarsi all'indomani di un gran premio con gente che litiga sui Leclainz, dopo che Sainz appena andato a muro ha deciso che lui e Leclerc dovevano diventare i Perocon, ma la cosa più trash è che ci sia gente che discute a proposito del fatto che si odianohhhh, anzi no, sono aMiK3TtY, livello groupie delle boyband. Non so, un tempo ci si sarebbe preoccupati del fatto che i due individui in questione tra una cosa e l'altra corrono per una squadra che giovedì fa proclami e alla domenica fa sesto e ottavo posto.
In realtà a mio parere bisognerebbe focalizzarsi anche sui proclami e sul fatto che ogni volta la gente ci creda, devo ammettere che questo è di gran lunga più preoccupante. Onestamente, non ho idea di come faccia una buona parte del fanbase ferrarista continuare a credere ogni volta che la Ferrari vincerà, quando sistematicamente non va neanche a podio. Mi è del tutto incomprensibile.
Non aggiungo altro, perché il prossimo gran premio è alle porte. Anticipo che, se in questo weekend Leclerc ha indossato una tuta celebrativa beige - che personalmente mi dava molte 70s vibes - il prossimo Sainz indosserà una tuta celebrativa con qualche rifinitura gialla, sulla quale preferisco non dire nulla se non che non esistono più le tute celebrative di una volta!

venerdì 26 maggio 2023

26.05.1968: attrition rate elevatissimo, un podio inedito, ma alla fine vince sempre il Principe di Montecarlo

Buongiorno a tutti, oggi è venerdì 26 maggio 2023, giorno delle prove libere a Montecarlo, ma non sono qui a discutere del fatto che fino a due anni fa si svolgevano di giovedì. Sono piuttosto qui per raccontarvi che, nonostante la narrazione monegasca racconti che Ayrton Senna ci ha vinto sei volte e tutti gli altri erano degli scarsi, prima di lui c'era un certo signore inglese con i baffi stile Zorro che ci ha vinto ben cinque volte. Quindi assolutamente, complimenti a Senna per le sei vittorie, ma per favore evitiamo di affermare che tutto ciò che sia meno di sei sia il nulla. A suo tempo vi avevo raccontato ben tre delle cinque vittorie nel Principato di Graham Hill, mi mancano solo quella del 1964 e quella del 1968. Per il 1964 ho progetti vaghi, mentre quella del 1968 ve la racconto oggi, specificando anche che era l'anniversario della precedente vittoria di Hill nel 1963. Oggi è l'anniversario di entrambi quegli eventi, il 60° e il 55°, quindi mi sembra giusto raccontarvi del 1968.
Preciso per gli analfabeti funzionali che quanto detto sulle sei vittorie di Senna non vuole in alcun modo sminuirlo, quanto piuttosto sminuire quella teoria secondo cui ci deve essere un solo pilota da ammirare e tutto il resto fa schifo. Le sei vittorie di Senna, aggiungo, sono state tutte raccontate in passato su questo blog.

Il 1986 è stato il primo gran premio monegasco a scendere sotto i cento giri, reputando troppo pericolosa una gara così lunga a seguito della tragica morte la stagione precedente di Lorenzo Bandini. I giri previsti erano ottanta e c'erano in griglia solo sedici vetture, per questioni di sicurezza. I non qualificati, comunque, erano solo due, visto che le entries totali erano diciotto. La Ferrari aveva disertato l'evento, nella convinzione che fosse troppo pericoloso nonostante le migliorie apportate.
Chris Amon, ai tempi pilota Ferrari, era stato scelto dalla Matra come one-off per sostituire Jackie Stewart infortunato a un polso, ma il veto della Ferrari ha impedito che accadesse. Quel volante è quindi andato a Johnny Servoz-Gavin, che ha anche conquistato la seconda posizione in griglia alle spalle del poleman Hill.
Purtroppo non posso narrarvi la gara per filo e per segno, in quanto esiste attualmente soltanto una sintesi di meno di due minuti che sia facilmente reperibile, quello che pare appurato è che Servoz-Gavin sia anche scattato meglio di Hill portandosi in testa e leaderando i primi tre giri, per poi subire un guasto e finire fuori pista a causa del guasto stesso, terzo pilota uscito di scena - Bruce McLaren e Jackie Oliver ritirati per incidente al via.
Guasti e incidenti sono stati elevatissimi e dopo appena sedici giri erano già stati persi per strada ben undici piloti, con solo cinque auto ancora in pista. I cinque superstiti erano Graham Hill su Lotus, Richard Attwood su BRM, Denny Hulme su McLaren, infine due Cooper guidate da Ludovico Scarfiotti e Lucien Bianchi.
La cosa incredibile è che dal sedicesimo giro in poi non ci sono stati altri ritirati. Potreste pensare che Hill abbia fatto il vuoto... ebbene no, ha vinto per soli due secondi di vantaggio su Attwood, al primo podio in Formula 1... anche l'unico, in realtà. Diciamo che il vuoto l'hanno fatto in due: hanno staccato di ben quattro giri i piloti più vicini, ovvero i due della Cooper, e di sette giri Hulme. Non mi è chiaro esattamente che cosa sia successo a Hulme: il lap by lap di Statsf1.com lo dà terzo fino a poco più di metà gara, poi per qualche ragione è scivolato in ultima piazza.

Poco prima Bianchi era passato davanti a Scarfiotti per il quarto posto divenuto terzo. A proposito di Scarfiotti, purtroppo è stata la sua ultima presenza in Formula 1, in quanto l'8 giugno dello stesso anno ha perso la vita in un incidente di cronoscalata. Rimane celebre per essere l'unico pilota italiano ad avere vinto il GP d'Italia, cosa risalente al 1966. In realtà Mario Andretti si è autoproclamato come vincitore italiano del GP d'Italia, ma se prendessimo per buona la sua teoria, allora sarebbe falso anche affermare che nessun finlandese abbia mai vinto il GP d'Italia, dato che tecnicamente Nico Rosberg possiede anche cittadinanza finlandese.
Torniamo a noi, torniamo a Montecarlo e lasciamo da parte il GP d'Italia, che c'entra ben poco. Siamo al risultato finale e ne esce che non c'è stato un solo pilota a podio one-off, ma addirittura due: sia per Attwood sia per Lucien Bianchi questo gran premio ha segnato l'unico podio in Formula 1.
Al momento Attwood, che non aveva mai gareggiato in Formula 1 full time, aveva all'attivo due sesti posti come migliori risultati. Sarebbe giunto poi quarto gareggiando one-off a Montecarlo nella stagione seguente. Anche Bianchi era in Formula 1 come pilota part time e con un solo sesto posto all'attivo al suo GP di casa in Belgio nel 1960, risultato curiosamente ripetuto anche nel 1968. L'apice della sua stagione sarebbe stata comunque la vittoria alla 24 Ore di Le Mans insieme a Pedro Rodriguez.
Curiosamente il circuito dell'exploit di Lucien Bianchi è lo stesso sul quale il suo pronipote Jules avrebbe ottenuto la storica top ten con la Marussia ben quarantasei anni dopo. Purtroppo i due non hanno avuto in comune soltanto momenti gloriosi nel Principato: Lucien, infatti, è deceduto soltanto pochi mesi dopo, in un incidente in un test a Le Mans.


martedì 23 maggio 2023

Cos'è per me la poesia? Sicuramente il finale di Montecarlo 1982

Oggi è il 23 maggio 2023 ed è il 41° anniversario di uno dei miei gran premi preferiti: Montecarlo 1982. Non saprei dire con esattezza quando me ne sono innamorata perdutamente, ma fatto sta che l'ho visto più di una volta e ne sono innamorata perdutamente. <3 Attualmente non saprei dire se ci sia una versione integrale su Youtube, però ci sono degli highlight e sul canale ufficiale della Formula 1 c'è un video del finale. Ecco, devo ammettere che quel video del finale me lo vedo occasionalmente e che di fatto conosco a menoria gli eventi del finale, che è stato un finale a dir poco scoppiettante. *-* A volte viene narrato con toni addirittura più altisonanti della realtà. In sintesi le cronache ci raccontano di come in un susseguirsi incredibile di incidenti e ritiri vari, ben cinque piloti si siano alternati in testa alla gara, con un risultato finale del tutto inatteso. I piloti in questione erano Alain Prost, Riccardo Patrese, Didier Pironi, Andrea De Cesaris e Derek Daly. Gli ultimi due citati di fatto non sono mai stati in testa, ma ciò non toglie nulla alla poesia del momento.

A inizio gara (che vi ho già raccontato due volte, ma non importa, le cose belle vanno vissute in molteplici occasioni), in realtà, il leader era René Arnoux, ma la sua presenza in testa è durata pochi giri, poi è finito in testacoda. Si era già ritirato, dalle posizioni altisonanti (secondo) Bruno Giacomelli... e niente, al momento del ritiro di Arnoux, al 15° giro, ci siamo ritrovati con la top-4 così composta: Prost, Patrese, Pironi, De Cesaris, che sarebbero rimasti in quelle posizioni fino al 74°.
Deve essere stata una di quelle gare in cui i miseri popolani che non hanno un vero e proprio senso del motorsport si sono detti: "sarebbe bello spegnere la TV e andare a fare la spesa, peccato che siamo nel 1982 e non negli anni 2020, quindi ci tocca addormentarci davanti al gran premio perché il supermercato è chiuso". Poi magari è caduta la palpebra... e allora si sono persi uno spettacolo incredibile e da un'atmosfera alla "sentite come suonano le trombe". E le trombe avrebbero risuonato in abbondanza, mentre chi dormiva si sarebbe perso un finale epico.

Montecarlo è quella pista in cui si finisce per aspettare che accada qualcosa e quel giorno, in effetti, qualcosa è accaduto. Nella fase conclusiva della gara ha iniziato a piovere, ma la pioggia era contenuta e sembrava non provocare danni eccessivi, a costo di non commettere azzardi. Pare che, lontani dalle telecamere, Keke Rosberg e Michele Alboreto vadano entrambi a sbattere nel tentativo, prima l'uno poi l'altro, di superare De Cesaris... se solo avessero pazientato avrebbero incredibilmente potuto vincere.
È il 74° giro, di fatto il terzultimo, quando accade il colpo di scena: subito dopo avere doppiato Marc Surer, uno dei pochi piloti ancora presenti in pista, ecco che Prost è finito in testacoda ed è andato a sbattere! Dopo essere stato leader per quasi tutta la durata della gara e a un passo dalla vittoria - il gap tra i front runner era piuttosto abbondante - è stato costretto al ritiro.
Patrese si è ritrovato in testa con un vantaggio abbondante su Pironi che aveva a sua volta un vantaggio abbondante su De Cesaris, mentre Derek Daly, doppiato di due giri, era risalito quarto, mentre la sua vettura con un guasto perdeva olio.

In realtà Daly stava girando anche con mezza ala anteriore mancante e quella posteriore del tutto assente, ma gli occhi non erano puntati su di lui, quanto piuttosto su Patrese, che ha completato il penultimo giro in testa, ha doppiato Surer... e niente poco dopo è finito in testacoda impantanandosi, scivolato sull'olio sparso dalla vettura di Daly.
Le telecamere l'hanno abbandonato al proprio destino e hanno iniziato a inquadrare Pironi in quanto nuovo leader, alle prese con il doppiaggio di Surer. Ha tuttavia iniziato a rallentare parecchio, tanto che Surer si è sdoppiato. De Cesaris, al momento secondo, tuttavia era ben lontano, mentre si iniziava a vociferare che in realtà Patrese fosse riuscito a ripartire e stazionasse pare intorno alla terza piazza.
Ormai il suo destino sembrava segnato, di fatto era attardato al punto tale che avrebbe potuto vincere la gara solo se Pironi e De Cesaris fossero rimasti senza benzina in simultanea nel corso dell'ormai ultima tornata disponibile, uno scenario alquanto improbabil-... ah no, e riecco Patrese in testa!

Rieccolo in testa solo quando le telecamere sono andate di nuovo su di lui, perché va bene inquadrare a oltranza il leader ignorando tutto il resto, ma sapere chi fosse il leader in quel momento era un po' difficile. Poi c'era altro da inquadrare, come ad esempio Daly che andava a fermarsi abbandonato a sua volta dalla vettura - si trovava al secondo posto, in quel momento - sotto un pannello pubblicitario della Candy.
Patrese è andato a tagliare il traguardo senza sapere di avere vinto, perché aveva visto una Williams superarlo e pensava fosse Rosberg, invece era Daly che si sdoppiava. Aveva giri di vantaggio sui piloti più vicini, Nigel Mansell ed Elio De Angelis. Colin Chapman era convinto fossero arrivati secondo e terzo, ma la dura legge dei giri completati diceva che erano doppiati di due giri, mentre Pironi e De Cesaris seppure ritirati avevano percorso solo un giro in meno di Patrese, quindi erano secondo e terzo (non saprei dire se altrove ci siano mai stati due ritirati sullo stesso podio).


Concludo con questa immagine in cui si vedono tutti i contendenti alla vittoria immortalati ben prima del finale. Tutti meno Daly, in realtà, quindi ho pensato bene di aggiungervelo sopra.
Specifico anche che De Angelis, avuta comunicazione da Chapman che era finito in top-3, ha concluso la giornata recandosi sul podio nonostante in realtà fosse arrivato quinto. Però non sembrava un problema dato che su quel podio nessuno sembrava essere consapevole della propria posizione.
Vi saluto così, con questo pezzo di poesia del motorsport e con un pensiero all'immancabile Ezio Zermiani immortalato dalle foto mentre si imbucava sul podio armato di microfono.


lunedì 22 maggio 2023

GP Montecarlo 1955: l'ultimo gran premio di Alberto Ascari

Buongiorno a tutti, buon inizio settimana, buon lunedì 22 maggio 2023, vi ricordo che questo fine settimana ci sarà il Gran Premio di Montecarlo e per prepararci all'evento ho deciso di raccontarvi quello che si svolgeva esattamente 68 anni fa. Era il 1955 ed era la seconda volta che il tracciato monegasco faceva parte del calendario della Formula 1, dopo il 1950. In mezzo se ne era corso uno non championship, ma questa è un'altra storia. Se ho scelto di raccontarvi oggi l'edizione 1955 è perché si svolgeva proprio il 22 maggio. Esistono alcuni filmati d'epoca e molte cronache scritte, perché è stato un gran premio di quelli altisonanti e celebri. Credo sia però meglio iniziare dall'inizio e non dal momento clou, quindi dalle Mercedes di Juan Manuel Fangio e Stirling Moss in prima e terza posizione sulla griglia, con una Lancia in mezzo. È quella di Alberto Ascari, campione del mondo con la Ferrari nel 1952 e 1953, che partiva secondo, a bordo di una Lancia con il numero 26, numeri che ai tempi venivano assegnati d'ufficio al momento dell'iscrizione all'evento, nonché si dice, suo numero considerato sfortunato in quanto il padre Antonio era morto il 26 luglio, al GP di Francia 1925.

Ascari non scatta molto bene, scivola quarto dietro alle Mercedes e al compagno di squadra Eugenio Castellotti, il quale nei primi giri ingaggia un duello per la seconda posizione con vari sorpassi e controsorpassi, il tutto mentre Fangio è stabilmente in testa e Ascari è stabilmente quarto davanti alla Maserati di Jean Behra. Sarà Moss a uscire vincitore dal duello con Castellotti e ad appropriarsi della seconda piazza.
Le Mercedes iniziano ben presto a staccare gli avversari, mentre Castellotti, Ascari e Behra si ritrovano a lottare tra di loro per le posizioni retrostanti, la davanti invece tra Fangio e Moss, vicinissimi, ci sono posizioni congelate. Frattanto doppiano chiunque capiti loro a tiro e hanno raggiunto Behra, che apparentemente non è più nei pressi delle Lancia.
Il turning point è comunque molto vicino: nel corso del 50° giro il leader è costretto al ritiro da un guasto, Moss si ritrova al comando. Ascari è secondo: Castellotti ha avuto una foratura e ha dovuto fermarsi ai box. Terzo c'è Maurice Trintignant su Ferrari. Moss, frattanto, è il più veloce in pista, solo un colpo di scena potrebbe separarlo dalla vittoria. E difatti all'81° giro rompe il motore e si ferma ai box con la vettura in fumo.
Ascari è staccato di quasi un giro, attardato da problemi ai freni, ma è destinato a diventare leader... o almeno così sembra, perché le cose andranno molto diversamente: va a sbattere alla chicane del porto contro le barrier-... contro un asse di legno che sormonta dei sacchi di sabbia, struttura che dovrebbe avere l'effetto di una barriera. Pare che il giorno precedente, discutendone con Fangio, abbia osservato che chi usciva di pista lì sarebbe probabilmente caduto in mare.
È quello che gli succede. Riesce a uscire dalla vettura che affonda, viene soccorso da un sommozzatore e caricato in ambulanza. È in stato di shock e ha riportato una frattura al naso, il che comunque significa che gli è andata di lusso.

Mancano ancora diciannove giri di gara, Trintignant rimane in testa fino al traguardo e vince davanti a Castellotti e a Cesare Perdisa, compagno di squadra di Behra che ne ha preso il posto sulla sua vettura: sono gli anni '50, i piloti possono essere convocati ai box e rimpiazzati da compagni di squadra ritirati. Nino Farina su Ferrari si piazza quarto, mentre Luigi Villoresi su Lancia è quinto e ultimo a punti precedendo il compagno di squadra 55enne Louis Chiron.
Vorrei dirvi che questa storia finisce qui, con Ascari infortunato ma sopravvissuto al volo nel porto, ma la storia non finisce qui, come sapranno tutti i motorsport geek che mi leggono. Qualora non siate motorsport geek e siate finiti qui per caso con una sola infarinatura generale di motorsport, tipo di infarinatura che di solito finge che gli anni '50 non siano mai esistiti, preparatevi perché il seguito non è affatto positivo.
Quattro giorni dopo l'incidente Ascari si trova a Monza. Non vi si trova per mettersi al volante, in teoria. È il suo compagno di squadra Castellotti che è lì per testare una Ferrari con la quale dovranno gareggiare in un'altra categoria il weekend seguente. Ascari, tuttavia, scenderà in pista guidando tale vettura, nonostante non abbia con sé il suo casco che non sostituisce mai e debba farselo prestare da Castellotti.
Alberto ha trentasei anni, come suo padre Antonio al momento dell'incidente mortale avvenuto trent'anni prima. Era il 26 luglio, trent'anni prima, mentre adesso è il 26 maggio: il numero 26 ritorna con tutta la sua aura nefasta. Per circostanze mai del tutto chiarite - forse per un malore del pilota, oppure per uma manovra avventata dettata dal dovere schivare una persona che presumibilmente attraversava il tracciato - esce di pista sbattendo violentemente.
Se ne va così il miglior pilota italiano della storia della Formula 1. Tra i suoi risultati l'incredibile striscia di sette vittorie consecutive, ottenuta tra il 1952 e il 1953, eguagliato soltanto nel 2004 da Michael Schumacher e battuto sessant'anni dopo, nel 2013 da Sebastian Vettel con nove vittorie di fila. Non più record, nel 2015/2016 anche Nico Rosberg si aggiungerà ai pochi piloti che hanno vinto sette gran premi di fila. In tutti questi casi, tuttavia, l'affidabilità era di gran lunga superiore a quella dei tempi di Ascari e record eguagliato battuto non significa che la sua impresa diventi meno leggendaria.