Questa è una delle immagini più divertenti ad oggetto Indycar che io ricordi di avere mai visto. Mi è capitata davanti agli occhi e ho deciso che meritava che le dedicassi un post! *-*
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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venerdì 9 febbraio 2018
sabato 12 agosto 2017
Scottish Airlines
Ci sono giorni che sembrano nascere allo scopo di rievocare gloriosi momenti del motorsport.
La mia concezione i "gloriosi momenti del motorsport" si discosta verosimilmente dalla media, ma le scene iconiche sono scene iconiche, anche se sono un po' diverse da quelle che di solito vengono inserite nelle liste delle scene iconiche.
Ironia della sorte, il glorioso momento del motorsport che necessita di essere rievocato oggi, non riguarda nemmeno un pilota pittoresco secondo i miei standard.
Per piloti pittoreschi intendo quelli che a volte definisco anche come piloti epici, per intenderci, quelli che in genere non hanno mai cavato un ragno dal buco.
Protagonista del momento iconico che andremo a rievocare era nientemeno che un tre volte vincitore della Indy 500... o meglio, un futuro tre volte vincitore della Indy 500, dato che sarebbe stato necessario ancora qualche anno prima che arrivasse a quel livello.
L'11 agosto 2007, esattamente dieci anni fa, stava andando in scena al Kentucky Speedway uno degli ultimi appuntamenti del campionato di Indycar.
Anzi, no, l'appuntamento del Kentucky Speedway in realtà era già terminato, la bandiera a scacchi era già stata esposta in onore di Tony Kanaan e il giro d'onore era in corso. AJ Foyt IV (sì, si chiama così, qualche problema?) aveva ottenuto il suo unico podio in Indycar, tra parentesi, ma questo è poco rilevante.
Di solito un giro d'onore è abbastanza calmo, a meno che qualcuno non decida di prendere a sportellate qualcun altro, magari colpevole di averlo speronato in un altro momento della gara.
Non era questo il caso, eppure ne vedemmo delle belle.
Ne avevamo già viste delle belle appena sei giorni prima al Michigan International Speedway: la domenica precedente c'era stato un altro iconico incidente, protagonisti del quale erano stati Dario Franchitti e Dan Wheldon. Lo scozzese dalle folte basette era decollato...
...
...
...e quel sabato, a distanza di appena sei giorni, era decollato di nuovo!
Trampolino di lancio era stato il giapponese Kozuke Matsuura, quello che i telecronisti americani chiamavano "Kozki", anche se non ho la più pallida idea di quanto effettivamente la pronuncia corretta possa essere "Kozki". Quella "U" dove l'hanno messa? L'hanno persa per strada?
Tornando a Franchitti, la sua carriera di cappottatore seriale era iniziata molto tempo prima. Voci di corridoio narrano che il suo primo volo risalga all'epoca in cui correva nel DTM.
Doveva essere il lontano 1996 e, a undici anni di distanza, stava indubbiamente dando il meglio di sé.
La sua spiegazione fu che non si era accorto che quello appena terminato era l'ultimo giro e, di conseguenza, non aveva la più pallida idea del fatto che Matsuura gli avrebbe rallentato davanti.
I due cappottamenti a distanza di meno di una settimana l'uno dall'altro furono una ragione sufficiente per essere preso per i fondelli dall'intero mondo della Indycar piuttosto a lungo.
Dopo una parentesi in NASCAR, Franchitti ebbe una carriera in Indycar destinata ad essere piuttosto lunga e carica di successi. Oltre a vari titoli, vinse tre edizioni della Indy 500, come già detto, l'ultima delle quali nel 2012.
La sua carriera era destinata a terminare verso la fine del 2013, a 39 anni, per ironia della sorte proprio in seguito a un ultimo cappottamento, in cui il trampolino di decollo era, curiosamente, un altro giapponese, Takuma Sato, criticato dai suoi hater perché, a loro dire, colpevole di un incidente in cui in realtà Sato non aveva nessuna colpa.
Al giorno d'oggi Dario Franchitti fa ancora parte, anche se non più come pilota, del mondo della Indycar. Durante la Indy 500 successiva al suo ritiro dalle competizioni, dovuto al trauma cranico riportato dopo il volo del 2013, l'abbiamo ritrovato al volante della safety-car.
Inoltre fa il telecronista per la Formula E...
...
...
...e dato che, come si suol dire, il bue ha l'abitudine di dare del cornuto all'asino, durante una telecronaca dell'anno scorso si mise a prendere per i fondelli Heidfeld per il suo volo nel primo eprix della storia!
Per tanti lunghi anni Darione Nostro fu il marito dell'attrice americana Ashley Judds, ma si separarono nel tardo 2012 o all'inizio del 2013.
In seguito pare essersi risposato con una certa Eleanor(?) che, stalkerando i profili social di Pippa Mann, ho scoperto essere un'amica o una collaboratrice di quest'ultima. Eleanor ama tenere in testa il sacchetto di carta, diversamente da Ashley che era esibizionista più o meno quanto Jessica Michibata, con la sola differenza che almeno Jessica Michibata non rilasciava dichiarazioni sul motorsport. Anche Sophia, la figlia di Dario e della sua nuova moglie, è stata lungamente tenuta nascosta dal sacchetto di carta, ma negli ultimi mesi qualche sua fotografia è apparsa sul profilo insta del padre, sciogliendo ogni dubbio sulla sua esistenza.
Aggiungerei in stile Mazzoni che Dario ha origini laziali/campane, che è il cugino di Paul Di Resta. Anche in fratello di Dario, Marino, è un pilota e, diversamente dal fratello capellone, è calvo.
Concluderei aggiungendo una cosa. Nei miei post più vecchi di questo blog potrebbe capitare di leggere qualche allusione poco piacevole nei confronti di Franchitti.
Quindi gradirei segnalare che, in effetti, quando ho iniziato a seguire la Indycar non è che mi stesse particolarmente simpatico, specie considerando che le prime gare che ho iniziato a seguire in diretta erano quelle dell'epoca in cui Franchitti aveva vinto una Indy 500 dopo che il Grande Samurai era andato per muretti all'ultimo giro.
Vedevo Franchitti un po' come il prezzemolo, era ovunque e, per ovunque, intendo nelle posizioni che contavano.
Il suo incidente del 2013 l'ho visto in diretta.
Ho seguito in diretta i momenti successivi, senza sapere se fosse ancora vivo o no e in che condizioni fosse.
Sono stata molto felice di scoprire, di lì a qualche settimana, che stava bene abbastanza per fare una vita normale ma non abbastanza per continuare a gareggiare.
Come telecronista/opinionista mi è sempre piaciuto. La battuta su Heidfeld di quella volta mi ha fatta piegare in due dalle risate.
Più avanti ho guardato un sacco di gare della vecchia Formula Cart o di Indycar e mi sono fatta un'idea migliore di lui, anche dei suoi anni in cui gareggiava. Probabilmente se avessi guardato la Indycar prima del 2012 avrebbe anche potuto starmi simpatico.
Al giorno d'oggi lo considero indubbiamente un personaggio di spicco del mondo del motorsport. Una cosa, però, alla fine la vorrei specificare: lui avrà anche iniziato a starmi simpatico, ma Ashley no! ;-)
La mia concezione i "gloriosi momenti del motorsport" si discosta verosimilmente dalla media, ma le scene iconiche sono scene iconiche, anche se sono un po' diverse da quelle che di solito vengono inserite nelle liste delle scene iconiche.
Ironia della sorte, il glorioso momento del motorsport che necessita di essere rievocato oggi, non riguarda nemmeno un pilota pittoresco secondo i miei standard.
Per piloti pittoreschi intendo quelli che a volte definisco anche come piloti epici, per intenderci, quelli che in genere non hanno mai cavato un ragno dal buco.
Protagonista del momento iconico che andremo a rievocare era nientemeno che un tre volte vincitore della Indy 500... o meglio, un futuro tre volte vincitore della Indy 500, dato che sarebbe stato necessario ancora qualche anno prima che arrivasse a quel livello.
L'11 agosto 2007, esattamente dieci anni fa, stava andando in scena al Kentucky Speedway uno degli ultimi appuntamenti del campionato di Indycar.
Anzi, no, l'appuntamento del Kentucky Speedway in realtà era già terminato, la bandiera a scacchi era già stata esposta in onore di Tony Kanaan e il giro d'onore era in corso. AJ Foyt IV (sì, si chiama così, qualche problema?) aveva ottenuto il suo unico podio in Indycar, tra parentesi, ma questo è poco rilevante.
Di solito un giro d'onore è abbastanza calmo, a meno che qualcuno non decida di prendere a sportellate qualcun altro, magari colpevole di averlo speronato in un altro momento della gara.
Non era questo il caso, eppure ne vedemmo delle belle.
Ne avevamo già viste delle belle appena sei giorni prima al Michigan International Speedway: la domenica precedente c'era stato un altro iconico incidente, protagonisti del quale erano stati Dario Franchitti e Dan Wheldon. Lo scozzese dalle folte basette era decollato...
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...e quel sabato, a distanza di appena sei giorni, era decollato di nuovo!
Trampolino di lancio era stato il giapponese Kozuke Matsuura, quello che i telecronisti americani chiamavano "Kozki", anche se non ho la più pallida idea di quanto effettivamente la pronuncia corretta possa essere "Kozki". Quella "U" dove l'hanno messa? L'hanno persa per strada?
Tornando a Franchitti, la sua carriera di cappottatore seriale era iniziata molto tempo prima. Voci di corridoio narrano che il suo primo volo risalga all'epoca in cui correva nel DTM.
Doveva essere il lontano 1996 e, a undici anni di distanza, stava indubbiamente dando il meglio di sé.
La sua spiegazione fu che non si era accorto che quello appena terminato era l'ultimo giro e, di conseguenza, non aveva la più pallida idea del fatto che Matsuura gli avrebbe rallentato davanti.
I due cappottamenti a distanza di meno di una settimana l'uno dall'altro furono una ragione sufficiente per essere preso per i fondelli dall'intero mondo della Indycar piuttosto a lungo.
Dopo una parentesi in NASCAR, Franchitti ebbe una carriera in Indycar destinata ad essere piuttosto lunga e carica di successi. Oltre a vari titoli, vinse tre edizioni della Indy 500, come già detto, l'ultima delle quali nel 2012.
La sua carriera era destinata a terminare verso la fine del 2013, a 39 anni, per ironia della sorte proprio in seguito a un ultimo cappottamento, in cui il trampolino di decollo era, curiosamente, un altro giapponese, Takuma Sato, criticato dai suoi hater perché, a loro dire, colpevole di un incidente in cui in realtà Sato non aveva nessuna colpa.
Al giorno d'oggi Dario Franchitti fa ancora parte, anche se non più come pilota, del mondo della Indycar. Durante la Indy 500 successiva al suo ritiro dalle competizioni, dovuto al trauma cranico riportato dopo il volo del 2013, l'abbiamo ritrovato al volante della safety-car.
Inoltre fa il telecronista per la Formula E...
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...e dato che, come si suol dire, il bue ha l'abitudine di dare del cornuto all'asino, durante una telecronaca dell'anno scorso si mise a prendere per i fondelli Heidfeld per il suo volo nel primo eprix della storia!
Per tanti lunghi anni Darione Nostro fu il marito dell'attrice americana Ashley Judds, ma si separarono nel tardo 2012 o all'inizio del 2013.
In seguito pare essersi risposato con una certa Eleanor(?) che, stalkerando i profili social di Pippa Mann, ho scoperto essere un'amica o una collaboratrice di quest'ultima. Eleanor ama tenere in testa il sacchetto di carta, diversamente da Ashley che era esibizionista più o meno quanto Jessica Michibata, con la sola differenza che almeno Jessica Michibata non rilasciava dichiarazioni sul motorsport. Anche Sophia, la figlia di Dario e della sua nuova moglie, è stata lungamente tenuta nascosta dal sacchetto di carta, ma negli ultimi mesi qualche sua fotografia è apparsa sul profilo insta del padre, sciogliendo ogni dubbio sulla sua esistenza.
Aggiungerei in stile Mazzoni che Dario ha origini laziali/campane, che è il cugino di Paul Di Resta. Anche in fratello di Dario, Marino, è un pilota e, diversamente dal fratello capellone, è calvo.
Concluderei aggiungendo una cosa. Nei miei post più vecchi di questo blog potrebbe capitare di leggere qualche allusione poco piacevole nei confronti di Franchitti.
Quindi gradirei segnalare che, in effetti, quando ho iniziato a seguire la Indycar non è che mi stesse particolarmente simpatico, specie considerando che le prime gare che ho iniziato a seguire in diretta erano quelle dell'epoca in cui Franchitti aveva vinto una Indy 500 dopo che il Grande Samurai era andato per muretti all'ultimo giro.
Vedevo Franchitti un po' come il prezzemolo, era ovunque e, per ovunque, intendo nelle posizioni che contavano.
Il suo incidente del 2013 l'ho visto in diretta.
Ho seguito in diretta i momenti successivi, senza sapere se fosse ancora vivo o no e in che condizioni fosse.
Sono stata molto felice di scoprire, di lì a qualche settimana, che stava bene abbastanza per fare una vita normale ma non abbastanza per continuare a gareggiare.
Come telecronista/opinionista mi è sempre piaciuto. La battuta su Heidfeld di quella volta mi ha fatta piegare in due dalle risate.
Più avanti ho guardato un sacco di gare della vecchia Formula Cart o di Indycar e mi sono fatta un'idea migliore di lui, anche dei suoi anni in cui gareggiava. Probabilmente se avessi guardato la Indycar prima del 2012 avrebbe anche potuto starmi simpatico.
Al giorno d'oggi lo considero indubbiamente un personaggio di spicco del mondo del motorsport. Una cosa, però, alla fine la vorrei specificare: lui avrà anche iniziato a starmi simpatico, ma Ashley no! ;-)
giovedì 14 novembre 2013
Franchitti si ritira dalle competizioni
Dario Franchitti ha annunciato oggi stesso il suo ritiro dalle competizioni, dovuto alle conseguenze dell'incidente di cui è stato protagonista nel gran premio di Houston il mese scorso.
ç_ç
ç_ç
martedì 8 ottobre 2013
A proposito di Franchitti...
Aggiornamenti su Franchitti: il pilota scozzese ha riportato lievi fratture nell'incidente di ieri, ma le sue condizioni non appaiono gravi.
*Sospiro di sollievo.*
Speriamo si riprenda al più presto!
*Sospiro di sollievo.*
Speriamo si riprenda al più presto!
domenica 6 ottobre 2013
Indycar 2013, #15: Houston Grand Prix, GARA 2
{Cronaca scritta “in diretta”, mentre seguivo la gara}
È la volta della seconda gara. La sessione di qualifica,
che avviene poche ore prima, viene annullata a causa della pioggia, che
successivamente ha smesso di cadere, e si parte con le posizioni basate sulla classifica. Mi correggo: il gap in classifica tra
Castroneves e Dixon non è di 10 punti come avevo scritto ieri, ma soltanto di
8. I due partiranno in prima e seconda posizione.
Griglia di
partenza: Castroneves, Dixon, Pagenaud, Andrtti, Hunter-Reay, Wilson,
Franchitti, Hinchcliffe, Power, Kimball, Kanaan, Viso, Bourdais, Newgarden,
Sato, Conway, De Silvestro, Carpenter, Rahal, Jakes, Servia, Vautier, Filippi,
Saavedra.
Numero giri: 90.
Cronaca
Sato si ferma girato di lato sulla griglia di partenza e
inizia ad agitare le braccia per farsi notare (come se non si vedesse XD). Per la
seconda volta in due giorni c’è un “aborted start” (penso sia abbastanza
intraducibile) e si parte per un nuovo giro di formazione: Franchitti non
parte, c’è un problema anche per lui.
Finalmente avviene la partenza da fermi (inutile dire che
a mio parere in Indycar non ci sono portati).
Comunque va tutto per il meglio, finalmente, con
Castroneves e Dixon in lotta per la leadership. Il brasiliano resta davanti.
Tempo poche curve e dopo un contatto con la De Silvestro
(che sarà penalizzata con un drive-through), Rahal finisce contro le barriere. Anche
Vautier viene coinvolto e va a sbattere, ma riesce a ripartire, mentre invece
Rahal è fermo: Caution.
Al 7° giro si riparte, con Castroneves ancora in testa,
ma Dixon è comunque molto vicino. Ci sono Pagenaud e Wilson terzo e quarto, ma
i due vengono superati entro un paio di giri da Power, che si porta negli
scarichi di Dixon.
All’11° giro Castroneves inizia a rallentare... il
secondo problema consecutivo lo costringe a rallentare. MA NOOOOOOOOOOOOOOOOO! Ç_________ç Intanto, comunque, è di nuovo
caution perché la vettura rimane ferma. Si tratta di nuovo di un problema al
cambio.
Al 16° giro si riparte. Dixon mantiene la prima posizione
davanti a Power e Hunter-Reay, mentre Hinchcliffe (che in questo weekend ha un’orrida
vettura verde-fucsia) dopo diversi sorpassi si porta al quarto posto.
La bandiera verde rimane fino al 29° giro quando Filippi
finisce a muro. Mentre la pace-car è in pista, i piloti di testa rientrano ai
box. Dopo appena un giro un incidente di Kanaan provoca una nuova
neutralizzazione della gara.
Al successivo restart Power ha un ottimo scatto in
partenza e si porta in testa superando Dixon che, di fatto, è il nuovo leader
del mondiale.
Per quanto riguarda Castroneves, torna in pista a metà
gara, nel tentativo di ottenere più punti possibile, approfittando di eventuali
ritiri altrui.
Alle spalle di Power e Dixon ci sono Hinchcliffe,
Bourdais e Wilson, anche se il francese verrà superato proprio da quest’ultimo
prima che siano completati due terzi di gara.
Power e Dixon rientrano per la seconda sosta
contemporaneamente al 62° giro: Power è abbondantemente davanti all’avversario
al momento di rientrare in pista. Poco dopo vengono esposte bandiere gialle
(sesta caution, se non ho perso il conto) a causa della vettura di Carpenter
ferma in una via di fuga.
Al 68° giro si riparte, con Power che mantiene la prima
posizione. A causa di un detrito è di nuovo caution. Sì, però, che rottura!
Il restart è, per fortuna, dopo pochi giri... ma ne
passano tre e poi Andretti finisce fuori: inutile dire che torna in pista la
pace-car. Pare che l’incidente sia stato innescato da Newgarden, che viene
penalizzato con un drive-through.
La ripartenza è a 13 giri dal termine: si ricomincia con
un acceso duello tra Power e Dixon, con le posizioni che però non cambiano fino
alla fine.
È proprio all’ultimo giro che va in scena un terribile
incidente: Franchitti prende il volo dopo un contatto con Sato, impattando violentemente
contro le barriere. Il giapponese viene successivamente centrato da Viso. I piloti
che sopraggiungono riescono miracolosamente a evitare le vetture incidentate.
Sato e Viso escono illesi dai rottami delle loro vetture,
ma non Franchitti, che viene portato via in ambulanza. Sembra comunque che
abbia riportato solo ferite lievi {SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI}.
Risultato: 1.
Will Power, 2. Scott Dixon, 3. James Hinchcliffe, 4. Justin Wilson, 5.
Sebastien Bourdais, 6. Simon Pagenaud, 7. Oriol Servia, 8. Charlie Kimball, 9.
Mike Conway, 10. Simona De Silvestro, 11. Tristan Vautier, 12. Sebastian
Saavedra, 13. Josef Newgarden, 14. Takuma Sato, 15. Dario Franchitti, 16.
Ernesto Viso -1 giro, 17. James Jakes -2 giri, 18. Graham Rahal -2, 19. Luca
Filippi -2, 20. Marco Andretti -2, 21. Ryan Hunter-Reay -3, 22. Ed Carpenter
OUT, 23. Helio Castroneves -37 giri, 24. Tony Kanaan OUT.
lunedì 26 agosto 2013
Indycar 2013, #13: GoPro Grand Prix of Sonoma (25 agosto)
Il campionato di Indycar è arrivato al suo tredicesimo
appuntamento, con la quindicesima gara stagionale (in due precedenti occasioni
c’è stata Gara 1 e Gara 2, riconosciute come due gare diverse), su un totale di
sedici per diciannove gare stagionali (ci sarà un altro appuntamento che
prevede Gara 1 e Gara 2 il mese prossimo).
Località: Sonoma,
California
Numero giri:
85
Pole position: Dario
Franchitti
Varie: è da
segnalare il debutto di Lucas Luhr, oltre che il ritorno di JR Hildebrand (unidolo, dopo la sua grandiosa seconda posizione a Indianapolis nel 2011 XD
...ovviamente, per chi si chiedesse se questa è una presa per i fondelli:
assolutamente sì) al posto di Filippi.
Griglia di
partenza: Franchitti, Dixon, Power, Hunter-Reay, Castroneves, Kimball,
Wilson, Rahal, Hinchcliffe, Pagenaud, Andretti, Bourdais, Sato, Vautier, Viso,
Kanaan, Newgarden, Hildebrand, Jakes, Saavedra, Briscoe, De Silvestro,
Carpenter, Luhr, Davison.
Cronaca
Kimball tampona Castroneves alla partenza, finisce in
testacoda e si ritrova fermo nel bel mezzo della pista, provocando la prima
caution della gara già al primo giro. Newgarden sembra avere danneggiato la
vettura in un contatto in partenza e rientra ai box.
Al restart Power si avvicina alle due vetture del team
Ganassi di Franchitti e Dixon, che sono primo e secondo, ma perde poi una
posizione venendo superato da Hunter-Reay. Bourdais, dopo avere danneggiato
l’ala anteriore, rientra ai box.
...
...
...
Pubblicità. Torniamo con la pace-car in pista e io che mi
chiedo che cosa sia successo. Sembra quasi quando nella NASCAR i piloti hanno
incidenti durante la pubblicità! :D Come se non bastasse, l’audio salta, quindi
non so con esattezza cosa stia accadendo. Hinchcliffe, Briscoe e Saavedra ne
approfittano per rientrare ai box, gli altri rimangono in pista. Come non
detto: si ferma anche Wilson.
Top-ten in attesa del restart: Franchitti, Dixon,
Hunter-Reay, Power, Castroneves, Rahal, Pagenaud, Andretti, Kanaan, Sato.
Quest’ultimo viene insidiato da Viso, dopo la ripartenza
(11° giro), che però deve fermarsi per scontare una penalità dovuta a un
contatto ritenuto evitabile. Con chi, non siamo tenuti a saperlo. Forse quel
contatto è stato all’origine della seconda caution, o forse no.
...
...
...
Pubblicità. Si ritorna in onda con la De Silvestro ferma
in mezzo alla pista girata nel senso opposto agli altri piloti. Bourdais nel
frattempo ha l’ala anteriore danneggiata, probabilmente contro la vettura di
Simona. È la seconda ala anteriore danneggiata in gara, il che mi porta a
pensare ancora una volta che forse la gradazione degli occhiali di Sebbiiii
sarebbe da rivedere. Tutti i piloti di testa, con l’eccezione di Hunter-Reay,
rientrano ai box.
Si riparte al 20° giro con Hunter-Reay in testa davanti a
Hinchcliffe che perderà diverse posizioni vagando per i campi, mentre Rahal
finisce in testacoda e sbatte contro qualcuno... ma è tutto okay, si gira e
prosegue regolarmente, mentre Franchitti è sesto e dietro di lui Dixon e Power
sono quasi affiancati... ma è Dixon a mantenere la posizione.
Rahal raggiunge i box e torna in pista, dove pare non ci
siano detriti, dato che non s’è vista l’ombra di una bandiera gialla.
Al 22° giro Kanaan tampona Hildebrand e lo manda in
testacoda: terza caution, dopo la quale Kanaan sarà penalizzato per avere
innescato l’incidente. È bene precisare che le posizioni erano leggermente
cambiate in top-ten: Hunter-Reay, Wilson, Saavedra, Hinchcliffe, Carpenter,
DIXON, FRANCHITTI, POWER, Andretti, CASTRONEVES (i piloti scritti in
stampatello sono quelli che si sono fermati ai box durante la precedente
caution). Sato nel frattempo rientra ai box: per lui ci sono dei problemi...
ancora. #CHEPALLE!
Hunter-Reay si ferma ai box, torna in pista nelle
retrovie e Wilson è in testa... al restart (25°) Hinchcliffe finisce in
testacoda, ma perde solo alcune posizioni... cioè, perlomeno una meza dozzina.
Riassumiamo: non appena scorrono le posizioni in
sovrimpressione realizzo che dietro a Wilson c’è Dixon, seguito da Power,
Franchitti, Carpenter, Hinchcliffe, Castroneves, Pagenaud, Andretti e Briscoe a
completare la top-ten.
C’è una penalità anche per Saavedra, per contatto
evitabile con Hinchcliffe, presumo nel corso del restart appena avvenuto.
Intorno al 30° giro Jakes rompe il motore(?) e si ferma
in una via di fuga: caution. Al restart (35° giro) Dixon si porta in testa
davanti a Wilson, che poco dopo rientra ai box. Dopo la sua sosta la top-five
è: Dixon, Power, Franchitti, Castroneves, Andretti.
...
...
...
La Indycar viene risucchiata da un buco nero e ritorno a
vedere tutto con 36 giri al termine. Di fatto dovrei essermi persa una
quindicina di giri, quindi essermi persa qualche pit-stop.
Ora in testa c’è Kanaan tallonato da Hinchcliffe, seguono
Dixon, Wilson, Power, Franchitti, Andretti, Castroneves, Pagenaud e Briscoe, e
suppongo che i primi due non si siano ancora fermati ai box.
Infatti Kanaan rientra al 35° giro, e dovrà fermarsi
ancora se resterà verde fino a fine gara.
Ma pochi giri dopo Newgarden rimane fermo: nuova caution.
Tutti vanno ai box. Per Dixon e Power il confronto avviene ai box: Dixon parte
per primo... ma stende un paio di meccanici di Power che erano nella “piazzola”
lì davanti. La colpa, secondo i telecronisti, è di un meccanico che stava
troppo in mezzo.
Comunque in top-five troviamo: Dixon, Power, Franchitti,
Wilson e Hinchcliffe, con Castroneves leader del campionato soltanto sesto.
Si riparte a 16 giri dalla fine, con Castroneves che
perde ben tre posizioni anche per evitare di essere travolto da Andretti. Dixon
potrebbe recuperare parecchi punti su di lui, ma viene penalizzato per avere
investito i meccanici. Power si ritrova in testa davanti a Wilson e Franchitti.
Dixon ritorna in pista in 21esima posizione.
Castroneves, risalito in 8^ posizione dopo la penalizzazione
di Dixon, a 13 giri dalla fine supera Kanaan, che viene superato anche da
Hunter-Reay.
...
...
...
Pubblicità. Si ritorna in onda con Kimball, Sato e
Carpenter fuori. L’incidente è stato innescato da un tamponamento di Briscoe (che
in seguito sarà penalizzato) su Kimball, mentre tentava di superare la De
Silvestro e Davison. Kimball è finito in testacoda e Sato e Carpenter,
sopraggiungendo, gli sono finiti addosso: settima caution.
Mancano quattro giri alla fine quando la gara riparte,
Wilson attacca Power che però mantiene la posizione, mentre Pagenaud tenta il
sorpasso su Franchitti che però si riprende la terza posizione.
Nemmeno un giro più tardi Saavedra va a sbattere contro
un muretto dopo un contatto con Davison(?).
Power taglia il traguardo in prima posizione davanti a
Wilson, Franchitti, Andretti e Pagenaud. Completano la top-ten Hunter-Reay,
Castroneces, Hinchcliffe, De Silvestro e Bourdais.
Risultato
1 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 85 giri
2 - Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) – Coyne -
1"1930
3 - Dario Franchitti (Dallara DW12-Honda) – Ganassi -
3"4038
4 - Marco Andretti (Dallara DW12-Chevy) – Andretti -
4"1266
5 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) – Schmidt -
4"7042
6 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Chevy) – Andretti -
5"1074
7 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) – Penske -
8"5383
8 - James Hinchcliffe (Dallara DW12-Chevy) – Andretti -
9"0231
9 - Simona de Silvestro (Dallara DW12-Chevy) – KV -
9"2858
10 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) – Dragon -
11"2082
11 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) – Rahal -
12"0359
12 - Tristan Vautier (Dallara DW12-Honda) – Schmidt -
15"1056
13 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) – KV - 17"7606
14 - Ernesto Viso (Dallara DW12-Chevy) – Andretti -
18"5207
15 - Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) – Ganassi -
20"2165
16 - JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) – Herta -
20"7611
17 - Ryan Briscoe (Dallara DW12-Chevy) – Panther - 29"4788
18 - James Davison (Dallara DW12-Honda) – Coyne -
43"7768
19 - Ed Carpenter (Dallara DW12-Chevy) – Carpenter - 1
giro
20 - Charlie Kimball (Dallara DW12-Honda) – Ganassi - 2
giro
Ritirati:
82° giro - Sebastian Saavedra
82° giro - Lucas Luhr
68° giro - Takuma Sato
57° giro - Josef Newgarden
29° giro - James Jakes
Etichette:
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Indycar anni 2010
lunedì 5 agosto 2013
INDYCAR 2013: #12: Indy 200 at Mid Ohio (4 agosto)
Ho pasticciato con aTube Catcher e ho scaricato il video
della gara, che non ho potuto vedere ieri, in formato VAF anziché il classico
MP4. Ecco spiegato perché ci ho messo un’ora e mezza per scaricarlo anziché una
ventina di minuti come avrei potuto metterci se avessi scelto l’altro formato.
Aggiungo che non ho idea di quale sia il risultato della
gara mentre scrivo questa sintesi, e che tutto quello che scrivo è scritto in
diretta.
Notizie pre-gara:
il team Herta (dubbio: ma l’ex pilota titolare del team è per caso uno che
negli anni ’90 aveva un paio di occhiali spessi come fondi di bottigli?) ha
messo a piedi Tagliani (A.K.A. il sosia di Liuzzi) e ha messo al suo posto
nientemeno che Luca Filippi, dei cui trascorsi da telecronista ho parlato in
passato; debutta anche James Davison al team Dale Coyne, laddove abbiamo già
visto prima di lui Ana Beatriz, Mike Conway e Pippa Mann.
Cronaca della Indy
200 Mid-Ohio
Il tizio che dà il comando “drivers, start your engines”
indossa un cappello texano, cosa che a mio parere lo rende alquanto ridicolo.
Andiamo comunque avanti... Un altro dettaglio
interessante è che Franchitti guida una vettura celeste e che la vettura della
Panther Racing è rosa.
Griglia di
partenza: Hunter-Reay, Power, Dixon, Andretti, Kimball, Franchitti, Wilson,
Pagenaud, De Silvestro, Jakes, Viso, Hinchcliffe, Bourdais, Castroneves, Sato,
Davison, Servia, Newgarden, Kanaan, Saavedra, Vautier, Rahal, Carpenter,
Filippi. Numero giri: 90.
VIA!
Hunter-Reay mantiene la prima posizione davanti a Power e Dixon, mentre Kimball
supera Andretti portandosi in quarta posizione. Di fatto davanti non accade
nulla di notevole, mentre nelle retrovie Filippi recupera un paio di posizioni,
venendo elogiato dai telecronisti, contrariamente a lui quando era telecronista
che in genere criticava e basta. Intorno al 7° giro Filippi si rende
protagonista di un duello epico con Rahal, ed è Rahal, almeno per il momento, a
tornargli davanti.
All'11° giro Servia, sulla vettura rosa XD, rischia
seriamente di finire in testacoda, ma riesce a rimanere in pista.
Il primo pilota fermarsi ai box è Hinchcliffe, mentre
anche altri piloti in posizioni abbastanza arretrate si fermano intorno al
10-11° giro.
Tra i piloti partiti tra le prime posizioni il primo a
fermarsi è Andretti al 16° giro, quando si trovava in nona posizione, essendo
stato superato da diverse vetture nelle prime fasi di gara.
Tra i piloti della top-5 (Hunter-Reay, Power, Dixon,
Kimball e Franchitti) il primo a rientrare è Kimball al 20° giro, mentre gli
altri piloti di testa proseguono ancora.
Al 26-27° giro circa rientrano sia Wilson sia la De
Silvestro, che erano risaliti rispettivamente fino alla 5^ e 6^ posizione.
La De Silvestro rientra in pista davanti a Castroneves in
10^ posizione e ha il brasiliano praticamente negli scarichi, che la supererà
al 30° giro.
A un terzo di gara i piloti di testa rientrano ai box:
Franchitti al 30° giro, Hunter-Reay, Power e Dixon il giro successivo.
Al momento va in testa Kimball, che però dovrà effettuare
un pit-stop in più. Secondo e terzo ci sono Hinchcliffe e Pagenaud, mentre
Hunter-Reay è quarto a una ventina di secondi dal leader davanti.
Hinchcliffe rientra ai box per la seconda volta al 36°
giro (seguito poco dopo da vari piloti che si trovavano nelle retrovie):
durante la sosta sembrano esserci dei problemi e rimane fermo più a lungo del
previsto, inoltre torna in pista nel traffico.
Il gap tra Kimball è salito a circa 30 secondi su
Hunter-Reay quando rientra ai box al 42° giro, rimanendo davanti a quello che
era il leader per i primi trenta giri di gara. Pagenaud, ormai prossimo al
pit-stop, è in testa con 17 secondi su Kimball e 23 su Hunter-Reay. Ha comunque
la vettura ormai molto leggera e il gap incrementa parecchio nei giri che
seguono. Rientrerà al 17° tornando in pista secondo alle spalle di Kimball, con
un discreto vantaggio su Hunter-Reay.
È da specificare che frattanto diversi piloti sono già
rientrati ai box per la seconda sosta, e tra questi c’è anche Franchitti,
nonostante si fosse fermato la prima volta al 30°. Anche Dixon si ferma per la
seconda sosta poco dopo la metà della gara. Entrambi, quindi, effettueranno un
totale di tre soste.
A questo punto i due si trovano nelle ultime posizioni
della top-ten, che è costituita da: Kimball, Pagenaud, Hunter-Reay, Power,
Hinchcliffe, Andretti, Castroneves, Wilson, Franchitti e Dixon.
A due terzi di gara Hunter-Reay e Power rientrano ai box
contemporaneamente: a causa di un errore durante la sosta Hunter-Reay perde
terreno, venendo sopravanzato da Power.
Poco dopo Hinchcliffe è il primo pilota a fermarsi per la
terza sosta. Kimball rientra cinque giri dopo rispetto a Power e Hunter-Reay.
Kanaan si ritira a causa di una ruota male imbullonata (prima
di perderla, non come fanno in Formula 1 XD), intanto, quando mancano 25 giri
alla fine, ma abbandona la vettura in una via di fuga, perciò non causa alcun
problema.
Mancano 18 giri alla fine quando Pagenaud rientra ai box
per l’ultima sosta. Kimball, frattanto, è rallentato da Viso, doppiato, che gli
è davanti.
Quando torna in pista lui e Kimball procedono quasi
affiancati e dopo quello che se fosse avvenuto nelle retrovie avrei etichettato
come duello epico, è Kimball, che prima aveva rischiato di finire sull’erba, a
stare davanti a Pagenaud.
In terza posizione, dopo l’ultima sosta, si è portato Franchitti,
dopodiché Power e Hunter-Reay sono quarto e quinto. Castroneves è in sesta
posizione davanti ad Andretti, Dixon (che precedentemente, subito dopo il
pit-stop, era stato protagonista di quello che se fosse stato nelle retrovie
avrei ancora una volta definito duello epico, con Hinchcliffe), Wilson e
Hinchcliffe che conclude la top-ten.
Kimball, che nelle prove del sabato aveva avuto un brutto
incidente schiantandosi contro le barriere, mantiene la prima posizione fino
alla fine conquistando la prima vittoria in carriera. Dopo Hinchcliffe (St.
Petersburg), Sato (Long Beach) e Pagenaud (seconda gara a Detroit) è il quarto
pilota a conquistare la prima vittoria in carriera dall’inizio della stagione.
Il risultato
1. Charlie Kimball
Ganassi 1:43:29.137
2. Simon Pagenaud
Schmidt +5.533
3. Dario Franchitti
Ganassi +28.873
4. Will Power
Penske +42.503
5. Ryan Hunter-Reay
Andretti +46.344
6. Helio Castroneves
Penske +48.324
7. Scott Dixon
Ganassi +48.549
8. Justin Wilson
Dale Coyne +49.043
9. Marco Andretti
Andretti +49.560
10. James Hinchcliffe
Andretti +49.928
11. Simona de Silvestro
KV +50.492
12. Sebastien Bourdais
Dragon +54.136
13. James Jakes
Rahal Letterman +54.669
14. Oriol Servia
Panther +1:04.639
15. Stefan Wilson
Dale Coyne +1:05.407
16. Luca Filippi
Barracuda +1:09.009
17. Ernesto Viso
Andretti +1 Giro
18. Graham Rahal
Rahal Letterman +1 Giro
19. Sebastian Saavedra
Dragon +1 Giro
20. Ed Carpenter
Carpenter +1 Giro
21. Tristan Vautier
Schmidt +1 Giro
22. Takuma Sato
A.J. Foyt +1 Giro
23. Josef Newgarden
Fisher Hartman +2 Giri
24. Tony Kanaan
KV +36 Giri
domenica 14 luglio 2013
INDYCAR 2013: #11 Toronto (Gara 1: sabato 13 luglio)
Nel weekend del 13 e 14 luglio si svolge l’11°
appuntamento del campionato di Indycar 2013, a Toronto, dove si svolgeranno due
gare come già è avvenuto a Detroit all’inizio di giugno (quella volta in cui
Power lanciò i guanti addosso a Bourdais XD).
Per la prima volta nella storia della Indycar ci sarà una
partenza da fermi anziché lanciata; non è comunque la prima volta che capita
nelle serie americane, in quanto era già accaduto precedentemente nell’ormai
defunta Champ Car.
Le griglie di partenza di Gara 1 e Gara 2 dipendono dai
risultati di due diverse qualifiche, ovvero non ci sarà una griglia di partenza
della Gara 2 determinata dalla Gara 1 (e fortunatamente nemmeno a sorteggio,
come era già avvenuto una volta in passato O.O).
NOTIZIE VARIE
PRE-GARA
Dopo la ca**ata fatta a LongPond, Sato è stato messo in probation
(non so come tradurre in italiano), ovvero se vuole continuare a scaldare il
sedile di una vettura di Indycar in futuro gli conviene evitare di fare altre
cavolate del genere.
GRIGLIA DI
PARTENZA 1
1^ fila: Dario Franchitti, Sebastien Bourdais
2^ fila: Will Power, Tony Kanaan
3^ fila: Scott Dixon, Ryan Hunter-Reay
4^ fila: Helio Castroneves, Justin Wilson
5^ fila: Ryan Briscoe, Marco Andretti
6^ fila: Takuma Sato, Simon Pagenaud
7^ fila: James Hinchcliffe, Ernesto Viso
8^ fila: James Jakes, Charlie Kimball
9^ fila: Alex Tagliani, Graham Rahal
10^ fila: Josef Newgarden, Mike Conway
11^ fila: Tristan Vautier, Simona De Silvestro
12^ fila: Ed Carpenter, Sebastian Saavedra
SINTESI GARA 1
Tutto inizia con uno di quelli che possono essere
definiti tranquillamente “momenti da WTF”: proprio mentre la gara si apprestava
a partire, con partenza da fermi, la vettura di Newgarden rimane ferma sulla
griglia di partenza e ciò significa aborted
start (lo so, detto in inglese fa schifo, ma tradotto in italiano farebbe
ancora più schifo), e quindi entra in pista la pace-car, con Newgarden che deve
accodarsi, o almeno provare a farlo in quanto non sembra che abbia molto
successo nel ripartire... ma comunque ce la fa ed è questo che conta. U.U
Dopo 5 giri, quindi, le bandiere gialle se ne vanno, ed
era anche ora... Franchitti mantiene la prima posizione quando scatta il verde,
lo seguono Bourdais, Power, Dixon e Kanaan, anche se quest’ultimo alcuni giri
dopo verrà superato da Hunter-Reay.
Nel corso del 17° giro la vettura di Newgarden viene
spinta ai box... in ogni caso riuscirà a ripartire, almeno per il momento.
La lotta per la leadership è accesa: Franchitti, Bourdais
e Power sono molto vicini l’uno all’altro e nel corso del 21° lo scozzese viene
superato da entrambi in un colpo solo; si avvicina anche Dixon, che lo supera.
Poco dopo iniziano i pit-stop, con Hunter-Reay che rischia di lasciar spegnere
la vettura nella pit-lane. C’è un problema anche per Kanaan, che perde terreno
a causa di una lunga sosta ai box. Bourdais, che è riuscito a mantenere la
posizione su Power dopo la sosta, viene successivamente superato da
quest’ultimo al 31° giro. Un giro più tardi, con il pit-stop di Kimball, ultimo
pilota che ancora doveva fermarsi, Power diventa leader a tutti gli effetti.
Dixon è terzo davanti a Franchitti, Hunter-Reay, Viso,
Kimball, Andretti, Castroneves e Hinchcliffe a completare la top-ten.
Al 35° giro c’è un incidente tra Rahal e Vautier, mentre
ai box Sato è fermo per un problema al cambio. Nel frattempo è caution a causa
delle due vetture incidentate rimaste ferme in pista.
Al restart (41° giro) Power mantiene la prima posizione,
mentre Bourdais viene superato da Dixon. In quarta posizione c’è Franchitti,
mentre dietro di lui è risalito Viso e sesto Kanaan.
Nel secondo giro di pit-stop ci sono di nuovo problemi
per Hunter-Reay (57° giro), si spegne il motore della sua vettura. Rispetto a
Hunter-Reay i piloti di testa rimandano la sosta: Power rientra prima di Dixon
e quest’ultimo riesce a sopravanzarlo durante la sosta, quando torna in pista i
due sono vicini, Power tenta il sorpasso su Dixon, ma viene nuovamente superato
da quest’ultimo: dopo la sosta Bourdais si inserisce in seconda posizione tra i
due.
Al 64° giro c’è un contatto tra Wilson e Kimball, nel
quale viene coinvolto anche Briscoe. Tutte e tre le vetture sono ferme:
caution. Wilson e Kimball ripartono entrambi, anche se quest’ultimo si fermerà
poi a 11 giri dalla conclusione.
Al restart, quando mancano ormai 18 giri alla fine,
Bourdais si porta in testa mentre Power perde diverse posizioni. Inizialmente Franchitti
risale in seconda posizione, ma viene poi superato dal compagno di squadra
Dixon, che è vicinissimo a Bourdais: lo supererà dieci giri dopo la ripartenza.
A 7 giri dalla fine Hunter-Reay va a sbattere e rimane
fermo in una via di fuga: per una volta niente safety-car, che però entra tre
giri dopo a causa di un contatto tra Pagenaud e Tagliani (A.K.A. sosia di
Liuzzi) in cui quest’ultimo finisce in testacoda.
Di fatto soltanto l’ultimo giro avviene in regime di
verde. Dopo un paio di curve una collisione tra Franchitti e Power, che erano
rispettivamente terzo e quarto, manda quest’ultimo contro le barriere. Franchitti
riesce invece a proseguire, e si classifica terzo dietro al vincitore Dixon e a
Bourdais, #WeBelieveInSeb!
Momenti da WTF,
atto secondo: quando a Bourdais viene dato il trofeo, lui lo solleva e
questo si stacca dal piedistallo, sfracellandosi a terra. O.O
Il trofeo rotto di Bourdais.
RISULTATO GARA 1
1. #9 Scott Dixon Ganassi Honda 1hrs 41mins 17.0605secs
after 85 laps
2. #7 Sebastien Bourdais Dragon Chevrolet + 1.7007s
3. #10 Dario Franchitti Ganassi Honda + 2.9116s
4. #25 Marco Andretti Andretti Chevrolet + 3.7273s
5. #11 Tony Kanaan KV Racing Chevrolet + 4.5961s
6. #3 Helio Castroneves Penske Chevrolet + 5.072s
7. #18 Mike Conway Dale Coyne Honda + 5.5749s
8. #27 James Hinchcliffe Andretti Chevrolet + 8.658s
9. #77 Simon Pagenaud Schmidt Honda + 10.214s
10. #78 Simona de Silvestro KV Racing Chevrolet +
10.8797s
11. #19 Justin Wilson Dale Coyne Honda + 11.3536s
12. #16 James Jakes RLL Honda + 11.6899s
13. #20 Ed Carpenter Ed Carpenter Chevrolet + 13.0557s
14. #5 EJ Viso Andretti-HVM Chevrolet + 47.5037s
15. #12 Will Power Penske Chevrolet + 1 laps
16. #6 Sebastian Saavedra Dragon Chevrolet + 1 laps
17. #98 Alex Tagliani BHA Honda + 1 laps
18. #1 Ryan Hunter-Reay Andretti Chevrolet + 2 laps
19. #55 Tristan Vautier Schmidt Honda + 2 laps
20. #15 Graham Rahal RLL Honda + 3 laps
DNF #83 Charlie Kimball Ganassi Honda + 13 laps Contact
DNF #4 Ryan Briscoe Panther Chevrolet + 21 laps Contact
DNF #67 Josef Newgarden SFHR Honda + 51 laps Contact
DNF #14 Takuma Sato AJ Foyt Honda + 53 laps Mechanical
POST-GARA 1
Inizialmente penalizzato per avere innescato un incidente
evitabile all’ultimo giro, Franchitti era stato retrocesso di 25 secondi nella
classifica finale; successivamente la penalizzazione è stata annullata ed è
stato reinserito in terza posizione nella classifica.
Per quanto riguarda Briscoe, invece, nell’incidente in
cui è stato coinvolto con Kimball e Wilson ha riportato la frattura del polso
destro. In gara 2 al suo posto gareggerà Carlos Muñoz, secondo classificato
alla 500 miglia di Indianapolis.
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Indycar anni 2010,
WTF
lunedì 22 aprile 2013
Indycar 2013: #3 Long Beach
Nel weekend del 21 aprile ha avuto luogo il gran premio
di Long Beach, in California, terza prova del campionato Indycar (la prima un
mese fa a St. Petersburg, vinta da Hinchcliffe, la seconda due settimane fa in
Alabama vinta da Hunter-Reay).
Griglia di
partenza
1. Dario Franchitti, 2. Ryan Hunter-Reay
3. Will Power, 4. Takuma Sato
5. Mike Conway, 6. Helio Castroneves
7. James Hinchcliffe, 8. Tony Kanaan
9. Charlie Kimball, 10. EJ Viso
11. Graham Rahal, 12. JR Hildebrand
13. James Jakes,14. AJ Allmendinger
15. Sebastien Bourdais, 16. Josef Newgarden
17. Simon Pagenaud, 18. Oriol Servia
19. Simona De Silvestro, 20. Sebastian Saavedra
21. Alex Tagliani, 22. Ana Beatriz Figueiredo
23. Ed Carpenter, 24. Justin Wilson
25. Marco Andretti, 26. Scott Dixon
27. Tristan Vautier
Cronaca della gara
Al via Franchitti mantiene la leadership, mentre non ci
sono cambiamenti significativi tra le prime posizioni, eccetto il sorpasso di
Sato su Power dopo poche curve, mentre nelle retrovie un contatto tra Vautier e
Dixon manda quest’ultimo in testacoda e lo costringe a un pit-stop.
Alla fine del secondo giro termina la gara di Saavedra che
finisce a muro, e vengono subito esposte le bandiere gialle. Dietro la pace-car
nelle prime posizioni ci sono Franchitti, Hunter-Reay, Sato, Power, Conway, Hinchcliffe,
Castroneves, Kimball, Kanaan, Rahal... Specie nelle retrovie, frattanto,
numerosi piloti si fermano ai box per effettuare la prima sosta.
Dopo cinque giri viene esposta la bandiera verde e
Hunter-Reay tenta il sorpasso su Franchitti, che però riesce a mantenere la
leadership e nei giri successivi riesce a distanziare i piloti che lo seguono,
compreso lo stesso Hunter-Reay (che nei giri immediatamente successivi alla
ripartenza gli era ancora molto vicino) dietro al quale finisce per formarsi a
breve un trenino di vetture, composto da Sato, Power, Hinchcliffe, Kimball, Rahal,
e seppure un minimo più distanti Kanaan, Viso e Conway. Le posizioni permangono
immutate a lungo in quanto, nessuno di questi piloti anticipa la prima sosta,
diversamente da quanto avviene per alcuni dei piloti che si trovano a metà
classifica o nelle retrovie.
Al 23° giro Sato riesce a superare Hunter-Reay per la
seconda posizione e, dopo avere effettuato il sorpasso, il giapponese riesce a
mettere una certa distanza tra sé e Hunter-Reay e si lancia all’inseguimento di
Franchitti.
Conway, che era in decima posizione, si ferma ai box al
23° giro, mentre poco dopo sono vari i piloti che effettuano a loro volta il
primo pit-stop.
Hunter-Reay rientra la 29° giro, mentre un giro più tardi
si ferma Franchitti, proprio mentre in pista avviene un incidente tra Tagliani
e Kimball, con i due che vanno a impattare contro le barriere, portando a un
secondo ingresso della pace-car. Dietro la safety car Sato si ritrova in testa
davanti a Franchitti che, fermandosi prima, ha finito per perdere la
leadership. La gara riprende al 35° giro, ma la bandiera verde rimane per poco,
in quanto c’è Hinchcliffe danneggia la propria vettura in un contatto con Rahal
e Kanaan e finisce in testacoda coinvolgendo Viso. Quest’ultimo riesce a
riprendere e a raggiungere i box, dove rimane fermo per evidenti problemi,
mentre Hinchcliffe è finito a muro: è di nuovo caution.
La bandiera verde viene esposta al 39° giro, con Sato che
mantiene la leadership mentre Rahal, risalito in terza posizione, attacca
Franchitti e lo supera. Segue in quarta
posizione Vautier, poi Kanaan, Pagenaud, Power e Wilson; tra di loro Kanaan
perderà alcune posizioni nei giri immediatamente successivi, mentre Vautier
supererà Franchitti.
Al 50° giro Pagenaud effettua il secondo pit-stop,
facendo risalire Wilson in quinta posizione, mentre un giro più tardi
Hunter-Reay, che era precipitato nelle retrovie, finisce contro le barriere. Ancora
una volta entra in pista la pace-car e diversi piloti approfittano delle
bandiere gialle per fermarsi ai box. Sato è ancora leader dietro la pace-car
seguito da Rahal, Franchitti, Wilson, Kanaan, Servia, Pagenaud, De Silvestro,
Hildebrand e Andretti tra i primi dieci.
Alla fine del 55° giro, quando ne mancano 25 al termine,
non appena viene esposta bandiera verde, Wilson riesce a superare Franchitti e
a conquistare la terza posizione, alle spalle di Sato e Rahal, mentre Andretti
recupera alcune posizioni e Kimball va a sbattere, ma riesce a proseguire e
rientra ai box con la vettura danneggiata.
I giri che seguono non sono contraddistinti da
particolari colpi di scena, e la top-5 rimane invariata: Sato con un buon
vantaggio su Rahal poi a seguire Wilson, Franchitti e Kanaan, con un gap
abbastanza stabile tra l’uno e l’altro. Soltanto quando la gara procede ormai
verso il termine Servia, in sesta posizione, recupera su Kanaan e il gap scende
a meno di un secondo; proprio mentre Servia sta superando il brasiliano lo
tampona mandandolo a sbattere contro un muro. Servia non riporta particolari
danni a causa del contatto con Kanaan, perdendo di fatto soltanto una posizione
e ritrovandosi sesto; a fine gara però sarà penalizzato per l’incidente
innescato con 30 secondi aggiuntivi al suo tempo, che di fatto lo
retrocederanno tra le ultime posizioni.
Dopo l’incidente tra Servia e Kanaan inizia l’ultimo giro
e, a causa della vettura incidentata di quest’ultimo, viene esposta bandiera
gialla, che di fatto congela le posizioni, anticipando la sicurezza della
vittoria per Takuma Sato. L’ex pilota di
Formula 1 è quindi il primo giapponese a vincere un gran premio di Indycar e
per il team Foyt si tratta della primo successo dopo oltre dieci anni dall’ultima
vittoria.
Risultato
1 - Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) - Foyt - 80 giri
2 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) - Rahal -
5"3612
3 - Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) - Coyne -
8"2386
4 - Dario Franchitti (Dallara DW12-Honda) - Ganassi -
12"3573
5 - JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) - Panther -
28"2402
6 - Marco Andretti (Dallara DW12-Chevy) - Andretti -
30"2703
7 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) - Schmidt -
31"8674
8 - Simona de Silvestro (Dallara DW12-Chevy) - KV -
33"1224
9 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) - Penske -
33"4118
10 - Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) - Ganassi -
33"6278
11 - James Jakes (Dallara DW12-Honda) - Rahal -
35"0645
12 - Josef Newgarden (Dallara DW12-Honda) - Fisher -
35"8945
13 - Ana Beatriz (Dallara DW12-Honda) - Coyne -
36"3442
14 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) - Dragon -
36"5936
15 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) - Penske -
43"0022
16 - Tristan Vautier (Dallara DW12-Honda) - Schmidt -
51"7961
17 - Ed Carpenter (Dallara DW12-Chevy) - Carpenter - 56"4533
18 - Oriol Servia (Dallara DW12-Chevy) - Panther DRR -
29"4683
19 - Alex Tagliani (Dallara DW12-Honda) - Herta - 1 giro
20 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) - KV - 2 giri
21 - Charlie Kimball (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 2
giri
RIT. 54° giro - EJ Viso
RIT. 52° giro - AJ Allmendinger
RIT. 50° giro - Ryan Hunter-Reay
RIT. 39° giro - Mike Conway
RIT. 35° giro - James Hinchcliffe
RIT. 2° giro - Sebastian Saavedra
martedì 7 agosto 2012
INDYCAR 2012: #12 HONDA INDY 200 MID-OHIO (5 agosto)
Veduta dall'alto del circuito di Mid-Ohio.
Griglia di
partenza: Power, Franchitti, Pagenaud, Dixon, Briscoe, Bourdais,
Hunter-Reay, Andretti, Newgarden, Servia, Wilson, Hildebrand, Barrichello,
Tagliani, Hinchcliffe, Conway, Sato, Kanaan, Viso, Jakes, Rahal, De Silvestro,
Castroneves, Pantano, Carpenter.
Numero di giri: 85.
Cronaca della gara
I primi quattro mantengono le posizioni alla partenza,
mentre Hunter-Reay effetuta un paio di sorpassi e si porta in quinta posizione;
alla fine del primo giro Wilson finisce in testacoda, ma riesce a girarsi e
ritorna in gara nelle retrovie.
Al terzo giro Newgarden, che aveva rimontato alcune
posizioni in partenza, supera Hunter-Reay per il quinto posto, mentre due giri
più tardi quest’ultimo viene sopravanzato anche da Bourdais che risale al sesto
posto e di lì a poco sopravanzerà anche Newgarden.
Diversi piloti partiti nelle retrovie effettuano il primo
pit-stop già intorno al 10-15° giro, mentre i piloti delle prime posizioni
proseguono ancora; tra l’altro Pagenaud si inserisce in terza posizione alle
spalle di Power e Franchitti, dopo avere superato Dixon che è quarto davanti a
Bourdais.
Questi ultimi si fermano per la prima volta
all’avvicinarsi del 30° giro e, dopo i pit-stop, la top-ten è: Power, Dixon,
Hinchcliffe, Bourdais, Kanaan e Franchitti i primi sei nello spazio di tre
secondi, seguono Pagenaud, Hunter-Reay, Tagliani e Briscoe.
Al 33° giro inizia il secondo giro di pit-stop per i
piloti che si erano fermati oltre venti giri prima, Hinchcliffe e Kanaan sono
tra quelli che rientrano al 34° giro. Tagliani, che si era fermato intorno al
15° giro, prosegue ancora e supera prima Hunter-Reay e poi Pagenaud portandosi
in quinta posizione al 37° giro, per poi fermarsi qualche giro più tardi. A
metà gara la top-ten è: Power, Dixon, Bourdais, Franchitti, Pagenaud, Hunter-Reay,
Hildebrand, Briscoe, Newgarden, Jakes.
Il successivo giro di pit-stop inizia intorno al 55-60°
giro, Power e Dixon rientrano nello stesso giro con Dixon che grazie a una sosta
più rapida sopravanza Power; successivamente Bourdais è ancora terzo, seguito
da Pagenaud e Franchitti che a 26 giri dal termine sopravanza Hinchcliffe (tra
i due c’è un lieve contatto durante questa manovra). Poco dopo Hunter-Reay, che
si trovava in una posizione abbastanza arretrata, finisce nell’erba perdendo
ulteriormente terreno prima di tornare sull’asfalto; più avanti Bourdais perde
una posizione venendo superato da Pagenaud e Franchitti rientra ai box per
cambiare l’ala anteriore rimasta danneggiata nel contatto con Hinchcliffe: ...WTF?!
O.O Mentre tutto il resto della vettura è blu anziché rosso come al solito, gli
viene montato un musetto rosso; la vettura bicolore è una figata unica e tutto
ciò è epico!
La vettura bicolore di Franchitti.
A 9 giri dal termine Hunter-Reay rientra ai box e, da
come si mettono le cose, sembra proprio che ci siano dei problemi e che la sua
gara sia finita, o comunque che sia sul punto di finire.
Non succede altro di significativo fino alla conclusione
e Dixon vince davanti a Power, che si porta in testa alla classifica con cinque
punti di vantaggio su Hunter-Reay.
Il risultato
1 Scott
Dixon 9 Honda
85
2 Will Power 12
Chevrolet 85
3 Simon
Pagenaud 77 Honda
85
4 Sebastien
Bourdais 7 Chevrolet
85
5 James
Hinchcliffe 27 Chevrolet
85
6 Tony
Kanaan 11 Chevrolet 85
7 Ryan
Briscoe 2 Chevrolet
85
8 Marco
Andretti 26 Chevrolet
85
9 JR
Hildebrand 4 Chevrolet
85
10 Alex
Tagliani 98 Honda
85
11 Graham
Rahal 38 Honda
85
12 Josef
Newgarden 67 Honda
85
13 Takuma
Sato 15 Honda
85
14 Giorgio
Pantano 83 Honda
85
15 Rubens
Barrichello 8 Chevrolet
85
16 Helio
Castroneves 3 Chevrolet
85
17 Dario
Franchitti 10 Honda
85
18 Justin
Wilson 18 Honda
85
19 James
Jakes 19 Honda
85
20 E.J. Viso 5 Chevrolet
85
21 Mike
Conway 14 Honda
85
22 Ed
Carpenter 20 Chevrolet
84
23 Simona De
Silvestro 78 Lotus
83
24 Ryan Hunter-Reay 28
Chevrolet 79
25 Oriol
Servia 22 Chevrolet
78
martedì 10 luglio 2012
INDYCAR 2012: #10 HONDA INDY TORONTO (8 luglio)
Griglia di
partenza
1 Dario
Franchitti Honda 10
106.451 mph
2 Will Power Chevrolet
12 106.407 mph
3 Justin
Wilson Honda 18
106.273 mph
4 Sebastien
Bourdais Chevrolet 7
106.235 mph
5 Scott
Dixon Honda 9
106.160 mph
6 Ryan
Hunter-Reay Chevrolet 28
106.215 mph
7 Helio
Castroneves Chevrolet 3
106.100 mph
8 Simon
Pagenaud Honda 77
105.891 mph
9 Takuma
Sato Honda 15
105.617 mph
10 Graham
Rahal Honda 38
105.482 mph
11 Mike
Conway Honda 14
105.174 mph
12 Ryan
Briscoe Chevrolet 2
105.320 mph
13 Charlie
Kimball Honda 83
105.027 mph
14 Oriol
Servia Chevrolet 22
105.299 mph
15 JR
Hildebrand Chevrolet 4
104.515 mph
16 Alex
Tagliani Honda 98
106.075 mph
17 Tony
Kanaan Chevrolet 11
105.089 mph
18 Rubens
Barrichello Chevrolet 8 104.943 mph
19 James
Hinchcliffe Chevrolet 27
106.014 mph
20 Josef
Newgarden Honda 67
104.915 mph
21 Ed
Carpenter Chevrolet 20
103.517 mph
22 Marco
Andretti Chevrolet 26
104.232 mph
23 E.J. Viso Chevrolet
5 101.043 mph
24 James
Jakes Honda 19
104.354 mph
25 Simona De
Silvestro Lotus 78
104.136 mph
Numero di giri: 85
Cronaca della gara
Restano invariati i primi tre alla partenza (Franchitti,
Power, Wilson), mentre Dixon riesce a superare Bourdais e si porta in 4^
posizione; subito dopo Wilson supera Power e si lancia all’inseguimento di
Franchitti, Power riuscirà comunque a riprendersi la seconda posizione pochi
giri più tardi e al 6° giro supererà Franchitti portandosi in testa.
All’8° giro si ritira Dixon, fermo in una via di fuga,
mentre successivamente si ritirerà anche Simona De Silvestro.
Al 19° giro dopo una collisione con Rahal, Kimball va a
sbattere, ma riesce a proseguire, mentre per Kanaan – uno dei piloti che sono
rientrati nei giri precedenti – c’è qualche problema ai box.
Wilson rientra ai box al 21° giro e, grazie alla sua
sosta, Bourdais risale in terza posizione alle spalle di Power e Franchitti,
che ancora non si sono fermati quando tre giri più tardi Rahal va a sbattere e
provoca l’ingresso della pace-car.
I piloti che si trovavano nelle prime posizioni rientrano
mentre la gara è neutralizzata, per Franchitti ci sono delle difficoltà nel
pit-stop e si ritrova nelle retrovie.
Risalgono Pagenaud, Hunter-Reay, Kanaan, Briscoe, Sato,
Barrichello e altri piloti, che si ritrovano nelle prime posizioni al momento
del restart (29° giro), subito dopo il quale Hinchcliffe rientra ai box per poi
ritirarsi per un problema alla vettura.
Alle spalle di Barrichello c’è Wilson in 7^ posizione,
diverse posizioni più avanti rispetto a Power che invece è 11°, mentre
Franchitti è addirittura 21°. Wilson supera successivamente varie vetture e
intorno alla metà gara si trova in quarta posizione dietro a Pagenaud,
Hunter-Reay e Kanaan.
Intorno al 50-55° giro la maggior parte dei piloti
rientrano per la seconda sosta; dopo i pit-stop Hunter-Reay si trova ancora al
comando, davanti a Kanaan, Pagenaud, Kimball e Wilson a completare i primi
cinque; Power frattanto è in difficoltà ed è costretto a fermarsi più volte.
Wilson, però, striscia contro un muro e danneggia la vettura, si ritira ai box
quando mancano poco meno di venti giri alla fine.
Kimball supera in un colpo solo Pagenaud e Kanaan a 12
giri dal termine, con il brasiliano che perde ulteriori posizioni.
A sette giri dalla fine Newgarden va a sbattere in una
via di fuga durante un tentativo di sorpasso su Pagenaud, ma riuscirà a
ripartire e si ritroverà doppiato di un giro. Vengono esposte le bandiere
gialle e a tre giri dalla fine, subito dopo il restart, è di nuovo caution
dovuta a diversi contatti: Bourdais contro un muro, Hildebrand, Barrichello e
tagliani tra loro, Andretti, Pagenaud e Carpenter con le vetture ferme in un
ingorgo, nonché Briscoe e Franchitti per i fatti loro.
Di fatto la gara finisce dietro la pace-car, con le
posizioni che, dopo gli incidenti del precedente restart, rimangono uguali.
Hunter-Reay ottiene la terza vittoria consecutiva, alle sue spale Kimball,
Conway, Kanaan e Servia completano i primi cinque.
Risultato
1 Ryan
Hunter-Reay 28 Chevrolet
85
2 Charlie
Kimball 83 Honda
85
3 Mike
Conway 14 Honda
85
4 Tony
Kanaan 11 Chevrolet
85
5 Oriol
Servia 22 Chevrolet
85
6 Helio
Castroneves 3 Chevrolet
85
7 JR
Hildebrand 4 Chevrolet
85
8 James
Jakes 19 Honda
85
9 Takuma
Sato 15 Honda
85
10 Alex
Tagliani 98 Honda
85
11 Rubens
Barrichello 8 Chevrolet
85
12 Simon
Pagenaud 77 Honda
85
13 Josef
Newgarden 67 Honda
84
14 Sebastien
Bourdais 7 Chevrolet
84
15 Will
Power 12 Chevrolet
84
16 Marco
Andretti 26 Chevrolet
84
17 Dario
Franchitti 10 Honda
84
18 Ed
Carpenter 20 Chevrolet
84
19 Ryan
Briscoe 2 Chevrolet
83
20 E.J. Viso 5
Chevrolet 81
21 Justin
Wilson 18 Honda
67
22 James
Hinchcliffe 27 Chevrolet
28
23 Graham
Rahal 38 Honda
23
24 Simona De
Silvestro 78 Lotus
9
25 Scott
Dixon 9 Honda
7
domenica 24 giugno 2012
INDYCAR 2012: #9 IOWA CORN INDY 250 (23 giugno)
Una veduta dall'alto del circuito di Iowa Corn, sede della nona prova del campionato Indycar.
Griglia di
partenza
1 Dario
Franchitti Honda 10
2 Helio
Castroneves Chevrolet 3
3 Marco Andretti Chevrolet
26
4 James Hinchcliffe Chevrolet
27
5 Ryan
Briscoe Chevrolet 2
6 Will Power Chevrolet
12
7 Ryan Hunter-Reay Chevrolet
28
8 Scott
Dixon Honda 9
9 Alex
Tagliani Honda 98
10 Josef Newgarden Honda
67
11 Rubens Barrichello Chevrolet
8
12 JR Hildebrand Chevrolet
4
13 Justin
Wilson Honda 18
14 Charlie
Kimball Honda 83
15 Oriol
Servia Chevrolet 22
16 Katherine
Legge Chevrolet 6
17 Mike Conway Honda
14
18 James
Jakes Honda 19
19 Tony
Kanaan Chevrolet 11
20 Graham Rahal
Honda 38
21 Ed Carpenter Chevrolet
20
22 Simona De
Silvestro Lotus 78
23 Takuma
Sato Honda 15
24 E.J. Viso
Chevrolet 5
25 Simon
Pagenaud Honda 77
Cronaca della gara
Prima della partenza ci sono problemi sulla vettura di
Tagliani... e non è finita in quanto proprio mentre sta per essere esposta la
bandiera verde Franchitti, che era in pole position, è già costretto al ritiro
dalla rottura del motore; si percorrono frattanto dieci giri dietro alla
pace-car e all’11° giro la gara parte in senso vero e proprio, con Castroneves
davanti ad Andretti e a Briscoe; al 12° giro Briscoe si porta in seconda posizione
mentre risale Newgarden 4° dietro ad Andretti supendando Hinchcliffe, che però
lo supera a sua volta quattro giri più tardi e successivamente supererà
Andretti per il 3° posto; anche Hunter-Reay e Hildebrand supereranno Newgarden
poco dopo. Dietro di loro Power, Barrichello e Wilson completano al momento la
top-ten.
Power risale di diverse posizioni e al 30° giro, mentre
Hildebrand deve rientrare ai box a causa del danneggiamento dell’ala anteriore
riportato a causa di un lieve tamponamento della vettura di Hunter-Reay, è 6°
davanti a Wilson e Newgarden.
Anche più avanti, dove i primi cinque sono piuttosto
vicini e devono effettuare diversi doppiaggi, le posizioni cambiano:
Hinchcliffe supera Briscoeper il secondo posto, mentre Hunter-Reay risale in quarta
posizione superando Andretti.
A un quinto di gara Wilson è risalito al quarto posto
alle spalle di Castroneves, Hinchcliffe e Hunter-Reay, dietro di lui ci sono
Andretti, Briscoe che ha perso diverse posizioni e Power.
Al 52° giro Hinchcliffe supera Castroneves portandosi al
comando, con il brasiliano che si ritrova inseguito da Hunter-Reay, che però
deve guardarsi dall’attacco di Wilson.
Al 65° giro i piloti a pieni giri sono Hinchcliffe,
Castroneves, Hunter-Reay, Wilson, Andretti, Kanaan, Viso, Dixon, Briscoe,
Newgarden, Servia, Barrichello e Jakes, con Carpenter che è il primo dei
doppiati.
Al 68° giro c’è un contatto tra Power e Viso, che provoca
il ritiro di entrambi e l’ingresso della pace-car. Diversi piloti effettuano il
pit-stop al 71° giro e tra questi è da notare come grazie a una sosta più
rapida Castroneves riprenda la posizione nei confronti di Hinchcliffe.
Jakes non si ferma e si ritrova quindi in prima
posizione, davanti proprio a Castroneves, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Dixon,
Andretti, Kanaan, Wilson, Servia e Newgarden.
Il restart avviene all’85° giro e poco dopo Jakes deve
fermarsi ai box per scontare una penalità (irregolarità commessa dietro alla
pace-car? Non comprendo la lingua della telecronaca, quindi non lo posso dare
per certo): Castroneves è di nuovo leader davanti a Hinchcliffe, Hunter-Reay, Andretti
e Kanaan.
Al 98° giro Hildebrand è fermo in mezzo alla pista: è di
nuovo caution, durante la quale tra l’altro Servia ai box è costretto al
ritiro.
La pace-car resta in pista fino al 112° giro e prima del
restart Briscoe effettua un pit-stop. Andretti supera Hunter-Reay e tenta il
sorpasso anche su Hinchcliffe, che però mantiene la seconda posizione. Quinto è
ancora Kanaan seguito da Wilson, Newgarden e Pagenaud, con Barrichello che si
avvicina a quest’ultimo dopo avere recuperato alcune posizioni al restart –
Barrichello sarà comunque sopravanzato da Dixon pochi giri più tardi.
Al 127° giro, mentre Pagenaud supera Newgarden e Wilson, rientrano ai box
prima Jakes e poi Conway vhe tra l’altro è doppiato già di alcuni giri;
quest’ultimo si ritira.
Hinchcliffe viene successivamente superato da
Hunter-Reay, che si porta al secondo posto, e da Andretti, ora terzo. I primi
tre sono vicinissimi intorno al 150° giro.
Al 155° giro ricominciano i pit-stop, si ferma Andretti,
poi Castroneves un giro più tardi, dopodiché un giro più tardi anche
Hunter-Reay e Hinchcliffe. Al ritorno in pista tra questi quattro le posizioni
sono: Andretti, Hunter-Reay, Castroneves, Hinchcliffe. Il leader è Dixon che,
come Briscoe e Tagliani (al momento 2° e 3°) rimanda il pit-stop, rientrerà
circa 20 giri più tardi. Briscoe invece proseguirà ancora, almeno fino al 179°
giro in cui avrà un incidente con Newgarden mentre quest’ultimo cercava di
sdoppiarsi per non perdere il contatto con i piloti che aveva davanti,
provocando un ulteriore intervento della pace-car.
Dixon risale in prima posizione dal momento che mentre
lui si era appena fermato, gli altri rientrano per un pit-stop; dietro di lui
ci sono quindi Andretti, Castroneves, Hunter-Reay, Kanaan, Hinchcliffe,
Pagenaud, Wilson, Barrichello e Rahal tra i primi dieci.
Nel frattempo viene intervistato Briscoe, che ha preso il
ritiro con una certa filosofia e sostiene che la causa dell’incidente è un
“errore da debuttante” commesso da Newgarden. Due minuti più tardi viene
intervistato proprio Newgarden, secondo il quale l’incidente è stato innescato
dal fatto che Briscoe girasse più lento di lui, e non dal fatto che lui abbia
tentato di superarlo passandogli per di sopra.
La gara riprende a 55 giri dal termine, con Dixon che
approfitta della presenza di Carpenter e Legge doppiati dietro di lui per
distanziare i piloti che lo seguono... e con Hinchcliffe che finisce in
testacoda e va a sbattere contro un muro, con un nuovo ingresso della pace-car,
che rimane in pista nove giri. Dal momento che Carpenter è rientrato ai box, stavolta
c’è soltanto la Legge tra Dixon e Andretti. Castroneves perde posizioni e poco dopo
Tagliani si ritira per un guasto, fermandosi comunque in un punto in cui la sua
vettura non intralcia.
A 18 giri dalla fine Hunter-Reay si porta in seconda
posizione superando Andretti e cinque giri più tardi supera Dixon portandosi in
testa; quest’ultimo verrà superato un giro più tardi anche da Andretti. Quando mancano
tre giri alla fine anche Kanaan sopravanza Dixon, che ora è quarto davanti a
Pagenaud, Castroneves, Barrichello, Carpenter, Rahal e Wilson. L’ingresso della
pace-car, dovuto a un incidente di Katherine Legge, rende definitivo questo
risultato.
Per Ryan Hunter-Reay è la seconda vittoria consecutiva e
in classifica si porta a soltanto tre punti da Power.
Risultato
1 Ryan
Hunter-Reay 28 Chevrolet
250
2 Marco
Andretti 26 Chevrolet
250
3 Tony
Kanaan 11 Chevrolet
250
4 Scott
Dixon 9 Honda
250
5 Simon
Pagenaud 77 Honda
250
6 Helio
Castroneves 3 Chevrolet
250
7 Rubens Barrichello 8
Chevrolet 250
8 Ed
Carpenter 20 Chevrolet
250
9 Graham
Rahal 38 Honda
250
10 Justin
Wilson 18 Honda
249
11 Charlie
Kimball 83 Honda
248
12 Takuma
Sato 15 Honda
247
13 James
Jakes 19 Honda
244
14 Simona De
Silvestro 78 Lotus
244
15 Katherine
Legge 6 Chevrolet
243
16 Alex
Tagliani 98 Honda
207
17 James
Hinchcliffe 27 Chevrolet
195
18 Ryan
Briscoe 2 Chevrolet
178
19 Josef
Newgarden 67 Honda
178
20 Mike
Conway 14 Honda
123
21 Oriol
Servia 22 Chevrolet
98
22 JR
Hildebrand 4 Chevrolet
95
23 Will
Power 12 Chevrolet
67
24 E.J. Viso 5
Chevrolet 67
25 Dario
Franchitti 10 Honda
0
domenica 17 giugno 2012
INDYCAR 2012: #8 MILWAUKEE INDYFEST (16 giugno)
La stagione di Indycar prosegue sull’ovale di Milwaukee Mile, dove Dario
Franchitti parte dalla prima posizione per quella che è una gara di 225 giri.
Griglia di
partenza
Franchitti, Hunter-Reay, Barrichello, Castroneves, Viso,
Kanaan, Pagenaud, Hinchcliffe, Andretti, Hildebrand, Rahal, Wilson, Tagliani,
Power, Legge, Jakes, Newgarden, Kimball, Briscoe, Servia, Dixon, Carpenter, De
Silvestro, Sato, Conway.
Cronaca della gara
Franchitti mantiene la leadership, così come Hunter-Reay
e Barrichello mantengono la seconda e la terza posizione, con il brasiliano che
al 4° giro verrà però superato dal connazionale Castroneves. Kanaan, Viso,
Pagenaud, Hinchcliffe, Hildebrand e Wilson completano i primi dieci, con Wilson
che successivamente supererà Hildebrand portandosi. Intorno al 40° giro si
porterà in ottava posizione con un ulteriore sorpasso su Hinchcliffe.
La prima sosta ai box viene effettuata da Newgarden al
26° giro, ma probabilmente ha qualche problema, dal momento che rientrerà un’ulteriore
volta diversi giri dopo. Poco dopo il primo pit-stop di Newgarden, anche
Briscoe effettua una sosta ai box. Nessun altro pilota si ferma, per il
momento.
Dopo una sessantina di giri di gara diversi piloti si
fermano ai box, tra loro c’è tra l’altro anche Newgarden che entra per la terza
volta.
Al 67° giro, proprio mentre diversi piloti sono ai box,
la De Silvestro rimane ferma in mezzo alla pista: entra la pace-car. I piloti
che non si erano ancora fermati, effettuano la prima sosta in occasione della
neutralizzazione, che perdura fino all’80° giro; le posizioni prima del restart
sono le seguenti: Viso, Barrichello, Hunter-Reay, Franchitti, Castroneves,
Hinchcliffe, Dixon, Power, Kanaan e Tagliani tra i primi dieci.
Alla ripartenza Tagliani si inserisce in quarta posizione,
davanti a Franchitti e a Castroneves, con quest’ultimo che viene superato nei
giri successivi da Dixon e Hinchcliffe.
Al 94° giro Wilson rimane fermo con il motore che va in
fumo e fiamme, entra di nuovo la pace-car e poco dopo quasi tutti rientrano ai
box. Castroneves non si ferma e sale in prima posizione, dietro Viso è 2°,
uscito davanti agli altri entrati contemporaneamente per il pit-stop; terzo c’è
Tagliani, seguito da Hunter-Reay, Dixon, Barrichello, Hinchcliffe, Kanaan,
Franchitti e Servia tra i primi dieci, il canadese comunque perderà varie
posizioni dopo il restart che avviene al 104° giro e Hunter-Reay frattanto
sopravanza Viso.
Cinque giri più tardi c’è un incidente tra Sato e Jakes,
in particolare il giapponese finisce contro un muro e vari detriti si spargono
per la pista: è caution ancora una volta. Dietro alla pace-car Castroneves è in
testa davanti a Hunter-Reay, Viso, Dixon, Hinchcliffe, Tagliani e Barrichello.
La gara riparte al 123° giro, Castroneves e Hunter-Reay
mantengono le posizioni mentre Dixon si porta al terzo posto con un sorpasso su
Viso, Hinchcliffe perde intanto alcune posizioni venendo superato da Tagliani e
Barrichello; in settima posizione dietro a Hinchcliffe si porta Servia.
Al 142° Hunter-Reay si porta in testa con un sorpasso su
Castroneves, che si ritrova negli scarichi anche Dixon, perdendo un’altra
posizione un giro più tardi. Dietro di lui ci sono Tagliani e Barrichello che
si avvicinano recuperando in fretta il gap presente tra loro; Castroneves si
ferma comunque al box al 155° giro.
Intorno al 170° giro i piloti che si erano fermatiai box
durante la precedente caution, si fermano ancora una volta. Dopo questo giro di
pit-stop i primi dieci sono Hunter-Reay, Kanaan, Castroneves, Servia,
Hinchcliffe, Tagliani, Barrichello, Viso, Carpenter e Rahal.
A 43 giri dalla fine c’è una caution...
Qui inquadrano
Castroneves e non si capisce perché ci sia una caution. O.O
L’inquadratura
peggiora ulteriormente, quando mostrano uno spettatore che esulta, con le
orecchie a sventola e un cappello in testa girato al contrario.
...
...
...
Non ho ancora idea
del perché la pace-car sia in pista, la telecronaca in ungherese(?) non aiuta,
le uniche parole che sto capendo sono: “Franchitti”, “Dixon” e “Target Chip
Ganassi”.
Franchitti rientra nella
pit-lane a 41 gri dalla fine, subito rientra anche Dixon. Grazie all’intervista
in inglese di un tipo del team mi pare di capire che si sia trattato di una
penalità. Continuo a non avere idea del perché della caution, però.
Il restart è 33 giri dal termine, Hunter-Reay p in testa
davanti a Kanaan, con Servia che risale al terzo posto davanti a Hinchcliffe,
Castroneves, Carpenter, Tagliani, Viso, Power e Barrichello a completare i
primi dieci.
Dopo un giro Franchitti ha un contatto con Briscoe, va a
sbattere contro un muro ed è di nuovo caution. Almeno stavolta il motivo è chiaro, è già un notevole passo avanti.
Il restart è a 24 giri dal termine, con Hunter-Reay e
Kanaan che, approfittando della vettura di Pagenaud (doppiato) dietro di loro,
mettono un spazio tra loro e i piloti dalla terza posizione in poi (che sono
Servia, Hinchcliffe, Viso, Castroneves, Tagliani, Carpenter, Barrichello,
Rahal...)
Servia, Hinchcliffe e Viso sono molto vicini, con Viso
che, in particolare, negli ultimi giri è praticamente negli scarichi di
Hinchcliffe; è però Hinchcliffe che riesce a superare Servia quando mancano
otto giri alla fine e a portarsi in terza posizione. A quel punto tutto procede
invariato fino alla fine, eccetto il sorpasso di Rahal su Barrichello per la
nona posizione.
Risultato
1 Ryan
Hunter-Reay 28 Chevrolet
225
2 Tony
Kanaan 11 Chevrolet
225
3 James
Hinchcliffe 27 Chevrolet
225
4 Oriol
Servia 22 Chevrolet
225
5 E.J. Viso 5
Chevrolet 225
6 Helio
Castroneves 3 Chevrolet
225
7 Alex
Tagliani 98 Honda
225
8 Ed
Carpenter 20 Chevrolet
225
9 Graham
Rahal 38 Honda
225
10 Rubens
Barrichello 8 Chevrolet
225
11 Scott
Dixon 9 Honda
225
12 Will
Power 12 Chevrolet
225
13 Simon
Pagenaud 77 Honda
224
14 Ryan
Briscoe 2 Chevrolet
224
15 Marco
Andretti 26 Chevrolet
224
16 Mike
Conway 14 Honda
224
17 Charlie
Kimball 83 Honda
224
18 Katherine
Legge 6 Chevrolet
220
19 Dario
Franchitti 10 Honda
193
20 Takuma
Sato 15 Honda
107
21 James
Jakes 19 Honda
106
22 JR
Hildebrand 4 Chevrolet
105
23 Justin
Wilson 18 Honda 93
24 Simona De
Silvestro 78 Lotus
62
25 Josef
Newgarden 67 Honda
48
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Indycar anni 2010
lunedì 11 giugno 2012
INDYCAR 2012: #7 FIRESTONE 550 (9 giugno)
Mentre nella stagione 2011 l’appuntamento notturno sull’ovale
texano fu diviso in due gare da 114 giri, si torna a una gara unica per il 2012
(parere personale: ottima idea, specie visto che la griglia di partenza della
gara 2 del 2011 era stata fatta a sorteggio O.O).
Griglia di
partenza
1 Alex
Tagliani Honda 98
215.691 mph
2 Dario Franchitti Honda
10 215.646 mph
3 Graham
Rahal Honda 38
215.554 mph
4 Scott
Dixon Honda 9
215.331 mph
5 Will Power Chevrolet
12 215.116 mph
6 James
Hinchcliffe Chevrolet 27
214.920 mph
7 Tony
Kanaan Chevrolet 11 214.701 mph
8 Marco
Andretti Chevrolet 26
214.424 mph
9 Simon
Pagenaud Honda 77
214.082 mph
10 Ryan
Briscoe Chevrolet 2
214.060 mph
11 Oriol
Servia Chevrolet 22
213.957 mph
12 Rubens
Barrichello Chevrolet 8
213.949 mph
13 Ryan
Hunter-Reay Chevrolet 28
213.927 mph
14 E.J. Viso Chevrolet
5 213.444 mph
15 Helio
Castroneves Chevrolet 3
213.402 mph
16 Charlie
Kimball Honda 83
212.833 mph
17 Justin
Wilson Honda 18
212.136 mph
18 Mike
Conway Honda 14
214.458 mph
19 Ed
Carpenter Chevrolet 20
211.643 mph
20 Takuma
Sato Honda 15
214.196 mph
21 James
Jakes Honda 19
211.245 mph
22 Katherine
Legge Chevrolet 6
210.543 mph
23 JR
Hildebrand Chevrolet 4
202.596 mph
24 Simona De
Silvestro Lotus 78
204.066 mph
25 Josef
Newgarden Honda 67
N/A
Cronaca della gara
Via: Tagliani mantiene la prima posizione davanti a
Franchitti, Rahal, Dixon e Power, con Dixon che nei giri immediatamente successivi
supererà i due piloti che lo precedono. Barrichello e De Silvestro risultano
non partiti.
Nel corso dei primi giri non vi sono variazioni
significative di posizioni, tranne che nelle retrovie, mentre al 15° giro Power
supera Franchitti portandosi al quarto posto. Lo scozzese sta rallentando
significativamente e precipita nelle retrovie per qualche problema alla
vettura; rientrerà poi ai box al 22° giro.
Anche Tagliani perde posizioni: viene superato da Dixon
al 21° giro, e nei giri successivi anche da Rahal, Power e Andretti,
ritrovandosi in quinta posizione dopo una trentina di giri di gara.
È proprio al 30° giro che Kimball finisce a muro,
provocando l’ingresso della pace-car. Durante la neutralizzazione tutti
rientrano per il rifornimento, con Dixon che torna in pista in prima posizione
davanti a Rahal, Andretti, Hinchcliffe, Tagliani, Briscoe, Hunter-Reay, Servia,
Power, Carpenter... Ai box ci sono ancora problemi per Franchitti che torna in
pista con due giri di ritardo.
Restart al 41° giro: Hinchcliffe sale in terza posizione
dietro a Dixon e Rahal, Briscoe si porta in quinta posizione (dietro ad
Andretti) superando Tagliani e Sato recupera numerose posizioni portandosi proprio
alle spalle del canadese che supererà di lì a poco (Tagliani perderà poi in
seguito altre posizioni).
Al 65° giro Sato finisce a muro: caution per la seconda volta,
durante la quale Hunter-Reay ha qualche problema che lo costringe al ritiro ai
box.
Dopo tre giri dietro la pace-car la pit-lane viene
riaperta e tutti rientrano ai box, le posizioni, tra i primi tre, sono
invariate (Dixon, Rahal, Hinchcliffe), seguono Hildebrand, Carpenter, Andretti,
Castroneves, Servia, Tagliani, Wilson, Briscoe, Viso, Power, Conway, Jakes,
Kanaan, Newgarden, Pagenaud, Legge, Franchitti.
Al restart (72° giro) Wilson, che era partito soltanto
17°, supera Tagliani e si porta in 9^ posizione.
A metà gara Wilson è risalito addirittura fino alla seconda
posizione alle spalle di Dixon, adesso Hinchcliffe è terzo, seguito da
Carpenter e Rahal.
Poco dopo la metà della gara c’è un nuovo giro di
pit-stop, dopo il quale le posizioni sono: Dixon, Hinchcliffe, Carpenter,
Power, Wilson, Castroneves, Viso, Kanaan, Briscoe, Rahal...
Al 130° giro la vettura di Viso rimane ferma ed entra di
nuovo la pace-car. Alcune vetture rientrano ai box tre giri dopo e nella
pit-lane vi è un contatto tra Newgarden e Castroneves.
La gara riparteal 139° giro con Hinchcliffe che si porta
in testa mentre Dixon e Carpenter sono in lotta per la seconda posizione, con
Carpenter che deve accodarsi mentre Dixon si lancia all’inseguimento di
Hinchcliffe che supererà al 142° giro. Power e Briscoe superano a loro volta Carpenter e si avvicinano a
Hinchcliffe, al quale tentano di strappare la seconda posizione: Power riesce a
superarlo al 146° giro e subito dopo è la volta di Briscoe; Kanaan frattanto si
porta al quinto posto. La gara di Dixon finirà al 174° giro contro le barriere
e segnerà l’ingresso, per la quarta volta, della pace-car e un rientro ai box
di tutte le vetture per un’ulteriore sosta durante la neutralizzazione.
Power, Briscoe e Kanaan, che sono nelle prime tre
posizioni, lottano per la leadership al restart (-44 giri al termine), con
Power che mantiene la prima posizione. Il brasiliano subito dopo deve fermarsi
ai box e risale Castroneves in terza posizione, seguono Rahal e Wilson.
Power rimane in testa fino a 26 giri dalla fine, quando
si ferma per l’ultimo pit-stop, passa in testa Rahal che aveva rimontato alcune
posizioni, davanti a Briscoe, Wilson, Hinchcliffe, Hildebrand, Castroneves e
Pagenaud, ultimi piloti a pieni giri, mentre Power, 8°, è il primo dei
doppiati.
È a due giri dalla fine che Rahal viene superato da
Justin Wilson, palesemente più veloce di lui, che conquista così la vittoria.
Risultato
1 Justin
Wilson 18 Honda 228
2 Graham
Rahal 38 Honda
228
3 Ryan
Briscoe 2 Chevrolet
228
4 James
Hinchcliffe 27 Chevrolet
228
5 JR Hildebrand 4
Chevrolet 228
6 Simon
Pagenaud 77 Honda
228
7 Helio
Castroneves 3 Chevrolet
227
8 Will Power 12 Chevrolet
227
9 Alex
Tagliani 98 Honda
227
10 James
Jakes 19 Honda
227
11 Tony Kanaan 11
Chevrolet 227
12 Ed
Carpenter 20 Chevrolet
227
13 Josef
Newgarden 67 Honda
226
14 Dario
Franchitti 10 Honda
225
15 Katherine
Legge 6 Chevrolet
224
16 Mike
Conway 14 Honda
224
17 Marco
Andretti 26 Chevrolet
222
18 Scott
Dixon 9 Honda 173
19 E.J. Viso 5 Chevrolet
129
20 Oriol
Servia 22 Chevrolet
89
21 Ryan
Hunter-Reay 28 Chevrolet
66
22 Takuma
Sato 15 Honda
63
23 Charlie Kimball 83
Honda 29
24 Rubens
Barrichello 8 Chevrolet
0
25 Simona De
Silvestro 78 Lotus
0
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