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venerdì 9 febbraio 2018

Throwback Friday

Questa è una delle immagini più divertenti ad oggetto Indycar che io ricordi di avere mai visto. Mi è capitata davanti agli occhi e ho deciso che meritava che le dedicassi un post! *-*

sabato 12 agosto 2017

Scottish Airlines

Ci sono giorni che sembrano nascere allo scopo di rievocare gloriosi momenti del motorsport.
La mia concezione i "gloriosi momenti del motorsport" si discosta verosimilmente dalla media, ma le scene iconiche sono scene iconiche, anche se sono un po' diverse da quelle che di solito vengono inserite nelle liste delle scene iconiche.
Ironia della sorte, il glorioso momento del motorsport che necessita di essere rievocato oggi, non riguarda nemmeno un pilota pittoresco secondo i miei standard.
Per piloti pittoreschi intendo quelli che a volte definisco anche come piloti epici, per intenderci, quelli che in genere non hanno mai cavato un ragno dal buco.
Protagonista del momento iconico che andremo a rievocare era nientemeno che un tre volte vincitore della Indy 500... o meglio, un futuro tre volte vincitore della Indy 500, dato che sarebbe stato necessario ancora qualche anno prima che arrivasse a quel livello.

L'11 agosto 2007, esattamente dieci anni fa, stava andando in scena al Kentucky Speedway uno degli ultimi appuntamenti del campionato di Indycar.
Anzi, no, l'appuntamento del Kentucky Speedway in realtà era già terminato, la bandiera a scacchi era già stata esposta in onore di Tony Kanaan e il giro d'onore era in corso. AJ Foyt IV (sì, si chiama così, qualche problema?) aveva ottenuto il suo unico podio in Indycar, tra parentesi, ma questo è poco rilevante.
Di solito un giro d'onore è abbastanza calmo, a meno che qualcuno non decida di prendere a sportellate qualcun altro, magari colpevole di averlo speronato in un altro momento della gara.
Non era questo il caso, eppure ne vedemmo delle belle.

Ne avevamo già viste delle belle appena sei giorni prima al Michigan International Speedway: la domenica precedente c'era stato un altro iconico incidente, protagonisti del quale erano stati Dario Franchitti e Dan Wheldon. Lo scozzese dalle folte basette era decollato...
...
...
...e quel sabato, a distanza di appena sei giorni, era decollato di nuovo!
Trampolino di lancio era stato il giapponese Kozuke Matsuura, quello che i telecronisti americani chiamavano "Kozki", anche se non ho la più pallida idea di quanto effettivamente la pronuncia corretta possa essere "Kozki". Quella "U" dove l'hanno messa? L'hanno persa per strada?

Tornando a Franchitti, la sua carriera di cappottatore seriale era iniziata molto tempo prima. Voci di corridoio narrano che il suo primo volo risalga all'epoca in cui correva nel DTM.
Doveva essere il lontano 1996 e, a undici anni di distanza, stava indubbiamente dando il meglio di sé.
La sua spiegazione fu che non si era accorto che quello appena terminato era l'ultimo giro e, di conseguenza, non aveva la più pallida idea del fatto che Matsuura gli avrebbe rallentato davanti.
I due cappottamenti a distanza di meno di una settimana l'uno dall'altro furono una ragione sufficiente per essere preso per i fondelli dall'intero mondo della Indycar piuttosto a lungo.

Dopo una parentesi in NASCAR, Franchitti ebbe una carriera in Indycar destinata ad essere piuttosto lunga e carica di successi. Oltre a vari titoli, vinse tre edizioni della Indy 500, come già detto, l'ultima delle quali nel 2012.
La sua carriera era destinata a terminare verso la fine del 2013, a 39 anni, per ironia della sorte proprio in seguito a un ultimo cappottamento, in cui il trampolino di decollo era, curiosamente, un altro giapponese, Takuma Sato, criticato dai suoi hater perché, a loro dire, colpevole di un incidente in cui in realtà Sato non aveva nessuna colpa.
Al giorno d'oggi Dario Franchitti fa ancora parte, anche se non più come pilota, del mondo della Indycar. Durante la Indy 500 successiva al suo ritiro dalle competizioni, dovuto al trauma cranico riportato dopo il volo del 2013, l'abbiamo ritrovato al volante della safety-car.
Inoltre fa il telecronista per la Formula E...
...
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...e dato che, come si suol dire, il bue ha l'abitudine di dare del cornuto all'asino, durante una telecronaca dell'anno scorso si mise a prendere per i fondelli Heidfeld per il suo volo nel primo eprix della storia!

Per tanti lunghi anni Darione Nostro fu il marito dell'attrice americana Ashley Judds, ma si separarono nel tardo 2012 o all'inizio del 2013.
In seguito pare essersi risposato con una certa Eleanor(?) che, stalkerando i profili social di Pippa Mann, ho scoperto essere un'amica o una collaboratrice di quest'ultima. Eleanor ama tenere in testa il sacchetto di carta, diversamente da Ashley che era esibizionista più o meno quanto Jessica Michibata, con la sola differenza che almeno Jessica Michibata non rilasciava dichiarazioni sul motorsport. Anche Sophia, la figlia di Dario e della sua nuova moglie, è stata lungamente tenuta nascosta dal sacchetto di carta, ma negli ultimi mesi qualche sua fotografia è apparsa sul profilo insta del padre, sciogliendo ogni dubbio sulla sua esistenza.
Aggiungerei in stile Mazzoni che Dario ha origini laziali/campane, che è il cugino di Paul Di Resta. Anche in fratello di Dario, Marino, è un pilota e, diversamente dal fratello capellone, è calvo.

Concluderei aggiungendo una cosa. Nei miei post più vecchi di questo blog potrebbe capitare di leggere qualche allusione poco piacevole nei confronti di Franchitti.
Quindi gradirei segnalare che, in effetti, quando ho iniziato a seguire la Indycar non è che mi stesse particolarmente simpatico, specie considerando che le prime gare che ho iniziato a seguire in diretta erano quelle dell'epoca in cui Franchitti aveva vinto una Indy 500 dopo che il Grande Samurai era andato per muretti all'ultimo giro.
Vedevo Franchitti un po' come il prezzemolo, era ovunque e, per ovunque, intendo nelle posizioni che contavano.
Il suo incidente del 2013 l'ho visto in diretta.
Ho seguito in diretta i momenti successivi, senza sapere se fosse ancora vivo o no e in che condizioni fosse.
Sono stata molto felice di scoprire, di lì a qualche settimana, che stava bene abbastanza per fare una vita normale ma non abbastanza per continuare a gareggiare.
Come telecronista/opinionista mi è sempre piaciuto. La battuta su Heidfeld di quella volta mi ha fatta piegare in due dalle risate.
Più avanti ho guardato un sacco di gare della vecchia Formula Cart o di Indycar e mi sono fatta un'idea migliore di lui, anche dei suoi anni in cui gareggiava. Probabilmente se avessi guardato la Indycar prima del 2012 avrebbe anche potuto starmi simpatico.
Al giorno d'oggi lo considero indubbiamente un personaggio di spicco del mondo del motorsport. Una cosa, però, alla fine la vorrei specificare: lui avrà anche iniziato a starmi simpatico, ma Ashley no! ;-)

giovedì 14 novembre 2013

Franchitti si ritira dalle competizioni

Dario Franchitti ha annunciato oggi stesso il suo ritiro dalle competizioni, dovuto alle conseguenze dell'incidente di cui è stato protagonista nel gran premio di Houston il mese scorso.

ç_ç

martedì 8 ottobre 2013

A proposito di Franchitti...

Aggiornamenti su Franchitti: il pilota scozzese ha riportato lievi fratture nell'incidente di ieri, ma le sue condizioni non appaiono gravi.

*Sospiro di sollievo.*
Speriamo si riprenda al più presto!

domenica 6 ottobre 2013

Indycar 2013, #15: Houston Grand Prix, GARA 2

{Cronaca scritta “in diretta”, mentre seguivo la gara}

È la volta della seconda gara. La sessione di qualifica, che avviene poche ore prima, viene annullata a causa della pioggia, che successivamente ha smesso di cadere, e si parte con le posizioni basate sulla classifica. Mi correggo: il gap in classifica tra Castroneves e Dixon non è di 10 punti come avevo scritto ieri, ma soltanto di 8. I due partiranno in prima e seconda posizione.

Griglia di partenza: Castroneves, Dixon, Pagenaud, Andrtti, Hunter-Reay, Wilson, Franchitti, Hinchcliffe, Power, Kimball, Kanaan, Viso, Bourdais, Newgarden, Sato, Conway, De Silvestro, Carpenter, Rahal, Jakes, Servia, Vautier, Filippi, Saavedra.

Numero giri: 90.

Cronaca
Sato si ferma girato di lato sulla griglia di partenza e inizia ad agitare le braccia per farsi notare (come se non si vedesse XD). Per la seconda volta in due giorni c’è un “aborted start” (penso sia abbastanza intraducibile) e si parte per un nuovo giro di formazione: Franchitti non parte, c’è un problema anche per lui.
Finalmente avviene la partenza da fermi (inutile dire che a mio parere in Indycar non ci sono portati).
Comunque va tutto per il meglio, finalmente, con Castroneves e Dixon in lotta per la leadership. Il brasiliano resta davanti.
Tempo poche curve e dopo un contatto con la De Silvestro (che sarà penalizzata con un drive-through), Rahal finisce contro le barriere. Anche Vautier viene coinvolto e va a sbattere, ma riesce a ripartire, mentre invece Rahal è fermo: Caution.

Al 7° giro si riparte, con Castroneves ancora in testa, ma Dixon è comunque molto vicino. Ci sono Pagenaud e Wilson terzo e quarto, ma i due vengono superati entro un paio di giri da Power, che si porta negli scarichi di Dixon.
All’11° giro Castroneves inizia a rallentare... il secondo problema consecutivo lo costringe a rallentare. MA NOOOOOOOOOOOOOOOOO! Ç_________ç Intanto, comunque, è di nuovo caution perché la vettura rimane ferma. Si tratta di nuovo di un problema al cambio.

Al 16° giro si riparte. Dixon mantiene la prima posizione davanti a Power e Hunter-Reay, mentre Hinchcliffe (che in questo weekend ha un’orrida vettura verde-fucsia) dopo diversi sorpassi si porta al quarto posto.
La bandiera verde rimane fino al 29° giro quando Filippi finisce a muro. Mentre la pace-car è in pista, i piloti di testa rientrano ai box. Dopo appena un giro un incidente di Kanaan provoca una nuova neutralizzazione della gara.

Al successivo restart Power ha un ottimo scatto in partenza e si porta in testa superando Dixon che, di fatto, è il nuovo leader del mondiale.
Per quanto riguarda Castroneves, torna in pista a metà gara, nel tentativo di ottenere più punti possibile, approfittando di eventuali ritiri altrui.

Alle spalle di Power e Dixon ci sono Hinchcliffe, Bourdais e Wilson, anche se il francese verrà superato proprio da quest’ultimo prima che siano completati due terzi di gara.

Power e Dixon rientrano per la seconda sosta contemporaneamente al 62° giro: Power è abbondantemente davanti all’avversario al momento di rientrare in pista. Poco dopo vengono esposte bandiere gialle (sesta caution, se non ho perso il conto) a causa della vettura di Carpenter ferma in una via di fuga.

Al 68° giro si riparte, con Power che mantiene la prima posizione. A causa di un detrito è di nuovo caution. Sì, però, che rottura!
Il restart è, per fortuna, dopo pochi giri... ma ne passano tre e poi Andretti finisce fuori: inutile dire che torna in pista la pace-car. Pare che l’incidente sia stato innescato da Newgarden, che viene penalizzato con un drive-through.

La ripartenza è a 13 giri dal termine: si ricomincia con un acceso duello tra Power e Dixon, con le posizioni che però non cambiano fino alla fine.
È proprio all’ultimo giro che va in scena un terribile incidente: Franchitti prende il volo dopo un contatto con Sato, impattando violentemente contro le barriere. Il giapponese viene successivamente centrato da Viso. I piloti che sopraggiungono riescono miracolosamente a evitare le vetture incidentate.

Sato e Viso escono illesi dai rottami delle loro vetture, ma non Franchitti, che viene portato via in ambulanza. Sembra comunque che abbia riportato solo ferite lievi {SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI}.

Risultato: 1. Will Power, 2. Scott Dixon, 3. James Hinchcliffe, 4. Justin Wilson, 5. Sebastien Bourdais, 6. Simon Pagenaud, 7. Oriol Servia, 8. Charlie Kimball, 9. Mike Conway, 10. Simona De Silvestro, 11. Tristan Vautier, 12. Sebastian Saavedra, 13. Josef Newgarden, 14. Takuma Sato, 15. Dario Franchitti, 16. Ernesto Viso -1 giro, 17. James Jakes -2 giri, 18. Graham Rahal -2, 19. Luca Filippi -2, 20. Marco Andretti -2, 21. Ryan Hunter-Reay -3, 22. Ed Carpenter OUT, 23. Helio Castroneves -37 giri, 24. Tony Kanaan OUT.

lunedì 26 agosto 2013

Indycar 2013, #13: GoPro Grand Prix of Sonoma (25 agosto)

Il campionato di Indycar è arrivato al suo tredicesimo appuntamento, con la quindicesima gara stagionale (in due precedenti occasioni c’è stata Gara 1 e Gara 2, riconosciute come due gare diverse), su un totale di sedici per diciannove gare stagionali (ci sarà un altro appuntamento che prevede Gara 1 e Gara 2 il mese prossimo).

Località: Sonoma, California
Numero giri: 85
Pole position: Dario Franchitti

Varie: è da segnalare il debutto di Lucas Luhr, oltre che il ritorno di JR Hildebrand (unidolo, dopo la sua grandiosa seconda posizione a Indianapolis nel 2011 XD ...ovviamente, per chi si chiedesse se questa è una presa per i fondelli: assolutamente sì) al posto di Filippi.



Griglia di partenza: Franchitti, Dixon, Power, Hunter-Reay, Castroneves, Kimball, Wilson, Rahal, Hinchcliffe, Pagenaud, Andretti, Bourdais, Sato, Vautier, Viso, Kanaan, Newgarden, Hildebrand, Jakes, Saavedra, Briscoe, De Silvestro, Carpenter, Luhr, Davison.

Cronaca
Kimball tampona Castroneves alla partenza, finisce in testacoda e si ritrova fermo nel bel mezzo della pista, provocando la prima caution della gara già al primo giro. Newgarden sembra avere danneggiato la vettura in un contatto in partenza e rientra ai box.
Al restart Power si avvicina alle due vetture del team Ganassi di Franchitti e Dixon, che sono primo e secondo, ma perde poi una posizione venendo superato da Hunter-Reay. Bourdais, dopo avere danneggiato l’ala anteriore, rientra ai box.
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Pubblicità. Torniamo con la pace-car in pista e io che mi chiedo che cosa sia successo. Sembra quasi quando nella NASCAR i piloti hanno incidenti durante la pubblicità! :D Come se non bastasse, l’audio salta, quindi non so con esattezza cosa stia accadendo. Hinchcliffe, Briscoe e Saavedra ne approfittano per rientrare ai box, gli altri rimangono in pista. Come non detto: si ferma anche Wilson.
Top-ten in attesa del restart: Franchitti, Dixon, Hunter-Reay, Power, Castroneves, Rahal, Pagenaud, Andretti, Kanaan, Sato.
Quest’ultimo viene insidiato da Viso, dopo la ripartenza (11° giro), che però deve fermarsi per scontare una penalità dovuta a un contatto ritenuto evitabile. Con chi, non siamo tenuti a saperlo. Forse quel contatto è stato all’origine della seconda caution, o forse no.
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Pubblicità. Si ritorna in onda con la De Silvestro ferma in mezzo alla pista girata nel senso opposto agli altri piloti. Bourdais nel frattempo ha l’ala anteriore danneggiata, probabilmente contro la vettura di Simona. È la seconda ala anteriore danneggiata in gara, il che mi porta a pensare ancora una volta che forse la gradazione degli occhiali di Sebbiiii sarebbe da rivedere. Tutti i piloti di testa, con l’eccezione di Hunter-Reay, rientrano ai box.
Si riparte al 20° giro con Hunter-Reay in testa davanti a Hinchcliffe che perderà diverse posizioni vagando per i campi, mentre Rahal finisce in testacoda e sbatte contro qualcuno... ma è tutto okay, si gira e prosegue regolarmente, mentre Franchitti è sesto e dietro di lui Dixon e Power sono quasi affiancati... ma è Dixon a mantenere la posizione.
Rahal raggiunge i box e torna in pista, dove pare non ci siano detriti, dato che non s’è vista l’ombra di una bandiera gialla.
Al 22° giro Kanaan tampona Hildebrand e lo manda in testacoda: terza caution, dopo la quale Kanaan sarà penalizzato per avere innescato l’incidente. È bene precisare che le posizioni erano leggermente cambiate in top-ten: Hunter-Reay, Wilson, Saavedra, Hinchcliffe, Carpenter, DIXON, FRANCHITTI, POWER, Andretti, CASTRONEVES (i piloti scritti in stampatello sono quelli che si sono fermati ai box durante la precedente caution). Sato nel frattempo rientra ai box: per lui ci sono dei problemi... ancora. #CHEPALLE!
Hunter-Reay si ferma ai box, torna in pista nelle retrovie e Wilson è in testa... al restart (25°) Hinchcliffe finisce in testacoda, ma perde solo alcune posizioni... cioè, perlomeno una meza dozzina.
Riassumiamo: non appena scorrono le posizioni in sovrimpressione realizzo che dietro a Wilson c’è Dixon, seguito da Power, Franchitti, Carpenter, Hinchcliffe, Castroneves, Pagenaud, Andretti e Briscoe a completare la top-ten.
C’è una penalità anche per Saavedra, per contatto evitabile con Hinchcliffe, presumo nel corso del restart appena avvenuto.
Intorno al 30° giro Jakes rompe il motore(?) e si ferma in una via di fuga: caution. Al restart (35° giro) Dixon si porta in testa davanti a Wilson, che poco dopo rientra ai box. Dopo la sua sosta la top-five è: Dixon, Power, Franchitti, Castroneves, Andretti.
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La Indycar viene risucchiata da un buco nero e ritorno a vedere tutto con 36 giri al termine. Di fatto dovrei essermi persa una quindicina di giri, quindi essermi persa qualche pit-stop.
Ora in testa c’è Kanaan tallonato da Hinchcliffe, seguono Dixon, Wilson, Power, Franchitti, Andretti, Castroneves, Pagenaud e Briscoe, e suppongo che i primi due non si siano ancora fermati ai box.
Infatti Kanaan rientra al 35° giro, e dovrà fermarsi ancora se resterà verde fino a fine gara.
Ma pochi giri dopo Newgarden rimane fermo: nuova caution. Tutti vanno ai box. Per Dixon e Power il confronto avviene ai box: Dixon parte per primo... ma stende un paio di meccanici di Power che erano nella “piazzola” lì davanti. La colpa, secondo i telecronisti, è di un meccanico che stava troppo in mezzo.
Comunque in top-five troviamo: Dixon, Power, Franchitti, Wilson e Hinchcliffe, con Castroneves leader del campionato soltanto sesto.
Si riparte a 16 giri dalla fine, con Castroneves che perde ben tre posizioni anche per evitare di essere travolto da Andretti. Dixon potrebbe recuperare parecchi punti su di lui, ma viene penalizzato per avere investito i meccanici. Power si ritrova in testa davanti a Wilson e Franchitti. Dixon ritorna in pista in 21esima posizione.
Castroneves, risalito in 8^ posizione dopo la penalizzazione di Dixon, a 13 giri dalla fine supera Kanaan, che viene superato anche da Hunter-Reay.
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Pubblicità. Si ritorna in onda con Kimball, Sato e Carpenter fuori. L’incidente è stato innescato da un tamponamento di Briscoe (che in seguito sarà penalizzato) su Kimball, mentre tentava di superare la De Silvestro e Davison. Kimball è finito in testacoda e Sato e Carpenter, sopraggiungendo, gli sono finiti addosso: settima caution.
Mancano quattro giri alla fine quando la gara riparte, Wilson attacca Power che però mantiene la posizione, mentre Pagenaud tenta il sorpasso su Franchitti che però si riprende la terza posizione.
Nemmeno un giro più tardi Saavedra va a sbattere contro un muretto dopo un contatto con Davison(?).

Power taglia il traguardo in prima posizione davanti a Wilson, Franchitti, Andretti e Pagenaud. Completano la top-ten Hunter-Reay, Castroneces, Hinchcliffe, De Silvestro e Bourdais.

Risultato
1 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 85 giri
2 - Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 1"1930
3 - Dario Franchitti (Dallara DW12-Honda) – Ganassi - 3"4038
4 - Marco Andretti (Dallara DW12-Chevy) – Andretti - 4"1266
5 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) – Schmidt - 4"7042
6 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Chevy) – Andretti - 5"1074
7 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 8"5383
8 - James Hinchcliffe (Dallara DW12-Chevy) – Andretti - 9"0231
9 - Simona de Silvestro (Dallara DW12-Chevy) – KV - 9"2858
10 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) – Dragon - 11"2082
11 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) – Rahal - 12"0359
12 - Tristan Vautier (Dallara DW12-Honda) – Schmidt - 15"1056
13 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) – KV - 17"7606
14 - Ernesto Viso (Dallara DW12-Chevy) – Andretti - 18"5207
15 - Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) – Ganassi - 20"2165
16 - JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) – Herta - 20"7611
17 - Ryan Briscoe (Dallara DW12-Chevy) – Panther - 29"4788
18 - James Davison (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 43"7768
19 - Ed Carpenter (Dallara DW12-Chevy) – Carpenter - 1 giro
20 - Charlie Kimball (Dallara DW12-Honda) – Ganassi - 2 giro
Ritirati:
82° giro - Sebastian Saavedra
82° giro - Lucas Luhr
68° giro - Takuma Sato
57° giro - Josef Newgarden
29° giro - James Jakes

lunedì 5 agosto 2013

INDYCAR 2013: #12: Indy 200 at Mid Ohio (4 agosto)

Ho pasticciato con aTube Catcher e ho scaricato il video della gara, che non ho potuto vedere ieri, in formato VAF anziché il classico MP4. Ecco spiegato perché ci ho messo un’ora e mezza per scaricarlo anziché una ventina di minuti come avrei potuto metterci se avessi scelto l’altro formato.
Aggiungo che non ho idea di quale sia il risultato della gara mentre scrivo questa sintesi, e che tutto quello che scrivo è scritto in diretta.

Notizie pre-gara: il team Herta (dubbio: ma l’ex pilota titolare del team è per caso uno che negli anni ’90 aveva un paio di occhiali spessi come fondi di bottigli?) ha messo a piedi Tagliani (A.K.A. il sosia di Liuzzi) e ha messo al suo posto nientemeno che Luca Filippi, dei cui trascorsi da telecronista ho parlato in passato; debutta anche James Davison al team Dale Coyne, laddove abbiamo già visto prima di lui Ana Beatriz, Mike Conway e Pippa Mann.

Cronaca della Indy 200 Mid-Ohio
Il tizio che dà il comando “drivers, start your engines” indossa un cappello texano, cosa che a mio parere lo rende alquanto ridicolo.
Andiamo comunque avanti... Un altro dettaglio interessante è che Franchitti guida una vettura celeste e che la vettura della Panther Racing è rosa.

Griglia di partenza: Hunter-Reay, Power, Dixon, Andretti, Kimball, Franchitti, Wilson, Pagenaud, De Silvestro, Jakes, Viso, Hinchcliffe, Bourdais, Castroneves, Sato, Davison, Servia, Newgarden, Kanaan, Saavedra, Vautier, Rahal, Carpenter, Filippi. Numero giri: 90.

VIA! Hunter-Reay mantiene la prima posizione davanti a Power e Dixon, mentre Kimball supera Andretti portandosi in quarta posizione. Di fatto davanti non accade nulla di notevole, mentre nelle retrovie Filippi recupera un paio di posizioni, venendo elogiato dai telecronisti, contrariamente a lui quando era telecronista che in genere criticava e basta. Intorno al 7° giro Filippi si rende protagonista di un duello epico con Rahal, ed è Rahal, almeno per il momento, a tornargli davanti.

All'11° giro Servia, sulla vettura rosa XD, rischia seriamente di finire in testacoda, ma riesce a rimanere in pista.

Il primo pilota fermarsi ai box è Hinchcliffe, mentre anche altri piloti in posizioni abbastanza arretrate si fermano intorno al 10-11° giro.
Tra i piloti partiti tra le prime posizioni il primo a fermarsi è Andretti al 16° giro, quando si trovava in nona posizione, essendo stato superato da diverse vetture nelle prime fasi di gara.
Tra i piloti della top-5 (Hunter-Reay, Power, Dixon, Kimball e Franchitti) il primo a rientrare è Kimball al 20° giro, mentre gli altri piloti di testa proseguono ancora.

Al 26-27° giro circa rientrano sia Wilson sia la De Silvestro, che erano risaliti rispettivamente fino alla 5^ e 6^ posizione.
La De Silvestro rientra in pista davanti a Castroneves in 10^ posizione e ha il brasiliano praticamente negli scarichi, che la supererà al 30° giro.

A un terzo di gara i piloti di testa rientrano ai box: Franchitti al 30° giro, Hunter-Reay, Power e Dixon il giro successivo.
Al momento va in testa Kimball, che però dovrà effettuare un pit-stop in più. Secondo e terzo ci sono Hinchcliffe e Pagenaud, mentre Hunter-Reay è quarto a una ventina di secondi dal leader davanti.

Hinchcliffe rientra ai box per la seconda volta al 36° giro (seguito poco dopo da vari piloti che si trovavano nelle retrovie): durante la sosta sembrano esserci dei problemi e rimane fermo più a lungo del previsto, inoltre torna in pista nel traffico.
Il gap tra Kimball è salito a circa 30 secondi su Hunter-Reay quando rientra ai box al 42° giro, rimanendo davanti a quello che era il leader per i primi trenta giri di gara. Pagenaud, ormai prossimo al pit-stop, è in testa con 17 secondi su Kimball e 23 su Hunter-Reay. Ha comunque la vettura ormai molto leggera e il gap incrementa parecchio nei giri che seguono. Rientrerà al 17° tornando in pista secondo alle spalle di Kimball, con un discreto vantaggio su Hunter-Reay.

È da specificare che frattanto diversi piloti sono già rientrati ai box per la seconda sosta, e tra questi c’è anche Franchitti, nonostante si fosse fermato la prima volta al 30°. Anche Dixon si ferma per la seconda sosta poco dopo la metà della gara. Entrambi, quindi, effettueranno un totale di tre soste.
A questo punto i due si trovano nelle ultime posizioni della top-ten, che è costituita da: Kimball, Pagenaud, Hunter-Reay, Power, Hinchcliffe, Andretti, Castroneves, Wilson, Franchitti e Dixon.

A due terzi di gara Hunter-Reay e Power rientrano ai box contemporaneamente: a causa di un errore durante la sosta Hunter-Reay perde terreno, venendo sopravanzato da Power.
Poco dopo Hinchcliffe è il primo pilota a fermarsi per la terza sosta. Kimball rientra cinque giri dopo rispetto a Power e Hunter-Reay.

Kanaan si ritira a causa di una ruota male imbullonata (prima di perderla, non come fanno in Formula 1 XD), intanto, quando mancano 25 giri alla fine, ma abbandona la vettura in una via di fuga, perciò non causa alcun problema.

Mancano 18 giri alla fine quando Pagenaud rientra ai box per l’ultima sosta. Kimball, frattanto, è rallentato da Viso, doppiato, che gli è davanti.
Quando torna in pista lui e Kimball procedono quasi affiancati e dopo quello che se fosse avvenuto nelle retrovie avrei etichettato come duello epico, è Kimball, che prima aveva rischiato di finire sull’erba, a stare davanti a Pagenaud.

In terza posizione, dopo l’ultima sosta, si è portato Franchitti, dopodiché Power e Hunter-Reay sono quarto e quinto. Castroneves è in sesta posizione davanti ad Andretti, Dixon (che precedentemente, subito dopo il pit-stop, era stato protagonista di quello che se fosse stato nelle retrovie avrei ancora una volta definito duello epico, con Hinchcliffe), Wilson e Hinchcliffe che conclude la top-ten.

Kimball, che nelle prove del sabato aveva avuto un brutto incidente schiantandosi contro le barriere, mantiene la prima posizione fino alla fine conquistando la prima vittoria in carriera. Dopo Hinchcliffe (St. Petersburg), Sato (Long Beach) e Pagenaud (seconda gara a Detroit) è il quarto pilota a conquistare la prima vittoria in carriera dall’inizio della stagione.

Il risultato
1. Charlie Kimball  Ganassi  1:43:29.137
2. Simon Pagenaud  Schmidt  +5.533
3. Dario Franchitti  Ganassi  +28.873
4. Will Power  Penske  +42.503
5. Ryan Hunter-Reay  Andretti  +46.344
6. Helio Castroneves  Penske  +48.324
7. Scott Dixon  Ganassi  +48.549
8. Justin Wilson  Dale Coyne  +49.043
9. Marco Andretti  Andretti  +49.560
10. James Hinchcliffe  Andretti  +49.928
11. Simona de Silvestro  KV  +50.492
12. Sebastien Bourdais  Dragon  +54.136
13. James Jakes  Rahal Letterman  +54.669
14. Oriol Servia  Panther  +1:04.639
15. Stefan Wilson  Dale Coyne  +1:05.407
16. Luca Filippi  Barracuda  +1:09.009
17. Ernesto Viso  Andretti  +1 Giro
18. Graham Rahal  Rahal Letterman  +1 Giro
19. Sebastian Saavedra  Dragon  +1 Giro
20. Ed Carpenter  Carpenter  +1 Giro
21. Tristan Vautier  Schmidt  +1 Giro
22. Takuma Sato  A.J. Foyt  +1 Giro
23. Josef Newgarden  Fisher Hartman  +2 Giri
24. Tony Kanaan  KV  +36 Giri

domenica 14 luglio 2013

INDYCAR 2013: #11 Toronto (Gara 1: sabato 13 luglio)

Nel weekend del 13 e 14 luglio si svolge l’11° appuntamento del campionato di Indycar 2013, a Toronto, dove si svolgeranno due gare come già è avvenuto a Detroit all’inizio di giugno (quella volta in cui Power lanciò i guanti addosso a Bourdais XD).
Per la prima volta nella storia della Indycar ci sarà una partenza da fermi anziché lanciata; non è comunque la prima volta che capita nelle serie americane, in quanto era già accaduto precedentemente nell’ormai defunta Champ Car.
Le griglie di partenza di Gara 1 e Gara 2 dipendono dai risultati di due diverse qualifiche, ovvero non ci sarà una griglia di partenza della Gara 2 determinata dalla Gara 1 (e fortunatamente nemmeno a sorteggio, come era già avvenuto una volta in passato O.O).


NOTIZIE VARIE PRE-GARA
Dopo la ca**ata fatta a LongPond, Sato è stato messo in probation (non so come tradurre in italiano), ovvero se vuole continuare a scaldare il sedile di una vettura di Indycar in futuro gli conviene evitare di fare altre cavolate del genere.

GRIGLIA DI PARTENZA 1
1^ fila: Dario Franchitti, Sebastien Bourdais
2^ fila: Will Power, Tony Kanaan
3^ fila: Scott Dixon, Ryan Hunter-Reay
4^ fila: Helio Castroneves, Justin Wilson
5^ fila: Ryan Briscoe, Marco Andretti
6^ fila: Takuma Sato, Simon Pagenaud
7^ fila: James Hinchcliffe, Ernesto Viso
8^ fila: James Jakes, Charlie Kimball
9^ fila: Alex Tagliani, Graham Rahal
10^ fila: Josef Newgarden, Mike Conway
11^ fila: Tristan Vautier, Simona De Silvestro
12^ fila: Ed Carpenter, Sebastian Saavedra

SINTESI GARA 1
Tutto inizia con uno di quelli che possono essere definiti tranquillamente “momenti da WTF”: proprio mentre la gara si apprestava a partire, con partenza da fermi, la vettura di Newgarden rimane ferma sulla griglia di partenza e ciò significa aborted start (lo so, detto in inglese fa schifo, ma tradotto in italiano farebbe ancora più schifo), e quindi entra in pista la pace-car, con Newgarden che deve accodarsi, o almeno provare a farlo in quanto non sembra che abbia molto successo nel ripartire... ma comunque ce la fa ed è questo che conta. U.U
Dopo 5 giri, quindi, le bandiere gialle se ne vanno, ed era anche ora... Franchitti mantiene la prima posizione quando scatta il verde, lo seguono Bourdais, Power, Dixon e Kanaan, anche se quest’ultimo alcuni giri dopo verrà superato da Hunter-Reay.
Nel corso del 17° giro la vettura di Newgarden viene spinta ai box... in ogni caso riuscirà a ripartire, almeno per il momento.
La lotta per la leadership è accesa: Franchitti, Bourdais e Power sono molto vicini l’uno all’altro e nel corso del 21° lo scozzese viene superato da entrambi in un colpo solo; si avvicina anche Dixon, che lo supera. Poco dopo iniziano i pit-stop, con Hunter-Reay che rischia di lasciar spegnere la vettura nella pit-lane. C’è un problema anche per Kanaan, che perde terreno a causa di una lunga sosta ai box. Bourdais, che è riuscito a mantenere la posizione su Power dopo la sosta, viene successivamente superato da quest’ultimo al 31° giro. Un giro più tardi, con il pit-stop di Kimball, ultimo pilota che ancora doveva fermarsi, Power diventa leader a tutti gli effetti.
Dixon è terzo davanti a Franchitti, Hunter-Reay, Viso, Kimball, Andretti, Castroneves e Hinchcliffe a completare la top-ten.
Al 35° giro c’è un incidente tra Rahal e Vautier, mentre ai box Sato è fermo per un problema al cambio. Nel frattempo è caution a causa delle due vetture incidentate rimaste ferme in pista.
Al restart (41° giro) Power mantiene la prima posizione, mentre Bourdais viene superato da Dixon. In quarta posizione c’è Franchitti, mentre dietro di lui è risalito Viso e sesto Kanaan.
Nel secondo giro di pit-stop ci sono di nuovo problemi per Hunter-Reay (57° giro), si spegne il motore della sua vettura. Rispetto a Hunter-Reay i piloti di testa rimandano la sosta: Power rientra prima di Dixon e quest’ultimo riesce a sopravanzarlo durante la sosta, quando torna in pista i due sono vicini, Power tenta il sorpasso su Dixon, ma viene nuovamente superato da quest’ultimo: dopo la sosta Bourdais si inserisce in seconda posizione tra i due.
Al 64° giro c’è un contatto tra Wilson e Kimball, nel quale viene coinvolto anche Briscoe. Tutte e tre le vetture sono ferme: caution. Wilson e Kimball ripartono entrambi, anche se quest’ultimo si fermerà poi a 11 giri dalla conclusione.
Al restart, quando mancano ormai 18 giri alla fine, Bourdais si porta in testa mentre Power perde diverse posizioni. Inizialmente Franchitti risale in seconda posizione, ma viene poi superato dal compagno di squadra Dixon, che è vicinissimo a Bourdais: lo supererà dieci giri dopo la ripartenza.
A 7 giri dalla fine Hunter-Reay va a sbattere e rimane fermo in una via di fuga: per una volta niente safety-car, che però entra tre giri dopo a causa di un contatto tra Pagenaud e Tagliani (A.K.A. sosia di Liuzzi) in cui quest’ultimo finisce in testacoda.
Di fatto soltanto l’ultimo giro avviene in regime di verde. Dopo un paio di curve una collisione tra Franchitti e Power, che erano rispettivamente terzo e quarto, manda quest’ultimo contro le barriere. Franchitti riesce invece a proseguire, e si classifica terzo dietro al vincitore Dixon e a Bourdais, #WeBelieveInSeb!

Momenti da WTF, atto secondo: quando a Bourdais viene dato il trofeo, lui lo solleva e questo si stacca dal piedistallo, sfracellandosi a terra. O.O

Il trofeo rotto di Bourdais.

RISULTATO GARA 1
1. #9 Scott Dixon Ganassi Honda 1hrs 41mins 17.0605secs after 85 laps
2. #7 Sebastien Bourdais Dragon Chevrolet + 1.7007s
3. #10 Dario Franchitti Ganassi Honda + 2.9116s
4. #25 Marco Andretti Andretti Chevrolet + 3.7273s
5. #11 Tony Kanaan KV Racing Chevrolet + 4.5961s
6. #3 Helio Castroneves Penske Chevrolet + 5.072s
7. #18 Mike Conway Dale Coyne Honda + 5.5749s
8. #27 James Hinchcliffe Andretti Chevrolet + 8.658s
9. #77 Simon Pagenaud Schmidt Honda + 10.214s
10. #78 Simona de Silvestro KV Racing Chevrolet + 10.8797s
11. #19 Justin Wilson Dale Coyne Honda + 11.3536s
12. #16 James Jakes RLL Honda + 11.6899s
13. #20 Ed Carpenter Ed Carpenter Chevrolet + 13.0557s
14. #5 EJ Viso Andretti-HVM Chevrolet + 47.5037s
15. #12 Will Power Penske Chevrolet + 1 laps
16. #6 Sebastian Saavedra Dragon Chevrolet + 1 laps
17. #98 Alex Tagliani BHA Honda + 1 laps
18. #1 Ryan Hunter-Reay Andretti Chevrolet + 2 laps
19. #55 Tristan Vautier Schmidt Honda + 2 laps
20. #15 Graham Rahal RLL Honda + 3 laps
DNF #83 Charlie Kimball Ganassi Honda + 13 laps Contact
DNF #4 Ryan Briscoe Panther Chevrolet + 21 laps Contact
DNF #67 Josef Newgarden SFHR Honda + 51 laps Contact
DNF #14 Takuma Sato AJ Foyt Honda + 53 laps Mechanical

POST-GARA 1
Inizialmente penalizzato per avere innescato un incidente evitabile all’ultimo giro, Franchitti era stato retrocesso di 25 secondi nella classifica finale; successivamente la penalizzazione è stata annullata ed è stato reinserito in terza posizione nella classifica.
Per quanto riguarda Briscoe, invece, nell’incidente in cui è stato coinvolto con Kimball e Wilson ha riportato la frattura del polso destro. In gara 2 al suo posto gareggerà Carlos Muñoz, secondo classificato alla 500 miglia di Indianapolis.

lunedì 22 aprile 2013

Indycar 2013: #3 Long Beach


Nel weekend del 21 aprile ha avuto luogo il gran premio di Long Beach, in California, terza prova del campionato Indycar (la prima un mese fa a St. Petersburg, vinta da Hinchcliffe, la seconda due settimane fa in Alabama vinta da Hunter-Reay).

Griglia di partenza
1. Dario Franchitti, 2. Ryan Hunter-Reay
3. Will Power, 4. Takuma Sato
5. Mike Conway, 6. Helio Castroneves
7. James Hinchcliffe, 8. Tony Kanaan
9. Charlie Kimball, 10. EJ Viso
11. Graham Rahal, 12. JR Hildebrand
13. James Jakes,14. AJ Allmendinger
15. Sebastien Bourdais, 16. Josef Newgarden
17. Simon Pagenaud, 18. Oriol Servia
19. Simona De Silvestro, 20. Sebastian Saavedra
21. Alex Tagliani, 22. Ana Beatriz Figueiredo
23. Ed Carpenter, 24. Justin Wilson
25. Marco Andretti, 26. Scott Dixon
27. Tristan Vautier

Cronaca della gara
Al via Franchitti mantiene la leadership, mentre non ci sono cambiamenti significativi tra le prime posizioni, eccetto il sorpasso di Sato su Power dopo poche curve, mentre nelle retrovie un contatto tra Vautier e Dixon manda quest’ultimo in testacoda e lo costringe a un pit-stop.
Alla fine del secondo giro termina la gara di Saavedra che finisce a muro, e vengono subito esposte le bandiere gialle. Dietro la pace-car nelle prime posizioni ci sono Franchitti, Hunter-Reay, Sato, Power, Conway, Hinchcliffe, Castroneves, Kimball, Kanaan, Rahal... Specie nelle retrovie, frattanto, numerosi piloti si fermano ai box per effettuare la prima sosta.
Dopo cinque giri viene esposta la bandiera verde e Hunter-Reay tenta il sorpasso su Franchitti, che però riesce a mantenere la leadership e nei giri successivi riesce a distanziare i piloti che lo seguono, compreso lo stesso Hunter-Reay (che nei giri immediatamente successivi alla ripartenza gli era ancora molto vicino) dietro al quale finisce per formarsi a breve un trenino di vetture, composto da Sato, Power, Hinchcliffe, Kimball, Rahal, e seppure un minimo più distanti Kanaan, Viso e Conway. Le posizioni permangono immutate a lungo in quanto, nessuno di questi piloti anticipa la prima sosta, diversamente da quanto avviene per alcuni dei piloti che si trovano a metà classifica o nelle retrovie.
Al 23° giro Sato riesce a superare Hunter-Reay per la seconda posizione e, dopo avere effettuato il sorpasso, il giapponese riesce a mettere una certa distanza tra sé e Hunter-Reay e si lancia all’inseguimento di Franchitti.
Conway, che era in decima posizione, si ferma ai box al 23° giro, mentre poco dopo sono vari i piloti che effettuano a loro volta il primo pit-stop.
Hunter-Reay rientra la 29° giro, mentre un giro più tardi si ferma Franchitti, proprio mentre in pista avviene un incidente tra Tagliani e Kimball, con i due che vanno a impattare contro le barriere, portando a un secondo ingresso della pace-car. Dietro la safety car Sato si ritrova in testa davanti a Franchitti che, fermandosi prima, ha finito per perdere la leadership. La gara riprende al 35° giro, ma la bandiera verde rimane per poco, in quanto c’è Hinchcliffe danneggia la propria vettura in un contatto con Rahal e Kanaan e finisce in testacoda coinvolgendo Viso. Quest’ultimo riesce a riprendere e a raggiungere i box, dove rimane fermo per evidenti problemi, mentre Hinchcliffe è finito a muro: è di nuovo caution.
La bandiera verde viene esposta al 39° giro, con Sato che mantiene la leadership mentre Rahal, risalito in terza posizione, attacca Franchitti  e lo supera. Segue in quarta posizione Vautier, poi Kanaan, Pagenaud, Power e Wilson; tra di loro Kanaan perderà alcune posizioni nei giri immediatamente successivi, mentre Vautier supererà Franchitti.
Al 50° giro Pagenaud effettua il secondo pit-stop, facendo risalire Wilson in quinta posizione, mentre un giro più tardi Hunter-Reay, che era precipitato nelle retrovie, finisce contro le barriere. Ancora una volta entra in pista la pace-car e diversi piloti approfittano delle bandiere gialle per fermarsi ai box. Sato è ancora leader dietro la pace-car seguito da Rahal, Franchitti, Wilson, Kanaan, Servia, Pagenaud, De Silvestro, Hildebrand e Andretti tra i primi dieci.
Alla fine del 55° giro, quando ne mancano 25 al termine, non appena viene esposta bandiera verde, Wilson riesce a superare Franchitti e a conquistare la terza posizione, alle spalle di Sato e Rahal, mentre Andretti recupera alcune posizioni e Kimball va a sbattere, ma riesce a proseguire e rientra ai box con la vettura danneggiata.
I giri che seguono non sono contraddistinti da particolari colpi di scena, e la top-5 rimane invariata: Sato con un buon vantaggio su Rahal poi a seguire Wilson, Franchitti e Kanaan, con un gap abbastanza stabile tra l’uno e l’altro. Soltanto quando la gara procede ormai verso il termine Servia, in sesta posizione, recupera su Kanaan e il gap scende a meno di un secondo; proprio mentre Servia sta superando il brasiliano lo tampona mandandolo a sbattere contro un muro. Servia non riporta particolari danni a causa del contatto con Kanaan, perdendo di fatto soltanto una posizione e ritrovandosi sesto; a fine gara però sarà penalizzato per l’incidente innescato con 30 secondi aggiuntivi al suo tempo, che di fatto lo retrocederanno tra le ultime posizioni.
Dopo l’incidente tra Servia e Kanaan inizia l’ultimo giro e, a causa della vettura incidentata di quest’ultimo, viene esposta bandiera gialla, che di fatto congela le posizioni, anticipando la sicurezza della vittoria per Takuma Sato.  L’ex pilota di Formula 1 è quindi il primo giapponese a vincere un gran premio di Indycar e per il team Foyt si tratta della primo successo dopo oltre dieci anni dall’ultima vittoria.

Risultato
1 - Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) - Foyt - 80 giri
2 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) - Rahal - 5"3612
3 - Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) - Coyne - 8"2386
4 - Dario Franchitti (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 12"3573
5 - JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) - Panther - 28"2402
6 - Marco Andretti (Dallara DW12-Chevy) - Andretti - 30"2703
7 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) - Schmidt - 31"8674
8 - Simona de Silvestro (Dallara DW12-Chevy) - KV - 33"1224
9 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 33"4118
10 - Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 33"6278
11 - James Jakes (Dallara DW12-Honda) - Rahal - 35"0645
12 - Josef Newgarden (Dallara DW12-Honda) - Fisher - 35"8945
13 - Ana Beatriz (Dallara DW12-Honda) - Coyne - 36"3442
14 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) - Dragon - 36"5936
15 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 43"0022
16 - Tristan Vautier (Dallara DW12-Honda) - Schmidt - 51"7961
17 - Ed Carpenter (Dallara DW12-Chevy) - Carpenter - 56"4533
18 - Oriol Servia (Dallara DW12-Chevy) - Panther DRR - 29"4683
19 - Alex Tagliani (Dallara DW12-Honda) - Herta - 1 giro
20 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) - KV - 2 giri
21 - Charlie Kimball (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 2 giri

RIT. 54° giro - EJ Viso
RIT. 52° giro - AJ Allmendinger
RIT. 50° giro - Ryan Hunter-Reay
RIT. 39° giro - Mike Conway
RIT. 35° giro - James Hinchcliffe
RIT. 2° giro - Sebastian Saavedra

martedì 7 agosto 2012

INDYCAR 2012: #12 HONDA INDY 200 MID-OHIO (5 agosto)


Veduta dall'alto del circuito di Mid-Ohio.

Griglia di partenza: Power, Franchitti, Pagenaud, Dixon, Briscoe, Bourdais, Hunter-Reay, Andretti, Newgarden, Servia, Wilson, Hildebrand, Barrichello, Tagliani, Hinchcliffe, Conway, Sato, Kanaan, Viso, Jakes, Rahal, De Silvestro, Castroneves, Pantano, Carpenter.

Numero di giri: 85.

Cronaca della gara
I primi quattro mantengono le posizioni alla partenza, mentre Hunter-Reay effetuta un paio di sorpassi e si porta in quinta posizione; alla fine del primo giro Wilson finisce in testacoda, ma riesce a girarsi e ritorna in gara nelle retrovie.
Al terzo giro Newgarden, che aveva rimontato alcune posizioni in partenza, supera Hunter-Reay per il quinto posto, mentre due giri più tardi quest’ultimo viene sopravanzato anche da Bourdais che risale al sesto posto e di lì a poco sopravanzerà anche Newgarden.
Diversi piloti partiti nelle retrovie effettuano il primo pit-stop già intorno al 10-15° giro, mentre i piloti delle prime posizioni proseguono ancora; tra l’altro Pagenaud si inserisce in terza posizione alle spalle di Power e Franchitti, dopo avere superato Dixon che è quarto davanti a Bourdais.
Questi ultimi si fermano per la prima volta all’avvicinarsi del 30° giro e, dopo i pit-stop, la top-ten è: Power, Dixon, Hinchcliffe, Bourdais, Kanaan e Franchitti i primi sei nello spazio di tre secondi, seguono Pagenaud, Hunter-Reay, Tagliani e Briscoe.
Al 33° giro inizia il secondo giro di pit-stop per i piloti che si erano fermati oltre venti giri prima, Hinchcliffe e Kanaan sono tra quelli che rientrano al 34° giro. Tagliani, che si era fermato intorno al 15° giro, prosegue ancora e supera prima Hunter-Reay e poi Pagenaud portandosi in quinta posizione al 37° giro, per poi fermarsi qualche giro più tardi. A metà gara la top-ten è: Power, Dixon, Bourdais, Franchitti, Pagenaud, Hunter-Reay, Hildebrand, Briscoe, Newgarden, Jakes.
Il successivo giro di pit-stop inizia intorno al 55-60° giro, Power e Dixon rientrano nello stesso giro con Dixon che grazie a una sosta più rapida sopravanza Power; successivamente Bourdais è ancora terzo, seguito da Pagenaud e Franchitti che a 26 giri dal termine sopravanza Hinchcliffe (tra i due c’è un lieve contatto durante questa manovra). Poco dopo Hunter-Reay, che si trovava in una posizione abbastanza arretrata, finisce nell’erba perdendo ulteriormente terreno prima di tornare sull’asfalto; più avanti Bourdais perde una posizione venendo superato da Pagenaud e Franchitti rientra ai box per cambiare l’ala anteriore rimasta danneggiata nel contatto con Hinchcliffe: ...WTF?! O.O Mentre tutto il resto della vettura è blu anziché rosso come al solito, gli viene montato un musetto rosso; la vettura bicolore è una figata unica e tutto ciò è epico!

La vettura bicolore di Franchitti.

A 9 giri dal termine Hunter-Reay rientra ai box e, da come si mettono le cose, sembra proprio che ci siano dei problemi e che la sua gara sia finita, o comunque che sia sul punto di finire.
Non succede altro di significativo fino alla conclusione e Dixon vince davanti a Power, che si porta in testa alla classifica con cinque punti di vantaggio su Hunter-Reay.

Il risultato
1   Scott Dixon   9   Honda   85
2   Will Power   12   Chevrolet   85    
3   Simon Pagenaud   77   Honda   85    
4   Sebastien Bourdais   7   Chevrolet   85    
5   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   85   
6   Tony Kanaan   11   Chevrolet   85   
7   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   85   
8   Marco Andretti   26   Chevrolet   85   
9   JR Hildebrand   4   Chevrolet   85 
10   Alex Tagliani   98   Honda   85   
11   Graham Rahal   38   Honda   85   
12   Josef Newgarden   67   Honda   85   
13   Takuma Sato   15   Honda   85   
14   Giorgio Pantano   83   Honda   85 
15   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   85   
16   Helio Castroneves   3   Chevrolet   85  
17   Dario Franchitti   10   Honda   85   
18   Justin Wilson   18   Honda   85  
19   James Jakes   19   Honda   85   
20   E.J. Viso   5   Chevrolet   85   
21   Mike Conway   14   Honda   85    
22   Ed Carpenter   20   Chevrolet   84    
23   Simona De Silvestro   78   Lotus   83    
24   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   79   
25   Oriol Servia   22   Chevrolet   78   

martedì 10 luglio 2012

INDYCAR 2012: #10 HONDA INDY TORONTO (8 luglio)


Griglia di partenza
1   Dario Franchitti   Honda   10   106.451 mph
2   Will Power   Chevrolet   12   106.407 mph
3   Justin Wilson   Honda   18   106.273 mph
4   Sebastien Bourdais   Chevrolet   7   106.235 mph
5   Scott Dixon   Honda   9   106.160 mph
6   Ryan Hunter-Reay   Chevrolet   28   106.215 mph
7   Helio Castroneves   Chevrolet   3   106.100 mph
8   Simon Pagenaud   Honda   77   105.891 mph
9   Takuma Sato   Honda   15   105.617 mph
10   Graham Rahal   Honda   38   105.482 mph
11   Mike Conway   Honda   14   105.174 mph
12   Ryan Briscoe   Chevrolet   2   105.320 mph
13   Charlie Kimball   Honda   83   105.027 mph
14   Oriol Servia   Chevrolet   22   105.299 mph
15   JR Hildebrand   Chevrolet   4   104.515 mph
16   Alex Tagliani   Honda   98   106.075 mph
17   Tony Kanaan   Chevrolet   11   105.089 mph
18   Rubens Barrichello   Chevrolet   8   104.943 mph
19   James Hinchcliffe   Chevrolet   27   106.014 mph
20   Josef Newgarden   Honda   67   104.915 mph
21   Ed Carpenter   Chevrolet   20   103.517 mph
22   Marco Andretti   Chevrolet   26   104.232 mph
23   E.J. Viso   Chevrolet   5   101.043 mph
24   James Jakes   Honda   19   104.354 mph
25   Simona De Silvestro   Lotus   78   104.136 mph

Numero di giri: 85

Cronaca della gara
Restano invariati i primi tre alla partenza (Franchitti, Power, Wilson), mentre Dixon riesce a superare Bourdais e si porta in 4^ posizione; subito dopo Wilson supera Power e si lancia all’inseguimento di Franchitti, Power riuscirà comunque a riprendersi la seconda posizione pochi giri più tardi e al 6° giro supererà Franchitti portandosi in testa.
All’8° giro si ritira Dixon, fermo in una via di fuga, mentre successivamente si ritirerà anche Simona De Silvestro.
Al 19° giro dopo una collisione con Rahal, Kimball va a sbattere, ma riesce a proseguire, mentre per Kanaan – uno dei piloti che sono rientrati nei giri precedenti – c’è qualche problema ai box.
Wilson rientra ai box al 21° giro e, grazie alla sua sosta, Bourdais risale in terza posizione alle spalle di Power e Franchitti, che ancora non si sono fermati quando tre giri più tardi Rahal va a sbattere e provoca l’ingresso della pace-car.
I piloti che si trovavano nelle prime posizioni rientrano mentre la gara è neutralizzata, per Franchitti ci sono delle difficoltà nel pit-stop e si ritrova nelle retrovie.
Risalgono Pagenaud, Hunter-Reay, Kanaan, Briscoe, Sato, Barrichello e altri piloti, che si ritrovano nelle prime posizioni al momento del restart (29° giro), subito dopo il quale Hinchcliffe rientra ai box per poi ritirarsi per un problema alla vettura.
Alle spalle di Barrichello c’è Wilson in 7^ posizione, diverse posizioni più avanti rispetto a Power che invece è 11°, mentre Franchitti è addirittura 21°. Wilson supera successivamente varie vetture e intorno alla metà gara si trova in quarta posizione dietro a Pagenaud, Hunter-Reay e Kanaan.
Intorno al 50-55° giro la maggior parte dei piloti rientrano per la seconda sosta; dopo i pit-stop Hunter-Reay si trova ancora al comando, davanti a Kanaan, Pagenaud, Kimball e Wilson a completare i primi cinque; Power frattanto è in difficoltà ed è costretto a fermarsi più volte. Wilson, però, striscia contro un muro e danneggia la vettura, si ritira ai box quando mancano poco meno di venti giri alla fine.
Kimball supera in un colpo solo Pagenaud e Kanaan a 12 giri dal termine, con il brasiliano che perde ulteriori posizioni.
A sette giri dalla fine Newgarden va a sbattere in una via di fuga durante un tentativo di sorpasso su Pagenaud, ma riuscirà a ripartire e si ritroverà doppiato di un giro. Vengono esposte le bandiere gialle e a tre giri dalla fine, subito dopo il restart, è di nuovo caution dovuta a diversi contatti: Bourdais contro un muro, Hildebrand, Barrichello e tagliani tra loro, Andretti, Pagenaud e Carpenter con le vetture ferme in un ingorgo, nonché Briscoe e Franchitti per i fatti loro.
Di fatto la gara finisce dietro la pace-car, con le posizioni che, dopo gli incidenti del precedente restart, rimangono uguali. Hunter-Reay ottiene la terza vittoria consecutiva, alle sue spale Kimball, Conway, Kanaan e Servia completano i primi cinque.

Risultato
1   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   85   
2   Charlie Kimball   83   Honda   85   
3   Mike Conway   14   Honda   85  
4   Tony Kanaan   11   Chevrolet   85    
5   Oriol Servia   22   Chevrolet   85   
6   Helio Castroneves   3   Chevrolet   85 
7   JR Hildebrand   4   Chevrolet   85   
8   James Jakes   19   Honda   85  
9   Takuma Sato   15   Honda   85 
10   Alex Tagliani   98   Honda   85  
11   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   85  
12   Simon Pagenaud   77   Honda   85  
13   Josef Newgarden   67   Honda   84    
14   Sebastien Bourdais   7   Chevrolet   84   
15   Will Power   12   Chevrolet   84   
16   Marco Andretti   26   Chevrolet   84   
17   Dario Franchitti   10   Honda   84    
18   Ed Carpenter   20   Chevrolet   84    
19   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   83   
20   E.J. Viso   5   Chevrolet   81   
21   Justin Wilson   18   Honda   67   
22   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   28   
23   Graham Rahal   38   Honda   23   
24   Simona De Silvestro   78   Lotus   9    
25   Scott Dixon   9   Honda   7     

domenica 24 giugno 2012

INDYCAR 2012: #9 IOWA CORN INDY 250 (23 giugno)

Una veduta dall'alto del circuito di Iowa Corn, sede della nona prova del campionato Indycar.


Griglia di partenza
1   Dario Franchitti   Honda   10 
2   Helio Castroneves   Chevrolet   3 
3   Marco Andretti   Chevrolet   26 
4   James Hinchcliffe   Chevrolet   27 
5   Ryan Briscoe   Chevrolet   2 
6   Will Power   Chevrolet   12 
7   Ryan Hunter-Reay   Chevrolet   28 
8   Scott Dixon   Honda   9 
9   Alex Tagliani   Honda   98 
10   Josef Newgarden   Honda   67 
11   Rubens Barrichello   Chevrolet   8 
12   JR Hildebrand   Chevrolet   4 
13   Justin Wilson   Honda   18 
14   Charlie Kimball   Honda   83 
15   Oriol Servia   Chevrolet   22  
16   Katherine Legge   Chevrolet   6 
17   Mike Conway   Honda   14  
18   James Jakes   Honda   19  
19   Tony Kanaan   Chevrolet   11  
20   Graham Rahal   Honda   38  
21   Ed Carpenter   Chevrolet   20  
22   Simona De Silvestro   Lotus   78  
23   Takuma Sato   Honda   15  
24   E.J. Viso   Chevrolet   5 
25   Simon Pagenaud   Honda   77  

Cronaca della gara
Prima della partenza ci sono problemi sulla vettura di Tagliani... e non è finita in quanto proprio mentre sta per essere esposta la bandiera verde Franchitti, che era in pole position, è già costretto al ritiro dalla rottura del motore; si percorrono frattanto dieci giri dietro alla pace-car e all’11° giro la gara parte in senso vero e proprio, con Castroneves davanti ad Andretti e a Briscoe; al 12° giro Briscoe si porta in seconda posizione mentre risale Newgarden 4° dietro ad Andretti supendando Hinchcliffe, che però lo supera a sua volta quattro giri più tardi e successivamente supererà Andretti per il 3° posto; anche Hunter-Reay e Hildebrand supereranno Newgarden poco dopo. Dietro di loro Power, Barrichello e Wilson completano al momento la top-ten.
Power risale di diverse posizioni e al 30° giro, mentre Hildebrand deve rientrare ai box a causa del danneggiamento dell’ala anteriore riportato a causa di un lieve tamponamento della vettura di Hunter-Reay, è 6° davanti a Wilson e Newgarden.
Anche più avanti, dove i primi cinque sono piuttosto vicini e devono effettuare diversi doppiaggi, le posizioni cambiano: Hinchcliffe supera Briscoeper il secondo posto, mentre Hunter-Reay risale in quarta posizione superando Andretti.
A un quinto di gara Wilson è risalito al quarto posto alle spalle di Castroneves, Hinchcliffe e Hunter-Reay, dietro di lui ci sono Andretti, Briscoe che ha perso diverse posizioni e Power.
Al 52° giro Hinchcliffe supera Castroneves portandosi al comando, con il brasiliano che si ritrova inseguito da Hunter-Reay, che però deve guardarsi dall’attacco di Wilson.
Al 65° giro i piloti a pieni giri sono Hinchcliffe, Castroneves, Hunter-Reay, Wilson, Andretti, Kanaan, Viso, Dixon, Briscoe, Newgarden, Servia, Barrichello e Jakes, con Carpenter che è il primo dei doppiati.
Al 68° giro c’è un contatto tra Power e Viso, che provoca il ritiro di entrambi e l’ingresso della pace-car. Diversi piloti effettuano il pit-stop al 71° giro e tra questi è da notare come grazie a una sosta più rapida Castroneves riprenda la posizione nei confronti di Hinchcliffe.
Jakes non si ferma e si ritrova quindi in prima posizione, davanti proprio a Castroneves, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Dixon, Andretti, Kanaan, Wilson, Servia e Newgarden.
Il restart avviene all’85° giro e poco dopo Jakes deve fermarsi ai box per scontare una penalità (irregolarità commessa dietro alla pace-car? Non comprendo la lingua della telecronaca, quindi non lo posso dare per certo): Castroneves è di nuovo leader davanti a Hinchcliffe, Hunter-Reay, Andretti e Kanaan.
Al 98° giro Hildebrand è fermo in mezzo alla pista: è di nuovo caution, durante la quale tra l’altro Servia ai box è costretto al ritiro.
La pace-car resta in pista fino al 112° giro e prima del restart Briscoe effettua un pit-stop. Andretti supera Hunter-Reay e tenta il sorpasso anche su Hinchcliffe, che però mantiene la seconda posizione. Quinto è ancora Kanaan seguito da Wilson, Newgarden e Pagenaud, con Barrichello che si avvicina a quest’ultimo dopo avere recuperato alcune posizioni al restart – Barrichello sarà comunque sopravanzato da Dixon pochi giri più tardi.
Al 127° giro, mentre Pagenaud  supera Newgarden e Wilson, rientrano ai box prima Jakes e poi Conway vhe tra l’altro è doppiato già di alcuni giri; quest’ultimo si ritira.
Hinchcliffe viene successivamente superato da Hunter-Reay, che si porta al secondo posto, e da Andretti, ora terzo. I primi tre sono vicinissimi intorno al 150° giro.
Al 155° giro ricominciano i pit-stop, si ferma Andretti, poi Castroneves un giro più tardi, dopodiché un giro più tardi anche Hunter-Reay e Hinchcliffe. Al ritorno in pista tra questi quattro le posizioni sono: Andretti, Hunter-Reay, Castroneves, Hinchcliffe. Il leader è Dixon che, come Briscoe e Tagliani (al momento 2° e 3°) rimanda il pit-stop, rientrerà circa 20 giri più tardi. Briscoe invece proseguirà ancora, almeno fino al 179° giro in cui avrà un incidente con Newgarden mentre quest’ultimo cercava di sdoppiarsi per non perdere il contatto con i piloti che aveva davanti, provocando un ulteriore intervento della pace-car.
Dixon risale in prima posizione dal momento che mentre lui si era appena fermato, gli altri rientrano per un pit-stop; dietro di lui ci sono quindi Andretti, Castroneves, Hunter-Reay, Kanaan, Hinchcliffe, Pagenaud, Wilson, Barrichello e Rahal tra i primi dieci.
Nel frattempo viene intervistato Briscoe, che ha preso il ritiro con una certa filosofia e sostiene che la causa dell’incidente è un “errore da debuttante” commesso da Newgarden. Due minuti più tardi viene intervistato proprio Newgarden, secondo il quale l’incidente è stato innescato dal fatto che Briscoe girasse più lento di lui, e non dal fatto che lui abbia tentato di superarlo passandogli per di sopra.
La gara riprende a 55 giri dal termine, con Dixon che approfitta della presenza di Carpenter e Legge doppiati dietro di lui per distanziare i piloti che lo seguono... e con Hinchcliffe che finisce in testacoda e va a sbattere contro un muro, con un nuovo ingresso della pace-car, che rimane in pista nove giri. Dal momento che Carpenter è rientrato ai box, stavolta c’è soltanto la Legge tra Dixon e Andretti. Castroneves perde posizioni e poco dopo Tagliani si ritira per un guasto, fermandosi comunque in un punto in cui la sua vettura non intralcia.
A 18 giri dalla fine Hunter-Reay si porta in seconda posizione superando Andretti e cinque giri più tardi supera Dixon portandosi in testa; quest’ultimo verrà superato un giro più tardi anche da Andretti. Quando mancano tre giri alla fine anche Kanaan sopravanza Dixon, che ora è quarto davanti a Pagenaud, Castroneves, Barrichello, Carpenter, Rahal e Wilson. L’ingresso della pace-car, dovuto a un incidente di Katherine Legge, rende definitivo questo risultato.
Per Ryan Hunter-Reay è la seconda vittoria consecutiva e in classifica si porta a soltanto tre punti da Power.

Risultato
1   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   250 
2   Marco Andretti   26   Chevrolet   250  
3   Tony Kanaan   11   Chevrolet   250    
4   Scott Dixon   9   Honda   250    
5   Simon Pagenaud   77   Honda   250     
6   Helio Castroneves   3   Chevrolet   250    
7   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   250    
8   Ed Carpenter   20   Chevrolet   250   
9   Graham Rahal   38   Honda   250    
10   Justin Wilson   18   Honda   249    
11   Charlie Kimball   83   Honda   248  
12   Takuma Sato   15   Honda   247  
13   James Jakes   19   Honda   244    
14   Simona De Silvestro   78   Lotus   244   
15   Katherine Legge   6   Chevrolet   243 
16   Alex Tagliani   98   Honda   207  
17   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   195  
18   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   178 
19   Josef Newgarden   67   Honda   178
20   Mike Conway   14   Honda   123    
21   Oriol Servia   22   Chevrolet   98  
22   JR Hildebrand   4   Chevrolet   95     
23   Will Power   12   Chevrolet   67   
24   E.J. Viso   5   Chevrolet   67    
25   Dario Franchitti   10   Honda   0   

domenica 17 giugno 2012

INDYCAR 2012: #8 MILWAUKEE INDYFEST (16 giugno)


La stagione di Indycar prosegue sull’ovale di Milwaukee Mile, dove Dario Franchitti parte dalla prima posizione per quella che è una gara di 225 giri.

Griglia di partenza
Franchitti, Hunter-Reay, Barrichello, Castroneves, Viso, Kanaan, Pagenaud, Hinchcliffe, Andretti, Hildebrand, Rahal, Wilson, Tagliani, Power, Legge, Jakes, Newgarden, Kimball, Briscoe, Servia, Dixon, Carpenter, De Silvestro, Sato, Conway.

Cronaca della gara
Franchitti mantiene la leadership, così come Hunter-Reay e Barrichello mantengono la seconda e la terza posizione, con il brasiliano che al 4° giro verrà però superato dal connazionale Castroneves. Kanaan, Viso, Pagenaud, Hinchcliffe, Hildebrand e Wilson completano i primi dieci, con Wilson che successivamente supererà Hildebrand portandosi. Intorno al 40° giro si porterà in ottava posizione con un ulteriore sorpasso su Hinchcliffe.
La prima sosta ai box viene effettuata da Newgarden al 26° giro, ma probabilmente ha qualche problema, dal momento che rientrerà un’ulteriore volta diversi giri dopo. Poco dopo il primo pit-stop di Newgarden, anche Briscoe effettua una sosta ai box. Nessun altro pilota si ferma, per il momento.
Dopo una sessantina di giri di gara diversi piloti si fermano ai box, tra loro c’è tra l’altro anche Newgarden che entra per la terza volta.
Al 67° giro, proprio mentre diversi piloti sono ai box, la De Silvestro rimane ferma in mezzo alla pista: entra la pace-car. I piloti che non si erano ancora fermati, effettuano la prima sosta in occasione della neutralizzazione, che perdura fino all’80° giro; le posizioni prima del restart sono le seguenti: Viso, Barrichello, Hunter-Reay, Franchitti, Castroneves, Hinchcliffe, Dixon, Power, Kanaan e Tagliani tra i primi dieci.
Alla ripartenza Tagliani si inserisce in quarta posizione, davanti a Franchitti e a Castroneves, con quest’ultimo che viene superato nei giri successivi da Dixon e Hinchcliffe.
Al 94° giro Wilson rimane fermo con il motore che va in fumo e fiamme, entra di nuovo la pace-car e poco dopo quasi tutti rientrano ai box. Castroneves non si ferma e sale in prima posizione, dietro Viso è 2°, uscito davanti agli altri entrati contemporaneamente per il pit-stop; terzo c’è Tagliani, seguito da Hunter-Reay, Dixon, Barrichello, Hinchcliffe, Kanaan, Franchitti e Servia tra i primi dieci, il canadese comunque perderà varie posizioni dopo il restart che avviene al 104° giro e Hunter-Reay frattanto sopravanza Viso.
Cinque giri più tardi c’è un incidente tra Sato e Jakes, in particolare il giapponese finisce contro un muro e vari detriti si spargono per la pista: è caution ancora una volta. Dietro alla pace-car Castroneves è in testa davanti a Hunter-Reay, Viso, Dixon, Hinchcliffe, Tagliani e Barrichello.
La gara riparte al 123° giro, Castroneves e Hunter-Reay mantengono le posizioni mentre Dixon si porta al terzo posto con un sorpasso su Viso, Hinchcliffe perde intanto alcune posizioni venendo superato da Tagliani e Barrichello; in settima posizione dietro a Hinchcliffe si porta Servia.
Al 142° Hunter-Reay si porta in testa con un sorpasso su Castroneves, che si ritrova negli scarichi anche Dixon, perdendo un’altra posizione un giro più tardi. Dietro di lui ci sono Tagliani e Barrichello che si avvicinano recuperando in fretta il gap presente tra loro; Castroneves si ferma comunque al box al 155° giro.
Intorno al 170° giro i piloti che si erano fermatiai box durante la precedente caution, si fermano ancora una volta. Dopo questo giro di pit-stop i primi dieci sono Hunter-Reay, Kanaan, Castroneves, Servia, Hinchcliffe, Tagliani, Barrichello, Viso, Carpenter e Rahal.
A 43 giri dalla fine c’è una caution...

Qui inquadrano Castroneves e non si capisce perché ci sia una caution. O.O
L’inquadratura peggiora ulteriormente, quando mostrano uno spettatore che esulta, con le orecchie a sventola e un cappello in testa girato al contrario.
...
...
...
Non ho ancora idea del perché la pace-car sia in pista, la telecronaca in ungherese(?) non aiuta, le uniche parole che sto capendo sono: “Franchitti”, “Dixon” e “Target Chip Ganassi”.
Franchitti rientra nella pit-lane a 41 gri dalla fine, subito rientra anche Dixon. Grazie all’intervista in inglese di un tipo del team mi pare di capire che si sia trattato di una penalità. Continuo a non avere idea del perché della caution, però.

Il restart è 33 giri dal termine, Hunter-Reay p in testa davanti a Kanaan, con Servia che risale al terzo posto davanti a Hinchcliffe, Castroneves, Carpenter, Tagliani, Viso, Power e Barrichello a completare i primi dieci.
Dopo un giro Franchitti ha un contatto con Briscoe, va a sbattere contro un muro ed è di nuovo caution. Almeno stavolta il motivo è chiaro, è già un notevole passo avanti.
Il restart è a 24 giri dal termine, con Hunter-Reay e Kanaan che, approfittando della vettura di Pagenaud (doppiato) dietro di loro, mettono un spazio tra loro e i piloti dalla terza posizione in poi (che sono Servia, Hinchcliffe, Viso, Castroneves, Tagliani, Carpenter, Barrichello, Rahal...)
Servia, Hinchcliffe e Viso sono molto vicini, con Viso che, in particolare, negli ultimi giri è praticamente negli scarichi di Hinchcliffe; è però Hinchcliffe che riesce a superare Servia quando mancano otto giri alla fine e a portarsi in terza posizione. A quel punto tutto procede invariato fino alla fine, eccetto il sorpasso di Rahal su Barrichello per la nona posizione.

Risultato
1   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   225   
2   Tony Kanaan   11   Chevrolet   225    
3   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   225     
4   Oriol Servia   22   Chevrolet   225    
5   E.J. Viso   5   Chevrolet   225   
6   Helio Castroneves   3   Chevrolet   225 
7   Alex Tagliani   98   Honda   225  
8   Ed Carpenter   20   Chevrolet   225    
9   Graham Rahal   38   Honda   225  
10   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   225   
11   Scott Dixon   9   Honda   225  
12   Will Power   12   Chevrolet   225  
13   Simon Pagenaud   77   Honda   224 
14   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   224    
15   Marco Andretti   26   Chevrolet   224   
16   Mike Conway   14   Honda   224    
17   Charlie Kimball   83   Honda   224   
18   Katherine Legge   6   Chevrolet   220   
19   Dario Franchitti   10   Honda   193   
20   Takuma Sato   15   Honda   107    
21   James Jakes   19   Honda   106     
22   JR Hildebrand   4   Chevrolet   105     
23   Justin Wilson   18   Honda   93     
24   Simona De Silvestro   78   Lotus   62    
25   Josef Newgarden   67   Honda   48   

lunedì 11 giugno 2012

INDYCAR 2012: #7 FIRESTONE 550 (9 giugno)


Mentre nella stagione 2011 l’appuntamento notturno sull’ovale texano fu diviso in due gare da 114 giri, si torna a una gara unica per il 2012 (parere personale: ottima idea, specie visto che la griglia di partenza della gara 2 del 2011 era stata fatta a sorteggio O.O).

Griglia di partenza
1   Alex Tagliani   Honda   98   215.691 mph
2   Dario Franchitti   Honda   10   215.646 mph
3   Graham Rahal   Honda   38   215.554 mph
4   Scott Dixon   Honda   9   215.331 mph
5   Will Power   Chevrolet   12   215.116 mph
6   James Hinchcliffe   Chevrolet   27   214.920 mph
7   Tony Kanaan   Chevrolet   11   214.701 mph
8   Marco Andretti   Chevrolet   26   214.424 mph
9   Simon Pagenaud   Honda   77   214.082 mph
10   Ryan Briscoe   Chevrolet   2   214.060 mph
11   Oriol Servia   Chevrolet   22   213.957 mph
12   Rubens Barrichello   Chevrolet   8   213.949 mph
13   Ryan Hunter-Reay   Chevrolet   28   213.927 mph
14   E.J. Viso   Chevrolet   5   213.444 mph
15   Helio Castroneves   Chevrolet   3   213.402 mph
16   Charlie Kimball   Honda   83   212.833 mph
17   Justin Wilson   Honda   18   212.136 mph
18   Mike Conway   Honda   14   214.458 mph
19   Ed Carpenter   Chevrolet   20   211.643 mph
20   Takuma Sato   Honda   15   214.196 mph
21   James Jakes   Honda   19   211.245 mph
22   Katherine Legge   Chevrolet   6   210.543 mph
23   JR Hildebrand   Chevrolet   4   202.596 mph
24   Simona De Silvestro   Lotus   78   204.066 mph
25   Josef Newgarden   Honda   67   N/A

Cronaca della gara
Via: Tagliani mantiene la prima posizione davanti a Franchitti, Rahal, Dixon e Power, con Dixon che nei giri immediatamente successivi supererà i due piloti che lo precedono. Barrichello e De Silvestro risultano non partiti.
Nel corso dei primi giri non vi sono variazioni significative di posizioni, tranne che nelle retrovie, mentre al 15° giro Power supera Franchitti portandosi al quarto posto. Lo scozzese sta rallentando significativamente e precipita nelle retrovie per qualche problema alla vettura; rientrerà poi ai box al 22° giro.
Anche Tagliani perde posizioni: viene superato da Dixon al 21° giro, e nei giri successivi anche da Rahal, Power e Andretti, ritrovandosi in quinta posizione dopo una trentina di giri di gara.
È proprio al 30° giro che Kimball finisce a muro, provocando l’ingresso della pace-car. Durante la neutralizzazione tutti rientrano per il rifornimento, con Dixon che torna in pista in prima posizione davanti a Rahal, Andretti, Hinchcliffe, Tagliani, Briscoe, Hunter-Reay, Servia, Power, Carpenter... Ai box ci sono ancora problemi per Franchitti che torna in pista con due giri di ritardo.
Restart al 41° giro: Hinchcliffe sale in terza posizione dietro a Dixon e Rahal, Briscoe si porta in quinta posizione (dietro ad Andretti) superando Tagliani e Sato recupera numerose posizioni portandosi proprio alle spalle del canadese che supererà di lì a poco (Tagliani perderà poi in seguito altre posizioni).
Al 65° giro Sato finisce a muro: caution per la seconda volta, durante la quale Hunter-Reay ha qualche problema che lo costringe al ritiro ai box.
Dopo tre giri dietro la pace-car la pit-lane viene riaperta e tutti rientrano ai box, le posizioni, tra i primi tre, sono invariate (Dixon, Rahal, Hinchcliffe), seguono Hildebrand, Carpenter, Andretti, Castroneves, Servia, Tagliani, Wilson, Briscoe, Viso, Power, Conway, Jakes, Kanaan, Newgarden, Pagenaud, Legge, Franchitti.
Al restart (72° giro) Wilson, che era partito soltanto 17°, supera Tagliani e si porta in 9^ posizione.
A metà gara Wilson è risalito addirittura fino alla seconda posizione alle spalle di Dixon, adesso Hinchcliffe è terzo, seguito da Carpenter e Rahal.
Poco dopo la metà della gara c’è un nuovo giro di pit-stop, dopo il quale le posizioni sono: Dixon, Hinchcliffe, Carpenter, Power, Wilson, Castroneves, Viso, Kanaan, Briscoe, Rahal...
Al 130° giro la vettura di Viso rimane ferma ed entra di nuovo la pace-car. Alcune vetture rientrano ai box tre giri dopo e nella pit-lane vi è un contatto tra Newgarden e Castroneves.
La gara riparteal 139° giro con Hinchcliffe che si porta in testa mentre Dixon e Carpenter sono in lotta per la seconda posizione, con Carpenter che deve accodarsi mentre Dixon si lancia all’inseguimento di Hinchcliffe che supererà al 142° giro. Power e Briscoe superano  a loro volta Carpenter e si avvicinano a Hinchcliffe, al quale tentano di strappare la seconda posizione: Power riesce a superarlo al 146° giro e subito dopo è la volta di Briscoe; Kanaan frattanto si porta al quinto posto. La gara di Dixon finirà al 174° giro contro le barriere e segnerà l’ingresso, per la quarta volta, della pace-car e un rientro ai box di tutte le vetture per un’ulteriore sosta durante la neutralizzazione.
Power, Briscoe e Kanaan, che sono nelle prime tre posizioni, lottano per la leadership al restart (-44 giri al termine), con Power che mantiene la prima posizione. Il brasiliano subito dopo deve fermarsi ai box e risale Castroneves in terza posizione, seguono Rahal e Wilson.
Power rimane in testa fino a 26 giri dalla fine, quando si ferma per l’ultimo pit-stop, passa in testa Rahal che aveva rimontato alcune posizioni, davanti a Briscoe, Wilson, Hinchcliffe, Hildebrand, Castroneves e Pagenaud, ultimi piloti a pieni giri, mentre Power, 8°, è il primo dei doppiati.
È a due giri dalla fine che Rahal viene superato da Justin Wilson, palesemente più veloce di lui, che conquista così la vittoria.


Risultato
1   Justin Wilson   18   Honda   228    
2   Graham Rahal   38   Honda   228  
3   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   228     
4   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   228   
5   JR Hildebrand   4   Chevrolet   228  
6   Simon Pagenaud   77   Honda   228   
7   Helio Castroneves   3   Chevrolet   227  
8   Will Power   12   Chevrolet   227   
9   Alex Tagliani   98   Honda   227  
10   James Jakes   19   Honda   227
11   Tony Kanaan   11   Chevrolet   227    
12   Ed Carpenter   20   Chevrolet   227    
13   Josef Newgarden   67   Honda   226    
14   Dario Franchitti   10   Honda   225   
15   Katherine Legge   6   Chevrolet   224   
16   Mike Conway   14   Honda   224    
17   Marco Andretti   26   Chevrolet   222    
18   Scott Dixon   9   Honda   173    
19   E.J. Viso   5   Chevrolet   129   
20   Oriol Servia   22   Chevrolet   89    
21   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   66    
22   Takuma Sato   15   Honda   63     
23   Charlie Kimball   83   Honda   29   
24   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   0   
25   Simona De Silvestro   78   Lotus   0