14 maggio 2006: la Formula 1 arriva a Montmelò reduce da due successi consecutivi di Michael Schumacher. Fin dalle qualifiche, tuttavia, tutto lascia ben sperare per la Renault e per il pilota di casa Fernando Alonso, il quale conquista la pole position davanti al compagno di squadra Giancarlo Fisichella. Le Ferrari sono 3/4, mentre seguono in ordine sparso le Honda e le Toyota, che però al via verranno superate da Kimi Raikkonen, che si installerà quindi in quinta piazza.
Alonso è leader e la sua leadership non sembra essere messa in discussione. Schumacher, invece, cerca di sopravanzare Fisichella per procacciarsi la seconda piazza. Il tentativo di overcut fallisce in occasione della prima delle due soste, ma supera il pilota della Renault poco dopo.
A questo punto abbiamo le Renault 1/3 e le Ferrari 2/4. Mentre le posizioni dei primi tre si stabilizzano, la quarta piazza di Felipe Massa è altrettanto stabile. Raikkonen mantiene la quinta posizione, mentre l'altra McLaren non vede neanche da lontano il traguardo, dato che Juan Pablo Montoya finisce in testacoda e si insabbiare già nel corso del primo stint, unico tra i ritirati a non terminare la gara per un proprio errore anziché per qualche noia meccanica.
Le Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello stranamente non hanno noie meccaniche e chiudono 6/7, mentre la zona punti viene completata dalla BMW Sauber di Nick Heideld.
Nonostante le buone premesse, la Toyota chiude con il solo Jarno Trulli in decima posizione tra le Williams di Mark Webber e Nico Rosberg, mentre Ralf Schumacher è uno dei ritirati per guasti di varia natura.
Jacques Villeneuve sulla BMW Sauber è dodicesimo davanti alle Redbull di Christian Klien e David Coulthard, che precedono l'unica Toro Rosso al traguardo - Vitantonio Liuzzi, mentre Scott Speed è ritirato. Seguono Tiago Monteiro sulla Midland e Takuma Sato sulla Super Aguri, mentre i rispettivi compagni di squadra Christijan Albers e Franck Montagny sono entrambi out.
L'ultimo classificato Sato chiude a quattro giri dal vincitore, al momento la Super Aguri sembra la lumaca del gruppo. Nessuno può sospettare che di lì a 364 giorni, proprio sul circuito catalano, otterrà per mano del pilota giapponese il primo punto della propria breve storia.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
Visualizzazione post con etichetta #Giancarlo Fisichella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #Giancarlo Fisichella. Mostra tutti i post
giovedì 14 maggio 2026
sabato 14 marzo 2026
19.03.2006: GP Malesia, l'ultima vittoria per Fisichella (e l'ultima doppietta Renault)
Il 19 Marzo 2006 si svolgeva il secondo evento del mondiale, il Gran Premio della Malesia sul circuito di Sepang, una pista che pare essere molto apprezzata, dato che viene spesso menzionata come risposta ai sondaggi su quali tracciati si vorrebbero rivedere nel campionato di Formula 1. Quel giorno Giancarlo Fisichella scattava dalla pole position a bordo della Renault, squadra con realistiche probabilità di vittoria visto che sette giorni prima Fernando Alonso aveva chiuso davanti a tutto il GP del Bahrain.
Non potevamo saperlo, ma quel giorno avremmo avuto quello che finora è l'ultimo gran premio vinto da un pilota italiano nella storia della Formula 1. Scrivo queste parole cinque giorni prima del ventennale di questo momento: è il 14 Marzo 2026, giorno delle qualifiche del GP della Cina, e chissà, magari il momento in cui Fisichella smetterà di essere l'ultimo italiano vincitore di un gran premio è vicino... per ora accontentiamoci di sapere che domani mattina Kimi Antonelli partirà dalla pole position.
Fisichella ha mantenuto la testa della gara, cosa che mi auguro che possa fare domani Antonelli, ma non sono molto fiduciosa dato che si è piantato al via sia una settimana fa in Australia sia stanotte nella sprint, seguito dalla Honda di Jenson Button, con il compagno di squadra Alonso terzo.
George Russell ha conquistato la seconda piazza sulla griglia, quindi Antonelli non avrà la fortuna di avere un terzo incomodo tra sé e un agguerrito compagno di squadra. Alonso era partito settimo, ha approfittato di duelli vari davanti a lui, tipo quello tra le Williams: Rosberg e Webber partivano 3/4 e si sono messi a battagliare. L'ha spuntata Mark, che si è ritrovato quarto, mentre Nico è scivolato sesto dietro alla McLaren di Juan Pablo Montoya. Sull'altra McLaren, l'omonimo di Antonelli è stato speronato da Christian Klien: gara finita subito contro le barriere per Raikkonen.
Non sarebbe stato l'ultimo ritirato: fuori quasi subito per un guasto al motore quel povero disgraziato di Rosberg che aveva conquistato la seconda fila al suo secondo gran premio, poi anche David Coulthard sulla Redbull per un guasto. Entro la prima metà di gara si sarebbero ritirati anche i rispettivi compagni di squadra Webber e Klien.
La gara si è svolta con una strategia a due pitstop per i piloti di testa, con Fisichella/ Button/ Alonso nelle stesse posizioni anche dopo il primo di questi. Dopo la seconda sosta, invece, Alonso ha superato Button per undercut, ma Fisichella ha continuato ad andare avanti like a boss, perché è sempre meglio tutelarsi quando si ha un compagno di squadra ingombrante.
La Renault ha fatto l'ultima doppietta della sua storia, mentre Button si è accontentato del gradino più basso del podio, un risultato comunque ottimo al confronto con il compagno di squadra Rubens Barrichello, partito dalle retrovie per una penalità legata al cambio di motore e in corso d'opera si è anche procacciato uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane.
Montoya ha chiuso in quarta piazza, mentre a gara inoltrata si è alzata una fumata bianca da una BMW Sauber che si trovava in quinta posizione. Si trattava di Nick Heidfeld, che si aggiungeva a una fitta schiera di ritirati, dato che dopo quelli menzionati erano uscite di scena la Super Aguri di Yuji Ide e la Toro Rosso di Scott Speed per problemi tecnici.
Vedendo l'extended highlight mi si è sbloccato un ricordo... o almeno, quello che credo possa essere un ricordo e non qualcosa che mi sono completamente immaginata. A dire il vero mi ero totalmente dimenticata di come fossero andate le cose, dato che non rivedevo questo gran premio/ un highlight dello stesso fin dagli albori di questo blog quando avevo fatto riassunti schematici di tutti i gran premi del 2006, quindi quando dopo il ritiro di Heidfeld ho visto che c'era Schumacher negli scarichi di Massa per la quinta piazza mi sono detta: ciao Felipe, è stato bello crederci.
Facciamo un passo indietro: Michael era partito quattordicesimo, mentre il suo compare nelle retrovie assolute dato che aveva rotto il motore in qualifica. Avevamo visto Schumacher lottare con Villeneuve - vi anticipo che Jacques ha chiuso settimo - ed essenzialmente pare che i due ferraristi fossero su diversa strategia, fatto sta che il bambino si è ritrovato quinto davanti a Schumacher.
Era lecito aspettarsi un ordine di scuderia, che pare non essere mai arrivato, nonostante a un certo punto sia stato inquadrato Jean Todt che sembrava sul punto di aprirsi alla radio. Il mio potenziale ricordo è che ci sia stata, dopo la gara, una reazione abbastanza netta, qualcosa tipo: ma in che senso a Massa viene permesso di tagliare il traguardo davanti a Schumacher, Barrichello could never.
A proposito di Rubinho, nonostante la gara travagliata ha conquistato una decima piazza, che per i tempi non comporta tuttavia punti, alle spalle delle Toyota di Jarno Trulli e Ralf Schumacher. Dietro di lui si è classificato Vitantonio Liuzzi con la Toro Rosso superstite, mentre più indietro c'erano le Midland di Christijan Albers e Tiago Monteiro
Si è classificato ultimo Takuma Sato, con una Super Aguri ancora in netta difficoltà. Anche stavolta, il "Piccolo Samurai" è comunque riuscito a qualificarsi dignitosamente entro il 107% che se fosse stato in vigore nel 2006 avrebbe visto Ide essere mandato a casa già al sabato. Non che essere mandato a casa al sabato fosse necessariamente un male per Yuji, dato che gli avrebbe impedito di fare disastri, ma per onore di cronaca sembra essere stato tranquillo senza fare danni finché il motore non l'ha salutato. Vorrei ricordare che gli era stata concessa la Superlicenza in deroga, quindi se avesse fatto danni avrebbe potuto essergli revocata da un momento all'altro, ma per il momento se la stava cavando. Non benissimo, ma quantomeno aveva ancora la possibilità di conservare un sedile sotto al fondoschiena.
EDIT - 15/03: Fisichella non è più l'ultimo pilota italiano ad avere vinto un gran premio, dopo diciannove anni e 361 giorni da quel giorno in Malesia, Antonelli ha conquistato la vittoria al GP della Cina.
giovedì 9 ottobre 2025
GP Giappone e Cina 2005: il finale di stagione, la Renault vince il titolo costruttori
Suzuka, 9 Ottobre: svanite le tracce della pioggia del giorno precedente, la Toyota sfoggia i propri colori sulla prima casella della griglia di partenza e Ralf Schumacher scatta dalla pole position per quella che sarà l'ultima volta in carriera. Jenson Button che su B.A.R. Honda scatta secondo si vede sfilare dalla Renault di Giancarlo Fisichella, mentre al quarto posto ci ritroviamo con una Redbull, ma non quella che scattava quarta dalla griglia. Christian Klien ha infatti perso un paio di posizioni, mentre ne ha recuperate due il compagno di squadra David Coulthard.
Il pilota di casa Takuma Sato parte quinto, ma perde alcune posizioni, fa a ruotate con Rubens Barrichello, si becca probabilmente delle maledizioni dai tifosi ferraristi, mentre a sua volta maledice Rubinho che si prenderà il suo volante nella stagione a venire, anche se la B.A.R. Honda diventerà solo Honda. Lo troveremo più avanti a speronare Jarno Trulli nelle retrovie.
Facciamo un passo indietro: pioggia e qualifica con unico tentativo hanno comportato una griglia improbabile, con RSC in pole, le Redbull quarta e sesta, NARAIN KARTHIKEYAN SULLA JORDAN NIENTEMENO CHE UNDICESIMO e i big arretrati.
Michael Schumacher è quattordicesimo in griglia tra la Minardi di Christijan Albers e quella di Robert Doornbos, Fernando Alonso è addirittura sedicesimo, ma precede le McLaren. Kimi Raikkonen ha il diciassettesimo tempo, pare fatto al rallenty giusto per averne uno e che abbia anche sostituito il motore, Juan Pablo Montoya un tempo non ce l'ha e precede i suoi pari Tiago Monteiro su Jordan e Trulli con la Toyota partito dalla pitlane.
Come già detto, Trulli avrà una disavventura con Sato, ma a Montoya va decisamente peggio, dato che lo troviamo incidentato già al primo giro, non il modo migliore di iniziare un gran premio in cui la McLaren è ancora in lizza con la Renault per il mondiale costruttori.
Nel frattempo da qualche parte in Inghilterra, Lando Norris urla: "Noooohhhh, la scuola elementare fa schifo e non ci voglio andare, voglio vincere il prossimo mondiale costruttori della McLaren in combutta con un certo Oscar che frequenta la scuola materna in Australia!"
Dall'Australia, Piastri suggerisce: "Perché non i prossimi due?"
JPM li mette a tacere con il suo botto ed entra in pista la safety car.
Raikkonen ha recuperato posizioni e ne recupera al restart. Mentre la Williams di Mark Webber resiste in quinta piazza, dietro si fanno largo Schumacher, Alonso e Raikkonen. In particolare tra Michael e Fernando si innesca un acceso duello, che si concluderà con il passaggio del neo-campione del mondo. Le diverse finestre di pitstop allontaneranno invece Raikkonen dal duellare con i due.
Ralf Schumacher rientra ai box con un certo anticipo, il che lascia intendere la grande possibilità di subire overcut. Infatti Fisichella dopo la sosta riesce a portarsi in prima piazza. L'essere su tre soste non giova alla gara di RSC, ma ormai abbiamo capito che non potrà essere protagonista e direi che per il momento possiamo accantonarlo.
A onore del vero anche altri piloti sono su una startegia a tre soste, compresi quelli della Renault, ma il timing si rivela di gran lunga azzeccato e di fatto ci ritroviamo, quando tutte le soste, tra cui le due di Raikkonen estremamente tardive, con Fisichella, Raikkonen, Webber e Alonso nelle prime quattro posizioni.
Mettete a letto le fungirl dei Webbonso prima che vadano in brodo di giuggiole, perché tra i due è in gioco il terzo posto. Da qualche parte a Madrid, un bambino che ha appena iniziato la prima media esclama: "Aaaawwww, il mio idolo! *-* Ferni, superalo subito. <3 Come si permette un pilota della Williams di ambite al gradino più basso del podio così come se niente fosse?"
Alonso risponde: "Sai, Carlito, ho letto nella sfera di cristallo che arriverai terzo con la Williams al GP dell'Azerbaijan del 2025."
A Sainz escono gli one-one-one!!!11!!11!! dagli occhi per la felicità: "Davvero hai letto il futuro nella sfera di cristallo? Quindi tutte le tue scelte in fatto di team saranno azzeccate?"
Alonso afferma: "Certo. Nel 2008 rifiuterò sia la Honda destinata a diventare Brawn sia la Redbull perché tanto non vinceranno mai nulla, mentre passerò in Ferrari con la certezza di diventare campione del mondo. A proposito, chissà da qui a vent'anni quanti ulteriori titoli piloti avrà vinto la Rossa."
Mentre pronuncia quelle parole, supera Webber appropriandosi della terza piazza, mentre Raikkonen, che vincerà l'unico titolo con la Ferrari che si è aggiunto nei vent'anni successivi, al momento ha altri pensieri, tipo quello di avvicinarsi a Fisichella.
È l'ultimo giro quando lo affianca e lo supera, andando a prendersi la vittoria. Fisichella e Alonso completano il podio, mentre vanno a punti anche Webber, Button, Coulthard, Michael e Ralf Schumacher. Klien chiude nono davanti alle Sauber di Felipe Massa e Jacques Villeneuve, mentre Barrichello è undicesimo ultimo pilota a pieni giri, ma rimontarà una posizione post-gara per una penalità assegnata al campione del mondo 1997 per il contatto che pare avere innescato l'incidente di Montoya.
Sato conclude dodicesimo, ma sarà squalificato post-gara per l'incidente con Trulli che è costato il ritiro al pilota italiano, penalità inusuale, ma che tiene conto dei danni già combinati nel corso della stagione. Recuperano una posizione Monteiro, Doornbos, Karthikeyan e Albers. Oltre ai già citati Montoya e Trulli, anche Antonio Pizzonia su Williams risulta ritirato per incidente dopo pochi giri di gara.
Il mondiale costruttori non è ancora assegnato, tutto è rimandato all'ultima gara stagionale, dove andrà alla Renault, ma durante la gara succederà un fatto destinato a entrare negli annali.
Shanghai, 16 Ottobre: no, non parlo del contatto tra Michael Schumacher e Albers nel giro di schieramento, che provocherà la partenza di entrambi con il muletto dalla pitlane.
MSC afferma: "Il muletto in effetti mi pare un mezzo adatto a uno come Albers, e non mi riferisco alla vettura di riserva."
In griglia abbiamo nell'ordine Alonso, Fisichella, Raikkonen, Button e Montoya. Si parte ed è questione di formalità: abbiamo fin dalle prime battute le Renault 1/2 e le McLaren 3/4. Il terzetto di Fisichella e delle McLaren è molto ravvicinato quando verso un terzo di gara avviene un fatto che ho menzionato decine e decine di volte. Come visibile dallo screenshot sottostante, UN TOMBINO ESCE DALLA SEDE E SI SCOPERCHIA. VIENE INQUADRATO CON FISICHELLA CHE LO SUPERA INDENNE. ARRIVA RAIKKONEN E LO SUPERA INDENNE. POI ARRIVA MONTOYA E RIDEFINISCE IL CONCETTO DI POESIA. Rimedia una foratura e precipita nelle retrovie. Più tardi sarà comunque costretto al ritiro dalla rottura del motore e magari ne approfitterà per andare a fare una partita a briscola con MSC, che invece si ritirerà per un testacoda.
Torniamo al tombino: viene messa la safety car per ripararlo, avvengono i primi pitstop, dopodiché c'è una seconda safety car a metà gara per un incidente del nostro eroe Karthikeyan, i top driver rientrano ai box, con Raikkonen che ne esce davanti a Fisichella. I due risaliranno 2/3 una volta che i piloti rimasti in pista in questo momento si fermeranno ai box, ma Giancarlo verrà penalizzato per safety car infringiment e scivolerà quarto scontando un drive through.
Alonso, Raikkonen, Ralf Schumacher: questi sono i piloti che vanno sul podio. Fisichella giunge appunto quarto e precede Klien, Massa, Webber e Button a completare la zona punti, Jenson sull'unica B.A.R. giunta al traguardo. Sato si è ritirato per un problema al cambio: la storia della British American Racing non poteva che finire con una vettura ritirata per un guasto!
Coulthard e Villeneuve completano i primi dieci, mentre seguono Monteiro, Barrichello, Pizzonia, Doornbos, Trulli e Albers.
Il pilota di casa Takuma Sato parte quinto, ma perde alcune posizioni, fa a ruotate con Rubens Barrichello, si becca probabilmente delle maledizioni dai tifosi ferraristi, mentre a sua volta maledice Rubinho che si prenderà il suo volante nella stagione a venire, anche se la B.A.R. Honda diventerà solo Honda. Lo troveremo più avanti a speronare Jarno Trulli nelle retrovie.
Facciamo un passo indietro: pioggia e qualifica con unico tentativo hanno comportato una griglia improbabile, con RSC in pole, le Redbull quarta e sesta, NARAIN KARTHIKEYAN SULLA JORDAN NIENTEMENO CHE UNDICESIMO e i big arretrati.
Michael Schumacher è quattordicesimo in griglia tra la Minardi di Christijan Albers e quella di Robert Doornbos, Fernando Alonso è addirittura sedicesimo, ma precede le McLaren. Kimi Raikkonen ha il diciassettesimo tempo, pare fatto al rallenty giusto per averne uno e che abbia anche sostituito il motore, Juan Pablo Montoya un tempo non ce l'ha e precede i suoi pari Tiago Monteiro su Jordan e Trulli con la Toyota partito dalla pitlane.
Come già detto, Trulli avrà una disavventura con Sato, ma a Montoya va decisamente peggio, dato che lo troviamo incidentato già al primo giro, non il modo migliore di iniziare un gran premio in cui la McLaren è ancora in lizza con la Renault per il mondiale costruttori.
Nel frattempo da qualche parte in Inghilterra, Lando Norris urla: "Noooohhhh, la scuola elementare fa schifo e non ci voglio andare, voglio vincere il prossimo mondiale costruttori della McLaren in combutta con un certo Oscar che frequenta la scuola materna in Australia!"
Dall'Australia, Piastri suggerisce: "Perché non i prossimi due?"
JPM li mette a tacere con il suo botto ed entra in pista la safety car.
Raikkonen ha recuperato posizioni e ne recupera al restart. Mentre la Williams di Mark Webber resiste in quinta piazza, dietro si fanno largo Schumacher, Alonso e Raikkonen. In particolare tra Michael e Fernando si innesca un acceso duello, che si concluderà con il passaggio del neo-campione del mondo. Le diverse finestre di pitstop allontaneranno invece Raikkonen dal duellare con i due.
Ralf Schumacher rientra ai box con un certo anticipo, il che lascia intendere la grande possibilità di subire overcut. Infatti Fisichella dopo la sosta riesce a portarsi in prima piazza. L'essere su tre soste non giova alla gara di RSC, ma ormai abbiamo capito che non potrà essere protagonista e direi che per il momento possiamo accantonarlo.
A onore del vero anche altri piloti sono su una startegia a tre soste, compresi quelli della Renault, ma il timing si rivela di gran lunga azzeccato e di fatto ci ritroviamo, quando tutte le soste, tra cui le due di Raikkonen estremamente tardive, con Fisichella, Raikkonen, Webber e Alonso nelle prime quattro posizioni.
Mettete a letto le fungirl dei Webbonso prima che vadano in brodo di giuggiole, perché tra i due è in gioco il terzo posto. Da qualche parte a Madrid, un bambino che ha appena iniziato la prima media esclama: "Aaaawwww, il mio idolo! *-* Ferni, superalo subito. <3 Come si permette un pilota della Williams di ambite al gradino più basso del podio così come se niente fosse?"
Alonso risponde: "Sai, Carlito, ho letto nella sfera di cristallo che arriverai terzo con la Williams al GP dell'Azerbaijan del 2025."
A Sainz escono gli one-one-one!!!11!!11!! dagli occhi per la felicità: "Davvero hai letto il futuro nella sfera di cristallo? Quindi tutte le tue scelte in fatto di team saranno azzeccate?"
Alonso afferma: "Certo. Nel 2008 rifiuterò sia la Honda destinata a diventare Brawn sia la Redbull perché tanto non vinceranno mai nulla, mentre passerò in Ferrari con la certezza di diventare campione del mondo. A proposito, chissà da qui a vent'anni quanti ulteriori titoli piloti avrà vinto la Rossa."
Mentre pronuncia quelle parole, supera Webber appropriandosi della terza piazza, mentre Raikkonen, che vincerà l'unico titolo con la Ferrari che si è aggiunto nei vent'anni successivi, al momento ha altri pensieri, tipo quello di avvicinarsi a Fisichella.
È l'ultimo giro quando lo affianca e lo supera, andando a prendersi la vittoria. Fisichella e Alonso completano il podio, mentre vanno a punti anche Webber, Button, Coulthard, Michael e Ralf Schumacher. Klien chiude nono davanti alle Sauber di Felipe Massa e Jacques Villeneuve, mentre Barrichello è undicesimo ultimo pilota a pieni giri, ma rimontarà una posizione post-gara per una penalità assegnata al campione del mondo 1997 per il contatto che pare avere innescato l'incidente di Montoya.
Sato conclude dodicesimo, ma sarà squalificato post-gara per l'incidente con Trulli che è costato il ritiro al pilota italiano, penalità inusuale, ma che tiene conto dei danni già combinati nel corso della stagione. Recuperano una posizione Monteiro, Doornbos, Karthikeyan e Albers. Oltre ai già citati Montoya e Trulli, anche Antonio Pizzonia su Williams risulta ritirato per incidente dopo pochi giri di gara.
Il mondiale costruttori non è ancora assegnato, tutto è rimandato all'ultima gara stagionale, dove andrà alla Renault, ma durante la gara succederà un fatto destinato a entrare negli annali.
Shanghai, 16 Ottobre: no, non parlo del contatto tra Michael Schumacher e Albers nel giro di schieramento, che provocherà la partenza di entrambi con il muletto dalla pitlane.
MSC afferma: "Il muletto in effetti mi pare un mezzo adatto a uno come Albers, e non mi riferisco alla vettura di riserva."
In griglia abbiamo nell'ordine Alonso, Fisichella, Raikkonen, Button e Montoya. Si parte ed è questione di formalità: abbiamo fin dalle prime battute le Renault 1/2 e le McLaren 3/4. Il terzetto di Fisichella e delle McLaren è molto ravvicinato quando verso un terzo di gara avviene un fatto che ho menzionato decine e decine di volte. Come visibile dallo screenshot sottostante, UN TOMBINO ESCE DALLA SEDE E SI SCOPERCHIA. VIENE INQUADRATO CON FISICHELLA CHE LO SUPERA INDENNE. ARRIVA RAIKKONEN E LO SUPERA INDENNE. POI ARRIVA MONTOYA E RIDEFINISCE IL CONCETTO DI POESIA. Rimedia una foratura e precipita nelle retrovie. Più tardi sarà comunque costretto al ritiro dalla rottura del motore e magari ne approfitterà per andare a fare una partita a briscola con MSC, che invece si ritirerà per un testacoda.
Torniamo al tombino: viene messa la safety car per ripararlo, avvengono i primi pitstop, dopodiché c'è una seconda safety car a metà gara per un incidente del nostro eroe Karthikeyan, i top driver rientrano ai box, con Raikkonen che ne esce davanti a Fisichella. I due risaliranno 2/3 una volta che i piloti rimasti in pista in questo momento si fermeranno ai box, ma Giancarlo verrà penalizzato per safety car infringiment e scivolerà quarto scontando un drive through.
Alonso, Raikkonen, Ralf Schumacher: questi sono i piloti che vanno sul podio. Fisichella giunge appunto quarto e precede Klien, Massa, Webber e Button a completare la zona punti, Jenson sull'unica B.A.R. giunta al traguardo. Sato si è ritirato per un problema al cambio: la storia della British American Racing non poteva che finire con una vettura ritirata per un guasto!
Coulthard e Villeneuve completano i primi dieci, mentre seguono Monteiro, Barrichello, Pizzonia, Doornbos, Trulli e Albers.
Etichette:
##McLaren,
##Renault,
#Fernando Alonso,
#Giancarlo Fisichella,
#Juan Pablo Montoya,
#Kimi Raikkonen,
#Michael Schumacher,
#Ralf Schumacher,
#Takuma Sato
mercoledì 23 luglio 2025
GP Belgio 2005: l'ultimo punto della Jordan dopo il clamoroso incidente tra Montoya e il doppiato Pizzonia
Fino a pochi anni fa il GP del Belgio si svolgeva a fine agosto al ritorno dalla pausa estiva, anziché a fine luglio come al giorno d'oggi. È esistito, tuttavia, anche un periodo in cui il Belgio chiudeva i gran premi europei, come per esempio nel 2005, quando si è svolto l'11 settembre, una settimana più tardi rispetto al GP d'Italia.
In una giornata piovosa, con varie bandiere olandesi sulle tribune, probabilmente tifosi dei due piloti della Minardi, Christijan Albers e Robert Doornbos, le due McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Raikkonen scattavano dalla prima fila. Il terzo tempo era per la Renault di Giancarlo Fisichella, retrocesso di dieci posizioni per la sostituzione del motore, quindi in seconda fila sono partiti Jarno Trulli con la Toyota e Fernando Alonso con la Renault.
A dire il vero, aveva smesso di piovere, ma era in vigore lo status di gara bagnata quindi 1) tutti scattavano con gomme rain, 2) decadeva il divieto di cambi gomme.
I primi quattro sono rimasti invariati al via, al quinto posto si è installata la Ferrari di Michael Schumacher, poi a seguire le due B.A.R. di Takuma Sato e Jenson Button, con questo che ha tuttavia subito un sorpasso da parte di Ralf Schumacher su Toyota dopo qualche giro.
Anche Fisichella ha superato Button, ma a un quarto di gara, quando qualcuno stava già rientrando per rifornire, il pilota romano è andato a sbattere violentemente contro le barriere all'Eau Rouge, con conseguente ingresso della safety car. Chi non era rientrato ai box prima, è rientrato adesso - tutti o quasi. Michael Schumacher e Sato sono anche passati alle gomme da asciutto, salvo poi accorgersi che non era il caso e tornare ai box per mettere le gomme da bagnato.
Poi, poco dopo il restart, Sato ha tamponato Schumacher mettendo fine alla gara di entrambi. Sceso dalla macchina, Michael si è avvicinato a Takuma e ha iniziato a gesticolare, indispettito per la manovra azzardata.
JPM era ancora leader, seguito dalla Sauber di Jacques Villeneuve che non si era fermato ai box, ma in breve sopravanzato da Ralf Schumacher (che di era fermato ai box prima della safety car) e Raikkonen - si sarebbe fermato in un secondo momento.
Mentre la gara proseguiva tranquilla, contornata dal ritiro della Redbull di David Coulthard per problemi al motore, RSC si è lanciato all'inseguimento dell'ex team mate Montoya, salvo poi uscire dalla lotta per le posizioni di rilievo quando ha provato a montare le gomme da asciutto ed è stato costretto a un ulteriore pitstop per tornare sulle rain.
A tre quarti di gara o giù di lì, intanto, i McLaren Bros erano molto vicini. Montoya si è fermato ai box per l'ultima sosta prima di Raikkonen, che l'ha superato di overcut portandosi in testa con qualche secondo di vantaggio. Mentre Trulli era precipitato indietro dopo il primo stint, poi uscito per incidente, Alonso era terzo a debita distanza, prima del plot twist!
Abbiamo visto Montoya ritirato a quattro giri dalla fine, per poi scoprire che era stato speronato dalla Williams di Antonio Pizzonia, doppiato. Il doppio ritiro ha fatto sì che Alonso risalisse secondo (conservando 25 punti di vantaggio in classifica), che Button portasse a casa il gradino più basso del podio e soprattutto che capitasse un altro evento piuttosto epocale.
In quarta piazza stazionava la Williams di Mark Webber, quinta la Ferrari di Rubens Barrichello, dopodiche Jacques Villeneuve sesto e Ralf Schumacher settimo... in ottava piazza è risalito nientemeno che Tiago Monteiro - curiosamente protagonista di un contatto con Montoya da doppiato due gran premi prima in Turchia - sulla Jordan!
Per la squadra sponsorizzata "Be on edge" per camuffate un noto sponsor di tabacco è stato l'unico punto conquistato al di fuori di Indianapolis nel 2005. Dietro alla Redbull di Christian Klien e alla Sauber di Felipe Massa autore di un azzardato passaggio alle slick come quelli in precedenza menzionati, undicesima l'altra Jordan di Narain Karthikeyan, poi a seguire le Minardi di Albers e Doornbos.
In una giornata piovosa, con varie bandiere olandesi sulle tribune, probabilmente tifosi dei due piloti della Minardi, Christijan Albers e Robert Doornbos, le due McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Raikkonen scattavano dalla prima fila. Il terzo tempo era per la Renault di Giancarlo Fisichella, retrocesso di dieci posizioni per la sostituzione del motore, quindi in seconda fila sono partiti Jarno Trulli con la Toyota e Fernando Alonso con la Renault.
A dire il vero, aveva smesso di piovere, ma era in vigore lo status di gara bagnata quindi 1) tutti scattavano con gomme rain, 2) decadeva il divieto di cambi gomme.
I primi quattro sono rimasti invariati al via, al quinto posto si è installata la Ferrari di Michael Schumacher, poi a seguire le due B.A.R. di Takuma Sato e Jenson Button, con questo che ha tuttavia subito un sorpasso da parte di Ralf Schumacher su Toyota dopo qualche giro.
Anche Fisichella ha superato Button, ma a un quarto di gara, quando qualcuno stava già rientrando per rifornire, il pilota romano è andato a sbattere violentemente contro le barriere all'Eau Rouge, con conseguente ingresso della safety car. Chi non era rientrato ai box prima, è rientrato adesso - tutti o quasi. Michael Schumacher e Sato sono anche passati alle gomme da asciutto, salvo poi accorgersi che non era il caso e tornare ai box per mettere le gomme da bagnato.
Poi, poco dopo il restart, Sato ha tamponato Schumacher mettendo fine alla gara di entrambi. Sceso dalla macchina, Michael si è avvicinato a Takuma e ha iniziato a gesticolare, indispettito per la manovra azzardata.
JPM era ancora leader, seguito dalla Sauber di Jacques Villeneuve che non si era fermato ai box, ma in breve sopravanzato da Ralf Schumacher (che di era fermato ai box prima della safety car) e Raikkonen - si sarebbe fermato in un secondo momento.
Mentre la gara proseguiva tranquilla, contornata dal ritiro della Redbull di David Coulthard per problemi al motore, RSC si è lanciato all'inseguimento dell'ex team mate Montoya, salvo poi uscire dalla lotta per le posizioni di rilievo quando ha provato a montare le gomme da asciutto ed è stato costretto a un ulteriore pitstop per tornare sulle rain.
A tre quarti di gara o giù di lì, intanto, i McLaren Bros erano molto vicini. Montoya si è fermato ai box per l'ultima sosta prima di Raikkonen, che l'ha superato di overcut portandosi in testa con qualche secondo di vantaggio. Mentre Trulli era precipitato indietro dopo il primo stint, poi uscito per incidente, Alonso era terzo a debita distanza, prima del plot twist!
Abbiamo visto Montoya ritirato a quattro giri dalla fine, per poi scoprire che era stato speronato dalla Williams di Antonio Pizzonia, doppiato. Il doppio ritiro ha fatto sì che Alonso risalisse secondo (conservando 25 punti di vantaggio in classifica), che Button portasse a casa il gradino più basso del podio e soprattutto che capitasse un altro evento piuttosto epocale.
In quarta piazza stazionava la Williams di Mark Webber, quinta la Ferrari di Rubens Barrichello, dopodiche Jacques Villeneuve sesto e Ralf Schumacher settimo... in ottava piazza è risalito nientemeno che Tiago Monteiro - curiosamente protagonista di un contatto con Montoya da doppiato due gran premi prima in Turchia - sulla Jordan!
Per la squadra sponsorizzata "Be on edge" per camuffate un noto sponsor di tabacco è stato l'unico punto conquistato al di fuori di Indianapolis nel 2005. Dietro alla Redbull di Christian Klien e alla Sauber di Felipe Massa autore di un azzardato passaggio alle slick come quelli in precedenza menzionati, undicesima l'altra Jordan di Narain Karthikeyan, poi a seguire le Minardi di Albers e Doornbos.
Etichette:
##McLaren,
#Giancarlo Fisichella,
#Jarno Trulli,
#Juan Pablo Montoya,
#Kimi Raikkonen,
#Michael Schumacher,
#Takuma Sato,
#Tiago Monteiro,
F1 stagione 2005
giovedì 12 giugno 2025
GP del Canada 2005: Montoya, il semaforo della pitlane, Raikkonen vincitore e le Ferrari sui gradini più bassi del podio
12 Giugno 2005 // a Montreal si svolge il primo dei due eventi nordamericani e Jenson Button scatta dalla pole position affiancato a Michael Schumacher. Sembra una prima fila destinata a stravolgere la routine di una stagione che vede Renault e McLaren contrapposte. Tempo di una partenza, tuttavia, e il team di Enstone si trova 1/2 con Giancarlo Fisichella partito quarto leader davanti al compagno di squadra Fernando Alonso che partiva in terza piazza.
Tuttavia i due non erano destinati a fare doppietta: verso metà gara, prima Fisichella è stato costretto al ritiro da un guasto mentre Alonso scalpitava per un "Fernando is faster than you", poi Fernando ha verniciato il muro danneggiando la macchina. Le McLaren, che avevano superato Schumacher al via e overcuttato la B.A.R. di Button al momento della prima sosta, si sono ritrovate 1/2 con Juan Pablo Montoya leader davanti al compagno di squadra Kimi Raikkonen.
Montoya era stato in precedenza il pilota più vicino alle Renault ed era andato piuttosto vicino all'attaccare Alonso, prima del ritiro del leader della classifica piloti. Con gli avversari ormai fuori dai giochi, c'erano grandi prospettive alle porte per la squadra di Woking per entrambi i suoi piloti, o almeno così sembrava.
In casa B.A.R. nel frattempo Button era stabilmente in terza piazza, ma il suo compagno di squadra era stato visto rientrare ai box e ritirars-...
...
...
...no, non è andata proprio così, ma ne parleremo più tardi, perché prima è giusto parlare delle cose importanti, tipo le posizioni delle Ferrari.
Schumacher era quarto, su una pitstop window diversa da quella dei leader, mentre Rubens Barrichello partito dalla pitlane per non avere fatto un tempo in qualifica si trovava ai margini della zona punti. Se il senso di giustizia avesse prevalso, sicuramente qualcuno si sarebbe levato di mezzo per fare in modo che le Rosse vedessero la gloria del podio.
Button si è sacrificato per la causa andando a sbattere sul Wall of Champions, facendo anche entrare la safety car in corso d'opera. Proprio la safety car sarebbe stata determinante per un plot twist al quale abbiamo assistito. Raikkonen e diversi altri piloti sono infatti rientrati ai box, mentre Montoya rientrando un giro più tardi ha perso la posizione nei confronti del compagno di squadra, con Kimi divenuto leader.
Immagino possiate concordare con me che ritrovarsi secondo a contemplare il retrotreno della macchina gemella non sia il modo più eclatante di finire una gara che si stava leaderando, ma queste sono sottigliezze, c'è di peggio nella vita, tipo essere rientrati in pista quando c'era il semaforo rosso all'uscita dalla pitlane.
Per il secondo anno consecutivo, Montoya è stato squalificato dal GP del Canada, anche se nel 2004 era accaduto post-gara a lui, all'allora compagno di squadra Ralf Schumacher e a entrambi i piloti Toyota, per irregolarità tecniche. Però a Indy 2004 era stato blackflaggato in maniera controversa, quindi si è visto esporre una bandiera nera in nord-America per due anni di seguito.
La cosa che colpisce di più nelle inquadrature del momento in cui JPM è stato squalificato? Il vedere una B.A.R., segno che Sato era presente in pista, eppure lo si era visto fermarsi ai box molto tempo prima...
Non è tempo di occuparci di questa faccenda. Raikkonen è leader, Michael Schumacher secondo e per la Ferrari è alle porte un doppio podio, dopo il ritiro della Toyota di Jarno Trulli per un guasto ai freni: Barrichello si ritrova terzo, precedendo la Sauber di Felipe Massa che porta a casa la quarta piazza, la Williams di Mark Webber, la Toyota di Ralf Schumacher e le Redbull a completare la zona punti: Christian Klien è tornato al volante dopo essersi alternato in precedenza con Vitantonio Liuzzi, e chiude ottavo dietro al compagno di squadra David Coulthard.
Veniamo alla faccenda di Sato e delle qualifiche con il giro secco che si svolgevano nel 2005, al quale è verosimilmente legato il suo ritorno in pista. L'ordine d'uscita in qualifica era l'inverso dell'ordine d'arrivo dell'evento precedente e uscire dopo era meglio che uscire prima, a meno che non fosse dietro l'angolo la nuvola di Fantozzi.
Questo sistema ha fatto sì che ne venisse fuori una consuetudine a mio vedere di una tristezza infinita: a volte capitava che piloti costretti al ritiro tornassero in pista per percorrere giri, lontanissimi dalla vetta, in modo da percorrere più giri rispetto agli altri ritirati e potersi qualificare in un momento successivo rispetto a loro.
Sato sembrava quindi destinato a portarla fino al traguardo lontano millemila giri da tutto e da tutti, ma mai sottovalutare la potenza di una B.A.R.! L'abbiamo ritrovato, a cinque giri dalla fine, quando era doppiato di circa venticinque giri, ritirato con i freni in fumo.
Facendo qualche rapida ricerca sembra che Rubinho sia stato il primo pilota nella storia della Formula 1 a partire *ultimo* e a salire sul podio (purtroppo statisticamente un certo pilota che nel 1984 tagliò al terzo posto il traguardo del GP di Montecarlo si vide depennare di tutti i risultati per via della squalifica di un certo team), occorrenza che si è presentata in un numero sporadico di occasioni.
A dire il vero non è sorprendente che tutte queste occasioni risalgano agli ultimi vent'anni. Nel 2005 infatti è stata introdotta la qualifica con giro singolo, alla quale nel 2006 è subentrato il format a eliminazione. In concomitanza, sono state introdotte le retrocessioni in griglia in caso di sostituzione del motore. Queste circostanze hanno reso più plausibile vedere ultimi in griglia o top driver o piloti di centro griglia, piuttosto che l'Alex Yoong di turno.
Questo dovrebbe essere l'elenco esaustivo, qualora abbia dimenticato qualcuno segnalate:
● GP Canada 2005: Rubens Barrichello/ Ferrari - 3° posto (pitlane)
● GP Germania 2005: Juan Pablo Montoya/ McLaren - 2° posto (griglia)
● GP Bahrain 2006: Kimi Raikkonen - 3° posto (griglia) ***
● GP Australia 2009: Jarno Trulli/ Toyota (pitlane) - 3° posto
● GP Abu Dhabi 2012: Sebastian Vettel/ Redbull (griglia) - 3° posto ***
● GP Ungheria 2014: Lewis Hamilton/ Mercedes (pitlane) - 3° posto
● GP Germania 2019: Sebastian Vettel/ Ferrari (griglia) - 2° posto
● GP Brasile 2019: Carlos Sainz/ McLaren (griglia) - 3° posto
● GP Russia 2021: Max Verstappen/ Redbull (griglia) - 2° posto
*** In Bahrain 2006 e Abu Dhabi 2012 Raikkonen e Vettel erano effettivamente ultimi piloti in griglia, ma in entrambi i casi una vettura è partita dalla pitlane in extremis lasciando uno spazio vuoto sulla griglia stessa.
Tuttavia i due non erano destinati a fare doppietta: verso metà gara, prima Fisichella è stato costretto al ritiro da un guasto mentre Alonso scalpitava per un "Fernando is faster than you", poi Fernando ha verniciato il muro danneggiando la macchina. Le McLaren, che avevano superato Schumacher al via e overcuttato la B.A.R. di Button al momento della prima sosta, si sono ritrovate 1/2 con Juan Pablo Montoya leader davanti al compagno di squadra Kimi Raikkonen.
Montoya era stato in precedenza il pilota più vicino alle Renault ed era andato piuttosto vicino all'attaccare Alonso, prima del ritiro del leader della classifica piloti. Con gli avversari ormai fuori dai giochi, c'erano grandi prospettive alle porte per la squadra di Woking per entrambi i suoi piloti, o almeno così sembrava.
In casa B.A.R. nel frattempo Button era stabilmente in terza piazza, ma il suo compagno di squadra era stato visto rientrare ai box e ritirars-...
...
...
...no, non è andata proprio così, ma ne parleremo più tardi, perché prima è giusto parlare delle cose importanti, tipo le posizioni delle Ferrari.
Schumacher era quarto, su una pitstop window diversa da quella dei leader, mentre Rubens Barrichello partito dalla pitlane per non avere fatto un tempo in qualifica si trovava ai margini della zona punti. Se il senso di giustizia avesse prevalso, sicuramente qualcuno si sarebbe levato di mezzo per fare in modo che le Rosse vedessero la gloria del podio.
Button si è sacrificato per la causa andando a sbattere sul Wall of Champions, facendo anche entrare la safety car in corso d'opera. Proprio la safety car sarebbe stata determinante per un plot twist al quale abbiamo assistito. Raikkonen e diversi altri piloti sono infatti rientrati ai box, mentre Montoya rientrando un giro più tardi ha perso la posizione nei confronti del compagno di squadra, con Kimi divenuto leader.
Immagino possiate concordare con me che ritrovarsi secondo a contemplare il retrotreno della macchina gemella non sia il modo più eclatante di finire una gara che si stava leaderando, ma queste sono sottigliezze, c'è di peggio nella vita, tipo essere rientrati in pista quando c'era il semaforo rosso all'uscita dalla pitlane.
Per il secondo anno consecutivo, Montoya è stato squalificato dal GP del Canada, anche se nel 2004 era accaduto post-gara a lui, all'allora compagno di squadra Ralf Schumacher e a entrambi i piloti Toyota, per irregolarità tecniche. Però a Indy 2004 era stato blackflaggato in maniera controversa, quindi si è visto esporre una bandiera nera in nord-America per due anni di seguito.
La cosa che colpisce di più nelle inquadrature del momento in cui JPM è stato squalificato? Il vedere una B.A.R., segno che Sato era presente in pista, eppure lo si era visto fermarsi ai box molto tempo prima...
Non è tempo di occuparci di questa faccenda. Raikkonen è leader, Michael Schumacher secondo e per la Ferrari è alle porte un doppio podio, dopo il ritiro della Toyota di Jarno Trulli per un guasto ai freni: Barrichello si ritrova terzo, precedendo la Sauber di Felipe Massa che porta a casa la quarta piazza, la Williams di Mark Webber, la Toyota di Ralf Schumacher e le Redbull a completare la zona punti: Christian Klien è tornato al volante dopo essersi alternato in precedenza con Vitantonio Liuzzi, e chiude ottavo dietro al compagno di squadra David Coulthard.
Veniamo alla faccenda di Sato e delle qualifiche con il giro secco che si svolgevano nel 2005, al quale è verosimilmente legato il suo ritorno in pista. L'ordine d'uscita in qualifica era l'inverso dell'ordine d'arrivo dell'evento precedente e uscire dopo era meglio che uscire prima, a meno che non fosse dietro l'angolo la nuvola di Fantozzi.
Questo sistema ha fatto sì che ne venisse fuori una consuetudine a mio vedere di una tristezza infinita: a volte capitava che piloti costretti al ritiro tornassero in pista per percorrere giri, lontanissimi dalla vetta, in modo da percorrere più giri rispetto agli altri ritirati e potersi qualificare in un momento successivo rispetto a loro.
Sato sembrava quindi destinato a portarla fino al traguardo lontano millemila giri da tutto e da tutti, ma mai sottovalutare la potenza di una B.A.R.! L'abbiamo ritrovato, a cinque giri dalla fine, quando era doppiato di circa venticinque giri, ritirato con i freni in fumo.
Facendo qualche rapida ricerca sembra che Rubinho sia stato il primo pilota nella storia della Formula 1 a partire *ultimo* e a salire sul podio (purtroppo statisticamente un certo pilota che nel 1984 tagliò al terzo posto il traguardo del GP di Montecarlo si vide depennare di tutti i risultati per via della squalifica di un certo team), occorrenza che si è presentata in un numero sporadico di occasioni.
A dire il vero non è sorprendente che tutte queste occasioni risalgano agli ultimi vent'anni. Nel 2005 infatti è stata introdotta la qualifica con giro singolo, alla quale nel 2006 è subentrato il format a eliminazione. In concomitanza, sono state introdotte le retrocessioni in griglia in caso di sostituzione del motore. Queste circostanze hanno reso più plausibile vedere ultimi in griglia o top driver o piloti di centro griglia, piuttosto che l'Alex Yoong di turno.
Questo dovrebbe essere l'elenco esaustivo, qualora abbia dimenticato qualcuno segnalate:
● GP Canada 2005: Rubens Barrichello/ Ferrari - 3° posto (pitlane)
● GP Germania 2005: Juan Pablo Montoya/ McLaren - 2° posto (griglia)
● GP Bahrain 2006: Kimi Raikkonen - 3° posto (griglia) ***
● GP Australia 2009: Jarno Trulli/ Toyota (pitlane) - 3° posto
● GP Abu Dhabi 2012: Sebastian Vettel/ Redbull (griglia) - 3° posto ***
● GP Ungheria 2014: Lewis Hamilton/ Mercedes (pitlane) - 3° posto
● GP Germania 2019: Sebastian Vettel/ Ferrari (griglia) - 2° posto
● GP Brasile 2019: Carlos Sainz/ McLaren (griglia) - 3° posto
● GP Russia 2021: Max Verstappen/ Redbull (griglia) - 2° posto
*** In Bahrain 2006 e Abu Dhabi 2012 Raikkonen e Vettel erano effettivamente ultimi piloti in griglia, ma in entrambi i casi una vettura è partita dalla pitlane in extremis lasciando uno spazio vuoto sulla griglia stessa.
Etichette:
##Ferrari,
##Honda,
##McLaren,
##Renault,
#Fernando Alonso,
#Giancarlo Fisichella,
#Jenson Button,
#Juan Pablo Montoya,
#Kimi Raikkonen,
#Michael Schumacher,
#Rubens Barrichello,
#Takuma Sato,
F1 stagione 2005,
GP Canada
venerdì 14 marzo 2025
Vent'anni di 2005: la Renault stupisce in Australia, ma in Malesia è già conferma
In questo fine settimana si gareggia all'Albert Park, quindi mi sembra il momento migliore per iniziare a rievocare il mondiale di vent'anni fa. Correva l'anno 2005 e il mondiale di Formula 1 iniziava dal GP d'Australia, con la vittoria della Renault di Giancarlo Fisichella. Il compagno di squadra Fernando Alonso, scattato dalla tredicesima piazza, ha concluso invece la gara sul gradino più alto del podio. Sicuramente un buon biglietto da visita per la Renault, bisognava vedere soltanto se se sarebbe riuscita a ripetersi. Due settimane più tardi, sarà Alonso a imporsi a Sepang, esame superato, direi!
AUSTRALIA: la stagione di vent'anni fa è iniziata con due grossi cambiamenti. Uno di questi è stata la qualifica con tentativo singolo, con ordine di uscita dei piloti basato sulla gara precedente (in questo caso GP del Brasile 2004), un sistema che avrebbe provocato griglie creative in caso di condizioni meteo variabili. Un altro enorme cambiamento è stato il divieto di cambi gomme in gara (eccetto la singola gomma, in caso di foratura), che ha portato gli equilibri verso le squadre gommate Michelin.
La prima fila è stata tutta italiana, con la Toyota di Jarno Trulli in seconda piazza ad affiancare la Renault di Fisichella. Mark Webber su Williams e Jacques Villeneuve su Sauber erano terzo e quarto, mentre in terza fila vi erano due sorprendenti Redbull, guidate da David Coulthard e Christian Klien. Per la scuderia "bibitara" era l'esordio in Formula 1 dopo essere succeduta alla Jaguar. Il mascellone scozzese, addirittura, al via - attardato da un aborted start perché Kimi Raikkonen aveva stallato in griglia - si è procacciato la terza posizione, davanti alle Williams di Webber e del compagno di squadra Nick Heidfeld.
Nel primo stint c'è stato un 1/2 tutto italiano, ma Trulli è stato in seguito attardato da problemi di passo gara. Rubens Barrichello, partito appena fuori dalla top-ten, è riuscito a risalire fino alle zone che contavano, installandosi in uno stabile secondo posto. È stata l'unica nota positiva in un weekend complicato per la Ferrari, unico top-team gommato Bridgestone. Partito dalle retrovie dopo una sostituzione del motore, Michael Schumacher non ha terminato la gara, protagonista di un incidente con Heidfeld che è costato il ritiro a entrambi.
Ricordate le B.A.R.? Ricordate che nella gara precedente erano rientrate ai box per potere cambiare motore? La cosa non ha avuto grandi frutti, sono usciti di scena sia Button sia Anthony Davidson, questo con tanto di fiamme dal retrotreno. Già presente in griglia per due eventi del 2002, con la Minardi, quando aveva sostituito Alex Yoong, stavolta è stato chiamato a gareggiare al posto di Sato, al quale i medici hanno sconsigliato di gareggiare a causa di sintomi influenzali.
L'ultimo ritirato della gara è stato Barrichello per un problema tecnico. La Ferrari stavolta ha raccolto ancora meno che in Australia, con Michael Schumacher soltanto settimo. Il terzetto Alonso/ Trulli/ Heidfeld è andato a podio, con Montoya e Ralf Schumacher a completare la top-5. Le Redbull hanno concluso ancora una volta entrambe a punti, con Coulthard e Klien sesto e ottavo. Fuori dai punti si sono classificati Raikkonen, che si trovava in bassa top-8 quando aveva forato, Massa, Karthikeyan, Monteiro e Albers.
AUSTRALIA: la stagione di vent'anni fa è iniziata con due grossi cambiamenti. Uno di questi è stata la qualifica con tentativo singolo, con ordine di uscita dei piloti basato sulla gara precedente (in questo caso GP del Brasile 2004), un sistema che avrebbe provocato griglie creative in caso di condizioni meteo variabili. Un altro enorme cambiamento è stato il divieto di cambi gomme in gara (eccetto la singola gomma, in caso di foratura), che ha portato gli equilibri verso le squadre gommate Michelin.
La prima fila è stata tutta italiana, con la Toyota di Jarno Trulli in seconda piazza ad affiancare la Renault di Fisichella. Mark Webber su Williams e Jacques Villeneuve su Sauber erano terzo e quarto, mentre in terza fila vi erano due sorprendenti Redbull, guidate da David Coulthard e Christian Klien. Per la scuderia "bibitara" era l'esordio in Formula 1 dopo essere succeduta alla Jaguar. Il mascellone scozzese, addirittura, al via - attardato da un aborted start perché Kimi Raikkonen aveva stallato in griglia - si è procacciato la terza posizione, davanti alle Williams di Webber e del compagno di squadra Nick Heidfeld.
Nel primo stint c'è stato un 1/2 tutto italiano, ma Trulli è stato in seguito attardato da problemi di passo gara. Rubens Barrichello, partito appena fuori dalla top-ten, è riuscito a risalire fino alle zone che contavano, installandosi in uno stabile secondo posto. È stata l'unica nota positiva in un weekend complicato per la Ferrari, unico top-team gommato Bridgestone. Partito dalle retrovie dopo una sostituzione del motore, Michael Schumacher non ha terminato la gara, protagonista di un incidente con Heidfeld che è costato il ritiro a entrambi.
Con Alonso risalito terzo, Coulthard ha mantenuto almeno il quarto posto, dopo essersi tenuto dietro per tutta la gara Webber. Klien ha portato a casa un ottimo risultato, giungendo settimo alle spalle di Juan Pablo Montoya alla prima apparizione su McLaren. La zona punti è stata completata dall'altra McLaren, quella di Raikkonen. Trulli ha concluso nono, fuori dai punti, mentre la top-ten è stata chiusa dalla Sauber di Felipe Massa. I rispettivi compagni di squadra Ralf Schumacher e Villeneuve hanno chiuso 12/13, con Platinum Jacques sprofondato dopo l'ottim qualifica.
Le due B.A.R. di Jenson Button e Takuma Sato si sono ritirate entrambe a un giro dalla fine, classificate 11° e 14° senza variazioni rispetto alla posizione che occupavano in precedenza, per aggirare la regola che obbligava a usare lo stesso motore per due eventi, a meno che non ci si ritrasse. Dietro a costoro sono giunte le Jordan di Narain Karthikeyan e Tiago Monteiro, nonché la Minardi di Patrick Friesacher. Christijan Albers, compagno di squadra di costui, era stato invece il primo dei ritirati a causa di un guasto.
MALESIA: due settimane dopo, Alonso ha conquistato la pole davanti a Trulli e a Fisichella, seguiti da Webber, Ralf Schumacher, Raikkonen e, ancora una volta, due ottime Redbull con Klien e Coulthard affiancati in quarta fila. Le primissime posizioni sono rimaste invariate, mentre le "lattine" hanno perso una posizione o due nelle prime fasi della gara.
Alonso ha fatto gara a sé staccando Trulli, mentre Fisichella era terzo seguito da Webber. A due terzi di gara, tuttavia, i due sono stati coinvolti in un incidente che ha messo out tutti e due, mentre Heidfeld ha approfittato del fatto per risalire sul gradino più basso del podio. Fisichella e Webber sono andati ad aggiungersi a un nutrito gruppo di ritirati, che includeva Friesacher per un'uscita di pista nelle prime fasi, così come Villeneuve dopo un testacoda in corso d'opera. L'apoteosi, tuttavia, la si è raggiunta in occasione del terzo giro, quando due compagni di squadra sono stati abbandonati dal motore nello stesso giro!
Le due B.A.R. di Jenson Button e Takuma Sato si sono ritirate entrambe a un giro dalla fine, classificate 11° e 14° senza variazioni rispetto alla posizione che occupavano in precedenza, per aggirare la regola che obbligava a usare lo stesso motore per due eventi, a meno che non ci si ritrasse. Dietro a costoro sono giunte le Jordan di Narain Karthikeyan e Tiago Monteiro, nonché la Minardi di Patrick Friesacher. Christijan Albers, compagno di squadra di costui, era stato invece il primo dei ritirati a causa di un guasto.
MALESIA: due settimane dopo, Alonso ha conquistato la pole davanti a Trulli e a Fisichella, seguiti da Webber, Ralf Schumacher, Raikkonen e, ancora una volta, due ottime Redbull con Klien e Coulthard affiancati in quarta fila. Le primissime posizioni sono rimaste invariate, mentre le "lattine" hanno perso una posizione o due nelle prime fasi della gara.
Alonso ha fatto gara a sé staccando Trulli, mentre Fisichella era terzo seguito da Webber. A due terzi di gara, tuttavia, i due sono stati coinvolti in un incidente che ha messo out tutti e due, mentre Heidfeld ha approfittato del fatto per risalire sul gradino più basso del podio. Fisichella e Webber sono andati ad aggiungersi a un nutrito gruppo di ritirati, che includeva Friesacher per un'uscita di pista nelle prime fasi, così come Villeneuve dopo un testacoda in corso d'opera. L'apoteosi, tuttavia, la si è raggiunta in occasione del terzo giro, quando due compagni di squadra sono stati abbandonati dal motore nello stesso giro!
Ricordate le B.A.R.? Ricordate che nella gara precedente erano rientrate ai box per potere cambiare motore? La cosa non ha avuto grandi frutti, sono usciti di scena sia Button sia Anthony Davidson, questo con tanto di fiamme dal retrotreno. Già presente in griglia per due eventi del 2002, con la Minardi, quando aveva sostituito Alex Yoong, stavolta è stato chiamato a gareggiare al posto di Sato, al quale i medici hanno sconsigliato di gareggiare a causa di sintomi influenzali.
L'ultimo ritirato della gara è stato Barrichello per un problema tecnico. La Ferrari stavolta ha raccolto ancora meno che in Australia, con Michael Schumacher soltanto settimo. Il terzetto Alonso/ Trulli/ Heidfeld è andato a podio, con Montoya e Ralf Schumacher a completare la top-5. Le Redbull hanno concluso ancora una volta entrambe a punti, con Coulthard e Klien sesto e ottavo. Fuori dai punti si sono classificati Raikkonen, che si trovava in bassa top-8 quando aveva forato, Massa, Karthikeyan, Monteiro e Albers.
Etichette:
##Honda,
##Redbull,
##Renault,
#Christian Klien,
#David Coulthard,
#Fernando Alonso,
#Giancarlo Fisichella,
#Jarno Trulli,
F1 stagione 2005,
GP Australia,
GP Malesia
domenica 26 marzo 2023
25 anni dopo: 1998 (CAN, FRA, GBR, AUT), un mondiale riaperto
Oggi parliamo di come il mondiale 1998, che inizialmente sembrava saldamente nelle mani della McLaren, sia arrivato a un punto di svolta. Dobbiamo iniziare dal Canada, gara in cui David Coulthard e Mika Hakkinen erano 1/2 sulla griglia, precedendo Michael Schumacher. La gara è iniziata con vari gabbiani immortalati mentre si alzavano in volo allo start, poi si è alzata in volo - in una partenza resa caotica dalla Jordan di Ralf Schumacher che si è spenta sulla griglia - anche la Benetton di Alex Wurz, dopo un contatto con la Sauber di Jean Alesi. Sono stati coinvolti a vario titolo anche il compagno di squadra di quest'ultimo, Johnny Herbert, e Jarno Trulli sulla Prost. Illeso dopo il cappottamento, Wurz è corso ai box per prendere parte al restart con il muletto, visto che la gara è stata redflaggata. Michael Schumacher, che si era inserito secondo tra le due McLaren, ha quindi visto svanire gli effetti della sua partenza.
Il restart è stato ugualmente caotico e in gran parte con gli stessi protagonisti: Ralf Schumacher stavolta ha fatto una sbinnata, pare abbia coinvolto a qualche titolo la new entry Eddie Irvine, mentre la Arrows di Mika Salo, altra new entry, tagliava per i prati per evitare il caos. Salo è poi rientrato in pista cozzando contro Wurz, che è finito contro Trulli il quale ha sbattuto violentemente sulla vettura di Alesi. Nel frattempo per i fatti loro due piloti si erano fermati per guasti: uno è Mika Hakkinen, la cui vettura è partita al rallenty per un problema al cambio, l'altro era Tora Takagi sulla Tyrrell. In sintesi: ritirati Hakkinen, Ralf Schumacher, Alesi, Trulli e Takagi, il tutto mentre dopo avere tentato di insidiare Michael Schumacher, la Benetton di Giancarlo Fisichella stazionava al terzo posto davanti alle Williams di Jacques Villeneuve e Heinz-Harald Frentzen. Irvine intanto aveva una foratura.
C'è stata solo safety car, al restart Coulthard e Schumacher sono rimasti 1/2, molto vicini, mentre le Stewart di Rubens Barrichello e Jan Magnussen, così come la Jordan di Damon Hill, cercavano di non rendere la vita troppo semplice alle Williams. Barrichello e Hill erano i due che più riuscivano in questo intento. Tutto è proseguito in relativa tranquillità finché la Arrows di Pedro Diniz non è partita in testacoda. Il pilota, tornato in pista dopo un giro per i prati, ha portato quantitativi vistosi di sporcizia sul tracciato, al punto da rendere necessario l'ingresso della safety car per fare pulizia. Al restart Coulthard era ancora in testa, ma poco dopo (circa a un quarto di gara) la sua vettura ha dato forfait. Schumacher ne ha ereditato la leadership, con Fisichella secondo. La safety car, comunque, è tornata quasi subito, per due diversi incidenti, di Salo e di Herbert.
Schumacher, su una strategia a due soste, è rientrato ai box, così come Barrichello. Gli altri piloti sono rimasti in pista. Michael è uscito dalla pitlane tagliando abbondantemente la strada a Frentzen, il quale è partito in testacoda, costretto al ritiro. Frattanto Fisichella era in testa, ma al restart Villeneuve ha tentato il sorpasso, finendo con le ruote sull'erba, tentando di rimettersi in carreggiata e venendo frattanto speronato dalla Minardi di Esteban Tuero. Schumacher frattanto si è ritrovato secondo e si è lanciato all'inseguimento di Fisichella. Molto più veloce della Benetton, ha dovuto accontentarsi di contemplarne il retrotreno con la consapevolezza che entrambi avevano ancora una sosta da effettuare. Poi, per la faccenda di Frentzen, la direzione gara ha scagliato addosso a Schumacher uno stop and go: è tornato in pista terzo.
Secondo c'era al momento Hill che nel comparire Schumacher negli specchietti ha deciso che tenersi quel secondo posto era questione di vita o di morte. Dopo avere lottato strenuamente per la piazza poi perduta, si è fermato ai box: per i piloti su una sosta sola era più o meno il momento di fermarsi. Purtroppo per lui non era destinato a inseguire il podio, ma a un ritiro di lì a poco. Era in buona compagnia, dato che Olivier Panis, sulla Prost, ha abbandonato la gara in quei frangenti, per un cedimento che l'ha fatto finire fuori pista. Schumacher con pista libera era molto più veloce di Fisichella che poi è rientrato e, in sintesi, quando poi si è fermato a sua volta ha fatto overcut, per pochissimo, mantenendo la prima posizione inizialmente per un soffio, ma poi allungando. Purtroppo Fisichella avrebbe dovuto attendere ancora molti anni prima di vincere un gran premio.
Schumacher, Fisichella, Irvine, Wurz e le Stewart a punti, in una gara con molti colpi di scena e, dopo il ritiro anche di Tuero, solo dieci piloti al traguardo. Attardato di vari giri dopo l'incidente con Tuero, Platinum Jacques ha chiuso proprio decimo, preceduto anche dalla Minardi di Shinji Nakano, dalla Tyrrell di Ricardo Rosset e dalla Arrows di Pedro Diniz. JMag, sesto dietro a Barrichello, ha fatto una performance convincente a detta di Murray Walker (sempre grande gufatore), utile quando il suo volante per il 1999 era in bilico: non solo per il 1999 si sarebbe scoperto, dato che Jos Verstappen sarebbe stato al volante di quella vettura a Magny Cours. A proposito, proprio la Stewart di JVes, ferma sulla griglia, ha provocato un aborted start al GP di Francia. Partito bene dalla pole al primo tentativo, Hakkinen ha sbagliato la seconda partenza, venendo trollato dalle Ferrari di Schumacher e Irvine.
Proprio tentando l'attacco su Irvine, Hakkinen è finito in testacoda perdendo una posizione a vantaggio di Coulthard. Solo un problema al riforninento per il compagno di squadra (rimasto fermo a lungo non è entrata benzina ed è dovuto tornare ai box subito dopo) ha rimesso Mika in terza posizione. Mentre Schumacher faceva gara a sé andando a vincere per la seconda volta di fila, Irvine e Hakkinen si sono ritrovati a duellare nel finale, con Irvine che ha mantenuto la seconda posizione, con il finlandese terzo. Era dal 1990 che la Ferrari non faceva doppietta. Villeneuve ha chiuso quarto, mentre Wurz uscito indenne da un contatto con Ralf Schumacher (avvenuto più o meno in concomitanza con il ritiro di Hill per un guasto, ancora iella per la Jordan) è giunto quinto. Superato Alesi a un giro dalla fine, Coulthard ha portato a casa il punto della sesta piazza.
Ci spostiamo a questo punto in Gran Bretagna a Silverstone, per un episodio destinato a passare alla storia: Michael Schumacher vi ha vinto il gran premio tagliando il traguardo dalla pitlane mentre andava a scontare uno stop and go. Com'è stato possibile tutto ciò? Mi verrebbe da dire a causa di un regolamento fatto alla cazzum e ancora alla cazzum applicato, ma tutto inizia dalle basi e prima dobbiamo andare a scoprire come Schumacher, partito secondo e poi finito in breve tempo terzo dietro alle due McLaren dopo il sorpasso subito da Coulthard, si trovasse in testa. Gli Hakkoulthard sono stati di fatto 1/2, in una gara iniziata con poche gocce e proseguita con molta più pioggia, e lo erano anche dopo la prima sosta, almeno finché David, come già diversi piloti, è finito in testacoda sulla pista bagnata ed è stato costretto al ritiro, lasciando Schumacher secondo.
Dopo la seconda sosta Hakkinen ha fatto un testacoda, ma il vantaggio abissale gli ha permesso di rimanere in testa alla gara, vantaggio tuttavia azzerato da una safety car entrata a causa del peggiorare delle condizioni meteo. Dopo il restart Hakkinen ha messo le ruote sull'erba e Schumacher è passato in testa dove è rimasto indisturbato finché non gli è stato comunicato uno stop and go per avere doppiato Wurz sotto bandiere gialle al 43° giro. Ne erano passati quindici di cui vari dietro safety car, quindi qualcosa come minimo mezz'ora. C'erano inoltre tre giri di tempo per scontare la penalità e due e mezzo ancora da completare (da cui il surreale stop and go scontato prima del giro d'onore). In sintesi: 1) la penalità è stata comunicata "fuori tempo massimo", 2) a quel punto avrebbe dovuto essere applicata più ragionevolmente una irragionevole penalità post-gara.
Perché irragionevole penalità post-gara? Essenzialmente perché in tal caso la penalità era dieci secondi aggiunti al suo tempo. Quindi in questo specifico caso avendo Schumacher vinto con 20+ secondi su Hakkinen si sarebbe in tal caso ritrovato vincitore con 10+ secondi su Hakkinen, che sarebbe stata una penalità molto più leggera che scontare uno stop and go a gara in corso, a cui si sarebbe aggiunto anche il tempo del passaggio in pitlane. Di conseguenza in regolamento prevedeva che a seconda che mancassero più o meno di tre giri alla fine della gara quando venivano assegnati dieci secondi di penalità a un pilota, la penalità sarebbe stata completamente diversa. Se queste erano le basi di partenza, non c'era da sorprendersi troppo che si sia arrivati a un simile caos. E il caos regnava anche al parc fermé, dove non era chiaro cosa fosse successo. Michael Schumacher è stato comunque dichiarato vincitore.
Hakkinen, secondo al traguardo... più o meno perché di fatto sotto la bandiera a scacchi è stato il primo a passare, si è ritrovato con due punti di margine in classifica, precedendo Irvine. La Benetton ha fatto 4/5 con Wurz e Fisichella mentre la Jordan - dopo un incidente di Hill - ha visto il primo punto stagionale per opera di Ralf Schumacher, il quale si è imbucato al parc fermé per recarsi al cospetto del fratello, tre volte vincitore negli ultimi tre gran premi. Per Hakkinen nel frattempo non c'era altro da fare che sperare di potersi riappropriare del gradino più alto del podio nel successivo evento a Zeltweg. Il duo Fisichella/ Alesi, che in Austria si è procacciato la prima fila, ovviamente sperava che non andasse a finire così, ma penso possiate immaginare come funzionano le cose per gli outsider che fanno risultati altisonanti al sabato. Esatto, una volta giunta la domenica, Hakkinen si è preso subito la testa della gara.
Ci sono stati due contatti nel frattempo nelle retrovie e in uno di questi è finito coinvolto anche Coulthard, precipitato praticamente ultimo (era partito 14°, qualifica bagnata con risultati strani). È stata mandata in pista la safety car, con Hakkinen e M.Schumacher 1/2 e Fisichella terzo, con Alesi che aveva perso qualche posizione. Uscito perdente da un duello con Hakkinen, Schumacher ha perso anche la seconda piazza a vantaggio di Fisichella, per poi recuperarla dopo un giro. Per tutta la durata del primo stint è rimasto secondo, ma il suo primo stint è finito anzitempo, rompendo l'ala anteriore durante un'escursione per i campi di Zeltweg è stato costretto a rientrare. Fisichella è quindi risalito secondo, ma uscito dai box dopo il rifornimento si è ritrovato a duellare ruota contro ruota con Alesi, con contatto e ritiro per entrambi. Frattanto procedeva la rimonta di Coulthard.
Non una rimonta da poco: era spesso il più veloce in pista e a soste ultimate si è ritrovato secondo, l'intento di fare doppietta con il compagno di squadra, cosa che in effetti sarebbe accaduta. Irvine al momento era terzo, mentre i fratelli Schumacher duellavano per la quarta posizione. Michael alla fine ne è uscito vincente e si è lanciato all'inseguimento di Irvine. Quel giorno, naturalmente, Irvine è arrivato quarto, prendendosela abbastanza comoda, mentre Schumacher adesso in classifica pagava un gap di otto punti da Hakkinen. Ralf ha terminato la gara in quinta posizione, niente male per la Jordan, e per quanto sia giunto senza punti - sesto Villeneuve - Hill ha potuto consolarsi con un settimo posto che visto l'andazzo era tutt'altro che scontato. Ancora a quota zero in classifica, presto avrebbe visto a sua volta i punti...
Il restart è stato ugualmente caotico e in gran parte con gli stessi protagonisti: Ralf Schumacher stavolta ha fatto una sbinnata, pare abbia coinvolto a qualche titolo la new entry Eddie Irvine, mentre la Arrows di Mika Salo, altra new entry, tagliava per i prati per evitare il caos. Salo è poi rientrato in pista cozzando contro Wurz, che è finito contro Trulli il quale ha sbattuto violentemente sulla vettura di Alesi. Nel frattempo per i fatti loro due piloti si erano fermati per guasti: uno è Mika Hakkinen, la cui vettura è partita al rallenty per un problema al cambio, l'altro era Tora Takagi sulla Tyrrell. In sintesi: ritirati Hakkinen, Ralf Schumacher, Alesi, Trulli e Takagi, il tutto mentre dopo avere tentato di insidiare Michael Schumacher, la Benetton di Giancarlo Fisichella stazionava al terzo posto davanti alle Williams di Jacques Villeneuve e Heinz-Harald Frentzen. Irvine intanto aveva una foratura.
C'è stata solo safety car, al restart Coulthard e Schumacher sono rimasti 1/2, molto vicini, mentre le Stewart di Rubens Barrichello e Jan Magnussen, così come la Jordan di Damon Hill, cercavano di non rendere la vita troppo semplice alle Williams. Barrichello e Hill erano i due che più riuscivano in questo intento. Tutto è proseguito in relativa tranquillità finché la Arrows di Pedro Diniz non è partita in testacoda. Il pilota, tornato in pista dopo un giro per i prati, ha portato quantitativi vistosi di sporcizia sul tracciato, al punto da rendere necessario l'ingresso della safety car per fare pulizia. Al restart Coulthard era ancora in testa, ma poco dopo (circa a un quarto di gara) la sua vettura ha dato forfait. Schumacher ne ha ereditato la leadership, con Fisichella secondo. La safety car, comunque, è tornata quasi subito, per due diversi incidenti, di Salo e di Herbert.
Schumacher, su una strategia a due soste, è rientrato ai box, così come Barrichello. Gli altri piloti sono rimasti in pista. Michael è uscito dalla pitlane tagliando abbondantemente la strada a Frentzen, il quale è partito in testacoda, costretto al ritiro. Frattanto Fisichella era in testa, ma al restart Villeneuve ha tentato il sorpasso, finendo con le ruote sull'erba, tentando di rimettersi in carreggiata e venendo frattanto speronato dalla Minardi di Esteban Tuero. Schumacher frattanto si è ritrovato secondo e si è lanciato all'inseguimento di Fisichella. Molto più veloce della Benetton, ha dovuto accontentarsi di contemplarne il retrotreno con la consapevolezza che entrambi avevano ancora una sosta da effettuare. Poi, per la faccenda di Frentzen, la direzione gara ha scagliato addosso a Schumacher uno stop and go: è tornato in pista terzo.
Secondo c'era al momento Hill che nel comparire Schumacher negli specchietti ha deciso che tenersi quel secondo posto era questione di vita o di morte. Dopo avere lottato strenuamente per la piazza poi perduta, si è fermato ai box: per i piloti su una sosta sola era più o meno il momento di fermarsi. Purtroppo per lui non era destinato a inseguire il podio, ma a un ritiro di lì a poco. Era in buona compagnia, dato che Olivier Panis, sulla Prost, ha abbandonato la gara in quei frangenti, per un cedimento che l'ha fatto finire fuori pista. Schumacher con pista libera era molto più veloce di Fisichella che poi è rientrato e, in sintesi, quando poi si è fermato a sua volta ha fatto overcut, per pochissimo, mantenendo la prima posizione inizialmente per un soffio, ma poi allungando. Purtroppo Fisichella avrebbe dovuto attendere ancora molti anni prima di vincere un gran premio.
Schumacher, Fisichella, Irvine, Wurz e le Stewart a punti, in una gara con molti colpi di scena e, dopo il ritiro anche di Tuero, solo dieci piloti al traguardo. Attardato di vari giri dopo l'incidente con Tuero, Platinum Jacques ha chiuso proprio decimo, preceduto anche dalla Minardi di Shinji Nakano, dalla Tyrrell di Ricardo Rosset e dalla Arrows di Pedro Diniz. JMag, sesto dietro a Barrichello, ha fatto una performance convincente a detta di Murray Walker (sempre grande gufatore), utile quando il suo volante per il 1999 era in bilico: non solo per il 1999 si sarebbe scoperto, dato che Jos Verstappen sarebbe stato al volante di quella vettura a Magny Cours. A proposito, proprio la Stewart di JVes, ferma sulla griglia, ha provocato un aborted start al GP di Francia. Partito bene dalla pole al primo tentativo, Hakkinen ha sbagliato la seconda partenza, venendo trollato dalle Ferrari di Schumacher e Irvine.
Proprio tentando l'attacco su Irvine, Hakkinen è finito in testacoda perdendo una posizione a vantaggio di Coulthard. Solo un problema al riforninento per il compagno di squadra (rimasto fermo a lungo non è entrata benzina ed è dovuto tornare ai box subito dopo) ha rimesso Mika in terza posizione. Mentre Schumacher faceva gara a sé andando a vincere per la seconda volta di fila, Irvine e Hakkinen si sono ritrovati a duellare nel finale, con Irvine che ha mantenuto la seconda posizione, con il finlandese terzo. Era dal 1990 che la Ferrari non faceva doppietta. Villeneuve ha chiuso quarto, mentre Wurz uscito indenne da un contatto con Ralf Schumacher (avvenuto più o meno in concomitanza con il ritiro di Hill per un guasto, ancora iella per la Jordan) è giunto quinto. Superato Alesi a un giro dalla fine, Coulthard ha portato a casa il punto della sesta piazza.
Ci spostiamo a questo punto in Gran Bretagna a Silverstone, per un episodio destinato a passare alla storia: Michael Schumacher vi ha vinto il gran premio tagliando il traguardo dalla pitlane mentre andava a scontare uno stop and go. Com'è stato possibile tutto ciò? Mi verrebbe da dire a causa di un regolamento fatto alla cazzum e ancora alla cazzum applicato, ma tutto inizia dalle basi e prima dobbiamo andare a scoprire come Schumacher, partito secondo e poi finito in breve tempo terzo dietro alle due McLaren dopo il sorpasso subito da Coulthard, si trovasse in testa. Gli Hakkoulthard sono stati di fatto 1/2, in una gara iniziata con poche gocce e proseguita con molta più pioggia, e lo erano anche dopo la prima sosta, almeno finché David, come già diversi piloti, è finito in testacoda sulla pista bagnata ed è stato costretto al ritiro, lasciando Schumacher secondo.
Dopo la seconda sosta Hakkinen ha fatto un testacoda, ma il vantaggio abissale gli ha permesso di rimanere in testa alla gara, vantaggio tuttavia azzerato da una safety car entrata a causa del peggiorare delle condizioni meteo. Dopo il restart Hakkinen ha messo le ruote sull'erba e Schumacher è passato in testa dove è rimasto indisturbato finché non gli è stato comunicato uno stop and go per avere doppiato Wurz sotto bandiere gialle al 43° giro. Ne erano passati quindici di cui vari dietro safety car, quindi qualcosa come minimo mezz'ora. C'erano inoltre tre giri di tempo per scontare la penalità e due e mezzo ancora da completare (da cui il surreale stop and go scontato prima del giro d'onore). In sintesi: 1) la penalità è stata comunicata "fuori tempo massimo", 2) a quel punto avrebbe dovuto essere applicata più ragionevolmente una irragionevole penalità post-gara.
Perché irragionevole penalità post-gara? Essenzialmente perché in tal caso la penalità era dieci secondi aggiunti al suo tempo. Quindi in questo specifico caso avendo Schumacher vinto con 20+ secondi su Hakkinen si sarebbe in tal caso ritrovato vincitore con 10+ secondi su Hakkinen, che sarebbe stata una penalità molto più leggera che scontare uno stop and go a gara in corso, a cui si sarebbe aggiunto anche il tempo del passaggio in pitlane. Di conseguenza in regolamento prevedeva che a seconda che mancassero più o meno di tre giri alla fine della gara quando venivano assegnati dieci secondi di penalità a un pilota, la penalità sarebbe stata completamente diversa. Se queste erano le basi di partenza, non c'era da sorprendersi troppo che si sia arrivati a un simile caos. E il caos regnava anche al parc fermé, dove non era chiaro cosa fosse successo. Michael Schumacher è stato comunque dichiarato vincitore.
Hakkinen, secondo al traguardo... più o meno perché di fatto sotto la bandiera a scacchi è stato il primo a passare, si è ritrovato con due punti di margine in classifica, precedendo Irvine. La Benetton ha fatto 4/5 con Wurz e Fisichella mentre la Jordan - dopo un incidente di Hill - ha visto il primo punto stagionale per opera di Ralf Schumacher, il quale si è imbucato al parc fermé per recarsi al cospetto del fratello, tre volte vincitore negli ultimi tre gran premi. Per Hakkinen nel frattempo non c'era altro da fare che sperare di potersi riappropriare del gradino più alto del podio nel successivo evento a Zeltweg. Il duo Fisichella/ Alesi, che in Austria si è procacciato la prima fila, ovviamente sperava che non andasse a finire così, ma penso possiate immaginare come funzionano le cose per gli outsider che fanno risultati altisonanti al sabato. Esatto, una volta giunta la domenica, Hakkinen si è preso subito la testa della gara.
Ci sono stati due contatti nel frattempo nelle retrovie e in uno di questi è finito coinvolto anche Coulthard, precipitato praticamente ultimo (era partito 14°, qualifica bagnata con risultati strani). È stata mandata in pista la safety car, con Hakkinen e M.Schumacher 1/2 e Fisichella terzo, con Alesi che aveva perso qualche posizione. Uscito perdente da un duello con Hakkinen, Schumacher ha perso anche la seconda piazza a vantaggio di Fisichella, per poi recuperarla dopo un giro. Per tutta la durata del primo stint è rimasto secondo, ma il suo primo stint è finito anzitempo, rompendo l'ala anteriore durante un'escursione per i campi di Zeltweg è stato costretto a rientrare. Fisichella è quindi risalito secondo, ma uscito dai box dopo il rifornimento si è ritrovato a duellare ruota contro ruota con Alesi, con contatto e ritiro per entrambi. Frattanto procedeva la rimonta di Coulthard.
Non una rimonta da poco: era spesso il più veloce in pista e a soste ultimate si è ritrovato secondo, l'intento di fare doppietta con il compagno di squadra, cosa che in effetti sarebbe accaduta. Irvine al momento era terzo, mentre i fratelli Schumacher duellavano per la quarta posizione. Michael alla fine ne è uscito vincente e si è lanciato all'inseguimento di Irvine. Quel giorno, naturalmente, Irvine è arrivato quarto, prendendosela abbastanza comoda, mentre Schumacher adesso in classifica pagava un gap di otto punti da Hakkinen. Ralf ha terminato la gara in quinta posizione, niente male per la Jordan, e per quanto sia giunto senza punti - sesto Villeneuve - Hill ha potuto consolarsi con un settimo posto che visto l'andazzo era tutt'altro che scontato. Ancora a quota zero in classifica, presto avrebbe visto a sua volta i punti...
giovedì 15 dicembre 2022
Fisichella di nuovo su una monoposto: l'esordio in S5000
In questa giornata facciamo un piccolo viaggio all'inizio del mese, quando Giancarlo Fisichella ha fatto il proprio ritorno al volante di una monoposto, nello specifico una di Formula S5000 campionato australiano nel quale doveva debuttare a Melbourne nel 2020, per un evento di contorno di quel gran premio di Formula 1 che poi venne annullato per emergenza coronavirus nella notte che precedeva le prove libere. In questo post, quindi, andiamo a scoprire non solo come sia andato l'evento one-off di Fisichella, ma anche e soprattutto cosa sia capitato nella stagione. Questo non prima di avervi fatto notare che nello screenshot si vede un like di Ian Silvestrin: era quel famoso telecronista di Formula Regional (quella serie con poche vetture poi fusa alla Formula Renault per divenire Formula Regional by Alpine) che chiamava Gianluca Petecof "the boy from Brasil", Pierre-Louis Chovet "PLC" ma uma volta si è superato chiamando Emidio Pesce nientemeno che "Emidio the fish", sicuramente il soprannome più pittoresco della breve storia del campionato.
Innanzi tutto, specifichiamo che il vero e proprio campionato australiano di S5000 2022 si è svolto tra febbraio e giugno: un totale di cinque eventi composti da tre gare ciascuno, di cui l'ultima è considerata il main event. Vincitore di due main event e di altre tre gare, il titolo se l'è aggiudicato lo stesso pilota che aveva vinto il campionato 2021. Si tratta di Joey Mawson, i cui primi anni di carriera sulle monoposto sono stati caratterizzati dal fatto di ritrovarsi a tu per tu con Mick Schumacher e batterlo costantemente. I due sono anche approdati insieme in Formula 3 Europea, nell'ormai lontano 2017, ottenendo risultati alquanto deludenti. Poi Mawson è passato a random in GP3 mandando in vacca la propria possibilità di arrivare in alto, Schumacher è rimasto in EuroF3 vincendo il campionato e avviandosi verso una carriera junior di discreto successo, insomma, quel tipo di carriera che permette di arrivare in Formula 1 e farci un paio di stagioni prima di essere messo alla porta, lusso che Mawson non ha avuto.
James Golding e Cooper Webster si sono classificati secondo e terzo nel campionato, vincendo rispettivamente solo una e due gare "non main". Le tre main race vacanti se le sono aggiudicate una Tim Macrow, quarto in classifica, e due Aaron Cameron, approdato nel campionato a partire dal terzo evento della stagione. Le vetture di S5000 sono state poi utilizzate anche per la Tasman Series, che si è svolta in due eventi uno in ottobre e l'altro in dicembre, sempre con un format a tre gare e alla quale hanno partecipato anche alcuni dei piloti sopra citati (ma non Golding). L'evento di ottobre è stato dominato da Nathan Herne, che non prendeva parte alla Formula S5000, e che ha vinto anche una gara non main del successivo evento ad Adelaide. Webster si è classificato secondo in questa serie, mentre Mawson ha dovuto accontentarsi del terzo posto, dopo avere vinto una gara "non main" ad Adelaide, evento nel quale Cameron si è procacciato la vittoria del main event. Aggiungo che ha preso parte alla serie Tasman anche Noah Sands, il vincitore della Formula 3 australiana.
Fisichella ha disputato l'evento di Adelaide, che a quanto ho capito si svolge su una versione rivisitata del circuito sul quale tta il 1985 e il 1995 terminava il mondiale di Formula 1 (per intenderci quel glorioso circuito dove Keke Rosberg ottenne l'ultima vittoria, dove Ayrton Senna e Alain Prost salirono insieme sul podio per l'ultima volta mettendosi a pomiciare, dove Michael Schumacher e Damon Hill salirono uno sull'altro pomiciando in pista e dove nel 1995 per l'ultima volta nella storia la Ferrari disputò un gran premio con i numeri 27 e 28 sulle monoposto). Nel 2020 a Melbourne avrebbe dovuto esserci anche Barrichello che purtroppo non è tornato, ma Rubinho frattanto, ci ha dato soddisfazioni altrove, quindi accontentiamoci di Fisichella! Stando a quanto da lui narrato si è qualificato quinto (su un totale di quindici vetture), ha chiuso quarto la prima gara, si è rititato per problemi tecnici nella seconda mentre si trovava terzo, è partito al nono posto nel main event e in quell'ultima occasione ha chiuso al sesto posto, dopo avere avuto problemi di motore nel finale.
Innanzi tutto, specifichiamo che il vero e proprio campionato australiano di S5000 2022 si è svolto tra febbraio e giugno: un totale di cinque eventi composti da tre gare ciascuno, di cui l'ultima è considerata il main event. Vincitore di due main event e di altre tre gare, il titolo se l'è aggiudicato lo stesso pilota che aveva vinto il campionato 2021. Si tratta di Joey Mawson, i cui primi anni di carriera sulle monoposto sono stati caratterizzati dal fatto di ritrovarsi a tu per tu con Mick Schumacher e batterlo costantemente. I due sono anche approdati insieme in Formula 3 Europea, nell'ormai lontano 2017, ottenendo risultati alquanto deludenti. Poi Mawson è passato a random in GP3 mandando in vacca la propria possibilità di arrivare in alto, Schumacher è rimasto in EuroF3 vincendo il campionato e avviandosi verso una carriera junior di discreto successo, insomma, quel tipo di carriera che permette di arrivare in Formula 1 e farci un paio di stagioni prima di essere messo alla porta, lusso che Mawson non ha avuto.
James Golding e Cooper Webster si sono classificati secondo e terzo nel campionato, vincendo rispettivamente solo una e due gare "non main". Le tre main race vacanti se le sono aggiudicate una Tim Macrow, quarto in classifica, e due Aaron Cameron, approdato nel campionato a partire dal terzo evento della stagione. Le vetture di S5000 sono state poi utilizzate anche per la Tasman Series, che si è svolta in due eventi uno in ottobre e l'altro in dicembre, sempre con un format a tre gare e alla quale hanno partecipato anche alcuni dei piloti sopra citati (ma non Golding). L'evento di ottobre è stato dominato da Nathan Herne, che non prendeva parte alla Formula S5000, e che ha vinto anche una gara non main del successivo evento ad Adelaide. Webster si è classificato secondo in questa serie, mentre Mawson ha dovuto accontentarsi del terzo posto, dopo avere vinto una gara "non main" ad Adelaide, evento nel quale Cameron si è procacciato la vittoria del main event. Aggiungo che ha preso parte alla serie Tasman anche Noah Sands, il vincitore della Formula 3 australiana.
Fisichella ha disputato l'evento di Adelaide, che a quanto ho capito si svolge su una versione rivisitata del circuito sul quale tta il 1985 e il 1995 terminava il mondiale di Formula 1 (per intenderci quel glorioso circuito dove Keke Rosberg ottenne l'ultima vittoria, dove Ayrton Senna e Alain Prost salirono insieme sul podio per l'ultima volta mettendosi a pomiciare, dove Michael Schumacher e Damon Hill salirono uno sull'altro pomiciando in pista e dove nel 1995 per l'ultima volta nella storia la Ferrari disputò un gran premio con i numeri 27 e 28 sulle monoposto). Nel 2020 a Melbourne avrebbe dovuto esserci anche Barrichello che purtroppo non è tornato, ma Rubinho frattanto, ci ha dato soddisfazioni altrove, quindi accontentiamoci di Fisichella! Stando a quanto da lui narrato si è qualificato quinto (su un totale di quindici vetture), ha chiuso quarto la prima gara, si è rititato per problemi tecnici nella seconda mentre si trovava terzo, è partito al nono posto nel main event e in quell'ultima occasione ha chiuso al sesto posto, dopo avere avuto problemi di motore nel finale.
EDIT h.15.45: - alcune ore fa, dopo l'uscita di questo post, un certo pilota di Formula 1 messo alla porta è rientrato dalla finestra come riserva in un top-team, ma ne parlerò domani. Anzi, no, ne parlerò sabato perché domani vi parlerò delle gesta del figlio di un altro ex pilota Ferrari e dei suoi parenti!
martedì 28 aprile 2020
Un cordiale saluto dal Brasile del 2006
Ieri mi sono rivista il Gran Premio del Brasile 2006 trovato su Youtube con telecronaca italiana e inizio subito con una confessione random, che di sicuro non vi aspettate: adoro la tuta verde-oro di Felipe Massa. <3
Okay, va bene, lo ammetto, ve l'ho detto migliaia di volte, quindi iniziamo a dare un po' di contesto all'evento: avevo diciotto anni, era appena nato il più giovane dei miei cugini, al sabato pomeriggio avevo studiato storia dell'arte fino a poco prima delle qualifiche e, se non sbaglio, avevo acceso la TV con un'ora d'anticipo o giù di lì.
Ero abbastanza esaltata per l'ultimo GP stagionale, così come per il fatto che fosse il GP del Brasile, il GP di casa del pilota con cui ero entrata in fissa nel corso della stagione.
Ironia della sorte, la tuta verde era destinata a farmi entrare ancora maggiormente in fissa e, se non sbaglio, me ne sono accorta alla fine delle qualifiche.
Era il finale di stagione con il titolo ancora da assegnare, ma che veniva considerato come se fosse già stato assegnato: Fernando Alonso aveva al momento dieci punti di vantaggio su Michael Schumacher e quest'ultimo avrebbe potuto vincere il mondiale solo se avesse vinto il gran premio con Alonso fuori dalla top-8 o ritirato.
Quello scenario era destinato a non verificarsi, quindi si può dire che tutto sia andato come da previsioni, però a pensarci al giorno d'oggi trovo veramente folle che, di fatto, Alonso avesse già festeggiato al GP del Giappone come se avesse vinto il mondiale e che tutti dessero per scontato che avrebbe vinto. Il ritiro del leader della classifica in sovrapposizione con la vittoria del suo diretto avversario non è la cosa più probabile, questo è vero, ma è una condizione lontana anni luce dall'impossibilità.
Non si tratta solo del rischio di perdere il mondiale. Si tratta del rischio di essere perculato vita natural durante per avere festeggiato un mondiale poi perso. Al giorno d'oggi credo che qualunque team o pilota andrebbe molto più cauto.
Alla domenica, Mazzoni si è sbizzarrito: "scatta Felipe Massa", who kers delle altre ventuno vetture! In realtà era impegnato a cercare di capire in che posizione fosse Michael Schumacher, partito decimo dopo avere avuto un problema tecnico durante le qualifice del giorno precedente.
Nel frattempo nelle retrovie accadeva una cosa dai retroscena meravigliosi, purtroppo non approfonditi ai tempi: una gloriosissima collisione tra Mark Webber e Nico Rosberg, all'epoca compagni di squadra alla Williams, il che faceva sì che per il terzo GP del Brasile di seguito Webber finisse coinvolto in un incidente con il compagno di squadra (gli altri erano stati Klien e Pizzonia).
Webber girava senza l'ala posteriore, Rosberg girava senza l'ala anteriore, o almeno ci provava, dato che è andato a schiantarsi centrando in pieno un muro.
Il retroscena più pittoresco è che ciò sia apparentemente avvenuto mentre i due, con le vetture sfasciate, stavano spingendo al massimo per accaparrarsi la possibilità di entrare per primo ai box.
Webber ai box c'è arrivato, ma è stato costretto a parcheggiare e a scendere dalla vettura per poi presentarsi poco dopo ai microfoni della Rai. Il giovane australiano appena trentenne ai tempi ha affermato che era in lotta con De La Rosa e che dietro di lui a quanto pareva Rosberg non aveva frenato. Più tardi anche Rosberg si è presentato ai microfoni della Rai, con tanto di look da cantante di boyband anni '90, capelli lunghi e catenina nera di gomma al collo, che se Hartley che seguiva il gran premio da casa si sarà sentito come se avesse appena ritrovato il gemello separato alla nascita. Secondo Rosberg la colpa dell'incidente era di Webber, in quanto quest'ultimo aveva presumibilmente frenato durante il suo duello con De La Rosa.
Poco dopo sono arrivati alle interviste Rai anche Jarno Trulli e Ralf Schumacher, piloti della Toyota, ritirati per analoghi problemi tecnici a poca distanza l'uno dall'altro. Trulli aveva una chioma sbarazzina da cantante pop a sua volta, mentre Ralf è stato interpellato da Giovannelli in tedesco per poi rispondere in inglese. Se ci fosse stato Wurz, al posto suo, avrebbe dato una lunga e dettagliata risposta in tedesco permettendo a Giovannelli di esibirsi in una lunga traduzione.
Oltre ai piloti Williams e Toyota l'unico altro ritirato è stato David Coulthard, all'epoca pilota della Redbull, che ci ha deliziati con l'elegante forma della sua mascella quadrata, andando a parlare della rottura di motore che aveva messo fine alla sua gara.
Gara che, nel frattempo, proseguiva tranquilla, senza altri intoppi a parte la safety car iniziale.
No, andiamoci piano, senza altri intoppi non è proprio quello che penserebbe Michael Schumacher, dato che, dopo avere ultimato il suo sorpasso su Giancarlo Fisichella per la quinta piazza, si è visto rimanere su tre ruote: una è forata dopo una sfiorata quasi impercettibile con la Renault del pilota romano.
Schumacher si è avviato verso i box, ne è uscito doppiato dietro a Massa, che nel frattempo faceva gara a sé e, dopo essersi sdoppiato, è andato a superare una lunga serie di backmarker e piloti di centro classifica, recuperando in corso d'opera un giro a Fisichella e arrivando a superarlo ancora una volta quando mancavano sette o otto giri alla fine.
Nel frattempo soggetti random venivano intervistati sulla sua rimonta, tra essi Niki Lauda. *-* E poi Keke Rosberg che, prima di lasciare il circuito in modo random a metà gara, ha pronosticato che sarebbe arrivato a podio.
Felipe Massa, Fernando Alonso, Jenson Button, erano questi i piloti in zona podio, ben lontani l'uno dall'altro e destinati a non vedere le loro posizioni messe in discussione: top-3 erano e top-3 sarebbero rimasti fino alla fine, con i Buttonso che avevano in precedenza sopravanzato Kimi Raikkonen tra un pitstop e l'altro.
Raikkonen si apprestava a prendere il posto di Schumacher in Ferrari l'anno a venire, mentre Schumacher si apprestava a prendere il quarto posto di Raikkonen a tre giri dal termine, mostrando una delle sue migliori performance stagionali. Ivan Capelli sosteneva che era molto difficile immaginarlo non più al volante di una monoposto e che sicuramente l'avremmo rivisto al volante come tester o qualcosa del genere. Schumacher ha realizzato in pieno le aspettative di Capelli, anzi, si è addirittura spinto molto oltre.
Kimi Raikkonen, Giancarlo Fisichella, Rubens Barrichello e Pedro De La Rosa completavano la zona punti, mentre tutti gli occhi erano puntati un po' a caso su Schumacher che si ritirava, su Alonso che vinceva il suo secondo mondiale, su Massa che vinceva il gran premio... con i tifosi brasiliani ai quali, in realtà, con tutta probabilità interessava soltanto quest'ultima cosa.
Impossibile non fare paragoni: Massa vinceva il GP del Brasile al suo primo evento di Interlagos disputato al volante di una monoposto competitiva, mentre Barrichello non ce l'aveva mai fatta. Accomunati da tante cose, ma resi per sempre diversi dalla ben differente sorte sul suolo casalingo. Ironicamente Rubinho era destinato a disputare ancora quell'evento al volante di una monoposto competitiva, ma ancora una volta per averne ben poche soddisfazioni. Ad oggi, nonostante il discreto successo in Stock Car Brasil, non ha vinto a Interlagos nemmeno in quel campionato.
Okay, va bene, lo ammetto, ve l'ho detto migliaia di volte, quindi iniziamo a dare un po' di contesto all'evento: avevo diciotto anni, era appena nato il più giovane dei miei cugini, al sabato pomeriggio avevo studiato storia dell'arte fino a poco prima delle qualifiche e, se non sbaglio, avevo acceso la TV con un'ora d'anticipo o giù di lì.
Ero abbastanza esaltata per l'ultimo GP stagionale, così come per il fatto che fosse il GP del Brasile, il GP di casa del pilota con cui ero entrata in fissa nel corso della stagione.
Ironia della sorte, la tuta verde era destinata a farmi entrare ancora maggiormente in fissa e, se non sbaglio, me ne sono accorta alla fine delle qualifiche.
Era il finale di stagione con il titolo ancora da assegnare, ma che veniva considerato come se fosse già stato assegnato: Fernando Alonso aveva al momento dieci punti di vantaggio su Michael Schumacher e quest'ultimo avrebbe potuto vincere il mondiale solo se avesse vinto il gran premio con Alonso fuori dalla top-8 o ritirato.
Quello scenario era destinato a non verificarsi, quindi si può dire che tutto sia andato come da previsioni, però a pensarci al giorno d'oggi trovo veramente folle che, di fatto, Alonso avesse già festeggiato al GP del Giappone come se avesse vinto il mondiale e che tutti dessero per scontato che avrebbe vinto. Il ritiro del leader della classifica in sovrapposizione con la vittoria del suo diretto avversario non è la cosa più probabile, questo è vero, ma è una condizione lontana anni luce dall'impossibilità.
Non si tratta solo del rischio di perdere il mondiale. Si tratta del rischio di essere perculato vita natural durante per avere festeggiato un mondiale poi perso. Al giorno d'oggi credo che qualunque team o pilota andrebbe molto più cauto.
Alla domenica, Mazzoni si è sbizzarrito: "scatta Felipe Massa", who kers delle altre ventuno vetture! In realtà era impegnato a cercare di capire in che posizione fosse Michael Schumacher, partito decimo dopo avere avuto un problema tecnico durante le qualifice del giorno precedente.
Nel frattempo nelle retrovie accadeva una cosa dai retroscena meravigliosi, purtroppo non approfonditi ai tempi: una gloriosissima collisione tra Mark Webber e Nico Rosberg, all'epoca compagni di squadra alla Williams, il che faceva sì che per il terzo GP del Brasile di seguito Webber finisse coinvolto in un incidente con il compagno di squadra (gli altri erano stati Klien e Pizzonia).
Webber girava senza l'ala posteriore, Rosberg girava senza l'ala anteriore, o almeno ci provava, dato che è andato a schiantarsi centrando in pieno un muro.
Il retroscena più pittoresco è che ciò sia apparentemente avvenuto mentre i due, con le vetture sfasciate, stavano spingendo al massimo per accaparrarsi la possibilità di entrare per primo ai box.
Webber ai box c'è arrivato, ma è stato costretto a parcheggiare e a scendere dalla vettura per poi presentarsi poco dopo ai microfoni della Rai. Il giovane australiano appena trentenne ai tempi ha affermato che era in lotta con De La Rosa e che dietro di lui a quanto pareva Rosberg non aveva frenato. Più tardi anche Rosberg si è presentato ai microfoni della Rai, con tanto di look da cantante di boyband anni '90, capelli lunghi e catenina nera di gomma al collo, che se Hartley che seguiva il gran premio da casa si sarà sentito come se avesse appena ritrovato il gemello separato alla nascita. Secondo Rosberg la colpa dell'incidente era di Webber, in quanto quest'ultimo aveva presumibilmente frenato durante il suo duello con De La Rosa.
Poco dopo sono arrivati alle interviste Rai anche Jarno Trulli e Ralf Schumacher, piloti della Toyota, ritirati per analoghi problemi tecnici a poca distanza l'uno dall'altro. Trulli aveva una chioma sbarazzina da cantante pop a sua volta, mentre Ralf è stato interpellato da Giovannelli in tedesco per poi rispondere in inglese. Se ci fosse stato Wurz, al posto suo, avrebbe dato una lunga e dettagliata risposta in tedesco permettendo a Giovannelli di esibirsi in una lunga traduzione.
Oltre ai piloti Williams e Toyota l'unico altro ritirato è stato David Coulthard, all'epoca pilota della Redbull, che ci ha deliziati con l'elegante forma della sua mascella quadrata, andando a parlare della rottura di motore che aveva messo fine alla sua gara.
Gara che, nel frattempo, proseguiva tranquilla, senza altri intoppi a parte la safety car iniziale.
No, andiamoci piano, senza altri intoppi non è proprio quello che penserebbe Michael Schumacher, dato che, dopo avere ultimato il suo sorpasso su Giancarlo Fisichella per la quinta piazza, si è visto rimanere su tre ruote: una è forata dopo una sfiorata quasi impercettibile con la Renault del pilota romano.
Schumacher si è avviato verso i box, ne è uscito doppiato dietro a Massa, che nel frattempo faceva gara a sé e, dopo essersi sdoppiato, è andato a superare una lunga serie di backmarker e piloti di centro classifica, recuperando in corso d'opera un giro a Fisichella e arrivando a superarlo ancora una volta quando mancavano sette o otto giri alla fine.
Nel frattempo soggetti random venivano intervistati sulla sua rimonta, tra essi Niki Lauda. *-* E poi Keke Rosberg che, prima di lasciare il circuito in modo random a metà gara, ha pronosticato che sarebbe arrivato a podio.
Felipe Massa, Fernando Alonso, Jenson Button, erano questi i piloti in zona podio, ben lontani l'uno dall'altro e destinati a non vedere le loro posizioni messe in discussione: top-3 erano e top-3 sarebbero rimasti fino alla fine, con i Buttonso che avevano in precedenza sopravanzato Kimi Raikkonen tra un pitstop e l'altro.
Raikkonen si apprestava a prendere il posto di Schumacher in Ferrari l'anno a venire, mentre Schumacher si apprestava a prendere il quarto posto di Raikkonen a tre giri dal termine, mostrando una delle sue migliori performance stagionali. Ivan Capelli sosteneva che era molto difficile immaginarlo non più al volante di una monoposto e che sicuramente l'avremmo rivisto al volante come tester o qualcosa del genere. Schumacher ha realizzato in pieno le aspettative di Capelli, anzi, si è addirittura spinto molto oltre.
Kimi Raikkonen, Giancarlo Fisichella, Rubens Barrichello e Pedro De La Rosa completavano la zona punti, mentre tutti gli occhi erano puntati un po' a caso su Schumacher che si ritirava, su Alonso che vinceva il suo secondo mondiale, su Massa che vinceva il gran premio... con i tifosi brasiliani ai quali, in realtà, con tutta probabilità interessava soltanto quest'ultima cosa.
Impossibile non fare paragoni: Massa vinceva il GP del Brasile al suo primo evento di Interlagos disputato al volante di una monoposto competitiva, mentre Barrichello non ce l'aveva mai fatta. Accomunati da tante cose, ma resi per sempre diversi dalla ben differente sorte sul suolo casalingo. Ironicamente Rubinho era destinato a disputare ancora quell'evento al volante di una monoposto competitiva, ma ancora una volta per averne ben poche soddisfazioni. Ad oggi, nonostante il discreto successo in Stock Car Brasil, non ha vinto a Interlagos nemmeno in quel campionato.
Etichette:
#David Coulthard,
#Felipe Massa,
#Fernando Alonso,
#Giancarlo Fisichella,
#Jarno Trulli,
#Mark Webber,
#Michael Schumacher,
#Nico Rosberg,
#Rubens Barrichello,
F1 stagione 2006,
GP Brasile
sabato 18 aprile 2020
Il muro dei campioni e dintorni: rewatch fai da te di Canada 1999 e Canada 2000
Correva l'anno 1999: era l'epoca in cui attendevamo con impazienza la fine del Novecento, l'avvento del 2000 e quant'altro, senza renderci conto che saremmo passati soltanto da un anno all'altro e che, in realtà, la nostra vita non sarebbe cambiata affatto da un'annata a quella seguente: solo Eddie Irvine in Ferrari nel 1999 e Rubens Barrichello al suo posto nel 2000.
Dopo questa osservazione piuttosto profana, direi che possiamo sintonizzarci sul 1999 e sul mese di giugno, quando la Formula 1 faceva il suo arrivo a Montreal...
1999 - STORIA DEL MURO DEI CAMPIONI:
> si parte con un controllato Murray Walkahhhh meno su di giri che in altri momenti, con gli Schukkinen in prima fila seguiti dai rispettivi compagni di squadra;
> Coulthard da quarto che era si ritrova quinto, trollato da Fisichella, in grande spolvero sulla Benetton;
> Wurz invece non è più su una Benetton, ma è a piedi, in quanto coinvolto in un incidente al via con Trulli e Barrichello (quest'ultimo riesce a proseguire ma si ritirerà in corso d'opera per presunti problemi tecnici);
> entra la safety car e poco dopo il restart il centro dell'attenzione è su Ricardo Zonta, pilota della B.A.R. che si schianta sul muro della Curva 13;
> Damon Hill lo imita poco dopo al volante della Jordan e fa più scalpore, in quanto non parliamo più di uno sbarbatello rookie di cui la gente comune non conosce l'esistenza, ma di un campione del mondo;
> calma piatta con Michael Schumacher in testa, almeno finché a metà gara non tocca a lui uno schianto sul muro della Curva 13 (stava doppiando "Olivahhhh Penis" - cit. in quei frangenti);
> cinque minuti contati più tardi, dopo una B.A.R., una Jordan e una Ferrari, anche l'altra B.A.R. si schianta alla stessa curva, proprio mentre Walkahhhh ricapitola l'andamento della gara di Jacques Villeneuve (a questo punto entra la safety car - o almeno, ricordo di avere visto la SC dopo uno degli incidenti, credo sia stato per Platinum Jacques);
> di quattro campioni del mondo presenti, tre si sono già schiantati a quella che verrà ribattezzata "curva dei campioni", Mika Hakkinen invece si salva da questo triste destino e, dopo il ritiro di Schumacher, si ritrova in testa;
> Irvine e Coulthard a questo punto sono in lotta per la seconda posizione (Coulthard ha superato Fisichella subito a inizio gara riprendendosi la sua posizione di partenza) almeno finché non si toccano, ci rimettono entrambi, ma DC ci rimette di più di Irvine;
> ora c'è Frentzen secondo e, seppure Murray Walker non ci racconta del suo fidanzamento adolescenziale con Corinna, ci narra della professione di suo padre, impresario di pompe funebri;
> quando cedono i freni sulla vettura di Frentzen a quattro giri dalla fine (diventando la prima gara della storia della F1 a finire in regime di safety car), il nostro Fisi risale in seconda posizione e Irvine si trova sul gradino più basso del podio;
> per il resto le cose vanno male agli italiani, prima c'era Zanardi in lotta con Badoer, i due si sono procacciati in corso d'opera delle penalità e poi Zanardi è finito fuori a causa di un probabile problema tecnico;
> Top-6: Mika Hakkinen, Giancarlo Fisichella, Eddie Irvine, Ralf Schumacher, Johnny Herbert, Pedro Diniz.
Erano altri tempi, fatti di "Finlandia Vodka" come sponsor a caratteri cubitali, che bene si prestava alla vittoria di Hakkinen, anche se Hakkinen si asteneva dal consumo di alcolici durante il campionato. Altro sponsor che ho notato era Player's, quello della vettura di Greg Moore in Formula CART.
Si capisce che erano altri tempi dal fatto che Fisichella si sia dimenticato di togliersi il cappellino durante gli inni e che, invece di una polemica online interminabile, ci sia stato solo Hakkinen che gliel'ha tirato via dalla testa. Non contento, Fisi ha fatto per rimetterselo subito dopo l'inno finlandese, mentre doveva iniziare quello britannico in onore della McLaren, stavolta accorgendosi da solo dell'errore e provvedendo subito a toglierselo.
2000 - RIVINCITA UN ANNO DOPO:
> gara rintracciata con telecronaca brasiliana su Youtube, ancora una volta una Ferrari e una McLaren in prima fila, quelle di Schumacher e Coulthard stavolta, seguite dai rispettivi compagni di squadra, in una gara che si prospetta nuvolosa/ parzialmente bagnata;
> gli Schulthard rimangono 1-2 al via, Villeneuve risale al terzo posto, Barrichello e Hakkinen si accodano;
> la gara di Coulthard è destinata ad essere rovinata da uno stop and go perché i suoi meccanici hanno lavorato sulla sua vettura oltre i tempi consentiti, dopo lo ritroveremo nelle retrovie, al centro della scena solo per un testacoda dopo una collisione senza altre conseguenze con Verstappen;
> Villeneuve si ritrova secondo e fa "da tappo" a Barrichello e Hakkinen che tuttavia lo supereranno in un secondo momento;
> Barrichello si avvicina progressivamente a Schumacher che, a metà gara, si ferma ai box per la sosta e sembra che abbia un qualche genere di problema alla vettura, ma i telecronisti sono impegnati a parlare della vittoria di Alesi nel 1995 (ottimo argomento, in ogni caso);
> Barrichello prosegue in pista e dopo la sosta è ancora secondo dietro a Schumacher, staccato un po' meno di prima, ma comunque a 20+ secondi di distanza;
> il nostro Fisi ancora una volta dà il meglio di sé sulla pista canadese e, in questa occasione, fermandosi al momento giusto (quindi mette direttamente le gomme da bagnato al momento della sosta per il rifornimento, mentre gli altri si devono fermare una seconda volta) si appropria del della seconda piazza e, quando viene superato da Barrichello dopo essere finito con le ruote sull'erba, della terza tenendo a bada nientemeno che il campione del mondo in carica Hakkinen per tutto il resto della gara;
> nonostante la pioggia, sono più i giri per i prati che gli incidenti, tra i contatti "seri" si citano Pedro De La Rosa vs Pedro Diniz (con ritiro del solo spagnolo) e Jacques Villeneuve vs Ralf Schumacher (con ritiro di entrambi);
> nella parte finale della gara Barrichello è palesemente più veloce di Schumacher e il gap tra i piloti Ferrari viene quasi interamente bruciato, mentre tutto lascia pensare a un congelamento di posizioni con Schumacher che sta facendo una gara molto conservativa (per problemi tecnici o di assetto);
> Coulthard rimonta posizioni nelle fasi finali di gara, ma è protagonista di un contatto con Wurz e, pure uscendone senza danni(?), arriva settimo non portando a casa punti;
> Top-6: Michael Schumacher, Rubens Barrichello, Giancarlo Fisichella, Mika Hakkinen, Jos Verstappen, Jarno Trulli // fun fact, era da Ungheria 1999, quindi da dodici(?) gran premi, che il pilota partito dalla pole position non vinceva la gara (Mazzoni la chiamava "maledizione della pole").
Curiosità (sono consapevole di avere già accennato all'episodio, ma tanto vale ripetersi): quando ero bambina andavo spesso durante l'estate al mare ai Lidi Ferraresi insieme a mia madre e a mio nonno, andando via la mattina e venendo a casa la sera, perché i miei prozii (il fratello di mio nonno e sua moglie) che abitavano in un'altra regione, venivano ogni anno al mare lì durante il mese di agosto. Per varie settimane c'era anche una mia cugina più piccola di me di qualche anno e mi capitava di trascorrere del tempo con le sue amiche della spiaggia che mi aveva fatto conoscere, tanto che a volte passavo del tempo con alcune di loro anche quando lei non c'era. Un giorno, nell'estate del 2000, mentre facevo il bagno in mare insieme a una bambina di otto/ nove anni amica di mia cugina e al nonno di questa bambina, non so come andò a finire che ci mettemmo a parlare di Formula 1. La bambina e suo nonno a quanto pare erano ferraristi entrambi, però nessuno dei due apprezzava Schumacher, erano entrambi sostenitori di Barrichello, speravano che potesse prendersi qualche rivincita e avere qualche soddisfazione senza che il team finisse per "remargli contro". Come esempio di occasione in cui Barrichello era stato sacrificato per il team citai il GP del Canada, quando aveva di fatto parato il fondoschiena del suo compagno di squadra, nonostante fosse palesemente più veloce nei giri finali. Il nonno dell'amica di mia cugina commentò la mia analisi di quel gran premio sostenendo che si capiva che me ne intendevo di Formula 1. *-* Soddisfazioni infantili che perdurano fino in età adulta (comunque no, non ci capivo molto di Formula 1 ai tempi).
Dopo questa osservazione piuttosto profana, direi che possiamo sintonizzarci sul 1999 e sul mese di giugno, quando la Formula 1 faceva il suo arrivo a Montreal...
1999 - STORIA DEL MURO DEI CAMPIONI:
> si parte con un controllato Murray Walkahhhh meno su di giri che in altri momenti, con gli Schukkinen in prima fila seguiti dai rispettivi compagni di squadra;
> Coulthard da quarto che era si ritrova quinto, trollato da Fisichella, in grande spolvero sulla Benetton;
> Wurz invece non è più su una Benetton, ma è a piedi, in quanto coinvolto in un incidente al via con Trulli e Barrichello (quest'ultimo riesce a proseguire ma si ritirerà in corso d'opera per presunti problemi tecnici);
> entra la safety car e poco dopo il restart il centro dell'attenzione è su Ricardo Zonta, pilota della B.A.R. che si schianta sul muro della Curva 13;
> Damon Hill lo imita poco dopo al volante della Jordan e fa più scalpore, in quanto non parliamo più di uno sbarbatello rookie di cui la gente comune non conosce l'esistenza, ma di un campione del mondo;
> calma piatta con Michael Schumacher in testa, almeno finché a metà gara non tocca a lui uno schianto sul muro della Curva 13 (stava doppiando "Olivahhhh Penis" - cit. in quei frangenti);
> cinque minuti contati più tardi, dopo una B.A.R., una Jordan e una Ferrari, anche l'altra B.A.R. si schianta alla stessa curva, proprio mentre Walkahhhh ricapitola l'andamento della gara di Jacques Villeneuve (a questo punto entra la safety car - o almeno, ricordo di avere visto la SC dopo uno degli incidenti, credo sia stato per Platinum Jacques);
> di quattro campioni del mondo presenti, tre si sono già schiantati a quella che verrà ribattezzata "curva dei campioni", Mika Hakkinen invece si salva da questo triste destino e, dopo il ritiro di Schumacher, si ritrova in testa;
> Irvine e Coulthard a questo punto sono in lotta per la seconda posizione (Coulthard ha superato Fisichella subito a inizio gara riprendendosi la sua posizione di partenza) almeno finché non si toccano, ci rimettono entrambi, ma DC ci rimette di più di Irvine;
> ora c'è Frentzen secondo e, seppure Murray Walker non ci racconta del suo fidanzamento adolescenziale con Corinna, ci narra della professione di suo padre, impresario di pompe funebri;
> quando cedono i freni sulla vettura di Frentzen a quattro giri dalla fine (diventando la prima gara della storia della F1 a finire in regime di safety car), il nostro Fisi risale in seconda posizione e Irvine si trova sul gradino più basso del podio;
> per il resto le cose vanno male agli italiani, prima c'era Zanardi in lotta con Badoer, i due si sono procacciati in corso d'opera delle penalità e poi Zanardi è finito fuori a causa di un probabile problema tecnico;
> Top-6: Mika Hakkinen, Giancarlo Fisichella, Eddie Irvine, Ralf Schumacher, Johnny Herbert, Pedro Diniz.
Erano altri tempi, fatti di "Finlandia Vodka" come sponsor a caratteri cubitali, che bene si prestava alla vittoria di Hakkinen, anche se Hakkinen si asteneva dal consumo di alcolici durante il campionato. Altro sponsor che ho notato era Player's, quello della vettura di Greg Moore in Formula CART.
Si capisce che erano altri tempi dal fatto che Fisichella si sia dimenticato di togliersi il cappellino durante gli inni e che, invece di una polemica online interminabile, ci sia stato solo Hakkinen che gliel'ha tirato via dalla testa. Non contento, Fisi ha fatto per rimetterselo subito dopo l'inno finlandese, mentre doveva iniziare quello britannico in onore della McLaren, stavolta accorgendosi da solo dell'errore e provvedendo subito a toglierselo.
2000 - RIVINCITA UN ANNO DOPO:
> gara rintracciata con telecronaca brasiliana su Youtube, ancora una volta una Ferrari e una McLaren in prima fila, quelle di Schumacher e Coulthard stavolta, seguite dai rispettivi compagni di squadra, in una gara che si prospetta nuvolosa/ parzialmente bagnata;
> gli Schulthard rimangono 1-2 al via, Villeneuve risale al terzo posto, Barrichello e Hakkinen si accodano;
> la gara di Coulthard è destinata ad essere rovinata da uno stop and go perché i suoi meccanici hanno lavorato sulla sua vettura oltre i tempi consentiti, dopo lo ritroveremo nelle retrovie, al centro della scena solo per un testacoda dopo una collisione senza altre conseguenze con Verstappen;
> Villeneuve si ritrova secondo e fa "da tappo" a Barrichello e Hakkinen che tuttavia lo supereranno in un secondo momento;
> Barrichello si avvicina progressivamente a Schumacher che, a metà gara, si ferma ai box per la sosta e sembra che abbia un qualche genere di problema alla vettura, ma i telecronisti sono impegnati a parlare della vittoria di Alesi nel 1995 (ottimo argomento, in ogni caso);
> Barrichello prosegue in pista e dopo la sosta è ancora secondo dietro a Schumacher, staccato un po' meno di prima, ma comunque a 20+ secondi di distanza;
> il nostro Fisi ancora una volta dà il meglio di sé sulla pista canadese e, in questa occasione, fermandosi al momento giusto (quindi mette direttamente le gomme da bagnato al momento della sosta per il rifornimento, mentre gli altri si devono fermare una seconda volta) si appropria del della seconda piazza e, quando viene superato da Barrichello dopo essere finito con le ruote sull'erba, della terza tenendo a bada nientemeno che il campione del mondo in carica Hakkinen per tutto il resto della gara;
> nonostante la pioggia, sono più i giri per i prati che gli incidenti, tra i contatti "seri" si citano Pedro De La Rosa vs Pedro Diniz (con ritiro del solo spagnolo) e Jacques Villeneuve vs Ralf Schumacher (con ritiro di entrambi);
> nella parte finale della gara Barrichello è palesemente più veloce di Schumacher e il gap tra i piloti Ferrari viene quasi interamente bruciato, mentre tutto lascia pensare a un congelamento di posizioni con Schumacher che sta facendo una gara molto conservativa (per problemi tecnici o di assetto);
> Coulthard rimonta posizioni nelle fasi finali di gara, ma è protagonista di un contatto con Wurz e, pure uscendone senza danni(?), arriva settimo non portando a casa punti;
> Top-6: Michael Schumacher, Rubens Barrichello, Giancarlo Fisichella, Mika Hakkinen, Jos Verstappen, Jarno Trulli // fun fact, era da Ungheria 1999, quindi da dodici(?) gran premi, che il pilota partito dalla pole position non vinceva la gara (Mazzoni la chiamava "maledizione della pole").
Curiosità (sono consapevole di avere già accennato all'episodio, ma tanto vale ripetersi): quando ero bambina andavo spesso durante l'estate al mare ai Lidi Ferraresi insieme a mia madre e a mio nonno, andando via la mattina e venendo a casa la sera, perché i miei prozii (il fratello di mio nonno e sua moglie) che abitavano in un'altra regione, venivano ogni anno al mare lì durante il mese di agosto. Per varie settimane c'era anche una mia cugina più piccola di me di qualche anno e mi capitava di trascorrere del tempo con le sue amiche della spiaggia che mi aveva fatto conoscere, tanto che a volte passavo del tempo con alcune di loro anche quando lei non c'era. Un giorno, nell'estate del 2000, mentre facevo il bagno in mare insieme a una bambina di otto/ nove anni amica di mia cugina e al nonno di questa bambina, non so come andò a finire che ci mettemmo a parlare di Formula 1. La bambina e suo nonno a quanto pare erano ferraristi entrambi, però nessuno dei due apprezzava Schumacher, erano entrambi sostenitori di Barrichello, speravano che potesse prendersi qualche rivincita e avere qualche soddisfazione senza che il team finisse per "remargli contro". Come esempio di occasione in cui Barrichello era stato sacrificato per il team citai il GP del Canada, quando aveva di fatto parato il fondoschiena del suo compagno di squadra, nonostante fosse palesemente più veloce nei giri finali. Il nonno dell'amica di mia cugina commentò la mia analisi di quel gran premio sostenendo che si capiva che me ne intendevo di Formula 1. *-* Soddisfazioni infantili che perdurano fino in età adulta (comunque no, non ci capivo molto di Formula 1 ai tempi).
Etichette:
#Giancarlo Fisichella,
#Jacques Villeneuve,
#Michael Schumacher,
#Mika Hakkinen,
#Rubens Barrichello,
F1 anni '90,
F1 anni 2000-04,
GP Canada
giovedì 29 agosto 2019
Boscaioli e pantere rosa che ancora non erano rosa
Apro questo post annunciando che abbiamo raggiunto un punto di non ritorno: Valtteri Bottas, nato il 28 Agosto 1989, ha varcato la soglia dei trent'anni, il che fa di lui un vecchio pensionato/ vecchio bollito/ qualunque definizione preferiate.
Vorrei comunque soffermarmi che nel weekend del ventesimo compleanno del nostro vampiro famelico preferito (anche se non vi piace, rimane l'unico vampiro famelico del motorsport, quindi per forza di cose il vostro preferito): compiva vent'anni, infatti, il giorno delle prove libere di Belgio 2009, che si svolse nel weekend del 30 Agosto.
Quello fu un weekend epico, anche se a tutta l'epicità c'è pur sempre un limite: nella giornata di sabato, infatti, si svolgevano le qualifiche e ne usciva sul tetto del mondo nientemeno che Giancarlo Fisichella, al volante di una Force India, fino a quel momento squadra autrice di performance di livello medio/basso con qualche exploit che, in ogni caso, non pensavamo potesse condurre nientemeno che uno dei suoi piloti a ottenere la pole position.
La gara fu una storia discreta, ma non altrettanto bella: bastarono pochi giri per sprofondare alle spalle della Ferrari di Kimi Raikkonen, in una stagione in cui la Ferrari andava a cogliere la sua unica vittoria.
Con Raikkonen vincitore, l'ultimo posto di Badoer spiccò ancora di più e, se già era difficile che potesse finire la stagione, il suo destino fu probabilmente definitivamente segnato.
Fisichella portò la Force India fino al secondo posto e fu un risultato epico, nel suo ultimo gran premio con la Force India proprio prima di andare a terminare la stagione in Ferrari. Inutile ricordare che i suoi giorni in Ferrari non raggiunsero mai lo splendore di quel secondo posto ottenuto con la Force India.
Ogni storia ha i suoi alti e i suoi bassi, in fondo. Da allora in poi la Force India non ha né raggiunto mai la pole position, né ha mai portato a casa quella vittoria sfumata quel giorno. Speriamo che un giorno o l'altro, almeno, ci riesca la Racing Point.
Vorrei comunque soffermarmi che nel weekend del ventesimo compleanno del nostro vampiro famelico preferito (anche se non vi piace, rimane l'unico vampiro famelico del motorsport, quindi per forza di cose il vostro preferito): compiva vent'anni, infatti, il giorno delle prove libere di Belgio 2009, che si svolse nel weekend del 30 Agosto.
Quello fu un weekend epico, anche se a tutta l'epicità c'è pur sempre un limite: nella giornata di sabato, infatti, si svolgevano le qualifiche e ne usciva sul tetto del mondo nientemeno che Giancarlo Fisichella, al volante di una Force India, fino a quel momento squadra autrice di performance di livello medio/basso con qualche exploit che, in ogni caso, non pensavamo potesse condurre nientemeno che uno dei suoi piloti a ottenere la pole position.
La gara fu una storia discreta, ma non altrettanto bella: bastarono pochi giri per sprofondare alle spalle della Ferrari di Kimi Raikkonen, in una stagione in cui la Ferrari andava a cogliere la sua unica vittoria.
Con Raikkonen vincitore, l'ultimo posto di Badoer spiccò ancora di più e, se già era difficile che potesse finire la stagione, il suo destino fu probabilmente definitivamente segnato.
Fisichella portò la Force India fino al secondo posto e fu un risultato epico, nel suo ultimo gran premio con la Force India proprio prima di andare a terminare la stagione in Ferrari. Inutile ricordare che i suoi giorni in Ferrari non raggiunsero mai lo splendore di quel secondo posto ottenuto con la Force India.
Ogni storia ha i suoi alti e i suoi bassi, in fondo. Da allora in poi la Force India non ha né raggiunto mai la pole position, né ha mai portato a casa quella vittoria sfumata quel giorno. Speriamo che un giorno o l'altro, almeno, ci riesca la Racing Point.
mercoledì 13 aprile 2016
Riflessioni serali su un gran premio ad alto contenuto di acqua, pazzia, piloti acciaccati e classifiche stilate a intuito
Gran Premio del Brasile 2003
"Oggi non pioverà, me l'ha detto nonna Isaura, lei scruta sempre il cielo", è la presunta citazione di Barrichello riferita da Mazzoni durante la telecronaca italiana del gran premio che mi sto vedendo con la telecronaca spagnola. Ci aveva visto talmente giusto che la partenza è stata dietro la safety car perché c'era troppa acqua.
Correva l'anno 2003 e Rubinho partiva dalla pole position nel Gran Premio del Brasile, il terzo della stagione, successivo a quello della Malesia che ho visto stamattina.
La safety car è rimasta in pista abbastanza a lungo per permettere ai telecronisti di parlare di partite di calcio di beneficienza a cui Schumacher I aveva partecipato e del fatto che Alonso fosse un tifoso del Real Madrid. Quando finalmente la gara è partita, con Heidfeld che già si era perso nel fumo emanato dalla sua macchina, con il pubblico che stava verosimilmente urlando, saltellando e facendo la ola da qualcosa come mezza giornata (secondo i telecronisti erano là dalle otto di mattina), sono bastati due secondi contati perché Barrichello cadesse nel dimenticatoio, venendo superato prima da Coulthard, poi da altre varie vetture, mentre Raikkonen di lì a poco si impossessava della leadership davanti a Montoya che aveva a sua volta superato Coulthard. C'era sesto Webber con la Jaguar!
Più indietro, frattanto, Schumacher II e Trulli sono venuti a contatto, ma Schumacher II dopo avere ballato un po', si è rimesso in strada.
Tempo qualche giro, poi Montoya è stato superato sia da Coulthard sia da Schumacher I e la cosa principale è che Webber era quindi è precipitato in quinta posizione.
Pubblicità! Quando è finita, in pista c'era la safety car: Firman aveva appena rotto una sospensione ed era finito addosso a Panis. I due sono stati successivamente inquadrati da dietro mentre guardavano la pista con aria sconsolata. Uno dei telecronisti, non la voce principale, ha chiesto all'altro: "questo chi è, Villeneuve?" Ciò nonostante a ritirarsi fosse stato Panis e sulla tuta ci fosse scritto "Toyota" a caratteri cubitali. Posso capire che la stempiatura abbia confuso le idee, ma non si può trattare Panis come un Will Stevens qualsiasi. A proposito, chi è Will Stevens, ho un vuoto...
Quando quei due poveri disgraziati sono stati inquadrati da davanti mentre finalmente si dirigevano a piedi verso i box, uno dei telecronisti ha detto che Firman è altissimo. Quindi no, almeno lui non è un Will Stevens qualsiasi. A proposito di piloti di alta statura, durante la pubblicità pare essersi ritirato anche Wilson ma nessuno ha commentato tutto ciò.
Quando la gara è ripartita Da Matta, che non aveva preso parte al pit-stop in branco, era quarto! AAAAAAAAAWWWWWWWWW! <3 Purtroppo è durata poco, perché Barrichello l'ha superato poco dopo: Mclaren-Mclaren, Ferrari-Ferrari i primi quattro, poi anche Montoya si è piazzato davanti a Da Matta. È durata poco, perché poi l'abbiamo visto incidentato insieme a una Jaguar in una via di fuga.
Quell'incidente è stato piuttosto pittoresco per diverse ragioni:
1) erano due incidenti diversi, Montoya e Pizzonia sono usciti entrambi per i fatti loro in una curva finendo in aquaplaning e Pizzonia è finito addosso a Montoya;
2) dietro al muretto contro cui avevano sbattuto c'era una vettura presumibilmente incidentata che a un'attenta analisi è risultata essere la Minardi di Wilson;
3) il telecronista ha spiegato che Pizzonia è originario dell'Amazzonia e per tale ragione è soprannominato "el hombre de la selva";
4) Schumacher I è finito in aquaplaning alla stessa curva circa due minuti più tardi;
5) a quel punto è entrata la safety car, il che mi pareva l'unica cosa sensata (dietro la safety car qualcuno dovrebbe essere rientrato ai box... forse anche Raikkonen? altrimenti non mi spiego cosa ci facesse sesto mentre Coulthard leaderava like a boss);
6) poco dopo che la gara è ripresa Verstappen è finito fuori alla stessa curva, dove miracolosamente non c'erano più né vetture incidentate né trattori;
7) la stessa cosa è accaduta a Button dopo due minuti contati ed è rientrata la safety car.
Approfittiamone per cercare di schiarirci le idee: il mascellone era davanti, poi a seguire c'erano Barrichello, Schumacher II, Alonso e Raikkonen.
Quest'ultimo ne ha superati un paio al restart e si è messo a inseguire Barrichello.
Poi... seriamente, sono profondamente preoccupata dalla risata diabolica fatta nel momento del sorpasso di Alonso su Schumacher II dal telecronista che non aveva riconosciuto Panis. Subito dopo costui ha detto che sicuramente c'era gente che esultava più di lui, poi ha iniziato a fare un discorso sui tempi passati sostenendo che era la gara più difficile, piazzando nella frase anche fatti che non c'entravano nulla, tipo *SUSPENSE* Senna a Donington. Ora io un dubbio ce l'ho: quel telecronista avrebbe riconosciuto Barbazza da dietro?
Il bello, però, doveva ancora venire, ed è venuto quando è stato inquadrato Alonso in primo piano e in sovrimpressione è passata a caratteri cubitali l'espressione "drive through penalty". Ciò è esattamente quello che è successo dopo:
1) "Perché?" "Non lo so", è quanto hanno detto i telecronisti a riguardo;
2) sospettando che fosse il sorpasso su Schumacher II, i telecronisti sostenevano di non avere visto bene la manovra (quella che avevano appena commentato con tanti proclami):
3) nello spiegare in che cosa consistesse la penalità, hanno spiegato il funzionamento dello stop and go invece del drive through;
4) ciliegina sulla torta, dopo che Alonso aveva già scontato il drive through, si chiedevano in che posizione sarebbe tornato in pista dopo averla scontata.
A quel punto ci voleva qualcosa di forte per riprendersi dallo shock e c'è stato qualcosa di forte: Webber è andato in testacoda alla stessa curva di tutti quegli altri (dietro al cui muretto c'era ormai un intero parcheggio), ma si è ripreso like a boss rimanendo in pista.
44° giro: Barrichello è passato in testa. Il boato del pubblico ha coperto il rumore dei motori. Se non avessi già saputo quello che stava per succedere (si è ritirato due giri contati più tardi), io stessa mi sarei messa a piangere dalla gioia. Povero Rubinho. T_______T Davvero, vorrei entrare dentro al PC per andare a consolarlo offrendogli un drink.
Rubinho è andato a sedersi per terra in mezzo al prato da qualche parte lì dietro. Intanto Alonso ha avuto la pessima idea di superare Frentzen, provocando un'altra risata diabolica da parte del telecronista di prima (che invece non ha riso al momento del sorpasso su Trulli).
Schumacher II si è diretto ai box dalla terza(?) posizione e terzo adesso c'era Fisichella che si stava avvicinando a Raikkonen. #EpicWin!
Coulthard nel frattempo era ancora in testa, ma è rientrato ai box poco dopo, tornando in pista quarto dietro ad Alonso. Il top dei top è stato quando Fisichella ha superato Raikkonen per la prima posizione! *_____________* Una Jordan in testa! <3 Era forse un segno dell'apocalisse imminente?
L'avremmo scoperto poco dopo: sì.
Webber si è andato a schiantare, spargendo pezzi ovunque. Dopo un periodo di tempo abbastanza lungo da permettere a Webber di tirarsi fuori dai rottami è stato dato con grande reattività [citazione necessaria] il segnale di safety car... o forse no, non è ben chiaro: la safety car non c'era e tutti procedevano così come se niente fosse, schivando i detriti che erano pressoché ovunque.
Mentre la safety car ancora non si vedeva, Alonso non ha schivato i detriti, si è andato a schiantare e, giusto per stare in tema di reattività, ci mancava poco che gli toccasse trascinarsi da solo fino al centro medico.
Safety car e soccorsi a parte, non è che tutto il resto sia andato così meglio: eravamo rimasti con Fisichella in testa, ma ci era sfuggito il fatto che, un attimo prima che capitasse il "big mess" (no, in realtà prima che Alonso si aggiungesse al "big mess", che era già capitato), era rientrato ai box, dove la sua macchina aveva frattanto preso fuoco. Aveva tagliato il traguardo PRIMA dell'esposizione della bandiera rossa, ma nessuno ci ha fatto caso, quindi hanno stilato la classifica sul 52° giro anziché sul 53°.
Ecco, avrei voluto di nuovo entrare nel PC per offrire un drink di consolazione a tutto il team Jordan. Di lì a qualche giorno avremmo scoperto che non ce n'era bisogno e finalmente la vittoria sarebbe stata riconosciuta al vero vincitore.
La cosa più curiosa del podio è che Raikkonen era al 1° posto, Fisichella al 2° e al 3° non c'era nessuno, perché Alonso era stato portato via in ambulanza. Di conseguenza è presumibilmente l'unico podio della storia della Formula 1 in cui su nessuno dei gradini c'era il pilota giusto.
Curiosità finale, che all'epoca Mazzoni ripeté innumerevoli volte: era il 700° gran premio della storia della Formula 1, il 200° per la Jordan.
"Oggi non pioverà, me l'ha detto nonna Isaura, lei scruta sempre il cielo", è la presunta citazione di Barrichello riferita da Mazzoni durante la telecronaca italiana del gran premio che mi sto vedendo con la telecronaca spagnola. Ci aveva visto talmente giusto che la partenza è stata dietro la safety car perché c'era troppa acqua.
Correva l'anno 2003 e Rubinho partiva dalla pole position nel Gran Premio del Brasile, il terzo della stagione, successivo a quello della Malesia che ho visto stamattina.
La safety car è rimasta in pista abbastanza a lungo per permettere ai telecronisti di parlare di partite di calcio di beneficienza a cui Schumacher I aveva partecipato e del fatto che Alonso fosse un tifoso del Real Madrid. Quando finalmente la gara è partita, con Heidfeld che già si era perso nel fumo emanato dalla sua macchina, con il pubblico che stava verosimilmente urlando, saltellando e facendo la ola da qualcosa come mezza giornata (secondo i telecronisti erano là dalle otto di mattina), sono bastati due secondi contati perché Barrichello cadesse nel dimenticatoio, venendo superato prima da Coulthard, poi da altre varie vetture, mentre Raikkonen di lì a poco si impossessava della leadership davanti a Montoya che aveva a sua volta superato Coulthard. C'era sesto Webber con la Jaguar!
Più indietro, frattanto, Schumacher II e Trulli sono venuti a contatto, ma Schumacher II dopo avere ballato un po', si è rimesso in strada.
Tempo qualche giro, poi Montoya è stato superato sia da Coulthard sia da Schumacher I e la cosa principale è che Webber era quindi è precipitato in quinta posizione.
Pubblicità! Quando è finita, in pista c'era la safety car: Firman aveva appena rotto una sospensione ed era finito addosso a Panis. I due sono stati successivamente inquadrati da dietro mentre guardavano la pista con aria sconsolata. Uno dei telecronisti, non la voce principale, ha chiesto all'altro: "questo chi è, Villeneuve?" Ciò nonostante a ritirarsi fosse stato Panis e sulla tuta ci fosse scritto "Toyota" a caratteri cubitali. Posso capire che la stempiatura abbia confuso le idee, ma non si può trattare Panis come un Will Stevens qualsiasi. A proposito, chi è Will Stevens, ho un vuoto...
Quando quei due poveri disgraziati sono stati inquadrati da davanti mentre finalmente si dirigevano a piedi verso i box, uno dei telecronisti ha detto che Firman è altissimo. Quindi no, almeno lui non è un Will Stevens qualsiasi. A proposito di piloti di alta statura, durante la pubblicità pare essersi ritirato anche Wilson ma nessuno ha commentato tutto ciò.
Quando la gara è ripartita Da Matta, che non aveva preso parte al pit-stop in branco, era quarto! AAAAAAAAAWWWWWWWWW! <3 Purtroppo è durata poco, perché Barrichello l'ha superato poco dopo: Mclaren-Mclaren, Ferrari-Ferrari i primi quattro, poi anche Montoya si è piazzato davanti a Da Matta. È durata poco, perché poi l'abbiamo visto incidentato insieme a una Jaguar in una via di fuga.
Quell'incidente è stato piuttosto pittoresco per diverse ragioni:
1) erano due incidenti diversi, Montoya e Pizzonia sono usciti entrambi per i fatti loro in una curva finendo in aquaplaning e Pizzonia è finito addosso a Montoya;
2) dietro al muretto contro cui avevano sbattuto c'era una vettura presumibilmente incidentata che a un'attenta analisi è risultata essere la Minardi di Wilson;
3) il telecronista ha spiegato che Pizzonia è originario dell'Amazzonia e per tale ragione è soprannominato "el hombre de la selva";
4) Schumacher I è finito in aquaplaning alla stessa curva circa due minuti più tardi;
5) a quel punto è entrata la safety car, il che mi pareva l'unica cosa sensata (dietro la safety car qualcuno dovrebbe essere rientrato ai box... forse anche Raikkonen? altrimenti non mi spiego cosa ci facesse sesto mentre Coulthard leaderava like a boss);
6) poco dopo che la gara è ripresa Verstappen è finito fuori alla stessa curva, dove miracolosamente non c'erano più né vetture incidentate né trattori;
7) la stessa cosa è accaduta a Button dopo due minuti contati ed è rientrata la safety car.
Approfittiamone per cercare di schiarirci le idee: il mascellone era davanti, poi a seguire c'erano Barrichello, Schumacher II, Alonso e Raikkonen.
Quest'ultimo ne ha superati un paio al restart e si è messo a inseguire Barrichello.
Poi... seriamente, sono profondamente preoccupata dalla risata diabolica fatta nel momento del sorpasso di Alonso su Schumacher II dal telecronista che non aveva riconosciuto Panis. Subito dopo costui ha detto che sicuramente c'era gente che esultava più di lui, poi ha iniziato a fare un discorso sui tempi passati sostenendo che era la gara più difficile, piazzando nella frase anche fatti che non c'entravano nulla, tipo *SUSPENSE* Senna a Donington. Ora io un dubbio ce l'ho: quel telecronista avrebbe riconosciuto Barbazza da dietro?
Il bello, però, doveva ancora venire, ed è venuto quando è stato inquadrato Alonso in primo piano e in sovrimpressione è passata a caratteri cubitali l'espressione "drive through penalty". Ciò è esattamente quello che è successo dopo:
1) "Perché?" "Non lo so", è quanto hanno detto i telecronisti a riguardo;
2) sospettando che fosse il sorpasso su Schumacher II, i telecronisti sostenevano di non avere visto bene la manovra (quella che avevano appena commentato con tanti proclami):
3) nello spiegare in che cosa consistesse la penalità, hanno spiegato il funzionamento dello stop and go invece del drive through;
4) ciliegina sulla torta, dopo che Alonso aveva già scontato il drive through, si chiedevano in che posizione sarebbe tornato in pista dopo averla scontata.
A quel punto ci voleva qualcosa di forte per riprendersi dallo shock e c'è stato qualcosa di forte: Webber è andato in testacoda alla stessa curva di tutti quegli altri (dietro al cui muretto c'era ormai un intero parcheggio), ma si è ripreso like a boss rimanendo in pista.
44° giro: Barrichello è passato in testa. Il boato del pubblico ha coperto il rumore dei motori. Se non avessi già saputo quello che stava per succedere (si è ritirato due giri contati più tardi), io stessa mi sarei messa a piangere dalla gioia. Povero Rubinho. T_______T Davvero, vorrei entrare dentro al PC per andare a consolarlo offrendogli un drink.
Rubinho è andato a sedersi per terra in mezzo al prato da qualche parte lì dietro. Intanto Alonso ha avuto la pessima idea di superare Frentzen, provocando un'altra risata diabolica da parte del telecronista di prima (che invece non ha riso al momento del sorpasso su Trulli).
Schumacher II si è diretto ai box dalla terza(?) posizione e terzo adesso c'era Fisichella che si stava avvicinando a Raikkonen. #EpicWin!
Coulthard nel frattempo era ancora in testa, ma è rientrato ai box poco dopo, tornando in pista quarto dietro ad Alonso. Il top dei top è stato quando Fisichella ha superato Raikkonen per la prima posizione! *_____________* Una Jordan in testa! <3 Era forse un segno dell'apocalisse imminente?
L'avremmo scoperto poco dopo: sì.
Webber si è andato a schiantare, spargendo pezzi ovunque. Dopo un periodo di tempo abbastanza lungo da permettere a Webber di tirarsi fuori dai rottami è stato dato con grande reattività [citazione necessaria] il segnale di safety car... o forse no, non è ben chiaro: la safety car non c'era e tutti procedevano così come se niente fosse, schivando i detriti che erano pressoché ovunque.
Mentre la safety car ancora non si vedeva, Alonso non ha schivato i detriti, si è andato a schiantare e, giusto per stare in tema di reattività, ci mancava poco che gli toccasse trascinarsi da solo fino al centro medico.
Safety car e soccorsi a parte, non è che tutto il resto sia andato così meglio: eravamo rimasti con Fisichella in testa, ma ci era sfuggito il fatto che, un attimo prima che capitasse il "big mess" (no, in realtà prima che Alonso si aggiungesse al "big mess", che era già capitato), era rientrato ai box, dove la sua macchina aveva frattanto preso fuoco. Aveva tagliato il traguardo PRIMA dell'esposizione della bandiera rossa, ma nessuno ci ha fatto caso, quindi hanno stilato la classifica sul 52° giro anziché sul 53°.
Ecco, avrei voluto di nuovo entrare nel PC per offrire un drink di consolazione a tutto il team Jordan. Di lì a qualche giorno avremmo scoperto che non ce n'era bisogno e finalmente la vittoria sarebbe stata riconosciuta al vero vincitore.
La cosa più curiosa del podio è che Raikkonen era al 1° posto, Fisichella al 2° e al 3° non c'era nessuno, perché Alonso era stato portato via in ambulanza. Di conseguenza è presumibilmente l'unico podio della storia della Formula 1 in cui su nessuno dei gradini c'era il pilota giusto.
Curiosità finale, che all'epoca Mazzoni ripeté innumerevoli volte: era il 700° gran premio della storia della Formula 1, il 200° per la Jordan.
domenica 29 giugno 2014
2007 is back! Rivedendo la stagione 2007 - Gran Premio d’Australia #1
“Avanti, bella Australia, questo è il nome dell’inno
nazionale australiano”... [Gianfranco Mazzoni, Australia
2007]
È giunto il momento di rivedere la stagione 2007, nella
speranza di riuscire a recuperare tutti i gran premi... Per ora sono arrivata a
buon punto e, oltre ad averne alcuni sul computer, ho trovato su Dailymotion
alcuni canali dove ce ne sono degli altri.
#1 GRAN PREMIO
D’AUSTRALIA (18 Marzo 2007)
BACKGROUND: È finita l’era Schumacher/Ferrari,
Alonso/Renault, Raikkonen/McLaren e ci sono tre debuttanti: Lewis Hamilton,
Heikki Kovalainen e “Adrian Sutil, pianista figlio di un violinista” [CIT.
Mazzoni].
Griglia di
partenza
1^ fila: Kimi Raikkonen (Ferrari), Fernando Alonso
(McLaren)
2^ fila: Nick Heidfeld (BMW), Lewis Hamilton (McLaren)
3^ fila: Robert Kubica (BMW), Giancarlo Fisichella (Renault)
4^ fila: Mark Webber (Redbull), Jarno Trulli (Toyota)
5^ fila: Ralf Schumacher (Toyota), Takuma Sato (Super
Aguri)
6^ fila: Anthony Davidson (Super Aguri), Nico Rosberg
(Williams)
7^ fila: Heikki Kovalainen (Renault), Jenson Button
(Honda)
8^ fila: Alexander Wurz (Williams), Rubens Barrichello
(Honda)
9^ fila: Scott Speed (Toro Rosso), David Coulthard
(Redbull)
10^ fila: Vitantonio Liuzzi (Toro Rosso), Adrian Sutil
(Spyker)
11^ fila: Christian Albers (Spyker), Felipe Massa
(Ferrari)
Gara (58 giri)
SCATTANO LE VETTUREEEEE! E la cosa più eclatante è che
Heidfeld si porta in seconda posizione alle spalle di Raikkonen, mentre le due
McLaren lottano per il terzo e il quarto posto, con Hamilton che strappa la
posizione al compagno di squadra!
Di fatto abbiamo in top-5: Raikkonen, Heidfeld, Hamilton,
Alonso e Kubica. Pare che Heidfeld sia su una strategia diversa, che abbia poco
carburante e che si fermerà molto prima degli altri.
È notevole il risultato ottenuto in qualifica dalle Super
Aguri... non è altrettanto notevole quello che accade a Davidson non appena inizia
la gara: gli basta poco per ritrovarsi nelle retrovie e, dopo tre giri di gara,
finire in testacoda insieme a Sutil.
Per quanto riguarda l’altra Spyker, al 10° giro Albers
finisce contro le barriere... perché, per sua stessa ammissione, si è
dimenticato di frenare essendo impegnato a sistemare le frequenze della radio,
dato che non riuscita a mettersi in contatto con i box. La cosa preoccupante è
che in telecronaca raccontano il fatto come se fosse una cosa totalmente
normale.
Nel frattempo l’inquadratura passa, per lungo tempo, su
un trenino composto dalle due Honda di Button e Barrichello, partiti indietro
perché le monoposto non sono particolarmente performanti, seguite da Massa
partito ultimo perché ha rotto il cambio e cambiato il motore al sabato, e da
Coulthard partito nelle retrovie perché... non sappiamo bene perché.
Heidfeld, che tra l’altro è partito con gomme morbide
anziché dure, rientra ai box al 15° giro, proprio con grande tempismo dato che,
non inquadrato, Barrichello supera Button. Per chi volesse vedere la diretta di
Button mentre subisce un sorpasso, comunque, Massa fa la stessa cosa due giri
più tardi. A quel punto l’inquadratura cambia e per lungo tempo non sapremo più
niente dei tre piloti in questione...
Quattro giri dopo Heidfeld, rientra ai box anche Raikkonen,
lasciando Hamilton al comando per qualche giro. I due piloti della McLaren
rientrano ai box a un giro di distanza l’uno dall’altro, prima Alonso e poi
Hamilton; Hamilton è ancora davanti ad Alonso dopo la sosta, ma lo spagnolo è
molto vicino. Per quanto riguarda le BMW, completano la top-5 con Kubica davanti
a Heidfeld, al quale la diversa strategia per ora sembra non avere dato i suoi
frutti.
Torniamo a sentir parlare di Button intorno alla metà
della gara: viene penalizzato con un drive through per avere superato la
velocità consentita nella pit-lane.
Al 30° giro invece si ritira Speed con la Toro Rosso,
dopo essere finito fuori pista. Mi pare di capire che si sia trattato di un
guasto. Si ritira anche Kubica, prima che inizi il secondo giro di pit-stop, parcheggiando
ai box.
La gara viene animata da due diversi 360° gradi che
avvengono più o meno a due terzi di gara: prima è la volta del debuttante
Kovalainen e poi di Webber addirittura entrando nella pit-lane! I due riescono
comunque a proseguire la gara.
Raikkonen si ferma al 41° giro per la seconda e ultima
sosta, seguito poco dopo da Hamilton. Alonso è l’ultimo, tra i tre piloti di
testa, a rientrare ai box e, a 13 giri dalla fine. Nel secondo stint di gara
aveva perso terreno nei confronti del compagno di squadra ma, avendo rimontato
nei giri in più in cui è rimasto in pista con la vettura più leggera, adesso
gli è davanti, in seconda posizione.
Dopo il secondo pit-stop i primi cinque sono quindi
Raikkonen, Alonso, Hamilton, Heidfeld e Fisichella. Dietro quest’ultimo, in
sesta posizione, troviamo Massa che ha effettuato una sola sosta. Essendo partito
con gomme morbide e avendo fatto una lunghissima sosta per il rifornimento a
metà gara, però non effettuerà più altre soste.
Mancano 9 giri alla fine e, mentre Mazzoni sta narrando
di un giovanissimo Webber che lavorava come operaio e andò a gareggiare in
Inghilterra con un prestito, dove la storia della sua carriera cambiò, c’è un
gran botto tra Coulthard e Wurz, con il mascellone che praticamente travolge
Wurz, spicca il volo e per poco non decapita il pilota della Williams.
Incredibilmente Wurz riesce a proseguire, andando a
parcheggiare in una via di fuga, e Mazzoni ne approfitta per ricordare che è
uno dei piloti più alti, come Webber e Coulthard.
Prosegue tutto con poche emozioni fino alla fine, se
escludiamo qualche escursione per i prati da parte di Kovalainen.
Raikkonen vince regolarmente davanti ai due piloti della
McLaren, comunque abbastanza distanti da lui, con Heidfeld che chiude in quarta
posizione. Fisichella e Massa sono gli ultimi due piloti a pieni giri e
arrivano sul traguardo distaccati pochi decimi l’uno dall’altro. Si segnala
inoltre che Raikkonen ha ottenuto un hat trick e che il suo ingegnere Chris
Dyer è australiano.
Risultato
1 6 Kimi Räikkönen Ferrari
58 1:25:28.770
2 1 Fernando Alonso McLaren-Mercedes 58
+7.242
3 2 Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 58
+18.595
4 9 Nick Heidfeld
BMW Sauber 58 +38.763
5 3 Giancarlo Fisichella Renault
58 +1:06.469
6 5 Felipe Massa
Ferrari 58 +1:06.805
7 16 Nico Rosberg
Williams-Toyota 57 +1 Lap
8 11 Ralf Schumacher Toyota
57 +1 Lap
9 12 Jarno Trulli
Toyota 57 +1 Lap
10 4 Heikki Kovalainen Renault
57 +1 Lap
11 8 Rubens Barrichello Honda
57 +1 Lap
12 22 Takuma Sato
Super Aguri-Honda 57 +1 Lap
13 15 Mark Webber
Red Bull-Renault 57 +1 Lap
14 18 Vitantonio Liuzzi Toro Rosso-Ferrari 57 +1
Lap
15 7 Jenson Button
Honda 57 +1 Lap
16 23 Anthony Davidson Super Aguri-Honda 56 +2
Laps
17 20 Adrian Sutil
Spyker-Ferrari 56 +2 Laps
Ret 17 Alexander Wurz Williams-Toyota 48
Collision
Ret 14 David Coulthard Red Bull-Renault 48
Collision
Ret 10 Robert Kubica
BMW Sauber 36 Gearbox
Ret 19 Scott Speed
Toro Rosso-Ferrari 28 Puncture
Ret 21 Christijan Albers Spyker-Ferrari 10
Accident
Etichette:
#Alex Wurz,
#Christian Albers,
#David Coulthard,
#Felipe Massa,
#Fernando Alonso,
#Giancarlo Fisichella,
#Kimi Raikkonen,
#Lewis Hamilton,
F1 stagione 2007,
GP Australia
Iscriviti a:
Post (Atom)















