Visualizzazione post con etichetta #Mike Conway INDY. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #Mike Conway INDY. Mostra tutti i post

lunedì 23 agosto 2021

La Toyota vince Le Mans per la quarta volta, ma è finalmente il momento della numero 7

Come ogni anno prima o poi arriva il weekend della 24 Ore di Le Mans, anche se per il secondo anno consecutivo stavolta è arrivato più tardi del solito. Non è giugno, ma per fortuna non è nemmeno il weekend del Gran Premio dell'Azerbaijan, quindi va tutto bene così. Ci sono anche Indycar e DTM, ma l'importante è che non ci sia la SoVrApPoSiZiOn3 con la Formula 1, quella avrebbe scatenato molta più indignazione.
Come ogni anno nel weekend della 24 Ore di Le Mans ci sono persone che parlano degli eventi un po' a sproposito, in un campo o nell'altro. Per esempio c'è chi dice che chiunque ha la possibilità di vincere, non come in Formula 1 dove c'è una squadrahhhh dominantehhhh, oppure chi si lamenta della gara troppo lunga perché le gare devono durare al massimo un'ora e mezza, un'ora e tre quarti. Il must, quando c'è la 24 Ore di Le Mans, è che ne parlino anche quelli che non sanno cosa dire.
Come ogni anno in cui Fernando Alonso *non* corre la 24 Ore di Le Mans, c'è meno attenzione alla 24 Ore di Le Mans rispetto a quella che ci sarebbe stata se fosse stato presente in pista (in realtà prima della gara fa una demo su una Alpine di Formula 1, ma in ogni caso non è lì per gareggiare). Sulla Toyota numero 8 adesso ci sono Sebastien Buemi, Kazuki Nakajima e Brendon Hartley, vincitori dell'edizione 2020, l'ultima dell'epoca LMP1 perché adesso la classe principale è la Hypercar. Certe cose, però, non cambiano, e la pole position se la accaparra la Toyota, non la numero 8, ma la numero 7, quella di Kamui Kobayashi, José Lopez e Mike Conway, ovvero quella che alla fine non vince mai. Viene spontaneo chiedersi se questa sarà la stagione giusta, ma bisogna attendere ben ventiquattro ore (di gara seguita occasionalmente a tratti, tramite vari streaming non ufficiali su Youtube) per giungere alla risposta.
Le Hypercar sono in totale cinque, oltre alle due Toyota c'è un'Alpine guidata da Nicolas Lapierre, André Negrao e Matthieu Vaxiviere, oltre che due Glichenhaus, una con il trio Pipo Derani/ Franck Mailleux/ Oliver Pla, l'altra con Ryan Briscoe/ Romain Dumas/ Richard Westbrook. In compenso di LMP2 ce ne sono in abbondanza ed è sempre bello sperare che succeda qualche imprevisto, che le Hypercar abbiano problemi e che sia una LMP2 a spuntarla, come sarebbe potuto succedere - ma sfortunatamente non è successo - diversi anni fa alla Jackie Chan.Poi passa un'ora, ne passano due, ne passano tre... e così via, finché non ne sono passate ventiquattro. A quel punto abbiamo di fronte il responso finale: dopo una gara fatta di scrosci di pioggia random e di incidenti che hanno messo fuori varie vetture (alcune non sono finite fuori per incidente, tipo Robert Kubica ritirato a pochi minuti dalla fine mentre era in testa tra le LMP2), la Toyota numero 7, in testa per tutta la durata, si è portata a casa la vittoria, finalmente. Complimenti a Kobayashi, che guidava nel finale, nonché a Lopez, Conway e tutto il team. Toyota ha fatto doppietta e l'Alpine (bellissima, con i colori uguali a quelli delle Formula 1) ha completato il podio.

sabato 28 novembre 2020

Quando in Bahrein era tempo di endurance...

Qualche tempo fa è terminato il campionato mondiale di endurance e i campioni di questo mondiale 2019/20 sono stati i piloti della Toyota numero 7, vincendo la gara finale davanti alla Toyota numero 8 e ottenendo il titolo per una questione di pochi punti.
I piloti sono Kamui Kobayashi, Mike Conway e José Lopez, che con il totolo si sono ripresi dal non avere vinto nemmeno quest'anno la 24 Ore di Le Mans.
C'erano solo le due Toyota come LMP1, Rebellion ha scelto di non competere nella gara finale, non essendo più in lotta per il titolo, verosimilmente per questioni economiche.
Si tratta della fine di un'epoca, vista la fine delle LMP1 che lasceranno il posto alle hypercar nella prossima stagione, in un campionato che, visto lo stravolgimento del mondiale 2020, sarà disputato come accadeva un tempo da marzo fino a novembre.

mercoledì 19 giugno 2019

Alonso, Buemi e Nakajima x2 a Le Mans

19.06.2016: c'erano la 24 Ore e Baku e il mondo si indignava. Non era la prima volta in cui succedeva, ce n'erano state anche delle altre...
...
...
...una proprio il 19.06... 2005. Sì, lo so che è sconvolgente, ma si stava svolgendo una 24 Ore di Le Mans mentre le gomme Michelin esplodevano alla soprelevata di Indianapolis, in attesa di regalarci uno dei GP più strani della storia.

Il 2019 ha avuto qualcosa in comune con il 2016 per me, in quanto ho visto solo l'ultima ora della 24 Ore, dopo due anni in cui ne avevo viste otto o nove ore.
Fino all'ultima era stato un susseguirsi della Toyota numero 7 in testa davanti alla Toyota numero 8, per una 1-2 sicura.
La 1-2 c'è stata, ma qualcosa non è andato come sembrava.

La 7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e José Lopez ha riportato una foratura, una di quelle che vengono chiamate slow puncture.
La numero 8 è andata in testa e mentre attendevo un miracolo non ci sono stati miracoli. Kazuki Nakajima sulla 8 si è ritrovato ancora una volta eroe delle folle, mentre l'attenzione però era rivolta a Fernando Alonso e Sebastien Buemi che ai box erano in attesa.

Tutto è andato come l'evoluzione degli eventi suggeriva, la 8 ha fatto il bis e ha vinto il titolo. I sostenitori argentini di Lopez urlano al kompl8 e sui social litigano in spagnolo con i tifosi spagnoli di Alonso, mentre nessuno si fila gli altri.
Io speravo nella 7 perché Kobayashi a Le Mans non ha mai vinto ed è giapponese, perché Conway merita una gioia ma soprattutto perché Lopez merita di essere sostenuto, anche se ormai certe vecchie dicerie sono sorpassate.

Il resto è storia: conteggi di sorpassi per fare confronti a caso con la F1, un crash di Maldonado (giusto perché parlavo di Lopez), vittoria di classe per una Ferrari in GTE (uno dei piloti era Calado, peraltro), una Ford al top in GT Am per poi essere squalificata a favore di una Porsche nel pomeriggio di lunedì.

domenica 7 febbraio 2016

2015/2016 #4: Commento ironico all’eprix di Buenos Aires (06/02/2016)

Un cordiale saluto a tutti i miei cari lettori.
Ci eravamo lasciati con il commento all'eprix precedente, avvenuto nel corso del mese di dicembre, quindi, di conseguenza, una vita fa.
Ormai non ero più abituata a scrivere commenti a eprix, gran premi e quant'altro, quindi avevo seriamente preso in considerazione l'idea di mettere fine a questa pratica, quindi................ no, scherzo, non ho mai pensato di smettere di scrivere i Commenti e, anzi, sto lavorando già da un po' alle F.A.Q. dei Commenti ai Gran Premi, e non vedo l'ora di potere scrivere commenti di un certo livello.
L'eprix di Buenos Aires, disputato sabato 6 febbraio, non è sfuggito all'occhio critico dell'Autrice(C), quindi direi di procedere con ordine e di narrare gli eventi accaduti di recente.

Tutto è iniziato circa due settimane fa, con un evento mondano Made in Formula E, in attesa che arrivasse il momento dell'eprix di Buenos Aires. Protagonisti di questo evento, che consisteva nel dedicarsi al ruolo di sfasciacarrozze virtuali, Nicòòòòòò e Gillette Fusion, scelti a caso, perché si sono macchiati della terribile colpa non solo di avere cognomi famosi ma addirittura di non averli mai infangati facendo cose strane tipo andare a schiantarsi di proposito per favorire le vittorie dei relativi compagni di squadra (tra l'altro, in Formula E, non ce ne sarebbe neanche bisogno: Buemiiii non ha bisogno di un crashgate per vincere, Heidiiii non vincerebbe nemmeno con un crashgate).
A proposito della sfida all'ultimo colpo di joystick tra Nicòòòò e Gillette Fusion, che è stata vinta da quest'ultimo, c'è da dire che in quell'occasione sono capitati eventi interessanti, il primo che Chandy faceva il telecronista dell'evento e che tra parentesi indossava un maglioncino che gli dava l'aria da anziano. Poi ho visto la luce, facendo una scoperta di notevole spicco: GILLETTE FUSION PORTA GLI OCCHIALI DA VISTA! Con tutta probabilità è leggermente ipermetrope, dal momento che lo si è visto con gli occhiali solo quando guardava il monitor.
Facendo due rapide riflessioni, se ci ho visto giusto, con il passare degli anni la sua visione da lontano peggiorerà. Se la sua carriera dovesse proseguire molto a lungo, esiste la possibilità di vederlo, un giorno ancora piuttosto lontano, con gli occhiali sotto al casco.

Continuando a parlare di piloti con un cognome famoso (sì, purtroppo in Formula E è stato costretto a posare in una foto insieme agli altri figli d'arte, della serie "ho vinto qualcosa, nel corso della mia vita, ma è stato talmente tanto tempo fa che nessuno se ne ricorda"), quello con gli occhiali che sfoggiava tute di tre taglie più grandi, è stato caldamente invitato ad abbandonare la macchina e ad andarsene in giro in skateboard, dove non solo la sua tuta extralarge sarebbe stata più adatta, ma almeno non l'avrebbero avuto tra le scatole. Al suo posto è arrivato Mike Conway, quello che anni e anni fa in Indycar una volta su un circuito cittadino ebbe un incidente esattamente sotto a un cartello che indicava il nome della via, ovvero "Conway street".

Ma ora spostiamoci mentalmente a Buenos Aires, dove nei giorni che precedevano l'eprix avveniva un dramma di proporzioni singaporesi: una mega-intossicazione alimentare! Pare che siano stati una trentina gli intossicati. Tra loro c'erano sia Jev sia l'Abete. E' stata dedicata più attenzione a Jev, che per tutta la giornata di venerdì è stato a riposo. D'altronde stare seduto sul water deve essere riposante...
Un paio di potenziali piloti di riserva, che stavano lì ad attendere che un volante qualsiasi si liberasse, sono rimasti molto delusi, quando tutti sono riusciti a piazzarsi sulle loro vetture. Voce di corridoio: pare che tra chi sperava che si liberasse un posto ci fosse nientemeno che José Lopez, quello che circa sei anni fa avrebbe debuttato in Formula 1, se solo la USf1 si fosse degnata di realizzare una monoposto. Avanti, José, guarda al lato positivo: almeno non sei rimasto intossicato... Probabilmente si è portato il pranzo da casa.

La pole position l'ha conquistata il Volatile, seguito da Nicòòòò e da Antonio Felice Sulla Costa, vincitore della passata edizione e, in quanto tale, esaltato a tutto andare mentre di solito nessuno se lo fila neanche minimamente.
Voce fuori campo: "Cosa, cosa, cosa?!?!?! Dov'è Buemiiiii?"
Buemiiii: "Sono precipitato nel più profondo girone dell'inferno, ma non pensare di esserti sbarazzato di me. Je suis le boss! Ora spaccherò il culo a tutti armato di baguette."
Nicòòòò: "Ehiiiii... quella baguette è mia!"
Buemiiii: "Non lo è più."
Nicòòòò: "Non posso andarmene in giro senza baguette così come se niente fosse."
Il Volatile: "Nemmeno io me ne vado mai in giro senza baguette. Però la tengo nascosta dietro al casco."
L'Autrice(C): "Okay, il commento sta già degenerando. Se non hai altro da aggiungere, gradirei esporre la griglia di partenza."
Il Volatile: "Invece qualcosa da dire ce l'ho. Gente, voi che ammirate la mia presenza statuaria e la mia ammaliante bellezza, ricordatevi sempre delle cose fondamentali nella vita."
Voce fuori campo: "Del tipo?"
Il Volatile: "Del tipo, votate me per il fanboost, non quello sfigato di Crashgateinho."
Tutti: "Chi è Crashgateinho?"
L'Autrice(C): "Okay, andiamo avanti... e soprattutto, Volatile, che cosa ci fai lì completamente nudo? Vatti a mettere la tuta, prima che passi per caso Guido Per Il Giardino e se ne impossessi! Ora, per cortesia, possiamo andare avanti? Vogliamo leggere questa griglia di partenza o no?"

1^ fila: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Nico Prost (eDams Renault)
2^ fila: 3. Antonio Felix Da Costa (Aguri), 4. Stephane Sarrazin (Venturi)
3^ fila: 5. Mike Conway (Venturi), 6. Robin Frijns (Andretti)
4^ fila: 7. Lucas Di Grassi (Abt), 8. Daniel Abt (Abt)
5^ fila: 9. Nelsinho Piquet (Nextev), 10. Jerome D'Ambrosio (Dragon)
6^ fila: 11. Oliver Turvey (Nextev), 12. Loic Duval (Dragon)
7^ fila: 13. Nico Heidfeld (Mahindra), 14. Simona De Silvestro (Andretti)
8^ fila: 15. Jean-Eric Vergne (Virgin), 16. Bruno Senna (Mahindra)
9^ fila: 17. Salvador Duran (Aguri), 18. Sebastien Buemi (eDams Renault)

Sono consapevole del fatto che qualcuno potesse chiedersi che cosa ci facesse Buemiiii in una zona così inusuale. Tutto ha una spiegazione e di solito tale spiegazione riguarda la verniciatura dei muretti in un momento in cui non era opportuno mettersi a verniciare muretti così come se niente fosse.
Buemiiii, però, è un ex pilota Toro Rosso/ terzo pilota Redbull ed è stato addirittura il successore in Toro Rosso di quel tipo che vince solo per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato di cui al momento mi sfugge il nome. Qualcosa come Vettel/ Fettel/ Pettel o qualcosa del genere, mi pare...

Stando a quanto avevo letto, come aiuto-telecronista su Raisport2 avrebbe dovuto esserci Michela Cerruti... invece no, c'era Alex Fontana, di cui ho già parlato tempo fa che no, non è parente di Norberto Fontana.
Per prima cosa hanno inquadrato Sarrazin che veniva intervistato, il che era comunque un momento di notevole spicco. Poi sono passati a parlare di Valeria Mazza, che era là insieme ai figli, a cui è stato chiesto se si stavano divertendo, e ai figli di Valeria Mazza è stato dedicato più spazio che a Sarrazin.
Voce fuori campo: "Possiamo parlare della gara, magari?"
L'Autrice(C): "Direi di sì."
...
...
...
...
...SCATTANO LE VETTUREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
*Samba party!*
Il samba party ha coinvolto Crashgateinho e la Carta Sim. D'Ambriiii nel frattempo precipitava nelle retrovie e, considerando che Crashgateinho partiva più vicino a D'Ambriiiii che alla Carta Sim, con tutta probabilità si era allenato con lui prima di andare a ballare con la dark lady della Formula E, dark lady non perché sia effettivamente una dark lady, però essendo l'unica donna possiamo darle questa carica.
Il Volatile, Nicòòòò, Antonio Felice Sulla Costa, Sarrì, Di Gratis e Frinjiiii erano i primi sei, in quel momento e nulla sembrava destinato a cambiare, almeno per il momento.
Intanto, però, si avvicinava un momento importante.
Stop.
Al.
Televoto.
Vincitori del fanboost:
1) Di Gratis;
2) Il Volatile;
3) JEV.
Seriamente, al di là dei casi disperati tipo Sarrì, che sto incessantamente votando fin dal momento dell'inizio di questa stagione, inizio a commuovermi per le sorti di Heidiii e Gillette Fusion, un tempo erano i favoriti per il fanboost, al giorno d'oggi a Gillette Fusion non resta che consolarsi con le vittorie nelle gare virtuali, mentre Heidiiii... ma davvero Heidiiii era tornato ed era presente in pista? Non ci stavano trollando, scrivendo il suo nome al solo scopo di abbellire la grafica, come succede in Formula 1 con il nome di Jensinho?
Voce fuori campo: "No, Heidiiii esiste davvero."
Bene, abbiamo appurato che Heidiiii esiste davvero: ciò è consolatorio.
Il momento clou, comunque, era seguire l'inseguimento di Buemiiii alle posizioni alte della classifica. Dimostrava di avere appreso bene la filosofia bibitara del rimontare per culo e non per merito rendendo la gara falsata e, con un sorpasso dopo l'altro, stava risalendo verso le zone alte.
Buemiiii: "Guess what? Sono sesto."
Voce fuori campo: "Ma tu non sei un cinnamon roll!"
Buemiiii: "Sono svizzero di madrelingua francese."
Voce fuori campo: "Oui, tu es un demi cinnamon roll."
Buemiiii: "Sono già soddisfazioni."
Antonio Felice Sulla Costa: "Io intanto supero Nicòòòò like a boss."
La sua macchina: "E io tra poco ti lascerò a piedi like a boss..."
E infatti così è accaduto: al 18esimo giro di 35, mentre il telecronista si stava preoccupando per il fatto che Gillette Fusion forse ormai senza potenza residua e rischiasse di rimanere a piedi, è stato qualcun altro a rimanere a piedi, Antonio Felice Sulla Costa, ribattezzato per l'occasione Antonio Felipe Sulla Costa, in onore al Gufo di Interlagos.
Antonio Felipe Sulla Costa: "Era un onore che mi sarei risparmiato volentieri."
L'Autrice(C): "Non spetta a me decidere per il tuo futuro. Ora non ci resta che sperare che Buemiiii possa contrastare la cinnamonrollosità del Volatile."
Il Volatile: "Non capisco che cos'ho fatto di male. Ho anche posato nudo allietando le giornate a molta gente. Non merito tutto il male che mi stai augurando. Non merito di essere scippato della mia vittoria. Non merito di essere shippato con Jev. Non merito di essere costretto a indossare una tuta. Non merito di stare in pista, quando potrei stare in un campo nudisti. Non merito di..."
Voce fuori campo: "Per cortesia, qualcuno lo faccia tacere e lo mandi ai box insieme a tutti gli altri."
...
...
...
...
...Tutti ai box e, quando sono tornati in pista, il Volatile era ancora in testa, seguivano Di Gratis, Sarrì, Buemiiii e Nicòòòò in top-5, con Nicòòòò che perdeva terreno dopo essere andato a limonare con un muretto.
Avrebbe potuto approfittarne il sostituto dello Skater Grandfather Jacques, ma si è messo a ballare ripensando all'incidente di Conway Street e ha preso un biglietto di sola andata per le retrovie.
Il vero eroe della giornata... anzi, no? come mi viene in mente una simile affermazione? la rovina del mondo Sebastien Demi-Cinnamòn stava ancora recuperando posizioni per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato... e per mondiale intendo il mondiale di Formula 1, che ovviamente risente del fatto che Buemiiii stesse recuperando posizioni.
Buemiiii: "Autrice, vacci piano. Ho messo a malapena il culo su una Redbull, nel corso della mia esistenza, non posso essere accusato di tutti i mali del mondo. Se proprio devi prendertela con qualcuno, prenditela con gli attuali piloti della Redbull."
L'Autrice(C): "Non posso. Dani-Smile sorride e il Kiwi parla italiano, quindi non possono essere accusati di rendere il mondiale falsato. In realtà la Redbull non sta nemmeno vincendo, quindi il mondiale non è più falsato, però lo è, perché qualsiasi mondiale di Formula 1 è falsato, anche quelli che non sono ancora iniziati, tipo quello di cui sto parlando."
Voce fuori campo: "Questo discorso è più soporifero della presenza di Paul Di Siesta e di Marco Sonniferetti all'interno dello stesso contesto."
Una fangirl: "E' un contesto a luci rosse?"
L'Autrice(C): "OH MY FELIIII FLY."
...
...
...
...
...
...
...
Cataclisma imminente.
...
...
...
...
...
...
...
L'autrice ha menzionato un fatto mai accaduto.
E' un tentativo sovversivo di rompere l'ordine naturale delle cose, quindi da "Autrice(C)" è stata declassata ad "autrice"; è grave quasi come essere declassati da pilota Ferrari a gemello segreto di un pilota Ferrari.
Direi che la cosa migliore da fare, a questo punto, è tornare a Buemiiii, che ha superato Di Gratis e con grande nonchalance si è lanciato all'inseguimento della vetta della gara, minacciando il Volatile di rubargli la vittoria, la macchina e anche la tuta.
Il Volatile ha mantenuto tutto e, in onore del decoro, o prevalentemente per non essere assalito da una mandria di fangirl, ha tenuto anche la tuta.
Buemiiii si è accontentato della seconda posizione, falsando di conseguenza il risultato che sarebbe stato ugualmente falsato, per via del suo antico legame con il team che falsava i gran premi, mentre Di Gratis ha completato il podio. Seguiva un trio di francesi, dopodiché nientemeno che Heidiiii, protagonista (pare) a un certo punto sul finale di un duello intestino con il compagno di squadra che stava nuovamente arrivando al limite con la batteria. Tra i due Mahindra Boys si sono inseriti Frinjiiii e l'Ingegnere Meccanico Turvey.

Purtroppo il collegamento è terminato prima che fosse trasmesso il podio e prima ancora che i piloti fossero condotti al podio stesso su mezzi di fortuna.
Immagini dal podio c'erano comunque negli highlight brevi del canale youtube della Formula 1. C'erano Buemiiii e Di Gratis che spruzzavano champagne in faccia al Volatile. Dall'espressione, Buemiiii sembrava particolarmente eccitato da quanto stava accadendo.
Il pubblico, nel frattempo, indossava occhiali speciali per vedere al di là degli indumenti e guardava cosa ci fosse sotto la tuta del Volatile...

RISULTATO: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Sebastien Buemi (eDams Renault), 3. Lucas Di Grassi (Abt), 4. Stephane Sarrazin (Venturi), 5. Nicolas Prost (eDams Renault), 6. Loic Duval (Dragon), 7. Nick Heidfeld (Mahindra), 8. Robin Frijns (Andretti), 9. Oliver Turvey (Nextev), 10. Bruno Senna (Mahindra), 11. Jean-Eric-Vergne (Virgin), 12. Nelsinho Piquet (Nextev), 13. Daniel Abt (Abt), 14. Simona De Silvestro (Andretti), 15. Mike Conway (Venturi), 16. Jerome D'Ambrosio (Dragon), Rit. Antonio Felix Da Costa (Aguri), Rit. Salvador Duran (Aguri).

lunedì 25 agosto 2014

#14 INDYCAR: Grand Prix of Sonoma - 24 agosto

Ritorna la Indycar e ritornano i telecronisti colombiani di cui ho già parlato qualche tempo fa. Stavolta è la volta di Sonoma, in California, su un circuito stradale, dove si svolgeranno 85 giri.
Da notare che nella notte antecedente alla gara è venuto un terremoto di alta intensità e l'albergo in cui tutto il team Penske si trovava è stato evacuato.

Griglia di partenza: Power (Penske), Newgarden (Fisher), Dixon (Ganassi), Hinchcliffe (Andretti), Briscoe (Ganassi), Castroneves (Penske), Bourdais (KVSH), Kanaan (Ganassi), Muñoz (Andretti), Hunter-Reay (Andretti), Kimball (Ganassi), Aleshin (Schmidt), Andretti (Andretti), Rahal (Rahal), Pagenaud (Schmidt), Wilson (Coyne), Conway (Carenter), Hawksworth (Herta), Montoya (Penske), Sato (Foyt), Huertas (Coyne), Saavedra (KVSH).

GARA: Power mantiene la prima posizione in una partenza in cui tutto fila liscio... almeno per pochi secondi. Nelle retrovie infatti c'è stato un contatto tra diverse vetture, in cui ad essere più danneggiati sono Hinchcliffe e Bourdais. Tra le varie vetture che hanno riportato lievi danni c'è anche quella di Castroneves, principale sfidante di Power per il titolo. Entra la safety car e vari piloti (tra cui Castroneves) sono costretti a rientrare ai box. Al momento i primi cinque sono Power, Newgarden, Dixon, Hunter-Reay e Kanaan, con il brasiliano che supera HR poco dopo il restart. Castroneves, dopo i problemi al via, è precipitato nelle retrovie e i suoi problemi evidentemente continuano dal momento che al 9° giro rientra di nuovo ai box precipitando ancora più indietro.
I piloti di testa si fermano ai box per la prima sosta intorno al 18-19° giro; i piloti rientrati per primi ne hanno tratto lievi vantaggi, con Dixon che si trova ora davanti a Newgarden e, ugualmente, HR che è davanti a Kanaan. Rahal prosegue restando in pista più a lungo, al momento in quarta posizione davanti a HR, con cui il distacco è minimo. Rahal prosegue ancora e al 30° giro la situazione è questa: Power è in testa con approssimativamente 10 secondi di vantaggio su Dixon, 15 su Newgarden, 19 su Rahal e 20 su Hunter-Reay.
Al 30° giro un incidente di Huertas provoca l'ingresso della safety car e, mentre la gara è neutralizzata, Rahal e Kanaan rispettivamente dal 4° e dal 6° posto rientrano ai box, mentre gli altri proseguono. I primi cinque a questo punto sono Power, Dixon, Newgarden, Hunter-Reay e Andretti.
E' appena ripartita la gara quando finisce fuori Saavedra: altro ingresso della safety car e tutti rientrano ai box, tranne quelli che si erano appena fermati. Kanaan si ritrova quindi in testa davanti a Conway, Briscoe, Rahal e Sato a completare i primi cinque, mentre ai box Power viene sopravanzato anche da Power. La situazione, per il leader del campionato, è però destinata a precipitare ulteriormente: al restart finisce in testacoda ritrovandosi ultimo, dopo essere stato leader per 35 giri. E' 20° mentre Castroneves è 18°. Davanti, nel frattempo, Conway ha preso la testa della gara davanti a Kanaan e Briscoe, ma quest'ultimo al 50° giro si ferma ai box, rientrando ai box parecchi giri prima rispetto agli altri piloti di testa (circa 10 giri prima di Conway).
Al 64° giro Conway è di nuovo in testa, grazie ai pit-stop degli altri piloti, e ha un vantaggio minimo nei confronti di Rahal, che lo supera portandosi in testa. Kanaan, Dixon e Hunter-Reay completano la top-5, quando gli altri piloti che li precedevano si fermano a loro volta.
Sul finale le cose si complicano per parecchi piloti, che iniziano ad avere troppo poco carburante e devono effettuare un'ulteriore sosta. Uno di questi è Rahal che, messo sotto pressione da Conway, Dixon e Hunter-Reay non può fare altro che rientrare ai box a tre giri dalla fine (dove peraltro ci sono problemi e ha una lunga sosta, e per giunta verrà penalizzato per eccesso di velocità nella pit-lane). Subito dopo Dixon supera Conway che a sua volta ha problemi di carburante e nell'ultimo giro da terzo che era rimane fermo, riuscendo per un soffio a tagliare il traguardo.
Per quanto riguarda i due contendenti al titolo: Castroneves ha chiuso soltanto 18°, mentre Power è finito 9° ma, penalizzato per un sorpasso in regime di bandiere gialle su Bourdais (bandiere gialle esposte per la vettura di Conway ferma in traiettoria) il leader del campionato è stato penalizzato per il sorpasso irregolare tornando 10°. Con il risultato di Sonoma, ha 51 punti di vantaggio nei confronti del compagno di squadra.

RISULTATO: 1) Scott Dixon (Ganassi), 2) Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3) Simon Pagenaud (Schmidt), 4) Takuma Sato (Foyt), 5) Juan Pablo Montoya (Penske), 6) Josef Newgarden (Fisher), 7) Mikhail Aleshin (Schmidt), 8) Marco Andretti (Andretti), 9) Justin Wilson (Coyne), 10) Will Power (Penske), 11) Sebastien Bourdais (KVSH), 12) James Hinchcliffe (Andretti), 13) Tony Kanaan (Ganassi), 14) Mike Conway (Carpenter), 15) Jack Hawskworth (Herta), 16) Sebastian Saavedra (KVSH), 17) Ryan Briscoe (Ganassi), 18) Helio Castroneves (Penske), 19) Carlos Muñoz (Andretti), 20) Graham Rahal (Rahal), 21) Charlie Kimball (Ganassi) + 1LAP, 22) Carlos Huerta (Coyne) +57LAPS.

lunedì 21 luglio 2014

#11 INDY GP TORONTO: 20 luglio 2014 [GARA 2]

Il maltempo di sabato è soltanto un ricordo... fino a un certo punto: la pista è umida, ma almeno non diluvia, il che è già un passo avanti notevole. Altri 65 giri ci attendono...

Griglia di partenza: Castroneves, Power, Pagenaud, Hunter-Reay, Montoya, Muñoz, Dixon, Andretti, Kanaan, Bourdais, Conway, Briscoe, Hinchcliffe, Aleshin, Wilson, Kimball, Newgarden, Hawksworth, Rahal, Huertas, Saavedra, Sato, Filippi.

Cronaca
Si parte con una partenza da fermi, con pista umida e senza incidenti, il che è già una novità di un certo livello. Non fa in tempo a finire il primo giro che Kanaan va a sbattere, entra quindi la rituale safety car che rimane in pista per due giri.
Si riparte al quarto giro e tutto fila liscio con Castroneves in testa davanti a Power, Pagenaud, Hunter-Reay e Montoya.
Pagenaud rimane terzo fino al sesto giro, quando ha dei problemi e rallenta, venendo sfilato da chiunque. Montoya intanto supera Hunter-Reay per la terza piazza, ma dura poco: al 12° giro infatti lo troviamo contro le barriere, con vari piloti che deviano per le vie di fuga e Aleshin che gli va addosso. La vettura di Montoya si solleva e quella del russo si incastra sotto la sua. Entra la seconda safety car.

La maggior parte dei piloti approfittano della neutralizzazione per rientrare ai box; Newgarden e Bourdais rimangono fuori e si portano 1° e 2°, davanti a Castroneves che è terzo quando si riparte alcuni giri dopo.
Si susseguono vari testacoda ed escursioni nelle vie di fuga (a quanto mi pare di capire anche Newgarden), ma tutti riescono a ripartire regolarmente e la safety car non si vede.
...
...
...
OK, come non detto, ce la ritroviamo al 24°, per dei detriti rimasti in pista dopo i vari problemi appena citati.
Bandiera verde al 28° giro: i primi tre sono Castroneves, Power e Kanaan, e tra i primi due si accende un intenso duello per la leadership, con Kanaan, Dixon e Filippi a completare la top-5 almeno finché quest’ultimo non va a sbattere al 33° facendo entrare la safety car.
Quando si riparte è di nuovo lotta per la leadership tra Castroneves e Power, con l’australiano che supera il compagno di squadra poco prima che entri di nuovo la safety car dopo che Saavedra è andato a sbattere contro le barriere. Le posizioni rimangono tra loro invariate anche al momento in cui tutti i piloti delle prime posizioni rientrano ai box.

Si accendono i cronometri anziché il conteggio dei giri perché la gara può durare soltanto un’ora e venti. Mancano una decina di minuti quando si riparte. Wilson è in testa davanti a Conway e Newgarden: si erano fermati poco prima della safety car, pare per montare le slick. Bourdais va a sbattere, senza particolari conseguenze. Castroneves perde posizioni. Quello che conta, però, è che Conway supera Wilson.
Mancano sei minuti e non è ancora finita: Huertas e Kimball si toccano e, in perfetto indy-style, si viene a creare un ingorgo da bandiera rossa. Mancano quattro minuti e mezzo alla fine.

...
...
Si riparte con Conway in testa e Kanaan che supera Wilson per la seconda posizione. In realtà Wilson perde varie posizioni e terzo troviamo Kimball, che deve difendersi dall’attacco di Power. Quest’ultimo lo supera e raggiunge il podio. Castroneves, invece, ha perso altre posizioni. Chiuderà 12°, restando comunque in testa alla classifica.

Risultato
1. Mike Conway  Carpenter  1:20:35.542 
2. Tony Kanaan  Ganassi  +3.541 
3. Will Power  Penske  +5.154
4. Charlie Kimball  Ganassi  +5.485
5. Takuma Sato  Foyt  +6.621 
6. Jack Hawksworth  Herta  +7.870
7. Scott Dixon  Ganassi  +7.935
8. Marco Andretti  Andretti  +10.176
9. Sébastien Bourdais  KVSH  +12.021
10. Justin Wilson  Coyne  +15.785
11. Ryan Briscoe  Ganassi  +15.867
12. Helio Castroneves  Penske  +16.220
13. Josef Newgarden  Fisher  +20.912
14. Ryan Hunter-Reay  Andretti  +22.614
15. Carlos Huertas  Coyne  +29.271
16. Luca Filippi  Rahal Letterman  +46.438
17. Carlos Muñoz  Andretti  +4 Laps 
18. James Hinchcliffe  Andretti  +4 Laps 
19. Juan Pablo Montoya  Penske  +4 Laps 
20. Graham Rahal  Rahal Letterman  +6 Laps 
21. Sebastian Saavedra  KVSH  +7 Laps 
22. Simon Pagenaud  Schmidt  +9 Laps 
23. Mikhail Aleshin  Schmidt  +45 Laps 



...
...
TAKU 5°! *-*

lunedì 14 aprile 2014

#2: TOYOTA GRAND PRIX OF LONG BEACH - 13 aprile 2014

È la volta del secondo appuntamento del campionato di Indycar 2014, che si svolge sul circuito cittadino di Long Beach.

Numero giri: 80.
Condizioni meteo: sereno.
Pole position: Ryan Hunter-Reay

Griglia di partenza:
1^ fila: Hunter-Reay – Hinchcliffe
2^ fila: Bourdais – Newgarden
3^ fila: Hawksworth – Pagenaud
4^ fila: Dixon – Andretti
5^ fila: Castroneves – Wilson
6^ fila: Muñoz – Servià
7^ fila: Kanaan – Power
8^ fila: Sato – Montoya
9^ fila: Conway – Briscoe
10^ fila: Kimball – Aleshin
11^ fila: Huertas – Saavedra
12^ fila: Rahal

Cronaca
Si parte da fermi, per la prima volta nel 2014 e ne approfitta Bourdais che, come ex pilota di F1, dovrebbe essere uno dei pochi capaci di partire da fermo. Sopravanza Hinchcliffe (che perderà una posizione anche a vantaggio di Pagenaud), che parte al rallenty, e va a infastidire Hunter-Reay, che però rimane leader della gara. Bourdais si accoda ed è 2°.
Nelle retrovie intanto è lotta a tre tra i piloti del team Penske: Montoya riesce a superare Power e Castroneves, per risalire in 12^ posizione.
Al 9° giro Hinchcliffe supera Pagenaud per la 3^ posizione, mentre Newgarden che è 5° si avvicina ai due piloti che lo precedono.

Al 27° giro c’è un colpo di scena: proprio mentre il leader della gara rientra per il pit-stop (si erano già fermati parecchi giri prima i piloti delle retrovie su una possibile strategia di tre soste e stavano iniziando a fermarsi i piloti della top-ten), Bourdais va dritto e si schianta contro una barriera di pneumatici. Entra la safety-car.
Poco dopo si ritira Briscoe per un problema al motore. Per quanto riguarda Bourdais, riesce a raggiungere i box. Poco dopo verrà penalizzato con un drive-through per essersi diretto ai box con la pit-lane chiusa (eh, certo, la cosa più normale è che dopo un incidente rimanesse in pista a perdere pezzi).

I piloti che non hanno ancora effettuato nessuna sosta si fermano mentre la safety-car è in pista, dopodiché in top-ten ritroviamo anche alcuni piloti che erano partiti indietro e che quindi hanno proseguito senza fermarsi per una seconda sosta. I primi dieci sono: Hunter-Reay, Pagenaud, Hinchcliffe, Newgarden, Power, Castronevs, Kimball, Andretti, Hawksworth e Servià.
Un replay mostra intanto che ai box c’è stato un contatto tra Kanaan e Dixon.

Al 32° giro si riparte, e non nel più tranquillo dei modi: dopo un contatto con Rahal (che sarà penalizzato con un drive-through per averlo innescato) Wilson finisce in testacoda, ma stranamente non si vede l’ombra di una bandiera gialla. Frattanto c’è un contatto tra Pagenaud e Power, con il francese che finisce contro le barriere e riesce a ripartire e a dirigersi ai box. Anche stavolta non si vede lìombra di una bandiera gialla.
La top-five a questo punto è: Hunter-Reay, Hinchcliffe, Newgarden, Power, Castroneves.

Al 41° giro Bourdais finisce di nuovo contro le barriere nella stessa curva, in un incidente del tutto identico a quello precedente. Entra di nuovo in pista la safety-car. Subito dopo si ferma Kimball, con la vettura in fumo.
Si riparte al 45° giro, con Hunter-Reay inseguito da Hinchcliffe. I due rientreranno anche nello stesso giro (54° giro) per la seconda sosta, ma le posizioni tra i due permarranno invariate.

Un giro più tardi rientra Newgarden e torna in pista proprio davanti ai due piloti del team Andretti.
A quel punto accade l’imprevedibile: viene tamponato da Hunter-Reay che a sua volta viene tamponato da Hinchcliffe!
Vengono coinvolti anche vari piloti che sopraggiungono in quel momento. Oltre ai tre già menzionati sono costretti al ritiro anche Sato, Kanaan e Hawksworth.

L’incidente segna il terzo ingresso della safety-car, con Dixon leader davanti a Wilson, Power, Conway e Muñoz a completare la top-five.

Al 65° giro si riparte con Dixon che mantiene la posizione davanti a Wilson, quest’ultimo tenta il sorpasso un giro più tardi, ma dopo un contatto con Dixon è costretto al ritiro.
Poco dopo anche Rahal si ritira per un problema ai freni: di nuovo safety-car dato che ha “parcheggiato” in mezzo alla pista. Si ripartirà a dieci giri dalla fine, con Dixon davanti a Conway, Power, Muñoz e Montoya.

Quando mancano 2 giri alla fine Dixon, a corto di carburante, è costretto a rientrare ai box, lasciando la leadership a Conway.
Inseguito da Power, riesce a mantenere la posizione nei confronti del vincitore del gran premio di St.Pete di due settimane fa, e vince davanti a Power, Muñoz, Montoya e Pagenaud.

Risultato:
1 Mike Conway 20 Chevrolet 80 laps 
2 Will Power 12 Chevrolet 80 laps
3 Carlos Munoz 34 Honda 80 laps
4 Juan Pablo Montoya 2 Chevrolet 80 laps
5 Simon Pagenaud 77 Honda 80 laps
6 Mikhail Aleshin 7 Honda 80 laps
7 Oriol Servia 16 Honda 80 laps
8 Marco Andretti 25 Honda 80 laps
9 Sebastian Saavedra 17 Chevrolet 80 laps
10 Carlos Huertas 18 Honda 80 laps
11 Helio Castroneves 3 Chevrolet 80 laps
12 Scott Dixon 9 Chevrolet 80 laps
13 Graham Rahal 15 Honda 79 laps
14 Sebastien Bourdais 11 Chevrolet 77 laps
15 Jack Hawksworth 98 Honda 77 laps
16 Justin Wilson 19 Honda 64 laps
17 Ryan Briscoe 8 Chevrolet 60 laps
18 Tony Kanaan 10 Chevrolet 55 laps
19 Josef Newgarden 67 Honda 55 laps
20 Ryan Hunter-Reay 28 Honda 55 laps
21 James Hinchcliffe 27 Honda 55 laps
22 Takuma Sato 14 Honda 55 laps
23 Charlie Kimball 83 Chevrolet 41 laps

martedì 4 giugno 2013

INDYCAR 2013: #6 INDY DUAL DETROIT

Fortunatamente esiste Youtube e ancora più fortunatamente esistono persone che pubblicano le gare di Indycar su youtube... Dopo essermi persa entrambe le gare di questo weekend, eccomi pronta a recuperare quando è avvenuto nel corso del weekend nella suggestiva location di Belle Isle! *-*

Mazzoni direbbe che è uno scenario suggestivo

È da segnalare il ritorno di Mike Conway, che ha preso il posto di Ana Beatriz Figueiredo al team di Dale Coyne.
È da segnalare anche che prima della Indy500 Kanaan e Barrichello avevano fatto una scommessa: se Tony avesse vinto, Rubinho si sarebbe rasato i capelli, mentre Tony si sarebbe tinto i capelli (quali capelli? O.O) di biondo. Nelle ultime foto inserite sul suo Istagram, Barrichello appare con i capelli leggermente più corti (che sono tutto fuorché rasati), mentre Kanaan attualmente ha i capelli color giallo canarino. Risultato: a Rubens i capelli più corti non donano affatto, ma a differenza di Kanaan almeno ha ancora un aspetto presentabile.

GARA 1: sabato 1 giugno
Griglia di partenza: Viso, Conway, Jakes, Hunter-Reay, Tagliani, Vautier, Sato, Pagenaud, Power, Saavedra, Franchitti, Castroneves, Allmendinger, Rahal, Bourdais, Dixon, Wilson, De Silvestro, Andretti, Kanaan, Hinchcliffe, Briscoe, Newgarden, Carpenter, Kimball.

GOOOOOOOOO! Tempo due curve, poi AJ Allmendinger, pilota di NASCAR  che ha preso parte agli ultimi due appuntamenti del campionato di Indycar, utilizza la vettura di Dixon come trampolino di lancio. Dixon rientra ai box per sostituire l’ala posteriore, per AJ invece la gara è finita.
È da specificare che frattanto Conway si era portato in testa davanti a Viso, e che dopo quattro giri dietro la pace-car è ugualmente in testa e riesce a distanziare abbastanza in fretta. Viso perde diverse posizioni, Hunter-Reay si porta al secondo posto, poi lo superano anche Tagliani e Power; quest’ultimo ha recuperato varie posizioni dopo il restart. È da specificare che Viso ha un problema alla mappatura del motore, ed è per questo che continua a perdere ulteriori posizioni.
Conway si ferma ai box al 24° giro, mentre poco dopo Tagliani finisce in testacoda in una via di fuga. Entra la pace-car a causa della vettura di Sato rimasta ferma lungo la pista (è rimasto senza benzina) e intanto i piloti che non si erano ancora fermati ai box si fermano. È Hunter-Reay a ritrovarsi in testa a questo punto davanti al precedente leader Conway, mentre a seguire ci sono Power, Franchitti, Castroneves, Pagenaud, Wilson e Jakes.
Dietro alla pace-car Tagliani va a sbattere contro le barriere e si ritira.
Al restart (32° giro) Hunter-Reay mantiene la prima posizione, Conway rimane secondo, mentre Franchitti supera Power per la terza posizione, mentre due giri più tardi c’è un incidente tra Andretti e Saavedra, con quest’ultimo che finisce a muro: caution ancora una volta.

Saavedra non sembra molto soddisfatto.

La ripartenza è al 40° giro, Hunter-Reay mantiene la prima posizione, seguito molto da vicino da Conway, che lo supererà quattro giri dopo. A questo punto della gara i primi cinque sono Conway, Hunter-Reay, Power, Wilson e Kanaan, con quest’ultimo che viene superato subito dopo da Dixon.
Gli ultimi pit-stop vengono effettuati intorno al 50-55° giro; i piloti del team Dale Coyne rimandano la sosta e, mentre Conway conserva la prima posizione davanti a Hunter-Reay, Wilson riesce a risalire, ritardando il pit-stop, in terza posizione.
A tre giri dalla fine Briscoe va a sbattere, ma è in una posizione che non intoppa e quindi ci sono soltanto bandiere gialle locali. La gara terminerà poi senza ulteriori colpi di scena, e vedrà la vittoria di Conway, nella sua seconda gara stagionale (aveva già partecipato al gran premio di Long Beach, terzo appuntamento dell’anno), secondo Hunter-Reay e terzo Wilson, con un margine molto ridotto nei confronti di Dixon (4°).

Risultato: 1. Mike Conway 70 giri, 2. Ryan Hunter-Reay, 3. Justin Wilson, 4. Scott Dixon, 5. Helio Castroneves, 6. Dario Franchitti, 7. Josef Newgarden, 8. Will Power, 9. Graham Rahal, 10. James Jakes, 11. Tristan Vautier, 12. Simon Pagenaud, 13. Tony Kanaan, 14. Charlie Kimball, 15. James Hinchcliffe, 16. Simona De Silvestro, 17. Ernesto Viso, 18. Ed Carpenter 69 giri, 19. Takuma Sato 68 giri, 20. Marco Andretti 67 giri, 21. Ryan Briscoe 66 giri, 22. Sebastian Saveedra 33 giri, 23. Alex Tagliani 29 giri, 24. Sebastien Bourdais 20 giri, 25. AJ Allmendinger 0 giri.

Mazzoni direbbe ancora una volta che è uno scenario suggestivo!

GARA 2: domenica 2 giugno
Pensavo che la griglia di partenza della gara 2 fosse determinata in base al risultato della gara 1. A quanto pare non è stato così.

Griglia di partenza: Conway, Jakes, Power, Hunter-Reay, Viso, Pagenaud, Dixon, Wilson, Castroneves, Hinchcliffe, Saavedra, Allmendinger, Briscoe, Andretti, Rahal, Franchitti, De Silvestro, Kimball, Kanaan, Vautier, Sato, Bourdais, Carpenter, Newgarden, Tagliani.

La gara inizia con un incidente al primo giro: stavolta tutti possono tirare un sospiro di sollievo; AJ ha colpito il muro invece che un’altra vettura!
Il restart è al 5° giro, con Conway davanti a Power, Pagenaud, Hunter-Reay e Jakes nella top-5. Tutto procede tranquillo fino al 9° giro quando la De Silvestro va a sbattere. Sembra che l’incidente sia stato provocato da qualche guasto alla vettura, che sembra non avere sterzato. È caution ancora una volta; Franchitti, Kanaan, Vautier, Bourdais e Sato rientrano ai box.
La ripartenza è al 14° giro: dopo un paio di curve Tagliani finisce in una via di fuga. Poco dopo entra la pace-car a causa dei detriti presenti sulla pista. Anche Carpenter ha la vettura danneggiata, dal replay sembra che sia stato lui a innescare l’incidente che ha coinvolto anche Tagliani.
Il restart è al 16° giro e per il momento la situazione sembra tranquilla, mentre un giro più tardi Hunter-Reay urta il muro e danneggia la vettura.
Entra di nuovo la pace-car, vari piloti rientrano ai box, ma non Conway, che era in prima posizione e che rimane fuori. Al 24° torna bandiera verde, Conway rimane in testa davanti a Dixon, mentre dietro Wilson supera Kimball per la terza posizione, seguono Franchitti e Kanaan, dopodiché... BANZAAAAAAI! Sato finisce a muro! Ciò non mi soddisfa affatto. U.U È di nuovo caution, ce ne sono state ormai talmente tante da farmi perdere il conto... mhm... direi che è la quinta.
La gara riparte al 28° giro e... APOCALISSE MAYA!  Maxi collisione, Wilson e Tagliani si ritirano, sono stati protagonisti dell’incidente anche Power, Rahal, Viso e Carpenter, ma non escludo che me ne sia sfuggito qualcuno per strada. A questi si aggiunge Briscoe, che non è andato a sbattere da nessuna parte ma ha lasciato spegnere il motore e finisce per perdere un giro. Dal replay emerge come il tutto sia stato innescato dal pilota che porta gli occhiali sotto al casco, sfortunatamente non più rossi come avveniva all’epoca della Formula 1. Bourdais ha tamponato infatti Power mandandolo in testacoda, questo è finito a sbattere contro un muretto... e dietro tutti a seguire! Sebbi comunque se n’è andato avanti senza problemi. Segue un’intervista a Wilson, che è decisamente più alto dell’intervistatrice. Justin sembra avere preso il ritiro con una certa filosofia, diversamente da Power che invece sembra incazzato nero e dopo essere sceso dalla vettura, nella pit-lane lancia i propri guanti contro la vettura di Bourdais (tipico della Indycar... in NASCAR invece hanno l’abitudine di lanciare caschi). Successivamente viene intervistato Tagliani sempre a proposito dell’incidente e osservando attentamente i suoi baffetti e il suo pizzetto mi rendo conto finalmente del perché ha un’aria familiare: somiglia a Liuzzi! Sull’incidente l’ultima cosa da segnalare è che successivamente Power tornerà in pista per inseguire Bourdais armato di mazza da golf per cercare di racimolare qualche punto.
Al momento i primi dieci, dietro la pace-car, sono Kanaan, Vautier, Franchitti, Bourdais, Andretti, Kimball, Dixon, Conway, Pagenaud, Rahal (alcuni piloti, come Conway, si sono fermati ai box, altri no).
GREEEEN! (38° giro)... e direi che era anche ora! Bourdais subito dopo viene penalizzato con un drive-through a causa dell’incidente innescato. Conway fa un’ottima ripartenza, supera Kimball e poi Franchitti, portandosi in quarta posizione che diventerà terza quando un giro dopo Sebbi rientra ai box per scontare la penalità. Vautier intanto supera Kanaan portandosi in testa, mentre Conway supera a sua volta il brasiliano che adesso è terzo tallonato da Kimball (che ha superato prima Franchitti e poi Dixon).
Vautier rientra ai box al 40° giro, con Conway che torna in testa dove resterà fino al 46° giro, perché dopo sarà superato da Kimball.
Conway e altri piloti che si erano fermati ai box quando si era fermato lui si fermano nuovamente a una ventina di giri dalla fine e rientra anche Kimball. Pagenaud si porta in testa, ma rientra al 56° giro lasciando la leadership a Jakes, che però rientra quattro giri più tardi. Torna in pista secondo alle spalle di Pagenaud, mentre Conway invece è terzo.
A cinque giri dalla fine Sebbi e Vautier hanno una collisione, con quest’ultimo che precipita nelle retrovie. Anche Bourdais perde alcune posizioni.
Davanti Pagenaud mantiene la leadership fino alla fine e vince davanti a Jakes e Conway.

Risultato: 1. Simon Pagenaud 70 giri, 2. James Jakes, 3. Mike Conway, 4. Scott Dixon, 5. Dario Franchitti, 6. Marco Andretti, 7. Charlie Kimball, 8. Helio Castroneves, 9. Graham Rahal, 10. Sebastian Saavedra, 11. Sebastien Bourdais, 13. Ryan Briscoe 69 giri, 14. Tristan Vautier 69, 15. Ed Carpenter 66 giri, 16. Josef Newgarden 64 giri, 17. EJ Viso 61 giri, 18. Ryan Hunter-Reay 59 giri, 19. James Hinchcliffe 57 giri, 20. Will Power 53 giri, 21. Alex Tagliani 27 giri, 22. Justin Wilson 27, 23. Takuma Sato 23 giri, 24. Simona De Silvestro 8 giri, 25. AJ Allmendinger 0 giri.



lunedì 3 settembre 2012

INDYCAR 2012: #14 GRAND PRIX OF BALTIMORE (2 settembre)


Il campionato di Indycar volge al termine e il penultimo appuntamento stagionale è il gran premio di Baltimora, dove è il leader del campionato Will Power a conquistare la pole position.
Quello di Baltimora è un circuito cittadino (sarà l’ultimo appuntamento stagionale su un circuito stradale) e la gara prevede 75 giri.

Griglia di partenza
1   Will Power   Chevrolet   12   94.184 mph
2   Scott Dixon   Honda   9   93.433 mph
3   Sebastien Bourdais   Chevrolet   7   93.139 mph
4   Dario Franchitti   Honda   10   93.033 mph
5   James Hinchcliffe   Chevrolet   27   92.599 mph
6   Tony Kanaan   Chevrolet   11   92.170 mph
7   Justin Wilson   Honda   18   91.393 mph
8   Ed Carpenter   Chevrolet   20   91.233 mph
9   Simon Pagenaud   Honda   77   N/A
10   Ryan Hunter-Reay   Chevrolet   28   89.877 mph
11   Ryan Briscoe   Chevrolet   2   93.095 mph
12   Mike Conway   Honda   14   93.494 mph
13   Alex Tagliani   Honda   98   89.272 mph
14   Helio Castroneves   Chevrolet   3   93.017 mph
15   Rubens Barrichello   Chevrolet   8   88.712 mph
16   Oriol Servia   Chevrolet   22   92.568 mph
17   Charlie Kimball   Honda   83   92.570 mph
18   Marco Andretti   Chevrolet   26   92.471 mph
29   James Jakes   Honda   19   92.320 mph
20   Bruno Junqueira   Honda   67   91.363 mph
21   Graham Rahal   Honda   38   N/A
22   E.J. Viso   Chevrolet   5   91.957 mph
23   JR Hildebrand   Chevrolet   4   N/A
24   Takuma Sato   Honda   15   86.871 mph
25   Simona De Silvestro   Lotus   78   84.198 mph

Cronaca della gara
Power mantiene la prima posizione davanti a Dixon, Bourdais (che successivamente supererà Dixon per la seconda posizione), Franchitti e Hinchcliffe; nelle retrovie dopo un contatto Simona De Silvestro danneggia l’ala anteriore e subito dopo rientra ai box. Il pezzo d’ala rimasto sulla pista viene tolto prima che possa causare problemi.
Al 9° giro Carpenter danneggia la propria vettura contro un muro e rimane fermo: entra la pace-car, i piloti delle prime posizioni proseguono, mentre qualcuno nelle retrovie rientra ai box (già qualche pilota delle retrovie, comunque, si era fermato per la prima sosta).
Il restart è al 14° giro, le posizioni non cambiano tra i primi quattro, mentre Hinchcliffe perde diverse posizioni e Pagenaud risale al quinto posto.
C’è subito dopo un contatto tra Conway e Castroneves che manda in testacoda il primo dei due, che coinvolge anche le vetture di Viso(?) e Junqueira. La pace-car è in pista per la seconda volta e in questa occasione Franchitti si ferma ai box per la prima sosta. Rientrano anche alcuni piloti che hanno danneggiato le vetture in diversi contatti avvenuti durante la ripartenza
Al 18° giro avviene il restart, con Power che è ancora leader davanti a Dixon, Bourdais, Wilson e Kanaan. Dietro c’è un contatto tra Viso e Castroneves, ma i due riescono a proseguire.
La pace-car torna comunque in pista al 19° giro quando Andretti va a sbattere contro le barriere; Power, Dixon e Bourdais entrano ai box per la prima sosta e in testa si porta Hunter-Reay, che al 22° giro al restart deve difendersi dall’attacco di Hinchcliffe che si trova in seconda posizione. De Silvestro tampona Franchitti che finisce in testacoda e va a sbattere: caution per la quarta volta.
Hunter-Reay e altri piloti rientrano ai box ed è Hinchcliffe a portarsi in testa, seguito da Sato e Rahal che non si sono fermati, quarto c’è Power e quinto Dixon.
Al 25° giro al restart Sato supera Hinchcliffe e si porta in testa; quest’ultimo viene subito dopo superato anche da Rahal. Dopo la ripartenza Hunter-Reay si trova intorno alla decima posizione.
Alcuni giri più tardi Power, Dixon e Hinchcliffe rientrano ai box per la seconda sosta, mentre successivamente vi è un nuovo ingresso della pace-car dovuto a Jakes e Bourdais che sono finiti a sbattere. Sato che non si è fermato è in prima posizione, davanti a Hunter-Reay, Hildebrand, Kimball, Barrichello, Pagenaud, Wilson, Kanaan, Rahal... Power e Dixon sono precipitati piuttosto indietro.
Il restart è al 37° giro e Hunter-Reay prende la testa della gara, venendo però superato di lì a poco da Pagenaud che ha fatto una ripartenza strepitosa. La vettura di Hinchcliffe, nelle retrovie, rimane ferma, la pace-car torna in pista per la sesta volta, dove finame fino alla fine del 38° giro.
Pagenaud rimane in testa, davanti a Kimball che sopravanza Hunter-Reay, segue Sato dopo avere superato Kanaan, ma al 40° giro è di nuovo caution dovuta alla vettura ferma di Simona De Silvestro; Pagenaud sarà ancora in testa anche dopo la ripartenza e vi resterà fino al 51° giro, quando, come vari piloti che non si erano fermati in concomitanza con gli altri, rientrerà ai box, seguito un paio di giri pi tardi da Hunter-Reay che con il pit-stop di Pagenaud si era portato al comando. A quel punto è leader Power davanti a Servia e Tagliani, mentre Kanaan rientra ai box per evidenti problemi sulla sua vettura ed è costretto al ritiro; anche Sato si era ritirato circa due giri prima.
Dopo il pit-stop di Power si ritrova in testa Briscoe, davanti a Hunter-Reay, Pagenaud, Dixon e Franchitti, con Power in sesta posizione, posizioni che resteranno invariate finché Franchitti non si ferma per la sua ultima sosta e Power risale al quinto posto.
A meno di dieci giri dalla fine la vettura ferma di Kimball provoca una caution, mentre al restart in cui tra l’altro Hunter-Reay ha un buono scatto e si porta in prima posizione, a 6 giri dal termine, vi è un nuovo incidente che coinvolge diverse vetture: Conway, urtato da una vettura che prosegue, va a sbattere contro una barriera di pneumatici, venendo urtato dalla vettura di Wilson; la vettura di Conway si solleva da terra e quella di Wilson rimane incastrata al di sotto. Si genera un ingorgo che coinvolge anche Andretti e Rahal, con quest’ultimo che rimane fermo a lungo prima di poter proseguire.
 L'incidente di Conway e Wilson.

WTF?! Quella si chiama Conway Street!

La ripartenza è a due giri dal termine, Hunter-Reay è in testa, mentre dietro di lui Pagenaud e Briscoe lottano per la seconda posizione, con Briscoe che si porta appunto al secondo posto davanti a Pagenaud, a Dixon e a un sorprendente Barrichello che con un buono scatto risale al quinto posto. Power, settimo, risalirà in sesta posizione con un sorpasso su Servia all’ultimo giro, mantenendo la leadership in classifica nonostante la vittoria del suo principale avversario.

Il risultato
1   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   75  
2   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   75    
3   Simon Pagenaud   77   Honda   75   
4   Scott Dixon   9   Honda   75   
5   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   75  
6   Will Power   12   Chevrolet   75   
7   Oriol Servia   22   Chevrolet   75   
8   Alex Tagliani   98   Honda   75   
9   E.J. Viso   5   Chevrolet   75  
10   Helio Castroneves   3   Chevrolet   75  
11   Graham Rahal   38   Honda   75  
12   JR Hildebrand   4   Chevrolet   75  
13   Dario Franchitti   10   Honda   74 
14   Marco Andretti   26   Chevrolet   74   
15   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   73
16   Mike Conway   14   Honda   73    
17   Justin Wilson   18   Honda   72   
18   Charlie Kimball   83   Honda   65   
19   Bruno Junqueira   67   Honda   64   
20   Tony Kanaan   11   Chevrolet   52  
21   Takuma Sato   15   Honda   50   
22   Simona De Silvestro   78   Lotus   38 
23   Sebastien Bourdais   7   Chevrolet   32   
24   James Jakes   19   Honda   31   
25   Ed Carpenter   20   Chevrolet   7   

domenica 3 giugno 2012

INDYCAR 2012: #5 INDIANAPOLIS 500 (27 maggio)


La 96esima edizione della 500 miglia di Indianapolis si è svolta nel weekend del 27 maggio. È stato Briscoe a conquistare la pole position ed è da rimarcare l’ottima prestazione di Barrichello, che si è qualificato in decima posizione al suo esordio a Indianapolis.
È da segnalare la presenza di Jean Alesi, qualificato in ultima posizione! Il suo momento di gloria però durerà molto a breve: al nono giro gli verrà esposta bandiera nera perché la sua vettura è troppo lenta... sorte in cui è accomunato a Simona De Silvestro.

Griglia di partenza
1   Ryan Briscoe   Chevrolet   2   226.484 mph
2   James Hinchcliffe   Chevrolet   27   226.481 mph
3   Ryan Hunter-Reay   Chevrolet   28   226.240 mph
4   Marco Andretti   Chevrolet   26   225.456 mph
5   Will Power   Chevrolet   12   225.422 mph
6   Helio Castroneves   Chevrolet   3   225.172 mph
7   Josef Newgarden   Honda   67   224.677 mph
8   Tony Kanaan   Chevrolet   11   224.431 mph
9   E.J. Viso   Chevrolet   5   224.422 mph
10   Rubens Barrichello   Chevrolet   8   224.264 mph
11   Alex Tagliani   Honda   98   224.000 mph
12   Graham Rahal   Honda   38   223.959 mph
13   Ana Beatriz   Chevrolet   25   223.920 mph
14   Charlie Kimball   Honda   83   223.868 mph
15   Scott Dixon   Honda   9   223.684 mph
16   Dario Franchitti   Honda   50   223.582 mph
17   James Jakes   Honda   19   223.482 mph
18   JR Hildebrand   Chevrolet   4   223.422 mph
19   Takuma Sato   Honda   15   223.392 mph
20   Townsend Bell   Honda   99   223.134 mph
21   Justin Wilson   Honda   18   222.929 mph
22   Michel Jourdain Jr.   Honda   30   222.893 mph
23   Simon Pagenaud   Honda   77   222.891 mph
24   Sebastian Saavedra   Chevrolet   17   222.811 mph
25   Sebastien Bourdais   Chevrolet   7   223.760 mph
26   Wade Cunningham   Honda   41   223.258 mph
27   Oriol Servia   Chevrolet   22   222.393 mph
28   Ed Carpenter   Chevrolet   20   222.324 mph
29   Mike Conway   Honda   14   222.319 mph
30   Katherine Legge   Chevrolet   6   221.624 mph
31   Bryan Clauson   Honda   39   214.455 mph
32   Simona De Silvestro   Lotus   78   214.393 mph
33   Jean Alesi   Lotus   64   210.094 mph

Cronaca della gara
Briscoe mantiene la leadership per un intero giro prima di essere superato da Hinchcliffe, per poi ri-superarlo esattamente un giro più tardi; Andretti nel frattempo risale in terza posizione, mentre Hunter-Reay è quarto, con Kanaan che risale in quinta posizione davanti a Castroneves.
Al 6° giro Hinchcliffe supera nuovamente Briscoe e si porta in prima posizione dove resterà per un giro prima di essere sorpassato da Briscoe, mentre Hunter-Reay riprende la terza posizione con un sorpasso su Andretti; quest’ultimo però torna a breve terzo e al 14° giro supererà Hinchcliffe per la seconda posizione.
Subito dopo Clauson finisce in testacoda – senza urtare alcun muro – e a causa della sua vettura che ostruisce il tracciato entra la pace-car. Un giro più tardi tutti rientrano ai box, dove tra l’altro Franchitti “investe” una ruota e finisce in testacoda.
Hinchcliffe, grazie a un pit-stop piuttosto rapido, si porta in prima posizione, davanti a Briscoe, Andretti, Hunter-Reay, Castroneves, Kanaan, Tagliani, Rahal, Power, Dixon, Viso, Kimball, Wilson, Sato, Bell, ecc...
Al 19° giro la gara riparte con Briscoe che si riprende la prima posizione, mentre anche Andretti supera Hinchcliffe, seguono Kanaan e Tagliani nelle posizioni subito successive (con Tagliani che supererà Kanaan portandosi in quarta posizione alcuni giri più tardi).
La situazione nei giri successivi si presenta piuttosto simile a quella iniziale, con Andretti che, al posto di Hinchcliffe, è in lotta per la leadership con Briscoe: lo supera al 20° giro, viene superato al 22°, ma torna in testa al 24° giro; è Andretti a rimanere in testa, mentre Hinchcliffe alcuni giri dopo supererà Briscoe e si porterà nuovamente al secondo posto.
Ci sono intanto ancora problemi per Franchitti, protagonista di una lieve collisione con EJ Viso, mentre è quella di Sato al momento la vettura più veloce: il giapponese sta rimontando, dopo 35 giri si è portato in quarta posizione davanti a Andretti, Hinchcliffe, Briscoe, Tagliani, Kanaan, Dixon; seguono a completare i primi dieci Power, Rahal, Castroneves.
Intorno al 40° giro Briscoe supera nuovamente Hinchcliffe per la seconda posizione; quest’ultimo al 44° giro rientra ai box, seguito un giro più tardi da varie vetture tra cui quelle di Andretti e Briscoe (che tornano in pista davanti a Hinchcliffe), mentre gli altri piloti si fermano in gran parte nei giri successivi: ai box ci sono un po’ di problemi per Castroneves che perde alcune posizioni, mentre Tagliani dopo la sosta precipita nelle retrovie.
Dopo il secondo giro di pit-stop ci sono Andretti, Dixon, Briscoe, Hinchcliffe, Sato, Power, Kanaan (che tornerà a fermarsi ai box dopo nemmeno venti giri, ritrovandosi doppiato di un giro), Franchitti, Rahal e Conway tra i primi dieci; Briscoe e Hinchcliffe sono ancora in lotta tra loro, con Briscoe che era stato superato da Hinchcliffe subito dopo il pit-stop, per poi superarlo al 57° giro ed essere nuovamente superato intorno al 60° giro. Sato frattanto si avvicina a Briscoe e lo supera al 63° giro portandosi in quarta posizione; il giapponese risalirà poco dopo in terza posizione  con Hinchcliffe che sarà superato ancora una volta da Briscoe e scenderà in quinta posizione.
Intorno al 74°-75° giro vari piloti inizieranno a rientrare ai box, mentre Franchitti ancora in pista rimonta posizioni e si porta al terzo posto alle spalle di Andretti e Dixon, sarà secondo non appena
Franchitti, che al momento è il più veloce in pista, si porterà a breve in terza posizione dietro ad Andretti e a Dixon, e diverrà secondo non appena il leader si fermerà per la propria sosta – Dixon e Franchitti, in ogni caso, rientreranno al 78° giro.
Conway intanto ai box arriva lungo e stende un paio di meccanici, mentre poco dopo in pista è protagonista di uno spettacolare incidente: finisce a muro, sbatte contro la vettura di Power, si alza da terra e va a impattare nuovamente contro il muro – provocando un nuovo ingresso della pace-car – uscendone fortunatamente illeso. Nell’incidente Castroneves riesce a evitare una ruota che si è staccata da una delle due vetture.
Dietro alla pace-car Andretti frattanto è leader davanti a Dixon, Franchitti, Sato, Briscoe, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Kanaan (che con il pit-stop degli altri piloti ha rimontato posizioni), Rahal e Castroneves. La gara riprende all’88° giro, con Kanaan che rimonta varie posizioni portandosi al terzo posto, per poi essere superato un giro più tardi da Sato.
Al 90° giro Ana Beatriz va in testacoda e finisce a muro: è ancora una volta caution. Alcuni piloti, tra cui Andretti, Hinchcliffe, Sato e Kanaan, si fermano ai box durante la neutralizzazione. Dixon è quindi il nuovo leader, davanti a Franchitti, Hunter-Reay, Rahal, Kimball, Castoneves, Hildebrand e Wilson. La vettura incidentata viene portata ai box e Beatriz riuscirà a tornare in pista, non prima di avere “rallentato” Andretti lungo la pit-lane.
La gara riparte al 96° giro, con Sato in 9^ posizione alle spalle di Wilson (7°) e Hildebrand (8°), mentre Andretti, Kanaan e Briscoe sono al momento rispettivamente 12°, 13° e 14°. Mentre Rahal si porta al terzo posto superando Hunter-Reay (che però si riprenderà la posizione), Sato risale in quinta posizione; il giapponese sarà però superato da Wilson poco dopo la metà della gara; dietro di lui al 110° giro troviamo Kimball (7°) e Andretti che è risalito di diverse posizioni negli ultimi quindici giri – Sato supererà nuovamente Wilson al 112°.
Al 113° giro Hunter-Reay si ferma ai box (poco dopo avrà dei problemi e si ritirerà dopo avere percorso 123 giri) , pochi giri dopo si fermano anche Hildebrand, Rahal e Castroneves. Franchitti e Dixon si fermano rispettivamente al 119° e 120° giro, rientrano anche Wilson e Kimball, con Sato che adesso è leader davanti ad Andretti, con circa cinque secondi di vantaggio; dietro di loro ci sono Hinchcliffe e Kanaan, che si fermano ai box al 125° giro.
Franchitti risale intanto in seconda posizione alle spalle di Sato, il giapponese però sembra, per il momento, in grado di mantenere la leadership nei confronti dello scozzese.
Rahal effettua il successivo  pit-stop con bandiera verde al 145° giro, mentre soltanto un giro più tardi Saavedra rimane fermo all’uscita della pit-lane provocando una caution, approfittando della quale i piloti che ancora non si erano fermati si fermano ai box. Dietro la pace-car Sato è ancora leader davanti a Franchitti, Dixon, Hinchcliffe, Wilson, Kimball, Briscoe, Kanaan, Castroneves e Barrichello tra i primi dieci, mentre Andretti che ha dei problemi con la vettura è precipitato nelle retrovie.
Dopo la bandiera verde (153° giro) Sato viene superato da Franchitti e da Dixon che si portano in prima e seconda posizione; Dixon al 155° giro si porta in testa alla gara superando il compagno di squadra Franchitti.
Wilson supera Hinchcliffe per la quarta posizione e anche Kanaan, che aveva recuperato una posizione al restart, supera Hinchcliffe, nei confronti del quale perderà di lì a poco la posizione.
Dixon resta in testa fino al 160° giro, per poi essere superato da Dixon, quando subito dopo, approfittando di una caution dovuta al ritiro di Newgarden, a circa 35 giri dalla fine c’è un ultimo giro di pit-stop – anche se vari piloti, per andare fino alla fine, dovranno riuscire a risparmiare carburante – dopo il quale Dixon si ritrova, dietro la pace-car, in prima posizione davanti a Franchitti, Sato, Wilson e Kimball. Hinchcliffe ha avuto problemi durante la sosta e ha finito per perdere alcune posizioni: è 11° dietro a Kanaan, Carpenter, Briscoe, Barrichello e Castroneves.
La gara riparte a 29 giri dalla fine, con Wilson che si porta in terza posizione superando Sato, mentre Kanaan e Carpenter superano Kimball. Sato riprende la posizione a -27 giri dalla fine, mentre Wilson viene superato da Carpenter e Kanaan.
A 24 giri dalla fine Franchitti supera Dixon e si porta nuovamente in testa, mentre subito dopo Sato viene superato da Carpenter e Wilson. Due giri dopo essere stato sopravanzato da Franchitti, Dixon si riporta in testa: è il trentesimo cambio di leadership, e costituisce un record nella storia della Indy 500. Un nuovo cambio di leadership c’è comunque un giro più tardi, con Franchitti che si riporta in testa, mentre Wilson risale in terza posizione. A 20 giri dalla fine Carpenter urta il muro e finisce in testacoda ed è di nuovo caution: stavolta nessuno si ferma ai box.
A 16 giri dalla fine al restart Kanaan si porta in testa davanti a Franchitti, Briscoe, Dixon, Sato, Wilson, Hinchcliffe, Andretti, Barrichello e Kimball a completare i primi dieci. Poco dopo comunque Franchitti riprende la prima posizione, mentre dietro di loro Briscoe e Dixon sono in lotta per la quarta posizione. A 14 giri dal termine Briscoe Dixon supera Briscoe, con Wilson che intanto risale in quinta posizione superando Sato. A 13 giri dal termine Kanaan torna in testa, proprio mentre un incidente di Marco Andretti , finito contro al muro, provoca una nuova caution.
Il restart è a 6 giri dal termine, con Franchitti e Dixon che si portano immediatamente in prima e seconda posizione con Dixon che si porta poi in testa, mentre Kanaan viene superato anche da Sato quando di giri al termine ne mancano cinque; a quattro giri dalla fine Franchitti supera Dixon, che poco dopo si riprende la posizione. Franchitti e Sato superano Dixon a due giri dalla fine, con Sato che affianca Franchitti all’inizio dell’ultimo giro e va a sbattere.
Le bandiere gialle di fatto consegnano a Franchitti la terza vittoria a Indianapolis, seguito da Dixon, Kanaan, Servia e Briscoe.

Risultato
1   Dario Franchitti   50   Honda   200  
2   Scott Dixon   9   Honda   200  
3   Tony Kanaan   11   Chevrolet   200  
4   Oriol Servia   22   Chevrolet   200 
5   Ryan Briscoe   2   Chevrolet   200   
6   James Hinchcliffe   27   Chevrolet   200  
7   Justin Wilson   18   Honda   200   
8   Charlie Kimball   83   Honda   200  
9   Townsend Bell   99   Honda   200  
10   Helio Castroneves   3   Chevrolet   200 
11   Rubens Barrichello   8   Chevrolet   200  
12   Alex Tagliani   98   Honda   200   
13   Graham Rahal   38   Honda   200 
14   JR Hildebrand   4   Chevrolet   200  
15   James Jakes   19   Honda   200  
16   Simon Pagenaud   77   Honda   200
17   Takuma Sato   15   Honda   199 
18   E.J. Viso   5   Chevrolet   199 
19   Michel Jourdain Jr.   30   Honda   199  
20   Sebastien Bourdais   7   Chevrolet   199 
21   Ed Carpenter   20   Chevrolet   199 
22   Katherine Legge   6   Chevrolet   199 
23   Ana Beatriz   25   Chevrolet   190  
24   Marco Andretti   26   Chevrolet   187  
25   Josef Newgarden   67   Honda   161  
26   Sebastian Saavedra   17   Chevrolet   143   
27   Ryan Hunter-Reay   28   Chevrolet   123   
28   Will Power   12   Chevrolet   79   
29   Mike Conway   14   Honda   78   
30   Bryan Clauson   39   Honda   46   
31   Wade Cunningham   41   Honda   42
32   Simona De Silvestro   78   Lotus   10   
33   Jean Alesi   64   Lotus   9   

mercoledì 4 aprile 2012

Review Indycar 2011: #8 Iowa Corn

25 giugno, Iowa Corn Indy 250, ottavo appuntamento della stagione 2011, ancora una volta su un ovale breve, in cui si svolgerà una gara di 250 giri, con illuminazione artificiale.

Griglia di partenza
1   Takuma Sato   Honda   5   180.375 mph
2   Danica Patrick   Honda   7   180.210 mph
3   Tony Kanaan   Honda   82   179.833 mph
4   JR Hildebrand   Honda   4   179.569 mph
5   Will Power   Honda   12   179.474 mph
6   Dario Franchitti   Honda   10   179.474 mph
7   James Hinchcliffe   Honda   06   179.385 mph
8   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   179.305 mph
9   Mike Conway   Honda   27   179.185 mph
10   Ryan Briscoe   Honda   6   178.771 mph
11   Oriol Servia   Honda   2   178.742 mph
12   Justin Wilson   Honda   22   178.631 mph
13   Helio Castroneves   Honda   3   178.570 mph
14   Ed Carpenter   Honda   67   178.510 mph
15   Alex Tagliani   Honda   77   178.426 mph
16   Vitor Meira   Honda   14   178.365 mph
17   Marco Andretti   Honda   26   178.165 mph
18   Ana Beatriz   Honda   24   177.821 mph
19   E.J. Viso   Honda   59   177.680 mph
20   Graham Rahal   Honda   38   177.509 mph
21   Charlie Kimball   Honda   83   177.280 mph
22   Alex Lloyd   Honda   19   177.257 mph
23   Scott Dixon   Honda   9   175.784 mph
24   James Jakes   Honda   18   173.365 mph
25   Sebastian Saavedra   Honda   34   N/A
26   Simona De Silvestro   Honda   78   N/A

Cronaca della gara
Sato mantiene la prima posizione alla partenza, mentre Kanaan si infila davanti a Danica Patrick che partiva dalla seconda posizione; mentre terzo risale Franchitti al secondo giro, dopo avere superato diverse vetture nei giri precedenti.
Al 7° giro Franchitti e Kanaan affiancano Sato, con Franchitti che riesce a superare definitivamente Sato all’8° giro, mentre il giapponese deve difendersi anche da Kanaan, al quale si avvicina anche la Patrick che è al momento in quarta posizione.
Al 24° giro James Jakes va a sbattere contro il muro e dopo due giri dietro alla pace-car, quando la pit-lane viene aperta, praticamente tutte le vetture rientrano per la prima sosta; proprio nella pit-lane avviene un incidente tra Power e Kimball, con Kimball che sopraggiunge mentre Power sta ripartendo.
Dopo la sosta Franchitti è ancora in testa alla gara e rimangono invariate le posizioni di Sato, Kanaan, Patrick, Hildebrand, Briscoe, mentre è risalito in settima posizione Hunter-Reay davanti ad Andretti.
Al 34° giro vi è un restart regolare, in cui Kanaan si porta in seconda posizione e Briscoe terzo, mentre perdono posizioni Sato (4°) e la Patrick (5°).
Sato riprende poi la terza posizione. Con anche Castroneves e Servia davanti a Briscoe, che ora è 6° davanti a Danica Patrick, in lotta con Marco Andretti per la settima posizione, con quest’ultimo che riuscirà a superarla. Poco dopo (42° giro) Castroneves supera Sato e risale al terzo posto, il giapponese viene superato anche da Servia.
Al 46° giro uno spettacolare incidente mette fuori gioco Mike Conway e Ana Beatriz: è la seconda caution e, dietro la pace-car, Franchitti è in prima posizione davanti a Kanaan, Castroneves, Sato, Servia e Andretti; al 61° giro, proprio come altri piloti in posizioni più arretrate, Servia rientra ai box.
Al 65° giro la gara riprende con Franchitti che mantiene la posizione nei confronti di Kanaan e Castroneves; Kanaan viene superato pochi giri più tardi da Castroneves e Andretti – quest’ultimo aveva già in precedenza superato Sato, che ora si trova in quinta posizione.
Al 78° giro Castroneves rientra ai box anticipando la seconda sosta per problemi con un pneumatico, tornando in pista in 20° posizione; successivamente Andretti risale in seconda posizione superando Kanaan: ora i primi cinque sono Franchitti, Andretti, Kanaan, Sato e Hildebrand.
Al 90° giro Power ha un forte impatto contro al muro: caution, per la terza volta. Ancora una volta, quando la pit-lane viene aperta, tutti effettuano il pit-stop contemporaneamente: mentre la leadership di Franchitti è invariata, Andretti perde due posizioni venendo scavalcato da Kanaan e Sato. Hildebrand, che era in quinta posizione, viene superato da due vetture nella pit-lane dopo la sosta e torna in pista settimo dietro a Briscoe e Dixon; seguono Rahal, Tagliani, Patrick Servia, Hinchcliffe... Castroneves, dopo i problemi avuti in precedenza, è soltanto 19° - il restart sarà al 108° giro con Sato che si porterà immediatamente in seconda posizione superando Kanaan.
Mentre Kanaan e Andretti sono in lotta per la terza posizione, al 115° giro Saavedra finisce a muro: è la quarta caution. Il restart è dopo 15 giri, Franchitti mantiene la posizione, così come Sato, mentre dietro è lotta per il terzo posto tra Kanaan e Andretti, con il brasiliano che al momento riesce a mantenere la posizione (Andretti lo supererà poco dopo, nel corso del 142° giro, e dieci giri più tardi si porterà al secondo posto con un sorpasso su Sato). Quinto è Hildebrand, mentre Tagliani si porta in sesta posizione superando Dixon; seguono Servia (che successivamente supererà sia Dixon sia Tagliani), Patrick e Briscoe (che al 155° giro supererà la Patrick portandosi in nona posizione).
Andretti si porta in testa al 158° giro, con Franchitti che gli rimane negli scarichi e quattro giri più tardi riprende la testa della gara, mentre più indietro Kanaan è sempre più vicino a Sato; il giapponese riesce a ad avvantaggiarsi della presenza di una vettura da doppiare, intorno al 170° giro, che finisce per rallentare Kanaan.
Al 181° giro Sato rientra per la terza sosta e poco dopo essere tornato in pista va a sbattere (quinta caution), proprio mentre Franchitti e Andretti (184° giro) sono ai box per il pit-stop (con Andretti che tornerà in pista davanti a Franchitti), nel frattempo ai box Servia ha dei problemi che gli fanno perdere terreno. I piloti che ancora non si erano fermati, si fermano per la terza sosta durante la neutralizzazione (tornando in pista con queste posizioni: Andretti, Franchitti, Kanaan, Briscoe, Hildebrand, Dixon, Patrick, Hinchcliffe e Castroneves che nel frattempo è risalito fino al 9° posto) che si prolunga fino al 200° giro, con Kanaan che supera Franchitti al restart e che al 203° giro supera anche Andretti portandosi in testa, dove resterà per cinque giri prima del controsorpasso di Andretti. Franchitti è terzo, vicinissimo ai due, mentre dietro Dixon e Briscoe sono in lotta per la quarta posizione, Castroneves è stabilmente settimo, mentre Hinchcliffe, Patrick e Hunter-reay si contendono l’ottava posizione.
Per quanto riguarda Andretti vs. Kanaan, il brasiliano torna in testa al 212° giro (proprio mentre Franchitti, che li seguiva da vicino, fa un errore che lo relega in quarta posizione alle spalle di Dixon), ma Andretti lo sopravanzerà a 19 giri dalla fine. A nove giri dal termine Kanaan tenterà un’ultima volta l’attacco su Andretti, ma finirà per perdere terreno e Marco Andretti vincerà a cinque anni di distanza da quella che era stata la sua unica vittoria.
Per quanto riguarda Franchitti, viene superato anche da Hildebrand nei giri conclusivi e conclude la gara in quinta posizione davanti a Briscoe e Castroneves; mentre Hunter-Reay si classifica ottavo davanti a Hinchcliffe e a Danica Patrick.

Risultato
1   Marco Andretti   26   Honda   250   
2   Tony Kanaan   82   Honda   250   
3   Scott Dixon   9   Honda   250  
4   JR Hildebrand   4   Honda   250  
5   Dario Franchitti   10   Honda   250    
6   Ryan Briscoe   6   Honda   250 
7   Helio Castroneves   3   Honda   250    
8   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   250   
9   James Hinchcliffe   06   Honda   250   
10   Danica Patrick   7   Honda   250   
11   Ed Carpenter   67   Honda   250  
12   Justin Wilson   22   Honda   250   
13   Alex Lloyd   19   Honda   250    
14   Oriol Servia   2   Honda   249
15   Graham Rahal   38   Honda   249 
16   Alex Tagliani   77   Honda   249 
17   E.J. Viso   59   Honda   239  
18   Vitor Meira   14   Honda   227  
19   Takuma Sato   5   Honda   182    
20   Sebastian Saavedra   34   Honda   114   
21   Will Power   12   Honda   89   
22   Charlie Kimball   83   Honda   62    
23   Ana Beatriz   24   Honda   44   
24   Mike Conway   27   Honda   44    
25   James Jakes   18   Honda   22  
26   Simona De Silvestro   78   Honda   0