Come ogni anno prima o poi arriva il weekend della 24 Ore di Le Mans, anche se per il secondo anno consecutivo stavolta è arrivato più tardi del solito. Non è giugno, ma per fortuna non è nemmeno il weekend del Gran Premio dell'Azerbaijan, quindi va tutto bene così. Ci sono anche Indycar e DTM, ma l'importante è che non ci sia la SoVrApPoSiZiOn3 con la Formula 1, quella avrebbe scatenato molta più indignazione.
Come ogni anno nel weekend della 24 Ore di Le Mans ci sono persone che parlano degli eventi un po' a sproposito, in un campo o nell'altro. Per esempio c'è chi dice che chiunque ha la possibilità di vincere, non come in Formula 1 dove c'è una squadrahhhh dominantehhhh, oppure chi si lamenta della gara troppo lunga perché le gare devono durare al massimo un'ora e mezza, un'ora e tre quarti. Il must, quando c'è la 24 Ore di Le Mans, è che ne parlino anche quelli che non sanno cosa dire.
Come ogni anno in cui Fernando Alonso *non* corre la 24 Ore di Le Mans, c'è meno attenzione alla 24 Ore di Le Mans rispetto a quella che ci sarebbe stata se fosse stato presente in pista (in realtà prima della gara fa una demo su una Alpine di Formula 1, ma in ogni caso non è lì per gareggiare). Sulla Toyota numero 8 adesso ci sono Sebastien Buemi, Kazuki Nakajima e Brendon Hartley, vincitori dell'edizione 2020, l'ultima dell'epoca LMP1 perché adesso la classe principale è la Hypercar. Certe cose, però, non cambiano, e la pole position se la accaparra la Toyota, non la numero 8, ma la numero 7, quella di Kamui Kobayashi, José Lopez e Mike Conway, ovvero quella che alla fine non vince mai. Viene spontaneo chiedersi se questa sarà la stagione giusta, ma bisogna attendere ben ventiquattro ore (di gara seguita occasionalmente a tratti, tramite vari streaming non ufficiali su Youtube) per giungere alla risposta.
Le Hypercar sono in totale cinque, oltre alle due Toyota c'è un'Alpine guidata da Nicolas Lapierre, André Negrao e Matthieu Vaxiviere, oltre che due Glichenhaus, una con il trio Pipo Derani/ Franck Mailleux/ Oliver Pla, l'altra con Ryan Briscoe/ Romain Dumas/ Richard Westbrook. In compenso di LMP2 ce ne sono in abbondanza ed è sempre bello sperare che succeda qualche imprevisto, che le Hypercar abbiano problemi e che sia una LMP2 a spuntarla, come sarebbe potuto succedere - ma sfortunatamente non è successo - diversi anni fa alla Jackie Chan.Poi passa un'ora, ne passano due, ne passano tre... e così via, finché non ne sono passate ventiquattro. A quel punto abbiamo di fronte il responso finale: dopo una gara fatta di scrosci di pioggia random e di incidenti che hanno messo fuori varie vetture (alcune non sono finite fuori per incidente, tipo Robert Kubica ritirato a pochi minuti dalla fine mentre era in testa tra le LMP2), la Toyota numero 7, in testa per tutta la durata, si è portata a casa la vittoria, finalmente. Complimenti a Kobayashi, che guidava nel finale, nonché a Lopez, Conway e tutto il team. Toyota ha fatto doppietta e l'Alpine (bellissima, con i colori uguali a quelli delle Formula 1) ha completato il podio.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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lunedì 23 agosto 2021
sabato 28 novembre 2020
Quando in Bahrein era tempo di endurance...
Qualche tempo fa è terminato il campionato mondiale di endurance e i campioni di questo mondiale 2019/20 sono stati i piloti della Toyota numero 7, vincendo la gara finale davanti alla Toyota numero 8 e ottenendo il titolo per una questione di pochi punti.
I piloti sono Kamui Kobayashi, Mike Conway e José Lopez, che con il totolo si sono ripresi dal non avere vinto nemmeno quest'anno la 24 Ore di Le Mans.
C'erano solo le due Toyota come LMP1, Rebellion ha scelto di non competere nella gara finale, non essendo più in lotta per il titolo, verosimilmente per questioni economiche.
Si tratta della fine di un'epoca, vista la fine delle LMP1 che lasceranno il posto alle hypercar nella prossima stagione, in un campionato che, visto lo stravolgimento del mondiale 2020, sarà disputato come accadeva un tempo da marzo fino a novembre.
mercoledì 19 giugno 2019
Alonso, Buemi e Nakajima x2 a Le Mans
19.06.2016: c'erano la 24 Ore e Baku e il mondo si indignava. Non era la prima volta in cui succedeva, ce n'erano state anche delle altre...
...
...
...una proprio il 19.06... 2005. Sì, lo so che è sconvolgente, ma si stava svolgendo una 24 Ore di Le Mans mentre le gomme Michelin esplodevano alla soprelevata di Indianapolis, in attesa di regalarci uno dei GP più strani della storia.
Il 2019 ha avuto qualcosa in comune con il 2016 per me, in quanto ho visto solo l'ultima ora della 24 Ore, dopo due anni in cui ne avevo viste otto o nove ore.
Fino all'ultima era stato un susseguirsi della Toyota numero 7 in testa davanti alla Toyota numero 8, per una 1-2 sicura.
La 1-2 c'è stata, ma qualcosa non è andato come sembrava.
La 7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e José Lopez ha riportato una foratura, una di quelle che vengono chiamate slow puncture.
La numero 8 è andata in testa e mentre attendevo un miracolo non ci sono stati miracoli. Kazuki Nakajima sulla 8 si è ritrovato ancora una volta eroe delle folle, mentre l'attenzione però era rivolta a Fernando Alonso e Sebastien Buemi che ai box erano in attesa.
Tutto è andato come l'evoluzione degli eventi suggeriva, la 8 ha fatto il bis e ha vinto il titolo. I sostenitori argentini di Lopez urlano al kompl8 e sui social litigano in spagnolo con i tifosi spagnoli di Alonso, mentre nessuno si fila gli altri.
Io speravo nella 7 perché Kobayashi a Le Mans non ha mai vinto ed è giapponese, perché Conway merita una gioia ma soprattutto perché Lopez merita di essere sostenuto, anche se ormai certe vecchie dicerie sono sorpassate.
Il resto è storia: conteggi di sorpassi per fare confronti a caso con la F1, un crash di Maldonado (giusto perché parlavo di Lopez), vittoria di classe per una Ferrari in GTE (uno dei piloti era Calado, peraltro), una Ford al top in GT Am per poi essere squalificata a favore di una Porsche nel pomeriggio di lunedì.
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...una proprio il 19.06... 2005. Sì, lo so che è sconvolgente, ma si stava svolgendo una 24 Ore di Le Mans mentre le gomme Michelin esplodevano alla soprelevata di Indianapolis, in attesa di regalarci uno dei GP più strani della storia.
Il 2019 ha avuto qualcosa in comune con il 2016 per me, in quanto ho visto solo l'ultima ora della 24 Ore, dopo due anni in cui ne avevo viste otto o nove ore.
Fino all'ultima era stato un susseguirsi della Toyota numero 7 in testa davanti alla Toyota numero 8, per una 1-2 sicura.
La 1-2 c'è stata, ma qualcosa non è andato come sembrava.
La 7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e José Lopez ha riportato una foratura, una di quelle che vengono chiamate slow puncture.
La numero 8 è andata in testa e mentre attendevo un miracolo non ci sono stati miracoli. Kazuki Nakajima sulla 8 si è ritrovato ancora una volta eroe delle folle, mentre l'attenzione però era rivolta a Fernando Alonso e Sebastien Buemi che ai box erano in attesa.
Tutto è andato come l'evoluzione degli eventi suggeriva, la 8 ha fatto il bis e ha vinto il titolo. I sostenitori argentini di Lopez urlano al kompl8 e sui social litigano in spagnolo con i tifosi spagnoli di Alonso, mentre nessuno si fila gli altri.
Io speravo nella 7 perché Kobayashi a Le Mans non ha mai vinto ed è giapponese, perché Conway merita una gioia ma soprattutto perché Lopez merita di essere sostenuto, anche se ormai certe vecchie dicerie sono sorpassate.
Il resto è storia: conteggi di sorpassi per fare confronti a caso con la F1, un crash di Maldonado (giusto perché parlavo di Lopez), vittoria di classe per una Ferrari in GTE (uno dei piloti era Calado, peraltro), una Ford al top in GT Am per poi essere squalificata a favore di una Porsche nel pomeriggio di lunedì.
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Endurance
domenica 7 febbraio 2016
2015/2016 #4: Commento ironico all’eprix di Buenos Aires (06/02/2016)
Un cordiale saluto a tutti i miei cari lettori.
Ci eravamo lasciati con il commento all'eprix precedente, avvenuto nel corso del mese di dicembre, quindi, di conseguenza, una vita fa.
Ormai non ero più abituata a scrivere commenti a eprix, gran premi e quant'altro, quindi avevo seriamente preso in considerazione l'idea di mettere fine a questa pratica, quindi................ no, scherzo, non ho mai pensato di smettere di scrivere i Commenti e, anzi, sto lavorando già da un po' alle F.A.Q. dei Commenti ai Gran Premi, e non vedo l'ora di potere scrivere commenti di un certo livello.
L'eprix di Buenos Aires, disputato sabato 6 febbraio, non è sfuggito all'occhio critico dell'Autrice(C), quindi direi di procedere con ordine e di narrare gli eventi accaduti di recente.
Tutto è iniziato circa due settimane fa, con un evento mondano Made in Formula E, in attesa che arrivasse il momento dell'eprix di Buenos Aires. Protagonisti di questo evento, che consisteva nel dedicarsi al ruolo di sfasciacarrozze virtuali, Nicòòòòòò e Gillette Fusion, scelti a caso, perché si sono macchiati della terribile colpa non solo di avere cognomi famosi ma addirittura di non averli mai infangati facendo cose strane tipo andare a schiantarsi di proposito per favorire le vittorie dei relativi compagni di squadra (tra l'altro, in Formula E, non ce ne sarebbe neanche bisogno: Buemiiii non ha bisogno di un crashgate per vincere, Heidiiii non vincerebbe nemmeno con un crashgate).
A proposito della sfida all'ultimo colpo di joystick tra Nicòòòò e Gillette Fusion, che è stata vinta da quest'ultimo, c'è da dire che in quell'occasione sono capitati eventi interessanti, il primo che Chandy faceva il telecronista dell'evento e che tra parentesi indossava un maglioncino che gli dava l'aria da anziano. Poi ho visto la luce, facendo una scoperta di notevole spicco: GILLETTE FUSION PORTA GLI OCCHIALI DA VISTA! Con tutta probabilità è leggermente ipermetrope, dal momento che lo si è visto con gli occhiali solo quando guardava il monitor.
Facendo due rapide riflessioni, se ci ho visto giusto, con il passare degli anni la sua visione da lontano peggiorerà. Se la sua carriera dovesse proseguire molto a lungo, esiste la possibilità di vederlo, un giorno ancora piuttosto lontano, con gli occhiali sotto al casco.
Continuando a parlare di piloti con un cognome famoso (sì, purtroppo in Formula E è stato costretto a posare in una foto insieme agli altri figli d'arte, della serie "ho vinto qualcosa, nel corso della mia vita, ma è stato talmente tanto tempo fa che nessuno se ne ricorda"), quello con gli occhiali che sfoggiava tute di tre taglie più grandi, è stato caldamente invitato ad abbandonare la macchina e ad andarsene in giro in skateboard, dove non solo la sua tuta extralarge sarebbe stata più adatta, ma almeno non l'avrebbero avuto tra le scatole. Al suo posto è arrivato Mike Conway, quello che anni e anni fa in Indycar una volta su un circuito cittadino ebbe un incidente esattamente sotto a un cartello che indicava il nome della via, ovvero "Conway street".
Ma ora spostiamoci mentalmente a Buenos Aires, dove nei giorni che precedevano l'eprix avveniva un dramma di proporzioni singaporesi: una mega-intossicazione alimentare! Pare che siano stati una trentina gli intossicati. Tra loro c'erano sia Jev sia l'Abete. E' stata dedicata più attenzione a Jev, che per tutta la giornata di venerdì è stato a riposo. D'altronde stare seduto sul water deve essere riposante...
Un paio di potenziali piloti di riserva, che stavano lì ad attendere che un volante qualsiasi si liberasse, sono rimasti molto delusi, quando tutti sono riusciti a piazzarsi sulle loro vetture. Voce di corridoio: pare che tra chi sperava che si liberasse un posto ci fosse nientemeno che José Lopez, quello che circa sei anni fa avrebbe debuttato in Formula 1, se solo la USf1 si fosse degnata di realizzare una monoposto. Avanti, José, guarda al lato positivo: almeno non sei rimasto intossicato... Probabilmente si è portato il pranzo da casa.
La pole position l'ha conquistata il Volatile, seguito da Nicòòòò e da Antonio Felice Sulla Costa, vincitore della passata edizione e, in quanto tale, esaltato a tutto andare mentre di solito nessuno se lo fila neanche minimamente.
Voce fuori campo: "Cosa, cosa, cosa?!?!?! Dov'è Buemiiiii?"
Buemiiii: "Sono precipitato nel più profondo girone dell'inferno, ma non pensare di esserti sbarazzato di me. Je suis le boss! Ora spaccherò il culo a tutti armato di baguette."
Nicòòòò: "Ehiiiii... quella baguette è mia!"
Buemiiii: "Non lo è più."
Nicòòòò: "Non posso andarmene in giro senza baguette così come se niente fosse."
Il Volatile: "Nemmeno io me ne vado mai in giro senza baguette. Però la tengo nascosta dietro al casco."
L'Autrice(C): "Okay, il commento sta già degenerando. Se non hai altro da aggiungere, gradirei esporre la griglia di partenza."
Il Volatile: "Invece qualcosa da dire ce l'ho. Gente, voi che ammirate la mia presenza statuaria e la mia ammaliante bellezza, ricordatevi sempre delle cose fondamentali nella vita."
Voce fuori campo: "Del tipo?"
Il Volatile: "Del tipo, votate me per il fanboost, non quello sfigato di Crashgateinho."
Tutti: "Chi è Crashgateinho?"
L'Autrice(C): "Okay, andiamo avanti... e soprattutto, Volatile, che cosa ci fai lì completamente nudo? Vatti a mettere la tuta, prima che passi per caso Guido Per Il Giardino e se ne impossessi! Ora, per cortesia, possiamo andare avanti? Vogliamo leggere questa griglia di partenza o no?"
1^ fila: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Nico Prost (eDams Renault)
2^ fila: 3. Antonio Felix Da Costa (Aguri), 4. Stephane Sarrazin (Venturi)
3^ fila: 5. Mike Conway (Venturi), 6. Robin Frijns (Andretti)
4^ fila: 7. Lucas Di Grassi (Abt), 8. Daniel Abt (Abt)
5^ fila: 9. Nelsinho Piquet (Nextev), 10. Jerome D'Ambrosio (Dragon)
6^ fila: 11. Oliver Turvey (Nextev), 12. Loic Duval (Dragon)
7^ fila: 13. Nico Heidfeld (Mahindra), 14. Simona De Silvestro (Andretti)
8^ fila: 15. Jean-Eric Vergne (Virgin), 16. Bruno Senna (Mahindra)
9^ fila: 17. Salvador Duran (Aguri), 18. Sebastien Buemi (eDams Renault)
Sono consapevole del fatto che qualcuno potesse chiedersi che cosa ci facesse Buemiiii in una zona così inusuale. Tutto ha una spiegazione e di solito tale spiegazione riguarda la verniciatura dei muretti in un momento in cui non era opportuno mettersi a verniciare muretti così come se niente fosse.
Buemiiii, però, è un ex pilota Toro Rosso/ terzo pilota Redbull ed è stato addirittura il successore in Toro Rosso di quel tipo che vince solo per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato di cui al momento mi sfugge il nome. Qualcosa come Vettel/ Fettel/ Pettel o qualcosa del genere, mi pare...
Stando a quanto avevo letto, come aiuto-telecronista su Raisport2 avrebbe dovuto esserci Michela Cerruti... invece no, c'era Alex Fontana, di cui ho già parlato tempo fa che no, non è parente di Norberto Fontana.
Per prima cosa hanno inquadrato Sarrazin che veniva intervistato, il che era comunque un momento di notevole spicco. Poi sono passati a parlare di Valeria Mazza, che era là insieme ai figli, a cui è stato chiesto se si stavano divertendo, e ai figli di Valeria Mazza è stato dedicato più spazio che a Sarrazin.
Voce fuori campo: "Possiamo parlare della gara, magari?"
L'Autrice(C): "Direi di sì."
...
...
...
...
...SCATTANO LE VETTUREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
*Samba party!*
Il samba party ha coinvolto Crashgateinho e la Carta Sim. D'Ambriiii nel frattempo precipitava nelle retrovie e, considerando che Crashgateinho partiva più vicino a D'Ambriiiii che alla Carta Sim, con tutta probabilità si era allenato con lui prima di andare a ballare con la dark lady della Formula E, dark lady non perché sia effettivamente una dark lady, però essendo l'unica donna possiamo darle questa carica.
Il Volatile, Nicòòòò, Antonio Felice Sulla Costa, Sarrì, Di Gratis e Frinjiiii erano i primi sei, in quel momento e nulla sembrava destinato a cambiare, almeno per il momento.
Intanto, però, si avvicinava un momento importante.
Stop.
Al.
Televoto.
Vincitori del fanboost:
1) Di Gratis;
2) Il Volatile;
3) JEV.
Seriamente, al di là dei casi disperati tipo Sarrì, che sto incessantamente votando fin dal momento dell'inizio di questa stagione, inizio a commuovermi per le sorti di Heidiii e Gillette Fusion, un tempo erano i favoriti per il fanboost, al giorno d'oggi a Gillette Fusion non resta che consolarsi con le vittorie nelle gare virtuali, mentre Heidiiii... ma davvero Heidiiii era tornato ed era presente in pista? Non ci stavano trollando, scrivendo il suo nome al solo scopo di abbellire la grafica, come succede in Formula 1 con il nome di Jensinho?
Voce fuori campo: "No, Heidiiii esiste davvero."
Bene, abbiamo appurato che Heidiiii esiste davvero: ciò è consolatorio.
Il momento clou, comunque, era seguire l'inseguimento di Buemiiii alle posizioni alte della classifica. Dimostrava di avere appreso bene la filosofia bibitara del rimontare per culo e non per merito rendendo la gara falsata e, con un sorpasso dopo l'altro, stava risalendo verso le zone alte.
Buemiiii: "Guess what? Sono sesto."
Voce fuori campo: "Ma tu non sei un cinnamon roll!"
Buemiiii: "Sono svizzero di madrelingua francese."
Voce fuori campo: "Oui, tu es un demi cinnamon roll."
Buemiiii: "Sono già soddisfazioni."
Antonio Felice Sulla Costa: "Io intanto supero Nicòòòò like a boss."
La sua macchina: "E io tra poco ti lascerò a piedi like a boss..."
E infatti così è accaduto: al 18esimo giro di 35, mentre il telecronista si stava preoccupando per il fatto che Gillette Fusion forse ormai senza potenza residua e rischiasse di rimanere a piedi, è stato qualcun altro a rimanere a piedi, Antonio Felice Sulla Costa, ribattezzato per l'occasione Antonio Felipe Sulla Costa, in onore al Gufo di Interlagos.
Antonio Felipe Sulla Costa: "Era un onore che mi sarei risparmiato volentieri."
L'Autrice(C): "Non spetta a me decidere per il tuo futuro. Ora non ci resta che sperare che Buemiiii possa contrastare la cinnamonrollosità del Volatile."
Il Volatile: "Non capisco che cos'ho fatto di male. Ho anche posato nudo allietando le giornate a molta gente. Non merito tutto il male che mi stai augurando. Non merito di essere scippato della mia vittoria. Non merito di essere shippato con Jev. Non merito di essere costretto a indossare una tuta. Non merito di stare in pista, quando potrei stare in un campo nudisti. Non merito di..."
Voce fuori campo: "Per cortesia, qualcuno lo faccia tacere e lo mandi ai box insieme a tutti gli altri."
...
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...Tutti ai box e, quando sono tornati in pista, il Volatile era ancora in testa, seguivano Di Gratis, Sarrì, Buemiiii e Nicòòòò in top-5, con Nicòòòò che perdeva terreno dopo essere andato a limonare con un muretto.
Avrebbe potuto approfittarne il sostituto dello Skater Grandfather Jacques, ma si è messo a ballare ripensando all'incidente di Conway Street e ha preso un biglietto di sola andata per le retrovie.
Il vero eroe della giornata... anzi, no? come mi viene in mente una simile affermazione? la rovina del mondo Sebastien Demi-Cinnamòn stava ancora recuperando posizioni per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato... e per mondiale intendo il mondiale di Formula 1, che ovviamente risente del fatto che Buemiiii stesse recuperando posizioni.
Buemiiii: "Autrice, vacci piano. Ho messo a malapena il culo su una Redbull, nel corso della mia esistenza, non posso essere accusato di tutti i mali del mondo. Se proprio devi prendertela con qualcuno, prenditela con gli attuali piloti della Redbull."
L'Autrice(C): "Non posso. Dani-Smile sorride e il Kiwi parla italiano, quindi non possono essere accusati di rendere il mondiale falsato. In realtà la Redbull non sta nemmeno vincendo, quindi il mondiale non è più falsato, però lo è, perché qualsiasi mondiale di Formula 1 è falsato, anche quelli che non sono ancora iniziati, tipo quello di cui sto parlando."
Voce fuori campo: "Questo discorso è più soporifero della presenza di Paul Di Siesta e di Marco Sonniferetti all'interno dello stesso contesto."
Una fangirl: "E' un contesto a luci rosse?"
L'Autrice(C): "OH MY FELIIII FLY."
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Cataclisma imminente.
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...
L'autrice ha menzionato un fatto mai accaduto.
E' un tentativo sovversivo di rompere l'ordine naturale delle cose, quindi da "Autrice(C)" è stata declassata ad "autrice"; è grave quasi come essere declassati da pilota Ferrari a gemello segreto di un pilota Ferrari.
Direi che la cosa migliore da fare, a questo punto, è tornare a Buemiiii, che ha superato Di Gratis e con grande nonchalance si è lanciato all'inseguimento della vetta della gara, minacciando il Volatile di rubargli la vittoria, la macchina e anche la tuta.
Il Volatile ha mantenuto tutto e, in onore del decoro, o prevalentemente per non essere assalito da una mandria di fangirl, ha tenuto anche la tuta.
Buemiiii si è accontentato della seconda posizione, falsando di conseguenza il risultato che sarebbe stato ugualmente falsato, per via del suo antico legame con il team che falsava i gran premi, mentre Di Gratis ha completato il podio. Seguiva un trio di francesi, dopodiché nientemeno che Heidiiii, protagonista (pare) a un certo punto sul finale di un duello intestino con il compagno di squadra che stava nuovamente arrivando al limite con la batteria. Tra i due Mahindra Boys si sono inseriti Frinjiiii e l'Ingegnere Meccanico Turvey.
Purtroppo il collegamento è terminato prima che fosse trasmesso il podio e prima ancora che i piloti fossero condotti al podio stesso su mezzi di fortuna.
Immagini dal podio c'erano comunque negli highlight brevi del canale youtube della Formula 1. C'erano Buemiiii e Di Gratis che spruzzavano champagne in faccia al Volatile. Dall'espressione, Buemiiii sembrava particolarmente eccitato da quanto stava accadendo.
Il pubblico, nel frattempo, indossava occhiali speciali per vedere al di là degli indumenti e guardava cosa ci fosse sotto la tuta del Volatile...
RISULTATO: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Sebastien Buemi (eDams Renault), 3. Lucas Di Grassi (Abt), 4. Stephane Sarrazin (Venturi), 5. Nicolas Prost (eDams Renault), 6. Loic Duval (Dragon), 7. Nick Heidfeld (Mahindra), 8. Robin Frijns (Andretti), 9. Oliver Turvey (Nextev), 10. Bruno Senna (Mahindra), 11. Jean-Eric-Vergne (Virgin), 12. Nelsinho Piquet (Nextev), 13. Daniel Abt (Abt), 14. Simona De Silvestro (Andretti), 15. Mike Conway (Venturi), 16. Jerome D'Ambrosio (Dragon), Rit. Antonio Felix Da Costa (Aguri), Rit. Salvador Duran (Aguri).
Ci eravamo lasciati con il commento all'eprix precedente, avvenuto nel corso del mese di dicembre, quindi, di conseguenza, una vita fa.
Ormai non ero più abituata a scrivere commenti a eprix, gran premi e quant'altro, quindi avevo seriamente preso in considerazione l'idea di mettere fine a questa pratica, quindi................ no, scherzo, non ho mai pensato di smettere di scrivere i Commenti e, anzi, sto lavorando già da un po' alle F.A.Q. dei Commenti ai Gran Premi, e non vedo l'ora di potere scrivere commenti di un certo livello.
L'eprix di Buenos Aires, disputato sabato 6 febbraio, non è sfuggito all'occhio critico dell'Autrice(C), quindi direi di procedere con ordine e di narrare gli eventi accaduti di recente.
Tutto è iniziato circa due settimane fa, con un evento mondano Made in Formula E, in attesa che arrivasse il momento dell'eprix di Buenos Aires. Protagonisti di questo evento, che consisteva nel dedicarsi al ruolo di sfasciacarrozze virtuali, Nicòòòòòò e Gillette Fusion, scelti a caso, perché si sono macchiati della terribile colpa non solo di avere cognomi famosi ma addirittura di non averli mai infangati facendo cose strane tipo andare a schiantarsi di proposito per favorire le vittorie dei relativi compagni di squadra (tra l'altro, in Formula E, non ce ne sarebbe neanche bisogno: Buemiiii non ha bisogno di un crashgate per vincere, Heidiiii non vincerebbe nemmeno con un crashgate).
A proposito della sfida all'ultimo colpo di joystick tra Nicòòòò e Gillette Fusion, che è stata vinta da quest'ultimo, c'è da dire che in quell'occasione sono capitati eventi interessanti, il primo che Chandy faceva il telecronista dell'evento e che tra parentesi indossava un maglioncino che gli dava l'aria da anziano. Poi ho visto la luce, facendo una scoperta di notevole spicco: GILLETTE FUSION PORTA GLI OCCHIALI DA VISTA! Con tutta probabilità è leggermente ipermetrope, dal momento che lo si è visto con gli occhiali solo quando guardava il monitor.
Facendo due rapide riflessioni, se ci ho visto giusto, con il passare degli anni la sua visione da lontano peggiorerà. Se la sua carriera dovesse proseguire molto a lungo, esiste la possibilità di vederlo, un giorno ancora piuttosto lontano, con gli occhiali sotto al casco.
Continuando a parlare di piloti con un cognome famoso (sì, purtroppo in Formula E è stato costretto a posare in una foto insieme agli altri figli d'arte, della serie "ho vinto qualcosa, nel corso della mia vita, ma è stato talmente tanto tempo fa che nessuno se ne ricorda"), quello con gli occhiali che sfoggiava tute di tre taglie più grandi, è stato caldamente invitato ad abbandonare la macchina e ad andarsene in giro in skateboard, dove non solo la sua tuta extralarge sarebbe stata più adatta, ma almeno non l'avrebbero avuto tra le scatole. Al suo posto è arrivato Mike Conway, quello che anni e anni fa in Indycar una volta su un circuito cittadino ebbe un incidente esattamente sotto a un cartello che indicava il nome della via, ovvero "Conway street".
Ma ora spostiamoci mentalmente a Buenos Aires, dove nei giorni che precedevano l'eprix avveniva un dramma di proporzioni singaporesi: una mega-intossicazione alimentare! Pare che siano stati una trentina gli intossicati. Tra loro c'erano sia Jev sia l'Abete. E' stata dedicata più attenzione a Jev, che per tutta la giornata di venerdì è stato a riposo. D'altronde stare seduto sul water deve essere riposante...
Un paio di potenziali piloti di riserva, che stavano lì ad attendere che un volante qualsiasi si liberasse, sono rimasti molto delusi, quando tutti sono riusciti a piazzarsi sulle loro vetture. Voce di corridoio: pare che tra chi sperava che si liberasse un posto ci fosse nientemeno che José Lopez, quello che circa sei anni fa avrebbe debuttato in Formula 1, se solo la USf1 si fosse degnata di realizzare una monoposto. Avanti, José, guarda al lato positivo: almeno non sei rimasto intossicato... Probabilmente si è portato il pranzo da casa.
La pole position l'ha conquistata il Volatile, seguito da Nicòòòò e da Antonio Felice Sulla Costa, vincitore della passata edizione e, in quanto tale, esaltato a tutto andare mentre di solito nessuno se lo fila neanche minimamente.
Voce fuori campo: "Cosa, cosa, cosa?!?!?! Dov'è Buemiiiii?"
Buemiiii: "Sono precipitato nel più profondo girone dell'inferno, ma non pensare di esserti sbarazzato di me. Je suis le boss! Ora spaccherò il culo a tutti armato di baguette."
Nicòòòò: "Ehiiiii... quella baguette è mia!"
Buemiiii: "Non lo è più."
Nicòòòò: "Non posso andarmene in giro senza baguette così come se niente fosse."
Il Volatile: "Nemmeno io me ne vado mai in giro senza baguette. Però la tengo nascosta dietro al casco."
L'Autrice(C): "Okay, il commento sta già degenerando. Se non hai altro da aggiungere, gradirei esporre la griglia di partenza."
Il Volatile: "Invece qualcosa da dire ce l'ho. Gente, voi che ammirate la mia presenza statuaria e la mia ammaliante bellezza, ricordatevi sempre delle cose fondamentali nella vita."
Voce fuori campo: "Del tipo?"
Il Volatile: "Del tipo, votate me per il fanboost, non quello sfigato di Crashgateinho."
Tutti: "Chi è Crashgateinho?"
L'Autrice(C): "Okay, andiamo avanti... e soprattutto, Volatile, che cosa ci fai lì completamente nudo? Vatti a mettere la tuta, prima che passi per caso Guido Per Il Giardino e se ne impossessi! Ora, per cortesia, possiamo andare avanti? Vogliamo leggere questa griglia di partenza o no?"
1^ fila: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Nico Prost (eDams Renault)
2^ fila: 3. Antonio Felix Da Costa (Aguri), 4. Stephane Sarrazin (Venturi)
3^ fila: 5. Mike Conway (Venturi), 6. Robin Frijns (Andretti)
4^ fila: 7. Lucas Di Grassi (Abt), 8. Daniel Abt (Abt)
5^ fila: 9. Nelsinho Piquet (Nextev), 10. Jerome D'Ambrosio (Dragon)
6^ fila: 11. Oliver Turvey (Nextev), 12. Loic Duval (Dragon)
7^ fila: 13. Nico Heidfeld (Mahindra), 14. Simona De Silvestro (Andretti)
8^ fila: 15. Jean-Eric Vergne (Virgin), 16. Bruno Senna (Mahindra)
9^ fila: 17. Salvador Duran (Aguri), 18. Sebastien Buemi (eDams Renault)
Sono consapevole del fatto che qualcuno potesse chiedersi che cosa ci facesse Buemiiii in una zona così inusuale. Tutto ha una spiegazione e di solito tale spiegazione riguarda la verniciatura dei muretti in un momento in cui non era opportuno mettersi a verniciare muretti così come se niente fosse.
Buemiiii, però, è un ex pilota Toro Rosso/ terzo pilota Redbull ed è stato addirittura il successore in Toro Rosso di quel tipo che vince solo per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato di cui al momento mi sfugge il nome. Qualcosa come Vettel/ Fettel/ Pettel o qualcosa del genere, mi pare...
Stando a quanto avevo letto, come aiuto-telecronista su Raisport2 avrebbe dovuto esserci Michela Cerruti... invece no, c'era Alex Fontana, di cui ho già parlato tempo fa che no, non è parente di Norberto Fontana.
Per prima cosa hanno inquadrato Sarrazin che veniva intervistato, il che era comunque un momento di notevole spicco. Poi sono passati a parlare di Valeria Mazza, che era là insieme ai figli, a cui è stato chiesto se si stavano divertendo, e ai figli di Valeria Mazza è stato dedicato più spazio che a Sarrazin.
Voce fuori campo: "Possiamo parlare della gara, magari?"
L'Autrice(C): "Direi di sì."
...
...
...
...
...SCATTANO LE VETTUREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
*Samba party!*
Il samba party ha coinvolto Crashgateinho e la Carta Sim. D'Ambriiii nel frattempo precipitava nelle retrovie e, considerando che Crashgateinho partiva più vicino a D'Ambriiiii che alla Carta Sim, con tutta probabilità si era allenato con lui prima di andare a ballare con la dark lady della Formula E, dark lady non perché sia effettivamente una dark lady, però essendo l'unica donna possiamo darle questa carica.
Il Volatile, Nicòòòò, Antonio Felice Sulla Costa, Sarrì, Di Gratis e Frinjiiii erano i primi sei, in quel momento e nulla sembrava destinato a cambiare, almeno per il momento.
Intanto, però, si avvicinava un momento importante.
Stop.
Al.
Televoto.
Vincitori del fanboost:
1) Di Gratis;
2) Il Volatile;
3) JEV.
Seriamente, al di là dei casi disperati tipo Sarrì, che sto incessantamente votando fin dal momento dell'inizio di questa stagione, inizio a commuovermi per le sorti di Heidiii e Gillette Fusion, un tempo erano i favoriti per il fanboost, al giorno d'oggi a Gillette Fusion non resta che consolarsi con le vittorie nelle gare virtuali, mentre Heidiiii... ma davvero Heidiiii era tornato ed era presente in pista? Non ci stavano trollando, scrivendo il suo nome al solo scopo di abbellire la grafica, come succede in Formula 1 con il nome di Jensinho?
Voce fuori campo: "No, Heidiiii esiste davvero."
Bene, abbiamo appurato che Heidiiii esiste davvero: ciò è consolatorio.
Il momento clou, comunque, era seguire l'inseguimento di Buemiiii alle posizioni alte della classifica. Dimostrava di avere appreso bene la filosofia bibitara del rimontare per culo e non per merito rendendo la gara falsata e, con un sorpasso dopo l'altro, stava risalendo verso le zone alte.
Buemiiii: "Guess what? Sono sesto."
Voce fuori campo: "Ma tu non sei un cinnamon roll!"
Buemiiii: "Sono svizzero di madrelingua francese."
Voce fuori campo: "Oui, tu es un demi cinnamon roll."
Buemiiii: "Sono già soddisfazioni."
Antonio Felice Sulla Costa: "Io intanto supero Nicòòòò like a boss."
La sua macchina: "E io tra poco ti lascerò a piedi like a boss..."
E infatti così è accaduto: al 18esimo giro di 35, mentre il telecronista si stava preoccupando per il fatto che Gillette Fusion forse ormai senza potenza residua e rischiasse di rimanere a piedi, è stato qualcun altro a rimanere a piedi, Antonio Felice Sulla Costa, ribattezzato per l'occasione Antonio Felipe Sulla Costa, in onore al Gufo di Interlagos.
Antonio Felipe Sulla Costa: "Era un onore che mi sarei risparmiato volentieri."
L'Autrice(C): "Non spetta a me decidere per il tuo futuro. Ora non ci resta che sperare che Buemiiii possa contrastare la cinnamonrollosità del Volatile."
Il Volatile: "Non capisco che cos'ho fatto di male. Ho anche posato nudo allietando le giornate a molta gente. Non merito tutto il male che mi stai augurando. Non merito di essere scippato della mia vittoria. Non merito di essere shippato con Jev. Non merito di essere costretto a indossare una tuta. Non merito di stare in pista, quando potrei stare in un campo nudisti. Non merito di..."
Voce fuori campo: "Per cortesia, qualcuno lo faccia tacere e lo mandi ai box insieme a tutti gli altri."
...
...
...
...
...Tutti ai box e, quando sono tornati in pista, il Volatile era ancora in testa, seguivano Di Gratis, Sarrì, Buemiiii e Nicòòòò in top-5, con Nicòòòò che perdeva terreno dopo essere andato a limonare con un muretto.
Avrebbe potuto approfittarne il sostituto dello Skater Grandfather Jacques, ma si è messo a ballare ripensando all'incidente di Conway Street e ha preso un biglietto di sola andata per le retrovie.
Il vero eroe della giornata... anzi, no? come mi viene in mente una simile affermazione? la rovina del mondo Sebastien Demi-Cinnamòn stava ancora recuperando posizioni per culo e non per merito rendendo il mondiale falsato... e per mondiale intendo il mondiale di Formula 1, che ovviamente risente del fatto che Buemiiii stesse recuperando posizioni.
Buemiiii: "Autrice, vacci piano. Ho messo a malapena il culo su una Redbull, nel corso della mia esistenza, non posso essere accusato di tutti i mali del mondo. Se proprio devi prendertela con qualcuno, prenditela con gli attuali piloti della Redbull."
L'Autrice(C): "Non posso. Dani-Smile sorride e il Kiwi parla italiano, quindi non possono essere accusati di rendere il mondiale falsato. In realtà la Redbull non sta nemmeno vincendo, quindi il mondiale non è più falsato, però lo è, perché qualsiasi mondiale di Formula 1 è falsato, anche quelli che non sono ancora iniziati, tipo quello di cui sto parlando."
Voce fuori campo: "Questo discorso è più soporifero della presenza di Paul Di Siesta e di Marco Sonniferetti all'interno dello stesso contesto."
Una fangirl: "E' un contesto a luci rosse?"
L'Autrice(C): "OH MY FELIIII FLY."
...
...
...
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...
...
Cataclisma imminente.
...
...
...
...
...
...
...
L'autrice ha menzionato un fatto mai accaduto.
E' un tentativo sovversivo di rompere l'ordine naturale delle cose, quindi da "Autrice(C)" è stata declassata ad "autrice"; è grave quasi come essere declassati da pilota Ferrari a gemello segreto di un pilota Ferrari.
Direi che la cosa migliore da fare, a questo punto, è tornare a Buemiiii, che ha superato Di Gratis e con grande nonchalance si è lanciato all'inseguimento della vetta della gara, minacciando il Volatile di rubargli la vittoria, la macchina e anche la tuta.
Il Volatile ha mantenuto tutto e, in onore del decoro, o prevalentemente per non essere assalito da una mandria di fangirl, ha tenuto anche la tuta.
Buemiiii si è accontentato della seconda posizione, falsando di conseguenza il risultato che sarebbe stato ugualmente falsato, per via del suo antico legame con il team che falsava i gran premi, mentre Di Gratis ha completato il podio. Seguiva un trio di francesi, dopodiché nientemeno che Heidiiii, protagonista (pare) a un certo punto sul finale di un duello intestino con il compagno di squadra che stava nuovamente arrivando al limite con la batteria. Tra i due Mahindra Boys si sono inseriti Frinjiiii e l'Ingegnere Meccanico Turvey.
Purtroppo il collegamento è terminato prima che fosse trasmesso il podio e prima ancora che i piloti fossero condotti al podio stesso su mezzi di fortuna.
Immagini dal podio c'erano comunque negli highlight brevi del canale youtube della Formula 1. C'erano Buemiiii e Di Gratis che spruzzavano champagne in faccia al Volatile. Dall'espressione, Buemiiii sembrava particolarmente eccitato da quanto stava accadendo.
Il pubblico, nel frattempo, indossava occhiali speciali per vedere al di là degli indumenti e guardava cosa ci fosse sotto la tuta del Volatile...
RISULTATO: 1. Sam Bird (Virgin), 2. Sebastien Buemi (eDams Renault), 3. Lucas Di Grassi (Abt), 4. Stephane Sarrazin (Venturi), 5. Nicolas Prost (eDams Renault), 6. Loic Duval (Dragon), 7. Nick Heidfeld (Mahindra), 8. Robin Frijns (Andretti), 9. Oliver Turvey (Nextev), 10. Bruno Senna (Mahindra), 11. Jean-Eric-Vergne (Virgin), 12. Nelsinho Piquet (Nextev), 13. Daniel Abt (Abt), 14. Simona De Silvestro (Andretti), 15. Mike Conway (Venturi), 16. Jerome D'Ambrosio (Dragon), Rit. Antonio Felix Da Costa (Aguri), Rit. Salvador Duran (Aguri).
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Formula E
lunedì 25 agosto 2014
#14 INDYCAR: Grand Prix of Sonoma - 24 agosto
Ritorna la Indycar e ritornano i telecronisti colombiani di cui ho già parlato qualche tempo fa. Stavolta è la volta di Sonoma, in California, su un circuito stradale, dove si svolgeranno 85 giri.
Da notare che nella notte antecedente alla gara è venuto un terremoto di alta intensità e l'albergo in cui tutto il team Penske si trovava è stato evacuato.
Griglia di partenza: Power (Penske), Newgarden (Fisher), Dixon (Ganassi), Hinchcliffe (Andretti), Briscoe (Ganassi), Castroneves (Penske), Bourdais (KVSH), Kanaan (Ganassi), Muñoz (Andretti), Hunter-Reay (Andretti), Kimball (Ganassi), Aleshin (Schmidt), Andretti (Andretti), Rahal (Rahal), Pagenaud (Schmidt), Wilson (Coyne), Conway (Carenter), Hawksworth (Herta), Montoya (Penske), Sato (Foyt), Huertas (Coyne), Saavedra (KVSH).
GARA: Power mantiene la prima posizione in una partenza in cui tutto fila liscio... almeno per pochi secondi. Nelle retrovie infatti c'è stato un contatto tra diverse vetture, in cui ad essere più danneggiati sono Hinchcliffe e Bourdais. Tra le varie vetture che hanno riportato lievi danni c'è anche quella di Castroneves, principale sfidante di Power per il titolo. Entra la safety car e vari piloti (tra cui Castroneves) sono costretti a rientrare ai box. Al momento i primi cinque sono Power, Newgarden, Dixon, Hunter-Reay e Kanaan, con il brasiliano che supera HR poco dopo il restart. Castroneves, dopo i problemi al via, è precipitato nelle retrovie e i suoi problemi evidentemente continuano dal momento che al 9° giro rientra di nuovo ai box precipitando ancora più indietro.
I piloti di testa si fermano ai box per la prima sosta intorno al 18-19° giro; i piloti rientrati per primi ne hanno tratto lievi vantaggi, con Dixon che si trova ora davanti a Newgarden e, ugualmente, HR che è davanti a Kanaan. Rahal prosegue restando in pista più a lungo, al momento in quarta posizione davanti a HR, con cui il distacco è minimo. Rahal prosegue ancora e al 30° giro la situazione è questa: Power è in testa con approssimativamente 10 secondi di vantaggio su Dixon, 15 su Newgarden, 19 su Rahal e 20 su Hunter-Reay.
Al 30° giro un incidente di Huertas provoca l'ingresso della safety car e, mentre la gara è neutralizzata, Rahal e Kanaan rispettivamente dal 4° e dal 6° posto rientrano ai box, mentre gli altri proseguono. I primi cinque a questo punto sono Power, Dixon, Newgarden, Hunter-Reay e Andretti.
E' appena ripartita la gara quando finisce fuori Saavedra: altro ingresso della safety car e tutti rientrano ai box, tranne quelli che si erano appena fermati. Kanaan si ritrova quindi in testa davanti a Conway, Briscoe, Rahal e Sato a completare i primi cinque, mentre ai box Power viene sopravanzato anche da Power. La situazione, per il leader del campionato, è però destinata a precipitare ulteriormente: al restart finisce in testacoda ritrovandosi ultimo, dopo essere stato leader per 35 giri. E' 20° mentre Castroneves è 18°. Davanti, nel frattempo, Conway ha preso la testa della gara davanti a Kanaan e Briscoe, ma quest'ultimo al 50° giro si ferma ai box, rientrando ai box parecchi giri prima rispetto agli altri piloti di testa (circa 10 giri prima di Conway).
Al 64° giro Conway è di nuovo in testa, grazie ai pit-stop degli altri piloti, e ha un vantaggio minimo nei confronti di Rahal, che lo supera portandosi in testa. Kanaan, Dixon e Hunter-Reay completano la top-5, quando gli altri piloti che li precedevano si fermano a loro volta.
Sul finale le cose si complicano per parecchi piloti, che iniziano ad avere troppo poco carburante e devono effettuare un'ulteriore sosta. Uno di questi è Rahal che, messo sotto pressione da Conway, Dixon e Hunter-Reay non può fare altro che rientrare ai box a tre giri dalla fine (dove peraltro ci sono problemi e ha una lunga sosta, e per giunta verrà penalizzato per eccesso di velocità nella pit-lane). Subito dopo Dixon supera Conway che a sua volta ha problemi di carburante e nell'ultimo giro da terzo che era rimane fermo, riuscendo per un soffio a tagliare il traguardo.
Per quanto riguarda i due contendenti al titolo: Castroneves ha chiuso soltanto 18°, mentre Power è finito 9° ma, penalizzato per un sorpasso in regime di bandiere gialle su Bourdais (bandiere gialle esposte per la vettura di Conway ferma in traiettoria) il leader del campionato è stato penalizzato per il sorpasso irregolare tornando 10°. Con il risultato di Sonoma, ha 51 punti di vantaggio nei confronti del compagno di squadra.
RISULTATO: 1) Scott Dixon (Ganassi), 2) Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3) Simon Pagenaud (Schmidt), 4) Takuma Sato (Foyt), 5) Juan Pablo Montoya (Penske), 6) Josef Newgarden (Fisher), 7) Mikhail Aleshin (Schmidt), 8) Marco Andretti (Andretti), 9) Justin Wilson (Coyne), 10) Will Power (Penske), 11) Sebastien Bourdais (KVSH), 12) James Hinchcliffe (Andretti), 13) Tony Kanaan (Ganassi), 14) Mike Conway (Carpenter), 15) Jack Hawskworth (Herta), 16) Sebastian Saavedra (KVSH), 17) Ryan Briscoe (Ganassi), 18) Helio Castroneves (Penske), 19) Carlos Muñoz (Andretti), 20) Graham Rahal (Rahal), 21) Charlie Kimball (Ganassi) + 1LAP, 22) Carlos Huerta (Coyne) +57LAPS.
Da notare che nella notte antecedente alla gara è venuto un terremoto di alta intensità e l'albergo in cui tutto il team Penske si trovava è stato evacuato.
Griglia di partenza: Power (Penske), Newgarden (Fisher), Dixon (Ganassi), Hinchcliffe (Andretti), Briscoe (Ganassi), Castroneves (Penske), Bourdais (KVSH), Kanaan (Ganassi), Muñoz (Andretti), Hunter-Reay (Andretti), Kimball (Ganassi), Aleshin (Schmidt), Andretti (Andretti), Rahal (Rahal), Pagenaud (Schmidt), Wilson (Coyne), Conway (Carenter), Hawksworth (Herta), Montoya (Penske), Sato (Foyt), Huertas (Coyne), Saavedra (KVSH).
GARA: Power mantiene la prima posizione in una partenza in cui tutto fila liscio... almeno per pochi secondi. Nelle retrovie infatti c'è stato un contatto tra diverse vetture, in cui ad essere più danneggiati sono Hinchcliffe e Bourdais. Tra le varie vetture che hanno riportato lievi danni c'è anche quella di Castroneves, principale sfidante di Power per il titolo. Entra la safety car e vari piloti (tra cui Castroneves) sono costretti a rientrare ai box. Al momento i primi cinque sono Power, Newgarden, Dixon, Hunter-Reay e Kanaan, con il brasiliano che supera HR poco dopo il restart. Castroneves, dopo i problemi al via, è precipitato nelle retrovie e i suoi problemi evidentemente continuano dal momento che al 9° giro rientra di nuovo ai box precipitando ancora più indietro.
I piloti di testa si fermano ai box per la prima sosta intorno al 18-19° giro; i piloti rientrati per primi ne hanno tratto lievi vantaggi, con Dixon che si trova ora davanti a Newgarden e, ugualmente, HR che è davanti a Kanaan. Rahal prosegue restando in pista più a lungo, al momento in quarta posizione davanti a HR, con cui il distacco è minimo. Rahal prosegue ancora e al 30° giro la situazione è questa: Power è in testa con approssimativamente 10 secondi di vantaggio su Dixon, 15 su Newgarden, 19 su Rahal e 20 su Hunter-Reay.
Al 30° giro un incidente di Huertas provoca l'ingresso della safety car e, mentre la gara è neutralizzata, Rahal e Kanaan rispettivamente dal 4° e dal 6° posto rientrano ai box, mentre gli altri proseguono. I primi cinque a questo punto sono Power, Dixon, Newgarden, Hunter-Reay e Andretti.
E' appena ripartita la gara quando finisce fuori Saavedra: altro ingresso della safety car e tutti rientrano ai box, tranne quelli che si erano appena fermati. Kanaan si ritrova quindi in testa davanti a Conway, Briscoe, Rahal e Sato a completare i primi cinque, mentre ai box Power viene sopravanzato anche da Power. La situazione, per il leader del campionato, è però destinata a precipitare ulteriormente: al restart finisce in testacoda ritrovandosi ultimo, dopo essere stato leader per 35 giri. E' 20° mentre Castroneves è 18°. Davanti, nel frattempo, Conway ha preso la testa della gara davanti a Kanaan e Briscoe, ma quest'ultimo al 50° giro si ferma ai box, rientrando ai box parecchi giri prima rispetto agli altri piloti di testa (circa 10 giri prima di Conway).
Al 64° giro Conway è di nuovo in testa, grazie ai pit-stop degli altri piloti, e ha un vantaggio minimo nei confronti di Rahal, che lo supera portandosi in testa. Kanaan, Dixon e Hunter-Reay completano la top-5, quando gli altri piloti che li precedevano si fermano a loro volta.
Sul finale le cose si complicano per parecchi piloti, che iniziano ad avere troppo poco carburante e devono effettuare un'ulteriore sosta. Uno di questi è Rahal che, messo sotto pressione da Conway, Dixon e Hunter-Reay non può fare altro che rientrare ai box a tre giri dalla fine (dove peraltro ci sono problemi e ha una lunga sosta, e per giunta verrà penalizzato per eccesso di velocità nella pit-lane). Subito dopo Dixon supera Conway che a sua volta ha problemi di carburante e nell'ultimo giro da terzo che era rimane fermo, riuscendo per un soffio a tagliare il traguardo.
Per quanto riguarda i due contendenti al titolo: Castroneves ha chiuso soltanto 18°, mentre Power è finito 9° ma, penalizzato per un sorpasso in regime di bandiere gialle su Bourdais (bandiere gialle esposte per la vettura di Conway ferma in traiettoria) il leader del campionato è stato penalizzato per il sorpasso irregolare tornando 10°. Con il risultato di Sonoma, ha 51 punti di vantaggio nei confronti del compagno di squadra.
RISULTATO: 1) Scott Dixon (Ganassi), 2) Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3) Simon Pagenaud (Schmidt), 4) Takuma Sato (Foyt), 5) Juan Pablo Montoya (Penske), 6) Josef Newgarden (Fisher), 7) Mikhail Aleshin (Schmidt), 8) Marco Andretti (Andretti), 9) Justin Wilson (Coyne), 10) Will Power (Penske), 11) Sebastien Bourdais (KVSH), 12) James Hinchcliffe (Andretti), 13) Tony Kanaan (Ganassi), 14) Mike Conway (Carpenter), 15) Jack Hawskworth (Herta), 16) Sebastian Saavedra (KVSH), 17) Ryan Briscoe (Ganassi), 18) Helio Castroneves (Penske), 19) Carlos Muñoz (Andretti), 20) Graham Rahal (Rahal), 21) Charlie Kimball (Ganassi) + 1LAP, 22) Carlos Huerta (Coyne) +57LAPS.
lunedì 21 luglio 2014
#11 INDY GP TORONTO: 20 luglio 2014 [GARA 2]
Il maltempo di sabato è soltanto un ricordo... fino a un
certo punto: la pista è umida, ma almeno non diluvia, il che è già un passo
avanti notevole. Altri 65 giri ci attendono...
Griglia di
partenza: Castroneves, Power, Pagenaud, Hunter-Reay, Montoya, Muñoz, Dixon,
Andretti, Kanaan, Bourdais, Conway, Briscoe, Hinchcliffe, Aleshin, Wilson,
Kimball, Newgarden, Hawksworth, Rahal, Huertas, Saavedra, Sato, Filippi.
Cronaca
Si parte con una partenza da fermi, con pista umida e
senza incidenti, il che è già una novità di un certo livello. Non fa in tempo a
finire il primo giro che Kanaan va a sbattere, entra quindi la rituale safety
car che rimane in pista per due giri.
Si riparte al quarto giro e tutto fila liscio con
Castroneves in testa davanti a Power, Pagenaud, Hunter-Reay e Montoya.
Pagenaud rimane terzo fino al sesto giro, quando ha dei
problemi e rallenta, venendo sfilato da chiunque. Montoya intanto supera
Hunter-Reay per la terza piazza, ma dura poco: al 12° giro infatti lo troviamo
contro le barriere, con vari piloti che deviano per le vie di fuga e Aleshin
che gli va addosso. La vettura di Montoya si solleva e quella del russo si
incastra sotto la sua. Entra la seconda safety car.
La maggior parte dei piloti approfittano della
neutralizzazione per rientrare ai box; Newgarden e Bourdais rimangono fuori e
si portano 1° e 2°, davanti a Castroneves che è terzo quando si riparte alcuni
giri dopo.
Si susseguono vari testacoda ed escursioni nelle vie di
fuga (a quanto mi pare di capire anche Newgarden), ma tutti riescono a
ripartire regolarmente e la safety car non si vede.
...
...
...
OK, come non detto, ce la ritroviamo al 24°, per dei
detriti rimasti in pista dopo i vari problemi appena citati.
Bandiera verde al 28° giro: i primi tre sono Castroneves,
Power e Kanaan, e tra i primi due si accende un intenso duello per la leadership,
con Kanaan, Dixon e Filippi a completare la top-5 almeno finché quest’ultimo
non va a sbattere al 33° facendo entrare la safety car.
Quando si riparte è di nuovo lotta per la leadership tra
Castroneves e Power, con l’australiano che supera il compagno di squadra poco
prima che entri di nuovo la safety car dopo che Saavedra è andato a sbattere
contro le barriere. Le posizioni rimangono tra loro invariate anche al momento
in cui tutti i piloti delle prime posizioni rientrano ai box.
Si accendono i cronometri anziché il conteggio dei giri
perché la gara può durare soltanto un’ora e venti. Mancano una decina di minuti
quando si riparte. Wilson è in testa davanti a Conway e Newgarden: si erano
fermati poco prima della safety car, pare per montare le slick. Bourdais va a
sbattere, senza particolari conseguenze. Castroneves perde posizioni. Quello che
conta, però, è che Conway supera Wilson.
Mancano sei minuti e non è ancora finita: Huertas e
Kimball si toccano e, in perfetto indy-style, si viene a creare un ingorgo da
bandiera rossa. Mancano quattro minuti e mezzo alla fine.
...
...
Si riparte con Conway in testa e Kanaan che supera Wilson
per la seconda posizione. In realtà Wilson perde varie posizioni e terzo
troviamo Kimball, che deve difendersi dall’attacco di Power. Quest’ultimo lo
supera e raggiunge il podio. Castroneves, invece, ha perso altre posizioni. Chiuderà
12°, restando comunque in testa alla classifica.
Risultato
1. Mike Conway
Carpenter 1:20:35.542
2. Tony Kanaan
Ganassi +3.541
3. Will Power
Penske +5.154
4. Charlie Kimball
Ganassi +5.485
5. Takuma Sato
Foyt +6.621
6. Jack Hawksworth
Herta +7.870
7. Scott Dixon
Ganassi +7.935
8. Marco Andretti
Andretti +10.176
9. Sébastien Bourdais
KVSH +12.021
10. Justin Wilson
Coyne +15.785
11. Ryan Briscoe
Ganassi +15.867
12. Helio Castroneves
Penske +16.220
13. Josef Newgarden
Fisher +20.912
14. Ryan Hunter-Reay
Andretti +22.614
15. Carlos Huertas
Coyne +29.271
16. Luca Filippi Rahal
Letterman +46.438
17. Carlos Muñoz
Andretti +4 Laps
18. James Hinchcliffe
Andretti +4 Laps
19. Juan Pablo Montoya
Penske +4 Laps
20. Graham Rahal
Rahal Letterman +6 Laps
21. Sebastian Saavedra
KVSH +7 Laps
22. Simon Pagenaud
Schmidt +9 Laps
23. Mikhail Aleshin
Schmidt +45 Laps
...
...
TAKU 5°! *-*
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Indycar anni 2010
lunedì 14 aprile 2014
#2: TOYOTA GRAND PRIX OF LONG BEACH - 13 aprile 2014
È la volta del secondo appuntamento del campionato di
Indycar 2014, che si svolge sul circuito cittadino di Long Beach.
Numero giri: 80.
Condizioni meteo: sereno.
Pole position: Ryan
Hunter-Reay
Griglia di
partenza:
1^ fila: Hunter-Reay – Hinchcliffe
2^ fila: Bourdais – Newgarden
3^ fila: Hawksworth – Pagenaud
4^ fila: Dixon – Andretti
5^ fila: Castroneves – Wilson
6^ fila: Muñoz – Servià
7^ fila: Kanaan – Power
8^ fila: Sato – Montoya
9^ fila: Conway – Briscoe
10^ fila: Kimball – Aleshin
11^ fila: Huertas – Saavedra
12^ fila: Rahal
Cronaca
Si parte da fermi, per la prima volta nel 2014 e ne
approfitta Bourdais che, come ex pilota di F1, dovrebbe essere uno dei pochi
capaci di partire da fermo. Sopravanza Hinchcliffe (che perderà una posizione
anche a vantaggio di Pagenaud), che parte al rallenty, e va a infastidire Hunter-Reay,
che però rimane leader della gara. Bourdais si accoda ed è 2°.
Nelle retrovie intanto è lotta a tre tra i piloti del
team Penske: Montoya riesce a superare Power e Castroneves, per risalire in 12^
posizione.
Al 9° giro Hinchcliffe supera Pagenaud per la 3^
posizione, mentre Newgarden che è 5° si avvicina ai due piloti che lo
precedono.
Al 27° giro c’è un colpo di scena: proprio mentre il leader
della gara rientra per il pit-stop (si erano già fermati parecchi giri prima i
piloti delle retrovie su una possibile strategia di tre soste e stavano
iniziando a fermarsi i piloti della top-ten), Bourdais va dritto e si schianta
contro una barriera di pneumatici. Entra la safety-car.
Poco dopo si ritira Briscoe per un problema al motore.
Per quanto riguarda Bourdais, riesce a raggiungere i box. Poco dopo verrà
penalizzato con un drive-through per essersi diretto ai box con la pit-lane
chiusa (eh, certo, la cosa più normale è che dopo un incidente rimanesse in
pista a perdere pezzi).
I piloti che non hanno ancora effettuato nessuna sosta si
fermano mentre la safety-car è in pista, dopodiché in top-ten ritroviamo anche
alcuni piloti che erano partiti indietro e che quindi hanno proseguito senza
fermarsi per una seconda sosta. I primi dieci sono: Hunter-Reay, Pagenaud,
Hinchcliffe, Newgarden, Power, Castronevs, Kimball, Andretti, Hawksworth e
Servià.
Un replay mostra intanto che ai box c’è stato un contatto
tra Kanaan e Dixon.
Al 32° giro si riparte, e non nel più tranquillo dei modi:
dopo un contatto con Rahal (che sarà penalizzato con un drive-through per
averlo innescato) Wilson finisce in testacoda, ma stranamente non si vede l’ombra
di una bandiera gialla. Frattanto c’è un contatto tra Pagenaud e Power, con il
francese che finisce contro le barriere e riesce a ripartire e a dirigersi ai
box. Anche stavolta non si vede lìombra di una bandiera gialla.
La top-five a questo punto è: Hunter-Reay, Hinchcliffe, Newgarden,
Power, Castroneves.
Al 41° giro Bourdais finisce di nuovo contro le barriere
nella stessa curva, in un incidente del tutto identico a quello precedente. Entra
di nuovo in pista la safety-car. Subito dopo si ferma Kimball, con la vettura
in fumo.
Si riparte al 45° giro, con Hunter-Reay inseguito da
Hinchcliffe. I due rientreranno anche nello stesso giro (54° giro) per la
seconda sosta, ma le posizioni tra i due permarranno invariate.
Un giro più tardi rientra Newgarden e torna in pista
proprio davanti ai due piloti del team Andretti.
A quel punto accade l’imprevedibile: viene tamponato da
Hunter-Reay che a sua volta viene tamponato da Hinchcliffe!
Vengono coinvolti anche vari piloti che sopraggiungono in
quel momento. Oltre ai tre già menzionati sono costretti al ritiro anche Sato,
Kanaan e Hawksworth.
L’incidente segna il terzo ingresso della safety-car, con
Dixon leader davanti a Wilson, Power, Conway e Muñoz a completare la top-five.
Al 65° giro si riparte con Dixon che mantiene la posizione
davanti a Wilson, quest’ultimo tenta il sorpasso un giro più tardi, ma dopo un
contatto con Dixon è costretto al ritiro.
Poco dopo anche Rahal si ritira per un problema ai freni:
di nuovo safety-car dato che ha “parcheggiato” in mezzo alla pista. Si ripartirà
a dieci giri dalla fine, con Dixon davanti a Conway, Power, Muñoz e Montoya.
Quando mancano 2 giri alla fine Dixon, a corto di
carburante, è costretto a rientrare ai box, lasciando la leadership a Conway.
Inseguito da Power, riesce a mantenere la posizione nei
confronti del vincitore del gran premio di St.Pete di due settimane fa, e vince
davanti a Power, Muñoz, Montoya e Pagenaud.
Risultato:
1 Mike Conway 20 Chevrolet 80 laps
2 Will Power 12 Chevrolet 80 laps
3 Carlos Munoz 34 Honda 80 laps
4 Juan Pablo Montoya 2 Chevrolet 80 laps
5 Simon Pagenaud 77 Honda 80 laps
6 Mikhail Aleshin 7 Honda 80 laps
7 Oriol Servia 16 Honda 80 laps
8 Marco Andretti 25 Honda 80 laps
9 Sebastian Saavedra 17 Chevrolet 80 laps
10 Carlos Huertas 18 Honda 80 laps
11 Helio Castroneves 3 Chevrolet 80 laps
12 Scott Dixon 9 Chevrolet 80 laps
13 Graham Rahal 15 Honda 79 laps
14 Sebastien Bourdais 11 Chevrolet 77 laps
15 Jack Hawksworth 98 Honda 77 laps
16 Justin Wilson 19 Honda 64 laps
17 Ryan Briscoe 8 Chevrolet 60 laps
18 Tony Kanaan 10 Chevrolet 55 laps
19 Josef Newgarden 67 Honda 55 laps
20 Ryan Hunter-Reay 28 Honda 55 laps
21 James Hinchcliffe 27 Honda 55 laps
22 Takuma Sato 14 Honda 55 laps
23 Charlie Kimball 83 Chevrolet 41 laps
martedì 4 giugno 2013
INDYCAR 2013: #6 INDY DUAL DETROIT
Fortunatamente esiste Youtube e ancora più fortunatamente
esistono persone che pubblicano le gare di Indycar su youtube... Dopo essermi
persa entrambe le gare di questo weekend, eccomi pronta a recuperare quando è
avvenuto nel corso del weekend nella suggestiva location di Belle Isle! *-*
Mazzoni direbbe che è uno scenario suggestivo
È da segnalare il ritorno di Mike Conway, che ha preso il
posto di Ana Beatriz Figueiredo al team di Dale Coyne.
È da segnalare anche che prima della Indy500 Kanaan e
Barrichello avevano fatto una scommessa: se Tony avesse vinto, Rubinho si
sarebbe rasato i capelli, mentre Tony si sarebbe tinto i capelli (quali
capelli? O.O) di biondo. Nelle ultime foto inserite sul suo Istagram,
Barrichello appare con i capelli leggermente più corti (che sono tutto fuorché
rasati), mentre Kanaan attualmente ha i capelli color giallo canarino.
Risultato: a Rubens i capelli più corti non donano affatto, ma a differenza di
Kanaan almeno ha ancora un aspetto presentabile.
GARA 1:
sabato 1 giugno
Griglia di
partenza: Viso, Conway, Jakes, Hunter-Reay, Tagliani, Vautier, Sato,
Pagenaud, Power, Saavedra, Franchitti, Castroneves, Allmendinger, Rahal,
Bourdais, Dixon, Wilson, De Silvestro, Andretti, Kanaan, Hinchcliffe, Briscoe,
Newgarden, Carpenter, Kimball.
GOOOOOOOOO! Tempo due curve, poi AJ Allmendinger, pilota
di NASCAR che ha preso parte agli ultimi
due appuntamenti del campionato di Indycar, utilizza la vettura di Dixon come
trampolino di lancio. Dixon rientra ai box per sostituire l’ala posteriore, per
AJ invece la gara è finita.
È da specificare che frattanto Conway si era portato in
testa davanti a Viso, e che dopo quattro giri dietro la pace-car è ugualmente
in testa e riesce a distanziare abbastanza in fretta. Viso perde diverse
posizioni, Hunter-Reay si porta al secondo posto, poi lo superano anche
Tagliani e Power; quest’ultimo ha recuperato varie posizioni dopo il restart. È
da specificare che Viso ha un problema alla mappatura del motore, ed è per
questo che continua a perdere ulteriori posizioni.
Conway si ferma ai box al 24° giro, mentre poco dopo
Tagliani finisce in testacoda in una via di fuga. Entra la pace-car a causa
della vettura di Sato rimasta ferma lungo la pista (è rimasto senza benzina) e
intanto i piloti che non si erano ancora fermati ai box si fermano. È
Hunter-Reay a ritrovarsi in testa a questo punto davanti al precedente leader
Conway, mentre a seguire ci sono Power, Franchitti, Castroneves, Pagenaud,
Wilson e Jakes.
Dietro alla pace-car Tagliani va a sbattere contro le
barriere e si ritira.
Al restart (32° giro) Hunter-Reay mantiene la prima
posizione, Conway rimane secondo, mentre Franchitti supera Power per la terza
posizione, mentre due giri più tardi c’è un incidente tra Andretti e Saavedra,
con quest’ultimo che finisce a muro: caution ancora una volta.
Saavedra non sembra molto soddisfatto.
La ripartenza è al 40° giro, Hunter-Reay mantiene la
prima posizione, seguito molto da vicino da Conway, che lo supererà quattro
giri dopo. A questo punto della gara i primi cinque sono Conway, Hunter-Reay,
Power, Wilson e Kanaan, con quest’ultimo che viene superato subito dopo da
Dixon.
Gli ultimi pit-stop vengono effettuati intorno al 50-55°
giro; i piloti del team Dale Coyne rimandano la sosta e, mentre Conway conserva
la prima posizione davanti a Hunter-Reay, Wilson riesce a risalire, ritardando
il pit-stop, in terza posizione.
A tre giri dalla fine Briscoe va a sbattere, ma è in una
posizione che non intoppa e quindi ci sono soltanto bandiere gialle locali. La
gara terminerà poi senza ulteriori colpi di scena, e vedrà la vittoria di
Conway, nella sua seconda gara stagionale (aveva già partecipato al gran premio
di Long Beach, terzo appuntamento dell’anno), secondo Hunter-Reay e terzo
Wilson, con un margine molto ridotto nei confronti di Dixon (4°).
Risultato: 1.
Mike Conway 70 giri, 2. Ryan Hunter-Reay, 3. Justin Wilson, 4. Scott Dixon, 5.
Helio Castroneves, 6. Dario Franchitti, 7. Josef Newgarden, 8. Will Power, 9.
Graham Rahal, 10. James Jakes, 11. Tristan Vautier, 12. Simon Pagenaud, 13.
Tony Kanaan, 14. Charlie Kimball, 15. James Hinchcliffe, 16. Simona De
Silvestro, 17. Ernesto Viso, 18. Ed Carpenter 69 giri, 19. Takuma Sato 68 giri,
20. Marco Andretti 67 giri, 21. Ryan Briscoe 66 giri, 22. Sebastian Saveedra 33
giri, 23. Alex Tagliani 29 giri, 24. Sebastien Bourdais 20 giri, 25. AJ
Allmendinger 0 giri.
Mazzoni direbbe ancora una volta che è uno scenario suggestivo!
GARA 2:
domenica 2 giugno
Pensavo che la griglia di partenza della gara 2 fosse
determinata in base al risultato della gara 1. A quanto pare non è stato così.
Griglia di
partenza: Conway, Jakes, Power, Hunter-Reay, Viso, Pagenaud, Dixon, Wilson,
Castroneves, Hinchcliffe, Saavedra, Allmendinger, Briscoe, Andretti, Rahal,
Franchitti, De Silvestro, Kimball, Kanaan, Vautier, Sato, Bourdais, Carpenter,
Newgarden, Tagliani.
La gara inizia con un incidente al primo giro: stavolta
tutti possono tirare un sospiro di sollievo; AJ ha colpito il muro invece che
un’altra vettura!
Il restart è al 5° giro, con Conway davanti a Power, Pagenaud,
Hunter-Reay e Jakes nella top-5. Tutto procede tranquillo fino al 9° giro
quando la De Silvestro va a sbattere. Sembra che l’incidente sia stato
provocato da qualche guasto alla vettura, che sembra non avere sterzato. È
caution ancora una volta; Franchitti, Kanaan, Vautier, Bourdais e Sato
rientrano ai box.
La ripartenza è al 14° giro: dopo un paio di curve
Tagliani finisce in una via di fuga. Poco dopo entra la pace-car a causa dei
detriti presenti sulla pista. Anche Carpenter ha la vettura danneggiata, dal
replay sembra che sia stato lui a innescare l’incidente che ha coinvolto anche
Tagliani.
Il restart è al 16° giro e per il momento la situazione
sembra tranquilla, mentre un giro più tardi Hunter-Reay urta il muro e
danneggia la vettura.
Entra di nuovo la pace-car, vari piloti rientrano ai box,
ma non Conway, che era in prima posizione e che rimane fuori. Al 24° torna
bandiera verde, Conway rimane in testa davanti a Dixon, mentre dietro Wilson
supera Kimball per la terza posizione, seguono Franchitti e Kanaan,
dopodiché... BANZAAAAAAI! Sato finisce a muro! Ciò non mi soddisfa affatto. U.U È di nuovo caution, ce ne sono
state ormai talmente tante da farmi perdere il conto... mhm... direi che è la
quinta.
La gara riparte al 28° giro e... APOCALISSE MAYA! Maxi collisione, Wilson e Tagliani si
ritirano, sono stati protagonisti dell’incidente anche Power, Rahal, Viso e
Carpenter, ma non escludo che me ne sia sfuggito qualcuno per strada. A questi
si aggiunge Briscoe, che non è andato a sbattere da nessuna parte ma ha
lasciato spegnere il motore e finisce per perdere un giro. Dal replay emerge
come il tutto sia stato innescato dal pilota
che porta gli occhiali sotto al casco, sfortunatamente non più rossi come
avveniva all’epoca della Formula 1. Bourdais ha tamponato infatti Power
mandandolo in testacoda, questo è finito a sbattere contro un muretto... e
dietro tutti a seguire! Sebbi comunque se n’è andato avanti senza problemi.
Segue un’intervista a Wilson, che è decisamente più alto dell’intervistatrice.
Justin sembra avere preso il ritiro con una certa filosofia, diversamente da
Power che invece sembra incazzato nero e dopo essere sceso dalla vettura, nella
pit-lane lancia i propri guanti contro la vettura di Bourdais (tipico della
Indycar... in NASCAR invece hanno l’abitudine di lanciare caschi).
Successivamente viene intervistato Tagliani sempre a proposito dell’incidente e
osservando attentamente i suoi baffetti e il suo pizzetto mi rendo conto
finalmente del perché ha un’aria familiare: somiglia a Liuzzi! Sull’incidente l’ultima
cosa da segnalare è che successivamente Power tornerà in pista per inseguire
Bourdais armato di mazza da golf per cercare di racimolare qualche punto.
Al momento i primi dieci, dietro la pace-car, sono
Kanaan, Vautier, Franchitti, Bourdais, Andretti, Kimball, Dixon, Conway,
Pagenaud, Rahal (alcuni piloti, come Conway, si sono fermati ai box, altri no).
GREEEEN! (38° giro)... e direi che era anche ora!
Bourdais subito dopo viene penalizzato con un drive-through a causa dell’incidente
innescato. Conway fa un’ottima ripartenza, supera Kimball e poi Franchitti,
portandosi in quarta posizione che diventerà terza quando un giro dopo Sebbi
rientra ai box per scontare la penalità. Vautier intanto supera Kanaan
portandosi in testa, mentre Conway supera a sua volta il brasiliano che adesso
è terzo tallonato da Kimball (che ha superato prima Franchitti e poi Dixon).
Vautier rientra ai box al 40° giro, con Conway che torna
in testa dove resterà fino al 46° giro, perché dopo sarà superato da Kimball.
Conway e altri piloti che si erano fermati ai box quando
si era fermato lui si fermano nuovamente a una ventina di giri dalla fine e
rientra anche Kimball. Pagenaud si porta in testa, ma rientra al 56° giro lasciando
la leadership a Jakes, che però rientra quattro giri più tardi. Torna in pista
secondo alle spalle di Pagenaud, mentre Conway invece è terzo.
A cinque giri dalla fine Sebbi e Vautier hanno una
collisione, con quest’ultimo che precipita nelle retrovie. Anche Bourdais perde
alcune posizioni.
Davanti Pagenaud mantiene la leadership fino alla fine e
vince davanti a Jakes e Conway.
Risultato: 1.
Simon Pagenaud 70 giri, 2. James Jakes, 3. Mike Conway, 4. Scott Dixon, 5.
Dario Franchitti, 6. Marco Andretti, 7. Charlie Kimball, 8. Helio Castroneves,
9. Graham Rahal, 10. Sebastian Saavedra, 11. Sebastien Bourdais, 13. Ryan
Briscoe 69 giri, 14. Tristan Vautier 69, 15. Ed Carpenter 66 giri, 16. Josef
Newgarden 64 giri, 17. EJ Viso 61 giri, 18. Ryan Hunter-Reay 59 giri, 19. James
Hinchcliffe 57 giri, 20. Will Power 53 giri, 21. Alex Tagliani 27 giri, 22.
Justin Wilson 27, 23. Takuma Sato 23 giri, 24. Simona De Silvestro 8 giri, 25.
AJ Allmendinger 0 giri.
lunedì 3 settembre 2012
INDYCAR 2012: #14 GRAND PRIX OF BALTIMORE (2 settembre)
Il campionato di Indycar volge al termine e il penultimo
appuntamento stagionale è il gran
premio di Baltimora, dove è il leader del campionato Will Power a
conquistare la pole position.
Quello di Baltimora è un circuito cittadino (sarà
l’ultimo appuntamento stagionale su un circuito stradale) e la gara prevede 75
giri.
Griglia di
partenza
1 Will Power Chevrolet
12 94.184 mph
2 Scott
Dixon Honda 9
93.433 mph
3 Sebastien
Bourdais Chevrolet 7
93.139 mph
4 Dario
Franchitti Honda 10
93.033 mph
5 James
Hinchcliffe Chevrolet 27
92.599 mph
6 Tony
Kanaan Chevrolet 11
92.170 mph
7 Justin
Wilson Honda 18
91.393 mph
8 Ed
Carpenter Chevrolet 20
91.233 mph
9 Simon
Pagenaud Honda 77
N/A
10 Ryan
Hunter-Reay Chevrolet 28
89.877 mph
11 Ryan
Briscoe Chevrolet 2
93.095 mph
12 Mike
Conway Honda 14
93.494 mph
13 Alex
Tagliani Honda 98
89.272 mph
14 Helio
Castroneves Chevrolet 3
93.017 mph
15 Rubens
Barrichello Chevrolet 8
88.712 mph
16 Oriol
Servia Chevrolet 22
92.568 mph
17 Charlie Kimball Honda
83 92.570 mph
18 Marco
Andretti Chevrolet 26
92.471 mph
29 James Jakes Honda
19 92.320 mph
20 Bruno
Junqueira Honda 67
91.363 mph
21 Graham
Rahal Honda 38
N/A
22 E.J. Viso Chevrolet
5 91.957 mph
23 JR
Hildebrand Chevrolet 4
N/A
24 Takuma
Sato Honda 15
86.871 mph
25 Simona De Silvestro Lotus
78 84.198 mph
Cronaca della gara
Power mantiene la prima posizione davanti a Dixon,
Bourdais (che successivamente supererà Dixon per la seconda posizione),
Franchitti e Hinchcliffe; nelle retrovie dopo un contatto Simona De Silvestro
danneggia l’ala anteriore e subito dopo rientra ai box. Il pezzo d’ala rimasto
sulla pista viene tolto prima che possa causare problemi.
Al 9° giro Carpenter danneggia la propria vettura contro
un muro e rimane fermo: entra la pace-car, i piloti delle prime posizioni
proseguono, mentre qualcuno nelle retrovie rientra ai box (già qualche pilota
delle retrovie, comunque, si era fermato per la prima sosta).
Il restart è al 14° giro, le posizioni non cambiano tra i
primi quattro, mentre Hinchcliffe perde diverse posizioni e Pagenaud risale al
quinto posto.
C’è subito dopo un contatto tra Conway e Castroneves che
manda in testacoda il primo dei due, che coinvolge anche le vetture di Viso(?)
e Junqueira. La pace-car è in pista per la seconda volta e in questa occasione
Franchitti si ferma ai box per la prima sosta. Rientrano anche alcuni piloti
che hanno danneggiato le vetture in diversi contatti avvenuti durante la
ripartenza
Al 18° giro avviene il restart, con Power che è ancora
leader davanti a Dixon, Bourdais, Wilson e Kanaan. Dietro c’è un contatto tra
Viso e Castroneves, ma i due riescono a proseguire.
La pace-car torna comunque in pista al 19° giro quando
Andretti va a sbattere contro le barriere; Power, Dixon e Bourdais entrano ai
box per la prima sosta e in testa si porta Hunter-Reay, che al 22° giro al
restart deve difendersi dall’attacco di Hinchcliffe che si trova in seconda
posizione. De Silvestro tampona Franchitti che finisce in testacoda e va a
sbattere: caution per la quarta volta.
Hunter-Reay e altri piloti rientrano ai box ed è
Hinchcliffe a portarsi in testa, seguito da Sato e Rahal che non si sono
fermati, quarto c’è Power e quinto Dixon.
Al 25° giro al restart Sato supera Hinchcliffe e si porta
in testa; quest’ultimo viene subito dopo superato anche da Rahal. Dopo la
ripartenza Hunter-Reay si trova intorno alla decima posizione.
Alcuni giri più tardi Power, Dixon e Hinchcliffe rientrano
ai box per la seconda sosta, mentre successivamente vi è un nuovo ingresso
della pace-car dovuto a Jakes e Bourdais che sono finiti a sbattere. Sato che
non si è fermato è in prima posizione, davanti a Hunter-Reay, Hildebrand,
Kimball, Barrichello, Pagenaud, Wilson, Kanaan, Rahal... Power e Dixon sono
precipitati piuttosto indietro.
Il restart è al 37° giro e Hunter-Reay prende la testa
della gara, venendo però superato di lì a poco da Pagenaud che ha fatto una
ripartenza strepitosa. La vettura di Hinchcliffe, nelle retrovie, rimane ferma,
la pace-car torna in pista per la sesta volta, dove finame fino alla fine del
38° giro.
Pagenaud rimane in testa, davanti a Kimball che
sopravanza Hunter-Reay, segue Sato dopo avere superato Kanaan, ma al 40° giro è
di nuovo caution dovuta alla vettura ferma di Simona De Silvestro; Pagenaud
sarà ancora in testa anche dopo la ripartenza e vi resterà fino al 51° giro,
quando, come vari piloti che non si erano fermati in concomitanza con gli
altri, rientrerà ai box, seguito un paio di giri pi tardi da Hunter-Reay che
con il pit-stop di Pagenaud si era portato al comando. A quel punto è leader
Power davanti a Servia e Tagliani, mentre Kanaan rientra ai box per evidenti
problemi sulla sua vettura ed è costretto al ritiro; anche Sato si era ritirato
circa due giri prima.
Dopo il pit-stop di Power si ritrova in testa Briscoe,
davanti a Hunter-Reay, Pagenaud, Dixon e Franchitti, con Power in sesta
posizione, posizioni che resteranno invariate finché Franchitti non si ferma
per la sua ultima sosta e Power risale al quinto posto.
A meno di dieci giri dalla fine la vettura ferma di
Kimball provoca una caution, mentre al restart in cui tra l’altro Hunter-Reay
ha un buono scatto e si porta in prima posizione, a 6 giri dal termine, vi è un
nuovo incidente che coinvolge diverse vetture: Conway, urtato da una vettura
che prosegue, va a sbattere contro una barriera di pneumatici, venendo urtato
dalla vettura di Wilson; la vettura di Conway si solleva da terra e quella di
Wilson rimane incastrata al di sotto. Si genera un ingorgo che coinvolge anche
Andretti e Rahal, con quest’ultimo che rimane fermo a lungo prima di poter
proseguire.
L'incidente di Conway e Wilson.
WTF?! Quella si chiama Conway Street!
La ripartenza è a due giri dal termine, Hunter-Reay è in
testa, mentre dietro di lui Pagenaud e Briscoe lottano per la seconda
posizione, con Briscoe che si porta appunto al secondo posto davanti a
Pagenaud, a Dixon e a un sorprendente Barrichello che con un buono scatto
risale al quinto posto. Power, settimo, risalirà in sesta posizione con un
sorpasso su Servia all’ultimo giro, mantenendo la leadership in classifica
nonostante la vittoria del suo principale avversario.
Il risultato
1 Ryan
Hunter-Reay 28 Chevrolet
75
2 Ryan
Briscoe 2 Chevrolet
75
3 Simon
Pagenaud 77 Honda
75
4 Scott
Dixon 9 Honda
75
5 Rubens
Barrichello 8 Chevrolet
75
6 Will Power 12
Chevrolet 75
7 Oriol
Servia 22 Chevrolet
75
8 Alex
Tagliani 98 Honda
75
9 E.J. Viso 5
Chevrolet 75
10 Helio
Castroneves 3 Chevrolet
75
11 Graham
Rahal 38 Honda
75
12 JR
Hildebrand 4 Chevrolet
75
13 Dario
Franchitti 10 Honda
74
14 Marco
Andretti 26 Chevrolet
74
15 James Hinchcliffe 27
Chevrolet 73
16 Mike
Conway 14 Honda
73
17 Justin Wilson 18
Honda 72
18 Charlie
Kimball 83 Honda
65
19 Bruno
Junqueira 67 Honda
64
20 Tony
Kanaan 11 Chevrolet
52
21 Takuma Sato 15
Honda 50
22 Simona De
Silvestro 78 Lotus
38
23 Sebastien
Bourdais 7 Chevrolet
32
24 James
Jakes 19 Honda
31
25 Ed Carpenter 20
Chevrolet 7
domenica 3 giugno 2012
INDYCAR 2012: #5 INDIANAPOLIS 500 (27 maggio)
La 96esima edizione della 500 miglia di Indianapolis si è svolta nel weekend del 27
maggio. È stato Briscoe a conquistare la pole position ed è da rimarcare
l’ottima prestazione di Barrichello, che si è qualificato in decima posizione
al suo esordio a Indianapolis.
È da segnalare la presenza di Jean Alesi, qualificato in
ultima posizione! Il suo momento di gloria però durerà molto a breve: al nono
giro gli verrà esposta bandiera nera perché la sua vettura è troppo lenta...
sorte in cui è accomunato a Simona De Silvestro.
Griglia di
partenza
1 Ryan
Briscoe Chevrolet 2
226.484 mph
2 James Hinchcliffe Chevrolet
27 226.481 mph
3 Ryan
Hunter-Reay Chevrolet 28
226.240 mph
4 Marco
Andretti Chevrolet 26
225.456 mph
5 Will Power Chevrolet
12 225.422 mph
6 Helio
Castroneves Chevrolet 3
225.172 mph
7 Josef Newgarden Honda
67 224.677 mph
8 Tony
Kanaan Chevrolet 11
224.431 mph
9 E.J. Viso Chevrolet
5 224.422 mph
10 Rubens
Barrichello Chevrolet 8
224.264 mph
11 Alex
Tagliani Honda 98
224.000 mph
12 Graham
Rahal Honda 38
223.959 mph
13 Ana
Beatriz Chevrolet 25
223.920 mph
14 Charlie
Kimball Honda 83
223.868 mph
15 Scott
Dixon Honda 9
223.684 mph
16 Dario
Franchitti Honda 50
223.582 mph
17 James
Jakes Honda 19
223.482 mph
18 JR
Hildebrand Chevrolet 4
223.422 mph
19 Takuma
Sato Honda 15
223.392 mph
20 Townsend
Bell Honda 99
223.134 mph
21 Justin
Wilson Honda 18
222.929 mph
22 Michel
Jourdain Jr. Honda 30
222.893 mph
23 Simon
Pagenaud Honda 77
222.891 mph
24 Sebastian
Saavedra Chevrolet 17
222.811 mph
25 Sebastien
Bourdais Chevrolet 7
223.760 mph
26 Wade
Cunningham Honda 41
223.258 mph
27 Oriol
Servia Chevrolet 22
222.393 mph
28 Ed
Carpenter Chevrolet 20
222.324 mph
29 Mike
Conway Honda 14
222.319 mph
30 Katherine
Legge Chevrolet 6
221.624 mph
31 Bryan
Clauson Honda 39
214.455 mph
32 Simona De
Silvestro Lotus 78
214.393 mph
33 Jean
Alesi Lotus 64
210.094 mph
Cronaca della gara
Briscoe mantiene la leadership per un intero giro prima
di essere superato da Hinchcliffe, per poi ri-superarlo esattamente un giro più
tardi; Andretti nel frattempo risale in terza posizione, mentre Hunter-Reay è
quarto, con Kanaan che risale in quinta posizione davanti a Castroneves.
Al 6° giro Hinchcliffe supera nuovamente Briscoe e si
porta in prima posizione dove resterà per un giro prima di essere sorpassato da
Briscoe, mentre Hunter-Reay riprende la terza posizione con un sorpasso su
Andretti; quest’ultimo però torna a breve terzo e al 14° giro supererà
Hinchcliffe per la seconda posizione.
Subito dopo Clauson finisce in testacoda – senza urtare
alcun muro – e a causa della sua vettura che ostruisce il tracciato entra la
pace-car. Un giro più tardi tutti rientrano ai box, dove tra l’altro Franchitti
“investe” una ruota e finisce in testacoda.
Hinchcliffe, grazie a un pit-stop piuttosto rapido, si
porta in prima posizione, davanti a Briscoe, Andretti, Hunter-Reay,
Castroneves, Kanaan, Tagliani, Rahal, Power, Dixon, Viso, Kimball, Wilson,
Sato, Bell, ecc...
Al 19° giro la gara riparte con Briscoe che si riprende
la prima posizione, mentre anche Andretti supera Hinchcliffe, seguono Kanaan e
Tagliani nelle posizioni subito successive (con Tagliani che supererà Kanaan
portandosi in quarta posizione alcuni giri più tardi).
La situazione nei giri successivi si presenta piuttosto
simile a quella iniziale, con Andretti che, al posto di Hinchcliffe, è in lotta
per la leadership con Briscoe: lo supera al 20° giro, viene superato al 22°, ma
torna in testa al 24° giro; è Andretti a rimanere in testa, mentre Hinchcliffe
alcuni giri dopo supererà Briscoe e si porterà nuovamente al secondo posto.
Ci sono intanto ancora problemi per Franchitti, protagonista
di una lieve collisione con EJ Viso, mentre è quella di Sato al momento la
vettura più veloce: il giapponese sta rimontando, dopo 35 giri si è portato in
quarta posizione davanti a Andretti, Hinchcliffe, Briscoe, Tagliani, Kanaan,
Dixon; seguono a completare i primi dieci Power, Rahal, Castroneves.
Intorno al 40° giro Briscoe supera nuovamente Hinchcliffe
per la seconda posizione; quest’ultimo al 44° giro rientra ai box, seguito un
giro più tardi da varie vetture tra cui quelle di Andretti e Briscoe (che
tornano in pista davanti a Hinchcliffe), mentre gli altri piloti si fermano in
gran parte nei giri successivi: ai box ci sono un po’ di problemi per Castroneves
che perde alcune posizioni, mentre Tagliani dopo la sosta precipita nelle
retrovie.
Dopo il secondo giro di pit-stop ci sono Andretti, Dixon,
Briscoe, Hinchcliffe, Sato, Power, Kanaan (che tornerà a fermarsi ai box dopo
nemmeno venti giri, ritrovandosi doppiato di un giro), Franchitti, Rahal e
Conway tra i primi dieci; Briscoe e Hinchcliffe sono ancora in lotta tra loro,
con Briscoe che era stato superato da Hinchcliffe subito dopo il pit-stop, per
poi superarlo al 57° giro ed essere nuovamente superato intorno al 60° giro.
Sato frattanto si avvicina a Briscoe e lo supera al 63° giro portandosi in
quarta posizione; il giapponese risalirà poco dopo in terza posizione con Hinchcliffe che sarà superato ancora una
volta da Briscoe e scenderà in quinta posizione.
Intorno al 74°-75° giro vari piloti inizieranno a
rientrare ai box, mentre Franchitti ancora in pista rimonta posizioni e si
porta al terzo posto alle spalle di Andretti e Dixon, sarà secondo non appena
Franchitti, che al momento è il più veloce in pista, si
porterà a breve in terza posizione dietro ad Andretti e a Dixon, e diverrà
secondo non appena il leader si fermerà per la propria sosta – Dixon e
Franchitti, in ogni caso, rientreranno al 78° giro.
Conway intanto ai box arriva lungo e stende un paio di
meccanici, mentre poco dopo in pista è protagonista di uno spettacolare
incidente: finisce a muro, sbatte contro la vettura di Power, si alza da terra
e va a impattare nuovamente contro il muro – provocando un nuovo ingresso della
pace-car – uscendone fortunatamente illeso. Nell’incidente Castroneves riesce a
evitare una ruota che si è staccata da una delle due vetture.
Dietro alla pace-car Andretti frattanto è leader davanti
a Dixon, Franchitti, Sato, Briscoe, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Kanaan (che con
il pit-stop degli altri piloti ha rimontato posizioni), Rahal e Castroneves. La
gara riprende all’88° giro, con Kanaan che rimonta varie posizioni portandosi
al terzo posto, per poi essere superato un giro più tardi da Sato.
Al 90° giro Ana Beatriz va in testacoda e finisce a muro:
è ancora una volta caution. Alcuni piloti, tra cui Andretti, Hinchcliffe, Sato
e Kanaan, si fermano ai box durante la neutralizzazione. Dixon è quindi il
nuovo leader, davanti a Franchitti, Hunter-Reay, Rahal, Kimball, Castoneves,
Hildebrand e Wilson. La vettura incidentata viene portata ai box e Beatriz riuscirà
a tornare in pista, non prima di avere “rallentato” Andretti lungo la pit-lane.
La gara riparte al 96° giro, con Sato in 9^ posizione
alle spalle di Wilson (7°) e Hildebrand (8°), mentre Andretti, Kanaan e Briscoe
sono al momento rispettivamente 12°, 13° e 14°. Mentre Rahal si porta al terzo
posto superando Hunter-Reay (che però si riprenderà la posizione), Sato risale
in quinta posizione; il giapponese sarà però superato da Wilson poco dopo la
metà della gara; dietro di lui al 110° giro troviamo Kimball (7°) e Andretti
che è risalito di diverse posizioni negli ultimi quindici giri – Sato supererà
nuovamente Wilson al 112°.
Al 113° giro Hunter-Reay si ferma ai box (poco dopo avrà
dei problemi e si ritirerà dopo avere percorso 123 giri) , pochi giri dopo si fermano
anche Hildebrand, Rahal e Castroneves. Franchitti e Dixon si fermano
rispettivamente al 119° e 120° giro, rientrano anche Wilson e Kimball, con Sato
che adesso è leader davanti ad Andretti, con circa cinque secondi di vantaggio;
dietro di loro ci sono Hinchcliffe e Kanaan, che si fermano ai box al 125°
giro.
Franchitti risale intanto in seconda posizione alle
spalle di Sato, il giapponese però sembra, per il momento, in grado di
mantenere la leadership nei confronti dello scozzese.
Rahal effettua il successivo pit-stop con bandiera verde al 145° giro,
mentre soltanto un giro più tardi Saavedra rimane fermo all’uscita della
pit-lane provocando una caution, approfittando della quale i piloti che ancora
non si erano fermati si fermano ai box. Dietro la pace-car Sato è ancora leader
davanti a Franchitti, Dixon, Hinchcliffe, Wilson, Kimball, Briscoe, Kanaan,
Castroneves e Barrichello tra i primi dieci, mentre Andretti che ha dei
problemi con la vettura è precipitato nelle retrovie.
Dopo la bandiera verde (153° giro) Sato viene superato da
Franchitti e da Dixon che si portano in prima e seconda posizione; Dixon al
155° giro si porta in testa alla gara superando il compagno di squadra
Franchitti.
Wilson supera Hinchcliffe per la quarta posizione e anche
Kanaan, che aveva recuperato una posizione al restart, supera Hinchcliffe, nei
confronti del quale perderà di lì a poco la posizione.
Dixon resta in testa fino al 160° giro, per poi essere
superato da Dixon, quando subito dopo, approfittando di una caution dovuta al
ritiro di Newgarden, a circa 35 giri dalla fine c’è un ultimo giro di pit-stop
– anche se vari piloti, per andare fino alla fine, dovranno riuscire a
risparmiare carburante – dopo il quale Dixon si ritrova, dietro la pace-car, in
prima posizione davanti a Franchitti, Sato, Wilson e Kimball. Hinchcliffe ha
avuto problemi durante la sosta e ha finito per perdere alcune posizioni: è 11°
dietro a Kanaan, Carpenter, Briscoe, Barrichello e Castroneves.
La gara riparte a 29 giri dalla fine, con Wilson che si
porta in terza posizione superando Sato, mentre Kanaan e Carpenter superano
Kimball. Sato riprende la posizione a -27 giri dalla fine, mentre Wilson viene
superato da Carpenter e Kanaan.
A 24 giri dalla fine Franchitti supera Dixon e si porta
nuovamente in testa, mentre subito dopo Sato viene superato da Carpenter e
Wilson. Due giri dopo essere stato sopravanzato da Franchitti, Dixon si riporta
in testa: è il trentesimo cambio di leadership, e costituisce un record nella
storia della Indy 500. Un nuovo cambio di leadership c’è comunque un giro più
tardi, con Franchitti che si riporta in testa, mentre Wilson risale in terza
posizione. A 20 giri dalla fine Carpenter urta il muro e finisce in testacoda
ed è di nuovo caution: stavolta nessuno si ferma ai box.
A 16 giri dalla fine al restart Kanaan si porta in testa
davanti a Franchitti, Briscoe, Dixon, Sato, Wilson, Hinchcliffe, Andretti,
Barrichello e Kimball a completare i primi dieci. Poco dopo comunque Franchitti
riprende la prima posizione, mentre dietro di loro Briscoe e Dixon sono in
lotta per la quarta posizione. A 14 giri dal termine Briscoe Dixon supera
Briscoe, con Wilson che intanto risale in quinta posizione superando Sato. A 13
giri dal termine Kanaan torna in testa, proprio mentre un incidente di Marco Andretti
, finito contro al muro, provoca una nuova caution.
Il restart è a 6 giri dal termine, con Franchitti e Dixon
che si portano immediatamente in prima e seconda posizione con Dixon che si
porta poi in testa, mentre Kanaan viene superato anche da Sato quando di giri
al termine ne mancano cinque; a quattro giri dalla fine Franchitti supera
Dixon, che poco dopo si riprende la posizione. Franchitti e Sato superano Dixon
a due giri dalla fine, con Sato che affianca Franchitti all’inizio dell’ultimo
giro e va a sbattere.
Le bandiere gialle di fatto consegnano a Franchitti la
terza vittoria a Indianapolis, seguito da Dixon, Kanaan, Servia e Briscoe.
Risultato
1 Dario
Franchitti 50 Honda 200
2 Scott
Dixon 9 Honda 200
3 Tony
Kanaan 11 Chevrolet
200
4 Oriol
Servia 22 Chevrolet
200
5 Ryan
Briscoe 2 Chevrolet
200
6 James
Hinchcliffe 27 Chevrolet
200
7 Justin
Wilson 18 Honda
200
8 Charlie
Kimball 83 Honda
200
9 Townsend Bell 99
Honda 200
10 Helio
Castroneves 3 Chevrolet
200
11 Rubens
Barrichello 8 Chevrolet
200
12 Alex
Tagliani 98 Honda
200
13 Graham
Rahal 38 Honda
200
14 JR
Hildebrand 4 Chevrolet
200
15 James Jakes 19
Honda 200
16 Simon
Pagenaud 77 Honda
200
17 Takuma
Sato 15 Honda 199
18 E.J. Viso 5
Chevrolet 199
19 Michel
Jourdain Jr. 30 Honda
199
20 Sebastien
Bourdais 7 Chevrolet
199
21 Ed Carpenter 20
Chevrolet 199
22 Katherine
Legge 6 Chevrolet
199
23 Ana Beatriz 25
Chevrolet 190
24 Marco
Andretti 26 Chevrolet
187
25 Josef Newgarden 67
Honda 161
26 Sebastian
Saavedra 17 Chevrolet
143
27 Ryan
Hunter-Reay 28 Chevrolet
123
28 Will
Power 12 Chevrolet
79
29 Mike
Conway 14 Honda
78
30 Bryan
Clauson 39 Honda
46
31 Wade
Cunningham 41 Honda
42
32 Simona De
Silvestro 78 Lotus
10
33 Jean
Alesi 64 Lotus
9
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Indycar anni 2010
mercoledì 4 aprile 2012
Review Indycar 2011: #8 Iowa Corn
25 giugno, Iowa
Corn Indy 250, ottavo appuntamento della stagione 2011, ancora una
volta su un ovale breve, in cui si svolgerà una gara di 250 giri, con
illuminazione artificiale.
Griglia di
partenza
1 Takuma
Sato Honda 5
180.375 mph
2 Danica
Patrick Honda 7
180.210 mph
3 Tony
Kanaan Honda 82
179.833 mph
4 JR
Hildebrand Honda 4
179.569 mph
5 Will Power Honda 12
179.474 mph
6 Dario
Franchitti Honda 10
179.474 mph
7 James
Hinchcliffe Honda 06
179.385 mph
8 Ryan
Hunter-Reay Honda 28
179.305 mph
9 Mike
Conway Honda 27
179.185 mph
10 Ryan
Briscoe Honda 6
178.771 mph
11 Oriol
Servia Honda 2
178.742 mph
12 Justin
Wilson Honda 22
178.631 mph
13 Helio
Castroneves Honda 3
178.570 mph
14 Ed
Carpenter Honda 67
178.510 mph
15 Alex
Tagliani Honda 77
178.426 mph
16 Vitor
Meira Honda 14 178.365 mph
17 Marco
Andretti Honda 26
178.165 mph
18 Ana
Beatriz Honda 24
177.821 mph
19 E.J. Viso Honda
59 177.680 mph
20 Graham
Rahal Honda 38
177.509 mph
21 Charlie
Kimball Honda 83
177.280 mph
22 Alex
Lloyd Honda
19 177.257 mph
23 Scott
Dixon Honda 9
175.784 mph
24 James
Jakes Honda 18
173.365 mph
25 Sebastian
Saavedra Honda 34
N/A
26 Simona De
Silvestro Honda 78
N/A
Cronaca della gara
Sato mantiene la prima posizione alla partenza, mentre
Kanaan si infila davanti a Danica Patrick che partiva dalla seconda posizione;
mentre terzo risale Franchitti al secondo giro, dopo avere superato diverse
vetture nei giri precedenti.
Al 7° giro Franchitti e Kanaan affiancano Sato, con Franchitti
che riesce a superare definitivamente Sato all’8° giro, mentre il giapponese
deve difendersi anche da Kanaan, al quale si avvicina anche la Patrick che è al
momento in quarta posizione.
Al 24° giro James Jakes va a sbattere contro il muro e dopo
due giri dietro alla pace-car, quando la pit-lane viene aperta, praticamente
tutte le vetture rientrano per la prima sosta; proprio nella pit-lane avviene
un incidente tra Power e Kimball, con Kimball che sopraggiunge mentre Power sta
ripartendo.
Dopo la sosta Franchitti è ancora in testa alla gara e
rimangono invariate le posizioni di Sato, Kanaan, Patrick, Hildebrand, Briscoe,
mentre è risalito in settima posizione Hunter-Reay davanti ad Andretti.
Al 34° giro vi è un restart regolare, in cui Kanaan si
porta in seconda posizione e Briscoe terzo, mentre perdono posizioni Sato (4°)
e la Patrick (5°).
Sato riprende poi la terza posizione. Con anche
Castroneves e Servia davanti a Briscoe, che ora è 6° davanti a Danica Patrick,
in lotta con Marco Andretti per la settima posizione, con quest’ultimo che
riuscirà a superarla. Poco dopo (42° giro) Castroneves supera Sato e risale al
terzo posto, il giapponese viene superato anche da Servia.
Al 46° giro uno spettacolare incidente mette fuori gioco
Mike Conway e Ana Beatriz: è la seconda caution e, dietro la pace-car,
Franchitti è in prima posizione davanti a Kanaan, Castroneves, Sato, Servia e
Andretti; al 61° giro, proprio come altri piloti in posizioni più arretrate,
Servia rientra ai box.
Al 65° giro la gara riprende con Franchitti che mantiene
la posizione nei confronti di Kanaan e Castroneves; Kanaan viene superato pochi
giri più tardi da Castroneves e Andretti – quest’ultimo aveva già in precedenza
superato Sato, che ora si trova in quinta posizione.
Al 78° giro Castroneves rientra ai box anticipando la
seconda sosta per problemi con un pneumatico, tornando in pista in 20°
posizione; successivamente Andretti risale in seconda posizione superando
Kanaan: ora i primi cinque sono Franchitti, Andretti, Kanaan, Sato e Hildebrand.
Al 90° giro Power ha un forte impatto contro al muro:
caution, per la terza volta. Ancora una volta, quando la pit-lane viene aperta,
tutti effettuano il pit-stop contemporaneamente: mentre la leadership di
Franchitti è invariata, Andretti perde due posizioni venendo scavalcato da
Kanaan e Sato. Hildebrand, che era in quinta posizione, viene superato da due
vetture nella pit-lane dopo la sosta e torna in pista settimo dietro a Briscoe
e Dixon; seguono Rahal, Tagliani, Patrick Servia, Hinchcliffe... Castroneves,
dopo i problemi avuti in precedenza, è soltanto 19° - il restart sarà al 108°
giro con Sato che si porterà immediatamente in seconda posizione superando
Kanaan.
Mentre Kanaan e Andretti sono in lotta per la terza
posizione, al 115° giro Saavedra finisce a muro: è la quarta caution. Il
restart è dopo 15 giri, Franchitti mantiene la posizione, così come Sato,
mentre dietro è lotta per il terzo posto tra Kanaan e Andretti, con il
brasiliano che al momento riesce a mantenere la posizione (Andretti lo supererà
poco dopo, nel corso del 142° giro, e dieci giri più tardi si porterà al
secondo posto con un sorpasso su Sato). Quinto è Hildebrand, mentre Tagliani si
porta in sesta posizione superando Dixon; seguono Servia (che successivamente
supererà sia Dixon sia Tagliani), Patrick e Briscoe (che al 155° giro supererà
la Patrick portandosi in nona posizione).
Andretti si porta in testa al 158° giro, con Franchitti
che gli rimane negli scarichi e quattro giri più tardi riprende la testa della
gara, mentre più indietro Kanaan è sempre più vicino a Sato; il giapponese
riesce a ad avvantaggiarsi della presenza di una vettura da doppiare, intorno
al 170° giro, che finisce per rallentare Kanaan.
Al 181° giro Sato rientra per la terza sosta e poco dopo
essere tornato in pista va a sbattere (quinta caution), proprio mentre
Franchitti e Andretti (184° giro) sono ai box per il pit-stop (con Andretti che
tornerà in pista davanti a Franchitti), nel frattempo ai box Servia ha dei
problemi che gli fanno perdere terreno. I piloti che ancora non si erano
fermati, si fermano per la terza sosta durante la neutralizzazione (tornando in
pista con queste posizioni: Andretti, Franchitti, Kanaan, Briscoe, Hildebrand, Dixon,
Patrick, Hinchcliffe e Castroneves che nel frattempo è risalito fino al 9° posto)
che si prolunga fino al 200° giro, con Kanaan che supera Franchitti al restart
e che al 203° giro supera anche Andretti portandosi in testa, dove resterà per
cinque giri prima del controsorpasso di Andretti. Franchitti è terzo, vicinissimo
ai due, mentre dietro Dixon e Briscoe sono in lotta per la quarta posizione,
Castroneves è stabilmente settimo, mentre Hinchcliffe, Patrick e Hunter-reay si
contendono l’ottava posizione.
Per quanto riguarda Andretti vs. Kanaan, il brasiliano torna
in testa al 212° giro (proprio mentre Franchitti, che li seguiva da vicino, fa
un errore che lo relega in quarta posizione alle spalle di Dixon), ma Andretti
lo sopravanzerà a 19 giri dalla fine. A nove giri dal termine Kanaan tenterà
un’ultima volta l’attacco su Andretti, ma finirà per perdere terreno e Marco
Andretti vincerà a cinque anni di distanza da quella che era stata la sua unica
vittoria.
Per quanto riguarda Franchitti, viene superato anche da
Hildebrand nei giri conclusivi e conclude la gara in quinta posizione davanti a
Briscoe e Castroneves; mentre Hunter-Reay si classifica ottavo davanti a
Hinchcliffe e a Danica Patrick.
Risultato
1 Marco
Andretti 26 Honda
250
2 Tony
Kanaan 82 Honda
250
3 Scott
Dixon 9 Honda 250
4 JR
Hildebrand 4 Honda
250
5 Dario
Franchitti 10 Honda
250
6 Ryan
Briscoe 6 Honda
250
7 Helio
Castroneves 3 Honda
250
8 Ryan
Hunter-Reay 28 Honda
250
9 James
Hinchcliffe 06 Honda
250
10 Danica
Patrick 7 Honda
250
11 Ed
Carpenter 67 Honda
250
12 Justin
Wilson 22 Honda
250
13 Alex
Lloyd 19 Honda
250
14 Oriol
Servia 2 Honda
249
15 Graham
Rahal 38 Honda
249
16 Alex
Tagliani 77 Honda
249
17 E.J. Viso 59
Honda 239
18 Vitor
Meira 14 Honda
227
19 Takuma
Sato 5
Honda 182
20 Sebastian
Saavedra 34 Honda
114
21 Will
Power 12 Honda
89
22 Charlie
Kimball 83 Honda
62
23 Ana
Beatriz 24 Honda
44
24 Mike
Conway 27 Honda
44
25 James
Jakes 18 Honda
22
26 Simona De
Silvestro 78 Honda
0
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