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lunedì 24 agosto 2026

Indycar 2026: #13 Portland, #14 Markham, #15 Washington D.C.

Il campionato di Indycar ci ha regalato ben tre fine settimana di gara consecutivi, partendo da Portland dove abbiamo avuto una gara su una pista normale, a Markham dove abbiamo avuto una pista da baraccone che neanche la Formula E delle origini, dopodiché un evento a Washington D.C., per festeggiare i 250 anni dall'indipendenza americana. Ci sono cose che mi sfuggono, una delle quali è come mai l'indipendenza americana venga celebrata negli States, anziché nel Regno Unito dove dovrebbero essere ben lieti di esserseli levati di torno, ma nevermind, qui si parla di motorsport e preparatevi perché a un certo punto dopo le solite delusioni abbiamo anche avuto una gloriosissima soddisfazione.

Here we go, è il 9 Agosto e siamo a Portland, Felix Rosenqvist (Shank) scatta dalla pole position, ma Alex Palou (Ganassi) cerca di superarlo con una pernacchia. Non c'è niente da fare, Felix mantiene la posizione e non solo... il nostro eroe Marcus Ericsson (Andretti) di lì a pochi giri riesce anche a procacciarsi la seconda posizione mettendosi dietro il leader del campionato.
Graham Rahal (Rahal) va a sbattere contro una barriera di gomme, per un po' tutti si ferma con una FCY, poi si riparte, i primi tre rimangono nelle stesse posizioni di prima. Rosenqvist rimane leader fino al momento della prima sosta e poi guess what? Subisce overcut da Palou, che adesso è il nuovo leader con Rosenqvist secondo. Anche
Will Power (Andretti), Kyle Kirkwood (Andretti) e Rinus Veekay (Juncos) sono al momento davanti a Ericsson, perché evidentemente non siamo destinati a vivere una gioia.
In ultima sintesi, Palou sarà sempre leader anche negli stint successivi e andrà a procacciarsi l'ennesima vittoria, dopo una gara molto tranquilla, proprio davanti a nell'ordine Power, Veekay, Kirkwood ed Ericsson. Completano la top-10 Scott McLaughlin (Penske), Josef Newgarden (Penske), Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che partiva ultimo e Kyffin Simpson (Ganassi), con a seguire Pato O'Ward (Arrow McLaren), David Malukas (Penske), Dennis Hauger (Coyne), Scott Dixon (Ganassi), Louis Foster (Rahal) e poi via via tutti gli altri, come direbbe Gianfranco Mazzoni.
Tra "tutti gli altri" ci sono anche gli altri nostri due eroi, ovvero Mick Schumacher (Rahal) e Romain Grosjean (Coyne) che si classificano 16/17. Nello specifico RoGro è l'ultimo del trittico degli europei provenienti dalla Formula 1 e siamo sul Mai Una Gioia galoppante, però stavolta possiamo almeno consolarci non solo con la sesta piazza di Ericsson, ma anche con la consapevolezza che gli Schujean non sono arrivati ultimi, dopo di loro vengono infatti Nolan Siegel (Arrow McLaren), Alexander Rossi (Carpenter), Caio Collet (Foyt), Santino Ferrucci (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Graham Rahal (Rahal), Christian Rasmussen (Carpenter). Il solo Marcus Armstrong (Shank) manca all'appello, essendosi ritirato per un guasto.

Dopo la gara tranquilla di Portland si va tutti in Canada dove debutta il trollodromo di Markham, nome che mi fa pensare a un Lewis Hamilton confuso, che crede di essere Mark Webber. Non c'è però il Prosciuttello Gangster, ma solo Foster che si procaccia la prima, precede Lundgaard e McLaughlin nelle prime fasi della gara, ma who kers, abbiamo Ericsson quarto, bisogna festeggiare! E non è neanche la nostra unica fonte di soddisfazione: Schumacher che in qualità di Piccolo Principe si identifica nel Principe Britney è nonno come un Nico Rosberg qualsiasi, mentre RoGro è quattordicesimo, che non sarà qualcosa di eccezionale, ma è sempre molto meglio del solito.
Nel frattempo la gara prosegue tranquilla con i piloti che girano intorno a un tornantino che più che Indycar mi sembra un tracciato da corsa automobilistica di una sagra di paese. Non che abbia mai visto sagre di paese organizzare corse automobilistiche, tuttavia le sagre di paese possono dare il loro contributo in termini di teorie del kompl8: qualche giorno fa ho sentito un tizio dal gelataio che parlava di presunte lobby della Proloco e della parrocchia che conducevano all'organizzazione di rumorose serate con musica fino a tardi a discapito della cittadinanza. Temo che, se tale lobby esiste, non stia lavorando molto bene, dato che le sagre diminuiscono di anno in anno e le serate musicali finiscono non più tardi delle 23.30.


Let's go, l'abbiamo atteso tanto, ma è arrivato il primo a stampare una macchina nel muro sembra che manchi all'appello anche Collet, ma non ha avuto incidenti (e tornerà anche in pista). È proprio il Piccolo Principe, quindi adesso possiamo contare solo su Ericsson e Grosjean. Il gruppo viene ricompattato, al restart c'è un certo trambusto, ci sono vetture che si sportellano, ma nessuno fa danni troppo esagerati. Scopriamo nel frattempo che si è ritirato anche Rosenqvist.
Poi Armstrong si schianta dopo il tornantino, tenta di ripartire, ma rimane impantanato come un Lance Stroll qualsiasi durante un giro di formazione. Sembra che qualcuno si fermi in regime di safety car perché adesso i primi tre sono Siegel, Grosjean ed Ericsson... SORRY WHAT?! Intanto c'è gente che si sportella in concomitanza con il passaggio al tornantino come se non ci fosse un domani.
Poi Rasmussen sperona Dixon e i due finiscono fuori, di nuovo si ricompatta il gruppo già ricompattato, poi si riparte, Siegel prende il tornantino trash decisamente troppo in largo E MESDAMES ET MESSIEURS, ALLUMEZ VOTRE MOTEUR, HAMEBUS NEW LEADER GROSJEAN! ________
Foster però si ricorda di essere il poleman di questo evento, si fa vedere alle spalle di Ericsson... e niente, la mette malamente nel muro, siamo di nuovo a raccattare cocci prima che la bandiera verde rimetta tutti nelle condizioni di fare cose a caso. Nel mentre abbiamo Grosjean ed Ericsson 1/2. Mentre RoGro rientra ai box a metà gara inoltrata ecco che Kirkwood finisce a muro.
Grosjean ha davanti piloti che ancora non si sono fermati che poi si leveranno di torno, ma soprattutto Siegel sperona Newgarden e i due finiscono nelle retrovie. Ericsson frattanto sta rimontando like a boss, supera anche Power con una sportellata e si lancia, è terzo ormai e si lancia all'inseguimento di Palou che a sua volta insegue Grosjean, che potrebbe dovere amministrare il carburante nelle fasi finali della gara. Ruggendo come una renna assassina della Scandinavia, Ericsson si porta negli scarichi di Palou e lo supera al tornantino. Palou subirà anche il sorpasso di Power ma who kers, quello che conta è che Ericsson si sta lanciando ormai verso Grosjean, il tutto mentre Hauger sbatte e riparte e a quanto pare Rossi non inquadrato è ormai ritirato per problemi tecnici.
Ericsson ci depriva quindi della vittoria di Grosjean in cui speravamo, ma abbiamo i Nostri Eroi che fanno comunque 1/2 quindi direi che per oggi possiamo essere felici| Power completa il podio, mentre seguono Palou, O'Ward, Lundgaard, Veekay, McLaughlin, Rahal, Ferrucci, Robb, Siegel, Newgarden, Simpson, Hauger, Armstrong, Malukas, Dixon... e direi basta, gli altri li abbiamo tutti persi per strada.


Passiamo dal 16 al 23 agosto e andiamo sulle strade di Washington D.C., dove non ci sono tornantini trash, ma piuttosto un individuo trash con un parrucchino arancione in testa che sventola la bandiera verde al grido di "MAKE AMERICA CRINGE AGAIN".
Parte dalla pole il solito Palou, ma Kirkwood prende la testa della gara e tempo un giro o due c'è una FCY per detriti, pare per un mezzo contatto tra Armstrong e Rasmussen. Il primo vero incidente altisonante è tuttavia quello che coinvolge Malukas che sbatte subito dopo una curva a bassa visibilità. Robb sbatte su Malukas e le pitstop window si alternano.
Rahal è leader a caso. Veekay tenta di affiancarlo e perde posizioni, mentre poco dopo Armstrong sperona Rasmussen che finisce contro Veekay che finisce a muro. Tra una sosta e l'altra Kirwkood torna in testa, mentre Power tenta di allungare ma deve accontentarsi della terza piazza dietro a Lundgaard.
C'è un incidente di Palou dopo gli ultimi pitstop. È la terza volta che lo vediamo. La prima è stata quando per un unsafe release(?) si è procacciato una penalità, la seconda durante un pitstop lungo.
Al restart un incidente tra Rosenqvist e McLaughlin ha scombinato di nuovo le carte in tavola... e poi niente, sono arrivati tranquilli verso la bandiera a scacchi, con il telecronista che glorificava l'America, l'indipendenza, il sogno americano, eccetera eccetera eccetera. Kirkwood, Lundgaard, Power, Ericsson!!!11!!11!!, Simpson, Siegel, Nixon, Newgarden, Collet e Grosjean!!!11!!11!! a completare i primi dieci. Seguivano Schumacher!!!111!!!11!, Rossi, Rahal, Rasmussen, Hauger, O'Ward, Armstrong, Foster, Rosenqvist e Palou unici piloti giunti al traguardo. Vedo che manca all'appello Ferrucci e non ricordo di averlo visto incidentato. Gli altri ritirati sono quelli degli incidenti più altisonanti che ho citato.





R.I.P. Justin Wilson
31.07.1978 - 24.08.2015/ undici anni fa oggi


sabato 25 luglio 2026

Indycar 2026: #11 Mid-Ohio e #12 Nashville

Due settimane fa (quasi tre, dato che sono in ritardissimo) si è svolto l'undicesimo evento del campionato di Indycar, l'Honda Indy 200 GP a Mid-Ohio, mentre nell'ultimo fine settimana il dodicesimo, sull'ovale di Nashville, denominato Borchetta Bourbon Music City GP... anzi, non nell'ultimo fine settimana, ma di lunedì causa condizioni meteo inadeguate la domenica.

MID-OHIO: Christian Lundgaard (Arrow McLaren) ha conquistato la pole position precedendo il compagno di squadra Pato O'Ward e alla partenza di sono mantenuti 1/2 davanti a David Malukas (Penske), Rinus Veekay (Juncos) e Will Power (Andretti). Dopo un primo stint molto tranquillo, con i primi tre che su diversa pitstop window hanno proseguito più a lungo, i primi quattro erano ancora invariati, mentre Kyle Kirkwood (Andretti) si trovava in quinta posizione.
Dopo un acceso duello con Lundgaard, O'Ward si è preso la prima posizione, che ha conservato dopo il secondo giro di pitstop. Veekay, Kirkwood e Malukas completavano i primi cinque e il telecronista ha raccontato, collegandosi ai mondiali di calcio, che il padre di Kirkwood era stato un calciatore professionista, che il piccolo Kyle aveva abbandonato il calcio per i kart e che suo fratello Robert è stato calciatore in una squadra universitaria prima di ritirarsi per un infortunio.
Dopo la terza sosta il gap tra O'Ward e Lundgaard è aumentato, anche se poi quest'ultimo si sarebbe avvicinato, e le posizioni sono rimaste invariate, con la conseguente vittoria del messicano, fino al novantesimo e ultimo giro di una gara priva di caution nella quale Kirkwood ha completato il podio e Veekay ha preceduto il quinto classificato Alex Palou (Ganassi).
Power e Malukas hanno chiuso sesto e ottavo, con in mezzo Christian Rasmussen (Carpenter), mentre Josef Newgarden (Penske) e Nolan Siegel (Arrow McLaren) hanno completato la top-ten. Seguivano Caio Collet (Foyt), Graham Rahal (Rahal Letterman), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Marcus Armstrong (Meyer Shank), Kyffin Simpson (Ganassi), Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi), Louis Foster (Rahal Letterman), Santino Ferrucci (Foyt), Alexander Rossi (Carpenter) e ben ventunesimo Marcus Ericsson (Andretti) che ci ha ricordato che sostenere gli ex Formula 1 europei in Indycar è sempre fonte di soddisfazioni, ha perfino preceduto Sting Ray Robb (Juncos).
Va beh, consoliamoci con Romain Grosjean (Coyne) e Mick Schumacher (Rahal Letterman) che hanno chiuso 23/24 ma come ultimi piloti a pieni giri nonostante avessero le due Papaya formato Indycar negli scarichi, omaggiando una vecchia gloria di scuola Haas quale Esteban Gutierrez (sempre nel cuore). Ultimo e doppiato ha chiuso Dennis Hauger (Coyne).

NASHVILLE: la gara si è svolta di lunedì, con percorrenza ridotta a 225 giri e Newgarden, McLaughlin e Kirkwood a lottare per la leadership nelle fasi iniziali, con McLaughlin poi "sprofondato" quarto alle spalle di Palou, anche se poi dopo una caution al 19° per incidente di Collet con pitstop in branco Scott si è ritrovato davanti a tutti quelli che si erano fermati. Malukas su diversa pitstop window era frattanto in testa alla gara e vi è rimasto fino alla sosta molto più avanti. Quando gli altri piloti si sono fermati, David è tornato in testa.
Al 119° giro Rasmussen ha baciato un muretto ma è riuscito a rientrare ai box senza generare intoppi, mentre tre giri più tardi Dixon si è ritrovato davanti Rossi che procedeva lentamente(?) e tra i due c'è stato un incidente. Malukas era appena rientrato ai box, gli altri sono rientrati in regime di safety car... e guess what? Palou è uscito davanti a tutti ritrovandosi in testa alla gara.
A circa quaranta giri dalla fine Hauger è andato a sbattere, con una nuova sessione di pitstop in condizioni di neutralità. Palou era in testa anche dopo la seconda sosta e dietro di lui varia gente cercava di lottare per le posizioni di spessore...
...
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...tra cui Ericsson vagamente in zona podio, anche se non per molto. Ha vinto Palou, Newgarden secondo, Malukas terzo dopo essere partito ultimo. McLaughlin e Rosenqvist hanno completato la top-5. In sesta piazza si è classificato Marcus nostro, precedendo O'Ward: non so se conoscete quella bella sensazione di vedere un pilota europeo proveniente dalla Formula 1 classificarsi in top-10, accompagnato dalla delusione dovuta al datto che quel pilota non sia Grosjean.
È una sensazione che non si prova spesso, ma incredibile a dirsi lunedì l'abbiamo provata per ben due volte, visto l'ottavo posto di Schumacher davanti a Simpson e Kirkwood. Seguivano Siegel, Veekay, Ferrucci e quattordicesimo RoGro, il che non è neanche malaccio in confronto a certi suoi risultati, ma resta una delusione se pensiamo alle posizioni finali dei due soggetti dagli occhi azzurro shocking sopra menzionati.
Dopo RoGro arrivavano Robb, Lundgaard, Foster, Dixon, Rahal e Power, mentre oltre ai piloti citati in precedenza come incidentati non ha visto il traguardo nemmeno Armstrong ritirato per un guasto.



lunedì 20 aprile 2026

Indycar 2026: #5 Long Beach

Il Gran Premio di Long Beach si è svolto ieri in tarda serata, praticamente stanotte. Stamattina alle sei c'era già un extended highlight sul canale Youtube di "Indycar on Fox", che ho provveduto a guardare immediatamente, senza avere alcun tipo di spoiler perché ero andata a letto alle 23,45 e non avevo ancora aperto nulla che non fosse Youtube e, nello specifico, quel video.
Felix Rosenqvist (Shank) partiva dalla pole position precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren), Alex Palou (Ganassi), Kyle Kirkwood (Arrow McLaren), David Malukas (Penske), Scott Dixon (Ganassi), Will Power (Andretti), Scott McLaughlin (Penske), Kyffin Simpson (Ganassi), Graham Rahal (Rahal), Christian Lundgaard (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Juncos), ecc...
La partenza è stata tranquilla. Rasmussen era davanti e davanti è rimasto, tra un'inquadratura della fontana che raffigura i delfini e l'altra.

Oserei dire che i delfini della fontana sono stati a lungo la massima attrazione, visto che perfino nei commenti (che ho letto dopo per evitare spoiler) la gente si lamentava della garahhhh noiosahhhh, specie per il vincitore. Immagino che stiate già iniziando a sospettare che vi stia servendo uno spoiler su un piatto d'argento, ma nevermind. Occupiamoci di cose serie.
C'erano venticinque vetture in pista e una curiosità poteva essere l'andare a scoprire dove si trovassero i piloti europei di provenienza Formula 1. Nel momento in cui ho avuto quella bella pensata, la classifica recitava: 23. Marcus Ericsson (Andretti), 24. Mick Schumacher (Rahal), 25. Romain Grosjean (Coyne)... non c'è che dire, sempre una garanzia di soddisfazioni! In particolare, a quel punto, RoGro reduce dal quarantesimo compleanno festeggiato tre giorni fa (quattro mentre scrivo, dato che è lunedì) era anche l'unico pilota doppiato presente in pista!
No worries, era solo una pitstop window sfavorevole, a fine gara almeno uno di loro ci avrebbe offerto la grazia di finire in top-20, ma nel frattempo le macchine in pista sarebbero rimaste solo ventiquattro e proprio per via del ritiro di Ericsson per qualche noia meccanica.

La gara procedeva più tranquilla che mai, senza che nessuno avesse la bella intenzione di finire in testacoda in un tratto cieco generando un ingorgo di quelli belli come quelli che ogni tanto si vedono a Lungaspiaggia.
Naaaahhhh, il plot twist è stato rappresentato da un detrito bello grosso, che in realtà pare fosse un pezzo di gomma, che ha portato immediatamente ai ripari, con doppie bandiere gialle, caution, gente che rientrava in branco ai box perché era il momento dell'ultimo pitstop...
...
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...e niente, mi sono soffermata a guardare con attenzione la monoposto di Rosenqvist ferma ai box


giungendo alla stessa conclusione a cui è arrivato anche un utente che commentava il video degli extended highlight: sembra la livrea della Benetton con cui Michael Schumacher vinse il suo primo mondiale... e a onore del vero non si contano più le livree di Indycar che mi ricordavano o l'una o l'altra livrea Benetton.

Guess what? Rosenqvist ha avuto una sosta un po' troppo lenta. E guess what? Ha perso la leadership. Provate a fare uno sforzo di immaginazione. Chi potrebbe averlo sopravanzato? Ma ovviamente Palou, che fino a quel momento era stato buono e tranquillo in seconda piazza. Ha staccato Rosenqvist e gli inseguitori, andando a procacciarsi la vittoria. Dixon ha chiuso sul gradino più basso del podio, dietro a Felix.
Seguivano Kirkwood, O'Ward, McLaughlin, Malukas, Rahal, un Alexander Rossi (Carpenter) partito in bassa classifica che non fa testo per gli ex Formula 1 dato che è americano e in Formula 1 c'è stato per una manciata di gran premi, infine Simpson a completare la top-ten. Dennis Hauger (Coyne) ha chiuso undicesimo precedendo Nolan Siegel (Arrow McLaren), Veekay e Josef Newgarden (Penske) solo quattordicesimo dopo avere fatto il figo per qualche giro in testa alla gara essendo su una diversa finestra di pitstop... sarebbe comunque andata ancora peggio a Power.
Prima di arrivare a lui, passiamo a Christian Rasmussen (Carpenter), quindicesimo al traguardo, davanti a Louis Foster (Rahal) e a Schumacher che con una diciassettesima piazza teneva alto(?) il buon nome degli ex Formula 1. Come già detto, solo uno tra i primi venti, quindi per noi grosjeanine erranti (con "errare" inteso non come vagare, ma come sbagliare, perché abbiamo commesso l'errore di credere in lui) proprio nessuna gioia.
Venivano infatti Santino Ferrucci (Foyt), il già citato Power, Lundgaard e solo ventunesimo il nostro eroe RoGro! :-//// Seguivano Caio Collet (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos) e Marcus Armstrong (Shank) che credo abbia avuto qualche problema dato che non era stato così disgraziatamente ultimo nelle fasi precedenti.



sabato 4 aprile 2026

Indycar 2026: #4 Barber

Nello scorso fine settimana si è svolto il quarto evento stagionale del campionato di Indycar a Barber, location dove l'anno scorso(?) una bambola gigante che penzolava su un ponte cone scenografia è caduta sul tracciato provocando una safety car. Ovviamente i puristi dell'Indycar, che avrebbero demonizzato la cosa se fosse accaduta in qualsiasi altra serie, specie se quella serie fosse stata 1) non americana, 2) la Formula 1, 3) la Formula E hanno deciso che la cosa è da very fighy. Questo è esattamente il tipo di atteggiamento per cui amando l'Indycar, trovo estremamente irritante la saccenza di quel mondo, che ogni tre per due ci tiene a ricordare che loro ce l'hanno più grosso e più duro di tutti. Ed è anche l'atteggiamento per cui sostengo a oltranza i piloti europei di provenienza Formula 1... di cui stavolta due elementi ci hanno fatto toccare vette altissime, e neanche dietro safety car in Azerbaijan! :-////
Detto questo, sostengo i piloti di europei di provenienza Formula 1, non necessariamente quelli delle relative formule minori, quindi lo dico apertamente: Alex Palou (Ganassi) mi ha abbondantemente rotto, ma cosa ci vuoi fare, si è preso la pole. XD

Nevermind la pole di Palou, ci sono altre faccende non di poco conto di cui dobbiamo occuparci, tipo in fatto che l'Indycar di oggi ogni tanto sfodera scene da very uominy e che, se ci fossero stati dei very uominy accostati alle reti, forse avremmo avuto una svolta splatter a una delle prime sessioni del fine settimana del "Children of Alabama Grand Prix" - posso dire che le gare americane hanno solitamente nomi trash? Sì, posso dirlo perché lo dico da anni, specie nei periodi della mia esistenza passata in cui seguivo categorie quali NASCAR e ARCA prima di convertirmi all'idea che il tempo che ho a disposizione è limitato e che dovevo fare una scrematura.
Torniamo a noi: Scott McLaughlin (Penske) ha avuto una brutta uscita di pista... ed è letteralmente uscito anche dalle barriere, sfondandole. Nessuno si è fatto male, ma qualche domanda sulla solidità delle stesse non sarebbe male farsela.



Come dicevo, Palou ha conquistato la pole position precedendo David Malukas (Penske), un sorprendente Graham Rahal (Rahal), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), il mio eroe Romain Grosjean (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), il best friend forever dell'eroe nominato poco fa Marcus Ericsson (Andretti), Josef Newgarden (Penske) e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) a completare la top-ten.
La gara non ha visto incidenti particolarmente altisonanti, ma nelle sue prime battute ha visto Ericsson mettersi all'opera e speronate nientemeno che RoGro, colui che a Baku nel 2018 l'aveva accusato di averlo speronato in regime di safety car...
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...ecco, è giunto il momento di sfatare un mito. Quella frase, "I think Ericsson hit us", non è stata pronunciata da Grosjean come in tanti sostengono, bensì dal suo ingegnere Gary Gannon.
Di per sé, un pilota non aveva alcuna ragione per parlare al plurale, e soprattutto quella non è né la voce di Grosjean, né l'accento di un francese, ed è stata verosimilmente pronunciata prima che Gannon potesse vedere le immagini di quello che era realmente accaduto. RoGro ha comunque scherzato sull'avere avuto un incidente e dato la colpa a Ericsson durante un Grill the Grid negli anni seguenti.

La gara è stata un susseguirsi di Palou leader, essenzialmente ha trascorso tutta la durata in testa, con Lundgaard che si faceva largo fino alla seconda posizione. Rahal, che non vedeva il podio da tempo immemore, ha difeso fino alla bandiera a scacchi la posizione da Malukas che ha dovuto accontentarsi del quarto posto, con Kirkwood a completare la top-5, seguito da Armstrong.
Scott Dixon (Ganassi) ha chiuso settimo davanti a Ferrucci, mentre Ericsson e Newgarden hanno completato i primi dieci. Seguivano Alexander Rossi (Carpenter), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Rinus Veekay (Juncos) e Grosjean soltanto quindicesimo. :-((((
Dietro di lui si sono classificati McLaughlin, grande protagonista delle free practice come già discusso, Pato O'Ward (Arrow McLaren), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Christian Rasmussen (Carpenter), Kyffin Simpson (Ganassi), Caio Collet (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Dennis Hauger (Coyne), Mick Schumacher (Rahal) e Louis Foster (Rahal).


Da quanto ho visto nei giorni successivi su Twittelon, sembra che RoGro non abbia preso proprio bene l'incidente con il suo best friend forever.



martedì 17 marzo 2026

Indycar 2026: #3 Arlington

Il campionato di Indycar è tornato per la terza volta in tre fine settimana consecutivi, su una new entry, Arlington in Texas. Il weekend è iniziato con una bandiera rossa nelle prove libere perché... alcuni membri del catering si trovavano sulla pista mentre le monoposto si apprestavano a uscire dalla pitlane.
Superato questo ostacolo, tutto è proseguito normalmente. Abbiamo trovato in pole position una nostra vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Andretti), che precedeva Alex Palou (Ganassi), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Christian Rasmussen (Carpenter), David Malukas (Penske) e Alexander Rossi (Carpenter) a completare la top-ten.

Ericsson ha mantenuto la leadership, seguito da Palou. Nelle fasi iniziali della gara Christian Lundgaard (Arrow McLaren) si è esibito in un testacoda ed è finito nelle retrovie. Anche Armstrong sembra avere avuto qualche genere di danno, dato che ha perso terreno.
Ericsson è stato in testa per tutta la durata del primo stint, ma in occasione della prima sosta ha perso tempo ai box e Palou gli è passato davanti una volta che tutti si sono fermati. Seguivano O'Ward e Kirkwood, che sembrano avere avuto un contatto lieve, seguivano dietro di loro Rossi e Power.
Plot twist: contatto tra i compagni di squadra David Malukas e Josef Newgarden (Penske)! Avrebbe potuto andare ancora peggio perché l'ulteriore compagno di squadra Scott McLaughlin è uscito dai box e poco dopo si è ritrovato davanti Newgarden girato e per poco non faceva strike.
Abbiamo rivisto Malukas nelle posizioni che contavano quando a un certo punto era addirittura terzo - poi si sarebbe fermato di nuovo - mentre Newgarden l'abbiamo rivisto soltanto quando è stato speronato da Mick Schumacher (Rahal) il quale è partito in testacoda come un Sebastian Vettel qualsiasi.
Torniamo indietro: sopravvissuto a una seconda sosta lenta, Kirkwood si trovava comunque secondo alle spalle di Palou e gli sarebbe passato davanti. Malukas, invece, ha superato Power per il terzo posto, per poi rientrate per l'ultima sosta menzionata poco fa.
Svarioni, testacoda, contatti e quant'altro non hanno provocato alcuna safety car fino a quattro giri dalla fine, quando Rasmussen è andato a muro. Due giri dietro la vettura di sicurezza, poi finale stile green/ white/ checkered... in cui è stata data immediatamente caution, perché Nolan Siegel (Arrow McLaren) è stato colpito da dietro da Kyffin Simpson (Ganassi) ed è andato a centrare Romain Grosjean (Coyne). :-((((


Kirkwood ha vinto davanti a Palou, Power Ericsson, O'Ward, Malukas, Lundgaard, Scott Dixon (Ganassi) che... da dove è uscito esattamente? Poi Rossi e Armstrong a completare i primi dieci. Dietro di loro si sono classificati McLaughlin, Caio Collet (Foyt), Louis Foster (Rahal), Rinus Veekay (Juncos), Newgarden, Dennis Hauger (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Simpson, Rosenqvist, Sting Ray Robb (Juncos), Schumacher, Grosjean, Siegel e Rasmussen.


domenica 1 marzo 2026

Indycar 2026: si parte da #1 St.Petersburg

Il campionato di Indycar inizia con 25 vetture al via, perché non ci sono le Prema. La squadra è in serie difficoltà... e niente, non ci sono più le squadre in difficoltà di una volta. Non ci sono sedicenti principi nigeriani né santoni vari a fare da contorno.

Si parte, con i commenti via social, il profilo ufficiale della categoria e quant'altro. Scott McLaughlin (Penske) parte dalla pole, seguono Marcus Ericsson (Andretti), Dennis Hauger (Coyne), Alex Palou (Ganassi), David Malukas (Penske), Romain Grosjean (Coyne), Marcus Armstrong (Shank), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Louis Foster (Rahal) e Kyffin Simpson (Ganassi) a completare la top ten sulla griglia.
Si parte e tutto fila liscio... poi niente, arriva Sting Ray Robb (Juncos). Aveva (o ha tuttora?) una sponsorizzazione religiosa, quindi si mette a girare come se fosse il tizio in gonnella del GP di Gran Bretagna 2003, però a bordo di una macchina, facendo sorgere molti dubbi, tipo come mai la sponsorizzazione religiosa in questione spenda soldi per SRR invece che per organizzare sagre della parrocchia, con la pasta fresca fatta dalle sfogline, l'orchestra di liscio che però suona revival anni '60/70 perché i vecchi che ballavano il liscio sono morti da anni, e lo spettacolo pirotecnico alle 23.30 dell'ultima serata.
Ne usciamo con una vettura che salta sopra un'altra, nessuna delle quali è guidata da SRR.


A dire il vero nessuna delle due è più guidata neanche da altri, dato che siamo a meno di un giro completato e Santino Ferrucci (Foyt) e Mick Schumacher (Rahal) sono già pronti per giocare a briscola. SRR prosegue, si becca un drive through e tante critiche sui social, cose tipo: "è ben chiaro perché abbia un volante a discapito di Conor Daly, se fosse una carta da briscola sarebbe il re di denari".
In un colpo solo riesce a far incavolare soggetti completamente diversi, quali il fanbase di Ferrucci e le schumine.

Tutto prosegue tranquillo, almeno finché Malukas non perde pezzi di gomma(?), ma il meglio deve ancora venire quando dopo una ventina di giri perdiamo per strada Will Power (Andretti) dopo avere verniciato un muretto.
Andiamo avanti, troviamo Ericsson e McLaughlin che lottano tra di loro, abbiamo Palou che ne approfitta per guadagnare tempo e abbiamo una riota vagante... c'è anche Scott Dixon (Ganassi) su tre ruote.
Quando siamo a metà gara Palou è leader davanti a Ericsson e McLaughlin, che palle la Formula 1 dove vincono sempre i soliti, mentre in Indycar abbiamo ogni volta un vincitore divers-... ah no.
La seconda gara sembra meno scoppiettante della prima, non ci sono casini vari, ma c'è Ericsson un po' meno al centro della scena, mentre Lundgaard (Arrow McLaughli) va a prendersi McLaughlin. In seguito Scott riprenderà la posizione su Christian: i due arriveranno 2/3 alle spalle di un ormai lontano Palou. Kyle Kirkwood (Andretti) precede O'Ward Ericsson, Josef Newgarden (Penske) arriva settimo davanti a RoGro, mentre Rinus Veekay (Juncos) precede Hauger.
Armstrong manca la top-ten in 11^ piazza, mentre Malukas, Foster e Simpson sono 13/14/15 tutti dietro a Felix Rosenqvist (Shank).
Alexander Rossi (Carpenter) precede Caio Collet (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Christian Rasmussen (Carpenter) e Nolan Siegel (Shank). SRR chiude la gara in ultima piazza, con 93 giri completati su 100.
E adesso si aspetta la gara del prossimo fine settimana... ma prima, si spera, gli extended highlight di domani.

Fun fact: dopo che Esteban Gutierrez, Pietro Fittipaldi e Kevin Magnussen hanno gareggiato in passato in Indycar, e con Romain Grosjean e Mick Schumacher sulla corrente griglia, Nikita Mazepin rimane l'unico *EX* pilota di Formula 1 della Haas che non ha mai preso parte a una gara di Indycar.


mercoledì 31 maggio 2023

Indycar 2023: #6 Indianapolis 500

L'edizione numero 107 della Indy 500 ha visto 34 piloti tentare di qualificarsi, il che significava una sola cosa: non tutti i piloti avrebbero avuto accesso alla griglia, con un solo escluso nella giornata della domenica precedente a quella della gara. Attualmente le qualifiche sono così strutturate: al sabato vengono assegnate le posizioni dalla 13^ alla 30^, mentre i primi dodici andranno a giocarsi in altre sessioni domenicali le prime quattro file. A giocarsi la qualificazione sono tutti i piloti qualificati oltre il 30° tempo, con i primi tre che vanno a comporre l'ultima fila della griglia. A faticare tanto, nella qualifica del sabato, sono stati tutti i piloti del team Rahal, con una sorpresa, Katherine Legge alla guida della quarta vettura con una partecipazione one-off a distanza di anni e anni, come unica della squadra a qualificarsi con il 30° tempo. I titolari, Graham Rahal, Christian Lundgaard e Jack Harvey a giocarsela con la Coyne di Sting Ray Robb. Incredibile ma vero, è stato proprio Rahal, il più altolocato di tutti, a ritrovarsi fuori dalla griglia. C'è stato tuttavia un colpo di scena l'indomani, durante una sessione di test, un incidente tra Katherine Legge e Stefan Wilson si è concluso con un infortunio a una vertebra per il pilota di Dreyer & Reinbold, che era qualificato 25°, che si è ritrovato fuori dalla gara.
Il regolamento prevede la possibilità, se il team possiede una vettura di riserva, di prendere parte alla gara con un altro pilota, partendo dall'ultima posizione. Così ecco che Rahal è rientrato in corso d'opera, ingaggiato in extremis dal team Dreyer & Reinbold per gareggiare su una loro vecchia monoposto partendo 33°. La griglia di partenza ufficiale è stata quindi la seguente (nella quale ho indicato anche il team):

1^ fila: Palou/ Ganassi, Veekay/ Carpenter, Rosenqvist/ Arrow McLaren
2^ fila: Ferrucci/ Foyt, O'Ward/ Arrow McLaren, Dixon/ Ganassi
3^ fila: Rossi/ Arrow McLaren, Sato/ Ganassi, Kanaan/ Arrow McLaren
4^ fila: Ericsson/ Ganassi, Pedersen/ Foyt, Power/ Penske
5^ fila: Carpenter/ Carpenter, McLaughlin/ Penske, Kirkwood/ Andretti
6^ fila: Daly/ Carpenter, Newgarden/ Penske, Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
7^ fila: Grosjean/ Andretti, Castroneves/ Meyer Shank, Herta/ Andretti
8^ fila: Pagenaud/ Meyer Shank, Malukas/ Coyne, Andretti/ Andretti
9^ fila: DeFrancesco/ Andretti, Canapino/ Juncos, Ilott/ Juncos
10^ fila: Enerson/ Abel, Legge/ Rahal, Lundgaard/ Rahal
11^ fila: Robb/ Coyne, Harvey/ Rahal, Rahal/ Dreyer & Reinbold

La gara è iniziata a stento per Rahal, tanto che la sua vettura si è spenta ed è stata riportata ai box da cui è partito due giri dopo, mentre Alex Palou era leader davanti a Rinus Veekay e Felix Rosenqvist, ma solo l'inizio e i giri erano 200. Veekay è passato in testa a inizio gara, mentre Scott Dixon inizialmente quarto ha iniziato ad accusare problemi, ha perso posizioni e ha dovuto anticipare la prima sosta.
Dopo la sosta, Palou era di nuovo davanti a Veekay, mentre Felix Rosenqvist, strappata la quarta posizione ad Alexander Rossi, ha in seguito superato Santino Ferrucci portandosi terzo. In occasione questo giro di pitstop, Legge è andata a sbattere in pitlane subito dopo essere ripartita: sarebbe stato il primo di vari incidenti nella corsia dei box. Pare sia ripartita, dato che poi la si è vista ritirarsi parecchio tempo dopo, indicativamente un giro di pitstop più avanti.
In questo giro di soste Pato O'Ward è riuscito a portarsi in testa, con Rosenqvist secondo e Veekay ancora davanti a Palou, poi Ferrucci che ha superato lo spagnolo portandosi quarto, arrivando successivamente a giocarsi addirittura la seconda posizione con O'Ward mentre Rosenqvist si trovava in testa. Ci si avvicinava in quel momento a metà gara, ma al 92° Robb è andato a muro ed è entrata la safety car. Nel giro di soste seguito in quei frangenti, Veekay è finito in testacoda in pitlane colpendo Palou e ha ricevuto in seguito una penalità, il tutto mentre Callum Ilott non si fermava ai box e risaliva provvisoriamente in prima posizion davanti ai superstiti Rosenqvist, Ferrucci e O'Ward, venendo poi risucchiato dal gruppo a cui si aggiungevano Josef Newgarden e Marcus Ericsson, con questo che si è anche portato in testa in seguito in concomitanza con un giro di pitstop in cui un unsafe release durante la sosta di Colton Herta è culminato in un contatto in pitlane tra lui e Romain Grosjean.
Al 150° il pilota franco-svizzero è finito a muro, con relativo ingresso della safety car. Nessuno dei piloti di testa si è fermato in quanto l'ultima sosta era risalente a pochi giri prima e al restart è iniziato un duello per la leadership che ha coinvolto inizialmente Ericsson e Newgarden, poi anche Ferrucci che si è portato in testa, il tutto mentre Palou risaliva fino alla top-ten inoltrata. C'era un'altra sosta da fare, avvenuta a una trentina di giri dalla fine, con Ericsson davanti ai suoi diretti avversari, con Rosenqvist che ha stappato la posizione a Ferrucci e Rossi Newgarden che poi ha fatto lo stesso. C'era anche Kyle Kirkwood da quelle parti, che poteva puntare a posizioni di spessore.
O'Ward nel frattempo si avvicinava progressivamente a Ericsson arrivando a superarlo, mentre in testa c'era provvisoriamente Ryan Hunter-Reay davanti alle due Juncos. A 16 giri dalla fine, tuttavia, il colpo di scena: Rosenqvist è andato a sbattere, Kirkwood l'ha colpito, è finito a muro e si è ribaltato strisciando a lungo. Una ruota vagante è finita oltre le reti, fortunatamente senza finire addosso alle persone.
La gara è stata redflaggata - con RHR e le Juncos che non potevano effettuare rifornimento ma dovevano aspettare di tornare in pista - e al restart, dopo i giri dietro la safety car, restavano solo nove tornate. Ciò significava che, in caso di tardivo incidente, ci sarebbe stato il rischio di finire la gara in regime di safety car, se non fosse stata redflaggata in maniera creativa. È successo due volte, la prima delle quali, dopo che Newgarden di era portato in testa, O'Ward è finito a muro dopo un contatto con Ericsson che ha generato polemiche. Al momento però c'era altro a cui pensare, tipo Simon Pagenaud che era finito ugualmente a muro e Agustin Canapino che ha cozzato contro la vettura di O'Ward.
Al restart, dopo altri giri dietro la safety car, mancavano quattro tornate, mentre davanti era duello Ericsson vs Newgarden con Ericsson che ne è uscito vincente, dietro Benjamin Pedersen è finito a sbattere con anche Graham Rahal e Ed Carpenter coinvolti. Apparsa la bandiera rossa, ne mancavano due da completare e, mentre prima il restart era preceduto da vari giri dietro la safety car, stavolta ne è bastato solo uno, per poi avere un finale sprint di un giro.
Newgarden ha superato Ericsson ed è andato a vincere. Prima di andare in victory lane si è fermato, è sceso dalla vettura e si è messo a girare tra il pubblico, regalando alla Indy 500 quella patina di perfezione dietro alla quale stava nascosto un uso della bandiera rossa neanche tanto diverso da quello fatto in Formula 1 all'Albert Park, lasciandomi nel dubbio: bisogna focalizzarsi sulla bellezza di un tappeto pregiato o sulla spazzatura che vi viene nascosta sotto? Al momento in cui scrivo, non ho risposte.
Concludo segnalando un ultimo duello tra Castroneves e Kanaan, con Tony giunto alla fine della sua carriera in Indycar e con Helio che poi gli rivolgeva un gesto di saluto dopo avere tagliato il traguardo: è difficile pensare che la Royal Couple do Brasil non condividerà mai più lo stesso circuito, non in Indycar almeno.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Marcus Ericsson, 3. Santino Ferrucci, 4. Alex Palou, 5. Alexander Rossi, 6. Scott Dixon, 7. Takuma Sato, 8. Conor Daly, 9. Colton Herta, 10. Rinus Veekay, 11. Ryan Hunter-Reay, 12. Callum Ilott, 13. Devlin DeFrancesco, 14. Scott McLaughlin, 15. Helio Castroneves, 16. Tony Kanaan, 17. Marco Andretti, 18. Jack Harvey, 19. Christian Lundgaard, 20. Ed Carpenter, 21. Benjamin Pedersen, 22. Graham Rahal, 23. Will Power, 24. Pato O'Ward, 25. Simon Pagenaud, 26. Agustin Canapino, 27. Felix Rosenqvist, 28. Kyle Kirkwood, 29. David Malukas, 30. Romain Grosjean, 31. Sting Ray Robb, 32. R.C.Enerson, 33. Katherine Legge.

sabato 22 aprile 2023

Indycar 2023: #3 Gran Premio di Long Beach

Credo sia più che opportuno, a distanza di quasi una settimana, ripercorrere il GP di Long Beach di Indycar che ha visto il team Andretti fare doppietta con le vetture 27/28 guidate da Kyle Kirkwood e Romain Grosjean. Per il pilota statunitense si è trattato della prima vittoria nella categoria, in una gara in cui è partito dalla pole position e, dopo essere nel secondo stint scivolato alle spalle di Josef Newgarden (Penske), si è ripreso la leadership di overcut al momento dell'ultima sosta ed è andato verso la victory lane, non senza essere seguito a distanza ravvicinata dal compagno di squadra RoGro, autore a sua volta di overcut su Newgarden, e Marcus Ericsson (Ganassi), che Newgarden invece l'ha superato in pista.


La gara non è stata priva di colpi di scena, con Helio Castroneves (Meyer Shank) a muro da solo nel corso del primo giro e poi rimesso in gara dove avrebbe proseguito ultimo e doppiato e un ingresso della safety car. In questa prima fase erano Kirkwood, Ericsson e Grosjean i primi tre, ma Newgarden è risalito terzo superando Grosjean e ha iniziato a dimostrare che il suo obiettivo era intromettersi nella lotta per la vittoria.
Sarebbe passato in testa in concomitanza con un caotico restart dopo una seconda safety car, innescata dal fatto che Scott Dixon (Ganassi) fosse finito a muro dopo un contatto con uno scatenato - forse troppo - Pato O'Ward (Arrow McLaren). Le soste, avvenute in regime di safety car, hanno visto Augustin Canapino (Juncos) non fermarsi e trovarsi brevemente in testa. Al momento del restart, usciva frattanto dai box il suo compagno di squadra Callum Ilott che gli si è ritrovato davanti in attesa di essere doppiato. Tacciato dai sostenitori di Canapino di essere responsabile di averlo rallentato, ha raccontato su Twitter di essere (stranamente, la cosa non mi sorprende) stato vittima di insulti di ogni tipo tramite i social.
Mentre Canapino perdeva posizioni e Newgarden passava frattanto in testa, O'Ward continuava a fare danni, andando stavolta in testacoda e venendo urtato da Ericsson che ha perso posizioni. I primi tre sono quindi divenuti Newgarden, Kirkwood e Grosjean, che sarebbero rimasti in quelle posizioni decisamente a lungo, anche quando la gara è giunta a una nuova breve fase di stallo causa Pedersen fermo.
Ho già narrato le circostanze che hanno condotto Kirkwood, Grosjean ed Ericsson sul podio, mentre Newgarden alla fine ha chiuso nono alle spalle anche di Colton Herta (Andretti), Alex Palou (Ganassi), Will Power (Penske), Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) e Marcus Armstrong (Ganassi), con la top-ten chiusa dalla Penske di Scott McLaughlin.
O'Ward ha chiuso diciassettesimo, davanti a lui hanno concluso anche Santino Ferrucci (Foyt), le tre Rahal di Graham Rahal, Jack Harvey e Christian Lundgaard, Simon Pagenaud (Meyer Shank) e Devlin DeFrancesco (Andretti). Dietro a O'Ward sono giunti i due piloti del team Coyne, Sting Ray Robb e David Malukas, con in mezzo Ilott.
Castroneves si è classificato ventunesimo, precedendo Alexander Rossi (Arrow McLaren) che comunque si è ritirato a pochi giri dal termine, poi a seguire Conor Daly (Carpenter) e Benjamin Pedersen (Foyt). Tre piloti non hanno finito la gara a causa di problemi tecnici, Scott Dixon, Rinus Veekay e Augustin Canapino.


martedì 7 marzo 2023

Indycar 2023: #1 Gran Premio di St.Petersburg

Nello stesso weekend in cui è iniziaro il mondiale di Formula 1 ha avuto inizio anche quello di Indycar, con la pole position di Romain Grosjean (Andretti) per la prima gara della stagione, che prevedeva ben 100 giri e che è iniziata con il botto... in senso letterale, perché nelle retrovie c'è stata una carambola notevole, con almeno sei piloti coinvolti e con Devlin De Francesco (Andretti) già fermo che, speronato da dietro da Benjamin Pedersen (Foyt) si è visto sbalzare in aria. Oltre a loro sono usciti di scena anche Santino Ferrucci (Foyt), i due piloti del team Meyer Shank Simon Pagenaud e Helio Castroneves, nonché Sting Ray Robb (Coyne) di cui sinceramente non ho ancora capito dove finisca il nome e di dove inizi il cognome. Tra tutti loro, Robb (la grafica lo indicava così, deduco sia questo il cognome e che Ray sia un middle name) è stato l'unico che ha proseguito, mentre gli altri cinque sono stati costretti al ritiro.

Mentre Grosjean è rimasto leader per tutto il primo stint, in seconda posizione si sono avvicendati Colton Herta (Andretti) e Pato O'Ward (Arrow McLaren), con Herta primo dei top driver a rientrare ai box, cosa che gli è costata una posizione nei confronti di Marcus Ericsson (Ganassi). Alcuni piloti sono andati più a lungo rispetto alla media, tra loro Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske). McLaughlin, che nel primo stint era intorno alla quinta posizione, ha fatto overcut su un buon numero di piloti trovandosi in testa inseguito da RoGro, quando c'è stata una breve caution provocata da un testacoda di Conor Daly (Carpenter) che poi risulta avere regolarmente proseguito la gara. Pare che il testacoda sia stato provocato da un lieve contatto con un'altra vettura. Al restart frattanto c'è stato un accenno di duello McLaughlin/ Grosjean e O'Ward/ Ericsson.

Si è trattato solo di un accenno dato che c'è stato un gran botto: Rinus Veekay (Carpenter) è finito contro una barriera di pneumatici, Jack Harvey (Rahal) l'ha colpito di striscio e Kyle Kirkwood (Andretti) ha cozzato contro quest'ultimo prendendo il volo e ricadendo a terra al di là della vettura di Kirkwood. Il restart dopo questo incidente è stato esattamente a metà percorrenza e Dixon ha strappato la quarta posizione a Ericsson, mentre Herta è stato mandato a muro da un contatto con Will Power (Penske) e la sua gara è finita lì. Risulta ritirato poco più tardi Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre per il resto la gara è proseguita normalmente, con il secondo stint che veniva completato. Grosjean è rientrato ai box un giro prima rispetto a McLaughlin, frattanto alle spalle di Augustin Canapino (Juncos) ormai sul punto di essere doppiato, un po' in mezzo in stile Esteban Gutierrez.


McLaughlin ha mantenuto la posizione nei confronti di Grosjean per un soffio, ma l'ex pilota di Formula 1 aveva la velocità per prendersela. A ripensarci, sarebbe stata una bella storia di riscatto personale se la sua prima vittoria in Indycar fosse arrivata proprio nello stesso giorno in cui si svolgeva anche il GP del Bahrein. Le belle storie, però, a volte esistono soltanto nei nostri sogni e McLaughlin e Grosjean hanno cozzato l'uno contro l'altro e sono finiti entrambi contro la barriera di pneumatici. Romain, un tempo principale rivale di Sebastian Vettel per il numero di "f*ck" pronunciati, è sceso dalla vettura e si è messo a imprecare. La sua gara e i suoi sogni di vittoria erano ormai finiti. McLaughlin se la passava un po' meglio, nel senso che la sua gara non è terminata lì, ma dietro la safety car è stato rimesso in strada e ha proseguito, anche se ormai a una tornata di ritardo dal nuovo leader.

Il nuovo leader era O'Ward, seguito da Ericsson e Dixon, quando eravamo ormai a tre quarti di gara. Alexander Rossi, su Arrows McLaren, era terzo, mentre completava la top-5 Callum Ilott. Il pilota del team Juncos si trovava intorno alla ventesima piazza nelle prime fasi della gara. Non se la stava passando male. Chi invece se la passava peggio è stato in seguito Newgarden: mancavano ormai sei giri alla conclusione quando dal posteriore della sua vettura hanno iniziato a uscire delle fiamme poco promettenti, che l'hanno costretto a dirigersi verso la pitlane e a ritirarsi. Ormai solo sedici vetture erano presenti in pista e a pensarci sedici non sarebbero neanche poche, complice il fatto che la griglia quest'anno sia piuttosto estesa: c'erano ben ventisette piloti presenti in pista al via. Anzi, quindici superstiti: pare che Robb si sia fermato proprio in quei frangenti.

Torniamo alle storie di riscatto, perché la gara non era ancora finita. Non potevamo avere una vittoria di Grosjean, che ormai era fuori dai giochi, e tutto ciò che ci rimaneva per consolarci erano i meme a proposito di Grosjean ed Ericsson, quello SkArS0 che rubava il volante in Formula 1 a piloti competitivi e che adesso vive di stent-... ah no, non vive di stenti, è un eroe in qualità di vincitore della passata Indy 500. A tre giri dalla fine ha superato O'Ward e si è portato in testa, andando a vincere, mentre Dixon, Rossi e Ilott completavano i primi cinque, precedendo Graham Rahal (Rahal). Will Power ha terminato settimo davanti ad Alex Palou (Ganassi), Christian Lundgaard (Rahal) e David Malukas (Coyne). Il debuttante Marcus Ericsson (Ganassi) ha finito undicesimo, con Canapino ultimo pilota a pieni giri, mentre McLaughlin, Daly e Kirkwood hanno concluso doppiati.


mercoledì 17 agosto 2022

Indycar 2022: #14 Gran Premio di Nashville

Nel weekend a venire tornerà il campionato di Indycar, quindi direi che è anche ora di riepilogare quanto accaduto dieci giorni fa in un evento denominato "Big Machine Music City Grand Prix", che nonostante gli accenni a music city varie non è un festival musicale quanto piuttosto un festival dell'incidente. La gara, iniziata in ritardo a causa di un rain delay, è stata un susseguirsi di contatti che hanno provocato un verdetto unanime: gli incidentihhhh che generano spettakolohhhh, BeLiXiM0 KoNtYnUa!!!11!!11!! Lungi da me valutare se questa gara debba o non debba ripetersi, ma il mio giudizio non può che essere uno solo: almeno da un certo punto in poi l'incidente ha perso il potere di "generare spettacolo". Se lo spettacolo si genera tramite sorprese, c'era più da sorprendersi nei momenti in cui incidenti non ne sono avvenuti.

Tutto è iniziato con Scott McLaughlin (Penske) partito dalla pole position in testa davanti a Romain Grosjean (Andretti) e Alex Palou (Ganassi) con Christian Lundgaard (Rahal) nelle zone alte della classifica: il ragazzo della Formula 2 sta iniziando a farsi notare. Fin dalle prime battute si è capito che c'era un elevato rischio di contatti e ad aprire le danze è stata una piccola pennellata: Colton Herta (Andretti) è stato inquadrato con l'ala anteriore danneggiata. Niente di grave, tutto a posto, la prima safety car è entrata per opera del suo compago di squadra Alexander Rossi, rimasto fermo dopo un testacoda(?), la cui è poi proseguita. Altro team (Meyer Shank), altra vettura fucsia: il secondo incidente di un certo livello è ststo quello di Helio Castroneves, a sua volta riuscito a proseguire nella gara.

Arrivati a questo punto e con le safwty car in successione le strategie si sono un po' rimescolate e ci siamo ritrovati con Palou in testa. Frattanto un nuovo incidente ha messo fuori Patricio O'Ward (Arrow McLaren) tamponato(?) da Graham Rahal (Rahal) a seguito del quale sono state inquadrate altre vetture ferme in modo random. Risultano essersi ritirati in quei frangenti anche Dalton Kellett (Foyt) e Simona De Silvestro (Paretta), mentre il successivo incidente ha visto protagonisti Takuma Sato (Coyne) e Devlin DeFrancesco (Andretti). Più o meno a questo punto della gara McLaughlin era secondo dietro a Palou e Grosjean quarto dietro al rookie David Malukas (Coyne). Abbiamo poi visto Rinus Veekay (Carpenter) sbinnarla e ripartire, salvo poi finire fuori gioco sbattendo contro Rahal in precedenza finito in barriera.

Josef Newgarden (Penske) per questioni di strategia si 3è ritrovato in testa davanti a Scott Dixon (Ganassi) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre i piloti in precedenza protagonisti erano un po' più arretrati. O, nel caso di Malukas, non destinati a vedere la fine della gara, toccato da Kyle Kirkwood (Coyne) è stato infatti costretto al ritiro insieme all'avversario. Poi la gara si è messa tranquilla, anzi no. Grosjean si è ritrovato in lotta con il compagno di squadra Herta, in notevole rimonta, e una sua vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Ganassi) il quale sembra avere riportato danni alla vettura, che poi l'indomani ha messo like a tweet vari contro Grosjean e criticato lo stesso Grosjean accusandolo di criticare altri quando innescano incidenti e poi di fare ugualmente la stessa cosa in prima persona.


Prima del fattaccio con Newgarden è stato un compagno di squadra di Ericsson, Jimmie Johnson, ad avere qualche istante di popolarità, non in positivo ma per un incidente e l'ennesimo ingresso della safety car, mentre a pochi giri dalla fine è stata la volta di Newgarden. Rientrato ai box ha lasciato la leadership a Dixon e si è ritrovato dopo la sosta in bassa top-ten iniziando a rimontare e a superare varie vetture contemporaneamente. Purtroppo a Grosjean ha cercato di passarlo quasi andandogli sopra ed ecco che è finito in barriera, per poi fare polemica contro il pilota della Penske. Frattanto Ericsson era fermo e la gara veniva redflaggata al solo scopo di avere un finale a effetto. È seguita la polemica Ericsson vs Grosjean, con Ericsson che ha in seguito accennato su Twitter a un chiarimento telefonico con il suo best friend forever.

Il finale della gara è ststo un susseguirsi di posizioni perse da Lundgaard, con Dixon vincitore davanti a McLaughlin e Palou sul terzo gradino del podio. Seguivano Rossi e Herta, poi Newgarden, con Rosenqvist che ha preceduto Lundgaard, solo ottavo. Simon Pagenaud (Meyer Shank) e Jack Harvey (Rahal) hanno preceduto Will Power (Penske), solo undicesimo. Veekay e Castroneves hanno terminato a un giro, con ultime due vetture in pista, ma doppiate di vari giri e quindi classificate anche dietro a qualche ritirato, quelle di Callum Ilott (Juncos) e Conor Daly (Carpenter), con essenzialmente quindici vetture ancora in gara su un totale di ventisei presenti al via. Non mi sembra esattamente una buona media, ma chi sono io per giudicare? Buon lavoro Nashville, se lo spettakolohhhh si fa così, allora spettacolo sia.


martedì 2 agosto 2022

Indycar 2022: #13 Gran Premio di Indianapolis Road Course

Nell'ultimo fine settimana di luglio si sono svolte varie competizioni motoristiche di cui andrò a parlare, iniziando dal campionato di Indycar, che gareggiava a Indianapolis Road Course, nella giornata di sabato. Nello stesso fine settimana ha gareggiato sullo stesso circuito anche la NASCAR, in cui ha fatto il proprio esordio un certo Daniil Kvyat di cui forse avete già sentito parlare in passato! A meno che non siate Helmut Marko in incognito, sono sicura che Marko non sia al corrente della sua esistenza... ma siamo qui per parlare di Indycar e non di NASCAR, quindi procediamo con il gran premio di sabato, che è iniziato con Felix Rosenqvist che scattava dalla pole position sulla sua vettura color papaya.

A proposito di Arrow McLaren, l'altro pilota, Pato O'Ward è stato protagonista fin nelle prime battute di un incidente con Will Power. Sia lui sia il pilota del team Penske sono precipitati nelle retrovie, mentre davanti era in prima posizione Colton Herta davanti al compagno di squadra Alexander Rossi. La situazione tra i due piloti del team Andretti sembrava abbastanza definita con Herta davanti e Rossi secondo, ma Herta ha avuto un problema tecnico ed è stato costretto al ritiro lasciando la leadership al compagno di squadra, davanti a Christian Lundgaard, con il pilota del team Rahal che viaggiava verso il primo podio nella categoria. Un giusto timing nei pitstop ha portato Power (che si è fermato ai box in concomitanza con la safety car uscita per una vettura del team Meyer Shank ferma, quella di Simon Pagenaud) a risalire fino alla terza piazza.

Power, che con i punti della terza posizione si è portato in testa alla classifica piloti strappando il primato a Marcus Ericsson, ha preceduto i compagni di squadra Scott McLaughlin e Josef Newgarden: per quanto riguarda quest'ultimo è stato scongiurato fin dall'inizio del weekend il rischio di saltare la gara dopo l'incidente della scorsa settimana (il sostituto designato in tale caso sarebbe stato Santino Ferrucci). Rinus Veekay (Carpenter), Graham Rahal (Rahal) e Scott Dixon (Ganassi) hanno preceduto il poleman Felix Rosenqvist che ha chiuso solo in nona posizione, mentre la decima piazza è andata ad Alex Palou, pilota ancora conteso tra Ganassi, il team per il quale gareggia attualmente, e Arrow McLaren, per cui dovrebbe gareggiare nella prossima stagione, pare si andrà avanti per vie legali.

Marcus Ericsson, partito dalle retrovie dopo un guasto al motore in qualifica, è giunto davanti a O'Ward, rimontato fino alla dodicesima posizione, a David Malukas (Coyne), Callum Ilott (Juncos), Takuma Sato (Coyne), Romain Grosjean (Andrett), Conor Daly (Carpenter), Devlin DeFrancesco (Andretti), Helio Castroneves (Meyer Shank), Jack Harvey (Rahal), Dalton Kellett (Foyt), Jimmie Johnson (Ganassi) e Kyle Kirkwood (Foyt). Siamo già a un punto abbastanza inoltrato della stagione, mancano ormai solo quattro appuntamenti, due in agosto e due in settembre. Il primo di questi quattro sarà a Nashville e si svolgerà già il fine settimana che vinee, mentre due settimane più tardi ci sarà l'ultimo appuntamento su ovale della stagione a Madison, prima di terminare il campionato con Portland e Laguna Seca.



mercoledì 20 luglio 2022

Indycar 2022: #10 Gran Premio di Toronto

Nel weekend del 17 luglio si è svolto il GP di Toronto di Indycar, iniziato con una vettura in meno: non c'è più Tatiana Calderon, almeno per il momento, perché pare che il suo sponsor non abbia pagato il team. Rimane comunque un numero considerevole di vetture e quella che scatta davanti a tutti è quella di Herta, che precede Dixon. Lo precede anche dopo la partenza, appunto, e tutto sembra filare liscio, anche se in effetti c'è una vettura danneggiata da un probabile contatto: è quella di Sato, che riesce a dirigersi verso la pitlane, ma non prima di avere lasciato dei detriti che provocano la prima caution della giornata. Nel frattempo assistiamo all'ormai tradizionale differenziazione di strategie, con i piloti partiti dalle retrovie che si fermano dopo pochi giri di gara.

A proposito di piloti partiti dalle retrovie, uno di questi è Palou, che ha fatto parlare parecchio di sé nei giorni che hanno preceduto la gara. Infatti qualche giorno fa il team Ganassi ha annunciato il suo rinnovo, salvo essere smentito dal pilota stesso poche ore più tardi. Anzi, Palou ha addirittura affermato che il team si è inventato di sana pianta delle sue dichiarazioni sul rinnovo. A seguito di ciò è stato annunciato anche il suo ingaggio da parte del team Arrow McLaren... insomma, una situazione abbastanza caotica di cui molto probabilmente sentiremo parlare ancora piuttosto a lungo. Adesso però dobbiamo focalizzarci sulla gara e magari soffermarci ad assistere al duello tra Power e Grosjean. Oppure prepararci per quello che succederà in occasione del primo giro di pitstop per i piloti di testa. Si ferma Dixon. Poi si ferma Herta. Herta è davanti, ma per poco.

Dixon si prende la prima posizione, che si terrà ben stretta fino alla fine, salvo i momenti in cui, a causa delle diverse pitstop window, piloti random che tendenzialmente sono molte posizioni più indietro si fanno qualche giro tra le prime posizioni perché rientrano in momenti diversi rispetto agli altri. Newgarden, da parte sua, sembra potere avere qualcosa da dire e avvicinarsi alla testa della gara, ma perde una marea di posizioni per un problema in occasione del successivo pitstop. Il suddetto pitstop avviene in regime di safety car, dopo un incidente tra Rosenqvist e Rossi, che ha provocato il ritiro di quest'ultimo. Mettete a letto i bambini che invocano la pena di morte per chiunque sia coinvolto in un incidente e non si ritiri, perché la gara di Rosenqvist dopo la sosta sembra assumere una svolta piuttosto positiva. Risale infatti in terza posizione, nella quale è destinato a rimanere.

Ci sono altre due caution prima della fine della gara, una per detriti (non ho capito se ci fosse un pezzo di vettura sull'asfalto o se si fosse staccato un pezzo del manto stradale), l'altra per un incidente tra Kirkwood e Johnson. Ciò non cambia particolarmente l'esito della gara e le posizioni non variano radicalmente per effetto di differenziazioni di strategia. Ericsson, leader della classifica piloti, chiude quinto e allunga nei confronti del diretto inseguitore Power, che anche nella parte conclusiva della gara abbiamo ritrovato non troppo lontano da Grosjean (inquadrato occasionalmente sempre mentre era in lotta con qualcuno in modo scatenato). Venti piloti hanno finito la gara, ritirati Sato, Rossi, Kirkwood e Johnson per incidenti, oltre che Kellett per la probabile rottura del motore vista la fumata che si sollevava dal retrotreno della sua vettura, ancora in una fase non troppo avanzata della gara.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Colton Herta (Andretti), 3. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 4. Graham Rahal (Rahal), 5. Marcus Ericsson (Ganassi), 6. Alex Palou (Ganassi), 7. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Rahal), 9. Scott McLaughlin (Penske), 11. Josef Newgarden (Penske), 12. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 12. David Malukas (Coyne), 13. Rinus Veekay (Carpenter), 14. Callum Ilott (Juncos), 15. Will Power (Penske), 16. Romain Grosjean (Andretti), 17. Helio Castroneves (Meyer Shank), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Jack Harvey (Rahal), 20. Conor Daly (Carpenter), Rit. Jimmie Johnson (Ganassi), Rit. Kyle Kirkwood (Foyt), Rit. Alexander Rossi (Andretti), Rit. Dalton Kellett (Foyt), Rit. Takuma Sato (Coyne).



mercoledì 15 giugno 2022

Indycar 2022: #8 Gran Premio di Road America

Uno degli appuntamenti del weekend appena passato è stato il GP di Road America di Indycar, che ha visto ben ventisette vetture al via, per l'ingresso random del team Paretta, che prenderà parte a un numero ristretto di appuntamenti in questa stagione, con al volante Simona De Silvestro. La sua presenza, associata a quella di Tatiana Calderon, fa sì che per la prima volta dopo parecchio tempo ci siano state di nuovo due donne al via della stessa gara di Indycar (l'ultima volta con due entry femminili era Danica Patrick/ Pippa Mann all'ultima Indy 500 della Patrick già diversi anni fa, ma la Mann non si era qualificata, quindi dobbiamo andare ancora più indietro, probabilmente proprio a quando la De Silvestro gareggiava stabilmente in Indycar).

La pole position è stata ottenuta da Alexander Rossi, precedendo Josef Newgarden, Alex Palou, Marcus Ericsson, Colton Herta e Pato O'Ward nella top-6. Tra questi, due di loro sono stati gli unici ritirati: Palou in un incidente, mentre O'Ward ha avuto un problema tecnico nelle fasi conclusive della gara. Al gruppetto dei quattro restanti si è aggiunto Romain Grosjean, che ha passato praticamente quasi tutta la gara nella top-5, spesso nell'immediato inseguimento del suo best friend forever Ericsson. Non si riscontrano incidenti avvenuti dietro la safety car, sarà che di safety car, per essere una gara di Indycar, ne sono entrate in modo abbastanza contenuto, nonostante la gara fosse iniziata in modo abbastanza caotico.

Al via, infatti, era uscito di pista Johnson, poi rimesso in gara, mentre di lì a poco c'è stata un'uscita di pista di Veekay. Nel frattempo Rossi stava in testa alla gara inseguito da Newgarden e nella prima fase sembrava anche il principale candidato alla vittoria. Non è stato così, dato che nelle fasi successive si è ritrovato a inseguire Newgarden e la situazione è anche peggiorata quando ci sono stati gli ingressi finali della safety car - per il ritiro di O'Ward e poi per un testacoda di Castroneves. Al restart, Ericsson si è procacciato immediatamente il secondo posto, mentre Rossi si è ritrovato negli scarichi Herta e Grosjean, che in precedenza nel corso della gara erano stati protagonisti di un duello piuttosto acceso che si era concluso con un sorpasso di Herta.

Tra i due l'ha spuntata Grosjean che è arrivato quarto, nonostante in un primo momento Rosenqvist si fosse avvicinato a lui e non di poco, ma per il podio non c'è stato niente da fare, il terzo gradino è andato a Rossi. Newgarden, che aveva ormai distaccato tutti, ha vinto senza problemi, mentre Ericsson ha chiuso in seconda posizione, il che fa sì che sia ancora in testa alla classifica, dove è salito dopo la vittoria alla Indy 500 due settimane fa. La gara del suo diretto inseguitore, Will Power, è stata condizionata da un incidente con Devlin DeFrancesco, che l'ha speronato abbastanza in stile torpedo. Willpowahhhh non l'ha presa molto bene e, subito dopo, ha affermato via radio che sarebbe andato a cercare DeFrancesco dopo la fine della gara.

Tutto lasciava presagire una scena da popcorn e Coca Cola dopo la fine della gara, ma non è stato nemmeno necessario aspettare il dopogara. Nel giro d'onore, infatti, Power e DeFrancesco si sono ritrovati vicini e Power gli ha tirato una sportellata. Ciò è avvenuto negli States, quindi non è considerato qualcosa di scandaloso, ma la prassi. Power ha anche scritto su Twitter di essersi chiarito con DeFrancesco, o qualcosa del genere, quindi al momento potremmo essere di fronte a un semplice episodio one-off invece che a una polemica destinata a durare nel tempo. A proposito di tempo e di tempistiche, il prossimo appuntamento sarà tra tre settimane, il primo weekend di luglio, quindi per il momento ci sarà da attendere ancora un po'.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Marcus Ericsson (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Romain Grosjean (Andretti), 5. Colton Herta (Andretti), 6. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 7. Scott McLaughlin (Penske), 8. Graham Rahal (Rahal), 9. Scott Dixon (Ganassi), 10. Christian Lundgaard (Rahal), 11. Callum Ilott (Juncos), 12. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 13. Jack Harvey (Rahal), 14. Conor Daly (Carpenter), 15. Takuma Sato (Coyne), 16. David Malukas (Coyne), 17. Rinus Veekay (Carpenter), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Will Power (Penske), 20. Kyle Kirkwood (Foyt), 21. Simona De Silvestro (Paretta), 22. Helio Castroneves (Meyer Shank), 23. Dalton Kellett (Foyt), 24. Jimmie Johnson (Ganassi), 25. Tatiana Calderon (Foyt), Rit. Pato O'Ward (Arrow McLaren), Rit. Alex Palou (Ganassi).



martedì 31 maggio 2022

Indycar 2022: #6 Indianapolis 500

Avete presente quella sensazione che si prova nel sapere che presto si svolgerà una delle gare automobilistiche più importanti e prestigiose al mondo e che solo i primi 33 qualificati avranno accesso alla griglia di partenza, mentre qualche povero sprovveduto la gara se la guarderà dall'esterno? Ecco, questa sensazione, quest'anno, non si può provare: il mese di maggio è già iniziato e non si arriva nemmeno ancora a 33, in un primo momento è difficile addirittura pensare a una griglia completa. Poi arriva il team Dragonspeed, che all'ultimo momento porta il pilota numero 33: si tratta di Stefan Wilson. Restano come facilmente prevedibile 33 e c'è la certezza che tutti quanti potranno andare sulla griglia. Credo ci siano sia lati negativi sia lati positivi in tutto ciò. Da un lato, quello negativo, non si raggiungerà mai quel turbine di emozioni provate nel vedere il confronto decisivo tra Kyle Kaiser e Fernando Alonso qualche anno fa, ma dall'altro è positivo sapere che appunto nessuno sarà escluso. Tutte le entry saranno in pista e le entry sono, nello specifico, queste:

- Penske: presente con tre vetture, guidate dai piloti titolari Josef Newgarden, Will Power e Scott McLaughlin;
- Chip Ganassi: oltre ai full time Alex Palou, Scott Dixon, Marcus Ericsson e Jimmie Johnson schiera una quinta vettura per Tony Kanaan;
- Andretti Autosport: oltre alle quattro vetture dei titolari Colton Herta, Alexander Rossi, Romain Grosjean e Devlin DeFrancesco, schiera una quinta vettura guidata da Marco Andretti;
- Arrow McLaren: porta tre vetture, guidate dai full time Felix Rosenqvist e Patricio O'Ward e da Juan Pablo Montoya che ha già preso parte anche al GP di Indianapolis Road Course;
- Carpenter: oltre alle due vetture di Conor Daly e Rinus Veekay è presente una terza vettura guidata da Ed Carpenter;
- Rahal Letterman: porta tre vetture guidate dai piloti titolari Graham Rahal, Jack Harvey e Christian Lundgaard;
- Meyer Shank: come da line-up full time schiera Helio Castroneves, quattro volte vincitore della Indy 500, e Simon Pagenaud;
- A.J.Foyt: oltre alle due vetture guidate dai titolari Dalton Kellett e Kyle Kirkwood, porta una terza vettura guidata da J.R. Hildebrand;
- Dale Coyne: è presente con due vetture, guidate dai piloti titolari Takuma Sato e David Malukas;
- Juncos: porta una sola vettura, guidata da Callum Ilott;
- come team one-off, Dreyer & Reinbold porta due vetture guidate da Sage Karam e Santino Ferrucci, mentre Dragonspeed ne porta una guidata da Stefan Wilson.

21/22 Maggio - è il fine settimana delle qualifiche, che hanno subito qualche modifica rispetto alle stagioni precedenti. Nello specifico al sabato vengono definite le posizioni della griglia eccetto le prime quattro file. Poi, la "Fast 12", alla domenica si qualifica di nuovo, per definire le prime quattro file della griglia. Veekay, O'Ward, Rosenqvist, Palou, Kanaan, Johnson, Carpenter, Ericsson, Grosjean, Dixon, Power e Sato sono i dodici piloti che conquistano questo onore e che sabato non sanno ancora da che casella della griglia partiranno otto giorni più tardi. La qualifica della Fast 12 in realtà è successivamente divisa in Fast 6, ma questo è un altro discorso. Quello che conta, alla fine, è che Dixon conquista la pole, la più veloce della storia della Cinquecento Miglia e che sono in tanti ad affermare che meriterebbe di vincere una seconda volta. Probabilmente qualcuno che fino a pochi giorni prima pensava che Dixon sia un V3KkYaCçY0 che dovrebbe ritirarsi cambia improvvisamente idea, in attesa che accada qualcosa che gli possa permettere di screditarlo ulteriormente.
Nel frattempo, nel weekend delle qualifiche, un simpaticone scredita la Indy 500 su Twitter, sostenendo che se "un backmarker della Formula 1" può classificarsi così avanti, allora deve essere una serie per piloti scarsi. Il suddetto backmarker della Formula 1 ne approfitta per rispondergli su Twitter, ricordandogli che tipo di monoposto guidava e che, nello stesso team, il suo ex compagno di squadra sta ottenendo grandi risultati. Mi piace questa ship Grosjean/ Magnussen, sarebbe bello prima o poi rivederli nello stesso team, anche se dubito che accadrà. In più credo che la carriera di RoGro abbia preso una svolta di un certo livello, rispetto a quando stava alla Haas. Ora però, credi sia meglio tornare a noi e occuparci della griglia di partenza:

1^ fila: Dixon, Palou, Veekay
2^ fila: Carpenter, Ericsson, Kanaan
3^ fila: O'Ward, Rosenqvist, Grosjean
4^ fila: Sato, Power, Johnson
5^ fila: Malukas, Newgarden, Ferrucci
6^ fila: Pagenaud, Hildebrand, Daly
7^ fila: Ilott, Rossi, Rahal
8^ fila: Karam, Andretti, DeFrancesco
9^ fila: Herta, McLaughlin, Castroneves
10^ fila: Kyrkwood, Kellett, Montoya
11^ fila: Lundgaard, Harvey, Wilson

29 Maggio - è il giorno della gara, che inizia nel tardo pomeriggio italiano (o primissima serata, a seconda di quale sia la nostra percezione del pomeriggio/ sera). Dixon parte dalla pole position e nella prima parte di gara sono lui e il compagno di squadra Palou ad alternarsi in prima posizione, con Veekay che cerca di inserirsi. Dopo la prima sosta sembra anche davanti ai due, ma sarà il primo pilota a uscire di scena. Ci si avvicina a un quarto di gara quando va a sbattere, provocando il primo ingresso della safety car (pare guidata da Sarah Fisher).
Quando la gara riprende ci sono ancora Palou e Dixon nelle zone alte della classifica, ma la gara di Palou sta per prendere una piega poco positiva. Certo, è meno positiva la piega che prende la gara di Ilott, il secondo pilota a uscire di scena a causa di un incidente, che provoca il secondo ingresso della safety car. Ciò avviene nel bel mezzo di un giro di soste, quando Dixon è già rientrato ai box e Palou non ancora. La pitlane è chiusa ed è costretto a rientrare prima che riapra, per non finire la benzina. Dopo la sosta dovrà quindi scontare una penalità, il tutto mentre Dixon si trova in prima posizione, davanti adesso a Daly. Quest'ultimo risale brevemente in testa per poi essere passato nuovamente da Dixon.
Quando la gara arriva all'halfway point, i primi cinque sono Dixon, Daly, O'Ward, Ericsson e Kanaan.
Pochi giri più tardi Grosjean è protagonista del terzo incidente che provoca l'ingresso della safety car. In questo momento Daly è già rientrato ai box per il pitstop, mentre Dixon è uno dei piloti che rientrano in regime di safety car. Si deve accodare a Daly, ma al restart si porta di nuovo in testa, con Daly che perde la posizione anche a vantaggio di O'Ward. Quest'ultimo giunge anche a insidiare la posizione di Dixon e si porta in testa dopo un successivo giro di soste mentre la gara si avvia verso i tre quarti del proprio completamento. Nel frattempo risulta essersi ritirato Herta per un guasto: stava prendendo parte alla gara sulla vettura di riserva dopo un violento cappottamento due giorni prima nel Carb Day.
Siamo esattamente a tre quarti di gara quando McLaughlin sbatte, rischiando di essere colpito anche da una vettura che sopraggiunge ma che riesce a evitarlo. Entra di nuovo la safety car e al restart Dixon si porta in testa davanti a O'Ward, seguono Rosenqvist, Daly ed Ericsson a completare la top-5 prima dell'ultimo giro di pitstop, quando mancano circa venticinque giri alla fine della gara. In questo momento avviene un ennesimo colpo di scena: dopo avere leaderato la maggior parte della gara, Dixon arriva a ruote bloccate in pitlane, errore che si rivela fatale in quanto supera il limite consentito di velocità e viene penalizzato per questo.
Dal giro di pitstop sembrano uscirne vincenti le Arrow McLaren, ma non è detta l'ultima parola, perché in breve tempo Ericsson supera sia Rosenqvist sia O'Ward portandosi in testa alla gara. A quel punto, quando mancano sei giri alla conclusione, anche Johnson - che dopo una brutta partenza non è mai stato nelle zone alte della classifica nonostante la buona qualifica - finisce la propria gara a muro. Per evitare che la gara finisca in regime di safety car, viene data di lì a poco bandiera rossa. Dopo una serie di interminabili minuti finalmente le vetture, che sono in precedenza rientrate in pitlane, si riportano in pista alle spalle della safety car. Ericsson, O'Ward, Kanaan, Rosenqvist e Rossi sono i primi cinque in questo momento e alla bandiera verde ci saranno due giri da percorrere.
Ericsson sembra mantenere la posizione, mentre dietro di lui si vedono le due Arrow McLaren affiancate. Tra di loro la spunta O'Ward, che rimane il più vicino al leader. Un giro più tardi, quando passano sotto la bandiera bianca, O'Ward sembra affiancare Ericsson, ma è il pilota svedese a rimanere davanti e sembra anche allungare. A mettere definitivamente fine a ogni dubbio è Karam: sbatte nel corso dell'ultimo giro, congelando di fatto le posizioni: l'edizione numero 106 della Cinquecento Miglia di Indianapolis la vince Marcus Ericsson!
O'Ward, Kanaan, Rosenqvist, Rossi, Daly, Castroneves, Pagenaud, Palou e Ferrucci completano la top-ten, mentre dietro di loro si classificano Montoya, Hildebrand, Newgarden, Rahal, Power, Malukas, Kirkwood, Lundgaard, Carpenter e DeFrancesco nei primi venti. Seguono Dixon, Andretti e Karam, che viene classificato come ultimo pilota a pieni giri, mentre sono doppiati di uno o due giri Harvey, Sato, Wilson e Kellett. Il migliore dei rookie è Malukas, ma vedo che ci sono polemiche perché non è lui ad essere votato come Rookie of the Year, ma piuttosto Johnson.
Preferisco concentrarmi non sulle polemiche ma su ciò che c'è di positivo... e di spunti positivi ce ne sono tanti. Nel vedere Ericsson tagliare il traguardo da vincitore (sono riuscita a vedermi gli ultimi giri in diretta su uno streaming non ufficiale su Youtube - il resto l'ho recuperato tramite extended highlights) mi sono commossa. Quando era in Formula 1 veniva considerato una nullità, perché non era brillante abbastanza per piacere alla gente. Adesso ha vinto una delle gare automobilistiche più importanti al mondo dopo essersi costruito una carriera di successo. In un mondo in cui la tifoseria motoristica e gli addetti ai lavori sembrano dividere sempre più i piloti in predestinati e falliti, Ericsson è la dimostrazione che c'è qualcosa di più.

domenica 17 aprile 2022

Indycar 2022: #3 Gran Premio di Long Beach

Sono perfettamente consapevole di essere in ritardo, dato che il gran premio di Lungaspiaggia si è svolto la scorsa domenica, ma nevermind, già che si è fatto il 17 aprile ne approfitto per fare gli auguri di buon compleanno a un certo RoGro che oggi compie trentasei anni, ma nonostante ciò ha dimostrato di essere tutt'altro che un V3KkYaCçY0 che dovrebbe ritirarsi. Andiamo però con ordine, recuperiamo il Fast Forward e torniamo a quando Colton Herta (Andretti) partiva davanti a tutti per le strade di Long Beach. È anche rimasto davanti a tutti, seguito da Josef Newgarden (Penske) e Alex Palou (Ganassi) in quella che si è rivelata una gara ricca di caos. Il caos è iniziato dopo pochi giri, con Dalton Kellett che è andato a sbattere e con il successivo ingresso della safety car, dopo la quale il tutto è ripartito così com'era iniziato, con Herta/ Newgarden/ Palou.

Ci sono stati poi dei contatti minori, sia nelle retrovie, sia in posizione più avanzata, con Alexander Rossi e Felix Rosenqvist che hanno avuto un contatto e con danni sulla vettura color papaya di Rosenvist, costretto a fermarsi ai box. Rossi è rimasto quarto dov'era, ma di lì a pochi giri ha subito il sorpasso di Marcus Ericsson, mentre si faceva sempre più vicino il momento del primo giro di pitstop, per intenderci, quello in cui a volta qualcuno fa il figo nelle prime posizioni per essersi fermato dopo rispetto agli altri. A questo punto, completata la trafila, Palou era in testa davanti a Newgarden e Herta dopodiché Ericsson (Ganassi) e Grosjean (Andretti), mentre c'era chi a vario titolo si esibiva in testacoda vari, tra loro anche il leader della classifica piloti Scott McLaughlin dopo avere verniciato un muretto, di lì a poco imitato da Devlin De Francesco (Andretti), quest'ultimo costretto al ritiro.

Il secondo giro di pitstop è stato decisamente più ricco di contenuti, in quanto Colton Herta è andato a sbattere dopo essere uscito dalla pitlane, lasciando a duellare per la vittoria per i fatti loro Newgarden e Palou, a cui sembra essere seguito il ritiro nelle retrovie di Callum Ilott (Juncos). Tornando ai primi, lo spagnolo si trovava dopo la sosta alle spalle dell'americano e ha cercato di riprendersi la posizione, ma non c'è stato nulla da fare, "Nuovo Giardino" è rimasto davanti. Il momento più pittoresco, tuttavia, doveva ancora venire ed è venuto poco più avanti, quando di fatto ci si è ritrovati con una vettura fucsia al di sopra dell' "aiuola" di Long Beach: si trattava di Simon Pagenaud (Meyer Shank) e il suo incidente, quando mancava all'incirca un quarto di gara, ha provocato l'ingresso della safety car, dietro alla quale si sono accodati Newgarden, Palou, Ericsson, Grosjean e a seguire tutti gli altri. Non si segnalano incidenti avvenuti dietro la safety car che coinvolgessero gli Erijean!


Niente incidenti dietro la safety car, ma poco dopo il restart, mentre era inseguito da Grosjean, Ericsson deve essersi emozionato, dato che è finito in testacoda andando a sbattere. Non ha dato la colpa a Grosjean dell'accaduto, però, ma non si può avere tutto dalla vita, solo i very fighy danno la colpa dei loro incidenti a gente che non è miniamente coinvolta! In tutto ciò Ericsson è andato a parcheggiare in una via di fuga, mentre Grosjean risalito al terzo posto inseguiva like a boss i primi due agitando la baguette con aria minacciosa. I due cercavano di scappare come meglio potevano, dopotutto chi vorrebbe essere inseguito da RoGro? Grosjean si è preso la posizione su Palou: adesso era secondo, all'inseguimento di Newgarden, segno che la vera domanda non è perché la Haas non ingaggia un pilota americano, piuttosto perché i piloti della Haas stiano alla Haas invece di cercarsi un volante in Indycar.

Newgarden e Grosjean si sono messi a lottare ruota contro ruota, il che ha consentito a Palou di riavvicinarsi dopo essere stato staccato, ma il duello è stato interrotto da un violento incidente nelle retrovie che ha fatto entrare la safety car. I piloti coinvolti erano Jimmie Johnson (Ganassi), che già gareggiava infortunato a un polso dopo un incidente avvenuto nelle prove libere, e David Malukas (Coyne). Dalle immagini sembra che Malukas sia prima finito in testacoda da solo, poi che Johnson gli sia finito addosso, andando poi a sbattere violentemente contro le barriere. La pista nel frattempo è stata ripulita in tempi abbastanza brevi e mancavano sei giri alla fine quando è stato dato il restart, ancora con il terzetto dei primi tre in lotta per la vittoria, anzi, in particolare i primi due piuttosto vicini, con Ericsson che in una via di fuga accanto alla propria monoposto vegliava sulla scena. Poetic cinema, nel mondo ideale Grosjean avrebbe dovuto vincere solo per quello. <3

Invece no, le prime tre posizioni sono rimaste invariate fintanto che a due giri dalla fine un'altra vettura è andata a sbattere: era quella di Takuma Sato, che in effetti fino a quel momento non aveva fatto alcunché che spiccasse, quindi doveva assolutamente lasciare il proprio segno. La gara è finita così, neutralizzata dal suo incidente, con i primi tre nelle stesse posizioni in cui li avevamo trovati prima e la top-ten completata da Will Power (Penske), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Scott Dixon (Ganassi), Graham Rahal (Rahal), Alexander Rossi (Andretti), Helio Castroneves (Meyer Shank) e Kyle Kirkwood (Foyt). Hanno concluso la gara anche Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Conor Daly (Carpenter), Rinus Veekay (Carpenter), Scott McLaughlin (Penske), Jack Harvey (Rahal), Tatiana Calderon (Foyt) e Christian Lundgaard (Rahal). Dopo le sue precedenti peripezie, anche Simon Pagenaud risulta essersi classificato, seppure a quattro giri di distanza dal vincitore.

mercoledì 23 marzo 2022

Indycar 2022: #2 Texas XPEL 375, il primo ovale della stagione

Carissimi lettori, oggi parliamo di Indycar e nello specifico della prima gara su ovale della stagione. Denominata "XPEL375" si è svolta domenica al Texas Speedway e ha visto Rosenqvist involarsi in testa alla gara per una manciata di secondi prima di essere soppiantato da McLaughlin. Dietro di loro completavano la top-5 tre V3KkYaCçY che dovrebbero ritirarsi dalle competizioni, ovvero Power, Sato e Castroneves. Il brasiliano in fucsia tuttavia è stato superato in breve tempo da Baby Herta, mentre Sato si è portato ben in terza posizione. Baby Herta intanto era a caccia della posizione di Power, ma di lì a poco ecco il *drama*: Alex Non Sono Valentino Rossi rischiava la penalità per jump start, ma la sua vettura ha deciso di concludere la gara dopo solo pochi giri, quindi in ogni caso un'eventuale penalità non avrebbe nemmeno potuto scontarla.

La gara di Sato è stata molto in stile Sato e a neanche metà percorrenza eccolo che ha verniciato un muretto. Si trattava di una verniciatura lieve, ma sufficiente per mandare in vacca la sua gara. La verniciatura maggiore è avvenuta comunque di lì a pochi giri per opera di Kirkwood che sul muro ci si è proprio spalmato. Tutto ciò comunque era ancora calma relativa: dopo è arrivato l'incidente di De Francesco, che ha coinvolto anche Castroneves. Per fortuna c'era anche chi vedeva la propria performance svanire in situazioni di maggiore calma. Dubito che Rosenqvist la possa considerare una fortuna, in ogni caso l'abbiamo visto fermo ai box per un problema alla vettura, dopo essere stato fino a quel momento nelle prime posizioni, anche se non era più secondo, posizione nella quale si trovava Newgarden. Newgarden, in seguito, in fase di restart è anche riuscito ad appropriarsi della leadership della gara.

Non è durato molto. Anzi, non è durato per niente, venendo superato fin da subito da diverse vetture. Sono stati quindi McLaughlin e Veekay a lottare per la prima posizione, con McLaughlin che in seguito ha perso anche un paio di posizioni. Dopo l'ultima sosta le posizioni erano ancora simili là davanti, ma Veekay è successivamente sprofondato (gli extended highlights non sono molto chiari sul suo destino), con McLaughlin in testa davanti a Newgarden, dove è rimasto fino all'ultimo giro. Pochi metri prima del traguardo, infatti, mentre si ritrovavano davanti dei doppiati random, Newgarden ha superato McLaughlin andando a vincere la gara. Un algido svedese che sta sempre nei pensieri di Grosjean (invece ritirato per un guasto), nel frattempo, era stabilmente in terza posizione già da un po' e si è portato a casa il gradino più basso del podio, precedendo i V3KkYaCçY superstiti... tra cui... wtf?! Johnson sesto?!

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Scott McLaughlin (Penske), 3. Marcus Ericsson (Ganassi), 4. Will Power (Penske), 5. Scott Dixon (Ganassi), 6. Jimmie Johnson (Penske), 7. Alex Palou (Ganassi), 8. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 9. Santino Ferrucci (Rahal), 10. Rinus Veekay (Carpenter), 11. David Malukas (Coyne), 12. Colton Herta (Andretti), 13. Ed Carpenter (Carpenter), 14. J.R. Hildebrand (Foyt), 15. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 16. Callum Ilott (Juncos), 17. Dalton Kellett (Foyt), 18. Conor Daly (Carpenter), Rit. Christian Lundgaard (Rahal), Rit. Takuma Sato (Coyne), Rit. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Rit. Graham Rahal (Rahal), Rit. Helio Castroneves (Meyer Shank), Rit. Devlin De Francesco (Andretti), Rit. Kyle Kirkwood (Foyt), Rit. Romain Grosjean (Andretti), Rit. Alexander Rossi (Andretti), Dns. Jack Harvey (Rahal).

lunedì 9 agosto 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Nashville

Immaginate che sia una domenica sera tranquilla e che il campionato di Indycar sia tornato a trovarci dopo un mese di assenza, con un gran premio che è una novità assoluta: siamo a Nashville in Tennessee per il Music City Grand Prix, destinato ad essere definito dagli addetti al lavori statunitensi come la versione americana del Gran Premio di Montecarlo. Obiettivamente parlando mi sembra che ci siano numerose differenze tra le due cose, ma mi soffermerò solo su una, la più fondamentale: a Montecarlo ci sono le gru che, in caso di incidente, liberano la pista in un tempo stimabile intorno a mezzo minuto. Nashville è una cosa un po' diversa: ogni tanto tra una safety car e l'altra si è gareggiato per mezzo minuto.

Le persone di buon senso che l'indomani sarebbero rientrate al lavoro dopo una settimana di ferie, verosimilmente, avrebbero avuto l'accortezza di non seguire dall'Europa una gara trashissima iniziata alle 23.45 e proseguita fino circa alle due e mezza di notte, ma io non sono una di quelle persone di buon senso. Quindi una parte della gara l'ho vista su uno streaming non ufficiale su Youtube strutturato come livetiming a schermo quasi intero e gara nel riquadrino, commentata in spagnolo dal titolare del canale. Non so se esista ancora quel canale, ma intorno a metà gara non esisteva più quello streaming. Dopo l'ho seguita tramite livetiming e social, vedendo update e video degli incidenti che venivano riproposti su Twitter. Di fatto oserei dire che ciò che non ho visto sono stati i giri dietro la safety car nella seconda parte di gara.

Facciamo un passo indietro a quando Herta ha ottenuto la pole position con un giro magistrale, venendo tacciato da tutto e da tutti di essere il futuro vincitore dell'evento. Nell'innocenza dei suoi 21(?) anni il piccolo Herta ha commesso un errore madornale: non si è grattato a sufficienza, quindi ne ha poi pagato le conseguenze. Ma a questo ci arriveremo tra molto tempo, passiamo a elencare il resto della top-5 in griglia, ovvero Dixon, Rossi, Rosenqvist e Grosjean, con quest'ultimo che ha preso la quarta piazza non appena la gara è partita... gara che è stata immediatamente neutralizzata dall'ingresso della safety car quando nelle retrovie Kellett è finito in testacoda. Quando la safety car si è levata di mezzo, poi, è avvenuto l'episodio clou dell'evento.

Ericsson ha visto il posteriore di Bourdais e ha pensato che fosse un trampolino di lancio. O meglio, probabilmente Ericsson non ha visto il posteriore di Bourdais davanti a sé e vi è cozzato addosso, decollando e mettendo fine alla gara di Bourdais. Incredibilmente quando è atterrato non ha messo fine alla propria, è rientrato ai box, ha scontato una penalità, ha attraversato altre peripezie e nonostante tutto era in gara. Nel frattempo ne capitavano di tutti i colori: al restart è entrata nuovamente la safety car perché c'era McLaughlin in testacoda dopo un contatto, poi una volta che è stata data bandiera verde a centro gruppo Power ha speronato Pagenaud, che si è girato, con varie vetture finite coinvolte in un ingorgo che è costato l'esposizione della bandiera rossa durante la quale i meccanici di Johnson hanno lavorato sulla sua macchina provocandone la squalifica.

Tra i vari piloti coinvolti nel mega-incidente c'erano anche Sato e Veekay che hanno ripreso la gara al momento del restart, Sato venendo costretto al ritiro ai box dopo un po', Veekay passando molto tempo ai box e poi fermandosi lungo la pista dopo esservi rientrato... guess what, è entrata nuovamente la safety car. In questi frangenti varie vetture sono rientrate ai box mentre la safety car in pista andava ai due all'ora, tanto che Herta per poco non è uscito in testa. In testa, però, c'era Ericsson su una diversa finestra di pitstop... sì, lo stesso Ericsson che aveva crashato like a boss nelle prime fasi di gara. Al restart Herta ha superato un paio di vetture e si è portato secondo, mentre attendevamo con pazienza che entrasse la safety car successiva, certi che sarebbe arrivata. L'artefice del suo ingresso è stato Power, che dopo avere speronato il suo compagno di squadra Pagenaud prima, adesso ha speronato l'altro suo compagno di squadra McLaughlin. Anche Kellett si è ritrovato coinvolto nell'incidente.

Eravamo solo a metà della gara quindi potevano succedere ancora tante cose e infatti ci hann pensato anche O'Ward e Rossi a fare confusione, con un nuovo ulteriore ingresso della safety car. È andata meglio più tardi quando si sono toccati Grosjean e Pagenaud, i due costretti a rientrare ai box ma apparentemente niente danni troppo elevati per il proseguimento della gara. Grosjean era anche stato in testa a un certo punto ed era su una strategia diversa dagli altri, ma non sapremo mai dove sarebbe arrivato se non ci fosse stato il suo contatto con il connazionale. Comunque se la passava decisamente peggio Ware, compagno di squadra di Grosjean, blackflaggato verso la fine della gara per essere troppo lento, cosa che ricordo essere successa per l'ultima volta molto tempo fa, penso quando la De Silvestro e Alesi parteciparono alla Indy 500 su vetture con i "meravigliosi" motori Lotus.

A quel punto era tutto a posto, stavamo viaggiando verso la fine della gara e Herta, secondo, stava viaggiando verso un potenziale vittoria, perché Ericsson che era in testa veniva avvertito di dovere risparmiare carburante. E invece Herta ha viaggiato verso un muro a cinque giri dalla fine, provocando mi piacerebbe dire l'ingresso della safety car, invece no, è stata redflaggata la gara per questioni sceniche ed è meglio non dire cosa ne penso di tutto ciò, perché non sarebbero cose molto gradevoli. Poi c'è stato il restart, quando da noi era ormai notte inoltrata (non che prima non lo fosse) e nonostante la poca benzina, Ericsson ha tagliato il traguardo davanti a tutti, in una gara che era iniziata volando. Qualcuno ha detto che in Formula 1 un pilota che aveva avuto un simile incidente non sarebbe riuscito a vincere la gara, ma sinceramente credo che non sarebbe riuscito nemmeno a ripartire.

Risultato: 1. Marcus Ericsson (Ganassi), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. James Hinchcliffe (Andretti), 4. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 5. Graham Rahal (Rahal), 6. Ed Jones (Coyne), 7. Alex Palou (Ganassi), 8. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 9. Helio Castroneves (Shank), 10. Josef Newgarden (Penske), 11. Santino Ferrucci (Rahal), 12. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 13. Conor Daly (Carpenter), 14. Will Power (Penske), 15. Jack Harvey (Shank), 16. Romain Grosjean (Coyne), 17. Alexander Rossi (Andretti), 18. Max Chilton (Carlin), 19. Colton Herta (Andretti), 20. Cody Ware (Coyne), 21. Simon Pagenaud (Penske), 22. Scott McLaughlin (Penske), 23. Dalton Kellett (Foyt), 24. Rinus Veekay (Carpenter), 25. Takuma Sato (Rahal), 26. Jimmie Johnson (Ganassi), 27. Sebastien Bourdais (Foyt).