Dopo la vittoria del titolo in anticipo da parte di Alex Palou, pilota del team Ganassi, ormai pluricampione della categoria, restavano ancora due eventi da svolgersi negli ultimi due fine settimana di agosto, sugli ovali di Milwaukee e Nashville. Il campione in carica si è classificato secondo in entrambe le occasioni, in cui la vittoria è andata rispettivamente a Christian Rasmussen del team Carpenter e a Josef Newgarden con Penske.
A proposito di Penske, erano le ultime gare per Will Power prima di essere rimpiazzato da David Malukas, proveniente da Foyt. Power si accaserà invece al team Andretti, al posto di Colton Herta, di cui si vocifera un passaggio in Formula 2 in vista di un potenziale futuro in Cadillac di cui è test driver per la Formula 1 (al momento possiede abbastanza punti superlicenza per la Friday licence, ma non per potere essere titolare).
Milwaukee/ 250 giri - Palou è scattato dalla pole position conservando la prima posizione davanti a Malukas. Una prima safety car è entrata immediatamente causa incidente di Nolan Siegel (Arrow McLaren), seguita da un'altra per una mezza sbinnata di qualcuno nelle retrovie. Dopo il restart, è ripreso il duello tra i primi due, Malukas è andato in testa, ma Palou lo ha superato in un secondo momento. In occasione della prima sosta, la Penske di Scott McLaughlin si è inserita in seconda posizione.
Power è finito a muro durante le seconda sosta dei leader, Palou e McLaughlin si sono ritrovati 1/2, mentre Malukas, per effetto di una lunga sosta, si è ritrovato doppiato. La terza sosta, invece, è stata effettuata in regime di safety car, quando la Prema di Callum Ilott è rientrata ai box emanando fumo. Marcus Armstrong (Meyer Shank) è rimasto fuori trovandosi brevemente in testa, per poi essere superato in fretta, lasciando Palou, McLaughin e Newgarden nelle prime tre posizioni.
C'è stata una successiva safety car a causa della pioggia, nuove soste, Rasmussen che risaliva dalla bassa top-ten fino alla zona podio, oltre che un contatto tra Newgarden e Alexander Rossi (Carpenter). A quindici giri dalla fine, Rasmussen si è portato in testa, restando leader fino alla fine e vincendo davanti a Palou, McLaughlin e Rossi, mentre le Arrow McLaren di Pato O'Ward e Christian Lundgaard hanno chiuso 5/6 davanti a Newgarden.
Malukas ha concluso in un buon ottavo posto, davanti a Scott Dixon (Ganassi) e al precedente attention seeker Armstrong. Herta si è classificato undicesimo davanti al compagno di squadra Kyle Kirkwood con a seguire Conor Daly (Juncos), Santino Ferrucci (Foyt), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Louis Foster (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Marcus Ericsson (Andretti), Kyffin Simpson (Ganassi), Jacob Abel (Coyne), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Sting Ray Robb (Juncos) e Graham Rahal (Rahal Letterman).
Nashville/ 225 giri... si può chiamare una gara "Borchetta Bourbon Music City Grand Prix"? A quanto pare sì. Rasmussen, fresco vincitore di Milwaukee, partiva dalle retrovie e ha iniziato (e brevemente finito) la gara con un incidente. Dopo la safety car, abbiamo avuto un lungo duello tra il poleman O'Ward e l'onnipresente Palou, il quale tuttavia dopo una cinquantina di giri ha avuto una foratura, dovendo anticipare la prima sosta.
Dopo 82 giri di gara, mentre si trovava in quarta piazza, Malukas è finito a muro tentando di passare il doppiato Foster, con il quale ha avuto un contatto. A seguito dell'incidente è stato portato in ospedale con l'elicottero per controlli, ma è stato successivamente dimesso.
Dopo il restart, con O'Ward e Power 1/2, Herta ha superato McLaughlin portandosi terzo, con anche Palou che si avviava verso le posizioni di spicco e in seguito avrebbe ottenuto la terza piazza.
Colpo di scena al 127° giro, quando O'Ward, leader della gara, è finito a muro lasciando la leadership a Power, che tuttavia ha avuto una sosta lunga in regime di safety car. Su un'altra finestra di pitstop, Rossi è rimasto fuori portandosi in testa davanti a Newgarden e McLaughlin, riuscendo a conservare per qualche tempo la posizione e desistendo solo poco prima della sosta.
Newgarden e McLaughlin si sono ritrovati 1/2 con Palou alle loro spalle. Dopo l'ultima sosta, sono stati Scott e Alex a lottare per la leadership. Dopo una tardiva safety car a causa di un lieve contatto di una delle vetture retrostanti con il muro, abbiamo avuto un nuovo duello e a undici giri dalla fine Newgarden è passato definitivamente in testa, da dove sarebbe andato a vincere davanti a Palou e al duo McLaughlin/ Simpson protagonisti di un acceso duello per la terza posizione, con Daly a completare la top-5.
Seguivano Kirkwood, Rosenqvist, Ferrucci, Ilott, Rossi, Herta, Dixon, Veekay, Shwartzman, Ericsson, Robb, Siegel, Defrancesco, Armstrong, Foster, Power e Rahal. Abel risulta ritirato a pochi giri dalla fine, mentre in precedenza Lundgaard si era ritirato per un guasto.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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venerdì 5 settembre 2025
venerdì 15 agosto 2025
Indycar 2025: #15 Gran Premio di Portland // Palou campione in anticipo
La scorsa domenica si è svolto il quindicesimo appuntamento di una stagione di Indycar che volge ormai agli sgoccioli (mancano due eventi), nella quale Alex Palou è arrivato con un consistente margine nei confronti di Pato O'Ward. In una simile situazione è difficile che la storyline del giorno possa divenire un ultraquarantenne a rischio di perdere il volante che vince con Penske per la prima volta nella stagione... ma mai sottovalutare Will Power!
Iniziamo dall'inizio, quindi da O'Ward: il pilota di Arrow McLaren è infatti scattato dalla pole position, mantenendo la prima posizione davanti alla Meyer Shank di Felix Rosenqwist e allo stesso Willpowahhhh (che nei giorni successivi - il 14 agosto - avrebbe festeggiato l'anniversario del doppio dito medio in mondovisione). Il leader del campionato era soltanto quarto, al momento.
La prima parte di gara è stata quella meno tranquilla, in termini di incidenti. Al terzo giro di un totale di 110, infatti, Santino Ferrucci (Foyt) ha inaugurato le danze finendo in testacoda e andando a stampare il posteriore contro a un muro, segnando il primo ingresso della safety car. Si è visto poi un contatto tra Kyffin Simpson (Ganassi) e Louis Foster (Rahal Letterman), che tuttavia non ha provocato grossi danni ai due piloti.
Il momento clou ce l'hanno regalato Christian Rasmussen (Carpenter) e Conor Daly (Juncos): era il 15° giro ed era già da un po' che i due si tiravano delle mezze sportellate. Il botto è avvenuto e Daly è finito violentemente fuori pista andando a sbattere contro le barriere (nello screenshot qui sotto).
Dopo la gara, Daly ha criticato Rasmussen per la sua guida azzardata, mentre Rasmussen ha sostenuto che fosse stato lo stesso Daly a innescare l'incidente.
Power non si è mai fermato ai box in regime di safety car, ma ha effettuato la prima sosta intorno a un terzo di gara. Le cose sono precipitate, invece, per O'Ward: si giocava ancora il campionato con Palou, ma ha lasciato definitivamente il titolo nelle mani del pilota del team Ganassi, quando ha accusato problemi tecnici e ha trascorso parecchi giri fermo ai box dopo esserci arrivato al rallenty.
In una gara che è proseguita decisamente più tranquilla, Willpowahhhh è rimasto in testa in ciascuno stint, inseguito a gara inoltrata da Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che gli stava molto vicino. Questo, però, più che andare ad attaccare Power ha dovuto vedersela con Palou, vicino a lui tanto quanto lui lo era nei confronti del leader della gara. Nel frattempo, dopo un contatto con Scott Dixon (Ganassi), Josef Newgarden (Penske) è riuscito a levarsi di mezzo senza divenire un intoppo.
Power è andato a vincere, Lundgaard è uscito vincente da un acceso duello con Palou, il quale ha salvato la terza piazza dopo avere anche messo le ruote sulla sabbia.
Graham Rahal (Rahal Letterman) e Alexander Rossi (Carpenter) hanno completato la top-5 precedendo Callum Ilott (Prema), Scott McLaughlin (Penske) e Marcus Armstrong (Meyer Shank), mentre Rosenqvist in una posizione di spessore nel primo stint ha chiuso nono davanti a Colton Herta (Andretti).
Dixon, Rasmussen e Foster hanno preceduto Sting Ray Robb (Juncos), Robert Shwartzman (Prema), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), David Malukas (Foyt) e Kyle Kirkwood (Andretti) a completare la top-20. Simpson ha preceduto Marcus Ericsson (Andretti) e Jacob Abel (Coyne), mentre Newgarden ha chiuso solo 24° davanti a O'Ward giunto a dieci giri dal leader.
Iniziamo dall'inizio, quindi da O'Ward: il pilota di Arrow McLaren è infatti scattato dalla pole position, mantenendo la prima posizione davanti alla Meyer Shank di Felix Rosenqwist e allo stesso Willpowahhhh (che nei giorni successivi - il 14 agosto - avrebbe festeggiato l'anniversario del doppio dito medio in mondovisione). Il leader del campionato era soltanto quarto, al momento.
La prima parte di gara è stata quella meno tranquilla, in termini di incidenti. Al terzo giro di un totale di 110, infatti, Santino Ferrucci (Foyt) ha inaugurato le danze finendo in testacoda e andando a stampare il posteriore contro a un muro, segnando il primo ingresso della safety car. Si è visto poi un contatto tra Kyffin Simpson (Ganassi) e Louis Foster (Rahal Letterman), che tuttavia non ha provocato grossi danni ai due piloti.
Il momento clou ce l'hanno regalato Christian Rasmussen (Carpenter) e Conor Daly (Juncos): era il 15° giro ed era già da un po' che i due si tiravano delle mezze sportellate. Il botto è avvenuto e Daly è finito violentemente fuori pista andando a sbattere contro le barriere (nello screenshot qui sotto).
Dopo la gara, Daly ha criticato Rasmussen per la sua guida azzardata, mentre Rasmussen ha sostenuto che fosse stato lo stesso Daly a innescare l'incidente.
Power non si è mai fermato ai box in regime di safety car, ma ha effettuato la prima sosta intorno a un terzo di gara. Le cose sono precipitate, invece, per O'Ward: si giocava ancora il campionato con Palou, ma ha lasciato definitivamente il titolo nelle mani del pilota del team Ganassi, quando ha accusato problemi tecnici e ha trascorso parecchi giri fermo ai box dopo esserci arrivato al rallenty.
In una gara che è proseguita decisamente più tranquilla, Willpowahhhh è rimasto in testa in ciascuno stint, inseguito a gara inoltrata da Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che gli stava molto vicino. Questo, però, più che andare ad attaccare Power ha dovuto vedersela con Palou, vicino a lui tanto quanto lui lo era nei confronti del leader della gara. Nel frattempo, dopo un contatto con Scott Dixon (Ganassi), Josef Newgarden (Penske) è riuscito a levarsi di mezzo senza divenire un intoppo.
Power è andato a vincere, Lundgaard è uscito vincente da un acceso duello con Palou, il quale ha salvato la terza piazza dopo avere anche messo le ruote sulla sabbia.
Graham Rahal (Rahal Letterman) e Alexander Rossi (Carpenter) hanno completato la top-5 precedendo Callum Ilott (Prema), Scott McLaughlin (Penske) e Marcus Armstrong (Meyer Shank), mentre Rosenqvist in una posizione di spessore nel primo stint ha chiuso nono davanti a Colton Herta (Andretti).
Dixon, Rasmussen e Foster hanno preceduto Sting Ray Robb (Juncos), Robert Shwartzman (Prema), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), David Malukas (Foyt) e Kyle Kirkwood (Andretti) a completare la top-20. Simpson ha preceduto Marcus Ericsson (Andretti) e Jacob Abel (Coyne), mentre Newgarden ha chiuso solo 24° davanti a O'Ward giunto a dieci giri dal leader.
sabato 2 agosto 2025
Indycar 2025: #14 Gran Premio di Monterey
Nello scorso fine settimana si è svolto il quarto appuntamento di fila in quattro weekend consecutivi - cinque se si considera il double header disputato in precedenza - del campionato di Indycar, sul circuito di Laguna Seca.
La pole posizion è stata conquistata da Alex Palou, seguito da Pato O'Ward, Colton Herta, Josef Newgarden, Will Power, David Malukas, Christian Lundgaard, Graham Rahal, Louis Foster, Marcus Armstrong, Christian Rasmussen, Felix Rosenqvist, Scott McLaughlin, Kyffin Simpson, Marcus Ericsson, Nolan Siegel, Rinus Veekay, Kyle Kirkwood, Scott Dixon, Santino Ferrucci, Jacob Abel, Alexander Rossi, Conor Daly, Callum Ilott, Robert Shwartzman, Sting Ray Robb e Devlin Defrancesco.
Palou ha mantenuto la prima posizione nei confronti di Herta, mentre dietro di loro si è visto Daly girare per le vie di fuga così come una delle Prema non meglio identificate. Subito dopo c'è stato un incidente tra Simpson, in livrea estremamente variopinta, e Rosenqvist, in livrea ancora più variopinta, che pareva generata da una sintesi di tutte le livree Benetton viste in Formula 1 nel corso degli anni '90.
È entrata la safety car, dopo la quale abbiamo avuto qualche altro giro con Palou in testa, seguito da O'Ward e Newgarden, fino a un ulteriore incidente di Abel che ha innescato un nuovo ingresso della safety car.
Qualcuno è andato ai box, ma nessuno dei piloti di testa, che si sono riversati in pitlane per il primo pitstop, quando Veekay è andato a sbattere, prima dell'ingresso della safety car in pista. Non l'ha fatto Siegel, che per vari giri ha fatto il figo davanti a tutti prima di essere superato dai piloti di testa.
Dopo avere riconquistato la leadership, Palou è rimasto in testa senza intoppi, mentre a gara inoltrata abbiamo visto Ericsson insabbiato ed è passato un po' prima che la gara venisse neutralizzata. Al restart, Palou era ancora davanti a tutti, precedendo Lundgaard. Abbiamo visto una fugace sbinnata di Siegel e poi, in seguito, Ferrucci insabbiato e nuovo ingresso della safety car.
Al momento del restart mancavano ormai una manciata di giri, nel corso dei quali non sono successi particolari stravolgimenti e il leader del campionato è andato a procacciarsi la vittoria, dopo non essere mai stato messo in discussione.
RISULTATO: 1. Palou/ Ganassi, 2. Lundgaard/ Arrow McLaren, 3. Herta/ Andretti, 4. O'Ward/ Arrow McLaren, 5. Dixon/ Ganassi, 6. Ilott/ Prema, 7. Power/ Penske, 8. Armstrong/ Meyer Shank, 9. Rasmussen/ Carpenter, 10. McLaughlin/ Penske, 11. Newgarden/ Penske, 12. Rahal/ Rahal Letterman, 13. Malukas/ Foyt, 14. Daly/ Juncos, 15. Rossi/ Carpenter, 16. Kirkwood/ Andretti, 17. Foster/ Rahal Letterman, 18. Siegel/ Arrow McLaren, 19. Robb/ Juncos, 20. Defrancesco/ Rahal Letterman, 21. Shwartzman/ Prema, 22. Ferrucci/ Foyt, 23. Veekay/ Coyne, 24. Rosenqvist/ Meyer Shank, Rit. Ericsson/ Andretti, Rit. Abel/ Coyne, Rit. Simpson/ Ganassi.
La pole posizion è stata conquistata da Alex Palou, seguito da Pato O'Ward, Colton Herta, Josef Newgarden, Will Power, David Malukas, Christian Lundgaard, Graham Rahal, Louis Foster, Marcus Armstrong, Christian Rasmussen, Felix Rosenqvist, Scott McLaughlin, Kyffin Simpson, Marcus Ericsson, Nolan Siegel, Rinus Veekay, Kyle Kirkwood, Scott Dixon, Santino Ferrucci, Jacob Abel, Alexander Rossi, Conor Daly, Callum Ilott, Robert Shwartzman, Sting Ray Robb e Devlin Defrancesco.
Palou ha mantenuto la prima posizione nei confronti di Herta, mentre dietro di loro si è visto Daly girare per le vie di fuga così come una delle Prema non meglio identificate. Subito dopo c'è stato un incidente tra Simpson, in livrea estremamente variopinta, e Rosenqvist, in livrea ancora più variopinta, che pareva generata da una sintesi di tutte le livree Benetton viste in Formula 1 nel corso degli anni '90.
È entrata la safety car, dopo la quale abbiamo avuto qualche altro giro con Palou in testa, seguito da O'Ward e Newgarden, fino a un ulteriore incidente di Abel che ha innescato un nuovo ingresso della safety car.
Qualcuno è andato ai box, ma nessuno dei piloti di testa, che si sono riversati in pitlane per il primo pitstop, quando Veekay è andato a sbattere, prima dell'ingresso della safety car in pista. Non l'ha fatto Siegel, che per vari giri ha fatto il figo davanti a tutti prima di essere superato dai piloti di testa.
Dopo avere riconquistato la leadership, Palou è rimasto in testa senza intoppi, mentre a gara inoltrata abbiamo visto Ericsson insabbiato ed è passato un po' prima che la gara venisse neutralizzata. Al restart, Palou era ancora davanti a tutti, precedendo Lundgaard. Abbiamo visto una fugace sbinnata di Siegel e poi, in seguito, Ferrucci insabbiato e nuovo ingresso della safety car.
Al momento del restart mancavano ormai una manciata di giri, nel corso dei quali non sono successi particolari stravolgimenti e il leader del campionato è andato a procacciarsi la vittoria, dopo non essere mai stato messo in discussione.
RISULTATO: 1. Palou/ Ganassi, 2. Lundgaard/ Arrow McLaren, 3. Herta/ Andretti, 4. O'Ward/ Arrow McLaren, 5. Dixon/ Ganassi, 6. Ilott/ Prema, 7. Power/ Penske, 8. Armstrong/ Meyer Shank, 9. Rasmussen/ Carpenter, 10. McLaughlin/ Penske, 11. Newgarden/ Penske, 12. Rahal/ Rahal Letterman, 13. Malukas/ Foyt, 14. Daly/ Juncos, 15. Rossi/ Carpenter, 16. Kirkwood/ Andretti, 17. Foster/ Rahal Letterman, 18. Siegel/ Arrow McLaren, 19. Robb/ Juncos, 20. Defrancesco/ Rahal Letterman, 21. Shwartzman/ Prema, 22. Ferrucci/ Foyt, 23. Veekay/ Coyne, 24. Rosenqvist/ Meyer Shank, Rit. Ericsson/ Andretti, Rit. Abel/ Coyne, Rit. Simpson/ Ganassi.
lunedì 21 luglio 2025
Indycar 2025: #13 Gran Premio di Toronto
Nel corso del fine settimana si è svolto l'appuntamento canadese del campionato di Indycar, con Colton Herta a scattare dalla pole position, precedendo il leader del campionato Alex Palou, dopodiché Marcus Armstrong, Will Power, Graham Rahal, Kyle Kirkwood, Louis Foster, Marcus Ericsson, Rinus Veekay e Pato O'Ward a completare i primi dieci. Seguivano Scott Dixon, Callum Ilott, Nolan Siegel, Kyffin Simpson, Scott McLaughlin, David Malukas, Felix Rosenqvist, Josef Newgarden, Christian Lundgaard, Robert Shwartzman, Conor Daly, Christian Rasmussen, Alexander Rossi, Sting Ray Robb, Devlin Defrancesco e Jacob Abel per un totale di ventisei vetture in griglia.
Herta ha mantenuto la posizione alla partenza, seguito da Armstrong e da un ottimo Kirkwood, mentre Palou è scivolato in quarta piazza. I primi tre sono rientrati ai box in occasione della prima caution, avvenuta dopo pochissimi giri quando McLaughlin è andato a sbattere dopo avere perso una ruota fissata male, lasciando Palou in testa alla gara davanti a Veekay e a Foster.
La gara è proseguita non priva di intoppi, dato che poi sono venuti a contatto Power e Rasmussen, con ulteriore caution. E poi è andato a sbattere Rossi... e niente, la safety car ha avuto nel frattempo un'avaria, giusto per non farci mancare niente.
Il meglio, comunque, doveva ancora avvenire, ed è arrivato non con Kirkwood comunque in testacoda in pitlane, ma con un restart ignorante nel quale abbiamo avuto Abel in aria sopra un'altra vettura e un potenziale ingorgo niente male. Le altre vetture danneggiate nel contatto sono state quelle di Newgarden e Defrancesco... e non eravamo neanche a metà gara!
Palou, che aveva rimandato la sosta ai box, è dovuto rientrare a quel punto, così come Dixon che si trovava dietro di lui sulla stessa strategia. Veekay a quel punto ha preso la testa della gara, per subire tuttavia in occasione della successiva sosta ha subito un overcut da parte di O'Ward risalito fino a quel momento al secondo posto.
Dopo una serie di contatti senza conseguenze, a pochi giri dal termine abbiamo avuto un altro incidente da caution, stavolta tra Siegel e Rosenqvist, che ha fatto sì che la gara terminasse dietro safety car.
RISULTATO: 1. O'Ward (Arrow McLaren), 2. Veekay (Coyne), 3. Simpson (Ganassi), 4. Herta (Andretti), 5. Ericsson (Andretti), 6. Kirkwood (Andretti), 7. Rahal (Rahal Letterman), 8. Ilott (Prema), 9. Malukas (Foyt), 10. Dixon (Ganassi), 11. Power (Penske), 12. Palou (Ganassi), 13. Lundgaard (Arrow McLaren), 14. Armstrong (Meyer Shank), 15. Daly (Juncos), 16. Shwartzman (Prema), 17. Robb (Juncos), 18. Siegel (Arrow McLaren), 19. Rosenqvist (Meyer Shank), 20. Rasmussen (Carpenter), 21. Foster (Rahal Letterman), 22. Defrancesco (Rahal Letterman), 23. Abel (Coyne), 24. Newgarden (Penske), 25. Rossi (Carpenter), 26. McLaughlin (Penske). Seppure qualificato 23°, Santino Ferrucci (Foyt) non ha preso parte alla gara per danni riportati alla vettura in un incidente nella sessione di prove libere antecedente alla gara.
Herta ha mantenuto la posizione alla partenza, seguito da Armstrong e da un ottimo Kirkwood, mentre Palou è scivolato in quarta piazza. I primi tre sono rientrati ai box in occasione della prima caution, avvenuta dopo pochissimi giri quando McLaughlin è andato a sbattere dopo avere perso una ruota fissata male, lasciando Palou in testa alla gara davanti a Veekay e a Foster.
La gara è proseguita non priva di intoppi, dato che poi sono venuti a contatto Power e Rasmussen, con ulteriore caution. E poi è andato a sbattere Rossi... e niente, la safety car ha avuto nel frattempo un'avaria, giusto per non farci mancare niente.
Il meglio, comunque, doveva ancora avvenire, ed è arrivato non con Kirkwood comunque in testacoda in pitlane, ma con un restart ignorante nel quale abbiamo avuto Abel in aria sopra un'altra vettura e un potenziale ingorgo niente male. Le altre vetture danneggiate nel contatto sono state quelle di Newgarden e Defrancesco... e non eravamo neanche a metà gara!
Palou, che aveva rimandato la sosta ai box, è dovuto rientrare a quel punto, così come Dixon che si trovava dietro di lui sulla stessa strategia. Veekay a quel punto ha preso la testa della gara, per subire tuttavia in occasione della successiva sosta ha subito un overcut da parte di O'Ward risalito fino a quel momento al secondo posto.
Dopo una serie di contatti senza conseguenze, a pochi giri dal termine abbiamo avuto un altro incidente da caution, stavolta tra Siegel e Rosenqvist, che ha fatto sì che la gara terminasse dietro safety car.
RISULTATO: 1. O'Ward (Arrow McLaren), 2. Veekay (Coyne), 3. Simpson (Ganassi), 4. Herta (Andretti), 5. Ericsson (Andretti), 6. Kirkwood (Andretti), 7. Rahal (Rahal Letterman), 8. Ilott (Prema), 9. Malukas (Foyt), 10. Dixon (Ganassi), 11. Power (Penske), 12. Palou (Ganassi), 13. Lundgaard (Arrow McLaren), 14. Armstrong (Meyer Shank), 15. Daly (Juncos), 16. Shwartzman (Prema), 17. Robb (Juncos), 18. Siegel (Arrow McLaren), 19. Rosenqvist (Meyer Shank), 20. Rasmussen (Carpenter), 21. Foster (Rahal Letterman), 22. Defrancesco (Rahal Letterman), 23. Abel (Coyne), 24. Newgarden (Penske), 25. Rossi (Carpenter), 26. McLaughlin (Penske). Seppure qualificato 23°, Santino Ferrucci (Foyt) non ha preso parte alla gara per danni riportati alla vettura in un incidente nella sessione di prove libere antecedente alla gara.
lunedì 14 luglio 2025
Indycar 2025: #11 e #12 Iowa Speedway
Nel corso del fine settimana del 12/13 Luglio il campionato di Indycar ha gareggiato allo Iowa Speedway con un doppio appuntamento.
Dopo 275 giri di gara, sabato è stato Pato O'Ward (Arrow McLaren) a imporsi, mentre nella gara della domenica la vittoria è andata ad Alex Palou (Ganassi).
Josef Newgarden (Penske) si apprestava a partire davanti a tutti precedendo Conor Daly (Juncos) e Felix Rosenqvist (Meyer Shank) quando la bandiera verde è stata rimandata di diversi giri dopo un testacoda di Colton Herta (Andretti) mentre la gara si apprestava a scattare. Quando finalmente è arrivato lo start, Newgarden ha mantenuto la posizione, così come Daly la seconda, mentre Rosenqvist sarebbe stato superato da Palou prima di perdere ulteriori posizioni nelle fasi seguenti.
Al 75° giro un incidente di Jacob Abel (Coyne) ha fatto entrare la safety car, in presenza della quale si sono svolti i pitstop. La sosta di Daly è stata lenta, si è ritrovato quinto superato non solo da Palou ma anche dal vincitore dello scorso evento Scott Dixon (Ganassi), da O'Ward e da Will Power (Penske). O'Ward e Daly sono i piloti per i quali il restart è andato meglio, ritrovandosi in breve tempo 2/3.
Al 153° abbiamo avuto un altro incidente, stavolta di Kyle Kirkwood (Andretti), a seguito del quale ci sono stati nuovamente i pitstop in regime di safety car, con Newgarden ancora in testa alla gara, seguito da O'Ward e Palou, con Daly al quarto posto, dietro di loro Power a lottare con Nolan Siegel (Arrow McLaren) per la quinta piazza, che poi si è procacciato.
La successiva sosta è stata effettuata a una quarantina di giri dal termine, stavolta in bandiera verde, e ci siamo ritrovati con O'Ward uscito davanti a Newgarden, con Power risalito al terzo posto davanti al compagno di squadra Scott McLaughlin che era partito dalle retrovie. Palou si trovava invece al quinto posto, quando un incidente di Siegel - che poi non avrebbe preso parte alla gara della domenica - ha determinato una bandiera rossa per rimettere a posto il muro.
A quindici giri dalla fine, il restart, seguito immediatamente da un incidente di Callum Ilott (Prema) che ha nuovamente neutralizzato la gara fino a dieci giri dalla conclusione.
Nonostante il gap molto ravvicinato, O'Ward ha mantenuto la prima posizione andando a vincere davanti a Newgarden, Power e McLaughlin, con Palou a completare la top-5. Christian Rasmussen (Carpenter) ha portato a casa il sesto posto, precedendo Daly uscito vincente da un duello per il 7/8 posto con Santino Ferrucci (Foyt) con il quale è stato protagonista nei giorni scorsi di una polemica. Marcus Armstrong (Meyer Shank) ha chiuso nono, mentre Dixon ha completato la top-ten.
Seguivano Graham Rahal (Rahal Letterman) e David Malukas (Foyt), poi Herta che ha completato la gara tredicesimo. Dietro di lui Louis Foster (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Rinus Veekay (Coyne), solo diciassettesimo Rosenqvist, poi Kyffin Simpson (Ganassi), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Christian Lundgaard (Arrow McLaren) e Sting Ray Robb (Juncos).
Oltre ai piloti sopracitati in occasione di incidenti vari, anche Alexander Rossi (Carpenter) non è arrivato a vedere la bandiera a scacchi.
Nella gara della domenica Palou è partito dalla pole position e la gara è stata immediatamente neutralizzata per un incidente che ha coinvolto Defrancesco e McLaughlin. Al restart, Palou leaderava davanti a Rosenqvist, Newgarden, Malukas e Power, con Newgarden e Power che hanno recuperato ciascuno una posizione, anche se poco dopo la gara di Will è terminata per un guasto.
Al 50° c'è stato un incidente di Robb, seguito da pitstop in regime di safety car, a seguito dei quali Palou era in testa davanti a Newgarden e Malukas. Josef si è preso la testa della gara, mentre più avanti avremmo assistito a un duello piuttosto acceso tra Alex e David per la seconda posizione, con Palou che ne è uscito vincente.
Newgarden ha perso la leadership quando, poco dopo la sua successiva sosta, al 132° un incidente di Ericsson ha fatto sì che gli avversari rifornissero in regime di safety car.
Palou, Malukas e O'Ward erano i primi tre quando a un centinaio di giri dal termine Ilott è andato a sbattere provocando il successivo ingresso della safety car con tanto di pitstop dei piloti di testa. Non si è fermato Kirkwood e l'abbiamo visto duellare per la prima posizione con O'Ward che poi si è riappropriato della leadership. Kirkwood invece è stato velocemente risucchiato perdendo posizioni.
Newgarden nel frattempo era in rimonta, tanto da raggiungere il terzo posto dietro a Palou e O'Ward, per poi risalire ulteriormente ritrovandosi al 240° in testa alla gara.
Ancora una volta, tuttavia, si è fermato prima di altri - anche se stavolta non era il solo - e, quando Herta è andato a sbattere ed è entrata la safety car, Palou ha potuto approfittarne per portarsi in testa alla gara restandoci dopo la sosta in regime di SC. Precedeva Armstrong, Dixon, Shwartzman e Lundgaard.
Palou ha mantenuto la leadership vincendo davanti a Dixon, Armstrong, Malukas, O'Ward, Lundgaard, Rosenqvist, Shwartzman e Newgarden a completare la top-ten. Seguivano Abel, Veekay, Simpson, Foster, Ferrucci, Daly, Rossi, Kirkwood e Rahal. Oltre ai piloti già citati, Ericsson risulta ritirato.
Dopo 275 giri di gara, sabato è stato Pato O'Ward (Arrow McLaren) a imporsi, mentre nella gara della domenica la vittoria è andata ad Alex Palou (Ganassi).
Josef Newgarden (Penske) si apprestava a partire davanti a tutti precedendo Conor Daly (Juncos) e Felix Rosenqvist (Meyer Shank) quando la bandiera verde è stata rimandata di diversi giri dopo un testacoda di Colton Herta (Andretti) mentre la gara si apprestava a scattare. Quando finalmente è arrivato lo start, Newgarden ha mantenuto la posizione, così come Daly la seconda, mentre Rosenqvist sarebbe stato superato da Palou prima di perdere ulteriori posizioni nelle fasi seguenti.
Al 75° giro un incidente di Jacob Abel (Coyne) ha fatto entrare la safety car, in presenza della quale si sono svolti i pitstop. La sosta di Daly è stata lenta, si è ritrovato quinto superato non solo da Palou ma anche dal vincitore dello scorso evento Scott Dixon (Ganassi), da O'Ward e da Will Power (Penske). O'Ward e Daly sono i piloti per i quali il restart è andato meglio, ritrovandosi in breve tempo 2/3.
Al 153° abbiamo avuto un altro incidente, stavolta di Kyle Kirkwood (Andretti), a seguito del quale ci sono stati nuovamente i pitstop in regime di safety car, con Newgarden ancora in testa alla gara, seguito da O'Ward e Palou, con Daly al quarto posto, dietro di loro Power a lottare con Nolan Siegel (Arrow McLaren) per la quinta piazza, che poi si è procacciato.
La successiva sosta è stata effettuata a una quarantina di giri dal termine, stavolta in bandiera verde, e ci siamo ritrovati con O'Ward uscito davanti a Newgarden, con Power risalito al terzo posto davanti al compagno di squadra Scott McLaughlin che era partito dalle retrovie. Palou si trovava invece al quinto posto, quando un incidente di Siegel - che poi non avrebbe preso parte alla gara della domenica - ha determinato una bandiera rossa per rimettere a posto il muro.
A quindici giri dalla fine, il restart, seguito immediatamente da un incidente di Callum Ilott (Prema) che ha nuovamente neutralizzato la gara fino a dieci giri dalla conclusione.
Nonostante il gap molto ravvicinato, O'Ward ha mantenuto la prima posizione andando a vincere davanti a Newgarden, Power e McLaughlin, con Palou a completare la top-5. Christian Rasmussen (Carpenter) ha portato a casa il sesto posto, precedendo Daly uscito vincente da un duello per il 7/8 posto con Santino Ferrucci (Foyt) con il quale è stato protagonista nei giorni scorsi di una polemica. Marcus Armstrong (Meyer Shank) ha chiuso nono, mentre Dixon ha completato la top-ten.
Seguivano Graham Rahal (Rahal Letterman) e David Malukas (Foyt), poi Herta che ha completato la gara tredicesimo. Dietro di lui Louis Foster (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Rinus Veekay (Coyne), solo diciassettesimo Rosenqvist, poi Kyffin Simpson (Ganassi), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Christian Lundgaard (Arrow McLaren) e Sting Ray Robb (Juncos).
Oltre ai piloti sopracitati in occasione di incidenti vari, anche Alexander Rossi (Carpenter) non è arrivato a vedere la bandiera a scacchi.
Nella gara della domenica Palou è partito dalla pole position e la gara è stata immediatamente neutralizzata per un incidente che ha coinvolto Defrancesco e McLaughlin. Al restart, Palou leaderava davanti a Rosenqvist, Newgarden, Malukas e Power, con Newgarden e Power che hanno recuperato ciascuno una posizione, anche se poco dopo la gara di Will è terminata per un guasto.
Al 50° c'è stato un incidente di Robb, seguito da pitstop in regime di safety car, a seguito dei quali Palou era in testa davanti a Newgarden e Malukas. Josef si è preso la testa della gara, mentre più avanti avremmo assistito a un duello piuttosto acceso tra Alex e David per la seconda posizione, con Palou che ne è uscito vincente.
Newgarden ha perso la leadership quando, poco dopo la sua successiva sosta, al 132° un incidente di Ericsson ha fatto sì che gli avversari rifornissero in regime di safety car.
Palou, Malukas e O'Ward erano i primi tre quando a un centinaio di giri dal termine Ilott è andato a sbattere provocando il successivo ingresso della safety car con tanto di pitstop dei piloti di testa. Non si è fermato Kirkwood e l'abbiamo visto duellare per la prima posizione con O'Ward che poi si è riappropriato della leadership. Kirkwood invece è stato velocemente risucchiato perdendo posizioni.
Newgarden nel frattempo era in rimonta, tanto da raggiungere il terzo posto dietro a Palou e O'Ward, per poi risalire ulteriormente ritrovandosi al 240° in testa alla gara.
Ancora una volta, tuttavia, si è fermato prima di altri - anche se stavolta non era il solo - e, quando Herta è andato a sbattere ed è entrata la safety car, Palou ha potuto approfittarne per portarsi in testa alla gara restandoci dopo la sosta in regime di SC. Precedeva Armstrong, Dixon, Shwartzman e Lundgaard.
Palou ha mantenuto la leadership vincendo davanti a Dixon, Armstrong, Malukas, O'Ward, Lundgaard, Rosenqvist, Shwartzman e Newgarden a completare la top-ten. Seguivano Abel, Veekay, Simpson, Foster, Ferrucci, Daly, Rossi, Kirkwood e Rahal. Oltre ai piloti già citati, Ericsson risulta ritirato.
sabato 12 luglio 2025
Indycar 2025: #10 Gran Premio di Mid-Ohio
Domenica scorsa, mentre eravamo tutti preso dal primo podio in Formula 1 di Nico Hulkenberg, dall'altra parte dell'oceano i svolgeva il decimo appuntamento della stagione di Indycar, sul circuito di Mid-Ohio, in cui il poleman Alex Palou (Ganassi) sembrava il favorito per la vittoria, per poi essere battuto nelle fasi finali della gara dal compagno di squadra Scott Dixon, che dopo essere scattato dalla nona posizione era su una strategia alternativa.
Palou precedeva sulla griglia Christian Lundgaard (Arrow McLaren), Kyffin Simpson (Ganassi), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Colton Herta (Andretti), Louis Foster (Rahal Letterman), Kyle Kirkwood (Andretti) e Marcus Armstrong (Meyer Shank) a completare le prime quattro file. Mentre Palou ha mantenuto la leadership al via, Simpson si è preso la seconda piazza, che tuttavia Lundgaard avrebbe riconquistato al restart avvenuto di lì a pochi giri dopo la safety car entrata per l'incidente di Josef Newgarden (Penske)finito in testacoda alla partenza, toccandosi anche con altre vetture che sono riuscite a proseguire. Simpson sarebbe tuttavia sprofondato decisamente più indietro in seguito a causa di problemi alla vettura. Tutti i piloti erano su una strategia a due soste... tutti eccetto Dixon che, dopo avere rimandato la prima rimanendo in testa quando tutti gli altri si erano fermati, ha rimandato anche la seconda ritrovandosi in un'ottima seconda posizione nella parte finale della gara dopo che Palou era rientrato ai box per la terza sosta. Soltanto nelle ultime fasi della gara (era l'85° giro su un totale di 90), dopo un fuoripista di Alex, Scott si è appropriato della prima piazza ed è successivamente andato a vincere precedendo lo stesso Palou.
Dietro al duo Dixon/ Palou giunto molto ravvicinato sul traguardo, come un Hulkenberg qualsiasi Lundgaard è salito sul gradino più basso del podio e Herta quarto a precedere Pato O'Ward (Arrow McLaren), mentre Felix Rosenqvist (Meyer Shank) ha preceduto il compagno di squadra Armstrong e Kirkwood. Rinus Veekay (Coyne) è giunto nono, mentre Simpson ha completato la top-ten davanti a Siegel, Marcus Ericsson (Andretti), Callum Ilott (Prema) e Foster soltanto quattordicesimo dopo la partenza in sesta fila. Seguivano Alexander Rossi (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), David Malukas (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Conor Daly (Juncos), Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Jacob Abel (Coyne), Scott McLaughlin (Penske) e Graham Rahal (Rahal Letterman). Oltre al già citato Newgarden, non hanno visto il traguardo né il suo compagno di squadra Will Power, né Christian Rasmussen (Carpenter) ritirati a causa di guasti.
lunedì 23 giugno 2025
Indycar 2025: #9 Gran Premio di Road America
Nel corso del fine settimana appena terminato, il campionato di Indycar ha gareggiato a Road America. I primi dieci giri della gara sono stati addirittura trasmessi in diretta su Youtube... anche se, a onore del vero, in quei dieci giri ci sono state ben tre safety car, quindi azione non troppa.
Al via il poleman Louis Foster (Rahal Letterman) è stato insidiato da Scott McLaughlin (Penske), mentre David Malukas (Foyt) qualche posizione più indietro è finito in testacoda con la prima neutralizzazione. È stato rimesso in gara, cosa non fattibile, visti i botti più grossi, per i due piloti che hanno avuto incidenti nei giri successivi, Robert Shwartzman (Prema) e Sting Ray Robb (Juncos).
Nel frattempo, nei pochi giri di bandiera verde, McLaughlin ne aveva approfittato per portarsi in testa, con Foster finito dietro anche a Kyle Kirkwood (Andretti).
I piloti del gruppo di testa sono andati ai box per la prima sosta quando al decimo giro c'è stata la SC per l'incidente di Robb, lasciando la leadership a chi si era fermato in occasione della prima SC: nuovo leader Scott Dixon (Ganassi) davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Alexander Rossi (Carpenter). Dixon è rimasto in testa fino alla successiva sosta ai box.
Al 22° giro, Conor Daly (Juncos) è andato a sbattere, con una nuova neutralizzazione, nel frattempo Christian Lundgaard (Arrow McLaren) era in testa davanti a Felix Rosenqvist (Meyer Shank) e al poleman Foster. Dopo le soste dei piloti su finestra di pitstop differente, Dixon è tornato in testa alla gara. Poco dopo la metà gara, al 30° giro (in totale erano 55 tornate) Josef Newgarden (Penske) è stato protagonista di un incidente nel quale ha anche abbattuto dei pannelli, con conseguente ingresso della safety car.
Al restart Dixon era in testa e precedeva Rossi e Alex Palou (Ganassi) per quello che è stato un seguito relativamente tranquillo della gara. Si sono visti dei testacoda, ma non hanno generato grossi intoppi se non a chi ne era protagonista, come per esempio Lundgaard che abbiamo poi ritrovato nelle retrovie.
Dopo la terza sosta, Dixon era in testa alla gara e precedeva Palou, ma la necessità di un ulteriore pitstop a due giri dalla fine ha spianato la strada al pilota spagnolo, che è quindi tornato alla vittoria precedendo Rosenqvist e Santino Ferrucci (Foyt). Kirkwood si è classificato quarto davanti a Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Kyffin Simpson (Ganassi) mentre Malukas ha chiuso al settimo posto, con una top-ten completata da Nolan Siegel (Arrow McLaren), dallo stesso Dixon e da Rinus Veekay (Coyne).
Foster è giunto al traguardo undicesimo davanti ai già citati McLaughlin e Rossi, con a seguire Will Power (Penske), Callum Ilott (Penske) e Colton Herta (Andretti). Tra i piloti precedentemente menzionati abbiamo O'Ward sedicesimo, davanti Christian Rasmussen (Carpenter), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Graham Rahal (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Daly è arrivato al traguardo ventiduesimo, precedendo Jacob Abel (Coyne), mentre l'ultimo dei classificati è stato Lundgaard.
Al via il poleman Louis Foster (Rahal Letterman) è stato insidiato da Scott McLaughlin (Penske), mentre David Malukas (Foyt) qualche posizione più indietro è finito in testacoda con la prima neutralizzazione. È stato rimesso in gara, cosa non fattibile, visti i botti più grossi, per i due piloti che hanno avuto incidenti nei giri successivi, Robert Shwartzman (Prema) e Sting Ray Robb (Juncos).
Nel frattempo, nei pochi giri di bandiera verde, McLaughlin ne aveva approfittato per portarsi in testa, con Foster finito dietro anche a Kyle Kirkwood (Andretti).
I piloti del gruppo di testa sono andati ai box per la prima sosta quando al decimo giro c'è stata la SC per l'incidente di Robb, lasciando la leadership a chi si era fermato in occasione della prima SC: nuovo leader Scott Dixon (Ganassi) davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Alexander Rossi (Carpenter). Dixon è rimasto in testa fino alla successiva sosta ai box.
Al 22° giro, Conor Daly (Juncos) è andato a sbattere, con una nuova neutralizzazione, nel frattempo Christian Lundgaard (Arrow McLaren) era in testa davanti a Felix Rosenqvist (Meyer Shank) e al poleman Foster. Dopo le soste dei piloti su finestra di pitstop differente, Dixon è tornato in testa alla gara. Poco dopo la metà gara, al 30° giro (in totale erano 55 tornate) Josef Newgarden (Penske) è stato protagonista di un incidente nel quale ha anche abbattuto dei pannelli, con conseguente ingresso della safety car.
Al restart Dixon era in testa e precedeva Rossi e Alex Palou (Ganassi) per quello che è stato un seguito relativamente tranquillo della gara. Si sono visti dei testacoda, ma non hanno generato grossi intoppi se non a chi ne era protagonista, come per esempio Lundgaard che abbiamo poi ritrovato nelle retrovie.
Dopo la terza sosta, Dixon era in testa alla gara e precedeva Palou, ma la necessità di un ulteriore pitstop a due giri dalla fine ha spianato la strada al pilota spagnolo, che è quindi tornato alla vittoria precedendo Rosenqvist e Santino Ferrucci (Foyt). Kirkwood si è classificato quarto davanti a Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Kyffin Simpson (Ganassi) mentre Malukas ha chiuso al settimo posto, con una top-ten completata da Nolan Siegel (Arrow McLaren), dallo stesso Dixon e da Rinus Veekay (Coyne).
Foster è giunto al traguardo undicesimo davanti ai già citati McLaughlin e Rossi, con a seguire Will Power (Penske), Callum Ilott (Penske) e Colton Herta (Andretti). Tra i piloti precedentemente menzionati abbiamo O'Ward sedicesimo, davanti Christian Rasmussen (Carpenter), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Graham Rahal (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Daly è arrivato al traguardo ventiduesimo, precedendo Jacob Abel (Coyne), mentre l'ultimo dei classificati è stato Lundgaard.
mercoledì 4 giugno 2025
Indycar 2025: #7 Gran Premio di Detroit
A distanza di appena una settimana dalla Cinquecento Miglia di Indianapolis vinta da Alex Palou (Ganassi), il campionato di Indycar è tornato con il settimo evento della stagione, che ha visto la seguente griglia di partenza:
1^ fila: Colton Herta - David Malukas
2^ fila: Kyle Kirkwood - Christian Lundgaard
3^ fila: Graham Rahal - Alex Palou
4^ fila: Rinus Veekay - Scott McLaughlin
5^ fila: Will Power - Scott Dixon
6^ fila: Marcus Armstrong - Christian Rasmussen
7^ fila: Marcus Ericsson - Louis Foster
8^ fila: Felix Rosenqvist - Alexander Rossi
9^ fila: Callum Ilott - Pato O'Ward
10^ fila: Kyffin Simpson - Jacob Abel
11^ fila: Santino Ferrucci - Robert Shwartzman
12^ fila: Devlin Defrancesco - Josef Newgarden
13^ fila: Conor Daly - Sting Ray Robb
14^ fila: Nolan Siegel
La location era Detroit, con il tracciato ricavato in parte sulle strade che negli anni '80 hanno ospitato anche il campionato di Formula 1... non so se avete presente, quel trash che a distanza di 40+ anni viene rivalutato perché ripensare a John Watson che vince dalle retrovie ha il suo perché. E prima che qualcuno mi accusi di confondere Detroit con Long Beach, preciso che una cosa del genere non accadrà mai, e che Watson ha vinto anche a Detroit partendo molto indietro sulla griglia, anche se non tanto indietro quanto a Long Beach.
Dopo avere fatto questa doverosa precisazione, direi che possiamo passare oltre e occuparci della gara, che prevedeva 100 giri e che è iniziata con Herta che manteneva la prima posizione, davanti a Kirkwood e Palou.
I leader erano su una strategia a tre soste partendo sulle soft, e hanno iniziato a fermarsi già intorno al 10° giro. Nel frattempo ci sono state due caution in rapida successione, la prima per un testacoda di Rosenqvist, la seconda poco dopo il restart per un contatto tra McLaughlin e Siegel, mentre al contempo c'era una ruota vagante persa da DeFrancesco. Davanti c'erano, su altra strategia, Rasmussen, Rahal e Foster, con Rahal che a un terzo di gara ai box ha avuto problemi ed è stato fermo piuttosto a lungo.
Rasmussen ha leaderato fino al 40° giro quando si è fermato ai box, dopodiché ha verniciato un muretto, ma senza dare danni. Kirkwood, Herta e Power erano i primi tre dopo i pitstop dei piloti sull'altra pitstop window, con Palou quarto. Dopo la successiva sosta Power sopravanzerà Herta.
Al 67° giro Ilott (Prema) è andato a sbattere contro le barriere, provocando una caution e ritirandosi. I piloti di testa sono rientrati ai box per la terza sosta, mentre Ferrucci, Simpson e Armstrong che si erano fermati da poco si sono ritrovati 1/2/3.
Seguivano Kirkwood, Power, Herta e Palou, che poco dopo il restart è stato speronato da Malukas finendo nelle barriere, con conseguente nuova caution. Dopo il successivo restart, Kirkwood è andato a prendersi la testa della gara, non prima di un contatto con Simpson dove ha danneggiato lievemente l'ala anteriore.
Anche Power ha rimontato posizioni andando a prendersi la seconda piazza.
All'83° giro la gara è stata redflaggata per uno spaventoso incidente dopo che Foster (Rahal Letterman) ha perso il controllo della vettura a causa di un cedimento e ha travolto Rosenqvist (Meyer Shank) con entrambi che sono finiti duramente nelle barriere. I due piloti sembrano non avere riportato conseguenze fisiche.
Nella parte finale della gara, dopo il restart (89° giro), Kirkwood ha proseguito indisturbato verso la vittoria, mentre un duello a tre per il secondo posto ha visto Ferrucci prevalere nei confronti di Herta e Power.
Oltre ai piloti menzionati in corso d'opera, anche Veekay (Coyne), Rasmussen (Carpenter) e DeFrancesco (Rahal Lettermann) sono stati costretti al ritiro. Questo è il risultato finale limitato ai piloti giunti fino al traguardo:
1. Kirkwood/ Andretti, 2. Ferrucci/ Foyt, 3. Herta/ Andretti, 4. Power/ Penske, 5. Simpson/ Ganassi, 6. Armstrong/ Meyer Shank, 7. O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Lundgaard/ Arrow McLaren, 9. Newgarden/ Penske, 10. Rossi/ Carpenter, 11. Dixon/ Ganassi, 12. McLaughlin/ Penske, 13. Ericsson/ Andretti, 14. Malukas/ Foyt, 15. Robb/ Juncos, 16. Shwartzman/ Prema, 17. Daly/ Juncos, 18. Abel/ Coyne, 19. Siegel/ Arrow McLaren, 20. Rahal/ Rahal Letterman.
1^ fila: Colton Herta - David Malukas
2^ fila: Kyle Kirkwood - Christian Lundgaard
3^ fila: Graham Rahal - Alex Palou
4^ fila: Rinus Veekay - Scott McLaughlin
5^ fila: Will Power - Scott Dixon
6^ fila: Marcus Armstrong - Christian Rasmussen
7^ fila: Marcus Ericsson - Louis Foster
8^ fila: Felix Rosenqvist - Alexander Rossi
9^ fila: Callum Ilott - Pato O'Ward
10^ fila: Kyffin Simpson - Jacob Abel
11^ fila: Santino Ferrucci - Robert Shwartzman
12^ fila: Devlin Defrancesco - Josef Newgarden
13^ fila: Conor Daly - Sting Ray Robb
14^ fila: Nolan Siegel
La location era Detroit, con il tracciato ricavato in parte sulle strade che negli anni '80 hanno ospitato anche il campionato di Formula 1... non so se avete presente, quel trash che a distanza di 40+ anni viene rivalutato perché ripensare a John Watson che vince dalle retrovie ha il suo perché. E prima che qualcuno mi accusi di confondere Detroit con Long Beach, preciso che una cosa del genere non accadrà mai, e che Watson ha vinto anche a Detroit partendo molto indietro sulla griglia, anche se non tanto indietro quanto a Long Beach.
Dopo avere fatto questa doverosa precisazione, direi che possiamo passare oltre e occuparci della gara, che prevedeva 100 giri e che è iniziata con Herta che manteneva la prima posizione, davanti a Kirkwood e Palou.
I leader erano su una strategia a tre soste partendo sulle soft, e hanno iniziato a fermarsi già intorno al 10° giro. Nel frattempo ci sono state due caution in rapida successione, la prima per un testacoda di Rosenqvist, la seconda poco dopo il restart per un contatto tra McLaughlin e Siegel, mentre al contempo c'era una ruota vagante persa da DeFrancesco. Davanti c'erano, su altra strategia, Rasmussen, Rahal e Foster, con Rahal che a un terzo di gara ai box ha avuto problemi ed è stato fermo piuttosto a lungo.
Rasmussen ha leaderato fino al 40° giro quando si è fermato ai box, dopodiché ha verniciato un muretto, ma senza dare danni. Kirkwood, Herta e Power erano i primi tre dopo i pitstop dei piloti sull'altra pitstop window, con Palou quarto. Dopo la successiva sosta Power sopravanzerà Herta.
Al 67° giro Ilott (Prema) è andato a sbattere contro le barriere, provocando una caution e ritirandosi. I piloti di testa sono rientrati ai box per la terza sosta, mentre Ferrucci, Simpson e Armstrong che si erano fermati da poco si sono ritrovati 1/2/3.
Seguivano Kirkwood, Power, Herta e Palou, che poco dopo il restart è stato speronato da Malukas finendo nelle barriere, con conseguente nuova caution. Dopo il successivo restart, Kirkwood è andato a prendersi la testa della gara, non prima di un contatto con Simpson dove ha danneggiato lievemente l'ala anteriore.
Anche Power ha rimontato posizioni andando a prendersi la seconda piazza.
All'83° giro la gara è stata redflaggata per uno spaventoso incidente dopo che Foster (Rahal Letterman) ha perso il controllo della vettura a causa di un cedimento e ha travolto Rosenqvist (Meyer Shank) con entrambi che sono finiti duramente nelle barriere. I due piloti sembrano non avere riportato conseguenze fisiche.
Nella parte finale della gara, dopo il restart (89° giro), Kirkwood ha proseguito indisturbato verso la vittoria, mentre un duello a tre per il secondo posto ha visto Ferrucci prevalere nei confronti di Herta e Power.
Oltre ai piloti menzionati in corso d'opera, anche Veekay (Coyne), Rasmussen (Carpenter) e DeFrancesco (Rahal Lettermann) sono stati costretti al ritiro. Questo è il risultato finale limitato ai piloti giunti fino al traguardo:
1. Kirkwood/ Andretti, 2. Ferrucci/ Foyt, 3. Herta/ Andretti, 4. Power/ Penske, 5. Simpson/ Ganassi, 6. Armstrong/ Meyer Shank, 7. O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Lundgaard/ Arrow McLaren, 9. Newgarden/ Penske, 10. Rossi/ Carpenter, 11. Dixon/ Ganassi, 12. McLaughlin/ Penske, 13. Ericsson/ Andretti, 14. Malukas/ Foyt, 15. Robb/ Juncos, 16. Shwartzman/ Prema, 17. Daly/ Juncos, 18. Abel/ Coyne, 19. Siegel/ Arrow McLaren, 20. Rahal/ Rahal Letterman.
NB. Ferrucci ha mantenuto la posizione nonostante una penalità di punteggio per un'irregolarità tecnica.
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Indycar anni 2020
martedì 27 maggio 2025
Indycar 2025: #6 Indianapolis 500
25 Maggio 2025 // è il giorno della 109^edizione della Cinquecento Miglia e dall'altro lato dell'oceano i colori della Prema svettano dopo la pole position conquistata da un rookie per una squadra ugualmente esordiente. Accanto a Robert Shwarztman c'è il quarantottenne Takuma Sato, one-off per Rahal Letterman, con due vittorie all'attivo. A Indianapolis, tuttavia, la posizione in griglia potrebbe non avere grossi effetti sul risultato finale, quindi quello che conta è in primo luogo andare in griglia, se si riesce in Fast12 e poi in Fast6, ma ciò che conta di più è arrivare in griglia.
Sabato 17 Maggio sono state fissate le posizioni dalla 13^ alla 30^, domenica c'era da decidere la top-12 e poi l'ultima fila. Dei primi dodici, le Penske non sono scese in pista, Scott McLaughlin per incidente nella free practice, Josef Newgarden e Will Power irregolarità tecniche. Questi ultimi due sono anche stati mandati, in seguito, in fondo alla griglia per la gara, con Power che aveva davanti la possibilità di diventare il primo pilota a vincere la Indy 500 dalla P33.
Marco Andretti, Marcus Armstrong e le Coyne, frattanto, avevano a disposizione tre posti in griglia ed erano in quattro. Nella giornata del 18 Maggio, nella Last Chance Qualifying AKA Bump Day, si poteva prospettare una sessione al cardiopalma. Tuttavia è stato molto chiaro che Jacob Abel, uno dei piloti Coyne, era palesemente il pilota destinato a guardarsi la gara in TV anziché essere incluso nella griglia di partrnza, che si è rivelata essere la seguente:
1^ fila: Shwartzman (Prema) / Sato (Rahal Letterman) / O'Ward (Arrow Mclaren)
2^ fila: Dixon (Ganassi) / Rosenqvist (Meyer Shank) / Palou (Ganassi)
3^ fila: Malukas (Foyt) / Lundgaard (Arrow McLaren) / Ericsson (Andretti)
4^ fila: McLaughlin (Penske) / Daly (Juncos) / Rossi (Carpenter)
5^ fila: Simpson (Ganassi) / Carpente (Carpenter) / Ferrucci (Foyt)
6^ fila: DeFrancesco (Rahal Letterman) / Robb (Juncos) / Rasmussen (Carpenter)
7^ fila: Larson (Arrow McLaren) / Foster (Rahal Letterman) / Ilott (Prema)
8^ fila: Castroneves (Meyer Shank) / Kirkwood (Andretti) / Siegel (Arrow McLaren )
9^ fila: Hunter-Reay (Dreyer & Reinbold) / Harvey (Dreyer & Reinbold) / Herta (Andretti)
10^ fila: Rahal (Rahal Letterman) / Andretti (Andretti) / Armstrong (Meyer Shank)
11^ fila: Veekay (Coyne) / Newgarde (Penske) / Power (Penske)
Arrivato il race day, la gara è partita in ritardo a causa della pioggia all'orario prefissato, con un ritardo di circa un'ora. Per McLaughlin la gara non è neanche iniziata, perché è andato a sbattere prima della bandiera verde. Dopo solo quattro giri di tranquillità, a seguito di un contatto con Armstrong, Andretti è stato costretto al ritiro e anche quest'anno non ha ribaltato la maledizione. :-////
Al restart, Shwartzman (che se non vado errata è il primo poleman asiatico della storia della Indy 500, ma nessuno se n'è accorto perché nell'immaginario collettivo solo i piloti giapponesi sono asiatici, al massimo a volere esagerare gli indiani) è stato risucchiato in breve tempo dagli inseguitori, con O'Ward che si è portato in testa prima che gli succedesse Sato. Quando al 20° giro è entrata la safety car a causa della pioggia e i piloti di testa si sono riversati in pitlane in branco, il premino è stato anche attardato da una sosta lenta.
Rossi e Rasmussen si sono scambiati la leadership dopo il restart. Non si erano infatti fermati ai box e si sono susseguiti nelle prime posizioni, in attesa che le soste intorno al 60° giro rimettessero davanti Sato, inseguito da Malukas.
Nei giri che sono seguiti abbiamo visto il drama in pitlane: prima Rossi ritirato per un principio d'incendio, poi Veekay che verniciava il muro della pitlane e infine il poleman, con un meccanico che cadeva a terra.
Frattanto su un'altra pitstop window Hunter-Reay si è portato in testa in un successivo momento. Al 93° c'è stata una SC quando sono finiti nelle barriere Simpson, Larson e Robb e nuovamente diverse pitstop window hanno visto altri piloti in testa, come De Francesco, Daly e di nuovo Hunter-Reay, il quale si è poi ritirato in pitlane. Anche Newgarden, nel frattempo, si ritirava a causa di un problema tecnico.
Daly ha perso diverse posizioni prima della sosta finale, mentre a pitstop ultimati Palou ha superato Malukas portandosi secondo alle spalle di Ericsson. Al 185° giro l'ha superato portandosi in testa e, nonostante questo lo inseguisse da vicino non ha avuto problemi a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando l'ennesima vittoria stagionale, ma la prima della sua carriera su un ovale.
La gara è finita con le bandiere gialle dopo che è avvenuto un incidente non inquadrato dalle telecamere, protagonista Siegel. Esistono al momento pare solo immagini amatoriali dell'incidente. La regia ufficiale è anche riuscita a perdersi il momento in cui Palou ha tagliato il traguardo. Sono seguiti poi i festeggiamenti con l'immancabile latte, il tutto mentre due donne in abiti succinti correvano a consolare Ericsson, facendo sorgere il dubbio che costui sia bigamo. :-PPPP
Nella serata di domenica abbiamo avuto il seguente risultato: 1. Alex Palou, 2. Marcus Ericsson, 3. David Malukas, 4. Pato O'Ward, 5. Felix Rosenqvist, 6. Kyle Kirkwood, 7. Santino Ferrucci, 8. Christiam Rasmussen, 9. Christian Lundgaard, 10. Conor Daly, 11. Takuma Sato, 12. Callum Ilott, 13. Helio Castroneves, 14. Devlin DeFrancesco, 15. Louis Foster, 16. Nolan Siegel, 17. Colton Herta, 18. Ed Carpenter, 19. Will Power, 20. Graham Rahal, 21. Marcus Armstrong, 22. Jack Harvey, 23. Scott Dixon, 24. Ryan Hunter-Reay, 25. Josef Newgarden, 26. Sting Ray Robb, 27. Kyle Larson, 28. Kyffin Simpson, 29. Robert Shwarztman, 30. Rinus VeeKay, 31. Alexander Rossi, 32. Marco Andretti, 33. Scott McLaughlin...
Sabato 17 Maggio sono state fissate le posizioni dalla 13^ alla 30^, domenica c'era da decidere la top-12 e poi l'ultima fila. Dei primi dodici, le Penske non sono scese in pista, Scott McLaughlin per incidente nella free practice, Josef Newgarden e Will Power irregolarità tecniche. Questi ultimi due sono anche stati mandati, in seguito, in fondo alla griglia per la gara, con Power che aveva davanti la possibilità di diventare il primo pilota a vincere la Indy 500 dalla P33.
Marco Andretti, Marcus Armstrong e le Coyne, frattanto, avevano a disposizione tre posti in griglia ed erano in quattro. Nella giornata del 18 Maggio, nella Last Chance Qualifying AKA Bump Day, si poteva prospettare una sessione al cardiopalma. Tuttavia è stato molto chiaro che Jacob Abel, uno dei piloti Coyne, era palesemente il pilota destinato a guardarsi la gara in TV anziché essere incluso nella griglia di partrnza, che si è rivelata essere la seguente:
1^ fila: Shwartzman (Prema) / Sato (Rahal Letterman) / O'Ward (Arrow Mclaren)
2^ fila: Dixon (Ganassi) / Rosenqvist (Meyer Shank) / Palou (Ganassi)
3^ fila: Malukas (Foyt) / Lundgaard (Arrow McLaren) / Ericsson (Andretti)
4^ fila: McLaughlin (Penske) / Daly (Juncos) / Rossi (Carpenter)
5^ fila: Simpson (Ganassi) / Carpente (Carpenter) / Ferrucci (Foyt)
6^ fila: DeFrancesco (Rahal Letterman) / Robb (Juncos) / Rasmussen (Carpenter)
7^ fila: Larson (Arrow McLaren) / Foster (Rahal Letterman) / Ilott (Prema)
8^ fila: Castroneves (Meyer Shank) / Kirkwood (Andretti) / Siegel (Arrow McLaren )
9^ fila: Hunter-Reay (Dreyer & Reinbold) / Harvey (Dreyer & Reinbold) / Herta (Andretti)
10^ fila: Rahal (Rahal Letterman) / Andretti (Andretti) / Armstrong (Meyer Shank)
11^ fila: Veekay (Coyne) / Newgarde (Penske) / Power (Penske)
Arrivato il race day, la gara è partita in ritardo a causa della pioggia all'orario prefissato, con un ritardo di circa un'ora. Per McLaughlin la gara non è neanche iniziata, perché è andato a sbattere prima della bandiera verde. Dopo solo quattro giri di tranquillità, a seguito di un contatto con Armstrong, Andretti è stato costretto al ritiro e anche quest'anno non ha ribaltato la maledizione. :-////
Al restart, Shwartzman (che se non vado errata è il primo poleman asiatico della storia della Indy 500, ma nessuno se n'è accorto perché nell'immaginario collettivo solo i piloti giapponesi sono asiatici, al massimo a volere esagerare gli indiani) è stato risucchiato in breve tempo dagli inseguitori, con O'Ward che si è portato in testa prima che gli succedesse Sato. Quando al 20° giro è entrata la safety car a causa della pioggia e i piloti di testa si sono riversati in pitlane in branco, il premino è stato anche attardato da una sosta lenta.
Rossi e Rasmussen si sono scambiati la leadership dopo il restart. Non si erano infatti fermati ai box e si sono susseguiti nelle prime posizioni, in attesa che le soste intorno al 60° giro rimettessero davanti Sato, inseguito da Malukas.
Nei giri che sono seguiti abbiamo visto il drama in pitlane: prima Rossi ritirato per un principio d'incendio, poi Veekay che verniciava il muro della pitlane e infine il poleman, con un meccanico che cadeva a terra.
Frattanto su un'altra pitstop window Hunter-Reay si è portato in testa in un successivo momento. Al 93° c'è stata una SC quando sono finiti nelle barriere Simpson, Larson e Robb e nuovamente diverse pitstop window hanno visto altri piloti in testa, come De Francesco, Daly e di nuovo Hunter-Reay, il quale si è poi ritirato in pitlane. Anche Newgarden, nel frattempo, si ritirava a causa di un problema tecnico.
Daly ha perso diverse posizioni prima della sosta finale, mentre a pitstop ultimati Palou ha superato Malukas portandosi secondo alle spalle di Ericsson. Al 185° giro l'ha superato portandosi in testa e, nonostante questo lo inseguisse da vicino non ha avuto problemi a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando l'ennesima vittoria stagionale, ma la prima della sua carriera su un ovale.
La gara è finita con le bandiere gialle dopo che è avvenuto un incidente non inquadrato dalle telecamere, protagonista Siegel. Esistono al momento pare solo immagini amatoriali dell'incidente. La regia ufficiale è anche riuscita a perdersi il momento in cui Palou ha tagliato il traguardo. Sono seguiti poi i festeggiamenti con l'immancabile latte, il tutto mentre due donne in abiti succinti correvano a consolare Ericsson, facendo sorgere il dubbio che costui sia bigamo. :-PPPP
Nella serata di domenica abbiamo avuto il seguente risultato: 1. Alex Palou, 2. Marcus Ericsson, 3. David Malukas, 4. Pato O'Ward, 5. Felix Rosenqvist, 6. Kyle Kirkwood, 7. Santino Ferrucci, 8. Christiam Rasmussen, 9. Christian Lundgaard, 10. Conor Daly, 11. Takuma Sato, 12. Callum Ilott, 13. Helio Castroneves, 14. Devlin DeFrancesco, 15. Louis Foster, 16. Nolan Siegel, 17. Colton Herta, 18. Ed Carpenter, 19. Will Power, 20. Graham Rahal, 21. Marcus Armstrong, 22. Jack Harvey, 23. Scott Dixon, 24. Ryan Hunter-Reay, 25. Josef Newgarden, 26. Sting Ray Robb, 27. Kyle Larson, 28. Kyffin Simpson, 29. Robert Shwarztman, 30. Rinus VeeKay, 31. Alexander Rossi, 32. Marco Andretti, 33. Scott McLaughlin...
...ma attenzione, plot twist! Nella sera italiana di lunedì è stato comunicato che Ericsson, Kirkwood e Ilott, per irregolarità tecniche sono stati retrocessi nelle ultime posizioni, in sintesi un modo elegante per dire squalificati. In sintesi la nuova top-ten è Palou, Malukas, O'Ward, Rosenqvist, Ferrucci, Rasmussen, Lundgaard, Daly, Sato, Castroneves.
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domenica 11 maggio 2025
Indycar 2025: #5 Gran Premio di Indianapolis
Nella giornata di ieri, 10 maggio, cinquantesimo compleanno di Helio Castroneves, che a breve tornerà per la Indy 500, si è svolto il quinto evento della stagione, il Gran Premio di Indianapolis, altresì noto come Sonsio Grand Prix, ma io preferisco citare la location piuttosto che lo sponsor, a meno che non ci siano nomi pittoreschi come nel campionato ARCA. E mi pare palese che siamo ben lontani da quei livelli.
La pole position se l'è aggiudicata Alex Palou (Ganassi), affiancato da Graham Rahal (Rahal Letterman) che si è procacciato la leadership al momento della partenza, davanti al leader del campionato e a Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman). Nel frattempo pare ci sia stato un contatto nelle retrovie tra Daly e Ilott con il premino che è finito in testacoda.
A proposito di testacoda, abbiamo visto anche una sbinnata di Marcus Ericsson (Andretti) che poi in corso d'opera si sarebbe ritirato come successo anche a Kyffin Simpson (Ganassi) e, in seguito, a Colton Herta (Andretti) e Jacob Abel (Coyne).
Dopo il primo pitstop Rahal e Palou hanno mantenuto la prima e seconda posizione mentre Scott McLaughlin (Penske) si è preso la terza piazza relegando quarto DeFrancesco, che avrebbe successivamente perso altre posizioni. A seguire, abbiamo avuto un intermezzo in cui, subito dopo che era passata in sovrimpressione la scritta del numero di giri da cui non entrava una safety car, Rosenqvist è finito in testacoda, ma si è rimesso in carreggiata giusto in tempo per non generare intoppi.
Rahal e Palou sono entrati ai box insieme per la seconda sosta, Graham ha mantenuto di poco la posizione su Alex, ma quel tanto che bastava per essere ancora leader. Nel corso dello stint, tuttavia, il campione in carica l'ha superato andandosi a prendere, più tardi, la quarta vittoria stagionale in cinque gran premi disputati.
Poco dopo, in occasione della terza sosta, Rahal ha avuto problemi, scivolando al quinto posto. Pato O'Ward (Arrow McLaren), infatti, era secondo davanti a Will Power (Penske) e a McLaughlin. Se Palou, O'Ward, Power e McLaughlin hanno mantenuto le prime quattro posizioni, non è lo stesso per Rahal scivolato sesto nel subire il sorpasso di Scott Dixon (Ganassi) nel restart a seguito della safety car entrata a causa della vettura ferma di David Malukas (Foyt), una safety car accolta con una certa gioia dai telecronisti.
Marcus Armstrong (Meyer Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Rinus Veekay (Coyne) e Felix Rosenqvist (Meyer Shankp) hanno completato la top ten, precedendo Louis Foster (Rahal Letterman), Josef Newgarden (Penske), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Alexander Rossi (Carpenter), Conor Daly (Juncos), Christian Lundgaard (Arrow McLaren), con DeFrancesco solo diciassettesimo davanti a Robert Shwartzman (Prema), Christian Rasmussen (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos) e Callum Ilott (Prema).
Concludo con una riflessione. Come ben sapete, sono una grande appassionata di Formula 1 da sempre e seguo con piacere l'Indycar dal 2012, essendomi documentata su tutto ciò che è accaduto dal momento dello split in poi, sia in CART sia in IRL per la seconda metà degli anni '90 fino agli anni 2000 inoltrati. Penso che una cosa non escluda l'altra e non mi piace il modo in cui i puristi dell'Indycar stanno sempre a millantare superiorità trattando i fan della Formula 1 come delle capre ignoranti.
Se non vado errata, per anni hanno sbandierato ai quattro venti il fatto che in Indycar possonohhhh vincerehhhh tuttihhhh, mentre guess what? Adesso sta vincendo sempre e solo Palou e non mi sembra tanto diverso dai domini di Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e Max Verstappen, a cui abbiamo assistito dall'epoca in cui seguo l'Indycar. Lo ribadisco: i puristi di Indycar esaltano dell'Indycar fatti che, se accadessero in Formula 1, sarebbero denigrate.
La pole position se l'è aggiudicata Alex Palou (Ganassi), affiancato da Graham Rahal (Rahal Letterman) che si è procacciato la leadership al momento della partenza, davanti al leader del campionato e a Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman). Nel frattempo pare ci sia stato un contatto nelle retrovie tra Daly e Ilott con il premino che è finito in testacoda.
A proposito di testacoda, abbiamo visto anche una sbinnata di Marcus Ericsson (Andretti) che poi in corso d'opera si sarebbe ritirato come successo anche a Kyffin Simpson (Ganassi) e, in seguito, a Colton Herta (Andretti) e Jacob Abel (Coyne).
Dopo il primo pitstop Rahal e Palou hanno mantenuto la prima e seconda posizione mentre Scott McLaughlin (Penske) si è preso la terza piazza relegando quarto DeFrancesco, che avrebbe successivamente perso altre posizioni. A seguire, abbiamo avuto un intermezzo in cui, subito dopo che era passata in sovrimpressione la scritta del numero di giri da cui non entrava una safety car, Rosenqvist è finito in testacoda, ma si è rimesso in carreggiata giusto in tempo per non generare intoppi.
Rahal e Palou sono entrati ai box insieme per la seconda sosta, Graham ha mantenuto di poco la posizione su Alex, ma quel tanto che bastava per essere ancora leader. Nel corso dello stint, tuttavia, il campione in carica l'ha superato andandosi a prendere, più tardi, la quarta vittoria stagionale in cinque gran premi disputati.
Poco dopo, in occasione della terza sosta, Rahal ha avuto problemi, scivolando al quinto posto. Pato O'Ward (Arrow McLaren), infatti, era secondo davanti a Will Power (Penske) e a McLaughlin. Se Palou, O'Ward, Power e McLaughlin hanno mantenuto le prime quattro posizioni, non è lo stesso per Rahal scivolato sesto nel subire il sorpasso di Scott Dixon (Ganassi) nel restart a seguito della safety car entrata a causa della vettura ferma di David Malukas (Foyt), una safety car accolta con una certa gioia dai telecronisti.
Marcus Armstrong (Meyer Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Rinus Veekay (Coyne) e Felix Rosenqvist (Meyer Shankp) hanno completato la top ten, precedendo Louis Foster (Rahal Letterman), Josef Newgarden (Penske), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Alexander Rossi (Carpenter), Conor Daly (Juncos), Christian Lundgaard (Arrow McLaren), con DeFrancesco solo diciassettesimo davanti a Robert Shwartzman (Prema), Christian Rasmussen (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos) e Callum Ilott (Prema).
Concludo con una riflessione. Come ben sapete, sono una grande appassionata di Formula 1 da sempre e seguo con piacere l'Indycar dal 2012, essendomi documentata su tutto ciò che è accaduto dal momento dello split in poi, sia in CART sia in IRL per la seconda metà degli anni '90 fino agli anni 2000 inoltrati. Penso che una cosa non escluda l'altra e non mi piace il modo in cui i puristi dell'Indycar stanno sempre a millantare superiorità trattando i fan della Formula 1 come delle capre ignoranti.
Se non vado errata, per anni hanno sbandierato ai quattro venti il fatto che in Indycar possonohhhh vincerehhhh tuttihhhh, mentre guess what? Adesso sta vincendo sempre e solo Palou e non mi sembra tanto diverso dai domini di Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e Max Verstappen, a cui abbiamo assistito dall'epoca in cui seguo l'Indycar. Lo ribadisco: i puristi di Indycar esaltano dell'Indycar fatti che, se accadessero in Formula 1, sarebbero denigrate.
sabato 10 maggio 2025
Indycar 2025: #4 Gran Premio di Barber
Il 4 Maggio si è svolto il quarto evento della stagione di Indycar e, ora che siamo già a ridosso del quinto, mi sembra doveroso mettermi in pari raccontando di Barber, dove Palou ha conquistato la pole position precedendo McLaughlin, Herta, Power, Veekay, Siegel, Lundgaard, O'Ward, Newgarden e Simpson a completare i primi dieci sulla griglia.
La vittoria di Palou non è mai stata messa in discussione, con la sola eccezione dei pitstop è stato in testa dall'inizio alla fine, con un abbondante vantaggio nei confronti del secondo classificato, Lundgaard, che grazie a una buona strategia è riuscito a risalire di diverse posizioni rispetto a quella di partenza e si conferma uno dei protagonisti.
Nella prima parte di gara era stato secondo Herta, posizione compromessa da un problema durante il pitstop. Il duello per il terzo posto ha visto McLaughlin prevalere nei confronti di Veekay, mentre la top-5 è stata completata da Power.
Segnalazione random, sullo sfondo, una ruota panoramica che ricorda la coda di un pavone:
Piccola digressione a proposito di Palou, mi ricordo di lui fin dai tempi delle formule minori, in particolare la Formula 3 Europea nel 2018, in quanto diversamente dalla GP3 si poteva vedere gratuitamente su Youtube, con tanto di commenti in chat in cui i ragazzini trollavano a proposito delle dimensioni dell' "ala mobile" dei piloti.
Ricordo anche i fan di Ticktum che insinuavano complotti nei confronti della Prema, stessa accusa poi lanciata anche dallo stesso Dan. Ad oggi non ho ancora deciso se credo o no al fatto che la vittoria di quel campionato da parte di Mick Schumacher sia stata o meno un furto nei confronti di Ticktum. Il fatto stesso che la cosa sia stata anticipata dai suoi fan mi porta a chiedermi se il complotto fosse così lampante o se Ticktum fosse semplicemente un fanboy messo al volante di una monoposto. Alla luce del fatto che Ticktum sia passato alla storia 1) per una squalifica di un anno per avere superato in regime di safety car una decina di vetture per andare a speronare un altro pilota ai tempi della Formula 4, 2) per essere stato licenziato dalla Williams ai tempi in cui era development driver per avere cantato sui social canzoncine in cui insultava Nicholas Latifi mi porta a pensare alla seconda opzione. E a chiedermi, se la verità fosse la prima, se fosse davvero così disdicevole favorire un soggetto che pare sano di mente nei confronti di costui... no perché a Ticktum si vuole bene di default, ma qualche dubbio bisogna anche porselo!
Detto questo, di quella stagione in cui c'era Palou ricordo Marcus Armstrong che sembrava una promessa, poi Robert Shwartzman, Juri Vips, gente tipo Zhou Guanyu, Enaam Ahmed, Sasha Fenestraz o Jehan Daruvala che vinceva di tanto in tanto, Sophia Florsch, le apparizioni one-off di Charles Leong, le sfavillanti performance di Ameya Vaidyanathan... insomma, ricordo un sacco di dettagli, a parte Alex Palou, che ha portato a casa dei podi ma in generale era abbastanza meh per un pilota che aveva fatto un downgrade dalla GP3 all'EuroF3.
Se sette anni fa mi fosse stato chiesto chi era destinato a diventare il miglior pilota tra quelli che gareggiavano in quella categoria, non avrei avuto dubbi a puntare su Armstrong... e invece sette anni più tardi Palou è un due volte campione di Indycar ed è facile che altri titoli si aggiungano alle sue statistiche. Il motorsport ci riserva sempre delle grosse sorprese.
RISULTATO:
1) Alex Palou/ Chip Ganassi Racing Honda
2) Christian Lundgaard/ Arrow McLaren Chevrolet
3) Scott McLaughlin/ Team Penske Chevrolet
4) Rinus VeeKay/ Dale Coyne Racing Honda
5) Will Power/ Team Penske Chevrolet
6) Pato O'Ward/ Arrow McLaren Chevrolet
7) Colton Herta/ Andretti Global w/ Curb-Agajanian Honda
8) Alexander Rossi/ ECR Chevrolet
9) Nolan Siegel/ Arrow McLaren Chevrolet
10) Josef Newgarden/ Team Penske Chevrolet
11) Kyle Kirkwood/ Andretti Global Honda
12) Scott Dixon/ Chip Ganassi Racing Honda
13) Felix Rosenqvist/ Meyer Shank Racing Honda
14) Graham Rahal/ Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
15) Christian Rasmussen/ ECR Chevrolet
16) David Malukas /A.J.Foyt Racing Chevrolet
17) Marcus Armstrong/ Meyer Shank Racing Honda
18) Santino Ferrucci/ A.J.Foyt Racing Chevrolet
19) Conor Daly/ Juncos Hollinger Racing Chevrolet
20) Marcus Ericsson/ Andretti Global Honda
21) Kyffin Simpson/ Chip Ganassi Racing Honda
22) Sting Ray Robb/ Juncos Hollinger Racing Chevrolet
23) Callum Ilott/ Prema Racing Chevrolet
24) Devlin Defrancesco/ Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
25) Robert Shwartzman/ R Prema Racing Chevrolet
26) Louis Foster/ R Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
27) Jacob Abel/ R Dale Coyne Racing Honda
lunedì 14 aprile 2025
Indycar 2025: #3 Gran Premio di Long Beach
Quello appena vissuto è stato un weekend piuttosto ricco, per le competizioni open wheel, e dall'altra parte dell'oceano si è svolto il terzo appuntamento del campionato di Indycar, sul circuito di Long Beach. La gara è iniziata mentre su TV8 si svolgeva la differita del GP del Bahrein, sul quale sarà incentrato il mio prossimo post, e dovrebbe essere finita praticamente a notte inoltrata in Europa.
Sono passati ormai anni da quando mi vedevo tutte (o quasi) le gare di Indycar in diretta, adesso nella maggior parte dei casi mi tocca aspettare il lunedì e di conseguenza la pubblicazione degli highlight di trenta minuti. Oggi, durante la mia pausa pranzo, gli highlight di trenta minuti non c'erano, però c'era un highlight da venti e direi che, tutto sommato, non mi posso lamentare troppo.
La gara, se vogliamo essere obiettivi, non è stata troppo movimentata, anche se non sono certa che si possa dirlo, perché è Indycar e in Indycar ci sono sempre i duellihhhh e i sorpassihhhh. L'unico lato negativo e che le probabilità che vinca una Ferrari sono nulle, ma non è troppo diverso che guardando la Formula 1.
Non sono successe cose strane (a parte qualche problema che ha costretto Newgarden a una lunga sosta ai box e Kirkwood ha leaderato tutta la gara, giri dei pitstop esclusi, dopo essere partito dalla pole position, contenendo bene Palou, che a due terzi di gara è andato abbastanza vicino a procacciarsi un undercut, ma ha dovuto accontentarsi della seconda posizione, dopo avere vinto le due gare inaugurali della stagione.
Si segnala che, in occasione delle soste, ci sono stati dei momenti stile "race leader Da Matta". Sono sicura di avere visto brevemente in testa... Robb? Ray Robb? Non ho ancora capito dove inizi il cognome. Ha anche chiuso nono, che eguaglia il suo miglior risultato in carriera!
RISULTATO: 1. Kyle Kirkwood (Andretti), 2. Alex Palou (Ganassi), 3. Christian Lundgaard (Arrow McLaren), 4. Felix Rosenqvist (Meyer Shank), 5. Will Power (Penske), 6. Scott McLahghlin (Penske), 7. Colton Herta (Andretti), 8. Scott Dixon (Ganassi), 9. Sting Ray Robb (Juncos), 10. Kyffin Simpson (Ganassi), 11. Santino Ferrucci (Foyt), 12. Marcus Ericsson (Andretti), 13. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 14. Marcus Armstrong (Meyer Shank), 15. Alexander Rossi (Carpenter), 16. Louis Foster (Rahal Letterman), 17. David Malukas (Foyt), 18. Robert Shwartzman (Prema), 19. Rinus Veekay (Coyne), 20. Nolan Siegel (Arrow McLaren), 21. Callum Ilott (Prema), 22. Graham Rahal (Rahal Letterman), 23. Christian Rasmussem (Carpenter), 24. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman), 25. Conor Daly (Juncos), 26. Jacob Abel (Coyne), 27. Josef Newgarden (Penske).
Sono passati ormai anni da quando mi vedevo tutte (o quasi) le gare di Indycar in diretta, adesso nella maggior parte dei casi mi tocca aspettare il lunedì e di conseguenza la pubblicazione degli highlight di trenta minuti. Oggi, durante la mia pausa pranzo, gli highlight di trenta minuti non c'erano, però c'era un highlight da venti e direi che, tutto sommato, non mi posso lamentare troppo.
La gara, se vogliamo essere obiettivi, non è stata troppo movimentata, anche se non sono certa che si possa dirlo, perché è Indycar e in Indycar ci sono sempre i duellihhhh e i sorpassihhhh. L'unico lato negativo e che le probabilità che vinca una Ferrari sono nulle, ma non è troppo diverso che guardando la Formula 1.
Non sono successe cose strane (a parte qualche problema che ha costretto Newgarden a una lunga sosta ai box e Kirkwood ha leaderato tutta la gara, giri dei pitstop esclusi, dopo essere partito dalla pole position, contenendo bene Palou, che a due terzi di gara è andato abbastanza vicino a procacciarsi un undercut, ma ha dovuto accontentarsi della seconda posizione, dopo avere vinto le due gare inaugurali della stagione.
Si segnala che, in occasione delle soste, ci sono stati dei momenti stile "race leader Da Matta". Sono sicura di avere visto brevemente in testa... Robb? Ray Robb? Non ho ancora capito dove inizi il cognome. Ha anche chiuso nono, che eguaglia il suo miglior risultato in carriera!
RISULTATO: 1. Kyle Kirkwood (Andretti), 2. Alex Palou (Ganassi), 3. Christian Lundgaard (Arrow McLaren), 4. Felix Rosenqvist (Meyer Shank), 5. Will Power (Penske), 6. Scott McLahghlin (Penske), 7. Colton Herta (Andretti), 8. Scott Dixon (Ganassi), 9. Sting Ray Robb (Juncos), 10. Kyffin Simpson (Ganassi), 11. Santino Ferrucci (Foyt), 12. Marcus Ericsson (Andretti), 13. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 14. Marcus Armstrong (Meyer Shank), 15. Alexander Rossi (Carpenter), 16. Louis Foster (Rahal Letterman), 17. David Malukas (Foyt), 18. Robert Shwartzman (Prema), 19. Rinus Veekay (Coyne), 20. Nolan Siegel (Arrow McLaren), 21. Callum Ilott (Prema), 22. Graham Rahal (Rahal Letterman), 23. Christian Rasmussem (Carpenter), 24. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman), 25. Conor Daly (Juncos), 26. Jacob Abel (Coyne), 27. Josef Newgarden (Penske).
martedì 25 marzo 2025
Indycar 2025: #2 Gran Premio di Thermal Club
23.03.2025 - nella domenica sera italiana si è svolta la seconda gara della stagione di Indycar, che ho recuperato al lunedì durante la pausa pranzo grazie agli extended highlight pubblicato sulla pagina ufficiale del campionato. I commenti erano equamente suddivisi in due parti: da un lato gli elogi, dall'altro quelli che si lamentavano del fatto che Thermal Club è un gran premio per ricconi e che il circuito lascia molto desiderare, ma che la gara è stata avvincente. Credo di avere letto le stesse cose l'ultima volta in cui la Formula 1 ha corso a Las Vegas!
Pato O'Ward ha conquistato la pole position davanti al compagno di squadra Christian Lundgaard e al vincitore della scorsa gara Alex Palou. Completavano la top-ten Colton Herta, Marcus Ericsson, Alexander Rossi, Marcus Armstrong, Kyle Kirkwood, Felix Rosenqvist e Louis Foster.
Alla partenza, O'Ward ha mantenuto la prima posizione, precedendo Lundgaard che si è difeso da Palou. In sintesi, dopo un 1/2 McLaren in Formula 1 in Cina, si poteva ipotizzare un remake anche in versione Indycar nella stessa giornata. Palou, tuttavia, aveva altri piani per loro e, a seguito dell'ultima sosta, è stato protagonista di un ottimo duello con Lundgaard al termine del quale si è procacciato la seconda posizione, per mettersi a caccia anche di O'Ward. Dopo alcuni giri e dopo avere staccato Lundgaard, Palou ha superato anche O'Ward, portandosi in prima posizione, che ha mantenuto fino alla fine.
Mentre Palou vinceva per la seconda volta in due gran premi, il team Prema ha avuto un fine settimana complicato, con il miglior piazzato Robert Shwartzman soltanto 22°. Callum Ilott, invece, dopo un contatto a inizio gara, ha terminato in ultima posizione, ovvero 26° su ventisei piloti in pista, dato che il solo Scott McLaughlin non ha completato la gara, dopo essere stato speronato nelle fasi iniziali da Devlin DeFrancesco (dopo la gara i due sono stati inquadrati in un momento molto stile "impara a imparare").
RISULTATO:
1) #10 Alex Palou - Chip Ganassi Racing Honda
2) #5 Pato O'Ward - Arrow McLaren Chevrolet
3) #7 Christian Lundgaard - Arrow McLaren Chevrolet
4) #26 Colton Herta - Andretti Global Honda
5) #60 Felix Rosenqvist - Meyer Shank Racing Honda
6) #12 Will Power - Team Penske Chevrolet
7) #66 Marcus Armstrong - Meyer Shank Racing Honda
8) #27 Kyle Kirkwood - Andretti Global Honda
9) #20 Alexander Rossi - Ed Carpenter Racing Chevrolet
10) #9 Scott Dixon - Chip Ganassi Racing Honda
11) #15 Graham Rahal - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
12) #21 Christian Rasmussen - Ed Carpenter Racing Chevrolet
13) #2 Josef Newgarden - Team Penske Chevrolet
14) #14 Santino Ferrucci - AJ Foyt Enterprises Chevrolet
15) #8 Kyffin Simpson - Chip Ganassi Racing Honda
16) #76 Conor Daly - Juncos Hollinger Racing Chevrolet
17) #18 Rinus VeeKay - Dale Coyne Racing Honda
18) #4 David Malukas - AJ Foyt Enterprises Chevrolet
19) #6 Nolan Siegel - Arrow McLaren Chevrolet
20) #30 Devlin DeFrancesco - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
21) #28 Marcus Ericsson - Andretti Global Honda
22) #83 Robert Shwartzman - PREMA Racing Chevrolet
23) #77 Sting Ray Robb - Juncos Hollinger Racing Chevrolet
24) #45 Louis Foster - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
25) #51 Jacob Abel - Dale Coyne Racing Honda
26) #90 Callum Ilott - PREMA Racing Chevrolet
27) #3 Scott McLaughlin - Team Penske Chevrolet
venerdì 7 marzo 2025
Indycar 2025: #1 Gran Premio di St.Petersburg
2 Marzo - parte il campionato di Indycar 2025 con il Gran Premio di St.Petersburg. Ci sono ventisette vetture al via, con l'ingresso del team italiano Prema, i cui piloti sono due nostre vecchie conoscenze, ovvero Callum Ilott, che abbiamo già visto in passato con il team Juncos, e Robert Shwartzman, che avevamo visto con i colori della Prema in Formula 2 qualche anno fa.
Scott McLaughlin ha conquistato la pole position, precedendo Colton Herta, Felix Rosenqvist, Marcus Armstrong, Christian Lundgaard, Scott Dixon, Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyle Kirkwood e Felix Newgarden, con quest'ultimo a completare la top-ten.
La gara è iniziata con un incidente tra Will Power, Nolan Siegel e Louis Foster, con Power che ha tamponato Siegel e Foster che si è ritrovato accidentalmente in mezzo, ma nel proseguimento è stata decisamente più tranquilla e senza eccessivi colpi di scena. Nelle posizioni di primo piano, è stata una gara di strategia.
Il poleman McLaughlin è stato leader nella parte iniziale della gara, ma dopo due soste si è ritrovato in quarta piazza alle spalle di Palou, Newgarden e Dixon.
Palou è rimasto in testa fino al termine della gara, mentre Dixon si è avvicinato progressivamente e all'ultimo giro ha ultimato un sorpasso per la seconda posizione ai danni di Newgarden, un ottimo risultato considerato che ha disputato quasi interamente la gara con un'avaria alla radio.
Entrambe le Prema sono riuscite ad arrivare al traguardo, con Ilott 19° e Shwartzman 20°. Oltre ai tre piloti coinvolti nell'incidente, anche un quarto "fortunato" non è giunto al traguardo e si tratta di Marcus Armstrong, ritirato a causa di un guasto.
RISULTATO: 1. Alex Palou (Chip Ganassi), 2. Scott Dixon (Chip Ganassi), 3. Josef Newgarden (Team Penske), 4. Scott McLaughlin (Team Penske), 5. Kyle Kirkwood (Andretti Global), 6. Marcus Ericsson (Andretti Global), 7. Felix Rosenqvist (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Arrow McLaren), 9. Rinus Veekay (Dale Coyne), 10. Alexander Rossi (Ed Carpenter), 11. Pato O’Ward (Arrow McLaren), 12. Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan), 13. David Malukas (A.J. Foyt), 14. Santino Ferrucci (A.J. Foyt), 15. Christian Rasmussen (Ed Carpenter), 16. Colton Herta (Andretti Global), 17. Conor Daly (Juncos Hollinger), 18. Kyffin Simpson (Chip Ganassi), 19. Callum Ilott (Prema), 20. Robert Shwartzman (Prema), 21. Sting Ray Robb (Juncos Hollinger), 22. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman Lanigan), 23. Jacob Abel (Dale Coyne), DNF. Marcus Armstrong (Meyer Shank), DNF. Nolan Siegel (Arrow McLaren), DNF. Will Power (Team Penske), DNF. Louis Foster (Rahal Letterman Lanigan).
Il campionato tornerà tra tre settimane (poco più di due nel momento in cui scrivo), il 23 Marzo, con la gara a Thermal Club, sede che l'anno scorso ospitò la non championship race. Ammetto che avevo praticamente rimosso dalla mia memoria quell'evento trashissimo, ma mi consola sapere che quest'anno ci sarà un evento normale!
Scott McLaughlin ha conquistato la pole position, precedendo Colton Herta, Felix Rosenqvist, Marcus Armstrong, Christian Lundgaard, Scott Dixon, Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyle Kirkwood e Felix Newgarden, con quest'ultimo a completare la top-ten.
La gara è iniziata con un incidente tra Will Power, Nolan Siegel e Louis Foster, con Power che ha tamponato Siegel e Foster che si è ritrovato accidentalmente in mezzo, ma nel proseguimento è stata decisamente più tranquilla e senza eccessivi colpi di scena. Nelle posizioni di primo piano, è stata una gara di strategia.
Il poleman McLaughlin è stato leader nella parte iniziale della gara, ma dopo due soste si è ritrovato in quarta piazza alle spalle di Palou, Newgarden e Dixon.
Palou è rimasto in testa fino al termine della gara, mentre Dixon si è avvicinato progressivamente e all'ultimo giro ha ultimato un sorpasso per la seconda posizione ai danni di Newgarden, un ottimo risultato considerato che ha disputato quasi interamente la gara con un'avaria alla radio.
Entrambe le Prema sono riuscite ad arrivare al traguardo, con Ilott 19° e Shwartzman 20°. Oltre ai tre piloti coinvolti nell'incidente, anche un quarto "fortunato" non è giunto al traguardo e si tratta di Marcus Armstrong, ritirato a causa di un guasto.
RISULTATO: 1. Alex Palou (Chip Ganassi), 2. Scott Dixon (Chip Ganassi), 3. Josef Newgarden (Team Penske), 4. Scott McLaughlin (Team Penske), 5. Kyle Kirkwood (Andretti Global), 6. Marcus Ericsson (Andretti Global), 7. Felix Rosenqvist (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Arrow McLaren), 9. Rinus Veekay (Dale Coyne), 10. Alexander Rossi (Ed Carpenter), 11. Pato O’Ward (Arrow McLaren), 12. Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan), 13. David Malukas (A.J. Foyt), 14. Santino Ferrucci (A.J. Foyt), 15. Christian Rasmussen (Ed Carpenter), 16. Colton Herta (Andretti Global), 17. Conor Daly (Juncos Hollinger), 18. Kyffin Simpson (Chip Ganassi), 19. Callum Ilott (Prema), 20. Robert Shwartzman (Prema), 21. Sting Ray Robb (Juncos Hollinger), 22. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman Lanigan), 23. Jacob Abel (Dale Coyne), DNF. Marcus Armstrong (Meyer Shank), DNF. Nolan Siegel (Arrow McLaren), DNF. Will Power (Team Penske), DNF. Louis Foster (Rahal Letterman Lanigan).
Il campionato tornerà tra tre settimane (poco più di due nel momento in cui scrivo), il 23 Marzo, con la gara a Thermal Club, sede che l'anno scorso ospitò la non championship race. Ammetto che avevo praticamente rimosso dalla mia memoria quell'evento trashissimo, ma mi consola sapere che quest'anno ci sarà un evento normale!
sabato 21 settembre 2024
Indycar 2024: #17 Nashville // Palou vince il titolo
La scorsa domenica è terminato il campionato di Indycar sull'ovale di Nashville, con Alex Palou (Ganassi) che partiva come favorito per il titolo, visto l'abbondante vantaggio in classifica nei confronti del diretto inseguitore Will Power (Penske). Quest'ultimo poteva contare su una buona qualifica, mentre il leader della classifica era solo ventiquattresimo sulla griglia. La gara di Power, tuttavia, è stata rovinata da un problema alle cinture di sicurezza e già nella prima fare di gara è dovuto rientrare ai box per una sosta extra, che gli ha fatto perdere diversi giri.
Di fatto, ormai, era fuori dai giochi, con Palou che si avviava verso almeno il centro del gruppo e che comunque era ormai (quasi) certo del titolo. C'era tuttavia una gara da assegnare, con qualche ribaltamento anche a causa di tre caution, quando sono finiti fuori pista Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Katherine Legge (Coyne) e Marcus Ericsson (Andretti).
Dalla pole position partiva Kyle Kirkwood (Andretti), che tuttavia è stato condizionato dagli ingressi della safety car ritrovandosi su una strategia diversa rispetto a quella dei diretti avversari. Tra questi Josef Newgarden (Penske), che è poi stato costretto a rallentare per risparmiare carburante, nonché Colton Herta (Andretti), che è uscito vincente dallo scontro, dopo avere superato Pato O'Ward (Arrow McLaren).
Il podio è stato Herta/ O'Ward/ Newgarden, con Kirkwood che ha chiuso la gara al quarto posto precedendo Scott McLaughlin (Penske), Santino Ferrucci (Foyt), Marcus Armstrong (Ganassi), Linus Lundqvist (Ganassi), David Malukas (Meyer Shank) e Conor Daly (Juncos) a completare la top-ten, precedendo Palou che ha chiuso undicesimo.
Anche Rinus Veekay (Carpenter), Jack Harvey (Coyne), Christian Rasmussen (Carpenter), Alexander Rossi, Romain Grosjean (Juncos), Scott Dixon (Ganassi), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Christian Lundgaard (Rahal), Sting Ray Robb (Foyt), Pietro Fittipaldi (Rahal), Kyffin Simpson (Ganassi), Graham Rahal (Rahal) hanno preceduto Power, ultimo dei piloti che sono giunti alla bandiera a scacchi.
Con il ventiquattresimo posto in gara, Power è anche scivolato al quarto posto in classifica piloti, alle spalle anche di Herta e McLaughlin.
Di fatto, ormai, era fuori dai giochi, con Palou che si avviava verso almeno il centro del gruppo e che comunque era ormai (quasi) certo del titolo. C'era tuttavia una gara da assegnare, con qualche ribaltamento anche a causa di tre caution, quando sono finiti fuori pista Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Katherine Legge (Coyne) e Marcus Ericsson (Andretti).
Dalla pole position partiva Kyle Kirkwood (Andretti), che tuttavia è stato condizionato dagli ingressi della safety car ritrovandosi su una strategia diversa rispetto a quella dei diretti avversari. Tra questi Josef Newgarden (Penske), che è poi stato costretto a rallentare per risparmiare carburante, nonché Colton Herta (Andretti), che è uscito vincente dallo scontro, dopo avere superato Pato O'Ward (Arrow McLaren).
Il podio è stato Herta/ O'Ward/ Newgarden, con Kirkwood che ha chiuso la gara al quarto posto precedendo Scott McLaughlin (Penske), Santino Ferrucci (Foyt), Marcus Armstrong (Ganassi), Linus Lundqvist (Ganassi), David Malukas (Meyer Shank) e Conor Daly (Juncos) a completare la top-ten, precedendo Palou che ha chiuso undicesimo.
Anche Rinus Veekay (Carpenter), Jack Harvey (Coyne), Christian Rasmussen (Carpenter), Alexander Rossi, Romain Grosjean (Juncos), Scott Dixon (Ganassi), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Christian Lundgaard (Rahal), Sting Ray Robb (Foyt), Pietro Fittipaldi (Rahal), Kyffin Simpson (Ganassi), Graham Rahal (Rahal) hanno preceduto Power, ultimo dei piloti che sono giunti alla bandiera a scacchi.
Con il ventiquattresimo posto in gara, Power è anche scivolato al quarto posto in classifica piloti, alle spalle anche di Herta e McLaughlin.
domenica 8 settembre 2024
Indycar 2024: #15 e #16 Milwaukee Mile
Nel prossimo fine settimana si svolgerà l'evento finale della stagione 2024 di Indycar e, nell'attesa, credo sia il momento di narrare gli eventi che si sono svolti a Milwaukee Mile nel weekend del 31 agosto/ 1 settembre, con un double header come quindicesimo e sedicesimo evento stagionale. Questa era la line-up che ha preso parte alle due gare:
ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard
SATURDAY RACE - la gara è stata relativamente tranquilla, con il primo stint con protagonista e leader McLaughlin, seguito da vicino da Lundqvist il quale è riuscito ad appropriarsi della posizione superandolo in fase di doppiaggi. Un problema ai box l'ha comunque fatto precipitare indietro di diverse posizioni.
Nel successivo stint è stato O'Ward che è andato a prendersi la testa della gara ed è riuscito a mantenerla anche dopo la seconda e la terza sosta, andando a procacciarsi la vittoria. I giri di soste sono avvenuti in regime di green flag, in quanto il timing delle due entrate della safety car - la prima per un testacoda di Legge che si è comunque rimessa in strada, la seconda per un incidente Ericsson vs Newgarden - non era tale da generare soste in massa.
La gara è proseguita una ruota persa da Herta, una terza safety car e un quarto(?) giro di soste. Ferrucci ha occupato la seconda piazza per un certo tratto a gara inoltrata, ma si è visto sottrarre il podio da Power e da uno straordinario Daly risalito dalla 25^ piazza che ha regalato a Juncos il primo podio nella categoria.
TOP-TEN: O'Ward, Rossi, Daly, Ferrucci, Palou, Lundqvist, Rossi, McLaughlin, Lundgaard, Dixon.
SUNDAY RACE - la gara del championship leader Palou è iniziata malissimo, restando fermo nel giro di formazione. Sarebbe stato successivamente mandato in pista, finendo in appatenza per collezionare solo un'enormità di giri di distacco, ma in Indycar corrispondono a punti, specie in caso di elevato attention rate. E l'attrition rate è stato elevato.
Quando la gara ha potuto partire dopo un secondo giro dietro la safety car, un incidente al via ha messo fuori gioco il poleman Newgarden speronato da dietro da Lundqvist(?). McLaughlin era quindi leader, anche se è stato sopravanzato nel primo stint da Power, lo sfidante di Palou per il titolo, che è rimasto in testa anche dopo la prima sosta e poteva puntare seriamente alla leadership del campionato.
Dopo un testacoda di Robb senza grosse conseguenze se non la safety car, un giro di soste e Rahal a muro, nel restart Power è finito in testacoda da solo. Si trovava al momento sesto e, dopo essersi dovuto fermare ai box, era 14° e doppiato.
Intanto Herta e McLaughlin erano i principali candidati alla vittoria nella seconda parte della gara, con McLaughlin che si è ripreso la testa e l'ha mantenuta dopo ulteriori soste.
L'ultima è stata verso la fine, dopo un nuovo testacoda di Robb. Power non è rientrato ed è tornato a pieni giri, non andando tuttavia oltre la decima piazza, il tutto mentre Dixon si classificata secondo alle spalle del suo "omonimo".
TOP-TEN: McLaughlin, Dixon, Herta, Ferrucci, Ericsson, Rossi, Veekay, Kirkwood, Grosjean, Power.
ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard
SATURDAY RACE - la gara è stata relativamente tranquilla, con il primo stint con protagonista e leader McLaughlin, seguito da vicino da Lundqvist il quale è riuscito ad appropriarsi della posizione superandolo in fase di doppiaggi. Un problema ai box l'ha comunque fatto precipitare indietro di diverse posizioni.
Nel successivo stint è stato O'Ward che è andato a prendersi la testa della gara ed è riuscito a mantenerla anche dopo la seconda e la terza sosta, andando a procacciarsi la vittoria. I giri di soste sono avvenuti in regime di green flag, in quanto il timing delle due entrate della safety car - la prima per un testacoda di Legge che si è comunque rimessa in strada, la seconda per un incidente Ericsson vs Newgarden - non era tale da generare soste in massa.
La gara è proseguita una ruota persa da Herta, una terza safety car e un quarto(?) giro di soste. Ferrucci ha occupato la seconda piazza per un certo tratto a gara inoltrata, ma si è visto sottrarre il podio da Power e da uno straordinario Daly risalito dalla 25^ piazza che ha regalato a Juncos il primo podio nella categoria.
TOP-TEN: O'Ward, Rossi, Daly, Ferrucci, Palou, Lundqvist, Rossi, McLaughlin, Lundgaard, Dixon.
SUNDAY RACE - la gara del championship leader Palou è iniziata malissimo, restando fermo nel giro di formazione. Sarebbe stato successivamente mandato in pista, finendo in appatenza per collezionare solo un'enormità di giri di distacco, ma in Indycar corrispondono a punti, specie in caso di elevato attention rate. E l'attrition rate è stato elevato.
Quando la gara ha potuto partire dopo un secondo giro dietro la safety car, un incidente al via ha messo fuori gioco il poleman Newgarden speronato da dietro da Lundqvist(?). McLaughlin era quindi leader, anche se è stato sopravanzato nel primo stint da Power, lo sfidante di Palou per il titolo, che è rimasto in testa anche dopo la prima sosta e poteva puntare seriamente alla leadership del campionato.
Dopo un testacoda di Robb senza grosse conseguenze se non la safety car, un giro di soste e Rahal a muro, nel restart Power è finito in testacoda da solo. Si trovava al momento sesto e, dopo essersi dovuto fermare ai box, era 14° e doppiato.
Intanto Herta e McLaughlin erano i principali candidati alla vittoria nella seconda parte della gara, con McLaughlin che si è ripreso la testa e l'ha mantenuta dopo ulteriori soste.
L'ultima è stata verso la fine, dopo un nuovo testacoda di Robb. Power non è rientrato ed è tornato a pieni giri, non andando tuttavia oltre la decima piazza, il tutto mentre Dixon si classificata secondo alle spalle del suo "omonimo".
TOP-TEN: McLaughlin, Dixon, Herta, Ferrucci, Ericsson, Rossi, Veekay, Kirkwood, Grosjean, Power.
sabato 31 agosto 2024
Indycar 2024: #14 Gran Premio di Portland
Prima del gran finale in cui ci saranno gli ovali di Milwaukee (in double header) e Nashville, il campionato di Indycar ha gareggiato lo scorso fine settimana nell'ultimo road course dell'anno, ovvero a Portland. La line-up dell'evento era la seguente:
ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Toby Sowery (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard, Juri Vips (one-off)
La pole position è andata a nientemeno che Ferrucci, mentre tuttavia Power è riuscito a passare in testa già al via, in una gara che avrebbe leaderato fino alla fine, escluso qualche giro per via dei pitstop, andando a procacciarsi la vittoria davanti al leader del campionato Palou, avvicinandosi leggermente in classifica, anche se Alex rimane di gran lunga il favorito per il titolo.
Il terzo pilota in classifica, Herta ha chiuso al quarto posto alle spalle di Newgarden, mentre è andata decisamente peggio - e non di poco - a Dixon, coinvolto in un incidente già nelle prime fasi della gara e costretto al ritiro, pare un contatto con Fittipaldi, in seguito protagonista di un ulteriore incidente, ricevendo due penalità in corso d'opera.
Al confronto con certi standard visti qualche tempo fa, con cappottamenti vari, oserei dire che questa gara è stata abbastanza soft, in termini di incidenti, e che la ciliegina sulla torta sia stato, uno a caso, Grosjean. L'ex pilota di Formula 1, dopo una buona prima parte di gara in cui si trovava in bassa top-5, si è esibito in una sbinnata, il che non sarebbe neanche troppo grave, se non fosse che si è girato nel verso giusto mentre transitava un'altra vettura, speronandola, come un Sebastian Vettel qualsiasi al cospetto di Lance Stroll - ricordate?
TOP-TEN: Power, Palou, Newgarden, Herta, Armstrong, Ericsson, McLaughlin, Ferrucci, Rahal, Kirkwood.
ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Toby Sowery (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard, Juri Vips (one-off)
La pole position è andata a nientemeno che Ferrucci, mentre tuttavia Power è riuscito a passare in testa già al via, in una gara che avrebbe leaderato fino alla fine, escluso qualche giro per via dei pitstop, andando a procacciarsi la vittoria davanti al leader del campionato Palou, avvicinandosi leggermente in classifica, anche se Alex rimane di gran lunga il favorito per il titolo.
Il terzo pilota in classifica, Herta ha chiuso al quarto posto alle spalle di Newgarden, mentre è andata decisamente peggio - e non di poco - a Dixon, coinvolto in un incidente già nelle prime fasi della gara e costretto al ritiro, pare un contatto con Fittipaldi, in seguito protagonista di un ulteriore incidente, ricevendo due penalità in corso d'opera.
Al confronto con certi standard visti qualche tempo fa, con cappottamenti vari, oserei dire che questa gara è stata abbastanza soft, in termini di incidenti, e che la ciliegina sulla torta sia stato, uno a caso, Grosjean. L'ex pilota di Formula 1, dopo una buona prima parte di gara in cui si trovava in bassa top-5, si è esibito in una sbinnata, il che non sarebbe neanche troppo grave, se non fosse che si è girato nel verso giusto mentre transitava un'altra vettura, speronandola, come un Sebastian Vettel qualsiasi al cospetto di Lance Stroll - ricordate?
TOP-TEN: Power, Palou, Newgarden, Herta, Armstrong, Ericsson, McLaughlin, Ferrucci, Rahal, Kirkwood.
martedì 23 luglio 2024
Indycar 2024: #12 Toronto
Nel fine settimana passato si è svolto il dodicesimo evento della stagione 2024, che si è concluso con la vittoria di Colton Herta. Il pilota del team Andretti è stato essenzialmente in testa per tutta la durata della gara, precedendo sul podio il compagno di squadra Kyle Kirkwood e Scott Dixon (Ganassi). Il leader del campionato Alex Palou (Ganassi) partiva dalle retrovie, ma ha approfittato di una gara piuttosto caotica per rimontare fino alla quarta posizione, precedendo Marcus Armstrong (Ganassi), David Malukas (Meyer Shank), Christian Lundgaard (Rahal), Rinus Veekay (Carpenter), Romain Grosjean (Juncos) e Graham Rahal (Rahal) che hanno completato la top-ten.
La gara ha avuto un attrition rate piuttosto elevato, con incidenti fin dalle prime battute che hanno provocato prima il ritiro di Christian Rasmussen (Carpenter) e poi quello di Agustin Canapino (Juncos). Sono seguiti fatti di più lieve entità, come testacoda vari e contatti minori che non hanno generato grossi danni, finché a gara inoltrata è accaduto l'incidente più caotico.
Ci eravamo lasciati il precedente fine settimana con un grosso incidente e ci siamo ritrovati anche in questa occasione con un grosso incidente. Peraltro è iniziato con una gufata micidiale, i telecronisti stavano osservando come Pato O'Ward stesse facendo una buona gara. Tempo dieci secondi contati ed ecco il pilota della Arrow McLaren finire in testacoda e andare a sbattere.
Colpito da Marcus Ericsson (Andretti) e Pietro Fittipaldi (Rahal), è stata poi la volta di Santino Ferrucci (Foyt) il quale è ha preso il volo e si è ribaltato, come a imitare il compagno di squadra Sting Ray Robb allo Iowa Speedway.
La gara è stata redflaggata, dato che numerose altre vetture sono rimaste coinvolte - compreso anche Robb, presumo, dato che risulta ritirato - e tra gli altri di siamo ritrovati con out anche Nolan Siegel (Arrow McLaren), Kyffin Simpson (Ganassi), il debuttante Hunter McElrea (debuttante in Coyne come sostituto di al posto di Jack Harvey).
Quando la gara è ripresa, abbiamo assistito a un incidente tra le Penske di Will Power e Scott McLaughlin, quest'ultimo costretto al ritiro. Power penalizzato, ha chiuso dodicesimo ultimo dei piloti a pieni giri, alle spalle dell'altro compagno di squadra Newgarden e davanti ai pochi doppiati che hanno concluso la gara: Linus Lundqvist (Ganassi), Theo Pourchaire (sostituto di Rossi - infortunato a una mano nelle prove libere - in Arrow McLaren) e Toby Sowery (Coyne), sono giunti alla bandiera a scacchi in totale solo quindici piloti.
La gara ha avuto un attrition rate piuttosto elevato, con incidenti fin dalle prime battute che hanno provocato prima il ritiro di Christian Rasmussen (Carpenter) e poi quello di Agustin Canapino (Juncos). Sono seguiti fatti di più lieve entità, come testacoda vari e contatti minori che non hanno generato grossi danni, finché a gara inoltrata è accaduto l'incidente più caotico.
Ci eravamo lasciati il precedente fine settimana con un grosso incidente e ci siamo ritrovati anche in questa occasione con un grosso incidente. Peraltro è iniziato con una gufata micidiale, i telecronisti stavano osservando come Pato O'Ward stesse facendo una buona gara. Tempo dieci secondi contati ed ecco il pilota della Arrow McLaren finire in testacoda e andare a sbattere.
Colpito da Marcus Ericsson (Andretti) e Pietro Fittipaldi (Rahal), è stata poi la volta di Santino Ferrucci (Foyt) il quale è ha preso il volo e si è ribaltato, come a imitare il compagno di squadra Sting Ray Robb allo Iowa Speedway.
La gara è stata redflaggata, dato che numerose altre vetture sono rimaste coinvolte - compreso anche Robb, presumo, dato che risulta ritirato - e tra gli altri di siamo ritrovati con out anche Nolan Siegel (Arrow McLaren), Kyffin Simpson (Ganassi), il debuttante Hunter McElrea (debuttante in Coyne come sostituto di al posto di Jack Harvey).
Quando la gara è ripresa, abbiamo assistito a un incidente tra le Penske di Will Power e Scott McLaughlin, quest'ultimo costretto al ritiro. Power penalizzato, ha chiuso dodicesimo ultimo dei piloti a pieni giri, alle spalle dell'altro compagno di squadra Newgarden e davanti ai pochi doppiati che hanno concluso la gara: Linus Lundqvist (Ganassi), Theo Pourchaire (sostituto di Rossi - infortunato a una mano nelle prove libere - in Arrow McLaren) e Toby Sowery (Coyne), sono giunti alla bandiera a scacchi in totale solo quindici piloti.
mercoledì 17 luglio 2024
Indycar 2024: #10 e #11 Iowa Speedway
In un sabato pomeriggio di luglio del 2015 mi stavo chiedendo a che ora si sarebbe svolta la gara di Indycar di quella sera. Il nome dell'evento era "Iowa Corn 300", ai tempi. Non possedevo uno smartphone a quell'epoca, quindi finché non entravo in internet dal computer o non accendevo la televisione non avevo idea di quello che stesse succedendo nel mondo. Alla mattina non avevo ancora fatto né una cosa né l'altra e il mio primo accesso a internet era stato nel primo pomeriggio per una commissione per conto di mia mamma. A quel punto non restava altro da fare che andare su GPUpdate, un sito olandese(?), che poi è stato assorbito da motorsport punto com, e che da circa dieci anni utilizzavo come principale fonte di informazione.
Mi piaceva per come era strutturato e mi dispiace che non ci sia più. C'erano parecchie versioni in diverse lingue, sezioni dedicate a squadre e piloti con relative foto, poi in homepage i link alle ultime news e in cima alla pagina l'immagine di copertina della notizia più importante del giorno.
C'erano anche gli orari delle gare delle principali categorie. Quelli dell'Indycar su versione inglese - quella di default, se ben ricordo - erano in orario USA Eastern Time, ma bastava andare su una qualsiasi altra versione europea per trovare l'ora di partenza nel nostro fuso orario. Era quello che intendevo fare, quel primo pomeriggio, andare a verificare l'orario della gara, se sarebbe stata alla sera, oppure nella notte italiana.
Allora, in quel primo pomeriggio di luglio, sono andata su GPUpdate. L'immagine in homepage era una foto di Jules Bianchi, e poteva avere un solo significato.
Nel 2015 la gara dello Iowa si è svolta a notte inoltrata. Ho seguito in livetiming la gara di Indylights, vinta proprio dal suo ex compagno di squadra Max Chilton, che a un certo punto aveva perso la leadership a vantaggio di Ed Jones, ma chr è riuscito a tornare in testa, guadagnandosi un incredibile popolarità, anche se destinata a esaurirsi in tempi brevi dopo il suo successivo passaggio in Indycar.
Il periodo rimane lo stesso, anche se adesso di gare di Indycar su questo circuito ce ne sono due. Ho scelto di raccontarvele proprio oggi, 17 luglio, nono anniversario della morte di Bianchi, proprio perché per me questo circuito, così lontano da Jules, rimane nel mio immaginario legato al suo ricordo.
SATURDAY RACE - nella sera dello Iowa Speedway, Colton Herta (Andretti) scattava dalla pole position, in una gara che iniziava con un incidente che coinvolgeva varie vetture: sia David Malukas (Meyer Shank) sia Christian Lundgaard (Rahal) sono finiti in testacoda e il primo dei due ha coinvolto loro malgrado Romain Grosjean e Agustin Canapino (entrambi Juncos).
Herta è rimasto in testa per tutto il primo stint, con la prima sosta avvenuta in regime di safety car causata una vettura che procedeva lenta. Scott McLaughlin (Penske) è uscito dai box in prima posizione, con Herta a inseguire, ma il peggio doveva ancora avvenire. In occasione della seconda sosta, avvenuta in regime di bandiera verde, proprio mentre era ai box, è uscita una safety car... a causa di un incidente di Alex Palou (Ganassi), leader del campionato.
Palou si trovava comunque nelle retrovie a causa di un problema nella sosta prececente, ma non è certo stato il modo migliore di terminare la gara! Per Herta la gara era ancora lunga, invece, ma i suoi avversari si sono fermati ai box in regime di safety car e, diversamente da lui, non hanno perso un giro.
Non restava a quel punto che l'ultimo stint, nel quale Will Power (Penske), uno dei diretti avversari di Palou nella rincorsa al titolo, già a sua volta arretrato da una penalità per eccesso di velocità nella pitlane, ha terminato - non proprio, ha proseguito giusto per procacciarsi un'altra penalità - la propria gara in un incidente con Pietro Fittipaldi (Rahal), in cui è finito coinvolto anche Ed Carpenter che, come in occasione degli eventi disputati su ovale, era al volante su una vettura del proprio team.
McLaughlin è andato a vincere precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Josef Newgarden (Penske), mentre ha chiuso giù dal podio Scott Dixon (Ganassi) la cui quarta posizione era comunque un buon risultato al confronto di quello ottenuto da alcuni dei diretti avversari!
Rinus Veekay (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Kyle Kirkwood (Andretti), Alexander Rossi (Arrow McLaren), Marcus Ericsson (Andretti) e Marcus Armstrong (Andretti) hanno completato la top-ten, mentre Herta ha concluso la gara soltanto undicesimo.
Nolan Siegel (Arrow McLaren), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Kyffin Simpson (Ganassi), Sting Ray Robb (Foyt), Graham Rahal (Rahal) e Katherine Legge (Coyne) hanno preceduto al traguardo Power, ultimo dei piloti a vedere la bandiera a scacchi.
Oltre ai piloti già citati si sono ritirati anche Jack Harvey (Coyne), che l'indomani non ha gareggiato per problemi fisici che si portava dietro già dall'inizio del fine settimana ed è stato sostituito da Conor Daly, e Linus Lundqvist (Ganassi).
SUNDAY RACE - diversamente dal giorno precedente, la gara si è svolta di giorno, con la pole position conquistata proprio dal vincitore del giorno precedente McLaughlin. Ha leaderato per tutto il primo stint, poi in occasione del primo giro di pitstop un incidente - Canapino è andato a sbattere - ha scombinato la situazione: Palou e Power sono riusciti a portarsi 1/2 grazie alle tempistiche delle loro soste, con McLaughlin che era stato il primo di loro a rientrare relegato in terza posizione. In occasione della seconda sosta, Power è passato in testa di overcut e ha vinto davanti a Palou e a McLaughlin.
Il risultato, dalla quarta posizione in poi, recita testualmente: Dixon, Herta, O'Ward, Newgarden, Rahal, Veekay, Grosjean, Ferrucci, Lundqvist, Malukas, Siegel, Rossi, Kirkwood, Lundgaard, Simpson, Armstrong, Fittipaldi, Robb, Carpenter, Ericsson, Legge, con Canapino, Rosenqvist e Daly ritirati. Tuttavia non si sono ritirati solo questi tre, ma anche quattro piloti rimasti coinvolti in un pazzesco incidente all'ultimo giro.
Miglior attore protagonista Robb che, ritrovandosi davanti Rossi che rallentava avendo finito la benzina, l'ha speronato decollando come un Dario Franchitti qualsiasi per le strade del Kentucky, anche se obiettivamente per Darione si trattava del giro d'onore, e come bonus, il giorno in cui ha spiccato il volo sopra a Kosuke Matsuura erano passati appena sei giorni dal suo precedente cappottamento nella gara precedente.
E niente, ecco apparire le incredibili immagini di Robb in volo, con la scritta PRAY.COM visibile sulla carrozzeria della monoposto. Diciamo che appariva alquanto appropriata! (Da una breve ricerca ho scoperto che si tratta di un suo sponsor personale ed è un'applicazione a tematica religiosa divenuta popolare trasmettendo la messa in streaming ai tempi del lockdown.)
L'incidente ha successivamente coinvolto Carpenter e Kirkwood, con Carpenter che si è ritrovato letteralmente sopra a Kirkwood. Qualcuno ha osservato che il cupolino potrebbe avere salvato qualche testa. Altri hanno replicato con fermezza che non è sicuro che senza cupolino ci fossero gravi conseguenze, il che è una prova che il cupolino non serve. Mi stavo preoccupando, era da un po' che non leggevo questo tipo di sillogismo.
Mi piaceva per come era strutturato e mi dispiace che non ci sia più. C'erano parecchie versioni in diverse lingue, sezioni dedicate a squadre e piloti con relative foto, poi in homepage i link alle ultime news e in cima alla pagina l'immagine di copertina della notizia più importante del giorno.
C'erano anche gli orari delle gare delle principali categorie. Quelli dell'Indycar su versione inglese - quella di default, se ben ricordo - erano in orario USA Eastern Time, ma bastava andare su una qualsiasi altra versione europea per trovare l'ora di partenza nel nostro fuso orario. Era quello che intendevo fare, quel primo pomeriggio, andare a verificare l'orario della gara, se sarebbe stata alla sera, oppure nella notte italiana.
Allora, in quel primo pomeriggio di luglio, sono andata su GPUpdate. L'immagine in homepage era una foto di Jules Bianchi, e poteva avere un solo significato.
Nel 2015 la gara dello Iowa si è svolta a notte inoltrata. Ho seguito in livetiming la gara di Indylights, vinta proprio dal suo ex compagno di squadra Max Chilton, che a un certo punto aveva perso la leadership a vantaggio di Ed Jones, ma chr è riuscito a tornare in testa, guadagnandosi un incredibile popolarità, anche se destinata a esaurirsi in tempi brevi dopo il suo successivo passaggio in Indycar.
Il periodo rimane lo stesso, anche se adesso di gare di Indycar su questo circuito ce ne sono due. Ho scelto di raccontarvele proprio oggi, 17 luglio, nono anniversario della morte di Bianchi, proprio perché per me questo circuito, così lontano da Jules, rimane nel mio immaginario legato al suo ricordo.
SATURDAY RACE - nella sera dello Iowa Speedway, Colton Herta (Andretti) scattava dalla pole position, in una gara che iniziava con un incidente che coinvolgeva varie vetture: sia David Malukas (Meyer Shank) sia Christian Lundgaard (Rahal) sono finiti in testacoda e il primo dei due ha coinvolto loro malgrado Romain Grosjean e Agustin Canapino (entrambi Juncos).
Herta è rimasto in testa per tutto il primo stint, con la prima sosta avvenuta in regime di safety car causata una vettura che procedeva lenta. Scott McLaughlin (Penske) è uscito dai box in prima posizione, con Herta a inseguire, ma il peggio doveva ancora avvenire. In occasione della seconda sosta, avvenuta in regime di bandiera verde, proprio mentre era ai box, è uscita una safety car... a causa di un incidente di Alex Palou (Ganassi), leader del campionato.
Palou si trovava comunque nelle retrovie a causa di un problema nella sosta prececente, ma non è certo stato il modo migliore di terminare la gara! Per Herta la gara era ancora lunga, invece, ma i suoi avversari si sono fermati ai box in regime di safety car e, diversamente da lui, non hanno perso un giro.
Non restava a quel punto che l'ultimo stint, nel quale Will Power (Penske), uno dei diretti avversari di Palou nella rincorsa al titolo, già a sua volta arretrato da una penalità per eccesso di velocità nella pitlane, ha terminato - non proprio, ha proseguito giusto per procacciarsi un'altra penalità - la propria gara in un incidente con Pietro Fittipaldi (Rahal), in cui è finito coinvolto anche Ed Carpenter che, come in occasione degli eventi disputati su ovale, era al volante su una vettura del proprio team.
McLaughlin è andato a vincere precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Josef Newgarden (Penske), mentre ha chiuso giù dal podio Scott Dixon (Ganassi) la cui quarta posizione era comunque un buon risultato al confronto di quello ottenuto da alcuni dei diretti avversari!
Rinus Veekay (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Kyle Kirkwood (Andretti), Alexander Rossi (Arrow McLaren), Marcus Ericsson (Andretti) e Marcus Armstrong (Andretti) hanno completato la top-ten, mentre Herta ha concluso la gara soltanto undicesimo.
Nolan Siegel (Arrow McLaren), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Kyffin Simpson (Ganassi), Sting Ray Robb (Foyt), Graham Rahal (Rahal) e Katherine Legge (Coyne) hanno preceduto al traguardo Power, ultimo dei piloti a vedere la bandiera a scacchi.
Oltre ai piloti già citati si sono ritirati anche Jack Harvey (Coyne), che l'indomani non ha gareggiato per problemi fisici che si portava dietro già dall'inizio del fine settimana ed è stato sostituito da Conor Daly, e Linus Lundqvist (Ganassi).
SUNDAY RACE - diversamente dal giorno precedente, la gara si è svolta di giorno, con la pole position conquistata proprio dal vincitore del giorno precedente McLaughlin. Ha leaderato per tutto il primo stint, poi in occasione del primo giro di pitstop un incidente - Canapino è andato a sbattere - ha scombinato la situazione: Palou e Power sono riusciti a portarsi 1/2 grazie alle tempistiche delle loro soste, con McLaughlin che era stato il primo di loro a rientrare relegato in terza posizione. In occasione della seconda sosta, Power è passato in testa di overcut e ha vinto davanti a Palou e a McLaughlin.
Il risultato, dalla quarta posizione in poi, recita testualmente: Dixon, Herta, O'Ward, Newgarden, Rahal, Veekay, Grosjean, Ferrucci, Lundqvist, Malukas, Siegel, Rossi, Kirkwood, Lundgaard, Simpson, Armstrong, Fittipaldi, Robb, Carpenter, Ericsson, Legge, con Canapino, Rosenqvist e Daly ritirati. Tuttavia non si sono ritirati solo questi tre, ma anche quattro piloti rimasti coinvolti in un pazzesco incidente all'ultimo giro.
Miglior attore protagonista Robb che, ritrovandosi davanti Rossi che rallentava avendo finito la benzina, l'ha speronato decollando come un Dario Franchitti qualsiasi per le strade del Kentucky, anche se obiettivamente per Darione si trattava del giro d'onore, e come bonus, il giorno in cui ha spiccato il volo sopra a Kosuke Matsuura erano passati appena sei giorni dal suo precedente cappottamento nella gara precedente.
E niente, ecco apparire le incredibili immagini di Robb in volo, con la scritta PRAY.COM visibile sulla carrozzeria della monoposto. Diciamo che appariva alquanto appropriata! (Da una breve ricerca ho scoperto che si tratta di un suo sponsor personale ed è un'applicazione a tematica religiosa divenuta popolare trasmettendo la messa in streaming ai tempi del lockdown.)
L'incidente ha successivamente coinvolto Carpenter e Kirkwood, con Carpenter che si è ritrovato letteralmente sopra a Kirkwood. Qualcuno ha osservato che il cupolino potrebbe avere salvato qualche testa. Altri hanno replicato con fermezza che non è sicuro che senza cupolino ci fossero gravi conseguenze, il che è una prova che il cupolino non serve. Mi stavo preoccupando, era da un po' che non leggevo questo tipo di sillogismo.
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#Ed Carpenter INDY,
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Indycar anni 2020
sabato 29 giugno 2024
Indycar 2024: #8 Gran Premio di Laguna Seca
Chiedo scusa per il ritardo, trovandomi a parlare solo adesso del GP di Laguna Seca di Indycar che si è svolto nello scorso fine settimana (nonché ultimo evento prima del passaggio ai motori ibridi che avverrà in corso d'opera) e che ha visto un nuovo cambio di team per Siegel, attualmente pilota Arrow McLaren.
ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel (subentrato a Theo Pourchaire), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Luca Ghiotto
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard
Palou scattava dalla pole position, ma è stato Kirkwood a procacciarsi la leadership al via della gara per poi tornare in testa in occasione del primo ingresso della safety car - incidente di Ghiotto - restando in pista quando invece Kirkwood è rientrato ai box per la seconda sosta. Palou ha iniziato ad allungare al restart nei confronti dei diretti inseguitori, il primo dei quali era Herta, uscendo di poco dietro di lui in occasione del proprio secondo pitstop.
Superato Herta di lì a poco, si è riappropriato della prima posizione e l'ha mantenuta fino alla bandiera a scacchi, senza essere particolarmente disturbato dai successivi interventi della safety car. Ha concluso la gara davanti a Herta e Rossi, con Grosjean che grazie a una strategia analoga a quella di Palou ha portato a casa una quarta piazza.
Kirkwood ha completato la gara al quinto posto, precedendo Dixon, Power (che ha perso la testa della classifica piloti proprio a vantaggio di Palou), O'Ward, Ferrucci ed Ericsson a completare i primi dieci.
ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel (subentrato a Theo Pourchaire), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Luca Ghiotto
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard
Palou scattava dalla pole position, ma è stato Kirkwood a procacciarsi la leadership al via della gara per poi tornare in testa in occasione del primo ingresso della safety car - incidente di Ghiotto - restando in pista quando invece Kirkwood è rientrato ai box per la seconda sosta. Palou ha iniziato ad allungare al restart nei confronti dei diretti inseguitori, il primo dei quali era Herta, uscendo di poco dietro di lui in occasione del proprio secondo pitstop.
Superato Herta di lì a poco, si è riappropriato della prima posizione e l'ha mantenuta fino alla bandiera a scacchi, senza essere particolarmente disturbato dai successivi interventi della safety car. Ha concluso la gara davanti a Herta e Rossi, con Grosjean che grazie a una strategia analoga a quella di Palou ha portato a casa una quarta piazza.
Kirkwood ha completato la gara al quinto posto, precedendo Dixon, Power (che ha perso la testa della classifica piloti proprio a vantaggio di Palou), O'Ward, Ferrucci ed Ericsson a completare i primi dieci.
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