venerdì 19 settembre 2025

Minardi Day 13/09/2025: foto nei box, parte 2/3

Condivido un'altra carrellata di foto scattate al Minardi Historic Day, tra cui potete ammirare anche la Williams del 2011 (livrea bianca e blu, sponsor visibili Randstad e Thomson Reuters).















Rivedendo le foto, inoltre, mi sto interrogando su quel 28 sulla Arrows del 1980, che aveva come numeri di gara 29ce 30.




giovedì 18 settembre 2025

Minardi Day 13/09/2025: foto nei box, parte 1/3

Condivido in questo post una prima carrellata di foto scattate al Minardi Day in giro per i box:




Quella che trovate qui sotto potrebbe sembrare una McLaren del 2000... ho scoperto che è una replica costruita nel 2017:


Qui sotto invece troviamo due scatti della Arrows del 1980, a mio parere bellissima, mi sarebbe piaciuto vederla da vicino interamente montata, ma ho dovuto "accontentarmi" di vederla in pista:




Non saprei identificare lo scatto soprastante, quindi proseguiamo con quello qui sotto.
Anche questa è una replica, utilizzata nelle riprese della fiction di Netflix "Senna" (che non avendo Netflix non ho mai visto):


Le Tyrrell a sei ruote!!!111!!11!!11:



Un po' di lower formula vintage:



Una Minardi e una Wolf:




Oserei dire che quella che si vede sullo sfondo è una Lotus.

mercoledì 17 settembre 2025

Il peggio del Formula 1 Facebook

Sui social media mi capita spesso di leggere commenti fuori dagli schemi. Ne ho letti a migliaia e non mi stupiscono più, ma qualche giorno fa ho letto quello che forse è il commento peggiore che io abbia mai letto.
Non che fosse inserito in un concentrato di cultura, sia chiaro. Il post stesso non era particolarmente eccezionale: tre righe scritte verosimilmente con l'AI, che ricordavano a random Jules Bianchi. Era un post in lingua inglese e il clima che si respirava era diverso da quello che un post del genere avrebbe riservato nei meandri italiani dei social, dove vedo abbastanza rispetto almeno in questa specifica circostanza.
Purtroppo qui perfino i commenti favorevoli erano tutti in stile "non è mai stato una persona a sé stante, è il profeta che ci ha annunciato la venuta di Charles Leclerc e questo fa sì che sia degno di rispetto anche se non riconosciamo alcun valore a lui né come pilota né come persona". Molti altri, invece, sminuivano i suoi risultati, perfino il nono posto a Montecarlo.
Al di là del fatto che non comprendo pienamente quale ragione possa spingere una persona a volere a tutti i costi affermare "quando dici che, se non fosse morto, avrebbe dimostrato il proprio valore, stai mentendo spudoratamente, perché non ha mai combinato nulla di buono", non è questo che voglio contestare. Voglio dire, non mi sembra un comportamento particolarmente edificante, ma lo ritengo assolutamente legittimo, se non si va oltre i limiti della decenza.
Il problema è che c'è chi l'ha fatto. Un tale se ne è uscito deridendolo perché era scarso, dandogli dell'incapace in condizioni di bagnato. Sono rimasta basita, per due ragioni. La prima è che credo che sia la prima volta in assoluto che ho visto un pilota essere deriso in relazione alle circostanze che hanno condotto alla sua morte. La seconda è che in passato ho letto commenti altrettanto "altisonanti", ma quantomeno gli hater si sforzavano di inventarsi ragioni per fare quei commenti.
Dubito che questo utente avesse qualche ragione, per quanto puerile e insulsa, per detestare Bianchi quando era vivo e quel sentimento non si fosse placato nemmeno di fronte alla sua morte. Sembrava proprio che ne sbeffeggiasse la morte senza una logica ben precisa perché lo trovava divertente.


domenica 14 settembre 2025

Minardi Historic day 13/09/2025: l'esposizione delle Minardi e Toro Rosso al museo

Ieri vi ho parlato della mia esperienza al Minardi Day, lasciando in sospeso il passaggio al museo Checco Costa, in cui erano esposte sette vetture della scuderia faentina. L'ingresso era compreso nel prezzo del biglietto, quindi spero vivamente che chi è stato a Imola ieri o oggi non se lo sia fatto scappare.
Appena saliti al primo piano, dove si trovava la mostra, ci si ritrovava di fronte due Minardi dalle livree giallo/ nere, immortalate in questo scatto:


Quella più indietro, eccola qui in primo piano:


Dopodiché se ne incontrava una in livrea bianca:


E infine la quarta, i cui colori erano nuovamente giallo e nero:


A dividere c'era una Racing Bulls (la foto la metto più in basso, quando tornerò a parlarme) e colpiva moltissimo la differenza delle dimensioni. Le monoposto contemporanee sono enormi, con un progressivo incremento di dimensioni.
Infatti come via di mezzo c'erano le Toro Rosso. Mi sono chiesta se stessi vedendo quello che pensavo... e niente, ho letto il nome di Sebastien Buemi:


Non era quello che pensavo, ma quello che pensavo era l'altra monoposto presente. Ladies and gentlemen, ero al cospetto di "Julie", la Toro Rosso di Sebastian Vettel:





Solo in un secondo momento mi sono resa conto che si trattava dell'esatto anniversario della pole al GP d'Italia e che, di conseguenza, oggi che condivido le foto è l'anniversario della gara. È stato molto emozionante, perché va bene, non nego che le Minardi di Pierluigi Martini siano uno spettacolo piuttosto interessante, ma vedere la macchina del pilota che ha dato alla scuderia faentina la sua prima vittoria andava oltre ogni mia immaginazione.


A proposito di vittorie, la Racing Bulls esposta è stata scambiata da uno dei presenti per quella della vittoria a Monza di Pierre Gasly. Questo ha menzionato il fatto con l'altro visitatore che era con lui e ha fatto un mash-up colossale tra le edizioni del 2020 e del 2021, sostenendo che la vittoria sia arrivata dopo un incidente tra Hamilton e Verstappen.
In realtà la vittoria di Gasly è maturata a seguito di una penalità di Hamilton nelle prime fasi della gara del 2020, scontata al restart dopo una bandiera rossa, che ha reso Pierre leader per tutta la durata della gara davanti alla McLaren di Carlos Sainz. L'incidente tra Lewis e Max risale al 2021 e ha condotto a una doppietta McLaren per mano di Daniel Ricciardo e Lando Norris.
Non è la prima volta che sento confusione tra quelle due edizioni: in passato ho letto un articolo, su un sito di Formula 1 che ha anche un buon seguito, scritto da un detrattore di Sainz che lo criticava per essere stato battuto da Norris in una fantomatica doppietta McLaren avvenuta a Monza nel 2020. Avevo peraltro segnalato l'inaccuratezza della cosa su Twitter al sito interessato (e il fatto che, per assurdo, stessero attribuendo una vittoria a Norris, che ai tempi non aveva ancora vinto un gran premio), senza essere presa in considerazione e senza che l'articolo - di cui ho perso traccia - fosse corretto.
Probabilmente hanno pensato che, per fare una simile affermazione, fossi una sainzina indignata e magari, visto l'andazzo contemporaneo, potrebbero avere ritenuto che raccontare un fatto mai accaduto nella realtà fosse la cosa giusta da fare, se permetteva di portare avanti la loro narrativa. A chi si stesse chiedendo perché non ho mai desiderato scrivere di Formula 1 per lavoro, oltre che in parte perché il mio lavoro è un altro, la ragione più importante è questa: se parlo di un fatto accaduto allora deve essere accaduto davvero, se è un rumour, un'ipotesi o un mio parere ritengo corretto precisare che si tratta di un rumour, un'ipotesi o un parere, se scrivo qualcosa di fittizio allora specifico che si tratta di un alternate universe o di una fan fiction. Per molti sembra non funzionare così e questo non mi apparterrà mai.



sabato 13 settembre 2025

Minardi Historic Day 2025: il giorno dell'apoteosi

13 Settembre 2025 // per la seconda volta sono stata al Minardi Historic Day, con lo stesso amico con cui sono andata l'anno scorso, per il quale è invece il terzo Minardi Day. Siamo partiti dal mio paese nell'hinterland bolognese verso le sette di stamattina e arrivati un po' prima che iniziasse l'evento, con conseguente attesa circondati da gente che indossava merchandising a tema motoristico. Il mio amico portava peraltro un cappellino dell'Alpha Tauri che gli è stato regalato da un ingegnere della squadra faentina che abita dalle nostre parti, per il quale ha lavorato come giardiniere. Una volta entrati, abbiamo guardato gli stand e le rivendite di souvenir, insomma tutta roba con prezzi abbastanza proibitivi, per poi avviarci verso i box. Essenzialmente il pubblico può girare a neanche mezzo metro dalle macchine e chi ha il biglietto vip anche in pitlane. Noi avevamo il biglietto da povery, ma obiettivamente mi pare che si vedesse comunque tutto! C'erano vetture di varie categorie, di cui ho scattato un sacco di foto che pubblicherò nei prossimi giorni, e mi sono concentrata maggiormente sulle monoposto perché sono quelle che trovo più interessanti, come si sarà capito.

Condivido alcuni scatti iniziando dalla Ferrari di Jean Alesi (1994) in naked look, intorno alla quale incredibilmente non c'era la calca che mi aspettavo:


La Arrows del 1980 ugualmente in naked look:


Infine una delle due Tyrrell P34 a sei ruote (1976), che saremmo stati delusi di non vedere in pista:


Anzi, in nome delle quote rosa inserisco anche questa, dato che si intravede una signora in tuta da pilota nei pressi di quella che ha l'aria di essere una Jordan:


Le auto scendevano in pista per mezz'ora, in quest'ordine nella mattinata: 1) track day per auto stradali, 2) GT, 3) Formula Ford/ Formula Junior, 4) Formula 3/ GP3, 5) Formula 1/ Formula 3000/ GP2/ Formula 2, 6) nuovamente track day. Penso che fosse strutturato così anche il pomeriggio, ma non potevamo rimanere fino a tardi dato che il mio amico nel tardo pomeriggio doveva andare a potare degli alberi nel giardino di un suo cliente. Poi vi racconterò quello che è successo *dopo* la sessione della mattinata.
Prima di andare in tribuna abbiamo fatto qualche giro tra gli stand e alle dieci in punto ho visto Pino Allievi che passava insieme a un altro tizio. Non è che sia esattamente il mio giornalista preferito - diceva cose troppo altisonanti quando era sulla Rai - ma who kers, un vip visto per caso!
Siamo poi andati sulle tribune vedendoci il finale delle GT, per poi vedere le Formula Junior e affini, Formula 3 e affini e infine le Formula 1/ Formula 2 e affini, che giravano rispettivamente alle 10.30, 11.00 e 11.30. Ho scattato delle foto che condividerò nei prossimi post, oltre che un video che pubblicherò su Youtube.
Qui condivido una foto fatta dalle parti della rivendita di souvenir, mentre tra l'inneggiare a Lewis Hamilton e ad Ayrton Senna, veniva messo al centro della scena un tabellone commemorativo della qualificazione di Roberto Moreno con l'Andrea Moda al *GRAN* Prix di Monaco senza la -D.


Siccome l'annunciatore ha detto che alle 13.00 ci sarebbe stata la foto di gruppo dei piloti in zona traguardo, appena terminata la sessione delle Formula 1 che a un certo punto era stata anche redflaggata, siamo andati immediatamente agli stand del cibo per pranzare. Mentre scendevamo le scale, davanti a noi un ragazzo si lamentava perché tra le Formula 1 ogni anno ci sono sempre meno Ferrari.
Dopo avere preso una piadina pagata a peso d'oro ed esserci piazzati a un tavolo senza sedie, il mio amico mi ha chiesto di andare subito a vedere il museo (l'ingresso era incluso nel prezzo) ma ho proposto di aspettare di vedere prima la foto di gruppo dei piloti... anzi, di capire dove si dovesse andare per vederla. Questa è stata una saggia decisione. In più, dopo un breve giro nei box, ho espresso la volontà di andare in bagno a lavarmi i denti. A conferma del fatto che l'igiene orale è importante, se me ne fossi sbattuta non sarebbe mai accaduto quello che è successo.
Per puro caso, abbiamo beccato l'annunciatore che girava con il microfono in mano e intervistava Giancarlo Minardi, circondato di gente che lo fotografava e, dopo che aveva smesso di parlare, gli chiedeva autografi. Ladies and gentlemen, mentre andavo verso il bagno per lavarmi i denti ho incontrato il patron e gli ho pure rivolto la parola!
Va bene, ho pronunciato appena sei parole e, nello specifico, quelle parole erano "farebbe un autografo anche a me?" dette mentre gli porgevo una penna e la mia agenda, ma è tanta roba.



Se andate da qualche parte, portate sempre qualcosa su cui scrivere, non si sa mai! Qui c'è l'autografo, sulla pagina che poi ho prontamente inserito nel mio diario personale sul quale abbozzo anche i disegni dei circuiti che metto quando pubblico i commenti ai gran premi.

Dopo essere andata in bagno, avere rivisto passare Allievi, essere entrati nei box e avere visto un signore anziano da noi non identificato a cui qualcuno chiedeva un autografo e che poi si lamentava in dialetto che tutto ciò era faticoso, ci siamo messi alla ricerca di un posto in cui si vedesse la presentazione dei piloti. Spoiler: la tribuna aperta al pubblico era lontanissima. Però si è visto un gruppo di persone capitanate da Giancarlo Minardi che andavano verso la zona del traguardo. Ho visto, riconoscendolo dal cappello, Arturo Merzario.
Poco dopo è arrivata l'apoteosi: al pubblico era concesso entrare in pista per andare ad assistere alla consegna di un premio intitolato a un membro della famiglia Minardi e alla foto di gruppo dei piloti. A onore del vero non so se fosse concesso a tutti o solo a chi aveva il braccialetto del biglietto vip, ma nessuno ha chiesto nulla.
Siamo arrivati dopo molti altri e di fatto eravamo arretrati come delle Minardi sulla griglia di partenza, ma nevermind. È stato più che sufficiente per intravedere (e immortalare tenendo il telefono più in alto che potevo scattando foto alla cazzum) Pierluigi Martini alla destra di Giancarlo Minardi che veniva acclamato da alcuni dei presenti.
Poi abbiamo vissuto la nostra villain era: alla sinistra di Minardi c'era Riccardo Patrese. E non c'era nessuno che inneggiava a lui, nonostante di fatto fosse uno dei personaggi più illustri presenti. Solo un tale che c'era lì nei pressi di dove mi trovavo l'ha menzionato in tono indifferente.


La cosa più pittoresca è stata che solo guardando la foto, di cui qui sotto metto dettagli della parte più nitida, ho visto che in effetti who kers di Patrese (sto scherzando, ovviamente), perché il tizio che gli stringe la mano è Moreno! XDXDXD Il pilota in tuta nera che sta dall'altro lato di Martini invece è Luis Perez-Sala. Merzario inoltre gran giga-chad tiene una mano su una spalla a praticamente l'unica donna presente!



Come già detto, abbiamo potuto assistere solo alle sessioni del mattino, ma mancavano ancora due cose importanti: 1) la visita al museo Checco Costa, nel quale erano esposte sette vetture della scuderia faentina con le sue denominazioni, i questo, tuttavia, parlerò domani, mi permetto di darvi solo un anticipazione: HO VISTO LA TORO ROSSO DI SEBASTIAN VETTEL!!!111!!!11!!! 2) un giro nel parco del circuito.
Siamo entrati seguendo un gruppo di ragazzi di cui uno che si lamentava dell'uscita di Imola dal calendario della Formula 1, sostenendo che vorrebbe piuttosto che venissero tolti "tutti i cittadini tranne Monaco, perché è storico". Personalmente ce ne sono altri che non toglierei affatto, ma mi piace il fatto che ci siano altri estimatori del GP di Montecarlo. *-*
A quel punto, siamo andati a vedere il monumento dedicato a Senna che avevamo già visto l'anno scorso, e tutte le bandiere e gli striscioni presenti.




Mentre tornavamo indietro, davanti a noi c'era un uomo che poteva avere la nostra età, insieme ai due figli. La più grande era una bambina, che poteva avere sui cinque o sei anni. Tornavano anche loro dopo essere stati a vedere la statua di Senna e la bambina ha chiesto che macchina guidasse e che colori avesse e il padre le ha detto: "la macchina di chiamava Williams ed era bianca e blu". La bambina ha chiesto come fossero distribuiti il bianco e il blu e il padre si è messo a spiegarglielo. *_____*
È stato un momento molto toccante, vedere una bambina così piccola provare interesse per la Formula 1 e per giunta per la Formula 1 dell'epoca in cui io avevo quell'età. Spero che continui a provare interesse e che possa un giorno diventare una Milly Sunshine 2.0.