giovedì 5 giugno 2025

GP Belgio e Olanda 1955: due doppiette Mercedes in un'epoca travagliata

5 Giugno 1955 // diversamente da quanto avverrà settant'anni più tardi, a questo punto della stagione siamo solo al quarto evento, che poi è il terzo tra quelli che vengono disputati dai piloti che prendono regolarmente parte al campionato, dato che il terzo era Indianapolis.
L'ultimo evento non Indy è stato il GP di Montecarlo, due settimane prima, il 22 Maggio. Quattro giorni dopo, Alberto Ascari che era sopravvissuto al volo in mare, ha perso la vita testando una vettura. Era il 26 Maggio. Curiosamente anche l'altro pilota che volerà in mare a Montecarlo nel 1965, Paul Hawkins, troverà la morte alcuni anni dopo al volante proprio il 26 Maggio.


A Spa Francorchamps, di cui esiste un race recap di trenta minuti reperibile su Youtube, che alterna scene di vita quotidiana a quelle della gara, Eugenio Castellotti su Lancia scatta dalla pole position, ma sono le Mercedes di Juan Manuel Fangio e Stirling Moss a ritrovarsi 1/2 nel primo giro, posizioni che manterranno per tutta la durata della gara.
Castellotti non arriva nemmeno a metà, causa guasto al cambio mentre si trovava in terza piazza. Prende il gradino più basso del podio Nino Farina su Ferrari, davanti a uno dei compagni di squadra, Paul Frère.
Per la terza Mercedes, guidata da Karl Kling, è ritiro per un problema tecnico, mentre il quinto posto, ultimo che assegna punti, va alla Maserati, con Jean Behra che, dopo un incidente nei primi giri della gara, termina la gara stessa sulla macchina del compagno di squadra Roberto Mieres.

I commenti al video sono ovviamente incentrati in gran parte sul fascino dell'evento e su quanto sia bello potere vedere resoconti d'epoca che, a quanto pare, venivano trasmessi nelle sale cinematografiche, ai tempi in cui la televisione era ancora poco diffusa. Doveva essere molto pittoresco guardarsi un video simile sul grande schermo.
Frattanto la cittadinanza del posto guardava la gara dal vivo stando praticamente seduta a bordo pista, a pochi metri dalle macchine, al di là di balle di paglia quando c'erano, altrimenti nulla. Una parte dei commenti esaltava ovviamente l'assenza di sicurezza e il fatto che fosse da very uominy, tacciando chi considera la sicurezza importante di essere un social justice warrior. Di questo, tuttavia, ne riparliamo tra un po'.
Nessuna invasione animale registrata nel video, ma appare un branco di pollame di dubbia provenienza, probabilmente stava nel cortile di una delle case praticamente attaccate al circuito se non in mezzo allo stesso.


19 Giugno // due settimane dopo si corre a Zandvoort, di cui abbiamo un video di highlight di circa sei minuti, con la tripletta Fangio/ Moss/ Kling che fa 1/2/3 nelle qualifiche. In gara, comunque, solo Fangio e Moss rimangono 1/2, con l'inglese che all'inizio viene anche sopravanzato da Luigi Musso su Maserati, prima di riprendersi la posizione. Kling, invece, scivola indietro di qualche posizione e poi, a completare l'opera, si ritira a causa di un testacoda.
Anche Mieres viene immortalato in una sbinnata a gara inoltrata, ma quarto era e quarto rimane, primo pilota doppiato davanti a Castellotti. Qualora non fosse chiaro da quanto affermato in precedenza, Fangio, Moss e Musso salgono sul podio in questo esatto ordine.

Veniamo ai "social justice warrior" della sicurezza di cui parlavano gli esaltatori della morte nel video precedente. Questi due gran premi saranno avvenuti anche a distanza di appena due settimane l'uno dall'altra, ma due settimane sono un secolo, se consideriamo che cos'è accaduto tra un gran premio e l'altro.
Chi affermava "che bellohhhh quando gli spettatorihhhh rischiavano la vitahhhh senza problemihhhh" in relazione al GP del Belgio 1955 etava parlando di un evento avvenuto APPENA SEI GIORNI PRIMA della tragedia di Le Mans, nella quale sono morti oltre ottanta spettatori. Per quanto sia assolutamente legittimo parlare del fascino dei vecchi tempi, non mi sembra molto appropriato esaltare situazioni che all'epoca potevano causare morti non solo tra chi accettava il rischio in prima persona, ma anche tra chi voleva solo godersi lo spettacolo.


mercoledì 4 giugno 2025

Indycar 2025: #7 Gran Premio di Detroit

A distanza di appena una settimana dalla Cinquecento Miglia di Indianapolis vinta da Alex Palou (Ganassi), il campionato di Indycar è tornato con il settimo evento della stagione, che ha visto la seguente griglia di partenza:

1^ fila: Colton Herta - David Malukas
2^ fila: Kyle Kirkwood - Christian Lundgaard
3^ fila: Graham Rahal - Alex Palou
4^ fila: Rinus Veekay - Scott McLaughlin
5^ fila: Will Power - Scott Dixon
6^ fila: Marcus Armstrong - Christian Rasmussen
7^ fila: Marcus Ericsson - Louis Foster
8^ fila: Felix Rosenqvist - Alexander Rossi
9^ fila: Callum Ilott - Pato O'Ward
10^ fila: Kyffin Simpson - Jacob Abel
11^ fila: Santino Ferrucci - Robert Shwartzman
12^ fila: Devlin Defrancesco - Josef Newgarden
13^ fila: Conor Daly - Sting Ray Robb
14^ fila: Nolan Siegel

La location era Detroit, con il tracciato ricavato in parte sulle strade che negli anni '80 hanno ospitato anche il campionato di Formula 1... non so se avete presente, quel trash che a distanza di 40+ anni viene rivalutato perché ripensare a John Watson che vince dalle retrovie ha il suo perché. E prima che qualcuno mi accusi di confondere Detroit con Long Beach, preciso che una cosa del genere non accadrà mai, e che Watson ha vinto anche a Detroit partendo molto indietro sulla griglia, anche se non tanto indietro quanto a Long Beach.
Dopo avere fatto questa doverosa precisazione, direi che possiamo passare oltre e occuparci della gara, che prevedeva 100 giri e che è iniziata con Herta che manteneva la prima posizione, davanti a Kirkwood e Palou.



I leader erano su una strategia a tre soste partendo sulle soft, e hanno iniziato a fermarsi già intorno al 10° giro. Nel frattempo ci sono state due caution in rapida successione, la prima per un testacoda di Rosenqvist, la seconda poco dopo il restart per un contatto tra McLaughlin e Siegel, mentre al contempo c'era una ruota vagante persa da DeFrancesco. Davanti c'erano, su altra strategia, Rasmussen, Rahal e Foster, con Rahal che a un terzo di gara ai box ha avuto problemi ed è stato fermo piuttosto a lungo.
Rasmussen ha leaderato fino al 40° giro quando si è fermato ai box, dopodiché ha verniciato un muretto, ma senza dare danni. Kirkwood, Herta e Power erano i primi tre dopo i pitstop dei piloti sull'altra pitstop window, con Palou quarto. Dopo la successiva sosta Power sopravanzerà Herta.

Al 67° giro Ilott (Prema) è andato a sbattere contro le barriere, provocando una caution e ritirandosi. I piloti di testa sono rientrati ai box per la terza sosta, mentre Ferrucci, Simpson e Armstrong che si erano fermati da poco si sono ritrovati 1/2/3.
Seguivano Kirkwood, Power, Herta e Palou, che poco dopo il restart è stato speronato da Malukas finendo nelle barriere, con conseguente nuova caution. Dopo il successivo restart, Kirkwood è andato a prendersi la testa della gara, non prima di un contatto con Simpson dove ha danneggiato lievemente l'ala anteriore.
Anche Power ha rimontato posizioni andando a prendersi la seconda piazza.

All'83° giro la gara è stata redflaggata per uno spaventoso incidente dopo che Foster (Rahal Letterman) ha perso il controllo della vettura a causa di un cedimento e ha travolto Rosenqvist (Meyer Shank) con entrambi che sono finiti duramente nelle barriere. I due piloti sembrano non avere riportato conseguenze fisiche.
Nella parte finale della gara, dopo il restart (89° giro), Kirkwood ha proseguito indisturbato verso la vittoria, mentre un duello a tre per il secondo posto ha visto Ferrucci prevalere nei confronti di Herta e Power.
Oltre ai piloti menzionati in corso d'opera, anche Veekay (Coyne), Rasmussen (Carpenter) e DeFrancesco (Rahal Lettermann) sono stati costretti al ritiro. Questo è il risultato finale limitato ai piloti giunti fino al traguardo:

1. Kirkwood/ Andretti, 2. Ferrucci/ Foyt, 3. Herta/ Andretti, 4. Power/ Penske, 5. Simpson/ Ganassi, 6. Armstrong/ Meyer Shank, 7. O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Lundgaard/ Arrow McLaren, 9. Newgarden/ Penske, 10. Rossi/ Carpenter, 11. Dixon/ Ganassi, 12. McLaughlin/ Penske, 13. Ericsson/ Andretti, 14. Malukas/ Foyt, 15. Robb/ Juncos, 16. Shwartzman/ Prema, 17. Daly/ Juncos, 18. Abel/ Coyne, 19. Siegel/ Arrow McLaren, 20. Rahal/ Rahal Letterman.

NB. Ferrucci ha mantenuto la posizione nonostante una penalità di punteggio per un'irregolarità tecnica.




martedì 3 giugno 2025

Formula E 2025: eprix di Tokyo (#8 e #9) e di Shanghai (#10 e #11)

Nel corso del weekend del 17/18 Maggio e di quello del 31 Maggio/ 1 Giugno si sono svolti due appuntamenti della Formula E, entrambi double header, prima a Tokyo e poi a Shanghai. Nell'evento giapponese, Oliver Rowland ha ottenuto il miglior tempo nelle prove libere e, quando la qualifica è stata cancellata per maltempo, questo miglior tempo è stato convertito in pole position per la gara di sabato.
Seguivano Edoardo Mortara (Mahindra), il compagno di squadra del poleman Norman Nato (Nissan), Taylor Barnard (McLaren), Nyck De Vries (Mahindra), Sebastien Buemi (Envision), Dan Ticktum (Cupra Kiro), Jean-Eric Vergne e il compagno di squadra Maximilian Gunther (DS Penske), infine Robin Frijns (Envision) a completare la top-ten sulla griglia di partenza. La gara, che si è svolta sotto la pioggia, è iniziata dietro la safety car e sono trascorsi alcuni giri prima che la vettura di sicurezza rientrasse.
In questa occasione era imposto il pitboost e Stoffel Vandoorne (Maserati) partito dalla quattordicesima casella della griglia era su una strategia totalmente diversa dagli avversari. Ha infatti usato molto l'energia nella prima fase di gara e anticipato la sosta. Quanto Gunther è rimasto fermo, costringendo la direzione gara a dare bandiera rossa, l'ex pilota della McLaren in Formula 1 era l'unico che aveva già smarcato il pitstop.
Con le soste altrui, si è ritrovato con una leadership abbondante e, nonostante una sbinnata, ha vinto senza problemi precedendo Rowland, Barnard, Buemi, Ticktum e Mortara. In ottava piazza si è classificato Antonio Felix Da Costa (Porsche) che era partito oltre la top-ten, seguito da Vergne, Frijns e da Nick Cassidy (Jaguar) che era partito ugualmente oltre la top-ten. De Vries era settimo al traguardo, ma a causa di una penalità per un incidente con Mitch Evans (Jaguar) ha avuto una penalità che l'ha fatto scivolare undicesimo.

L'indomani - giornata asciutta - abbiamo avuto una normale sessione di qualifiche per la gara domenicale, ma non è cambiato il fatto che Rowland sia partito dalla pole position, battendo Ticktum agli scontri diretti anche grazie a un incidente di Dan. Pascal Wehrlein (Porsche) si è classificato terzo davanti a Vergne, mentre Mortara è stato affiancato da Lucas Di Grassi (Lola) con Da Costa e Nato a completare la top-8. Barnard e il compagno di squadra Sam Bird hanno completato la top-ten sulla griglia di partenza.
La gara ha visto Rowland rinunciare alla leadership nella sua prima parte per una gestione differente degli attack mode. Mentre inizialmente si sono alternati in testa Ticktum e Wehrlein, in seguito Rowland è tornato in auge e si è riportato nuovamente leader. A gara ormai inoltrata era seguito molto da vicino da Wehrlein, Barnard e Ticktum, con Dan autore di un sorpasso su Taylor, che è stato tamponato da Mortara ed è andato a finire contro le barriere. Entrata la safety car, c'è stato un restart nel quale Rowland ha mantenuto brillantemente la testa della gara ed è andato a vincere davanti a Wehrlein e Ticktum, quest'ultimo autore del suo primo podio nella categoria.
Jake Dennis (Andretti) che partiva quattordicesimo ha completato la gara al quarto posto, mentre Mortara è giunto quinto al traguardo ma a causa della penalità è scivolato indietro di parecchie posizioni uscendo dalla zona punti, dove invece si sono classificati Di Grassi, Vergne, Cassidy, Bird, Buemi e Gunther. Mortara ha chiuso soltanto dodicesimo, dietro anche a Nico Muller (Andretti). Il vincitore del giorno precedente Vandoorne si è ritirato in questa occasione a causa di un incidente.

Gunther ha conquistato la pole position per la gara del sabato a Shanghai, dove si gareggia nello stesso circuito della Formula 1 ma con un differente layout, precedendo Bernard, Wehrlein, Cassidy, De Vries, Rowland, Dennis e Beckmann come piloti della top-8. Jake Hughes (Maserati) si è classificato in nona piazza e Vergne ha completato le prime dieci posizioni.
La gara ha visto Gunther sopravvivere ai vari attack mode e al pitboost perdendo la leadership nella parte centrale della gara, per poi andare a riprenderla in una fase più avanzata. Il suo compagno di squadra Vergne, che pare essere stato a un certo punto della gara coinvolto a qualche titolo in un contatto tra Cassidy e Mortara, ha conquistato nelle fasi conclusive della gara il secondo posto, beffando Barnard - poi terzo - e Ticktum che erano in lotta per la seconda posizione, quest'ultimo giunto quarto al traguardo, comunque un brillante risultato considerando che era soltanto ventunesimo sulla griglia di partenza.
Il leader della classifica Rowland ha portato a casa una quinta piazza, mentre Nato, Bird, De Vries, Buemi e Frijns hanno completato la zona punti.

La gara della domenica è partita in ritardo per le avverse condizioni meteo. Sono partiti dalla top-ten Cassidy, Da Costa, Wehrlein, Di Grassi, Hughes, Vergne, De Vries, Vandoorne, Gunther e Muller, dietro alla safety car che è rimasta in pista per diverso giri.
Cassidy ha mantenuto stabilmente la pole position, mentre nel corso della gara si sono viste parecchie sbinnate. Una delle prime è stata quella di De Vries, che è riuscito a ripartire senza colpire nulla. Se ne sono visti altri nel corso della gara e quando Gunther(?) ha danneggiato la macchina gli è stata esposta bandiera nera cerchio arancione, a suo tempo cavallo di battaglia di Gianfranco Mazzoni che amava menzionarla nel corso delle telecronache, spesso anche in maniera non troppo contestualizzata.
Tra i piloti che si sono esibite in tardive sbinnate ci sono stati anche Bird e Vandoorne. Stoffel è riuscito tuttavia a mantenere una posizione rispettabile concludendo in zona punti.
Cassidy ha vinto la gara con Wehrlein e Da Costa a completare il podio. Hughes, Vergne, Muller, Vandoorne, Frijns, Di Grassi e Barnard hanno completato la zona punti. Rowland ha chiuso la gara soltanto tredicesimo ma rimane in testa alla classifica con un vantaggio abissale, +68 su Wehrlein, con quasi il doppio dei punti di Da Costa e Barnard che si trovano quarto e quinto.
Con il termine del weekend di Shanghai, David Beckmann (Cupra Kiro) e Zane Maloney (Lola), che prima di questi ultimi due double header erano gli unici piloti a non avere mai ottenuto un solo punto in questa stagione, permangono gli unici due piloti a non avere segnato un solo punto.


lunedì 2 giugno 2025

Formula 2 2025: l'evento al Circuit de Catalunya

Per il terzo fine settimana consecutivo la Formula 2 ha gareggiato come contorno della Formula 1, in questa occasione in Spagna, con Arvin Lindblad (Campos) autore della pole position valevole per la gara feature della domenica.
Dietro di lui si sono qualificati Sebastian Montoya (Prema), Kush Maini (DAMS), Roman Stanek (Invicta), Alexander Dunne (Rodin) che per l'incidente innescato al via della feature race di Montecarlo doveva scontare una retrocessione di dieci posizioni nella sprint, alle quali si è aggiunta una nuova penalità di tre posizioni per entrambe le gare per un incidente in qualifica, Richard Verschoor (MP Motorsport), Jak Crawford (DAMS), Luke Browning (Hitech), Joshua Durksen (AIX) e Leonardo Fornaroli (Invicta) a completare la top-ten e di conseguenza la reverse grid per la sprint race del sabato.

Browning ha preso inizialmente la testa della gara, ma gli è succeduto Crawford dopo pochi giri, mentre Fornaroli e Durksen partiti dalla prima fila erano al momento 3/4. Dietro di loro Maini, Miyata, Stanek e Lindblad completavano la zona punti virtuale nella prima parte della gara. Poco dopo la metà, Durksen è rientrato ai box rimanendo fermo diversi giri per un guasto, mentre Lindblad è venuto a contatto con Verschoor, precipitando nelle retrovie. Verschoor invece risale in ottava piazza, quindi in zona punti.
Un contatto tra compagni di squadra, Montoya vs Minì in lotta per la decima piazza, ha fatto entrare la safety car per la vettura ferma dell'italiano e Verschoor, Dunne e alcuni piloti delle retrovie tra cui lo stesso Montoya sono rientrati per un cambio gomme, mettendo le soft, cosa che ha permesso loro di rimontare parecchie posizioni. Verschoor e Dunne, decimo e undicesimo al restart, sono risaliti in breve tempo portandosi 1/2, mentre Rafael Villagomez partito ultimo ha conquistato il gradino più basso del podio.
Crawford ha portato a casa una quarta piazza davanti a Montoya, poi scivolato undicesimo per una penalità. Quinto è risalito quindi Martins, mentre Browning, Fornaroli e Lindblad hanno concluso la zona punti.

Per la gara feature Lindblad partiva dalla pole position davanti alla già citata prima parte della griglia. Il suo compagno di squadra Pepe Martí era invece qualificato undicesimo davanti a Dino Beganovic (Hitech), Oliver Goethe (MP Motorsport), Ritomo Miyata e il compagno di squadra Victor Martins (ART), Max Esterson (Trident), Amaury Cordeel (Rodin), Gabriele Minì (Prema), Sami Meguetounif (Trident), Cian Shields (AIX), infine John Bennett e il compagno di squadra Villagomez (Van Amersfoort).
Lindblad ha mantenuto la testa della gara davanti a Montoya, con a seguire Verschoor, Stanek e Browning. Fornaroli è stato penalizzato con uno stop and go per start procedure infringiment ritrovandosi immediatamente nelle retrovie.
Nel corso della gara si sono viste due strategie, quella dei piloti partiti sulle soft che hanno fatto la sosta presto, come i leader, e quelli che invece erano partiti con le gomme più dure e che, fermandosi più avanti, avevano le gomme più performanti nelle fasi finali.
Piloti come Crawford e Dunne erano più veloci dei primi, ma una tardiva safety car - Fornaroli era fermo - ha congelato le posizioni anzitempo. Lindblad ha vinto davanti a Montoya (al secondo podio nella categoria), Verschoor, Crawford, Dunne, Martí, Maini, Martins, Miyata e Minì.


domenica 1 giugno 2025

Formula 1 2025: #9 Commento al Gran Premio di Spagna

Dopo diversi giorni in cui sia addetti ai lavori sia addetti al ruolo di capiscer sui social hanno vaneggiato a proposito di modifiche da apportare al layout del circuito di Montecarlo, proponendo soluzioni quali l'abbattere palazzi per allargare le strade o la costruzione di tratti di pista in stile palafitta sul mare, il triple header è arrivato al Circuit de Catalunya per il fine settimana del 1° giugno. Naruralmente chi non era impegnato a discutere del layout del tracciato monegasco si dedicava alla direttiva secondo cui la McLaren sarebbe stata immensamente penalizzata e il mondiale si sarebbe riaperto a favore della Ferrari, perché si sa che quando le cose cambiano in corso d'opera allora la Rossa ha sempre il mondiale in tasca.
Hulkenberg: "Più o meno allo stesso modo in cui io ho in tasca il podio."
Sabato è uscito in Q1, ma who kers, era solo sabato. Ha portato con sé Ocon, Sainz, Colapinto e Tsunoda. Questo è riuscito a classificarsi ultimo nonostante la macchina di Colapinto si fosse spenta mentre cercava di uscire dalla pitlane.
In Q2 non ci sono state enormi sorprese, con Albon primo degli esclusi davanti a Bortoleto, Lawson, Stroll e Bearman. Per qualche ragione Albon ha iniziato a inveire via radio contro quest'ultimo.
Albon: "Hai tirato la coda a tutti i miei gatti, uno dopo l'altro."
Bearman: "Se volessi tirare la coda a tutti i tuoi gatti e iniziassi adesso, finirei a dicembre nel corso del GP di Abu Dhabi."
Intanto la qualifica continuava senza che nessuno si preoccupasse per i gatti di Albon. Piastri ha fatto un giro mostruoso procacciandosi la pole verso la fine della Q3, precedendo Norris, segno che la crisi della McLaren tanto preventivata era una leggenda metropolitana. Verstappen e Russell hanno fatto lo stesso identico tempo e sono stati piazzati 3/4 perché Russell è stato il secondo a fare il tempo, mentre hanno completato la top-ten Hamilton, Antonelli, Leclerc, Gasly, Hadjar e Alonso. Leclerc e Alonso hanno fatto un solo tentativo e in finale di sessione non erano in pista, i tifosi spagnoli urlavano come dei pazzi al momento in cui Alonso ha fatto il tempo, che allora era il quinto.

Soltanto una Aston Martin ha preso il via alla gara, sabato sera è stato annunciato che Stroll non sarebbe stato presente al via. Su Zuckerbook ho visto gente celebrare l'evento e ridicolizzare il povero (in senso figurato) Lance... il tutto mentre la ragione del suo forfait è legata a problemi fisici dovuti alla caduta in bicicletta del pre-season 2023. Allora aveva subito un intervento chirurgico a un polso e pare che dovrà operarsi ancora una volta.
Qualcuno si è indignato perché il team non ha messo in pista al posto suo per la gara Gabriel Bortoleto urlando allo skandalohhhh e al kompl8, quando in realtà per regolamento un pilota per prendere parte alla gara deve avere disputato le qualifiche (o verosimilmente le prove libere, a condizione che nessuno abbia disputato le qualifiche, dato che esiste la possibilità per piloti non qualificati di essere ammessi alla gara su discrezione dei commissari). L'ultima volta che era successa una cosa del genere - pilota qualificato, DNS/ withdrew dovuto a problemi di salute (e non quindi a incidenti che avessero messo fuori gioco anche la vettura) - non era neanche stata millemila anni fa, ma al GP di Abu Dhabi 2021, quando nessuno poté rimpiazzare alla Haas il qualificato Nikita Mazepin dopo che questo la domenica mattina finì in quarantena positivo al coronavirus. Ne approfitto per ricordare che ai tempi il terzo pilota della Haas era Pietro Fittipaldi, la cui esistenza è ormai qualcosa di molto vago nell'immaginario collettivo... nonostante facendo qualche ricerca pare che sia tuttora il pilota di riserva della Haas.

Alla partenza Piastri ha conservato la posizione, Verstappen si è inserito secondo davanti a Norris e dopo ha accennato un attacco su Piastri prima che il gap tra loro incrementasse. Anche Russell e Antonelli hanno avuto la brutta pensata di perdere posizioni e ci siamo ritrovati con gli Hamilerc 4/5 con tanto di solite discussioni a proposito di un driver swap, con Hamilton che prima ha tentato di difendersi da Leclerc, poi dai box gli hanno ricordato che il suo dovere era lasciarlo passare per rispetto di noi telespettatori che altrimenti avremmo dovuto sorbirci per un'ora lamentele dei telecronisti perché Leclerc aveva la vittoriahhhh in tascahhhh.
I telecronisti ne sono stati molto soddisfatti perché Norris si stava avvicinando a Verstappen e parlare di un mancato driver swap avrebbe sottratto tempo all'argomento uomohhhh kontrohhhh makkinahhhh. In breve tempo la makkinahhhh si è ritrovata con i piloti 1/2 e lontani abbastanza da non doverci sorbire teorie del kompl8.
Mentre nelle retrovie prima e a centro griglia poi si fermavano ai box, davanti il primo a fermarsi è stato Verstappen e poco dopo le Ferrari. I McLaren bros sono rientrati a circa un terzo di gara subendo undercut, con Verstappen leader seguito dalle McLaren, dalle Ferrari e dalle Mercedes, con Verstappen unico a montare di nuovo le soft invece di passare alle medium.
In attesa della seconda sosta di Verstappen, avvenuta prima di metà gara, Lawson e Albon hanno pensato bene di animarla con un contatto nel quale l'ala anteriore del gattaro è andata a pezzi. Considerando che la sua gara era iniziata con una sosta dopo un giro per una rottura dell'ala anteriore, non è andata molto bene. A peggiorare la situazione, è anche stato costretto al ritiro. Frattanto Lawson ha proseguito la gara andando a litigare con Bearman. Dietro di loro, Alonso li guardava con i popcorn in mano sperando che si facessero fuori a vicenda e di rientrare a caso in top-ten dopo avere passato la prima parte della gara a girare a caso per l'erba.

Da un certo punto in poi è stato chiaro che Verstappen era su tre soste e gli altri front runner su due. Prima si sono fermati le Ferrari e Russell, Hamilton ultimo a fermarsi perché aveva un set di soft e ha subito undercut da Russell e da tutte le sue -L.
Verstappen ha anticipato di poco le McLaren e ne ha approfittato per avvicinarsi a Norris. I due a un certo momento si sono trovati davanti Lawson e Bearman che litigavano tra di loro.
Norris: "Ma questi?! Max, per caso tu li conosci?"
Verstappen: "No, non li ho mai visti prima."
Norris: "Va beh, lasciamoli nelle mani di Alonso."
Alonso: "Ne ho appena superato uno che ruggiva come un orso e che prima della fine della giornata si prenderà una penalità per track limits! Però sono solo dodicesimo e per come stanno le cose non entrerei in zona punti a caso nemmeno se Antonelli rompesse il motore e parcheggiasse nella ghiaia."
Quando ciò è accaduto è entrata la safety car e tutti si sono precipitati ai box. Verstappen ha messo le hard perché non aveva altre gomme e ha iniziato a tenere un comizio via radio sul fatto che, con la mescola hard, sarebbe stato molto probabile ritrovarsi a novanta.
Fatti sdoppiare i doppiati e restituendo quindi un barlume di dignità alla gara di Tsunoda, al restart la top-ten era Piastri, Norris, Verstappen, Leclerc, Russell, Hamilton, Hadjar, Hulkenberg, Gasly e Lawson. I due McLaren Bros non hanno avuto troppe difficoltà, Verstappen invece c'è mancato poco che partisse in una sbinnata. Ha fatto a ruotate con Leclerc, ha sbraitato contro Leclerc facendo al contempo a ruotate con Russell, ha sbraitato contro Russell ed è rimasto davanti a questo pur avendo tagliato per le campagne.
A completare l'opera, quando alla radio gli hanno ordinato di lasciarlo passare, Verstappen è stato affiancato da Russell... e niente, altra sportellata.
Russell: "WTF?!?!?! Sono appena stato kvyatizzato?"
Verstappen: "Non ho niente da dire in proposito."
Sainz: "YAAAAYYYYY!"
Tsunoda: "Cos'è successo? Dietro di me uno psicopatico si è appena messo a urlare a random."
Sainz: "Il mio Yd0l0 è in zona punti, ormai non credevo più che potesse accadere una cosa simile."
Hamilton: "Anch'io non credevo che Hulkenberg mi superasse a bordo di una Sauber, ma se proprio dobbiamo buttarla in caciara sarebbe bello se almeno facesse podio."
Purtroppo non ha fatto podio, ma è arrivato sesto al traguardo, quinto quando Verstappen è stato penalizzato con dieci secondi post-gara per la sua manovra ignorante contro Russell, ritrovandosi decimo e con tre punti persi sulla Superlicenza, arrivando a un totale di undici, quindi a un passo dal race ban.


RISULTATO: 1. Oscar Piastri/ McLaren, 2. Lando Norris/ McLaren, 3. Charles Leclerc/ Ferrari, 4. George Russell/ Mercedes, 5. Nico Hulkenberg/ Sauber, 6. Lewis Hamilton/ Ferrari, 7. Isack Hadjar/ Racing Bulls, 8. Pierre Gasly/ Alpine, 9. Fernando Alonso/ Aston Martin, 10. Max Verstappen/ Redbull, 11. Liam Lawson/ Racing Bulls, 12. Gabriel Bortoleto/ Sauber, 13. Yuki Tsunoda/ Redbull, 14. Carlos Sainz/ Williams, 15. Franco Colapinto/ Alpine, 16. Esteban Ocon/ Haas, 17. Oliver Bearman/ Haas, Rit. Kimi Antonelli/ Mercedes, Rit. Alexander Albon/ Williams.


sabato 31 maggio 2025

Indy 500 edizione 1969: la vittoria di Mario Andretti prima della maledizione

Prima che termini il mese di maggio, credo che sia più che opportuno andare a scoprire un'altra edizione vintage della Cinquecento Miglia di Indianapolis... e perché non andare nel 1969? Ammetto di avere deciso di scegliere proprio quell'edizione per un aneddoto a mio parere estremamente interessante, per poi andare a riscoprire che cosa sia successo in quell'evento.
In prima fila erano affiancati nientemeno che il poleman A.J. Foyt, Mario Andretti e Bobby Unser. Nelle posizioni più basse dello schieramento c'erano inoltre ben due campioni del mondo di Formula 1, Jack Brabham e Denny Hulme.
Andretti gareggiava per il team di Andy Granatelli e Clive Brawner, e ho altri due aneddoti da raccontare in proposito, uno estremamente colto e raffinato riguardo la signora Kay Brawner, uno relativo ai cazzoni che commentavano il motorsport sui social il giorno della morte di Andy Granatelli, nel lontano 2013.

All'edizione del 1969, Al Unser non ha partecipato alla gara perché si era fratturato una gamba in un incidente in moto nei giorni immediatamente antecedenti alle qualifiche. Viene considerato l'infortunio più grave avvenuto alla Indy 500 di quell'anno. Marione, invece, si è infortunato in un incidente nelle free practice, quando ha sbattuto violentemente e la macchina ha preso fuoco. Ai vecchi tempi i piloti portavano caschi aperti, quindi Andretti ha riportato abrasioni e ustioni al volto.
Questo non ha intaccato la sua presenza in gara, né la sua partenza dalla seconda piazza della griglia, ma Marione ha deciso di non prendere parte in quelle condizioni alla classica foto in cui i front runner posano accanto alle monoposto... e niente, ha mandato il gemello Aldo al posto suo a fargli da "controfigura". Trovo tutto ciò estremamente pittoresco! *-*

Copyright sconosciuto,
se lo conoscete scrivetelo nei commenti

Dopo una leadership iniziale di Andretti, durata pochi giri, Foyt è passato in testa restandovi lungamente, anche se poi a metà gara ha avuto problemi con la monoposto, rimanendo lungamente fermo ai box.
Altro contendente alla vittoria era Lloyd Ruby, che tuttavia è stato messo out da un incidente durante il rifornimento, quando come un Felipe Massa qualsiasi per le strade di Singapore è stato fatto ripartire con il bocchettone della benzina ancora attaccato alla vettura!
Andretti si è ritrovato con un vantaggio abissale nei confronti degli inseguitori e nemmeno rischiare di finire a muro e investire Brawner nell'ultima sosta hanno potuto mettere fine ai suoi sogni di gloria. È andato a vincere con due minuti di vantaggio nei confronti del secondo classificato, Dan Gurney su Eagle, mentre Bobby Unser con la Lola ha completato il podio.

I soci Granatelli e Brawner hanno diviso le proprie strade un anno più tardi e, quando Marione si è schierato dalla parte di Granatelli, la moglie di Brawner non è che l'abbia presa molto bene! Secondo una leggenda metropolitana, la signora Kay avrebbe lanciato una maledizione contro la famiglia Andretti. Mario non ha mai più vinto la Indy 500 nonostante abbia continuato a gareggiare fino agli anni '90 e anche i suoi discendenti non ci sono riusciti, nonostante in alcune occasioni ci siano andati vicini.
La più clamorosa risale forse al 2006, quando il figlio Michael e il nipote diciannovenne Marco erano 1/2 nelle fasi conclusive della gara. Michael è stato il primo a perdere la posizione per opera di Marco, ma poi entrambi sono stati superati da Sam Hornish Jr, nel caso di Marco il sorpasso è avvenuto nell'ultimo giro.
Andy Granatelli è morto all'età di novant'anni il 29 dicembre 2013. Ricordo qualche simpaticone sui social che tacciava chi parlava dell'incidente sciistico di Michael Schumacher - avvenuto lo stesso giorno - ma non della carriera di Granatelli di essere Formula 1-centrico quindi ignorante quindi indegno di essere ascoltato.


venerdì 30 maggio 2025

Indy 500 edizioni 1965 e 1966 // Indianapolis ai tempi di Clark e Hill

Ai vecchi tempi la Cinquecento Miglia di Indianapolis non si svolgeva nel Memorial Sunday, quanto piuttosto il 30 maggio. Se il 30 maggio cadeva di domenica, la gara veniva disputata il giorno successivo, il 31 maggio, che di conseguenza era l'ultimo lunedì di maggio, quindi il Memorial Day. Oggi intendo parlare delle edizioni del 1965 e 1966, la prima delle quali si è svolta il 31 maggio, mentre l'altra invece è stata disputata il 30.
Qualora siate interessati a vederli, vi informo che su youtube si trovano degli highlight, che mi sono guardata per entrambe le edizioni, scoprendo tra l'altro che in quella del 1965 facevano la prima apparizione nientemeno che Mario Andretti e Al Unser. Quest'ultimo aveva compiuto ventisei anni il giorno precedente alla gara, peraltro.


Come importante cambio regolamentare rispetto alla stagione precedente è stato imposto l'obbligo di effettuare due pitstop. Per quanto la decisione sia avvenuta per ragioni di sicurezza legate al quantitativo di carburante imbarcato, non ha potuto fare a meno di strapparmi una risata!
A.J. Foyt, tornato alle competizioni dopo un serio incidente qualche mese prima, ha conquistato la pole position precedendo Jim Clark, Dan Gurney e Marione... niente male come concorrenti, specie nella prima parte della griglia. A inizio gara c'è stato un accenno di duello Foyt vs Clark, ma poi è stato lo scozzese a prendere stabilmente la testa della gara.
Ha effettuato solamente due rifornimenti di carburante nel corso della gara, entrambi piuttosto rapidi e senza intoppi. Ha lasciato la testa della gara solo in occasione di una sosta e successivamente è rimasto in prima posizione, in una gara senza grossi incidenti, a parte quello di Bud Tingelstad.


L'incidente è stato innescato quando una ruota si è staccata dalla macchina, facendolo uscire di strada. La vettura mi ha colpito perché, nel vederne le immagini, vi ho accidentalmente letto a primo impatto "Red Bull", invece di quello che vi era scritto effettivamente, ovvero "Red Ball".
Clark frattanto, come anticipato, era ancora in testa alla gara e vi è rimasto fino al momento della bandiera a scacchi, vincendo al volante della Lotus, con quasi due minuti di vantaggio sul secondo classificato, Parnelli Jones, su Kuzma, attardato anche dalla fine del carburante, riuscendo appena a vedere il traguardo.
Marione, su Brawner, ha conquistato la terza piazza, dopo essere stato per tutta la gara tra le prime posizioni e venendo proclamato Rookie of the Year.


Un anno più tardi, alla 50^ edizione della gara, Andretti ha conquistato la pole position, anche se poi si sarebbe ritirato in corso d'opera, mentre Clark partiva dalla seconda piazza, dopo la vittoria dominante dell'anno precedente. Il via della gara è stato abbastanza caotico, un po' stile Formula 2 a Montecarlo 2025, con sedici vetture coinvolte in un incidente e undici incapaci di ripartire.
Nessun pilota è rimasto ferito nell'incidente, ma Foyt si è infortunato a una mano mentre si allontanava scavalcando una rete. Pare che uno spettatore sia stato colpito da una ruota, ma non si hanno notizie su cosa ne sia stato di lui. C'è stata una bandiera rossa e un redflag delay di quasi un'ora e mezza.
Tra i leader di lunga durata ci sono stati Lloyd Ruby e poi nientemeno che Jackie Stewart, poi costretto al ritiro a pochi giri dalla conclusione. A ereditare la leadership è stato il rookie Graham Hill, che ha vinto precedendo Clark con un vantaggio abbondante, gareggiando al volante di una Lola.


Attenzione, però, che il *drama* non è mancato, perché in casa Lotus erano convinti che Clark fosse in testa! Nello specifico, considerando che ai tempi le posizioni erano indicate in maniera più rudimentale, pensavano che al momento in cui Clark aveva tagliato il traguardo del 200° giro, Hill fosse quasi un giro più indietro e ne avesse completati 199, nonostante Jim avesse superato indenne due diversi testacoda che gli avevano fatto perdere tempo in precedenza.
Esistono diverse scuole di pensiero su cosa possa essere accaduto e la teoria più plausibile è che, in occasione del secondo incidente di Clark, il team non abbia visto Hill che lo sopravanzava. Altre, più estrose, sostengono che un passaggio di Clark non sia stato conteggiato, attribuendolo al compagno di squadra Al Unser immediatamente dopo che questo era uscito per incidente. Una teoria contrapposta è che in casa Lotus abbiano conteggiato erroneamente un giro di Unser come se fosse di Clark.
Colin Chapman non ha mai fatto ricorso e, stando a quanto ho letto su Forum Autosports, sembra esistano foto di Clark che prendeva parte ai festeggiamenti di Hill, quindi deduco che credessero nella vittoria del loro avversario e, ancora più importante, l'accaduto non ha intaccato lo status di best friends forever degli Hillark. <3