sabato 21 maggio 2022

Gli undercut ai tempi della Royal Couple // GP Germania 1989

Carissimi servizi di piatti che la Royal Couple si lancia addosso ininterrottamente dagli albori della stagione, oggi facciamo un'incursione nel 1989 - subito dopo la metà del campionato - e nello specifico per parlare di una gara che ho visto già qualche tempo fa, la sera del GP di Miami, in SoVrApPoSiZiOn3 con il vero orario del gran premio, mentre aspettavo con pazienza che arrivasse l'orario del gran premio anche su TV8, qualcosa come un'ora e mezza più tardi. Nello specifico ho trovato la telecronaca in italiano dei primi 27 giri della gara (in totale erano 45) e poi ho visto quello che rimaneva in un video di highlight. Se non sbaglio nella telecronaca italiana Mario Poltronieri era insieme al giornalista Nestore Morosini. Gli highlight invece erano con la telecronaca britannica di Murray Walker e James Hunt.

Non sono qui però per parlare di telecronaca, quanto piuttosto degli eventi che si sono svolti a Hockenheim in una domenica di parecchi anni fa e inizio informandovi che la gara è iniziata con le McLaren 1/2, le Ferrari 3/4 e le Benetton e le Williams in ordine sparso nelle quattro posizioni: Senna, Prost, Berger, Mansell, Boutsen, Pirro, Nannini, Patrese. Pirro sembra essere appena uscito vincente da un duello con il compagno di squadra Nannini e di lì a pochi giri è a tu per tu con Boutsen. I due si toccano e il pilota dela Williams è costretto al ritiro. Pirro riesce invece a proseguire, mentre poco dopo è l'altra Benetton a vedere la propria gara terminare anzitempo. Nannini ha infatti un guasto, il che significa che attualmente dietro alle due McLaren e alle due Ferrari sono rimaste una sola Benetton e una sola Williams, a completare quella che è la zona punti virtuale.

Entrambi i piloti McLaren ed entrambi i piloti Ferrari sono piuttosto vicini l'uno all'altro, con rispettivamente Senna e Berger che cercano di scappare a gambe levate. La "fuga" di Berger si interrompe tuttavia all'incirca a un terzo di gara, quando a causa della foratura di una gomma esce violentemente di pista: ancora un ritiro in una stagione che finora non gli ha riservato la benché minima soddisfazione. Nel frattempo Prost prosegue negli scarichi di Senna, ma non c'è verso di passare davanti. È allora, esattamente a questo punto, che nella Formula 1 anni '80 accade qualcosa di molto attuale: Prost rientra ai box a cambiare gomme, mentre Senna rimane in pista ancora per qualche giro, prima di fermarsi a propria volta. Durante la sua sosta c'è un problema con il fissaggio di una ruota e torna in pista dietro al compagno di squadra: oggi lo chiamiamo undercut.

Anche Mansell si è già fermato per un cambio gomme, quindi le McLaren sono ancora 1/2 a parti inertite. Adesso è Senna che cerca di rimontare, ma la cosa al momento non sembra andare a buon fine. C'è comunque chi se la passa peggio: Pirro infatti ha un notevole schianto nel quale travolge anche dei pannelli di polistirolo. Soccorso dai commissari viene in seguito portato al centro medico. Sembra che non abbia niente di rotto. È nientemeno che il decimo ritirato della giornata, sono già uscite di scena una Ligier (Grouillard), una Dallara (Caffi), entrambe le Lola Larrousse (Alboreto e Alliot), una Onyx (Johansson) e una Tyrrell (Palmer), tutti per guasti random. Poco dopo l'incidente di Pirro, è anche il turno del ritiro di entrambe le March-Leyton House, sia Gugelmin sia Capelli escono di scena per problemi tecnici. Seguirà un ritiro per incidente per Nakajima sulla Lotus, poi il ritiro di Modena sulla Brabham e Cheever sulla Arrows.

Attenzione però, perché la situazione è molto meno statica di quanto potrebbe sembrare. Ci siamo lasciati con Senna all'inseguimento di Prost e mentre la gara si avvicina al finale sembra che questo inseguimento stia iniziando ad avere l'effetto sperato. Il gap cala giro dopo giro e sulla vettura di Prost sembra esserci qualche tipo di problema - si scoprirà infatti un malfunzionamento del cambio. Senna gli si porta quindi negli scarichi e lo supera senza difficoltà a due giri dalla fine. Prost è costretto a rallentare, ma ha un gap abissale nei confronti di Mansell e conserva quindi la seconda posizione davanti al ferrarista. La zona punti viene completata dalla Williams di Patrese, dalla Lotus di Piquet e dalla Arrows di Warwick, con a seguire la Dallara di De Cesars, la Brabham di Brundle, la Minardi di Martini, la Tyrrell di Alesi e la Ligier di Arnoux come ultime vetture che vedono la bandiera a scacchi.


venerdì 20 maggio 2022

Predestinati e scimmie ammaestrate

Lo scorso weekend si è svolto l'Historic GP a Montecarlo, di fatto un'esibizione di monoposto vintage che, divise per gruppi basati sul periodo storico delle monoposto stesso, gareggiano sulle "anguste stradine del Principato", giusto perché citare Mazzoni ogni tanto fa sempre bene. Si tratta di un evento che, per la sua natura di rievocazione storica, non genera polemich-... si tratta di un evento che, nonostante sia una rievocazione storica, genera polemiche di vario tipo, perché evidentemente 1) c'è gente che vuole fare necessariamente polemica su qualsiasi cosa, 2) c'è gente che sfrutta qualsiasi cosa pur di fare polemica, 3) c'è gente senza il benché minimo senso critico, 4) c'è gente totalmente inconsapevole dell'esistenza delle mezze misure.

Innanzi tutto c'è la solita gente che da un po' di tempo a questa parte ha deciso di combattere la propria personale crociata contro il circuito di Montecarlo e di farlo fino allo sfinimento. Da chi sostiene che si tratti di un circuito obsoleto che non dovrebbe ospitare una gara valevole per la Formula 1 contemporanea, mi aspetterei che si lamentasse solo quando si svolge una gara di Formula 1 contemporanea sul circuito di Montecarlo. Invece no, a quanto pare anche il fatto che a Montecarlo possa svolgersi un evento con vetture storiche per il quale queste persone di base non proverebbero molto interesse pare non andare bene. Ho l'impressione che attualmente tutto ciò che riguarda al contempo Montecarlo e le auto stia generando esattamente lo stesso tipo di avversione che c'era contro l'halo qualche anno fa.

So cosa state per dire, che sto paragonando due "problemi" totalmente diversi ed è vero, ma vedo un atteggiamento molto simile nei confronti di queste due questioni. Anni fa all'improvviso di punto in bianco mezzo fanbase del motorsport ha deciso improvvisamente che l'halo era il problema principale del motorsport perché le vetture erano brutte e bisognava sopprimere chiunque osasse non trascorrere intere giornate a criticare l'halo 24/7, figurarsi esprimere in proposito pareri neutrali o addirittura positivi. Adesso, in maniera ugualmente improvvisa, mezzo fanbase motoristico ha deciso che il problema è il GP di Montecarlo e tutto ciò che vi ha a che vedere anche solo alla lontana, con un'avversione totale sia per l'evento sia per chi non lo demonizza a priori, figurarsi chi vi riconosce un interesse storico o addirittura agonistico.

Sapete bene, ormai, che il tormentone di essere hater dell'halo è svanito nel nulla da un giorno all'altro e all'improvviso sembra che a nessuno importi più un fico secco della presunta bruttezza delle monoposto con l'halo. Anzi, addirittura mi è capitato negli scorsi anni di leggere di gente che criticava la bruttezza delle Formula 4 della passata generazione, bruttezza dovuta al fatto di NON avere l'halo. Non mi stupirebbe quindi se all'improvviso, da un giorno all'altro, la moda di essere hater di tutto ciò che riguarda il circuito di Montecarlo si spegnesse all'improvviso. Rimane comunque la prospettiva preoccupante del fatto che, in ogni caso, verrà fuori un'altra moda e ci sarà mezzo fanbase che diventerà hater a caso di qualcos'altro. Va beh, non mettiamoci avanti con i lavori con così tanto anticipo, andiamo avanti con questo specifico argomento.

Ora mi direte che dopotutto criticare è consentito e che basta avere coerenza nella vita... il punto è che ho visto critiche di questo tipo: una gara su vetture storiche è troppo pericolosa su un circuito come Montecarlo e queste vetture meritano di essere guidate su circuiti ad alta velocità tipo Monza. Bene, ne deduco che le vetture vintage sono troppo pericolose per essere guidate sulla pista più lenta del mondiale, però guidarle sulla pista più veloce del mondiale invece non genererebbe nessun tipo di pericolo. Non mi spiego come si possa arrivare a simili paradossi senza fermarsi un attimo a chiedersi: "non mi starò forse contraddicendo da solo? e magari non sarà un po' esagerato AUGURARSI che qualcuno muoia durante l'Historic GP solo perché non mi piace la pista e spero che non vi si svolgano più competizioni o eventi motoristici?"

Non riesco a capire che problemi abbiano esattamente certe persone. Dopotutto oggi come oggi alla domenica i supermercati sono aperti, se non sanno cosa fare oppure se trovano che vedere un video di pochi minuti contenente vetture storiche che gareggiano a Montecarlo sia uno spreco per la loro esistenza, possono sempre andare a fare la spesa, invece di guardarselo appositamente per lamentarsi. Ma forse guardarselo è l'unico modo per potersi lamentare di qualcosa, tipo che le vetture storiche dovrebbero essere preservate e che tutti gli autori di testacoda o contatti con le barriere sono dei kriminalihhhh che non dovrebbero mai più salire su una monoposto storica. Poi, magari, se è il loro giorno fortunato, potrebbe addirittura capitare che Charles Leclerc scenda in pista sulla Ferrari del 1974 di Niki Lauda, dando loro ulteriori occasioni per fare polemica... cosa che è accaduta quando Leclerc è uscito di pista andando a sbattere il posteriore.

Sono seguite da un lato considerazioni sul fatto che i piloti di una volta erano very uominy e loro non uscivano mai di pista - osservazione compatibile con il non avere mai visto una sola gara vintage in tutta la propria esistenza - who kers che la ragione dell'uscita di pista sia stato un guasto meccanico ai freni. Ci sono anche foto che lo documentano, di un pezzo che si stacca dalla vettura poco prima dell'incidente, ma per chi ha voglia di fare polemica a tutti i costi questo non conta minimamente. Tra parentesi, si tratta della stessa monoposto guidata da Jean Alesi nell'edizione 2021 e a suo tempo ugualmente protagonista di un incidente. Potrebbero piuttosto focalizzarsi sulle cose positive, tipo che Leclerc abbia guidato una vettura che è stata guidata solo un anno fa da Alesi e questo lo renda un Alesi onorario, anche se purtroppo per lui, non ha gli occhi azzurri!

Tra parentesi, se Lauda fosse ancora tra noi, probabilmente avrebbe reagito a vedere la sua vecchia monoposto incidentata con qualche espressione colorita tipo "i giovani di oggi guidano come delle scimmie ammaestrate", cosa che non sarebbe stata ugualmente molto elegante, ma in qualità di verohhhh uomohhhh Niki avrebbe potuto, la gente che passa tutto il giorno a criticare sui social qualunque cosa riguardi il motorsport magari anche no! A proposito, Lauda ci lasciava esattamente il 20 maggio di tre anni fa ed è bello vedere la Wolff family ricordarlo. Per non parlare del piccolo Jack dentro l'abitacolo, giusto per dimostrare al mondo che non è necessario attendere di diventare adulti per raggiungere lo status di verohhhh uomohhhh (sì, in qualità di nipote onorario di Lauda lui può essere un verohhhh uomohhhh, invece che una scimmia ammaestrata come tutti, non faccio io le regole).


giovedì 19 maggio 2022

Un'altra caotica giornata di pioggia in Quebec // GP Canada 1990

Benvenuti nel 1990 e nello specifico benvenuti in Canada, laddove si svolge la quinta prova del campionato. Ventisei vetture vanno in griglia in un pomeriggio di pioggia e le McLaren di Ayrton Senna e Gerhard Berger scattano dalla prima fila. Il pilota austriaco accenna a partire prima che si accenda il semaforo verde, poi ci ripensa e riparte al momento giusto. La direzione gara sarà inflessibile: un minuto di penalità da applicare al risultato della gara, perché fare jump start è un kriminehhhh gravissimo, la prossima volta farebbe meglio a fare strike centrando in pieno dieci vetture e allora sì che nessuno avrebbe niente da dire! In sintesi, la gara è appena partita e Senna e Berger sono 1/2 esattamente dov'erano sulla griglia, anche se a breve verrà annunciata la penalità per Berger.

Alain Prost parte dalla terza casella della griglia, ma parte abbastanza lento perdendo diverse posizioni. Il suo connazionale della Tyrrell, Jean Alesi invece recupera diverse posizioni portandosi quarto tra le Benetton di Alessandro Nannini e Nelson Piquet. In queste prime fasi di gara Prost si trova al sesto posto, ma risalirà di lì a pochi giri in sesta posizione Thierry Boutsen su Williams, relegandolo settimo fuori zona punti davanti al compagno di squadra Nigel Mansell. Nel frattempo, per levare di mezzo la Minardi di Pierluigi Martini - fuori al via per incidente - ecco che, esattamente come se fosse il GP della Corea 2013, interviene un mezzo dei commissari mettendosi a girare in modo random per la pista. Anzi, a dire la verità lo fa anche in modo meno educato di quello di Yeongam, lo si vede proprio in pista accanto alle monoposto, perché standard minimi di sicurezza who kers.

È una gara che va asciugandosi nell'arco di pochi giri, nonostante il cielo rimanga comunque nuvoloso, tanto che le vetture iniziano progressivamente a rientrare ai box per cambiare gomme e passare a quelle da asciutto. Poco dopo il pitstop, Berger è ormai negli scarichi di Senna, che non oppone resistenza al suo tentativo di sorpasso. Anzi, diciamo che proprio lo lascia passare, perché tanto Berger ha un minuto di penalità da scontare, quindi la sua nuova leadership è solo illusoria. È una gara che va asciugandosi, ma è una gara di grande attrition rate, con numerosi incidenti, iniziando da Michele Alboreto (Arrows) vs Emanuele Pirro (Dallara), passando per Thierry Boutsen (Williams) vs Nicola Larini (Ligier). Quest'ultimo incidente avviene mentre Prost e Boutsen stanno per doppiare il pilota italiano, con Boutsen che in modo molto ottimista cerca di superare Prost nel frattempo, cozzando però contro la Ligier.

Tra cambi gomme e tutto, lo specifico, la situazione è parecchio cambiata, Prost e Boutsen sono al momento in lotta per la terza posizione, questo dopo che Nannini ha avuto problemi che l'hanno costretto a una sosta extra. I problemi nello specifico sembrano essere stati l'improvviso attraversamento della pista da parte di una marmotta, il suo relativo investimento e il danneggiamento della vettura. Il pilota Benetton è ancora in pista, ma pochi giri dopo finisce in testacoda e va a sbattere piuttosto violentemente contro le barriere. La sua vettura resta lì, così che quando anche Alesi esce alla stessa curva in modo simile, cozza proprio contro la vettura di Nannini. La Tyrrell viene sbalzata in alto e sale al di sopra delle barriere. È un giorno molto fortunato per tutti, quindi Alesi ne esce illeso. Sembra essere l'ultimo pilota a ritirarsi per incidente, quando siamo a poco più di un terzo di gara.

Ci sono numerose ulteriori defezioni, ma tutte per guasti meccanici. Escono di scena Philippe Alliot (Ligier), Riccardo Patrese (Williams), Andrea De Cesaris (Dallara), J.J.Lehto e Gregor Foitek (Onyx) infine Martin Donnelly (Lotus) con tredici vetture che rimangono in pista fino alla fine. Ci siamo lasciati poco fa con Prost in terza posizione (che di fatto sarebbe la seconda vista la penalità a Berger), ma non riesce a conservarla: sembra infatti avere un problema ai freni e ciò permette a Piquet e Mansell prima di avvicinarsi e poi di superarlo. I due andranno sul podio, alla fine della gara, insieme a Senna. Prost cerca di mantenere il proprio gap nei confronti di Berger a meno di un minuto, ma neanche questa impresa riesce e alla fine chiude in quinta piazza, mentre Berger giunge quarto. Il punto finale del sesto classificato spetta a Derek Warwick (Arrows).

Ho già anticipato che sono tredici i piloti a terminare la gara e quelli che si classificano dalla settima posizione in poi sono Stefano Modena (Brabham), Alex Caffi (Dallara), Eric Bernard (Lola Larrousse), Ivan Capelli (Leyton House), Satoru Nakajima (Tyrrell), Aguri Suzuki (Lola Larrousse) e Olivier Grouillard (Osella). Altri nove piloti hanno preso parte almeno all'inizio del weekend, i non qualificati sono stati Roberto Moreno (Eurobrun), Mauricio Gugelmin (Leyton House), Paolo Barilla (Minardi) e David Brabham (Brabham). Sono invece usciti giovedì dopo le prequalifiche Gabriele Tarquini e Yannick Dalmas (AGS), Bertand Gachot (Coloni), Claudio Langes (Eurobrun) e Bruno Giacomelli (Life). Gli stessi non prequalificati non si prequalificheranno neanche in Messico, nel successivo appuntamento, quindi oserei dire che non è affatto un caso!

Veniamo brevemente a Città del Messico, successivo appuntamento nord-centroamericano prima del ritorno in Europa, nonché sede di ulteriori sventure per la Leyton House. Stavolta non solo Gugelmin non si qualifica, ma non ci riesce neanche Capelli, che esce di scena insieme a Caffi e Moreno, quest'ultimo apparentemente squalificato dal weekend intero per push start, altro grave kriminehhhh contro l'umanità. In Messico sembrano proseguire le peripezie di Prost, che dopo il quinto posto di Montreal avrebbe bisogno di un risultato di spessore per questioni di classifica mondiale. Si qualifica però in tredicesima posizione, quindi se fosse il 2022 invece che il 1990 immagino che i ferraristi ne invocherebbero il licenziamento immediato, a meno che non goda di uno status divino tipo San Fernando Martire da Oviedo. La pole va a Berger, che parte accanto a Patrese. I due, comunque, non durano molto davanti, Senna si porta in testa quasi subito dopo essere partito terzo.

La gara messicana di Patrese sembra condizionta da vari problemi, dato che inizia a perdere diverse posizioni quasi subito, mentre a Berger sembra andare meglio, anche se poi è costretto a una sosta ai box per cambiare gomme, il tutto mentre Senna prosegue imperterrito in testa. In seconda posizione si porta quindi Piquet, che vi rimane fino a gara inoltrata, mentre seguono le Ferrari di Mansell e Prost in quarta e quinta posizione, con il pilota francese che inizia già a farsi largo per mettere il naso sul podio. Entrambi i ferraristi superano Piquet - che poi più tardi si fermerà ai box - e Prost ne approfitta per superare anche Mansell. Adesso è secondo e inizia nelle fasi conclusive ad avvicinarsi progressivamente a Senna, il quale, si scoprirà, ha una slow puncture. Superato da entrambe le Ferrari cercherà di proseguire in pista, ma sarà costretto a rientrare ai box dove si ritirerà.

Le Ferrari sono 1/2, ma Mansell si esibisce in una sbinnata che non solo lo fa allontanare parecchio da Prost, ma fa anche avvicinare Berger, che lo supera ad appena due giri dalla fine. Mansell, però, non ci sta ad arrivargli dietro e un giro più tardi riesce a riprendersi la posizione. Neanche Berger sembra tanto convinto a lasciarlo andare e gli resta negli scarichi fino alla bandiera a scacchi, ma niente da fare, la spunta il ferrarista con i baffi, per appena due decimi. Giù dal podio ma a punti arrivano Nannini, Boutsen e Piquet, in una gara che ha avuto pochi ritirati (si segnala un incidente tutto giapponese tra Suzuki e Nakajima, i pochi altri ritirati sono tutti messi fuori gioco da guasti). Fine della parentesi d'oltreoceano, a questo punto si torna in Europa, dove la Ferrari, giunta a quota 99, spera di ottenere presto la vittoria numero 100 della propria storia... e dove la Leyton House spera di riprendersi dal doppio DNQ, due storie destinate a incontrarsi.


mercoledì 18 maggio 2022

Formula E 2022: eprix di Berlino

Tra gli appuntamenti motoristici dell'ultimo fine settimana è tornata a trovarci la Formula E con quello che è ormai un grande classico, l'eprix di Berlino, circuito cittadino ricavato da un aeroporto, dove un giorno si percorre il tracciato in un senso e il giorno dopo nell'altro. In questa sede si sono svolti sabato il settimo e domenica l'ottavo appuntamento della stagione 2022 (formalmente chiamata 2021/22 nonostante sia iniziata a gennaio), campionato costituito da sedici appuntamenti in totale, che quindi è arrivato esattamente a metà - non nel momento in cui è iniziato il fine settimana, ma nel momento in cui scrivo. Il format dei double header, lo ricordo, è sempre il solito: qualifica + gara al sabato, qualifica + gara alla domenica, in pratica alla domenica si ricomincia come se la gara del sabato non ci fosse mai stata.

Non avendo seguito la diretta delle gare ho dovuto ricorrere agli highlight, che sono arrivati puntuali sul canale Youtube della serie e che, purtroppo, attualmente sono della durata di cinque minuti e non più di tre quarti d'ora come avveniva fino a qualche anno fa. Evidentemente è destino che tutte le cose belle prima o poi finiscano. Se non altro, attack mode a parte, è sembrato effettivamente di assistere a un weekend old style, con eventi che sembrano essere stati abbastanza avvincenti, ma senza che succedessero episodi particolarmente trash, di quelli che fanno venire voglia di strapparsi i capelli. Poi sì, c'è sempre la solita storia secondo cui i duellihhhh e i sorpassihhhh con l'attack mode sono bellissimihhhh, ripetuta a ogni soffio di vento da persone che in altre circostanze demonizzano sistemi molto meno trash di questo, ma nevermind, è una parte ormai inevitabile.

ROUND 7 - è sabato e Mortara conquista la prima pole position del fine settimana, lo va ad affiancare in griglia Sims. La gara dei due non può essere più diversa: Mortara infatti la trascorre nelle posizioni che contano, generalmente in testa tranne nei momenti in cui per questioni di attack mode lascia la strada ad altri. Sims, invece, non occupa le posizioni di primo piano e viene lentamente risucchiato in bassa top-ten. Mortara vince e sul podio con lui salgono Vergne e Vandoorne, quest'ultimo partito in tredicesima posizione e risalito fino alla top-3. Dietro di loro Lotterer, Evans, Wehrlein, Bird, Da Costa, Sims e De Vries a completare la zona punti. Seguono Rowland, Frijns, Dennis, Buemi, Askew, Turvey, Sette-Camara, Gunther, Ticktum e Giovinazzi. Di Grassi è ufficialmente classificato ultimo, ma sembra non abbia terminato la gara dopo una foratura, mentre Cassidy è ufficialmente ritirato, ritiro che sembra avvenuto in modo poco traumatico.

ROUND 8 - nuova pole position per Mortara, che tuttavia non riesce a ripetersi in gara, dove deve accontentarsi della seconda posizione alle spalle di De Vries. Nella giornata di lunedì il vincitore della gara domenicale della Formula E viene annunciato come partecipante alle prove libere del venerdì cn la Williams nel prossimo weekend. C'è chi sostiene possa prendere il posto di Latifi, ma per il momento tutto quello che sappiamo è che quest'anno i team di Formula 1 devono far completare a dei rookie almeno due sessioni di libere del venerdì e che la presenza di De Vries è da inserirsi in questo contesto. Vandoorne ottiene nuovamente la terza posizione ed è leader della classifica piloti. Di Grassi si riprende dalla delusione del sabato con un quarto posto, mentre chiude in modo abbastanza controverso la top-5 Frijns, che all'ultimo giro sperona Da Costa, pare nel momento in cui questo gli frena davanti perché sta finendo l'energia.


Sembra che tra i due ci sia un chiarimento dopo la gara, ma nonostante ciò Da Costa scrive un tweet abbastanza piccato contro il fatto che Frijns non sia stato penalizzato, sostenendo di fatto che non si è dato il buon esempio ai bambini. Per qualche ragione trovo tutto ciò molto più comico di quanto immagino fosse nelle intenzioni di Da Costa. A proposito, chiude sesto davanti a Rowland, Lotterer, Vergne ed Evans. Chiudono la gara fuori dalla zona punti Bird, Wehrlein, Dennis, Buemi, Askew, Gunther, Turvey, Sims, Sette-Camara, Ticktum, Cassidy e Giovinazzi. Il nostro Antonio proprio Mai Una Gioia, stavolta nemmeno quella del fanboost. Vandoorne, Vergne, De Vries e Da Costa lo ottengono per entrambe le gare (cosa particolarmente prevedibile, oserei dire), mentre Evans e Lotterer lo ottengono l'uno al sabato e l'altro alla domenica. Sette-Camara e Giovinazzi rimangono gli unici due piloti a non avere ottenuto neanche un punto finora.



martedì 17 maggio 2022

Indycar 2022: #5 Gran Premio di Indianapolis

Sabato sera è tornato a trovarci un grande classico del passato, la sovrapposizionehhhh tra l'Eurovision Song Contest e l'automobilismo, nella forma del Gran Premio di Indianapolis. Sono perfettamente consapevole del fatto che l'ESC (contest musicale che peraltro mi interessa relativamente poco) non abbia nulla a che vedere con l'automobilismo, ma non funziona così ovunque, perché in questi giorni ho letto una persona - immagino statunitense - che affermava di avere visto pochi minuti dell'Eurofestival e di essersi sorpresa che gli europei si lamentassero del comportamento dei vip americani ospiti ai gran premi quando poi in Europa si organizza un contest musicale più cringe del loro comportamento. Una simile osservazione lascia pensare che questa persona venga da uno di quegli alternate universe dove sommando due spiedini di gamberi e cinque carote vengono fuori sette fragole.

Mi auguro che a queste persone Will Power abbia riservato un saluto subito dopo avere ottenuto la pole - intendo il suo tipico "saluto". Il pilota di Penske ha ottenuto la pole accanto ad Alex Palou (Ganassi), seguito da Josef Newgarden (Penske), Conor Daly (Carpenter), Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) a completare le prime tre file. La gara è partita puntual-... la gara è partita dopo un rain delay e la partenza di Willpowahhhh non è stata particolarmente eccezionale. Al termine del primo giro c'era O'Ward al comando, seguito Palou, con Power solo in terza posizione, mentre anche Newgarden aveva perso alcune posizioni. Rosenqvist invece è risalito al terzo posto e poco dopo si è portato in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra. Nel frattempo, di lì a poco, alcuni piloti hanno iniziato a recarsi ai box per passare dalle gomme da bagnato a quelle da asciutto.

Si è intravisto un mezzo contatto, mi è parso di capire tra Graham Rahal (Rahal) e Devlin De Francesco (Andretti), che tuttavia non ha generato conseguenze peggiori di un fugace testacoda. Nel frattempo anche i piloti di testa hanno iniziato a fermarsi ai box, con conseguente difficoltà nello stare dietro alle posizioni. Resta però un dato di fatto: Pato O'Ward si è ritrovato dietro Colton Herta (Andretti) e poi se l'è ritrovato davanti. Poi ecco il primo plot-twist vero e proprio: una vettura in testacoda, nello specifico quella di Palou! Non solo la prima safety car è entrata a causa di un pilota illustre, ma poco tempo dopo anche la seconda, stavolta è stato il caso di Newgarden. La terza, invece, è arrivata per la vettura incidentata di Rinus Veekay (Carpenter), il quale prima è finito sull'erba, poi nel rientrare in pista è stato colpito dalla vettura di De Francesco ed è finito in testacoda. Mentre accadeva tutto ciò, Herta era stabilmente in testa.

Herta, che prima era davanti alle Arrow McLaren di O'Ward e Rosenqvist, con Takuma Sato (Coyne) quarto davanti a Willpowahhhh, si è ritrovato dopo la sosta O'Ward attaccato agli scarichi, ma ha mantenuto la posizione. Nel frattempo il giro di pitstop andava avanti con piloti random che facevano i fighi stando brevemente in testa alla gara a caso: questo onore è toccato anche a Tatiana Calderon (Foyt), nello stesso momento in cui Dalton Kellett (Foyt) usciva di pista. In quei momenti, appena rientrato ai box, Scott Dixon (Ganassi) rimaneva senza benzina prima di raggiungere la propria piazzola. È entrata di nuovo la safety car, intanto stava iniziando a piovere e c'erano ancora dei piloti a caso davanti, Marcus Ericsson (Ganassi) era in prima posizione davanti a Kyle Kirkwood (Foyt), con Herta in terza posizione. Nel frattempo qualcuno iniziava a rientrare ai box per passare alle gomme da pioggia, tra cui Alexander Rossi (Andretti).

Subito dopo il restart, O'Ward ha tentato il sorpasso su Herta, ma gli è andata male. Anzi, malissimo, perché subito dopo si è toccato con il compagno di squadra Rosenqvist, uno dei due è finito in testacoda e poi si è girato nel senso giusto, gli altri piloti sono passati, ma non tutti, in quanto Sato ha tagliato per i prati, poi è stata messa di nuovo la safety car. Ericsson ha continuato a fare il figo in prima posizione, mentre Dixon che apparentemente era riuscito in qualche modo a proseguire, al restart ha cercato di superare per sdoppiarsi. Ericsson invece è stato superato da diverse vetture e ben presto si sono portate in top-5 dietro a Herta le vetture di Scott McLaughlin (Penske), Jack Harvey (Rahal), Romain Grosjean (Andretti) e Simon Pagenaud (Meyer Shank). Nel frattempo le cose andavano malissimo per Rossi, perché aveva smesso di piovere. Poi hanno iniziato ad andare male anche per Grosjean.

RoGro, che ultimamente è stato al centro di polemiche con vari piloti che sembrano avere criticato la sua guida, si è ritrovato a tu per tu con Harvey ed è finita male, soprattutto per lui che è finito in testacoda. Anche Harvey ha perso qualche posizione, ma roba da poco, con Pagenaud che è passato al terzo posto, probabilmente triggerando tutti i fanboy di Lando Norris (se non sapete di cosa sto parlando oppure non ricordate, siete persone molto fortunate). O'Ward nel frattempo stava risalendo di nuovo in zona top-5, mentre la gara proseguiva tranquillamente. O almeno, è proseguita tranquillamente fintanto che non è tornato a piovere, generando una situazione in stile "prima vittoria di Barrichello a Hockenheim": c'era infatti metà pista bagnata e metà pista asciutta. Al momento tutti hanno proseguito sulle slick.

O meglio, hanno proseguito tutti sempre che quello che ha fatto Jimmie Johnson (Ganassi), ovvero finire in testacoda e impantanarsi, possa essere valevole come "proseguire". È tornata a farci visita la safety car e nel frattempo nelle zone basse della top-ten c'erano anche dei V3KkYaCçY tipo Helio Castroneves. Il pilota del team Meyer Shank era in buona compagnia, come se fosse in contemplazione di un cantiere con il giornale sotto al braccio, c'era dietro di lui anche Juan Pablo Montoya, in questo weekend presente con una terza vettura del team Arrow McLaren in attesa di partecipare alla Indy 500 a fine mese. Nel frattempo era la finestra di pitstop della maggior parte dei piloti, che sono rientrati in pitlane e ne sono usciti sulle slick. Poi è venuto a piovere e tipo dopo un giro dietro la safety car sono tornati tutti ai box in branco.

Sembra ci sia stato un contatto ai box tra Rahal e Harvey, con quest'ultimo che è precipitato indietro di diverse posizioni e Rahal penalizzato per avere innescato l'incidente. O'Ward nel frattempo era in testa, ma è stato superato da Herta, con la gara che non è durata molto a lungo in condizioni di bandiera verde, perché McLaughlin è partito in testacoda. Nel successivo restart non è chiaro cosa sia successo esattamente, ma O'Ward è rientrato ai box - mi viene in dubbio avesse fatto una sosta in meno in precedenza e quella fosse la ragione per cui era in testa - con Pagenaud risalito in seconda posizione davanti a Power: i tre successivamente hanno terminato la gara proprio in quelle posizioni, procacciandosi il podio. Nel frattempo Daly e Montoya completavano la top-5, ma Ericsson ha iniziato a farsi largo nelle posizioni che contano, purtroppo senza Grosjean, rientrato ai box da poco.

Ericsson si è portato al quarto posto superando anche Daly, che comunque ha chiuso la gara quinto, mentre è andata peggio a Montoya, che a due giri dalla fine ha forato aprendo la strada al sesto posto di Rosenqvist e al settimo di Sato. Dietro di loro, due nostre conoscenze dei tempi della Formula 2, Callum Ilott (Juncos) e Christian Lundgaard (Rahal), mentre in qualche modo Dixon è riuscito a chiudere la gara al decimo posto, precedendo Rossi e nientemeno che David Malukas (Coyne) che sembra non avere fatto danni nel corso della gara. Seguivano Harvey, Castroneves, Calderon, Rahal, Grosjean, Palou, O'Ward, McLaughlin, De Francesco, Johnson, Veekay e Montoya, mentre risultano come ritirati Newgarden, Kirkwood e Kellett. Si è conclusa così la gara di Indianapolis Road Course, in attesa la prossima settimana delle qualifiche della Indy 500 e poi della gara stessa che si svolgerà il 29 maggio in sovrapposizionehhhh con il GP di Montecarlo.

lunedì 16 maggio 2022

Il debutto di Alesi e la iella di Capelli // GP Francia e Gran Bretagna 1989

Bentornati nel 1989, in cui ci siamo lasciati con il giro veloce ottenuto da Palmer Sr a caso al GP del Canada. Vi avevo preannunciato un ritorno in Europa e il suddetto ritorno in Europa è iniziato da Le Castellet con il GP di Francia. Ho visto un extended highlight di questa gara della durata di circa quaranta minuti ed è una gara che inizia subito con il botto. Infatti si parte e dopo pochi secondi contati ecco che una vettura verde acqua colpisce un'altra vettura e poi spicca il volo cappottando. Siamo nel 1989, quindi la gara viene redflaggata e i piloti che non dispongono più di una monoposto possono prendere il restart con la vettura di riserva. È esattamente quello che fa anche Gugelmin, il pilota protagonista del volo iniziale, nonché compagno di squadra di Capelli alla Leyton House. Per ritardo in queste operazioni, Gugelmin non prende il secondo via dalla griglia, ma dalla pitlane. È in buona compagnia, stesso destino capita anche a Mansell, coinvolto nell'incidente alla prima partenza.

Facciamo un passo indietro, le McLaren dei Prosenna si sono procacciate come al solito la prima fila. Il pilota "di casa" si è preso il lusso della pole position, ma nella prima partenza è stato sopravanzato da Senna. Visto l'annullamento della partenza, è di nuovo in pole e stavolta resta davanti. Anzi, è anche l'unico dei McLaren Bros a rimanere in pista, dato che Senna si ritira praticamente subito dopo il secondo via per un guasto. In seconda posizione si installa quindi la Ferrari di Berger, dove rimarrà per un po' di giri, prima di essere sopravanzato da altre vetture. Le posizioni cambiano anche per effetto di pitstop per i cambi gomme, ma il dato di fatto è che Berger non sarà più protagonista nelle fasi successive della gara, né tantomeno riuscirà a termnare la gara stessa. Il suo compagno di squadra Mansell, invece, dopo essere partito dalla pitlane, sembra stia risalendo piuttosto bene. Mentre Prost è leader incontrastato, ci sono tanti piloti che sognano di portarsi a casa i gradini più bassi del podio, tra loro quelli della Williams.


Williams who, mentre ci avviamo verso metà gara sono Nannini e Capelli a installarsi in seconda e terza posizione. Il pilota della Benetton, peraltro, ha a partire da questo gran premio un nuovo compagno di squadra, in quanto la Benetton ha appiedato Herbert a causa dei suoi problemi fisici dovuti all'infortunio alle gambe dell'anno precedente, sostituendolo con nientemeno che Pirro. Questo fatto comunque non ci riguarda, quello che conta è che purtroppo per lui Nannini è costretto al ritiro mentre si trovava in seconda posizione. Risale quindi secondo Capelli... che tuttavia non ci rimane molto a lungo, in quanto di lì a poco è costretto al ritiro per un guasto al motore quando stava facendo una gara di primo livello. Niente da dire, se non mai una gioia. Attenzione, però, perché il ritiro di Capelli fa risalire - brevemente, perché dopo si ferma per una sosta ai box - un esordiente che forse avrete sentito nominare in qualche occasione. Si tratta infatti di Alesi, che ha preso il posto di Alboreto alla Tyrrell.

In questo gran premio il pilota con gli occhi azzurri di cui tutte le fangirl si innamoreranno negli anni seguenti - o almeno così dovrebbe essere - porta comunque a casa un risultato di primo livello, classificandosi quarto, nonché ultimo pilota a pieni giri. Insieme a Prost sul podio ci vanno Mansell e Patrese, mentre oltre ad Alesi conquistano punti anche Johansson con la Onyx e Grouillard con la Ligier. Curiosità: il giro più veloce viene ottenuto da Gugelmin, nonostante questo pur essendo ancora in pista non riesca nemmeno a completare quel 90% di percorrenza totale che basta per risultare classificato. Inizio a pensare a quanto fossero belli i tempi in cui non essendoci punti per il giro veloce davanti nessuno faceva strategie volte a portarsi a casa il giro più veloce, di conseguenza anche piloti random potevano avere questo onore. Piloti di testa che ottengono il grand chelem is for kids, giro veloce ottenuto dal pilota che arriva ultimo senza neanche potersi vantare di essere arrivato is for real adults.

A questo punto si va in Gran Bretagna, nello specifico a Silverstone, per la gara che conclude la prima parte della stagione e nella quale, se le Minardi otterranno almeno due punti, si salveranno dal triste destino di dovere effettuare le prequalifiche. Una buona parte della gara, seppure non completa, è presente su Youtube con la telecronaca della Rai, in cui Mario Poltronieri viene affiancato mi pare di capire da Pino Allievi. In questo gran premio i piloti McLaren sono nuovamente affiancati in prima fila. È Senna a occupare la prima posizione davanti a Prost, mentre seguono le Ferrari di Mansell e Berger. Quest'ultimo tuttavia è costretto a rientrare ai box dopo pochi giri per un problema e a ritirarsi più avanti nel corso della gara, quando sulla sua vettura c'è un principio di incendio - triggered. Credo comunque sia opportuno tornare a occuparci delle McLaren, in quanto Senna passa in testa soltanto pochi giri.


A causa di un guasto al cambio esce di pista e si ritira, lasciando la leadership al suo compagno di squadra e Mansell in seconda posizione. Anche stavolta, con l'uscita di scena di alcuni top driver, sembra che si possano aprire le porte a outsider vari e peraltro c'è fuori anche una Williams, quella di Patrese, con il pilota che esce di scena dopo un incidente. Purtroppo la iella decide di non graziare Capelli nemmeno questa volta ed è costretto al ritiro per un guasto, anche se si trovava stavolta fuori dalla zona punti. Mi pare fosse settimo, quindi in teoria avrebbe anche potuto entrarci senza troppa fatica. Ancora una volta sembra farsi notare Alesi quando esce per un testacoda mentre anche lui si trovava al momento al settimo posto. In tutto ciò risale in quinta posizione Gugelmin... poi si ritira anche lui, esattamente come Capelli. Mai una Gioia, estesa a tutta la Leyton House. Riassumendo, vi ho detto che ci sono Prost e Mansell primo e secondo, ma non ho parlato del terzo e del quarto posto.

Terzo c'è Piquet sulla Lotus, vettura che per una volta gli sta permettendo di fare una gara degna del suo palmares. Purtroppo per lui non riesce a portare a casa il podio, in quanto viene superato a pochi giri dalla fine dalla Benetton di Nannini. Chiudiamo questo resoconto con un'ottima notizia, ovvero che quinto e sesto si classificano Martini e Perez-Sala, i due piloti della Minardi. Il team faentino che aveva bisogno di due punti per evitare di dovere fare le prequalifiche nella seconda parte di stagione, ne conquista addirittura tre. Immagino che vi faccia piacere che c'è almeno qualcuno che può permettersi il lusso di una gioia. Immagino che la cosa renda felice anche Allievi, che nel corso della telecronaca ha criticato il fatto che la Rial potrebbe evitare le prequalifiche e che secondo lui Weidler non sta facendo nulla per dimostrare di essere meritevole di potere accedere direttamente alle qualifiche. Per dirla in termini più moderni e a noi conosciuti, Weidler è uno che scende nella rubrica "chi sale e chi scende".


domenica 15 maggio 2022

L'ultimo podio di De Angelis (e la sua ultima gara)

Oggi è il 15 maggio 2022 ed esattamente trentasei anni fa ci lasciava Elio De Angelis, deceduto all'indomani di un grave incidente avvenuto durante un test privato a Le Castellet. Per ricordarlo ho deciso di raccontarvi in questo post dell'ultima volta in cui è salito sul podio in Formula 1, il GP di Montecarlo 1985. Ai tempi correva ancora per la Lotus, con la quale aveva vinto il precedente GP di San Marino. Montecarlo è stata poi, nel 1986, la sede dell'ultimo gran premio a cui ha preso parte, soltanto tre giorni prima del suo incidente mortale. Vi racconterò anche di quella.

GP MONTECARLO 1985 - le cose cambiano molto nel giro di un anno e Ayrton Senna, star della passata edizione, stavolta scatta dalla pole position. Va peggio all'altra star del 1984, Stefan Bellof, che ottiene il 22° tempo in qualifica, che nella maggior parte dei casi non sarebbe neanche tanto grave, ma che a Montecarlo significa non qualificarsi. Per intenderci, la gara gli tocca vedersela da esterno, per assistere alla cavalcata trionfale del suo avversario della stagione precedente.
L'ex gloria della Toleman, divenuto pilota Lotus nonché vincitore del penultimo gran premio disputato in Portogallo, mantiene la leadership, precedendo la Ferrari di Michele Alboreto e la McLaren di Alain Prost, mentre Nigel Mansell che su Williams partiva secondo perde subito numerose posizioni a causa di problemi alla vettura. Una Ferrari è seconda, vanno peggio le cose a Stefan Johansson: il pilota Ferrari con l'acconciatura da surfista si tocca con la Renault dell'ex idolo dei ferraristi Patrick Tambay: è ritiro per entrambi.

L'americano di Roma, Eddie Cheever su Alfa Romeo, trascorre alcuni giri al quarto posto, per poi vedersi strappare la posizione dal concittadino De Angelis. Non solo, Cheever di lì a pochi giri è anche costretto al ritiro per un guasto e lo si vede scuotere vistosamente la testa. Keke Rosberg si trova adesso quinto, mentre il suo compagno di squadra Mansell completa la zona punti virtuale.
Entrambi i Williams Bros in seguito avranno problemi e perderanno posizioni, Rosberg lo si vedrà anche inquadrato ai box e secondo la grafica il suo first name è Kéké, con degli accenti random. Questo tuttavia non è il fulcro del gran premio, che ci riserva maggiori colpi di scena.
La gara di Senna infatti dura poco, il motore della Lotus numero 12 cede e a quel punto passa in testa Alboreto, con Prost secondo. De Angelis risale quindi in terza posizione, raggiungendo la zona podio. Di lì a poco, tuttavia, un fatto delle retrovie contribuisce a un cambio di leadership.

Il fattaccio avviene quando Riccardo Patrese, su Alfa Romeo e il cui first name è Ricardo con una -C sola secondo la grafica, si tocca piuttosto violentemente con la Brabham dell'ex compagno di squadra Nelson Piquet. I due finiscono contro le barriere e la situazione coglie ai sorpresa i piloti che sopraggiungono, tra cui Jacques Laffite, costringendoli a manovre evasive che secondo i canoni del linguaggio odierno verrebbero definite sbinnate.
Non è finita lì: la vettura di Patrese sembra anche perdere olio, che si sta riversando in pista, cogliendo si sorpresa anche vecchie volpi tipo Niki Lauda, che ci cozza sopra e va a sbattere. Se la cava meglio Alboreto, che scivola sull'olio, ma rimane comunque in pista.
Secondo statsf1, non so se sia vero o meno perché non ci sono inquadrature televisive di ciò, sembra che né Patrese né Piquet abbiano preso male l'incidente: la cronaca di quel sito sostiene che i due vengano visti ridere e scherzare a proposito dei danni che il loro botto ha innescato.

Torniamo ad Alboreto: rimane in pista, dicevo, ma Prost è passato in testa e adesso al ferrarista tocca inseguire. Insegue bene e passa anche davanti, ma poi pare sfiori un muretto e fora. Costretto ai box, ne esce quarto e si lancia all'inseguimento di Andrea De Cesaris, per poi superarlo dopo alcuni giri.
Passa molti giri terzo, ma nelle fasi finali riesce a superare anche De Angelis riportandosi secondo, il tutto mentre Prost può amministrare il vantaggio per andare a prendersi la vittoria.
La giornata finisce con il trio Prost/ Alboreto/ De Angelis sul podio, con Elio che è l'ultimo ad arrivare a premiazione inoltrata - era stato molto più rapido a salire sul podio nel 1982, nonostante non si fosse classificato sul podio. Le Ligier vanno entrambe a punti con De Cesaris quarto e Laffite sesto, in mezzo a loro la Renault di Derek Warwick. Le Williams di Mansell e Rosberg sono 7/8, su un totale di undici piloti giunti al traguardo, gli altri sono Thierry Boutsen, Martin Brundle e Jonathan Palmer.

GP MONTECARLO 1986 - stavolta la gara è un po' meno movimentata per i piloti di testa, nel senso che le posizioni cambiano in prevalenza per questioni di pitstop e non a seguito di colpi di scena. Nella prima parte di gara troviamo Prost/ Senna/ Mansell come primi tre, anche se poi al terzo posto risale Rosberg, in questa stagione pilota della McLaren. Tutta la top-3 a un certo punto cambia gomme e il primo è Rosberg che rientra dopo essere arrivato fino a ridosso di Senna.
Il pilota della Lotus fa qualche giro in testa dopo il cambio gomme di Prost, che poi rientrato secondo gli si avvicina sensibilmente. Quando si ferma a sua volta torna in pista in terza posizione: ha infatti subito undercut da Rosberg. Le posizioni dei primi tre a questo punto si stabilizzano e rimangono tali fino alla fine della gara.
Prost andrà a vincere e sarà la sua terza vittoria consecutiva sulle stradine tortuose del Principato di Monaco. Il suo compagno di squadra Rosberg otterrà invece l'ultimo podio della sua carriera.

In quarta posizione si classifica Mansell, uscito indenne da un momento poco tranquillo a una decina di giri dalla fine. Si sta infatti apprestando a doppiare alcune vetture, quando due di queste, la Lola Haas di Tambay e la Tyrrell di Brundle, proprio davanti a lui rimangono coinvolte in una violenta collisione.
Tambay cozza su Brundle, gli salta sopra colpendolo peraltro sul casco e spicca il volo andando a sbattere fortunatamente sulle barriere e non sui commissari che si trovano oltre le barriere stesse. Si risolve tutto bene, solo un bel po' di detriti. Mansell perde terreno, allontanandosi da Senna che sembra in difficoltà. Precede le Ligier guidate da René Arnoux e Jacques Laffite che chiudono 5/6. Laffite nella prima parte di gara è stato peraltro autore di un bellissimo sorpasso su Johansson alla Rascasse.
Quella che risulterà essere l'ultima gara di De Angelis si chiude anzitempo, parcheggiando la vettura numero 8 per rottura del motore a neanche metà gara, ennesima giornata difficile in casa Brabham, che si sta rivelando una delusione. Anche Patrese sulla Brabham numero 7 si ritira in corso d'opera.