Nel 2007/2008 nascevano i commenti ai Gran Premi, quando ancora guardavo il web come spettatrice.
In quegli anni si svolgevano due bellissimi campionati, ma ci sono stati dei bei campionati anche dopo e ho deciso di continuare a rivedere e commentare i gran premi del passato recente, procedendo con la stagione 2009. Poi è arrivato il momento della stagione 2010.
#RiviviamoICommentiAiGranPremi con commenti ai gran premi del 2010 scritti nel 2018, ma fingendo di essere nel 2010.
***
Italia 2010: La cavalcata trionfale del nuovo eroe dei ferraristi
È finita la stagione europea. Seguiranno i gran premi asiatici di Singapore, Giappone e Corea, dopodiché ci saranno il Brasile e Abu Dhabi.
È finita la stagione europea con il Gran Premio d'Italia. Pochi giorni prima del gran premio è anche finita una volta per tutte la questione del GP di Germania. Anche quest'anno il campionato è passato per i tribunali sportivi e il tribunale sportivo ha affermato che la Ferrari non sarà sanzionata ulteriormente, oltre alla multa arrivata subito dopo Hockenheim.
Archiviato il GP di Germania è giunto il momento di smettere di guardare indietro e iniziare a guardare avanti, perché questo campionato in cui la classifica piloti varia da un gran premio all'altro prima o poi avrà una fine e prima o poi scopriremo come andrà a finire.
È stato un weekend ricco di colpi di scena, nel corso del quale Mazzoni ha lungamente utilizzato la dicitura "f-duck" per indicare il condotto aerodinamico anteriore altresì noto come f-duct.
È stato anche un weekend ricco di gossip, in particolare legati a Button. Il pilota della McLaren, infatti, ha trascorso una vacanza di due giorni al Lago di Como, poco prima del gran premio, e in quei due giorni ha sempre piovuto. Inoltre ha partecipato insieme a Rosberg a una gara di triathlon a Montecarlo, alla quale ha preso parte anche Alex Wurz. In un'altra squadra c'erano anche Di Grassi e Bruno Senna.
Sempre a proposito di gossip, Trulli che è titolare di un'azienda vinicola ha regalato del vino a Kovalainen, mentre Patrick Head, co-titolare della Williams, non si è presentato a Monza perché impegnato ad un raduno di moto in Nepal.
Button: "Tutto ciò è molto interessante."
Alonso: "Concordo. Però, se volessimo parlare anche delle qualifiche..."
Button: "No, non è necessario. La mia immagine potrebbe risentirne."
Alonso: "Non ti sembra di esagerare? Ti sei qualificato secondo."
Button: "Appunto."
Alonso: "Va beh, sei secondo dietro di me, ovvero sei il migliore degli umani."
Button: "Perché, tu cosa sei?"
Alonso: "Un papero."
Button: "Quindi sulla tua macchina è dotata di f-duck?"
Alonso: "Esatto, come hai fatto a indovinare?"
Button: "Okay, è ufficiale, sei fuori di testa quanto tutti gli altri nostri colleghi. E io mi ero illuso che fossi normale..."
Alonso: "Anch'io mi ero illuso che tu fossi normale. Invece no, quando si parla di te ti fai rubare la scena perfino da Di Grassi, uno che domani arriverà ultimo."
Di Grassi: "Perché dovrei arrivare ultimo?"
Alonso: "Perché l'ho deciso io."
Di Grassi: "Pagherai per questo! Hai sovvertito l'ordine naturale delle cose, dato che ultimo deve arrivare Yamamoto."
Alonso: "Pazienza, ne pagherò le conseguenze."
Di Grassi: "Prevedo di starti davanti a Montecarlo, come Bernoldi con Coulthard."
Alonso: "Montecarlo è stato in maggio. Adesso siamo in settembre."
Di Grassi: "Ah, ero rimasto un po' indietro..."
Alonso: "Te lo credo, al volante di una Virgin. Quando per noi è già settembre, per voi è ancora maggio."
Di Grassi: "Concordo. Per Yamamoto, invece, è gennaio. Vero, Sakon?"
...
...
...
...Nessuna risposta.
...
...
...
Alonso: "Per caso Yamamoto è sordo?"
Di Grassi: "No, è che la mia domanda gli arriverà tra alcuni anni luce."
L'Autrice(C): "Avete intenzione di farmi narrare quello che è successo o volete continuare a fare conversazione?"
Alonso: "Cos'altro c'è da dire? Io ho ottenuto la pole, per il resto è stato tutto normale... Non ti resta che elencare il risultato, dando enfasi alla mia pole position."
Obiettivamente parlando, non c'è molto altro da aggiungere. Andiamo avanti. Alla fine delle qualifiche, questa è stata la top-ten: Alonso, Button, Massa, Webber, Hamilton, Vettel, Rosberg, Hulkenberg, Kubica e Barrichello. Erano usciti in Q2 Sutil, Schumacher, Kobayashi, Buemi, Petrov, Alguersuari e De La Rosa (ma Petrov sarebbe stato retrocesso di cinque posizioni per avere rallentato Glock - complimenti, riuscire a rallentare una Virgin non è una cosa che capita tutti i giorni). Non avevano passato la Q1, invece, Trulli e Kovalainen, davanti alla Force India di Liuzzi, con le Virgin di Glock e Di Grassi e le HRT di Senna e Yamamoto nelle ultime due file.
Di Grassi: "La posizione di Yamamoto non mi sorprende."
Yamamoto: "Ti ci metti anche tu?"
Di Grassi: "Mi sembra il minimo."
Yamamoto: "Domani, quando mi guarderai il posteriore, forse cambierai idea."
Di Grassi: "Per quelli che stanno nei top-team è già domani."
Yamamoto: "Bene, allora avviamoci verso la griglia di partenza. Perché Kova è ubriaco?"
Kova: "Forse ho esagerato con il vino di Trulli. Tutto ciò non ha importanza, comunque, sarò capace di arrivare al traguardo davanti a te."
Yamamoto: "La gara sta partendo. Penso che a nessuno importi di chi arriverà davanti a chi, nelle retrovie, perché non appena si sono spenti i semafori, è accaduta una catastrofe"...
...
...
...
...infatti, con grande disappunto dell'intera popolazione mondiale, composta da ferraristi fanatici che idolatrano il Ferrari Man, il Ferrari Man ha perso la prima posizione, facendosela portare via dal triatleta più chiacchierato del paddock.
Button: "Questo sì che è un bel momento. Finalmente mi sono ripreso dalla pioggia che ho dovuto sopportare per due giorni in vacanza al lago di como."
Alonso: "Guarda che non finisce qui."
Infatti non è finita lì: i due si sono toccati, un pezzo si è staccato dalla monoposto di Button, ma il campione del mondo in carica ha proseguito imperterrito in prima posizione.
Anche l'altra Ferrari (che poco prima era arrivata vicina al contatto con Alonso, prima che questo si toccasse con Button) e l'altra McLaren arrivavano a contatto, Massa ha proseguito, mentre Hamilton è andato a finire la gara in mezzo alla ghiaia.
Anche Kobayashi si è ritirato al primo giro, ma a nessuno importava niente di lui. Il pilota della Sauber si è ritirato per un problema tecnico, stesso destino che sarebbe toccato più avanti nella gara a Senna e a Trulli, ma come facilmente intuibile neanche di loro importava nulla a nessuno.
Per essere precisi, a nessuno importava niente nemmeno di diciannove dei venti piloti ancora presenti in pista, ma è così che funzionano le cose, perché l'Alonso-mania è dilagante e nessuno ha degnato di attenzione tutti gli altri. È andata bene a Yamamoto: ha investito un meccanico, finito al centro medico fortunatamente senza gravi ferite, ma la sua figuraccia ha avuto proporzioni più contenute.
Poi è arrivato il momento dei pitstop dei primi due.
Button è rientrato al 36°.
Il Ferrari Man è rientrato al 37°.
Button era davanti di poco.
Si è ritrovato dietro di poco.
Il distacco, poi, è incrementato, facendo sì che Alonso potesse andare a prendere la vittoria che i ferraristi invocavano.
Poco dopo si è visto Yamamoto andare per prati per farsi doppiare dai due senza ostacolarli.
Yamamoto: "Hai visto, Di Gratis? In questo gran premio io sono stato una star!"
Di Grassi: "Non me ne vanterei, se fossi al posto tuo. Preferisco arrivare ultimo, ma con classe."
Di Ferrari sul podio ce n'erano due: Massa è riuscito a chiudere in terza posizione, mentre la Redbull sono arrivata una quarta e una sesta.
Vettel si è fermato ai box per il cambio gomme soltanto all'ultimo giro, mentre Webber, autore di una pessima partenza, ha recuperato fino alla sesta posizione.
Webber: "Ma è sufficiente per riprendermi la testa della classifica! Hai visto, Lewis? Mentre tu sei davanti allo specchio a controllare se ti è spuntato qualche peluzzo e se prima o poi ti crescerà la barba, io sono a quota 187 in testa al campionato!"
Hamilton: "Cerca di non esaltarti troppo, perché io di punti ne ho 183."
Alonso è risalito al terzo posto, ma a 166 è più indietro. Seguono Vettel e Button, a 165 e 163. Tuttavia se uno di questi ultimi tre vincesse a Singapore con Webber ritirato, potrebbe scavalcarlo in classifica.
Redbull e McLaren sono ancora una volta molto vicine in classifica costruttori: 350 per la Redbull, 347 per la McLaren. La Ferrari ha solo 290 punti, ma il gap è inferiore, in proporzione, a quanto non lo sia stato in altri momenti.
RISULTATO: 1. Fernando Alonso (Ferrari), 2. Jenson Button (McLaren), 3. Felipe Massa (Ferrari), 4. Sebastian Vettel (Redbull), 5. Nico Rosberg (Mercedes), 6. Mark Webber (Redbull), 7. Nico Hulkenberg (Williams), 8. Robert Kubica (Renault), 9. Michael Schumacher (Mercedes), 10. Rubens Barrichello (Williams), 11. Sebastien Buemi (Toro Rosso), 12. Vitantonio Liuzzi (Force India), 13. Vitaly Petrov (Renault), 14. Pedro De La Rosa (Sauber), 15. Jaime Alguersuari (Toro Rosso), 16. Adrian Sutil (Force India), 17. Timo Glock (Virgin), 18. Heikki Kovalainen (Lotus), 19. Sakon Yamamoto (HRT), 20. Lucas Di Grassi (Virgin), Rit. Jarno Trulli (Lotus), Rit. Bruno Senna (HRT), Rit. Lewis Hamilton (McLaren), Rit. Kamui Kobayashi (Sauber).
Sarò sincera. Trovo che l'idolatria nei confronti di Alonso abbia raggiunto un livello alquanto esagerato. Un grado di idolatria del genere credo di averlo visto a malapena quando Schumacher vinse il titolo nel 2000. Lì, però, si trattava della vittoria del campionato dopo ventun anni, non della vittoria del semplice gran premio d'Italia. Mi rendo conto che una Ferrari che vince a Monza fa sicuramente piacere ai ferraristi, tuttavia mi aspetterei un minimo di contegno in più, specie considerando come si comportavano gran parte delle stesse persone quando Alonso non era ancora passato in Ferrari. Per quanto i ferraristi in genere non abbiano in simpatia chi vince con altre vetture, ce l'hanno in particolare con quelli che vincono con altre vetture CONTRO DI LORO, che non era il caso di Schumacher, ma che era il caso di Alonso.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
mercoledì 24 gennaio 2018
Riviviamo i Commenti a Gran Premi: Belgio 2010
Nel 2007/2008 nascevano i commenti ai Gran Premi, quando ancora guardavo il web come spettatrice.
In quegli anni si svolgevano due bellissimi campionati, ma ci sono stati dei bei campionati anche dopo e ho deciso di continuare a rivedere e commentare i gran premi del passato recente, procedendo con la stagione 2009. Poi è arrivato il momento della stagione 2010.
#RiviviamoICommentiAiGranPremi con commenti ai gran premi del 2010 scritti nel 2018, ma fingendo di essere nel 2010.
***
Belgio 2010: Salus Per Aquam
È arrivato il weekend del 29 Agosto, è finita la pausa estiva durata ben quattro settimane, la Formula 1 è tornata e purtroppo non ho potuto seguirla in diretta come avrei voluto. Per domenica era previsto l'arrivo di alcuni parenti che abitano in un'altra regione, che dovevano venire a casa di mia nonna e c'era la possibilità che passassero anche per casa nostra, quindi sabato mia mamma ha deciso che dovevamo pulire casa in grande stile in vista del loro arrivo. Risultato: domenica, dopo il pranzo da mia nonna, soltanto una mia cugina diciottenne è venuta a casa nostra quindi, seppure sia stato sensato affidarsi al videoregistratore per la gara, si è rivelato meno sensato avere iniziato a fare le pulizie prima delle 15.00. Per fortuna il videoregistratore mi ha salvata da tanta disinformazione e mi ha catapultata nel bel mezzo delle emozioni del gran premio del Belgio, che si svolge su un tracciato che unisce quelle che un tempo erano strade che collegavano tre paesi.
Spa è una città termale e il termine "spa" deriva dall'acronimo di "Salus per Aquam", salute attraverso l'acqua in latino (grazie, Mazzoni, per averlo spiegato in telecronaca).
Non è chiaro se nel corso dell'estate Petrov sia davvero andato a Valencia dalla fidanzata, ma è chiaro che Button ha partecipato al triathlon di Londra, classificandosi terzo. Anche Rosberg ha partecipato a un triathlon, in una località che ho compreso chiamarsi Wittsbull. Google non mi trova niente, quindi probabilmente ho sentito male io. Però ho trovato una Wittsburg in Arkansas...
Voce fuori campo: "Perché stai parlando di una città dell'Arkansas in cui è possibile, ma non certo, che Rosberg abbia partecipato a una gara di triathlon?"
Questa mi pare una domanda molto sensata, direi di non rispondere e di passare oltre, facendo tanti auguri di buon compleanno a Mark Webber, che nel primo giorno di prove libere ha compiuto trentaquattro anni e che ha festeggiato il compleanno prima con una pole position, poi perdendo la leadership della classifica.
Chiedo scusa per l'anticipazione e torno a fare un passo indietro, questo è il risultato venuto fuori dalle qualifiche, iniziate su pista bagnata e terminate su pista asciutta: in prima fila Webber e Hamilton, in seconda fila Kubica e Vettel, in terza fila Button e Massa, in quarta fila Barrichello e Sutil, in quinta fila Hulkenberg e Alonso. Questi piloti hanno effettivamente occupato la piazzola della griglia di partenza a loro assegnata dai tempi registrati in Q3, mentre più indietro diversi piloti sono stati retrocessi. Purtroppo è successa una catastrofe: uno dei piloti retrocessi per sostituzione del cambio era Glock, che aveva compiuto l'eroica impresa di passare in Q2 insieme a Kovalainen, approfittando dell'esclusione delle Sauber e di un incidente di Petrov. In Q2 sono stati esclusi Schumacher, Rosberg, Alguersuari, Liuzzi, Buemi e, appunto, i due eroi della giornata Kovalainen e Glock. Schumacher è stato retrocesso di dieci posizioni per l'incidente con Barrichello del GP d'Ungheria, mentre Rosberg e Buemi sono stati retrocessi per sostituzione del cambio, il che ha fatto risalire Kovalainen sulla 13^ casella della griglia di partenza. Stella Bruno, nel frattempo, ha chiesto a Rosberg se puntasse al podio, visto che era indubbiamente nella posizione più favorevole, partendo proprio di fianco al pilota della Lotus!
In Q1, invece, erano usciti di scena Trulli, Kobayashi, Senna, Yamamoto, De La Rosa, Di Grassi e Petrov, con DLR a sua volta retrocesso per sostituzione del cambio, quindi ultimo sulla griglia di partenza.
Yamamoto: "La cosa non mi sorprende."
DLR: "Come ti permetti?! Proprio tu osi criticare i miei risultati?"
Yamamoto: "Certo, mi pare doveroso. Con Ralf Schumacher lo facevo sempre, nei commenti di qualche anno fa."
DLR: "Io non sono Ralf Schumacher."
Yamamoto: "L'ho notato. Ralf ha anche vinto dei gran premi."
DLR: "Attento, samurai, che potrei asfaltarti e farti arrivare ultimo."
Yamamoto: "Non sarebbe un dramma. Il mio destino inevitabile è quello di arrivare sempre e costantemente ultimo."
DLR: "Sarai anche scarso, ma ammiro la tua sincerità."
Domenica ho visto la gara in ritardo di diverse ore, senza conoscere il risultato in anticipo, ma sospettando che Yamamoto fosse arrivato ultimo.
Su questo ci avevo visto giusto, ma è tempo di lasciare da parte Yamamoto e di dedicarci a quelli che contano.
Webber: "Uno. Due. Tre. Quattro."
Hamilton: "Ehm... Mark, cosa stai facendo?"
Webber: "Sto contando tutti quelli che mi hanno sorpassato alla partenza.
I quattro in questione erano Hamilton, Kubica, Vettel e Button.
Il dramma, comunque, si è consumato poco più indietro. Barrichello stava festeggiando il suo trecentesimo gran premio in carriera e, come regalo, è stato mandato a casa in largo anticipo, perché ormai l'età avanza e bisogna anche riposarsi un po', ogni tanto. C'è stato un contatto tra lui e il Ferrari Man al via, con ingresso della safety car, Rubinho ritirato e il Ferrari Man costretto a rientrare ai box, dove ne ha approfittato per montare gomme intermedie, dato che scendeva una lieve pioggia.
Poi ha smesso di piovere.
La pista era comunque scivolosa e, dopo un terzo di gara, quando Vettel era ormai stabilmente terzo dietro alle McLaren di Hamilton e Button, ha fatto uno svarione nel tentativo di superare quest'ultimo: come risultato l'ha buttato fuori, si è guadagnato un drive through e, una volta precipitato indietro, ha avuto un contatto con una Force India forando (penso che fosse Liuzzi).
Webber, frattanto, aveva recuperato posizioni, ritrovandosi terzo dietro a Hamilton e Kubica (avrebbe terminato secondo, ma di questo ne parleremo tra un po'). Era seguito da Massa e, dietro a quest'ultimo, si sarebbe accodato Sutil più avanti nella gara.
In tempi duri per i duelli tra compagni di squadra, che sembrano concludersi a colpi di "it's ridicolous", il duello per la sesta posizione è andato in scena proprio tra due compagni di squadra, partiti decisamente nelle retrovie, il più vecchio dei due soprattutto, che hanno passato tre quarti di gara senza cambiare gomme, risalendo di posizioni e fermandosi ai box solo quando è ricominciato a piovere, stavolta con una certa insistenza. In quei frangenti tutti si stavano fermando ai box in branco, Kubica è arrivato lungo, ha perso tempo e si è ritrovato poi dietro a Webber.
Un bel po' prima che accadesse tutto ciò, Schumacher aveva superato Rosberg nel bel mezzo attaccandosi al cu*o di Petrov mentre Rosberg veniva superato dal pilota della Renault (poi caduto nel dimenticatoio molto in fretta), portandosi dietro un frammento della vettura del compagno di squadra visto il contatto avvenuto tra di loro.
Nonno Michael ha comunque avuto il vedere di non finire la gara davanti a Rosberg nemmeno stavolta, facendosi soffiare la sesta posizione sotto al naso a quattro giri dalla fine dopo l'uscita di scena della safety car...
...
...
...e in questo momento mi rendo conto che, per parlare del duello tra i piloti Mercedes, ho lasciato da parte un aspetto importante della vicenda: al 38° giro, infatti, il Ferrari Man è finito in testacoda, andando a insabbiarsi. È stato il suo ritiro la ragione per cui è entrata la safety car.
Il finale è stato scoppiettante, con un bel duello per l'ultimo punto disponibile.
Yamamoto: "Sapevo che DLR sarebbe andato per prati."
DLR: "Taci e vai a giocare a Tetris insieme a Nakajima."
Alguersuari: "Intanto ne approfitto per asfaltare Liuzzi."
Liuzzi: "Quando verrai penalizzato per taglio di chicane e la decima piazza passerà a me, ne riparleremo."
Infatti la decima posizione è andata proprio al pilota italiano. Ottavo e nono sono arrivati Kobayashi e Petrov.
Tornando al via, ci sono state polemiche perché Massa si era posizionato qualcosa come un metro più avanti della linea di partenza.
Io non ci avevo fatto caso.
I commissari neanche, dato che non hanno battuto ciglio.
Se non ci faccio caso io, perché sto pensando a Yamamoto nel frattempo, non è grave. Se non ci fanno caso i commissari, secondo me qualcuno dovrebbe ricordare loro che non si gioca a Monopoli mentre sta per iniziare un gran premio.
Adesso, però, torniamo a parlare della fine e di quello che è stato l'effetto sulla classifica di questa fine:
HAMILTON 182
WEBBER 179
VETTEL 151
BUTTON 147
ALONSO 141
REDBULL 330
MCLAREN 329
Vogliamo parlarne?
Vogliamo parlare di quanto più il tempo passa, più ci sono stravolgimenti in classifica?
Webber era tornato in testa alla classifica dopo il GP d'Ungheria, per poi perderla di nuovo a vantaggio di Hamilton, che era scivolato in terza posizione.
La McLaren non ha ripreso la vetta della classifica, ma si è avvicinata notevolmente alla Redbull.
La sensazione che possa succedere di tutto è ancora molto elevata.
RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (McLaren), 2. Mark Webber (Redbull), 3. Robert Kubica (Renault), 4. Felipe Massa (Ferrari), 5. Adrian Sutil (Force India), 6. Nico Rosberg (Mercedes), 7. Michael Schumacher (Mercedes), 8. Kamui Kobayashi (Sauber), 9. Vitaly Petrov (Renault), 10. Vitantonio Liuzzi (Force India), 11. Pedro De La Rosa (Sauber), 12. Sebastien Buemi (Toro Rosso), 13. Jaime Alguersuari (Toro Rosso), 14. Nico Hulkenberg (Williams), 15. Sebastian Vettel (Redbull), 16. Heikki Kovalainen (Lotus), 17. Lucas Di Grassi (Virgin), 18. Timo Glock (Virgin), 19. Jarno Trulli (Lotus), 20. Sakon Yamamoto (HRT), Rit. Fernando Alonso (Ferrari), Rit. Jenson Button (McLaren), Rit. Bruno Senna (HRT), Rit. Rubens Barrichello (Williams).
In quegli anni si svolgevano due bellissimi campionati, ma ci sono stati dei bei campionati anche dopo e ho deciso di continuare a rivedere e commentare i gran premi del passato recente, procedendo con la stagione 2009. Poi è arrivato il momento della stagione 2010.
#RiviviamoICommentiAiGranPremi con commenti ai gran premi del 2010 scritti nel 2018, ma fingendo di essere nel 2010.
***
Belgio 2010: Salus Per Aquam
È arrivato il weekend del 29 Agosto, è finita la pausa estiva durata ben quattro settimane, la Formula 1 è tornata e purtroppo non ho potuto seguirla in diretta come avrei voluto. Per domenica era previsto l'arrivo di alcuni parenti che abitano in un'altra regione, che dovevano venire a casa di mia nonna e c'era la possibilità che passassero anche per casa nostra, quindi sabato mia mamma ha deciso che dovevamo pulire casa in grande stile in vista del loro arrivo. Risultato: domenica, dopo il pranzo da mia nonna, soltanto una mia cugina diciottenne è venuta a casa nostra quindi, seppure sia stato sensato affidarsi al videoregistratore per la gara, si è rivelato meno sensato avere iniziato a fare le pulizie prima delle 15.00. Per fortuna il videoregistratore mi ha salvata da tanta disinformazione e mi ha catapultata nel bel mezzo delle emozioni del gran premio del Belgio, che si svolge su un tracciato che unisce quelle che un tempo erano strade che collegavano tre paesi.
Spa è una città termale e il termine "spa" deriva dall'acronimo di "Salus per Aquam", salute attraverso l'acqua in latino (grazie, Mazzoni, per averlo spiegato in telecronaca).
Non è chiaro se nel corso dell'estate Petrov sia davvero andato a Valencia dalla fidanzata, ma è chiaro che Button ha partecipato al triathlon di Londra, classificandosi terzo. Anche Rosberg ha partecipato a un triathlon, in una località che ho compreso chiamarsi Wittsbull. Google non mi trova niente, quindi probabilmente ho sentito male io. Però ho trovato una Wittsburg in Arkansas...
Voce fuori campo: "Perché stai parlando di una città dell'Arkansas in cui è possibile, ma non certo, che Rosberg abbia partecipato a una gara di triathlon?"
Questa mi pare una domanda molto sensata, direi di non rispondere e di passare oltre, facendo tanti auguri di buon compleanno a Mark Webber, che nel primo giorno di prove libere ha compiuto trentaquattro anni e che ha festeggiato il compleanno prima con una pole position, poi perdendo la leadership della classifica.
Chiedo scusa per l'anticipazione e torno a fare un passo indietro, questo è il risultato venuto fuori dalle qualifiche, iniziate su pista bagnata e terminate su pista asciutta: in prima fila Webber e Hamilton, in seconda fila Kubica e Vettel, in terza fila Button e Massa, in quarta fila Barrichello e Sutil, in quinta fila Hulkenberg e Alonso. Questi piloti hanno effettivamente occupato la piazzola della griglia di partenza a loro assegnata dai tempi registrati in Q3, mentre più indietro diversi piloti sono stati retrocessi. Purtroppo è successa una catastrofe: uno dei piloti retrocessi per sostituzione del cambio era Glock, che aveva compiuto l'eroica impresa di passare in Q2 insieme a Kovalainen, approfittando dell'esclusione delle Sauber e di un incidente di Petrov. In Q2 sono stati esclusi Schumacher, Rosberg, Alguersuari, Liuzzi, Buemi e, appunto, i due eroi della giornata Kovalainen e Glock. Schumacher è stato retrocesso di dieci posizioni per l'incidente con Barrichello del GP d'Ungheria, mentre Rosberg e Buemi sono stati retrocessi per sostituzione del cambio, il che ha fatto risalire Kovalainen sulla 13^ casella della griglia di partenza. Stella Bruno, nel frattempo, ha chiesto a Rosberg se puntasse al podio, visto che era indubbiamente nella posizione più favorevole, partendo proprio di fianco al pilota della Lotus!
In Q1, invece, erano usciti di scena Trulli, Kobayashi, Senna, Yamamoto, De La Rosa, Di Grassi e Petrov, con DLR a sua volta retrocesso per sostituzione del cambio, quindi ultimo sulla griglia di partenza.
Yamamoto: "La cosa non mi sorprende."
DLR: "Come ti permetti?! Proprio tu osi criticare i miei risultati?"
Yamamoto: "Certo, mi pare doveroso. Con Ralf Schumacher lo facevo sempre, nei commenti di qualche anno fa."
DLR: "Io non sono Ralf Schumacher."
Yamamoto: "L'ho notato. Ralf ha anche vinto dei gran premi."
DLR: "Attento, samurai, che potrei asfaltarti e farti arrivare ultimo."
Yamamoto: "Non sarebbe un dramma. Il mio destino inevitabile è quello di arrivare sempre e costantemente ultimo."
DLR: "Sarai anche scarso, ma ammiro la tua sincerità."
Domenica ho visto la gara in ritardo di diverse ore, senza conoscere il risultato in anticipo, ma sospettando che Yamamoto fosse arrivato ultimo.
Su questo ci avevo visto giusto, ma è tempo di lasciare da parte Yamamoto e di dedicarci a quelli che contano.
Webber: "Uno. Due. Tre. Quattro."
Hamilton: "Ehm... Mark, cosa stai facendo?"
Webber: "Sto contando tutti quelli che mi hanno sorpassato alla partenza.
I quattro in questione erano Hamilton, Kubica, Vettel e Button.
Il dramma, comunque, si è consumato poco più indietro. Barrichello stava festeggiando il suo trecentesimo gran premio in carriera e, come regalo, è stato mandato a casa in largo anticipo, perché ormai l'età avanza e bisogna anche riposarsi un po', ogni tanto. C'è stato un contatto tra lui e il Ferrari Man al via, con ingresso della safety car, Rubinho ritirato e il Ferrari Man costretto a rientrare ai box, dove ne ha approfittato per montare gomme intermedie, dato che scendeva una lieve pioggia.
Poi ha smesso di piovere.
La pista era comunque scivolosa e, dopo un terzo di gara, quando Vettel era ormai stabilmente terzo dietro alle McLaren di Hamilton e Button, ha fatto uno svarione nel tentativo di superare quest'ultimo: come risultato l'ha buttato fuori, si è guadagnato un drive through e, una volta precipitato indietro, ha avuto un contatto con una Force India forando (penso che fosse Liuzzi).
Webber, frattanto, aveva recuperato posizioni, ritrovandosi terzo dietro a Hamilton e Kubica (avrebbe terminato secondo, ma di questo ne parleremo tra un po'). Era seguito da Massa e, dietro a quest'ultimo, si sarebbe accodato Sutil più avanti nella gara.
In tempi duri per i duelli tra compagni di squadra, che sembrano concludersi a colpi di "it's ridicolous", il duello per la sesta posizione è andato in scena proprio tra due compagni di squadra, partiti decisamente nelle retrovie, il più vecchio dei due soprattutto, che hanno passato tre quarti di gara senza cambiare gomme, risalendo di posizioni e fermandosi ai box solo quando è ricominciato a piovere, stavolta con una certa insistenza. In quei frangenti tutti si stavano fermando ai box in branco, Kubica è arrivato lungo, ha perso tempo e si è ritrovato poi dietro a Webber.
Un bel po' prima che accadesse tutto ciò, Schumacher aveva superato Rosberg nel bel mezzo attaccandosi al cu*o di Petrov mentre Rosberg veniva superato dal pilota della Renault (poi caduto nel dimenticatoio molto in fretta), portandosi dietro un frammento della vettura del compagno di squadra visto il contatto avvenuto tra di loro.
Nonno Michael ha comunque avuto il vedere di non finire la gara davanti a Rosberg nemmeno stavolta, facendosi soffiare la sesta posizione sotto al naso a quattro giri dalla fine dopo l'uscita di scena della safety car...
...
...
...e in questo momento mi rendo conto che, per parlare del duello tra i piloti Mercedes, ho lasciato da parte un aspetto importante della vicenda: al 38° giro, infatti, il Ferrari Man è finito in testacoda, andando a insabbiarsi. È stato il suo ritiro la ragione per cui è entrata la safety car.
Il finale è stato scoppiettante, con un bel duello per l'ultimo punto disponibile.
Yamamoto: "Sapevo che DLR sarebbe andato per prati."
DLR: "Taci e vai a giocare a Tetris insieme a Nakajima."
Alguersuari: "Intanto ne approfitto per asfaltare Liuzzi."
Liuzzi: "Quando verrai penalizzato per taglio di chicane e la decima piazza passerà a me, ne riparleremo."
Infatti la decima posizione è andata proprio al pilota italiano. Ottavo e nono sono arrivati Kobayashi e Petrov.
Tornando al via, ci sono state polemiche perché Massa si era posizionato qualcosa come un metro più avanti della linea di partenza.
Io non ci avevo fatto caso.
I commissari neanche, dato che non hanno battuto ciglio.
Se non ci faccio caso io, perché sto pensando a Yamamoto nel frattempo, non è grave. Se non ci fanno caso i commissari, secondo me qualcuno dovrebbe ricordare loro che non si gioca a Monopoli mentre sta per iniziare un gran premio.
Adesso, però, torniamo a parlare della fine e di quello che è stato l'effetto sulla classifica di questa fine:
HAMILTON 182
WEBBER 179
VETTEL 151
BUTTON 147
ALONSO 141
REDBULL 330
MCLAREN 329
Vogliamo parlarne?
Vogliamo parlare di quanto più il tempo passa, più ci sono stravolgimenti in classifica?
Webber era tornato in testa alla classifica dopo il GP d'Ungheria, per poi perderla di nuovo a vantaggio di Hamilton, che era scivolato in terza posizione.
La McLaren non ha ripreso la vetta della classifica, ma si è avvicinata notevolmente alla Redbull.
La sensazione che possa succedere di tutto è ancora molto elevata.
RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (McLaren), 2. Mark Webber (Redbull), 3. Robert Kubica (Renault), 4. Felipe Massa (Ferrari), 5. Adrian Sutil (Force India), 6. Nico Rosberg (Mercedes), 7. Michael Schumacher (Mercedes), 8. Kamui Kobayashi (Sauber), 9. Vitaly Petrov (Renault), 10. Vitantonio Liuzzi (Force India), 11. Pedro De La Rosa (Sauber), 12. Sebastien Buemi (Toro Rosso), 13. Jaime Alguersuari (Toro Rosso), 14. Nico Hulkenberg (Williams), 15. Sebastian Vettel (Redbull), 16. Heikki Kovalainen (Lotus), 17. Lucas Di Grassi (Virgin), 18. Timo Glock (Virgin), 19. Jarno Trulli (Lotus), 20. Sakon Yamamoto (HRT), Rit. Fernando Alonso (Ferrari), Rit. Jenson Button (McLaren), Rit. Bruno Senna (HRT), Rit. Rubens Barrichello (Williams).
martedì 23 gennaio 2018
La Dakar 2018 e la curiosa gaffe di Simon Pagenaud
Tra il 6 e il 20 Gennaio 2018 si è svolta la 40esima edizione della Dakar, disputata tra Argentina e Bolivia.
Nella categoria auto ne è uscito vincitore una nostra vecchia conoscenza, Carlos Sainz Sr, idolo d'infanzia di Fernando Alonso, nonché padre del più grande fanboy di Fernando Alons.
Ha vinto Matthias Walkner nella categoria moto, Ignacio Casale nella categoria quad, Ėduard Nikolaev nella categoria camion e Reinaldo Varela nella categoria Can-Am (o qualunque sia il suo nome).
Naturalmente molti personaggi del motorsport si sono affrettati a complimentarsi con Carlos Sainz per la vittoria ottenuta, ma Simon Pagenaud, pilota di Indycar, si è affrettato un po' troppo, finendo per complimentarsi con Carlos Sainz Jr!
Nella categoria auto ne è uscito vincitore una nostra vecchia conoscenza, Carlos Sainz Sr, idolo d'infanzia di Fernando Alonso, nonché padre del più grande fanboy di Fernando Alons.
Ha vinto Matthias Walkner nella categoria moto, Ignacio Casale nella categoria quad, Ėduard Nikolaev nella categoria camion e Reinaldo Varela nella categoria Can-Am (o qualunque sia il suo nome).
Naturalmente molti personaggi del motorsport si sono affrettati a complimentarsi con Carlos Sainz per la vittoria ottenuta, ma Simon Pagenaud, pilota di Indycar, si è affrettato un po' troppo, finendo per complimentarsi con Carlos Sainz Jr!
In difesa di Danica Patrick come pilota di Indycar
...perché se ottieni un podio alla Indy 500, sei una ferma in NASCAR e sei poco simpatica, rimani pur sempre una che ha ottenuto un podio alla Indy 500 #JustSaying.
Per chi non fosse particolarmente interessato alle corse americane, vorrei segnalare che lo scorso novembre Danica Patrick, pilota 35enne originaria di una città dell'Illinois che porta lo stesso nome di un simpatico bulldog che frequenta assiduamente il paddock durante i weekend di gara in Formula 1, ha annunciato il proprio ritiro dalle competizioni: quel del 2017 è stata la sua ultima stagione completa in NASCAR e, nel 2018, intende partecipare alla Daytona 500 e alla Indy 500, con la Indy 500 che, salvo ripensamenti dell'ultima ora, dovrebbe essere l'ultima gara della sua carriera.
Oltre a tutto ciò ha anche annunciato la separazione dal fidanzato pilota di NASCAR Ricky Stenhouse Jr, mettendo fine a tutte le mie battute durante le pseudo-cronache alle gare della Sprint Cup, ma questo, al momento, non ci interessa.
Al momento attuale la presenza di Danica Patrick alla Cinquecento Miglia di Indianapolis non è né ufficiale né scontata. Fino a qualche giorno fa non aveva ancora uno sponsor che intendesse darle la possibilità di prendere parte all'evento. Più o meno tre o quattro giorni fa, invece, lo sponsor è arrivato ed nientemeno che GoDaddy, lo sponsor che è stato con lei negli ultimi anni della sua carriera in Indycar e nei primi anni della sua carriera in NASCAR.
Tutto ciò ha fatto insorgere gli hater Made in USA, che le hanno rinfacciato di rubare il volante a piloti più competitivi di lei e di non meritare affatto di prendere parte alla Indy 500, perché in NASCAR ha combinato poco e niente, perché ciò distoglie l'attenzione da Newgarden (è un po' come dire che la presenza di Sirotkin in Formula 1 distoglie l'attenzione da Hamilton, ma nevermind), che ormai l'età avanza e che non è più gnocca come un tempo...
...
...
...
...wait, wait, wait. Premesso che non voglio discutere dell'aspetto fisico di Danica Patrick, i commenti su questo aspetto non mi interessano: non sono una tumblr baby, so che gli uomini commentano l'aspetto fisico delle donne e se tali uomini sono fanboy sgrammaticati che scrivono insulti ai piloti come commento alle loro foto sui social, non mi devo aspettare che abbiano argomenti di discussione particolarmente elevati dal punto di vista culturale.
Quello che non mi torna è perché partendo dall'inettitudine di Danica Patrick in NASCAR si arrivi alla conclusione che Danica Patrick è un'inetta anche al volante di una Indycar. La Patrick non è una pilota di NASCAR che ha deciso di passare in Indycar. È un'ex pilota di Indycar che, dopo avere passato sette anni in Indycar, ha deciso di passare in NASCAR, dove si è visto chiaramente che la NASCAR non era il suo punto di forza.
Danica Patrick come pilota di Indycar dovrebbe essere valutata per quello che ha fatto in Indycar, che in sintesi è:
> qualificarsi in seconda fila alla sua prima Indy 500, terminare la gara in quarta posizione dopo essere stata in testa per alcuni giri e avere dovuto rallentare perché non aveva abbastanza carburante per arrivare in fondo, venendo votata come rookie of the year;
> ottenere nel corso degli anni almeno un paio di pole position, una vittoria, alcuni piazzamenti sul podio (di cui un terzo posto alla Indy 500 nel 2009) e parecchie top-ten, dimostrandosi più portata per gli ovali che per gli altri tipi di tracciati.
Ora, che in Indycar Danica Patrick non sia stata Dario Franchitti o Scott Dixon è un dato di fatto, ma oserei dire che non è stata neanche il primo Mario Moraes che passava per la strada. Per intenderci, è una di quelli che se non c'è forse non se ne sente la mancanza, ma che se c'è non è uno scandalo come vedere al volante gente del calibro di Arnd Meier o del Dr. Jack Miller, anche se, devo essere sincera, personaggi di quel calibro avrebbero il loro fascino.
Non ci vedo nulla di male se la sua carriera dovesse terminare con la partecipazione alla Indy 500, la gara che tredici anni fa l'ha resa celebre. Anzi, lo troverei addirittura molto romantico, la bella conclusione di una carriera fatta di alti e bassi da parte di un personaggio che ha comunque fatto molto parlare di sé, nel bene e nel male.
Non trovo che abbia molto senso scomodare i suoi risultati in NASCAR, se non per affermare che, con ogni probabilità, avrebbe ottenuto di più se avesse continuato a gareggiare in Indycar. Non credo neanche che abbia molto senso affermare che la vittoria che ha ottenuto non vale perché "la metà dei piloti non c'erano".
Che la Patrick abbia ottenuto una sola vittoria (e che pare che sia stata l'unica vittoria della sua carriera sulle monoposto - nelle serie minori made in USA aveva avuto buoni risultati e vari piazzamenti a podio, ma pare mai nessuna vittoria) è un dato di fatto e rimane, però il fatto che la sua vittoria sia avvenuta in una circostanza in cui "la metà dei piloti non c'erano" non è un dato di fatto, anzi, è revisionismo storico.
Era l'epoca della reunion tra IRL e Champ Car non si erano messi d'accordo su dove gareggiare in una certa data. I team della IRL hanno gareggiato a Motegi, i team di Champ Car hanno gareggiato a Long Beach, questo è vero. Però è altrettanto vero che, con l'eccezione di una manciata di piloti, alla gara di Long Beach hanno preso parte team e piloti che non hanno disputato il resto della stagione. A Motegi c'erano diciotto vetture, quando di solito ce n'erano ventitré o ventiquattro. Di assenti celebri ce n'erano al massimo un paio e la convinzione generale, all'epoca, era che la IRL fosse superiore alla Champ Car.
Quindi sul fatto che la vittoria della Patrick sia una "vittoria rubata" ho qualche dubbio, e peraltro mi pare che il secondo classificato (Helio Castroneves, due volte vincitore della Indy 500 all'epoca, divenute in seguito tre) non si sia definito vincitore morale o cose del genere.
Quindi, in conclusione, per come la penso io siamo di fronte a un ennesimo caso in cui i fanboy, proclamandosi conoscitori della Verità Assoluta, valutano le performance di un(a) pilota in una serie basandosi su fattori che hanno ben poco a che vedere con le sette stagioni disputate in quella serie.
Tra parentesi, a suo tempo la Patrick fu un vero e proprio tormentone mediatico, quindi penso che, in generale, se dovesse prendere parte alla Indy 500 la Indycar potrebbe ottenerne esposizione mediatica, che fa sempre comodo, considerando che quest'anno non ci saranno ex campioni del mondo di Formula 1 che sfidano la sorte sperando di non rompere il motore anche in Indycar...
Per chi non fosse particolarmente interessato alle corse americane, vorrei segnalare che lo scorso novembre Danica Patrick, pilota 35enne originaria di una città dell'Illinois che porta lo stesso nome di un simpatico bulldog che frequenta assiduamente il paddock durante i weekend di gara in Formula 1, ha annunciato il proprio ritiro dalle competizioni: quel del 2017 è stata la sua ultima stagione completa in NASCAR e, nel 2018, intende partecipare alla Daytona 500 e alla Indy 500, con la Indy 500 che, salvo ripensamenti dell'ultima ora, dovrebbe essere l'ultima gara della sua carriera.
Oltre a tutto ciò ha anche annunciato la separazione dal fidanzato pilota di NASCAR Ricky Stenhouse Jr, mettendo fine a tutte le mie battute durante le pseudo-cronache alle gare della Sprint Cup, ma questo, al momento, non ci interessa.
Al momento attuale la presenza di Danica Patrick alla Cinquecento Miglia di Indianapolis non è né ufficiale né scontata. Fino a qualche giorno fa non aveva ancora uno sponsor che intendesse darle la possibilità di prendere parte all'evento. Più o meno tre o quattro giorni fa, invece, lo sponsor è arrivato ed nientemeno che GoDaddy, lo sponsor che è stato con lei negli ultimi anni della sua carriera in Indycar e nei primi anni della sua carriera in NASCAR.
Tutto ciò ha fatto insorgere gli hater Made in USA, che le hanno rinfacciato di rubare il volante a piloti più competitivi di lei e di non meritare affatto di prendere parte alla Indy 500, perché in NASCAR ha combinato poco e niente, perché ciò distoglie l'attenzione da Newgarden (è un po' come dire che la presenza di Sirotkin in Formula 1 distoglie l'attenzione da Hamilton, ma nevermind), che ormai l'età avanza e che non è più gnocca come un tempo...
...
...
...
...wait, wait, wait. Premesso che non voglio discutere dell'aspetto fisico di Danica Patrick, i commenti su questo aspetto non mi interessano: non sono una tumblr baby, so che gli uomini commentano l'aspetto fisico delle donne e se tali uomini sono fanboy sgrammaticati che scrivono insulti ai piloti come commento alle loro foto sui social, non mi devo aspettare che abbiano argomenti di discussione particolarmente elevati dal punto di vista culturale.
Quello che non mi torna è perché partendo dall'inettitudine di Danica Patrick in NASCAR si arrivi alla conclusione che Danica Patrick è un'inetta anche al volante di una Indycar. La Patrick non è una pilota di NASCAR che ha deciso di passare in Indycar. È un'ex pilota di Indycar che, dopo avere passato sette anni in Indycar, ha deciso di passare in NASCAR, dove si è visto chiaramente che la NASCAR non era il suo punto di forza.
Danica Patrick come pilota di Indycar dovrebbe essere valutata per quello che ha fatto in Indycar, che in sintesi è:
> qualificarsi in seconda fila alla sua prima Indy 500, terminare la gara in quarta posizione dopo essere stata in testa per alcuni giri e avere dovuto rallentare perché non aveva abbastanza carburante per arrivare in fondo, venendo votata come rookie of the year;
> ottenere nel corso degli anni almeno un paio di pole position, una vittoria, alcuni piazzamenti sul podio (di cui un terzo posto alla Indy 500 nel 2009) e parecchie top-ten, dimostrandosi più portata per gli ovali che per gli altri tipi di tracciati.
Ora, che in Indycar Danica Patrick non sia stata Dario Franchitti o Scott Dixon è un dato di fatto, ma oserei dire che non è stata neanche il primo Mario Moraes che passava per la strada. Per intenderci, è una di quelli che se non c'è forse non se ne sente la mancanza, ma che se c'è non è uno scandalo come vedere al volante gente del calibro di Arnd Meier o del Dr. Jack Miller, anche se, devo essere sincera, personaggi di quel calibro avrebbero il loro fascino.
Non ci vedo nulla di male se la sua carriera dovesse terminare con la partecipazione alla Indy 500, la gara che tredici anni fa l'ha resa celebre. Anzi, lo troverei addirittura molto romantico, la bella conclusione di una carriera fatta di alti e bassi da parte di un personaggio che ha comunque fatto molto parlare di sé, nel bene e nel male.
Non trovo che abbia molto senso scomodare i suoi risultati in NASCAR, se non per affermare che, con ogni probabilità, avrebbe ottenuto di più se avesse continuato a gareggiare in Indycar. Non credo neanche che abbia molto senso affermare che la vittoria che ha ottenuto non vale perché "la metà dei piloti non c'erano".
Che la Patrick abbia ottenuto una sola vittoria (e che pare che sia stata l'unica vittoria della sua carriera sulle monoposto - nelle serie minori made in USA aveva avuto buoni risultati e vari piazzamenti a podio, ma pare mai nessuna vittoria) è un dato di fatto e rimane, però il fatto che la sua vittoria sia avvenuta in una circostanza in cui "la metà dei piloti non c'erano" non è un dato di fatto, anzi, è revisionismo storico.
Era l'epoca della reunion tra IRL e Champ Car non si erano messi d'accordo su dove gareggiare in una certa data. I team della IRL hanno gareggiato a Motegi, i team di Champ Car hanno gareggiato a Long Beach, questo è vero. Però è altrettanto vero che, con l'eccezione di una manciata di piloti, alla gara di Long Beach hanno preso parte team e piloti che non hanno disputato il resto della stagione. A Motegi c'erano diciotto vetture, quando di solito ce n'erano ventitré o ventiquattro. Di assenti celebri ce n'erano al massimo un paio e la convinzione generale, all'epoca, era che la IRL fosse superiore alla Champ Car.
Quindi sul fatto che la vittoria della Patrick sia una "vittoria rubata" ho qualche dubbio, e peraltro mi pare che il secondo classificato (Helio Castroneves, due volte vincitore della Indy 500 all'epoca, divenute in seguito tre) non si sia definito vincitore morale o cose del genere.
Quindi, in conclusione, per come la penso io siamo di fronte a un ennesimo caso in cui i fanboy, proclamandosi conoscitori della Verità Assoluta, valutano le performance di un(a) pilota in una serie basandosi su fattori che hanno ben poco a che vedere con le sette stagioni disputate in quella serie.
Tra parentesi, a suo tempo la Patrick fu un vero e proprio tormentone mediatico, quindi penso che, in generale, se dovesse prendere parte alla Indy 500 la Indycar potrebbe ottenerne esposizione mediatica, che fa sempre comodo, considerando che quest'anno non ci saranno ex campioni del mondo di Formula 1 che sfidano la sorte sperando di non rompere il motore anche in Indycar...
lunedì 22 gennaio 2018
Kubica, Sirotkin, la Russia, i piloti paganti e i fan che, in ogni caso, troverebbero qualcosa da ridire su chiunque
Era da un po' che attendevo questo momento, e ho fatto bene ad aspettare perché si sono aggiunte anche cose più deliranti: parliamo della Williams e parliamo della "novità" per il 2018. Qualche giorno fa, Martedì 16 Gennaio, è stata annunciata la line-up per la stagione che verrà ed è arrivato il momento che io metta in chiaro, una volta per tutte, qual è la mia opinione in proposito, perché mi sembra uno di quei casi in cui è consentito solo il Pensiero Unico e, chiunque vada oltre il Pensiero Unico, è visto come un tifoso con il paraocchi.
Giusto, sono una tifosa con il paraocchi. Peccato che il pilota per cui ho tifato negli ultimi dodici anni sia stato proprio nientemeno quello che ufficialmente ha deciso di ritirarsi dalla Formula 1 perché non vedeva l'ora di trovare nuovi stimoli altrove, oppure di starsene un po' a casa; nella fattispecie proprio quello che fino a due mesi fa appoggiava il fondoschiena sul sedile che attualmente si contendevano Robert Kubica e Sergey Sirotkin. Lo ribadisco, in caso ci fosse qualcuno duro di comprendonio: io non tifavo né Kubica né Sirotkin, ma quello che ha perso il volante per fare spazio a loro e, dato che si tratta di un pilota che non era minimamente preso in considerazione per il 2018, direi che posso dichiararmi neutrale di fronte alla scelta della Williams. Peraltro mi sembra che fosse da un po' che se ne parlava: sorprendersi così tanto dell'ingaggio di Sirotkin mi sembra un po' come sorprendersi quando il gran premio del Bahrein viene disputato in condizioni di asciutto.
Proprio così, ho detto quello che ormai tutti temevano: i piloti della Williams, nella stagione che verrà, saranno Lance Stroll e Sergey Sirotkin. Robert Kubica è stato ingaggiato come development driver. La decisione ha accontentato il fanbase motoristico? Assolutamente no, con la solita classica abitudine di screditare chiunque non appartenga alla fascia dei pochi eletti che vengono messi su un piedistallo dai tifosi mainstream. In gran parte, le persone che hanno commentato il fatto, erano sostenitori del Pensiero Unico, tifosi esaltati pronti ad affermare che in realtà fossero quelli che usavano toni più pacati i veri tifosi esaltati. Purtroppo è così che funziona nei fanbase motoristici online: non la pensi come me? oppure la pensi come me, ma in modo decisamente meno estremista? Orrorehhhh!!11!!111!!11 Come ti permetti???222???222?? Tornatene a fare quello che facevi fino all'altro giorno!!11!!!11!! e smettila di seguire la Formula 1, che non fa per te!!!11!!!11!!!1! I pilotihhhh pagantihhhh sono il malehhhh assolutohhhh e il fatto che tu non lo voglia ammettere dice molto di te!!111!!11!! sei un/una orribilehhhh sostenitorehhhh delle lobby russe che piazzano i propri piloti in Formula 1.
Ci sono vari aspetti di questo atteggiamento che mi infastidiscono, alcuni dei quali estesi anche ad altri aspetti della Formula 1, alcuni solo al caso di Kubica vs Sirotkin/ Russia/ piloti paganti/ giudizi affrettati su quello che i piloti hanno fatto nelle categorie minori.
Vorrei partire da un'osservazione generica: trovo che, da molti anni, ci siano nei "fandom" motoristici due atteggiamenti predominanti molto contrastanti, ma che hanno qualche punto in comune.
Il primo è l'abitudine di sparare a zero contro chiunque la pensi diversamente su certi piloti o team, contro chi tifi per altri piloti o team oppure semplicemente chi non sia palesemente pro-pilota/team mainstream in quello specifico fandom quindi venga percepito come un tifoso degli avversari. Trovo questo atteggiamento abbastanza delirante, tuttavia trovo più pericoloso il secondo: c'è anche, infatti, l'abitudine di trattare con rispetto gli altri utenti fintanto che ci sono elementi di contatto, per poi prendere a sparare a zero contro queste persone non appena ci sia qualcosa su cui non si è in totale sintonia, tanto che costoro iniziano a trovare più semplice rapportarsi con persone non estremiste che la pensano diversamente su tutto.
Per sintetizzare il concetto, si tratta di comportamenti che suscitano una reazione di questo tipo: "ehi, datti una calmata, siamo appassionati di Formula 1, non del motomondiale, quindi comportiamoci di conseguenza" (senza offesa per gli appassionati del motomondiale, ma dall'epoca dell'episodio Rossi vs Marquez/ vs gli spagnoli mi sembra che l'atteggiamento da tifosi da bar sia dilagante).
Kubica vs Sirotkin e, già che ci siamo, aggiungiamoci anche Stroll: questa è una faccenda che si fa molto complicata. Il Pensiero Unico prevede che Stroll e Sirotkin siano due incompetenti, mentre Kubica sia colui che farà risollevare la Williams dal suo stato catatonico e le darà quello che nessun pilota, in anni recenti, le ha mai dato.
Chi lo dice? Probabilmente le statistiche, che affermano che Robert Kubica ha vinto un gran premio, ha ottenuto diversi piazzamenti sul podio e che ha lottato per il titolo fino al penultimo gran premio stagionale nel 2008.
Il vero problema è che, spesso e volentieri, le statistiche dicono solo quello che vogliamo leggervi. Che Kubica fosse un pilota promettente nel 2008 e che sia andato meglio di Heidfeld in quell'anno è sicuramente vero (ma è altrettanto vero che nel 2007 sia andato meglio Heidfeld e che nel 2009 i loro risultati siano stati più o meno alla pari, classifiche alla mano) e che in tanti abbiamo sperato che potesse tornare in Formula 1, un giorno, all'epoca del suo incidente nel rally del 2011. Il punto è che adesso siamo nel 2018, non nel 2010, che in mezzo c'è stato l'incidente nel rally e che ci sono stati sette anni nel corso dei quali Kubica non ha gareggiato in Formula 1.
Quindi sì, può darsi che sia un fenomeno e che non risenta minimamente del grave infortunio che ha subito e i sette anni passati senza gareggiare in Formula 1... ma può darsi anche di no. Mi sembra molto semplice affermare, dopo avere visto due foto di Kubica al volante di una Williams in una sessione di test, che nulla sia cambiato dal 2010 a oggi e che il suo potenziale sia ancora tale e quale ad allora.
L'ho sempre detto, fin dai vecchi tempi: per qualche strana ragione, Kubica è uno di quei piloti a cui i fanboy si sono aggrappati come cavallette. Ai tempi in cui gareggiava in Formula 1 si parlava del suo imminente passaggio in Ferrari dove avrebbe fatto sfaceli, del fatto che fosse un pilota migliore di Alonso, Hamilton, Vettel e chiunque altro... e, per quanto io non sia del tutto convinta che in Formula 1 non ci fosse in quegli anni proprio nessun pilota migliore di Kubica, riconosco un po' di normalità in tutto ciò. Quello che non ho mai capito è come mai mi fosse consentito dire che non ritenevo Alonso, Hamilton, Vettel o chiunque altro il migliore in assoluto, mentre non mi era consentito dire che non ritenevo Kubica il migliore in assoluto, se non volevo ritrovarmi sommersa da insulti. Era il pilota per cui nessuno tifava a chiare lettere, ma che in realtà tutti tifavano. Era il secondo pilota preferito di gran parte dei tifosi di Alonso, il secondo pilota preferito di gran parte dei tifosi di Hamilton, il secondo pilota preferito di gran parte dei tifosi di Vettel, eccetera.
Con tutto il rispetto per Kubica, che ho sempre trovato un tipo simpatico anche se come pilota non mi è mai capitato di portarlo su un piedistallo ma l'ho sempre trattato con una certa indifferenza (probabilmente guidava per un team che non era abbastanza top-team, oppure non guidava una Caterham, dove sarebbe stato più soggetto al mio interesse!) e che non merita di essere colpevolizzato per il comportamento delirante dei suoi fanboy, alcuni dei quali divenuti suoi detrattori quando giungevano notizie di suoi incidenti nel campionato di rally. Non so se mi spiego: nel periodo in cui Kubica non era in Formula 1, c'era gente che sosteneva che dovesse ritirarsi dalle competizioni, se voleva avere qualche possibilità di non morire al volante, mentre è bastato che alcuni team di Formula 1 si interessassero a lui per tornare a metterlo su un piedistallo.
Lo trovo un atteggiamento abbastanza immaturo, specie alla luce del fatto che chi lo mette su un piedistallo sia pronto ad affermare che il suo ritorno in Formula 1 sarebbe l'evento più importante del secolo e che farebbe sicuramente sfaceli.
L'eroe delle folle che, nonostante un incidente a lui occorso lontano dalla Formula 1, fa il suo ritorno dopo anni, con tanta gente convinta che vincerà il mondiale. Dove e quando, esattamente, ho già sentito questa storia? No, perché sento un intenso odore di deja-vu. Se Kubica dovesse tornare in Formula 1, spero che non abbia mai incidenti durante i gran premi in notturna, perché non vorrei che l'età dopo la quale non si distingue più il giorno dalla notte venisse abbassata d'ufficio di quasi una decina d'anni.
Veniamo agli altri, Stroll e Sirotkin. In tutta sincerità credo di avere già detto a suo tempo tutto quello che avevo da dire a proposito di Lance Stroll. È arrivato in Formula 1 precocemente, come conseguenza dell'effetto Verstappen, con una sola enorme differenza: il grande pregio di Max Verstappen come pilota è che è passato dai kart alla Formula 3 ed è stato in grado di lottare immediatamente per il campionato con piloti di maggiore esperienza, dopodiché, una volta arrivato in Formula 1, nonostante fosse alla sua seconda stagione su delle monoposto, non mostrava difficoltà di adattamento maggiori rispetto a quelle di altri debuttanti che magari avevano alle spalle quattro o cinque anni di esperienza nelle formule minori. La maggior parte dei piloti, anche quelli destinati ad un futuro più roseo di quello di Verstappen, non hanno una capacità di adattamento così rapida. Stroll è arrivato in Formula 1 dopo tre(?) stagioni, tra Formula 4 e Formula 3, dove ha ottenuto buoni risultati, ma nel lungo periodo, ovvero non dall'oggi al domani, e credo fortemente che una stagione o due in serie come la GP3 e la GP2 avrebbero sicuramente giovato alla sua esperienza. In generale, viste le premesse iniziali, oserei dire che la sua prima stagione in Formula 1 non è stata così terribile e che ha avuto degli exploit degni di nota. Il problema è quello che ha fatto tutte le altre volte, quando non faceva degli exploit, che sia passato dall'arrivare ultimo all'arrivare a podio, dal non passare la Q1 a qualificarsi in prima fila, per poi tornare ad arrivare ultimo a seconda dei gran premi. Non penso che sia un fenomeno, ma se riuscisse a trovare un po' più di costanza potrebbe anche trovare il proprio spazio nel mondo, considerando che stiamo parlando di un team da metà classifica, che in apparenza non ha grosse ambizioni per il futuro, se non quello di continuare a occupare una posizione da metà classifica.
Passiamo a Sergey Sirotkin. Mi ricordo che si parlava di lui nel lontano 2013, quando voci di mercato lo associavano alla Sauber per il 2014, che faticavo a ricordarmi il suo cognome e che veniva fortemente criticato perché troppo giovane e inesperto e senza un curriculum di rilievo. Poi la Sauber ingaggiò Sutil e Gutierrez, sempre ammesso di avere azzeccato l'anno in cui Sirotkin doveva, in linea teorica, debuttare in Formula 1, e non si sentì più parlare di Sirotkin.
Le stesse critiche gli vengono poste anche al giorno d'oggi. L'unica differenza è che al giorno d'oggi conta due terzi posti in classifica nei campionati di GP2 del 2015 e del 2016. Tutti i piloti che si sono classificati davanti a lui in quelle due stagioni hanno debuttato in Formula 1, con Vandoorne e Gasly, vincitori del titolo in quelle due stagioni, che prenderanno parte come titolari anche al campionato 2018. I runner-up erano Rossi nel 2015, che in Formula 1 c'è stato per breve tempo e che al giorno d'oggi gareggia in Indycar per uno dei top-team e che ha vinto un'edizione di quella che fino a prova contraria è ancora la gara automobilistica più importante al mondo, e Giovinazzi nel 2016 che, pur non disponendo di un volante come pilota titolare, è pur sempre in Formula 1 come terzo pilota/ pilota di riserva.
Se un pilota che si è classificato terzo per due volte in GP2 arriva in Formula 1, a mio parere, non è uno scandalo, specie considerando che i piloti che l'hanno battuto non è che siano stati completamente ignorati dal mondo della Formula 1. C'erano altri piloti usciti dalla GP2 meritevoli di un volante? È molto probabile che ci fossero, però torniamo sempre al solito vecchio discorso: ci sono venti volanti disponibili e ogni anno se ne liberano al massimo due o tre, quando ci sono verosimilmente più di due o tre piloti meritevoli di entrare in Formula 1.
Probabilmente Sirotkin non è una garanzia, però rimane l'impressione che ogni analisi sui risultati sia, come sempre, lasciata alla libera interpretazione: un terzo posto in classifica in GP3 può essere tutto o niente, a seconda di ciò che conviene affermare.
Ha molto in comune con altri piloti, da questo punto di vista, ma di questo ne parlerò tra un po'.
Arrivati a questo punto vorrei parlare un attimo dell'elemento "Russia". Una volta, girovagando sulla mia bacheca di Tumblr, trovai un post scritto da una ragazza che si dichiarava stanca di un atteggiamento da lei definito come "not every American is like Trump, but every Russian is like Putin", ovvero "non tutti gli americani sono come Trump, ma tutti i russi sono come Putin".
A quella ragazza, per quanto sia una Tumblrera, vorrei fare un lungo applauso, perché quella mentalità che lei riconosceva su Tumblr nei confronti probabilmente non di piloti, è esattamente quella che c'è nei confronti dei piloti: nessun pilota di altre nazionalità viene associato alla politica del suo paese, ma i russi sì. Me lo ricordo fin dai tempi in cui dell'operato politico di Putin venne colpevolizzato nientemeno che Dany Kvyat, colpevole di avere speronato una Ferrari. Anche nei confronti di Sirotkin vedo lo stesso tono accusatorio. "Sirotkin in Formula 1? Ma Putin ha fatto questo, questo e quest'altro"... E allora? Che cosa c'entra con Sirotkin? Perché un pilota poco più che ventenne dovrebbe essere responsabile della situazione politica del suo paese natale, in cui molto probabilmente non vive neanche? Purtroppo questa avversione nei confronti dei piloti russi l'ho vista in lungo e in largo, non solo per quanto riguarda la Formula 1. Quando anni fa venne annunciato l'ingaggio di Mikhail Aleshin da parte di un team di Indycar, saltò subito fuori il fatto che fosse uno scarso. La giustificazione? è russo, quindi doveva esserlo per forza. Inoltre i russi non sono scarsi, ma sono anche noiosi: anche i giapponesi vengono visti come scarsi, ma la loro presenza viene comunemente accettata perché prenderli per i fondelli è divertente.
La questione "piloti paganti" è quella che a mio parere assume connotazione più preoccupante, perché la maggior parte delle persone sembrano non avere la più pallida idea del fatto che i piloti paganti non si siano materializzati dall'oggi al domani nel 2017/2018, ma che sia un fenomeno che esiste da anni e che, peraltro, visto come funzionano le sponsorizzazioni, non sempre sia chiaro chi è definibile come pilota pagante e chi non lo è. Vorrei segnalare, da questo punto di vista, che ho letto persone che affermavano che Sirotkin è un pilota pagante e quindi il male assoluto e che se Kubica avesse avuto più sponsor di lui, la Williams l'avrebbe ingaggiato a occhi chiusi, invece di optare per un pilota pagante. Ciò che mi sfugge è la logica di fondo su cui si basa questa affermazione, perché dal punto di vista concettuale non mi sembra che stia in piedi: Sirotkin porta sponsor quindi è un pilota pagante, mentre se gli stessi sponsor li portasse Kubica non lo sarebbe? Che cosa significa, dal punto di vista logico?
Al di là di questo, l'amara realtà del motorsport è che spesso e volentieri chi ha i soldi va avanti e chi non ha i soldi no, però vorrei ricordare che non necessariamente avere soldi significa essere scarsi e non avere soldi significa essere competitivi. Quello sarà determinato dai risultati. Infine, quantomeno, al giorno d'oggi abbiamo dei "piloti paganti" che quantomeno hanno vinto qualcosa o ottenuto piazzamenti di buon livello nelle serie minori (perché, a conti fatti, classificarsi terzi in GP2 - la serie che dovrebbe servire come preparazione alla F1 - dà un punteggio tale sufficiente a ottenere la Superlicenza) anche sono passati/ stanno passando per la Formula 1 alcuni piloti la cui presenza potrebbe lasciare qualche dubbio. Non credo che sia la fase storica in cui la Formula 1 ha avuto i suoi "piloti paganti" peggiori. In passato è passata per la Formula 1 anche gente dalle performance decisamente imbarazzanti.
Messaggio di fondo: credo che la gente che vuole lamentarsi sia sempre capace di trovare una ragione per cui farlo. La maggior parte delle lamentele, tuttavia, per quanto dipendano a parole dal volere salvare il buon nome della Formula 1 da inetti che non meritano di farne parte, mi sembra che siano più che altro dettate dalla frustrazione di chi vede i propri idoli rimanere a piedi e, in generale, questo mi sembra più un atteggiamento distruttivo che costruttivo.
Le stesse accuse che ho letto nei confronti di Sirotkin mi è capitato di leggerle, anche se con minore accanimento, perfino nei confronti di Charles Leclerc, colpevole di avere "rubato il volante a Wehrlein", "rubato il volante a Giovinazzi" o non so cos'altro essendo stato ingaggiato dalla Sauber, quello stesso Charles Leclerc che nel 2016 ha vinto il campionato di GP3 e che nel 2017 ha letteralmente dominato il campionato di GP2 (o Formula 2, non mi sono ancora abituata alla denominazione corrente). Anche lui sarebbe scarso, non sarebbe adatto dalla Formula 1 e "non è ancora chiaro il perché sia arrivato in Formula 1!!!!111!!!11!", il che comunque è già un passo avanti, anche se, non avendo molta fiducia nel tifoso mainstream che segue la Formula 1, sono convinta che prima o poi qualcuno metterà nero su bianco la Vecchia Storiella. Per ogni evenienza, tengo sempre uno spigolo a portata di mano, per poterci sbattere contro la fronte all'occorrenza.
Questo post è finito.
Vi auguro una buona notte e, se lo leggerete di prima mattina, una buona giornata.
Giusto, sono una tifosa con il paraocchi. Peccato che il pilota per cui ho tifato negli ultimi dodici anni sia stato proprio nientemeno quello che ufficialmente ha deciso di ritirarsi dalla Formula 1 perché non vedeva l'ora di trovare nuovi stimoli altrove, oppure di starsene un po' a casa; nella fattispecie proprio quello che fino a due mesi fa appoggiava il fondoschiena sul sedile che attualmente si contendevano Robert Kubica e Sergey Sirotkin. Lo ribadisco, in caso ci fosse qualcuno duro di comprendonio: io non tifavo né Kubica né Sirotkin, ma quello che ha perso il volante per fare spazio a loro e, dato che si tratta di un pilota che non era minimamente preso in considerazione per il 2018, direi che posso dichiararmi neutrale di fronte alla scelta della Williams. Peraltro mi sembra che fosse da un po' che se ne parlava: sorprendersi così tanto dell'ingaggio di Sirotkin mi sembra un po' come sorprendersi quando il gran premio del Bahrein viene disputato in condizioni di asciutto.
Proprio così, ho detto quello che ormai tutti temevano: i piloti della Williams, nella stagione che verrà, saranno Lance Stroll e Sergey Sirotkin. Robert Kubica è stato ingaggiato come development driver. La decisione ha accontentato il fanbase motoristico? Assolutamente no, con la solita classica abitudine di screditare chiunque non appartenga alla fascia dei pochi eletti che vengono messi su un piedistallo dai tifosi mainstream. In gran parte, le persone che hanno commentato il fatto, erano sostenitori del Pensiero Unico, tifosi esaltati pronti ad affermare che in realtà fossero quelli che usavano toni più pacati i veri tifosi esaltati. Purtroppo è così che funziona nei fanbase motoristici online: non la pensi come me? oppure la pensi come me, ma in modo decisamente meno estremista? Orrorehhhh!!11!!111!!11 Come ti permetti???222???222?? Tornatene a fare quello che facevi fino all'altro giorno!!11!!!11!! e smettila di seguire la Formula 1, che non fa per te!!!11!!!11!!!1! I pilotihhhh pagantihhhh sono il malehhhh assolutohhhh e il fatto che tu non lo voglia ammettere dice molto di te!!111!!11!! sei un/una orribilehhhh sostenitorehhhh delle lobby russe che piazzano i propri piloti in Formula 1.
Ci sono vari aspetti di questo atteggiamento che mi infastidiscono, alcuni dei quali estesi anche ad altri aspetti della Formula 1, alcuni solo al caso di Kubica vs Sirotkin/ Russia/ piloti paganti/ giudizi affrettati su quello che i piloti hanno fatto nelle categorie minori.
Vorrei partire da un'osservazione generica: trovo che, da molti anni, ci siano nei "fandom" motoristici due atteggiamenti predominanti molto contrastanti, ma che hanno qualche punto in comune.
Il primo è l'abitudine di sparare a zero contro chiunque la pensi diversamente su certi piloti o team, contro chi tifi per altri piloti o team oppure semplicemente chi non sia palesemente pro-pilota/team mainstream in quello specifico fandom quindi venga percepito come un tifoso degli avversari. Trovo questo atteggiamento abbastanza delirante, tuttavia trovo più pericoloso il secondo: c'è anche, infatti, l'abitudine di trattare con rispetto gli altri utenti fintanto che ci sono elementi di contatto, per poi prendere a sparare a zero contro queste persone non appena ci sia qualcosa su cui non si è in totale sintonia, tanto che costoro iniziano a trovare più semplice rapportarsi con persone non estremiste che la pensano diversamente su tutto.
Per sintetizzare il concetto, si tratta di comportamenti che suscitano una reazione di questo tipo: "ehi, datti una calmata, siamo appassionati di Formula 1, non del motomondiale, quindi comportiamoci di conseguenza" (senza offesa per gli appassionati del motomondiale, ma dall'epoca dell'episodio Rossi vs Marquez/ vs gli spagnoli mi sembra che l'atteggiamento da tifosi da bar sia dilagante).
Kubica vs Sirotkin e, già che ci siamo, aggiungiamoci anche Stroll: questa è una faccenda che si fa molto complicata. Il Pensiero Unico prevede che Stroll e Sirotkin siano due incompetenti, mentre Kubica sia colui che farà risollevare la Williams dal suo stato catatonico e le darà quello che nessun pilota, in anni recenti, le ha mai dato.
Chi lo dice? Probabilmente le statistiche, che affermano che Robert Kubica ha vinto un gran premio, ha ottenuto diversi piazzamenti sul podio e che ha lottato per il titolo fino al penultimo gran premio stagionale nel 2008.
Il vero problema è che, spesso e volentieri, le statistiche dicono solo quello che vogliamo leggervi. Che Kubica fosse un pilota promettente nel 2008 e che sia andato meglio di Heidfeld in quell'anno è sicuramente vero (ma è altrettanto vero che nel 2007 sia andato meglio Heidfeld e che nel 2009 i loro risultati siano stati più o meno alla pari, classifiche alla mano) e che in tanti abbiamo sperato che potesse tornare in Formula 1, un giorno, all'epoca del suo incidente nel rally del 2011. Il punto è che adesso siamo nel 2018, non nel 2010, che in mezzo c'è stato l'incidente nel rally e che ci sono stati sette anni nel corso dei quali Kubica non ha gareggiato in Formula 1.
Quindi sì, può darsi che sia un fenomeno e che non risenta minimamente del grave infortunio che ha subito e i sette anni passati senza gareggiare in Formula 1... ma può darsi anche di no. Mi sembra molto semplice affermare, dopo avere visto due foto di Kubica al volante di una Williams in una sessione di test, che nulla sia cambiato dal 2010 a oggi e che il suo potenziale sia ancora tale e quale ad allora.
L'ho sempre detto, fin dai vecchi tempi: per qualche strana ragione, Kubica è uno di quei piloti a cui i fanboy si sono aggrappati come cavallette. Ai tempi in cui gareggiava in Formula 1 si parlava del suo imminente passaggio in Ferrari dove avrebbe fatto sfaceli, del fatto che fosse un pilota migliore di Alonso, Hamilton, Vettel e chiunque altro... e, per quanto io non sia del tutto convinta che in Formula 1 non ci fosse in quegli anni proprio nessun pilota migliore di Kubica, riconosco un po' di normalità in tutto ciò. Quello che non ho mai capito è come mai mi fosse consentito dire che non ritenevo Alonso, Hamilton, Vettel o chiunque altro il migliore in assoluto, mentre non mi era consentito dire che non ritenevo Kubica il migliore in assoluto, se non volevo ritrovarmi sommersa da insulti. Era il pilota per cui nessuno tifava a chiare lettere, ma che in realtà tutti tifavano. Era il secondo pilota preferito di gran parte dei tifosi di Alonso, il secondo pilota preferito di gran parte dei tifosi di Hamilton, il secondo pilota preferito di gran parte dei tifosi di Vettel, eccetera.
Con tutto il rispetto per Kubica, che ho sempre trovato un tipo simpatico anche se come pilota non mi è mai capitato di portarlo su un piedistallo ma l'ho sempre trattato con una certa indifferenza (probabilmente guidava per un team che non era abbastanza top-team, oppure non guidava una Caterham, dove sarebbe stato più soggetto al mio interesse!) e che non merita di essere colpevolizzato per il comportamento delirante dei suoi fanboy, alcuni dei quali divenuti suoi detrattori quando giungevano notizie di suoi incidenti nel campionato di rally. Non so se mi spiego: nel periodo in cui Kubica non era in Formula 1, c'era gente che sosteneva che dovesse ritirarsi dalle competizioni, se voleva avere qualche possibilità di non morire al volante, mentre è bastato che alcuni team di Formula 1 si interessassero a lui per tornare a metterlo su un piedistallo.
Lo trovo un atteggiamento abbastanza immaturo, specie alla luce del fatto che chi lo mette su un piedistallo sia pronto ad affermare che il suo ritorno in Formula 1 sarebbe l'evento più importante del secolo e che farebbe sicuramente sfaceli.
L'eroe delle folle che, nonostante un incidente a lui occorso lontano dalla Formula 1, fa il suo ritorno dopo anni, con tanta gente convinta che vincerà il mondiale. Dove e quando, esattamente, ho già sentito questa storia? No, perché sento un intenso odore di deja-vu. Se Kubica dovesse tornare in Formula 1, spero che non abbia mai incidenti durante i gran premi in notturna, perché non vorrei che l'età dopo la quale non si distingue più il giorno dalla notte venisse abbassata d'ufficio di quasi una decina d'anni.
Veniamo agli altri, Stroll e Sirotkin. In tutta sincerità credo di avere già detto a suo tempo tutto quello che avevo da dire a proposito di Lance Stroll. È arrivato in Formula 1 precocemente, come conseguenza dell'effetto Verstappen, con una sola enorme differenza: il grande pregio di Max Verstappen come pilota è che è passato dai kart alla Formula 3 ed è stato in grado di lottare immediatamente per il campionato con piloti di maggiore esperienza, dopodiché, una volta arrivato in Formula 1, nonostante fosse alla sua seconda stagione su delle monoposto, non mostrava difficoltà di adattamento maggiori rispetto a quelle di altri debuttanti che magari avevano alle spalle quattro o cinque anni di esperienza nelle formule minori. La maggior parte dei piloti, anche quelli destinati ad un futuro più roseo di quello di Verstappen, non hanno una capacità di adattamento così rapida. Stroll è arrivato in Formula 1 dopo tre(?) stagioni, tra Formula 4 e Formula 3, dove ha ottenuto buoni risultati, ma nel lungo periodo, ovvero non dall'oggi al domani, e credo fortemente che una stagione o due in serie come la GP3 e la GP2 avrebbero sicuramente giovato alla sua esperienza. In generale, viste le premesse iniziali, oserei dire che la sua prima stagione in Formula 1 non è stata così terribile e che ha avuto degli exploit degni di nota. Il problema è quello che ha fatto tutte le altre volte, quando non faceva degli exploit, che sia passato dall'arrivare ultimo all'arrivare a podio, dal non passare la Q1 a qualificarsi in prima fila, per poi tornare ad arrivare ultimo a seconda dei gran premi. Non penso che sia un fenomeno, ma se riuscisse a trovare un po' più di costanza potrebbe anche trovare il proprio spazio nel mondo, considerando che stiamo parlando di un team da metà classifica, che in apparenza non ha grosse ambizioni per il futuro, se non quello di continuare a occupare una posizione da metà classifica.
Passiamo a Sergey Sirotkin. Mi ricordo che si parlava di lui nel lontano 2013, quando voci di mercato lo associavano alla Sauber per il 2014, che faticavo a ricordarmi il suo cognome e che veniva fortemente criticato perché troppo giovane e inesperto e senza un curriculum di rilievo. Poi la Sauber ingaggiò Sutil e Gutierrez, sempre ammesso di avere azzeccato l'anno in cui Sirotkin doveva, in linea teorica, debuttare in Formula 1, e non si sentì più parlare di Sirotkin.
Le stesse critiche gli vengono poste anche al giorno d'oggi. L'unica differenza è che al giorno d'oggi conta due terzi posti in classifica nei campionati di GP2 del 2015 e del 2016. Tutti i piloti che si sono classificati davanti a lui in quelle due stagioni hanno debuttato in Formula 1, con Vandoorne e Gasly, vincitori del titolo in quelle due stagioni, che prenderanno parte come titolari anche al campionato 2018. I runner-up erano Rossi nel 2015, che in Formula 1 c'è stato per breve tempo e che al giorno d'oggi gareggia in Indycar per uno dei top-team e che ha vinto un'edizione di quella che fino a prova contraria è ancora la gara automobilistica più importante al mondo, e Giovinazzi nel 2016 che, pur non disponendo di un volante come pilota titolare, è pur sempre in Formula 1 come terzo pilota/ pilota di riserva.
Se un pilota che si è classificato terzo per due volte in GP2 arriva in Formula 1, a mio parere, non è uno scandalo, specie considerando che i piloti che l'hanno battuto non è che siano stati completamente ignorati dal mondo della Formula 1. C'erano altri piloti usciti dalla GP2 meritevoli di un volante? È molto probabile che ci fossero, però torniamo sempre al solito vecchio discorso: ci sono venti volanti disponibili e ogni anno se ne liberano al massimo due o tre, quando ci sono verosimilmente più di due o tre piloti meritevoli di entrare in Formula 1.
Probabilmente Sirotkin non è una garanzia, però rimane l'impressione che ogni analisi sui risultati sia, come sempre, lasciata alla libera interpretazione: un terzo posto in classifica in GP3 può essere tutto o niente, a seconda di ciò che conviene affermare.
Ha molto in comune con altri piloti, da questo punto di vista, ma di questo ne parlerò tra un po'.
Arrivati a questo punto vorrei parlare un attimo dell'elemento "Russia". Una volta, girovagando sulla mia bacheca di Tumblr, trovai un post scritto da una ragazza che si dichiarava stanca di un atteggiamento da lei definito come "not every American is like Trump, but every Russian is like Putin", ovvero "non tutti gli americani sono come Trump, ma tutti i russi sono come Putin".
A quella ragazza, per quanto sia una Tumblrera, vorrei fare un lungo applauso, perché quella mentalità che lei riconosceva su Tumblr nei confronti probabilmente non di piloti, è esattamente quella che c'è nei confronti dei piloti: nessun pilota di altre nazionalità viene associato alla politica del suo paese, ma i russi sì. Me lo ricordo fin dai tempi in cui dell'operato politico di Putin venne colpevolizzato nientemeno che Dany Kvyat, colpevole di avere speronato una Ferrari. Anche nei confronti di Sirotkin vedo lo stesso tono accusatorio. "Sirotkin in Formula 1? Ma Putin ha fatto questo, questo e quest'altro"... E allora? Che cosa c'entra con Sirotkin? Perché un pilota poco più che ventenne dovrebbe essere responsabile della situazione politica del suo paese natale, in cui molto probabilmente non vive neanche? Purtroppo questa avversione nei confronti dei piloti russi l'ho vista in lungo e in largo, non solo per quanto riguarda la Formula 1. Quando anni fa venne annunciato l'ingaggio di Mikhail Aleshin da parte di un team di Indycar, saltò subito fuori il fatto che fosse uno scarso. La giustificazione? è russo, quindi doveva esserlo per forza. Inoltre i russi non sono scarsi, ma sono anche noiosi: anche i giapponesi vengono visti come scarsi, ma la loro presenza viene comunemente accettata perché prenderli per i fondelli è divertente.
La questione "piloti paganti" è quella che a mio parere assume connotazione più preoccupante, perché la maggior parte delle persone sembrano non avere la più pallida idea del fatto che i piloti paganti non si siano materializzati dall'oggi al domani nel 2017/2018, ma che sia un fenomeno che esiste da anni e che, peraltro, visto come funzionano le sponsorizzazioni, non sempre sia chiaro chi è definibile come pilota pagante e chi non lo è. Vorrei segnalare, da questo punto di vista, che ho letto persone che affermavano che Sirotkin è un pilota pagante e quindi il male assoluto e che se Kubica avesse avuto più sponsor di lui, la Williams l'avrebbe ingaggiato a occhi chiusi, invece di optare per un pilota pagante. Ciò che mi sfugge è la logica di fondo su cui si basa questa affermazione, perché dal punto di vista concettuale non mi sembra che stia in piedi: Sirotkin porta sponsor quindi è un pilota pagante, mentre se gli stessi sponsor li portasse Kubica non lo sarebbe? Che cosa significa, dal punto di vista logico?
Al di là di questo, l'amara realtà del motorsport è che spesso e volentieri chi ha i soldi va avanti e chi non ha i soldi no, però vorrei ricordare che non necessariamente avere soldi significa essere scarsi e non avere soldi significa essere competitivi. Quello sarà determinato dai risultati. Infine, quantomeno, al giorno d'oggi abbiamo dei "piloti paganti" che quantomeno hanno vinto qualcosa o ottenuto piazzamenti di buon livello nelle serie minori (perché, a conti fatti, classificarsi terzi in GP2 - la serie che dovrebbe servire come preparazione alla F1 - dà un punteggio tale sufficiente a ottenere la Superlicenza) anche sono passati/ stanno passando per la Formula 1 alcuni piloti la cui presenza potrebbe lasciare qualche dubbio. Non credo che sia la fase storica in cui la Formula 1 ha avuto i suoi "piloti paganti" peggiori. In passato è passata per la Formula 1 anche gente dalle performance decisamente imbarazzanti.
Messaggio di fondo: credo che la gente che vuole lamentarsi sia sempre capace di trovare una ragione per cui farlo. La maggior parte delle lamentele, tuttavia, per quanto dipendano a parole dal volere salvare il buon nome della Formula 1 da inetti che non meritano di farne parte, mi sembra che siano più che altro dettate dalla frustrazione di chi vede i propri idoli rimanere a piedi e, in generale, questo mi sembra più un atteggiamento distruttivo che costruttivo.
Le stesse accuse che ho letto nei confronti di Sirotkin mi è capitato di leggerle, anche se con minore accanimento, perfino nei confronti di Charles Leclerc, colpevole di avere "rubato il volante a Wehrlein", "rubato il volante a Giovinazzi" o non so cos'altro essendo stato ingaggiato dalla Sauber, quello stesso Charles Leclerc che nel 2016 ha vinto il campionato di GP3 e che nel 2017 ha letteralmente dominato il campionato di GP2 (o Formula 2, non mi sono ancora abituata alla denominazione corrente). Anche lui sarebbe scarso, non sarebbe adatto dalla Formula 1 e "non è ancora chiaro il perché sia arrivato in Formula 1!!!!111!!!11!", il che comunque è già un passo avanti, anche se, non avendo molta fiducia nel tifoso mainstream che segue la Formula 1, sono convinta che prima o poi qualcuno metterà nero su bianco la Vecchia Storiella. Per ogni evenienza, tengo sempre uno spigolo a portata di mano, per poterci sbattere contro la fronte all'occorrenza.
Questo post è finito.
Vi auguro una buona notte e, se lo leggerete di prima mattina, una buona giornata.
domenica 21 gennaio 2018
Riviviamo i Commenti ai Gran Premi: Ungheria 2010
Nel 2007/2008 nascevano i commenti ai Gran Premi, quando ancora guardavo il web come spettatrice.
In quegli anni si svolgevano due bellissimi campionati, ma ci sono stati dei bei campionati anche dopo e ho deciso di continuare a rivedere e commentare i gran premi del passato recente, procedendo con la stagione 2009. Poi è arrivato il momento della stagione 2010.
#RiviviamoICommentiAiGranPremi con commenti ai gran premi del 2010 scritti nel 2018, ma fingendo di essere nel 2010.
***
Ungheria 2010: La rivincita dei vecchi toreri e dei vecchi zerbini
Benvenuti nell'atmosfera dell'Hungaroring ("un angusto tracciato pieno di curve", cit. Gianfranco Mazzoni), per intenderci quell'atmosfera che di tanto in tanto viene tagliata in due da ruote perse in volo dalla Renault e a volte non solo dalla Renault.
Ora, però, non parliamo di ruote perse in volo, ma dell'imminente pioggia prevista da un momento all'altro durante le qualifiche. Come spesso accade il servizio Meteo del mondiale di Formula 1 ha toppato e la qualifica è stat disputata interamente sull'asciutto.
Non ha nemmeno riservato grosse sorprese, a meno che Glock come il più veloce dei "nuovi team" non venga considerato una sorpresa. La terzultima e la penultima sono state dominate da Virgin e Lotus in ordine sparso, con le HRT relegate come al solito in ultima fila e, nello specifico, l'ultimo tempo è stato quello fatto registrare da Yamamoto. Non è stata una giornata positiva per i giapponesi in generale, in quanto Kobayashi è finito fuori già al termine della Q1 e, come si sarebbe saputo in seguito, pur essendo rimasto in pista solo per la durata della Q1, avrebbe avuto modo di fare comunque dei danni.
Si è passati in Q2, dove sono andate fuori sia le Force India sia le Toro Rosso, oltre che altri tre soggetti che di solito hanno una maggiore considerazione. Uno dei tre era Rubens Barrichello. Gli altri erano i due che sono diventati campioni del mondo quando Barrichello era il loro compagno di squadra. Per quanto riguarda quello che guida la Mercedes non so cosa dire, ormai ci sto facendo l'abitudine. Per quanto riguarda quello che guida la McLaren, se fosse capitato quando guidava la Brawn l'avrei preso per i fondelli in lungo e in largo. Adesso non lo faccio. Button merita rispetto, anche se ha vinto un mondiale con la Brawn GP...
...
...
...e poi, per una volta, vogliamo parlare di cose serie? Chi se ne frega se Barrichello e Schumacher non sono passati in Q3 e se Button è stato il primo degli esclusi! In certi momenti non si può fare altro che acclamare un eroe di altri tempi (nel senso che è "vecchio") guadagnarsi un accesso in top-ten! Parlo di De La Rosa, che è riuscito a guadagnarsi l'accesso in Q3 e non ha neanche chiuso ultimo, dato che ha battuto Hulkenberg. Davanti a loro c'erano le Renault e Petrov è andato più forte di Kubica. In mezzo a tutto questo accadeva anche che Vettel ottenesse la pole position, mettendo in fila dietro di lui il suo compagno di squadra, le Ferrari, Hamilton, Rosberg e tutti quelli che ho citato prima, con quest'ordine (poi stroncato dalla retrocessione di Kobayashi in 23^ piazza per essere entrato in pista con il semaforo rosso in Q1):
1^ fila: Vettel - Webber
2^ fila: Alonso - Massa
3^ fila: Hamilton - Rosberg
4^ fila: Petrov - Kubica
5^ fila: De La Rosa - Hulkenberg
6^ fila: Button - Barrichello
7^ fila: Sutil - Schumacher
8^ fila: Buemi - Liuzzi
9^ fila: Alguersuari - Kobayashi
10^ fila: Glock - Kovalainen
11^ fila: Trulli - Di Grassi
12^ fila: Senna - Yamamoto
Prima che la gara partisse, Mazzoni ha osservato che Massa, Hamilton e Rosberg erano gli unici tre piloti che non si erano mai ritirati nel corso di questa stagione.
Massa: "Cosa ci fate lì imbambolati? Grattatevi subito!...
...
...
...non vi volete grattare perché una telecamera vi sta riprendendo? Fate come volete voi, ma ricordatevi ne pagherete le conseguenze."
Poi la gara è partita. Vettel ha mantenuto la posizione in partenza, Webber no e, dalla prima curva, i primi quattro sono usciti in quest'ordine: Vettel, Alonso, Webber e Massa. Dietro di loro Hamilton si ritrovava a lottare per la quinta posizione con nientemeno che Petrov, mentre nelle retrovie Kobayashi superava un bel po' di vetture.
Voce fuori campo: "Va beh, delle Virgin e delle Lotus."
L'Autrice(C): "Su questo ti devo dare ragione. Kobayashi superava delle Virgin e delle Lotus."
I primi giri si sono susseguiti senza particolari colpi di scena, se non il ritiro di "Giacomino Alguersuari" (cit. Stella Bruno) per un guasto al motore. Non che sia la prima volta che succede qualcosa del genere, tutto sommato non è un gran colpo di scena.
Poi, al 15° giro, è accaduto finalmente il plot-twist che ha animato la gara: Liuzzi ha perso l'ala anteriore, proprio quando in molti erano sul punto di rientrare ai box per cambiare gomme. La safety car è entrata in pista e gran parte dei piloti ne hanno approfittato per rientrare ai box.
Quando ho visto tutte le vetture rientrare in branco - a parte Webber, lui ha voluto distinguersi rimanendo fuori, e gli è anche convenuto, a conti fatti - non ho pensato che stesse per scatenarsi il caos.
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo di grosso.
Non c'è stata una sola causa di confusione, ma ben due e nello stesso momento.
Una delle due riguardava una ruota vagante.
Una delle due riguardava una Renault.
Incredibile ma vero, quella della ruota vagante e quella della Renault erano due situazioni diverse e non la stessa.
La ruota vagante è responsabilità della Mercedes, in quanto ci siamo ritrovati con (fuori uno!) Rosberg fermo su tre ruote nel bel mezzo della pitlane e, diversamente da lui, la ruota perduta che non era affatto ferma. È andata addosso ai meccanici della Williams, ferendo lievemente uno di loro.
Esattamente mentre accadeva tutto ciò, dal box della Renault, che mi pare fosse attiguo a quello della Williams, i meccanici hanno fatto ripartire Kubica.
Tre.
Due.
Uno.
Strike!
Sutil: "Ma vaff... per una volta che me ne stavo tranquillo per i fatti miei e che non avevo intenzione di fare danni, devo essere travolto?"
Kubica: "Perché stai sulla mia strada?"
Sutil: "No, aspetta. Ti chiami forse Raikkonen, tu?"
Kubica: "Certo che no!"
Sutil: "Massa, allora?"
Kubica: "Nemmeno."
Sutil: "E allora come ti permetti di venirmi addosso così come se niente fosse? Questa è un'ingiustizia bella e buona."
Kubica: "Però un sacco di gente mi vorrebbe in Ferrari, posso mettermi avanti con i lavori e venirti addosso anch'io..."
Rosberg: "Questa mi pare una decisione sensata."
Sutil: "E tu cosa vuoi?"
Rosberg: "Niente, ma siccome la mia gara è finita tanto quanto le vostre, tanto vale mettermi a fare commenti a sproposito."
Sutil: "Finalmente uno che prende una decisione saggia!
Vorrei precisare che, sul momento, Kubica è riuscito a proseguire, ma la sua gara ha avuto breve durata. Nel frattempo stavano capitando altri eventi abbastanza rilevanti: dietro la safety car, infatti, Vettel si è macchiato del terribile crimine di lasciare troppo spazio tra la vettura del leader e la sua, collezionando un drive through, mentre si trovava in seconda posizione.
Terzo c'era Alonso e quarto era risalito Hamilton fintanto che...
...
...
...(fuori due) si è ritirato per problemi tecnici, dopo circa un terzo di gara. Ciò ha avuto conseguenze pesantissime, sia sulla classifica piloti sia sulla classifica costruttori: Webber infatti ha vinto la gara agevolmente, dato che ha messo tra sé e il Ferrari Man tanto di quello spazio da potersi fermare ai box senza perdere posizioni. Secondo c'era appunto il Ferrari Man, mentre Vettel ha chiuso la gara in terza posizione, seppure negli scarichi della Ferrari che lo precedeva, con Button solo ottavo. Webber al momento guida la classifica piloti con 161 punti, mentre seguono Hamilton a 157, Vettel a 151, Button a 147 e Alonso a 141, tanto che anche quest'ultimo può essere al momento considerato un contendente al titolo. La Redbull si è portata in testa alla classifica costruttori, con 312 punti contro i 304 della McLaren, alla quale rimane la consolazione della seconda posizione, cosa non molto difficile visto che in Ferrari hanno solo 238 punti in classifica.
Il Ferrari Baby: "Autrice(C), credo che sia stato un po' avventato parlare delle classifiche. Penso che dietro di me ci sia qualcuno che si sbraccia per attirare la tua attenzione. Inoltre vorrei aggiungere che grattarsi in corrispondenza di gufate di un certo livello è sempre d'aiuto."
Accogliendo il suggerimento del Ferrari Baby - stabilmente in quarta posizione fino alla fine - non mi resta che parlare delle posizioni di minore prestigio, anche se in effetti per colui che è arrivato in quinta posizione una quinta posizione è un risultato di prestigio. Si tratta di nientemeno che Vitaly Petrov, autore del suo miglior risultato in carriera, che gli ha permesso di stare al centro della scena, dato che Mazzoni ne ha approfittato per raccontare la storia della sua vita: Petrov ha infatti disputato otto gare di GP2 sul tracciato ungherese e, per le vacanze, andrà dalla fidanzata Ester a Valencia. Ci sono state illustrate anche le vacanze di molti altri piloti, ma non me le ricordo.
Archiviato Petrov, passiamo a Hulkenberg: il suo sesto posto non è stato un risultato poi così negativo, ma tutto perde d'importanza di fronte a colui che a quanto pare ha tenuto testa a nientemeno Jenson Button, portandosi a casa una settima posizione: si tratta di Nonno Pedro!
Finalmente!
Finalmente ha seguito le istruzioni per barare giocando a Pacman.
DLR: "Va beh, ma questo che cosa c'entra? Quello che conta è che ho fatto punti e che ne ho fatti anche di più di Kobayashi."
Kobayashi: "Ma io partivo penultimo di fianco a Yamamoto, il fatto di avere portato a casa due punti è comunque positivo."
DLR: "Se ti accontenti con così poco..."
Infine restava un solo punto disponibile, quello assegnato dalla decima piazza. Finalmente, grazie a un duello per la decima piazza, una gara neanche troppo movimentata (incidenti in pitlane esclusi), la gara si è accesa, servendoci su un piatto d'argento un argomento di cui parlare nelle settimane a venire.
Il dramma si è consumato quando mancavano una decina di giri alla fine e ha avuto come protagonisti due tra i piloti più vecchi dello schieramento di partenza. Rubinho è rientrato ai box e, tornato in pista, si è accodato in undicesima posizione dietro a nonno Michael. Tra i due c'è stato un duello epico, nel corso del quale Rubinho si è messo a sbraitare mentre Nonno Michael tentava di difendersi spalmandolo contro un muretto.
Qualcosa del tipo:
"Black flag, black flag, black flag! Questo è tentato omicidio!"
"Taci, poppante."
"What?! Poppante? Ti rendi conto che ho trentotto anni?"
"Io ne ho quarantuno. Quando eri ancora in culla io guidavo già i go-kart!"
"Ti stavi allenando in attesa del giorno in cui saresti diventato un pericolo pubblico."
"Quante storie... Solo perché ho cercato di trasformarti in una sottiletta... Guarda che sono io che ne pagherò le conseguenze: verrò lungamente criticato a 'Pole Position' e verrò retrocesso sulla griglia di partenza del prossimo gran premio per tutto ciò."
"E mi guarderai anche il cu*o, dato che ho scoperto di potere diventare talmente sottile da passare tra la tua macchina e il muro! RUBINHO RULES!!!!!!!!"
Non avrei mai creduto di potere vedere un pluricampione del mondo tentare una difesa simile per un decimo posto. Inoltre non avrei mai creduto nemmeno che la rivincita di uno "zerbino" potesse passare per un sorpasso del genere per il decimo posto. È esattamente in momenti come questi che inizio a rivalutare una decima posizione.
RISULTATO: 1. Mark Webber (Redbull), 2. Fernando Alonso (Ferrari), 3. Sebastian Vettel (Redbull), 4. Felipe Massa (Ferrari), 5. Vitaly Petrov (Renault), 6. Nico Hulkenberg (Williams), 7. Pedro De La Rosa (Sauber), 8. Jenson Button (McLaren), 9. Kamui Kobayashi (Sauber), 10. Rubens Barrichello (Williams), 11. Michael Schumacher (Mercedes), 12. Sebastien Buemi (Toro Rosso), 13. Vitantonio Liuzzi (Force India), 14. Heikki Kovalainen (Lotus), 15. Jarno Trulli (Lotus), 16. Timo Glock (Virgin), 17. Bruno Senna (HRT), 18. Lucas Di Grassi (Virgin), 19. Sakon Yamamoto (HRT), Rit. Lewis Hamilton (McLaren), Rit. Robert Kubica (Renault), Rit. Nico Rosberg (Mercedes), Rit. Adrian Sutil (Force India), Rit. Jaime Alguersuari (Toro Rosso). |||| NB. Per la prima volta nel corso della stagione tutte le Lotus, Virgin e HRT sono giunte al traguardo.
In quegli anni si svolgevano due bellissimi campionati, ma ci sono stati dei bei campionati anche dopo e ho deciso di continuare a rivedere e commentare i gran premi del passato recente, procedendo con la stagione 2009. Poi è arrivato il momento della stagione 2010.
#RiviviamoICommentiAiGranPremi con commenti ai gran premi del 2010 scritti nel 2018, ma fingendo di essere nel 2010.
***
Ungheria 2010: La rivincita dei vecchi toreri e dei vecchi zerbini
Benvenuti nell'atmosfera dell'Hungaroring ("un angusto tracciato pieno di curve", cit. Gianfranco Mazzoni), per intenderci quell'atmosfera che di tanto in tanto viene tagliata in due da ruote perse in volo dalla Renault e a volte non solo dalla Renault.
Ora, però, non parliamo di ruote perse in volo, ma dell'imminente pioggia prevista da un momento all'altro durante le qualifiche. Come spesso accade il servizio Meteo del mondiale di Formula 1 ha toppato e la qualifica è stat disputata interamente sull'asciutto.
Non ha nemmeno riservato grosse sorprese, a meno che Glock come il più veloce dei "nuovi team" non venga considerato una sorpresa. La terzultima e la penultima sono state dominate da Virgin e Lotus in ordine sparso, con le HRT relegate come al solito in ultima fila e, nello specifico, l'ultimo tempo è stato quello fatto registrare da Yamamoto. Non è stata una giornata positiva per i giapponesi in generale, in quanto Kobayashi è finito fuori già al termine della Q1 e, come si sarebbe saputo in seguito, pur essendo rimasto in pista solo per la durata della Q1, avrebbe avuto modo di fare comunque dei danni.
Si è passati in Q2, dove sono andate fuori sia le Force India sia le Toro Rosso, oltre che altri tre soggetti che di solito hanno una maggiore considerazione. Uno dei tre era Rubens Barrichello. Gli altri erano i due che sono diventati campioni del mondo quando Barrichello era il loro compagno di squadra. Per quanto riguarda quello che guida la Mercedes non so cosa dire, ormai ci sto facendo l'abitudine. Per quanto riguarda quello che guida la McLaren, se fosse capitato quando guidava la Brawn l'avrei preso per i fondelli in lungo e in largo. Adesso non lo faccio. Button merita rispetto, anche se ha vinto un mondiale con la Brawn GP...
...
...
...e poi, per una volta, vogliamo parlare di cose serie? Chi se ne frega se Barrichello e Schumacher non sono passati in Q3 e se Button è stato il primo degli esclusi! In certi momenti non si può fare altro che acclamare un eroe di altri tempi (nel senso che è "vecchio") guadagnarsi un accesso in top-ten! Parlo di De La Rosa, che è riuscito a guadagnarsi l'accesso in Q3 e non ha neanche chiuso ultimo, dato che ha battuto Hulkenberg. Davanti a loro c'erano le Renault e Petrov è andato più forte di Kubica. In mezzo a tutto questo accadeva anche che Vettel ottenesse la pole position, mettendo in fila dietro di lui il suo compagno di squadra, le Ferrari, Hamilton, Rosberg e tutti quelli che ho citato prima, con quest'ordine (poi stroncato dalla retrocessione di Kobayashi in 23^ piazza per essere entrato in pista con il semaforo rosso in Q1):
1^ fila: Vettel - Webber
2^ fila: Alonso - Massa
3^ fila: Hamilton - Rosberg
4^ fila: Petrov - Kubica
5^ fila: De La Rosa - Hulkenberg
6^ fila: Button - Barrichello
7^ fila: Sutil - Schumacher
8^ fila: Buemi - Liuzzi
9^ fila: Alguersuari - Kobayashi
10^ fila: Glock - Kovalainen
11^ fila: Trulli - Di Grassi
12^ fila: Senna - Yamamoto
Prima che la gara partisse, Mazzoni ha osservato che Massa, Hamilton e Rosberg erano gli unici tre piloti che non si erano mai ritirati nel corso di questa stagione.
Massa: "Cosa ci fate lì imbambolati? Grattatevi subito!...
...
...
...non vi volete grattare perché una telecamera vi sta riprendendo? Fate come volete voi, ma ricordatevi ne pagherete le conseguenze."
Poi la gara è partita. Vettel ha mantenuto la posizione in partenza, Webber no e, dalla prima curva, i primi quattro sono usciti in quest'ordine: Vettel, Alonso, Webber e Massa. Dietro di loro Hamilton si ritrovava a lottare per la quinta posizione con nientemeno che Petrov, mentre nelle retrovie Kobayashi superava un bel po' di vetture.
Voce fuori campo: "Va beh, delle Virgin e delle Lotus."
L'Autrice(C): "Su questo ti devo dare ragione. Kobayashi superava delle Virgin e delle Lotus."
I primi giri si sono susseguiti senza particolari colpi di scena, se non il ritiro di "Giacomino Alguersuari" (cit. Stella Bruno) per un guasto al motore. Non che sia la prima volta che succede qualcosa del genere, tutto sommato non è un gran colpo di scena.
Poi, al 15° giro, è accaduto finalmente il plot-twist che ha animato la gara: Liuzzi ha perso l'ala anteriore, proprio quando in molti erano sul punto di rientrare ai box per cambiare gomme. La safety car è entrata in pista e gran parte dei piloti ne hanno approfittato per rientrare ai box.
Quando ho visto tutte le vetture rientrare in branco - a parte Webber, lui ha voluto distinguersi rimanendo fuori, e gli è anche convenuto, a conti fatti - non ho pensato che stesse per scatenarsi il caos.
Mi sbagliavo.
Mi sbagliavo di grosso.
Non c'è stata una sola causa di confusione, ma ben due e nello stesso momento.
Una delle due riguardava una ruota vagante.
Una delle due riguardava una Renault.
Incredibile ma vero, quella della ruota vagante e quella della Renault erano due situazioni diverse e non la stessa.
La ruota vagante è responsabilità della Mercedes, in quanto ci siamo ritrovati con (fuori uno!) Rosberg fermo su tre ruote nel bel mezzo della pitlane e, diversamente da lui, la ruota perduta che non era affatto ferma. È andata addosso ai meccanici della Williams, ferendo lievemente uno di loro.
Esattamente mentre accadeva tutto ciò, dal box della Renault, che mi pare fosse attiguo a quello della Williams, i meccanici hanno fatto ripartire Kubica.
Tre.
Due.
Uno.
Strike!
Sutil: "Ma vaff... per una volta che me ne stavo tranquillo per i fatti miei e che non avevo intenzione di fare danni, devo essere travolto?"
Kubica: "Perché stai sulla mia strada?"
Sutil: "No, aspetta. Ti chiami forse Raikkonen, tu?"
Kubica: "Certo che no!"
Sutil: "Massa, allora?"
Kubica: "Nemmeno."
Sutil: "E allora come ti permetti di venirmi addosso così come se niente fosse? Questa è un'ingiustizia bella e buona."
Kubica: "Però un sacco di gente mi vorrebbe in Ferrari, posso mettermi avanti con i lavori e venirti addosso anch'io..."
Rosberg: "Questa mi pare una decisione sensata."
Sutil: "E tu cosa vuoi?"
Rosberg: "Niente, ma siccome la mia gara è finita tanto quanto le vostre, tanto vale mettermi a fare commenti a sproposito."
Sutil: "Finalmente uno che prende una decisione saggia!
Vorrei precisare che, sul momento, Kubica è riuscito a proseguire, ma la sua gara ha avuto breve durata. Nel frattempo stavano capitando altri eventi abbastanza rilevanti: dietro la safety car, infatti, Vettel si è macchiato del terribile crimine di lasciare troppo spazio tra la vettura del leader e la sua, collezionando un drive through, mentre si trovava in seconda posizione.
Terzo c'era Alonso e quarto era risalito Hamilton fintanto che...
...
...
...(fuori due) si è ritirato per problemi tecnici, dopo circa un terzo di gara. Ciò ha avuto conseguenze pesantissime, sia sulla classifica piloti sia sulla classifica costruttori: Webber infatti ha vinto la gara agevolmente, dato che ha messo tra sé e il Ferrari Man tanto di quello spazio da potersi fermare ai box senza perdere posizioni. Secondo c'era appunto il Ferrari Man, mentre Vettel ha chiuso la gara in terza posizione, seppure negli scarichi della Ferrari che lo precedeva, con Button solo ottavo. Webber al momento guida la classifica piloti con 161 punti, mentre seguono Hamilton a 157, Vettel a 151, Button a 147 e Alonso a 141, tanto che anche quest'ultimo può essere al momento considerato un contendente al titolo. La Redbull si è portata in testa alla classifica costruttori, con 312 punti contro i 304 della McLaren, alla quale rimane la consolazione della seconda posizione, cosa non molto difficile visto che in Ferrari hanno solo 238 punti in classifica.
Il Ferrari Baby: "Autrice(C), credo che sia stato un po' avventato parlare delle classifiche. Penso che dietro di me ci sia qualcuno che si sbraccia per attirare la tua attenzione. Inoltre vorrei aggiungere che grattarsi in corrispondenza di gufate di un certo livello è sempre d'aiuto."
Accogliendo il suggerimento del Ferrari Baby - stabilmente in quarta posizione fino alla fine - non mi resta che parlare delle posizioni di minore prestigio, anche se in effetti per colui che è arrivato in quinta posizione una quinta posizione è un risultato di prestigio. Si tratta di nientemeno che Vitaly Petrov, autore del suo miglior risultato in carriera, che gli ha permesso di stare al centro della scena, dato che Mazzoni ne ha approfittato per raccontare la storia della sua vita: Petrov ha infatti disputato otto gare di GP2 sul tracciato ungherese e, per le vacanze, andrà dalla fidanzata Ester a Valencia. Ci sono state illustrate anche le vacanze di molti altri piloti, ma non me le ricordo.
Archiviato Petrov, passiamo a Hulkenberg: il suo sesto posto non è stato un risultato poi così negativo, ma tutto perde d'importanza di fronte a colui che a quanto pare ha tenuto testa a nientemeno Jenson Button, portandosi a casa una settima posizione: si tratta di Nonno Pedro!
Finalmente!
Finalmente ha seguito le istruzioni per barare giocando a Pacman.
DLR: "Va beh, ma questo che cosa c'entra? Quello che conta è che ho fatto punti e che ne ho fatti anche di più di Kobayashi."
Kobayashi: "Ma io partivo penultimo di fianco a Yamamoto, il fatto di avere portato a casa due punti è comunque positivo."
DLR: "Se ti accontenti con così poco..."
Infine restava un solo punto disponibile, quello assegnato dalla decima piazza. Finalmente, grazie a un duello per la decima piazza, una gara neanche troppo movimentata (incidenti in pitlane esclusi), la gara si è accesa, servendoci su un piatto d'argento un argomento di cui parlare nelle settimane a venire.
Il dramma si è consumato quando mancavano una decina di giri alla fine e ha avuto come protagonisti due tra i piloti più vecchi dello schieramento di partenza. Rubinho è rientrato ai box e, tornato in pista, si è accodato in undicesima posizione dietro a nonno Michael. Tra i due c'è stato un duello epico, nel corso del quale Rubinho si è messo a sbraitare mentre Nonno Michael tentava di difendersi spalmandolo contro un muretto.
Qualcosa del tipo:
"Black flag, black flag, black flag! Questo è tentato omicidio!"
"Taci, poppante."
"What?! Poppante? Ti rendi conto che ho trentotto anni?"
"Io ne ho quarantuno. Quando eri ancora in culla io guidavo già i go-kart!"
"Ti stavi allenando in attesa del giorno in cui saresti diventato un pericolo pubblico."
"Quante storie... Solo perché ho cercato di trasformarti in una sottiletta... Guarda che sono io che ne pagherò le conseguenze: verrò lungamente criticato a 'Pole Position' e verrò retrocesso sulla griglia di partenza del prossimo gran premio per tutto ciò."
"E mi guarderai anche il cu*o, dato che ho scoperto di potere diventare talmente sottile da passare tra la tua macchina e il muro! RUBINHO RULES!!!!!!!!"
Non avrei mai creduto di potere vedere un pluricampione del mondo tentare una difesa simile per un decimo posto. Inoltre non avrei mai creduto nemmeno che la rivincita di uno "zerbino" potesse passare per un sorpasso del genere per il decimo posto. È esattamente in momenti come questi che inizio a rivalutare una decima posizione.
RISULTATO: 1. Mark Webber (Redbull), 2. Fernando Alonso (Ferrari), 3. Sebastian Vettel (Redbull), 4. Felipe Massa (Ferrari), 5. Vitaly Petrov (Renault), 6. Nico Hulkenberg (Williams), 7. Pedro De La Rosa (Sauber), 8. Jenson Button (McLaren), 9. Kamui Kobayashi (Sauber), 10. Rubens Barrichello (Williams), 11. Michael Schumacher (Mercedes), 12. Sebastien Buemi (Toro Rosso), 13. Vitantonio Liuzzi (Force India), 14. Heikki Kovalainen (Lotus), 15. Jarno Trulli (Lotus), 16. Timo Glock (Virgin), 17. Bruno Senna (HRT), 18. Lucas Di Grassi (Virgin), 19. Sakon Yamamoto (HRT), Rit. Lewis Hamilton (McLaren), Rit. Robert Kubica (Renault), Rit. Nico Rosberg (Mercedes), Rit. Adrian Sutil (Force India), Rit. Jaime Alguersuari (Toro Rosso). |||| NB. Per la prima volta nel corso della stagione tutte le Lotus, Virgin e HRT sono giunte al traguardo.
Riviviamo i Commenti ai Gran Premi: Germania 2010
Nel 2007/2008 nascevano i commenti ai Gran Premi, quando ancora guardavo il web come spettatrice.
In quegli anni si svolgevano due bellissimi campionati, ma ci sono stati dei bei campionati anche dopo e ho deciso di continuare a rivedere e commentare i gran premi del passato recente, procedendo con la stagione 2009. Poi è arrivato il momento della stagione 2010.
#RiviviamoICommentiAiGranPremi con commenti ai gran premi del 2010 scritti nel 2018, ma fingendo di essere nel 2010.
***
Germania 2010: I don't wanna hear, I don't wanna know, please don't say you're sorry
L'estate è ormai entrata nel vivo, la lotta per il titolo è ancora qualcosa di molto teorico, dato che al leader della classifica basterebbe ritirarsi al prossimo gran premio per rischiare di ritrovarsi terzo o quarto in classifica, e analogamente al campionato di Formula 1 è partito un campionato alternativo: quello di lancio del sasso tentando di nascondere la mano, senza riuscire né a nascondere il sasso né a nascondere la mano.
Non solo l'estate, ma anche la stagione 2010, è ormai entrata nel vivo e, seppure sono consapevole di avere visto eventi a cui era molto più difficile dare una spiegazione logica, nel corso degli anni, inizio ad apprezzare il modo in cui gli autori degli eventi a cui era difficile dare una spiegazione logica si comportavano quando si sollevava inevitabilmente un polverone. Allo stesso modo, seppure sono consapevole che spesso la competizione sia basata sul trovare un modo per aggirare le regole, rimango convinta che il modo migliore per aggirare le regole sia quello di lasciare il beneficio del dubbio. E no, per lasciare il beneficio del dubbio non intendo nascondersi dietro un "non so di che cosa tutti stiano parlando", fingendo di cadere dalle nuvole...
...
...
...
...ma è ancora sabato, non è ancora ora di parlare di quello che è successo domenica.
È sabato e, per la prima volta in questa stagione, ma sicuramente non per l'ultima, Chandy non sta prendendo parte alle qualifiche. Chandy se n'è andato, rimpiazzato dai soldi di Yamamoto dopo avere finito i soldi propri. Seppure l'idea di rivedere Yamamoto in pista non mi entusiasmi particolarmente perché non so che cosa possa regalare alla Formula 1 e perché non mi è chiaro che cos'abbia fatto esattamente per essere meritevole di gareggiare in Formula 1 (in termini di risultati nelle serie minori, intendo, perché quantomeno anche i piloti con la reputazione peggiore, tra quelli attuali, hanno comunque ottenuto vittorie o piazzamenti in GP2 e, in molti casi, anche posizioni di un certo livello nella classifica finale), mi rendo conto che i team minori di oggi non sono tanto diversi dai team minori di un tempo. Semplicemente mi dispiace che non ci sia più Chandy: mi ero affezionata a lui.
Vorrei parlare di Chandy, dedicargli il doveroso spazio nel mio commento al gran premio, ma a volte quelli come Chandy vengono sacrificati alle dinamiche di chi sta più in alto.
Siccome è sabato, non accadrà oggi.
Arriva il momento della Q1. Tutto procede regolarmente finché un errore di Liuzzi non lo fa precipitare nel dimenticatoio, tenendo dietro di sé soltanto Yamamoto e Di Grassi. Immagino che quest'ultimo si senta piuttosto demoralizzato, nell'essere arrivato dietro a Yamamoto. La prima fila, tuttavia, sarà tutta Virgin: sia Glock sia Di Grassi verranno retrocessi di cinque posizioni per avere sostituito il cambio, di fatto quattro posizioni per Glock e nessuna per Di Grassi.
Arriva anche il momento della Q2: fuori le Toro Rosso, fuori le Sauber, fuori Sutil (che sulla griglia sarà retrocesso dalla 14^ alla 19^ posizione: sostituzione del cambio anche per lui), fuori una Renault e fuori una Mercedes. Nonno Michael, vuoi darti una svegliata?
Arriva la Q3: le Williams sono arrivate entrambe in top-ten e i due piloti vanno ad affiancare Kubica e Rosberg nelle ultime posizioni della top-ten. Le McLaren si piazzano in terza fila. Davanti è tutto un mix di Redbull e Ferrari, con la pole position che va a Vettel.
In sintesi, questo è il risultato (penalità escluse): Vettel, Alonso, Massa, Webber, Button, Hamilton, Kubica, Barrichello, Rosberg e Hulkenberg in top-ten, con Schumacher, Kobayashi, Petrov, Sutil, De La Rosa, Alguersuari e Buemi fuori in Q2 e, fuori in Q3, Liuzzi, Kovalainen, Senna, Liuzzi, Yamamoto e Di Grassi.
È sabato e siamo tutti carichi di speranze.
Quella di domani potrebbe essere una buona gara.
Il lato di tifosa che è in me - per intenderci, quel lato di tifosa che adesso non si prende troppo sul serio perché i piloti in lotta per il titolo sono altri e se il titolo lo vincesse un pilota McLaren non sarebbe neanche un dramma - si prende addirittura il lusso di sentirsi soddisfatta. Un terzo posto sulla griglia di partenza, con un po' di fortuna, può essere conservato e tramutato in un podio.
Aveva ragione Leopardi: la cosa più bella della domenica è il sabato, in cui si può fantasticare su quello che succederà la domenica. Poi, la domenica, non si avvera niente e lo si prende in cu*o.
Anzi, no, va addirittura meglio che nei sogni a occhi aperti del sabato, sulla carta. Il problema è che tra quello che succede sulla carta e quello che succede nella realtà c'è un abisso e che i gran premi si vivono guardandoli e non leggendo il risultato in internet, sul televideo o sul giornale fregandosene altamente di tutto quello che è successo come contorno.
Arriva la domenica.
Inizia la gara.
Inizia una gara che per la Toro Rosso è peggio di quelle dei vecchi tempi: Alguersuari tampona Buemi e rompe l'ala anteriore. A Buemi va peggio e si ritira.
Inizia una gara che neanche Trulli e Yamamoto termineranno: entrambi si ritireranno per problemi al cambio, nella prima parte di gara.
Soltanto molto più tardi si ritireranno anche Di Grassi, per la rottura di una sospensione, e Kovalainen per un contatto con De La Rosa.
Nessun altro incidente, nessun altro evento degno di nota per i "signori nessuno" che popolano le posizioni più arretrate della griglia di partenza, mentre davanti si parlerà di problemi tecnici che condizioneranno la gara di Webber.
Webber, infatti, alla partenza scivolerà dietro le McLaren, ritrovandosi sesto, con Hamilton quarto e Button quinto. Sono le stesse posizioni con cui arriveranno al traguardo, precedendo le Renault e le Mercedes in ordine sparso come ultime vetture classificate a punti.
Quella che ho appena riassunto è quella parte di gara che si perderà ancora più in fretta di quanto non avvenga di frequente, sacrificata alle dinamiche di chi sta davanti.
Un po' mi dispiace che Hockenheim 2010 non possa essere ricordata, in futuro, come il gran premio in cui le Toro Rosso cozzarono l'una contro l'altra.
Anzi, mi dispiace che Hockenheim 2010 verrà ricordata: ci sono state gare di ben altro livello, nel corso della stagione. Potrei citare per esempio il duello per la vittoria tra i piloti Redbull all'Istanbul Park, che è culminato in un incidente e in un successivo duello per la vittoria tra i piloti McLaren...
...
...
...
...duelli tra compagni di squadra, duelli tra compagni di squadra... mhm, seriamente parlando, che cosa sono i duelli per la vittoria tra compagni di squadra? Esistono? E, se esistono, davvero UcCiDoNo La kOmPeTiZiOnE tRa SkUaDrE? E, se esistono, non sono frutto di OrDiNi Di SkUdErIa finalizzati a far credere che gli ordini di scuderia non esistono?
Va beh, andiamo avanti.
È domenica, sono le 14.00.
Il lato di tifosa che è in me si risveglia per un attimo alla partenza.
Vettel parte al rallenty.
Quando lo fa, tenta di chiudere Alonso.
Non è stata una buona idea, dato che Massa supera entrambi e si porta in prima posizione.
Alonso si accoda.
Vettel si accoda ad Alonso.
Le 14.00 in punto sono passate da pochi istanti e la tifosa e l'appassionata che sono in me non sono sulla stessa linea di pensiero: l'appassionata pensa che un preziosissimo gran premio stia iniziando e che sia doveroso guardarlo con gli occhi incollati al televisore per la durata totale dei suoi 67 giri, la tifosa che è in me sa che la cosa migliore da fare sarebbe scappare a gambe levate, perché quello che è successo negli ultimi dieci secondi non porterà a niente di positivo.
Alla fine la tifosa e l'appassionata giungono a un accordo.
Dopotutto è finalmente arrivata quella domenica attesa con tanti sogni a occhi aperti al sabato e tutto potrebbe essere molto breve e indolore.
Qualcosa come Suzuka 2006, per esempio.
Massa partiva dalla pole, Schumacher partiva dalla seconda posizione.
Un giro più tardi, Schumacher superava Massa senza troppe difficoltà e si portava in testa alla gara, dove sarebbe rimasto fino alla rottura del motore, molto più avanti.
Passa un giro.
Ne passano due.
Ne passano tre.
La tifosa e l'appassionata che sono in me superano i giri iniziali con un po' di stupore, uno stupore che non porta a niente di positivo.
Non sarà breve e indolore come sperato, si dicono entrambe. Non sarà breve e indolore, perché bisognerà attendere il momento del pitstop, come accadeva nei giorni di gloria in cui prima della sosta Massa era davanti a Raikkonen e dopo la sosta Raikkonen era davanti a Massa. Però là c'era l'aiuto della strategia. Senza i rifornimenti di benzina e con differenze minime tra una mescola di gomme e l'altra, non ha da essere facile. Peraltro i pitstop attualmente sono molto più rapidi che quando c'erano i rifornimenti di benzina, quindi è tutto molto più complesso del previsto.
Il momento della verità arriva intorno al 15° giro.
Rientra Alonso.
Un giro più tardi rientra Massa.
Nulla è cambiato rispetto a prima, forse il gap si è un po' ridotto.
Infatti alcuni giri più tardi Alonso si avvicina a Massa, tenta di affiancarlo, ma Massa rimane davanti, mentre Alonso si mette a sbraitare via radio che tutto ciò è ridicolo...
...
...
...oh, a proposito, ecco che certe cose iniziano a uscire allo scoperto. Forse la deduzione che nel caos del 2007 Alonso vs Hamilton fosse tutta colpa di Hamilton e della McLaren, mentre Alonso non aveva la benché minima responsabilità, non corrispondeva del tutto a realtà.
Qualche volta ho visto Hamilton e Button lottare tra di loro, quest'anno.
Non mi ricordo di avere sentito Hamilton lamentarsi che trovava ridicolo il fatto che al suo compagno di squadra fosse consentito tentare un attacco o tentare di difendersi.
Forse, tra le tante cose incompatibili l'una con l'altra, nel 2007 in McLaren, c'era l'esuberanza di Hamilton, ma c'era anche Alonso che non tollerava l'idea che, oltre alla competizione con gli altri team, ci fosse anche competizione interna al team.
Che poi Hamilton fosse più felice di avere Kovalainen che Button, come compagno di squadra, ne sono molto convinta, ma la realtà dei fatti è che se un pilota scappa via a gambe levate da un team che può vincere il mondiale per andare in Renault, dove le garanzie di successo sono molto basse, forse non dipende solo dall'esuberanza di Hamilton, ma anche dalla capacità altrui di accettare l'idea di doversi confrontare con Hamilton.
Riprendiamo.
È il 22°(?) giro quando Alonso si lamenta che il tentativo di Massa di rimanergli davanti è ridicolo.
Massa, però, sembra non pensarla come lui e mantiene la posizione.
La tifosa e l'appassionata che sono in me non riescono a credere ai loro occhi. La sensazione che Alonso taglierà il traguardo davanti a Massa permane altissima, ma si fa sempre più viva la celestiale sensazione che sì, Alonso supererà Massa, in un modo o nell'altro, ma che finalmente anche la Ferrari si sia convertita all'idea che la competizione tra membri dello stesso team è possibile.
Questa sensazione celestiale è un'illusione lunga e intensa.
È una di quelle illusioni lunghe e intense che ti fanno vivere i gran premi al cardiopalma, cosa che non succederebbe se il destino fosse già scritto.
Il destino è già scritto, l'appassionata e la tifosa che sono in me lo sanno.
Succederà qualcosa.
Succederà qualcosa e per la tifosa che è in me anche questa sarà una lunga giornata di sofferenza, ma è consolatorio sapere che l'appassionata vedrà finalmente qualcosa di positivo e di incoraggiante.
Invece no.
La tifosa è condannata a una lunga giornata di sofferenza, ma se la caverà.
I tifosi hanno molte consolazioni che vanno dal banale "sarà per un'altra volta" al sadico "sulla vettura del mio pilota preferito probabilmente non ci sarà mai un numero 1, ma limitatamente all'anno prossimo non ci sarà nemmeno un numero 2", passando per il nostalgico "avevo sempre saputo che se Massa non fosse riuscito a vincere qualcosa di concreto prima che arrivasse Alonso non ci sarebbe riuscito mai più" o per una realtà che, per vie traverse, hanno cercato di nascondere: è il 25 Luglio e il 25 Luglio di un anno fa Massa è stato colpito da una molla in testa, adesso, un anno più tardi, è vivo e vegeto e ha passato più di metà gara in prima posizione.
Gli appassionati non hanno niente di tutto ciò.
Vedono.
Vedono e sentono.
Si fanno delle idee.
È quello che succede a me, dopo un'ora di gara, forse più.
Alonso ha passato gli ultimi giri avvicinandosi progressivamente a Massa.
Al 48° giro tutti sentiamo quello che l'ingegnere di Massa ha da dire.
È un messaggio in codice.
O meglio, in teoria è un messaggio in codice, in pratica avrebbe fatto più bella figura se avesse detto tutto chiaro e tondo.
Un giro più tardi, Massa si fa da parte.
Nel caso ci fosse ancora qualcuno al mondo che non ha capito cos'è appena successo (magari ci sono telespettatori che hanno la vaschetta dei pesci rossi di fronte alla TV e qualche pesce rosso era distratto), Smedley completa l'opera con un "good job, sorry".
Ma... maledizione, se non vuoi farti cogliere sul fatto e lasciar pensare che Massa abbia frenato perché ha avuto uno svarione, gli vai anche a dire "ben fatto" dopo che si è fatto sorpassare?!
Torniamo al momento in cui viene fatto notare a Massa che, nonostante gli sia dietro e tengano più o meno lo stesso passo gara, il suo compagno di squadra è più veloce di lui.
La tifosa e l'appassionata che sono in me non riescono a credere alle loro orecchie, nel senso più negativo del termine. Si chiedono entrambe perché... ma, a scanso di equivoci, non si chiedono perché a Massa sia appena stato ordinato, velatamente e tra le righe (in modo alquanto maldestro, peraltro, dato che tutti hanno capito) di lasciare passare Alonso. Ci sono tante spiegazioni e la classifica, tutto sommato, parla abbastanza chiaramente. Poi, parlando sempre chiaramente, dice anche che i piloti McLaren e i piloti Redbull sono stabilmente davanti ad Alonso e che la Ferrari ha vinto solo due gran premi, quindi non è comunque la favorita per il titolo, ma questo è un altro discorso.
La tifosa e l'appassionata che sono in me capiscono questo aspetto.
Quello che non capiscono è altro.
Alonso partiva davanti a Massa.
Se fosse stato messo in chiaro con Massa, prima della gara, che non doveva assolutamente superare Alonso al via o che, se succedeva, doveva cedergli la posizione nell'immediato, non sarebbe successo niente di tutto ciò.
Guardiamo in faccia la realtà: la tifosa e l'appassionata che sono in me seguono la Formula 1 da tanto tempo e sanno che certe cose succedono. Hanno visto tante volte piloti opporre una resistenza pressoché nulla, o comunque non sufficiente a difendere davvero la propria posizione, quando venivano attaccati dal compagno di squadra.
L'appassionata che è in me non comprende le dinamiche di questa gara: al 22° giro Alonso attacca Massa, Massa si difende e nessuno sembra avere nulla da ridire a proposito di tutto ciò, dopo più di mezz'ora, invece, viene ordinato a Massa di lasciare passare Alonso.
Che senso ha?
E con questo voglio dire: che senso ha, se un pilota deve vincere e l'altro deve arrivare secondo, ordinare a quello che deve arrivare secondo di lasciare passare il compagno di squadra dopo un'ora di gara, in modo plateale, quando c'è sempre stata, in quell'ora di gara, la possibilità di fare invertire le posizioni?
Di risposte ne sento tante.
Al 90%, queste risposte contengono i termini "Schumacher", "Barrichello", "Todt", "Austria 2002", "quello fu un vero scandalo". Questo, a mio avviso, è un grosso problema.
Non siamo nel 2002.
Schumacher, Barrichello e Todt non c'entrano nulla con quello che succede ai giorni nostri.
L'episodio di Zeltweg 2002 fu decisamente nonsense e nessuno ne uscì con una bella immagine, ma rimane il fatto che 1) all'epoca era consentito, al giorno d'oggi no, 2) il fatto che ci sia chi ha fatto di peggio non significa che si debbano chiudere gli occhi e smettere di farsi domande su quello che succede in Formula 1 adesso, perché se andiamo avanti di questo passo, nel mondo succedono tante cose molto più brutte di un ordine di scuderia durante un gran premio di Formula 1.
Infine vorrei ricordare che, per quanto non riesco tuttora a vedere il senso di quanto accaduto a Zeltweg 2002, nessuno all'epoca di Zeltweg 2002 finse che nulla fosse accaduto e nessuno sembrò aspettarsi che quanto successo venisse completamente ignorato.
Siamo nel 2010.
Il GP di Germania è terminato.
Via radio si sentono complimenti nei confronti di Alonso.
Qualcosa del tipo: bellissima giornata, bellissima gara, sei sempre stato il più veloce, era scontato che saresti riuscito a dominare.
Si sentono anche complimenti nei confronti di Massa.
Qualcosa del tipo: complimenti, sei tornato quello di una volta. Sì, come no, quello che frenava per Schumacher e per Raikkonen.
Poi c'è il podio.
C'è un clima di imbarazzo generale, l'unico esente è Vettel.
Poi c'è tutto quello che viene dopo al podio...
...
...
...
...ed è lì che l'appassionata che è in me ne ha davvero abbastanza.
Non so se mi spiego, ma l'ultima cosa che mi aspettavo era ascoltare interviste di questo stampo:
"Pensate che ci saranno polemiche per il sorpasso?"
"Quale sorpasso?"
Se è vero che il fine giustifica i mezzi, almeno mi aspetterei un po' di coerenza. Un "probabilmente sì, ma se vogliamo puntare al mondiale dobbiamo correre questo rischio" o un "effettivamente ci siamo fatti sorprendere più di quanto avremmo voluto" era l'unica speranza che mi era rimasta.
Quando l'ho vista crollare, ho capito definitivamente che le logiche di squadra non sono qualcosa che fa per me, perché sì, è vero "anche gli altri team hanno un numero uno e un numero due ed è così da sempre!!!!!!!!!", ma intanto io di compagni di squadra che almeno occasionalmente lottavano per posizioni o addirittura vittorie ne ho visti.
Sarei felice di vedere Hamilton vincere il mondiale contro Button, o viceversa.
Sarei felice di vedere Webber vincere il mondiale contro Vettel, o viceversa.
Infine, solo per oggi, sono felice di vedere Schumacher concludere la gara contemplando il retrotreno di Rosberg. Non mi risulta che si sia messo a sbraitare mentre succedeva o che abbia trovato la cosa particolarmente ridicola, quindi è un segnale incoraggiante: arrivati a una certa età, forse, si comincia a rinsavire.
Curiosità: il giorno successivo al Gran Premio d'Austria 2002, quello del famoso ordine di scuderia a causa del quale all'ultimo giro Barrichello lasciò passare Schumacher, che andò a vincere il gran premio, fu il giorno in cui, più di ogni altro, sentii parlare di Formula 1 in contesti in cui abitualmente era raro sentire parlare di Formula 1. A scuola, durante l'ora di storia, eravamo in molti a passarci un giornale e, tenendolo sotto al banco, a leggere l'articolo che parlava del gran premio. Terminò l'ora e, quando la professoressa uscì dall'aula, si fermò in corridoio a parlare del gran premio con la bidella.
Altra curiosità, un po' decontestualizzata: nella lingua locale "gran premio" è "Grosser Preis", che suona un po' come "grossa presa"... per i fondelli, ovviamente, e mi pare una definizione perfetta per quello che abbiamo visto.
RISULTATO: 1. Fernando Alonso (Ferrari), 2. Felipe Massa (Ferrari), 3. Sebastian Vettel (Redbull), 4. Lewis Hamilton (McLaren), 5. Jenson Button (McLaren), 6. Mark Webber (Redbull), 7. Robert Kubica (Renault), 8. Nico Rosberg (Mercedes), 9. Michael Schumacher (Mercedes), 10. Vitaly Petrov (Renault), 11. Kamui Kobayashi (Sauber), 12. Rubens Barrichello (Williams), 13. Nico Hulkenberg (Williams), 14. Pedro De La Rosa (Sauber), 15. Jaime Alguersuari (Toro Rosso), 16. Vitantonio Liuzzi (Force India), 17. Adrian Sutil (Force India), 18. Timo Glock (Virgin), 19. Bruno Senna (HRT), RIT. Heikki Kovalainen (Lotus), RIT. Lucas Di Grassi (Virgin), RIT. Sakon Yamamoto (HRT), RIT. Jarno Trulli (Lotus), RIT. Sebastien Buemi (Toro Rosso). /// CLASSIFICA: Hamilton 157, Button 143, Webber 136, Vettel 136, Alonso 123... McLaren 300, Redbull 272, Ferrari 208...
In finale di commento, vorrei rispondere ad alcune F.A.Q. a proposito della mia presunta indignazione sugli eventi del Gran Premio di Germania, perché si sa che spesso, nel fare un'affermazione si rischia di aprire un dibattito interminabile, specie se sono coinvolti personaggi che si vestono di rosso.
In tal modo, chiunque abbia dei dubbi a proposito del mio punto di vista, che ho cercato di esporre nel modo più imparziale possibile, dovrebbe avere le idee chiare... Anche se dubito che accadrà, perché gli ambasciatori dell'Unica Verità hanno l'abitudine di sentirsi attaccati anche quando nessuno li sta attaccando.
1) Perché critichi la Ferrari per avere fatto passare Alonso? Ha molti più punti di Massa in classifica.
Infatti concordo, Alonso ha più punti di Massa in classifica e già li aveva prima del gran premio di Germania. Appunto per questa ragione - e non solo per questa - non appena ho visto Massa in testa davanti ad Alonso ho capito che quelle non sarebbero state le posizioni che avrei visto al traguardo. Tuttavia, come ho già citato, ci sono molti modi in cui un team può invertire le posizioni tra i due piloti, la maggior parte dei quali mi sembrano ben più etici e ben più sensati del dare un ordine di scuderia a oltre due terzi di gara. Le alternative non erano impossibili; anzi, erano molto plausibili. Infine, se proprio dovevano scegliere questa, avrebbero potuto gestire la situazione in modo meno imbarazzante. Affermare nella stessa frase "non c'è stato nessun ordine di scuderia" e "alla fine lo fanno anche gli altri" mi sembra abbastanza contradditorio così come fingere che Alonso non sia mai passato davanti a Massa.
2) Quando accadde tra Schumacher e Barrichello non ti indignasti così tanto, vero? e all'epoca Schumacher era stabilmente in testa alla classifica.
Questa domanda è più complessa di quello che potrebbe sembrare, perché parte da un'idea di chi me la sta ponendo. Nel 2002 avevo quattordici anni, non possedevo un computer e una connessione internet, non sapevo usare internet e a malapena sapevo usare un computer, l'unica persona con cui parlavo di Formula 1 per il momento non aveva mai visto un solo gran premio e non le importava un bel nulla di Schumacher e Barrichello e tutto ciò che facevo era, quando non avevo argomenti più interessanti, scrivere le mie impressioni sui gran premi sul mio diario segreto. Il caso vuole che in terza media preferissi scrivere a proposito di amici, amiche, ragazzini che mi piacevano e dell'imminente esame di licenza media, quindi mi limitassi ad appuntare il risultato, e neanche sempre. Quindi in base a che cosa si afferma che non mi indignai tanto?
Per il resto sì, è vero, non mi indignai tanto, per quello che ricordo, però ero al contempo probabilmente convinta che ogni problema tecnico che capitava a Barrichello fosse derivante dal fatto che in quell'occasione la sua vettura andava più forte di quella di Schumacher e che fosse necessario fermarlo per impedire che gli arrivasse davanti. Era ovviamente una teoria campata in aria: la realtà era semplicemente che Barrichello era nella maggior parte dei casi meno veloce di Schumacher, che era pagato per arrivargli dietro anche quando era realisticamente possibile arrivargli davanti e che Schumacher non si sarebbe accontentato di arrivare dietro al suo compagno di squadra.
Se un fatto del genere accadesse oggi, con le stesse modalità, probabilmente sarei molto indignata. Però vorrei aggiungere che riconosco alla Ferrari nel 2002 il pregio di avere detto sinceramente come stavano le cose, qualcosa del tipo: "è vero, Schumacher ha un vantaggio notevole, ma dobbiamo essere pronti a ogni eventualità e basterebbe un infortunio per fargli perdere terreno in classifica, pertanto abbiamo pensato di fargli vincere questo gran premio; una volta che avrà vinto il mondiale non faremo più la stessa cosa e anche Barrichello potrà lottare per vincere dei gran premi". Se qualcuno avesse affermato senza nascondersi e fin da subito che se la Ferrari vuole provare a vincere il titolo Alonso deve accumulare punti il più possibile e che quello che è successo era necessario, non mi sarei indignata così tanto. Non sono nata ieri. So che Massa non ha frenato troppo presto al GP del Giappone del 2006, così come so che se Massa ha fatto di tutto per farsi passare da Raikkonen tramite pitstop al GP del Brasile 2007 c'era una precisa logica. Semplicemente mi aspettavo che succedesse la stessa cosa anche in questo gran premio. Se fosse successo, nessuno avrebbe dovuto giustificare nulla.
3) Sì, ma sei pur sempre una fan di Massa e non l'hai mai nascosto... Non puoi nasconderlo adesso.
Chi lo nasconde? Il 90% delle persone con cui parlo di Formula 1 sanno perfettamente di chi sono tifosa e sanno perfettamente che sono consapevole fin dal lontano 2006 che Massa stava in Ferrari come seconda guida. Se ti può consolare, quando al GP di Turchia 2006 entrò la safety car e tutti rientrarono ai box, quando Massa era primo e Schumacher secondo, sono stata molto felice che Alonso sia uscito dai box in seconda posizione mettendosi tra Massa e Schumacher, perché sapevo che in quel modo era impossibile che Massa potesse cedere la prima posizione a Schumacher. Sapevo che, se non ci fosse stato Alonso tra di loro, sarebbe verosimilmente accaduto. In questa occasione ho sperato finché ho potuto che Vettel potesse mettersi in mezzo a Massa e Alonso, ma era troppo lontano per impensierirli, quindi non è successo.
Il mio punto di vista sull'accaduto - che, lo ribadisco ancora una volta, permane lo stesso: se dovete farlo, fatelo con decenza, dato che ne avete la possibilità - non mi sembra particolarmente influenzato dal tifo, anche perché in giro per il web ho trovato ben più di una persona che condivide, almeno in parte, il mio parere. Guarda caso, quelli più estremisti sono in grande maggioranza fanboy della Ferrari, fanboy di Alonso o fanboy della Ferrari che fino a un anno fa dicevano tutto il male possibile di Alonso e che al giorno d'oggi lo portano su un piedistallo. Quindi, prima di accusare gli altri di essere acciecati dal tifo solo perché si pongono delle domande su un fatto che comunque è vietato dal regolamento (cfr. Articolo 39.1, che sostiene che gli ordini di scuderia volti a stravolgere il risultato di un gran premio non sono consentiti, applicato a partire dal 2003 proprio in risposta al fattaccio di Zeltweg 2002), bisognerebbe farsi qualche domanda.
4) Anche la Redbull ha fatto la stessa cosa al GP di Turchia. In quel momento, però, non ti sei indignata.
Non so che cosa il box Redbull abbia ordinato ai suoi piloti a Instanbul, però ammesso che abbiano ordinato a qualcuno di far passare qualcun altro, non mi sembra che i piloti abbiano preso quegli ordini molto alla lettera.
Stiamo parlando di ordini di scuderia volti a far vincere chi è secondo e a far arrivare secondo chi è in testa. Al GP di Turchia non è accaduto niente di tutto ciò. Anzi, è accaduto che i due piloti siano venuti a contatto, con uno costretto al ritiro e uno che ha perso due posizioni, mentre erano stavano duellando per la prima posizione.
Vedere parallelismi laddove non ce ne sono, mi sembra fin troppo campato in aria per poterla usare come argomentazione, campato in aria al punto tale che questo commento può anche terminare, con l'augurio di ritrovarci dopo il GP d'Ungheria della prossima settimana con tante cose più "normali" di cui parlare.
In quegli anni si svolgevano due bellissimi campionati, ma ci sono stati dei bei campionati anche dopo e ho deciso di continuare a rivedere e commentare i gran premi del passato recente, procedendo con la stagione 2009. Poi è arrivato il momento della stagione 2010.
#RiviviamoICommentiAiGranPremi con commenti ai gran premi del 2010 scritti nel 2018, ma fingendo di essere nel 2010.
***
Germania 2010: I don't wanna hear, I don't wanna know, please don't say you're sorry
L'estate è ormai entrata nel vivo, la lotta per il titolo è ancora qualcosa di molto teorico, dato che al leader della classifica basterebbe ritirarsi al prossimo gran premio per rischiare di ritrovarsi terzo o quarto in classifica, e analogamente al campionato di Formula 1 è partito un campionato alternativo: quello di lancio del sasso tentando di nascondere la mano, senza riuscire né a nascondere il sasso né a nascondere la mano.
Non solo l'estate, ma anche la stagione 2010, è ormai entrata nel vivo e, seppure sono consapevole di avere visto eventi a cui era molto più difficile dare una spiegazione logica, nel corso degli anni, inizio ad apprezzare il modo in cui gli autori degli eventi a cui era difficile dare una spiegazione logica si comportavano quando si sollevava inevitabilmente un polverone. Allo stesso modo, seppure sono consapevole che spesso la competizione sia basata sul trovare un modo per aggirare le regole, rimango convinta che il modo migliore per aggirare le regole sia quello di lasciare il beneficio del dubbio. E no, per lasciare il beneficio del dubbio non intendo nascondersi dietro un "non so di che cosa tutti stiano parlando", fingendo di cadere dalle nuvole...
...
...
...
...ma è ancora sabato, non è ancora ora di parlare di quello che è successo domenica.
È sabato e, per la prima volta in questa stagione, ma sicuramente non per l'ultima, Chandy non sta prendendo parte alle qualifiche. Chandy se n'è andato, rimpiazzato dai soldi di Yamamoto dopo avere finito i soldi propri. Seppure l'idea di rivedere Yamamoto in pista non mi entusiasmi particolarmente perché non so che cosa possa regalare alla Formula 1 e perché non mi è chiaro che cos'abbia fatto esattamente per essere meritevole di gareggiare in Formula 1 (in termini di risultati nelle serie minori, intendo, perché quantomeno anche i piloti con la reputazione peggiore, tra quelli attuali, hanno comunque ottenuto vittorie o piazzamenti in GP2 e, in molti casi, anche posizioni di un certo livello nella classifica finale), mi rendo conto che i team minori di oggi non sono tanto diversi dai team minori di un tempo. Semplicemente mi dispiace che non ci sia più Chandy: mi ero affezionata a lui.
Vorrei parlare di Chandy, dedicargli il doveroso spazio nel mio commento al gran premio, ma a volte quelli come Chandy vengono sacrificati alle dinamiche di chi sta più in alto.
Siccome è sabato, non accadrà oggi.
Arriva il momento della Q1. Tutto procede regolarmente finché un errore di Liuzzi non lo fa precipitare nel dimenticatoio, tenendo dietro di sé soltanto Yamamoto e Di Grassi. Immagino che quest'ultimo si senta piuttosto demoralizzato, nell'essere arrivato dietro a Yamamoto. La prima fila, tuttavia, sarà tutta Virgin: sia Glock sia Di Grassi verranno retrocessi di cinque posizioni per avere sostituito il cambio, di fatto quattro posizioni per Glock e nessuna per Di Grassi.
Arriva anche il momento della Q2: fuori le Toro Rosso, fuori le Sauber, fuori Sutil (che sulla griglia sarà retrocesso dalla 14^ alla 19^ posizione: sostituzione del cambio anche per lui), fuori una Renault e fuori una Mercedes. Nonno Michael, vuoi darti una svegliata?
Arriva la Q3: le Williams sono arrivate entrambe in top-ten e i due piloti vanno ad affiancare Kubica e Rosberg nelle ultime posizioni della top-ten. Le McLaren si piazzano in terza fila. Davanti è tutto un mix di Redbull e Ferrari, con la pole position che va a Vettel.
In sintesi, questo è il risultato (penalità escluse): Vettel, Alonso, Massa, Webber, Button, Hamilton, Kubica, Barrichello, Rosberg e Hulkenberg in top-ten, con Schumacher, Kobayashi, Petrov, Sutil, De La Rosa, Alguersuari e Buemi fuori in Q2 e, fuori in Q3, Liuzzi, Kovalainen, Senna, Liuzzi, Yamamoto e Di Grassi.
È sabato e siamo tutti carichi di speranze.
Quella di domani potrebbe essere una buona gara.
Il lato di tifosa che è in me - per intenderci, quel lato di tifosa che adesso non si prende troppo sul serio perché i piloti in lotta per il titolo sono altri e se il titolo lo vincesse un pilota McLaren non sarebbe neanche un dramma - si prende addirittura il lusso di sentirsi soddisfatta. Un terzo posto sulla griglia di partenza, con un po' di fortuna, può essere conservato e tramutato in un podio.
Aveva ragione Leopardi: la cosa più bella della domenica è il sabato, in cui si può fantasticare su quello che succederà la domenica. Poi, la domenica, non si avvera niente e lo si prende in cu*o.
Anzi, no, va addirittura meglio che nei sogni a occhi aperti del sabato, sulla carta. Il problema è che tra quello che succede sulla carta e quello che succede nella realtà c'è un abisso e che i gran premi si vivono guardandoli e non leggendo il risultato in internet, sul televideo o sul giornale fregandosene altamente di tutto quello che è successo come contorno.
Arriva la domenica.
Inizia la gara.
Inizia una gara che per la Toro Rosso è peggio di quelle dei vecchi tempi: Alguersuari tampona Buemi e rompe l'ala anteriore. A Buemi va peggio e si ritira.
Inizia una gara che neanche Trulli e Yamamoto termineranno: entrambi si ritireranno per problemi al cambio, nella prima parte di gara.
Soltanto molto più tardi si ritireranno anche Di Grassi, per la rottura di una sospensione, e Kovalainen per un contatto con De La Rosa.
Nessun altro incidente, nessun altro evento degno di nota per i "signori nessuno" che popolano le posizioni più arretrate della griglia di partenza, mentre davanti si parlerà di problemi tecnici che condizioneranno la gara di Webber.
Webber, infatti, alla partenza scivolerà dietro le McLaren, ritrovandosi sesto, con Hamilton quarto e Button quinto. Sono le stesse posizioni con cui arriveranno al traguardo, precedendo le Renault e le Mercedes in ordine sparso come ultime vetture classificate a punti.
Quella che ho appena riassunto è quella parte di gara che si perderà ancora più in fretta di quanto non avvenga di frequente, sacrificata alle dinamiche di chi sta davanti.
Un po' mi dispiace che Hockenheim 2010 non possa essere ricordata, in futuro, come il gran premio in cui le Toro Rosso cozzarono l'una contro l'altra.
Anzi, mi dispiace che Hockenheim 2010 verrà ricordata: ci sono state gare di ben altro livello, nel corso della stagione. Potrei citare per esempio il duello per la vittoria tra i piloti Redbull all'Istanbul Park, che è culminato in un incidente e in un successivo duello per la vittoria tra i piloti McLaren...
...
...
...
...duelli tra compagni di squadra, duelli tra compagni di squadra... mhm, seriamente parlando, che cosa sono i duelli per la vittoria tra compagni di squadra? Esistono? E, se esistono, davvero UcCiDoNo La kOmPeTiZiOnE tRa SkUaDrE? E, se esistono, non sono frutto di OrDiNi Di SkUdErIa finalizzati a far credere che gli ordini di scuderia non esistono?
Va beh, andiamo avanti.
È domenica, sono le 14.00.
Il lato di tifosa che è in me si risveglia per un attimo alla partenza.
Vettel parte al rallenty.
Quando lo fa, tenta di chiudere Alonso.
Non è stata una buona idea, dato che Massa supera entrambi e si porta in prima posizione.
Alonso si accoda.
Vettel si accoda ad Alonso.
Le 14.00 in punto sono passate da pochi istanti e la tifosa e l'appassionata che sono in me non sono sulla stessa linea di pensiero: l'appassionata pensa che un preziosissimo gran premio stia iniziando e che sia doveroso guardarlo con gli occhi incollati al televisore per la durata totale dei suoi 67 giri, la tifosa che è in me sa che la cosa migliore da fare sarebbe scappare a gambe levate, perché quello che è successo negli ultimi dieci secondi non porterà a niente di positivo.
Alla fine la tifosa e l'appassionata giungono a un accordo.
Dopotutto è finalmente arrivata quella domenica attesa con tanti sogni a occhi aperti al sabato e tutto potrebbe essere molto breve e indolore.
Qualcosa come Suzuka 2006, per esempio.
Massa partiva dalla pole, Schumacher partiva dalla seconda posizione.
Un giro più tardi, Schumacher superava Massa senza troppe difficoltà e si portava in testa alla gara, dove sarebbe rimasto fino alla rottura del motore, molto più avanti.
Passa un giro.
Ne passano due.
Ne passano tre.
La tifosa e l'appassionata che sono in me superano i giri iniziali con un po' di stupore, uno stupore che non porta a niente di positivo.
Non sarà breve e indolore come sperato, si dicono entrambe. Non sarà breve e indolore, perché bisognerà attendere il momento del pitstop, come accadeva nei giorni di gloria in cui prima della sosta Massa era davanti a Raikkonen e dopo la sosta Raikkonen era davanti a Massa. Però là c'era l'aiuto della strategia. Senza i rifornimenti di benzina e con differenze minime tra una mescola di gomme e l'altra, non ha da essere facile. Peraltro i pitstop attualmente sono molto più rapidi che quando c'erano i rifornimenti di benzina, quindi è tutto molto più complesso del previsto.
Il momento della verità arriva intorno al 15° giro.
Rientra Alonso.
Un giro più tardi rientra Massa.
Nulla è cambiato rispetto a prima, forse il gap si è un po' ridotto.
Infatti alcuni giri più tardi Alonso si avvicina a Massa, tenta di affiancarlo, ma Massa rimane davanti, mentre Alonso si mette a sbraitare via radio che tutto ciò è ridicolo...
...
...
...oh, a proposito, ecco che certe cose iniziano a uscire allo scoperto. Forse la deduzione che nel caos del 2007 Alonso vs Hamilton fosse tutta colpa di Hamilton e della McLaren, mentre Alonso non aveva la benché minima responsabilità, non corrispondeva del tutto a realtà.
Qualche volta ho visto Hamilton e Button lottare tra di loro, quest'anno.
Non mi ricordo di avere sentito Hamilton lamentarsi che trovava ridicolo il fatto che al suo compagno di squadra fosse consentito tentare un attacco o tentare di difendersi.
Forse, tra le tante cose incompatibili l'una con l'altra, nel 2007 in McLaren, c'era l'esuberanza di Hamilton, ma c'era anche Alonso che non tollerava l'idea che, oltre alla competizione con gli altri team, ci fosse anche competizione interna al team.
Che poi Hamilton fosse più felice di avere Kovalainen che Button, come compagno di squadra, ne sono molto convinta, ma la realtà dei fatti è che se un pilota scappa via a gambe levate da un team che può vincere il mondiale per andare in Renault, dove le garanzie di successo sono molto basse, forse non dipende solo dall'esuberanza di Hamilton, ma anche dalla capacità altrui di accettare l'idea di doversi confrontare con Hamilton.
Riprendiamo.
È il 22°(?) giro quando Alonso si lamenta che il tentativo di Massa di rimanergli davanti è ridicolo.
Massa, però, sembra non pensarla come lui e mantiene la posizione.
La tifosa e l'appassionata che sono in me non riescono a credere ai loro occhi. La sensazione che Alonso taglierà il traguardo davanti a Massa permane altissima, ma si fa sempre più viva la celestiale sensazione che sì, Alonso supererà Massa, in un modo o nell'altro, ma che finalmente anche la Ferrari si sia convertita all'idea che la competizione tra membri dello stesso team è possibile.
Questa sensazione celestiale è un'illusione lunga e intensa.
È una di quelle illusioni lunghe e intense che ti fanno vivere i gran premi al cardiopalma, cosa che non succederebbe se il destino fosse già scritto.
Il destino è già scritto, l'appassionata e la tifosa che sono in me lo sanno.
Succederà qualcosa.
Succederà qualcosa e per la tifosa che è in me anche questa sarà una lunga giornata di sofferenza, ma è consolatorio sapere che l'appassionata vedrà finalmente qualcosa di positivo e di incoraggiante.
Invece no.
La tifosa è condannata a una lunga giornata di sofferenza, ma se la caverà.
I tifosi hanno molte consolazioni che vanno dal banale "sarà per un'altra volta" al sadico "sulla vettura del mio pilota preferito probabilmente non ci sarà mai un numero 1, ma limitatamente all'anno prossimo non ci sarà nemmeno un numero 2", passando per il nostalgico "avevo sempre saputo che se Massa non fosse riuscito a vincere qualcosa di concreto prima che arrivasse Alonso non ci sarebbe riuscito mai più" o per una realtà che, per vie traverse, hanno cercato di nascondere: è il 25 Luglio e il 25 Luglio di un anno fa Massa è stato colpito da una molla in testa, adesso, un anno più tardi, è vivo e vegeto e ha passato più di metà gara in prima posizione.
Gli appassionati non hanno niente di tutto ciò.
Vedono.
Vedono e sentono.
Si fanno delle idee.
È quello che succede a me, dopo un'ora di gara, forse più.
Alonso ha passato gli ultimi giri avvicinandosi progressivamente a Massa.
Al 48° giro tutti sentiamo quello che l'ingegnere di Massa ha da dire.
È un messaggio in codice.
O meglio, in teoria è un messaggio in codice, in pratica avrebbe fatto più bella figura se avesse detto tutto chiaro e tondo.
Un giro più tardi, Massa si fa da parte.
Nel caso ci fosse ancora qualcuno al mondo che non ha capito cos'è appena successo (magari ci sono telespettatori che hanno la vaschetta dei pesci rossi di fronte alla TV e qualche pesce rosso era distratto), Smedley completa l'opera con un "good job, sorry".
Ma... maledizione, se non vuoi farti cogliere sul fatto e lasciar pensare che Massa abbia frenato perché ha avuto uno svarione, gli vai anche a dire "ben fatto" dopo che si è fatto sorpassare?!
Torniamo al momento in cui viene fatto notare a Massa che, nonostante gli sia dietro e tengano più o meno lo stesso passo gara, il suo compagno di squadra è più veloce di lui.
La tifosa e l'appassionata che sono in me non riescono a credere alle loro orecchie, nel senso più negativo del termine. Si chiedono entrambe perché... ma, a scanso di equivoci, non si chiedono perché a Massa sia appena stato ordinato, velatamente e tra le righe (in modo alquanto maldestro, peraltro, dato che tutti hanno capito) di lasciare passare Alonso. Ci sono tante spiegazioni e la classifica, tutto sommato, parla abbastanza chiaramente. Poi, parlando sempre chiaramente, dice anche che i piloti McLaren e i piloti Redbull sono stabilmente davanti ad Alonso e che la Ferrari ha vinto solo due gran premi, quindi non è comunque la favorita per il titolo, ma questo è un altro discorso.
La tifosa e l'appassionata che sono in me capiscono questo aspetto.
Quello che non capiscono è altro.
Alonso partiva davanti a Massa.
Se fosse stato messo in chiaro con Massa, prima della gara, che non doveva assolutamente superare Alonso al via o che, se succedeva, doveva cedergli la posizione nell'immediato, non sarebbe successo niente di tutto ciò.
Guardiamo in faccia la realtà: la tifosa e l'appassionata che sono in me seguono la Formula 1 da tanto tempo e sanno che certe cose succedono. Hanno visto tante volte piloti opporre una resistenza pressoché nulla, o comunque non sufficiente a difendere davvero la propria posizione, quando venivano attaccati dal compagno di squadra.
L'appassionata che è in me non comprende le dinamiche di questa gara: al 22° giro Alonso attacca Massa, Massa si difende e nessuno sembra avere nulla da ridire a proposito di tutto ciò, dopo più di mezz'ora, invece, viene ordinato a Massa di lasciare passare Alonso.
Che senso ha?
E con questo voglio dire: che senso ha, se un pilota deve vincere e l'altro deve arrivare secondo, ordinare a quello che deve arrivare secondo di lasciare passare il compagno di squadra dopo un'ora di gara, in modo plateale, quando c'è sempre stata, in quell'ora di gara, la possibilità di fare invertire le posizioni?
Di risposte ne sento tante.
Al 90%, queste risposte contengono i termini "Schumacher", "Barrichello", "Todt", "Austria 2002", "quello fu un vero scandalo". Questo, a mio avviso, è un grosso problema.
Non siamo nel 2002.
Schumacher, Barrichello e Todt non c'entrano nulla con quello che succede ai giorni nostri.
L'episodio di Zeltweg 2002 fu decisamente nonsense e nessuno ne uscì con una bella immagine, ma rimane il fatto che 1) all'epoca era consentito, al giorno d'oggi no, 2) il fatto che ci sia chi ha fatto di peggio non significa che si debbano chiudere gli occhi e smettere di farsi domande su quello che succede in Formula 1 adesso, perché se andiamo avanti di questo passo, nel mondo succedono tante cose molto più brutte di un ordine di scuderia durante un gran premio di Formula 1.
Infine vorrei ricordare che, per quanto non riesco tuttora a vedere il senso di quanto accaduto a Zeltweg 2002, nessuno all'epoca di Zeltweg 2002 finse che nulla fosse accaduto e nessuno sembrò aspettarsi che quanto successo venisse completamente ignorato.
Siamo nel 2010.
Il GP di Germania è terminato.
Via radio si sentono complimenti nei confronti di Alonso.
Qualcosa del tipo: bellissima giornata, bellissima gara, sei sempre stato il più veloce, era scontato che saresti riuscito a dominare.
Si sentono anche complimenti nei confronti di Massa.
Qualcosa del tipo: complimenti, sei tornato quello di una volta. Sì, come no, quello che frenava per Schumacher e per Raikkonen.
Poi c'è il podio.
C'è un clima di imbarazzo generale, l'unico esente è Vettel.
Poi c'è tutto quello che viene dopo al podio...
...
...
...
...ed è lì che l'appassionata che è in me ne ha davvero abbastanza.
Non so se mi spiego, ma l'ultima cosa che mi aspettavo era ascoltare interviste di questo stampo:
"Pensate che ci saranno polemiche per il sorpasso?"
"Quale sorpasso?"
Se è vero che il fine giustifica i mezzi, almeno mi aspetterei un po' di coerenza. Un "probabilmente sì, ma se vogliamo puntare al mondiale dobbiamo correre questo rischio" o un "effettivamente ci siamo fatti sorprendere più di quanto avremmo voluto" era l'unica speranza che mi era rimasta.
Quando l'ho vista crollare, ho capito definitivamente che le logiche di squadra non sono qualcosa che fa per me, perché sì, è vero "anche gli altri team hanno un numero uno e un numero due ed è così da sempre!!!!!!!!!", ma intanto io di compagni di squadra che almeno occasionalmente lottavano per posizioni o addirittura vittorie ne ho visti.
Sarei felice di vedere Hamilton vincere il mondiale contro Button, o viceversa.
Sarei felice di vedere Webber vincere il mondiale contro Vettel, o viceversa.
Infine, solo per oggi, sono felice di vedere Schumacher concludere la gara contemplando il retrotreno di Rosberg. Non mi risulta che si sia messo a sbraitare mentre succedeva o che abbia trovato la cosa particolarmente ridicola, quindi è un segnale incoraggiante: arrivati a una certa età, forse, si comincia a rinsavire.
Curiosità: il giorno successivo al Gran Premio d'Austria 2002, quello del famoso ordine di scuderia a causa del quale all'ultimo giro Barrichello lasciò passare Schumacher, che andò a vincere il gran premio, fu il giorno in cui, più di ogni altro, sentii parlare di Formula 1 in contesti in cui abitualmente era raro sentire parlare di Formula 1. A scuola, durante l'ora di storia, eravamo in molti a passarci un giornale e, tenendolo sotto al banco, a leggere l'articolo che parlava del gran premio. Terminò l'ora e, quando la professoressa uscì dall'aula, si fermò in corridoio a parlare del gran premio con la bidella.
Altra curiosità, un po' decontestualizzata: nella lingua locale "gran premio" è "Grosser Preis", che suona un po' come "grossa presa"... per i fondelli, ovviamente, e mi pare una definizione perfetta per quello che abbiamo visto.
RISULTATO: 1. Fernando Alonso (Ferrari), 2. Felipe Massa (Ferrari), 3. Sebastian Vettel (Redbull), 4. Lewis Hamilton (McLaren), 5. Jenson Button (McLaren), 6. Mark Webber (Redbull), 7. Robert Kubica (Renault), 8. Nico Rosberg (Mercedes), 9. Michael Schumacher (Mercedes), 10. Vitaly Petrov (Renault), 11. Kamui Kobayashi (Sauber), 12. Rubens Barrichello (Williams), 13. Nico Hulkenberg (Williams), 14. Pedro De La Rosa (Sauber), 15. Jaime Alguersuari (Toro Rosso), 16. Vitantonio Liuzzi (Force India), 17. Adrian Sutil (Force India), 18. Timo Glock (Virgin), 19. Bruno Senna (HRT), RIT. Heikki Kovalainen (Lotus), RIT. Lucas Di Grassi (Virgin), RIT. Sakon Yamamoto (HRT), RIT. Jarno Trulli (Lotus), RIT. Sebastien Buemi (Toro Rosso). /// CLASSIFICA: Hamilton 157, Button 143, Webber 136, Vettel 136, Alonso 123... McLaren 300, Redbull 272, Ferrari 208...
In finale di commento, vorrei rispondere ad alcune F.A.Q. a proposito della mia presunta indignazione sugli eventi del Gran Premio di Germania, perché si sa che spesso, nel fare un'affermazione si rischia di aprire un dibattito interminabile, specie se sono coinvolti personaggi che si vestono di rosso.
In tal modo, chiunque abbia dei dubbi a proposito del mio punto di vista, che ho cercato di esporre nel modo più imparziale possibile, dovrebbe avere le idee chiare... Anche se dubito che accadrà, perché gli ambasciatori dell'Unica Verità hanno l'abitudine di sentirsi attaccati anche quando nessuno li sta attaccando.
1) Perché critichi la Ferrari per avere fatto passare Alonso? Ha molti più punti di Massa in classifica.
Infatti concordo, Alonso ha più punti di Massa in classifica e già li aveva prima del gran premio di Germania. Appunto per questa ragione - e non solo per questa - non appena ho visto Massa in testa davanti ad Alonso ho capito che quelle non sarebbero state le posizioni che avrei visto al traguardo. Tuttavia, come ho già citato, ci sono molti modi in cui un team può invertire le posizioni tra i due piloti, la maggior parte dei quali mi sembrano ben più etici e ben più sensati del dare un ordine di scuderia a oltre due terzi di gara. Le alternative non erano impossibili; anzi, erano molto plausibili. Infine, se proprio dovevano scegliere questa, avrebbero potuto gestire la situazione in modo meno imbarazzante. Affermare nella stessa frase "non c'è stato nessun ordine di scuderia" e "alla fine lo fanno anche gli altri" mi sembra abbastanza contradditorio così come fingere che Alonso non sia mai passato davanti a Massa.
2) Quando accadde tra Schumacher e Barrichello non ti indignasti così tanto, vero? e all'epoca Schumacher era stabilmente in testa alla classifica.
Questa domanda è più complessa di quello che potrebbe sembrare, perché parte da un'idea di chi me la sta ponendo. Nel 2002 avevo quattordici anni, non possedevo un computer e una connessione internet, non sapevo usare internet e a malapena sapevo usare un computer, l'unica persona con cui parlavo di Formula 1 per il momento non aveva mai visto un solo gran premio e non le importava un bel nulla di Schumacher e Barrichello e tutto ciò che facevo era, quando non avevo argomenti più interessanti, scrivere le mie impressioni sui gran premi sul mio diario segreto. Il caso vuole che in terza media preferissi scrivere a proposito di amici, amiche, ragazzini che mi piacevano e dell'imminente esame di licenza media, quindi mi limitassi ad appuntare il risultato, e neanche sempre. Quindi in base a che cosa si afferma che non mi indignai tanto?
Per il resto sì, è vero, non mi indignai tanto, per quello che ricordo, però ero al contempo probabilmente convinta che ogni problema tecnico che capitava a Barrichello fosse derivante dal fatto che in quell'occasione la sua vettura andava più forte di quella di Schumacher e che fosse necessario fermarlo per impedire che gli arrivasse davanti. Era ovviamente una teoria campata in aria: la realtà era semplicemente che Barrichello era nella maggior parte dei casi meno veloce di Schumacher, che era pagato per arrivargli dietro anche quando era realisticamente possibile arrivargli davanti e che Schumacher non si sarebbe accontentato di arrivare dietro al suo compagno di squadra.
Se un fatto del genere accadesse oggi, con le stesse modalità, probabilmente sarei molto indignata. Però vorrei aggiungere che riconosco alla Ferrari nel 2002 il pregio di avere detto sinceramente come stavano le cose, qualcosa del tipo: "è vero, Schumacher ha un vantaggio notevole, ma dobbiamo essere pronti a ogni eventualità e basterebbe un infortunio per fargli perdere terreno in classifica, pertanto abbiamo pensato di fargli vincere questo gran premio; una volta che avrà vinto il mondiale non faremo più la stessa cosa e anche Barrichello potrà lottare per vincere dei gran premi". Se qualcuno avesse affermato senza nascondersi e fin da subito che se la Ferrari vuole provare a vincere il titolo Alonso deve accumulare punti il più possibile e che quello che è successo era necessario, non mi sarei indignata così tanto. Non sono nata ieri. So che Massa non ha frenato troppo presto al GP del Giappone del 2006, così come so che se Massa ha fatto di tutto per farsi passare da Raikkonen tramite pitstop al GP del Brasile 2007 c'era una precisa logica. Semplicemente mi aspettavo che succedesse la stessa cosa anche in questo gran premio. Se fosse successo, nessuno avrebbe dovuto giustificare nulla.
3) Sì, ma sei pur sempre una fan di Massa e non l'hai mai nascosto... Non puoi nasconderlo adesso.
Chi lo nasconde? Il 90% delle persone con cui parlo di Formula 1 sanno perfettamente di chi sono tifosa e sanno perfettamente che sono consapevole fin dal lontano 2006 che Massa stava in Ferrari come seconda guida. Se ti può consolare, quando al GP di Turchia 2006 entrò la safety car e tutti rientrarono ai box, quando Massa era primo e Schumacher secondo, sono stata molto felice che Alonso sia uscito dai box in seconda posizione mettendosi tra Massa e Schumacher, perché sapevo che in quel modo era impossibile che Massa potesse cedere la prima posizione a Schumacher. Sapevo che, se non ci fosse stato Alonso tra di loro, sarebbe verosimilmente accaduto. In questa occasione ho sperato finché ho potuto che Vettel potesse mettersi in mezzo a Massa e Alonso, ma era troppo lontano per impensierirli, quindi non è successo.
Il mio punto di vista sull'accaduto - che, lo ribadisco ancora una volta, permane lo stesso: se dovete farlo, fatelo con decenza, dato che ne avete la possibilità - non mi sembra particolarmente influenzato dal tifo, anche perché in giro per il web ho trovato ben più di una persona che condivide, almeno in parte, il mio parere. Guarda caso, quelli più estremisti sono in grande maggioranza fanboy della Ferrari, fanboy di Alonso o fanboy della Ferrari che fino a un anno fa dicevano tutto il male possibile di Alonso e che al giorno d'oggi lo portano su un piedistallo. Quindi, prima di accusare gli altri di essere acciecati dal tifo solo perché si pongono delle domande su un fatto che comunque è vietato dal regolamento (cfr. Articolo 39.1, che sostiene che gli ordini di scuderia volti a stravolgere il risultato di un gran premio non sono consentiti, applicato a partire dal 2003 proprio in risposta al fattaccio di Zeltweg 2002), bisognerebbe farsi qualche domanda.
4) Anche la Redbull ha fatto la stessa cosa al GP di Turchia. In quel momento, però, non ti sei indignata.
Non so che cosa il box Redbull abbia ordinato ai suoi piloti a Instanbul, però ammesso che abbiano ordinato a qualcuno di far passare qualcun altro, non mi sembra che i piloti abbiano preso quegli ordini molto alla lettera.
Stiamo parlando di ordini di scuderia volti a far vincere chi è secondo e a far arrivare secondo chi è in testa. Al GP di Turchia non è accaduto niente di tutto ciò. Anzi, è accaduto che i due piloti siano venuti a contatto, con uno costretto al ritiro e uno che ha perso due posizioni, mentre erano stavano duellando per la prima posizione.
Vedere parallelismi laddove non ce ne sono, mi sembra fin troppo campato in aria per poterla usare come argomentazione, campato in aria al punto tale che questo commento può anche terminare, con l'augurio di ritrovarci dopo il GP d'Ungheria della prossima settimana con tante cose più "normali" di cui parlare.
Iscriviti a:
Post (Atom)

